sabato 15 luglio 2017

Hamas presto Teheran?

[A ogni cosa tendi, e cerca col tuo volere: essere a te stesso bello in ogni cosa che fai. Marco Aurelio] Il movimento islamico Hamas, che governa la Striscia di Gaza, ha lanciato un appello a tutti i palestinesi affinché attacchino le forze israeliane, dopo che lo stato ebraico ha imposto la chiusura della Spianata delle Moschee. Il luogo sacro - che gli ebrei chiamano Monte del Tempio - è stato ieri teatro di un attacco terroristico da parte di arabi israeliani, che ha causato la morte di due agenti israeliani e il ferimento di un terzo. I tre aggressori sono stati uccisi. In un comunicato Hamas - che ha espresso il suo plauso per l'attacco - ha definito "guerra di religione" la chiusura della Spianata, mentre il portavoce Fawzi Barhoum ha invitato i palestinesi all’insurrezione e a prendere di mira l'esercito israeliano e i coloni ebrei in Cisgiordania. Israele ha detto che il sito non verrà riaperto prima di domani. In un episodio senza precedenti, tre assalitori palestinesi hanno aperto il fuoco stamani dall'interno della Spianata delle Moschee. Secondo la polizia israeliana l'attacco è avvenuto nei pressi della Porta dei Leoni della Città Vecchia di Gerusalemme. ''I terroristi sono stati neutralizzati'', ha aggiunto una portavoce della polizia.Secondo i servizi di emergenza ''due israeliani sono adesso in condizioni gravi''. Alcuni media sostengono che i feriti sarebbero agenti di polizia. Ancora non è  noto come le armi siano state trafugate all'interno della Spianata. Secondo la portavoce della polizia Luba Samri ''tre terroristi che erano arrivati sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee) si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato in loro direzione e quindi hanno cercato riparo all'interno di una moschea. C'è stato un inseguimento e i tre terroristi sono stati eliminati dai poliziotti. La polizia ha chiuso la Spianata delle Moschee. Il 6 giugno scorso a Parigi il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Joubeir, ha dettato le condizioni per il ripristino delle relazioni diplomatiche con il Qatar. Tra le richieste c’è l’espulsione di Hamas, la cui direzione politica si è improvvisamente trasferita nel 2012 da Damasco a Doha, appena prima di dichiararsi “Ramo palestinese dei Fratelli Mussulmani” (denominazione che in seguito ha abbandonato). Il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha appoggiato immediatamente la pretesa dell’Arabia Saudita. Alla fine, il Qatar ha chiesto ad alcuni leader di Hamas – ma non a tutti – di lasciare il Paese. Il discorso che il presidente degli Stati Uniti ha tenuto il 21 maggio scorso a Riad è stato interpretato dal mondo arabo come il permesso di farla finita con i terroristi, quindi anche con la loro casamadre, i Fratelli Mussulmani. Dunque, la stampa araba ha improvvisamente capovolto il proprio giudizio su Hamas, ritenuto fino a quel momento un movimento legittimo della resistenza palestinese. Ora invece i media lo presentano come un’organizzazione terrorista che del popolo palestinese manipola e sfrutta le sofferenze. Soltanto i media finanziati dall’Iran non prendono parte alla campagna. Khaled Mechaal e una delegazione dell’Ufficio politico di Hamas si sono recati a Teheran. Sembra che l’Iran abbia deciso di accordare asilo politico all’organizzazione palestinese. La storia di Hamas è complessa. Fu creato nel 1987, per iniziativa del Regno Unito, da tre membri dei Fratelli Mussulmani. Non metteva in discussione il colonialismo occidentale, bensì sosteneva che, secondo il Corano, un territorio mussulmano non può essere governato da non-mussulmani. Incarnava dunque la resistenza religiosa a Israele. Per contrastare l’influenza di al-Fatah, l’organizzazione laica di Yasser Arafat sostenuta da Stati Uniti e Francia, Tel Aviv aiutò per anni Hamas a espandersi. Progressivamente, l’Iran esercitò un influsso sempre maggiore sul suo braccio armato, cui fornì grossi quantitativi di armi. Nel 2012, nel quadro dell’illusorio trionfo del progetto britannico delle “primavere arabe”, Hamas si proclamò “Ramo palestinese dei Fratelli Mussulmani”. Nonostante i legami tra Hamas e l’MI6 e malgrado l’ideale antimperialista dell’imam Khomeini, Teheran decise di considerare il gesto come atto interno alla Palestina. Oggi in Medio Oriente stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma. La questione della lotta all’imperialismo sta cedendo il posto alla lotta contro il clericalismo. I partigiani dell’islam politico sono rappresentati, tra i sunniti, principalmente da Hamas e, tra gli sciiti, dal governo dello sceicco Hassan Rohani.

1 commento:

  1. Nel pomeriggio Israele riaprirà la Spianata delle Moschee (il Monte del tempio in ebraico) tra rafforzate misure di sicurezza dopo aver sbarrato gli accessi per due giorni in seguito all'attacco terroristico costato la vita a due soldati israeliani. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu in un comunicato diffuso in serata. Lo riporta l'edizione online di Haaretz. Intorno al luogo sacro saranno installate telecamere e metal detector e saranno predisposte ulteriori misure di sicurezza. Il premier israeliano, riporta Haaretz, ha preso la decisione dopo essersi consultato con i vertici della Difesa. Con la chiusura degli accessi alla Spianata delle Moschee decisa in seguito all'attacco lanciato da tre arabi israeliani contro due agenti, di fatto sono state impedite - per la prima volta da decenni - le preghiere islamiche del venerdì. Il provvedimento ha suscitato l'immediata ira del Mufti di Gerusalemme, sceicco Muhammed Hussein e la protesta di migliaia di fedeli musulmani che dopo non essere stati ammessi nella Città Vecchia hanno recitato le loro preghiere nelle strade di Gerusalemme est mettendo in scena una sorta sfida di massa alla polizia.

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