venerdì 30 maggio 2014

L’ASSEDIO CONTINUA: GLI ARGENTINI NON MOLLANO

[Chi non è in grado di entrare nella comunità o per la sua autosufficienza non ne sente il bisogno, non è parte dello Stato, e di conseguenza è o bestia o dio. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco]Il comportamento del sindaco di Pisa Marco Filippeschi (Pd), presidente del patto dei soci pubblici, è “semplicemente volto a turbare il mercato” e sulle sue dichiarazioni saranno chiamate a esprimersi le autorità giudiziarie. Lo scrivono in una nota Corporacion America, che ha lanciato l'Opa sull'Aeroporto di Pisa, e Roberto Naldi, presidente della società offerente e membro del Consiglio di Amministrazione di Sat. Nei giorni scorsi Filippeschi aveva sollevato dubbi sul comportamento dei membri del CdA in quota Corporacion America. Corporacion America e Naldi “non entrano nemmeno nel merito delle dichiarazioni” e sottolineano che “il loro comportamento è sempre stato, come evidente, rispettoso della normativa vigente” e “sulle insinuazioni pretestuose, saranno più semplicemente le competenti autorità giudiziarie a censurare le dichiarazioni del sindaco”. Corporacion America, osserva, si legge nella nota, “con grande sorpresa, che il sindaco si lamenti della richiesta di accesso agli atti consiliari di Consob. Il Consiglio di Amministrazione di Sat, chiamato a valutare la congruità del prezzo di offerta, si era avvalso di appositi consulenti. Tali consulenti avevano identificato un valore congruo e, sulla base di tale valore, il medesimo Consiglio di Amministrazione aveva originariamente invitato l'offerente a incrementare il prezzo di offerta. L'offerente si è conformata alla richiesta del Consiglio di Amministrazione di Sat. Anzi, abbiamo fatto di più: abbiamo offerto (e stiamo offrendo) un prezzo ancora più alto di quello individuato come congruo da parte di Sat stessa”. Però, prosegue il comunicato, “dopo l'adeguamento del corrispettivo da parte dell'offerente, pretestuosamente il sindaco si è messo alla ricerca di nuove valutazioni, per arrivare a sostenere che il prezzo precedentemente ritenuto congruo dallo stesso Consiglio di Amministrazione di Sat (e sindaco) non lo fosse più. Insomma, ora il sindaco smentisce se stesso, come un venditore che una volta trovato un accordo sul prezzo coll'acquirente, si rimangia la parola data”. A Corporacion America e Naldi “pare che il
comportamento del sindaco sia semplicemente volto a turbare il mercato. Non è compito nostro valutare nel merito, ma riteniamo che molte possano essere le violazioni normative compiute dal sindaco in questi giorni”. A Corporacion America “preme” il “perseguire un piano di integrazione degli aeroporti toscani, per creare un polo strategico nazionale, in grado di competere con gli altri (e divenire uno dei) primi scali nazionali. Per tale ragione abbiamo intrapreso questo progetto e contiamo di portarlo a termine nell'interesse della intera Regione Toscana”. Il Consiglio di amministrazione di Ente Cassa di Risparmio di Firenze ha deciso, ad ampia maggioranza, di rimanere in Adf con la quota del 14% aderendo parzialmente all'Opa di Corporacion America vendendo il 3,5% delle quote. “Il consiglio - si legge in una nota - ha sottolineato che, rimanendo con questa quota, Ente Cr Firenze continua a detenere una partecipazione societaria strategica. Ha quindi ribadito l'importanza dell'intervento in Adf che ha sempre avuto lo scopo di contribuire allo sviluppo dello scalo fiorentino e di tutto il territorio anche con la realizzazione della nuova pista”. Ente CrFirenze è diventata azionista di Adf nel novembre 2009 rilevando il 17,5% delle quote di Meridiana. “Lo scalo di Peretola è di grande rilevanza per la crescita del territorio - dichiara il presidente di Ente Cr Firenze Umberto Tombari - ed è per questo che vogliamo continuare ad essere determinanti per il suo sviluppo. In continuità con quanto deciso allora, abbiamo confermato questa scelta per dare un sostegno concreto alla ripresa dell'economia locale e per imprimere un ulteriore impulso al turismo di qualità e degli affari, favorendo, al tempo stesso, anche quelle imprese manifatturiere che costituiscono una delle realtà più preziose della nostra regione”.  Nella vicenda legata all'Offerta pubblica di acquisto lanciata da Corporacion America su Sat “l'unico interesse perseguito dal Comune di Pisa è sempre stato quello del rispetto dei patti esistenti e delle norme in materia di Opa, patti e norme noti a tutti i soggetti interessati”. Lo afferma in una nota il sindaco di Pisa Marco Filippeschi (Pd), che è anche presidente del patto dei soci pubblici nella società di gestione dell'aeroporto di Pisa, rispondendo a Corporacion America che oggi, in un comunicato, aveva definito il comportamento del primo cittadino “semplicemente volto a turbare il mercato”. “Il Comune di Pisa - afferma Filippeschi - forte della posizione unanime ribadita dal Consiglio Comunale che ha indirizzato le iniziative assunte dal sindaco, non intende alimentare polemiche infondate che non è nell'interesse pubblico sostenere, nè soggiacere ad affermazioni offensive dei comportamenti istituzionali tenuti anche per dovere d'ufficio. Si deve però sottolineare che non corrisponde al vero che il sindaco “pretestuosamente si è messo alla ricerca di nuove valutazioni” per ottenere un prezzo più alto. La relazione dell'Advisor indipendente Moores Rowland Bompani commissionata dal Comune di Pisa è stata protocollata in data 6 maggio 2014, molto prima, quindi, del rilancio operato da Corporacion America Italia

giovedì 29 maggio 2014

Apt Torino: Giuseppe Donato nuovo presidente di Sagat

[Il saggio cerca di raggiungere l'assenza di dolore, non il piacere. Aristotele Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Giuseppe Donato è il nuovo presidente di Sagat, società che gestisce l'aeroporto di Caselle. Lo ha eletto il consiglio di amministrazione in cui è entrato su designazione del Comune di Torino. Donato, presidente del centro estero per l'internazionalizzazione del Piemonte e manager di lungo corso della Skf di cui è presidente delle attività italiane, prende il posto di Maurizio Montagnese. “Sono orgoglioso del nuovo incarico e motivato a lavorare al servizio dell'Aeroporto e di tutto il territorio, ha detto Donato. Intendo contribuire con la mia esperienza soprattutto laddove le sfide dell'internazionalizzazione lo richiedono”. Roberto Barbieri, amministratore delegato di Sagat, nominato dall'azionista di maggioranza F2i - nel dare il benvenuto al nuovo Presidente, ha aggiunto: “Esprimo tutto il mio apprezzamento per le competenze professionali e internazionali che l'ingegner Donato saprà mettere al servizio dello scalo torinese. Sono certo che lavoreremo bene e in squadra, per lo sviluppo del nostro aeroporto, che intende offrire un servizio sempre più vicino alle esigenze delle imprese, del turismo e di tutti i passeggeri”.

Crac Argentina, Buenos Aires rimborsa 9,7 miliardi

[Per la bellezza è indispensabile un'alta statura; le persone piccole possono avere grazia ed eleganza, ma non bellezza. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] L’Argentina verserà 9,7 miliardi di dollari di debiti al Club di Parigi entro 5 anni. L’accordo è stato raggiunto giovedì mattina dopo una lunga trattativa tra il ministro
dell’Economia argentino Axel Kiciloff e il gruppo di organizzazioni finanziarie che comprende i 19 paesi più ricchi al mondo, tra cui l’Italia. Il piano quinquennale si riferisce ai debiti che il Paese sudamericano non ha più pagato dalla bancarotta nel 2001 e prevede una riduzione dei tassi di interesse dal 7% al 3 per cento.  Il Club di Parigi, infatti, a partire dagli anni ’50 ha prestato 500 miliardi di dollari ai Paesi in crisi e ora con questo accordo quinquennale dovrebbe rientrare di circa 10 miliardi di dollari, ovvero della cifra a cui ammonta il debito dell’Argentina stimato al 30 aprile 2014. Il piano rappresenta “una soluzione sostenibile e definitiva” che dovrebbe aiutare il Paese a normalizzare le sue relazioni con la comunità finanziaria internazionale. Il ministro argentino si è detto soddisfatto anche se ha ribadito che l’intesa deve ancora essere approvata da tutte le agenzie internazionali, che potrebbero porre condizioni sulla gestione dell’economia da parte del governo di Buenos Aires. Intanto a luglio dovrebbero essere versati ai creditori i primi 650 milioni di dollari, mentre altri 500 milioni saranno corrisposti nel maggio 2015. Il resto sarà restituito con pagamenti annuali dilazionati in 5 anni. Secondo l’intesa, inoltre, spetterà una somma di denaro maggiore ai paesi del Club che decideranno di investire in Argentina. Una clausola dell’accordo prevede anche che se il governo di Buenos Aires non dovesse riuscire a coprire il debito nel tempo previsto, la scadenza potrà essere rinviata di altri due anni. “Trovare una soluzione per il debito non pagato è sempre stato un obiettivo di questo governo”, ha dichiarato Kicillof. Già nel 2008 il Paese sudamericano e il Club di Parigi erano arrivati vicini all’accordo, ma il governo si tirò indietro all’ultimo momento, preoccupato dalla crisi finanziaria globale. Molti dei debiti contratti dall’Argentina risalgono agli anni della dittatura militare, tra il 1976 e il 1983. Il paese, infatti, aveva preso in prestito dei soldi dai Paesi europei per pagare le armi e alcuni lavori per le infrastrutture.

LIBERIAMO PUNTA RAISI DALLA GESAP/4

[La filosofia ha in sé piaceri meravigliosi per la loro purezza e stabilità, ed è naturale che la vita di coloro che sanno trascorra in modo più piacevole che non la vita di coloro che ricercano. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Da oggi lo striscione con l’immagine di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino è diventato un’istallazione permanente nell’area partenze, al terzo livello, dell’aeroporto di Palermo. Lo striscione è quello utilizzato in occasione del XXII anniversario dell’eccidio di Capaci, dove morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Al momento dell’istallazione era presente una delegazione di studenti provenienti dagli Stati Uniti d’America per partecipare alle manifestazioni del 23 maggio a Palermo. Dopo l’esilio del medaglione che raffigurava i lineamenti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, attualmente non più a Punta Raisi ma nel commissariato di Cefalù, la Gesap, nell’occhio del ciclone della magistratura, si presenta come baluardo della legalità. Nello striscione c’è scritto “insieme per non dimenticare”, infatti non bisogna dimenticare … e la dottoressa De Gregorio e i magistrati hanno la memoria lunga.  [SEGUE]

Alitalia c’è posta per te

[Fammi ‘ndivinu, ca ti fazzu riccu. Detto siciliano] La questione Alitalia “è arrivata al dunque, è ormai questione di ore”. Così Matteo Renzi durante al direzione del Pd. "La lettera di Etihad non è ancora arrivata, come mi ha riferito l'ad Del Torchio". Così il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, a chi gli chiedeva del dossier Alitalia, a margine dell'assemblea di Confindustria. “So che in questi giorni la risposta dovrà arrivare, anche perché si è svolto il cda di Etihad”. Secondo quanto riportato dal Messaggero il vertice della compagnia araba, che si è tenuto lunedì, avrebbe approvato il via libera al progetto di fusione, e nell'accordo sarebbero previsti anche 2600 esuberi.  Sono trascorse già due settimane da quando, il 15 maggio scorso, la compagnia aerea italiana ha inviato ad Etihad la lettera con la proposta per arrivare ad un accordo. Dal vettore di Abu Dhabi è ora attesa la formalizzazione della lettera d'intenti, che dovrebbe aprire la strada all'ultima fase della trattativa, per l'ingresso del vettore arabo nel 49% del capitale di Alitalia con un iniezione di circa 560 milioni. Che questa possa essere la settimana decisiva lo confermano anche fonti sindacali, che attendono una convocazione nei prossimi giorni per riprendere la delicata vertenza sugli esuberi. “Nel momento in cui avremo informazioni puntuali sui termini di questi accordo” assicura intanto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, "come abbiamo sempre detto e fatto in tutte le situazione di emergenza, in tutti i casi in cui ci sia stata l'esigenza di misurarci con problemi di ordine occupazionale, con le strumentazioni che abbiamo a disposizione, ammortizzatori e altro, vedremo cosa sarà possibile fare. Lo abbiamo fatto sempre per tutte le imprese, lo faremo anche per Alitalia”. Anche le banche sono in attesa della lettera di Etihad: “Io non l'ho vista, non lo so”, dice l'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni. A chi gli chiedeva se si aspetti una soluzione positiva per la ex compagnia di bandiera, il banchiere ha risposto: “Spero e immagino di sì. C'è un certo ottimismo, spero che possa andare avanti positivamente”. Più cauto il consigliere delegato di Intesa San Paolo Carlo Messina: prima “voglio leggere cosa scrivono”. “Se capitali esteri ed investitori importanti sono interessati a società italiane, nel rispetto delle norme comunitarie, è un segnale positivo di interesse per il nostro Paese”. Lo ha detto a proposito della trattativa Alitalia-Etihad il presidente dell'Autorità per i Trasporti, Andrea Camanzi, a margine di convegno alla Luiss. Sempre rispondendo ai giornalisti, Camanzi ha precisato che in caso di fallimento dell'accordo tra le due compagnie “vigileremo e staremo attenti insieme all'Enac che siano tutelati i diritti dei viaggiatori che hanno acquistato servizi Alitalia”.

mercoledì 28 maggio 2014

Edward Snowden ingaggiato dalla Gesap?

[L'uomo per natura è un essere socievole: quindi chi vive fuori della comunità statale per natura e non per qualche caso o è un abietto o è superiore all'uomo. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Dopo anni di dura contesa fra Gesap e Polizia su chi e in che modo gestire le telecamere della perimetrale sembra che siamo arrivati ai titoli di coda. I lavori appaltati nel 2007 sono stati conclusi il mese scorso. Importo un milione e 800 mila euro. Grazie alla mediazione dell’Enac e del suo ex direttore (oggi in pensione, D’anna) si è raggiunto un compromesso,  il contendere riguardava il server e la sua gestione. Le telecamere in aeroporto sono sempre state oggetto di discussione. Esistono quelle della polizia, poi ci sono quelle della Gesap dislocate  nei punti strategici di Punta Raisi e, per chi ha buona memoria,  anche le telecamere alla timbratura. Le telecamere in questione sono state rimosse a seguito della relativa contestazione del reato di cui all’art. 167L. 196/03 in relazione art. 4 L. 300/70, perché nella qualità di direttore generale della Gesap (Carmelo Scelta) accedeva al trattamento di dati personali, video riprendendo abusivamente i lavoratori all’atto di timbrare il cartellino badge lavorativo, in data 9/9/2009.   Infine le telecamere della perimetrale che a giorni  potrebbero avere l’ok da parte dei tecnici dell’Enac. Insomma Punta Raisi come il grande fratello. A questo punto non ci sorprenderebbe se la Gesap pensasse di ingaggiare Edward Snowden.  A un anno dalle prime rivelazioni sulle intercettazioni di massa della National Security Agency che hanno innescato lo scandalo Datagate e messo in imbarazzo gli Usa, Edward Snowden concede da Mosca un'intervista alla Nbc in cui rivela di essere stato a suo tempo “addestrato come una vera spia” dalla Cia e dalla stessa Nsa. “Ho vissuto e lavorato sotto copertura all'estero”, spiega, smentendo l'immagine di analista di piccolo cabotaggio che Washington ha poi provato a cucirgli addosso.

Sale disoccupazione in Germania

[L’arvulu s’addrizza quannu è nicu. Detto siciliano]Il tasso di disoccupazione in Germania è  rimasto invariato a maggio al 6,7%, ma il numero dei senza lavoro è aumentato a sorpresa per la prima volta in sei mesi. Questo mese c'è un rialzo di 23.937 unità a 2,905 milioni di disoccupati, secondo quanto comunica l'Agenzia Federale del Lavoro di Norimberga. Le stime erano per un calo di 15.000 unità. Secondo flop consecutivo per l'asta dei titoli di stato trentennali tedeschi. Questa mattina sono raccolti 1,623 miliardi di euro con il Bund, cedola 2,5%, scadenza 2046, assegnato con un rendimento annuo lordo del 2,25%. Ancora una volta, il collocamento è risultato tecnicamente “scoperto”. Infatti a fronte di una domanda degli investitori pari a 1,85 miliardi, sono state accettate offerte solo per 1,48 milioni, il restante “scoperto” pari a 377 milioni è stata acquistato dalla Bundesbank che poi cercherà di rivenderlo sul mercato secondario.  “Non siamo preoccupati per l'esito dell'asta del Bund trentennale”. Cosi' un portavoce del governo tedesco dopo il secondo flop consecutivo per l'asta del Bund trentennale. Lo riporta l'agenzia Market News International. Ancora una volta una parte dell'offerta di titoli è risultata scoperta in quanto gli investitori richiedevano rendimenti più elevati. Alla fine è stato raccolto quanto previsto, 1,8 miliardi di euro, ma 377 milioni sono stati coperti grazie all'intervento della Bundesbank che ha coperto l'invenduto. La scorsa settimana era successo con l'asta del Bund decennale, dove per raccogliere 5 miliardi non erano stati sufficienti gli investitori privati (3,72 miliardi), il resto, 1,28 miliardi, erano stati coperti dalla Bundesbank.

2 giorni di proteste, rischio disagi treni-aerei-bus

[Lu bonu mastru fa lu bonu sciscepulu. Detto siciliano] Disagi in arrivo per viaggiatori e pendolari. Domani saranno in sciopero i ferrovieri aderenti a Usb e Orsa e dopodomani, venerdì 30 maggio, gli addetti del trasporto aereo aderenti a Usb, Cub e Flaica, e del trasporto pubblico locale, aderenti a Usb. Sempre sul fronte aereo, venerdì si asterrà dal lavoro per 24 ore il personale di terra e di volo del gruppo Meridiana. La protesta, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl Trasporto Aereo, interesserà tutti gli addetti di Meridianafly, Air Italy, Geasar e Meridiana Maintenance. Nella stessa giornata di venerdì si fermeranno sempre 24 ore anche gli assistenti di volo di Easyjet, aderenti a Filt Cgil e Fit Cisl. Rimandato invece a data da destinarsi lo sciopero proclamato sempre venerdì dal sindacato Sul nel settore del trasporto pubblico locale. A Milano, Trenord informa che domani i treni suburbani e regionali potranno subire ritardi, variazioni di percorso o cancellazioni; per il solo Malpensa Express saranno istituite corse bus sostitutive da Milano Cadorna e Milano Porta Garibaldi. L'agitazione sindacale non interesserà le fasce orarie di maggiore affluenza di pendolari del mattino (ore 6-9) e della sera (ore 18-21). Potranno tuttavia verificarsi ripercussioni sulla circolazione dei treni Trenord a ridosso dell'orario d'inizio dell'agitazione sindacale e dopo la sua conclusione. A Roma, l'Agenzia per la mobilità ha comunicato che venerdì  il funzionamento della rete locale sarà regolare fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20, quando saranno in vigore le fasce di garanzia previste dalla legge. A rischio autobus, ferrovie gestite dall'Atac e metropolitane dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio.

I Marines in guerra con una app

[Se Dio esiste dobbiamo riconoscerlo nella natura immobile e indipendente. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco]  Presto i Marines Usa potranno ottenere munizioni e rifornimenti sul campo di battaglia usando un'app su un semplice iPad mini per richiamare un elicottero- drone. L'US Navy, secondo quanto riporta oggi il Financial Times, sta infatti sviluppando in tal senso un programma da 100 milioni di dollari, con elicotteri a dimensioni “normali”. “Vogliamo fare come Amazon - ha detto al quotidiano britannico Max Snell, a capo del progetto in Virginia - solo che dovrà poter trasportare almeno 5.000 libbre (2.267 kg) di proiettili, batterie e acqua sul campo”. Il software in fase di sviluppo avrà un menu a tendina che permetterà al Marine di scegliere il tipo di rifornimenti di cui ha bisogno con il tocco di un dito, e con la stessa tecnica potrà indicare anche all'elicottero quali aree evitare per non essere abbattuto dal nemico. “Questa è una app che non si troverà certo sull'App Store”, ha detto Nell, aggiungendo che il sistema dovrebbe essere pronto per un utilizzo su larga scala entro il 2020. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno subito forti perdite in Iraq e Afghanistan nel settore dei rifornimenti, i cui mezzi di trasporto sono un obiettivo ambito. Ed è per questo che da quattro anni il Corpo dei Marines sta utilizzando almeno due elicotteri Kaman modificati per la guida remota, che hanno anche il vantaggio di poter volare in condizioni meteo estreme di solito proibitive per un equipaggio umano. Traendo vantaggio da questa esperienza, il progetto AACUS (Autonomous Aerial Cargo Utility System) vuole sviluppare un sistema di sensori, antenne e computer, installabile in qualsiasi elicottero in forza presso i Marines, compreso il convertiplano Osprey V22, per renderli operabili da terra attraverso tablet Apple o Android.

1.700 senza stipendio all’Amat

[Lu manciari 'insigna a viviri. Detto siciliano] È  emergenza nel settore trasporti. Travolta dai debiti e ridotta nei finanziamenti, è critica la situazione in cui versa l'Amat, l'azienda siciliana dei trasporti più grande del meridione. Tagliati del 20% i fondi regionali sul corrispettivo versato all'Azienda, l'Amat ha dovuto eliminare trenta corse nell'ottobre scorso, causando forti disagi in città per l'attesa infinita alle fermate. A rendere allarmante il bilancio dell'azienda è anche un debito vantato nei confronti del Comune, che deve all'Amat 140 milioni di euro, cifra che Palazzo delle Aquile sta versando in tranche da 5 milioni di euro. I 1.700 dipendenti dell'Amat di Palermo, la società di trasporto urbano, non hanno percepito lo stipendio di maggio a causa del taglio del fido bancario e della conseguente crisi di liquidità. A denunciarlo sono i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Orsa e Cisal, dopo che Banca Nuova ha deciso di ridurre drasticamente il fido concesso ad Amat.

Entrano gli stagionali Gh Pmo

[Porta cu tia, e mancia cu mia. Detto poco noto siciliano] Oggi è svolto l’incontro tra la GH Palermo e le organizzazioni sindacali LEGEA CISAL,UGL ,UIL a seguito della richiesta del 15/05/14 ai sensi della legge 146/90 e successive modifiche, al termine del quale si è arrivati alle seguenti conclusioni: Assunzione del personale a tempo determinato di tutto il bacino “storico” di GHP dal 1Giugno al 5 Ottobre 2014 con contratti di 4 ore ed impegno da parte della stessa società  ad assumere dal 1 Luglio 2014 sempre con contratti a tempo determinato un certo quantitativo di unità dal bacino dei lavoratori ex Alitalia qualora venissero ampliate quote di traffico di altri vettori (vedi Swiss o tratta sociale per le isole siciliane da parte di Alitalia ). Disponibilità da parte dell'azienda ad affrontare qualunque problematica relativa la turnazione ed a concordare con il dipendente le variazioni operative necessarie alla programmazione quotidiana dei mansionari ed a riequilibrare le posizioni di lavoro di ciascun dipendente, con particolare riferimento alle postazioni del personale operaio di rampa. Disponibilità da parte dell'azienda a concordare con il lavoratore che ne facesse richiesta la pausa da dedicare alla refezione, con i tempi e le necessità che la programmazione dei voli richiede.

martedì 27 maggio 2014

In attesa che Ethiad si decida

[Lu sparagnu è lu primu guadagnu. Frase siciliana] Finite le elezioni dovrebbe arrivare la tanto attesa risposta (positiva?) del gruppo emiratino che diventerebbe azionista di Alitalia al 49%. Troppo tempo perso, troppe notti sono passate a studiare i conti di Alitalia e non sempre i conti tornano. Questa lunga attesa fa pensare che Ethiad più studia di conti di Alitalia e più aumentano i dubbi. Alitalia senza alleanze strategiche e un socio ricco non avrebbe vita lunga, a ottobre potrebbe chiudere.  Nell’attesa che Abu Dabi prenda una decisione, positiva (si spera) o negativa, il contratto collettivo della categoria è bloccato  e verrà firmato non prima della decisione araba. Le tratte sociali vinte da Air One, ancora non sono state caricate nel sistema di prenotazione e l’Enac non si è ancora pronunciata.  “Non mi risulta sia ancora arrivata la risposta di Etihad su Alitalia”. Lo ha spiegato a margine di un convegno organizzato
dall'Osservatorio permanente giovani-editori il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. La banca è primo azionista della compagnia italiana che sta trattando l'ingresso del vettore arabo nel capitale. Ancora nessuna novità da Etihad Airways: la lettera con la quale il vettore aereo di Abu Dhabi dovrebbe dare l'assenso definitivo all'ingresso nella struttura societaria di Alitalia non è ancora arrivata a Roma, nonostante sia il management della principale compagnia italiana che il Governo avessero espresso ottimismo sul fatto che la comunicazione potesse pervenire entro lo scorso weekend. Com'è noto la linea aerea medio-orientale ha chiesto garanzie per accettare di investire sia alla compagnia (tagli di personale, riduzione dei costi, ristrutturazione del debito) che al Governo (liberalizzazione dell'aeroporto di Milano-Linate, riduzione dei vantaggi delle low-cost). In base alle indiscrezioni emerse nei giorni scorsi, i licenziamenti richiesti da Etihad sarebbero circa 2700. Nel frattempo, il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal presidente ed amministratore delegato di Air France-Klm, Alexandre de Juniac, che aveva affermato che le condizioni poste da Etihad per investire in Alitalia sono “Analoghe, anzi probabilmente più severe” di quelle stabilite da Air France nell'autunno 2013 Fino a pochi mesi fa Air France-Klm era il più grande azionista singolo di Alitalia con il 25% delle azioni, ma avendo rifiutato di prendere parte all'aumento di capitale ha visto la propria quota scendere fino al 7%: “Se l'operazione di Etihad non sarà amichevole ma ostile, dovremo riflettere se ritirarci in modo più importante dal capitale di Alitalia”, ha affermato de Juniac. Il ceo di Intesa Sanpaolo, che con una quota del 20,59% è il più grande azionista singolo di Alitalia, ha risposto al suo omologo francese togliendosi i guanti bianchi: “Noi avevamo creato un'operazione finanziaria che era finalizzata a far entrare Air France con un aumento di capitale, ma poi ci hanno lasciato in mezzo al guado e abbiamo dovuto sottoscrivere noi la ricapitalizzazione. Adesso Air France può uscire, e se vuole farlo allora esca”, ha dichiarato Messina. Il piano della compagnia medio-orientale per il rilancio di Alitalia ha come obiettivo quello di tornare alla redditività nel 2017, organizzando il vettore italiano in modo da renderlo “Una compagnia a cinque stelle”, perfettamente efficiente ed in grado di competere per qualità del servizio con i colossi del settore. Al centro del programma di sviluppo c'è il taglio delle rotte a corto raggio a favore di un maggiore focus sulle operazioni a lungo raggio, con il lancio di sette nuove destinazioni dall'aeroporto di Roma-Fiumicino nei prossimi tre anni.

Arrivano gli 80 euro nelle buste paga

[Cui voli vegna, e cui ha cuteddu tagghia. Frase siciliana] Il governo, con un Pd saldamente ancorato sopra il 40%, accelera sulle riforme. Anzi conferma la tempistica “serratissima” già indicata. Ieri è stato lo stesso Matteo Renzi ad indicare le priorità nella conferenza stampa di commento del voto. E sul lavoro spiega che dopo il varo del decreto, la riforma “va accelerata” con l'approvazione del ddl delega perché “su questo punto giochiamo larga parte della nostra credibilità internazionale”. Anche perché “il dl Poletti ha salvato posti di lavoro”. Ma non c'è solo il Jobs Act: su fronte economico si punta anche ad una rapida approvazione dei primi decreti attutivi della delega fiscale che potrebbero riguardare o la riforma del catasto o le semplificazioni fiscali. Poi in Senato c'è da approvare il decreto con il bonus di 80 euro. Cifra che, dopo esser stata erogata (il 23 maggio) ai dipendenti pubblici, sarà oggi (27 maggio) nelle buste paga dei dipendenti privati. Manca ancora il decreto (potrebbe essere anche un emendamento al Dl Irpef) per far slittare il pagamento Tasi nei comuni che non hanno ancora deliberato l'aliquota. Si punta anche a incardinare la riforma della P.a. e resta ancora da nominare il successore di Attilio Befera all'Agenzia delle Entrate (e a Equitalia). Il tutto con un occhio a settembre quando il governo dovrà presentare il suo provvedimento principale: la Legge di Stabilità. Ecco i diversi dossier aperti e i tempi della probabile approvazione. JOBS ACT: Approvato un primo pezzo (il decreto Poletti che secondo Renzi ha già “salvato posti di lavoro”) il governo punta ora all'intero Jobs Act. È  già in Senato il ddl delega al Governo di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione. Il ministro del Lavoro indica anche: più flessibilità nella pensione per chi perde il lavoro (il tema esodati è sempre presente), contratti a tempo indeterminato più convenienti. DL IRPEF: Il bonus di 80 euro verrebbe esteso anche alle famiglie monoreddito con almeno 3 figli e la Rai riceverebbe una “mezza sforbiciata”: 150 milioni e non la riduzione per le partecipate dello Stato. Al momento non ci sarebbero ulteriori novità in vista sul testo del decreto all'esame del Senato. RIFORMA P.A.: La riforma della Pa è attualmente un 'cantiere aperto' con una consultazione via web (13.000 le proposte arrivate al ministero). La riforma che viaggia sotto forma di delega non è ancora incardinata in Parlamento. Il ddl andrà in Cdm il 13 giugno. È  affidato al ministro per la P.a. Marianna Madia. Prima del Cdm, comunque, fa sapere il ministro, ci sarà un confronto diretto con i sindacati che appaiono nel frattempo  “freddi” e chiedono, prima di ogni confronto, di sbloccare i contratti fermi dal 2009. Madia spiega le priorità: superare il precariato nella P.a., liberare “posti” (10-15 mila entro il 2018) e promette “uscite non traumatiche”. RIFORMA FISCO: Dopo una lunghissima staffetta in Parlamento la riforma fiscale attende di essere attuata. I primi decreti dovrebbero arrivare a breve. Il primo intervento riguarderebbe le semplificazioni. Anche perché temi come quello del catasto,dell'accertamento, dell'abuso del diritto o della revisione delle tax expenditure richiederebbero tempi più lunghi.   MR FISCO: Attilio Befera in una lettera dà l'addio. In lizza, a meno di sorprese dell'ultima ora ci sono l'attuale vicedirettore delle Entrate Marco Di Capua e l'ex Pm di Mani pulite Francesco Greco.

lunedì 26 maggio 2014

BENE COMISO, CROLLA BIRGI

Apt di Trapani Birgi
[Nuddu fa nienti pri nienti. Nota  frase siciliana] Aprile positivo per il traffico passeggeri sui 35 scali italiani monitorati da Assaeroporti. Il mese scorso si è chiuso con un totale di circa 12,5 milioni di passeggeri, il 4,9% in più rispetto allo stesso mese del 2013. Un dato che certamente ha risentito del fatto che quest'anno la Pasqua è caduta in aprile trascinando verso l'alto il traffico del mese. Positivo anche il cargo che, con 77.450 tonnellate, vede una crescita del 4,1% ad aprile, mese che conferma il primato di Malpensa per le merci (39.308 tonnellate, + 10,8%), seguito da Fiumicino ( 11.854, +3,1%) e da Bergamo (8.714 tonnellate, in discesa del 6,4%). Per quanto riguarda il traffico passeggeri, nella capitale, lo scalo di Fiumicino con 3.191.770 pax ha registrato un aumento del 5,2% e anche Ciampino ha chiuso in positivo con un +2,4 e 418.768 pax. Milano Malpensa ha archiviato aprile in crescita del 7,9% (1.601.147) e Linate del 2,9% (770.521). In flessione del 2,3% lo scalo di Bergamo Orio al Serio (che sfiora i 750mila passeggeri), mentre sale del 3,2% il traffico sull'aeroporto di Venezia (706.208), del 5,1% quello su Treviso (circa 197mila pax) e dell'8,8% i passeggeri (194.157) su Verona. Anche a Torino aprile si chiude con un segno positivo (+ 5,8% per un totale di 270.509 passeggeri) mentre a Genova la crescita si è fermata all'1% (110.047). In Toscana, risultati positivi sia per lo scalo pisano (+3%, 400.670 pax) che per quello fiorentino (+26,8%, 216.334). L'aeroporto di Bologna chiude aprile con 575.950 pax, in crescita dell'8,9%, mentre Rimini con 38.211 passeggeri sconta un calo del 17,7%. Stabile il risultato dell'aeroporto di Perugia che mantiene gli stessi numeri di aprile 2013 (19.418), come quello di Pescara (48.950, meno 0,1%); il traffico su Parma si attesta su 20.424 passeggeri (+12,4%) mentre quello sullo scalo di Ancona scende del 28,5% (33.219). Scendendo lungo la penisola, si registra la crescita di traffico sullo scalo di Lamezia Terme (182.010, +11,5%) e la perdita di passeggeri su quello di Reggio Calabria (meno 9,8%, 41.520). Mese positivo per lo scalo del capoluogo campano che cresce dell'8,2% arrivando a 501.780 passeggeri; in Puglia l'aeroporto di Bari vede una leggera flessione del traffico (meno 0,9%) con circa 302mila passeggeri, mentre lo scalo di Brindisi vede passeggeri in aumento dell'8,6% con 181.245 pax. Infine, le isole. In Sicilia, l'aeroporto di Catania conferma la crescita di passeggeri che arrivano a 628.659 pari a un +15,9% in più rispetto ad aprile 2013; anche Palermo chiude in positivo con un + 4,1% (382.660) mentre Trapani Birgi vede i suoi passeggeri calare del 15,3% (152.099).  Con due mesi di anticipo sulla tabella di marcia, l'aeroporto di Comiso tocca la soglia di 150 mila passeggeri, a quasi un anno dall'inaugurazione (lo scalo fu aperto il 30 maggio 2013, ma i primi voli vennero avviati ad agosto). Solo nel 2014 i passeggeri sono stati 90 mila.  Ma anche per Fontanarossa il momento è positivo. Secondo i dati di Assaeroporti di aprile, lo scalo etneo registra un ennesimo aumento percentuale con 445.187 passeggeri nazionali (+10,1%); 182.584 passeggeri internazionali (+34,1%) per un totale di 628.659 passeggeri transitati (+15,9%) e  5.159 (+13%) movimenti. In chiaroscuro, invece, i dati che riguardano  il Falcone e Borsellino di Palermo dove il segno più si registra solo per i passeggeri nazionali (302.846 a +6,1%). In calo invece i passeggeri internazionali (78.894 a -2,1%) per un totale di 382.660 passeggeri transitati sul capoluogo (+4,1%) per un totale di 3.328 movimenti (-0,9%). Da rilevare, infine, il periodo no di Birgi: nello scalo trapanese ad aprile sono stati 103.929 i passeggeri nazionali transitati (-8,2%) e 48.023 i passeggeri internazionali (-27,6%) per un totale di 152.099 (-15,3%). I movimenti sono stati 1.198 (-21,9%).  In Sardegna, il dato di aprile è positivo sia per Alghero (+ 6,2%, 137.525 passeggeri) che per Olbia (+ 25,4%, 106.678), mentre Cagliari archivia il mese in calo dell'1,1% (277.811).

Il piccolo Belgio sale al terzo posto tra i creditori

[Lu riccu pò diri ‘na parola di cchiù. Detto siciliano] Il Belgio è diventato il terzo Paese creditore degli Usa. Gli ultimi dati diffusi da Washington mostrano che nelle casse del piccolo Stato europeo – 10 milioni di abitanti contro i 316 milioni degli Stati Uniti – ci sono infatti 381 miliardi di dollari di titoli del Tesoro americano, cifra che ne fa il terzo detentore di “Treasuries” dietro la Cina (1.272 miliardi) e il Giappone (1.201). Nel solo mese di marzo Bruxelles si è resa protagonista di un rally che ne ha fatto salire l’esposizione di 40 miliardi, più che compensando la fuga degli investitori russi (-26 miliardi). Un mistero, a prima vista. Poi l’”esecutore” è stato scoperto: il Financial Times ha avanzato l’ipotesi che ad acquistare i titoli sia stato il colosso dell’intermediazione finanziaria Euroclear, basato proprio nella capitale belga. E i responsabili della società, prima camera di compensazione obbligazionaria a livello mondiale con masse gestite per 24.200 miliardi di euro, hanno ammesso di essere tra gli acquirenti. Il giallo, però, è tutt’altro che chiarito: non si sa, infatti, chi sia il “mandante” dello shopping miliardario. I clienti della società includono più di 100 banche centrali e una cinquantina delle più grandi banche mondiali. Si è persino ipotizzato di acquisti da parte di grandi istituzioni europee e della stessa Federal Reserve, ma le voci non hanno trovato nessuna conferma. L’unica sicurezza è dove sono finiti – almeno in parte – i soldi dei russi che nell’ultimo anno hanno venduto 53 miliardi di Treasuries: si sono trasformati in oro. Infatti Glencore, operatore nel settore dei metalli preziosi, ha riferito di ingenti acquisti di metallo giallo ad aprile da parte della banca centrale di Mosca. Si tratta di 900 mila once (ognuna equivale a 28,3 grammi) per un valore di 1,17 miliardi di dollari, il che porta il totale delle riserve auree russe a 34,3 milioni di once per un valore di 44,30 miliardi. Con questi acquisti il peso dell’oro sulle riserve russe sale quasi al 10% (non molto, comunque, se si pensa che l’oro conta per oltre il 65% delle riserve della Fed). Ma l’indicazione è chiara: tra bassi rendimenti e sanzioni economiche inflitte dagli Usa come ritorsione per la crisi ucraina, Mosca si sta disfando del debito di Washington(-53 miliardi in un anno) e preferisce solidi lingotti. Anche la Cina, del resto, è sempre più fredda e ha smesso di comprare titoli. Se il potenziamento degli scambi in rubli e yuan annunciato venerdì scorso da Vladimir Putin al forum di San Pietroburgo si concretizzerà anche solo in parte, gli acquisti belgi non basteranno per evitare la salita dei rendimenti. E, con un debito pubblico vicino ai 17.500 miliardi di dollari di cui 5.949 in mani straniere, a Barack Obama ogni variazione dei tassi può costare molto cara.

domenica 25 maggio 2014

Visita a sorpresa di Obama in Afghanistan

[È meglio lottare con pochi buoni contro tutti i malvagi che con molti malvagi contro pochi buoni. Antistene. Atene 444 a.e.c. - 365 a.e.c. Filosofo greco antico  ] I taleban tornano a colpire a Kabul, con un attentato suicida a un mini-bus, su cui viaggiavano dei dipendenti del Ministero della Difesa. Più sanguinoso nella capitale afgana, da quello che il 17 gennaio fece ventuno vittime, tra cui esponenti di Nazioni Unite e Fondo Monetario Internazionale, l’attacco avrebbe ucciso almeno due militari e altrettanti civili. Le stesse fonti governative parlano inoltre di una ventina di feriti e mettono in guardia da un bilancio che potrebbe aggravarsi. Sempre a Kabul, altri due attacchi, nelle ultime ore, non avevano fatto vittime. È di almeno 16 civili uccisi e altri 36 feriti il bilancio dell’attentato compiuto da un kamikaze nel nord dell’Afghanistan. L’attentatore, a bordo di un risciò, indossava una cintura esplosiva e l’ha fatta detonare in un bazar affollato della città di Maimana. Il bilancio delle vittime è destinato a crescere e potrebbe superare i 20 morti. Secondo il capo della polizia, l’obiettivo del terrorista era un gruppo di poliziotti in fila alla Kabul Bank per riscuotere lo stipendio. Tredici morti e 5 persone ferite. È il bilancio dell’esplosione di una bomba nella provincia di Kandahar, in Afghanistan. La
deflagrazione è avvenuta al passaggio di un camion su cui viaggiavano tutti civili. Si tratta del primo grave attentato nel Paese dopo le presidenziali. I taleban, che avevano promesso il caos durante il voto, non hanno rivendicato l’attacco. Un kamikaze si è fatto esplodere all’ingresso del ministero dell’Interno di Kabul uccidendo 6 poliziotti. L’attentatore è riuscito a eludere la sicurezza indossando un’ uniforme militare. L’attacco suicida – rivendicato dai taleban su twitter – arriva a tre giorni dalle presidenziali in Afghanistan. Da quando, il 10 marzo, i taleban hanno annunciato di voler far fallire le elezioni, hanno compiuto attentati ed attacchi quasi quotidiani. La polizia ha localizzato un deposito clandestino nel quale erano occultate oltre 22 tonnellate di esplosivi. Il presidente americano Barack Obama è arrivato in Afghanistan per una visita a sorpresa, per incontrare le truppe. “Entro la fine di quest'anno la guerra dell'America in Afghanistan sarà finita, in modo responsabile”, ha detto Obama ai soldati americani, accolto da un'ovazione. “Non lasceremo l'Afghanistan da solo - ha assicurato - continueremo a sostenere con delle partnership le istituzioni afghane, a cooperare con loro, con missioni di sicurezza, con la formazione e con la fornitura di equipaggiamenti”. Il presidente afghano Hamid Karzai ha declinato un invito rivoltogli dal collega americano Barack Obama ad incontrarlo nella base militare americana di Bagram nel quadro della sua visita a sorpresa in Afghanistan. È  quanto emerge da un comunicato ufficiale diramato a Kabul. Secondo questo documento l'ambasciata americana nella capitale afghana avrebbe esteso un invito ufficiale a Karzai proponendogli di recarsi a Bagram per incontrare Obama.

Il trionfo di Poroshenko

[Bisogna badare ai nemici, perché sono i primi a notare i nostri errori. Antistene. Atene 444 a.e.c. - 365 a.e.c. Filosofo greco antico] Le presidenziali in Ucraina si sono rivelate un vero e proprio trionfo per il “re del cioccolato” Petro Poroshenko. Il trasformista oligarca filo- occidentale che ha sostenuto la rivolta di Maidan è già virtualmente il quinto presidente ucraino avendo raccolto - stando a due exit poll - più del 55% dei voti già al primo turno elettorale. Immenso il divario con l'ex eroina della Rivoluzione arancione Iulia Timoshenko, data al 13% circa. Per averne conferma ed essere sicuri che il 15 giugno non ci sarà alcun ballottaggio bisognerà ovviamente aspettare i risultati ufficiali, ma la missione sembra compiuta per Poroshenko, il quale in serata ha subito precisato che le sue priorità saranno “l'integrazione con l'Europa” e la “fine della guerra” nell'est separatista, dove ha intenzione di fare il suo “primo viaggio” da capo dello Stato. E proprio a est, nelle tormentate regioni di Donetsk e Lugansk, votare oggi è stato pressoché impossibile, perché i miliziani filorussi dell'autoproclamata “Novorossiya” (Nuova Russia) hanno impedito l'apertura della maggior parte dei seggi elettorali. '”Vorrei incontrare Beppe Grillo e discutere con lui delle nostre politiche che hanno molto in comune”. Lo ha dichiarato Nigel Farage, il leader dell'euroscettico Ukip, che si trova a Southampton, dove ha sede la circoscrizione sud-est Inghilterra. Il Partito popolare europeo (Ppe), lo schieramento che fa capo a Jean-Claude Juncker, mantiene la maggioranza relativa nel prossimo Parlamento europeo con 212 seggi, davanti ai socialisti (S&D), che fanno capo a Martin Schulz, con 185. Sono le proiezioni del Parlamento europeo, basate sui primi risultati provvisori. Terzi i liberaldemocratici dell'Alde, candidato Guy Verhofstadt, con 71 seggi.

Marcos annuncia la propria morte

[Lu tempu persu ‘un è di nuddu. Frase siciliana] Il subcomandante Marcos, leader dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ezln) nello stato messicano di Chiapas, è ricomparso in pubblico durante un omaggio funebre a uno dei suoi luogotenenti, dove ha annunciato simbolicamente la “morte” del personaggio rivoluzionario da lui incarnato. “Pensiamo che sia necessario che uno di noi muoia perché Galeano viva, e così abbiamo deciso che Marcos deve morire oggi”, ha detto il leader ribelle durante una cerimonia in onore di José Luis Lopez Solis, detto Galeano, un militante del Ezln morto lo scorso 2 maggio in uno scontro armato con una organizzazione contadina locale. Marcos, il cui vero nome è Rafael Guillén Vicente, ha aggiunto: “se mi permettete di definire Marcos, il personaggio, allora direi senza esitazioni che è stato un travestimento pubblicitario”. Arrivato nella notte e cavallo a La Realidad, il leader ribelle - che al berretto, la pipa e il passamontagna consueti questa volta aveva aggiunto anche una benda da pirata, coprendo l'occhio destro - ha dichiarato che “esiste ormai una generazione che può guardarci in faccia e ascoltarci e parlarci senza attendersi né una guida, né una leadership, che non pretende né di sottomettersi né di seguire un capo” e dunque “Marcos, il personaggio, non è più necessario”. Insieme con lui c'erano sei responsabili del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno e il subcomandante degli insorti Moisés, che prenderà il suo posto nell'organigramma dell'Ezln. Il zapatismo arrivò sulle prime pagine dei giornali del mondo intero nel gennaio del 1994, quando in risposta al trattato di libero scambio dell'America settentrionale (Nafta) lanciò dal Chiapas, nel sud del Messico, la sua sfida in favore dei nativi e contro il capitalismo. Venti anni dopo, con le condizioni di vita degli indios sostanzialmente immutate e il dinamismo rivoluzionario sbiadito, l'Ezln ha perso gran parte del suo fascino, nel Messico come nel mondo.

sabato 24 maggio 2014

In arrivo 25 miliardi per le imprese siciliane

[Bisogna stimare di più l'uomo giusto che il consanguineo. Antistene. Atene 444 a.e.c. - 365 a.e.c. Filosofo greco antico] Per i prossimi sette anni anche le imprese siciliane potranno concorrere direttamente a Bruxelles, senza passare dalla programmazione regionale, alla conquista di una cospicua quota, pari a circa 25 miliardi di euro, della dotazione di circa 80 miliardi di euro offerti dall’Ue nell’ambito dei programmi a gestione diretta “Horizon 2020” e “Life Plus”, che finanziano quasi interamente, a imprese progetti di ricerca e innovazione, creazione e commercializzazione di nuovi prodotti e servizi nei campi dell’agricoltura, del manifatturiero, dell’ambiente e dell’energia “verde”, delle infrastrutture, della mobilità sostenibile, dei beni culturali, della salute e del sociale. Ance Sicilia e l’Ufficio Ance di Bruxelles - con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico e del dipartimento Affari extraregionali della Presidenza della Regione, con il contributo di UniCredit e Soatech e in collaborazione con gli Ordini provinciali degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei Consulenti del lavoro di Palermo - organizzano un Corso gratuito di Europrogettazione per preparare i professionisti e i tecnici della Pubblica amministrazione siciliani alla redazione dei progetti. Infatti, la sfida per imprese, enti e consorzi è quella di avere la capacità di “andare a prendere” questi soldi, presentando progetti corretti e coerenti con le misure messe a bando.

Pirelli sempre più russa

[Il tutto è maggiore della somma delle sue parti. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco]  I soci Camfin (Nuove partecipazioni, Intesa Sanpaolo e Unicredit) hanno definito l'accordo per l'ingresso nel capitale dei russi di Rosneft tramite la società Long-term Investment Luxembourg. Avrà il 50% di Camfin, a sua volta azionista Pirelli con il 26,19%, per un investimento di 552,7 milioni. Lo annuncia una nota. Nuove Partecipazioni (veicolo di Marco Tronchetti Provera e altri soci), Intesa Sanpaolo, UniCredit, Clessidra e Long- Term Investments Luxembourg, società indicata da Rosneft Oil Company quale investitore in Camfin hanno annunciato nel dettaglio di aver perfezionato gli accordi vincolanti aventi a oggetto l'operazione annunciata il 17 marzo 2014. Il soggetto che interviene nell'operazione per conto dei russi è controllato da Long-Term Investments Llc, società organizzata ai sensi della legislazione russa ed è a sua volta controllata al 100% dal Fondo d'investimenti diretti closed-end a lungo termine “Rfr Long-Term Investments” gestito da una Società di gestione, e il cui unico investitore è Neftgarant, che il comunicato diffuso spiega essere “investitore istituzionale autonomo e indipendente che persegue strategie di investimento di lungo periodo”. La Società di gestione dell'investitore e Neftgarant “assumono che la summenzionata struttura d'investimento non verrà modificata nei 5 anni seguenti la sigla dell'accordo”. Inizialmente il 17 marzo era stato annunciato che l'accordo prevedeva la formazione di una nuova joint venture facente capo per il 50% ad una Newco (composta da Nuove partecipazioni all'80% e da Intesa e Unicredit ciascuna per il 10%) e per il 50% a Rosneft per detenere la partecipazione Pirelli posseduta da Lauro 61/Camfin. Le parti hanno invece convenuto di non costituire un nuovo veicolo ma di detenere la titolarità della partecipazione in Pirelli attraverso Camfin che, al termine del processo, sarà partecipata al 50% dall'Investitore strategico (indicato da Rosneft) e al 50% da una società di nuova costituzione (newco) partecipata da Nuove partecipazioni al 76% e da Intesa e Unicredit al 12% ciascuno. Gli accordi vincolanti prevedono che l'Investitore Strategico acquisti per 552,7 milioni in totale la totalità del capitale sociale di Lauro 54 da Clessidra e indirettamente il 24,06% del capitale sociale di Lauro 61/Camfin e da Intesa e Unicredit una partecipazione del 12,97% ciascuno del capitale sociale di Lauro 61/Camfin. Resta invariata a 12 euro per azione la valutazione dei titoli Pirelli posseduti da Camfin. Le parti hanno convenuto che le attività di Camfin si concentrino esclusivamente nella gestione della partecipazione Pirelli. A tal fine Camfin procederà ad effettuare una scissione parziale non proporzionale a favore di una nuova società (newco), posseduta esclusivamente da Nuove partecipazioni, Intesa e Unicredit delle attività e passività di Camfin diverse dalla partecipazione Pirelli, ovvero della partecipazione in Prelios e di altre partecipazioni di minore rilevanza. Una volta completata la predetta scissione, per semplificare la struttura societaria, Lauro 61, ed eventualmente Lauro 54, saranno fuse per incorporazione in Camfin. Ad esito di tutte le operazioni sopra indicate l'Investitore Strategico e Newco saranno direttamente titolari ciascuno per il 50% del capitale di Camfin, a sua volta titolare esclusivamente della partecipazione in Pirelli pari al 26,19%.

Boss di Amazon peggior capo al mondo per i sindacati

[L'uomo è per natura un animale politico. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Jeff Bezos, il boss di Amazon, è il peggior datore di lavoro al mondo. Lo hanno stabilito gli oltre 20mila sindacalisti che hanno votato per il primo referendum del genere, organizzato in occasione del congresso mondiale dei sindacati (Ituc-Csi) che si è concluso oggi a Berlino. “Il potere dell'azienda è fuori controllo”, ha commentato la segretaria generale di Ituc-Csi, Sharan Burrow. Amazon tratta i suoi dipendenti come robot: “Jeff Bezos impersona l'inumanità dei datori di lavoro che si fondano sul modello d'impresa statunitense. Il nostro messaggio alle multinazionali è che la devono smettere di maltrattare i propri dipendenti”, ha aggiunto Burrow. Tra gli altri candidati per il sondaggio c'erano i nomi di C. Douglas McMillon, ad di Wal-Mart, Jamie Dimon di JP Morgan Chase, Loyd Blankfein di Goldman Sachs e Charles Koch delle Koch Industries. 

Ue: votano Lettonia,Malta,Slovacchia

[L'uomo è per natura un animale socievole. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Si sono aperti stamane i seggi per le elezioni europee in Lettonia (otto deputati), Malta (sei deputati), Slovacchia (tredici deputati) e per il secondo giorno consecutivo, nella Repubblica ceca (21 deputati). Domani si va al voto nei restanti 21 Paesi dell'Unione Europea. Rush finale per i leader politici in vista del voto di domenica per le Europee. Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo si sfidano a distanza. Il premier chiude la campagna
elettorale del Pd nella sua Firenze: “Non lasceremo l'Italia a chi la vuole distruggere”. Il leader di M5s parla a piazza San Giovanni a Roma: “Noi non vinciamo, stravinciamo”. Mentre il leader di Forza Italia interviene da Milano: “Il voto a Forza Italia è l'unico utile per l'Italia”.  Grillo, il 26 maggio vi stupiremo – “Ci dicevano che eravamo l'antipolitica e poi hanno cominciato a stupirsi: si sono stupiti che abbiamo preso il 25% e vedrete ora si stupiranno ancora di più il 26 maggio”. Così Beppe Grillo aprendo il suo comizio a piazza San Giovanni a Roma. Su Matteo Renzi: “Mi fa pena questo ragazzo, ieri era a Piazza del Popolo senza il Popolo”. E aggiunge: “Gridava, lui, il moderato, e diceva: Vinciamo noi”. Dalla piazza si levano fischi. “Noi siamo i francescani d'Europa. Siamo nati il 4 ottobre, anche papa Francesco è venuto dopo di noi”. “So che anche il Papa si è iscritto al blog”, aggiunge sorridendo il leader Cinque Stelle. “Berlusconi dice che se vince l'M5S ci saranno disordini inquietanti: queste frasi così le diceva solo Totò Riina”. Dice Beppe Grillo in chiusura del comizio, “Ve lo dico subito. Noi non vinciamo, Noi stravinciamo”. “Se non ce la facciamo questa volta rischiamo di non farcela per decenni”. Lo dice Gianroberto Casaleggio parlando dal palco di piazza San Giovanni. “Quando il cosiddetto premier ha detto a Grillo di sciacquarsi la bocca non sapeva cosa stesse dicendo”. Casaleggio chiede alla piazza di inneggiare a Enrico Berlinguer “in modo che lo sentano fino a Palazzo Chigi. E a quel punto chiedo a loro di sciacquarsi la bocca”. Oltre 1200 giornalisti accreditati, 300 chilometri di cavi stesi per permettere collegamenti video da 62 postazioni, 19 camion attrezzati per consentire la ritrasmissione delle immagini, l'emiciclo trasformato in una enorme sala stampa con un grande palco al centro e maxischermi ai lati: tutto è pronto per la maratona organizzata presso la sede del Parlamento europeo di Bruxelles per seguire i risultati della consultazione elettorale. La lunga notte prenderà il via alle 18 di domenica, quando cominceranno a essere rilanciati gli exit poll e le altre indicazioni provenienti dai 28 Paesi in cui si è votato. Da quel momento e fino alle 23 a commentare i risultati, direttamente a Bruxelles o in collegamento, saranno i presidenti e altri esponenti dei gruppi politici in cui è oggi diviso l'emiciclo. Per le 23 è stimata la pubblicazione della prima “torta” - meglio conosciuta, nel linguaggio dell'europarlamento, come Camembert in omaggio al celebre formaggio rotondo francese - con la composizione del nuovo Parlamento. Una rappresentazione grafica dei nuovi equilibri politici costruita attraverso un complesso sistema che coniugherà i primi dati ufficiali con le ultime stime più accreditate (l'Italia sarà l'ultimo Paese a chiudere i seggi proprio alle 23). Da quel momento a commentare i risultati saranno anche i candidati al posto di presidente della Commissione Ue, in gran parte presenti al Parlamento o nei pressi (Jean Claude Juncker, il candidato del Ppe, ha organizzato la notte elettorale in un vicino albergo). L'aggiornamento della “torta” proseguirà fino alle 4 del mattino per essere poi sospesa per un paio d'ore e riprendere a getto continuo alle 6. Secondo i dati forniti oggi dal Parlamento Europeo le liste presentate nei 28 Paesi sono state complessivamente 948 per 16351 candidati; quelli appartenenti a formazioni già presenti nel Parlamento uscente sono però solo circa 8000. I seggi da ripartire sono in tutto 751: la fetta più grande andrà ai tedeschi (96 europarlamentari), seguita da quella francese (74) e da Italia e Gran Bretagna con 73 eurodeputati ciascuno.

Condannata Pae – Mas

[Chi non è in grado di entrare nella comunità o per la sua autosufficienza non ne sente il bisogno, non è parte dello Stato, e di conseguenza è o bestia o dio. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Non idoneo al carico e scarico bagagli, quindi, licenziato. Era stata questa la sorte di Raffaele Ciraulo, 44 anni, dipendente della società di handling Pae-mas, che opera all'aeroporto Falcone e Borsellino. Ma una sentenza della sezione lavoro della Corte di appello di Palermo, a distanza di 20 mesi dal licenziamento, ha disposto la reintegrazione in servizio, rovesciando le precedenti decisioni del Tribunale che avevano dato ragione alla società. In sostanza, è illegittimo usare i dipendenti addetti ai servizi aeroportuali come tuttofare. La sentenza rischia di modificare la gestione del personale da parte di una della società che svolge attività di supporto agli aeromobili. Raffaele Ciraulo si è sistematicamente rifiutato di svolgere mansioni ritenute dequalificanti, soprattutto una volta che il persistente impiego a compiti pesanti ne aveva determinato l'insorgere di problemi fisici. A questo punto la società Pae-mas, valutata l'inidoneità del lavoratore al sollevamento di carichi superiori a 5 chili e alla guida continua, ha disposto il licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica. Il ricorso è stato rigettato per due volte dal Tribunale di Palermo che ha ritenuto di guardare alle mansioni svolte in concreto, facendo prevalere l'interesse della società ad avere un lavoratore pienamente utilizzabile. Diverso è stato invece l'esito dell'appello: i giudici hanno condannato la Pae-mas a reintegrare il lavoratore e a corrispondergli dieci mensilità di retribuzione, oltre ai contributi previdenziali.

venerdì 23 maggio 2014

La vittoria dei 37 della Gh Pmo

[Facciamo la guerra per poter vivere in pace. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Alla Fine i 37 part- time della Gh ,controllata totalmente dalla Gesap, hanno vinto. Oggi il giudice ha deciso che 19 dei 37 il 25 luglio saranno a otto ore. Il giudice ha invitato le parti ha trovare un accordo,  entro il 25/7, per includere gli altri part-time evitando l’udienza di ottobre.   Gli arretrati devono essere ancora conteggiati e visto che la Gh ha più volte ,in sede di giudizio, sostenuto di essere in crisi, il giudice vorrebbe far partire i conteggi dal 2012 (più le spese legali). Non esiste crisi, ovviamente, per i super manager  della Gh e della Gesap, per 37 operai si la crisi c’è. Per quale motivo ancora le buste pafa della Gh Pmo vengono compilate a Napoli? Per quale motivo, e  a che titolo, vengono versati  ogni anno circa 300.000 euro a Gh Napoli? Chi pagherà questo ennesimo errore di valutazione nella gestione del personale? I soliti noti e cioè il contribuente.   Comunque, Colombino della Cisal chiederà le dimissioni di Natale Chieppa amministratore delegato della Gh Pmo (la stessa persona è anche  Ph terminal della Gesap, ovviamente con doppio compenso). Le dimissioni verranno chieste il 28 cm quando ci sarà la riunione sindacati – Gh. Nel corso della riunione si parlerà di carichi di lavoro (troppo straordinario) internalizzazione, stagionali.  Non si parlerà, ovviamente, di clausola sociale.

giovedì 22 maggio 2014

Intervista a Palazzolo, candidato sindaco di Cinisi

Giangiacomo Palazzolo ha 40 anni. É sposato con figli. Ha un passato da giornalista che ricorda come un bel periodo della sua vita e oggi é avvocato. É stato vice sindaco della giunta guidata dall'attuale sindaco Salvatore Palazzolo dal 2004 al 2006.  Cosa salverebbe della vecchia amministrazione? Tutto quello che è stato fatto contro la politica passata, abbiamo apportato 10 anni fa una vera e propria rivoluzione politica in paese, emarginato tutto il vecchio sistema. Tutte le candidature di oggi  sono il frutto di quello che avvenne 10 anni fa. La via del mare quasi completata, l’allargamento della strada che costeggia l’aeroporto, gli articolisti sistemati … Altre cose le correggerei  ma preferisco non farlo perché significherebbe tornare indietro e peggiorare la situazione. La Gesap, all’interno del cda, non ha più un rappresentante del comune di Cinisi. Essere presenti per controllare meglio?  All’interno dell’aeroporto la presenza del comune si è notevolmente afflosciata, si dovrà iniziare a istaurare nuovi rapporti in relazione allo scalo. Gh e Gesap devono essere un’opportunità di crescita per il comune di Cinisi. Lei come giudica la gestione della Gesap in questi anni?    Ci sono dei contrasti che ormai si sono incancreniti all’interno della Gesap. All’interno  del cda  della Gesap ci sono state delle nomine che non sono state il frutto di scelte competenti ma espressione della politica. Una parziale privatizzazione della Gesap è auspicabile. Per quali motivo Cinisi è sporca? Alcamo ha avuto il coraggio di affidare a privati la raccolta differenziata. Alcamo ha avuto una classe imprenditoriale, che Cinisi non ha, che ha guardato oltre l’edilizia, puntando su altri settori.

Nok Air finalizza ordine per 15 aerei 737

[La scienza più necessaria è quella di non dimenticare ciò che si è appreso. Antistene Atene 444 a.e.c. - 365 a.e.c. Filosofo greco antico] Boeing e Nok Air hanno finalizzato un ordine per otto 737-800 Next-Generation e sette 737 MAX 8. La compagnia aerea ha inoltre ha annunciato che intende convertire in un secondo momento uno degli ordini per un 737-800 in un ordine per un 737 MAX. “Lo sviluppo di Nok Air nell'ultimo decennio è  davvero straordinario - ha commentato John Wojick, senior vice president Global Sales e Marketing di Boeing Commercial Airplanes -. In questi 10 anni abbiamo vissuto insieme a Nok Air ogni tappa del suo percorso e siamo felici di vedere che quest'ordine consentirà alla compagnia di continuare a costruire il suo successo. L'efficienza, l'affidabilità e i servizi della cabina del 737, combinati con i prodotti e servizi innovativi di Nok Air, permetteranno alla compagnia di continuare a offrire ai clienti un servizio di alta qualità a basso costo”.

Wizz Air si prepara ad entrare in borsa

[Un essere che per natura non appartiene a se stesso ma a un altro, pur essendo uomo, questo è per natura schiavo: e appartiene a un altro chi, pur essendo uomo, è oggetto di proprietà. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Wizz Air ha deciso di sbarcare sul mercato finanziario, con un'offerta pubblica iniziale (Ipo) con la quale il vettore aereo low-cost ungherese ha in programma di ottenere circa 200 milioni di Euro. L'operazione della quotazione alla Borsa di Londra dovrebbe concludersi entro la fine del prossimo mese. La compagnia est-europea intende utilizzare il ricavato dell'Ipo, che riguarderà circa il 50% delle azioni del vettore, per migliorare la propria situazione di cassa, e finanziare i suoi futuri piani di crescita che prevedono una significativa espansione della flotta nei prossimi anni. Entro la fine del 2017 Wizz Air passerà infatti dagli attuali 50 a 82 aerei Airbus della famiglia A-320. “Continueremo a far crescere l'azienda. Nuovi mercati possono essere stimolati”, ha affermato l'amministratore delegato Jozsef Varadi, che ha spiegato come il vettore ungherese non abbia intenzione di seguire l'esempio di altre compagnie low-cost europee, che per attrarre nuovi clienti hanno cominciato a volare verso scali più trafficati, dove i costi sono generalmente più alti che negli aeroporti secondari: “Ci atterremo religiosamente ai fondamenti del modello ultra low-cost". L'intenzione del dirigente è quella di permettere alla compagnia di trarre i benefici del consolidamento nel settore del trasporto aereo: “Ci aspettiamo che ci sia dell'ulteriore consolidamento nel mercato. È difficile dire quando e dove, ma ci aspettiamo che sarà così, e vogliamo essere in grado di agire”. Fondata nel 2003 e basata a Budapest, Wizz Air attualmente vola su 97 destinazioni in 35 Paesi, con un focus particolare sull'Europa dell'Est. Nel 2013 è diventata la prima compagnia europea a volare sul Dubai World Central, il nuovo scalo della città degli Emirati Arabi Uniti. Nell'anno fiscale terminato a marzo 2014, Wizz Air ha trasportato 13,9 milioni di passeggeri, ottenendo un fatturato di un miliardo di Euro (una crescita del 19% rispetto all'anno fiscale precedente) con un profitto netto di 89 milioni di Euro.

Tutto suo padre …

[Come, quand'è perfetto, l'uomo è la migliore delle creature, così pure, quando si stacca dalla legge e dalla giustizia, è la peggiore di tutte. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco ]Il pm di Milano Fabio De Pasquale ha chiesto la condanna a tre anni e due mesi per Piersilvio Berlusconi e tre anni e quattro mesi per Fedele Confalonieri, due degli imputati del caso Mediatrade. Entrambi sono accusati di frode fiscale. Dal fascicolo Mediatrade Silvio Berlusconi era uscito addirittura in fase di udienza preliminare. Ma per tutti gli altri indagati dell’inchiesta nata dal procedimento Mediaset (quello per cui l’ex Cavaliere è stato invece condannato e sta scontando la pena ai servizi sociali) era arrivato il rinvio a giudizio. Il gup Maria Vicidomini aveva contestualmente mandato a processo tutti gli altri. Oggi è arrivato il giorno della requisitoria e il pm di Milano Fabio De Pasquale (lo stesso del processo Mediaset) ha chiesto la condanna a tre anni e due mesi per Piersilvio Berlusconi, vice presidente Mediaset, e tre anni e quattro mesi per Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, per frode fiscale. Il pm ha spiegato, che “per loro è necessario trovare un punto di equilibrio tra la loro volontà di voler rimanere fuori e il dolo per non aver impedito ed essersi adeguati all’andazzo” e la “loro posizione formale” ai vertici delle società. La pubblica accusa, dopo aver spiegato che il reato di appropriazione indebita è prescritto, ha inoltre chiesto al tribunale di condannare il produttore Frank Agrama a 3 anni e 8 mesi, gli ex manager Daniele Lorenzano, Gabriella Ballabio e Giorgio Dal Negro, rispettivamente a 3 anni e 2 mesi, a 3 anni e a 2 anni di carcere. Riguardo al banchiere Paolo Del Bue la condanna chiesta per il reato di riciclaggio che cadrà in prescrizione il prossimo 11 giugno è 3 anni. Agrama e Lorenzano già condannati in via definitiva per sentenza Mediaset. Mentre Confalonieri era stato assolto. La pene più alte, rispettivamente 5 e 4 anni di carcere, sono state chieste per Paddy Chan Mei-You e per Catherine Hsu May-Chun le due donne di Hong-Kong accusate di riciclaggio “attività compiuta – ha detto sempre il pm – nell’interesse del loro dominus Frank Agrama”. Il sostituto procuratore ha inoltre chiesto la confisca di 133.890.968 di dollari, il denaro frutto dei proventi illeciti della compravendita a prezzi ‘gonfiati’ dei diritti tv, bloccato nella filiale di Ubs a Lugano su conti di società riconducibili ad Agrama. Al centro dell’indagine c’erano gli oltre 34 milioni di dollari contestati dalla Procura come appropriazione indebita aggravata, a Silvio Berlusconi (prosciolto), Farouk Agrama e i manager. Denaro che veniva depositato sui conti correnti presso l’Ubs di Lugano.

LIBERARE PUNTA RAISI DALLA GESAP/3

[Nulla di ciò che è per natura può assumere abitudini ad essa contrarie: per esempio, la pietra che per natura si porta verso il basso non può abituarsi a portarsi verso l’alto, neppure se si volesse abituarla gettandola in alto infinite volte.  Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Il presidente della Gesap, Giambrone, sottolinea sempre che lo scalo di Punta Rais è in fase di crescita. Giambrone, ex senatore, ha ancora la mentalità del politico che quando commentano i dati elettorali, anche se la sua compagine elettorale ha perso, trovano sempre dei dati confortanti. E poi, come è ben noto, la matematica per i politici è una opinione. I conti, però, si fanno alla fine dell’anno, i periodi intermedi in apt non contano a livello statistico, è la somma che fa il totale tutto il resto sono chiacchere.  Palermo Punta Raisi nel 2013 si è piazzato all’undicesimo posto nella graduatoria degli scali italiani per numeri di passeggeri. Mentre alcuni anni addietro si collocava al settimo posto. Nel 2013 Punta Raisi raggiunge 40.244 (- 6,25%) movimenti (anno precedente 42.925). I passeggeri raggiungono quota 4.335.668 (-5,44%), contro i 4.585.199 dell’anno precedente. Il settore cargo registra un -35,19%. Catania nel 2012 aveva perso il 9,26%, nel 2013 ha ottenuto un risultato positivo del 2,61% nel numero dei passeggeri. La vicina Trapani con il suo scalo di Birgi il 2012 aveva registrato  +7,37%, mentre l’anno scorso la crescita è a due cifre +19,02. Lampedusa cresce del 19,45%, Pantelleria 1,61%. Dunque è Palermo che pur avendo il management più pagato, il numero più elevato di consulenti esterni paragonato a tutti gli altri scali siciliani non riesce a decollare. Tutti in percentuale, chi più chi meno, guadagnano, tranne Palermo che più paga i suoi dirigenti più questi riescono a perdere passeggeri. [SEGUE]

Nuova sanità catalana

[Manu caddusi, manu gluriusi. Frase siciliana] Nel carrer de Sardenya, vicino la Sagrada Familia, in un edificio di tre piani, con una tettoia e un giardino urbano dove si coltivano perfino piante officinali, il Cic – la Cooperativa integral catalana – tre anni fa ha cominciato ad auto-organizzarsi: doposcuola, alloggi sociali, laboratori e corsi per tutte le età. Poi è arrivato anche il centro medico: chiunque può entrare a chiedere un consulto o un trattamento in cambio di ore di lavoro o di ecos, la moneta alternativa. Sono già 1300 i catalani che hanno fatto ricorso al primo centro medico autogestito del Paese. Il Caps però, tengono a sottolineare i membri della cooperativa, non è un ambulatorio. Ci sono i cosiddetti “facilitatori della salute” che accolgono i pazienti e cercano di trovare la soluzione ai problemi di salute con la medicina generale. Ma “se qualcuno arriva con il braccio rotto, andiamo al pronto soccorso”, precisano dal centro. Non si considerano alternativi alla sanità pubblica, ma sostengono una rivoluzione globale che porti ad un altro sistema, visto che quello attuale lo considerano già “fallito”.  “Parliamo di difficoltà, limiti e deficit di risorse, che chiamano ‘crisi della sanità pubblica’, ma che in realtà è un controllo imposto”, spiegano dal Centro autogestito. Per questo il sistema non è basato sull’euro, eccetto i 30 che servono per registrarsi alla cooperativa – somma che viene restituita quando il socio decide di andar via -. Al Caps si paga infatti con le ore di lavoro, magari insegreteria o nellasilo nido che accoglie i bambini del quartiere tra gli 0 e i 3 anni, oppure con la moneta locale: l’ecos. Un sistema che ha permesso di creare delle convenzioni con qualche piccola impresa, come la vicina clinica dentale Bosch Sadurní che sostiene l’idea di una “sanità più a misura d’uomo.

Serpico di nuovo in guerra

[L'uomo consiste di due parti, la sua mente e il suo corpo. Solo che il corpo si diverte di più. Woody Allen] L'ultima battaglia di Frank Serpico, l'eroe che smascherò tangenti e omertà del New York Police Department è oggi pronto a fuggire in Europa se non riuscirà a sventare il progetto di un costruttore italo-americano che minaccia l'oasi verde in cui si è rifugiato decenni fa, a due ore di macchina da Manhattan. “Questa è la mia piccola oasi. Il luogo della mia guarigione”, ha detto il celebre poliziotto sulla foresta di 20 ettari che ha acquistato nel 1968, prima di lasciare la polizia. Arthur Gelb, uno dei giganti nella storia del New York Times, è morto a 90 anni nel suo appartamento di Manhattan.Eterno secondo rispetto a A.M. Rosenthal, Gelb fu una delle figure che più hanno plasmato il giornalismo al New York Times e a New York: sono da ricondurre a lui, ad esempio, le grandi inchieste di cronaca sulla corruzione sistemica della polizia provocate dalle rivelazioni del poliziotto Frank Serpico e sulle importazioni illegali di antichità dall'Italia finite al Metropolitan Museum.

Euroscettici all’attacco

[Megghiu perdiri ca straperdiri. Frase siciliana] L'Olanda deve uscire dall'euro per risolvere la crisi: lo crede il leader del PVV Geert Wilders, che a sostegno della sua tesi ha presentato un rapporto di Capital Economics. La stampa olandese scrive che il rapporto dimostra che se l'Olanda uscisse dall'euro guadagnerebbe 10 punti di pil nei prossimi 10 anni, grazie allo scomparire di regole sul commercio che consentirebbero al Paese di negoziare direttamente con gli extra-Ue a condizioni stabilite dal governo stesso e non dall'Europa. Al via le elezioni europee in Olanda. Si sono aperti stamane i seggi, che chiuderanno alle 21. Aperti i seggi anche in Gran Bretagna dove si vota oggi per le elezioni europee e per le amministrative locali: verranno eletti 73 europarlamentari - il contingente del Regno Unito all'assemblea di Strasburgo - e rinnovati 161 consigli amministrativi locali in Inghilterra a 11 in Irlanda del Nord. Gli elettori europei nei diversi Paesi sono chiamati a scegliere 751 deputati del Europarlamento di Strasburgo per i prossimi cinque anni di mandato. Il voto nei 28 Paesi dell'Unione Europea si sviluppa in quattro giorni. Secondo i sondaggi, le elezioni potrebbero vedere i partiti degli euroscettici e populisti ottenere un risultato storico in alcuni stati chiave.

Sanchez vigilerà su libertà stampa

[- Silver è il mio nome! E sono l'uomo più ricercato della mia isola, adesso però non sono sulla mia isola ovviamente, e questo è un vero peccato. - La tua isola? Vuoi dire l'Irlanda. - Certo! È mia! - Tu sei pazzo... - Allora sono venuto nel posto giusto. Mel Gibson] La blogger dissidente cubana Yoani Sanchez sarà la vicepresidente regionale della Commissione per la libertà di stampa della Società Interamericana della Stampa, associazione che riunisce gli editori di oltre 1.300 testate di tutto il continente americano. Sanchez, per il suo blog “Generazione Y”, ha detto di aver accettato l'incarico “perchè ho sofferto sulla mia pelle cosa sono le limitazioni della libertà d'espressione e la persecuzione di chi vuole soltanto fare il giornalista”. Il nuovo sito lanciato oggi dalla blogger e dissidente cubana Yoani Sanchez è stato bloccato pochi minuti dopo il suo lancio. Lo riferiscono utenti cubani, secondo cui nel digitare l'indirizzo www.14ymedio.com si apre un'altra pagina, www.yoanislandia.com, che denuncia l'attività anti-castriste della Sanchez. Lo stesso indirizzo “14ymedio.com”- bloccato all'interno del territorio cubano, su ordine del governo locale - è tuttavia regolarmente accessibile
dall'estero. Il sito - che si propone come un giornale digitale, con reportage e notizie - è stato ideato dalla blogger cubana Yoani Sanchez, diventata famosa nel mondo grazie al blog “Generazione Y”. Si chiama “14ymedio” il quotidiano online che la blogger cubana Yoani Sanchez ha lanciato oggi e che lei rivendica essere il primo media indipendente dell'isola. La 38enne, conosciuta in tutto il mondo per le sue posizioni duramente critiche nei confronti del regime, a cui ha dato voce attraverso il suo blog “Generacion Y”, ha scelto per la prima edizione un articolo sulla violenza notturna all'Havana e un'intervista allo scrittore dell'opposizione.  Sotto attacco. Poche ore dopo il lancio, però, il sito è stato attaccato da hacker. Gli utenti all'interno di Cuba che cercano di raggiungere il quotidiano online vengono reindirizzati a una pagina apertamente critica nei confronti di Sanchez, in cui sono contenuti interventi scritti realizzati da autori filo-governativi. Gli utenti all'estero non hanno invece problemi ad accedere al sito. Né Yoani Sanchez né Iroel Sanchez, che non è un parente della blogger e che ha collaborato alla realizzazione del sito, hanno finora risposto alle e-mail inviate in cerca di spiegazioni. Il governo non ha rilasciato commenti ufficiali sui piani della blogger, anche se considera tutti i dissidenti come dei mercenari pagati da Washington per creare problemi a Cuba. Dal sogno alla realtà. “14ymedio nasce dall'evoluzione di un viaggio personale, ma è diventato un'avventura comune”, ha spiegato la Sanchez sul sito, che ospita anche scritti di personaggi internazionali, come lo scrittore premio Nobel, Mario Vargas Llosa, e il polacco premio Nobel per la Pace, Lech Walesa. Quello che è stata “una mia ossessione per oltre quattro anni”, è divenuto realtà, “ho raggiunto il mio sogno...uno spazio giornalistico dove sarò raggiunta da molti miei colleghi”, ha commentato la blogger.  Il nuovo quotidiano prende il nome “dal 14esimo piano” in cui vive e lavora Yoani Sanchez a L'Havana e dall'anno 2014, nonché dall'iniziale del suo nome (Y) e dalla parola “medio” (media) “con tutte le sue connotazioni giornalistiche”, ha spiegato Yoani Sanchez. Il quotidiano online viene distribuito via smartphone e mail, così come attraverso pennette Usb, dvd e cd. Il lancio del sito è visto come il frutto della serie di riforme messe in atto negli ultimi tempi dal regime cubano, che per oltre mezzo secolo, ha esercitato un ferreo controllo sulla società e sui media.