sabato 30 aprile 2016

Offensiva AviaPartner a Lin e Mxp

[Ad sos malos male. Gli empi non si aspettino che male.] Nel mese di giugno le attività di assistenza a terra delle compagnie aeree Air Lingus,  British Airways e Iberia passeranno dalla Società Wfs Gi ad Aviapartner. Tale operazione riguarda il 95% dei lavoratori sullo scalo di Linate, dove l’azienda occupa circa 82 dipendenti, e circa il 20% sullo scalo di Malpensa, circa 260 dipendenti. Il ccnl del trasporto aereo prevede la garanzia occupazionale (cosiddetta clausola sociale) nei casi di trasferimento di attività in ambito di assistenza aeroportuale a terra. Una norma fondamentale che i lavoratori del settore hanno ottenuto in cambio di significativi sacrifici economici e normativi. Tuttavia, Aviapartner (che al tavolo del ccnl aveva la posizione di capofila della delegazione aziendale), "invece di attendere il confronto propedeutico all’applicazione della clausola, sta invece procedendo all’assunzione di personale in somministrazione o a tempo determinato finalizzato all’attività di assistenza a terra delle compagnie oggetto del trasferimento di commessa da Wfs Gi". La denuncia, in una nota, è di Filt Cgil,  Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl Ta. A questo "si aggiunga la volontà apparente di subappaltare una parte di attività a una cooperativa per il tramite di un’altra società di handling".

Olio in Sicilia, Igp dà nuova linfa

[Malaidu de su bichi sanu. Ammalato dal becco sano. Dicesi ad un finto ammalato] Un mercato da 160 milioni di euro l'anno. È questo il valore medio annuale della vendita dell'olio di oliva siciliano che adesso è raccolto sotto un'unica Igp, dopo il riconoscimento dell'Unione europea. Con una produzione media di olive 350 mila tonnellate, la Sicilia è il terzo produttore in Italia, dopo Toscana e Calabria, ma solo l'ottava per imbottigliamento. L'Igp regionale servirà anche a chiudere la filiera nella regione.  La produzione media di olio si attesta sulle 55 mila tonnellate (15% autoconsumo, 45% mercato regionale, 30% mercato nazionale, 10% export) ed è di alta qualità.  In Sicilia la superficie coltivata è di 140 mila ettari: 96% olive da olio, il 4% da mensa, aziende agricole 140 mila, frantoi 572. Sono sei le Dop (Monti Iblei, Val di Mazara, Valli Trapanesi, Monte Etna, Valle del Belice, Valdemone).  Il prossimo passo sarà la costituzione del consorzio di tutela che gestirà l'Igp.

Crush lenticchia

[Fagher unu de su maccu, s’ateru de su sabiu. Far uno il pazzo e l’altro il savio. Dicesi quando due burlano in senso opposto, ma più per truffare] Dopo Crush Fagiolo arriva Crush Lenticchia, una carta ottenuta dagli scarti della lavorazione del legume. La realizza sempre Favini, cartiera attiva nella realizzazione di specialità grafiche innovative a base di materie prime naturali, e la produce in esclusiva per Pedon, azienda vicentina oggi tra i player mondiali del settore dei cereali, legumi e semi. Riciclabile e biodegradabile al 100%, Crush Lenticchia è una carta prodotta con una speciale attenzione per l'ambiente: consente infatti di risparmiare, per la sua produzione, il 15% di cellulosa proveniente da albero e di diminuire del 20% l'emissione di gas effetto serra. Inoltre, il progetto 'Save the waste' destina risorse a sostegno di progetti etici e sociali. Gli inchiostri ecologici e la finestra trasparente in PLA ottenuta sempre da scarti vegetali rendono il packaging eco-sostenibile e al 100% riciclabile. Inoltre, l'energia utilizzata lungo l'intero processo, dalla produzione della carta al confezionamento, proviene da fonte rinnovabile.

venerdì 29 aprile 2016

Gh Pmo sogna la flessibilità

[Non podet esser qui siat de maju Sanct’Andria. Non può essere il mese di maggio Novembre.  Dicesi di una cosa che non può succedere]  Dopo un anno di corsa forsennata, pensando di essere stati più furbi degli altri, gli scappati hanno capito che forse sono a tutti gli effetti figli di Renzi, cioè assunti con il jobs act. Infatti solo una parte degli arretrati è stato messo in busta paga, appena un anno. Nella riunione sindacale di ieri la Gh Palermo ha comunicato che la cessione ad Aviogei delle officine nei vari APT dove sono presenti i saraceni coinvolgerà anche Palermo. I sindacati si sono riservati di esplorare (credono di essere giovani marmotte?) la volontà dei lavoratori. Al tavolo presente anche il mio amico Panettino che, molto probabilmente, dopo un chiarimento con se stesso e la Cgil possiamo ritenere nulla la nota che la Cgil ha mandato alla Gh alcuni giorni addietro che stoppava l'operato di Panettino in Gh. Buon per lui, per i suoi iscritti anche? Ieri non c'era il Saracino, il suo scudiero, il presidente ...  una riunione tecnica, intermedia. Insomma niente di definitivo. Forse per questo motivo la Gh non ha portato i bilanci, richiesti all'ultima riunione. Sulla criticità  della Gh è opportuno che vengano riapprovati gli ammortizzatori sociali prima che si ottengono l'esaurimento prossimo della cds alla data dell'8/5/2016.  Si è parlato di operatività flessibile, ritenendo che la flessibilità sia alla base di una opportunità irrinunciabile è che non può mai essere considerata eccessiva. I dipendenti a 4 ore avranno un contratto per 12 mesi, ma tutto sarebbe legato all'attuale situazione dei voli. Circa 20 dipendenti potrebbero essere accompagnati alla pensione con una mobilità pilotata e l'eventuale assunzione dei figli. Ma la cosa che lascia perplessi riguarda il convincimento  del movimento sindacale che ritengono che se la Gh è una azienda sana il merito sia principalmente dei sindacati. Ovviamente non condivido perché la forza della Gh a Palermo è stata l'alleanza, la commistione con il gestore che ha alterato le regole di mercato che dovrebbero essere regolate dalla libera concorrenza che a Punta Raisi non sono mai atterrate.

giovedì 28 aprile 2016

Scioperi a maggio

[Longu que i su mese de maju. Lungo come il mese di maggio. Dicesi di uno che è tardo a fare un opera] Anche nel mese di maggio avranno luogo diversi scioperi del trasporto pubblico, che arrecheranno non pochi disagi a chi viaggia. Qui di seguito vi indichiamo le date dello stop e le città/regioni interessate, per poi aggiornarvi qualora si verifichino variazioni dell’ultim’ora nel
programma. Si inizierà con lo sciopero dei treni l’11 e il 12 maggio 2016: mercoledì 11 incroceranno le braccia per 8 ore i dipendenti di Trenitalia (personale divisione cargo) della Toscana, dalle 9 alle 17. Stessa fascia oraria per lo stop della società Trenord in tutta la Lombardia. Dalle 21 di giovedì 12 maggio fino alle 21 del 13, nuovo sciopero di 24 ore del personale Trenitalia in Piemonte divisione passeggeri e cargo. Uno stop che potrebbe causare ritardi e cancellazioni dell’ultim’ora. C’è poi lo sciopero di 8 ore della società RFI manutenzione infrastrutture U.T indetto per il 20 maggio in provincia di Bolzano. Lo sciopero degli aerei è in programma per il 14 maggio: si fermeranno i dipendenti della società Mistral Air, dell’aeroporto di Ancona (lavoratori Aerdorica), il personale della società Enav CTA, e delle società Gesac, GH Napoli e Aviation Services  dell’aeroporto di Napoli Capodichino. Lo sciopero degli autobus è invece previsto per martedì 3 maggio: si fermeranno per 4 ore, dalle 8,30 alle 12,30, i dipendenti della GTM di Termoli; stesso sciopero di 4 ore, ma il 6 maggio, per i lavoratori della società TPL di Roma. Venerdì 6 maggio è in programma anche lo sciopero di 24 ore della società Busitalia Veneto di Padova. Ancora, il 7 e l’11 maggio sciopero delle società CTT Nord (Livorno e provincia), Seta (Reggio Emilia), GTT (Torino) e in Abruzzo sciopero generale di tutto il personale delle aziende pubbliche e private di trasporto pubblico locale. Altre date: 13 maggio sciopero di 24 ore Ataf di Foggia; 17 maggio nuovo sciopero Busitalia Veneto di Padova; il 20 maggio stop di 24 ore della società Trotta Bus di Roma e AMT di Catania per 8 ore, dalle 10 alle 18.

Le donne del vino

[Qui est maccu s’istet in domo sua. Chi è pazzo se ne stia in casa sua. Non intraprenda affari se non conosce la partita.  Prima delle mimose, il brindisi delle Donne del vino. E' stata indetta la Festa delle Donne del Vino, l'associazione composta da oltre 650 socie tra produttrici, enotecare, esperte e giornaliste unite dall'obiettivo di promuovere la cultura del vino. La Giornata si terrà il sabato che precede l'8 marzo, ovvero il 4 marzo 2017. "Un evento diffuso, in tutti i luoghi del vino delle Donne d'Italia" ha annunciato la presidente Donatella Cinelli Colombini nel precisare che il tema prescelto sarà "Donne vino e motori". Chiuso in attivo il Bilancio 2015, approvato all'unanimità per alzata di mano in occasione dell'Assemblea Ordinaria dell'Associazione delle Donne del Vino svoltasi a Vinitaly. Cinelli Colombini ha salutato calorosamente la presidente uscente Elena Martusciello, in carica dal 2010. Nell'incontro con le delegate regionali la presidente Colombini, toscana 100%, si è dichiarata "fiduciosa che, per il Triennio 2016-2019, si possa coprire con la presenza di una delegazione tutte le regioni italiane". E tra gli obiettivi annunciati nel discorso programmatico della neopresidente: la trasformazione di iniziative regionali in azioni nazionali: Donne in Cammino, dal Piemonte trekking nelle vigne; Il Rosè più rosa, con Marco Reitano, dalla Toscana; la Giornata delle Donne all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; corsi di formazione per le future Consigliere dei Consorzi. Bilancio positivo anche per Vinitaly dove peraltro si è svolto il passaggio di consegne, presso il Padiglione Veneto, tra Nadia Zenato e Alessandra Boscaini. Alle 63 socie venete annunciato l'impegno della Boscaini a "portare avanti con l'entusiasmo di Nadia un lavoro di sinergia tra le diverse professionalità che fanno parte dell'associazione creando i presupposti per un maggiore interscambio". "È il Vinitaly delle Donne del vino - conclude la Cinelli Colombini - con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che le cita nel discorso inaugurale e con il Presidente di Veronafiere Danese che gli fa eco. Le Donne hanno iniziato Vinitaly con la degustazione di 10 vini del 1967 e tre incontri negli stand di Puglia, Veneto e Friuli Venezia Giulia e l'incontro con i Governatori Debora Serracchiani e Luca Zaia".

Italia terza per consumo vino

[Sos maccos et pizzinos narant sa veridade.  I bimbi ed i matti indovinano.] L'Italia scende dal podio dei principali Paesi consumatori di vino al mondo, preceduta da Stati Uniti e Francia e raggiunta dalla Germania. È  quanto emerge dall'analisi condotta dalla Coldiretti sulla base dei dati 
dell'Organizzazione mondiale del Vino e della Vite (Oiv). Dai dati, relativi al 2015, emerge che per la prima volta l'Italia è stata raggiunta dalla Germania, con un consumo complessivo pari a 20,5 milioni di ettolitri. Ad aggiudicarsi il primo posto sono gli Stati Uniti (30,1), seguiti dalla Francia (27,2). Restano sostanzialmente stabili i consumi mondiali, che nel 2015 sono stati pari 240 milioni di ettolitri, contro i 239 dell'anno precedente.  A modificare la classifica dei 'primatisti' è stato, secondo la Coldiretti, l'aumento dell'1% dei consumi negli Usa, avvenuto in concomitanza con il calo dell'1,2% dei consumi in Francia e del debole aumento registrato in Italia (+0,3%), contro quello decisamente più consistente della Germania (+1,1%).  Le cifre sarebbero la conseguenza di quella che la Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti definisce "una vera rivoluzione del mondo del vino", avvenuta a partire dagli italiani, che negli ultimi dieci anni avrebbero detto addio a quasi un bicchiere di vino su quattro. "Il risultato - rileva l'associazione - è che la quantità di vino Made in Italy consumato in Italia è risultata addirittura inferiore di quella bevuta fuori dei confini nazionali".

I vini Casale del Giglio

[Non faeddes mai a presentia de maccos. Non parlar mai alla presenza di pazzi] Ponza val bene una visita anche per degustare i suoi vini della Cantina Casale del Giglio, come racconta anche l'enologo Paolo Tiefentheler che con cura e passione si è dedicato ai vitigni nell'isola, cercando di non far disperdere la tradizione della coltivazione isolana che i ponzesi con cura e dedizione hanno tramandato negli anni. "Nell'isola di Ponza Casale del Giglio da quattro anni si sta dedicando ad un progetto che nasce dalla volontà di voler riuscire a preservare un vitigno, già coltivato nell'isola, nato dalla collaborazione di alcuni isolani. Io - come tutte le persone - si andava sull'isola per fare qualche giorno di vacanza, racconta l'enologo. E allora, mi dicevano: "A dotto', mi può assaggiare il vino"? Praticamente è nata un'amicizia. Uno degli obiettivi che è nato su questo progetto, è stato: "Voi mi date le vostre uve - quindi parliamo di uve che le persone di una certa età facevano per il loro fabbisogno quotidiano - e noi in cambio abbiamo deciso di collaborare con loro nella vinificazione, affittando una cantina, valorizzando queste uve, e vendendo il vino solo sull'isola, in modo che diventasse il vino di Ponzesi. Così loro si ritengono estremamente partecipi in un territorio". "Io faccio sempre un esempio - continua Tiefentheler - io vengo da una zona di montagna, la Valle di Celta. Se avessi chiesto a mio padre di vendere un metro di terra sarebbe stato impossibile, la stessa domanda non si poteva fare ai ponzesi. Però se avessi detto a mio padre, se noi lasciamo a distanza di tanto tempo quello che voi avete fatto 60-70 anni fa - perché lì c'è un grande turismo, ma la coltivazione della vigna stava scemando - quindi portiamo avanti la vostra coltura, sarebbe stato di grande entusiasmo. Quindi è stato un cambio: Casale del Giglio che cerca di valorizzare questa vitigno, ma soprattutto cerca di mantenere sul territorio le persone che saranno poi dedite alla coltivazione del vitigno stesso".

mercoledì 27 aprile 2016

Italia maglia nera per occupazione in Ue

[S’homine maccu istat in s’abba et sididu. L’uomo pazzo sta nell’acqua ed assetato. Nel senso che non approfitta del bene] Italia maglia nera in Europa sul fronte occupazione, dove la percentuale complessiva di occupati (60,5%) è la più bassa tra i 28 tranne che in Grecia, e dove il divario tra il numero di uomini e donne che lavorano (-20pp) è il maggiore ad eccezione di Malta. La fotografia che emerge dai dati Eurostat per il 2015, che fanno il confronto rispetto all' obiettivo Paese per Paese fissato per il 2020 (67%) che l'Italia non ha ancora raggiunto (-6,5pp). Meglio, invece, sul fronte degli occupati tra i 55 e i 64 anni, saliti di 2pp in un solo anno passando da 46,2% del 2014 al 48,2% del 2016, che fanno posizionare l'Italia a metà classifica Ue (14esima). I Paesi al top per l'occupazione sono Svezia (80,5%), Germania (78%), Gran Bretagna (76,9%), Danimarca ed Estonia (76,5%) e Olanda (76,4%). Ad avere già raggiunto il loro target 2020 Germania, Estonia, Svezia e anche Lituania, mentre ad averlo quasi raggiunto (meno di 0,5pp) anche Repubblica ceca, Irlanda e Lettonia. La maglia nera va invece alla Grecia (54,9%), seguita dall'Italia insieme alla Croazia (60,5%) e dalla Spagna (62%). Virtuosi sul fronte del divario minimo tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile Finlandia (-2,1pp), Lituania (2,4pp), Lettonia (4pp) e Svezia (4,2pp). Ultimi della classe Malta (27,8pp) e poi l'Italia (-20pp), Grecia (-18pp), Romania (-17,5pp) e Repubblica ceca (-16,6pp). Per gli occupati tra i 55 e i 64 anni, gli stati dove ne lavorano di più sono Svezia (74,5%), Germania (66,2%), Danimarca (64,7%) ed Estonia (64,5%), mentre Grecia (34,3%), Slovenia (36,6%), Lussemburgo (38,4%) e Croazia (39%) sono quelli dove meno si lavora in quella fascia d'età.

La Nato si prepara alla Cyber War

[Inue non bi hat maccos non rient sabios. Dove non vi è pazzo non ridono i savi. Dicesi da uno quando gli si rimprovera di essere pazzo.] Il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen ha annunciato oggi a Berlino l'istituzione entro i prossimi 5 anni di una speciale unità dell'esercito per la Cyber War. Il dipartimento sarà denominato 'Cyber und Informationsraum' e sarà composto da 13.500 uomini, fra soldati e civili. L'obiettivo è reagire al crescente numero di attacchi compiuti contro la rete federale. Al momento, secondo quanto riferito da fonti ministeriali, gli attacchi sono circa 6.500 al giorno. Il personale delle cyber-truppe sarà reclutato al 90% tra gli uomini delle stesse forze armate. Il nuovo reparto avrà principalmente compiti difensivi, ha aggiunto von der Leyen, sebbene da alcuni anni l'esercito tedesco si addestri anche ad azioni offensive sul piano della Cyber War. A esse è preposta una piccola unità di 60 soldati, che agisce segretamente, di stanza a Rheinbach, vicino a Bonn. Non solo Francia e Belgio: l'Isis ha cellule dormienti che preparano attacchi terroristici anche in Italia, Germania e Inghilterra. È l'allarme lanciato dallo zar
dell'intelligence Usa James Clapper in un colloquio ieri con il Christian Science Monitor. Per questo, sottolinea il direttore della National Intelligence americana, gli Stati Uniti stanno spingendo per promuovere più condivisione di informazioni tra le intelligence. Secondo Clapper, inoltre, l'Isis sta sfruttando per i suoi scopi la crisi dei migranti in Europa. Clapper parla di enorme sfida per l'Europa in quanto c'è "un conflitto di fondo" tra le politiche Ue di apertura e libera circolazione delle persone e dei beni e la privacy "che in una certa misura si scontra contro le responsabilità che ogni Paese ha, in quanto Stato-nazione, di proteggere le frontiere e la sicurezza del suo popolo". Secondo il New York Times, quando gli è stato chiesto se l'Isis aveva avviato attività segrete in quei paesi, Clapper ha risposto: "Sì, lo hanno fatto. E ciò preoccupa, naturalmente, sia noi sia i nostri alleati europei. Continuiamo a vedere prove di complotti da parte dell'Isis nei paesi che avete citato", cioè Italia, Germania ed Inghilterra. Ma l'intelligence italiana smentisce nuovi allarmi.  Arrivano con frequenza, rilevano gli 007, segnalazioni da servizi collegati su possibili minacce; esse vengono valutate attentamente dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) e finora non ci sono evidenze di attacchi pianificati. Resta comunque l'elevata esposizione al rischio dell'Italia, anche perché sede del Vaticano. Per la prima volta gli Usa hanno deciso di usare la guerra cibernetica contro l'Isis. L'obiettivo della nuova campagna, rivela il Nyt, è fermare la capacità del Califfato di diffondere il suo messaggio, di attrarre e reclutare nuove leve, di far circolare ordini dei comandanti, di eseguire le operazioni quotidiane, come pagare i propri combattenti. Insomma, hackerare e manipolare i suoi network di comunicazione, creando sfiducia sulla sicurezza dei suoi circuiti. Finora il Cyber command, il braccio militare della National security agency (Nsa) creato sei anni fa, si era concentrato in gran parte su Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, Paesi da dove proviene la maggior parte degli attacchi cibernetici. Ma mai aveva condotto operazioni contro l'Isis. "Lasceremo cadere cyberbombs, non l'abbiamo mai fatto prima", ha detto recentemente il vice segretario alla difesa Usa, Robert O. Work. Una revisione di ciò che dovrebbe essere fatto contro l'Isis è nell'agenda di Barack Obama oggi, quando incontrerà ad Hannover i leader di Gran Bretagna, Italia, Francia e Germania. Di questi sforzi, secondo il Nyt, la cyber campagna è l'ultimo.

Apt Tirana diventa cinese

[Allegru que maju. Allegro come il mese di maggio. Dicesi ad uno che mostra gioia in viso] L'azienda cinese China Everbright ha firmato un accordo con le autorità albanesi che prevede la concessione dell'aeroporto internazionale di Rinas, Tirana, fino al 2027. Lo riferisce in canale TV albanese, Top Channel, senza rivelare l'ammontare della transazione. L'aeroporto sarà gestito da Ken Dynamics, un consorzio creato insieme al gruppo Friedman Pacific con base a Hong Kong. Per l'investitore, Rinas è "uno degli aeroporti con la più forte crescita in Europa".

Al via portale di Assovini

[In su mese de maju ogni runzinu est caddu. Nel mese di maggio ogni ronzino è cavallo] E' stato presentato a Sciacca (Ag) il nuovo portale www.wineinsicily.com, magazine on line realizzato da Assovini Sicilia per valorizzare nel mondo il meglio della regione, in occasione del convegno della tredicesima edizione di Sicilia en Primeur, anteprima mondiale dei vini di Sicilia in programma al Verdura Resort. L'evento ha quest'anno visto dei numeri da record: 100 giornalisti provenienti da oltre 20 Paesi, 52 aziende partecipanti, 800 vini in degustazione. La manifestazione, organizzata da Assovini Sicilia "punta sulla qualità dell'enologia e su chi ha il coraggio di investire in questa terra siciliana, ricca di contrasti". Il presidente Francesco Ferreri, in apertura del convegno, ha ricordato Giacomo Tachis, enologo recentemente scomparso, figura fondamentale nello sviluppo dell'enologia siciliana. Dall'incontro è emerso che il vigneto Sicilia è in piena salute: con una dimensione tre volte maggiore rispetto a quello della Nuova Zelanda, esso oggi produce tra i 4 e i 5 milioni di ettolitri di vino, il 68% del quale da vitigni autoctoni. Prima regione in Italia per produzione di vino bio con 21.000 ettari (38% del totale nazionale), quest'isola è caratterizzata da 23 Doc e 1 Docg. I numeri della Doc Sicilia hanno segnato un +23% con una produzione di 24 milioni di bottiglie nel 2015. Proprio il vino siciliano è protagonista di Sicilia en Primeur, dove in anteprima è stata degustata l'annata 2015. Un anno caratterizzato da una condizione ottimale e dalla constatazione di un cambiamento climatico positivo: in Sicilia piove di più e in maniera maggiormente favorevole alla viticoltura rispetto agli anni scorsi. Durante l'incontro si è parlato anche di enoturismo, fenomeno in costante crescita tra le aziende di Assovini Sicilia, che nel 2015 hanno registrato un incremento di turisti del 22%, accordi con operatori turistici nel 62% dei casi, attività ricettiva alberghiera per il 40% e ristorativa per il 69%.

martedì 26 aprile 2016

Ap pmo, chi di speranza vive disperato muore?

[Su qui faghent sos maccos lu devent componner sos sabios. Quello che fanno i pazzi, lo devono comporre i savi. Le mancanze dei figli le devono comporre i Genitori.] Dal primo maggio easyJet a Roma Fiumicino, dopo anni, tornerà a essere servita da AviaPartner. Questo risultato è la logica conseguenza della esclusione da parte del'enac di due aziende che forniscono assistenza ai vettori a Roma Fiumicino. Consulta che aveva come azionista la Gh del Saracino e l'Ata sono state  giudicate non idonee. A Roma restano in tre Alitalia airport, Aviation Service e AviaPartner. A Catania AviaPartner ha preso dei clienti di tutto riguardo come AB e airBerlin su tutto il network. La fanteria di Palermo vive ed esulta dei risultati positivi raggiunti in altri fronti. A Palermo solo il presidio notturno che è già qualcosa, ma non basta. Per essere più precisi, per la verità,  continua la trattativa con gli spagnoli della Vueling del gruppo Aig, ma ancora niente. Si parlava che entro aprile ci sarebbe stata una risposta, dentro o fuori. Ma sembrerebbe  che i tempi si sono allungati, entro luglio sapremo qualcosa. E visto che il problema di AviaPartner a Palermo si ripresenterà in inverno occorre e una compagnia di linea che garantisca una continuità lavorativa, nel frattempo i mesi di cig sono solo 17. Non si capisce per quale motivo i dipendenti di AviaPartner Palermo, che avevano minacciato  di andare dall'avvocato e denunciare  all'antitrust la Gesap  (in considerazione del fatto che Gesap è azionista della presunta concorrenza fatta dalla Gh Palermo), ancora perdono tempo. Nel frattempo AviaPartner ha deciso, unilateralmente, di pagare lo stipendio non più l'ultimo del mese ma i primi del mese creando non pochi problemi ai dipendenti  che a fine mese vanno perennemente in scopertura, a Roma appresa la notizia avrebbero, immediatamente, dichiarato il raffreddamento sindacale.

Terza commissione cc contro la Gesap

Sembra che l’aeroporto di Punta Raisi, e la società che lo gestisce, la Gesap, siano una sorta di stato nello stato, così come avviene con il Vaticano in Italia”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “L’azienda presieduta da Fabio Giambrone sembra essere dotata di un’autonomia sconosciuta alle altre società comunali, tanto che risponde poco e niente al Consiglio Comunale, spesso e volentieri all’oscuro di quanto avviene negli uffici del “Falcone Borsellino”. Per cercare di scalfire questo alone di mistero che circonda chi gestisce il nostro aeroporto, nei prossimi giorni, proporrò ai miei colleghi della Terza Commissione Consiliare, che tra le sue competenze ha proprio quella di vigilanza sulle società del Comune, di convocare il presidente della Gesap Fabio Giambrone per conoscere nei dettagli le varie attività dell’azienda che lui dirige, un’azienda strategica per il futuro della città, considerato il fatto che, tra gli altri, da lì passano quasi tutti i turisti in visita nella nostra città, uno dei nostri punti di forza della nostra economia. Subito dopo, chiederò di convocare anche le associazioni sindacali e di categoria che lavorano all’aeroporto per conoscere nei dettagli il loro punto di vista”. Perché siete critici per come viene gestita la Gesap? SPALLITTA - Noi siamo uno degli azionisti e riteniamo che è nostro dovere controllare le nostre partecipate. Noi pretendiamo i budget, i bilanci e i piani industriali. Lo stesso ministero delle pari opportunità quando noi abbiamo chiesto che all'interno del cda ci fosse un rappresentate femminile, come dovrebbe essere in tutte le aziende partecipate dal pubblico, il ministero è intervenuto censurando l'operato della Gesap. LUISA LACOLLA - È stata proprio questa commissione a mandare questa lettera al ministero e ad avere immediatamente una risposta positiva. La Gesap ha dovuto adeguarsi alle vigenti normative. Se si sono assoggettate a questa normativa anche tutte le altre regole devono essere rispettate. Tra l'altro anche quando la corte dei conti esamina i bilanci del comune di Palermo fa riferimento anche ai bilanci della Gesap. Anche questo ci lascia intendere che il comune deve tenere conto, nel bene e nel male, dei conti della Gesap.
SPALLITTA - Dal momento in cui entrerà in vigore il bilancio consolidato del comune di Palermo, insieme alle controllate, con molta probabilità anche il bilancio della Gesap dovrà essere incluso visto che il comune è uno dei soci che deve ricapitalizzare, cioè mette soldi pubblici. LUISA LACOLLA - Su questo faremo una interrogazione sia al sindaco che al segretario generale per avere contezza sulle norme giuridiche che riguardano le società partecipate, anche alla Gesap.  ANGELO GIGUCCIA - Noi riceviamo tutti i giorni da parte dei dipendenti della Gesap segnalazioni in tal senso, vuoi perché l'apt è decentrato, nell'immaginario collettivo sembra che la Gesap non abbia nessun rapporto con il comune di Palermo. Invece il comune di Palermo è uno dei maggiori azionisti, dopo la provincia. Noi siamo certi che non commettono nessun illegalità, ma pur tuttavia perché non ci rispondono, ci evitano ... Hanno questa sorta di delirio di onnipotenza che li porta a snobbarci. Ci ripromettiamo di andare alla Gesap per una visita ispettiva.  SPALLITTA - Noi tra l'altro abbiamo votato la ricapitalizzazione, stiamo dando soldi pubblici alla Gesap, riteniamo che sia doveroso che il cda della Gesap debba rendicontare la situazione patrimoniale, contabile e finanziaria. Il comune di Palermo ha dato 21 milioni di euro, poi 25 e infine, utilizzando la riserva da sovrappezzo per azioni di 66 milioni di euro. Noi abbiamo il diritto di sapere, conosce come viene gestita la Gesap visto che diamo non pochi milioni di euro. La nomina della  Li Calzi nel cda della Gesap sarebbe illegittima ...
SPALLITTA - Non abbiamo approfondito questa vicenda sulla incompatibilità della nomina visti i suoi precedenti incarichi regionali, tra l'altro la Li Calzi è stata nominata dalla provincia. Bisognerebbe analizzare più dettagliatamente se esiste questa incompatibilità, e non è compito della terza commissione. Se oggi la Gesap sembra essere uno stato (Vaticano) nello stato, prima poteva essere considerato, ai tempi del dg Scelta, un califfato? ANGELO FIGUCCIA - Noi non c'eravamo, di conseguenza personalmente non posso dare giudizi. Tra l'altro c'è una inchiesta della magistratura in corso che dovrà fare chiarezza sulla vecchia gestione. Quando Orlando non sarà più sindaco si ritornerà a parlare di privatizzare la Gesap ... SPALLITTA - Personalmente sono per la gestione pubblica, proprio per la mancanza di informazioni non possiamo sapere quali potrebbero essere le ricadute se si privatizza al buio. Se la Gesap suscita perplessità le altre partecipate hanno solo certezze? SPALLITTA - La Gesap, grazie all'aumento di capitale, non presenta criticità sostanziali come per esempio l'amat. Per l'amap la situazione potrebbe essere critica perché non sappiamo come verranno gestiti i comuni della provincia che sono gestiti recentemente dall'amap. Sulla rap stiamo analizzando in questi giorni i costi del servizio. Tutte le partecipate non comunicano piani industriali,
budget e bilanci trasgredendo leggi e direttive  che obbligano alla trasparenza. I soci della  Gesap devono ricapitalizzare e per fare questo devono versare 80 milioni di euro, ma dove si troveranno tutti questi soldi? ANGELO FIGUCCIA - Dopo la bocciatura del tar sull'ztl Orlando non potrà trovare questi soldi, tuttavia basta eliminare tutti gli sprechi dell'amministrazione per reperire nuove risorse. SPALLITTA - Abbiamo chiesto l'elenco di tutti gli incarichi esterni  della Gesap, le consulenze, non c'è stata data risposta.

Blog delle stelle

[Non est maccu quie mandigat, si non qui apparizzat. Non è pazzo colui che mangia ma colui che apparecchia. Dicesi quando uno lavora per gli altri.] Arriva il "Blog delle Stelle", che prende il posto del sito beppegrillo.it come voce in rete del movimento cinque stelle. L'annuncio lo dà Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, in un post sul blog di Grillo in cui annuncia anche la nascita dell'associazione Rousseau, che servirà a raccogliere fondi per la gestione della nuova piattaforma informatica del M5s. Già da oggi, cliccando sul post di Davide Casaleggio, si apre il logo "blog delle stelle". "Mio padre - dice Davide Casaleggio - voleva che il suo progetto gli sopravvivesse e negli ultimi tempi mi chiese di attivarmi per creare qualcosa che potesse vedere per sapere che Rousseau e il MoVimento 5 Stelle crescesse anche senza di lui. Valutai le opzioni con lui e decidemmo di creare l'Associazione Rousseau essendo la forma più rapida da creare che potesse operare senza scopo di lucro e quindi ricevere donazioni da parte di chi voleva sostenere il progetto. Era troppo modesto per voler altri nomi e mi parlava di futuro come il tempo fosse sempre infinito. Il mio dispiacere è non essere riuscito a pubblicare Rousseau, il Blog delle Stelle e ad annunciare in tempo l'associazione, anche se lui sapeva che tutto era pronto. Oggi sento la necessità di intestare a mio padre questa entità. Per questo oggi annuncio l'utilizzo dell'Associazione Rousseau fondata con mio padre per i mesi necessari a creare e far riconoscere la Fondazione Gianroberto Casaleggio in cui farò confluire le attività dell'associazione. Per chiarezza e coerenza le mie attività per queste entità rimarranno sempre a titolo gratuito". Davide Casaleggio pubblica uno scritto del padre Gianroberto in cui viene annunciata la nascita del "blog delle stelle". "Tutto è partito - scriveva Gianroberto Casaleggio - da un blog a cui ho dedicato molto del mio tempo ogni giorno negli ultimi 11 anni. Oggi sono decine le voci autorevoli del MoVimento e per questo è necessaria un'evoluzione di quello che è stata una rivoluzione culturale in Italia: portare il cittadino a decidere del suo destino. Da oggi nasce il Blog delle Stelle, di tutti voi, di tutti noi".

Sciopera Lufthansa

[Sos maccos ispendent, et i sos sabios mandigant.  I matti fan le nozze, ed i savi se la godono. Dicesi quando uno se la gode e l’altro lavora.] La compagnia aerea tedesca Lufthansa cancellerà 895 voli a causa dello sciopero del personale di terra, in programma domani mercoledì 27 aprile. A guidare la protesta è il sindacato Ver.di. Il vettore, in una nota, precisa che i passeggeri interessanti saranno 87mila e che il 40% dei voli giornalieri sarà comunque effettuato. Gli scali coinvolti dallo sciopero sono quelli di Francoforte, Monaco, Duesseldorf, Colonia/Bonn, Dortmund e Hannover. Ma sono inevitabili degli impatti sui viaggiatori anche italiani che volevano andare in Germania partendo dai nostri aeroporti soprattutto del Nord. Da e per Monaco, dove lo sciopero durerà 24 ore, Lufthansa fa sapere che eliminerà 545 voli; da e per Francoforte, dove i lavoratori non lavoreranno per 15 ore, ne annullerà altri 350. Già oggi - scrive l'agenzia d'informazione Bloomberg - la compagnia è stata costretta a fermare 30 aerei. Lufthansa ricorda che i passeggeri potranno prenotare voli alternativi senza alcuna spesa e prendere un treno della Deutsche Bahn, se il loro era un viaggio interno al Paese. Lo sciopero di domani è promosso dal personale delle officine meccaniche, dei servizi di terra come i check-in, dai lavoratori che controllano la sicurezza aerea come i Vigili del fuoco. Con questa agitazione il  sindacato Ver.di - uno dei più potenti della Germania, forte di circa 2 milioni di iscritti - va in pressing sui governi locali e federali. Obiettivo dei lavoratori - che sono in gran parte dipendenti pubblici - è ottenere aumenti salariali del 6 per cento. Il sindacato considera "un affronto" la controproposta di aumenti dello 0,6 per cento (per il 2016) e di 1,2 per cento (per il 2017). Bettina Volkens, capo del Personale della compagnia aerea, si appella al Parlamento perché renda obbligatorie procedure di conciliazione prima che prendano corpo scioperi di queste dimensioni, dove peraltro il vettore è estraneo al negoziato. L'anno scorso Lufthansa ha subìto perdite per 500 milioni di euro in seguito alle proteste dei suoi piloti e del personale di volo che resistono ai tagli delle indennità. In Germania, molti lavoratori pubblici sono sul piede di guerra. Agitazioni si segnalano negli asili nido e nelle piscine, mentre incrociano le braccia gli addetti alla raccolta rifiuti di Monaco.

Matteo ... chi?

[Si mai in mai mi so bidu. Se mai (in un tempo) mi sono visto] Compie oggi 54 anni l'imprendibile boss di Castelvetrano (Tp) Matteo Messina Denaro ricercato da 23 anni. Figlio dello storico capomafia Francesco Messina Denaro, vicino alla mafia stragista dei corleonesi, ha sulle spalle diverse condanne definitive all'ergastolo, alle quali, nei mesi scorsi, si è aggiunto un mandato di cattura per l'attentato in cui morì il giudice Giovanni Falcone. Gli inquirenti non hanno notizie tangibili sulla sua esistenza in vita dal 2004, data a cui risale il ritrovamento degli ultimi pizzini scritti dal capomafia. Recentemente da alcune intercettazioni sembrerebbe che la sorella Patrizia, detenuta per mafia, lo abbia contattato per risolvere alcuni problemi della "famiglia". Ma il presunto contatto non dissipa i dubbi di alcuni investigatori che non escludono che il boss sia morto e che Cosa nostra abbia interesse ad utilizzarne ancora il nome. Un'ipotesi non condivisa da tutti gli inquirenti, alcuni dei quali pensano si sia rifugiato all'estero.

Premio a Verdura Resort Sciacca

[Maju, aqua a spaju. Maggio pioggia vano. Perché se l’acqua e frequente nuoce alle biade, che in quel periodo, sono in fiore.] Il Rocco Forte Verdura Resort di Sciacca ha vinto il Sustainability Award by Diversey Care. Il riconoscimento è stato consegnato a Ivan Artolli, Managing Director del Verdura e Operations Director per il gruppo Rocco Forte Hotels, durante il General Meeting dalla European Hotel Managers Association (Ehma), tenutosi a Limassol (Cipro). Le iniziative attuate al Verdura Resort - è scritto in una nota - sono state riconosciute come uno dei programmi di sostenibilità più significativi mai intrapresi nel settore dell'ospitalità. "A nome di Rocco Forte Hotels posso affermare che siamo estremamente orgogliosi di quello che il Verdura Resort rappresenta per ognuno dei nostri collaboratori, per la città di Sciacca e per tutto il sud-ovest della Sicilia", commenta Artolli, che dal suo arrivo al Verdura ha continuato a incrementare gli obiettivi di sostenibilità del resort e le iniziative già in essere in tema di sostenibilità".

I casalesi alleati con il Pd?

[Maccos et maccos (altri dicono malos et malos) s’intendent a pare. Pazzi e pazzi se la intendono insieme.] Perquisizioni nelle abitazioni del presidente del Pd della Campania e consigliere regionale, Stefano Graziano. L'ipotesi che ha indotto gli inquirenti a effettuare le perquisizioni è che l'esponente politico abbia chiesto e ottenuto appoggi elettorali in riferimento alle ultime consultazioni per l'elezione del Consiglio regionale della Campania. Secondo tale ipotesi, Graziano si sarebbe posto ''come punto di riferimento politico ed amministrativo'' del clan Zagaria del quale è accusato di far parte Alessandro Zagaria, omonimo del boss, arrestato oggi. Lo spunto investigativo è stato offerto da una intercettazione di colloqui tra Alessandro Zagaria e Biagio Di Muro, l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, anch'egli arrestato oggi. Colloqui nel corso dei quali si faceva riferimento all'appoggio elettorale che occorreva garantire a Graziano. Quest'ultimo si sarebbe attivato - ma tale circostanza non è ritenuta illecita dagli inquirenti della Dda - per favorire il finanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti, al centro dell'inchiesta. L'ipotesi di reato per Graziano è il concorso esterno in associazione camorristica. Graziano si è autosospeso dal suo incarico in Campania e dal Pd.  L'inchiesta ha portato oggi all'esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di funzionari comunali, imprenditori, professionisti e "faccendieri". Sono accusati, a diverso titolo di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e altre irregolarità nelle gare di appalto pubblico messe in atto anche per agevolare il clan dei casalesi. Tra gli arrestati c'è anche l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Biagio Di Muro. L'indagine riguarda l'appalto per i lavori di consolidamento di Palazzo Teti, immobile ubicato in via Roberto D'Angiò confiscato al padre dello stesso primo cittadino, Nicola Di Muro. La gara, che negli anni ha subito vari rallentamenti, secondo l'ipotesi accusatoria della Dda di Napoli, sarebbe stata vinta da un raggruppamento di imprese ritenuto vicino al clan guidato da Michele Zagaria. Già nel luglio 2015 l'ex sindaco, in carica fino a pochi mesi fa, fu oggetto di una perquisizione.

lunedì 25 aprile 2016

Nobel a Stephen Hawking?

[Su perdonare est de Deus, su ismentigare est de maccos. Il perdonare è di Dio, il dimenticare dei pazzi. Questo proverbio viene usato per essere cauti con i nemici, non per vendicarsi.] Per Stephen Hawking potrebbe essere la volta buona. Il celebre fisico britannico, costretto da anni sulla sedia a rotelle e a comunicare tramite una macchina, potrebbe essere a un passo dal Nobel. Lo rileva il quotidiano britannico Times, riferendosi alla prima prova sperimentale della teoria più suggestiva di Hawking, formulata nel 1974 e secondo la quale i buchi neri possono perdere progressivamente massa ed energia fino a svanire nel nulla come se 'evaporassero'. A 42 anni di distanza la teoria sarebbe ora stata dimostrata in laboratorio, nell'esperimento condotto in Israele da Jeff Steinhauer, dell'IstitutoTechnion di Haifa, e pubblicata sul sito ArXiv. Steinhauer riferisce di aver creato in laboratorio l'equivalente di un minuscolo buco nero: ha raffreddato dell'elio a temperature bassissime, vicine allo zero assoluto, e lo ha agitato velocemente, al punto da ottenere una barriera invalicabile dai suoni, proprio come l'orizzonte degli eventi di un buco nero. A questo punto avrebbe trovato fuori da questo buco nero tracce dei pacchetti di energia che costituiscono le onde sonore, chiamati fononi: proprio come prevede la teoria di Hawking.

In ricordo del genocidio armeno

[Su maccu si burlat una bolta. Il pazzo si burla una volta. Si dice anche al savio] George Clooney ha sfilato a Erevan in testa alla marcia per commemorare il 101esimo anniversario del genocidio subito dagli armeni in Turchia durante la Prima Guerra Mondiale, Impegnato da tempo a chiedere il riconoscimento internazionale dei massacri di centinaia di migliaia di armeni compiuti dai turchi (un milione e mezzo, secondo gli armeni, 300mila/500mila secondo i turchi), l'attore ha sfilato insieme a migliaia di armeni e al presidente Serzh Sarkisian fino alla collina dove si trova il memoriale che ricorda il genocidio e ha deposto fiori al Tsitsernakaberd, mentre in tutte le chiese del Paese si celebravano Messe. L'attore e regista statunitense fa parte del comitato che assegna il premio Aurora, voluto dal governo armeno a favore dei sopravvissuti. Il genocidio "è parte della storia dell'Armenia e anche parte della storia mondiale, non è solo il dolore di una nazione", aveva dichiarato al suo arrivo a Erevan. La notizia è stata data dall'agenzia Dpa e dal sito on line di Der Spiegel. Il manager dell'orchestra Markus Rindt ha parlato di "attacco alla libertà di espressione". "Vogliono che nessuno sappia cosa è accaduto 100 anni fa - ha aggiunto Rindt -, questo è inaccettabile. È il segnale che il governo turco vuole interferire nella nostra arte e cultura". Il riferimento è al caso, che ha destato grande clamore in Germania e in Europa, del comico Ian Boehmermann denunciato per diffamazione e insulti da Erdogan a causa di una trasmissione andata in onda sulla tv pubblica. Venerdì 16 aprile la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva autorizzato la sua incriminazione ed era stata accusata di cedere al ricatto di Ankara per via dell'accordo sui rifugiati.
Da Bruxelles la Commissione Europea ha confermato di aver rimosso il link dal sito perché "preoccupata dalla scelta delle parole" ma la portavoce ha assicurato che un nuovo link sarà presto disponibile. La Commissione Europea finanzia Aghet. con 200mila euro e "l'erogazione della somma non è in discussione".  Il progetto è stato lanciato nel novembre del 2015 con una prima a Berlino ed è dedicato alle deportazioni ed eliminazioni di armeni perpetrate dall'Impero ottomano tra il 1915 e il 1916 che causarono tra  800mila e 1,5 milioni di morti. La Turchia si rifiuta di riconoscere il termine "genocidio".  Ad Aghet partecipano musicisti turchi, armeni e tedeschi proprio per dare il senso di una riconciliazione. I prossimi concerti avranno luogo nei prossimi mesi a Belgrado, Yerevan e Istanbul.

Limonov contro Putin

[Il piccolo Beniamino rientra da scuola e annunzia eccitato al padre: "Sai, babbo, oggi è venuto a trovarci il parroco e ci ha parlato della Trinità!". E il padre, con severità: "Non ci cascare, figliolo, è la solita trappola dei cristiani per fare proseliti! Sai bene che noi ebrei abbiamo un solo ed unico Dio... e per l'appunto la nostra famiglia non ci crede!!!".]  Limonov, 73 anni, dopo un’adolescenza nella quale frequenta le bande di strada, commettendo piccoli reati, si trasferisce a Mosca alla fine degli anni ’60. Qui entra in contatto con gli ambienti letterari e riesce a raggiungere un certo grado di notorietà. Assieme alla moglie, la poetessa Yelena Shchapova, lascia l’Unione Sovietica nel ’74 e si trasferiscono a New York dove Limonov trova impiego in un giornale in lingua russa. Inizia a frequentare la scena punk e le avanguardie, e intanto lavora al suo primo romanzo Io, Édichka, che uscirà nel ’79. Dopo la separazione dalla moglie, si trasferisce a Parigi nel 1982. Collabora con l’organo ufficiale del Partito comunista francese, ma anche con il nazionalista Le Choc du mois, oltre che con L’Idiot international. Con la caduta dell’Urss torna in Russia e si dedica alla politica fondando un giornale e il partito Nazional Bolscevico, una sorta di formazione nazi-comunista. Le sue posizioni politiche hanno sempre fatto discutere. Durante la guerra civile jugoslava, infatti, si schiera con i serbo-bosniaci ed entra a far parte di una squadra di cecchini. Il suo partito viene messo fuori legge nel 2007. Mentre nel 2001 Limonov viene arrestato con l’accusa di terrorismo, cospirazione e traffico d’armi. Viene condannato per l’acquisto di armi e assolto per gli altri reati. Dopo due anni di carcere, esce per buona condotta. Lo scrittore si è sempre opposto a Putin, ed è stato uno dei principali leader insieme all’ex campione mondiale di scacchi Garry Kasparov dell’Altra Russia, blocco politico formato da partiti di estrema destra, di centro e di estrema sinistra che si opponeva a Putin. Tra le sue figure a cui ha dichiarato di ispirarsi ci sono Stalin, Bakunin ed Evola. Si definisce un nazionalista moderato, socialista ortodosso e attivista dei diritti costituzionali. Lo scrittore francese Emmanuel Carrère ha scritto una biografia romanzata di Limonov. Il libro ha vinto il Premio Renaudot 2011.

30 anni fa Cernobyl

[Dopo la Guerra dei sei giorni, il presidente Nixon chiede a Golda Meir uno scambio: il generale Dayan contro due generali a sua scelta. “D'accordo”, gli fa rispondere Golda Meir: “in cambio del generale Dayan voi ci darete General Motors e General Electric!!!”.] Černobyl' (Чорнобиль, Čornobyl', in lingua ucraina, Чернобыль, Černobyl', in russo, scritto anche Chernobyl nella traslitterazione anglosassone, IPA: tʃɜrˈnoʊbɨl) è una città dell'Ucraina settentrionale, situata circa 100 km a nord di Kiev. Attualmente quasi disabitato, è stato un importante centro industriale e commerciale in particolare nel XIX secolo. Il nome della città deriva da una combinazione tra čornyi (чoрний, "nero") e byllja (билля, "steli d'erba" o "gambi"); il suo significato letterale sarebbe, quindi, "stelo d'erba nero". La ragione di questo nome non è ben nota ed esistono varie ipotesi, una delle quali rinvia alla pianta arbustiva Artemisia vulgaris e alla parola che in lingua ucraina la indica. Il nome della città è 
principalmente legato al grave incidente nucleare del 1986. Esso ha avuto un enorme impatto geografico e storico, benché la nota centrale nucleare non si trovi qui, ma nei pressi della città di Pripjat', totalmente evacuata dopo l'esplosione. La città di Černobyl', nonostante si trovi a solo 15 km dalla centrale, è stata relativamente poco colpita dagli effetti delle radiazioni, che si sono diffusi velocemente verso nord, in Bielorussia (Voblasc' di Homiel'), mentre a sud gli effetti sono stati relativamente marginali. Sebbene il livello di radioattività sia ancora altissimo, esso risulta sceso a valori tra 100 e 1000 volte inferiori ai dati registrati inizialmente. Gli operai, attualmente ancora impiegati per il risanamento della centrale ed alcuni civili vivono ancora in città. Esattamente 30 anni fa - era il 26 aprile 1986 - il reattore numero 4 della centrale di Cernobyl esplose provocando il più grave disastro nucleare della storia. Ore 1:26 del mattino: una palla di fuoco fece saltare in aria il coperchio di 500 tonnellate del reattore sprigionando nell'aria 9 tonnellate di scorie radioattive. Cernobyl si trova in Ucraina
settentrionale, poco più di 100 km a nord di Kiev, e se le radiazioni non si vedono, le conseguenze di quella tragedia sono ben visibili ancora adesso: tumori, leucemie, cardiopatie e malformazioni da queste parti sono una piaga fin troppo comune. I territori più colpiti sono quelli ucraini, bielorussi e di almeno due regioni della Russia occidentale. A complicare le cose, nel 1986, fu sicuramente l'atteggiamento del governo sovietico, che nascose l'emergenza. Mentre in Scandinavia si registrava con preoccupazione un aumento della  radioattività, Mosca il 28 aprile - quindi più di 2 giorni dopo l'esplosione - negava ancora l'accaduto. Solo quella sera la Tass pubblicò finalmente la notizia dell'incidente. Ma non venne di certo rivelata la reale gravità della sciagura, causata da errori umani e difetti costruttivi in un test durante il quale il reattore 4 fu fatto funzionare in condizioni instabili al di fuori delle procedure previste. Ad appena 5 km da Cernobyl sorge Pripjat. Era una città modello costruita per i lavoratori della centrale. Adesso è una città fantasma: i suoi 45.000 abitanti vennero evacuati nel pomeriggio del 27 aprile, quando la fuga radioattiva andava avanti già da 36 ore; centinaia di autobus arrivarono da Kiev e prelevarono tutti in fretta e furia, decine di migliaia di persone abbandonarono le loro case convinte che sarebbero tornate dopo pochi giorni, come promettevano le autorità. C’erano circa 50mila abitanti a Pripyat, Ucraina, prima che il 26 aprile 1986 l’esplosione della centrale
nucleare di Chernobyl, poco distante, costringesse tutti quanti a scappare (il giorno dopo, in sole tre ore) il più lontano possibile dalla città che fino a quel momento era stata vivace e moderna. Cinquantamila persone che, salendo a bordo di numerosi autobus mandati appositamente, si sono lasciate alle spalle la vita di tutti i giorni e sono partite portando con sé solo i documenti e pochi oggetti necessari. L’annuncio del comune parlava di un’evacuazione temporanea ma si raccomandava con i cittadini di chiudere acqua, luce e gas. Nessuno invece ha mai fatto ritorno nella cittadina. Case, ospedali, scuole, strade: tutto è rimasto immobile da allora a raccontare quello che c’era e che non c’è più. Solo il degrado, la rovina e la vegetazione che ingoia tutto rivelano come in realtà siano passati quasi 30 anni. Il fotografo austriaco Roland Verant, 35 anni, è tra i pochi che hanno avuto il coraggio di inoltrarsi nella zona in cui è ancora oggi vietato accedere per l’alto livello di radiazioni, per testimoniare con scatti impressionanti cosa resta oggi di Pripyat e dei dintorni. La prima volta che ha visitato il sito è stato nel 2000, poi è tornato altre sette volte, trascorrendo lì 42 giorni in totale in compagnia di guide esperte.
 

domenica 24 aprile 2016

Ammucchiata sindacale a Punta Raisi

[A maccu et a pizzinnu, non dies armas in manu. Al pazzo e al fanciullo non diate arma in mano. S’intende di armi e di affari.] Con una nota del 22/4 tutte le sigle sindacali insieme, la politica dei tavoli separati non va più di moda a Punta Raisi, hanno chiesto un incontro urgente dovuto alla comunicazione informale fatta ai singoli dipendenti della Gh Palermo impegnati nel settore  officina meccanica, con cui viene comunicato loro la possibilità di passaggio ad un'altra azienda entro la fine del mese. Detto per inciso  l'altra azienda sarebbe la Aviogei, leader nel suo settore. Nel precisare che tale decisione non è stata in alcun modo oggetto ne di informativa ne di eventuale concertazione o trattativa con le rappresentanti sindacali e, addirittura, non può essere adottato nessun atto da parte della azienda Gh al riguardo. Sempre il 22/4 i sindacati unitariamente chiedono un incontro urgente alla Gh Palermo per un esame congiunto, rispetto allo svolgimento delle 24 ore di produttività, come previsto dal rinnovo del ccnl del 11/12/2015. E se non bastasse, le cinque sigle sindacali che per quanto scrivono sembrano prossime ad una rivoluzione e allo scontro epocale contro la Gh e la Gesap, chiedono alla Gesap la sospensione della circolare 5/4/2016 che riguarderebbe il nuovo orario di lavoro. Si invita il gestore a un nuovo incontro per discutere il contratto integrativo. Mentre la Gesap dovrebbe ricapitalizzare per non meno di ottanta milioni di euro i sindacati, giustamente, pensano all'integrativo.

Il vino della dieta mediterranea

[Sa lontananzia sanat ogni male. La lontananza ogni gran piaga salda. Perché la mente è senza pensieri.] Nasce il "vino della Dieta Mediterranea": a produrlo sarà il Comune di Pollica-Acciaroli in collaborazione con una azienda vitivinicola campana. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Pollica (Salerno), Stefano Pisani."Il vigneto - spiega il primo cittadino - dovrebbe sorgere sulla collina di Pollica, in località Serre di Mulino a Vento, in un'area di 21 ettari acquistata all'asta nei giorni scorsi dal Comune. Sarà il primo passo per la nascita de "I giardini del Mediterraneo", un parco tematico dedicato alla preservazione della biodiversità e allo stile di vita mediterraneo.". Nei prossimi giorni, il piccolo Comune cilentano, patria della Dieta mediterranea, presenterà tutte le richieste necessarie per l'autorizzazione ad installare nell'area il vigneto per l'avvio della produzione del "Vino della Dieta Mediterranea-Elisir di lunga vita", per la quale si avvarrà della collaborazione di una della maggiori aziende vitivinicole campane.


sabato 23 aprile 2016

Davigo attacca i politici

[Su maccu si bidet ind’ogni logu. Il pazzo si fa vedere da per tutto. Cioè in ogni operazione] Con un uno-due, costituito da una intervista al Corriere della Sera e da un successivo intervento pomeridiano, il neo presidente dell'Anm Piercamillo Davigo schiera la sua Associazione contro la politica in generale, e più in particolare contro il Pd e il governo. L'iniziativa ha suscitato alcune riserve tra gli stessi magistrati, una presa di distanza dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, mentre nel Pd è stata vissuta come una "provocazione" a cui non rispondere, una sintesi fatta anche da molti renziani che così traducono il pensiero del leader del partito e premier Matteo Renzi che mentre era in visita a New York ha accolto le esternazioni del magistrato con molta irritazione, si racconta in ambienti Pd a Roma. E ciò mentre la presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, ha messo in discussione il ruolo di Davigo come magistrato giudicante in Cassazione.  Ma in serata Davigo ha corretto il tiro: "Non ho mai pensato che tutti i politici rubino, mi riferivo alle mie inchieste e ai fatti di cui si è saputo". Nessuna volontà di generalizzare, dunque, ha puntualizzato l'ex Pm di mani pulite. Però oggi sul Corriere della Sera Davigo ha attaccato a testa bassa: "I politici non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto". Quanto al passato il presidente dell'Anm accomuna il governo Berlusconi a quelli di centrosinistra. E Renzi? "Fa le stesse cose. Aumenta le soglie di rilevanza penale. Aumenta la circolazione dei contanti". Per non parlare della legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Già di prima mattina Luca Palamara, predecessore di Davigo alla guida dell'Anm, ha preso le distanze: "le generalizzazioni a me non piacciono", ha detto, e poi "non dobbiamo cadere nella trappola del conflitto" ma che ai magistrati non giova.

Maniaci (telejato) indagato

[Su maccu non podet faeddare si non maccamente. Il pazzo non può parlare se non pazzamente]  Il direttore della tv Telejato, Pino Maniaci, noto per i suoi servizi sulla criminalità organizzata, è indagato a Palermo per estorsione. Secondo gli inquirenti avrebbe chiesto soldi e favori, come l'assunzione della compagna al Comune di Partinico, assicurando, in cambio, ad alcuni sindaci del palermitano, la linea soft della sua emittente nei loro confronti. La vicenda sarebbe emersa nel corso di un'altra inchiesta condotta dai carabinieri. Dalle intercettazioni sarebbe venuto fuori anche che Maniaci avrebbe preteso finanziamenti, sotto forma di pubblicità, per Telejato dai sindaci di Borgetto e Partinico. L'emittente si è anche occupata dello scandalo alla sezione misure di prevenzione al tribunale di Palermo su cui i pm di Caltanissetta hanno aperto un'indagine a carico, tra gli altri, dell'ex presidente della sezione Silvana Saguto. "La procura di Palermo ipotizza il reato di estorsione nei miei confronti? Mi faccio una risata", ribatte Maniaci. Da imprenditore edile a editore e direttore di una piccola emittente di frontiera diventata voce di un'antimafia irriducibile. Era il 1999 quando Pino Maniaci lasciò alle spalle un'attività che gli aveva provocato un mucchio di guai e rilevò Telejato, una tv comunitaria di Partinico legata a Rifondazione comunista. Nella doppia veste di editore e direttore, Maniaci promosse subito un'aggressiva campagna contro la mafia. Il bacino d'utenza della televisione era quello di uno dei più importanti mandamenti di Cosa nostra che andava da Alcamo a Partinico, da San Giuseppe Jato a Corleone. Telejato non si è occupata però solo di criminalità organizzata. Con il piglio della denuncia incalzante la piccola emittente ha affrontato i temi più scottanti: l'inquinamento ambientale attribuito agli scarichi di una distilleria, le infiltrazioni nella vita amministrativa, la corruzione, le speculazioni sul territorio. Maniaci e la sua emittente si sono ritrovati subito in trincea. Sono diventati bersaglio di un centinaio di querele ma anche di pesanti intimidazioni con incursioni nella sede della tv, l'incendio di un'auto dell'emittente, minacce anonime, l'aggressione di Maniaci a opera del figlio minorenne del capomafia di Partinico, Vito Vitale. E per ultimo un truce avvertimento con l'avvelenamento di due cani del giornalista. Per tutta risposta Maniaci ha mantenuto il taglio di un'informazione di denuncia intransigente che, recentemente, ha preso di mira con gli articoli di Salvo Vitale amico e compagno di Peppino Impastato la gestione dei beni sequestrati alla mafia e la sezione del tribunale presieduta da Silvana Saguto. Maniaci vittima, dunque. Addirittura di magistrati che difendono altri magistrati? E la reazione in Procura? Nessuna presa di posizione ufficiale. Nessun commento, neppure nei corridoi. Nessun segno di stizza per le parole pesanti di Maniaci. Silenzio assoluto, segno probabilmente inequivocabile che l'inchiesta va avanti. Nel frattempo l'opinione pubblica sui social network si schiera quasi compatta con il giornalista che raccoglie stima trasversale. Persino addetti ai lavori, ad esempio avvocati, spendono la parola "vendetta". Poche le voci fuori dal coro di chi chiede rispetto per il lavoro della magistratura e un approccio laico alla vicenda. Proprio da un filone dell'inchiesta sugli incarichi agli amministratori giudiziari è nata l'ipotesi che Maniaci abbia contrattato una linea più morbida della sua emittente in cambio di favori clientelari. Le intercettazioni ora proietterebbero ombre sulla correttezza del giornalista che spesso si è ritrovato al centro di scontri e di polemiche anche con persone e ambienti estranei al giro di interessi mafiosi. Anche la sua iscrizione nell'elenco dei pubblicisti è diventato un caso controverso. Denunciato per esercizio abusivo della professione, e poi assolto, chiese l'iscrizione nell'albo dei giornalisti della Sicilia e si presentò nella sede dell'Ordine regionale accompagnato dal segretario nazionale e ora presidente nazionale Enzo Iacopino. A sostegno della domanda, che subito alimentò forti polemiche, si formò soprattutto nei social un movimento che chiedeva l'immediata iscrizione del direttore di Telejato anche in presenza di numerosi precedenti penali, dalla truffa all'emissione di assegni a vuoto. Secondo Maniaci, che venne sentito per dare chiarimenti, si trattava di episodi lontani legati all'attività imprenditoriale e per l'Ordine non suscitavano più "particolare allarme sociale".

venerdì 22 aprile 2016

Che culo ragazzi ...

[Sa cosa de su maccu si mandigat innantis. La roba del pazzo viene consumata prima]   Non  sempre da Punta Raisi arrivano notizie negative legate alla crisi. In questi giorni circola una voce in apt che Aviogei sarebbe interessata a prendere la gestione dell'officina. Per i sette meccanici dipendenti (tre Gh e 4 Gesap) potrebbe essere una grossa opportunità di crescita professionale. In maniera particolare per i tre della Gh che, se l'accordo si concretizza, avrebbero modo di lasciare una azienda cronicamente in crisi per una realtà, appunto Aviogei, che macina utili. Gh Palermo ritiene non più conveniente gestire l'officina e per questo motivo avrebbe raggiunto un accordo di massima con Aviogei. Ma una cosa non è chiara. A che titolo il Saracino avrebbe fatto l'accordo con Aviogei? L'officina in questione non è della Gh ma appartiene alla Gesap, come del resto tutti gli strumenti di lavoro, il tutto dal 2005/06 viene  gestito amichevolmente dai due azionisti che hanno formato appunto la Gh Palermo. Nel 2005 la Gesap voleva cedere l'officina proprio ad Aviogei insieme alla manutenzione dei pontili attraverso la Avioteam, ma l'arrivo di un ingegnere, famoso per avere inventato il trenino a Fiumicino, fece sfumare questo accordo. Se parliamo di cessione di ramo d'azienda tutti i dipendenti passerebbero in Aviogei.  Ovviamente  i sindacati avrebbero bloccato tutto perché hanno chiesto dei chiarimenti. Speriamo che il variegato mondo sindacale non si trinceri nella ottusa battaglia che vede il privato come un nemico, e solo il pubblico come fonte di ricchezza per i propri iscritti.

mercoledì 20 aprile 2016

La Gesap vuole lo scontro

[Ischit plus su maccu in domo sua, qui non su sabiu in domo anzena. Sa più il matto in casa sua che il savio a casa altrui] Stato di agitazione dei lavoratori della Gesap, la società che gestisce lo scalo Falcone Borsellino di Palermo. Lo hanno proclamato le organizzazioni sindacali della Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti e Legea Cisal. La decisione di iniziare forme di protesta e rompere la tregua sindacale è stata presa al termine di una riunione che si è svolta oggi alla presenza del presidente della Gesap Fabio Giambrone e dell'amministratore delegato Giuseppe Mistretta su impulso dei lavoratori. A inizio anno Ambrogio avevo espresso l'intenzione di togliere il trasporto ai dipendenti della Gesap, decisione rinviata a settembre. Malgrado tutto questo i sindacati hanno continuato a sognare l'integrativo. Resta comunque sempre attuale la nota dell'enac che dichiara che la gesap ha ancora troppi dipendenti. La prossima trattativa i sindacati, provocatoriamente, dovrebbero farla con il sindaco di Palermo, non con questo cda che non riesce a deliberare niente, figuriamoci l'integrativo. "Non siamo riusciti ad avere notizie sull'accantonamento annuo previsto dal contratto integrativo siglato il 14 aprile 2004 di 225 mila euro annui quale premio di produttività. L'accantonamento da destinare al personale frutto solo ed esclusivamente di questa parte dell'accordo ammonta a circa 2.500.000 di euro". "I vertici della Gesap - continuano i sindacalisti - non hanno saputo dare alcuna notizia sulle somme destinate per i lavoratori e hanno rimandato tutto ad una prossima riunione fissata per il 30 maggio. Ma mentre i dipendenti aspettano da anni queste somme sulla produttività, l'azienda ha recentemente provveduto a rimpinguare le fila di quadri e funzionari apicali con retribuzioni su 65.000 euro annui". "I sindacati - concludono - si riservano di presentare un esposto nelle sedi opportune per verificare che fine abbiano fatto le somme destinate ai lavoratori. Contestualmente si riservano ulteriori iniziative ad iniziare dalla convocazione di assemblee dei lavoratori".

IL SOGNO AMERICANO ESISTE

[Eo nde tenzo sa lumenada, ed atere nde tenet sas factas. Io ho le voci ed altri le noci.] Il sogno americano esiste ancora: una bambina di undici anni di Austin, in Texas, ha trasformato un passatempo tipico dei giovani americani in un vero business. La sua speciale limonata al miele dal banchetto davanti a casa, organizzato per incassare qualche dollaro, è arrivata da Whole Foods, una delle più grandi catene di prodotti alimentari negli Usa. L'intraprendente Mikaila Ulmer ha usato la ricetta segreta della nonna per preparare la sua 'BeeSweet Lemonade', e in poco tempo la bevanda è diventata popolarissima, tanto da essere protagonista di un programma della Abc e incassando finanziamenti per 60 mila dollari. Ora è arrivata persino sugli scaffali della grande catena di supermercati Whole Foods, che l'ha messa in commercio in 55 punti vendita in Texas, Louisiana, Florida, Arkansas e Oklahoma. Ma non è tutto, perché il suo successo la scorsa estate le è valso anche un invito alla Casa Bianca in occasione della cena di stato per i bambini.

Brescello come Corleone

[A lu podiat narrarer unu maccu. Lo poteva dire un pazzo. Quando si dice una cosa ovvia.] Sciolto per "infiltrazioni mafiose" il Comune di Brescello, in provincia di Reggio Emilia, protagonista delle avventure di don Camillo e Peppone. Lo annuncia la Lega Nord in Regione Emilia-Romagna secondo cui "lo scioglimento per mafia è una vittoria di Ln che da anni sta conducendo una battaglia per la legalità". "Ora aria pulita a Brescello, siamo pronti a collaborare col commissario, come già fatto con la commissione prefettizia", scrive l'attivista antimafia del Carroccio Catia Silva, consigliera comunale di Brescello.  "Il commissariamento - prosegue Silva - è il riconoscimento di oltre dieci anni di lavoro svolto dalla Lega Nord che per prima fiutò il rischio infiltrazioni e denunciò i casi. Ricordo che fin dal 1999 venne l'europarlamentare Mario Borghezio per denunciare le infiltrazioni 'ndranghetiste nel Comune". Secondo Gianluca Vinci, segretario della Lega Emilia: "Grazie alla sue interrogazioni e ai suoi articoli sulla stampa, Catia da me nominata responsabile legalità della Lega Emilia, ha portato alla luce il sommerso sistema Brescello, pagando a duro prezzo, subendo numerose intimidazioni tra le quali incendi, danneggiamenti e non da ultime minacce aggravate dalla finalità mafiosa, da parte di cinque personaggi, tra i quali, in primis, spicca Alfonso Diletto, ritenuto uno dei cinque esponenti emiliani della 'ndrina, attualmente al 41bis nell'ambito del processo Aemilia e sotto processo a Bologna per le minacce alla Silva a partire dagli anni 2009-2010". Sul punto interviene anche Alan Fabbri, capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna: "Ricordo la campagna elettorale del 2014, quando fummo di fatto allontanati da un bar di calabresi, in pieno centro paese, per la nostra appartenenza alla Lega Nord. Certe scene non si dovranno mai più ripetere nel paese che ci piace ricordare come quello di don Camillo e Peppone. Vogliamo una regione libera dalle mafie, libera dalle compromissioni. L'impegno di Catia e della Lega Nord sia modello ed esempio per tutti i partiti: per liberarsi dalla criminalità organizzata servono schiena dritta e nessun compromesso".

Pulitzer 2016 al NYT

[Su bestire a geniu de totu, su mandigu a geniu propriu. Il vestire a genio di tutti, il mangiare poi a genio proprio.] Sono stati annunciati il 18 aprile i vincitori dell’edizione 2016 del premio Pulitzer, la centesima. Il premio, istituito da Joseph Pulitzer nel 1917, è gestito dalla Columbia university di New York. I riconoscimenti vengono assegnati da una giuria di 19 persone che fanno parte del mondo dell’informazione o del mondo accademico e letterario. In cammino con una famiglia di profughi dalla Grecia alla Svezia. La crisi dei migranti raccontata per immagini ha fatto vincere al New York Times il più  prestigioso premio giornalistico americano, il Pulitzer per le breaking news fotografiche. Il premio e' stato assegnato anche alla Reuters per le toccanti immagini di sbarchi di migranti sulla costa greca. Il team del New York Times era composto da Mauricio Lima, Sergey Ponomarev, Tyler Hicks e Daniel Etter. A far vincere il quotidiano sono state soprattutto le immagini di Ponomarev e Lima su una famiglia siriana, i Majid, in fuga dalla guerra verso un futuro migliore. Ponomarev ha scattato foto per la prima parte del viaggio attraverso la Macedonia e la Serbia mentre Lima ha seguito la famiglia da Belgrado a Trelleborg, in Svezia. I due fotografi hanno accompagnato i Majid per 40 giorni, viaggiando in treno, autobus e barca, ma soprattutto a piedi. "Quel fiume di umanità sembrava un esodo biblico. L'effetto delle migrazioni si sentirà per decenni", ha detto Ponomarov, che di base sta a Mosca. Lima, un brasiliano, non ha abbandonato il progetto e sta costruendo il suo follow up di conseguenze politico-sociali dell'esilio. Il fotografo e'  stato raggiunto dalla notizia del Pulitzer nella campagna svedese mentre giocava con i bambini Majid che adesso lo chiamano zio ed e' scoppiato a piangere ripensando a quanto quella famiglia ha sofferto prima di raggiungere la nuova patria.

martedì 19 aprile 2016

TROMBATO SANDWICH

[Un rabbino torna a casa d'improvviso un pomeriggio per prendere alcuni documenti dimenticati. Sennonché scopre la moglie a letto con un altro uomo. “Rebecca!” esclama inorridito. “Dovresti vergognarti! Non lo sai? Si comincia così... e si finisce col fumare di sabato!!!”]  Risale a pochi giorni addietro  la nota che la Cgil ha mandato alla Gh Palermo dove si diceva che la nuova coordinatrice  della Cgil è Maria Rita Palazzolo. La Gh nel corso di trattative sindacali dovrà interfacciarsi solo con la Palazzolo. Giuseppe Panettino è stato esautorato dalla naturale ed esclusiva attività sindacale. Il fautore e promotore dei tavoli separati in tutte le trattative aeroportuali è rimasto solo? Sembrerebbe di si visto che è stato messo da parte dai vertici del suo sindacato. Contrasti di strategia, pochissimi iscritti … le cause che hanno determinato la caduta del sindacalista Panettino. Cosa farà  Panettino ancora non si sa. Resterà ancora iscritto alla Cgil, cercherà un nuovo sindacato? Domani ci sarà l’incontro per l’integrativo in Gesap che secondo l’Enac, però, avrebbe ancora troppi dipendenti. Panettino si presenterà? È stato delegittimato anche in Gesap?   

Criticità economiche in gh Napoli

[Yankele e Moishele si trovano entrambi in ospedale per un'acuta sciatalgia. Sono stati prescritti loro dei massaggi, ed eccoli, fianco a fianco, sotto le mani di due energici fisioterapisti. I terapisti non sono certo delicati. Il povero Moishele ulula letteralmente dal dolore, ma Yankele sopporta le manipolazioni tranquillo, in quello che sembra un mistico e rassegnato silenzio. Terminata la seduta, Moishele si rivolge all'amico: “Yankele, mi hai veramente stupito. Come hai fatto a resistere senza fiatare ad un tormento così potente?”. E Yankele: “Mio caro Moishele, non sono mica scemo! Credi che metta sotto le mani di energumeni simili proprio la gamba malata?!?!?” ]  IN DATA 18 APRILE SI E’ SVOLTA L’ASSEMBLEA DEI LAVORATORI CON ALL’ORDINE DEL GIORNO, “CRITICITA’ ECONOMICHE” IN GH NAPOLI. DOPO ATTENTA ILLUSTRAZIONE DELLO SCENARIO PREGRESSO, COME RIPORTATO NEI PRECEDENTI COMUNICATI E RIBADITO IN PREFETTURA, SICURAMENTE NON DOVUTO DALLA VOLONTA’ DEI LAVORATORI, MA DA TERZI COME ENAC E LA SOCIETA’ DI GESTIONE “GESAC”, PER AVER CONCESSO UN INDEBITO INGRESSO A UN  TERZO HANDLER. UNA PARTECIPAZIONE DA PARTE DEI LAVORATORI, IN FORMA  MODESTA, TENENDO PRESENTE LE POSSIBILITA’ ECONOMICHE DEGLI STESSI, ATTRAVERSO LA COSTITUZIONE DI UN AZIONARIATO DA INTAVOLARE CON L’AUSILIO DEL  CONSULENTE A GARANZIA DELLO SFORZO ECONOMICO CHE SI SOSTERRA’.  CONTESTUALMENTE LA LEGEA SI ADOPERERA’ PRESSO GLI ORGANI COMPETENTI “VEDI PROCURA”, ALLO SCOPO DI FAR EMERGERE LE DOVUTE RESPONSABILITA’ A CHI PER ESSO ATTUALMENTE CONTINUA A NON SENTIRE E CAPIRE, “ENAC E GESAC”.  LA LEGEA STA DIFENDENDO L’ISTITUZIONE MENSA, LADDOVE L’ACCORDO PREVEDEVA LA NASCITA DEL TICKET SOSTITUTIVO, COME COSI’ PREVISTO DAL CCNL, QUINDI A TUTELA DEI TANTI CHE USUFRUISCONO DEI PUNTI RISTORO IN AEROPORTO.

Intervista a Salvatore Cuffaro

Da studente ha aderito alla Democrazia Cristiana, di cui è stato delegato regionale del movimento giovanile e dirigente organizzativo in Sicilia. Nel 1980 è stato eletto consigliere comunale di Raffadali, dove ha rivestito il ruolo di capogruppo. Nel 1990 viene eletto consigliere del Comune di Palermo nelle file della DC, secondo degli eletti dopo Leoluca Orlando. A seguito delle elezioni regionali del 16 giugno 1991, con una buona affermazione personale (79.970 voti di preferenza su 287.166 della lista DC), diviene deputato del collegio di Palermo all'Assemblea Regionale Siciliana. In quella legislatura è stato componente della Commissione attività produttive e vice presidente della Commissione regionale antimafia. Con la temporanea uscita dalla scena politica di Mannino per problemi giudiziari (accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto), Cuffaro, da sempre vicino alle sue posizioni politiche, gli subentra in ruoli di primo piano nel partito in Sicilia. Lascia il Partito Popolare Italiano, seguendo Rocco Buttiglione, e viene rieletto nel 1996 deputato all'Assemblea regionale siciliana (15.988 voti di preferenza su 61.367) nella lista dei  Chi avrebbe paura di un suo ritorno in politica? Non c'è bisogno di avere paura, io non intendo fare più politica. La politica è stata la passione della mia vita, credo da cristiano di aver speso il mio impegno in politica tentando di stare il più vicino alla gente che aveva bisogno. Se tornassi indietro, sapendo che il mio impegno politico mi riporterebbe in galera, rifarei tutto. Anche se la  politica è stata la causa del mio carcere non c'è nulla che possa impedirmi di riprovare a essere stato il presidente dei siciliani, di avere servito la mia terra. Comunque non ci sarà un mio ritorno in politica per due ordini di motivi. Questa politica di oggi non la capisco, non è più quella a cui ero abituato a partecipare, una politica gridata, fatta in televisione fuori dalle realtà sociali. E poi, anche se in cuor mio sono sicuro di non avere mai favorito la mafia, perché esiste una sentenza che dice che io ho favorito la mafia. Tutto questo mi impone di non tornare in politica per rispetto della Sicilia e dei siciliani. È difficile pensare che lei non voglia fare più politica... Capisco che per molti è difficile pensare al mio abbandono. Ma dietro non si torna. Non tornerò nella politica attiva, cosa diversa invece riguarda la politica in generale che contribuisce a realizzare un progetto di bene comune. Andrò in Africa, in carcere ero a disposizione dei miei compagni di viaggio ... Anche questa è politica. Perché vuole andare in Africa? Quando ero presidente della regione siciliana ho fatto finanziare con i fondi della solidarietà internazionale un ospedale in Burundi. Oggi questa struttura ospedaliera stenta a decollare; il trenta maggio andrò in Africa per vedere cosa ci vuole e poi con i miei amici cercheremo le risorse. Questo ospedale quest'anno ha fatto nascere 2000 bambini, l'anno scorso 1000, tre anni fa 400. Chi nasce in ospedale ha una bassa mortalità al contrario di chi è stato meno fortunato di nascere fuori la struttura ospedaliera. Dopo di lei abbiamo avuto Lombardo e Crocetta. Insomma lei è stato il male minore ... Questo lo dici tu e ti ringrazio. Dopo la mia presidenza quella di Lombardo è stata drammatica. Non solo ha pensato di governare a colpi di bastonate ... Ma, cosa più grave, ha sfasciato il quadro politico iniziando a governare con un'alleanza di centro destra per poi finire con una giunta di centro sinistra. Dopo Lombardo è stato eletto un presidente di centro sinistra con un quarto dei voti con cui sono stati eletto io. Crocetta non ha mai fatto un solo giorno come deputato regionale dunque non poteva capire gli ingranaggi regionali, ancora adesso dopo tre anni e mezzo non ha capito nulla. Continua ad essere inadeguato e io lo dissi subito. Lei, comunque, resta un democristiano. Ma oggi i valori democristiani esistono ancora? La dc era un partito pluralista, interclassista, dove vivevano varie anime con alcuni valori condivisi. Adesso manca un partito di valori anche se una fetta di elettori purtroppo è orfana.  Lei ha fatto un lungo viaggio,  in piena solitudine, durato circa sette anni. Cosa le è rimasto, ha imparato qualcosa? La mia esperienza del carcere è stata dura, difficile, sofferente, dolorosa, piena di preoccupazioni ... ma non è stata una esperienza sterile. In carcere ho iniziato a parlare con la mia anima. Il carcere ha riordinato la mia vita con una gerarchia di valori diversa. Ha scoperto, per esempio di essere uno scrittore ...  Se non fossi andato in carcere non avrei mai scritto dei libri. Ho scritto quattro libri e letto circa 2000 libri. Dentro le carceri c'è una umanità straordinaria che non pretende e non chiede, se pure hanno sbagliato meritano rispetto. La mia principale occupazione, oggi,  resta quello di scrittore visto che non faccio più politica attiva e per i prossimi tre anni sono stato radiato dall'albo dei medici. Il prossimo romanzo si intitolerà "la figlia delle monache".  Quando ritornerò dal Burundi scriverò un romanzo ambientato in quel contesto. Ha mai pensato di raccontare tutti i segreti della politica siciliana? In questi tre libri qualche cosa di segreto c'è. Basta leggere tra le righe e penso che più vado avanti e più racconterò cose inedite.  Chi sarà il prossimo governatore della Sicilia? Questa terra non è una terra di sinistra, si è sempre votato un presidente di area moderata. Se questa area moderata, di cui abbiamo parlato prima, riuscirà a mettersi insieme e offrire ai siciliani una candidatura moderata potrebbe vincere. Crocetta è stato eletto perché il fronte moderato era spaccato, il 51% dei siciliani non è andato a votare. Quelli che hanno protestato hanno votato 5 stelle all'interno del 49% insieme ai voti di Crocetta, Micicche e Musumeci. I moderati sono rimasti a casa. Se non si ricompatta il fronte moderato con una candidatura forte si rischia che il nuovo governatore sia espressione del movimento 5 stelle.


lunedì 18 aprile 2016

Dipendenti AP Pmo contro Gesap?

[Ad su maccu su bastone. Al pazzo il bastone] Da alcuni mesi i dipendenti, presso lo scalo di Palermo, della ditta AviaPartner manifestano un malessere interiore che ormai è diventato un grido di protesta. Da circa cinque anni Pae Mas, prima, poi diventata AviaPartner non riesce più a prendere vettori che gli possano permettere di sopravvivere anche d'inverno. I dipendenti hanno a disposizione gli ultimi 17 mesi di cig che non sarebbero più rinnovabili. In considerazione del fatto che la concorrenza dal 2005 in apt viene fatta dalla Gh partecipata dal gestore inizialmente al 51%, poi il gestore si è comprato il 100% delle azioni per poi, senza fretta, avrebbe rivenduto l'80% al vecchio socio di minoranza. Con quale criterio nel 2005 sia stata scelta la Gh non è dato sapere. Ne si capisce per quale motivo la gesap dopo aver ricomprato il 49% della società di handling rivenda l'80% ai soliti noti?  Insomma la gesap avrebbe fatto tutto e il contrario di tutto. In una sola parola avrebbe fatto i cazzi propri. Davanti a un mercato drogato i dipendenti di AviaPartner vorrebbero andare da un avvocato per intentare una causa contro la gesap per concorrenza sleale. Non consigliati, ovviamente, dalle sigle sindacali spesso collusi con il gestore e preoccupati se il concorrente di AviaPartner possa perdere qualche fetta, della grande torta, di mercato. Ap, interpellata dai propri dipendenti, non è interessata a rompere equilibri difficilmente raggiunti. La causa andava fatta molti anni fa, ma non è mai tropo tardi. Ma basta parlare occorrono i fatti. E poco importa se Vueling alla fine sceglie AviaPartner, se la stessa la prm, i voli di stato, dopo il presidio notturno, potranno essere gestiti da Ap. I soldi persi in questi cinque anni, non te li da nessuno, se non si inizia una causa non si potranno mai sperare di incassare.  Chiunque ha fatto causa alla gesap, fino ad ora, ha sempre vinto, tranne i dipendenti dell'ucs, i presupposti ci sono per intentare una causa con i contro cazzi presso l'antitrust per concorrenza sleale. Il problema è scegliere un avvocato preparato lasciando le chiacchiere a zero.

domenica 17 aprile 2016

Tutti i borghi d’Italia

[Ernst Lubitsch pronunziò un giorno la maledizione ebraica più terribile che si conoscesse: “Vi auguro di essere pieni di soldi... e di essere gli unici della vostra famiglia ad averne!” ]  Tra stretti vicoli, case arroccate e campanili, l'Italia dei borghi regala posti e scenari mozzafiato che spesso richiamano un'atmosfera affascinante e lontana. L'Osservatorio Trivago ha stilato la classifica dei 20 borghi più ricercati dagli utenti nazionali nell'ultimo anno. A guidare la graduatoria è la salentina Otranto, seguita dalla laziale Sperlonga e dalla siciliana Cefalù. Il comune più a oriente d'Italia da oggi è anche il borgo più ricercato dagli utenti di trivago.it grazie ai suoi panorami mozzafiato, al pittoresco centro storico (riconosciuto come sito Messaggero di Pace dell'Unesco) e a tariffe hotel competitive: per dormire nel borgo salentino ad aprile infatti si spende in media 85 euro per camera doppia a notte. Sul secondo gradino svetta la sorpresa Sperlonga (88 euro la media di aprile) con le sue rocce a picco sul mare e le splendide calette. A concludere il podio c'è invece l'anima sicula di Cefalù (128 euro). Scorrendo ulteriormente la top 10 confermano il loro fascino anche borghi come la campana Castellabbate (121), in quarta posizione, e la ligure Lerici (111) che ottiene il quinto posto in graduatoria. Per la sesta posizione bisogna trasferirsi in Toscana, precisamente nel piccolo comune di Monte Argentario (279), mentre in ottava posizione si ritorna in Campania con la salernitana Vietri sul Mare (93). All'ottavo posto ecco spuntare l'altoatesina Vipiteno (89) unico borgo montano presente in graduatoria. Dalle montagne dell'Alto Adige si passa alle dolci colline dell'Umbria con Norcia (77) che conquista la nona posizione. A chiudere infine la ligure Laigueglia (84) con il suo affollato litorale sabbioso.

Un Atlante per le banche

[Un ebreo entra in una gioielleria per acquistare un bell'oggetto, per un regalo. Ha già messo gli occhi su un prezioso crocifisso in argento, ne chiede il prezzo. “Sì, caro signore, un oggetto artistico di ottima fattura” conferma il gioielliere. “Non è certo economico, ma vale pienamente i duemila dollari che costa”. L'ebreo ponza, poi chiede: “E se ne volessi uno senza l'acrobata?” ]  Al via il Fondo Atlante gestito dalla Sgr Quaestio Capital Management. È  questo l'esito degli incontri  con un vasto numero di investitori istituzionali, banche, assicurazioni, fondazioni bancarie e Cassa Depositi e Prestiti con cui Quaestio ha raggiunto un importante numero di adesioni per lanciare il Fondo Atlante. Lo comunica una nota dell Sgr. Nel dettaglio, le finalità di Atlante saranno quelle di assicurare da una parte il successo degli aumenti di capitale richiesti dall'Autorità di Vigilanza a banche che oggi si trovano a fronteggiare oggettive difficoltà di mercato, agendo da back stop facility. Dall'altra di risolvere il problema delle sofferenze. L'ammontare di sofferenze che potranno essere deconsolidate dai bilanci bancari sarà di gran lunga superiore a quelle acquistate dal Fondo, in quanto Atlante concentrerà i propri investimenti sulla tranche junior di veicoli di cartolarizzazione, potendo far leva su quelle a maggior seniority per le quali c'è un manifesto interesse da parte degli investitori. Gli azionisti di Quaestio Sgr sono Fondazione Cariplo (37,5%), Locke Srl detenuta dal fondatore Alessandro Penati e dal management (22%), Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (18%), Direzione Generale Opere Don Bosco (15,6%) e Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì (6,75%). Le banche popolari sono le banche del territorio con migliaia di clienti che ricevono finanziamenti, ma che sottoscrivono anche azioni e obbligazioni perché si fidano dei dirigenti e degli impiegati che conoscono da anni. Quando Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e Banca Etruria vanno in crisi, si applica il bail-in, che per legge obbliga migliaia di azionisti e obbligazionisti a intervenire per salvarle e così alla fine perdono tutto. Ma come si è arrivati a questo? Banca Etruria è la più nota alle cronache perché il vicepresidente era il papà della ministra Maria Elena Boschi, e oggi è indagato per concorso in bancarotta fraudolenta. Dalle indagini emergono, con le responsabilità, anche liquidazioni milionarie per i manager e crediti concessi ai membri del cda senza le dovute garanzie. Nei guai sono finite anche le popolari venete, Veneto Banca e Bpvi, dove avevano gonfiato il prezzo delle azioni, che alla fine del 2014 valevano 62 euro e oggi 6 euro e 30. Quando il valore ha cominciato a crollare quasi nessun azionista ha potuto vendere. Tra coloro che ci sono riusciti anche Bruno Vespa. Dalle inchieste della magistratura emerge anche che la popolare, per gonfiare il capitale, finanziava l’acquisto di azioni per milioni di euro garantendo solo a pochi selezionati soci, con lettere segrete, il riacquisto. Gianni Zonin, grande produttore di vini ed ex dominus della popolare, oggi indagato per bancarotta, ha trasferito il suo patrimonio a moglie e figli. Ma come si è arrivati a questo punto se tutte le banche erano commissariate da Banca d’Italia? Intesa Sanpaolo ha deciso che investirà una quota compresa tra 800 milioni e un miliardo di euro nel fondo Atlante. Lo annuncia un comunicato della banca al termine della riunione dei consigli. Mentre Mps investirà 50 milioni di euro in Atlante. Il cda, avendo valutato positivamente l'iniziativa e condividendone le finalità, ha dato mandato - si legge in una nota - all'ad, Fabrizio Viola per formulare l'impegno vincolante per l'acquisto di 50 quote del fondo. Banca Carige ha deliberato di partecipare al fondo Atlante sulle banche con un impegno di 20 milioni di euro. Lo ha stabilito il comitato esecutivo che si è riunito  a Genova. L'istituto genovese considera molto positiva l'iniziativa del fondo è emerso dalla riunione. La creazione del fondo Atlante non costituisce un "bailout", un salvataggio, del sistema bancario.

Truppe persiane in Siria

[Mendel, lo “schnorrer” del villaggio, bussa alla porta del banchiere Shimon per chiedergli l'elemosina. Il banchiere è alquanto mal disposto: “Non ti do proprio niente: mi basta già di dover mantenere quel fannullone di mio fratello”. “Ma che stai dicendo?” protesta Mendel: “Lo sanno tutti che tuo fratello si lamenta in continuazione perché non gli dai mai nemmeno un soldo!”. “Appunto,”conclude Shimon: “proprio tu mi chiedi dei danari quando sai bene che non li do nemmeno a mio fratello?!?!?” ]  L'Iran ha dispiegato truppe del suo esercito regolare in Siria, nel tentativo di riacquistare influenza sul regime di Damasco rispetto all'altro grande sostenitore del presidente Bashar al Assad, la Russia. Lo scrive il quotidiano britannico Financial Times citando fonti di intelligence siriana e fonti diplomatiche iraniane. Se confermata, l'operazione militare dell'Iran sarebbe la prima all'estero dal 1979. Diverse volte, dall'inizio del conflitto in Siria nel 2011, si è parlato della presenze di forze iraniane sul territorio ma mai di truppe. Secondo le fonti citate dal Financial Times, in questo caso invece si tratterebbe dell'esercito regolare. Peraltro media iraniani parlano di oltre 150 Guardie della Rivoluzione morte combattendo in Siria nell'ultimo anno e almeno 4 commandos dell'esercito uccisi solo in una settimana. Per altre fonti, non ufficiali, il numero sarebbe molto più alto. “Israele non lascerà mai le Alture del Golan”: lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu che questa mattina sul posto ha tenuto una riunione straordinaria del governo. “La linea di confine attuale - ha spiegato - non cambierà indipendentemente da quanto avverrà sul versante siriano. Nei 49 anni in cui Israele ha mantenuto il controllo su questo territorio, si è avuta pace e prosperità. Israele - ha aggiunto - è oggi la soluzione e non il problema”.

sabato 16 aprile 2016

Richelieu collaboratore della Vicari?

[Durante il nazismo. Un ebreo riparato all'estero: “Però sia chiaro che nel mio lavoro in Germania avrei preferito di gran lunga avere come clienti mille tedeschi piuttosto che un ebreo!”. Gli domandano: “E che lavoro facevi?”. “Il becchino...”.] “Il governo nazionale è impegnato a reperire i fondi, 15,5 milioni di euro per garantire la continuità
territoriale a Lampedusa e Pantelleria. Ma le tratte sociali non possono risolvere il problema degli scarsi afflussi turistici in Sicilia, serve sviluppare un efficiente sistema di trasporto aereo e la privatizzazioni degli aeroporti è la via migliore. La Sicilia conta 5 milioni di abitanti, il Nord Est 15, ma nel 2015 entrambe le aree hanno fatto registrare spostamenti di 14 milioni di passeggeri complessivi. Dato che indica che in Sicilia il turismo non incide più di tanto sui voli aerei. Nel Nord Est abbiamo un 80 per cento di voli internazionali, in Sicilia solo il 25 per cento”. Lo ha detto il Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Simona Vicari, intervistata dal Giornale di Sicilia.  "È necessario che in Sicilia si cambi mentalità. Il caso di Palermo è emblematico: quello del capoluogo siciliano rimarrà, tra i grandi aeroporti nazionali, l'unico aeroporto pubblico dopo che anche Catania avrà portato a termine la quotazione in borsa che ha annunciato, sul modello seguito recentemente con successo dall'aeroporto di Bologna”. Secondo la Vicari “Palermo dovrebbe, in primo luogo, realizzare quell'accorpamento con Trapani previsto dal Piano Nazionale degli Aeroporti recentemente approvato dal Governo nazionale, in modo da realizzare il previsto sistema della Sicilia occidentale, così come è già stato realizzato quello della Sicilia orientale tra Catania e Comiso. Il passo successivo dovrebbe poi essere quello della privatizzazione di entrambi gli aeroporti per diventare realmente competitivi e contribuire allo sviluppo economico della Sicilia, come sta avvenendo ad esempio in Toscana con la fusione degli aeroporti di Firenze e Pisa e come potrebbe succedere in Lombardia con la fusione di Bergamo con Linate e Malpensa”.  L' ex dg della Gesap ha venduto il 28% delle azioni dello scalo di Trapani, il sottosegretario Vicari deve, prima di lanciarsi in dichiarazioni pubbliche, farsi raccontare tutta la storia. “Rispedisco la proposta di privatizzazione al mittente e cioè alla Vicari, alla quale ricordo che intendiamo mantenere la proprietà pubblica dell'aeroporto di Palermo e aver allontanato un dirigente che mi risulta essere un collaboratore del sottosegretario. Quelli che hanno il vizietto della privatizzazione calinò le manì”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ai cronisti in conferenza stampa a Palazzo delle Aquile, riferendosi alle dichiarazioni del sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari che nei giorni scorsi aveva auspicato la privatizzazione dello scalo aeroportuale.