mercoledì 31 maggio 2017

De Lucia a Messina

[Elezioni Usa, il voto degli ispanici sarà determinante. Quindi potrebbe vincere la Pausini. spinosa.it]  Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha nominato Maurizio De Lucia procuratore di Messina. Prende il posto di Guido Lo Forte, palermitano, ora in pensione. Cinquantasei anni, campano, De Lucia è arrivato a Palermo nel maggio del '91. Il suo primo incarico è stato alla procura del capoluogo siciliano, dove ha sviluppato la competenza di reati economici. Poi il passaggio alla Direzione distrettuale antimafia. Sue le principali indagini sulle infiltrazioni mafiose nel mondo degli appalti e il racket delle estorsioni. Tra le altre ha coordinato l'inchiesta sulle cosiddette talpe alla Dda di Palermo che ha portato all'arresto dell'alter ego di Bernardo Provenzano nel mondo della sanità e alla condanna a 7 anni per favoreggiamento  alla mafia dell'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro.
 

Alitalia senza idee

[È scomparso Fidel Castro. Alla fine è riuscito a ottenere il visto. spinosa.it] Oggi è scaduta la ultrattività del contratto di lavoro dei dipendenti di Alitalia che fu decisa dagli amministratori dell'azienda e dai sindacati a dicembre scorso. Da domani che succederà in fatto di condizioni contrattuali? Alcuni sindacati manifestano forte preoccupazione e si dicono in attesa di un qualunque cenno da parte dei commissari per avviare una nuova contrattazione. Personalmente ritengo che  i dipendenti dovrebbero preoccuparsi che i sindacati, sconfitti da un referendum, continuino ad occuparsi di Alitalia. Certamente nell'attuale situazione di commissariamento dell'azienda con esuberi annunciati, taglio di rotte e riduzione del perimetro aziendale, sia per i sindacati che per i commissari si tratta di una sfida particolarmente difficile. Alitalia fa sapere che è volontà dei commissari incontrare i sindacati entro quindici giorni per decidere insieme come procedere. "La vicenda Alitalia è stata la cartina di tornasole del populismo interno ed esterno all'impresa e come tutto questo sia nemico feroce dei lavoratori". Lo ha detto a Chia Laguna la leader della Cisl, Annamaria Furlan, nel suo intervento al congresso nazionale della Fit. Furlan avete perso un referendum, state zitti voi della triplice. "Nonostante la preintesa sindacale che avevamo tutti firmato e l'impegno dell'azienda e del Governo a ridurre gli esuberi in un quadro di sacrifici per tutti - ha aggiunto - qualcuno spiegava che tanto l'azienda sarebbe stata nazionalizzata, dimostrando una colpevole ignoranza sulle regole europee e un cinismo irresponsabile nei confronti dei lavoratori. Poca competenza e irresponsabilità. L'esito del referendum è stato il commissariamento di Alitalia, frutto di questo populismo disfattista, con un processo mediatico che è stato fatto per alcuni giorni nei confronti del sindacato. Ma dopo tre giorni gli opinionisti e i populisti sono spariti mentre noi stiamo sempre sul pezzo, siamo ogni giorno con i lavoratori e ci confronteremo con i commissari e con il Governo sapendo che non è detto che una azienda commissariata venga svenduta o fatta a pezzetti ma anzi può essere rilanciata nei mercati". Purtroppo voi siete sempre al vostro posto e non avete, ovviamente, colpe. Alitalia, dal 2 giugno, per la prima volta nella sua storia, collegherà Venezia a San Pietroburgo con un volo settimanale diretto. Il nuovo collegamento sarà attivo fino al 7 ottobre e verrà operato con aerei Airbus A320. L'aereo della Compagnia italiana decollerà dall'aeroporto "Marco Polo" alle ore 22.20 ogni venerdì (fra il 4 luglio e il 12 settembre ogni martedì) per atterrare a San Pietroburgo alle ore 2.35 locali del giorno successivo. Da San Pietroburgo, il volo Alitalia partirà ogni sabato (fra il 5 luglio e il 13 settembre ogni mercoledì) alle ore 4.25 locali per atterrare a Venezia alle ore 6.45. Grazie a questo nuovo collegamento diretto, Alitalia rafforza la propria offerta sulla Russia, arrivando ad operare fino a 30 voli andata e ritorno alla settimana nella stagione estiva. In questo modo sono assicurati collegamenti da quattro città italiane: Roma e Catania (per Mosca e San Pietroburgo), Palermo (per Mosca) e Venezia (nuovo volo per San Pietroburgo). Da Venezia, complessivamente, questa estate Alitalia opererà fino a 120 voli andata e ritorno alla settimana verso quattro destinazioni: Roma, Catania e le novità Ibiza e San Pietroburgo.

War room per Donald

[Lu picca abbasta, l'assai suverchia. Il poco basta, il troppo avanza. Frase siciliana] Dirigenti russi discussero di informazioni potenzialmente "denigratorie" nei confronti dell' allora candidato presidenziale repubblicano Donald Trump e di alcuni suoi collaboratori in alcune conversazioni intercettate dall'intelligence Usa nel 2016. Lo riferisce la Cnn citando due ex dirigenti dell'intelligence e una fonte del Congresso. Una delle fonti ha evocato informazioni di natura finanziaria e ha aggiunto che la discussione era incentrata sulle leve russe nei confronti dell'entourage di Trump. Le comunicazioni intercettate, sempre secondo la stessa fonte, avrebbero suggerito agli 007 americani che i russi "credevano di avere la capacità di influenzare l'amministrazione attraverso informazioni denigratorie". Ma le fonti invitano alla prudenza, ammonendo che i russi "potrebbero aver esagerato o anche inventato" alcune informazioni, come parte della loro campagna per minare le elezioni americane.Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, dovrebbe conservare il posto ma tenere meno briefing on-camera, mentre Donald Trump dovrebbe rispondere direttamente in modo più frequente ai media. E' questa un'altra delle novità allo studio del presidente per modificare la strategia della comunicazione, soprattutto in relazione al Russiagate. Lo riferiscono alcuni media Usa. Trump sarebbe intenzionato anche a portare nuovi collaboratori alla Casa Bianca, esperti di politica tra cui il suo ex 'campaign manager' Corey Lewandowski. Il rimpasto dovrebbe includere anche più legali per fronteggiare la Putin-connection. Insomma, una vera 'war room', come quella ventilata durante il suo viaggio in Europa. Donald Trump rilancia via Twitter le critiche a Berlino trapelate dopo il vertice Nato: "Abbiamo un deficit commerciale enorme con la Germania, inoltre loro pagano molto meno di quanto dovrebbero alla Nato. Molto male per gli Usa. Questo cambierà", ha twittato il presidente degli Stati Uniti. L'ex consigliere per la Sicurezza nazionale del presidente americano Donald Trump, Mike Flynn, ha acconsentito a consegnare alcuni dei documenti richiesti dalla commissione intelligence del Senato nell'ambito dell'inchiesta in corso al Congresso sul Russiagate. Lo scrive il Wall Street Journal, precisando che si tratta principalmente di documenti relativi alle aziende di Flynn. La commissione del Senato aveva emesso un mandato di consegna, che Flynn in un primo momento si era detto non disposto a rispettare.  L'inchiesta coinvolge anche un ex addetto stampa della Casa Bianca di Trump, Boris Epshteyn. Lo stesso Epshteyn ha confermato alla Abc di aver ricevuto richiesta di informazioni e di testimonianza da parte della commissione Intelligence della Camera, che guida uno dei filoni dell'inchiesta. L'ex collaboratore di Trump, 34enne di origini russe, ha fatto parte del gruppo di addetti stampa alla Casa Bianca fino allo scorso marzo, quando si è dimesso.  Il presidente russo Vladimir Putin ha nuovamente negato le accuse rivolte a Mosca di aver interferito nelle campagne elettorali delle presidenziali di Usa e Francia. "La Russia non si occupa mai di attività di questo tipo e noi non ne abbiamo bisogno. Per noi non ha senso fare queste cose", ha detto il leader del Cremlino in un'intervista a Le Figaro. "Questi hacker - ha affermato Putin riferendosi agli attacchi informatici - potrebbero venire da qualsiasi posto e non necessariamente dalla Russia".

Capa a Trieste

[Cc'è cchiù jorna chi sosizza. Sono più i giorni che la salsiccia. Frase siciliana] Lo sbarco degli Alleati in Italia, a 70 anni di distanza, raccontato dalle immagini del famoso fotoreporter di guerra Robert Capa. La mostra sarà allestita da sabato 27 maggio fino a domenica 17 settembre negli spazi dell'Alinari Image Museum, al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto, a Trieste. Verrà esposta una selezione di fotografie provenienti dalla serie 'Robert Capa Master Selection III', conservata a Budapest e acquisita dal Museo Nazionale Ungherese tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. Organizzata e prodotta dalla Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e dal Museo Nazionale Ungherese di Budapest, l'esposizione presenta 35 fotografie originali incorniciate. Inoltre, novità della mostra triestina, più di 100 immagini del biennio 1943-44 saranno consultabili nello spazio multimediale dell'Alinari Image Museum per contestualizzare la figura di Capa, il suo lavoro, la campagna italiana. Considerato il "padre del fotogiornalismo", Robert Capa (Budapest 1913-Thái Binh, Vietnam 1954) visse la maggior parte della sua vita sui campi di battaglia. "Se le tue fotografie non sono all'altezza - è un suo celebre detto - non eri abbastanza vicino". In oltre vent'anni di attività ha seguito i cinque maggiori conflitti mondiali: la guerra civile spagnola, la guerra cino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d'Indocina.  "Nell'immaginario collettivo, il lavoro di Capa è immediatamente collegato al secondo conflitto mondiale, specie ai campi di battaglia di Francia, Germania, Africa. Non all'Italia. Eppure vi è una selezione molto rilevante di sue fotografie che si riferiscono proprio alla campagna italiana" spiega la curatrice della mostra, Beatrix Lengyel. In dettaglio le fotografie di Capa raccontano la resa di Palermo, la posta centrale di Napoli distrutta da una bomba ad orologeria o il funerale delle giovanissime vittime delle famose Quattro Giornate di Napoli, la gente che fugge dalle montagne di Montecassino, i soldati alleati accolti a Monreale dalla gente o in perlustrazione nei campi. 

Juventus fuorilegge

[Se le tue fotografie non sono all'altezza è non eri abbastanza vicino. Robert Capa] Quando è stato chiamato alla guida del Pescara  al posto di Oddo la situazione di classifica degli abruzzesi era disperata: Zdenek Zeman non è riuscito nell'impresa di salvare la squadra dalla retrocessione, arrivata in netto anticipo rispetto al termine del campionato. Intervenuto durante il seminario 'I giovani per la legalità nello sport', il tecnico boemo è tornato a parlare di Calciopoli, scandalo che sconvolse il calcio italiano nell'estate del 2006: "E' stata fatta pulizia ma credo che ancora non basti. Sarebbe cosa buona eliminare chi rovina il sistema, quelli che agiscono dall'interno. Ho fatto molte denunce a riguardo ma mi sono sempre ritrovato solo". Juventus fuorilegge. La Fifa si appresta a multare la Juventus per il trasferimento di Paul Pogba al Manchester United. Una multa - secondo Mediapart -, che sarà di 60 mila euro per un accordo considerato illecito tra il club e Mino Raiola, agente del francese. Secondo Mediapart, che si basa sulle rivelazioni di Football Leaks, la Juve avrebbe stabilito con Raiola un sistema di percentuali proibite che avrebbe portato il super agente a intascare in totale 49 milioni di euro nella trattativa che ha riportato il francese in Inghilterra alla corte di Mourinho. Un sistema che, secondo gli investigatori della Fifa, è simile alle "proprietà di terze parti", una pratica vietata dal maggio 2015.  Il calcioscommesse è una piaga da eliminare: "Credo che le scommesse si possano fare, non vedo dove sia il problema se io voglio giocare un euro sulla vittoria della Juventus. La cosa grave è invece il mettersi d'accordo sui risultati ai fini di alterare le partite per soddisfare scopi personali". "Una volta mi chiesero cosa non andava nel calcio - spiega Zeman - e dissi che se comandavano le farmacie non andava bene. Dobbiamo difendere i valori sani di questo sport, noi in campo siamo i primi a dover dare l'esempio". Di Francesco sempre più vicino alla Roma: "Conosce già l'ambiente avendolo vissuto da calciatore, spero che possa aiutare la Roma a migliorarsi ulteriormente. Finale di Champions? In gare come queste non c'è una favorita assoluta". Tra le tante voci emozionate dall'addio di Francesco Totti, c'è una voce fuori dal coro: Zeman ha commentato il saluto del capitano alla Roma   con amarezza, provando a pronosticare il futuro del suo ex giocatore. Intervistato ai microfoni di 'Mediaset Premium', Zeman spegne la festa: "Mi dispiace, non è stato lui a decidere: al posto di essere una festa, è una tragedia. Cosa mi aspetto per il futuro di Totti? Penso che abbia ancora voglia di giocare, in Italia non giocherà. Fuori dall’Italia bisogna vedere se troverà una squadra adatta alle sue qualità. Totti ha anche avuto compagni bravi in 25 anni, ma era sempre lui a fare la differenza". Ai microfoni di 'Sky Sport', il tecnico boemo ribadisce il suo pensiero: "Una giornata così è più un funerale che è una festa, lo sarebbe stata se fosse stato Totti a decidere di smettere. Se si sente di giocare ancora può farlo, spero che possa trovare la giusta sistemazione all'estero". Secondo Zeman Totti non farà il dirigente: "Non ce lo vedo in giacca e cravatta, il campo è per lui. Non penso che il Pescara sia alla sua altezza, merita una squadra vera. Secondo me alla Roma c'è un po' di confusione, non penso che Di Francesco troverà un buon ambiente".

martedì 30 maggio 2017

Navalni, 12/6 manifestazione

[Ajutati, ca Diu t'ajuta. Aiutati, che Dio t'aiuta. Frase popolare siciliana] Il blogger e dissidente Alexei Navalni ha avvisato ufficialmente le autorità che intende organizzare una manifestazione contro la corruzione il 12 giugno a Mosca. Ovvero in concomitanza con la festa nazionale per la Russia. Il programma prevede un corteo da piazza Tverskaia Zastava fino alla Duma, dove è previsto un comizio. L'evento va dalle 14 alle 17 e si prevedono fino a 15mila persone. "E' il nostro paese, nel giorno della Russia abbiamo diritto a scendere in piazza con le bandiere russe". Richieste simili sono state inoltrate anche in altre città - sul sito di Navalni compaiono sette nomi ma in rete i gruppi vicini al blogger parlano già di manifestazioni in 212 città. Se le autorità "non ci daranno le autorizzazioni in base ai nostri diritti costituzionali", ha scritto Navalni sul blog, "noi scenderemo in piazza ugualmente". Fermato e trascinato via malamente dai poliziotti mentre declamava Shakespeare nei pressi della centralissima Arbat di Mosca, la via degli artisti. È toccato a un ragazzino di 10 anni. La scena è stata ripresa con gli smartphone e ha trovato la via dei social network scatenando un putiferio in Russia. L'episodio però suscita alcuni interrogativi. Il ragazzo, infatti, era accompagnato da una donna che si è qualificata come vicina di casa prima e matrigna poi, quando il ragazzo è stato portato in commissariato. Gli agenti sono intervenuti perché dicono di averlo visto mentre chiedeva soldi per le sue performance - violando così la legge russa. Il padre del ragazzo, Ilya Skavronski, si è subito recato alla stazione di polizia e ha categoricamente negato che suo figlio stesse facendo le elemosina e ha spiegato che ha la "passione per il teatro" e recitare in strada è un modo per vincere la timidezza. Un altro video ha confermato che il ragazzo era stato visto declamare nella zona dell'Arbat prima del fermo. La polizia si è scusata con il giovane attore per i modi bruschi usati ma ha emesso comunque un verbale nei confronti del padre per mancata tutela.   Il presidente russo Vladimir Putin rappresenta per la sicurezza mondiale una minaccia più grande dello Stato islamico: è quanto stimato dal senatore repubblicano americano ed ex candidato alle presidenziali del 2008, John McCain, attualmente impegnato in una visita in Australia. Secondo McCain, le presunte ingerenze di Mosca nelle elezioni all'estero rappresentano un pericolo per la democrazia. "Io credo che lui (Putin) sia la prima e più importante delle minacce, davanti all'Isis", ha detto ieri sera alla Australian Boradcasting Corporation. "Penso che l'Isis sia capace di cose terribili. Ma i russi stanno cercando, hanno cercato, di distruggere le fondamenta stesse della democrazia, in particolare cambiando i risultati delle elezioni americane", ha insistito il senatore repubblicano. "Non ho alcuna prova del fatto che ci siano riusciti, ma hanno provato e proveranno ancora. Hanno appena cercato di influenzare il risultato delle elezioni francesi. Così, considero Vladimir Putin - che ha smembrato l'Ucraina, una nazione sovrana, e che mette pressione sul Baltico -, considero i russi come la più grande sfida che dobbiamo affrontare", ha concluso McCain.

A 70 anni in pensione

[Cchiù si campa e cchiù si 'mpara. Più si vive e più s'impara. Detto siciliano] In pensione a 70 anni e forse oltre o condannati a ricevere assegni previdenziali minimi. È lo scenario che emerge da un’analisi del World Economic Forum secondo cui il gap pensionistico (cioè il buco fra contributi versati e prestazioni erogate) nei principali sei sistemi pensionistici occidentali più Cina e India passerà dai 70mila miliardi di dollari del 2015 a 400mila miliardi nel 2050. Una crescita esponenziale legata a doppio filo all’incremento dell’aspettativa di vita: dunque entro il 2050 si dovrà lavorare fino a 70 anni  prima di andare in pensione, per evitare ciò che in tanti studiosi hanno definito come la più grande crisi previdenziale della storia.  Secondo lo studio del WEF, in generale si vive ovunque sempre più a lungo: in particolare l’età media aumenta di un anno ogni cinque, e così nel 2066 un quarto della popolazione sarà over 65. Secondo il Wef quindi lavorare più a lungo sarà inevitabile, ma aiuteranno anche risparmi e investimenti. Visto che entro il 2050 l’età pensionabile dovrà salire a 70 anni, in paesi come Italia, Inghilterra, Stati Uniti, si alzerà, già nel prossimo decennio, a 67 anni la soglia minima per il pensionamento. In realtà per l’Italia si parla già da tempo di ulteriore prolungamento, come aveva spiegato a fine 2015 Tito Boeri, il presidente dell’Inps: anche fino a 75 abbi per i nati a partire dal 1980, in caso di mancata crescita economica (almeno un aumento annuo dell’1% del Pil) e di stabilizzazione del lavoro, rischieranno di lavorare fino a 75 anni, con una pensione ridotta fino al 38%.

Futuro è Bio

[Darreri lu re si fa la ficu. Alle spalle del re si fanno le fiche. Detto siciliano] Grande successo ha registrato a Sambuca di Sicilia la manifestazione Cantine Aperte nelle aziende della Strada del Vino Terra Sicane che hanno aderito all'iniziativa: Feudo Arancio, in contrada Portella Misilbesi; la cantina Planeta di contrada Ulmo e l'Azienda Di Giovanna di contrada San Giacomo. Centinaia di visitatori e turisti hanno potuto visitare le cantine degustando i prodotti delle tre aziende vinicole e le eccellenze enogastronomiche del territorio come l'olio o la vastedda del Belice. Nell'ambito della manifestazione l'amministrazione comunale di Sambuca ha voluto premiare in particolare l'azienda Di Giovanna "per avere contribuito allo sviluppo del territorio con i suoi 20 anni di produzioneBio". Una targa è stata consegnata dal sindaco Leo Ciaccio e dall'assessore alle Politiche Agricole Pippo Oddo a Gunther e Klaus Di Giovanna, figli dei fondatori della storica cantina, Aurelio e Barbara Di Giovanna. Un riconoscimento legato all'attività svolta dall'azienda che ha conquistato importanti spazi di mercato anche all'estero, soprattutto in Germania e negli Usa. Il riconoscimento rientra tra le iniziative promosse dall'amministrazione comunale di Sambuca che, dopo avere conquistato lo scorso anno il titolo di Borgo dei Borghi, di recente è entrata a far parte dell'Associazione nazionale Città del Bio. Un percorso guidato e supportato dall'Associazione italiana agricoltura biologica nell'ambito del Bio distretto Borghi Sicani costituito insieme ad altri comuni del territorio belicino che per il futuro stanno puntando sulla produzione biologica. 

RUSSIA E TURCHIA ALLEATE

[Lu piccatu aspetta la morti. Il peccato aspetta la morte. Frase siciliana] La Russia e la Turchia hanno firmato un accordo comune sulla soppressione delle restrizioni commerciali reciproche a margine del vertice delle economie del Mar Nero (BSEC). Il documento è stato firmato dai vice premier dei due paesi Arkady Dvorkovich e Mehmet Simsek. I capi dei governi - Dmitry Medvedev e Binali Yildirim - hanno partecipato alla cerimonia di firma. Lo riporta la Tass. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato ricevuto all'Europa Building dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e dal presidente della Commissione, Jean Claude Juncker. Al termine dell'incontro, sullo sfondo delle tensioni tra Ue e Turchia, non è stata fatta alcuna dichiarazione, ma il turco ha lasciato l'edificio scuro in volto. Il portavoce della Commissione Margaritis Schinas ha scritto su Twitter che "Ue e Turchia devono lavorare insieme e lo faranno". Erdogan aveva chiesto all'Ue di prendere una decisione sull'adesione della Turchia all'Ue, che non va trattata come un "mendicante" tenuto sulla porta. Prima di partire per Bruxelles aveva affermato che "l'Ue aspetta che sia la Turchia a ritirarsi". Nell'accordo con la Ue sui migranti è prevista la liberalizzazione dei visti, che è tenuta bloccata perché Ankara non rispetta 7 dei 'benchmark' richiesti dall'Ue, e l'apertura di nuovi capitoli negoziali, che si è allontanata dopo la repressione seguita al fallito golpe luglio.

33,6 mln per porto Costanza

[Il primo oro per l’Italia arriva dal judo. Allora non era una scusa! spinoza.it] Il porto di Costanza, in Romania, amplia le sue capacità di esportare cereali. Raiffeisen Bank e EximBank Romania hanno infatti concluso un accordo per lo stanziamento di un prestito di 33,6 milioni di euro alla Comvex S.A., finalizzato alla realizzazione del progetto 'Grains Terminal'. Il finanziamento, della durata di 10 anni, supporterà lo sviluppo e l'elaborazione da parte di Comvex di un terminale per lo smistamento del grano della capacità di 200.000 tonnellate, un  investimento complessivo di 45 milioni di euro. Il terminal avrà una profondità d'acqua in grado di ospitare le più grandi navi per il trasporto di grano  e collegherà il porto di Costanza ai principali mercati di esportazione di cereali in Asia e accrescerà l'importanza dei porti nella regione.

lunedì 29 maggio 2017

Alla Gesap crolla il server  






Schettino a Punta Raisi

[Bob Dylan vince il Nobel per la Letteratura. Per una volta Wikipedia non sarà presa d’assalto. spinoza.it] Spesso, purtroppo, esponenti dell'Unione italiana lavoratori tengono comizi in Apt a Palermo, proprio davanti allo spogliatoio Aviapartner, per auto celebrarsi, per auto compiacersi, per affermare che loro, malgrado tutto, sono i più intelligenti, i più bravi, insomma, i numeri uno. Ma, è risaputo, che la matematica non è una opinione.  Una sorta di accanimento terapeutico condotto contro Aviapartner Palermo da parte dei sindacati: tutti bravi, tutti pronti a dare battaglia, pronti a dettare condizioni ... ma nessuna soluzione. Anzi, le soluzioni le propone Aviapartner, che non sono il massimo,  i sindacati, ovviamente, faranno la loro parte firmando il peggiore dei migliori accordi possibili. Mai un'auto critica, chiedere scusa è segno di maturità, ma chi crede di essere indispensabile per tutelare i sacri diritti dei lavoratori non potrà mai chiedere scusa anche se ha abbandonato la nave Aviapartner  Palermo, armai alla deriva, lasciando il proprio equipaggio composto in maggioranza da suoi iscritti, per essere imbarcato nella Nimitz.

BRAVO MARIO!

[Dylan spiega il suo silenzio: “La vittoria del Nobel mi ha lasciato senza parole”. Ma allora diamolo anche a Salvini! spinoza.it] L'operativo Aviapartner mi fa sapere che hai mandato una email dove dichiari che il cosiddetto bingo, da me compilato, era incompleto. Vero, ma nessuno è perfetto. Se avessi avuto un poco di pazienza potevi aggiungere che il volo per Parigi   (Tango bravo 1428) è stato chiuso in maniera errata. Infatti, alla rampa è stato detto che i bagagli erano tutti a bordo, però ne mancava uno. Il piano di carico dovrebbe essere un documento importantissimo, quanto, se non di più del bingo. Ma se avessi scritto anche questo possibilmente l'operativo non ti avrebbe risposto con parole di encomio. Il bagaglio mancante era caduto e la colpa non è addebitabile alla Gesap, che di colpe ne ha tante, come vorrebbe far credere il nostro operativo, ma nostra. Capisco che in questi momenti, con un futuro sempre più incerto, precario, approssimativo ... bisogna dare il massimo. Dopo tutto, è risaputo, noi siamo i migliori, pardon tu sei il migliore.  L'azienda ne è convinta insieme alla UIL.

domenica 28 maggio 2017

James Cayne (Bears Stern)

[Si può dire "ti spiego cos'è successo", se non succede tutte le volte. The Mexican] James Cayne, il ceo nonché grande azionista di Bear Stearns che nei giorni cruciali del crac non si trovava: stava giocando a golf. La quinta banca d’investimento Usa è collassata per l’effetto subprime e quel che restava è stato poi acquisito da Jp Morgan. Oggi Cayne si dedica al bridge, da giocatore professionista, anche perché non si ha notizia di procedimenti giudiziari a suo carico. Il flemmatico ex banchiere avrebbe portato a casa da Bear Stearns 370 milioni di dollari. Forse gran parte li ha persi con il crollo del titolo ma non se la passa male: villa a Boca Raton in Florida, case nel New Jersey e in Park Avenue a New York e residenza, pare, al Plaza Hotel di New York.  Jimmy Cayne, ex numero uno di Bear Sterns ha portato al fallimento la sua banca, ma si è ritirato con un patrimonio di 500 milioni di euro. Oggi, invece di giocare a briscola in carcere, si dedica a livello quasi professionale al gioco del bridge con cui ha vinto anche dei tornei nazionali.  Nel 2006 è diventato "il primo capo di Wall Street a possedere una partecipazione di una società che vale più di 1 miliardo di dollari" ma ha perso la maggior parte di ciò nel crollo del titolo di Bear Stearns 2007-2008 e ha venduto tutta la sua partecipazione in azienda 61 milioni di dollari. Il suo primo lavoro è stato come venditore di viaggio; ha poi venduto ferri da stiro. Nel 1969 diventa, a New York City, agente di borsa quando Alan C. Greenberg,era il numero uno alla Bears Stern. Cayne è diventato presidente nel 1985, CEO nel 1993 e presidente del consiglio (pur continuando come amministratore delegato) nel 2001. È stato sostituito come amministratore delegato solo nel 2008 ed è stato con la società fino alla sua scomparsa. Nel 2005,la ivista Forbes lo classificò 384  tra i 400 più ricchi americani,  con un valore netto stimato di 900 milioni di dollari. Nel 2008 Cayne aveva perso quasi il 95% della sua fortuna a causa del crollo di Bear Stearns. Cayne è stata oggetto di varie comunicazioni stampa dopo il crollo dell'Orso, incluso il fatto che ha venduto la sua partecipazione in azienda per 61 milioni di dollari dopo il suo incidente. Il 14 marzo 2008, Charlie Gasparino della CNBC ha riferito che il valore delle partecipazioni di Cayne in Bear Stearns è sceso da 997 milioni di dollari a significativamente meno di 200 milioni di dollari a seguito della crisi di liquidità  di Bears Stern. Solo pochi giorni dopo, Bears Stern è venuto d'accordo con il concorrente Jp Morgan  per un buyout completo a soli $ 2 per azione, circa 236 milioni di dollari per l'intera azienda. All'epoca, Cayne ha esposto notevolmente gli stock della società, con la maggior parte del suo patrimonio netto legato alle azioni della società. Si stima che il valore delle aziende di Cayne sia sceso a meno di 15 milioni di dollari, eliminandolo effettivamente dall'elenco degli individui più ricchi del paese. Il 27 marzo 2008 è stato annunciato che Cayne ha venduto tutta la sua quota in Bears Stern, oltre 5,61 milioni di azioni, per una quota di 10,82 dollari.  Questa quota è stata venduta prima della votazione sulla rinnovata offerta di JP Morgan per Bear Stearns. Secondo il Time Magazine Cayne è tra i responsabili della crisi finanziaria. 

Report si occupa di H&P

[Nuova scossa di terremoto in centro Italia. Gravissimi i danni alle macerie. spinoza.it] All'origine ci sono anche le operazioni della società fiduciaria Hottinger & Partners, all'interno della quale un giovane manager, Fabien Gaglio, è accusato di aver fatto scomparire decine di milioni di euro sottraendoli dai conti di ignari correntisti. Come un Robin Hood rivisitato rubava ai ricchi per dare ad altri ricchi: se stesso, i suoi parenti e i suoi amici. Ben cinque procure di quattro diversi paesi (Ginevra, Parigi, Lussemburgo, Reggio Emilia e Bolzano) stanno tentando di ricostruire un flusso di denaro che, in parte finisce in Italia, sui conti di alcuni imprenditori (tra i quali evasori fiscali rei confessi) e anche sul conto di un famoso compositore. Per la rubrica "Onore al merito", "In viaggio con papà". Di Luca Chianca. Cosa c'entra l'ex ragioniere dello Stato Andrea Monorchio con il sistema di malaffare su cui si indaga negli appalti della Salerno-Reggio Calabria? A prima vista niente, a parte il fatto che tra gli arrestati c'è anche suo figlio, l'ingegner Giandomenico Monorchio. Proprio a Giandomenico la Salini-Impregilo, vincitrice della gara, aveva affidato il compito di controllare l'esecuzione dei lavori e ora Monorchio junior è accusato di aver creato una società parallela che prendeva commesse da quelle stesse ditte che era incaricato di controllare. Ma come mai l'incarico era andato proprio al figlio del professor Monorchio? Niente a che vedere con il fatto che l'ex ragioniere dello Stato sia passato a presiedere Ispa, la società pubblica che finanziava le grandi infrastrutture? Dopodiché il servitore dello Stato ha avuto un ruolo anche all'interno della società Salini Costruttori.

Talebani aiutati dai russi

[Mai discutere con un idiota. Ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza. Oscar Wilde] Il comandante in capo delle forze statunitensi in Afghanistan "non ha smentito le indiscrezioni secondo le quali i talebani afghani stanno ricevendo armi e altri aiuti dalla Russia". Lo scrive il Washington Post citando le parole del generale John Nicholson, che a una domanda diretta in conferenza stampa a Kabul ha risposto: "Continuiamo ad avere informazioni su questa assistenza. Chiunque armi gli insorti non contribuisce a una soluzione pacifica del conflitto". Fonti militari dicono al Wp che la Russia ha incrementato le forniture negli ultimi 18 mesi.  Il Pentagono ritiene che Abdul Hasib, considerato il capo dell'Isis nel Paese, possa essere stato ucciso durante una operazione in Afghanistan nel quale sono morti anche due militari americani, probabilmente vittime di 'fuoco amico'.  Insieme ad Hasib sarebbero stati uccisi "diversi alti responsabili dell'Isis e di Khorassan, la sua filiale locale'' e "sino a 35 militanti", secondo fonti del Pentagono.  La produzione di oppio in Afghanistan ha raggiunto un nuovo record nel 2016 nonostante i miliardi di dollari spesi da Washington per la repressione del narcotraffico. Lo ha sostenuto nel suo ultimo rapporto al Congresso americano l'Ispettorato generale speciale Usa per la ricostruzione in Afghanistan (SIGAR). Nel documento trimestrale, riferisce Tolo Tv, il SIGAR rivela che lo scorso anno la produzione di oppio è cresciuta del 43%, nonostante una campagna anti-droga delle agenzie statunitensi costata 8,5 miliardi di dollari. Contemporaneamente l'azione di sradicamento delle piantagioni di papavero da oppio, al minimo storico degli ultimi dieci anni, è stata "pressoché impercettibile". In base ai dati raccolti dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) il valore potenziale lordo degli oppiacei è stato di 1,56 miliardi di dollari, ossia equivalente al 7,4% del Prodotto interno lordo (Pil) dell'Afghanistan nel 2015.

Hanks, Streep e Spielberg al Wp

[Se le porte della percezione fossero pulite, tutto vi apparirebbe cos'ì com'è infinito. William Blake] Tom Hanks, Meryl Streep e Steven Spielberg nella redazione del Washington Post a scuola di grande giornalismo. Attori e regista si sono inchinati alla leggendaria testata del Watergate il cui nuovo motto, dopo l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, è "la verità muore al buio". Scopo del tour nel quartier generale che ha visto nascere "Tutti gli uomini del presidente" era un sopralluogo in vista di "The Post", il film sulla libertà di stampa che esplorerà il ruolo del quotidiano nella pubblicazione dei "Pentagon Papers", un
documento top secret del ministero della Difesa sulla guerra del Vietnam. Il dossier, passato nel 1971 al Washington Post e al New York Times dalla "talpa" del Pentagono Daniel Ellsberg, è considerato la più grande fuga di segreti militari prima di Wikileaks con Ellsberg che divenne il primo "whistleblower' dell'era moderna a finire in carcere per aver divulgato segreti di Stato. Anche i giornali finirono a processo per difendere il diritto di andare in stampa. Fu la Corte Suprema a dare luce verde con una sentenza che mai come oggi, con Trump che ha definito i media "nemici del popolo americano", appare più attuale. Nel film diretto da Spielberg, Hanks avrà la parte di Ben Bradlee, allora il direttore del giornale, mentre la Streep sarà la proprietaria Kay Graham. Col primo ciak a giorni, il regista ha nuovamente accantonato uno dei suoi progetti più cari, "Il rapimento di Edgardo Mortara". Il team di Hollywood è stato fotografato da un giornalista del Post, David Nakamura, che ha postato l'immagine su Twitter. Dopo un saluto all'editore Paul Ryan, i premi Oscar (ben otto in tre) hanno partecipato alla normale riunione di redazione con i giornalisti e il direttore Marty Barron, arrivato al Post dal Boston Globe dove ha guidato l'inchiesta premio Pulitzer sui preti pedofili che ha ispirato un altro film Academy Awards: "Il caso Spotlight". Intanto, sempre in chiave anti-Trump, il regista Michael Moore si prepara a un nuovo affondo: "Può Broadway portare alla caduta di un presidente?", si legge sulla locandina del monologo "The Terms of My Surrender" che il regista di Fahrenheit 9/11 intende portare a teatro per 12 settimane a partire da luglio: "Una commedia umoristica su un paese che ha eletto un pazzo", ha detto al New York Times lo stesso Moore, dedicando la sua prossima fatica "all'America che ancora pensa". 

sabato 27 maggio 2017

DOMANI SCIOPERO ALITALIA

[Ai Giochi partecipa anche una squadra di rifugiati. No Salvini, non è la Padania. spinoza.it]
Saranno quasi 200 i voli Alitalia cancellati domani per lo sciopero indetto dai sindacati Confael Assovolo e Cub circa il 50% dei voli previsti nelle ore dello sciopero (10.00-18.00). Il differimento dello stop dei controlli del traffico aereo dell'Enav che era previsto per domani deciso solo ieri non ha permesso la riduzione delle cancellazioni. Oltre l'80% dei passeggeri comunque, fa sapere Alitalia, è stato riprotetto su altri voli. Non dovrebbero esserci difficoltà neanche per i rientri delle delegazioni presenti a Taormina per il G7 dato che è stata aumentata la capacità dei voli confermati con la previsione di aerei più capienti ed è stato previsto un volo in più (al momento non ancora completo).


Check-in Ryanair protesta a Mxp

[Internet cambia in modo radicale ogni processo: politico, sociale, informativo, economico e organizzativo. Gianroberto Casaleggio] Circa 200 lavoratori delle aziende di handling che operano a Malpensa intorno alle 7 di questa mattina hanno organizzato una manifestazione spontanea davanti ai banchi di Ryanair, rallentando le operazioni di check-in della compagnia low-cost. A far scattare la protesta la notizia che dal primo giugno a gestire le operazioni di servizio bagagli sarebbe subentrata la cooperativa Alpina che opera in subappalto. "Questo significa che il lavoratore passando sotto la cooperativa perde tutti i diritti - ha detto Angelo Piccirillo di Filt-Cgil Lombardia - oltre al fatto che scade la qualità del lavoro". La protesta, dopo circa due ore, è stata sospesa perché è stata convocata una riunione con tutte le otto sigle sindacali che operano a Malpensa, l'Enac e la Sea. In quella sede, ha spiegato Piccirillo, "il direttore dell'Enac ci ha riferito che non è stata ancora concessa l'autorizzazione alla cooperativa Alpina a operare". Cosa sulla quale le sigle sindacali chiedono che Enac tenga il punto. Alla protesta, stando a quanto riferisce il sindacalista, hanno aderito i lavoratori di Airport handling, Avia partner, Wfs, Ags e Sea, che tutti i giorni si occupano dei bagagli e dei servizi di terra.

ANCORA CIGS PER ALITALIA

[Quando sai trasmette un messaggio in rete, la ricezione non è passiva. Chi ascolta il messaggio lo fa di sua volontà. Beppe Grillo] E così è stato, in particolare per Cityliner: in attesa del reintegro annunciato per giugno, mancano all'appello parti dello stipendio che toccano anche il 50% del totale visto che i contratti stipulati per la categoria prevedono forti incentivi al volo. Ad esempio, piloti con 20 anni di anzianità si sono visti arrivare col bonifico del 27 1.700 euro invece di una media di 5.500. Anche gli assistenti di volo della compagnia hanno avuto una amara sorpresa: sempre in Cityliner la paga non supera in moltissimi casi i 540 euro contro i 1.700 di media.Nella fase attuale, per il personale di terra dell'Alitalia la cassa integrazione straordinaria, di cui è stata avviata la procedura, "avrà un impatto pari al costo di 828 unità. Per quanto riguarda il personale navigante, invece, la cassa integrazione sostituirà il regime di solidarietà precedentemente in vigore e nella fase attuale avrà un impatto pari al costo dello stesso numero di piloti e assistenti di volo: fino a 190 piloti e 340 assistenti di volo". Lo comunica la compagnia aerea. Alitalia avvierà "in tempi molto rapidi la prevista consultazione con le organizzazioni sindacali, allo scopo di illustrare e discutere le modalità applicative della Cigs" dice la società, spiegando che "questa misura, necessaria nell'attuale situazione della compagnia, si inserisce nel pacchetto di misure che Alitalia sta adottando al fine di ridurre tutte le voci di costo e rendere così l'azienda quanto più possibile economicamente sostenibile ed efficiente". Alitalia  si espande sul mercato del Sud America. La compagnia ha rafforzato la collaborazione commerciale con Aerolineas Argentinas, compagnia partner dell’alleanza SkyTeam,  siglando un accordo di codeshare. Già attivo sui sistemi di vendita, l’accordo consentirà di offrire ai rispettivi passeggeri un maggior numero di collegamenti diretti fra l’Italia e l’Argentina, oltre a un totale di 75 destinazioni in Italia, Europa, Medio Oriente, Argentina e Sud America raggiungibili con i voli delle due Compagnie. La nuova intesa Alitalia-Aerolineas Argentinas porterà anche vantaggi ai soci del programma di fidelizzazione MilleMiglia che potranno infatti guadagnare e spendere miglia anche sulla rete di collegamenti di Aerolineas Argentinas; i membri dei club frequent flyer possono usufruire dei benefici a loro dedicati in tutti gli aeroporti dove la compagnia argentina opera. Inoltre, dal mese di settembre, Alitalia impiegherà su tre delle sette frequenze settimanali della Roma-Buenos Aires il Boeing 777-300ER, la nuova ammiraglia della Compagnia italiana che, con i suoi 382 posti, consentirà un incremento dell’offerta di posti su questa rotta del 13%.

giovedì 25 maggio 2017

In arrivo nuovi manager Alitalia

[Le persone raramente raggiungono il successo a meno che non si divertano nel fare quel che stanno facendo. Dale Carnegie] "Lufthansa non partecipa alle speculazioni dei media, e alle speculazioni dei mercati. Quello che posso aggiungere è che qualche giorno fa il ceo Carsten Spohr ha detto chiaramente che la nostra compagnia non ha alcun interesse per Alitalia. Ed oggi la situazione non è cambiata". Lo ha detto Michael Lamberty, portavoce di Lufthansa, rispondendo all'ANSA, a una domanda sulle indiscrezioni apparse oggi sulla stampa italiana, secondo le quali Lufthansa avrebbe incaricato lo studio BonelliErede, per l'assistenza nelle fasi preliminari di un eventuale acquisto della compagnia. A più di due settimane dall'insediamento i commissari di Alitalia lavorano per far sì che l'iniezione da 600 milioni in Alitalia, arrivata grazie al prestito ponte del governo, sia sufficiente per arrivare al 2018. La stagione estiva è avviata e si punta a contenere i costi, lavorare sul lato dei ricavi oltre alla garanzia di operatività. "Stiamo facendo i primi studi sulla" stagione estiva 2018 "e lasceremo qualcosa a chi arriva", ha detto Gubitosi al quotidiano La Repubblica, durante l'audizione alla Camera di ieri, sottolineando che si lavora "in un'ottica di totale continuità". Per quanto riguarda il bando e la relativa cessione dell'aerolinea, secondo quanto riportato dal quotidiano, gli advisor per trovare acquirenti saranno decisi "lunedì al più tardi", come ha detto Enrico Laghi. Nei prossimi giorni è in agenda anche "la revisione e il rafforzamento del management" della compagnia: un punto fissato di nuovo da Gubitosi, secondo il quale questa esigenza potrà prevedere degli "avvicendamenti" nei graduati della ex compagnia di bandiera. Senza aumentare la capacità, i commissari lavorano per lanciare nuovi collegamenti, si parla di Maldive e Nuova Delhi come ha confermato Gubitosi: "Il mancato sviluppo non va visto come ineluttabilità, ma all'interno dei limiti che abbiamo. Stiamo per annunciare un volo per le Maldive e, a breve, avremo una rotta per Delhi. Poi ci dovrebbe essere anche un volo tutti i giorni per Los Angeles non solo d'estate ma anche di inverno". Il commissario straordinario di Alitalia, Luigi Gubitosi, ha avuto recentemente una serie di incontri con i principali operatori della filiera del turismo, fra i quali il presidente di Astoi Confindustria Viaggi, nonché titolare di Eden Travel Group, Nardo Filippetti e il presidente di Fiavet, Jacopo De Ria. Durante i colloqui, Gubitosi ha confermato come la gestione di Alitalia stia avvenendo in totale continuità operativa e senza ripercussioni sui passeggeri.   Nel trimestre Generali ha effettuato svalutazioni per circa 42 milioni di euro riferite ad Alitalia. E’ quanto emerge nella nota del gruppo assicurativo. La svalutazione realizzata da Generali su Alitalia corrisponde a un “allineamento al valore di mercato”, ha spiegato il group cfo Luigi Lubelli. Lubelli ha anche chiarito che gli eventi catastrofali che hanno inciso sui risultati sono riferiti prevalentemente a “fenomeni atmosferici, con il cattivo tempo in Italia a febbraio, le tempeste in Germania a febbraio e le nevicate a inizio di marzo”.

Rothschild advisor Alitalia

[Le difficoltà più dure per un uomo iniziano quando è in grado di fare come gli pare. Aldous Huxley] I Commissari Straordinari di Alitalia Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari hanno nominato Rothschild advisor finanziario. Nelle amministrazioni straordinarie l’advisor finanziario supporta il lavoro del o dei commissari dal punto di vista degli aspetti finanziari della procedura e in particolare nella gestione dei rapporti con potenziali acquirenti. Nel caso di Alitalia, l’iter della vendita è stato avviato con la pubblicazione, il 17 maggio scorso, del bando per la raccolta delle manifestazioni di interesse. I potenziali pretendenti hanno tempo fino al 5 giugno per farsi avanti. A quel punto i commissari invieranno ai soggetti ritenuti in possesso della necessaria idoneità e competenza una ‘lettera di procedura’ che fisserà i termini, le modalità ed i contenuti delle proposte da presentare, di carattere non vincolante. La lettera di procedura fisserà anche i tempi, le modalità ed i contenuti delle ulteriori fasi procedurali. Verso metà giugno dovrebbe essere aperta la ‘data room’, dove gli interessati potranno visionare le carte e i dati riservati riguardanti l’azienda. L’obiettivo dei commissari è di avere le offerte non vincolanti a fine luglio, per poi valutare un’eventuale gara per arrivare alle offerte vincolanti ad ottobre.  Nel frattempo il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda apre all’ipotesi di distribuire azioni di Alitalia di dipendenti rilanciata anche dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio: “sarebbe una cosa positiva”, ma “sarà una decisione che prenderanno gli investitori, per ora – chiosa Calenda – la cosa importante è che ci siano degli investitori”. Intanto la Uil Trasporti ha unanimemente approvato le linee generali del Progetto “Certezze”, imperniato sull’ingresso dei lavoratori dipendenti nel capitale azionario dell’azienda e su una governance basata sul sistema duale tedesco come Lufthansa, consistente in un controllo della gestione dell’azienda attraverso un consiglio di sorveglianza dove siedono i lavoratori. “A partire dai primi di giugno il sindacato conta di presentare il programma agli altri sindacati, ai commissari, al governo e alla politica”, ha annunciato il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi. Il Progetto “Certezze” della Ulitrasporti si compone di 5 pilastri: certezza finanziaria mediante l’eliminazione dei sovra costi stimati in circa 300 milioni di euro (carburante, noleggi, manutenzione, sistema informatico); certezza del piano industriale con politiche commerciali più efficienti e investimento sul lungo raggio facendo altresì leva sulle risorse interne; certezza sul costo del lavoro per 3 anni mediante congelamento retribuzioni e recupero delle efficienze nella gestione del personale; certezza degli azionisti mediante l’ingresso dei lavoratori e dello Stato nel capitale azionario; certezza della governance con introduzione del modello di governance duale come realizzato nei principali concorrenti.

Giustizia negata per Ilaria

[La felicità non è una cosa facile:  è assai difficile trovarla in noi stessi, impossibile trovarla altrove. Arthur Scopenhauer] "A futura memoria". Si conclude così l'amara premessa di Luciana Alpi al libro "Esecuzione con depistaggi di Stato", in distribuzione per Kaos edizioni, sintesi degli oltre ventitrè anni trascorsi senza una verità sul duplice omicidio di due cittadini italiani in Somalia, la giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e l'operatore tv Miran Hrovatin. La madre dell'inviata aveva già scritto nel '99, insieme al marito Giorgio, al collega della figlia in Rai Maurizio Torrealta e all'allora parlamentare Mariangela Gritta Grainer, "L'esecuzione", primo riassunto dei fatti che all'epoca avevano portato all'assoluzione da parte della Corte d'assise di Roma di Omar Hassan Hashi, un giovane somalo fatto dapprima ritenere membro del commando armato autore dei due delitti e poi definito invece solo un "capro espiatorio". La sentenza sarebbe stata ribaltata in secondo grado, con successive modifiche sino alla definizione di una pena di 26 anni di reclusione che soltanto nell'ottobre scorso è stata demolita dalla Corte d'appello di Perugia, sulla base dei nuovi elementi emersi grazie a un'inchiesta giornalistica della trasmissione della Rai "Chi l'ha visto?". E così, dopo ben sedici anni di prigione inflitti dietro una testimonianza mai resa in tribunale e oggi smentita dallo stesso autore, l'unico imputato, oggi 43enne, è stato nuovamente assolto per non aver commesso il fatto. In seguito a questi sviluppi, a febbraio la Procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo d'inchiesta a carico d'ignoti, affidato alla pm Elisabetta Cennicola, con l'ipotesi di reato di falso in atto pubblico, calunnia e favoreggiamento. Ma nell'animo della signora Alpi è troppo forte, ormai, la sfiducia verso una reale volontà da parte della giustizia italiana (e della politica) di risalire ai veri killer e ai mandanti dei due omicidi. Uno scetticismo che l'ha di recente determinata a comunicare pubblicamente di non voler più "frequentare uffici giudiziari", nè  "promuovere nuove iniziative", pur assicurando che non farà mai venir meno "la vigilanza contro ogni altro tentativo di occultamento". Il libro appena uscito, dunque, vuole rappresentare un punto fermo proprio di fronte allo scorrere inesorabile del tempo e all'oblio che può calare sulla vicenda, laddove è obiettivamente sempre più flebile la speranza di riuscire a pervenire alla verità, così accomunando questo ai numerosi altri misteri che costellano la storia d'Italia. La madre di Ilaria, tuttavia, non si è lasciata andare a quello che sarebbe un ultimo e pur legittimo grido di rabbia per una figlia persa senza sapere perchè, ma, carte alla mano, ha puntato il dito contro quegli apparati dello Stato che hanno tramato per depistare le indagini o che non hanno agito per condurle a un risultato soddisfacente. Un'eredita' pesantissima per chi dovrebbe risponderne, quanto meno in coscienza. Il volume, dedicato a Giorgio Alpi (a luglio saranno trascorsi sette anni dalla sua scomparsa), comprende una cronologia dei fatti principali e una rassegna stampa da quel 20 marzo 1994 ai giorni nostri; ripropone l'ossatura fondamentale del precedente libro "L'esecuzione", nel quale s'illustra come il movente più probabile del delitto abbia a che fare con gli argomenti scottanti di cui la giornalista e l'operatore si stavano occupando (mala-cooperazione, traffici di armi e rifiuti tossici); e, soprattutto, riporta la sentenza di assoluzione di Hashi del 19 ottobre 2016 in Appello a Perugia, completa delle motivazioni. "A futura memoria".

mercoledì 24 maggio 2017

Calabria senza futuro

[I vecchi contenitori di informazione finiranno nei musei e la conoscenza non sarà più più oggetto di lucro. Gianroberto Casaleggiio] La Calabria è la regione del Vecchio Continente che nel 2016 ha fatto registrare il maggior tasso di disoccupazione giovanile (58,7%): è quanto risulta dai dati diffusi da Eurostat. Peggio della Calabria solo Ceuta (69,1%) e Melilla (63,3%), le due 'enclave' spagnole che però sono in terra d'Africa. Alle spalle della Calabria si sono piazzate - nella 'top ten' della disoccupazione giovanile 2016 (età tra i 15 e i 24 anni) - l'Andalusia (57,9%) e poi altre due regioni italiane: la Sicilia (57,2%, in quinta posizione) e la Sardegna (56,3%, sesta). Nel 2016 sono cinque le regioni italiane che hanno fatto registrare un tasso di disoccupazione di almeno il doppio della media Ue (8,6%), ovvero superiore al 17,2%, assieme ad altri 27 territori europei (13 in Grecia; 10 in Spagna; e 5 territori d'oltremare francesi). Si tratta di Calabria, 23,2%; Sicilia, 22,1%; Campania, 20,4%; Puglia, 19,4%; Sardegna, 17,3%. La provincia autonoma di Bolzano, con un tasso di disoccupazione del 3,7%, è invece l'unico territorio italiano ad essere rientrato nel gruppo delle 60 regioni europee che hanno fatto registrare una percentuale inferiore alla media Ue. Il tasso di disoccupazione più basso in Ue, nel 2016, è stato quello del Niederbayern (Germania) 2,1%, il più alto è quello di Dytki Macedonia (Grecia), al 31,3%.

Richard Fuld (Lehman Brothers)

[Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. Dal film L'attimo fuggente] Rimarranno nella storia la faccia da mastino del capo di Lehman Brothers e le immagini dei dipendenti che lasciano gli uffici con gli scatoloni di cartone. Richard Fuld, detto "Il Gorilla" per il carattere scontroso, oggi 71 anni, è il simbolo perenne di quel fatidico 15 settembre 2008 che con il fallimento di Lehman, sepolta da 600 miliardi di debiti, scatenò l’inferno della crisi mondiale, già latente. In quei giorni e quei mesi di grandissima tensione, trattative febbrili, riunioni segrete e filo diretto con la Fed e il governo Usa, emersero due tipi di banchiere. Fuld, appunto, con i denti sulla scrivania fino all’ultimo e poi a ripetere: "Non è colpa mia, Lehman è stata lasciata fallire". Fuld non ha mollato la finanza. E dopo 14 anni in Lehman, 457 milioni tra bonus e stipendi dal 2000 (ma lui dice: in maggioranza azioni Lehman, diventate carta straccia) ora gestisce una società di consulenza finanziaria e immobiliare, Matrix Advisors, da lui fondata nel 2009. Disastro reputazionale, ma nessuna seria conseguenza giudiziaria. Due anni fa ha venduto per almeno 20 milioni di dollari la sua splendida residenza vacanziera nelle montagne di Sun Valley (Idaho). E ha confermato anche in famiglia la sua fama da "duro", facendo causa al marito della figlia: non gli avrebbe restituito i soldi del prestito per acquistare un appartamento da 10 milioni a Manhattan. Il quadro d’insieme rende più plausibile la mai confermata storia del dipendente Lehman che, abbandonando gli uffici, avrebbe sferrato un pugno a Fuld.  Oggi Fuld possiede una società di consulenza che potrebbe essere un primo passo verso una discesa in politica, visti anche i trascorsi a Washington a stretto contatto con molti membri del Congresso americano. Lui appena può smentisce, ma la sua storia nella finanza mostra che quando vuole una cosa di solito la ottiene. Competitivo e spietato, sono i due aggettivi che chiunque a Wall Street gli attribuisce. Ed è proprio grazie a queste sue caratteristiche che Fult era riuscito a raggiungere la guida del gigante finanziario dopo aver fatto tutta la trafila: da semplice trader fino in cima. Tanto che le sue operazioni finanziarie così rischiose su mutui e obbligazioni hanno fatto arrivare il debito di Lehman Brothers a oltre 600 miliardi di dollari quando fallì nel settembre del 2008. Il giorno che seguì l’annuncio della bancarotta, l’indice Dow Jones precipitò di 500 punti e l’economia mondiale rischiò di fermarsi. Adesso è Washington la prossima fermata di Fuld. Del resto, le risorse non gli mancano: lui stesso dichiarò che dal 2000 al 2007 aveva ricevuto in stipendi e bonus 310 milioni di dollari. Molte fonti però sono dell’idea che la cifra esatta superi i 500 milioni. E da maggio 2012 è un uomo libero a tutti gli effetti: dopo anni di indagini e alcune class action, la Securities and exchange commission (Sec, la Consob statunitense) ha escluso di dover procedere ulteriormente, non riscontrando gli elementi per il reato di frode. A muso duro. Contro tutto e tutti. Il “gorilla di Wall Street” Richard Fuld, per tutti Dick. Classe 1946. Il banchiere spietato che nel 2008 era ceo e presidente della banca d'affari Lehman Brother passerà alla storia probabilmente per la più grande bancarotta di sempre. Lui fino all'ultimo negò l'evidenza, con dichiarazioni pubbliche che parlavano di un'altra realtà. Una realtà lontana da quello che stava succedendo, scritta probabilmente solo nella sua testa di mastino abituato a comandare e ad andare contro tutti, anche contro le evidenze.  Il numero uno di Lehman Brothers dopo la bancarotta ha ripreso a lavorare in due hedge fund: Matrix Advisor e Brokerhaus Legend Securities. Da maggio 2012 è un uomo libero a tutti gli effetti: dopo anni di processi e alcune class action, la Sec ha escluso di dover procedere contro di lui per frode. Nonostante i miliardi di perdite dei suoi clienti. Così Fuld ha fondato una sua società di investimenti. I ben informati scommettono su una sua prossima discesa in campo in politica. Da Wall Street a Washington. Lui continua a fare il trader e a cercare prede sui cui puntare. Come se niente fosse accaduto.

martedì 23 maggio 2017

Tutti a casa di Maradona

Immagine di repertorio
[Papa Francesco: “Il Gender è una minaccia al matrimonio”. Santità, quello è Tinder. spinoza.it] Finita l'epoca dei tavoli separati, voluti sempre dalla triplice, in apt adesso siamo passati, non solo al tavolo unico, addirittura alla sede unica. La sede è quella della CISAL. Proprio loro: i più odiati perché loro, da soli, hanno di gran lunga più iscritti. Si narra che la somma di 4 sindacati non raggiunga nemmeno la metà degli iscritti Cisal in apt. Ma come il sindacato  autonomo che non è firmatario di contratti collettivi (questo è il concetto portato avanti dai Concetto del sindacato aeroportuale) vi invita nella sua nuova sede, a Palermo,  per discutere delle problematiche che travagliano Aviapartner Pmo ... e voi vi presentate? Ma allora è vero la coerenza non vi appartiene. Se Maradona in trasferta da spettacolo in casa propria, non solo da spettacolo, ma umilia l'avversario, che badate bene non è Capitan Findus Tamburri ma le comparse presenti che interpretano il ruolo di sindacalisti. 5/6 mesi fuori Palermo Punta Raisi con affitto e utenze pagate e 10/12 biglietti aerei a/r. Quando si ritorna alla base si faranno sempre otto ore, ma con la flessibilità. Per i nove pretoriani che resteranno a Punta Raisi nei 5/6 mesi dovrebbe essere garantito uno stipendio di circa 900 euro al mese, ma senza banca delle ore in estate. I part time avranno lo stesso trattamento dei colleghi Gh. A Capitan Findus non sembra l'ora di introdurre il metodo argentino in Aviapartner. Ritengo che non è il migliore  accordo, personalmente ero favorevole a una partenza di 24/36 mesi, ma bisogna accontentarsi. Ora, comunque, verrà il difficile perché i vari sindacalisti dovranno spiegare ai propri iscritti i termini di questa ipotesi di accordo. Riferiranno cosa non avranno capito ... e sai le risate.

lunedì 22 maggio 2017

Intervista a Sebastiano D'Andrea

Presidente degli industriali di Messina Nel Piano per le Infrastrutture varato dal Governo nazionale è scomparso, come per magia, il progetto per collegamento ferroviario ad alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria. Tutto ciò potrebbe creare un forte danno al porto di Gioia Tauro e quindi ecco riaffiorare le polemiche circa la convenienza dell’accorpamento dell’Authority di Messina con quella calabrese. Capitale Messina in merito non ha mai nascosto di preferire un’altra ipotesi, vale a dire quella dell’accorpamento con l’Autorità Portuale di Catania.  Per gli esponenti di Capitale Messina la scelta dell’unione con Gioia Tauro rischia di rivelarsi un vicolo cieco: “Ed allora la domanda che sorge spontanea è: senza collegamenti veloci come farà Gioia Tauro a diventare porto gateway? Non lo potrà diventare, è ovviamente la risposta. E quindi viene meno il presupposto fondamentale per lo sviluppo futuro di quella struttura, e che sta alla base del
ragionamento dei fautori dell’accorpamento. Qualcuno ci spieghi allora su quale prospettiva di sviluppo potremo contare per Gioia Tauro e per il  nostro sistema portuale di conseguenza. Ma con dati di fatto certi, perché come dicevano i nostri avi, il resto sono “chiacchiere e tabacchiere di legno. Noi abbiamo il timore, ed alla luce di quanto appena detto esso appare sempre più fondato, che alla fine il ruolo dei porti messinesi sarà solo quello di “bancomat” per colmare il grave deficit economico strutturale del porto di Gioia Tauro”.  Tutti lo vogliono il Ponte ma nessuno lo realizza. La confindustria di Messina vuole il Ponte sullo Stretto? Il discorso del ponte è impostato, generalmente, male. Il ponte in se ha un valore, se invece il ponte è inserito nel complesso di una serie di infrastrutture per collegare l'Europa con la Sicilia ha un significato ben diverso. Noi siamo favorevoli al ponte come infrastruttura che collega il nord Europa alla Sicilia, in collegamento con i mercati ricchi europei e l'Italia.  Mettere insieme i porti di Messina con Gioia Tauro è stata una trovata geniale?  Sui giornali si legge che abbiamo vinto un terno all'otto, non è vero. Lo stato di crisi di Gioia Tauro è conclamato, di conseguenza stiamo mettendo il nostro sistema portuale in mano a un ente che non ha occasione di sviluppo. Non basta un decreto per diventare competitivi. Non siamo convinti di andare con Gioia Tauro, ma le leggi si rispettano anche se con la morte nel cuore. Abbiamo la necessità di dire che il nostro sistema di portualità messinese, che parte da Tremestieri e arriva a Milazzo (comprendendo Messina e Giammoro, appena verrà fatto), può incrementare i propri traffici perché sono molto differenziati fra di loro e complementari. Il sistema messinese non compete con Rotterdam, ma con Catania e Palermo, a livello regionale possiamo dire la nostra.  Noi crediamo che il sistema portuale così come si vorrebbe non tutela gli interessi degli imprenditori messinesi. Cosa pesa in Sicilia di più la pressione fiscale, la mancanza di infrastrutture, la corruzione, la mafia? Oggi non si investe in Sicilia per colpa della burocrazia. Noi abbiamo belle idee, persone capaci … non ci manca niente. Noi siano legati a uno stile di burocrazie
veramente incredibile, la burocrazia in Sicilia è l'affermazione di se stessa, autoreferenziale, dannosa quanto la criminalità organizzata. Noi vorremmo una classe politica più concreta, una burocrazia più snella  Abolire le province, accorpare le camere di commercio. Tanta confusione per poi non fare nulla. Il governatore della Sicilia spesso sembra confuso., non crede? L'unificazione delle Camere di commercio è stato voluto da Roma, Crocetta no ha colpe. Avere Camere di commercio con pochi addetti e molti debiti non è un bene per il territorio. Oggi bisogna vedere come le Camere di commercio possono stare in piedi. In Sicilia, a differenza dell'Italia, le pensioni dei dipendenti camerali sono presenti nel bilancio della camera di commercio, tutto questo è un peso insostenibile. Per quanto riguarda le provincie si è pasticciato tanto. Ancora non si è capito il valore che può avere la città metropolitana. Da otto anni dura la recessione. Quante aziende hanno chiuso, nel frattempo, a Messina? L'edilizia negli ultimi otto anni ha perso la metà degli addetti, il valore degli immobili di civile abitazione è crollato almeno del 30/35%. Nel settore del commercio nell'ultimo anno hanno chiuso circa 4.000 esercizi commerciali. Questa crisi è arrivata in un territorio già debole, ha massacrato tutti i comparti. Resistono degli asset che vanno avanti come la chimica e il metalmeccanico.  Complessivamente il territorio messinese è in grossa difficoltà, la provincia meno della città capoluogo che è ancorata ancora all'edilizia pubblica e privata. I patti per Messina dovrebbero portare  molti soldi così da  sbloccare una serie di appalti. La ripresa ci può essere e noi dobbiamo sfruttare questa occasione. La delocalizzazione negli ultimi anni ha impoverito molti territori, la provincia di Messina ha vissuto questo fenomeno?  Il fenomeno che cita riguarda aziende medio grandi, le nostre aziende sono piccole e hanno poco da delocalizzare. Da noi, per fatti contingenti, così per come sono strutturate le nostre aziende questo fenomeno è stato rarissimo.  

La nuova sfida fintech

[Ogni volta che deroghi a una regola praticamente la cancelli. Gianroberto Casaleggio] "L'inflazione si sta progressivamente riportando in prossimità dell'obiettivo del 2 per cento, mentre negli Stati Uniti è già in corso un inasprimento monetario. L'Italia dovrà preparasi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria". Lo ha detto il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel discorso annuale al mercato finanziario, il settimo e ultimo della sua presidenza. Il quantitative easing della Bce "ha ridotto la pressione su quei Paesi, come il nostro, che più di altri avevano bisogno di recuperare terreno sul piano della competitività, della stabilità e della convergenza" ma "questa opportunità non è stata colta" come dimostra il fatto che negli ultimi vent'anni il "sistema produttivo italiano ha subito un'erosione di competitività nell'ordine del 30% rispetto alla Germania", divario che è all'origine del "differenziale di rendimento" tra i titoli di Stato dell'Eurozona. "La moneta unica - ha aggiunto Vegas - ha creato un ecosistema in cui la competitività può essere difesa e incrementata solo attraverso le leve dell'istruzione, dell'innovazione e delle riforma del quadro macroeconomico". Per Vegas, una "Italexit sarebbe uno shock per l'intera eurozona. Ne metterebbe a rischio la sopravvivenza. Lo scenario Italexit metterebbe a repentaglio la stabilità, il buon funzionamento del sistema finanziario e la salvaguardia del mercato", ha aggiunto Vegas. "Il primo e provvisorio bilancio di applicazione del bail-in non può dirsi positivo. Le stesse regole che l'Europa si è datata per assicurare stabilità si sono rivelate in questo caso un fattore di instabilità - ha detto Vegas, secondo il quale "la gestione delle crisi può richiedere interventi tempestivi incompatibili con i meccanismi Francoforte-Bruxelles". Il presidente di Consob ha quindi evidenziato che "alla prova dei fatti, l'idea di circoscrivere ai soli investitori di una banca i costi del salvataggio si sta mostrando illusoria". Inoltre il bail-in "in assenza di un'adeguata fase di transizione si è rivelato uno shock normativo che ha contribuito a minare la fiducia nel sistema bancario. Il bail in ha anche ridotto, fin quasi ad azzerarlo, lo spazio di manovra della vigilanza preventiva". Vegas ha anche lanciato un appello ad affrontare con tempestività la sfida posta dal Fintech: "La sfida che oggi in tutto il mondo i regolatori dei mercati finanziari hanno davanti a sé si chiama Fintech, ovvero digitalizzazione e disintermediazione dell'industria finanziaria", ha detto sottolineando come "l'innovazione presenta, come sempre, opportunità ma anche rischi" e che "se non si vuole il far West occorrerà procedere a regolamentare i nuovi fenomeni". "Adeguarsi alla nuova realtà è vitale per il Paese e per l'industria" in quanto "ogni ritardo comporta una perdita di competitività". "Le stesse autorità di controllo dovranno adattare al nuovo contesto strutture e metodi di lavoro" tanto che "nella Consob di domani ci sarà bisogno di più ingegneri e meno avvocati". Per le banche, il Fintech "potrebbe porre effetti drammatici sulla tenuta del sistema" se il mondo del credito non vi si adatterà "rapidamente".

domenica 21 maggio 2017

Aviapartner in cambusa

 Test di ammissione a Medicina, è destinato a passare solo un candidato su sei. Ma tranquilli, nessuno stress: lui lo sa già. spinoza.it] Il 23 maggio, alle ore 14, tavolo tecnico  Aviapartner Pmo - sindacati per discutere le problematiche aziendali in riferimento alla winter. Aviapartner comunica che, purtroppo, non è riuscita trovare una sala dove fare la riunione. Non c'è problema Capitan Findus i nostri rappresentanti sindacali di sicuro troveranno un bar a Borgetto, Giardinello, Cinisi ... anche se è meglio un retro bottega di una carnezzeria visto che l'argomento, di cui si discuterà, sarà macelleria sociale.  Zero novità  di rilievo. I sindacati vivono di speranze, e come dice il detto, disperati moriranno. I sindacalisti sono contrari alla banca delle ore, ma che pretendono di essere pagati restando a casa, mentre si fanno i cazzi loro? Non siamo alla regione. L'accordo è già scritto, mancano alcuni dettagli (a Catania, per esempio, al momento tre soli stagionali sono entrati, e questo per la Cgil non va bene), la data della partenza (sempre troppo tardi), la durata del distacco (speriamo non meno di tre anni).  Se dipendesse da me potrei partire da subito, che prendessero gli stagionali per la summer. Una cosa è certa vorrebbero fra due anni riaprire la CIG, a Punta Raisi resteranno gli illusi. Esclusi i 10 eletti pretoriani che resteranno nell'avamposto sperduto di Punta Raisi, tutti gli altri sono zavorra, ma malgrado questo gli indesiderati lavorano con impegno, abnegazione e senso del dovere (l'azienda su Palermo non vi ritiene importanti, ma voi continuate imperterriti), dando il massimo, siete un caso clinico.

Impossibile arrestare Assange

[Gorino, i cittadini negano ospitalità a una profuga incinta. Poi tutti a fare il presepe. spinoza.it]  La procura svedese ha deciso di archiviare le indagini sulle accuse di stupro nei confronti di Julian Assange perché' non c'è la possibilità di arrestarlo "per l'immediato futuro". Il processo, aggiunge la procura, potrebbe essere riaperto qualora il fondatore di Wikileaks tornasse in Svezia prima che il reato cada in prescrizione, cioè entro il 2020. Il procuratore svedese Marianne Ny ha spiegato che con la decisione di archiviare il caso Assange "non viene dato nessun giudizio di colpevolezza ne' di innocenza". La scelta è dipesa dalla convinzione che il "trasferimento" del fondatore di Wikileaks "non è possibile
nell'immediato futuro", ha chiarito Ny. La procura ha anche revocato il mandato d'arresto europeo nei confronti diAssange.WikiLeaks pubblica oggi documenti sul progetto 'Athena' della Cia in grado di attaccare i computer con il nuovo sistema operativo di Microsoft, Windows 10, e rubare i dati. Secondo i documenti diffusi  - si legge sul sito di WikiLeaks - il malware è stato sviluppato dalla Cia in cooperazione con il Siege Technologies, una 'sedicente' società di cyber sicurezza con sede nel New Hampshire."Sono stato detenuto per 7 anni senza un'accusa mentre i mie figli crescevano e il mio nome veniva diffamato. Non perdono ne dimentico". Lo scrive Julian Assange su Twitter dopo che la procura svedese ha archiviato le indagini sulle accuse di stupro e il mandato d'arresto europeo nei confronti del fondatore di Wikileaks.  "È una vittoria importante per me", ha detto affacciandosi al balcone dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra. Il fondatore di Wikileaks ha mostrato il pugno chiuso prima di iniziare a parlare. "È una vittoria per me e per i diritti umani" nel mondo, ha aggiunto. Ha poi ricordato i suoi sette anni da recluso "senza incriminazione" formale come un caso di ingiustizia e ha insistito nel bollare l'inchiesta contro di lui come "politicamente motivata". "La vera guerra è appena cominciata", ha proseguito aggiungendo che le autorità britanniche sono comunque pronte ad arrestarlo se lui esce dall'ambasciata.  Da cinque anni Assange è rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador di Londra per sfuggire alla richiesta di estradizione da parte dei giudici di Stoccolma che, a suo avviso, avrebbe portato all'estradizione negli Stati Uniti per aver rivelato segreti militari e diplomatici di Washington. Dopo l'annuncio della richiesta di archiviazione un'immagine sorridente di Assange è stata diffusa sul suo profilo Twitter. Scotland Yard però non molla e fa sapere di essere obbligata a rispettare il mandato di cattura emesso dalla Westminster Magistrates' Court nei confronti di Assange se il fondatore di Wikileaks dovesse uscire dall'ambasciata dell'Ecuador di Londra.

TRAPANI FICTION

[Un'intelligenza intrinseca delle reti governa il comportamento di ogni entità parte di un sistema di relazioni. Web ergo sun] La Procura di Palermo ha chiesto al gip di richiedere al Senato l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra l'armatore Ettore Morace e Simona Vicari, parlamentare di Ap ed ex sottosegretario alle Infrastrutture, indagata per corruzione nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Morace e del candidato sindaco di Trapani Girolamo Fazio. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Si tratta di intercettazioni indirette. Le utenze messe sotto
controllo, infatti, non erano quelle di Vicari, ma quelle di Morace. E in questo contesto gli investigatori hanno registrato alcune telefonate tra l'armatore e la politica. La legge, però, in casi simili, prevede che per l'utilizzo a carico del parlamentare serva l'autorizzazione della Camera di appartenenza: il Senato in questo caso. In una conversazione intercettata l'armatore Ettore Morace, arrestato per corruzione, ha detto al padre Vittorio che l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, oggi ministro con delega per il Mezzogiorno, era colui che l'aveva aiutato nell'acquisizione della Siremar. ''Siamo andati a cena con lui - dice Morace - e insomma tutto contento, che ha saputo che stiamo andando bene...insomma ci segue ci segue''. Nell'ordinanza di custodia cautelare che riporta il passaggio il seguito è coperto da omissis.  ''In questa mia assoluta libertà di giudizio e di movimento ribadisco di voler mantenere la mia candidatura a sindaco, che in questi giorni ho percepito con emozione essere fortemente condivisa da tantissimi di voi, anche non addetti ai lavori, che mi hanno fatto pervenire la propria incondizionata solidarietà e l'apprezzamento per il programma ambizioso, forte, concreto e rivoluzionario che ho ufficialmente depositato in Comune, e del quale ho già avuto modo di discutere e illustrare i punti salienti in diversi momenti di incontro e di comunicazione''. Lo scrive in una lettera aperta ai trapanesi il sen. Antonino D'Alì (FI), candidato a sindaco di Trapani, che nei giorni scorsi ha ricevuto da parte della Dda di Palermo la notifica di una misura di prevenzione per obbligo di soggiorno nel comune di residenza da discutere nel prossimo mese di luglio, perché ritenuto 'socialmente pericoloso". La candidatura di Mimmo Fazio a sindaco di Trapani rimane e continua la campagna elettorale delle liste che lo appoggiano. Non importa che il deputato regionale e candidato sindaco sia ai domiciliari per corruzione. Prevalgono gli ''interessi'' delle diverse centinaia di candidati a lui legati. Una decisione quasi scontata venuta oggi pomeriggio, dalla riunione nel comitato elettorale di via Virgilio a Trapani, tra tutti i candidati delle liste a sostegno di Mimmo Fazio. I candidati delle cinque liste collegate a suo sostegno continuano la campagna ''con più forza di prima, fiduciosi e convinti tutti noi, che Fazio presto chiarirà, nelle sedi opportune la sua posizione''. Per il comitato elettorale e per i candidati nulla è cambiato: ''Siamo convinti della assoluta correttezza ed onestà di Fazio, già dimostrata in oltre dieci anni di amministrazione della nostra città nella gestione di ingenti finanziamenti e senza che sia mai stata avanzata nei suoi confronti alcuna contestazione. Cosa è più reale la fiction o la cronaca di queste ore. Cosa succede a Trapani, all'indomani dall'ultima puntata di "Maltese il Romanzo del Commissario"? Prima è la volta del sottosegretario Antonio D'Alì (Fi), uno degli uomini più potenti della città, costretto a sospendere la sua campagna elettorale a sindaco dopo che la Dda di Palermo gli ha notificato la proposta di sottoporlo al soggiorno obbligato perché ritenuto "socialmente pericoloso". L'arresto dell'altro candidato sindaco Girolamo Fazio, ex pupillo di D'Alì, che ha già ricoperto per undici anni consecutivi la carica di primo cittadino, accusato di corruzione insieme all'armatore Ettore Morace, patron della Trapani calcio. Un terremoto giudiziario che sa di deja vu, viste le numerose analogie con la fiction. A confermare queste incredibili coincidenze è uno dei protagonisti del Commissario Maltese, Filippo Luna, attore palermitano con un curriculum di tutto rispetto nel cinema e in teatro. Luna, che nella serie televisiva interpreta la parte di un sindaco corrotto, Lamberto Scirè, è a Cannes dove è stato presentato il film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, "Sicilian Ghost Story" che ha avuto un'ottima accoglienza. E dalla Francia non nasconde il suo stupore per quanto sta accadendo in Sicilia. "Ma come è potuto accadere? - si chiede - sembra di tornare alla Trapani degli anni Settanta che viene narrata nella fiction tv. Dall'omicidio del giornalista Mauro Licata (Francesco Scianna) che ricorda la morte di Mauro Rostagno, per non parlare del personaggio che interpreto, un sindaco senza scrupoli coinvolto nel giro dei notabili di Trapani, dai banchieri Consalvo al senatore Melendez, tutti implicati in un business miliardario di denaro proveniente da traffici illeciti e su cui indaga il nostro commissario Maltese, il bravissimo Kim Rossi-Stuart." Luna difende la validità delle fiction sulla mafia, spesso accusate di essere troppo ripetitive e stereotipate. "Come dimostra quanto accaduto oggi a Trapani - osserva - continuano ad essere di grande attualità. Fino a quando la corruzione non sarà sconfitta, queste sono storie che bisogna raccontare, anche a costo di suscitare polemiche inutili e sterili. Il malaffare esiste, è il cancro che avvelena la nostra economia. E, inoltre, a tre giorni di distanza dai 25 anni dalla strage che uccise il giudice Falcone, anche una serie tv può servire a riflettere. Quando si gira una fiction, per noi e per chi la vede, i legami con la cronaca possono essere più o meno labili. Ma questa volta realtà e fantasia sembrano proprio sovrapporsi".

Berlin station

[Il web non sostituisce il luogo fisico, ma lo integra e lo completa. Gianroberto Casaleggio] Daniel Miller (Richard Armitage) è un esperto analista della CIA appena trasferito presso la stazione operativa di Berlino per dedicarsi ad una missione segreta sotto copertura. Il suo compito sarà quello di risalire ad un misterioso personaggio di nome Thomas Shaw, la fonte di una fuga di informazioni riservate, della Central Intelligence Agency. Questa la trama di 'Berlin Station',  la serie tv targata Epix con Richard Armitage e Rhys Ifans dal 19 maggio su Timvision. La storia raccontata nel thriller  ricorda le vicende che hanno recentemente riguardato Edward Snowden. Come l’informatico statunitense protagonista dello scandalo del 2013, infatti, la “fonte” raccontata in “Berlin Station” si avvale della collaborazione di un giornalista per rivelare e pubblicare informazioni riservate relative a programmi segreti di intelligence.  La serie tv vede la partecipazione di diversi registi rinomati. Da Michaël R. Roskam, membro dell’Academy dal 2012 e noto per il suo lavoro in Chi è senza colpa con Tom Hardy e James Gandolfini alla sua ultima apparizione, passando per John David Coles, già alla guida di diversi episodi di serie tv cult degli ultimi anni del calibro di Sex and the City, House of Cards, Homeland, 22.11.63 e Grey’s Anatomy, fino all’italiano Giuseppe Capotondi (La doppia ora) che ha diretto due dei dieci episodi.

Addiopizzo in festa

[Incredibile come si possa fare a meno dell'indispensabile quando si ha il superfluo. P. Black] La Festa del consumo critico Addiopizzo si svolgerà a Palermo dal 19 al 21 maggio. In via Maqueda ci sarà la fiera, mentre a piazza Verdi si svolgeranno gli spettacoli. La tre giorni, come di consueto, sarà aperta dal corteo degli studenti, che sfileranno assieme a chi ha denunciato il racket delle estorsioni, tra le vie del centro storico, sino a piazza Verdi. Il programma, come ogni anno, prevederà dibattiti, incontri, visite guidate e spettacoli. A presentare le serate, Cristiano Pasca mentre si alterneranno sul palco vecchi e nuovi amici come iSoldiSpicci, iSansoni, Ivan Fiore, Mario Incudine, Swingrowers, Tamuna, Othelloman, Le Matrioske, Ponente Seggio, i Matrimia, le Formiche, i Tre Terzi, Alessandra Salerno, Daria Biancardi, Giulia Mei, la Compagnia S'kalsa, gli Ottoni Animati, Jack & the Starlighters, Roberto Pizzo e Lorenzo Pasqua sotto la direzione artistica della TIZ di Tiziano Di Cara. Prevista la presenza di Pif.

venerdì 19 maggio 2017

Ambrogio vai via

[I residenti: “Non siamo razzisti, siamo solo preoccupati per il turismo”. Dei razzisti. spinoza.it] Oggi eravamo consapevoli che il carosello C non c'è l'avrebbe fatta. Infatti i timori degli operatori Aviapartner, semplici operai, anche se anche noi abbiamo qualche super coordinatore, al primo venerdì la Gesap avrebbe perso la faccia che, poi, sarebbe l'altra faccia del culo. Comprendiamo che i passeggeri charter sono tutti stranieri, dunque non potranno votare contro Orlando. Comprendiamo l'impegno elettorale di Ambrogio non indifferente, ma per quale motivo continua a gestire male lo scalo? Ricordiamo che la politica è servizio e andando via, presidente, mi creda, farebbe un ottimo servizio. Andiamo per ordine. Cinque voli in accettazione, dalle sei e trenta, e dopo soli dieci minuti tutto il  sistema va a puttane, ma il bello è che la Gesap aveva previsto tutto infatti  incaricando tre operai delle pulizie pensava di risolvere i problema. Colonne di passeggeri dagli arrivi si sono dovuti trasferire a primo piano, per poi ritornare giù. Infine, la sera, gli ultimi tre voli sono stati accettati,  nuovamente, in area B.