domenica 31 luglio 2016

Ankara attacca Bruxelles

[Santa Maria di la zirriola, o fazi nebi o fazi ragnola.] Oltre 130 media sono stati chiusi in Turchia in risposta al fallito golpe militare. Lo riferisce Hurriyet, diffondendo i dettagli di un decreto sullo stato di emergenza. In particolare sono state chiuse tre agenzie di stampa, 16 canali tv, 23 radio, 45 giornali, 15 magazine e 29 case editrici. Tra essi, l'agenzia Cihan, Zaman e Kanalturk. Mandato d'arresto per 47 giornalisti. Le autorità turche hanno emesso un mandato d'arresto nei confronti di 47 giornalisti per presunti legami con la rete di Fethullah Gulen, accusato da Ankara del fallito golpe. Lo riferisce la Cnn Turk. Tra questi, ci sono molti ex reporter del quotidiano Zaman, sequestrato a inizio marzo. In manette è già finito il noto editorialista Sahin Alpay. Della lista fanno parte anche gli ex direttori dell'edizione inglese del giornale, Bulent Kenes e Sevgi Akarcesme. Ankara all'attacco di Bruxelles: 'Se i cittadini turchi non saranno esentati dal visto per entrare nell'Unione europea entro il prossimo mese di ottobre, la Turchia non riconoscerà più la convenzione con Bruxelles sui rifugiati, firmata lo scorso 18 marzo: è l'avvertimento del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu contenuto in una intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz). A Colonia intanto grande manifestazione pro-Erdogan. In mattinata sono arrivati i manifestanti a sostegno del presidente turco dopo il fallito golpe, così come quelli che prenderanno parte ad altre tre contro manifestazioni organizzate nella città renana da movimenti tedeschi di sinistra e da un gruppo di estrema destra locale islamofobo. La polizia, che ha schierato un imponente dispositivo di sicurezza con 2.700 uomini, si attende la partecipazione di trentamila persone. Migliaia le bandiere turche e tedesche.  La polizia ha sciolto una contromanifestazione di 250 estremisti di destra a Colonia, tensione con i manifestanti. A Colonia e nella regione del Nord Reno-Westfalia si concentra oltre un terzo dei circa tre milioni di turcofoni che vivono in Germania, rappresentando la più nutrita etnia del Paese dopo quella tedesca. La Corte costituzionale di Karlsruhe ha proibito la diffusione di un video messaggio di Erdogan alla manifestazione in collegamento diretto per evitare di esacerbare gli animi, con la motivazione formale che la Costituzione non permette interventi diretti di esponenti di governi stranieri a manifestazioni pubbliche in Germania: una decisione che ha destato proteste da parte di Ankara, dove un portavoce della presidenza turca ha definito la decisione tedesca "inaccettabile" e ha chiesto "spiegazioni". Alla manifestazione, che è stata aperta con l'esecuzione degli inni nazionali turco e tedesco e con un minuto di silenzio per le vittime del tentativo di colpo di Stato del 15 luglio in Turchia. Parteciperà comunque un esponente del governo turco, il ministro della Gioventù e dello Sport, Akif Cagatay Kilic, che dovrebbe prendere la parola dal palco. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, non ha nascosto le inquietudini di Berlino per la manifestazione di oggi e intervistato dalla 'Suddeutsche Zeitung' ha detto che "non va bene importare da noi le tensioni della politica interna turca e intimidire le persone che hanno altre convinzioni politiche". Ad aumentare le tensioni tra Berlino ed Ankara, iniziata dopo l'ok del Bundestag alla risoluzione del genocidio degli armeni, anche la richiesta turca alla Germania di estradare i membri considerati vicini a Fetullah Gulen che si trovano sul territorio tedesco.

sabato 30 luglio 2016

Mps, la peggiore d'Europa

[S'abba falet ue queret su zappu. L'acqua scende dove vuole la zappa.] Tre delle cinque banche italiane passano agevolmente gli stress test europei, ma Unicredit e Mps sono fra i 10 peggiori. E il Montepaschi riceve la stangata più forte fra tutti gli istituti del Continente, un crollo a -2,44% del coefficiente patrimoniale CET1 che azzera il capitale nello scenario avverso e spiega le fortissime tensioni degli ultimi mesi, prima dell'aumento di capitale e della maxi-cessione di crediti cattivi annunciati oggi per correre ai ripari extremis.
Fra le 51 banche esaminate dall'Autorità bancaria europea, l'irlandese Royal Bank of Scotland e la Allied Irish Bank escono con parecchi danni, un capitale di miglior qualità (il CET1, appunto) praticamente dimezzato e poco sopra il 7%. Deutsche Bank, che pure non subisce il tracollo che qualcuno ipotizzava e non vede una stangata sui derivati e sui rischi di mercato, va al 7,80% nello scenario peggiore ipotizzato dall'Eba: capitale penalizzato, ma in miglioramento dal 7% del 2014. Miglioramento anche nello scenario di base, al 12,1% dal 10,5%. Ma il Monte dei Paschi di Siena, dopo l'estenuante trattativa europea e lo sblocco sfociato nella soluzione di mercato ufficializzata oggi che esclude l'intervento pubblico, riceve un vero e proprio schiaffo: il capitale CET1 è azzerato crolla sottozero, a -2,44% nello scenario avverso, per il quale nei test del 2015 era prevista una soglia minima del 5,5% sotto la quale scattava la cura della Bce da approntare immediatamente.  Situazione  diversa per Unicredit, che nello scenario avverso è al 7,10%, ma si colloca comunque al quarto peggior posto fra i 51 istituti europei per capitale su base transitoria, e alla sesta peggiore nello scenario avverso. È  con un occhio altrettanto attento all'apertura della borsa lunedì che l'istituto, che ha appena nominato alla guida Jean Pierre Mustier, fa sapere che valuterà "se siano necessarie ulteriori misure o modifiche del piano di capitale". Dai numeri dell'Eba esce in buona salute Intesa Sanpaolo, che rispetterebbe le condizioni della vigilanza anche nello scenario avverso 10,21% di CEt1) e a maggior ragione in quello base (12,80%). Se la cava bene, a sorpresa dopo recenti e discusse indiscrezioni, il Banco popolare (9,05% nello scenario avverso). Tiene bene Ubi (8,85% nello scenario peggiore).  Intanto, via libera all'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps. Lo si legge nel piano approvato dalla banca. Il consorzio di garanzia per l'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps è stato firmato ed è condizionato al buon esito del deconsolidamento degli Npl e dell'attività di pre-marketing. Lo annuncia la banca, precisando che le banche sono JpMorgan e Mediobanca (Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners) e Santander, Bofa Merrill Lynch, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs (Co-Global Coordinators e Joint Bookrunners). Mps chiude il semestre con un utile netto sopra le attese del mercato: 302 milioni. Il risultato beneficia del "provento fiscale di 134 milioni di euro, relativo al trattamento fiscale di talune componenti reddituali connesse all'operazione Alexandria contabilizzato nel secondo trimestre". Colpo di scena sul fronte Monte dei Paschi di Siena. Una lettera, firmata Corrado Passera è stata consegnataai vertici del gruppo bancario. Il documento anticipa in quattro cartelle una proposta che verrà formalizzata al consiglio di amministrazione del gruppo bancario senese dallo stesso Passera. La lettera contiene gli aspetti essenziali dell'offerta e cita tra i promotori il colosso bancario svizzero Ubs. La proposta risulta alternativa al piano già spedito alla Bce e prevede una soluzione finanziata da capitali privati.

Alla fine rimpiangeremo anche Nadia

[Meda roba et paga gente. Molta roba e poca gente.] Non sono mai contenti gli operai, avrebbero sempre un valido motivo per manifestare insoddisfazione, disappunto ...  I fratelli di Aviapartner non vedono niente di nuovo all'orizzonte. Nei nuovi turni settimanali di Aviapartner a Palermo si sono inventati l'introduzione dell'asterisco che indica che in quel dato giorno farai l'orario spezzato. Quello che resta del sindacato presente in azienda si sarebbe indignato sottolineando che lo spezzato deve restare obbligatoriamente volontario, come da accordo sindacale. Il nuovo capo scalo, al momento supplente, ma che entro l'anno sarà di ruolo, titolare di cattedra, ha detto chiaramente che l'asterisco servirà per evitare che i più disponibili (per esempio la Piovra, 20 euro e ottobre rosso ...)  fanno il pieno di buoni da 10 euro e altri no. Ottobre si avvicina e l'inverno è lungo, di vettori che fanno linea  nessuna notizia. La verità che all'inizio in molti non erano contenti del kk Carlo Ciaramitaro, ma poi con l'arrivo di Sandro Buzzetta, abbiamo rimpianto il primo. Non soddisfatti di Biancaneve con l'arrivo di Siderman abbiamo rivalutato il secondo capo scalo. Con la partenza di Siderman e l'arrivo di Corsaro (che è anche capo scalo di Catania) non abbiamo avuto nessun rimpianto. Probabilmente, a breve, rimpiangeremo anche il fratello Corsaro.

Canone Rai, è caos

[Su zappulu esti peus de su scorriu. Lo straccio è peggiore del brandello. Dicesi quando uno cerca di rimediare una cosa mal fatta ne commette una peggiore.] Il canone Rai è arrivato in bolletta anche a chi non ha la tv. La denuncia arriva dalla Federconsumatori, secondo cui sono “numerosissime” le segnalazioni degli utenti che, pur avendo presentato la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo nei termini previsti, si sono visti recapitare una bolletta che comprende anche 70 euro di canone. Non solo, l’associazione per la difesa dei consumatori segnala che in molti casi sta avvenendo l’addebito di 70 euro anche a coloro che hanno presentato la dichiarazione di non possesso della tv nel periodo compreso tra il 16 maggio e il 30 giugno, a cui dovrebbero essere invece addebitati solo 51,03 euro. COSA FARE? – L’associazione comunica in una nota che è possibile pagare la sola quota energia, secondo le modalità stabilite dal gestore. Se, invece, il pagamento è stato già effettuato, si può chiedere il rimborso del canone non dovuto, seguendo una procedura che deve essere ancora definita (il termine è il 4 agosto). “È evidente – sottolinea Federconsumatori, attraverso il presidente Rosario Trefiletti – che la macchina burocratico-amministrativa si sta muovendo all’insegna della lentezza e dell’inefficienza”. ”Le problematiche che si stanno verificando – aggiunge – erano perfettamente prevedibili e questo rende ancora più inaccettabile una situazione i cui costi si ripercuotono sui cittadini’‘.



venerdì 29 luglio 2016

Panama Papers 2

[Zappare in binza bezza tempus perdidu. Zappare in vigna vecchia, tempo perso] Oltre 1.400 società offshore utilizzate da società occidentali per saccheggiare l’Africa di materie prime e risorse naturali, mentre il continente è afflitto da fame, miseria e guerre civili. È  PanamAfrica, nuovo capitolo dei Panama Papers, l’inchiesta sui documenti riservati di oltre 120mila società offshore dell’archivio dello studio Mossack Fonseca, realizzata dal consorzio di giornalisti associati Icij e pubblicata in Italia in esclusiva da l’Espresso.  L’inchiesta internazionale tre mesi fa aveva rivelato i nomi dei titolari di migliaia di società offshore utilizzate per spostare i profitti in Paesi con tassazioni bassissime o nulle. L’ultima puntata riguarda le modalità con cui politici, militari, manager e imprenditori hanno utilizzato queste società schermate per spartirsi i profitti, spesso illeciti, provenienti dallo sfruttamento delle ricchissime risorse naturali dell’intero continente africano (toccati da queste rivelazioni sono 44 Stati su 54). E come i profitti del mercato di petrolio, gas, oro, diamanti e altri metalli preziosi, vengono sottratti alle popolazioni locali e, attraverso le società offshore, spostati in luoghi come British Virgin Islands, Seychelles o Dubai. Dove vigono regimi legali di anonimato che permettono ai proprietari delle società schermate di mascherare anche casi di corruzione e riciclaggio di denaro sporco. 1.400 società di questo tipo figurano tra i soli clienti di Mossack Fonseca. Tra gli affari realizzati da queste offshore ce ne sono alcuni già al centro di inchieste giudiziarie avviate in nazioni africane e in altri Paesi tra cui Stati Uniti, Svizzera, Gran Bretagna e Italia. La Penisola in particolare è citata per le indagini in corso sull’algerino Farid Bedjaoui che presso Mossack Fonseca aveva costituito 12 società-schermo usate, secondo l’inchiesta, per mascherare un traffico di mazzette spostate tra diversi Paesi. Bedjaoui è al centro di un’inchiesta italiana su Saipem, in cui è indagato anche l’ex numero uno di Eni Paolo Scaroni, per una presunta maxi-tangente da 198 milioni di euro pagati dal colosso italiano degli impianti energetici al ministro algerino Chekib Khelil, in cambio di appalti per oltre dieci miliardi di dollari e la costruzione di un gasdotto di petrolio e gas dal deserto del Nord Africa al Mediterraneo. Secondo i giornalisti dell’Icij, Bedjaoui nel ruolo di intermediario, Khelil e alcuni manager di Saipem si sarebbero incontrati nelle stanze dell’hotel Bulgari di Milano, un palazzo settecentesco tra l’orto botanico e La Scala. In più di cinque anni, riporta l’indagine, il conto di Bedjaoui nell’hotel al centro di Milano ha superato i 100mila dollari. Ben 37 società dello studio Mossack Fonseca, rivela la nuova puntata dei Panama Papers, sono citate in giudizio o sottoposte a indagini per corruzione e distruzione ambientale. Nelle carte sono poi riportati i dati dei movimenti di società schermate, tramite le quali i proprietari hanno ottenuto da ministri corrotti le licenze per sfruttare giacimenti di gas e petrolio in Algeria e miniere nella Repubblica Democratica del Congo. Svelati anche i retroscena dei safari a cui partecipano ogni anno milioni di turisti occidentali, spesso convinti di supportare in questo modo l’economia locale: i profitti vengono in realtà dirottati all’estero nelle solite società schermate. Percorso identico per i guadagni provenienti dal traffico dei blood diamonds della Sierra Leone. Molto spazio nell’inchiesta giornalistica è dedicato alla Nigeria. Qui tre ex ministri del petrolio clienti di Mossack Fonseca, hanno usato le società offshore per comprare imbarcazioni e ville a Londra. Poi c’è la storia del playboy Kolawole Aluko, il proprietario di un gigantesco yacht, il Galactica Star, affittato anche alla popstar Beyoncè e suo marito Jay-Z a 900mila dollari per una settimana al largo di Capri. Aluko, imprenditore del petrolio e dell’aviazione, è accusato, insieme ad altre quattro persone, di aver sottratto alla Nigeria quasi un miliardo e 800 milioni di dollari, dovuti al governo per vendite di petrolio. Secondo i dati dell’Oxfam, il 12% del Pil nigeriano viene perduto in flussi finanziari illeciti. All’inchiesta PanamAfrica hanno partecipato oltre quaranta giornalisti di testate europee e africane appartenenti a venti nazioni diverse.

Donald Trump potrebbe vincere

[Sa vida pro sa vida. La vita per la vita.] "Tutto e' possibile": cosi' Barack Obama, a poche ore dal suo intervento alla convention democratica di Filadelfia, ha risposto in un'intervista alla Nbc sulla possibilita' di una vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali di novembre. "E' la natura della democrazia - spiega il presidente - fino a che gli elettori non si esprimeranno nelle urne e gli americani non diranno la loro non si puo' escludere nulla". Donald Trump sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti. È questa l'opinione del regista statunitense Michael Moore che sul proprio blog ha spiegato le cinque ragioni per cui il magnate newyorchese sarà il futuro inquilino della Casa Bianca. "Donald J. Trump vincerà a Novembre. Questo miserabile, ignorante, pericoloso pagliaccio part-time, e sociopatico a tempo pieno, sarà il nostro prossimo presidente", scrive Moore. Secondo Moore sono cinque i motivi per cui Trump vincerà le elezioni presidenziali di novembre: 1) "La matematica del Midwest. Ovvero, benvenuti nella Brexit della Rust Belt". Il consenso degli abitanti della cosiddetta "Rust Belt", Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin, porterà Trump ad ottenere la vittoria. Secondo Moore "quello che è successo nel Regno Unito con la Brexit succederà anche qui" in quanto "questa America è come il centro dell'Inghilterra: al verde, depresso, in difficoltà" per cui i cittadini saranno propensi a votare l'outsider Trump al fine di "opporsi a tutti quelli che hanno distrutto il loro Sogno Americano!". 2) L'ultimo baluardo del furioso uomo bianco. Moore descrive in maniera ironica il pensiero dell''Uomo Bianco' che non accetterà mai che il paese venga guidato da una donna. "Ed ora dopo aver sopportato per otto anni un uomo nero che ci diceva cosa fare, dovremmo rilassarci e prepararci ad accogliere i prossimi otto anni con una donna a farla da padrone?", scrive il regista, "Dopodiché, per i successivi otto anni ci sarà un gay alla Casa Bianca! Poi toccherà ai transgender! Vedete che piega abbiamo preso. Finiremo col riconoscere i diritti umani anche agli animali ed un fottuto criceto guiderà il paese. Tutto questo deve finire". 3) Il problema Hillary. Sebbene voterebbe per Hillary Clinton, "per impedire ad un protofascista di diventare il nostro 'comandante supremo'", Moore si rende conto che l'ex Segretario di Stato "è incredibilmente impopolare: quasi il 70% degli elettori pensa che sia disonesta e inaffidabile" per cui non otterrà la maggioranza dei voti. 4)"'Il voto depresso' degli elettori di Sanders". Secondo Moore i sostenitori di Bernie Sanders voteranno per la Clinton ma il loro sarà un 'voto depresso' in quanto non saranno entusiasti, non porteranno altre persone a votare e non faranno attività di volontariato durante il periodo precedente. 5) L'effetto Jesse Ventura. Moore fa riferimento al wrestler professionista che un periodo fu il governatore del Minnesota. Secondo il regista i cittadini votarono Ventura e voteranno Trump "solo perché possono farlo". Molti elettori voteranno Trump non perché siano d'accordo con lui ma solo per vedere cosa potrebbe succedere, "solo perché manderebbe tutto all'aria e farebbe arrabbiare mamma e papà".

Arabia Saudita & Israele parlano

[Zappare in terra tosta est fagher mala zoronada. Zappare in terra dura è fare cattiva giornata.] È difficile immaginare qualcosa di più distante: da un lato l’Arabia Saudita, “faro” dell’islam sunnita; dall’altro Israele, “tempio” del giudaismo. Eppure, nei giorni scorsi l’ex generale saudita Anwar Eshki, è andato in Israele accompagnato da una delegazione di professori universitari e di uomini d’affari per incontrare alcuni responsabili governativi e parlamentari della Knesset. Questa visita ufficiale, di cui i mezzi d’informazione hanno parlato solo il 24 luglio, appare ancora più sorprendente visto che i due paesi, entrambi alleati degli Stati Uniti, non hanno alcuna relazione diplomatica. Tuttavia, per il deputato israeliano Esawi Freige del partito di sinistra Meretz, è chiaro che “i sauditi vogliono aprirsi a Israele (…) e continuare quello che aveva cominciato il presidente egiziano Anwar al Sadat “, e cioè il trattato di pace israelo-egiziano firmato nel marzo del 1979 in seguito agli accordi di Camp David (settembre 1978). In occasione di questo viaggio, che gli ha permesso di intrattenersi con il direttore generale del ministero degli esteri Dore Gold e con il generale Yoav Mordechai, incaricato del coordinamento governativo nei Territori occupati, Eshki ha incoraggiato la ripresa del dialogo israelopalestinese e il rilancio dell’iniziativa di pace araba. Questa iniziativa, svelata nel marzo del 2002 in occasione di un vertice a Beirut, prevede la normalizzazione delle relazioni tra Israele e l’insieme dei 22 paesi arabi in cambio della creazione di uno stato palestinese con le frontiere del 1967 (prima della guerra dei sei giorni), del ritiro israeliano dal Golan siriano occupato e della soluzione della questione dei profughi palestinesi. Per il generale in pensione la soluzione tra i due stati, se diventasse realmente effettiva, toglierebbe all’Iran – nemico comune di Riyadh e di Tel Aviv – qualunque pretesto per fornire aiuti ai gruppi terroristici della regione, cioè Hamas, la jihad islamica palestinese e gli hezbollah palestinesi (questi ultimi denunciano un “colpo basso” saudita). Ben presto due membri dell’opposizione israeliana potrebbero per la prima volta andare in Arabia Saudita. Già in maggio il sito americano CounterPunch parlava della “coppia” israelo-saudita, di questo “curioso tandem”, e lanciava questo avvertimento: “Israele dovrà fare la pace con i palestinesi e l’Arabia Saudita dovrà scendere a patti con l’Iran. Altrimenti l’intesa tra Riyadh e Tel Aviv rischia di trasformarsi in una stretta fatale che non farà altro che aggravare le divisioni della regione”.

martedì 26 luglio 2016

Islam diviso aspetta Trump

[Qui mandigat cum velenu, pagu ndli appizzigat. Chi mangia con rabbia poco ne approfitta.] Le truppe americane in Iraq, che presto conteranno più di 4.500 unità, sono "un obiettivo" secondo il leader radicale sciita iracheno Moqtada Sadr. Sul sito del movimento sadrista, che ha a lungo combattuto con le armi la presenza anglo-americana in Iraq dal 2003, il suo leader ha risposto in maniera laconica a chi gli chiedeva come considerare l'invio di nuovi 560 soldati Usa in funzione anti-Isis: "per noi sono un obiettivo". Nei giorni scorsi, il segretario alla difesa Usa Ashton Carter ha
annunciato a Baghdad l'invio dei nuovi 560 militari che si occuperanno di rendere operativa la base aerea di Qayyara, tra Baghdad e Mosul, per sostenere l'offensiva governativa contro la roccaforte jihadista nel nord del Paese. Nel mondo musulmano si moltiplicano gli scontri tra le due correnti dell’islam, i sunniti e gli sciiti. In Medio Oriente, un potente miscuglio di religione e politica ha acuito le divisioni tra il governo sciita dell’Iran e gli stati del golfo, che hanno governi sunniti. Ma cosa di preciso divide queste due correnti, e quanto è profonda la spaccatura? La diatriba affonda le sue radici nel 632 dC, l’anno della morte del profeta Maometto, il fondatore dell’islam. Le tribù arabe che lo seguivano si divisero sulla questione di chi avrebbe dovuto ereditare quella che a tutti gli effetti era una carica sia politica che religiosa. La maggioranza dei suoi seguaci, che sarebbero in seguito divenuti noti come sunniti e che oggi rappresentano l’80 per cento dei musulmani, appoggiarono Abu Bakr, amico del profeta e padre della moglie Aisha. Secondo gli altri, il legittimo successore andava individuato tra i consanguinei di Maometto. Sostenevano che il profeta avesse designato a succedergli Ali, suo cugino e genero, e diventarono noti come sciiti, una forma contratta dell’espressione “shiaat Ali”, i partigiani di Ali. I sostenitori di Abu Bakr ebbero la meglio, anche se Ali governò per un breve periodo in veste di quarto califfo, il titolo conferito ai successori di Maometto. La frattura in seno all’islam si consolidò quando Hussein, figlio di Ali, fu ucciso nel 680 a Kerbala (nell’attuale Iraq) dalle truppe del califfo sunnita al potere. I governanti sunniti hanno continuato a monopolizzare il potere politico, mentre gli sciiti hanno vissuto all’ombra dello stato, cercando una guida nei loro imam, i primi dodici dei quali discendevano direttamente da Ali. Con il passare del tempo, le credenze religiose dei due gruppi cominciarono a differenziarsi. Tutti i musulmani osservano i cinque pilastri dell’islam e condividano un libro sacro, il Corano Oggi tutti i musulmani del mondo – 1,6 miliardi di persone – concordano sul fatto che Allah sia l’unico dio e che Maometto sia il suo profeta. Osservano i cinque pilastri dell’islam – tra cui si trova il ramadan, il mese di digiuno – e condividono un libro sacro, il Corano. Tuttavia, mentre i sunniti basano molto la loro pratica religiosa anche sugli atti del profeta e sui suoi insegnamenti (la sunna), gli sciiti vedono nei loro leader religiosi, gli ayatollah, un riflesso di Dio sulla Terra. Questo ha indotto i sunniti ad accusare gli sciiti di eresia, mentre gli sciiti sottolineano come il dogmatismo sunnita abbia dato vita a sette estremiste come i puritani wahabiti. Per la maggior parte delle sette sciite è di fondamentale importanza la credenza secondo cui il dodicesimo e ultimo imam sia nascosto (ossia “in occultamento”) e che un giorno riapparirà per compiere la volontà divina. Il loro senso di emarginazione e di oppressione ha dato vita a cerimonie di lutto come la ashura, quando i fedeli sciiti in processione si flagellano per ricordare la morte di Hussein a Kerbala. Tra sunniti e sciiti non c’è mai stato uno scontro paragonabile alla guerra dei trent’anni, che ha visto contrapposte tra loro le diverse confessioni cristiane nell’Europa del seicento e ha provocato un numero enorme di morti. Questo è dovuto in parte alla scelta degli sciiti, consapevoli della loro condizione di minoranza, di tenere un profilo basso. Le linee che oggi dividono i musulmani in Medio Oriente sono tracciate tanto dalla politica quanto dalla religione. La “Mezzaluna sciita”, che dall’Iran passa per la Siria governata dal regime di Assad e finisce nel Libano dell’Hezbollah, un tempo era lodata da molti esponenti sunniti. Ma le rivoluzioni in corso nella regione hanno provocato una frattura tra i governi sciiti e gli stati sunniti del golfo Persico, come Arabia Saudita e Qatar, che sostengono i loro correligionari con denaro contante. Questa situazione ha rafforzato l’assertività dei sunniti facendo sentire gli sciiti più minacciati che mai.

ALLA SAC COMANDANO LE DONNE

[Comente est sa vida, grasi sa finida. Come è la vita, così la fine.] L'assemblea dei soci della Sac  ha nominato Daniela Baglieri e Ornella Laneri, rispettivamente, presidente e amministratrice delegata della società che gestisce l'aeroporto Fontanarossa di Catania. Sono subentrate, rispettivamente, a Salvatore Bonura e Gaetano Mancini. Hanno ottenuto sette voti su otto. A loro favore si sono espressi: il sindaco del capoluogo etneo, Enzo Bianco (quota proprietaria 12.5%), la commissaria dell'Irsap, Maria Grazia Brandara (12,5%), il commissario del Libero Consorzio di Siracusa, Antonino Lutri (12.5%); il
commissario della Camera di Commercio diCatania,Roberto Rizzo (37.5%), il commissario della Camera di Commercio di Siracusa, Dario Tornabene (12.5%). Non ha votato per loro il presidente della Camera di Commercio di Ragusa, Giuseppe Giannone (12.5%). Il nuovo consiglio d'amministrazione della Sac risulta formato da: Daniela Baglieri (presidente); Ornella Laneri (amministratore delegato); Gaetano Collura (Irsap); Ettore Di Salvo (Città metropolitana di Catania); Giovanni Vinci (Libero Consorzio Siracusa). Il collegio sindacale è invece composto da: Sergio Salustri (ministero Economia e Finanza); Ivano Strizzolo (ministero dei Trasporti); Carmelina Volpe (Enti soci). Membri supplenti: Angela Di Stefano; Nicola Tarantino. Originaria di Comiso (Ragusa), 49 anni, Daniela Baglieri vive a Catania e lavora all'università di Messina, dove dal 2013 è pro-rettore all'Innovazione & Trasferimento Tecnologico e dal 2011 professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese. Visiting professor negli atenei di Grenoble e Minneapolis, Baglieri è dal 2015 presidente del Comitato di Esperti Terza Missione dell'Anvur del Miur. Catanese, 52 anni, studi di Architettura al Politecnico di Milano, Ornella Laneri è presidente del Cda Hotel Management Spa e consigliere delegato di Edilcostruzioni Laneri Spa. Dal 2001 è managing director dello Sheraton Catania Hotel & Conference. Dal 2015 è componente del consiglio di territorio di Unicredit Sicilia. Dal 2012 al 2016 è stata presidente di Confindustria Sicilia Turismo e Alberghi. L'assemblea dei soci ha anche approvato il bilancio 2015, che si è chiuso con:65,5 milioni di euro di ricavi; 21,6 milioni di euro di margine operativo lordo (mol), 3,2 milioni di euro di utile lordo e di 520mila euro di utile netto. Nello scorso anno Sac Spa ha effettuato investimenti in autofinanziamento per 1,.4 milioni di euro.

lunedì 25 luglio 2016

Natuzzi mobilità per 330 lavoratori

[Unu viaggiu e duos servitios. Un viaggio e due servizi.] La Natuzzi apre la procedura di mobilità per 330 lavoratori, ma i sindacati si oppongono perchè "gli accordi prevedono la ricollocazione del personale". Lo affermano la Fillea-Cgil, la Filca-Cisl e la Feneal-Uil dopo un incontro al ministero dello sviluppo economico. "I tempi sono ormai stretti - dicono i sindacati - il periodo di cassa integrazione si esaurisce il 15 ottobre e la legge non consente altre proroghe". Gli accordi, sottolineano Fillea, Filca e Feneal, "prevedono la ricollocazione del personale. Non è possibile tenere centinaia di famiglie nell'incertezza del proprio futuro". I sindacati hanno proclamato quindi "lo stato di agitazione e la mobilitazione per respingere i licenziamenti e per il rispetto degli accordi". Per le tre sigle sindacali ci sarebbe la possibilità di ricollocare tutto il personale, perché "lo stabilimento di Ginosa può essere riconvertito, effettuando una serie di lavorazioni complementari alla produzione dei divani. Questo implica percorsi di formazione e aggiornamento professionale poiché i 330 lavoratori sono fuori dal ciclo produttivo da vari anni. Ecco perché rivendichiamo un nuovo piano industriale che preveda appositi investimenti." Per questo Fillea, Filca e Feneal convocheranno da subito le assemblee in tutti i luoghi di lavoro. "Decideremo nei prossimi giorni - concludono - le iniziative da mettere in campo e coinvolgeremo le istituzioni locali e regionali affinché nessun posto di lavoro vada perduto, come ricordato anche dal ministero dello sviluppo economico, che si è dichiarato contrario all'apertura della procedura di mobilità, riconvocando le parti per il 6 e il 9 settembre".

Esclusa da Erasmus la Gb

[Fagher ind'unu viaggiu duas incumanditias. Fare in un viaggio due servigi.] La Gran Bretagna dopo aver scelto l'addio all'Europa rischia di vedere anche i suoi studenti e le università esclusi dal celebre programma Erasmus. È l'allarme lanciato sulle pagine dell'Observer da Ruth Sinclair-Jones, che dirige nel Regno Unito l'interscambio degli studenti europei e parla di un ''momento di grande incertezza''. Non solo i giovani britannici potrebbero venir esclusi da importanti periodi di formazione all'estero ma gli atenei del Regno finirebbero col subire cospicui tagli di fondi alle loro finanze, fondamentali ad esempio per la ricerca. Al momento, sempre stando a Sinclair-Jones, non ci sono ancora conseguenze dirette, ma ''sul lungo periodo, la situazione è del tutto incerta'', e già dall'anno prossimo ci potrebbero essere drastici cambiamenti. Secondo i dati diffusi dall'Observer, si contano 120 mila studenti dai Paesi Ue nelle università del Regno e di questi 27.400 appartengono al programma Erasmus che paga attraverso borse di studio le loro rette. Il G20 finanziario promette il ricorso a tutti "gli strumenti" possibili per rilanciare la crescita sotto pressione con la Brexit che ha aggiunto altre incertezze in un'economia globale alle prese con terrorismo e altre sfide. Lo si legge nel comunicato finale del vertice di Chengdu, in cui ministri delle Finanze e governatori centrali delle 20 maggiori economie sviluppate ed emergenti auspicano in futuro di "vedere la Gran Bretagna come un partner stretto dell'Ue".

Carlo De Benedetti condannato

[Qui toccat de ungias ad s'ultimu binde las segant. Chi tocca d'unghie alla fine gliele tagliano. Dicesi ai ladri che non rispettano la roba altrui.] Il tribunale di Ivrea ha condannato a 5 anni e due mesi Carlo De Benedetti imputato nel processo per le morti da amianto fra gli ex operai Olivetti. L'accusa aveva chiesto nei suoi confronti 6 anni e 8 mesi per omicidio colposo e lesioni. Il giudice Elena Stoppini ha pronunciato in tutto 13 condanne. A Franco Debenedetti ha inflitto 5 anni e due mesi. All'ex ministro Corrado Passera un anno e 11 mesi. Fra i tre assolti figura Roberto Colaninno, che era chiamato in causa per un solo caso di lesioni colpose. Si avvicinano ai due milioni gli indennizzi - a titolo provvisorio - alle parti civili del processo Olivetti terminato  a Ivrea. È quanto si ricava dal dispositivo della sentenza del giudice Elena Stoppini. Le somme dovranno essere versate "in solido" dagli imputati condannati, a seconda delle singole posizioni, e da Telecom, chiamata in causa come responsabile civile. Le provvisionali (un acconto sul risarcimento complessivo) sono state attribuite alle persone fisiche e all'Inail, per la quale il totale supera i 710 mila euro. Le altre parti civili, fra cui enti territoriali, sindacati e associazioni, potranno attivare una causa giudiziaria.  Ci saranno altri accertamenti sull'ingegnere Carlo De Benedetti relativi alle morti da amianto alla Olivetti. A ordinarli è stata la giudice Elena Stoppini che, come avevano chiesto i pm, ha disposto la trasmissione degli atti in procura per tre decessi attribuiti a un tumore polmonare e non, come accaduto in un primo tempo, a un mesotelioma.

domenica 24 luglio 2016

Nuove rotte Ryanair

[Sa veridade si colat innantis. Sa veridade est sa prima qui nde besst.] Ryanair annuncia l’introduzione della nuova tratta Perugia - Catania, che sarà disponibile nell’operativo invernale con tre voli settimanali. Questo nuovo collegamento si aggiunge alla rotta per Trapani e a quelle per Bruxelles Charleroi e Londra Stansted già operate dalla compagnia aerea in Umbria. Ryanair annuncia inoltre l’introduzione della nuova tratta Trieste - Catania, che sarà disponibile nell’operativo invernale con tre voli a settimana. Questo nuovo collegamento si aggiunge alle rotte italiane per Trapani e Bari, e a quelle per Valencia e Londra Stansted già operate dalla compagnia aerea nello scalo friulano, confermando il grande interesse dimostrato dai passeggeri della Regione. La compagnia lancia inoltre l’operativo invernale su Venezia Treviso che prevede una nuova rotta per Sofia, 2 nuovi collegamenti invernali per Budapest e Malaga, voli aggiuntivi per Berlino e un totale di 22 rotte, che faranno volare 2.2 milioni di passeggeri l’anno. L’operativo per l’inverno 2016 di Venezia Treviso di Ryanair prevede: 1 nuova tratta per Sofia (2 voli settimanali); 2 nuovi collegamenti invernali per Budapest (3 settimanali) e Malaga (2 settimanali); Voli aggiuntivi per Berlino (da 3 settimanali a uno giornaliero); 22 rotte totali. Viene lanciato inoltre da Ryanair l’operativo invernale di Catania, che prevede l’inserimento di 1 nuovo aeromobile (un investimento da 100 milioni di dollari USA); 5 nuove rotte per Berlino, Malta, Milano Malpensa, Perugia e Trieste; un nuovo collegamento invernale per Pisa; voli aggiuntivi per Eindhoven e 13 rotte in totale, che faranno volare 2,6 milioni di passeggeri all’anno. L’operativo invernale di Catania di Ryanair offrirà: 3 aeromobili nella base catanese; 5 nuove rotte: Berlino (2 voli settimanali), Malta (1 giornaliero), Milano Malpensa (4 giornalieri), Perugia (3 a settimana) e Trieste (3 a settimana); 1 nuovo collegamento invernale per Pisa (2 voli giornalieri); ulteriori voli per Eindhoven (da 2 a 3 a settimana); 13 rotte in totale; 2,6 milioni di clienti p.a. (+56%). Ryanair lancia inoltre oggi la tratta Venezia Marco Polo - Bristol, con tre voli a settimana a partire da settembre, per un totale di 60.000 passeggeri l’anno. Venezia Marco Polo diventa così il 27° aeroporto di Ryanair in Italia. La rotta su Bristol, prima attiva da Venezia Treviso, sarà sostituita dalla tratta invernale da/per Budapest, con tre voli settimanali.

Ricavi in calo per easyJet

[Sa veridade est sa prima qui si narat. La verità si anticipa. La verità è la prima che esce dalla bocca. La verità è la prima che si dice.] I passeggeri trasportati da easyJet nel trimestre terminato il 30 giugno sono aumentati del 5,8%, a 20,2 milioni, guidati da un aumento della capacità del 5,5% a 21,9 milioni di posti e da un load factor in aumento di 0,3 punti percentuali, al 92,0%. Il Total revenue per seat è diminuito dell’8,3% a valuta costante o del 7,7% reported basis, a £ 54,54 per posto. Il total revenue nel trimestre è diminuito del 2,6%, a 1,196 miliardi di £, con la maggiore capacità di posti che è stata compensata, tra le altre cose, anche dalle cancellazioni a seguito di significativi eventi esterni. Le performance commerciali e operative nel corso del trimestre sono state influenzate dall’attacco a Bruxelles e dall’incidente Egyptair, notevoli disagi inoltre sono stati causati degli scioperi ATC, dalla chiusura della pista all’aeroporto di Gatwick e dal maltempo, che hanno portato a 1.221 cancellazioni. Commentando, Carolyn McCall, CEO di easyJet, ha dichiarato: “Il contesto economico e operativo è stato difficile nel terzo trimestre a causa di una serie di fattori, tra cui gli scioperi dei controllori del traffico aereo e altre azioni industriali, le chiusure pista di Londra Gatwick e il maltempo severo. Questi fattori, combinati con la crescita della capacità del settore a corto raggio, continuano ad avere un impatto sui rendimenti del settore in un momento di punta dell’anno. Più di recente la volatilità delle valute a seguito della decisione del referendum nel Regno Unito di lasciare l’Unione europea, così come i recenti eventi in Turchia e a Nizza, continuano ad avere un impatto sulla fiducia dei consumatori. Nonostante questo, easyJet ha trasportato più passeggeri e ha raggiunto i load factor più elevati nel corso del terzo trimestre, con il marchio di easyJet che ha continuato a risuonare con forza in tutta Europa. easyJet prosegue fortemente nel controllo dei costi e nel guidare un continuo miglioramento operativo e verso il cliente. Siamo concentrati sulle opportunità che sono inevitabili in un ambiente più difficile. Il modello di business di easyJet rimane robusto, con una posizione di cassa forte, un bilancio solido e un piano flotta flessibile. Il team di easyJet è fiducioso nella sua capacità di navigare nel prossimo periodo e guidare un vantaggio a lungo termine”. Nell’estate 2016 easyJet in Sardegna è cresciuta del 20% rispetto allo stesso periodo nel 2015. La compagnia è presente in Sardegna dal 2005, quando furono inaugurati i voli Olbia-London Gatwick e Berlino Schoenefeld, e i voli da Cagliari a Londra Luton. Da allora continua ad investire nella regione, rafforzando i collegamenti con le tre basi italiane di Milano Malpensa, Napoli e Venezia, oltre che con le principali destinazioni europee, ad un tasso di crescita superiore al mercato. Il 2016 è stato un anno ricco di novità per il vettore in Sardegna, con il superamento del milione di posti offerti durante l’anno e l’apertura di otto nuovi collegamenti che rendono disponibile più offerta a prezzi convenienti: Cagliari-Nizza, Cagliari-Napoli, Alghero-Ginevra, Olbia-Tolosa, Olbia-Parigi Charles de Gaulle, Olbia-Amburgo, Olbia-Manchester, Olbia-Venezia. Aumentano inoltre i posti offerti per la maggior parte dei voli già esistenti, in particolare sul Cagliari-Ginevra e sui collegamenti tra Olbia e Nizza, Lione, Amsterdam, Napoli.

CROCETTA COME NERONE

[Ad s'Avemaria o in domo o in via. All'Avemaria o in casa o in via.] Sarò Crocetta è stato eletto governatore della Sicilia nel 2012 con un programma basato sulla legalità, lotta alla mafia e intransigenza amministrativa. Recentemente la mancata quotazione in borsa della Sac è costata un milione e mezzo di euro. L'imprenditore comisano Saro Alescio, il sottosegretario Giuseppe Castiglione e il governatore Saro Crocetta, pronti a spartirsi la torta della società che gestisce l'aeroporto di Catania, la Sac e di conseguenza anche  della Soaco, appendice della SAC, che gestisce l'aeroporto di Comiso.  Indagato nel 1998 per turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta per le tangenti all'Ospedale Garibaldi di Catania, nel 1999 è stato condannato a dieci mesi di carcere (in primo grado), insieme al suocero e Senatore di Forza Italia Giuseppe Firrarello, (condannato in via definitiva a due anni di reclusione per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito della stessa inchiesta). Imputato anche per concorso esterno in associazione mafiosa, accusa da cui venne prosciolto nel corso dello stesso processo. Il 12 novembre 2004 Giuseppe Castiglione viene assolto in appello dall'accusa di turbativa d'asta, perché il fatto non sussiste.  La sentenza d'appello, per quanto impugnata dalla Procura Generale, è stata confermata dalla Suprema Corte di Cassazione Sez. I n. 1161 dell11/11/2005 che lo ha definitivamente assolto. Per il Senatore di Forza Italia Giuseppe Firrarello la Corte di Cassazione, il 25 febbraio 2014, ha dichiarato l'annullamento della condanna per turbativa d'asta per essersi il reato prescritto in epoca antecedente alla sentenza di primo grado. Due i ticket frutto della condivisione trasversale: sarebbe la professoressa Daniela Baglieri (docente universitario messinese), amministratore delegato Ornella Laneri, ex responsabile turismo di Confindustria, patron dello Sheraton Catania. Ornella Laneri ha trovato immediato consenso da parte degli industriali (anche Enzo Bianco si fa da parte). Il 75% dei soci l’avrebbe indicata; Daniela Baglieri è in quota Castiglione, si mormora.  Per le indicazioni ci sarà tempo fino a domani alle 11. Le nomine avverranno invece lunedì. L'ex deputato Pd Totò Zago diventerebbe così presidente di Soaco, e Saro Alescio amministratore delegato, stando a questo asset. Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e i dirigenti regionali Gaetano Pennino, Rino Gigliola, Sergio Gelardi e Gesualdo Campo sono indagati per omissione di atti d'ufficio, danneggiamento del patrimonio archeologico storico e artistico e di omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. L'inchiesta riguarda il Castello Svevo di Augusta, sequestrato da Carabinieri del Nucleo Tutela del patrimonio culturale di Siracusa su disposizione del gip Michele Consiglio. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Francesco Paolo Giordano e dal sostituto Marco Di Mauro.  Indagato anche l'ex presidente della regione Raffaele Lombardo. Secondo la Procura di Siracusa "l'inerzia è durata nel tempo", e per questo è indagato anche il precedente presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. L'indagine è scaturita da una denuncia dell'associazione Italia Nostra che aveva segnalato gravi danneggiamenti strutturali del Castello che, secondo la tesi dell'accusa, sarebbero "dovuti esclusivamente alla mancata manutenzione e all'abbandono del monumento da parte della Regione Siciliana". Il governatore Rosario Crocetta spariglia i giochi lanciando i nomi, che lunedì faranno in assemblea dei soci, i commissari delle Camere di commercio di Catania e Siracusa e la commissaria dell'Irsap, suoi fedelissimi (e anche di Confindustria). L'unico ente non commissariato e ancora espressione reale delle imprese, cioè la Camera di commercio di Ragusa, farà il nome del presidente di Federalberghi Nico Torrisi, mentre l'altro socio della Sac, la Città metropolitana di Catania guidata da Enzo Bianco, prenderà di fatto atto della maggioranza e nonostante il gradimento per il nome di Torrisi, sembra accettare lo stato dell'arte. Su Torrisi in passato c'era stato il veto del numero due di Confindustria Ivan Lo Bello, che lo aveva anche denunciato con tanto di indagine appena archiviata. La Lanieri conosce bene i leader di Confindustria e la scelta piace chiaramente agli industriali. La scelta di Crocetta non piace invece a Piero Agen, leader della Confcommercio etnea e favorito per la guida a settembre della nuova grande Camera di commercio che riunirà le sedi di Catania, Siracusa e Ragusa diventando azionista di maggioranza della Sac: "L’aggregazione di cui fanno parte Confcommercio Catania, Confcommercio Siracusa, Confcommercio Ragusa, Confesercenti Catania, Confesercenti Ragusa, Cidec, Fiarcom, Fai, Assotir, SILT Taxi, Ancotus, Casartigiani Siracusa, Casartigiani Catania, Casartigiani Ragusa, Fedarcom, non può che dichiararsi sorpresa ed esterrefatta nel ricevere da alcuni schieramenti politici comunicazione su una presunta scelta di nominativi per le massime cariche della Sac che sembra dettata, oltre che da indirizzi politici, dalla solita “manina confindustriale” - si legge in una nota della Confcommercio - ci appare strano che dalle scelte si sia escluso l’unico socio legalmente rappresentato e non commissariato, ovvero la Camera di Commercio di Ragusa, e che fra i nominativi sussurrati ve ne sia uno evidentemente privo dei requisiti di legge. La nostra aggregazione non si è permessa di fare nomi ma si è solo limitata a esprimere pareri su quelli da altri formulati. Se l’orientamento della Regione è divenuto oggi quello di ascoltare le categorie, lo faccia in veste ufficiale, tenendo conto delle forze che saranno chiamate a guidare la nuova grande Camera di Commercio del Sud Est. Altre scelte non potranno che essere considerate una follia”.

giovedì 21 luglio 2016

Gesap vista mare

[Pro sa veridade gherra fina ad sa morte.Per la verità contrastata sino alla morte. Dicesi quando uno ha ragione e deve parlare con coraggio.] Inaugurata, ieri,  nell'aeroporto palermitano ''Falcone-Borsellino'' la nuova hall arrivi. Si tratta di un'area di 3 mila metri quadrati racchiusa da una grande vetrata fronte mare realizzata utilizzando materiali e componenti tecnici innovativi a cominciare dagli impianti, di climatizzazione e illuminazione con 330 lampade a led. La nuova hall è dotata di un bar di 200 metri quadri, 12 box rent a car e 8 punti informativi. È presente anche un'area gioco dedicata ai più piccoli. In tutti gli apt di una certa importanza l'area giochi per bambini si trova nel settore partenze, adiacente gli imbarchi, a Palermo, evidentemente così facendo hanno voluto ribadire che gli altri gestori hanno sbagliato, notoriamente i bambini non amano partire, vanno a prendere i parenti in apt. I lavori, completati con due mesi di anticipo rispetto alla tabella di marcia, sono stati avviati a febbraio scorso. A tagliare il nastro il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente della Gesap Fabio Giambrone, l'ad di Gesap Giuseppe Mistretta, il vicepresidente dell'Ars Giuseppe Lupo, il presidente dell'Enac Vito Riggio e tra gli altri i sindaci di Cinisi e Ventimiglia. Circa un anno e mezzo fa era stata inaugurata la vetrina, oggi è stato inaugurato il contenuto, ogni occasione è buona per dire siamo bravi, efficienti alle prossime elezioni votate Orlando. "I lavori per la nuova hall arrivi si erano bloccati nel 2009 e i ritardi sono stati recuperati. Questo dimostra che i ritardi accumulati negli aeroporti siciliani possono essere recuperato se si ha la competenza tecnica e professionale che noi richiediamo", ha detto il presidente dell'Enac Vito Riggio. Per Riggio la realizzazione in anticipo "è di buon auspicio per i lavori (investimenti per 75 milioni) che la Gesap deve realizzare in questo quadriennio. Mi auguro che incoraggiati da questo risultato positivo si parta per recuperare - ha aggiunto - quel 50% di programmi non realizzati a Palermo e Catania". Nei primi sei mesi dell'anno i passeggeri transitati negli aeroporti italiani sono stati 75.345.714, in crescita del 4,3%. Nel solo mese di giugno i passeggeri sono aumentati del 3,3% a 15.676.369. Emerge dalle statistiche mensili pubblicate da Assaeroporti. In particolare, prosegue il trend di sviluppo nel principale sistema aeroportuale italiano, quello degli aeroporti di Roma. A giugno, infatti, negli scali di Fiumicino e Ciampino sono transitati più di 4,3 milioni di passeggeri, con una crescita del +1,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  Motore della crescita - rileva la nota - è il Leonardo da Vinci: circa 3,9 milioni di passeggeri, con un incremento superiore alla media nazionale, pari al +6,4%.    “Il completamento dei lavori della nuova Hall all’aeroporto Falcone-Borsellino è una buona notizia per lo scalo che così sarà più accogliente e funzionale, come è un bene la chiusura in utile dei bilanci per la seconda volta consecutiva. La Gesap dimostra di avere grandi potenzialità, come ho più volte sostenuto in passato, e libera da certe zavorre sta pian piano assumendo quel ruolo che deve avere anche per lo sviluppo del territorio in chiave economica e turistica, aprendo sempre più alle rotte internazionali. Un consiglio al Sindaco Orlando, che ora detiene la maggioranza della società: se si deve privatizzare, lo si faccia tramite la quotazione in borsa. Un percorso più trasparente e meno soggetto agli appetiti di certi interessi mafiosi che da sempre mirano al controllo e all’acquisto della società”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunalecapogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti.  Nuti attacca Orlando su Fb: "La mafia al Comune", il sindaco lo querela. Ho già dato mandato ai legali del Comune di presentare querela contro Riccardo Nuti sperando che non si avvalga dell'immunità parlamentare". Così il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha commentato con i cronisti le parole postate su Facebook dell'ex capogruppo alla Camera del M5S Riccardo Nuti candidato nel 2012 a sindaco di Palermo. Nel post Nuti scrive: "L'immagine di Salvatore Borsellino che abbraccia Leoluca Cascio Orlando il 19 luglio, giorno della commemorazione della strage di via D'Amelio è veramente brutta e triste. La definirei shoccante. Un palermitano che non sia troppo giovane sa che Orlando non rappresenta per nulla una seria lotta alla mafia o una rottura del sistema di potere a Palermo". "Il palermitano sa  - continua Nuti - che in questi decenni molte partecipate (c.d.municipalizzate) piene di delinquenti sono state create da lui e che queste da anni ricattano la città. La mafia in questi decenni ha trovato nel Comune di Palermo un luogo nel quale fare i suoi sporchi interessi e questo non è avvenuto solo nel periodo Cammarata ma anche prima e dopo". Anche la Gesap, società di gestione dell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, ha dato mandato al proprio legale per presentare querela per diffamazione nei confronti di Riccardo Nuti. Risponde anche un'altra ex municipalizzata: "ll presidente di Amg Energia Spa, Giampaolo Galante, - si legge in una nota - respinge con forza le accuse rivolte dal deputato nazionale del M5S, Riccardo Nuti, al Comune di Palermo e alle aziende partecipate attraverso un social network. Accuse che infamano ingiustamente il lavoro che, ogni giorno, con dedizione, professionalità e spesso a costo di grandi difficoltà, viene assicurato dai dipendenti della società per offrire alla città servizi nei settori dell’energia e dell’illuminazione pubblica. Il presidente ha comunicato che l’azienda ha già dato mandato ai propri legali di sporgere querela in modo da difendere e tutelare la sua immagine nelle opportune sedi giudiziarie".

S&P-Moody’s contro Erdogan

[Qui queret esser istimadu non nerzat sa veridade. Chi vuol essere stimato non dica la verità] Nessun paese civile ha condannato la politica del califfo Erdogan, solo le temutissime S&P-Moody’s, senza esercito, hanno condannato pesantemente la politica turca. I censori dell'economia mondiale, probabilmente, saranno accusati da Erdogan di essere stati in combutta con i golpisti.  L’atteso taglio del racing sovrano di Ankara è arrivato, insieme a previsioni fosche sull’evoluzione del panorama economico del Paese. E ha mandato di nuovo a picco la lira turca. A cinque giorni dal fallito golpe, mentre in Turchia va in scena l’epurazione di decine di migliaia di presunti oppositori del presidente Erdogan, Standard &Poor’s ha ridotto il giudizio sul Paese a ‘BB’ da ‘BB+’, con outlook negativo. Intanto si attendono le decisioni di Moody’s, che ha messo sotto osservazione per un possibile downgrade 17 banche tra cui Yapi Kredi, controllata congiuntamente da Unicredit e Koc Holding. Il comunicato di S&P spiega che il taglio è stato deciso perché “in seguito al tentato colpo di Stato” “riteniamo che la polarizzazione del panorama politico della Turchia abbia ulteriormente eroso i propri controlli istituzionali ed equilibri”. Secondo l’agenzia l’andamento del debito potrebbe peggiorare, con rischi su investimenti, crescita del Paese e pressioni sulla bilancia dei pagamenti. “Più a lungo continua la reazione del governo, maggiore è il rischio di uno stress per il mercato”, ha detto a Bloomberg William Jackson, economista senior specializzato in mercati emergenti di Capital Economics. “Nel lungo termine, il risultato sarà quasi certamente una crescita più debole perché le scelte politiche stanno diventando sempre più arbitrarie e imprevedibili, cosa che danneggerà gli investimenti”. Di certo non aiuta il fatto che tra i dipendenti pubblici rimossi con il “contro-golpe” di Erdogan ci sono anche 1.600 dipendenti del ministero delle Finanze. Dopo il downgrade, la valuta turca ha toccato il nuovo minimo storico, scendendo fino a 3,0769 dollari contro il biglietto verde dal precedente minimo di 3,0750 del 15 settembre 2015. I rendimenti del bond a 10 anni sono aumentati del 9%. Come se non bastasse, martedì la Banca centrale turca ha tagliato i tassi di interesse per il quinto mese di fila. Martedì l’agenzia Moody’s aveva messo sotto osservazione per un possibile downgrade sia il debito sovrano sia 17 banche turche. Nella lista figura anche Yapi Kredi, partecipata dell’istituto di Piazza Gae Aulenti. L’agenzia cita tra le motivazioni il potenziale indebolimento della capacità del governo di supportare le banche in caso di necessità e il rischio di un rallentamento dell’economia con possibili effetti sul costo della raccolta, la redditività e la qualità degli attivi.

TREGUA A VENEZIA

[True ti cantas totu, vesperu et missa. Voi vi cantate tutto, vespero e messa. Dicesi quando uno si accusa e si discolpa per una mancanza.] Almeno uno degli scioperi che avrebbero potuto rendere il prossimo sabato decisamente tribolato per chi deve viaggiare in aereo è stato cancellato. Poi si vedrà quanti disagi provocherà l'astensione dal lavoro dei dipendenti Enav dalle 13 alle 17. Fatto sta che i lavoratori delle società di handling dell'aeroporto Marco Polo, alle prese con una lunga vertenza per evitare esuberi derivanti da nuovi contratti e passaggi sotto altre società, saranno regolarmente al loro posto. Questo è stato deciso al termine di un incontro in prefettura a Venezia mercoledì mattina, alla presenza dei sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Ugl trasporto aereo, della controparte, ossia i rappresentanti di Aviapartner, WFS Ground Italy e GH Venezia. Al tavolo erano presenti anche i rappresentanti di Enac e di Save, la  società di gestione dell'aeroporto Marco Polo.  "Nel corso dell'incontro - si legge in una nota della prefettura - le parti hanno condiviso alcuni aspetti riguardanti la clausola sociale e hanno deciso di proseguire la relativa discussione a partire dal 30 prossimo settembre, in maniera da predisporre il nuovo protocollo di sito, nel caso in cui non si finalizzassero le intese a livello nazionale fra associazioni datoriali e parti sociali".  Insomma, le parti per ora non vanno al muro contro muro, ma le trattative proseguono. Per un'estate che si prospetta rovente nel cielo veneziano. Si sarebbe trovato terreno fertile durante la discussione in merito alle clausole sociali garantite a livello nazionale. Le organizzazioni sindacali avrebbero manifestato la disponibilità, nel rispetto di quanto previsto dal contratto nazionale del lavoro, a discutere del carattere stagionale dell'aeroporto di Venezia, mentre le aziende avrebbero auspicato che vengano evitati potenziali esuberi, garantendo la piena tutela occupazionale. Il dato principale, in ogni caso, è che si è tornati a discutere: lo sciopero di conseguenza è stato revocato.

Sanzionata Aviapartner a Fco

[Sa veridade causat odiu. La verità causa odio.]A Fiumicino gli aerei partono ‘a spinta’. È quanto accaduto domenica allo scalo capitolino: un velivolo ha dovuto usufruire della spinta di undici uomini (ben piazzati…) per spostarsi dall’area di imbarco alla zona di rullaggio. Protagonista il volo Iberia 8415 del 17 luglio operato da Air Nostrum (del gruppo Iberia) e diretto a Vigo (Spagna) su un aeromobile CRJ9 sigla (EC-JYA). Il volo, previsto in partenza alle 15,10, è partito con circa 90 minuti di ritardo a causa di un ‘problema tecnico’. È toccato agli operatori della società Aviapartner dover spingere il mezzo sulla pista, dopo aver fatto salire tutti i passeggeri a bordo e aver caricato le stive. Nel frattempo, la viabilità è stata bloccata dalle vetture gialle del gestore aeroportuale, che hanno così permesso la realizzazione della manovra senza ulteriori intoppi. Chiaramente Aviapartner, colosso mondiale dell’handling aeroportuale, non poteva farla franca: la società Aeroporti di Roma ha comminato alla società la sanzione economica più alta possibile per le modalità di gestione del volo Iberia, diretto a Vigo. Avendo effettuato lo spostamento del velivolo ricorrendo alla spinta dei suoi dipendenti, invece che tramite un proprio mezzo (push-back), Aviapartner "si è reso infatti responsabile di una violazione delle procedure previste dal regolamento di scalo per la movimentazione di aeromobili e mezzi in area airside".

Il sultano Erdogan

[Buglia bugliende si naarat sa veridade. Burla burlando si dice la verità.
Non bi hat recreu senza sa veridade. Non vi è piacere senza la verità. Cioè uno è tranquillo quando dice la verità.] Vladimir Putin incontrerà il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in Russia nella prima decade di agosto: lo fa sapere il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Cosa si diranno i due dittatori? Conteranno i morti ammazzati, zar Putin potrà dire di avere ammazzato più giornalisti, mentre il sultano potrà vantarsi di avere organizzato un falso golpe per poi farne uno vero. Il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Mgk) ha deciso di adottare lo stato di emergenza in Turchia per 3 mesi, in base all'articolo 120 della Costituzione, per "affrontare rapidamente" le minacce legate al fallito golpe. Lo ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan. Ci sono notizie di "estese torture" contro militari detenuti in isolamento presso la centrale di polizia di Ankara. Lo scrive su Twitter Andrew Gardner, analista di Amnesty International esperto di Turchia. La Turchia non pagherà più la pensione a Fethullah Gulen, accusato di essere la mente del fallito golpe. Lo riporta l'agenzia statale Anadolu. Finora, Gulen riceveva una pensione e altri benefici di welfare per il suo lavoro come imam - che in Turchia è un funzionario statale - dal 1965 al 1981. Gulen, che dal 1999 vive in auto-esilio negli Usa, è considerato a capo di un impero finanziario miliardario. Analogamente, i benefici del welfare potrebbero essere in futuro cancellati anche per i suoi presunti seguaci. Per Ankara resta il nemico numero uno. Fethullah Gulen, mistico sufi e scrittore continua ad essere accusato dal governo turco di essere l’ ispiratore del fallito golpe. Una pressione che ha spinto lo stesso Gulen, in esilio volontario da vent’anni negli Stati Uniti, a chiedere a Washington di bocciare l’estradizione verso la Turchia, richiesta solo per una “vendetta politica”. “Non si tratta di un processo rapido, prenderà del tempo – sottolinea Mark Toner, addetto stampa del Dipartimento di Stato – Ma ci impegniamo   a valutare la richiesta in base all’accordo sul trattato di estradizione”. Intanto il fallito golpe sta permettendo al presidente Erdogan di realizzare una resa dei conti con presunti nemici. “È assurdo pensare che gli Stati Uniti – prosegue Mark Toner – siano in qualche modo complici o comunque collegati con gli avvenimenti di venerdì. La Turchia è un partner alleato della Nato, con un governo democraticamente eletto, è una democrazia forte e la sosteniamo nel corso di questa crisi”. Gulen è alla guida della più influente confraternita musulmana, che conta milioni di seguaci e un fatturato di miliardi di dollari. Ha scatenato dure proteste da parte delle associazioni che si occupano delle violenze sui minori la decisione della Corte costituzionale turca di annullato una norma che prevedeva il reato di pedofilia per gli atti sessuali compiuti con minori di 15 anni. D'ora in avanti la violenza su un minore sarà considerata alla stregua di abusi sessuali ordinari. Lo riporta il sito di Hurriyet.  Le associazioni per i diritti dei minori hanno annunciano di voler ricorrere davanti alla Corte europea per i diritti umani. Una decisione, quella della Alta Corte di Istanbul, che rischia di costituire una sorta di amnistia per le nozze che coinvolgono le cosiddette 'spose bambine', che secondo alcune stime in Turchia sono già oggi circa 3,5 milioni. La pronuncia, emessa dalla Corte con una maggioranza di 7 giudici contro 6, nasce da un rinvio da parte di un tribunale locale, secondo cui la legislazione vigente non permette di distinguere nei casi di abusi su minori tra quelli compiuti nei confronti di bambini piccoli e quelli che riguardano adolescenti dai 12 anni in su, che potrebbero avere consapevolezza della natura di un atto sessuale. In assenza di sospensive o marce indietro di altro tipo, la nuova normativa entrerà in vigore da gennaio.

martedì 19 luglio 2016

È qui la festa?

[Verbos qui non sunt pagados, mai siant sanados. Parole che non sono pagate mai siano sanate. Si dice quando una fatica non è compensata.] Quando GH e sindacati si riuniscono, ma non solo in questo caso, il contribuente deve preoccuparsi molto, se consideriamo che la GH Pmo sarebbe una società sana, come sostiene qualche sindacalista,  per quale motivo concediamo tanti benefici? I troppi iscritti al sindacato portano a pensare che tutto è dovuto, infrangere le regole del mercato, avere ancora il gestore azionista della GH, fare ricadere i fallimenti gestionali nel calderone della collettività.    Ieri preso atto che si è riscontrato un numero considerevole di fuoriuscita (mobilità)non oppositiva e incentivate per 22 unità  lavorative, le os già dalla prossima riunione richiederanno l'aumento delle ore lavorate da parte dei part time non più per la summer ma per tutto l'anno. Inoltre occorrerà iniziare il processo per il passaggio da operaio a impiegato. Il 20/9 le parti inizieranno una lunga trattativa per discutere anche il ricorso alla solidarietà, ovviamente volontaria.  Il verbale aveva una lunga lista, ben sette righe, dove venivano elencati tutti i divi del sindacato aeroportuale.

C&C verso la GH Pmo

[Qui mandigat cum arrabbiu mandigat cum velenu. Chi mangia con sdegno mangia con veleno. Il proverbio ha due sensi, uno per chi mangia a dispetto, l'alto per chi mangia nell'atto dell'ira.] Ieri a Palermo presso il tribunale, sezione lavoro, ha avuto luogo l'udienza promossa da C&C contro Aviapartner e GH Pmo. I dipendenti Aviapartner hanno sempre sostenuto che loro dovevano di diritto essere nell'elenco dei 21 che sono passati in GH, in quel caso è stata applicata la clausola sociale non ancora ben definita dal nuovo contratto  di lavoro. C&C hanno chiamato a testimoniare anche esponenti del mondo sindacale aeroportuale per convincere la giuria che la loro tesi era giusta. In poche parole la tesi contestata da C&C e che la lista dei 21 non sarebbe stata fatta secondo le regole del buon senso. La lista è stata preparata da Aviapartner e consegnata a GH Pmo che non avrebbe fatto nessuna eccezione. Non escludiamo che Aviapartner nel preparare la lista, in buona parte, si è tolto  qualche sassolino dalla scarpa, tenendosi però C&C, ebbene non esagerare. Che quella lista è stata fatta alla buona non è un segreto, non a caso 14 su 21 erano sindacalisti. Ecco perché nessuna sigla sindacale si è posta la domanda ma è tutto regolare? Chi otteneva il passaggio andava a guadagnare di più pur avendo il contratto job act. Diamo per scontato che  C&C vincono la causa è dovranno essere assunti da GH. Ma GH aveva firmato un accordo con Aviapartner per 21 unità; potrebbe dire, il Saracino, che non ci sono problemi e ne rimanderebbe due full time indietro. Ma Aviapartner ha licenziato e liquidato i 21 e potrebbe rispondere picche.  Mi ricordo che il mondo sindacale scrisse una nota (con la sola esclusione della Cgil).... invitando il sottoscritto a passare in GH (sarei stato il ventiduesimo, visto che non ero in lista), ritirando la mia disponibilità al trasferimento. Ringraziai i sindacati  con un post (venerdì 20 febbraio 2015 dal titolo "Inutilmente vostro ......"  e restai al mio posto, probabilmente sbagliando. Ma aspettiamo il 16 settembre, giorno della  sentenza e poi, visto che sono matricola 13, vado anch'io da un legale.

domenica 17 luglio 2016

Film in cantina

[Qui cantat a taula o in lectu o est maccu o fertu. Chi canta in tavola, o nel letto, o è pazzo, o è scimunito.] Torna tra Sambuca di Sicilia, Menfi e Montevago la rassegna cinematografica DiVinCinema, giunta ormai alla settima edizione. La manifestazione, organizzata dalla Strada del vino delle terre sicane, proporrà ogni venerdì dal 15 luglio al 12 agosto la visione di film di prima visione in abbinamento alla degustazione di ottimi vini e prodotti gastronomici, all'interno delle cantine partner della Rassegna. Un'iniziativa volta a diffondere la cultura del bere bene e che mira a coniugare enogastronomia, cultura e intrattenimento. "La formula vincente di DiVinCinema, progetto nato nel 2010 - dice Marilena Barbera, Presidente della Strada del Vino Terre Sicane - è una miscellanea di gusto, esperienze ed autentiche emozioni". Questo il cartellone della Rassegna: il 15 luglio alla Cantina Di Giovanna è stato proiettato à il film "Perfetti sconosciuti" ; il 22 luglio alla Cantina Planeta - Ulmo sarà la volta di "Brooklyn"; il 29 luglio alla Cantina Settesoli di Menfi "The danish girl"; il 5 agosto alla Cantina Cellaro "Veloce come il vento"; la Rassegna si chiuderà il 12 agosto alla Cantina La Chiusa di Montevago con "Gli ultimi saranno gli ultimi".

sabato 16 luglio 2016

Un golpe che non convince

[In sa corona de s'ungia. Nella corona dell'unghia. Dicesi ad un bugiardo, o quando non esaurisce la promessa, oppure quando si tratta di promesse false.]
Le autorità militari turche hanno chiuso lo spazio aereo attorno alla base aerea turca e Nato di Incirlik, nel sud della Turchia, da dove partono i raid contro l'Isis. Lo ha detto alla Cnn un funzionario della Difesa americana, secondo cui la misura sarebbe stata giustificata da Ankara con la necessità di riprendere il pieno controllo della situazione nell'area dopo il fallito golpe di ieri. La Cnn ha riferito di alcuni aerei americani già in missione prima che venisse chiuso lo spazio aereo a cui è stato consentito di rientrare e atterrare a Incirlik. Il consolato Usa in Turchia aveva riferito in precedenza della decisione delle autorità turche di impedire i movimenti da e per la base aerea di Incirlik e di tagliare la fornitura di energia elettrica. Sono circa 1.500 gli americani attivi nella base. Intanto il comando militare statunitense in Europa ha ordinato alle forze americane di stanza in Turchia di adottare le massime misure di sicurezza.Lo hanno reso noto fonti del Dipartimento della Difesa statunitense. Gli effettivi americani in Turchia sono circa 2.200 fra personale civile e militare, la maggior parte dei quali di stanza nella base Nato di Incirlik, da dove partono le operazioni aeree contro lo Stato Islamico (Isis). Il livello di allerta è stato portato a "delta", applicabile in caso di allarme terroristico o di attacco considerato imminente: tutte le attività non essenziali sono state sospese e tutte le risorse sono concentrate sulla difesa in caso di attacco esterno. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a sua volta ha convocato il Consiglio per la Sicurezza nazionale per discutere sulla situazione in Turchia dopo il fallito golpe militare: lo hanno reso noto fonti della Casa Bianca. Inoltre le autorità americane hanno sospeso i voli delle compagnie aeree statunitensi verso Ankara e Istanbul e hanno interdetto tutti i voli provenienti dalla Turchia. Lo ha reso noto l'Ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara, sottolineando in particolare come la sicurezza all'aeroporto Ataturk di Istanbul "sia notevolmente diminuita" e vietando a ogni funzionario americano di usarlo.
Con 510.600 effettivi, l'esercito turco, dilaniato nelle ultime ore dal tentativo di golpe, è il secondo per attivi tra i Paesi Nato, dopo quello americano. Ed è reputato tra i meglio addestrati al mondo, anche se decisamente ridimensionato negli ultimi 20 anni. Dal 1960, l'esercito ha compiuto tre colpi di Stato (1960, 1971, 1980) e nel 1997 ha forzato il governo di ispirazione islamica alle dimissioni, senza spargimento di sangue: il cosiddetto colpo di stato 'post-moderno'. Il secondo esercito della Nato, dopo quello USA, fra i meglio addestrato è stato fermato dalla polizia, che insieme alla folla ha avuto la meglio su carri armati e blindati vari. Non ci prendete in giro ma i conti non tornano. Le Forze armate turche contano 402.000 uomini nelle Forze terrestri (77.000 professionisti e 325.000 coscritti) oltre ai 48.600 uomini della Marina (rispettivamente (14.100 e 34.500) e ai 60.100 dell'Aeronautica (28.600 e 31.500). Queste cifre, fornite dal rapporto 2016 dell'Istituto londinese IISS, non comprendono i 102.200 membri delle forze paramilitari che compongono la Guardia Militare (dati 2015). Inoltre, l'esercito della Turchia dispone di 378.700 riservisti nei tre corpi di armata. Il numero degli effettivi è stabile negli ultimi anni, ma nel 1985 superava le 800.000 unità. Erdogan ha orchestrato un'azione di costante 'contenimento' dell'esercito, con svariate purghe ai vertici. Se i numeri degli uomini sono calati, gli arsenali e i mezzi dell'esercito secondo l'istituto londinese IHS Janes sono stati gradualmente ammodernati dagli anni Novanta. L'aviazione dispone di un numero crescente di Falcon F-16 oltre ai vetusti Phantom F-4. La Marina può contare su 13 sottomarini, 18 fregate, sei corvette.

La Sac rinnova il cda

[Non s'ispizzigat s'ungia senza dolore. Non si disgiunge l'unghia dalla carne senza dolore. Cioè è molto doloroso quando si possiede una cosa e si perde.] Il 25 luglio si riunirà l'assemblea dei soci della Sac per approvare il bilancio e rinnovare il consiglio direttivo e gli altri organi statutari. Dopo quasi dieci anni un management che nel bene e nel male ha seguito la crescita dell'aeroporto di Catania passa la mano. Lo scrive  il quotidiano "La Sicilia" di Catania, che parla dei "meriti non da poco" del management della società, il cui bilancio prima era "in rosso profondo" mentre "da qualche anno consegue guadagni e aumenta le rotte" dando il merito del risanamento a Gaetano Mancini, che ha preso il timone dello scalo nel dicembre 2007 e lo ha tenuto finora. Per il quotidiano "l'errore di fondo" è stato "il fatto che soci dell'aeroporto sono stati gli enti locali, oggi quasi tutti commissariati e tutti senza risorse, che non hanno mai voluto fare un passo indietro per lasciare posto a un partner capitalizzato per rispettare agevolmente il contratto di programma con l'Enac, che prevede
investimenti per 600 milioni in 40 anni". "A questa situazione - continua l'articolo - ha posto lo stop il presidente Crocetta, che invece della quotazione in Borsa, come pensava di fare l'assemblea, ha imposto una gara internazionale per aggiudicare la gestione: un sistema sia per ricavare più denaro dalla cessione e sia per trovare il partner giusto. La cessione del 60% delle quote societarie al privato sembra essere ragionevole, mentre il 40% resterebbe agli enti territoriali per il controllo". Prima che entri nel vivo il bando internazionale, il 25 luglio bisognerà rinnovare il Cda. “Le Organizzazioni Sindacali presenti alla Sac Service assumono un atteggiamento antisindacale nei confronti dello SNALV Confsal,  mantenendo uno status quo antidemocratico, che non solo non corrisponde al volere dei lavoratori che vorrebbero decidere i propri rappresentanti sindacali con libere elezioni, ma impediscono anche al sindacato Snalv di svolgere la propria attività. Nonostante diversi inviti le altre OO.SS. presenti in azienda rifiutano ogni confronto”. Sono dure le parole del segretario regionale dello Snalv Confsal Antonio Santonocito nei confronti delle organizzazioni sindacali presenti in Sac, l’azienda che gestisce l’aeroporto di Catania. Ostruzione. È questa la parola che descrive la situazione all’interno dell’azienda sia  nei confronti del sindacato che dei lavoratori. Molte volte è stato chiesto, senza nessun riscontro dalle altre OO.SS., un incontro per le discussioni preliminari per l’attivazione della procedura per l’indizione di elezioni delle RSU, ovvero le rappresentanze sindacali unitarie che vengono scelte da ogni lavoratore in azienda indipendentemente dalla loro iscrizione a un sindacato al fine di sostituire le attuali RSA, rappresentanze sindacali aziendali che sono elette soltanto dai lavoratori iscritti a un particolare sindacato. “I lavoratori devono potere scegliere democraticamente i propri rappresentanti e non accettare passivamente quelli indicati dai sindacati”, aggiunge Santonocito. Lo SNALV da solo rappresenta circa il 30% dei lavoratori e negli ultimi mesi ha raccolto la firma del 50% dei dipendenti che chiedono democrazia e libere elezioni. “A quanto pare però tutto questo non vale nulla rendendo evidente che allo Snalv è impedito di dare risposta a tutti questi lavoratori che hanno espressamente manifestato la loro volontà di scegliere i propri rappresentanti sindacali attraverso elezioni a suffragio universale e a scrutinio segreto, secondo quanto previsto dagli accordi sulla rappresentanza sindacale con Confindustria che Confsal ha sottoscritto”, afferma ancora Santonocito. “Si tratta dell’ennesima prova di non ascolto delle richieste dei lavoratori da parte di chi, forse, pensa di essere l’unico rappresentante dei lavoratori  ovvero le federazioni di trasporti  dei sindacati confederati”, aggiunge il segretario regionale Snalv. Hanno forse paura di un confronto o di perdere un potere che la gente non vuole più dargli, ma che loro vorrebbero conservare? Sembra lo specchio della società in cui i politici non vogliono mollare la poltrona e non rispondono alle esigenze dei cittadini che quindi rimangono insoddisfatti. Una situazione certamente assurda e antidemocratica. Nelle prossime settimane, comunque, faremo da soli le elezioni delle RSU. Daremo la massima diffusione e vediamo se si ostineranno a boicottare ancora i lavoratori”, conclude Santonocito che annuncia sciopero dei lavoratori sabato 24 luglio dalle ore 10 alle ore 12.

Ancora Erdogan

[Qui tantas nde faghet, una nde pianghet. Chi tante ne fa una ne piange.] Il tentativo di golpe dei militari in Turchia è stato sventato. Lo sostengono fonti dell'intelligence turca (Mit), fedele al presidente Erdogan, citate dalla Cnn Turk.  Il governo turco ha sollevato dal loro incarico 29 colonnelli e 5 generali, dopo il fallito colpo di stato militare in Turchia. Lo ha detto il ministro degli Interni, Efkan Ala. "Voglio ringraziarvi per quello che avete fatto stanotte a nome mio e delle nazione". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando all'alba all'esterno dell'aeroporto Istanbul, attorniato da una folla di migliaia di sostenitori che sventola bandiere turche e inneggia ad Allah. Se il popolo ha preferito il vecchio dittatore avendo paura del nuovo sono solo scelte personali, ma la Turchia non è un paese democratico. Il premier turco Binali Yildirim ha accusato il predicatore Fethullah Gulen, in esilio negli Stati Uniti, di essere l'organizzatore del fallito tentativo di colpo di Stato in Turchia e, riferendosi implicitamente a Washington, ha aggiunto che chi lo protegge "non è amico della Turchia". Da parte sua, Gulen ha respinto tutte le accuse, condannando il tentativo di colpo di Stato. Un gruppo di militari golpisti, circa 150 secondo una fonte che ha voluto mantenere l'anonimato, è ancora asserragliato nel quartiere generale del comando delle Forze armate ad Ankara. Lo riferisce l'agenzia Anadolu, aggiungendo che si tratta dell'ultimo manipolo di insorti ancora in armi. I soldati ribelli vorrebbero trattare la loro resa. Intanto altri 700 militari si sono consegnati alle forze di polizia. Tutto il personale della Nato in Turchia è "salvo e al sicuro": lo ha annunciato il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, in un twitter. Stoltenberg ha espresso soddisfazione per " il forte appoggio mostrato dal popolo e da tutti i partiti politici al governo democraticamente eletto in Turchia".

Italiani brava gente?

[Qui podet a chentu, podet ad unu. Chi può a cento può ad uno.] Sono stati ulteriormente rafforzati i controlli da parte italiana sul confine di Stato a Ventimiglia dopo l'attentato di Nizza. "Abbiamo avuto notizia che fuggitivi potessero essersi diretti in Italia - ha detto un dirigente di polizia - ma per ora non abbiamo riscontri concreti". Siamo un grande Paese che combatte per la libertà e contro il terrorismo e ciò ci rende un obiettivo naturale. Siamo al lavoro giorno e notte per prevenire", ha detto il ministro dell'Interno nella conferenza stampa convocata al Viminale per fare il punto in seguito all'attacco di Nizza. "La minaccia - ha spiegato - è sempre più 'liquida' è difficilmente afferrabile, affidata ad attori solitari la cui azione è imprevedibile. Noi - ha aggiunto - abbiamo fatto esercitazioni, l'ultima ieri notte alla stazione Termini di Roma, per tenere in tensione funzionale il sistema, in modo da renderlo più efficiente".  La "preoccupazione è alta" per il rischio del terrorismo, ma "il lavoro che stiamo facendo per contrastarlo è serissimo", ha detto ad Uno Mattina il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. La Farnesina "invita i connazionali presenti a Nizza ad evitare spostamenti ed a seguire le indicazioni delle Autorità locali". L'avviso è pubblicato sul sito di Viaggiare Sicuri, in cui si specifica che per emergenze si può contattare il Consolato Generale d'Italia a Nizza al n. 0033 (0) 768054804. Le Autorità francesi hanno attivato il seguente numero telefonico ove è anche possibile chiedere informazioni: +33 (0) 1 43175646. Angelino e Roberta state sereni. I terroristi perché dovrebbero programmare, ideare e realizzare attentati in Italia? Dovremmo prima combattere noi stessi. Alcuni esempi per capirci. La terra dei fuochi, ecoballe, la tav, le discariche a cielo aperto (per esempio Bellolampo a Palermo), l'Ilva di Taranto, la cementificazione costante delle coste ... Per non dimenticare la mafia, la camorra, la 'ndrangheta ... Dunque, per cui, l'Isis ha capito che in Italia non potrebbe fare meglio di chi peggio ha fatto.

venerdì 15 luglio 2016

Richelieu si sposa?

[Binza manna et paga ua. Vigna grande, e poca uva. Cioè tante parole, o fatti, ma pochi fatti.] Richelieu realizzerebbe  il suo sogno e giorno 16 si sposa con la duchessa di Romitello. Rito laico  (ovviamente) con un trattenimento che sicuramente passerà alla storia. Probabilmente ci saranno illustri invitati che festeggeranno gli sposini. Non dovrebbe mancare Renatino, Musotto, Vicari, esponenti della CdP, gli argentini di Corporation America, il Saracino, un ingegnere, oggi, adr, presente una ristretta rappresentanza della Gesap, con in testa Cicciuzzu che per l'occasione avrà scannato le migliori pecore, sicuramente in lacrime...   Non sono stati invitati, ovviamente, la dottoressa Rosa De Gregorio, Santi Palazzolo, Helg (assente giustificato), Charles de Batz de Castelmore d'Artagnan, o semplicemente d'Artagnan, Mimmo di Carlo ... Una storia d'amore come tante in apt  con delle basi più solide di altre storia che hanno visto consumare fugaci amplessi nei bagni aeroportuali. Il viaggio di nozze resta top secret.

giovedì 14 luglio 2016

Aspettando gli ispanici

[Totu non podimus esser uguales. Tutti non possiamo essere uguali. Dicesi quando uno si vanta di essere più forte o più ricco di un'altro.]  Leopardo sembrerebbe che ha vinto la scommessa. Il termine ultimo era il 15 cm e doveva essere ufficializzato il passaggio della Vueling con Aviapartner. Putra dovrà pagare la pizza. Nel frattempo si lavora con la morte nel cuore perché a ottobre  ci sarà un altro lungo inverno da affrontare. Come nel "deserto dei tartari" di Dino  Buzzati a Palermo non aspettiamo l'esercito del nord ma, più modestamente, un vettore che possa dare speranza. L'azienda multinazionale  è sempre più fiduciosa anche perché loro non hanno la cig e adesso si sono inventati la tesi che il vettore  Vueling, al momento, ha dei problemi organizzativi che si presentano periodicamente. Risolti i problemi non ci saranno più riserve. Chi crede alle favole può stare tranquillo.

Alitalia a Torino ha scelto Aviapartner

[Cojuadi cum uguales tous. Sposatevi con vostri uguali. Cioè di età e di condizioni pari. Caselle, non è tutto oro quello che riluce. Gli ottimi dati che vengono dallo scalo torinese, che punta a toccare quota 4 milioni di passeggeri nel 2016 (cifra che rappresenterebbe un primato assoluto) e le notizie di nuovi voli (Ferrero avrebbe alla fine scelto Caselle a scapito di Levaldigi per i "suoi" collegamenti con Lussemburgo), cozzano con le preoccupazione di una parte di lavoratori della Sagat. Infatti Sagat Handling, il "braccio operativo" della società che si occupa dell'assistenza agli aeromobili, alle merci  ed ai passeggeri, ha perso la commessa di Alitalia che, dall'autunno, passerà alla multinazionale Aviapartner. Dunque battere l'arroganza del gestore si può. La vicenda di Torino potrebbe essere la prima avvisaglia in vista del 2018 quando Aviapartner presenterà l'offerta per Alitalia su tutto il network. Non dimentichiamo che  Etihad e cliente di Aviapartner. I lavoratori interessati dallo spostamento sarebbero una trentina ma non ci sarebbe al momento ancora alcuna sicurezza dell'assorbimento del personale diventato in esubero per la perdita della compagnia di bandiera. Il tavolo sindacale potrebbe farsi caldo, sempre che la lanciatissima Sagat non trovi il sistema di disinnescare subito il potenziale problema.

Israele contro ong

[Mezus ubbidire a deus qui non ad sos homines. Meglio obbedire a Dio che agli uomini.]  Il Parlamento israeliano ha approvato la controversa legge che costringe le organizzazioni non governative che ricevono la maggior parte dei loro fondi da entità statali straniere a rendere pubbliche le loro entrate, lo ha annunciato il portavoce della Knesset. La legge, che è stata criticata dai gruppi di sinistra che fanno campagna per i diritti dei palestinesi, è stata votata con 57 sì e 48 no dopo un aspro dibattito. "La legge vuole regolare il fenomeno delle ong che rappresentano interessi stranieri di Paesi stranieri, che agiscono sotto le spoglie di organizzazioni locali che servono gli interessi pubblici di Israele", si legge nel testo. Sono 25 le ong che sono interessate dalla norma e che ricevono fondi da privati e anche da Paesi europei. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato che l'obiettivo della legge è "di prevenire una situazione assurda in cui stati esteri si intromettono negli affari interni di Israele finanziando le ong, senza che la popolazione israeliana ne sia consapevole". Il premier israeliano ha aggiunto che questo contribuirà ad aumentare "la trasparenza" e a far crescere la "democrazia".

Fb chiude Hamas

[S'ultimu o leat bene o leat male. L'ultimo o prende molto o prende poco. Fb ha chiuso decine di pagine personali e di gruppi legati a Hamas. Lo riferisce oggi la stampa palestinese che attribuisce il provvedimento a pressioni esercitate dalle autorità israeliane secondo cui esse propagavano
istigazioni alla violenza. Tra le pagine sanzionate ci sono quelle di gruppi di studenti islamici delle principali università palestinesi della Cisgiordania e quelle personali degli amministratori di questi gruppi. La chiusura - la sesta dall'ottobre scorso, quando nei Territori ebbe inizio un'ondata di violenze - arriva dopo le ripetute lamentele di privati ed esponenti israeliani. Sono culminate nei giorni scorsi con una querela ed una richiesta di danni per un ammontare di un miliardo di dollari nei confronti del colosso californiano dei social network, presentata negli Stati Uniti dalla Ong israeliana Shurat Hadin per conto dei familiari di quattro cittadini Usa uccisi in attentati palestinesi negli ultimi due anni.

Binnu u tratturi è morto

[Sa tazza mintet azza. La tazza mette coraggio. Cioè il vino fa audace colui che lo beve] I morti ammazzati dal delinquente Provenzano potranno ora regolare i conti in sospeso. In questo mondo o nell'altro Boris Giuliano e il generale Dalla Chiesa ... avranno la loro vittoria definitiva.  Ma anche i colleghi del crimine eliminati dal signore della morte potranno prendersi delle soddisfazioni non da poco. Bernardo Provenzano, il boss della mafia morto ieri  all'età di 83 anni, era nato il 31 gennaio del 1933 a Corleone. Nato in una famiglia di agricoltori, cominciò giovane le attività illegali. Arrestato nel 1958 dai carabinieri in seguito ad uno scontro a fuoco tra mafiosi, dal 1963 inizia una latitanza che durerà 43 anni e che indurrà alcuni degli investigatori a considerarlo morto. Secondo i collaboratori di giustizia Provenzano, detto Zio Binnu o "il ragioniere",  da metà degli anni Settanta diventa reggente della famiglia di Corleone insieme a Totò Riina. Quando quest'ultimo viene arrestato, nel 1993, Provenzano rimane il boss, nonché il principale mafioso ricercato dalle forze dell'ordine. Viene arrestato l'11 aprile del 2006, senza opporre resistenza, in un casolare spoglio a Corleone. Condannato a svariati ergastoli, tra l'altro, per diversi omicidi eccellenti di mafia (tra gli altri, Piersanti Mattarella, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Boris Giuliano) e per le stragi di Capaci e di Via D'Amelio costate la vita ai giudici Falcone e Borsellino, era imputato anche nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia, a cui non partecipò per motivi di salute. Incarcerato, in regime di 41bis, passa dal carcere di Terni a quello di Novara a quello di Parma. Le sue condizioni di salute nel corso degli anni peggiorano. Il nove aprile 2014 viene ricoverato all'ospedale San Paolo di Milano, dove oggi è morto. Un duro colpo alla mafia di Corleone, in provincia di Palermo, è stato inferto dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Monreale e della Compagnia di Corleone, a conclusione di  una complessa ed articolata indagine coordinata dalla Dda di Palermo. Sono 6 i fermi eseguiti dai militari, nei confronti di altrettanti boss e gregari, indagati per associazione per delinquere di stampo mafioso, danneggiamento, illecita detenzione di armi da fuoco. L'operazione, denominata "Grande Passo3", nasce dalle evoluzioni delle indagini che portarono, nel settembre 2014 e il gennaio 2015 alle operazioni "Grande Passo" e "Grande Passo 2" nei confronti delle famiglie mafiose di Corleone e Palazzo Adriano. Le indagini hanno permesso di individuare il capo mandamento in Rosario Lo Bue, fratello di Calogero già condannato per il favoreggiamento di Bernardo Provenzano, nonché di ricostruire l'assetto del mandamento mafioso di Corleone ed in particolare delle famiglie mafiose del territorio dell'Alto Belice dei Comuni di Chiusa Sclafani e Contessa Entellina.

Patronaggio procuratore capo ad Agrigento

[Qui ubbidit a tantos, ubbidit a niunu. Chi ubbidisce a molti, ubbidisce a nessuno.] Luigi Patronaggio è il nuovo procuratore capo di Agrigento. Prenderà il posto di Renato Di Natale che a settembre lascerà la Procura di Agrigento per andare in pensione. Patronaggio, sostituto procuratore generale a Palermo, è stato designato all'unanimità. Ad Agrigento è stato già capo dell'ufficio Gip e presidente del maxi processo Akragas. La quinta commissione ha designato, inoltre, Francesco Puleio, attuale sostituto procuratore a Ragusa ed ex procuratore di Modica, come procuratore aggiunto al tribunale di Catania. Il presidente della sezione del tribunale di Caltanissetta, Mario Amato, è stato invece designato come presidente della sezione di corte d'appello di Torino.

martedì 12 luglio 2016

Teheran non esce dal tunnel

[Tazza chinnida niune la neat. Tazza filata nessuno la guarda - Dicesi quando si sospetta dell'onestà delle donne.]Il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon chiede all'Iran di fermare lo svolgimento di lanci di missili balistici, affermando che non sono nello spirito del patto nucleare stretto la scorsa estate con sei grandi potenze. Nella sua prima relazione semestrale al Consiglio di sicurezza dell'Onu sull'attuazione dell'accordo con Teheran, Ban ha spiegato che test missilistici potrebbero aumentare le tensioni in Medio Oriente.  Il 14 luglio 2015 decine di migliaia di iraniani festeggiavano a Teheran quella che appariva come la fine di un incubo. L'Iran e le grandi potenze avevano appena concluso un difficile negoziato sul nucleare dopo anni di aspri contrasti. L'intesa aveva permesso la revoca di una parte delle sanzioni contro Teheran in cambio dell'impegno a non munirsi di armamento nucleare. Ma un anno dopo, non si sono registrati effetti concreti in grado di rilanciare un'economia in stagnazione. "A mio parere, l'accordo nucleare non ha avuto alcun impatto economico e sociale" dichiara una giovante abitante della capitale iraniana. "Non abbiamo percepito alcun effetto sulle nostre vite". "Una parte dei fondi esteri congelati ci sono stati restituiti ma per i giovani non è cambiato nulla. Non ci siamo accorti di niente", rincara uno studente. Anche il polso del bazaar, cuore nevralgico e socio-politico di ogni economia mediorientale, segnala le stesse delusioni. Nonostante il presidente Hassan Rohani, eletto nel 2013, ritenga che la fine della sanzioni permetterà di attirare tra i 30 e i 50 miliardi di dollari d'investimenti l'anno. Ma per i commercianti del bazaar le speranze rimangono tiepide: "L'Iran viaggia sui binari di un'economia locale con pochissimi contatti internazionali. Prima o dopo l'accordo, abbiamo visto pochi cambiamenti". La revoca delle sanzioni ha innescato un repentino e foltissimo arrivo di delegazioni straniere, attirate dallo straordinario potenziale rappresentato da un paese che, oltre a tutto il resto, trasuda risorse di greggio e di gas. Secondo gli analisti economici locali è solo una questione di pazienza: "L'export di petrolio oggi è più che raddoppiato rispetto all'anno scorso. Grazie a questo aumento abbiamo registrato un 4/5% di crescita. Possiamo fare ancora di meglio, ma ci serve più tempo". Tutto dipende dalle sanzioni statunitensi ed europee ancora in vigore. E il pallino resta nelle mani di Washington, che non sembra un guardiano della soglia molto accomodante.

La mafia social

[Mezus ubbidire que sanctificare. È meglio obbedire che santificare.]Che i mafiosi o presunti tali siano solo violenza e poca intelligenza non è più un luogo comune ma una realtà. Vi ricordate di Vito Palazzolo, mafioso scappato in sud africa e li residente continuava a fare affari tranquillamente, protetto da un paese compiacente. È bene quando Palazzolo scrisse su Facebook che sarebbe andato in Thailandia per affari anche gli uomini della catturanti di Palermo sono  partiti. Credere che internet ti possa permettere di fare tutto in piena libertà è falso, il web serve per controllare meglio gli uomini. Ventura che minaccia un giornalista attraverso i social network e come ammettere le proprie colpe, su internet resta sempre traccia di quello che si scrive anche se poi cancellato.  È iniziato oggi  a Ragusa il processo nel quale è imputato Giambattista Ventura, il presunto boss mafioso di Vittoria, accusato di aver minacciato di morte, attraverso i social network, Paolo Borrometi, collaboratore dell'Agi e direttore del sito internet LaSpia.it. Processo al quale la Fnsi parteciperà in qualità di parte civile al fianco del collega. Lo scorso 26 maggio, infatti, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Catania, Francesca Cercone, aveva accolto la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dalla Fnsi, rappresentata in giudizio dagli avvocati Francesco Paolo Sisto e Roberto Eustachio Sisto, oltre che dall'Ordine nazionale e regionale dei giornalisti e dal Comune di Vittoria. L'imputato, già in carcere a Siracusa per altri reati di stampo mafioso, avrebbe rivolto al giornalista minacce del tipo: "Ti scippu a testa merdoso che non sei altro", "d'ora in avanti sarò il tuo peggiore incubo", "prima o poi ci incontriamo nell'aldilà e so cazzi tua", con l'aggravante - scrive il giudice di Catania nel decreto con cui disponeva il rinvio a giudizio dell'imputato - delle "modalità tipiche assimilabili a quelle delle associazioni di tipo mafioso e al fine di agevolare le attività dell'organizzazione di stampo mafioso riferibile storicamente al clan Carbonaro-Dominante". E domani alle 9, davanti alla Sezione Penale in composizione collegiale del tribunale di Ragusa, si aprirà la fase dell'istruttoria dibattimentale, a cui seguiranno le convocazioni dei testimoni. "La presenza della Fnsi come parte civile - affermano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani - è un atto dovuto nei confronti del collega Paolo Borrometi e di tutti i cronisti che, come lui, sono vittime di intimidazioni e minacce e sono costretti a vivere sotto scorta. Quei giornalisti non vanno lasciati soli: il sindacato ribadisce la volontà di costituirsi parte civile in tutti i processi in cui saranno imputati coloro che minacciano i giornalisti perché le minacce e le intimidazioni ai giornalisti indeboliscono la democrazia".

domenica 10 luglio 2016

In Sicilia arriva slow train

[Ua agra binu aghedu. Uva acerba vino inacetito. Significa che se l'uva non è buona il vino non sarà mai buono.]  Ripercorrere antiche tratte a bordo di una locomotiva d'altri tempi per riscoprire, da luglio a settembre, gli scorci più belli di Sicilia, il piacere della "lentezza" con la formula dello "slow train" per "aprire a un nuovo segmento di mercato": il turismo ferroviario. È  l'iniziativa "I binari della cultura in Sicilia. Gli itinerari turistici in treno storico", promossa dall'assessorato regionale al Turismo, in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato e Trenitalia.  Questa iniziativa possiamo definirla a costo zero, visto che i treni in Sicilia non corrono e sono molto riflessivi. Tre gli itinerari proposti per l'estate 2016, "Il treno del Barocco" che a bordo di un carrozza anni'30 conduce alla scoperta della Val di Noto e dei paesaggi patrimonio dell'Unesco, "Il treno Del Mito", che lungo la ferrovia sulla costa ionica corre tra il mare e l'Etna, e "Il treno dei Templi" che viaggia verso il Parco Archeologico e si spinge fino al giardino della Kolymbethra. In viaggio su treni storici ristrutturati, i turisti avranno la possibilità di percorrere itinerari suggestivi dell'isola, da Siracusa a Donnafugata, Comiso, Scicli e Ragusa, Noto e Modica. E ancora da Agrigento a Porto Empedocle e da Catania a Taormina, dove i treni resteranno attivi fino all'una di notte.