venerdì 31 maggio 2013

Malacumparsa a Punta Raisi

[Si nun saje fà 'o scarparo nun sfottere 'e semmenzelle. Lasciate spazio ai professionisti] La Gh di Punta Raisi nel mese di gennaio aveva deciso di mandare 25 dipendenti in cassa integrazione volontaria. Dopo una lunga trattativa con il mondo sindacale anche l’ultimo sindacato, la Cisal, si è turato il naso è ha firmato. Ancora oggi non si riesce a capire come mai un’azienda con  l’80% del mercato dello scalo di Palermo possa essere in crisi. Non solo, ma la Gh essendo completamente di proprietà della Gesap, probabilmente non paga l’affitto dei locali in aeroporto, il carburante e quant’altro. Però sono in crisi, la situazione era così critica che se non si sarebbe aperta la cassa integrazione c’era il rischio di portare i libri in tribunale. Poi, a febbraio, a conclusione degli accertamenti eseguiti da ispettori dell’inps, iniziati con l’accesso ispettivo del 25/05/2012 nei confronti dell’appaltatore Uges sos Palermo si apprendeva che codesta società ha occupato i lavoratori senza costituire formalmente il rapporto di lavoro bensì mediante contratto – convenzione stipulato tra Gh Palermo spa e Uges sos Palermo, ritenuto contrario a norme imperative di legge, in quanto posto in essere al fine di eludere norme e istituti previsti per il lavoro subordinato.  Si evincerebbe come la convenzione per l’espletamento dei servizi di assistenza diretta alle Prm sarebbe stata firmata dalle parti interessate in data antecedente a tale termine. Al momento della comunicazione da parte della gh alle tre associazioni al fine di concorrere per l’offerta più vantaggiosa, la Uges sos non avrebbe avuto i requisiti di anzianità. La direzione territoriale del lavoro di Palermo condannava la Gh a pagare 1.153.899,56 di euro. Tutto questo non avrebbe avuto luogo se i manager della Gesap e della controllata Gh accettavano i consigli dati dal consigliere Mimmo Di Carlo e messi a verbale nel corso del cda della Gesap del 28/2/2012.    Ebbene, grazie a questa politica spregiudicata e poco lungimirante, domani i 25 volontari cassintegrati dovranno ritornare a lavorare, cosi facendo si potranno prendere gli stagionali. Non sono bravi, i manager della Gesap e della Gh, nemmeno a organizzare la cassa integrazione, vi rendete conto; in futuro per evitare brutte figure parlate con Biancaneve o se proprio volete esagerare chiamate la sede italiana di Aviapartner a Roma che sicuramente vi darà consigli utilissimi. 

Ig e az prossimi al fallimento?

[Quanno si chiuove statte, quanno si martiello vatte.  Quando sei in una posizione svantaggiosa attendi, quando sei in una posizione di vantaggio approfittane] Mentre secondo l’associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) le prospettive di crescita dei ricavi del settore aereo per il 2013 migliorano leggermente (+1,6% a 10,6 miliardi di dollari l’utile atteso dal settore a fine anno contro gli 8,4 miliardi stimati in precedenza) per le compagnie aeree italiane i tempi restano difficili. Da Alitalia a Meridiana Fly, passando per la chiusura nella scorsa estate di WindJet, le perdite nel settore aereo italiano sono molto ingenti. La compagnia low cost irlandese, Ryanair, ha annunciato nei giorni scorsi di essere diventata leader del mercato italiano con 22,9 milioni di passeggeri, davanti proprio al vettore di bandiera Alitalia che avrebbe trasportato “solo” 22,3 milioni di passeggeri. Questa leadership è veritiera, ma bisogna tenere conto che Alitalia, con l’aggiunta dei passeggeri trasportati da Airone, rimane comunque leader del solo mercato italiano con 24,3 milioni di passeggeri. Quindi Ryanair ha sorpassato Alitalia, ma non il gruppo Alitalia. La leadership è tuttavia poco importante, perché mentre Ryanair ha annunciato ancora una volta utili, Alitalia si trova nella situazione finanziaria più complicata dalla rinascita della “Fenice”.   Anche il mercato aereo complessivo italiano è in leggera decrescita, ma la riduzione Alitalia è stata maggiore di quella del mercato, facendo così scendere la quota di mercato sotto il 21 per cento, ai minimi di sempre. Prima del fallimento, la vecchia Alitalia aveva quote di mercato di circa il 30 per cento, senza oltretutto conteggiare Airone che è stata assorbita dalla nuova compagnia.Problemi finanziari li ha avuti anche Meridiana, la seconda compagnia di bandiera italiana. Il principale azionista, lAga Khan, è stato costretto a
ricapitalizzare, viste le perdite pari a 190 milioni di euro nel 2012. Conteggiando le perdite Alitalia con quelle di Meridiana si arriva alla cifra astronomica di 470 milioni di euro. Meridiana Fly è stata ritirata ieri  da Piazza Affari, con la sospensione del titolo dagli scambi già nelle 3 sedute precedenti. È  quanto si legge in una nota in cui viene indicato che Meridiana Spa rileverà tramite procedura unica il 3,7% residuo di Meridiana Fly, controllata al 96,3%, non conferito con la recente Opa al medesimo prezzo di 0,6 euro per azione, come fissato dalla Consob.  Alitalia soffre di una mancanza di investimenti da parte dei propri soci. Dopo l’investimento iniziale, la compagnia ha cominciato a bruciare tutto il capitale con quattro anni di seguito di perdite nette. La flotta di Alitalia è stata rinnovata nel medio raggio, mentre è rimasta molto esigua nel settore a lungo raggio, che è quello maggiormente profittevole. Meridiana invece ha sempre avuto un socio forte, l’Aga Khan, che fino adesso non si è mai tirato indietro nel ricapitalizzare l’azienda. Tuttavia una situazione stand alone per il vettore sardo non è più sostenibile, in un mercato aereo come quello mondiale che vede una competizione sempre più accesa. Questi  due vettori  rischiano nel corso del 2013 di arrivare vicini al fallimento




La grande rapina

[Taglia curto quanno 'o mmale sta dinta 'a radeca.  Quando il male è alla base taglia corto] Il 25/2 è iniziato il processo a Luigi Lusi, ex tesoriere della margherita, accusato di essersi appropriato di oltre 23 milioni di euro dalle casse del partito. Insieme all’ex senatore sono finiti alla sbarra anche i commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio, e la segretaria, Diana Ferri, prestanome di una società riconducibile allo stesso senatore. Per tutti il reato contestato è quello di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita. Anche la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, è stata indagata in questa inchiesta ma ha già patteggiato una pena ad un anno di reclusione. Lusi, inoltre, dovrà rispondere anche del reato di calunnia nei confronti di Francesco Rutelli.  Sedici milioni di euro, tra beni mobili e immobili, che l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, deve allo Stato a titolo di risarcimento danni. È  quanto richiesto dalla procura della Corte dei Conti del Lazio che ha aperto un nuovo fascicolo sull’ex senatore sotto processo, sempre a Roma, per associazione per delinquere, appropriazione indebita e calunnia. La procura contabile è convinta che il sequestro di case e conti correnti dell’ex tesoriere, non possa essere destinato alla Margherita che ha già “visto integralmente rimborsate le spese elettorali sostenute e documentate, non avendo pertanto subìto alcun danno dall’ulteriore distrazione del surplus del rimborso compiuta Lusi”. Secondo quanto riferito dal TgLa7, che riporta ampi stralci dell’atto di citazione della Corte di conti, l’ex senatore e tesoriere della Margherita viene chiamato in causa per aver sottratto soldi che arrivavano dal bilancio dello Stato. Lo stesso Lusi, nei mesi scorsi, aveva dato la disponibilità alla procura contabile di procedere verso i beni che erano già stati tra l’altro oggetto del sequestro di natura penale.

giovedì 30 maggio 2013

easyJet vola a Tel Aviv

[A cavallo 'e razza nun serve 'o scurriato.  Per il purosangue non ci vuole la frusta] easyJet apre il nuovo collegamento tra Roma Fiumicino e Tel Aviv. A partire dal 24 settembre il vettore collegherà le due città su base annuale, con 2 frequenze settimanali previste nelle giornate di martedì e sabato. I biglietti sono in vendita a partire da oggi sul sito web della compagnia, sulla easyJet mobile app e su canali Gds. Fiumicino è la quinta destinazione del portfolio easyJet ad essere collegata con Israele, dopo Londra Luton, Manchester, Ginevra e Basilea. Con Israele, i Paesi raggiunti da easyJet dall’Italia salgono a 19. Non mancano le aspettative per questo nuovo volo, come asserito da Frances Ouseley, direttore di easyJet per l’Italia: “Come per le rotte già operative verso Israele dal Regno Unito e dalla Svizzera, siamo certi che anche questo nuovo volo riscontrerà un grande successo, poiché rappresenta un collegamento tra due delle destinazioni più ambite dai passeggeri leisure e business, così come dalla comunità ebraica in Italia. Tel Aviv rappresenta un importante ingresso nel nostro portfolio di connessioni da e per Roma”. 

La trombetta di Ryanair

[A lavà 'a capa ro ciuccio se perde acqua e sapone.  A convincere un testardo si spreca tempo] Chiunque abbia mai viaggiato su un aereo Ryanair conosce bene gli squilli di tromba che risuonano dopo l'atterraggio, seguiti dall'annuncio col quale viene comunicato di trovarsi a bordo “Di un altro volo Ryanair arrivato in orario”, come avviene “Per oltre il 90% dei voli” del vettore low-cost irlandese.  Ad ogni modo nel corso di “More or Less”, programma di statistica in onda su "Bbc Radio", l'economista Tim Harford ha espresso dei dubbi sulla veridicità di questi dati, sostenendo come non esistano sufficienti analisi in questo ambito. 
“Non sappiamo se l'affermazione di Ryanair riguardante la puntualità di oltre il 90% dei voli l'anno passato sia vera. Non ci hanno dato alcuna ragione per pensarlo, ed abbiamo qualche ragione per credere che non sia così. E non abbiamo idea di come qualcuno possa sostenere di essere più puntuale di ogni altra linea aerea europea, dal momento che nessuno pubblica dati sulla puntualità di ogni linea aerea europea”, ha affermato Harford.  Spostandosi sul versante finanziario, Aer Lingus ha annunciato un'azione legale contro la decisione dell'Irish Takeover Panel che permetterebbe a Ryanair di fare una nuova offerta per l'acquisizione della compagnia del trifoglio a partire da agosto di quest'anno.  L'Irish Takeover Panel è l'organo responsabile per il monitoraggio delle acquisizioni e delle principali transazioni tra aziende in Irlanda: le leggi locali prevedono che non possa essere fatta una nuova offerta per l'acquisizione di una società prima di un anno dal precedente tentativo.  L'organo ha individuato la data di riferimento nell'agosto del 2012, quando l'offerta è stata fatta, mentre Aer Lingus ritiene che il cacolo dovrebbe partire da febbraio 2013, quando la Commissione europea ha respinto l'acquisizione. La commissione britannica per la concorrenza ha deciso che Ryanair dovrà ridurre la sua partecipazione del 29,8% in Aer Lingus. La decisione è stata presa, spiegano fonti di stampa, dopo che Bruxelles aveva bloccato l'opa di febbraio. Dal canto suo la commissione pensa che la situazione potrebbe limitare la concorrenza tra Gran-Bretagna e Repubblica irlandese. La pubblicazione della decisione finale sarà l'11 luglio. 

Del Torchio - Moretti alleati?

[Berlusconi torna a invocare la riforma della giustizia: “Nella mia situazione, un normale cittadino non potrebbe permettersi le spese legali”. Be’, ma nemmeno le baldracche. www.spiniza.it] L'ad di Alitalia, Del Torchio, nei prossimi giorni incontrerà i banchieri dei 12 istituti che intrattengono rapporti con la compagnia aerea. Banca intesa che è anche azionista, unicredit, mps, popolare emilia... Sperando di ottenere qualcosa. L'errore di Alitalia è quello di a vere puntato tutto sul mercato domestico tentando di sfruttare la dote avuta dalla vecchia Alitalia: la tratta Roma – Milano. Quattro anni fa l'aereo spadroneggiava con il 71,1%, oggi è già sceso al 65,7%, nel 2016 sprofonderà al 57,2. Del Torchio pensa ad un qualche accordo con le fs e, in tal senso, si sarebbe incontrato con l'ad Moretti. I soldi che del Torchio prende da Alitalia, 650 mila euro lordi l'anno, probabilmente da soli non basteranno a spiegare la sua decisione di tuffarsi in una causa
apparentemente persa. Sono in arrivo nuove agevolazioni per il gruppo che con il salvataggio del 2008 targato Colaninno, Passera, Berlusconi, è costato al contribuente un conto complessivo stimato tra 3 e 4 miliardi di euro. E che a distanza di cinque anni è ben lungi dall’essere stato salvato. Alitalia ha infatti chiuso il primo trimestre del 2013 con una perdita di 157 milioni di euro in deciso rialzo dall’anno scorso,dopo avere archiviato il 2012 con un rosso di 280 milioni di euro. Le difficoltà della compagnia, secondo Lupi, sono conseguenti al calo della domanda dovuto, a sua volta, all’attuale fase di crisi economica, all’aumento dei costi operativi (carburante, tassazioni per diritti aeroportuali e imposte regionali), alla concorrenza delle compagnie tradizionali e low cost e dell’alta velocità ferroviaria. “Questo – ha aggiunto – è il pieno convincimento del governo e dello stesso vertice della società con il quale ho già avuto un primo confronto“. In particolare tra le misure per il comparto, il ministro ha espresso la volontà di proporre “un emendamento finalizzato a prorogare oltre il 2015 la sussistenza del fondo di solidarietà del settore aeronautico per consentire la gestione dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione necessari”. E ha aggiunto: “Attiveremo inoltre un confronto con il ministero del Lavoro, per valutare eventuali interventi sull’attuale assetto normativo e poter assicurare la continuità sostenibile delle tutele dei lavoratori”.

mercoledì 29 maggio 2013

ALITALIA NON RIESCE A FARE UTILI

[Sfogo di Balotelli: “Al prossimo coro razzista lascio il campo”. Una possibilità negata a chi raccoglie pomodori. www.spinoza.it] “Alitalia non è messa nelle stesse condizioni di altre grandi compagnie europee e soffre perché la competizione non è simmetrica, è asimmetrica: le compagnie low cost godono di vantaggi di cui non dovrebbero godere e dobbiamo mettere Alitalia nelle stesse condizioni”. È quanto ha affermato Flavio Zanonato, ministro dello sviluppo. “Alitalia – ha aggiunto - deve avere le stesse condizioni delle altre compagnie. Non possiamo offrire slot vantaggiosi a tutti e costringerla a slot meno vantaggiosi”. Il rosso di Alitalia continua a crescere. La compagnia aerea ha chiuso il primo trimestre con una perdita di 157 milioni di euro, in aumento rispetto al rosso di 131 milioni dello stesso periodo del 2012 e un risultato operativo peggiorato da -109 a -136 milioni. Il gruppo continua quindi a sprofondare, dopo aver chiuso il 2012 con un rosso di 280 milioni di euro, ovvero una perdita quotidiana quotata vicina agli 800 mila euro, quattro volte tanto l’andamento del 2011.
Al cda che ha approvato i risultati, l’amministratore delegato  Gabriele Del Torchio ha anche annunciato che è in corso l’elaborazione del  piano industriale  2013/2016. Crescono, intanto, i debiti del gruppo. L’indebitamento finanziario netto gestionale al 31 marzo risulta pari a 1.023 milioni, segnando un rialzo significativo rispetto ai 967 milioni al 31 dicembre. Al termine del trimestre, la disponibilità liquida totale gestionale, comprendente le linee di credito non utilizzate, è invece pari a 159 milioni.Mentre i ricavi totali del periodo ammontano a 729 milioni. “A questo numero hanno contribuito l’incremento della gestione passeggeri e il decremento dei proventi non ricorrenti”, precisa una nota dell’azienda, “che ammontano a 22 milioni rispetto ai 69 milioni del primo trimestre 2012″.Per quanto riguarda le entrate da traffico passeggeri, in particolare, nel mercato domestico, a fronte di una diminuzione complessiva del mercato dell’11% circa, Alitalia ha registrato una diminuzione del propri ricavi del 7,4%; mentre nel segmento internazionale i ricavi sono aumentati dell’1,1% e in quello intercontinentale dell’11,5%. Nuovi aiuti pubblici bollono in pentola per Alitalia. “Rappresenta ancora, almeno nello spirito, la nostra compagnia di bandiera, è un asset strategico, che deve superare le difficoltà attraverso scelte strategiche che portino ad un aumento di efficienza e di efficacia delle politiche commerciali”, ha avvertito il ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi in audizione alla commissione Trasporti della Camera, aggiungendo che “le azioni di competenza della società che il management dovrà mettere in campo possono essere affiancate da alcuni interventi di regolazione generale del comparto, di natura normativa, amministrativa e organizzativa, che stiamo mettendo a punto”. 

martedì 28 maggio 2013

LE INCOMPIUTE DELLA GESAP/7: IL BELLO DEVE ANCORA VENIRE

[Se dice 'o peccato, ma no 'o peccatore.  Si dice il peccato, ma non il peccatore] Non ho accennato, parlando delle incompiute della Gesap, anche perché i lavori non sono ancora iniziati, della nuova stazione Fs, a monte dell’aerostazione, che collegherà il nuovo scalo ferroviario con l’aeroporto con un passante completamente interrato.  Inoltre, la pista trasversale che si allungherà sul mare. Che dire delle passerelle sopraelevate che permetteranno al passeggero, nelle lunghe ore d’attesa, di passeggiare lungo la riserva naturale e pensare. Ma quanto è costato questo scalo al contribuente? Tutto il terminal sarà rivestito da immense vetrate sia dal lato mare che dal lato montagna, in modo che il passeggero potrà osservare contemporaneamente il mare e la montagna. Non ultimo l’albergo con vista panoramica.  
Bufera giudiziaria su Selex Sistemi Integrati, l’azienda leader nella produzione di sistemi radar civili e militari, guidata da Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. La Procura della repubblica di Roma ha ordinato l’arresto del direttore tecnico Manlio Fiore, nell’ambito dell’inchiesta su una decina di appalti assegnati a Selex dall’Enav, l’ente nazionale di assistenza al volo. In carcere è finito pure il commercialista Marco Iannilli, mentre sono stati ordinati gli arresti domiciliari per l’amministratore delegato dell’Enav Guido Pugliesi. Le “false” fatture sarebbero state emesse, in particolare, in occasione dell’ammodernamento degli impianti radar dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi. Il commercialista Marco Iannilli (collaboratore dell’ex consulente globale di Finmeccanica, Lorenzo Cola, già condannato per l’affare Digint, un colossale giro di denaro riciclato nelle banche di Hong Kong e Singapore), ha ammesso che per i lavori nello scalo siciliano, nel 2009 “Selex emise nei confronti di Enav fatture per circa 10 milioni di euro per lavori non eseguiti”. “Enav aveva necessità di implementare i costi e Selex di fare fatturato e anche qui sono intervenuti i consueti rapporti di pagamento tra Tommaso Di Lernia e l’amministratore delegato dell’Enav Pugliesi”, ha verbalizzato Iannilli. Gli inquirenti sospettano che i surplus delle operazioni Selex-Enav siano finiti pure in mano ad alcuni partiti politici. A fine gennaio 2010, Di Lernia avrebbe prelevato 206 mila euro da un conto in una banca di San Marino per consegnarli successivamente al tesoriere dell’Udc Pippo Naro, parlamentare originario di Militello Rosmarino (Messina) e stretto collaboratore di Gianpiero D’Alia, presidente del Gruppo Udc al Senato. Naro ha respinto ogni addebito anche se ha ammesso che in un incontro con l’amministratore di Print System, questi gli avrebbe promesso un contributo finanziario in vista di una competizione elettorale. Lernia, però, non avrebbe mantenuto l’impegno. Il dimensionamento degli organici di Selex Es interessa complessivamente 2.529 persone in Italia e Gran Bretagna. Lo prevede il Piano di riassetto e di rilancio di Selex Es. È   prevista inoltre la riduzione di circa 25 siti tra Italia e Gran Bretagna. Il Piano, spiega Finmeccanica, “rappresenta un passaggio inevitabile per ottenere un portafoglio adeguato che valorizzi l'offerta dell'azienda e ne rafforzi il posizionamento sui mercati export”. Finmeccanica chiude il 2012 con una perdita di 786 milioni di euro, contro il rosso di 2,3 miliardi del 2011. Lo annuncia la società in una nota emessa al termine del cda che ha approvato i conti. I ricavi ammontano a 17,2 miliardi, in linea con i 17,3 dell'anno precedente. Finmeccanica stima per il 2013 ricavi all'interno di una forchetta tra 16,7 e 17 miliardi di euro, un Ebita adjusted di circa 1,1 miliardi e un free operating cash flow positivo per circa 100 milioni di euro. [FINE]

 

Electrolux, in Thailandia diritti negati

[Homo homini lupus . L'uomo è un lupo per l'altro uomo. Plauto]  Con la firma del Ministro dello Sviluppo Economico  e del Ministro del Lavoro si è conclusa positivamente, presso il dicastero di via Veneto, la complessa vertenza del gruppo Electrolux. L'accordo siglato prevede la riorganizzazione del gruppo multinazionale di elettrodomestici, tutelando il posto di lavoro  a oltre 6000 persone. Per altre 600, in accordo con le sigle sindacali, si attuerà una progressiva riduzione occupazionale. L'accordo prevede inoltre un forte impegno societario al mantenimento di tutti gli stabilimenti italiani, con lo scopo di valorizzare sia le produzioni tradizionali che professionali. I problemi occupazionali di Electrolux, che avevano generato un aspro conflitto sindacale durante la vertenza, sono stati risolti con una gestione innovativa che,  attraverso un intelligente utilizzo degli orari di lavoro, ha consentito di evitare licenziamenti e riduzioni traumatiche. L’azienda ha 800 esuberi su 7.000 dipendenti, ma 230 sono già usciti grazie agli esodi incentivati. “Conflitto” sindacale all’Electrolux thailandese dove sono scattati 127 licenziamenti di operai e di un sindacalista. Decisioni rispetto alle quali la Fiom chiede all’azienda di recedere, non escludendo “iniziative clamorose”. A determinare la convocazione del tavolo in questa prima parte dell’anno è l’approssimarsi della scadenza della cassa integrazione straordinaria che coinvolgerà prima Susegana, dove l’ammortizzatore si esaurirà a fine marzo, e poi Porcia (a luglio). La distanza di pochi mesi fa sì che la partita venga affrontata subito e in modo globale, anche perché le soluzioni possibili valgono per uno stabilimento come per l’altro. Con qualche incertezza in più legata ai volumi. Il piano di ristrutturazione e riorganizzazione di Electrolux, al quale sono stati vincolati anche importanti investimenti oltre al piano sociale, prevedeva per Porcia nel 2013 a regime una produzione di 1,3 milioni di pezzi. Nella ricostruzione dei fatti presentata dalla Fiom, all’origine della vicenda avvenuta nello stabilimento di Rayong, in Thailandia, vi sarebbe stato il rifiuto di negoziare con i rappresentanti dei lavoratori sulle richieste di aumenti salariali equi e l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori interinali. Nei giorni scorsi il management di Electrolux Thailandia avrebbe convocato una riunione di tutti i lavoratori alle 8 del mattino annunciando l’erogazione di un bonus salariale di due mesi, ma rifiutandosi di avviare trattative sulle richieste sindacali. Da qui, probabilmente, la protesta che è stata “sedata” con l’allontanamento, che sarebbe avvenuto con la forza, dalla riunione del presidente del sindacato, Phaiwan Metha, che sarebbe stato licenziato in tronco e accompagnato fuori dallo stabilimento. Appresa la notizia, i lavoratori avrebbero proseguito il sit in in fabbrica chiedendo il reintegro del sindacalista. Il management allora avrebbe chiamato la sicurezza e la polizia, riferisce sempre la Fiom, che avrebbero circondato i lavoratori “impedendo loro di uscire per tutta la giornata, e tra loro c’era anche una donna incinta al sesto mese di gravidanza, che aveva cercato di andarsene. Solo a fine turno, alle 17, gli operai sono stati rilasciati ad uno ad uno dalle guardie di sicurezza che li hanno identificati”.

Le guerre mai vinte degli Usa

[Quod erat demostrandum. Come volevasi dimostrare – Euclide]  Le violenze in Iraq hanno causato più di 500 morti nel solo mese di maggio, il più sanguinoso dell'ultimo anno, secondo un conteggio compiuto dall'Afp in base a dati forniti da fonti mediche e della sicurezza. Tra il primo e il 28 maggio, 507 persone hanno perso la vita e 1287 sono rimaste ferite in diversi attacchi, che fanno temere un nuovo conflitto interconfessionale. In aprile, il bilancio aveva superato i 400 morti.  Gli Usa di recente hanno ritirato le truppe dall’Iraq sostenendo che la guerra era ormai vinta.“Prima di voltare pagina su un decennio di conflitti, non dimentichiamo che la nostra nazione è ancora in guerra”: lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, intervenendo al cimitero di Arlington per il Memorial Day e ricordando i caduti di tutte le guerre e degli interventi militari “contro il terrorismo”.Il Pentagono ha ridisegnato e potenziato la sua maxi-bomba 'bunker-buster', pensata per distruggere anche i più fortificati e meglio difesi siti nucleari iraniani. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui lo sviluppo dell'ordigno viene considerato essenziale dall' amministrazione Obama anche per convincere Israele che gli Usa hanno la capacità  di impedire a Teheran di ottenere armi nucleari qualora la diplomazia dovesse fallire.

I blogger sentinelle della democrazia

[Darei tutta la mia tecnologia in cambio di un pomeriggio con Socrate. Steve Jobs] Tre blogger vietnamiti, uno dei quali aveva sostenuto il presidente Usa Barack Obama, sono stati condannati  a pene detentive tra i 4 e i 12 anni per propaganda contro lo stato. Il più  noto dei tre, Nguyen Van Hai, già condannato nel settembre 2008 a due anni e mezzo per frode fiscale, ha preso la pena più  pesante, 12 anni. Ta Phong Tan, ex agente di polizia la cui madre si era uccisa a luglio dandosi fuoco, è stato condannato a 10 anni e Phan Thanh Hai a 4 anni. In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei blog debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetto solo ad una autoregolamentazione, oppure, se debbano essere applicate le norme sulla stampa. Nell'ottobre del 2007 il governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i blog l'obbligo della registrazione. La dura replica del mondo web ha portato alla precisazione che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. La disputa si è trasferita sul piano giudiziario quando il tribunale di Oristano, con sentenza del 25 maggio 2000, stabilì che un sito web non era assimilabile a una testata.
Orientamento poi recepito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 10535 secondo cui non serve un giornalista per gestire un blog. Appare quindi minoritario l'orientamento del Tribunale di Modica, che con una discussa sentenza ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina. Con la sentenza n. 7155/2011 la quinta sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile il sequestro preventivo di un articolo asseritamente diffamatorio pubblicato sul blog di un giornalista professionista. Il reato di diffamazione, previsto e punito dall’art. 595 del codice penale, si configura quando una persona offende la dignità e la reputazione altrui in presenza di più persone. Tale reato si può commettere con maggiore facilità in rete, comunicando con migliaia di persone contemporaneamente tramite chat, forum, siti o blog, anche in considerazione del fatto che l’errata convinzione, psicologicamente parlando, di essere protetti da una sorta di anonimato, partecipando alle discussioni con un nomignolo (nickname) che non è direttamente correlato con il nostro vero nome, può avallare comportamenti criminali.  Nell’articolo del codice penale sopra richiamato è previsto che tale reato possa ritenersi compiuto anche mediante mezzi di pubblicità, e nella prassi internet è considerato proprio un mezzo di pubblicità, in quanto idoneo alla diffusione di una notizia e a raggiungere una pluralità indeterminata di soggetti. 

lunedì 27 maggio 2013

Ex manager Alitalia rinviati a giudizio

[Scatena forti polemiche la presenza di Alfano. Ma il governo ormai ha giurato. (Da cittadino, non avrei mai pensato di dover pagare le forze dell’ordine per contenere le intemperanze del ministro degli Interni). www.spinoza.it] La Procura di Roma lo scorso novembre aveva chiesto il rinvio a giudizio soltanto per gli amministratori delegati e cinque direttori generali, i giudici contabili allargano il cerchio delle responsabilità anche al cda, partecipe del disastro provocato dalla folle gestione che nel settembre 2008 ha portato l’Alitalia in stato di insolvenza. La Corte dei Conti si è attenuta ai risultati dell’indagine svolta negli ultimi tre anni dalla Procura di Roma, tanto da chiederne le carte. Il procuratore aggiunto Nello Rossi, con i pm Loy e Pesci, a novembre hanno contestato i reati di bancarotta, distrazione e dissipazione agli ex ad Mengozzi (2001-2004) e Cimoli (2004-2007), all’ex direttore centrale di ”amministrazione e finanza” Gabriele Spazzadeschi; all’ex responsabile del settore “finanza straordinaria” Pierluigi Ceschia e agli ex funzionari Giancarlo Zeni, Leopoldo Conforti e Gennaro Tocci Nomi che probabilmente compaiono tra quanti sono stati chiamati a risarcire il danno erariale o in alternativa a produrre entro 60 giorni prove a propria discolpa. Il documento firmato da De Dominicis equivale all’art. 415 del processo penale, un provvedimento di chiusura indagine che anticipa le richieste di rinvio a giudizio. Secondo indiscrezioni l’avrebbero ricevuto consiglieri di nomina politica. Sono rimasti fuori Jean-Cyril Spinetta, di Air France Klm, e i componenti dei collegi sindacali dal 2001 al 2007.
 La richiesta di risarcimento sarà proporzionale alle singole responsabilità ed è a Cimoli che, nell’inchiesta penale, sono contestati i fatti più gravi ivi compresi due episodi di aggiotaggio, operazione finalizzata a un rifinanziamento dell’azienda da 1000 milioni di euro. Ma finora l’ex ad ha goduto di una certa benevolenza da parte della Corte dei Conti, che si era limitata a chiedergli la restituzione di 150mila euro, rispetto ai 750mila di premio che il cda gli aveva concesso, nonostante avesse guadagnato 6 milioni di euro, il doppio di Mengozzi. Anche di questo qualche consigliere sarà chiamato a rispondere. La folle gestione ha attraversato quasi un decennio: scelte “abnormi sotto il profilo economico e gestionale”, che hanno portato al dissolvimento dell’Alitalia e che l’appello di Berlusconi ai “patrioti” ha soltanto finito per aggravare. Nel mirino la gestione del settore Cargo attribuita sia a Cimoli che a Mengozzi, con perdite di 398 milioni di euro grazie ai 135 piloti per soli cinque aerei. A Cimoli, Spazzadeschi e Ceschia i pm contestano la creazione di Alitalia Fly e Alitalia Servizi,. A Cimoli, Spazzadeschi, Ceschia, Zeni e Conforti è attribuita nel 2005 la disastrosa acquisizione di Volare Group, Volare Airlines e Air Europe. Ancora a Mengozzi e Ceschia la decisione del luglio 2003 di cedere Eurofly per 13 milioni di euro e due aerei per 3 milioni (i canoni di affitto ammontavano a 6). Proprio su Eurofly si era già espressa a febbraio scorso la Corte dei Conti accertando un danno erariale da 100 milioni di euro, compresa anche la consulenza affidata da Cimoli alla McKinsey, costata ad Alitalia 50 milioni di euro. 

Ernst & Young, allarme lavoro Ue


[Berlusconi versò a Ruby quattro milioni e mezzo di euro. È vergognoso, Balotelli deve lavorare un anno per guadagnarli. www.spinoza.it] Allarme-lavoro per l'Eurozona: nel 2013, secondo uno studio di Ernst & Young, i 17 raggiungeranno un picco di 20 milioni di senza-lavoro, che colpirà particolarmente duro in Grecia, Spagna e Portogallo con tassi di disoccupazione rispettivamente del 28, 26 e 17%. Lo studio prevede anche che nel 2013 “continuerà la recessione in Grecia, Portogallo, Italia e Spagna”. In calo per la prima volta a dicembre dopo cinque mesi la disoccupazione in Spagna. Le richieste di sussidio di disoccupazione il mese scorso sono calate di 59.094 unità a 4,8 milioni, secondo quanto rende noto il Ministero del Lavoro spagnolo.

Apt pugliesi penalizzati dai vettori


[Ruby raccontò di essere metà egiziana e metà brasiliana. E che fu assemblata in Polonia. www.spinoza.it]Commentando i dati di traffico del 2012 Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia, “un primo aspetto che emerge è la stretta correlazione tra una sistematica riduzione dell’offerta – passaggio che ha interessato indistintamente tutti i vettori che attualmente operano sugli scali pugliesi – e la flessione del traffico passeggeri. Ciò, ad esempio, trova una sua concreta verifica nel drastico ridimensionamento della capacità di Rynanair sulla destinazione Spagna decisa dal vettore a causa dell’aumento delle tasse aeroportuali adottato dal Governo iberico. Una situazione analoga a quella registrata sul fronte dei collegamenti nazionali: la ridotta offerta di collegamenti low cost – Ryanair su Roma Ciampino e Verona – e di voli operati da Alitalia/Air One su Bologna, Torino e Venezia ha fortemente inciso sul dato finale registrato a Bari e Brindisi. A tal proposito appare del tutto evidente come l’offerta del vettore su Roma e Milano risulti ormai poco funzionale, se non addirittura inadeguata, rispetto alla funzione di hub dei due scali. Un ulteriore importante fattore di valutazione delle cause che hanno condizionato la crescita del traffico passeggeri sugli aeroporti pugliesi - spiega il manager, sta nella decisione di Meridiana/Air Italy di azzerare i propri collegamenti su Milano e Verona: “Una decisione che il vettore ha motivato con la presenza sulle stesse direttrici di altri competitor low cost, ma che i buoni risultati registrati su entrambe le destinazioni sino al momento della soppressione dei collegamenti non sembrano suffragare”. Nel 2012 il traffico passeggeri sugli aeroporti di Bari e Brindisi fa registrare un incremento rispetto al dato del 2011: il totale complessivo dei due aeroporti, infatti, è stato di 5.860.500 passeggeri, l’1,65% in più rispetto ai 5.764.842 passeggeri dell’anno precedente. In particolare nel 2012 il Karol Wojtyla di Bari ha registrato, tra arrivi e partenze, 3.765.181 passeggeri (905.941 di linea internazionale e 2.730.844 di linea nazionale), con un incremento dell’1,4% rispetto ai 3.712.865 passeggeri del 2011. Leggermente più alta (+2,1%) la crescita del traffico sull’aeroporto del Salento di Brindisi, passato dai 2.051.977 passeggeri del 2011 ai 2.095.319 dell’anno scorso: di questi 1.756.477 sono stati i passeggeri di linea nazionale (+2,5%) e 318.622 quelli di linea internazionale, +2,9% rispetto ai 309.590 del 2011. 

domenica 26 maggio 2013

Negato il patteggiamento a Soddu


[Storta va diritta vene, sempe storta nun pò ghì.  Insisti, prima o poi girerà bene]La procura di Vicenza ha detto no alla richiesta di patteggiamento avanzata da Vincenzo Soddu per il crack di Myair, nel corso della nuova udienza del processo per il fallimento della compagnia low cost. I difensori di Soddu avevano chiesto di concordare la pena a tre anni e quattro mesi. La procura ha invece accolto la richiesta di Luca Soddu, due anni di reclusione, Arturo Nevi, Edgardo Badiali e Aldo Bianchini con patteggiamenti compresi fra un anno e 4 e un anno e 5 mesi. Trentadue persone sono accusate di essere i responsabili del crac della compagnia aerea Myair che ha percepito indebitamente 18,5 milioni di euro di contributi pubblici, causato un danno erariale di 32 milioni, distrazioni patrimoniali di 8 milioni e falsi in bilancio per 900 milioni, mancati pagamenti allo Stato per 18 milioni (Iva, Irpef e contributi erariali), lasciati senza lavoro 600 persone tra Italia e Spagna e più  “di 100 mila viaggiatori vittime del dissesto da 200 milioni. Sono queste le cifre calcolate dalla Guardia di Finanza di Vicenza sulla bancarotta della compagnia aerea al termine dell'inchiesta della procura  che ha emesso, nel dicembre 2010. Secondo quanto accertato dai finanzieri il gruppo Flyholding, quello in cui era inquadrata la Myair, attiva nel mercato aereo europeo dei vettori low cost, dal dicembre 2004 fino al luglio 2009, quando l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile revoca la licenza di esercizio, era tecnicamente insolvente già dalla primavera del 2006; tuttavia, attraverso una sistematica e colossale falsificazione dei bilanci, pari ad oltre 900 milioni di euro, è riuscito a tenersi in vita ingannando tutti gli attori del mercato aereo: l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, le società aeroportuali, i viaggiatori. Frodate anche banche e fornitori e, soprattutto, lo Stato: la compagnia, dal gennaio 2005, non ha mai pagato l'Iva ed ha omesso il versamento delle ritenute Irpef. Grazie a situazioni patrimoniali del tutto «inventate», Myair aveva tentato nel 2008 di quotarsi in Borsa, ma il progetto era poi naufragato. Sono stati, peraltro, i bilanci falsi a consentire alla Myair di beneficiare, tra il 2008 ed il 2009, di circa 18,5 milioni di euro di contributi pubblici erogati dalla Regione Puglia. Al riguardo, le Fiamme Gialle vicentine hanno comunicato alla Corte dei Conti un danno erariale di circa 32 milioni di euro commesso dagli amministratori della Myair che, nel 2007, partecipa al bando per l'assegnazione dei fondi pubblici. Il dissesto della Myair (200 milioni) è stato analizzato nelle sue origini, nelle conseguenze e sotto il profilo delle responsabilità. Ne è emerso un quadro che ha consentito al pm vicentino Marco Peraro, di contestare 41 distinti capi di imputazione, riferiti a 67 differenti violazioni penali commesse tra il 2005 ed il 2010, nei confronti di 32 esponenti del vettore aereo vicentino, tra amministratori, sindaci, consulenti, revisori dei conti. Il Tribunale di Vicenza ha disposto il sequestro in ambito civile di 100 milioni di euro di beni intestati a 7 degli indagati. Di questi, 5 sono ex amministratori della società, gli altri sono un revisore dei conti ed un perito. L'ufficio giudiziario vicentino ha inoltre confermato il sequestro penale, nei riguardi di 6 indagati, di cinque unità immobiliari situate in provincia di Treviso, Vicenza e Cagliari, oltre a disponibilità finanziarie e quote societarie per un valore di circa 7,3 milioni; provvedimento questo che era stato disposto dal alla fine del 2010. Momento cruciale per le indagini, hanno spiegato i vertici della Gdf di Vicenza, è stata la rogatoria internazionale nel maggio 2010 che ha permesso agli investigatori italiani di assistere la magistratura spagnola nell'audizione del commissario straordinario della consorella iberica di Myair, la Lte International Airways, dichiarata in bancarotta nel 2009. Le dichiarazioni ed i documenti acquisiti dai militari, assistiti dal magistrato di collegamento italiano a Madrid, hanno permesso di appurare che anche la Lte era in stato d'insolvenza sin dal 2006. Tra i reati contestati agli indagati per il crac Myair - oltre alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale, il ricorso abusivo al credito, le false comunicazioni sociali, l'indebita percezioni di contributi pubblici - vi è anche, per la prima volta in Italia, l'ostacolo all'Enac, per la fase comunicazioni che la compagnia trasmise all'ente fin dal 2006 sulla propria reale situazione economica, finanziaria e patrimoniale. Proprio queste false informazioni - secondo l'accusa - permisero a Myair di restare titolare in seguito della licenza e del certificato per poter volare. Il gip parla espressamente del pericolo di reiterazione dei reati.  “Dopo il dissesto delle compagnie Volare e Myair, Soddu - scrive il giudice -, unitamente al figlio Luca, in seguito all'interruzione nel luglio 2009 dell'attività di trasporto, è subentrato nella gestione di un'ulteriore compagnia aerea, stavolta di diritto albanese, con sede a Tirana e denominata Star Airways, in cui sono confluiti, come accertato dalla guardia di finanza, sia i manuali operativi della Myair sia ex piloti della stessa”.  I magistrati riconoscono che la Finanza, con i marescialli Daniele Leonetti e Gabriele Graziesi, ha svolto un puntiglioso lavoro di analisi investigativa finanziaria e contabile, confermato dai consulenti e periti di procura e tribunale come Cacciari e De Stefano. C'è stata una confusione gestionale che non consentiva di comprendere la giustificazione dei flussi finanziari. Così nel 2006 venne conferito il ramo d'azienda Myway Airlines nella neonata Myair, valutandolo 60 milioni. In realtà, dicono gli inquirenti, il valore era quasi zero. Questa sopravvalutazione fu identica a quella nel 2005 della società spagnola LTE, valutata da Braga in 22 milioni. Grazie a queste due patacche contabili, sostiene il pm, dal 2006 al 2009 è stata nascosta l'insolvenza di Myair che otteneva finanziamenti senza avere un effettivo valore patrimoniale. Gli aerei erano in leasing, l'holding dei due Soddu di suo aveva poca roba e l'attivo sarebbe di un solo milione. Per il gip è inevitabile che il profondo rosso di 215 milioni apra le porte del carcere al comandante spericolato.

Germanwings dall'inverno copre nuove rotte di Lufthansa


['A vecchie 'e cient anne ricette: M'eggia 'mparà ancora!  Si è insipienti per tutta la vita]Nell'inverno prossimo Germanwings prenderà ancora in consegna nuove rotte point-to-point della controllante Lufthansa in Germania ed Europa, dagli aeroporti di Berlino Tegel ed Amburgo. Dal 27 ottobre, la low cost volerà su Bologna, Birmingham e Ginevra dallo scalo di Tegel e dal 13 novembre aprirà l’operativo per Norimberga e Fiumicino. Anche Bucarest entrerà nei piani di volo. Infine, i collegamenti per Helsinki, Milano Linate e Vienna saranno attivi dal 27 novembre. I passeggeri che hanno già prenotato i voli con Lh verranno automaticamente spostati sui rispettivi voli Germanwings. Quelli di business class verranno trasferiti su tutte le rotte sulle quali è disponibile la tariffa Best, la classe unica ma totalmente flessibile. Tra i vari servizi Best include un posto libero accanto al proprio nelle prime tre file, accesso alle lounge aeroportuali di Lufthansa, check in prioritario e accesso alla Fast Lane prima dei controlli di sicurezza, così come un accredito maggiorato delle miglia. 

DAMASCO PUNTA MISSILI CONTRO TEL AVIV


[Quanno 'o mellone esce russo ognuno ne vo' 'na fella. Quando l'affare è buono ognuno vuol partecipare] “Israele è il Paese più minacciato al mondo da missili e razzi”: lo ha affermato  il premier Benyamin Netanyahu dando così l'avvio ad una settimana di estese esercitazioni nelle retrovie, mentre resta elevata la tensione ai confini con Libano e Siria. Hassan Nasrallah, capo dell' Hezbollah libanese, ha promesso ai suoi seguaci “la vittoria” a Qusayr, dove combattono al fianco delle truppe siriane, aggiungendo che “decine di migliaia” di miliziani sono pronti a combattere. Nasrallah ha poi difeso l'intervento delle milizie in Siria. “Una guerra politica-economica è stata scatenata contro la Siria e migliaia di combattenti sono stati inviati senza lamentele, mentre il nostro coinvolgimento è  considerato un'interferenza”, ha detto. 
Damasco ha spostato le proprie batterie di missili Tishreen puntandole contro Tel Aviv e avverte Israele: colpiremo in caso di un nuovo raid in territorio siriano. Lo rivela il Sunday Times. I militari, afferma il quotidiano, “hanno ricevuto ordine di colpire Israele in caso di altri attacchi in Siria”. L'interesse d'Israele è che il regime di Bashar Assad cada al piu' presto. Lo ha affermato oggi l'ex capo deglo 007 militari Amos Yadlin, polemizzando con un anonimo responsabile della sicurezza israeliana, citato dal Times di Londra, secondo cui il presidente siriano, al contrario, resta il male minore rispetto ai jihadisti attivi fra gli insorti. Secondo Yadlin, invece, Assad è ormai il pericolo numero uno poichè consente all'Iran di trasferire missili verso gli Hezbollah libanesi. Il premier turco Recep tayyip Erdogan ha accusato il “dittatore Assad” di essere responsabile della strage di Reyhanli, la cittadina di frontiera turca colpita l'11 maggio da un duplice attentato che ha fatto 51 morti, dichiarandosi al contempo fiducioso che il regime di Damasco sia destinato a cadere di qui a non molto. Durante una visita a Reyhanli, Erdogan ha detto, che “se Dio vuole le forze dell'opposizione presto faranno cadere il dittatore”. Hezbollah “non puo' rimanere fermo”, ma deve aiutare la Siria che e' il suo “principale sostenitore”. Lo ha detto il capo delle milizie sciite libanesi, Seyed Hassan Nasrallah, aggiungendo che “se la Siria cade nelle mani dei fanatici religiosi (gli insorti Takfiri) e degli Usa, Israele entrerà in Libano”. Nasrallah ha detto di avere “contattato il presidente siriano Assad e membri dell'opposizione per trovare una soluzione: Assad ha accettato, mentre l'opposizione ha detto no”.

Iraq: 2.000 mld dollari costo per Usa


['Li fìmmini quarchi vota dìcinu 'u veru, ma nun lu dìcinu nteru. Le donne qualche volta dicono il vero, ma non lo dicono per intero] Oltre 134 mila civili iracheni uccisi e un costo di 1.700 mld di dollari per le casse del governo Usa: questi alcuni dei numeri forniti dal progetto Costs of War' del 'Watson Institute for International Studies sulla guerra in Iraq.  Ai 1.700 mld si dovrebbero però aggiungere anche 490 mld di dollari in indennità per i veterani, una spesa che nei prossimi 40 anni, con gli interessi dovuti, potrebbe arrivare a 6.000 miliardi di dollari.
Il recente studio pubblicato con il titolo Costs of War, scritto da più di 20 esperti tra economisti, analisti politici, giuristi, antropologi e operatori umanitari del Brown’s Watson Institute for International Studies, fornisce stime impressionanti sul costo delle operazioni militari in questi tre paesi. Oggi, a 10 anni da quando le forze armate statunitensi sono entrate in Afghanistan nel 2001, il report stima che il costo finale dei tre conflitti sarà tra i 3700 e i 4400 miliardi – molto più alto dei 1000 miliardi annunciati dal Presidente Obama all’inizio di quest’anno. Il report stima che il governo degli Stati Uniti abbia già speso tra i 2300 e i 2700 miliardi e spenderà ancora almeno 1000 miliardi nei prossimi 5 anni. Le indennità e le pensioni dovute ai veterani di guerra continuano a fare crescere il prezzo dei conflitti ancora per decenni dopo che le truppe saranno state ritirate. Il report stima il costo dell’assistenza medica per i veterani si aggirerà tra i 600 e 950 miliardi e continuerà ad aumentare fino al 2050. Anche soltanto pagare gli interessi del debito di guerra degli Stati Uniti sarà un’impresa ardua, secondo il report, dato che il paese si sta avviando a sfondare la soglia dei 14.290 miliardi di debito. Il report spiega che il governo americano ha già pagato circa 185 milioni di interessi sulle spese di guerra, che entro il 2020 potrebbero salire di un altro miliardo – una cifra da aggiungere alla stima sopra citata dei 3700 miliardi di costo vivo delle guerre. 

sabato 25 maggio 2013

Per Ligresti ipotesi aggiotaggio


[All'altare sgarrupato nun s'appicceno cannele.  All'altare malandato non si accendono ceri] La Consob ha aperto un fascicolo nei confronti di Giulia Ligresti per accertare se ricorrano gli estremi per aggiotaggio informativo in relazione ai dubbi sollevati dall'ex presidente di Premafin sulla solidità di Unipol e sulla riuscita del matrimonio con Fonsai. Nel 2012 nel sistema bancario italiano lo stipendio medio di un ceo è stato 53 volte quello di un lavoratore del settore. Risulta da un'indagine dell'Uilca, che evidenzia comunque un calo rispetto al 2011 (80). Le retribuzioni dei ceo sono complessivamente diminuite del 34,61% rispetto al 2011 (-9,38% in termini effettivi). “Riteniamo positivo il calo delle retribuzioni dei top manager, anche se il livello dei compensi permane troppo alto”, afferma il segretario Uilca Massimo Masi. Italiani sempre più indebitati. Nel 2012 famiglie e imprese hanno lasciato in sospeso pagamenti per quasi 34 miliardi, il 78,5% dei circa 43 miliardi affidati alle società di recupero crediti. 24 miliardi riguardano le sole famiglie. Si legge nel rapporto di Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito). I 34 miliardi non pagati rappresentano il +17% sul 2011 del 17% e il +48% sul 2010. C'è poi il ritorno delle cambiali, aumentate del 5% sul 2011 e del 44% sul 2009.

venerdì 24 maggio 2013

Intervista al consigliere comunale Mimmo Russo (gruppo Misto)

l presidente Crocetta affonda: “Mimmo Russo vuole far perdere il sussidio ai lavoratori della Social Trinacria”. Non si placano le polemiche attorno alla vicenda degli ex Pip, che nei giorni di approvazione della Finanziaria aveva raggiunto i “picchi” di tensione, fino alla promessa del Presidente della Regione: “Ai lavoratori un sussidio da 833 euro al mese”. Una decisione che ha trovato posto negli articoli della Finanziaria. E che fu salutata dalle grida di gioia dei lavoratori. Ma sulla quale oggi si allungano nuove ombre: “I lavoratori non vedranno quel sussidio almeno fino a dicembre”, attacca Mimmo Russo. Insomma, trascorso quasi un mese, ci risiamo. Al momento, i lavoratori hanno diritto a un sussidio di disoccupazione di 637 euro. Sussidio che salirebbe agli 833 euro pattuiti dopo l'accordo con l'Inps e dopo l'inserimento dei Pip in progetti di lavoro. “Ma per ricevere quei soldi – spiega oggi Russo – potrebbero servire ancora dei mesi. E non c'è un piano per dare un lavoro a queste persone. Che al momento sono a tutti gli effetti dei disoccupati”. Quanti sono i pip? Circa 3200.150 persone, al momento, si trovano in sospensione perché detenuti per motivi diversi. I pip possono essere considerati i figli legittimi del peggiore clientelismo? Assolutamente si, il peccato originale per i pip risale al 2000, quando si presentò un bando per il piano di inserimento professionale per 1240 persone che dovevano essere avviate presso aziende private. Contemporaneamente un altro bando sotto la voce “emergenza Palermo” per i cantieri di lavoro vennero prese 1036. In considerazione del fatto che il privati rispose picche per l’assunzione dei pip, il comune trasformò il finanziamento europeo in stage di formazione. Il commissario Serio raddoppiò il numero da 1240 a 2480, evitando, così, di ritornare all’ue il finanziamento. Il 23 novembre del 2000 la regione siciliana trasformò quel 1036 dei cantieri di lavoro, con l’art. 15 della finanziaria regionale, in stagisti. Crocetta ha capito questo  
problema?Assolutamente no. La politica rivoluzionaria di un presidente di sinistra è solo demagogia. Nell’art. 53 della finanziaria si legge che il comune di Palermo riceverà dei finanziamenti che saranno utilizzati esclusivamente per i pip, il comune di Palermo non è a conoscenza di nulla. Crocetta vuole dare un sussidio, non un lavoro che è cosa ben diversa. I pip quando hanno lavorato per una società del comune avevano un cud, la busta paga e gli assegni familiari  fasulli, e l’inps sconosceva la loro esistenza. Lombardo con l’art. 52, nel 2010, aveva  dato la speranza di diventare lavoratori, dopo tre anni Crocetta ha ucciso la speranza. Come risolvere il problema? Questi lavoratori si occupavano delle pulizie negli ospedali, nelle scuole, negli assessorati…, si occupavano dei traslochi, effettuavano lavori di utilità pubblica.  Chi farà la vigilanza, le pulizie prossimamente, quando non ci saranno più i pip? Ditte private, con i pip si risparmia, i pip sono stati una risorsa per tutta la collettività.  

giovedì 23 maggio 2013

Riggio: molti scali italiani falliranno

[S'adda fa 'o pireto pe quanto è gruosso 'o culo. Si deve fare il peto per quanto è grande il deretano]  “È  inutile fare una discussione sugli aeroporti in Italia, perché molti sono in crisi verticale e falliranno, tranne quelli che hanno un volume di traffico sufficiente”. Lo ha dichiarato il presidente dell'Enac, Vito Riggio, a margine del congresso dell'Adiconsum. Il commissario Riggio si riferisce a Punta Raisi? I passeggeri di Punta Raisi garantiscono un volume di traffico sufficiente? Parli più chiaramente!  Riggio si è anche soffermato sul tema della mai nata Autorità dei trasporti, osservando che considera “molto difficile” la sua istituzione, anche per problemi di costi: “meglio sarebbe - ha concluso - un'aggregazione con organismi già esistenti come l'Enac”. E mentre molti aeroporti sono a rischio di chiusura apre l'aeroporto di Comiso. Ha  finalmente ricevuto la certificazione aeroportuale. La cerimonia di consegna alla Soaco è avvenuta a Roma, nella sede della Direzione Generale dell'Enac, alla presenza del commissario straordinario Vito Riggio. Contestualmente è stato formalizzato il decreto di apertura al traffico commerciale dello scalo siciliano, la cui operatività inizierà a partire dal 30 maggio prossimo.  "L'Enac - ha detto Riggio - ha completato la funzione, che ci è assegnata dalla legge, di certificazione degli aeroporti nazionali, anche non statali, come nel caso dell'aeroporto di Comiso che, infatti, è uno scalo affidato dalla Regione Siciliana al Comune di Comiso. È  l'unico aeroporto nuovo inaugurato da decenni e, non a caso, non è statale, a smentire il fatto che ci sia una selvaggia proliferazione di aeroporti. È  un aeroporto - ha proseguito Riggio - che nasce esposto a tutte le correnti gelide che in questo momento investono l'economia e il trasporto aereo dell'intera Europa, con il calo dei passeggeri dovuto a una forte recessione. Dovrà stare in piedi con le sue gambe. Ci auguriamo che ci riesca. Facciamo i nostri migliori auguri alla società di gestione e ricordiamo che la nostra funzione è quella di certificare gli aeroporti e, a seguire, vigilare e controllare sulla sicurezza e sugli standard operativi”. Secondo Riggio, per rendere operativo lo scalo serve che la Regione promuova l'investimento facendo in modo che da Fontanarossa vengano “decentrati” alcuni voli charter o “qualche linea”. Per fare questo passo, indispensabile secondo il presidente dell'Enac, occorrono però “robusti capitali privati”. 

Cipro potrebbe legalizzare le sale da gioco

[Facesse na culata e ascesse o sole.  Ogni volta che inizio a fare il bucato, il sole scompare] Presenti ora solo nella parte turca, i casinò potrebbero arrivare anche nella Cipro greca. Il presidente Nikos Anastasiades pensa, infatti, a legalizzare le sale da gioco per attirare un maggior numero di turisti.  “L'esperienza di Cipro mette fine ai salvataggi internazionali e i mercati devono capire che l'Europa è impegnata a perseguire la strada del “bailing in” (partecipazione degli investitori e titolari di depositi nei salvataggi)”. Lo ha detto Benoit Coeure', membro francese del board Bce, durante un discorso a Copenhagen.

mercoledì 22 maggio 2013

A volte ritornano … volontariamente

[Si 'a fatica fosse bona 'a farriano 'e prievete.  Se il lavoro fosse buono lo farebbero i preti] Oggi Gh Palermo  ha convocato i sindcati per comunicare   che nei prossimi giorni verranno chiamati i lavoratori stagionali oltreché i 25 lavoratori in cassa integrazione volontaria che violontariamente dovranno ritornare a lavorare. Tutto questo è stato scritto nella bacheca faceboock della Cgil e della Cisal. L’azienda ha anche comunicato    che per problemi "tecnici" ci potrebbe essere un ritardo degli stipendi di qualche giorno. Con tutta la comprensione del mondo abbiamo difficoltà a comprendere come con tutti i carichi di lavoro che da sempre caratterizzano la Gh Palermo si possa arrivare ad una situazione simile. Perché l'azienda si trova in questa situazione, a cosa è dovuta questa carenza di liquidità, e cosa succederà  nei prossimi mesi? E perché questo problema "tecnico" non è stato affrontato prima?  Se oggi la gh, azienda controllata dal gestore Gesap, dichiara problemi “tecnici” e questi problemi non sono stati risolti dall’azionista unico, fra un-due mesi i problemi “tecnici” potrebbero essere anche della Gesap? Ricordiamo che i sindacalisti (che oggi manifestano dubbi e preoccupazioni, ieri hanno sempre avuto certezze) hanno fatto ben poco per evitare questa situazione di grande disagio, hanno sempre detto signorsì signore e non hanno mai avuto dubbi sul management che ha gestito Gesap e Gh.  La triplice ringraziava il dg della Gesap che a dicembre aveva pagato tredicesima e stipendio. Dovrebbero fare autocritica e chiedere scusa a tutti i lavoratori.  

Moody's, Spagna a rischio


[Sparte ricchezza, addeventa povertà.  Spesso le divisioni non accontentano nessuno] Le difficoltà della Spagna nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione del deficit compromettono la credibilità del Paese e giustificano un outlook negativo sul rating sovrano del Paese. Lo afferma Moody's in un rapporto redatto dagli analisti Kathrin Muelbronner e Bart Oosterveld che prevedono per il 2013 un deficit/Pil al
6%, superiore al target prefissato del 4,5%. Attualmente Moody's assegna a Madrid una rating Baa3, l'ultimo livello di investment grade. Le banche spagnole sono le maggiori creditrici del Portogallo, con un'esposizione aggregata di circa 55 miliardi di euro, alla fine di settembre 2012, pari al 51,5% del totale dell'esposizione delle banche europee al paese lusitano. L'esposizione delle banche tedesche ammonta a 17,899 miliardi di euro; a seguire gli istituti francesi a 12,788 miliardi di euro e quelli italiani con appena a 1,393 miliardi. “Tutto è diventato difficile, bisogna cercare alternative, e questo progetto pilota ne è un esempio. Dobbiamo riflettere sulle nostre critiche: ci lamentiamo della crisi, dei tagli del governo, quando dovremmo costruire un nuovo modello di sanità”, racconta Xavier Borrás, sotto il lemma dell’Aurea social: salute, educazione, autogestione. Lo spazio, chiamato appunto Aurea social, dov’è nato il progetto è già una piccola conquista: un immobile di 1400 mq a pochi passi dalla Sagrada Familia. Prima c’era un ambulatorio medico privato, la Aurea Mon sl, fin quando, nel 2011, i soci hanno deciso di chiudere tutto dopo un anno di contrasti con il Banco Popular e le sue clausole sull’ipoteca. “Ci hanno lasciato tutta l’attrezzatura medica che abbiamo: proiettori, barelle”. E dopo un’asta pubblica andata a vuoto, sono cominciate le negoziazioni per restare. Non a caso nel Centro c’è anche un piccolo ufficio dedicato al problema sfratti, dove si aiuta chi è a rischio, incoraggiando l’affitto sociale e le masoveries urbanes, le tipiche case di campagna di proprietà, oggi sempre più gestite da famiglie sfrattate che a cambio di abitarvi, si prendono cura delle abitazioni.