domenica 28 luglio 2013

Record debito Italia

[Quando una donna si rifiuta di aggiustare le camicie del marito è perché, in genere, è troppo occupata a rammendare le calze del suo amante. F. Commerson] Debito italiano record: nel primo trimestre del 2013 ha sfondato quota 130%, assestandosi a 130,3% del pil. Nel trimestre precedente era a 127%. Lo comunica Eurostat che sottolinea come solo la Grecia abbia un debito più elevato dell'Italia, a 160,5%. Dopo Grecia e Italia c'è il Portogallo (127,2%), l'Irlanda (125,1%) e Belgio (104,5%). I debiti più bassi invece in Estonia (10%), Bulgaria (18%) e
Lussemburgo (22,4%). Rispetto all'ultimo trimestre 2012, 21 Stati hanno registrato un aumento del loro debito nel primo trimestre 2013 e solo sei una discesa. Gli aumenti più elevati quelli dell'Irlanda (+7,7 punti percentuali) Belgio (+4,7 punti) e Spagna (+4 punti), mentre i cali più ampi in Lettonia (-1,5 punti), Danimarca (-0,8 punti) e Germania (-0,7 punti). Il Pil dell'Italia, dopo il -1,9% previsto per il 2013, “avrà segnato un calo in termini reali del 9% negli ultimi sei anni” con un -25% per gli investimenti e un prodotto pro-capite inferiore ai livelli del 2007. Lo scrive Standard & Poor's, aggiungendo: “non ci aspettiamo che questa tendenza si inverta significativamente nel 2014”.Standard & Poor's taglia il rating di lungo periodo di 17 banche italiane salvando però Intesa Sanpaolo e UniCredit. È  quanto si  legge in una nota, in cui si precisa che la decisione segue il downgrade dell'Italia. L'agenzia taglia di due gradini da (BB+ a BB-) il rating di Agos Ducato e facendo salire a 18 il totale dei downgrade decisi dall'agenzia di rating. Le altre 17 banche hanno subito invece il taglio di un solo “notch”.Sotto la scure dell'agenzia di rating finiscono quindi Ubi Banca, Credem che scendono a livello BBB-; Fga Capital, Iccrea e Mediocredito a BB+; Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell'Emilia Romagna e Banco Popolare a BB; infine Unipol Banca a BB-. D'altro canto, tra le banche che si salvano, oltre a UniCredit e Intesa Sanpaolo, S&P's segnala l'Istituto per il Credito Sportivo, Banca Fideuram, Mediobanca, Banca Popolare dell'Alto Adige e l'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, i cui rating restano confermati. Per l'agenzia internazionale, le banche italiane operano in un ambiente con alti rischi economici, lasciando le banche più esposte a una recessione più profonda e lunga di quanto pensavamo. S&P's mantiene l'outlook negativo su tutto il comparto bancario italiano. È quanto si legge in una nota dell'agenzia, in cui viene precisato che le due eccezioni sono Banca Carige e Dexia Crediop, i cui rating restano in Creditwatch negativo, ovvero sotto osservazione per un possibile taglio.

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