domenica 16 luglio 2017

PREMIO PRODUZIONE IN GH PMO?

[Nun fuj cani chi a la casa ‘un torna. Non vi fui mai cane che a casa non torna. Frase siciliana]  I sindacati vogliono sempre stare al centro dell’attenzione, come le belle donne capricciose,  adesso, si sono inventati anche il premio produzione in Gh Palermo, precedentemente in Gesap, azionista di minoranza di Gh. Un premio di produzione, ancora da quantificare, perché lavori. Vero è che l’Enac ha convocato la Gh Palermo perché sono state riscontrate anomalie: sbarchi internazionali autorizzati come nazionali (e viceversa), pesanti ritardi nella riconsegna bagagli …. È visto che state lavorando così male il sindacato, si inventa il premio produzione. Poco importa come verrà applicato è con quale metodologia verrà applicata. Fortunati quei figli che come genitori hanno dei sindacalisti: vai male a scuola, fumi, ti droghi … avrai come premio il motorino, un nuovo cellulare … In Gh qualcuno ha fatto meglio, anticipando le intenzioni dei sindacati,  si sarebbe   raddoppiato il compenso, non era mai accaduto con Richelieu.    Il Saracino non riesce a dire di no a nessuno, neanche a chi lo meriterebbe. Quest’anno la Gh a Palermo ha ottenuto utili esigui, pur avendo il 100% del traffico di linea, cosa eclatante visto che dal 2005 ha sempre presentato bilanci rosso sangue. Grazie alla solidarietà (circa 60 unità), alla mobilità (circa 25 unità), alla stabilizzazione di 68 precari. Si sa per il Saracino si fanno sacrifici, si trovano soluzioni che nemmeno i manager strapagati  erano a conoscenza, Allah è grande e i sindacalisti pregano cinque volte al giornMa le preoccupazioni non mancano, basta leggere i dati Alitalia per tenere sveglio il Saracino. Il gruppo Gh Italia avanzerebbe da Alitalia circa sei milioni di euro. Rosso da duecento milioni di euro nei primi due mesi dell’anno e per Alitalia si aprirono le porte dell’amministrazione controllata. È quanto emerge dalla situazione contabile consolidata al 28 febbraio pubblicata nella domanda di ammissione all’Amministrazione straordinaria, pubblicata sul sito della compagnia per volere dei commissari  straordinari e sentito il ministero dello Sviluppo economico. Nel dettaglio, si legge sempre nella relazione, alla fine di febbraio 2017 Alitalia aveva accumulato perdite per 203,3 milioni di euro, con un totale di passività pari ad oltre 3,5 miliardi (2,3 miliardi di passività correnti, che la società contava di rimborsare entro la fine dell’anno, e 1,2 miliardi di passività non correnti).  Il valore delle perdite nel primo bimestre dell’anno equivale a poco meno della metà di quanto accumulato nell’intero 2016 (491 milioni). Tuttavia va considerata la stagionalità del dato, a partire dal fatto che gennaio e febbraio sono tradizionalmente mesi di scarso afflusso turistico. A fine febbraio il patrimonio netto risultava comunque negativo per 87 milioni di euro. Con l’ingresso in amministrazione controllata Alitalia ha ricevuto un prestito ponte dallo Stato pari a 600 milioni di euro. Intanto la chiusura della data room per il bando Alitalia resta confermata al 21 luglio. “Tutto procede secondo il nostro calendario”, ha detto il commissario straordinario, Stefano Paleari. “Siamo sempre impegnati a garantire la piena operatività dei voli. Resta il termine al 21 luglio per la chiusura della data room. Poi ci saranno delle offerte che non saranno vincolanti in senso stretto, ma delle proposte che aiuteranno i commissari a formulare il programma che conterrà anche indicazioni industriali”. Parlando quindi dell’andamento della stagione estiva, il commissario ha spiegato che Alitalia è “in piena operatività. I voli hanno ottimi coefficienti di riempimento”. La stessa Meridiana, che al momento paga regolarmente, se non dovesse concludersi l’accordo con la Qatar Airways potrebbe aver problemi di liquidità.  Meridiana, di cui il vettore di Doha, come si sa, ha rilevato il 49 per cento con l’obiettivo di trasformarla in una grande compagnia, come rivelato più volte da Al Baker, che ha già messo in campo una commessa imponente per aumentare la flotta e partire all’attacco con un network forte. Il traguardo sembrava ormai dietro l’angolo (qualche giorno, aveva detto poco più di un mese fa il ceo), poi si è levato un lungo silenzio, che permane tutt’ora. Dal quartier generale di Olbia fanno trapelare voci volte a tranquillizzare il mercato e di massima concentrazione sui piani per il futuro di Meridiana. Anche se qualcuno, a partire dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ammette che la situazione è inevitabilmente delicata, ma si confida che un dietrofront ora non sia pensabile. Anche se ora per Qatar Airways (e tutto il Qatar) le priorità sono altre. E sarà necessario attendere ancora.

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