giovedì 28 febbraio 2013

La Gesap(non vede), la Gh (non parla) l’Enac (non sente)

['O pesce gruosso se magna 'o piccerillo. Il pesce grande mangia il piccolo] Da domani i ragazzi dell’Uges non avranno più il salario da fame, il servizio sarà garantito dalla Gh che dovrebbe distaccare i 37 part-time. Potrebbe anche riprendersi il personale dato in prestito alla Gesap. Sempre da domani partirà un presidio di protesta che durerà circa 10 giorni. I 37, però, non sono certificati. Per quello che sta succedendo in aeroporto qualcuno dovrebbe dire scusate la colpa è mia e dare le dimissioni.  La Gesap, la Gh e l’Enac dei tre qualcuno ha sbagliato ma chi doveva denunciare irregolarità, e mi riferisco ai sindacati, perché non l’ha fatto fin dall’inizio? Gli operai in questione hanno in corso una causa che dovrebbe  dare il risultato finale  il 5 aprile. Sarà un’altra emorragia per le casse della Gh che è una controllata della Gesap.  

Gaetano Mancini prosciolto con formula piena


[Ogne bella scarpa addeventa scarpone.  Ogni bella scarpa diventa scarpone] Proscioglimento con formula piena. L’ex presidente Sac, Gaetano Mancini, assieme ai dirigenti Paolo Antonelli e Cristoforo Sardo hanno incassato questa mattina il “pronunciamento a non procedere perché il fatto non sussiste” in quella che era la vicenda legata al passaggio di Cristoforo Sardo dalla sac Service srl alla Sac SpA nel ben mezzo di un Piano di mobilità. L’udienza preliminare di stamane davanti al Gup Laura Benanti chiude un capitolo per il quale l’accusa aveva chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati. “Una assoluzione piena che conferma la bontà del lavoro svolto dai miei assistiti”, ci dicono i legali Attilio Floresta, Adolfo Landi, Piero Ciarcià e Giovanni Fabio Licata. L’ipotesi dell’accusa (per abuso d'ufficio) era quella che Mancini in qualità di presidente Sac avrebbe assunto Sardo: la difesa ha, invece, dimostrato che si trattava solo di uno spostamento. I segretari generali di CGIL, CISL, UIL e UGL con FILT CGIL , FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL TRASPORTI, hanno indirizzato una nota al prefetto di Catania, e ai rappresentanti di Enac, Sac, Aviation Services, Ata Italia, Aviapartner e Katanè Handling, sottolineando che “considerato che si registra una progressiva diminuzione sull'utilizzo di personale precario da parte di aziende di Handling, rilevano che alcuni Handlers necessitano l’assunzione di stagionali per sopperire all’incremento di lavoro, invitano ad attingere dal bacino aeroportuale di Fontanarossa evitando così l’immissione di ulteriore personale straordinario”. I sindacati chiedono dunque al prefetto una convocazione con le società in indirizzo, “per procedere alla costituzione di un bacino di tutto il personale precario sia impiegatizio sia operaio dal quale esclusivamente attingere, evitando così di creare ulteriore personale precario”. I sindacati, inoltre, manifestano “forte preoccupazione per gli sviluppi che avvengono attualmente in aeroporto. A seguito del blocco dei voli Windjet, la riorganizzazione dell'offerta delle compagnie e l'inevitabile sofferenza delle aziende di assistenza ai voli, non è stata concretizzata alcuna iniziativa volta a garantire la clausola sociale per tutelare i lavoratori di quelle aziende che hanno perduto clienti/vettori”.

Crac pastificio Amato, Mussari indagato


[Vide Napule e po' muore. Vedi Napoli e poi muori] Un nuovo avviso di garanzia per Giuseppe Mussari. L’ex presidente del Monte dei Paschi, già al centro dell’inchiesta sull’istituto senese, è ora indagato dalla procura di Salerno per il crac del pastificio Amato. Mussari è accusato di concorso in bancarotta per dissipazione. Insieme a lui sono indagati anche Franco Ceccuzzi, candidato sindaco di Siena per il Pd, Marco Morelli, capo italiano di Merrill Lynch, anche lui indagato a Siena, e Paolo Del Mese, ex deputato Pd, già in carcere con l’accusa di aver ricevuto denaro dagli Amato in cambio di buoni uffici bancari. Occhi bassi e scuro in volto. È  entrato senza dire neanche una parola negli uffici del nucleo tributario della Guardia di Finanza di Salerno Giuseppe Mussari.  Per evitare l'assalto di giornalisti e fotoreporter, un finanziere lo ha preso per mano e lo ha scortato fino alla caserma. Ad attendere Mussari c'erano il sostituto procuratore Vincenzo Senatore e il tenente colonnello Antonio Mancazzo che indagano sul crac Amato. L'ex presidente della banca senese dovrà chiarire la propria posizione e spiegare le motivazioni che hanno portato alla concessione di un finanziamento di oltre 19 milioni di euro, approvata da Mps nel 2010, a favore della “Amato Re”, la società che avrebbe dovuto realizzare un complesso di edilizia residenziale nell' area dello storico Pastificio Amato. Al centro delle indagini ci sono 27 milioni di finanziamento, di cui 17 messi a disposizione da Mps, per la riqualificazione di uno stabilimento Amato da trasformare in un centro residenziale di lusso. I soldi sono andati alla Re, un’azienda immobiliare del gruppo Amato che poi si sarebbe scoperto essere controllata da una società off shore di Malta. Viste le serie difficoltà economiche del pastificio, molte banche avevano preferito non intervenire. Monte dei Paschi, invece, aveva messo a disposizione 17 milioni e secondo la Procura in questa operazione fu fondamentale l’intercessione di Del Mese. Mussari, Ceccuzzi, Morelli e Del Mese parteciparono a una cena nella villa degli Amato nel 2006. Alla serata conviviale c’era anche il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Due anni dopo quella cena è stato concesso il finanziamento di 17 milioni che per la procura salernitana è stato agevolato dall’intercessione di Del Mese, all’epoca presidente della commissione Finanze della Camera, il quale, insieme all’ex Udeur Simone Labonia, sempre secondo i magistrati, avrebbe incassato centinaia di migliaia di euro dagli Amato, senza alcuna prestazione professionale.

Wikileaks un milione di nuovi file


[Maritu bbonu, maritu tintu, tintu cu unn'avi né bbonu né tintu. Marito buono, marito cattivo, brutto non averne né uno buono né uno cattivo] Il governo Usa intende chiamare uno dei Navy Seals del raid di Abbottabad a testimoniare contro Bradley Manning, il soldato accusato di esser stato la talpa di Wikileaks. Il militare, indicato negli atti come “John Doe”, dovrebbe rivelare che nel computer  di Osama bin Laden in Pakistan furono trovati materiali con dati resi pubblici dal sito di Julian Assange. Questa tesi offrirebbe sostegno all'accusa più grave nei confronti del giovane soldato: quella di aver “aiutato il nemico”.Nel 2013 continueremo a resistere contro i prepotenti”, ha detto  il fondatore di Wikileaks, Julian Aassange in un discorso pronunciato dal balcone dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra dove è rifugiato da sei mesi. “Il potere della gente che resiste insieme terrorizza il potere corrotto e antidemocratico - ha continuato davanti a circa 250 “fan”. Al punto che adesso la gente normale, qui nell'Ovest, è il nemico dei governi. Da osservare, controllare e impoverire”. Il fondatore di Wikileaks ha poi annunciato che “Un milione di nuovi file riservati verranno diffusi nel 2013. Wikileaks pubblica online migliaia di mail attribuite all'agenzia privata di intelligence Usa Stratfor riguardanti l'Italia e il Vaticano. Lo annuncia lo stesso sito fondato da Julian Assange via Twitter. Probabilmente la compagnia aveva clienti italiani, forse anche in Vaticano - come sembra suggerire un report -. Le fonti citate tuttavia sono spesso agenzie di stampa, tra cui la stessa ANSA, e non sembrano contenere informazioni rilevanti o inedite. Assange ha  poi specificato che i nuovi documenti riguarderanno "tutti i Paesi del mondo, non sarò intimidito”. ”La porta è aperta”, per superare l'impasse che lo costringe, dopo sei mesi, a rifugiarsi ancora nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra per evitare l'estradizione in Svezia. Lo ha detto Julian Assange comparendo  al balcone dell'edificio di Knightsbridge che ospita la rappresentanza diplomatica diventata la “sua casa”, ha anche detto, dal 19 giugno scorso.

Suicidio del pd in Sicilia


[È il nostro segreto: garbo e gentilezza! John Milton, Al Pacino] Il pd, partito di riferimento della Cgil, dopo le primarie è stato costretto a mettere fuori dei politici cosiddetti impresentabili. Tra questi ricordo Nino Papania di Alcamo. Molti ricorderanno questa storia.  Con oltre 6000 preferenze, tanto per fare capire chi era il capo del pd trapanese, aveva le carte in regola per andare al senato. Ma il  18 di gennaio il partito l’ha stroncato. La commissione di garanzia del suo partito è stata chiara. Papania in candidabile. La motivazione? Assenza dei requisiti etici. Quindi moralmente inadempiente. Quale tremendo reato ha commesso Papania?  La  condanna Papania l’aveva beccata nel 2002, 2 mesi e 20 giorni per abuso d’ufficio, pena patteggiata e convertita in una multa di tre mila euro. Ma c’è di più ed è stato lo stesso ex senatore a ricordarlo: “nel 2007 ho ottenuto il decreto di cancellazione del reato. Il mio casellario giudiziario è nullo”. Sembra un film già visto a Punta Raisi, al Falcone Borsellino una vicenda del genere serve per acquisire punteggio.  A questo punto, a titolo di risarcimento morale, perché non si nomina Papania nel cda della Gesap? Sarebbe in buona compagnia.    Quando c'era lui il Partito democratico viaggiava, almeno ad Alcamo, al 30%. Oggi, senza Nino Papania, i democratici hanno ottenuto il 15,60% al Senato e il 16,01% alla Camera. Un dato da poter comparare, anche se la politica è cambiata. Ma nel 2008, con Papania candidato al Senato, il Pd nella sua città raggiungeva quota 7.052 voti con il 30,71% ed il trend era lo stesso anche per la Camera. I numeri sono neutri, ma portano a riflettere. Il Pd era Papania. Ora, senza l'ex senatore, deve ancora dire cos'è. I democratici, cinque anni fa, mettevano in cascina 56.456 voti per la corsa a Palazzo Madama. Papania li trascinava al 26,83%. Per il momento la dirigenza del Pd deve invece accontentarsi del 15,60% al Senato con soli 30.729 voti.  Il Partito democratico in Sicilia ha totalizzato il 18,49 al Senato (dove s'è giovato probabilmente di una certa dose di voto disgiunto), mentre alla Camera ha messo insieme il 18,6. Il Pd ha perso rispetto alle scorse Politiche circa 200 mila voti nell'Isola. Ma il dato, da questo punto di vista, è in linea con quello nazionale, visto che Bersani ha perso qualche milione di voti rispetto a Walter Veltroni. È  vero che qui c'era il Megafono, l'onnipresente movimento del presidente Crocetta, che ha cannibalizzato linfa e consenso. È  pur vero che Il Megafono nasceva come elemento di rinforzo, non come avversario per divorare percentuali all'interno dello stesso perimetro. Insomma, l'operazione è fallita.

mercoledì 27 febbraio 2013

Le multinazionali investono in Grecia


[La cattiveria dei buoni è pericolosissima. Giulio Andreotti] Anche l’Hellas Unilever ha annunciato che intende avviare la produzione in Grecia di trenta nuovi prodotti, e due giorni fa ha presentato il piano commerciale al mercato greco. Ancora: Procter & Gamble ha annunciato la creazione del Centro per la Ricerca e l’Innovazione di Atene, il terzo sistema operativo d’Europa. Pochi giorni fa la Johnson & Johnson ha annunciato che continuerà a investire nel mercato greco. In effetti il noto marchio ha in Grecia uno dei tre poli europei utilizzati quasi esclusivamente per l’esportazione. La società dà lavoro in Attica a duecento dipendenti, anche se non ha ancora specificato la quantità di investimenti. Il caso di Johnson & Johnson è particolarmente rilevante se si considera che il 95% della produzione è esportato in altri paesi europei e ha scelto la Grecia come base di produzione proprio perché oggi al centro dell’Egeo una multinazionale “risparmia” sui diritti dei lavoratori. Gli investitori soprattutto stranieri che puntano alle isole greche potranno solo affittarle, anche per periodi di tempo molto lunghi, ma non acquistarle. È  quanto prevede un emendamento appena proposto dal governo greco alla recente normativa introdotta per favorire la privatizzazione dei beni demaniali nell'ambito del memorandum firmato da Atene con la troika (Ue, Bce e Fmi). In particolare, come riferisce oggi la stampa ateniese, l'emendamento proposto dal ministro della Difesa Panos Panayiotopoulos prevede che la transazione fra il governo e gli investitori per l'affitto delle isole sia supervisionata da responsabili dei ministeri della Difesa e dell'Ordine pubblico. L'approvazione dei responsabili militari, come ha precisato Panayiotopoulos, sarà anche necessaria per l'eventuale rinnovo del contratto d'affitto. Quando i ministri delle finanze europee hanno approvato lo sblocco di 49.1 miliardi di euro supplementari per la Grecia lo scorso dicembre, in molti hanno  tirato un sospiro di sollievo. La catastrofe economica fu evitata e l’eventualità di un “Grexit”, un uscita dalla zona euro, come gli altri prestiti, dovevano permettere di assopire il programma di aggiustamento fiscale, il più severo della storia, e la Grecia doveva progressivamente uscire dalla delicatissima situazione.    All’interno del paese però la notizia non ha avuto l’effetto di un sollievo. Il governo di coalizione ha provato a diffondere un vento di ottimismo, ma i cittadini, sovratassati, non condividevano l’entusisamo del governo di fronte alla prospettiva economica nazionale.

Italia come Belgio, 535 giorni “felici” senza governo?


[Santa Chiara, ropp'arrubbata, facett'i pport'i fierr.  Alla Basilica di Santa Chiara, dopo il saccheggio, misero i portoni di ferro] L'ipotesi di una impasse politica spaventa l'Italia ma c'é un precedente in Europa che potrebbe far vedere il bicchiere mezzo pieno: dopo le elezioni di giugno 2010 il Belgio è stato senza governo per ben per 535 giorni, il record mondiale per una democrazia, perché non si riusciva a formare una maggioranza certa. Ma sotto il vecchio governo, in carica per gli affari correnti, il Paese ha approvato una finanziaria, nazionalizzato la principale banca, condotto con successo il semestre di presidenza della Ue, partecipato alle operazioni militari in Libia. Oltre a migliorare quasi tutti gli indicatori economici, dal debito al pil. Le elezioni di giugno 2010 hanno visto nelle Fiandre la vittoria degli indipendentisti dello N-Va guidati da Bart De Wever ed in Vallonia il successo dei socialisti. Uno stallo irrisolvibile, finché le agenzia di rating non hanno punito il Paese per la sua instabilità e gli indipendentisti non hanno deciso di rimanere fuori dal governo. La lunga impasse che vedeva contrapposte su questioni politico-linguistiche le sei formazioni vincitrici delle elezioni del giugno 2010, alla fine si è risolta quando a novembre 2011 le agenzie di rating hanno declassato il Belgio. Più decisivi degli appelli del re sono stati quindi la prospettiva economica scesa a “negativa”, la crisi della banca Dexia e il timore per i rendimenti sui bond a dieci anni che hanno sfiorato il 6% quando il Belgio continuava a rimandare l'approvazione della finanziaria aspettando il nuovo governo che non arrivava mai. Dopo lo choc delle agenzie di rating i partiti si misero così d'accordo sulla finanziaria 2012, per abbattere il deficit eccessivo come chiedeva la Ue, e l'intesa aprì la strada alla formazione del nuovo governo. La crisi di governo belga non ha precedenti, ed è entrata nel “Guinness dei primati” stracciando il primato dell'Iraq che usciva dalla guerra.

Gerard Depardieu e le brutte compagnie


[Al Capone: “Sono cresciuto in mezzo a gente dura. E noi dicevamo che si ottiene di più con una parola gentile e una pistola che solo con una parola gentile”. Robert De Niro] Un film per celebrare la ricostruzione di Grozny dopo le guerre russo-cecene e il suo artefice, il controverso presidente Ramzan Kadyrov: è l'obiettivo del film “Il cuore del padre”, la coproduzione Usa-anglo-franco-russa alla quale sta lavorando Gerard Depardieu, tornato in Cecenia dopo la nuova cittadinanza russa. “Volevo vedere ancora una volta tutto quello che avevo visto alcuni mesi fa, volevo vedere ancora una volta le vostre danze, questo è il primo motivo del mio ritorno”. Dopo che suo padre, il Presidente ceceno Akhmad Kadyrov, fu assassinato il 9 maggio 2004, è stato nominato Vice Primo Ministro della Repubblica Cecena. Nel dicembre 2005, dopo che il Primo Ministro Sergei Abramov è stato coinvolto in un grave incidente stradale a Mosca (incidente che non sarebbe stato provocato da un atto terroristico), Ramzan Kadyrov è divenuto il Primo Ministro ceceno reggente.  Come capo del Servizio di Sicurezza Presidenziale Ceceno, Kadyrov è stato spesso accusato di essere brutale, spietato e antidemocratico; per la stampa, è implicato in numerosi casi di tortura e omicidio. L'associazione tedesca per i diritti umani Associazione per i Popoli Minacciati (GfbV) ha affermato che fino al 70% di tutti gli assassinii, stupri, rapimenti e casi di tortura in Cecenia sono stati commessi dall'esercito privato agli ordini di Kadyrov, la forza di sicurezza interna conosciuta come Kadyrovtsy (Kadyroviti), composta da 3000 uomini. Gerard Depardieu è anche diventato cittadino onorario della Cecenia e ha ricevuto in dono le chiavi di un appartamento di cinque stanze a Grozny. Il riconoscimento, informa Itar-Tass, gli è stato conferito dal presidente ceceno Ramzan Kadyrov, insieme al quale ha incontrato un folto gruppo di attori di teatro locali.  Nel 2004 si diffuse la falsa voce secondo cui Ramzan Kadyrov era deceduto a causa di una ferita d'arma da fuoco il 28 aprile. Egli gode dell'appoggio del Presidente russo Vladimir Putin, sebbene si vociferi che recenti manovre militari non autorizzate condotte da Kadyrov abbiano suscitato l'irritazione del Cremlino. In particolare, dopo la morte nel marzo del 2009 di Sulim Yamadayev, non vi è nessuna figura autorevole in Cecenia che possa contrastare il potere di Kadyrov. La dichiarazione della fine della seconda guerra cecena nell'aprile dello stesso anno ha ridotto la presenza di forze militari federali russe in Cecenia e aumentato ulteriormente la libertà d'azione del presidente ceceno. 

martedì 26 febbraio 2013

Fusione di American Airlines e US Airways


[Ben: Hai parlato con Bruce? Io devo sapere... Dick: Aspetta cinque, dieci minuti, devo rilassarmi... i piedi sono collegati all'anima... Robert De Niro] È  in programma a Washington una seduta dell'House Judiciary Committee, nella quale dirigenti di US Airways ed American Airlines ed esperti del settore dell'aviazione esprimeranno le proprie posizioni riguardanti la fusione tra i due vettori aerei. Alla nascita della prima compagnia aerea al mondo manca solo l'annuncio formale, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore. I consigli di amministrazione di American Airlines e US Airways - secondo quanto riportato dalla stampa americana - hanno approvato, separatamente, la fusione dalla quale nascerà un colosso dei cieli, con una capitalizzazione di mercato fino a 11 miliardi di dollari. L'accordo raggiunto servirà da piano di riorganizzazione per American Airlines, dal novembre 2011 in bancarotta. Almeno fino al 2014, ovvero fino a quando non si terrà la prima assemblea degli azionisti della nuova società, dopo che American Airlines sarà uscita dalla bancarotta. Il consiglio di amministrazione sarà composto da 12 membri, di cui cinque scelti dai creditori di American Airlines, tre da American e quattro da Us Airways. Il cda calerà a 11 membri quando Horton uscirà. L'intesa dovrà essere approvata dal giudice per la bancarotta e dall'antitrust americano, in un processo che potrebbe durare alcuni mesi: per American Airlines è necessario ottenere tutti questi via libera per poter emergere dal Chapter 11. La fusione metterà fine al processo di consolidamento dell'industria aerea americana iniziato anni fa e lascerà in mano a quattro colossi (la società nascente da American-Us Airways, United Continental, Delta e Southwest Airlines) l'83% dei posti aerei disponibili sul mercato americano. Ma non si tradurrà - affermano gli analisti - in un aumento dei prezzi: la concorrenza resta infatti elevata grazie alle compagnie aeree a basso costo, che mantengono pressione al ribasso sulle tariffe. Il matrimonio prevede che ai creditori di American Airlines vada il 72% della nuova società e quelli di US Airways il 28%. A guidare il colosso sarà - secondo indiscrezioni - l'amministratore delegato di US Airways Doug Parker. Il numero uno di American Airlines sarà invece il presidente non esecutivo. Le due compagnie hanno anche scelto la squadra incaricata di gestire il processo di fusione, che sarà guidata dal presidente di US Airways Scott Kirby e del tesoriere di AA Beverly Goulet: “Scott e Bev forniranno una solida leadership nel compito critico di pianificare la transizione, sviluppando piani congiunti da adesso alla chiusura della fusione, in modo da essere preparati a cominciare la transizione subito dopo la conclusione dell'operazione”, ha affermato in una lettera ai dipendenti Tom Horton, amministratore delegato di US Airways e futuro ad della nuova compagnia. Nel frattempo Amr, la società madre di AA, ha stabilito le buonuscite per i dirigenti che perderanno il proprio posto di lavoro una volta che la fusione sarà completata: nove dirigenti, incluso il presidente di American Eagle Dan Garton, il direttore finanziario Bella Goren ed il direttore commerciale Virasb Vahidi, avranno una somma pari a due volte il loro stipendio annuo, più due volte i loro bonus annuali, più il doppio di qualsiasi incentivo a lungo termine. Inoltre avranno anche il pagamento dell'assicurazione sanitaria per due anni, e posti gratuiti in prima classe per sé stessi ed i propri familiari. Alcuni manager di medio livello potranno invece ricevere un bonus pari al 50% dello stipendio se rimarranno nella compagnia. 

Innescata la bomba Uges a Punta Raisi?


[Chi troppo magna, s'affoca.  Chi mangia troppo, soffoca] Sembrerebbe che il gestore di Punta Raisi avrebbe comunicato alla sua controllata Gh di gestire in autoproduzione, con proprio personale, l’Uges. Questa notizia, ancora non del tutto ufficiale, avrebbe seminato il panico all’interno del personale volontario che presta la propria attività presso l’Uges di Punta Raisi. Come mai la Gesap ha informato la sua controllata di gestire in prima persona l’Uges? Ci sorge un sospetto, ma vuoi vedere che il verbale di cui si accennava nel post del 21/2/13 “Bomba Uges a Punta Raisi” esiste veramente? Sono iniziate le prime riunioni sindacali che hanno come fine ultimo la tutela dei lavoratori, ovviamente se ti iscrivi al sindacato giusto, viceversa arrangiatevi. A conti fatti i 25 volontari gh andati in cassa integrazione oggi potevano servire.   

LE INCOMPIUTE DELLA GESAP/3: il centro direzionale


[Il potere logora chi non ce l’ha.  Giulio Andreotti ] I lavori per la realizzazione di tale infrastruttura strategica che sorgerà al posto di due manufatti realizzati negli anni ‘60, consegnati il 15 ottobre 2009, hanno presentato una serie di difficoltà, alcune delle quali del tutto imprevedibili e riferite al vincolo  ambientale dove sorgerà l’opera. Infatti, al di là della necessità di adeguamento alla nuova normativa del 2008 dei calcoli strutturali redatti, in sede progettuale, con la vecchia normativa del 2005, le inattese criticità sono arrivate dal fronte dello smaltimento del materiale proveniente dagli scavi nonché  dai fenomeni di segregazione del  cls verificatosi sia nelle mura  di contenimento che nei pilastri: è notorio, infatti, che tanto le  discariche di inerti che gli impianti di produzione di  calcestruzzo presenti nelle prossimità del sito aeroportuale sono quasi del tutto in mano ad imprese collegate alla mafia che non  possono operare all’interno del sedime, riducendo praticamente  del tutto la possibilità di realizzare l’ intervento. L’opera doveva costare inizialmente 11.080.829,42 milioni di euro, somma, oggi, assolutamente attendibile. I lavori dovevano essere ultimati con data consegna dei lavori il 15/1009.  A tali criticità si  è aggiunta, a metà del 2011, una grave crisi finanziaria della  ditta appaltatrice dei lavori, la Siciliana Carbolio SpA, che  dapprima ha rallentato notevolmente l’ attività del cantiere, portando a fine anno alla cessione alla Cosedil SpA del ramo di  azienda di tutti gli appalti pubblici in provincia di Palermo, compresa quindi la realizzazione del centro direzionale  consentendo quanto meno la ripresa dei lavori che a questo  punto, ultimata l’ approvazione di una perizia di variante,  non sappiamo quando riprenderanno i lavori. La prima azienda a vincere l’appalto è la catanese Carbolio che, poco dopo, sarà acquistata, novembre 2012, dalla Cosedil, sempre catanese. Nel mese di febbraio 2012 la Cosedil decide di rescindere il contratto con la Gesap. Ma prima di arrivare alla rottura la Cosedil aveva avanzato due proposte alla Gesap: rivedere i termini del contratto iniziale, ritoccare il progetto iniziale per poter recuperare soldi là dove il ribasso eccessivo, per aggiudicarsi l’appalto, ha tolto. La Gesap ha risposto che i suoi ingegneri di Palermo e Roma avrebbero dato una risposta. Sono passati più di otto mesi ma la risposta non è ancora arrivata. Ma c’è di più gli ultimi due piani non sarebbero in sicurezza …   [segue]

lunedì 25 febbraio 2013

Alitalia perdite per 280 mln

[Un intellettuale non dovrebbe avere né religione né patria e neppure convinzioni sociali. Scetticismo assoluto accorre. G. Flaubert] Alitalia chiude i conti del 2012 con un risultato netto, dopo accantonamenti e oneri straordinari, negativo per 280 milioni, con perdite quindi in forte aumento rispetto ai 69 milioni del 2011. In crescita i ricavi, +3,3% a 3.594 milioni. Negativo per 119 milioni il risultato operativo (-6 mln nel 2011). Andrea Ragnetti si è dimesso “da Consigliere e Amministratore Delegato di Alitalia e di Air One, nonché  da Direttore Generale di Alitalia”. Lo spiega la società indicando che “fino alla nomina di un nuovo A.d., il Consiglio di Amministrazione ha attribuito ad interim le deleghe al presidente Roberto Colaninno”. Ma il dato più allarmante è quello del debito che al 31 dicembre 2012 ammontava a 1,028 miliardi di euro, in aumento di 175 milioni rispetto al 2011, con una quota per l’indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà pari a 612 milioni (675 milioni). Al termine del 2012, la disponibilità liquida totale, comprendente le linee di credito non utilizzate , ammontava a circa 75 milioni (326 milioni nel 2011). Tirando le somme sul piano Fenice elaborato da Banca Intesa, gestione Corrado Passera, nel 2008, Alitalia Cai in quattro anni ha totalizzato perdite per 843 milioni di euro: 326 milioni nel 2009, 168 milioni nel 2010, 69 milioni nel 2011. E ora i 280 milioni del 2012. Ma oltre ai conti, c’è un altro aspetto che sembra accomunare vecchia e nuova Alitalia, è cioè il record degli avvicendamenti al vertice. Sono state confermate le dimissioni di Andrea Ragnetti che ha retto il timone di Alitalia per meno di un anno. Nei giorni scorsi le indiscrezioni avevano parlato di una trattativa in corso su una buonuscita vicina ai 2 milioni. Fino alla nomina di un nuovo ad, il consiglio di amministrazione ha attribuito ad interim le deleghe al presidente Roberto Colaninno. Il quale, coadiuvato dai due vice presidenti Elio Catania e Salvatore Mancuso, curerà il processo di ricerca del nuovo amministratore delegato.Prima di Ragnetti, Rocco Sabelli, primo amministratore delegato dell’Alitalia privata, ha lasciato dopo un solo mandato triennale. Negli ultimi due decenni, il mandato più lungo è stato quello di Domenico Cempella, alla guida della compagnia per cinque anni dal 1996 al 2001; il suo successore, Francesco Mengozzi, ha ricoperto l’incarico per tre anni. Una parentesi di soli tre mesi è stata quella di Marco Zanichelli (febbraio-maggio 2004). Anche il regno di Giancarlo Cimoli, presidente e anche ad, non è andato oltre un triennio (maggio 2004- febbraio 2007). Per pochi mesi è stato presidente Berardino Libonati che si dimise dopo il fallimento della procedura di privatizzazione di Alitalia. Al suo posto venne chiamato, nel luglio 2007,Maurizio Prato, che ha guidato la compagnia nella burrascosa trattativa, fallita, con Air France. E dopo il nulla di fatto con i francesi, anche Prato gettò la spugna, nell’aprile del 2008. Brevissima anche la stagione di Aristide Police, ultimo presidente e ad, prima dell’amministrazione straordinaria. Per Alitalia, si apre, dunque, un nuovo capitolo. Dal board di oggi non sono emerse indicazioni sull’evoluzione della gestione dell’esercizio in corso. Nel cda di fine gennaio, erano state confermate le previsioni di budget con l’obiettivo di un pareggio operativo nel 2013. Intanto i soci della compagnia, i “21 patrioti” di Silvio Berlusconi, non hanno trovato un accordo neanche sul prestito ponte da 150 milioni deliberato venerdì 22 febbraio. “È  stata raggiunta la soglia minima, 95 milioni di euro, di sottoscrizione”, ha infatti comunicato Alitalia a proposito del  prestito convertibile-convertendo in azioni Alitalia.

La Grecia in vendita

[Molto bene, volete mettervi in affari con me? E io farò affari con voi. Don Michael Corleone – Al Pacino] Il Qatar ha espresso di nuovo il proprio interesse a investire nell'area dell'aeroporto di Atene Ellinikò, ora in disuso, e ha firmato un accordo di idoneità con l'Ente greco per la privatizzazione delle Proprietà dello Stato (Taiped) per partecipare alla gara d'appaltointernazionale che si svolgerà entro giugno. Lo ha annunciato, come riferiscono fonti di stampa, il sottosegretario allo Sviluppo Notis Mitarakis. L'accordo di Atene con il Qatar, secondo Mitarakis, verte su tre punti: la creazione di un apposito fondo cassa fra i due Paesi, le opere da realizzare da parte del settore privato e il programma delle privatizzazioni. Oltre alla Qatari Diary, alla gara prendono parte anche le tre compagnie che hanno già firmato l'accordo di idoneità, l'israeliana Elbit Cochin Island Ltd, la Lamda Development Sa, del gruppo ellenico Latsis, e la britannica London and Regional Properties. Per trovare una soluzione alla crisi economica della Grecia sarebbero potuti bastare 50-70 miliardi di euro se l’intervento fosse stato più rapido. A sostenerlo è stato un noto europeista, l’economista Alberto Quadrio Curzio nel suo discorso inaugurale all’apertura dell’anno accademico dell’Istituto lombardo Accademia di Scienze e Lettere. “Se l’incendio greco fosse stato affrontato nei primi mesi sarebbe stato fermato molto prima e con oneri minori, con 50-70 miliardi si poteva chiudere la partita invece che con i 300 miliardi ad oggi necessari; e probabilmente non è finita perché i tassi di disoccupazione sono sopra il 50% e si è indebolita la struttura dello Stato”, ha evidenziato Quadrio Curzio. “L’Europa è stata lenta, a un certo punto la situazione è sfuggita di mano” e ha spiegato: “ottima e rapida la decisione dell’Europa di istituire un fondo di sostegno, ma poi grande lentezza del fondo stesso per diventare operativo”. Per uscire dalla crisi ”Italia ed Europa devono riformare le loro istituzioni”, ha poi detto. “Non possiamo credere che il risanamento dell’Italia passi solo da restrizioni finanziarie senza che corrispondano misure politiche istituzionali che garantiscano maggior stabilità al nostro sistema – ha proseguito – E anche l’Europa deve farlo, significa non necessariamente scegliere un sistema federale ma un sistema chiaro; così anche l’Italia deve decidere se vuole essere centralista o, alla Cattaneo, alla Einaudi, federale”. “L’Italia è il punto debole dell’Europa per debito pubblico e debolezza delle Istituzioni, ma anche il punto forte”, ha precisato ricordando che quella del nostro Paese è, per esempio, la seconda manifattura in Europa dopo quella tedesca e davanti a quella francese. “Sono fiducioso: Italia ed Europa hanno enormi risorse”. È vero che non c’è un accordo generale su ciò che costituisce una crisi umanitaria. Ma la definizione utilizzata da chi ha esperienza nel settore è semplice e pratica. Una crisi umanitaria di solito è segnata dalla povertà crescente, da una accresciuta disuguaglianza nel settore dell’istruzione e della protezione sociale, e dalla mancanza di accesso ai servizi del welfare. Indicatori di particolare rilievo sono la perdita dell’accesso ai servizi sanitari di base, alle visite mediche, ai ricoveri e ai farmaci. In altre parole: quando si è davanti a una crisi, non la si confonde con qualcos’altro. L’inefficacia dei programmi europei per il reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro e la mancanza di programmi nazionali di protezione sociale hanno spinto la Grecia ancor più nella povertà. Il tasso di disoccupazione degli adulti ha raggiunto il 26,8% nell’ottobre 2012 . Ma questo livello, anche se enorme rispetto al recente passato, ancora non ci dà il quadro completo. Manca, ad esempio, la disoccupazione risultante dal fallimento di migliaia di piccole imprese. Ai disoccupati si dovrebbero aggiungere i lavoratori poveri, vale a dire i lavoratori con salari così bassi da non poter soddisfare le esigenze di base. Il 13% della forza lavoro, essi rappresentano la più alta percentuale di lavoratori poveri dell’eurozona. A causa della grave crisi economica che ha travolto la Grecia, in recessione dal 2008, e della mancanza di denaro che non permette a molta gente di pagare regolarmente le bollette delle utenze, negli ultimi tempi il fenomeno dei furti di energia elettrica è cresciuto a dismisura e sta facendo perdere milioni di euro di introiti alla Public Power Corporation (Ppc), l'azienda ellenica che produce corrente.

domenica 24 febbraio 2013

A dio piacendo …

[Stai parlando con me? Robert De Niro] Molti sindacalisti a Punta Raisi sono impegnati nella campagna elettorale, mobilitati per cercare di arginare l’emorragia di voti che si preannuncia. Leader sindacali di un certo spessore, con alle spalle tante battaglie per migliorare la propria condizione di lavoratore, avranno, così si dice, dei trasferimenti per premiare il loro impegno nella campagna elettorale. Chi è impegnato nel monitoraggio dovrebbe andare nel settore merci, chi si trova in biglietteria è pronta per andare  all’ufficio personale … ma prima bisogna vincere le elezioni. E allora questi trasferimenti, circa una decina, non diventeranno mai esecutivi. Però c’è chi sostiene che per ripicca, se il pdl dovesse perdere, che il personale Gh dato in prestito alla Gesap potrebbe ritornare indietro e addio caffè, a sbafo, in sala vip.  Se Renatino perde le elezioni molti non avranno più tutele. A dio piacendo  domani il cielo a Punta Raisi sarà pieno di stelle. 

venerdì 22 febbraio 2013

Ryanair contro easyJet


[Petra ca un fa lippu sa tira a china. Chi non fa radici è destinato ad andare in rovina] Ryanair ha annunciato l’acquisto di un nuovo palazzo di uffici presso l’Airside Business Park di Swords, che diventerà la nuova sede di Ryanair a Dublino. L’edificio di 9.200 metri quadri ospiterà tutte le attività irlandesi di Ryanair inclusi i reparti commerciale, servizio clienti, finanza, IT, legale e marketing. Ryanair darà avvio a breve al processo di gara per l’allestimento dell’edificio e prevede di trasferire tutti i suoi uffici irlandesi e approssimativamente 400 membri dello staff dai suoi attuali uffici nell’Aeroporto di Dublino ad Airside prima della fine del 2013. Ryanair offrirà anche in affitto fino a metà di questo edificio (4.600 metri quadri) ad altre aziende multinazionali di alto profilo in cerca di uffici in un’ottima location con facile accesso all’Aeroporto di Dublino. Ryanair continuerà a mantenere alcuni servizi per i suoi piloti ed equipaggi presso l’Aeroporto. Resta confermato il provvedimento con il quale l'Antitrust, il 25 ottobre scorso, ha approvato l'indicazione di Easyjet quale assegnataria degli slot da rilasciare sullo scalo di Milano Linate per segnare la fine del monopolio sulla rotta aerea Roma-Milano. Lo ha deciso la I sezione del Tar del Lazio, presieduta da Angelo Gabbricci, che ha respinto le richieste di sospensione del provvedimento fatte da Ryanair. Nell'ordinanza, il Tar ricostruisce la vicenda, partendo dall'11 aprile 2012, giorno in cui l'Antitrust accertò che sulla rotta Milano Linate-Roma si fosse creata una posizione di monopolio in favore di Alitalia-Cai, fino alla decisione presa il 25 ottobre di disporre la cessione di sette slot Alitalia. La proposta di Easyjet fu indicata come la più idonea a garantire l'obiettivo di sviluppare un'efficace pressione concorrenziale sulla rotta Roma-Milano. Ryanair ha proposto ricorso al Tar per contestare l'approvazione della proposta di Easyjet. Oggi, i giudici amministrativi hanno respinto le richieste di Ryanair sostenendo che, allo stato “appare d'incerto fondamento - si legge nell'ordinanza - la ricostruzione della ricorrente” che ha “comunque ottenuto il suo precipuo obiettivo e, cioè, quello di far cessare la posizione di monopolio di Alitalia (e ciò di per sé potrebbe bastare giustificare la dichiarazione di presa d'atto da parte dell'Antitrust)”. Per altro verso, secondo i giudici amministrativi “la scelta di Easyjet non arreca alcun danno immediato e diretto a Ryanair, la quale non é attualmente vettore sulla stessa tratta”.

Azionisti Alitalia poco convinti


[Io ho sempre sentito il bisogno di avere uno scopo nella vita non credo che uno possa dedicarsi solo a se stesso, al proprio benessere. Secondo me uno dove cercare di avvicinarsi alle altre persone. Robert De Niro] L'assemblea dei soci di Alitalia ha deliberato, su proposta del cda, un prestito soci a favore della compagnia, con scadenza 2015 e fino a un massimo di 150 milioni di euro, che ogni socio potrà sottoscrivere in rapporto alla sua quota azionaria. “Al termine del primo anno della durata del prestito - si legge nella nota di Alitalia emessa al termine dell'assemblea dei soci - i soci avranno facoltà di convertire la quota sottoscritta in azioni della compagnia (convertibile). A scadenza le quote non ancora rimborsate, e/o precedentemente non convertite, verranno automaticamente convertite in azioni Alitalia (convertendo)”. In assemblea hanno votato contro l'emissione del prestito: Equinocse, Solido Holding di Achille D'Avanzo, G&C holding di Cosimo Carbonelli D'Angelo e GFMC di Antonio Orsero, che rappresentano circa il 12% dei presenti. Vitrociset - prosegue la nota - si è astenuta. Non hanno partecipato all'assemblea: Gruppo Toto, Finanziaria Partecipazioni e Investimenti del gruppo Gavio, Acqua Marcia Finanziaria spa e Fondiaria-Sai. Alitalia ritiene “di poter raggiungere in tempi brevi un livello di sottoscrizione congruo e adeguato al completamento dell'operazione” relativa al prestito soci. Lo afferma la compagnia, “in base alle indicazioni espresse dalla maggioranza degli azionisti presenti in assemblea (pari all'87,44%)”. Accertare il ruolo svolto dai governi che si sono succeduti nel fallimento che ha riguardato l'Alitalia. È  quanto chiesto dal Gup del tribunale di Roma che ha deciso di inviare gli atti alla Procura. Il giudice, nell'ambito dell'udienza in cui ha rinviato a giudizio gli ex ad Cimoli e Mengozzi, ha anche sollecitato all'ufficio del pubblico ministero l'accertamento di una eventuale omessa vigilanza compiuta dal collegio dei sindaci della compagnia aerea. Nel capo d'imputazione le contestazioni riguardano reati di bancarotta per distrazione e dissipazione per un periodo di tempo che riguarda gli anni tra il 2001 e il 2007. Il processo è fissato per il 18 giugno prossimo davanti alla quarta sezione penale. Agli imputati il procuratore aggiunto, Nello Rossi e i sostituti Stefano Pesci e Maria Francesca Loy, contestano, a seconda delle posizioni, i reati di  bancarotta sia per distrazione sia per dissipazione, per il periodo compreso tra il 2001 e il 2007. Francesco Mengozzi ha ricoperto la carica di amministratore delegato di Alitalia dal febbraio del 2001 al febbraio del 2004, mentre Giancarlo Cimoli dal maggio 2004 al febbraio del 2007. A processo anche Gabriele Spazzadeschi, ex direttore del dipartimento amministrazione e finanza, Pierluigi Ceschia, ex responsabile del settore finanza straordinaria, Giancarlo Zeni e Leopoldo Conforti, ex funzionari e Gennaro Tocci, ex responsabile settore acquisti. Secondo l'accusa si sarebbe trattato di una “dissipazione” della compagnia di bandiera con “operazioni abnormi sotto il profilo economico e gestionale” che avrebbero causato perdite per oltre 4 miliardi di euro fino al 2007. L'ex ad e presidente di Alitalia Cimoli deve inoltre rispondere di due episodi di aggiotaggio per la diffusione di presunte notizie false al fine di ottenere variazioni del titolo Alitalia sui mercati.

giovedì 21 febbraio 2013

Condannati Stevens e Gabetti


[Shhh! Siamo in chiesa, signor Angel! Robert De Niro] Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens sono stati condannati a un anno e quattro mesi nel processo d’appello a Torino per l’equity swap di Ifil-Exor, l’operazione finanziaria che nel 2005 permise a Ifil di restare l’azionista di riferimento della Fiat. “Inimmaginabile. Non me lo aspettavo proprio”, la prima reazione di Grande Stevens.  Nel processo sono state assolte le due società chiamate in causa come persone giuridiche, Ifil e Giovanni Agnelli Sapaz. Alle parti civili (la Consob e un piccolo azionista) non è stato accordato alcun risarcimento. Per Gabetti e Grande Stevens, a cui è stata comunque concessa la sospensione condizionale, c’è anche la pena accessoria dell’interdizione per un anno dai pubblici uffici, alla quale si aggiunge, per Grande Stevens, l’interdizione dall’esercizio dell’avvocatura.  Grande Stevens ha spiegato di aver dato “parere favorevole” al comunicato del 24 agosto 2005 pronunciandosi soltanto come legale. “Un avvocato - così si è rivolto ai giudici - è libero di esprimere un parere giuridico. Si può non condividere il parere ma non per questo diventa reato. E io continuo a ritenere che quel parere fosse corretto”. Grande Stevens, ha aggiunto che “Gabetti si fidò del parere che gli era stato fornito da un avvocato anziano ed esperto”.   La difesa ha sempre sostenuto che il contenuto del comunicato non poteva essere diverso, data la situazione del momento, e che non conteneva informazioni nè false nè fuorvianti per il mercato. 

CAPITALISMO SENZA FONDI


[L'acqua si nni va nta la pinnenza, l'amuri si nni va unni c'è spiranza. L'acqua scende dal pendio, l'amore se ne va dove c'è speranza] Soddisfazione tra i sindacati di Unipol e Fonsai per l'esito dello sciopero di tre ore contro i 2.240 esuberi annunciati dalla compagnia bolognese nell'ambito della fusione con l'ex gruppo della famiglia Ligresti. “Il dato di astensione dal lavoro supera il 90%” ha detto il coordinatore Fisac di Unipol, Gianni Lucarini. “Siamo al 90% e passa” ha confermato il responsabile settore assicurativo Uilca, Renato Pellegrini. Adesione massiccia in tutte le sedi del gruppo. L’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, è indagato per ostacolo alla vigilanza per il cosiddetto papello, il foglietto con il quale sarebbe stata promessa a Salvatore Ligresti la sontuosa buonuscita di 45 milioni. Anche Ligresti è indagato, come i suoi figli e l’ex presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini. Mediobanca è azionista di controllo della prima compagnia di assicurazioni italiana (le Generali) e dunque da sempre vigila sul destino della seconda, Fondiaria-Sai. Dopo il crac Montedison c’era da sistemare la Fondiaria, e Mediobanca la affidò all’amico e protetto di sempre, Ligresti, con la sua Sai. Quando le cose sono andate male, Ligresti non aveva capitali per raddrizzare la barca. Per non vedere la concorrente delle Generali finire in mani ostili, Mediobanca ha organizzato prestiti miliardari provenienti da tutto il sistema bancario. Di suo ha dato a Ligresti oltre un miliardo. Il costruttore siciliano è accusato di anche di essersi fatto gli affari suoi a danno dell’azienda, ma i reati sono cominciati quando si è trattato di salvare Fonsai affidandola a nuove mani amiche, quella della a sua volta indebitatissima Unipol

A luglio il lancio dei prodotti della “nuova” Germanwings


[Maritu vecchiu maritu sfatto quannu un fa avutru quaria lu lettu. Marito vecchio e stanco se non fa altro riscalda il letto] Grande crescita sul mercato italiano per Germanwings, che nel 2012 ha trasportato circa 762.000 passeggeri sulle 12 rotte italiane, con un aumento del 10% rispetto al 2011. Dall’inizio del 2013 la controllata Lufthansa ha avviato un ambizioso piano per conquistare una nuova fetta di viaggiatori in Italia, anche grazie all’introduzione di un nuovo concetto di prodotto avviato in tutta Europa e che verrà concretizzato nel giro di pochi mesi. Il 1° luglio 2013 la “nuova” Germanwings lancerà i nuovi prodotti e si riproporrà sul mercato con un brand tutto nuovo, consentendo ai propri passeggeri di godere di un’esperienza di volo “à la carte”. Sarà infatti possibile creare un pacchetto di viaggio a seconda delle proprie necessità, regalandosi una esperienza di volo con una serie di extra e comfort. La “nuova” Germanwings offrirà tre diversi pacchetti di servizi: “Best”, il prodotto di più alta qualità adatto in particolare ai viaggiatori business, ma anche a quelli leisure, “Smart”, che offre ai viaggiatori la possibilità di aggiungere al proprio pacchetto di viaggio numerosi servizi aggiunti, e “Basic”, che offre il meglio dell’esperienza low-cost. Alla fine di marzo 2013 Germanwings aggiungerà al proprio network di destinazioni la città di Amburgo con voli estivi per Olbia e Catania e, a seguire, voli tra Palermo e Colonia, mentre il Brindisi-Stoccarda partirà il 18 maggio. Tra le rotte italiane di maggior successo sul mercato italiano ci sono Milano, Roma, Bologna e Venezia, cui si aggiungono Bari, Cagliari, Pisa, Napoli, Verona e Lamezia Terme. 

Windjet …, solo chiacchere


[Ne di luna e ne di matti non s'arriva e non si patti. Ne di lunedì ne di martedì non si parte e non si arriva] L’azienda che occupa circa 500 lavoratori ha aperto la procedura di mobilità a metà 2012. A giugno è stato firmato un accordo al Ministero del lavoro per 2 anni di cigs a zero ore per tutti i lavoratori. Ma non sono mancati i problemi.  Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, ha firmato  il decreto di cassa integrazione per i 433 lavoratori della società Windjet. Il decreto, informa una nota, è relativo al periodo dal 20 dicembre 2012 al 19 giugno 2013 e ha richiesto il tempo necessario per l'istruzione dello stesso. Ora “verrà tempestivamente trasmesso all'INPS per le procedure di competenza”, conclude la nota. Il ministero del lavoro ha autorizzato il pagamento della cassa in deroga per il 2013 e ha reperito le risorse per coprire le esigenze residue per il 2012. Lo si legge in una nota. Il ministro Fornero ha detto alla Conferenza delle Regioni di aver stabilito l'avvio all'utilizzo delle risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga relativi al 2013. Sulla vicenda Windjet è calato il muro del silenzio da mesi. Dopo l’ultima intervista a Antonio Pulvirenti sulle pagine di Panorama dove prometteva di far decollare il primo airbus entro il 31 dicembre del 2012 ne è passata acqua sotto i ponti. Ieri il presidente del Calcio Catania ha partecipato ad una conferenza stampa e l’occasione è stata ghiotta per capire a che punto è la trattativa per la nascita della famosa newco. La risposta è quasi un sussurro, un monosillabo: “Per il momento non ci sono novità”. Potrebbe finire lì, ma invece la frese continua: “Ma presto ce ne saranno, spero molto presto”. Insomma rassicura Pulvirenti: il management continua a lavorare e, qualcosa, (presto) potrà cambiare. L’interrogativo resta il quando.

Utile netto 2012 990 mln euro per Lufthansa


[L’arte ha avuto il massimo splendore nelle epoche più ipocrite. L’ipocrisia è una fra le condizioni dell’arte. Il dovere del pubblico è costringere l’artista all’ipocrisia. André Gide] Lufthansa ha chiuso il 2012 con un utile netto di 990 milioni di euro dopo la perdita di 13 milioni dell'anno precedente. L'utile operativo è invece in calo a 524 milioni dagli 820 del periodo precedente. Il consiglio d'amministrazione - si legge in un nota - ha proposto la sospensione del dividendo. L’Executive Board di Lufthansa AG ha deciso di raccomandare al Supervisory Board l’acquisto da parte di Lufthansa di un totale di 108 nuovi aerei per il Gruppo. In tutto, otto velivoli a lungo raggio sarebbero necessari, ed inoltre, l’Executive Board ha raccomandato l’acquisto di 100 aerei di breve e medio raggio di Airbus e Boeing. Lufthansa è impegnata in discussioni con i rispettivi produttori sui tipi specifici di aeromobili in esame. In seguito alla decisione, il Presidente e CEO di Lufthansa AG Christoph Franz ha commentato: “Gli aeromobili moderni e i prodotti in volo allo stato dell’arte sono un investimento nell’esperienza del cliente e nell’efficienza operativa della flotta. La maggiore efficienza nei consumi e la riduzione del rumore e delle emissioni degli aerei moderni danno anche un importante contributo alla tutela dell’ambiente”. L’ordine ha approssimativamente un valore totale a prezzo di listino di circa nove miliardi di euro. È previsto che le consegne inizieranno nel 2015 e continueranno fino al 2025. Complessivamente, entro la fine del 2025, il Gruppo Lufthansa prevede di prendere in consegna 239 velivoli, con un volume di ordini di 23 miliardi di euro, sulla base di prezzi di listino. I nuovi velivoli permetteranno la crescita futura delle compagnie aeree del Gruppo Lufthansa e il rinnovamento della flotta nel periodo, in particolare per gli aeromobili di breve e medio raggio. Gli ordini saranno finanziati dalle attività proprie del Gruppo o da risorse finanziarie esterne. L’acquisto dei velivoli è soggetta all’approvazione del Supervisory Board.

Altri guai per Ciancio Sanfilippo


[Cci dissi lu Signuri a San Giuvanni: “Di li signaliati, guarda tinni”. Disse il Signore a San Giovanni: “Guardati dai segnati, le persone con difetti fisici”] La nuova tegola sulla testa dell’editore arriva, dunque, dal processo per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi e della residenza universitaria “Il Tavoliere che ha visto coinvolti l’imprenditore Umberto Romagnoli e l’appaltatore agrigentino Vincenzo RandazzoUn processo che è arrivato alla sentenza di appello e che nasce da una vicenda di 12 anni fa, quando Randazzo e Romagnoli, si dividono i due più grossi appalti catanesi dell’epoca: Randazzo la casa dello studente, Romagnoli il nuovo ospedale. A gestire il tutto una cabina di regia nella quale sedevano politici, funzionari, professionisti e uomini di Cosa Nostra. A mettere nei guai Ciancio Sanfilippo sono state le dichiarazioni di Giuseppe Cicero. Cicero è un avvocato amministrativista ed era membro della commissione che doveva valutare le anomalie delle offerte. Cicero (condannato in primo grado, poi ha rinunciato alla prescrizione) ha raccontato ai giudici delle pressioni ricevute per dichiarare anomala l’offerta dell’impresa concorrente a Romagnoli e permettere dunque che l’appalto dell’ospedale andasse all’imprenditore lombardo. In particolare dal processo sono emerse alcune riunioni, una delle quali avvenuta nello studio di Ciancio nella sede del quotidiano La Sicilia, altre in alberghi romani, sempre con la partecipazione, tra gli altri, di Ciancio. Le riunioni sarebbero servite a stabilire le modalità di aggiudicazione degli appalti: nel corso di questi incontri Cicero e un altro membro della commissione, l’ingegnere Sciortino, sarebbero stati pesantemente minacciati per costringerli a firmare gli atti che dichiaravano anomala l’offerta della ditta concorrente. Agli atti ci sono anche i tracciati telefonici degli imputati dai quali - secondo quanto dichiarato in aula dall’avvocato Antonio   Fiumefreddo (difensore di Cicero) – vedrebbero anche la presenza di cellulari intestati ai servizi segreti nell’area delle riunioni. A una di queste riunioni, si legge nella sentenza, prese parte anche Mario Ciancio. Ursino condusse infatti Sciortino e Cicero nell’ufficio di Ciancio per spingerli “a firmare la relazione di esclusione della società della F.lli Costanzo” (“fate le cose per bene”), “anche – scrivono i giudici – con la espressa minaccia che altrimenti sarebbero finiti in carcere e sarebbe stato lui a scegliere la pagina su cui pubblicare le loro foto”. Ciancio, insomma, “ebbe sicuramente un ruolo di primo piano – prosegue il tribunale – sia pure dietro le quinte, nella vicenda che ci occupa tanto da interessarsi personalmente, prima minacciando Sciortino e Cicero il 28 settembre 1997 a firmare la relazione in parola, e poi, partecipando alla riunione, in Roma (…) alla definitiva spartizione dei due appalti tra detti due imprenditori, definendo i termini dell’accordo”. Nell’inchiesta finisce anche il braccio destro di Ciancio, l’ingegnere Giuseppe Ursino, che viene salvato dalla prescrizione, così come il senatore del Pdl Pino Firrarello, condannato in primo grado per turbativa d’asta con l’aggravante mafiosa, ma prescritto dopo che il rappresentante dell’accusa in appello, l’attuale procuratore aggiunto Michelangelo Patanè, aveva chiesto che venisse eliminata l’aggravante mafiosa. La prescrizione tuttavia non salva gli imputati dagli effetti civili. Tutti i prescritti infatti dovranno risarcire in solido la ditta esclusa e l’ospedale.