giovedì 31 luglio 2014

100 vetrine a Punta Raisi

[Nun si fa mali picchì nun si po’. Frase siciliana] La cerimonia di stamattina, a cui hanno partecipato i sindaci di Palermo e Cinisi, Leoluca Orlando e Giangiacomo Palazzolo (arrivato in ritardo) , il presidente dell’Enac Vito Riggio, della Gesap Fabio Giambrone e i suoi fratelli,  gli assessori regionali Nico Torrisi e Michela Stancheris, presente un consigliere assessore del comune di Cinisi che indossa la fascia che normalmente è del sindaco, assente il sindaco la fascia dovrebbe portarla il presidente del consiglio comunale, oggi presente fin dall’inizio. Non potevano mancare alcuni dirigenti della CdP. Misteri di Cinisi, non si capisce per quale motivo il nastro sia stato tagliato dal sindaco di Palermo che il sindaco lo sa fare … molto male dicono, però, i cittadini di Palermo.  Per fortuna non mancavano i carabinieri, la polizia, la GdF e con tanti indagati è bene sentirsi tutelati. Purtroppo la Gesap e l’Enac non ha invitato nessuno della procura di Palermo, poco importa natale si avvicina è dobbiamo essere più buoni. Nessun argentino presente.  Segna così un nuovo passo in avanti nella tabella di marcia degli investimenti a Punta Raisi che, in totale, valgono 82 milioni di euro, a cui se ne aggiungeranno altri 62 per lavori che partiranno il prossimo anno. Quando la Gesap, con tutti questi milioni da spendere, inizierà i lavori al nastro partenze? Domenica, per esempio, gli elettromeccanici hanno effettuato la sostituzione di un motore che, per l’appunto, fa girare i nastri che trasportano i bagagli in partenza. Gh e Ap trasferiti nell’altro nastro, mentre i tecnici lavoravano si sono accorti che un motore non funzionava e cambiato il secondo motore tutto restava come prima, il terzo funzionava non bene perché il guasto era da ricercare nella linea. Succede anche questo! Oggi la vetrina si presenta bella, affascinante ma senza contenuti, insomma una vetrina vuota, di facciata visto che dentro i lavori non sono ancora finiti.  La nuova viabilità con lavori costati circa 4 milioni: consegnati parzialmente nel 2010, sarebbero dovuti terminare nel 2011 ma ritardi e complicazioni avevano bloccato tutto. Se prima c’era un’unica corsia, oggi ce ne sono due: quella destra riservata a taxi e pullman (con i primi che sosteranno in numero limitato e man mano prenderanno il posto delle vetture che caricano passeggeri) e quella di sinistra per le auto dei semplici passeggeri che potranno sostare per 15 minuti senza pagare nulla. A dicembre sarà la volta della palazzina degli uffici, che così lasceranno spazio a nuovi operatori commerciali, mentre tra aprile e maggio 2015 si apriranno le porte della terza sala check-in al piano arrivi: i lavori, partiti nel 2009, sono sospesi in attesa di alcuni interventi propedeutici, ma sono già al 60%.

In vendita il cetriolo della City

[Ammuccia ammuccia, ca tutto pari. Frase siciliana] Il cosiddetto “Gherkin” (cetriolo) della City, il grattacielo dalla forma inusuale diventato icona nello “skyline” di Londra, è in vendita per un prezzo che si aggira attorno agli 820 milioni di euro. Lo ha annunciato l'agenzia immobiliare Savills, secondo cui il celebre edificio attirerà gli investitori di mezzo mondo, soprattutto da Usa e Cina. Il Gherkin svetta per 180 metri, è stato completato nel 2003 su progetto dell'archistar Norman Foster.

mercoledì 30 luglio 2014

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE

[Agghiòmmara, e agghiutti. Frase siciliana]Il Sole 24Ore torna in utile nel primo semestre dell'anno grazie alla recente cessione della divisione Software. Il gruppo editoriale ha registrato infatti un risultato netto di 8,8 milioni, contro un rosso di 21,3 milioni registrato un anno fa. Bene anche i ricavi che sono saliti del 3,9% a quota 163,1 milioni. In positivo gira anche la posizione finanziaria netta che passa a 21,1 milioni (-48,6 milioni al 31 dicembre 2013), grazie proprio all'incasso dei 96,6 milioni dell'area Software. Soffre anche il Sole 24 Ore dell’ex direttore del Messaggero, Roberto Napoletano che dopo aver avviato uno stato di crisi nel 2010, per ridurre il numero dei dipendenti, quest’anno ha varato un contratto di solidarietà e non esclude una nuova operazione per contenere i costi del personale. Il giornale della Confindustria non riceve aiuti pubblici diretti all’editoria ma, come molti altri, beneficia di agevolazioni indirette di vario tipo. Nonostante ciò il 2011 si è chiuso con 8,4 milioni il rosso, perdita che è già stata replicata nella sola metà del 2012 e sta causando non pochi maldipancia all’associazione degli industriali che ha in bilancio la società editrice al valore di 1,47 euro per azione per un totale di 132 milioni di euro. Peccato però che in Borsa il titolo langua intorno ai 60 centesimi per una differenza complessiva di quasi 78 milioni. Intanto il piano industriale 2011-2014 dell’editrice è già stato rivisto e, se in futuro la situazione non dovesse migliorare, potrebbe toccare agli imprenditori di Confindustria mettere mano al portafoglio. Sempre che vogliano o la crisi economica glielo permetta.

Ultimo tango a Buenos Aires

[Catinazzu ‘mmucca. Frase siciliana] L'Argentina sull'orlo del default cerca un accordo
dell'ultima ora. Ma le speranze di un'intesa con gli hedge fund sono poche: gli incontri fra Buenos Aires e il mediatore Daniel Pollack proseguono a poche ore dalla scadenza del 30 luglio, il termine ultimo per pagare i titolari che hanno aderito il concambio. Nel caso in cui il pagamento non fosse effettuato, per l'Argentina si tratterebbe del secondo default in 13 anni. Sugli sviluppi della vicenda c'è “incertezza” afferma Elliott Management, uno degli hedge fund che si è visto riconoscere dalla giustizia il diritto di essere rimborsato per intero sui bond. Un default  dall'impatto limitato, rassicura il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde. “Anche se un default è sempre spiacevole, non riteniamo che avrebbe un impatto forte su ampia scala” precisa Lagarde. L'andamento dei bond argentini indica che gli investitori non prevedono una catastrofe imminente ma - avvertono alcuni analisti - esistono rischi. “La situazione debole dell'Argentina dal punto di vista di bilancio e monetario fa sì che le chance che la situazione finisca fuori controllo siano abbastanza alte” afferma Marcos Buscaglia, analista di Bank of America. Un default si tradurrebbe in richieste da parte dei titolari di bond per 29 miliardi di dollari, ovvero l'intero ammontare delle riserve estere dell'Argentina. Evitare il default e rispettare la sentenza americana implicherebbe invece, secondo Buenos Aires, pagamenti per 500 miliardi di dollari. Il giudice Thomas Griesa ha stabilito che l'Argentina per poter pagare chi ha aderito al concambio deve pagare allo stesso tempo gli hedge fund che non hanno accettato lo swap. Il rispetto della sentenza, confermata dalla Corte Suprema, farebbe scattare la clausola Rufo (Rights upon future options), ovvero la possibilità per chi ha accettato il concambio di chiedere rimborsi maggiori nel caso in cui l'Argentina pagasse di più chi non ha accettato lo swap. Buenos Aires continua a chiedere a Griesa una sospensione della sentenza per non far scattare la clausola e concedere tempo alle trattative con gli hedge fund, che l'Argentina continua a rifiutare di incontrare direttamente. Buenos Aires inoltre ritiene di non poter fare default perché i fondi per il pagamento sono stati depositati e Griesa li ha bloccati: tecnicamente quindi, è la tesi dell'Argentina, i fondi per il pagamento ci sono ma sono altri a bloccarli. Griesa nelle ultime ore ha dato il via libera a Citigroup a pagare gli interessi sui titoli discount emessi in dollari con giurisdizione argentina, in parte nelle mani di chi ha accettato il concambio.

Domani il grande giorno per Alitalia

[Biatu cu si sapi cacciari li muschi. Detto siciliano] Il Governo ha condiviso la posizione di Poste sulla mid-co e la sua partecipazione nella parte nuova della mid-co. È quanto si apprende da fonti vicine a Poste, che fanno sapere che la società pubblica è “soddisfatta” per come è andato l'incontro di questa mattina a Palazzo Chigi. Poste, riferiscono le stesse fonti, si augura ora che si arrivi al più presto alla firma dell'accordo con Etihad, perché si possano mettere in pratica le strategie di business e le sinergie già individuate nei giorni scorsi nei colloqui tra l'ad di Poste Francesco Caio e il ceo di Etihad James Hogan. La società pubblica si augura che la firma arrivi presto anche per poter continuare ad occuparsi del Piano strategico e proseguire sulla linea della quotazione. Si è riunito oggi a Palazzo Chigi, spiega la nota dell'ufficio stampa, il tavolo convocato dal governo sul caso Alitalia alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e di rappresentanti degli azionisti. Durante la riunione sono stati affrontati i temi principali ancora aperti al fine di giungere alla chiusura della
trattativa. Si è trattato di un incontro proficuo, che consentirà in brevissimo tempo alla compagnia italiana di formulare una risposta all'ultima lettera di Etihad, in modo da giungere al più presto ad un esito positivo. Si lavora per arrivare a mettere a punto una risposta ad Etihad domani. L'aumento di capitale chiesto ai soci di Alitalia potrebbe essere portato fino a 300 milioni dai 250 deliberati dall'assemblea di venerdì 25 luglio. Lo si apprende da fonti vicine alla trattativa.  Sul fronte sindacale la Uilt attende la convocazione ma ribadisce il proprio disaccordo sull'intesa sui tagli. Alla fine di una giornata in cui la compagnia di Abu Dhabi è arrivata a diramare un comunicato per rassicurare sui timori per un possibile addio (“Etihad Airways continua a lavorare con Alitalia al fine di risolvere le questioni aperte relative a un possibile investimento in Alitalia”), si è saputo che invece negli Emirati c'è molta preoccupazione: il ceo di Etihad James Hogan, in una mail all'ad di Alitalia Del Torchio  si dice alquanto preoccupato per la mancanza di “chiarezza” sulla mid-co, sulla posizione di Poste e sulla situazione sindacale. Ma teme anche che il protrarsi del tempo possa incidere sulla situazione patrimoniale di Alitalia. E quindi chiede di avere rapidamente risposte. Risposte che devono arrivare il più presto possibile perché la deadline per la firma resta il 31 luglio, ricorda il numero uno di Etihad. Al momento “rimane un relativamente piccolo ma significativo numero di punti da risolvere”, spiega Hogan che indica il più rilevante nella possibilità di dotare la old Alitalia dei “soldi necessari” per metterla in sicurezza, condizione necessaria per investire nella new Alitalia. Etihad attende anche risposte su: controversia con Toto, conferma su discussioni e accordo con i sindacati, e conferma del via libera preliminare dell'Ue sugli aiuti di Stato.

lunedì 28 luglio 2014

Un advisor per la Gesap

[Megghiu abbunnari chi scarsiari. Frase siciliana]È l'affare più importante che si sta giocando a Palermo: la vendita, o meglio la svendita, dell´aeroporto Falcone e Borsellino. Un affare da milioni di euro che coinvolge i principali enti della città, Comune, Provincia e Camera di commercio, ma non solo. In ballo c´è il futuro dello scalo di Punta Raisi: al centro la privatizzazione a breve della Gesap (la società di gestione).  Una privatizzazione che se fatta nel 2009 poteva fare la fortuna dei pochi privati che al momento sono azionisti della Gesap, che a costi a dir poco contenuti potevano trovarsi proprietari di uno scalo che rispetto ai circa 60 milioni, stime del 2009, da qui a un anno ne varrebbe sette o dieci volte di più, come dicono molti, con una forbice che varia dai 300 ai 500 milioni di euro. Ma oggi quanto vale la Gesap? Questo dovrà dirlo l’advisor Kpmg. L'ente che certifica i bilanci della Gesap  è la Pwc. Sono stati ben dieci gli studi professionali che hanno concorso  nella gara bandita dalla Gesap per la scelta dell'advisor che dovrà fornire assistenza nella valutazione della società e nella vendita a privati del pacchetto di maggioranza. La commissione di gara, presieduta da Massimo Abbate, ha deciso che la Kpmg è la più idonea.  Questo risultato conferma che nei mercati finanziari la privatizzazione della Gesap - peraltro sollecitata dall'Enac come elemento di rilancio commerciale e operativo dello scalo di Punta Raisi - è ritenuta appetibile, e ci sono state ben dieci proposte malgrado le inchieste sugli appalti degli ultimi anni e l'opposizione politica e sindacale alla privatizzazione. A rendere più appetibile l'operazione è, però, il «premio» al perfezionamento della vendita delle azioni. Se la base d'asta per la gara dell'advisor prevede un compenso di 300 mila euro con aggiudicazione al migliore ribasso, la cessione delle quote porterà all'advisor una percentuale di circa il 2% del prezzo pagato.  L'incontro di oggi con Gesap (assente il Maradona dei sindacalisti non aeroportuali, che riesce a fare discorsi di livello superiore alla media, purtroppo, per gli altri, è laureato … aveva cose più importanti da fare) proseguirà il 25 Agosto, i vertici della Gesap dovranno dare  una risposta definitiva su i possibili settori da gestire con personale di Gh distaccato, intanto dopo l'atto extra giudiziario inviato per la questione sala amica, la vicenda si sposterà in tribunale, dove il sindacato si costituirà contro la decisione intrapresa da Gesap, che da ad esterni la sala amica. Si è  discusso del premio di premio di produzione in considerazione del fatto che il  bilancio è in attivo di Gesap, che si dovrà quantificare entro il 25/8 data di incontro, L'azienda ha sottolineato chiaramente che gli accordi di tutela saranno inseriti nei patti parasociali che saranno sottoscritti tra le parti dopo la cessione delle quote nel rispetto degli impegni assunti con il sindacato. 

In Svizzera ci sono più milionari che poveri

[Per sfatare le malevole dicerie su certe, il presidente degli animalisti italiani ha offerto un premio di 200 milioni a chi potrà dimostrare che i corvi scrivono lettere anonime e che le talpe fanno le spie. È vero: di simili casi non ne conosciamo. Ma di somari che fanno i presidenti, ne conosciamo parecchi. Indro Montanelli] In Svizzera ci sono più milionari che poveri. Il dato sorprendente emerge da uno studio, effettuato per conto del Governo di Berna da Felix Woiffers, presidente della Conferenza inter-cantonale degli Affari Sociali. Ebbene, in un'intervista al quotidiano Le Temps di Ginevra l'alto funzionario ha dichiarato che “a fronte di 330 mila persone che dispongono di almeno un milione di franchi (820mila euro al cambio odierno), ce ne sono 250 mila che fanno capo ai servizi di assistenza”. Un trend che è proseguito, negli anni successivi tanto che, se si guardano le classifiche si nota, ad esempio, che la famiglia di Ernesto Bertarelli, il magnate di origine italiana che ha vinto, con Alinghi, due edizioni della Coppa America di vela, si è ritrovata, nel 2013, con un miliardo di franchi in più, rispetto al 2012. Analogo discorso vale per l'industriale e leader della destra elvetica, Christoph Blocher, come pure per il Ceo di Swatch, Nick Hayek. Di fronte a questa impressionante massa di ricchi il presidente della Conferenza inter-cantonale degli Affari Sociali non se la sente di condividere le critiche di coloro che denunciano abusi, nel campo dell'assistenza. “La questione non mi tocca, piuttosto la nostra preoccupazione è quella di continuare a garantire un minimo vitale a tutti gli abitanti del nostro Paese”, afferma Felix Woiffers.

Russia paghi 50 mld di dollari a Yukos

[L'agenzia Ansa riferisce che da un sondaggio operato in Francia su un pubblico
internazionale, risulterebbe che il maschio italiano detiene ancora il primato mondiale della seduzione. Speriamo che i giornali non riportino la notizia: gl'italiani sarebbero capaci di crederci. Indro Montanelli] La Corte permanente di arbitrato dell'Aja ha stabilito che la Federazione russa paghi 50 miliardi di dollari in danni a GML Ltd, l'azionista di maggioranza dell'ex Yukos Oil Company, nella causa di espropriazione del colosso petrolifero. Lo hanno annunciato oggi in una conferenza stampa a Londra i rappresentanti legali di GML. Secondo il Financial Times, si tratta di uno dei maggiori risarcimenti della storia ai danni di uno Stato. E come hanno sottolineato i legali di GML, ai 50 miliardi di danni si devono aggiungere spese legali per 60 milioni di dollari. La Corte dell'Aja ha stabilito che la Russia ha agito in modo illegale con l'espropriazione di Yukos, il cui azionista di maggioranza era l'oligarca decaduto Mikhail Khodorkovsky, oppositore del presidente Vladimir Putin. Secondo Emmanuel Gaillard, uno dei legali che ha seguito il caso e responsabile dello Shearman & Sterling LLP's International Arbitration Group, oltre a portare la compagnia alla bancarotta, Mosca ha venduto gli assets di Yukos a società controllate dallo Stato per ragioni politiche. La Russia utilizzerà “tutte le opzioni giuridiche a sua disposizione per difendere la propria posizione” dopo la condanna a versare 50 miliardi di dollari di risarcimento agli azionisti della ex Yukos, decisa dalla Corte dell'Aja. Lo ha affermato il ministro degli esteri Serghei Lavrov in una conferenza stampa. L'acquisto degli asset della ex Yukos da parte di Rosneft “è stato pienamente legittimo e conforme alla legislazione in vigore”. Lo ha annunciato in una nota il colosso petrolifero russo che in varie operazioni si è aggiudicato asset del gruppo liquidato. Rosneft ha aggiunto di non poter essere quindi “oggetto di alcun reclamo”
. Anche Eni ed Enel, nel 2007, acquisirono alcuni asset attraverso un'asta. Entrambe le società hanno rivenduto le proprie quote nel 2013.

domenica 27 luglio 2014

Julian Assange rischia l'arresto

[Fra gli annunci economici di Lotta Continua, ne è comparso uno che dice: Compero a L. 100.000 una tesi di laurea, anche già presentata, purché tratti un argomento attinente all' Inghilterra, o alla lingua, storia, letteratura inglese. Meglio se con una impostazione femminista. Curioso. Questi grandi rivoluzionari, che dicono di battersi per costruire una società nuova di zecca, quando si tratta di lauree, si contentano anche di quelle usate e di seconda mano. Indro Montanelli] Il mandato di arresto era stato emesso nel 2010 perché i procuratori svedesi volevano interrogare Assange in merito alle accuse di due donne di aver avuto rapporti sessuali consenzienti, ma durante i quali il fondatore di WikiLeaks non avrebbe usato il condom pur su richiesta delle due. Un comportamento che per la legge svedese può configurarsi come stupro, seppure di una fattispecie minore. Assange non si è mai opposto alla richiesta di essere interrogato, si è invece opposto all'estradizione in Svezia: ma in quattro anni i magistrati svedesi hanno sempre rifiutato la possibilità di interrogarlo a Londra, come aveva chiesto la difesa di Assange. Il fondatore di WikiLeaks ha combattuto con ogni mezzo legale contro la richiesta di arresto a scopo di estradizione perché convinto che, una volta persa la libertà ed estradato in Svezia, potesse poi finire estradato negli Stati Uniti e incriminato per la pubblicazione dei documenti segreti del Pentagono e del Dipartimento di Stato. La preoccupazione si è fatta ancora più forte dopo l'aiuto che WikiLeaks ha dato a Edward Snowden a cercare asilo politico, dopo la rivelazione dei file sui programmi di sorveglianza di massa della Nsa. La sentenza potrà essere appellata dalla difesa di Julian Assange, che in ogni caso rimane sotto la protezione dell'Ecuador, confinato nell'ambasciata di Knightsbridge a Londra.

sabato 26 luglio 2014

I contenziosi della Gh Palermo


[Quando il direttore di un quotidiano va in ferie , corre il rischio che le vendite del giornale, in sua assenza, diminuiscano. Ma ne corre uno maggiore: che aumentino. Indro Montanelli] La sentenza che dovrebbe rendere giustizia ai 37 part-time della gh Palermo è stata rinviata al 24 settembre. Il giudice non vuole dare una sentenza parziale, soggetta a ricorso, ma punterebbe a una sentenza conciliatoria, in tal caso le parti dovrebbero trovare un accordo. Sempre il giudice ha deciso, per aiutare le parti a trovare un accordo, che il conteggio per gli arretrati partirebbe dal 2012 e non dal 2010. Nel giorno dell'udienza la gh Palermo aveva avanzato, una proposta a dir poco indecente: 7 mesi a 8 ore e cinque a 4. Nel frattempo la Marconi, sempre del gruppo Zincone, avrebbe manifestato l'interesse per acquisire l'80% della Gh Palermo, ma al momento non c'è niente di scritto, si tratta. La vertenza intrapresa dai 20 operatori dell'uges va avanti, e non si ferma la causa di 4 impiegati della gh. La Gesap e i napoletani si conoscono da tanto tempo, ma i conti non tornano. Sembrerebbe che oggi siano troppi i dipendenti Gh, si parla, voci di corridoio, di circa 40 esuberi; a gennaio finisce la cig volontaria per 25 lavoratori, si da per scontato che anche per la Gh ci saranno i contratti di solidarietà. Nel 2005 Gesap vende alla gh napoli il 49% della gesap handling con 100 uomini cui nel 2009 si sommano 104 unità ex Alitalia (in totale 204 unità). Nel 2011 per la mancata vendita del rimanente 51% di gesap handling viene applicata la clausola della put option e gesap riacquista il 49% con 280 addetti (+76 unità rispetto ai 204) pagando circa 2.400.000 euro. Oggi, è notizia di questi giorni, la Marconi handlind dovrebbe rilevare l'80%, per un valore, base d'asta di un milione e 850.000 mila euro, non sono mai stato bravo in matematica ma la settanta non “appatta”. Molto probabilmente il 28 di questo mese la Gesap annuncerà l'avvenuta cessione a Paolo Zincone?

A Punta Raisi la crisi è sempre degli operai, Ap insegna


[Gli uomini sono buoni con i morti quasi quanto sono cattivi con i vivi. Indro Montanelli] Le notizie in apt a Palermo volano come gli aeroplani. Non si capisce cosa farà AviaPartner a Palermo. I sindacati hanno concesso tutto, anche quelli che dicevano no pur di andare contro Matteo, poi alla fine, volontariamente, hanno detto signorsì signore. Tamburri (Baywatch), e Bucci(uno e trino) hanno capito che a Palermo possono fare macelleria sociale. I sindacati anche se volessero intraprendere la lotta, dopo alcuni giorni gli iscritti andrebbero a smentire, nei fatti concreti, i propri rsa. AviaPartner si accontenterà degli accordi presi con i sindacati in merito alla solidarietà? Chi può saperlo? Probabilmente prima aprirà la mobilità per circa 20 unità (Ap ha sempre detto che ci sono troppo capi turno, quarti e quinti livelli) e poi riprenderà il discorso della solidarietà e,visto che parlavamo di macelleria, ci potremmo mettere anche lo spezzato. Probabilmente, ma è solo una supposizione, se ci saranno compagnie di linea nuove, o tolte alla gh, saranno annunciate dopo gennaio.

La guerra dei sindacati in Alitalia

[Bisogna prima masticari feli, cui voli ddoppu agghiuttiri meli. Frase siciliana] L'assemblea dell'Alitalia ha approvato il bilancio 2013 e l'aumento di capitale. Lo ha detto un azionista uscendo dall'assemblea che è durata oltre 5 ore. Nei prossimi giorni ci saranno incontri con i sindacati per arrivare alla “pace sociale”, ovvero al consenso unitario di tutte le sigle sindacali sugli accordi per il taglio del costo del lavoro in Alitalia. Lo ha detto l'amministratore delegato della compagnia, Gabriele Del Torchio, al termine dell'assemblea di oggi. “Ci sono
ancora alcuni passaggi da espletare - ha detto Del Torchio -. Auspico che tutti i sindacati firmino, per assicurare un clima di pace sociale e collaborazione. Penso che già nei prossimi giorni ci sia qualche incontro e credo che prevarrà il senso di responsabilità”. Alla domanda poi se si aspettasse l'approvazione del contratto con Etihad già dall'assemblea di oggi, Del Torchio ha risposto “no”. Con Poste si sta ancora ragionando. Lo ha detto l'amministratore delegato dell'Alitalia, Gabriele Del Torchio, al termine dell'assemblea che ha deliberato un aumento di capitale da 250 milioni. “Ci stiamo ragionando - ha detto Del Torchio parlando di Poste -. Ho letto dichiarazioni interessanti e importanti. Abbiamo incontrato i loro Advisor, legali e manager. Spero che tra poco arrivino buone notizie”. Per superare il nodo Poste nell'operazione Alitalia-Etihad si starebbe studiando anche l'ipotesi di andare avanti senza la partecipazione della società pubblica. Lo riferiscono fonti vicine al dossier, spiegando che se Poste pone condizioni così complesse che non si riescono a soddisfare bisogna trovare un'alternativa. Non è stato raggiunto il quorum al referendum sui tagli al costo del lavoro in Alitalia: hanno votato 3.500 su 13.200 lavoratori. La Uilt dice che così l'accordo non è valido e chiede una nuova intesa, mentre Cgil, Cisl e Ugl sostengono che trattandosi di un referendum abrogativo, resta la validità degli accordi. “Abbiamo chiesto ai lavoratori e ai sindacati grande responsabilità ma i sindacati discutono su chi ha più iscritti, non sapendo che la prospettiva: futuro o baratro”, afferma il ministro Lupi.  L'assemblea degli azionisti della compagnia è chiamata ad approvare il bilancio 2013 e l'aumento di capitale. Etihad nega di aver posto un ultimatum alla compagnia per chiudere l'accordo entro il 28 luglio. Ma anche questa volta, come già nel cda del 13 giugno, nella nota diffusa al termine della riunione non vengono comunicati i risultati. Secondo le indiscrezioni che circolano, la perdita netta si aggirerebbe intorno ai 569 milioni. Alitalia evidenzia come “la coesione e la condivisione delle scelte da parte di tutte le sigle sindacali siano essenziali per il completamento con successo delle intese con Etihad”. Lo afferma Alitalia in una nota. Alitalia, si legge nella nota, “ha appreso, con comunicazione delle organizzazioni sindacali, i risultati del referendum sugli accordi aziendali del 16-17 luglio scorso promosso dalla Uiltrasporti, che indicano 3.555 votanti su una popolazione aziendale di 13.190 unità, pari al 26,95%”. “Va comunque segnalato come l'85% di coloro che hanno votato abbia espresso un consenso esplicito agli accordi. Ciò - prosegue la nota - a dimostrazione di quanto il personale della società, compresi i dirigenti che già dal mese di marzo hanno volontariamente offerto un contributo di solidarietà, stia comprendendo l'importanza cruciale del momento aziendale e dei passi decisivi da adottare per garantire il futuro”.

mercoledì 23 luglio 2014

Israele apre aeroporto Neghev

[A tutti cosi cci voli la sorti. Frase siciliana] Il ministro dei trasporti israeliano Israel Katz ha annunciato l'apertura immediata dell'aeroporto Uvda nel Neghev per quelle compagnie che vogliano scegliere questo scalo. L'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv resta aperto. L’offensiva contro i terroristi continua. Hamas è pronta ad accettare una tregua umanitaria a Gaza. Lo afferma il leader di Hamas, Khaled Meshaal, dal Qatar, citato dai media israeliani. Secondo la France Presse tuttavia Meshaal pone come condizione la rimozione del blocco israeliano della Striscia. Netanyahu, inchiesta Onu è una parodia.  “La decisione del Consiglio Onu per i diritti umani è una parodia e dovrebbe essere rigettata da ogni persona decente ovunque”. Così Benyamin Netantyahu - tramite il suo ufficio - commenta la decisione dell'agenzia Onu di chiedere una commissione di inchiesta sulle violazioni a Gaza. “Dovrebbe piuttosto investigare - ha aggiunto - su Hamas”. “Oltre 600 civili sono stati uccisi, e questo è inaccettabile. Per questo ho parlato a entrambe le parti perché sia posto fine ai combattimenti”. Lo ha detto il segretario generale dell'Onu oggi pomeriggio ad Amman sulle violenze a Gaza. "Chiedo ad entrambe le parti di fermare i combattimenti ora”, ha aggiunto Ban. Il bilancio delle vittime continua a salire: 682 morti e 4250 feriti sono il bilancio aggiornato delle vittime palestinesi colpite dal fuoco israeliano nei combattimenti a Gaza secondo la agenzia di stampa palestinese al-Ray, vicina a Hamas. Stop ai voli su Tel Aviv. Dopo che un razzo lanciato dai palestinesi è caduto non lontano dall'aeroporto Ben Gurion, le maggiori compagnie aeree americane ed europee hanno deciso di cancellare i voli da e per Israele. In particolare, negli Usa la Federal Aviation Administration ha vietato i voli per 24 ore a Delta, Us Airways e United Airlines. In Europa, Air France e Klm hanno cancellato i voli “fino a nuove comunicazioni” e Lufthansa li ha fermati per 72 ore. Alitalia ha cancellato i voli previsti per la notte appena passata, mentre quello di stamattina dovrebbe essere posticipato alle 19. Anche easyJet, a seguito della decisione della Faa, ha sospeso i propri voli su Tel Aviv per 24 ore, riservandosi poi di rivedere le proprie operazioni, da domani, giorno per giorno in base alle indicazioni delle autorità rilevanti. Anche Vueling smette temporaneamente di volare a Tel Aviv “seguirà attentamente la situazione e riprenderà la sua attività quando le condizioni di piena sicurezza lo permetteranno”. Intanto, l'agenzia per la sicurezza al volo europea (Easa) ha comunque emesso un bollettino in cui “raccomanda con forza” alle compagnie aeree europee di evitare, fino a nuovo ordine, l'aeroporto di Tel Aviv.

Cancellazione voli Ten Airways

[Cui mancia, fa muddichi. Frase siciliana] La Trawelfly comunica che, “nell'ambito delle proprie attività, sin dallo scorso 27 febbraio” ha acquisito “la disponibilità in via contrattuale, per uso esclusivo di un aeromobile MD80 (ex flotta Alitalia) operato dalla compagnia aerea Ten Airways. La compagnia aerea Ten Airways ha deciso, giovedì scorso, senza motivazione, senza preavviso e con effetto immediato, di cancellare unilateralmente le attività definite contrattualmente con Trawelfly e da quest'ultima, peraltro, già regolarmente pagate. Detta decisione è stata subito riferita da Trawelfly ad Enac per le azioni del caso - si legge nella nota -. In considerazione delle poche ore a disposizione per la “riprotezione dei passeggeri” e della scarsità di aeromobili sostitutivi disponibili sul mercato nell'attuale periodo di picco stagionale, la Trawelfly è stata in grado di offrire delle soluzioni alternative di volo a circa il 50% dei passeggeri prenotati per lo scorso weekend, mentre altri passeggeri hanno trovato, autonomamente, soluzioni alternative con altri vettori più confacenti alle loro esigenze. Per quanto attiene i programmi di volo delle prossime settimane, sin dalla giornata di domani, Trawelfly ha identificato e definito un programma di voli che sostituisce la gran parte delle attività originariamente programmate con Ten Airways, fornendo così a gran parte dei propri passeggeri una soluzione alternativa, anche se con orari e giorni di operatività parzialmente diversi dai programmi precedenti. I clienti che decideranno di non fruire - da oggi alla fine della stagione estiva - dei voli "riprogrammati" potranno richiedere il rimborso direttamente a Trawelfly. I passeggeri che hanno invece subito le cancellazioni “non riprotette” dello scorso weekend, dovranno rivolgersi direttamente a Ten Airways (denisa.lazar@tenairways.com; catalin.ilie@tenairways.com). Trawelfly supporterà i suoi clienti nel percorso di recupero delle somme dovute da Ten Airways attraverso il proprio customer care e call centre al numero 02.39192586”.  Trawelfly si scusa “con la clientela che ha subito disagi in merito all'evento sopra riportato, che si è verificato purtroppo in un periodo certamente non facile per la gestione degli imprevisti”.

Sea, indagine Ue su Airport Handling

[La natura sa come morire, ma gli esseri umani sanno soprattutto come uccidere, e questo equivale al fallimento della loro ecologia. Robert Pogue Harrison] “Sono molto dispiaciuto e non condivido il deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia europea voluto dalla Commissione di Bruxelles sul caso di Sea Handling”. Lo afferma il ministro delle Infarstrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, in una nota. “La società e il Comune di Milano - aggiunge Lupi -
avevano ottemperato a tutte le richieste della Commissione, e il ministero aveva fornito tutti i chiarimenti in merito. Difenderemo con forza davanti alla Corte europea le ragioni di Sea, del Comune di Milano e del Governo italiano”. Una nuova mazzata rischia di abbattersi su Sea. Proprio nei giorni in cui la società di gestione degli aeroporti milanesi sembrava vicina a trovare una soluzione per salvare il posto dei 2.200 lavoratori della controllata Sea Handling, operativa nei servizi di terra quali il check in e la movimentazione dei bagagli. La Commissione Ue ha infatti aperto un’indagine per verificare se si nascondano aiuti di Stato dietro la costituzione della nuova Airport Handling. Una beffa, visto che la sua nascita è stata resa necessaria proprio da una precedente decisione dell’Ue. Che a fine 2012 aveva giudicato come aiuti i finanziamenti garantiti in passato a Sea Handling dalla capogruppo Sea, società mista pubblico-privata con il comune di Milano come socio di maggioranza oggi al 54,8% e il fondo F2i di Vito Gamberale primo socio privato. Al centro delle valutazioni della Commissione sono finiti i 25 milioni di euro che nei piani di Sea dovranno essere versati a Airport Handling per garantire il pagamento dei primi mesi di stipendi e l’acquisto da Sea Handling dei mezzi necessari per svolgere le attività aeroportuali di terra. Il sospetto infatti è che l’ampiezza delle attività trasferite, il prezzo degli asset, l’identità dell’unico azionista (ancora una volta Sea), la tempistica e la logica economica dell’operazione siano tutti segnali indicativi di una sola cosa: che Airport Handling è di fatto successore diretto di Sea Handling e che tra le due società non c’è “genuina discontinuità economica”. In questo caso non verrebbe sanato l’obbligo di restituzione dei 360 milioni più interessi, che andrebbe invece a ricadere sulla nuova Airport Handling. Mentre le autorità italiane ritengono che in questa operazione Sea si sia comportata come un qualunque investitore privato, “la Commissione – si legge nella nota diffusa da Bruxelles – dubita che un investitore che opera sui mercati avrebbe investito in un simile progetto, dato il possibile trasferimento dell’obbligo di recupero degli aiuti e la mancanza di robustezza delle proiezioni del business plan connesso alla iniezione di capitale di Sea”.  “A questo punto sembra di essere di fronte ad un vero e proprio accanimento. Il deferimento non mi pare motivato”. Lo afferma in una nota il presidente di Sea, Pietro Modiano in merito al deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia europea sul tema Sea Handling . “Ricordo - aggiunge Modiano - che il rimborso dei presunti aiuti di stato può avvenire o per cassa o per estinzione del soggetto che li avrebbe percepiti. Ebbene, Sea Handling è in liquidazione dal 1* luglio, il 1* settembre cesserà  di operare e dopo pochi mesi sarà estinta. Quanto ad Airport Handling, lo abbiamo affermato più volte: nessuna continuità con Sea Handling nel pieno rispetto dei criteri comunitari. Lo dimostreremo con chiarezza e pazienza in tute le sedi. È  un grande progetto e lo porteremo avanti con decisione e serenità”.

I MILLE PRESIDI LOCALI DELL’ESPRESSO

[L’amore vigoreggia di più con lo stimolo dell’attesa che l’anestetico della memoria. Helen Rowland] Il Gruppo L'Espresso ha chiuso il primo semestre con un utile leggermente in rialzo, a 3,8 milioni, sostanzialmente in linea con quello realizzato nello stesso periodo dello scorso anno. Bene anche l'indebitamento finanziario netto consolidato, pari a 66,8 milioni al 30 giugno, in ulteriore riduzione rispetto ai 73,5 milioni di fine 2013 e agli 86,1 milioni al 30 giugno 2013. L'avanzo finanziario del periodo è stato di 6,7 milioni di euro. In tale conteso, i ricavi netti consolidati, pari a 332,5 milioni, hanno registrato un calo del 10% su base annua, con i ricavi pubblicitari scesi complessivamente del 7,8%. Esuberi di personale che riguardano tutti i gruppi. Anche L’Espresso di Carlo De Benedetti, mentre il sindacato dei giornalisti della società editrice di Repubblica da mesi tuona contro l’azienda accusandola di “non proporre alcun progetto di sviluppo, ma solo di continuare a operare tagli di spesa”. E nelle ultime settimane ha alzato il tiro invitando a più riprese “alla coerenza l’editore Carlo de Benedetti che, in un recente editoriale sul Sole 24 Ore, ha dichiarato testualmente: “è la creazione di lavoro la priorità che abbiamo davanti. Sarebbero guai se pensassimo che competitività e produzione si difendono con un’anacronistica battaglia sulla riduzione dei costi.  Pertanto, invece che ricorrere a tagli indiscriminati, l’azienda punti a valorizzare le risorse umane nell’ambito delle varie attività editoriali (carta, web, radio, tv) in cui è impegnata con grande successo, comprovato anche dai bilanci”. Del resto i sindacati sanno bene come il Gruppo Editoriale L’Espresso sia un tassello importante negli affari di famiglia che ruotano attorno a Cir e  Cofide dove si intrecciano interessi negli immobili, nella sanità con Kos e nell’energia con Sorgenia. Cir e Verbund hanno annunciato il raggiungimento di un accordo tra soci e banche creditrici di Sorgenia per la ristrutturazione del debito della società. È  quanto si legge in una nota, dove si sottolinea che contestualmente Sorgenia ha sottoscritto un accordo di moratoria (standstill) con gli stessi istituti finanziatori. Il comunicato sottolinea che il processo di ristrutturazione seguirà la procedura ex articolo 182 bis e prevede un aumento di capitale da 400 milioni, al quale non parteciperanno gli attuali azionisti, ma sarà interamente sottoscritto dalle banche attraverso la conversione di crediti nel capitale della società. È  inoltre prevista la conversione di 200 milioni di crediti delle banche in un prestito convertendo. Terminata l'operazione, Cir, Sorgenia Holding e Verbund non deterranno più azioni di Sorgenia, sottolinea il comunicato. La conclusione dell'operazione è prevista per fine anno. Non a caso non sono mai andate a buon fine le pressioni del figlio Rodolfo per ridurre l’esposizione sui media del gruppo che nella carta stampata oltre che su Repubblica e L’Espresso può contare su una miriade di giornali locali che non ha uguali nel panorama italiano: dal Corriere delle Alpi, alla Città di Salerno, passando per Il Piccolo di Trieste, la Gazzetta di Mantova, Il Tirreno e La nuova Sardegna, per un totale di 18 testate in 10 regioni.

La Uil contro il referendum farsa in Alitalia

[Addiccari e disdiccari su du guai. Frase siciliana] Si allarga la spaccatura tra i sindacati sull'Alitalia. A due giorni dall'assemblea dei soci che dovrebbe approvare il contratto di accordo con Etihad, i sindacati si dividono anche sulla data del referendum tra i lavoratori dell'azienda sull'accordo su integrativo aziendale che contiene l'accordo sul contributo del lavoro, necessario all'Alitalia per proseguire in attesa dell'efficacia dell'alleanza con la compagnia emiratina. Questa mattina, in una nota, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl, ovvero le sigle firmatarie del nuovo contratto
nazionale e dell'accordo sul taglio del costo del lavoro, hanno annunciato “per fare chiarezza” l'avvio del referendum a partire da oggi fino a venerdì mattina, in concomitanza con l'avvio dell'assemblea dei soci della compagnia. Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl “gli accordi sottoposti a referendum, sofferti e impegnativi per il lavoro, sono uno degli elementi indispensabili per scongiurare il fallimento di Alitalia e conseguentemente il fallimento dell'operazione di ingresso di Etihad. L'accordo sul costo del lavoro - spiegano - dura sei mesi e si concluderà, quando sarà già costituita la nuova azienda, a seguito dell'accordo con Etihad ed il rinnovo del ccnl del Trasporto Aereo, che sarà applicato dalla nuova Alitalia, garantisce gli aumenti contrattuali e stabilita nei trattamenti economici e normativi dopo il passaggio di azienda”. La risposta della Uilt, che non ha firmato le intese, non si è fatta attendere e con una lettera indirizzata
direttamente ai dipendenti della compagnia ha bollato come “farsa” il referendum delle altre sigle sindacali per il breve preavviso che né è stato dato e per i tempi “limitatissimi” della consultazione che escluderebbero la gran parte dei lavoratori turnisti e fuori sede. Per questo la Uilt ha annunciato un proprio referendum a partire dal 28 luglio, fino al primo agosto prossimi invitando “i lavoratori tutti a non partecipare a questo referendum farsa” e annunciando che “vigilerà  con attenzione partecipando con propri scrutatori ai seggi per verificare la correttezza delle operazioni”. Il referendum tra i lavoratori di Alitalia per l'accordo sui tagli al costo del lavoro si terrà dalle ore 16 di oggi fino alle ore 8 di venerdì 25 luglio. Il referendum che scatta oggi è sull'accordo su integrativo aziendale che contiene l'accordo sul contributo del lavoro. “Nonostante la validità degli accordi su integrativo aziendale e contratto collettivo del trasporto aereo sezione vettori, in quanto sottoscritti da un insieme di sindacati che rappresentano molto più del 50% dei lavoratori di Alitalia, la Uiltrasporti che non ha firmato gli accordi ha chiesto il referendum in azienda sulla base del testo unico del 10 gennaio del 2014. Inoltre - proseguono le tre sigle sindacali - l'amministratore delegato Del Torchio, in risposta alla richiesta Uil, ha confermato la drammaticità della situazione dell'azienda che il 25 deve affrontare l'ultima prova decisiva per evitare il fallimento e per poter avviare a buon fine l'accordo con Etihad e nessuna delle due condizioni si potrà realizzare in mancanza dell'accordo sindacale”. Nell'ipotesi che le Poste non entrino nella partita Alitalia “è escluso assolutamente” un ulteriore impegno degli istituti di credito”. Così il presidente del cdg di Intesa, Gian Maria Gros Pietro a margine dell'inaugurazione della Brebemi. “Le banche hanno fatto quello che dovevano fare” aggiunge. Gros Pietro sottolinea quindi che “è importante che gli altri facciano quello che spetta loro fare in modo che ci sia un avvenire industriale che quello sì, è attraente. Con l'alleanza con Etihad, Alitalia diventa un vettore importante per il turismo e viaggi d'affari”. Il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo rileva poi: “noi speriamo che tutti gli elementi che servono a questo accordo industriale vadano al loro posto e che il piano industriale funzioni così come è stato concepito. La nostra parte - ribadisce - l'abbiamo fatta”.

martedì 22 luglio 2014

Alitalia-Etihad: Poste terzo incomodo?

[A dannu fattu lu passu è chiusu. Detto siciliano]Le condizioni di Poste per un nuovo impegno finanziario in Alitalia potrebbero mettere in discussione l'intera operazione con Etihad. Banche e azionisti della compagnia italiana sono rimaste di stucco di fronte ai “paletti” con cui la società guidata da Francesco Caio ha accettato di partecipare all'equity committment. Poste, secondo azionista di Alitalia con il 19,48%, avrebbe chiesto tra le altre condizioni quella di versare i 40 milioni nella newco anziché nella old company: questo muterebbe l'assetto della nuova Alitalia, con i soci che passerebbero da due a tre: Cai (46%), Poste (5%) ed Etihad con il 49%. 
Cambiare le carte in tavola a questo punto dell'operazione, sostengono fonti vicine al dossier, rischia di vanificare gli sforzi fatti fino ad ora. E creerebbe una situazione di soci di serie A e soci di serie B. Inoltre, arrivati a questo punto non ci sarebbero molti margini per riaprire la trattativa: anche perché le carte relative all'operazione, sulla base degli accordi raggiunti fino ad ora, infatti, sono già state inviate all'Ue per accelerare l'istruttoria.    Intanto venerdì 25 luglio è fissata l'assemblea dei soci che dovrebbe deliberare il nuovo impegno finanziario da circa 200 milioni a garanzia di eventuali perdite e contenziosi. E in settimana potrebbe essere convocato un consiglio di amministrazione della compagnia per varare l'aumento di capitale e forse anche per l'approvazione del testo del contratto tra Alitalia ed Etihad. Contratto che, come annunciato dal ceo di Etihad Hogan, verrà firmato entro fine mese. Non è escluso forse già entro questa settimana.Poste Italiane ha annunciato di aver deciso di partecipare alla nuova Alitalia, così come si sta configurando nell'accordo con Etihad Airways. Poste Italiane, che nell'Alitalia attuale (Cai dei cosiddetti capitani coraggiosi) ha quasi il 20% di azioni, nell'assemblea degli azionisti che si terrà fra qualche giorno, in cui dovrà essere approvato un bilancio in perdita di quasi 569 milioni, dovrebbe impegnarsi per una quota di 40 milioni a saldare i debiti, condizione stabilita da Etihad per entrare col 49% di capitale (560 milioni) gestendo tutta l'attività di volo, mentre il 51% resterebbe a Cai trasformata in holding di partecipazioni. I vantaggi che Poste trarrebbe sarebbero “Nell'area della logistica, delle tecnologie IT, delle carte e dei sistemi di pagamento, della distribuzione di servizi a famiglie e imprese”, tra questi vantaggi anche la vendita di biglietti Alitalia ai loro sportelli.  Poste Italiane, lo scorso dicembre aveva versato 75 milioni in Alitalia/Cai, tutti già bruciati nelle perdite. La presenza di Etihad dovrebbe farci pensare che questa volta i soldi di Poste Italiane saranno investiti bene e non come nel caso dei Cai/capitani coraggiosi? Non lo sappiamo.  Ma sappiamo solo che continuiamo a vivere in un Paese che dice di essere ed andare nel libero mercato, mentre gli utili di aziende di capitale pubblico vengono investiti in percorsi che di per sè non sarebbero contestabili viste le prospettive, ma visti i trascorsi.... Inoltre ci poniamo, da utenti spesso obbligati dei servizi di Poste Italiane, una domanda: cosa ne pensano coloro che trascorrono ore ed ore negli uffici postali per spedire un bollettino di cc o una raccomandata o un pacco, o per farlo si devono sobbarcare spostamenti sempre maggiori, in città sempre più intasate dal traffico e con mezzi pubblici talvolta da incubo, vista la moria in corso di uffici postali e la diminuzione del personale addetto? Domanda che sembra ci poniamo solo noi....Vincenzo Donvito, presidente Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori”.     

 

Blu-express collegherà Tirana con Ancona

[Vol’essiri cipudda pri ardiri l’occhi. Frase siciliana] Partono venerdì 25 luglio 2014 i collegamenti diretti low cost Ancona-Tirana-Ancona di blu-express, la low cost di Blue Panorama Airlines. Il nuovo collegamento viene operato 2 volte a settimana nelle giornate di lunedì e venerdì, con partenza da Tirana alle ore 17:10 ed arrivo ad Ancona alle ore 18:30 italiane. I voli partono da Ancona alle ore 19:00 per giungere nella capitale del Paese delle Aquile alle ore 20:20 locali. La tariffa minima a volo, informa la compagnia, è di 43 euro e 50 tutto incluso. L'espansione delle operazioni su Tirana, avviate in concomitanza al traguardo dei 15 anni di attività del vettore, “confermano la leadership di blu-express sullo scalo della capitale albanese da dove vengono ora servite 8 città italiane: Milano Malpensa, Bergamo Orio al Serio, Venezia, Verona, Bologna, Pisa, Roma Fiumicino ed appunto Ancona”. Per la stagione estiva 2014, la compagnia ha inoltre previsto un incremento dei voli settimanali da e verso l'Albania che, dagli originari 50 saliranno, durante il picco della stagione estiva, a 60 servizi a settimana. Dallo scorso 25 novembre 2013, data di inizio delle operazioni sull'Albania, oltre 210.000 passeggeri hanno viaggiato sui voli blu-express in partenza da Tirana per l'Italia, con un coefficiente di riempimento dei posti superiore al 75%, un indice di regolarità del 99,9% ed un indice di puntualità dei voli in partenza del 92,2%. “Con il nuovo collegamento da Ancona per Tirana - commenta Remo Della Porta, vice president commercial di Blue Panorama Airlines - intendiamo servire la comunità albanese e gli italiani che hanno interessi in Albania, presenti non solo ad Ancona o nelle Marche, ma in tutta la catchment area dello scalo anconetano, sia sulla costa adriatica da Rimini a Pescara, sia all'interno verso la confinante Umbria. I risultati conseguiti sulle rotte operate da 7 mesi e le vendite già realizzate sui nuovi voli per Ancona rappresentano la miglior conferma della nostra capacità di rispondere alle necessità dei passeggeri e di collaborare efficacemente con agenzie di viaggio e Tour Operators”. Il presidente di Aerdorica Giovanni Belluzzi esprime grande soddisfazione per la ripresa del collegamento verso la capitale albanese: “Grazie alla collaborazione con blu-express siamo in grado di ripristinare la tratta storica su Tirana che garantirà un collegamento sia per il traffico business che passeggeri. La destinazione rientra nel progetto della Macroregione Adriatico-Ionica, composto da quegli enti nazionali, regionali e locali che si associano per affrontare insieme problematiche comuni e che vede la nostra regione e l'Albania protagoniste attive”.

Apt Firenze e il nuovo piano industriale

[Dio duna e Dio leva. Frase siciliana] Per l'aeroporto di Firenze “noi abbiamo fatto la variante, aspettiamo il piano industriale”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti a margine di un convegno a Firenze. “Mi sembra - ha aggiunto - che queste polemiche sulle lunghezze della pista appartengano al passato. Abbiamo fatto una svolta decisiva, la Toscana ha un sistema aeroportuale moderno, integrato. Si utilizzerà l'aeroporto di Firenze per quello che potrà essere utilizzato nel rispetto dell'ambiente e della sicurezza e di Pisa per tutte le sue potenzialità”. Sulla pista dell'Aeroporto di Firenze “la parola finale è nelle mani di Enac”. Così il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, parlando con i giornalisti a margine di un convegno a Firenze. “Il Consiglio regionale della Toscana - ha ricordato - ha fatto bene il suo mestiere; ha scritto 2.000 metri, la parola finale è nelle mani di Enac. L'obiettivo fondamentale è che non si disperdano passeggeri in altre regioni, che ci sia una struttura aeroportuale toscana, fiorentino-pisana, tale da consentirci di trattenere quei 12-13 mln di passeggeri le cui previsioni riguardano solo Firenze e Pisa”.

sabato 19 luglio 2014

Disfatta AviaPartner a Punta Raisi


[Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano. Indro Montanelli] Mentre mi trovo a Firenze vengo a sapere dai miei colleghi che Ap avrebbe dato in sub appalto le pulizie dei vettori gestiti il venerdì e non solo alla concorrente Gh Palermo. Ma come invece di prendere vettori, togliendoli al concorrente, si chiede aiuto al “nemico”. Resto senza parole, a ottobre daremo i pochi voli che resteranno a Gh Palermo? A questo punto mi aspetto di tutto. Se le pulizie vengono fatte male chi ne risponde? Ap o GhP? L'azienda ha chiesto agli operai cassa integrazione, solidarietà, monte ore, ferie da smaltire e spezzato … tutto è stato concesso dai sindacati adesso pure la disfatta. Nemmeno l'onore delle armi ci viene concesso ...

easyJet cerca personale


[Gli uomini sono buoni con i morti quasi quanto sono cattivi con i vivi. Indro Montanelli] easyJet lancia oggi il progetto di assunzioni per la selezione di oltre 100 tra piloti, assistenti di volo e personale di terra che andranno a potenziare l'organico della base di Napoli, inaugurata lo scorso 27 marzo. 
Si conferma così il piano di espansione della compagnia in Italia e in particolare a Napoli in cui quest’estate verranno operati fino a 292 voli a settimana verso 22 destinazioni. È stata la prima compagnia low-cost a volare dall’aeroporto di Capodichino nel 2000 e ha successivamente investito regolarmente nello scalo, arrivando ad aprire la propria terza base italiana e diventando la prima
compagnia per numero di passeggeri trasportati (1,6 milioni nel 2013). 

Nel primo anno di operatività della base, il vettore stima di trasportare 2 milioni di passeggeri, favorendo lo sviluppo del turismo,un fattore-chiave per l’economia locale. 
La compagnia impiega attualmente in Italia circa 1000 persone, ovviamente tutte assunte con contratti italiani: il potenziamento della base di Napoli, oltre al beneficio legato alle assunzioni dirette, comporterà anche una significativa ricaduta positiva nell’indotto, non solo per il mercato locale ma anche per il resto del Paese, in cui easyJet sta aumentando del 9% l’investimento per la stagione estiva, con 158 destinazioni servite. 

L’Italia è un mercato-chiave per il vettore, Paese in cui la compagnia ha trasportato 13,4 milioni di passeggeri nell’anno fiscale 2013. Oltre a Napoli, dispone di altre 2 basi in Italia, Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino, dove la compagnia è il primo e il secondo operatore, con una flotta complessiva di 27 aeromobili. 
Intanto la compagnia ha annunciato l’apertura di due nuove basi: Amsterdam (Olanda) e Porto (Portogallo), rispettivamente 25esima e 26esima, nella primavera del 2015, con tre aerei A-320 ciascuno basati sia su Schipol che su Porto Francisco de Sá Carneiro. 

EasyJet non vuole gli esuberi Alitalia


[Il pubblico è il mio padrone. Indro Montanelli] Via libera di Poste Italiane all'alleanza tra Alitalia e Etihad. Lo comunica la società guidata da Francesco Caio dopo aver “concluso positivamente la valutazione della partecipazione all'operazione Alitalia-Etihad”. Ma la via di uscita, secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, potrebbe essere una richiesta di maggiore impegno ai piccoli soci privati. A partire dal presidente dell'Atalanta che in dicembre ha acquistato il 3,9%della compagnia per 15 milioni di euro. Questa scorciatoia, però, di fatto chiama in causa nuovamente la banca creditrice e principale azionista del vettore, Intesa Sanpaolo. Perché a finanziare Percassi, anche per
quell’investimento, è stato proprio l’istituto guidato da Carlo Messina. Il secondo candidato sarebbe invece, secondo il quotidiano di Confindustria, l’industriale Davide Maccagnani, già proprietario di una fabbrica di esplosivi, socio della Cai con il 3,69% dopo l’ultima ricapitalizzazione. E il 25 luglio i soci, in prima fila proprio Intesa e Unicredit (che ha il 13%), saranno chiamati a votare la proposta di aumento di capitale per 200-250 milioni. La cassa, che fa capo per l'80%al ministero del tesoro da la propria disponibilità a comprare le quote in pancia alle banche. Il tutto solo a valle del risanamento della compagnia, visto che la Cdp è obbligata per legge a investire solo in aziende in utile. Dettagli: quel che è certo è che si tratterebbe dell’ennesimo ritorno dello Stato nel capitale del vettore di bandiera. Con i soldi dei risparmiatori. Intanto però l’accordo raggiunto sugli esuberi, che prevede il ricollogamento in altre aziende di 1021 lovoratori con l'intervento del governo, non manca di suscitare maldipancia tra i vertici dei gruppi “invitati” ad accollarsi una quota degli ex dipendenti Alitalia. “Impensabile prevedere un obbligo del genere da parte nostra”, ha fatto sapere Frances Ouseley, direttore per l’Italia di easyJet, commentando le affermazioni di Vito Riggio, presidente dell’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile), secondo il quale le compagnie aeree che operano in Italia dovrebbero essere “obbligate a pescare” nella lista degli esuberi per le loro assunzioni future. “Sbalorditivo dovere constatare quanto affermazioni del genere siano lontane e contrarie ad ogni principio di libera impresa”. Secondo Ouseley questo volere “socializzare le perdite di Alitalia non fa bene né alle compagnie aeree né ai consumatori”. Tutto questo “è
sintomatico di una mentalità che continua a favorire soggetti che non generano profitti” e easyjet, che impiega in Italia circa 1.000 persone, non “rinuncerà mai ai suoi processi di selezione, che prevedono certi requisiti, ai quali chiunque può partecipare”.
Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, in una nota, si dice sbalordito dalle dichiarazioni di esyJet, che giudica un atteggiamento antimercato quello di prevedere un obbligo di riassorbimento degli esuberi dell'Alitalia. “Sbalorditiva - afferma Riggio - è l'ipotesi di attribuire a me un atteggiamento anti mercato e anti libera concorrenza. Non capisco perchè professionalità certificate e di ottimo livello internazionale non possano essere selezionate con i propri criteri da compagnie che ormai operano stabilmente nel mercato italiano, fermo restando la loro libertà di scelta, che nessuno ha mai inteso negare, ma anche un qualche obbligo di solidarietà nei confronti di un Paese come il nostro, sempre aperto alla concorrenza, e dell'intero settore aereo nazionale che ha anche un patrimonio di professionalità da valorizzare”. Un altro velato attacco, per quanto ammorbidito dall’affermazione che “Etihad può rappresentare l’inizio di un nuovo capitolo per Alitalia”, arriva da Willie Walsh, ceo di Iag, che riunisce British Airways, Iberia e Vueling. Il manager, che nel 2013 ha denunciato come l'ingresso di poste nel vettore configurasse un aiuto di Stato, intervistato dal Sole dice infatti di sperare che “la Commissione voglia valutare” quell’operazione. Come in effetti ha già annunciato di voler fare. E, alla domanda se la compagnia araba possa riportare Alitalia in utile, risponde secco: “Dipende se la società saprà cambiare: non fa profitti solo per il modo in cui è gestita. Non basta questo investimento per cambiare il corso di Alitalia”.

venerdì 18 luglio 2014

Apple rilascia l'elenco delle richieste governative


[Detestare lo spirito o, viceversa, considerarlo troppo: ecco due cose che un principe deve evitare. Montesquieu] DOPO Google e Microsoft anche Apple pubblica un chiarimento in merito alle richieste dei governi mondiali riguardanti il Datagate. L'azienda di Cupertino ha condiviso sul suo sito un documento e una tabella in cui vengono enumerate le richieste governative mondiali e il dettaglio sulle risposte e sui dati forniti, paese per paese, specificando che ha condiviso solo le informazioni legalmente autorizzate a diffondere.Per quanto riguarda gli Stati Uniti le richieste di informazioni del governo sono contenute in un “range” che va da mille a duemila, mentre da duemila a tremila quelle sui singoli account. Per l'Italia, il numero di richieste è stato di 60 per un totale di 76 account; a 18 delle richieste Apple ha risposto, mentre in 34 casi ha
 rifiutato, rispondendo in totale al 37% delle richieste italiane. “Diversamente da altre aziende che hanno gestito le richieste dei governi sui loro clienti, il business principale di Apple non è quello di raccogliere informazioni”, scrive la società, lanciando così una frecciatina ai suoi concorrenti come Google e Facebook. “Crediamo - spiega Cupertino nell'incipit del documento - che in nostri clienti abbiano il diritto di capire come vengono mantenute le proprie informazioni, e consideriamo nostra responsabilità quella fornire loro la migliore protezione della privacy possibile". I dati pubblicati si riferiscono alle richieste ricevute in un periodo che va dal 1 gennaio al 30 giugno 2013. L'azienda ha suddiviso le richieste in due categorie: quella relativa agli account degli utenti, che contengono informazioni personali, e quelle sui dispostivi, che emergono in caso di smarrimento o furto di iPhone e iPad.

I cosacchi a Palermo


[Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano. Indro Montanelli] Gli interessi russi in Sicilia sono diventati ragguardevoli ed occupano un posto di rilievo importante relazioni di affari fra la Russia e l’Italia. È recente l’acquisto da parte della Lukoil della raffineria di Priolo del Gruppo Garrone, che aveva già inglobato la raffineria dell’Agip (insieme hanno lavorato nel 2012 ben 15 milioni di tonnellate di prodotto). Ed è proprio grazie alla esportazione di prodotti petroliferi raffinati che la Sicilia nel 2012 ha fatto registrare il maggiore incremento delle esportazioni all’estero, + 22%. Di questo vorticoso giro di capitali l’Isola non ha tratto alcun vantaggio: il mantenimento dei livelli occupazionali è stato “pagato” con l’inquinamento ambientale. Siracusa è stata nel 2012 la città italiana con il più alto indice di esportazione. È bene inoltre ricordare che la Lukoil ha comprato, sempre dai Garrone, la rete di distribuzione ERG e, per quanto ci è dato sapere, è molto soddisfatta. Prescindendo comunque dalla operazione Lukoil, il governo russo è particolarmente interessato a potenziare i rapporti con la Sicilia. Nel 2012 i russi hanno donato un busto di bronzo dello Zar Nicola II alla città di Taormina in ricordo dell’aiuto che le navi russe presenti in Sicilia diedero ai messinesi in occasione del terremoto del 1908. Due aerei affollati di dignitari e operatori russi e preti ortodossi sono atterrati a Catania per partecipare alla cerimonia e benedire il busto .Grande interesse è stato manifestato da operatori russi nel settore del turismo. I russi avevano firmato nel 2012 un accordo con compagnia aerea siciliana WindJet per poter istituire dei voli a cadenza settimanale. Sembra siano stati cancellati ben 3000 prenotazioni a seguito del fallimento della compagnia aerea. Si stanno potenziando intanto i contatti commerciali tra operatori russi e siciliani. Ci sono altri settori strategici su cui sono possibili partenariati e scambi con vantaggio reciproco. Ci sono state manifestazioni d’interesse per lo scalo marittimo di Augusta. Ci sono stati colloqui su una possibile alleanza con la città-porto di Augusta che, grazie al notevole potenziamento ed ampliamento dello scalo marittimo, sarebbe in grado di assicurare un collegamento costante con il Mar Nero non solo per prodotti petroliferi ma anche per la movimentazione dei container, merci solide e navi Ro-Ro. Ma ad Augusta, è bene non dimenticarlo, fa scalo la flotta navale USA (la US Navy è di casa sulla costa ionica della Sicilia). Non c’è alcun dubbio che i russi considerino la Sicilia strategicamente importante per la loro presenza nel Mediterraneo, come indiscusso Hub. Lo ha detto l’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi durante la sua visita a Catania nel dicembre 2011.

Silvio assolto a Milano rinviato a giudizio a Bari


[Il bordello è l'unica istituzione italiana dove la competenza è premiata e il merito riconosciuto. Indro Montanelli] La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi. L'ex presidente del consiglio è accusato di induzione a mentire. Per il tramite del faccendiere napoletano Valter Lavitola avrebbe pagato l'imprenditore Gianpaolo Tarantini perché mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009.
L'udienza preliminare del processo a Berlusconi per le escort di Tarantini inizierà il prossimo 14 novembre dinanzi al gup del Tribunale di Bari Rosanna Depalo.
 Il sostituto pg Piero De Petris ha chiesto la conferma dei 7 anni di carcere per Silvio Berlusconi imputato a Milano nel processo in appello sul caso Ruby. L'ex premier è accusato di concussione e prostituzione minorile. De Petris ha spiegato che non c'è “'ragione alcuna” per concedere all'ex premier le attenuanti generiche, sia “per i fatti di reato contestati, sia per il complessivo comportamento tenuto dall'imputato'”, sia per il precedente penale della condanna per il caso Mediaset. “La severità del trattamento sanzionatorio - ha chiarito De Petris - è innegabile, per parte mia però faccio rilevare che la sentenza di primo grado ha dato conto delle complessive ragioni riguardo al fatto che il trattamento sanzionatorio non si poteva attestare sul minimo edittale della pena”. In sostanza, il magistrato ha spiegato che i 7 anni di carcere per Berlusconi sono una pena severa, ma giusta. I giudici della seconda Corte d'Appello di Milano hanno assolto Silvio Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby, per entrambi i capi di imputazione. In primo grado l'ex premier era stato condannato a 7 anni. I giudici della seconda Corte d'Appello di Milano, nel processo Ruby, hanno assolto Berlusconi dal reato di concussione “perché il fatto non sussiste” e dal reato di prostituzione minorile “perché il fatto non costituisce reato”.

giovedì 17 luglio 2014

La Gesap attacca il sindacato


[Qui giace Indro Montanelli. Era Ora. Indro Montanelli] Ai sensi degli articoli 23-24 e 30 della legge 300-1970, nonché richiamando gli art. 5 e 7 del vigente ccnl, acquisito il competente parere di assaeroporti, si comunica che, per l'anno 2014, il monte ore unico spettante alle rsa e ai componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, per la fruizione dei permessi sindacali retribuiti è di 96 ore totali per ciascuna sigla sindacale. La nota diffusa in data 15/7/2014 dalla Gesap ovviamente terrà conto dei permessi presi fino ad ora, probabilmente abbiamo già superato abbondantemente il tetto messo dalla Gesap. Appresa la notizia i leader sindacali aeroportuali, presi dallo sconforto hanno chiamato il loro capi e gli hanno manifestato tutta la loro indignazione. Rassicurati dalle segreterie regionali e invitati di stare di stare tranquilli che il comportamento della Gesap è già stato oggetto di sentenze da parte della Cassazione tutte a favore del sindacato. Appresa la notizia i leader sindacali, che soffrono della sindrome “del limone spremuto e buttato via”, si sono tranquillizzati e hanno ripreso a sognare grandi battaglie sindacali in difesa della classe operaia. La Gesap non potrà riconoscere le ore giornate fruite in eccesso che saranno ritenute permesso sindacale non retribuito. I permessi dovranno essere richiesti all'azienda con almeno 24 ore di anticipo e verranno concessi compatibilmente con le esigenze tecnico aziendali. Potranno essere inoltre concessi permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale per i quali si deve dare comunicazione scritta di regola 3 gg prima.    

Record di ingorghi a Palermo

[Il più autorevole giornale americano di economia e finanza, il Wall Street Journal di martedì 10 gennaio, è incorso in un curioso lapsus. Parlando del concordato fra lo Stato italiano   e la Santa Sede, scrive che esso ‘venne firmato nel 1929 da Bettino Mussolini. Chissà, se lo legge, come si arrabbia Benito Craxi. Indro Montanelli] All'ora di punta Roma diventa un vero inferno, con la densità di traffico più alta d'Italia, ma Palermo rimane imbattuta confermandosi come la città più caotica, addirittura quarta a livello europeo: è quanto emerge dal TomTom Traffic Index, barometro mondiale del traffico nelle aree urbane, basato sul rilevamento dei dati di percorrenza reali misurati sulla rete stradale di 169 città mondiali. Il picco del traffico mattutino, quello che risente dell'arrivo dei pendolari, conferma Roma al primo posto con tempi di percorrenza che aumentano addirittura dell'84%, seguita da Milano (+73%). Palermo registra un incremento del 65%, soffrendo di più del capoluogo partenopeo (+42%) e di Torino (+41). Situazione analoga alla sera, che vede Roma e Palermo appaiate con +67% e Milano +56% nel calcolo dei tempi di percorrenza, seguite da Napoli (sempre +42%), mentre curiosamente al momento del ritorno a casa dal lavoro Genova, con +40%, diventa più caotica di Torino (+35,5). Il dettaglio della situazione nell'arco dell'intera giornata conferisce però a Palermo il record negativo di città più trafficata d'Italia in senso assoluto, piazzandosi ancora una volta al quarto posto a livello europeo. Nel capoluogo siciliano ci vuole il 40% di tempo in più per percorrere un tratto di strada trafficato rispetto al tempo che verrebbe impiegato in una situazione di traffico regolare. In un anno, il pendolare palermitano spende ben 90 ore della sua vita in coda. In Europa, fa sapere lo studio di TomTom, a fare peggio sono solo Mosca (65% di indice di congestionamento, ben 174 ore all'anno in coda), Istanbul (57%, per 118 ore in coda ogni anno) e Varsavia (44%, 110 ore all'anno in coda), pur con dimensioni e popolazione decisamente diverse. Al secondo posto della top 5 italiana c'è naturalmente Roma, dove si rileva una percentuale di congestionamento pari al 28% per i tratti autostradali (compreso quelli del raccordo anulare), mentre sulle strade urbane raggiunge addirittura il 40%. In terza posizione si conferma Milano, dove l'indice è pari in media al 20% sulle strade extraurbane, mentre sulle strade urbane raggiunge il 29%. Completano la top 5 italiana Napoli, (quarta e 27° in Europa) e Genova (quinta e 36°), con un indice pari rispettivamente a 23,5% e 21,6%.

Un italiano su tre non arriva fine mese


[Non ho paura della morte ma di morire. Indro Montanelli] In Italia quasi uno su tre, precisamente il 30,8%, non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate. Lo rileva l'Eurispes nel Rapporto Italia 2014, sottolineando come nel corso dell'indagine, condotta a cavallo tra dicembre e gennaio, sul tema sia “stato registrato un tasso di non risposta decisamente alto (12%) che potrebbe indicare un disagio maggiore rispetto a quello rilevato”. Infatti, spiega, “sono in molti ormai ad essere colpiti dalla cosiddetta sindrome della quarta, quando non della terza, settimana”. Inoltre, aggiunge l'Istituto di ricerca, tra quanti arrivano comunque alla fine mese non manca chi, il 51,8%, vi riesce soltanto utilizzando i propri risparmi. Tentare di mettere da parte qualcosa risulta “praticamente impossibile” per tre italiani su quattro. E ancora l'Eurispes sottolinea che “sul versante delle difficoltà incontrate dagli intervistati nel pagamento delle rate del mutuo o nel saldo mensile dell'affitto per la casa, si registra nel primo caso un disagio che tocca il 29,1% e, nel secondo, il 26,8%”. Anche qui, specifica, “il numero di quanti hanno preferito non indicare una risposta precisa tocca livelli elevati, tali da far ritenere più alta la quota di chi ha difficoltà”. Non stupisce a questo punto che “uno su quattro ha avuto necessità di ricorrere ad un prestito bancario nell'ultimo triennio”, con il numero maggiore di prestiti erogati che va da 1.000 a 10.000 euro (il 31%). L'88,1 degli italiani ritiene che la condizione economica del Paese negli ultimo anno sia “totalmente o parzialmente peggiorata”. È quanto rileva l'Eurispes nel “Rapporto Italia 2014”. La quota di chi ha riscontrato un deterioramento della situazione è salita di 8,1 punti percentuali sul 2012. “Il quadro di forte immobilismo e decadimento della condizione economica del nostro Paese produce un atteggiamento di forte pessimismo nella popolazione”.La perdita del potere d'acquisto è una realtà per 7 italiani su 10.

martedì 15 luglio 2014

Southwest decolla verso i Caraibi

[Più ami più soffri, più accumuli più perdi. Lao Tzu] A partire dal mese di luglio, per la prima volta, i voli di linea internazionali della compagnia aerea Southwest Airlines decollano in direzione dei Caraibi, segnando allo stesso tempo il successo per la completa implementazione di Amadeus Altéa Suite, il sistema di nuova generazione di servizi passeggeri per le compagnie aeree. Southwest ha aperto le prenotazioni per i propri voli internazionali nel mese di gennaio utilizzando i moduli Altéa Reservation e Inventory. Il primo volo è partito da Baltimore, Maryland, Usa, per Aruba il primo luglio alle 08:30 ora locale, utilizzando Altéa Departure Control per la gestione dei passeggeri. È  la realizzazione di due anni di sviluppo It dei team Southwest e Amadeus per la reingegnerizzazione dei sistemi.

Fiducia investitori Germania ancora giù

[L’amore vigoreggia di più con lo stimolo dell’attesa che l’anestetico della memoria. Hellen Rowland] L'indice Zew tedesco è sceso a luglio a 27,1 punti, dopo già una flessione a quota 29,8 a giugno. Il dato è peggiore delle attese degli economisti, che si aspettavano un calo a 28,2 punti. Per l'indice che misura la fiducia degli investitori in Germania è il settimo calo consecutivo. A luglio è sceso anche l'indice Zew relativo alla situazione corrente, oltre a quello sulle aspettative future, con una flessione a 61,8, dai 67,7 di giugno e contro attese che vedevano una flessione solo a quota 67,4. Dopo aver raggiunto i massimi da sette anni a dicembre, l'indice Zew è sempre sceso. Il sondaggio è stato realizzato dall'istituto di Mannheim tra il 30 giugno e il 14 luglio tra 238 tra analisti e investitori istituzionali. “Ultimamente la Germania ha vissuto una leggera riduzione nell'attività economica - ha affermato il presidente dell'istituto Zew, Clemens Fuest, riferisce Bloomberg -. L'attuale calo dell'indice Zew sulla fiducia economica riflette questo sviluppo riflessivo. Da un punto di vista generale, tuttavia, le prospettive economiche di medio termine restano favorevoli”.

 

Nasce la Banca dei Brics

[Dipingersi e tatuarsi il corpo è un ritorno all’animalità. Wolfgang Goethe] I leader delle cinque principali economie emergenti, i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si riuniscono in Brasile per mettere a punto un nuovo assetto finanziario post-crisi, più in sintonia con il mondo multipolare, che ha come cardine la creazione di una banca da 100 miliardi di dollari da contrapporre alle istituzioni internazionali, come Banca mondiale e Fmi, controllate dall'Occidente. Il progetto era in cantiere da tempo, ma spetterà alla presidente brasiliana Dilma Rousseff annunciare simbolicamente al VI vertice dei Brics, che si è aperto a Fortaleza, nel nordest brasiliano, la nascita della “Nuova Banca di Sviluppo”, che ha lo scopo di finanziare grandi progetti infrastrutturali congiunti ma servirà anche come riserva per fronteggiare crisi finanziarie e la fuga degli investimenti stranieri.

Mancano ancora 550 milioni per matrimonio Alitalia- Etihad

[Se i gli scrittori non leggessero e i lettori non scrivessero gli affari della letteratura andrebbero straordinariamente meglio. Giovanni Papini] È  braccio di ferro fra le banche e la cordata dei patrioti di Alitalia. Con Poste italiane nel mezzo di una partita che rischia di costare cara ai contribuenti. Se infatti è arrivato l’ok degli istituti di credito alla rinegoziazione dei debiti dell’ex compagnia di bandiera, mancano ancora i soldi per ripianare parte delle perdite (588,6 milioni nel 2013) e garantire l’operatività dell’azienda fino alle nozze con Etihad. Così, mentre ad horas si attende l’ok definitivo dei sindacati dopo un nuovo round di negoziazioni, le banche e i soci Alitalia si scontrano sul tema della liquidità. Il denaro necessario alla società potrebbe essere recuperato attraverso un prestito ponte da circa 300 milioni e un aumento di capitale riservato agli attuali soci da 200-250 milioni. Il che significa che Poste, dopo aver
sborsato 75 milioni a dicembre per comprare poco meno del 20% di Alitalia, potrebbe dover tirar fuori ancora tra 40 e 50 milioni. “Le banche rinuncino al 30% dei crediti che vantano nei confronti delle micro, piccole e medie imprese a rischio chiusura, come faranno per Alitalia, e così si potranno salvare 70mila aziende e circa 200mila dipendenti“. La proposta, all’indomani dell’accordo sullo stralcio di un terzo dei 560 milioni di debiti di Alitalia da parte degli istituti creditori, è arrivata dal segretario generale della Confederazione libere associazioni artigiane italiane (Claai), Marco Accornero. “L’ipotesi di ristrutturazione del debito di Alitalia, con una cancellazione di un terzo dei crediti vantati dalle banche, fa discutere e alimenta perplessità”, ha aggiunto Accornero. “Le pmi artigiane, con esposizioni in sofferenza verso il mondo bancario, hanno debiti pari a circa 3 miliardi di euro: se si applicasse il ‘metodo Alitalia’, le banche dovrebbero cancellare il 30% del loro debito, pari a 900 milioni di euro, e la gran parte di queste aziende si salverebbe”, ha spiegato. “L’auspicio è che gli istituti di credito non si rivalgano sulle piccole imprese e sui risparmiatori per rientrare dal buco con Aliltalia”, ha proseguito. “La proposta di abbattimento dei debiti verso le pmi, che gli artigiani lanciano al governo e agli istituti di credito, si fonda sulla ragionevolezza che esiste un sistema creditizio puntualmente privo di flessibilità con i piccoli e che allo stesso tempo concede tagli straordinari del debito alle grandi imprese dissestate”, ha concluso il segretario di Claai. Analogo discorso, del resto, potrebbero farlo i sindacati a proposito della ricollocazione degli esuberi della compagnia aerea una parte di quali passeranno per esempio alle Poste. Tema che è stato toccato martedì dall’ad del gruppo postale Francesco Caio che ha ricordato che le sinergie sono state definite “nella parte preliminare degli accordi” e prevedono l’innesto di 25 persone nell’information technology: “Siamo fermi al mantenimento di quelle sinergie”, ha concluso. La strada che porta alla nascita della nuova Alitalia è però ancora in salita. Anche se, per velocizzare i tempi, a Bruxelles sono stati già depositati i dettagli industriali della fusione, che sarà operativa solo dopo l’ok della prossima assemblea Alitalia (prevista il 25 luglio in seconda convocazione) alla scissione della controllante Cai, holding dei “patrioti”, dalla nuova Alitalia. Ma sull’intera operazione la Ue vuole vederci chiaro. Soprattutto sul ruolo di Poste. E nel mezzo, c’è anche il rischio di allungamento dei tempi per chiudere il secondo salvataggio Alitalia, per via di un cambio di guardia dei commissari a Bruxelles in scadenza ad ottobre. Rischio che avrà i suoi costi per gli attuali soci Alitalia.