venerdì 31 gennaio 2014

Gesap, 15 giorni da incubo

[I veneziani non sono affatto socievoli. Quando andate a trovarli, non sapete se entrare dalla porta o dalla finestra , se gli fate piacere o meno: la dissolutezza là si chiama libertà. Montesquieu] Il commissario straordinario della provincia di Palermo avrebbe chiesto alla Gesap di attendere quindici giorni, i tempi tecnici della burocrazia e poi la
ricapitalizzazione (9 milioni) sarà cosa fatta. La Gesap e l’Enac avranno la bontà di aspettare? O così o pomì direbbe qualcuno.  Quindici giorni. E la Sicilia avrà un volto diverso. Le macerie della Finanziaria sono ancora sparse sul pavimento dell'Isola. Ma nelle prossime due settimane bisognerà chiudere, insieme alla manovra che dovrà dare un futuro a migliaia di siciliani, una serie di partite aperte. Che – nel bene e nel male – modificheranno, e di tanto, l'identikit di questa regione. Il deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli ha chiesto ed ottenuto un’audizione in Commissione Trasporti dell’Ars “sul futuro dell’aeroporto di Palermo Falcone - Borsellino” alla presenza dell'Assessore regionale ai trasporti, del Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Palermo, del Presidente della Gesap, del Comune di Palermo nella figura del Sindaco, del Presidente della Camera di Commercio e delle organizzazioni sindacali. L’audizione, che si terrà la prossima settimana, secondo il parlamentare regionale del Pd “è necessaria e urgente perché lo scalo rappresenta una risorsa strategica per l’economia del territorio". “L'individuazione dell'advisor cui spetterà il compito di valutare le azioni della società, dando così il via al processo di privatizzazione, - aggiunge Ferrandelli - non può non essere accompagnato da una concertazione tra tutti i soggetti istituzionali investiti nella gestione dell’aeroporto che hanno il dovere di trovare sintonia, di concordare una strategia comune e di progettare il futuro a partire dal rilancio dell’aeroporto e dalla salvaguardia dei livelli occupazionali”. Insomma, tra quindici giorni la Sicilia si sveglierà con i liberi consorzi (ovviamente sulla carta, servirà del tempo prima della cancellazione del vecchio ente) o con nuove elezioni in calendario; vedrà mutare i volti di tutti i vertici della Sanità e di quello del leader del partito al quale appartiene anche il governatore. Ma ognuna di queste strade è costellata di piccole o grandi trappole.

PUNTA RAISI FUORI DALLA TOP TEN

[Non stupisce che Londra s’ingrandisca: è la capitale di tre regni e di tutte le imprese inglesi nelle due Indie. Montesquieu] 2013 a due facce per gli aeroporti siciliani. Nella classifica degli aeroporti italiani più trafficati, dove il podio resta appannaggio dei soliti Fiumicino, Malpensa e Linate, Catania mantiene il sesto posto con 6.400.127 passeggeri in crescita del 2,5%.  Palermo invece esce dalla top ten: Ciampino (4.749.251, +5,6%) e Pisa (4.479.690, -0,3%) guadagnano una posizione a testa a scapito di Punta Raisi che con 4.349.672 passeggeri (-5,6%) scivola all'11° posto. Buone notizie invece per Trapani: tra gli aeroporti con un traffico superiore al milione di passeggeri (in Italia sono 23), il risultato migliore nel 2013 è stato ottenuto da Trapani con 1.878.557 passeggeri in crescita del 19%.

Malta non mette più in vendita la cittadinanza

[Siamo tolleranti e civili, noi italiani, nei confronti di tutti i diversi. Neri, rossi, gialli. Specie quando si trovano lontano, a distanza telescopica da noi. Indro Montanelli] C'è anche il pilota canadese Jacques Villeneuve tra gli interessati alla cittadinanza “in vendita” prevista da un piano del governo maltese. Ci sarebbero anche un cantante internazionale, un calciatore sudamericano e un magnate Usa della stampa. Giorni fa la vicepresidente della commissione Ue Reding aveva criticato l'iniziativa di Malta, che prevede la cittadinanza senza obbligo di residenza a 650.000 euro. Il premier Muscat ha ribadito che il governo non vuole rinunciare al progetto. Malta ha deciso di rivedere il progetto di legge per “vendere” la cittadinanza a richiedenti non europei. Secondo un comunicato congiunto Ue-Malta, sarà inserito tra i requisiti un periodo di residenza nel paese di almeno un anno. La Commissione, che con il Parlamento europeo aveva criticato il progetto, “ha salutato con favore l'annuncio delle modifiche”. La cittadinanza europea non è in vendita, aveva detto qualche giorno fa la commissaria alla giustizia Viviane Reding.

giovedì 30 gennaio 2014

Uccelli per diabetici in Gesap

[Per sfatare le malevole dicerie su certe bestie, il presidente degli “animalisti” italiani ha offerto un premio di 200 milioni a chi potrà dimostrare che i corvi scrivono lettere anonime e che le talpe fanno le spie. È vero: di simili casi non ne conosciamo. Ma di somari che fanno i presidenti, ne conosciamo parecchi. Indro Montanelli] Interviene anche l'Enac in merito alla mancata sottoscrizione da parte della Provincia di Palermo della seconda tranche dell'aumento di capitale sociale della Gesap. L'Ente esprime infatti forte preoccupazione perché senza la ricapitalizzazione si potrebbero avere ripercussioni negative sui requisiti economico-finanziari necessari al mantenimento della concessione. “Pur rendendomi conto delle attuali difficoltà in cui versa la Provincia di Palermo - afferma il presidente dell'Enac Vito Riggio - il nostro dovere di vigilanza sul trasporto aereo ci impone, come previsto dalla normativa, di sollecitare un intervento a favore dell'aumento di capitale, per evitare che un importante scalo come quello di Palermo debba incorrere in procedure che potrebbero mettere a rischio la gestione


 
aeroportuale”.
Se entro domani la Provincia di Palermo, che ne è socio di maggioranza, non verserà i nove milioni necessari al completamento della ricapitalizzazione, infatti, l’Enac potrebbe revocare la concessione quarantennale alla società di gestione di Punta Raisi. Un timore diffuso tra i sindacati che in queste ore stanno tenendo un sit-in davanti Palazzo d’Orleans e che per domani annunciano un’assemblea dei lavoratori che potrebbe mettere a rischio i voli. “Chiediamo un incontro al governo regionale in tempi brevissimi - dicono i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal - sono a rischio i posti di lavoro e non staremo a guardare”. Ma nel corso della manifestazione, che si è svolta oggi, davanti alla presidenza della regione, erano presenti Dario, Fabio e Carmelo? Con la finanziaria bocciata pesantemente Crocetta penserà alla Gesap?

AgustaWestland,mobilità a 545 dipendenti

[Nulla al mondo è mutevole come un italiano. Indro Montanelli] Raggiunto l'accordo tra AgustaWestland e sindacati per la mobilità per 545 lavoratori della controllata di Finmeccanica. Lo rende noto il coordinatore nazionale Fim-Cisl Paolo Carini. Ai dipendenti in mobilità sarà erogato un importo per raggiungere l'80% della retribuzione individuale. La mobilità interesserà circa 190 lavoratori nello stabilimento di Cascina Costa, 95 a Vergiate, 90 a Brindisi, 60 a Frosinone, 45 a Lonate Pozzolo, 25 a Anagni, 20 a Sesto Calende, e 10 a Benevento e Tessera.AgustaWestland, controllata di Finmeccanica, si è aggiudicata due contratti del valore complessivo di circa 910 milioni di euro con il Ministero della Difesa del Regno Unito. Lo si legge in una nota del Gruppo. Il primo contratto riguarda la conversione di 25 elicotteri AW101 Merlin per lo svolgimento di missioni navali; il secondo prevede la fornitura di servizi di supporto e manutenzione per la flotta di elicotteri da combattimento Apache AH Mk.1 per un periodo di cinque anni.

mercoledì 29 gennaio 2014

Aviapartner, se ci sei batti un colpo

[In una parola, fra tutti coloro che stanno accanto al principe, il confessore è quello che deve avere più credito, ma al tempo stesso averne meno. Montesquieu] Vueling è un vettore gestito da Aviapartner in Europa e in Italia, dunque i problemi a Punta Raisi dovrebbero essere finiti. Ma non è così: a Palermo (stesso discorso vale per Blu Panorama) le regole sono diverse, è la concorrenza che monopolizza il mercato. I sindacati, invece di firmare senza leggere,
 dovrebbero chiedere all’azienda Ap quando inizieranno a prendere compagnie, per quale motivo sono venuti a Palermo per gestire, in inverno, solo otto voli al giorno?  Chiedere il passaggio del personale da 6 a 8 ore, l’aumento  del buono pasto … è solo demagogia.  È  Palermo la terza base operativa in Italia di Vueling. Con l'arrivo di un nuovo Airbus A320 a partire dall'10 giugno 2014, la compagnia incrementa del 623% l'offerta di posti disponibili da Punta Raisi rispetto al 2013, servendo un totale di tre destinazioni: Firenze e Roma che si aggiungono a Barcellona, già connessa da luglio 2009.  Il primo nuovo collegamento a decollare sarà la tratta Palermo-Firenze, operativa dal prossimo 11 aprile con 5 voli settimanali (tranne martedì e sabato) e un'offerta di 40.608 posti fino a ottobre 2014. Il volo parte da Palermo alle 22.50 e atterra alle 23.59 (lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica) mentre da Firenze si parte alle 20.55 con arrivo alle 22.10 (lunedì, mercoledì, venerdì e domenica). Il giovedì invece il collegamento da Firenze viene operato al mattino con partenza alle 11.15 e arrivo alle 12.30. La rotta Palermo-Roma Fiumicino, già annunciata a metà novembre, sarà attiva tutti i giorni con 4 voli a partire dal 10 giugno e un'offerta totale di 177.120 posti fino ottobre 2014. I voli da Palermo partono ogni giorno alle 7, alle 8.15 (giornaliero tranne domenica), alle 15.45 e alle 19.10. Da Fiumicino invece si parte alle 6.30 (giornaliero tranne domenica); alle 13.55; alle 17.30 e alle 20.55. Il volo per Barcellona sarà operato con frequenza giornaliera nel mese di agosto.  L'altra novità sono i voli in connessione: Vueling infatti è l'unica low cost a offrire questo servizio con un unico check-in per entrambe le tratte e il ritiro del bagaglio direttamente all'aeroporto di destinazione. Attraverso i voli con scalo presso Fiumicino sarà dunque possibile raggiungere 32 destinazioni in Italia e in Europa come Torino, Genova, Amsterdam, Parigi-Orly Atene, Bruxelles, le isole greche (Santorini e Creta), Siviglia e tante altre.  

FRANCIA MALATA

[In ogni uomo, specie se grande, non c’è mai o quasi mai uno solo; ce ne sono due o tre, talvolta anche di più. Ricordati di Giulio Cesare: il più grande Generale, il più grande statista, e la più grande canaglia di tutti i tempi. Indro Montanelli] Il deficit commerciale della Francia a novembre è salito a 5,7 miliardi di euro, ben oltre le stime degli analisti consultati da Bloomberg che lo fissavano a 4,6 miliardi, contro i 4,8 miliardi di ottobre. In deciso calo le esportazioni, scese del 2,1% a 25,6 miliardi di euro mentre le importazioni sono aumentate dello 0,2. Il tasso di disoccupazione in Francia è salito nel terzo trimestre al 10,5%, raggiungendo i massimi dal 1997. Annuncia  l'Insee, l'Istituto francese di statistica. I numeri fotografano un leggero aumento (+0,1 punti) del tasso di disoccupazione a luglio, agosto e
settembre. A livello annuale, il tasso di disoccupazione è in aumento di 0,6 punti. La Francia è il nuovo malato d'Europa? Qualche giorno fa un report della banca d'affari americana Merrill Lynch ha spiegato le ragioni per le quali, la seconda più grande economia di Eurolandia, sarebbe più a rischio dei partner europei, primo fra tutti il problema del debito sovrano.  Eppure, la Banque de France, proprio in queste settimane, ha mostrato un certo ottimismo circa la crescita del 4° trimestre, rivedendo al rialzo le stime di crescita dell'economia.  Però, i dati economici che stanno arrivando da Parigi, sempre più spesso, deludono le attese. La produzione industriale nel mese di ottobre ha subito infatti una frenata, registrando un decremento dello 0,3%, stessa variazione registrata a ottobre, ma inferiore alle attese che indicavano un modesto incremento dello 0,1%. Su base annua ha riportato un calo dello 0,9%.  La produzione manifatturiera è risalita invece dello 0,4% dopo il -0,5% precedente, mentre a livello tendenziale si è registrata una variazione negativa dell'1,1%, secondo i dati resi noti dall'Ufficio di statistica nazionale

martedì 28 gennaio 2014

AviaPartner Palermo chiede ancora sacrifici

[L’adulatore è uno schiavo che non è buono per nessun padrone. Montesquieu] Oggi si è svolto un incontro tra Aviapartner Palermo  e le segreterie regionali territoriali ed rsa della Uil, Cisl, Cgil, Cisal e Ugl in relazione della convocazione aziendale. La società ha comunicato i dati relativi all’andamento aziendali, l’utilizzo dei contratti a tempo determinato e l’utilizzo degli strumenti del mercato del lavoro messi a disposizione dal contratto collettivo. Le sigle sindacali avrebbero chiesto i bilanci e la risposta negativa lascia pensare che i conti non siano così pessimi come si vuole far credere. Le parti, in ragione della scadenza del periodo di Cigs al 31 marzo 2014, in alternativa alla riduzione del personale, così come dichiarato

dall’azienda, si sono orientate all’attivazione di un tavolo tecnico che possa portare all’utilizzo dello strumento del contratto di solidarietà, da formalizzare con apposito verbale di accordo entro la fine del periodo della Cigs attualmente in essere. Si spera che il contratto di solidarietà venga applicato su tutto il personale, operativo compreso, includendo anche gli operai di 6 e 7 livello fino ad ora esclusi dalla cassa integrazione. Nel periodo febbraio marzo la società provvederà ad erogare (personale full time), in caso di riduzione della prestazione giornaliera lavorativa per Cigs, il ticket restaurant nel seguente modo: riconoscimento del ticket per l’intero valore nominale sino alla collocazione in cigs per 4 ore al giorno e prestazione lavorativa di 4 ore al giorno. Anche per il personale part time a sei ore riconoscimento di ticket per l’intero valore nominale sino alla collocazione in cigs per 4 ore al giorno e prestazione lavorativa di 4 ore al giorno. Inoltre, in ragione degli attuali ridotti volumi di traffico e della discontinuità dello stesso, si conviene – previo specifico accordo con le rsa aziendali- di ricorrere alle modalità orario che concentrino le attività in coincidenza con i picchi operativi.  Dopodomani ci dovrebbe essere un’assemblea dei lavoratori  per discutere come comportarsi. A margine della riunione di oggi non si capisce per quale motivo, dopo circa 4 anni, Ap non è riuscita a prendere ancora compagnie di linea, gli stessi vettori che in Italia e Europa sono con Ap, a Palermo non cambiano. Sorge il dubbio che con la Gesap ci sarebbe un accordo di non belligeranza e il conto viene pagato sempre dai dipendenti AviaPartner. 



swap ai cds

[Quanto all’abbigliamento (dicevo), bisogna sempre mantenersi al di sotto delle proprie possibilità. Montesquieu] Tra Argentina e Stati Uniti scoppia un caso diplomatico e ad accendere lo scontro è ancora l'annosa vicenda dei bond in default su cui si attende il pronunciamento del Tribunale di New York. Ad accendere la miccia è stata la decisione del Fondo Monetario Internazionale attraverso il direttore generale Christine Lagarde di ritirare il supporto all'Argentina davanti al Tribunale di New York dove pende il ricorso presentato dagli hedge fund Paul Singer della Elliott Management, smentendo il suo appoggio dato soltanto tre giorni fa. In una e-mail il Fondo sottolinea come la decisione della Corte americana potrebbe creare un precedente con ricadute sistemiche nei processi di ristrutturazione in generale. La vicenda che si trascina ormai da dieci anni da quando l'Argentina oggi guidato dalla signora Kirchner è caduto in default nel 2001, sta assumendo i contorni di uno scontro politico e diplomatico dal momento che a scendere in campo ora è anche il Tesoro americano che a difesa degli investitori
statunitensi ha dichiarato insostenibile la posizione dell'Argentina, invitando il Fondo Monetario a non intervenire nel procedimento legale.  Possono avere diversi nomi e funzioni, ma hanno in comune il fatto di essere stati i protagonisti dei maggiori scandali economici degli ultimi anni e della crisi che nel 2008 ha messo in ginocchio l’economia di tutto il mondo. I derivati – che in totale valgono 637 mila miliardi di dollari, circa 10 volte il pil mondiale -  sono strumenti finanziari il cui valore dipende da un’attività sottostante come valute, merci, titoli, crediti, indici finanziari o altro. Sono quindi scommesse molto rischiose, ma in grado di generare guadagni particolarmente elevati se si verifica la situazione prevista. Ad aumentare il rischio legato ai derivati è che possono essere quotati sui mercati regolamentati. In pratica qualunque strumento sia scambiato su un mercato finanziario può essere trattato su un mercato secondario di prodotti derivati. Un classico prodotto derivato è l’opzione di acquistare o vendere un altro strumento finanziario come per esempio l’azione di una società o un titolo di debito a un prezzo prefissato, entro o a una certa data. Uno swap, invece, implica un accordo privato tra due parti che si scambiano flussi di cassa a date certe, secondo una formulazione predefinita (e a volte molto complicata da comprendere) tra di esse. Con questi contratti si possono scambiare per esempio un tasso di interesse fisso con uno variabile, oppure un importo in una valuta con un importo in una valuta diversa. Nel corso degli anni i derivati si sono poi estesi ad altre aree, come quella del rischio di credito. Sono nati così i credit default swap, che ora sono tra i derivati più diffusi. Con questo strumento una delle due parti si “assicura” contro l’eventualità di un default di una terza parte, cioè di un suo fallimento. Ad esempio, una banca “assicura” con dei Cds alcuni titoli di stato che acquista, versando un premio all’assicuratore che gli ha venduto i derivati, mentre l’assicuratore si impegna in cambio a risarcire l’eventuale perdita. Il caso dell'Argentina si 
 trascina dal 2001 quando il paese dichiarò la bancarotta con un debito record di 95 miliardi di dollari, per la maggior parte nelle mani degli investitori esteri, e dieci anni dopo ancora un pugno di bondholders è in ballo per definire le modalità del restante debito. Il 95% del debito è stato oggetto di un accordo di swap di nuovi titoli pari al 33% del valore originario. Ora questa nuova tegola arriva in un momento di grave difficoltà per il paese al punto che per evitare una nuova fuga di capitali all'estero, il governo ha razionalizzato la vendita di dollari e di altre valute forzando la popolazione a rivolgersi al mercato nero alla ricerca di valuta estera per i viaggi o per i risparmi. L’allarme derivati è scattata con la crisi finanziaria del 2008, causata appunto da una categoria particolare di questi strumenti finanziari. Tali derivati erano costruiti sui mutui che sarebbero diventati presto spazzatura perché i sottoscrittori, che li avevano ottenuti a prezzi bassissimi, non avrebbero saputo più come pagarli. La crisi del settore immobiliare ha quindi trascinato con sé il mercato dei derivati e lo stesso settore bancario, scatenando poi una reazione a catena. E, da allora, l’allarme derivati non è sicuramente rientrato. L’utilizzo di questi strumenti finanziari ha infatti causato buchi pesanti nei bilanci di alcune delle più grandi banche di tutto il mondo, dai colossi di Wall Street all’italiana Monte dei Paschi di Siena. Il Tesoro smentisce di fare pressione per anticipare i tempi dell'aumento di capitale di Mps. In una nota si legge infatti che “in questi giorni alcuni organi di informazione riferiscono che il Ministero dell'Economia e delle Finanze sarebbe favorevole ad anticipare i tempi dell'aumento di capitale della Banca Monte dei Paschi di Siena. Tali interpretazioni sono infondate. Il calendario per l'aumento di capitale è stato definito dall'assemblea dei soci della banca e non è in discussione”. Il Ministero “auspica piuttosto che la Fondazione Monte dei Paschi di Siena si adoperi attivamente per stabilizzare l'assetto azionario della banca, riducendo la propria partecipazione e favorendo così l'ingresso di partner stabili e motivati alla partecipazione all'aumento di capitale”.

In arrivo 200 milioni nelle casse di Alitalia

[Di Shakespeare dicevo: quando vedete un uomo innalzarsi come un’aquila, è lui. Quando lo vedete strisciare, è il suo secolo. Montesquieu]
Secondo indiscrezioni riportate lunedì 27 gennaio 2014, dal quotidiano “Il Messaggero”, le banche avrebbero trovato un accordo per il versamento dei 200 milioni di Euro destinati ad Alitalia. Unicredit ed Intesa Sanpaolo non dovevano raggiungere un'intesa con il principale vettore aereo italiano ma, secondo quanto riportato dal giornale romano, con Montepaschi e Banca Popolare di Sondrio, che dovranno quindi assumersi i rispettivi oneri finanziari. L'operazione sarebbe stata conclusa anche grazie all'interessamento del Governo, che avrebbe garantito sia il massimo appoggio nella riscrittura delle regole sul trasporto aereo (eliminando alcuni privilegi delle compagnie low-cost) che la disponibilità a mettere in campo gli ammortizzatori sociali per gli esuberi. Inoltre, sempre sul piano finanziario, c'è da registrare l'interesse espresso per un ingresso in Alitalia da Sport Center Gestione Immobili, neonata società per azioni che fa capo all’imprenditore reatino Giuliano Proni. Nel frattempo, ancora nessuna novità sul possibile ingresso di Etihad nella compagine societaria di Alitalia, ma sembra che un'importante accelerazione potrebbe arrivare con la visita di Stato del premier Enrico Letta negli Emirati Arabi Uniti, prevista per i primi di febbraio. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, la linea aerea di Abu Dhabi potrebbe investire circa 350 milioni di Euro per acquisire in Alitalia una quota fino al 49%.

RyanAir e il segreto di San Gennaro

[L’Ariosto raccolse i racconti cavallereschi del suo tempo e ne fece un universo, così come Ovidio raccolse le favole e ne fece un universo. Montesquieu]
Una due giorni tra Palermo e Catania per rafforzare la presenza di Ryanair in Sicilia. Ieri, infatti, Michael O'Leary, amministratore delegato della compagnia aerea irlandese, ha visitato la base di Palermo, la 14esima in Italia, con due aeromobili assegnati e 11 rotte che trasporteranno 1,5 milioni di passeggeri all'anno e garantiranno 1.500 posti di lavoro nell'aeroporto del capoluogo siciliano. Per raggiungere questi risultati la compagnia sta investendo oltre 180 milioni. E O'Leary, dopo aver incontrato il management della Gesap, ha annunciato che a partire dal prossimo inverno, potrebbero essere lanciate nuove destinazioni in Germania, Francia e Olanda.  Resta sempre segreto il contratto che la Ryanair avrebbe fatto con Gh Pmo. Infatti, dopo il segreto di Fatima ci sarebbe ora il segreto di San Gennaro, visto che i contratti sono ancora gestiti dal socio tecnico napoletano e a Palermo dicono di non sapere quanto paga Alitalia e RyanAir.   Ma da fonte sindacale apprendiamo che RyanAir a Palermo pagherebbe 450 euro a toccata, mentre Alitalia circa 600. A Palermo RyanAir i locali li paga? Gli uffici sono stati montati dal personale della Gh.  Oggi, invece, tappa a Catania per O' Leary dove è stata inaugurata la nuova base della low cost a Fontanarossa. La base ha due aeromobili assegnati e otto rotte che trasporteranno 1,2 milioni di passeggeri all'anno. A Catania Ryanair oltre che pagare i locali, paga 600 euro a toccata, mentre Alitalia appena 540.  Le otto rotte di Ryanair da Catania sono per Bologna (due voli al giorno), Eindhoven (sei voli alla settimana), Madrid (quattro alla settimana), Marsiglia (quattro alla settimana), Milano (Bergamo) sei al giorno, Roma (Fiumicino) 10 al giorno, Torino (due al giorno) e Venezia (Treviso) due al giorno.   Per festeggiare le due nuove basi siciliane, Ryanair ha messo a disposizione posti a partire da soli 14.99 euro per viaggiare a febbraio e marzo, disponibili per la prenotazione entro la mezzanotte di giovedì 30 gennaio sul sito ryanair.com.

Buffett promuove a.d. Dimon

[L’amicizia è un contratto con il quale c’impegniamo a rendere piccoli favori a qualcuno perché ce li contraccambi con favori grandi. Montesquieu] Warren Buffett promuove Jamie Dimon, l'amministratore delegato di JPMorgan. In un'intervista al Wall Street Journal, il guru della finanza afferma che se avesse JPMorgan terrebbe Dimon e lo pagherebbe ancora di più di quanto non guadagni già ora. “Se volesse guadagnare di più, l'unica cosa che dovrebbe fare è chiamarmi e l'assumerei a Berkshir” afferma Buffett. Dimon ha ricevuto un compenso per il 2013 di 20 milioni di dollari, il 74% in più rispetto all'anno precedente. In Italia Pil piu' basso e lento: rispetto alle dinamiche pre-2007 sono stati bruciati 200 miliardi di reddito annuo. Lo rileva il Centro studi Confidustria in una nota. “Il Pil italiano - si legge - è diminuito del 9,1% rispetto al picco pre-crisi toccato nel 2007. Metà di questa riduzione non verrà recuperata prima del 2019. Per l'altra metà la perdita sarà ancora più persistente. La doppia, profonda e lunga recessione ha intaccato nettamente il potenziale di crescita, abbassandolo dall'1,1% a meno di mezzo punto percentuale nel medio termine”. “Rispetto alle traiettorie già  modeste del decennio 1997-2007, il livello del Pil potenziale è più basso del 12,6%, in altre parole - si legge ancora - sono andati bruciati oltre 200 miliardi di euro di reddito a prezzi 2013, quasi 3.500 euro per abitante. Solo con incisive riforme strutturali si può recuperare il terreno perduto. Secondo l'Fmi gli interventi varati nel 2011-12, se attuati pienamente, innalzeranno il Pil del 10% in dieci anni, aggiungendo un punto percentuale all'anno”.

Chomsky contro Bruxelles

[Vogliamo sempre limitare le manifestazioni della potenza di Dio. La limitiamo a un territorio, a un popolo, a una città, a un tempio … Ma essa è ovunque. Montesquieu] Noam Chomsky, il maggior linguista vivente, l'autore del capolavoro Il linguaggio e la mente, a 86 anni ha una lucidità di pensiero che non lascia spazio a dubbi e illusioni. “Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è neo-liberismo” dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze all'Auditorium Parco della Musica di Roma e del quale è appena uscita la raccolta di testi inediti nel nostro Paese “I padroni dell'umanità”(Ponte alle Grazie). “La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori”.  Ha detto Chomsky. In generale, “le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere, perché sono decise da burocrati e dirigenti non eletti che stanno seduti a Bruxelles. Questa rotta - ha sottolineato Chomsky - è la distruzione delle democrazie in Europa e le conseguenze sono dittature”. Il linguista ha parlato anche di neoliberismo come di “un grande attacco alle popolazioni mondiali, il più grande attacco mai avvenuto da quarant'anni a questa parte” e di new media, sottolineandone uno degli aspetti negativi che è “la tendenza a sospingere gli utenti verso una visione del mondo più ristretta perché quasi automaticamente le persone sono attratte verso quei nuovi media che fanno eco alle loro stesse vedute”.

lunedì 27 gennaio 2014

POTATURA ALLA KATANE

[Per esprimere una grande impostura, gli inglesi dicono : ciò è gesuiticamente falso, jesuiticaly false. Montesquieu] Il cda della Katane di Fontanarossa, società di Handling  presso l’aeroporto di Catania, ha licenziato 21 dipendenti. La Katane  ha una forza lavoro che conta circa 450 unità e un passivo, solo nel 2013, di circa 10 milioni di euro. I fatti risalgono al 2 dicembre quando l’Etna protestava di brutto e tutti i voli venivano dirottati a Palermo, ma finita la protesta i voli sono rientrati e i 21 (tra questi un Ros) non c’erano. Momenti di caos a Fontanarossa, denunce da parte della gdf per interruzione di pubblico servizio. Dopo attenta riflessione il cda della Katane ha deciso la potatura. L'Etna continua la sua attività eruttiva e non da tregua all'aeroporto di Catania Fontanarossa. Ma l'attività del vulcano è costata cara anche a 21 lavoratori della Katane Handling, la società che eroga i servizi di assistenza a terra presso l'aeroporto di Catania, partecipata da SAC al 55% e da GH Napoli al 45%. Il 2 dicembre, infatti, un gruppo di 21 lavoratori si sarebbe rifiutato di restare in servizio oltre il proprio turno. La richiesta dell'Azienda era motivata dall'eccezionale attività di volo che si era venuta a creare a causa della chiusura e poi riapertura dello scalo catanese. Dopo alcune settimane di valutazioni, sentiti anche i lavoratori coinvolti, l'Azienda ha deciso di licenziare i 21 lavoratori per motivi disciplinari. La vertenza, a questo punto, si è trasferita presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro ma attualmente i lavoratori sono fuori e senza stipendio. Ma questo sembra, a quanto dicono le nostre fonti, solo un aspetto della vicenda. Infatti KH e organizzazioni sindacali stanno discutendo riservatamente un accordo che rivoluziona le relazioni sindacali nel settore dell'handling e che prevede numerose deroghe al contratto nazionale di settore. E prevede anche una serie di rinunzie, anche economiche, molto pesanti per i lavoratori. Ecco perché qualcuno pensa che il destino dei 21 lavoratori sia legato a questa trattativa non facile. Inoltre aleggia lo spettro della liquidazione. Sembrerebbe infatti sia pronto un piano B da parte degli azionisti di KH: l'opzione "Verona". Ovvero fare come l'Aeroporto di Verona e mettere in liquidazione la società. Questo significherebbe un bagno di sangue, in quanto i clienti Katanè passerebbero ad altre società e i lavoratori messi in mobilità, con la sola speranza di essere assunti dagli altri handlers (ovviamente ad un salario più basso). Praticamente anche Fontanarossa è senza pace.

Ritrovato tesoro nazista

[Iddio pijò la fanga dar pantano, formò un pupazzo e je soffiò sur viso. Er pupazzo se mosse a l'improvisoe venne fòra subbito er cristiano ch'aperse l'occhi e se trovò ner monno com'uno che se sveja da un gran sonno. - Quello che vedi è tuo - je disse Iddio - e lo potrai sfruttà come te pare:te do tutta la Terra e tutt'er Mare, meno ch'er Celo, perché quello è mio... - Peccato! - disse Adamo -È tanto bello...  Perché nun m'arigali puro quello? Trilussa] Un vasto catalogo di capolavori, che provengono anche dai tesori rubati dagli uomini del Reich, tra i quali sono stati rinvenuti un dipinto sconosciuto attribuito a Marc Chagall e un autoritratto di Otto Dix. L'opera più antica studiata dalla Hoffman è un quadro che risale al XVI secolo. È stata ritrovata, insieme alle altre,nell'appartamento di Monaco di Cornelius Gurlitt, 79enne figlio del mercante d'arte Hildebrant Gurlitt, al lavoro negli anni del nazismo per conto del Reich. Nella casa di Gurlitt sono stati ritrovati pezzi di Renoir, Matisse, Picasso, Chagall, Toulouse-Lautrec, Marc, Nolde, Macke, Courbet, Beckmann, Liebermann e Dix. Tutte le opere sono state conservate in modo professionale. Alcuni dei quadri sono da ripulire, ma nessuno di questi è danneggiato. Centinaia di lettere private di Heinrich Himmler, il capo delle Ss durante il nazismo, sono state ritrovate in un archivio privato in Israele, secondo il quotidiano Die Welt. Le lettere sono state scritte da Himmler alla moglie Marga a partire dal 1927 fino a cinque settimane prima del suo suicidio nel 1945. Nella corrispondenza ci sono anche fotografie inedite, il lascito del figlio adottivo e pure libri di ricette. Himmler fu uno dei principali responsabili dell'Olocausto.

GIORNO DELLA MEMORIA

[Mi è piaciuto dire stupidaggini alle donne e render loro dei servizi che costano tanto poco. Montesquieu] Ad Auschwitz morirono circa 70.000 persone, uccise nella camera a gas ricavata nell'obitorio del crematorio numero 1, dalle impossibili condizioni di lavoro, dalle numerose esecuzioni, percosse e torture inflitte dagli agenti delle SS. A Birkenau il bilancio fu spaventoso: persero la vita oltre un milione e centomila civili, in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e rom. Auschwitz era un “Konzentrationslager” (campo di concentramento), Birkenau un “Vernichtungslager” (campo di sterminio), il più esteso dell'intero universo
concentrazionario nazista. Due luoghi del terrore, che l'immaginario collettivo trascrive nei più bui capitoli della storia dell'umanità, liberati il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche durante la loro rapida avanzata invernale dalla Vistola all'Oder. Quegli attimi di speranza, in cui vennero trovati circa 7.000 prigionieri ancora in vita, il mondo ancora oggi, dopo 69 anni, li ricorda come il “Giorno della Memoria”. Perchè fu la scoperta dei campi di Auschwitz e Birkenau, comprese le testimonianze dei sopravvissuti, a rivelare compiutamente per la prima volta l'orrore dell'Olocausto, e quindi la segregazione e il genocidio degli ebrei d'Europa durante il Terzo Reich. Ufficialmente, la ricorrenza del 27 gennaio nel ricordo della Shoah (“distruzione” in ebraico) è celebrata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a partire dal 2005, in seguito alla risoluzione Onu del primo novembre 2005. In Italia, sono gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 che definiscono le finalità e le celebrazioni del “Giorno della Memoria”, anche se più in generale nell'Ue i rischi di una crescita dell'antisemitismo continuano a restare alti. L'allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dal commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks: “Sono trascorsi appena 70 anni dall'Olocausto, eppure in Europa assistiamo alla crescita dell'antisemitismo. Gli Stati devono rafforzare la loro legislazione e introdurre misure durature per combattere questo fenomeno”'. Proprio in questi giorni, a Roma, tre scatole contenenti altrettante teste di maiale sono state infatti recapitate alla sinagoga della capitale, all'ambasciata israeliana e al museo di piazza Sant'Egidio, dov'è in corso una mostra sulla cultura ebraica, provocando forte allarme.


Comprì, Carmelo?


[Lo Stato dà un posto. L'impresa privata dà un lavoro. Indro Montanelli] Comprì (in siciliano “u capisti”) è una parola che spesso il mio amico Massimo usa alla fine di un discorso. Comprì si usa dire solo a Palermo e dovrebbe essere un misto tra il francese e l'italiano. L'Enac stanca di non essere capita dai vertici della Gesap di Punta Raisi avrebbe mandato una nota scritta al dg della Gesap. Alessio Quaranta, dg dell'Enac si riferisce ai recenti scambi di missive con la dca di Palermo e la Gesap, in occasione della cessazione del servizio di Pronto soccorso in Airside. Il 13 settembre, nel corso dell'incontro a Roma, i due dg sembrava che avessero raggiunto un accordo per migliorare le relazioni tra il controllato (Gesap) e il controllore (Enac). In quella occasione non ci fu nessuna nota che facesse riferimento all'incontro. Ma recentemente la Gesap avrebbe usato nuovamente rinnovata animosità nel rispondere alle eventuali contestazione mosse dall'ente di controllo. Conseguentemente, questa volta con una nota scritta e spedita il 13 gennaio, Quaranda avrebbe invitato Scelta a riportare le interlocuzioni alla usuale correttezza e che la Gesap è solo concessionaria nei cui confronti è stato all'epoca espresso il gradimento dell'Enac. 

A FUTURA MEMORIA


[Anche quando avremo messo a posto tutte le regole, ne mancherà sempre una: quella che dall'interno della sua coscienza fa obbligo a ogni cittadino di regolarsi secondo le regole. Indro Montanelli] La Shoah non fu accettazione passiva di un atroce e folle disegno: gli ebrei si ribellarono e arrivarono anche a prendere le armi contro i loro carnefici. A questo tema, cioé alla Resistenza ebraica e alle rivolte nei ghetti e nei campi di sterminio, è dedicato quest'anno il Giorno della Memoria, che si celebrerà il 27 gennaio. Il nonno ad Auschwitz, la figlia desaparecida in Argentina: la storia di Vera Vigevani Jarach, ebrea italiana che nel 1939 fuggì a Buenos Aires a causa delle leggi razziali è drammatica e lei a quelle tragedie che hanno segnato la sua vita ha dedicato la sua stessa esistenza da “militante della memoria”. L'incontro della donna, corrispondente dell'ANSA da Buenos Aires per 40 anni, con Marco Bechis, un regista sensibile a questi argomenti, autore tra l'altro di Garage Olimpo, cileno di nascita, ha prodotto una web serie intitolata “Il rumore della memoria. Vera dalla Shoah ai desaparecidos” che il Corriere della sera realizza e promuove in tutto il suo sistema editoriale. Per Il Corriere della Sera, dopo l'esperimento di successo di Una mamma imperfetta, si tratta del secondo progetto di web serie. Questa su Vera Jarach è stata scritta da Bechis con Caterina Giargia e i giornalisti del Corsera Antonio Ferrari e Alessia Rastelli. Vera ha 85 anni, ha sorvolato l'Oceano dall'Argentina all'Italia e ha raccontato la sua tragedia tornando sui luoghi fondamentali della sua vicenda personale e di quella collettiva, come il famigerato Binario 21 della stazione di Milano, da cui partirono i convogli diretti ai campi di sterminio, rimasto intatto in tutti questi anni proprio “a futura memoria”. Nelle puntate della web serie, Vera incontra Liliana Segre, ebrea italiana sopravvissuta ad Auschwitz, partita proprio da quel luogo sotterraneo di Milano sullo stesso convoglio del nonno di Vera, e Marta µlvarez, la testimone che vide la figlia desaparecida nelle ultime ore di vita alla Esma e che rivelò alla madre il destino della ragazza. Una scelta, quella del tema di quest'anno, che deriva anche dalla concomitanza con il 70.mo anniversario della rivolta del Ghetto di Varsavia del 1943. Una rivolta, ha sottolineato lo storico della Shoah Marcello Pezzetti, che non è stata l'unica fatta dagli ebrei. “Non è vero, come dicono alcuni, che gli ebrei si sono fatti mandare al massacro come pecore” ha detto, spiegando che le ribellioni nei ghetti erano cominciate già nel 1942, per poi sfociare nelle rivolte del '43 e del '44, non solo nei ghetti ma anche nei campi di sterminio.

sabato 25 gennaio 2014

ENAV E POSTE VERSO LA PRIVATIZZAZIONE

[Chiama l'Omo, e sta' certo che quello fa er crumiro co' vera passione. Per un sòrdo se venne er fratello, Pe' du' sòrdi va dietro ar padrone, finché un giorno tradisce e rinnega er fratello, er padrone e la Lega. Trilussa] Il Consiglio dei ministri ha approvato i due Dpcm che danno il via alla privatizzazione delle Poste e dell'Enav. Lo si apprende da fonti di governo. Il Cdm ha approvato i “due Dpcm che danno via libera all'inizio del percorso di privatizzazione di Poste ed Enav: in entrambi i casi si tratta della cessione di quote non di controllo”. Lo ha detto il premier Enrico Letta. La privatizzazione di una quota di Poste avviene “con l'idea di destinare ai dipendenti della società una parte di queste azioni”. La valutazione di Poste varia tra i 10 e 12 miliardi e la privatizzazione del 40% varierà quindi “tra 4 e 4,8 miliardi”. Per l'Enav la valutazione è invece di 1,8-2 miliardi, “quindi il 49% che si vuole vendere vale circa 1 miliardo”. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni al termine del cdm. Oltre a Poste ed Enav “quest'anno si faranno altre operazioni di privatizzazione che consentiranno all'Italia di presentare un percorso di riduzione del debito che sarà la prima del nostro Paese dopo 6 anni di crescita continuata”. Lo ha detto il premier Enrico Letta confermando che l'incasso delle privatizzazioni andrà a riduzione del debito.

Grecia e Turchia ritornano a dialogare su Cipro

[Sostenitori del Pdl in piazza a Brescia. “È qui che danno la cento euro?” Spinoza.it] Grecia e Turchia chiedono la ripresa dei negoziati a Cipro. Atene sostiene le iniziative del Presidente cipriota Anastasiades di delineare nuove misure per il recupero della fiducia tra le due comunità, mentre Ankara afferma che il disaccordo deriva dall’insistenza di Nicosia nel voler includere il principio della sovranità unica per Cipro riunificata. “Turchia e Grecia sostengono ogni processo che conduca a un accordo di pace per Cipro – ha detto il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu – Vogliamo la pace in tutto il Medio Oriente che ha bisogno della pace a Cipro”. “È fondamentale che qualsiasi soluzione proposta sia ratificata dal popolo cipriota in un referendum – ha aggiunto il ministro degli Esteri greco, Evangelos Venizelos – Questo è il criterio finale ed essenziale”. L’isola è divisa in due dal 1974, quando la truppe turche invasero il suo terzo settentrionale dopo un colpo di Stato a Nicosia, orchestrato da Atene. L’autoproclamata Repubblica turca di Cipro nord è riconosciuta solo da Ankara. 10 mila anni di storia alle spalle e non sentirli: Nicosia, capitale di Cipro, resta una città viva e vitale. Il suo paesaggio reca naturalmente i segni del glorioso passato in termini di monumenti e siti archeologici che scandiscono un lungo corso dai primi insediamenti preistorici fino alla colonizzazione greca, romana, bizantina, veneziana, islamica…attualmente 4 mostre raccontano i trascorsi della città seguendo prospettive diversificate sui gioielli artistici cittadini. Fra gli eventi di prima grandezza in atto a Nicosia spicca «The world of Cyprus», opera monumentale dipinta da Adamantios Diamantis tornato a casa dopo 37 anni. L’artista ha viaggiato per anni nell’isola raccogliendo schizzi e impressioni sul paesaggio.
La composizione comprende 67 figure in una specie di fregio della Cipro tradizionale. Eleni Nikita, Storico dell’arte:
“Adamantios Diamantis ha dipinto questo lavoro fra il 1967 e il 1972. L’opera è stata acclamata anche per la sua monumentalità, copre una superficie di 17 metri e mezzo per un metro e 75 di altezza. All’interno si procede per gruppi sociali e simbolici relativi alla tradizionale società cipriota. Nel 1976, «The World of Cyprus» era stata ospite della fondazione Telloglion di Salonicco prima di tornare stabilmente nella casa madre. Vartan Tashdjian è uno dei maggiori artisti ciprioti contemporanei. La mostra contiene 32 nuove tele che celebrano i 40 anni di attività dell’artista. L’esposizione ha luogo al il Cyprus Theatre Organization di Nicosia. 
Di origine armene Vartan si è formato a Cirpo e le sue opere celebrano le bellezze naturali dell’isola. La mostra «Costas Stathis: The unknown pioneer of contemporary Cyrpiot art» ci porta nel mondo sconosciuto del grande talento di un artista vissuto fra il 1913 e il 1987 nel villaggio cipriota di Askas. Tutti pensavano fosse matto. La sua retrospettiva è al Museo di Belle Arti di Cirpo. La 38enne Mariza Bargilly ha presentato una personale di disegni e acquerelli a Diatopos presso il Centro d’Arte Contemporanea. Titolo «Walkthrough».
Tema dominante lo spazio quello in cui vive ed opera.
Uno spazio abitato e disabitato.

2.000 i combattenti europei in Siria


[Se c'è una caccia alle streghe, vado prima di tutto a sentire le ragioni delle streghe. Indro Montanelli] Cresce il numero dei giovani europei partiti a combattere in Siria. La cifra è almeno raddoppiata, ed i ministri francese Manuel Valls ed il suo omologo belga Joelle Milquet in una conferenza stampa congiunta, a margine del consiglio Affari interni Ue, hanno parlato di un flusso che si aggira tra i 1500 ed i 2000. Secondo fonti del Consiglio Ue, sulla base dei dati trasmessi dall'intelligence degli Stati membri, prima del periodo estivo la quota si aggirava attorno alle 800one. Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna ma non Usa. Gli 007 di questi paesi, scrive il Wall Street Journal citando fonti diplomatiche occidentali e mediorientali, hanno avuto incontri a Damasco con rappresentanti del presidente siriano Bashar al Assad per raccogliere informazioni sulla presenza di oltre 1.000 jihadisti europei nei gruppi islamici che combattono in Siria. Incontri che vanno avanti da novembre e che sono i primi da quando i paesi coinvolti hanno ritirato i loro ambasciatori. Ammonta a 2,4 miliardi di dollari il totale degli aiuti impegnati da 62 Paesi donatori, tra cui l'Italia, che hanno partecipato alla seconda conferenza internazionale dei donatori della Siria tenutasi in Kuwait sotto l'egida dell'Onu: lo ha annunciato nel chiudere l'assemblea il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. L'Italia, per la quale è intervenuto il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli, ha impegnato 38 milioni di euro equivalenti a 50 milioni di dollari.


venerdì 24 gennaio 2014

Contributi ai vettori, Assaeroporti teme effetti negativi

[Massima mirabile: non parlar più delle cose quando sono state fatte. Montesquieu] Ryanair continuerà a volare da e per Trapani. L'Airgest, che gestisce l'aeroporto di Birgi, ha siglato a Roma il nuovo contratto triennale con la compagnia irlandese. Il costo dell'operazione si aggira sui 7 milioni di euro l'anno. Contestualmente, la Camera di commercio trapanese, garante dell'accordo di co-marketing tra i Comuni della provincia, ha firmato con la società Ams l'intesa per i servizi di marketing e promozione del territorio, con un impegno finanziario di 1,9 milioni di euro, che dovrebbe essere formalizzato tra 8 giorni dopo alcuni mesi di trattative serrate condotte dalla Prefettura. La firma conferma l'interesse di Ryanair  alla Sicilia: dal potenziamento delle basi di Palermo e Catania all'apertura di quella di Comiso, la compagnia aerea low cost irlandese mette sempre più radici sull'Isola e cerca 1.460 giovani in Sicilia. Una pioggia di assunzioni legata all'apertura di undici nuove rotte. L'appuntamento per chi volesse lavorare con Ryanair sarà il 6 febbraio prossimo a Palermo. Collegandosi sulla pagina dedicata alle posizioni lavorative di Ryanair, si può lasciare la propria candidatura. Non si fermano le proteste e le polemiche per la norma del decreto Destinazione Italia, relativa al trasporto aereo, che impone di indire bandi di gara pubblici ai “gestori di aeroporti che erogano contributi, sussidi o ogni altra forma di emolumento ai vettori aerei in funzione dell’avviamento e sviluppo di rotte destinate a promuovere o soddisfare e promuovere la domanda nei rispettivi bacini di utenza”. Secondo quanto riferisce il Corriere.it, anche Assaeroporti ha preso posizione, ribadendo “la necessità di trasparenza e non discriminazione nel rispetto della piena libertà negoziale dei gestori aeroportuali. Bisogna assicurare parità di trattamento ma - è la precisazione - senza la necessità di gara che appesantirebbe in maniera assoluta ogni trattativa, con rilevanti effetti negativi sullo sviluppo del traffico aereo che già risente della crisi economica in atto”.

Purga Erdogan

[Non bisogna combattere il dispotismo con dichiarazioni enfatiche, ma mostrando come esso tiranneggi il despota stesso. Montesquieu] Non si fermano le purghe operate in Turchia dal governo del premier Recep Tayyip Erdogan, nella bufera per una serie di scandali di corruzione, in polizia e magistratura: altri 470 funzionari della pubblica sicurezza sono stati rimossi oggi dall'incarico, riferisce la tv privata Ntv. Nuova massiccia “purga” nella magistratura in Turchia, dove il governo del premier Recep Tayyip Erdogan è indebolito da una serie di scandali di corruzione: 96 giudici e procuratori sono stati rimossi dall'incarico e trasferiti, riferisce la stampa di Ankara. Si tratta dell'intervento più massiccio sulla magistratura nella storia delle repubblica turca, fondata nel 1923 da Mustafa Kemal Aaturk sulle rovine dell'impero ottomano. Non si ferma la caduta della lira turca, trascinata verso il basso dall'instabilità politica causata dalla “tangentopoli del Bosforo”, che fa tremare il governo del premier Recep Tayyip Erdogan, nonostante l'intervento diretto ieri della Banca Centrale sui mercati valutari. La valuta ha toccato a fine mattinata nuovi minimi storici a quota 3,1518 sull'euro e 2,3054 sul dollaro. Dallo scoppio dello scandalo di corruzione la lira si è deprezzata del 10% circa.

Scherzi a parte a Punta Raisi?

[Offrire immagini molto tangibili di forza, laddove presentare idee tratte dalle concezioni dell’animo di finezza. Montesquieu] Nel 2005 Gesap vende alla gh Napoli il 49% della Gesap handling con 100 unità cui nel 2009 si sommano 104 unità ex Alitalia (in totale 204 unità). Nel 2011 per la mancata vendita del rimanente 51% di Gesap handling viene applicata la clausola della put option e Gesap riacquista il 49% con 280 addetti (+76 unità rispetto ai 204) pagando circa 2.400.000 euro. Un affare, non c’è dubbio.  In questi giorni apprendiamo che la Gh Palermo sarebbe stata messa in vendita per l’80%, con solo un milione e 850 mila euro ti puoi prendere quasi tutto. Solo il 49% è costato alla Gesap 2.400.000 euro (scrive LiveSicilia), come mai l”80% costerebbe, base d’asta, 1.850.000,00? Si è sbagliato all’inizio sopravvalutando le azioni in possesso del socio napoletano? E si continua a sbagliare ora dando un valore, al quanto discutibile, adesso che si vuole rivendere ai privati? Troppi dubbi, ombre…  hanno alimentato in questi anni l’alleanza tra Napoli e Palermo. Non ultima la figura del socio tecnico che gestisce i contratti con i vettori e compila le buste paga il tutto per un compenso di circa 300 mila euro annui elargiti al socio tecnico napoletano, se non fossero soldi pubblici ci sarebbe da ridere. Vi ricordate il film di Totò quando vendeva la fontana di Trevi ai turisti americani …? Solo qualche mese addietro, il gestore   rassicurava sulla non vendita della controllata Gh Palermo, la Gesap alcuni anni addietro aveva deciso di rilevare le quote del 49% in mano al gruppo GH Italia, ciò ebbe un costo per Gesap di un paio di milioni di euro, Gesap aveva visto in GH Palermo una società sana capace di fare utili e camminare sulle proprie gambe, del resto questa società gestisce 80% del volato dello scalo Falcone E Borsellino. Oggi gli stessi amministratori che poco tempo fà negavano la possibilità di vendita separata di Gh dal gestore, hanno comunicato  agli RSA la messa in vendita dell'80% di Gh Palermo, tutto questo accade senza un minimo di confronto con le Organizzazioni Sindacali.  

ASPETTANDO GLI ARGENTINI

[L’orgoglio è lo specchio sempre favorevole: diminuisce i nostri difetti e accresce le nostre virtù; è un altro senso dell’anima, che le procura a ogni istante nuove soddisfazioni.  Montesquieu]
Sulla scena del trasporto aereo si torna a parlare di Eduardo Eurnekian, in quanto la sua Corporacion America entra, con la sua holding Cedicor, in Sat, società di gestione dello scalo di Pisa. È  quanto riporta il Corriere della Sera, da cui si apprende che è stato acquistato il 23,4%. In questo modo Cedicor (che ha accettato l'offerta dei soci privati Finatan, Fada, Savimag) si affianca ai soci pubblici, Regione Toscana, 16,9%, Provincia di Pisa 9,27%, Comune di Pisa, 8,45%. Entro fine febbraio è previsto il closing dell'operazione. Il Corriere ripercorre le mosse del manager nel settore aeroportuale, in passato c'era stato, infatti, aveva mostrato interesse per lo scalo di Fiumicino, poi aveva fatto un'offerta, da 25 milioni, per Ali Trasporti Aerei. Vero è che il gruppo è presente nel nostro Paese nello scalo di Trapani, dove è socio di minoranza. Non è tutto, sembra infatti che Eurnekian adesso sia interessato alla gara di privatizzazione dello scalo di Palermo, che, secondo quanto scrive il quotidiano, dovrebbe essere annunciata a breve. La concessione di gestione totale dell' aeroporto di Lampedusa  potrebbe essere un altro obiettivo strategico, minore, degli argentini. Dopo gli scali di Crotone, Caserta e Linate Ata che ha subito un momentaneo blocco dopo il ricorso della Sea tutto farebbe pensare che la prossima a cadere sarebbe Lampedusa.Brucia la sconfitta subita a Verona. Certo, l’ast aeroservizi non resterà a guardare, consapevole di combattere contro un colosso, farà di tutto per non mollare il suo unico scoglio.  Il rilascio della concessione, a seguito del procedimento previsto dalle norme vigenti in materia, comporta l'affidamento al gestore aeroportuale, sotto il controllo e la vigilanza dell'ENAC e degli altri Enti competenti, del compito di amministrare e di gestire , secondo criteri di trasparenza e non discriminazione, l'infrastruttura aeroportuale e di coordinare e controllare le attività dei vari operatori privati ivi operanti. In ogni caso, l'idoneità dell'operatore economico ad espletare le
attività di cui alla concessione oggetto della presente procedura, nel rispetto dei vigenti standard tecnici e di sicurezza, sarà sottoposta a verifica ai fini della certificazione rilasciata dall'ENAC, secondo quanto previsto dal Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti e circolari applicative. Il concessionario dovrà, altresì,  garantire le attività e i livelli essenziali di prestazioni richieste dalle norme vigenti in materia e dalle prescrizioni emanate dagli Enti competenti. La concessione di gestione totale dello scalo aeroportuale di Lampedusa avrà una durata di 20 anni a decorrere dalla data di efficacia del decreto di affidamento della concessione adottato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Sono ammessi a partecipare alla gara tutti gli operatori economici, anche temporaneamente associati o che intendono associarsi , secondo le norme comunitarie, in possesso dei requisiti di ordine generale di cui all'art. 38 d.lgs. n. 163/2006, nonché di capacità economico-finanziaria di seguito indicata. Alla procedura di gara possono partecipare anche imprese straniere non comunitarie, a condizione che istituiscano in Italia una sede legale, anche secondaria, presso lo scalo aeroportuale oggetto di affidamento e lo Stato in cui esse hanno la sede principale ammetta imprese italiane a condizione di reciprocità. È fatto divieto ai concorrenti di partecipare alla gara in forma individuale e contemporaneamente in raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) o in consorzio, ovvero di partecipare in più RTI o consorzi, pena l'esclusione dalla gara dell'impresa medesima e del RTI o del consorzio al quale partecipa. Ai fini della partecipazione si richiede all'operatore economico - iscritto al registro delle imprese presso la competente C.C.I.A.A ovvero al competente albo o analogo registro dello Stato di appartenenza - di avere: a) forma giuridica di società di capitali secondo le norme del codice civile ovvero secondo le norme del paese ove ha sede il concorrente; b) capitale sociale non inferiore a € 120.000,00, da incrementare sino a € 516.457,00, ove non già posseduto, in caso di aggiudicazione; c) oggetto sociale principale comprendente le seguenti attività: sviluppo, progettazione, realizzazione, adeguamento, gestione, manutenzione ed uso degli impianti e delle infrastrutture per l'esercizio dell'attività aeroportuale, nonché attività connesse o collegate purché non a carattere prevalente. Possono partecipare alla procedura anche i concorrenti che, pur non essendo in possesso del requisito di cui alla precedente lettera c) al momento dell'offerta, presentino una dichiarazione di impegno, sottoscritta dal legale rappresentante , ad adeguare l'oggetto sociale includendo le attività di cui alla lettera c) in caso di aggiudicazione ed entro 30 giorni dalla richiesta dell'amministrazione aggiudicatrice. Il concorrente deve inoltre presentare una dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante, con cui si impegna, entro 30 giorni dalla richiesta della amministrazione aggiudicatrice, ad incrementare il capitale sociale sino al
raggiungimento di un valore non inferiore a € 516.457,00 e a costituire una sede legale, anche secondaria, presso lo scalo aeroportuale oggetto della concessione. L'offerta dovrà pervenire, pena “esclusione, entro e non oltre le ore 13.00 del giorno 11/03/2014 al seguente recapito: Ente Nazionale per l'Aviazione Civile - Direzione Centrale Sviluppo Economico - Direzione Sviluppo Aeroporti - Viale del Castro Pretorio, Roma, osservando una delle seguenti modalità:  a mezzo del servizio postale con raccomandata AfR, espresso, posta prioritaria; a mezzo corriere;  a mano negli orari di apertura dell'Ufficio addetto al Protocollo (dal lunedì al venerdì, dalle ore 08.00 alle ore 15.42).

1.900 esuberi in Alitalia

[Il numero infinito di cose che un legislatore ordina o proibisce rende i popoli più infelici, non già più ragionevoli. Ci sono poche cose buone, poche cattive, e un’infinità di cose inutili. Montesquieu] Alitalia conferma i 1.900 esuberi ma garantisce ai sindacati che non ci saranno licenziamenti e le eccedenze saranno gestite con ammortizzatori sociali. Lo si apprende da fonti sindacali al termine dell'incontro con il responsabile del personale della compagnia, Giorgio Rossi. Il confronto proseguirà oggi pomeriggio. Gli esuberi - spiegano le medesime fonti - riguardano 280 piloti, 350 assistenti di volo, 480 addetti del personale di terra, 190 della manutenzione e 600 degli uffici. “La trattativa sarà lunga ma penso che il buonsenso prevarrà. Questa è davvero l'ultima opportunità per Alitalia”. Così l'amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, lasciando l'incontro in corso tra i sindacati e il responsabile del personale, Giorgio Rossi. “Sono andato per augurare buon lavoro”, ha detto. Se Alitalia dovesse in futuro avanzare sulle condizioni poste da Air France-Klm per un nuovo investimento, “condizioni di ritrutturazione del debito, di ristrutturazione industriale, e di controllo”, il gruppo franco-olandese potrebbe considerare una nuova iniezione di capitale nel vettore italiano. Lo ha affermato l'amministratore delegato di Air France-Klm, Alexandre de Juniac, durante un incontro con la stampa a Parigi.

giovedì 23 gennaio 2014

400 mln a Regioni per cig

[Il timore accresce le nostre pene, così come il desiderio accresce i nostri piaceri. Montesquieu] Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, hanno firmato il decreto che ripartisce 400 mln tra le Regioni per concessione o proroga, in deroga alla vigente normativa, dei trattamenti di cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria, e di mobilità, ai lavoratori subordinati.

FABIO RIVA ARRESTATO

[Cerchiamo di adattarci a questa vita, a cui non spetta di adattarsi a noi. Cerchiamo di non essere troppo vuoti, né troppo pieni. Montesquieu] È  stato emesso un mandato d'arresto, nell'ambito di una inchiesta della procura di Milano, per Fabio Riva, già coinvolto nell'inchiesta della Procura di Taranto sull'Ilva. Fabio Riva, da quanto si è saputo, si trova in Inghilterra. Fabio Riva, figlio di Emilio, patron dell'Ilva di Taranto, viene contestata, da quanto si è saputo, una truffa ai danni dello Stato per centinaia di milioni di euro, per l'erogazione di contributi all'esportazione che sarebbe stata realizzata attraverso la holding Riva Fire. Per Fabio Riva sarebbe stato emesso un mandato d'arresto, dal momento che è residente a Londra. Altre due persone, invece, sono state arrestate: un dirigente della Riva Fire e un professionista. Indagata anche la società Riva Fire. L'inchiesta è coordinata dai pm di Milano Stefano Civardi e Mauro Clerici. L'ordinanza di custodia cautelare a carico di Fabio Riva e di altre 2 persone è stata firmata dal gip Fabrizio D'Arcangelo. Per Fabio Riva è stato necessario però emettere un
mandato d'arresto europeo perché si trova in Inghilterra. Da quanto si è saputo questa è una terza tranche di una inchiesta più ampia della procura di Milano su vicende finanziarie, societarie e fiscali del gruppo Riva, la famiglia proprietaria dell'Ilva di Taranto. In questa tranche, in particolare, i pm ipotizzano una truffa aggravata dello Stato per l'erogazione di contributi per l'esportazione. Una presunta truffa del valore di centinaia di milioni di euro. Da quanto si è appreso la Gdf di Milano starebbe eseguendo anche dei sequestri. A Fabio Riva, il figlio del patron dell'Ilva di Taranto, e ad altre persone viene contestata anche l'accusa di associazione per delinquere, oltre a quella di truffa aggravata. È  quanto si è appreso in relazione all'ordinanza di custodia cautelare del gip di Milano Fabrizio D'Arcangelo e che ha portato a un mandato d'arresto europeo per Fabio Riva che si trova a Londra. La truffa è di circa 100mln di euro e sarebbe stata realizzata attraverso la creazione di una società ad hoc per ottenere contributi pubblici. Secondo le indagini della Procura di Milano, i dirigenti del Gruppo Ilva, tra cui Fabio Riva, avrebbero creato una società ad hoc con sede in Svizzera, l'Ilva Sa, per aggirare la normativa (la “legge Ossola”) sull'erogazione di contributi pubblici per le grandi aziende che esportano all'estero. In sostanza, la normativa prevede che le aziende, che hanno commesse estere e però ricevano i pagamenti dall'estero in modalità dilazionata nel tempo, possano ricevere stanziamenti a fondo perduto da una società, la Simest, controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti. L'Ilva, però, non avrebbe potuto avere queste erogazioni, secondo l'accusa, perché riceveva pagamenti in seguito alle commesse estere con dilazioni a non più di 90 giorni. E così, sempre secondo le indagini, sarebbe stata costituita la società svizzera che prendeva le commesse all'estero e poi si interfacciava con l'Ilva spa. A quel punto, i pagamenti dalla società svizzera all'Ilva venivano dilazionati nel tempo in modo da poter rientrare nella normativa sulle erogazioni pubbliche. I pm avrebbero accertato una truffa da 100 milioni di euro a partire dal 2007. È  la terza tranche di una più ampia inchiesta della Procura di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano, sul gruppo Ilva. Lo scorso maggio, la prima tranche dell'indagine aveva portato al sequestro di 1,9 miliardi di euro per i reati di truffa ai danni dello Stato e trasferimento fittizio di beni. I pm, infatti, hanno ipotizzato che il patron Emilio e il fratello Adriano Riva assieme ad alcuni professionisti abbiano sottratto soldi alle casse dell'Ilva, nascondendoli in paradisi fiscali e facendoli poi rientrare in Italia attraverso lo scudo fiscale. La Procura di Milano, inoltre, sta indagando sui rapporti tra la holding Rive Fire di Emilio Riva e la controllata Ilva con l'ipotesi di appropriazione indebita ai danni dei soci di minoranza del colosso siderurgico. Ilva, l’unica cosa sicura è l’emergenza permanente. Nel 2014 “prevediamo 600-700 milioni di investimenti nell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale” che si potranno fare “se ci saranno finanziamenti perché le nostre risorse non bastano”. Potrebbe bastare questa frase di Enrico Bondi, commissario straordinario dell’Ilva, a raccontare il 2013 della fabbrica di Taranto. Basterebbe questo per spiegare che dodici mesi di “salva Ilva”, insomma, non sono serviti. I quattro provvedimenti legislativi ad aziendam varati da due governi nell’ultimo anno, evidentemente, non hanno ancora portato i frutti immaginati. Non è bastato un garante dell’Aia, cancellato pochi mesi dopo la sua nomina. Non è bastata la nomina dell’allora amministratore delegato dei Riva, Bondi, come commissario del governo. Non sono stati sufficienti nemmeno un sub commissario come Edo Ronchi, un commissario per le bonifiche come Alfio Pini e un comitato di tre esperti per dare il via a una concreta opera di risanamento del dramma sanitario e ambientale del capoluogo ionico. Quello che resta di questo 2013, soprattutto nelle coscienze di operai e cittadini, nella fabbrica di Taranto è principalmente la decisione della Corte costituzionale di concedere “una cappa di impunità” all’Ilva: finché non sarà a norma potrà continuare a emettere sostanze nocive. Un inquinamento provvisorio a norma di legge. Perché al di là delle azioni penali, della chiusura di un’inchiesta con 53 indagati, delle eventuali richieste di rinvio a giudizio e del quadro desolante emerso dalle intercettazioni con i padroni dell’acciaio, il dato è che il nodo tra salute e lavoro a Taranto è ben lontano dalla sua soluzione. Anzi. I fondi non ci sono: bisognerà elemosinare dai Riva, pescare dai soldi sequestrati agli industriali dalla procura di Milano oppure chiedere alle banche. Ma con quali garanzie Bondi potrà presentarsi agli istituti ora che la Cassazione ha restituito anche il tesoro da 8,1 miliardi di euro ai signori dell’acciaio? La strada del 2014, così, non appare molto diversa da quella già percorsa. L’attuale equilibrio finanziario non è garantito da gennaio in poi e Bondi, quindi, chiede “un provvedimento veloce altrimenti faticheremo a fare tutto quello che dobbiamo fare”. Un altro. Non l’ultimo.

Mauro Moretti sapeva

[Un capitale di modestia frutta ingenti interessi. Montesquieu] Si aggrava la posizione processuale di Mauro Moretti, ad di Ferrovie dello Stato imputato per la strage ferroviaria di Viareggio. Secondo i pm della Procura di Lucca, Moretti, in qualità di amministratore delegato di Fs, aveva “poteri apicali di indirizzo” che, di fatto, esercitava con “atti di concreta ingerenza nella gestione” delle altre società del gruppo, come Rfi e Trenitalia. Insomma, Moretti avrebbe avuto più potere decisionale nelle scelte della holding di quello che finora gli è stato attribuito. È  questa la modifica della procura, apportata nell’udienza per la strage del 29 giugno 2009 nella quale persero la vita 32 persone. E proprio alcune di quelle scelte potrebbero – accerterà il processo – aver contribuito a far scoppiare il finimondo tra le strade di Viareggio. “È  una
contestazione importante – spiega un avvocato di parte civile, Gabriele Dalle Luche -. Noi avevamo sempre sostenuto che, al di là dei ruoli ufficiali, lui fosse l’ad di fatto anche delle altre società del gruppo coinvolte nel processo. I reati contestai rimangono gli stessi, ma questa nuova imputazione sottolinea come il ruolo di Moretti sia considerato centrale”.  “È  una bella notizia – commenta Daniela Rombi, dell’associazione dei familiari delle vittime il “Mondo che vorrei” -. Abbiamo sempre sostenuto che il potere di Moretti si estende anche alle altre società del gruppo”. Per uno dei difensori di Moretti, l’avvocato Armando D’Apote, invece, la mossa di oggi “è un segno di debolezza della procura, che si arrabatta a cercare un’imputazione che possa reggere”. Gli imputati sono 33. Oltre a Moretti, ci sono i vertici e i funzionari delle società del gruppo Fs e della Gatx, che era la proprietaria del convoglio deragliato. A processo anche responsabili e dipendenti dell’officina tedesca Jungenthal e della ditta italiana Cima: la prima revisionò e la seconda montò l’asse che, spezzandosi, al passaggio dalla stazione di Viareggio fece deragliare il convoglio carico di gpl: il gas uscì ed esplose, radendo al suolo via Ponchielli. La prossima udienza si terrà il 26 febbraio, e potrebbe rappresentare una svolta nell’iter processuale: inizieranno, infatti, ad essere presentate le prove a carico degli imputati.

POVERA ITALIA

[Triste è la condizione degli uomini! Non appena lo spirito è al culmine della sua maturità il corpo comincia a indebolirsi. Montesquieu] “In Italia non cresce solo la disoccupazione ma anche la povertà“. Pesano come un macigno le parole del commissario dell’Unione europea al lavoro Lazlo Andor presentando il rapporto 2013 su occupazione e sviluppi sociali dove l’Italia spicca per alta disoccupazione e povertà di chi lavora, con stipendi con cui non riesce a vivere. Dal 2008, anno zero della crisi a oggi l’Italia è il Paese che ha conosciuto il declino sociale più elevato fra chi ha un’occupazione. Oltre il 12% degli occupati non riesce a vivere con lo stipendio che percepisce. Solo Romania e Grecia fanno peggio (oltre il 14%) ma la loro situazione era grave già nel 2008. La povertà tra coloro che si trovano in età lavorativa (18-64 anni), riguarda sia chi è fuori che chi è dentro il mercato del lavoro. Il rischio povertà, stando ai dati pubblicati  dalla Ue nel rapporto “Employment and Social Developments“, riguardano il 16,7% tra coloro che hanno tra 18 e 64 anni, ed il 17,1% della popolazione
europea complessiva. Il dato è cresciuto del 2% negli ultimi 4 anni, spiega la Ue, con crescite più rilevanti nei Paesi del Sud, con valori superiori al 2,5% in Italia, Croazia, Estonia, Grecia e Spagna. Il nostro Paese, dice la Ue rielaborando dati Eurostat circa il 18% delle persone in età lavorativa a rischio povertà, peggio di noi fanno solo Spagna e Grecia dove si supera il 20% oltre alla Romani, dove però la crescita non è così forte. Ma in Europa, l’Italia è il posto peggiore per chi, perso un impiego, ne cerca un altro. Le possibilità di trovare un’occupazione entro un anno sono si aggirano tra il 14-15%. Le più basse di tutti i 28 Stati membri dell’Ue. Il debito pubblico dell’Eurozona è sceso nel terzo trimestre del 2013 per la prima volta dal 2007. Ma le buone notizie finiscono qui. Il debito italiano, infatti, pur avendo registrato un calo dello 0,4%, resta il secondo più alto nel Vecchio continente dopo la Grecia.  Tornando all’area euro, i dati Eurostat mostrano che l’indebitamento si è attestato al 92,7% del Pil, registrando un calo di 0,7 punti dal 93,4% del trimestre precedente. Rispetto al terzo trimestre del 2012, invece, il debito pubblico nei 17 Paesi della moneta unica è comunque aumentato (era infatti al 90% del Pil). In particolare, segnala Eurostat, i prestiti intergovernamentali accordati principalmente a Grecia, Portogallo e Irlanda pesano per il 2,4% del Pil, pari a 224,6 miliardi, dato in crescita rispetto tanto al trimestre precedente (2,3%) quanto al terzo trimestre 2012 (1,7 per cento). Il debito italiano è sceso nel terzo trimestre dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti, dal 133,3% al 132,9%, mettendo a segno la prima riduzione dalla fine del 2011. In termini assoluti è sceso da 2.076,3 miliardi a 2.068,7 miliardi di euro. Rispetto al terzo trimestre del 2012, il debito è però aumentato tanto in valori assoluti (da 1996,5 miliardi a 2.068,7 miliardi) quanto come percentuale sul Pil (da 127% a 132,9 per cento). Il Belpaese resta così in cima alla lista dei Paesi più indebitati.

mercoledì 22 gennaio 2014

Manutencoop, tutti a casa

[La vita non è una commedia, che deve avere necessariamente 5 atti: c’è chi ne ha uno, chi tre, chi cinque. Montesquieu] Il 31 gennaio è l’ultimo giorno della Manutencoop a Punta Raisi. Sono già partite le lettere di licenziamento per 70 dipendenti che probabilmente verranno riassunti dalla nuova azienda vincitrice dell’appalto. Nel frattempo la Gesap non ha ancora indetto nessuna gara per l’affidamento delle pulizie a Punta Raisi e non ci sono proroghe. Dopo tutto lo scalo di Palermo è in fase di rilancio e di espansione , ci fa sapere il presidente della Gesap, dunque va tutto bene. Vuol dire che dal primo febbraio i passeggeri se  vorranno lo scalo pulito dovranno collaborare. Nel frattempo la Cisal ha indetto lo stato di agitazione e un immediato incontro con la Gesap.   

Cercasi sindacato di lotta a Punta Raisi

[Se siamo destinati ad annoiarci, facciamolo con cognizione di causa, e per questo valutiamo adeguatamente i piaceri che perdiamo, e non sottovalutiamo quelli che possiamo procurarci. Montesquieu] Domani gli rsa  sono stati convocati dalla Gesap per parlare della privatizzazione della controllata Gh Pmo. Privatizzazione che i sindacati non vogliono, ma a poche ore dall’incontro nel sito della Gesap è stato pubblicato il bando che di fatto apre alla privatizzazione. Un sindacato di lotta, e siamo portati a credere che non è presente a Punta Raisi, non dovrebbe andare all’incontro e bloccare lo scalo, come hanno fatto a Milano per la vicenda della Sea handling. Ma i nostri sindacati che si sentono più furbi ed evoluti dei colleghi milanesi andranno all’incontro, diranno che non sono d’accordo e inizierà il processo di raffreddamento e l’eventuale sciopero. Nel frattempo la Gh sarà privatizzata. Ma nel frattempo i sindacati dovrebbero chiedersi chi ha stabilito che l’80% della Gh pmo  vale un milione e 850 mila euro, quando alcuni anni fa la Gesap ha pagato alla Gh Napoli un  milione e 800 mila euro per ricomprarsi il 49% di GH Pmo?  INVITO A MANIFESTARE INTERESSE per la partecipazione alla procedura ristretta per la cessione del 80% del capitale azionario di GH PALERMO S.P.A. - società esercente servizi di full handling presso l’Aeroporto “Falcone Borsellino” Scade il 27 - 02 - 2014 alle ore 14:00. Il pacchetto azionario rappresentante l'80% del capitale sociale di GH PALERMO S.P.A., costituito da 1.160.000 azioni del valore nominale di € 1,00 (un euro) ciascuna. Ges.Ap. S.P.A., attraverso idonei patti parasociali, intende mantenere una presenza di minoranza all'interno degli Organi Sociali (Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale), escluso qualunque ruolo diretto nella gestione operativa della Società. La cessione delle azioni avverrà mediante svolgimento di una procedura ristretta (pubblico incanto ad offerte segrete in rialzo da confrontarsi con il prezzo a base d'asta, secondo quanto previsto dall'alt.73, lett. e), del R.D. 827/24 e successive modificazioni) alla quale verranno ammessi i soggetti che avranno inviato nei termini la manifestazione di interesse.  Un'offerta vincolante al rialzo partendo da una base d'asta di € 1.850.000,00 (un milione ottocento cinquantamila/00) per l'intero pacchetto azionario oggetto della cessione. Il pacchetto azionario oggetto della cessione non è frazionabile e deve pertanto essere formulata un'unica offerta per l'intera partecipazione. Non saranno ammesse offerte economiche in diminuzione rispetto al prezzo a base d'asta che sarà indicato nella lettera di invito. Gli elementi che dovranno comporre l'offerta vincolante saranno specificati in dettaglio nella lettera d'invito alla presentazione dell'offerta vincolante. L'aggiudicazione avverrà in favore del miglior offerente (prezzo più alto). In caso di offerte uguali si procederà ad una gara esclusivamente riservata a coloro che le hanno presentate, ai sensi dell'art.77 del citato R.D. 827/1924. Si procederà ad aggiudicazione anche nel caso di una sola offerta valida.

Birgi-Ryanair, quale futuro?

[Guerra servile. La più giusta che sia mai stata intrapresa, giacché mirava a impedire il più terribile abuso mai perpetrato contro la natura umana. Montesquieu] Se ne saprà qualcosa di più giovedì 23 gennaio del destino dell'aeroporto di Birgi. È  quella infatti la data fissata per firmare il contratto con Ryanair che scade il 31 marzo. Al tavolo per la firma ci saranno i vertici di Ryanair, di Airgest, società di gestione dell'aeroporto, e la Camera di
 
Commercio come espressione della cabina di regia che è stata definita per coinvolgere i Comuni nell'azione di co-marketing, fondamentale per rinnovare la collaborazione con gli irlandesi.  A conti fatti dalle amministrazioni locali sono arrivati 2 milioni e 100 mila euro. L'intesa con Ryanair non sarebbe più quinquennale ma triennale. Gli effetti dell'incertezza di questi mesi si cominciano a fare sentire. La compagnia aerea ha già cancellato sette rotte da Trapani: Billund, Amburgo Lubecca, Lipsia, Londra Luton, Rzeszow, Valencia e Stoccolma Skavsta oltre al volo da Palermo per Oslo Rygge, come si evince dal sito della low cost irlandese.  Michael O'Leary prepara un altro colpo e per dimostrare che vuole giocare in grande chiama a raccolta un nome forte come quello di Google. Il terreno su cui si svolgerà l'ultima partita in ordine di tempo del ceo di Ryanair sarà ancora una volta quello delle prenotazioni e vendite online, come ha rivelato lui stesso nelle interviste rilasciate nel corso del weekend alla stampa irlandese.  O'Leary ha posto per ora il top secret sui contenuti del nuovo sistema per cercare, prenotare e comprare i biglietti aerei, ma nel perfetto stile del manager ha spiegato che una volta attivo sarà destinato a rivoluzionare completamente i meccanismi delle vendite online e il pricing della compagnia low cost potrà essere presente su tutti i sistemi collegati con Google.  Sui tempi di realizzazione del progetto Michael O'Leary preferisce non sbilanciarsi eccessivamente, ma spiega: “Speriamo di essere pronti per la fine di marzo”. Sul nuovo sistema di ricerca voli, prenotazione e vendita di Ryanair e Google arriva la brusca frenata del motore di ricerca. E si apre un giallo.  Lo scorso weekend il ceo del vettore low cost Michael O'Leary aveva annunciato alla stampa irlandese la messa a punto di un sistema che avrebbe rivoluzionato, forse già a partire da fine marzo, il modo di vendere biglietteria aerea online.  Non è dello stesso avviso Google, che oggi ha diffuso una nota in cui si puntualizza: “Al momento non abbiamo niente di nuovo da annunciare”. Poi entrando nel dettaglio spiega: “Google ha lanciato Ricerca Voli già nel mese di marzo 2013. Ricerca Voli consente alle persone di comparare al meglio orari e tempi di volo e relativi prezzi in un unico sito. Abbiamo accordi con un certo numero di compagnie aeree in tutto il mondo ma al fine di migliorare i risultati siamo sempre alla ricerca di nuovi accordi con altre compagnie”.