giovedì 30 giugno 2016

Onu critica Israele

[B'hant semenadu su sale. Vi hanno seminato il sale.Cioè essere sterile, deserto] Il tanto atteso rapporto del Quartetto Onu chiede a Israele di rinunciare "urgentemente" alla colonizzazione. Lo ha detto l'inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente. Nickolay Mladenov ha riferito al Consiglio di Sicurezza che la politica di costruzione di insediamenti in Cisgiordania è una dei tre "trend negativi" che vanno velocemente invertiti se si vuole mantenere in vita il processo di pace israelo-palestinese. Il presidente della Repubblica Hassan Rohani ha esortato, in un messaggio, gli iraniani a partecipare domani alla tradizionale giornata internazionale in solidarietà con i palestinesi e per al Quds (Gerusalemme in arabo), che si celebra l'ultimo venerdì del mese del Ramadan. "Quest'anno - ha detto - ha un particolare significato in quanto il regime israeliano sta cercando di far dimenticare la sua aggressione contro i palestinesi, sostenendo gli sforzi per creare conflitti tra i musulmani della regione". L'evento, ideato da Khomeini nel 1979, costituisce - afferma in una propria nota il 'Consiglio di coordinamento della Propaganda islamica una vera prova di umanità e di unità del mondo musulmano". Ogni anno, a Teheran e in altre città iraniane, scendono in piazza decine di migliaia di persone.  Nuova bufera su Jeremy Corby. Non bastasse la spaccatura verticale nel Partito Laburista, il leader dell'opposizione britannica finito sotto accusa per aver tracciato un presunto parallelo tra il governo israeliano e l'Isis. Paragone che egli ha smentito d'aver fatto, ma che ha suscitato comunque reazioni furiose in Israele e immediate polemiche nel suo stesso partito, dove gli oppositori hanno colto l'occasione per tornare a sollecitarne le dimissioni. E' morta la ragazzina israeliana di 13 anni colpita questa mattina nell'attacco palestinese a Kyriat Arba in Cisgiordania. L'assalitore - ucciso dalle forze di sicurezza - è stato identificato come Mohammad Tra'ayra  di 19 anni, del vicino villaggio di Bani Na'im. La ragazzina, a quanto sembra, è stata colpita mentre dormiva a casa sua. Nell'attacco è stato ferito anche un uomo di 30 anni. "Mi aspetto che la leadership palestinese condanni chiaramente, senza equivoci questo orrendo omicidio e prenda immediati provvedimenti per fermare l'istigazione", ha commentato il premier Benyamin Netanyahu al termine di una riunione di sicurezza assieme al ministro degli Esteri Avigdor Lieberman. "L'assassinio di una ragazzina nel suo letto - ha aggiunto - sottolinea la sete di sangue e l'inumanità dell'istigazione indotta nei terroristi che abbiamo di fronte".

Turchia e Israele di nuovo amici?

[Ponnere pagu sale in laras. Metter poco sale nelle labbra. Cioè essere sciocco.] Al termine di un serrato dibattito protrattosi cinque ore, il governo di Benyamin Netanyahu ha ratificato l'accordo di normalizzazione della relazioni con la Turchia. Lo riferisce la radio statale israeliana secondo cui nel consiglio di difesa sette ministri hanno votato a favore e tre contro. L'accordo con la Turchia era già stato formalmente firmato a Gerusalemme dal direttore generale del ministero degli esteri Dore Gold. Dopo sei anni di tensioni, il 26 giugno Israele e Turchia hanno raggiunto un accordo che mette fine al pesante contenzioso provocato dal sanguinoso raid di un commando israeliano contro una nave turca noleggiata per portare aiuti alla Striscia di Gaza, sotto embargo dal 2006. Nel 2010 la Mavi Marmara, un’imbarcazione che faceva parte di una flotta internazionale composta da sei navi, aveva cercato di rompere il blocco e di raggiungere il territorio palestinese governato dagli islamisti di Hamas. Le forze speciali israeliane lo avevano impedito con un’azione che aveva causato nove morti e 28 feriti tra gli attivisti filopalestinesi che si trovavano a bordo e dieci feriti tra i militari israeliani. Israele ha partecipato con 20 milioni di dollari (18 milioni di euro) a un fondo di indennizzo per le famiglie delle vittime in cambio dell’abbandono delle iniziative giudiziarie contro i soldati israeliani. Questo permetterà anche ai rispettivi ambasciatori di tornare nelle capitali dei due paesi. Il 27 giugno il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che questa distensione avrà “enormi” conseguenze per l’economia del paese. Prima del 2010 la Turchia era uno dei paesi musulmani più vicini a Israele. E ancora oggi i due paesi hanno molti interessi comuni, a cominciare da una volontà condivisa di contenere l’Iran. Per gli Stati Uniti questa riconciliazione tra i suoi due alleati più importanti è una buona notizia. Soprattutto perché Washington continua a confrontarsi con il rompicapo siriano e più in genere con l’instabilità geopolitica nella regione. Ma questa intesa non piace a tutti. Così Gilad Sharon (figlio dell’ex primo ministro Ariel Sharon) critica la remissività del governo israeliano nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan; un atteggiamento che secondo lui è contrario alla “dignità nazionale” e che considera come una sorta di “capitolazione”. Ariel Ben Solomon del Jerusalem Post ritiene che l’accordo sia solo un inganno, utile per “smettere di litigare in pubblico e continuare discretamente a contrapporsi su quasi tutto”. Secondo il giornalista il grande vincitore di questo accordo non è altro che Hamas.

martedì 28 giugno 2016

L'Inpgi preoccupa la Corte dei Conti

[Cum Deus et cum su Re pagas paraulas. Con Dio e con il Sovrano poche parole] La Corte dei Conti giudica "molto preoccupanti" i dati dell'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti italiani, e solleva dubbi "sulla sostenibilità della gestione anche nel breve periodo". L'allarme è contenuto in un comunicato sulla relazione del risultato 2015, in cui si richiedono all'ente "ulteriori interventi per rimediare ad una situazione che parrebbe, altrimenti, seriamente compromessa". "Nel 2015 - si legge - la Gestione principale chiude con un avanzo economico di 21,070 milioni, a fronte di quello del 2014, pari a 17,020 milioni. La gestione previdenziale, pur tuttavia, mostra, con un risultato di segno negativo per 111,940 milioni, un netto peggioramento sul precedente esercizio, di circa 30,320 milioni". "Saldo ancor più preoccupante - avverte la Corte dei Conti - se riguardato con riferimento all'ultimo quinquennio, in cui la gestione previdenziale, in negativo già dal 2011, vede negli ultimi tre anni aumentare le perdite in modo assai sensibile e nell'ordine di circa 30 milioni in ciascun esercizio. Si tratta, dunque, nel giudizio della Corte, di dati molto preoccupanti sulla stessa sostenibilità della gestione anche nel breve periodo, su cui ha inciso una crisi, molto pesante, se non divenuta ormai strutturale, del settore dell'editoria, con una progressiva contrazione del numero degli occupati ed un progressivo aumento degli oneri per ammortizzatori sociali a carico dell'Istituto". "Tra il 2014 e il 2015 aumenta ancora, infatti, la forbice tra gettito contributivo Ivs (che diminuisce del 2,32 per cento) e spesa per pensioni (+ 3,78 per cento), con un'incidenza quindi sempre maggiore di questi oneri sulle relative entrate. Il saldo tra il gettito di tutti i contributi e tutte le prestazioni obbligatorie è negativo per oltre 140 milioni. Importante è la spesa per finanziare l'articolato sistema di ammortizzatori sociali a favore dei giornalisti che, nel 2015, evidenzia uno squilibrio tra entrate e uscite pari a -10,708 milioni. La gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare del 2015 chiude con un saldo positivo per 95,269 milioni (45,455 nel 2014) che, pur in deciso miglioramento, è assai lontano dal poter riequilibrare i negativi risultati della gestione caratteristica". "A fronte della descritta situazione deve ancora una volta la Corte osservare come gli equilibri di bilancio della previdenza dei giornalisti siano garantiti dal ricorso ad operazioni, la cui natura è straordinaria, di cessione di quote del patrimonio immobiliare al 'Fondo immobiliare Inpgi', con conseguenti plusvalenze (oltre 90 milioni nel 2015). Operazioni, cui corrisponde un residuo valore del patrimonio immobiliare da reddito (circa 308 milioni, ai valori di bilancio), sufficiente, quindi, a situazione data, per un numero limitato di anni a contribuire alla sostenibilità della gestione". "I risultati dell'esercizio 2015 sono ancor più preoccupanti, ove considerati nella prospettiva attuariale che, pur considerando gli interventi di riforma adottati dalla governance dell'ente nell'estate del 2015 (solo in parte approvati dai Ministeri vigilanti e, quindi, vigenti), sanciscono, a giudizio dell'attuario libero professionista, la non solvibilità dell'Istituto, con un patrimonio netto che si azzera nel 2030 e torna ad essere positivo solo dal 2060. L'invito agli organi di amministrazione dell'Istituto è quello di porre responsabilmente in essere, come del resto richiesto dagli stessi Ministeri vigilanti, ulteriori interventi per rimediare ad una situazione che parrebbe, altrimenti, seriamente compromessa. Quanto alla Gestione separata - conclude la Corte - operativa peraltro, soltanto dal 1996, non si ravvisano problemi di tenuta".

Viaggiare nel dopo Brexit

[Su sale est bonu quando est pagu. Il sale e buono quando è poco. Significa che le vivande debbono essere poco salate per essere più salutari.] Passano i giorni dall'esito della consultazione referendaria britannica ma le domande, per chi sta per intraprendere un viaggio nel Regno Unito, restano ancora le stesse. Il post Brexit ha cambiato qualcosa? Ci vuole già il passaporto, o addirittura un visto? E se c'è bisogno di assistenza medica? Si può cambiare in sterline senza problemi? Meglio allora rifare il punto, come subito dopo la vittoria del "leave" hanno provato a fare ad esempio le associazioni dei consumatori, a partire dal Codacons, letteralmente tempestate da telefonate allarmate. Sul fronte della documentazione non è prevista nessuna modifica al momento, per chi viaggia in direzione di Londra e di tutta la Gran Bretagna. Dall'Italia basta quindi la carta d'identità valida per l'espatrio. Tra circa 2 anni, se poi si completerà il processo di uscita dal paese, ci sarà invece sì bisogno del passaporto. Anche per la gestione del viaggio, chi ha acquistato un pacchetto vacanza con destinazione Regno Unito non deve assolutamente veder modificato lo stesso, dunque non dovrà pagare sovraprezzi di alcun tipo. Non possono essere richieste poi integrazioni al prezzo dei biglietti aerei già acquistati, anche se è prevedibile il rincaro, anche pesante, delle tariffe da e per la Gran Bretagna con l'uscita formale dall'Ue dei britannici. Importante: al momento i cittadini italiani continueranno a godere dalla copertura sanitaria in viaggio garantita dalla Tessera Europea di Assicurazione Malattia. Più avanti, causa Brexit, ci sarà invece bisogno di una specifica assicurazione sanitaria, al pari di quanto avviene per i viaggi negli Usa. E per telefonare? Si applicano le regole sul roaming finora in vigore e i relativi costi. Successivamente all'uscita formale del paese dall'Europa potranno esserci pesanti aggravi tariffari per i viaggiatori che utilizzeranno il telefonino in Gran Bretagna. Infine il cambio della valuta: forse è l'aspetto più interessante, perché in questa fase, che come visto non modifica nulla delle condizioni di viaggio pre-Brexit dall'Ue, al momento la scelta degli elettori britannici rappresenta un vantaggio per i turisti che utilizzano l'euro. La svalutazione della sterlina, infatti, rende più conveniente fare acquisti nel Regno Unito e aumenta il potere d'acquisto dei viaggiatori comunitari.

MERIDIANA DECOLLA VERSO QATAR AIRWAYS

[Non affides cosa de importanzia ad quie non hat sale in testa. Non affidare cosa d'importanza a chi non ha sale in testa.] All'indomani dell'accordo firmato al Mise tra azienda e sindacati - esclusa l'Usb - con il via libera a circa 400 esuberi,  è caos all'aeroporto Costa Smeralda di Olbia, roccaforte della compagnia aerea Meridiana. Gli 'irriducibili' tra gli assistenti di volo hanno presentato certificati di malattia: senza equipaggi gli aerei sono rimasti a terra provocando la cancellazione di sette voli in partenza e sette in arrivo, mentre quattro sono stati rinviati di ore. Sono centinaia i viaggiatori in fila davanti alle biglietterie per trovare posti con altre compagnie. Al momento Meridiana non commenta ma in mancanza di equipaggi all'azienda non è rimasto altro che cancellare o posticipare le partenze. I voli cancellati sono l'Olbia-Verona-Olbia (delle 7:25 da Olbia e delle 10:20 da Verona), l'Olbia-Malpensa-Olbia (delle 8:50 da Olbia e delle 11:55 da Malpensa), l'Olbia-Napoli-Olbia (delle 10:40 da Olbia e delle 13:30 da Napoli), l'Olbia-Venezia-Olbia (delle 11:25 da Olbia e delle 14:40 da Venezia), l'Olbia-Bologna-Olbia (delle 11:50 da Olbia e delle 14:35 da Bologna), l'Olbia-Linate-Olbia (delle 12:50 da Olbia e delle 15:50 da Linate), l'Olbia-Linate-Olbia (delle 16:15 da Olbia e delle 19:10 da Milano). I voli in ritardo, invece, sono l'Olbia-Linate e l'Olbia Bologna che registrano slittamenti di oltre quattro ore. Meridiana, che si scusa con i passeggeri per il disagio che si sta creando negli scali, raccomanda ai passeggeri in partenza di controllare lo stato del proprio aereo anche consultando la sezione "Stato del volo" nel sito meridiana.com. Qualora si desideri rinunciare o modificare la propria prenotazione il numero del Call Center messo a disposizione dei passeggeri è: +39.0789.52609. Meridiana decolla verso Qatar Airways. È stato firmato l'accordo quadro con i sindacati che apre la strada all'intesa definitiva con il partner arabo. Un passo "necessario e indispensabile" per arrivare alla partnership con la compagnia araba, sottolineano con soddisfazione il ministro dei trasporti Graziano Delrio e la vice ministra dello sviluppo Teresa Bellanova, che hanno accompagnato questa trattativa "lunga e difficile" fino ad oggi. Rimane tuttavia l'insoddisfazione dei sindacati per gli esuberi, che avrebbero voluto ridurre in numero maggiore. La firma dell'accordo quadro (non ha firmato solo l'Usb) è arrivata al termine di oltre 30 ore di trattativa quasi ininterrotta al Ministero dello sviluppo, mentre a Olbia i lavoratori Meridiana attendevano notizie in un sit-in spontaneo in aeroporto. Il nodo del contratto ero stato affrontato e risolto già ieri: i sindacati hanno chiesto di ridurre la durata dai 5 anni richiesti dal Qatar a 3 anni, in linea con il contratto nazionale, e in mattinata è trapelata la risposta positiva di Doha. Oggi invece ci si è concentrati sugli esuberi, che sono stati  ulteriormente limati: l'ultimo numero presentato dall'azienda era di 406, ora l'asticella è scesa a 396 (dai 955 iniziali). "Abbiamo lavorato per salvaguardare quanti più posti di lavoro possibile, tutelando i principi del Contratto collettivo nazionale di lavoro", ha sottolineato Bellanova, spiegando che gli esuberi si potranno ridurre ulteriormente nei prossimi mesi, proprio grazie alla chiusura dell'accordo con il Qatar. Per questo all'azienda è stato imposto il vincolo del diritto di prelazione per 36 mesi per l'assunzione dei lavoratori in mobilità. Sugli esuberi resta l'insoddisfazione dei sindacati di categoria: Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl, tuttavia esprimono la convinzione che nell'arco dei prossimi tre anni "si determino positive condizioni di sviluppo per consentire l'assorbimento delle eccedenze". Ora gli occhi sono puntati su Doha. "Adesso il partner Qatar Airways ha tutti gli elementi per poter fare la sua parte e costituire insieme a Meridiana" una nuova società, ha detto il ministro Delrio, assicurando che il Governo, che ha accompagnato l'operazione fino ad oggi (anche il premier Matteo Renzi ha dato una mano nel momento delicato dell'irrigidimento del Qatar), accompagnerà anche l'accordo definitivo. Che fonti dell'azienda auspicano che possa essere sottoscritto in tempi brevi. Ora Meridiana, che era sull'orlo del fallimento, ha davanti un piano di rilancio industriale, hanno evidenziato Delrio e Bellanova: "L'accordo con Qatar, che prevede vari step, potrà garantire un rafforzamento della presenza della compagnia in Italia", con servizi per la Sardegna e internazionali, come con la nuova rotta Doha-Milano-Chicago.

lunedì 27 giugno 2016

I sauditi complici di Al Qaida

[ “Rabbino, è meglio avere sei figlie o seimila dollari?”. "Senza alcun dubbio, sei figlie. Se avessi seimila dollari, sarei preso dall'avidità e non me li farei bastare. Meglio occupare lo spirito con altre cose, non col danaro. Non avrò mai seimila dollari, inoltre. Quindi è bene che non li brami vanamente. Infine, sono molto meglio le sei figlie perché... io ne ho dieci!!!” ]  Gli attacchi dell'11 settembre restano un caso aperto per l'Fbi. Ma il ruolo che l'Arabia Saudita potrebbe aver giocato continua a creare polemiche. Il ''mistero'' è intorno a Fahad al Thumairy, funzionario del consolato arabo a Los Angeles e imam di una mosche visitata da due dei dirottatori. Fahad al Thumairy - riferisce il New York Times - è stata interrogato due volte dagli investigatori americani, convinti che determinando un suo legame con gli attacchi potevano compiere un passo in avanti nel provare la complicità del governo dell'Arabia Saudita all'attacco. Thumairy ha negato ogni legame con i dirottatori e smentito anche le prove presentate dall'Fbi, secondo le quali le sue risposte contraddicevano i tabulati telefonici. Il mistero quindi resta e si cercano risposte nel rapporto della commissione d'inchiesta del 2002, 28 pagine classificate che non hanno risposte su Thumairy e i due dirottatori. Il direttore della Cia, John Brennan, ha dichiarato che non ci sono prove di un coinvolgimento dell'Arabia saudita negli attentati dell'11 settembre 2011 contro gli Usa. In un'intervista
esclusiva alla tv Al Arabiya, il capo dell'agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti ha smentito un ex componente della Commissione d'inchiesta del congresso americano, John Lehman, il quale il mese scorso aveva sostenuto che un rapporto di 28 pagine ancora riservato contiene prove su un sostegno ad Al Qaida da parte di sei funzionari sauditi. Lo riferisce il sito dell'emittente degli Emirati arabi uniti. La conclusione cui è giunta la Commissione sull'11 settembre, ha detto Brennan, "è che non c'è prova per affermare che il governo saudita come istituzione o alti responsabili sauditi individualmente abbiano sostenuto gli attacchi dell'11 settembre". Il direttore della Central Intelligence Agency ha comunque sostenuto l'opportunità che il rapporto venga pubblicato. Non è ancora legge, ma il Senato degli Stati Uniti ha adottato all’unanimità un testo di legge che, se approvato in via definitiva, potrebbe aprire scenari assai complicati per la Casa Bianca e che autorizzerebbe le vittime degli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 a fare causa e chiedere risarcimenti all’Arabia Saudita. Che l’Arabia Saudita fosse coinvolta negli attentati alle Torri Gemelle lo si è sempre detto, ma finora nessuno ha prodotto prove inconfutabili di un ruolo di Riad nell’organizzazione e nella messa a punto dell’11 settembre. Di certo c’è che 15 dei 19 attentatori erano sauditi. A quanto si sa gli investigatori americani hanno raccolto indizi che dimostrerebbero un coinvolgimento di funzionari del Governo saudita nell’organizzazione degli attentati dell’11 settembre 2001, ma avevano scelto di non seguire più queste piste. A dirlo è stato un membro della Commissione d’inchiesta congressuale sugli attacchi dell’11 settembre, John F. Lehman, banchiere ed ex segretario della Marina militare durante l’amministrazione Reagan. Lehman faceva parte della commissione che aveva individuato ufficialmente un solo diplomatico saudita, Fahad al-Thumairy, come possibile complice dei terroristi. Al-Thumairy lavorava al consolato sauudita di Los Angeles e dopo gli attentati era stato allontanato dagli Stati Uniti, ma non era stato incriminato. La novità ora è che lo stesso Lehman ha spiegato che il sospettato grave non era uno solo, ma ben cinque, e tutti funzionari governativi di Riad e che nessuno, sebbene sospettato, era stato incriminato. “Di certo – ha detto – erano implicati. Ci sono moltissime prove circostanziali a riguardo”. Sempre secondo Lehman non sono comunque mai emerse prove certe di un coinvolgimento volontario e diretto dell’Arabia Saudita nell’ideazione e nella preparazione degli attentati, ma diversi elementi fanno sospettare di singoli funzionari.

GB PERDE LA TRIPLA A

[Buongiorno! Questo è il risponditore automatico dell'USCI, Unione delle Separazioni delle Comunità Italiane. Se siete Ortodossi, digitate 1; se siete Habad, digitate 2, se siete Riformati, digitate quello che vi pare. Se volete parlare con una comunità, digitate 9. DING] L'esito del voto sulla Brexit costa caro al debito pubblico della Gran Bretagna, che perde il giudizio 'tripla A'. Standard & Poor's ha infatti tagliato il rating del Paese di due gradini, da AAA a AA, con l'outlook che resta negativo. Fitch abbassa rating Gb, da AA+ ad AA - Downgrade per il Regno Unito anche da parte di Fitch, che abbassa il rating di Londra da AA+ ad AA. La decisione di Fitch arriva poche ore dopo quella di Standard&Poor's di togliere alla Gran Bretagna la tripla A. Per FItch il voto in Gb "porterà a un quadro politico meno prevedibile, stabile ed efficace". Storica Islanda, elimina l'Inghilterra e vola ai quarti dove incontrerà la Francia. Nordici vincono 2-1 in rimonta. Gol di Rooney, Sigurdsson e Sigthorsson.   Il sogno islandese continua e per l'Inghilterra, invece, si materializza l'incubo sportivo. Fuori dall'Europa unita, per scelta dei sudditi di Sua Maestà, e adesso anche esclusa dall'Europeo di calcio. Lo spettro inglese ha le sembianze della gigantesca Islanda, che prima ha conquistato contro ogni pronostico la fase finale dell'Europeo, poi la qualificazione negli ottavi, adesso i quarti. Chi lo avrebbe mai detto che la squadra di Lagerbaeck potesse arrivare così in alto? La Nazionale che viene dal freddo, e che sta regalando una favola magnifica agli oltre 300 mila abitanti dell'isola (12mila dei quali oggi erano a Nizza a fare il tifo), oggi ha superato addirittura un ostacolo durissimo come l'Inghilterra che, in questo Europeo magari non ha brillato, ma resta pur sempre una squadra formata da giocatori di livello, esperti e abituati a esibirsi in competizioni prestigiose. La straordinaria forza fisica, un'invidiabile preparazione atletica, ma anche l'organizzazione tattica dell'Islanda, invece, hanno avuto il sopravvento, ribaltando il gol iniziale di Rooney su rigore (netto) e poi conservando il 2-1 fino alla fine, peraltro senza correre rischi eccessivi.

Ryanair e easyJet vittime brexit?

[Avete scelto 4? Non avreste dovuto, ma vi passo al servizio richiesto... ]Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea i trattati “open sky” decadono. Il che significa che Europa e Gran Bretagna dovranno ricontrattare i loro accordi su nuove basi. Poiché le compagnie aeree low cost hanno strategie differenti, il rischio è che compagnie come Ryanair, easyJet e altre possano tagliare gli investimenti e aumentare i costi dei biglietti. Idem per i vettori inglesi, che dovranno far fronte a costi più alti per i ricambi e per il carburante. Le tariffe aeree rischiano di impennarsi per tutti coloro che sono soliti viaggiare con i vettori low cost.  Il problema potrebbe coinvolgere anche la compagnia di bandiera britannica, la British Airways, che dovrà rivedere le proprie strategie verso l’Europa e gli Stati Uniti. Il motivo è da ricercarsi nello “spazio unico europeo” che garantisce diritti e doveri delle compagnie aeree e che, nel caso della Gran Bretagna, non esisterà più. Pertanto ogni permesso concesso alle linee aeree europee decade con l’uscita del Paese dall’Europa. Le linee aeree inglesi dovranno quindi riscrivere gli accordi con gli enti europei o con i singoli membri della European Common Aviation Area (Ecaa). Secondo l’istituto bancario Hsbc la situazione colpirà soprattutto coloro che si spostano regolarmente da e verso l’Inghilterra per raggiungere i propri cari e che rappresentano il 40% del traffico aereo degli ultimi dieci anni. A ciò si aggiunge il calo di peso della sterlina che porterà ad aumenti importanti del carburante aereo e dei costi di manutenzione degli aerei in Gran Bretagna.

La sfida di Wow Air

[Buongiorno. Questo è il risponditore del collegio rabbinico. È proibito. Grazie per aver chiamato. DING] Il dado è tratto: Wow Air, la ultra low cost transatlantica islandese ha iniziato le operazioni sulla costa Ovest statunitense con tariffe da 99 dollari. La compagnia comincia a volare su Los Angeles: “Siamo onorati che Wow abbia scelto Lax nei progetti di espansione negli Stati Uniti, ora per i nostri passeggeri si aprono opportunità indubbiamente vantaggiose per volare a basso costo su Reykjavik, peraltro una nuova destinazione dal nostro hub, e diverse altre opzioni verso le principali città europee”, commenta Deborah Flint, ceo della società di gestione Los Angeles World Airports. Nel gennaio scorso Wow Air aveva annunciato che sarebbe entrata nel mercato aereo della costa occidentale Usa e contestualmente aveva aperto le vendite, riempiendo i voli nel giro di 24 ore. “Il feedback è stato talmente fantastico che è evidente ci sia moltissima domanda per una offerta a basso costo di qualità tra la California e l’Europa”, dichiara Skúli Mogensen, unico proprietario e ceo. Wow è nata nel novembre 2011, connette 29 aeroporti tra gli Stati Uniti e l’Europa (Islanda), quest’anno ha più che raddoppiato la capacità da 840mila posti a 1,8 milioni del 2015. La rotta californiana viene servita da tre nuovi Airbus 330-300, primo aereo wide body della flotta che può trasportare 350 passeggeri in classe unica. Lo spazio tra i sedili varia da 76 a 86 centimetri con un aumento di tariffa.

L’Euro è fallito

[Avete scelto 1, grazie per la vostra scelta. verrete presto istradati al servizio richiesto....] L’Uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, come prevedibile, lascia parecchi strascichi non solo fra i sudditi di Sua Maestà, ma anche nell’Eurozona. La quale si è risvegliata con una stella in meno nella propria bandiera ed una serie di problemi irrisolti che, se possibile, fanno ancora più rumore di prima. Uno dei timori maggiormente condivisi è che ora, senza il ‘peso’ britannico, la Germania sarà ancora più dominante nelle politiche economiche dell’area Euro. Ma il punto cruciale resta la sostenibilità dell’Euro, che il premio Nobel per l’economia Josip Stiglitz aveva già definito “tecnicamente fallito” proprio a causa delle politiche tedesche. Ora, ad affiancare un parere così autorevole, c’è anche l’ex Governatore della Banca di Italia Antonio Fazio. Fazio è tornato a fare le sue analisi sull’economia nazionale e internazionale in un incontro promosso dalla Fondazione Formiche e da Spin, puntando il dito contro Olanda e soprattutto Germania, e i loro mostruosi surplus commerciali, nell’analisi del mal funzionamento della moneta unica. “La sola Germania mette da parte così più di 300 miliardi di euro l’anno – ha detto -, e lascia tutti gli altri paesi in deflazione, che produce bassa crescita e disoccupazione. Se non si rimettono in circolo quei 300 miliardi non c’è speranza che l’Europa e la sua moneta restino in piedi”. Come aveva previsto Stiglitz già due anni orsono.  Del resto anche il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi aveva replicato agli attacchi di Berlino contro la sua politica dei tassi bassi sottolineando che il persistente surplus della Germania nel saldo con l’estero ne è una delle cause principali, suscitando reazioni rabbiose. Ma è ormai oggettivo che I tassi bassi e il surplus tedesco sono i due gemelli micidiali dell’economia dell’Eurozona. Il surplus è la causa dei tassi bassi, come dice giustamente Draghi. Ma è vero anche che i tassi bassi nell’ultimo anno hanno fatto crescere il surplus, grazie alla svalutazione dell’euro: infatti, una valuta deprezzata rende i beni e servizi tedeschi più competitivi al di fuori della zona euro. Insistendo sull’austerità durante la crisi dell’Eurozona – scrive in proposito il Financial Times -, e non aumentando la spesa per investimenti in patria, Berlino ha contribuito in modo decisivo a deprimere la domanda aggregata, sia entro i confini nazionali sia nell’Eurozona in generale. La lunga depressione dell’Eurozona ha provocato il calo dell’inflazione al di sotto del tasso obbiettivo (che è appena sotto il 2 per cento). La risposta della Bce è stata tagliare i tassi a breve termine a livelli negativi e comprare attività finanziarie. Se la politica di bilancio della Germania fosse stata neutrale, in questo periodo, il compito della Bce sarebbe stato più semplice: avrebbe centrato il suo obbiettivo di inflazione e non avrebbe dovuto ridurre così tanto i tassi. In teoria – come fa notare Wolfgang Münchau sul Financial Times -, una soluzione semplice ci sarebbe: Berlino potrebbe tagliare le tasse e aumentare la spesa per investimenti. I margini per farlo ce li ha, e in abbondanza: dopo anni di austerità, il moltiplicatore fiscale – l’impatto di ciascun euro di spesa in disavanzo – è considerevole. Sfortunatamente, la regola tedesca che obbliga al pareggio di bilancio rende impossibile seguire questa strada. Cosa ancora più importante, l’elettorato e i suoi rappresentanti politici non vogliono seguirla. Vogliono rifondere i loro debiti: è una scelta sbagliata, ma è una scelta democratica. La conseguenza, però, è che finché la Germania rimarrà nell’euro gli squilibri non potranno correggersi da soli.

Trapani senza Ryanair

[Avete scelto 2, grazie per la vostra scelta. verrete presto istradati al servizio richiesto....] Ryanair è pronta a dire addio all'aeroporto di Trapani-Birgi. I Comuni della provincia stentano a far fronte all'accordo di comarketing firmato nel 2014 tra la Camera di Commercio e la società "Airport marketing service limited" che gestisce il marketing di Ryanair e che è finalizzato ad assicurare la continuità operativa di Ryanair sullo scalo, mentre Airgest, la società che gestisce il Vincenzo Florio non potrà più far fronte al proprio impegno di circa 3 milioni e 200 mila euro nei confronti della stessa compagnia aerea irlandese. L'allarme è stato lanciato dal presidente della Camera di commercio trapanese, Pino Pace durante una riunione con gli amministratori locali convocata  per cercare soluzioni che evitino il divorzio annunciato. L'ente camerale è la cabina di regia dell'intesa che prevede un contributo di 2.174.500 euro l'anno per 3 anni da dividere con i 24 comuni della provincia, molti dei quali morosi. Gli amministratori locali hanno chiesto tempo per mettersi in regola, sottolineando di voler confermare gli impegni non appena approvati i rispettivi bilanci di previsione. Una nuova riunione è stata fissata per il 4 luglio prossimo.

Apt Catania in svendita?

[Buongiorno. Questo è il risponditore del Beit Habad. È  proibito con gioia. Grazie per aver chiamato. DING] Un’asta internazionale per acquisire il controllo dell’aeroporto di Catania e di conseguenza anche quello di Comiso. A  Roma si è svolto un vertice tra il sindaco del capoluogo etneo Enzo Bianco e il presidente dell'Enac Vito Riggio. Quest'ultimo oggi incontrerà il presidente della Regione Rosario Crocetta. "Con Riggio – dice il governatore in un'intervista pubblicata dal quotidiano La Sicilia - faremo un bilancio complessivo perché Catania e Palermo debbono essere hub legati da una parte a Comiso e dall'altra a Trapani. Questo passo della gara internazionale era indispensabile per arrivare ad una vera privatizzazione che possa permettere all' aeroporto di Catania di avere risorse sufficienti per realizzare le opere necessarie al rilancio in grande stile dello scalo. Mi auguro che ora si proceda alla svelta - auspica Crocetta - perché i siciliani ne hanno bisogno". Ma avrebbero anche bisogno di un governatore che governasse. Per Crocetta, “Catania deve diventare il casello d’ingresso in Europa ed essere uno strumento di sviluppo per il territorio, ma nel contempo occorre vedere la situazione di Palermo e degli aeroporti minori". Secondo quanto scrive La Sicilia, entro sei mesi con una gara internazionale un operatore acquisirà il controllo della Sac e, tramite l'Intersac, anche quello dell'aeroporto di Comiso. Il socio di maggioranza che acquisirà la Sac acquisterà automaticamente anche la quota del 65% che Intersac ha nell' aeroporto di Comiso (il 35% è del Comune).

Asiana Airlines collegherà Palermo-Seul

[Buongiorno. Questo è il risponditore della congregazione Riformata. Non c'è problema, puoi farlo. Grazie per aver chiamato. DING] Dalla primavera 2017 Palermo e Seul saranno collegate da un volo diretto gestito dalla compagnia Asiana Airlines, per intercettare il turismo che arriva dall'Oriente. L’annuncio è stato fatto dall'assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Anthony Barbagallo, che ha definito un accordo con gli operatori turistici della Corea, che in questi giorni sono in Sicilia insieme ad alcuni giornalisti asiatici, nell'ambito di un educational tour che si è concentrato sui cinque siti Unesco e su i percorsi enogastronomici della nostra isola. "C'è una domanda importante dall'Oriente - ha spiegato Barbagallo - che non è mai stata accolta in Sicilia. Vogliamo intensificare i rapporti con la Corea, con cui abbiamo già avviato una proficua collaborazione, tramite gli operatori turistici, nel corso della loro visita in Sicilia. Sono molto soddisfatto perché ho incontrato la delegazione dei coreani che è rimasta entusiasta delle bellezze del nostro patrimonio artistico-culturale e delle nostre specialità enogastronomiche. Ma non solo, mi hanno espresso apprezzamento anche per aver definito il calendario della manifestazioni già a gennaio, che gli ha permesso di programmare con largo anticipo il loro pacchetto turistico. È  l'inizio di un percorso sinergico che puntiamo a intensificare tramite anche la mediazione del console della Corea del Sud, Antonio di Fresco, con il quale programmeremo un'offerta turistica strutturata che tenga ovviamente conto anche delle esigenze e delle abitudini di questo segmento di turisti, che vogliamo attrarre anche con gli spettacoli musicali. L'iniziativa Anfiteatro Sicilia di quest'estate si inserisce perfettamente in questa strategia".   

sabato 25 giugno 2016

Una vergogna di nome Gesap

[La scena si svolge a Chelm, il paese degli scemi. Il forestiero: "Ma qui a Chelm sono mai nati grandi personaggi?". L'abitante di Chelm: "Ma scherza? Qui da noi nascono solo bambini piccoli!"] Ogni nuovo record della Gesap, la municipalizzata del comune di Palermo che cerca di gestire l'apt Falcone Borsellino ha un numero alto di inefficienze con relativi disservizi. Non solo ogni venerdì, a prescindere se cade il 13 o il 17, della summer la struttura  aeroportuale mostra le sue carenze   infrastrutturali.  Ieri pomeriggio per ben otto volte la luce è andata via causando disservizi non indifferenti: passeggeri bloccati nell’ascensore, scale mobili bloccate, bhs per lunghi periodi fermi. Eppure leggendo i dati di traffico Punta Raisi cresce, i passeggeri premiano, incomprensibilmente, uno scalo gestito in maniera molto approssimativa. La Gesap da sempre non riesce a risolvere il problema dell’erogazione continua dell’energia elettrica, che dovrebbe essere fondamentale per uno scalo. Eppure i sindacati sono contenti e non contestano nulla, per loro va tutto bene (hanno ottenuto il premio produzione per i dipendenti della Gesap) hanno firmato la mobilità e la solidarietà volontaria per la controllata Gh che secondo gli economisti del sindacato sarebbe sempre una società sana. Ieri gli elettro meccanici della Gesap hanno dato il massimo  inutilmente visto che  la struttura non riusciva ad andare avanti. Il miglior premio prodizione sarebbe avere una azienda seria che investe in manutenzione, programmando gli interventi. Sempre ieri al bhs due della Gh hanno chiesto rinforzi per gestire i voli di linea, mentre i 2  leoni di Aviapartner hanno gestito sei charter (uno con doppia destinazione) solo in tre ore (7-10), senza chiamare nessuno, cambiando soltanto le regole di ingaggio.  Se mai ci sarà una clausola sociale di ritorno bisognerà tenere presente chi non ha paura della lotta.      Il mese di maggio si è chiuso con l’aumento dell’8,2% del traffico passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2015. I transiti sono stati 488.851, circa 37mila in più di maggio 2015, pari a una media di 1200 passeggeri in più al giorno. Crescono del 10,7% anche i voli (3824). Nei primi cinque mesi dell’anno il traffico passeggeri ha toccato quota 1.879.653, cioè il 13,3% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un aumento di circa 220mila viaggiatori. Segno positivo (+10,8) anche per i voli: 15.421. Nel periodo gennaio-maggio, il traffico internazionale complessivo è stato di 381.081 passeggeri (+23,3%), con una crescita di circa 60mila transiti rispetto al 2015. Nel 2016, Roma, Bergamo e Milano Linate sono le prime tre rotte nazionali per crescita, tra l’8% e l’11%, mentre Londra Stansted, Parigi Orly e Dusseldorf Weeze risultano essere le rotte internazionali più battute. Crescono del 6% Londra e Dusseldorf; Parigi ha raggiunto un aumento del 33%, grazie anche all’estensione delle frequenze anche nel periodo invernale. Aperti quattro nuovi varchi di controllo di sicurezza nell’area imbarchi dell’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino. I quattro varchi di controllo sono ospitati in un’area di 700 metri quadrati che lambisce la terrazza panoramica. Dopo i controlli di sicurezza, i passeggeri si troveranno nel cuore dell’area commerciale della sala imbarchi, così come succede nei maggiori aeroporti di tutto il mondo. I controlli di sicurezza saranno effettuati con macchine radiogene e portali metal detector di ultima generazione. Per accedere nell’area pre-filtri, completata da barriere di interdizione in vetro, sarà necessario, a partire dai prossimi giorni, validare la carta d’imbarco nei lettori installati in tre tornelli automatici. Dalla prossima settimana, invece, saranno installati altri due tornelli per l’accesso ai controlli attualmente attivi.  L’intervento infrastrutturale, realizzato in quattro mesi e costato circa 300mila euro, porta a dodici il totale dei varchi di sicurezza al terzo livello. Purtroppo restano chiusi perché mancanti di rulliere.

venerdì 24 giugno 2016

Chiesta condanna per Banca nuova

[Non bogat saccos qui non bogat mulcios. Non cava sacchi che non cava legacci. Cioè ad ogni bugia o mancanza trova l pretesto.] Il pm Claudia Ferrari ha chiesto la condanna a tre anni e tre mesi ciascuno per il presidente di Banca Nuova, Marino Breganze, e il direttore dell'area commerciale, Rodolfo Pezzotti, entrambi accusati di usura bancaria. L'ex direttore generale dell'istituto di credito Banca Nuova, Francesco Maiolini, era stato condannato per lo stesso reato a otto mesi con il rito abbreviato. Secondo l'accusa, gli indagati non avrebbero impedito che venissero applicati interessi usurai sui conti di due società tra il 2009 e il 2010. In particolare, sarebbe stato sforato il tasso soglia di interessi applicabile. Il tasso viene valutato trimestralmente. La banca, secondo l'accusa, avrebbe applicato tassi superiori alla soglia sulla 'commissione di scoperto'. C’è un’istantanea che raffigura forse l’apice del potere di Maiolini in Sicilia. È la lussuosa festa di nozze organizzata dal manager sull’isola di Salina nel 2009: 185 invitati tra i quali spiccavano l’allora presidente del Senato Renato Schifani, la moglie di Cuffaro (che secondo le cronache era stato trattenuto a Roma da impegni politici) e quella di Lombardo, ex promoter finanziaria di Banca Nuova, il presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante (indagato dal 2014 per concorso esterno a Cosa nostra) e l’ex di Confcommercio Roberto Helg (arrestato e condannato a 4 anni e 8 mesi per estorsione), l’amministratore delegato del Palermo calcio (del quale Banca Nuova è sponsor) Rinaldo Sagramola, l’ex presidente dell’Autorità portuale di Palermo Nino Bevilacqua e i magistrati Lari, Ignazio De Francisci e Anna Palma accompagnata dal marito Elio Cardinale, ex sottosegretario del governo Monti. Nel frattempo, però, Maiolini – l’uomo della scalata veneta in Sicilia – non lavora più per Banca Nuova: è stato silurato senza apparente motivo nel maggio del 2012. Ufficialmente si è dimesso ma le voci di corridoio suggeriscono come il banchiere napoletano trapiantato in Sicilia sia entrato in rotta di collisione con i vertici veneti dell’istituto di credito. Poco male, però. Perché nonostante l’inchiesta per usura bancaria, la carriera del manager è proseguita senza intoppi. Dopo un’esperienza da presidente dell’Irfis, il braccio economico finanziario della Regione Siciliana, dove era stato chiamato dall’amico Lombardo, il manager è tornato a fare il direttore generale di un istituto di credito che – come la Banca Nuova delle origini – parte quasi da zero: Maiolini è infatti il nuovo direttore generale di Banca Igea. Un’avventura nata dalle ceneri della Popolare dell’Etna, finita in amministrazione controllata di Banca d’Italia il 18 aprile del 2014 e salvata da una cordata capeggiata da Maiolini che ha messo sul piatto 16 milioni di euro e un progetto di rilancio. L’istituto si fonde con la Popolare dell’Etna il 30 novembre del 2015 – proprio nello stesso periodo in cui esplode l’inchiesta giudiziaria sulla Popolare di Vicenza – e adesso conta tre sedi tra Palermo, Catania e Roma. Ad affiancare il manager ecco la solita cordata dell’alta società siciliana: petrolieri come i Dibernardo di Comiso, docenti universitari, primari e imprenditori come il presidente di Confcommercio Pietro Agen, che in futuro sogna di guidare la nuova Camera di Commercio del Sud Est Sicilia (nata dagli accorpamenti tra Catania, Siracusa e Ragusa), e che nel frattempo siede nel cda di Banca Igea. Tutti decisi a fidarsi del manager che fece grande Banca Nuova. E pazienza se nel frattempo le inchieste giudiziarie ne hanno travolto i vertici. In Sicilia, come in Veneto.

La Francia a un passo della guerra civile

[Unu saccu arrumbadu. Un sacco appoggiato. Dicesi ad un imbecille]
Puntando il dito sull'ultra destra francese, il capo dei servizi segreti di Francia, Patrick Calvar, ha avvertito sul rischio di una "guerra civile" nel Paese. Un'espressione che non era mai stata utilizzata fino ad oggi, riferisce l'Express, ma che il direttore del Dgsi ha ripetuto davanti alla Commissione d'inchiesta parlamentare sugli attentati del 13 novembre a Parigi. "Siamo sull'orlo di una guerra civile", ha precisato, confermando di fatto un'idea già espressa il 10 maggio scorso, quando aveva evocato forti rischi di "uno scontro" tra differenti movimenti estremisti in Francia. Il Paese è in uno stato di massima allerta per gli Europei di calcio, possibile obiettivo di attacchi jihadisti, dopo i sanguinosi attentati del 2015. Le forze di sicurezza, dispiegate in massa su tutto il territorio nazionale, sono impegnate anche nel difficile contrasto al tifo violento degli hooligans. A Marsiglia, dove ci sono stati gli scontri più sanguinosi tra opposte tifoserie, le forze dell'ordine si sono trovate di fronte ad alleanze inattese, con gli hooligans russi affiancati da ultras parigini e locali contro i supporter inglesi e polacchi. A preoccupare, inoltre, sono anche le manifestazioni di protesta di queste settimane contro il progetto di riforma del lavoro. Ricordando le "violenze assolutamente inaccettabili" avvenute nel corso di molte delle manifestazioni precedenti, ieri - alla vigilia della nuova giornata di mobilitazione - il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve ha avvertito che non saranno tollerati altri episodi di violenza. "L'estremismo è in crescita in tutto il mondo e noi, i servizi interni, stiamo cercando di spostare le risorse per interessarci dell'ultra-destra in attesa di uno scontro", ha spiegato Calvar. Con una previsione allarmistica. "Penso che (lo scontro) avrà luogo. Ancora uno o due attentati e accadrà. Spetta a noi anticiparlo e bloccare tutti quei gruppi che, in un momento o in un altro, innescano scontri tra comunità", ha insistito. D'altra parte, una fonte citata dall'Express ha confermato i rischi legati a possibili azioni dei gruppi di estrema destra. "Con l'aumento del rischio islamista, negli ultimi anni, abbiamo concentrato la nostra attenzione sui jihadisti. Dell'ultra-destra ci siamo interessati di meno", ha commentato. Parigi in allerta per nuova manifestazione contro la loi travail.  Di nuovo massima allerta questo pomeriggio nelle strade di Parigi per la nuova manifestazione anti-loi travail, la decima da quando più di tre mesi fa è scoppiato un movimento di protesta capeggiato dai due più potenti sindacati transalpini - Cgt e Force Ouvriere - contro la riforma del lavoro. La marcia prende il via intorno alle 14 dopo un nuovo round di aspri negoziati nel corso dei quali il governo socialista ha tentato di vietare la protesta per ragioni di sicurezza prima di cedere e di autorizzare un breve percorso - dalla Bastiglia fino alla Senna e ritorno nella piazza simbolo della rivoluzione francese. A sorvegliare la marcia per evitare le violenze che anche oggi si temono ci saranno circa 2000 agenti di polizia. La minaccia di un divieto a manifestare - che sarebbe stato il primo in 54 anni - ha solo esacerbato il rancore fra il governo e i sindacati che accusano il presidente Francois Hollande e il primo ministro Manuel Valls di comportamento antidemocratico. Valls ha comunque avvertito che non saranno tollerate nuove violenze dopo gli ultimi scontri della manifestazione del 14 giugno durante la quale alcuni dimostranti hanno attaccato vetrine di negozi e addirittura il principale ospedale pediatrico della città - cosa che ha fatto gridare allo scandalo l'intero Paese - di cui hanno spaccato delle finestre e imbrattato dei muri esterni mentre altri hanno lanciato oggetti vari contro la polizia che ha proceduto a decine di arresti. In tutto almeno 28 agenti sono rimasti feriti di cui due sono stati ricoverati in ospedale. "I francesi non tollereranno nessun eccesso né chi non li condanna", ha dichiarato Valls. I sindacati contestano con forza una serie di riforme del mercato del lavoro considerate favorevoli alle aziende e penalizzanti per i lavoratori. Dopo più di tre mesi di proteste, nessuna delle due parti intende cedere. I sindacati più oltranzisti hanno promesso di proseguire la lotta continuando a lanciare appelli a scendere in piazza e a incrociare le braccia fino a quando non saranno ascoltate le loro richieste di revisione del disegno di legge in discussione in Parlamento.

Inglesi extracomunitari

[Niunu nerzet septe finzas qui in saccu bettet. Nessuno dica sette fino a che non getti nel sacco. Cioè nessuno è sicuro della raccolta, o del frutto fino a che non l'abbia in mano. Dicesi anche per minaccia quando uno si riserva di parlare a suo tempo] Terra incognita. È quella che si apre dopo il voto in Gran Bretagna con la vittoria del 'Leave'. Prima del Trattato di Lisbona, non era nemmeno prevista la possibilità di uscita dall'Ue. Ora è contemplata dall'articolo 50, finora mai utilizzato. La sola certezza è che sarà un processo lungo e complesso, di almeno due anni dal momento in cui verrà fatto scattare l'articolo di 'addio'. Ma potrebbe durare fino a una decina se si considerano anche i rapporti post-Brexit da rinegoziare tra Gb e Ue: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nei giorni precedenti al referendum ha parlato di "7 anni almeno", il governo britannico di "un decennio o più". Il referendum sulla Brexit non è legalmente vincolante, ma il premier David Cameron ha già annunciato che il negoziato di uscita sarà guidato da un nuovo leader. Il Parlamento Europeo si riunirà per una sessione straordinaria sulla Brexit martedì prossimo. Questa, a quanto si è appreso, la decisione maturata dalla conferenza dei presidenti dei gruppi politici ancora in corso. Il Pe chiederà a Londra di formalizzare la richiesta di uscita dall'Ue e l'applicazione dell'articolo 50. David Cameron ha annunciato le sue dimissioni da premier britannico parlando davanti a Downing Street dopo la vittoria del no all'Europa nel referendum sulla Brexit. Ha assicurato che sarà ancora primo ministro per i prossimi tre mesi e che verrà organizzata in ottobre l'elezione del nuovo leader del partito conservatore. "Io farò il possibile, come primo ministro, per pilotare la nave nei prossimi settimane e mesi. Ma non penso che sia giusto per me cercare di essere il capitano che guida il nostro paese verso la sua prossima destinazione", ha detto Cameron. "Non è una decisione che ho preso alla leggera. Ma credo che sia nell'interesse nazionale avere un periodo di stabilità e poi la nuova leadership richiesta", ha aggiunto il premier.

mercoledì 22 giugno 2016

Quantità o qualità per il prosecco?

[Pabiru cantat et barba cagliat. Carta canta e barba tace.] La crescita del Prosecco e l'impatto sulla biodiversità del territorio. Se ne è parlato al convegno "Prosecco: un futuro di un miliardo di bottiglie o della ricerca della qualità?" organizzato da Davide Paolini, il Gastronauta di Radio24 e del Sole 24 ore, nell'ambito della manifestazione Gourmandia a Santa Lucia di Piave. Punto di partenza la previsione di Gianluca Bisol che nel dicembre scorso aveva profetizzato una domanda di 1 miliardo di bottiglie nel 2030. Proiezione in parte corretta dallo stesso produttore secondo cui "con i prezzi correnti oggi difficilmente si potrà arrivare a questi quantitativi, ma non c'è motivo di non credere che la richiesta continuerà ad aumentare per un prodotto così piacevole ed invitante". Alza le barricate Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, secondo cui "il successo per un vignaiolo non sta nel numero di bottiglie vendute, ma nel reddito che riesce a garantire per sostenere il proprio lavoro". La Gran Bretagna è diventato nel 2016 il primo mercato mondiale di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che hanno fatto registrare un aumento record del 38% nel primo trimestre consentendo il sorpasso sugli Stati Uniti. È  quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della Brexit che, per effetto della svalutazione della sterlina, potrebbe sconvolgere i rapporti commerciali. La Gran Bretagna - sottolinea la Coldiretti - è il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari nazionali Made in Italy con un valore annuale di ben 3,2 miliardi delle importazioni dall'Italia ed una tendenza progressiva all'aumento. Al contrario dalla Gran Bretagna - prosegue la Coldiretti - arrivano in Italia prodotti agroalimentari per appena 701,9 milioni di euro. Lattiero caseari, ortofrutta, vino e spumanti - spiega la Coldiretti - sono i prodotti alimentari Made in Italy maggiormente richiesti. La bilancia commerciale agroalimentare - continua la Coldiretti - è dunque fortemente sbilanciata a favore dell'Italia con le esportazioni che superano di 4,6 volte le importazioni.

Rottura Meridiana - Qatar Airways

[Qui ischeddat in conca sua resessit plus sabiu. Chi scotta a proprie spese diventa più savio.]  Qatar Airways si è ritirata dal tavolo di negoziazione su Meridiana, a fronte di un atteggiamento dei sindacati giudicato troppo chiuso. E' quanto si apprende da fonti vicine alla trattativa, secondo le quali il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, sta cercando di ricucire la situazione e riportare la compagnia del Qatar al tavolo delle trattative, aperto da diversi giorni, in vista della scadenza, domani, della mobilità. Questo è infatti uno dei punti dell'intesa sulla possibile partnership tra la compagnia sarda e quella qatariota, che ha posto alcune condizioni tra i quali un accordo sul nuovo contratto di lavoro da applicare a tutto il gruppo, piani di gestione degli esuberi e, appunto, l'avvio di procedure di mobilità incentivata, poi effettivamente partita. In ballo ci sono 955 esuberi su 1.600 dipendenti: 880 in Meridiana Fly e 75 in Meridiana Maintenance, ma in caso di accordo con Qatar Airways potrebbero scendere a 527, mentre già 220 non si oppongono alla messa in mobilità.
 "Abbiamo sempre dato un giudizio positivo del progetto industriale di Qatar Airways e, con l'avvicinarsi della chiusura della procedura di mobilita, abbiamo consegnato le nostre proposte al governo che in gran parte si basano sul piano industriale di Qatar Airways. Siamo quindi in attesa da almeno 48 ore di una formale proposta di accordo confermando che ci sono tutte le condizioni per poterlo sottoscrivere". Le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA commentano così le difficoltà che si stanno registrando nella trattativa con Qatar spiegando che "in queste ore è indispensabile che ogni soggetto assuma il massimo livello di responsabilità e lavori perché si scongiuri un epilogo negativo per il futuro del paese, dell'impresa e soprattutto dei lavoratori".

Palermo spiona

[Sabiu que Salomone. Savio come Salomone. Proverbio iperbolico per esprimere la saviezza di uno.] Palermo è la seconda città d'Italia, dopo Roma, per numero di "soffiate" anticorruzione all'Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone da parte dei dipendenti pubblici. In città l'anno scorso ci sono state 21 segnalazioni e 8 l'anno precedente. Solo la Capitale ha segnalato di più con 28 soffiate nel 2015 e due nel 2014. Ma cosa viene segnalato? A Palermo si va dall'assenteismo alle irregolarità nel rilascio di autorizzazioni, alle anomalie nella rotazione del personale, alle irregolarità nel rilascio di titoli edilizi o in materia di appalti, fino all'evasione di tributi locali, alle anomalie nella gestione di alloggi di edilizia pubblica e in un concorso per dirigenti: per alcune di queste ipotesi è scattata l'attivazione di commissioni ispettive, la segnalazione alla Corte dei Conti e alla Procura.

Vino solidale dai vigneti Quarta

[Su sabiu errat septe boltas sa die. Il savio sbaglia sette volte al giorno. Dicesi per le leggerissime mancanze. Sette, sta a significare molte volte.] Ha girato il mondo con in tasca una laurea alla Bocconi e il sogno di poter fare qualcosa di utile all'umanità, prima di decidere che la sua vita sarebbe stata la campagna, il lavoro nei vigneti di Negroamaro e Primitivo, seguendo le orme paterne. Ma con un'impronta personale. A soli 24 anni, nel 2004, la giovanissima produttrice salentina Alessandra Quarta dà corpo al suo chiodo fisso: produrre "un vino di qualità alla portata di tutti" e, soprattutto, che fosse legato ad una buona azione. Nasce così il QU.ALE., blend "democratico" col proposito di essere utile al mondo, affinché ogni volta che si beve un buon bicchiere di rosso si faccia del bene all'umanità. Nasce nel Salento, in Puglia, sotto lo sguardo vigile del padre Claudio Quarta, produttore che della qualità dei vini capaci di esprimere territori e autoctonia ha fatto la sua filosofia produttiva, con la quale guida, affiancato da Alessandra, le sue tre cantine: Moros a Guagnano (LE), Sanpaolo in Irpinia (AV) e Tenute Emèra a Marina di Lizzano (TA) dove è prodotto, appunto, il Rosso Salento IGP QU.ALE. "Un vino che non è affatto snob - spiega Alessandra - non si dà arie, non partecipa ai concorsi. Un vino giovane, da festa, alla portata di tutti. E anche il packaging, realizzato con materiale riciclato, ci aiuta a rendere il vino più sostenibile per l'ambiente". Alessandra lega l'acquisto di ogni bottiglia alla scelta democratica dell'acquirente di destinare il 5% del costo ad una associazione attiva nel sociale, perché, come recita l'art. 2 del "Manifesto per una democrazia del vino" che ispira il progetto, "non c'è qualità del vino senza qualità della vita". A Roma è stato consegnato il ricavato alle associazioni no profit coinvolte. Amka Onlus, Charity Water, Made in carcere, Salina dei monaci, le organizzazioni che hanno beneficiato di un importo che sfiora gli 11 mila euro (10.937 euro), il 5%, appunto, del fatturato di 218.736 euro. Il progetto ora si aprirà ad altre realtà: entro il 15 settembre le organizzazioni no profit e le associazioni di volontariato interessate possono inviare la propria candidatura.

Altri 6 mesi di embargo alla Russia

[Qui non est sabiu in sa tristura, nen mancu in s'allegria. Chi non è savio nell'allegrezza nè manco nella tristezza. Cioè l'uomo savio dev'essere moderato nel tempo della felicità] Accordo tra gli ambasciatori dei 28 in Ue per estendere di altri 6 mesi le sanzioni economiche contro la Russia. Lo riferisce una fonte diplomatica europea secondo quanto riferisce la Tass. La decisione formale spetterà ora ai ministri o ai capi di Stato e di governo, aggiunge la fonte. Ma, ovviamente, lo smemorato di Peretola ignora tutto e va per la supercazola. Al termine dei colloqui italo-russi sono stati sottoscritti 11 fra accordi e lettere di intesa. Memorandum d'Intesa tra l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Corporazione Statale dello spazio (Roskosmos) per la cooperazione nel settore del telerilevamento per l'osservazione della Terra. Accordo sulle direttive di base della cooperazione tra ENI e Rosneft. Accordo sullo sviluppo della cooperazione strategica tra Leonardo-Finmeccanica, Rosneft e Russian Helicopters. Accordo di compravendita di azioni tra Pietro Barbaro e RN-Foreign Projects (firmato da Gianni Barbaro e il Presidente del CdA di Rosneft Igor Ivanovich Sechin) e Accordo di azionisti tra Pietro Barbaro e RN-Foreign Projects.  Accordo quadro per la creazione di una joint venture tra Fincantieri e Rosneft.  Accordo di partenariato strategico e cooperazione tra Saipem e Novatek. Accordo di partenariato strategico e cooperazione tra GE Oil & Gas/Nuovo Pignone e Novatek e accordo tra GE Oil & Gas/Nuovo Pignone e Yamal LNG per l'assistenza tecnica dei compressori a refrigerante/propano misto e altre apparecchiature dello stabilimento di liquefazione gas "Yamal LNG". Accordo per la realizzazione congiunta di un reparto di terapia e riabilitazione dell'Ospedale cittadino n. 40 di San Pietroburgo (firma tra Presidente del CdA di Pizzarotti Paolo Pizzarotti, il Direttore Generale del Russian Direct Investment Fund Kirill Aleksandrovich Dmitriev e il Presidente del CdA di Gazprombank Andrej Igorevich Akimov).  Memorandum d'Intesa fra l'amministratore delegato del Gruppo Cassa depositi e prestiti, Fabio Gallia, il Presidente del CdA di Gazprombank Andrej Igorevich Akimov, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale dell'Agenzia russa per l'assicurazione dei crediti di esportazione e degli investimenti EXIAR Aleksej Aleksandrovich Tjupanov e il Presidente della State Oil Company of Azerbaijan Republic SOCAR Rovnag Abdullaev.  Accordo di cooperazione nel settore edile tra l'Amministratore Delegato di Maire Technimont Pierroberto Folgiero, il Direttore Generale di Eurochem Dmitrij Stepanovich. Protocollo d'Intenti per la realizzazione di un progetto di investimento fra Vice Presidente di Leonardo-Finmeccanica, Direttore della sezione Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza Fabrizio Giulianini e il Direttore Generale di Poste Russe Dmitrij Evgenevich Strashnov.

martedì 21 giugno 2016

Conad investimenti da 785 mln

[Non si dat regula senza eccezione. Non si dà regola senza eccezione]  Per il triennio 2016-2018 Conad vara un piano di investimenti per 785 milioni di euro. Le previsioni di crescita indicano un +3,8% per il triennio 2016-2018 con investimenti per 270 milioni nell'anno in corso, 292 milioni nel 2017 e 223 milioni nel 2018. Investimenti - annuncia in un comunicato il gruppo cooperativo della grande distribuzione - finalizzati a aperture e ristrutturazioni, all'efficientamento energetico dei punti di vendita e dei magazzini, alla costruzione di nuovi centri distributivi, all'acquisizione di punti di vendita indipendenti, catene locali e insegne straniere che dovessero decidere di rinunciare alla loro presenza in Italia. Il piano impegna le sette cooperative territoriali che compongono il sistema Conad (Commercianti Indipendenti Associati, Conad Adriatico, Conad Centro Nord, Conad del Tirreno, Conad Sicilia - nata dalla fusione tra Conad Sicilia e Sicilconad alla fine del 2015 -, Nordiconad e PAC 2000A). Assieme, lo scorso anno, hanno registrato una redditività di oltre il 4,4% sul valore della produzione (Ebitda del conto economico aggregato dei bilanci consolidati delle cooperative), mentre l'utile di esercizio è cresciuto di 25,2 milioni di euro (+17,9%) passando da 140,4 milioni di euro del 2014 a 165,6 milioni di euro. In crescita (+25,8 milioni di euro, +14,6% rispetto al 2014) anche l'Ebit, a sottolineare il buon andamento del risultato operativo aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari. Il piano di sviluppo è stato illustrato in mattinata in occasionale dell'annuale incontro di Conad con la comunità finanziaria, finalizzato alla presentazione dei risultati dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 e delle linee guida per il triennio 2016-2018. Nell'attuale mercato della grande distribuzione, Conad è un sistema dinamico e solido anche sul fronte patrimoniale, con 2,1 miliardi di euro di patrimonio netto aggregato. Tale valore è cresciuto di 2,5 volte in dieci anni, a indicare quanto la crescita abbia rafforzato il valore dell'intero sistema.

Volo diretto Catania - Mosca

[Sa regula faghet sa domo, et quie non hat regula non podet avanzare. La regola fa la casa, e chi non ha regola non può avanzare.] I collegamenti aerei diretti tra Sicilia e Russia sono ripresi. Dal 12 giugno, infatti, è operativo il nuovo volo Mosca-Catania che collegherà tutte le domeniche settimanalmente fino al 2 ottobre lo scalo di Fontanarossa all'Aeroporto Domodedovo della capitale russa. La rotta è operata con Airbus 321 della compagnia russa Yamal; la gestione commerciale è del tour operator russo Spasskiye Vorota. "Si tratta di un segnale molto importante - sottolinea Alfio La Ferla, responsabile commerciale della TMC e grande esperto di mercato turistico russo, che ha curato gli aspetti tecnico-logistici e procedurali della programmazione aerea - soprattutto considerando che da qualche anno il mercato russo soffre tantissimo anche a causa della debolezza oramai cronica del rublo e dell'economia russa. Il fatto che gli operatori russi ritornino a investire sulla destinazione Sicilia rappresenta un momento di svolta che gli operatori e le istituzioni locali dovrebbero cogliere e valorizzare". Il programma prevede 16 arrivi per un totale di circa 2.400 turisti russi che realizzeranno circa 25 mila presenze turistiche. Le destinazioni saranno principalmente le località di Catania, Taormina, Siracusa e Ragusa, con presenze fino a Cefalù. Tra i target turistici: il mare, ovviamente, ma anche storia, cultura, enogastronomia e percorsi naturalistici. "Ma il ruolo più importante - aggiunge La Ferla - lo giocherà la maniera in cui gli operatori siciliani si porranno nei confronti del mercato russo che nel frattempo è uscito fortemente modificato dalla crisi e che pone oggi nuove esigenze e richiede una nuova e maggiore qualità dei servizi, dentro e fuori gli hotel". Del resto già all'Open Day a Trabia per l'inaugurazione del Torre Artale di qualche settimana fa, Mikhail Kolombet, console generale della Federazione Russa a Palermo, aveva ribadito che "i russi continuano a scegliere la Sicilia, nonostante il poco favorevole cambio del rublo, confermando che strutture come Torre Artale possono creare nuove motivazioni e sollecitazioni per una vacanza in Sicilia".

Malpensa - Alicante con Vueling

[Sa correctione faghet s'homine sabiu. La correzione fa l'uomo savio]  Vueling amplia la sua offerta dall'aeroporto di Milano Malpensa, inaugurando la rotta verso Alicante, attiva con due frequenze settimanali per tutta la stagione estiva 2016. La rotta - segnala la compagnia - va ad aggiungersi alle altre sei destinazioni operate dalla compagnia aerea da Malpensa verso Amsterdam, Gran Canaria - operate entrambe per la prima volta quest'anno - e Barcellona, Bilbao, Ibiza e Parigi (ORY). Grazie a questi collegamenti, per l'estate 2016 Vueling mette a disposizione dei passeggeri in partenza dalla città meneghina 631.236 posti, con un incremento del 61% rispetto ai posti totali offerti nella stagione estiva 2015 su un totale di 7 rotte. Con questa nuova destinazione, i passeggeri in partenza da Milano potranno raggiungere le bellissime spiagge del sud della Spagna e visitare la città di Alicante che, con il suo patrimonio storico e culturale, gli innumerevoli parchi e negozi e l'ampia offerta eno-gastronomica, è la meta ideale per le vacanze estive. Vueling ha iniziato le sue operazioni presso l'aeroporto di Milano Malpensa nel dicembre 2004 con il collegamento verso Barcellona, che viene operato tutto l'anno (con frequenze che arrivano fino a 4 al giorno) e, insieme al collegamento Roma-Barcellona, è la rotta business più usata dagli italiani. Inoltre, grazie al collegamento con Barcellona, i passeggeri in partenza da Milano potranno sfruttare l'esclusivo servizio dei voli in connessione Vueling-to-Vueling presso l'aeroporto El Prat, che permette di fare un unico check-in all'aeroporto di partenza e di ritirare comodamente i bagagli all'arrivo a destinazione. Grazie a questo servizio, i passeggeri in partenza da Milano potranno comodamente raggiungere più di 140 destinazioni servite dalla compagnia in tutta Europa, Africa e Medio Oriente.

lunedì 20 giugno 2016

Ombre su Basile

[A chini ricat tanti, sa peus ddi danti. A chi cerca tanto una cosa, gli danno o prende la peggio.] Nel corso della puntata andata in onda ieri, Rai tre nel programma Rec ha parlato delle società dell'avvocato Basile e della Ksm in particolare. Il gruppo Basile non esce bene alla fine della trasmissione. Ma, per la verità, neanche la GESAP, che della trasparenza ha fatto lo scopo della sua vita sarebbe immune da colpe e presunte complicità con la famiglia Basile. La trasmissione televisiva probabilmente non racconta tutta la verità tralasciando alcuni fatti che potrebbero essere interessanti.
I giornalisti che hanno condotto l'inchiesta hanno dimenticato, ma non tutto si può sapere, di ricordare nel corso della trasmissione Rec di dire chi sono i   piccoli azionisti  in Gesap (meno dell'1 per cento, cifra comunque sufficiente per far valere il diritto di prelazione), sono ad esempio la Resiget (della famiglia di Rosario Basile, patron della Ksm), da sempre la sicurezza a Punta Raisi è un esclusivo affare della famiglia Basile,  l'avvocato Paolo Angius (nome molto noto in casa Udc,) o, ancora la Orfeo Immobiliare di Carlo Margiotta e la società vicentina Regent.  Ma fiduciosi che ogni volta che Rec, emanazione di Report della giornalista Gabanelli, realizza un servizio la magistratura apre un fascicolo, e visto che al momento ci sarebbero due inchieste sulla GESAP .... Basile vicino politicamente al centro destra avrebbe amicizie importanti e influenti anche nell'opposto schieramento politico: Crocetta, Lumia ... rappresentanti della legalità in Sicilia. Ma secondo l'inchiesta giornalistica ben amicizie più imbarazzanti e pericolose avrebbero influenzato o condiviso gli affari dell'avvocato.   Si sarebbe perso il conto di quante assunzioni ha fatto Basile su segnalazioni di prefetti, questori, politici e sindacalisti ...  Bankitalia ha dato l'ok alla trasformazione di Irfis FinSicilia, di cui la Regione siciliana è azionista unico, in società d'intermediazione finanziaria. La nuova banca, come scrive 'la Repubblica di Palermo', potrà finanziare qualsiasi impresa, mentre finora aveva ha una serie di strumenti creditizi in ambito regionale, affidati in esclusiva con il sistema dei fondi regionali a gestione separata. La nuova società può contare su un capitale sociale di 100 milioni di euro, cifra assegnata dal governo Crocetta con una norma della manovra finanziaria approvata lo scorso fine febbraio. Il governatore Rosario Crocetta conferma il cda dell'Irfis, l'Istituto appena autorizzato dalla Banca d'Italia ad operare nel libero mercato delle finanziarie con proprio capitale. Una sorta di "banca" per le imprese, che potrà fare da mediatrice con gli istituti di credito per garantire ed erogare prestiti alle aziende. Il tutto non più con bandi a evidenza pubblica, ma in maniera privata come una normale finanziaria. Il capitale sul quale potrà contare l'Istituto è pari a circa 100 milioni di euro, soldi che serviranno a garanzia di prestiti per almeno "un miliardo di euro", come dicono dall'Irfis. Si apre una partita delicata, quindi, considerando il lungo anno elettorale. E Crocetta conferma in pieno il cda uscente composto dall'imprenditore leader nel settore della sicurezza, Rosario Basile patron della Ksm e in passato vicino a Pier Ferdinando Casini e Gianpiero D'Alia dell'Udc, che lo hanno candidato al Senato. Adesso Basile sembra guardare con interesse all'area Renzi e si è molto avvicinato anche al governatore. Nel cda confermata la segretaria generale di Palazzo d'Orleans, Patrizia Monterosso, diventata un riferimento per il governatore. Come terzo componente del cda rimane poi Salvatore Parlato, ex consulente dell'assessore Luca Bianchi. Sarà questo cda a gestire il patrimonio da 100 milioni di euro per sostenere le imprese siciliane liberamente sul mercato. Per l'avvocato Basile il conflitto di interesse sembrerebbe una colossale minchiata.

Cresce la flotta Car2go

[Lacte ispizadu, regottu lanzu. Latte sfiorato, ricotta magra. Dicesi quando uno non arriva in tempo ad un affare.] La città che più ha apprezzato il servizio di auto condivisa proposta da Car2go è sicuramente Milano, la prima a partire in Italia che, a tre anni dall'avvio, conta 80 mila clienti. Anche se i cittadini di Roma, Firenze e Torino non sono da meno tanto che fanno salire a 200 mila gli iscritti al servizio che hanno percorso 30 milioni di km a bordo delle 1900 Smart fortwo dal 2013 ad oggi. Non è un caso dunque che Gianni Martino, Country Manager car2go Italia e Spagna, abbia scelto il capoluogo lombardo per tirare le fila di un primo bilancio di risultato e per annunciare che Car2go "è pronta a passare ad una flotta tutta elettrica anche aumentando il numero dei veicoli a disposizione".

Grillo stravince

[Qui andat cum sabiu benit sapiente. Chi si accompagna col savio diventa savio e di più] Trionfo M5s a Roma e a Torino, Pd vincente a Milano e Bologna, De Magistris confermato a Napoli e Trieste va al centrodestra con Dipiazza. Èl'esito dei ballottaggi nelle principali città italiane. Il secondo turno delle Comunali segna la schiacciante vittoria delle candidate pentastellate Virginia Raggi a Roma (67,2%) e, a sorpresa, di Chiara Appendino a Torino. "Il MoVimento 5 Stelle - esulta il blog di Beppe Grillo - ha vinto a Roma e Torino. È un giorno storico, da oggi cambia tutto". "Io sono pronta a governare, sarò il sindaco di tutti", ha detto la Raggi, primo sindaco donna della Capitale, che ha ricevuto le congratulazioni dello sfidante Roberto Giachetti (Pd). La Appendino ha superato, con il 54,56%, il sindaco uscente Piero Fassino, non un candidato qualunque, ma un politico più volte ministro, ultimo segretario dei Ds e tra i fondatori del Pd. "Finalmente è giunto il nostro tempo", ha commentato la neo-eletta. Il Pd vince a Milano con Sala (51,7% su Stefano Parisi del centrodestra) e conferma Virginio Merola a Bologna. Vittorie che non stemperano l'amarezza del partito. "I ballottaggi segnano per i candidati del Pd una sconfitta netta senza attenuanti a Torino e Roma contro le candidate del M5s e una vittoria chiara e forte a Milano e Bologna contro i candidati delle Destre", si legge in una nota del partito, che ha convocato per il prossimo 24 giugno una direzione per una riflessione sul voto. Sicuramente un campanello di allarme per il premier e segretario Matteo Renzi, che ha seguito lo spoglio dal Nazareno insieme allo stato maggiore Dem.  A Napoli si conferma Luigi De Magistris, con il 66,85%. "Abbiamo vinto - ha commentato - contro il candidato ufficiale del Pd, contro il Presidente del Consiglio in piena campagna elettorale, contro i 5 stelle, contro Gianni Lettieri, Berlusconi, la camorra e tutti i poteri forti che hanno fatto di tutto per non farci vincere, e contro buona parte dell'informazione che si è schierata contro". Complessivamente nei comuni capoluogo al ballottaggio il centrodestra ottiene dieci sindaci (tra cui appunto Trieste e Pordenone), il centrosinistra nove (tra cui Varese, una sconfitta molto dolorosa per il centrodestra, e Caserta) e il Movimento cinque stelle tre (oltre a Roma e Torino, Carbonia).

giovedì 16 giugno 2016

Siamo uomini o caporali?

[Su regalu est una majia. Il regalo è una magia.] Con la firma delle conciliazioni degli ultimi lavoratori e con la sottoscrizione di un verbale di accordo (che sarà emendato e definito la prossima settimana in una riunione apposita dopo avere avuto certezza del volere dei lavoratori interessati) per la cessione di contratto e di personale della officina che sembra si stia risolvendo con l'accettazione del passaggio da parte dei lavoratori interessati cui per richiesta sindacale sono state offerte le necessarie garanzie di piena e totale salvaguardia. Ai 4/5 ragazzi che passeranno in Aviogei al di là dell'interessamento e delle tutele sindacali dico semplicemente che, in fin dei conti avete avuto culo, andate a lavorare in una azienda sana leader nel suo settore. Il metodo partorito dalla trattativa sindacale di Palermo sarebbe vincente, anche se non lo condivido, è la GH Italia vorrebbe applicarlo da subito anche a  Catania e magari chi lo sa a Napoli o altri scali , proprio  sull'esatto modello di quello che è avvenuto a Palermo. Peccato che il 30 giugno scadranno i termini per l'accesso alla mobilità dei 4 anni anziché  due ( così dice il decreto sul fondo del trasporto aereo dei primi di maggio ). In questo accordo “modello " ,  conclusa la procedura che ha interessato il procedimento di mobilità volontaria di una ventina di  colleghi di GH con la messa sul piatto di un incentivo all'esodo. Questi “volontari  hanno infatti deciso di accettare la possibilità di essere accompagnati alla pensione usufruendo dell'incentivo (assunzione di un familiare o in alternativa una somma economica) per arrivare alla pensione”. Quanto sarà l'incentivo economico sarà svelato a breve ma c'è di certo che varierà a secondo dei mesi o anni che separano il lavoratore dal raggiungimento della età pensionabile .  Parte adesso l'ultima fase quella della stesura dei contenuti dell'accordo del contratto di solidarietà per una cinquantina di unità lavorative.  La riunione è già in calendario sembra per il prossimo 21 giugno e fonti autorevoli affermano che ci siano già buone possibilità di successo.  Una cosa però è certa: in GH Palermo abbiamo mobilità, solidarietà, manca, al momento, la cig  (in passato però c'è stata ), ma non disperiamo. Con ansia aspettiamo i voucher.  Non ultima la banca ore per i part time, tanto contestata a Catania quando tre anni fa fu applicata a 28 dipendenti di Aviapartner (oggi la banca ore è ridotta a 20 unità), a distanza di tre anni si può cambiare idea. Non ricordo chi mi diceva che la GH Palermo era una società sana ... francamente i dubbi restano.   L'enac ha imposto al gestore che i voli di stato, il presidio notturno e la prm ... devono essere assegnati con regolare gara d'appalto con offerta a ribasso. Mi hanno sempre insegnato che i sindacati non vanno corteggiati ma temuti. In Italia ormai abbiamo le idee confuse tanto da non condividere la riforma del mercato del lavoro, ma non siamo disposti a lottare per le nostre idee, indurre il parlamento a cambiare idea. Se i sindacati francesi, con la loro dura lotta, indurranno il governo a rivedere o cancellare il jobs act il popolo francese potrebbe essere orgoglioso del loro sindacato. In Italia, viceversa, ci resterà l'amaro in bocca e la inconscia consapevolezza che se lotti puoi vincere, viceversa sei destinato a soccombere.


Il governo vende le carceri

[Bastet qui buddat sa padedda tua, de sa de s’atere non t’importat. Basta che bolla la tua pentola, non ti preme quella degli altri. Dicesi agli egoisti.] Vendere San Vittore, Regina Coeli, Poggioreale, in cambio di penitenziari nuovi, dove scontare la pena non sia una punizione aggiuntiva per via di strutture antiche e del sovraffollamento. Un progetto più volte vagheggiato, ma che adesso, per mano del Guardasigilli Andrea Orlando, sembra poter diventare realtà. Ne dà notizia il quotidiano La Repubblica. Repubblica descrive il progetto: "Alienare San Vittore, Regina Coeli e Poggioreale e "guadagnare" strutture moderne. Un progetto più volte vagheggiato ma che adesso, per mano del Guardasigilli Orlando, sembra poter diventare realtà. Da una parte via Arenula, dall'altra Cdp, la Cassa depositi e prestiti, che si è già misurata con esperienze di questo genere, come a Torino con la caserma, ormai ex, La Marmora, 20mila metri quadri convertiti in residenze e spazi collettivi del tutto restituiti alla città". Il progetto all'ordine del giorno, spiega ancora Repubblica, tra via Arenula e Cdp, potrebbe riguardare una dozzina di penitenziari, ma prenderebbe le prime mosse concentrandosi su tre di questi, peraltro i più importanti per storia, persone ospitate, localizzazione all'interno della città. Il carcere di San Vittore a Milano, che attualmente ospita 750 detenuti. Regina Coeli a Roma, con i suoi 624. E Poggioreale a Napoli con ben 1.640 ospiti.

7 italiani su 10 preferiscono i vini locali

[Sos padres intrant senza si connoschere, vivent senza si amare, morit senza si piangher. I frati entrano senza conoscersi, vivono senza amarsi, muoiono senza piangersi.]  Sette italiani su dieci (71 per cento) hanno acquistato almeno una volta il vino direttamente dal produttore in cantina, nei mercati degli agricoltori che alimentano un fatturato complessivo dell'enoturismo sui territori stimato in 2,5 miliardi di euro. È quanto emerge da una indagine online della Coldiretti.  L'acquisto del vino in cantina - precisa la Coldiretti - è un fenomeno in rapida espansione che rappresenta una opportunità per i consumatori che possono così risparmiare e garantirsi acquisti di qualità, ma anche un'occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare una specialità territoriale unica e inimitabile. L'interesse per i territori è confermato dal boom fatto registrare nel 2015 nei supermercati italiani per le vendite di vini autoctoni con un aumento record del 34,2% di bottiglie stappate di Passerina marchigiana, del 22,2% di Valpolicella Ripasso (Veneto) e del 19,9% del Pecorino (Marche /Abruzzo) che salgono sul podio dei vini che hanno avuto il maggior incremento delle vendite, secondo una analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census per le vendite in volume di bottiglie da 0,75 litri. Nel tempo della globalizzazione gli italiani - precisa la Coldiretti - bevono locale con il vino "chilometri zero" come dimostra il fatto che al quarto posto si posiziona il piemontese Nebbiolo (+18%), al quinto con un +14,9% il Marzemino del Trentino Alto Adige che conquista anche la sesta posizione con il Traminer (+13,2%), seguito dal Negroamaro pugliese (+13%), dal Custoza veneto (+11,6%) e dalla toscana Vernaccia di San Geminiano (+11%). La vendita diretta del vino con la possibilità di conoscere vigneti e cantine sono molto diffuse tra i nuovi Paesi produttori come Sudafrica, Australia e Stati Uniti dove la visita alle wineries - riferisce la Coldiretti - alimenta anche un importante flusso turistico. Attualmente, grazie al progetto della Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana, la rete di vendita diretta degli agricoltori di Campagna Amica in Italia conta quasi 10mila punti tra mercati, fattorie, agriturismi, botteghe e ristoranti accreditati.

martedì 14 giugno 2016

Al fisco 10,1 mld per imu e tasi

[Ad su Re et ad sos padronos pagas paraulas. Al Re ed ai padroni poche parole.] Appuntamento con il tax day sulla casa giovedì 16 giugno. Secondo i calcoli della Uil, a pagare l'acconto dell'Imu e della Tasi per gli immobili diversi dall'abitazione principale saranno quasi 25 milioni di proprietari che verseranno 10,1 miliardi di euro per l'acconto, 20,2 miliardi in totale. Il 76% dei proprietari possiede un reddito da lavoro dipendente o pensione. Per quanto riguarda le prime case, 3,5 milioni di proprietari pagheranno l'imu/tasi sulle seconde pertinenze (garage, cantina) con un costo medio di 55 euro, con punte di 110 euro.

I numeri della Sas

[Quantu queret su Re vivet su ladru. Quanto vuole il Re vive il ladro. Dicesi delle protezioni.] A maggio 2016 il traffico di linea (RPK) di SAS è aumentato dell’11,3% e la capacità (ASK) è aumentata del 9,5%. Il load factor è migliorato di 1,2 punti rispetto allo scorso anno, al 73,4%. La compagnia ha trasportato 2,5 milioni di passeggeri, come scheduled traffic, nel mese di maggio, con un incremento del 6,6%. La domanda è stata positiva in Scandinavia agli inizi del 2016, e continua a crescere per il lungo raggio, per le rotte leisure europee e le rotte domestiche. Allo stesso tempo, la capacità globale del mercato scandinavo è aumentata di circa il 6-7% fino a maggio. SAS sta aumentando la sua capacità intercontinentale di circa il 25% durante l’anno fiscale 2015/2016, attraverso nuove rotte e frequenze. Il traffico intercontinentale di SAS è aumentato del 31,3% e la capacità è aumentata del 37,8%. L’espansione del lungo raggio ha ormai raggiunto il picco e la crescita di capacità sarà un po’ più bassa da qui in avanti. Questo ha attirato 130.000 nuovi soci EuroBonus nel trimestre e, allo stesso tempo, il nuovo programma aziendale Credits SAS ha guadagnato quasi 5.000 nuovi clienti rispetto allo scorso anno. Il nostro investimento in nuove rotte a lungo raggio è apprezzato dai nostri clienti e, in generale, lo stato delle prenotazioni per l’estate sembra stabile. "Allo stesso tempo, notiamo che il panorama dell’aviazione civile europea è in fase di rapido cambiamento. La tendenza del mercato verso la crescita nel segmento dei viaggi leisure e una crescente sensibilità al prezzo per i clienti pone sfide per la redditività del settore. Allo stato attuale, SAS è l’unica compagnia che opera tra la Scandinavia e l’Europa, dove gli equipaggi di volo sono esclusivamente soggetti a condizioni di lavoro scandinave. Dato questo contesto, dobbiamo continuare a cambiare in modo da garantire la competitività a lungo termine e un ritorno sostenibile per i nostri azionisti”, dice Rickard Gustafson, SAS President and CEO.

Raddoppiate le famiglie povere

[Sas minate de su Re si devent timire. Le minacce del Re si devono temere.] Le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta sono quasi raddoppiate negli anni della crisi: +78,5%, con una incidenza sul totale passata dal 3,5% pre-recessione al 5,7% del 2014. Lo segnala un'indagine dell'Ufficio studi della Confcommercio. Le persone in povertà assoluta hanno superato nel 2014 i 4 milioni, con un incremento di quasi il 130% rispetto al 2007, arrivando a sfiorare il 7% della popolazione. Le famiglie assolutamente indigenti erano oltre 823mila nel 2007, sono salite a quasi 1,5 mln nel 2014. In tema di pressione fiscale, Italia batte Germania 43,6% (del Pil) a 39,5%. Ma è un primato che non piace affatto a imprese e famiglie. Se l'Italia infatti avesse avuto la stessa pressione fiscale della Germania nel 2014, ci sarebbero stati 66 miliardi di euro in meno di prelievo fiscale, ''vale a dire 23 miliardi in meno di Irpef e altrettanti di imposte indirette, nonché 20 miliardi in meno di carico contributivo su imprese e lavoratori''. Secondo lo studio, tra 2010-2014 ci sono segnali di miglioramento, nel confronto Italia-Germania su qualità del capitale umano e carico eccessivo di tasse ''i divari restano molto ampi''. ''L'eccesso di pressione fiscale in Italia presenta una connotazione strutturale per l'incapacità di procedere a una serie revisione della spesa pubblica che riduca eccessi e sprechi'' afferma l'Ufficio studi. Fino ad oggi, ''gli unici tagli hanno riguardato la spesa in conto capitale, cioè di fatto gli investimenti pubblici''. Infatti, ''tutte le componenti di spesa corrente derivanti da scelte discrezionali di policy sono in crescita tra il 2015 e il 2017, anche se con incrementi leggermente inferiori a quelli del Pil nominale''.

Tirrenia-GNV si alleano

[In domo de su Re sa mesura bei rèt; et si non bi hat mesura, su meda pagu durat. Nella casa del Re vi regge la misura; e se non vi è misura il molto poco dura. Cioè anche nell'abbondanza si deve sempre risparmiare con moderazione.] Un'alleanza del mare destinata ad agevolare e soddisfare la grande richiesta di trasporto lungo le rotte Livorno-Catania e Catania-Malta. È l'accordo voluto dai due colossi marittimi Tirrenia e Grandi Navi Veloci, e ad illustrare i suoi termini è stato l'amministratore delegato di Tirrenia, Massimo Mura. "Nasce dalla volontà dei due armatori - ha spiegato - con un obiettivo di offrire ai clienti un network di collegamenti e rotte e opportunità di viaggio che coprano tutto il bacino del Mediterraneo, con nucleo centrale in Italia per poi svilupparsi nelle direttrici sulle isole maggiori e sui mercati del Nord Africa e della Spagna". La linea che collegherà Livorno a Catania sarà attiva 4 volte a settimana, 3 quella che da Catania condurrà a Malta. Per assicurare questi collegamenti, la compagnia impiegherà tre nuove navi, anche per il traffico cargo, occupando circa 350 persone. I nuovi collegamenti e la nuova alleanza comporteranno anche la realizzazione di infrastrutture a terra, per la realizzazione delle quali Mura ha confermato di "avere avviato già una collaborazione con le autorità competenti, privilegiando partenership locali".

Camorra in ospedale

[Qui est justu non mirat regalos. Chi è giusto non guarda regali. Riferito a coloro che non ricevono regali per non tradire la giustizia.] Infiltrazioni della camorra in appalti per la pulizia di ospedali e altre aziende pubbliche a Napoli emergono dall'operazione della Polizia che ha eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari. I provvedimenti eseguiti a carico di esponenti apicali del clan camorristico dei Lo Russo, di amministratori e consulenti di una società specializzata nel settore delle pulizie, e di funzionari pubblici dipendenti dell'Azienda ospedaliera Santobono Pausilipon.  L'inchiesta è condotta dai pm della Dda, Henry John Woodcock ed Enrica Parascandolo e coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Le 12 persone coinvolte sono ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà degli incanti, detenzione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, estorsione. Esplorato dalla Dda di Napoli e dalla Squadra Mobile, con il contributo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, il connubio camorra/imprenditoria che - secondo quanto riferito in una nota - ha consentito ad entrambe le parti, imprenditori e criminali organizzati, di ottenere vantaggi reciproci. Emersi anche episodi di corruzione e turbata libertà degli incanti di funzionari pubblici dipendenti dell'Azienda ospedaliera di rilievo nazionale Santobono-Pausilipon che avrebbero favorito una società, la Kuadra spa, nelle operazioni relative al bando di gara per la fornitura di servizi di pulizia. È stato verificato anche il particolare interesse del clan dei Lo Russo, detto dei Capitoni, operativo in particolare nell'area a nord di Napoli, agli appalti ed agli ingenti interessi economici che ruotano all'interno delle principali strutture sanitarie ed ospedaliere di Napoli con una ''conseguente pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione''. Nel corso dell'operazione disposto anche il sequestro preventivo del complesso aziendale, delle quote e del patrimonio della società Kuadra. Il complesso aziendale, le quote e il patrimonio della società Kuadra spa, con sedi a Napoli, Roma e Genova, società specializzata nel settore delle pulizie, con numerosi e importanti clienti pubblici e privati sparsi su tutto il territorio nazionale, sono stati sequestrati nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Dda e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli contro infiltrazioni della camorra negli appalti per gli ospedali. Il gip, sulla scorta degli elementi probatori raccolti, nel disporre il sequestro preventivo ha nominato contestualmente due amministratori giudiziari.

Chiesta altra perizia per Tutino-Crocetta

[Regalu ispectat regalu. Regalo aspetta regalo. Riferito a quelli che regalano con secondo fine.] Gli avvocati Carlo Federico Grosso e Nino Caleca, che difendono i giornalisti Piero Messina e Maurizio Zoppi - accusati di calunnia e pubblicazione di notizie false - hanno chiesto in udienza preliminare un nuovo incidente probatorio con la perizia di tutte le intercettazioni ambientali e telefoniche tra gli indagati per la presunta truffa del medico Matteo Tutino (ieri è iniziata l'udienza preliminare). Per i due giornalisti è stato chiesto il rinvio a giudizio per aver riportato sul settimanale L'Espresso il contenuto di una presunta intercettazione tra il medico Matteo Tutino e il governatore Rosario Crocetta in cui il primario avrebbe detto che l'assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, andava "fatta fuori come il padre". In precedenza, il gip di Palermo Agostino Gristina aveva disposto la perizia parziale sulle intercettazioni tra Tutino e Crocetta, limitando alle sole intercettazioni "offerte" dalla polizia giudiziaria perché era ancora aperta l'indagine per truffa su Tutino. Il pm Luca Battinieri ha chiesto la condanna a otto mesi di carcere (con il rito abbreviato) per Alessia Di Blasi, accusata di falsa testimonianza e finita nell'inchiesta al primario Matteo Tutino di cui era paziente (ha negato di aver pagato l'intervento di rinosettoplastica). Per il medico è stato chiesto il rinvio a giudizio, così come per l'ex manager dell'ospedale palermitano, Giacomo Sampieri; Damiano Mazzarese, dirigente del dipartimento di Anestesia e rianimazione dell'azienda ospedaliera; Maria Concetta Martorana, ex direttore sanitario; Giuseppe Scaletta, ispettore della Digos, e la moglie genetista, Mirta Baiamonte. Il processo si svolge davanti al gup Nicola Aiello. Secondo i carabinieri del Nas, Tutino avrebbe eseguito nella struttura pubblica, spacciandoli per "funzionali" e quindi mettendoli a carico del Servizio sanitario Nazionale, interventi estetici. Oltre ai dati emersi dalle analisi documentali, contro il chirurgo ci sono anche le testimonianze di alcuni colleghi.