domenica 30 novembre 2014

Olive come diamanti

[Quando due uomini nella stessa azienda sono sempre d’accordo, uno dei due è superfluo. William Wrigley] Con le quotazioni dell'olio in forte crescita a causa dello scarso raccolto è boom furti nelle campagne, dove i ladri rubano olive e fusti di extravergine. Ad affermarlo è la Coldiretti che lancia l'allarme sul fenomeno, "rilevato in tutto il territorio nazionale, con raid di squadre organizzate che in un'ora riescono a raccogliere oltre un quintale di olive, mentre trafugare una cisterna piena di olio può portare un bottino di oltre 200mila euro". Nel giro di pochi giorni - sottolinea la Coldiretti - le forze dell'ordine hanno effettuato decine di arresti ma i tentativi di furti continuano, tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde, mentre altri si affidano alle scorte della polizia. "Olive come diamanti" dunque - sottolinea Coldiretti - scortate contro i furti. Particolarmente colpite le campagne pugliesi. In provincia di Foggia, rileva Coldiretti, una banda di bulgari si era organizzata per ripulire gli uliveti della zona di Cerignola, prima di essere fermata dalle forze dell'ordine. Poco distante operavano altre due squadre composte da rumeni intente a "ripulire" alberi di olive. Stessa dinamica, ma con italiani protagonisti, nei territori di Bari e Barletta, dove sono finite in manette cinque persone, che in due distinti colpi hanno portato via 5 quintali di olive. Ladri in azione anche nel Trapanese, dove otto persone hanno cercato di rubare all'interno di un terreno confiscato alla mafia. In Liguria gli agricoltori sono stati costretti a organizzarsi per difendere le preziose olive taggiasche. E pure nelle Marche, nel Maceratese, due persone sono state arrestate dopo aver rubato oltre cinquanta chili di olio. Coldiretti "ha chiesto alle Prefetture sul territorio un intervento per il pattugliamento delle strade più sensibili, per proteggere il transito di tir con a bordo cisterne di olio extravergine, e una più massiccia presenza di forze dell'ordine nelle campagne. Ma si pensa anche all'installazione di videocamere negli uliveti".

In Svizzera nuovo referendum contro immigrati

[È  solo chi non fa niente  che non  fa errori, suppongo. Joseph Conrad] Una tesi respinta dal governo elvetico, secondo il quale la proposta di Ecopop rischia di infrangere gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione europea. Fondati sul principio della libertà di movimento, questi accordi avevano già risentito la scossa del voto di febbraio. La prospettiva del nuovo referendum preoccupa le imprese elvetiche, a cominciare dalla loro principale federazione, Economie Suisse. Cristina Gaggini dirige la sezione della Svizzera romanda: “Concretamente, per le nostre imprese 
diventerebbe più difficile assumere del personale perché le quote definite sono estremamente basse. Non basterebbero nemmeno ad assorbire tutte le richieste da parte dei rifugiati politici, per intenderci. Inoltre, siamo già in una posizione delicata con l’Unione europea, dopo il voto del 9 febbraio scorso. Dobbiamo trovare una soluzione di compromesso e ci vorrà del tempo. Credo che un secondo voto sullo stesso tema nello stesso anno affosserebbe ogni chance di dialogo con l’Unione europea per un lungo periodo”. Con un basso tasso di disoccupazione, una carenza di diplomi di scuola superiore e di manodopera qualificata, la Svizzera ha bisogno di lavoratori stranieri per le sue imprese. Un altro settore che potrebbe trovarsi in difficoltà è quello medico sanitario. Il Centro di medicina universitaria del Canton di Vaud, a Losanna, ha 10mila dipendenti, metà dei quali sono stranieri. Il rischio che vengano compromessi gli accordi bilaterali, uno dei quali riguarda la ricerca, si aggiunge a quello di non poter più attingere al bacino dei lavoratori stranieri. Due terzi dei migranti in Svizzera provengono dai Paesi dell’Unione europea. Dalla firma degli accordi bilaterali, il loro numero è in aumento costante. E la crisi non fa che rafforzare il fenomeno. Molte imprese non esitano ad abusare di questa manodopera, secondo le denunce dei sostenitori di Ecopop. Una realtà che riguarda soprattutto le aziende delocalizzate, che beneficiano anche di un sistema fiscale agevolato e di scarse tutele per i lavoratori. Ma il quadro varia da regione a regione. Puntare sulla formazione e alzare le imposte a carico delle imprese sarebbe più efficace che frenare l’immigrazione, secondo Rita Schiavi, responsabile dell’Unia, il più grande sindacato elvetico. Tanto più che, se venissero compromessi gli accordi con Bruxelles, gli impiegati potrebbero ricorrere a contratti di breve durata, senza alcuna protezione sociale. Che l’iniziativa Ecopop abbia successo o meno, nessuno dubita che l’immigrazione resterà tra i temi centrali della campagna per le elezioni legislative del 2015 in Svizzera.

Onu critica Usa

[Non piglierà nulla chi non stende il braccio, e chi lo stende troppo piglia una storta. Friedrich Ruckert] Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura esprime severe critiche nei confronti degli Stati Uniti: nelle conclusioni rese note  a Ginevra, al termine dell'esame di un nuovo rapporto, gli esperti hanno tra l'altro denunciato i metodi d'interrogatorio militari, la detenzione in isolamento, la reclusione prolungata a Guantanamo, ma anche la pena di morte e la brutalità delle forze di polizia: oggetto proprio in questi giorni delle proteste innescate dai fatti di Ferguson.

Sigonella alla Lockheed Martin?

[Non è la vittoria che conta bensì la tenacia e il coraggio coi quali abbiamo lottato. Santa Teresa del Bambin Gesù] “Il Pentagono ha speso negli ultimi due decenni centinaia di milioni di dollari in basi militari in Italia, rendendo quel paese un centro sempre più importante per la potenza dell’esercito Usa. Specialmente dall’inizio della Guerra Globale al Terrorismo nel 2001 l’ US Army ha spostato il suo centro di gravità a sud della Germania, dove la maggior parte delle forze Usa stazionavano dalla II Guerra Mondiale. Trasformando la penisola italiana in una rampa di lancio per le guerre di oggi e domani, in Africa, nel Medio Oriente e oltre”.  Esordisce così un’inchiesta che David Vine (docente universitario, opinionista sui maggiori quotidiani, sulle basi militari Usa all’estero sta scrivendo un libro), ha pubblicato su Tom Dispatch, sito di approfondimento collegato alla nota rivista liberal/progressista The Nation.  Nel raccontare come vengono spesi i soldi dei contribuenti americani, vengono spiegate le strategie Usa nel nostro paese – con una chiarezza inusuale e dettagli forse inediti nelle cronache italiane. Accordi, vantaggi e svantaggi compresi. Per questo motivo, molto probabilmente, a vincere la nuova gara d'appalto a Sigonella sarà la Lockheed Martin, ditta America che già gestisce molti importanti scali militari Usa. Ditta che alcuni anni fa aveva vinto l"appalto. All'interno della base si ha questa sensazione, tra breve, entro questa estate, sapremo se la sensazione era infondata oppure era reale.   La Lockheed Martin è un'azienda attiva nei settori dell'ingegneria aerospaziale e della difesa. Formatasi nel 1995 dalla fusione tra la Lockheed Corporation e la Martin Marietta, attualmente ha sede a Bethesda (Maryland), e impiega circa 140.000 persone. È attiva in quattro settori di business: aeronautica (27% dei 45.2 miliardi di dollari di fatturato nel 2009), sistemi elettronici (27%), sistemi informativi e soluzioni globali (27%) e sistemi spaziali (19%). L'azienda è il maggior contraente militare degli Stati Uniti; nel 2009, l'85% (38.4 miliardi di dollari) del suo fatturato proveniva dai contratti con il ministero della difesa o con altre agenzie federali, e un altro 13% da governi stranieri. Il 31 agosto 2006 la Lockheed Martin si è aggiudicata l'appalto per la costruzione del veicolo spaziale Orione, con il quale la NASA ha intenzione di riportare l'uomo sulla Luna. Le truppe in Germania sono scese dalla caduta del Muro da 250.000 uomini ai 50.000 di oggi, i 15.000 militari (più 16.000 familiari) che stazionano in Italia sono rimasti stabili. Il che significa che la percentuale di forze Usa in Europa basate in questo paese sono triplicate dal 1991, dal 5 al 15%. Con 59 siti-base identificati dal Pentagono, l’Italia è superata  solo da Germania (179), Giappone (103), Afghanistan (100, in diminuzione) e Sud Corea (89). Le basi Usa nel mondo sono globalmente 800 o più.   Aviano, a nord est di Vicenza.  Da quando nel 1992 vi sono stati trasferiti gli F-16 dalla Spagna, l’Air Force l’ha trasformata nella base più importante per ogni operazione militare, a cominciare dalla Guerra del Golfo. Spesi oltre $600 milioni in oltre 300 progetti (Washington ha convinto la NATO a sobbarcarsi metà della spesa, l’Italia ha ceduto gratis 84 ettari. La Marina americana ha cominciato a svilupparla nel 1996 costruendo una nuova base operativa all’aeroporto di Napoli. Accanto vi è sito di supporto ottenuto con un leasing di 30 anni (“la base si trova nel cuore di un’area della mafia napoletana ed è stata costruita da una società legata alla Camorra”). “Nel 2005 la US Navy ha trasferito il suo quartier generale europeo da Londra a Napoli, dal momento che ha spostato la sua attenzione dal Nord Atlantico all’Africa, al Medio Oriente e a Mar Nero. Con la creazione di AFRICOM il cui quartier generale resta in Germania, Napoli è la nuova casa dell’insieme di forze navali Usa e Europa-Usa per l’Africa”.  Sigonella è diventata sempre più importante nell’era della Guerra Globale al Terrorismo, quando il Pentagono ha cominciato a farla diventare il maggior nodo delle operazioni militari americane per l’Africa, distante meno di 150 km nel Mediterraneo. Dal 2001 il Pentagono ha speso per la costruzione della Naval Air Station di Sigonella più che per ogni altra base ad eccezione di Vicenza.  Sigonella, che oggi è la seconda stazione aereo-navale più movimentata d’Europa, è stata usata per prima per i droni di sorveglianza Global Hawk nel 2002. Dopo di che nel 2008 funzionari americani e italiani hanno firmato un accordo segreto che permette formalmente di basare lì i droni.  E i droni consentono la formazione dell’Alliance Ground Surveillance System , del valore di $1.7 miliardi, che dà alla NATO capacità di sorveglianza in un raggio di 15.000 km da Sigonella. Sigonella ospita anche una delle stazioni di comunicazioni satellitari del Global Broadcast Servicee presto vedrà lo sviluppo della base NATO Joint Intelligence, Surveillance &Reconnaissance e del centro di analisi dati e addestramento. Non lontano, a Niscemi, la Marina Usa spera di costruire un’installazione di comunicazioni satellitari ad altissima frequenze, a dispetto dell’opposizione di siciliani e altri italiani  preoccupati degli effetti delle radiazioni elettromagnetiche per gli uomini e l’ambiente. Le basi in Italia hanno giocato un ruolo sempre più importante nella strategia di riposizionamento del Pentagono in gran parte a causa della collocazione geografica del paese.(…)  Le truppe basate in Italia  hanno un accesso diretto alle acque internazionali e allo spazio aereo del Mediterraneo. Ciò permette di dispiegarle rapidamente via mare o via aria.

venerdì 28 novembre 2014

5% di Rai Way al fondo Blackrock

[Acquazzina 'un inchie puzzu. La rugiada non riempie il pozzo. Detto calabrese] Blackrock, la più grande società di gestione del risparmio al mondo, detiene il 5,02% di Rai Way. La quota è nelle disponibilità dei fondi Blackrock dallo scorso 19 novembre, giorno in cui la controllata della Rai ha debuttato in borsa. È  quanto emerge dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, che confermano le indiscrezioni circolate su un ingresso in forze del gestore Usa in fase di Ipo. Sul canone Rai “i tempi sono stretti”, ma l'esigenza di una riforma “in direzione di una maggiore equità resta. Stiamo verificando con il Mef se esistono tutte le condizioni per inserire le norme già da subito in Stabilità oppure quali siano le modalità, i percorsi e i tempi possibili”. Così il sottosegretario alle Comunicazioni Giacomelli. “Esiste una complessità tecnica della riforma del canone Rai - afferma Giacomelli in una nota, commentando l'ipotesi di un rinvio - di cui siamo consapevoli. I tempi sono stretti, ma l'esigenza di mettere mano alla tassa più evasa d'Italia in direzione di una maggiore equità resta. Stiamo verificando con il ministero dell'Economia se esistono tutte le condizioni per inserire le norme già da subito in Stabilità oppure quali siano le modalità, i percorsi e i tempi possibili”. Salvini, sul canone fortunatamente hanno cambiato idea.   “Volevano far pagare il canone Rai con la bolletta ma fortunatamente hanno cambiato idea”. È  questo un passaggio di un'intervista rilasciata  da Matteo Salvini, leader della Lega Nord, a Radio Padania.

Hong Kong, arrestati Wong e Shum

[Acqua, fuacu e pane 'un se neganu mancu a ri cani. Acqua, fuoco e pane non si negano neanche ai cani. Detto siciliano] Arrestato il leader studentesco di 18 anni Joshua Wong, nel corso dello sgombero di Mongkok, una delle aeree di Hong Kong sotto occupazione da quasi due mesi da dimostranti che chiedono pieno suffragio universale. Per il secondo giorno consecutivo la polizia e gli ufficiali giudiziari stanno portando avanti lo sgombero forzato delle aree occupate, con duri scontri durati tutta la notte, diversi feriti e più di 100 arresti. Arrestato anche l'altro leader studentesco Lester Shum. In mattinata, mentre la polizia e gli ufficiali giudiziari stavano sgomberando una nuova aerea di Mongkok sotto occupazione, Nathan Road, gli scontri sono ripresi mentre gruppi patriottici in cappello rosso e maglietta con la scritta “Amo Hong Kong”, apparentemente appartenenti ad organizzazioni legate al settore dei trasporti, smantellavano le barricate. Nel frattempo le forze dell'ordine hanno portato avanti nuovi arresti, fra cui quello del leader del gruppo Scholarism, Wong, una delle figure di punta di questo movimento di protesta privo di dirigenza unica, e quello di Shum, uno dei capigruppo della Federazione studentesca di Hong Kong, che ha dato il via all'occupazione dei quartieri nevralgici della città.

Nuove tratte per PeopleFly

[Ah chimmu ti criscia a ierba 'nta casa. Che ti cresca l'erba dentro casa! Ti possano morire tutti i parenti e che ti crolli la casa di modo che ci cresca l'erba dentro. Detto calabrese] Il 2015 per PeopleFly, sempre in collaborazione con la Smart-Lynx, apre all'insegna di due nuovi collegamenti di voli charter da Cagliari per Verona e per Francoforte. Confermando il collegamento charter con Berlino, il volo, farà scalo a Francoforte per poi proseguire su Berlino. I voli verranno realizzati nei giorni di Venerdì e di Domenica. Altra importante new entry è il collegamento con Verona che verrà realizzato nei giorni di Lunedì e Giovedì, da dove poi, la Città Scaligera, verrà collegata a quella di Mostar, realizzando così un altro importante collegamento charter per i pellegrini del Triveneto, che vogliono recarsi a Medjugorje. In occasione di EXPO' 2015, PeopleFly in collaborazione con la Smart-Lynx, realizzeranno voli charter giornalieri da Cagliari ed Alghero per Milano Malpensa al costo di € 144,00 tasse incluse da Cagliari, ed € 139,00 tasse incluse da Alghero. Nel costo è compreso il servizio navetta da/per l'aeroporto verso la sede di Expò 2015 e ritorno. Inoltre, PeopleFly, con la società di gestione di Expò 2015, è in fase di definizione l'accordo per la vendita dei biglietti d'ingresso ad Expò 2015 abbinata al biglietto di viaggio A/R da Cagliari e Alghero per Milano Malpensa.

 

GdF visita Meridiana

(Non piglierà nulla chi non stende il braccio, e chi lo stende troppo piglia una storta. Friedrich Ruckert) La Procura ha aperto il fascicolo a fine ottobre dopo aver ricevuto un esposto-denuncia per truffa ai danni dello Stato contro Meridiana. L’atto fa riferimento a un dossier, fornito alle Fiamme Gialle dal segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi, che conterrebbe le prove del reato contestato. Secondo il sito Sardinia Post sono già state acquisite, nelle scorse settimane,
testimonianze e documenti sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali da parte della compagnia e sulla presunta concorrenza sleale sul fronte dei prezzi (in gergo dumping) fatta tramite la compagnia Air Italy, comprata nel 2011. Stando alla denuncia e all’interrogazione presentata un anno fa al Parlamento europeo, il progressivo spostamento delle attività di volo da Meridiana Fly a Air Italy sarebbe stato finalizzato a ridurre il costo del lavoro, perché il contratto del personale Air Italy è meno oneroso. Al tempo stesso, però, Meridiana ha chiesto per il proprio personale il trattamento di cassa integrazione.  L'ufficio di rappresentanza di Meridiana a Roma chiuderà a partire dal 1° dicembre. Lo riporta Il Sole 24 Ore nell'edizione odierna, segnalando anche un ridimensionamento della base di Verona. Prosegue dunque il processo di ristrutturazione della compagnia dell'Aga Khan dopo l'addio dell'a.d. Roberto Scaramella e l'arrivo dei manager Richard W. Creagh e Colin Smith. Ieri lo stesso Smith ha incontrato per la prima volta i sindacati nell'ambito della trattativa sulla mobilità, rassicurando sul fatto che si cercherà un'inversione di tendenza per far tornare Meridiana all'autosufficienza. L'impressione, segnalata anche dal Sole 24 Ore, è che la coppia Smith-Creagh intenda mantenere la strada tracciata da Scaramella: tagliare tutte le attività inutili, puntando sul rafforzamento di nodi strategici quali Milano, Napoli e Olbia. Non è escluso l'assorbimento di alcuni slot lasciati sguarniti da Alitalia, come accaduto a Torino.  Il procuratore Domenico Fiordalisi, si apprende da La Stampa, parla di “gravi irregolarità” nella gestione di Meridiana, a causa delle quali ha chiesto al tribunale civile di Tempio Pausania di avviare un’ispezione e nominare un amministratore giudiziario per la compagnia aerea. L’obiettivo del pubblico ministero, che conduce parallelamente un’inchiesta penale per truffa ai danni dello Stato e falso in comunicazioni sociali, è quello di salvare Meridiana attraverso l’intervento di un amministratore giudiziario. Sotto la lente del procuratore l’acquisizione di AirItaly nel 2011, avvenuta in un momento di difficoltà per Meridiana, che aveva dichiarato lo stato di crisi, come pure i rapporti con la controllata, cui la compagnia sarda ha passato delle rotte, mentre intende licenziare oltre 1600 persone. La compagnia fa sapere di non avere nulla da nascondere e si dice “a disposizione delle autorità per fornire ogni informazione sui rapporti tra Meridiana fly e AirItaly, come già effettuato con il ministero del Lavoro e la Sezione Lavoro del Tribunale di Tempio, sempre vedendo riconosciuta la correttezza del proprio operato”.

mercoledì 26 novembre 2014

LE TESI DI OWS CONDIVISE DALLA BANK OF ENGLAND

[Ama l’amicu tò cu lu viziu so. Frase siciliana] Alt fermi tutti. La Banca Centrale Inglese pubblica un documento nel quale di fatto si dissocia dalla teoria quantitativa della moneta. Un documento che a partire dal sottotitolo farà discutere. Il messaggio è chiaro e semplice: “Tutto quello che avete imparato sulla moneta dai libri di testo di economia è sbagliato”. In sostanza, in un solo paper la Bank of England smonta il concetto fondamentale della teoria classica della moneta. A differenza della spiegazione abituale, secondo la BoE, le banche centrali non hanno un controllo diretto tanto meno un’azione diretta sulla quantità di moneta. Ma possono solo fare leva ritoccando il prezzo del denaro, ovvero il tasso d’interesse. Pubblicando il suo solito
bollettino, la banca centrale inglese stavolta ha cercato di rispondere a una di quelle domande tipiche dei bambini: da dove viene il denaro che spendiamo. E di fatto ha innescato un processo che potrebbe minare gran parte delle teorie economiche su cui si basa l’Occidente. Ai tempi del Golden standard tutto era più semplice. I soldi venivano dall’oro. O meglio, tanto denaro quanto oro stava nei caveau. Adesso in periodo di trasferimento elettronico la risposta è diversa: il denaro viene dalle banche commerciali e dai prestiti. Semplice. Ma in questo modo, la BoE ha ammesso che gli enti centrali di fatto non possono creare il denaro e quindi tutta l’attività di sostegno all’economia promossa in primis dalla Federal Reserve si basa su una teoria sballata. “La politica monetaria agisce solo come ultimo limite sulla creazione di denaro”, si legge nel paper a firma di Michael McLeay, Amar Radia and Ryland Thomas, “la Banca d’Inghilterra ha lo scopo di assicurarsi che la quantità di moneta in circolazione nell’economia sia coerente con una inflazione bassa e stabile. In tempi normali, la Banca d’Inghilterra attua la politica monetaria impostando il tasso d’interesse sulle riserve. A sua volta questo influenza i tassi di interesse per l’economia reale, compresi quelli sui prestiti bancari”. In circostanze eccezionali, invece, quando i tassi di interesse sono al loro limite inferiore (…) una possibile risposta sta nell’avviare una serie di acquisti di asset; ciò che comunemente si chiama Quantitative Easing o QE .  “Il QE – prosegue la BoE – è destinato a migliorare la quantità di denaro circolante nell’economia direttamente con l’acquisto di asset principalmente da società finanziarie non bancarie”. L’operazione inizialmente aumenta la quantità di depositi bancari in luogo delle attività vendute. Successivamente scatta la necessità di riequilibrio dei portafogli con l’acquisto di asset ad alto rendimento. La sequenza di tali compravendite stimola la spesa. Le riserve delle banche centrali correlate agli stimoli economici sono il sottoprodotto del QE, ma non sono la parte fondamentale del gioco come erroneamente – sostengono gli analisti della BoE – viene raccontato da molti analisti e commentatori. “Questo articolo spiega come, proprio come in tempi di normalità, queste riserve non si moltiplicano se non in parallelo ai depositi che le rappresentano”. Insomma, non è denaro gratis per le banche. In quanto tale prima o poi andrà ripagato. E qualcuno dovrà farlo. Ecco in sostanza la famosa bolla. In molti diranno che è la scoperta dell’acqua calda. Che da anni i dimostranti di Occupy Wall Street
sostengono la stessa cosa, oltre ad altre numerose teorie. A differenza di Occupy – ovviamente – dopo aver smontato la teoria del QE la BoE si ferma. Non abbraccia altre filosofie, tanto meno spiega cosa succederà in futuro, quando a un certo punto scoppierà la bolla creata per sostenere artificialmente la ripresa economica. Già ma il fatto che a mettere nero su bianco tutto ciò sia una banca centrale rende la questione molto illuminante. “Abbiamo discusso di come il denaro viene creato nella moderna economia”, concludono i tre analisti. “La maggior parte del denaro in circolazione è creato, non per le macchine da stampa della Banca d’Inghilterra, ma dalle banche commerciali stesse: le banche creano denaro ogni volta prestano a qualcuno o acquistano un bene. E in contrasto con descrizioni presenti in alcuni libri di testo,  la Banca d’Inghilterra non controlla direttamente la quantità di base né quella aggregata”. Eppure da anni gran parte dei media spiega che sono proprio le banche centrali ad avere il timone della nostra economia. Andiamo bene.

18/12 parla Putin

[A l’amicizia nun ci voli tacca. Frase siciliana] La Russia perde 40 miliardi di dollari all'anno a causa delle sanzioni occidentali per il suo ruolo nella crisi ucraina. Lo ha detto il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, citato dalle agenzie. Il Cremlino organizzerà per il 18 dicembre la tradizionale conferenza stampa del presidente russo Vladimir Putin. Lo ha reso noto la presidenza russa attraverso il sito kremlin.ru. La conferenza avrà inizio alle ore 10 italiane. La durata media delle conferenze stampa di Putin a fine anno è di 4 ore. Possiamo intuire di cosa si parlerà. Sarà un attacco verbale all’occidente, all’America e alla Nato.  Non si parlerà dei
massacri in Cecenia, del riarmo della Russia, e dei rapporti con l’Iran. Si rivendicherà la Crimea, si ricatterà l'occidente minacciando di non vendere più gas e petrolio.  Svizzero? No, Vladimir Putin. Dopo le magliette, tavolette di cioccolata con l'effigie del presidente russo. In alcune città della Federazione sono già in vendita, con gusti diversi ma tutti sotto l'egida del presidente russo che invita a mangiare il cioccolato “morbido al latte”, “amaro” e “dolce”. Putin stilizzato in numerosi disegni, viene ritratto anche con un cane e mentre dà il latte a un vitellino con un biberon. “L'acquisto di questo cioccolato, aumenta il PIL del paese!”, sollecitano i produttori, giocando con le iniziali di Putin che in russo vogliono dire proprio Prodotto interno lordo. Il nome del capo di stato, in questi 15 anni, è stato utilizzato già come brand e anche la sua immagine è stata riprodotta ovunque. In principio era la vodka Putinka, garanzia di qualità su un mercato dove in passato, impazzavano marchi inaffidabili e liquori talora tossici. L'ultima estate è passata alla storia invece per le Tshirt con Vladimir Vladimirovich mentre sorseggia un cocktail salutando dalla neo annessa Crimea. Anche per la cioccolata in realtà non è la prima volta per il leader del Cremlino. Ad Harbin, in Cina, l'immagine di Putin, con quella dello scrittore Lev Tolstoj appariva sui poster, esposti in alcuni negozi: iniziativa dei rivenditori locali per vendere cioccolato russo. In particolare quello “amaro poroso” e in altre varietà. Il più riconoscibile tra loro era “l'Alenka”, la tavoletta forse più tradizionale e famosa di Russia con una bella bimba paffuta che sorride dalla confezione (i cinesi l'adorano). Quell'episodio aveva generato numerosi scherzi e fotomontaggi, compreso quello che gira ancora sul web, con il volto di Putin al posto della bella bambina. Ma nessuno avrebbe pensato che tutto questo si trasformasse in una vera iniziativa di marketing. Putin e il cioccolato per la verità sono materia sia per la propaganda che per l'opposizione. Nel 2014 per la verità esiste anche il cioccolato a forma di Putin, messo in vendita a maggio in Ucraina occidentale. Figure del presidente russo che indossa una divisa da carcerato o un cappotto militare, mentre nasconde una bomba dietro la schiena, erano diventate un prodotto popolare nei negozi di dolciumi a Lviv, Ucraina occidentale. Le figurine erano state progettate da scultori professionisti e sono andate a ruba. “Lo vedi, e ti viene voglia di staccargli la testa con un morso”, recitava la pubblicità del prodotto, che occhieggiava al conflitto con Mosca in corso. In questo caso disponibile in solo due varietà: cioccolato fondente o bianco, gli omini a forma di presidente Putin costavano da 35 grivne (quasi tre dollari) nel formato 100 grammi a 65 grivne per un pezzo da 250 grammi

Non bastava l’ebola, ora anche la peste

[Abbaia cu li cani e roccula cu li lupi. Detto siciliano] Endemica nelle campagne del
Madagascar, la peste bubbonica è arrivata anche nella capitale Antananarivo, provocando un innalzamento dell'allarme oltre che tra le autorità locali anche da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Una giovane donna é morta lo scorso 11 novembre in una bidonville della capitale, metropoli di oltre due milioni di abitanti. E il numero complessivo delle persone contagiate quest'anno è salito a 138. 47 malati sono deceduti. “A questo punto esiste il rischio di una rapida diffusione della malattia”, ha avvertito l'Oms sottolineando come fattori particolarmente negativi “l'alta densità della popolazione nella città” e la “debolezza e le falle del sistema sanitario del Paese”. Non si esclude che alcune sigle sindacali abbiamo già firmato un documento per denunciare l’allarme di fronte a un’altra  emergenza, a tutela della salute di molti operatori aeroportuali.    Il bilancio, affermano dal canto loro le autorità locali, potrebbe diventare molto più pesante anche per la “recrudescenza stagionale” che ogni anno si verifica “tra ottobre e marzo”. Il bacillo della peste, che si sviluppa nei ratti, viene poi veicolato dalle pulci. Nell'uomo che è stato punto da una pulce la malattia si sviluppa di solito in forma bubbonica: se il batterio colpisce i polmoni, provoca anche la polmonite e si può trasmettere per via aerea quando il malato tossisce. Diagnosticata in tempo, la peste bubbonica si cura con antibiotici. Ma la forma polmonare, che è una delle malattie infettive più letali, può portare alla morte in sole 24 ore.

martedì 25 novembre 2014

Toppe leggi, zero sviluppo

[A lu bisognu l’amicu pari. Frase siciliana] L'eccesso di leggi in Italia “causa corruzione”, perché “ci si avvale della complessità del procedimento per intervenire a facilitarlo chiedendo qualcosa in cambio”. Così il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, in una lectio magistralis sulla corruzione. Con l'Expo e lo Sblocca Italia “siamo arrivati al paradosso: per poter raggiungere un obiettivo si è dovuto fare un dl per dire che le leggi non si rispettassero. C'è qualcosa che non va”, ha sottolineato Squitieri. “Il mondo degli appalti pubblici è tra i più regolati dalla legge e le opere non partono per i troppi ricorsi e le sospensive, attuati perché non si riesce a rispettare tutto il pacchetto enorme di leggi”, ha sottolineato Squitieri nel corso di una lectio magistralis sulla corruzione. In questo senso, il presidente della Corte ha condiviso i dubbi dell'Autorità anticorruzione sulle norme contenute nello Sblocca Italia che alzano a 5,2 milioni di euro l'importo degli appalti per i quali non è necessaria una gara: “è un pò preoccupante, la trattativa privata lascia qualche perplessità”, ha osservato. Tuttavia la norma è stata inserita con ogni probabilità proprio “per l'esigenza di snellezza” e per far ripartire l'attività economica. Come Corte dei Conti “vigileremo” insieme all'Anac. Dopo la contrazione del 2014, l'economia italiana “dovrebbe tornare alla crescita per la metà del 2015, e accelerare un pò  nel 2016”. Lo afferma l'Ocse, stimando che il Pil dell'Italia, dopo il -0,4% del 2014, crescerà dello 0,2% e dell'1% nel 2016.   In particolare, spiega l'Ocse, “il supporto della politica monetaria della Bce dovrebbe migliorare le condizioni finanziarie e facilitare una risalita dei prestiti bancari, che dovrebbe aumentare gli investimenti”. Secondo l'organizzazione parigina, gli investimenti lordi, calati del 2,7% su base annua nel 2014, cresceranno dello 0,1% nel 2015 e del 2% nel 2016. Inoltre, scrive sempre l'Ocse, un contributo a una crescita più forte arriverà anche dalla “rivitalizzazione prevista per il mercato dell'export italiano”, con un +1,7% nel 2014, +2,7% nel 2015 e +4,6% nel 2016 per le esportazioni lorde, e rispettivamente +0,1%, +0,2% e +0,5% per quelle nette. Resterà invece limitata la ripresa dei consumi privati, che cresceranno dello 0,3% nel 2015 e dello 0,5% nel 2016. L'insieme della domanda interna, che quest'anno è calata dello 0,4%, sarà stabile nel 2015 e crescerà dello 0,6% nel 2016. Il debito pubblico dell'Italia continuerà a crescere nei prossimi due anni, passando dal 130,6% del Pil nel 2014 al 132,8% nel 2016 e al 133,5% nel 2016. L'Ocse sottolinea che il livello elevato del debito “costituisce una vulnerabilità significativa” per il nostro Paese. In Italia, “la disoccupazione comincerà a diminuire nel 2016, ma resterà a livelli elevati, mentre gli aumenti dei salari sembrano destinati a rimanere modesti”. Lo prevede l'Ocse nel suo Economic Outlook, in cui stima un tasso di senza lavoro al 12,4% nel 2014, 12,3% nel 2015 e 12,1% nel 2016.

lunedì 24 novembre 2014

Intervista al procuratore aggiunto di Palermo, Bernardo Petralia

Si parte dai vecchi fascicoli. Da quelli sfociati in sentenze di condanna, ma si terrà conto anche delle archiviazioni e delle prescrizioni. Perché, come spesso accade, quando le prove non sono tali da sfociare in una condanna penale possono bastare per fare scattare sequestri e confische. Non è un caso che, nelle scorse settimane, lo stesso Petralia e il facente funzioni di procuratore Leonardo Agueci siano stati i promotori di un'azione di coordinamento con i questori di Palermo, Trapani e Agrigento, e la Direzione investigativa antimafia, per favorire lo scambio di informazioni e coordinare il lavoro. Dunque le indagini partono dal capoluogo per estendersi altrove. Il traghettatore Leonardo Agueci assegna le deleghe in attesa della nomina del nuovo procuratore. Vittorio Teresi coordinerà le indagini antimafia sull'intera città. “Non dimentichiamo – ama spesso ricordare l’aggiunto Agueci - cos’era la cultura mafiosa a Palermo che era predominate. Oggi non è più così, oggi, quantomeno esistono due Palermo contrapposte tra di loro. Il fatto che sia cresciuta la Palermo non mafiosa è già un grande risultato”.   Bernardo Petralia si occuperà della pubblica amministrazione. E sarà un autunno caldo. Idee chiare, anzi chiarissime, e spalle larghe quelle di Petralia. Come altrettanto lo sono quelle di Vittorio Teresi, a cui Agueci ha affidato il compito di coordinare il lavoro dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia che si occupano della Cosa nostra dell'intera città e della provincia. Finora Teresi si è occupato dei mandamenti che ricadono nella parte occidentale di Palermo - a cominciare da Resuttana e San Lorenzo - e della cosiddetta trattativa Stato-mafia. Ora si aggiunge la responsabilità delle inchieste sulla vasta zona che dal centro si estende fino a est della città: da Borgo Vecchio a Brancaccio. Si tratta della delega a cui Agueci si è trovato costretto, momentaneamente, a rinunciare. Dal 31 luglio scorso Agueci ha preso il timone della Procura allo scadere del mandato di Messineo. Impossibile che l'aggiunto mantenesse tutte le deleghe. E così ha fatto affidamento su Teresi e Petralia in attesa che arrivino il nuovo aggiunto Salvatore De Luca e, soprattutto, il nuovo procuratore. Sui tempi, però, regna l'incertezza. “La pubblica amministrazione è politicamente neutra - spiega Petralia con fermezza -. Se non ci sono i controlli adeguati è compito della magistratura
intervenire a qualunque livello e titolo”. Petralia, arrivato in città più di un anno fa, non ha dubbi: “Nulla togliendo alla lotta alla mafia, che resta agguerrita e dunque va affrontata con il massimo sforzo, la criminalità è radicata nelle pubbliche amministrazioni. Gli episodi di concussione e corruzione scoperti finora vanno oltre la più fervida immaginazione”.  Petralia  coordina il gruppo misure di prevenzione, i questori di Palermo, Trapani e Agrigento e la Direzione investigativa antimafia, per favorire lo scambio di informazioni e coordinare le azioni da intraprendere. “L'esperienza in questo campo ha reso fondamentale l'esigenza di arrivare ad un'azione di coordinamento reciproca tra i diversi organi che operano in questo campo agiscono autonomamente - ha detto  il Procuratore aggiunto di Palermo  Leonardo Agueci- . Avviando linee d'azione unitarie si possono raggiungere risultati più efficaci”. Ma lasciamo la parola al magistrato Bernardo Petralia.  La corruzione nella p. a. ha raggiunto livelli intollerabili. Cosa bisognerebbe fare per arginare questo stato di corruzione endemico? Da qualche mese coordino il dipartimento che ha in carico i reati contro la pubblica amministrazione; quindi trattiamo anche e soprattutto la corruzione. Devo dirle francamente che è difficilissimo snidare una corruzione tant’è che i procedimenti sono pochi. Quando ci sono, però, sono  sostanziosi. Per scovare una corruzione, infatti, occorre la collaborazione del corruttore oppure la si conosce – e a volte a distanza di tanto tempo dai fatti – dalle intercettazioni. È  difficile, dicevo, portare alla luce una corruzione perché il sistema normativo italiano penalizza anche il corruttore; ed oggi ormai anche il concusso, ossia colui che soggiace alle richieste di denaro da parte di un pubblico ufficiale. Lei avrà sentito parlare del termine “spacchettamento”. Il termine è stato coniato all’indomani della riforma del 2012 e si è subito diffuso per descrivere la scissione che il legislatore ha fatto in ordine al delitto di concussione: prima il reato prevedeva sia la forma costrittiva (il pubblico ufficiale che costringe a pagare l’utente) che una di semplice induzione e proprio quest’ultima era quella più diffusa. È  noto infatti che spesso, e soprattutto nel nostro meridione, basta un semplice sguardo, un gesto eloquente o anche una strizzata d’occhio o un sospiro più intenso per far capire che se vuoi il rilascio di un atto o un servizio o semplicemente l’attivazione della pratica devi sborsare soldi. Oggi, invece, la mera induzione comporta la punizione anche di chi subisce la richiesta, del cittadino utente e questo significa che nessuno più parla. È più preoccupante oggi la criminalità organizzata o la corruzione nella P.A.? I due fenomeni spesso sono alleati? Spesso noi assistiamo a fenomeni di corruzione ripetuta nel tempo e con una simbologia mafiosa, sicché è possibile affermare che la mafia utilizza il metodo corruttivo per attrarre a sé soggetti e uffici pubblici. Si tratta di vere e proprie corruzioni di sistema che confondono il corrotto come un vero e proprio partecipe esterno all’associazione.  Lei che idea si è fatta della presunta trattativa stato-mafia? Preferisco non rispondere perché c’è un processo in corso e, allora, il rispetto è dovuto non solo per l’ufficio che rappresento ma anche, e soprattutto, per i giudici che giudicano.   La stretta patrimoniale  è iniziata. Ormai da giorni i pubblici ministeri della Procura di Palermo hanno iniziato a studiare i fascicoli di politici e amministratori vecchi e nuovi. È in atto una nuova strategia contro cosa nostra? Lei chiede a me perché sa che io coordino il settore delle misure di prevenzione che oggi significa, soprattutto, sequestri e confische. Sono stato sempre convinto che i beni sospetti vanno tolti a chi non solo per mafia ma per abituale corruzione si arricchisce a dismisura. In ogni caso alla Procura di Palermo non facciamo sconti a nessuno; non si tratta di accanimento nel sistema di aggressione patrimoniale, ma soltanto applicazione pura e semplice della legge.   Trigilia sottolinea che i fondi strutturali dell'Ue “sono stati usati con molte difficoltà dal punto di vista della velocità e della capacità di spesa, ma soprattutto della qualità della spesa”. “Peggio di noi - aggiunge - hanno fatto solo Romania e Bulgaria”. Secondo l'ex ministro bisognerebbe  sostituire  gli amministrazioni che spendono male i fondi europei. Condivide? Ci sono delle regole europee che non sono le nostre. Per i fondi europei ci sono  controlli più intensi, delle preclusioni a monte. Abbiamo esempi giudiziari di gestione di fondi europei non corretti e posso soltanto dirle che la soluzione va cercata nel sistema amministrativo, attraverso un corretto funzionamento dei meccanismi di controllo e delle persone cui incombe l’obbligo, non nel sistema giudiziario che colpisce la patologia del sistema.   Il nuovo premier parla di riformare la giustizia. Come vede questa riforma targata Renzi?  Abbiamo creduto che questa nuova ondata progressista potesse porre fine a una vecchia ondata poderosamente persecutoria nei confronti della magistratura, ci stiamo a poco a poco rendendo conto che le nostre erano, purtroppo, delle illusioni. È noto che Anm ha emesso dei comunicati dove ha denunciato il fatto che non vogliamo essere trattati come dei fannulloni. Prima contestavamo  i tornelli che, come ricorderà, qualcuno voleva apporre nei Tribunali per regolare l’orario dei giudici; oggi non vogliamo questa forma di contabilità offensiva sulle nostre ferie; non perché rivendichiamo un privilegio – ben vengano infatti i 30 giorni invece dei precedenti 45 – ma perché si è trattata di una riforma accompagnata da slogan che ci descrivevano come degli oziatori. Molti non sanno, invece, che le nostre ferie spesso e volentieri le utilizziamo per lavorare, per studiare e scrivere sentenze; cose che nell’orario lavorativo è impossibile fare. E così anche tutti i fine settimana.   

domenica 23 novembre 2014

I capricci dell'Iran

[Alcuni gradini della carriera conducono alla forca. Stanislaw J. Lec] "L'Iran sta riflettendo sulla possibilità di prolungare i negoziati sul nucleare da sei fino a dodici mesi se non sarà raggiunto questa sera un accordo politico". Lo ha dichiarato una fonte diplomatica iraniana a Vienna. "Siamo determinati a raggiungere un accordo politico entro stasera, che definisca dettagli e allegati, ma se non ci riusciamo, stiamo pensando a un'estensione dell'accordo interinale di Ginevra (del novembre del 2013), per un periodo da sei mesi ad un anno", ha spiegato la fonte diplomatica iraniana. ''Meglio che (a Vienna) non si raggiunga alcun accordo, piuttosto che si raggiunga un accordo cattivo che minaccerebbe Israele, il Medio Oriente e l' umanità intera'': lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu aprendo la seduta del consiglio dei ministri. Occorre impedire, ha aggiunto, che l'Iran si consolidi come ''Stato di soglia nucleare''. ''Non c'e'ragione - secondo Netanyahu - che detenga migliaia di centrifughe, che le consentono di arricchire uranio per realizzare una bomba atomica in breve tempo''. L'Iran smentisce di lavorare all'ipotesi di un prolungamento dei negoziati sul nucleare: lo afferma una fonte della delegazione iraniana a Vienna, citata in forma anonima dall'agenzia di Stato Irna. "Non abbiamo mai pensato a questa ipotesi", sottolinea la fonte "smentendo quanto affermato da alcuni media occidentali".



Enduring Freedom dura ancora un anno

[Dovunque vi saranno molte macchine per sostituire gli uomini, vi saranno sempre molti uomini che non sono altro che macchine. De Bonald] Poco prima dell'estate aveva annunciato che sarebbero tornati a casa, ma con un ordine firmato silenziosamente nelle scorse settimane dopo un acceso dibattito all'interno dell'amministrazione, il presidente americano Barack Obama ha prorogato di un anno la missione di combattimento dei soldati americani in Afghanistan. Sono stati i militari a insistere, volevano mantenere pressioni sui talebani e hanno esortato Obama ad ampliare la missione nel caso di minacce contro le truppe rilevate dall'intelligence. Evitando la brutta figura già fatta in Iraq, i due paesi invasi 11anni fa non sono per niente sicuri, dunque è meglio restare. I collaboratori civili hanno invece messo in guardia sul rischio per altre vite di americani, sostenendo che il ruolo dei marines doveva essere limitato alla missione antiterrorismo contro al-Qaeda. Secondo quanto riferisce il New York Times, che cita una fonte anonima, a maggio scorso Obama aveva promesso che le operazioni di combattimento 'Enduring Freedom' sarebbero cessate alla fine di quest'anno e che la metà dei 9.800 soldati americani che rimarranno (insieme a circa 4 mila militari degli alleati Nato tra cui Germania, Italia e Turchia), avrebbero avuto una missione di sostegno e addestramento delle forze afgane a Kabul e Bagram. Un ufficiale Usa ha spiegato al quotidiano che il Pentagono emetterà un ordine nelle prossime settimane dove sarà dettagliato il ruolo militare in Afghanistan che avrà un nuovo nome, "Operation Resolute Support".  L'esercito potrà attaccare i talebani solo nel caso in cui porranno una minaccia diretta alle forze americane o forniranno sostegno diretto ad al-Qaeda, mentre quest'ultima potrà essere presa di mira più indiscriminatamente. Il Nyt sostiene anche che il nuovo l'ordine autorizza le forze americane a effettuare missioni contro i talebani e altri gruppi militanti nel caso di minacce alle truppe e al governo di Kabul. Inoltre, permette anche l'uso di jet americani, bombardieri e droni in supporto alle truppe afghane in missioni di combattimento. "Nella misura in cui i membri dei talebani prenderanno di mira direttamente gli Stati Uniti e le forze della coalizione in Afghanistan o forniranno sostegno diretto ad al-Qaeda, tuttavia, prenderemo le misure appropriate per mantenere al sicuro gli americani", ha spiegato il funzionario. La presenza dei talebani in Afghanistan supera di molto quella di al-Qaeda, il che dà significato all'autorizzazione di Obama. L'ordine di prorogare la missione dei militari Usa, secondo il quotidiano, è in parte dovuto al rapido avanzamento dei jihadisti dello Stato islamico in Iraq, la cui minaccia ha scatenato dure critiche contro Obama, accusato di aver ordinato il ritiro delle truppe Usa dal Paese prima che l'esercito iracheno fosse realmente preparato ad affrontare attacchi islamisti. Il nuovo presidente afghano, Ashraf Ghani, inoltre è più aperto all'idea di una missione ampliata per i militari americani in Afghanistan rispetto al suo predecessore, Hamid Karzai. Lo scorso settembre, Ghani ha firmato un accordo che permetteva ai marines di rimanere nel Paese oltre al termine fissato del 2014. La Nato, che all'inizio dell'anno aveva 50mila truppe in Afghanistan, la maggior parte dagli Usa, le sta piano piano ritirando, affidando il controllo alle forze di sicurezza locali. La prima fase dell'operazione 'Enduring Freedom' risale al 7 ottobre 2001 con intensi bombardamenti aerei britannici e americani a sostegno della resistenza anti-talebana dell'Alleanza del Nord, che avrebbe avuto ragione della roccaforte di Mazar-i-Sharif il 9 novembre e della capitale Kabul fra il 12 ed il 13 novembre. Il 25 novembre cade anche Konduz ed il 7 dicembre Kandahar. I talebani in rotta si rifugiarono sulle montagne, particolarmente nelle aree al confine col Pakistan, dove si sono riorganizzati.

easyJet da record

[Lodo a gran voce e rimprovero sottovoce. Caterina II] Risultati record di easyJet, e il chief executive officer, Carolyn McCall, in una intervista a Il Sole 24 Ore parla del nostro mercato e del futuro della compagnia. L'Italia è considerata piazza strategica, "con performance anche superiori alla media". Quello che la manager vorrebbe è maggiore concorrenza e liberalizzazione del mercato, ma anche più investimenti aeroportuali e un ripensamento sul numero degli aeroporti. La manager, in termini di sviluppo, parla di un aumento della flotta, che passerà dagli attuali 226 velivoli ai 303 del 2019, in vista di una futura espansione del business aereo. Se però questo non ci sarà, il piano è flessibile e la flotta potrebbe anche ridursi. EasyJet chiude l'esercizio 2013-2014 con un utile netto di 450 milioni di sterline (circa 561 milioni di euro), in crescita del 13% rispetto all'esercizio precedente. "È il quarto anno consecutivo da record", commenta il direttore per l'Italia, Frances Ouseley. "I profitti prima delle tasse sono pari a 581 milioni di sterline (725 mln di euro) e abbiamo un ritorno sul capitale del 20,5%, in crescita", aggiunge. I risultati "sono buoni" anche in Italia, dove il traffico passeggeri è cresciuto del 7% e l'investimento del 6%. "Nell'ultimo quadriennio i passeggeri in Italia sono aumentati dell'8% medio l'anno e quest'anno abbiamo creato 150 nuovi posti di lavoro", aggiunge Ouseley, evidenziando che la compagnia aerea britannica ha "raggiunto una posizione fortemente differenziata rispetto a tutti gli altri concorrenti, sia tradizionali che low cost". Quest'anno EasyJet in Europa ha trasportato 65 milioni di passeggeri (+6,6%)con un load factor (fattore di riempimento) del 91%. L'esercizio si è chiuso a settembre 2014.

Scintille per jobs act

[Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu se. N.Machiavelli]  Lega Nord pronta a ricorsi in sede Europea se dovesse andare in porto l'ipotesi, alla quale sta lavorando il governo, di trasferire il pagamento del canone Rai in bolletta. "Il canone Rai da pagare con la bolletta della luce - dice a 'La telefonata' il leader della Lega Matteo Salvini - è una vergogna. Costringere gli italiani a pagare anche se non hanno la tv in casa è una vergogna assoluta. Faremo ricorso ovunque, anche in Europa perché non è possibile tartassare gli italiani". L'intervento del governo verrebbe inserito nella legge di stabilità come confermato dal viceministro dell'Economia Enrico Morando che ha spiegato che l'intervento potrebbe arrivare al Senato e si potrebbe legare a quello sulle emittenti locali, per le quali l'intenzione è di risolvere il problema in modo strutturale. L'intenzione sarebbe quella di trasferire in bolletta il pagamento del canone Rai, in chiave anti-evasione. Canone che sarebbe comunque ridotto rispetto all'attuale. Le risorse aggiuntive ricavate servirebbero a finanziare le emittenti locali. "Le tv locali - ha spiegato Morando parlando in commissione Bilancio alla Camera - sono in una situazione tale per cui hanno dovuto mettere in cassa integrazione una parte enorme dei dipendenti, sono in una situazione di disagio drammatico". Il governo "intende affrontare il problema se possibile in termini strutturali" uscendo dalla situazione attuale in cui "ogni anno si riproponga emendamento per affrontare la questione". E la soluzione strutturale "è connessa a una modificazione dell'assetto del canone Rai" su cui "non siamo ancora perfettamente pronti. Non so se lo saremo per il passaggio alla Camera". Il pomo della discordia riguarda la particolare fattispecie del licenziamento disciplinare, già regolato dallo stesso statuto dei lavoratori. Intenzione del governo Pd-Ncd era favorire un ulteriore liberalizzazione, ma di fatto nulla è stato deciso. Con una prassi già consolidata, si è ritenuto opportuno rinviare il tutto ai decreti attuativi che il governo si impegna a varare entro il 15 gennaio, senza alcuna possibilità di contraddittorio: una sorta di “delega in bianco”. Si tratta, di fatto, di un “attestato di fiducia” all’interno di un provvedimento più complessivo, che a sua volta, con buone probabilità, passerà alla camera con un nuovo voto di fiducia, così come avvenuto al senato. E con questo sono 48 i voti di fiducia chiesti dal governo Renzi. Il potere legislativo del parlamento è ormai del tutto esautorato e sempre più sussunto dal potere esecutivo, con buona pace della democrazia e di Tocqueville. Call center di nuovo sulle barricate. Venerdì 21 novembre è il giorno dello sciopero nazionale del settore, il secondo dopo quello di giugno, con i lavoratori in piazza a Roma per una “notte bianca”, ma anche a Palermo, dove oltre tremila persone rischiano il posto. A mobilitarsi, tuttavia, non sono solo i dipendenti, più di 80mila in tutta Italia, ma anche le aziende. La cui associazione di categoria, Assocontact, si è rivolta a governo e parlamento per manifestare le sue preoccupazioni relative al Jobs Act e segnalare il rischio della “morte” di una parte del settore. Una preoccupazione cui si associano anche i sindacati, benché da un diverso punto di vista. Anche i sindacati segnalano i pericoli insiti nel Jobs Act, seppure da una prospettiva decisamente diversa. Un altro rischio del Jobs Act, affermano i sindacati, è quello legato agli sgravi contributivi previsti, per i primi tre anni, per le aziende che assumono a tempo indeterminato. Anche in questo caso, le organizzazioni sindacali si dicono favorevoli all’intervento, ma a determinate condizioni.

sabato 22 novembre 2014

Blue air a Catania

[Se vuoi fare strada, dai strada. Sam Rayburn]  Presentati i voli Blue Air da Catania per Torino. La più importante compagnia aerea smart flying di bandiera rumena, rappresentata in Italia da Cim Air, collega il capoluogo etneo a quello piemontese 6 volte a settimana. Il vettore rumeno propone tariffe a partire da € 42.99 a tratta, tasse incluse. Il bagaglio a mano è gratuito e può pesare fino a 10 kg. La presentazione è avvenuta a margine dell’evento Blue Air organizzato a Catania, in collaborazione con la Sac (Società Aeroporto Catania), per incontrare gli agenti di viaggio di tutta la Sicilia. "Questo incontro è l’occasione ideale per presentare il nostro primo collegamento fra due città italiane, Catania e Torino, e far conoscere meglio il nostro prodotto con la collaborazione della Sac-Società Aeroporto Catania», ha affermato George Racaru, direttore generale di Blue Air, "grazie a questo servizio possiamo trasmettere la nostra filosofia “smart Flying” anche dall’aeroporto Fontanarossa di Catania. Un modo di volare già sperimentato con successo in Romania, di cui ora possono godere anche i passeggeri della tratta nazionale Catania-Torino, dedicato a coloro che viaggiano spesso in aereo, per questioni personali o di lavoro, e che sanno che i biglietti acquistati in anticipo sono più accessibili". "Per Blue Air, l’Italia rappresenta in percentuale il mercato con il maggior numero di voli fra quelli operati dalla compagnia verso tutte le destinazioni servite da/per la Romania», ha aggiunto Racaru, «le agenzie di viaggio italiane, e quelle siciliane in particolare, sono dei partner molto preziosi per il nostro vettore, per questo stiamo lavorando ogni giorno a stretto contatto con loro. I prodotti Blue Air sono infatti a loro disposizione tramite molteplici canali, in modo da soddisfare pienamente le esigenze degli agenti di viaggio". Per il direttore operativo della Sac, Francesco D’Amico (nella foto), "la tratta Catania-Torino operata da Blue Air è la veloce riprova di come in uno scalo dal grande appeal come quello di Fontanarossa il mercato rappresenti un regolatore assolutamente efficace. Inutile allarmarsi per vettori che vanno via o per tratte temporaneamente scoperte, perché il nostro aeroporto ha dati di crescita così confortanti, per non dire entusiasmanti, che davvero può garantire un ricambio in tempo reale degli operatori, senza timore di lasciare sguarnite rotte strategiche come quella per Torino, non solo bellissima città d’arte e di storia, ma anche uno dei centri nevralgici dell’economia del nostro Paese". D’Amico ha altresì evidenziato "l’importanza che una compagnia smart flying, con dieci anni di esperienza operativa in Italia e tutta Europa come la Blue Air, si impegni a fornire una valida alternativa di volo in un segmento di mercato importante come quello siciliano".

Arrestato Socrates, ex premier portoghese

[Per trovare un amico bisogno chiudere un occhio; per tenerlo due. Norman Douglas]  L'ex primo ministro socialista portoghese José Socrates è stato arrestato venerdì nell'ambito di una inchiesta per frode fiscale, riciclaggio di denaro e corruzione. Lo ha annunciato la procura generale portoghese.    Socrates, ha precisato il pm in un comunicato, fa parte di un gruppo di quattro persone arrestate nei giorni scorsi, tre delle quali sono già apparse davanti ai magistrati venerdì.  José Socrates Socrates, 57 anni, socialista, premier del Portogallo dal 2005 al 2011, è stato arrestato nel pomeriggio di venerdì al suo arrivo all'aeroporto di Lisbona.  Sono in corso perquisizioni in diversi luoghi da parte di più di 60 inquirenti della magistratura, della polizia e delle dogane, precisa un comunicato della procura. L'inchiesta riguarda operazioni bancarie e trasferimenti di denaro di origine sconosciuta.  Il pm precisa che non c'è alcun legame con l'operazione Monte Branco, che nel luglio scorso aveva portato all'arresto dell'ex manager della banca Espirito Santo, Ricardo Salgado. L'arresto di Socrates arriva dopo una settimana dallo scoppio di uno scandalo di corruzione sulla concessione di visti facili a investitori stranieri, che ha portato all'arresto di diversi alti rappresentanti delle istituzioni. Lo scandalo ha portato domenica scorsa alle dimissioni del ministro dell'Interno del governo di centrodestra, Miguel Macedo.

Air France cede il corto raggio a Hop!

[Oggi il segreto di una leadership di successo è l’autorevolezza e non l’autorità. Blanchard]  Air France ha annunciato il trasferimento di tutti i suoi voli nazionali, ad eccezione di quelli che vanno ad alimentare il suo hub di Roissy, alla propria controllata regionale Hop!, in occasione della stazione estiva 2015. Nata dalla fusione, a gennaio 2013, tra le tre compagnie regionali Airliner, Brit Air e Regional, Hop! attualmente opera 510 voli giornalieri. La sua attività, ha precisato in una nota Air France, aumenterebbe a 800 voli al giorno a partire da aprile 2015. Questa nuova attività sarà raggruppata sotto il marchio unico Hop! Air France. Tutta l'attività domestica passerà sotto la responsabilità di Lionel Guerin, ceo di Hop!. Recuperando la gestione completa del point-to-point, gli equipaggi potranno scegliere il tipo di aeromobile, A320 o velivoli regionali, più adatto alla richiesta del mercato, a seconda della destinazione e dell’orario, al fine di ottimizzare il tasso di occupazione degli aerei. La compagnia precisa, tuttavia, che “non ci sarà alcuna modifica o trasferimento dei contratti di lavoro, e neppure il trasferimento di equipaggi di Roissy o provincia”.Air France si augura che questa riorganizzazione, e la nuova offerta commerciale, le consenta di ritrovare l'equilibrio sul business a corto raggio nel giro di tre anni. Per ora, questo segmento ha generato una perdita operativa di 140 milioni di euro per un giro d'affari di 1,7 miliardi di euro e 15 milioni di passeggeri.

venerdì 21 novembre 2014

Alla Kh di Fontanarossa sono troppi

[Genti assai, ed omini pocu. Detto siciliano] Alle ore 10,30 è iniziata la riunione con i sindacati e la Kh presso lo scalo di Catania Fontanarossa, alle 13,30 la riunione era già finita.  Argomento dell’incontro la crisi e le misure da adottare per sopravvivere. A pagare il conto sarà, ovviamente, il lavoratore che non perderà il lavoro ma dovrà applicare il contratto di solidarietà. Dopo che 173 stagionali hanno vinto la causa e sono stati assunti per la Kh i costi erano diventati insostenibili, troppi gli indeterminati che ammontano a 509. Nella riunione di oggi la Gh Napoli, che detiene il 100% della Kh di Fontanarossa, ha dichiarato che gli esuberi sarebbero 221,80. Si punterebbe ad applicare  contratti di solidarietà difensiva su pase volontaria per una durata di circa 5 anni. A metà settimana è previsto un altro incontro, presumibilmente definitivo, che porterà sindacati e azienda a siglare un accordo.    Nel frattempo la petizione  della Cisal, esclusa dal tavolo delle trattative, che prevede la bocciatura dell’accordo voluto dalla Sac che trattine il 5% dello stipendio continua e va avanti: un centinaio di firme sarebbero state raccolte in poche ore.  

PAZZA GIUSTIZIA

[4 occhi viduni cchiù di dui. Detto popolare siciliano] Confermate dalla IV Sezione Penale della Cassazione le condanne per omicidio colposo a carico di tre ex dirigenti della Fincantieri di Palermo per la morte di 37 operai a causa del tumore per l'amianto. Pene ridotte per alcune prescrizioni. Confermati risarcimenti a vittime, Inail e Fiom. In particolare la IV Sezione penale per prescrizione ha ridotto la condanna per Luciano Lemetti che passa da 4 anni e 2 mesi a 3 anni e 6 mesi, per Giuseppe Cortesi da 3 anni e 5 mesi a 3 anni e 1 mese, e Antonino Cipponeri da due anni e 8 mesi di reclusione a 2 anni, 7 mesi e 10 giorni. A quanto si è appreso si sarebbero prescritti gli omicidi colposi avvenuti tra il 1998 e il 2000. In sostanza esce confermato il verdetto emesso il 6 novembre 2012 dalla Corte di Appello di Palermo. In I grado sono stati liquidati dal giudice con provvisionali circa 5 mln di euro. Il Pg Fodaroni aveva chiesto la sostanziale conferma del verdetto emesso dalla Corte di Appello di Palermo il 6 novembre 2012 che aveva condannato per omicidio colposo, e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro, i dirigenti di Fincantieri. Il processo per omicidio a Stephan Schmidheiny non si può fare perché “si scontra con il principio che non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto”. È  quanto sottolinea il professor Astolfo Di Amato, avvocato difensore dell'imprenditore svizzero. Il principio indicato dal professore, che assiste Schmidheiny insieme al collega Franco Coppi, è noto fra i giuristi con la locuzione latina 'ne bis in idem'. “I fatti elencati dalla procura di Torino nell'inchiesta per omicidio volontario - spiega Di Amato - sono gli stessi che sono stati portati al vaglio della Cassazione nell'ambito del processo per disastro doloso. Vengono solo riproposti in modo diverso”. “In ogni caso - precisa il professore - anche queste accuse sono infondate nel merito. Schmidheiny si è sempre adoperato per la protezione dei lavoratori della Eternit e delle popolazioni delle città in cui sorgevano gli stabilimenti”.  

Ultimo round nucleare iraniano

[Megghiu curnutu ca vastuniatu. Frase siciliana] Con l'arrivo del segretario di Stato statunitense, John Kerry a Vienna, per l'ultimo round dei negoziati sul dossier nucleare iraniano che dovrebbero concludersi il 24 novembre, il mondo resta con il fiato sospeso. La questione, che vede il coinvolgimento dell'Iran e dei paesi del gruppo 5+1 - vale a dire, oltre alla Germania, Stati Uniti, Russia, Francia, Cina, Gran Bretagna, che hanno diritto di veto all'Onu - è diventata ancora più delicata e complessa alla luce delle tensioni che dall'Ucraina, alla Siria all'Iraq tormentano le scenario internazionale. L'obiettivo è raggiungere un accordo sulla base dell'intesa del 20 gennaio. L'intesa prevede che l'Iran conservi metà dello stock di uranio arricchito al 20%, mentre ulteriori operazioni di arricchimento verranno sospese per sei mesi. In cambio, verranno allentate le sanzioni di Stati Uniti e Unione europea in alcuni settori. Ma sull'orizzonte si stagliano le resistenze iraniane e israeliane. Il negoziatore iraniano, Ali Akbar Salehi ha scartato l'ipotesi di una trasformazione del reattore ad acqua pesante di Arak, uno degli ostacoli maggiori dei negoziati, che potrebbe essere utilizzato nella fabbricazione dell'arma atomica. L'Iran ha annunciato di aver già fatto modifiche a questo reattore in costruzione, per limitarne la produzione di plutonio, mentre gli occidentali vorrebbero che Teheran abbandoni del tutto il progetto. Dal canto suo, Israele ha di nuovo invitato il gruppo 5+1 a non firmare un accordo che consenta all'Iran di rimanere sulla soglia del nucleare. A Teheran, in pratica, non deve essere permesso di mantenere troppe centrifughe, per impedire che possa sviluppare la capacità di dotarsi dell'arma nucleare.
 

 

Sordi in corteo per lingua dei segni

[Né tu letu, iu consulatu. Frase siciliana] Sordi e sordo-ciechi in corteo, a Roma, per richiamare l'attenzione del Parlamento sul riconoscimento ufficiale della Lingua italiana dei segni (Lis). A organizzarlo è l'Ente nazionale sordi (Ens), il cui presidente, Giuseppe Petrucci, sta effettuando da giorni lo sciopero della fame. Nel mese di ottobre 2013, l'Ens ha presentato una proposta di legge per il riconoscimento della Lis, della Lis tattile e per la promozione dell'inclusione sociale delle persone sorde e sordo-cieche. L'Italia, insieme a Lussemburgo e Malta, è l'unico paese europeo a non aver ancora riconosciuto la Lingua dei Segni, sottolinea l'ente. “Occorre lanciare un segnale alla nostra classe politica - afferma Petricci - che è necessario abbattere le barriere rendendo operativo uno strumento legislativo di cui l'Italia si è dotata più di cinque anni fa, la Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata nel 2009. Un documento di fondamentale importanza, che prevede azioni per il riconoscimento, la tutela, promozione e diffusione delle lingue dei segni degli Stati che, come l'Italia, l'hanno resa propria con una Legge dello Stato.

Meridiana verso la liquidazione o la vendita?


[A cui nun ti voli, e tu nun lu vuliri. Frase siciliana] Altro che ristrutturazione e rilancio di Meridiana: il destino del vettore aereo pare essere quello della messa in liquidazione o della vendita. Sarebbe questo il compito attribuito a Richard Creagh, Colin Smith e Fabian Bachrach, i tre nuovi manager nominati  nel corso di un cda straordinario dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Scaramella.  Le prime indiscrezioni attribuivano il dietrofront dell’ad a contrasti con il principe Aga Khan, azionista di maggioranza del vettore aereo attraverso il fondo Akfed, sul piano di ristrutturazione. Le ultime rivelazioni, se confermate, getterebbero nuova luce sulle resistenze da parte del principale finanziatore dell'azienda ad effettuare ulteriori iniezioni di capitali, come richiesto da Scaramella per portare a termine il suo progetto di riorganizzazione.   A nulla sarebbe dunque servito il sacrificio di 1634 posti di lavoro. Intanto sono ricominciate le trattative con i sindacati: ieri si è discusso del settore manutenzione, mentre è in corso oggi il negoziato per piloti ed assistenti di volo. Da oltre un mese il pilota Andrea Mascia si trova in cima a una torre nel parcheggio dell’aeroporto di Olbia per protestare contro il licenziamento collettivo deciso dall’azienda.  Nel corso dell’incontro con i sindacati del 19 novembre, il presidente di Meridiana Marco Rigotti ha smentito le voci di un prossimo fallimento della compagnia. Eppure, secondo quanto riportato oggi da “Il Sole 24 Ore”, pare che l’ex-amministratore delegato Roberto Scaramella abbia detto ad alcuni suoi collaboratori: “Non voglio fare il commissario liquidatore”. Non ci sarebbero dunque dei semplici “Motivi personali” alla base delle sue dimissioni. Dopo aver imposto a Meridiana sacrifici e tagli di personale, Scaramella avrebbe chiesto all’azionista di maggioranza, il fondo arabo Akfed del principe Aga Khan, un’iniezione di capitali necessaria al rilancio. Che passa anzitutto per il rinnovo della flotta attraverso l’acquisto di una ventina di Boeing 737. Ma secondo indiscrezioni l’Aga Khan, dopo aver investito 350 milioni di Euro in 5 anni per aiutare il vettore senza risultati, sarebbe restio a spendere ancora per quest’azienda.  Possibile che l’Aga Khan intenda portare a termine la ristrutturazione per poi vendere quote di Meridiana, magari ad un socio arabo sulla scia di quanto fatto da Alitalia?  Nemmeno i sindacati hanno visto il cambio al vertice come un buon auspicio: “Queste dimissioni non preannunciano nulla di buono, questi tre signori forse sono stati chiamati per mettere in ordine i conti nella maniera più drastica possibile, partendo dai licenziamenti”.
Svolta nella vertenza Meridiana. Dopo l'incontro di oggi con la Regione Sardegna la compagnia ritiene che si siano “i presupposti per raggiungere in tempi brevissimi un accordo sulla procedura di mobilità nello spirito di quanto suggerito dal Ministero del Lavoro, che possa evitare la riduzione degli ammortizzatori sociali previsti dall'attuale quadro legislativo”. Per il presidente Marco Rigotti ora l'azienda può guardare a questa nuova fase “con realismo e con fiducia verso il futuro”.

In Cina la critica è un reato

[Nun servi a cacaredda culu strinciri. Detto siciliano] Si è aperto a Pechino il processo contro la giornalista cinese Gao Yu, accusata di avere rivelato segreti di Stato. Un fitto cordone di polizia ha circondato il tribunale della capitale per impedire alla folla di avvicinarsi. Ai giornalisti presenti è stato intimato di andare via. Gao, che ha 70 anni e che tra l'altro soffre di problemi circolatori e cardiaci, è stata arrestata il 24 aprile con il sospetto di aver rivelato all'estero segreti di Stato. È  stata confermata in appello in Cina la condanna all'ergastolo per l'intellettuale uiguro Ilham Tohti, condannato in primo grado a settembre per “separatismo”. Lo ha riferito il suo avvocato. Tohti, economista dell'Università delle nazionalità di Pechino, noto per le sue posizioni moderate, denuncia da tempo le discriminazioni subite dagli uiguri, etnia turcofona musulmana, da parte dei cinesi han, nella regione nordoccidentale del Xinjiang.

Gerusalemme, tensione alta

[Dove forza non val giunga l’inganno. Metastasio] Hamas esorta i palestinesi della Cisgiordania ad organizzare dimostrazioni "di collera" al termine della preghiere del venerdì nelle moschee. Nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme l'accesso ai fedeli musulmani sarà oggi libero, ma la polizia israeliana è stata posta in stato di allerta. Nel frattempo la radio militare israeliana ha affermato che in Cisgiordania Hamas cerca di riattivare le cellule del suo braccio armato. Lo confermano - ha aggiunto - la conclusione raggiunta dai servizi segreti che militanti di Hamas hanno condotto negli ultimi mesi gravi attentati: fra questi, il rapimento a giugno di tre ragazzi ebrei; il tentativo di assassinio del ministro degli esteri Avigdor Lieberman con un razzo anti-carro, lo scorso agosto; e l' investimento di tre soldati con un furgoncino, due settimane fa presso Hebron. Hamas ha ordinato ai militanti, secondo la radio militare, di moltiplicare in Cisgiordania gli attacchi contro soldati e coloni, sia con armi da fuoco sia con mezzi improvvisati. Nel frattempo, ha concluso, Hamas ha accresciuto nelle reti sociali una forte campagna di "incitamento". Intanto non si placano le polemiche sul sindaco di Ashqelon (a sud di Tel Aviv) che ieri aveva impedito l'ingresso di una quindicina di manovali arabi in asili nido della città perché- dopo l' attentato palestinese in una sinagoga di Gerusalemme - le famiglie dei bambini avevano espresso timore per l'incolumità dei loro figli. Oggi il ministero degli interni israeliano gli ha ordinato di riaprire immediatamente i cantieri edili ai lavoratori arabi. L'iniziativa del sindaco - afferma il ministero degli interni israeliano - "contrasta con i principi di eguaglianza e di prevenzione delle discriminazioni che sono principi basilari in Israele, ed è perfino superfluo addentrarsi nelle ragioni e nella loro importanza". Dure parole di censura alla iniziativa del sindaco Shimoni sono giunte ieri dal premier Benyamin Netanyahu, dal capo dello stato Reuven Rivlin e anche dalla ministra della giustizia Tzipi Livni. Ma in un sondaggio condotto dalla emittente televisiva Canale 10  è emerso che il 58 per cento degli israeliani ebrei giustifica la iniziativa del sindaco Shimoni.

Senato Usa blocca riforma Nsa

[La vita è come una cipolla: togli i vari strati, e alla fine scopri che non c’è niente.] James Gibbos Huneker) Già nel 2009, alcuni dirigenti della National Security Agency avanzarono forti obiezioni al programma di intercettazioni dell'agenzia rivelato da Edward Snowden e l'allora direttore della Nsa Keith Alexander sottopose la questione all'amministrazione Obama, che considerò un piano per interrompere la raccolta dei dati ma infine lo respinse. Lo hanno rivelato funzionari dell'intelligence in servizio e a riposo citati in forma anonima in un'esclusiva della Associated Press ripresa dai media americani, secondo cui il piano accantonato era simile a quello previsto nella riforma proposta dall'amministrazione e bloccato ora dal Senato. Le circostanze descritte dalle fonti sono state confermate alla Ap anche dallo stesso Alexander, secondo cui "un individuo sollevò con noi queste questioni e aveva alcuni punti molto validi", pertanto "chiesi ad alcuni esperti tecnici, compreso lui, di approfondire". I dirigenti della Nsa considerarono quindi la possibilità di interrompere la raccolta di metadati e di rivolgersi di volta in volta direttamente alle compagnie telefoniche. La Nsa si consultò anche con il Dipartimento della giustizia, il Congresso e la Casa Bianca, alla quale era arrivato da poco Barack Obama. Il governo, però, decise infine che non era opportuno apportare cambiamenti al programma, considerato come uno strumento necessario per la lotta al terrorismo, secondo quanto hanno riferito alla Ap Alexander e altre fonti. Il Senato americano blocca la riforma della National Security Agency, al centro dello scandalo del Datagate. La misura, chiamata U.S.A. Freedom Act, prevede la fine della raccolta automatica di dati dalle chiamate telefoniche degli americani. Ma non ha superato il voto procedurale del Senato per l'avvio della discussione: la misura non ha incassato i 60 voti necessari per l'avvio del dibattito. La riforma della Nsa non è passata per soli due voti, avendo ottenuto 58 consensi invece dei 60 necessari per l'approvazione. A votare contro quasi tutti i repubblicani, contrari a rivedere in modo radicale i poteri dell'agenzia. Il no rinvia al prossimo anno il dibattito sulla riforma, che si è impantanata sul Patriot Act che puntava a rinnovare e modificare. Il Patriot Act è la controversa legge anti-terrorismo approvata d'urgenza dopo l'11 settembre che estende di fatto i poteri d'intervento dell'intelligence e dell'autorità giudiziaria nella vita privata dei cittadini, autorizzando controlli estesi a tutti i livelli. Il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, per bloccare l'approvazione della riforma. ''Questo è il momento peggiore possibile per legarci le mani dietro la schiena'' afferma McConnell.

giovedì 20 novembre 2014

Kh dichiara lo stato di crisi

[Nuddu cadi cu li pedi d’autru. Detto siciliano]Domani a Catania Fontanarossa riunione sindacati con Kh. Il grande capo della Gh Napoli, Paolo Zincone, incontrerà le sigle sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Se la Kh convocherà la Cisal gli altri sindacati non parteciperanno.  Domani non avrà luogo una festa con vecchi amici, che si ritrovano dopo tanti anni, si affronterà una difficile vertenza sindacale che prevede la mobilità per circa il 50% dei dipendenti della Kh. Alla fine troveranno un accordo e sarà solidarietà, ma i dipendenti perderanno sempre parte dello stipendio.   Molti stagionali catanesi (circa 100) hanno vinto la causa: a sei ore per 11 mesi. Nel frattempo Sigonella potrebbe non essere più del gruppo napoletano, si sono aperti i tempi per una nuova gara d’appalto e la AviaPartner ci sarà e si appresterebbe anche ad entrare  a Napoli Capodichino.  

mercoledì 19 novembre 2014

Gerusalemme blindata

[Siediti lungo la riva del fiume e aspetta. Prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico. Anonimo]   Gerusalemme è blindata dopo la strage alla Sinagoga del quartiere ultra-ortodosso di Har Nof che ha fatto cinque vittime: 4 rabbini e un poliziotto che è morto nella notte per le feriti riportate. Sei gli ebrei in gravi condizioni. Uccisi in una sparatoria con la polizia i due attentatori palestinesi. È stato un martedì di ‘‘puro terrore’‘ raccontano i testimoni che descrivono la scena di una mattanza. Il primo terrorista ha sparato colpi di arma da fuoco, il secondo si è avventato sui fedeli con un grande coltello da macellaio. È il più alto tributo di sangue pagato da Gerusalemme in un luogo di culto ebraico dal 2008. I familiari danno l’ultimo addio ai propri cari in un clima di grande tensione, diversi analisti temono che la situazione stia precipitando dopo il crescendo di violenze nate sulla contesa ‘‘Spianata delle Moschee’‘. Israele, ripiombata nel terrore, ha innalzato le misure di sicurezza facilitando il porto d’armi. Gli aggressori della Sinagoga arrivavano da Gerusalemme est, annessa da Israele dopo la guerra del 1967 e rivendicata dai palestinesi come capitale del loro futuro Stato.Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che ha promesso “una dura risposta”, ha ordinato la demolizione delle abitazioni dei due cugini palestinesi autori del massacro della Sinagoga


Parte iter per privatizzazioni di Fs

[Siamo tolleranti e civili, noi italiani, nei confronti di tutti i diversi. Neri, rossi, gialli. Specie quando si trovano lontano, a distanza telescopica da noi. Indro Montanelli] Parte l'iter per le privatizzazioni di Fs. È stato costituito un gruppo di lavoro congiunto tra ministero dell'Economia, dei Trasporti e le Ferrovie dello Stato con l'obiettivo di predisporre tutte le misure necessarie all'apertura del capitale di Fs e alla sua quotazione. Lo annuncia una nota del Mef.
 La costituzione del gruppo di lavoro congiunto, si legge nella nota, è stata decisa oggi nel corso di un incontro al Ministero dell'Economia e delle Finanze promosso dal Ministro Pier Carlo Padoan e dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, sulle procedure per la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato Italiane. Erano presenti i vertici di Ferrovie dello Stato, gli staff dei rispettivi ministri e gli uffici competenti.

Il 27/11 Landini a Palermo

[È più semplice apparire degni della posizione che non si ricopre anziché dell’incarico che si ha. La Roche Foucauld] I metalmeccanici pronti alla mobilitazione generale. Palermo porta in piazza il malcontento delle tute blu e dei tagli all’industria il 27 novembre, per uno sciopero che conclude le quattro manifestazioni nazionali decise dal comitato centrale della Fiom nelle città di Milano (14 novembre), Napoli (21 novembre), Cagliari (27 novembre), e Palermo. Sarà presente per l’occasione a Palermo il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini. È stato illustrato il programma: un corteo partirà alle 9 da piazza Croci e in piazza Verdi si terrà il comizio, con la partecipazione di Landini, del segretario della Cgil Sicilia Michele Pagliaro, del segretario di Cgil Palermo Enzo Campo, dei segretari di Fiom Cgil Sicilia e Fiom Cgil Palermo Roberto Mastrosimone e Francesco Piastra. Nei prossimi giorni, in preparazione dello sciopero, si terrà a Palermo un’assemblea cittadina per divulgare i motivi della protesta alla città. Da domani partiranno le assemblee in tutti i posti di lavoro, i presidi nelle piazze, i volantinaggi davanti a fabbriche, banche, ospedali. Tutto il mondo del lavoro condividerà la protesta dei metalmeccanici, uno dei settori più bersagliati dalla crisi. Solo nelle aree industriali del palermitano ci sono decine di aziende in crisi, dai casi più eclatanti della Keller e di AnsaldoBreda, alle aziende dell’indotto Fiat e Fincantieri, ai circa 600 disoccupati e in mobilità che compongono il comitato dei senza lavoro organizzato dalla Fiom”. All’attivo la Fiom ha presentato i dati della crisi contenuti nell’ultimo rapporto Svimez, una fotografia shock del crollo delle agevolazioni concesse all’industria del Mezzogiorno. “Un crollo dell’80,5 per cento: si è passati dai 6,4 miliardi di euro annui concessi nel triennio 20011-2003 agli 1,2 miliardi de 2010-2012.

Sciopero generale Cgil e Uil il 12 dicembre

[Il denaro è la chiave che apre tutte le porte. Molière] Sciopero generale di Cgil e Uil  il 12 dicembre. È questo l'esito del vertice tra i leader sindacali di Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Annamaria Furlan e per la Uil il segretario in pectore Carmelo Barbagallo in occasione dell'apertura del congresso della Uil. La Cisl conferma il solo "sciopero unitario" del pubblico impiego, che sarà deciso dalle categorie.

Fly Hermes unisce Torino alla Sicilia

[Chi cammina solo può partire oggi, ma chi viaggia in compagnia deve attendere finché l’altro non sia pronto. Henri David Thoreau]  Fly Hermes annuncia l’avvio di due nuovi voli da Torino per la Sicilia: Comiso e Palermo saranno collegate sei volte alla settimana a partire dal 15 dicembre. L'aeroporto di Torino rafforza così i collegamenti con il Sud Italia, intensificando le connessioni con Palermo e aggiungendo la nuova destinazione di Comiso. Il vettore maltese, già operativo in Italia, inaugura le proprie operazioni dall’Aeroporto di Torino con i voli verso le due destinazioni siciliane, che verranno effettuati tutti i giorni, ad eccezione del sabato. “Esprimo soddisfazione per l’ingresso sul nostro scalo del vettore Fly Hermes - ha dichiarato Roberto Barbieri, amministratore delegato di Sagat -, che permette ai passeggeri di andare alla scoperta di una zona della Sicilia a elevata vocazione turistica, ricca di fascino e cultura, e che facilita i viaggi sulla direttrice nord-sud già a partire dalle prossime festività natalizie. Siamo inoltre al lavoro per creare le condizioni di un’ulteriore intensificazione dei collegamenti con la regione siciliana”. "Siamo fiduciosi sul rafforzamento della linea per Palermo e soprattutto della nuova linea per Comiso che oltre allo sviluppo della zona turistica della provincia iblea resa famosa anche dagli afferenti 'mitici luoghi di Montalbano', sarà al servizio anche dei passeggeri di tutta l’area sudorientale siciliana - ha affermato Paolo Di Grandi, ceo Fly Hermes -. Inoltre originando da Malta, le destinazioni si moltiplicano arricchendo l'offerta ai due bacini, del Piemonte e delle isole maltesi, attraverso un breve e comodo transito su Comiso. Siamo soddisfatti della collaborazione avviata con Sagat a tutti i livelli e ringraziamo per il grande supporto operativo che stiamo ricevendo per l'intrapresa di questa stimolante iniziativa che auspichiamo possa far da volano a future collaborazioni". Nessuna dichiarazione è pervenuta dalla Gesap, Ambrogio tace... Vuoi vedere che questo silenzio è dovuto al fatto che questo vettore, a Palermo Punta Raisi, non sarà gestito dalla Gh?

martedì 18 novembre 2014

Anonymous ruba account twitter del KKlK


[Ogni mali lu castigu aspetta. Detto siciliano] Anonymous ha rubato l'account twitter del Ku Klux Klan e ha postato una foto con un membro del gruppo razzista mentre viene linciato. L' iniziativa nasce come risposta al monito del Kkk di un probabile uso della forza nei confronti dei manifestanti di Ferguson in attesa della decisione del Gran giurì sull'incriminazione del poliziotto che sparò e uccise il 18enne nero Michael Brown. Nei giorni scorsi, il Kkk ha attaccato il gruppo di attivisti sostenendo che non valevano nulla. Poi ha distribuito migliaia di volantini in un cui minaccia di usare la forza letale contro i manifestanti. La risposta di Anonymous non si è fatta attendere: il gruppo ha occupato l'account twitter del clan contrassegnato dall'hashtag #OpKKK e #HoodsOff (“Giù il cappuccio”), che riguarda l'individuazione dei membri del KKK della zona di St.

Putin cita al Capone

[Quando anche imponessimo, con tanto di carabinieri e di tribunali, che la lotta politica fosse circoscritta a due soli partiti, o coalizioni di partiti , dentro ognuno di essi si riformerebbero - sia pure col nome di 'correnti', o 'cespugli' o di questa o quella specie animale o vegetale - i quaranta o cinquanta partiti di oggi, con le facce di oggi e il linguaggio di oggi: tutto fasullo. Indro Montanelli] Il leader del Cremlino Vladimir Putin cita Al Capone. Visitando la fiera “Made in Russia” il presidente russo non ha perso l'occasione per riprendere una frase del famigerato gangster italo-americano sul potere persuasivo delle armi. “Blindati gentili? - si è chiesto ironico Putin osservando un mezzo sperimentale a metà tra un blindato e un'auto ordinaria, chiamato appunto blindato gentile. “Si può ottenere molto di più con la gentilezza e con un'arma che con la sola gentilezza”. Sale la tensione in Est Ucraina. Il dialogo diplomatico è sempre più rigido mentre sul campo si mostrano i muscoli militari. La Nato ha denunciato “un rafforzamento militare gravissimo” nell'Est dell'Ucraina e sul lato russo della frontiera, sottolineando che truppe, equipaggimenti e unità d'artiglieria russe sono state osservate nella regione. “La Russia ha la scelta: può partecipare a una soluzione di pace negoziata o può continuare sul cammino che la porterà all'isolamento”, ha affermato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, arrivando a una riunione dei ministri della Difesa Ue. Nel frattempo, Vladyslav Seleznyov, portavoce dell'esercito ucraino, ha annunciato che “nella giornata otto soldati sono morti e otto sono rimasti feriti da spari o dall'esplosione di ordigni artigianali”. Dal lato diplomatico russo i toni si fanno sempre meno concilianti. La Russia, ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, durante una visita nella capitale bielorussa Minsk, si augura che le relazioni con l'Unione europea non abbiano superato il punto di non ritorno a causa della crisi ucraina, dopo che Bruxelles ieri ha deciso nuove sanzioni contro i separatisti ucraini filorussi. “Speriamo che il punto di non ritorno non sia stato oltrepassato”. E tanto per ribadire il concetto Lavrov ha bocciato l'ipotesi di una conferenza internazionale sull'Ucraina, perché esiste già il formato di Minsk, che ha portato all'accordo sul cessate il fuoco del 5 settembre. Le Germania, tuttavia, sta tentando un ulteriore approccio diplomatico. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier è partito per una serie di incontri a Kiev e Mosca nel tentativo di riavviare il piano di pace per fermare il conflitto in Ucraina orientale, in un momento in cui il cessate il fuoco viene sistematicamente violato e i rapporti tra Mosca e l'Occidente sono a un punto di rottura. Il capo della diplomazia tedesca avrà incontri con i leader pro occidentali a Kiev per poi recarsi a Mosca e incontrare il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.