sabato 31 gennaio 2015

La ndrangheta al Marconi di Bologna


[Figlia a 're fasce, panni a re casce. Figlia in fasce, corredo nei bauli. Detto calabrese] Il presidente dell’aeroporto Enrico Postacchini ha commentato così la perquisizione: “Siamo rinfrancati dal fatto che la Guardia di Finanza stia facendo questo accertamento, quindi i nostri uffici sono a totale disposizione. Lo abbiamo detto in questi giorni quando è uscita la notizia: ci consideriamo parte lesa, perché non solo non abbiamo il prodotto che avevamo commissionato finito, questo è un danno per l’aeroporto perché i finger dovevano essere pronti quest’anno, ci auguriamo che con la nuova assegnazione dei bandi si possa arrivare di qui a un anno (non di più) a ultimare l’opera. Però oltre a questo danno, ci troviamo con il sospetto che gli appalti possano essere assegnati a chicchesia, la logica di assegnazione degli appalti come in tutte le amministrazioni e società pubbliche è al ribasso, quindi il ribasso genera anche questi problemi”.  L’ombra delle cosche calabro-emiliane si allunga anche sull’aeroporto Marconi di Bologna. Ieri mattina allo scalo bolognese sono arrivati agenti della Guardia di finanza e i Carabinieri, incaricati di acquisire la documentazione su un appalto sospetto, in odore di ‘ndrangheta, citato nell’ordinanza dell’inchiesta della Dda di Bologna “Aemilia”. Si tratta dei lavori per la costruzione delle passerelle di collegamento con il terminal d’imbarco. Un affare d’oro, da un milione e 800 mila euro, in cui i clan – secondo gli inquirenti – sono riusciti a infilarsi grazie alla collaborazione con l’azienda Elle Due, vincitrice dell’appalto. Un caso ora sotto la lente dei magistrati, anche se, ha spiegato il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, ancora in una fase “di accertamento e comprensione”. L’obiettivo è far luce sull’appalto indetto nel 2011 dal Marconi, e vinto dalla ditta Elle Due Costruzioni, di Lamezia Terme, già indagata in Veneto per turbativa d’asta con l’aggravante dei metodi mafiosi, nella gara per la realizzazione di una caserma dei Carabinieri. L’azienda, secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta che nei giorni scorsi ha fatto scattare le manette per 117 persone, è “contigua agli ambienti della criminalità organizzata lametina”, ed è ritenuta dagli inquirenti vicina alla cosca che fa riferimento alle famiglie Iannazzo e Giampà. La gara per la realizzazione dei nuovi pontili d’imbarco, i cosiddetti finger, dell’aeroporto di Bologna, la vince presentando l’offerta con il maggior ribasso. L’appalto è importante, vale parecchi soldi. Nel 2011 i clan avevano messo le mani su quell’appalto da un milione e 800 mila euro. I fratelli Longo, titolari della Elledue, risultano in affari da tempo con l’impresa di Giuseppe Giglio, arrestato nell’inchiesta dei carabinieri e della Dda di in quanto ritenuto tra gli organizzatori della cosca facente capo a Nicolino Grande Aracri. Hanno gestito in casa parecchi affari. Succede anche al Marconi, dove Giglio viene cooptato nell’esecuzione dei lavori. Il meccanismo era lo stesso degli appalti per la ricostruzione post sisma ottenuti dalla Bianchini di Modena ma di fatto eseguiti dagli affiliati al clan. Per gli inquirenti è Giglio a lucrare sull’appalto attraverso la fornitura di manodopera che poi la Elledue assume formalmente. Una presenza strumentale che serve al clan per lavorare senza troppo clamore. Nel cantiere, come direttore dei lavori, è presente anche Luigi Serio, geometra di fiducia di Giglio ritenuto partecipe dell’associazione. Qualcosa però andò storto. I lavori procedettero a singhiozzo, il progetto si rivelò sbagliato, tanto che i mezzi di soccorso danneggiarono il manufatto che poi venne rattoppato. Nel frattempo la Elledue fallì e nel giugno 2013 l’aeroporto tolse l’appalto per grave inadempimento. Stessa sorte toccata alla seconda classificata e ad oggi i lavori sono ancora fermi. Quel cantiere e l’appalto attirarono l’attenzione di Andrea Cristian Urso, segretario regionale Uil Trasporti, e dell’attuale consigliere comunale grillino Massimo Bugani che adombrarono presunte infiltrazioni. Ma a quel punto tutto era già finito nell’inchiesta della Dda: “Si tratta di una vicenda che è ancora in fase di accertamento e comprensione. Il gip si ferma lì perché altro non c’è. Bisogna vedere chi vinse l’appalto, come lo vinse e perché”, ha detto il procuratore Roberto Alfonso. Tra i vari aspetti che l’inchiesta dovrà approfondire ci sono le parole del consigliere comunale Pdl di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, quello del presunto patto elettorale con la cosca finito in manette per concorso esterno. Alla fidanzata, dopo la cena con gli esponenti del clan, parla di quanto gli hanno riferito gli affiliati: “Mi hanno raccontato testimonianze pazzesche su tangenti che le coop si facevano dare da loro per raccogliere lavori. Guarda che la cooperativa grossa è una mafia schifosa, con roba da processo”. E, ancora: “Dove non eravamo appaltanti delle cooperative eravamo subappaltanti. Cioè è difficile trovare un edificio dove non ci siano stati un pò di cutresi a costruirlo”. Millanterie o forse solo parte della strategia usata dai clan per distogliere l’attenzione dalle misure interdittive del prefetto e documentata dalle indagini. Una strategia che prevedeva l’attacco frontale alle coop e alle istituzioni, proprio come chiesto al politico forzista. Ma è chiaro che gli inquirenti, che stanno indagando su tutti gli appalti della ricostruzione e sui legami tra le varie aziende, approfondiranno.

Apt di Sant'Eufemia in crescita

[Figli picciuli, guai picciuli; figli granni, guai granni.  Figli piccoli, guai piccoli; figli grandi, guai grandi. Detto popolare calabrese] Il 2014 si è chiuso con una buona notizia per la Sacal, la società di gestione dell’Aeroporto di Lamezia Terme che, nel mese di dicembre, ha fatto
registrare un altro e deciso aumento di passeggeri: +13,32 % rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Questo, quando già lo scorso mese di novembre (sempre rispetto all’analogo mese dell’anno 2013) aveva segnato un +15,59%. I passeggeri totali (arrivi e partenze) passano dai 137.703 di dicembre 2013, ai 156.025 di dicembre 2014: con un aumento di unità 18.322, e il citato, ragguardevole aumento percentuale. L’ottima performance del mese di dicembre conclude un intero anno positivo per l’aeroporto di Lamezia Terme che, dal mese di gennaio, ha visto aumentare in maniera progressiva le percentuali dei volumi di traffico. Rispetto all’anno precedente, infatti, il 2014 si chiude con 2.404.248 passeggeri, pari al 10.54% in più con un incremento di 229.304 unità. Anche il numero dei voli presenta un notevole sviluppo pari al 12,23%; voli che passano da 16.681 del 2013 a 18.721 del 2014. Un buon risultato che concede nuove soddisfazioni alla Sacal, la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme, al suo presidente Massimo Colosimo e al direttore generale, Pierluigi Mancuso che, oramai costantemente, vedono crescere progressivamente i “numeri” dello scalo, a testimonianza dell’efficacia e della concretezza delle strategie adottate che hanno rafforzato la “centralità” del sistema aeroportuale lametino. Il 2014 è stato anche l’anno in cui il progressivo aumento del traffico passeggeri ha evidenziato, come è stato più volte chiarito, che lo scalo risulti ampiamente sottodimensionato rispetto al volume di passeggeri e movimenti aerei in essere. In attesa della nuova aerostazione, per la quale gli avvisi di gara, per il primo lotto funzionale, dovrebbero essere banditi nel 2015, per cercare di gestire al meglio gli incrementi di traffico la Sacal ha chiesto e ottenuto da Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) l’inserimento tra gli aeroporti a “orari facilitati” . “Nel 2015 continuerà il nostro lavoro per garantire una migliore gestione delle attività aeroportuali – commenta il direttore generale della Sacal, Pierluigi Mancuso. Con la costituzione a fine dicembre del Comitato di Coordinamento Aeroportuale per aeroporto ad “orari facilitati” abbiamo fatto un altro passo avanti per essere pronti ad affrontare la prossima stagione estiva con minore disagio per i passeggeri e quindi una migliore qualità dei servizi offerti. Essere riusciti ad ottenere lo status di aeroporto ad ‘orari facilitati’ significa ottimizzare le attività aeroportuali con ricadute positive sui passeggeri: riduzione tempi di attesa ai check-in e ai controlli di sicurezza per i passeggeri in partenza, ritiro bagagli, controllo passaporti e controlli doganali per i passeggeri in arrivo”. Per l’aeroporto di Lamezia sembra dunque essere giunta una nuova stagione, in cui, rinnovare e migliorare sono le parole d’ordine per continuare a rafforzare la sua centralità, la sua concorrenzialità, il suo ruolo strategico nel panorama nazionale ed internazionale. Dal mese di aprile i voli da Lamezia Terme per Milano Linate operati da Alitalia saranno ridotti. Le frequenze giornaliere passeranno, infatti, da 3 a 1. Le modalità di ristrutturazione della nuova Alitalia Etihad penalizzano lo scalo lametino e soprattutto i passeggeri che abitualmente volano con Alitalia per raggiungere il centro di Milano. Sacal, la società di gestione dell’Aeroporto di Lamezia Terme, per sopperire a questa carenza è già a lavoro per attrarre nuovi vettori, generare nuovi voli, potenziare quelli esistenti. “La storia si ripete - commenta Massimo Colosimo, presidente della Sacal. Come già accaduto nel mese di settembre con la paventata cancellazione del volo per Torino, e in generale per il Sud, Alitalia ripropone la soluzione delle economie cercate col taglio di rotte. Pur riconoscendo la validità delle strategie adottate dal nuovo management Alitalia Etihad, che prevede un maggior investimento sui principali hub e sulle rotte a lungo raggio, tuttavia non bisogna dimenticare che l’aeroporto di Lamezia è sempre stato un alimentatore di traffico proprio verso quegli hub, con elevate percentuali di riempimento. A ciò si aggiunga che il ridimensionamento delle frequenze avviene in prossimità  della stagione estiva e soprattutto di Expò 2015 - continua Colosimo - lasciando fuori la Calabria dai circuiti del turismo internazionale e privando le aziende calabresi dall’opportunità di esporre le proprie eccellenze in una vetrina di respiro mondiale.

SULLIVAN, IL RE DEI BLOGGER SI ARRENDE

[Duve cantanu tanti galli, 'un fa mai juarnu. Dove cantano tanti galli, il giorno non arriva mai. Quando a comandare vogliono essere in tanti, si conclude ben poco. Frase calabrese] Dopo 15 anni di blog, Andrew Sullivan getta la spugna: il giornalista inglese che all'inizio del millennio rivoluzionò i media americani dando dignità al “diario online”, non più i fatti separati dalle opinioni ma un monologo/dialogo continuo con i lettori, ha deciso di smettere.     Così, quasi di punto in bianco, Sullivan ha annunciato che “a breve” lascerà “The Dish”, la testata online con cui due anni fa si era “messo in proprio” rastrellando 30 mila abbonati e incassi per un milione di dollari. “Voglio tornare a vivere nel mondo reale”, ha detto il pioniere dei blogger, spiegando tra l'altro di aver avuto problemi di salute legati allo stress di dover star sempre online. Gay, cattolico, thatcheriano e poi neo-con ma transfuga nelle file democratiche dopo il flop della guerra in Iraq, Sullivan aveva appena 28 anni quando nel 1991 fu chiamato alla direzione di New Republic, la rivista d'obbligo nelle mazzette dei palazzi di Washington. 15 anni fa, assieme ad altri blogger i cui nomi suonano remoti come Kausfiles, Instapundit, Asparagirl, tutti seguiti dal suffisso .com, aveva dato addio alla carta stampata popolarizzando la formula del diario sfogo, zeppo di collegamenti ipertestuali, cassa di risonanza dell'attualità in tempo reale. “Al loro meglio i blog offrono un'affascinante finestra su fatti e opinioni che altrimenti sarebbero sfuggiti al lettore”, aveva reso omaggio al nuovo trend il britannico Financial Times. Ora però Sullivan ha deciso che basta: “Voglio tornare a leggere libri, frequentare amici, la mia famiglia, inventare di nuovo qualcosa di nuovo”. In parte l'addio è per motivi di salute “non collegati” al suo essere sieropositivo, quanto piuttosto alla cascata di “malini” legati alla famigerata “blogger fatigue” sempre in agguato quando il dovere di aggiornare continuamente il blog invade la vita. L'annuncio ha scatenato illazioni sulla morte del blog: “Era un mondo già in via di estinzione, ora è finito”, ha commentato il collega di MSNBC Benjy Sarlin. Se il blog in sé forse non è morto, certo è che sta attraversando pesanti scosse di assestamento. Al New York Times, dove il concetto per anni era stato abbracciato con entusiasmo costringendo giornalisti e columnist a raddoppiare gli sforzi reinventandosi in rete, negli ultimi mesi metà dei blog sono finiti su un binario morto: “Continueremo a fornire contenuti con un tono più colloquiale, solo non sarà più nel formato tradizionale dei blog”, ha spiegato il vice direttore Ian Fisher a Poynter, un sito specializzato in questioni editoriali.

Lacrime napoletane

[Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza. Oscar Wilde] Alla fine tutto resta immutato: i sogni, le speranza ... vengono stoppate dalle parole dell'a.d. di Gh - Marconi a Palermo Punta Raisi. Paolo Zincone, nella riunione di ieri l'altro presso il resort Magaggiari di Cinisi, analizza i numeri di Gh, senza la base di air One i napoletani avrebbero perso in fatturato, probabilmente ci sono  però più voli (Volotea, Ryanair e Vueling fanno base a Palermo) ma meno soldi.  Il costo del personale, invece, è cresciuto (basta pensare che i 37 part time sono diventati full time). Zincone è dispiaciuto che circa 70 posti di lavoro (quelli di Ap) sono a rischio, ma non sa che fare. Anzi tra le righe sembra porsi una domanda:  come mai  con due voli al giorno, AviaPartner continui a restare a Punta Raisi, con tutto questo personale. Forse per lo stesso motivo che ha indotto Gh a restare a Palermo. Si perché dal 2005 la Gh (non abbiamo dati del 2014, 100 per cento Gesap, mentre nel 2013, sempre 100 per cento Gesap, ha confermato il dato negativo) non riesce a chiudere un bilancio in nero, sempre in rosso. Vero è che era azionista di minoranza, la maggioranza era detenuta da un carrozzone politico clientelare denominato Gesap.  Oggi, per l'anno in corso, ci aspettiamo cifre e utili da capogiro da parte della Gh. Alla fine i sindacati firmeranno i contratti di solidarietà voluti anche dalla Gh su Palermo, così come hanno fatto a Napoli, Catania ...  dunque Gh continua a perdere soldi su tutto il network ma non va via, non cambia mestiere. Ha avuto luogo, si legge in una nota sindacale della cisal,  il primo  tavolo con la nuova proprietà GH ( Dr Zincone ) che si è subito presentata alle rappresentanze sindacali sottolineando che la necessità immediata era quella di condividere dei dati oggettivi e reali riguardo al traffico in transito da loro gestito ad oggi. Da questi dati era subito chiara una cosa , la azienda ad oggi gestisce lo stesso esatto numero di voli gestito alla data del 29 gennaio 2013 con però 25 persone in più (parliamo dei colleghi appena rientrati dalla cig) e con i colleghi ( una buona parte dei 37 per capirci e anche gli altri a breve ) che adesso hanno il full time. Tutto questo necessità di un momento di accordo sindacale al tavolo che loro hanno individuato nella necessità di attivare la solidarietà (i contratti di solidarietà). E se lo dice la cisal vuol dire che è così, tutti gli altri non hanno argomenti per ipotizzare  situazioni diverse.

UN FILM SU JOBS

[Cu' va 'nda l'avvucatu, perdi l'urtimu ducatu. Chi va dall'avvocato, perde l'ultimo ducato. Meglio evitare le liti giudiziarie: si rischia di perdere la causa e i soldi. Detto calabrese] Il film su Steve Jobs si gira anche al Flint Center, luogo simbolo per l'azienda di Cupertino dove il co-fondatore di Apple presentò al mondo il primo Macintosh, nel 1984. Lo rivela il blog 9to5Mac a cui un lettore ha mandato le foto col Flint Center addobbato con striscioni e poster d'annata. Il biopic, che ha subito lunghe vicissitudini, dovrebbe raccontare tre momenti della vita di Jobs: la presentazione del Macintosh, l'esperienza in NeXT e la presentazione dell'iPod nel 2001. Il film, scritto da Aaron Sorkin e diretto da Danny Boyle, ha un cast nutrito: il protagonista, Steve Jobs, sarà interpretato da Michael Fassbender (hanno detto “no” Leonardo Di Caprio e Christian Bale); il suo sodale Steve Wozniak sarà invece interpretato da Seth Rogen. Prodotto dalla Universal Pictures, il film è tratto dal libro best seller di Walter Isaacson.

venerdì 30 gennaio 2015

Scontro Gh – Aviation/Aviapartner a Fiumicino

[È miagliu n'amicu ca centu ducati. Meglio un amico che cento ducati. Frase calabrese] A Fiumicino la tensione è altissima da giorni. Ad ogni ondata di lavoratori che in queste ore si recano all’aeroporto a ritirare la lettera di licenziamento, seguono proteste e capannelli di disperati. Eppure, inascoltati, da due anni i 900 operai denunciavano -con proteste e blocco dei voli - il rischio di perdere il posto per il fallimento dell’azienda, passata negli anni dalla gestione Adr, poi a Flightcare, poi Globeground e infine la ditta in crack. La procedura di mobilità, firmata il 28 dicembre dal curatore fallimentare del tribunale di Civitavecchia, Vincenzo Di Fani, e da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, parla chiaro: essendo “ancora in atto il procedimento di dismissione dei compendi aziendali” e in attesa di “ulteriori offerte pervenute da vagliare”, “non si può prevede quante unità lavorative saranno interessate dal trasferimento dell’azienda o dei suoi rami”. Insomma, si taglia per garantire continuità di servizio a Fiumicino, il resto è da vedere: in campo ci sono le aziende interessate, la Gh Italia e la cordata Aviation/Aviapartner. Dietro l’angolo, entro pochi mesi, il riordino delle handler di Fiumicino promesso dall’Enac e la corsa per l’accaparramento delle licenze. Sulle modalità dei licenziamenti di queste ore, gli ennesimi che coinvolgono l’enorme bacino dei lavoratori di Fiumicino, la situazione è ancora più confusa. "L’esito della vicenda Groundcare è infame come assurda è tutta l’operazione che la riguarda - denuncia la Cub Trasporti.  Come temevamo a prescindere dalla cessione dell’azienda, il 50% della forza lavoro è stata tagliata, quando il curatore ancora deve decidere a chi vendere. Ma non solo, c’è di peggio”.

Allarme della Nato per sicurezza in Europa

[Donna baffuta sempri piaciuta. La donna coi baffi è sempre piaciuta. Frase calabrese] “La sicurezza europea nel 2014 ha conosciuto un annata nera”. Lo dice il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg presentando il rapporto annuale sull'attività dell'Alleanza Atlantica, aggiungendo che “gli attentati di Parigi ci hanno brutalmente ricordato le minacce e le sfide che dobbiamo affrontare”. Per affrontare le sfide poste dal terrorismo a sud e dalla Russia a est, sottolinea Stoltenberg, è “essenziale investire di più nella difesa” perché “c'è un forte squilibrio” e tra gli alleati europei “continua il declino delle spese” per la difesa, valutato in “circa il 3%”. Nel 2014, ha aggiunto, il sistema di difesa aereo della Nato ha compiuto 400 intercettazioni di aerei russi, “quattro volte di più che nel 2013”. “Le comunicazioni militari con la Russia restano aperte per evitare malintesi”. Convincere i governi europei, ed in particolare quelli di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia, a interrompere la riduzione delle spese per la difesa “è la mia prima priorità”, specifica il segretario generale della Nato che, parlando a margine della presentazione del rapporto annuale durante la quale aveva affermato che “non possiamo continuare a aumentare le capacità e continuare a tagliare le spese”, indica che “ne ho parlato con la Cancelliera Merkel e ne parlerò col premier italiano”.

Grecia, capitali in fuga e S&P alla finestra

[Fatica de notte, vrigogna de juarnu. Lavoro di notte, vergogna di giorno. I lavori sbrigativi, fatti a fine giornata, sono approssimativi e vanno rifatti il giorno successivo. Frase calabrese] Terremoto-Syriza per la Borsa di Atene, che ha lasciato sul terreno il 9,24%. Una pioggia di vendite si è abbattuta soprattutto sulle banche elleniche, i cui titoli hanno accusato flessioni superiori al 20%. Il mercato teme che in caso di mancato accordo tra Atene e la Troika, le banche elleniche non abbiano più accesso al finanziamento della Bce a partire dall'inizio di marzo. E non sembra arrestarsi la fuga dei depositi bancari verso i paesi più solidi dell'Eurozona. In caso di uscita dall'euro, i risparmiatori ellenici temono infatti di ritrovarsi con un pugno di dracme. Non è andata meglio sul mercato dei titoli di stato ellenici, qui già le condizioni di liquidità del mercato sono molto precarie a causa del basso rating, ma la situazione si è decisamente aggravata dopo il risultato delle elezioni politiche generali che ha portato alla nascita del governo guidato da Alexis Tispras. Così i tassi di interesse hanno spiccato il volo. Intanto la potente agenzia di rating Standard & Poor's sta alla finestra. S&P si attende che il nuovo governo greco guidato dal partito di sinistra radicale Syriza riesca a trovare un accordo con la Troika (Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Commissione Ue) soprattutto alla luce “del forte incentivo per la Grecia e i suoi creditori dell'Eurozona di evitare un default” sul debito. L'agenzia di rating ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il rating “B” di Atene. L'attuale giudizio sul debito della Grecia tiene conto di un presupposto: S&P si aspetta che “ai creditori privati non verrà chiesto di partecipare a un terzo slittamento dei pagamenti sul debito come parte dei negoziati”. In tema di trattative, S&P considera “potenzialmente costruttiva” la promessa del nuovo governo greco di alzare gli investimenti pubblici e di cercare di correlare la sostenibilità del debito con la performance di crescita. Anche la lotta contro la corruzione e gli interessi particolari e gli sforzi per rafforzare il sistema giudiziario e per migliorare la raccolta delle tasse “potrebbero essere positivi nell'ambito dei negoziati con i creditori”, scrive S&P. Il problema, secondo l'agenzia di rating, è che il
programma pre-elezioni di Syriza comprendeva anche “un aumento dei salari minimi, l'eliminazione della tassa sulla casa e l'allentamento del target per il surplus primario di bilancio”. Secondo S&P queste proposte “non sono in linea” con il Memorandum of Understanding in vigore e su cui si accordarono il precedente governo e i creditori. Il nuovo premier ellenico vuole un taglio al debito del suo paese, l'accordo va trovato con i creditori, in particolare con l'Eurogruppo e l'Unione europea nel suo complesso, oltre Bce e Fmi. Tsipras oggi si è limitato a dire di volere una “soluzione attuabile, equa e reciprocamente utile”. Decisamente più loquace il ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, prima ha chiesto ai partner europei di “dare una chance”. Poi con linguaggio da colomba ha escluso “una prova di forza” con i creditori. Infine, con tono da falco, ha lanciato un avvertimento ai naviganti, se i negoziati dovessero andare male, “non accetteremo più il trattato dell'Unione europea”. Per ora, nessuno degli interlocutori di Atene si è commosso, il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, ha spiegato che i partner europei si attendono che la Grecia “faccia quanto promesso”, in poche parole le riforme strutturali, tra cui le privatizzazioni peraltro già rimesse nel cassetto dal nuovo esecutivo ellenico. Stessa musica da Eurogruppo e Bce, disposti a discutere ma nessun taglio al valore di rimborso del debito greco. Sui destini del debito pubblico greco il mercato ha già cominciato a scontare le perdite sui titoli di Stato ellenici in caso di una nuova ristrutturazione dell'esposizione di Atene. Oggi i rendimenti dei titoli triennali di Stato greci sono saliti fino al 16,94%, ben sette punti in più rispetto a venerdì scorso, alla vigilia delle elezioni politiche. I rendimenti dei titoli quinquennali sono saliti oltre il 13%, 4 punti in più in tre giorni. Meno forti le tensioni sui titoli decennali i cui tassi sono saliti al 10,6%. A fine giornata, la curva dei rendimenti sui titoli di stato delle Grecia risulta sempre più invertita e ripida: con i tassi a tre anni (16,7%) più bassi di quelli a dieci anni (10%). Non è un buon segno. Da un punto di vista macroeconomico, spesso una curva invertita dei tassi di interesse anticipa l'arrivo di una nuova recessione. Da un punto di vista finanziario anticipa invece una crisi di solvibilità del debitore, i mercati sentono odore di ristrutturazione, di perdite e di mancati rimborsi.

PUTIN LASCIA IL CONSIGLIO EUROPEO

[Diu chiude 'na porta e rapere na finestra. Dio chiude una porta e apre una finestra. Frase calabrese] Il rublo torna a perdere sotto i colpi dell'attualità politica contro dollaro e euro. In attesa della riunione dei ministri degli esteri europei, che affronteranno a Bruxelles anche il tema sanzioni alla Russia, la divisa americana è salita a 69 rubli. L'euro è balzato a 77,9 rubli. In particolare l'euro ha raggiunto il suo picco da metà dicembre contro il rublo, nonostante il recente indebolimento della moneta europea, mentre il dollaro è molto vicino al massimo sullo stesso periodo. Intanto si attende il responso di Bruxelles sui prossimi passi che la Ue compirà contro Mosca, sullo sfondo della crisi ucraina. Secondo quanto riferito, la riunione straordinaria del Consiglio degli affari esteri UE discuterà la situazione in Ucraina e la possibilità di estendere fino al dicembre, le sanzioni imposte a marzo 2014 contro la Russia. L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa intanto ha accusato la Russia per la escalation di violenza nell'est dell'Ucraina. Mentre Mosca ha ribattuto, attribuendo gran parte delle responsabilità a Kiev. La Russia uscirà dall'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa sino alla fine dell'anno: lo ha annunciato Aleksiei Pushkov, capo della delegazione russa nella stessa assemblea e presidente della commissione esteri della Duma, in risposta alla revoca sino ad aprile del diritto di voto ai parlamentari russi per la crisi ucraina. La Russia è disponibile a fornire aiuti finanziari alla Grecia. Lo ha dichiarato in un'intervista esclusiva alla Cnbc a Mosca il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov. La Grecia non ha ancora avanzato alcuna richiesta, ha precisato il ministro, ma “se lo facesse lo prenderemmo sicuramente in considerazione”.

giovedì 29 gennaio 2015

Aviapartner diventa americana

(Ricorda sempre che la via più valida per far carriera è aiutare l’uomo che sta davanti a te a essere promosso. Anonimo) La notizia è stata data sui social network.  Hig Capital ha appena acquisito il controllo di Aviapartner, il gruppo belga specializzato nella gestione dello smistamento bagagli e merci (cosiddetto “handling”) in 27 aeroporti di Francia, Germania, Belgio, Olanda e Italia ed è già a caccia di opportunità in Italia per allargare il business. Lo scrive oggi MF-Milano Finanza, precisando che il team di private equity italiano guidato da Raffaele Legnani sta già lavorando a un’ipotesi di aggregazione e il target potenziale potrebbe essere uno dei leader del mercato italiano: Airport Handling (la nuova società di servizi di terra nata dalla ceneri di Sea Handling dopo che quest’ultima era stata multata dall’Ue per presunti aiuti di stato ricevuti dalla controllante), Groundcare (ex AdR handling, fallita lo scorso maggio e per la quale è in corso un’asta), GH Italia (società del gruppo Alisud che opera in nove aeroporti italiani e a Heathrow  e che si dice abbia avanzato una proposta per Groudcare), Alitalia handling, Ata handling e Alha Group. Aviapartner ha chiuso il 2014 con 350 milioni di euro di fatturato di cui circa 33 milioni in Italia, conta 6mila dipendenti,gestisce oltre 300 mila voli all’anno per conto di oltre 400 linee aeree e serve oltre 50 milioni di passeggeri all’anno. Obiettivo dell’investimento di HIG è proprio quello di finanziare lo sviluppo di Aviapartner, in particolare attraverso acquisizioni, per espandere l’attività sia in Europa sia sul mercato nord africano.

Buona fortuna easyJet

(Qualsiasi cosa vale la pena di fare, vale la pena di farla bene. Lord Chesterfield) Il passaggio del vettore inglese con il gruppo Gh lascia perplessi. EasyJet andrebbe a risparmiare, in 12 mesi, 5 milioni di euro. easyJet, come tutto quello che è inglese, pensa di essere al centro del mondo. Abituati a fare la conferenza telefonica con tutti gli scali dove si discuteva di varie problematiche aeroportuali, ovviamente l'inglese e' la lingua parlata. Dipendenti di easyJet vengono nel tuo spogliatoio e chiedono come mai non fate la raccolta differenziata, dopo pochi giorni arrivano i contenitori per la differenziata. Controllano i mezzi, pretendono alcune cose e, visto che il cliente ha sempre ragione, le ottengono. Nelle visite periodiche arrivano a contestare anche eventuale food nei mezzi di rampa. Persone dedicate esclusivamente a easyJet che devono rispondere a e-mail di diversa natura. Operai che, se eccellenti sotto bordo, venivano premiati con tagliandi che avrebbero fatto alzare la qualità è l'efficienza dello scalo. Bene, Palermo spesso era in vetta alla  classifica easyJet ... ma tutto questo non è bastato davanti al dio denaro, tutto tempo perso, le procedure di sicurezza passano in secondo piano.

mercoledì 28 gennaio 2015

Governo Atene blocca privatizzazioni

[Ognunu tira re vrasce a ri piadi sue. Ognuno cerca di avvicinare le braci ai suoi piedi. Detto popolare calabrese] “Il governo ha deciso di bloccare la privatizzazione della Dei e della Admie”, chiesta dalla troika. Lo ha detto a alla tv il ministro per la Produzione Lafazanis. “La posizione del governo - ha detto poi Spirtzis, vice-ministro alle Infrastrutture, a Mega tv - è fermare le privatizzazioni nelle infrastrutture per sviluppare il Paese”. “Non credo che l'Eurogruppo sia disposto a fare marcia indietro sulle politiche adottate finora e che non possono cambiare in base alle elezioni”. Così il vicepresidente Jirky Latainen risponde a chi chiede se è possibile che venga dato un pò di respiro alla Grecia. Per risolvere i problemi di Atene “non ci sono scorciatoie, dobbiamo proseguire su un percorso sostenibile”, e tutti, “Governo, Eurogruppo e Commissione devono rafforzare la stabilità invece dell'instabilità”, ha aggiunto. Capelli tagliati cortissimi su una faccia da attore e sguardo glaciale da “tombeur de femmes”. Così appare nella foto del suo profilo twitter Yannis Varoufakis, nato ad Atene 53 anni fa, il futuro super ministro dell'economia e delle finanze del governo del neo premier greco Alexis Tsipras. È  il falco anti-austerità che intende negoziare con Bruxelles una ristrutturazione del debito. Oltre ad essere uno stimato economista che insegna all' università di Austin, in Texas, Varoufakis sembra avere un'estrema fiducia in sé stesso tanto che ha twittato al mondo la notizia della propria nomina a neo-ministro delle Finanze greco prima ancora che lo stesso Tsipras annunciasse ufficialmente la lista dei ministri del suo governo. Varoufakis (che ha pure la cittadinanza australiana) è noto in Grecia e all'estero come un acerrimo oppositore dei Memorandum firmati dai precedenti governi greci con la troika (Ue, Bce e Fmi) ovvero i rappresentanti dei creditori internazionali del Paese. Ha scritto diversi libri di economia sulla crisi globale ed europea fra cui “The Globalising Wall” e “The Global Minotaur” nel quale paragona il ruolo dell'economia Usa a partire dagli Anni '70 nei confronti del resto del mondo alla figura del mitico Minotauro che sbranava coloro che finivano nel labirinto.

Mrs Clooney difende gli armeni

[È miagliu prividire ca pruvvidire. Meglio prevedere che provvedere. Frase calabrese] Mrs Clooney debutta alla Corte di Strasburgo: Amal Alamuddin, nota avvocatessa dei diritti umani, rappresenta oggi il governo armeno che si è costituito terza parte nel processo che vede imputato un cittadino turco che ha negato il genocidio armeno in Svizzera. La sede della Corte è assediata dalla stampa, e oltre ai giornalisti ci sono circa 200 armeni che chiedono il riconoscimento del genocidio del 1915. Una corte di Golbasi, alla periferia di Ankara, ha ordinato di bloccare l'accesso alle pagine di Facebook che contengano “offese” al profeta Maometto. È  la seconda volta dall'inizio del mese che un tribunale turco impone una censura sui contenuti di internet ritenuti “offensivi” verso Maometto. La settimana scorsa il partito islamico del presidente Erdogan ha presentato un provvedimento che consente al primo ministro di bloccare una pagina o un sito internet senza la decisione di un tribunale.  La popolazione turca continua ad aumentare e ha toccato i 77,7 milioni nel 2014, stando ai dati dell'ufficio statistiche Turkstat. Il paese a stragrande maggioranza musulmano sunnita, resta giovane: la media di età è di 30,7 anni, in leggero aumento rispetto all'anno precedente, 30,4 anni. In un anno l'incremento della popolazione è stato di 1,28 milioni. La città più popolata del paese è Istanbul con 14,38 milioni di abitanti, davanti alla capitale Ankara (5,15), Smirne (4,11) e Bursa (2,79). La frontiera turca rimane chiusa davanti a Kobane, la città del nord della Siria riconquistata negli ultimi giorni dalle forze curde-siriane che hanno sconfitto i miliziani jihadisti dell'Isis, riferisce la stampa di Ankara. La Turchia ha aperto la settimana scorsa lungo il confine un campo profughi in grado di ospitare 35mila persone a Suruc, a poca distanza da Kobane e dal valico di frontiera di Mursitpinar. Il dispositivo di sicurezza turco attorno al valico è stato rinforzato.

martedì 27 gennaio 2015

Il blogger Varoufakis alle Finanze

[Quandu chiova e mina biantu vavatinde allu shraviantu. Quando piove e tira vento trova un riparo. Detto della nonna Pasqualina di Sersale] Alexis Tsipras, nuovo premier greco, sta preparando la lista dei ministri del suo governo, che potrebbe vedere la luce tra oggi e domani. Secondo la stampa, al suo alleato, il leader di Anel Panos Kammenos andrà il ministero della Difesa e al suo partito tre-quattro sottosegretari. Alla poltrona-chiave delle Finanze andrà l'economista di Syriza Yannis Varoufakis (come da lui stesso annunciato dal suo blog: “è arrivato il momento di adattarsi o di starsene zitti. Ma io intendo sfidare questo consiglio e continuare a scrivere sul blog anche se è considerato irresponsabile per un ministro delle Finanze continuare con questa grezza forma di comunicazione”), mentre Yannis Dragasakis dovrebbe essere vicepremier con delega alla supervisione dei ministeri economici e ai negoziati con i creditori internazionali rappresentati nella troika. Il ministero dello Sviluppo, che ne accorperà vari ora separati, dovrebbe andare all'economista Giorgos Stathakis. Intanto, fonti dei Greci Indipendenti fanno trapelare i contenuti dell'accordo con Syriza che ha fatto nascere il governo. Il partito di destra accetta la politica economica di Syriza, ha patto che alcuni punti che giudica vitali non siano toccati: tra questi, un accordo di compromesso con Skopje sulla spinosa questione del nome Macedonia (la Grecia ritiene che quel nome appartenga solo a lei), e la questione della separazione tra Stato e Chiesa, che Syriza congelerà. Il primo provvedimento del nuovo esecutivo, si ribadisce, ci sarà l'innalzamento del salario minimo da 450 a 751 euro e il ripristino delle regole per la contrattazione collettiva. Varoufakis sarà nuovo ministro delle finanze. Nato ad Atene 53 anni fa, Varoufakis (che ha pure la cittadinanza australiana) è noto anche come autore di libri di economia sulla crisi globale ed europea fra cui “The Globalising Wall” e “The Global Minotaur” nel quale paragona il ruolo dell'economia Usa a partire dagli Anni '70 nei confronti del resto del mondo alla figura del mitico minotauro che sbranava coloro che finivano nel labirinto. “Continuerò a scrivere sul blog, anche se normalmente, per un ministro delle Finanze, viene ritenuto irresponsabile indugiare su forme di comunicazione così grezze”. Lo afferma proprio sul suo blog il neo ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis, rilevando come gli sia stato detto “che è arrivato il tempo di lasciar perdere e tacere” sul diario internet. “Intendo sfidare questo consiglio”, dice Varoufakis, annunciando tuttavia che i post potrebbero diventare “più corti e meno frequenti”. L'esponente di Syriza indica in questa scelta anche un segnale di discontinuità: “per poter sperare di resuscitare dobbiamo impegnarci tutti a cambiare le modalità di un passato triste. Mantenere un canale di comunicazione con il mondo esterno - conclude il neo ministro - può essere un piccolo passo in questa direzione”.

Raddoppia lo stipendio di Tim Cook

[Pagghiaru vecchiu arda e non novu. Il pagliaio vecchio arde e non il nuovo. Gli anziani sono più in gamba dei giovani.] L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha ricevuto un compenso di 9,22 milioni di dollari nel 2014, circa il doppio rispetto all’anno precedente. Il pacchetto comprende uno stipendio di 1,75 milioni di dollari e 6,7 milioni in incentivi. Il 2014 è stato un anno fondamentale per il gruppo di Cupertino che, sotto la guida di Cook, ha lanciato due nuovi modelli di iPhone con schermo più grande e una linea di iPad più veloce e sottile.
L’ottimismo suscitato dai nuovi prodotti ha fatto toccare alle azioni Apple la quota record di 119,75 dollari. Apple comunicherà questa settimana che, per la prima volta, nel 2014, ha venduto più iPhone in Cina che negli Stati Uniti, secondo quanto riporta il Financial Times, confermando così che pure il business degli smartphone si sta spostando sempre più verso Oriente. La fetta di mercato di Apple si è allargata dopo l’accordo con China Mobile – uno dei colossi della telefonia cinese – e grazie al lancio dell’iPhone 6 oltre Muraglia, a ottobre. Nel frattempo, si è ridotta la quota del leader di mercato, Samsung, mentre ha fatto la sua comparsa il terzo incomodo autoctono, Xiaomi. I telefonini basati sul sistema Android di Google continuano comunque a dominare il mercato. L’iPhone è per Apple la gallina dalle uova d’oro: garantisce circa la metà delle sue vendite complessive (bye bye computer) e qualcosa in più in quanto a profitti. Si calcola che in Cina siano venduti circa il 36 per cento degli smartphone, contro una quota del 24 per cento negli Usa (nel 2013, il rapporto era 22 a 29).

Italia e Cina alleati

[U mònacu chi fuja sapa i fatti soi. Il monaco che corre sa i fatti suoi. Detto calabrese] Fincantieri va all'attacco del mercato cinese. Il gruppo italiano, si legge in una nota, ha siglato due accordi con Carnival, la più grande compagnia di crociere al mondo, e Cssc (China State Shipbuilding Corporation), leader cinese della cantieristica, volti ad esplorare la possibilità di una joint venture per costruire navi da crociera. “Una collaborazione trilaterale senza precedenti per la realizzazione delle prime navi da crociera mai costruite in Cina”, afferma Fincantieri. Sinfonia, la seconda delle quattro navi della Casse Lirica di MSC Crociere coinvolte nel programma Rinascimento, è stata sottoposta nello stabilimento Fincantieri di Palermo alle operazioni di allungamento a distanza di soli due mesi dal completamento della conversione del prototipo MSC Armonia, che ha lasciato lo stabilimento appena lo scorso 17 Novembre. In una nota Fincantieri parla di “straordinaria impresa ingegneristica” compiuta dal cantiere siciliano, iniziata con il taglio della nave e il successivo spostamento in avanti della sezione prodiera per circa 30 metri per consentire l'inserimento del troncone centrale di nuova costruzione. Con le sue 2.200 tonnellate di stazza lorda, una lunghezza di 24 metri il troncone è dotato di ben 106 nuove cabine passeggeri, nuove cabine equipaggio e nuove aree pubbliche interne ed esterne. Le operazioni di trasformazione continueranno per le prossime 8 settimane con la giunzione dei corpi nave, il collegamento degli impianti e il completamento dell'allestimento. In questa fase è prevista l'installazione nel corpo nave originale di ulteriori 87 nuove cabine passeggeri e la realizzazione di 60 cabine passeggeri dotate di balconi, che sostituiranno altrettante cabine esterne originariamente dotate solo di finestrini. Come per l'unità gemella, MSC Sinfonia verrà dunque rinnovata e dotata di comfort di ultima generazione, con nuovi spazi di intrattenimento e servizi a bordo, incluse nuove aree esterne che accoglieranno anche un Water Park progettato specificatamente per i bambini. Questo lavoro segna la seconda tappa del programma Rinascimento, l'imponente piano del valore di circa 200 milioni di euro, concordato tra Fincantieri e MSC Crociere per l'ampliamento e il potenziamento delle navi Msc Armonia, Sinfonia, Opera e Lirica che, al termine degli interventi saranno anche caratterizzate da una serie di nuove dotazioni e comfort all'avanguardia. Tra gli interventi previsti dal programma Rinascimento, Fincantieri ricorda quelli concepiti per ridurre in maniera significativa l'impatto ambientale delle navi: lo scafo della nave verrà infatti trattato per diminuire la resistenza idrodinamica riducendo in maniera considerevole il consumo di carburante, e tutti gli spazi comuni della nave verranno dotati di tecnologia Led per ottenere un minor consumo energetico.

lunedì 26 gennaio 2015

Governo rosso-nero in Grecia contro austerità

[U piru cunchiutu cade sulu. La pera matura cade da sola. Certe cose hanno bisogno del loro tempo: quando arriva il momento giusto si accomoda tutto da sé. Frase calabrese] Il leader di Syriza, Alexis Tsipras, è il nuovo primo ministro greco. Tsipras ha giurato poco dopo le 15 davanti al presidente, Karolos Papoulias. Il leader della sinistra radicale formerà ora il governo, grazie all'alleanza con la destra nazionalista ed anti-euro dei Greci Indipendenti (Anel). In Grecia nasce un governo anti-austerità frutto di un accordo tra la sinistra di Syriza, trionfatrice nelle elezioni anticipate, e la destra anti-euro dei Greci Indipendenti (Anel). Alexis Tsipras, potrà contare su 162 seggi su 300, grazie ai 13 deputati di Anel che si sommano ai 149 conquistati da Syriza. Il governo cinese si è congratulato con Alexis Tsipras, il leader anti-austerità del partito Syriza che ha vinto le elezioni in Grecia. “Cina e Grecia godono di una tradizionale amicizia”, ha ricordato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, “e la Cina assegna grande importanza alle relazioni bilaterali” con la Grecia. Hua Chunying ha confermato la volontà cinese di continuare nella cooperazione e negli scambi con Atene “in tutti i campi” e di portare avanti la partnership strategica che unisce i due Paesi. All'indomani del trionfo elettorale della sinistra radicale di Alexis Tsipras l'Europa serra le fila chiudendo ad ogni ipotesi di riduzione del debito greco. “Abbiamo sempre detto che continueremo a lavorare con qualunque governo in Grecia purché rispetti gli impegni presi”, ha detto oggi il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. “Essere un membro dell'Eurozona implica che bisogna rispettare quello che si è concordato”, ha aggiunto, spiegando che i colloqui con le nuove autorità greche “cominceranno non appena sono pronti”.  Dijsselbloem ha sottolineato che l'Unione europea “ha già fatto tanto per ridurre la pressione del debito greco” e ha precisato che non sembra esserci grande spazio per una riduzione, pur aprendo alla possibilità di estendere i termini del programma di aiuti. Categorica anche la Bce: “Non dipende da noi decidere che la Grecia ha bisogno di un aiuto” ha detto Benoit Coeure, membro dell'esecutivo dell'Eurotower, al giornale tedesco Handelsblatt, “ma è assolutamente chiaro che non possiamo partecipare a un taglio del debito che includa i bond greci depositati alla Bce. Questo - ha precisato - è impossibile per ragioni legali”. 

 

27/1, il giorno della memoria


[Cu joca sulu non si 'ncazza mai. Chi gioca da solo non si incavola mai. Frase calabrese] “La Francia è oggi la nazione più pericolosa per gli ebrei”. Lo rivela un rapporto del ministero della diaspora israeliano discusso dal governo, nel quale si indica un aumento del 100% di atti antisemiti nel paese. Inoltre, “l'antisemitismo islamico si sta rivelando, tra le forme di antisemitismo, quello guida nel mondo occidentale”. “I governi del mondo devono impegnarsi con maggiore vigore” contro l'antisemitismo. Lo afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu in occasione della giornata della Memoria. “Noi peraltro dobbiamo facilitare l'immigrazione ebraica nella terra d'Israele”. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono presso la città polacca di Auschwitz scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta del campo di concentramento e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, è indicata come data ufficiale agli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005. È  polemica a Torino per una mostra su Primo Levi. Gli organizzatori hanno portato in piazza Castello il vagone su cui lo scrittore venne deportato ad Aushwitz. Per il soprintendente dei Beni architettonici del Piemonte, Luca Rinaldi, quel vagone è un “baraccone” che contrasta con l'estetica della piazza. “È  il simbolo dello sterminio”, dice il sindaco Piero Fassino. Sulla vicenda interviene anche il ministro Franceschini: “il suo significato morale è superiore a ogni valutazione burocratica”. Il genocidio portato avanti dalla Germania nazista causò circa 15 milioni di morti in pochi anni. La distruzione di circa i due terzi degli ebrei d'Europa venne organizzata e portata a termine da Hitler mediante un complesso apparato amministrativo, economico e militare che coinvolse gran parte delle strutture di potere burocratiche del regime, con uno sviluppo progressivo che ebbe inizio nel 1933 con la segregazione degli ebrei tedeschi. Si estese man mano a tutta l'Europa occupata dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, con il concentramento e la deportazione e quindi culminò dal 1941 con lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa.  Gli atti terroristici di Parigi “stanno alimentando l'odio, stanno dando humus all'intolleranza e così si può arrivare all'estrema conseguenza. Serve più tolleranza”. Per i sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti gli ultimi fatti francesi riaprono una profonda ferita, quella dell'intolleranza. Ne parlano tre superstiti dell'Olocausto, gli italiani Sami Modiano e le sorelle Tatiana e Andra Bucci, che stanno partecipando al “Viaggio della memoria” (presenti 200 studenti), organizzato dal Ministero dell'Istruzione e dall'Unione delle comunità ebraiche. Una "missione" cominciata  a Cracovia e che proseguirà nei campi di Auschwitz e Birkenau.

A PALERMO IN CRISI ANCHE GLI ALBERGHI

[Fravica e liti, provati ca viditi. Costruzioni e liti, provate e vedrete. Gravi incombenze toccano a chi costruisce o cita in giudizio qualcuno. Provare per credere. Detto calabrese] Così come preannunciato dalla chiusura definitiva avvenuta lo scorso mese di dicembre, come una scure si è abbattuta sui 12 lavoratori dell’Idea Hotel, ex Motel Agip a Palermo la procedura collettiva di licenziamento. Un altro pezzo si aggiunge al puzzle di questa crisi che continua a mietere le sue vittime tra imprese ed esercizi commerciali della città, un vero e proprio stillicidio che poco o niente sta lasciando di quello che era lo zoccolo duro economico del capoluogo. Cinque anni fa alla società Idea hotel srl era subentrata nella gestione degli immobili la finanziaria milanese Poligest, società quest’ultima che è stata dichiarata fallita a marzo 2014. I curatori fallimentari avevano dato momentaneamente in gestione le strutture che facevano parte della medesima catena alla società Invest srl che, venute meno a suo dire le condizioni, ha deciso di lasciare e chiudere i battenti a diversi hotel. Ad essere coinvolti infatti sono alberghi sparsi un pò in tutte le regioni d’Italia: Cagliari, Pisa, Pomezia e Torino. A rimanere a casa sono in tutti 54 persone. Alle aste di vendita del compendio aziendale nessuno si è presentato, un’ultima opportunità andata a vuoto che se avesse dato qualche risultato avrebbe lasciato qualche speranza di un nuovo inizio per i dipendenti. Ma in città tra le strutture alberghiere non tira una buona aria. Un’altra vertenza è aperta e vede protagonisti i lavoratori dell’hotel Cristal, 27 in tutto. I sindacati aspettano la convocazione da parte della proprietà e dalla società di gestione. Intanto l’hotel non svolge nessuna attività alberghiera e tutti i dipendenti, per questo mese, sono in “ferie”. Anche qui bisognerà attendere eventuali manifestazioni d’interesse da parte di nuovi investitori che scongiurino l’ennesima chiusura. Un anno ancora troppo altalenante per il turismo che costringe le imprese alberghiere a navigare a vista senza potere programmare gli investimenti e aumentare gli organici. Una buona tenuta dei turisti stranieri che continuano ad apprezzare le bellezze tricolori, ma soltanto una "micro-ripresa" delle presenze italiane (+0,6%) che continua a far soffrire le vaste aeree che si rivolgono in prevalenza al mercato interno. Anche il 2014 si chiude con un consuntivo in bianco e nero per il sistema turistico alberghiero italiano e le speranze di una svolta decisiva si affollano sull'Expo ormai alle porte.

Un mondo senza lavoro

[L'acqua e ra morte su' arriati 'a porta. L'acqua e la morte sono dietro la porta. Frase popolare calabrese] Secondo l’Organizzazione internazionale per il lavoro (Ilo) il numero dei disoccupati nel mondo continuerà a crescere nei prossimi cinque anni: entro il 2019 saranno 212 milioni.  Nel suo ultimo rapporto, che presenta i dati reali fino al 2013 e le stime dal 2014 al 2019, l’Ilo punta il dito contro l’aumento delle disuguaglianze, che portano insicurezza nel mondo del lavoro e instabilità sociale. Dall’inizio della crisi globale, secondo l’Ilo, sono stati persi 61 milioni di posti di lavoro.  Per quanto riguarda l’Europa le prospettive non sono rosee: la ripresa è ancora lontana, anche se i paesi dell’Europa meridionale che oggi hanno i dati peggiori (Spagna e Grecia) dovrebbero avere qualche miglioramento.  Avere una laurea in tasca serve a trovare lavoro in Europa ma non Italia. A dirlo è il rapporto intermedio Ocse “Education at a Glance”, presentato lunedì 19 gennaio a Londra. Nel nostro Paese il percorso universitario non assicura nulla: il 16% dei ragazzi che scelgono di frequentare un ateneo dopo il diploma di scuola secondaria superiore arrivando fino alla laurea, restano disoccupati. Un dato impressionante rispetto alla media europea del 5,3%. A farci compagnia con un tasso di disoccupazione alto tra i giovani adulti (25-34 anni) con istruzione post secondaria sono solo Paesi come Grecia (33,1%), Spagna (20,8%), Portogallo (18,4%), Turchia (11,1%) e Slovenia (10,8%). Non solo. L’Italia con il Messico, il Portogallo, la Spagna e la Turchia è tra i cinque Paesi Ocse con la più alta percentuale di persone con qualifiche basse sia tra gli adulti (55-64 anni) sia tra i giovani (25-34 anni). Inoltre nel nostro Paese la quota di ragazzi privi di istruzione secondaria di secondo grado è al di sotto del 30% ma resta una magra consolazione visto che con Grecia, Spagna e Turchia deteniamo il primato dei “Neet”, ragazzi tra i 25 e i 29 anni che non lavorano e non studiano. I dati dell’Ocse ci consegnano un’altra caratteristica tutta italiana: i nostri studenti non lavorano mentre frequentano l’Università. In altri Stati per i ragazzi è considerato normale fare entrambi, magari per ottenere maggiore autonomia o per inserirsi nel mondo lavorativo prima ancora di arrivare all’agognata meta. Da noi solo il 5% degli studenti lavora meno di dieci ore settimanali a differenza di Canada, Stati Uniti ed Islanda dove arrivano anche a 34 ore alla settimana.

domenica 25 gennaio 2015

KSM PERDE APT PNL E LMP

[Gesù Cristu manda u pani a cui no ndavi i denti. Gesù Cristo manda il pane a chi non ha i denti. La buona sorte capita a chi non ne può godere. Detto calabrese] L’ENAC aveva indetto una procedura aperta con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento dell’appalto dei servizi di sicurezza da effettuarsi  negli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria. Alla gara hanno partecipato il Consorzio Sicurgem, e si è collocato primo in graduatoria, l’Istituto di Vigilanza “La Sicurezza” srl , collocatosi secondo in graduatoria, e la KSM , collocatasi terza. La KSM ha proposto un ricorso giurisdizionale sostenendo che i concorrenti avrebbero dovuto essere esclusi dalla gara per carenza di requisiti. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino e Alfieri, ha respinto il ricorso proposto dalla KSM; pertanto sarà il  Consorzio Sicurgem ad espletare il servizio di sicurezza, da effettuarsi negli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria per il prossimo biennio. Si è costituito in giudizio il consorzio Sicurgem-Metronotte d’Italia, rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, sostenendo la legittimità dell’ammissione. In particolare gli avvocati Rubino e Alfieri hanno precisato che l’iscrizione dell’IVRI nel casellario informatico non comportava la sua esclusione automatica.

La mafia a Palermo non esiste più

[Dassa stari lu cani chi dormi. Non stuzzicare il cane che dorme. Frase calabrese ] Boom dei femminicidi nell'ultimo anno nel distretto giudiziario di Palermo (che include anche Trapani e Agrigento). Gli omicidi volontari contro le donne sono aumentati di cinque volte. Il dato emerge durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, nella relazione di Ivan Marino, presidente facente funzioni della Corte d'appello di Palermo. “Il numero di omicidi consumati nel 2014 è risultato di poco superiore a quello dell'anno precedente - ha spiegato - ma preoccupa il netto aumento di quelli contro le donne: in crescita anche i dati riguardanti i tentati omicidi, nei quali si registra del pari un aumento anche per quelli contro donne”. L'anno scorso, gli omicidi di donne erano stati solo quattro mentre quest'anno sono addirittura venti. In tutto sono stati 61 i delitti (59 nel 2013). Quasi il doppio i tentati omicidi, passati da 45 a 80 e da 12 a 19 se analizziamo solo quelli contro donne. E ancora: sono più che triplicati i reati di tratta di esseri umani nel distretto di Palermo, passando da tre a dieci in un anno (+233%). Su questo fronte, la procura di Palermo ha condotto importanti indagini, non fermandosi a individuare i favoreggiatori dei continui viaggi della speranza dalle coste africane verso la Sicilia, ma anche risalendo all'organizzazione che gestisce la tratta. Proprio all'inizio di quest'anno, il pm della Dda Gery Ferrara ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere per Mouhamud Elmi Muhidin, 34 anni, il somalo sotto processo davanti alla corte d'assise di Agrigento per tratta di esseri umani, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violenza sessuale. L'africano venne denunciato da un gruppo di immigrati sopravvissuti al naufragio accaduto a largo di Lampedusa il 3 ottobre del 2013, in cui persero la vita 366 persone. Portato al Cpa dell'isola venne riconosciuto dai superstiti che lo accusarono di essere uno degli organizzatori del viaggio per l'Italia e cercarono di linciarlo.

La ‘ndrangheta ha occupato il Nord

[De vennari e de marti, né se 'nzura né se parte. Di venerdì e di martedì non ci si sposa e non si parte. Detto calabrese] Non è corretto parlare di “inflitrazione” della 'ndrangheta al Nord. Per il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, il termine più corretto è quello di “occupazione”. L'alto magistrato lo ha sottolineato nel corso del suo intervento alla cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. I processi “Infinito” che hanno decapitato diverse cosche della 'ndrangheta attive in Lombardia, secondo Canzio dimostrano come “la presenza mafiosa al Nord debba essere ormai letta in termini non già di mera infiltrazione, quanto piuttosto di interazione e occupazione. E ciò - ha puntualizzato il presidente della Corte d'Appello di Milano - in forza di un diffuso controllo di intere aree del territorio, esercitato con il metodo intimidatorio e in un clima di omertà, che ne contente la penetrazioni negli interstizi della società, delle istituzioni, delle amministrazioni locali, dell'economia, dell'impresa e della finanza, secondo una strategia che ruota intorno al nucleo dei flussi dei finanziamenti pubblici e delle vicende corruttive per l'aggiudicazione delle relative opere, forniture e servizi". Da Canzio, infine, un paragone medico: “La forza di penetrazione e la veloce diffusione del potere nella 'ndrangheta all'interno dei diversi gangli della società lombarda può paragonarsi all'opera distruttiva delle metastasi di un cancro”.

sabato 24 gennaio 2015

Gli scanner di Riggio

[Cu sparta pija a megghju parta. Chi divide si prende la parte migliore. Detto calabrese]
Centinaia di migliaia di euro investiti inutilmente dall’Enac per la sicurezza degli aeroporti italiani. Sotto accusa, in questo caso parlando soltanto di Fiumicino, sono i due body scanner: i dispositivi di imaging dell'intero corpo utilizzato per lo screening di sicurezza, installati un anno e mezzo fa circa nello scalo romano, al costo di 200 mila euro ciascuno, sono tuttora chiusi e non stati mai utilizzati. Nemmeno a livello sperimentale. E pensare che appena furono installate queste sofisticate apparecchiature, una nel Terminal 3, l'altra nel Terminal 5, per intenderci quello dedicato ai cosiddetti voli sensibili dove operano le compagnia americane e l'israeliana El Al, lo stesso direttore dell'aeroporto, Vitaliano Turrà, assicurò, oltre un anno fa, che i “nuovi body scanner, dopo averli testati sarebbero stati presentati, il prossimo primo giugno (2014), al Ministro e alla stampa in occasione dell’inizio del test per il nuovo controllo elettronico dei passaporti”. Quest'ultimo è entrato in funzione due mesi fa, pur con qualche falla, perché anche il sistema E-gate di lettura automatica dei passaporti operante ai varchi extra-Schengen ne legge fino a quattro contemporaneamente, ma non è in grado di codificare nomi e cognomi con apostrofi e accenti; con il conseguente rischio che un pregiudicato o magari un terrorista possa passare indenne ai controlli. Invece ad oggi i nuovi body scanner sono rimasti lì chiusi,
transennati e inutilizzati, proprio a pochi metri dalle postazioni di controllo dei passeggeri e dei bagagli a mano, utilizzate dagli addetti di Adr Security. Ricordano un po le vecchie cabine telefoniche della Telecom non ancora smaltite, disseminate ovunque nelle nostre metropoli. Stando ad alcuni rapporti stilati da alcuni esperti in materia di sicurezza, ma a quanto sembra rimasti nei cassetti, dal momento che sull’argomento tutto tace, sembra che i body scanner a retrodiffusione di raggi X installati a Fiumicino, prodotti dalla società americana ProVision, non possano entrare ancora in funzione per questioni legate alla privacy. Pur avendo tempi di controllo rapidissimi, 3-4 secondi per il passaggio tra le due porte, non tutelerebbero il passeggero. Tale dispositivo di imaging dell'intero corpo utilizzato permette una ispezione corporale, finalizzata alla ricerca di armi ed esplosivi, senza alcun contatto fisico con gli addetti alla sicurezza. Però non è mai stata risolta la questione e le polemiche sulla privacy, già sollevate in coincidenza con i primi test, avvenuti la prima volta a marzo del 2010, per testare i primi body scanner ad onde millimetriche, perché erano in grado di vedere sotto i vestiti. Poi, due anni dopo, l’avvio della sperimentazione delle nuove apparecchiature dotate di software che non mostrava sullo schermo i dettagli fisici e le parti più intime, elemento che fece insorgere associazioni e cittadini. Questi apparecchi di nuova generazione infatti rileverebbero solo se il soggetto indossa qualcosa di sospetto. E per motivi di privacy, la testa è esclusa dalla scansione e le immagini dovrebbero essere immediatamente cancellate. L'analista è in un'altra stanza e non può vedere la persona in corso di scansione, ma è in contatto con altri funzionari che possono fermare il viaggiatore se nella scansione appare qualcosa di sospetto. Nonostante tutte queste accortezze le apparecchiature nuove di zecca a Fiumicino restano inutilizzate. Nel 2010 dopo il via libera dei ministri Frattini e Maroni alla cabina anti-terroristi negli aeroporti, il presidente dell’Enac Vito Riggio e il direttore generale Alessio Quaranta, decisero di mettere a disposizione l'avanzo di bilancio dell’ente - circa due milioni di euro - per acquistare almeno 10 body scanner da sistemare in tempi rapidi a Fiumicino, Malpensa, Venezia e Palermo i 4 aeroporti dai quali partono regolarmente voli verso gli Stati Uniti. Soldi che a quanto sembra, almeno fino ad ora, siano stati spesi inutilmente, perché i body scanner sono impolverati e non hanno mai visto neanche l'ombra di un solo passeggero.  Dopo una serie di articoli, a mezzo stampa pubblicati da autorevoli quotidiani italiani, che denunciano lo sperpero consumato in quattro aeroporti con la scusa della sicurezza. Recentemente, sabato scorso SkyTg24 è ritornato sull’argomento suscitando non poche perplessità.   Con riferimento a notizie di stampa che riportano numeri non corretti in merito alla quantità e all’utilizzo dei security scanner (i cosiddetti body scanner), l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile informa che terminata la sperimentazione condotta a partire dal 2010 per un periodo limitato di tempo, come disposto nel corso delle riunioni del CISA - Comitato Interministeriale per la Sicurezza del Trasporto Aereo e degli Aeroporti - di cui l’ENAC ha la presidenza, la situazione attuale è la seguente.  L’ENAC, che aveva inizialmente messo a disposizione un proprio avanzo di bilancio di 2 milioni di Euro nel momento dell’avvio della sperimentazione, ha acquistato quattro macchinari utilizzando pertanto solo una parte dello stanziamento previsto. I security scanner sono stati destinati agli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa( e Palermo e Venezia allora sarebbero insicuri?). Si precisa tuttavia che i security scanner vengono usati in questi aeroporti come controllo aggiuntivo rispetto ai controlli di security eseguiti su tutti gli scali nazionali. Di questi quattro macchinari, i due installati a Milano Malpensa sono operativi per il controllo dei passeggeri diretti a destinazioni sensibili tra cui, a titolo di esempio, Stati Uniti e Israele. Dei due macchinari destinati a Roma Fiumicino, uno è operativo per i controlli aggiuntivi dei passeggeri del Terminal 5 (T5). Un secondo security scanner, invece, è al momento in fase di riposizionamento all’interno del Terminal 3 (T3). L’installazione definitiva e il posizionamento del macchinario termineranno nel giro di una decina di giorni.  Da fine mese, pertanto, anche questa seconda macchina sarà utilizzata come controllo aggiuntivo di security, come concordato con il Ministero dell’Interno e nel rispetto delle recenti disposizioni europee. La security, infatti, è comunque garantita dall’utilizzo degli altri apparati di sicurezza.  I macchinari operativi nei due scali italiani, come quelli utilizzati negli aeroporti statunitensi, sono i Security Scanner L3 Provision, con l’algoritmo ATR (Automatic Target Recognition), algoritmo che riduce le anomalie (falsi allarmi e/o mancato rilevamento di oggetti potenzialmente pericolosi) e consente di ottimizzare i tempi e il numero degli addetti previsti. Gli addetti ai controlli (Screener), peraltro, hanno ricevuto una formazione professionale ad hoc da parte del TSA Transportation Security Administration, l’organismo americano che si occupa di security, con il quale l’ENAC ha stipulato un accordo, e hanno conseguito la successiva abilitazione da parte dello stesso ENAC.  L’ENAC ricorda ancora una volta che i security scanner che vengono usati nel nostro Paese non presentano alcuna controindicazione per la salute, né per i passeggeri né per gli addetti alle macchine. Si evidenzia di nuovo, infine, che il software che viene utilizzato non riproduce immagini reali della persona che sta passando attraverso il security scanner. È quindi garantita la privacy in quanto le immagini visualizzate sugli schermi degli operatori sono stilizzate, non sono archiviabili e vengono utilizzate solo ed esclusivamente nel momento del passaggio, per il rilievo di eventuali oggetti indosso al passeggero.

Occhio alla solidarietà, non è più come prima

[Chi se leva ru matinu abbusca nu carinu. Chi si alza presto, guadagna un carlino. Ad alzarsi presto, c'è tutto da guadagnare. Frase calabrese] Il trattamento complessivo in vigore da gennaio 2014 pari al 70% della retribuzione persa per i contratti di solidarietà ha validità soltanto per l’anno 2014. Questo significa che nel 2015, se non interverranno ulteriori provvedimenti legislativi, la misura di integrazione scenderà automaticamente per assestarsi al 60% (nel 2013 era l’80%). Nel settore aeroportuale gli esperti del settore, spesso parte interessata, sostengono che il fondo voli andrebbe sempre ad integrare, ma prima deve essere rifinanziato. Questa mancata proroga nella legge di stabilità approvata recentemente alla Camera se non verrà corretta al Senato rischia di destabilizzazione i contratti di solidarietà rendendoli inutili per le imprese e non remunerativi i per i lavoratori. Per non parlare della cancellazione dei contratti di solidarietà di tipo B che erano l’unico strumento di sostegno al reddito, e al mantenimento del posto di lavoro, per molte piccole imprese e attività. In una fase in cui la crisi mette ancora a rischio i posti di lavoro, andrebbero finanziati, sostenuti ed estesi i contratti di solidarietà che, oltre a difendere la permanenza al lavoro nelle crisi, sostengono il reddito. Passare dal 70% al 60% vuol dire per molti lavoratori in contratto di solidarietà passare da 1000 € medi a circa 900€ a seconda delle ore lavorate. Il contratto di solidarietà, che ha risolto molte vertenze e difeso molti posti di lavoro compresa la vertenza Electrolux, viene molte volte citato oltre i meriti del governo dal premier. Oggi però si sono dimenticati di prorogare il provvedimento che garantiva il 70% della retribuzione persa. Insomma hanno “svalutato” anche il contratto di solidarietà. Sul lavoro, sulle politiche industriali Renzi e i suoi collaboratori ed esperti vanno a caso. Non estendono gli ammortizzatori, come non estendono i diritti, ma li tolgono o li riducono anche quando funzionano come dimostrano il caso dell’Aspi, che sempre da Gennaio verrà ridotta di un anno ai cinquantenni che perdono il lavoro, gli ammortizzatori o la fine delle casse integrazioni per cessata attività che aumenteranno i licenziamenti. Depotenziare i contratti di solidarietà significa più licenziamenti e meno occupazione. Il risultato è che dal 1° gennaio i contratti di solidarietà di tipo A assistiti da Cigs non saranno più integrati al 70% ma al 60 per cento. Fino al 2013 i lavoratori in solidarietà avevano potuto contare su un aiuto pari all’80% della retribuzione persa, grazie a una maxi integrazione del 20 per cento. Dal 1° gennaio 2014 questa integrazione era scesa al 10% come previsto dalla Legge di stabilità. Nella Finanziaria del 2015 non è stato introdotto alcun allungamento, per cui l’ultima spiaggia era rappresentata dal Milleproroghe, ma non c’è stata alcuna proroga.

Tsipras verso la vittoria

[Cu 'ndeppi focu campau, cu 'ndeppi pani moriu. Chi ha avuto il fuoco è vissuto, chi ha avuto il pane è morto. Non basta solo avere cibo, il pane, occorre anche avere una casa, il fuoco. Frase calabrese] Un governo Syriza “non rispetterà accordi firmati dal suo predecessore”: lo ha detto in conferenza stampa Alexis Tsipras, spiegando che “il nostro partito rispetta gli obblighi che derivano dalla partecipazione della Grecia alle istituzioni europee. Ma l'austerità non fa parte dei trattati di fondazione dell'Ue”. “Il mio primo viaggio all'estero non sarà a Berlino, sarà a Cipro”, ha detto in conferenza Alexis Tsipras, spiegando che “Merkel non è più speciale di altri leader Ue”. Il presidente di Syriza ha quindi detto che “è inaccettabile che un paese dell'Ue sia gestito da impiegati secondo livello della troika”. Tsipras irrefrenabile nelle ultime ore di campagna
elettorale: dopo il bagno di folla a Piazza Omonia ad Atene, oggi tiene una conferenza stampa per i canali tv greci allo Zappeion, che domenica ospiterà il centro stampa per le elezioni. Tsipras ha ribadito la natura cruciale e storica del voto di domenica prossima: “Il vero dilemma è tra la continuazione della tragedia e dei sacrifici senza fine o il ritorno alla speranza, allo sviluppo, alla normalità e alla democrazia”. Se la gente sceglierà Syriza, il 26, giorno dopo il voto “potrebbe essere una pietra miliare storica”. A poche ore  dal cruciale voto politico in Grecia, il divario tra i due principali partiti della Grecia, Syriza il partito di sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, e Nea Dimokratia, di centro-destra, del premier Antonis Samaras, aumenta. Inoltre nel nuovo Parlamento entrerebbero 8 partiti, ma nessuno con la maggioranza necessaria per formare il governo. Secondo un sondaggio Gpo per la stazione tv Megatv, Syriza ottiene il 32,5% delle preferenze contro il 26,5% di Nea Dimokratia. A due giorni dal cruciale voto politico in Grecia, il divario tra i due principali partiti della Grecia, Syriza il partito di sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, e Nea Dimokratia, di centro-destra, del premier Antonis Samaras, aumenta. Un solo obiettivo: ottenere dai connazionali greci la maggioranza alle imminenti elezioni politiche del 25 gennaio per far sì che il suo partito, Syriza, possa formare un governo monocolore ed attuare senza intralci il suo programma. Eliminare l'austerità imposta dalla troika, che ha messo in ginocchio la Grecia, e con essa anche la vecchia e corrotta classe politica che si è letteralmente “mangiato” il Paese. Questo è quanto chiede da giorni ai greci Alexis Tsipras, il leader di Syriza, il maggiore partito d'opposizione al governo di coalizione formato da Nea Dimokratia (centro-destra, del premier Antonis Samaras) e dal socialista Pasok del vice premier Evangelos Venizelos. “Abbiamo la volontà, il coraggio e la determinazione di dare battaglia, e di vincerla, per un grande cambiamento progressista”, sottolinea di continuo Tsipras nei comizi ribadendo la convinzione che Syriza uscirà vincitore dalle urne. “Una vittoria - a suo parere - che segnerà la fine delle politiche di austerità, l'allontanamento della troika dalla Grecia e che caccerà via anche il sistema politico corrotto che ha distrutto il Paese”. Un programma che di certo fa presa sulle masse - anche se da parecchio Tsipras ha abbassato i toni affermando di voler “rinegoziare” e non cestinare il Memorandum - ma che, secondo analisti greci e stranieri, dimostrerebbe solo le capacità affabulatorie e demagogiche del leader di Syriza in quanto, a parere dei critici, le sue promesse elettorali sarebbero contraddittorie e irrealizzabili, pena la sospensione del sostegno finanziario della troika e l'uscita della Grecia dall'Eurozona. Nonostante anche in questa
campagna elettorale, come nelle precedenti, Tsipras si presenti come uomo del popolo e rappresentante della classe operaia, in effetti egli conosce meglio una vita fatta di agi e molto meno il duro lavoro in fabbrica. Ingegnere civile, 41 anni (è nato ad Atene il 28 luglio 1974, quattro giorni dopo la caduta del regime dei colonnelli), proviene da una famiglia della media borghesia e, mentre studia, comincia a fare politica nel movimento dei giovani comunisti divenendo presto uno dei leader della rivolta studentesca contro una legge di riforma scolastica. Membro del Consiglio Centrale dell'Unione Nazionale Studentesca di Grecia dal 1995 al 1997, a maggio 1999 esce dal partito comunista ellenico (Kke) e diventa segretario del movimento giovanile della coalizione della sinistra radicale Synaspismos fino al 2003. Nel 2004 entra a far parte della segreteria politica. Due anni dopo viene eletto consigliere comunale di Atene con oltre il 10% dei voti. Ma fu nel 2006 che si fece notare sulla scena politica quando corse per la poltrona di sindaco di Atene piazzandosi al terzo posto. Nel 2008 viene nominato presidente di Synaspismos diventando il più giovane nella storia della politica greca, da sempre dominata dalle solite tre famiglie (Papandreou, Mitsotakis e Karamanlis). Alle politiche del 2009, con il gruppo parlamentare Syriza, ottiene il 4,6% ed entra in Parlamento. Tre anni dopo, con il Paese devastato dall'austerity e dalla recessione, alla seconda tornata delle politiche Syriza finisce per sfiorare il 27%: quelle elezioni del 6 maggio 2012 proiettano Syriza al secondo posto conquistando il 16,78% delle preferenze e 52 seggi in Parlamento. In pubblico, Alexis Tsipras è noto per il suo categorico no alla cravatta che rifiuta di indossare e chi lo conosce bene dice di lui che è “un perfezionista” al punto tale da portare a volte i suoi collaboratori “all'esasperazione”. Nella vita privata ha una compagna, Betty, la fidanzatina del liceo, da cui ha avuto due figli. È  anche un tifoso di calcio e la sua squadra del cuore è il Panathinaikos di Atene.

venerdì 23 gennaio 2015

SkyTg24 va in chiaro

[Cu non m'boli mi sciorba. Che sia accecato chi non vuole, l'invidioso. Frase calabrese] Sky Tg24 passa anche in chiaro sul digitale terrestre sul canale 27, dal 27 gennaio. La rete all news - ha annunciato l'ad Andrea Zappia - resta sul satellite nella versione Hd e con i contenuti interattivi e andrà anche su free con un palinsesto diverso, composto per il 70% da notizie e per il resto da approfondimenti, docu e film. “Nasce un nuovo canale in Italia - ha spiegato Zappia - ma non si tratta esattamente di Sky Tg24, è un canale diverso, con un palinsesto specifico. Sky oggi non è più semplicemente una pay tv satellitare, ma è da molto una media company. Il nostro core business rimarrà sempre la pay, sulla quale vogliamo continuare ad investire in termini di contenuti e di innovazione tecnologica perché crediamo ancora in una possibilità di crescita della pay. Vogliamo però portare sulla free buona parte delle notizie di Sky Tg24 non solo per far vedere il canale, ma anche per far conoscere l'offerta della pay tv. Questo canale, che mandiamo in onda grazie all'accordo con Class, ci serve anche come vetrina”. Il direttore di Sky Tg24 Sarah Varetto ha spiegato che verranno trasmessi non solo i notiziari “ma anche contenuti di spettacolo e rubriche di sport oltre a film e serie tv, sempre legati a fatti di cronaca. Ci sarà quindi un filo rosso che congiungerà tanti generi diversi”. “Portiamo un linguaggio nuovo - ha aggiunto Andrea Scrosati, executive vicepresident di Cinema, intrattenimento e news - il team di Sky Tg24 ha avuto La grande intelligenza di aprirsi a contenuti meno scontati, come film e documentari d'inchiesta”.
 
 

Nuovi criteri Imu agricola

[Cumpra caru, ca stai 'mparu. Compra ciò ch'è caro e ti troverai bene. Acquista cose di qualità, costano di più ma ne sarai soddisfatto. Detto calabrese] Il Governo nel Consiglio dei Ministri straordinario ha risolto il nodo dell'Imu agricola montana fissando nuovi criteri per il pagamento con esenzione totale per 3.456 comuni (prima erano 1.498) e parziale per 655. La soluzione dopo l'incontro stamane tra il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il ministro dell'agricoltura Maurizio Martina. Per chi dovrà pagare l'Imu agricola, non rientrando nei parametri di esenzione, il termine di pagamento è stato posticipato al 10 febbraio. Lo comunica il ministero delle politiche agricole, rendendo noto quanto determinato in Consiglio dei Ministri in base al decreto legge che rivede i criteri per l'Imu sui terreni agricoli relativi al 2014, con l'applicazione dei criteri di montanità elaborati dall'Istat.  Saranno esenti quindi tutti i comuni montani e, nei comuni parzialmente montani, vengono esentati tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. Con i nuovi criteri 3546 comuni saranno totalmente esenti e 655 parzialmente esenti. Il termine di pagamento per chi non rientra nei parametri di esenzione è posticipato al 10 febbraio. 
 

 

Mossad contro nuove sanzioni Usa a Iran?

[Cu non poti mangiari ' carni si mbivi u brudu. Chi non può mangiare la carne è costretto ad accontentarsi del brodo. Detto popolare calabrese] Il Mossad non concorda sulla necessità di nuove sanzioni all'Iran, in discussione al Senato Usa, e lo avrebbe fatto sapere ai membri del Congresso di Washington. Lo sostiene l'agenzia americana Bloomberg. Una posizione - che il servizio segreto si è peraltro affrettato a smentire con un inusuale comunicato ufficiale - in aperto contrasto con la politica di Benyamin Netanyhau, invitato a febbraio dai repubblicani per motivare il suo appoggio a ulteriori sanzioni Usa contro Teheran.  Israele esprime cordoglio per la morte del re Abdullah dell'Arabia Saudita, un Paese con cui peraltro non ha mai avuto relazioni. In un comunicato ufficiale il capo dello Stato Reuven Rivlin ha rilevato che la sua politica “è stata saggia e ha contribuito molto alla stabilità del Medio Oriente”. Il monarca, ha aggiunto, puntava a un futuro di benessere per tutta la Regione. La sua, ha concluso, “è stata una leadership con radici profonde, ponderata e responsabile”.

giovedì 22 gennaio 2015

RESISTERE, FUGGIRE: IL DILEMMA DI AP A PALERMO

[De matina l'acqua è medicina. Di mattina l'acqua è medicina. Frase calabrese] Il 29/1, il coordinatore di tutti gli scali Gh in Italia, Paolo de Ruggero,  avrebbe convocato le sigle sindacali di Punta Raisi. Si parlerà anche di contratti di solidarietà … ma come con il 98% di volato dichiarano lo stato di crisi? Dal primo di aprile anche il vettore inglese easyJet passerà con Gh (e non è un pesce d’aprile) lasciando nei guai non tanto Ap (che al limite chiude lo scalo) ma 68 famiglie. Volotea ha rinnovato con Gh, si parla di 350 euro a toccata, mentre easyJet 500 euro su tutto il network italiano. Domani il vice capo scalo di Aviapartner a Punta Raisi si recherà a Roma per una riunione tecnica e per decidere che casa fare. L’offensiva della Gh parte dopo che a Napoli hanno interpretato come atto ostile la coalizione tra AviaPartner e Aviation Service a Roma Fiumicimo per non fare entrare Gh. Gh da poco ha vinto la causa contro easyJet e il pretesto è buono per sferrare l’attacco;a Venezia, Napoli, Catania … easyJet sceglie Gh nel frattempo AS preoccupata che anche il fronte romano (Fiumicino e Ciampino) possa essere attaccato si coalizza con Ap, Roma non cade. Contemporaneamente AviaPartner presenta la domanda per partecipare alla gara di Sigonella in scadenza, doppia lesa maestà …   Applicare tariffe scontatissime per entrare in un nuovo mercato ha una sua logica, ma continuare nella politica del tanto peggio tanto meglio ha una sola giustificazione umiliare il concorrente. E non ci sarebbe niente di male se non ci fosse un fattore tecnico importante, che non andrebbe sottovalutato.  Più volato fai a tariffe stracciate più sale il tuo indebitamento. Poco male per le aziende, tanto poi ricorri alla cassa integrazione, contratti di solidarietà … Moralmente è corretto? Alterando le regole del mercato danneggi la concorrenza tanto poi a pagare è sempre la collettività nei due casi: crisi reale e non. Ma è regolare fare ricorso agli ammortizzatori sociali se non sei in regola con i contributi da versare all’Inps. Ma lasciamo perdere gli interrogativi filosofici che poco valgono in un paese, l’Italia, dove le regole, qual ora ci sono, vengono sistematicamente disattese. Gh potrebbe prendere, a voler essere molto ottimisti, non più di 10 unità da Ap, manovalanza ovviamente, i capi turno, i Ros e i quinti livelli non sarebbero graditi.     

Condannato Ciancio

[Chi se leva ru matinu abbusca nu carinu. Chi si alza presto, guadagna un carlino. Ad alzarsi presto, c'è tutto da guadagnare. Frase calabrese] Da un giorno all'altro, nel 2006, i giornalisti Valter Rizzo, Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Nicola Savoca, Katia Scapellato e Giuseppe La Venia sono stati licenziati da Telecolor, l'emittente nella quale lavoravano con contratto giornalistico da decenni, e sbattuti per la strada. Un licenziamento che, secondo la sentenza appena emessa dalla Corte d'Appello di Catania sezione Lavoro (presidente Pasquale Nigro, relatrice Elvira Maltese, a latere Laura Renda), non sarebbe avvenuto per cause economiche -come ha tentato di sostenere il gruppo Ciancio- ma per portare a termine -come hanno sostenuto i cronisti- una vera e propria “epurazione” dovuta all'indipendenza e all'imparzialità dei giornalisti divenuti “scomodi” per l'azienda. La Corte d'Appello ha sposato appieno la tesi difensiva dei giornalisti licenziati senza adeguata motivazione, che subito dopo il licenziamento avevano chiesto il reintegro sul posto di lavoro. Reintegro che adesso potrebbe avvenire da un momento all'altro, visto che i giornalisti  si sono detti “pronti a tornare in redazione a Telecolor”. Nella sentenza  si legge che la Corte d'Appello “accoglie gli appelli incidentali e parzialmente l'appello principale e per effetto di riforma della sentenza impugnata, dichiara l'inefficacia dei licenziamenti di Valter Rizzo, Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Nicola Savoca, Katia Scapellato e Giuseppe La Venia e condanna la società appellante in persona del legale rappresentate pro tempore, a reintegrare i medesimi nei posti di lavoro precedentemente occupati, a risarcire loro il danno pari, per ciascuno, a un'indennità dai medesimi goduta dalle date dei licenziamenti sino all'effettivo reintegro, detratto quanto percepito dai medesimi in questi anni”. Ma non basta, il gruppo Ciancio deve corrispondere “in ogni caso un'indennità pari a 5 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto goduta, oltre agli interessi legali e rivalutazione monetaria”. La Corte d'Appello “condanna altresì la società -si legge ancora nella sentenza- al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti per ciascuno dei lavoratori dal momento del licenziamento”. C'è anche la condanna “alla refusione del compenso dei legali di 3500 euro per il primo grado e 4200 euro per l'appello, che Ciancio ha perso. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia in una nota esprime "soddisfazione e pieno e incondizionato appoggio ai colleghi di Telecolor, in cui favore si è espressa anche la Cassazione, ordinandone il reintegro e un congruo risarcimento del danno in loro favore. L’Ordine - si legge - si augura che alle disposizioni della magistratura, relative in particolare al reinserimento al lavoro, venga data piena e immediata attuazione e ricorda che all’inizio di questa vicenda, tra il 2006 e il 2007, il Consiglio intervenne, sottoponendo a giudizio disciplinare la pubblicista Angela Ciancio, direttore della testata sportiva di Telecolor ed editore della tv, per l’operazione societaria che, esternalizzando i servizi sportivi e affidandoli a un’azienda dello stesso gruppo editoriale, aveva di fatto impoverito l’emittente e aperto la strada che aveva portato al licenziamento dei colleghi. La sanzione dell’avvertimento, inflitta alla Ciancio, è passata in cosa giudicata”.

I soci di Ciancio

[Cu' va 'nda l'avvucatu, perdi l'urtimu ducatu. Chi va dall'avvocato, perde l'ultimo ducato. Meglio evitare le liti giudiziarie: si rischia di perdere la causa e i soldi. Frase calabrese] Di Enrico Maltauro si fa un gran parlare in questi giorni, dopo l’arresto dell’imprenditore vicentino a Milano nell’ambito dell’indagine sull’Expo 2015 e sulla e mazzette versate per aggiudicarsi gli appalti. Maltauro starebbe parlando e si sarebbe definito una vittima costretta a pagare le tangenti per lavorare. Ma quanti sanno che Maltauro ha a Catania un socio importante come Mario Ciancio Sanfilippo? Procediamo con ordine, spiegando quanto importanti e vasti siano stati e siano gli interessi della Maltauro in Sicilia; scriveva la Carta del nord est, giornale on line del Veneto, a proposito dell’industriosa Maltauro che “infortuni nei subappalti, d’altronde possono accadere: come nel caso della costruzione del grande centro commerciale Etnapolis subappaltato dalla Maltauro alla ditta della famiglia Basilotta. Vincenzo Basilotta è stato arrestato nel 2005 in quanto imprenditore organico a Cosa nostra.Auguriamo alla Maltuaro comunque buoni profitti e sereni lavori in quel di Catania dove ha ottenuto, insieme alla Uniter e a Vito Bonsignore,
eurodeputato del Pdl indagato per riciclaggio di denaro, i lavori per l’autostrada Catania – Ragusa (815 milioni di euro). Uno dei tanti lavori che la Maltauro ha in programma in Sicilia, come quello per il villaggio dei soldati americani che lavoreranno nella nuova base di Sigonella. Per l’opera è stata costituita una società ad hoc con il socio Mario Ciancio Sanfilippo imprenditore ed editore catanese”. Il primo dei progetti è stato avanzato dalla Società Holding Investment e riguardava un’area di 16,4 ettari di contrada Policara, in prossimità del torrente San Nicola. Il secondo, su richiesta della ditta Scuderi Giovanni, interessava 4,7 ettari di contrada Mustazzo. Il terzo progetto, 11,8 ettari in contrada Ramusa, vedeva la firma dell’impresa di costruzioni La.Ra. di Motta Sant’Anastasia. La La.Ra. è una società posta sotto amministrazione controllata nel dicembre 1997 dal Tribunale di Catania e definitivamente confiscata nell’ottobre 2000 perché appartenuta a personaggi legati al clan di Benedetto “Nitto” Santapaola. Il programma più ambizioso d’insediamento di un villaggio per l’US Navy è tuttavia quello approvato a Lentini nell’aprile 2006 dall’allora giunta di centrosinistra. “Mille casette a schiera unifamiliari con annesso verde privato e parcheggi, un residence per la sistemazione temporanea per i militari in attesa dell’alloggio definitivo, attrezzature per l’istruzione, lo svago e il terziario, impianti sportivi” al posto dei floridi agrumeti delle contrade Xirumi, Cappellina e Tirirò, nelle vicinanze del Biviere di Lentini, Sito di Interesse Comunitario (SIC) Zona di Protezione Speciale (ZPS) della Provincia Regionale di Siracusa. In un’area complessiva di 91,49 ettari sono sorte costruzioni per un volume di 670.000 metri cubi, capaci di ospitare sino a 6.800 persone. A presentare il piano ci ha pensato la Scirumi S.r.l., società con sede a Catania in viale XX Settembre 42 (oggi la sede della società è in viale Odorico da Pordenone 50 ed amministratore è il fedele Carmelo Garozzo). Principale azionista della Scirumi S.r.l. è l’Impresa Costruzioni Maltauro di Vicenza, grande contractor delle forze armate USA in Italia. La Maltauro, in particolare, ha realizzato un centro d’intrattenimento per il personale militare e diversi uffici amministrativi nella Caserma Ederle di Vicenza. Nella base aerea di Aviano (Pordenone), la società ha realizzato un complesso ricreativo ed alcuni edifici per l’US Air Force; inoltre ha ristrutturato tre aree destinate a parcheggio, ricovero ed officine dei cacciabombardieri F-16 a capacità nucleare. Tra i soci della società Scirumi per il residence di Lentini compare inoltre la Cappellina S.r.l., società nella titolarità della famiglia di Mario Ciancio Sanfilippo. A lui erano intestati una parte dei terreni venduti alla Scirumi per complessivi 10 miliardi e 800 milioni di vecchie lire. Una parte, perché gli altri fondi appartenevano alla Sater (Società Agricola Turistica Etna Riviera), anch’essa nella disponibilità di Mario Ciancio, della moglie Valeria Guarnaccia e dei figli Domenico e Rosa Emanuela. Del resto, la Maltauro ha grandi interessi a Catania; già erano finiti nelle sue mani con il controllo della genovese impresa Ferrari alcuni colossi etnei, come l’IRA di Graci ed una parte dell’impero di Costanzo. Ma poi c’è stata la tratta ferroviaria Paternò-Adrano, Etnapolis, la Metropolitana catanese, il mega progetto siglato con la MC Arthur Glenn per un insediamento alberghiero di 167 ettari a Fiumefreddo di Sicilia e tanto altro. Come si è giunti all’alleanza societaria tra la potentissima impresa Maltauro e Mario Ciancio Sanfilippo. Una società molto influente che naturalmente ha avuto relazioni con il complesso mondo della politica e delle istituzioni, solo che si pensi a come le aree agricoli della Piana divennero con un iter a dir poco celere edificabili per costruirvi il villaggio degli americani. Ora che Maltauro sta svuotando il sacco a Milano e che dalle intercettazioni emergerebbe un interessante ricorrere di nomi della politica siciliana, sarebbe auspicabile attendersi che dica quale sia stato il suo modo di procedere a Catania, se anche sotto l’Etna sia stato costretto a pagare tangenti per lavorare, se ha dovuto subire patti ed accordi con la Mafia.