lunedì 29 febbraio 2016

Bonus per chi assume tirocinante

[Iscuja non dimandada, accusa manifestada. Tu metti le mani innanzi per non cadere.] Bonus occupazionale di Garanzia Giovani raddoppia il suo importo per le aziende che decidono di assumere a tempo indeterminato il tirocinante che hanno presso di loro. Lo fa sapere il ministero del Lavoro spiegando che il bonus variabile tra i 3.000 e i 12.000 euro a seconda dell'occupabilità del giovane, vale per le assunzioni stabili che si faranno da domani e fine anno solo per i tirocini già avviati entro il 31 gennaio 2016. Il bonus si cumula con gli sgravi del 40% dei contributi previdenziali previsti dalla legge di stabilità per il 2016. Le risorse stanziate per il progetto ammontano a 50 milioni e quindi consentono di assumere circa 16.000 persone con il bonus ''minimo'' o poco più di 4.000 persone con il bonus massimo. È previsto che le persone assunte debbano rappresentare per l'azienda un incremento occupazionale (a meno di uscite di personale volontarie o per pensionamento).  Da domani - spiega il ministero in una nota - ''verrà riconosciuto un super bonus occupazionale -da un minimo di 3.000 ad un massimo di 12.000 euro- ad un datore di lavoro che assuma, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, un giovane che abbia svolto, o stia svolgendo, un tirocinio extracurriculare finanziato nell'ambito di Garanzia Giovani. L'incentivo potrà essere fruito dai datori di lavoro che attiveranno un contratto di lavoro a tempo indeterminato a partire dal 1° marzo 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per i tirocini avviati e/o conclusi entro il 31 gennaio 2016''. Questa integrazione alla misura "bonus occupazionale", mirata a promuovere la trasformazione dei tirocini in contratti di lavoro stabili - prosegue la nota - rientra tra le iniziative che, da inizio anno, hanno dato avvio alla "fase due" della Garanzia Giovani, un'azione di miglioramento costante del programma attraverso un aumento delle opportunità offerte ai giovani iscritti''. Il ministero ricorda inoltre che dal 1° marzo i giovani iscritti a Garanzia Giovani che vogliano avviare iniziative di autoimpiego e di autoimprenditorialità potranno presentare (utilizzando la procedura informatica a disposizione sul sito www.invitalia.it accessibile dalla sezione dedicata disponibile sul sito www.garanziagiovani.gov.it) le domande per ottenere le agevolazioni previste da SELFIEmployment, Fondo Rotativo Nazionale promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e gestito da Invitalia, che eroga finanziamenti agevolati senza interessi e non assistiti da nessuna forma di garanzia reale e/o di firma, con un piano di ammortamento della durata di sette anni, di importo variabile da un minimo di 5.000 ad un massimo di 50.000 euro.

Futuro 150 punta all'8%

[Fagher bider sas istellas in s’aera. Far vedere le stelle del cielo. Dicesi quando si minaccia di far soffrire la meritata pena.] L'associazione di azionisti della Banca Popolare di Vicenza 'Futuro 150', a cui sono iscritti circa 400 soci in rappresentanza del 5% del capitale, punta a salire all'8% della banca e chiede alla Fondazione Cariverona di investire nell'aumento di capitale dell'istituto "in modo da garantire un doppio ormeggio" al territorio. E'  quanto si legge in una nota in cui si annuncia un incontro, mercoledì 2 marzo, tra i consiglieri di Futuro 150 e il presidente della Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco. "Il tema - spiega l'associazione - sarà un pressante invito a valutare la partecipazione all'aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza". Mentre il Veneto protesta a gran voce, il prezzo di recesso deciso dal cda della Popolare di Vicenza (6,3 euro contro i 62,5 di un anno fa) non ha provocato particolari reazioni a Prato. La decisione del Cda della Banca Popolare di Vicenza di fissare il diritto di recesso a 6,3 euro ad azione attribuisce all'istituto un valore di 592 milioni di euro, a fronte dei 4,51 miliardi che capitalizzava sulla base del valore di 48 euro ad azione fissato dall’assemblea l'11 aprile 2015. Per i soci della BpVi si tratta di una perdita potenziale di quasi 4 miliardi di euro, pari all'87% circa del valore dei loro titoli, che sale al 90% per chi ha sottoscritto gli aumenti di capitale lanciati a 62,5 euro nel 2014 e nel 2013. Il recesso può fornire una prima indicazione del valore del titolo in vista della quotazione in Borsa. Ai sensi dell'articolo 2437-ter del codice civile il valore di liquidazione delle azioni è infatti determinato tenendo conto "della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali, nonché dell'eventuale valore di mercato delle azioni". In ogni caso la possibilità di uscire, non votando a favore della trasformazione in Spa, è solo virtuale: la banca ha infatti comunicato di aver limitato "in tutto e senza limiti di tempo il rimborso", avvalendosi della possibilità offerta dal decreto Renzi e dalle disposizioni attuative della Banca d'Italia.

UBS INCRIMINATA

[Due ebrei litigano per il possesso di una tomba. Ciascuno dei due vuole essere seppellito proprio in quel pezzetto di terra. Come di consueto in simili casi, si rivolgono al rabbino. Questi medita alcuni minuti, poi esclama: “Ho la soluzione. La tomba l'avrà chi morirà per primo!”] La banca svizzera UBS è stata incriminata in Belgio per “frode fiscale grave e organizzata”. Lo ha annunciato la Procura di Bruxelles una settimana dopo l'annuncio della chiusura di un'indagine in Francia per lo stesso motivo. “La banca svizzera è sospettata di aver attirato direttamente clienti belgi (senza passare attraverso la sua controllata belga), al fine di incoraggiarli a  costruire schemi di evasione fiscale”, ha scritto la procura belga in una dichiarazione. Un portavoce di Ubs, rispondendo all'agenzia France Presse, ha replicato di prendere atto che vari articoli pubblicati sulla stampa indicano che un'indagine ufficiale sarà condotta in Belgio, aggiungendo che l'istituto elvetico “intende continuare a difendersi vigorosamente contro ogni accusa senza fondamento”. Ubs, sempre secondo quanto si legge nel comunicato della Procura, è stata accusata di “organizzazione criminale, riciclaggio di denaro, esercizio illegale della professione di intermediario finanziario in Belgio e frode fiscale grave organizzata” da parte del giudice d'istruzione di Bruxelles, Michel Claise. Il 19 giugno 2014, lo stesso giudice specializzato in affari finanziari, aveva accusato il capo della filiale belga di UBS, Marcel Brühwiler, di nazionalità svizzera, proprio di riciclaggio di denaro e di evasione fiscale. La procura aveva in quel caso parlato di “diversi miliardi” dirottati illegalmente dal Belgio alla volta della Svizzera, con UBS Belgio accusata di aver avvicinato nel corso degli ultimi dieci anni ricchi contribuenti belgi per proporre loro di aprire conti bancari non dichiarati in Svizzera. L'annuncio odierno giunge una settimana dopo la chiusura in Francia delle indagini per presunta frode fiscale nella quale i giudici istruttori hanno vagliato la condotta di UBS e della sua controllata francese, stabilendo una cauzione record per la prima. 

domenica 28 febbraio 2016

Az molla Gh a Cagliari

[Un prete, un iman mussulmano e un rabbino discutono sul momento dell'inizio della vita. Dice il prete: “La vita inizia quando l'uovo è fecondato”. Replica l'iman: “Non sono d'accordo, inizia prima nello spermatozoo e nell'ovocita prima che si incontrino”. Interviene il rabbino: “La vita comincia quando i figli escono di casa e il cane muore”. ] Ieri l’altro il vettore Alitalia ha firmato con la società di assistenza del gestore dello scalo di Cagliari. Dal primo di aprile la Gh a Cagliari non avrà più i voli Alitalia, si troverà con meno dell’80% del volato. Gestirà easyjet, Ryanair e una parte dei charter della summer. Gh dovrà dire, a breve, se ha interesse a restare a Cagliari. Nel frattempo si sta mettendo in moto il meccanismo della clausola sociale per il passaggio del personale da una società all’altra. Non solo, ma Alitalia sarebbe in  trattativa con il gestore di Bari e Brindisi per mollare Gh anche in Puglia. Dopo l’esclusione da Fiumicino di Ata Italia e Consulta (azienda del gruppo Gh Italia) Worldwide Flight Services (WFS) che aveva  firmato, alla fine del 2014,  un accordo di cooperazione commerciale con ATA Italia, una delle società di handling aeroportuale nel nostro paese, per offrire congiuntamente i rispettivi servizi di trasporto merci, di rampa e di assistenza a terra dei passeggeri alle compagnie aeree loro clienti che operano in Italia si è presa una pausa di riflessione. Già da tempo un dialogo con Gh sarebbe in corso con Wfs ma i francesi non sanno se restare in Italia in considerazione del fatto che i risultati dell’interlocutore napoletano non sarebbero recentemente molto brillanti.   

Yutaka Sone vince l'Ornellaia

[Padre e figlio vanno insieme al bagno turco. “Vergognati, hai dei piedi lerci” osserva il padre. “Ma Tate, i tuoi piedi sono ancora più sporchi dei miei”. “Come puoi fare un confronto?”  lo rimprovera il padre - Io ho trent'anni più di te”. Ferruccio Folkel] Ogni vendemmia ha il suo carattere perché ogni vendemmia è diversa da quella che l'ha preceduta e da quella che seguirà. Lo sanno bene alla tenuta dell'Ornellaia dove dal 2009 ogni annata, a partire da quella del 2006, ha il suo aggettivo, un tratto che più di altri caratterizza il vino e che un artista, ogni volta diverso, è chiamato a interpretare. Quest'anno l'Ornellaia 2013 celebra l'eleganza e a rappresentarne il carattere è stato il giapponese Yutaka Sone che ha scelto i marmi di Carrara come luogo simbolo di questo tema. L'amministratore delegato dell'Ornellaia, Giovanni Geddes da Filicaja. “La vendemmia è fatta non solo dal terreno e dalle persone ma essenzialmente dal tempo. Per cui ciascuna vendemmia nei grandi vini è sempre differente”. Ma cosa si intende quando si parla di un vino elegante? Lo abbiamo chiesto al winemaker dell'Ornellaia, Alex Heinz: “Ci sembra che sia una versione particolarmente complessa e raffinata dell'Ornellaia che comunque deve portarsi sempre dietro questi valori però è vero che molto spesso si esprime il lato un po' più generoso mediterraneo e nel clima un po' più fresco del 2013 abbiamo un vino molto armonioso molto bilanciato che ci ha portato a dare un nome importante perché l'eleganza è uno dei concetti più forti nei grandi vini”. Tutto questo Yutaka Sone lo ha tradotto in fotografie e litografie che lo ritraggono in un pic-nic con amici tra le cave di marmo di Carrara. Lo stesso marmo che ha utilizzato per realizzare un cestino per la bottiglia da 9 litri. “Carrara è il luogo scelto da Michelangelo e poi è a pochi minuti dall'Ornellaia e le stesse persone dell'Ornellaia me lo hanno suggerito. Io poi ho sempre lavorato il marmo e adoro Michelangelo per cui ho detto andiamo, e da lì è nato tutto questo”. Il 19 maggio 9 lotti di vino dell'Ornellaia tra cui 9 delle bottiglie speciali di Yutaka Sone saranno battute in un'asta benefica di Sotheby's il cui ricavato andrà all'Hammer Museum di Los Angeles.

Chieppa capolista

[Conoscete l'evoluzione del pensiero ebraico? Nacque un giorno un Ebreo di nome Mosè e disse che tutto si trovava nella testa. Poi, nacque un altro ebreo, Gesù e disse che tutto si trovava nel cuore. Poi, nacque un altro ebreo, Marx e disse che tutto si trovava nella pancia. Poi, nacque un altro ebreo, Freud e disse che tutto si trovava negli organi genitali. E infine nacque un altro ebreo, Einstein e disse: “è tutto relativo”. Frase ebraica] Sarà Vincenzo Chieppa, ex consigliere regionale, il capolista del Partito Comunista a Torino. L'annuncio oggi in conferenza stampa è stato dato dal segretario nazionale del partito, Marco Rizzo, che è il candidato sindaco. In lista con Chieppa, un passato nel Pdci di cui è stato anche segretario provinciale e regionale, anche l'ex operaio Thyssen Ciro Argentino e una studentessa, Eugenia Scaramozzino, di 23 anni. “La coalizione del sindaco uscente Piero Fassino - afferma Chieppa - è invotabile. Il Partito Comunista è in campo per rappresentare chi ha la volontà di cambiare realmente le cose e sconfiggere i poteri forti che condizionano in negativo la vita della maggioranza dei torinesi”. “Il Partito Comunista - spiega Rizzo, fondatore due anni fa della nuova formazione - sarà indipendente e non farà alleanze politiche".

Fola di Siddura trionfa in Germania

[ Un vecchietto si presenta da un prete per essere confessato: “Padre, ho 80 anni e sono sposato, ho 4 figli e 11 nipoti. L’altra notte ho conosciuto due sorelle di 18 anni e ho fatto all’amore con tutte e due. Due volte”. Il prete dice: “Bene, figlio mio, e quando è stata l’ultima volta che ti sei confessato?”. “Mai fatto, padre. Io sono ebreo”. “E allora, perché  me lo vieni dire a me?”. “A qualcuno, padre, dovevo pur dirlo!”] Primo premio in Germania per un Cannonau prodotto in Gallura. La celebre terra del Vermentino acquista ulteriore prestigio grazie al Fòla di Siddùra. Il rosso prodotto nella cantina di Luogosanto, infatti, ha conquistato l'oro al Berliner Wein Trophy. Fola 2014 ha ottenuto il consenso della critica specializzata al concorso internazionale, che si è svolto nella capitale tedesca. I 185 giurati hanno selezionato il Cannonau Doc, frutto di vitigni autoctoni, come uno dei migliori rossi al mondo. Fòla bissa il successo di due anni fa, con gli ori conquistati al Berliner e al Mundus Vini. Oltre all'oro del Cannonau in purezza Fòla, Siddùra ha portato a casa due medaglie d'argento con il Vermentino di Gallura Docg Maìa e con il Sangiovese Tìros. “La nuova medaglia d'oro di Fòla rappresenta un riconoscimento per il nostro lavoro ma anche una grande vittoria per il vitigno autoctono sardo e di conseguenza per la Sardegna - commenta Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina di Luogosanto - conquistare un premio così importante in Germania è un risultato significativo perché il pubblico tedesco è molto selettivo”. Nelle prossime settimane Siddùra parteciperà al prestigioso Prowein di Dusseldorf e al Vinitaly di Verona.

Cohiba & Vin Santo

[Il piccolo Moshe racconta ai compagni di classe che sua mamma ha partorito una bambina. Il melamed, che ha sentito, lo riprende e gli dice: “Moshele, ma che modo di parlare! Dovevi dire: “Papà ha comperato una sorellina”. Moshe si mette a ridere. “Perché ridi, goj, imbecille” urla il maestro. “Rido perché lei non conosce papà. Guardi che non compera mai quello che può fare da sé”. Ferruccio Folkel] È  italiano il vino scelto per il Giubileo del sigaro Cohiba al Festival Habanos in programma da 29 febbraio al 4 marzo all'Avana (Cuba). Non più, dunque un tradizionale rum da abbinare al gusto di sigari cubani, ma un vino dolce made in Italy: il Divinum ed è un Vin Santo del Chianti Doc prodotto dall'azienda agricola Fattoria Sant'Appiano di Barberino Val d'Elsa. Quella in programma nella capitale cubana è la XVIII edizione del festival che quest'anno celebra i 50 anni della marca di sigari cubani. Il Divinum entrerà in scena nella cena di gala finale, proprio all'ultimo piatto, il dessert che vedrà in abbinamento il Gran Reserva del sigaro Cohiba - prodotto in tiratura limitata e le cui caratteristiche sono top secret perché non ancora in commercio - e il Vin Santo Del Chianti Doc 2006 Divinum che ha superato con il massimo dei consensi sia la valutazione della commissione di assaggio del Consorzio Vino Chianti e quella dei dirigenti di Habanos.

Mozzarella diventa 4 stagioni

[“Come va Kohn?”. “Grazie, va ancora, una o due volte al mese”. “Ma Kohn, non intendevo in quel senso! Chiedevo, come va a casa?”. “A casa non va assolutamente”. Ferruccio Folkel] La produzione di mozzarella bufala campana Dop, eccellenza di un centinaio di caseifici diffusi in particolare tra Campania e basso Lazio fin dal 12/mo secolo, è diventata costante da marzo a ottobre, grazie al lavoro compiuto negli ultimi anni sulla destagionalizzazione dei parti delle bufale. Ad annunciarlo è il Consorzio di tutela, sulla base del monitoraggio certificato dall'ente Dqa nei 1371 allevamenti censiti al 31 dicembre 2015 nelle province di Caserta, Salerno, Napoli, Benevento, Latina, Frosinone, Roma, Foggia e Isernia. ''Finalmente è stato superato il problema della stagionalità della produzione di mozzarella, grazie alla programmazione della riproduzione dei capi su cui si è lavorato negli ultimi anni'' ha detto il direttore tecnico dell'ente certificatore Michele Blasi, intervenuto ad un incontro presso l'Aicig, l'associazione dei Consorzi Indicazioni Geografiche. La produzione di latte bufalino viene destinata alla produzione dell'oro bianco Dop d'estate, mentre le eccedenze invernali, quando usualmente scendono i consumi, vengono destinate ai semilavorati della denominazione o declassati. In questo quadro, ha detto il neo direttore del Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Pier Maria Saccani, "non è all'ordine del giorno il via libera al congelamento del latte. Vogliamo piuttosto intervenire, visto il forte interesse manifestato nei canali Ho.re.ca, pizzerie gourmet e da grandi chef, su una valorizzazione dell'offerta, magari differenziata per areali di produzione, e sulla pianificazione della produzione, di concerto col ministero delle Politiche agricole". I capi bufalini presso gli allevamenti inseriti nel sistema della Dop, secondo dati 2015 del Consorzio, sono 345mila. In Italia, ha precisato l'ente Dqa, sono 2mila gli allevamenti bufalini e di questi oltre l'80% ricade nell'area della Dop e sono iscritti al Piano dei Controlli.

sabato 27 febbraio 2016

Saracino convoca Maradona

[Mezus invidiadu qui non lastimadu. Meglio invidiato che compianto.] A marzo, il giorno dopo che si festeggia la donna  la Gh Pmo ha deciso di incontrare  i sindacati. Presumibilmente una dimenticanza, una occasione mancata, ma se la riunione veniva fatta l'otto, in onere al capo scalo donna di Palermo? Dettagli  che una volta rendevano unico il saracino. Troppi problemi assillano il saracino e non mi riferisco alle problematiche aeroportuali, quelle sembrano essere l'ultimo problema. Vale anche per la Gh il principio  che i debiti sono dello stato, dunque pubblici, di tutti i contribuenti mentre gli utili, qualora ci fossero, sono privati. Non essere più in testa alla classifica del campionato di serie A, fuori dalla competizione europea ... sarebbero questi i veri problemi che assillano il saracino. Il saracino probabilmente parlerà con il Maradona dei sindacalisti del momento critico del Napoli per aver conforto e, al tempo stesso, sfogarsi. Si discuterà anche di come affrontare l'estate. Interessante e' capire come un manipolo di sindacalisti, che certamente non spiccano per produttività, vuole gestire il sistema produttivo dell'handling. Alla Gh interessa che nei vari scali italiani la solidarietà venga nuovamente firmata. 55 solo a Palermo, 150 a Catania ... Sono i numeri di una crisi, di un fallimento gestionale senza precedenti.  Prendiamo Palermo (ma potremmo dire Napoli, Catania, Bologna ...) dove  la Gh, partecipata Gesap al 20%, pur avendo il 98% dei vettori di linea non riesce a fare quadrare i conti, conseguentemente a questo dichiara lo stato di crisi e il variopinto e sgrammaticato mondo sindacale firma tutto, senza eccepire nulla.

Linea Moby Nizza/Bastia

[Si s’iscogliu non evitas, intro su mare qu’annegas. Se non evitate lo scoglio vi annegherete nel mare. Per fuggire alle occasioni.] Moby lancia una nuova linea di traghetti tutta in Francia, la Nizza/Bastia. Lo ha annunciato a Milano il presidente e ad di Moby, Vincenzo Onorato. "Sarà introdotta a breve - ha detto - ed è un una novità assoluta per noi. Non abbiamo mai operato su una linea interamente estera". La nuova linea si aggiunge a quelle già presenti in Italia. Il gruppo Onorato Armatori, che raggruppa Moby, Tirrenia e Toremar, opererà collegamenti quotidiani con Sicilia, Sardegna, Corsica, Elba, Arcipelago Toscano e Isole Tremiti. "Strategica per noi la Sardegna - ha detto Onorato -. Opereremo su cinque porti (Cagliari, Olbia, Arbatax, Porto Torres, Santa Teresa), con 5.600 partenze previste per il 2016, fino a 28 al giorno". In nome e nel segno dell'Italia": così il Gruppo Onorato Armatori (ex Moby) si presenta sul mercato marittimo. Come unica compagnia che tiene insieme Moby, Tirrenia, Toremar, e lo fa come il principale operatore di trasporto passeggeri e merci Ro-Ro al mondo. "Una compagnia in primo luogo italiana con tutti marittimi italiani, è questo il nostro orgoglio" ha sottolineato a Milano il presidente della Holding, Vincenzo Onorato, che con i figli Achille e Alessandro ha presentato il nuovo marchio. Con l'acquisizione di Tirrenia è diventato oggi il primo gruppo passeggeri del Mediterraneo con una flotta di 64 navi, 4.000 occupati, 6,2 milioni di passeggeri trasportati, 25 porti collegati, 33mila viaggi effettuati nell'ultimo anno. Il gruppo ha appena concluso una complessa operazione di rifinanziamento per complessivi 560 milioni di euro.

Brunello terrone

[Qui queret ischire totu, nudda imparat. Chi vuol sapere tutto nulla apprende.] Un po'  di sangue 'terrone' scorre nei calici del Brunello. Una ricercatrice del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) ad aver dimostrato l'origine meridionale del vitigno Sangiovese in seguito alla diffusione della viticoltura dalla Grecia verso l'Europa occidentale. Tra i più diffusi e importanti vitigni italiani a livello mondiale, il Sangiovese dal mezzogiorno è poi approdato in Toscana nel comprensorio di Montalcino. Una scoperta che ha valso a Marica Gasparro, il diploma di eccellenza scientifica del Premio internazionale Brunello di Montalcino riservato ai giovani ricercatori under 35 edizione 2015, che è riuscita ad analizzare le relazioni di parentela 'padre-figlio' attraverso l'utilizzo di vari fattori, dall'ampelografia, alle ricerche storiche, alla caratterizzazione molecolare.  Obiettivo del lavoro della ricercatrice del Crea Viticoltura ed Enologia di Turi (Bari), è stato quello di scoprire il pedigree del Sangiovese; analizzando la collezione di germoplasma viticolo, sono stati individuati due genitori "putativi" del Sangiovese, il Ciliegiolo e il Negrodolce, antica varietà recuperata nella Puglia meridionale considerata perduta nel secolo scorso.  Inoltre, nella ricerca del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, è stato riscontrato che tre varietà di vini recuperate in Calabria e in Sicilia (Gaglioppo di Cirò, Mantonicone e Nerello Mascalese) derivano dall'incrocio con il Sangiovese.

venerdì 26 febbraio 2016

18/3 SCIOPERO BA

[Il banchiere triestino Schmitz deve recarsi a Parigi. Weiss, il suo socio in affari, gli chiede: “Porti con te la tua amichetta?”. “Quando vai a Monaco, ti porti dietro la birra?”. Ferruccio Folkel] I sindacati dei trasporti Filt-Cgil, Fit-Cisl Reti, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo hanno deciso di proclamare uno sciopero di 4 ore (dalle 10 alle 14) venerdì 18 marzo di tutti i dipendenti della compagnia aerea British Airways che operano sul territorio e sugli scali aeroportuali italiani, contro il licenziamento di 40 lavoratori su un organico di 95 dipendenti in Italia. Secondo i sindacati, che hanno inviato in una lettera unitaria la proclamazione della “prima azione di sciopero”, da parte della compagnia aerea c'è stata una “adozione del provvedimento incoerente, in quanto il posizionamento di mercato e i risultati operativi e finanziari raggiunti in questi ultimi anni comprovano la stabilità d'impresa del vettore collocandola tra le prime compagnie aeree in Europa”.

SCIOPERO CONTRO GLI ARGENTINI

 [Si dice da noi: “Che differenza ci passa tra un avvoltoio e una yiddishe mame? Tutti e due ti mangiano il cuore... solo che l'avvoltoio ha più pietà: aspetta almeno che sei morto!!!” Moni Ovadia] Sciopero di quattro ore lunedì 29 febbraio per il personale di Toscana Aeroporti, indetto dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Toscana. Fra le ragioni dell'iniziativa illustrate oggi, la politica di esternalizzazioni dell'azienda sul fronte del servizio bagagli: a Firenze riguarda 30 lavoratori dell'aeroporto (con contratto a tempo determinato), mentre a Pisa interessa 8 lavoratori, che sono stati spostati in un altro reparto bloccando le previste assunzioni. In occasione dello sciopero si terranno anche presidi a Firenze e Pisa, dalle 12 alle 16. "Coloro che lavorano da anni in azienda a tempo determinato - lamentano i sindacati - non saranno riconfermati. Il lavoro ceduto ad una cooperativa, senza obbligo di riassunzione, che svolgerà quelle attività applicando ai lavoratori un contratto meno retribuito e meno garantito". Dei circa 800 lavoratori di Toscana Aeroporti il 50% è part-time e il 30% è a tempo determinato.

Korean Air codeshare con Jet Airways

 [Vi racconto una storiella. C'è un ebreo che vive da duemila anni. Un tizio lo intervista: “Qual è il suo segreto?”. “Aglio. Quando stai per morire, l'angelo della morte entra in casa, si avvicina al tuo letto e accosta il viso al tuo. Allora tu gli chiedi - Chi sei? - espirando forte. E l'angelo - Ok, passo più tardi”. Mel Brooks]  Korean Air va a braccetto con Jet Airways: il vettore di bandiera della Corea del Sud ha annunciato un codeshare con la compagnia indiana che sarà effettivo dal 1° marzo 2016 e offrirà maggiori possibilità ai passeggeri che viaggiano dall’India verso Incheon Seoul attraverso gateway asiatici come Singapore e Bangkok. Come parte dell’accordo Korean Air apporrà il suo codice ai collegamenti settimanali di Jet Airways da Mumbai e Delhi per Bangkok e Mumbai-Singapore. Le rotte in codeshare aumenteranno nel corso dell’anno. L’intesa tocca anche i programmi frequent flyer, rendendo possibile ai passeggeri l’accumulo di miglia sui voli di ciascuno dei due vettori.

Cresce in Italia cybercrime

[ Chi non ischit est cumpagnu de su cegu. Chi non sa è compagno del cieco.] Cresce la minaccia del cybercrime per le aziende italiane tanto da configurarsi terza categoria di frode economico-finanziaria, preceduta solo da appropriazione indebita e corruzione. In Italia un'azienda su 5 dichiara di essere stata vittima negli ultimi due anni di frodi economiche e di queste il 20% ha subito crimini informatici. In generale un'azienda su 4 ha registrato danni superiori al milione di euro. Il profilo del truffatore è quello di un uomo, senior manager, interno all'organizzazione. A scattare la fotografia è il Crime Survey 2016, indagine realizzata da PwC tra luglio 2015 e febbraio 2016 in 115 Paesi, tra cui il nostro, su 6.300 soggetti. Dallo spaccato italiano emerge che nonostante i rischi del cybercrime siano ritenuti "molto gravi" anche per il futuro (secondo il 30% degli intervistati), solo il 53% delle organizzazioni ha preparato un piano di risposta per eventuali attacchi. Il nostro Paese si caratterizza anche per una maggiore fiducia (46%) nelle forze dell'ordine impegnate nella lotta contro il cybercrime rispetto alla media globale (23%). In generale le frodi finanziarie in Italia - non solo informatiche - colpiscono principalmente i settori di energia, utilities e industria mineraria, ma anche servizi finanziari, manifatturiero e servizi professionali. Quasi la metà dei reati più gravi è stata commessa da dipendenti dell'azienda coinvolta.

Vino investimento d'oro

[Qui narat quant’ischit perdet quantu hat. Chi dice quanto sa perde quanto ha. S’intende di essere riservato con le misure della prudenza e della giustizia.] L'investimento nel settore vinicolo è più redditizio del 160% rispetto a quello nel settore finanziario. Emerge da dati Mediobanca presentati da una ricerca commissionata da Ornellaia e che ha coinvolto anche Censis e Liv-ex. A livello mondiale - sottolinea la ricerca -, un euro investito in vino nel 2001 è cresciuto a 5,4 euro a inizio 2016. Lo stesso investimento su tutte le borse mondiali si sarebbe invece tradotto in un capitale finale di 1,6 euro. Ma soprattutto, dai minimi di fine 2008, il medesimo euro allocato in un portafoglio di titoli vinicoli sarebbe cresciuto fino a 3,4 euro rispetto ai 2-2,5 euro fruttati dalle Borse mondiali.

La fortuna di vivere a Vienna

[Cum s’inimigu tou abbaida addainantis et addaisegus. Col vostro nemico guardatevi davanti e di dietro] Vienna conquista ancora una volta il primato di città con la miglior qualità di vita al mondo, davanti alla svizzera Zurigo e alla neozelandese Auckland, ma Parigi 'crolla' nella classifica a causa dei recenti attacchi terroristici. Emerge dallo studio 2016 della società di consulenza globale Mercer che analizza 230 realtà in tutto il mondo. La capitale francese ha perso ben 10 posizioni, passando dalla 27/a alla 37/a, e pagando così la vulnerabilità agli attentati. Mentre Baghdad è ancora la città con le condizioni di vita più difficili, a partire dalla scarsa sicurezza, ed occupa l'ultimo posto della classifica. Per l'Italia, Milano mantiene il 41/o posto, prima di Chicago e New York, mentre Roma perde una posizione, scendendo dalla 52/a alla 53/a. L'Europa, e in particolare la Germania, la fanno da padrone per le città più vivibili rispetto agli altri continenti.

Diserbante in birra tedesca

[Unu iscarmentu balet pro chentu. Una volta burlato, vale per mille avvisi.] Diversi marchi di birre tedesche contengono il diserbante glifosato, rivela un'analisi dell'Istituto per l'ambiente di Monaco. Il test ha coinvolto 14 marche fra le più note in Germania: Beck's, Paulaner, Warsteiner, Krombacher, Oettinger, Bitburger, Veltins, Hasseroeder, Radeberger, Erdinger, Augustiner, Franziskaner, König Pilsener e Jever. I livelli registrati oscillano fra 0,46 e 29,74 microgrammi per litro, nei casi più estremi quasi 300 volte superiori a 0,1 microgrammi, che è il limite consentito dalla legge per l'acqua potabile. Non esiste un limite per la birra. Contrastato è il giudizio degli esperti sulla pericolosità del pesticida per la salute dell'uomo. L'organismo internazionale Iarc (International Agency for Research on Cancer) lo ha classificato come "probabile cancerogeno per l'uomo" nel marzo 2015. Sophia Guttenberger, dell'istituto di Monaco che ha compiuto la ricerca, ha detto che "una sostanza, che potrebbe essere cancerogena, non perde nulla né nella birra né nel corpo umano". Ma per l'Istituto federale per la valutazione del rischio (Bfr) residui di glifosato nella birra sono "dal punto di vista scientifico plausibili", dal momento che l'erbicida è autorizzato come diserbante. "Un adulto dovrebbe bere intorno ai mille litri di birra al giorno per assumere una quantità di glifosato preoccupante per la salute", ha fatto sapere il Bfr in una nota. Secondo l'Unione dei birrai tedeschi lo studio "non è credibile" e l'accusa che i birrai non controllino sufficientemente le loro materie prime è "assurda e completamente infondata". I birrai sottolineano l'esistenza di un proprio sistema di controllo per il malto d'orzo: "Il nostro monitoraggio indica che i valori misurati sono sempre chiaramente al di sotto dei limiti massimi, e in nessun momento sono stati riscontrati superamenti dei limiti massimi permessi per i residui di glifosato". L'Unione dei coltivatori tedeschi (Dbv) ritiene invece che la colpa della presenza del glifosato possa venire dall'importazione di malto d'orzo. "In Germania abbiamo la più ferrea regolamentazione per la tutela delle piante", ha detto un portavoce dell'associazione a Berlino. È invece plausibile che tracce di glifosato siano finite nella catena di produzione con l'importazione di malto d'orzo, ha aggiunto.

giovedì 25 febbraio 2016

Etihad vuole Air Malta

[Finkelstein conversa con Epstein: “Abbiamo sofferto tanto: esilio, ghetti, pogrom... Però li abbiamo fregati”. “E come?”. “Con la psicoanalisi”. Ferruccio Folkel] I conti Alitalia per il 2015 e per i primi mesi del 2016 restano in linea con le previsioni. La conferma arriva al termine del cda, in cui è stato sottolineato anche che resta “confermato l'obiettivo di
 raggiungere l'utile nel 2017”, come previsto nel piano della compagnia.   Il cda ha anche “riscontrato con favore” che lo sviluppo delle rotte intercontinentali prosegue come programmato e che quest'anno partiranno i collegamenti per Santiago del Cile (dal 1 maggio) e Città del Messico (dal 16 giugno). Rotte che si vanno ad aggiungere a quelle aperte nel 2015: Roma-Seul, Milano Malpensa-Abu Dhabi, Venezia-Abu Dhabi e Malpensa-Algeri.   Riguardo gli indicatori operativi, il cda di Alitalia ha “constatato con soddisfazione il significativo miglioramento nella puntualità dei voli”. La performance della compagnia sulla puntualità è passata dall'86% di novembre, all'86,5% di dicembre al 90,7% di gennaio. Contestualmente il cda, presieduto da Luca Cordero di Montezemolo, ha attribuito tutte le deleghe di amministratore delegato a Cramer Ball, che entrerà in carica il prossimo 7 marzo.  Un quartier generale sempre più grande a Roma che guidi le operazioni di Alitalia e airberlin, con l'intenzione non solo di ridurre i costi di gestione, ma anche di dare seguito alle decisioni prese ad Abu Dhabi; in parallelo la firma di un accordo che dovrebbe portare ad avere fino a poco meno della metà delle azioni di Air Malta. Sarebbero questi i piani di Etihad profilati dal Corriere della Sera. Ne risulterebbe la creazione di un
network che consentirebbe a Etihad di intervenire in modo deciso su airberlin che stenta ad abbattere il debito (a quota 300 mln nel 2015). Il piano sarebbe di spostare dentro il quartier generale di Alitalia parte del centro gestionale del vettore tedesco, sostiene il Corriere. Le ipotesi sul futuro di airberlin, con una possibile fusione con Alitalia, hanno trovato spazio nella stampa nazionale e internazionale. Etihad smentisce i rumors circolati sul futuro della compagnia tedesca. “Gli articoli apparsi sulla stampa tedesca, riguardo alcune congetture sul futuro di airberlin, non sono altro che una ripetizione di speculazioni infondate che sono state fatte più volte in passato. Etihad Airways non ha mai commentato su voci o speculazioni, né lo farà ora”. Alitalia contro Ryanair, che ottiene il sostegno pubblico delle regioni per i suoi voli low cost. La Compagnia di bandiera ha vinto un round in Puglia e in Sardegna. Il Tar di Bari, infatti, ha dato ragione all’Alitalia, che reclama il bando di una gara pubblica per assegnare gli aiuti. Insomma Alitalia vuole entrare nel business del low cost. Una eventualità che sulla carta non dovrebbe arrecare danno, ma non è detto. Ryanair ha una esperienza consolidata in Sicilia e altrove. Che accadrà con Alitalia? Se dovesse avere successo e provocare l’uscita di Ryanair dalla Sicilia, sarebbe in grado di rimpiazzarla? Ryanair ha portato nell’Isola milioni di passeggeri e turisti, producendo un incremento assai notevole dell’attività degli scali siciliani (Palermo, Catania, Comiso e Trapani) e dei flussi turistici. L’accoglimento del ricorso a Bari ha avuto una prima replica a Cagliari. Potrebbe trattarsi di un orientamento consolidato. Non c’è dunque che attendere che la Compagnia di bandiera faccia seguire un altro ricorso in Sicilia, a meno che i due vettori non trovino un gentlemen’s agreement, una intesa conveniente per entrambi. Se l’accordo non si trova e Ryanair è costretta a mollare gli scali siciliani (o rinunciare alla politica low cost molto spinta), i riflessi non sarebbero solo diretti verso il flusso turistico e i passeggeri siciliani. In ottobre dello scorso anno David O’Brien, Chief Commercial Officer della compagnia irlandese, annunciò l’assunzione di 5800 persone nell’estate 2016 per il lancio di una nuova promozione per gli scali siciliani e pugliesi. Per la Sicilia sono state previste 1730 nuove assunzioni a Palermo, 1300 a Catania e 300 a Comiso (1500 a Bari e 975 a Brindisi). Il rilancio di Alitalia “sta proseguendo, l'obiettivo è quello di diventare una compagnia a cinque stelle”. Lo ha dichiarato il presidente della compagnia aerea Luca Cordero di Montezemolo. A livello operativo Montezemolo ha sottolineato che “la cosa più importante è stata l'apertura di nuove rotte come Messico, Santiago e Seul e una maggiore attenzione al Sud Italia con l'apertura del Bologna-Catania e di altre che rotte” che verranno annunciate a breve. Inoltre “c'è tanto lavoro già avviato sui servizi e sul miglioramento interno degli aerei con l'introduzione ad esempio del Wifi. C'è un grande impegno da parte di tutte le persone del gruppo che stanno reagendo benissimo a tutte le novità. Sono molto contento del miglioramento sulla puntualità”, ha aggiunto il presidente di Alitalia. “Detto questo abbiamo bisogno del gioco molto stretto di squadra per le decisioni future perché Alitalia ha bisogno dell'Italia e l'Italia ha bisogno di Alitalia in funzione di paesi da andare a raggiungere per il business italiano e per le imprese, ma anche per il turismo. Auspico che si crei un lavoro di vero coordinamento per prendere insieme decisioni nell'interesse del paese”, ha concluso.


mercoledì 24 febbraio 2016

Solo chiacchiere alla Gesap

[Qui non s’ingegnat non campat. Chi non s’ingegna non compra.] Passano i giorni, le settimane, i mesi ma il cda della Gesap sembra un cane che si morde la coda. Impegnati in una lotta interna che vede contrapposti due schieramenti che fanno capo al presidente e l'altra all'amministratore delegato, chi fa le spese di queste schermaglie? Il personale, l'utente ...  Recentemente la polizia municipale di Cinisi, con l'ausilio delle telecamere, non ha più scrupoli e i verbali sono diventati l'ossessione degli automobilisti che vengono in apt a prendere i parenti, conoscenti e amici. Ebbene la Gesap avrebbe dimenticato di ricordare all'amministrazione comunale di Cinisi (che sarebbe anche socio del gestore, senza però avere diritti a nessun consigliere in cda) che una parte della somma incassata dal comune di Cinisi dovrebbe essere del gestore. In altri momenti non sarebbe mai successo. Mai si era fatta la gara per il presidio notturno sempre  affidato alla Gesap handling e, recentemente, dalla Gh Pmo. Quest'anno, invece è stata fatta e la Gh ha perso, vittima collaterale della guerra in atto all'interno del cda Gesap? Domani ci sarà consiglio, che in molti definiscono inutile, che dovrà analizzare il nulla per poi non prendere delle decisioni strategiche. Esaltazione della politica, tipicamente italiana, del tira a campare. Ora sarà appaltata anche la gestione della prm e dei voli di stato. Chi vincerà? Non mancheranno sicuramente sorprese. A fine marzo bisognerà nominare il sostituto di Sagliocco e la Gesap vuole fare una gara a evidenza pubblica  sia per l'accountable manager e dg. Ma come mai la doppia figura non è stata individuata all'interno della Gesap? Una delle due figure poteva essere individuata all'interno del gestore. Appunto perché manca un accordo. Lo stesso discorso andrebbe fatto per la gestione della pubblicità, settore molto particolare dove serve una preparazione non comune, scaduto il contratto con la Damir si è preferito gestire tutto con uomini della Gesap. Ma ancora oggi non si capisce con quale metodo e stata individuata la figura che dovrà gestire questo settore. Per titoli, laurea, master? Niente di tutto questo. E dire che in Gesap ci sono operai laureati ma che non avendo nessun sponsor in cda possono aspettare. Oggi, per esempio, quanto costa alla Gesap la gestione del settore cargo ridotta ai minimi termini. Il postale la notte ha preferito abbandonare Palermo per le tariffe gestionali imposte dalla Gesap che sarebbero fuori mercato. Tutto lascia pensare che il settore cargo in questo ultimo decennio non solo non è stato potenziato ma addirittura penalizzato, logica conseguenza vorrebbe la riduzione del personale, ma questo incomprensibilmente non avviene. Nella nuova Gesap post Helg composta di ex senatori, gente coraggiosa che si è ribellata al pizzo ...   mancherebbe il coraggio del cambiamento, ma si è preferita la retorica per non cambiare niente, la stessa mentalità che per anni ha impedito la reale crescita di questo apt.

ORLANDO VAI VIA

[U mare chiù ha, chiù vo. Il mare più ha, più vuole. Frase calabrese] Dopo le pedonalizzazioni e lo stop alle auto in via Maqueda, istituite a Palermo due zone a traffico limitato. L'ha stabilito una delibera della giunta approvata dalla giunta Orlando. Le due Ztl dovrebbero partire a breve  e gli automobilisti che richiedono il pass d'ingresso nelle due aree dovranno pagare circa 120 euro l'anno, secondo le prime indiscrezioni. Esentate le moto. La Ztl 1 interessa la città storica, la Ztl 2 si estenderà da via Cavour a piazza Francesco Crispi. Entro marzo saranno operative le due Zone a traffico limitato a Palermo. A ribadirlo nel corso di una conferenza stampa a Palazzo delle Aquile sono stati il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l'assessore alla Mobilità Giusto Catania, che hanno illustrato le novità contenute nella delibera approvata dalla giunta sulle modalità attuative delle Ztl. Per accedere gli automobilisti con vetture almeno euro 3 dovranno essere pass-muniti: il costo annuo è di 100 euro (50 euro per 6 mesi, 20 per uno, e 5 euro al giorno). Il Comune stima di rilasciarne almeno 200 mila. Anche i residenti dovranno averlo e potranno ottenerlo anche se posseggono auto inquinanti. Sono esenti coloro che circoleranno con auto elettriche e i centauri, che potranno accedere liberamente. Il costo è abbattuto del 50% per chi possiede auto ibride-elettriche, a gas e gpl. Terzo cambio nella giunta comunale di Palermo, guidata dal sindaco Leoluca Orlando. Lasciano Cesare Lapiana (con delega a Ambiente e sport) e Francesco Maria Raimondo (cura del verde e diritti degli animali). Al loro posto entrano l'attuale presidente della Rap Sergio Marino, che lascia la guida dalla società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in città e il docente di Fisica Tecnica Ambientale nella facoltà di Ingegneria di Palermo, Gianfranco Rizzo. Ad annunciarlo è stato Orlando durante la conferenza stampa convocata a Palazzo delle Aquile con la giunta comunale e il presidente del consiglio comunale Totò Orlando. Marino si occuperà di Ambiente, verde, dei diritti degli animali, Rizzo, invece, avrà la delega all'Innovazione, comunicazione energia, fondi europei e sport. I nuovi assessori si occuperanno anche delle aziende partecipate del Comune, Marino avrà competenza anche su Reset Rap e Palermo Ambiente Rizzo, invece, di Sispi e Amg Energia. Mentre a Palermo parte il crono-programma per le Zone a traffico limitato (Ztl) disegnate dal Comune, che ribadisce la propria autonomia sul tema (ieri l'Ars aveva approvato l'art 14 della Finanziaria regionale sulle Ztl, vincolandone l'attuazione all'approvazione di un regolamento attuativo che obbliga i comuni a varare tariffe differenziate per residenti e non), oltre 200 cittadini hanno preparato un ricorso che presenteranno al Tar. Il ricorso, promosso dall'avvocato e consigliere comunale Nadia Spallitta (Pd), ha raccolto le firme di cittadini e associazioni. In primo luogo, dicono i promotori, le tariffe della Ztl dovevano essere approvate prima del bilancio comunale e invece hanno avuto il via libera soltanto il 24 dicembre, 19 giorni dopo l'ok al documento contabile. La seconda questione è la mancata approvazione di tutte le fasi del Piano traffico urbano (Ptu).  Il consigliere di Forza Italia, Angelo Figuccia ha proposto anche un referendum.

Dop e Igp valgono 13,4 miliardi

[La psicanalisi è la malattia degli ebrei emancipati, mentre quelli religiosi si accontentano del diabete. Karl Kraus] L'Italia è la regina dei prodotti certificati, ne conta 805 tra Dop, Igp e Stg (282 Food e 523 Wine) per un valore che ammonta a 13,4 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2013 e pari al 10% del fatturato totale dell'industria alimentare. È  quanto emerge dal rapporto Qualivita-Ismea sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole a denominazioni di origine, diffuso in occasione della Giornata nazionale della qualità agroalimentare, che sottolinea anche la performance brillante delle indicazioni geografiche sui mercati esteri, con l'export che vale 7,1 miliardi di euro, in forte crescita sull'anno precedente (+8,2%) e pari al 21% all'ammontare complessivo delle esportazioni agroalimentari nazionali. L'Italia si è fatta valere nel panorama dei cibi a denominazione anche nel 2015 (+9 registrazioni), seguita dall'emergente Croazia e dal Portogallo (+8). Guardando alle singole regioni, svettano il Veneto e la Toscana con 90 prodotti, il Piemonte con 81, la Lombardia con 77 e l'Emilia Romagna con 73. Il rapporto sottolinea che non esiste un solo comune italiano "senza prodotti certificati". Per il comparto Food la provincia di Parma risulta il distretto con il maggior ritorno in termini economici (951 milioni), grazie al discreto numero di filiere Dop e Igp (12) che esistono nel territorio, ma soprattutto all'entità del valore economico ad esse collegato (basti pensare al Parmigiano Reggiano Dop e Prosciutto di Parma Dop). Per il comparto Wine la provincia con maggior ritorno economico (341 milioni) è quella di Verona, in cui si contano 24 denominazioni Dop - Igp, con prodotti dal grande peso in valore come il Prosecco Dop e il Conegliano Valdobbiadene-Prosecco Dop). Il rapporto segnala infine che la produzione di vini di qualità in Italia è strutturalmente in crescita. La quantità certificata complessiva di quasi 23 milioni di ettolitri vale 7 miliardi di euro alla produzione, per un +5% su base annua. Le esportazioni di vino Dop Igp hanno raggiunto un valore complessivo di 4,3 miliardi di euro (+4%): negli ultimi cinque anni il valore all'export ha avuto incrementi complessivi di oltre il 30%, sia nel segmento delle Dop che delle Igp.

Virlinzi azionista di Banca Igea

[Da noi, come in tutto il mondo, si dice: “Di mamma ce n'è una sola...” Ma da noi si aggiunge subito: “BARUCH HA SHEM!!”. Sia ringraziato il Signore!! Moni Ovadia] Sparisce la Banca Popolare dell'Etna di Bronte. Un decreto del Dipartimento regionale delle finanze e del credito ne dispone la cancellazione dall'albo regionale delle banche a seguito della fusione per incorporazione della Igea finanziaria spa, con conseguente modifica statutaria tendente alla trasformazione da banca popolare a banca spa denominata Igea banca, con sede legale in Roma e sedi operative a Palermo e Catania. La banca è specializzata nella gestione di crediti sanitari, con strumenti finanziari studiati per le cartolarizzazioni, il factoring e l'anticipo fatture. Dopo l'arresto di Pino Virlinzi (classe 1939), accusato di corruzione in atti giudiziari, la procura lo ha detto chiaramente: le indagini continuano. E guardano anche all'universo di società che fanno capo all'imprenditore. A essere coinvolta in un presunto sistema di favori al giudice tributario Filippo Impallomeni c'è la Virauto, ammiraglia dei servizi automobilistici di famiglia. Un'azienda della quale Giuseppe Virlinzi è presidente del consiglio di amministrazione, dopo esserne stato amministratore unico da giugno 2008 a gennaio 2012. Solo una delle concessionarie legate al nome del costruttore 76enne. Tra queste spiccano la Dynamic, uno showroom di 700 metri quadrati in via Acquicella Porto, e la Cisauto di via Acicastello, di cui Pino Virlinzi è consigliere di amministrazione. Tra i suoi ultimi acquisti ci sono, infine, più di seimila azioni della banca Igea, specializzata nella gestione di crediti sanitari. Un istituto dedicato agli imprenditori del settore farmaceutico, anche quest'ultimo tra gli interessi dei Virlinzi. La Grossfarma è stata a lungo il colosso siciliano della distribuzione dei medicinali sull'Isola: nata a Catania nel 1973, all'epoca era “tra le più moderne del mercato”. Tanto potente da inglobare una concorrente palermitana, chiusa nel 2001. Fagocitata da un impero che non ignora nessun settore dell'economia etnea. Alla G&G di Giuseppe Virlinzi appartiene un immobile in via Monte Lauro dato in affitto per anni alla ex provincia regionale di Catania, che adesso lo starebbe dismettendo. Sue sono anche una parte delle quote societarie de Il picciolo golf club, una struttura alberghiera di lusso a Castiglione di Sicilia. Un posto esclusivo, all'interno del quale trova spazio anche l'Etna golf resort, tra le società che ruotano attorno all'ex presidente del Calcio Catania Antonino Pulvirenti. E sempre di strutture ricettive si parla quando si cita la Get - Generale edilizia turistica. Una società per azioni che sarebbe proprietaria, secondo una denuncia del MoVimento 5 stelle, di un villaggio vacanze - iniziato e mai terminato - alle porte dell'oasi di Vendicari. Un complesso di cemento del quale Giuseppe Virlinzi possiede poco meno di duemila azioni, sulle 20mila totali.

Inaugurazione caffè letterario Riso

[Cos'è un ebreo corrosivo? È un ebreo che si va a stabilire in un villaggio di duemila abitanti in cui non ha mai abitato un ebreo. E un anno dopo, se l'ebreo è veramente corrosivo, il villaggio è popolato di duemila antisemiti! ] Nell'affascinante itinerario arabo-normanno, dichiarato “Patrimonio Mondiale dell'Umanità”, che si affaccia su corso Vittorio Emanuele sotto lo sguardo vigile di Carlo V, a Palermo, la cultura incontra il gusto. Stiamo parlando del Caffè Letterario Riso, che si trova all'interno di Palazzo Belmonte Riso, realizzato alla fine del Settecento dai Principi Ventimiglia di Belmonte, nello spazio delle Stanze del gusto, inaugurato il 15 febbraio 2016, alla presenza dell'architetto Gabriella Cassarino del Museo Riso, del direttore della Biblioteca della Regione siciliana, Francesco Caffarelli Vergara, del direttore amministrativo della Biblioteca di Storia Patria, Salvatore Savoia, degli editori Luigi Di Salvo e Daniele Anselmo di Torri del Vento Edizioni, dai quali è nata l'idea di creare il Caffè Letterario Riso e dello chef Peppe Giuffrè, che ha deliziato i presenti con le sue degustazioni. Nella splendida cornice di Palazzo Riso ogni settimana sarà organizzato un evento, a partire dal 25 febbraio 2016, ogni giovedì pomeriggio: si incontreranno scrittori, artisti, giornalisti, attori e musicisti. All'interno del Caffè è stato allestito un bookshop, dove sono presenti le pubblicazioni di Torri del vento edizioni, di RueBallu e Glifo edizioni, dove si potranno consultare e acquistare i libri, con la possibilità di navigare utilizzando una rete Wi-Fi Free. L'iniziativa di Torri del Vento Edizioni prende spunto dal passato, quando all'interno dei Caffè Letterari, esisteva il romanzo aperto, quando personaggi illustri vi si riunivano e si confrontavano. Nei Caffè del passato si riunivano il giornalismo, l'arte, la legge, la politica e la vita di una società. Da sempre il Caffè Letterario ha caratterizzato la vita intellettuale delle città europee per oltre tre secoli, raggiungendo la sua massima diffusione nella seconda metà del XIX secolo. L'intento oggi, di Torri del Vento edizioni è quello di mettere a disposizione della città un nuovo spazio culturale.

Alba Star si prepara alla S2016

[Unu mastru hat invidia de s’ateru. Un’artista invidia l’altro.] Entra in flotta il primo dei 737-800 che Alba Star ha scelto come modello per rinnovare l’intera flotta nei prossimi anni. La compagnia maiorchina guidata dal chief operating officer Giancarlo Celani incrementa con due aerei la dotazione di macchine per l’estate 2016, attuando un investimento significativo “che esprime la volontà degli azionisti di entrare in una fase di espansione più ampia”, commenta il manager. In questo modo Alba Star opera con sei aerei durante la stagione 2016: i quattro B737-400 da 170 posti più i due B737-800 da 189 posti. “Questi aeromobili ci permettono di operare sulle Canarie dal Nord Europa più agilmente”, osserva Celani. L’interesse dei tour operator aumenta verso le isole spagnole e l’Italia: “Abbiamo siglato con Tui un contratto importante per l’incoming su Palma, opereremo da diversi scali britannici, sia su Palma sia su Malaga”. Prosegue l’attività di voli regolari su Lourdes di cui è il vettore di riferimento per l’Europa, oltre a Regno Unito, Irlanda e Italia il portafoglio si è allargato a Belgio e Olanda. Tra fine marzo e ottobre saranno 450 i voli. Per quanto riguarda i collegamenti dall’Italia restano tutti confermati i bi-settimanali da Roma, Milano, Napoli e Palermo da maggio a settembre. “Per le agenzie di viaggio settentrionali sarebbe utile una frequenza in più per creare pacchetti di minor durata, un’opzione che non escluderemo”.

martedì 23 febbraio 2016

Di Prima, la passione per il vino

Siamo a Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, in un territorio in cui la passione per il vino si tramanda di generazione in generazione. E così è stato per la famiglia Di Prima. Ad occuparsi dell'azienda e'  il figlio Davide che ne ha preso in mano le redini dopo avere riposto nel cassetto la laurea in giurisprudenza. 38ettari di vigne divise in tre zone, ciascuna con le proprie caratteristiche e un'altitudine compresa tra i 300 e 550 metri. La produzione comprende vitigni autoctoni e alloctoni. Abbiamo incontrato Davide Di Prima per fare il punto della situazione. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti nel 2015? Si, raggiunti e superati anche per la vendita del vino in bottiglia che è la nostra prima attività. Abbiamo avuto buoni contatti con clienti inglesi  e americani. Con questo contratto abbiamo triplicato la nostra produzione e il nostro fatturato. Per l'anno in corso quali sono i traguardi? Ci aspettiamo una crescita legata sempre a questo contatto concretizzato l'anno scorso e che dovrebbe essere fatto nuovamente in aprile. Per la prima volta quest'anno ci sentiamo un'azienda ancora più piccola, ma siamo ottimisti tanto tant'è che abbiamo fatto investimenti. Nel mirino, anche Dop, Igp, sigle strategiche del Made in Italia sono sotto osservazione a Bruxelles. Voi vi sentite penalizzati? Prima andava per la maggiore l'Igp, oggi troviamo il Dop. La normativa sulla Dop ogni tanto viene ristretta e poi ampliata a secondo i momenti politici che attraversiamo. Oggi si vieta l'imbottigliamento fuori dal territorio di produzione e questo ci agevola. Mantenendo la produzione nel luogo d'origine diminuiscono le frodi. Si sta facendo poco per lanciare il Dop Sicilia, pochi investimenti da parte della regione. La trasformazione dall'Igp alla Dop ha creato non poca confusione nel consumatore. 

DAVIDE DI PRIMA
La collaborazione con la Lituania fa ben sperare per questo territorio? Sicuramente. Tutto nasce da un progetto di tre produttori di vino biologico che siamo  noi insieme a Di Giovanna e Ciaccio. Il comune ancora non collaborava. Successivamente, con l'allargamento di vari protocolli, abbiamo avuto l'interessamento della camera di commercio e del comune. Indubbiamente questo ponte tra Lituania e Sambuca aiuterà l'esportazione del comparto agro alimentare e lo sviluppo del turismo. Qual è la forza della sua azienda? Il nostro punto di forza sicuramente è la famiglia. Ha iniziato il nonno, ha proseguito mio padre e ora ci sono io. Noi mettiamo la faccia dietro un prodotto, l'altro punto di forza consiste che noi cerchiamo di produrre il meglio, tutto quello che non riscontra il nostro gusto viene scartato. Siamo molto selettivi, critici su i nostri prodotti. Noi produciamo uva in 38 ettari di vigneto e il prodotto esce dalla cantina solo quando è imbottigliato, a ciclo interno viene chiamato. Il biologico per noi non è stato mai un problema, il nostro micro clima ci ha quasi imposto la coltura biologica. 

Morto Peter Mondavi

[Mezus esser injuriadu que injuriare. È meglio essere ingiuriato che ingiuriare. Cioè meglio soffrir le ingiurie che farle] Addio a Peter Mondavi, il pioniere del vino della Napa Valley, l'uomo che ha messo la California sulla mappa dell'enologia. Mondavi, figlio di emigranti italiani e fratello a lungo rivale, di Robert Mondavi, aveva 101 anni. La saga dei Mondavi ha le radici sulle morbide colline della valle del vino della California: quando nel 1943 Peter e suo fratello Robert convinsero il padre Cesare, emigrato da Sassoferrato nelle Marche, a comprare i vigneti impiantati dall'immigrante prussiano Charles Krug, la Napa Valley era nota soprattutto per il suo vino in boccioni a buon mercato. "Vin ordinaries", lo definiva Peter che rivoluzionò l'industria usando la fermentazione a freddo per i bianchi e fu anche il primo a importare botti di quercia dalla Francia per l'invecchiamento e a piantare pinot noir e chardonnay. I due fratelli negli anni Cinquanta e Sessanta trasformarono Charles Krug in una delle cantine più note d'America.

E io non pago

[S’ira de Deus si queret timida. L’ira divina deve essere temuta.] Evitare di pagare il Canone Rai è possibile. Con l'invio dell'autocertificazione prima dell'acquisto della televisione o dopo averla ceduta o donata a un amico, il contribuente non dirà il falso e potrà evitare il pagamento dell'imposta sulla tv. Come si legge sul portale www.laleggepertutti.it, con la modifica della legge sul Canone Rai si è venuta a creare una situazione di pregiudizio per il contribuente, che non può più contestare l'accertamento per il mancato pagamento dell'imposta sulla tv. L'unico modo per vincere la presunzione di detenzione della tv è inviare, una volta all'anno un'autocertificazione, come precisa la legge, con cui si comunica che nessun apparecchio è presente in casa. Se non si opera in tal modo, non sarà più possibile farlo successivamente. Con la conseguenza che, se il contribuente riceverà l'avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta, non potrà impugnarlo dimostrando di non essere detentore di tv, essendo ormai "scaduto dai termini". Chi comunica quindi di non detenere l'apparecchio mentre invece ne possiede uno, oltre a subire la sanzione per l'evasione fiscale (pari a cinque volte il canone Rai) sarà imputato in un processo penale. La legge però non vieta di comunicare che, a una certa data, non si possiede la tv e acquistarne una il giorno successivo. Non solo così non si sarà detto il falso nell'autodichiarazione, ma è difficile che vengano effettuati controlli successivamente. Allo stesso modo, il contribuente che possiede già un apparecchio potrebbe, il giorno prima di inviare l'autodichiarazione, donarlo o darlo in comodato ad amici o parenti di un altro nucleo familiare, e poi, dopo aver spedito la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate, farselo restituire. Per i beni mobili, la proprietà si trasferisce senza bisogno di formalità di sorta o atti notarili. Basta avere l'accortezza però (quando la controparte è il fisco) di munirsi di una data certa come prova del passaggio di proprietà a una determinata data, che può essere fornita con il timbro di qualsiasi ufficio postale apposto sul contratto spedito a uno dei due contraenti.

Campana a morto per la PdVi?

[Su peccadu de s’iscandalu, est plus mannu de su qui si faghet. Il peccato dello scandalo è più grande di quello che si fa] Mentre il Veneto protesta a gran voce, il prezzo di recesso deciso dal cda della Popolare di Vicenza (6,3 euro contro i 62,5 di un anno fa) non ha provocato particolari reazioni a Prato. La decisione del Cda della Banca Popolare di Vicenza di fissare il diritto di recesso a 6,3 euro ad azione attribuisce all'istituto un valore di 592 milioni di euro, a fronte dei 4,51 miliardi che capitalizzava sulla base del valore di 48 euro ad azione fissato dall’assemblea l'11 aprile 2015. Per i soci della BpVi si tratta di una perdita potenziale di quasi 4 miliardi di euro, pari all'87% circa del valore dei loro titoli, che sale al 90% per chi ha sottoscritto gli aumenti di capitale lanciati a 62,5 euro nel 2014 e nel 2013. Il recesso può fornire una prima indicazione del valore del titolo in vista della quotazione in Borsa. Ai sensi dell'articolo 2437-ter del codice civile il valore di liquidazione delle azioni è infatti determinato tenendo conto "della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali, nonché dell'eventuale valore di mercato delle azioni". In ogni caso la possibilità di uscire, non votando a favore della trasformazione in Spa, è solo virtuale: la banca ha infatti comunicato di aver limitato "in tutto e senza limiti di tempo il rimborso", avvalendosi della possibilità offerta dal decreto Renzi e dalle disposizioni attuative della Banca d'Italia. I 6,3 euro delle azioni della Banca Popolare di Vicenza sono la "campana a morto" per l'istituto. A dirlo, puntando il dito contro la situazione della banca vicentina, è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale del Veneto, Jacopo Berti. "La gente deve rendersi conto che la banca ha appena iniziato a svalutare, iniziando quel processo che altre banche hanno già fatto sei anni fa - spiega Berti - BpVi ha in pancia miliardi di crediti deteriorati, che per una famiglia è come avere in frigo tonnellate di cibo marcio. Qualcuno deve dire la verità, e la verità è che ci sono banche sull'orlo del baratro mentre tutti fanno finta di niente".

Record di sequestri a Catania

[S’invidia non morit mai. L’invidia non muore mai.] Personale della Direzione investigativa antimafia di Catania, diretto da Renato Panvino, ha sequestrato beni su proposta avanzata dalla Procura distrettuale antimafia etnea, diretta da Michelangelo Patané, nei confronti di soggetto ritenuto contiguo all'organizzazione mafiosa 'Nardo' egemone nella provincia di Siracusa. Il Tribunale ha disposto il sequestro dei beni per un valore di circa 7 milioni di euro, consistenti in cinque società operanti nel settore della progettazione, costruzione e montaggio di carpenteria metallica e della produzione di energia elettrica da fonte solare e una società attiva nel settore delle corse dei cavalli, nonché una lussuosa villa, terreni e rapporti finanziari. Il destinatario del sequestro eseguito dalla Dia di Catania è l'imprenditore Fabio Manservigi, 44 anni, ritenuto contiguo all'organizzazione mafiosa Nardo, egemone nella provincia di Siracusa. Il suo ruolo è stato delineato anche dal 'pentito' Fabrizio Blandino ed era emerso in due inchieste antimafia: 'Morsa2', dei carabinieri di Siracusa, dalla quale è derivata l'ulteriore indagine 'Nostradamus' che ha contribuito allo scioglimento del Comune di Augusta.  Secondo l'accusa, Manservigi sarebbe stato legato a Blandino, ex consigliere del Comune di Augusta, affiliato alla cosca mafiosa dei Nardo nonché referente del clan nel territorio megarese. Anche altri tre collaboratori di giustizia - Sebastiano Sampugnaro, Vincenzo Piazza e Sebastiano Gigliuto - collegano la sua vicinanza al clan alla sua ascesa economica: da dipendente di un'impresa di raccolta di rifiuti solidi urbani a imprenditore nel settore edile, aggiudicatario di commesse, e nel settore delle energie rinnovabili, specie del fotovoltaico. Proprio nel settore delle energie alternative ad Augusta l'indagato si sarebbe inserito a pieno titolo con la costituzione, nel novembre del 2009, della società FaMec.   I carabinieri del Ros stanno eseguendo, in provincia di Catania, un provvedimento della sezione misure di prevenzione del tribunale che ha disposto l'amministrazione giudiziaria delle società Tecnis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl e il sequestro delle relative quote ed azioni per un valore di oltre un miliardo e mezzo di euro. L'intervento è stato richiesto dalla procura distrettuale antimafia di Catania. L'operazione colpisce tre importanti società del gruppo imprenditoriale Costanzo-Bosco Lo Giudice, attive nel settore della realizzazione di grandi opere infrastrutturali sia in Italia sia all'estero come la chiusura dell'anello ferroviario di Palermo. Il provvedimento scaturisce da indagini del Ros che hanno documentato l'asservimento del gruppo imprenditoriale alla famiglia catanese di Cosa Nostra, alla quale sono state garantite ingenti risorse economiche e l'infiltrazione del settore degli appalti pubblici. Il gruppo imprenditoriale è già coinvolto nell'inchiesta sugli appalti Anas .

La fanteria di Riad e Ankara pronte all'attacco

[Su mezus remediu ad sas injurias est s’ismentigu. Il miglior rimedio delle ingiurie è l’oblio.] Ankara e Riad sarebbero pronte a lanciare un'operazione terrestre in Siria contro lo Stato islamico e l'Arabia saudita sta per inviare i suoi jet nelle basi militari in Turchia. "Se c'è un piano strategico per lottare contro l'Isis allora la Turchia e l'Arabia saudita potrebbero avviare una missione terrestre", ha detto il capo della diplomazia turca Mevlut Cavusoglu in un'intervista a un quotidiano turco, dopo aver partecipato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. E ha aggiunto: "L'Arabia saudita sta mandando aerei in Turchia, alla base di Incirlik. Gli ufficiali sauditi sono venuti per fare una ricognizione della base. Al momento ancora non sappiamo quanti aerei arriveranno". "Alcuni dicono che la Turchia è reticente a prendere parte alla lotta contro Daesh. Ma è la Turchia che fa le proposte più concrete", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara. Nella grande base militare turca di Incirlik, nel sud del paese, dove si trovano già gli aerei della coalizione guidata dagli americani, potrebbero arrivare anche i jet sauditi. Secondo Cavusoglu l'Arabia saudita sarebbe comunque pronta a inviare anche truppe per un'operazione terrestre. Nelle ultime ore è saltata, poi, fuori un'indiscrezione importante: Usa e Russia si sarebbero accordate su una bozza di accordo che chiede la cessazione delle ostilità in Siria a partire da sabato 27 febbraio. Le parti in causa del conflitto siriano dovranno indicare la loro accettazione dei termini dell'accordo entro mezzogiorno di venerdì 26 febbraio. Escluse dall'accordo le operazioni contro lo Stato Islamico, i qaedisti del Fronte al-Nusra e le altre organizzazioni riconosciute come "terroriste" dal Consiglio di Sicurezza Onu, in particolare i raid aerei della Coalizione internazionale a guida Usa e quelli delle forze aree di Mosca. Prima dell'annuncio, fonti americane hanno spiegato come restino "irrisolte questioni sostanziali, su come dare efficacia alla tregua e come rispondere a eventuali violazioni della stessa".

Il riscatto della cantina Kaggio

[Sos homines Deus los format, et ipsos si accumpagnant. Dio forma gli uomini ed essi si accoppiano. Dicesi quando si uniscono due che hanno le stesse tendenze.] La cantina Kaggio confiscata al clan dei corleonesi più di 20 anni fa è stata assegnata alle cooperative sociali 'Lavoro e Non Solo', 'Pio La Torre' e 'Placido Rizzotto' che gestiscono per finalità agricole le terre sottratte ai padrini di Cosa nostra e ai loro fedelissimi. Il bene, per anni in stato di abbandono e oggetto di continui furti e atti vandalici, è  stato dunque recuperato per essere destinato a centro aziendale e di stoccaggio per le coop ai fini della commercializzazione dei loro prodotti. Il progetto di recupero è  stato finanziato, con fondi del Pon Sicurezza per un importo di 2 milioni di euro. Contestualmente è stato anche recuperato un capannone dove è stata realizzata una sala multimediale che sarà messa a disposizione gratuitamente per le associazioni che si occupano di legalità. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consorzio "Sviluppo e Legalita'" e sindaco di Monreale Piero Capizzi: "Un bene simbolo ritorna alla società civile per fini imprenditoriali che daranno impulso al settore agricolo del territorio, creando possibilità occupazionali per i giovani". Si chiude, così, un caso travagliato che aveva reso la cantina Kaggio l'ultimo bene confiscato nel corleonese non era recuperato. Ultimati anche i lavori del centro di degustazione annesso alla cantina sociale Centopassi, in contrada Don Tomasi a San Cipirello, assegnata alla coop 'Placido Rizzotto'. "Tutti i beni del comprensorio - commenta il direttore del Consorzio Lucio Guarino - sono stati inseriti nel circuito dell'economia legale: è il segnale più forte della riaffermazione della presenza dello Stato nel territorio".

Intervista a Giuseppe Todaro

GIUSEPPE TODARO
Realizzando il sogno del padre agronomo, di produrre dei grandi vini, Giuseppe Todaro laureatosi in agraria ha acquistato l'azienda agricola Feotto, già condotta dalla famiglia fin dagli anni novanta, dove sono nati e cresciuti. Giuseppe a sua volta ha coinvolto il fratello Adriano, agrotecnico, e insieme forti di un'esperienza professionale nel settore e con l'esperienza maturata direttamente tra i vigneti, hanno scelto di dedicarsi a tempo pieno all'azienda di famiglia. Già negli anni passati, durante gli studi, si sono dedicati a fianco del padre, in cantina e nelle vigne, nella Valle dello Jato hanno dato vita ad un nuovo progetto, che si sviluppa all'interno dell'azienda madre Feotto dello Jato, anche se indipendente, e che vuole essere un ulteriore sviluppo del progetto qualitativo intrapreso da quest'ultimo valorizzando ulteriormente la propria produzione proveniente esclusivamente dai propri vitigni coltivati in regime di agricoltura biologica. L'obiettivo è quello di produrre vini che si identificano integralmente con le proprie idee e con i produttori, partendo dell'idea che soltanto un'agricoltura naturale consente al territorio di esprimere le proprie particolarità. La Valle dello Jato è sicuramente una delle zone vitivinicole della Sicilia occidentale per tradizione vitivinicola nata nel tempo fin da epoca pre-romana. Per noi "i nostri vini devono essere ciò che sono, ciò che le nostre piante cresciute nella nostra terra ci danno è che noi trasformiamo e conserviamo con il massimo rispetto cercando di non rovinare ciò che la natura ci dà". Piccoli produttori  vignaioli che producono 40/50 mola bottiglie. La vostra  più grossa soddisfazione nel 2015? Iniziare a ottenere dei buoni apprezzamenti in  Francia. Alcuni prodotti come il nero d'Avola e il Grillo sono stati apprezzati e accettati nel mercato francese. L'università di Pisa ha messo a punto un vino a solfiti zero. Il biologico al 100% è un punto di arrivo nel comparto vitivinicolo? Il biologico secondo me è una garanzia per quanto riguarda la qualità, soprattutto per il consumatore che può bere qualcosa di sano. È un ottimo punto di partenza, credere nel biologico significa lavorare con una filosofia che punta a un prodotto migliore e se fatto con un certo criterio agronomico non è tanto difficile da fare in Sicilia. Secondo lei governo nazionale per l'agricoltura ha una strategia di sviluppo? Per l'agricoltura si potrebbe fare molto di più partendo dalle piccole cose che potrebbero essere fatte dal mondo politico siciliano. Le aziende sono poco seguite anche per l'internazionalizzazione dei prodotti. Il marchio Sicilia non è più seguito come una volta. Da alcuni anni i giovani avrebbero riscoperto l'agricoltura, questo fenomeno continua? Esiste un ritorno all'agricoltura da parte nostra gioventù,  la tecnologia oggi aiuta, come non mai, il mondo agricolo. Il giovane che decine di occuparsi dell'agricoltura può portare solo miglioramenti, cerchiamo di apportare tutta la tecnologia possibile per migliorare la produzione non dimenticando i consigli degli anziani, ottenendo spesso ottimi risultati. Sono certo che nei prossimi anni un numero maggiore di giovani si avvicinerà  al mondo agricolo. Il mio auspicio è che i giovani che decideranno di dedicarsi all'agricoltura lo facciano con uno spirito nuovo, di collaborazione non solo per il settore vitivinicolo, ma anche per tutto il comparto agroalimentare. Un obiettivo che volete raggiungere nel 2016.
Abbiamo una serie di obiettivi che vogliamo raggiunge. Vogliamo, per esempio, realizzare dei prodotti puntano principalmente  su procedimenti esclusivamente naturali.

giovedì 18 febbraio 2016

TURCHIA SOTTO ATTACCO

[“È vero, Moishele, che l'acqua bolle a 100 gradi?”. “Sì, è vero”. “Ma dimmi Moishele, come sa, l'acqua, di essere a 100 gradi?”. Ferruccio Folkel] Nuovo attacco a un convoglio militare in Turchia. In mattinata un'esplosione ha colpito un convoglio a Diyarbakir, principale città curda nel sud-est della Turchia, dove da mesi sono in corso scontri tra esercito e Pkk. Secondo i media locali ci sarebbero almeno sette morti. Da sabato l'artiglieria turca sta bombardando dal suo territorio postazioni delle milizie curde nel nord della Siria, a pochi chilometri dalla frontiera. A colpire il convoglio militare è stata una mina fatta detonare a distanza alle 9:40 locali da sospetti membri del Pkk. Attacchi del genere contro i soldati sono stati compiuti diverse volte negli ultimi mesi nel sud-est della Turchia, dopo che la scorsa estate è riesploso il conflitto tra Ankara e i combattenti curdi. Il leader dei curdi siriani dell'Ypg nega che il suo gruppo sia dietro gli attentati in Turchia e mette in guardia Ankara su eventuali operazioni di terra in Siria. Dopo le accuse del premier turco Ahmet Davutoglu, il leader dei curdi-siriani Salih Muslim ha negato ogni responsabilità del gruppo o del suo braccio armato Ypg nell'attacco che ieri ha ucciso 28 persone ad Ankara e nell'esplosione di oggi a Diyarbakir dove sono rimasti uccisi almeno 7 militari. Ankara considera il Pyd, principale forza curda in Siria, e il suo braccio armato Ypg, come organizzazioni terroristiche. Nei giorni scorsi forti contrasti sono emersi con gli Usa, attaccati dal presidente Recep Tayyip Erdogan perché si rifiutano di considerare i membri del Pyd come terroristi. Washington ha più volte espresso apprezzamento per il ruolo dei curdi nella lotta all'Isis sul terreno. Il governo turco ha una grossa fetta di responsabilità per la terribile guerra civile siriana. Fin dal 2011 Recep Tayyip Erdoğan, allora primo ministro e oggi presidente, si è pubblicamente impegnato a rovesciare il presidente siriano Bashar al Assad. Per cinque anni ha permesso che attraverso il confine tra Turchia e Siria passassero armi, denaro e volontari per sostenere i ribelli. L’odio di Erdoğan per Assad è dovuto al fatto che il presidente turco è un musulmano sunnita militante, mentre il suo corrispettivo siriano guida un regime dominato da musulmani sciiti. Entrambi gli uomini sono alla guida di paesi ufficialmente laici, ma l’obiettivo a lungo termine di Erdoğan è imporre un regime islamico in Turchia. Assad invece difende il carattere multietnico e multiconfessionale della società siriana, ma al contempo dirige una dittatura brutale. A nessuno dei due importa un fico secco della democrazia. Il principale alleato di Erdoğan nel suo tentativo di trasformare la Siria in uno stato religioso guidato da sunniti (nonostante il 30 per cento dei siriani non sia sunnita) è l’Arabia Saudita. Questi due paesi, insieme ad altri stati del Golfo, hanno sovvertito il movimento di protesta non violento nato nel 2011 per chiedere una democrazia laica, trasformandolo in una rivolta armata sunnita. Anche il governo degli Stati Uniti voleva che Assad cadesse, non per motivi religiosi ma strategici. Così per anni Washington ha chiuso un occhio sul fatto che i suoi alleati, la Turchia e l’Arabia Saudita, stessero in realtà sostenendo il gruppo Stato islamico (Is) e il Fronte al nusra, la filiale di Al Qaeda in Siria. Intanto è stato identificato l'attentatore suicida che ieri si è fatto esplodere con un'autobomba al passaggio di un convoglio militare nel centro di Ankara, uccidendo almeno 28 persone. Si tratterebbe di un cittadino siriano di nome Saleh Nejar. Secondo il quotidiano Sozcu era un membro delle milizie curdo-siriane dell'Ypg. L'uomo, 24 anni, sarebbe stato identificato attraverso le impronte digitali e secondo i media locali, che citano fonti vicine all'indagine, era entrato in Turchia a luglio come rifugiato dalla Siria. Indiscrezioni confermate poi dal premier turco Ahmet Davutoglu. “L'attacco è stato compiuto dal Pkk insieme con una persona entrata in Turchia dalla Siria”, ha sostenuto Davutoglu, aggiungendo che "le indagini proseguono e probabilmente ci saranno altri arresti”. 

Agromafie supera 16 mld

[Un feroce antisemita incontra un ebreo e, inveendo contro di lui, gli grida: "Voi ebrei siete la causa di tutti i mali del mondo!!!". E l'altro: "Sì hai ragione, la causa dei mali del mondo sono gli ebrei e i ciclisti". "Perché  i ciclisti...", balbetta confuso il razzista, sorpreso dalla risposta. E allora perché  gli ebrei? ] Associazione per delinquere di stampo mafioso e camorristico, concorso in associazione mafiosa, truffa, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, contraffazione di marchi. Sono queste le tipologie di illeciti riscontrate con più frequenza da parte delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare, con il business delle Agromafie che ha superato i 16 miliardi di euro nel 2015. È quanto è emerso nel quarto Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia Eurispes-Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. Per raggiungere l'obiettivo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali, usura, racket estorsivo e abusivismo edilizio, ma anche a furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato e macellazioni clandestine. Gli aspetti patologici dell'indotto agroalimentare, come la lievitazione dei prezzi di frutta e verdura fino a quattro volte nella filiera, secondo l'analisi della Direzione Investigativa Antimafia, sono la conseguenza non solo dell'effetto dei monopoli ma anche delle distorsioni dovute alle infiltrazioni della malavita nelle attività di intermediazione e trasporto. Ma il Rapporto mette in risalto anche un efficace sistema di controlli per combattere le agromafie dal campo allo scaffale, con oltre 100 mila effettuati nel 2015. Il valore totale dei sequestri è stato di 436 milioni di euro, di cui il 24% nella ristorazione, il 18% nel settore della carne e salumi, l'11% in quello delle farine, del pane e della pasta. Nel 2015 sono stati chiuse dai Nas 1.035 strutture del sistema agroalimentare con il sequestro di 25,2 milioni di prodotti alimentari adulterati, contraffatti, senza le adeguate garanzie qualitative o sanitarie o carenze nell'etichettatura e nella rintracciabilità. Dai 38.786 controlli effettuati dai Nas nell'ultimo anno sono emerse non conformità in un caso su tre (32%).

Profondo rosso per l’Inps

[Come si definisce una mamma ebrea? È  colei che va a rifare il letto del figlio mentre questi si alza la notte per andare a fare pipì.] Sale a 11,2 miliardi di euro il disavanzo economico dell'Inps per quest'anno. Un rosso che si allarga di due miliardi rispetto al 2015, quando era di 9,1 miliardi. Sono i risultati del Bilancio di previsione 2016 dell'Istituto di previdenza, approvato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Istituto, con il voto contrario della Uil. Aumentano a 218,6 miliardi le entrate contributive, (4,6 miliardi in più a confronto con le previsioni aggiornate 2015). Scende invece a meno di 1,8 miliardi il patrimonio. E ora il rischio è di andare "sotto zero nel 2017", come avverte l'esponente del Civ, Gianpaolo Patta. Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inps torna anche sulla questione dei "tagli alle spese di funzionamento" in ottica Spending Review, sottolineando come siano "di pregiudizio alla qualità dei servizi erogati". Il deficit dell'Istituto non è una novità, anche se i conti appaiono in peggioramento. Dalla nascita del superInps, che ha incorporato Inpdap ed Enpals, l'Istituto nazionale di previdenza sociale si trascina la pesante eredità del'ex polo pubblico della previdenza. E come più volte rimarcato dallo stesso Inps e ultimamente anche dal suo presidente, Tito Boeri, è soprattutto una questione che deriva da meccanismi contabili, senza ripercussioni per i pensionati. Tuttavia il Civ non manca di rilevare come non siano "ancora intervenute le soluzioni legislative dallo stesso auspicate per conseguire gli equilibri di bilancio di tutti i Fondi e le Gestioni previdenziali amministrate dall'Inps aventi un trend negativo". Quanto alla sforbiciata sulle spese nel 2016, sottolinea il Consiglio, l'importo dei tagli è previsto a "circa 694 milioni ed è destinato, in attuazione delle misure di contenimento previste nella legge di stabilità per il 2016, ad essere aumentato di ulteriori 42 milioni con la prima nota di variazione al bilancio di previsione approvato oggi". Guardando nel dettaglio il bilancio, l'esborso per prestazioni pensionistiche è risultata pari a 272,1 miliardi di euro (679 milioni in meno rispetto al 2015). Nel Bilancio di previsione dello scorso anno l'avanzo patrimoniale era dato a 11,7 miliardi, quindi l'erosione stimata per il 2016 è di circa 10 miliardi. Lo scenario della caduta in territorio negativo così si raggiungerà un anno prima del previsto, sostiene Patta.

Mafia vera e antimafia fasulla

[Come si definisce una mamma ebrea? È  colei che perdona e dimentica, ma non dimentica mai, oh questo no, di aver perdonato... ] La lotta contro la mafia è per molti versi una guerra. In guerra ci sono anche gli imboscati, gli affaristi che si arricchiscono alle spalle di chi è invece mosso da spirito civico e patriottico, le spie, i doppiogiochisti, gli infiltrati, i traditori, tutti soggetti che vanno individuati e messi, tramite contromisure di volta in volta appropriate, in condizione di non nuocere. L'ultima ricerca del sociologo Antonio La Spina esplora l'universo della mafia e dell'antimafia cercando di fare chiarezza nella confusione che turba il cittadino medio, cercando di non fargli emettere la temibile sentenza qualunquista tanto sono tutti uguali che porta all'ignavia o peggio alla collusione. Dalla 'Ndrangheta - superpotenza mondiale - al nuovo fenomeno di Mafia capitale, Il mondo di mezzo Mafie e antimafie (il Mulino, 208 pagine, 15 euro) traccia una vasta mappa delle organizzazioni criminali e un'agenda per contrastarle. Al 30 giugno 2015, i detenuti in regime di 416-bis nelle carceri italiane erano 7.023, numeri in crescendo rispetto ai 6.903 del 2014 o i 6.744 del 2013 o ai 5.257 del 2008. Tuttavia, restano fuori in attività tra 25 e 30 mila affiliati contro i quali non si può abbassare la guardia. Tutt'altro che unitario, l'universo delle mafie è composto da fenomeni disparati: dal grande contenitore delle Camorre a Cosa Nostra, dalla 'Ndrangheta, anche nelle sue articolazioni decentrate nel nostro paese o nel resto del mondo, a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, per giungere a entità autoctone completamente nuove come Mafia capitale. “Ma, oltre che alle mafie, il plurale va applicato all'antimafia. Esistono un'antimafia istituzionale, un'antimafia sociale e da qualche tempo anche un'antimafia inautentica o fasulla - scrive crudamente La Spina -, come quella di personaggi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, ufficialmente aderiscono ad associazioni antimafia”. Una realtà complessa, che il sociologo esplora con grande energia intellettuale, nella convinzione che si possano combattere le mafie solo conoscendone in profondità le dinamiche organizzative. Diversamente dallo stereotipo che le vuole Idre invincibili - conclude -, le mafie hanno punti deboli non da poco e stanno subendo l'urto non di rado devastante della politica antimafia italiana che al momento è forse la più articolata e incisiva del mondo. Allora bisogna moltiplicare gli sforzi, assestando un colpo dietro l'altro, senza soluzione di continuità, fino al suo annientamento definitivo che non è certo dietro l'angolo. Antonio La Spina è professore ordinario di Sociologia e insegna Politiche pubbliche all'università Luiss Guido Carli. Tra l'altro, collabora all'attività di didattica antimafia che il Centro Pio La Torre svolge ormai da 30 anni.

Oste fantasma condannato

[Io penso che un ebreo abbia il diritto di sposare una 'gentile' se è ricca. Groucho Marx] L'Osteria Senz'Oste di Valdobbiene perde il braccio di ferro con l'Agenzia delle Entrate. Anche in appello la commissione tributaria regionale Venezia-Mestre ha riconosciuto una società di fatto nella messa a disposizione di un rustico nel quale, una volta consumati salumi e formaggi insieme ad un bicchiere di vino senza che vi fosse nessuno a gestirlo, si lasciava un contributo indicato in uno specifico prezzario. L'Osteria Senza Oste dovrà ora al fisco le imposte, alle quali dovrà aggiungere circa 4.000 euro di spese di giudizio. L''Osteria senza oste' è una stanza di 10 metri quadrati di un rustico disabitato sulle colline del Cartizze, nel quale è possibile servirsi viveri e bevande pagando qualcosa. E sul caso intervennero allora, in difesa del proprietario, anche il presidente della regione Luca Zaia, i proprietario dell'Harry's Bar Arrigo Cipriani e l'attuale vice ministro all'Economia Enrico Zanetti. Tutto nasce dai controlli prima dei vigili urbani, quindi degli ispettori dell'Agenzia delle Entrate, che avevano contestato nel 2013 l'attività svolta e inviato delle cartelle con un accertamento ''per redditi di partecipazione non dichiarati'' in relazione ai periodi d'imposta 2007 e 2008. Nel giudizio di appello, che era stato promosso dal titolare dell'Osteria, la commissione regionale con la sentenza del 18 gennaio appena depositata ha confermato quanto già deciso dalla commissione tributaria provinciale di Treviso che aveva dato parzialmente ragione all'Agenzia delle Entrate ed ha fissato per ogni anno d'imposta ricavi lordi soggetti ad Iva per 32 mila euro e un reddito netto di 10.000 euro. In appello la difesa del contribuente ha contestato vari punti, che sono stati tutti rigettati dai giudici tributari d'appello: la decadenza del potere accertativo (che invece scadeva il 31/12/2013), la mancata dimostrazione dell'esistenza di una società svolgente attività commerciale (che invece poggiava su verbali della Polizia municipale e su ordinanze di sospensione dall'esercizio di una attività mai autorizzata); l'eccesso di potere e l'assenza di potere di firma (confutato dall'Agenzia tramite la presentazione da parte dell'Ufficio della delega alla firma). La commissione tributaria, dopo aver verificato le modalità di funzionamento dell'Osteria e il ruolo della moglie del titolare, ha riconosciuto che ''l'originalità dell'attività del contribuente non deve essere messa in discussione'' ma anche che ''la motivazione degli avvisi di accertamento è stata accertata, compresa e sviluppata nella sentenza di primo grado che quindi deve essere esplicitamente confermata''. Ha quindi respinto l'appello, confermando la sentenza precedente e anche il pagamento di 4.218 euro di spese di giudizio.