sabato 30 agosto 2014

Putin un pericolo per Ue

[Cucuzza cucuzza, cui parra appuzza. Detto siciliano] Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato oggi i partner stranieri a tenere sempre a mente che è meglio “non provocare” la Russia, una delle “principali potenze nucleari” del mondo. Putin ha parlato di fronte ai giovani riuniti nel forum Seliger 2014, mentre la Russia è accusata di un intervento diretto nel conflitto ucraino sia da Kiev che dalla Nato. “Io non penso che venga in mente a nessuno oggi di avviare un conflitto su larga scala con la Russia”, ha detto - secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Ria Novosti - il capo dello stato. “La Russia - ha detto ancora Putin - è lontana dall'esser coinvolta in un conflitto di ampie dimensioni. Noi non lo vogliamo e non lo faremo”. Tuttavia, ha precisato il presidente, “noi siamo naturalmente sempre pronti a respingere ogni atto d'aggressione. I nostri partner, quale che sia la loro situazione o la loro linea di politica estera, devono sempre tenere a mente che è meglio non provocare la Russia”. Ci sono “forti rischi” per le forniture di gas russo verso l'Europa in inverno. L'ha detto oggi il ministro dell'Energia russo Alexander Novak. Il gas russo copre circa un terzo del fabbisogno dei paesi dell'Unione europea, ma alcuni dei membri Ue sono completamente dipendenti da tali forniture, che passano per una quota rilevante attraverso l'Ucraina. Novak ha parlato a margine di una conferenza stampa congiunta con il commissario europeo all'energia Guenther Oettinger. “La situazione è estremamente critica, man mano che ci avviciniamo alla stagione fredda”, ha dichiarato il ministro russo, aggiungendo che “c'è un rischio che il gas inviato da Gazprom per l'Europa sia illegalmente prelevato dall'Ucraina per i propri bisogni”.

IL GOVERNO GRECO DIFENDE I CORROTTI


[Ruby: “Ricordo Nicole Minetti vestita da suora sexy”. Eh, bei tempi. Spinoza.it] Nel primo trimestre il Pil della Grecia ha accusato una contrazione annua pari a -0,9%, si tratta di un numero migliore rispetto alla stima preliminare (-1,1%).Il governo greco taglia i fondi assegnati allo sport per il 2014, riducendoli del 50%. Lo ha annunciato il Vice Segretario allo Sport Giannis Andrianos. Il prossimo anno il Comitato Olimpico greco e le federazioni dovranno condividere un budget complessivo di 12 milioni di euro, contro i 24,4 milioni del 2013. Secondo la Banca centrale greca, l'economia tornerà a crescere nel 2014 dopo sei anni di recessione. Tuttavia, rischi risiedono nell'incertezza politica che perdura nel  paese. Mentre i cittadini greci fanno fronte a circa 500 pignoramenti per debiti al giorno, con all’orizzonte nuovi scandali sull’acquisto di carri armati e sommergibili da Germania e Russia su cui sta indagando la magistratura ateniese, ecco che i dati sui benefici “giudiziari” della casta ellenica sono come un pugno nell’occhio per chi, tra tagli a stipendi e pensioni, fatica a restare a galla. In totale sono 130 le domande di autorizzazioni a procedere che sono state inoltrate dalla magistratura greca al Parlamento per reati di vario genere imputati a deputati, ministri ed ex parlamentari dal 2010 ad oggi: 41 sono decadute per prescrizione mentre il resto risultano bloccate in un cassetto, in attesa che scadano i termini. E nonostante il premier conservatore Antonis Samaras in persona aveva caldeggiato un’austerity anche da parte della classe dirigente, rallegrandosi quando un anno fa era deflagrata la “bomba” della Lista Lagarde, l’elenco degli illustri evasori ellenici con milioni di euro in Svizzera, al cui interno è presente anche il suo primo consigliere economico Stavros
Papastravrou (che da allora non ha ritenuto di doversi dimettersi). A salvare la casta ellenica non c’è solo la legge sul meccanismo ministeriale che agisce come strumento di impunità, penale e civile, ma la strada che può assicurare loro l’immunità e l’indennità passa proprio attraverso la Camera. Dove il regolamento attualmente in vigore non facilita l’accesso alle informazioni dei membri, così è complicatissimo indagare su presunti reati attribuiti ai politici. Anzi, proprio questo ritardo favorisce la scadenza dei termini. In conformità con la norma costituzionale e con la legge sulla responsabilità ministeriale, il diritto della Camera a portare in Aula la richiesta per qualsiasi procedimento penale è stato attivo fino al giugno 2011. Se fino ad allora, quindi, il governo in carica (era guidato dal socialista Iorgos Papandreou) assieme al Parlamento non ha fatto poi molto per mettere ai voti le singole richieste, ecco che da quel momento in poi è scattata la speciale prescrizione, con tempi che nel caso delle nuove richieste, potrebbero scadere nel 2014. E lasciare senza risposta altrettanti fascicoli. Lo scorso anno sono state ben 75 le richieste di autorizzazione a procedere avanzate dalla magistratura al Parlamento, ma al momento risultano “parcheggiate” in attesa di un cenno proprio dall’ufficio di Presidenza del Parlamento. I magistrati inquirenti si augurano che non trascorrano i termini, visto e considerato che si tratta di inchieste delicate come truffe alla pubblica amministrazione, appropriazione di fondi europei, acquisti di armamenti, peculato e falso ideologico. Colpisce il fatto che gli ostacoli procedurali lascerebbero comunque intatta la possibilità per i 300 deputati di rendere le cose trasparenti, ma accade esattamente il contrario come il caso dell’ex rappresentante della Grecia presso il FMI, Roumeliotis, su cui le copie di documenti e relazioni, così come la legge prevede, non sono stati diffusi ai deputati. Nonostante ci fosse una prescrizione formale da parte dell’ufficio di presidenza della Camera. Così l’unico luogo fisico dove i deputati possono consultare un file per vedere se le accuse sono
infondate o meno, è la sede della Divisione di progetto legislativo, che non è una zona sempre fruibile in quanto deve sottostare ad orari e giorni di apertura variabili. Il problema è stato sollevato ufficialmente in questi giorni al Presidente della Camera dalla capogruppo del Syriza Zoì Konstantopoulou, che ha parlato pubblicamente di “disprezzo criminale per lo stato”, quando invece ci sarebbe l’obbligo “di tutelare l’interesse pubblico”. Per procedere contro un deputato non è sufficiente solo il sì del Parlamento, in quanto la formulazione dell’accusa può essere resa difficoltosa anche dall’impossibilità materiale di visionare le copie dei fascicoli con i capi di accusa. Un porto delle nebbie nell’Egeo, che ha la conseguenza di non approfondire indagini delicatissime e soprattutto di lasciare impuniti gli eventuali responsabili. Gli stessi che, sotto dettato della Troika, chiedono agli undici milioni di cittadini greci di guadagnare di meno e lavorare di più.

giovedì 28 agosto 2014

LA CRISI ARRIVA IN GHP?

[Servi a Diu e gabba a tutti. Frase siciliana] Il cda della Gesap che si è svolto ieri doveva affrontare lo studio presentato dalle organizzazioni sindacali per riorganizzare la security all’interno dello scalo di Punta Raisi. La Gesap si è impegnata di approfondire questo argomento, dando mandato a tecnici interni, ipotizzando che esistono alcuni settori che possono essere scorporati dalla Ksm. Il timore del gestore è che se la security ritornasse alla Gesap, Basile potrebbe dire vi prendete i miei uomini oppure li licenzio tutti. Si doveva anche parlare delle clausole di garanzia per i livelli occupazionali qualora GhP, controllata al 100% dalla Gesap,  venisse venduta all’80% alla Marconi di Bologna. Ma, mentre si stava per affrontare l’argomento, tanto caro ai sindacati, le agenzie battono la notizia che AirOne sarà ridimensionata e Palermo, Catania, Linate, Malpensa … avranno un calo considerevole di voli. Pronta la contromossa della Gesap che la settimana prossima andrà a Dublino per incontrare i vertici di Ryanair ... Palermo avrà dieci voli in meno da ottobre e non avrà più i 4 pernottamenti. Già si parla in GhP, pretestuosamente, di 50 esuberi. Prima che AirOne aprisse base a Palermo e conseguentemente  più voli il personale indeterminato  Gh quello era. Perché oggi esiste l’esubero e ieri no? 

L'Ucraina verso la guerra totale

[Nun avimu a stari cu lu coci e mancia. Detto siciliano] Undici persone sono morte a Donetsk nelle ultime 24 ore in seguito ad attacchi di artiglieri nella roccaforte dei ribelli filorussi nell'Ucraina dell'est. Altri 22 civili sono rimasti feriti. “Un crescente numero di soldati russi interviene direttamente nei combattimenti sul terreno ucraino”, dice ambasciatore Usa. Per Hollande questo è inaccettabile. Intanto il Cremlino fa sapere che concorda sull'opportunità di un nuovo incontro Putin-Poroshenko, dopo quello di Minsk, ma sottolinea che sono necessari negoziati per definire data e formato. Nonostante la stretta di mano e il colloquio a Minsk fra Putin e Poroshenko, la tensione fra Russia e Ucraina resta alta. Oltre mille militari russi sono impegnati attualmente nei combattimenti in corso sul territorio dell'Ucraina, in particolare nella zona di Novoazovsk. È  quanto indicato da un responsabile dell'Alleanza Atlantica citato dall'agenzia France Presse. Un comunicato stampa sul sito presidenziale riferisce che il presidente ucraino Petro Poroshenko ha cancellato la visita in Turchia a causa “dell'ingresso delle truppe russe in Ucraina”. Nel pomeriggio è prevista la riunione straordinaria del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa ucraino per sviluppare il piano di azioni. Poroshenko ha anche ribadito l'appello fatto dal premier Iatseniuk per convocare il Consiglio di sicurezza Onu, aggiungendo che dovrebbe riunirsi anche il Consiglio dell'Unione Europea. Nel frattempo è in corso una riunione speciale dell'Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce) dedicata al tema delle “violazioni russe in Ucraina”. La Commissione Ue ha annunciato aiuti per lo stoccaggio privato di burro, latte in polvere scremato e alcuni formaggi. L'obiettivo è stabilizzare il mercato europeo colpito dall'embargo russo. Questi saranno in vigore per 3-7 mesi e, secondo gli esperti, dovrebbero ammontare dai 10 ai 20 milioni di euro. I formaggi che ne dovrebbero beneficiare sono quelli più colpiti dallo stop all'export prodotti in Olanda, Finlandia, Lituania e Polonia. Le misure di attuazione verranno votate la prossima settimana.

Tasi molto meno cara dell'Imu

[Cui nasci bedda, nasci maritata. Frase siciliana]Tasi molto meno cara dell'Imu. Nei 2.178 Comuni che hanno deliberato l'aliquota del nuovo tributo, il gettito Tasi/Imu stimato sulle prime case stimato a fine 2014 in base ai primi versamenti è di 1,2 miliardi, il 29,3% in meno rispetto a 1,6 miliardi 2012 (nel 2013 l'Imu sulla prima casa non è stata pagata). Sono i dati del
Dipartimento delle Finanze. I versamenti sulle seconde case e degli “altri immobili” segnano una sostanziale stabilità, con una crescita dello 0,15%. Tra i dati che emergono per la prima casa, invece, si scopre che, nel passaggio dall'Imu 2012 alla Tasi, i Comuni che hanno deliberato le aliquote - 2.178 su un totale di circa 8.000 - registrano una diminuzione del numero di contribuenti: quest'anno ci sono 1,2 milioni di proprietari e inquilini che non hanno versato l'imposta comunale sull'abitazione principale: la flessione, precisano le Finanze, può dipendere dall'introduzione da parte di alcuni comuni di esenzioni per l'abitazione principale, “nell'esercizio della propria potestà impositiva”. Pur facendo riferimento all'incasso effettivo della prima tranche, su cui si sono elaborate apposite stime per l'intero 2014, il dato è provvisorio, perché riferito esclusivamente a quelle amministrazioni comunali che hanno deciso il valore dell'aliquota e le relative detrazioni “e non può essere proiettato in assenza di informazioni sulle delibere che saranno adottate dai Comuni rimanenti” entro il 10 settembre. Le analisi, sottolinea lo studio del Dipartimento, si basano sul confronto tra il gettito Imu/Tasi 2014 proiettato su base annua e il gettito Imu 2012. L'anno 2012 è stato scelto come punto di riferimento anziché l'anno 2013, poiché il gettito Imu 2013 risulta fortemente condizionato dalle esenzioni previste dai decreti legge Imu-Cig 102/2013 e Imu-Bankitalia 133/2013 per le abitazioni principali, i terreni e altre categorie di immobili. In pratica lo scorso anno solo le prime case di lusso delle categorie A1, A8 e A9 hanno continuato a pagare l'imposta municipale, al contrario di tutte le altre abitazioni principali che sono state invece escluse. Allo stesso modo anche quest'anno la Tasi è dovuta per tutte le prime case, mentre l'Imu solo per quelle di lusso, che sommano entrambe le imposte. Al di là delle prime case, per quanto riguarda quelli che il Dipartimento definisce “gli altri fabbricati", l'importo teorico stimato per l'Imu e la Tasi 2014 pari a circa 7 miliardi di euro equivale sostanzialmente all'Imu versata nel 2012. La variazione positiva è minima e pari a +0,15%, ovvero 11 milioni in più.

Ryanair non solo low cost

[Ogni ficateddu di musca fa sustanza. Detto siciliano] Non più solo low cost, ma anche compagnia aerea per chi ha parecchio da spendere. È  l'ultima trasformazione di Ryanair, che ha lanciato la propria Business Class con tanto di imbarco prioritario. La compagnia aerea irlandese annuncia in una nota che ai viaggiatori per affari europei verrà riservato un pacchetto su misura, con cambi di biglietto flessibili, franchigia bagaglio da 20 kg, varchi di sicurezza con corsie preferenziali presso aeroporti selezionati, imbarco prioritario e posti premium.

Alitalia taglia Air One

[Pocu dinari ,pocu ammulari. Frase siciliana] “La Commissione Ue ha richiesto la documentazione rilevante” alle autorità italiane in merito all'operazione con cui Etihad è entrata nel capitale di Alitalia. Lo ha dichiarato Hellen Kearns, portavoce del Commissario Ue ai Trasporti, Siim Kallas, sottolineando che “la cooperazione con le autorità italiane è costantemente in corso”. In base alle regole Ue, spetta alle autorità italiane che hanno garantito la licenza “fare una valutazione e assicurare che il controllo resti in mani europee”. Ma “la commissione può, se necessario, come ha fatto in altri casi, richiedere la documentazione rilevante per assicurarsi che la legislazione Ue sia stata rispettata”, ha aggiunto la portavoce. La regole europee vietano che una compagnia al di fuori del Vecchio Continente possa prendere il controllo di una linea aerea europea: che si sostanzierebbe con una quota di capitale non necessariamente superiore al 50% più un'azione. Etihad ha rilevato il 49% di Alitalia con la newco al cui interno sono presenti i soci italiani che ne possiede il restante 51%. Alitalia prenderà in carico i voli AirOne della stagione invernale per ottimizzare i costi. L'annuncio è apparso sul sito internet di AirOne come avviso ai passeggeri. “Il Gruppo Alitalia nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità e nell'ambito del processo di razionalizzazione della flotta di medio raggio per la stagione invernale - si legge
nell'avviso -, ha deciso di utilizzare prevalentemente i servizi Alitalia anche per attività oggi svolte da Air One Smart Carrier. Di conseguenza, a partire dal primo ottobre, parallelamente alla consueta chiusura delle rotte estive, buona parte dei voli attualmente effettuati da Air One verrà operata da Alitalia”. “Tutti i clienti in possesso di biglietti per voli operati da Air One con partenza o rientro in ottobre o nei mesi successivi - prosegue la compagnia - saranno presto contattati dal Customer Center del Gruppo che fornirà loro i nuovi dettagli del programma di viaggio e le modalità di riprotezione o di rimborso. Il Customer Center contatterà i Clienti a partire da venerdì 29 agosto”.  L'illustrazione dei punti principali dell'accordo con Etihad Airways: ecco quanto è stato al centro del CdA di Alitalia tenutosi l’altro ieri. Secondo quanto riferito da alcuni componenti del collegio sindacale, il piano è stato fissato nelle sue linee generali, ma ora toccherà discuterne i singoli dettagli, anche per quanto riguarda gli asset da trasferire nella nuova compagnia. Inoltre, secondo le fonti non sarebbe stato invece affrontato il tema del prestito ponte, rinviato dunque ad un incontro successivo, di cui però non si conosce ancora la data. Di fatto, ricorda Il Sole-24 Ore che per sbloccare i vari adempimenti operativi occorre attendere prima il pronunciarsi di Bruxelles, l'ok della Commissione europea sull'accordo. Intanto Alitalia ha avviato l'iter di notifica a Bruxelles, inviando la documentazione relativa alle due direzioni generali coinvolte, Concorrenza e
Trasporti.Rimandato anche il discorso sui nuovi vertici di Alitalia: tra i nomi che circolano, oltre a Luca Cordero di Montezemolo per il quale tuttavia i rumors ipotizzano un ruolo di presidente non operativo, ci sono quelli di Giancarlo Schisano, vice direttore generale business della compagnia, e Silvano Cassano. L'unica novità emersa dal Cda è l'autorizzazione ufficiale alla cessione di una decina di aeromobili (A321 e A320). Intanto, però, c'è un'altra notizia più importante che serpeggia come rumor tra i sindacati. Secondo fonte Ugl, infatti, potrebbe prospettarsi la sospensione dell'attività di AirOne da ottobre. “Informiamo che entro il 30 settembre corrente mese, chiuderà il Coa AirOne (Smart Carrier), presso le basi di Catania, Palermo, e Venezia - si legge nella nota che circola sul web e che viene appunto attribuita a Ugl. Entro il 30 ottobre seguirà la chiusura anche delle ulteriori basi di Milano Malpensa, Verona e Pisa”. Al momento non ci sono riscontri ufficiali alla notizia.

martedì 26 agosto 2014

LIBERIAMO PUNTA RAISI DALLA GESAP/16

[Oggi pensu iu; dumani pensa Diu. Detto siciliano] Nell’ultimo bilancio della Gesap troviamo effetti speciali, dati che parlano di step e rank. Catania e Palermo vengono messi a confronto e Palermo migliora i suo step e il rank. Ma un aeroporto si giudica dal numero dei passeggeri e nel 2013 i dati di traffico sono stati tutt’altro che positivi per Palermo Punta Raisi. Nel 2013 Catania ha registrato 54.036 movimenti (-0,61), 6.307.473 passeggeri (+2,61). 40.244 i movimenti a Palermo Punta Raisi (-6,25) per un totale di 4.335.668 passeggeri (-5,44). Inoltre, nella graduatoria degli scali italiani 2013 in base al numero dei passeggeri trasportati Catania è al sesto posto, Palermo dopo i primi dieci. Infine, in base al totale cargo trasportato Catania è al 10 posto(-22,2%) e Palermo si attesta al 17 posto con una flessione rispetto all’anno precedente di -35,2%. Tutto il resto è retorica anche il presunto utile di un milione e 200 mila euro dichiarato dalla Gesap, basta leggere il bilancio.  I dati sulla connettività – tratti dall’ autorevole ICCSAI FACT BOOK 2014 evidenziano che per quanto riguarda gli step medi per raggiungere qualsiasi aeroporto europeo, l’ aeroporto di Palermo è 60° nel Rank europeo da 91° del 2011; l’ aeroporto di Catania, ad esempio, risulta 82° da 95°; nel Rank italiano, Palermo è al 6° posto dal 9° del 2011, mentre Catania è rimasta ferma al 10° posto. Per quello che può valere, il PIL europeo raggiungibile da Palermo è il 36,1%, da Catania il 32,5%. Significativi miglioramenti sono stati registrati nel 2013 anche nella connettività mondiale (step medi necessari per raggiungere qualsiasi aeroporto mondiale): l’ aeroporto di Palermo è 186° nel Rank mondiale da 202° del 2012; l’ aeroporto di Catania, ad esempio, risulta 217° da 266°; nel Rank italiano, Palermo è al 6° posto dal 7° del 2012, mentre Catania è al 9° posto dal 14°. [fine]

Aziende partecipate,1.424 non redditizie

[Ogni scupa leva munnizza. Detto siciliano] Sono 1.424 (circa 1 su 4) le partecipate da enti locali con un rendimento negativo rispetto al capitale investito (Roe). È  quanto emerge da uno studio del commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli che passa a setaccio 5.264 società per le quali sono disponibili i conti del 2012. Lo studio è sul sito della revisione della spesa. “La pubblicazione di indici che misurino l'efficienza delle partecipate - è spiegato sul sito della spending review - può costituire un importante stimolo al miglioramento delle attività di queste società” e “come punto di partenza viene oggi pubblicato su questo sito un fondamentale indice di efficienza, il Return on Equity (ROE) calcolato come rapporto percentuale tra risultato netto e mezzi propri”. Lo studio, di fatto, non arriva a conclusioni. Non contiene un'analisi di sintesi ma riporta in diversi fogli di calcolo le caratteristiche delle molte partecipate, sulla base della banca dati del dipartimento del Tesoro, dividendole in quattro soglie di patrimonio che ne indicano la grandezza, per rendere confrontabili le analisi sulla redditività di un universo di società davvero molto dissimili l'una dall'altra. A questo vengono aggiunti altri quattro gruppi di partecipate: da quelle che hanno patrimonio negativo (sono 143) a quelle che sfuggono al censimento perché non hanno un bilancio 2012 disponibile (1.075), da quelle che non sono operative (1242, molte già in liquidazione) a quelle che, analizzando i dati, mostrano delle incoerenze di bilancio (86). L'analisi di ''redditività' vera e propria viene così compiuta su 5.264 società. Di queste ce ne sono 1.424 con una redditività, calcolata con il Roe, che risulta negativa. Seguono 2.708 con un Roe superiore a zero ma inferiore al 10 per cento e 1.132 con una forte redditività, il cui Roe è a due cifre. Ma i dati possono essere spacchettati anche per i quattro livello di “grandezza” patrimoniale. E mostrano che le più piccole hanno un'incidenza di redditività negativa maggiore. Quelle con capitale fino a 10 mila euro sono solo 130, ma contano ben 67 dal Roe negativo, in pratica una su due. Quelle con una dimensione appena maggiore (tra 10 e 100 mila euro) sono 1.182: una su tre (337) hanno redditività sotto lo zero. Se si sale sopra questa soglia, ad avere un Roe negativo è in media una società su quattro. In particolare tra 100 mila euro e 1 milione di euro ci sono 1.662 società e tra loro 408 con Roe sotto zero. Sopra la soglia di 1 milione di capitale vengono invece contate 2.290 società, tra le quali 612 evidenziano un Roe con il segno meno.

LIBIA, SIRIA E IRAQ AL COLLASSO

[Biddizza è menza doti.  Frase  siciliana.] Gli Usa hanno iniziato sorvoli di ricognizione sulle regioni della Siria controllate dai ribelli, autorizzati ieri da Barack Obama e dallo stesso leader siriano Bashar al-Assad, che potrebbero costituire il passo che precede raid aerei contro il versante siriano dell'Isis. Lo scrive il sito di Al Jazeera citando fonti dell'amministrazione Usa. Secondo il New York Times, lo Us Central Command che dirige le operazioni americane nel Medio Oriente, ha richiesto ricognizioni supplementari sulla Siria - affidate soprattutto ai droni - per integrare le informazioni raccolte dai satelliti e dagli informatori in loco sulle forze e le attività dell'Isis in territorio siriano. La corrispondente di Al Jazeera da Beirut, Rula Amin, citata dal sito, afferma che non è ben chiaro se l'Amministrazione Usa abbia già comunicato i voli al regime di Damasco, anche se appare probabile che si sia già discusso di come combattere il “nemico comune”, rappresentato dallo Stato islamico. Contro il quale ieri il ministro degli esteri siriano, Walid al-Muallem, ha affermato di accettare anche operazioni militari americane e britanniche entro i suoi confini, purché solo con il “pieno coordinamento con il governo siriano”. In Siria intanto decine di raid sono stati compiuti dall'aviazione del regime di Damasco sulle postazioni dello Stato islamico (Isis) nella provincia nord-orientale di Deyr az Zor, secondo quanto riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Circa 700 civili appartenenti alla minoranza turcomanna sciita, tra cui “bambini, donne e vecchi”, sono stati massacrati dai jihadisti dello Stato islamico (Isis) nel villaggio di Beshir, nel nord dell'Iraq. Lo ha detto il rappresentante dell'Unicef in Iraq, Marzio Babille, precisando che la strage è avvenuta tra l'11 e il 12 luglio. La denuncia, che si basa sulle testimonianze raccolte dai profughi fuggiti da Beshir, arriva mentre si teme per la sorte di altre migliaia di turcomanni che i jihadisti assediano dallo scorso giugno nella città di Amerli. È
necessario un “D-Day umanitario” per i 700.000 profughi in fuga dalle violenze dell'Isis nel nord dell'Iraq, ha detto il rappresentante dell'Unicef nel Paese, Marzio Babille, chiedendo tra l'altro alla comunità internazionale di istituire una zona protetta come quelle realizzate in Bosnia, con truppe sul terreno. Come gli yazidi e i cristiani, i turcomanni sciiti sono tra le minoranze prese di mira dalle persecuzioni dell'Isis, che segue una dottrina fondamentalista sunnita. Secondo Babille è anche necessario organizzare “un ponte aereo sistematico dall'Europa” per aiutare il Kurdistan iracheno, “l'unico baluardo dei diritti umani” in questo momento nel Paese, che dà ospitalità a profughi di ogni etnia e religione. I 440.000 civili che sono confluiti nella regione autonoma curda a partire da giugno davanti all'offensiva dell'Isis, si sono aggiunti ai 250.000 siriani che già vi avevano trovato rifugio dall'agosto del 2013.  Il comando dell'Operazione Alba, le cui formazioni hanno conquistato l'aeroporto di Tripoli e altri centri nevralgici nella capitale, si distanziano nettamente da Ansar al Sharia, che ha proclamato un Califfato a Bengasi. L'Egitto sostiene il Parlamento libico, che si riunisce a Tobruk, “eletto in forma trasparente”: lo ha sottolineato il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, in una conferenza stampa con il presidente del Parlamento libico, il nuovo capo di Stato maggiore e il ministro degli esteri al Cairo. La sede del premier ad interim Abdallah al-Thani a Tripoli, 'fedele' al Parlamento che si riunisce a Tobruk, è stata assaltata dai miliziani islamici di Operazione Alba. Lo afferma al Arabiya confermando testimonianze oculari.

 

lunedì 25 agosto 2014

CARMELO, MENTORE DEL CONTE MASCETTI(RENZI)?

[Largu di vucca e e strittu di vurza. Detto siciliano] Scure sui permessi e distacchi sindacali nella pubblica amministrazione. Si tratta di un dimezzamento delle prerogative sindacali. Circa un mese fa il cda della Gesap aveva comunicato alle sigle sindacali che i permessi sindacali venivano ridotti drasticamente, i sindacati tutelati da una legge (credo la legge 300) non diedero molto importanza a questa boutade  (cazzata).   Però sembra che il conte Mascetti (Renzi) e il ministro, Marianna Madia, ha infatti firmato la circolare sul taglio. La Gesap come Nostradamus, aveva previsto le intenzioni dell’esecutivo.   La riduzione, si precisa, “è finalizzata alla razionalizzazione ed alla riduzione della spesa pubblica”. Conto alla rovescia per la revoca dei distacchi sindacali.  Scatta il countdown, entro il 31 agosto - mancano solo 6 giorni – “tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti”. Lo prevede la circolare del ministro Pa, Marianna Madia. “Il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali oggetto dell'atto di revoca avverrà -è precisato- nel rispetto”       del contratto collettivo nazionale quadro sulle prerogative sindacali, ”nonché delle altre disposizioni di tutela". Possiamo pensare, sapendo anche di sbagliare, che Carmelo Scelta e tutto il cda della Gesap è stato lungimirante.

Anonymous “attacca” Israele

[La mal’erva nun mori mai. Frase siciliana] Il collettivo di “Hacktivist” (Attivisti Hacker)
Anonimous ha attaccato i maggiori siti governativi israeliani. L’attacco, annunciato con l’hastag #OpSaveGaza  all’inizio dell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, ed è andato a segno stanotte, dopo innumerevoli tentativi. Tra i siti presi di mira ci sono quello del Governo, Ministero delle Finanze, Esercito, Ambasciata d’Israele negli stati Uniti, Studi Statistici e Ministero dell’Immigrazione. A renderlo noto è stato lo stesso profilo di Anonynous su Twitter. Al momento i siti del Governo, del Ministero delle Finanze, dell’esercito e della Banca di Gerusalemme risultano ancora bloccati. Il Governo Israeliano ha immediatamente sminuito la faccenda, facendo sapere che l’esercito e i servizi segreti sono riusciti ad sventare gli attacchi, iniziati con l’intervento militare sulla Striscia di Gaza. “Durante l’Operazione Margine Protettivo abbiamo ricevuto attacchi sempre più sofisticati, che richiedono una certa quantità di ragionamento e investimento”, ha detto la settimana scorsa il comandante della divisione che si è occupata di difendere i siti governativi, come riporta il giornale Russia Times. “Più andavano avanti le operazioni militari a Gaza più aumentavano i tentativi di introdursi nel sistema. Quando è iniziata l’operazione di terra da parte dell’esercito c’è stata un’impennata nel numero degli attacchi e nel livello di complicazione”. Non è la prima volta che gli hacktivist di Anonymous riescono a entrare nei domini istituzionali israeliani: un altro attacco, riportato il 7 aprile di quest’anno, aveva comportato un blocco agli utenti di diverse ore.  Secondo il Russia Times, la modalità preferita del collettivo per fermare le istituzioni sul web è quello dei DDOS, cioè i Distributed Denial of Service Attacks, che consistono nell’invio al sito di svariate richieste false, in modo che questo non sia più disponibile ai reali utenti. Quella odierna è stata una delle giornate di più intensi bombardamenti da parte di Hamas. Dall' inizio della mattinata, riferiscono i mass media locali, sono stati sparati da Gaza oltre 120 fra razzi e colpi di mortaio, in prevalenza verso i kibbutz e gli altri villaggi israeliani vicini alla linea di demarcazione con Gaza. Non si ha notizia di vittime anche perché  nel frattempo queste località si sono svuotate di gran parte della loro popolazione. L'offensiva di Hamas contro i villaggi israeliani vicini alla Striscia di Gaza - mediante il lancio continuo, da giorni, di razzi e colpi di mortaio - sta costringendo la popolazione locale alla fuga. Il sito di Haaretz riferisce che 300 famiglie hanno chiesto al ministero della Difesa di aiutarle a trasferirsi altrove. Esse seguono altre 400 famiglie che hanno sgomberato dopo l'uccisione di un bambino di quasi cinque anni, raggiunto da un colpo di mortaio. Tre palestinesi sono morti e altri sette sono rimasti feriti oggi quando un razzo sparato da un velivolo israeliano ha colpito un'automobile in transito in un rione a nord di Gaza City. Lo riferiscono fonti locali. In precedenza, in episodi separati, due altri palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano. Il responsabile di Hamas in seno alla delegazione palestinese incaricata dei colloqui indiretti con Israele, Mussa Abu Marzouk, nega che vi siano progressi in corso e che una tregua a Gaza sia imminente come affermato da alcuni media internazionali.

domenica 24 agosto 2014

Rischio nuovi scioperi Lufthansa

[Ogni maravigghia dura tri jorna. Frase siciliana] I sindacati piloti di Lufthansa stanno prendendo in considerazione la possibilità di effettuare nuovi scioperi, dopo il fallimento delle trattative con il gruppo sui bonus pensionistici. Le azioni, spiega il sindacato Vereinigung Cockpit, possono verificarsi “immediatamente e verranno annunciate in anticipo”. Lufthansa da circa due anni deve fare i conti con una serie di scioperi sulle retribuzioni dei piloti e le trattative sulle pensioni hanno innescato nuovi dissidi fra le parti.

SAS E SRR CONTRO ISIS

[Ogni beni di Diu veni. Detto siciliano] Il Regno Unito ha inviato nelle ultime 48 ore in Iraq e in Siria una “notevole forza” composta da soldati della Sas (Special Air Service) e della Srr (Special Reconnaissance Regiment) per “condurre operazioni high-tech che potrebbero portare alla cattura di estremisti nel giro di qualche giorno”: lo scrive il domenicale Mail on Sunday. Peter Theo Curtis, giornalista americano rapito in Siria quasi due anni fa, è stato liberato e consegnato ai rappresentanti delle Nazioni Unite. Lo annuncia la tv panaraba Al Jazeera. Secondo l’emittente, determinante è stata la mediazione condotta dal Qatar. Curtis era stato rapito ad Antakya, in Turchia, da dove progettava di entrare in Siria nell’ottobre del 2012. In un filmato rilasciato dai rapitori il 30 giugno, Curtis appare spettinato con i capelli lunghi e la barba, ma in buona salute. Nel video, ottenuto da Al Jazeera, Curtis leggeva una traccia preparata dai rapitori, enunciando il proprio nome e dicendo di essere un giornalista di Boston, nello stato americano del Massachusetts. Commentando il trattamento ricevuto, Curtis spiegava che “aveva tutto” ciò di cui aveva bisogno e che “tutto è stato perfetto, il cibo, l’abbigliamento”. La liberazione di Curtis arriva pochi giorni dopo la decapitazione del giornalista americano James Foley, anch’egli catturato in Siria nel 2012.A giugno l’unità di crisi del governo tedesco è riuscita a liberare, ufficialmente senza pagare riscatti, un giovane di 27 anni che dal Land del Brandeburgo, nell’estate del 2013, era partito per la Siria. Ne dà conto oggi il settimanale Welt am Sonntag in un lungo articolo che racconta l’intera vicenda, su cui era piombato un pesantissimo silenzio stampa, senza risparmiare dubbi e critiche alla linea di Berlino, contrariamente a Washington pronta a trattare con i rapitori. Senza nessuna esperienza, il giovane era volato da Berlino in Turchia, per poi spingersi oltre il confine verso la Siria. Ai genitori in primavera era stato inviato un video: il tedesco era in ginocchio insieme a due altri ostaggi, con un cartello su cui era scritta la richiesta di riscatto. Davanti a loro una fossa, dietro i boia incappucciati e armati. Poi uno sparo alla nuca di uno degli altri due sequestrati. È di almeno 500 morti il bilancio degli scontri da martedì tra l’esercito siriano e i jihadisti dello Stato islamico (Isis) che oggi hanno conquistato l’aeroporto di Taqba, ultimo bastione del regime di Bashar al Assad nella provincia settentrionale di Raqqa in Siria. Lo ha reso noto l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh).

sabato 23 agosto 2014

RITORNO AL PASSATO DI AVIAPARTNER A PUNTA RAISI

[Ogni parola nun voli risposta. Frase siciliana] Gira voce che a Punta Raisi gli uffici dell’operativo Aviapartner saranno trasferiti nei locali della fanteria. Nell’ottica di risparmio e del contenimento dei costi un’operazione del genere, se confermata, è condivisibile. I pessimisti, che hanno sempre ragione, vedono in questa  operazione un’ulteriore segnale che l’azienda punterebbe alla mobilità e ridotte le unità operative ci sarebbe più spazio per una coabitazione. Matteo e  Strehler, Mastrolindo e Calabria, Passione e Whisky Charlie …  dovranno vivere vicini vicini, che ridere. Dopo tutto Pae Mas nel 2004 era partita così, tutti insieme con molti voli in più. Nel frattempo 2 tre quinti livelli si sono autoconvinti che esistono margini per diventare Ros.  L’importante è avere le idee chiare, anche se il mondo ti crolla si può sempre pensare che tutto va nel migliore dei modi.  

Nessuna università italiana in top 150

[La casa è lupa. Detto siciliano]È  Bologna la migliore università d'Italia, ma, nella classifica delle top 500 nel mondo si piazza appena tra la 151/ma e la 200/ma posizione. Nessuna italiana, dunque, tra le migliori 150. Lo stabilisce l'annuale classifica dell'Università di Jao Tong di Shangai. Per quanto riguarda le altre italiane, dopo Bologna si piazzano, sempre nella classe 151-200, Milano, Padova, Pisa e Roma La Sapienza. In vetta alla top, ci sono le statunitensi Harvard, Stanford e Massachusetts Institute (Mit).

Il Pil va a puttane



[La ‘nvidia è tra li pari. Detto siciliano] Silvio aveva capito tutto. Se vogliamo coinvolgere le prostitute per salvare l’economia italiana è bene legalizzare il mestiere più antico al mondo. Così anche l’Italia potrà avere dei centri benessere di lusso, insomma trombare di più farà bene anche al pil. Se l'Italia tassasse la prostituzione come avviene in altri Paesi, potrebbe recuperare miliardi di euro. La proposta è del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, che non ritiene coerente comprendere nel calcolo del Pil l'attività illegale delle prostituzione senza regolarizzarla come invece succede in altri Paesi europei. Secondo Calderoli è venuto il momento di rimuovere “quell'insieme di diktat e veti incrociati che provengono da una certa parte di benpensanti e dal mondo cattolico; da chi dice che non può essere riconosciuto lo sfruttamento della donna, anche se poi viene di fatto sfruttata tutti i giorni sulle nostre strade”. Spazzando via ipocrisie e veti si potrebbe far arrivare denaro nella casse dello Stato “senza cercare affannosamente altre strade. Cifre troppo precise non è corretto farle, ma l'ordine di grandezza, la stima giusta è quella di miliardi di euro”. E non vi sarebbero solo vantaggi fiscali per un Paese alla perenne ricerca di denaro. “Si otterrebbero effetti benefici contro la criminalità, contro il diffondersi di malattie e si migliorerebbe il decoro delle strade, eliminando tutto quello che gira sui marciapiedi”. "Non saranno queste le innovazioni che faranno crescere il Pil". Così il direttore del dipartimento Istat per i conti nazionali, Roberto Monducci, a Rainews24, sull'inserimento di alcune attività illegali all'interno del Pil, a seguito delle nuove metodologie stabilite dall'Ue. “Ci si aspetta un impatto limitato”. Sul fronte opposto la posizione del Codacons, che invece “promuove a pieni voti l'inserimento di voci come droga, prostituzione e contrabbando nel calcolo del prodotto interno lordo. Si tratta - sostiene
l'associazione - di una misura giusta da tempo richiesta dall'Europa e dalla comunità internazionale. Finalmente grazie a questa novità il dato relativo al Pil sarà pienamente attinente alla realtà dell'economia italiana, e sarà superata quella ritrosia ipocrita di chi finge che voci come droga e prostituzione non esistano nel nostro paese”. Per il presidente del Codacons Carlo Rienzi, “chi critica tale provvedimento ha una concezione dell'Italia da paleolitico antico, e vorrebbe far rimanere indietro il nostro paese rispetto al resto del mondo. Contestare l'ingresso di droga prostituzione e contrabbando nel Pil vuol dire avere una idea bigotta e di estrema destra dell'economia e dei conti economici che, al contrario, oltre tali voci dovrebbero tener conto di tutta la ricchezza prodotta ed evasa al fisco”.

venerdì 22 agosto 2014

Mobilità per 100 unità alla Ksm

[Accattati tri grana di parra-picca. Detto siciliana]In data 31/7, presso il centro per l’impiego di Palermo, è stato siglato il verbale conclusivo della procedura di licenziamento collettivo, avviata il 25 marzo us, per il mancato accordo delle parti (i sindacati non hanno firmato la mobilità). Sono state già spedite le lettere  (raccomandata ar). La procedura prevede la
risoluzione del rapporto di lavoro di: 50 unità per la filiale di Palermo, 15 Enna, 25 Caltanissetta, 10 Agrigento. 25 unità hanno il diritto di prelazione alla prosecuzione del diritto al lavoro presso la Ksm di Catania e Messina.  Nel frattempo la Ksm avrebbe cancellato l'integrativo decurtando circa 70 euro dalla busta paga Renzi dà, Basile toglie.   Anche per il 2013, la Società, concessionaria dei servizi di sicurezza aeroportuali ex art.4 del D.M. 29 gennaio 1999 n.85 e s.m.i., ha continuato ad assicurare lo svolgimento dei servizi di sicurezza passeggeri, bagagli, merci ed ulteriori servizi aggiuntivi attraverso Istituto di vigilanza esterno, aggiudicatario dal 2008 della specifica procedura ad evidenza pubblica ed in possesso dei requisiti organizzativi e tecnico professionali previsti dalla vigente normativa in materia. Tutti i servizi sono stati effettuati nel rispetto delle vigenti disposizioni nazionali e comunitarie in materia (regolamenti UE, PNS e Circolari ENAC) e secondo disposizioni e Procedure Operative del PAS (Programma Aeroportuale di Sicurezza), già revisionato ed integrato nel 2012 a seguito della entrata in vigore del Programma Nazionale di Sicurezza Ed. 2012 ed in attuazione dei Regolamenti comunitari nn.300/2008 e 185/2010 e s.m.i. In attuazione delle Circolari ENAC SEC 04 e SEC 05, negli ultimi mesi del 2013 è stato quindi avviato l’ ulteriore aggiornamento e revisione del PAS, giunto alla 4^ Edizione e formalizzato di recente alla locale Direzione Aeroportuale di ENAC. Nel giugno 2013, la Società ha altresì superato positivamente l’ennesimo follow up del Nucleo Centrale Ispettivo ENAC/Ministero degli Interni, in aggiornamento della visita della Commissione Europea del luglio 2012, che ha verificato il rientro dei rilievi minori formalizzati nelle precedenti attività ispettive, confermando la generale conformità delle procedure e dei sistemi di security aeroportuale alle prescrizioni normative, nazionali e comunitarie, vigenti. Infine, dal marzo 2013, sono stati raggiunti eccellenti risultati sul fronte della programmazione e gestione delle risorse impiegate nei diversi servizi di sicurezza per effetto di una incisiva riorganizzazione ed ottimizzazione delle stesse, anche in funzione dei dati di traffico registrati sullo scalo. La nuova procedura ad evidenza pubblica per l’ affidamento del servizio, pur avendo resistito a ben due ricorsi cautelari, entrambi presso il TAR e il CGA, senza che la stessa sia stata sospesa, è ferma in attesa del giudizio di merito fissato dal TAR ad ottobre 2014.

Alitalia, ecco tutti i licenziati

[Quannu lu piru è maturu, cadi sulu. Detto siciliano] Martedì prossimo, 26 agosto, è in programma un nuovo Cda dell'Alitalia. All'ordine del giorno l'accordo siglato con Etihad l'8 agosto scorso e l'esame dell'andamento del Piano industriale. Se ne dovranno andare entro il 31 dicembre per permettere ad Alitalia di rinascere. Sono 2.251 tra piloti, hostess, impiegati e operai che verranno licenziati e spediti in mobilità. Il “taglio” è parte integrante dell’accordo firmato l’8 agosto scorso tra Alitalia e la compagnia degli Emirati Arabi Etihad Airways che diventerà così azionista di minoranza con un investimento di 560 milioni di euro. Altri 300 milioni arriveranno dai vecchi soci attraverso un aumento di capitale. Il prezzo della sopravvivenza è la decurtazione del personale. Il conto alla rovescia è già scattato. Fino al 15 settembre verranno inviati in mobilità i volontari. Pare, però, che siano pochini visto che l’azienda offre soltanto diecimila euro a testa come buonuscita. Poi toccherà a chi è prossimo alla pensione. E dal primo ottobre scatteranno i tagli veri. A scaglioni la compagnia aerea cancellerà dall’organico 2.251 persone. La politica di riduzione colpisce tutti i settori, a partire dalle segretarie
dell’amministratore delegato Gabriele Del Torchio: di 28 in forze attualmente, se ne dovranno andare in dieci. Via tutti e 31 i portieri, gli addetti alla sicurezza della centrale operativa di Fiumicino e quelli alla selezione del personale, contabili e tecnici della manutenzione. Delle venti officine che Alitalia aveva nel 2008 ne resteranno due. Per duecento meccanici c’è comunque la possibilità di venir recuperati da Atitech a cui saranno girate alcune manutenzioni ora effettuate dall’israeliana Bedek a Tel Aviv. Altri cento sono stati chiamati a colloquio proprio durante la missione a Fiumicino di James Hogan, ceo di Etihad. L’offerta? Andare a lavorare all’aeroporto internazionale di Abu Dhabi, dove ha sede la compagnia emiratina che acquisterà il 49% delle quote del capitale di Alitalia-Cai. E che ha già nel pacchetto il 40% di Air Seychelles, il 24% di Jet Airways, il 10% di Virgin Australia e il 2,98% di Air Lingus. Lo scorso gennaio ha inoltre conquistato il controllo della svizzera Darwin Airlines, l’ha ribattezzata Etihad Regional e ha varato un articolato progetto di rilancio. L’azienda di Abu Dhabi è in piena espansione in Europa ma l’Ue non ha ancora dato il via libera all’operazione Alitalia perché una compagnia dell’Unione non può essere “di proprietà” di società extracomunitarie. Non oltrepassare quota 49% dovrebbe garantire il nullaosta a James Hogan. Se ne dovrà andare un terzo degli impiegati che si occupano di sistemi informativi e di telecomunicazioni e il 30% di quelli inseriti nella Divisione Commerciale. Oltre a 86 dei 222 dei coordinatori delle operazioni di volo. Perché il piano prevede anche sinergie di costo per evitare uffici doppioni nella partnership Alitalia-Etihad. Tra istruttori, tecnici e loadmaster verranno cancellati 25 dei 138 contratti a tempo indeterminato ora in essere a Fiumicino, Napoli, Bologna, Venezia, Malpensa, Torino, Bari, Catania, Palermo e Catanzaro. Complessivamente dei 2.462 addetti all’assistenza di passeggeri e velivoli al Leonardo da Vinci ne verranno decurtati 428. Negli scali periferici la riduzione sarà di 63. Per chi verrà licenziato c’è comunque la “mobilità allungata”. Attraverso il Fondo del trasporto aereo - spiega Daniele Cofani, delegato rsa della Cub Trasporti - l’indennità è stata aumentata di due anni. Quindi chi ha meno di 40 anni avrà garantita la mobilità per tre anni. Per chi ha un’età compresa tra i 40 e i 50 anni l’indennità durerà quattro anni e cinque per gli over 60 per
facilitare l’approdo alla pensione, visto che per i più anziani trovare un altro posto di lavoro è quasi impossibile”. “Tra gli esuberi - interviene Antonio Amoroso della segreteria nazionale Cub Trasporti - non sono stati conteggiati 200 precari, a cui non verrà rinnovato il contratto per far posto a impiegati e operai ricollocati in altri settori. Il traffico passeggeri e merci in Italia è però aumentato, rispettivamente del 10,3% e del 16,6%, dal 2008 al 2013 e del 3,5% e del 5,1% nel 2014. A nostro avviso i tagli non servono”. “Nella ex compagnia di bandiera - insiste Amoroso - ci sono 13.200 dipendenti, di cui 1.300 precari che hanno trasportato nel 2013 circa 24 milioni di viaggiatori con 134 jet. Etihad ha 17.000 dipendenti per far volare 3,2 milioni di passeggeri l’anno con una flotta di 89 aerei”. La differenza è che Etihad è in attivo e il bilancio Alitalia per il 2013, approvato un mese fa, ha registrato una perdita netta raddoppiata a 568,6 milioni di euro e un patrimonio netto negativo per 27,17 milioni. L’intervento di Etihad è quindi l’ultima spiaggia. “Il piano industriale - scrive in una nota Alitalia - punta a salvaguardare migliaia di posti di lavoro, consentirà di investire in nuove rotte a lungo raggio da Roma e Milano, di rivitalizzare il marchio e di ritornare all’utile entro il 2017 nell’ottica della competitività e della sostenibilità reddituale”.

giovedì 21 agosto 2014

UCCISI TRE CAPI DI HAMAS

[Assai guadagna cui nun perdi. Detto siciliano] Tre comandanti del braccio armato di Hamas sono stati uccisi in un raid aereo israeliano stamattina a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato le stesse Brigate Ezzedin al-Qassam. Le vittime sarebbero Mohammed Abu Chamala, Raed al-Atar et Mohammed Barhoum. La uccisione dei comandanti di Hamas è stata confermata dal portavoce militare israeliano. Mohammad Abu Chamala, ha riferito la radio militare, era il responsabile dei tunnel di contrabbando scavati a centinaia sotto al confine con l'Egitto ed era una delle personalità più influenti nel Sud della Striscia. Raed al-Atar, ha aggiunto l'emittente, era il comandante della Brigata di Rafah del braccio armato di Hamas. Era stato il cervello del rapimento del soldato israeliano Ghilad Shalit ed era già sopravvissuto ad un attentato israeliano. Il mese scorso, ha aggiunto l'emittente, aveva cercato di rapire verso Rafah un altro militare israeliano, il tenente Hadar Goldin. Ieri Israele ha anche attentato alla vita del comandante supremo di Hamas, Mohammed Deif. Hamas ha riferito che quell' attentato è fallito. Ma ancora non ha fornito prove dirette che Deif sia ancora in vita. Otto palestinesi sono rimasti uccisi nella notte da raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza, secondo i servizi di soccorso locali. I bombardamenti hanno
completamente distrutto un edificio a Rafah (sud), causando sette morti, mentre un altro palestinese è morte in un raid sul campo profughi di Nuseirat (centro). A Gaza è tornata la guerra: razzi e raid si sono susseguiti oggi a poco più di un giorno dalla fine del cessate il fuoco che ha visto il fallimento della mediazione egiziana. E Hamas è tornato a minacciare l'aeroporto Ben Gurion: le compagnie aeree straniere si tengano lontane dallo scalo da domani mattina. Minaccia alla quale le compagnie in serata rispondono: continueremo a volare su Tel Aviv. Secondo il portavoce militare, i razzi nel sud di Israele (ma anche nella zona centrale del paese, compresa Tel Aviv) sono stati 175 (3.700 da inizio crisi), mentre i raid di risposta dell'aviazione israeliana hanno fatto, secondo fonti palestinesi, circa 22 morti e 100 feriti nella Striscia. Tra questi non si sa ancora con certezza se ci sia Mohammed Deif, capo indiscusso dell'ala militare di Hamas e vero padrone - secondo molti analisti - della situazione a Gaza: da lui dipende il lancio dei razzi o il loro stop. Israele in un attacco mirato ha cercato di eliminarlo - come già altre volte ha tentato in passato - ma per ora di certo c'è che nel bombardamento della sua abitazione sono rimasti uccisi la moglie e suo figlio Ali' di pochi mesi. L'emittente tv Fox News, citando una fonte anonima israeliana, ha sostenuto che Deif è morto; Hamas tuttavia ha negato decisamente. “È  vivo e combatte”, ha affermato dalla Striscia Abu Obeida, portavoce dell'ala militare della fazione islamica, aggiungendo che Deif “sarà alla guida dell'esercito che libererà Gerusalemme”. Hamas ha inoltre minacciato le 
compagnie aeree internazionali - come fece lo scorso mese - a non volare, a partire da domani mattina alle 6 (le 5 in Italia) sull'aeroporto Ben Gurion che considera un obiettivo. Poi in serata Haaretz ha riferito che le compagnie internazionali e israeliane hanno annunciato che non intendono sospendere i loro voli su Tel Aviv nonostante le minacce, che potranno produrre tutt'al più un ritardo di un'oretta. Il premier Benyamin Netanyahu - che oggi ha riunito per l'ennesima volta il gabinetto di sicurezza - ha ribattuto che la fazione islamica ha subito il “colpo più forte dalla sua fondazione” ed ha precisato che a Gaza l'esercito ha ucciso “molte centinaia di terroristi”, rifiutando però di fare alcuna menzione alla sorte di Deif. Netanyahu non ha nascosto che l'operazione Margine Protettivo non è finita e che sarà “una campagna continua. La lotta contro il terrorismo durerà anni”. La situazione sul campo sembra così essere tornata esattamente a quella pre-Cairo dove sono andate in fumo le trattative, anche se oggi il ministero degli esteri egiziano ha rivolto un appello alle parti a tornare al tavolo negoziale mediato. Ma nella capitale egiziana non c'è più nessuna delegazione: né palestinese, andata via oggi, né israeliana, partita ieri. Nel rimpallarsi le responsabilità della rottura, Hamas (e anche la Lega Araba) ha accusato Israele di non aver preso seriamente i colloqui e di aver usato i razzi come “una scusa” in “una decisione pianificata”. Poi - dopo aver sottolineato che il lancio di razzi denunciato da Israele durante la tregua “non è avvenuto”- ha sottolineato che l'iniziativa egiziana per una tregua a Gaza “è nata morta, ed è stata sepolta assieme con Ali”, il figlio di Deif. Ma sembrano esserci state anche altre influenze: il giornale panarabo Al Hayat (considerato vicino ai sauditi) ha ipotizzato che il “Qatar voglia sedere al tavolo negoziale indiretto tra israeliani e palestinesi” e avrebbe “minacciato” Khaled Meshaal, capo di Hamas in esilio a Doha, di “espulsione” se avesse accettato l'intesa mediata dall'Egitto. A Doha, tra l'altro, è arrivato il leader palestinese Abu Mazen per incontrare sia l'emiro sia Meshaal. Poi dovrebbe volare al Cairo dove sabato vedrà il presidente Sisi. Ma - secondo molti analisti - la situazione sembra aver imboccato per ora una strada senza uscita immediata.

mercoledì 20 agosto 2014

A PUNTA RAISI I SINDACATI POSSONO ASPETTARE

[Lettu metti affettu. Detto siciliano]L’incontro Gesap e sindacati non si farà più il 25 agosto, slitterà ad altra data. Se vogliamo dirla tutta, da che mondo e mondo, gli scioperi e le trattative sindacali non si fanno mai ad agosto. L’abbronzatissimo (anche a gennaio) presidente della Gesap ha pensato bene di rinviare l’incontro anche perché l’estate, dopo luglio capriccioso, finalmente è arrivata. Il 25 di cosa si doveva parlare? Del premio produzione? Siamo seri … vero è che la Gesap dopo anni, anche troppi, finalmente chiude un bilancio in attivo, ma è vero anche che la sua controllata Gh ha chiuso in perdita tanto quanto la Gesap ha chiuso in attivo. Non viene considerato nel bilancio della controllata Gh   il contenzioso dei 37 part time, la multa di un milione e mezzo, ancora non pagato, per come veniva gestita la sala amica. Il 18 agosto le oo.ss. hanno mandato un documento sulla internalizzazione dei servizi di security che verrà posto all’attenzione del cda della Gesap il 27/8, sempre che non verrà rinviata.   Da alcuni anni le OO.SS. hanno richiesto di rivedere tutte le attività date in out sourcing dall’Azienda e valutarne insieme se esistono i presupposti per internalizzare ciò che è stato dato in sub-concessione. Lo studio di valutazione in questione è quello concernente i servizi di security che vengono al momento svolti dalla Soc. KSM in regime di proroga di contratto. I dati che saranno presi in esame sono quelli costituiti nel capitolato speciale redatto dalla Gesap in occasione dell’ultimo rinnovo di gara del 2014 al momento differita per ricorso all’annullamento.  L’importo complessivo dell’appalto previsto dal bando di gara art. di 4.048.806 + 126.472 oneri di sicurezza (durata dell’appalto anni cinque) e dell’art 5.1 l’importo del euro 24.01 soggetto a ribasso e relativi oneri di sicurezza non soggetti a ribasso si fanno le seguenti considerazioni: mediamente il costo di un addetto livello 5 è determinato dalla paga base di 915.33 + contingenza 520.40 più edr 41.85 per un totale di 1477.58. Considerando il monte ore mensile di ciascun addetto pari a 165 ore si può determinare il costo/ora per addetto pari a 9.17 più contributi inps e INAIL ( circa 1.50 x ora) per un totale di 10.67. I servizi e le postazioni prevedono l’utilizzo di circa 31 addetti per turno per un totale di 68 addetti nell’arco delle 24ore (sono da considerare 8 addetti nel turno notturno e 60 circa nei turni avvicendati h16). Quindi in totale necessitano circa 100 unita per un totale di 165.000 ore di lavoro annuo. Il costo presunto complessivo del personale potrebbe avvicinarsi a 1.760.050 euro.

E MENTRE L’OCCIDENTE ARMA I KURDI …

[Chiddu ch’è scrittu, leggiri si voli. Frase siciliana]Un manifestante curdo è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco durante la rimozione - da parte delle forze di sicurezza turche - della statua di un leader dei ribelli eretta nella cittadina di Lice (sud-est). L'inaugurazione della statua di Mahsum Korkmaz, ex leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), era avvenuta domenica, aveva suscitato la rabbia dei nazionalisti turchi e un tribunale ne aveva deciso la rimozione. Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno approvato la risoluzione dei rispettivi presidenti che sostiene il governo nell'invio di aiuti militari ai curdi nell'ambito della crisi in Iraq. Il via libera è giunto con 27 voti favorevoli e 4 contrari, nessuno astenuto. Ok anche dalle commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno dato il via libera alla risoluzione che sostiene l'invio di armi. Il sì delle Commissioni giunge con 56 voti favorevoli e 12 contrari. Lo si apprende da un tweet del deputato Pd Khalid Chaouki, presente al voto. L'Italia è pronta a fornire ai peshmerga curdi “armi automatiche leggere e relativo munizionamento”. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Siamo pronti, ad un “sollecito invio di materiale militare d'armamento già in uso alle Forze Armate nazionali. Tale contributo, destinato alla difesa personale e d'area”. L'intelligence Usa “ha analizzato il video in cui vengono mostrati i cittadini americani James Foley e Steven Sotloff” e “abbiamo raggiunto il giudizio che si tratta di un video autentico”: lo ha affermato la portavoce del Consiglio nazionale per la Sicurezza della Casa Bianca, Caitlin Hayden. Dopo il video-choc diffuso dall'Isis sulla decapitazione del giornalista freelance americano rapito in Siria nel 2012, James Foley, si aprono interrogativi sulla sorte di altri due giornalisti statunitensi: Austin Tice, anche lui scomparso in Siria due anni fa, e l'altro reporter rapito, Steven Joel Sotloff. Quest'ultimo è apparso nel video degli jihadisti: “La vita di questo cittadino americano, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni”, ha minacciato il terrorista con il volto coperto ed il coltello in mano, diventato ormai uno dei macabri protagonisti della vicenda.

Google peggio della Nsa

[Li sciarri sù ‘ntra l’ancili. Detto siciliano] Il magnate dei media Rupert Murdoch non va mai per il sottile quando si tratta di esprimere i suoi pensieri su Twitter, e anche stavolta le sue dichiarazioni non sono passate inosservate. Oggetto della polemica è il colosso Google che, secondo Murdoch, sarebbe peggio della National Security Agency, l'agenzia di spionaggio finita nella polemica dopo lo scoppio del Datagate. “L'invasione della privacy della Nsa è brutta, ma niente a confronto di Google”, ha twittato l'ottantatreenne imprenditore australiano. Non è la prima volta che Murdoch attacca il gruppo di Mountain View. Già ad aprile aveva scritto: “Che faccia tosta l'attacco di Google nei confronti della Nsa. Google ha più informazioni su tutti noi e le usa. Non c'è prova che lo faccia la Nsa. Azienda etica?” E nel 2012 Murdoch aveva preso di mira Google per la questione contraffazione: “Il leader nella pirateria è Google che mette online film gratis, e attorno a essi vende pubblicità. Non mi stupisce che versi milioni nelle lobby”. Il sito di informazione tecnologica ReCode fa notare come questo attacco sia piuttosto
sorprendente considerando che Murdoch, proprietario di News Corp. e 21st Century fox, fu costretto a chiudere un giornale (News of the world) proprio a causa di uno scandalo che riguardava cellulari di persone innocenti spiati dai giornalisti che lavoravano per il magnate. Sono passati dieci anni da quando Google è sbarcata a Wall Street. Il 19 agosto 2004 il gruppo, nato sei anni prima, era stato valutato 23 miliardi di dollari. Mountain View - che si quotò sul Nasdaq - già generava un giro d'affari di 3,2 miliardi di dollari e utili per 286 milioni di dollari. Oggi Google ha una capitalizzazione di 390 miliardi di dollari (la terza più grande per un gruppo americano dopo Apple e Exxon Mobil), con 64 miliardi di ricavi annui (stimati per il 2014) e utili per 13 miliardi di dollari. Rispetto a quanto accaduto negli anni successivi, quello di Google non fu un esordio memorabile: arrivò a piazzare sul mercato 19.6 milioni di azioni a 85 dollari l'una, il minimo di quanto gli analisti si aspettavano in un range compreso tra 85 e 95 dollari ad azione. Chiuse il primo giorno di contrattazioni a 100,34 dollari ad azione, il 18% in più rispetto al prezzo di collocamento, ma non certo la rivoluzione che ci si attendeva, visto che la quotazione del gruppo era considerato la più interessante dopo l'esplosione della bolla dotcom nel 2000.

Iraniana Nobel matematica

[Ogni cosa veni a fini. Frase siciliana] È  docente a Stanford, è iraniana e ha vinto il premio Nobel per la matematica, diventando la prima donna a conquistare la prestigiosa Medaglia Fields. Solo che le autorità di Teheran non hanno gradito che nella foto apparsa in tutto il mondo Maryam Mirzakhani sia senza velo. E così i giornali locali hanno provveduto a “metterglielo” grazie a Photoshop. Un quotidiano ha persino “sfumato” i capelli della professoressa in una lavagna per nascondere la testa scoperta.

lunedì 18 agosto 2014

Gaza, oltre 2mila morti

[Pensa mali e nun l’oprari. Detto popolare siciliano]Un accordo per un'ulteriore tregua a Gaza è imminente al Cairo. Lo ha appreso l'agenzia di stampa palestinese Maan. Finora non ci sono in merito altre conferme. Il numero di palestinesi morti in queste settimane nei combattimenti a Gaza supera i 2.000. Lo riferisce l'agenzia di stampa al-Ray, vicina a Hamas. Secondo l'agenzia al-Ray i morti accertati sono 2.016, mentre i feriti sono stimati in 10.193. “La maggior parte degli uccisi - sostiene al-Ray - sono bambini, donne e anziani”. Per la prima volta dall'inizio dei negoziati indiretti al Cairo la delegazione israeliana ha prolungato la permanenza nella capitale egiziana. La decisione, spiegano fonti qualificate, è dovuta a “importanti sviluppi per un cessate il fuoco duraturo”. Fino ad oggi, dopo ogni giornata di consultazioni la delegazione israeliana ha fatto ritorno in patria per consultazioni. “Tzahal (acronimo delle forze armate israeliane) si prepara ad una operazione molto determinata se il fuoco dovesse riprendere” dalla Striscia di Gaza: questo l'avvertimento lanciato dal premier israeliano Benyamin Netanyahu a poche ore dal termine della tregua di cinque giorni con Hamas. Mentre il presidente dell'Anp, Abu Mazen, cerca di ottenere l'assenso di Hamas per una tregua a Gaza, i servizi segreti di Israele (Shin Bet) hanno rivelato oggi di aver sventato una lunga serie di attentati progettati da Hamas. Miravano, secondo lo Shin Bet, a seminare la morte in Israele ma anche a destabilizzare della Cisgiordania nell'intento di innescare una rivolta che poteva provocare la caduta dell'Anp di Abu Mazen. L'ideatore del piano, secondo Israele, risiede in Turchia. Il presidente dell'Anp Abu Mazen partirà oggi per il Qatar per incontrare il leader di Hamas, Khaled Meshal. Scopo dell'incontro è un esame delle modalità della tregua con Israele. Lo hanno riferito fonti informate presso l'ufficio di presidenza palestinese della Muqata. Secondo la stessa fonte, Abu Mazen si recherà venerdì al Cairo per un incontro col presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.

ASSANGE LASCIA AMBASCIATA ECUADOR

[Piccati e dinari ognunu si conta li soi. Detto siciliano ]Questa mattina (lunedì 18 agosto) il DailyMail ha anticipato che l’ambasciata dell’Ecuador ha chiesto l’autorizzazione per farlo ricoverare, sfruttando un’auto diplomatica come ambulanza, in modo da evitare l’arresto, ma le autorità britanniche avrebbero respinto la richiesta. Intanto il governo dell’Ecuador vuole incontrare il nuovo ministro degli Esteri britannico nel tentativo di superare l’impasse sul futuro di Julian Assange, stando a media britannici il ministro degli Esteri dell’Ecuador Ricardo Patino, comparendo oggi in conferenza stampa accanto al fondatore di Wikileaks, ha sottolineato che recenti modifiche nella legge britannica, con riferimento alle regole sull’estradizione, possono creare un clima più favorevole nella ricerca di una soluzione. Assange è ricercato dalla giustizia svedese, che intende ascoltarlo, dopo le accuse di stupro nei suoi confronti. Il fondatore di Wikileaks si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador due anni fa, nel timore di essere poi consegnato alle autorità statunitensi, pronte a chiedere una sua condanna all’ergastolo dopo la pubblicazione di decine di migliaia di documenti diplomatici riservati. “Lascerò presto l’ambasciata dell’Ecuador a Londra”. Sono queste le parole pronunciate durante una conferenza stampa da Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, che da due anni è rifugiato nella sede diplomatica. Ma quando gli è stato chiesto se si consegnerà alle autorità, il 43enne di origini australiane ha risposto: “No”. Su di lui pende un mandato di arresto svedese, per l’accusa di stupro nei confronti di una donna. Ed è inoltre ricercato dagli Stati Uniti per spionaggio, per aver – tramite il suo sito – rivelato informazioni riservate. Il 43enne non ha specificato né i tempi né le motivazioni per cui lascerà la sede dove vive dal 2012, ma ha aggiunto che “è pronto a lasciare in qualsiasi momento, appena questo ridicolo assedio fuori (dalla rappresentanza diplomatica) cesserà e gli sarà garantito un passaggio sicuro”. Il fondatore di Wikileaks è tornato anche sulla sua vicenda giudiziaria: “Ci sono state spesso delle notizie false su di me. Alcune donne in Svezia mi hanno accusato di reati molto gravi, ma queste accuse sono false. Le donne che mi avevano accusato hanno di seguito negato che questi fatti fossero avvenuti e in tre casi i rapporti che mi accusavano erano falsi”. ”Sono detenuto in questo Paese in diversi modi da quattro anni – ha dichiarato – senza nessuna incriminazione e adesso in questa ambasciata da due anni”.

LA SPAGNA MEGLIO DELL'ITALIA

[Casa senz’ossu, cani nun ci accosta. Detto siciliano] Il prodotto interno lordo della Spagna è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre. Il dato, diffuso dall'Istituto nazionale di statistica, è leggermente migliore del previsto e mostra una ulteriore accelerazione della crescita dopo il +0,4% del primo trimestre. La Banca di Spagna la scorsa settimana aveva indicato un +0,5%. In un tempo in cui gli stati sono diventati laboratori dove sperimentare le astruserie dell’economia applicata, vale la pena soffermarsi sul caso spagnolo, che ormai somiglia sempre più al paradigma di una nuova teoria che individua nella Grande Redistribuzione la soluzione finale per evitare le secca della Grande Stagnazione che minaccia la società globale. Nessuno stato meglio della Spagna, per le sue dimensioni e la sua storia recente, poteva giovare alla bisogna. È  facile capire perché. La Spagna, già dai tempi buoni, è stata sempre additata come l’esempio da seguire per uno sviluppo rigoglioso e sostenibile. Quelli che si deliziano di cronache socio-economiche ricorderanno i primi anni duemila, quando la Spagna sui giornali veniva dipinta come una sorta di paradiso terrestre, dove lo sviluppo galoppava, la disoccupazione scendeva, i consumi erano alle stelle e tutti i giovani europei studiavano spagnolo (come ora studiano tedesco) sognando di trasferirsi a Barcellona per godersi la movida. La meravigliosa narrazione celava una realtà dove il debito privato di famiglie e imprese, delle banche saliva alle stelle, logico contraltare di un debito pubblico fra i più bassi dell’area e dove le imprese di costruzioni, artefici principali di tale boom, cementificavano le coste dove oggi campeggiano i cartelli di invenduto.

Credit Suisse, i conti non tornano

[Nenti dumannari, nenti rifiutari. Frase siciliana] Il Credit Suisse ha chiuso il secondo trimestre con una perdita netta di 700 milioni di franchi svizzeri (circa 576 milioni di euro). Ha pesano la transazione pari a 2,6 miliardi di dollari con le autorità Usa per chiudere il contenzioso relativo alle accuse di aver aiutato migliaia di cittadini statunitensi ad evadere il fisco. La perdita del secondo trimestre è superiore al consensus di mercato che stimava un rosso intorno a 600 milioni di franchi svizzeri. La congiuntura svizzera dovrebbe subire un rallentamento, secondo quanto indica il barometro del Centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo (KOF), che in maggio ha subito un'ulteriore diminuzione, la terza di fila. Se a febbraio l'indice era ancora a 107,8 punti, quest'ultimo si situa oramai a 99,8 punti, indica in una nota il KOF. Si tratta di un valore leggermente inferiore alla media degli ultimi anni, ciò che lascia presagire un raffreddamento della congiuntura. La contrazione osservata negli ultimi mesi è imputabile per il 60% all'industria. A prescindere da questo vasto settore, l'arretramento del barometro si spiega anche con una peggioramento delle prospettive economiche e con l'indebolimento dei consumi interni. Tra i comparti che invece reggono si segnalano le banche, il settore alberghiero e della costruzione.

sabato 16 agosto 2014

Camere di commercio da 9 a 3

[Ciascu vacanti si pigghia di muffa. Frase siciliana] Le Camere di commercio siciliane saranno ridotte da 9 a 3. Lo ha deciso la giunta di Unioncamere Sicilia, composta dai vertici dei nove enti camerali, che ha approvato all’unanimità l'atto di indirizzo per la riorganizzazione delle sedi territoriali. Il testo passa ora al vaglio di Unioncamere nazionale. “Con questo atto - dice il presidente Antonello Montante - anche la Sicilia vara l'autoriforma del sistema camerale regionale che punta alla razionalizzazione e alla riduzione delle spese salvaguardando, allo stesso tempo, le specificità territoriali delle nostre imprese”. Per Montante, che è anche presidente regionale di Confindustria, “una riorganizzazione era indispensabile per modernizzare e rendere sempre più efficienti i servizi offerti al sistema produttivo siciliano”. Secondo il cronoprogramma, entro l'autunno e dopo un confronto con la Regione, le nove Camere di commercio siciliane dovranno deliberare il nuovo assetto. Gli accorpamenti, si legge in una nota, “verranno realizzati seguendo le caratteristiche geo-economiche dei territori e rispettando la richiesta di Unioncamere di procedere per aggregazioni di Camere di commercio per formare nuovi enti che abbiano un bacino di imprese superiore alle 80mila unità”. Il riordino, si puntualizza nel comunicato, “è, in ogni caso, strettamente legato al nodo del sistema pensionistico dei dipendenti delle Camere di commercio siciliane che, per disposizioni della Regione siciliana e a differenza del resto d'Italia, sono totalmente a carico dei bilanci camerali. Si tratta - sottolinea Unioncamere Sicilia - di un'anomalia rispetto alle altre regioni della quale abbiamo già informato la Regione e che diverrà ancora più grave con l’imminente riduzione dei diritti annuali”. Dall'anno prossimo, avverte Unioncamere regionale, “le Camere di commercio siciliane saranno in serio pericolo di sopravvivenza dal punto di vista economico-finanziario. È  bene che il governo regionale si faccia carico del problema e trovi una soluzione senza la quale qualsiasi tipo di riorganizzazione e accorpamento sarà vanificato”.

LIBERIAMO PUNTA RAISI DALLA GESAP/15

[Biatu lu poviru pacinziusu. Detto siciliano] A Palermo tira e molla tra Gh e la Gesap.  Più complessa la situazione a Palermo: nel 2005 Gh Italia attraverso Gesac handling si è aggiudicata il 49% della società dei servizi di terra, ribattezzata Gh Palermo. Con l’obiettivo di acquisire poi anche il 51% ancora in mano alla Gesap, la società pubblica che gestisce l’aeroporto Falcone Borsellino. Nel 2009, quando la nuova Alitalia Cai ha deciso di cedere le proprie attività di handling, Gh Palermo si è presa in casa anche quel ramo di azienda operativo nello scalo siciliano e i suoi 102 dipendenti. Ma nel 2011 la Gesap ha fatto marcia indietro sulla cessione ritirando il bando di vendita delle proprie quote azionarie emesso l’anno prima. A quel punto, sfumata l’ipotesi di conquistare il controllo, Gh ha esercitato l’opzione prevista dal contratto di sei anni prima e ha restituito la propria quota. Un pasticcio che non è ancora arrivato a conclusione, visto che Comune, Provincia e Camera di Commercio, principali soci pubblici, lo scorso anno con una nuova inversione di rotta hanno deciso di privatizzare la maggioranza di Gesap e l’80% di Gh Palermo. E, stando a indiscrezioni riportate dalla stampa locale, l’unica manifestazione di interesse sarebbe quella di Marconi handling. Altra controllata di Alisud. Il 2013 costituisce il primo esercizio di gestione unipersonale della controllata a seguito dell’ esercizio della put option, il 5 giugno 2012, da parte del Socio privato di minoranza, ma è anche l’ anno in cui la GESAP ne ha avviato la procedura di privatizzazione attraverso la cessione, ad un socio industriale, dell’ 80%. Dal punto di vista gestionale, il 2013 non è stato molto diverso dall’esercizio precedente, per quanto il saldo finale della perdita (-1,2 mln di euro, pretax) la perdita della GhP sarebbe quanto l’utile della Gesap, risulti meno drammatico del precedente (-1.735 mln di euro, pretax), ma solo perché non è presente la svalutazione di oltre 700 mila euro del credito Wind Jet effettuata nel 2012. Nell’ultimo bilancio della Gesap non si parla della multa, ancora non pagata, di circa un milione e mezzo di euro che riguarderebbe la gestione della sala amica, non si parla della vertenza dei 37 part-time della Gh che hanno fatto causa … Non comprendo tanto entusiasmo manifestato  dal presidente della Gesap nel presentare gli ultimi dati di bilancio della Gesap. Raddoppiati i posti auto affidati all’Amat, e questo dovrebbe essere un dato positivo.  Ad ottobre ad esito della situazione infrannuale al 31 luglio che esponeva una perdita di 848 mila euro e quindi una perdita nel periodo intermedio maggio-luglio di 132.869 euro, pari al 29,5% circa del capitale sociale di 449.705 euro – dopo la riduzione di luglio per il ripianamento delle perdite del primo quadrimestre – non ancora tale da rendere necessario un intervento ex art.2446 CC, ma che lasciava intendere tuttavia che alla successiva verifica infrannuale si sarebbe verificata la fattispecie di cui all’ art.2446 CC e, non era escluso, anche quella dell’ art.2447 CC. il 27 novembre 2013, un aumento di capitale sociale da 449.705 euro a 1.450.000 euro, mediante compensazione con parte del credito vantato nei confronti della stessa, pari ad euro 1.000.295, di cui all’ anticipazione finanziaria concessa per cancellare il debito accumulato verso i dipendenti e l’ INPS per contributi previdenziali. a dicembre 2013, di approvare gli atti di gara per la cessione dell’ 80% di GH PALERMO, che avverrà mediante svolgimento di una procedura ristretta (pubblico incanto) ad offerte segrete in rialzo da confrontarsi con il prezzo a base d’asta, fissato in euro 1.850.000,00. E questa procedura si concluderà nel corrente mese di giugno. Per quanto riguarda i fattori che hanno influenzato il risultato negativo di bilancio, questi sono riferibili esclusivamente alla caduta generale del traffico aereo assistito sullo scalo di Palermo (-3.026 movimenti, pari al -10,7%, da -4.796 del 2012), che ha determinato una quasi proporzionale diminuzione dei ricavi (-9%), riducendo la quota relativa di mercato dal 78% al 75%. [segue]

AviaPartner ha un piano B

[Jurnata rutta, perdila tutta. Detto siciliano] Giorno 23.09.2014 alle ore 11,00 presso gli uffici amministrativi della SO.A.CO. S.p.A. sapremo se il piano “b” di AviaPartner diventerà realtà. In attesa che a Catania si possa prendere un vettore di linea Ap punta su Comiso. Se l’operazione andrà a buon fine il personale di Catania può essere trasferito a Comiso nel periodo invernale (Catania al momento è solo uno scalo stagionale) e parte del personale di Palermo (anche Palermo è in grosse difficoltà) potrebbe andare a Comiso.  L’Apt di Comiso ha indetto l’appalto per l’affidamento di servizi di handling. La presente procedura ha per oggetto l'affidamento dei seguenti servizi di full handling:  check-in, imbarchi, biglietteria, assistenza arrivi e lost & found; rampa agent e coordinamento voli;  pulizie di bordo;  carico e scarico aeromobili;  movimentazione mezzi rampa (con mezzi dell'handler); assistenza operazioni in pista; trasporto e caricamento merce/posta; assistenza ristorazione-catering; caricamento a bordo e scaricamento a terra PRM a mezzo. Intendendosi per full handling tutte le attività previste dal SGHA vigente. Il servizio dovrà essere svolto 7 giorni su 7, secondo le modalità descritte nel capitolato speciale d'appalto. Per lo svolgimento dei predetti servizi la SO.A.CO. S.p.A. pone a disposizione del soggetto aggiudicatario i locali ed i servizi informatici necessari all'espletamento dei servizi oggetto di gara. Tutte le attrezzature ed i mezzi necessari allo svolgimento dei servizi sopra descritti e la relativa manutenzione sono a carico esclusivo del soggetto aggiudicatario. I rapporti contrattuali con i singoli vettori saranno intrattenuti direttamente da SO.A.CO. S.p.A., la quale corrisponderà al soggetto aggiudicatario il corrispettivo per il servizio di full handling al prezzo di aggiudicazione. Per i servizi prestati a favore dei vettori nell'ambito dell'aviazione generale, il soggetto aggiudicatario contratterà direttamente con i vettori stessi i prezzi relativi ai singoli servizi, con obbligo a carico del soggetto aggiudicatario di garantire comunque questi ultimi. Il valore complessivo stimato posto a base di gara, è pari ad euro 3.000.000,00 (euro tremilioni/00), pari ad Euro.1.000.000,00 (euro unmilione/00). L'appalto non è oggetto di rinnovo. Durata dell'appalto: 3 anni. I concorrenti dovranno dichiarare di: avere esercitato, negli ultimi tre anni, l'attività di gestione di handling in aeroporti con un traffico annuo di almeno due milioni di passeggeri; avere conseguito ricavi negli ultimi tre anni pari ad Euro 5.000.000,00 per ciascun anno di attività.

venerdì 15 agosto 2014

ARRETRA PIL TEDESCO

[Cui la cunta, cci metti la junta. Frase siciliana] Il Pil tedesco arretra dello 0,2% nel secondo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente. Il dato è peggiore delle attese che indicavano una possibile flessione del -0,1%. La crescita del primo trimestre rispetto all'ultimo del 2013 è stata rivista dal +0,8 al +0,7%. Con il dato del secondo trimestre diffuso oggi dall'istituto di statistica tedesco l'economia in Germania arretra per la prima volta dal 2012. “Per la Germania, una delle ragioni del rallentamento è dovuto probabilmente alla stagione molto mite nel periodo invernale, che ha portato a un alto tasso di crescita all'inizio dell'anno e ha marcato una caduta soprattutto nelle costruzioni, specialmente nel secondo trimestre. Inoltre le esportazioni sono cresciute meno delle importazioni, per questo il commercio estero ha avuto un effetto negativo sulla crescita. Ma è cresciuta la domanda interna”, così un portavoce della Commissione Ue sul Pil tedesco. Borse: Europa sconta Pil Germania, Milano la peggiore -0,7% - Borse europee e futures Usa in rosso, a parte Londra (+0,1%), prima del ponte di Ferragosto dopo l'inatteso calo del Pil tedesco. Ne fa le spese soprattutto Milano (Ftse Mib -0,81%), più caute invece Francoforte (-0,26%), Parigi (-0,35%) e Madrid (-0,42%). Segno meno per Rio Tinto (-1,81%), Glencore (-1,4%) Bbva (-1,18%) e Lvmh (-1,13%). Giù Fiat (-1%), bene Renault (+0,9%) e Banco Comercial Portugues (+2,3%). In calo Unicredit (-1,58%), Intesa (-1,2%), Deutsche Bank (-1,15%) e Bnp (-1%). Francia, Sapin: atteso +0,5% 2014, allentare vincoli Ue - Il Ministro delle Finanze francese Michel Sapin stima che in Francia la crescita si fermerà nel 2014 ad un +0,5% del Pil, la metà dell'obiettivo precedentemente stimato al +1%. Lo ha detto a Le Monde sollecitando risposte dall'Europa, dal rafforzamento dell'azione della Bce ad un adattamento delle regole di budget alla situazione economica, quindi maggiore flessibilità rispetto ai vincoli che gravano sui conti pubblici. Pil 2 trimestre +0,6%, oltre attese. Il Portogallo ha registrato nel secondo trimestre una crescita del Pil dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti (+0,8% su anno). Il dato, rilasciato dall'ufficio statistico, supera le previsioni degli analisti per rispettivamente 0,5% e 0,7%. Eurostat, Pil II trimestre fermo, +0,7% su anno. Il Pil dell'eurozona resta invariato nel secondo trimestre 2014, con +0,7% sull'anno. Così la prima stima flash di Eurostat. Nell'Ue-28 cresce dello 0,2%, con +1,2% rispetto al secondo trimestre 2013. Nel primo trimestre era cresciuto dello 0,2% in Ue-18 e dello 0,3% nell'Ue-28. Il Pil italiano a -0,2%. Secondo la stima nel secondo trimestre il Pil della Spagna cresce dello 0,6% dopo lo 0,4% del primo trimestre, segnando 1,2% sull'anno. La Francia resta al palo per la seconda volta, con 0,1 sull'anno,
mentre la Germania, segna -0,2% dopo il +0,7% del primo trimestre, e 1,3% sull'anno. Il debito delle Amministrazioni pubbliche è salito a giugno di 2 miliardi di euro, raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.168,4 miliardi. Lo comunica Bankitalia, secondo la quale nei primi sei mesi il debito pubblico è aumentato di 99,1 miliardi, riflettendo il fabbisogno della P.a (36,2 mld) e l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (67,6 mld). L'emissione di titoli sopra la pari, l'apprezzamento dell'euro e la rivalutazione dei BTPi hanno contenuto l'aumento per 4,8 miliardi. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari in giugno a 42,7 miliardi, in diminuzione del 7,7% (3,5 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2013. Nei primi sei mesi dell'anno le entrate sono diminuite dello 0,7% (1,3 miliardi) a 188,1 miliardi. C'è una possibile luce in fondo al tunnel di buona parte dell'Eurozona, ed è la Grecia ormai prossima a uscire da una recessione durata sei anni. Ma c'è anche il segnale che la ripresa, appena intravista in Paesi come l'Italia poi ripiombata in recessione, abbia già esaurito la sua spinta propulsiva, con una deflazione che lambisce anche la Spagna. Dopo la gelata dell'indice di fiducia tedesco Zew, un'ipoteca sulla crescita del periodo aprile-giugno è arrivata dalla produzione industriale dell'Eurozona: -0,3% congiunturale a giugno dopo il -1,1% di maggio, uno schiaffo in faccia alle attese per un +0,4%. Un dato che di per sé non sarebbe troppo preoccupante se letto alla luce del balzo (+0,8%) del primo trimestre per fattori stagionali. Ma si tratterebbe pur sempre della prima contrazione del Pil tedesco dal 2009. I dati sul Pil dell'intera area euro arrivano alle 11: la previsione media degli economisti è per un +0,1%. Ripresa sul filo del rasoio, dunque, e il frenata dal già basso +0,2% del primo trimestre. Vi sono anche segnali positivi. Il più forte arriva dalla Spagna, con un +0,6% già incassato grazie alle riforme decise adottate dal premier Mariano Rajoy sotto la pressione di Ue e Fondo monetario internazionale. La Grecia, sempre nel secondo trimestre, ha segnato un -0,2%, un dato migliore del -0,5%
previsto e che apre all'uscita dalla recessione peggiore dal dopoguerra. Ma proprio la Spagna riaccende l'allarme-deflazione: mentre i prezzi restano positivi in Francia e Germania e stagnano in Italia, in Spagna sono scesi a luglio dello 0,3% su anno. Numeri che rischiano di rivelare che la ripresa ha già dato il meglio di sé. E possono sgretolare le previsioni della stessa Bce, ferme a una crescita dell'1% per l'Eurozona nel 2014 e a un'inflazione in graduale ripresa. Da una parte giocano le debolezze interne, inclusa la dipendenza della Germania dall'export messa in crisi dalla frenata di Giappone, Cina e Paesi emergenti: proprio il Giappone  ha segnato un crollo dell'1,7% del Pil. Dall'altra c'è il rischio geopolitico dovuto ai conflitti nell'Europa orientale e in Medio Oriente. Con la crisi Ucraina che, scatenando una battaglia di sanzioni reciproche fra Ue e Russia, ha bloccato gli ordini di molti esportatori tedeschi, mettendo a rischio anche il secondo semestre 2014 nonostante le rassicurazioni della Bundesbank. Un quadro che rimette al centro dell'economia europea la Bce. Che potrebbe aprire il dossier del “quantitative easing”, l'acquisto massiccio di titoli di Stato per creare inflazione: non a caso, il pressing sulle riforme strutturali su Paesi come Francia e Italia non è mai stato così incalzante ed esplicito.