sabato 31 ottobre 2015

Lufthansa crea Lufthansa Express

[Qui andat et torrat bonu viaggiu faghet. Chi va e ritorna fa un buon viaggio. Frase sarda] Tutti i servizi su strada, ferroviari e in elicottero che Lufthansa fornisce ai viaggiatori da e per l’aeroporto saranno riuniti sotto un unico marchio "Lufthansa Express". Trasporto su treni ad alta velocità, su moderni autobus a lunga percorrenza, a bordo di limousine o in elicottero costituiscono la vasta gamma di opzioni di viaggio da o per l’aeroporto che Lufthansa e i suoi partner offrono ai passeggeri per migliorarne ulteriormente l’esperienza di viaggio. Raccogliendo questi servizi sotto un unico marchio, Lufthansa propone diverse opzioni di viaggio locale o regionale che i passeggeri possono prenotare singolarmente e da un’unica fonte in aggiunta al proprio volo Lufthansa. In termini concreti, l’attuale servizio AIRail sarà ora conosciuto come Lufthansa Express Rail, Lufthansa Airport Bus diventa Lufthansa Express Bus e l’attuale servizio navetta si chiamerà Lufthansa Express Shuttle. Il nuovo marchio comprenderà anche Rail & Fly in collaborazione con Lufthansa Express, Lufthansa Express Helicopter e Lufthansa Express Chauffeur. Si dovrebbe aggiungere presto anche un altro nuovo servizio, il Lufthansa Express. Eurowings amplia il network intercontinentale per la prossima estate, cominciando a operare voli con Teheran a partire da fine marzo 2016. Inizialmente con una frequenza a settimana per poi passare a due da maggio, la compagnia aerea collegherà non-stop Colonia/Bonn e numerosi altri aeroporti grazie a comode coincidenze con la capitale dell’Iran. Il collegamento sarà operato con un Airbus A330 configurato per il lungo raggio.

2 diligence Meridiana Qatar Airways

[S’amore noa que cazzat sa bezza. L’amore nuovo caccia il vecchio.  Frase sarda] "Come ha detto il nostro ceo (Akbar al Baker) in conferenza stampa quest’estate, stiamo facendo la due diligence e lì siamo. Vedremo cosa risulterà da questa analisi”. Così Morena Bronzetti, country manager Switzerland, Italy & Malta di Qatar Airways, sull’interesse del vettore qatarino per Meridiana. E a proposito di fonti di stampa che davano per certa la trattativa di acquisto, la manager ha precisato: “Io ero con lui e ha detto Faremo la due diligence. Il giorno dopo sui giornali c’era scritto Qatar compra Meridiana". Sulla presentazione del piano di Meridiana alla Regione Sardegna, che le ultime informazioni davano per pronto proprio in questi giorni, la manager non si sbilancia: “So che ci sono scambi di informazioni in corso, ma i dettagli non li conosco. Quelli credo li abbia solo il nostro ceo”. “Siamo in crescita. Stiamo valutando anche altri aeroporti in Italia. Se, quando e quali saranno, è tutto da vedere”. Così la country manager Switzerland, Italy & Malta di Qatar Airways Morena Bronzetti sul possibile sbarco del vettore in altri scali tricolori. Attualmente sono 35 i voli settimanali dal nostro Paese su Doha: da Roma (bigiornaliero con B787 Dreamliner e A330), Milano (bigiornaliero con A330) e Venezia (giornaliero con A330). “Nel 2015 abbiamo iniettato tanta capacità (+35%), sostituendo gli A320 che utilizzavamo con A330”. In termini di riempimento, in un panorama tricolore positivo si è distinta Venezia: “L’anno scorso ha avuto il load factor più alto in tutta Europa”. Infatti, fino a lunedì 2 novembre, sul sito della compagnia sono in vendita 90.000 posti a tariffe promozionali, per volare fino al 30 settembre 2016, estate prossima inclusa. Per le rotte nazionali sono previste tariffe di sola andata da 30 euro tutto compreso, per volare da Napoli o da Catania a Linate. La Sardegna è invece proposta a partire da 50 euro one-way, sia sui collegamenti domestici, ad esempio da Bologna a Cagliari e Olbia, sia sulle linee internazionali in programma per la prossima estate, come  il volo da Parigi Charles De Gaulle a Olbia o Cagliari. Anche le città europee e le più importanti mete balneari del Mediterraneo e del Mar Rosso, servite da Meridiana, sono incluse nella campagna Halloween. Si può infatti acquistare, a partire da 49 euro, sia un biglietto di sola andata Napoli - Londra sia un volo da Linate per Monaco, per Mykonos o Ibiza. Nella promozione non potevano mancare i collegamenti intercontinentali, in particolare i voli Napoli/Palermo-New York, di cui la compagnia ha recentemente festeggiato il 10° anniversario di operatività. Le tariffe per volare tra la città partenopea o il capoluogo siciliano e la Grande Mela partono da 492 euro per una a/r tutto incluso. Sempre da 492 euro round trip sono disponibili anche le destinazioni Brasile e Repubblica Domenicana.

Debito Italia sale a 136%

[Lei vuole denunciare una nascita? Mi dica, il padre è lei o un altro? Altro un corno! Appunto, è questo che volevo dire! Totò – Antonio de Curtis] Il debito pubblico italiano sale al 136% nel secondo trimestre 2015, e arriva a 2,204 miliardi. È il quinto maggiore aumento (+0,6%) dopo Cipro, Austria e Finlandia tra i paesi Ue sul primo trimestre. Lo comunica Eurostat. Il debito pubblico più pesante resta quello greco (167,8%), seguito da Italia e Portogallo (128,7%). Il debito italiano era al 135,3% nel primo trimestre del 2015 e al 134,5% nel secondo del 2014. Il 2,7% del debito è costituito dai prestiti fatti verso i paesi dell'eurozona in difficoltà. I paesi più virtuosi sono invece Estonia, che continua a detenere il record del debito più basso d'Europa (9,9%), Lussemburgo (21,9%) e Bulgaria (28,3%). Tra i 28 l'aumento maggiore rispetto al trimestre precedente è stato quello registrato da Cipro (+2,9 punti percentuali), seguito da Finlandia e Ungheria (+2%). Le diminuzioni principali sono state in Irlanda (-2,6), Olanda (-2,2) e Croazia (-2). A livello di eurozona il rapporto debito pil è sceso al 92,2% dal 92,7% del primo trimestre 2015, mentre nei 28 ha fatto registrare un calo dall'88,1% all'87,8%.

Caprotti indagato


[In quelle nostre scuole le espressioni dei volti avevano chissà perché una particolare tendenza a stupirsi … quanti bellissimi bambini entravano là da noi. E poi in capo a qualche anno si aveva schifo perfino a guardarli. Fedor M. dostoevskij] La Procura di Milano ha notificato al patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, un avviso di fine indagini nel quale lo ravvisa “finanziatore d'una campagna diffamatoria” contro Coop Lombardia tramite una “ricettazione” cioè tramite l'acquisto di un cd-rom di telefonate illecitamente registrate sulla linea del direttore della coop di Vigevano (Pavia) al fine di consentire al direttore e cronista di Libero, Maurizio Belpietro e Gianluigi Nuzzi “di sfruttarle per realizzare servizi contro Coop Lombardia, concorrente commerciale di Esselunga”. Lo riporta il Corriere della Sera. Secondo quanto riferito, l'avviso è stato notificato “nel giorno in cui il Tribunale ha condannato a tre anni per calunnia ai danni di un manager di Coop Lombardia due investigatori privati, ex fornitori di Coop tramite la loro società di sicurezza”. I due, secondo il Corriere, avrebbero approfittato del loro ruolo per intercettare illecitamente conversazioni poi finite ai giornalisti. I due, secondo il Corriere, avrebbero approfittato del loro ruolo per intercettare illecitamente conversazioni poi finite ai giornalisti. In particolare, secondo la ricostruzione del pm Gaetano Ruta, Belpietro nel 2009 chiese a Caprotti di far lavorare gli investigatori che avevano appena chiuso burrascosamente il rapporto di lavoro con la Coop, dove avevano raccolto materiale su intercettazioni illecite sul centralino dei dipendenti. Poco dopo il patron di Esselunga ha stipulato con la società dei vigilantes un contratto da 700mila euro l’anno e così si “intromise nell’acquisizione del materiale (esaminato peraltro personalmente nell’autunno 2009″, “comprando il cd di intercettazioni illecite e permettendo ai giornalisti di ricevere tale materiale e realizzare i servizi contro Coop Lombardia”. In seguito agli articoli pubblicati su Libero nel gennaio del 2010, il dirigente Coop, Daniele Ferré era stato indagato e poi assolto “perché il fatto non sussiste”. Quindi si è costituito parte civile nel processo contro i due investigatori poi condannati. Caprotti per bocca del suo legale respinge l’accusa ritenendola “totalmente destituita di fondamento“.

Roma capitale corrotta


[Lei è un trimviro? Mi mostri i suoi documenti, la sua carta di dirindindà! Totò-Antonio de Curtis]Una forte crescita dei reati contro la Pubblica amministrazione, +84% a Roma e +54,6% nel Lazio (contro il +34,5% della media nazionale) tra il 2009 e il 2014, secondo un rapporto Eures. Impennata dei casi di corruzione, quasi triplicati nel Lazio (+281%) e più che quadruplicati (+422%) a Roma (+113% in Italia). Il dossier 'Profili e dinamiche della corruzione a Roma e nel Lazio' su dati del ministero dell'Interno analizza l'andamento dei principali reati, specie corruzione e concussione.
Il boom dei reati contro la Pubblica amministrazione registrati a Roma tra il 2009 e il 2014 dall'istituto Eures (+422% quelli di corruzione) è dovuto anche all'aumento delle denunce, un dato del Viminale su cui si fonda il rapporto diffuso oggi. Nella provincia di Roma sono stati denunciati 265 reati commessi da pubblici ufficiali nel 2014, con un incremento del 20,5% rispetto ai 220 del 2013 e di ben l'84% rispetto ai 144 del 2009, anno iniziale della rilevazione. A Roma i casi di corruzione in senso stretto denunciati e scoperti sono passati dai 9 del 2009 ai 47 del 2014. Pesa l'inchiesta su Mafia Capitale, rivelata a dicembre 2014. Nell'ultimo anno il numero di questi reati una subito un'impennata: +262% a Roma, +205% nel Lazio, +181% in Italia. La presenza del fenomeno risulta invece costante nelle altre province del Lazio, con 130 reati denunciati nel 2014, 132 nel 2013 e 119 nel 2009. Frosinone e Viterbo presentano un incremento dei reati (+103,8% la prima provincia tra il 2009 e il 2014), Rieti e Latina sono invece in leggera flessione. Soltanto nell'ultimo anno nel Lazio l'aumento dei reati è stato pari a +15,1% (352 le denunce nel 2013). Accanto alla corruzione, tra il 2009 e il 2014 si rileva a Roma e nel Lazio una crescita di tutti i reati dei pubblici funzionari e amministratori "infedeli", "affermandosi dunque la presenza di una cultura corruttiva sistemica e pervasiva - scrive l'Eures -, capace di attraversare trasversalmente e quindi di generare una saldatura tra gli interessi illeciti di segmenti rilevanti del sistema politico, dei funzionari e pubblici amministratori, dei cittadini e della cattiva imprenditoria". Dopo la corruzione è il reato di abuso d'ufficio a presentare l'incremento più significativo, con una crescita a Roma (+76,3%, da 38 a 69 reati) superiore a quella regionale (+32,6%, da 89 a 188 reati) e nazionale (+14,1%, passando i reati da 1.099 a 1.254). Anche i reati di peculato e di omissione o rifiuto di atti d'ufficio registrano tra il 2009 e il 2014 una grossa crescita, ancora una volta più marcata a Roma (rispettivamente +50% e +40,8%), rispetto al valore regionale (+44,4% e +29,2%) e nazionale (+30% e +11,9%); al tempo stesso il reato di concussione, in flessione del 20,7% a livello nazionale, presenta un aumento del 5,9% nel Lazio e del 16,7% a Roma (da 10 a 14 reati denunciati in valori assoluti nell'ultimo anno). In Italia complessivamente nel 2014 sono stati 379 i reati di corruzione "in senso stretto" e ben 1.967 le persone denunciate o arrestate (di cui il 45,4% al Sud, il 28,7% al Centro e il 25,9% al Nord), secondo un rapporto Eures. Tra le regioni italiane il Lazio registra nel 2014 il numero più elevato di persone denunciate/arrestate per i soli reati di corruzione (400 nel 2014, a fronte di 61 reati censiti), seguito dalla Lombardia (303), dalla Campania (291), dalla Sicilia (291) e dalla Calabria (147). Pesa su questo record l'effetto dell'inchiesta su Mafia Capitale, sottolinea l'istituto di ricerca. Meno diffuso in Italia il reato di concussione con 111 casi e 378 persone denunciate/arrestate nel 2014, concentrati per circa l'80% al Centro-Sud. Nella graduatoria regionale, il Lazio con 49 denunciati/arrestati per concussione nel 2014 (e 18 reati scoperti) si colloca al secondo posto dopo la Calabria (70), precedendo la Puglia (43), la Sicilia e la Campania (entrambe con 33 denunciati).

venerdì 30 ottobre 2015

Torino - Lamezia di BlueAir

[Ogni dolore est dolore, ogni sentimentu est dannu, però non est tantu mannu, que i su perder s’amore. Ogni dolore ed angoscia è grande, ma è più insopportabile il perder l’amore. Frase sarda] Arriva il nuovo volo Lamezia-Torino operato dalla compagnia BlueAir.  Il collegamento sarà attivo dal 31 ottobre inizialmente con due frequenze settimanali che saranno incrementate con quattro a novembre e sei a dicembre.

5/11 inizia il processo Mafia Capitale

[Mezus andare qui non isettare. Meglio andare che non aspettare. Frase sarda] Non potrà essere in aula a seguire l'intero processo su Mafia Capitale, Massimo Carminati, ritenuto dalla Procura di Roma il capo dell'organizzazione che operava a Roma intrecciando interessi della criminalità con quelli politici ed economici. Lo ha stabilito il presidente della X sezione penale Rosanna Ianniello, tribunale davanti al quale si svolgerà il maxi processo che prenderà il via il 5 novembre. Il divieto di presenziare alle udienze è stato esteso anche ad altri due personaggi chiave dell'inchiesta sul cosiddetto "Mondo di mezzo": Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative, e a Riccardo Brugia. La decisione è stata presa per ragioni di sicurezza. Carminati è attualmente detenuto nel carcere di Parma in regime di 41 bis mentre Buzzi si trova a Tolmezzo. Il presidente Ianniello ha, inoltre, stabilito che non potranno essere presenti alla sola prima udienza anche altri 14 imputati, tra cui l'ex ad di Ama, Franco Panzironi e l'ex componente del tavolo sui migranti, Luca Odevaine. In totale sono 46 le persone imputate nel processo. Dalla seconda udienza il procedimento si sposterà nell'aula bunker del carcere di Rebibbia dove il tribunale spera di poter svolgere fino a quattro udienze a settimana fino al prossimo luglio. Una decisione che, insieme alla scelta di far partecipare alcuni imputati solo in videoconferenza, ha scatenato la reazione dei penalisti che hanno indetto uno sciopero dal 9 all'12 novembre. Sarà giudicato invece il 26 novembre con rito abbreviato l'ex assessore alla Casa del Campidoglio, Daniele Ozzimo, insieme all'ex consigliere Massimo Caprari e altri tre imputati. Nel corso della prossima udienza, il gup si pronuncerà anche sulle richieste di parte civile avanzate da Roma Capitale, dalla Regione, da "CittadinanzaAttiva" e da "Assoconsumo". Slitta invece al 21 dicembre prossimo la decisione del gup di Roma Alessandra Boffi sulla richiesta di patteggiamento concordata dalla procura con i difensori di quattro ex dirigenti della cooperativa "La Cascina" coinvolti nell'inchiesta su MafiaCapitale. Sono Francesco Ferrara, Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita. Le pene concordate vanno da due anni e otto mesi (Ferrara) a due anni e sei mesi di reclusione (gli altri tre). Tutti sono accusati di corruzione nei confronti di Luca Odevaine, già appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, al fine di ottenere l'appalto per la gestione del Cara di Mineo. Nuovo arresto nell'ambito dell'inchiesta Mafia capitale: ai domiciliari è finita Clelia Logorelli, 50 anni, dirigente preposto al Settore verde di Eur Spa, accusata di corruzione. La misura restrittiva, disposta dal gip di Roma, è stata eseguita stamani dai carabinieri del Ros. Secondo l'accusa la Logorelli - in concorso tra gli altri con Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative - nella sua qualità di dirigente preposto al Settore verde di Eur Spa, responsabile parchi e giardini, avrebbe compiuto atti contrari ai doveri di uffici in cambio di uno "stipendio" mensile pari a 2.500 euro. Denaro che avrebbe ricevuto a più riprese da Buzzi, amministratore delle cooperative riconducibili al gruppo criminale capeggiato da Massimo Carminati. Clelia Logorelli "si è fatta comprà subito". Lo dice Salvatore Buzzi in una conversazione intercettata il 12 dicembre 2013. Buzzi si trova in auto insieme ad una sua collaboratrice. Questo un passaggio di una sua frase intercettata dai Ros, così come riportato negli atti dell'inchiesta: "allora sono andato... a fare i regali per Dino, 6.000 euro di vino... poi sono andato... all'EUR a parl...., a compramme...quella che mi controlla... niente, si è fatta comprà subito.. poi sono andato in Ama a parlà con il Direttore generale, poi in Ama con il Direttore delle strategie...". Secondo gli inquirenti Buzzi fa riferimento alla Logorelli quando dice "si è fatta comprà subito": un termine, annotano gli investigatori, "sovente utilizzato da Buzzi per indicare dazioni di denaro a pubblici ufficiali". I fatti si sarebbero verificati, secondo gli accertamenti dei carabinieri del Ros, tra il dicembre 2013 e il novembre 2014.   "EUR SpA comunica che ha disposto la sospensione cautelare del rapporto di lavoro con la dipendente Clelia Logorelli, responsabile Servizio Parchi della Società".

giovedì 29 ottobre 2015

Ata handling contro Palazzo Marino

[Quànd'se fà li cose de notte,lu jorne se vede. Quando si fanno le cose di notte, di giorno si vedono. Detto abruzzese] Secondo Ata Handling, Comune e Stato hanno danneggiato l'azienda favorendo Sea. La vicenda è legata all'istruttoria (ancora pendente) della Commissione Europea del 2012 a proposito nel caso Sea, dove si equiparavano gli aumenti di capitale di Sea a favore della controllata Sea handling ad aiuti di Stato. L'istruttoria della commissione europea, sostiene la società nel suo ricorso al tribunale, avrebbe “inequivocabilmente dimostrato che tali aiuti sono stati concessi con risorse pubbliche e quindi imputabili alle autorità italiane e più precisamente al Comune di Milano che allora deteneva con la Provincia il 99,12% delle quote di maggioranza di Sea”. Palazzo Marino non ha perso tempo e si è costituito in giudizio per difendere le proprie ragioni. “Siamo pronti a smontare una per una le motivazioni sostenute da Ata Handling”, sostengono gli avvocati del Comune, che nel frattempo ha sottolineato di aver “tempestivamente proposto impugnativa dinanzi al tribunale dell'Unione Europea assieme allo Stato italiano e alla stessa Sea” contro la decisione della Commissione Europea. Un accordo di cooperazione per fornitura globale di soluzioni di handing per le compagnie aeree in Italia: è stato siglato la scorsa settimana dalla società leader mondiale nelle attività di movimentazione cargo negli aeroporti Worldwide Flight Services e da ATA Italia, una delle più importanti società di handling aeroportuale in Italia. L’obiettivo è quello di offrire congiuntamente i rispettivi servizi di trasporto merci, di rampa e di assistenza a terra dei passeggeri alle compagnie aeree clienti. Firmato da Olivier Bijaoui, Presidente & CEO di WFS, e Mario Sisto, presidente ATA Italia, l’accordo permetterà alle due società di fornire una gamma completa di servizi di handling alle compagnie aeree nei principali aeroporti italiani. In vari scali italiani la gh Italia si trova con due concorrenti che stanno rosicchiando mercato al saracino. Grazie alla Worldwide Flight Services l'Ata può applicare la politica gh, prendendo compagnie a prezzi stracciati, pur di danneggiare il diretto concorrente. AviaPartner, dal canto suo, non intende perdere e seleziona le compagnie più sane.


Inizia un altro processo contro la Gh Pmo

[Due ricchi ebrei hanno un'amante in comune perché, si sa, bisogna risparmiare. Un certo giorno, la ragazza rimane incinta. Il momento del parto arriva proprio quando uno dei due è all'estero per affari; e quest'ultimo, per l'appunto, viene raggiunto da un telegramma dall'altro: NOSTRA AMANTE PARTORITO DUE GEMELLI STOP MIO NATO MORTO STOP.] Iniziata oggi la causa intentata dal personale ex Uges contro Gesap e Gh Palermo è stata subito rinviata a dicembre 2016. Il giudice ha accettato 5 testi per Di Girolamo Bice, Pizzo Rosalia e Angeletti Fabio difesi dagli avvocati Cipolletta – Pace. Per gli altri 25 il giudice si riserva di valutare …… inoltre, è stato ammessa l’Inps per il contraddittorio. Ricondiamo che prima del licenziamento di tutti i ragazzi dell’Uges ispettori del ministero del lavoro avevano sollevato pesanti critiche per come veniva gestito il personale. Alla fine gli ispettori decisero di sanzionare   la Gh Palermo  a una ammenda di un milione e mezzo circa di multa. Tutta la vicenda della Prm, in tutti questi anni, avrebbe visto il silenzio assenso del variegato mondo sindacale aeroportuale. Tutti i sindacati lamentavano ingiustizie ai danni dei “dipendenti” ma non scoppiava mai la bomba, probabilmente una situazione del genere faceva comodo a molti.  La gestione della sala amica potrebbe essere uno dei sessanta appalti gestiti dalla Gesap che, però, non convincerebbe gli inquirenti. Un caso, destino beffardo (?) registra l’inizio di questo processo proprio lo stesso giorno in cui si conclude il processo che ha visto la condanna di Helg, ex vice presidente della Gesap.  

LA MAGISTRATURA NON MOLLA LA GESAP

[Qual è la differenza fra l'estrema destra israeliana e l'estrema destra degli altri paesi del mondo? L'estrema destra israeliana non è antisemita.] Quattro anni e otto mesi di carcere, più l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici: questa la sentenza nei confronti dell'ex presidente della Camera di Commercio di Palermo e vice presidente della Gesap Roberto Helg, arrestato in flagranza sette mesi fa mentre intascava una tangente. Una vicenda che ha avuto un'evoluzione rapida come il processo che si è svolto con il rito abbreviato e si è concluso questo pomeriggio con la condanna di Helg. A niente è valso il tentativo dell'imputato di risarcire subito l'imprenditore al quale aveva chiesto una “mazzetta” da 100 mila euro, Santi Palazzolo, che ha rifiutato l'offerta. Per il pasticcere Santi Palazzolo, titolare di un negozio all'aeroporto di Palermo, Helg non era solo il vicepresidente della Gesap e numero uno della Camera di Commercio. Helg era “un amico”. Almeno fino all'inizio di quest'anno, quando Helg chiede all'imprenditore una tangente per mantenere, alle stesse condizioni degli anni passati, il suo spazio nello scalo di Punta Raisi. Il rapporto, inevitabilmente, si rompe. Palazzolo va dai carabinieri che il 2 marzo scorso lo imbottiscono di microspie e incastrano Helg mentre incassa la “bustarella” da trentamila euro e un assegno da settantamila.  Nella requisitoria l'accusa ha definito la condotta di Helg “emblematica dell'estorsore, una condotta che lascia trasparire inequivocabilmente una familiarità dell'imputato alla commissione del delitto di specie”. La difesa dell'avvocato Giovanni Di Benedetto aveva invece vanamente tentato la carta della modifica del reato contestato in induzione indebita a dare o promettere utilità, un'accusa che prevede pene più basse.  Helg, che ha partecipato a tutte le udienze, non ha commentato il giudizio del gup Daniela Cardamone, allontanandosi subito dall'aula. Assente il pasticcere Palazzolo che la scorsa udienza aveva raccontato i fatti. “Il 19 febbraio, dopo un mio sms - ha spiegato - Scelta (ex direttore generale della Gesap) era venuto nella mia pasticceria di Cinisi per discutere dei problemi relativi al rinnovo del mio contratto. Disse che io pago il 7 per cento sugli incassi, mentre il gestore unico dell'aeroporto per i servizi di ristorazione paga il 18,27 per cento. Questo divario, a suo dire, aveva determinato malumori all'interno del consiglio di amministrazione della Gesap. Scelta mi spiegò pure che Helg si era lamentato per i mancati introiti della società. Gli chiesi cosa dovevo fare, anche perché in più occasioni Helg mi aveva detto di essere mio amico. Fu a quel punto che Scelta mi consigliò di andargli a parlare”.  Sarebbe stato Scelta, a dire del commerciante, a indirizzarlo da Helg: su questo aspetto, e in generale sulla gestione degli appalti al Falcone-Borsellino di Palermo, c'è un'indagine in corso.

La black list di Lo Bosco

["Itztig, perché hai preso una moglie così brutta?". "Sarà brutta fuori ma ti assicuro che interiormente è bellissima". "Allora rivoltala!". Ferruccio Folkel] Tre funzionari pubblici, tra cui spicca il presidente di Rete ferroviaria italiana Dario Lo Bosco, sono finiti ai domiciliari a Palermo con l'accusa di avere intascato tangenti per decine di migliaia di euro. Oltre al numero uno di Rfi, ed ex commissario della Camera di commercio di Catania, agli arresti sono stati posti i due dirigenti del Corpo forestale dello Stato (che dipende dalla Regione Autonoma) Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. Per tutti e tre l'accusa è di concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Secondo la Procura di Palermo, Quattrocchi e Marranca avrebbero incassato mazzette rispettivamente per 149 mila e 90 mila euro, mentre Lo Bosco avrebbe preso una somma pari a 58mila euro. L'operazione, denominata “Black list” potrebbe essere però soltanto l'apice di un iceberg molto più profondo all'interno della pubblica amministrazione siciliana già scossa in passato da altre inchieste. Sono in corso, infatti, decine di perquisizioni e sequestri negli uffici del Corpo forestale della Regione siciliana nella sede di Rete ferroviaria italiana a Roma, ma anche negli uffici palermitani dell'Ast, l'Azienda siciliana dei trasporti. Perquisizioni si sono svolte anche a casa di numerosi altri indagati, tra i quali “alcuni importanti esponenti pubblici”. Le indagini, a cura della locale Squadra Mobile, diretta da Rodolfo Ruperti, hanno raccolto numerosi indizi, in relazione a due distinti episodi: nel primo caso, un appalto pubblico per l´importo complessivo di 26 milioni di euro, sono protagonisti Marranca e Quattrocchi, a carico dei quali il reato ipotizzato è, per Marranca, l´induzione indebita a dare o promettere utilità, per il Quattrocchi, anche il reato di concussione; il secondo episodio riguarda Lo Bosco per il quale si ipotizza il reato di induzione indebita a dare o a promettere utilità. L'inchiesta trae spunto da un più ampio contesto investigativo, che ha interessato un noto imprenditore agrigentino, che, insieme ai fratelli, è a capo di un gruppo di imprese dalle molteplici attività, prevalentemente interessate ai lavori pubblici. Lo Bosco annotava tutto in un vero e proprio libro mastro delle tangenti, in cui lo stesso imprenditore annotava meticolosamente i pagamenti nei confronti di soggetti pubblici utili ai fini dell'impresa.

Cura dimagrante per Deutsche bank

[Un Babbo Natale ebreo entra in una casa dal camino e dice: “Buongiorno bambini, che cosa vi posso vendere?”]  Deutsche Bank sospende i dividendi per il 2015 e il 2016. Tornerà a distribuirli nel 2017. Lo afferma Deutsche Bnak in una nota, con la quale delinea il piano del co-amministratore delegato, John Cryan. Il progetto prevede una riduzione dei costi. La banca tedesca prevede di tagliare 26mila posti nel mondo, dei quali 9mila sulla sua 'base netta' e gli altri attraverso la cessione di asset, ritirando la propria presenza in dieci Paesi con l'obiettivo di arrivare a risparmiare 3,8 miliardi entro il 2018. È  quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Nel terzo trimestre il gruppo tedesco segna una perdita di circa 6 miliardi a causa di svalutazioni e stime su rischi giuridici, 'rosso' già anticipato con una previsione provvisoria diffusa dalla banca a metà ottobre. I Paesi dai quali Deutsche bank prevede di ritirare la propria presenza sono Argentina, Chile, Messico, Perù, Uruguay, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Malta e Nuova Zelanda. In Sud America in particolare - secondo quanto il co-amministratore delegato John Cryan sta spiegando in una conference via Internet - le attività faranno capo all''hub' del Brasile mentre per l'Europa centro-sud la banca smentisce le ipotesi di ridimensionamento; in quest'area invece “rafforzerà la sua presenza puntando su sinergie tra private banking e wealth management”. La banca per l'Italia in particolare conferma la sua posizione secondo la quale la penisola “rimane un mercato chiave per Deutsche Bank e qualsiasi rumor di un presunto ritiro è totalmente infondato”, confermando “il suo forte impegno nei confronti dell'Italia, Paese in cui è presente dal 1977 e che rappresenta il secondo mercato europeo per il gruppo”. In Italia Deutsche bank conta oltre 3 milioni di clienti, 4mila dipendenti, 1.500 promotori finanziari e 627 'punti vendita'. Il gruppo prevede di chiudere in Europa 200 filiali, tutte in Germania.

mercoledì 28 ottobre 2015

Carl Icahn twitta: ho "grande quota" Aig ...

[Ama si queres esser amadu. Amate se volete essere amato. Frase sarda] L'investitore attivista Carl Icahn torna a twittare e questa volta lo fa annunciando di avere acquistato una partecipazione nel colosso assicurativo americano American International Group (Aig): "Possiedo una grande quota in Aig", scrive sul social media aggiungendo di avere inviato una lettera (di cui fornisce un link) all'amministratore delegato del gruppo Peter Hancock. Nella missiva Icahn chiede uno scorporo di Aig che "aumenti il valore per gli azionisti". Secondo il famoso investitore, Aig dovrebbe creare tre aziende indipendenti e quotate separando il ramo vita da quello dedicato alle assicurazioni sui mutui. Aig poi dovrebbe iniziare "un tanto necessario" programma di controllo dei costi. Per l'uomo che ha fatto pressioni affinché Apple lanciasse un piano di riacquisto di azioni proprie garantendo rendimenti ai soci del produttore dell'iPhone e che ha ottenuto lo scorporo dal sito di aste online eBay della ormai ex divisione dei pagamenti web PayPal, Aig si trova a fare i conti con il forte peso della regolamentazione e "continua a fare peggio dei suoi rivali". Il titolo accelera nel pre-mercato del 3,74%.



SINDACALISTI BUZZURRI

[Amore et tùssiu non si podent cuare. L’amore e la tosse non si possono nascondere.  FRASE SARDA] Nel corso di una riunione azienda sindacati estenuante, faticosa... un noto rappresentante sindacale aeroportuale sostenne che nel periodo estivo il" volatile " si sarebbe alzato (le signore presenti a quel punto  tennero botta....) . A dire questo non era Colombino delle CISAL, che visto il cognome di volatili può discettare a pieno titolo, ma un esponente della Cisl. Si riferiva l'illustre sindacalista alle quaglia, pernici, carcarazze ...  In altra occasione un altrettante sindacalista della Cgil questa volta se n'è uscito dicendo che il problema era risolto con i voli charleston ... Esistono anche  i voli tango, flamenco, can can presso l'apt movida. Oppure un'altra perla riguarda le stagioni che ormai sono impazzite inducendo e convincendo un noto sindacalista aeroportuale della Cisl a dire che con la "Summer invernale"  (e magari con  la "winner estiva")  molte cose sarebbero cambiate, in Brasile e in Argentina, per esempio, già esiste. Sempre il noto rappresentante aeroportuale di Palermo, se decidesse di cambiare lavoro, potrebbe avere più  successo di quello ottenuto nel mondo del lavoro come caratterista. In una nota della gh si comunica che “i stipendi del mese corrente vengono erogati in due trance”. Questo è quanto ha scritto l'Ugl, violentando di brutto la indifesa lingua italiana. Si narra persino che durante una riunione in GESAP un " fido " fan del direttore generale licenziato disse nel culmine del suo intervento " eu " non ho mai "  tragediato ".....
L'ignoranza non è una colpa, si diceva una volta, ma nemmeno può essere considerato un merito. In apt invece servirebbe per fare carriera.

Rai paghi solo chi vuol vederla

[A ttèmbede sjìerpe, le luscèrte fa paira. Al tempo delle serpi la lucertola fa paura. Frase abruzzese] L’inserimento del canone rai nella bolletta della luce farà emergere numerosi evasori che, negli anni passati, non hanno versato l’imposta; di fatto, il pagamento da quest’anno della fattura elettrica “maggiorata” verrà considerato come una sorta di tacita ammissione del possesso del televisore anche per gli anni precedenti e la Rai potrà richiedere il pagamento di tutti gli arretrati (salva ovviamente la prescrizione per ciò che è scaduto da oltre 10 anni), a cui si aggiungerà anche la sanzione per l’omesso versamento, che è pari a cinque volte il canone stesso. Ed a maggior ragione perché – come il Governo ha tenuto a sottolineare – il canone Rai in bolletta non costituisce alcuna sanatoria per il passato. È questo il panico che si sta diffondendo tra i contribuenti in questi giorni alla notizia della novità contenuta nella legge di Stabilità 2016. L’inserimento del canone rai nella Bolletta della luce ha dato luogo ad un’infinità di discussioni, riguardanti le probabili situazioni intricate e talvolta inique che inevitabilmente si verranno a creare. Come pagare, come non pagare, che cosa succede se l’intestatario del canone e l’intestatario della bolletta sono due soggetti diversi, chi ha due case paga doppio, basta un’autocertificazione per dichiarare che non si possiedono apparecchi tv, e così via. Queste sono solo alcune delle ipotesi di cui si discute, per chiarire le quali si dovrà attendere, se non la stesura definitiva della Legge di Stabilità 2016, il decreto attuativo o una successiva circolare ministeriale. Nel frattempo, però, preoccupa molto di più l’annuncio fatto dal sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, pochi giorni fa: nessun condono tombale per chi non ha pagato il canone Rai negli anni passati.
Ciò implica che chi inizia a versare il canone da quest’anno, con la bolletta, è esposto al rischio di pagamento di sanzioni ed arretrati relativi agli abbonamenti degli anni passati, a meno che non abbia effettuato opposizione inviando comunicazioni relative all’esistenza di un intestatario diverso, o al mancato possesso di apparecchi tv.
Il pagamento del canone in abbinamento con la bolletta, in pratica, potrebbe essere un autogol per il contribuente che non ha mai pagato prima, come una sorta di autodenuncia.
Discussione aperta dopo il consiglio dei ministri che ha licenziato, nell’ambito della legge di stabilità 2016, l’inserimento del canone rai nella bolletta elettrica, con tanto di rateizzazione bimestrale e relative sanzioni per gli evasori. Proprio la lotta all’evasione del canone è la chiave con cui il governo ha messo in campo questa discussa riforma, che non ha mancato di sollevare polemiche politiche ma anche e soprattutto tecniche, vista la separazione fra imposta e fruizione del servizio. Così, mentre la Camera dei deputati esamina il disegno di legge di riforma della Rai, è Pierluigi Sabbatini, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, a lanciare una proposta nel merito. Sabbatini è intervenuto nella discussione con un post su lavoce.info, con una premessa chiara: “Il governo vuole far pagare il canone tv con la bolletta dell’elettricità. Ma è una soluzione che separa imposta e fruizione del servizio. Per risolvere il problema dell’evasione basterebbe invece crittare le trasmissioni Rai. E si potrebbero così abolire anche i tetti pubblicitari.” Nel dettaglio si tratterebbe di riconferire “al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio”. Come? Utilizzando la tecnologia digitale e rendendo il servizio televisivo “escludibile”.
Dopo un lungo excursus sulla storia del canone per il servizio pubblico televisivo, dal regio decreto del 1938 che lo istituiva ai cambiamenti che hanno riguardato il mezzo televisivo e la sua fruizione nei decenni, Sabbatini porta la sua proposta, ossia “tornare alla filosofia dell’originario regio decreto, riconferendo al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio. Peraltro, l’evoluzione tecnologica rende questa soluzione ben più facilmente perseguibile. La Rai trasmette con tecnologia digitale e pertanto il servizio televisivo è ora ‘escludibile’. La soluzione al problema dell’evasione del canone televisivo è dunque a portata di mano: crittare le trasmissioni Rai e fornire la card Rai a coloro che pagano il canone. Questa soluzione obbligherà chi vuole fruire del servizio a pagarlo e, nel contempo, consentirà a chi non se ne vuole servire di evitarne il pagamento”. “Coerente con questa proposta – prosegue il post di Sabbatini – è l’eliminazione dei tetti pubblicitari per l’emittente pubblico, giacché non sarebbe più opportuno imporre uno specifico modello di finanziamento. Tutto ciò porterebbe alla fine del servizio pubblico? Non necessariamente. La Rai non è assoggettata agli stessi criteri di profittabilità di un’impresa privata e dispone ancora di asset importanti che non sono nella disponibilità delle altre emittenti. E comunque stona parlare di servizio pubblico quando si propone un criterio di pagamento del canone che rende palese l’irrilevanza della sua fruizione”.

Italia non esiste la giustizia sociale

[Chi àle poche vale. Chi sbadiglia vale poco. Frase abruzzase] In Italia c'è scarsissima giustizia sociale e soprattutto i giovani ne pagano le conseguenze: è quanto emerge dal rapporto annuale della fondazione Bertelsmann, che mette l'Italia al 25mo posto, sui 28 Paesi europei, nella classifica generale della giustizia sociale. Secondo lo studio, “le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, fortemente limitate per un numero sempre crescente di giovani per via della mancanza di formazione e di esperienza sul mercato del lavoro, celano una vera e propria bomba a orologeria sociale, pronta a esplodere in futuro”. E “questo è ancor più vero se si considera che circa un terzo dei minori italiani è, già oggi, a rischio povertà ed emarginazione sociale”. Secondo la fondazione, “allarmanti” sono soprattutto le carenze ancora gravi del mercato del lavoro. “Rispetto all'indagine condotta lo scorso anno, la situazione ha fatto registrare un ulteriore netto peggioramento", si legge nello studio. Tra il 2008 e lo scorso anno il tasso di disoccupazione è quasi raddoppiato salendo dal 6,8% al 12,9%, mentre il livello occupazionale con una percentuale del 55,7% è rimasto stazionario ad un livello “molto basso” (26mo posto). Solo in Grecia e in Croazia si è registrato un tasso di occupazione ancora più basso. Il malfunzionamento del mercato del lavoro emerge anche dall'aumento di oltre il 100% della disoccupazione di lunga durata nello stesso periodo (dal 3,1 al 7,8%). Per i giovani italiani, prosegue il rapporto, “la situazione si presenta particolarmente drammatica”. Dal 2008 al 2014 la disoccupazione giovanile è infatti più che raddoppiata, passando dal 21,2% al 42,7% (25mo posto). Non a caso, “a causa della mancanza di prospettive future per i giovani, il Paese che sta invecchiando rapidamente occupa una delle ultime posizioni nella graduatoria della giustizia intergenerazionale (27mo posto)”.

Air Malta migliora redditività

[Amare et non esser amadu est tempus ingannadu. Amare e non essere amato è tempo perso. Detto sardo] I risultati di Air Malta per il primo semestre di quest’anno mostrano che la compagnia aerea è sulla buona strada per recuperare la redditività, con una previsione di perdita della compagnia di soli 4 milioni di euro entro marzo 2016. Questo risultato è stato annunciato nel corso della recente Assemblea generale di Air Malta, dove sono stati presentati i bilanci per l’anno che si è chiuso a marzo 2015, che, come previsto, hanno rilevato una perdita di 16,4 milioni di euro. "Questo nonostante la chiusura della rotta da/per la Libia e il calo del numero dei passeggeri provenienti dalla Russia, che ha contribuito ad una perdita di circa 10 milioni di euro, l’aumento della concorrenza nell’estate 2014 e una compagnia aerea con una struttura manageriale ridotta all’osso", ha dichiarato la presidente Maria Micallef. I risultati dell’anno finanziario chiusosi a marzo 2015 sono stati raggiunti anche grazie alla rinegoziazione del contratto di ristorazione, che ha portato ad un risparmio di più di 4 milioni di euro l’anno, e alla vendita di Selmun Palace Hotels Ltd.  I risultati di Air Malta per il primo semestre dell’anno finanziario in corso mostrano che la compagnia aerea è sulla buona strada per recuperare la redditività. “I risultati dei primi sei mesi dell’anno finanziario in corso confermano che la società è migliorata dal punto di vista della redditività di 8,7 milioni di euro rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno - ha detto la presidente Maria Micallef durante l’assemblea generale -. Se queste tendenze positive continuano e, se non avvengono battute d’arresto importanti come catastrofi naturali o azioni collettive nei prossimi sei mesi - ha aggiunto - usciremo dal periodo del programma di ristrutturazione con una perdita di circa 4 milioni di euro". Micallef ha sottolineato anche la necessità di trovare un partner strategico. “Non importa quanto ci concentriamo sui costi, non saremo mai in grado di negoziare con lo stesso peso delle compagnie aeree che hanno flotte di centinaia di aerei. Non saremo in grado di negoziare gli stessi costi per il carburante, la manutenzione, i sistemi informatici e tutto il resto. E in un settore guidato prima di tutto dal costo e dal prezzo, questo significa che non saremo mai in grado di competere in modo efficace - ha dichiarato la manager. Pertanto, Air Malta trarrebbe sicuramente vantaggio da una potenziale un’alleanza strategica per poter vincere la sfida data dall’assenza di economie di scala in cui la compagnia aerea si trova in questo momento".

100 milioni di passeggeri per Wizz Air

[De amigos est bonu a nd’haer finzas in domu de su diaulu. Sta bene aver degli amici anche a casa del diavolo. Iperbole per denotare il bisogno degli amici. Frase sarda] Wizz Air festeggia il suo più grande traguardo in assoluto con 100 milioni di passeggeri trasportati sui suoi voli nel corso degli 11 anni passati. Il 100 milionesimo passeggero ha viaggiato sulla rotta Wizz Air da Londra-Luton a Varsavia e per festeggiare questo traguardo Wizz Air ha offerto a tutti i passeggeri a bordo un volo gratuito. Oltre 20 milioni di tutti i passeggeri che hanno scelto Wizz Air negli 11 anni scorsi hanno volato su una delle rotte che la compagnia aerea opera da/per l’Italia.  József Váradi, ceo di Wizz Air, ha detto: "Abbiamo operato il nostro primo volo nel 2004 tra Polonia e Regno Unito e oggi, 11 anni dopo, festeggiamo un totale di 100 milioni di passeggeri trasportati da oltre 110 aeroporti in 38 Paesi".

domenica 25 ottobre 2015

BERGER TROVA ACCORDO CON GIUSTIZIA US

[Lasciatemi in pace, che ho un capello per diavolo! Totò – Antonio de Curtis] Louis Berger, un imprenditore con un fatturato annuo di $ 1 miliardo, di recente si è dichiarato colpevole per l'ultima volta di imposizioni inizialmente derivanti dal suo lavoro in US agency for international development progetti finanziati dall'UE in Afghanistan a partire dal 2002, ma poi si estende ben al di là. Più dipendenti, tra cui l'ex presidente e amministratore delegato della società, sono stati trovati colpevoli di accuse penali, e le autorità di paesi lontani come l'India hanno fatto arresti, tra cui l'ex ministro dello stato indiano di Goa, Negli ultimi mesi, Devex ha parlato a lungo con i dirigenti della Louis Berger e principali fonti vicine alla società e ai casi contro di essa per mettere insieme questa storia e capire meglio come sono andati i fatti. Vogliamo ricordare che se appiani i problemi con la giustizia Usa puoi ripartire alla grande. Il gruppo Berger in questi giorni è stato riconfermato a Rota, base Us in Spagna, molto probabilmente verra confermato a Sigonella, rigettando il ricorso della Gh Italia. L'azienda volontariamente si è sottoposto a un'indagine interna indipendente, guidata da ragionieri legali esterni e consulenti legali che si specializzano nello scoprire la corruzione. McClung e tutti i gestori associati a questi temi sono stati separati dalla società a seguito dell'indagine interna indipendente. Nel mese di luglio, McClung dichiarato colpevole in tribunale degli Stati Uniti per il suo ruolo nei pagamenti impropri ed è prevista per lui la condanna il 5 novembre. Louis Berger opera in tutti i continenti abitabile. Louis Berger opera in tutti i continenti abitabile. Abbiamo una presenza a lungo in piedi in più di 50 nazioni, rappresentata dalla competenza multidisciplinare di 6.000 ingegneri, economisti, scienziati, manager e progettisti. 

Accordi Israele e Giordania per Al Aqsa


[La nostra salvezza è la morte. Ma non questa. Franz Kafka] Il segretario di Stato americano John Kerry ha detto oggi che Israele e Giordania hanno concordato alcune misure per ridurre le tensioni alla moschea Al Aqsa di Gerusalemme che nelle ultime settimane hanno provocato una nuova esplosione di violenze tra israeliani e palestinesi.
Lo riferisce l'agenzia Ap, dopo un colloquio che Kerry ha avuto ad Amman con il presidente palestinese Abu Mazen (Abu Abbas) e con il re Abdallah. La Giordania è custode dei luoghi santi musulmani a Gerusalemme. Il segretario di Stato Usa John Kerry ha incontrato ad Amman il presidente palestinese Abu Mazen e il re giordano Abdallah nel tentativo di fermare l'escalation di violenza tra israeliani e palestinesi. Dopo un lungo colloquio avuto giovedì a Berlino con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Kerry si è detto cautamente ottimista sulla possibilità di riportare la calma nella regione. Ieri a Vienna il segretario di Stato ha partecipato a una riunione del Quartetto sul Medio Oriente. "Israele continuerà ad applicare la sua politica di sempre: i musulmani pregano sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee, ndr); i non musulmani lo visitano". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu dopo gli accordi annunciati dal segretario di stato Usa John Kerry tra Giordania e Israele. Il premier ha quindi riaffermato che Israele non ha "intenzione di dividere il Monte del Tempio e respingiamo completamente ogni tentativo di insinuare il contrario".


Poveri statali con Renzi …


[Era talmente vecchio che aveva fatto la prima comunione con Garibaldi. Totò – Antonio de Curtis] Dopo anni di blocco del contratto degli statali “bisognerà anche capire che indirizzo si vuole dare alla nuova tornata contrattuale, considerando che siamo in una fase di inflazione molto bassa. E considerando che uno statale su quattro riceve in busta paga il bonus da 80 euro varato da questo governo”. In un'intervista al Messaggero, il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia spiega che gli aumenti potrebbero non essere uguali per tutti: “non è ancora deciso, ma può avere un senso ragionare su criteri differenziati, come le fasce di reddito, le funzioni, le categorie”. La riduzione dei comparti “va fatta con una ratio: trovare le specificità che accomunano i settori. Ma non a livello di governo. Non ha senso mettere la sanità con le Regioni perché la sanità è solo di competenza regionale”, dichiara Madia. Quanto all' Agenzia delle Entrate, “se i comparti devono essere al massimo quattro, mi sembra difficile ce ne possa essere uno sulle Agenzie”, commenta. “Credo che per le Entrate la priorità al momento sia quella di portare a termine il concorso per gli 800 dirigenti dichiarati illegittimi dalla Consulta”.
Per Madia il turn over automatico va superato. Vogliamo cambiare in maniera strutturale il modo di programmare le assunzioni nel settore pubblico. Dobbiamo riuscire ad assumere le persone necessarie con le professionalità che servono”.
Sul silenzio assenso “è tra amministrazioni, non tra privati e Pa. Costringiamo solo le amministrazioni a fare il loro lavoro”, spiega Madia.
Il ministro definisce “un caso grave” gli assenteisti arrestati a Sanremo, ma “la maggioranza dei dipendenti pubblici sono persone per bene”. Per evitare la diffidenza dei cittadini “c'è soltanto una soluzione, che il governo sta peraltro portando avanti con determinazione: la trasparenza”.

Isis minaccia Israele


[La puntura di una zanzara prude meno quando sei riuscito a schiacciare la zanzara. Ugo Ojetti] Con un messaggio per la prima volta in ebraico, l'Isis minaccia gli israeliani che le violenze delle ultime settimane sono l'inizio di un conflitto ben più vasto. “La guerra vera non è ancora iniziata”, avverte un miliziano incappucciato: “Stiamo arrivando”. “Questo è un messaggio importante per gli ebrei che hanno occupato la terra dei musulmani", esordisce il miliziano dell'Isis, che compare armato di tutto punto e che si esprime in un ebraico fluente. "La guerra vera e propria non è ancora iniziata. Quello che state provando adesso - rileva - è solo un gioco da ragazzi rispetto a quanto vi attende nel prossimo futuro. Per ora fate quello che volete. Ma sappiate che vi faremo pagare il conto, dieci volte per quanto avete fatto". "Pensate un momento: cosa farete quando decine di migliaia da tutto il mondo verranno da voi per sgozzarvi e per gettarvi nell'immondezzaio?, chiede il miliziano. "Noi continueremo fino in fondo, finché non avremo debellato la malattia". Il miliziano fa poi notare agli israeliani che non si tratta di minacce astratte e mostra una cartina sulle avanzate recenti dei jihadisti islamici. "Ci stiamo avvicinando a voi dal Sud (Sinai, ndr) e da Nord (Golan, ndr). Il nostro scopo è di cancellare per sempre i confini tracciati (dalle potenze occidentali nel 1916, ndr) con gli accordi di Sykes-Picot". Con un messaggio per la prima volta in ebraico, l'Isis minaccia oggi gli israeliani che le violenze delle ultime settimane sono l'inizio di un conflitto ben più vasto. Intanto, questa mattina, un soldato israeliano è stato pugnalato da un palestinese a Gush Etzion in Cisgiordania. Lo dice il portavoce militare secondo cui l'aggressore, ferito dagli spari dei militari, è stato catturato. Il soldato ha ferite leggere. Il soldato, secondo i media, è un beduino in forza all'esercito ed è stato ferito nella parte superiore del corpo. Secondo le stesse fonti l'aggressore palestinese è stato colpito alle gambe dal fuoco degli altri soldati.

sabato 24 ottobre 2015

Pegasus Airlines vola ad Eilat

[Quie donat su sou, perdet s’amigu et i su sou. Chi da il suo, perde l’amico e il suo. S’intende degli amici truffatori, che per disgrazia della società sono tanti. Frase sarda] Pegasus Airlines ha aggiunto Eilat (Ovda Aeroporto) alla sua rete di voli portando il numero totale delle destinazioni raggiunte a 101. I nuovi collegamenti il 1° dicembre 2015, tre volte la settimana tra l’aeroporto di Ovda e Sabiha Gokcen di Istanbul. Pegasus collega l’aeroporto di Ovda a 61 destinazioni via Istanbul – Sabiha Gokcen: 42 destinazioni internazionali e 19 destinazioni nazionali. Con l’aggiunta della nuova destinazione di Eilat (Ovda Aeroporto), Pegasus ora vola su 101 destinazioni, tra cui 68 al di fuori della Turchia in 40 paesi diversi

Az conferma volo su RC

[Amore et signoria non querent cumpagnia. Amore e signoria non vogliono compagnia. Cioè sono sempre gelosi quelli che amano e che comandano. Frase sarda] Alitalia manterrà la tratta aerea tra Reggio Calabria e Milano, con partenza al mattino e rientro alla sera, la cui cancellazione era prevista dal 25 ottobre. A comunicarlo al sindaco della città, Giuseppe Falcomatà, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Falcomatà ha parlato di un grande risultato per la città.

“Trance” di sindacalismo a Punta Raisi

[A proposito, tuo zio è sempre morto? Totò-Antonio de Curtis] I sindacati
(ugl, cgil, uil e cisl) comunicano che lunedì ci sarà un'assemblea dei lavoratori per discutere le ultime novità, in negativo, della gh Pmo. In una nota della gh si comunica che “i stipendi del mese corrente vengono erogati in due trance”. Questo è quanto ha scritto l'Ugl, violentando di brutto la indifesa lingua italiana. Martedì sarà la volta della cisal che al cambio turno farà un incontro con i propri iscritti. Non più tavoli separati, ma adesso anche i giorni … I lavoratori dovranno dire cosa fare alla fine di queste riunioni: se fare finta di niente, se protestare (se si in che modo), oppure, regalare il 20% dello stipendio alla gh in segno di solidarietà. 

ANCHE I CANI TASSATI

[Come vi permettete di colpire le nobili terga di un triumviro? Quando uno viene fatto triumviro, lo è da tutte le parti! Totò – Antonio de Curtis] Una tassa sui cani. È questa la proposta del Consorzio dei Comuni della provincia di Bolzano per finanziare la manutenzione delle aree cani o la fornitura pubblica di sacchetti per le deiezioni. L’idea ha scatenato già un mare di polemiche: in prima linea gli animalisti e i proprietari degli animali. Manuela Mescalchin, portavoce nazionale del comitato Ufficio Garante Diritti Animali, urla il suo disappunto a nome di tutti i proprietari o amanti dei cani: “Ci rendiamo conto dell’assurdità di una tassa come questa? Le aree cani sono fatiscenti, spesso e volentieri siamo noi stessi utenti a pulirle, invece degli addetti, che si limitano a svuotare i bidoni. I sacchetti per raccogliere le deiezioni? Venivano distribuiti nei centri civici dei quartieri, ma visto che non esisteva una regolamentazione in merito e che molti ne approfittavano, ora non si fa più. Li compriamo con i nostri soldi. E dovremmo pagare una tassa? No. Siamo pronti a scendere in campo con una massiccia raccolta firme. Nonostante le polemiche resta fermo nella sua posizione Alessandro Bertinazzo, vice presidente del Consorzio dei Comuni: “Non trovo assolutamente giusto che la comunità paghi gli interessi di una parte della popolazione finanziando le aree cani quando facciamo fatica ad istituire i servizi di trasporto scolastico. Ultimamente avere un cane sembra una moda: bene, chi la sceglie può anche pagare qualche servizio per questa moda”.

Il gioco delle tre carte di Matteo

[Ringrazia Dio che porto la corazza, se fossi scorazzato farei un macello! Totò- Antonio de Curtis] L'ultima bozza della legge di stabilità prevede che nel 2016 il canone Rai è addebitato sulla prima fattura relativa alla fornitura di energia elettrica successiva alla data di scadenza per il pagamento del canone.
Sempre nell'ultima bozza della manovra si legge che le Regioni che, entro gennaio 2016, non avranno adempiuto all'obbligo di riordino delle funzioni in base alla riforma Delrio saranno commissariate per far sì che entro fine giugno il personale in esubero delle Province venga riassorbito al loro interno. E ancora: per il 2016 "è attribuito alle Regioni a statuto ordinario un contributo di complessivi 1.300 milioni di euro", si legge nell'ultima bozza che prevede però anche che le Regioni assicurino "un contributo alla finanza pubblica pari a 3.980 milioni di euro per l'anno 2017 e a 5.480 per ciascuno degli anni 2018 e 2019". Addio alla Tasi, taglio dell'Ires, Canone Rai in bolletta ma anche misure a sostegno della famiglia, delle imprese e per i "più deboli", sgravi per l'agricoltura e innalzamento al tetto dell'uso dei contanti. Sono alcune delle misure della legge di Stabilità. 
L'obiettivo è ambizioso. Il governo intende portare l'imposta sul reddito delle società dall'attuale 27,5% al 24% nel 2017 (3,8 mld). La novità è la possibilità che un primo calo possa esserci già nel 2016 se la Commissione Ue autorizzerà un margine di flessibilità dello 0,2% (3,1 mld) per l'emergenza immigrati. 
Niente aumento dell'Iva, né delle accise sulla benzina. È la misura più corposa della legge finanziaria ma anche quella che veniva data per scontata. La sterilizzazione delle clausole previste dai governi precedenti vale 16,8 miliardi di euro. 
Chi investe in azienda potrà ammortizzare il 140% dei propri investimenti. È una misura, una tantum, che vuole spingere gli imprenditori a finanziare. Nessun intervento sulle pensioni ma misure specifiche: opzione donna (esteso al 2016), settima salvaguardia degli esodati, innalzamento della no tax area per i pensionati over 75 e facilitazioni per chi si avvicina all'uscita dal mondo del lavoro. Gli over 63 anni, inoltre, potranno optare per il "part time" negli ultimi anni lavorativi con oneri minimi a carico dello Stato (100 milioni). Il sistema, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe favorire l'ingresso di nuovi assunti. 
 Anche nel 2016 le aziende che vorranno assumere potranno beneficiare delle agevolazioni concesse dal governo. La decontribuzione, però, calerà progressivamente: del 40% l'anno prossimo (834 mln) e ulteriormente nel 2017. Lo sgravio sarà valido in ogni caso sempre fino al 2018. Confermato lo sgravio fiscale del 65% per i lavori di efficientamento energetico al quale si aggiunge un ulteriore misura a favore delle coppie under 35 che, pur senza ristrutturare casa, comprano mobili. 
Il governo mette sul piatto 600 milioni per il 2016, 1 mld per i 2017 e altrettanti nel 2018. Le risorse dovrebbero essere destinate ai nuclei familiari in difficoltà economiche al cui interno c'è un minore. Ed aggiunge altri 90 milioni sono destinati a misure a favore di persone disabili che sopravvivono ai genitori. Finanziato per 400 mln il fondo per la non-autosufficienza. Aumentano le risorse per il Servizio Civile. 
Fisco agevolato (405 mln) ma soprattutto via l'Imu dai capannoni agricoli e l'Irap per agricoltura e pesca. Le misure nel loro insieme valgono, secondo le stime del ministero, almeno 800 milioni. 
Circa 450 milioni nel prossimo triennio per la Terra dei Fuochi ma soprattutto risorse per il Fondo di garanzia dell'Ilva di Taranto e lo "stanziamento definitivo" per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria. “Una sorta di Jobs act per i lavoratori autonomi”, ha definito Renzi le norme per le nuove partite Iva che prevedono un'aliquota forfettaria del 5% sotto i 30.000 euro di reddito. Il costo, secondo le stime, si aggira sui 300 mln.

La Sicilia ultima

[Rita bene chi rita l'ultimo. Totò-Antonio de Curtis] Il tasso di occupazione in Sicilia delle persone tra i 20 e i 64 anni (42,4% nel 2014) è il più basso di tutte le regioni europee. Lo si legge nell'Eurostat Regional Yearbook 2015 nel quale si sottolinea che in Italia c'è un divario di oltre trenta punti tra l'area con il tasso di occupazione più alto (Bolzano, al 76,1%) e la Sicilia. La stima dei disoccupati ad agosto diminuisce dello 0,4% (-11 mila). Il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti percentuali, proseguendo il calo del mese precedente (-0,5 punti) e arrivando all’11,9%. Lo comunica l'Istat. Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce del 5,0% (-162 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 0,7 punti. Dopo il calo di giugno (-0,4%) e la crescita di luglio (+0,6%), la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce nell’ultimo mese dello 0,6% (-86 mila persone inattive), tornando al livello di giugno. Il tasso di inattività, è pari al 35,6%, in calo di 0,2 punti percentuali. Su base annua l’inattività è in calo dell’1,7% (-248 mila persone inattive) e il tasso di inattività di 0,5 punti. Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo giugno-agosto 2015 il tasso di occupazione cresce (+0,2 punti percentuali), mentre calano il tasso di disoccupazione (-0,2 punti) e il tasso di inattività (-0,1 punti).

BA farà scalo a Palermo

[Il pazzo va assecondato, io sono propenso all'assecondamento: mi alleno con mia moglie. Totò – Antonio de Curtis] British Airways ha annunciato l'avvio di un collegamento diretto da Londra Heathrow a Palermo. Due le frequenze iniziali, ogni sabato e martedì, a partire dal 2 maggio del 2016, operate con aeromobili A320. È la prima volta che la compagnia aerea britannica, che vola attualmente verso 179 destinazioni in 75 paesi diversi, sbarca all'aeroporto di Palermo con una rotta dedicata. Nella presentazione delle nuove rotte estive di British Airways, Palermo viene descritta come una meta ideale per "gli amanti della cultura e del sole". "L'apertura della nuova rotta con la prestigiosa British Airways è senza dubbio un importante passo per l'aeroporto di Palermo, che allarga ulteriormente la dimensione internazionale dello scalo - afferma Fabio Giambrone, presidente della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto di Palermo Falcone Borsellino Il fatto stesso di mettere in collegamento il territorio palermitano con il cuore del traffico aereo londinese, Heathrow, dà la possibilità a tanti turisti di venire a visitare la Sicilia sfruttando facilmente le coincidenze per Palermo. Inoltre permette, a chi parte dal capoluogo siciliano di sbarcare in un hub collegato con il resto del mondo". Vorrei ricordare ad Ambrogio che già Palermo è collegata con due dei 5 scali londinesi. Il problema è un altro chi gestirà la BA a Palermo, il saracino, il corsaro? Sono fiducioso. 

Riduzione dello stipendio ora è possibile

[Sono irruento e se una donna mi piace, la irruentisco. Totò – Antonio de Curtis] La riforma del lavoro detta jobs act non solo ha cambiato il paradigma dei contratti di lavoro per i neoassunti, ma tramite i decreti attuativi finirà per impattare tangibilmente anche sui contratti in essere. Innanzitutto in virtù dei decreti su controllo a distanza dei dipendenti e demansionamento, in quest’ultimo caso con possibilità di diminuzione dello stipendio. La possibilità di tagliare lo stipendio, anche se ancora non è stata adeguatamente valutata dalla giurisprudenza, poiché non sono emerse questioni inerenti, è in realtà uno degli aspetti più rilevanti del decreto, che ha modificato il Codice Civile. La nuova formulazione del Codice, infatti, non solo ammette il demansionamento, ma aggiunge – previo accordo tra datore e lavoratore in sede protetta – la possibilità di ridurre la retribuzione: possibilità esplicitamente vietata dalla vecchia formulazione del Codice Civile, che prevedeva la nullità di ogni patto di diminuzione della retribuzione. Formulazione fin qui sempre condivisa dai giudici, anche in presenza di accordi privati. Con l’entrata in vigore del decreto attuativo del Jobs act cambia tutto, gli accordi di diminuzione dello stipendio sono validi, anche se individuali, rispettando determinate condizioni. Ora in sostanza, perché il patto individuale di modifica (sia delle mansioni, che della categoria, dell’inquadramento e della retribuzione) sia valido, devono essere rispettate le seguenti disposizioni: l’accordo deve essere concluso nelle sedi di conciliazione deputate (le cosiddette sedi protette: commissioni sindacali, presso la Dtl, commissioni di certificazione dei contratti…); deve sussistere l’interesse del lavoratore alla conservazione dell’occupazione; in alternativa, deve sussistere l’interesse del lavoratore all’acquisizione di una diversa professionalità; in alternativa, deve sussistere l’interesse del lavoratore al miglioramento delle condizioni di vita. I minimi retributivi previsti dai Contratti Collettivi, corrispondenti all’inquadramento (livello) del lavoratore, restano in ogni caso inderogabili, anche nei casi in cui non sia applicato alcun Contratto Collettivo, poiché il giudice può utilizzare tali minimali come misura di adeguatezza della remunerazione, in base alla Costituzione. La giurisprudenza ha avuto modo di chiarire numerosi aspetti del demansionamento, soprattutto in materia di onere della prova e del risarcimento del danno. In particolare, secondo i giudici, il demansionamento è escluso nei casi di:
– adibizione del lavoratore a mansioni inferiori marginali ed accessorie rispetto a quelle di competenza, purché non rientranti nella competenza specifica di altri lavoratori di professionalità meno elevata e a condizione che l’attività prevalente e assorbente del lavoratore rientri tra quelle previste dalla categoria di appartenenza;
– riclassamento del personale (riassetto delle qualifiche e dei rapporti di equivalenza tra mansioni) da parte del nuovo CCNL. In tale ipotesi le mansioni devono rimanere immutate e deve essere salvaguardata la professionalità già raggiunta dal lavoratore;
– sopravvenuta infermità permanente, purché tale diversa attività sia utilizzabile nell’impresa, secondo l’assetto organizzativo insindacabilmente stabilito dall’imprenditore.
La dequalificazione del lavoratore sarebbe quindi legittima qualora costituisca l’unica alternativa possibile al licenziamento; in questo senso, l’attribuzione a mansioni inferiori potrebbe considerarsi giustificata tanto se disposta autonomamente dal datore di lavoro, quanto se attuata a seguito di un accordo sindacale.
Inoltre, un eventuale demansionamento non va valutato in rapporto ad un incarico di natura temporanea, bensì alle mansioni originarie e tipiche della qualifica del lavoratore. Per cui, se il lavoratore viene adibito solo temporaneamente a un livello superiore, nel momento in cui ritorna alle sue normali mansioni ciò non significa che sia stato demansionato. Il lavoratore ha diritto di conservare il livello di inquadramento e il trattamento retributivo riconosciuto prima dell’assegnazione alle mansioni corrispondenti al livello inferiore. Sono tuttavia esclusi gli elementi retributivi collegati a particolari modalità di esecuzione della prestazione lavorativa precedentemente svolta dal lavoratore (ad esempio, indennità di cassa), che il datore di lavoro non è obbligato a mantenere. Se il datore di lavoro adibisce il lavoratore a mansioni inferiori in ipotesi diverse da quelle sopra riportate, il demansionamento è da considerarsi illegittimo. Pertanto il lavoratore può agire in tribunale, con una causa di lavoro, e chiedere (anche in via d’urgenza) il riconoscimento della qualifica corretta, nonché, quando il demansionamento presenta una gravità tale da impedire la prosecuzione del rapporto di lavoro – anche provvisoria – recedere dal contratto per giusta causa.
Il ricorso al giudice del lavoro costituisce lo strumento per accertare la violazione del divieto di demansionamento. Accertata la violazione, il giudice può disporre a tutela del lavoratore:
– la condanna del datore di lavoro alla reintegra del lavoratore nella posizione precedente o in una equivalente;
– la condanna al risarcimento del danno patrimoniale, relativo alle retribuzioni eventualmente maturate medio tempore (es. nel caso di attribuzione di mansioni inferiori con conseguente trattamento economico deteriore);
– la condanna al risarcimento del danno non patrimoniale determinato dal demansionamento subito. Tanto il danno patrimoniale quanto quello non patrimoniale deve essere sempre provato dal lavoratore che deve dimostrare una riduzione dello stipendio e/o le conseguenze sul suo equilibrio psicofisico. In difetto, il giudice, anche qualora rilevi l’avvenuto demansionamento e l’illegittimità della condotta del datore, non può liquidare alcun indennizzo al dipendente.
Ai fini del riconoscimento di un danno patrimoniale, è, infatti, necessario fornire prove o allegazioni del male subito.
In tal senso il danno da dequalificazione o da demansionamento può consistere:
– sia nel danno patrimoniale derivante dall’impoverimento della capacità professionale acquisita dal lavoratore e dalla mancata acquisizione di una maggiore capacità, sia nel pregiudizio (sempre di natura economica) subìto per perdita di chance, ossia di ulteriori possibilità di guadagno
– sia nella lesione del diritto del lavoratore all’integrità fisica o, più in generale, alla salute ovvero all’immagine o alla vita di relazione. Il rifiuto di svolgere le nuove mansioni è ritenuto legittimo solo se rappresenta una reazione del lavoratore proporzionata e conforme a buona fede.
Il rifiuto della prestazione lavorativa può considerarsi in buona fede solo se si traduce in un comportamento che, oltre a non contrastare con i principi generali della correttezza e lealtà, risulta oggettivamente ragionevole e logico, cioè deve trovare concreta giustificazione nel raffronto tra prestazioni ineseguite e prestazioni rifiutate. In tal caso, l’inadempimento del lavoratore risulta proporzionato al precedente inadempimento del datore di lavoro.

venerdì 23 ottobre 2015

Bancarotta fraudolenta 
per Durante

[Chi lascia la moglie morta per quella viva, sa quello che lascia ma non sa quello che triva. Totà-Antonio de Curtis] Bancarotta fraudolenta aggravata in concorso è il reato contestato nell'avviso conclusione indagini preliminari (atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) che la Procura di Marsala ha notificato all'ex presidente di Confindustria Trapani Davide Durante, 53 anni, ad Adriana Genovese, di 54 anni, e a Nino Durante, di 58 anni, tutti di Santa Ninfa (Tp). Secondo l'accusa, Genovese, nella qualità di amministratore unico della fallita "Conglomerati Santa Ninfa", Nino Durante come socio di maggioranza della stessa azienda, nonché socio anche della "Calcestruzzi Santa Ninfa", e Davide Durante, come amministratore e socio della "Bitumedil", amministratore della "Elettrosud" e socio della "Calcestruzzi Santa Ninfa", consapevoli dell'effettiva situazione patrimoniale della società "Conglomerati santa Ninfa" e dello stato di "decozione" nella quale questa versava, avrebbero distratto dalle casse sociali circa 369 mila euro attraverso pagamenti a terzi per obbligazioni assunte dalle società "Calcestruzzi Santa Ninfa", "Bitumedil" ed "Elettrosud", nonché con bonifici sui conti correnti delle stesse società. L'indagine è della sezione di pg della Guardia di finanza della Procura di Marsala, per la quale queste azioni avrebbero comportato "un danno patrimoniale di rilevante gravità". Il fallimento della "Conglomerati santa Ninfa" è stato dichiarato dal Tribunale di Marsala il 20 dicembre 2013.

Intervista a GianLuca Colombino della Legea Cisal

Personaggio di spicco nel mondo sindacale, più volte corteggiato da altre sigle ha detto di no, ringraziando sempre. Pochi vizi il calcio, gli U2 …, un solo grande amore infinito Martina. Non tutto quello che ha detto è condivisibile, ma non tutti dobbiamo avere le stesse idee. Voglio ricordare che il gestore non deve avere ingerenze nelle aziende di handling, a Palermo Gesap e Gh hanno fatto tutto quello che hanno voluto, non sempre probabilmente correttamente e il sindacato, unitariamente, non ha detto mai niente. La situazione in gh a Palermo non è facilmente decifrabile: 98% del volato bilanci sempre in rosso. Gli stipendi, sembrerebbe, pagati, per mancanza di liquidità, a rate ed é questa la novità, in negativo, in gh. Gesap avrebbe manifestato l'intenzione di pagare il 20% dello stipendio, dunque si arriva all'80%, si perché la gh voleva pagare solo il 60 come acconto. Ma una decisione del genere non dovrebbe essere discussa in cda? Ieri, però, non si è parlato di questo in consiglio Gesap. Ma vediamo cosa ha detto.  
HA inizio il declino di Gh a PMO? GH era una società unica nel panorama dell'handling nazionale. Per un paio di anni riuscì persino a chiudere con utili di bilancio seppure minimi. Poi gestioni incomprensibili hanno nei fatti aperto a logiche folli che in taluni casi non esito a definire schizofreniche, sia nella gestione del personale (come dimenticare demansionamenti pirateschi, legati più ad aspetti di “lesa maestà” di figure di spessore, piuttosto che non a logiche di valorizzazione della professionalità e poi al contempo come trascurare talune “valorizzazioni” inspiegabili sotto ogni punto di vista proprio perché figlie di “scelte uterine” e non di meritocrazia acclarata). Tutto questo poi condito al mancato rispetto di accordi sottoscritti tra le parti, che hanno da una parte delegittimato il ruolo del tavolo sindacale fino ad arrivare ad oggi, con il culmine della piena delegittimazione della contrattazione sindacale anche attraverso la sponda offerta da qualche ottuso ignorante che predica la separazione tra forze sociali ai tavoli non potendosi misurare con cultura sindacale conoscenza dei temi e idee. Tutto questo ha portato negli anni una quarantina di lavoratori ad aprire vertenze legali. Lavoratori che hanno dovuto loro malgrado fare una causa per ottenere il rispetto di un loro sacrosanto diritto e che oggi sembra siano persino oggetto di sottili invettive da parte di gente che non ha mai patito le loro pene. La realtà oggi purtroppo è questa, la GH Palermo sembra davvero diventata una sorta di “causificio” dove per vedere rispettati i diritti sanciti da norme contrattuali e di legge vigenti l'unico argine sembra essere la vertenza legale e non più il dialogo mediato tra le parti sindacali e aziendali. Tutto questo purtroppo sembra peraltro solo l'inizio, una quarantina di lavoratori attendono il riconoscimento di livelli maturati da contratto e sembra stiano per avviare nuove vertenze, alcuni ex stagionali di vari bacini hanno cause già in corso e il nuovo corso del gruppo GH Italia sembra proprio iniziare con il piede sbagliato non restituendo centralità al dialogo con le forze sindacali rappresentative e privilegiando altri sistemi di confronto cui qualcuno non vuole piegarsi.
SCALIA sembrava cosi bravo .. Beh, un giudizio sul presidente dopo soli 30 / 40 giorni di mandato é affrettato e a mio avviso prematuro, il presidente inizialmente siera presentato bene, aveva anche messo la faccia ricercando la mediazione nella vertenza dei 37, salvo poi purtroppo per lui e per la GH incappare nel diniego da parte di taluni lavoratori lasciati troppo soli e disperati in momenti bui per fidarsi di una pallida alba non ancora sbocciata . Non dimentichiamo che il dramma di cui tanti si riempiono la bocca oggi, fino a qualche mese fa era solo di 37 famiglie e nessun altro. Credo comunque che va riconosciuto quantomeno il suo volere direttamente interloquire con il personale piuttosto che non tenersi distante dalle problematiche. Speriamo però che entri anche nelle dinamiche aziendali determinando la centralità del dialogo piuttosto che non quella dello scontro .
Quindi confermi che le cause in Gh non sono finite? Spererei di sì, perché la vertenza legale determina la sconfitta del ruolo di mediazione sindacale, ma, come anticipato nella risposta precedentemente temo che l'andazzo sia ad oggi dei peggiori . L'azienda non ha fino ad ora voluto approfondire i dettati contrattuali sulla declaratoria dei livelli. Vuoi qualche esempio? Nel personale impiegatizio, si supplisce con invenzioni talvolta fantasiose (quali i responsabili in turno degli imbarchi o i cosiddetti senior, tutte figure frutto della vena inventiva di qualcuno, ma a costo zero per la azienda), al ruolo di capoturno . In rampa poi dilaga la sagra della ricotta e degli sceriffi. Spiego meglio. Hai presente quelle fiere dov'è non esiste un sistema di regole e tutti, in assenza di una guida di arrogano il diritto di alzare i prezzi dei propri prodotti senza sapere tenere un sistema di regole certe? Riguardo gli sceriffi, da qualche tempo si notano mediocri figuri mostrare i gradisenza poi avere ne l'autorità ne l'autorevolezza di potere guidare alcunché. La leadership infatti non si inventa ma si costruisce giorno dopo giorno, con sacrificio abnegazione e con attestati di stima riconosciuti dal gruppo. L'investimento dall'alto con un colpo di penna non ha mai dato buoni frutti in alcuna realtà. E le liti, le discussioni e i pessimi risultati di questa estate, con guerriglie di bande per la gestione dei mansionari degli straordinari e dei mancati riposi con conseguenti tassi di assenteismo elevati .... lo dimostrano. A parte questo non è di poco conto nemmeno la vicenda degli operai che guidano mezzi complessi e che non hanno da anni avuto l'inquadramento previsto dal contratto. Tutto questo purtroppo dimostra ad oggi una certa approssimazione e non la necessaria programmazione. Basterebbe a mio avviso venire al tavolo e sottoscrivere accordi con date e impegni certi circa il riconoscimento giuridico ed economico dei ruoli aziendali. Cosa semplice per una azienda che non dimentichiamolo gestisce ad oggi il 98 % del volato in transito sullo scalo. Però al riguardo non disperiamo, il 5 sembra sia stato convocato un tavolo tecnico che speriamo rimetta al centro della discussione il rispetto di norme contrattuali vigenti.
NON credi che questo sia l'ennesimo fallimento della Gesap? La GESAP ha un torto, ha voluto accelerare il processo di privatizzazione di GH in una fase in cui la società di Handling poteva rappresentare un valore aggiunto per la stessa società di gestione seppure con le società che potevano mantenere bilanci a se stanti. Certo quella era la GESAP di Helg, di Scelta .... che oggi non sono per fortuna più nei ranghi societari per note vicende, e proprio per questo visto il nuovo corso non è detto che indietro non si possa tornare, anche alla luce di quanto sta avvenendo sul mercato dell'handling nazionale, dove parecchie società di gestione hanno ancora l'handling in società satelliti con accordi tecnici o con capitali di minoranza con network tipo GH Italia , personalmente auspico una sorta di consorzio tra GH e Aviapartner garantendo il personale di entrambe le società con l'incremento attraverso la internalizzazione di taluni dei servizi della società di gestione ad oggi svolti da società esterne allo scalo aeroportuale, garantendo ad entrambe di uscire fuori dal triste percorso degli ammortizzatori sociali. Staremo a vedere cosa accadrà , non escludo clamorosi risvolti in tal senso, del resto soltanto gli stupidi e gli stolti non cambiano mai opinione.
È di oggi la notizia che gli stipendi saranno corrisposti all'80% a causa dei decreti ingiuntivi fatti dai 37 lavoratori della causa per il part time forzato. Cosa dice la legea CISAL di questo ? Si torna alla guerra? Beh, cosa dice la legea CISAL si saprà dopo la assemblea dei lavoratori già calendarizzata proprio per il 27 ottobre per questo motivo. Un sindacato serio non decide senza ascoltare il volere dei propri associati. Se poi a Sciambra e ai lettori può o meno interessare posso dire cosa pensa Gianluca Colombino. Credo che se fosse confermata questa voce (ad oggi è solo tale visto che nessuno la ha ufficializzata alle rappresentanze dei lavoratori) la nuova gestione della società (presidente Scalia e Paolo Zincone in particolare) starebbe commettendo il grosso errore di sottovalutare a grande pesantezza dei carichi di lavoro e dello stress patiti da tutti i lavoratori della GH nel periodo estivo. Un periodo in cui in regime di solidarietà, e con contrattisti a part time del part time, tutti indistintamente hanno dato il massimo garantendo prestazioni straordinarie mancati riposi e taluni persino la richiesta rinuncia alle ferie pur di dare una mano alla società lavorando ben oltre il dovuto da norme e contratti. Se poi il risultato di tutto ciò è il ricevere l'80% del dovuto, di non avere il riconoscimento dei livelli maturati e di no lanciare un segnale di positività agli ultimi stabilizzati .... Beh la assemblea temo non applaudirà. E a quel punto immagino che un sindacato libero, scevro da condizionamenti politico-aziendali, non a libro paga di nessuno, e di base come la LEGEA farà quello che i lavoratori chiederanno ai vertici sindacali di fare. Checché ne possa dire il Blog di Castrenze Sciambra, che io adoro leggere da anni, e che da voce libera quale è tifa sempre spudoratamente contro il sindacato, correndo il rischio talvolta di azzeccarci ma talvolta anche di generalizzare.
 Cosa pensi della reale crisi di Aviapartner a Punta Raisi? La vicenda che da anni vive Aviapartner in alcuni aspetti è grottesca. Ho davvero strabuzzato gli occhi quando ho visto che il 90% dei dirigenti sindacali si sono precipitati verso GH Palermo lasciando i colleghi al proprio destino. Non lo ho ritenuto e non lo ritengo ne corretto ne ortodosso. Con quale faccia si sottoscrivono per anni accordi di ammortizzatori sociali “rabbonendo” il personale sulla efficacia e necessità degli stessi , salvo poi alla minima occasione salvarsi personalmente lasciando la nave? Tutto questo però credo non sia stato adeguatamente colto dal personale di Aviapartner che piuttosto che non strappare le tessere sindacali di chi li ha nei fatti abbandonati, continua a dargli fiducia in un momento a mio avviso drammatico per la azienda. Cosa dire? Speriamo abbiamo ragione loro e torto io .... Anche se ad oggi non vedo traccia di futuro per una società che essendo patrimonio di una vera multinazionale del settore si aggrappa alle indubbie (e da applaudire) capacità del proprio caposcalo più che a una prospettiva di programmazione attraverso il rilancio del settore commerciale. L'ho detto e lo ribadisco anche a te Sciambra che sei “fazioso” nel tifare spudoratamente per la tua azienda . Il futuro dei lavoratori di Aviapartner passa solo attraverso una logica di consorzio con GH utilizzando il bacino del volato estivo e della charteristica quale merce di scambio a garanzia di un equilibrio tra le due società che però necessitano anche di uno sforzo in tal senso della società di gestione che non può e non deve avere figli di serie A e figli di serie B nel difficile settore dell'handling.

Olio di sansa buone previsioni

[Sono unuomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo. Totò – Antonio de Curtis] Il cha cha cha è un proverbio cinese. Le previsioni per la campagna oleicola 2015-2016 fanno ben sperare anche le imprese produttrici di olio di sansa. Lo rileva Assitol, l’associazione italiana degli industriali di settore, sulla base delle prime stime elaborate al suo interno. In particolare, secondo le rilevazioni del comparto, la produzione supererà le 300mila tonnellate, recuperando in parte la contrazione registrata lo scorso anno, e facendo ritornare l'Italia il secondo produttore al mondo di olio di oliva. “Dopo tre anni bui - afferma Michele Martucci, presidente del Gruppo Sansa di Assitol - e un avvio del 2015 tutto in negativo, a poche settimane dall’avvio della prossima campagna, si intravede un po’ di luce, sia dal punto di vista produttivo, sia per quanto riguarda la qualità”. Le buone condizioni climatiche e l’assenza di problemi fitosanitari, infatti, dovrebbero assicurare un buon livello qualitativo dell’olio. Gli imprenditori, che avevano visto ridurre la produzione di sansa di quasi il 40% e quella per fini energetici della metà, ora riprendono a sperare. “E’ chiaro che gli effetti della crisi sofferta negli ultimi anni non spariranno di colpo - osserva Martucci - ma possiamo guardare con maggiore ottimismo al futuro. Ci piacerebbe, al riguardo, rilanciare il ruolo dell’olio di sansa rispetto agli altri oli”. La sansa è un sottoprodotto della lavorazione delle olive in frantoio, impiegata per produrre olio alimentare e, in tempi più recenti, biomasse. Quello che, erroneamente, si potrebbe considerare uno 'scarto', al contrario, è valorizzato dal lavoro delle aziende che trasformano la sansa e ne estraggono un olio destinato all’alimentazione e, in aggiunta, un combustibile di origine vegetale, con evidenti vantaggi ambientali. In particolare, l’olio sansa da sempre funziona da ‘apripista’ per l’olio d’oliva nei nuovi mercati, soprattutto in Asia e, in generale, nei Paesi non ancora abituati al gusto dell’extravergine. “All’estero - sottolinea il presidente Martucci - si sono aperte nuove opportunità per l’olio d’oliva, di cui il sansa è un fratello minore, ma dotato di analoghe qualità alimentari”. E’ bene ricordare, infatti, che tutti gli oli da oliva hanno un contenuto elevato di acidi grassi monoinsaturi, particolarmente indicati per la salute cardiovascolare, e l’olio di sansa è particolarmente indicato in usi come la frittura. “Il mondo del sansa - sottolinea il numero uno dei sansifici - è un segmento significativo dell’intera filiera olearia. Da tempo lavoriamo alla valorizzazione dei nostri prodotti anche per usi energetici, affiancandola alla storica attività nella produzione alimentare. Tale percorso, tuttavia, non vuole dimenticare il nostro legame con l’olivicoltura ma, al contrario, renderlo più forte ed efficiente”. Assitol ribadisce, in tal senso, la volontà di lavorare con tutta la filiera. “A nostro avviso, è necessario costruire una proficua collaborazione che coinvolga i diversi rappresentanti del settore oleario - conclude il presidente Martucci - seguendo l’esempio dell’Interprofessione spagnola”.