venerdì 27 febbraio 2015

I soliti sindacalisti passano dalla Pae Mas alla Gh

[L’uomo è l’unico animale che deve lavorare. Immanuel Kant] Alla fine i soliti noti passano alla Gh grazie alla clausola sociale. Sindacati e azienda hanno firmato l'accordo: 17 su 21 sono rappresentanti sindacali (chi aveva parenti in Gesap, Enac e Enav non si è tirato indietro). Il 75 per cento delle rsa passa in Gh, complimenti ragazzi sono contento per voi che andate a lavorare in una nuova  azienda, la Gh, che macina debiti  pur avendo il 97 per cento del mercato a Punta Raisi e che martedì prossimo dovrà discute con i sindacati la mobilità per 62 unità lavorative. La lista ufficiale ancora non è stata ufficializzata, a breve sapremo tutti i nomi. Ovviamente, prossimamente, i rappresentanti sindacali che tanto bene hanno fatto in Pae Mas faranno altrettanto bene in Gh. Solo Saputo della Cisal non è andato in Gh, tutti gli altri si sono comportati secondo un copione già letto tante volte: la Cgil coerente con i suoi ideali ha salvato i suoi uomini più rappresentativi, stesso comportamento, del resto, è stato fatto dalla Uil. Ecco, ora capisco, per quale motivo tanta fretta nel firmare tutto quello che l'azienda vi sottoponeva. L'azienda non potrà demansionare o licenziare se non dopo avere consultato i sindacati. Questa dovrebbe essere una garanzia per i lavoratori che restano, ma bisogna vedere chi prenderà il posto dei sindacalisti che sono andati via. Loro sono convinti che con questa operazione, il passaggio in Gh,  si sono salvati, vedremo. Certo la Pae Mas ha perso la Nimitz, nostra portaerei d'attacco, ma ormai era un lusso troppo costoso, un vuoto incolmabile che ha costretto ottobre rosso al rientro precipitoso. Caro Matteo hai capito perché non stimo il movimento sindacale? Alla fine siete una corporazione che dice, in maniera molto demagogica, di tutelare gli interessi di tutti i lavoratori, quando poi, alla fine pensate a voi stessi.

Meridiana-Alitalia, oggi incontro con i sindacati

[Non sopprimer mai un’idea, trasformala. 3M Company] Doppio incontro oggi a Roma tra i sindacati e le compagnie Meridiana e Alitalia. A Fiumicino è prevista la riunione tra i sindacati e l’ad di Alitalia Silvano Cassano, alle 14 nella sede della compagnia e ha come oggetto l'implementazione del piano industriale.  Dal canto suo, l'ad di Meridiana Richard Creagh incontrerà le sigle sindacali alle 10.30. Si tratta del primo incontro con il nuovo ad dopo l'accordo di fine dicembre sulle uscite volontarie.  Fra le sigle sindacali iniziano anche a circolare delle indiscrezioni sulle nuove scelte della compagnia che potrebbe aprirsi all'ipotesi della "lista unica", quella per i licenziamenti, più volte sollecitata dalle organizzazioni sindacali e dagli stessi lavoratori, e che consentirebbe di unificare le liste dei dipendenti di Meridiana con quelli di Air Italy. Sempre le organizzazioni sindacali hanno appreso in questi giorni, favorevolmente, il fatto che l’azienda abbia avviato dei percorsi per la formazione dei tecnici del reparto "manutenzioni", per i quali sarebbero pronti i corsi di formazione sui Boeing, passaggio propedeutico alla probabile conclusione delle esternalizzazioni in tema di manutenzione degli aerei. Mentre ancora non vi sono certezze sulle decisioni assunte dal nuovo ad Richard Creagh: quel che al momento sembra cosa certa sono la chiusura delle basi di Malpensa, Verona e Firenze, con la salvezza di Olbia e Cagliari, mentre Air Italy continuerebbe a volare da Malpensa e Napoli.   Con l'impegno della Regione, attraverso i fondi per la Ct2 (Continuità per le rotte minori) e la Ct3 (rotte internazionali), Creagh starebbe ipotizzando di far volare in Sardegna 6-7 aerei (Md80); numero che potrebbe aumentare con l'aiuto del Governo e con la trattativa in corso con Alitalia, per la rotta di continuità 1, Cagliari-Linate.

giovedì 26 febbraio 2015

Voglia di legalità a Punta Raisi

[Si l'acqua 'un s'arrimina, fete. Se l'acqua non viene smossa, puzza. Meglio agire che aspettare. Detto calabrese] Domani il grande giorno. Sindacati, aziende (Gh e Pae Mas) si sono stati convocati all’ufficio provinciale del lavoro di Palermo, in via Briuccia, alle ore 9,30. Si discuterà della procedura di mobilità per cessazione attività della ditta Pae Mas che lavora presso lo scalo di Punta Raisi.  Si discuterà di clausola sociale (21 dei 68 dipendenti Pae Mas dovranno passare in Gh) e non solo. Infatti, sempre domani, si conoscerà la fantomatica lista (molto ballerina in questi giorni) dei 21 che andranno alla Gh. I sindacati, che spesso parlano di legalità e trasparenza, dovrebbero chiedere più garanzie contro il licenziamento facile e il demanzionamento arbitrario, occorre il consenso e l’accordo con i sindacati, insomma più garanzie per chi resta in Pae Mas.  I sindacati, inoltre,  chiederanno alla Pae Mas se la lista dei 21 è stata fatta seguendo i criteri oggettivi stabiliti dall’art. tre del contratto collettivo del lavoro? Speriamo che tutto avvenga alla luce del sole, applicando le leggi vigenti che regolano il settore, si può fare questa volta una operazione mai avvenuta a Punta Raisi. Riconoscere i diritti a dei lavoratori non è facile a Punta Raisi, ma domani con un minimo di buona volontà si può ottenere tanto.   Ma oggi pomeriggio la Gh Palermo ha dichiarato lo stato di crisi avviando la mobilità per 62 dipendenti, ma come un malato grave (Pae Mas) viene soccorso da un altro malato (Gh)? Non solo ma chi passerebbe in Gh avrebbe i nuovi contratti alla conte Mascetti (la super cazzola …, per intenderci).  “Le parti concordano fin da ora che il passaggio del personale avverrà tramite novazione soggettiva e oggettiva del contratto con contestale assunzione. In ragione della sostanziale contestualità dell’istaurazione del rapporto di lavoro , lo stesso avverrà con modalità tali da non comportare effettuazione di periodo di prova nell’azienda subentrante …  con applicazione dei trattamenti normo retributivi della parte specifica dell’azienda subentrante ed in base alle intese da definire in parte specifica o in sede locale-aziendale. Le parti altresì riconoscono che l’assunzione da Clausola Sociale non costituisce violazione dei diritti di
precedenza previsti dalla normativa in tema di contratti di lavoro a tempo determinato e a tempo parziale”. Avete capito? Stiamo parlando di contratti a tutela crescente.  A chi si applica il contratto a tutele crescenti? A tutti quelli che trovano lavoro dopo l’approvazione della legge, senza distinzione tra piccole, medie e grandi aziende. La riforma del lavoro prevede due tipi di contratti: quello a tempo determinato e quello a tempo indeterminato a tutele crescenti, senza reintegra. Per le imprese il secondo tipo di contratto costerà meno del primo. Il decreto sul contratto di lavoro subordinato a tutele crescenti è appannaggio oggi di tutti i datori di lavoro, anche se c’è una differenziazione tra i datori che occupano fino a 15 dipendenti. Se per effetto della nuova assunzione si supera la soglia di 15 dipendenti, si applicano a tutti, anche ai vecchi assunti, la nuova disciplina. Anche perché in caso contrario si dovrebbe applicare la vecchia disciplina dell’articolo 18. Grazie alle nuove norme licenziare conviene. In più, le nuove regole sui licenziamenti individuali si applicano anche ai licenziamenti collettivi, relativamente ai dipendenti assunti con contratto a tutele crescenti. Ciò significa che, per questi ultimi, eventuali licenziamenti illegittimi non sarebbero sanzionati con il reintegro (tranne che per i casi di discriminazione e di insussistenza del fatto disciplinare) ma con gli indennizzi. La norma potrebbe rivelarsi di difficile applicazione in caso di licenziamento di lavoratori in parte coi vecchi contratti e in parte coi nuovi. Domani sera, infine, il consiglio comunale di Cinisi discuterà del problema occupazionale presso lo scalo di Punta Raisi. Attendiamo con ansia una nota delle amministrazioni comunali di Partinico e Borgetto.  

La classifica degli apt di eDreams

[Non tantara u cana chi dorma. Non disturbare il cane che dorme. Detto calabrese] L'aeroporto di Dusseldorf, il San Francisco International Airport e lo svedese Stockholm Arlanda Airport risultano essere  i tre migliori aeroporti del mondo, almeno secondo la classifica che eDreams stila ogni anno basandosi sulle recensioni di oltre 18 mila clienti che si sono imbarcati lo scorso anno. Dusseldorf è il primo nei giudizi di gradimento, con un punteggio di 4,52: gli utenti apprezzano l'impeccabile organizzazione, l'efficienza nei controlli, gli ottimi collegamenti nonostante il grande flusso di viaggiatori. Lo scalo tedesco conquista il podio e anche la seconda posizione nella classifica bar e ristoranti. A solo 2 decimi di distanza lo scalo di San Francisco. Il peggior aeroporto è risultato essere quello brasiliano di Rio de Janeiro, dove i passeggeri lamentano file interminabili ai check-in, smarrimento di bagagli, poca offerta di servizi all'interno dello scalo internazionale. Un altro aeroporto tedesco, il Berlin Schonefeld Airport, si aggiudica la seconda maglietta nera seguito dallo scalo internazionale di Beirut. In questa classifica è presente anche l'aeroporto di Roma Ciampino in quinta posizione con un punteggio di 3,34. I viaggiatori online hanno espresso i propri giudizi (dando un voto da 1 a 5) su diverse categorie: shopping, sale d'attesa, bar e ristoranti. La classifica ha preso in considerazione gli scali con un
traffico annuale superiore ai 9 milioni di persone e quelli delle capitali. I MIGLIORI APT: Düsseldorf Airport (DUS) Düsseldorf Germania;  San Francisco International Airport (SFO) San Francisco Stati Uniti;  Stockholm Arlanda Airport (ARN) Stoccolma Svezia; Narita International Airport (NRT) Tokyo Giappone; Changi International Airport (SIN) Singapore Singapore; Helsinki-Vantaa Airport (HEL) Helsinki Finlandia;  Trudeau International Airport (YUL) Montréal Canada;  Bangkok International Airport (BKK) Bangkok Thailandia; Franz Josef Strauß Airport (MUC) Monaco Germania; Zurich Airport (ZRH) Zurigo Svizzera; Bangkok International Airport (BKK) Bangkok Thailandia; Apt Internazionale Chhatrapati Shivaji (BOM) Mumbai India. I PEGGIORI: Rio De Janeiro International Airport (GIG) Rio de Janeiro Brasile;  Berlin Schönefeld Airport (SXF) Berlino Germania;  Beirut Rafic Hariri International Airport (BEY) Beirut Libano; Casablanca Mohammed V International Airport (CMN) Casablanca Marocco; Aeroporto Roma-Ciampino (CIA) Roma Italia; Guarulhos International Airport (GRU) San Paolo Brasile;  Aeroporto Comodoro Arturo Merino Benitez (SCL) Santiago del Cile Cile; London Luton Airport (LTN) Londra Regno Unito; Menara Airport (RAK) Marrakech Marocco;Cancun International Airport (CUN) Cancún Messico.

WIZZ AIR +17%

[Pagghiaru vecchiu arda e non novu. Il pagliaio vecchio arde e non il nuovo. Frase calabrese] Gli anziani sono più in gamba dei giovani.Wizz Air si quota alla Borsa di Londra e comunica che il prezzo dell'Ipo equivale a 11,50 sterline per azione ordinaria su un totale di 52.263.615 azioni. In base al prezzo fissato, la capitalizzazione di mercato ammonterebbe a 601 milioni di sterline (818 milioni di euro). “Sono lieto di annunciare il completamento, con successo, dell'Ipo al mercato di Londra, che è la casa naturale per i vettori innovativi e in crescita - ha dichiarato il ceo della compagnia, Jozserf Varadi. Riteniamo che Wizz Air rappresenti un'opportunità interessante, che riflette le dinamiche competitive dei mercati del Centro ed Est Europa”. “Noi abbiamo sempre pensato - ha aggiunto il manager del vettore low cost - che c'è compatibilità tra un buon servizio al cliente e prezzi competitivi”. Wizz Air, andando incontro alle richieste dei clienti, aprirà la sua base a Kosice, in Slovacchia, il 5 giugno, in anticipo di 3 mesi rispetto a quanto inizialmente programmato. I posti sulla tratta di Kosice, con le prime partenze agli inizi di giugno, sono in vendita. Daniel de Carvalho, responsabile della comunicazione di Wizz Air, sottolinea: “Wizz Air è lieta di annunciare un’apertura anticipata della sua base di Kosice. Con le nostre due nuove rotte in partenza da Milano Bergamo e Doncaster Sheffield operative tre mesi prima di quanto pianificato inizialmente, e con l’aumento della frequenza dei collegamenti con Londra Luton, i nostri clienti possono ora prenotare le loro vacanze estive di quest’anno sulle rotte di Kosice griffate Wizz”. Wizz Air, la più grande compagnia aerea a tariffe basse dell’Europa centrale e orientale, ha annunciato  di aver trasportato 15,8 milioni di passeggeri nel 2014, con una crescita del 17%. Alla fine dell’anno, la compagnia aerea aveva voli in vendita verso 106 destinazioni in 37 paesi su un totale di 355 rotte. La flotta Wizz Air consisteva in 54 aeromobili Airbus A320 servendo 18 basi operative in 10 paesi dell’Europa centrale e orientale. Le operazioni nella già annunciata base di Tuzla, Bosnia-Erzegovina, cominceranno a giugno di quest’anno. József Váradi, Chief Executive Officer di Wizz Air, ha dichiarato: “Il 2014 è stato un altro anno grandioso per Wizz Air, segnato da un network con più paesi. Abbiamo trasportato 2,3 milioni di passeggeri in più rispetto a un anno fa. Cresceremo ulteriormente a seguito della continua espansione della flotta e del network nel 2015 per portare più tariffe basse a più viaggiatori in Europa Centrale e Orientale. Siamo orgogliosi di contribuire allo sviluppo economico dei nostri mercati e di creare nuove opportunità di lavoro dirette e indirette come conseguenza della nostra crescita.

Aer Lingus rifiuta l'offerta di Iag

[Ndè ammaccat cap di chiuv! Ha avuto molte esperienze! Frase calabrese] Lo Stato irlandese, che è secondo azionista di Aer Lingus con una quota del 25,1%, non venderà la sua
partecipazione ad Iag. Lo ha affermato il ministro dei Trasporti, Paschal Donohoe in una nota. Il vettore aveva dato un sì condizionato alla proposta di acquisto complessiva da 1,35 miliardi di euro presentata da Iag, ma i principali azionisti non sono convinti dell'offerta.  Risultati positivi per l'esercizio 2014 di Aer Lingus, chiuso a fine dicembre. “Tra gli obiettivi raggiunti - spiega il vettore - l’espansione transatlantica con una capacità aggiuntiva del 23,8%, lo spostamento dal Terminal 1 al Terminal 2 di Heathrow con un netto miglioramento del servizio al cliente, la risoluzione della questione relativa al piano pensioni”. I ricavi totali hanno visto un incremento del 9,2% con 1 miliardo e 557 milioni di euro rispetto a 1 miliardo e 425 milioni del 2013. Nel 2014 hanno volato con Aer Lingus oltre 11 milioni di passeggeri e nelle tratte a lungo raggio Aer Lingus ha conseguito risultati eclatanti con un incremento dei profitti del 28,4% per 490 milioni di euro, un aumento dei passeggeri del 20,6% e un aumento del load factor di 0,6 punti percentuali per un totale di 83,7%. La liquidità è di 545,3 milioni in data 31 dicembre (29,9 punti percentuali in più rispetto il 2013). Il debito è sceso di 18,3 punti percentuali per un totale di 390,2 milioni.

Finmeccanica cede AnsaldoBreda e Sts

[Donna baffuta sempri piaciuta. La donna coi baffi è sempre piaciuta. Frase calabrese] Finmeccanica vende AnsaldoBreda e Ansaldo Sts alla giapponese Hitachi. Lo comunicano le due società, sottolineando di aver firmato accordi vincolanti per l'acquisto da parte di Hitachi “dell'attuale business di AnsaldoBreda, a esclusione di alcune attività di revamping e di determinati contratti residuali, e dell'intera partecipazione detenuta da Finmeccanica nel capitale sociale di Ansaldo Sts, pari a circa il 40% del capitale sociale”. La chiusura simultanea delle operazioni è prevista nel corso del 2015 “ed è soggetta alle specifiche condizioni tipiche per tale tipo di operazioni, quali autorizzazioni regolamentari ed antitrust”. La vendita delle attività di Finmeccanica nel trasporto ferroviario “rappresenta una tappa importante nella realizzazione del nostro piano industriale che mira a focalizzare e rafforzare il gruppo nel core business hi-tech aerospaziale, difesa e sicurezza”. Lo afferma l'amministratore delegato Mauro Moretti, sottolineando che le cessioni di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts alla giapponese Hitachi “confermano il nostro impegno nel realizzare gli obiettivi economici e finanziari per ridurre significativamente il debito netto”. “Hitachi - aggiunge Moretti in una nota - ha espressamente riconosciuto il know-how e l'expertise conferiti da AnsaldoBreda e da Ansaldo Sts. Sono sicuro che entrambe le società ricopriranno un ruolo chiave nel futuro sviluppo del business di Hitachi Rail in tutto il mondo, facendo leva sui centri di eccellenza nei sistemi ferroviari e nel trasporto metropolitano”.

Il 2/3 esercitazioni militari congiunte Usa-Sudcorea

[De vennari e de marti, né se 'nzura né se parte. Di venerdì e di martedì non ci si sposa e non si parte. Detto popolare calabrese] Corea del Sud e Stati Uniti hanno annunciato che il 2 marzo inizieranno le loro esercitazioni militari congiunte, delineando uno scenario destinato ad alimentare le tensioni con la Corea del Nord. Pyongyang aveva proposto una moratoria sui test nucleari se le esercitazioni di quest'anno fossero state cancellate, una proposta respinta da Washington che ha parlato di “implicita minaccia” per realizzare un ulteriore test nucleare. Le esecitazioni Key Resolve (“Determinazione chiave”) e Foal Eagle (“Aquilotto”) sono perenne fonte di contrasti e divisioni sulla penisola coreana. Seoul e Washington insistono sulla loro natura difensiva, ma sono regolarmente contestate dal regime comunista, che le ritiene un'aperta provocazione. “Key Resolve” dura poco più di una settimana ed è in gran parte composta da simulazioni al computer, mentre “Foal Eagle” va avanti otto settimane e comprende addestramento di aria, di terra e navale. Entrambe le esercitazioni scatteranno lunedì 2 marzo: la più breve terminerà il 13 marzo, la più lunga si concluderà il 24 aprile. La Corea del Sud ha proposto alla Corea del Nord di avviare  dei colloqui ad alto livello centrati soprattutto sul problema della riunione delle famiglie separate dalla guerra. Ryoo Kuhl-Jae, ministro sudcoreano dell'Unificazione si è detto pronto ad incontrare dei rappresentanti del regime nordcoreano a Seoul o a Pyongyang.

mercoledì 25 febbraio 2015

NO TAV- NO MUOS ALLEATE

[Irtu, rina e cunnu, caccianu l'uominu d'u munnu. Salita, lavoro e sesso, allontanano l'uomo dal mondo. Frase calabrese] Ieri alla Feltrinelli di Palermo, lo scrittore e poeta Erri De Luca ha incontrato  il pubblico al primo piano della sala eventi de La Feltrinelli alle ore 18. Con l’occasione ha presentato il suo ultimo libro “la parola contraria”, edito da Feltrinelli. Fra i tanti libri scritti da Erri De Luca, tutti belli e interessanti, preferisco “Aceto Arcobaleno”.  “Erri De Luca travasa in un pamphlet sulla libertà di parola il caso giudiziario che lo vede coinvolto per le sue dichiarazioni sulla lotta No Tav in Valsusa. O meglio sulla libertà di dire “La parola contraria”. Se dalla parola di uno scrittore seguono azioni, questo è un risultato ingovernabile”. Esiste davvero la libertà di parola? La parola contraria (Feltrinelli) è la sua voce libera.  De Luca comunque, malgrado tutto, è fiducioso. Fino a quando ci saranno movimenti di giovani alla Podemos spagnola la speranza non muore. Il fronte più “caldo” resta quello della val di Susa: a Torino è sceso di nuovo in piazza il Movimento No Tav, con in testa ventiquattro sindaci della valle che nei giorni scorsi hanno anche scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo di essere ricevuti.  Diecimila, secondo fonti del movimento, i manifestanti che hanno sfilato nel centro del capoluogo piemontese per protestare contro la Torino-Lione e i suoi costi: quattromila i presenti secondo la questura. Qualche disagio si è registrato sulla linea ferroviaria Torino-Milano: un centinaio di manifestanti, partiti da Milano senza biglietto, hanno occupato i binari della stazione di Novara, causando ritardi e cancellazioni. Sono arrivati in piazza Castello, senza incidenti, i manifestanti del corteo No Tav , al termine della camminata di protesta partita da piazza Statuto con in testa i sindaci della Valsusa. Ingente lo spiegamento di forze dell’ordine. Alcuni manifestanti hanno lasciato scritte spray sui muri e sui piloni dei portici. In corteo anche un trenino “turistico” con le foto dei pm Padalino e Rinaudo.  Nessuna violenza, tra slogan e striscioni. Davanti alla caserma Cernaia, peraltro presidiata dal servizio d’ordine interno al corteo, parte dei manifestanti ha lanciato alcune uova contro l’edificio.  Un documento, chiamato “Salviamo il territorio”, che potrebbe diventare il manifesto di tutte le amministrazioni che si battono contro le grandi opere. O, comunque, di associazioni, movimenti, sindacati e partiti che chiedono di investire i soldi Tav per altre priorità, soprattutto sociali. E' stata creata Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), la società responsabile dei lavori di realizzazione e della gestione della nuova ferrovia Torino-Lione, partecipata al 50% da Fs e al 50% dallo Stato francese. L'assemblea generale dei soci ha nominato Hubert du Mesnil presidente, Mario Virano direttore generale. Telt succede a Ltf, che ha curato gli studi ed i lavori preliminari da ottobre 2001 a febbraio 2015. I Comitati NO MUOS di Palermo vogliono esprimere solidarietà allo scrittore e libero pensatore Erri De Luca, accusato dalla Procura di Torino di istigazione alla violenza e al sabotaggio per le sue dichiarazioni contro la realizzazione del Tav Torino-Lione. “Nel capo di imputazione non ci sono i miei atti ma ci sono le mie parole tra virgolette. Vengono usate quelle come incriminazione, come prova del crimine commesso” afferma lo scrittore Erri De Luca. Diventa oltremodo chiaro che Erri De Luca viene accusato per il solo fatto di aver sostenuto le ragioni di chi si oppone alla costruzione del Tav in Val di Susa e di essersi espresso a sostegno di chi lotta per la salvaguardia del proprio territorio contro un’opera invasiva e dispendiosa per la comunità. Per i magistrati ha commesso il crimine di parola, un crimine che rientra nel reato di opinione. Viene quindi messa in moto un’azione penale che sanziona la libertà di espressione sancita dall’articolo 21 della Costituzione. Noi Comitati NO MUOS, che lottiamo contro la costruzione di un sistema micidiale di guerra (MUOS), che rifiutiamo i piani di militarizzazione e di devastazione ambientale, che fronteggiamo il pesante clima repressivo, ribadiamo pieno sostegno al pensiero e all’azione di Erri De Luca, a cui va il nostro plauso per la forza, la determinazione e la lucidità delle sue posizioni nel dibattito culturale e politico del nostro paese. L’8 marzo a Niscemi ci sarà una marcia contro il Muos.

 

La Procura di Bari contro Ryanair

[Ogni nasu a la faccia sua mera, e u toi a lu culo do' sumera. Ogni naso si addice alla sua faccia e il tuo al culo dell'asino. Frase calabrese] La Procura di Bari ha messo sotto inchiesta i 30 milioni di euro che Ryanair ha ricevuto come finanziamenti di fondi europei per il turismo, erogati dalla Regione Puglia per il tramite di Aeroporti di Puglia. Come riportato dall'agenzia Ansa, le ipotesi di reato sono truffa e abuso d'ufficio. Aeroporti di Puglia precisa che le risorse finanziarie in questione non derivano da programmi comunitari. “In ordine alle circostanze che hanno portato nel 2009 alla sottoscrizione del primo accordo con Ams - si legge in una nota diffusa dalla società - Aeroporti di Puglia ha sempre fornito, con ampio spirito di collaborazione, tutte le informazioni richieste. Tale contratto prevedeva una durata complessiva di anni 10 (5+5), con un'opzione per il rinnovo al termine dei primi cinque anni, che è stata esercitata nel 2014. Il rinnovo è avvenuto in linea con quanto stabilito dalla normativa nazionale e comunitaria ed è stato comunque supportato da preventivi pareri legali ed amministrativi sulla conformità a dette norme e da una specifica attività istruttoria ed autorizzativa da parte della Regione Puglia”.

ERDOGAN SANTO

[I guai da pignata i sà sulu a cucchjiara ca rimina. I guai della pentola li conosce solo il mestolo che ci sta dentro. I problemi di una famiglia li conoscono solo i suoi componenti. Frase calabrese] È  fonte di polemiche e di preoccupata ironia in Turchia l'iniziativa di Golbasi, un comune dell'Anatolia, che ha deciso di celebrare venerdì il 61esimo “santo anniversario” della nascita del presidente Recep Tayyip Erdogan, di cui l'opposizione denuncia il crescente “culto della personalità”, oltre alla “svolta autoritaria” e islamica imposta al Paese. I “santi anniversari” rileva Zaman online, sono riservati in genere a Maometto. Sul web non mancano le proteste, ma neppure l'ironia. Un tribunale di Istanbul ha emesso un nuovo mandato di arresto contro il capo della influente confraternita islamica Hizmet, l'imam Fetullah Gulen, ex-alleato oggi nemico del presidente islamico Recep Tayyip Erdogan. La Turchia vuole l'estradizione di Gulen, che vive negli Usa, in Pennsylvaia. Un primo mandato d'arresto era stato emesso contro Gulen alla fine del 2014 con l'accusa di “dirigere una organizzazione terroristica”. Erdogan e Gulen sono stati stretti alleati fino a fine 2013. È  ancora polemica sul nuovo faraonico palazzo presidenziale di 1.200 stanze in stile neo-ottomano nel quale il capo dello stato turco Recep Tayyip Erdogan si è trasferito dopo l'elezione dell'agosto scorso. Secondo i media oltre 1.150 agenti presidiano la Casa Bianca di Erdogan, costruita in una zona verde protetta nella Foresta Ataturk ad Ankara. Tre volte più di quanti erano previsti nel vecchio palazzo di Cankaya, costruito per il fondatore della repubblica Mustafa Kemal Ataturk. La procura di Ankara ha chiesto una condanna a due anni di carcere per l'ex-Miss Turchia 2006 Merve Buyuksarac per presunte “offese” al presidente Recep Tayyip Erdogan, ha indicato oggi il suo legale. L'ex-regina di bellezza, 26 anni, è sotto accusa per avere ripreso sul proprio account Instagram un poema pubblicato da un giornale satirico considerato critico nei confronti del presidente. Un tribunale di Istanbul deve ora decidere se e quando processare l'ex-Miss Turchia.

CROCETTA SPIONE

[Duve cantanu tanti galli, 'un fa mai juarnu. Dove cantano tanti galli, il giorno non arriva mai.  Quando a comandare vogliono essere in tanti, si conclude ben poco. Frase calabrese] Convocati in commissione Bilancio all’Ars per oggo i lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia. I 76 dipendenti non percepiscono gli stipendi da 5 mesi: dall’incontro sperano di conoscere le intenzioni della Regione. Le organizzazioni sindacali chiedono, dopo due mesi di attesa, l’immediata sigla della convenzione tra la società e la Regione, lo sblocco dei fondi previsti dalla legge 3/2015, pari a 1,2 milioni di euro stanziati proprio per dare il via alla convenzione, e le commesse necessarie a garantire un futuro ai 76 lavoratori della partecipata, oggi a rischio chiusura. In assenza di risposte, immediate saranno le azioni di mobilitazione. È  quanto annunciano le segreterie provinciali di Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca-Uil, Ugl bancari e Fabi in una nota unitaria che dà voce alla preoccupazione dei lavoratori, “terrorizzati dalla prospettiva di trovarsi senza il proprio lavoro”. Un comunicato in cui settantasei famiglie disperate lanciano “un urlo di dolore facendo appello a tutte le forze politiche”. “Chiediamo che vengano presi nell’immediato quei provvedimenti volti a scongiurare il default di una società strategica della Regione che negli anni ha creato sviluppo e occupazione in Sicilia finanziando con fondi nazionali migliaia di piccole imprese, grazie al prestito d’onore”, scrivono i sindacati. Nei giorni scorsi le parti sociali hanno firmato un accordo sindacale per conseguire una ulteriore riduzione del costo del lavoro per complessivi 150.000 euro all’anno, come richiesto dall’azienda, pur in assenza di garanzie o impegni sia sullo sblocco delle somme del fondo ex art. 12 c. 2 della legge 3/2015, sia su un piano di risanamento e rilancio dell’azienda approvato dal socio. La Regione Siciliana, guidata dall'allora presidente Raffaele Lombardo, avrebbe eseguito “una transazione scandalosa” attraverso la Serit Sicilia, oggi Riscossione Sicilia, che “rischia di essere l'unico gabelliere al mondo a fallire”. Lo afferma il governatore Rosario Crocetta, che, in un'intervista al quotidiano La Sicilia, denuncia: “Montepaschi ci ricatta perché vuole 80 milioni che ci ha prestato per comprare delle sue azioni, che non si sa a che ci servivano” e adesso “se chiedono rapidamente il credito noi dobbiamo far fallire Riscossione Sicilia”. E il rischio default della società esattoriale siciliana è, quindi, dietro l'angolo, anche se, dice il presidente della Regione, “faremo di tutto per scongiurarlo”, ma dopo “aver denunciato tutto ai magistrati”. Il governatore annuncia che si difenderà dagli “assalti della massoneria finanziaria”. E intanto attacca politicamente: il ministro Beatrice Lorenzin (“a Roma ce l'hanno con me perché ho bloccato la lobby del farmaco?”); i sottosegretari Giuseppe Castiglione (“sull'Eni smentisce il suo stesso governo”) e Davide Faraone (“è estraneo alla Sicilia”); i responsabili della morte di Nicole (“li licenzio tutti”); il nuovo centrodestra in Sicilia (“hanno avuto una logica di destabilizzazione nei confronti del governo regionale”); la parte di classe dirigente isolana, “così stupida, di coglioni che dicono no a tutto, la quale vorrebbe che la Sicilia campi d'aria”. Ma adesso Crocetta, che si autodefinisce più “renziano dello stesso Renzi”, anticipa che andrà a rapporto dal premier, per “raccontargli tutto”.

martedì 24 febbraio 2015

Iran prosegue attività terrore

[L’anello più debole è anche il più forte. Spezza la catena.  Stanislaw J. Lec] "L'Iran prosegue la propria attività terroristica omicida, eppure ciò non impedisce alla comunità internazionale di continuare a discutere un accordo sul suo nucleare": lo ha affermato domenica Benyamin Netanyahu durante una seduta del governo israeliano a Gerusalemme. "Ancora questa settimana - ha aggiunto - l'Aiea ha stabilito che Teheran nasconde parte dei suoi programmi. Eppure resta la disponibilità a raggiungere un accordo pericoloso per Israele". Nell'imminenza di un controverso intervento del premier israeliano Benyamin Netanyahu al Congresso Usa dedicato alla minaccia del potenziale nucleare dell'Iran, stanno per essere divulgati documenti segreti che dettaglierebbero '"la vera posizione del Mossad" in materia. Lo anticipa Haaretz secondo cui quelle informazioni si basano su documenti confidenziali dei servizi segreti sudafricani (Ssa) che sono pervenuti in forma digitale alla televisione araba al-Jazeera e al quotidiano britannico Guardian. I documenti raccolti da al Jazeera (che toccano peraltro una vasta gamma di questioni, oltre al dossier iraniano) potrebbero rivelarsi, secondo Haaretz, la maggiore esposizione pubblica di documenti di intelligence dopo le rivelazioni del 2013 dell'ex analista Usa Edward Snowden. Nell'ottobre del 2012 il Mossad concluse che l'Iran "non stava svolgendo l'attività necessaria per la produzione di armi", nucleari. È quanto rivela uno dei documenti segreti del dossier Spycables rilanciati da al Jazeera e Guardian che ricorda come il mese prima il premier Benyamin Netanyahu e cioè che all'Iran mancava un anno dal fabbricare un'arma nucleare. Una affermazione che ora appare in effetti in contraddizione con i suoi stessi servizi segreti.

Intervista a Piergiorgio Morosini, magistrato e consigliere del csm

Il processo in corso a Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia è stato voluto, usando una forzatura, proprio da Morosini che in quell’inchiesta è stato il Gip. Mentre i pm chiedevano l’archiviazione lui continuava a dire che c’erano elementi per continuare le indagini. Stesso discorso quando i pm chiedevano l’archiviazione nei confronti del senatore Renato Schifani, e lui, come gip, chiedeva di continuare le indagini. Poi è stato nominato consigliere del csm e Schifani è stato prosciolto.  Poi il processo Gotha, la nuova e la vecchia mafia che tentano di allearsi per dividersi Palermo. Lo Piccolo, Marcianò, Mannino, Nicchi, Rotolo … tutti condannati. Quarantacinque giorni invece dei trenta sbandierati dal governo: il decreto con cui l'esecutivo ha voluto tagliare le ferie dei magistrati è stato scritto male, visto che la norma introdotta per ridurre le vacanze dei giudici è stata aggiunta alla precedente, senza abrogare esplicitamente la vecchia disciplina. Il risultato è che le ferie dei giudici restano quelle che c'erano prima dell'intervento dell'esecutivo, secondo l'interpretazione data a larga maggioranza dalla Settima Commissione del Csm, con 5 voti a favore e uno contrario. Dieci nuovi pubblici ministeri si insedieranno alla procura di Palermo. Lo ha deciso il Csm che sopperirà alla grossa carenza di organico - 16 scoperture - dell'ufficio inquirente. I nuovi magistrati in arrivo hanno terminato il tirocinio e cominceranno a Palermo la loro carriera. Pensare che i problemi che rendono la giustizia lenta sia dovuto alla responsabilità civile dei magistrati, oppure al numero dei giorni di ferie che avrebbero i giudici … Significa a mio avviso non cogliere le vere priorità della giustizia oggi. Intanto c’è una necessità molto forte sul piano della giustizia civile, le decisioni per le cause di condominio, le successioni … per tutte quelle cose che riguardano la vita delle persone arrivano troppo spesso in ritardo anche perché c’è una legislazione assolutamente da riformare. Occorre semplificare i riti, trovare quelle soluzioni organiche per mettere a disposizione della magistratura gli strumenti adatti per arrivare a decisioni in tempi ragionevoli. In tutto questo non dobbiamo dimenticare che in un organico di 9 mila magistrati attualmente ne mancano 1.200 e questo pesa moltissimo sull’andamento dei processi e sulla loro durata ragionevole. La giustizia ha bisogno di una grande riforma sulle procedure penali. Due priorità assolute: una nuova disciplina sulla prescrizione, la disciplina attualmente vigente si pone casi veramente clamorosi, si definisce in otto mesi il processo per un furto in un supermercato e nello stesso si prescrive un reato di corruzione  in atti giudiziari. Non solo, ma poi c’è la grande necessità di provvedere a una riforma di una serie di reati relativi alla corruzione. Che, per altro, non significa solo individuare pene più dure per i corrotti e per i corruttori ma significa anche dotare la magistratura di nuovi strumenti investigativi adeguati per scoprirla.  Noi sappiamo che dietro la corruzione ci sono delle alleanze omertose tra corrotti e corruttori, ecco perché occorrono nuovi strumenti previsti dalle convenzioni internazionali che noi abbiamo sottoscritto ma che non abbiamo mai tradotto in legge. Due cose su tutto: estensione della disciplina dei collaboratori di giustizia anche nel campo della corruzione; adozione del cosiddetto test di integrità, l’uso di agenti provocatori per scoprire i reati nella p.a.. Il nostro sistema è molto particolare, sotto questo profilo, se un poliziotto, sotto mentite spoglie, fa una offerta corruttiva  ad un sindaco  e in questo modo scopre che il sindaco è un corrotto, nel nostro sistema va in carcere anche il poliziotto. Cosa che invece non accade in sistemi molto più avanzati del nostro come gli Stati Uniti. Queste sono le riforme prioritarie per riformare la giustizia in Italia. Le ferie, per carità, si possono ridurre a tutte le categorie del comparto pubblico … a tutti sono richiesti dei sacrifici, ma non penso sia una priorità per riformare la giustizia. Così come non credo non sia una priorità, il tema  della responsabilità civile. Ci sono delle pronunce della corte europea che impongono allo stato italiano di rivisitare questa materia. Ma non chiedono, in realtà, sul profilo stretto della responsabilità diretta dei magistrati ma delle responsabilità dello stato per i ritardi della nostra giustizia.   La lotta alla mafia attualmente sta attraversando un momento positivo? La lotta alla mafia negli ultimi anni si è perfezionata e ci sono in tutto il territorio delle professionalità molto spiccate sia nella polizia giudiziaria che nella magistratura. Gli strumenti legislativi nella lotta alla mafia sono adeguati, idonei … che molti paesi, fondamentalmente, stanno copiando. Oggi la criminalità organizzata si è specializzata nella corruzione, falso in bilancio, evasione fiscale, riciclaggio … sono questi i settori dove si fortificano le organizzazioni di stampo mafioso in tutta Europa. Lei, dunque, è favorevole a una super procura antimafia europea?     È  necessaria, comunque, una struttura che sia in grado di coordinare il lavoro di tutte le realtà nazionali in questo settore. La criminalità di stampo mafioso è un fenomeno che va oltre i singoli stati e come tale va trattato. Naturalmente questo è un percorso non semplice che va fatto gradualmente. Se dovessimo giudicare questo governo per quello che ha fatto contro la corruzione, sempre più dilagante, e la criminalità organizzata  che giudizio potremmo dare? Ha posto nella sua agenda la corruzione come priorità. In concreto misure davvero incisive non sono state ancora varate.   Consigliere quanto le manca la vita di magistrato in prima linea? Mi manca molto, per 20 anni ho fatto il magistrato penale  a Palermo, quotidianamente a contatto non solo con questioni tecniche giuridiche, ma con questioni che riguardavano l’esigenza di ricostruire determinate pagine criminali di questa realtà, ma che andavano oltre, il costante contatto con il degrado sociale di questa area territoriale dove la mafia si rafforza e cresce. Quella è la realtà quotidiana di tutti i giorni nella giurisdizione, sostanzialmente, da quella esperienza mi sono reso conto che la lotta alla mafia non è un fatto che riguarda solo i magistrati e le forze dell’ordine, ma il riconoscimento di diritti come la scuola, la sanità, il lavoro … Il csm va riformato? Il csm ha una profonda necessità di autoriformarsi. Di essere attento, soprattutto, a un fatto che riguarda l’esigenza di non disperdere le tante professionalità, l’impegno civile che c’è nella magistratura. Il csm a volte prende delle decisioni  assolutamente incomprensibili che rischiano di deprimere la professionalità e l’impegno di tante persone. Il csm per non deprimere le spinte interiori positive deve, soprattutto, riuscire a fare chiarezza sulle condotte opache, con efficacia e tempestività. Se il csm riesce a dare queste risposte non c’è bisogno di nessuna riforma. In tutti questi anni i vari progetti di riformare il csm avevano un solo obiettivo, ridimensionare il ruolo del consiglio superiore della magistratura, tutto questo è anticostituzionale. Il prossimo libro che sta scrivendo di cosa parla? Mi sto interrogando molto sul rapporto tra giustizia e politica, questo sarà l’oggetto del mio prossimo libro.    

lunedì 23 febbraio 2015

Debaltsevo 179 morti in un mese

[Diu chiude 'na porta e rapere na finestra. Dio chiude una porta e apre una finestra. Frase calabrese] Negli scontri per il controllo dello nodo ferroviario di Debaltsevo, dal 18 gennaio al 18 febbraio, Kiev ha perso 179 soldati, 110 sono stati fatti prigionieri e 81 risultano dispersi: lo afferma Iuri Biriukov, consigliere del presidente ucraino Petro Poroshenko, precisando però che “in realtà il numero dei morti sarà più alto. Certi dispersi sono per forza morti”. Da Debaltsevo si sono ritirati circa 3.500 soldati ucraini. Secondo Biriukov, i ribelli erano “da 5 a 7 volte” più numerosi. Stati Uniti e Gran Bretagna stanno discutendo nuove sanzioni contro la Russia per le violazioni del cessate il fuoco in Ucraina. Il segretario di Stato Usa John Kerry, in un incontro a Londra con il ministro degli Esteri Gb Hammond, ha detto che Mosca si sta comportando in modo “incredibilmente vile” nel continuare a sostenere i ribelli. Per la crisi ucraina “bisogna trovare una soluzione diplomatica. Ci sono ostacoli ma dobbiamo lavorare per questo”. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo quanto si apprende al termine della sua visita privata alla Comunità di Sant'Egidio. La Merkel ha ricordato che c'è “un problema di territori e di confini” e che siamo di fronte “ad una minaccia per la pace”. Mariupol si prepara a un attacco dei separatisti e teme di finire come Debaltseve, malgrado gli accordi di Minsk, il cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti dal fronte previsto dall'intesa sancita la settimana scorsa. “Speriamo solo che il governo non rinunci anche a noi. Ma abbiamo visto cosa è accaduto a Debaltseve”, spiega in una intervista al Washington Post Ira Chupina, che lavora in un mercato in un quartiere a est di Mariupol, a meno di dieci chilometri dalla linea di separazione fra le due parti in conflitto, a Shyrokine, da cui, a tutte le ore del giorno, arriva il rimbombo dei colpi di artiglieria. “Non crediamo mica che i militari possano proteggerci”, aggiunge. Mariupol, sul Mare di Azov, è a quasi 200 chilometri da Debaltseve, ed è altrettanto strategica, lungo il corridoio che porta dalla frontiera con la Russia e dalle zone controllate dai separatisti del Donbass alla Crimea. Da mesi la città, controllata dalle forze di Kiev ma al suo interno divisa, con molti residenti simpatizzanti per la causa separatista, si aspetta una offensiva delle forze filo russe. Le strade sono presidiate da posti di blocco e check point. I ponti sono stati minati, saranno fatti saltare in aria nel caso dell'avanzata dei separatisti paventata da Kiev. “Stiamo costruendo una linea di difesa fortificata intorno alla città. E potremmo costruirne una seconda. Per loro non sarà facile entrare”, ha spiegato il sindaco Yuriy Khotlubei, parlando all'inviato del quotidiano americano. Il battaglione di volontari di Azov “si sta preparando” per combattere strada per strada, come ha testimoniato il comandante delle operazioni per la città Petro Guk invitando tutti i residenti a non scappare e tenersi pronti a combattere “per difendere le proprie case”. Il mese scorso, è stato colpito un mercato vicino a quello in cui lavora Chupina: 30 persone sono morte e oltre 100 ferite. Da allora, il mercato si è svuotato. Chi ha potuto, si è trasferito in centro, dove è meno forte il rumore della guerra. “Sono rimasta perché ricominciare una vita altrove è molto difficile”, testimonia Viktoria Ligareva, 53 anni, da 15 al banco di verdure al mercato. “Me ne andrò solo se la situazione precipiterà del tutto. Come a Debaltseve o a Vuhlehirsk. Allora me ne andrò, ma solo in questo caso”. “A dire la verità, la città è spaccata fra sostenitori di Kiev e dei separatisti. L'Occidente non riesce a capire che le cose si sono spinte troppo avanti”, commenta Konstantin Batozsky, consigliere dell'ex governatore di Donetsk che nei mesi scorsi aveva cercato di mediare accordi per lasciare Mariupol fuori dal conflitto attraverso canali diplomatici che ora considera chiusi.

Tsipras pentito

[Dulure de mole, dulure de core. Il mal di denti è come il mal di cuore; forte e duraturo. Frase calabrese] Lotta all'evasione fiscale, misure anti-corruzione e anti-contrabbando, pubblica amministrazione più efficiente: è la prima bozza della lista di riforme che il Governo Tsipras ha già preparato ed inviato a Bruxelles, in attesa di un riscontro dei tecnici europei che aiuti a preparare la lista definitiva attesa entro lunedì sera dalla ex Troika. Atene non è sola: da venerdì la Commissione Ue lavora assieme al Governo fornendo quello che chiamano 'sostegno tecnico', cioè sia un aiuto sia un modo per controllare che i greci non scrivano un piano inaccettabile per l'Eurogruppo chiamato ad esprimersi martedì. La bozza arrivata ad Ue, Fmi e Bce domenica sera è composta da tre pagine nelle quali, accanto ai provvedimenti, non ci sono numeri che
spieghino l'impatto delle misure sul bilancio, prima preoccupazione dell'Eurogruppo, il quale ha chiaramente detto che vuole vedere coperture chiare per ogni riforma. La bozza specifica per ora solo le aree in cui il Governo intende intervenire, con riforme principalmente strutturali, che al momento non sembrano avere un impatto negativo per i conti. Per ora c'è la lotta all'evasione fiscale e il contrabbando di sigarette e benzina, e la riforma della pubblica amministrazione. Il piano che il governo greco presenterà ai partner europei sarà composto da tre pagine, nelle quali accanto ai provvedimenti non ci saranno scritti gli obiettivi in termini di conti: lo si apprende da fonti vicine al governo. Intanto da Bruxelles la Commissione Ue fa sapere che c'è “un dialogo costruttivo con i greci in seguito alle decisioni dell'Eurogruppo di venerdì. Sta ora ai greci presentare la loro lista di riforme, la Commissione è pronta a fornire tutto l'aiuto tecnico utile”.  “Stiamo compilando una serie di misure che rendano la pubblica amministrazione più efficiente e per combattere l'evasione fiscale... questa settimana sarà una battaglia quotidiana, ogni centimetro dev'essere conquistato con grande sforzo”. Lo ha detto alla tv Mega il Ministro di Stato greco Nikos Pappas. “Il primo importante ostacolo politico” per un accordo stabile “è stato superato”, affermano gli economisti di G Plus ripresi da Bloomberg, con il bond decennale greco che ha chiuso venerdì a un rendimento del 9,5%, il quinquennale al 13,9%.  Nonostante fonti governative facciano sapere che la lotta all'evasione potrebbe valere tra i 2-2,5 miliardi all'anno, nel piano non si faranno cifre. Anche perché la Commissione Ue, che sta avendo “un dialogo costruttivo con i greci”, ha sempre diffidato delle stime dei Governi su evasione e corruzione, e non le ha mai considerate coperture valide. Non è chiaro se la lista comprenderà anche le prossime privatizzazioni sulla lista del Memorandum, interrotto dall'estate scorsa. Tsipras le aveva prima bloccate, poi ha detto che alcune andranno avanti. Se volesse bloccarle, dovrebbe trovare delle misure equivalenti, visto che l'equilibrio dei conti è la “regola d'oro”. Al momento, quindi, non c'è molto spazio per le misure sociali che Syriza ha promesso, dall'aumento del salario minimo alla riassunzione dei dipendenti statali licenziati. Lo spazio ci sarà solo più in là, quando l'Eurogruppo darà il via libera all'utilizzo di una parte dell'avanzo primario, come da accordo di venerdì. Ma questo accadrà solo dopo l'approvazione del piano di riforme e lo sblocco degli aiuti, che dovrebbe avvenire martedì.

Equation, il gruppo Usa che spia pc

[Cu joca sulu non si 'ncazza mai. Chi gioca da solo non si incavola mai.  Frase calabrese] Gli Stati Uniti avrebbero ideato un sistema di sorveglianza permanente, capace persino di spiare e sabotare computer e network all'estero, soprattutto in Paesi come Iran, Russia, Cina, Pakistan e Afghanistan - monitorati con attenzione dalle agenzie d'intelligence - grazie a un malware inserito direttamente nei dischi rigidi di diversi produttori di computer, tra cui Western Digital, Toshiba, Ibm e Samsung. Un'azione superiore a quella di qualsiasi altro gruppo hacker “in termini di complessità e sofisticatezza”; una minaccia attiva almeno da 14 anni, individuata dall'azienda russa Kaspersky Lab, portata dal gruppo Equation, che non sarebbe altro - l'accusa non è diretta, ma velata - che la National Security Agency (Nsa) statunitense, insieme alla sua controparte militare, lo United States Cyber Command. A parlarne è il New York Times.

Minacce Isis a Roma

[Cu sparta pija a megghju parta. Chi divide si prende la parte migliore. Frase calabrese] L'Isis minaccia di arrivare a Roma? E gli italiani rispondono “alla romana”. Al Washington Post non è sfuggita la lunghissima serie di battute su Twitter postate sotto l'hashtag “#We_Are_Coming_O_Rome” creato dai jihadisti. Ecco allora che tanti romani consigliano agli uomini del Califfo di non scegliere l'ora di punta per l'attacco: troppo alto il rischio di finire imbottigliati nel traffico del Grande Raccordo Anulare. E sotto l'immagine di un maxi-ingorgo si legge: “State arrivando a Roma....Siete sicuri?”. In un altro tweet si rincara la dose: “Domani è sciopero dei mezzi pubblici. Buona fortuna!”. Ma i jihadisti vengono anche messi in guardia dal prendere il treno: “Datemi retta. Sono sempre in ritardo”. Oppure: “Se prendete l'autostrada ricordatevi pneumatici da neve e catene. Sennò vi sequestrano il carro armato”. Qualcuno dà anche dei suggerimenti su dove gustare i piatti della tradizione romana: “Go to Eat at Gigi Er Puzzone”. Mentre altri minacciano: “Vi combatteremo con zampone e cotechino”. Insomma, anche così si esorcizza la preoccupazione. Anche se la battuta più amara è quella sotto una foto della Barcaccia di piazza di Spagna violata dai teppisti: “Purtroppo per l'Isis, i tifosi del Feyenoord sono arrivati prima”. Spunta anche un'immagine della bandiera nera dell'Isis sul Colosseo nell'ultima provocazione propagandistica dello Stato islamico. Su twitter un account affiliato all'Isis libico ha pubblicato tre giorni fa la foto di un jihadista armato, davanti al mare, che guarda il Colosseo sullo sfondo. Una scritta recita l'Isis “dalla Libia sta arrivando a Roma”. L'account è nella lista nera degli obiettivi di Anonymous, che ha lanciato un'operazione per spegnere il network dei jihadisti.

domenica 22 febbraio 2015

Tutti i nomi della lista Falciani

[Se sei nel dubbio, borbotta; se sei nei guai, delega; se sei il capo pondera. James Boren] Lista Falciani, spuntano nuovi nomi dei correntisti italiani nell’elenco della banca ma l’elenco completo ancora non c’è. Come annunciato nei giorni scorsi, L’Espresso nel nuovo numero in edicola pubblica i nomi dei titolari italiani dei depositi nella filiale elvetica della Hsbc. E ce n’è per tutti i gusti, anche se, ormai, su internet tutti chiedono a gran voce la diffusione della lista completa. Come anticipato qualche giorno fa, tra i vip italiani con patrimoni nei caveau dell’istituto di credito svizzero, figurano personaggi come Valentino Rossi, Stefania Sandrelli e lo stilista Valentino. Ora, la lista si arricchisce di altre personalità molto note nel nostro Paese, tra cui alcuni personaggi molto vicini alla politica, e, tra questi, qualche insospettabile, come Pippo Civati. Proprio l’esponente del Partito democratico, noto alle cronache per i frequenti distinguo nei confronti dell’opera del governo Renzi, è riconducibile a un deposito, intestato al padre Roberto, che ammonta a 6589 dollari. Spiccioli, se paragonato alle fortune milionarie che si addebitano ad altri ben più facoltosi personaggi. “l conto non ha mai superato i 10mila euro, si è estinto nel 2011 (essendosi azzerato a causa delle spese di tenuta) e non risulta su di esso alcuna movimentazione”, si è affrettato a spiegare nel suo blog il deputato democratico. Un  altro politico nell’elenco, ma scomparso nel gennaio 2014, è Giorgio Stracquadanio, storico esponente di Forza Italia e Popolo della Libertà. Il suo conto è intestato anche al padre e alla sorella, che nelle ultime ore è stata raggiunta da diversi organi di informazione per spiegare l’origine del deposito incriminato. Va ricordato, infatti, che i conti inseriti nella lista Falciani si riferiscono a capitali risalenti al 2006. Ma sono altri, e ben più sostanziosi, i conti correnti che i Paperoni italiani hanno portato oltre confine. Ad esempio, tra questi l’ex presidente Telecom Giuseppe Recchi, già presidente di Eni, consigliere di Eni e Unipolsai, nonché membro del consiglio direttivo di Confindustria. Scorrendo ancora i nomi inseriti nell’elenco trafugato dall’ex dipendente franco-italiano dell’istituto di credito, troviamo Eugenio Marco Airoldi, amministratore delegato del gruppo Benetton, come Giulio Malgara storico presidente dell’Upa, associazione che rappresenta centinaia di aziende che investono nella pubblicità. Proseguendo, figurano tra i nomi rivelati anche quello del sondaggista Renato Mannheimer, reduce da un ravvedimento nei confronti del fisco dopo una sospetta frode da 10 milioni di euro. C”è, poi, anche il finanziere più vicino a Matteo Renzi, Davide Serra, che ha comunque confermato di essere in regola secondo i principi del fisco in Inghilterra, dove risiede da molti anni. L’operazione di pubblicazione dei nomi della lista Falciani è stata coordinata in 45 Paesi, sotto il coordinamento del Consorzio internazionale giornalisti investigativi (Icij). In proposito, lo stesso Falciani, diventato un paladino della trasparenza bancaria, assicura: “Il mio obiettivo non è mai stato quello di far conoscere i nomi ma di far capire che esiste un sistema industriale che all’interno delle grandi banche private opera per aggirare le regole. L'Espresso ha deciso di pubblicare soltanto i nomi e le cifre relative a personaggi la cui identità è accertata e a scanso di omonimie e a cui sia stata offerta la possibilità di giustificare il conto elvetico, a prescindere che l'interessato abbia scelto di parlare o si sia avvalso del silenzio. Come ad esempio lo stilista Renato Balestra, a nome del quale risultava nel 2008 un conto di 1,5 milioni di dollari: un suo portavoce ha fatto sapere ai giornalisti del settimanale che sulla vicenda preferisce glissare. Stessa scelta di Carla Sozzani, sorella di Franca, direttrice di Vogue Italia: il saldo attivo sul suo conto Hsbc nel 2008 ammontava a 1,1 milioni di dollari. La categoria più rappresentata nella lista Falciani è ovviamente quella degli imprenditori, più o meno conosciuti. Come il costruttore Massimo Pessina, un habitué della fuga di capitali, visto che negli ultimi anni è stato segnalato anche come cliente di banche del Liechtenstein e di San Marino. Come Guido Modiano, titolare tra l'altro della Interfil: a lui era riconducibile un maxiconto da 14 milioni di dollari. "Ho fatto lo scudo fiscale nel 2009", ammette. Come Michele Ratti, azionista di riferimento dei supermercati Bennet, che alla Hsbc aveva 26 milioni di dollari dichiarati nei bilanci. Come Maria Concetta Patti e il padre Carmelo, proprietari della Valtur, poi negli anni successivi giunta all'amministrazione controllata. E a proposito di famiglie, ben rappresentata nella lista Falciani è quella dei Manuli, dell'omonima azienda quotata in Borsa. In totale sono 17 i milioni svizzeri dei Manuli, che fanno sapere che è tutto in regola, anche se non spiegano come. Un capitolo a parte merita la famiglia Agrati, dinastia proprietaria di un'azienda che fabbrica bulloni in Brianza. Nel 2007-08 nella filiale ginevrina della Hsbc c'era un maxiconto intestato all'amministratore delegato Cesare Annibale Agrati (6,8 milioni di dollari) e altri depositi riferibili alla Agrati International, con base a Madeira (che, per inciso, è un paradiso fiscale). Nessuna spiegazione da Monza. Legati alla Agrati ci sono altri conti: uno di Roberto Carlos Abreu de Castro,  fiduciario di Agrati International. E uno di Onorato Fiorentini , amministratore delegato della Almeco, a sua volta legata anche a Abreu de Castro. Solo Fiorentini dà spiegazioni: "Tutto in regola", garantisce. Tanti i manager con i soldi nel cantone. Giancarlo Boschetti, fino al 2003 in Fiat, nel 2007 aveva 182mila euro in Svizzera. Lui spiega di aver successivamente aderito allo "scudo fiscale" facendo rientrare i soldi in Italia. La stessa assicurazione arriva da Franco Ba lsamo,  direttore finanziario di Acea, la società di servizi pubblici del Campidoglio, titolare anni fa di un conto con 275mila dollari in Hsbc. Infine Andrea Leone,  figlio del grande regista Sergio: il suo deposito di 2,5 milioni, cointestato con sorelle (Francesca e Raffaella) e mamma (Carla Ranalli) è legato proprio all'eredità del papà: spaghetti western in salsa svizzera.

Seconda scelta

[Il miglior modo per avere una buona idea è avere tante idee. Linus Pauling] Massimo Abbate (135 mila euro il suo cud) dirigente finanza e contabilità della Gesap prenderebbe il posto di Carmelo Scelta in Gh. Uno degli uomini d'oro della Gesap sarebbe il nuovo presidente della Gh Marconi di Palermo. Il compenso per questo nuovo incarico non è stato ancora comunicato, ma in apt non badano a spese dunque per Abbate il compenso dovrebbe essere massimo. Comunque, non è ancora chiaro per quale motivo Carmelo Scelta abbia deciso di dare le dimissioni.

Los Angeles si prepara per gli Oscar

[Cu non poti mangiari ' carni si mbivi u brudu. Chi non può mangiare la carne è costretto ad accontentarsi del brodo. frase calabrese] L'ottantasettesima cerimonia degli Oscar andrà in Onda domenica dal Dolby Theatre di Hollywood e sarà condotta dall'attore di How i met your mother Neal Patrick Harris. In Italia la diretta sarà trasmessa a partire dalle 22.50 su Sky Cinema Oscar.  Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sognato di essere il protagonista di un film, vivere le stesse avventure, ripercorrere le stesse strade di un personaggio cult, respirare gli stessi profumi e immergersi nelle stesse atmosfere. E ora che arrivano gli Oscar quale migliore occasione? Tra le nomination di quest’anno, spiccano pellicole dal gusto tutto europeo: per l’occasione Expedia.it invita i fanatici di cinema, e non solo, a visitare queste location, per rivivere le atmosfere dei protagonisti. Per chi vuole ripercorrere le strade che hanno visto nascere e crescere il genio di Stephen Hawking, un weekend nell’anima universitaria della città di Cambridge, in Inghilterra, a contatto con le atmosfere che hanno fatto da sfondo a La teoria del tutto, con protagonista un sorprendente Eddie Redmayne, in corsa per la statuetta come miglior attore protagonista nel ruolo dell’astrofisico britannico. Se invece si ricercano i luoghi dell'immaginaria Repubblica di Zubrowka (nell'Europa centrale), visti nel pluricandidato Grand Budapest Hotel, il consiglio è quello di partire alla volta della Germania, in particolare verso Görlitz, in Sassonia, ai confini con la Polonia e la Repubblica Ceca. Qui si troverà una contaminazione di stili e culture che richiamano perfettamente quelle create da Wes Anderson, che qui ha girato la maggior parte delle scene. Il centro storico di questa antica città di tessitori, ricco di edifici di diverse epoche, dal tardo gotico al Rinascimento al Barocco, vale assolutamente una visita! Anche gli Stati Uniti non mancano nella scalata verso l’ambita statuetta: chi ama i viaggi a tutta natura può pianificare una fuga nelle terre selvagge di Wild, per scoprire i panorami mozzafiato del Parco nazionale di Crater Lake, in Oregon, ripercorrendo i passi della candidata all’Oscar Reese Witherspoon, in un viaggio avventuroso e formativo, a contatto con le bellezze che solo la natura incontaminata riesce ad offrire.  Per chi vuole assaporare un’altra declinazione di libertà, l'ideale è un road trip da Selma a Montgomery in Alabama, per vivere lo spirito e i valori che hanno animato il Movimento per i diritti civili degli afro-americani e la figura di Martin Luther King, a cui si ispira Selma, una delle pellicole candidate a miglior film del 2015. Le fiabe dei fratelli Grimm hanno da sempre segnato l’immaginario dei bambini: per rivivere gli stessi paesaggi fiabeschi si può organizzare un tour dei castelli e delle fortezze dell’Inghilterra, da Dover all’Abbazia di Waverley, sino al maniero del villaggio medievale di Byfleet, e al Richmond Park di Londra. E chissà che i più fortunati non riescano a scorgere, tra le sembianze di qualche anziana del luogo, la tanto temuta “strega”, protagonista dei racconti dei due fratelli, a cui si ispira l’intramontabile Meryl Streep candidata come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo in Into the Woods. Per coloro che non vogliono rinunciare alle premiazioni formato “live”, approfittando anche degli scenari mozzafiato che offre la California, è imperdibile un viaggio a Los Angeles, per percorrere la Walk of Fame, approdare sul tappeto rosso del Kodak Teather in tempo per scattare qualche foto alle celebrities in gara, e provare, anche solo per un momento, la sensazione di essere Dave Schultz dopo un incontro delle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984. La storia del lottatore campione olimpico è raccontata in Foxcatcher, candidato a ben 5 premi Oscar. Chi invece vorrà rivivere la storia del film dovrà puntare verso la Pennsylvania, dove si sono svolte le riprese.

The Search racconta la guerra in Cecenia

[De vennari e de luni cumu 'ncigna scura. Venerdì e lunedì (il giorno) come inizia chiude. Frase calabrese] Quando Michael Hazanavicius ha pensato a The Search, passato senza gloria al festival di Cannes e in sala il 5 marzo da 01 Distribution, il pantano dell'Ucraina non era neppure ipotizzabile. Ecco che ora questo melodrammone sulla seconda guerra in Cecenia del '99, un kolossal da 22 milioni di euro, assume una nuova luce. Il regista è lo stesso che il pubblico italiano ha apprezzato per The Artist, il film muto, in bianco e nero, sulla Hollywood degli anni '20, premiato con cinque Oscar nel 2012. Più distante da quelle atmosfere non potrebbe essere questo The Search, apologia contro la brutalità e inumanità dei conflitti, un'accusa diretta alla Russia e all'indifferenza della comunità  internazionale. Il film è dichiaratamente ispirato all'omonimo film del '48 di Fred Zinnemann  (lì erano i campi di concentramento nazisti) con evidenti riferimenti a Full Metal Jacket. Prodotto dallo stesso regista con Thomas Langmann (lo stesso duo della scommessa The Artist), è interpretato dalla moglie Berenice Bejo con Annette Bening e tre giovani, il russo Maxim Emelianov e due non professionisti ceceni, il ragazzino Abdul Khalim Mamatsuiev (i suoi occhioni faranno commuovere) e Zukha Duishvili. La Cecenia non è casuale, “quella guerra mi ha toccato profondamente, è stata combattuta nella colpevole indifferenza europea, con un'informazione controllata e le sofferenze della popolazione civile sono state enormi. Quel conflitto ha avuto l'80% di morti civili, il 20% di soldati, la proporzione inversa alla prima guerra mondiale. Le mie origini - Hazanavicius è un ebreo askhenazita dell'est Europa -, l'eco della Seconda Guerra Mondiale e dei campi di concentramento sono stati una spinta per andare avanti su questo progetto”. La storia di The Search, girato in Georgia, è un mosaico con quattro personaggi, completato solo alla fine. Dopo aver assistito al brutale e ingiustificato assassinio dei suoi genitori da parte di giovani soldati russi palesemente eccitati dal sangue e dalla violenza, convinto che anche la sorella sia stata massacrata, un bambino di nove anni (Hadji) prende in braccio il fratello neonato e abbandona il villaggio ceceno distrutto dai russi e si avvia senza meta fino a superare il confine arrivando in una città dove sono presenti la Croce Rossa internazionale e le organizzazioni umanitarie. Non parla, è sotto choc, scappa ad ogni divisa russa che incontra, ha abbandonato ad un'anziana coppia il fratellino ed è uno dei tanti orfani perduti che si aggirano per le strade. Anche la sorella, Raissa, parte dal villaggio, neanche il tempo di piangere i genitori: la ricerca dei fratelli scomparsi è il motivo che la spinge a non fermarsi mai. Nella città russa, Carol (Berenice Bejo), inviata delle Commissione diritti dell'uomo, raccoglie i racconti dei rifugiati e prepara una relazione per l'Onu convinta che l'Europa debba fare qualcosa per fermare il massacro. Incontra il bambino, ma la relazione all'inizio non è per niente facile anche se sembra che il piccolo si fidi solo di lei. Nel campo della croce rossa un'altra donna (Annette Bening) aiuta i rifugiati materialmente. In Russia invece un ragazzo di 19 anni viene fermato dalla polizia che per una motivazione irrisoria lo spedisce al fronte ceceno. Dalla “normalità” al fronte è una strada senza ritorno, di violenze, soprusi fin quando anche lui finisce per diventare un animale da guerra. “Volevo raccontare la guerra dal lato emozionale, qualcosa che fosse un pugno nello stomaco e che mostrasse la dinamica delle relazioni umane in un tempo come quello, in equilibro tra l'umanità delle persone e la brutalità degli eventi con un approccio realistico”.

venerdì 20 febbraio 2015

Inutilmente vostro ...

[Non restare mai senza qualcosa da fare. Walter Scott]  La cisal, Ugl , cisl e uil  avendo appreso della volontà manifestata dal lavoratore della azienda paemas Castrenze Sciambra, di potere essere trasferito presso altro scalo per potere mantenere l'attuale livello di reddito e non incorrere nella sottoscritta cassa integrazione a zero ore nel periodo invernale, con la presente evidenziano quanto segue. Prima di continuare vorrei ringraziare i rappresentanti che in una nota mi elogiano in maniera eccessiva, ho fatto solo il mio dovere. Questa mattina Salvatore Messina,della uil  mi ha chiamato chiedendomi scusa considerando strumentale la nota sindacale in questione. Matteo non sono offeso sono lusingato. Negli anni il dipendente Sciambra -si legge nella nota sindacale-, oltre che garantire con lodevole ed oggettiva solerzia , sacrificio disponibilità e abnegazione le proprie prestazioni lavorative alla Pae Mas ha dotato lo scalo aeroportuale di Palermo , attraverso un proprio BLOG di una sorta di agenzia di stampa , che nei fatti raccontava puntualmente tutte le vicende che riguardavano le dinamiche aziendali e i movimenti sindacali in atto.  Tutto questo ha nei fatti regalato una LIBERA voce di informazione che nei fatti ha tenuto al corrente e informato tutti i lavoratori dello scalo riguardo le dinamiche in atto senza sudditanza alcuna ne verso le aziende e di contro ne verso le rappresentanze sindacali che spesso, senza entrare nel merito di valutazioni di parte, sono state oggetto di aspri rimproveri. Pertanto alla luce di quanto sopra evidenziato riteniamo opportuno e fondamentale che il dipendente Sciambra rimanga nello scalo , anche attraverso il transito nella società GH Palermo che ci risulta stia assorbendo 9 unità con le sue stesse mansioni, proprio per garantire il diritto alla libera informazione che il suo Blog ha sempre dato a tutto lo scalo. Attualmente l'enav, l'enac, la gesap stessa si sono mobilitate per garantire i propri pupilli, personalmente non mi piace essere considerato ex in una società dove già esistono gli ex Gesap e gli ex Alitalia. Preferisco andare fuori, non solo per un problema di reddito, ma di prospettive future. Restare per andare in un'altra azienda in crisi che con il 98 per cento del volato ha dichiarato lo stato di crisi? Tra l'altro in apt si sta assistendo a una serie di scenette squallide pur di arrivare in Gh. Capiturno che si autodemansionano, ros disposti a tutto ... pur di salvare il proprio culo. Questo gioco al massacro non mi piace. Esistono delle regole che dovrebbero essere applicate e se lo scalo di Punta Raisi è ridotto a questo livello la colpa, in parte e anche del sindacato, ma non mi piace fare polemica in questo momento proprio con chi mi stima. Certo mi dispiace lasciare Palermo proprio quest'anno ci saranno delle storie niente male da raccontare: la privatizzazione della Gesap, le inchieste della magistratura che vanno a scavare sull'operato del gestore. I miei informatori sono sempre pronti a darmi le notizie giuste nel momento esatto,  state sereni.

E Montante restò solo

[Sulu a ra morte 'un c'è riparu. Solo contro la morte non si può far niente. Frase calabrese] “È per il profondo rispetto verso tutte le istituzioni, a partire da magistratura e forze dell’ordine, che oggi, alla luce delle notizie che ho appreso dalla stampa, seppure sconsigliato da tanti, ho deciso di autosospendermi dal consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati”. Lo afferma Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia che sarebbe indagato per mafia dalla Procura di Caltanissetta. “Ancora prima di accettare l’incarico – aggiunge Montante – pensando di offrire il contributo della mia esperienza di imprenditore al fine di mettere a reddito i beni confiscati e farli diventare non più solo un costo per lo Stato ma una risorsa e una opportunità per comunità, cooperative, lavoratori e piccole imprese, ho fatto tutti i possibili passaggi istituzionali, consapevole della delicatezza del ruolo e dei contraccolpi che la mia visione di mercato avrebbe certamente suscitato”. “Mai avrei pensato - prosegue - di dovermi trovare un giorno in una situazione simile dopo anni trascorsi in trincea, insieme a tanti altri imprenditori, sempre al fianco delle istituzioni. Anni durante i quali un gruppo di giovani imprenditori siciliani ha preso coraggio e ha espulso dalla propria associazione persone che avevano rivestito ruoli apicali negli organi associativi regionali e che, come hanno sottolineato alti magistrati in occasioni pubbliche, grazie al metodo mafioso e a protezioni politiche, avevano creato un sistema di potere di portata regionale se non nazionale”. Da parte della criminalità organizzata sono stati ravvisati “Profili di rischio elevati” e “un innalzamento del livello di sfida attraverso ripetuti atti intimidatori nei confronti di esponenti della magistratura siciliana e delle istituzioni locali, nonché di rappresentanti di organizzazioni pubbliche e private impegnati, a vario titolo, nella lotta antimafia”. Lo ha sottolineato la Direzione investigativa antimafia nella sua relazione al Parlamento, dalla quale emerge anche “una crescente insofferenza - si legge - nei riguardi dell'impegno legalitario di cui sono protagonisti settori della società civile e segnatamente la locale Confindustria”. Un allarme che riguarda in particolare la provincia di Caltanissetta dove è impegnato in prima linea il presidente di Confindustria Sicilia con delega nazionale per la Legalità, Antonello Montante, che da tempo ha avviato numerose iniziative e protocolli di legalità a tutela delle imprese antiracket. La relazione della Dia rivela anche un cambiamento di strategia da parte di Cosa Nostra rispetto a quella di “inabissamento finora adottata” che impone particolare attenzione - scrive ancora la Dia - per anticipare “eventuali cambi di postura da parte di sodalizi mafiosi”. Segno anche che le iniziative intraprese tra istituzioni e associazionismo antiracket stanno “stimolando un circuito virtuoso di interventi” nello sradicamento della mentalità mafiosa. "In un mese Confindustria modificherà il codice etico contro la corruzione”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Sicilia, e delegato nazionale con delega per la legalità, Antonello Montante, intervenendo al convegno della Fiom a Milano. Per Montante, “il rating di legalità è uno strumento importante a sostegno delle piccole e medie imprese. E le banche devono applicarlo”. Quindi, in tema di beni confiscati, e del loro riutilizzo, il numero uno degli industriali siciliani ha sottolineato come essi “devono essere gestiti da persone competenti, e da associazioni in prima linea come Libera”. “Il loro riutilizzo sociale - ha proseguito Montante - serve per ripagare la collettività”. Confindustria si costituirà parte civile nel procedimento penale avviato dalla Procura di Roma nell'ambito dell'indagine su Mafia Capitale. Lo ha annunciato il delegato di Confindustria per la Legalità, Antonello Montante, in occasione del seminario del Centro Studi di Confindustria dedicato alla lotta alla corruzione. L'obiettivo è tutelare la reputazione delle imprese e la leale concorrenza sul mercato e ribadire così “l'impegno di Confindustria per il rispetto dei valori cruciali di legalità e correttezza nei rapporti economici”. Il Governo ha nominato i membri mancanti del Comitato direttivo dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Tra questi, secondo quanto scrive l'Ansa, che pubblica la notizia sul suo sito, c'è anche il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante. Nuova tegola sul presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante, già indagato dalla Procura di Caltanissetta e da quella di Catania a seguito delle dichiarazioni di tre pentiti che l’avrebbero definito “amico di mafiosi”. L’imprenditore, che è anche delegato per la Legalità dell’associazione di viale dell’Astronomia, sarebbe al centro di un’indagine conoscitiva avviata dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia su finanziamenti di alcune migliaia di euro a iniziative editoriali o di singoli giornalisti: l’ipotesi è che ad erogarli sia stato proprio il presidente di Confindustria Sicilia, nella sua qualità di presidente della Camera di commercio di Caltanissetta. L’Ordine - secondo quanto scrive  Repubblica Palermo - ha ascoltato finora tre giornalisti; vuole capire se i soggetti interessati ai finanziamenti si siano occupati di vicende che riguardano Montante. Intanto, il quotidiano online “Il Fatto nisseno”, che secondo quanto riporta La Repubblica, avrebbe ricevuto un finanziamento dalla Camera di Commercio presieduta da Montante, ha rimosso dal proprio sito un’intervista all’avvocato Michele Costa, figlio del procuratore della Repubblica di Palermo Gaetano, ucciso dalla mafia il 6 agosto ‘80. Costa spiegava che “ove la vicenda di Montante non venga immediatamente chiarita, quella stessa legalità di cui è paladino gli dovrebbe imporre di farsi da canto”. L’intervista, inviata domenica, era stata pubblicata all’una di notte, dice Repubblica, e cancellata all’alba. L’editore si sarebbe scusato con l’autore dell’intervista, parlando di “pressioni devastanti” subite nella notte dal direttore del quotidiano online.
 

PAE MAS, PER I SINDACATI NON BASTANO 48 ORE

[Uacchiu chi 'un vide, core chi 'un dole. Occhio che non vede, cuore che non soffre. Frase popolare calabrese] Nell’accordo di giorno 17 tre sindacati (cisal, ugl e cisl) su cinque (uil e cgil) avevano firmato con riserva. Sembrava una formalità ma nei fatti non è così. Ieri, nel corso di una intersindacale quattro sigle su 5 (cgil) hanno chiesto che l’accordo deve essere in parte ridiscusso, fermo restando la clausola sociale e l’impegno a firmare resta immutato ma con condizioni diverse. Apriti cielo, gli iscritti alla uil, presenti in Pae Mas, hanno minacciato di iscriversi alla   cgil, indignati del comportamento del loro coordinatore aeroportuale. Ritengo che quella in corso è una tempesta in un bicchiere d’acqua. I sindacati, in questo momento, chiedono una maggiore tutela per chi resta in Pae Mas, evitando il più possibile di realizzare fenomeni di carnezzeria sociale. Viceversa sono portato a credere che chi è contrario a una maggiore tutela per chi resta è convinto di passare con Gh.   Il capoverso relativo ai criteri da cassare riguardano il personale opr che non rientrano nel criterio oggettivo e potrebbe essere letto  come scelta “ad personam” e conseguentemente suscettibile di eventuali controversie legali. Pertanto per quanto riguarda gli impiegati si dovrà procedere alla scelta del personale oggetto del passaggio in funzione della appartenenza oggettiva al settore front line come peraltro deciso dalla aziende nel pieno ossequio di un criterio di scelta aziendale oggettivo. Anche il capoverso relativo alla adibizione del personale abitualmente impiegato nelle mansioni di coordinamento (rit e ros) è per le sigle sindacali, tranne la Cgil, interamente cassato.   Infine, il capoverso relativo alle “azioni gestionali volte a ridurre gli effetti pregiudizievoli della presente procedura quali l’adozione del licenziamento dei lavoratori che manifestano la loro non opposizione durante l’eventuale periodo di cigs relative alle famiglie professionali citate nella bozza di accordo sottoposto alla firma, va integrato con la seguente dicitura: “previo raggiungimento di un accordo sindacale al riguardo”.

I contrabbandieri dell’Ira

[Fora d'u culu mio a cu' pigghjia, pigghjia. Detto popolare calabrese] La nuova Ira, in sostanza quel che resta del vecchio terrorismo nordirlandese, ha trovato un'arma micidiale. Secondo un lungo reportage del Sunday Times, la New Ira si finanzia col contrabbando di sigarette, un commercio illegale reso ora più agevole dalla politica del pacchetto 'neutro', una misura che dovrebbe sì scoraggiare i consumi ma rende anche estremamente più facile contrabbando e contraffazioni. Il quotidiano cita una recente inchiesta parlamentare condotta in Gran Bretagna. Secondo i risultati di tale inchiesta, il contrabbando avrebbe sottratto al fisco del Regno Unito circa due miliardi di sterline l'anno, una cifra “sufficiente a coprire il costo del servizio di ambulanze in tutta la Gran Bretagna”. E chi vi sarebbe dietro tale traffico? Per il Sunday Times non ci sono dubbi: "i terroristi repubblicani irlandesi sono i cervelli di un'operazione di contrabbando di sigarette su scala mondiale, un mercato illegale che genera profitti per decine di milioni di sterline l'anno”. L'articolo, che ripercorre nel dettaglio anche le ultime azioni militari della New Ira per far naufragare il processo di pace, punta il dito anche sul costo delle sigarette nel Regno Unito. In media il pacchetto di sigarette va dal costo di 2,70 sterline della Polonia alle 5,27 sterline della Francia sino alle 9 sterline britanniche, una sproporzione che spiega per quale motivo sia così alto il numero di sigarette di contrabbando che entrano nel Regno Unito dall'Europa dell'est. Una situazione, prosegue l'articolo, che favorisce i traffici illegali della New Ira e mette a repentaglio la stessa pace in Irlanda del Nord. Inquietante anche la qualità delle sigarette di contrabbando. I sequestri effettuati dalla polizia britannica mostrano la dannosità del prodotto. Si tratta, scrive il giornale, di sigarette realizzate e trasportate in contenitori sporchi (escrementi umani, fango, amianto, mosche e altri insetti morti ) e quindi potenzialmente nocive per la salute umana. Sempre la stessa inchiesta parlamentare definirebbe un “regalo” ai contrabbandieri la politica del “pacchetto neutro”, fattore che faciliterebbe e incentiverebbe, appunto, smercio illegale e contraffazioni.

CHIESTO PROSCIOGLIMENTO PER DSK

['U ciucciu 'e due patruni, more d'a fame e d'a site. L'asino di due padroni, muore di fame e di sete.  Nessuno può servire contemporaneamente due padroni: o, infatti, odierà l'uno ed amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Detto calabrese] Il pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento “puro e semplice” di Dominique Strauss-Kahn nel processo sul giro di squillo all'Hotel Carlton di Lille, nel nord della Francia. “Né la documentazione giudiziaria, né l'udienza” consentono di dimostrare il reato di sfruttamento aggravato della prostituzione per Dominique Strauss-Kahn, ha detto al termine della requisitoria il procuratore della Repubblica di Lille, Frédéric Fèvre.  Il procuratore ha chiesto due anni di prigione, di cui uno senza condizionale, per il belga Dominique Alderweireld, alias Dodo la Saumure, accusato di aver fornito le squillo per i festini a luci rosse al centro dell'inchiesta. “Non c'è niente in questo dossier, erano tre anni e mezzo che lo sapevo”: ha detto Dominique Strauss-Kahn. Dominique Strauss-Kahn “non sapeva si trattasse di prostitute”: lo ha detto David Roquet, uno dei 14 imputati per “sfruttamento aggravato della prostituzione” nel processo sul giro di squillo all'Hotel Carlton di Lille. Intervistato da BFM-TV, l'ex direttore di una filiale del gruppo Eiffage nel nord della Francia, scagiona l'amico Dsk che a suo avviso ignorava completamente che si trattasse di donne a pagamento. Due prostitute hanno ritirato le accuse contro Dominique Strauss-Kahn, sotto processo a Lilla per prossenetismo aggravato. Lo ha annunciato il loro legale, Gilles Maton, che difende quattro prostitute di cui due avevano accusato l'ex numero uno del Fondo monetario internazionale. Anche l'associazione “Squadre di azione contro il prossenetismo”, che si era costituita parte civile “ritira le accuse”, ha dichiarato il suo avvocato, David Lepidi, davanti al tribunale.

La mafia in redazione

['U lupu cangia ri pili e no ri vizi. Il lupo cambia il pelo e non i vizi. Detto calabrese] Sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna a sei anni e otto mesi di reclusione all'ex presidente della Regione Siciliana e leader del Mpa, Raffaele Lombardo per concorso esterno all'associazione.  La sentenza è stata emessa, il 19 febbraio del 2014, dal Gup di Catania Marina Rizza a conclusione del processo che è stato celebrato col rito abbreviato dopo che il Gip Luigi Barone ne aveva disposto l'imputazione coatta a fronte della richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Il procedimento era nato da uno stralcio dell'inchiesta Iblis avviato su indagini dei carabinieri del Ros su rapporti tra mafia, imprenditori, politici e amministratori. Le motivazioni sono contenute in 325 pagine firmate dal Giudice per l'udienza preliminare Marina Rizza, che le ha depositate lo scorso 18 agosto. Raffaele Lombardo ha “sollecitato, direttamente o indirettamente, i vertici di Cosa nostra a reperire voti per lui e per il partito per cui militava (le regionali in Sicilia del 2001 e nel 2008 e le provinciali a Enna nel 2003) ingenerando nei
medesimi il convincimento sulla sua disponibilità a assecondare la consorteria mafiosa nel controllo di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici”. Lo scrive il Gup di Catania Marina Rizza nelle motivazioni della sentenza del 19 febbraio con la quale, a conclusione di un processo col rito abbreviato condizionato, ha condannato l'ex presidente della Regione Siciliana a 6 anni e 8 mesi di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa. Secondo il giudice, l'ex governatore avrebbe “determinato e rafforzato il proposito dei capi e dei partecipi della medesima associazione di acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o il controllo di attività economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici” e di “ostacolare l'esercizio del diritto di voto e di procurare voti per sé e per altri”. Per il Gup Rizza appare “provato” che Raffaele Lombardo abbia “contribuito sistematicamente e consapevolmente”, anche mediante “le relazioni derivanti dalla sua pregressa militanza in più partiti politici”, alle “attività e al raggiungimento degli scopi criminali dell'associazione mafiosa” per “il controllo di appalti e servizi pubblici”. Il Gup ritiene che l'ex presidente della Regione con “la promessa di attivarsi in favore dell'associazione mafiosa nell'adozione di scelte politiche e amministrative abbia intenzionalmente ingenerato, mantenuto e rafforzato il diffuso convincimento sulla sua completa disponibilità alle esigenze della consorteria”. La Procura di Giovanni Salvi ha assicurato il rafforzamento del gruppo investigativo che esegue verifiche sui “colletti bianchi” ed ha fatto appello avverso la decisione di non sequestrare il patrimonio di Ciancio. Il procedimento dovrebbe definirsi entro i primi mesi del 2015, momento in cui la Procura dovrebbe avere già deciso sulle altre pendenze giudiziarie di Ciancio. La procura di Catania ha chiuso le indagini su Mario Ciancio Sanfilippo, l’editore de La Sicilia di Catania, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. L’avviso di conclusione delle indagini è stato firmato dal procuratore Giovanni Salvi il 14 gennaio scorso, e notificato a Ciancio il 20 gennaio. L’editore catanese ha chiesto e ottenuto 30 giorni di tempo per produrre la sua memoria difensiva. Nel settembre del 2012 la procura etnea aveva richiesto l’archiviazione per l’editore, ma il gip Luigi Barone aveva respinto l’istanza dei pm, che adesso si preparano a chiedere il rinvio a giudizio per Ciancio. L’indagine dei pm è arrivata anche in Svizzera, dove gli inquirenti hanno individuato fondi depositati da Ciancio per 52 milioni di euro. “Negli atti- scrive la procura di Catania in un comunicato stampa – sono confluiti anche i documenti provenienti dagli accertamenti condotti in collegamento con le Autorità svizzere e che hanno consentito, attraverso un complesso di atti di indagine, di acquisire la certezza dell’esistenza di diversi conti bancari. Sono risultate depositate ingenti somme di denaro (52.695.031 euro) che non erano state dichiarate in occasione di precedenti scudi fiscali; la successiva indicazione da parte dell’indagato della provenienza delle somme, non documentata, ha trovato smentita negli accertamenti condotti. La valutazione circa l’idoneità del materiale probatorio a sostenere l’accusa nel giudizio -conclude la Procura- sarà operata solo al termine del periodo assegnato alla difesa ex art. 415 bis c.p.p. e dopo un attento esame delle deduzioni difensive
eventualmente prospettate”. Ampio materiale probatorio sul caso Ciancio è contenuto nelle motivazione della sentenza di primo grado che ha condannato l’ex governatore Raffaele Lombardo a sei anni e otto mesi di carcere per concorso esterno a Cosa Nostra. Secondo il gup Marina Rizza  i rapporti tra Ciancio e la mafia etnea sarebbero passati “attraverso i contatti con Cosa nostra di Palermo”: in quel modo l’editore “avrebbe quindi apportato un contributo concreto, effettivo e duraturo alla ‘famiglia’ catanese”. “La contestazione – scrivono oggi i pm etnei –   si fonda sulla ricostruzione di una serie di vicende che iniziano negli anni ’70 e si protraggono nel tempo fino ad anni recenti; si tratta in particolare della partecipazione ad iniziative imprenditoriali nelle quali risultano coinvolti forti interessi riconducibili all’organizzazione Cosa Nostra, catanese e palermitana”. “È del tutto evidente la stranezza di un mutamento di opinione da parte della Procura,  che non ha aggiunto elementi tali da poter spiegare una inversione a 180 gradi della posizione del dottor Ciancio,  rispetto alla precedente richiesta di archiviazione” ha spiegato l’avvocato Carmelo Peluso, legale di Ciancio.