lunedì 30 settembre 2013

LA CISAL VUOLE SOCIALIZZARE LA GESAP

[Il reale è quello che vede la maggioranza. Borges] Il Direttivo riunito stamattina ha analizzato l'attuale situazione dello scalo Palermitano con particolare riguardo rispetto alla ipotesi di privatizzazione della GESAP e della GH Palermo. Dopo ampio e approfondito dibattito i Dirigenti Sindacali della LEGEA CISAL hanno deciso all'unanimità di dare mandato alla segreteria di promuovere iniziative eclatanti e manifestazioni tendenti alla richiesta di un intervento diretto della Regione Sicilia sullo scalo di Palermo e sulle quote di pertinenza della provincia regionale , rivendicando in tal senso una visione di insieme da parte di un governo regionale che ad oggi detiene quote azionarie di tre dei 5 aeroporti isolani determinando, in particolare gravi e pesanti situazioni di squilibrio tra gli scali. ( vedasi vicenda Airgest di TP  certamente rafforzata e in controtendenza rispetto al limitrofo scalo di Palermo). Tale iniziativa di richiesta di acquisizione di quote azionarie di GESAP da parte della Regione  potrà,  a cura della segreteria , essere portata avanti anche insieme ad altre organizzazioni sindacali dello scalo ricercando laddove possibile iniziative unitarie !  Altro punto programmatico deliberato dal direttivo riguarda il   pieno rispetto e la salvaguardia dei diritti del personale tutto sia riguardo agli aspetti economici e previdenziali che a quelli contrattuali qualora si dovesse addivenire alla stipula di accordi con i vertici aziendali. Altra questione dibattuta è stata la ipotesi di dare vita , attraverso un preciso mandato , conferito a dei professionisti esterni , ad un piano di studio della realizzabilità , di un progetto di azionariato popolare tra i dipendenti della GESAP e della GH Palermo che possa ipoteticamente rilevare quote azionarie societarie attraverso l'utilizzo dei TFR o di denaro non ricevuto ma dovuto dalla azienda, con l'impegno al contempo di potere in tale caso rivendicare in sede di assemblea dei soci una presenza di rappresentanti dei lavoratori eletti.  Con il termine socializzazione dell'economia si intende una teoria, attuata in ambito fascista repubblicano, di trasformazione sociale dell'economia nella quale la proprietà dei mezzi di produzione non è esclusiva del capitalista, ma è partecipata con i lavoratori impiegati nell'azienda. Il direttivo, riguardo alla ipotesi di vendita separata delle intere quote della GH Palermo a privati , rispetto a quanto paventato per GESAP ha respinto in toto tale ipotesi dando mandato alla segreteria e al coordinamento aziendale di GH di chiedere un percorso comune e laddove necessario di tornare a riferire lo stato delle cose ai propri associati in GH prima di prendere qualsiasi decisione al riguardo. 

Un pregiudicato tiene in ostaggio l’Italia

[I  berlusconiani più fedeli pronti a dimettersi. Dudù ha già restituito il collare.  Spinoza]“Lo strappo di Silvio Berlusconi minaccia la stabilità della zona euro”: questo il titolo di apertura del quotidiano francese Le Monde,  uscito in edicola. “Silvio Berlusconi prende l'Italia in ostaggio”,
titola poi il quotidiano nelle pagine interne.
Il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert, ha dichiarato che il governo tedesco è interessato a un governo stabile in Italia: “Seguiamo naturalmente con attenzione” la situazione italiana.  Il portavoce ha aggiunto di augurarsi che “tutte le forze interessate alla stabilizzazione della situazione” siano coinvolte. Alla domanda se ci siano stati contatti diretti tra Merkel e l'Italia, Seibert ha risposto che i contatti ci sono regolarmente e che in generale il governo mantiene la riservatezza sui contenuti.  Rappresentanti dell'Unione cristiano democratica (Cdu-Csu) della cancelliera Angela Merkel e del partito socialdemocratico (Spd) si incontrano per la prima  volta venerdì per colloqui esplorativi dopo le elezioni, in vista di un governo di grande coalizione. Lo riferisce l'agenzia Dpa citando fonti Cdu. Come volevasi dimostrare. L’incertezza politica si fa sentire sui mercati finanziari. Lo spread Btp-Bund schizza a quota 290 punti base in apertura, con il rendimento dei nostri titoli di Stato che sale al 4,71% dopo che i berluscones   hanno di fatto aperto la crisi del governo Letta. Il differenziale è di 26 punti più alto rispetto ai 264 della chiusura di venerdì. La Borsa di Milano parte in calo con il Ftse Mib che cede in apertura il 2,4% a 17.229 punti. A trascinare verso il basso l’indice di piazza Affari sono soprattutto i titoli bancari, affossati dal rialzo dello spread e dalle incertezze politiche: la peggiore è Monte dei Paschi, che cede il 6%, Unicredit il 4%, Intesa Sanpaolo perde il 5%. Sospese in asta di volatilità Mediobanca, Mediolanum, Ubi Banca e Ansaldo Sts. Non fanno eccezione le aziende di casa Berlusconi, che aprono con il segno meno. Il titolo di Mediaset, tra i peggiori ribassi del Ftse Mib, cede il 4,39% a 3,004 euro, con quasi 800mila pezzi passati di mano. In rosso anche Mediolanum, -1,74% in asta di volatilità, e Mondadori -5,24% a 0,886 euro. In controtendenza rispetto al calo generale, il titolo di Telecom, che guadagna il 2,24% in attesa del consiglio di amministrazione di giovedì prossimo e del riassetto dei vertici. Il Wall Street Journal apre in prima pagina con un articolo dal titolo “L’Italia persegue la nuova coalizione senza un voto”. “Letta e Berlusconi perdono tempo mentre Roma brucia”, si legge all’interno del giornale, che stigmatizza il comportamento dei politici del nostro Paese. Il problema vero, secondo il quotidiano, è che “unici tra i Paesi dell’eurozona, gli italiani sono riluttanti ad accettare la responsabilità per la situazione difficile del loro Paese” e la classe politica “ha coerentemente presentato la crisi come qualcosa che è stata ‘creata’ da Bruxelles, da Francoforte, dagli speculatori”. Tutt’altro che roseo, secondo l’editoriale, il futuro per l’economia del vecchio continente. “La più grande minaccia alla sopravvivenza della zona euro“, sostiene il Wsj, “è sempre stata che l’incapacità dell’Italia di riformarsi potrebbe condurre ad uno scontro con la Germania sul limite in cui i debiti della periferia potrebbero essere mutualizzati attraverso un ampio intervento della banca centrale“. E conclude: “Il rischio è che gli eventi di questo fine settimana potrebbero aver avvicinato quello scontro che si teme da tempo”

S&P,rating Portogallo a rischi taglio

[In quel periodo uscivo con una ragazza e dovevamo sposarci, ma c’era un conflitto religioso lei era atea e io agnostico. Non sapevamo senza quake educazione educare i figli. Woody Allen]  
Standard & Poor's ha messo il rating del Portogallo, pari a “BB”, in “watch negative”: significa che Lisbona rischia un taglio del suo merito di credito, già in area speculativa. Un’ora di lavoro in più al giorno. La legge, promulgata dal presidente del Portogallo Cavaco Silva, entra in vigore il 28 settembre: da sabato a Lisbona tutti i dipendenti pubblici sono costretti a lavorare 40 ore alla settimana, invece che 35. Annunciato nel mese di maggio   Annunciato nel mese di maggio, il provvedimento è contestato per vie legali dai sindacati. Ed è braccio di ferro con il ministero delle Finanze che, secondo quanto scrive il quotidiano Diário Económico, questa settimana potrebbe invocare davanti al Tribunale amministrativo della capitale portoghese “i poteri per l’interesse pubblico”, che concedono esenzioni speciali per effettuare cambiamenti nella legislazione. La legge approvata dal Parlamento a fine luglio dalle forze in seno al governo (il Partito socialdemocratico di centrodestra e il Partito del centro democratico sociale – Partito popolare Cds-Pp) fa parte delle ultime misure addizionali che il Portogallo ha promesso in cambio degli aiuti internazionali di 78 miliardi di euro. Attualmente i funzionari pubblici nel Paese sono circa 600 mila, il 13 per cento della popolazione in età attiva, anche se il suo numero è diminuito dall’inizio della crisi economica. L’opposizione frattanto ha chiesto un esame urgente alla corte costituzionale, che ha già annullato vari tagli del governo lo scorso aprile per violazione del principio di uguaglianza: la legge è “unilaterale e ingiusta”, ha affermato il portavoce del partito socialista Carlos Zorrinho. Ma il governo di Pedro Passos Coelho non sembra voler cedere di un millimetro: “Ricorreremmo a tutti i meccanismi legali”, fanno sapere dal palazzo de São Bento. Ad aprile la Corte aveva già bocciato alcune misure – come la riduzione
dei salari ai funzionari pubblici e ai pensionati – con le quali il governo contava di risparmiare circa 1,3 miliardi di euro. L’esecutivo portoghese aveva quindi deciso di ridurre la spesa con nuovi aggiustamenti: il riordino della spesa dei ministeri, l’aumento dell’età pensionabile fino a 66 anni e del monte ore di lavoro settimanale nel settore pubblico. Commissione europea, Bce e Fondo monetario internazionale raccomandavano poi al governo portoghese di tagliare anche il numero dei funzionari pubblici. Frattanto la Corte, su richiesta del capo dello Stato, sta esaminando un’altra legge in merito al licenziamento dei funzionari, conosciuta come mobilità speciale. L’applicazione della norma pretende facilitare la cessazione del rapporto di lavoro del personale precario (soprattutto scolastico) che è attualmente in attesa di essere collocato e che a partire da adesso potrà rimanere in lista d’attesa per un massimo di
dodici mesi. Finito questo periodo – nel quale ricevono salari più bassi rispetto alla legge – i dipendenti pubblici possono scegliere di entrare in un’altra lista di attesa senza ricevere uno stipendio o chiudere il rapporto di lavoro con lo Stato, avendo diritto al sussidio di disoccupazione. Sconfitta storica in Portogallo del partito di centrodestra del premier Pedro Passos Coelho. Nelle elezioni municipali gli elettori hanno premiato l’opposizione socialista bocciando di fatto la politica di austerità del governo. Nuovamente rivendicata dal Primo ministro. “Come presidente del Partito socialdemocratico e Primo Ministro – dice Pedro Passos Coelho – continuerò nel percorso intrapreso finora che è indispensabile per superare la crisi economica e ristabilire la fiducia e la crescita del Portogallo”. Il centrodestra ha perso il controllo di almeno tre grandi città: Porto, Vila Nova de Gaia e Sintra. A Lisbona è stato riconfermato il sindaco socialista. L’opposizione ha conquistato almeno 130 comuni contro i 90 del centrodestra. Ma queste elezioni sono state caratterizzate anche dalla presenza record di candidati indipendenti, circa 80, che con un discorso improntato contro le misure di rigore imposte da Bruxelles hanno contrastato i partiti tradizionali.

Erdogan si dimentica del popolo armeno

[Innamorarsi è dar vita ad una religione il cui dio è fallibile. Borges] Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato oggi una revoca del divieto di indossare il velo islamico per le dipendenti pubbliche. Il bando del velo negli uffici pubblici era praticamente l'ultimo ancora in vigore in Turchia dopo che negli 11 anni di governo islamico sono già stati abrogati i divieti imposti in nome della laicità dello stato. La revoca del divieto per le pubbliche dipendenti non si applica a militari e magistrati. Il premier turco Erdogan ha annunciato una serie di riforme per la democratizzazione del Paese. Le misure riconoscono maggiori diritti alla comunità curda, come la possibilità di impartire insegnamenti in lingue diverse dal turco nelle scuole private, o l’uso di lettere dell’alfabeto e di tastiere compatibili con il curdo. Alcune località riacquisteranno i loro nomi originari. Inasprite le pene per i crimini d’odio, ovvero quelli a sfondo razziale o politico. Revocato il divieto del velo islamico negli uffici pubblici. Un monastero requisito ai cristiani siriaci verrà restituito. Proposte varie opzioni per i cambiamenti alla legge elettorale, che dovranno essere ulteriormente dibattuti. Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha esortato le donne turche ad avere almeno 4 figli, per garantire la crescita economica del Paese, riferisce la stampa di Ankara. All'inaugurazione della centrale geotermica di Denizli, il premier islamico ha detto che “3 non bastano, fate 4 bambini”. Più volte Erdogan ha invitato le famiglie ad avere almeno 3 figli e ha fortemente criticato il ricorso all'aborto e al parto cesareo, affermando che fanno calare la natalità.

007 Israele, arrestato agente Iran

[Il sesso senza amore è un’esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è una delle migliori. Woody Allen] I servizi segreti israeliani (Shin Bet) hanno reso noto oggi di aver arrestato, due settimane fa, un agente iraniano. Si tratta, secondo la radio militare, di un uomo d'affari belga, Alex Mans, originario dell'Iran. L'uomo, ha aggiunto l'emittente, è stato reclutato dai Pasdaran nell'apparente intento di creare una rete spionistica in Israele. Nei bagagli di Mans sono stati trovati documenti vari fra cui fotografie dell'ambasciata Usa a Tel Aviv.  Critiche indirette al governo israeliano sull'atteggiamento da tenere di fronte alle aperture iraniane sono arrivate da Shimon Peres mentre il premier Netanyahu è diretto in Usa dove incontrerà Obama e poi affronterà la questione iraniana all'Onu. Riferendosi all'atteggiamento critico dei dirigenti israeliani alla disponibilità di verificare le nuove posizioni iraniane, Peres ha detto: “Non mi piace questo tono di disistima. Anche gli altri hanno un cervello, non solo noi”. Bloccare in extremis il rilascio di un nuovo scaglione di detenuti palestinesi: questo l'appello lanciato da attivisti del Likud, con vistosi annunci a pagamento sulla stampa. “Il terrorismo avanza; dobbiamo bloccare la liberazione dei terroristi” si legge in un appello che menziona la recente uccisione di due soldati in Cisgiordania. Nell'altro annuncio a pagamento decine di membri del Comitato centrale del Likud chiedono a Netanyahu di opporsi “alla liberazione”.

domenica 29 settembre 2013

Disordini in aeroporto Istanbul

[Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto. Woody Allen ]La polizia turca ha sparato lacrimogeni nell'aeroporto di Istanbul per disperdere circa 200 manifestanti che dimostravano in appoggio allo sciopero dei dipendenti della Turkish airlines. Le forze dell'ordine hanno impedito ai manifestanti, che avevano risposto all'appello di un collettivo sindacale, di marciare verso la sede della compagnia aerea che si trova nel complesso aeroportuale. I dipendenti della Turkish airlines sono in sciopero dal 15 maggio. Battaglia al Parlamento europeo a Bruxelles per la sicurezza in volo sui cieli d'Europa. A Bruxelles si affilano le armi per la battaglia attesa lunedì alla commissione Trasporti dell'europarlamento, in occasione della discussione sulle nuove regole proposte dall'esecutivo Ue, che unificano i tempi di servizio per piloti e assistenti in tutti gli stati membri. Più della metà dei piloti di aereo inglesi dorme durante il volo, e un terzo di essi si sveglia trovando anche il proprio co-pilota addormentato. Sono i risultati di un sondaggio svolto su 500 piloti dall'Associazione dei piloti inglesi (Balpa). La ricerca ha scoperto inoltre che il 43 per cento dei capitani di volo pensa che la stanchezza abbia compromesso la propria abilità almeno una volta negli ultimi sei mesi. Il sondaggio è stato compiuto pochi giorni prima che il Parlamento inglese voti la proposta di fissare un tetto massimo di ore di volo per i piloti e il loro equipaggio che lavorano nelle compagnie inglesi. L'Autorità dell'aviazione civile aveva scoperto pochi giorni fa che il 13 agosto un Airbus A330 di un operatore inglese aveva volato con il pilota automatico perchè sia il capitano che il co-pilota si erano addormentati. Dall'inchiesta era emerso che entrambi avevano dormito meno di cinque ore nelle due notti precedenti. Secondo il sondaggio, il 56 per cento dei piloti si è addormentato almeno una volta in volo, e nel 29 per cento dei casi stava dormendo anche il co-pilota.


La Cisl preoccupata per Lmp

[Futura / Il suo nome detto questa notte / mette già paura / sarà diversa / bella come una stella / sarai tu in miniatura / ma non fermarti / voglio ancora baciarti / chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro / qui tutto il mondo / sembra fatto di vetro / e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio. / Di più / muoviti più in fretta di più / benedetta più su nel silenzio tra le nuvole più su / che si arriva alla luna / sì la luna / Ma non è bella come te questa luna… Futura – Lucio Dalla]  La Cisl è preoccupata per le sorti dello scalo di Lampedusa. Che la Cisl  aeroportuale si preoccupa di Lampedusa è già una notizia non da poco e fa ben sperare che inizi una politica contro l'abbandono e l'incertezza politica gestionale di Palermo Punta Raisi.   Il coordinamento provinciale letto il bando di gara all’oggetto e il relativo capitolato d’oneri nonché i quesiti e le relative risposte circa l’impiego delle risorse umane inerenti ai lotti 1 e 2 , ha maturato alcuni convincimenti circa la conservazione dei posti di lavoro dei lavoratori già presenti sullo scalo di Lampedusa  (9 unità), per cui si rende necessario un incontro urgente per meglio analizzare la tutela così come previsti dalla normativa europea e dalla sentenza n.2374 del 30 aprile della stessa sezione del consiglio di stato atta “a garantire la continuità dei rapporti di lavoro in essere al momento del subentro, con esclusione di ulteriori periodi di prova, di tutto il personale già impiegato nei servizi oggetto della concessione in esecuzione di precedenti convocazioni”. La Cisl ha chiesto un incontro con l’Enac, direzione aeroportuale, di Palermo.  

Tetto stipendi anche per Rai, Ferrovie e Anas

[Non si deve fare mediante le leggi quanto è possibile fare mediante i costumi. Montesquieu] È  di 294mila euro il tetto per i compensi degli amministratori con deleghe  di Anas, Rai e Ferrovie dello Stato. Mentre per le altre 18 società controllate dal ministero dell’Economia si fissano stipendi all’80% o al 50% del trattamento economico del primo presidente della Cassazione. È  quanto prevede lo schema di decreto del Mef trasmesso al Parlamento per i pareri. Le società controllate dal Mef sono state classificate in tre fasce, tenendo conto di “indicatori dimensionali quantitativi, volti a valutare la complessità organizzativa e gestionale e le dimensioni economiche delle stesse società”. Gli indicatori individuati sono il valore della produzione (maggiore o uguale a 1 miliardo, a 100 milioni o minore di cento
milioni), investimenti (maggiori o uguali a 500 milioni, maggiori o uguali a 1 milione, inferiore a un milione) e numero dei dipendenti (maggiore o uguale a 5.000, a 500 o meno di 500). Gli emolumenti per i manager saranno determinati dai cda rispettando i tetti stabiliti dal decreto, che si applicheranno “all’importo complessivo degli emolumenti da corrispondere, comprensivi della parte variabile ove prevista” per i compensi spettanti “all’amministratore delegato, ovvero al presidente, qualora lo stesso sia l’unico componente del Cda al quale siano state attribuite deleghe”. In prima fascia si trovano, secondo la simulazione allegata al provvedimento sulla base dei dati del triennio 2009-2011 solo Anas, Ferrovie dello Stato e Rai. Per gli amministratori con deleghe di questa fascia il tetto è fissato al 100% del trattamento economico del primo presidente di Cassazione (293.658,95 euro lordi nel 2011). In seconda fascia, sempre secondo la simulazione, ci sarebbero Invitalia, Coni Servizi, Consap, Consip, Enav, Eur, Gse, Ipzs, Sogei e Sogin, con tetto fissato all’80% del compenso di riferimento. Mentre in terza fascia andrebbero le restanti otto controllate dal ministero dell’Economia, Arcus, Cinecittà Luce, Italia Lavoro, Ram, Sicot, Mefop, Sogesid e Studiare Sviluppo, ai cui manager andrà il 50% del trattamento economico del primo presidente di Cassazione. Il tetto agli stipendi dei manager delle società non quotate era stato introdotto dal governo Monti con il decreto Salva-Italia, prevedendo appunto che la classificazione per le controllate del Mef avvenisse con un successivo decreto.

sabato 28 settembre 2013

Torna rischio - Italia

[E sotto 'o sole vene / e se ne va' / e saglie sulamente 'a voglia e 'jastemma' / e nun ne parlamme cchiù / nun ne parlamme...  Sotto 'o sole - Pino Daniele] L'Italia torna prepotentemente al centro dei riflettori dei mercati, con l'apertura di borsa e titoli di Stato lunedì che diventa un nuovo “test” sul rischio-Paese dopo le dimissioni dei ministri del Pdl chieste oggi da Silvio Berlusconi. Una situazione divenuta incandescente come dimostrano le indiscrezioni, seccamente smentite, di contatti fra il presidente della Bce Mario Draghi e Standard & Poor's per scongiurare un taglio del rating che circola a livello di rumor. Il rapporto deficit-pil si attesterà nel 2013 al 3,2%, sopra il 3,1% atteso dal governo, per poi calare nel 2014 al 2,1%. Lo prevede il Fmi, sottolineando che il debito arriverà quest'anno al 132,3%, per salire nel 2014 al 133,1%. Le autorità italiane - dice l'Fmi - hanno intrapreso sostenuti aggiustamenti di bilancio nonostante un contesto di crescita difficile, rafforzando la fiducia. Ora bisogna identificare misure che bilancino la perdite delle entrate per l'abolizione dell'Imu. L'eventuale caduta del governo avrebbe un impatto positivo sui conti pubblici, con il rapporto Deficit/Pil che tornerebbe sotto il 3%. Lo rileva la Cgia di Mestre, che sottolinea come negli ultimi 3 mesi dell'anno ci sarebbe l'aumento dell'Iva, con entrate per 1 mld, e il pagamento della seconda rata Imu, con incassi per 2,4 mld. Questi 3,4 miliardi complessivi servirebbero a coprire le uscite previste per 2,5 miliardi, lasciando 900 milioni che consentirebbe il rientro nel tetto del 3%. La giunta delle immunità “sospenda il giudizio in attesa della decisione della Corte Europea” presso la quale è stato presentato un ricorso contro la legge Severino e che dovrebbe decidere “in tempi assai ravvicinati, ovvero nell'ordine di pochi mesi”. È  quanto si legge nella memoria difensiva del pregiudicato Silvio Berlusconi, depositata questa mattina in Senato.

Continua boom debito pubblico in Francia

[Dicevo: a Parigi nulla mi colpisce quanto la piacevole indigenza dei gran signori e la noiosa opulenza degli uomini d’affari. Montesquieu] Il debito pubblico della Francia è aumentato di 41,9 miliardi di euro nel secondo trimestre per raggiungere i 1912,2 miliardi a fine giugno, equivalenti al 93,4% del Pil, secondo l'Insee, l'Istituto nazionale di statistica francese. I consumi delle famiglie sono scesi dello 0,4% ad agosto. L'istituto ha anche confermato l'uscita dalla recessione, già annunciata ad agosto, con un Pil allo 0,5% nel secondo trimestre, che segue due trimestri consecutivi in nero. Bruxelles tappa obbligatoria per il ministro dell’economia francese Pierre Moscovici venuto a rassicurare l’Europa all’indomani della presentazione della legge finanziaria. L’anno prossimo la Francia stringerà ancora la cintura con uno sforzo pari a 18 miliardi, soprattutto tagli alla spesa pubblica e qualche introito fiscale in più. “La Francia si riforma – ha dichiarato il ministro francese Pierre Moscovici. Vorrei ricordare la riforma del mercato del lavoro, la più importante da 40 anni. Vorrei ricordare la riduzione dei deficit strutturali e nominali, vorrei sottolineare che ormai agiamo soprattutto con tagli alla spesa” Bruxelles ha concesso due anni in più a Parigi per ridurre il deficit, che l’anno prossimo dovrebbe attestarsi al 3,6% del Pil, per poi rientrare nei giusti limiti nel 2015. Addio ad alcuni sgravi fiscali, aumento dell’Iva e una pressione fiscale che nel 2014 andrà oltre il 46% del Prodotto interno Lordo, non si può veramente parlare di una pausa fiscale malgrado le promesse de Presidente Hollande, la cui popolarità è caduta a picco al 23%. Ma Parigi non cerca nell’Europa un capro espiatorio. Se ci saranno politiche di rigore, ricorda il governo, è perché è necessario, non perché Bruxelles voglia mettere a tappeto la Francia. Stimolare la crescita e creare lavoro: questo l’obiettivo dichiarato della legge di bilancio per il 2014 del governo francese. Nella bozza appena presentata l’esecutivo guidato da François Hollande, stretto tra il rigore chiesto da Bruxelles e il malcontento popolare per la pressione fiscale, ha operato scelte precise. La prima, quella di privilegiare i tagli alla spesa pubblica rispetto all’aumento delle tasse. La seconda, quella di favorire a livello fiscale le aziende rispetto ai consumatori. Per l’anno prossimo Parigi prevede risparmi per 15 miliardi di euro, insieme ad un gettito extra di 3 miliardi che andrà ad aggiungersi ai 6 miliardi in arrivo dall’aumento dell’IVA. Il deficit di bilancio dovrebbe assestarsi al 3,6% del Prodotto interno lordo, in aumento rispetto alle previsioni precedenti. Un obiettivo, intanto, il governo sembra averlo centrato, almeno in apparenza. Per la prima volta in più di due anni ad agosto il numero di disoccupati registrati è calato: 50 mila unità in meno rispetto a luglio. Lo stesso ministero del Lavoro, però, avverte di prendere i dati con le pinze: circa 277 mila persone, infatti, sono uscite dalle statistiche per non aver aggiornato la propria posizione.

venerdì 27 settembre 2013

La Cisal contro la privatizzazione della Gesap

[Marty non è mai stato un uomo previdente. Non ha neanche la ruota di scorta. GIBSON MEL] La Cisal lunedì prossimo riunirà il direttivo provinciale per discutere di privatizzazione nel settore aeroportuale. Nel  corso della riunione i vertici del sindacato autonomo dovranno decidere cosa fare, se iniziare una trattativa, oppure iniziare a lottare concretamente, mettendo da parte la demagogia, contro ogni tipo di privatizzazione.  Certo parlare di privatizzazione in Italia è come dire che Cicciolina è vergine. A Trapani il presidente rivoluzionario Crocetta ha deciso di comprare le azioni della Provincia, stessa cosa potrebbe  fare a Palermo, propone la Cisal.  A volte la rivoluzione ti coinvolge talmente tanto che quando parli non riesci a riflettere. Caro presidente, rivoluzionario, come fai a comprare quello che già è tuo, cioè della regione. Il problema potrebbe nascere al momento della ricapitalizzazione di Birgi e dello scalo internazionale di Punta Raisi.   La regione azionista sarebbe la fine per Punta Raisi così come per Birgi, la campagna elettorale si avvicina e i “carusi” di Gela si stanno organizzando,  il 118 è entrato a Punta Raisi, quale sarà la prossima mossa?

A processo Bertolaso, Balducci e Anemone

[Tutte le volte che parlo di te / mi manca il fiato e non so cos'è / e a volte credo di star bene / pensando a quello che mi conviene / dimentico il mondo che respira / quando mi sei vicina. Anima-Pino Daniele]  Il gup di Roma ha rinviato a giudizio l'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, l'imprenditore Diego Anemone, l'ex presidente alle opere pubbliche Angelo Balducci e altri 15 persone coinvolte nell'inchiesta sugli appalti del G8 e alcuni Grandi eventi. L'indagine sulla “cricca” nacque a Firenze nel 2010, poi fu trasferita a Perugia e infine a Roma per competenza. Il gup Massimiliano Di Lauro ha recepito la richiesta del pm Roberto Felici, titolare del fascicolo. La principale accusa mossa a Bertolaso è quella di corruzione poiché nella veste di pubblico ufficiale avrebbe favorito Anemone in cambio di denaro e favori. A Balducci e Anemone, oltre a diversi episodi di corruzione, viene contestata (insieme ad altri 12 imputati) l'associazione per delinquere. Il processo è stato fissato per il prossimo 20 gennaio davanti alla ottava sezione penale.

La Gesap contro il concordato preventivo Windjet

[I matti non hanno il cuore. I matti non hanno il cuore, o se ce l'hanno è sprecato. È una caverna tutta nera. I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato. E a una moglie portata via da chissà quale bufera. I matti senza la patente per camminare. I matti tutta la vita, dentro la notte. Chiusi a chiave. I matti – Francesco De Gregori]

Si è tenuta oggi presso la quarta sezione fallimentare del tribunale di Catania l’udienza nel corso della quale i creditori di Windjet hanno potuto esprimere parere positivo o negativo sulla proposta di concordato avanzata dal vettore aereo catanese. Il concordato prevede un risarcimento del 5% per i passeggeri e del 48% per i dipendenti. Una “soluzione” che permetterebbe all’azienda di salvare i debiti e scongiurare il fallimento ma che il commissario giudiziale Mario Libertini ha già bocciato perché non fornisce adeguate garanzie ai consumatori. Oggi in aula hanno manifestato opposizione al concordato non solo i passeggeri ma anche creditori importanti, come la Gesap, società di gestione dell’aeroporto di Palermo. Il commissario Libertini ha nuovamente confermato il proprio giudizio negativo. Infatti, pur dando atto a Windjet di aver dato chiarimenti su alcuni aspetti evidenziati dalla relazione, alla fine ha ribadito che il piano non offre margini di garanzia sicuri ai creditori chirografari, ovvero i passeggeri rimasti a terra la scorsa estate. In udienza era presente la Procura della Repubblica che a sua volta ha illustrato e depositato una relazione nella quale ha manifestato tutte le proprie perplessità sulla proposta concordataria. In particolare, dopo aver definito il piano delle garanzie “architettura del pegno”, ha tra l’altro, evidenziato e documentato che dalla Centrale rischi della Banca d’Italia emerge un’esposizione della società, che dovrebbe prestare garanzie di pagamento, molto superiore a quanto indicato. Come racconta Confconsumatori, inoltre, si sono svolte le operazioni di voto e “quello che sembrava un fronte monolitico per l’approvazione ha cominciato a manifestare scricchiolii e spaccature. Infatti i passeggeri sembravano esser rimasti i soli ad opporsi, ed invece oggi sono arrivati importanti no, ad esempio da un creditore importante come la società di gestione dell’aeroporto di Palermo. Circa il 50% dei lavoratori ha votato no, così come alcune società”. Rimangono 20 giorni, fino al 17 ottobre, perché tutti coloro che fino ad oggi non lo hanno fatto possano esprimere il proprio dissenso. “Oggi, – commenta l’avv. Carmelo Calì, responsabile nazionale Turismo e Trasporti di Confconsumatori – é accaduto quello che, fino a qualche giorno fa sembrava impossibile: il varco si é aperto, adesso é necessario che quanti più creditori esprimano il proprio voto contrario. E non si comprende chi possa avere interesse a questa approvazione”. 

Iran moderato convincerà Israele?

[Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l'occasione, solo un altra occasione, di tornare qui, sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà. GIBSON MEL] Il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif, nell'incontro a due con il segretario di stato Usa John Kerry seguito a quello allargato ai “5+1”, ha detto che “l'obiettivo dell'Iran è raggiungere un accordo entro un anno” con la comunità internazionale sui nodi del suo programma nucleare. Secondo Zarif, “alla fine dei giochi” l'accordo dovrà coincidere anche con la fine delle sanzioni contro Teheran, da lui definite “controproducenti”. Bushehr, la prima centrale nucleare iraniana (e in Medio Oriente), è ora nella mani di Teheran: è stato firmato un protocollo di trasferimento dell'impianto dalla società costruttrice russa agli specialisti iraniani. Lo riferisce Itar-Tass. In base al protocollo, firmato a Teheran, le garanzie russe saranno in vigore per due anni e un certo numero di specialisti russi resteranno nella centrale per consigliare il personale iraniano e fornire assistenza tecnica. L'Iran ha presentato 30 missili balistici Sejil e Ghadr con una gittata di 2.000 km durante una parata militare. È  la prima volta che l'Iran mostra un numero così elevato di missili balistici. In particolare, 12 missili Sejil e 18 Ghadr a combustibile solido sono stati presentati durante la parata, nel sud della capitale, Teheran. “Negli ultimi 200 anni l'Iran non ha mai attaccato un altro paese”, ha detto il presidente Hassan Rohani: le forze armate “non inizieranno mai un'aggressione”. L'Occidente riconosca il diritto dell'Iran ad arricchire l'uranio sul suo territorio. “L'Occidente - ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani - deve riconoscere tutti i diritti della nazione iraniana, inclusi quelli al nucleare e all'arricchimento dell'uranio sul suo territorio nel quadro delle regole internazionali”. Il diritto all'arricchimento dell'uranio è un punto fermo della strategia negoziale iraniana: “In questi negoziati - ha ribadito Rohani come riferisce l'agenzia Fars - tutti i diritti della nazione iraniana, inclusi i diritti nucleari e i diritti all'arricchimento sul territorio dell'Iran, dovrebbero essere accettati nel quadro delle norme e dei regolamenti internazionali”. Nel riferirsi ai colloqui con l'Occidente, parlando ad una parata militare Rohani ha detto che “siamo pronti a patto che non vi siano precondizioni per i negoziati”. 

giovedì 26 settembre 2013

Ryanair resta a Birgi?

[Gli ecclesiastici sono sempre gli adulatori dei principi, quando non possono essere i loro tiranni. Montesquieu] Il 30 settembre si dovrà iniziare a rinegoziare il contratto di co-marketing tra Ryanair ed Airgest. Tutti con il fiato sospeso, dunque, per conoscere il futuro dello scalo di Trapani che da quando è diventato hub della low cost irlandese ha visto moltiplicare a dismisura il numero dei passeggeri. E non solo. Secondo quanto riporta TrapaniOk, da un recentissimo studio della KPMG sui benefici economici generati dai flussi turistici aeroportuali di Trapani, è emerso che per ogni 1 euro spesi, sono stati generati 60 euro.  Al momento però non ci sono le basi per prevedere che l'accordo venga rinnovato. La Regione in questi giorni è subentrata alla Provincia acquisendone le quote nella partecipazione ad Airgest ma al momento sembra intenzionata a non scucire un euro per l'accordo.  La speranza è che Ryanair alleggerisca le sue pretese. I presupposti in realtà ci sono: proprio qualche settimana fa la low cost di Michael O'Leary ha registrato un decremento del fatturato e un crollo in borsa del 15%. Inoltre, il giornale britannico Which? l'ha posizionata tra le 100 aziende peggiori.    A fronte di un decremento di fatturato - scrive TrapaniOk - Ryanair difficilmente potrebbe tollerare di perdere un hub interessante e dalle potenzialità ancora da esprimere, come quello di Trapani e quindi potrebbe essere disposta a qualche “sacrificio” o gesto di fiducia verso Airgest anche considerato il riassetto a cui sta andando incontro la provincia di Trapani e la composizione societaria di Airgest. Staremo a vedere. Tanto ormai per l'avvio delle trattative manca meno di una settimana. Le prospettive di crescita del traffico per Ryanair parlano di un incremento da 80 milioni a 110 milioni di passeggeri l'anno entro l’anno fiscale 2019. Il vettore ha ordinato 175 nuovi aeromobili Boeing-737 ed ha siglato un accordo di 10 anni con l’aeroporto di Varsavia Modlin ed uno della stessa durata messo a punto con l’aeroporto di Londra Stansted. “I nostri nuovi accordi con Boeing, Varsavia Modlin e Londra Stansted dimostrano che Ryanair continua ad ampliare il nostro vantaggio sostanziale sui costi unitari rispetto a tutte le altre compagnie aeree europee - ha dichiarato il ceo Michael O’Leary -. Useremo questi costi minori per offrire tariffe ancora più basse ai passeggeri Ryanair in tutti i mercati Europei in cui operiamo, e queste tariffe stanno già incrementando le prenotazioni e riempiendo con anticipo i voli, malgrado il minor tasso di questo autunno”. 

DECLINO ALITALIA

[Meglio essere vigliacchi per un minuto che morti per il resto della vita. Woody Allen] Alitalia è alla disperata ricerca di capitali e, per trovarli, potrebbe volare fino in Russia, Cina ed Emirati Arabi. Al termine del consiglio di amministrazione di questo giovedì è arrivata la conferma di un interesse da parte di investitori provenienti dai tre Paesi. Tutte rimandato, comunque, al prossimo 3 di ottobre, data in cui il cda si riunirà di nuovo per discutere del rosso da 300 milioni di euro del primo semestre. Dal 2009, anno in cui l’ex compagnia di bandiera è stata rilevata da un consorzio di soggetti italiani per sottrarla all’acquisto da parte di Air France-KLM, l’azienda ha continuato a macinare perdite. Alla riunione si parlerà anche dell’aumento di capitale da 200 milioni di euro che dovrebbe permettere proprio ad Air France di salire al 50% della compagnia, acquisendone così il controllo. Air France non è l’unica opzione, ha detto il ministro per lo sviluppo economico Zanonato, stiamo lavorando per coinvolgere le banche. Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha deciso un aumento di capitale da 100 milioni di euro per la compagnia aerea. È quanto si apprende al termine del consiglio. La riunione non era di certo iniziata nel migliore dei modi. Nelle stesse ore, infatti, l’Unione europea ha annunciato la decisione di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia perché lo spazio aereo italiano, così come quello di Cipro e Grecia, è ancora troppo frammentato e non rispetta le norme della direttiva sul cielo unico europeo del 2004. Bruxelles ha quindi inviato una lettera di messa in mora chiedendo l’istituzione dei cosiddetti Fab (blocchi funzionali di spazio aereo). L’eccessiva frammentazione in Europa, secondo la Commissione, implica l’adozione di “rotte a zig-zag” che comportano complessivamente costi aggiuntivi per 5 miliardi di euro l’anno. La riforma del sistema di controllo del traffico aereo, che Kallas ha definito “obsoleto”, è per il vicepresidente della Commissione “troppo importante per i passeggeri, le compagnie aeree e l’ambiente per essere lasciata fallire”. La stima sui costi aggiunti da 5 miliardi l’anno è basata sui costi del carburante che viene sprecato per seguire rotte meno efficienti, e non tengono conto dell’aumento dei tempi di percorrenza, dei ritardi e delle emissioni aggiuntive.

Pulvirenti nei guai?

[Ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli ancora? Woody Allen] Bocciato il concordato proposto da Windjet. Il Commissario Giudiziale del concordato preventivo Windjet, avv. Prof. Mario Libertini, ha depositato la relazione ex art. 172 della legge fallimentare, ed ha espresso il proprio giudizio negativo sulla proposta formulata dalla compagnia. Nelle proprie conclusioni il commissario scrive: “Le considerazioni sopra svolte portano alla conclusione per cui la presente proposta concordataria, pur costituendo espressione di un significativo impegno della società debitrice e del suo azionista di maggioranza, non offre, allo stato, margini di garanzia sicuri ai creditori chirografari”. Tutto torna dunque in alto mare per i lavoratori e per tutti i creditori della Windjet. Ma i guai per Pulvirenti non finiscono qui, poiché - come SUD ha scritto qualche mese addietro - la Procura della Repubblica di Catania sta indagando i responsabili legali della Compagnia aerea per il reato di bancarotta fraudolenta. Resta infatti da spiegare come sia stato possibile accumulare un debito che ha superato i 120 milioni di euro. L'indagine, affidata dal Procuratore Salvi ai PP.MM. Tasciotta e Sorrentino, potrebbe avere sviluppi clamorosi. Al contrario la procedura giudiziale va avanti, con tanti punti oscuri. È della scorsa settimana il parere negativo del Commissario giudiziale, prof. Mario Libertini, che potrebbe condurre anche al Fallimento della Società. Sarebbero necessarie, infatti, nuove garanzie patrimoniali da parte di Antonino Pulvirenti o di altro soggetto terzo al fine di poter portare avanti la proposta di Concordato  preventivo. I lavoratori, in caso di esito positivo del Concordato, dovrebbero essere soddisfatti in misura del 48%. 

mercoledì 25 settembre 2013

Meridiana: è scontro tra i sindacati

[L’umanità si trova oggi ad un bivio; una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione  totale.  Woody Allen]Sindacati contro nella vertenza Meridiana. Dopo l'attacco della Filt Cgil nazionale alla proprietà della compagnia aerea, l'Associazione Lavoratori Meridiana-Cassintegrati Meridiana (Ali) replica: “Nessuno tocchi l'Aga Khan”. In attesa dell'incontro in
consiglio comunale a Olbia, previsto per lunedì, al quale dovrebbe partecipare anche l'amministratore delegato di Meridiana, Roberto Scaramella, il sindacalista ex Uil Trasporti Marco Bardini, a nome dell'Associazione Lavoratori Meridiana, tuona: “Mauro Rossi lasci stare l'Aga Khan. Se ancora Meridiana esiste e se la sua base logistica e amministrativa è ancora in Sardegna, lo dobbiamo a lui che ha investito ingentissime somme nella nostra azienda. Se le compagnie low cost non fossero state dopate dagli aiuti diretti e indiretti delle istituzioni italiane - prosegue Bardini - oggi Meridiana sarebbe la prima compagnia aerea italiana. La Cgil di Rossi, lontana anni luce da quella di Landini, al pari degli altri sindacati confederali, ha perso la quasi totalità degli iscritti e non rappresenta più i lavoratori di Meridiana - spiega Bardini -. Si astenga soprattutto dall'attaccare l'Aga Khan a cui, noi lavoratori del Gruppo, dobbiamo essere grati per aver continuato a ricapitalizzare, credendo in Meridiana, anziché mandare tutti a casa”. Ferragosto alle Mauritius con il biglietto gratis, pagato da Meridiana, la compagnia aerea sarda con i conti in rosso che lotta per la sopravvivenza e si appresta a chiedere maggiori sacrifici ai suoi dipendenti. A partire per la meta esotica è infatti Marco Veneziani, segretario nazionale della Uil Trasporti, uno dei principali referenti sindacali assieme ai colleghi di Cgil, Cisl e Ugl nelle trattative per la definizione dei nuovi contratti del settore del trasporto aereo. I dipendenti sono in fibrillazione: davanti a loro si prospetta un futuro di cassa integrazione e mobilità. L’azienda ha già mandato in Cig 1.350 lavoratori, fra piloti e assistenti di volo. Mentre aumenta il lavoro per i colleghi della controllata Air Italy, la compagnia entrata a far parte del gruppo Meridiana dopo la fuoriuscita dell’ex ad Giuseppe Gentile. Air Italy paga piloti e assistenti di volo il 30 per cento in meno rispetto a Meridiana. Il sindacato Usb da tempo denuncia il travaso di attività da Meridiana ad Air Italy come un’operazione poco chiara e illegittima posta in essere per abbassare il costo del lavoro senza trattare un nuovo contratto con i dipendenti. Mentre nelle ultime settimane, nel silenzio più totale, sono andate avanti le trattative di Meridiana proprio con i confederali per la ratifica del nuovo contratto di settore. Come minimo, dunque,
questo viaggio per il rappresentante nazionale
Uil Veneziani capita in un momento poco opportuno: quel Veneziani che nel 2011 fu il protagonista della clamorosa espulsione dell’intera squadra dei rappresentanti territoriali della Uil Trasporti e delle Rsa delle basi Meridiana di Olbia, Verona e Cagliari, 13 persone in tutto fra Rsa e delegati provinciali, che vennero commissariati dallo stesso Veneziani il giorno dopo la data dell’accordo, per non aver voluto firmare il nuovo patto con l’azienda. La squadra di delegati – tutti eletti dai lavoratori – venne sostituita da persone nominate direttamente dal segretario nazionale.  Meridiana dovrà arrivare al prossimo vertice sindacale, atteso a breve, “con un piano industriale capace di coniugare il rilancio dell'azienda e il mantenimento dei livelli occupazionali unitamente al soddisfacimento delle attese del territorio regionale che non può permettersi l'indebolimento della compagnia anche in considerazione dell'alto numero di lavoratori impiegati, molti dei quali residenti nell'Isola”.  Nel merito della vertenza, la Cisl attende “l'assunzione di una forte iniziativa da parte della Regione sarda, ed in particolare del presidente Ugo Cappellacci che dovrà personalmente assumere impegni adeguati e finalizzati a scongiurare eventuali ipotesi di indebolimento della presenza di Meridiana in Sardegna. Per tali ragioni la Cisl e la Fit chiedono l'immediata convocazione di un incontro per discutere il futuro assetto della compagnia a garanzia della mobilità dei sardi e del mantenimento dei livelli occupazionali”. Nuvole sul futuro di Meridiana con tagli in vista per la compagnia che non ha presentato offerte per partecipare al bando della continuità territoriale per gli aeroporti di Cagliari e Alghero. Otto aerei, sin dalla prossima stagione invernale, potrebbero restare a terra.  L'ad Roberto Scaramella ha spiegato che la compagnia ha partecipato al bando sulla continuità territoriale solo su Olbia perché “avrebbe pregiudicato il futuro dell'azienda: Meridiana - ha detto - non può farsi carico dei costi per offrire la stessa tariffa ai turisti. Non abbiamo presentato offerta per Cagliari e Alghero,
una decisione presa con sofferenza che determinerà l'incremento del ricorso della cassa integrazione, ma la partecipazione al bando avrebbe implicato delle perdite strutturali. Abbiamo invece presentato l'offerta per Olbia perché vogliamo difendere la base della società, perché siamo consapevoli del peso dell'impatto sociale, per questo abbiamo fatto il massimo sforzo”.
Intanto, dopo i tagli che hanno messo in cassaintegrati oltre 1.600 dipendenti, l'ad ha parlato di "riduzione di otto unità per la stagione invernale", lasciando solo un piccolo spiraglio, legato alle "decisioni regionali sulla continuità 2" alla quale Meridiana intende partecipare.  Scaramella, infine, si è detto soddisfatto del piano di ristrutturazione del breve periodo, intrapreso negli ultimi otto mesi nel momento del suo insediamento, incentrato su "interventi immediati su struttura costi, ripristino relazioni con fornitori strategici e riduzione del debito coi fornitori, stabilizzazione del debito bancario e rilancio. Oggi questi programmi sono a buon punto e il percorso di risanamento sta dando i suoi frutti", ha concluso.  Le compagnie aeree chiuderanno il 2013 con utili pari a 11,7 miliardi di dollari e ricavi per 708 miliardi. Lo prevede l'Associazione internazionale del trasporto aereo, che ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del settore (a giugno la stima era di 12,7 miliardi di utili). Si tratta comunque di un risultato in crescita rispetto all'utile netto di 7,4 mld del 2012. Il trend di miglioramento dovrebbe continuare fino al 2014, quando si stima un utile netto di 16,4 miliardi di dollari.