sabato 31 agosto 2013

Cda Enac il 13 settembre

[L'amicizia e la verità sono cose sacre. Ma è cosa più santa onorare la verità. Socrate] Il Commissario Straordinario dell'Enac, Vito Riggio, rende noto che il prossimo Cda dell'Enac, che si svolgerà il 13 settembre, tra le altre questioni all'ordine del giorno, si occuperà anche della procedura di cessione di una parte delle quote del capitale della Aeroporto Valerio Catullo, società che gestisce gli scali di Verona e Brescia; della situazione dell'Aviazione generale negli scali di Milano; delle rotte soggette a imposizione di oneri di servizio da e per Lampedusa e Pantelleria. L'Enac si muove sull'operazione di cessione delle quote dell’Aeroporto Valerio Catullo spa. L'Ente ha convocato la società, che gestisce gli scali di Verona e di Brescia “per un approfondimento delle procedure in corso per la cessione di quote del capitale sociale della Aeroporto Valerio Catullo S.p.A., società con partecipazioni azionarie di Enti pubblici, a favore di altre società interessate”. Sullo scalo c'è l'interesse della Save di Venezia e degli argentini di Corporacion America. L’importante è vincere per gli argentini, partecipare per i concorrenti. L’Enac, sempre attento alla legalità e al rispetto delle regole, vigilerà affinché tutta la trattativa si svolga correttamente.   L’Enac ha convocato la società Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca, che gestisce gli scali di Verona e di Brescia, in merito alla variazione di quote del capitale sociale. La convocazione è finalizzata ad un approfondimento delle procedure in corso per la cessione di quote del capitale sociale dell'Aeroporto Valerio Catullo S.p.A., società con partecipazioni azionarie di enti pubblici, a favore di altre società interessate. Il ricorso al Tar resta lì, in attesa dell'udienza dell'8 gennaio. Ma ora la parola d'ordine è trattare. A Brescia la battaglia legale resta aperta, così come l'appello a “fare sistema” e parlare “con una sola voce” lanciato nei giorni scorsi dal sindaco del capoluogo Emilio Del Bono. Ma sottotraccia si fa sempre più forte l'ipotesi di riaprire un tavolo con Verona. Ipotesi che l'intesa tra Catullo e Save rende forse più concreta. Come svelato dal Corriere, la società che gestisce lo scalo Marco Polo di Venezia ha presentato un'offerta per entrare nella Catullo. È stata la stessa società veronese a confermare la notizia. “Catullo Spa ? si legge in una nota ? ha ricevuto in data 2 agosto una proposta non vincolante da parte di Save Spa, per l'acquisto di una quota di minoranza della società, che gestisce gli aeroporti di Verona e Brescia. In seguito a ciò il Consiglio di Amministrazione ha disposto la valutazione dell'offerta e la convocazione dell'Assemblea dei Soci”.  Tempi serrati, insomma, per creare l'asse veneto dei cieli. Si tratta di un'operazione che “per noi non cambia nulla» ha sentenziato in prima battuta Franco Bettoni, presidente della Camera di Commercio di Brescia, ente socio della Catullo ma anche principale azionista di Abem. Se da un lato si punta ad ottenere ragione in tribunale, dall'altra da qui al prossimo 8 gennaio ci potrebbero essere margini di trattativa. “Credo che Verona dovrebbe trovare un'intesa con noi su Montichiari? ha spiegato lunedì al Corriere Bettoni? Il nostro obiettivo resta la gestione autonoma dello scalo, poi le soluzioni tecniche possono essere diverse. Dopo la pausa estiva cercheremo di sondare queste possibilità”.Dopo l'estate sarà anche il momento nel quale verrà predisposto l'aumento di capitale della Catullo per l'ingresso di Save (che dovrebbe avvenire a fine anno). Si partirà con un concambio di azioni, ma la società che gestisce Verona e Brescia ha bisogno di (molte) risorse liquide. Venezia dovrebbe salire fino al 35%, versando una somma attorno ai 30 milioni. A quel punto Abem potrebbe rientrare in gioco, investendo le sue risorse nella società e partecipando all'aumento di capitale. Chiedendo in cambio mano libera (o quasi) nella gestione di Brescia. Naturalmente prima bisognerebbe che le due sponde del Garda tornassero a dialogare, dopo i mesi di gelo. Sacbo, la società che gestisce l'aeroporto “Il Caravaggio” di Bergamo Orio al Serio, fa sapere in una nota che nel prossimo mese di settembre il proprio consiglio di amministrazione “valuterà i passi necessari al fine di addivenire a un accordo con la società Catullo di Verona, in un'ottica di sviluppo organico delle attività in grado di portare reciproci vantaggi sul piano operativo e gestionale, nel rispetto dei propri azionisti e dei territori di riferimento”.

venerdì 30 agosto 2013

Israele, esercitazione su Golan

https://www.youtube.com/watch?v=WzuL1GGFVns [Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte. Socrate] Il capo di stato maggiore israeliano, generale Benny Gantz, ha compiuto un sopralluogo sulle alture occupate del Golan, a ridosso della Siria, per sincerarsi del livello d'allerta delle truppe e valutare la situazione sul terreno in vista di un possibile attacco Usa su Damasco. Gantz ha assistito a un'esercitazione di parà. Benyamin Netanyahu, rivolgendo ai militari gli auguri per l'imminente capodanno ebraico, ha intanto avvertito che l'esercito israeliano é oggi “più forte che mai”."Tsahal (acronimo delle forze armate israeliane) è più forte che mai": lo ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu incontrando, sullo sfondo della crisi siriana, i membri dello Stato maggiore dell'esercito nel brindisi tradizionale per il Capodanno ebraico che si celebra da mercoledì. “Conto su di voi” ha aggiunto Netanyahu, che aveva al suo fianco il ministro della difesa Moshe Yaalon e il capo di stato maggiore, gen. Benny Gantz. L'Iran potrebbe imbaldanzirsi a procurarsi armi nucleari se non interveniamo per fermare Damasco, ha detto il segretario di Stato Usa John Kerry nel discorso sulle prove dell'uso delle armi chimiche in Siria. È  in gioco la credibilità e la sicurezza degli Stati Uniti, ha aggiunto Kerry, aggiungendo che i futuri sviluppi non riguardano solo la Siria, ma anche l'Iran e suoi alleati Hezbollah. Il governo degli Stati Uniti “ritiene con alta fiducia” che “il governo siriano” ha attaccato con armi chimiche nella periferia di Damasco il 21 agosto 2013. È  quanto si legge nel documento diffuso dalla Casa Bianca mentre il segretario di Stato Usa parlava alla stampa sulla situazione in Siria. Kerry ha anche detto che sulla Siria il lavoro dell'intelligence è stato molto più accurato che in passato, come in Iraq. Non si ripeterà quella esperienza. 

Gb dispiega 6 caccia a Cipro

[So di non sapere. Socrate] Le prove della responsabilità del regime di Assad nell'uso di armi chimiche “sono sotto i nostri occhi”. Lo ha detto il premier britannico David Cameron presentando in parlamento la mozione sulla Siria. Sei aerei da caccia della Raf sono stati dispiegati a Cipro “come misura precauzionale” per proteggere gli interessi britannici nella regione. Lo riferisce il ministero della Difesa britannico. “Sei jet Typhoon della Raf sono stati dispiegati presso la base di Akrotiri a Cipro”, ha spiegato un portavoce del ministero “a protezione degli interessi britannici e a difesa della nostra base in un momento di tensione nell'intera regione e non per prendere parte ad un'azione militare in Siria”. “Un attacco alla Siria rafforzerà i nostri animi”. Lo ha affermato il presidente Bashar al Assad, citato dalla Tv di Stato, aggiungendo che “la Siria si difenderà da ogni aggressione straniera”. “Israele non e' coinvolto nella guerra civile siriana, ma se provano a colpirci risponderemo a piena forza”. Così il presidente Shimon Peres ha risposto alle minacciate ritorsioni contro Israele nel caso di un intervento militare occidentale in Siria. “Israele - ha detto Peres, citato dai media - ha un forte, innovativo e potente esercito e un sistema di difesa come mai prima. I rapporti su un attacco contro di noi sono tesi a creare panico”. Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare la Siria da soli se necessario. Dopo lo schiaffo del parlamento inglese al primo ministro David Cameron, con la bocciatura per 13 voti della mozione per un intervento in Siria, la Casa Bianca lascia intendere che gli Usa potrebbero agire da soli, anche perchè si tratterebbe di un'operazione limitata per la quale non sarebbe necessaria una coalizione. Il presidente americano Barack Obama non ha ancora preso una decisione e continua a valutare le opzioni a disposizione. Ma il no dei Comuni sembra incrinare l'asse fra Stati Uniti e l'alleato speciale inglese, che li ha affiancati in ogni importante operazione militare intrapresa da Washington, dall'invasione di Panama del 1989 in poi. Gli Stati Uniti sono ancora alla ricerca di una “coalizione internazionale” per rispondere al presunto attacco con armi chimiche del regime siriano contro i civili, ha detto oggi il segretario della Difesa americano Chuck Hagel. “Il nostro approccio è quello di continuare a trovare una coalizione internazionale che agirà di concerto”, ha detto oggi il il capo del Pentagono nel corso di una conferenza stampa a Manila. E mentre in centinaia scendono in piazza a New York e Washington per manifestare contro un intervento in Siria “costruito su bugie”, la Casa Bianca aggiorna il Congresso, offrendo ai leader informazioni non classificate sulle prove raccolte che - secondo l'amministrazione - proverebbero la responsabilità di Assad. I 15 membri del Congresso, incluso lo speaker della Camera John Boehner, ascoltano per 90 minuti gli
aggiornamenti e le motivazioni dell'amministrazione per un possibile intervento. Secondo quanto riferito al termine della conference call, l'amministrazione ha ribadito di non avere dubbi sull'uso di armi chimiche da parte di Assad e questo anche sulla base delle comunicazioni intercettate fra alti funzionari del regime di Assad in merito a un attacco. Parlamentari e senatori si mostrano, al termine del confronto, spaccati fra chi sostiene la necessità di agire, chi più cautamente chiede ulteriori prove e alcuni che ritengono sia necessario aiutare i ribelli mentre si tenta di costruire una coalizione internazionale. Molti restano convinti che ci sia ancora da fare per l'amministrazione per convincere il pubblico su un intervento. Il rapporto dell'intelligence che mostra le responsabilità di Assad dovrebbe essere diffuso nelle prossime ore. Nessuna informazione - riferiscono i parlamentari - è stata offerta su un tempistica di un eventuale attacco e su chi ne pagherà i costi. Secondo indiscrezioni, un'eventuale misura sarà presa una volta che gli esperti dell'Onu lasceranno la Siria. Gli ispettori delle Nazioni Uniti lasceranno il paese sabato.




Si ribella la figlia di Matteo Messina Denaro

[Vada come sta a cuore al Dio. Alla legge si obbedisce. Difendersi si deve. Socrate] La figlia del boss latitante Matteo Messina Denaro si ribella al clan familiare del padre e a 17 anni convince la madre a lasciare la casa dove è sempre stata. Lo racconta, nel numero in edicola, L'Espresso che pubblica per la prima volta anche le immagini della figlia del padrino di Cosa nostra e quelle di sua madre che è la compagna del boss. La ragazza - si legge in un'anticipazione diffusa dal settimanale – “vuole vivere lontano dai familiari del papà. Una scelta rivoluzionaria perché suona come sfida ai codici di Cosa nostra”. “Quanto vorrei l'affetto di una persona e, purtroppo, questa persona non è presente al mio fianco e non sarà mai presente per colpa del destino...”, dice la figlia di Matteo Messina Denaro di cui l'Espresso pubblica alcune sue frasi. La ragazza non fa mai esplicito riferimento al padre, che secondo gli investigatori non avrebbe mai visto, ma nel giorno del compleanno del boss la figlia pubblica sul suo profilo Facebook un cuore rosso senza alcun commento. L'Espresso fa anche il punto della latitanza di Matteo Messina Denaro, ricercato da 20 anni, e rivela alcuni blitz che sono stati effettuati per il tentativo di cattura in una villa di Mondello a Palermo e in un altro sito a Padova.

John Perkins testimone oculare

[I cattivi vivono per mangiare e bere, mentre i buoni mangiano e bevono per vivere. Socrate] Per oltre 20 anni economista in una delle principali società di consulenza ingegneristica, la Chas.T.Main, di Boston. Successivamente imprenditore nel settore della produzione di energia elettrica e scrittore. Il suo libro più conosciuto è Confessions o fan economic hit man (2004), pubblicato in Italia da Minimum fax nel 2005 e in una nuova collana nel 2010 (in occasione dei 15 anni dell'editore) con il titolo "Confessioni di un sicario dell'economia - La costruzione dell'impero americano nel racconto di un insider (www.minimumfax.com), che rappresenta una straordinaria testimonianza di come un "pezzo" di potere politico ed economico americano abbia pianificato e praticato lo sfruttamento dei cosiddetti “Paesi in via di sviluppo” dall'America Latina all'Indonesia, attraverso una nuova forma di colonialismo che, al potere delle armi, antepone quello della finanza e dei “progetti di sviluppo”. Dal libro: “I sicari dell’economia sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi Paesi in tutto il mondo. Riversano il danaro della Banca mondiale, dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (Usaid) e di altre organizzazioni umanitarie nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di quel pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma che in quest’epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni”. Parole che racchiudono l’argomento del libro di John Perkins - uno di loro - che lavorando come economista per la sua società, a fronte della costruzione di grandi lavori pubblici, tramite proiezioni economiche volutamente falsificate, portavano quei paesi ad indebitarsi oltre le loro reali capacità di rimborso, per costringerli, in una sorta di ricatto, a rimanere fedeli politicamente agli Stati Uniti e a cedere le proprie risorse naturali alle condizioni imposte dalla multinazionali. L’autobiografia di Perkins è raccontata con la vivacità di un romanzo e consente di rileggere la storia della politica estera americana dalla seconda guerra mondiale agli anni novanta attraverso un punto di vista molto particolare, di un uomo “dall'interno”. La presa di coscienza delle conseguenze catastrofiche del proprio operato lo porterà dapprima ad uscire dalla società (pur essendone divenuto, nel frattempo, socio), per fondare un'impresa attiva nella produzione di energia elettrica da fonti alternative, per poi ritornare in quel mondo attraverso rapporti di “collaborazione” e “consulenza” per lo più offerti, come afferma lo stesso autore, per disincentivare eventuali ripensamenti, confessioni o denunce. L’11 settembre, però, incide pesantemente sulla vita di Perkins, convincendolo dell'ineluttabilità del proprio “pentimento”, che troverà manifestazione nella pubblicazione di questo coraggioso libro; il leit motiv è che l'odio che milioni di persone covano nei confronti degli Stati Uniti, infatti, è del tutto incomprensibile se non si prende coscienza delle reali politiche intraprese da governo, società petrolifere, Cia, potere politico locale corrotto; e ben più grave è che gran parte dell'opinione pubblica americana e degli stessi collaboratori diretti delle diverse società coinvolte risultano, a detta dell'autore, agiscono per lo più inconsapevolmente. Il suo successivo libro del 2007 La storia segreta dell’impero americano  fornisce un'ulteriore testimonianza delle conseguenze catastrofiche per i paesi coinvolti di queste politiche attuate con sapiente organizzazione e spietatezza. Il suo lavoro più recente è Hoodwinked: An Economic Hit Man Reveals Why the World Financial Markets Imploded – and What We Need to Do to Remake Them (2010).

mercoledì 28 agosto 2013

GESAP CONTRO ENAC

[I guai sono come i fogli di carta igienica: ne prendi uno, ne vengono 10. Woody Allen] È abitudine diffusa in Italia che quando presti una cosa, l’oggetto prestato non solo non viene più restituito ma se rivendichi la restituzione ci manca poco che ti prendono a parolacce. Questo per dire che il gestore, e nel nostro caso la Gesap di Palermo spesso si dimentica che l’aeroporto di Punta Raisi è sempre dello stato italiano che per 40 anni l’ha dato in concessione, cioè in prestito. Recentemente l’Enac, ente dello stato che controlla aeroporti e vettori, ha mosso una serie di diffide alla Gesap. Il dg Scelta della Gesap non avrebbe gradito queste censure e in una risposta scritta manifesta il suo disappunto. E come se il prefetto di Palermo contesta l’operato di un comune del comprensorio e il sindaco risponde con ironia e sarcasmo. Andiamo per ordine.   Il dg della Gesap manda la sua nota al dg dell’Enac , al commissario straordinario dell’Enac Riggio, e per conoscenza  all’amministratore delegato, al presidente, al presidente del collegio sindacale e al sindaco effettivo della Gesap. Dimenticando (volutamente?) di mandare la nota anche all’Enac di Palermo. Una caduta di stile da parte della Gesap che dovrebbe indurre l’Enac di Roma a prendere dei provvedimenti, quanto meno per difendere i propri uomini.   I ruoli vanno rispettati … sempre! L’Enac di Palermo ha fatto il suo lavoro, cosa che spesso negli anni passati non avrebbe fatto. Il dg della Gesap prende atto che “il dirigente locale dell’Enac in data 13 agosto ha inteso deferirmi a codesta direzione generale per le attente valutazioni della inadeguatezza delle iniziative (da me) assunte nella fattispecie, sono costretto, mio malgrado, ad intervenire precipitosamente a mia tutela.
riuscirà il commissario straordinario Riggio a
difendere i propri uomini presenti a Punta Raisi?
Cominciando col dire che ricondurre, a causa del proprio disappunto , la lamentazione esternata a chiusura della nota dell’8 agosto scorso , ad una asserita insofferenza dello scrivente verso l’attività di vigilanza svolto dall’Enac, è fuorviante, oltre che privo di fondamento. Essa, semmai, rappresenta l’esasperata costatazione dell’insistenza- peraltro recente- da parte della locale D.A., nell’atteggiare le relazioni con il gestore in termini di diffida e sistematico deferimento a funzioni centrali di codesto ente, anche solo che venga espressa una posizione  di disaccordo, ancorché fondata: come a dire che l’esercizio della garantita prerogativa di doverosa tutela delle proprie ragioni, è diventata disubbidienza, insubordinazione , insofferenza verso l’ente concedente”. Il 7 agosto scorso l’Enac  inviava per competenza alla GdF e alla Ps di frontiera , una nota dove di lamentava  una asserita  criticità in materia di security . Ecco  come risponde il dg della Gesap: “ancora adesso non mi risulta chiaro quale sia la lamentata criticità inerente la security  … ,l’apparecchiatura radiogena utilizzata risulta certificata dall’Enac  e perfettamente funzionante … . Eppure , dopo la nota dell’8 agosto si continua a insistere sulla corretta esigenza di avere avviato un procedimento amministrativo   per la riduzione di una criticità inerente la security, mentre si fa anche pesare a carico dello scrivente, una sorta di mancanza di scrupolo professionale o di diligenza, stante una singolare contestualizzazione temporale del rilievo :  particolarmente in questi giorni … in ragioni di certa recrudescenza di timori per attacchi terroristici, ampiamente resi noti dai media”. Il dg della Gesap  continua e alza i toni della polemica domandandosi che “forse che c’è in atto un allarme terroristico nel nostro paese che ha fatto innalzare i livelli di sicurezza negli aeroporti? Se così fosse, devo aspettarmi una comunicazione riservata,come in passato, oppure mi devo limitare ad interpretare i media?” Poca roba, sempre secondo il dg della Gesap,  se paragonata al contenuto della nota del 10 luglio, riferita al tema dell’istallazione di un simulatore dei VV.FF, laddove l’articolata posizione dallo scrivente, peraltro in perfetta coerenza con la posizione assunta a livello nazionale … dopo essere stata bollata come “vaga e generica” , viene rimessa alla direzione generale infrastrutture aeroporti perché venga “opportunamente valutata tenendo conto del valore dell’interesse pubblico sotteso all’iniziativa del dipartimento dei vigili del fuoco” .  La posizione di Gesap viene considerata “non consona” e contrapposta ad una iniziativa vvff finalizzata “a migliorare i livelli di efficienza del servizio anti incendio dell’aeroporto” : è di tutta evidenza l’insidia contenuta nel voler far passare la posizione della Gesap come disimpegno da una meritoria iniziativa a favore della safety aeroportuale. La Gesap, mi pare di capire, rimanda al mittente tutte le critiche , viceversa i consensi e i complimenti possono anche essere presi in considerazione. Ma la ciliegina della missiva in questione scritta dal dg della Gesap riguarda i cessi dell’aerostazione. “E senza volere scadere in una mortificante attività di dossieraggio, cosa dire della contestazione del 15 maggio  con la quale la locale D.A. contesta la percezione del livello di pulizia e funzionalità dei wc e che si trasforma subito in una diffida”. Concludendo il dg della Gesap rassicura l’Enac che questo problema sarà risolto definitivamente solo con la prevista ristrutturazione e adeguamento del terminal.   Nel frattempo cari passeggeri turatevi il naso!

Corporacion America chiede scali Catullo

[Avendo così pochi bisogni che meno non si potrebbe, sono vicinissimo agli dei. Socrate] L'argentina Corporacion America è interessata agli aeroporti di Verona e Brescia Catullo e ha presentato una manifestazione di interesse a entrare nel capitale della Catullo che li gestisce. I soci della società aeroportuale veronese però ieri hanno dato il via libera a una trattativa in esclusiva con Save, e la multinazionale argentina chiede invece che ci sia una gara pubblica. In Italia Corporacion America gestisce l'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani. Si accende la partita per entrare nella struttura azionaria di Catullo SpA, la società di gestione dell'aeroporto di Verona. Nei giorni scorsi il cda veronese aveva fornito il proprio assenso alla proposta presentata da Save, operatrice degli scali di Venezia e Treviso: l'offerta della società presieduta da Enrico Marchi sarà presentata agli azionisti di Catullo nel corso del prossimo meeting.  Adesso è il turno di Sacbo, società di gestione di Bergamo-Orio al Serio, di farsi avanti e mostrare il proprio interesse per l'aeroporto veronese: con un comunicato viene reso noto che “Nel prossimo mese di settembre il consiglio di amministrazione valuterà i passi necessari al fine di addivenire a un accordo con la società Catullo di Verona, in un'ottica di sviluppo organico delle reciproche attività in grado di portare reciproci vantaggi sul piano operativo e gestionale, nel rispetto dei propri azionisti e dei territori di riferimento”.  La partita è quindi aperta, e spetterà dunque a Catullo valutare le offerte delle due società per scegliere quella con le migliori potenzialità per la realizzazione del piano industriale, ma non è comunque da escludere che possano addirittura essere accolte entrambe, formando quindi un mega-polo intorno al Lago di Garda che comprenderebbe gli aeroporti di Bergamo, Montichiari, Verona, Venezia e Treviso.  In questo senso potrebbe risultare decisivo l'ingresso del fondo F2i di Vito Gamberale, convinto dell'utilità di un mega-hub del nord-Italia, nel quale entrerebbe anche Milano: F2i detiene infatti il 44% di Sea, la società di gestione di Malpensa e Linate, che a sua volta possiede il 31% delle azioni Sacbo. 

La Gesap continua ad ignorare i sindacati

[Ero veramente un uomo troppo onesto per vivere ed essere un politico. Socrate] Tutte e 5 le sigle sindacali presenti a Punta Raisi hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione di tutti i dipendenti Gh Palermo  comunicando che gli stessi si rifiuteranno di svolgere ore di straordinario programmato da mansionario e al contempo evidenziano di essere  pronte a tutte  le forme di lotta legalmente riconosciute. I Sindacati tutti hanno preso  atto della decisione unilaterale di procedere alla esternalizzazione del servizio PRM alla SEUS SCpA, decisione che peraltro  non è mai stata sottoposta ad un più che doveroso confronto con le rappresentanze dei lavoratori; preso atto dell’incomprensibile  scelta gestionale che vede affidare a questa società esterna un servizio essenziale alla Gh Palermo, società  in cui peraltro  è in corso una cassa integrazione e alle cui dipendenze vi sono un bacino di lavoratori precari (che attendono a breve scadenza  una sentenza per la conversione del proprio contratto da part-time a full-time) e un bacino di lavoratori stagionali storici. “Apprendiamo ancora una volta, si legge in una nota congiunta dei sindacati presenti a Punta Raisi,  non attraverso una informativa data dai vertici aziendali, ma semplicemente attraverso la lettura di un sito internet di altra società che la GESAP ha deciso di affidare il servizio PRM al personale del SUES 118 , togliendolo alla GH Palermo ed eliminando anche la ipotesi, qualora avesse messo a bando l'appalto per il servizio di potere utilizzare il personale ex UGES.  Ancora una volta le decisioni aziendali che peraltro hanno certamente ricadute negative sul personale in forza allo scalo, vengono prese unilateralmente e senza alcun confronto con le rappresentanze dei lavoratori.  Tale decisione di procedere  - continua la nota sindacale - alla ennesima esternalizzazione di un servizio fino ad oggi svolto  in maniera corretta e lineare prima dai volontari della UGES e successivamente dal personale GH , nei fatti  appare quantomeno discutibile anche e soprattutto alla luce della immissione in servizio presso lo scalo di nuovo personale in un momento storico in cui la GH Palermo e la GESAP presenta forti criticità di Bilancio.”
non è con i digiuni che si vincono le battaglie
sindacali  ma con la coerenza e l'unità

 Preso atto dell’insussistenza e della confutabilità  di qualsivoglia giustificazione economico-finanziaria che motiverebbe una tale esternalizzazione, dato anche che il livello contrattuale e retributivo dei dipendenti SEUS SCpA è pari o superiore a quello previsto dal contratto ASSOHANDLER e che come espressamente precisato dal bando interno SEUS SCpA verrà mantenuto; preso atto quindi del ricorso ad un outsourcing quantomeno autolesivo  che rischierebbe di sembrare (pur non avendo purtroppo alcuna prova di ciò) un volgarissimo atto di compiacenza politica e nulla di più da parte del Cda di Gesap che sembrerebbe in tal modo preoccuparsi più degli esuberi di SEUS che degli eventuali della propria società partecipata Gh Palermo.

118 A PUNTA RAISI?

[Il sesso è come il bridge. Se non hai un buon partner, spera almeno in una buona mano  Woody Allen] Leggo nel mese di agosto su internet che a  seguito di richiesta dell’ ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli, si profila l’opportunità per il personale  SEUS di prendere parte al servizio di accompagnamento e assistenza diretta ai passeggeri con disabilità e  mobilità ridotta nel trasporto aereo (PRM) presso l’Aeroporto Internazionale “Falcone Borsellino”  di  Palermo.  Pertanto la SEUS SCpA ha la necessità di individuare circa 30 unità di personale da destinare al predetto servizio. Il personale che verrà impiegato nel servizio, manterrà l’attuale livello contrattuale e  retributivo. A tale proposito, la SEUS SCpA, invita tutti i Dipendenti A/S della provincia di Palermo a manifestare la  propria adesione volontaria all’opportunità sopra indicata. Le candidature dovranno essere effettuate utilizzando il modello in allegato, con accluso documento  d’identità, ed inviate all’indirizzo e-mail: risorse@118sicilia.it entro le ore 24 del 19 agosto 2013. Per eventuali comunicazioni contattare l’Ufficio “ Coordinamento, Sviluppo, Formazione e Comunicazione” dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle 13.00 ai seguenti numeri: 095/75279116. Non abbiamo sentito, letto nessuna smentita da parte della Gesap. Il nuovo presidente della Gesap aveva promesso che una nuova stagione di relazioni sindacali stava per iniziare a Punta Raisi.  Questo silenzio ci fa capire che niente, forse, è cambiato.  Gli attuali operatori gh che garantiscono il servizio, e che poi sono la maggioranza dei par time che hanno fatto causa alla gh, non sanno se continueranno questo servizio oppure ritorneranno in prima linea. Gli ex Uges, buttati fuori da Punta Raisi a febbraio, si vedrebbero travolti dagli eventi, anche loro hanno fatto causa alla Gh e alla Gesap aspettano la causa. In aeroporto gira la voce che i primi di settembre il 118 gestirà la sala amica con 30 ex autisti di ambulanze e 20 portantini. Tutti messi in regola  con stipendi non inferiori, mediamente,  a 1.400 euro al mese e la gara d’appalto sarebbe stata aggiudicata con una contropartita di 500 mila euro all’anno, se le cose stanno così il 118 non guadagnerebbe un euro, anzi.  

Si inizia giovedì?

[Dai pensieri più profondi spesso si origina l'odio più mortale. Socrate]Conversazioni intercettate dai servizi segreti americani dimostrerebbero il ruolo del regime siriano nell'attacco con armi chimiche a est di Damasco. Lo riporta in esclusiva la rivista americana Foreign Policy. Le intercettazioni riguardano telefonate di un funzionario della difesa siriana con un leader dell'unità siriana armi chimiche. Nella conversazione si chiede conto e ragione dell'attacco in cui sarebbero morte oltre mille persone. L'amministrazione Obama potrebbe rendere noto il rapporto dell'intelligence americana che proverebbe la responsabilità del regime di Assad nell'uso di armi chimiche il 21 agosto già domani, giovedì. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali a compilare il rapporto è l'Office of the Director of National Intelligence. Il report è uno degli ultimi passi prima di una decisione da parte del presidente Barack Obama su un possibile attacco contro la Siria. “Barack Obama non ha ancora assunto alcuna decisione riguardo la Siria. Quando ci saranno novità le comunicheremo”. Così il portavoce della Casa Bianca. Fonti sempre più autorevoli sostengono che una serie di attacchi limitati contro la Siria in rappresaglia per l'uso di armi chimiche potrebbero essere lanciati “a partire da giovedì”. Lo ha detto alla Nbc una fonte dell'amministrazione Usa. “Tre giorni di raid” sarebbero limitati nell'obiettivo e mirati a mandare un messaggio al regime di Damasco, ha detto la fonte.

martedì 27 agosto 2013

COMISO PRIMO SCALO LOW COST

Rosario Dibennardo
Ha raccolto 32mila firme in pochi giorni la petizione lanciata dal centro studi Pio La Torre, Articolo 21 e Libera informazione per reintitolare l'aeroporto di Comiso al parlamentare Pio La Torre, ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982 assieme al suo amico Rosario Di Salvo. All'appello hanno ora aderito anche la Cisl nazionale e regionale, la Uil regionale e la Cgil attraverso i suoi segretari nazionali e regionali Susanna Camusso e Michele Pagliaro. “Ciò testimonia ancora una volta il riconoscimento dell'alto valore civile e politico - ha detto Vito Lo Monaco, presidente del centro Pio La Torre - dell'azione di un uomo formatosi nel movimento contadino del dopoguerra, alla scuola politica della sinistra e della Cgil della quale fu segretario della Camera del Lavoro di Palermo dal 1952 al 1959 e segretario regionale della Cgil sino al 1962”. “L'adesione della Cgil - ha concluso Lo Monaco - sprona tutti i democratici a sottoscrivere la petizione. Ci auguriamo di ricevere presto altre adesioni così rilevanti dal fronte democratico del sindacato, delle associazioni, delle imprese e delle forze politiche”. Si può aderire alla petizione firmando on line su www.piolatorre.it  Abbiamo intervistato il presidente della Soaco di Comiso Rosario Dibennardo, albergatore, per fare il punto della situazione Quanti soldi darete a Ryanair dopo la firma dell’accordo? Gli incentivi che danno a Ryanair in Italia sono molto alti. Mel nostro caso abbiamo applicato una “scontistica” sulle tariffe di atterraggio, cosa che facciamo per tutte le compagnie da noi contattate. Noi applichiamo gli sconti sui passeggeri e non sul singolo volo. Dunque, più passeggeri trasporti più sarà alto lo sconto. Ryanair voleva questo aeroporto … Le potenzialità di Comiso quali potranno essere, vi siete fatti un’idea? Il nostro obiettivo è dimostrare che entro tre anni potremo raggiungere un equilibrio finanziario con relativo autofinanziamento. Con il nostro piano industriale l’equilibrio finanziario si poteva raggiungere dal quinto anno, utilizzando la sinergia con la Sac contiamo di raggiungerla entro tre anni. Il nostro obiettivo è esternalizzare tutti i servizi, non caricare la Soaco di nessun costo fisso. Al momento nessuno dipendente ha un contratto a tempo indeterminato. Siamo il primo scalo italiano low cost. Dobbiamo però aumentare i ricavi non aviation. 
L’obiettivo iniziale era il cargo, ora perché parlate solo di passeggeri? Esistono diversi studi datati che vanno aggiornati. Il nostro entroterra produce prodotti di eccellenza: si potrebbe portare il ciliegino  in Russia ma poi cosa portiamo dalla Russia? Stiamo cercando un hub che possa smistare le merci. Abbiamo molte infrastrutture usate dagli americani e oggi abbandonate che possono essere riutilizzate. Anche la base Nato, oggi di proprietà del comune, se riqualificata può dare un contributo non indifferente allo scalo di Comiso. Si possono costruire hangar, una scuola di volo, alberghi … Fino al giorno prima della inaugurazione la Sac di Catania remava contro, pur essendo azionista. Poi, improvvisamente, tanto entusiasmo. Io mi rifaccio all’ ultima assemblea dei soci che all’ unanimità ha deciso di andare avanti. Si parla di privatizzare gli aeroporti siciliani. Secondo lei la Sac, anche grazie allo scalo di  Comiso, è più vicina alla privatizzazione? Questo io non lo so, l’importante che gli aeroporti riescano a essere efficienti, non ha importanza se con il pubblico o con il privato. 

Francesco D’amico nel cda InterSac

[Non credo in una vita ultraterrena: comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio. Woody Allen] Una mini-rivoluzione attorno all'aeroporto di Comiso. È  stato nominato il nuovo Cda di Intersac, la società che (con quote di Sac e di Ies di Catania), detiene il 65 per cento del pacchetto azionario di Soaco. Il cda era decaduto per le dimissioni di tre componenti (il presidente Salvatore Bonura, Giuseppe Ursino e Domenico Ciancio Sanfilippo), mentre gli altri due componenti, il ragusano Tuccio Di Stallo ed il modicano Peppino Giannone, non lo avevano fatto. Le dimissioni, scaturite all'interno di una seduta del Cda, erano state motivate per la necessità di applicare le nuove norme che prevedono l'obbligatorietà dell'inserimento nel cda di una “quota rosa”, cioè di almeno un componente donna. La nuova norma lo prevede per i cda in scadenza ed il cda di Intersac era stato nominato appena nell'autunno scorso. La nomina venne poi annullata e si insediò, da lì a breve, la nuova governance con il presidente ragusano Tonino Taverniti
francesco d'amico
(presidnete di Confindustria Ragusa) e l'amministratore delegato Gaetano Mancini (che fino al settembre dello scorso anno aveva assommato in se entrambe le cariche). Dopo le dimissioni, e la conseguente decadenza del consiglio, si è proceduto alle nuove nomine da parte dei due soci. I tre dimissionari sono stati riconfermati, i tre non dimissionari non sono stati più nominati. I volti nuovi sono quelli di Marinella Castello e Francesco D'Amico, entrambi in quota Sac. La nomina del nuovo cda precede, appena di qualche giorno, l'altro adempimento molto atteso: l'assemblea dei soci di Soaco, la società di gestione dell'aeroporto di Comiso, che dovrà decidere la nuova governance di Soaco. “Abbiamo chiuso dei contratti importanti, il primo con Ryanair che ci garantisce 150 mila passeggeri nel primo anno e 180 il secondo anno. Ci dice il presidente della Soaco di Comiso, Rosario Dibennardo. Un contratto biennale per iniziare. Il nostro non potrà mai
 essere un aeroporto concorrente a Catania ma complementare. Ottenuta la certificazione siamo partiti,continua Dibennardo, questi mesi ci sono serviti per rodare tutta la macchina organizzativa: riusciamo a gestire un discreto numero di passeggeri e due 737 contemporaneamente. Nel mese di agosto il presidente della Soaco precisa che  la rotta Ciampino – Comiso ha superato i 6500 passeggeri. Stiamo trattando con altre compagnie perché vogliamo iniziare un volo con una città del nord Italia. Con Alitalia stiamo trattando per iniziare la tratta con Milano. Sono oltre 40 rotte non servite da Catania e che possono essere gestite da Comiso. L’unico problema è che le piccole compagnie venendo a Comiso vogliono essere incentivate, la camera di commercio ha stanziato i fondi del diritto camerale  (circa 400 mila euro)  per l’aeroporto di Comiso e noi con questa somma riamo riusciti a incentivare i vettori low – cost. Dibennardo conclude che dal 17 settembre Ryanair inizierà, due volte a settimana, il volo Comiso - Bruxelles e il 18 settembre avrà inizio il volo diretto con Londra, bisettimanale. Il territorio registra un incremento di turisti non indifferente i voli effettuati da Transavia e Ryanair  hanno lasciato il segno, per esempio Scoglitti è piena di francesi”.  Il cda attuale (presidente Rosario Dibennardo, amministratore delegato Giuseppe Ursino, con Giuseppe Cascone (in quota Intersac, ma rappresentante della Camera di Commercio di Ragusa), Salvatore Politino. Uno dei tre componenti di Intersac dovrebbe essere un rappresentante della camera di Commercio, poiché  la Camera di Commercio è uno dei soci della Sac di Catania. Nel cda ancora in carica (il cui mandato è scaduto all'inizio di maggio), il rappresentante della Camera di Commercio era Giuseppe Cascone. Le nuove nomine e la nuova governance di Soaco (con i nominati in quota comune ed in quota Intersac) saranno decisive in questa fase che segue lo start up dell'aeroporto di Comiso. Afferma Tuccio Di Stallo: “Attraverso questa operazione, con modalità giuridiche discutibili, e con profili di illegittimità, si è di fatto giunti alla conferma dei tre consiglieri dimissionari, alla nomina di altri due ed all’esclusione dei due rappresentanti ragusani. Le ragioni sono facilmente intuibili”.

lunedì 26 agosto 2013

Imminente attacco Usa-Gb, Assad pronto alla fuga

[L'umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene. Woody Allen] Il primo ministro britannico, David Cameron, ha deciso di interrompere il periodo di vacanza che sta trascorrendo con la famiglia e di rientrare a Londra per seguire gli sviluppi della crisi siriana. Cameron rientrerà a Downing Street a partire da domani e a quanto si apprende intende presiedere una riunione del consiglio nazionale di sicurezza prevista per mercoledì. Gran Bretagna e Usa sarebbero pronti ad unire le forze per un eventuale attacco missilistico in Siria, che potrebbe partire già a giorni. Lo riferiscono alcuni giornali britannici. Secondo il Daily Telegraph l'azione militare potrebbe partire entro la prossima settimana, mentre il Daily Mail scrive che una decisione verrà presa entro 48 ore. Oggi intanto parte in Siria l'ispezione degli esperti Onu nel sito del presunto attacco con armi chimiche. Una risposta all'uso di armi chimiche da parte del regime siriano sarebbe possibile anche senza l'appoggio unanime del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri britannico William Hague alla Bbc radio. Da Ankara il collega turco ha fatto eco: la Turchia parteciperà a qualsiasi coalizione internazionale che decida di intervenire in Siria anche se non sarà possibili raggiungere un più vasto consenso nel Consiglio di sicurezza dell'Onu. Gli ispettori dell'Onu a Damasco si stanno dirigendo verso il teatro dell'attacco con presunte armi chimiche nei sobborghi della capitale. Lo riferiscono testimoni. Un convoglio di sei auto ha lasciato l'hotel dove alloggiano gli ispettori diretto a Ghouta, dove secondo le denunce dell'opposizione il gas ha ucciso centinaia di persone. Il gruppo di ribelli siriani al Nosra affiliato ad al Qaida, ha rivendicato l'assassinio avvenuto ieri del governatore della regione di Hama - Anas Abdel Razzaq al Naem - affermando che si tratta di una vendetta per l'attacco con armi chimiche compiuto dal regime vicino a Damasco nei giorni scorsi: “Nel quadro dell'operazione occhio per occhio, il governatore di Hama e alcune sue guardie sono stati uccisi dai leoni del fronte al Nosra a Hama con un'autobomba”, scrive il fronte su twitter.

Morto Luigi Lucchini

[Il leone e il vitello giaceranno insieme, ma il vitello non dormirà molto. Woody  Allen]  È  morto a Brescia Luigi Lucchini, già presidente della Confindustria. L'imprenditore siderurgico aveva 94 anni. Nato a Casto (Brescia) il 21 gennaio 1919 e laureato in lingue all'Università Cattolica di Milano, con studi di perfezionamento in filologia romanza ad Heidelberg, dopo una breve parentesi nell'insegnamento si è dedicato alla siderurgia sviluppando nell'immediato dopoguerra l'attività artigianale del padre, fino a creare uno dei più grandi gruppi italiani dell'acciaio. Ad agosto dell’anno scorso l’altoforno dell’azienda dell’acciaio ha chiuso per carenza di ordini. Per i 1.943 lavoratori sono stati adottati contratti di solidarietà. Gli enti locali chiedono al ministro dello Sviluppo economico un tavolo nazionale. Nel complesso il Gruppo, che è presente anche in Puglia e in Friuli Venezia Giulia, occupa 2.800 dipendenti. 

Alitalia viola concorrenza

[I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.  Woody Allen] La cassa integrazione ai dipendenti di Alitalia “viola le regole della concorrenza e sottrae risorse ai lavoratori privi di protezione”, per questo è una “trattamento da cessare”. Lo sostiene in una nota l'Osservatorio Nazionale sulle Liberalizzazioni nei Trasporti (Onlit) dopo “l'ennesimo episodio accertato dalla Guardia di finanza che ha sorpreso una dozzina di piloti in cassa integrazione a 7 mila euro al mese, che lavoravano con un altro maxistipendio in nero, di 7/8.000 euro mensili, per vettori asiatici”. Secondo il presidente dell'Osservatorio Dario Balotta il fatto “ripropone con forza il tema dell'uso distorto della cassa integrazione all'Alitalia, che il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha definito come strategica”. “È strategico - si chiede Balotta - tenere in vita un vettore sempre in perdita, che applica tariffe più care dei concorrenti e fino a ieri aveva il monopolio sulla Roma-Milano?”. La Cig riconosciuta ai dipendenti Alitalia, inoltre costituisce un trattamento iniquo, dato che “gli altri cassaintegrati percepiscono 800 euro al mese”, mentre, nel caso di Alitalia, “circa 500 piloti, 600 assistenti  di volo e 4000 addetti di terra sono a stipendio pieno”. “Oltre che essere un costo insopportabile - conclude Balotta - in questa fase di crisi sottrae importanti risorse per migliaia di addetti privi di ogni protezione sociale. Anche per questo, la Cig per Alitalia deve cessare”.    
Tra Alitalia e Etihad Airways soffia un vento di alleanze. A parlarne è Il Sole 24 Ore di sabato, spiegando che le trattative per raggiungere un accordo commerciale si sono infittite nelle ultime due settimane. Le trattative sarebbero state portate avanti in prima persona dall'a.d. Gabriele Del Torchio che, secondo il quotidiano economico, sarebbe volato negli Emirati Arabi due settimane fa e in questi giorni avrebbe ricevuto i top manager di Etihad. Si parla anche di un'ipotesi azionaria, che potrebbe prevedere - come più volte sostenuto nei mesi scorsi - l'ingresso del vettore mediorientale nell'azionariato della società italiana. Oltre ad Etihad, un'altra compagnia che è stata indicata come candidata per un accordo con Alitalia è la russa Aeroflot. Il fronte azionario resta comunque un'ipotesi soggetta alle decisioni di Air France, socio storico di Alitalia, che per ora prende tempo: “Vogliamo far diventare Az un asset ma deve migliorare le sue operazioni per essere in grado di riprendersi e tornare a crescere”, aveva detto a fine luglio Alexandre de Juniac, numero uno della compagnia francese. Alitalia ha urgente bisogno di risorse finanziarie entro fine anno, un plafond stimato in 300 milioni di euro.

domenica 25 agosto 2013

FOLGORATI SULLA VIA DI DAMASCO

[Gutta cavat lapidem. La goccia fa il buco nella pietra] Gli ispettori dell'Onu inizieranno le indagini sul presunto uso di armi chimiche in Siria domani 26 agosto. Lo afferma l'Onu, sottolineando che il governo siriano si è impegnato a offrire “cooperazione” e a osservare il coprifuoco. Ci sono “pochi dubbi” sull'uso di armi chimiche da parte del regime siriano contro i civili. Lo riporta l'Associated Press citando un rappresentante americano, secondo il quale la valutazione dell'intelligence americana fornita alla Casa Bianca si basa sul numero riportato delle vittime, i sintomi di chi è stato ucciso e le testimonianze. Il riferimento è a quanto avvenuto il 21 agosto. La Lega Araba ha convocato una riunione d'urgenza, domani al Cairo, per esaminare la “pericolosa situazione in Siria” dopo “il terribile crimine commesso a Ghuta, costato la vita a centinaia di innocenti a causa dell'uso di armi chimiche”.Lo afferma il presidente in una nota dell'Eliseo con la quale dà notizia di un colloquio avvenuto con il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Hollande ha espresso a Ban Ki-moon,  “l'emozione suscitata in Francia dai massacri avvenuti in Siria nella notte fra il 20 e il 21 agosto, e dall'uso probabile di armi chimiche”. La Lega Araba ha chiesto al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di convocare d'urgenza una sessione del Consiglio di sicurezza per adottare il cessate il fuoco nel Paese, monitorato sul campo dall'Onu. Lo afferma un comunicato del segretario generale della Lega, Nabil Arabi.
Lo ha annunciato il vicesegretario Ahmed Ben Helli. Circa 355 persone che “presentavano sintomi neurotossici” sono morti in Siria negli ospedali in cui lavora Medici senza frontiere. Lo riferisce l'ong precisando che dal 21 agosto nelle strutture sono state ricoverate 3.600 persone.
“La sintomatologia e l'afflusso di un numero così alto di pazienti in un lasso di tempo così breve, fanno pensare all'esposizione massiccia ad un agente tossico”, scrive Msf, prima fonte indipendente a confermare l'uso di armi chimiche nella regione di Damasco. Anche Israele ha accusato il regime siriano di aver utilizzato armi chimiche nei pressi di Damasco, come denunciato dall'opposizione. “Il regime ha utilizzato nuovamente armi chimiche, non è la prima volta”, ha detto il ministro della Difesa Moshe Yaalon. “Si tratta - ha aggiunto - di una lotta per la vita e la morte tra un regime fondato su una minoranza alawita e un'opposizione frammentata composta da sunniti, Fratelli Musulmani ed elementi legati ad al-Qaida”. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki moon è “scioccato” dalle notizie sull'uso di armi chimiche in Siria, se verificate. Ban ha ribadito poi la sua determinazione per assicurare che un'inchiesta approfondita sia fatta sugli incidenti portati alla sua attenzione da numerosi stati membri, ha detto un portavoce ricordando che l'uso di armi chimiche da qualsiasi parte e in qualsiasi circostanza é una violazione del diritto umanitario internazionale. Gli Stati Uniti hanno “forti indicazioni” che sembrano puntare all'uso di armi chimiche da parte del governo siriano. Lo riporta il WSJ citando un rappresentante dell'amministrazione americana, secondo il quale le agenzie di intelligence statunitensi hanno avviato una valutazione formale del nuovo incidente. Per il presidente francese, Francois Hollande, in Siria è “probabile” che siano state utilizzate “armi chimiche”.

Netanyahu, chi ci fa male si farà male

[Homo proponit sed Deus disponit. L'uomo propone ma Dio dispone.  Tommaso di Kempis]'”Chiunque ci faccia male o provi a farlo, si farà male”: lo ha detto, citato dai media, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu dopo il lancio dei missili sul nord del paese. “Abbiamo numerosi strumenti, sia di difesa sia di prevenzione e noi agiamo con responsabilità”, ha poi aggiunto il premier. “La nostra politica - ha proseguito - è chiara: proteggere e prevenire”.Quattro razzi lanciati verso il nord di Israele: lo riferisce la radio militare. Uno di questi è stato intercettato in volo dal sistema antimissili Iron Dome, mentre gli altri tre sono atterrati in zone disabitate vicino Nahariya. Non si hanno al momento notizie di vittime o danni. Il Magen David Adom (il sistema di pronto intervento sanitario israeliano) ha alzato il livello di allarme e alla popolazione è stato consigliato di non uscire fino a nuovo ordine. Un razzo sarebbe stato intercettato da Israele nel nord del Paese nei pressi di Nahariya, al confine con il Libano. Lo dice la radio militare aggiungendo che i resti di un secondo razzo sono stati trovati sempre nella stessa zona. Tre, secondo l'agenzia libanese Nna, i razzi lanciati dal sud del Libano verso Israele. I lanci sono avvenuti da un'area tra il campo profughi palestinese di Rashidiyeh e la località  di Hosh, vicino a Tiro.

La Sac approva il bilancio di metà anno

[Mors omnia solvit. La morte scioglie tutto. Giustiniano]  Il Consiglio di amministrazione della Sac, la società che gestisce lo scalo Fontanarossa di Catania, ha approvato il bilancio di verifica semestrale relativo al periodo gennaio-giugno 2013, che ha registrato un valore del margine operativo lordo di 8.232.445 euro, a fronte di un valore atteso di budget di 6.840.401 (+20,35%). “Tale risultato è ancor più significativo - spiega la Sac in una nota - se si considera il periodo di crisi economica che ha determinato una diminuzione del traffico nei mesi da gennaio ad aprile. Questa diminuzione del traffico ha tuttavia avuto un'inversione di tendenza dal mese di maggio e ciò al di là di ogni previsione e in controtendenza rispetto allo scenario di sistema comparabile, così assicurando ulteriori miglioramenti ai risultati di bilancio 2013. Il quadro - conclude la società aeroporto di Catania - conferma altresì la capacità della Sac di far fronte in modo autonomo agli investimenti ai quali è chiamata dalla concessione quarantennale”.  Catania Il primato della rotta più trafficata d' Italia, con ben 1.700.000 passeggeri annui, non riguarda il collegamento fra le metropoli Roma e Milano, ma quello fra Catania e Roma. Nel 2012 sono transitati da “Fontanarossa” 6,3 milioni di passeggeri, dopo che l' anno prima aveva raggiunto il picco di 6,7, si tratta dunque del sesto aeroporto d' Italia e del terzo “regionale” dopo Bergamo e Venezia. Un primato che nasce dalla storica debolezza della rete ferroviaria del Sud e di quella autostradale. L' infrastruttura aeroportuale di Catania ha molti più passeggeri di quella di Palermo, perché in pratica serve sette province su nove, data la particolare conformazione geografica dell' isola. Ragioni economiche: l' aeroporto sorge nell' area orientale della Sicilia, quella più dinamica e industrializzata. Catania, trovandosi ai piedi dell' Etna, funge da trait-d'union fra Taormina a Nord e il Sud-est barocco del Val di Noto, l' area a maggior vocazione turistica. Non è un caso che il picco di passeggeri si registri in estate ed a fine d' anno. Sull' aeroporto è in atto dal 2012 (con durata quadriennale) un programma di investimenti per oltre 110 milioni di euro. Interventi previsti in autofinanziamento. L' investimento sulla riqualificazione della pista di volo è stato già effettuato e quasi completato. La concessione quarantennale, dunque, prevede complessivamente investimenti pari a quasi 600 milioni di euro, tutti in autofinanziamento. L' amministratore delegato della Sac (che gestisce l' aeroporto), Gaetano Mancini, spiega: “L' aerostazione può giungere a circa 20 milioni di passeggeri all' anno”. La Sac è una società costituita interamente da enti pubblici: le tre Camere di Commercio di Catania (37,5%), Ragusa e Siracusa (entrambe 12,5%), le due Province di Catania e Siracusa e l' Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive - Irsap (tutti e tre al 12,5%). La Sac controlla inoltre, tramite il 60% della società Intersac Holding, il 65% della Soaco Srl che gestisce il neonato scalo di Comiso. Il salto di qualità in termini di crescita e produttività coincide con l' ascesa al vertice di Mancini che a partire dal luglio 2007, suo insediamento da presidente, muta la strategia manageriale. Mancini racconta: “Alla fine del 2007 gli indici di redditività della Sac risultavano essere i più bassi d' Italia, con Ebit al 5% ed Ebitda al 12% a fronte di una media del settore del 18% e 31%. Analoga considerazione valeva per la produttività”. Mancini, presidente regionale della Confcooperative (e vicepresidente nazionale), allora sostenuto dalla Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa (assieme possiedono il 62,5% delle azioni della Sac) comprende che deve avviare un nuovo corso. Blocca le assunzioni, separa le attività di handling come prevede la legge, avvia i processi di esternalizzazione delle attività operative, si concentra su quelle di gestione, ricerca l' equilibrio economico capace di sostenere gli investimenti. Arrivano i risultati positivi: il bilancio 2011 presenta Ebit al 16,4% e Ebitda al 31,9%, il fatturato tocca i 53 milioni in crescita del 5%. Nel 2012 invece il fatturato si è fermato a 49,6 milioni di euro. “La flessione - sostiene Mancini - ha delle ragioni oggettive. Vi è stata la crisi della compagnia siciliana Wind Jet ed il fatto che per un mese la pista è rimasta chiusa per lavori. Una parte di traffico è stata spostata sull' aeroporto militare di Sigonella, ma i flussi si sono dimezzati”. Sulle voci di una possibile privatizzazione dell' aeroporto di Catania, Mancini smentisce: “L' aeroporto di Catania per i suoi numeri e risultati fa gola a molti, ma non vi è da parte dei soci della Sac, al momento, alcuna intenzione di vendita. Sono voci infondate”.

mercoledì 21 agosto 2013

Sacbo e Save attratte da Verona

[Omnia munda mundis. Tutto è puro per i puri. San Paolo]  Sacbo, la società che gestisce l'aeroporto “Il Caravaggio” di Bergamo Orio al Serio, fa sapere in una nota che nel prossimo mese di settembre il proprio Consiglio di amministrazione “valuterà i passi necessari al fine di addivenire a un accordo con la società Catullo di Verona, in un'ottica di sviluppo organico delle attività in grado di portare reciproci vantaggi sul piano operativo e gestionale, nel rispetto dei propri azionisti e dei territori di riferimento”. Valutando l'importante “valore strategico della proposta”, il cda della Catullo Spa, società di gestione dell'aeroporto di Verona, ha deciso di sottoporre all'attenzione dell'assemblea dei soci, convocata per il 27 agosto, la proposta non vincolante di Save. Essa, si legge in una nota, sarebbe idonea alla realizzazione del piano industriale approvato dai soci nell'assemblea di luglio. L'offerta di Save è pari a 25 milioni di euro per il 35% della società di gestione veronese.

Punta Raisi by night

[Necesse habent cum insanientibus furere. Tra i pazzi devono necessariamente impazzire. Petronio]  L’aeroporto Falcone Borsellino rimarrà chiuso per diverse ore, se tutto va bene, a causa di un piccolo focolaio divampato nella cabina elettrica vicina all’ufficio merci. Sarebbero saltati 4 trasformatori e circa 20  metri di cavo del sistema elettrico. Sarebbero stati coinvolti anche impianti dell’Enav.  Sistema in tilt dunque con conseguente sospensione dei voli almeno fino alle 18. Per la verità la notte scorsa il personale di turno della Gesap e della Gh aveva pensato che i tuoni che si sentivano erano causati dai cannoni  argentini che, improvvisamente, avevano deciso di attaccare, ma, con sommo dispiacere dei sudditi della Gesap, era solo un temporale estivo. Secondo quanto fanno sapere dalla Gesap i problemi riguarderebbero la torre di controllo e, se non verranno risolti nel breve periodo, i voli potrebbero portare ulteriori ritardi. La Gesap non dice,però, che circa sei anni fa un gruppo di ingegneri della Gesap aveva segnalato l’inadeguatezza dell’impianto oggi andato in fumo, ma l’azienda che avrebbe dovuto apportare delle modifiche non ha mai preso seriamente quella segnalazione. Chi pagherà i danni causati da tanta strafottenza? Il risvolto della medaglia è che oggi l’aeroporto di Punta Raisi, che ostinatamente continuiamo a chiamare internazionale, traboccava di passeggeri di voli cancellati, quanta bella gente … incazzata per l’imprevisto, ma dava l’illusione dei bei tempi passati quando Punta Raisi macinava record di passeggeri sempre in crescita. Ormai a Punta Raisi viviamo di ricordi.   In  fiamme alcuni cavi elettrici di bassa e media tensione. A provocare il danno sarebbe stato un fulmine che stanotte si è abbattuto nella zona vicino la torre di controllo, nei pressi dell’ufficio merci, bruciando una centralina elettrica a cui sono collegati tutti i sistemi di sicurezza: dalle luci della pista, al radar, i sistemi informatici …  E così i vigili del fuoco che al momento presidiano l’area hanno dovuto disattivare la corrente nello scalo per operare in condizioni di sicurezza. Sul posto, inoltre, sono presenti al momento diversi tecnici della Gesap.

Nsa controlla 75% comunicazioni Web Usa

[Omnia tempus habent. Ogni cosa ha il suo tempo. Ecclesiaste]  La rete di sorveglianza americana Nsa ha la capacità di raggiungere circa il 75% di tutte le comunicazioni via internet statunitensi, nella caccia alle “intelligence” straniere, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Citando dirigenti attuali e passati dell'agenzia, il giornale scrive che la copertura del 75% costituisce una percentuale delle comunicazioni internet degli americani superiore a quella che i responsabili delle Nsa hanno pubblicamente ammesso. Il quotidiano rivela che l'agenzia conserva il contenuto di alcune mail scambiate tra cittadini degli Stati Uniti e inoltre filtra telefonate interne fatte via internet. Il filtraggio della NSA, portato avanti con la collaborazione di compagnie telefoniche, si rivolge a comunicazioni che partono o finiscono all'estero, o che sono interamente straniere ma accade che transitino attraverso gli Stati Uniti. Ma i dirigenti hanno ammesso che l'accesso ampio al sistema fa sì che anche comunicazioni puramente interne siano incidentalmente intercettate e raccolte nella caccia a quelle estere.

martedì 20 agosto 2013

La Russia vende la partecipazione in Eads

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[Ora et labora. Prega e lavora. San Benedetto]  La Russia riduce la sua partecipazione in EADS. La banca pubblica Vnecheconombank (VEB) ha cominciato a vendere la quota del 5,02 per cento che detiene nell’azionariato del gigante europeo dell’aviazione, casa madre di Airbus, con l’obiettivo di finanziare progetti nell’aviazione civile russa. Secondo il quotidiano Vedomosti, la banca VEB ha già ridotto, dalla fine del luglio scorso, la sua partecipazione al 2,88 per cento. Il ricavato della vendita, stimato a 763 milioni di euro, sarà investito in Sukhoi Aviation Civile, joint-venture tra la russa Sukhoi (75%) e l’italiana Finmeccanica (25%), che produce il SuperJet 100. La joint-venture necessita di risorse per ristrutturare il suo forte debito (più di due miliardi di dollari), mentre il SuperJet fatica a registrare ordini d’acquisto, soprattutto all’estero. Una volta passata al di sotto della soglia del 3 per cento nell’azionariato di EADS, VEB non ha più l’obbligo d’informare i mercati su eventuali e ulteriori cessioni.

In vista liquidazione di Air Alps

[Multa paucis. Molte cose in poche parole] Sarà liquidata la compagnia austro-altoatesina Air Alps che fino allo scorso autunno copriva alcune tratte locali in Italia, sopratutto quella tra Bolzano e la capitale. Air Alps era stata fondata nel 2001 da alcuni imprenditori altoatesini, inizialmente anche con una piccola partecipazione della Provincia di Bolzano. Nel 2010 la svizzera Welcom Air entrò con il 76%, senza però riuscire a far decollare il vettore locale. I creditori saranno liquidati, informa l'agenzia austriaca Apa.

Israele dietro cacciata Morsi

[Doctum doces. Insegni a uno che già sa. Plauto]  Ci sarebbe Israele, secondo il premier turco Recep Tayyip Erdogan, dietro la destituzione del presidente egiziano Mohamed Morsi. Erdogan durante una riunione del suo partito ha ricordato che in un forum in Francia, prima delle elezioni del 2012 vinte dai Fratelli Musulmani, “il ministro della Giustizia israeliano e un intellettuale ebreo sostennero che anche se la Fratellanza ha prevalso alle elezioni, essa non ha realmente vinto perché  la democrazia non si basa sulle schede elettorali”. Negoziatori israeliani e palestinesi si incontreranno oggi per il secondo giro di consultazioni nella città di Gerico, nel sud della Cisgiordania. Lo ha riferito una fonte palestinese che segue da vicino la ripresa dei negoziati. Il primo incontro si è tenuto la settimana scorsa a Gerusalemme in una località segreta. I colloqui di pace tra palestinesi ed israeliani, sotto l'egida del segretario di stato americano John Kerry, sono ripresi dopo più di tre anni di stallo. La Corte d'Assise del Cairo esaminerà domani il ricorso presentato da Farid el Dib, l'avvocato dell'ex presidente Hosni Mubarak, contro la decisione della Procura di tenerlo in carcere per aver ricevuto tangenti dal direttore del quotidiano statale al Ahram. Lo riferiscono fonti giudiziarie. I giudici della Corte si recheranno domani a Torah, dove l'ex rais è detenuto, a causa delle difficoltà di trasferire il prigioniero al Cairo per motivi di sicurezza.

domenica 18 agosto 2013

Philip Roth contro Wikipedia

[Poeta nascitur, orator fit. Poeti si nasce, oratori si diventa]  Philip Roth contro Wikipedia: lo scrittore americano ha contestato la voce dedicata dall'enciclopedia libera al suo romanzo “La Macchia Umana” e soprattutto al fatto che quando lui ha cercato di correggerla si è sentito rispondere picche dagli amministratori del sito. Roth ha quindi scritto una lettera aperta al New Yorker trasformando l'attacco a Wikipedia in un lungo monologo sul processo attraverso cui si costruisce l'immaginazione degli scrittori. "Cara Wikipedia, sono Philip Roth. Di recente ho letto un grave errore che avrei voluto veder corretto: un errore entrato in Wikipedia non dal mondo della verità ma dal bla bla del pettegolezzo letterario. E che non ha alcun fondo di verità”, ha scritto il romanziere sul New Yorker. L'autore di “Pastorale Americana” ha rivelato di aver chiesto la correzione “attraverso un interlocutore ufficiale” all'enciclopedia fondata da Jimmy Wales, ma di essersi sentito rispondere che “io, Roth, non ero una fonte credibile”. E perche? Capiamo l'argomentazione che l'autore è la massima autorità sul suo lavoro, ma le nostre regole - aveva spiegato Wikipedia - richiedono il conforto di “fonti secondarie”. Nodo del contendere, l'illazione di Wikipedia che il personaggio centrale della “Macchia Umana”, il professore accusato di razzismo Coleman Silk, sia stato ispirato dalla vita dello scrittore Anatole Broyard. “Nulla di più falso”, secondo Roth che invece spiega come il romanzo tragga origine da un “evento infelice” nella vita del suo defunto amico Malvin Tumin, sociologo a Princeton per circa trent'anni. Tumin, come Silk, usò nei confronti di due studenti di colore che non si erano mai presentati a lezione una parola a doppio senso: “spooks” che significa “fantasma ma anche un peggiorativo per neri”. Ne era seguita un'inchiesta accademica durata anni da cui il professore di Princeton era uscito assolto ma psicologicamente con le ossa rotte. Ma - scrive Roth - la scrittura di un romanzo “è per il romanziere un gioco di immaginazione. Come quasi tutti gli scrittori che conosco io sapevo di avere quello che Henry James chiamò una volta il germe, nel mio caso i guai di Tumin a Princeton. Dà lì sono andato avanti a inventare la sua amante Faunia Farley; Les Farley; Coleman Silk; le origini della famiglia di Silk; i suoi colleghi amici e ostili, la moglie, la sorella insegnante e così via, altri cinquemila frammenti biografici che messi assieme creano il personaggio immaginario al centro di un romanzo”. Philip Roth non scriverà più. L'autore di Pastorale Americana ha deciso di appendere la penna al chiodo. Lo ha confermato il suo editore Houghton Mifflin in quella che è scoppiata come una 'bomba' nel mondo letterario americano. “Ho smesso di scrivere”, aveva detto per la verità lo stesso Roth in una intervista in ottobre con la rivista francese Les Inrocks che era passata inosservata fino a oggi. “Nemesis sarà il mio ultimo libro”, aveva aggiunto lo scrittore parlando del suo romanzo breve del 2010. “Roth mi ha detto che è vero”, ha confermato Lori Glazer, vice presidente e portavoce di Houghton Mifflin. Lo scrittore, che ha 79 anni, ha al suo attivo oltre 25 romanzi tra cui “Goodbye, Columbus” e “Lamento di Portnoy”, opere famosissime che però non gli hanno mai fatto vincere il premio Nobel per cui più volte era stato considerato un candidato sicuro. Roth aveva invece vinto il Pulitzer per Pastorale Americana del 1997 e due National Book Award. Ma a Les Inrocks lo scrittore aveva confidato di aver sempre trovato difficile il suo mestiere e di aver deciso di non avere più a che fare con i libri. Roth aveva aggiunto che all'età di 74 anni aveva cominciato a rileggere tutti i suoi libri preferiti, da Ernest Hemingway a Ivan Turgenev, poi si era tuffato nelle sue creazioni: “Volevo vedere se avevo sprecato tempo. Ho dedicato tutta la mia vita a scrivere sacrificando tutto il resto. Ora basta. L'idea di cercare di scrivere di nuovo è impossibile”, aveva detto alla rivista francese.

2 donne contro

[Nomen omen. Il nome è un presagio]  Dopo la ratifica da parte dell’assemblea nazionale del secondo partito della destra, Renovacion Nacional, Evelyn Matthei è ufficialmente la candidata dell’Alianza alle presidenziali cilene del prossimo novembre. Il che significa che si profila un inedito duello tutto al femminile con la ex Presidenta, ora ri-candidata del centro sinistra Michelle Bachelet. Comunque andranno le cose, il prossimo vertice del Cono Sud tra Cile Brasile e Argentina vedrà tre donne riunite. Con la vincente cilena si riuniranno Cristina Kirchner dell’Argentina e Dilma Roussef del Brasile. Con la differenza che il cammino per la vincente cilena sarà meno accidentato, perché l’economia va bene e le esportazioni di rame tirano tutto il resto. Sarà una delle prime volte nel mondo che due donne si sfidano per una carica fondamentale, perché si tratta di repubblica presidenziale all’americana, dove il presidente è anche capo del governo. Il percorso che ha portato la Bachelet e la Matthei alla candidatura è molto diverso. Michelle Bachelet, che va per i 62 anni, è stata ministra socialista della Difesa nel governo Lagos, poi candidata presidenziale vincente per il mandato presidenziale 2006-2010. Ai cileni piacque il suo profilo di madre – single e al tempo stesso di rassicurante amministratrice. Tanto che – pur senza associare il suo nome a nessuna significativa riforma – ha concluso il suo mandato nel 2010 con una popolarità altissima, solo scalfito da una gestione un pò sfortunata dell’emergenza terremoto. Se avesse potuto ricandidarsi avrebbe stravinto, ma la legge cilena è forse l’unica al mondo che impedisce i due mandati consecutivi. Senza Bachelet, la voglia di una fetta di elettorato di cambiare dopo vent’anni ininterrotti di centro-sinistra ha premiato all’inizio del 2010 il miliardario indipendente di destra Pinhera, moderato e sorridente. Ma privo di colleghi o delfini che ne possano ripetere il miracolo. La ricandidatura della Bachelet, dopo 4 anni di incarichi internazionali in ambito Onu, era quasi obbligata e infatti la popolare Michelle ha stravinto le primarie del centro-sinistra col 75%. Ma c’è un aspetto biografico di analogia e contrasto tra le due rivali. Sono entrambe figlie di generali e da bambine si frequentavano. Ma il padre di Michelle Bachelet, fedele alla Costituzione e contrario al golpe, morì nelle carceri di Pinochet. Mentre il padre Matthei, tuttora vivente, è stato un collaboratore stretto del dittatore. C’è stato un giudice che ha cercato di accusarlo proprio in relazione alla morte del generale Bachelet, ma lo ha prosciolto in istruttoria. La differenza tra le due tradizioni familiari non sarà un tema esplicito della campagna elettorale, o meglio lo sarà solo per una minoranza politicamente più anziana che comunque ha già deciso. L’11 settembre si celebrano i 40 anni dal colpo di stato cileno.