domenica 31 maggio 2015

Small Planet entra in Germania

[In Italia nulla è stabile fuorché il provvisorio. Giuseppe Prezzolini] Espansione in Germania per Small Planet Airlines. La compagnia ha incorporato Small Planet Airlines GmbH, il cui quartier generale si trova a Berlino. L'ingresso nel mercato tedesco era cominciato con una serie di accordi già siglati con alcuni noti tour operator locali. L'intenzione è stabilire un certificato di volo (Aoc) e operare voli sotto registrazione tedesca, basando i velivoli negli aeroporti principali e regionali in Germania. Il management sarà affidato ad Andreas Wobig e Oliver Pawel.  "La Germania è uno step strategico che abbiamo lungamente preso in considerazione - afferma Vytautas Kaikaris, ceo di Small Planet Airlines. Ora che abbiamo trovato i giusti partner, siamo pronti a compiere questo passaggio". "Small Planet Airlines - aggiunge Andreas Wobig, ceo del business tedesco - ha dimostrato di essere una compagnia moderna e ben gestita. Acquisiremo vantaggio dall'infrastruttura low cost offrendo un prezzo attrattivo per un prodotto di qualità. Siamo convinti di aprire le porte per nuove opportunità in Europa e portare Small Planet Airlines a quelle vette del business che conoscono così bene".

Etihad, utile in crescita del 52%

[Ci sono uomini colti persino tra i professori. (da Saper leggere, Studio Tesi, 1988). Giuseppe Prezzolini] Etihad Airways ha raggiunto nel 2014 un utile netto di 73 milioni di dollari, per un fatturato complessivo di 7,6 miliardi di dollari, con una crescita rispettivamente del 52,1% e del 26,7% rispetto all'anno precedente. Si tratta dei migliori risultati dalla sua costituzione. "Il nostro azionista ha stabilito un chiaro mandato commerciale per questo business e noi continuiamo a produrre risultati a fronte di tale mandato – ha commentato il presidente e ceo, James Hogan.  Il nostro impegno è finalizzato alla redditività sostenibile e il nostro quarto anno di utile netto, in un momento in cui continuiamo a investire in nuove rotte, nuovi aeromobili, nuovi prodotti e nuove infrastrutture necessarie per competere in modo efficace, dimostra la nostra perseveranza al raggiungimento di questo obiettivo”. La compagnia di Abu Dhabi ha trasportato un totale di 14,8 milioni di passeggeri nel 2014, con un aumento del 22,3% anno su anno. Il revenue passenger kilometres (Rpk) – che misura i viaggi dei passeggeri - è aumentato del 23,6%, mentre i posti disponibili per chilometro (Ask) – che rappresentano la capacità - è cresciuto del 21,8%. La crescita della domanda dei passeggeri e delle entrate nei 12 mesi ha continuato a superare l’aumento della capacità. Alitalia utilizzerà due Airbus ordinati da Etihad Airways per potenziare la flotta lungo raggio, che oggi conta 22 aerei sui 118 totali. I velivoli, due A330, saranno impiegati da giugno in dry lease, ovverosia con livrea ed equipaggi Alitalia, che pagherà ad Etihad un canone di leasing all'azionista Etihad. Ulteriori dettagli sull'operazione si potranno avere la prossima settimana, quando Alitalia presenterà il nuovo marchio, i nuovi interni e la nuova livrea.

Indagato A.D. Adr Lo Presti

[I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini. Giuseppe Prezzoloni] L'ad di Aeroporti di Roma, Lorenzo Lo Presti, è indagato dalla procura di Civitavecchia nell'ambito dell'inchiesta sul rogo nel Terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino. E' accusato di avere violato la normativa sulla sicurezza dei lavoratori. L'ipotesi di accusa è legata all'impiego del personale, nei giorni successivi all'incendio, in violazione delle norme in materia di tutela della salute. Almeno 150 lavoratori hanno recentemente lamentato problemi respiratori ed alla pelle. È stato posto sotto sequestro il molo D del Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino, quello sventrato dal rogo che la notte tra il 6 ed il 7 maggio ha devastato mille metri quadrati dell’area commerciale. La decisione è arrivata dalla Procura di Civitavecchia nell’ambito del nuovo fascicolo aperto per il rischio salute direttamente collegato ai risultati delle analisi effettuate dall’Agenzia Regionale per l’ambiente (Arpa) che hanno rilevato la presenza in quantità rilevanti di sostanze tossiche. Secondo quanto si apprende, nell’area sequestrata i valori di diossina, Pcb e furani supererebbero di dieci volte il valore riscontrato in situazioni analoghe e non il limite di legge, poiché questo non esiste. In una nota Aeroporti di Roma ha definito il sequestro “ingiustificato”, precisando che “nel provvedimento emesso dal magistrato non si fa alcun cenno alla diossina, che, tra l’altro, è stata sempre rilevata al di sotto dei limiti internazionali“. I magistrati hanno deciso di porre i sigilli non solo al molo riaperto il 18 maggio scorso ma anche alla sala operativa della polizia che opera all’aeroporto. La riapertura dell’area era stata disposta “dopo una riunione tenutasi presso la sede della Direzione Sistema Aeroporti Lazio dell’Enac – era scritto su una nota di Aeroporti di Roma – che ha coinvolto tutti gli attori aeroportuali ed un rappresentante della Asl Roma D, che ha dato il via libera alla riapertura dell’area non riscontrando alcun rischio per la salute di lavoratori e passeggeri”. E proprio il 25 maggio il nome di un dirigente dell’Azienda sanitaria, insieme a quello di uno dei vertici di AdR, è finito nel registro degli indagati. Per il primo si ipotizza l’abuso d’ufficio per non essere intervenuto a tutela e nel rispetto dello statuto dei lavoratori, mentre al secondo sarebbe contestata la violazione della normativa sulla sicurezza. Quello che oggi è riportato nelle analisi dell’Arpa era stato denunciato da tempo dai sindacati che la scorsa settimana avevano anche scioperato due ore per manifestare le loro preoccupazioni sui rischi legati alla presunta presenza di sostanze tossiche. Molti aeroportuali e dipendenti degli esercizi commerciali che lavorano al Terminal 3 continuano ad accusare malori ancora oggi. Dal 7 maggio, data del rogo, sono state 150 le persone costrette alle cure mediche, come hanno confermato le stesse organizzazioni sindacali davanti alla commissione sugli infortuni sul lavoro del Senato che ha deciso di aprire un fascicolo dedicato proprio ai rischi sulla salute all’aeroporto di Fiumicino. Ma ora, dal nuovo fascicolo della Procura di Civitavecchia, ci si attendono nuovi sviluppi e non è escluso che nei prossimi giorni possano spuntare nuovi indagati. Parallelamente procede anche l’inchiesta per incendio colposo, che vede iscritti nel registro degli indagati quattro operai addetti alla manutenzione e di un dirigente di Adr, il coordinatore degli impianti tecnici. Aeroporti di Roma, dopo le preoccupazioni da parte dei lavoratori aeroportuali riguardanti la salubrità dei luoghi di lavoro, dovute alla mancata comunicazione da parte delle Autorità competenti delle analisi comprovanti il relativo stato della struttura aeroportuale coinvolta dall’incendio del 7 maggio che sta comportando notevoli disagi, ha chiesto all’Enac una riduzione dell’operatività aeroportuale del Leonardo da Vinci al 60%.

venerdì 29 maggio 2015

Intrervista a Manlio Munafò

Prima di arrivare alla provincia si parlava di lui come il possibile nuovo dirigente generale del dipartimento acque e rifiuti. Poi, il governo regionale  ha deciso di virare su Domenico Armenio. Manlio Munafò è il nuovo commissario del Libero consorzio di Palermo. Una nomina attesa, un pò più delle altre. Quella del capoluogo, infatti, era l'unica casella ancora libera tra quelle di guida delle ex Province. L'ingegnere Manlio Munafò, ironia della sorte, è stato il padre dell’aeroporto di Punta Raisi, direttore dei lavori della nuova aerostazione. Oggi si ritrova a essere l’azionista di maggioranza della Gesap. Le province non esistono più, non si capisce bene, però, il futuro  ... Non è vero che le province non esistono più , in Sicilia le province esistono ancora e continuano a svolgere, purtroppo, tutte le funzioni che svolgevano le ex province regionali. Oggi, dobbiamo parlare di liberi consorzi di comuni che recentemente ha subito una battuta di arresto. L"8 aprile, quando in sede legislativa, non è stato approvato l'art. uno della legge di riforma. Questo ha comportato l'accantoamento del ddl con il rinvio alla commissione competente. Nel resto d'Italia le province sono state oggetto di trasformazione mediante la legge cosiddetta Delrio, la 54, questa trasformazione, ancora in corso e anche in questo caso i problemi non mancano. In Sicilia siamo ancora un passo più indietro, e pertanto i liberi consorzi si trovano oggi a continuare a gestire le competenze istituzionali  di competenza delle vecchie provincie. Senza però le risorse economiche. Questo perché lo stato è la regione hanno diminuito i trasferimenti finanziari. La realizzazione e manutenzione delle strade provinciali, manutenzione degli istituti scolastici, assistenza categorie particolarmente sensibili quali i portatori di handicap ... Tutti continuano a essere in carico alla provincia regionale che difficilmente potrà gestire tutte queste emergenze. Dal 2010 al 2014 la provincia ha subito riduzione di trasferimenti per oltre 50 milioni di euro, su un bilancio che era di 180 milioni. Quest'anno subiamo una riduzione di ulteriori 17 milioni, per l'anno prossimo si prevede un'ulteriore riduzione di 21 milioni. Con questi tagli drastici difficilmente si potranno garantire i livelli essenziali dei servizi che finora la provincia a prestato all'utenza. Il centro di padre Annibale di Francia che assiste sordomuti riceve un contributo dalla provincia solo per 160 giorni all'anno. Il contributo quest'anno è ulteriormente diminuito tanto da indurre il centro a iniziare la
procedura di mobilità per 18 dipendenti. Siamo alla frutta? Qualsiasi attività ne subisce le conseguenze, compresa il centro da lei citato. Stiamo facendo tutto il possibile per cercare di limitare i disagi dei vari enti che usufruivano di contributi da parte della provincia. In questo momento non è facile offrire la copertura per tutti i servizi che offrivamo. Dovremo fare delle scelte non facili. Come giudica la gestione dell'Anas  in Sicilia? Non vorrei entrare nel merito della gestione di altri enti che non fanno parte del circuito regionale. Anche l'Anas,però, si trova nelle difficoltà economiche che stanno attraversando tutti gli enti pubblici. Il problema fondamentale riguarda il sistema viario siciliano che non è ancora adeguato alle effettive esigenze di sviluppo che una regione come la Sicilia richiederebbe. La Gesap non sarà, per ora,  privatizzata. Ritiene che sia la soluzione più logica? In questo momento si, i fatti sconfortanti che hanno interessato la Gesap con l'arresto del suo presidente hanno esposto l'azienda a speculazioni mediatica oltre che strutturale. Ritengo che il processo di privatizzazione che si era avviato nei momenti e nei modi consoni debba essere ripreso, convinto che la gestione di un aeroporto debba essere gestito da privati. A che condizioni privatizzare? Che il soggetto scelto sia affidabile, che effettivamente miri allo sviluppo e che il corrispettivo di vendita, per i soci, sia congruo, sia allineato agli effettivi valori di mercato. Approvato il bilancio il cda della Gesap dovrà dimettersi. La provincia confermerà  i consiglieri uscenti?  Approvato il bilancio il cda decade, non da le dimissioni. Ho già intrapreso con i rappresentanti del cda in quota provincia che il bilancio della Gesap venga approvato in tempi brevi. I primi di giugno dovremmo avere il bilancio definitivo. Non faccio un discorso di nomi perché questo cda ha cambiato il modus di agire della Gesap in varie tematiche. Questo evento giudiziario, che ha colpito un membro del cda, ha dato una scossa
fondamentale a tutto il sistema Gesap. Nelle sedi opportune sarà affrontato il problema delle nomine dei nuovi consiglieri. Probabilmente  si poteva fare, in passato, qualche cosa in più per evitare  che quello che è successo  accadesse.  Dunque, lei è soddisfatto dei due consiglieri uscenti? Si debbo dire di si. Hanno portato avanti delle iniziative lodevoli e interessanti. Prende corpo una voce che sostiene che Volareweb avrebbe vinto (l'appello, mentre il primo grado era stato vinto dalla Gesap) la causa contro la Gesap. Si dice che la Gesap sarebbe stata condannata a pagare 4 milioni di euro. Ne vogliamo parlare?  Il cda mi ha informato di questa situazione anche se a tutt'oggi non abbiamo ancora conoscenza del testo della sentenza. Tutto questo inciderà negativamente su gli utili che la Gesap anche quest'anno ha ottenuto. Tuttavia da quanto mi riferisce il cda anche l'esercizio 2014, come il precedente 2013, si chiude, per la seconda volta, nella storia della Gesap, con un utile ovviamente ridotto rispetto a quello che ci si aspettava. Il cda mi ha confermato che gli impegni presi dalla Gesap per finanziare i piani di investimenti verrà garantito nel prossimo triennio. Lei è stato il padre di questa nuova aerostazione, 20 anni per completare i lavori, come ritiene sia stata gestita la manutenzione?   I pontili chiusi per manutenzione, in estate;  l'adeguamento antisismico che ancora non c'è ....   Una inchiesta giudiziaria che ancora deve dare il meglio di se. Lo scalo di Punta Raisi  sembra l'eterna incompiuta. Non crede? Io penso che parlare di manutenzione in una struttura in movimento, quale può essere un'aerostazione, può essere un tema delicato. Sono temi abbastanza complessi e complicati. Probabilmente negli anni passati la manutenzione non è stata affrontata in maniera tempestiva. Non possono andare in manutenzione tutti i pontili in estate contemporaneamente. La logica ci impone di organizzare le cose in maniera diversa. Il segreto di una buona manutenzione  riguarda  la programmazione ed è proprio questo che è mancato alla Gesap. Questo, e non solo, sarà affrontato nel prossimo cda.



giovedì 28 maggio 2015

Bilancio Ryanair in utile netto a +66%

[Colui che giunge alla coscienza della vita spontanea che si manifesta negli spiriti individuali è un mistico. Sia pure artista, filosofo, uomo di armi, poeta: purché non attribuisca a se stesso la propria creazione, egli è un mistico. (da Saggio sulla libertà mistica, 1907). Giuseppe Prezzoloni]  L’esercizio finanziario chiuso il 31 marzo scorso mostra profitti dopo le tasse a quota 867 milioni di euro contro i precedenti 523; i clienti hanno superato la soglia dei 90 milioni (+11%). Un bilancio da ricordare quello chiuso il 31 marzo scorso da Ryanair. L’utile dopo le tasse è stato pari a 867 milioni di euro (era 523 l’anno prima) e i passeggeri sono stati 90,6 milioni, in crescita dell’11% rispetto ai precedenti 81,7. I ricavi sono aumentati del 12%, passando da 5,037 milioni di euro a 5,654 milioni. "Siamo lieti – ha commentato il ceo Michael O’Leary – di celebrare il 30esimo compleanno di Ryanair con un utile netto in crescita del 66%, fatto che dimostra come il nostro modello di costo, trasformato con l’iniziativa “Always Getting Better” (Agb) abbia provveduto ad attrarre milioni di nuovi clienti”. Lo sviluppo del business nello scorso esercizio ha previsto una rivisitazione delle strategie aziendale, un’espansione in aeroporti primari e lo sviluppo di progetti business. “Il programma Agb –commenta l’azienda - ha consentito di trasformare l’esperienza dei clienti in tutti i mercati. Ora siamo la compagnia numero 1 o numero 2 nella maggior parte dei Paesi europei, ad eccezione di Francia e Germania”. La combinazione di tariffe low cost e maggiori servizi per il passeggero ha consentito di aumentare i coefficienti di riempimento e lo share di traffico.  Ryanair comincia da Pisa a presentare a scuole, club sportivi e comunità il suo nuovo servizio dedicato ai gruppi nato in seguito al lancio di “Business Plus”, pensato specificatamente per chi viaggia per affari, con biglietti flessibili, imbarco prioritario e bagaglio da stiva. “Entrambi i servizi sono disponibili sulle 46 rotte servite dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa nell’estate 2015, da e per il quale Ryanair trasporterà 3 milioni di clienti quest’anno”, comunica la compagnia.

Catania-Cagliari con Volotea

[La roba di tutti (uffici, mobili dei medesimi, vagoni, biblioteche, giardini, musei, tempo pagato per lavorare, ecc.) è roba di nessuno. Giuseppe Prezzoloni] Estate ricca di novità per Volotea: domani, venerdì 29 maggio, decollerà infatti il volo inaugurale della nuova rotta da Cagliari verso Catania. Salgono così a 3 le mete raggiungibili con il vettore dallo scalo sardo, da cui è possibile prendere il volo anche verso Venezia e Ancona (rotta operativa dal 28 giugno). Collegare le due principali isole italiane rappresenta per Volotea un importante traguardo strategico. La nuova rotta Cagliari-Catania è stata studiata appositamente per soddisfare le esigenze di viaggio dei passeggeri che desiderano approfittare delle offerte del vettore per spostarsi con facilità tra Sardegna e Sicilia, durante tutto il periodo estivo. L’obiettivo di Volotea per i prossimi mesi, infatti, sarà di favorire il flusso turistico da e verso le due isole.


SunExpress a Izmir, la perla dell’Egeo

[Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne. Giuseppe Prezzolini] La compagnia aerea SunExpress, joint venture tra Lufthansa e Turkish Airlines presente sul mercato da 25 anni, ha inaugurato i primi voli diretti bisettimanali da Milano Malpensa e Roma Fiumicino per Izmir (Smirne) sulla costa egea della Turchia. In occasione dei nuovi voli SunExpress propone una tariffa speciale per agenti di viaggio di 40 Euro a tratta (tutto incluso, tariffa soggetta a condizioni). Grazie al nuovo collegamento SunExpress rappresenta il partner ideale per scoprire Izmir, perla dell’Egeo e una delle destinazioni balneari più  famose della Turchia. Terza città  del Paese, Izmir sorge nel golfo omonimo con alle spalle le montagne. Quella che la leggenda annovera come il paese natale di Omero, oggi è una città  in perfetto equilibrio tra modernità  e tradizione e punto di partenza ideale per escursioni verso le antiche rovine di Pergamo e Troia e la città  di Efeso. I voli SunExpress per i vostri passeggeri sono prenotabili tramite Amadeus e Sabre a partire da 59,99 Euro per tratta e persona, tutto incluso.

La corte dei conti bacchetta le province

[Trippa china canta, no cammìsa nova! Pancia piena canta, non camicia nuova ovvero, meglio comprare da mangiare che comprare una camicia nuova e non mangiare. Frase calabrese] I dirigenti delle Province, cioè proprio degli organismi che per legge stanno per essere “ridimensionati”, sono quelli che costano di più: 97.444 la spesa media nel 2013, contro 89.748 dei dirigenti delle Regioni e 85.075 di quelli comunali. È  quanto rende noto la Corte dei Conti nella sua relazione su “La spesa per il personale degli enti territoriali”. Spesa che, in totale, ammonta a circa 15 miliardi di euro (invariata rispetto all’anno precedente) ed è così ripartita: 2,8 miliardi per le Regioni, 1,5 per le Province e 10,9 per i Comuni. A preoccupare la Corte dei Conti è anche “il ritardo che sta incontrando” l’attuazione del riordino delle Province: “L’anticipazione degli effetti finanziari che si concretizzano nei tagli di spesa” disposti dalla Legge di Stabilità, “rispetto all’effettivo trasferimento” delle uscite, come “la spesa per il personale eccedentario”, produce un “effetto distorsivo”. La situazione, però, cambia se si esaminano i ‘travet': i dipendenti più costosi sono quelli regionali (spesa media 34.870 euro), a fronte di 27.922 e 28.156, rispettivamente, per quelli comunali e provinciali. L’analisi non comprende gli organismi partecipati, che non sono soggetti all’obbligo di redazione del conto annuale. L’intero settore occupa complessivamente circa 533.000 unità, distribuite tra personale dirigente, segretari comunali/provinciali e direttori generali, personale con qualifica non dirigenziale. La Corte punta il dito sulla “distribuzione non uniforme del personale sul territorio nazionale, con punte di maggiore concentrazione nelle Regioni del Sud e in Sicilia” che “si riflette anche sul rapporto di incidenza tra dipendenti e dirigenti, in sé sintomatico della corretta organizzazione degli apparati amministrativi”. Sotto questo profilo, sottolinea che, mentre nel complesso delle Regioni l’incidenza è di un dirigente ogni 14 unità di personale, nei Comuni è di 1 ogni 67 e nelle Province di 1 ogni 53, con significative variazioni da Regione a Regione. In alcuni casi questo rapporto, pur essendo ampiamente favorevole rispetto alla media, non può essere considerato per la Corte “indicativo di un’ottimale organizzazione del lavoro” per la presenza di un elevato numero di personale. Gli effetti della spending review, si legge nella relazione, si rilevano nella maggior parte degli enti. In particolare, variazioni della consistenza media si registrano nei Comuni (con una riduzione dei segretari comunali/direttori generali del 3,70%, dei dirigenti dell’11,25% e dei non dirigenti del 4,71%, a fronte di una diminuzione della spesa totale complessiva del 5,52%), e nelle Province, dove, alla flessione del personale (segretari provinciali/direttori generali del 9,59%, dirigenti del 16,50% e non dirigenti del 6,98%) corrisponde un decremento della spesa totale del 7,54%. Più articolata la situazione nelle Regioni, dove, a livello nazionale, a fronte di una riduzione delle unità annue pari a 2,54 % nel triennio 2011/2013, si assiste a un aumento della spesa totale dell’ 1,39%. “Al riguardo, un indicatore significativo ai fini dell’analisi del costo del personale, in quanto indipendente dal numero dei soggetti, è costituito dalla spesa media, che, in presenza dei noti vincoli/blocchi stipendiali, dovrebbe rimanere stabile. Si rileva, invece, la tendenza della stessa a crescere in talune realtà territoriali, nonostante una sensibile contrazione della consistenza del personale dirigente (nelle Regioni, alla riduzione delle unità annue del 5,38 corrisponde un aumento della spesa media pari al 4,67%). Tale circostanza è sintomatica della reiterata prassi di ripartire le risorse del trattamento accessorio tra i dirigenti rimasti in servizio” dice la Corte dei Conti.

Gh Pmo – Cisal, fine di un amore?

[La gatta presciarola faci li gattareddhi morti. La gatta frettolosa fa i gattini morti. Frase calabrese] In data 27 maggio la Cisal ha  deciso di inoltrare una richiesta di verifica sull’accordo che prevedeva l’applicazione dei contratti di solidarietà su base volontaria. “Lo abbiamo fatto – si legge in una nota - perché non vediamo chiaro sulla ennesima chiamata della azienda che ci ha chiesto di andare a firmare un altro elenco contenente dei nomi diversi rispetto a quello già sottoscritto in precedenza”. Un ufficio del personale distante un migliaio di KM ha fornito fino a tre conteggi diversi l’uno dall’altro a tutti i lavoratori che ne hanno fatto richiesta non chiarendo esattamente quale retribuzione mensile sarebbe uscita in busta paga. Lo abbiamo fatto perché la GH si era impegnata a dare i livelli ai facenti funzioni e mansioni superiori  (pensiamo ad esempio ai terzi livelli impiegati e livello superiore agli operai che portano mezzi complessi) contravvenendo agli impegni assunti. “Lo abbiamo fatto perché ci giunge notizia (e di questo vogliamo informarvi) che la azienda sembra non abbia alcuna voglia di prendere ulteriore personale, nonostante abbia firmato un accordo nel quale c’è scritto che dovevamo fare una riunione ad hoc riguardante ad esempio il personale stagionale o in ammortizzatore sociale ex Alitalia. Lo abbiamo fatto perché ci è stato detto che il numero previsto da raggiungere di volontari non è stato raggiunto e la azienda “Preme” per trovare altre 10 persone …Lo abbiamo fatto perché l’accordo prevedeva l’obbligo per quelli che erano vicini alla età pensionabile di collocarli in mobilità aprendo spazi all’incremento del personale che ad oggi è forzatamente part time”. Certo se una storia finisce gli altri, i cosiddetti sfigati, godono e tentano di consolare la dama napoletana, proponendosi in vario modo. Ma la donna napoletana sa essere focosa, passionale … ma, all’occorrenza profumiera.   

martedì 26 maggio 2015

Zecchinetta a Punta Raisi

[Gli uomini politici italiani, in generale, sono mediocri. (citato in Rudy de Cadaval, La Nuova Tribuna Letteraria, Anno XI, n. 64, Padova 200). Giuseppe Prezzolini] La Gh di Palermo ha aperto la solidarietà per i propri dipendenti. Anche unità appartenenti alla clausola sociale avrebbero manifestato l'interesse  per andare in solidarietà, ma devono attendere novanta giorni dalla firma del nuovo contratto. Ma sorge un problema che potremmo definire morale, chi è transitato da Pae Mas in Gh da la possibilità a quest'ultima azienda  di usufruire delle detrazioni fiscali per un triennio. Se un gruppo decide di essere solidale con la solidarietà  altri gravi fiscali verrebbero pagati dallo stato, cioè da noi contribuenti, alla ditta che a Palermo detiene il 95% del traffico andrebbero ad accumularsi sgravi su sgravi. Il mondo sindacale, pronto sempre a firmare accordi per tutelare l'occupazione, recentemente sembrerebbe passato alla fase del tanto peggio tanto meglio. Mi spiego meglio. Con la scusa, l'attenuante generica, di tutelare i lavoratori,  i sindacati, oggi, difendono gli imprenditori incapaci nel gestire e che si fanno scudo dei propri dipendenti, i cosiddetti civili inermi, le vittime collaterali. Se un'azienda dichiara lo stato di crisi, pur avendo il 95% del traffico aereo, e dopo avere esaurito i due anni di cig ora chiede la solidarietà anche se  volontaria, mandando anche personale in mobilità (il più anziano, prossimo alla pensione) e alla fine assume, a tempo indeterminato, per sette mesi part time (4 ore) 36 stagionali. Quattro avrebbero vinto comunque la causa  il tre di giugno con relative somme arretrate, ma accettando l'assunzione a tempo indeterminato per 12 mesi hanno rinunciato a ogni tipo di contenzioso.  Perché, questo gioco al massacro a chi può giovare? L'azienda risparmia, il contribuente paga. Ma anche se c'è la firma dei sindacati l'anomalia resta, a Contessa Entellina questo gioco viene chiamato il gioco delle tre carte: carta vince, carta perde ... Dov'è l'asso. In questo caso il trucco c'è e si vede. I sindacati preferiscono, però, giocare a zecchinetta.
La zecchinetta, anche detto lanzichenecco o lasqueneet, è un gioco d'azzardo popolare italiano il cui nome deriva dai lanzichenecchi che, nel XVI secolo, introdussero il gioco in Italia. Anticamente si utilizzavano 3 mazzi di carte francesi dai quali venivano eliminati i jolly e tutte le carte con valori da 2 a sei. Nella sua versione moderna viene giocato con un mazzo italiano di 40 carte. A turno ogni giocatore ricopre il doppio ruolo di banchiere e mazziere. Ma  il mondo sindacale sembra, usando un termine aeronautico, in stallo.   Non si comprende per quale motivo è scoppiata l'ansia del tutti dentro a ogni costo.

lunedì 25 maggio 2015

MI6 CERCA PERSONALE

[La diritta è serva della mancina. La mano destra è al servizio della sinistra. Frase toscana] I servizi segreti britannici cercano nuovi agenti segreti: e lo fanno, come la maggior parte dei datori di lavoro del Regno Unito, con un annuncio sul giornale. L'MI6, l'agenzia di intelligence esterna, pubblica così il suo profilo ideale per lo '007' di oggi sul Times: ”Donna, Araba britannica, 23 anni, di Newcastle. Laurea in ingegneria informatica, musulmana, amante dei gadget elettronici, appassionata di jogging”. E quindi l'appello: se hai questi requisiti, contatta il Servizio segreto. In Gran Bretagna c'è una “minaccia crescente” di un attacco con armi chimiche condotto dai jihadisti dell'Isis che tornano nel Regno Unito dopo essere stati in Siria o Iraq. È  quanto afferma il Times in prima pagina, citando alcuni esperti di sicurezza. In particolare potrebbero essere preparate bombe al cloro, una sostanza che si può trovare facilmente e in larghe quantità nel Paese. Nel mentre, in Siria, l'Ondus ridimensiona il bilancio delle vittime per mano dell'Isis. Sono 67, tra i quali 12 donne e 14 minorenni compresi ragazzi e bambini, i civili uccisi a Palmira e nella regione circostante dall'Isis dall'inizio dell'offensiva jihadista, 12 giorni fa. Il bilancio è stato fornito durante la notte dall'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), dopo che ieri la Tv siriana aveva parlato di 400 civili uccisi, in maggioranza donne e bambini.  L'ong aggiunge che sono stati giustiziati, in maggioranza decapitati, 150 soldati, miliziani filo-governativi o presunti informatori del regime. Altri 600 militari, miliziani e civili sospettati di essere “agenti delle forze del regime” sono stati fatti prigionieri dallo Stato islamico e sulla loro sorte non si sa nulla. Le uccisioni di cui parla l'Ondus sono avvenute non solo a Palmira ma anche nella regione circostante, a partire dalla cittadina di Al Sukhna, 30 chilometri a Est, da dove è partita l'offensiva che ha portato i jihadsti ad impadronirsi della città-oasi. L'ong precisa che la maggior parte dei civili uccisi erano accusati di avere nascosto nelle loro case membri delle forze del regime ai quali l'Isis dava la caccia dopo la caduta di Palmira. Circa 55 mila persone sono in fuga da Ramadi, la città irachena conquistata dall'Isis lo scorso 17 maggio. Lo affermano fonti delle Nazioni Unite, spiegando come la maggior parte dei fuggitivi sta tentando di raggiungere Baghdad. In marcia ci sarebbero circa 9.000 famiglie, alle quali viene distribuito dal personale di alcune agenzie Onu un “dignity kit” che contiene prodotti per l'igiene di base come dentifricio, spazzolino, shampoo, sapone, prodotti per l'igiene femminile e biancheria intima. Più dell'80% di internauti che hanno navigato nel sito Internet di al Jazeera, la tv panaraba edita dal Qatar, si dicono “sostenitori delle vittorie dello Stato islamico” (Isis) in Iraq e Siria. Nella sezione dei sondaggi del sito di al Jazeera da sabato scorso è posta la domanda e fino a oggi 81,2% di risposte sono da “sostenitori delle vittorie dell'Isis”, mentre il 18,8 ha affermato di non sostenere l'offensiva jihadista. Il numero dei votanti totale è stato finora 37.027. Di questi, oltre 30mila hanno detto di sostenere l'avanzata dell'Isis.

 

Tim Cook contro il razzismo

[Dove son femmine e oche le parole non son poche. Detto toscano] “C'è qualcosa di molto pericoloso che sta accadendo negli Stati di questo Paese”. Inizia così l'articolo scritto per il Washington Post da Tim Cook, l'amministratore delegato di Apple, per denunciare le leggi e le proposte di legge che, in più di due dozzine di Stati, “permetterebbero alle persone di discriminare” gli altri. Cook accusa in particolare le leggi approvate in Indiana e Arkansas, dove un individuo può rifiutarsi di servire un cliente o di rispettare una legge statale contro la discriminazione in nome della libertà religiosa, del proprio diritto a rispettare la fede. Ci sono poi molti altri casi di leggi o proposte di legge “più trasparenti nel loro sforzo di discriminare”: in tutto, sono più di cento. “Queste proposte di legge giustificano l'ingiustizia facendo finta di difendere qualcosa che è caro a molti di noi. Vanno contro i veri principi su cui è stata fondata la nostra nazione e hanno il potenziale per disfare decenni di progressi verso una maggiore uguaglianza”. I primi prodotti compatibili con HomeKit, la piattaforma di Apple per la smart home, arriveranno a giugno. Come riporta il Wall Street, il colosso di Cupertino ha così smentito le indiscrezioni riferite da Fortune, che parlava di ritardi fino a ad agosto o settembre. HomeKit è stata presentata quasi un anno fa, durante la Worldwide Developers Conference di giugno scorso, ed è una piattaforma dedicata all'automazione della casa. “HomeKit è disponibile da alcuni mesi e abbiamo già decine di partner, che si sono impegnati a mettere sul mercato accessori compatibili con la piattaforma. I primi arriveranno il mese prossimo”, ha detto Trudy Muller, portavoce di Apple. Apple non aveva fornito una data precisa su quando i primi prodotti compatibili con HomeKit sarebbero arrivati sul mercato, ma uno sviluppatore al lavoro sul progetto a inizio anno aveva detto al sito di informazione tecnologica Re/Code che i prodotti sarebbero stati pronti a maggio o giugno.

 

domenica 24 maggio 2015

L’azienda deroga al Jobs Act

[Lu gabbu rriva e la jastima no. Il gabbo arriva e la bestemmia no. La sorte si ritorce contro chi si beffa qualcuno al contrario delle bestemmie. Detto calabrese] “Questo accordo non s’ha da fare”. Forse conviene rispolverare il vecchio adagio del manzoniano Don Abbondio per spiegare il caso Trelleborg Wheel Systems di Tivoli (azienda del settore pneumatico) che ha siglato un accordo con i sindacati dei chimici prevedendo di fatto una deroga al Jobs Act, in particolare sugli effetti del licenziamento. L’intesa è stata duramente criticata da Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria secondo cui “viene così messa fuori di fatto dalla nostra associazione l’azienda firmataria”. “Tale accordo va esattamente nella direzione opposta a quanto previsto dalla nuova normativa contenuta nel Jobs Act del governo di Matteo Renzi e crea un notevole pregiudizio agli interessi del mondo imprenditoriale. Per questo motivo, il sistema delle imprese auspica fortemente - conclude Stirpe - che l’esecutivo intervenga in maniera decisiva sancendo l’indisponibilità a livello contrattuale della normativa sui licenziamenti”. Dura la replica dei sindacati: per Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, “siamo all’olio di ricino, alle punizioni, alle espulsioni”. “Da questo atteggiamento - conclude Miceli - si capisce quanto grande sia la distanza tra la politica, anche nella versione di Confindustria, ed i luoghi di lavoro”. Assunzioni in aumento per le piccole e medie imprese nel 2015 soprattutto per quelle attive sul web. Le previsioni di Unioncamere indicano una crescita di 23 mila entrate rispetto al 2014 (+4%) con 595 mila nuovi contratti pianificati, dei quali 472.540 assunzioni di personale alle dipendenze dirette e 122.300 per l'atipico. Boom per il lavoro stabile, con +82,5% di contratti a tempo indeterminato (+73.140 rispetto al 2014) per un totale di quasi 162 mila assunzioni. Vola il Nord Ovest (+12,4%). Le assunzioni “stabili”, secondo il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro citato nel rapporto, si devono per 35.600 unità all'effetto del Jobs Act, di queste 25.700 sono effettivamente aggiuntive, perché in assenza della riforma non sarebbero state programmate dalle Pmi; poco meno di 10 mila invece, si devono all'incentivo economico che ha portato le aziende ad anticipare le assunzioni previste per il 2016. Nel dettaglio, diminuiscono i parasubordinati (-11.440 collaboratori e partite Iva) e aumentano i dipendenti (+34.300 compresi gli interinali). Crescono le Pmi che prevedono assunzioni, 19 mila in più rispetto al 2014 per un totale di 210 mila imprese; a programmare nuovi ingressi è il 14,1% (12,4% nel 2014), quota che arriva al 20% nel caso di imprese online (10% le non presenti in Rete). Una ripresa occupazionale più accentuata nel Nord Ovest, con velocità tripla rispetto alla media Italia, mentre stenta ancora a ripartire il Nord est (-2,2%). “Lo stato di salute della nostra economia sta migliorando ma il paziente Italia non è ancora guarito - commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - per accelerarne la ripresa occorrono dosi massicce di innovazione, visto che sono proprio le imprese che hanno colto i vantaggi del web quelle che stanno dimostrando di offrire maggiori opportunità per la crescita occupazionale, in particolare giovanile”.

I DUBBI DELLA DAMIR SULLA GESTIONE GESAP

[Niuru cu niuru 'un tinge.Il nero non tinge il nero  Chi frequenta persone simili a sé stesso non cambia. Detto calabrese] La Damir s.r.l., a seguito dell’esperimento di una pubblica gara nell’aprile del 2005 (con bando e capitolato di appalto ovviamente predisposto dalla precedente governance della Gesap s.p.a. con la consulenza della società C.D.P. dell’Ing. Flammini), ha ottenuto l’aggiudicazione del servizio di subconcessione avente ad oggetto la gestione dei sopra citati spazi pubblicitari. Nel corso dei nove anni di durata del rapporto contrattuale la Damir ha versato nelle casse della Gesap s.p.a., puntualmente ed anticipatamente, un importo pari a circa 11 milioni di euro garantendo, in tal modo, un cospicuo introito per il Pubblico Erario. Alla scadenza del rapporto contrattuale la Damir  ha dovuto registrare la volontà di Gesap di procedere all’espletamento di una nuova procedura selettiva rimasta, tuttavia, deserta a fronte della pretesa di ottenere la corresponsione di un canone minimo garantito (pari a euro 1.350.000,00) totalmente disallineato ai valori di mercato attuali (fortemente condizionati dall’andamento negativo della congiuntura economica) e persino superiore al fatturato registrato negli ultimi anni. A fronte di tale circostanza la precedente gorvenance della Gesap, pur non avendo mai esercitato una simile attività (e, dunque, non possedendo il know how occorrente per svolgere una così specialistica attività di impresa), ha così deciso di procedere alla gestione diretta. Ciò, non sarà superfluo ribadire, in assoluta controtendenza anche rispetto a quanto verificatosi negli altri scali aeroportuali nazionali, nei quali si registra la prassi ormai consolidata di affidarsi in ogni caso a soggetti terzi in ragione proprio delle particolari competenze tecniche e commerciali all’uopo occorrenti. Ma, quel che più è peggio, la precedente governace della Gesap ha pure preteso l’applicazione di due vessatorie ed illegittime (in quanto non conformi alle previsioni vigenti in materia e lesive del principio di buona fede che caratterizza i rapporti commerciali) clausole contrattuali, secondo le quali la Damir sarebbe obbligata a cedere, a titolo gratuito, la proprietà dei manufatti pubblicitari a suo tempo costruiti, nonché a cedere (anche qui a titolo gratuito e senza alcuna previsione di indennità di avviamento) tutti i contratti di esposizione pubblicitaria in corso di esecuzione. Circostanza, quest’ultima, mai verificatasi in fattispecie analoghe a quella in argomento. Per ottenere la declaratoria di inefficacia delle suddette clausole la Damir ha, quindi, ritenuto di poter azionare un procedimento arbitrale salvo poi a verificare la pretesa della precedente governance della Gesap di applicare una clausola compromissoria (alla quale comunque ci si è dovuti rimettere solo e soltanto nella speranza di poter giungere ad un’amichevole e ragionevole composizione della lite) in base alla quale la nomina del Presidente del Collegio Arbitrale è stata demandata al Presidente della Camera di Commercio di Palermo, socio della Gesap s.p.a.. A fronte di tali univoche circostanze la Damir ha dovuto pure registrare la diffusione di notizie sulla stampa cittadina secondo cui la decisione di procedere all’affidamento del solo servizio di affissione e rimozione dei teli pubblicitari garantirebbe alla Gesap maggiori introiti rispetto a quanto incassato in passato. Ciò che semplicemente non risponde al vero, dal momento che l’aggiudicataria di tale servizio percepirà l’importo annuo di circa 100.000,00 euro mentre rimarrà a carico della Gesap l’onere di procedere alla vendita degli spazi pubblicitari e ad incassare i relativi importi (con tutta l’alea che ciò comporta). Il tutto, se paragonato alla possibilità (in precedenza sfruttata e che la precedente gorvenance della Gesap ha ritenuto di non considerare) di percepire canoni garantiti per diversi milioni di euro la dice lunga sulla effettiva convenienza (si ripete in ultima analisi per il pubblico erario) di dar corso a simili determinazioni. La Damir ritiene opportuno venga verificato: a) quale sia il risultato economico (eventualmente) raggiunto dalla Gesap in seguito all’adozione delle scelte della precedente gestione e, in caso di risposta negativa, se ciò abbia o meno causato un danno per il pubblico erario; b) se non sia auspicabile un cambio di rotta alla luce della opportunità evidente (per non dire necessità) di tutelare anche le aziende private che hanno cercato di svolgere, con fatica e sacrifici, la loro attività e che hanno dovuto procedere (sempre in conseguenza delle determinazioni adottate dalla precedente governance della Gesap) a drastiche riduzioni di personale; c) se il nuovo corso registrato per la gestione della Gesap s.p.a. non voglia valutare l’adozione di opportune ed auspicabili decisioni volte a rimediare l’incresciosa situazione gestionale in cui oggi si trova la società di gestione dell’aeroporto palermitano.

Bene Autogrill

[Mazzi e panelli fannu i fighhiòli belli, pana senza mazzi fannu i figghiòli pazzi. Botte e carezze fanno i figli belli, pane senza botte fanno i figli pazzi. Frase popolare calabrese] Il giudice del lavoro di Palermo ha ordinato il reintegro di 5 lavoratori, impiegati dei bar e ristoranti nell'aeroporto Falcone-Borsellino, che erano stati licenziati dalla società Autogrill lo scorso ottobre. Il licenziamento riguardava 23 dipendenti. Alcuni erano stati ricollocati, altri avevano accettato somme di denaro. “Il giudice - dice una delle lavoratrici, Assunta Ausiero - ha ordinato anche i relativi risarcimenti e la ricollocazione nei bar dell'aeroporto”.  Diverse sono le blue chips che  riescono a muoversi in controtendenza rispetto al mercato e tra le altre segnaliamo Autogrill (Milano: AGL.MI - notizie) che continua a guadagnare terreno dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un progresso di circa due punti percentuali. Il titolo pasa di mano a 8,965 euro, con un rialzo dell‘1,07% e circa 650mila azioni passate di mano fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 1,8 milioni di pezzi.  Autogrill beneficia delle positive indicazioni che arrivano da Mediobanca Securities, i cui analisti hanno deciso di confermare la raccomandazione “outperform” sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 10,2 a 11,5 euro, alla vigilia dei risultati del primo trimestre di quest’anno. Gli analisti si aspettano ricavi in crescita del 9,9% a 893,4 milioni di euro, un risultato netto negativo per 36,3 milioni di euro da confrontare con la perdita dei 37,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, mentre l’Ebitda dovrebbe aumentare del 64,6% a 24,9 milioni di euro. A detta di Mediobanca  il catalizzatore per Autogrill sarà l’eventuale aggiornamento sulla guidance relativa all’anno in corso.

Brexit Bank of England

[Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui. Giuseppe Prezzolini] Ha mandato per errore al quotidiano Guardian una e-mail coi dettagli su un progetto segreto per valutare i rischi finanziari nel caso di una 'Brexit', l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. E' stato uno dei dirigenti della banca che ha erroneamente fatto partire il messaggio, che conteneva anche disposizioni su come mantenere il progetto 'Bookend' segreto. Un portavoce dell'istituto ha definito l'incidente "increscioso". Un referendum per uscire o restare in Europa è quanto ha promesso  il conservatore premier inglese David Cameron in caso di sua rielezione: al momento il 60% dei cittadini inglesi, secondo stime del think tank Chatman House, sostiene l’idea di un referendum, mentre il 24% non sarebbe d’accordo. Sembrerebbe poi che con una maggioranza, seppur limitata al 40%, nell’ipotesi di referendum, voterebbe per rimanere in Europa contro un 39% a favore della Brexit. Da un recente studio del think tank Bertelsmann Stiftung, è emerso che se la Gran Bretagna lasciasse l’Europa registrerebbe un calo nel Pil tra lo 0.6 % e il 3% rispetto al rimanere nell’Ue.  Ciò si tradurrebbe anche in un calo nelle esportazioni e nell’aumento dei costi delle importazioni. Mentre se si contano poi gli effetti che dell’integrazione economica sugli investimenti e l’innovazione, una Brexit farebbe crescere le perdite nel Pil reale del 14%. Infine l’Inghilterra avrebbe dei veri magri guadagni nell’uscire dall’Unione Europea: risparmierebbe circa lo 0.5 % del Pil inglese. Sicuramente l’UK ci rimetterebbe di più dalla sua scelta di uscire dall’Europa, in quanto secondo gli autori, gli effetti Brexit sull’Ue sarebbero sostenibili. In generale per tutti i paesi membri Ue in seguito alla diminuzione delle attività commerciali con la Gran Bretagna si verificherebbe una perdita nel Pil pro capite tra lo 0.1 % e un po’ meno del 4%.  L’Irlanda ne risulterebbe particolarmente colpita  con perdite nelle entrate reali tra lo 0.8% e quasi il 2.7%.  Seguita poi da paesi come il Lussemburgo, il Belgio, Svezia, Malta e Cipro. Mentre in Germania nel 2030 si conterebbero perdite nel Pil reale appena al disotto della media del resto degli stati membri, tra lo 0.1% e lo 0.3%.

sabato 23 maggio 2015

Renzi vuole il sindacato unico

[Il Tasso piacerà sempre più alle anime romantiche, mentre l'Ariosto sarà sempre più ammirato dagli spiriti classici. Giuseppe Prezzolini] “Al grido di "Marino vattene" sta sfilando per le strade del centro di Roma il corteo di Cgil, Cisl e Uil contro le politiche del sindaco della Capitale. In piazza ci sono centinaia di persone tra dipendenti comunali, tassisti, autisti dei bus e vigili urbani. "Costruiamo la Capitale dei diritti, del lavoro e della solidarietà", recita lo striscione che apre il corteo che da piazza dell'Esquilino raggiungerà Santi Apostoli. Cgil, Cisl e Uil vanno all'attacco del premier, Matteo Renzi, il quale ha auspicato che si arrivi ad un unico sindacato. "L'Italia non ha bisogno di un sindacato unico ma di sindacati responsabili e riformatori", dice il leader Cisl, Annamaria Furlan, aggiungendo sulla rappresentanza aggiunge: "Non serve a niente alzare polveroni o buttare benzina sul fuoco. Piuttosto il Governo si occupi dei problemi veri" a partire da crescita e lavoro. "Penso che il tema del sindacato sia quello del sindacato unitario. Il sindacato unico è invece una concezione che esiste solo nei regimi totalitari", afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, secondo cui si tratta di una concezione "concettualmente sbagliata". "Renzi auspica il sindacato unico. Dimentica, forse, che esperienze del genere sono, nella maggior parte dei casi, in Paesi totalitari", è la replica del leader Uil, Carmelo Barbagallo, al premier: "Sembra che voglia far prevalere il modello dell'uomo solo al comando e che intenda esportare questa sua idea anche nel mondo del lavoro e del sociale". "Mi piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico, ad una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle su sigle su sigle". Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Bersaglio Mobile su La7. "Io cattivo con i sindacati? Così mi dipingono. Ma per la prima volta il governo fa diminuire i precari. Poi questo è un governo antipatico, il premier non capisce niente... va bene, ma per la prima volta i precari diminuiscono" anche se "qualcuno dice che è un regalo ai padroni. Non è un regalo: è un diritto aver le ferie, la malattia, la maternità. E a chi viveva di rendita crolla il pavimento sotto i piedi". "Io sono molto fortunato. Il governo va avanti fino al 2018. Poi se le cose vanno bene si fa un altro giro oppure a casa. Se tutto va bene, a meno di cinquant'anni sono fuori dalla politica". Renzi aggiunge che "dopo potrò fare mille altre cose, ma non credo - ha concluso con una battuta - che farò il sindacalista...". "Sulla scuola abbiamo messo più soldi di tutti i tempi e non abbiamo l'obiettivo di mettere gli insegnanti e gli studenti davanti ad un muro". Afferma Renzi. "Siamo tutti d'accordo sul fatto che la scuola vada cambiata?" Si chiede il premier ribadendo la convinzione che serva un po' di merito.

Alitalia divorzia da Air France

[L'Italia si divide in due parti: una europea che arriva all'incirca a Roma, e una africana o balcanica, che va da Roma in giù. L'Italia africana o balcanica è la colonia dell'Italia Europea. Giuseppe Prezzolini] "È di  queste ore la notizia che Alitalia Sai non rinnoverà la partnership, e i relativi accordi di joint venture ancillari, con Air France-Klm, quando questi giungeranno a scadenza nel 2017. Gli accordi disciplinano i servizi passeggeri gestiti dai tre vettori tra l'Italia e la Francia (e oltre) e tra l'Italia e i Paesi Bassi (e oltre), e il marketing, la vendita e la distribuzione dei servizi Cargo Belly di Alitalia gestiti da Air France-Klm. Gli accordi originali erano stati definiti da Alitalia Cai nel 2009 e nel 2010, in un contesto economico allora molto diverso, e sono stati successivamente trasferiti ad Alitalia Sai nel gennaio del 2015. Silvano Cassano, amministratore delegato di Alitalia, ha dichiarato: “Questi accordi non sono più vantaggiosi per la nuova Alitalia e per il suo ambizioso piano di rilancio. Sono stati negoziati quando Alitalia era in una posizione molto diversa, con il risultato che gli stessi accordi, nella loro forma attuale, favoriscono la controparte. Gli accordi limitano la nostra capacità di ridisegnare il nostro network, e la possibilità per Alitalia di conseguire una sostenibilità di lungo termine delle proprie attività”. Il manager sottolinea inoltre che "per lo sviluppo del nostro business abbiamo bisogno di accordi in grado di apportare uguali benefici a tutte le parti". “La nostra priorità, per l’Italia e per Alitalia, è quella di riconquistare il mercato dei turisti in arrivo nel nostro Paese - aggiunge - servendo al contempo gli italiani in viaggio all’estero per turismo o per affari. Nei nostri piani puntiamo inoltre a fornire soluzioni cargo competitive per l'industria manifatturiera italiana, la seconda più grande in Europa, che ha sempre più bisogno di esportare merci in tutto il mondo". “Abbiamo comunicato ad Air France-Klm che siamo disposti a discutere accordi più equi a beneficio di tutti i soggetti coinvolti, ma finora non siamo pervenuti a questo risultato". “Restiamo aperti a ulteriori confronti - conclude il manager - per raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile. Tuttavia, nell'interesse della trasparenza e della chiarezza per tutti i soggetti coinvolti, abbiamo ritenuto necessario annunciare la nostra intenzione di non rinnovare tali accordi alle condizioni attuali". Reuters riporta le dichiarazioni di Alexandre De Juniac, amministratore delegato di Air France-Klm, che conferma le trattative con Alitalia per decidere se continuare la collaborazione commerciale fra le compagnie. “Stiamo confrontandoci per vedere se il gruppo manterrà o cancellerà la partnership con Alitalia", ha dichiarato il manager rispondendo a un azionista nel corso dell'assemblea annuale della società.  Alitalia ha annunciato martedì che nel 2017 non rinnoverà l’accordo in quanto limitante lo sviluppo del network. Confermato lo sciopero di 24 ore dei piloti e assistenti di volo di Alitalia Sai e di Cityliner proclamato da Anpac per lunedì 25 maggio. L’associazione professionale spiega di aver preso la decisione "avendo complessivamente ritenuto insufficienti le proposte della dirigenza del Gruppo Alitalia". Lo sciopero, in ottemperanza a quanto richiesto dalla Commissione di Garanzia, non coinvolgerà gli aeroporti di Bari, Brindisi e Genova. "Non riteniamo adeguate le garanzie sui livelli occupazionali del personale navigante al termine dei contratti di solidarietà in essere che scadono a febbraio 2016", spiega l'Anpac in una nota, ricordando che "la nuova compagnia Alitalia SAI è nata con 280 piloti e 767 assistenti di volo in esubero e che, in assenza dell'immissione in flotta di nuovi aeromobili in numero sufficiente a compensare i 14 A320 recentemente dismessi, diventeranno licenziamenti. È inaccettabile quindi - aggiunge - far svolgere attività di volo, venduta ai passeggeri con nominativo Alitalia, con la formula del Wet Lease da una compagnia rumena, la Blue Air".

Debito record a marzo

[L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia. Giuseppe Prezzolini] Vola il debito pubblico a marzo toccando ancora una soglia record. Il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato, infatti, di 15,3 miliardi rispetto a febbraio, a 2.184,5 miliardi. A certificarlo è la Banca d'Italia nel supplemento "Finanza pubblica, fabbisogno e debito". L'incremento del debito è stato inferiore al fabbisogno del mese (18,6 miliardi), "grazie all'effetto complessivo dell'emissione di titoli sopra la pari, dell'apprezzamento dell'euro e della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione (3,1 miliardi) e alla diminuzione di 0,2 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (a fine marzo pari a 78,9 miliardi; 61,9 miliardi a fine marzo 2014)". Quanto  ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 14,2 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 1,1 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

I capricci di Boccadirosa

[L'agiallu intra a caggia no sempre canta pe amure, ma pe raggia. L'uccello in gabbia non sempre canta per amore, ma per rabbia. Frase calabrese] Dei sindacati in apt a Palermo ho scritto in maniera critica. Ma l’ultima vicenda che vede protagonista la Cisl penso sia il massimo del minimo che possa fare un sindacato.  Per realizzare i corsi di formazione, che periodicamente vengono fatti, occorre la firma dei sindacati al di là della loro rappresentatività. E la Cisl in Pae Mas è un sindacato fortemente radicato, ha un numero di iscritti di numero dispari inferiore a due. Ieri non avrebbero firmato perché il leader di peso (in tutti i sensi) era malato, il dipendente Pae Mas non era autorizzato a firmare,  un terzo stava lavorando e non poteva lasciare. Stava lavorando? Un sindacalista che lavora? Cose mai viste!    I vertici dell’azienda hanno detto che se non si firma questo verbale potrebbe saltare il buono pasto rinforzato per chi fa lo spezzato, c’è tempo fino a lunedì. Se tramite il sindacato si vuole fare pressione su un’azienda o vendicarsi di presunti torti subiti è bene non scendere a patti. I vertici della triplice continuano a rassicurare i propri iscritti. Chi rientra nella clausola sociale non ha il contratto jobs act, mentono sapendo di mentire. Per quale motivo, allora, i contributi sono figurativi? Può sembrare sprovveduto il capo della Gh, ma sicuramente non è scemo, e se c’è una legge che ti permette di non pagare i contributi per tre anni, ma cosa più importante, di licenziare perché non dovrebbe farlo?  Pensiamo al futuro con ottimismo e registriamo che pur avendo 21 unità in meno chi è rimasto, con sacrifici non indifferenti,  in Pae Mas riesce a fare partire comunque i voli avendo sempre margini di miglioramento. Certo è vero non avere più la Nimitz per la fanteria potrebbe essere motivo di sconforto .. ma i ragazzi della Pae Mas, probabilmente, ritengono di essere fortunati (non sono figli di Renzi e del jobs act) e lottano con più convinzione.  

Aviapartner sbarca in Spagna

[Mugliere d'a ruga, cumpari de Roma. Moglie della via, compare di Roma.  Conviene sposare una donna che si conosce bene ed avere come compare uno che si conosce poco. Frase calabrese] Aviapartner, uno dei principali handlers in Europa, è lieta di annunciare che le sono state concesse le licenze per operare servizi di assistenza a terra in 7 aeroporti spagnoli da AENA, l’operatore degli aeroporti di Spagna. Aviapartner avrà licenze della validità di 7 anni a Malaga (AGP), Siviglia (SVQ) e Girona (GRO), oltre che a Tenerife Sud (TFS), Lanzarote (ACE), Fuerteventura (FUE) nelle isole Canarie, e Minorca (MAH) nelle Isole Baleari. Questi 7 aeroporti rappresentano un mercato di circa 42 milioni di passeggeri all'anno. Laurent Levaux, Presidente e CEO di Aviapartner: “Siamo onorati che AENA ci abbia concesso le licenze per operare in 7 aeroporti spagnoli. Il continuo impegno di Aviapartner a fornire servizi di full handling di alta qualità a prezzi competitivi alle compagnie aeree nostre clienti ed ai loro passeggeri, è stato ancora una volta riconosciuto e premiato. Queste 7 nuove stazioni completano bene la consolidata rete del Gruppo di 31 aeroporti in Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, e ci permetterà di servire i nostri clienti nei loro sviluppi spagnoli. “Una squadra multi-disciplinare dedicata Aviapartner è già al lavoro con le compagnie aeree,AENA, sindacati, rappresentanti del personale e tutte le altre parti interessate al fine di garantire una transizione graduale dei servizi nei 7 aeroporti, che avverrà probabilmente nel mese di settembre. Aviapartner Group, con sede a Bruxelles, è uno dei principali fornitori europei di servizi aeroportuali (handling) che impiega circa 7.000 persone ed è presente in 38 aeroporti in 7 paesi. Nel 2015, il gruppo assisterà 400 compagnie aeree con oltre 400.000 voli e 70 milioni di passeggeri. Nel mese di gennaio 2015, Aviapartner ha rilevato le attività di handling di AMC / MAP Handling in 8 aeroporti francesi. Nel maggio 2015, Aviapartner ha ottenuto licenze per operare in 7 aeroporti spagnoli, oltre ad aver aperto 2 nuovi scali in Italia (Lamezia Terme -SUF- e Roma Ciampino -CIA-), con un terzo, e 11° in Italia (Reggio Calabria -REG-), in via di apertura.

Tel Aviv Competition 2015

[Miegliu nu buonu accattu ca na bona vinnuta. Meglio un buon acquisto che una buona vendita. Frase calabrese] Le startup italiane hanno un mese di tempo per vincere l'opportunità di volare a Tel Aviv. Si è aperto infatti il bando per partecipare alla quarta edizione dello “Start Tel Aviv Competition 2015”, un concorso internazionale per startup del web, mobile e security organizzato dal Ministero degli Affari Esteri israeliano, Google Israel, la Città di Tel Aviv e Tel Aviv Campus e promosso in Italia dall'Ambasciata d'Israele e da Luiss ENLABS “La Fabbrica delle Startup”. Proprio presso la sede dell'acceleratore capitolino si è tenuto l'evento ufficiale di presentazione del contest in Italia al quale hanno preso parte l'Ambasciatore d'Israele, Naor Gilon, Talia Rafaeli, Vice Presidente di StageOne Ventures, Luigi Capello, Ceo di LVenture Group e fondatore di Luiss ENLABS e Giuseppe Morlino, ceo della startup Snapback, vincitrice della scorsa edizione della competizione. La startup vincitrice rappresenterà l'italia a Tel Aviv insieme alle startup di altri 22 paesi per partecipare ad un bootcamp che si svolgerà dal 6 al 10 Settembre 2015 a margine del Digital Life Design Festival. “Da sempre l'Italia è al nostro fianco in questo progetto - ha dichiarato l'Ambasciatore Gilon. Questo paese sta facendo grandi passi avanti nel campo dell'innovazione e luoghi come Luiss ENLABS, che ci affianca da tre edizioni, sono un esempio concreto di questo fermento. Invitiamo i giovani italiani con la voglia di innovare a partecipare numerosi al contest per vincere l'opportunità di volare a Tel Aviv, uno spazio che vanta la più alta concentrazione di imprese innovative per abitante”. I numeri dell'innovazione in Israele sono davvero impressionanti. “In trenta anni, Israele ha sviluppato il secondo ecosistema innovativo più grande al mondo dopo la Silicon Valley - ha sottolineato Talia Rafaeli -. In un territorio grande quanto la Toscana, con 8 milioni di abitanti, ci sono oltre 5.500 startup tech e centinaia di multinazionali”. Per Luigi Capello “sviluppare e rafforzare i rapporti con l'ecosistema israeliano e il loro Venture Capital è una cosa a cui teniamo moltissimo e progetti come quello lanciato oggi servono proprio a tessere relazioni e far nascere nuove opportunità di business”.

 

Cig in calo del 36,9% su anno

[Nci voli furtuna puru a cacari, sennò si ngruppa lu budeddu e mori. Ci vuole fortuna pure a cacare, altrimenti si occlude il budello e muori.  Detto siciliano] Ad aprile sono state autorizzate 61 milioni di ore di cassa integrazione guadagni con un calo del 36,9% rispetto ad aprile 2014. A pesare è soprattutto il crollo della cig in deroga giù del 77,3% su anno. Lo comunica l'Inps. Nel confronto con marzo i dati destagionalizzati evidenziano un aumento del 3,6% per il totale degli interventi di cig. Per quanto riguarda gli interventi in deroga, l'Istituto di previdenza ricorda, infatti, che “come noto risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti” :in particolare le ore autorizzate ad aprile sono state pari a 4,2 milioni, con un decremento del 77,3% rispetto a 18,6 milioni di ore autorizzate nel mese di aprile 2014. Le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria sono invece state 19,5 milioni: ad aprile 2014 erano state 22,5 milioni, si è quindi registrata una diminuzione tendenziale del 13,6%. In particolare, la flessione è stata pari al 9% nel settore Industria e al 23,9% nel settore Edilizia. Infine, il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate, sempre ad aprile scorso, è stato di 37,4 milioni, con una riduzione del 32,8% rispetto ad aprile 2014, nel corso del quale erano state autorizzate 55,6 milioni di ore. In totale ad aprile 2014 le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni erano state 96,7 milioni. A marzo sono state presentate in totale 118.786 domande di disoccupazione, il 15,5% in meno rispetto alle 140.571 dello stesso mese del 2014. Lo comunica l'Inps, indicando che sono state 86.316 domande di Aspi, 27.846 domande di mini Aspi, 263 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.361 domande di mobilità.

giovedì 21 maggio 2015

La falsa verginità della Gesap e il caso Palazzolo

[Occhiu non vida e cora non dola. Occhio non vede e cuore non duole. Frase calabrese] Sul caso Palazzolo occorrerebbe un supplemento di prudenza e riflessione, per la straordinaria particolarità che il caso riveste.  Riepiloghiamo i fatti. Nel 2000 il signor Palazzolo ottiene la concessione di uno spazio commerciale senza gara, a quel tempo non richiesta; gli attuali amministratori e l’ex D.G., in quel tempo, erano affaccendati in altre faccende.  Nel 2008 la concessione viene confermata per altri sette anni con facoltà, a richiesta dell’interessato di una ulteriore proroga di tre anni; in questa occasione l’ex D.G. era in auge, i precedenti amministratori  oggi fanno  altri mestieri. Ad agosto 2014 Palazzolo chiede la proroga per i tre anni previsti  a norma di contratto; e qui gli attuali amministratori e l’ex D.G. sono in sella. Tutto tace sino a febbraio 2015, in prossimità della scadenza di contratto sino a quando succede il “caso H(h)elg” con le conseguenze che conosciamo. Cosa sia successo nel 2000 è molto difficile ricostruire anche per la mancanza dei responsabili di allora; cosa sia successo nel 2008 è un pò più facile capirlo andando a rileggersi gli atti adottati da Gesap e chiedendo spiegazioni al management del tempo; cosa sia successo nel 2015 cerchiamo di capirlo attraverso i resoconti dei media: Il canone pagato da Palazzolo non sembra proprio così di favore, anzi. La proroga di ulteriori tre anni è prevista nel contratto del 2008, quindi è un suo diritto avvalersene. La richiesta di proroga, stranamente, è giunta sul tavolo del CdA ben sei mesi dopo la data diarrivo; il punto 9 dell’Odg di marzo parla di “Approvazione richiesta rinnovo ecc….”; chi ha un minimo di dimestichezza con l’amministrazione di una società capisce subito  dov’è il punto debole: se il management non vuole responsabilità propone “Richiesta rinnovo ecc….” se invece sa cosa vuole propone “Approvazione richiesta rinnovo ecc….” e prepara gli atti in tal senso invitando, implicitamente, il CdA ad approvare; ovviamente il provvedimento è frutto del lavoro degli uffici competenti ma ottiene preventivamente l’approvazione della figura aziendale apicale, D.G., poi dell’A.D., ed infine del Presidente, che è colui che approva l’OdG e firma la convocazione per i Consiglieri. Fatta questa premessa mi chiedo se è lecito il dubbio che il tempo trascorso dalla richiesta di proroga all’inserimento all’ordine del giorno possa essere stato prodromico alla tangente, che “la settanta” era stata “appattata” prima del CdA e con l’avallo del management di Gesap, che almeno due colleghi di h(H)elg fossero a conoscenza dell’operato del vice-presidente e che, tutti insieme, avessero avuto preventiva assicurazione da parte del management sulla legittimità della proroga? Oggi chiedersi come Palazzolo abbia avuto la concessione nel 2000 appare fuori luogo, come l’abbia avuto rinnovata nel 2008 appare naturale conseguenza delle procedure gestionali, peraltro legittime ma non so quanto opportune, allora vigenti in Gesap; chiedersi se sarebbe legittima la proroga, pare proprio di sì. I richiami alla trasparenza, a questo punto, servono solo a ricostruire una verginità a chi ha molto da rimproverarsi nella gestione di Gesap e penso che gli avvocati di Palazzolo faranno emergere le contraddizioni.

Grecia sull'orlo del default

['U ciucciu 'e due patruni, more d'a fame e d'a site. L'asino di due padroni, muore di fame e di sete. Nessuno può servire contemporaneamente due padroni: o, infatti, odierà l'uno ed amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. detto popolare calabrese] L'Eurogruppo studia la possibilità di estendere fino all'autunno l'attuale piano di aiuti alla Grecia in scadenza il 20 giugno. Lo scrive il Suddeutsche Zeitung citando fonti europee secondo cui Atene dovrebbe ricevere aiuti finanziari e in cambio attuare solo una parte delle riforme richieste dai creditori. La Grecia dovrebbe varare la riforma dell'Iva per reperire altri 5 miliardi di gettito, mentre la riforma previdenziale e quella del mercato del lavoro verrebbero rinviate a dopo l'estate. Il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis in una intervista al New York Times dice di “non essere stato insultato” all'Eurogruppo di Riga del mese scorso, aggiungendo inoltre di aver “registrato” la riunione dei ministri delle finanze ma per motivi di privacy non è possibile diffondere la registrazione. La Grecia è davvero sull'orlo del default e a confermarlo sono i deputati di Syriza annunciando che il Governo, senza nuovi aiuti, non rimborserà i 300 milioni di euro che deve al Fmi il 5 giugno. Ma pagherà invece stipendi e pensioni, perché i cittadini contano più dei creditori internazionali. Nonostante la Bce abbia aumentato di 200 milioni di euro la liquidità d'emergenza alle banche (Ela) rinviando l'eventuale stretta sull'haircut, lo sconto sul valore dei bond greci, la situazione è talmente critica che il ministro delle finanze tedesco Schauble non esclude un fallimento e Moody's vede “alta” la possibilità di un congelamento dei depositi bancari. Il premier Tsipras però non si scoraggia, punta su un accordo politico e oggi, a Riga, tornerà alla carica sulla ristrutturazione del debito presentando il suo piano a Merkel, Hollande e Juncker. I negoziati a livello tecnico sono ripresi dopo una pausa di qualche giorno e “le cose si muovono”, riferiscono fonti europee. I greci hanno presentato al Brussels Group proposte sui tre nodi principali: pensioni, mercato del lavoro e una semplificazione dell'Iva, con due aliquote. Quella sull'Iva sembra sia stata già criticata, quindi il Governo starebbe pensando ad una misura sostitutiva: un'imposta dello 0,1-0,2% sulle transazioni bancarie (ad eccezione dei prelievi al bancomat e dei pagamenti con carta). Secondo la Bloomberg, i creditori avrebbero aperto a un compromesso sul salario minimo che Tsirpas vuol aumentare, ma riterrebbero una riforma delle pensioni inderogabile.  “C'è ancora tanto lavoro da fare sulla Grecia e la questione liquidità è piuttosto complicata”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis in una intervista alla Cnbc, aggiungendo che “è importante accelerare i negoziati” tra Atene e i creditori e “raggiungere un accordo al più presto possibile”. Ha sottolineato che l'Eurogruppo “è stato molto chiaro” con il governo greco sul fatto che deve presentare “un piano credibile di riforme”. Il vero negoziato è politico ed è nelle mani di Tsipras, che oggi e domani cercherà di fare leva sugli altri leader a margine del vertice sulla Eastern Partnership di Riga. Già questa sera il premier ellenico ha in programma un bilaterale con la Merkel dopo la cena dei leader. Obiettivo, un'intesa globale che metta fine all'austerity e comprenda una soluzione sul debito. Questione che i creditori non vogliono però affrontare: gli accordi del 2012 prevedono che se ne torni a parlare solo una volta che sarà concluso l'attuale programma di salvataggio. L'obiettivo di tutti è arrivare ad un accordo entro fine mese, perché il 5 giugno per la Grecia potrebbe scattare un probabile default ufficiale: “Non ci sono fondi” per rimborsare l' “enorme” prestito del Fmi, ha detto Nikos Filis, portavoce del gruppo parlamentare di Syriza, assicurando però che il Governo pagherà stipendi e pensioni. Ma “non daremo soldi ai creditori”, avverte. Tacciono Tsipras e il suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, lasciando un punto interrogativo se non si tratti dell'ennesima mano di poker fra Atene e Berlino. Ad aumentare la tensione, Moody's spiega che le prospettive per le banche greche sono negative, rispecchiando la crisi di liquidità. E visto che “è improbabile un allentamento delle tensioni” sugli istituti di credito ellenici nei prossimi 12-18 mesi, “è molto alta la possibilità” che venga imposto “un controllo sui trasferimenti di capitali e un congelamento dei depositi”.

Isis conquista Ramadi e Palmira

[Miercuri intra, simana fore. Quando siamo a mercoledì, la settimana è già ben avviata. Frase calabrese] Gli jihadisti dell'Isis hanno preso il controllo dell'antico sito archeologico di Palmira, dopo che ieri erano entrati nella città. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani. Decine di militari governativi e miliziani lealisti sono stati uccisi mentre fuggivano.  Lo Stato islamico celebra la conquista della città pubblicando su Internet foto e video in cui mostra la decapitazione di soldati e miliziani lealisti siriani dentro e fuori la città posta tra Damasco e la regione dell'Eufrate. I jet del regime hanno risposto bombardando la città moderna. Al momento non si hanno notizie di vittime. Attivisti siriani e testimoni hanno sottolineato  che “le forze filogovernative si sono ritirate, sconfitte dai miliziani” dello Stato Islamico.  Molti abitanti sono fuggiti dalla città siriana dove oggi sono entrati i jihadisti dell'Isis, mentre è stato evacuato anche l'ospedale locale. I jihadisti dello Stato islamico hanno preso il controllo della prigione e dell'ospedale di Palmira, oltre alla maggior parte dei quartieri periferici e del centro moderno. Le fonti, raggiunte telefonicamente, affermano che l'Isis controlla anche l'edificio del comune e quello della sicurezza generale. Palmira era considerata una delle città più fortificate della Siria, in posizione strategica lungo l'autostrada tra Homs e Deyr az Zor. Centinaia di statue e reperti del sito siriano di Palmira sono stati trasferiti in altre località per timore di distruzioni da parte dei jihadisti dell'Isis. Lo ha detto Mamun Abdulkarim, direttore del Dipartimento delle antichità siriano, citato dalla tv panaraba Al Jazira. Il ministro della difesa iraniano Hossein Dehghan è arrivato a Baghdad, in Iraq, per incontrare Saadun al Dulaimi, il ministro della difesa iracheno, dopo la caduta di Ramadi nelle mani del gruppo Stato islamico. La conquista di Ramadi è la più importante vittoria militare per il gruppo jihadista in Iraq dalla presa di Mosul, avvenuta l’estate scorsa. Otto cose da sapere sull’ultima offensiva dei jihadisti: I combattenti del gruppo Stato islamico hanno preso il controllo del quartier generale delle forze di sicurezza a Ramadi, nella provincia irachena di Al Anbar. Secondo un portavoce del governo iracheno, nei combattimenti sono morte almeno 500 persone e tra le seimila e le ottomila sono scappate dalla regione. La provincia di Al Anbar è una vasta area desertica nell’ovest del paese e Ramadi è il suo capoluogo. Il Pentagono minimizza il valore di questa vittoria. “Ramadi è sotto attacco dalla scorsa estate e ora il gruppo Stato islamico è in vantaggio”, ha detto la portavoce del ministero della difesa Elissa Smith. Per il Pentagono la perdita della città non significa che i jihadisti stanno vincendo in Iraq. Anche il segretario di stato statunitense John Kerry, in visita a Seoul, ha ridimensionato l’evento: “Sono convinto che se arriveranno rinforzi, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane la situazione potrebbe capovolgersi”. Ramadi è stata conquistata il 17 maggio, il giorno dopo l’annuncio da parte del Pentagono dell’uccisione di Abu Sayyaf, uno dei più importanti leader del gruppo in un’operazione delle forze speciali statunitensi nell’est della Siria.  Negli ultimi mesi lo Stato islamico aveva perso terreno in Iraq, con la perdita di posizioni nella provincia di Salahuddin e nel nord del paese, al confine con la regione autonoma del Kurdistan iracheno. La provincia di Al Anbar è da sempre un fronte impegnativo per gli Stati Uniti. Nell’invasione dell’Iraq del 2003 da parte delle truppe statunitensi, circa 1.500 marines morirono nella zona. Fin dall’inizio dei raid aerei statunitensi in Iraq contro lo Stato islamico nell’agosto del 2014, gli sforzi si sono concentrati su Al Anbar attraverso l’invio di armi e l’addestramento di milizie sunnite locali. Il primo ministro iracheno Haider al Abadi ha annunciato che saranno inviate nella provincia di Al Anbar, a maggioranza sunnita, le milizie sciite della coalizione Mobilitazione popolare (Hashid shaabi), sostenuta dall’Iran. È formata da circa ventimila combattenti di decine di milizie sciite. Alcune sono direttamente controllate da Teheran. Secondo alcuni analisti, la caduta di Ramadi dimostra la debolezza dell’esercito iracheno e il fallimento del tentativo fatto dagli Stati Uniti di addestrare i sunniti.

mercoledì 20 maggio 2015

Pae Mas, primo incontro senza zavorra?

[L'unica attrattiva del matrimonio è che rende assolutamente necessaria una vita di inganni per entrambe le parti. Wilde] Venerdì riunione dei sindacati e azienda Pae Mas a Palermo Punta Raisi, presso gli uffici dell'Enac. Si inizia alle 10,30 per parlare del buono pasto rinforzato per chi fa lo spezzato. Ancora di questa cosa si parla, Tamburri? A ottobre sono stato il primo e unico ad accettare lo spezzato, credevo che visto che non si può mettere nel verbale di accordo la tipologia del turno spezzato, allora era stato raggiunto un accordo tacito, appunto, come ho già scritto, tra galantuomini. Ma forse mi sbagliavo … Mi piacerebbe vedere i nuovi sindacalisti che si presenteranno alla riunione, visto che in 17, su un totale complessivo di 22, sono scappati in Gh. Un consiglio affettuoso a chi ci ha lasciato, non venite, siate coerenti con voi stessi, continuate a scappare, chi è rimasto non ha bisogno di voi.   

Colpo di coda di Ata a Catania


[Amore non è altro che un boogie-voogie degli ormoni. Herny Miller] Da Catania Fontanarossa arrivano notizie incoraggianti: il mercato dell'handling ancora esiste. Si segnala una notizia buona e una cattiva. La buona nuova è che la Gh Catania ha perso due vettori (Germawings e Turkish Airlines) che prossimamente saranno assistite da Ata. La notizia cattiva, appunto, e che non sarà AviaPartner a gestire i due vettori già clienti in tutta Europa di Aviapartner. Misteri dell'economia e delle leggi di mercato. Il 27 giugno la Germawings e dal 13 luglio la Turkish Airlines saranno assistite da Ata. Gh Catania ha chiesto, prontamente, l'attivazione della clausola sociale ex art. H37 ccnl. Personale di terra del trasporto aereo. Gh Catania ha convocato tutti i sindacati, compresa la Legea e per Maradona sarà una bella trasferta. Bisognerà quantificare il numero del personale da trasferire. Ci sarà il processo inverso avvenuto a Palermo che passerà alla storia per i 22 scappati; a Catania si cercheranno raccomandazioni, pellegrinaggi di vario tipo (dal politico di turno, sindacalisti in carriera …) pur di non passare con Ata. Se, per assurdo, i due vettori passavano con Aviapartner chi era disposto a transitare in una azienda dove i saltafossi non hanno spazio?  

martedì 19 maggio 2015

Guardie giurate in crisi

[L'acqua e giugnu leva u pane d'u furnu. L'acqua di giugno leva il pane dal forno. Detto calabrese]  La società Ksm leader nel settore della sorveglianza, si appresta ad avviare le procedure di licenziamento per altri 90 metronotte. Lo scorso anno la procedura era scattata per altre 100 vigilanti. La comunicazione è stata ricevuta dalle parti sociali. La Ksm comunica, con una nota la volontà di voler avviare la procedura della legge 223/91 per 65 Guardie Giurate impiegate nelle filiali di Palermo e di 25 nelle filiali di Messina. “Anche le aziende leader nel settore della vigilanza - dichiara Mimma Calabrò Segretario generale Fisascat Cisl Sicilia - risentono della recessione economica, aggravata da cocenti gare al ribasso che acuiscono le problematiche legate alla tariffazione e che spesso sembrano rasentare l'illegalità. In questi contesti serve trovare tutte le soluzioni per garantire e salvaguardare i livelli occupazionali delle guardie giurate che svolgono un lavoro delicato e rischioso che vede donne e uomini in divisa svolgere funzioni di pubblica sicurezza ma per i quali, al momento, le garanzie professionali sono davvero poche. Ecco perché vorremmo confrontarci con il prefetto di Palermo dinnanzi a cui abbiamo chiesto di essere convocati in presenza dei rappresentanti dell'impresa”. La Mondialpol di Termini Imerese annuncia 25 esuberi. La crisi ormai non risparmia nessuno, neanche le società di vigilanza privata, e così l’azienda con sede nella città termitana ha comunicato ai sindacati che 25 unità sono di troppo. La ditta si occupa del piantonamento antirapina, di servizi ispettivi, del collegamento d’allarme col pronto intervento, di videosorveglianza, trasporto, scorta e custodia valori non solo in provincia di Palermo, ma anche a Messina e a Roma.

Polonio 210 preferito da spie russe

[Ognunu tira re vrasce a ri piadi sue. Ognuno cerca di avvicinare le braci ai suoi piedi. Detto calabrese] Il polonio 210, utilizzato per uccidere a Londra l'ex agente del Kgb Alexander Litvinenko nel 2006, era il veleno preferito dalle spie russe. Il particolare emerge alla vigilia della deposizione alla Royal Court of Justice, di Mario Scaramella sull'assassinio della ex spia russa. Il Times ricostruisce una serie di viaggi di agenti russi da Mosca verso Paesi Ue per portare quantità dell'isotopo mortale utilizzato per uccidere i nemici del Cremlino. In Gran Bretagna, a distanza di tre anni dalla morte di un uomo che rivelò una presunta frode multimilionaria ad opera di alti dirigenti del fisco russo, emergono elementi di un nuovo possibile caso Litvinenko, l'ex colonnello dei servizi segreti russi avvelenato nel 2006 con l'isotopo radioattivo Polonio 210 nel cuore di Londra. La vittima, scrive il Guardian, si chiamata Alexander Perepilicnhyy e all'età di 44 anni morì improvvisamente subito dopo essere uscito dalla sua casa in Surrey. Mentre nel 2012 la polizia non trovò nulla di sospetto nel suo decesso, recenti analisi tossicologiche di un esperto botanico hanno trovato nel suo stomaco tracce di “gelsemio”, una pianta estremamente velenosa. Perepilicnhy, come a suo tempo Litvinenko, aveva ripetutamente avvertito che la sua vita era a rischio, minacciata da persone vicine al Cremlino. Nel suo caso perché da complice era diventato informatore su una presunta frode da 203 milioni di euro che coinvolgeva alti funzionari del fisco russo. Vittima della frode l'hedge fund “Hermitage Capital”, gestito dal finanziere nato in America Bill Browder, aspro critico del Cremlino, che ripetutamente aveva avvertito la polizia del Surrey che la morte di Perepilicnhy era sospetta. La “Hermitage Capital” e Browder erano peraltro i clienti dell'avvocato Serghei Magnitsky arrestato nel 2009 e deceduto in condizioni più che sospette in un carcere russo. In una lettera di 17 pagine inviata da Browder alle autorità britanniche si ricorda che Perepilicnhy inizialmente si era occupato della gestione del denaro rubato ma che poi rivelò il caso nel 2010 dopo essere scappato in Gran Bretagna, dando informazioni alla procura svizzera, dove i soldi, frutto della frode, erano finiti e dove sono stati congelati. Da allora Perepilicnhy denunciò di aver ricevuto diverse minacce di morte.

Armani nuovo presidente e Ad, Ciucci via

[U fissa parra sempre pe primu. Lo stupido parla sempre per primo. Detto calabrese] Si chiude l'era di Pietro Ciucci all'Anas e arriva Gianni Armani. Le dimissioni del presidente con funzioni di a.d., da 9 anni alla guida della società e considerato l'ultimo boiardo di Stato, sono diventate operative oggi con l'ok dell'assemblea degli azionisti al bilancio 2014. Il Cda sarà “a 3”: Armani sarà infatti affiancato da Cristiana Alicata, ingegnere meccanico proveniente dal gruppo Fiat, e Francesca Moraci, un architetto esperto di logistica e titolare di una cattedra di urbanistica a Reggio Calabria. L'assemblea per l'approvazione del bilancio era attesa perché Ciucci, come annunciato il 13 aprile scorso, doveva rimettere l'incarico di consigliere e amministratore. Ciucci ha ringraziato i Ministeri azionisti e il governo per la fiducia accordatagli nel lungo periodo del suo incarico. Arriva così alla guida Armani, amministratore delegato di Terna Rete Italia (sfumano invece i nomi di Mario Virano e Domenico Arcuri). Armani diventa presidente ed a.d. e sarà nel Cda a 3 insieme a Alicata e Moraci. L'assemblea ha anche dato il via libera al bilancio 2014, che si è chiuso con un utile in crescita a 17,6 milioni (dai 3 milioni del 2013), e ha deliberato di distribuire integralmente, al netto dell'accantonamento a riserva legale, un dividendo di 16,7 milioni all'azionista Tesoro. “Da sette anni consecutivi Anas chiude il bilancio in utile”, ha sottolineato Ciucci, aggiungendo che il Mef dal 2009 ad oggi ha ricevuto da Anas complessivamente circa 65 milioni (50 mln di dividendo e 15 di spending review).

lunedì 18 maggio 2015

Netanyahu ricorda che Gerusalemme è casa nostra

[I megliu parianti su' ri dianti. I migliori parenti sono i denti.  Non affidarti ai parenti ma alle tue forze.  Frase calabrese]  Gerusalemme è sempre stata la capitale solo del popolo israeliano e di nessun'altra nazione, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu  in un discorso pronunciato in occasione del “Jerusalem Day” dalla Collina delle Munizioni. “Questa è casa nostra e qui resteremo”, ha aggiunto il leader del Likud, che pochi giorni fa ha formato il suo quarto esecutivo, il più a destra della storia di Israele. “Solo sotto il governo di Israele la libertà di culto potrà essere garantita ad ogni religione”, ha continuato Netanyahu “e i credenti potranno pregare nei luoghi santi non a dispetto del nostro governo ma grazie ad esso”, riporta il quotidiano Haaretz. Il presidente israeliano Reuven Rivlin, invece, ha usato toni più concilianti, sostenendo che Gerusalemme non appartiene solo alla storia ebraica: Gerusalemme “appartiene in primo luogo alla sua gente, a tutti i suoi residenti - laici, religiosi e Haredi (ultraortodossi), ad arabi ed ebrei”, ha detto Rivlin. “In seno a una Gerusalemme unita ci sono l'Ovest e l'Est. Non ci sono figli minori”.   “Non ci saranno pace e stabilità in Medio Oriente senza Gerusalemme est come capitale dello Stato palestinese”: lo ha ribadito all'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente Abu Mazen. Il funzionario ha così replicato alle dichiarazioni rilasciate ieri dal premier israeliano Benyamin Netanyahu secondo cui “Gerusalemme è la capitale del solo popolo ebraico, e di nessun altro” e per questa ragione non sarà mai spartita.

La Vedova Bianca ai vertici dei jihadisti

[L'acqua vulla e 'u porcu è alla muntagna. Nonostante abbiamo tutto l'occorrente, siamo in tremendo ritardo.   L'acqua bolle e il maiale è sulla montagna.  Detto popolare calabrese] Samantha Lewthwaite, più nota come la “vedova bianca” e responsabile della morte di almeno 400 persone, è ormai ai vertici del gruppo jihadista somalo al-Shabaab. Secondo l'intelligence somala - riportano oggi alcuni media britannici - Lewthwaite sarebbe responsabile, fra l'altro, della strage compiuta dai terroristi all'università di Garissa in Kenya, con l'assassino di 148 giovani. La donna, passaporto britannico e laurea alla London University, ha scalato la gerarchia del potere nell'organizzazione terroristica somala dopo che molti capi del gruppo somalo erano stati uccisi da raid di droni. Si è conquistata la fiducia del leader degli al-Shabaab, Ahmad Umar, ed è responsabile del coordinamento di azioni su vasta scala, da attacchi suicidi ad autobombe nei mercati e altre stragi di civili. Originaria di Aylesbury, nel Buckinghamshire, la donna è anche molto attiva nel settore del reclutamento degli aspiranti jihadisti, in particolare delle donne e dei giovanissimi, incoraggiati a diventare kamikaze per denaro. Il capo dell'intelligence somala ha dichiarato al Mirror: “Questa donna è salita nella scala gerarchica. È una delle figure più importanti all'interno del gruppo terroristico”. “Non compie attentati in prima persona, è troppo importante, ma è responsabile di tante morti, di centinaia di morti. Convince i bambini ad uccidere per lei dopo aver dato denaro alle loro famiglie”. “Noi condividiamo tutte le nostre informazioni con gli agenti britannici qui a Mogadiscio. Loro sono qui per controllare la donna e anche altri britannici che sono in Somalia... Le Sas (special air forces britanniche) stanno quasi per prenderla e noi siamo pronti a colpire con un raid di un drone. La prenderemo”. “Sappiamo che si è circondata di altri britannici, la sua gente, perché la sua lingua somala non è così buona. Sono i suoi luogotenenti e bodyguard”. Lewthwaite è la vedova di uno degli attentatori suicidi degli attacchi al Londra del luglio 2007, Germaine Lindsay. Dopo gli attentati ha lasciato il Regno unito e il suo nome è legato a diverse altre azioni terroristiche, inclusa quella al centro commerciale di Nairobi, quando gli al-Shabaab uccisero 67 persone nel 2013. Secondo alcune voci si sarebbe sottoposta ad interventi di chirurgia plastica. L'Interpol ha diffuso un avviso “Red Notice” e i servizi segreti di 200 Paesi le danno la caccia.