mercoledì 30 aprile 2014

QUALE SANTO DOPO SAGLIOCCO? FORSE FILIPPO?

[Cui voli a dio, si lu prega. Detto siciliano] La Gesap a giugno dovrebbe perdere (per scadenza di contratto) il post holder dell'Area movimento, Antonio Sagliocco (178.679,42 euro lordi anno, dato reso noto dal presidente della Gesap).  Dopo il dg Scelta il più pagato in Gesap.   L’uomo che tanto ha dato alla Gesap lascerebbe per motivi economici? Oppure perché stanco delle polemiche all’interno della Gesap? Chi prenderà il suo posto ancora non lo sappiamo. Certo, all’interno della Gesap esistono figure con delle credenziali ineccepibili per poter prendere  il posto di  Sagliocco. Per quasi un anno l’area movimento è stata diretta  dall’ing. Taragnolini e dall’ing. Maritano, più a lungo. Qualcuno potrebbe obiettare che  i due sono vicini alla pensione, ma questo non sarebbe un problema. Per il 2015 “l'iniziativa di spending review va rafforzata ed estesa”, lo ha dichiarato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ricordando che la Commissione Ue sta esaminando il programma di stabilità dell'Italia e “se ci saranno i problemi, ci saranno anche le soluzioni”. Ma la Gesap vive nel suo mondo dorato e considera il termine “spending review” parola d’offesa. La Gesap continua a vivere al di sopra delle proprie possibilità: nuove vetture di rappresentanza (ovviamente Bmw), abbondanti consulenze esterne, super minimi a pochi eletti …   Di certo sappiamo che gli uomini della Gesap, i famosi cacciatori di teste, sono già all’opera: dopo avere portato a Punta Raisi l’uomo che ha inventato il “trenino” a Fiumicino potrebbe arrivare l’inventore dell’aria fritta…,  tanto paga sempre il contribuente.   

Ryanair e la Sicilia in inverno

[Libbra fannu labbra. Detto poco conosciuto siciliano] I numeri che Birgi ha sfornato nel 2013 sono stati molto soddisfacenti: i passeggeri “nazionali” sono stati 1.279.972, quelli “internazionali” 596.828. Il picco si è avuto a giugno, luglio e agosto, quando hanno sfiorato in un mese i 150 mila. I primi tre mesi del 2014, dopo aver raggiunto l’accordo con la compagnia irlandese (e qualche destinazione in meno) si attestano su una media di 70 mila quelli nazionali (201.076 fino alla fine di marzo) e 10.500 quelli internazionali (32.949 alla fine di marzo). Il presidente Airgest, Salvatore Castiglione, si dichiara soddisfatto. Il presidente Castiglione è soddisfatto dei risultati e soprattutto dell’accordo firmato e ora consolidato con Ryanair e, se avverte che i primi numeri del 2014 hanno registrato una lieve flessione, sottolinea anche come “è fisiologico che sia così in un periodo di bassa stagione”. L’accordo con Ryanair raggiunto a Roma è arrivato subito dopo quello che il presidente della Camera di Commercio Pino Pace ha siglato con la società A. M. S. che si occuperà della promozione del territorio e metterà in atto l’azione di co-marketing, sostenuta da tanti Comuni che hanno aderito e contribuito 
economicamente. L’ente camerale ha svolto la funzione di cabina di regia delle amministrazioni locali che hanno dato il loro impegno finanziario di circa un milione e 900 mila euro. Adesso toccherà alla A. M. S. il compito di gestire la comunicazione e il marketing della compagnia irlandese e definire le strategie di promozione della provincia. Nell’accordo di co-marketing tra Comuni e la Camera di Commercio che dà solidità all’intesa triennale con Ryanair, il prefetto Leopoldo Falco ha avuto un ruolo di rilievo nell’azione di coordinamento dei Comuni. L’intesa con A. M. S. ha aperto le porte al rinnovo del contratto con la compagnia irlandese e reso possibile la prosecuzione della collaborazione con Airgest. È con queste premesse, infatti, che il presidente Salvatore Castiglione ha firmato il contratto triennale dello scalo come base Ryanair, anche se gli aeromobili dovrebbero scendere da 4 a 3. Le condizioni non avrebbero subito particolari modifiche rispetto al contratto precedente; l’investimento sarebbe di 7 milioni di euro. Sono già disponibili on line, e quindi prenotabili, i voli dell'orario invernale 2014-15 di Ryanair. Dagli scali siciliani tante le rotte confermate anche se a Trapani si nota una flessione delle destinazioni.  Da Catania confermati i voli per Bologna, Bergamo, Treviso, Torino, Roma, Madrid ed Eindhoven.  Da Palermo si volerà per Bologna, Bergamo, Pisa, Roma, Treviso, Marsiglia, Düsseldorf e Londra.  Da Comiso la low cost manterrà le rotte verso Pisa, Roma, Francoforte, Bruxelles e Londra.  Invece da Birgi voli per Bruxelles, Parigi, Francoforte, Bologna, Cagliari, Genova, Bergamo, Parma, Pisa, Roma, Torino, Trieste. Da notare, ad esempio, la cancellazione delle due frequenze settimanali per Cuneo che però sarà compensata dal Trapani-Torino che diventerà giornaliero. C’è chi ha temuto che l’apertura dei nuovi collegamenti di Ryanair da Palermo e Catania potesse cambiare in qualche modo le scelte strategiche della compagnia sullo scalo di Trapani. L’aeroporto, come detto, è quasi esclusivamente dipendente dalla compagnia low cost che, se dovesse decidere di spostare i suoi interessi altrove, a Palermo o Comiso, creerebbe gravissimi  problemi che hanno subito messo in allarme la politica. Ma l’intesa raggiunta e le nuove  fonti di finanziamento deliberate dalle amministrazioni comunali hanno, per ora, accantonato questi timori.

Pantelleria, previsti più voli charter

[Lu cecu nun giudica di li culura. Detto siciliano] Dovrebbero esserci più presenze turistiche la prossima stagione turistica. I numeri che l’aeroporto di Pantelleria sviluppa non sono elevati e rimangono a due cifre. In più, c’è da considerare che una parte di questi sono turisti stanziali che hanno casa sull’isola; sono oltre 1.200 i proprietari di case. L’aeroporto pantesco ha peculiarità che lasciano riflettere. È  uno scalo militare aperto anche ai voli civili ed è anche per questo che ad oggi non sono state espletate gare di appalto per la gestione dei servizi. Da tempo si pensa di trasformare l’aeroporto dandogli una connotazione esclusivamente civile, ma ci vuole molto tempo e la perfetta coordinazione di diversi ministeri. Gli sforzi degli imprenditori turistici iniziano a dare frutti e sono previsti arrivi di diversi voli charter in più rispetto al 2013. Si tratta di voli diretti da diverse città italiane che collegheranno settimanalmente Pantelleria. La bellissima isola vulcanica offre ai turisti una miriade di servizi non essenzialmente legati al mare. Le persone che scelgono Pantelleria portano in valigia almeno tre libri, sintomo che l’isola viene vista come un luogo dove è bello andare anche per la tranquillità. Ma da qualche anno gli operatori turistici stanno organizzandosi per fare in modo che la stagione possa allungarsi di tre mesi. La struttura aeroportuale, gemella con quella di Lampedusa, lo consentirebbe. La prossima stagione vedrà un sicuro incremento dei voli. Pantelleria è meta di Vip, artisti, politici, personaggi dello sport e della moda e non è inserita nel turismo di massa. Le cose potrebbero cambiare perché secondo gli operatori l’isola potrebbe accogliere molte più persone.

Al-Qaeda voleva attaccare Londra

[Cui voli anna, cui nun la voli manna. Frase siciliana] Appena qualche settimana dopo l'11 settembre, al-Qaeda pensò di attaccare Londra, in particolare il quartiere d'affari Canary Wharf. Lo ha rivelato un ex terrorista pentito al processo a New York contro il predicatore britannico Abu Hamza. In collegamento video da Londra, Badat ha chiarito quello che già aveva raccontato un mese fa al processo contro un genero di bin Laden, ovvero che al-Qaeda aveva un almanacco con gli edifici più alti del mondo; e ha raccontato che Khalid Sheikh Mohamed, il “cervello” degli attacchi dell'11 settembre, aveva preso di mira proprio al quartiere d'affari londinese, che ha un'alta concentrazione di alti edifici: “Credo che avesse citato Canary Wharf”. Badat aveva incontrato personalmente Bin Laden in Afghanistan che gli aveva assegnato il compito di far esplodere un aereo di linea americano con bombe nascoste nelle scarpe: concluso l'incontro, ha raccontato, Obama “mi salutò con un abbraccio e mi augurò buona fortuna per la mia missione”.

martedì 29 aprile 2014

Lettera Etihad all'Alitalia, alla fine è arrivata

[Tempu veni e ‘nnirizzu porta. Detto siciliano] “Cinque minuti fa l'Ad Del Torchio mi ha comunicato che Etihad ha mandato la lettera ad Alitalia in cui ha risposto alle osservazioni” della compagnia italiana. Lo ha detto il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi.  “In questo momento credo che Alitalia stia valutando i contenuti della proposta di Etihad”, ha aggiunto Lupi,
sottolineando che l'amministratore delegato Gabriele Del Torchio “presenterà ad azionisti, stakeholders e al Governo lo stato della trattativa che sta avanzando”. Quindi “vedremo finalmente i contenuti, ha proseguito il ministro. Crediamo che l'alleanza tra Etihad e Alitalia sia buona per rilanciare il trasporto aereo in Italia e la nostra compagnia di bandiera. Alitalia non è più statale, ma il governo italiano è più che mai interessato a condurre dietro le quinte la trattativa con gli arabi. Siamo alle solite, in Italia tutto quello che è ovvio (se Alitalia è in mani private e non più pubblica, a che titolo Lupi parla?) in Italia diventa probabile. E poi non si capisce per quale motivo il vettore Alitalia continua a essere strategico, e per quale motivo lo stesso discorso non viene fatto per Telecom?  Alitalia mira a risparmiare fino a 400 milioni di euro l'anno. Lo ha indicato il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi, riportando quanto riferito dall'azienda. Il piano di luglio prevedeva 300 milioni di risparmi. Secondo quanto riferito dai sindacati, dopo l'incontro che si è svolto a Fiumicino con l'azienda, ancora non ci sono novità sulla lettera, ancora non è arrivato nulla da Etihad. Per il segretario nazionale della Uil Trasporti, Marco Veneziani, “l'azienda ci ha chiesto fortissimi risparmi sul costo del lavoro, pari a 48 milioni” sottolineando che su questo “la disponibilità del sindacato e della Uil è di approfondire tutti i temi, ma senza un matrimonio con Etihad è impossibile fare ulteriori sacrifici”. Secondo Veneziani, inoltre, “è molto difficile che Alitalia possa sopravvivere da sola” senza Etihad. Alitalia, ha detto ancora Veneziani, ha “già risparmiato 290 milioni” fino ad ora nell'ambito del piano industriale di luglio dell'ad Gabriele Del Torchio, precisando che dei 290 milioni di risparmi, 80 milioni sono frutto dell'accordo di febbraio con i sindacati per gli esuberi.

Una pasqua triste a Lampedusa.

[L’addivari fa l’amuri. Frase siciliana] “A Pasqua non ci sono stati turisti - dice il presidente di Federalberghi Isole Pelagie Giandamiano Lombardo - L'isola è tranquilla, il centro di accoglienza è chiuso e grazie all'operazione Mare Nostrum non ci sono più sbarchi, ma la gente continua a vedere Lampedusa come il luogo di approdo e non la sceglie per le sue vacanze. Per Pasqua - aggiunge - avevamo attivato dei charter dall'aeroporto di Bergamo ma li abbiamo rinviati a metà maggio perché non c'erano prenotazioni. Tutte le strutture sono pronte ma alla fine la
percentuale di alberghi aperti sarà molto bassa”. Una situazione non agevolata di certo da una serie di difficoltà infrastrutturali. Alla gara d’appalto per la gestione totale dell’aeroporto di Lampedusa ha partecipato l’Ast aeroservizi. Si tratta di una gara importante che potrebbe finalmente gettare le basi per fare in modo che una sola società possa gestire i diversi servizi aeroportuali in modo ottimale. «Gestire una piccola aerostazione come quella di Lampedusa, - ha detto Paolo Corona, direttore di Ast Aeroservizi  – non è semplice come potrebbe sembrare. Nei grossi aeroporti, infatti, i servizi sono svolti da tante società che si dividono compiti, gestioni e competenze. Tentare la strada di spezzettare i servizi ha portato a non incentivare nessuno a farsi avanti per la gestione; e questo perché un aeroporto piccolo come quello nostro che, fra l’altro, lavora a ritmi elevati solamente per quattro mesi l’anno, porterebbe ad una diseconomia certa senza la possibilità di potere, ad esempio, utilizzare il personale facendolo ruotare non solo per gli orari di lavoro ma anche per compiti diversificati. Da quando gestiamo l’aeroporto di Lampedusa, noi dell’Ast aeroservizi siamo riusciti ad ottenere certificazioni a diversi livelli facendo specializzare il nostro personale. Questo ci mette nelle condizioni di usufruire di professionalità importanti e diverse, utilizzando lo stesso personale. La situazione al momento è abbastanza tranquilla e stiamo attendendo che ci diano indicazioni su come potremo portare avanti la gestione di questo piccolo gioiello che è il nostro aeroporto». I lavori sono ancora incorso e riguardano la torre di controllo e parte della pista. A breve la torre dovrebbe entrare in funzione. I lavori della pista invece dureranno di più: una nuova bretella è stata realizzata pochi giorni fa e solo dopo la stagione turistica sarà possibile ultimare una nuova bretella ed il fine pista che sarà allungato di alcuni metri, dal lato del centro urbano. Durante la stagione turistica, l’Enac è sempre riuscita a garantire il perfetto svolgimento delle operazioni di atterraggio degli aerei. I lavori che rimangono da fare sono solamente una piccola parte del totale dell’opera. Vito Riggio, presidente dell’Enac, ha seguito la costruzione degli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria costantemente. I due aeroporti sono nati da sue iniziative manageriali. Riggio non perde mai l’occasione di presenziare ai momenti più importanti che riguardano gli unici due aeroporti esistenti sulle piccole isole siciliane. Sono previsti da maggio ad ottobre fino a 25 voli il sabato e una quindicina la domenica. Una mole di lavoro imponente che porta Lampedusa ad  essere una delle località turistiche più importanti dell’intera Sicilia.

Sea Handling, è iniziata la trattativa

[Famigghia, fami. Frase siciliana] Ieri a Linate c'è stato il primo incontro. Anche se la speranza è sempre quella di salvare tutti i 2.200 dipendenti di Sea Handling (società di Sea che gestisce gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa) attraverso un riassorbimento nella nuova Airport Handling, i vertici dell'azienda hanno formulato una prima proposta: fino a 32 mensilità una tantum (a seconda dell'anzianità), più un indennizzo-mobilità compreso fra 1 e 3 anni, integrata per lo stesso periodo con un “fondo volo” che potrebbe arrivare sino all'80% dell'ultimo stipendio. L'offerta, stando a quanto riporta l'edizione milanese del "Corriere della Sera", riguarderebbe quelli che sarebbero costretti a rinunciare al proprio posto di lavoro senza però essere ricollocati altrove. Si parla di almeno 300 persone che potrebbero accettare entro il 20 giugno un esodo su base volontaria. La cifra non è confermata. L'incontro, avvenuto in contemporanea col presidio dei lavoratori fuori dell'aeroporto di Linate, ha aperto uno spiraglio sull'esito della delicata trattativa condotta “Nel segno della discontinuità” voluta da Bruxelles. Secondo Giovanni Abimelech di Fit-Cisl, “Siamo partiti col piede giusto ma le condizioni per un accordo sono tutte da verificare”. Sulla stessa lunghezza d'onda Stefano Malorgiu di Filt-Cgil, secondo cui “Gli incentivi sono interessanti ma il percorso è ancora lungo”. Da oggi si comincia a trattare anche sul destino di coloro che invece dovrebbero essere riassunti dalla nuova Airport Handling.

lunedì 28 aprile 2014

Zuckerberg russo lascia il paese

[Li megghiu sciarri su ‘ntra parenti. Frase popolare siciliana] Lo Zuckerberg russo, il 29enne Pavel Durov, fondatore e direttore generale della popolarissima rete VKontakte, ha annunciato di aver lasciato la Russia e di non voler tornare dopo essere stato licenziato dal social network.  “Sono fuori dalla Russia e non ho intenzione di tornarci”, ha scritto. “Il Paese è incompatibile con il business internet al momento”. Nei giorni scorsi aveva rivelato che a dicembre i servizi russi gli chiesero i dati personali degli organizzatori del gruppo Euromaidan.

Etihad corre in aiuto di Air Berlin

[0 ‘ntentu o carità, vuliri beni. Frase siciliana] Mentre cresce l'attesa per la lettera di Etihad ad Alitalia (in attesa di sviluppi nell'intesa con Etihad, Alitalia ha convocato per domani un nuovo incontro con i sindacati. In discussione “la situazione aziendale e la prosecuzione del confronto”) , la compagnia di Abu Dhabi resta attiva sul fronte europeo. La linea aerea, secondo quanto riporta Bloomberg, ha deciso di fornire ulteriori fondi ad Air Berlin acquistando bond convertibili per 300 milioni di euro, mentre altri 150 milioni di euro verranno collocati sul mercato. Il gruppo tedesco, di cui Etihad possiede il 30% e potrebbe salire fino al 49,9%, ha una situazione difficile di liquidità, con perdite sopra il miliardo di dollari negli ultimi 6 anni.  “Dobbiamo valutare approfonditamente tutte le opzioni di azione, fra cui anche il nostro modello di business a lungo termine”, ha spiegato il ceo di Air Berlin, Wolfgang Prock-Shauer, sottolineando che la compagnia adesso deve fare i conti con “una ristrutturazione più radicale”.  Il gruppo tedesco ha chiuso il 2013 con ricavi per 4,15 miliardi di euro, in calo dai 4,31 miliardi del 2012, una perdita operativa di 231,9 milioni contro l'utile di 70 del 2012. Adesso arrivano fondi freschi per 450 milioni di euro, di cui 300 da Etihad che ha inoltre esteso una linea di credito di 255 milioni di euro dal 2016 al 2021. Resta ancora aperta la questione della lettera. Secondo quanto riporta Reuters, non arriverà nemmeno oggi la risposta da parte dei vertici Etihad alla missiva che è stata inviata dall'a.d. di Alitalia, Gabriele Del Torchio, la settimana scorsa in merito al rispetto delle richieste avanzate dagli Emirati per procedere con l'integrazione tra i due vettori. “La lettera non arriverà oggi e non ci sono appuntamenti del consiglio”, è stata la risposta del manager a chi domandava lumi in merito e se fosse già previsto un consiglio per valutarla. Una fonte vicina alla situazione ha dichiarato a Reuters che la lettera di Etihad è attesa per domani e un cda potrebbe esserci eventualmente.

Scalo Comiso, bilancio in perdita

[Ogni donna e ogni vacca, havi qualche tacca. Detto siciliano] Come previsto, il bilancio di esercizio della Soaco, la società che gestisce l'aeroporto di Comiso, è in perdita. Il piano industriale del Magliocco prevede, infatti, delle perdite secche nei primi anni di esercizio, addirittura sino al sesto anno, anche se la società di gestione conta di rientrare in pareggio di bilancio decisamente prima, già dal quarto. I numeri non si conoscono, ma si tratterebbe di cifre superiori ai 2 milioni di euro di perdite. Adesso, il bilancio sarà trasmesso ai due soci della 
Soaco, ovvero l'Intersac holding spa, che detiene il 65% del pacchetto azionario, e il Comune di Comiso che ne detiene il restante 35%. Ma la parte pubblica potrebbe venire presto ampliata. È  quello a cui sta lavorando il sindaco Filippo Spataro, che sta progettando una holding per aprire agli altri comuni siciliani: a quelli della provincia di Ragusa in primis, ma anche a quelli che sono interessati allo scalo perché ricadenti nel suo “raggio d'azione”.  Già fissata la data della prossima assemblea dei soci di Soaco che si riunirà a Comiso il prossimo 30 aprile per approvare il bilancio presentato dal cda.   Intanto, crescono anche i servizi interni all'aerostazione. Dopo il bar, il cui bando è stato vinto da una società bresciana che lo ha aperto a dicembre scorso, molto presto sarà operativa anche l'edicola-tabacchi. La gara se l'è aggiudicata una ditta di Vittoria, che ha presentato un'offerta al rialzo del 21%. Già pubblicato il bando per la parafarmacia (è possibile consultarlo collegandosi al sito della Soaco), si attendono gli altri, quelli per i locali commerciali. Saranno esperiti più avanti, dopo i lavori di ampliamento dell'area sterile. Potranno iniziare non appena arriverà l'ok dall'Enac. Gli imbarchi verranno effettuati al piano superiore e, giù, la zona arrivi diventerà più ampia, con i passeggeri che, salendo dalle scale mobili, avranno la possibilità di passare per i negozi. Nessuna novità, invece, per quanto riguarda i posteggi che restano, al momento, del tutto gratuiti


domenica 27 aprile 2014

Sfida al rialzo Ge-Siemens

[Lo megghiu cocu è lu pitittu. Frase popolare siciliana] Il ministro dell'Economia francese Arnaud Monteborg ha rinviato l'incontro previsto per domenica con il numero 1 del colosso americano General Electric Jeffrey Immelt interessato all'acquisizione della divisione energia dell'Alstom. Nella partita è entrata ieri anche la tedesca Siemens che secondo fonti vicine al dossier starebbe preparando una proposta. In una nota il governo francese ha spiegato di volere “il tempo necessario per un esame approfondito delle proposte”. Secondo Bloomberg General Electric avrebbe effettuato la due diligence di Alstom e avrebbe firmato con la società francese un accordo confidenziale (non-disclosure agreement). Le trattative fra Ge e Alstom sarebbero quindi più avanzate rispetto a quelle con Siemens. Ma Siemens sarebbe pronta a uguagliare e superare l'offerta Ge, offrendo anche garanzie sul lavoro, e avrebbe offerto ad Alstom un'intesa che prevedrebbe lo scambio di alcuni asset. In base all'accordo, Alstom otterrebbe alcuni asset dei trasporti di Siemens più pagamenti in contanti in cambio delle sue attività energetiche.

Bene Germania in caccia a nazisti

[Lu vinu fa sangu. Detto  siciliano] Nel 2013 la Germania si è distinta fra tutti i Paesi del mondo per gli sforzi profusi nella caccia ai criminali nazisti. Lo scrive il Centro Wiesenthal in un comunicato diffuso mentre Israele ricorda la Shoah. Nella nota si lodano le nuove norme introdotte nella legislazione tedesca. Buoni voti anche agli Usa. Male invece i Paesi baltici dove “manca la volontà politica” di fare i conti col passato ed é in corso una campagna di “distorsione della storia” dell'Olocausto. “Non bisogna ignorare il rafforzamento di partiti di estrema destra con orientamento neo-nazista, che rappresentano un pericolo per ogni persona e ogni popolo”: questo l'appello lanciato dal Capo dello Stato israeliano Shimon Peres, con un riferimento alla situazione in Europa, in una cerimonia al memoriale dello Yad Vashem di Gerusalemme, in occasione delle solenne celebrazione della Giornata del ricordo della Shoah in Israele.

sabato 26 aprile 2014

Il caso Alitalia tiene sempre banco

[Panza china cerca riposu. Detto siciliano] Una mossa di Etihad arriverà a breve. Forse non sarà la tanto attesa offerta, ma sicuramente un segnale di sblocco dello stallo che si è creato negli ultimi giorni (forse in forma di lettera alla risposta di giovedì scorso di Alitalia). A favorire questa ripresa del dialogo sarebbe stata la riapertura, dopo due mesi, della trattativa con i sindacati sui tagli al costo del lavoro, che è una delle principali condizioni poste da Abu Dhabi (insieme alla rinegoziazione del debito per 400 milioni e sui contenziosi pregressi con Toto e WindJet, che ammontano a poco più di 200 milioni). È  attesa entro domenica una lettera di risposta di Etihad ad Alitalia. È  quanto riferiscono fonti finanziarie, precisando che una volta ricevuta la missiva dalla compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti sarà convocato
immediatamente un Cda del gruppo di Via della Magliana. Non si esclude pertanto un board lunedì o martedì. Sul caso Alitalia “non bisogna continuare a inseguire le voci perché noi continuiamo a non aver visto il piano di Etihad”. La sostiene il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che ha partecipato privatamente al corteo del 25 aprile a Milano. Secondo Camusso “non sappiamo se c'è una trattativa in corso e se c'è effettivamente una lettera di intenti e quindi se c'è un piano industriale”. La trattativa tra Alitalia e la compagnia Eithad “è complessa e difficile, ma dobbiamo essere ottimisti perché quella soluzione è in grado di rilanciare non solo Alitalia, ma tutta l'economia e di tutelare non solo i posti di lavoro che ci sono”. Lo sostiene a margine della manifestazione del 25 Aprile di Milano il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. A suo avviso “ci sono molti interessi in gioco ed è difficile vedere una certa omogeneità di comportanti e di scelte perché molti soggetti, banche, sindacati e Governo, debbono discutere con un solo soggetto”. La riapertura del dialogo con i sindacati, forse favorita dall'incontro avuto subito dopo il cda dall'a.d. Gabriele Del Torchio con i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, arriva a due mesi dall'ultimo incontro. Oggi le sigle dei trasporti hanno ricevuto la convocazione per martedì 29 aprile alle 9 presso la sede di Assaereo. Oggetto dell'incontro, la situazione aziendale e la prosecuzione del confronto: dialogo interrotto il 24 febbraio scorso, data a cui risale l'ultima riunione tra le parti con all'ordine del giorno Piano industriale, riduzione del costo del lavoro e deroghe retributive al contratto Cai. Ma sarà soprattutto di tagli al costo del lavoro che si parlerà al tavolo di martedì, essendo quello uno dei nodi della partita con Etihad. Tema su cui aleggia lo spettro degli esuberi che, secondo le richieste della compagnia araba, potrebbero arrivare fino a 3.000 unità. Per quanto riguarda i risparmi sul costo del lavoro, all'appello mancano ancora 48 milioni dei 128 indicati nel Piano industriale di Del Torchio. Due mesi fa i sindacati avevano deciso di interrompere la trattativa perché non disposti ad ulteriori sacrifici (dopo i 1.900 esuberi dell'accordo di metà febbraio, valsi risparmi per 80 milioni) se non in presenza di garanzie sull'effettivo investimento di Etihad. Ora quelle garanzie non ci sono ancora, ma i sindacati hanno deciso di fare la propria parte, dando un segnale alla compagnia degli Emirati, che vuole vedere fatti concreti sulle proprie richieste, prima di avanzare un'offerta.

La Shoah a scuola

[La fami è bagascia e latra. Detto siciliano] Il ministero israeliano dell'educazione ed il museo per la memoria della Shoah di Gerusalemmee, lo Yad Vashem, hanno lanciato  un nuovo programma pedagogico per insegnare la storia dell'olocausto già dalle scuole materne. “Si tratta del primo programma completo d'insegnamento sulla tragedia della Shoah destinato agli alunni ed agli studenti di tutte le età, dall'asilo al liceo”, ha evidenziato il ministero in un comunicato. Il programma, obbligatorio per tutti i collegi pubblici, entrerà in vigore dal prossimo settembre. L'annuncio è coinciso con la presentazione della commemorazione annuale in Israele della giornata della Shoah, in programma questa sera. Per il ministero è importante poter disporre di un approccio pedagogico nella presentazione ai bambini del tema dell'olocausto, al fine di evitare che i più giovani vivano questa esperienza in maniera traumatica. Un professore che ha portato un gruppo di studenti ad Auschwitz è stato redarguito dalla sua università e bollato come “traditore”. Il professore è Mohammed S. Dajani, gli studenti sono 27 palestinesi della Al-Quds University portati a visitare il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau in Polonia nel mese di marzo. Tuttavia, quando il professore e il gruppo sono rientrati, l’università ha preso le distanze dal viaggio – dicendo che il professor Dajani e degli studenti avevano agito a titolo personale e non erano rappresentanti dell’università. Secondo il Washington Post , il professor Dajani è stato definito ‘traditore’ dai membri della sua comunità, mentre è stato consigliato ad andare in vacanza. Il professore  ha detto che non si pente del viaggio – e che sarebbe tornato se gli fosse stata data l’opportunità. Scrivendo su Facebook, ha detto: ‘La mia risposta a tutto questo tirata è che il mio dovere di insegnante è quello di insegnare, di avere ai miei studenti concesso di esplorare l’inesplorato, di aprire nuovi orizzonti per i miei ragazzi, per guidare i miei allievi fuori dalla grotta di percezioni  errate  e di vedere i fatti e la realtà sul terreno. Andrò all’università, e immetterò le mie foto della visita su Facebook, e non mi dispiace per niente di quello che ho fatto. Il viaggio faceva parte di un progetto di ricerca chiamato “Heart of Flesh – Not Stone”. È  stato pagato dalla Fondazione tedesca per la ricerca e gestito dalla Friedrich Schiller University di Jena, in Germania, e dell’Università Ben-Gurion del Negev. Un giornale palestinese al-Quds ha scritto un pezzo sul viaggio – che è stato poi cancellato a seguito di una accesa discussione nella sezione commenti del pezzo. Gli analisti televisivi e editorialisti dei giornali si sono espressi contro il viaggio. A volte è interessante andare dall’altra parte dello specchio, per rendersi conto di come la realtà in cui viviamo sia solo “una delle realtà possibili”. Così, mentre in Europa un professore che si rifiutasse di organizzare un viaggio del genere verrebbe forse licenziato, nel Vicino Oriente accade l’esatto opposto. Non cambia la volontà di imporre il pensiero unico, cambia solo il ‘tipo’ di pensiero unico.

giovedì 24 aprile 2014

Riunione condominiale alla Gesap

[Lu pani di  la casa stuffa. Frase siciliana] Non sapremo mai se i rappresentanti sindacali, presenti oggi alla riunione con Gesap, hanno capito di essere stati presi in giro. Ottenuto l’annullamento dello sciopero dell’11 aprile di 24 ore dopo che la Gesap, nella persona del presidente, aveva garantito la riapertura di un tavolo tecnico per l’integrativo e l’assegnazione dei  livelli maturati. E invece niente il gestore dopo avere chiesto un “interpello” alle associazioni di categoria sia della Gesap che della Gh aveva ottenuto la risposta restrittiva. In un periodo di  rinnovo nazionale del contratto di lavoro non si possono portare avanti trattative per eventuali integrativi. Non si sarebbe nemmeno parlato dell’imminente entrata degli stagionali in Gh. Chi avrebbe maturato il livello dovrà presentare formale richiesta al direttore del personale e se ci saranno le condizioni otterrà una risposta positiva. Anche questa, sembrerebbe  una ulteriore presa in giro, ma resta sempre il dubbio se i protagonisti di tante battaglie sindacali aeroportuali perse hanno capito che figura barbina hanno fatto oggi. Cosa diranno ai propri iscritti?  Finita la grottesca riunione “condominiale” l’apt doveva rallentare il proprio ritmo creando non pochi disservizi, ma i sindacalisti credendo di avere la coscienza a posto nulla hanno fatto. Giorno 9  il cda dovrà rendere nota la “clausola di tutela e salvaguardia per ipotesi di cessioni di quote societarie”, ci sarà da ridere.  Ma Ap dovrebbe discutere di clausola sociale  con queste persone della Gesap? Che promettono e non mantengono.    

mercoledì 23 aprile 2014

Tutti i rischi della “clausola sociale” a Punta Raisi

[A passu a passu si fa gran caminu. Detto popolare siciliano] È stata aperta molti mesi fa la procedura per l’affidamento dei servizi di advisory per l’assistenza e la consulenza economica finanziaria, organizzativa e di supporto tecnico finalizzate alla valorizzazione e alla cessione della partecipata di controllo della Gesap bell’ambito della priovatizzazione  della socierà di gestione stessa. La commissione di gara si riunirà in seconda seduta pubblica, per l’apertura della busta “offerta tecnica”, in data 12 maggio 2014, alle ore 10,00. Il termine di presentazione delle offerte giorno 27 marzo ore 12,00, per ragioni organizzative era stato rinviato in data 3 aprile 2014, alle ore 10,00. Probabilmente ci sarà un altro rinvio collegato con la trattativa della “clausola sociale”. Si vuole alleggerire la Gh Pmo riducendo il personale e rendendola più appetibile a un non ipotetico  compratore? Ammettiamo che a breve AviaPartner e Gh Pmo con la regia “politica” della Gesap possano trovare un accordo dando la possibilità finalmente, con grande soddisfazione dei sindacati, all’applicazione della “clausola sociale”. Le unità Gh prescelte che verranno in Ap continueranno ad avere il buono pasto  di 7,50 euro, tutti gli altri 5,19? Sempre le unitè Gh che avranno la fortuna di venire in Ap saranno a otto ore e il personale Ap a sei e quattro ore passeranno anche loro a otto ore? Contemporaneamente, per l’esattezza domani, inizia la trattativa tra Gesap e Gh e sindacati per l’integrativo e siccome i problemi camminano sempre con altri problemi mettiamo il caso che i sindacati possano poratre a casa un buon accordo, chi viene in Ap si porterebbe l’integrativo con se? Il parcheggio che i colleghi della Gh non pagano arrivando in Ap inizieranno a pagarlo? Tanti interrogativi che difficilmente avranno una risposta che possa accontentare tutti.  

Inchiesta Enac, il giro di conoscenze di Mantovano

[Nuddu ti ama pri li toi biddizzi. Frase siciliana] Circa due settimane fa, per la precisione lunedì 7 aprile 2014, la squadra mobile di Roma e la polizia di frontiera dell'aeroporto di Roma-Ciampino hanno eseguito una serie di arresti che ha coinvolto, tra gli altri, diversi funzionari dell'Ente nazionale aviazione civile (Enac), con accuse che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata ai reati di corruzione alla turbata libertà degli incanti fino al falso ed alla frode nelle pubbliche forniture.  Le persone coinvolte nell'inchiesta, affidata al pubblico ministero Mario Palazzi, sono otto: nel carcere romano di Regina Coeli sono finiti Sergio Legnante, ex-direttore dell'aeroporto di Ciampino e funzionario dell'Enac; Alfonso Mele, ingegnere in servizio presso la direzione centrale dell'Enac; e l'imprenditore Massimiliano Mantovano, dirigente delle società Mast srl, 2T Appalti, Fama srl, Global Project srl, Resine Industriali srl, Edil Moter srl. Gli arresti domiciliari sono invece stati concessi a tre collaboratori di Mantovano, ossia Adriano Revelant, Luigi Guerrini e Renato Lolli. Secondo quanto risulta alla procura, gli arrestati avrebbero costituito un'organizzazione criminale che, tra il 2009 e l'inizio del 2014, avrebbe fatto in modo che tutti i lavori eseguiti presso gli aeroporti minori del Lazio, in particolare presso quello di Roma-Urbe, fossero illegittimamente assegnati a società riconducibili a Mantovano. L'inchiesta si sta adesso focalizzando non soltanto sul ruolo dell'imprenditore nel Lazio, ma anche su possibili pressioni per l'ottenimento di appalti in Emilia Romagna, dove Mantovano avrebbe ottenuto almeno tre grossi contratti: la caserma dei Carabinieri di Igea Marina (719.510 Euro), la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di riqualificazione della sede del comando provinciale della Guardia di Finanza di Parma (2.238.900 Euro) e l’adeguamento del fabbricato di Palazzo Giardino, dove saranno realizzati i laboratori del Ris di Parma (3.068.405 Euro). L'attenzione si è spostata sull'Emilia Romagna dal momento che, come emerso nell'informativa compilata dalla squadra mobile, Mantovano sembra essere molto vicino a Vittorio Rapisarda, dal 2010 provveditore alle Opere Pubbliche per Emilia Romagna e Marche. In base alle intercettazioni, pare che l'imprenditore abbia sostenuto (senza successo) la candidatura di Rapisarda a provveditore per Lazio, Abruzzo e Sardegna, con l'aiuto di monsignor Ermes Viale (Propaganda Fide), che avrebbe dovuto intercedere presso la segreteria dell'attuale ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

Monsù, l’uomo che sussurrava agli asini

Peppe Monsù è uno stimato professionista medico veterinario, un cittadino come tanti altri, 43 anni, sposato, conosciutissimo ed apprezzato dai suoi concittadini. In tempi non lontani ha avuto un allevamento di asine, animale cocciuto ma molto intelligente, il rapporto morboso con i propri figli resterà indelebile per Monsù, gli asini sono molto umani. Con l’appoggio di due liste civiche e del Partito democratico rischia di diventare sindaco del comune di Cinisi. Il comune di Cinisi è associato con l’Ancai (Associazione nazionale Comuni Aeroportuali Italiani), avete mai pensato di chiedere, insieme al comune di Terrasini i danni per inquinamento acustico e atmosferico alla Gesap? Tanti uomini hanno cercato di chiedere, con varie iniziative, dei danni alla Gesap troppo eccessive che avrebbero portato anche il comune di Cinisi a colmare delle lacune. Oggi io sono per una maggiore richiesta di attenzione rispetto al territorio. In questo territorio soffriamo di idrocarburi combusti, di inquinamento acustico … se a Cinisi entrassero 20 centesimi di euro per passeggero già sarebbe un buon inizio per avere anche a Cinisi una ricaduta economica che qualcuno potrebbe interpretare come un indennizzo ma che tale non è. Questione morale e la gestione della Gesap, dove il comune di Cinisi è azionista, sembrano fare a pugni. Che idea si è fatto? Secondo me si. Gli amministratori delle società devono capire che gestire una ditta non è una cosa normale. Le faccio un esempio:  un ente non può misurare l’entità del rumore e dunque dell’inquinamento acustico se poi risulterebbe appattato con chi il rumore lo produce. Il mio compito è quello di capire chi comanda nelle società e cercare un dialogare per ottenere dei risultati.  Persone molto vicine a Micale sostengono che è in corso una trattativa con lei. L’unione fa la forza? Non mi posso alleare con l’amico Micale per un motivo molto semplice la sua appartenenza politica e l’appoggio che Forza Italia gli ha garantito. Io sono alleato con il Pd e le alleanze ibride, incestuose li facciamo fare a Roma. La vecchia amministrazione lascia un comune in salute?  La vecchia amministrazione lascia un comune in condizione di totale mediocrità. In ambito locale l’amministrazione è stata completamente assente. Non è stata presente in Apt che dovrebbe essere il nostro fiore all’occhiello. Punta Raisi negli anni 60/70 era veramente uno scalo internazionale, da allora tanto si è perso … Le due ultime amministrazioni che hanno avuto lo stesso sindaco hanno un cumulo di rimproveri da addebitare, il principale  è quello di avere barattato, in cambio di qualche necessario posto di lavoro, l’aspetto primario tra Cinisi – Apt che è quello che più pesa. L’aeroporto andrebbe visto come un pezzo di proprietà nel territorio integrato con altre realtà economiche indigene, sempre e non solo durante la campagna elettorale.  

Airport handling prenderà il posto di Sea handling

[Duna tempu a lu tempu. Frase siciliana] Tra le tante incertezze e preoccupazioni che in questo periodo attanagliano sindacati e lavoratori, un elemento è certo: dal 1° luglio 2014  i dipendenti di SEA Handling cambieranno . La maggior parte sarà assunto in Airport Handling mentre altri confluiranno in SEA.  La normativa prevede che chiusure di aziende o riduzioni di personale, se coinvolgono un numero di dipendenti superiori a 5, debbano essere gestite attraverso una trattativa tra impresa e sindacato nei tempi e nelle condizioni previsti dalla Legge 223/91.  La trattativa si può concludere con diverse soluzioni tra cui la diminuzione degli

esuberi, l’adozione di ammortizzatori sociali, ect. . Nel gruppo SEA negli ultimi anni sono state aperte diverse 223/91 che hanno trovato soluzione con accordi che hanno previsto l’utilizzo di CIGS, contratti di solidarietà o la messa in mobilità dei lavoratori che attraverso questo strumento avrebbero raggiunto la pensione o con volontari all’uscita.  I tempi della legge sono così suddivisi: a seguito dell’invio da parte dell’azienda della comunicazione d’apertura della procedura, le OO.SS. hanno una settimana di tempo per rispondere chiedendo una riunione. Dalla data di invio della procedura ci sono 45 giorni di tempo per trovare una soluzione/ accordo in sede aziendale. Qualora il tema non si definisse in sede aziendale si apre la seconda fase della procedura, della durata massima di 30 giorni, che prevede un ulteriore negoziazione in sede ministeriale.  In totale sono dunque 75 i giorni concessi dalla normativa alla trattativa in corso. Nel caso specifico dunque questo termine scadrà, al massimo, entro la fine di giugno, data ultima di attività di SEA Handling. Entro tale data è indispensabile   riuscire a raggiungere un accordo con SEA per dare certezze a tutti i lavoratori coinvolti. Questa procedura è nota a tutte le organizzazioni sindacali, confederali e non, in quanto usata in tutte le aziende che in questi anni hanno attraversato crisi aziendali: normalmente si chiude con un accordo sindacale che tutela, nel  contesto dato, le condizioni dei lavoratori. Nel caso di SEA Handling l’accordo dovrà scongiurare esuberi, porre le condizioni per la riassunzione in Airport Handling e stabilire i criteri per i passaggi in SEA, oltre a determinare l’incentivo delle uscite volontarie. Tutto ciò come stabilito dall’accordo del 4 novembre 2013. Solo al termine della procedura, con l’accordo o il mancato accordo, i lavoratori verranno coinvolti individualmente per la risoluzione dei loro rapporti di lavoro e l’adesione alla nuova collocazione lavorativa. Il 28 aprile si svolgerà il primo incontro  con l’azienda, al termine della riunione FILT-CGIL  FIT-CISL  UIL-Trasporti  UGL-Trasporti  FLAI-TS si impegneranno in una capillare diffusione sui temi oggetto del confronto.

La Sac vende la Kh

[Cautela nun priggiudica. Detto siciliano] Il 14 aprile con 216 voti a favore contro i 47 no, sui 267 votanti e 318 aventi diritto, hanno detto sì all’accordo siglato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl e la Katàne Handling, i 318 lavoratori dell’azienda che gestisce i servizi aeroportuali di Catania. Il testo sancisce la salvaguardia dei posti di lavoro, il rientro del
licenziamento di 21 addetti e del rischio di fallimento dell’azienda. Salvata dal fallimento la Sac mette in ventita la  Katàne Handling srl.   Uno  dei primo atti firmati dal nuovo presidente Salvatore Bonura: la SAC vende la sua intera quota della Katàne Handling srl. I candidati interessati all’acquisizione del 55% dell’azienda avranno tempo fino alle ore 12.00 del prossimo 22 maggio 2014 per prendere parte all’asta e presentare le loro offerte. Sarà dura non si vedono molti acquirenti all’orizzonte. La Katàne, infatti, società che svolge attualmente i servizi handling all’aeroporto Fontanarossa, è controllata dalla SAC in partecipazione con la GH Napoli, socio di minoranza che detiene il rimanente 45% di quota.  Venerdì scorso sono stati reintegrati 19 dei 21 operai licenziati, uno aveva impegni ma dovrebbe rientrare a breve, l’alro ha deciso di fare causa. L’importo minimo fissato a base d’asta è di 1.888.788.00 Euro. Il prezzo dovrà poi essere corrisposto in cinque rete annuali a partire dalla stipula del contratto. Il sistema di aggiudicazione si espleterà attraverso l’asta pubblica, che avrà luogo il 23 maggio prossimo nei locali della Sac. La decisone del CdA di vendere la quota societaria della Katàne Handling è del 18 aprile. Solo una manciata di giorni prima era stato approvato il progetto di bilancio d’esercizio fino al 31 dicembre 2013, dal quale è emerso una perdita in termini economici di quasi 8milioni di euro. Un perdita che al momento la SAC, intende anticipare anche per agevolare il buon esito della procedura di vendita e rendere la società più allettante sul mercato, ma a condizione che anche la GH Napoli s’impegni a coprire le perdite e ricostituire il capitale sociale. Ma il socio di minoranza segue la linea della prudenza e mette le mani avanti: “Si riserva all’esito della procedura – fa sapere alla SAC attraverso una nota - una volta conosciuto il soggetto aggiudicatario dell’asta, di comunicare la volontà a procedere alla copertura delle perdite e ricostituzione del capitale sociale”. Ma la Sac è irremovibile e non intende revocare gli obblighi nei confronti del socio GH Napoli. E non è tutto. Il contratto di vendita della Sac prevede , inoltre, che l’aggiudicatario della quota di maggioranza della Katàne Handling provveda poi al pagamento del debito nei confronti della Sac, che ha, appunto, anticipato le perdite a seguito dell’approvazione del progetto di bilancio.

Referendum su euro, si vota a maggio

[Beni pri mali è carità, mali pri beni è crudiltà. Frase siciliana] Nella corsa verso le elezioni parlamentari il mese prossimo, i partiti populisti anti europeisti, come il Fronte Nazionale di Marine Le Pen in Francia, hanno alimentato il fuoco del nazionalismo raccontando agli elettori che due influenti premi Nobel all’Economia vicini al centrosinistra - Amartya Sen e Joe Stiglitz – sono contrari all’idea di un’Europa più unita. Ma in una dichiarazione rilasciata il 10 aprile dall’ex premier italiano Mario Monti, che dirige il Berggruen Institute's Council for the Future of Europe, i due premi Nobel si lamentano dell’uso improprio e della manipolazione delle loro opinioni per scopi politici opposti.  “Siamo molto afflitti di fronte all’uso improprio delle nostre analisi sul funzionamento dell’euro, una manipolazione che sta avvenendo in alcuni discorsi in Francia e in altri paesi europei”, spiegano i due Nobel. In tutta Europa le champagne elettorali stanno diventando sempre più impetuose e ardenti, dal momento in cui le imminenti elezioni per il Parlamento europeo sono viste come una battaglia chiave tra sentimenti pro e anti europeisti sull’onda della crisi dell’euro. La posta in gioco è diventata sempre più pesante nelle ultime settimane, dopo il successo elettorale del Fronte Nazionale alle elezioni locali in Francia. In risposta alla persistente crisi economica, unita alle paure sociali dell’immigrazione, i partiti di estrema sinistra ed estrema destra stanno riaffermando l’identità nazionale e invocando il ritorno della sovranità nazionale come soluzione alle difficoltà dell’Europa. Questo atteggiamento li colloca contro gli elettorati pro Europa che vedono un’ulteriore integrazione come l’unico in grado di ripristinare la crescita in una economia globale, rimettere sotto controllo l’altissimo tasso di disoccupazione in Europa e rispondere ai problemi sociali. Questa dichiarazione rilasciata dai due premi Nobel non lascia dubbi sulla loro posizione: “Siamo fortemente a favore di un’Europa più unita, con essenzialmente più integrazione politica. Un’unione monetaria dovrebbe andare di pari passo a un’unione fiscale e a un’unione bancaria, che speriamo avvengano entrambe nei tempi dovuti. Mentre crediamo che istituire un’unione monetaria senza un’integrazione bancaria, fiscale e fondamentalmente politica sia un errore economico, rimaniamo fortemente pro Europa, piuttosto che anti europeisti, dal momento in cui vogliamo molto di più di una semplice unione monetaria”.  Joseph Stiglitz, nato nel 1943, è un economista americano e professore alla Columbia University di New York. Premio Nobel dell’Economia nel 2001 per il suo contributo alla teoria dell’asimmetria informativa tra gli operatori economici, è stato Senior Vice-President e Chief Economist della Banca Mondiale. È  conosciuto per la sua visione critica della globalizzazione e di istituzioni internazionali come il Fondo Monetario e la Banca Mondiale. È  un feroce oppositore dei “profeti” del libero mercato (che chiama “fondamentalisti del libero mercato”). Ha fortemente criticato il piano di salvataggio dei mercati finanziari lanciato dall’amministrazione Obama, perché sarebbe stato troppo condizionato dal potere delle grandi banche. Nel 2008 ha pubblicato il libro “The Three Trillion Dollar War: The True Cost of the Iraq Conflict” (La guerra da tremila miliardi di dollari: il vero costo della guerra in Iraq), esaminando i veri costi della guerra, includendo i costi occulti. Secondo Stiglitz la guerra, e in generale l’amministrazione Bush, ha fortemente impoverito la popolazione americana: mentre le 15 mila famiglie più ricche del Paese hanno raddoppiato i loro ricavi e i profitti delle corporation sono cresciuti del 68%, il reddito dell’americano medio si è ridotto progressivamente. In base alle ricostruzioni di Stiglitz, nell’era Bush, l’1% degli americani più ricchi avrebbe ottenuto oltre il 20% delle risorse pubbliche, mentre il 50% più povero appena il 12,5%. Stiglitz, che è uno degli economisti più citati ed ascoltati al mondo, ha pubblicato in Italia, per Einaudi, “La globalizzazione e i suoi oppositori”, “I ruggenti anni Novanta. Lo scandalo della finanza e il futuro dell’economia” e “La globalizzazione che funziona”.

martedì 22 aprile 2014

TAMBURRI (AP) OCCHIO ALLE FREGATURE!

[Cui nesci, arrinesci. Popolare detto siciliano] I sindacati  alla luce di quanto determinato dalle normative contrattuali vigenti, avendo  preso atto della nota inoltrata dalla GH Palermo alla Aviapartner Italia avente come oggetto la ipotesi di attivazione della clausola sociale, con la presente chiedono con estrema urgenza la attivazione di un tavolo di concertazione tra le aziende in indirizzo, finalizzato alla messa in atto di un processo di piena salvaguardia dei  livelli occupazionali dei lavoratori in forza presso entrambe  le società ricercando la necessaria armonizzazione del processo in corso ed un consequenziale punto di equilibrio e di accordo tra le parti. Una simile richiesta era stata fatta  dai sindacati quando Pae Mas (oggi Aviapartner) perse la Wind Jet. La risposta la ricordo bene: “Gesap e la sua controllata Gh Pmo non sono 
interessate alle problematiche della Pae Mas”. Non si capisce per quale motivo Aviapartner debba risolvere i problemi della  Gh che dovrebbero essere risolti esclusivamente dalla Gesap. Ma alla Gesap, al momento, avrebbero problemi, in questi giorni, più grossi da risolvere.  A Punta Raisi sono arrivati i reali del Belgio (dove guarda caso ha sede Aviapartner) in vacanza a Palermo. Tappa palermitana per i reali del Belgio, che sono sbarcati il 16 aprile all'aeroporto Falcone-Borsellino per trascorrere una breve vacanza nel capoluogo. A quanto pare si tratta di una visita privata. Ad accogliere (a proposito a che titolo istituzionale?) Alberto II e la consorte Paola Ruffo di Calabria è stato Fabio Giambrone, numero uno della Gesap, la società che gestisce lo scalo. Giambrone ha portato ai reali i saluti del sindaco Leoluca Orlando, e dagli altri vertici della Gesap e delle forze dell'ordine. E dell’Enac? Il presidente della Gesap si è dimenticato dell’ente di controllo. E non sarebbe la prima volta.  Oggi risponde Ap “che con la  presente alla luce di quanto sopra evidenziato riveste un carattere di estrema urgenza volta a scongiurare tensioni tra i lavoratori.  Con riferimento alla vostra lettera del 14 aprile us (prot. 2225), cosi come anticipato, siamo a confermare la nostra disponibilità al confronto sui temi da voi sollevato (clausola sociale) attraverso prossimi incontri da definirsi per vie brevi”. Finita la santa Pasqua ecco la sorpresa, Ap è favorevole a un confronto. Non vorremmo che Ap, involontariamente, si possa prestare a un gioco sottile e perverso. Gesap in tutti questi anni ha fatto tutto e il contrario di tutto creando situazioni esplosive: la gestione della Gh Pmo, l’affidamento della security alla Ksm, la sala amica … Ora che hanno perso due voli al giorni quelli della Gh chiedono la clausola sociale. In parole povere Ap dovrebbe risolvere gli errori gestionali della Gesap azionista unica della Gh Pmo.  Invece di ridursi lo stipendio, di azzerare le consulenze esterne e il super minimo dato agli amici, i manager della Gesap pensano che il personale deve seguire il lavoro. Troppo comodo, cari amministratori, gli errori gestionali vanno conteggiati e mai dimenticati e esiste uno strumento validissimo: le dimissioni, nei paesi civili chi sbaglia paga.   


Le condizioni di Etihad

[La vutti di l’acitu non nun finisci mai. Frase siciliana] Si è concluso dopo circa due ore il consiglio di amministrazione di Alitalia. Bocche cucite però dei consiglieri che hanno lasciato l'edificio della compagnia a Fiumicino su come sia andata la riunione. I 1.900 esuberi già “metabolizzati” dai sindacati non bastano. Forse non saranno 3.000, ma probabilmente fra i 2.500 e i 2.700. Con le banche socie, poi, si dovrà trovare una soluzione soddisfacente in materia di ristrutturazione del debito, nonostante le ritrosia alla cancellazione e alla conversione in azioni. E il Governo, oltre ad offrire sponda ai lavoratori in uscita, dovrà fare la sua parte sul “caso” Malpensa e sulla necessità di puntare sulle rotte intercontinentali, tagliando il cosiddetto medio raggio. Sono queste le principali “condizioni”, poste da Etihad, sulle quali il consiglio di amministrazione di Alitalia alle 15.00 a Roma avrebbe fatto il punto. Tutti temi noti da giorni. Almeno da quando la prima lettera della compagnia emiratina è arrivata sul tavolo dell'a.d. Gabriele Del Torchio, che sono poi stati ripresi dalla risposta partita da Roma (al momento senza contro-risposta da Abu Dhabi), ma che non hanno ancora trovato una soluzione in grado di portare ad un accordo. Anzi, che ancora rischiano di dividere in modo definitivo le parti. Proprio per questo l'opera di rassicurazione dell'a.d. (e il lavoro degli advisor Citi e JpMorgan) è continuata anche durante queste festività pasquali, in cui sono andati avanti i contatti telefonici fra Italia e Abu Dhabi. Per quanto riguarda gli esuberi, da tempo si parla di un taglio richiesto tra le 2.500 e le 3 mila unità, che secondo alcune indiscrezioni potrebbero essere ricollocate in aziende pubbliche (principalmente Poste, per altro coinvolta nella partita dopo l'investimento da 75 milioni di euro di qualche mese fa). Alcune ricostruzioni indicano adesso l'intenzione, da parte del management di Alitalia, di puntare a un pre-accordo con i sindacati che prevede la cassa integrazione a zero ore per 1.000-1.100 dipendenti, opzione in grado di soddisfare le esigenze di efficientamento presentate dalla compagnia araba. Uno degli scogli più difficili da superare, stando alle voci, sarebbe invece quello dei debiti. La compagnia guidata da James Hogan insiste per un taglio di almeno 400 milioni di debiti verso le banche, su un miliardo circa in totale: Unicredit e Intesa-Sanpaolo non sarebbero però intenzionate a venire incontro alla richiesta, anche se perdere l'occasione di un rilancio della compagnia, e quindi del loro investimento, peserà non poco sulla loro posizione finale.

Kiev riprende offensiva a est

[Megghiu muriri chi malu campari. Detto popolare siciliano] Il Pentagono ha annunciato formalmente l'invio di 600 soldati in Polonia e Paesi baltici sullo sfondo della crisi ucraina. Una compagnia dell'esercito, di circa 150 soldati della 173/ma brigata aviotrasportata di base a Vicenza inizierà esercitazioni mercoledì in Polonia. Analoghe manovre, che dureranno circa un mese, si svolgeranno anche in Lituania, Estonia e Lettonia, dove i militari Usa dovrebbero cominciare ad arrivare da lunedì. Il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, ha ordinato la ripresa dell'operazione militare contro gli insorti filorussi nell'Ucraina orientale. Lo fanno sapere i media locali. In precedenza Turcinov, che oggi ha incontrato il vicepresidente Usa, Joe Biden, aveva imputato ai filorussi di aver messo la croce sopra gli accordi di Ginevra. Accordi la cui violazione Mosca imputa viceversa al mancato controllo di Kiev sulle milizie della destra nazionalista radicale ucraina. Un aereo militare Antonov-30 ucraino è stato colpito “da diversi proiettili” mentre compiva “un volo di osservazione” a Sloviansk, città dell'Ucraina orientale in mano agli insorti filorussi. Lo fa sapere il ministero della Difesa ucraino sul suo sito web ufficiale. Al momento non risultano comunque conseguenze per il velivolo. La notte scorsa una sparatoria nei pressi di un posto di controllo eretto dai separatisti filo-russi a Bilbasivka, villaggio a 18 chilometri da Slaviansk, città orientale in mano agli insorti, ha causato cinque morti (tre filo-russi e due assalitori). L'autoproclamato sindaco Viaceslav Ponomarev ne ha subito approfittato per chiedere al presidente russo Vladimir Putin di inviare truppe  “a protezione della popolazione locale russofona” o, se ciò non è possibile, armi perché - ha spiegato – “non ne abbiamo abbastanza mentre i militari ucraini hanno aerei e blindati”. Ponomarev ha inoltre decretato il coprifuoco in tutta la città di Sloviansk, a tempo indeterminato, da mezzanotte alle 6 di mattina. Infine, una truculenta minaccia al ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov, nell'est del Paese per ispezionare le unità della Guardia nazionale di Kiev dispiegate per fronteggiare i separatisti. “Se verrà a Slaviansk - ha dichiarato - sarò il primo a sparargli”. Intanpto da Kiev dove si è recato in visita, il vice presidente americano Joe Biden ha avvertito che la Russia deve ritirare le sue truppe alla frontiera con l'Ucraina e smettere di “sostenere gli uomini che si nascondono dietro delle maschere” altrimenti rischia un “maggiore isolamento”. Gli Stati Uniti sono a fianco dell'Ucraina di fronte a “minacce umilianti”, ha aggiunto precisando che “le presidenziali del 25 maggio potrebbero essere “le più importanti della storia dell'Ucraina”.

lunedì 21 aprile 2014

Un malato immaginario a Punta Raisi

[Cu la sula morti nun cc’è ‘nvidia. Detto siciliano] Il 24 di questo mese la Gesap dovrebbe incontrare i sindacati per discutere di integrativo e livelli maturati in Gesap e Gh Pmo.  Quanto i sindacati riusciranno a portare a casa lo sapremo presto. Probabilmente si parlerà anche di clausola sociale. La Gh Pmo (di proprietà interamente della  Gesap) alcuni giorni fa avrebbe incontrato i sindacati per manifestare le proprie preoccupazioni dal punto di vista occupazionale a Punta Raisi. Aviapartner  si sarebbe svegliata e avrebbe acquisito alcune compagnie (Blue Panorama, TuiFly, Travel …) da qui la preoccupazione di Gh Pmo che vorrebbe applicare la “clausola sociale” a Punta Raisi.  Vorrei ricordare alla Gh, ma principalmente alla Gesap, che prima di parlare di clausola sociale bisognerebbe risolvere il problema della direttiva europea che invita gli enti gestori che superano un numero di passeggeri a non avere più l’ handling. Direttiva del 96/67/CE del Consiglio del 15 ottobre 1996 relativa all'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità. La Gesap in tal senso ha avuto un comportamento poco coerente e molto confuso. Prima privatizza il 49%, poi riacquista il 100%, infine vorrebbe vendere l’80% della Gh Pmo. Ma tutto quello che è successo alla Sea non ha insegnato niente? I megamanager della Gesap non leggono i giornali?    

Ten Airways debutta sulla tratta Palermo-Bucarest

[Cui si cuntenta godi. Detto popolare siciliano] Dal 1 maggio Palermo e Bucarest saranno finalmente collegate da un volo diretto. La tratta sarà operata da Ten Airways con due frequenze settimanali, il giovedì e la domenica, e tariffe da 29 euro a tratta. La compagnia rumena opera voli verso Bucarest da Bergamo, Genova e Verona e dispone di una flotta composta da sei MD82 e tre MD83. Le prenotazioni potranno essere effettate tramite Tourgest al numero 091.6110354. Saranno effettuati sia voli di linea che charter. Sono numeri da record quelli che si registrano per il week end pasquale all'aeroporto di Palermo. Tra il Venerdì Santo e il lunedì di Pasquetta l'incremento registrato sarà del 25% di aerei che toccheranno lo scalo palermitano e del 35% dei passeggeri in transito rispetto al periodo pasquale di marzo 2013.  Le buone performance dell'aeroporto palermitano confermano la tendenza alla crescita, sia in termini di voli sia per il transito di passeggeri, che si registra a partire dallo scorso gennaio.  Il primo trimestre si è chiuso infatti con l'aumento di quasi 34 mila passeggeri in transito rispetto allo stesso periodo del 2013. Per quanto riguarda i palermitani, le mete preferite per il periodo pasquale sono la Francia (Parigi, Bordeaux, Marsiglia) l'Inghilterra (Londra) e la Spagna (Barcellona, Siviglia).

Una app “prenota” le prostitute

[Cù havi  pedi, cadi. Detto siciliano]A Berlino, la città in cui i bordelli sono legali, ecco una trovata d'avanguardia a tutela delle prostitute: una app per contattarle e proteggerle dalla strada. L'idea è venuta a una giovane 26enne. “Mi è capitato di passare d'inverno per la Oranienburger Strasse, insieme a degli amici - racconta Pia Poppenreiter - e ho visto le prostitute in cerca di clienti al freddo polare. Ho pensato che sarebbe stato meglio se fossero state al caldo, e potessero essere prenotate via app”.

Anche tra le quotate stipendi italiani non sono al top

[Cui stà bonu, nun si mova. Frase siciliana] Anche tra le quotate se il riferimento è il mercato i livelli retributivi non sono da primi della classe. Alessandro Pansa di Finmeccanica nel 2012 ha percepito 1,2 milioni di euro avendo rinunciato alla parte fissa. Ian King di Bae Systems si è portato a casa l'equivalente di 2,9 milioni di euro e sempre nel 2012 il numero uno di Eads Airbus Tom Enders 2,1 milioni per sei mesi. Il confronto con gli americani è quasi imbarazzante anche se le dimensioni dei gruppi a stelle e strisce sono notevolmente più grandi. Il ceo di Boeing McNerney nel 2013 ha guadagnato 23,2 milioni di dollari rispetto ai 27 dell'anno prima. Più che raddoppiato lo stipendo della Hewson di Lockheed Martin da 11 a 25 milioni. Si difende Paolo Scaroni dell'Eni, non riconfermato dal nuovo governo,  che nel 2012 ha guadagnato 6,4 milioni di euro, superando il numero uno della francese Total De Margerie che si è fermato a 4,9 milioni. L'ad dell'Eni tuttavia è superato dai manager del petrolio inglese. Peter Voser di Shell nonostante lo stipendio dimezzato ha incassato 8,4 milioni di euro e il cfo Simon Henry ha guadagnato 6,9 milioni contro i 13,7 dell'anno prima. Lievitano i compensi allla BP con Bob Dudley che è stato premiato con 15,5 milioni (3 milioni l'anno prima) e 6 milioni per Byron Grote. Anche nel petrolio i manager americano giocano un altro campionato anche se il grosso delle retribuzioni sono bonus differiti e con una parte fissa che spesso non arriva al 6% del totale. Tillerson della Exxon Mobil nel 2012 ha portato a casa oltre 40 milioni ed i primi 5 top manager del numero uno del petrolio hanno guadagnato in totale 116 milioni di dollari. Il chairman e ceo di Chevron J. S. Watson sempre nel 2012 ha incassato 32 milioni. I quasi 4 milioni di euro di Fulvio Conti all'Enel, manager fatto fuori dal governo Renzi, (il manager tuttavia si è ridotto del 65% la componente variabile del compenso per il 2013) sono superati di poco da Peter Terium di RWE con 4,5 milioni. Johennes Teyssen, ceo di E.On, invece ha guadagnato quasi 6 milioni di euro mentre il numero uno del colosso francese Edf Henry Proglio si è dovuto accontentare di 1,29 milioni. Negli USA, Antony Early di Pacific Gas & Electric guadagna poco oltre 10 milioni di dollari e 11 milioni per Theodore Craver, ceo di Southern California Edison.

 

Scontri spianata delle Moschee

[Cui mori, jinchi la sò fossa. Frase siciliana] Decine di fedeli islamici sono rimasti feriti, contusi o intossicati nel corso di nuovi scontri con la polizia israeliana divampati nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Due ufficiali israeliani sono pure rimasti feriti dai nutriti lanci di pietre e di blocchi di cemento, accompagnati da petardi. Nel vicino quartiere cristiano i riti pasquali si sono svolti nella calma. Ma ieri l'emissario dell'Onu nella regione Robert Serry ha biasimato la polizia israeliana per le severe misure di sicurezza a causa delle quali, ha lamentato, non è riuscito a raggiungere il Santo Sepolcro dove intendeva assistere alla cerimonia del Fuoco Sacro. Un portavoce israeliano ha replicato che proprio grazie a quelle misure decine di migliaia di fedeli cristiani hanno potuto celebrare regolarmente i loro riti. A rinnovare le tensioni nella Spianata delle Moschee - nel luogo dove duemila anni fa sorgeva il Tempio di Gerusalemme – vi è anche la ricorrenza della Pasqua ebraica, accompagnata quest'anno da tentativi di nazionalisti ebrei (sventati dalla polizia) di compiervi sacrifici rituali. Secondo la polizia israeliana, decine di attivisti palestinesi (muniti di pietre e di spranghe) sono barricati da giorni nella Moschea al-Aqsa proprio per impedire le visite pasquali nella Spianata di estremisti ebrei.

domenica 20 aprile 2014

Alitalia: il governo non si arrende

[Cui nun pò accattari, pattìa. Frase popolare siciliana] L'ormai famosa lettera di Etihad, tanto attesa, è arrivata, però, quasi per ironia della sorte non è servita a eliminare le incertezze, anzi, secondo quanto si legge su La Stampa  sembra che le abbia rafforzate. Vediamo in che senso. Come più volte ribadito la lettera elenca quelle che sono le condizioni poste da Etihad per il suo ingresso nel capitale di Alitalia, però, siccome i negoziati vanno avanti da un paio di mesi, si credeva che tutto sarebbe stato oramai chiaro e che il documento “tirasse le somme”, scrive il quotidiano. In pratica le due ipotesi attese erano: il matrimonio si fa e ora vengono definiti i dettagli oppure il matrimonio non si fa. Non è andata così, infatti  le trattative sono continuate per tutto il corso della giornata e senza che venissero rilasciate dichiarazioni ufficiali. La domanda che sorge spontanea è su cosa si stesse ancora trattando dopo le settimane di discussioni che si sono susseguite? Non sembra però che siano state poste nuove condizioni, pare che si tratti sempre sui soliti punti, ma con qualche variante. Per quanto riguarda gli esuberi forse sarebbero 2.600 e non più 3mila, il potenziamento di Linate, il collegamento ferroviario  per Fiumicino e poi il problema dei debiti. Sembra che sia emersa qualche disponibilità a compromessi parziali su alcuni punti, mentre Etihad pare irrigidirsi su altri.  “Mi risulta che la risposta di Alitalia sia partita per Abu Dhabi e quindi rispetto alle questioni contenute nella lettera di Etihad, l'Ad di Alitalia ha risposto nel merito delle osservazioni poste”. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, in conferenza stampa nella sede di Ncd a Roma. Il fatto che c'è “qualcuno che continua a mettere in giro indiscrezioni vuol dire che forse quest'accordo tra Alitalia e Etihad da fastidio a molti”, aggiunge Lupi, chiedendo “responsabilità” ai cronisti nel riportare le notizie sul dossier. Il Governo interviene per superare gli scogli sui quali la trattativa tra Alitalia ed Etihad sembra essere incappata. Dopo la lettera inviata lda Etihad alla nostra compagnia ex di bandiera in cui si chiedeva di soddisfare precise condizioni prima di arrivare alla formulazione di una lettera d'intenti, questa mattina, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una video intervista alla Stampa, rispondendo a una domanda sulla situazione della trattativa, ha detto che “ci stiamo lavorando”. Sabato ad Abu Dhabi è giorno festivo, quindi i primi riscontri dal quartier generale della compagnia emiratina dovrebbero arrivare tra domenica e lunedì prossimi. Per martedì pomeriggio a Roma è invece fissato un Cda dell'Alitalia chiamato a fare il punto sulla trattativa e che al 22 aprile prossimo avrebbe un quadro della situazione più chiaro sullo sblocco della situazione. Sui punti di maggior incaglio, a facilitare il tutto dovrebbe essere soprattutto l'intervento del Governo italiano sia sul fronte interno, ovvero verso le banche alle quali sarebbe rivolta una delle condizioni del vettore arabo per una riduzione del debito dell'Alitalia di 400 milioni e verso i sindacati per arrivare a una soluzione positiva per i 3 mila esuberi ipotizzati. Ma ancora più su quello esterno, se dovessero rivelarsi fondate le indiscrezioni che indicano gli ultimi irrigidimenti sulla trattativa provenienti dai “piani alti” degli Emirati Arabi Uniti. Di stretta pertinenza del management e degli azionisti Alitalia sarebbero invece le condizioni poste da Etihad che riguarderebbero rassicurazioni sul pregresso e in particolare sul contenzioso con l'ex patron di AirOne.

VITO GAMBERALE PUNTA SU TELECOM

[La megghiu acqua si la vivinu li porci. Detto siciliano] Marco Fossati spariglia le carte, vota per la lista dei fondi e mette in minoranza Telco nel voto per il rinnovo del cda. Non riesce però a cambiare l'esito del voto, resta fuori dal cda di Telecom, Telco ottiene 10 rappresentanti anche se deve ricorrere al voto di maggioranza in assemblea e Giuseppe Recchi viene nominato presidente in assemblea con l'appoggio dei fondi. “Dopo tanti anni è successa una cosa inaspettata, Telco è stata messa in minoranza” dichiara il rappresentante di Findim, e ora “il socio di maggioranza deve considerare il punto di vista del mercato”.  La lista dei fondi ottiene oltre il 50% dei voti mentre Findim, che non riesce ad ottenere nemmeno un consigliere, cerca di trovare un compromesso con i grandi soci che, colpo di scena, con il sistema del voto di lista hanno ottenuto solo 3 consiglieri al pari di Assogestioni. La proposta di Findim è quella di integrare a 13 il numero dei consiglieri con un elenco in cui trovino spazio anche Vito Gamberale e Girolamo Di Genova, in cambio del sostegno a Giuseppe Recchi presidente. Telco non accetta il compromesso e Findim abbandona l'aula, “è l'unica possibilità che abbiamo - ha ripetuto il rappresentante di Findim - perché evidentemente non c'è la volontà di ascoltare il mercato”. Anche il rappresentante dei fondi ha lasciato l'assemblea non avendo indicazioni di voto in merito e così, dopo 11 ore di assemblea, si è arrivati alla soluzione. Con il voto di lista sono stati eletti Lucia Calvosa, David Benello e Francesca Cornelli per i fondi, Recchi, Marco Patuano e Denise Kingsmill cda comunque, votati a maggioranza (22,39% del capitale presente, praticamente la sola Telco) anziché con il voto di lista, e sono Flavio Cattaneo, Giorgina Gallo, Laura Cioli, Giorgio Valerio, Luca Marzotto, Tarak Ben Ammar e Jean Paul Fitoussi. L'assemblea 2014 di Telecom sarà ricordata per il record di affluenza degli ultimi anni (56% del capitale) ma soprattutto per essere stata “il punto di svolta che ci proietta verso il futuro”. È  lo stesso amministratore delegato Marco Patuano a definirla così.  Buoni propositi, insieme a quelli dello stesso Fossati che in mattinata aveva usato un tono distensivo, facendo credere di voler ricucire lo “strappo” che a dicembre lo aveva portato a chiedere la revoca del Cda. “Chiunque sarà eletto presidente avrà il nostro supporto” aveva assicurato il numero uno di Findim invitando a “non andare a farci la lotta, perché se questa azienda affonda, andiamo tutti a fondo”. Suona come una moderna Cassandra, Patuano che in apertura di assemblea invitava i soci “a ritrovare qui in assemblea l'armonia”.

giovedì 17 aprile 2014

Manager italiani più poveri d’Europa

[L’anni passanu pri tutti. Detto popolare siciliano] Solo in Francia due anni fa il governo ha introdotto un limite di 450 mila euro l'anno per gli stipendi dei dirigenti delle società pubbliche. Guardando le retribuzioni dei manager pubblici, risulta difficile comprendere con quale logica sono definiti i compensi considerando che è sempre lo stesso azionista di riferimento. Anche nelle municipalizzate quotate sono evidenti consistenti differenze. Le principali società municipalizzate quotate in borsa presentano livelli retributivi piuttosto differenziati. All'Acea l'ad nel 2012 ha percepito quasi 300 mila euro, e sulla stessa linea il presidente Cremonesi. Stipendi più ricchi al Gruppo Hera dove presidente e ad sfiorano i 500 mila euro, rispetto ai 380 mila dell'ad di Acegas-Aps Cesare Pillon. I più pagati sono i due direttori generali di A2A (che è anche la società italiana più grande nel settore), Ravanelli e Rossetti, rispettivamente con 1,1 milioni di euro e 929 mila euro nel 2012. Un rapporto dell'Eba ha rivelato che nel 2011 poco più di 100 dirigenti di banche italiane hanno superato un milione di euro di compensi. Anche in Europa Moretti risulta quasi economico. Alle Sncf francesi (che sono un ente economico e non una SpA) c'è il tetto di 450 mila euro e tuttavia il presidente Guillaume Pepy ricopre cariche in 4 società. Alle Deutsche Bahn tedesche il numero uno Rudiger Gruber l'anno scorso ha staccato un assegno da 2,66 milioni di euro e gli altri 4 top manager del gruppo hanno guadagnato tra 1,33 e 1,76 milioni di euro. Anche nello spezzatino delle ferrovie inglesi non mancano manager milionari. I 4 top manager della Network Rail nel 2012 hanno guadagnato l'equivalente di 1,5 milioni di euro. Nel settore ferroviario britannico il manager più pagato è il ceo di First Group O'Tule con 1,6 milioni di euro, mentre il capo della metro londinese si ferma ad appena 144 mila sterline l'anno. Alle Deutsche Post tedesche il chairman Fran Appel nel 2013 ha guadagnato 5,22 milioni di euro. Appena 200 mila sterline l'anno per il chairman di Royalmail Donald Brydon. I tre top manager delle poste britanniche (da pochi mesi il governo ha collocato oltre la metà del capitale) invece incassano assegni più robusti. Moya Green ha guadagnato quasi 1,8 milioni di euro, 1,1 milioni per Matthew Lester e 1 milione per Mark Higson.

Apt Bologna come Palermo? Tutto il mondo è paese

[Li jorna nun sù tutti pari. Frase popolare siciliana] “Data l'inaffidabilità nella gestione degli appalti dell'Aeroporto di Bologna, l'unica soluzione possibile è la reinternalizzazione dei servizi affidati in appalto dalle Società di Handling”. Così attraverso un comunicato congiunto le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che già in passato avevano denunciato “l'irregolarità dei DURC presentati dalla Giacchieri nel 2012”. Ad un anno dalle proteste e gli incontri presso le Società di Handling , Marconi Handling e Bas con il coinvolgimento del Gestore SAB e dell'Enac, “nonostante gli stati di agitazione, gli scioperi, e gli incontri in Prefettura, la vicenda degli appalti all'aeroporto di Bologna, non è stata ancora risolta”. L’inchiesta sulle truffe delle società di handling ha già un effetto tangibile sul Marconi. Sessanta operai dovranno essere spostati ad un’altra società di servizi a terra o divisi tra quelle già esistenti. L’Enac, l’Ente nazionale aviazione civile, ha infatti avviato ieri, finita l’inchiesta della procura di Forlì che lambisce anche lo scalo bolognese, la procedura di sospensione della licenza della Servizi Integrati Sas. È l’azienda al centro 
dell’inchiesta a Bologna: Vincenzo Grimaldi, amministratore delegato di Marconi Handling (unica azienda che avrebbe presentato una richiesta ufficiale per l’acquisizione della Gh Pmo) e Giulio Comerci, ex responsabile di Bas e poi ex di Airport Services, hanno attestato che quella società era idonea a lavorare al Marconi in subappalto, ma per questo sono stati indagati di falso commesso da privati in atto pubblico. L’afferma l’atto di fine indagine, che oltre a Bologna colpisce Forlì, Rimini e Firenze, con dieci indagati, tra i quali l’ex presidente di Seaf Fabio Castellari (che gestiva lo scalo di Forlì) e l’ex presidente di Aeradria, l’ex sindaco Massimo Masini (che gestiva lo scalo di Rimini). Le accuse (ma non a Bologna) sono anche di frode per aver offerto servizi inadeguati ai passeggeri e truffa ai danni dello Stato, per il mancato versamento di 12 milioni di contributi all’Inps e Inail. La situazione a Bologna diventa ora di emergenza. E si lotta contro il tempo per trovare una soluzione. L’Enac  la cui direzione regionale di Bologna è stata “indotta in errore” da Grimaldi e Comerci quanto alla legittimità della Servizi Integrati  ha investito della questione la Sab, prima responsabile della funzionalità dello scalo. La Sab e l’Enac di Bologna, guidata dal primo marzo dalla nuova dirigente Maria Concetta Laudato, stanno già studiando le possibili opzioni per uscire dall’impasse. Il giorno in cui arriverà la sospensione di Servizi Integrati  creata dalla Giacchieri di Napoli, l’erede di Doro Group, ma per i sindacati come la Uil “una scatola cinese”  l’operatività del Marconi dovrà essere assicurata come se nulla fosse cambiato. Nell’inchiesta della Polaria e della Mobile di Forlì emerge anche che, oltre alle accuse di falso ai due dirigenti sopra citati, sono accusati di truffa altri due dirigenti: Antonio Ferrara, legale rappresentante di Giacchieri (già sospesa dal 2 aprile, ma fuori da Bologna ormai da tempo) e Fabrizio Camilletti, ex rappresentante di Servizi Integrati. In questo caso Marconi Handling e Bas, società appaltanti, sono parti lese, indotte in errore sulla regolarità contributiva della Giacchieri, che aveva appena ceduto il contratto a Servizi Integrati, con una simulazione. La soluzione prospettata dai sindacati - quella della reinternalizzazione di tutte le attività svolte da Giacchieri - è stata disattesa e la Società Gaicchieri a Bologna ha ceduto il passo ad una nuova Società, la Servizi Integrati, attraverso la cessione del ramo d'azienda. “Ora - affondano le sigle sindacali - rileviamo che oltre al danno di aver dovuto subire per una anno questa girandola fatta di appalti- sub appalti, ritardi nei pagamenti delle buste paga, c'è anche la beffa delle false idoneità millantate da questa società, la Servizi Integrati”. Oggi lavoratori chiedono a tutti, Società di Handling, Società di Gestione, Enac, Prefettura Enti Locali, Camera di Commercio ecc, di “fare la loro parte e garantire una volta per tutte la tranquillità che meritano”. In soldoni, la richiesta dei lavoratori è quella di essere assunti direttamente dalle società di Handling , così come è stato in parte già fatto nel 2011. Si tratterebbe di un totale di 50 assunzioni dei lavoratori ex Giacchieri . Per questi motivi i sindacati chiederanno un incontro urgente alle Società di Handling, alla SAB ed all'Enac per “affrontare e risolvere l'emergenza e al fine di garantire tutti i diritti e le retribuzioni dirette e differite dei Lavoratori”.