martedì 31 marzo 2015

Intesa Adf-Autorità anti corruzione

[Son di Prào o voglio essè rispettào, pos'ì ssasso e mang'ì bbào. Sono di Prato e voglio essere rispettato, posa il sasso e mangia il verme. Frase toscana] Il presidente di Adf Marco Carrai e l'amministratore delegato Vittorio Fanti hanno sottoscritto oggi un protocollo di intesa con il presidente dell'Autorità nazionale contro la corruzione Raffaele Cantone per lo svolgimento dell'attività di vigilanza collaborativa preventiva finalizzata a verificare la conformità degli atti di gara alla normativa di settore, all'individuazione di clausole e condizioni idonee a prevenire tentativi di infiltrazione criminale, nonché al monitoraggio dello svolgimento della procedura di gara e dell'esecuzione dell'appalto per il potenziamento dell'Aeroporto di Firenze. A Palermo la Gesap ha le tre badanti, ha intitolato l’aerostazione a Falcone e Borsellino … dunque pensava di essere immune da ipotesi di reato e varie forme di corruzione, ma molto probabilmente non è così. Anzi gli inquirenti stanno cercando di smantellare una rete di complicità e coperture consolidate in dieci anni di gestione allegra. L’azionista argentino sembra fare le cose per bene, ma la classe politica e i sindacati sono contenti di restare pubblici.  Per il presidente Carrai “si tratta di un passaggio fondamentale in cui crediamo molto. L'aeroporto é un bene comune e la sua riqualificazione sarà in parte finanziata con fondi pubblici. Per questo motivo pretendiamo la massima trasparenza dei nostri atti e con la firma di questo protocollo apriamo i nostri uffici al gruppo di lavoro del dottor Cantone, persona che ha ampiamente dimostrato di saper conciliare rispetto dei tempi e delle norme per grandi interventi infrastrutturali. Vogliamo dimostrare che quando una politica lungimirante incontra imprenditori seri e determinati anche in questo paese è possibile creare opportunità e realizzare grandi opere nei tempi giusti e nel pieno rispetto delle leggi”. In Sicilia manca una classe politica lungimirante e gli imprenditori sono latitanti. 

L’IRAN SEMPRE PERICOLASA

[Essere come il ceppo del battuto. Che le busca sempre. Frase toscana] Sono ormai ad un punto cruciale i negoziati sul programma nucleare iraniano tra Teheran ed il cosiddetto gruppo dei 5+1, ovvero Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. Su molti aspetti è stata raggiunta un'intesa, ma su altri si sta ancora negoziando in vista della scadenza del 31 marzo, che i negoziatori si sono autoimposti per un accordo preliminare da siglare definitivamente entro giugno. A Losanna si lavorerà fino a tarda notte per risolvere le “delicate questioni” che ancora sono da ostacolo all'accordo sul dossier nucleare iraniano. Lo ha detto il segretario di Stato americano John Kerry che si trova nella cittadina svizzera assieme agli altri capi della diplomazia del Gruppo 5+1 e dell'Iran. “Ci sono ancora delle questioni difficili. Ci stiamo lavorando alacremente. Continueremo fino a tarda sera e naturalmente anche per tutto domani”, ha detto Kerry alla Cnn, aggiungendo che “tutti conoscono il significato di domani”, cioè la scadenza ultima per un accordo. Alla vigilia della scadenza del termine per un accordo sul nucleare, funzionari iraniani mettono in dubbio il successo delle trattative rimettendo in discussione uno degli elementi critici dell'accordo: la disponibilità di Teheran al trasferimento in Russia del proprio combustibile nucleare. Lo riporta il New York Times. “L'esportazione di scorte di uranio arricchito non è nel nostro programma e non intendiamo inviarle all'estero”, ha dichiarato Abbas Araghchi ai media iraniani. Secondo quanto riferisce il New York Times, funzionari occidentali, confermando l'esitazione dell'Iran sul trasferimento del carburante, insistono che ci sono altri modi di trattare con il materiale. L'opzione principale, riferiscono, è la miscelazione in una forma più diluita. A seconda dei dettagli tecnici questo potrebbe rendere il processo di arricchimento per uso militare molto più lungo, o forse quasi impossibile. Tuttavia, la rivelazione che l'Iran sta insistendo sul mantenimento del carburante potrebbe costituire un potenziale ostacolo in un momento critico delle trattative. E per i contrari all'accordo al Congresso Usa, in Israele e nei Paesi arabi sunniti come l'Arabia Saudita, la prospettiva di lasciare grandi quantità di
combustibile nucleare in Iran, in qualsiasi forma, è destinata a intensificare la loro già forte opposizione politica. Se si dovesse giungere a un accordo che consente a Teheran di mantenere il carburante, l'amministrazione Obama potrebbe sostenere che questo non sarebbe un rischio, particolarmente se potrà essere ispezionato. Finora, in virtù di un accordo interinale negoziato nel 2013, l'Iran ha rispettato pienamente i rigorosi processi di ispezione per le scorte del suo carburante, riferisce l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Non è chiaro quale forma prenderebbe il carburante se dovesse rimanere in territorio iraniano. Stretta finale per l'accordo sul nucleare iraniano in vista della scadenza del 31 marzo. L'intesa tra le potenze occidentali e Teheran ancora non sarebbe stata raggiunta, ma in queste ore si sta trattando freneticamente. E ad indicare che si è ad un punto decisivo non sono solo le indiscrezioni di stampa che parlano di un accordo vicino, ma anche il fatto che il segretario di Stato americano John Kerry ha annullato il suo rientro negli Usa per restare a Losanna a trattare. Così come restano i ministri degli Esteri iraniano, tedesco, francese e l'alto rappresentante Ue Federica Mogherini. Di fronte alle voci che rimbalzano dalla Svizzera, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito oggi da Gerusalemme - all'inizio della consueta riunione domenicale del governo - il netto rifiuto di Israele nei confronti di una possibile intesa. L'accordo con l'Iran, ha detto, va oltre le peggiori “paure di Israele”. “L'asse Iran-Losanna-Yemen - ha aggiunto Netanyahu - è pericoloso per l'umanità e va fermato”. Numerose fonti a Losanna oggi hanno riferito della volontà delle parti di esplorare i possibili compromessi per arrivare all'accordo, pur ammonendo dal considerare già fatta l'intesa a causa della presenza di alcuni punti morti. Il dipartimento di Stato Usa, motivando la decisione di Kerry di rinviare il suo rientro in patria per partecipare ad un evento dedicato alla memoria del senatore Edward Kennedy, ha invocato lo stato “dei negoziati in corso in Svizzera”. Dando così - secondo alcuni commentatori - la possibile dimensione dello stato dei lavori a cui si è giunti nella città svizzera. Questo non vuol dire, come hanno precisato ad Haaretz fonti Usa, che non ci siano ancora differenze e distanze con l'Iran su alcuni temi particolari. Le distanze
riguarderebbero la durata dell'accordo tra i '5+1' e l'Iran (tra gli 11 e i 15 anni, vogliono le potenze mondiali, mentre Teheran punterebbe ad una durata minore); le ricerche e lo sviluppo delle centrifughe iraniane e infine la rimozione delle sanzioni (ovvero se debba essere immediata o graduale). Anche un alto negoziatore iraniano - citato dalla Press Tv - ha negato notizie stampa sulla possibilità che Teheran abbia accettato nuove restrizioni nel suo programma di arricchimento dell'uranio. La stessa fonte ha spiegato che le notizie contengono “punti inaccurati, compresa la spedizione di uranio dall'Iran alla Russia”.Netanyahu si è tuttavia scagliato a testa bassa contro l'accordo, che anche secondo la tv israeliana Canale 2 sarebbe ad un passo. Ed ha espresso “la profonda preoccupazione di Israele” per la possibile intesa di Losanna. Mentre in Svizzera si discute, ha spiegato, “gli emissari dell'Iran nello Yemen cercano di conquistare parti estese del Paese nel tentativo di assumere il controllo degli Stretti di Bab el Mandab. Cosa che - ha concluso - cambierà gli equilibri nella navigazioni e nelle forniture di petrolio”. Lo stesso ministro della Difesa Moshe Yaalon ha definito “pessimo l'accodo”, aggiungendo che l'Iran sta avendo “successo nel farsi beffe del mondo”. Un Iran sulla soglia del nucleare, ha ammonito, potrebbe essere “una tragedia non solo per i regimi moderati del Medio Oriente ma anche per l'intero occidente”. Ed anche la stampa israeliana, sia quella filo governativa sia quella contraria, come Yediot Ahronot, ha parlato dell'intesa come “pura follia”. Ed ha aggiunto che le forze armate di Israele e i suoi servizi segreti hanno già avuto ordine di organizzarsi per far fronte alla nuova situazione “e per poter neutralizzare quella minaccia in qualsiasi momento”.

lunedì 30 marzo 2015

Nigeria verso il ballottaggio

[Giustizia e sanità, amaru chi 'un ne ha. Giustizia e salute, infelice chi non ne ha. Detto calabrese] L'Unione africana si è detta soddisfatta delle elezioni politiche in Nigeria, invitando i partiti a rivolgersi ai tribunali per risolvere eventuali controversie. La missione dell'Unione africana ha annunciato che il voto si è tenuto in un clima pacifico e in un contesto che soddisfa i principi democratici. Parere confermato da Attahiru Jega, presidente della commissione elettorale indipendente. “Siamo felici che le elezioni si siano svolte pacificamente in un numero consistente di seggi in tutto il paese, incluso il Nord-est dove la commissione è riuscita a organizzare anche il voto dei profughi”, ha detto Jega. Le forze dell'ordine, tuttavia, hanno dovuto impiegare gas lacrimogeni contro migliaia di dimostranti radunati davanti alla commissione elettorale dello Stato di Rivers, nel sud della Nigeria, per chiedere nuove votazioni. I dimostranti accusavano il governo e gli scrutatori di brogli ai seggi durante le operazioni di voto. “Vogliamo votare, spiega un manifestante, ieri non mi hanno fatto votare”. “La commissione elettorale deve fissare una nuova data e riconvocare le elezioni perché si possa votare onestamente, ribadisce un candidato. Dobbiamo potere votare. Vogliamo solo votare”. Il presidente della Commissione elettorale Jega ha confermato di aver ricevuto denunce dallo Stato di Rivers, promettendo un'inchiesta. Per quanto riguarda l'esito del voto, secondo i primi sondaggi si sta profilando un testa a testa tra il presidente uscente Goodluck Jonathan e l'ex capo del governo militare Muhammadu Buhari. Decine di donne nigeriane costrette a sposare i combattenti di Boko Haram sono state massacrate dai loro “mariti” prima di una battaglia con le truppe governative nella città di Bama, nel Nord-Est della Nigeria. Stando a quanto riferito alla France presse da diversi testimoni, i jihadisti in fuga davanti all'avanzata dell'esercito hanno ucciso le donne per evitare che potessero risposarsi con i soldati, ossia dei non musulmani. La città di Bama è stata riconquistata lunedì scorso dalle truppe nigeriane. “I terroristi hanno detto che non volevano che le loro mogli sposassero degli infedeli”, ha raccontato Sharifatu Bakura, 39 anni, madre di tre bambini. Secondo il racconto della donna, confermato da quello di altri testimoni, i combattenti di Boko Haram avevano avuto la soffiata dell'imminente offensiva dell'esercito alla loro ex roccaforte nello Stato di Borno, decidendo così di fuggire e di riparare nella vicina città di Gwoza; ma prima di fuggire hanno ucciso “le loro mogli in modo che nessuno potesse risposarle”. Il marito di Bukara è stato ucciso dai jihadisti quattro mesi fa, ma la donna non è stata costretta a sposare un combattente perché in stato di gravidanza. Boko Haram ha costretto decine di donne di Bama a convolare a nozze con i miliziani dopo aver conquistato la città, nel settembre 2014. Secondo i testimoni, il massacro delle donne è iniziato una decina di giorni prima che Bama venisse liberata. Gli islamisti hanno detto che “se uccidevano le loro donne, loro sarebbero rimaste pure fino a quando non si incontreranno di nuovo in cielo, dove si riuniranno”, ha raccontato un altro testimone, Salma Mahmud. Un miliziano di un gruppo di autodifesa che ha partecipato alla riconquista di Bama, Abba Kassim, ha detto di aver visto “decine di cadaveri di donne”.

Alba Star alla conquista del mercato italiano

[Io torno do muorto e vuie dicite ch’è vivo. Io torno dall’aver visto il morto e voi dite che è vivo. Frase napoletana]  Con quattro aerei in flotta la spagnola Alba Star va a coprire le richieste del turismo religioso e anche di quello vacanziero sul mercato italiano. “Una macchina è dedicata al traffico su Lourdes da tutta Europa, un’altra al mercato spagnolo e le restanti due a quello italiano per i maggiori tour operator verso le isole spagnole e la Grecia, da Atene agli arcipelaghi”, spiega il chief operating officer Giancarlo Celani. L’ex manager Livingston crede in un charter dal rapporto qualità-prezzo competitivo e spiega: "è  una tipologia di servizio che ha i suoi alti e bassi, ma è funzionale al pacchetto tutto compreso se riusciamo a tararci su un rapporto di pricing competitivo”. Il quarto 737 sarà operativo da aprile e il suo arrivo va a sostenere l’investimento su Lourdes, servita con due frequenze alla settimana da Roma, dal 22 giugno al 15 settembre. “Abbiamo osservato i dati di traffico, sempre ottimali sulla destinazione meta di pellegrinaggi – argomenta Celani -. Offriremo anche il trasporto ai malati, con le barelle”. I voli sono prenotabili online b2c e dalla prossima settimana sui Gds grazie a un code sharing con una compagnia aerea danese che mette il suo codice W2.  Nel 2014 con tre aerei Alba Star ha trasportato 200mila passeggeri per un giro d’affari di 30 milioni.

Un nuovo libro su Steve Jobs

[Trasire e spighette e metterse e chiatto. Entrare di fianco e poi allargarsi comodi. Frase napoletana] Tim Cook voleva donare parte del suo fegato a Steve Jobs, per farlo sopravvivere, ma il co-fondatore di Apple rifiutò. La storia, che dimostra il forte legame tra nuovo e vecchio amministratore delegato di Cupertino, è raccontata in un nuovo libro che uscirà a breve e si intitola "Becoming Steve Jobs". È scritto da due reporter statunitensi, Brent Schlender e Rick Tetzeli, ed è basato sulle interviste alle persone più vicine a Jobs a partire dalla moglie, Laurene Powell. Dopo che a Jobs fu diagnosticata la malattia, nel 2009 aveva bisogno di un trapianto. Tim Cook scoprì che aveva in comune con lui non solo un raro gruppo sanguigno ma che era anche compatibile per la donazione, voleva donare una parte di fegato. Essendo un organo che si rigenera, con il trapianto si poteva così sperare in una cura del tumore. Dopo essersi sottoposto a tutte le analisi cliniche ed essere sicuro della compatibilità e di non correre nessun rischio, Tim Cook propose l'intervento ma Steve Jobs rifiutò e anche in malo modo. "Scattò sul letto e mi disse No! Non ti permetterò mai di farlo", racconta Cook nel libro e aggiunge "Steve mi ha urlato contro in 13 anni di conoscenza solo quattro o cinque volte e questa è stata una di quelle". Nel libro che uscirà il 24 marzo ed è il secondo grande approfondimento sulla vita di Jobs dopo la biografia scritta da Walter Isaacson, si parla anche di Apple Tv e del fatto che Steve Jobs volesse comprare Yahoo! Oltre a Tim Cook e Laurene Powell, i due autori hanno intervistato anche il designer di Apple, Jon Ivy. Uno dei giornalisti che ha lavorato al libro,  Rick Tetzeli, lavora alla testata Fast Company che ha pubblicato stralci del volume. Una foto in bianco e nero del 1972 che ritrae il fondatore di Apple, Steve Jobs, ai tempi del liceo, con i capelli lunghi e un'espressione serafica, è all'asta su eBay con un prezzo di partenza di 4.999.98 dollari. La foto, venduta insieme all'annuario del liceo che la contiene, è stata messa all'asta 9 giorni fa, con la possibilità di comprarla per 13mila dollari. A vendere l'annuario è la sorella di un compagno di scuola di Jobs. Parlando con il sito Cultofmac.com, la donna ha spiegato che ai tempi della scuola era amica della sorella di Jobs, Patty, mentre suo fratello frequentava alcune corsi con il fondatore della Apple all'Homestead High School di Sunnyvale, in California.Nell'annuario, oltre alla foto del diciassettenne Jobs, ci sono quelle della sorella Patty, di Mark Wozniak, fratello del cofondatore di Apple Steve Wozniak, dell'insegnante di elettronica di Jobs, John McCollum, e del musicista Roy Zimmerman. Quello con la foto di Jobs non è l'unico annuario in vendita su eBay, ma sembra tra i più costosi. L'annuario con la foto del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg è acquistabile per 999,99 dollari, mentre per quello universitario del Ceo di Apple Tim Cook bastano 18,85 dollari.

L'acqua in Italia costa 355 euro anno

[Acquaiò, l’acqua è fresca? Manc’a neva! Acquaiuolo, l’acqua è fresca? Nemmeno la neve! È così fresca. Frase napoletana] Italia, Paese dalle reti idriche 'colabrodo' e da tariffe per l'acqua che continuano a crescere. Aumentano le tariffe del servizio idrico integrato: l'acqua costa il 6,6% in più rispetto al 2013 e il 52,3% in più rispetto al 2007; una famiglia italiana ha speso nel 2014 in media 355 euro all'anno, con un picco che spetta a Firenze come città più cara con 563 euro. Questa la fotografia scattata dal report, sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014, realizzato dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e presentato in occasione della Giornata mondiale dell'acqua (che si celebra il 22 marzo).  Dall'analisi emerge anche che le reti del nostro Paese sono come un 'colabrodo': una dispersione che arriva fino al 60% in casi come quello della Calabria e del Lazio; il che, tradotto, significa che per avere 40 litri d'acqua si devono immettere in rete 100 litri, lasciando che altri 60 litri si perdano nei tubi. Va male anche in Basilicata dove le perdite arrivano al 58% e in Abruzzo (53%), in Sicilia (49%) e in Campania (46%). Le regioni meno 'sprecone' sono la Valle d'Aosta (20%) e il Trentino Alto Adige (26%). In media però l'Italia perde il 37% delle proprie risorse idriche acqua nel suo viaggio lungo gli acquedotti, con un aumento del 3% rispetto al 2013. Cittadinanzattiva mette poi in rilievo anche i "disservizi", catalogandoli in base alle aree geografiche, a cominciare dal "caso dell'arsenico nell'acqua in alcuni quartieri di Roma nord" e "il superamento dei limiti" sempre di "arsenico e fluoro" nei comuni in provincia di Viterbo, o il caso di richiesta di pagamento di alcuni conguagli tariffari, in diverse parti del Paese, riferiti ad anni precedenti.  "È necessario - spiega la responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, Tina Napoli - nell'ambito dei servizi idrici garantire a tutti l'accessibilità e la qualità del servizio e ridurre la dispersione idrica".  Oltre a Firenze, il podio delle città più care è occupato da altre due toscane: a Prato e Pistoia il costo
dell'acqua è 563 euro all'anno; a seguire Grosseto e Siena (562 euro). Mentre la meno cara è Isernia, dove si spendono 120 euro all'anno; al secondo posto c'è Milano con 136 euro (con un aumento dell'8,7%). Le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con una media di 468 euro all'anno. Il primato alla Toscana, con sette delle prime dieci città più care: qui, la spesa media in un anno è di 526 euro, con un incremento del 5,6% rispetto al 2013. Il Molise è invece la regione in cui si spende di meno. Tra le altre regioni centrali, l'Umbria con 439 euro e una variazione del 4,3%. Più virtuose le regioni del nord. I maggiori incrementi rispetto all'anno precedente si registrano a Latina e Cuneo (più 17%). La tariffa più alta per il servizio di acquedotto è applicata a Reggio Calabria (355 euro), oltre 39 volte superiore a quella di Aosta (9 euro). Depurazione e fognatura costano di più a Carrara (298 euro), sei volte quanto costa a Cremona (49 euro). La quota fissa più elevata spetta a Gorizia (99 euro), 28 volte superiore a quella di Milano (3,50 euro). Il settore idrico resta "bloccato sui temi delle reti, dei depuratori e sulla qualità del servizio in alcune aree del Paese". Questo quanto emerge da alcune anticipazioni dei temi del convegno 'H2O' ('Il settore idrico italiano tra strategie industriali e finanza'), in programma a Bologna  e organizzato da Althesys (società di consulenza e strategia ambientale e infrastrutture, guidata dal bocconiano Alessandro Marangoni) e Top utility analysis, a cui parteciperà anche Federutility. "Il 2013 ha visto aumenti dei ricavi del 14,8% rispetto al 2012 per le aziende Top utility, in particolare per le pluriservizio - spiega Althesys - parte di questi sono dovuti anche all'efficientamento industriale del settore idrico. Gli investimenti restano pressoché invariati in termini assoluti; però scendono se si considerano in rapporto con il fatturato. Sono passati dal 24,7% del 2012 al 21,6% del 2013. Crescono ricavi e risultati per le grandi aziende, le piccole soffrono. Gli investimenti - continua l'analisi - restano mediamente più alti per le aziende più grandi: nel 2013 sono stati pari al 22,5% del fatturato rispetto al 17,9% delle aziende più piccole. La quasi totalità delle aziende con investimenti relativi inferiori al 15% ha un fatturato non superiore ai 100 milioni di euro". Infine viene spiegato che a "condizionare lo sviluppo del settore idrico" sono stati "i risultati del referendum del 2011, l'instabilità normativa e un perdurante stallo degli investimenti", mentre "l'entrata in gioco dell'Autorità dell'energia elettrica, il gas e il sistema idrico pur avendo sbloccato meccanismi tariffari e vivacizzato l'interesse finanziario, non ha ancora prodotto tangibili segnali di crescita delle aziende e degli investimenti. Per l'Istat il consumo medio quotidiano di acqua corrisponde a circa 240 litri a testa. Campioni in negativo sono le isole e il centro-sud (Abruzzo e Puglia hanno sanato situazioni critiche), ma anche al nord c'è un peggioramento (a parte per la Valle d'Aosta). L'acqua immessa nelle reti comunali di distribuzione - si spiega infatti nel report - è pari a 8,4 miliardi di metri cubi, 385 litri al giorno per abitante (più 2,6% rispetto al 2008). Ma quella erogata è di 5,2 miliardi di metri cubi che corrisponde ad un consumo giornaliero di acqua pari a 241 litri per abitante (meno 12 litri al giorno rispetto al 2008). Nel 2012 sono stati prelevati 9,5 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile, con una crescita del 3,8% rispetto al 2008. Il 30,6% dell'acqua prelevata non viene trattata per la potabilizzazione (2,9 miliardi di metri cubi all'anno).

Il nipote di don Profitterolo

[O pesce fete da capa. Il pesce puzza dalla testa. Detto napoletano] Che Cinisi, ridente cittadina vicino Palermo sia storicamente mafiosa quanto, se non di più di Corleone a molti non è noto. Impastato, Manzella, Di Maggio, Badalamenti e anche Santi Palazzolo, l’imprenditore di Cinisi che ha deciso di non pagare, si è rivolto alla polizia e si è prestato a predisporre la trappola a colui che voleva estorcergli il frutto del suo onesto lavoro. Si tratta del nipote di Don Santi, erede di un’attività che ha quasi un secolo di vita. A Radio Aut, scherzando, lo chiamavamo don Profitterolo, per la sua abilità nel saper preparare i migliori profiterols della Sicilia. Il suo bar, sito tra la piazza e l’inizio del corso, era frequentato dalla Cinisi bene, cioè da professionisti, galantuomini e anche mafiosi che, soprattutto la domenica mattina andavano a comprare la guantiera di dolci per la famiglia o per l’ospite. Una volta Peppino Impastato si nascose in una casa di fronte per scattare di nascosto alcune foto a Tano Badalamenti e agli amici che lo circondavano. Lui, don Santi, aveva un sorriso e una gentilezza per tutti, spesso preparava una sorpresa sul bancone o dentro la vetrina, una torta esotica, un dolce originale, un gelato dal gusto strano, accanto agli immancabili cannoli. Poi tutto venne trasferito sulla strada provinciale, al limite con il semaforo che da accesso al paese. L’attività è continuata con la gestione dal nonno, al figlio, detto l’Avvocato e oggi al nipote, che porta il nome del nonno ed ha cercato di dare al locale una veste più moderna con i giornali del mattino e con attività culturali varie: è stata finanziata anche qualche pubblicazione sulla storia del paese e del bar e sono stati aperti altri punti vendita, uno dei quali quello dell’aeroporto di Punta Raisi uno a Barcellona, in Normandia (Francia), Londra e Milano. Che tutto questo sia avvenuto a Cinisi, nel paese di Don Tano Badalamenti, ma anche di Peppino Impastato, significa che il muro una volta indistruttibile della cultura mafiosa comincia a manifestare qualche crepa e che comincia a diffondersi la cultura secondo cui ognuno ha il diritto di godere in pieno dei frutti del proprio lavoro, senza che i parassiti possano profittarne. Il negozio dell’aeroporto rappresenta l’ultimo momento, per chi parte e vuole portare un sapore della Sicilia, una cassata, un cannolo, un frutto di “martorana”, un dolce tipico. Adesso, dopo la denuncia dell’estorsione fatta da Roberto Helg, per il rinnovo del contratto per l’area del negozio, quel dolce assume un sapore più significativo, il sapore della legalità.

domenica 29 marzo 2015

Un voto contro Boko Haram

[U lupu quannu ha bisuognu nesce d'a tana. Il lupo quando ha bisogno esce dalla tana. Frase calabrese] Il gruppo terroristico di Boko Haram ha decapitato 23 persone con una motosega nel nordest della Nigeria, dove oggi si vota per l'elezione del Presidente e del Parlamento. Lo riferisce l'agenzia tedesca Dpa. Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan cerca la rielezione nelle presidenziali  in cui sarà sfidato da Muhammadu Buhari, candidato di un fronte di opposizione. Cristiano, 57 anni,  del People's Democratic Party, ha fatto della lotta contro i miliziani integralisti di Boko Haram, attivi soprattutto nel nordest del paese, uno dei temi forti della sua campagna elettorale promettendo di sconfiggerli entro un mese.  Il presidente fu molto criticato per la sua gestione giudicata troppo morbida del drammatico sequestro di 200 ragazze lo scorso anno proprio da parte dei terroristi islamici. Il paese, il più grosso produttore di petrolio dell'Africa, è stato pesantemente colpito dal crollo del prezzo del greggio.  Ma Jonathan tra gli elettori ha cercato di promuovere la sua gestione del settore agricolo e industriale. Sale ancora il bilancio delle vittime degli attentati di Boko Haram in Nigeria contro i seggi delle elezioni presidenziali e politiche. Nel nordest del paese, roccaforte dei fondamentalisti islamici, i morti in cinque attacchi distinti sono saliti a 41. A centinaia di persone è stato impedito di votare, sotto la minaccia delle armi. Nel sud del paese, nello stato di Rivers, si segnalano tre persone, fra le quali un militare, uccise a colpi di pistola. I nigeriani si sono recati in massa oggi ai seggi per eleggere il presidente e rinnovare il parlamento, nonostante le minacce dei jihadisti di Boko Haram e i problemi tecnici incontrati con le schede elettorali biometriche, che hanno costretto le autorità a rinviare a domani le operazioni di voto in alcune zone del Paese. Come annunciato, i jihadisti di Boko Haram hanno messo a segno diversi attacchi nel Nord-Est del Paese, uccidendo sette persone in quattro villaggi dello Stato di Gombe. In un caso, un testimone ha raccontato di aver sentito i miliziani gridare: “Non vi era stato detto di restare lontani dai seggi?”. E oggi, un deputato dello Stato di Borno, sempre nel Nord-Est, ha riferito della decapitazione di 23 persone avvenuta la scorsa notte in un attacco alla località di Buratai. Nonostante l'insicurezza, però, gli elettori hanno fatto lunghe file davanti ai seggi per partecipare a quelle che sono considerate le elezioni più combattute degli ultimi 16 anni, ossia da quando nel Paese si è chiusa la stagione dei colpi di Stato ed è stato ripristinato il sistema democratico. Per la prima volta, infatti, l'opposizione ha la reale possibilità di sconfiggere il People Democratic Party (Pdp) - al potere dal 1999 - dopo la nascita, nel 2013, dell'All Progressives Congress (Apc), il partito che ha riunito le tre principali formazioni politiche del Paese, espressione fino ad allora solo di specifiche zone del Paese o di gruppi etnici. Il presidente uscente, Goodluck Jonathan, cristiano del sud del Pdp, corre per il suo secondo mandato contro l'ex generale Muhammadu Buhari, musulmano del nord dell'Apc. Sono circa 69 milioni gli elettori, su 173 milioni di abitanti, chiamati a scegliere il prossimo capo dello Stato e a rinnovare 109 senatori e 360 deputati del paese più popoloso del continente africano e primo produttore di petrolio. Per garantire elezioni trasparenti e scongiurare brogli, le autorità hanno adottato quest'anno la scheda elettronica, che però ha creato problemi, ritardando l'avvio delle vere procedure di voto. In mattinata, infatti, gli scrutatori avrebbero dovuto registrare gli elettori, chiamati a votare a partire dalle 13.30, ma i disguidi incontrati in alcuni seggi hanno causato ritardi, se non il rinvio a domani del voto. Elezioni presidenziali e legislative in Nigeria ancora in corso, mentre dal nord-est giungono notizie di combattimenti tra miliziani integralisti Boko Haram e soldati governativi. Secondo la commissione elettorale indipendente sono almeno 300 su 1.500 i seggi che anche oggi hanno dovuto accogliere gli elettori: a centinaia ieri non erano riusciti a registrarsi a causa di problemi al nuovo sistema elettronico di identificazione. Intanto arrivano notizie di combattimenti in corso nel tormentato nord-est del Paese tra i miliziani integralisti islamici Boko Haram e le forze governative inviate nell'area per bloccarne l'avanzata. Residenti delle zone più remote del nord-est riferiscono di violenti scontri tra i fondamentalisti e i soldati. In particolare, un portavoce della polizia ha detto che “uomini armati non identificati” hanno attaccato uffici elettorali nelle città di Kirfi e Alkaleri, a circa 120 chilometri a est di Bauchi. Un convoglio di circa dieci veicoli, ha aggiunto, è comunque stato bloccato dai governativi a Dindima. Nel contempo è aumentato a 41 il numero delle persone uccise ieri in diversi attacchi che hanno funestato oltre al nord anche un paio di località del sud, saldamente nelle mani dei cristiani del presidente uscente Goodluck Jonathan, 57 anni. L'esito dello scrutinio resta comunque incerto dato che per la prima volta lo sfidante musulmano Muhammadu Buhari, 72 anni, già presidente del Paese in seguito a un golpe nei primi anni Ottanta e da allora sempre sconfitto dalle urne, potrebbe conquistare un testa a testa che lo porterebbe al ballottaggio. Di nessun conto, secondo gli osservatori, la partecipazione degli altri 12 candidati. L'incertezza della sfida Jonathan-Buhari sembra ripetersi anche per le legislative (360 i deputati da eleggere), dopo che decine di politici finora fedeli al presidente cristiano hanno abbandonato il suo partito, accusato di aver fatto poco o nulla per bloccare i massacri e le operazioni terroristiche dei Boko Haram. Le cui atrocità da mesi colpiscono indistintamente cristiani e musulmani nelle aree di confine con Camerun, Ciad, Niger e Benin, dando il via ad un pericolosissimo processo di destabilizzazione dell'intera regione africana. Secondo la Commissione elettorale, che prevede anche la possibilità del ballottaggio, i risultati della consultazione dovrebbero essere comunicati 48 ore dopo la fine di tutte le operazioni di voto, che continua a rimanere un punto interrogativo. Con il passare delle ore tensioni si registrano però anche nel centro petrolifero portuale del sud Port Harcourt, dove migliaia di persone sono scese nelle strade per denunciare brogli e presunti omicidi di attivisti. Blindati e polizia antisommossa sono dispiegati in forze.

Il ritorno di Passione

[Pugnetta 'ngarrata è migl di na fricata! Una buona masturbazione è meglio di un coito. Frase calabrese] Recentemente un noto sindacalista cgil, oggi in Gh Palermo, 1-2-3 … passione, appresa la notizia che in Pae Mas il buono basto scatterebbe al compimento della sesta ora e non più come era prima che bastava la presenza (e con lo spezzato volontario scattava il doppio buono pasto che sommato al quello corrente dava la possibilità di tre buoni pasto) è ritornato ad occuparsi degli ex colleghi (il collega stop e tiro dell’operativo, però, è preoccupato di questo ritorno di fiamma).  L’unico dei 17 ex colleghi sindacalisti a ritornare e occuparsi dei colleghi della Pae Mas, gli altri hanno problematiche ben più grosse da risolvere: l’eliminazione del turno tre in Gh, per esempio  … e non solo; Petruso – Passione avrebbe chiamato Tamburri per tentare di risolvere questa situazione. Oggi l’azienda deve risparmiare in tutto: meno vettori, meno mezzi (dati in comodato d’uso gratuito alla gh) meno personale e meno buoni pasto … Se consideriamo che per anni lo stagionale in Pae Mas non ha mai avuto il buono pasto (anche perché i sindacati in Pae Mas hanno sempre tutelato chi aveva più diritti e mai chi di diritti non è ha mai avuti, appunto lo stagionale) in sette anni c’è stato un risparmio non indifferente. Se poi consideriamo che il ticket dato al dipendente viene scaricato quasi totalmente dalla ditta … questa politica sembra, francamente, pretestuosa. Ricordiamo ai vertici della Pae Mas che il passaggio di 22 dipendenti alla concorrente, se vogliamo usare un eufemismo, è stato un bel colpo. Se poi su 22 ben 17 sono sindacalisti è stato un colpo di culo senza precedenti e di questo i fortunati (?) rimasti in Pae Mas saranno riconoscenti a vita. Alessio  Tamburri (lifeguarrd) che dovrebbe essere a Palermo a fine mese sembrerebbe propenso a un ripensamento. Il problema è convincere chi a Palermo vuole dimostrare che risparmiare è possibile e esisterebbero ancora margini di miglioramento.

Life Clock ti dirà quando morirai

[Baccalà, fegato e ova. Più che coce e più s'assoda. Baccalà, fegato e uova più cuociono e più diventano duri. Frase popolare livornese]C'è un'app per tutto, anche per monitorare la lunghezza della tua vita. È  l'idea - già sperimentata da altri sistemi - alla base di Life Clock, un'applicazione studiata per l'Apple Watch che sta per arrivare. Usa e monitora i parametri del tuo stato di salute e ti dà una stima di quanto ti resta da vivere. Il tutto visualizzato sul tuo polso in un inquietante “countdown”, in cui il tempo scorre, un pò come accade ai protagonisti del film di fantascienza. Alla conta, vengono aggiunti minuti se si adottano comportamenti virtuosi come l'attività fisica; o sottratti se ad esempio si dormono poche ore. Sul web ci sono già altri sistemi che calcolano l'aspettativa di vita (su iPhone, ad esempio, c'è l'app Deadline che è pure a pagamento) ma averne uno al polso che te la ricorda costantemente ad ogni sguardo è un'ipotesi abbastanza inquietante. Life Clock, immagazzinando le tue abitudini di vita quotidiane, si trasforma in un “simpatico” gioco: hai mangiato la tua razione giornaliera di verdura? Guadagni 36 minuti di vita. Oppure: stai tutta la notte in giro? Ne perdi 25. L'idea nelle intenzioni degli sviluppatori che l'hanno creata vuole però essere “motivazionale”. “Vogliamo incoraggiare le persone a fare delle scelte giuste, dando una dimostrazione tangibile di come le azioni di oggi hanno un impatto sul futuro”, spiega al blog Mashable Tom Le Bree, partner di Rehabstudio, l'azienda che l'ha progettata.

Low cost alla conquista del mercato europeo

[Ciò che semini raccogli. Frase toscana] Le compagnie low cost hanno conquistato il 32% del mercato europeo nel 2013, una quota che nel 2005 era pari al 17%. Lo attestano dati Ecac, riportati dal Sole-24 Ore, secondo cui la stima attuale di Oag è del 36%. La strada è ormai quella di costruire una low cost fatta in casa, concentrandosi sulle tratte intercontinentali che al momento non vedono la concorrenza dei voli a basse tariffe di compagnie con personale non sindacalizzato e dalla massima produttività. Lufthansa ha trasferito a Germanwings i voli in Europa che non alimentano gli hub intercontinentali di Francoforte e Monaco. Con Eurowings si compirebbe un ulteriore passo per offrire voli low cost a breve e a lungo raggio: una strada percorribile attraverso la compagnia turca SunExpress, di cui Lufthansa possiede metà del capitale. Un tentativo analogo di creare low cost interne, compiuto da Air France con Transavia, è stato stoppato dai piloti. Il gruppo Iag ha sviluppato Vueling, il vettore spagnolo che ha conquistato quote di mercato anche in Italia, occupando molti degli spazi lasciati liberi da Alitalia dopo il ridimensionamento legato all'ingresso di Etihad. Il primo tentativo da parte di una compagnia low cost di aggredire il mercato lungo raggio è quello di Norwegian Air Shuttle, che nel 2013 ha avviato voli da Londra a New York con il nuovo Dreamliner Boeing 787. Una strada simile a quella su cui sta lavorando Ryanair, ma in ogni caso mancano ancora i velivoli adatti. L'operatività del vettore di Michael O'Leary su questo fronte potrebbe non partire prima di 4-5 anni.

Economia corrotta

[Occhiu non vida e cora non dola. Occhio non vede e cuore non duole. Frase calabrese] La corruzione “taglia le gambe alla crescita“. Che sia così, ormai sembra assodato: lo ripetono con crescente frequenza economisti, magistrati e centri studi. A corroborare la tesi è arrivata anche una voce interna a Confindustria, di solito molto cauta su questi temi. “Se riducessimo il livello di corruzione a quello della Spagna, il Pil potrebbe aumentare dello 0,6% all’anno“, ha detto infatti Alberto Baban, leader della Piccola Industria di viale dell’Astronomia, durante la sua relazione al convegno biennale dei piccoli imprenditori. In valore assoluto, si tratta di circa 9,7 miliardi. “Avremmo così chiuso più della metà del differenziale di velocità con il resto d’Europa”. Nello stesso giorno, per altro, anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha affermato che “i problemi” che causano la stentata crescita del Pil dell’Italia sono “la bassa concorrenza, i servizi inadeguati, la carenza di produttività e la corruzione”. Problemi “non tanto distanti da quelli degli anni Ottanta”, ha ricordato Visco, intervenendo alla cerimonia che si è svolta a La Sapienza per celebrare i 30 anni dalla morte dell’economista Ezio Tarantelli, ucciso dalle Brigate rosse il 27 marzo 1985. Secondo Baban burocrazia, corruzione, insufficiente concorrenza, incapacità di adeguare le infrastrutture e ritardi dell’istruzione provocano ogni anno all’economia italiana “perdite pari a 485 miliardi, 19.400 euro a famiglia”. “Altro che gli 80 euro“, si legge nella relazione. La discesa del costo del petrolio, l’euro meno forte e il calo dei tassi di interesse “daranno una spinta al Pil di 2,1 punti percentuali quest’anno e 2,5 il prossimo”, ha sostenuto Baban citando le previsioni del Centro studi di Confindustria, ma questa “non può essere considerata la soluzione dei nostri mali”. È  “solo una boccata di ossigeno”, che vale poco nel momento in cui le imprese italiane corrono “con uno zaino sulle spalle” e devono “gareggiare con una gamba ingessata” a causa di “lentezza, sprechi pubblici, burocrazia”. In particolare la burocrazia “ogni anno ci costa almeno un 4% di minore Pil”. La corruzione, a sua volta, “taglia le gambe alla crescita: se la riducessimo al livello della Spagna il Pil potrebbe aumentare dello 0,6% in all’anno”. Poi, “l’incapacità di adeguare le nostre infrastrutture agli standard degli altri Paesi sottrae il 2% al Pil, senza contare la minore efficienza che questo comporta per il sistema Paese”. E “i ritardi della nostra istruzione ci costano un altro 13%”.

I pensionati sempre più poveri

[Chi vuol vin dolce non imbotti agresto. Detto toscano] Una vera e propria tagliola si è abbattuta negli ultimi quattro anni su 5,5 milioni di pensionati. Lo denuncia lo Spi-Cgil secondo cui, con il blocco della rivalutazione degli assegni, sono stati sottratti ai pensionati 9,7 miliardi di euro, pari ad una perdita media pro-capite di 1.779 euro.  Nel biennio 2012-2013, spiega il sindacato in uno studio presentato, l'adeguamento delle pensioni è stato bloccato per importi superiori a tre volte il trattamento minimo, ovvero circa 1.400 euro lordi. Nel biennio 2014-2015 invece l'adeguamento è stato sull'intero importo della pensione con una percentuale del 100% solo per tutti quelli che hanno un assegno fino a tre volte il trattamento minimo, mentre è diminuito per le altre categorie d'importo dallo 0,95% fino allo 0,40%. Si tratta, prosegue lo studio, di uno scenario destinato a peggiorare se, come stabilito dagli obiettivi della Bce, il tasso di inflazione dovesse tornare sopra il 2%. Secondo gli attuali meccanismi di calcolo della rivalutazione, infatti, ai pensionati sarebbero sottratti ulteriori 3,6 miliardi di euro. Il declino del numero dei lavoratori iscritti ai sindacati spiega metà dell'aumento di 5 punti della concentrazione del reddito nel 10% più ricco della popolazione nei paesi avanzati tra il 1980 e il 2010. È  quanto emerge da uno studio in via di pubblicazione delle economiste del Fondo monetario Florence Jaumotte e Carolina Osorio Buitron. “L'indebolimento dei sindacati riduce il potere contrattuale dei lavoratori rispetto a quello possessori di capitale, aumentando la remunerazione del capitale rispetto a quella del lavoro” e porta le aziende ad assumere decisioni che avvantaggiano i dirigenti, per esempio sui compensi dei top manager, affermano Jaumotte e Osorio anticipando i risultati della ricerca sulla rivista dell'Fmi 'Finance & Development'. Lo studio, intitolato “Power from the people” sulla falsa riga della canzone di John Lennon “Power to the people”, esamina diverse misure dell'iniquità (dalla quota di reddito del 10% più ricco della popolazione all'indice di Gini) per i paesi ad economia avanzata. Anche considerando l'impatto della tecnologia, della globalizzazione, della liberalizzazione finanziaria e del fisco, i risultati confermano che “il declino della sindacalizzazione è fortemente associato con l'aumento della quota di reddito” nelle mani dei ricchi. Questa iniquità, secondo recenti studi, può portare a una crescita minore e meno sostenibile ed essere nociva per la società “perché consente ai più ricchi di manipolare in proprio favore il sistema economico e politico”, come è emerso anche da uno studio del premio Nobel Joseph Stiglitz.

 

 

sabato 28 marzo 2015

Blu-express nuovi voli Tirana

[Partire 'ncavallu e tornare a pede. Partire a cavallo e tornare a piedi. Partire pieno di speranze e tornare senza aver ottenuto niente. Frase calabrese] Con l'avvio della stagione estiva, Blu-express amplia i collegamenti aerei verso Tirana aggiungendo frequenze addizionali e aprendo due nuove rotte: Firenze e Perugia. La compagnia low cost di Blue Panorama Airlines espande così le operazioni sulla capitale albanese, avviate in concomitanza al traguardo dei 15 anni di attività del vettore, e rafforza la leadership sull'aeroporto di Tirana, da dove verranno dunque servite 11 città italiane: Milano/Malpensa, Milano/Bergamo, Verona, Venezia, Genova, Bologna, Pisa, Ancona, Roma Fiumicino ed appunto Firenze e Perugia. Con la stagione estiva il totale dei voli operati su Tirana passerà da 58 a 112 a settimana. Il nuovo collegamento su Perugia è operativo 3 volte a settimana nelle giornate di martedì, giovedì e domenica. Il nuovo volo su Firenze è operativo 4 volte a settimana nelle giornate di lunedì, mercoledì, venerdì e domenica, cui si aggiunge il volo del sabato nel picco della stagione estiva. Inoltre, la domanda della clientela italiana e internazionale di disporre di maggiori frequenze su Ancona, ha spinto la compagnia a portare a giornaliero il collegamento fra Tirana e questa regione fortemente interconnessa con l'Albania.

La Fiom contro il jobs act

[L'amicizia si dee sdrucire, non i stracciare. L'amicizia deve stropicciarsi, ma non strapparsi. Frase toscana] La Fiom in piazza contro il Jobs Act per combattere la precarietà e contro “l'attacco ai diritti”. “Pensiamo di avere più consenso di quello che ha il governo”: ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini, arrivando in piazza per la manifestazione organizzata dal sindacato. “Non siamo in piazza per difendere cose che non ci sono più, anche perché ci hanno tolto tutto - ha aggiunto. E Renzi stia tranquillo, non siamo qui contro di lui, ma abbiamo l'ambizione di proporre idee per il futuro dell'Italia”. “Unire il lavoro: questa è la nostra proposta. Non è un percorso facile ma intendiamo andare avanti, sia per riformare il sindacato sia per ridare voce a tutti i lavoratori”, ha detto ancora Landini. “Ci sono persone che non sono rappresentate ma ora inizia una nuova fase, una nuova primavera, nei prossimi giorni metteremo in campo azioni concrete anche nei luoghi di lavoro”, ha spiegato il segretario Fiom-Cgil. Nei primi due mesi dell'anno sono stati attivati 1.382.978 contratti con un aumento di 154.000 contratti rispetto allo stesso periodo del 2014 (in media nel bimestre +12,6%). È  quanto emerge dalle comunicazioni obbligatorie del ministero del lavoro secondo le quali l'aumento per i contratti a tempo indeterminato è di 79.000 unità (+35%). Secondo i dati delle comunicazioni obbligatorie i rapporti di lavoro attivati a gennaio 2015 sono stati 824.176 (+18,1% su gennaio 2014) mentre quelli attivati a febbraio sono stati 558.802 (+5,4% su febbraio 2014). Nel complesso nei primi due mesi 2015 quindi sono stati attivati 1.382.978 contratti a fronte dei 1.228.058 dello stesso periodo 2014 con un aumento di oltre 154.000 unità (+12,6%). I contratti a tempo indeterminato attivati sono stati 165.246 a gennaio (+32,5%), pari al 20% delle attivazioni complessive (erano il 17,9% a gennaio 2014). A febbraio i contratti a tempo indeterminato stipulati secondo le comunicazioni obbligatorie sono stati 138.402 (+38,4%) pari al 24,8% delle attivazioni complessive (erano il 18,9% nel febbraio 2014). Il dato, ha spiegato il ministero, non risente ancora delle norme sul contratto a tutele crescenti mentre tiene conto degli incentivi previsti in legge di stabilità per le assunzioni a tempo indeterminato fatte nel 2015.

E io pago, raggiunto accordo Gh-Pmo sindacati

[La morte non è uguale per tutte le cose: ci sono oggetti che cominciano a invecchiare solo dopo aver attraversato la morte. Un giocattolo invecchia dopo che si è rotto, dopo che è morto. Erri de Luca] Tutti si sindacati volevano tavoli separati, tutti non volevano al tavolo la Cisal (forse perché solo il sindacato discriminato da solo ha più iscritti di tutte e quattro le sigle messe insieme?), alla fine solo la Cgil è rimasta, la posta in gioco è troppo importante e se l'ha capito la Cgil vuol dire che …. molto probabilmente siamo alla frutta. La Cgil, da Catania, manda Sandro Grasso, segretario provinciale e coordinatore di tutti gli apt siciliani, per discutere guardando i fatti concreti, evitando di guardare le nuvole. Uil e Cisl abbandonano il tavolo, l'Ugl non si presenta … ma poco importa la trattativa va avanti. Nove ore di trattativa per concludere un accordo al Magaggiari, ieri l'altro è stato raggiunto un accordo che non è il massimo della vita, ma è il migliore possibile: al tavolo c'erano Paolo 1 e Paolo 2, Michela per la Gh; GianLuca e Sandro, in rappresentanza della Cisal e Cgil. Se la società con cui tratti ha drogato il mercato in Italia prendendo appalti sapendo di perdere, volontariamente giocando al ribasso, tanto qualcuno (il contribuente) pagherà e allora sei costretto a firmare. E se questo è il modo di fare imprenditoria in Italia siamo messi veramente male. Quando finiranno i soldi per gli ammortizzatori sociali poi si vedrà.Ci sembra di capire che al momento la gh sta attraversando un momento critico finanziario, in attesa di apprendere la conclusione dell'appalto di Sigonella tenta una cura dimagrante da presentare alle banche.  La ugl e la uil ieri pomeriggio avrebbero firmato l'accordo che altri hanno portato avanti e concluso. La cisl andrà a firmarlo lunedì. Ieri l'altro le tre sigle, assenti in fase di trattativa, escono con un volantino dove accusano cisal e cgil di sudditanza psicologica nei confronti della gh e sempre i due sindacati, che hanno messo la faccia, avrebbero trovato il modo di vendersi le assunzioni. La cisal, che si ritiene offesa, oggi si recherà da un avvocato. Non prima del 20 aprile 10 dipendenti, vicini alla pensione, verranno messi in mobilità; 44 in solidarietà volontaria. Si lavora per la stabilizzazione di 42 stagionali ed entro il 20 aprile ci sarà un nuovo incontro azienda – sindacati.

MAI FIDARSI DEL BAGAGLIO

[Un bambino che cresce senza una carezza indurisce la pelle, non sente niente, neanche le mazzate. Erri de Luca] Il tasso di bagagli disguidati, cioè riconsegnati in ritardo, danneggiati, smarriti o rubati, nel 2014 è stato di 7,3 ogni 1.000 passeggeri, in calo dai 18,8 su 1.000 del 2007. È quanto emerge dal Baggage Report 2015 di Sita (società internazionale telecomunicazioni aeronautiche): dal 2007 il tasso dei bagagli disguidati è calato del 61% a livello mondiale, con un risparmio di 18 mld di dollari per il settore. Nel complesso nel 2014 il 99% dei bagagli è stato riconsegnato regolarmente. 
Questo risultato, evidenzia Sita, è particolarmente significativo se si considera il forte aumento di passeggeri registrato in questi anni (+46%). Dal 2013 al 2014 il numero dei passeggeri è cresciuto del 5,5% a livello mondiale, e i fattori di carico degli aeromobili sono aumentati del 79,7%. Proprio questo incremento di pressione sui sistemi esistenti ha innalzato leggermente il tasso di bagagli disguidati rispetto al 2013, quando si toccò il minimo di sempre di 6,96 bagagli disguidati ogni 1.000 passeggeri. Oltre l'80% dei bagagli disguidati nel 2014 sono stati riconsegnati, seppur in ritardo, e la causa principale del ritardo è derivata da casi di scalo e relativo trasferimento da un volo a un altro. Il 49% dei bagagli disguidati riguarda infatti viaggi con scalo. Nella maggior parte di questi casi il bagaglio è stato riconsegnato al passeggero nel giro di uno o massimo due giorni. “Il miglioramento nella gestione bagagli nel corso degli ultimi sette anni è in gran parte il risultato dei forti investimenti in tecnologia e innovazione nei sistemi automatizzati e dei processi per la gestione bagagli”, spiega il ceo di Sita Francesco Violante.

Apple, evasione di 879 milioni di euro


[La felicità: come mi permettevo di nominarla senza conoscerla? Suonava svergognata in bocca a me, come quando uno si vanta di conoscere una celebrità e la chiama col solo nome, dice Marcello, per indicare Mastroianni. Erri De Luca] Nel giorno in cui la Apple ha ricevuto la sua prima valutazione da un triliardo di dollari, la Procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di tre manager del colosso di Cupertino per una presunta evasione fiscale. L'ipotesi è di omesso versamento dell'Ires per un totale di circa 879 milioni di euro in 5 anni. L'avviso di conclusione è in corso di notifica. Nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e dai pm Adriano Scudieri e Carlo Nocerino, sono indagati per omessa dichiarazione (art. 5 del Decreto legislativo 74/2000) il legale rappresentante e l'amministratore delegato di Apple Italia Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio, nonché il manager della irlandese Apple Sales International, Michael Thomas O'Sullivan. Secondo l'ipotesi degli inquirenti, i profitti realizzati in Italia dalla multinazionale sarebbero stati contabilizzati dalla società che ha sede in Irlanda, Paese dove la pressione fiscale è più bassa. Proprio in questi giorni, alla società Usa è stata data una valutazione da mille miliardi di dollari. Gli analisti di Cantor Fitzgerald hanno alzato a 180 dollari l'obiettivo di prezzo del titolo del produttore del'iphone, che così arriva a valere 1.050 miliardi di dollari. Cantor Fitzgerald diventa il broker più ottimista su Apple, davanti a First Shanghai securities (che vede il titolo a 165 dollari) e Piper Jaffray e Evercore (160 dollari). A spiegare un tale approccio da “orso” su Apple sono i progressi in Cina, dove le vendite sono balzate del 70% nell'ultimo trimestre. Oggi in Borsa il titolo vale 127,35 dollari per una valutazione complessiva intorno ai 740 miliardi di dollari.

venerdì 27 marzo 2015

In pensione a 66 anni e 7 mesi

[A creature nu prumettere e a Santi nun fa voto. Non promettere ai bambini e non far voto ai Santi. frase napoletana] Tra il 2016 e il 2018 gli uomini andranno in pensione di vecchiaia a 66 anni e sette mesi. È quanto si legge in una circolare dell'Inps che chiarisce quanto disposto da un decreto del ministero dell'Economia che fissava in quattro mesi l'aumento dei requisiti per l'accesso alla pensione in relazione all'incremento della speranza di vita. Per il 2019 si fisserà un nuovo adeguamento alla speranza di vita. Le donne del settore privato andranno in pensione di vecchiaia a 65 anni e sette mesi (66 anni e sette mesi nel 2018) mentre le lavoratrici autonome andranno in pensione di vecchiaia a 66 anni e un mese (66 anni e sette mesi nel 2018). Le dipendenti pubbliche vanno in pensione di vecchiaia alla stessa età degli uomini (66 anni e sette mesi). La pensione anticipata dal 2016 rispetto all'età di vecchiaia si potrà percepire con 42 anni e 10 mesi se uomini e 41 anni e 10 mesi se donne.  "Penso ci debba essere più flessibilità per l'accesso alla pensione ma dentro regole sostenibili". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nel corso di un'intervista nella trasmissione Otto e Mezzo annunciando una proposta per giugno.

giovedì 26 marzo 2015

Scelta licenziato!


[Una quantità di coraggio spuntano da vergogna e sono più tenaci di quelli saliti dalle collere che sono rapidi a sbollire. Erri de Luca] Licenziato. Il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta, lascia la poltrona più prestigiosa della società che gestisce l’aeroporto di Punta Raisi al termine di un cda durato diverse ore e che ha deciso così del futuro di quello che, per oltre dieci anni, è stato l’uomo forte di Punta Raisi. Per il momento le funzioni di dg verranno svolte dall'amministratore delegato Dario Colombo e quelle di accountable manager da Antonio Sagliocco. In un secondo momento verrà emanato un bando ad hoc. "Il consiglio di amministrazione della Gesap, riunito oggi in ordine al primo provvedimento di sospensione del direttore generale, adottato nei giorni scorsi - si legge in una nota della società - ha deliberato all’unanimità la cessazione del rapporto di lavoro con Carmelo Scelta". Carmelo Scelta dovrà essere liquidato e qualcuno pensa che gli utili della Gesap di quest'anno non basteranno per pagare il tfr. Oggi si è riunito il cda, anche per fare il punto sulla situazione interna. “Abbiamo rappresentato all’Enac l’azione di risanamento finanziario della Gesap con l’eliminazione di oltre 30 milioni di euro di debiti e un bilancio in utile - dice il sindaco Orlando - l’Enac ha riconosciuto l’importante aumento di passeggeri e voli su Palermo. Dal punto di vista finanziario la Gesap è a posto ed è in buone condizioni che le consentono di affrontare gli impegni assunti. La società ha eliminato l’assunzione temporanea di personale per chiamata diretta e scelto di procedere sempre con i bandi. Abbiamo inoltre espresso apprezzamento per il contatto avviato con l’Anac e ho rilevato come l’episodio accaduto si inserisca in un quadro di risanamento ed eliminazione di vecchie abitudini”. Il primo cittadino ha, insomma, dato ancora una volta man forte al cda presieduto da Fabio Giambrone (che ha cambiato idea e per il momento resta al suo posto, dopo il licenziamento di Scelta può fare quello che vuole), esprimendo piena fiducia e solidarietà così come fatto lunedì scorso con una missiva, ma ha anche apprezzato la collaborazione con la magistratura sull’indagine per gli appalti. “Sulla privatizzazione - continua - ho ricordato che il Comune è sempre stato molto cauto. L’esigenza di privatizzare, sollecitata anche dall’Enac oltre un anno fa, nasceva dalla posizione debitoria della società, adesso la situazione è ben diversa. Attendiamo la valutazione dell’advisor, ci sono solo notizie a mezzo stampa. Il Comune comunque si era già premunito, visto che chiesi al consiglio comunale di non conferirmi deleghe ma di valutare in Aula il valore delle azioni. Oggi non c’è nessuna ragione di procedere con la privatizzazione”.

Tamburri ha una parola sola?

[Essere al mondo, per quello che ho potuto capire, è quando ti è affidata una persona e tu ne sei responsabile e allo stesso tempo tu sei affidato a quellapersona ed essa è responsabile per te. Erri de Luca] A cosa servono i sindacati in Italia e, in particolare in apt, a Palermo Punta Raisi? A poco, nulla ...tranne che per risolvere i loro problemi esistenziali. Nel corso della trattativa che ha permesso, grazie alla clausola sociale, il passaggio di 22 dipendenti da Pae Mas a Gh, appena 17 erano rappresentanti sindacali gli altri non iscritti sono stati seguiti da parenti “influenti”. Talmente avevano premura di scappare, di abbandonare la nave che imbarcava acqua (tutti figli di Schettino?), che non si sono accorti che in Gh venivano assunti con il jobs act e andando via hanno firmato un nuovo accordo (ultima chicca, l'ultimo regalo a chi restava in Pae Mas), legato alla cassa integrazione, che non prevede il buono pasto se prima non fai sei ore. Con la solidarietà anche la presenza di due ore faceva scattare il buono pasto. Ma nel nuovo accordo siglato con i sindacati si è dimenticato di sottolineare il buono pasto legato alla presenza e il buono pasta rinforzato qualora ci fosse lo spezzato. Una svista figlia della fretta di cambiare casacca … ma Alessio Tamburri (lifeguard), che è uomo di parola, sicuramente saprà rimediare alle distrazioni sindacali. Pazienza, male che vada, se lo scotto da pagare per essere liberi dai sindacalisti pieni di retorica e frasi fatte è questo bene, anzi benissimo, la libertà ha un costo. 

mercoledì 25 marzo 2015

Gh e l'ormone della crescita


[Se il corpo prova esilio è nella pelle. Erri de Luca] Da quando 22 dipendenti di Pae Mas, grazia alla clausola sociale, sono passati in Gh Palermo hanno già fatto un certo numero di mancati riposo e straordinario a go go. Malgrado la società di Zincone continua a dire, sembrerebbe motivando tutto con dati alla mano, che presso lo scalo di Palermo ci sarebbero 62 esuberi. Si, d'accordo, ma allora per quale motivo straordinari e mancati risposi? I maligni potrebbero dire che in Italia quando le società sono in crisi i debiti sono di tutti, ma quando macinano utili … sono solo gli azionisti a essere contenti. Una crescita costante che non sembra trovare freno, inarrestabile come un atleta che macina record … e quando hai il 98% del traffico aereo in apt e sostieni di avere degli esuberi (di conseguenza sei in crisi) due possono essere le contestazioni che uno stato serio(e non è il caso dell'Italia) potrebbe muovere: se con tutte queste commesse perdi soldi vuol dire che forse dovresti cambiare mestiere, oppure conseguentemente, con lo stato di crisi lo stato dovrebbe commissariare l'azienda che per troppo lavoro rischia di morire per doping. Detto questo domani le sigle sindacali incontreranno la Gh di Palermo, alla fine firmeranno tutto quello che c'è da firmare … in tutti questi anni hanno rincorso, i sindacati, banalità: il livello, il buono pasto, l'organizzazione del lavoro … L' ormone della crescita (conosciuto anche come Gh) è un ormone secreto dal lobo anteriore dell'ipofisi durante il sonno e dopo l'esercizio fisico. È un potente anabolizzante, bandito dal Cio, la cui azione è quella di aumentare le scorte di proteine dell'organismo. Stimola la produzione di massa magra e la riduzione della massa adiposa. Una volta si raccoglieva dai cadaveri, ora viene sintetizzato in laboratorio attraverso manipolazione genetica. In medicina è molto efficace, soprattutto nella cura di coloro che hanno problemi di sviluppo, in particolare chi soffre di nanismo. Il doping con Gh può causare diabete, acromegalie e gigantismi, ispessimento delle ossa del connettivo e del tessuto sottocutaneo, ritenzione idrica.

Isole Falkland, arrivano i nostri

[Se esiste un'alleanza tra femmina e maschio, io l'ho provata allora. Erri de Luca] Ma il vero motivo dell’escalation della tensione, questa volta, non pare essere la voglia di rivalsa della “presidenta” Cristina Fernández de Kirchner. Londra teme sempre di più la Russia putiniana e così a preoccupare, ora, è quella provocazione di Mosca che secondo la stampa britannica sta trattando con Buenos Aires per la cessione di 12 bombardieri a lungo raggio, in cambio di alimentari (soprattutto grano e carne) per un popolo, quello russo, sempre più provato dalle sanzioni economiche dell’Unione europea e non solo. Secondo il Sun, il tabloid di Rupert Murdoch che per primo ha annunciato la notizia della mossa di Londra, le relazioni fra il Cremlino e Downing Street sono ormai quasi a livelli da guerra fredda. Ed è per questo che ora il Regno Unito corre ai ripari. Il contingente militare britannico di stanza nelle Isole Falkland verrà rafforzato come deterrente per il rischio di invasione per l'arcipelago, già disputato con una guerra tra il Regno Unito e l'Argentina. Secondo The Sun, la decisione viene determinata da un rapporto del ministero della Difesa britannico che teme possibili nuove pretese da parte di Buenos Aires sulle Falkland, dove al momento stazionano 1.200 militari, con una piccola flotta di elicotteri Sea King e jet da combattimento. Il piano per le Falkland/Malvinas, chiaramente, rientra in un generale rafforzamento globale della risposta militare britannica, nonostante il contemporaneo progetto di taglio alla spesa pubblica, taglio che interesserà anche la difesa. “Si tratterà di razionalizzare l’esistente”, ha fatto sapere l’esecutivo guidato da David Cameron, rassicurando sul fatto che “un taglio del budget non significherà necessariamente un abbassamento del livello di guardia”. La Russia di Putin, in particolare, è al momento una delle minacce principali, almeno stando alle stesse parole degli strateghi militari britannici. Spaventano quei voli di cacciabombardieri di Mosca spesso intercettati al largo delle coste inglesi e scozzesi, anche nelle settimane scorse, così come spaventa lo spionaggio russo nella capitale britannica, che secondo gli esperti di intelligence è sempre più presente ed efficiente.

Gli scappati non corrono più

[Eh, signore un romanzo è uno specchio che percorre una strada maestra. A volte riflette ai vostri occhi l'azzurro del cielo, a volte il fango delle pozzanghere. Stendhal] Fra il 2010 e il 2011 gli investigatori hanno seguito a lungo il furgoncino di Inzerillo, oggi ritenuto il nuovo padrino di Passo di Rigano. Il boss era anche al grande summit fra tutti i clan di Palermo che si tenne a Villa Pensabene il 7 febbraio 2011: la delegazione di Passo di Rigano era la più numerosa, formata da 4 persone. Resta il mistero su cosa si sia discusso in quella riunione. Era la prima volta che gli “scappati” della guerra di mafia venivano ammessi a un summit di quel livello. Ecco perché è importante la figura di Matteo Inzerillo: i carabinieri l'hanno fotografato assieme a Franco Inzerillo detto u truttaturi, il fratello di Totuccio Inzerillo, ritornato a Palermo nel 2005 dopo un lungo esilio negli Stati Uniti. Ma anche con alcuni fedelissimi di Bernardo Provenzano, Nicola Mandalà e Gianni Nicchi, alla vigilia del loro viaggio negli Stati Uniti, nel novembre 2013. Quel viaggio era finalizzato a un incontro al vertice, con Frank Calì, autorevole esponente della famiglia mafiosa Gambino di New York, storica alleata degli Inzerillo. Anche quel viaggio è rimasto un mistero. Di sicuro, fra il 2003 e il 2005, una parte di Cosa nostra, con Riina in testa, osteggiava il ritorno a Palermo degli "scappati" della prima guerra di mafia. Un'altra parte, con Provenzano in prima fila, provava invece a fare la pace con i nemici di un tempo e ad avviare nuovi affari fra la Sicilia e gli Stati Uniti.La Procura di Palermo ha chiesto 27 anni di carcere per quattro degli "scappati", i boss perdenti della guerra di mafia costretti all'esilio negli Usa dai corleonesi di Totò Riina, che secondo l'accusa sarebbero tornati per diventare esponenti della cosca di Passo di Rigano. Per Giovanni Bosco, parente di Salvatore Inzerillo, boss ucciso nell'81 a Palermo, sono stati chiesti 9 anni di reclusione; sei per Alfonso Gambino, Ignazio Mannino e Matteo Inzerillo, quest'ultimo incaricato di mantenere i rapporti con altri esponenti del mandamento che incontrava utilizzando mezzi dell'azienda municipalizzata dei trasporti di cui era dipendente. I quattro erano presenti al summit mafioso di Villa Pensabene del febbraio 2011. Il processo, che si svolge con rito abbreviato davanti al Gup Vittorio Anania. Tra i possibilisti si notano Bernardo Provenzano; Vincenzo Marcianò, capomandamento di Boccadifalco; Giuseppe Pinuzzu Brusca, della famiglia di Boccadifalco; Gaetano Sansone e Francesco Bonura, di Uditore, poi passati al partito dei contrari. I contrari sono Antonino Rotolo, capomandamento di Pagliarelli; Antonino Cinà, capomandamento di San Lorenzo; Giuseppe Pinuzzu 'u gettone Sansone e Calogero Mannino, di Uditore. Il ruolo di Salvatore Lo Piccolo in questa trattativa é fondamentale. Conta molto sull'appoggio di Nicola Mandalà, che ha importanti amicizie nel New Jersey che il Lo Piccolo vuole sfruttare per i suoi affari. 

Az 700 milioni in tre anni

[L’altarino è piccirillo, ma è pieno e devozioni. L’altare è piccolo, ma è pieno di ex-voto. Frase napoletana] Alitalia investirà 700 milioni di euro nei prossimi tre anni. L'annuncio è arrivato direttamente dall'amministratore delegato Silvano Cassano, intervenuto a San Paolo del Brasile. Il manager dà le cifre: "300 milioni per ammodernare la flotta, 100 per investimenti in tecnologia e tutto il resto nello sviluppo". L'obiettivo è trasformare Alitalia in un vettore a lungo raggio "a cinque stelle", afferma lo stesso Cassano. "L'unica sfida che ci interessa è un'Alitalia seducente che vinca sul mercato". A breve arriveranno due nuovi Airbus A300 e saranno introdotti a bordo i nuovi servizi di wi-fi e intrattenimento."Sfruttando l'hub di Abu Dhabi, verranno lanciate nuove rotte verso Estremo Oriente e Australia. Il presidente e ceo di Etihad James Hogan ha replicato alle accuse di concorrenza sleale rivolte da tre compagnie americane ai vettori del Golfo. "Gli accordi di Open Skies - ha dichiarato Hogan - sono stati un modello di successo che ha generato benefici considerevoli per i viaggiatori e per le compagnie aeree negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti e in tutto il mondo. Il Golfo è il centro delle rotte commerciali e turistiche di oggi. Ci consideriamo amici degli Stati Uniti: sicuramente i legami tra gli Emirati Arabi Uniti e gli Usa sono incredibilmente forti e siamo convinti che Etihad l'ha sempre dimostrato nelle operazioni aziendali. Gli accordi di Open Skies sono esclusivamente scelte dei clienti. Sono molto poche le compagnie aeree che operano dove noi operiamo nel Sud dell'India, nel Sud Est asiatico o in Medio oriente. Non ci scusiamo del fatto che offriamo nuove opportunità di scelta ai viaggiatori. Speriamo di continuare in questo modo in tutto il mondo". L’utile di Poste italiane crolla del 79 per cento. Colpa della svalutazione della quota detenuta in Alitalia e della maggiore pressione fiscale, oltre che del calo dei volumi della corrispondenza e di oneri straordinari (242 milioni) legati alla trasformazione del gruppo in vista della quotazione in Borsa. “Il processo è avviato ma ci vorrà tempo per vedere la totalità dei risultati. Per questo il nostro piano si articola su cinque anni”, ha ammesso il numero uno del gruppo pubblico Francesco Caio. Un periodo che però è troppo lungo rispetto alle stringenti esigenze di cassa del governo che vuole procedere al collocamento della società entro novembre correndo il rischio di cedere una quota del gruppo a prezzi scontati. "Alitalia punta a tornare di nuovo all'utile nel 2017". Lo ha ribadito Silvano Cassano, ad di Alitalia, oggi a Venezia presentando il volo, con i soci di Ethiad, da Venezia per Abu Dhabi. Alla presentazione della nuova rotta, che sarà quotidiana, anche il presidente di Alitalia Luca di Montezemolo, Enrico Marchi, presidente di Save società di gestione dell'aeroporto di Venezia Marco Polo, e il direttore commerciale di Ethiad, socio di minoranza (49%) in Alitalia. Una analoga iniziativa si terrà domani a Milano per presentare la stessa tratta da Milano.Il 31 marzo negli Emirati ci sarà il prossimo cda della società. La presentazione si è aperta con un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime dell'incidente aereo avvenuto ieri sui monti francesi.

Vueling: Palma di Maiorca Torino

[Chi te sape t’arape.Chi ti conosce, ti viene a derubare. Frase napoletana] Vueling annuncia la nuova rotta estiva da Torino a Palma di Maiorca. Il vettore incrementa così la sua presenze sullo scalo piemontese, da un anno base operativa. Il collegamento sarà operato una volta a settimana (la domenica) dal 14 giugno con un Airbus A320 da 180 posti. Palma di Maiorca si aggiunge alle destinazioni annunciate lo scorso febbraio: Alicante, Minorca e Spalato (rispettivamente dal 2 giugno, dal 14 giugno e dal 2 luglio), oltre alle quattro frequenze giornaliere per Roma Fiumicino. Per i passeggeri diretti nella Capitale la possibilità di raggiungere più di 50 destinazioni in Europa, Italia e Africa, grazie al servizio dei voli in connessione per un check-in unico. Inoltre, all'aeroporto torinese i passeggeri business di Vueling con tariffa Excellence avranno a disposizione i servizi Premium, come la Sala Vip Piemonte Lounge e il Fast Track, quest'ultimo disponibile anche per i possessori della Premium Card.

Nuove rotte Germanwings

[Facesse na colata e ascesse o sole! Facessi un bucato e uscisse il sole! Ogni volta che lavo i panni piove, cioè mi va tutto storto. Frase napoletana] Oggi i voli Germanwings saranno regolari, tranne uno che è stato cancellato. Lo dichiara in una nota la compagnia aerea low cost dopo il disastro aereo di ieri, spiegando che alcuni dipendenti del personale di volo oggi si sono dichiarati inabili al servizio per "stress emozionale". "Germanwings - si legge nella nota - comprende queste circostanze, per le quali il personale di volo ha perso colleghi amati nell'incidente". Oggi, Germanwings opera undici velivoli, in prevalenza da altre compagnie aeree come Lufthansa, Air Berlin e TUIfly su circa 40 voli.Il 29 marzo Germanwings inaugurerà un piano di voli estivo con diverse nuove rotte. Fino al 25 ottobre la compagnia aerea tedesca offrirà un totale di 132 destinazioni in 31 Paesi dalle sue basi tedesche di Düsseldorf, Colonia/Bonn, Stoccarda, Amburgo, Berlino Tegel, Hannover e Dortmund. Da Düsseldorf i nuovi voli partiranno per Atene (tre frequenze a settimana), Jerez de la Frontera (una frequenza a settimana), Jersey (una frequenza a settimana) e Reykjavik (due frequenze a settimana). A essi si aggiungeranno da aprile due nuovi collegamenti con Porto e Faro. Marsiglia con quattro voli a settimana completerà il network con la Francia. Da Berlino Tegel il primo volo per Palermo decollerà l’11 aprile con due frequenze a settimana. Dall’aeroporto della capitale e da Amburgo la novità per l’estate sarà il collegamento con Smirne con due voli settimanali. Sempre da Amburgo il 9 maggio partirà il volo per Bari e il 22 luglio quello per Zagabria, operati entrambi con una frequenza a settimana. Con i nuovi collegamenti per Nizza (tre voli a settimana), Amsterdam (sei voli a settimana) e Valencia (quattro voli a settimana) cresce considerevolmente l’offerta dei voli dall’Aeroporto di Stoccarda. A essi si aggiungeranno i nuovi voli Stoccarda – Tunisi, Stoccarda – Tirana e Colonia/Bonn – Pristina, tutti operati con una frequenza a settimana.


martedì 24 marzo 2015

NAUTILUS CONTRO GESAP

[Non è un vento, lo scirocco è una rabbia. Il cielo scompare, l'aria calda afferra la testa, non fa ragionare. Non bisogna fare figli quando c'è lo scirocco, non si devono prendere decisioni. Fa scoppiare gli incendi. Erri de Luca] La Nautilus di Giacomo Cusimano il 10 marzo avrebbe mandato all'Enac di Palermo una nota denunciando il proprio disagio derivante da una situazione di intollerabile incertezza che si protrae a Punta Raisi dal lontano 2009. I legali, in considerazione del fatto che la procura di Palermo si sta occupando della Gesap controllando una serie di appalti molto dubbi, della Nautilus non escludono il ricorso alla magistratura ordinaria pur di avere riconosciuti i loro diritti. Proprio nell'anno 2009 la Nautilus ha presentato a Gesap una domanda per l'ampliamento del proprio deposito fiscale presente presso l'apt di Punta Raisi (nota prot. 113/09 in data 7 dicembre 2009), già operante. Nautilis ha ottenuto da parte della Gesap soltanto la proposta di sottoscrivere lo schema di convenzione che, de facto, limita e consente al deposito di stoccare la benzina av-gas e il jet-fuel destinati esclusivamente all'aviazione generale e non anche all'aviazione commerciale, come richiesto da Nautilus. Tra l'altro il diverso canone di locazione, se pur praticamente oneroso, sarebbe stato accettato da da Nautilus. La Gesap nello schema di convenzione inseriva una clausale non prevista, inducendo la Nautilus a non sottoscrivere. Il dg della Gesap, oggi sospeso, dottor Carmelo Scelta, (nota prot. n. 0009287/14 del primo settembre 2014), sorprendentemente, troncava qualsiasi rapporto, asserendo la necessità di una gara sulla base di presunte esigenze di tutela della concorrenza. Nessuna gara è stata mai indetta ed il comportamento della Gesap, lungi dal creare le condizioni per la libera concorrenza, in buona sostanza avrebbe rafforzato e tutelato la posizione di monopolio dell'unico operatore presente in apt. Gli avvocati della Nautilus fanno notare che l'art. 4 del decreto legislativo 13 gennaio 1999 n. 18 relativo all'accesso dei servizi a terra, il quale al secondo comma prescrive che “in ogni caso il numero dei prestatori non può essere inferiore a due”.

Israele non si fida di nessuno


[Chi vuole privatizzare l'acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni. Erri de Luca] Israele ha spiato i negoziati dell'anno scorso sul programma nucleare iraniano tra Teheran, gli Stati Uniti e altre potenze mondiali: lo hanno appreso alti funzionari della Casa Bianca, secondo quanto riporta il WSJ online. L'operazione faceva parte di una campagna di più ampio respiro del governo del premier israeliano Benjamin Netanyahu per contrastare i termini di un possibile accordo che emergevano. “Noi non spiamo gli Stati Uniti né direttamente, né per vie traverse”: lo ha affermato alla radio militare il ministro israeliano degli esteri Avigdor commentando informazioni apparse sul Wall StreetJournal. “Quelle informazioni non sono giuste” ha aggiunto. Oltre che attraverso l'attività di spionaggio, prosegue il giornale, Israele ha acquisito informazioni attraverso briefing riservati degli Stati Uniti, informatori e contatti diplomatici in Europa. Tuttavia, secondo quanto hanno riferito i funzionari, non è stato tanto lo spionaggio a irritare la Casa Bianca quanto il fatto che Israele ha condiviso le informazioni ottenute illegalmente con parlamentari americani per indebolire l'appoggio di questi ultimi a un accordo volto a limitare il programma nucleare iraniano. “Una cosa è lo spionaggio reciproco tra gli Usa e Israele, un'altra è il furto di segreti americani da parte di Israele per poi passarli ai parlamentari Usa per minare la diplomazia
americana”, ha detto un alto funzionario.
Lieberman ha rilevato che ai negoziati sul nucleare iraniano sono coinvolte diverse parti, “come ad esempio gli stessi iraniani”. “Abbiamo le nostre fonti anche dall'altra parte” ha aggiunto, alludendo in apparenza all'Iran. “Le informazioni del Wsj, come minimo, non sono dunque giuste” ha concluso.Fonti nell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu hanno pure assicurato che Israele non spia “nè gli Stati Uniti né altri Paesi alleati”. Hanno affermato che quelle informazioni “sono menzognere” e sono state diffuse
nell'apparente intento di danneggiare le relazioni fra Israele e Stati Uniti, ed in particolare - hanno precisato - la loro
cooperazione di sicurezza.Gli arabi israeliani respingono le scuse presentate da Benyamin Netanyahu alla loro comunità dopo che lo stesso premier il giorno delle elezioni aveva detto ai sostenitori del Likud di accorrere alle urne, denunciando come una minaccia l'affluenza massiccia nelle località popolate dalla minoranza araba d'Israele. “Respingiamo le scuse e continuiamo la nostra battaglia per l'uguaglianza. Le sue sono solo parole vuote che intendono preservare il suo regime razzista”, si legge in una nota della Lista Araba ripresa dal sito Ynet. Con il sì alla sua premier ship da parte di Moshé Kahlon del partito di centrodestra “Kulanu”, Benyamin Netanyahu ha in mano la maggioranza di seggi (61 su 120) per formare una possibile coalizione di governo. Kahlon ha indicato l'attuale premier nelle consultazioni dei partiti in corso da parte del presidente Reuven Rivlin. “Bisogna rispettare la volontà popolare” ha detto, citato dai media, Kahlon a Rivlin. È probabile che Rivlin assegni l'incarico a Netanyahu questo stesso mercoledì. Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha cominciato a Gerusalemme la seconda giornata di consultazioni con i partiti nell'ambito della formazione del nuovo governo. Tra i primi gruppi quello dei centristi di “C'è futuro” guidati dal deputato Yael German che ha confermato - citata dai media - la volontà del partito di restare, alle condizioni attuali, all'opposizione di un eventuale governo presieduto da Benyamin Netanyahu. 

Riina e Provenzano soffrono


[Alla gente piacciono le giornate di sole. A me, fanno paura. Le peggiori cose si fanno a ciel sereno. Erri de Luca] È ricoverato all'ospedale di Parma il boss Totò Riina. Il padrino corleonese è stato trasferito dal carcere al reparto detenuti del nosocomio, anche se la notizia è trapelata solo in questi giorni. I suoi legali lo avevano visto in udienza. “Era apparso molto sofferente, ha molteplici patologie legate alla sua età” dice uno dei suoi legali, Giovanni Anania. Il carcere di Parma, in cui è detenuto al 41 bis il boss Bernardo Provenzano, ha chiesto ai familiari del capomafia il consenso per praticargli l'alimentazione forzata. “Si sta chiedendo un consenso al posto del paziente che, evidentemente non è in grado di esprimerlo - ha detto l'avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio. Siccome non abbiamo informazioni sulle sue condizioni di salute e sulle ragioni dell'intervento, non siamo in condizione di esprimere alcuna autorizzazione”. L'avvocato del boss mafioso Bernardo Provenzano, Rosalba Di Gregorio, ha denunciato i responsabili dell'istituto di pena di Parma per omissione di soccorso. Secondo il legale ci sarebbe stato un ritardo nelle cure prestate al capomafia, detenuto al 41 bis. Dal referto di una tac fatta al boss risulterebbe che Provenzano sarebbe stato sottoposto a esami solo dopo tre giorni dalla caduta in cella che gli avrebbe determinato una frattura scomposta al viso e poi un grave ematoma cerebrale e il coma. Il referto è stato consegnato recentemente al legale dalla corte europea dei diritti dell'uomo che, a sua volta, l'ha ricevuto dal governo italiano. Davanti ai giudici di Strasburgo pende un ricorso presentato dall'avvocato Di Gregorio in cui si chiede la condanna dell'Italia per il trattamento disumano riservato al capomafia. Apprendere che due spietati assassini, armai vecchi, alla fine della loro vita passata in gran parte a fuggire, dispiace umanamente. Visto che il sentimento del perdono, dunque di umanità, è sconosciuto da due protagonisti dalla mafia, che della violenza e del crimine hanno fatto il loro punto di forza della loro vita, per quale motivo la cosiddetta società civile deve perdonare? 

Tutti contro la privatizzazione della Gesap


[La libertà uno se la deve guadagnare e difendere. La felicità no, quella è un regalo, non dipende se uno fa bene il portiere e para i rigori. Erri De Luca] Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha inviato una lettera al presidente del consiglio di amministrazione di Gesap, Fabio Giambrone, esprimendo "apprezzamento per il successo dell’azione di risanamento finanziario, unitamente a uno straordinario incremento di passeggeri e città collegate con voli diretti allo scalo palermitano". Il sindaco Orlando si auto compiace, visto che la sua città fa acqua da tutte le parti, una cosa che sembra andare meno peggio delle altre va valorizzata. Con riferimento all'arresto per estorsione dell'ormai ex vicepresidente Gesap, Roberto Helg, la Gesap, ha deliberato "la costituzione di parte civile unitamente ad una ampia collaborazione con l’Autorità giudiziaria per l’individuazione di ogni altra responsabilità e di ogni altro responsabile". L’amministrazione comunale, dal canto suo, conferma, "la necessità di bloccare il processo di privatizzazione, rilevando che su tale processo, la Gesap risulta aver già contestato formalmente criticità e rilievi". Palazzo delle Aquile "ritiene che, mentre taluno si agita nervosamente, debba proseguire l’azione di forte risanamento finanziario ed etico (che ha trovato anche conferma nei provvedimenti a carico di funzioni dirigenziali aziendali) e che è interesse e precisa scelta del Comune, socio-pubblico, che nel settore dei trasporti, in Sicilia, si blocchi la continuazione pluriennale di vergognosi accaparramenti speculativi, che il Comune di Palermo ha contrastato e contrasterà sempre, anche nei settori dei rifiuti e dell’acqua, così come è cronaca degli ultimi due anni”. “Crediamo che sia fondamentale bloccare le procedure di privatizzazione e chiediamo l'azzeramento del Cda della Gesap. Ci sono delle ombre e chiediamo anche il ritiro della delegazione provinciale, composta da due membri, in modo tale da farlo decadere”. A dirlo Fabrizio Ferrandelli, deputato regionale del Pd, presente nella sede palermitana del partito dove è stata convocata una conferenza stampa sulla Gesap, la società di gestione dell'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo.
 Fernandelli, membro della commissione antimafia regionale, dopo la prima indagine della procura aveva archiviato l'inchiesta della commissione antimafia non trovando nessuna criticità. “O Helg agiva in complicità di altri o se agiva da solo lo faceva nella consapevolezza di agire indisturbato e quindi la governance non funzionava - aggiunge -. Chiediamo che l'intera governance si dimetta e che si faccia piena luce”. “Rimaniamo basiti di fronte alla richiesta di taluni esponenti del Pd che chiedono l'azzeramento del Cda della Gesap proprio adesso che lo stesso aveva nei fatti avviato un percorso di aperta rottura con le logiche passate ed al contempo iniziato ad incrementare i dati del volato in transito nello scalo”. Lo dice il Segretario confederale della Cisal Gianluca Colombino. “Non vorremmo – aggiunge Colombino - che dietro questa richiesta si celi la volontà di procedere, attraverso le designazioni dei componenti della Provincia regionale e della Camera di commercio ormai senza guida e prossima al commissariamento , a reperire una sorta di maggioranza di componenti dello stesso Cda in capo alla Regione Sicilia con la classica riproposizione degli schemi secondo cui la gestione di una società cosi strategicamente importante per l'economia del nostro territorio passi nelle mani di una compagine politica”. Il segretario della Cisal “invita il Presidente della Gesap Fabio Giambrone a non prestare orecchio alle strumentalizzazioni politiche di parte e a proseguire alacremente nel percorso di rottura con le passate gestioni in aperta trasparenza valorizzando le professionalità lavorative interne a dispetto della esternalizzazione a soggetti terzi di attività che possono essere svolte in autoproduzione”.

lunedì 23 marzo 2015

Grecia al collasso bis


[I gesti del nuoto sono i più simili al volo. Il mare dà alle braccia quello che l'aria offre alle ali; il nuotatore galleggia sugli abissi del fondo. Erri de Luca] “Vogliamo che la Grecia sia forte economicamente, che cresca e che venga fuori dalla alta disoccupazione”, e in particolare “da quella giovanile”. Lo ha detto Angela Merkel, in conferenza stampa a Berlino con il premier greco Alexis Tsipras. Alexis Tsipras cita la questione dei risarcimenti di guerra a Berlino: “va affrontata da entrambe le parti, è un problema non materiale ma morale”, ha detto in conferenza stampa, “per superare per sempre fascismo e nazismo e fare in modo che i totalitarismi non tornino mai più al potere”. Abbiamo alle spalle un programma di sostegno alla Grecia che “non è stato una storia di successo”, ma ha portato terribili risultati ed “enormi” problemi sociali, ha aggiunto. “Vogliamo rispettare i trattati” ma ci devono essere delle correzioni sul piano sociale. Lo ha premier greco Alexis Tsipras, in conferenza stampa a Berlino con Angela Merkel. Tsipras ha anche detto che “la Grecia ha bisogno di un mix politico” per superare la situazione negativa in cui si trova che “prevede innanzitutto riforme strutturali”. “I greci non sono dei fannulloni, e i tedeschi non sono colpevoli dei malanni e della disfunzioni della Grecia”. Lo ha detto il premier greco Alexis Tsipras a Berlino, in conferenza stampa con Angela Merkel. “Dobbiamo accantonare gli stereotipi in entrambi i paesi”, ha aggiunto.“Le riparazioni di guerra sono una questione “chiusa dal punto di vista sia giuridico sia politico”. Lo ha ribadito Angela Merkel, in conferenza stampa a Berlino con il premier greco Alexis Tsipras. La cancelliera ha tuttavia aggiunto che la Germania è consapevole delle atrocità commesse e il “dialogo” con Atene sul tema “continuerà”. Atene intende battere cassa dalle società che nel decennio scorso, stando alle indagini delle Procure di Brema e di quella di Berna, hanno versato mazzette a funzionari greci. Si tratta di Airbus Helicopter, nata dalla fusione tra la francese Aerospatiale e la tedesca Deutsche Aerospace, che avrebbe pagato 41 milioni di euro per vendere 20 elicotteri NH-90, e di Rheinmetall, Stn e Atlas Elektronik, da cui i pubblici ufficiali ateniesi avrebbero intascato un totale di 62 milioni. In Grecia le farmacie sono di nuovo a corto di medicinali di base, come riferisce il quotidiano Kathimerini, in quanto i rivenditori all'ingrosso sembrano aver adottato una stretta sulle forniture che ha provocato scarsità degli antidolorifici più diffusi e di farmaci anti-infiammatori, come pure di antibiotici, insulina e vaccini. A lanciare l'allarme è il capo dell'Associazione dei Farmacisti greci, Constantinos Lourandos, secondo cui il problema è causato dal fatto che i produttori diffidano dei grossisti che farebbero vero e proprio aggiotaggio rivendendo i carichi di medicinali a prezzi maggiorati in altri Paesi invece di rifornire il mercato locale. Il primo ministro greco Alexis Tsipras arriva oggi a Berlino per cruciali colloqui con la cancelliera tedesca Angela Merkel mentre ad Atene crescono le preoccupazioni sul calo delle riserve di liquidità della Grecia ed i funzionari del governo si stanno affrettando a dare gli ultimi ritocchi ad un elenco di riforme dettagliate in linea con le richieste dei creditori internazionali del Paese. Nella lista di interventi che il premier Tsipras presenterà alla cancelliera tedesca Angela Merkel non compaiono misure di austerità, ma soprattutto interventi contro l'evasione fiscale e la corruzione con indicati però anche l'impatto sull'economia nazionale ed i tempi.