giovedì 30 novembre 2017

LUCIDO MARIO

[Qui non si tratta di biliardo, non si tratta di sesso, né si tratta di amore, ma solo di soldi: insomma, il più bravo è solo quello che ha più soldi. PAUL NEWMAN - Eddie Felson] Dopo non pochi mesi, risale all’inizio di questa estate il blocco del mio telefono con le sue applicazioni, superMario a fine mese mi ha rimosso dal gruppo Aviapartner Palermo. Finalmente non leggerò più i suoi presunti turni con i rispettivi commenti dei colleghi che si accaniscono sulla sintassi usata anche dall’immortale Dante.  Non è mai troppo tardi, Mario. Questa è la dimostrazione che quando ti applichi riesci, coraggio ci sono margini di miglioramento, anche se la vedo molto dura.  Mi auguro soltanto che tale esclusione ci sarà anche in estate. L’ultimo messaggio pervenuto riguardava il mancato invio della busta paga di settembre per un problema momentaneo(?)al sistema informatico. Succedono tutte a Palermo. Dai carrelli con pendenze unilaterali, dai turni e relativi mansionari della serie fammi ridere, ros che non sanno manovrare i mezzi complessi e chiamano la Gh o delegano gli stagionali per lavori di loro competenza … E siccome siamo in Italia nessuno si dimette, o quanto meno, viene rimosso.    

Nasce De Piante Editore

[Se lavori nella palude per cercare i serpenti ti trasformi in una bestia, il fango diventa casa tua e così puzzi di morte. Rocco Schiavone]  'Pochi libri per pochi': con questo motto si è presentata per la prima volta al pubblico  a Milano la neonata De Piante Editore, una casa editrice nata con il progetto esplicito di creare libri da custodire come opere d'arte, improntati alla scoperta o alla riscoperta di rarità o inediti del patrimonio letterario italiano. A partire dal primo volume di recente pubblicazione e da questi giorni in vendita, 'Non posseggo nemmeno una Divina Commedia', raccolta stampata in 500 copie di tre lettere inedite di Eugenio Montale: scritte negli anni '50 al grecista Manara Valgimigli e provenienti dal Fondo Valgimigli di Ravenna, le epistole ritraggono la figura umana del poeta, non privo di furbizie, cinismo e pigrizia nel cercare di farsi includere nella giuria di un premio letterario, nel chiedere aiuto per scrivere un articolo su Pascoli o nell'accampare scuse pur di non partecipare a un convegno su Dante Alighieri.  "L'idea di aprire questa casa editrice viene dal mio lavoro nella progettazione della stampa - ha raccontato la fondatrice Cristina Toffolo De Piante - Ma in un periodo in cui gli editori senza idee creative sono in fila per chiudere, noi abbiamo deciso di pubblicare dei libri-gioiello: è una scommessa, ma fatta con la testa e con responsabilità verso collaboratori e fornitori". Con una cura del particolare, dalla stampa alla carta, la De Piante con i cofondatori e giornalisti Angelo Crespi e Luigi Mascheroni si è proposta di dare vita a un progetto che punta al pregio artistico e tipografico fin dalle sovracoperte, come quella del pittore astratto Roberto Floreani che impreziosisce questa prima pubblicazione: "Dire che vogliamo fare libri per pochi non è snobismo, ma voglia di divertirci con una qualità editoriale tutta italiana", spiega Mascheroni. Nel 2017 la De Piante si propone di pubblicare 4 libri (con tiratura di 300 copie) tra cui un racconto inedito di Piero Chiara su un viaggio in macchina con Ezra Pound dal castello Brunnenburg del poeta a Milano, e un articolo del 1974 di Fruttero e Lucentini che espone quattro immaginarie trame eversive da suggerire ai giornalisti per descrivere gli anni di piombo, e sono in corso trattative per due carteggi inediti, di Guido Morselli e di Carlo Emilio Gadda. "Noi giochiamo di retroguardia, con testi non ideologici né rivoluzionari, libri inutili che però sono preziosi nelle nostre librerie piene di brutti libri, specie in un momento in cui si intravede un nuovo margine di crescita per il libro cartaceo", dice Crespi. 

Dove si celebra il vino

[Il Pontefice [Benedetto XVI] gode del mio massimo rispetto personale, come figura che unisce una grande cultura a una grande sensibilità. L'opera che ha svolto per il dialogo fra le fedi è notevole. Barack Obama] Ogni anno in Europa si susseguono decine e decine di eventi, fiere e appuntamenti importanti dedicati al vino. Passeremo in rassegna i 10 principali eventi di Vino in Europa, che sicuramente gli appassionati e gli intenditori non vorranno lasciarsi sfuggire.  Si tratta di occasioni uniche per testare nuovi vini deliziando il palato, per partecipare a Workshop e convegni tematici, conoscere i migliori sommelier. Molto spesso però l’ingresso ai saloni internazionali è ristretto ai soli addetti ai lavori: ristoratori, importatori, produttori, distributori. Eventi Enogastronomici e Festival sono invece aperti al pubblico in generale.  Ci sono aree in Italia e più in generale in Europa che per la loro particolare ubicazione geografica sono garantite da una denominazione di origine dei propri vini. Storicamente i vigneti hanno contribuito all’economia di un determinato territorio, entrando a far parte anche del patrimonio culturale dello stesso. E ogni anno il RECEVIN, proclama la città europea del vino, contribuendo alla diffusione della cultura del vino e alla promozione del territorio.wine-press-1208819. Il 2016 è stato proclamato l’anno dell’Italia e l’area selezionata è stata quella della denominazione Conegliano Valdobbiadene (Docg).  Al di là delle particolari vocazioni territoriali, gli eventi e le manifestazioni enologiche che si svolgono nelle principali città europee hanno col tempo acquisito prestigio confermandosi in tal modo appuntamenti di rilievo del settore. Vinitaly: la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino, si svolge a Verona e la prossima edizione si terrà dal 9 al 12 aprile 2017. L’ultima edizione, la cinquantesima, ha visto la partecipazione di oltre 130mila operatori, dei quali 50mila provenienti dall’estero.  Più di 4.100 espositori da più di 30 Paesi diversi. “Una manifestazione che da 50 anni promuove nel mondo il vino italiano e la sua cultura”, ha dichiarato il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, confermandosi come protagonista dell’internazionalizzazione del vino made in italy. ProWein: fiera dedicata solo ai visitatori specializzati che operano nei settori del commercio al dettaglio e all’ingrosso, della gastronomia, dell’alberghiero. Ogni anno vengono presentati vini e liquori di oltre 50 Paesi del mondo, senza mai tralasciare le ultime novità e la sempre più richiesta produzione biologica. La ProWein di Düssendorf vi aspetta il prossimo anno dal 19 al 21 marzo. Vinexpo: creata nel 1981 è diventata il punto di riferimento a livello internazionali per operatori e addetti ai lavori. La città di Bordeaux che ospita la fiera è rinomata non solo come patria del vino d’oltralpe, ma anche come centro di Vinoterapia, uno dei più famosi in Europa. Una formula che prevede oltre agli stand di vino e spirits, anche workshop, seminari e convegni. E, dato il grande successo, la formula è stata esportata anche ad Hong Kong e a Tokyo, mentre la prossima edizione in Francia si terrà dal 18 al 21 giugno 2017. London Wine Fair: come sempre ogni anno si conferma tra gli appuntamenti fieristici più rilevanti del settore. Tra buyers, giornalisti, visitatori e commercianti riesce a raggruppare quasi 20mila persone provenienti da tutto il globo. Apprezzatissimo dai più lo Speaker’s Corner, un angolo informale dove chiunque può sentirsi libero di esprimersi. Solitamente l’appuntamento è a maggio e ospitato nella suggestiva cornice londinese della stazione ferroviaria Olympia Station. Wine Prague: Fiera Internazionale del Vino per professionisti e pubblico specialistico. Gli spazi espositivi sono ben accessibili e moderni dotati di tutti i servizi necessari. Praga costituisce il centro nevralgico dell’Europa, per cui la fiera si pone anche come punto di incontro per raggiungere i clienti dell’Europa centrale e orientale. Non resta che farci un salto, dal 29 al 31 maggio 2017. Wurstmarkt di Durkheim: anche se letteralmente la parola Wurstmarkt sta a significare mercato delle salsicce, si tratta di una delle feste di vino più antiche e più grandi in assoluto. Ogni anno scorrono circa 300mila litri di vino richiamando oltre mezzo milione di visitatori. Da marzo a novembre vi è sempre una festa del vino in uno dei comuni vitivinicoli della zona. Gourment Festival di Düssendorf: a fine agosto (dal 26 al 28) la famosa Königs Alle ospita questo festival gastronomico. Non è un evento dedicato esclusivamente al vino ma all’intero mondo del food and beverage internazionale, biologico e di qualità che vale la pena visitare almeno una volta. Più di 30mila visitatori ogni anno degustano e acquistano presso gli stand del festival. Rheingau Wine Festival: per gli amanti del buon vino dal 31 agosto al 09 settembre si vola a Francoforte. La regione Rheingau è per l’appunto nota per i suoi ottimi vini, con circa 3mila ettari di vigneti, le cantine della zona offrono anche piacevoli tour guidati. Infine chiudiamo la rassegna con due ottimi festival rispettivamente dalla Spagna e dall’Ungheria. Rioja Wine Harvest Festival: si tratta di un festival tradizionale legato al patrono San Matteo (21 settembre) e alla vendemmia. Per un’intera settimana è possibile degustare specialità gastronomiche e accompagnarle a del buon vino. L’evento è ospitato dalla città spagnola di Logroño. Un’ottima occasione per vedere dal vivo l’affascinante momento della pigiatura dell’uva.  Budapest Borfesztivál: il wine festival di Budapest si terrà quest’anno dall’8 all’11 settembre nella splendida location del Buda Castle, sul fiume Danubio. Centinaia di espositori ungheresi e internazionali  saranno ben lieti di far conoscere al pubblico i propri vini e non solo. Durante il festival la città sarà animata da spettacoli, danze e workshop.

Birgi a caccia di vettori

[Se farete delle telefonate per me, se andrete su barackobama. com e scoprirete dove votare e se resterete con me, al mio fianco, allora vi prometto che non solo vinceremo le elezioni, ma lo faremo insieme e insieme cambieremo questo paese e cambieremo il mondo. Grazie. E che Dio vi benedica! (dal video di trenta minuti del 29 ottobre 2008, trasmesso su sette canali televisivi)   citazione necessaria. Barack Obama] Pubblicato il bando per la ricerca del nuovo vettore che dovrà promuovere l’aeroporto di Trapani Birgi. Lo comunica l’Airgest, la società che gestisce lo scalo, sul proprio sito in cui si legge che è stata avviata la seconda fase della procedura ristretta per l’affidamento dei servizi di promozione territoriale e che l’importo del bando, suddiviso in tre lotti, è di circa 14 milioni di euro al netto dell’Iva. La scadenza per la ricezione delle offerte è fissata per le 13 del prossimo 19 dicembre. Agli operatori che avevano manifestato interesse nella fase di preinformazione, sono state inviate le lettere di invito a proporre offerte tecnico economiche. Si tratta di fondi che derivano, per il 77%, da stanziamenti della Regione e per il restante  23% dalle risorse destinate dai comuni che hanno supportato l’iniziativa (Marsala, Favignana, San Vito Lo Capo, Mazara del Vallo, Castellammare del Golfo, Erice, Valderice, Petrosino, Custonaci, Paceco, Salemi, Calatafimi-Segesta, Buseto Palizzolo, Campobello di Mazara ed Alcamo). In realtà la cifra è inferiore ai 20 milioni previsti originariamente poiché alcuni comuni non hanno aderito, tra cui Trapani. http://www.airgest.it/attivita-959/

martedì 28 novembre 2017

Inizia processo Eternit

[Mai,mai,mai riconoscere un difetto!] Cgil, Cisl e Uil presenti al presidio del 27 novembre nel piazzale antistante la sede del tribunale di Napoli, in occasione della prima udienza del processo per le morti di Eternit Spa, produttrice di manufatti in amianto che aveva stabilimenti a Napoli Bagnoli, Casale Monferrato (Alessandria), a Reggio Emilia e a Cavagnolo, in provincia di Torino. Il sindacato sarà con le associazioni delle vittime amianto per ottenere un processo "esemplare" ai vertici della Eternit. Un procedimento giudiziario che è il risultato di 20 anni di lotte sindacali sui problemi che riguardano l'ambiente e la sicurezza nei luoghi di lavoro e di comitati nati a Bagnoli e Coroglio, di tanti lavoratori e cittadini. "Con il presidio di lunedì - si legge in una nota congiunta dei sindacati - vogliamo richiamare l'attenzione anche della Regione Campania sui forti ritardi nell'attuazione del piano regionale Amianto già oggetto di una piattaforma presentata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil nel 2015 e ad oggi ancora in attesa di risposta". "L'apertura del dibattimento a Napoli è anche un parziale risarcimento alla prescrizione decisa nella sentenza del processo svoltosi a Casale Monferrato. Dopo il processo di Casale Monferrato - si legge ancora nella nota - , quello che si apre a Napoli può diventare il più grande processo nei confronti di produttori di amianto, che individua come vittime non solo i lavoratori direttamente coinvolti nelle produzioni ma anche gli abitanti della città". Allo stabilimento Eternit di Bagnoli ci sono stati 134 morti per tumore polmonare, nove per cancro alla laringe, 258 per abstosi polmonare, 65 per mesioteloma e molti altri lavoratori e cittadini dei dintorni dello stabilimento ammalati delle stesse patologie.

domenica 26 novembre 2017

Blu panorama vola in Cina

[Nessun presidente deve mai esitare a usare la forza, unilateralmente se è necessario, per proteggere noi stessi e i nostri interessi vitali quando siamo attaccati o minacciati di essere attaccati. Barack Obama] Il prossimo 15 giugno atterrerà all’aeroporto Marconi di Bologna il primo volo diretto da Nanchang, capoluogo dello Jiangxi, nel Sud-Est della Cina. Nelle settimane successive, atterreranno e partiranno da Bologna altri voli da/per la Cina, per un totale di 60 voli in arrivo e altrettanti in partenza. L’accordo che sancisce l’avvio delle nuove rotte charter è stato ufficializzato presso l’ambasciata Italiana a Pechino dall’amministratore delegato di AdB Nazareno Ventola, dal direttore business aviation e comunicazione di AdB Antonello Bonolis, dal vicepresidente di Blue Panorama Airlines, Remo Della Porta, e dal vice presidente del tour operator cinese Phoenix Li Jia. Dell'interesse verso il Paese asiatico aveva parlato al Biz Travel Forum Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, che ha acquisito la compagnia.“E’ veramente con grande soddisfazione ed orgoglio – ha commentato il presidente di AdB Enrico Postacchini – che oggi annunciamo l’avvio dei primi voli diretti con la Cina, un obiettivo voluto dal territorio e fortemente perseguito da tutta la nostra società. Un grazie va anche agli enti locali, regionali e di promozione turistica, che in questi mesi hanno lavorato al nostro fianco”. I voli con la Cina arrivano dopo l’ottenimento, da parte del Marconi, della certificazione di accoglienza Welcome Chinese della Chinese Tourism Academy, il riconoscimento governativo cinese che attesta l’offerta di servizi aeroportuali pensati per il passeggero cinese e che favorisce l’entrata nel mercato cinese.

Ernest Airlines scopre l’Albania

[America, questo è il nostro momento. Questa è il nostro tempo. Il tempo di voltare pagina rispetto alle politica del passato. Il tempo di apportare una nuova energia e nuove idee alle sfide che abbiamo di fronte. Il tempo di offrire una direzione nuova al Paese che amiamo. Barack Obama] La frequenza sarà bisettimanale, martedì e sabato. La nuova destinazione si aggiunge alle 7 già operative "ma altre ne arriveranno in tempi brevi" assicura il vettore. Partono a dicembre i nuovi voli di Ernest Airlines che collegano Cuneo alla capitale albanese Tirana. La frequenza sarà bisettimanale con partenze martedì e sabato. “Per i passeggeri che viaggiano tra Italia e Albania, Ernest è diventato un vettore di riferimento per qualità e prezzo”, commenta il Ceo di Ernest David Girhammar. “La nuova destinazione si aggiunge alle sette già operative dalla scorsa primavera su Milano Malpensa, Bergamo, Pisa, Firenze, Verona, Venezia e Bologna. Possiamo assicurare ai nostri passeggeri che in tempi brevi ne arriveranno altre”. "Con questo nuovo volo contribuiamo ad avvicinare ulteriormente l'Albania al Piemonte, agevolando lo scambio culturale ed imprenditoriale tra le due realtà, con la certezza che sarà sicuramente strumento per creare nuove opportunità di sviluppo reciproco", aggiunge Anna Milanese, direttore generale dell’aeroporto di Cuneo.

venerdì 24 novembre 2017

È record di indagati all’Ars

[La paura è una rimessa.]  Il nuovo parlamento siciliano, uscito dalle elezioni del 5 novembre, non si è ancora insediato ma sei deputati sono già nell'occhio del ciclone delle vicende giudiziarie, anche se non tutti sono formalmente indagati.L'ultimo a entrare nella lista degli inquisiti per riciclaggio è Luigi Genovese, figlio di Francantonio, altro recordman delle preferenze, che alla verde età di 21 anni ha ottenuto nella lista di Forza Italia nel collegio di Messina quasi 18 mila voti. Genovese è anche il più giovane dei 70 deputati eletti. Il padre Francantonio, cui ora la Guardia di finanza ha sequestrato un ingente patrimonio, aveva lasciato il Pd che aveva votato alla Camera per il suo arresto e aveva aderito a Forza Italia. Era coinvolto in un'inchiesta sui corsi d'oro della formazione siciliana e per questo è stato condannato in primo grado a 11 anni di reclusione. Sempre a Messina la Procura indaga, per evasione fiscale, su Cateno De Luca dell'Udc finito agli arresti domiciliari. Una volta scarcerato e assolto per altre vicende giudiziarie, De Luca ha pesantemente attaccato la magistratura. Un altro neo eletto all'Assemblea regionale con 6.554 preferenze, Riccardo Savona di Forza Italia, è indagato con la moglie per truffa e appropriazione indebita nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza operazioni di compravendite immobiliari fittizie. Di compravendita di voti (25 euro l'uno) è accusato invece Edy Tamajo che alle regionali è risultato il più votato a Palermo nella lista di Sicilia futura, una formazione che fa capo all'ex ministro Salvatore Cardinale e che ha sostenuto il candidato presidente del centrosinistra Fabrizio Micari.    Il voto di scambio fa capolino in un'altra inchiesta della Procura di Catania sul caso di Antonio Castro (Forza Italia): in un servizio delle Iene una donna ha raccontato di avere ricevuto in campagna elettorale una promessa di 50 euro in cambio del voto per Castro, il quale ha replicato tramite i suoi legali di essere vittima di un'informazione "aggressiva e scandalistica".Castro, in ogni caso, non è stato eletto. A Catania un altro "mister preferenze", Luca Sammartino, eletto con oltre 30 mila voti nella lista del Pd, ha annunciato querele per un video diffuso dal M5s. Viene ipotizzato che un'anziana donna interdetta, ricoverata in una casa di cura, sia stata indotta a votare per Sammartino. Su questa vicenda la Procura ha aperto un'inchiesta a carico di ignoti dopo la denuncia presentata dal figlio della donna. 



Michael Flynn collabora

[La paura è fatica buttata.] Il giorno del Ringraziamento ha portato una pessima notizia al presidente Usa Donald Trump. Il suo ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale, il generale in congedo Michael Flynn, durato in carica solo 24 giorni perché mentì al vicepresidente Mike Pence sui suoi rapporti con l'allora ambasciatore russo Serghey Kislyak, inizia a prendere le distanze dall'inquilino della Casa Bianca. Sintomo di un possibile inizio di una collaborazione con il procuratore speciale sul Russiagate, Robert Mueller. Secondo il New York Times gli avvocati di Flynn hanno formalmente informato la squadra legale della Casa Bianca che non potranno più parlare o condividere informazioni con loro su alcun aspetto dell'inchiesta in corso. "Un indizio che Flynn o sta collaborando (con Mueller, cui avrebbe tanto da dire) o sta trattando un accordo", scrive il Nyt, che potrebbe vederlo patteggiare una pena minore, se non l'impunità totale in cambio della testimonianza contro Trump. Fino all'ultimo sviluppo, i legali di Flynn hanno condiviso ogni elemento dell'inchiesta sull'ingerenze di Mosca nel processo elettorale delle presidenziali, che videro Trump vincere, e i contatti tra membri dello staff dell'attuale presidente con funzionari di Mosca. Cosa che Flynn ha fatto. I contatti tra Flynn - nominato da Barack Obama a capo della Defence Intelligence Agency (Dia, la Cia con le stellette) e rimosso dopo pochi mesi - e il Cremlino risalgono al 2015 quando venne invitato ad un cena a Mosca dove incontrò il presidente Vladimir Putin. Flynn era anche presente all'incontro del genero del presidente, Jared Kushner, anche lui nel mirino di Mueller, e l'ambasciatore russo durante la fase di transizione (dall'8 novembre 2016, vittoria dell'elezioni, al 20 gennaio 2017, insediamento alla Casa Bianca). Casa Bianca, che per bocca dell'avvocato Ty Cobb, ha specificato che nè Flynn o altre persone vicine a Trump hanno alcun elemento per poter incriminare il presidente.
   

mercoledì 22 novembre 2017

RITIRATA STRATEGICA?

[Meglio strisciare che fermarsi.]Apprendo, con dovuto rammarico, che due dei nostri (Ap Palermo) hanno incontrato difficoltà a Venezia. Due ros che a Palermo se la tirano, proprio perché capi squadra, non sono stati capiti in terra Veneta.E dire che a Palermo sono due schegge, esageratamente aziendalisti, tanto che uno sarebbe rsa della uil (ma la uil a Venezia esiste?). Nella città del leone si pensava di aver mandato due leoni adulti, maschi, dominanti ... ma che, alla fine, sono risultati delle facili prede.




martedì 21 novembre 2017

Gli Usa restano in Siria

[Colui a cui dai, poi pretende.] Rispondendo a una domanda sullo statuto delle truppe USA in Siria, il segretario della Difesa, James Mattis, ha asserito che gli Stati Uniti hanno ricevuto l’avallo delle Nazioni Unite per scacciarvi Daesh. Proseguendo, nella foga del discorso ha altresì dichiarato che, per impedire il ritorno di Daesh, le truppe non si ritireranno finché il processo di Ginevra non avrà termine. Il governo costituzionale di Damasco da tempo denuncia l’occupazione illegale americana del nord della Siria e i numerosi insediamenti militari alla frontiera irachena e nel sud del Paese. In Siria l’Isis ha perso quasi tutto il territorio che controllava, dopo aver abbandonato a ottobre Raqqa, considerata la capitale di Daesh nella nazione levantina, ed essersi trovata a difendere la sua ultima roccaforte nel paese, Albu Kamal, dagli assalti delle forze filogovernative siriane, sostenute dai raid aerei russi. La missione che ha portato gli Stati Uniti in Siria, a sostegno delle milizie curde che hanno strappato Raqqa ai jihadisti, è quindi prossima al successo. Washington, però, non vuole ritirarsi dal paese mediorientale, considerato zona d'influenza di Mosca, che sulla costa siriana ha un'importante base militare, quella di Tartus.
A inizio settimana il segretario alla Difesa James Mattis ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno intenzione di proseguire l’intervento in Siria per perseguire l’obiettivo a lungo termine degli Stati Uniti, ossia prevenire il ritorno di “un’Isis 2.0”, e preparare il terreno al processo diplomatico necessario a evitare nuovi spargimenti di sangue tra gli attori che, dopo la sconfitta di Daesh, si ritroveranno a contendersi un Paese straziato da oltre sei anni di guerra civile. “Non ce ne andremo adesso che il processo di Ginevra sta iniziando”, ha dichiarato Mattis, riferendosi ai negoziati di pace promossi dalle Nazioni Unite. Il ministero degli Esteri di Damasco ha reagito con un comunicato che accusa gli Stati Uniti di aver attaccato la Siria, conducendo operazioni militari senza il permesso del governo. “La presenza di forze statunitensi o qualsiasi altra presenza militare straniera in Siria senza il permesso del governo siriano costituisce un atto di aggressione e un attacco contro la sovranità della Repubblica araba siriana, così come una violazione della carta e dei principi delle Nazioni Unite”, ha dichiarato il ministero, chiedendo il ritiro immediato delle forze USA. Anche la Russia, alleata del governo di Assad, si è detta contraria alla permanenza statunitense nel paese, con il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, che ha definito tale presenza "illegittima". “Sottolineiamo il fatto che la presenza nostra e degli iraniani in Siria è giustificata dall’invito del governo legittimo”, ha detto Lavrov in una conferenza stampa a Mosca, "notiamo invece che la presenza della coalizione formata dagli Stati Uniti è illegittima”. Secondo quanto dichiarato all’agenzia governativa TASS, Lavrov ritiene che l’intervento degli Stati Uniti in Siria debba considerarsi concluso con la sconfitta dell’Isis, citando quanto gli avrebbe riferito il suo omologo statunitense Rex Tillerson. Il governo russo ha addirittura accusato gli Stati Uniti di aver offerto copertura ai miliziani Isis, ostacolando i tentativi delle truppe lealiste di espugnare Albu Kamal, l’ultimo centro di rilievo controllato dal sedicente Stato islamico in Siria. L'accusa è poi stata smentita da un team di fact-checker che hanno costretto il ministero della Difesa russo a ritrattare alcune foto annunciate come incriminanti. I maggiori sostenitori della permanenza Usa in Siria sono i curdi, che hanno beneficiato del sostegno anche militare alle milizie raccolte sotto l'ombrello delle Forze democratiche siriane, sostegno grazie al quale hanno finito per controllare quasi un quarto del Paese. Il principale partito curdo siriano, tramite un messaggio di uno dei suoi leader, ha dichiarato di favorire la continuazione dell’intervento USA in Siria. “Senza riuscire a ottenere una soluzione politica alla crisi siriana, e con la continuazione degli interventi di Turchia e Iran, e la presenza perdurante di gruppi associati a al Qaeda in Siria, è meglio che l'operazione della coalizione prosegua", ha dichiarato alla Reuters Shahoz Hasan, presidente del partito. I curdi sperano in un cambiamento in senso federale della costituzione, per legittimare la loro presenza territoriale. Anche il presidente turco Erdogan si è lamentato dell’intervento statunitense, accusando Washington di sostenere i combattenti curdi e complicare la situazione in Siria. Una questione che Erdogan approfondirà il prossimo 22 novembre a Sochi, dove incontrerà il presidente russo Putin.

Israele - Arabia Saudita alleate?

[Chi semina affetto? Raccoglie ricatto.] In un’intervista radio nella quale il Ministro degli Esteri israeliano Yuval Steinitz ha preferito non rispondere interrogato su presunti contatti con l’Arabia Saudita, alimenta l’idea che i due Paesi, contrapposti da mezzo secolo, possano avviare forme di collaborazione spinti dalla concomitanza di due crisi, quella nello Yemen e le dimissioni improvvise del Premier libanese Saad Hariri, in virtù del comune interesse di contrastare l’Iran. Il primo ministro libanese Saad Hariri ha in programma di rientrare a Beirut domani in coincidenza con la festa nazionale. Lo annuncia l'agenzia ufficiale Ani, secondo la quale "Hariri ha informato il presidente Michel Aoun che rientrerà in Libano mercoledì". Hariri, che dal 3 novembre scorso si trovava a Riad, dove l'indomani ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni, è arrivato  a Parigi su invito del presidente Emmanuel Macron. Saad Hariri, lasciando l'Eliseo, ha confermato che tornerà in Libano dove chiarirà la sua decisione politica dopo aver incontrato il presidente Aoun. Hariri ha anche ringraziato il presidente francese Emmanuel Macron dell'accoglienza a Parigi. Dovrebbe rientrare in Libano domani. Partecipando a un meeting del proprio partito, il Likud, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che si opporrà al piano russo-statunitense per la pace in Siria. Netanyahu ha fatto riferimento alle notizie diffuse dalla BBC, secondo cui l’Iran sarebbe stato autorizzato a installare una base militare permanente vicino a Damasco. Israele aveva chiesto che le truppe iraniane non si avvicinassero a meno di 40 chilometri dalla linea di cessate-il-fuoco israelo-siriana. La richiesta israeliana appare incongrua, tanto più che Tel Aviv sostiene attivamente gli jihadisti da marzo 2011 e mai ha smesso di fornire loro armi e appoggio aereo. Viceversa, l’Iran ha combattuto i terroristi versando il sangue di oltre un migliaio di propri uomini. Ci sarebbe da stupirsi che, avendo perso questa guerra che ha fatto combattere per procura, Israele riuscisse a imporre le proprie condizioni. Il ministro russo della Difesa, Sergei Shoigu, avrebbe definito questa pretesa irrealistica, tenuto conto dell’occupazione illegale israeliana dell’altopiano siriano del Golan. Stati Uniti e Russia si sarebbero accordati su una zona neutrale di soli 15 chilometri oltre il Golan. Netanyahu ha affermato davanti all’auditorio che l’esercito israeliano si riserva il diritto di intervenire in Siria “in rapporto alle proprie esigenze di sicurezza”. I Paesi arabi non staranno a guardare di fronte all’interferenza messa in atto dall’Iran e dall’alleato libanese, Hezbollah. È il messaggio che la Lega Araba ha inviato a Teheran in occasione del vertice d’emergenza organizzato al Cairo. L’Arabia Saudita ha fatto esplicito riferimento al missile lanciato a inizio novembre dai ribelli sciiti Houthi dello Yemen contro Riad. L’organismo panarabo ha affermato che la questione sarà sollevata in sede Onu ma nessuna possibile contromisura è stata evocata nello specifico. “Auspico che gli iraniani cambieranno politica e atteggiamento e spero che in Iran sia arrivato il messaggio della rabbia diffusa tra gli arabi” ha detto il Segretario Generale della Lega Araba Ahmed Abul Gheit. Il capo delle Forze armate libanesi, generale Joseph Aoun, ha disposto il "pieno stato di allerta" dei militari lungo il confine orientale per "fronteggiare le minacce del nemico Israele e delle sue violazioni". Lo annuncia l'esercito su Twitter. Aoun ha chiesto ai soldati di "vigilare" per la "corretta implementazione" della risoluzione 1701 dell'Onu e di "garantire la stabilità" al confine con Israele.

Caffè Torrisi chiude

[Non aspettarti niente in cambio.] Negli anni ottanta lo spot di Pino Caruso era un tormentone: "Ciù misi, ciù misi, è Caffè Torrisi". E poi: "Vuoi il caffè? Se è Torrisi, anche due, anche tre". L'azienda catanese fondata nel 1911, a due anni dalla morte del suo patron Giuseppe Torrisi, ha segnato la propria fine il 26 ottobre  nello studio del notaio Onorio Testoni, che ha redatto l’atto finale di scioglimento e liquidazione della società e nominato il liquidatore, Giuseppe Litrico, che provvederà alle ultime incombenze. Per 31 lavoratori il destino sembra ormai segnato. L’amministratore dimissionario Lorenzo Torrisi pare non abbia accettato di seguire la liquidazione della società né ha depositato il bilancio 2016, e la sede della società stessa è stata trasferita dallo stabilimento della zona industriale in un’abitazione di proprietà degli eredi Torrisi al centro di Catania, segno inequivocabile che lo stabilimento verrà ceduto a terzi o forse agli stessi eredi (indiscrezioni parlano di una società, la Fratelli Torrisi S.r.l., facente capo al figlio minore Claudio Torrisi, con sede a casa di questi, che sarebbe in procinto di rilevare l’azienda con esclusione dei debiti e dei lavoratori; Claudio Torrisi infatti il 13 settembre scorso ha presentato all’ufficio italiano Marchi la domanda per registrare un marchio di caffè col nome Torrisi, chicco e tazzina di caffè).

lunedì 20 novembre 2017

Iniziano le trattative Az

[Meglio essere cercati che cercare.] Continuano gli incontri per i commissari straordinari di Alitalia. Dopo aver visto nei giorni scorsi Cerberus e Lufthansa, la terna commissariale si prepara al confronto con Easyjet, attesa nei prossimi giorni a Roma. La fase dei negoziati è infatti entrata nel vivo e l’agenda di Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari è fitta di appuntamenti per sondare tutti gli interessati. “Stiamo continuando a valutare, è un lavoro serio e accurato perché non vogliamo svendere, ma vendere”, ha sottolineato il ministro Graziano Delrio che nei prossimi giorni farà il punto con i commissari. Ci sono infatti degli sviluppi da registrare, a partire dagli incontri dei giorni scorsi con alcuni dei pretendenti in campo. Gubitosi ha confermato che nella missione negli Usa dei primi di novembre insieme a Paleari si sono visti con il fondo Cerberus, interessato a tutta Alitalia pur non avendo presentato un’offerta vincolante. Intanto Alitalia si prepara a chiudere il secondo semestre con Ebitda in sostanziale pareggio e ricavi in leggera crescita, ha confermato Gubitosi che giovedì 23 novembre in audizione alla Camera annuncerà qualche numero in più e intanto si mantiene cauto: la compagnia sta andando “meglio” ma non ancora bene. Una situazione che Gubitosi ha illustrato anche al cda dell’Enac in un’audizione informale periodica. “Tutte le condizioni positive che avevamo accertato tramite i canali ufficiali, ci sono state confermate dal commissario”, ha detto il presidente Vito Riggio, riferendo anche che Alitalia sta lavorando anche a correggere il problema delle tariffe sproporzionate per i biglietti acquistati all’ultimo minuto su aerei pieni verso il Mezzogiorno. Alitalia è la prima compagnia aerea in Europa a ottenere il certificato di conformità alla ‘Risoluzione IATA 753’ per le operazioni di gestione dei bagagli nell’hub di Roma Fiumicino. L’obiettivo della risoluzione è quello di aumentare la tracciabilita’ dei bagagli trasportati nella stiva degli aerei migliorando così il servizio ai passeggeri e riducendo ulteriormente il numero delle valigie smarrite o restituite in ritardo. La certificazione è stata conseguita dalla compagnia italiana con largo anticipo rispetto a giugno del 2018, ultima data utile per adeguarsi a questa nuova direttiva della Iata (International Air Transport Association). La ‘Risoluzione IATA 753’, a cui tutte le compagnie aderenti alla Iata dovranno adeguarsi entro giugno 2018, stabilisce che tutti i bagagli trasportati in stiva debbano essere costantemente tracciati dall’inizio alla fine del viaggio: dal check-in al caricamento in stiva, fino a ogni trasferimento su un altro volo (nel caso di bagagli in transito) o all’arrivo, quando il bagaglio viene riconsegnato al passeggero. Il riconoscimento ottenuto oggi da Alitalia, sottolinea la compagnia, è un’ulteriore prova delle ottime performance che la compagnia sta registrando sull’hub di Roma Fiumicino. In particolare, nel 2017, Alitalia ha migliorato del 13% i tempi medi di riconsegna dei bagagli rispetto all’anno precedente. La Sea, attraverso la controllata AH e Alisud avrebbero manifestato interesse per l’acquisizione di Alitalia handling.

sabato 18 novembre 2017

Riproposti progetti inutili per la Gesap

[Solo se ne vale la pena, solo se ne vale la pena …] "Lavoriamo a un collegamento marittimo tra porto e aeroporto di Palermo". Lo ha rivelato il presidente della Gesap, Fabio Giambrone, durante un convegno che si è tenuto presso la sala conferenza della palazzina direzionale dell’aeroporto "Falcone-Borsellino". Niente di nuovo, vecchi progetti presentati come novità, probabilmente come intuizioni accattivanti. Gli uomini non hanno memoria e non possono ricordare che circa 20 anni fa la Gesap, quella del padrone della Valtur, aveva, quella si una novità assoluta, proposto un collegamento via mare APT porto. Alla fine non se ne fece niente dopo svariati e costosi studi di fattibilità. Da allora cosa è cambiato? Niente. I fondali sono rimati bassi, Punta Raisi non ha un attracco navale, i mezzi da usare per questo servizio  sono costosissimi. Qualcuno dica ad Ambrogio che la campagna elettorale si è conclusa, malissimo per il sindaco di Palermo, dunque il silenzio è la migliore medicina. “È  già nata una collaborazione con il presidente dell’Autorità portuale - ha spiegato Giambrone - e stiamo lavorando a un progetto che nei prossimi anni potrebbe utilizzare le vie del mare. Dal porto all’aeroporto, dallo scalo aereo verso le isole. Adesso l’aeroporto di Palermo sta vivendo una fase di rinnovamento infrastrutturale. Dopo le nuove sale arrivi e check-in, sono in corso i lavori di manutenzione delle piste, mentre lo scalo funziona regolarmente”. Il convegno, dal titolo "Gesap: un caso di successo", ha affrontato i temi dello sviluppo e crescita delle imprese, con un particolare focus sul passaggio generazionale. A proposito quando sapremo chi sarà il nuovo dg? Visto che l’ad è troppo bravo nel  suo lavoro sarebbe stato un errore nominarlo, come dicevano i bene informati, anche dg. Alla fine sarebbe stato sprecato per la Gesap.

venerdì 17 novembre 2017

Totò u curtu è morto

[Criticarmi è sabotarsi!] Un manifesto funebre che dà 'il lieto annuncio' per la morte di Totò Riina, è comparso in via IV Novembre ad Ercolano (Napoli). Ai lati del manifesto, di matrice anonima, vi sono le foto dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino caduti per mano della mafia. È morto Salvatore Riina di anni 87 - recita il manifesto - Ne danno il lieto annuncio..." e seguono i nomi di 24 vittime tra magistrati, uomini della scorte che li accompagnavano ed altre vittime innocenti tra cui Peppino Impastato, il generale Dalla Chiesa, don Pino Puglisi, Rocco Chinnici. Prende le distanze il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto: ''Noi non gioiamo per la morte di Riina perché non siamo come i mafiosi. Lui ha rappresentato la mafia ed è stata la causa di tanto dolore. Contro di lui lo Stato è riuscito a vincere, assicurandolo al carcere duro". È  morto alle 3.37 nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma il boss Totò Riina. Ieri aveva compiuto 87 anni. Operato due volte nelle scorse settimane, dopo l'ultimo intervento era entrato in coma. Riina, per gli inquirenti, nonostante la detenzione al 41 bis da 24 anni, era ancora il capo di Cosa nostra. Riina era malato da anni, ma negli ultimi tempi le sue condizioni erano peggiorate tanto da indurre i legali a chiedere un differimento di pena per motivi di salute. Istanza che il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha respinto a luglio. Ieri, quando ormai era chiaro che le sue condizioni erano disperate, il ministro della Giustizia ha concesso ai familiari un incontro straordinario col boss. Riina stava scontando 26 condanne all'ergastolo per decine di omicidi e stragi tra le quali quella di viale Lazio, gli attentati del '92 in cui persero la vita Falcone e Borsellino e quelli del '93, nel Continente. Sua la scelta di lanciare un'offensiva armata contro lo Stato nei primi anni '90. Mai avuto un cenno di pentimento, irredimibile fino alla fine, solo tre anni fa, dal carcere parlando con un co-detenuto, si vantava dell'omicidio di Falcone e continuava a minacciare di morte i magistrati. A febbraio scorso, parlando con la moglie in carcere diceva: "sono sempre Totò Riina, farei anche 3.000 anni di carcere". L'ultimo processo a suo carico, ancora in corso, era quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui è imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato. Ieri, nel giorno del suo 87esimo compleanno, il figlio Giuseppe Salvatore, che ha scontato una pena di 8 anni per mafia, ha pubblicato un post di auguri su FB per il padre.

mercoledì 15 novembre 2017

Marozzi licenzia 85 persone

[Ci sono solo sfruttati e sfruttatori: scegli] Le storiche autolinee pugliesi Marozzi hanno comunicato ai sindacati l'avvio delle procedure di licenziamento collettivo per 85 dei 92 dipendenti diretti con la cessazione dei collegamenti su gomma dalla Puglia verso Roma, Siena, Firenze e Pisa. La decisione è conseguenza della concorrenza di Flixbus che ha provocato "una forte contrazione di clienti e quindi di fatturato". "Per stare al passo con i competitor dobbiamo purtroppo attivare le procedure di mobilità", spiega Giuseppe Vinella, amministratore delegato di Sita Sud (società che controlla Marozzi, 14 milioni di fatturato) e presidente regionale dell'Anav.

sabato 11 novembre 2017

Blue Flag 2017

[Incutere terrore, è l’unica sicurezza.] Le aeronautiche militari di Germania, Stati Uniti, Francia, Grecia, India, Italia, Polonia e di un ottavo Stato non identificato partecipano per 11 giorni all’esercitazione militare israeliana Blue Flag (Bandiera Blu). Ciascun partecipante è arrivato in Israele con i propri aerei. La simulazione coinvolge oltre un migliaio di soldati. Trentaquattro Stati hanno inviato osservatori e addetti militari. Le esercitazioni saranno incentrate, da un lato, sulla difesa antiaerea e, dall’altro, sulla maniera di sfuggirvi. Israele intende testare alcune delle sue nuove armi difensive e offensive. Nella base aerea di Uvda, nel deserto del Negev, fino al 16 novembre sono state rischierate decine di aerei di Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Grecia, Polonia e perfino India, la superpotenza asiatica che è diventato un alleato sicuro di Israele dal punto di vista militare.  Prima dell’importanza militare dell’esercitazione, denominata “Blue Flag 2017”, è il carattere politico dell’operazione che va sottolineato. Israele tradizionalmente ha condotto esercitazioni militari con paesi alleati, innanzitutto con gli Stati Uniti, il grande protettore dello stato ebraico. Nel settore aeronautico negli anni un partner importante è stato la stessa Italia: jet israeliani molte volte hanno volato fino in Sardegna, per addestrarsi per esempio nel poligono sardo di Decimomannu. Poi poco alla volta gli israeliani hanno allargato ad altri paesi i loro scambi militari. E questa volta ci sono altre novità: innanzitutto nella base di Uvad sono arrivati gli Eurofighter con la croce nera nella della Luftwaffe, l’aeronautica della Germania. Una presenza sempre delicatissima per il paese che porta ancora sulle sue spalle il peso dell’olocausto.

GAZA ISOLATA

[Devi tenere sempre la giusta distanza.] Decine di migliaia di palestinesi stanno celebrando a Gaza il 13esimo anniversario della morte di Yasser Arafat, per la prima volta da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia, nel 2006. La commemorazione è partita in un parco di Gaza City, tra bandiere e immagini del fondatore di al Fatah e primo leader dell'Autorità Nazionale Palestinese, morto in Francia nel 2004. Il ricordo di Arafat a Gaza può essere letto come uno dei frutti della riconciliazione tra Hamas e Fatah, sottoscritta il mese scorso in Egitto.L'esercito israeliano ha dichiarato "zona militare chiusa" quella intono alla striscia di Gaza. Lo ha detto il generale Eyal Zamir, citato dai media, che ha motivato la decisione con "rischi per la sicurezza" a seguito del tunnel da Gaza fatto esplodere dall'esercito israeliano la settimana scorsa. L'aeronautica israeliana ha il suo primo vice comandante donna di una squadriglia di jet da combattimento. L'ha nominata oggi il comandante in capo dell'arma, generale Amikam Norkin, che ha anche designato altre due donne in posizioni di vertice nel sistema antimissili denominato Iron Dome. Il nuovo vice comandante - il cui nome non è stato reso noto per motivi di sicurezza - servirà nella squadra 'Punta di lancia' che schiera aerei da combattimento F15 nella base aerea di Tel Nof, nel centro di Israele. La prima donna a pilotare un aereo da combattimento in Israele è stata, 16 anni fa, Roni Zuckermann. Il governo di Theresa May rischia nelle prossime ore di perdere un altro pezzo dopo le dimissioni del ministro della Difesa, Michael Fallon, coinvolto nello scandalo molestie di Westminster. In questo caso a perdere il posto sarebbe Priti Patel, la ministra per lo Sviluppo internazionale, per la serie di incontri non autorizzati con autorità e politici in Israele, fra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu. L'esponente Tory si trovava ad agosto in vacanza nello Stato ebraico con la sua famiglia quando ha incontrato numerosi politici e funzionari senza informare Londra e il mese successivo ha nuovamente ripetuto questa 'diplomazia fai da te' violando il codice ministeriale. Le sue scuse non sarebbero bastate e Patel, che si trovava in visita in Uganda, è stata richiamata d'urgenza in patria. Secondo la Bbc, la premier May, che già deve affrontare le divisioni interne al governo e le innumerevoli gaffe diplomatiche del ministro degli Esteri Boris Johnson, in questo caso non può lasciar correre.

giovedì 9 novembre 2017

Venezuela declassato

[Ciò che dai non torna indietro.] Maradona, in visita a Caracas, ha giocato a calcio insieme al presidente Nicolas Maduro. Di fronte ai cronisti il Pibe de Oro ha lodato il presidente per poi abbracciarlo prima di iniziare l'amichevole. L'ex calciatore ha firmato un contratto con la tv Telesur, emittente con sede nella capitale venezuelana, dove condurrà uno show per la Coppa del Mondo di Russia 2018. Le agenzie di rating internazionali Standard & Poor's e Fitch hanno declassato i bond del Venezuela più a fondo nel territorio delle obbligazioni 'junk' meno affidabili, dopo che il presidente Nicolas Maduro ha chiesto una ristrutturazione del debito pubblico del Paese. Fitch ha tagliato il rating a lungo termine del Venezuela da CC a C, affermando però che un default del Paese è "altamente probabile”. Standard & Poor's ha tagliato il giudizio sul Venezuela da CCC- a CC. In precedenza venerdì l'agenzia Moody's aveva affermato che se ci sarà una ristrutturazione le perdite potrebbero essere "significative". "Non  si può  andare oltre, a meno che non facciano default", ha dichiarato a Bloomberg l'analista di Fitch Richard Francis. "Se non fanno i pagamenti nel periodo di grazia il rating sovrano andrà a RD e le emissioni attuali a D, che significa che i bond sarebbero in default". Un default sembra praticamente certo dopo che Maduro si è impegnato a rifinanziare e rinegoziare il debito estero.   Il Venezuela e l'azienda elettrica di stato Pdvsa devono pagare circa 800 milioni di dollari di interessi. Le attese che il Paese diventi inadempiente nei prossimi cinque anni hanno raggiunto il record di sempre del 99,98%, secondo le quotazioni dei credit-default swap raccolti da Bloomberg.

mercoledì 8 novembre 2017

Non basta il culo per avere fortuna

[Nella vita perlopiù ci sentiamo smarriti. PAUL NEWMAN] La fortuna ci vuole sempre per vincere. Ma quando perdi sempre in tribunale, affidandoti sempre allo stesso studio legale, ti dovrebbe sorgere il dubbio se sono sempre i giudici incompetenti ad avere la meglio, oppure se il vostro legale di fiducia non ha più dalla sua la fortuna. Un avvocato dovrebbe consigliare se la causa è persa(e dunque è meglio non farla) oppure è vinta, dunque si può fare. Non esiste traccia, segni di vittoria del nostro principe del foro di Palermo, specializzato, sembrerebbe nel difendere le cause perse. Malgrado ciò avrebbe presentato una parcella di 255 mila euro che dovrebbe pagare la Gh Palermo. Lui, come tutti gli avvocato, vince sempre: anche se il suo cliente viene condannato, l’avvocato stacca fattura. Si racconta che il Saracino (all’anagrafe Paolo Zincone) letta la nota dell’ufficio legale, dove erano elencate tutte le cause non vinte, abbia espresso stupore in dialetto napoletano. Zincone, che non ho il piacere di conoscere, che volevo anni fa intervistare ma senza successo, mi dicono essere un galantuomo, dai modi gentili, che  perde raramente  la calma … e che non avrebbe mai licenziato nessuno. Ma se avesse licenziato qualche consulente  forse avrebbe fatto cosa buona è  giusta. 

LE MAMMOLETTE DI AP PALERMO

[Si cresce soltanto quando si è soli. PAUL NEWMAN] Passata l’estate, molti colleghi hanno dimenticato che nelle conciliazioni firmate, in molti dovevano partire. Dal primo di novembre per i volontari la destinazione era Linate, Venezia. Chi restava a Palermo avrebbe avuto il proprio contratto rivisto in peggio. Pochi avevano deciso di partire per pochi mesi, altri hanno deciso di restare con tutto quello che ne consegue. Ma quando l’azienda ha stilato il calendario delle partenze in molti hanno avuto un mancamento. Ma come, ma allora si parte per davvero? Si ragazzi perché gli accordi si rispettano.  Dopo avere motivato la loro impossibilità nel partire, adducendo scuse poco realistiche, sono partiti con la morte nel cuore. A girare un mese l’uno, era il loro sogno, invece minimo 2, massimo 9. Gente che conosco bene, che ha fatto miracoli in apt, con turni e spezzati improponibili ha gestito uno scalo con successo, che non si è mai arresa … ma davanti a una partenza annunciata (tutto spesato grazie alla trattativa sindacale) abbia avuto momenti di sconforto. Qualcuno si è visto partire con gli occhi lucidi … non andate mica in Iraq, Afghanistan, Siria …   

Cateno incatenato

[I soldi vinti sono infinitamente più belli di quelli guadagnati. PAUL NEWMAN - Eddie Felson]  I carabinieri e la Guardia di Finanza, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Messina a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Messina, hanno posto agli arresti domiciliari il neo deputato regionale Cateno De Luca e il presidente della Fenapi (federazione piccoli imprenditori) Carmelo Satra, in qualità di promotori di un'associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa un milione 750 mila euro. "I voti sono stati dati a me, me li sono guadagnati sul campo conoscendo tanta gente e coinvolgendo i giovani che sono estranei alla politica". Così Luigi Genovese, il più giovane deputato eletto nel Parlamento siciliano (ha preso oltre 17 mila voti a Messina nella lista di FI), ospite di "Un Giorno da Pecora", su Rai Radio1. Il neoeletto è figlio di Francantonio, parlamentare ex Pd, passato a Forza Italia e recentemente condannato a 11 anni in primo grado al processo sui corsi di formazione professionale in Sicilia, finanziati da Regione e Ue. "Lei conosce - hanno scherzato i conduttori - tutti quelli che l'hanno votata?". Genovese jr ha risposto: "Penso di sì, anche perché voi mi insegnate che per prendere tante preferenze bisogna conoscere almeno il doppio delle persone". Infine, su Berlusconi: "Silvio - ha spiegato - è un sole che illumina, come dimostra la sua 'discesa in campo' in Sicilia".   Il figlio di Francantonio Genovese, Luigi, record di preferenze per Forza Italia a Messina con oltre 17mila voti alle regionali di domenica? "Ho visto cose che voi umani...". Così, da Firenze, dove si trova per partecipare alla convention dei sindaci Unity in diversity, il sindaco 'no global' di Messina, Renato Accorinti ha commentato il dato con i giornalisti. "Il figlio di Genovese ha 21 anni, e il sindaco della città di Messina, che non ha nulla contro di lui, ci mancherebbe, non conosce il volto di questo ragazzo. Un giovane che non ha fatto un giorno di politica in città, non lo conosce nessuno: ma ha preso più voti di tutti i candidati siciliani, tutti. Com'è possibile? Eh, io ho visto cose che voi umani...non lo potete immaginare, no", dice ancora. Parlando del padre di Luigi, Accorinti ha detto che 'Genovese era del Pd: ha tre processi, in uno già gli hanno dato in primo grado 11 anni, al cognato 6, alle due mogli 5. Ha avuto 2 anni agli arresti domiciliari, 7 mesi di carcere. Esce, e passa dal Pd a Forza Italia. Poi chiede ai suoi consiglieri comunali, del Pd, di passare dall'altro lato. In 10 lo fanno. Parlando della sua città, 'Messina io la paragono al Sudamerica - ha detto - è una città sudamericana, c'è un controllo totale, tra massoneria e mafia. La mia elezione è stata molto più che un'anomalia: con una lista singola al ballottaggio ho vinto chi aveva già preso il 49,94% al primo turno. In pratica è come se fai al salto in lungo uno stacco di 50 metri'.   Un video pubblicato su Fb del meetup M5S di Misterbianco descrive che un uomo in un ufficio di Gravina di Catania chiede se sua madre, interdetta e con gravi problemi di disabilità, abbia votato in un seggio speciale. E, secondo quanto si vede nel video pubblicato dall'attivista del M5s, sul registro della casa di cura risulterebbe che la donna abbia votato. "E chi l'ha fatta votare? Solo mio fratello poteva dare l'autorizzazione, lei è interdetta", protesta il figlio. E attacca: "ha votato  Sammartino". Pronta la replica dell'esponente Pd appena rieletto deputato dell'Ars, col più alto numero di preferenze. "I miei voti sono frutto di tutti i contatti che ho col territorio e con le associazioni universitarie, il resto è solo invenzione. E a chi esagera dico che sono stanco della macchina del fango, prendo le distanze da tutto questo e querelo". La Procura di Catania ha acquisito il video e una denuncia presentata ai carabinieri di Gravina, aprendo un'inchiesta al momento senza indagati.

martedì 7 novembre 2017

Mazen da re Salman

[La dignità si fa in un attimo a perderla.] Il presidente palestinese Abu Mazen è in arrivo in visita ufficiale in Arabia Saudita dove incontrerà re Salman bin Abdul-Aziz e il principe della corona Mohammad bin Salman. Lo riferisce l'agenzia Wafa che cita l'ambasciatore palestinese a Riad Bassam al-Agha. Abu Mazen discuterà con il sovrano saudita di relazioni bilaterali e degli ultimi sviluppi sulla questione palestinese. La visita giunge un po' a sorpresa, visto che ieri i media palestinesi annunciavano l'arrivo di Abu Mazen al Cairo per un incontro con il presidente Abdel Fattah al Sisi: il primo dopo la riconciliazione palestinese firmata nelle settimane scorse tra Fatah e Hamas su mediazione egiziana. La Coalizione araba a guida saudita che combatte l'insurrezione Houthi in Yemen ha ordinato la chiusura "temporanea" dello spazio aereo yemenita, causando anche la chiusura degli unici due aeroporti ancora funzionanti, quello di Aden e Sayun, dopo che lo scalo internazionale della capitale Sanaa è chiuso da più di un anno. In un comunicato ufficiale, la compagnia di bandiera yemenita, la Yemenia, ha reso noto la cancellazione dei voli su Aden e Sayun a seguito del rifiuto dei permessi di volo, decollo e atterraggio da parte della Coalizione militare a guida saudita. La decisione di Riad è arrivata dopo che sabato sera i miliziani Houthi, considerati vicini all'Iran, hanno sparato per la prima volta un missile balistico di lunga gittata verso l'aeroporto di Riad. Il missile è stato intercettato e distrutto dalla contraerea saudita, ma l'attacco ha scatenato la reazione di Riad che ha imposto quello che i media regionali descrivono come un "blocco aereo temporaneo" su tutto lo Yemen.

Esultano i tifosi della Juve

[Più conti è più cercano di comprarti.] La Gazzetta dello Sport scrive di un'indagine che starebbe coinvolgendo il Napoli ed anche il presidente Aurelio De Laurentiis in merito a dei biglietti gratis finiti nelle mani di personaggi appartenenti alla camorra. Come nel caso del cornuto che si consola se scopre che altri mariti sono dei cornuti, ma la propria moglie sempre puttana resta. Molti tifosi della Juve esultano visto che la vecchia signora non sarebbe l’unica puttana. Un caso analogo a quello contestato alla Juventus. "Il Procuratore federale Giuseppe Pecoraro sta chiudendo il cerchio sul Napoli e Aurelio De Laurentiis, ascoltato a Roma. Un’indagine fotocopia dell’originale bianconero. Anche qui ci sono frequentazioni e rapporti improvvidi con tifosi un po’ troppo speciali, anche qui vengono elargite manciate di biglietti omaggio, anche qui, purtroppo, si allunga l’ombra inquietante della malavita organizzata. Lì, era la ‘ndrangheta, qui è la camorra. Con una spiacevole novità: a Torino erano coinvolti solo i dirigenti, a Napoli anche i calciatori. È da quest’estate che Pecoraro ha aperto il filone napoletano. Ha già ascoltato una decina di soggetti tra funzionari e tesserati del club. Molti sono stati sentiti a Castel Volturno, un modo per tenere spenti i fari dell’indagine.  Al setaccio della procura federale, anche i rapporti con i fratelli Esposito, imprenditori nel commercio di giocattoli, arrestati l’estate scorsa per riciclaggio, vicini ai clan di camorra. Personaggi noti non solo per essere tra gli animatori della movida napoletana. Gli Esposito sono imparentati con esponenti del clan Sarno, ai quali – hanno accertato le indagini – hanno garantito sostentamento economico quando erano detenuti. E collaboratori di giustizia li accusano di aver avuto assidue frequentazioni con altri boss, in particolare con Ettore Bosti, figura apicale del clan Contini. In tante foto sono ritratti con i calciatori del Napoli passati e presenti. Pecoraro vuole appurare se i giocatori oltre ai regali e ai favori ricevuti, e ai biglietti dati in omaggio probabilmente per sdebitarsi, abbiano anche affari in comune con gli Esposito. Sta di fatto – questa è una sintesi a cui il procuratore è già arrivato – che ancora una volta i campioni del San Paolo non hanno saputo riconoscere la camorra. Come, del resto, i dirigenti della Juventus non seppero individuare la ‘ndrangheta. La sensazione è che rispetto all’indagine torinese in cui è emerso il coinvolgimento consapevole di Andrea Agnelli, qui il grosso dei fatti, probabilmente anche la gestione dei biglietti omaggio, si sia consumato sotto la testa del presidente, al quale – del resto – anche la Commissione antimafia di recente ha dato atto di come abbia fatto da argine all’infiltrazione dei clan.”

domenica 5 novembre 2017

Il Libano preoccupa Israele

[La volontà e l’unica arma.] Il premier libanese Saad Hariri ha annunciato le sue dimissioni. Lo riporta Al Arabiya. Hariri è in visita in Arabia Saudita. L'annuncio delle dimissioni di Hariri è stato trasmesso in diretta da Al Arabiya. Nella sua dichiarazione l'ex premier ha accusato l'Iran di ingerenze nella politica del mondo arabo. E' la seconda volta in cinque giorni che Hariri si reca in Arabia Saudita. "Il braccio dell'Iran nella regione sarà tagliato, ha detto attaccando Hezbollah. Nominato primo ministro alla fine del 2016, ha guidato un governo di unità nazionale formato da 30 membri tra cui anche componenti di Hezbollah. Nel suo discorso di dimissioni Hariri ha lasciato intendere di temere per la propria vita e di aver percepito oggi in Libano la stessa tensione che c'era prima dell'assassinio di suo padre Rafiq Hariri, nel 2005. "Proteggiamo le nostre frontiere, quelle a sud e quelle a nord. E conserviamo ammirazione per i nostri fratelli drusi". Lo ha detto a Londra in premier israeliano Benyamin Netanyahu secondo una nota del suo ufficio. Netanyahu ha ribadito che Israele continuerà a "mantenere la sicurezza, sempre". Prima delle dichiarazioni del premier, l'esercito israeliano ha annunciato di essere pronto ad aiutare gli abitanti del villaggio druso di Hader che si trova in Siria, coltre il confine con il Golan, minacciato da combattimenti con il gruppo islamico di Al Nusra. Secondo i media, dozzine di drusi israeliani hanno attraversato la frontiera verso la Siria per dirigersi verso il villaggio di Hader. Ma l'esercito li ha immediatamente riportati indietro.    

mercoledì 1 novembre 2017

Nuovo appalto Prm a Punta Raisi/4

[Gli altri vedono  in te ciò che gli fai vedere.] Scade, a breve, il nuovo appalto per l’affidamento della prm a Punta Raisi. Un appalto che parte con la base di 2 milioni 650 mila euro, per 36 mesi. Le 2 società di handling riusciranno a mettersi d’accordo e partecipare insieme per aggiudicarsi l”appalto? Non sempre, si sa, l”intelligenza trionfa a Punta Raisi. Gh avrebbe mollato l’ufficio informazione(a breve dovrebbe essere espletata la gara), tenendo la biglietteria. Ma conviene tenersi la biglietteria nell’era di internet? Il Saraceno non sempre ha le idee chiare, a Palermo gli è andata bene perché il competitor si chiama Aviapartner. [fine]

Balfour visto da Banksy

[A intervalli regolari misura quanto vali.] Un ironico 'party in strada' - con bambini seduti attorno ad una tavolata fra palloncini colorati e matite da disegno - è stato organizzato oggi accanto a Betlemme in Cisgiordania per commemorare la Dichiarazione Balfour con cui 100 anni fa la Gran Bretagna si espresse per un 'focolare ebraico' in Palestina. L'iniziativa è da attribuirsi all'artista grafico britannico Banksy, che già ha dipinto le sue opere sullo stesso Muro. L'evento si apre con l'invito da parte di un uomo vestito secondo la moda del secolo scorso ai bambini ad avvicinarsi al tavolo, dove spicca una torta coi colori della bandiera britannica. L'uomo poi pronuncia un discorso in cui critica la Dichiarazione Balfour "che diede inizio - spiega - ad un secolo di confusione e conflitto". Infine su sua richiesta una signora simile alla regina di Inghilterra apre una tenda e sul Muro appaiono così i simboli della casa reale britannica e la scritta a grandi lettere: 'Sorry', scusate. L'evento vicino ad un albergo aperto da Banksy "con vista sul Muro".L'Autorità nazionale palestinese (Anp) è stata ammessa come stato membro nell'Interpol, l'organizzazione internazionale della polizia di 190 paesi. Lo ha confermato il ministero degli esteri israeliano; la votazione è avvenuta durante l'assise dell'istituzione in corso in Cina. La mozione di accoglimento dell'Anp nell'organizzazione è stata contrastata fino all'ultimo sia dagli Usa sia da Israele.Nella conferenza generale dell'organizzazione a Pechino, a favore della proposta, votata a scrutinio segreto, si sono espressi 75 stati su 133 ammessi al voto; 24 hanno votato contro e 34 si sono astenuti. Israele - hanno sostenuto i media israeliani - si è opposta con al voto ricordando che "l'appoggio di Ramallah al terrorismo potrebbe impedire più che favorire gli sforzi dell'Interpol". Una posizione appoggiata dagli Usa. L'anno scorso in una situazione analoga Israele era riuscita ad evitare il voto favorevole. Il ministro degli esteri palestinesi Riyad al Maliki ha salutato la decisione dell'Interpol. “È  una vittoria del nostro popolo", ha detto citato dalla Wafa. "Un voto - ha aggiunto - che dà fiducia alle capacità della Palestina nell'applicazione delle leggi e nell'adesione ai valori centrali dell'organizzazione". Al Fatah, il partito del presidente Abu Mazen, si appresta a lanciare una serie di iniziative contro la Dichiarazione Balfour (100 anni il prossimo 2 novembre) e intanto ha condannato la dichiarazione del premier inglese Theresa May che ha rivendicato la legittimità di quell'intervento. Il capo ufficio stampa della Commissione di "mobilitazione" di Fatah, incaricata di organizzare le manifestazioni, Munir Al-Jagoub, citato dai media palestinesi, ha detto che le dichiarazioni del premier britannico legittimano "l'occupazione subita dalla terra e dal popolo palestinesi". Al-Jaqoub ha anche chiesto le scuse britanniche per la Dichiarazione che si espresse a favore di "un focolare nazionale ebraico" in Palestina e che "quello storico disastro" sia compensato con il riconoscimento di uno stato palestinese con Gerusalemme est capitale.

A caccia di tunnel

[Osare è meglio che rimpiangere.] L'esercito israeliano ha fatto esplodere un tunnel di Hamas la cui uscita è stata localizzata in territorio israeliano nella parte sud della zona a ridosso della Striscia di Gaza, all'altezza, dall'altra parte del confine, di Khan Younis. Lo ha detto il portavoce militareprecisando che si trattava di un tunnel in fase di costruzione. Secondo il ministero della sanità di Gaza, cinque palestinesi sono morti ed altri nove sono rimasti feriti. Fonti locali hanno precisato che il tunnel era della Jihad islamica alla quale appartenevano quattro degli uomini rimasti uccisi nel crollo, mentre il quinto era membro di Hamas. Agli agricoltori israeliani al lavoro nei pressi è stato ordinato dall'esercito israeliano di lasciare i campi e le batterie antimissili Iron Dome della zona sono state messe in allerta. ''Non abbiamo intenzione di andare verso una escalation, ma nemmeno possiamo acconsentire che la nostra sovranità sia colpita'': è stato il primo commento del ministro della difesa Avigdor Lieberman dopo l'annuncio da parte del portavoce militare. La sua neutralizzazione, secondo Lieberman, ''e stata condotta alla perfezione dell'esercito che si e’  avvalso di un significativo sviluppo tecnologico''. ''La scoperta di questo tunnel terroristico - ha aggiunto il portavoce militare - rientra in un grande sforzo di difesa. Questo successo operativo e’  basato su una tecnologia avanzata''. Lungo la linea di demarcazione Israele sta infatti realizzando una grande barriera difensiva sotterranea a protezione dai tunnel palestinesi. Anche oggi Israele e' tornato ad addossare su Hamas la responsabilità della loro realizzazione. Hamas ha consegnato oggi i valichi di frontiera di Rafah con l'Egitto e di Erez e Kerem Shalom con Israele all'Autorità nazionale palestinese (Anp), come previsto dagli accordi di riconciliazione nazionale firmati al Cairo. Al passaggio delle consegne erano presenti funzionari egiziani garanti dell'accordo. Per Rafah fra due settimane riprenderà il transito di persone e merci sotto la sorveglianza - come annunciato al Cairo - della guardia presidenziale di Abu Mazen e possibilmente del contingente europeo di osservatori Eubam.

Erdogan ha paura della libertà

[Ogni uno è in vendita, almeno venditi a caro prezzo.] Non si fermano gli arresti di massa in Turchia con accuse di "terrorismo". Nell'ultima settimana, riferisce il ministero degli Interni, sono 1.256 le persone finite in manette. Circa due terzi (759) sono sospettate di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Detenuti dall'antiterrorismo anche 283 sospetti affiliati all'Isis, con alcuni blitz condotti in particolare durante il fine settimana, che avrebbero permesso anche di sventare un attacco in preparazione a Istanbul, dove una moto e un'auto cariche di esplosivo sono state trovate in un centro commerciale del quartiere di Bayrampasa, nella periferia europea. Altre 199 persone sono state fermate durante operazioni contro il Pkk curdo in territorio turco, nelle quali sono anche stati "neutralizzati" 44 militanti, di cui 19 uccisi. In manette anche 15 sospetti militanti di gruppi illegali di estrema sinistra. Dal tentativo di putsch del 15 luglio 2016, gli arresti per presunti reati di terrorismo in Turchia sono più di 50 mila. Quarta udienza  a Istanbul del processo a giornalisti e amministratori di Cumhuriyet, il quotidiano di opposizione laica al presidente Recep Tayyip Erdogan, diventato uno dei simboli delle minacce alla libertà di stampa in Turchia. Alla sbarra con accuse di "terrorismo" ci sono alcuni dei più noti reporter del Paese, tra cui l'ex direttore Can Dundar - riparato in Germania e processato in contumacia - e il suo successore alla guida del giornale, Murat Sabuncu, detenuto da 366 giorni insieme al presidente del consiglio direttivo del giornale, Akin Atalay. Dopo il rilascio nell'ultima udienza dell'editorialista e rappresentante turco dell'Ipi (International Press Institute) Kadri Gursel, in custodia cautelare in carcere restano anche il reporter investigativo Ahmet Sik e il contabile Emre Iper. Gli imputati sono accusati a vario titolo di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen, il Pkk curdo e il gruppo di estrema sinistra Dhkp/c e rischiano fino a 43 anni di carcere