venerdì 26 luglio 2013

Poveri manager

[Alcune femministe ritengono che una donna non dovrebbe mai sbagliare. abbiamo il diritto di sbagliare. Alice Childress] Sembra che anche i super-manager delle grandi società italiane stiano cercando di dimostrare almeno una parvenza di sobrietà rispetto a quelli che vengono spesso definiti “Stipendi d'oro”, forse anche per dare un segnale di solidarietà ai cittadini comuni che tanto stanno soffrendo in questo periodo di crisi economica.  E così Giuseppe Bonomi, presidente uscente di Sea, società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa, ha ricevuto una buonuscita al ribasso rispetto a quanto previsto dal suo contratto. Certo, i numeri sono sempre da capogiro, ma si tratta pur sempre di denaro risparmiato per l'azienda ed in ultima analisi anche per i fruitori dei suoi servizi.  L'ex-amministratore delegato e direttore generale degli scali milanesi ha ricevuto un indennizzo di un milione di Euro, 500mila in meno rispetto a quanto precedentemente stabilito. L'accordo sulla buonuscita è stato raggiunto dopo una serie di trattative intercorse tra l'avvocato di Bonomi e il legale rappresentante della società, del Comune di Milano e di F2i (Fondi italiani per le infrastrutture).  Il successore del manager lombardo è Pietro Modiano, salito ai vertici dell'azienda milanese alla fine del giugno scorso. Anche la nuova presidenza di Sea è iniziata all'insegna di un ridimensionamento dei compensi stellari dei dirigenti: gli stipendi dei membri del consiglio d'amministrazione e del collegio sindacale sono stati decurtati complessivamente del 60%. Tale decisione consentirà alla società di trattenere nelle proprie casse una somma pari a 2,7 milioni di Euro in tre anni. Dietrofront sul tetto agli stipendi d’oro dei manager pubblici. “Il testo del decreto del Fare, sul quale oggi il governo ha posto la fiducia alla Camera, esclude l’estensione del tetto agli emolumenti agli amministratori delle società non quotate che svolgono servizi di interesse generale anche di rilevanza economica come Poste, Ferrovie dello Stato, Anas“, denunciano i deputati della commissione Bilancio Simonetta Rubinato, Angelo Rughetti, Andrea Romano e Lello Di Gioia.

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