domenica 31 gennaio 2016

Vino a solfiti zero

[Herva mala non morit mai. Erba cattiva non muore mai. Per similitudine dicesi ad un cattivo che vive molto.] Un vino che esclude in maniera inequivocabile il ricorso all'aggiunta di additivi chimici, particolarmente di solfiti. Questo il progetto 'Onlywine', frutto della ricerca dei tecnologi alimentari del Dipartimento di Scienze agrarie alimentari e agroambientali dell'Università di Pisa, che si è tradotto in realtà con la produzione delle prime bottiglie presso la tenuta Fattoria dei Barbi a Montalcino guidata da Stefano Cinelli Colombini. Ora il protocollo di produzione 'Onlywine' prepara lo sbarco sul mercato, con l'intenzione dei ricercatori universitari di tradurlo in una linea di vinificazione da proporre al consumatore che vuole vino naturale al 100%. Dal momento che il protocollo 'Onlywine' non prevede l'aggiunta di additivi chimici (sostanze chimiche, conservanti, proteine di origine animale, e così via), il vino ottenuto può essere consumato anche da soggetti allergici, intolleranti e con regimi dietetici particolari, per esempio i vegani)- sottolinea Angela Zinnai, professore presso il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agroambientali dell'Università di Pisa e docente del corso di Enologia e analisi enologiche del corso di laurea in Viticoltura e Enologia alla stessa università. "La prima vinificazione 'Onlywine' è stata condotta nel 2013 con uve bianche presso la cantina sperimentale dell'Università di Pisa - racconta Zinnai. I risultati sono stati molto interessanti. In particolare Stefano Cinelli Colombini si è offerto di permetterci di proseguire la sperimentazione, impiegando uve rosse da lui fornite. Così si è ottenuto il primo rosso "Only wine", nel 2014. Inoltre, si è dichiarato disponibile ad adottare il protocollo che gli avessimo fornito per produrre a livello aziendale".

Il volo più lungo del mondo

[Da ogni herva nde faghet una fascia. Fa di ogni erba un fascio.] United Airlines introdurrà voli diretti giornalieri che partiranno dal proprio hub di San Francisco International Airport per atterrare senza scali al Changi Airport di Singapore. Sarà il volo più lungo del mondo, il primo volo diretto tra le due città e l’unico non-stop tra gli Stati Uniti e Singapore. La tratta, se il progetto verrà approvato dal governo, sarà operata da aerei Boeing 787-9 Dreamliner a partire dal 3 giugno 2016. Il volo diretto da San Francisco a Singapore durerà circa 16 ore e 20 minuti, 4 ore in meno rispetto all’attuale collegamento che fa scalo all’aeroporto di Tokyo Narita. Il volo di ritorno Singapore – San Francisco durerà 15 ore e 30 minuti. La tratta San Francisco – Singapore sarà la più lunga distanza mai operata da una compagnia aerea e il più lungo volo di linea di tutti gli Stati Uniti. “Questo servizio tanto atteso è stato reso possibile dalla nuova versione del Boeing 787 Dreamliner, e offrirà vantaggi esclusivi per i clienti che viaggiano tra il nostro hub di San Francisco a Singapore”, ha dichiarato Marcel Fuchs, della United Airlines.


Per Visco le banche sono solide

[Ogni herba hat sa virtude sua. Ogni erba ha la sua virtù, metaforicamente ogni uomo è necessario perché ha qualche virtù o talento.] L'Italia "sta uscendo da un periodo di recessione di intensità e durata eccezionali, più grave della stessa depressione degli anni Trenta". Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui "la crisi ha messo a dura prova imprese e famiglie, ha fatto impennare fallimenti e disoccupazione. Il sistema bancario, radicato nell'economia reale, ne ha subito l'urto violento. Pur colpito, si è retto sulle proprie gambe". "Ora che gli indicatori - ha aggiunto Visco intervenendo al congresso Assiom-Forex - mostrano una congiuntura più favorevole, le banche devono mettersi in condizione di affrontare nel modo migliore i rischi futuri". Il tanto discutibile ottimismo di Visco, non è condiviso dai risparmiatori fregati e delusi da istituti di credito. Cartelli ironici e arrabbiati con il governo, Bankitalia e Consob. Ma anche tanti capannelli preoccupati sulla sorte dei propri risparmi scomparsi in una notte. Oltre un centinaio di risparmiatori, rimasti intrappolati dal fallimento delle quattro banche - Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti - sono scesi di nuovo in piazza a Roma da una manifestazione organizzata dal Comitato Vittime del decreto Salva-Banche per chiedere garanzie sui propri rimborsi. Insieme a loro i rappresentanti delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, guidati da Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, e i politici di alcuni partiti d'opposizione: presente un drappello di deputati M5s, tra cui Daniele Pesco e Alessio Villarosa, il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri e il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli di centro-destra.

Ft primo sciopero in 30 anni

[Unu gustu, unu disgustu. Un gusto, un disgusto. Dopo il piacere viene il dolore.] Ci volevano i giapponesi per provocare una sollevazione dei giornalisti al Financial Times. Per la prima volta nei 30 anni dalla creazione del quotidiano finanziario, hanno proclamato 24 ore di sciopero, con la data esatta ancora da stabilire. Alla base della protesta la rottura delle trattative con la direzione a seguito del "rifiuto" di quest'ultima, recita un comunicato della National union of Journalists, il sindacato dei giornalisti britannici, "di onorare gli impegni sui pensionamenti presi a seguito della vendita del quotidiano al Nikkei". Il Ft è stato ceduto lo scorso anno dal gruppo editoriale Pearson al conglomerato giapponese Nikkei. Un nuovo sito, completamente rinnovato e con una formula a pagamento che lo allinea ai principali siti di informazione mondiali. E un archivio digitale che renderà disponibili 140 anni di notizie.

Israele, Cipro e Grecia studiano gasdotto

[Narami cum quie habitas, et ti hap’a narrer quie ses. Dimmi con chi abiti e tidirò chi sei] Israele, Grecia e Cipro hanno deciso di formare un comitato per studiare la fattibilità di un gasdotto che "raccolga le nostre comuni risorse di gas naturale, da Israele e Cipro, per esportarle via Grecia in Europa". Lo ha reso noto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in seguito all'incontro avuto ieri a Nicosia col presidente cipriota Nicos Anastasiades, e col primo ministro greco Alexis Tsipras. In un'intervista alla radio militare il ministro israeliano per le infrastrutture nazionali Yuval Steinitz, che ha partecipato all'incontro di Nicosia, ha precisato che  Israele ha ricevuto da Cipro e Grecia nuove stime relative alla realizzazione di quel progetto, che appaiono incoraggianti e che vanno adesso vagliate. Steinitz ha aggiunto che "riscalda il cuore" il livello di cooperazione che sta maturando fra i tre Paesi e ha precisato che i dirigenti di Cipro e Grecia hanno peraltro espresso comprensione verso gli sforzi di Israele di normalizzare le relazioni con la Turchia cosa che, ha sottolineato, "in ogni caso non avverrebbe a loro scapito".

Mappa della crisi industriale in Italia

[Sa gherra faghet male a totu finza ad sos qui binchent. La guerra fa male a tutti, anche a quelli che vincono.]   Fra amministrazioni straordinarie, crisi aziendali e processi di riorganizzazione produttiva in corso, con tagli al personale spesso ingenti, la mappa delle industrie in difficoltà in Italia è ampia e variegata. Ecco di seguito alcuni dei fronti più 'caldi' sul terreno industriale. AGILE: nel 2010, quando è entrata in amministrazione straordinaria con la cassa-integrazione straordinaria per i circa 2.000 dipendenti si chiamava ancora Eutelia. Da allora la società con sedi in diverse Regioni ha cambiato nome, gli ex vertici sono finiti sotto processo anche per associazione a delinquere e il personale si è prima ridotto a 780 unità e poi finito nel vortice dei licenziamenti. ALCOA: la crisi si apre nel 2012 quando il colosso statunitense dell'alluminio decide lo stop della produzione a Portovesme, che occupava 450 persone. Chiusa la trattativa per la cessione a Klesch, ora si prosegue con Glencore, ma il futuro è ancora nebuloso. DE TOMASO: la casa automobilistica torinese fallisce nel 2013, con 940 dipendenti in cassa integrazione. Anche qui ex manager, Gian Mario Rossignolo, a processo, con il marchio acquisito per poco più di un milione dalla cinese Ideal Time Vince (sede legale nelle Isole Vergini). Ma resta ancora da capire cosa accadrà a centinaia di lavoratori del gruppo. ENI GELA: la raffineria che, contando l'indotto, da lavoro a circa 2.000 persone, è ferma per il piano di conversione in bio-raffineria, spiega Eni, ma dal primo gennaio è partita una nuova riduzione del personale, con conseguenti proteste che hanno coinvolto tutta la cittadinanza. FINCANTIERI: agli stabilimenti di Palermo e Monfalcone lavorano circa 3.600 dipendenti. In quello siciliano più della metà sono in cassa integrazione a zero ore, mentre vengono gestiti 140 esuberi attraverso pensionamenti, part time e cig a rotazione.
HEWLETT PACKARD: avviato la cessione dello stabilimento di Pozzuoli nel luglio 2015, è in corso la trattativa con MaticMind per il passaggio dei 160 dipendenti occupati. ILVA: a fine 2014 l'ingresso in amministrazione straordinaria, pochi giorni fa l'avvio della procedure di infrazione a livello europeo. Fra cordate presunte e offerte smentite il futuro degli stabilimenti di Taranto e Genova resta complesso. LUCCHINI: la situazione si è sbrogliata nella primavera scorsa, con l'acquisizione del gruppo di Piombino da parte degli algerini di Cevital. Ma 1.100 dipendenti sono in cassa integrazione a zero ore fino al novembre 2016. MERCATONE UNO: entra nel concordato preventivo esattamente un anno fa e finisce in amministrazione straordinaria ad aprile. In ballo 34 sedi in tutta Italia con 1.360 dipendenti coinvolti. PERUGINA: dopo le proteste dello scorso anno, sono ancora in corso le trattative per le modifiche al contratto, con un nuovo appuntamento con la Nestlé probabilmente a febbraio. La solidarietà è ancora in corso ma i sindacati temono un'ulteriore stretta su numeri o orari di lavoro.  SAECO: di fronte all'ingresso della fabbrica a Gaggio, in provincia di Bologna, 243 tazzine di caffè, quanti i dipendenti che rischiano di restare a casa sui 558 attuali, dopo il piano di tagli annunciato lo scorso novembre.

Solo cargo per Mistral?

[Ogni herva tenet su valore sou, ma non lu conoschimus. Ogni erba ha il suo valore ma non lo
conosciamo – cioè ognuno ha la sua abilità e virtù.] La compagnia aerea Mistral Air – Poste Italiane si avvierebbe a cedere l’attività con una drastica riduzione del trasporto passeggeri per limitarsi nel breve futuro all’attività cargo. A lanciare l’allarme, in una nota, è l’Usb sulla base di “indiscrezioni sul piano industriale, che riguarda il destino di circa 200 dipendenti”. “Il vettore italiano di proprietà pubblica, guidato da Massimo Zunino, uomo di fiducia di Renzi, rischia di perdere le tratte regionali, come i segmenti Roma-Ancona, Milano-Trieste, Napoli-Torino, e potrebbero essere a rischio i collegamenti con le isole di Pantelleria e Lampedusa, che ora sono operate per conto di Alitalia Sai”, riferisce l’Usb. “Tutte queste linee potrebbero essere dirottate all’ex Darwin Airline, che da maggio 2014 opera con il marchio Etihad Regional e che sta entrando nel mercato italiano come Equity Partner di Etihad. Sono lontane le ipotesi di sinergie – afferma la sigla sindacale – tra Mistral Air ed il maggiore vettore italiano, pensate dall’allora ad di Poste Italiane Sarmi quando, nel lontano 2013, si trattava di intervenire per il salvataggio di Alitalia Cai. Poste Italiane entrò con una partecipazione di 75 mln di euro nel capitale dell’azienda di Colaninno e dei ‘capitani coraggiosi’, ma oggi il destino della Mistral Air potrebbe essere quello di una compagnia specializzata per il trasporto cargo”. L’Usb chiede che “il Governo intervenga su Alitalia Sai per il mantenimento di accordi che aiutino a sostenere l’occupazione in Mistral Air: occorre che questa vicenda prenda una strada diversa da quella di tante imprese lasciate andare al loro destino, c’è bisogno di un progetto nazionale di rilancio per il settore a partire dalle imprese italiane”. Infine, per l’Usb, “la notizia dell’arresto di Pulvirenti per la bancarotta fraudolenta di Wind Jet, pur nella diversità di situazione, non può non far pensare al dramma del licenziamento di 500 lavoratori di quella compagnia”.

sabato 30 gennaio 2016

In programma attacchi su larga scala in Ue

[Paga gente mezus festa. Poca gente miglior festa]  "L'Isis sta programmando attacchi su larga scala in Europa", lo afferma il direttore di Europol Rob Wainwright in una conferenza stampa nell'ambito della riunione dei ministri dell'Interno Ue. "Sappiamo che hanno una forte capacità di mettere a segno attentati su larga scala - dice -. Tutti i Paesi Ue lavorano per prevenire". Ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che l'Isis, o terroristi che si ispirano all'Isis o un altro gruppo terroristico ispirato da motivi religiosi, possa condurre di nuovo un attacco in Europa, in particolare in Francia, con lo scopo di provocare morti di massa tra la popolazione civile", si legge in un rapporto pubblicato oggi da Europol.vMedia, documenti su progetto fusione Isis-Qaida-  Un autorevole giornale panarabo riferisce di "documenti segreti" su progetti di fusione in Libia fra "quadri" dell'Isis e jihadisti libici filo-al Qaida al fine spartirsi Tripoli e Sirte. "Documenti segreti hanno rilevato che quadri di Daesh, 'gruppi militanti' libici provenienti da al Qaida e Fratelli musulmani della Libia contano di fondersi in un 'Consiglio della Shura' unificato", scrive il quotidiano Asharq Al-Awsat. Secondo il giornale pubblicato a Londra, documenti attestano uno "stato confusionale" dei capi estremisti in seguito all'accordo sul governo di intesa nazionale libico e la "tendenza di queste organizzazioni a fondersi per contenere le divergenze interne". Il capo di uno di questi "gruppi di militanti" ha detto ai suoi che la formazione ha perso la propria egemonia a causa della debolezza di Al Qaida e dell'ascesa dell'Isis: "la situazione richiede di aderire a Daesh" affinché "Tripoli sia nostra e Sirte sia loro", ha detto il "quadro" secondo quanto riferisce Asharq Al-Aws. Sei licei di Parigi sono stati evacuati dopo aver ricevuto telefonate anonime che parlavano di bombe negli edifici. Lo riferisce il provveditorato, confermando notizie diffuse sui media locali.  Negli istituti sono rapidamente entrate in azione squadre di sminatori della polizia, che stanno conducendo "accurate ricerche". Al momento non sono stati trovati oggetti sospetti, ma le verifiche continuano e le forze dell'ordine affermano che l'allarme è "preso molto sul serio". Allarme anche in Gran Bretagna, dove sei istituti sono stati temporaneamente evacuati durante le verifiche delle forze dell'ordine per la segnalazione di pacchi sospetti.  Fonti dell'intelligence hanno già escluso qualsiasi "minaccia credibile". Episodi del genere e falsi allarme sono ormai quotidiani, sullo sfondo dell'allarme terrorismo generato dall'Isis e da altri gruppi. La settimana scorsa almeno altre quattro scuole sono state evacuate nel regno, informa lo stesso sito, senza che i media nazionali ne dessero peraltro notizia. E mentre bande di terroristi si apprestano a offendere, distruggere, eliminare famiglie europee la Francia che fa? La Francia vuole organizzare nelle prossime settimane una conferenza con l'obiettivo di rilanciare la "soluzione dei due stati", con Israele a fianco di uno stato palestinese. Se non ci saranno passi avanti e la trattativa risulterà bloccata, Parigi intende procedere con il riconoscimento della Palestina. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, citato da fonti del Quai d'Orsay. "Se ci sarà un blocco - ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, davanti al corpo diplomatico francese - ci assumeremo le nostre responsabilità con il riconoscimento dello Stato palestinese". La posizione della Francia, che fa pressioni su Israele per una soluzione definitiva, è nota da tempo. Nonostante le "crisi brucianti" di questi ultimi mesi, Parigi ha deciso di "non dimenticare l'interminabile e tragico conflitto israelo-palestinese", ha detto Fabius nella tradizionale cerimonia degli auguri di inizio anno ai diplomatici francesi.

Via le tasse antipatiche, cioè tutte?

[Nde bocchit plus sa gula qui non s’ispada. Ne uccide più la gola che non la spada. Cioè l’intemperanza. Il proverbio s’intende di ogni eccesso.] Il ministero dell'Economia ha avviato una prima analisi sulle tasse ''antipatiche'', che fruttano poco gettito e richiedono invece adempimenti fastidiosi. Per esempio la tassa annuale che inquilini e proprietari pagano allo stato, inoltre per il  proprietario rappresenta reddito. Questa non è una tassa antipatica, ma una gran rottura di coglioni. Ma potrei fare altri esempi.  Al   momento si è in una fase di studio, per analizzare i diversi balzelli, ma la scelta dei tributi da cancellare è ancora lontana. È  quanto si apprende in ambienti del Mef. Della tassa per il rilascio del Passaporto e di quella sui diplomi universitari  erano stata oggi indicate dal vice ministro alla Finanze, Luigi Casero che in una intervista a Repubblica aveva parlato di 10 tasse da cancellare. Al momento non ci sono scelte fatte e un provvedimento sarebbe ancora al di la da venire, ma il progetto si inserisce in un processo di semplificazione del sistema. Così, dall'accisa applicata sull'importazione dei fiammiferi al prelievo sui contratti dei telefonini, nel mirino potrebbero finire anche molti altri tributi che fruttano cifre piccolissime ed hanno un costo non solo per il contribuente ma anche per la gestione da parte delle Finanze, tanto che vengono definite tasse antipatiche.

venerdì 29 gennaio 2016

Altri 19 mesi di passione per AviaPartner

[Quie pagat hoe est chitu cras. Chi paga oggi è a saldo domani. Cioè pagare i debiti quanto prima.] Oggi alle ore 10,30 presso gli uffici della regione sono stati convocati sindacati e azienda AviaPartner per  la discussione delle problematiche: "esame congiunto cigs".  I sindacati diranno che sono preoccupati, domanderanno come mai un colosso come AviaPartner non riesce a prendere vettori a Palermo. Parleranno di tavoli di crisi e congelamento delle tessere, solo i sindacati superano Renzi quando c'è da sparare minchiate. Sono gli stessi sindacalisti che hanno firmato lo stato di crisi alla Gh Palermo che detiene il 98% dei voli, eppure il saracino dichiara di essere in crisi. I sindacati hanno firmato tutto quello che c'era da firmare e 55 unità sono in solidarietà. Di conseguenza i dipendenti AviaPartner avranno altri 19 mesi di cigs, frutto di una reale crisi, non immaginaria. I dipendenti della società continuano a essere risentiti con i sindacati, ma continuano a non cancellarsi. Cosa si aspettavano dai sindacati? Recentemente hanno firmato il rinnovo di contratto che penalizza  tutti ma in modo particolare i più deboli: i part-time. Per quale motivo, grazie alla clausola sociale, a metà marzo 21 unità sono andate in Gh, non è un caso che la maggioranza erano tutti sindacalisti. Matteo viene alle riunioni sindacali in AviaPartner e non va in quelle della Gh. Rimorso? Molto probabilmente solo affetto. Mi piace pensare che chi è rimasto l'ha fatto perché condivide un progetto che può avere successo, ma può fallire. Ma credo che comunque vada la maggioranza dei dipendenti potrebbe essere ricollocata nel network di AviaPartner. Non abbiamo nessun tipo di tutele crescenti e questo basta per essere ottimisti. Sono sicuro che i vettori arriveranno, la dice lunga che il nostro comandante davanti a proposte allettanti non ha abbandonato i suoi carusi.

giovedì 28 gennaio 2016

Arrestato per la seconda volta Pulvirenti!

[Plus balet unu gustu qui non milli malannos. Vale più un gusto che mille malanni. Dicesi da chi vuol prendersi un divertimento, ma si guarda bene dalle conseguenze che possono nascere.] L'ex patron del Calcio Catania, Antonino Pulvirenti, è stato arrestato da militari del comando provinciale della Guardia di finanza del capoluogo etneo nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta della compagnia aerea Wind Jet, di cui era presidente. Un analogo provvedimento del gip è stato eseguito nei confronti Stefano Rantuccio, amministratore delegato della società. Conferenza stampa sull'inchiesta alle 10 nella saletta della Procura, col procuratore Michelangelo Patanè. Nelle indagini delle Fiamme gialle di Catania, denominate 'Icaro', aveva già reso noto la Procura nel luglio del 2015, sono indagate 14 persone per bancarotta fraudolenta per il dissesto di Wind jet, società ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro. La compagnia low cost sospese i voli per problemi finanziari il 12 agosto del 2012 lasciando a terra migliaia di passeggeri e senza lavoro circa 500 dipendenti, che firmarono la cassa integrazione a tempo indeterminato. Il 19 ottobre del 2013 il concordato scongiurò il fallimento della compagnia ed ottenne il 92% di sì dai creditori. Secondo la Procura di Catania le indagini delle Fiamme gialle, con rogatorie in Lussemburgo, Francia e Regno Unito, avrebbero consentito di ricostruire le vicende societarie che hanno condotto all’aggravamento dello stato di dissesto della Wind Jet per oltre 160 milioni di euro “per effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005″. Le perdite, sostiene l’accusa, sarebbero state occultate nel bilancio al 31 dicembre del 2005 con un’artificiosa operazione di valorizzazione del marchio WJ consistita nella cessione – e retrocessione dopo pochi anni – del marchio Wind Jet in favore della Meridi s.p.a. per 10 milioni di euro. Negli anni successivi le operazioni di fittizia sopravvalutazione di bilancio sarebbero proseguite e gli organi societari si sarebbero avvalsi del contributo di società estere che avrebbero predisposto perizie di stima “di comodo” del magazzino e di beni strumentali di Wind Jet rappresentando valori sovrastimati per oltre 40 milioni di euro.


Femen contro Rohani a Parigi

[Virrinedda, lignu moddu va circannu. Aforisma siciliano] Manifestazione shock delle Femen in occasione della visita di Hassan Rohani a Parigi. Mentre il presidente iraniano riceveva gli omaggi militari al complesso degli Invalides, il complesso napoleonico nel cuore di Parigi, poco distante - nei pressi della Tour Eiffel - le attiviste simulavano un'impiccagione con tanto di bandiera iraniana. Obiettivo? "Farlo sentire a casa". Un modo di protestare contro le condanne a morte e le violazioni dei diritti umani in Iran. A Parigi, Rohani ha già incontrato il premier Manuel Valls, i ministri degli Esteri e dell'Economia Laurent Fabius e Emmanuel Macron, nonché rappresentanti del mondo dell'economia e della Confindustria (Medef) con cui sono stati conclusi numerosi contratti. Alle 15 è invece previsto l'incontro con il presidente Francois Hollande. All'Eliseo dunque niente pranzo ne cena ma solo un'austera riunione pomeridiana anche per evitare nuove polemiche rispetto alla pretesa di Teheran di bandire il vino da tavola a cui Hollande non si è voluto piegare. Inoltre, alle 13:30, è previsto l'inizio di una corteo contro la visita di Rohani del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana (Cnri) che attraverserà una parte della rive gauche parigina.

Virus Zika arriva in Europa

[“È  morto il rabbino Finklestein, che il Signore lo abbia in gloria. Ci vai ai suoi funerali?”. “Ma, non lo so ancora. Ma lui verrà ai miei?”. Ferruccio Folkel] Zika, il virus che genera gravi malformazioni nei neonati come la microcefalia e che ha colpito 22 Paesi soprattutto dell'America Latina, è arrivato in Gran Bretagna dove si sono registrati tre casi di contagio. Lo riferisce la Cnn. Il servizio sanitario britannico ha annunciato sul suo sito web che "dall'inizio di gennaio 2016 tre viaggiatori provenienti dalla Colombia, dal Suriname e dalla Guyana sono stati infettati". Non viene fornito alcun dettaglio sui singoli casi, ma si sottolinea che "Zika non si trova naturalmente nel Regno Unito e non si trasmette direttamente da persona a persona". Non esiste per ora una cura per l'infezione da virus Zika, che è trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche di dengue e chikungunya. Il virus Zika nelle Americhe ''si sta diffondendo in maniera esplosiva''. Lo ha affermato a Ginevra il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Margaret Chan, durante un incontro informativo sull'emergenza legata al virus con gli Stati membri. Il Comitato di emergenza dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si riunirà lunedì 1 febbraio a Ginevra per fare il punto sull'emergenza legata alla diffusione del virus Zika, collegato alla comparsa di migliaia di casi di microcefalia fetale in Brasile, e per decidere se il diffondersi dell'infezione debba essere dichiarata un'emergenza sanitaria internazionale.  Nella riunione dell'1 febbraio verranno decise raccomandazioni ulteriori per i Paesi colpiti. Zika preoccupa anche Usa e Russia. Vladimir Putin ha chiesto al ministro della Salute russo, Veronika Skvortsova, di prestare attenzione all'eventualità che il virus Zika arrivi in Russia dall'America Latina. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiesto di velocizzare la ricerca per la diagnosi, prevenzione e cura delle infezioni da virus Zika. Obama ha infatti incontrato alla Casa Bianca le autorità sanitarie e della sicurezza nazionale per fare il punto sulla diffusione del virus. Il presidente è stato informato dell'evolversi della situazione. La Casa Bianca riferisce che Obama ha detto alle autorità che tutti gli americani dovrebbero essere informati su Zika e su come proteggersi. Il Paese ''sta perdendo la battaglia contro il virus Zika''. Le parole pronunciate dal ministro della Salute brasiliano, Marcelo Castro - mentre aumentano i casi di contagio in tutta l'America Latina - suscitano polemiche e anche l'irritazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che prontamente ribatte: ''non è così''. Castro ha sottolineato come il Brasile conviva da tre decenni con le zanzare Aedes, vettori dell'infezione, senza riuscire a debellarle. Ma, secondo il portavoce dell'Oms, Christian Lindmeier, è presto per dichiararsi sconfitti: ''Se la realtà fosse questa potremmo abbandonare tutto, ma non è così'', ha commentato. Un botta e risposta a distanza, quello tra il ministro brasiliano e l'Oms, mentre il Paese sta vivendo un'emergenza 'da caos': ad oggi sono circa 4mila in Brasile i neonati affetti da microcefalia, una grave patologie genetica, nati da donne che erano state infettate dal virus, ed i casi di infezione, come in tutta l'America Latina (22 ad oggi i Paesi colpiti), sono in aumento. Quanto basta per spingere le autorità brasiliane a mettere in campo misure di emergenza: nei prossimi giorni, ha annunciato la presidente della Repubblica Dilma Rousseff, 220 mila militari saranno impiegati per visitare le famiglie e consegnare volantini informativi. Repellenti per zanzare saranno inoltre distribuiti gratuitamente alle 400 mila donne incinte del programma Bolsa Familia, destinato alle famiglie più povere, ed in vista del Carnevale, al via ufficialmente il 5 febbraio, si intensificano le ispezioni a Rio de Janeiro. Ha scatenato poi grande polemica la decisione di un giudice di autorizzare l'aborto in caso di gravi malformazioni del feto: in Brasile l'aborto è illegale ma il giudice Jesser Coelho ha deciso di autorizzare alcune interruzioni di gravidanza in presenza di gravi casi di microcefalia o anencefalia (mancata formazione della calotta cranica), provocando la reazione del Movimento Brasile senza aborto, sostenuto dalla conferenza episcopale brasiliana e dal Forum evangelico, che ha definito ''inaccettabile'' l'aborto anche in presenza di casi di microcefalia del nascituro. La preoccupazione cresce anche in Europa, dove sono stati registrati - in Gb, Italia e Spagna - primi casi di infezione da virus Zika in persone che rientravano da viaggi nei Paesi colpiti. Oggi le autorità britanniche hanno infatti sconsigliato alle donne in gravidanza di viaggiare nelle zone a rischio di contatto con il virus, messo appunto in relazione con la successiva comparsa di gravi patologie fetali quali la microcefalia. Anche gli Stati Uniti alzano il livello di allerta e le autorità sanitarie hanno emesso nuove linee guida in base alle quali i medici sono allertati ad eseguire il test per diagnosticare l'eventuale contagio da Zika nei neonati le cui madri, durante la gravidanza, hanno viaggiato nei Paesi dell'America Latina o dei Caraibi dove si registrano focolai del virus.

Il banco perde

[Sta bell'com 'na vacch. Sta bene come una vacca.] Occhi puntati sui bancari, dopo le forti perdite degli ultimi giorni. Nonostante le rassicurazioni dell’ad  dell’istituto senese Fabrizio Viola, che  ha dichiarato che l’andamento del titolo in questi giorni non ha riscontro nei fondamentali della banca. Il titolo non riesce a fare prezzo: quello teorico in asta di volatilità è di circa 0,60 euro che si traduce in una flessione di circa 8,5 punti percentuali. La quotazione della banca senese, che ha perso oltre 14 punti percentuali, da inizio anno ha lasciato sul parterre di Borsa circa 50 punti percentuali. L'ente, che fino a qualche anno fa aveva più del 51%, adesso detiene una quota inferiore all'1,5% che ai prezzi attuali vale poco più di una trentina di milioni di euro (34 milioni).  Va peggio al Tesoro che dallo scorso luglio è entrato in possesso del 4% della banca a titolo di pagamento in azioni degli interessi sui Monti bond per un controvalore di 240 milioni in azioni. Adesso le azioni valgono circa 90 milioni. Semestre nero per le banche italiane. Dallo scorso luglio, ovvero da quando il Ftse Mib aveva riagganciato la soglia dei 24mila punti che non si vedeva dal crac di Lehman Brothers del settembre 2008, la Borsa di Milano ha perso il 21,5% mentre il comparto bancario è stato protagonista di forti ribassi con istituti che hanno mandato in fumo anche più della metà della propria capitalizzazione. Il tutto mentre l'indice del settore bancario europeo (lo Stoxx Europe 600 banks) ha perso circa il 30%. Maglia nera del periodo va ovviamente al Monte dei Paschi di Siena che da luglio ha bruciato il 65% della capitalizzazione, nonostante gli ultimi due aumenti di capitale imposti dalla Banca centrale europea. Forti vendite anche sull'altra sorvegliata speciale della Bce: Carige. Il gruppo genovese, che dovrebbe trovare un partner per uscire dall'incertezza, ha dimezzato il proprio valore (-54%) in Borsa, dove adesso vale circa 660 milioni di euro. Non va meglio alle due 'big': UniCredit ha ceduto il 36,7% e Intesa Sanpaolo 25%. Perdite significative anche per il fronte delle Popolari, nonostante l'atteso consolidamento del settore innescato dalla riforma del governo per la trasformazione in Spa: il Banco Popolare ha perso il 40%, Ubi Banca il 37,8%, Bper il 34,5%, la Popolare di Milano il 20%. Tra le banche che hanno ceduto meno c'è infine Mediobanca (-19,6%). Aprire un canale di dialogo dopo le forti tensioni delle ultime settimane. È l'obiettivo dell'incontro di  Roma tra i vertici delle quattro good bank salvate dal governo e i rappresentanti dei risparmiatori penalizzati dal decreto salva-banche. Una riunione con cui Roberto Nicastro, presidente delle nuove Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e Carichieti, punta a cercare il confronto in attesa che dall'esecutivo arrivino i decreti sugli indennizzi. E da parte degli obbligazionisti ci sono segnali di apertura, seppure frenati da prudenza e scetticismo dopo le manifestazioni e le dure proteste di dicembre.

Il lavoro che c'è

[Tutt’quell’ch’di mal c’sta è la femmen’che’ti li fa. Tutto quello che c’è di male è la donna che te lo fa.]    Sebbene la crisi economica abbia colpito anche il settore aereo, in cui per un certo periodo si è registrata una contrazione di viaggiatori, il comparto sta cercando di porre rimedio a questa situazione. A parte il successo delle compagnie low cost, anche quelle di linea stanno delineando strategie aziendali per dar vita a offerte sempre più economiche. Il mondo delle compagnie aeree e degli aeroporti è fatto di moltissime figure professionali, non solo hostess e steward. Si tratta di un’organizzazione complessa in cui trovano occupazione professionisti con le più varie qualifiche. Un sito molto utile per cercare lavoro all’estero in questo ambito è quello della Aesa, un’agenzia europea per la sicurezza aerea. Questa agenzia sta attualmente cercando personale e vi sono posizione aperte per cui è ancora possibile candidarsi. Consultate il link attp://erecruitment.easa.europa.eu per scoprire quali professionisti stanno cercando. Posizioni aperte anche alla compagnia aerea svizzera la SWISS. Sul suo sito, nella sezione careers è possibile candidarsi e leggere attentamente che tipo di professionisti sono richiesti. Molte figure sono, ovviamente, destinate a lavorare in Svizzera ma, fino al 3 aprile è possibile, per esempio, candidarsi per la posizione di Sales Executive Cargo Spain a Madrid. Posizione aperte anche nel gruppo WIZZ che offre opportunità nei settori di volo ma anche negli uffici e nel settore tecnico. Molto personale è richiesto in Lithuania, Bulgaria e Repubblica Cecoslovacca. Un’ottima opportunità per lavorare all’estero in una grossa compagnia aerea è quella offerta dalla Emirates Airlaine, una delle migliori compagnie aeree del mondo, con un servizio ai passeggeri tra i più raffinati e curati. Questa compagnia ha una natura internazionale per quanto riguarda la selezione del suo personale, basti pensare che per lei lavorano persone di oltre 90 nazionalità diverse. Attualmente la Emirates Airline sta cercando assistenti di volo con base a Dubai. Consultare il sito www.emirategroupcareers.com Oltre a quanto segnalato, potete consultare anche il sito cabincrew.com, un portale specializzato in annunci di lavoro in tutto il mondo per trovare occupazione in questo settore. Ci sono 80 posizioni aperte. Per avere una lista molto nutrita dei siti di centinaia di compagnie aeree a cui mandare il curriculum consultate www.aeroporti.com. Un’altra compagnia in cui cercare lavoro nell’ambito aeroportuale è sicuramente la British Airports Authority una delle più grandi società di gestione aeroportuale con sede a Londra. Gli aeroporti gestiti da questa grande compagnia sono quello di Aberdeen, quello di Edimburgo, quello di Glasgow, quello di Heathrow, Stansted e Southampton. Tra gli aeroporti gestiti che stanno cercando personale c’è proprio quello di Heatrow. Consultare le posizioni aperte sul sito www.heathrowairport.com Concludiamo segnalando la compagnia Aviapartner, società belga che da servizi assistenza a terra negli aeroporti di Francia, Belgio, Germania e Paesi Bassi e Svizzera. Al sito www.aviapartner.aero/en/jobs sono consultabili molte posizioni aperte per qualifiche professionali diversissime e varie

A quando l’autocritica del sindacato?

[Se vvù ‘rtruvà la cagn’va ‘rrèt’a lu bracch’. Se vuoi ritrovare la cagna vai dietro al bracco.]
La Cgil considera ''sconcertante'' la vendita nei primi 11 mesi dell'anno di oltre 100 milioni di voucher (+67% sullo stesso periodo 2014). C'è una riduzione della disoccupazione - sottolinea il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso intervistata da Radio anch'io - ma siamo ''lontani dalla svolta'' sulla ripresa. La decontribuzione - avverte - ha sicuramente pesato. Le assunzioni - si domanda - sono davvero a tempo indeterminato o si tratta di tante assunzioni a termine? Tutti siamo sconcertati dal fatto che sono stati erogati oltre 100 milioni di voucher. Si è tolta una forma di lavoro precaria e ne è stata introdotta una peggio''. Continua ad aumentare l’utilizzo dei voucher per pagare prestazioni di lavoro accessorio. Stando ai dati dell’ultimo Osservatorio sul precariato dell’Inps, infatti, nei primi undici mesi del 2015 sono stati venduti 102,4 milioni di buoni da 10 euro, il 67,5% in più rispetto al corrispondente periodo del 2014, con punte del 97,4% in Sicilia, dell’85,6% in Liguria e dell’83,1% e 83% rispettivamente in Abruzzo e in Puglia. Si allarga ancora, dunque, quella che  il presidente dell’inps, Tito Boeri, ha definito “la nuova frontiera del precariato. Non si tratta più solo, come quando questo strumento è nato, degli stagionali impiegati in agricoltura, ma anche di persone che fanno pulizie, baby sitting e lavori di giardinaggio, camerieri, addetti al turismo, commessi. Che per legge non possono percepire dai loro committenti, attraverso i voucher, più di 7mila euro all’anno. Allargando lo sguardo al resto del mercato del lavoro l’Osservatorio dà poi conto del fatto che nei primi 11 mesi del 2015 si sono registrate 2,1 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1,525 milioni di cessazioni. Di conseguenza i posti stabili sono aumentati di 584mila unità contro le 510.292 dello stesso periodo del 2014. Bisogna tener conto che le rilevazioni dell’Inps riguardano solo i dati sui dipendenti privati e tengono traccia di tutti i rapporti di lavoro attivati nel periodo, anche quelli che fanno capo allo stesso lavoratore che abbia avuto per esempio diversi contratti a termine. Tra gennaio e novembre 2015 le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.640.630, il 37% in più dello stesso periodo del 2014, mentre le assunzioni a termine sono state 3.187.318, +1,5%, e quelle in apprendistato 175.032, -20,2% sul 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 388.454 (+25,8%) mentre quelle di rapporti di apprendistato sono state 80.897 (+25,3%). Le persone assunte con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di Stabilità sono state 1.158.726, per un costo complessivo annuo, se si considera che il limite è di 8.060 euro a dipendente, di 9,3 miliardi.  Nello stesso periodo però sono stati chiusi 4,3 milioni di contratti, un dato in crescita del 2,1% sul 2014. E 1,5 milioni di rapporti cessati erano a tempo indeterminato.

Mosaicoon nuova sede a Palermo

[È meglio essere in ritardo in questo mondo che in anticipo nell'altro. Aforisma sul modo di guidare degli israeliani] Dal golfo di Mondello alla baia di Isola delle Femmine. Dopo cinque anni di attività Mosaicoon, la Tech Company siciliana leader nella produzione e distribuzione di video per il web, inaugura  la nuova sede con un progetto unico in Europa. Un open space di 4.000 mq vista mare con altalene, biliardini, divani ed agrumeto. Un ufficio da fare invidia alle migliori tech company della Silicon Valley, circondato da 10.000 mq. di giardino e a firma delle migliori eccellenze del design italiano.  L'azienda, visitata anche dal premier Matteo Renzi, si rinnova in un progetto in cui spazi architettonici e natura si fondono in una miscela unica, dove il clima più mite del Mediterraneo fa da sfondo ad un ufficio interamente tarato sulla qualità della vita lavorativa dei propri dipendenti. Sono i dipendenti stessi, infatti, a decidere se lavorare in un open space o se delimitare lo spazio del proprio team grazie agli smart panel che si aprono e si chiudono in base alle esigenze di lavoro. Il progetto comprende anche la futura costruzione di una palestra per i dipendenti e di una nursery - considerata la componente del 50% di quote rosa in azienda - oltre che di un orto aziendale e di uno spazio espositivo per giovani artisti siciliani. "Tutti segnali - sottolinea il CEO e fondatore di Mosaicoon Ugo Parodi Giusino - che denotano un forte investimento sulla cultura aziendale e sulla Sicilia in genere, come terra in cui ritornare a fare impresa ed in cui attirare talenti da tutto il mondo". La nuova sede di Mosaicoon suggella un percorso di crescita che l'azienda sta finalizzando in questo anno con una forte espansione internazionale, e che l'ha vista selezionata a settembre tra le 15 migliori scale up europee. Fondata nel 2010 in Sicilia con sedi a Londra, Madrid, Milano e Roma, Mosaicoon conta adesso oltre 70 dipendenti ed oltre 120 top brand nel suo portfolio - Samsung, Vileda, Emergency, Walt Disney solo per citarne alcuni. L'azienda è stata pluripremiata a livello internazionale per l'innovatività del suo modello di business chiamato "Sharing Entertainment", che costituisce l'unica piattaforma tecnologica in grado di integrare l'intero processo di ideazione, produzione, distribuzione e monitoraggio di video con uno strumento centralizzato.

mercoledì 27 gennaio 2016

Assoviaggi contro Meridiana

[Unni nun cc’è rimediu, pacenzia. Quando non c’è rimedio, pazienza. Frase siciliana] Dal 4 giugno Meridiana opererà un nuovo collegamento internazionale da Olbia Costa Smeralda a Marsiglia. Il volo diretto sarà disponibile ogni sabato dal 4 giugno, mentre dal 26 luglio si aggiunge un'ulteriore frequenza settimanale il martedì. Nonostante il calo del prezzo del petrolio, le compagnie aeree continuano ad applicare sul prezzo dei biglietti la tassa per adeguamento carburante, introdotta dieci anni fa. Ecco perché ora il Codacons chiede all'Antitrust di verificare se, a fronte del crollo del prezzo del petrolio del 74% da maggio 2014, questa tassa possa rappresentare una pratica illecita a danno dei consumatori. L'associazione denuncia che secondo la Iata, nel 2015 il minor costo del carburante ha portato a un guadagno extra per le compagnie di 4 miliardi di dollari rispetto al 2014. Questi soldi, secondo il Codacons, “dovrebbero rientrare nelle tasche dei passeggeri aerei attraverso un abbattimento della Fuel Surcharge, ma in realtà vengono intascati dai vettori”. “Solo alcune compagnie asiatiche hanno ridotto l'entità della sovrattassa; alcuni vettori le hanno semplicemente cambiato nome, mentre altri l'hanno addirittura aumentata”, si legge in una nota. Solo per fare qualche esempio, sulla tratta Milano-Roma-Algeri, il fuel surcharge sarebbe aumentato dai 66 euro del 2014 agli 88 euro del 2015 e per il volo Istanbul-Milano sarebbe passato 66 a 82 euro. Secondo Assoviaggi-Confesercenti la nuova politica commerciale applicata da Meridiana punta a disincentivare la prenotazione dei biglietti aerei presso le agenzie di viaggio e privilegia invece il contatto diretto tra il cliente e il sito web della compagnia. In una nota firmata dal coordinatore Roberto Cappai si fa riferimento in particolare all’introduzione di una fee di 5 euro a tratta sull'acquisto e sulla modifica di segmenti aerei (anche in Continuità Territoriale), effettuati attraverso il canale WTS riservato alle adv; alla riduzione della provvigione riconosciuta alle adv ad un importo pari all’1%; al fatto che sul gds (ma questo è un problema risalente già al passato) si verifica una differenza di costo pari a 10 euro sui segmenti emessi.  “Chiediamo, pertanto – si legge nella comunicazione di Assoviaggi rivolta al vettore - che possiate rivedere le vostre scelte che sembrerebbero esclusivamente finalizzate a disincentivare il cliente finale a recarsi presso le agenzie, tra l’altro, in controtendenza con un mercato che sta sempre più riconoscendo il valore dell’intermediazione e che si sta ricredendo su scelte scellerate prese in passato. Facciamo presente inoltre che, stante la situazione, le agenzie avranno naturalmente meno interesse a proporre i vostri collegamenti con la conseguenza che tutto il traffico 'dirottato' verso altri vettori determinerà uno svantaggio per la vostra compagnia con perdite maggiori dei vantaggi economici generati da questo nuovo aumento. Auspicando comunque la possibilità di un dialogo costruttivo, ribadiamo la richiesta di revisione della vostra politica commerciale”.

Ue contro aiuti di Stato all'Ilva

[Vign'e ort'òmmen'mort. Vigna e orto, uomo morto.] La Commissione europea annuncerà formalmente domani l'apertura dell'indagine per gli aiuti di Stato all'Ilva, aiuti che non sono stati notificati. A quanto si apprende, la Commissaria europea per la concorrenza oggi ha informato il collegio dell'iniziativa. Secondo fonti europee l'apertura dell'indagine riguarderà però solo gli aiuti alla produzione e non quelli per la bonifica ambientale. Domani si concluderà formalmente la fase della cosiddetta 'procedura scritta'. A quanto si apprende, l'orientamento della Commissione è quello di chiedere all'Italia la sospensione dell'erogazione degli aiuti per un settore come quello dell'acciaio (che è in sovrapproduzione a livello europeo) e la presentazione di un piano industriale che riduca la capacità di produzione. Tale piano costituirebbe una delle due 'clausole' che saranno inserite nella decisione di domani. L'altra riguarda la possibilità di rivalutare il dossier sugli aiuti di stato alla produzione se si concretizzerà in tempi brevi l'ipotesi di vendita dell'azienda. Bufera per la nomina di Marco Pucci a direttore generale del gruppo Ilva. L'ingegnere, nominato dai commissari straordinari Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, già responsabile del coordinamento delle partecipate del Gruppo e precedentemente direttore commerciale, esperto del settore siderurgico ha un passato alla Thyssen è stato condannato nella sentenza dell'appello bis per il rogo nell'acciaieria. Marco Pucci, nominato ieri direttore generale dell'Ilva al posto di Massimo Rosini, si è sempre protestato innocente per il rogo della ThyssenKrupp di Torino. È  quanto ricordano i suoi legali, spiegando che Pucci, ai tempi dell'incidente dove morirono 7 operai, era Consigliere di Amministrazione con "deleghe Specifiche" per le aree commerciale e marketing. "Non aveva dunque - proseguono i legali - alcuna competenza nel settore della sicurezza sul lavoro, che era stata riservata, esclusivamente, all'amministratore delegato". Pucci, proseguono ancor i legali, "non ricopriva alcuna posizione di garanzia in materia di sicurezza ed igiene del lavoro egli, sia formalmente che sostanzialmente, svolgeva esclusivamente compiti di natura commerciale". Dopo l'ultima sentenza della Conte d'Assise d'appello di Torino, Pucci ha fatto ricorso in Cassazione ed è ora stata fissata udienza di discussione per il 13 maggio 2016.

Danesi a caccia in Italia

[Unni mi scura, mi curcu. Dove mi trovo quando fa buio, mi corico. Frase siciliana ]Non solo Iran. Dopo la brunellata di coprire le nostre statue che potevano turbare il terrorista in visita a Roma. Renzi e i suoi sodali avranno affrontato l’antisemita a volto scoperto? Ad essere a caccia di investimenti in Italia sono anche le imprese danesi, a partire da Maersk, Novo Nordisk, SAS, Carlsberg, Tulip, Arla Foods, alcuni dei gruppi che oggi arriveranno a Roma per un incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Il ministro illustrerà le riforme del governo, dal jobs act al ddl concorrenza, messe a punto per stimolare la crescita economica, l'efficienza della pubblica amministrazione e la semplificazione burocratica, in modo da rendere sempre più attraenti le opportunità offerte dal Sistema Italia nel suo complesso. Agli investitori del Paese scandinavo, il cui stock complessivo in Italia ammonta a circa 3 miliardi di euro per circa 7.000 occupati, la Guidi spiegherà i positivi effetti delle riforme nel settore del lavoro (Jobs act), dell'istruzione (buona scuola), della giustizia civile, dell'energia (salva bollette ed efficienza), soffermandosi in particolare sui provvedimenti già adottati a favore delle Pmi (rifinanziamento della Legge Sabatini, stimolo alla capitalizzazione, credito d'imposta sui nuovi investimenti produttivi, etc.) e sul ddl concorrenza in via di approvazione. Secondo le previsioni del governo, l'effetto combinato dei provvedimenti porterà infatti, entro il 2020, ad un ulteriore crescita del Pil stimata all'1,8%, una crescita aggiuntiva dei consumi di circa il 2,3%, un incremento degli investimenti del 2,1% e dell'occupazione dell'1,6%. Oltre allo sforzo degli ultimi due anni portato avanti sulle riforme, l'Italia ha peraltro dalla sua una posizione geografica favorevole, ponendosi come ponte naturale tra nord e sud Europa e piattaforma logistica sempre più efficiente nel settore dei trasporti terrestri e marittimi, nell'approvvigionamento energetico e con un capitale umano di altissimo livello. Per favorire l'arrivo di capitali stranieri, il Governo ha messo in piedi una cabina di regia per l'attrazione degli investimenti esteri che fa capo proprio al MiSE e coinvolge anche Ice ed InvItalia.

martedì 26 gennaio 2016

Meridiana per il rinnovo del contratti

[Plus balet s’impodda qui non su qui nos dades. Vale più la fatica che quello che ci date.] Sono iniziate le trattative per il rinnovo del contratto dei dipendenti Meridiana. E’ quanto si legge sul sito de L’Unione Sarda, anche se il giornale specifica come alcune sigle, come Cisl, abbiano espresso perplessità sull’avvio del confronto senza risposte da parte della compagnia su questioni come il piano industriale, il partner strategico da individuare e l’unificazione di Meridiana Fly ed Air Italy. Perplessità espresse anche da Usb che in una nota parla, tra le altre cose, di “scelte commerciali approssimative”.
15859“'A distanza di ormai otto mesi dalla sottoscrizione dell’accordo che ha permesso un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria per il personale di Meridiana Maintenance e Meridiana Fly, sembra di essere tornati al punto di partenza', con queste parole Emiliano Fiorentino, segretario nazionale della Fit-Cisl, commenta lo stallo in cui versa il vettore aereo. 
'Il lungo lavoro del sindacato e delle istituzioni –prosegue Fiorentino– che ci ha visti impegnati la scorsa estate per salvare il salvabile di un’azienda, che ormai da tempo versa in una crisi profonda, rischia di essere uno sforzo vano. Parti sociali e istituzioni, tra cui il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ed il sottosegretario del ministero del Lavoro Teresa Bellanova, hanno lavorato congiuntamente per mettere l’azienda stessa in condizioni di cercare un partner che possa dare una stabilità societaria'. 'Oggi –conclude il segretario nazionale– ci troviamo con l’ormai imminente scadenza della cigs (aprile per Maintenance e giugno per Fly) e non abbiamo avuto sinora nessuna informazione di eventuali contatti tra l’azienda e potenziali partner.  È impensabile continuare ad attendere che arrivi tale scadenza senza che gli autori dell’accordo della scorsa estate si incontrino quanto prima per fare il punto della situazione per portare a conclusione il tanto atteso salvataggio”.

I corrotti vincono sempre

[Qui non ischit cagliare, non ischit gosare. Chi non sa tacere non sa godere. Dei chiacchieroni] I procuratori dei calciatori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, simulando che l'opera di intermediazione fosse resa nell'interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi. È questo  secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli, uno dei meccanismi fraudolenti che ha portato a perquisizioni e sequestri nei confronti di società di calcio di A e B. Inoltre, le società, da parte loro - sempre per la Procura - approfittavano dell'indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresì della detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva. In questo modo - si sottolinea - veniva consentito ai calciatori di non dichiarare quello che sostanzialmente era un fringe benefit riconosciuto agli stessi dalla società calcistica che si accollava, a vantaggio dell'atleta, anche la spesa per l'intermediazione. In altri termini, l'importo pagato dai club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore e, di conseguenza, la società calcistica ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito loro ascrivibile all'atleta. Alcuni agenti stranieri, di nazionalità argentina, peraltro, mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l'interposizione di società 'schermo' con sede anche in 'paradisi fiscali' distraendo i compensi ricevuti dalle legittime pretese erariali del Paese di produzione del reddito (Italia) e di quello di residenza fiscale (Argentina), decolonizzavano i proventi derivanti dalle attività professionali. A fronte dei rilevanti importi fraudolentemente evasi (oltre 12 milioni di euro), la misura patrimoniale del sequestro applicata - dice Piscitelli - ha lo scopo di tutelare in maniera cautelativa le casse dello Stato, facendovi rientrare le somme che illecitamente erano state sottratte al Fisco dagli indagati. Ecco l'elenco completo dei calciatori, dirigenti e procuratori coinvolti nell'inchiesta "Fuorigioco" della Procura di Napoli: CALCIATORI - Gustavo German Denis, Juan Fernando Quintero, Adrian Mutu, Ciro Immobile, Matteo Paro, Hernan Crespo, Pasquale Foggia, Antonio Nocerino, Marek Jankulovski, Cristian Gabriel Chavez, Ignacio David Fideleff, Ivan Ezequiel Lavezzi, Gabriel Paletta, Emanuele Calaiò, Cristian Molinaro, Rios Pabon, Diego Alberto Milito. DIRIGENTI - Antonio e Luca Percassi, Claudio Garzelli, Giorgio Perinetti, Luigi Corioni, Gianluca Nani, Sergio Gasparin, Pietro Lomonaco, Igor Campedelli, Maurizio Zamparini, Rino Foschi, Daniele Sebastiani, Andrea Della Valle, Pantaleo Corvino, Alessandro Zarbano, Enrico Preziosi, Luciano Cafaro, Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Claudio Lotito, Marco Moschini, Renato Cipollini, Aldo Spinelli, Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Tommaso Ghirardi, Pietro Leonardi, Pasquale Foti, Edoardo Garrone, Umberto Marino, Massimo Mezzaroma, Roberto Zanzi, Giovanni Lombardi Stronati, Francesco Zadotti, Sergio Cassingena, Massimo Masolo e Dario Cassingena. PROCURATORI - Alessandro Moggi, Marco Sommella, Vincenzo Leonardi, Riccardo Calleri, Umberto Calaiò, Leonardo Adrian Rodriguez, Fernando Osvaldo Hidalgo, Ives Alejandro Mazzoni, Edoardo Luis Rossetto.

Nasce Airlines 4 Europe

[In tempus de gherra, faulas fino a terra. In tempo di guerra, bugie fino a terra, cioè molte.]  Le cinque maggiori compagnie aeree  europee, ovvero Iag (il Gruppo di British Airways, Vuelig e Iberia), Lufthansa, Air France-Klm insieme a Ryanair ed easy Jet, hanno dato vita all’associazione “Airlines 4 Europe” (A4E), sulla scia di quanto avvenuto in America con “Airlines for America”. L’obiettivo è sollecitare i governi dell’Unione a ridurre i balzelli a carico dei viaggiatori.  In particolare, il costo dei diritti aeroportuali è aumentato dell’80% negli ultimi anni nei 21 scali europei maggiori, e dunque gli amministratori delegati dei vettori sperano di scuotere le coscienze a Bruxelles, in particolare del commissario ai Trasporti Violeta Bulc. A Fiumicino, ad esempio, il costo medio dei diritti aeroportuali è salito da 13,60 a 32 euro.  Il fuel surchange preoccupa gli agenti di viaggio di tutto il mondo. Mentre sui giornali continua a tenere banco la notizia della diminuzione del prezzo del greggio, avvenuta dal 2013 ad oggi e che prosegue anche ora, gli addetti del settore turistico non si spiegano l'aumento del carburante addebitato da tutte le compagnie del mondo. Un argomento particolarmente spinoso che sarà tra quelli trattati al 1° Uftaa Board del 2016, in programma dal 28 al 31 gennaio a New Delhi. Tra gli altri temi in agenda c'è poi la questione della posizione assunta da Lufthansa e dai suoi partner che sta avendo un effetto domino su tutte le altre compagnie aeree e ancora le nuove evoluzioni delle garanzie richieste agli agenti di viaggio e ai tour operator nel mondo oltre a tutta una serie di problemi già evidenziati e che giungono alla conclusione.

In Francia il sindacato lotta ...

[Qui non patit non gosat. Chi non soffre, con la pazienza e con il lavoro, non gode.] Mentre in Francia i sindacati scendono in piazza per rivendicare i propri diritti, spesso esagerando nella violenza, in Italia non si lotta più. Per la verità si lotta per la quota rosa nei vari cda delle aziende pubbliche, ottenendo significative vittorie. Dopo tutto perché i sindacati in Italia dovrebbero scendere oggi in piazza?  Non sono scesi in piazza quando il governo ha approvato il jobs act, la riforma della scuola, la riforma della carta costituzionale ... Sono sempre stati assenti nei momenti in cui bisognava scendere in piazza. Oggi se vogliamo sentire gli echi della lotta operaia bisogna seguire le cronache sindacali dei cugini francesi. Si è già surriscaldato il clima del martedì nero in Francia, con scioperi in diversi settori dei trasporti, mobilitazione dei tassisti contro le auto NCC, astensione dal lavoro dei controllori di volo e molte scuole senza insegnanti. I primi incidenti alla Porte Maillot, fra Parigi e la Defense, dove i tassisti hanno bruciato pneumatici e ostacolano il passaggio delle auto. È  intervenuta la polizia per lo sgombero utilizzando anche gas lacrimogeni. Situazione molto tesa all'aeroporto di Orly, dove i tassisti bloccano gli accessi. Uno di loro, che non scioperava, è stato aggredito e i passeggeri che aveva in auto sono stati costretti a proseguire a piedi. Un autobus navetta, poco prima, aveva forzato lo sbarramento dei manifestanti investendone uno, rimasto ferito a una gamba. l premier francese, Manuel Valls, condanna le violenze "inammissibili" durante le proteste dei tassisti in Francia

Sambuca in Lituania

[Esser tra s’incudine et i su marteddu. Essere tra l’incudine e il martello] Sicilia ancora protagonista in Lituania grazie a Sambuca che torna per la terza volta a "Adventur 2016", la fiera del turismo e del tempo libero di Vilnius. L'evento rappresenta un'eccezionale vetrina internazionale per far conoscere il centro belicino e le sue bellezze architettoniche, monumentali, naturali nonché i prodotti legati alla enogastronomia. Nello stand di Sambuca sono arrivati tanti visitatori, fra cui il ministro della Cultura, il ministro del Turismo e dell'Economia Lituana nonché numerosi baltici, estoni, lettoni e russi che hanno potuto conoscere Sambuca apprezzando la storia, i monumenti, i paesaggi e i prodotti che questa terra produce ed esprime. Intanto, ieri mattina nella sede della Camera Commercio a Vilnius, è stato istituito anche un tavolo di lavoro per la redazione di un protocollo d'intesa tra la Camera di Commercio Italo-Lituana, il comune di Vilnius e di Sambuca con l'obiettivo di regolamentare ed ufficializzare il rapporto di collaborazione e promozione del territorio sambucese che, appena definito, sarà sottoposto alla firma delle parti a Sambuca di Sicilia. Il protocollo fra le altre cose prevede di favorire la commercializzazione dei prodotti in Lituania ed incanalare flussi turistici verso Sambuca e la Sicilia più in generale, regione che i lituani prediligono. L'ambra del Baltico, conosciuta anche come l'oro della Lituania, è tra le più preziose al mondo, con la quale vengono realizzati gioielli e oggetti pregiati. Grazie alla forte presenza di acido succinico nella sua composizione, l'ambra possiede anche proprietà curative e rappresenta un rimedio naturale contro infiammazioni e problemi alle vie respiratorie. Oggi centri terapeutici e Spa della Lituania propongono percorsi di benessere che sfruttano le proprietà curative dell'ambra e dove si possono trovare infusi, oli, creme, polveri e tè realizzati con la preziosa resina fossile. Il Lithuanian State Department of Tourism in collaborazione con l'Unwto ha avviato la creazione della Via Mondiale dell'Ambra, un progetto ambizioso volto a promuovere e meglio posizionare come destinazioni di eccellenza, i Paesi di situati lungo l'antica via dell'ambra. Recentemente è stato lanciato il sito www.worldamberroad.travel/en/ che offre la possibilità di fare un tour virtuale . seguendo un percorso tematico, lungo il quale scoprire tutte le proprietà e gli utilizzi dell'ambra visitando spiagge, musei, gallerie, centri benessere e laboratori di artisti ed artigiani esperti. La Baia dell'Ambra a Juodkrante è uno dei luoghi cult per gli appassionati di ambra: in questa baia a fine '800 fu trovato il più importante reperto archeologico, il cosiddetto Tesoro di Juodkrante, 434 artefatti di ambra grezza con raffigurazioni umane e animali realizzati nel Neolitico. La spiaggia situata nei pressi del villaggio di Karklė, all'interno del Seaside Regional Park, è una delle più ricche di ambra: qui ogni giorno è possibile ammirare i raccoglitori di ambra che cercano nella sabbia l'oro della Lituania.  Un viaggio alla scoperta dell'ambra inizia al Museo Nazionale dell'Ambra di Palanga. Situato nel grande maniero del Conte Tiskeviciai e circondato da uno splendido giardino di 100 ettari, il museo espone nelle sue 15 sale i più straordinari pezzi di ambra grezza trovati nel Baltico oltre a oggetti creati con la preziosa resina fossile. Da non perdere inoltre una visita al Museo e Galleria dell'Ambra a Vilnius, ospitato in una casa in stile barocco del 17° secolo, dove ammirare pezzi rari con inclusioni e scoprire i diversi colori dell'ambra, dal bianco al nero fino al verde e giallo. I visitatori potranno ammirare una ricostruzione del tesoro di Juodkrantė. Presso la galleria inoltre sono in esposizione gioielli realizzati da artisti contemporanei ed è possibile acquistare articoli realizzati da famosi gioiellieri.  Friedrich coffee and tea house a Klaipeda è il posto giusto dove assaggiare il té all'ambra, dalle proprietà anti-infiammatorie e rilassanti. All'interno del caffè è disponibile anche un negozio dove acquistare souvenir di ambra, come il sapone fatto a mano. Numerose Spa e centri benessere propongono trattamenti e rituali che sfruttano le proprietà benefiche dell'ambra. Nidos Kopos, recentemente aperto a Nida e Vilnius, utilizza solo l'ambra del Baltico e propone trattamenti per adulti e bambini di tutte le età, dalle maschere per il viso fino a rituali completi di tre giorni. Il Royal Spa Residence, situato nella località termale di Birštonas e immerso nella natura, offre diversi pacchetti tra cui 'Palms of Amber', che include uno scrub per il corpo con sapone all'ambra, un massaggio rilassante con olio di ambra, una maschera viso all'ambra e altre procedure. Il Laboratorio d'ambra di Palanga consente di ammirare tutto il processo di lavorazione dell'ambra, dalla materia prima al prodotto finito, e acquistare i pezzi realizzati dagli artigiani locali. A Klaipeda è inoltre possibile visitare la fabbrica dell'ambra, dove vedere il team 250 artigiani al lavoro e tutte le fasi di lavorazione dell'ambra.

Leader sciita nei guai

[Gente devota non la cretas tota. Gente devota non la crediate tutta – Proverbio per gli ipocriti di cui non deve fidarsi.] Le autorità del Bahrein hanno formulato nuove accuse contro il leader dell'opposizione sciita Sheikh Ali Salman che, dal carcere dove è rinchiuso, avrebbe twittato sul suo account commenti sulla monarchia sunnita. L'agenzia di stampa ufficiale del Bahrein ha riferito che Ali Salman è stato deferito all'ufficio della Procura "a seguito di violazioni postate sul suo account Twitter". Di quali violazioni si tratterebbe non è stato precisato. Salman è il segretario generale del movimento di opposizione sciita Al Wefaq e nel 2011 è stato una delle figure chiave delle rivolte scoppiate contro la monarchia sunnita di Manama sull'onda delle primavere arabe. Attualmente Salman è in prigione dopo che lo scorso giugno è stato condannato a quattro anni di carcere in quanto giudicato colpevole di insulti e incitamenti violenti contro il ministro dell'Interno

Israele colpisce Hamas e Gaza

[Gente faghet cosa; cosa non faghet gente. La gente fa la cosa, la cosa non fa la gente, cioè le persone fanno le ricchezze.] Un razzo è stato lanciato da Gaza verso il sud di Israele dove poco prima nelle comunità attorno alla Striscia erano risuonate le sirene di allarme. Lo dice il portavoce militare in base a rapporti iniziali e secondo i quali non ci sono vittime. Dopo il razzo lanciato ieri da Gaza, l'aviazione israeliana ha colpito la notte scorsa un edificio di addestramento di Hamas nel centro della Striscia. Lo ha detto il portavoce militare ricordando che dall'inizio di gennaio sono stati già tre i razzi caduti in Israele. "L'esercito continuerà ad operare - ha detto Peter Lerner - contro coloro che minacciano la sovranità israeliana". Nell'attacco di stanotte non sono segnalate vittime. Morta in un ospedale di Gerusalemme l'israeliana accoltellata ieri da due palestinesi nell'insediamento di Beit Horon, a nord di Gerusalemme. La vittima aveva 23 anni. I suoi assalitori sono stati uccisi. Intanto, Il ministero della Difesa israeliana ha approvato la costruzione di 153 nuove case in Cisgiordania. L' iniziativa mette fine ad un'informale politica di congelamento di nuove costruzioni da parte del governo israeliano durata 18 mesi.

L'importante non è vincere ma truffare

[Quando duos sunt gherrende, mai ti ponzas in mesu. Quando due si stanno azzuffando, non vi mettiate in mezzo] Un altro terremoto scuote il mondo del calcio e a tremare sono i big. Tra i 64 indagati in un'inchiesta della Procura di Napoli ci sono massimi dirigenti, calciatori e procuratori di serie A e B: l'ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori indagati il difensore della Nazionale attualmente in prestito dal Milan all'Atalanta, Gabriel Paletta, il centrocampista del Milan, Antonio Nocerino, l'attaccante dell'Atalanta German Denis, l'ex Pescara Fernando Quintero, l'ex attaccante del Napoli Ezequiel Lavezzi. Nell'elenco figurano anche i nomi di alcuni calciatori non più in attività: oltre a Erman Crespo anche quello di Adrian Mutu e Diego Milito. Coinvolti anche diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi. Soffrono i titoli Juventus e sono fermi quelli della Lazio in Borsa dopo le notizie sulle perquisizioni in corso in varie squadre di calcio di A e B, in cui sono emersi tra i nomi dei possibili indagati anche quello del presidente Lazio Claudio Lotito e dell'ex presidente e Ad Juve Jean Claude Blanc. La Juve cede l'1,9% a 0,24 euro, Lazio è invariata a 0,48 euro. L'altro club del calcio quotato a Piazza Affari, la Roma, sale dell'1,2% a 0,41 euro.  Dall'inchiesta, riferisce la Procura, emerge un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte, posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonché da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. L'inchiesta denominata 'Fuorigioco' è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. L'indagine era partita nel 2012 quando, nelle sedi del Napoli e della Figc, la Finanza aveva acquisito i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Nove mesi dopo i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un "fenomeno generalizzato" nel calcio italiano, vale a dire la "progressiva ed esasperata" lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l'ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere illeciti fiscali. L'attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dai rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall'esame dei contratti alle modalità d'inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d'immagine e dei diritti tv; dall'attività' di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come 'fringe benefit'. L'operazione della Gdf - La Guardia di Finanza sono andati a perquisire una trentina tra calciatori e agenti ed hanno notificato l'avviso di conclusione indagini a 64 indagati. Sequestrati beni per circa 12 milioni. L'indagine ha riguardato complessivamente un centinaio di soggetti e 35 società di calcio di Serie A e di Serie B.

Save nel 2015 cresce il traffico

[Gente tua, morte tua. Gente vostra, morte vostra. Dicesi per un parente traditore, e nelle disgrazie per la troppa affezione ai parenti.] Bilancio di fine anno positivo per il sistema aeroportuale Venezia-Treviso. I due scali hanno registrato complessivamente 11.134.335 passeggeri, in incremento rispetto all'anno precedente del 3,8%. I movimenti degli aeromobili (arrivi + partenze) sono stati 100.348, in aumento del 5%. L'analisi dei dati riferiti ai singoli aeroporti - sottolinea Save - evidenzia in particolare l'ulteriore rafforzamento del ruolo internazionale dell'aeroporto Marco Polo, Gate intercontinentale italiano insieme a Roma e Milano. Con 52 vettori di linea operativi su 96 destinazioni in 36 Paesi, lo scalo veneziano ha totalizzato 8.751.028 passeggeri (+3,3% sul 2014) e 81.946 movimenti (+5,4%). Il traffico su destinazioni nazionali, condizionato negativamente nel 2014 dalla cessazione dell'operatività di Airone, è stato caratterizzato da una lieve ripresa e in particolare negli ultimi due mesi sta manifestando una positiva inversione di tendenza. Il traffico passeggeri del segmento di lungo raggio ha segnato un forte incremento pari al +20%, che va ascritto principalmente alle nuove linee su Abu Dhabi (Alitalia/Etihad) e New York Newark (United Airlines), oltre che all'intensificazione dell'operatività sul mercato canadese da parte di Air Canada Rouge e all'aumento di capacità di Qatar Airways con l'utilizzo da parte del vettore dell'aeromobile A330 in sostituzione dell'A320. In crescita anche il traffico di medio raggio, con particolare riferimento ai collegamenti con Israele di El Al e Volotea e con il Marocco di Air Arabia e Royal Air Maroc, nuovo vettore del Marco Polo da ottobre 2015. A Venezia, easyJet si è confermata la prima compagnia per numero di passeggeri, seguita da Alitalia che lo scorso anno al Marco Polo è cresciuta del 30%. Al terzo posto è salita Volotea. L'aeroporto Canova di Treviso ha registrato 2.383.307 passeggeri, in incremento del 6% rispetto al 2014, e 18.402 movimenti (di cui 14.576 riferiti all'aviazione commerciale, i restanti 3.826 all'aviazione privata), in crescita del 3,4%. Ryanair, primo vettore dello scalo, ha trasportato oltre 2 milioni di passeggeri, 9% in più rispetto al 2014.

lunedì 25 gennaio 2016

Condannata Etihad

[Sa gattu s’accuat, sa coa ddi parit. Il gatto si nasconde, la coda si vede.]  Solo nei quaranta anni che vanno dal 1974 al 2014, e cioè fino al momento nel quale Alitalia è passata nell’orbita di Etihad (la compagnia di Abu Dhabi) i cittadini italiani, tutti, e non solo quelli che hanno pagato il biglietto per i suoi servizi, hanno tirato fuori per gli innumerevoli salvataggi e per coprire il rosso dei bilanci la cifra astronomica di 7,4 miliardi di euro. Un gruzzolo con il quale il Paese avrebbe probabilmente finanziato una missione sulla Luna. A calcolarlo qualche mese fa è stato l’Ufficio Studi di Mediobanca Mbres. E sono tutti soldi che sono stati attinti dalla fiscalità generale perché fino a qualche anno fa l’azienda è sempre stata un’azienda di Stato. Dal 2008 si inizia a pensare alla cessione e le trattative individuano come promessa sposa Air France. Il progetto prevedeva lo scorporo dei rami secchi di Alitalia (in una bad company) e la cessione della parte buona dell’azienda (good company). Ma l’intesa con Parigi salta per il tentativo di mantenere Alitalia in mani italiane con il gruppo di "capitani coraggiosi" guidati da Roberto Colaninno. Tentativo fallito. Anche allora Alitalia ha continuato a perdere soldi (due miliardi in cinque anni) portando il conto complessivo ai 7,4 miliardi di euro. Così nel 2014 il governo ha ammainato la bandiera italiana e ceduto Alitalia agli arabi di Etihad che, tra petrolio e tanti soldi in cassa, hanno posto le premesse per il rilancio della compagnia. Che nel frattempo ha prelevato mediamente 125 euro, più o meno, dalle tasche di ogni cittadino italiano dal 1974 ad oggi.  Alitalia condannata a riassumere i lavoratori "tagliati" per favorire l’accordo con Etihad. Il 15 gennaio scorso il giudice Giovanni Armone del tribunale di Roma ha dichiarato "la nullità del licenziamento intimato dalla compagnia aerea"  a un gruppo di impiegati che si erano opposti al provvedimento. Provvedimento inserito nel piano industriale propedeutico all’accordo che ha portato l’8 agosto 2014 Etihad Airways a rilevare il 49% del capitale Alitalia. Se non fossero stati mandati a casa 2.251 dipendenti, rischiava di saltare il "matrimonio" con la prestigiosa compagnia degli Emirati Arabi e l’arrivo di denaro fresco, 560 milioni di euro in investimenti per il rinnovo della flotta. Cinquecento sono i ricorsi presentati contro Alitalia dagli ex dipendenti. Ora destinati a seguire la scia del "precedente" creato con la nuova sentenza. Considerato che ben 700 di piloti, hostess e operai classificati come esuberi si sono nel frattempo dimessi in cambio di incentivi oppure sono andati in pensione. Mentre nei dodici mesi trascorsi dal termine dell’applicazione del piano (il 31 dicembre 2014) altri hanno raggiunto l’età per la quiescenza. Senza considerare che 24 piloti, 24 manager e 300 tra impiegati e tecnici sono stati riassunti, attingendo proprio dal bacino dei cassintegrati. Per loro, però, nuovi contratti e azzeramento dei livelli di anzianità. Fuori, quindi, sono rimasti meno di un migliaio di addetti aeroportuali. Chi ha presentato ricorso potrà vedersi invece reintegrato con lo stipendio precedente e le indennità acquisite.  "L’ordinanza ha dichiarato illegittimo, non conforme alle direttive europee e ai pronunciamenti della Corte di giustizia l’interpretazione di Alitalia riguardo ai licenziamenti", dichiara Antonio Amoroso, del direttivo Cub Trasporti. "La cessione di ramo d’azienda non giustifica il licenziamento secondo la normativa comunitaria a cui si è richiamato il giudice. E l’Italia non può derogare a tali disposizioni". "Gli esuberi - recita l’ordinanza - sono stati decisi nell’ambito sì di una situazione di grave difficoltà economica di Alitalia Cai. Essi costituivano la premessa e la condizione della cessione aziendale; se non fosse stato licenziato un certo numero di lavoratori, Etihad Airways non avrebbe accettato la partnership, Alitalia Sai non sarebbe stata costituita e la cessione non sarebbe avvenuta".
Il licenziamento motivato dalla cessione d’azienda è infatti vietato sia dall’articolo 2.112 del codice civile, sia dall’articolo 4 della direttiva 2001/23/Ce. "La magistratura - scrive Amoroso - non è entrata in merito ai criteri di individuazione del personale da iscrivere tra gli esuberi, alle categorie protette, alle qualifiche professionali. Lo avrebbe potuto fare, ma ha scelto di optare per una sentenza di diritto". Il ricorso, cucito dagli avvocati Giuseppe Marziale e Patrizia Totaro sulla giurisprudenza "europea", è destinato ad avere ripercussioni non soltanto sulla compagnia aerea ma su tutte quelle società che hanno mandato a casa lavoratori cedendo attività.

Le donne poteranno serenità alla Gesap

[Gente iscunfessa a lontanu. Gente che non si confessa a lontano. Cioè non accompagnarti con chi non ha timor di Dio. Che non vive onestamente.] Oggi è stato  il giorno dell'ingresso di Cleo Li Calzi, ex assessore regionale al Turismo, nel consiglio di amministrazione della Gesap.  Turismo e apt da sempre sono una accoppiata vincente e speriamo che il cda possa valorizzare le iniziative della Li Calzi nel miglior modo possibile, in maniera costruttiva. Di Marco ha lasciato l'incarico dopo i rilievi del governo nazionale, che ha chiesto alla società che gestisce l'aeroporto "Falcone e Borsellino" di rispettare le norme nazionali sulle quote rosa.  Il caso era stato sollevato lo scorso ottobre da un fronte eterogeneo di protesta, che andava dall'associazione Fiori d'Acciaio alla Cgil Palermo, fino alle consigliere comunali Nadia Spallitta, Serena Bonvissuto e Luisa La Colla, che si erano rivolte direttamente al Ministero delle Pari Opportunità. Nodo del contendere l'assenza di una donna nell'organo di governo di una società partecipata (anche se l'1,6 per cento delle quote Gesap è in mano a soci privati), come richiesto dalla legge sulla parità di genere.  La trattativa politica sull'aeroporto è collegata al risiko per il rinnovo degli organismi della Camera di Commercio del capoluogo (che detiene il 22,7 per cento del capitale) e per la nomina del nuovo presidente. Una scelta sulla quale, com'è noto, i rapporti tra Comune e Regione (attraverso la commissariata Provincia) sono parecchio tesi.  Nel frattempo cambia un componente del collegio sindacale, composto da cinque sindaci effettivi e due supplenti. Di questi, uno spetta a Palazzo delle Aquile. Dopo le dimissioni di Carlo Catalano, il sindaco Leoluca Orlando ha nominato con un'ordinanza Francesca Di Stefano, commercialista e revisore contabile con esperienze presso l'Accademia di Belle Arti, il Comune di Altofonte e il Tribunale.

domenica 24 gennaio 2016

Il dinar sarà la moneta dell’Isis

[Psichiatra origine ebraica, ironico, laconico, dicotomico, rare manifestazioni sadomasochiste, cerca anima gemella con cui discutere filatelia et sesso orale. Respinte offerte da nazioni blocco sovietico. Ferruccio Folkel] La crisi economica c'è anche per l'Isis: il gruppo jihadista ha annunciato di aver dimezzato gli stipendi per i suoi combattenti dopo la riduzione dei proventi petroliferi causati dal danneggiamento dei pozzi nell'est della Siria e della distruzione di una filiale della Banca centrale dello Stato islamico nel nord dell'Iraq. La stampa britannica ha pubblicato oggi un documento esclusivo proveniente dal direttorato delle finanze dell'Isis a Raqqa, roccaforte jihadista nel nord della Siria. Secondo il testo, datato Safar 1437 secondo il calendario islamico e corrispondente a novembre e dicembre 2015, si afferma "considerando la situazione eccezionale in cui si trova lo Stato islamico è stato deciso di ridurre della metà i salari pagati a tutti i combattenti". L'Isis ha deciso di coniare una valuta del califfato ripristinando le monete islamiche, coniate in oro e argento puro, che erano in circolazione nel periodo dello splendore del primo Islam. Lo riporta il Daily Mail, spiegando che lo Stato Islamico punta a mettere in circolazione la nuova moneta nelle prossime settimane in tutte le zone controllate dal  califfato. L'obiettivo è ripristinare il Dinar originale, una vecchia valuta del primo islam coniata in passato in oro e argento. Gli Usa rafforzano il dispositivo aereo che hanno schierato contro l'Isis. Dodici aerei A-10 per l'attacco a terra sono stati di recente trasferiti dall'Afghanistan al Kuwait, da dove compiranno sin da questa settimana missioni di sostegno alle truppe di terra irachene. Lo hanno riferito fonti militari al New York Times, secondo cui nell'area verranno spostati dall'Afghanistan nei prossimi due mesi anche cinque o sei droni Reaper, in grado di lanciare missili. Il 'governatore' dell'Isis di Mosul, in Iraq, è rimasto ucciso nei raid della coalizione internazionale. Lo afferma la polizia irachena citata dalla Cnn. Si tratta del secondo 'governatore' della città ucciso in meno di 25 giorni. Lo Stato islamico (Isis) starebbe per aprire la sua prima tv online di 'informazione' 24 ore su 24, in cui figurerebbero anche reportage del giornalista britannico John Cantlie, prigioniero del Califfato. E' quanto annuncia un video di propaganda apparso nei giorni scorsi su account di alcuni social media. La nuova tv, che comprenderebbe anche un programma intitolato 'Tempo di arruolare', si aggiungerebbe alla stazione radiofonica Al Bayan dell'Isis che trasmette da Mosul e da una tv in Libia. All’inizio il movimento si finanziava con la vendita dei beni saccheggiati e con le donazioni ricevute dal Golfo. Poi, quando il suo controllo sul territorio si è rafforzato, ha cominciato a imporre tasse a chi aveva attività commerciali e pedaggi a chi si muoveva lungo le strade. Anche i riscatti, ottenuti coi rapimenti di occidentali, hanno contribuito a impinguare le casse islamiste. Ma è nel 2014, a seguito dell’espansione e del consolidamento in Siria e Iraq, che il Califfato ha moltiplicato le proprie capacità finanziarie. Infatti, non solo si è inserito nel business del contrabbando transfrontaliero, già fiorente da tempo, ma ha anche preso il controllo di banche, oleodotti, impianti estrattivi e centrali elettriche; tant’è che petrolio ed elettricità sono contrabbandante e vendute persino al regime siriano di al-Asad, l’acerrimo nemico. Se nel 2008, tra tasse e contrabbando, lo Stato Islamico riusciva complessivamente ad ottenere un milione di dollari al mese, nel 2013 questa cifra fu quasi raggiunta ogni singolo giorno. Oggi la situazione è cambiata, poichè i bombardamenti americani hanno severamente compromesso il settore petrolifero del Califfato, che però continua comunque a esportare di contrabbando, vendendo a meno di un quinto del prezzo di mercato. E’ da notare che il movimento islamista ha saputo diversificare le proprie fonti di reddito, sostituendo le declinanti entrate petrolifere con il crescente contrabbando di reperti archeologici; questi provengono sia dai musei conquistati, che dalla “legalizzazione” degli scavi clandestini operata dal Califfato. Per questo settore, si parla di cento milioni di dollari nell’ultimo anno. In definitiva, si stima che lo Stato Islamico incassi oltre 2 milioni di dollari al giorno, così diventando l’organizzazione terroristica più ricca della storia. Senonchè, fare una guerra, fornire servizi alla popolazione e pagare i salari ai funzionari civili e ai miliziani costa, e anche tanto. Inoltre, ogni bene di prima necessità dovrà essere prodotto all’interno del Califfato stesso o importato di contrabbando; dunque, sono in molti a chiedersi se e fino a quando il Califfato riuscirà a permettersi un bilancio in attivo; tanto più che, per chiudere con una buona notizia, l’anno scorso il ministro delle Finanze del Califfato, Abu Jaafar al-Sabawi, ha disertato dandosi alla macchia con oltre dieci milioni di dollari.