lunedì 24 luglio 2017

Italia ostaggio di Alitalia

[Cui troppu spremi fa nesciri sangu. Chi troppo spreme fa uscire sangue. Frase siciliana] É stata fissata ad ottobre la nuova deadline nel processo di vendita di Alitalia. Finora la road map è stata rispettata, ma si fa sempre più insistente l’impressione che l’autunno non sarà il momento della verità: la necessità di trattare il più possibile per evitare il rischio ‘spezzatino’ e le ragioni politiche fanno pensare che i tempi possano allungarsi. Uno scenario al quale il Governo ha già pensato e, nel caso non ci fossero offerte che mantengono l’integrità di Alitalia, una delle alternative è il prolungamento dell’azione commissariale, mettendo altro denaro pubblico. A fare un po’ di luce sarà l’analisi delle buste con le offerte non vincolanti, che verranno aperte nei prossimi giorni: tra i pretendenti, oltre alle compagnie ammesse fino a questa fase (Etihad, Delta, Lufthansa, British Airways, Ryanair ed Easyjet), secondo quando si apprende, ci sarebbero anche da un paio di altre grandi aviolinee i cui nomi non sarebbero finora ancora trapelati. Sulla base delle proposte arrivate ora i commissari definiranno l’indirizzo del programma dell’amministrazione straordinaria (vendita in blocco, ristrutturazione o cessione di beni e contratti), ma secondo molti osservatori, la trattativa per arrivare alla scelta dell’acquirente potrebbe richiedere più tempo del previsto. “L’impressione è che siamo ancora molto indietro, è molto difficile che si arrivi alla vendita di Alitalia nel prossimo autunno: serve tempo per una trattativa complessa, per evitare che chi arriva detti le condizioni”, osserva Nino Cortorillo, segretario nazionale della Filt Cgil – Ora l’egregio lavoro svolto fino ad oggi dai commissari si fa più difficile, devono trovare la soluzione per ricondurre il potenziale acquirente ad acquistare la compagnia in blocco”. La preoccupazione dei sindacati resta quindi alta ed è possibile che nei prossimi giorni chiedano ai commissari un incontro per fare il punto sulla situazione. Un’occasione di confronto, intanto, ci sarà già lunedì quando i sindacati di categoria incontreranno l’azienda per proseguire il confronto sulla formazione e riconversione dei circa 300 addetti in cig a zero ore. Sono quattro i cavalieri bianchi per Alitalia. Disposti a rilevare in blocco o quasi la compagnia. E a farlo senza stravolgere l'assetto attuale. Lo scrive "Il Messaggero" specificando che si tratta di: EasyJet, Lufthansa, Ryanair ed Etihad. "Delle prime analisi di Rothschild, che da ieri studia le offerte presentate dai pretendenti in gara, emergerebbe un quadro tutto sommato positivo, certamente migliore delle aspettative. Perché i quattro cavalieri bianchi, sempre che tutto venga confermato nelle offerte vincolanti da presentare ad ottobre - scrive il quotidiano romano - hanno intenzioni serie che mirano a tenere complessivamente unito, o comunque a non smembrare eccessivamente, l'ex vettore tricolore". “Abbiamo un interesse sincero per la sopravvivenza di Alitalia”. È quanto ha affermato in occasione della presentazione dei conti trimestrali il chief financial officer della low cost irlandese, Neil Sorahan. “È importante che l’attività di lungo raggio continui”, ha affermato precisando che Ryanair “è pronta ad offrire la sua collaborazione”. La low cost ha partecipato alla gara per Alitalia con un’offerta non vincolante. “Siamo soddisfatti di questa crescita degli utili del 55% nel primo trimestre ma è necessaria cautela perché le entrate sono distorte dalla presenza delle vacanze pasquali”, ha affermato Michael O’Leary, numero uno di Ryanair presentando i conti trimestrali.

domenica 23 luglio 2017

Russia e Iran sotto embargo

[La cacocciula si mancia a fogghia a fogghia. Il carciofo si mangia foglia a foglia. Frase siciliana] L'amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni nei confronti di 18 in tutto fra individui e gruppi iraniani per attività non legate al programma nucleare. Lo scrive la Associated Press. Fra le nuove sanzioni imposte dall'amministrazione americana a individui e gruppi iraniani, il dipartimento di Stato in particolare individua due gruppi associati con il programma balistico di Teheran. Il dipartimento del Tesoro include invece sette gruppi e cinque individui associati ai militari iraniani e in particolare alla Guardia Rivoluzionaria, oltre a tre individui che segnala vicini a un gruppo dedito alla criminalità organizzata. La Casa Bianca cambia idea e indica il suo sostegno ad un irrigidimento delle sanzioni verso la Russia, come previsto da un disegno di legge su cui è stato raggiunto un accordo bipartisan. Lo conferma la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. Parlando alla Abc News, Sanders ha precisato che gli aggiustamenti apportati al testo hanno fatto sì che il presidente Donald Trump superasse le sue perplessità. Ieri leader repubblicani e democratici al Congresso avevano reso noto di aver raggiunto un accordo su un pacchetto di nuove sanzioni verso Mosca da adottare come punizione per le presunte interferenze nelle elezioni americane del 2016 e per le sue aggressioni militari in Ucraina e Siria, con il rischio di innescare uno showdown con l'amministrazione Trump determinata alla cautela (e particolarmente rischioso per il presidente Trump in un momento di particolare pressione dovuta agli sviluppi sul 'Russiagate' ndr). Per questo l'apertura espressa dalla portavoce della Casa Bianca costituisce un rapido e inatteso cambiamento di scenario: "L'amministrazione è d'accordo con l'essere duri verso la Russia, particolarmente nell'adozione di sanzioni - ha detto Sarah Huckabee Sunders - il testo originario era scritto male, ma siamo stati capaci di lavorare con Camera e Senato per apportare i cambiamenti necessari".

Impeachment Trump

[Grapiti l’occhi a l’accattari agugghi. Apri bene gli occhi nel comprare aghi. Frase siciliana] Altro capitolo del Russiagate: il figlio maggiore del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump Jr., sarà ascoltato dalla commissione Giustizia del Senato il prossimo mercoledì mattina insieme all’ex direttore della campagna Trump, Paul Manafort. Al centro dell’audizione, pubblica, i contatti con i russi durante la campagna per le presidenziali finalizzati a danneggiare la sfidante democratica Hillary Clinton. Anche il genero e consigliere di Donald Trump Jared Kushner sarà udito nell’ambito del Russiagate, lunedi a porte chiuse in commissione intelligence al Senato. In un momento così delicato il presidente rilascia un’intervista al New York Times, e si scaglia contro il ministro della giustizia Jeff Sessions. Dice che non lo avrebbe mai nominato se avesse saputo che si sarebbe tirato fuori dall’inchiesta sul Russiagate. Fatto che concretamente ha aperto le porte alla nomina del procuratore speciale Robert Mueller  a capo dell’indagine. Trump ne ha avuto anche per lui dicendo che sue eventuali ricerche sulla situazione finanziaria della famiglia, “al di là dell’inchiesta”, sarebbero una “violazione’‘. Rivela poi che il procuratore è al centro di “conflitti” di cui a un certo punto Trump riferirà.Donald Trump ha ingaggiato un nuovo avvocato, un peso massimo che va ad allargare la squadra legale del presidente Usa, sempre più seriamente nel mirino delle indagini sui rapporti con la Russia, il cosiddetto “Russiagate”. L’avvocato che va a rafforzare la squadra di esperti assunti da Trump è John Dowd, un veterano del foro, con esperienza di cause connesse al dipartimento di Giustizia, sottolinea il Washington Post. Intanto, mentre si allarga la trama del Russiagate, anche un avvocato personale di Trump, Michael Cohen, ha deciso di assumere un legale, in vista della sua comparsa davanti al Comitato Intelligence della Camera il prossimo 5 settembre. Un uomo d’affari americano, il repubblicano Peter W. Smith, dopo aver parlato con la stampa Usa dei suoi tentativi di entrare in contatto con gli hacker russi, sospettati di aver hackerato le e-mail di Hillary Clinton, si è suicidato in una stanza d’albergo in Minnesota. La notizia apparsa sul “Chicago Tribune” è rimbalzata sui media russi questa mattina. Il tutto è successo 10 giorni dopo un’intervista con “Wall Street Journal” dove l’uomo ha rivelato la sua indagine. Anche il WSJ in un articolo ha scritto che l’uomo d’affari 81 enne è morto, ma l’argomento non è stato approfondito. L’edizione di Chicago invece pubblica particolari sulla morte del signor Smith, sostenendo che il corpo sarebbe stato trovato in una stanza di albergo, vicino al Mayo Hospital in Minnesota, con un sacchetto in testa attaccato a una fonte di elio.  La Cia accertò che Vladimir Putin fu coinvolto direttamente nella campagna di hackeraggio per screditare le presidenziali Usa sulla base di fonti interne al governo russo. Lo rivela il Washington Post che ricostruisce con decine di fonti anonime dell'intelligence Usa le reazioni di Obama per fermare le interferenze russe. La Cia sarebbe venuta in possesso di specifiche istruzioni di Putin per sconfiggere o almeno danneggiare la candidata dem Hillary Clinton e aiutare il suo rivale Donald Trump.

25 boss di Hamas arrestati

[Lu ferru s’ardi, e nun pari d’arrassu. Il ferro s’arroventa, eppure non sembra da lontano. Frase siciliana] Nella notte, in Cisgiordania, blitz dell'esercito israeliano. Sono stati arrestati 25 alti esponenti di Hamas, nel contesto di misure straordinarie adottate dopo le violenze degli ultimi giorni. Fra gli arrestati, secondo fonti palestinesi, figurano un deputato e 5 miliziani di Hamas liberati anni fa da Israele nel contesto di uno scambio di prigionieri. Ieri il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha telefonato alla famiglia al-Abed di Kobar (Cisgiordania) per congratularsi con l'attentato condotto dal figlio che ha pugnalato a morte 3 civili israeliani ad Halamish.  "Sarà demolita al più presto la casa dello spregevole assassino" che venerdì ha accoltellato a morte tre israeliani nella loro abitazione di Halamish, un insediamento ebraico in Cisgiordania. Lo ha anticipato oggi al governo israeliano il premier Benyamin Netanyahu. "Yosef, Haya ed Elad Solomon - ha aggiunto - sono stati uccisi da una belva umana, aizzata da odiatori di ebrei". I loro funerali sono in programma oggi. Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato per oggi il gabinetto di difesa del governo israeliano per esaminare la situazione creatasi a Gerusalemme dopo la installazione di metal detector agli accessi della Spianata delle Moschee. Lo riferiscono i media locali secondo cui fino al termine della seduta - che dovrebbe iniziare in serata - i varchi elettronici non dovrebbero essere rimossi. In una intervista alla radio militare il ministro della sicurezza interna Ghilad Erdan ha detto che vengono presi in esame anche altri sistemi di sicurezza, ma almeno per ora la polizia ritiene che i metal detector diano la maggiore affidabilità. La scorsa notte, alla Porta dei Leoni della Città Vecchia sono anche state installate telecamere di sorveglianza. Tutto ciò non cambia però la posizione dei palestinesi secondo cui la calma potrà tornare solo quando ai fedeli islamici sarà garantito l'ingresso nella Spianata delle Moschee senza alcun controllo.  Bulldozer israeliani hanno demolito in Cisgiordania un monumento eretto in memoria di un palestinese autore di un attacco anti-israeliano, provocando dei disordini in cui sei palestinesi sono rimasti feriti. Lo ha reso noto l'esercito israeliano e un responsabile locale. Un memoriale per Khaled Nazzal, combattente palestinese che orchestrò un attacco in cui morirono 26 israeliani - di cui la maggioranza bambini - nel 1974, è stato eretto di recente dal comune di Jenin. Israele aveva chiesto il ritiro del memoriale. Oggi prima dell'alba ruspe e soldati sono entrati in questa città situata nel Nord della Cisgiordania. "Le nostre forze hanno abbattuto un monumento eretto in memoria del terrorista Khaled Nazzal", ha dichiarato una portavoce di Tsahal. Scontri sono scoppiati poco dopo nei quali sei persone sono rimaste ferite, ha detto all'Afp Mohammed Abu Ghali, capo della municipalità di Jenin. Un giovane si troverebbe in condizioni gravi dopo essere stato colpito al petto. Numerosi palestinesi considerano Nazzal e altri combattenti eroi della lotta contro l'occupazione israeliana mentre gli israeliani al contrario li considerano dei "terroristi".

sabato 22 luglio 2017

Petrolchimico di Siracusa nocivo

[Avrai 50 anni per farti saggio, ne avrai 60 per farti sapiente. Yehuda Ben Temà ] Il gip di Siracusa, su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo di due impianti industriali: lo stabilimento Esso e gli stabilimenti Isab Nord e Isab Sud del polo petrolchimico siracusano. Provvedimento senza precedenti, se si considera che il polo petrolchimico siracusano resta uno dei più importanti d'Europa. L'inchiesta scaturisce dai numerosi esposti e dalle denunce di cittadini, movimenti ambientalisti ed enti e istituzioni che lamentavano la cattiva qualità dell'aria. Un pool di sostituti, coordinati dal capo della Procura Francesco Paolo Giordano, al termine di un'indagine scattata due anni fa, ha accertato un "significativo contributo al peggioramento della qualità dell'aria dovuto alle emissioni degli impianti". Nel suo provvedimento il gip subordina la restituzione degli impianti "all'imposizione di prescrizioni per consentirne l'adeguamento alle norme tecniche vigenti". Il gip ha dato 15 giorni di tempo alle società per decidere se aderire alle prescrizioni. Sia la Esso, che la raffineria impianti Sud dovranno ridurre le emissioni provenienti dall'impianto "con la copertura delle vasche costituenti l'impianto di trattamento acque". Dovrà essere presentato un progetto che non dovrà eccedere i 12 mesi, con garanzia fideiussoria. Gli stabilimenti Esso, Isab Nord e Isab Sud dovranno effettuare il monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse; realizzare impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico; adeguare i sistemi di monitoraggio delle emissioni, attraverso l'adozione di sistemi di monitoraggio in continuo, mettendo a disposizione i dati registrati per via telematica all'Arpa di Siracusa. Solo lo stabilimento Esso dovrà ridurre il livello delle emissioni in atmosfera sino al rispetto dei livelli previsti delle migliori tecnologie disponibili, in particolare la riduzione degli ossidi di zolfo in due camini, e degli ossidi di azoto in 21 camini.

venerdì 21 luglio 2017

Etihad Regional venduta

[L'amore non ci vede, ma l'odore dei soldi lo fiuta anche un cieco. Abramo Lehmann] Alle ore 18 di oggi è scaduto il termine per la presentazione di proposte non vincolanti per Alitalia. Lo si legge in una nota della compagnia, in cui si precisa che, in base all'analisi delle proposte ricevute, i Commissari Straordinari entro la prossima settimana provvederanno a definire e sottoporre all'approvazione del Mise l'indirizzo del Programma dell'Amministrazione Straordinaria nonché i contenuti del bando di gara recante termini, finalità e modalità di svolgimento delle prossime fasi della procedura. Cambiamento di proprietà per Darwin Airline, compagnia aerea ticinese che opera con il marchio "Etihad Regional" in vari paesi europei. La stampa ticinese riferisce che gli azionisti attuali, tra cui il partner strategico Etihad, hanno concordato la vendita delle proprie azioni ad una nuova società svizzera sussidiaria di Adria Airways, il vettore sloveno leader nella regione dell’Europa sudorientale e membro di Star Alliance. Darwin continuerà ad operare con l'attuale nome legale Darwin Airline ed il proprio certificato di operatore aereo (Aoc). Il brand commerciale invece cambierà da Etihad Regional ad Adria Airways Switzerland. Lugano rimarrà la sede principale e lo scalo di Ginevra sarà la seconda base operativa.  Come si sa, tra i possibili nomi dei vettori interessati c'era quello di Ryanair, che proprio oggi fa sapere di non prendere parte alla corsa, ma conferma la disponibilità a subentrare nelle rotte gestite dalla compagnia se ce ne fosse necessità, si legge su fonti di stampa. I pretendenti che potrebbero farsi avanti? Dovrebbero essere le compagnie rientrate nella data room e quindi Lufthansa, Etihad, Delta, British Airways, EasyJet e Ryanair, che però ha detto che non parteciperà. Secondo fonti di stampa non è escluso che l'apertura delle buste possa svelare i nomi dei fondi di private equity interpellati dall'advisor finanziario Rothschild, come Indigo Capital e Cerberus. Potrebbero esserci anche altre compagnie aeree, come società di handling e fondi. Come più volte detto l'obiettivo resta quello di vendere la compagnia per intero, evitando lo spezzatino. "L'asset di Alitalia va mantenuto integro", ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

mercoledì 19 luglio 2017

Ok Riina resta in carcere

[Se ci fosse qualcosa da dire, capra e cani imparerebbero a parlare. Abramo Lehmann] "Io non mi pento...a me non mi piegheranno" e "Io non voglio chiedere niente a nessuno... mi posso fare anche 3000 anni no 30 anni". Così Totò Riina si è rivolto alla moglie Antonietta Bagarella in un colloquio video-registrato avvenuto lo scorso 27 febbraio. Le parole del dialogo, "nel contesto di uno scambio di frasi su istanze da proporre", scrivono i giudici, sono nell'ordinanza con cui la Sorveglianza ha rigettato l'istanza del boss di Cosa Nostra. Per i giudici è "degno di nota" il fatto che Riina asserisca che "non si piegherà e non si pentirà mai". E "altrettanto significativo" è un passaggio durante il quale i coniugi "giungono ad affermare che i collaboratori di giustizia vengono pagati per dire il falso". Di seguito è riportata la trascrizione del dialogo. Riina: 'sono stato io... non è che siamo! Facciamo finta che eravamo insieme... non e che non lo sanno!... Lo sanno che eravamo sempre qua con questo direttore! Io non ho fatto niente e non so niente e quello... Brusca...' Bagarella: 'ma tu lo sai che quelli prendono soldi quando dicono queste cose?' Riina: 'certo' Bagarella: "e allora... più se ne inventano e più sono pagati' Riina: 'hanno... esatto...' Bagarella: 'Non è che è gratis quando lui dice queste cose che non esistono e perciò! Eh perciò ci vivono tutti! È così'.
Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare presentata dai legali di Riina. I giudici hanno riunito due procedimenti, decidendoli insieme. Riina quindi resta detenuto al 41bis nel reparto riservato ai carcerati dell'ospedale di Parma. Alla richiesta dei legali, motivata da ragioni di salute del boss, si è opposto il pg di Bologna Ignazio De Francisci che per anni ha lavorato a Palermo. Salvatore Riina "non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in altro reparto ospedaliero ossia nel luogo in cui ha chiesto di fruire della detenzione domiciliare". Lo scrivono i giudici del tribunale di Sorveglianza di Bologna, concludendo il ragionamento sulle condizioni di salute del boss di Cosa Nostra, nell'ordinanza con cui rigettano le istanze di differimento della pena. Per i giudici è "palese", a Parma, "l'assoluta tutela del diritto alla salute sia fisica che psichica del detenuto". Salvatore Riina appare "ancora in grado di intervenire nelle logiche di Cosa Nostra", nonostante le sue condizioni di salute e l'età ormai avanzata e "va quindi ritenuta l'attualità della sua pericolosità sociale". È un passaggio cruciale dell'ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Bologna, nel rigettare l'istanza di differimento pena del boss. "La lucidità palesata" da Riina e "la tipologia dei delitti commessi in passato (di cui è stato spesso il mandante e non l'esecutore materiale) - proseguono i giudici - fanno sì che non si possa ritenere che le condizioni di salute complessivamente considerate, anche congiuntamente all'età, siano tali da ridurre del tutto il pericolo che lo stesso possa commettere ulteriori gravi delitti (anche della stessa indole di quelli per cui è stato condannato)". I Carabinieri del R.O.S. coadiuvati da quelli del Comando Provinciale di Palermo e Trapani, stanno eseguendo un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale – sezione misure di prevenzione – di Palermo nei confronti del capo di Cosa nostra Salvatore Riina e del suo nucleo familiare per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Le indagini patrimoniali hanno consentito di individuare e colpire il patrimonio occulto riconducibile a Salvatore Riina, alla moglie Ninetta Bagarella e ai figli, Giuseppe, Salvatore, Maria Concetta e Lucia. I beni sequestrati sono localizzati prevalentemente nelle province di Palermo e Trapani, e sono costituiti da 3 società, una villa, 38 rapporti bancari e, soprattutto, numerosi terreni. Punto cruciale dell’indagine patrimoniale è rappresentato dalla evidente sperequazione tra i redditi dichiarati negli anni da Riina e dai suoi congiunti, da cui è stato possibile ipotizzare l’utilizzo di mezzi e di risorse finanziarie illecite.In tale quadro, è emersa la significativa e continuativa disponibilità di denaro contante della famiglia, ed in particolar modo della moglie che, malgrado i molteplici sequestri di beni mobili subiti nel tempo ed a fronte dell’assenza di redditi ufficiali, è riuscita a emettere nel periodo 2007-2013 assegni per un valore di oltre 42.000 mila euro a favore dei congiunti detenuti.

In attesa di giustizia

[Dove ci sono 2 ebrei c’e già un tempio. Abramo Lehmann]Il pm Nino Di Matteo lo dice chiaro, alla vigilia dell'anniversario della strage di via D'Amelio: "Bisognerebbe riaprire l'indagine dei mandanti esterni delle stragi". All'incontro organizzato lunedì sera da AntimafiaDuemila in collaborazione con Contrariamente e il Movimento delle Agende rosse, il magistrato del Processo Trattativa ha elencato alcuni degli episodi dai quali emerge la presenza di soggetti esterni a Cosa nostra dietro le stragi del '92. "Non sono d'accordo - ha spiegato Di Matteo, recentemente alla Direzione nazionale antimafia - con chi sostiene che non si sappia nulla della strage di via d'Amelio" a fronte di "una ventina di condanne per strage" che "in Italia non è un risultato da poco". Ma allo stesso tempo, ha ammonito, "chi conosce quegli atti sa che quelle sentenze devono, o dovrebbero, costituire un punto di partenza per rilanciare le sempre più evidenti responsabilità di ambienti e uomini estranei a Cosa nostra". E invece di "moltiplicare le risorse e l'impegno per proseguire le indagini sulle stragi" ha aggiunto Di Matteo, di fronte alle intercettazioni in carcere del boss Giuseppe Graviano "c'è stata una minimizzazione pregiudiziale". "Per non tradire e calpestare la memoria di Borsellino - ha detto ancora Di Matteo - abbiamo davanti una sola strada, dura e tortuosa" ossia "pretendere il massimo sforzo da parte delle inchieste", in particolare "dalla Procura nazionale antimafia e dalle Direzioni distrettuali di Caltanissetta, Firenze e Palermo" ma anche "pretendere e valutare l'opportunità di un'inchiesta politica da parte della Commissione parlamentare antimafia" e "la massima attenzione dell'opinione pubblica". Le celebrazioni per l'anniversario di via D'Amelio proseguono con l'iniziativa, oggi, che coinvolge i bambini, "Coloriamo via D'Amelio" alla quale saranno presenti la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi e la ministra dell'Istruzione Fedeli. Sono trascorsi 25 anni da quando il pomeriggio del 19 luglio 1992 un’autobomba piazzata in via D’Amelio uccise il giudice Paolo Borsellino, e gli agenti di scorta Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli. Una strage avvenuta appena 57 giorni dopo quella di Capaci, in cui morì il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie e tre agenti di scorta. Una strage i cui contorni, al di là della matrice mafiosa, restano tutt’ora avvolti dal mistero. Un iter giudiziario tra i più ingarbugliati di sempre, con dieci processi, condanne, ergastoli, assoluzioni e revisioni; imputati finiti al 41-bis ingiustamente, pentiti “finti” e collaboratori di giustizia “veri”, che con le loro parole hanno disegnato lo scenario in cui il giudice Borsellino agiva, ma che non sono stati sufficienti 25 anni per definire chiaramente. Il ricordo della strage di via D’Amelio è imprescindibile dalla ricerca della verità per una delle pagine più oscure della storia del Paese. Tutti i dubbi, timori, angosce sono stati assemblati, raccontati da Enrico Deaglio in un libro dal titolo Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino una storia di orrore menzogna. La lettura racchiude, sintetizza 25 anni di indagini condotte male, di processi poco credibili.  Numerosi gli eventi in programma per ricordare il sacrificio del magistrato e dei suoi “angeli” di scorta. In città sarà presente il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che sarà prima in via D’Amelio e poi alla scuola Falcone dello Zen, dove pochi giorni fa un raid vandalico ha distrutto la statua dedicata al giudice ucciso il 23 maggio 1992; così come sarà in città anche la presidente della Commissione nazionale Antimafia Rosi Bindi che onorerà i magistrati tra le altre cose con un minuto di riflessione al Giardino della memoria di Ciaculli. Alle 16,58, orario della strage, via D’Amelio si raccoglierà in silenzio per ricordare il giudice, quindi alle 20,30 sarà la volta della fiaccolata tradizionale che attraverserà via Libertà, via Autonomia Siciliana e arriverà in via D’Amelio dove verrà deposto un tricolore e intonato l’inno nazionale. Le Agende rosse in mattinata organizzano la salita a Castello Utveggio e due dibattiti in via D’Amelio nel pomeriggio.Paolo Borsellino sarà ricordato anche in tv, con la fiction “Paolo Borsellino – Adesso tocca a me”, che ricostruisce i 57 giorni che separarono le due stragi.  "Bisogna rispettare la memoria di Paolo Borsellino e il dolore dei familiari, io so e tanti sanno fuori e dentro la mafia e fuori e dentro le istituzioni chi in questi anni ha continuato a cercare la verità sulla strage e si è esposto e ha esposto la propria famiglia a rischi gravissimi sacrificando la propria libertà e anche la carriera": così il pm Nino Di Matteo risponde alla figlia di Paolo Borsellino che ha parlato dei depistaggi delle indagini sulla strage di Via D'Amelio e dei pm, come Di Matteo, che avevano svolto le indagini. "Credo che questo sia giusto ricordarlo - ha aggiunto il magistrato - per evitare che certe parole possano essere strumentalizzate da chi non vuole che si vada avanti nel completare il percorso di verità sulle stragi. Anche cercando di capire con gli elementi nuovi che sono stati scoperti in questi anni chi eventualmente assieme agli uomini di Cosa nostra ha ucciso Paolo Borsellino".

martedì 18 luglio 2017

NUOVI CONSIGLIERI ALLA GESAP

[Megghiu 'na festa chi 100 festicchi.  Meglio una festa che 100 festicciole. Frase siciliana] Il Comune di Palermo ha bandito una manifestazione di interesse di soggetti disponibili alla designazione/nomina dei rappresentanti del Comune in enti, aziende ed istituzioni da esso dipendenti o controllati. Cosa dovranno rappresentare in Gesap è tutto da scoprire.  Andranno a occupare posti in cda già completo, oppure dovranno sostituire chi? Ambrogio è inamovibile, dove lo trovi un altro così? Scalia, ingegnere gestionale, impegnato anche in Gh, esageratamente riservato da indurre a pensare che, probabilmente, la sua timidezza è il suo limite. Mistretta (e il prode Achille), la Li Calzi sono a rischio. Il troppo indipendente Todaro, vice presidente, in quota Camera di commercio non può essere toccato, anche perché se avesse avuto questa possibilità, il sindaco, l'avrebbe già sostituito.  Tra questi, ci sono Gesap, Fondazione Teatro Massimo, Associazione Teatro Biondo e il Consorzio Distretto Turistico Palermo Costa Normanna. I professionisti da designare e/o nominare devono essere in possesso di Laurea (vecchio ordinamento) o Laura Specialistica o Laurea Magistrale (nuovo ordinamento) e, in più, di una esperienza almeno quinquennale scientifica, ovvero di tipo professionale o dirigenziale o di presidente o amministratore delegato maturata in enti o aziende pubbliche o private di dimensione economica e strutturale assimilabile a quella dell’ente interessato dallo svolgimento dell’incarico, oppure qualifica di magistrato ordinario, amministrativo o contabile in quiescenza o di docente universitario di ruolo anche in quiescenza. Gli interessati dovranno presentare esclusivamente on line la propria manifestazione di disponibilità entro il 5 agosto 2017, attraverso una procedura dedicata sul sito web del Comune di Palermo.

Antitrust contro Vueling

[Lu guadagnari 'nsigna a spenniri. Il guadagnare insegna a spendere. Frase siciliana] Costi beffardi sul check-in online, promesse di sconto poco chiare, ostacoli alla richiesta di rimborso e all'assistenza clienti: l'Antitrust ha punito la linea area Vueling con una multa da 1 milione di euro per alcune pratiche commerciali scorrette. Ne dà notizia un comunicato. Con la prima pratica, spiega una nota dell'Autorità, la compagnia aerea risulta aver ingannato i consumatori sulla gratuità del check-in online, servizio promosso ampiamente come gratuito sul sito internet e nelle comunicazioni inviate dopo la prenotazione di un volo, in quanto in presenza di alcune condizioni - l'esaurimento di posti disponibili - richiedeva ai consumatori un importo di circa 15 euro per poter procedere ad effettuare il check-in on line e ottenere la carta di imbarco. Inoltre, il vettore non informava che il check-in in aeroporto era comunque sempre gratuito. Inoltre, Vueling promuoveva l'acquisto di un buono sconto pari al 25% del costo del biglietto aereo in modo ambiguo e fuorviante, in quanto non consentiva al consumatore di capire esattamente la reale convenienza dell'acquisto e in particolare l'entità dello sconto di cui avrebbe beneficiato in quanto relativo solo ad una parte del biglietto, ovvero la tariffa base al netto di tasse, spese amministrative e altri oneri. L'Autorità, infine, ha sanzionato Vueling anche per gli ostacoli che frapponeva ai passeggeri nell'esercizio dei diritti contrattuali in quanto, per la richiesta di assistenza e di reclamo, induceva il consumatore a rivolgersi ad una numerazione a pagamento, il cui costo poteva arrivare a 15 euro a telefonata, senza informare dell'esistenza nel sito internet di una web form che peraltro, per le sue modalità di utilizzo - specificamente una struttura a percorsi pre-obbligati - non consentiva una completa assistenza. La multa arriva per altro nel giorno in cui la Corte Ue dice che la Trasparenza dei prezzi implica che, nel pubblicare le loro tariffe, le compagnie aeree precisare separatamente gli importi dovuti dai clienti per le tasse, i diritti aeroportuali nonché gli altri diritti, tasse e supplementi e non possono, pertanto, includere, nemmeno parzialmente, tali elementi nella tariffa passeggeri", in una causa che ha coinvolto la compagnia aerea tedesca Air Berlin relativa alle spese di annullamento chieste ai consumatori.

lunedì 17 luglio 2017

Soldi Uil in Svizzera   

[Mentri  cunti l’uri, lu tempu si nni va. Mentre conti le ore, il tempo se nega. Frase popolare siciliana] Alla fine ha fatto il passo indietro. Francesca Ticca ha deciso di autosospendersi dalla carica di segretaria generale di Uil Sardegna. Lo ha comunicato  durante il comitato esecutivo del sindacato sardo, al quale hanno preso parte una ventina tra segretari regionali e generali delle categorie, convocato per la prima volta due giorni fa a seguito dell'inchiesta della Procura di Sassari sui trasferimenti di denaro dai conti del sindacato a due banche in Svizzera e Slovacchia. Si è autosospesa anche la tesoriera, Angela Lobrano, che con la Ticca avrebbe disposto le transazioni per un totale di 300mila euro, nei quali sarebbero compresi anche 76mila euro della raccolta fondi per l'alluvione del 2013. La richiesta di autosospensione era stata avanzata già lunedì da una decina di membri dell'esecutivo, ma inizialmente Francesca Ticca si era mostrata restia a questa soluzione. Sostituto pro tempore di Francesca Ticca alla segreteria di Uil Sardegna è stato nominato Andrea Lai, già segretario regionale con delega a Servizi e Turismo, Terziario e Trasporti. Prima di autosospendersi dalla carica, Francesca Ticca ha chiesto al segretario nazionale Carmelo Barbagallo che venisse attivata una procedura di verifica in relazione alla vicenda delle transazioni all'estero. Il numero uno della Uil si è subito attivato mandando a Cagliari il tesoriere Benedetto Attili, che stamattina ha convocato la segreteria regionale. È in questa occasione che Ticca ha ufficializzato l'autosospensione con effetto immediato. Le verifiche del tesoriere e del suo staff sono già iniziate.

domenica 16 luglio 2017

PREMIO PRODUZIONE IN GH PMO?

[Nun fuj cani chi a la casa ‘un torna. Non vi fui mai cane che a casa non torna. Frase siciliana]  I sindacati vogliono sempre stare al centro dell’attenzione, come le belle donne capricciose,  adesso, si sono inventati anche il premio produzione in Gh Palermo, precedentemente in Gesap, azionista di minoranza di Gh. Un premio di produzione, ancora da quantificare, perché lavori. Vero è che l’Enac ha convocato la Gh Palermo perché sono state riscontrate anomalie: sbarchi internazionali autorizzati come nazionali (e viceversa), pesanti ritardi nella riconsegna bagagli …. È visto che state lavorando così male il sindacato, si inventa il premio produzione. Poco importa come verrà applicato è con quale metodologia verrà applicata. Fortunati quei figli che come genitori hanno dei sindacalisti: vai male a scuola, fumi, ti droghi … avrai come premio il motorino, un nuovo cellulare … In Gh qualcuno ha fatto meglio, anticipando le intenzioni dei sindacati,  si sarebbe   raddoppiato il compenso, non era mai accaduto con Richelieu.    Il Saracino non riesce a dire di no a nessuno, neanche a chi lo meriterebbe. Quest’anno la Gh a Palermo ha ottenuto utili esigui, pur avendo il 100% del traffico di linea, cosa eclatante visto che dal 2005 ha sempre presentato bilanci rosso sangue. Grazie alla solidarietà (circa 60 unità), alla mobilità (circa 25 unità), alla stabilizzazione di 68 precari. Si sa per il Saracino si fanno sacrifici, si trovano soluzioni che nemmeno i manager strapagati  erano a conoscenza, Allah è grande e i sindacalisti pregano cinque volte al giornMa le preoccupazioni non mancano, basta leggere i dati Alitalia per tenere sveglio il Saracino. Il gruppo Gh Italia avanzerebbe da Alitalia circa sei milioni di euro. Rosso da duecento milioni di euro nei primi due mesi dell’anno e per Alitalia si aprirono le porte dell’amministrazione controllata. È quanto emerge dalla situazione contabile consolidata al 28 febbraio pubblicata nella domanda di ammissione all’Amministrazione straordinaria, pubblicata sul sito della compagnia per volere dei commissari  straordinari e sentito il ministero dello Sviluppo economico. Nel dettaglio, si legge sempre nella relazione, alla fine di febbraio 2017 Alitalia aveva accumulato perdite per 203,3 milioni di euro, con un totale di passività pari ad oltre 3,5 miliardi (2,3 miliardi di passività correnti, che la società contava di rimborsare entro la fine dell’anno, e 1,2 miliardi di passività non correnti).  Il valore delle perdite nel primo bimestre dell’anno equivale a poco meno della metà di quanto accumulato nell’intero 2016 (491 milioni). Tuttavia va considerata la stagionalità del dato, a partire dal fatto che gennaio e febbraio sono tradizionalmente mesi di scarso afflusso turistico. A fine febbraio il patrimonio netto risultava comunque negativo per 87 milioni di euro. Con l’ingresso in amministrazione controllata Alitalia ha ricevuto un prestito ponte dallo Stato pari a 600 milioni di euro. Intanto la chiusura della data room per il bando Alitalia resta confermata al 21 luglio. “Tutto procede secondo il nostro calendario”, ha detto il commissario straordinario, Stefano Paleari. “Siamo sempre impegnati a garantire la piena operatività dei voli. Resta il termine al 21 luglio per la chiusura della data room. Poi ci saranno delle offerte che non saranno vincolanti in senso stretto, ma delle proposte che aiuteranno i commissari a formulare il programma che conterrà anche indicazioni industriali”. Parlando quindi dell’andamento della stagione estiva, il commissario ha spiegato che Alitalia è “in piena operatività. I voli hanno ottimi coefficienti di riempimento”. La stessa Meridiana, che al momento paga regolarmente, se non dovesse concludersi l’accordo con la Qatar Airways potrebbe aver problemi di liquidità.  Meridiana, di cui il vettore di Doha, come si sa, ha rilevato il 49 per cento con l’obiettivo di trasformarla in una grande compagnia, come rivelato più volte da Al Baker, che ha già messo in campo una commessa imponente per aumentare la flotta e partire all’attacco con un network forte. Il traguardo sembrava ormai dietro l’angolo (qualche giorno, aveva detto poco più di un mese fa il ceo), poi si è levato un lungo silenzio, che permane tutt’ora. Dal quartier generale di Olbia fanno trapelare voci volte a tranquillizzare il mercato e di massima concentrazione sui piani per il futuro di Meridiana. Anche se qualcuno, a partire dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ammette che la situazione è inevitabilmente delicata, ma si confida che un dietrofront ora non sia pensabile. Anche se ora per Qatar Airways (e tutto il Qatar) le priorità sono altre. E sarà necessario attendere ancora.

Evviva Fethullah Gülen

[Lu diavulu è suttili e fila grossu. Il diavolo è sottile e fila grosso. Frase siciliana] L'organizzazione del predicatore Fethullah Gülen, ritenuta terroristica dalle autorita' di Ankara, conta sulle proprie strutture in 150 paesi nel mondo, compresa la Bulgaria. Lo ha dichiarato l'ambasciatore della Turchia a Sofia Süleyman Gökçe nel corso di una conferenza stampa in occasione del primo anniversario del tentato colpo di stato in Turchia. Il diplomatico ha ribadito che secondo Ankara proprio questa organizzazione avrebbe ordito il golpe. Süleyman Gökçe ha aggiunto che la Turchia, superata la crisi, si aspettava maggiore solidarietà da parte degli altri paesi. Migliaia di persone hanno iniziato la 'Marcia di unità nazionale' sul primo ponte che collega le sponde asiatica ed europea di Istanbul per commemorare l'anniversario del colpo di stato fallito in Turchia. Il cammino simbolico sull'ex ponte del Bosforo - ribattezzato dei Martiri del 15 luglio dopo il putsch - rientra nel fitto programma di eventi organizzati oggi in tutto il Paese. Alla marcia partecipa il presidente Recep Tayyip Erdogan, che terrà un discorso alle 22:30 locali (le 21:30 in Italia), prima di inaugurare il 'Memoriale dei martiri'. Dalla mezzanotte, Erdogan darà inizio alle simboliche "ronde di guardia della democrazia", che si svolgeranno per 24 ore in tutta la Turchia, per poi tornare ad Ankara e rivolgersi al Parlamento alle 02:32, l'ora esatta in cui iniziarono i bombardamenti dell'aviazione golpista sull'edificio. Nuova ondata di purghe. Oltre 7mila, tra poliziotti, personale dei ministeri e accademici, sono stati cacciati dai posti che occupavano con l'accusa di avere "agito contro la sicurezza dello Stato" o perché "membri di una organizzazione terrorista". Lo scrive la Bbc online citando un decreto del 5 giugno, pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale governativa. Tra le persone che figurano nell'elenco e sospese dalle loro funzioni figurano tra gli altri 2.303 ufficiali di polizia e diverse centinaia di accademici universitari. Le maxi-purghe decise con lo stato d'emergenza dal presidente Recep Tayyip Erdogan, hanno già portato a 50mila arresti e 150mila epurazioni nei mesi passati. Ma in galera ci sono anche giornalisti e deputati. Le autorità di Ankara hanno accusato il predicatore Fethullah Gulen, che vive negli Usa, di essere l'istigatore del fallito golpe, e hanno chiesto più volte a Washington l'estradizione. Ma Gulen si dice estraneo ai fatti. La Turchia vuole impedire una visita di parlamentari tedeschi, programmata per il prossimo lunedì alla base Nato di Konya. Il ministero degli Esteri ha informato i rappresentanti della Commissione Difesa, del fatto che Ankara abbia chiesto un differimento della visita, a causa dello stato delle attuali relazioni bilaterali. Stando al ministero degli Esteri, nei giorni scorsi sarebbe arrivata a sorpresa una nota verbale della Turchia. Ankara avrebbe constatato che le relazioni diplomatiche al momento sono così cattive da non poter permettere una visita dei parlamentari alla base Nato. Berlino non vuole rinunciare però alla missione dei parlamentari, e ha già protestato alla Nato, a Bruxelles. Nei mesi scorsi ai parlamentari del Bundestag fu impedito di visitare la base aerea di Incirlik, dove erano stazionati i soldati tedeschi, e il ministro degli esteri Sigmar Gabriel, in un difficile negoziato con la Turchia, aveva ottenuto come compromesso il consenso turco almeno ad una visita alla base di Konya.
 

sabato 15 luglio 2017

easyJet dopo brexit

[Chi ha visto le cose del presente ha visto tutto, sia tutto quello che ha avuto luogo dall'inizio dell'eternità, sia tutto quello che avrà luogo per un tempo senza fine; perché tutte le cose sono di un solo genere e di una sola forma. Marco Aurelio] Nasce EasyJet Europe, nuova compagnia di bandiera con sede a Vienna, voluta dal gruppo aereo britannico per tutelare i propri diritti di volo in vista della Brexit. EasyJet ha infatti scelto l'Austria come Paese dove richiedere il certificato di volo e dove fissare il quartier generale della nuova società. Per EasyJet è infatti necessario un certificato di volo (Aoc) in un Paese Ue per poter volare fra i Paesi membri dopo la Brexit. "Il processo di accreditamento è in corso e speriamo di ricevere l'Aoc a breve", dichiara la società in una nota. easyJet, compagnia aerea leader in Europa, continua a investire sul territorio siciliano, annunciando oggi un piano di investimenti sui collegamenti da e per Catania. easyJet è la compagnia che investe maggiormente su Catania in termini di connettività con l’Europa e conferma per il 2017 un incremento dell’investimento del 18% rispetto al 2016. La compagnia è operativa con 13 collegamenti tra nazionali e internazionali e collega Catania a 5 Paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera, Olanda), oltre all’Italia. easyJet, presente all’aeroporto Fontanarossa dal 2007, ha trasportato ad oggi oltre 5,5 milioni di passeggeri, attraverso una crescita media annua dell’investimento pari al 20% dal 2010, che ha portato al traguardo record di un milione di passeggeri trasportati da e per l’aeroporto di Fontanarossa nel 2016. Indicatori numerici che denotano l’impegno di easyJet verso il territorio, a supporto del turismo, dell’economia locale e della connettività verso l’Europa. Consolidata la posizione di primo operatore per investimenti verso i collegamenti internazionali, il piano di prevede una crescita di 28 voli settimanali sui collegamenti domestici ed internazionali. In particolare per volare tra Catania e Milano Malpensa ci sono 14 voli settimanali in più e 6 voli settimanali in più tra Catania e Napoli Capodichino. Più opportunità anche per chi vuole raggiungere le principali destinazioni del Regno Unito (Manchester, Londra Luton, Londra Gatwick, Bristol), dell’Olanda (Amsterdam) e della Svizzera (Ginevra). Nella stagione estiva, con particolare attenzione ai periodi di grande concentrazione turistica sull’isola, la compagnia mette a disposizione fino a 174 voli a settimana, rendendo così l’area di Catania sempre più connessa con l’Italia e l’Europa. Non solo turismo, ma anche viaggi d’affari: easyJet risponde alle esigenze del segmento business ampliando le opportunità di mobilità di coloro che viaggiano per lavoro, potenziando i collegamenti tra gli aeroporti di Catania Fontanarossa e di Milano Malpensa. In particolare, a partire dal 30 ottobre – con 5 frequenze giornaliere – gli orari sono costruiti in modo tale da offrire la possibilità di viaggiare in giornata: due voli la mattina – di cui uno alle ore 7:00 – due alla sera e un volo a metà giornata.

LANDINI IN CGIL

[Veramente saggio è chi vive ogni giorno come se fosse l'ultimo della sua vita. Marco Aurelio]Inizia l'era di Maurizio Landini all'interno della segreteria della Cgil. Con 166 voti favorevoli (95%) l'assemblea generale, su proposta del segretario generale Susanna Camusso, in seconda votazione ha dato il via libera all'ingresso del leader fiom uscente nella segreteria confederale del sindacato di Corso d'Italia. L'assemblea generale, riunita presso il centro congressi di Via dei Frentani, si è così espressa: su 329 aventi diritto, sono stati 174 i presenti e 174 i votanti. I voti favorevoli all'ingresso nella segreteria confederale del leader della Fiom sono stati 166 (pari al 95%), 7 quelli contrari e un astenuto. Secondo le regole statutarie del sindacato, alla prima votazione dovevano partecipare 219 persone, i 2/3 degli aventi diritto; cifra che però non è stata raggiunta e si è quindi dovuto procedere con una seconda votazione. Alla seconda consultazione è invece bastato raggiungere il 50% + 1 degli aventi diritto purché l'elezione fosse valida. La proclamazione di Landini è stata accolta da un applauso dell'assemblea. Con l'ingresso di Landini in segreteria, l'organismo dirigente di Cgil passa da nove a dieci membri ma si sbilancia in termini di parità di genere, per questo si provvederà all'ingresso di una donna in occasione del congresso. Francesca Re David è stata proclamata nuovo segretario generale della Fiom. A eleggerla, prima donna in questo ruolo, è stata l'assemblea generale dei metalmeccanici della Cgil su proposta del segretario uscente Maurizio Landini. I voti a favore sono stati 221 su 246, il 90%. I no sono stati 23 e 2 gli astenuti. In totale l'assemblea conta 265 componenti. "Non ti salutiamo, noi ci aspettiamo molto ancora da te", ha detto la nuova segretaria generale della Fiom al suo precedessore Maurizio Landini, nel suo intervento all'assemblea dopo la proclamazione. "Non è un saluto", ha ribadito "ma la Fiom ha suoi riti fondamentali e quindi ti consegno il nostro regalo. È nella tradizione". Re David ha quindi consegnato a Landini un orologio con il simbolo della Fiom e un corno portafortuna. Re David ha parlato di oggi come di un "momento straordinario". "So qual è il mio mandato, è preciso, ed è costruire insieme una linea contrattuale" considerando "quali nuove modalità di lavoro mettiamo in campo".

Xu Zhiyong libero

[Vivi con gli dei. Perché infatti vive con gli dei chi costantemente mostra loro di essere intimamente soddisfatto di ciò che gli hanno assegnato. Marco Aurelio] L'attivista e avvocato Xu Zhiyong è stato rilasciato questa mattina dopo aver scontato la pena a 4 anni di reclusione per disturbo all'ordine pubblico del 2013 avendo creato un network di persone "socialmente consapevoli". Xu, noto per le campagne sulla trasparenza degli asset dei funzionari governativi come modo per stroncare la corruzione, ha aiutato a fondare il Movimento dei nuovi cittadini, attraverso cui ogni mese teneva eventi in cui si discuteva di costituzione cinese e altri temi legali. La scarcerazione, per combinazione, è giunta nel giorno di funerali e cremazione di Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace 2010 morto giovedì in ospedale, pur restando in detenzione, per un cancro al fegato. Secondo il suo avvocato Zhang Qingfang, Xu si è detto "colpito" per la morte di Liu. Tra le battaglie di Xu figurano quelle del 2003 sulle vittime dello scandalo del latte avvelenato per bambini e dei lavoratori migranti privi di accesso a cure sanitarie e istruzione.

Liu Xiaobo deceduto

[A una sola cosa tendi, e cerca col tuo volere: essere a te stesso bello in ogni cosa che fai. Marco Aurelio] Il premio Nobel per la Pace cinese e oppositore Liu Xiaobo è morto a 61 anni. Era malato di un cancro al fegato. Il dissidente era ricoverato al First Hospital of China Medical University di Shenyang. Stati Uniti e Germania avevano espresso preoccupazione sulla sorte dello scrittore che era rimasto in stato di detenzione pur se in ospedale. L'ufficio giudiziario di Shenyang ha reso noto in serata, dopo una lunga giornata senza bollettini medici, che Liu è deceduto a causa dell'insufficienza di diversi organi primari. L'ultima sua battaglia era di fatto cominciata a maggio quando gli fu diagnosticato un cancro al fegato in fase molto avanzata tanto da motivare in seguito il trasferimento dal carcere, dove stava scontando una pena di 11 anni inflitta nel 2009 per "incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato", al First Hospital of China Medical University sempre di Shenyang. A favore di Liu, 61 anni, al quale fu assegnato il premio Nobel per la Pace 2010 "per la sua lunga e non violenta battaglia per i diritti fondamentali dell'uomo in Cina", si sono spesi nelle ultime settimane con insistenza amici, attivisti e anche governi stranieri affinché potesse essere trasferito all'estero per ricevere cure mediche, trovando però il secco diniego di Pechino. Il governo cinese ha una "responsabilità pesante" per la morte "prematura" del dissidente Liu Xiaobo. L'atto di accusa è arrivato dal comitato per il Premio Nobel. Lo riferisce la Deutsche Welle su Twitter. La morte di Liu Xiaobo, oppositore e intellettuale cinese scomparso a 61 anni, è la prima di un Nobel per la Pace avvenuta in stato di detenzione da quella del pacifista tedesco Carl von Ossietzky, deceduto in un ospedale nazista nel 1938. Le ceneri del Nobel per la Pace Liu Xiaobo sono state disperse in mare "secondo una usanza locale comune". Lo ha annunciato un funzionario della municipalità di Shenyang, in una conferenza stampa in streaming alla quale partecipa Liu Xiaoguang, fratello maggiore del dissidente morto giovedì per un cancro al fegato. Il funerale e la cremazione di Liu si erano svolte poche ore prima. Intanto si è appreso che sua moglie, Liu Xia, "potrebbe essere ricoverata" a causa della debolezza del suo stato fisico. Lo ha affermato Liu Xiaoguang motivando in conferenza stampa la ragione della sua assenza. “È troppo debole e io la rappresento", ha aggiunto avendo alla destra una traduttrice per l'inglese. La conferenza stampa, durata poco più di 20 minuti, si è chiusa senza la sessione di domande.

Hamas presto Teheran?

[A ogni cosa tendi, e cerca col tuo volere: essere a te stesso bello in ogni cosa che fai. Marco Aurelio] Il movimento islamico Hamas, che governa la Striscia di Gaza, ha lanciato un appello a tutti i palestinesi affinché attacchino le forze israeliane, dopo che lo stato ebraico ha imposto la chiusura della Spianata delle Moschee. Il luogo sacro - che gli ebrei chiamano Monte del Tempio - è stato ieri teatro di un attacco terroristico da parte di arabi israeliani, che ha causato la morte di due agenti israeliani e il ferimento di un terzo. I tre aggressori sono stati uccisi. In un comunicato Hamas - che ha espresso il suo plauso per l'attacco - ha definito "guerra di religione" la chiusura della Spianata, mentre il portavoce Fawzi Barhoum ha invitato i palestinesi all’insurrezione e a prendere di mira l'esercito israeliano e i coloni ebrei in Cisgiordania. Israele ha detto che il sito non verrà riaperto prima di domani. In un episodio senza precedenti, tre assalitori palestinesi hanno aperto il fuoco stamani dall'interno della Spianata delle Moschee. Secondo la polizia israeliana l'attacco è avvenuto nei pressi della Porta dei Leoni della Città Vecchia di Gerusalemme. ''I terroristi sono stati neutralizzati'', ha aggiunto una portavoce della polizia.Secondo i servizi di emergenza ''due israeliani sono adesso in condizioni gravi''. Alcuni media sostengono che i feriti sarebbero agenti di polizia. Ancora non è  noto come le armi siano state trafugate all'interno della Spianata. Secondo la portavoce della polizia Luba Samri ''tre terroristi che erano arrivati sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee) si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato in loro direzione e quindi hanno cercato riparo all'interno di una moschea. C'è stato un inseguimento e i tre terroristi sono stati eliminati dai poliziotti. La polizia ha chiuso la Spianata delle Moschee. Il 6 giugno scorso a Parigi il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Joubeir, ha dettato le condizioni per il ripristino delle relazioni diplomatiche con il Qatar. Tra le richieste c’è l’espulsione di Hamas, la cui direzione politica si è improvvisamente trasferita nel 2012 da Damasco a Doha, appena prima di dichiararsi “Ramo palestinese dei Fratelli Mussulmani” (denominazione che in seguito ha abbandonato). Il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha appoggiato immediatamente la pretesa dell’Arabia Saudita. Alla fine, il Qatar ha chiesto ad alcuni leader di Hamas – ma non a tutti – di lasciare il Paese. Il discorso che il presidente degli Stati Uniti ha tenuto il 21 maggio scorso a Riad è stato interpretato dal mondo arabo come il permesso di farla finita con i terroristi, quindi anche con la loro casamadre, i Fratelli Mussulmani. Dunque, la stampa araba ha improvvisamente capovolto il proprio giudizio su Hamas, ritenuto fino a quel momento un movimento legittimo della resistenza palestinese. Ora invece i media lo presentano come un’organizzazione terrorista che del popolo palestinese manipola e sfrutta le sofferenze. Soltanto i media finanziati dall’Iran non prendono parte alla campagna. Khaled Mechaal e una delegazione dell’Ufficio politico di Hamas si sono recati a Teheran. Sembra che l’Iran abbia deciso di accordare asilo politico all’organizzazione palestinese. La storia di Hamas è complessa. Fu creato nel 1987, per iniziativa del Regno Unito, da tre membri dei Fratelli Mussulmani. Non metteva in discussione il colonialismo occidentale, bensì sosteneva che, secondo il Corano, un territorio mussulmano non può essere governato da non-mussulmani. Incarnava dunque la resistenza religiosa a Israele. Per contrastare l’influenza di al-Fatah, l’organizzazione laica di Yasser Arafat sostenuta da Stati Uniti e Francia, Tel Aviv aiutò per anni Hamas a espandersi. Progressivamente, l’Iran esercitò un influsso sempre maggiore sul suo braccio armato, cui fornì grossi quantitativi di armi. Nel 2012, nel quadro dell’illusorio trionfo del progetto britannico delle “primavere arabe”, Hamas si proclamò “Ramo palestinese dei Fratelli Mussulmani”. Nonostante i legami tra Hamas e l’MI6 e malgrado l’ideale antimperialista dell’imam Khomeini, Teheran decise di considerare il gesto come atto interno alla Palestina. Oggi in Medio Oriente stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma. La questione della lotta all’imperialismo sta cedendo il posto alla lotta contro il clericalismo. I partigiani dell’islam politico sono rappresentati, tra i sunniti, principalmente da Hamas e, tra gli sciiti, dal governo dello sceicco Hassan Rohani.

Jalaluddin al-Tunisi sostituisce al Baghdadi

[La morte ti sovrasta: fin tanto che vivi, fin tanto che puoi, sii buono. Marco Aurelio] Colpo all'Isis in Afghanistan. Il capo del cosiddetto Stato islamico nel paese asiatico, Abu Sayed, è stato ucciso l'11 luglio in un attacco delle forze Usa contro il quartier generale del gruppo nella provincia di Kunar: lo ha annunciato il Pentagono. La portavoce Dana White ha spiegato che altri membri dell'Isis sono stati uccisi nel corso dell'azione, che "ha inflitto un duro colpo ai piani del gruppo terroristico di espandere la propria presenza in Afghanistan".  Sayed era considerato il nuovo capo del Khorasan, la sezione dell'Isis in Afghanistan e Pakistan dall'aprile scorso, quando il leader precedente, Abdul Hasib, era rimasto ucciso in un'azione delle forze americane e come lui anche il suo predecessore, Hafiz Sayed Khan. Si stima che lo Stato islamico in Afghanistan possa contare su circa tremila combattenti. Continua, invece, il giallo sulla morte di al-Baghdadi. Il capo del Pentagono Jim Mattis ha affermato ancora una volta che gli Stati Uniti non hanno le prove per confermare con certezza che il leader dell'Isis sia stato ucciso. "Se lo sapessimo lo diremmo. Al momento non posso né confermare né smentire. - ha detto Mattis - Il nostro approccio è che supponiamo sia vivo fino a quando non viene provato il contrario. E, al momento, non posso provare il contrario". Jalaluddin al-Tunisi, attuale leader Isis in Libia, sarà il successore di Abu Bakr al-Baghdadi alla testa dell'organizzazione terroristica dello Stato islamico (Isis). Lo scrive la tv saudita Al Arabiya, sottolineando che "tra i pochi leader rimasti, Jalaluddin al-Tunisi è il più qualificato a prendere il posto di al Baghdadi". Nei giorni scorsi la notizia della morte di Abu Bakr al Baghdadi era stata confermata dalla stessa organizzazione che annunciava a breve anche la nomina di un successore. "Il vero nome di Jalaluddin al-Tunisi, tunisino come indica il nome, è Mohamed Ben Salem Al-Ayouni nato nel 1982 nella regione di Msaken nei pressi di Sousse. Emigrato in Francia negli anni '90, ottenne la cittadinanza francese prima di rientrare in Tunisia nei giorni della rivoluzione. Nel 2011 dalla Tunisia partì per la Siria per partecipare alla guerra". Secondo Al Arabiya, "nel 2014 annunciò di essersi unito all'Isis... di cui divenne uno dei più importanti leader, molto vicino ad Abu Bakr al-Baghdadi".

venerdì 14 luglio 2017

Arresti Pubbliservizi Catania

[Quanto tempo risparmia chi non sta a guardare quello che dice o fa o pensa il suo vicino. Marco Aurelio] Militari del comando provinciale di Catania, a conclusione di un'indagine coordinata dalla locale Procura Distrettuale, in esecuzione di un provvedimento cautelate emesso dal Gip, hanno eseguito  sei arresti, due in carcere e quattro ai domiciliari, per presunti appalti pilotati gestiti dalla Publiservizi di Catania, società "in house" della Città Metropolitana etnea, per fatti accaduti nel 2015 e 2016. Sequestrati beni per oltre 200.000 euro, equivalenti al presunto profitto corruttivo. Agli indagati è contestata la corruzione continuata con il vincolo associativo. Tra le persone destinatarie della misura in carcere anche l'ex presidente della Publiservizi, Adolfo Messsina. La giudice Francesca Cercone punta l'attenzione sul fatto che Messina “nell'immediatezza della sua investitura in Pubbliservizi, riusciva ad imprimere alla società l'assetto necessario per addivenire alla realizzazione dei propri progetti con ciò dimostrando, oltre, che la spregiudicata strumentalizzazione della carica, l'indubbia capacità, certamente non improvvisabile, di determinare taluni funzionari, evidentemente sensibili ai vantaggi conseguenti a eventuali progressioni in carriera, a operare seguendo un percorso condizionato non già dall'attenta e imparziale comparazione degli interessi da considerare, ma dalla percezione di indebiti compensi nonché il fatto di poter fare affidamento su soggetti fedeli per ciò solo disposti ad assecondarlo nelle strategie elaborate”. Il tribunale ritiene Adolfo Messina “soggetto dedito all'agire antigiuridico che ben sarebbe in grado di reiterare, per tutte le argomentazioni sopra rassegnate, modalità comportamentali del tutto corrispondenti a quelle in disamina”. Il carcere, dunque, sarebbe “l'unica misura idonea” ma, al di là delle manette, la responsabilità è ben più in alto di Messina, per esempio, di chi lo ha nominato, beffandosi delle migliaia di giovani costretti a scappare da questa terra perché non accettano di dire di sì alle regole degli apparati.

Il vile agguato senza colpevoli

[La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando. Marco Aurelio] La corte d'appello di Catania, che celebrava il processo di revisione delle condanne, alcune delle quali all'ergastolo, emesse a Caltanissetta a carico di 9 persone coinvolte ingiustamente nell'attentato al giudice Paolo Borsellino, ha assolto tutti gli imputati dall'accusa di strage. Restano senza risposte le domande che Enrico Deaglio si pone ml libro Il vile agguato. Dopo l’assoluzione di Contrada, anche il processo di revisione alla strage di via d’Amelio ha assolto tutti gli imputati. Ci furono depistaggi? Chi allora condusse le indagini resta al di sopra di ogni sospetto? Purtroppo, al momento non lo sappiamo. Il processo di revisione è stato chiesto, inizialmente, dalla procura generale di Caltanissetta ed è stato celebrato a Catania, come prevede la legge. A consentire il nuovo giudizio sono state le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza. Dopo le dichiarazioni di Spatuzza, che ha riscritto la storia della fase esecutiva della strage, smentendo le menzogne raccontate da pentiti come Vincenzo Scarantino, per nove persone, ingiustamente condannate a vario titolo per l'eccidio, tra cui lo stesso Scarantino, è stata chiesta la revisione del processo. Per quelle che erano detenute è stata anche sospesa l'esecuzione della pena che era ormai definitiva. Il giudizio di revisione riguarda Gaetano Murana, difeso dall'avvocato Rosalba Di Gregorio, Giuseppe Orofino, Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Salvatore Profeta, Giuseppe La Mattina, Gaetano Scotto, assistito da Giuseppe Scozzola, Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura. Quest'ultimo era stato condannato solo per il furto della macchina che venne imbottita di tritolo e non per il reato di strage, mentre Orofino era stato ritenuto responsabile di appropriazione indebita, favoreggiamento e simulazione di reato. Tomassello aveva avuto una condanna per associazione mafiosa e non per strage. Le pg di Catania avevano chiesto per tutti la revisione tranne che per Tomasello, sostenendo che a suo carico non ci fossero elementi per una valutazione nuova. La corte d'appello, invece, ha assolto anche lui. Resta per chi ne rispondeva, tranne per Tomasello, la condanna per mafia già abbondantemente scontata da tutti tranne che da Scotto. Sarà ora la corte d'appello di Caltanissetta a dover rideterminare la pena, passaggio fondamentale per quantificare i risarcimenti dei danni che chi è stato condannato ingiustamente chiederà. Da risarcire, infatti, saranno solo i danni derivanti dalla ingiusta condanna per strage, visto che quella di mafia è definitiva. I risarcimenti potranno essere richiesti quando la sentenza di oggi diventerà definitiva.

giovedì 13 luglio 2017

Malvasia Day

[Tieniti sempre pronto a cambiare idea se trovi qualcuno capace di convincerti che la tua è sbagliata. Marco Aurelio]  I profumi e l'evoluzione dei vini delle Eolie, quale terra di dolcezza e vulcani, saranno il tema della settima edizione del Malvasia Day, in programma sabato 15 a Capofaro, una delle Tenute di Tasca d'Almerita, a Salina. Il pubblico potrà incontrare 14 produttori-narratori che racconteranno le diverse interpretazioni del vitigno, degustandole con gli ospiti. Si inizia con una lectio magistralis sul prato di Luigi Moio docente di Enologia dell'Università Federico II di Napoli su "I profumi della Malvasia e la metamorfosi olfattiva della dolcezza". Un format itinerante che diventa una vera e propria scoperta tra le diverse interpretazioni delle piccole isole: la nascita di un Consorzio che coordinerà le attività di controllo, gestione e promozione sono la prova di come si possa, attraverso la volontà di "fare squadra", creare dei momenti di alta valorizzazione del territorio, a beneficio delle comunità locali e della loro economia, anche in situazioni "estreme" come quelle eoliane. Le aziende partecipanti alla settima edizione sono Barone di Villagrande, Tenuta di Capofaro, Caravaglio, Tenuta Castellaro, Cantine Colosi, D'Amico, azienda agricola Fenech, Cantine Florio, Hauner, La Vigna di Casa Pedriani, Lantieri, Gaetano Marchetta, Punta Aria, Virgona. Nato nel 2010 nelle Isole Eolie, terre di vulcani, vento, eccellenze gastronomiche e viticoltura estrema su iniziativa di uno piccolo gruppo di produttori, tra cui la famiglia Tasca d'Almerita, il Malvasia Day si è imposto oggi, anno dopo anno, come uno degli appuntamenti imperdibili per i cultori di uno dei vini più antichi ed evocativi della storia del Mediterraneo, introdotto dai greci sulle Isole Eolie nel 580 a.C.


mercoledì 12 luglio 2017

Cresce Doc Sicilia

[All'uomo non capita nulla che dalla natura non sia stato formato a sopportare. Marco Aurelio] Continua la crescita positiva dei dati dell'imbottigliamento dei vini Doc Sicilia, trainati dall'exploit del Grillo. "I primi sei mesi di produzione confermano che la Doc Sicilia si avvia al traguardo di 30 milioni di bottiglie prodotte nel 2017 con un incremento di poco superiore al 10% rispetto all'anno scorso" dice Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia, commentando i dati che prendono in esame il periodo che va da gennaio a giugno.    "A trainare la crescita - aggiunge - il Grillo Sicilia Doc che nei primi 6 mesi dell'anno ha visto un'impennata di quasi il 50% dell'imbottigliato rispetto allo stesso periodo del 2016. Il Grillo Sicilia Doc ha superato i 2 milioni di bottiglie: nei primi sei mesi dell'anno scorso la produzione è stata di 1,3 milioni di bottiglie. Più stabili i numeri dell'imbottigliamento del Nero D'Avola, che comunque vede un incremento di 200 mila bottiglie raggiungendo nei primi sei mesi dell'anno 3,9 milioni di bottiglie". "La scelta di proteggere i vitigni autoctoni più rappresentativi come il Grillo e il Nero d'Avola, che stanno acquisendo maggiore valore, ci permette di dire che abbiamo imboccato la strada giusta - commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia - Una decisione condivisa da tutta la filiera, dal mondo della cooperazione a quello delle piccole e grandi aziende, che ci ha consentito di tracciare per il vino siciliano una strategia unica".

Alitalia di male in peggio

[Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause. Marco Aurelio] Alla fine di febbraio 2017 Alitalia aveva accumulato perdite per 203,3 milioni di euro, con un totale di passività pari ad oltre 3,5 miliardi (2,3 miliardi di passività correnti, che Alitalia contava di rimborsare entro la fine dell'anno, e 1,2 miliardi di passività non correnti). È quanto si evince dalla situazione contabile consolidata al 28 febbraio pubblicata nella domanda di ammissione all'Amministrazione straordinaria, pubblicata sul sito della compagnia. Il valore delle perdite dei primi due mesi dell'anno equivale a poco meno della metà di quando accumulato nell'intero 2016 (491 milioni). Tuttavia va considerata la stagionalità del dato, a partire dal fatto che gennaio e febbraio sono tradizionalmente mesi di scarso afflusso turistico. A fine febbraio il patrimonio netto risultava negativo per 87 milioni di euro. Nei primi due mesi dell'anno l'Alitalia ha messo insieme una perdita di poco superiore ai 200 milioni di euro.  Ma le voci di costo per il carburante, i servizi, il personale e le svalutazioni hanno portato nettamente in rosso i conti e confermato le difficoltà  a far quadrare i conti emerse nei mesi scorsi. Alitalia, al momento, ha congelato le fatture pregresse. Si parla che solo a Gh Italia dovrebbe dare sei milioni di euro. La compagnia - che è ora affidata alle cure dei tre commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari - ha incassato un prestito ponte dallo Stato del valore di 600 milioni, che i commissari (che hanno attivato altre azioni di contenimento dei costi) sperano sia sufficiente per arrivare a coprire l’intero 2017.  Ma la cruda realtà dei numeri di inizio anno dice quanto l'impresa sia complicata. Quanto agli aspetti commerciali, Alitalia ha trasportato nei primi 2 mesi dell'anno 2,9 milioni di passeggeri a fronte di 4,2 milioni di posti offerti, in flessione del 2,5% rispetto ai primi due mesi del 2016.  Alitalia Sai in amministrazione straordinaria comunica che al fine di dare piena trasparenza alle circostanze che hanno condotto alla richiesta di amministrazione straordinaria da parte dell'azienda, acquisito l'orientamento favorevole del ministero dello Sviluppo economico, ha reso pubblica sui siti corporate.alitalia.it e www.amministrazionestraordinariaalitaliasai.com la domanda di ammissione alla procedura predisposta dalla società ante ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, con la relativa situazione economica e patrimoniale pro-forma, nella prospettiva della continuità, riferita al 28 febbraio 2017, e con indicazione anche dei risultati economico, patrimoniali e finanziari pro-forma al 31 dicembre 2016, anch'essa predisposta ante ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria.

Alitalia molla la Sardegna

[Nessuno è così favorito da non avere accanto a se, al momento della morte, qualcuno che gioisca del triste evento. Marco Aurelio] Alitalia non presenta offerte per la continuità territoriale da e per la Sardegna ed in particolare nei collegamenti su Cagliari. Secondo fonti vicine alla compagnia le condizioni del bando erano "economicamente insostenibili". Meridiana si è candidata per Olbia-Roma e Olbia-Milano, già operate con oneri di servizio pubblico sino alla prossima stagione invernale. La vera novità è rappresentata da Blue Air, la compagnia smart flying che vola già sull'Alghero-Torino a si propone per Alghero-Fiumicino e Alghero-Linate. Per la nuova continuità aerea sono disponibili circa 51 milioni di euro il primo anno e 205 milioni di euro dal 2017 al 2021. Il bando prevede una tariffa unica per 10 mesi l'anno di 37 euro per le singole tratte da e per Roma e di 47 per quelle da e per Milano (tasse escluse), mentre nei due mesi estivi di maggior traffico, il costo dei biglietti per i non residenti salirà rispettivamente a 70 e 80 euro, al netto delle tasse aeroportuali.

Chi sarà il prossimo?

[Ricordati che l'uomo non vive altra vita che quella che vive in questo momento, né perde altra vita che quella che perde adesso. Marco Aurelio] La televisione irachena Al Sumariya ha detto di avere saputo da "una fonte nella provincia di Ninive' che la morte di Abu Bakr al Baghdadi, capo dell'Isis, è confermata. La stessa emittente aveva dato altre volte in passato, fra cui nel 2016, notizie, poi smentite, sul ferimento del 'Califfo'. La televisione afferma che la "fonte", non precisata, riferisce che la conferma arriva dall'Isis. Il califfo come il saraceno. Più volte dato per spacciato, ma sempre risorto. Dal fronte orientale arrivano voci che il saraceno è in grosse difficoltà, sarà poi vero? Inutile chiedere conferme nel mondo sindacale, sembrano ormai tutti infedeli intenti a pregare Maometto. L'Isis si appresterebbe ad annunciare il nome del successore di Baghdadi. È quanto afferma "una fonte" nella provincia irachena di Ninive citata da Al Sumariya. "Le autorità di Daesh a Tel Afar, diventata la 'capitale' provvisoria dell'Isis dopo la caduta di Mosul, hanno annunciato la morte di Baghdadi, senza fornire dettagli, e hanno detto che il nome del nuovo 'Califfo' verrà annunciato presto", ha detto la fonte.   Questo è quanto afferma la fonte citata dalla televisione irachena Al Sumariya, secondo la quale l'Isis ha confermato in un comunicato la morte del suo leader Abu Bakr al Baghdadi, aggiungendo che presto sarà annunciato il nome del suo successore. "Le autorità di Daesh a Tel Afar, che è diventata ufficiosamente la capitale provvisoria dopo la caduta di Mosul - afferma la fonte, non precisata - hanno annunciato in un comunicato molto breve diffuso attraverso la loro macchina della propaganda la morte del loro leader Baghdadi, ma senza fornire dettagli".

lunedì 10 luglio 2017

Uvet vuole Blue Panorama

[Voi sapidi a virità? dumannala a li picciriddi. Vuoi sapere la verità? chiedila ai bambini. Frase popolare siciliana] La prossima scommessa di Luca Patanè, presidente Uvet, sembra essere quella del vettore. Lo ha dichiarato in un’intervista a L’Economia, l’inserto di approfondimento del Corriere: “Abbiamo presentato una manifestazione di interesse per Blue Panorama”, afferma Patanè. La compagnia aerea, in amministrazione straordinaria, sembrava fosse oggetto di interesse anche da parte del Gruppo Eden presieduto da Nardo Filippetti, che poi ha scartato l’ipotesi. Nell’intervista Patanè spiega inoltre: “Siamo ancora marginali nel turismo, ma stiamo crescendo e l’acquisizione di Settemari lo dimostra”. Per ora un attore residuale (per un giro d’affari di circa 80-90 milioni di euro) – si legge – ma con la volontà di crescere per scalfire il primato di Alpitour. Gli investimenti di Uvet si stanno concentrando anche sul segmento online in grande crescita, con la vendita dei biglietti aerei e di camere d’albergo. In termini distributivi, la rete fisica di Uvet si è ridimensionata (dopo l’uscita di 200 agenzie) e ora conta 1.200 adv circa. I ricavi però crescono: nel 2016 si sono attestati a 2,4 miliardi di euro e un buon 30% arriva proprio da segmento turismo inteso come agenzie di viaggi e tour operator. “Investiamo circa 2 milioni di euro all’anno – commenta il presidente – per essere raggiungibili sui motori di ricerca nella comparazione di offerte di voli e alberghi”. 

Giovanni Berneschi (Carige)

[A bonu stimaturi pocu paroli. A buon estimatore, poche parole. Frase siciliana] La batosta giudiziaria più pesante ha colpito il self made banker Giovanni Berneschi (79), l’impiegato della Carige diventato amministratore delegato e poi presidente. L’hanno beccato con le mani nel sacco, cioè a truffare la sua banca e ha conosciuto anche il carcere. Da anni si sapeva delle manovre spericolate e illecite sulle compagnie di assicurazioni che hanno zavorrato il gruppo. Ma Berneschi ha tenuto sotto controllo interi consigli di amministrazione, salendo al vertice dell’Abi, come vicepresidente. E adesso? L’assemblea di Banca Carige ha appena approvato l’azione di responsabilità anche contro di lui. E lo scorso 22 febbraio Berneschi è stato condannato a 8 anni di reclusione con la confisca di beni per 26 milioni. Ha una ricca pensione (200 mila euro solo di Inps, più il fondo integrativo della banca) e conta sull’appello, anche perché non è tipo da golf o bridge. La parabola di un'era per Banca Carige si chiude con un macigno. Giovanni Berneschi, ex presidente della banca ed ex vice presidente dell'Associazione bancaria italiana, per 25 anni padre-padrone dell'istituto, è stato condannato a otto anni e due mesi, due anni in più rispetto a quanto chiesto dal pm Silvio Franz al processo per la maxi truffa al ramo assicurativo della banca che vedeva imputate otto persone. Ad architettarla, secondo l'accusa, erano stati Berneschi e Ferdinando Menconi, ex ad delle assicurazioni di Carige. Per Berneschi, che venne arrestato nel maggio del 2014, il tribunale ha anche disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, la confisca dei beni per un valore di oltre 26 milioni e la libertà vigilata a fine pena. Secondo le accuse mosse dalla Guardia di Finanza, Berneschi e Menconi avevano fatto acquistare al ramo assicurativo della banca immobili e quote societarie di imprenditori compiacenti a prezzi gonfiati, tramite perizie artefatte, per reinvestire le plusvalenze all'estero, in Svizzera in particolare, attraverso società schermo. La truffa avrebbe fruttato a Berneschi e agli altri imputati circa 22 milioni. Una indagine lunga e complessa per un processo che è durato poco meno di un anno. "A lasciarli in mutande - commenta una qualificata fonte investigativa - è stata la stessa Svizzera che nell'ultimo anno ci ha fornito tutti i documenti da cui si evinceva chi c'era veramente dietro i conti cifrati e le varie società". Il processo per la maxi truffa ai danni del ramo assicurativo Carige Vita Nuova si conclude con il riconoscimento dell'impianto accusatorio della procura e la condanna di tutti gli imputati: sette anni per Ferdinando Menconi, ex amministratore delegato del ramo assicurativo, e la confisca di oltre 26 milioni; cinque anni e otto mesi per il commercialista Andrea Vallebuona, multa da 20 mila euro e confisca per 130 mila euro; nove anni e due mesi per l'imprenditore Sandro Maria Calloni, e la confisca di oltre 4 milioni di euro; otto anni e sei mesi per l'imprenditore Ernesto Cavallini, e confisca dei beni per 30 milioni; un anno e due mesi per il commercialista Alfredo Averna, un anno e un mese per il notaio Piermaurizio Priori, e un anno e due mesi per l'avvocato Ippolito Giorgi di Vistarino. Berneschi e Vallebuona sono stati condannati anche al pagamento di una provvisionale, per le parti civili, di un milione e 800 mila euro. Per Menconi, Calloni e Cavallini c'è anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Francesca Amisano, nuora di Berneschi, aveva patteggiato la pena a 2 anni e 3 mesi oltre alla confisca di beni per un totale di 1,3 milioni di euro. Soddisfatto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, presente in aula alla lettura del dispositivo. "Il tribunale ha riconosciuto l'impianto della procura. Questo è stato uno dei più grossi processi sul mondo finanziario fatto a Genova e il merito è del lavoro della Guardia di Finanza, dei pm Silvio Franz e Nicola Piacente e della Banca d'Italia, che si accorse delle anomalie». Giovanni Berneschi, ex presidente di Banca Carige, esce di scena nel processo sul Centro Fiduciario, il ramo della banca che si occupava di investimenti finanziari per clienti vip. Per l’ex numero uno dell’istituto di credito ligure, il giudice Silvia Carpanini ha pronunciato la sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione per i reati a lui contestati. Restano nel processo invece la moglie, Umberta Rotondo, e gli allora vertici della società, Antonio Cipollina, Gian Marco Grosso e Marcello Senarega (che all’epoca finirono agli arresti domiciliari). La nuora di Berneschi, Francesca Amisano, aveva patteggiato la condanna a due mesi. L’accusa per i quattro è di riciclaggio per l’operazione di rientro di 12 milioni di euro, intestati a Rotondo. Secondo la guardia di finanza, il Centro fiduciario avrebbe costituito, in alcune occasioni, "un crocevia strategico per la gestione di pratiche finanziarie" definite “opache” riguardanti capitali di provenienza illecita. Gli inquirenti avevano sostenuto che i vertici del Centro fiduciario, sotto l’influenza di Berneschi che era vicepresidente del Cda, tutelavano alcuni clienti, titolari di depositi di rilevante importo, tra cui lo stesso Berneschi e il suo nucleo familiare, al punto di alterare e nascondere documenti di operazioni finanziarie di alcuni clienti attraverso società affinché non finissero sotto i riflettori degli ispettori della Banca d’Italia e dell’Unità di informazione finanziaria durante le operazioni ispettive.

La patata di Dalya Luttwak

[Addimanna lu cchiù, sivoi lu giustu. Domanda di più, se vuoi il giusto. Frase siciliana ] Anticipando di un anno il grande evento d'arte contemporanea di Manifesta a Palermo, la Fondazione Jobs ha deciso di presentare in anteprima un'installazione realizzata dall'artista americana Dalya Luttwak - la scultura Radici di patata dolce - a preludio di una più ampia esposizione che vedrà coinvolti, oltre alla scultrice, l'artista siciliano Arrigo Musti, in programma nel 2018. Sarà il Castello Lanza di Trabia, già sede di due grandi esposizioni, ad ospitare le opere dei due artisti, con una mostra curata dal professore e critico d'arte Lorenzo Canova. All'incontro con la stampa interverrà il Presidente della Fondazione Jobs Giuseppe Forello, promotore dell'iniziativa culturale. L'artista Dalya Luttwak mette in evidenza il ruolo fondamentale che può avere l'arte nel rapporto di "simbiosi" con i monumenti della nostra Storia: non una presenza invadente o di contrapposizione ma, al contrario, spunto di riflessione che esalti e valorizzi le caratteristiche del monumento e ne incoraggi il restauro. "Radici di patata dolce è un'opera significativa non solo dal punto di vista estetico, che valorizza in maniera inedita le splendide mura del castello - spiega Giuseppe Forello, presidente della Fondazione Jobs e promotore dell'iniziativa culturale - ma assume un valore anche per la vita di questo luogo, come se Dalya volesse suggerirci di scavare nella sua storia più profonda, che comincia con gli arabi, passa per gli aragonesi e arriva fino ai Lanza di Trabia". Le opere di Musti saranno invece esposte nel piano nobile, con vista sul mare nostrum: "È un trittico della serie Myth, dichiara l'artista, "Dove raffiguro sagome di uomini e donne pervase dai colori del mare e dell'oro in una dimensione sfumata e allegorica del nostro immenso patrimonio culturale da salvaguardare e, perfino, far rinascere". L'incontro con la stampa e con gli ospiti invitati all'anteprima, è anche occasione di confronto con il noto politologo e consigliere della Casa Bianca Edward Luttwak, marito dell'artista, chiamato ad illustrare il fondamentale impegno che intendono portare avanti gli Usa per lo sviluppo di nuove opportunità di crescita e sviluppo di azioni culturali congiunte, in Sicilia, nel Sud e in tutta Italia. Nel Castello Lanza hanno soggiornato, ospiti del principe Raimondo Lanza, i più bei nomi del jet set internazionale: da Onassis alla Regina Elisabetta d'Inghilterra. Non è un caso, infatti, che il Castello sia stato scelto dagli stilisti Dolce e Gabbana per il party internazionale a conclusione delle sfilate della nota maison di moda realizzato in questi  giorni a Palermo.

domenica 9 luglio 2017

Contro Erdogan

[È preciso dovere dell'uomo quello di amare persino chi gli fa torto. Marco Aurelio] Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Istanbul per la manifestazione che conclude la 'marcia per la giustizia' partita 25 giorni fa dalla capitale turca Ankara per iniziativa del partito Chp, principale forza di opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan, guidato da Kemal Kilicdaroglu. Nel quartiere di Maltepe, sulla sponda asiatica della metropoli sul Bosforo, sventolano a migliaia le bandiere turche. Il cammino di 430 km si concluderà con una grande manifestazione alle 18 (le 17 in Italia) nel quartiere di Maltepe, sulla sponda asiatica della metropoli sul Bosforo, dove si trova la prigione in cui è detenuto Berberoglu. Gli organizzatori hanno detto di aspettarsi circa un milione di partecipanti, per dar vita alla più grande manifestazione dell'opposizione in Turchia negli ultimi anni. Il partito ha messo a disposizione circa tremila mezzi che partiranno da 958 quartieri di Istanbul. L'intera area dell'evento sarà chiusa al traffico e controllata da imponenti misure di sicurezza. Il leader del Chp, Kemal Kilicdaroglu, che ha guidato la marcia sin dall'inizio, percorrerà in testa al corteo gli ultimi 3 km, fino alla grande area affacciata sul mar di Marmara dove è previsto il suo comizio.

M5S VUOLE LA SICILIA   

[Quello che non è utile allo sciame non è utile nemmeno all'ape. Marco Aurelio] Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono giunti a Palermo dove, questa sera al Castello del Mare, il garante del M5S annuncerà il candidato alla presidenza per le Regionali in Sicilia. Favorito è Giancarlo Cancelleri, uomo forte del Movimento in Sicilia da anni, mentre a contendergli la vittoria sono altri otto esponenti, tra i quali 5 deputati regionali uscenti. A sfidare Cancelleri sono: Francesco Cappello, Angela Foti, Alì Listì Maman, Jose Marano, Giuseppe Scarcella, Sergio Tancredi, Giampiero Trizzino e Zito Stefano. La votazione è attiva su Rousseau dalle 10.00 alle 19.00. I nove sono quelli  risultati tra i più votati alla preselezione delle regionarie che si sono svolte a inizio settimana scorsa  e possono esprimere la loro preferenza tutti gli iscritti della Sicilia. Se il vincitore sembra scontato per tutti, tanto che non mancano le polemiche dentro il Movimento, ci sono comunque alcune sorprese. Tra queste sicuramente la candidatura dell’avvocato nigeriano Alì Listì Maman: proprio lui aveva ritirato il suo nome dalla lista M5s per le comunarie a Palermo in segno di polemica verso il Movimento ed era stato sommerso di commenti razzisti in rete.  Pochi mesi dopo però, ha deciso di correre di nuovo. Chi spera nell’impossibile è invece Giampiero Trizzino: il deputato regionale all’Ars è uno dei più vicini all’ex candidato a Palermo Ugo Forello ed è anche uno dei pochi a poter sperare di insidiare Cancelleri. Una speranza che però per il momento resta molto debole. Si vota fino alle 19, poi sarà la volta della kermesse palermitana dove interverrà anche Luigi Di Maio. Grillo interverrà invece alle 21 a conclusione dell'evento. Un grande palco con la bandiera della Regione è stato allestito proprio di fronte al mare e Casaleggio, accolto all'aeroporto da Cancelleri, si è recato subito al Castello al Mare per monitorare l'allestimento della scenografia. Tra i temi chiave della kermesse il dossier migranti che la settimana prossima vedrà Di Maio e una delegazione di parlamentari a Bruxelles per incontrare diversi rappresentanti europei, Frontex incluso. "Sicuramente se vinciamo in Sicilia potremo avere grandi speranza di cambiare l'Italia, vogliamo liberare la Sicilia da questo Medioevo politico". Lo afferma Luigi Di Maio parlando con i cronisti a poche ore dalla kermesse che si terrà a Palermo dove sarà annunciato il vincitore delle regionarie di M5S.

Unesco surreale

[Ciò che non fa bene all'alveare non può far bene alle api. Marco Aurelio] Una decisione "surreale". Così il premier Benyamin Netanyahu ha definito la decisione dell'Unesco sulla Città Vecchia di Hebron e sulla Tomba dei Patriarchi."Questa volta - ha detto - hanno deciso che la Tomba dei Patriarchi ad Hebron è un sito palestinese e non ebraico e che è in pericolo". "Non un sito ebraico? Chi è sepolto lì? Abramo, Isacco e Giacobbe, Sarah, Rachele e Lea: i nostri padri e le nostre madri!". "Il sito è in pericolo? Solo quando Israele comanda, come ad Hebron - ha sottolineato - la libertà di religione è garantita per tutti". L'Unesco ha dichiarato la città vecchia di Hebron, in Cisgiordania, patrimonio dell'umanità con 12 voti a favore e tre contrari, mentre gli astenuti sono stati sei. La decisione è stata presa a Cracovia, in Polonia, dove dal 2 luglio è in corso la 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Stando a quanto riferito dal sito di 'Haaretz', la risoluzione riconosce la città vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi come "siti palestinesi", evidenziando come siano "in pericolo". Il ministro israeliano dell'Educazione e capo della commissione israeliana per l'Unesco, Naftali Bennett, ha condannato la decisione dell'Agenzia Onu, evidenziando come i legami storici degli ebrei con Hebron risalgano a migliaia di anni fa e non saranno recisi. "E' deludente e imbarazzante vedere l'Unesco negare la storia e distorcere la realtà per fare consapevolmente gli interessi di chi prova a cancellare lo Stato ebraico dalle carte geografiche - ha dichiarato - Israele non rinnoverà la cooperazione con l'Unesco finché continuerà ad essere usato come strumento per attacchi politici". I rapporti tra Israele e l'agenzia Onu per la cultura erano già precari a causa di alcune risoluzioni che hanno attirato forti critiche da parte dello Stato ebraico. L'ultima, approvata a inizio maggio, fu aspramente contestata da Tel Aviv perché metteva in dubbio la sovranità israeliana sull'intera Gerusalemme. L'Autorità nazionale palestinese (Anp), in una nota del ministero degli Esteri, ha invece definito il voto dell'Unesco "un successo nella battaglia diplomatica portata avanti dai palestinesi su tutti i fronti nonostante le pressioni israeliane e americane". Il primo sito palestinese ad essere inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità fu il 29 giugno 2012 la Basilica della Natività situata nella città di Betlemme. Nel 2014 vennero inserite anche le terrazze coltivate di Battir.

sabato 8 luglio 2017

Se è così ...

[E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito. Marco Aurelio] Nasce on line un blog di Giovanni Pepi (già condirettore del Giornale di Sicilia, del suo sito e di Tgs/Rgs ). Si intitola "Se è così…"  (www.giovannipepi.it)". "Sempre più si scrive e si legge in vetro. In quel mondo - sottolinea Pepi - bisogna stare. Nel blog ci saranno analisi, dati e molte foto. Partendo sempre dalla realtà com'è , evitando di parlare di quella che si vorrebbe che fosse. Da qui il titolo: Se è così...".

Microsoft licenzia

[Ci si pente sempre, dopo, di essere stati così buoni. A. Hitler] Nuova ondata di licenziamenti in vista per Microsoft: la compagnia ha riorganizzato il suo reparto di vendita globale per spingere sui servizi 'cloud' in una mossa che, secondo il Wall Street Journal, porterà a "migliaia di licenziamenti". Stando a una lettera inviata ai dipendenti dal vicepresidente Judson Althoff, Microsoft concentrerà le vendite su due aree: clienti di grandi aziende e Pmi. Obiettivo, ha scritto il manager, è "allineare le risorse giuste per il cliente giusto al momento giusto". Microsoft punta a rilanciare la piattaforma di cloud computing Azure, vendendo ai clienti l'utilizzo di software in abbonamento. Si tratta di un modello diverso rispetto alla vendita una tantum della licenza d'uso di programmi come Office. Microsoft non ha annunciato esuberi legati alla riorganizzazione. In base alle indiscrezioni raccolte dal Wsj, i licenziamenti interesseranno le sedi della compagnia a livello globale.

Nuove sanzioni contro Qatar

[Compi ogni azione come se fosse l'ultima della tua vita. Marco Aurelio] Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e l'Egitto starebbero per varare una serie di "nuove sanzioni" contro il Qatar dopo la risposta negativa consegnata da Doha tramite il Kuwait a questi quattro Paesi ad una lista di richieste che comprendono la chiusura della tv satellitare al Jazeera e della base militare turca a Doha oltre alla riduzione delle relazioni diplomatiche con l'Iran. Diversi media arabi pubblicano oggi le nuove misure. Tra questi anche la tv satellitare al Arabiya di proprietà saudita che anticipa sul suo sito online "le più rilevanti misure politiche ed economiche contro il Qatar" che starebbero per decidere i quattro Paesi boicottanti. Tra questi "ulteriori sanzioni economiche"; "un aut aut alla aziende internazionali che operano nel Golfo di fermare le loro attività nel Qatar e il ritiro delle licenze delle loro filiali" a Doha.  Tutte le alternative" esistenti per far pressione sul Qatar dopo che Doha ha respinto le 13 richieste dei quattro paesi arabi che lo boicottano, incluse molto probabilmente "sanzioni supplementari", saranno esaminate nella ministeriale esteri al Cairo. Lo ha previsto una fonte araba nella capitale egiziana. La riunione a quattro dei capi delle diplomazie di Arabia Saudita, Egitto, Emirati arabi uniti e Bahrain che si terrà al ministero degli Esteri egiziano "esaminerà tutte le alternative per far pressione sul Qatar dopo che ha rifiutato la lista di '13 esigenze' presentate dai quattro paesi", ha detto la fonte. "Imporre sanzioni supplementari contro il Qatar è divenuta l'opzione più probabile se" il Qatar "continua ad essere intransigente e a rifiutarsi di rispondere alle esigenze dei quattro paesi", ha detto ancora la fonte. "La riunione, ha premesso, "esaminerà la situazione nella sua interezza a livello regionale e internazionale, in particolare alla luce del fatto che la Germania svolge il ruolo di mediatore in questa crisi, e del tour del ministro degli Affari esteri Sigmar Gabriel a questo riguardo". "Si profilano appelli a sospenderlo nel Consiglio di cooperazione del Golfo e dalla Lega araba", ha aggiunto la fonte riferendosi al Qatar "considerato fonte di guai" a causa del "suo sostegno a gruppi terroristici".

Sicilia alle urne

[Per il tuo compleanno il mio sogno è regalarti quello che di più prezioso ho: "la semplicità". Auguri. Mauro Lo Sole] Sarà (salvo colpi di scena) l'unico voto da qui alle politiche, l'ultimo banco di prova di partiti e coalizioni prima della nuova legislatura: le Regionali in Sicilia a novembre possono diventare, anche per questo, una tornata chiave per Matteo Renzi, il M5S, Silvio Berlusconi e il centrodestra. Eppure, se Beppe Grillo domenica lancerà ufficialmente la campagna annunciando a Palermo il vincitore delle Regionarie, per centrosinistra e centrodestra la ricerca del candidato ideale si preannuncia a dir poco complessa. In Sicilia, infatti, si riproducono in buona parte quei fenomeni che, nel resto del Paese, stanno segnando le coalizioni di centrosinistra e centrodestra. Coalizioni traballanti, a livello nazionale pressoché inesistenti, le cui tensioni si ripercuotono da settimane a Palermo e dintorni. Per il Pd il nome su cui puntare resta anche l'unico davvero capace di aggregare: Pietro Grasso. Anche per questo, nonostante il presidente del Senato abbia rifiutato l'offerta "bisogna insistere, bisogna cercare di convincerlo", dicono dai Dem nella consapevolezza che con un nome forte come quello di Grasso si possa anche battere il M5S. Il   motivo principale, tuttavia, è che l'alternativa non c'è. Da Davide Faraone a Giuseppe Lupo a fino alla ricandidatura di Rosario Crocetta, "si vogliono candidare tutti proprio perché non c'è un candidato forte", sottolinea un esponente siciliano del Pd facendo una sintesi dell'impasse in cui è caduto il partito. E una spia di ciò, nonostante la secca smentita dell'interessato, potrebbero essere anche i rumors di una proposta fatta arrivare ad Angelino Alfano addirittura come candidato unitario del Pd e di una parte del centrodestra. Mentre, qualche giorno fa, balzava su alcuni media anche l'offerta fatta da Faraone al banchiere Gaetano Micciché (proposta rifiutata ma che comunque ha acuito i malumori tra i Dem), fratello del coordinatore regionale di FI. Nel centrodestra l'atmosfera non è meno nebulosa. Si è passati dalla proposta di primarie di qualche mese fa al caos e alle tensioni interne che, in FI, coinvolgerebbero anche i 'big' siciliani Stefania Prestigiacomo, Vincenzo Gibiino e Gianfranco Micciché. Mentre la candidatura di Nello Musumeci - a capo di un cartello di sigle di destra - ha generato l'ennesima rottura tra FI e i suoi alleati. Con Silvio Berlusconi che scioglierà le riserve solo dopo l'estate quando, tuttavia, il M5S sarà già da settimane in piena campagna. Catania. Stavolta - ma non è dato sapere il perché, né il per come - al Nazareno sono quasi certi di farcela. Stavolta - ma non si sa cos'è cambiato rispetto a pochi giorni fa - Matteo Renzi è convinto che il «candidato ideale» gli dirà di sì. Che il corteggiamento del Pd nei confronti di Pietro Grasso non si fosse mai interrotto, nemmeno dopo il garbato rifiuto, era cosa nota. Ma negli ultimi giorni - a Roma e, di rimando, a Palermo - è tornato un certo ottimismo sulla candidatura dell'ex magistrato a governatore. Ci doveva essere un incontro fra Renzi e Grasso, negli scorsi giorni. Rinviato. Si farà - dicono - entro la fine della settimana.  Anche Silvio, così come Matteo, ha però cambiato strategia sulla Sicilia. «Vuole vincere», dicono i suoi. E allora, quasi del tutto accantonata la strada di un candidato forzista di bandiera (si vociferava del deputato acese Basilio Catanoso, legatissimo all'eurodeputato Salvo Pogliese), magari per una "desistenza" a un Pd con Grasso in campo, il Cavaliere guarda con sempre più favore a Nello Musumeci. Anche perché i sondaggi finiti pure sui tavoli di Arcore lo incoronerebbero come uomo più forte del centrodestra siciliano. Tra i suoi sponsor Stefano Parisi, che con il suo Energie per l'Italia, ha deciso di piantare le tende in Sicilia per la campagna elettorale delle prossime Regionali. Insomma: se la pista centrista dovesse rivelarsi fredda, l'input è convergere sul leader di #DiventeràBellissima. Col consenso di Matteo Salvini. Che non è poco.Eppure, nel Pd sono convinti che un candidato forte possa essere vincente. "Più è ampia la coalizione più possiamo vincere", spiega un parlamentare Dem alla luce, del resto, della sconfitta del M5S a Palermo al cospetto del modello Leoluca Orlando. Un modello in cui liste civiche, Pd e Ap hanno corso assieme con gli ultimi due che hanno rinunciato al proprio simbolo. E i centristi? Vivono in Trinacria le pulsioni che, da tempo, si avvertono a livello nazionale. Quelle tra chi rincorre il modello Orlando anche per le Regionali e chi, invece, reputa più opportuno un ritorno alla "vecchia casa" del centrodestra.