domenica 30 dicembre 2012

Monti poteva fare di più


[Bam.  tornati a Oscar Gran Plaza. Hanno speso mezzo milione di dollari per cacciarci da li e hanno dovuto rendersi conto che noi non molliamo. Siamo in 2500. in assemblea generale. Post su Facebook  di Boots Riley, musicista e attivista di Occupy Oakland, che commenta la nuova occupazione del 27 ottobre] Il calo delle auto blu in 11 mesi è stato di 2.431 unità, con un calo del 25% rispetto all'inizio del 2012. Sempre al 30 novembre l'intero parco auto delle amministrazioni pubbliche scende sotto le 60 mila vetture. Emerge dal censimento permanete del ministero Pa. Il risparmio stimato sul solo 2012 è di oltre 160 milioni di euro. Quindi, evidenzia la nota del ministero, “procede la riduzione delle auto della pubblica amministrazione, capitolo importante del piano di spending review del Governo”. In particolare, fa notare, “diminuiscono in misura significativa le auto blu, cioè quelle di rappresentanza assegnate personalmente ai vertici delle amministrazioni o comunque guidate da un autista (il resto del parco auto è composto di auto di servizio senza autista, adibite prevalentemente a servizi per i cittadini). I dati del censimento, riferiti al 30 novembre 2012, oltre a mettere in evidenza un aumento rispetto all'inizio dell'anno di 1.138 unità degli enti registrati (ad oggi sono censite 8.248 amministrazioni, con una copertura del 97,2% delle auto pubbliche), rilevano che all'interno del parco auto della Pa sono attualmente 7.290 le auto blu. E la riduzione di 2.431 unità avvenuta in 11 mesi risulta, spiega il ministero, “ben superiore alle 842 dismissioni intervenute nel periodo”. Nel comunicato della Pubblica amministrazione, infatti, viene sottolineato che “molte amministrazioni hanno modificato le classificazioni sulle modalità di utilizzo delle autovetture, adeguandosi alle stringenti disposizioni dei Dpcm citati e destinando quindi ai servizi operativi senza autista vetture precedentemente assegnate ad personam”.Oggi, inoltre, l'intero parco auto delle amministrazioni pubbliche è di 59.532 vetture. Tornando alle auto blu, la diminuzione “è più accentuata nelle amministrazioni centrali rispetto alle amministrazioni locali. La Pa centrale ha complessivamente sottoscritto, nei primi 11 mesi dell'anno, 2.144 contratti di nuova acquisizione di auto, dei quali solo 278 (pari al 13%) relativi all'acquisizione di auto blu - per i due terzi rinnovo di noleggi in scadenza - e per la rimanente quota a titolo di acquisizioni in proprietà”. La nuova mappa territoriale delle auto blu continua a vedere uno sbilanciamento della presenza percentuale delle auto con autista nelle regioni del Sud. Ma, viene precisato, “proprio al Sud si registrano diffusi casi di contrazione e in nessuna area regionale la quota di auto blu supera, come si registrava a inizio anno, la soglia del 30-35%". La nota fa anche sapere che il costo medio di acquisizione delle nuove auto risulta pari a circa 9.600 euro. Mario Monti poteva fare molto di più: togliere il finanziamento pubblico ai partiti (o quantomeno ridurlo), abolire il finanziamento ai giornali italiani, cancellare tutte le province, ridurre i vitalizi alla classe politica. Fare pagare l’Imu alla chiesa e al sindacato, abolire l’art. 18 che praticamente non esiste in Europa ed è un’anomalia italiana, rivedere la legge 104 …  

MONTI IN SINFONIA


[Giacciono sotto questo sasso le ceneri e le ossa di Giovanni. L’anima sua sta davanti a Dio, ornata di meriti acquistati coi suoi travagli nella vita mortale. Gli fu padre Boccaccio, patria Certaldo, culto l’alma poesia. Giovanni Boccaccio] Il possibile riassetto di Sintonia anche con nuovi soci fa correre Gemina, la controllante di Aeroporti di Roma, in Borsa: dopo il boom del 32% favorito anche della nuove tariffe per Fiumicino adottate dal governo e il comunicato della società Benetton che non esclude di analizzare la situazione, il titolo sale del 4,69% a 1,1 euro. Molto forti gli scambi: in mezz'ora sono passate di mano 4 milioni di Gemina, contro una media dell'ultimo mese di 2,6 milioni di azioni trattate. “Ogni ipotesi di riassetto rimane soggetta ad una approfondita analisi, peraltro non ancora avviata, dei possibili benefici industriali e finanziari che ne potrebbero derivare”. Lo afferma Sintonia, la finanziaria controllata dalla holding Edizione della famiglia Benetton, in un comunicato emesso su richiesta della Consob e “in riferimento alle notizie di stampa comparse in più occasioni in merito ad un possibile riassetto del portafoglio delle partecipazioni”. Il via libera in extremis da parte del governo Monti delle nuove tariffe per Aeroporti di Roma mette le ali a Gemina a Piazza Affari mentre lo shopping dei fondi F2i e Amber, che hanno rilevato quote negli aeroporti di Torino e Venezia, infiamma i titoli del settore. Gemina, di cui i Benetton sono il primo azionista, ha chiuso la seduta con un balzo del 32% mentre Save (aeroporto di Venezia) è balzata del 7,28%. F2i, già possessore del 29,75% della Sea, la società di gestione di Linate e Malpensa che nelle scorse settimane ha ritirato la quotazione in Borsa, ha presentato l'unica offerta per il 14,5% del gruppo aeroportuale messo all'asta dalla Provincia di Milano, asta per la quale è già scaduto il termine di presentazione delle offerte. Il comune di Torino si è aggiudicato il primato per il volume di dismissioni effettuato nel 2012, incassando 230 milioni di euro. Tre i gioielli venduti dalla giunta Fassino:Amiat (igiene  ambientale), Trm (inceneritore), Sagat (aeroporto). Il sindaco precisa “il Comune rimane in tutte le società e sappiamo di avere fatto una buona scelta, acquisendo partner che hanno una politica industriale”. Il ruolo del vincitore è di Vito Gamberale, Ad del fondo d’investimento F2i, che ha portato alle spoglie casse della città oltre 100 milioni di euro, acquistando una partecipazione  sia per l’aeroporto che per l’inceneritore. Le dismissioni sono state la risposta più praticabile ai tagli del 50% sui trasferimenti dello Stato centrale agli enti locali. Autostrade più care dal primo gennaio. È in arrivo un aumento medio del 3,91%, ma l'incremento può essere anche più alto, fino a toccare il +14% in Valle D'Aosta e il 13% nel Veneto. È  quanto riporta oggi Il Sole24ore che anticipa così il contenuto dei decreti che autorizzeranno i rincari richiesti dalle società concessionarie in base agli investimenti fatti. L'anno nuovo - scrive il Sole24ore - comincerà ancora una volta con una sorpresa amara per chi si è messo in viaggio in auto per le vacanze natalizie. L'aumento medio dei pedaggi sarà del 3,91%, contro il 3,3% del 2011 e il 3,1% del 2012. È   questa una percentuale “media”, perché il range degli aumenti è ampio a seconda della tratta considerata: si potranno avere incrementi inferiori all'1% e rincari tra il 10 e il 14%, che saranno registrati sulle autostrade della Valle d'Aosta, complice le caratteristiche delle concessionarie e del territorio. Con tutta probabilità - scrive il quotidiano - anche le Autovie Venete potrebbero avere un incremento attorno al 13%. In generale, la convenzione che raggruppa il maggior numero di tratte autostradali, tra cui la Milano-Roma-Napoli, dovrebbe ottenere un incremento attorno al 3,55%, contro il 3,51% del 2012. Ci sono poi altre sei concessioni gestite da Autostrade per l'Italia attraverso società controllate, che registrano aumenti a parte: Tangenziale di Napoli, Traforo del Monte Bianco, Autostrade Meridionali e raccordo della Valle d’Aosta, quest'ultima una della delle concessionarie valdostane che segnerà un incremento attorno al 14%. Per l'autostrada tirrenica, invece, l'incremento dovrebbe variare tra il 4 e il 5%. Queste, almeno, precisa il quotidiano sono le richieste avanzate dalle società concessionarie sulla base degli investimenti fatti che dovranno trovare autorizzazione nei decreti del ministero delle Infrastrutture.

venerdì 28 dicembre 2012

Tariffe aeroporti, Londra salata


[È il futuro dei vostri figli! Voi state difendendo i vostri figli. Un elemento primario e vitale … le famiglie devono essere coinvolte se questo movimento vuole avere un futuro. Kirby Desmarais, fondatore di Parents for Ows]Le piste più salate sono quelle inglesi: Liverpool e Heathrow in testa intorno ai 5 mila euro di costo. A Francoforte e al parigino De Gaulle per un singolo movimento, (cioè atterrare, sostare e poi decollare nuovamente), si sborsa meno, 4.402 euro il primo, 3.963 il secondo. Per trovare gli aeroporti italiani nella classifica stilata da Assaereo su 27 scali, bisogna arrivare a metà colonna, al 14 posto c'è Malpensa, un gradino sotto Linate mentre Fiumicino si colloca al 19/mo posto. Il possibile riassetto di Sintonia anche con nuovi soci fa correre Gemina, la controllante di Aeroporti di Roma, in Borsa: dopo il boom del 32% di ieri favorito anche della nuove tariffe per Fiumicino adottate dal governo e il comunicato della società Benetton che non esclude di analizzare la situazione, il titolo sale del 4,69% a 1,1 euro. Molto forti gli scambi: in mezz'ora sono passate di mano 4 milioni di Gemina, contro una media dell'ultimo mese di 2,6 milioni di azioni trattate. “Ogni ipotesi di riassetto rimane soggetta ad una approfondita analisi, peraltro non ancora avviata, dei possibili benefici industriali e finanziari che ne potrebbero derivare”. Lo afferma Sintonia, la finanziaria controllata dalla holding Edizione della famiglia Benetton, in un comunicato emesso su richiesta della Consob e “in riferimento alle notizie di stampa comparse in più occasioni in merito ad un possibile riassetto del portafoglio delle partecipazioni”. Il via libera in extremis da parte del governo Monti delle nuove tariffe per Aeroporti di Roma mette le ali a Gemina a Piazza Affari mentre lo shopping dei fondi F2i e Amber, che hanno rilevato quote negli aeroporti di Torino e Venezia, infiamma i titoli del settore. Gemina, di cui i Benetton sono il primo azionista, ha chiuso la seduta con un balzo del 32% mentre Save (aeroporto di Venezia) è balzata del 7,28%. F2i, già possessore del 29,75% della Sea, la società di gestione di Linate e Malpensa che nelle scorse settimane ha ritirato la quotazione in Borsa, ha presentato l'unica offerta per il 14,5% del gruppo aeroportuale messo all'asta dalla Provincia di Milano, asta per la quale in questi giorni scadeva il termine di presentazione delle offerte. Il comune di Torino si è aggiudicato il primato per il volume di dismissioni effettuato nel 2012, incassando 230 milioni di euro. Tre i gioielli venduti dalla giunta Fassino:Amiat (igiene ambientale), Trm (inceritore), Sagat (aeroporto). Il sindaco precisa “il Comune rimane in tutte le società e sappiamo di avere fatto una buona scelta, acquisendo partner che hanno una politica industriale”. Il ruolo del vincitore è di Vito Gamberale, Ad del fondo d’investimento F2i, che ha portato alle spoglie casse della città oltre 100 milioni di euro, acquistando una partecipazione  sia per l’aeroporto che per l’inceneritore. Le dismissioni sono state la risposta più praticabile ai tagli del 50% sui trasferimenti dello Stato centrale agli enti locali. 

Intesa Sp licenziati apprendisti

[Lo scopo di People of color è rendere questi attivisti progressisti bianchi e il movimento consapevoli, far loro comprendere che, non perché adesso navigano in cattive acque e sentono puzza di bruciato questo vuol dire che la gente al mondo non si sia rivoltata per decenni, per secoli. Jodi, membro del gruppo di lavoro People of color] Intesa Sanpaolo sta licenziando i lavoratori assunti con contratto di apprendistato, non confermandoli al termine dei 4 anni previsti. È quanto afferma in una nota Patrizio Ferrari, segretario responsabile Uilca di Intesa. Secondo il sindacalista “questa decisione rappresenta una assoluta novità nel credito ed è sconcertante che sia presa dal più grande gruppo bancario del Paese, la cui situazione di bilancio e patrimoniale dimostra una solidità maggiore rispetto al settore”. Al momento è solo un rumor. Ma talmente insistente da avere creato il panico tra i sindacati, anche in Sicilia. Parliamo dell’ipotesi di fusione tra il Gruppo Unicredit -che controlla il Banco di Sicilia - e Intesa San Paolo. Secondo indiscrezioni che arrivano da ambienti vicini ai due gruppi, l’operazione sarebbe utile, per evitare eventuali scalate ostili da parte di banche estere. Ma, forse, soprattutto, servirebbe a dare ad Intesa quella dimensione europea che al momento non ha, e, a tentare di mettere le toppe ai bilanci non proprio floridi di entrambi i gruppi. I vertici dei due colossi bancari negano tutto o si trincerano dietro il più classico dei no comment. Ma, qualcosa in pentola c’è di certo. Intanto a divulgare per primo la notizia, è stato Massimo Mucchetti, autorevole firma del Corriere della Sera. Giornale di certo cauto quando si tratta di banche. In sostanza, sembra di capire che, quello che non è dato sapere, è se si tratti di un progetto definito o di una ipotesi sui cui sta lavorando. Fatto sta che, come detto, i sindacati del settore hanno già messo le mani avanti e hanno dedicato numerose riunioni a questo tema. Il timore, è, principalmente, legato al tema degli esuberi. Che sarebbero migliaia, solo in Sicilia.

giovedì 27 dicembre 2012

Olio di oliva, produzione in picchiata (-12%)


[Non riuscirete a dormine un gran ché sta notte, ragazzi. Staremo a pulire tutta la notte … abbiamo bisogno di altro caffè. Un occupante armato di scopa a Zuccotti Parrk ] Scende sotto i 5 milioni di quintali la produzione italiana di olio di oliva di previsione nella campagna 2012/13. La previsione, formulata da Ismea in collaborazione con Aifo, Cno e Unaprol e presentata in conferenza stampa presso la Sala Nassirya di Palazzo Madama - Senato della Repubblica,  attesta il nuovo dato produttivo al di sotto dei 4,8 milioni quintali, in calo del 12% rispetto ai cinque milioni e mezzo della scorsa annata. Il risultato negativo - spiega l'Ismea - riflette le conseguenze di un andamento climatico particolarmente avverso, caratterizzato da una prolungata assenza di precipitazioni e da temperature elevate che hanno condizionato soprattutto la fruttificazione. A limitare i danni sono state solo le piogge di inizio settembre. Puglia e Calabria, che concentrano quasi due terzi della produzione nazionale, hanno accusato quest'anno flessioni rispettivamente del 12 e del 15 per cento sulla scorsa campagna. Ancora più pesante l'esito produttivo in Campania, Basilicata e Molise, a causa dei frequenti fenomeni di cascola (caduta delle olive nella fase dell'accrescimento), mentre è in controtendenza la Sicilia, regione in cui, grazie anche alle irrigazioni di soccorso, la produzione avrebbe invece segnato un aumento attorno al 5%. Al Centro Italia tiene la Toscana, mentre cede il 3% la produzione laziale. Pesante il bilancio delle perdite in Umbria (-35%), a fronte di un andamento positivo nelle Marche, dove si prevede un più 15%. Al Nord, la Liguria, con un balzo in avanti del 20%, torna sopra la soglia dei 40mila quintali, dopo due annate di magra. Stessa performance in Lombardia, mentre conferma il dato dell'anno scorso l'Emilia Romagna, in una campagna invece fortemente negativa per il Veneto, che ha perso il 30% dei volumi. Quanto al mercato, sottolinea l'Ismea, dopo l'iniziale impennata dei prezzi nel trimestre estivo come reazione agli annunci della flessione produttiva in Spagna, con l'entrata in produzione del prodotto nuovo si è assistito, invece, ad un raffreddamento dei listini sia sul fronte nazionale sia su quello estero.   

mercoledì 26 dicembre 2012

Corte Conti sospende istruttoria dissesto comune Catania


[Cu' nesci, arrinesci. Chi ne esce (dal proprio paese), trova fortuna. Frase siciliana] La Corte dei Conti ha sospeso l'avvio dell'istruttoria per procedura di dissesto del Comune di Catania. Nelle loro valutazione i giudici amministrativi hanno tenuto conto del progetto di risanamento redatto dall'amministrazione del sindaco Raffaele Stancanelli, con allegati la delibera di autorizzazione per partecipare al fondo “salva Enti”, il bilancio di previsione e il piano di dismissione delle società partecipate. Adesso l'amministrazione dovrà effettuare, entro il 23 gennaio prossimo, la stesura finale del piano, che dovrà essere poi approvato entro 15 giorni dal Consiglio comunale. Infine dovrà esser inviato alla Corte dei conti e al ministero dell'Economia per la richiesta di adesione al fondo di rotazione, il cosiddetto “salva Enti”.

Troppo debiti per il comune di Caltagirone


[Hai una pistola in tasca, o è solo che sei contento di vedermi? Da Prendi i soldi e scappa] Con un comunicato stampa l’amministrazione comunale pone fine alla questione lunga e non priva di colpi di scena legata allo stato dei conti del comune di Caltagirone (provincia di Catania). Dalle elezioni di Maggio scorso la nuova giunta eletta, ha da subito posto l’accento sulle condizioni di salute delle casse comunali, sul filo del dissesto, come quasi tutti gli enti pubblici in Italia. Ad aggravare la situazione, un eccesso di crediti ritenuti inesigibili ma messi in bilancio per pareggiare i conti. Il disavanzo stimato è di oltre 21 milioni di euro somma, ritenuta dalla giunta guidata dal Sindaco Bonanno, impossibile da ripianare con un piano di rientro decennale. Arriva a conclusione, il lavoro protrattosi per oltre 6 mesi e che ha visto fra l’altro anche le dimissioni del segretario generale dell’ente, la dott.ssa Concetta Di Dio. I troppi debiti maturati nei confronti dei fornitori e numerosissimi decreti ingiuntivi ricevuti da Palazzo dell’Aquila non avrebbero consentito agli uffici di stilare un bilancio che potesse evitare il dissesto. A giugno sul tavolo della Giunta era stato presentato però un bilancio con 2 milioni di attivo. Somma smentita in pochi giorni dallo stesso esecutivo che seguendo le direttive indicate dalla corte dei conti ha chiesto agli uffici di apporre i dovuti correttivi e ripresentare una bozza di bilancio. Ultimati i lavori di verifica i numeri venivano smentiti e il dato positivo si ribaltava vertiginosamente verso il segno meno. Lo studio dell’ipotesi caldeggiata dalle opposizioni e cioè di adottare un piano di risanamento in 10 anni così come previsto dal cosiddetto “Decreto Salva Comuni”, pur tenuta in considerazione dalla giunta Bonanno, non avrebbe dato sufficienti garanzie di stabilità all’ente che pur adottando questa ipotesi non sarebbe comunque riuscito a coprire le spese ordinarie. La delibera di giunta adesso passerà alla commissione di riferimento e dopo i lavori di commissione sarà portata in consiglio e messo ai voti. 

martedì 25 dicembre 2012

Incriminato blogger anti-Putin


[Ognuno di noi è perfetto e puro, solo prigioniero di un corpo creato da Dio e molte volte svogliatamente... tanto per essere sempre consapevoli di cosa siamo, o di ciò che qualche egoista vuole che siamo. Renato De Vallier]  Il comitato investigativo ha contestato oggi formalmente le accuse di frode e riciclaggio di denaro al noto blogger anti Putin Akexiei Navalni, uno dei principali leader dell'opposizione, e a suo fratello Oleg. L'incriminazione è stata formulata durante il loro interrogatorio odierno.  Putin nega di aver creato in tutti questi anni un sistema politico “autoritario”, vantando la sua stabilità. Nella sua maxi conferenza stampa, rispondendo ad una domanda, il leader del Cremlino ha ricordato che nel 2008 rispettò la Costituzione, che prevede un limite di due mandati presidenziali consecutivi, anche se avrebbe potuto cambiarla. “Se uno ritiene che la democrazia e il rispetto delle legge siano cose diverse, si sbaglia profondamente perché democrazia non è anarchia”.

Evasione fiscale di Ryanair in Germania?


[A' papà, è vero che ciavemo più cannoni dell'americani? - Certo, loro so' bravi a fà er cinematografo, ma in fatto d'armi ci hanno ancora i pellirossa co' le frecce.  Da Una Giornata particolare] Sospetta evasione per Ryanair in Germania. Secondo l'Autorità tedesca per la sicurezza del volo, la low cost irlandese avrebbe dichiarato, “probabilmente per errore”, un peso inferiore per gli aerei del tipo Boeing 737-800, risparmiando circa 17 euro a partenza dagli aeroporti tedeschi, per una cifra complessiva che nella sola Germania potrebbe aggirarsi sui 370 mila euro. Dello stesso caso si sta occupando anche Eurocontrol visto che la vicenda potrebbe riguardare altri aeroporti europei, per una somma non corrisposta fino a 50 milioni di euro. Da Ryanair nessun commento sul caso specifico, anche se la compagnia ha detto di collaborare con le autorità interessate. Attualmente paga la tariffa corretta per gli aerei in questione.  

Fregata Libertad, ostaggio dei tango bond


[La vera arte è espressa da uno stato di disagio, qualunque esso sia. Renato De Vallier] Il Tribunale internazionale del diritto del mare, con sede ad Amburgo, ha chiesto il rilascio da parte del Ghana della fregata Libertad, la nave scuola della Marina argentina, bloccata dal 2 ottobre nel paese africano su richiesta di fondi di investimento Usa per la vicenda dei “tango bond”. Il blocco della Libertad - hanno precisato i giudici - lede il principio dell'immunità diplomatica riconosciuto dal diritto internazionale. Sul default Argentina si è già detto di tutto e di più. Lasciando da parte la nota causa persa da Buenos Aires, causa poi rivista con una vittoria in appello che rinvia tutto a fine febbraio 2013. Ma la cosa bella è che l’Argentina nega e dice che tutto va bene. Ed è stato secondo me notevole il pagamento del cedolone legato al titolo PIL Argentina, regalato ai risparmiatori col la ristrutturazione del debito, il cui rendimento è legato appunto all’andamento del PIL argentino e…alla buona volontà del governo Kirchner. Un cedolone “monstre” del 6%… Ma allora l’Argentina è uscita dalla crisi? Erano tutte false le news in merito alla crisi economica? Beh, se avevamo dubbi, leggendo stamattina il Clarin,  noto quotidiano argentino, i dubbi passano… Due morti e circa 400 arresti. Per cosa? Assalti a supermercati e negozi in varie città dell’Argentina. Si ruba di tutto: cibo, vestiti, ma anche TV al plasma. Tra la necessità, il teppismo e il furto vero e proprio. Insomma il caos assoluto. La città più colpita dovrebbe essere Rosario, la terza città del paese. In Argentina l’inflazione reale viaggia sul 30%, la disoccupazione è a livelli siderali, mancano soldi, hanno prosciugato tutto il prosciugabile a livello pubblico e che non è più possibile convertire i Peso in Dollari USA. Mentre il mondo crescerà quest’anno del 2,2%, l’America Latina supererà la media ed arriverà fino al +3,1%. Il risultato, che delude comunque rispetto al +4,3% che si era fatto registrare nel 2011, arriverà soprattutto grazie all’aumento del consumo interno di paesi come Argentina e Brasile. La segretaria esecutiva della Cepal dell’Onu, Alicia Barcena, ha spiegato che il calo nel prodotto è strettamente legato alla crisi finanziaria internazionale ed ha aggiunto che anche per il 2013 l’economia latinoamericana resterà strettamente legata all’andamento mondiale. Predominati dalle esportazioni agricole e delle materie prime, i mercati latinoamericani stanno sviluppando da 2 anni a questa parte un forte vocazione protezionista che, sebbene gli attiri contro le critiche di Europa, Stati Uniti e Cina, d’altro canto li rende sempre più isolati dal sistema globale ed immuni ai suoi scossoni. Ed è proprio nelle esportazioni e nel crollo della domanda dei clienti nei paesi centrali che la Cepal identifica uno dei sintomi più evidenti di questo 2012: l’export latinoamericano è infatti cresciuto del 1,6%, quando nel 2011 aveva raggiunto addirittura il 22,3%. Sul fronte positivo, invece, c’è la notizia della quasi immobilità del tasso di disoccupazione. Il paese che accumulerà la crescita più consistente sarà Panama, con un +10,5%, mentre la maglia nera andrà alla Jamaica, con un +0,2%.

Welcome Palazzolo


[L’uomo ha bisogno sessuali, la donna è la sessualità. K. Kraus] La Corte penale di Bangkok ha ordinato  l'estradizione di Vito Roberto Palazzolo, il finanziere italiano considerato il riciclatore di denaro sporco per la mafia e arrestato lo scorso 31 marzo in Thailandia mentre si preparava a lasciare il Paese. Lo ha riferito all'ANSA l'ambasciata italiana a Bangkok. Il verdetto giunge dopo nove mesi di battaglia diplomatica per il trasferimento in Italia del boss, che nei lunghi anni di latitanza ha acquisito anche la cittadinanza sudafricana. Non è ancora chiaro se i legali di Palazzolo intendano presentare ricorso contro la sentenza. Nel 2009 Palazzolo, 65 anni, è stato condannato per associazione mafiosa a nove anni con sentenza definitiva, per i suoi legami con Totò Riina e Bernardo Provenzano. Prima dell'arresto all'aeroporto di Bangkok, in Sudafrica aveva messo su un impero finanziario. Secondo fonti qualificate, l'uomo originario di Cinisi, nel Palermitano, avrebbe già fatto alcuni nomi ai magistrati Antonio Ingroia e Gaetano Paci che l'hanno interrogato in Thailandia e deposto di fronte alla “Criminal Court” di Bangkok per ottenere la sua estradizione. Il finanziere sarebbe così disposto a spiegare i meccanismi del riciclaggio internazionale. Per la sua vicenda, Palazzolo ha presentato ricorso alla Corte di giustizia europea e, nel dicembre 2010 ha avuto accolta l'istanza di revisione del processo da parte della corte d'appello di Caltanissetta. La tesi difensiva è che Palazzolo non poteva essere giudicato due volte per lo stesso reato, dopo l'assoluzione ottenuta nel 1992.

Peynet a Punta Raisi


[Amore: è la felicità di dare. Non dare alla dea, all'eletta, alla persona fuori dal comune, ma all'essere pieno di difetti, debole, incompleto, con cui viviamo. L'amore inizia nel momento in cui cessiamo di esigere. E. Borneman] Non nascondo di avere provato profonda tenerezza alla fine della lettura del documento congiunto della triplice sindacale con l’aggiunta di un sindacato virtuale. Non capisco perché quattro persone, presunti sindacalisti, debbano perdere la faccia così senza apparente motivo valido, forse perché hanno perso una scommessa? Il documento di cui parliamo e stato messo su internet sabato e in seguito distribuito in tutto l’aeroporto. Perché umiliarsi a tal punto?  “Questo nuovo Cda si avvarrà naturalmente della provata e irriducibile abnegazione del nostro Direttore Generale Carmelo Scelta, cui vengono confermate tutte le deleghe. Cogliamo l’occasione per tributare al Direttore Generale la nostra stima e la nostra solidarietà, infatti negli ultimi tempi è stata imbastita da parte di una minoranza interessata una sorta di campagna denigratoria tesa a delegittimare il suo operato o addirittura a screditarlo. Siamo fermamente convinti che l’unico torto del Direttore (che per noi è un’immensa qualità) è quello di non essersi piegato ai ricatti …  Ha disposto il pagamento in anticipo della tredicesima e dello stipendio ...”.  Nel prossimo documento non dimenticate di mettere grazie di esistere, Carmelo. Basta mi fermo perché ho gli occhi lucidi, tanta abnegazione merita profondo rispetto. 

Intesa referendum indipendenza Catalogna

[Se mai una donna dovesse farmi morire, mi farà morire dal ridere. J. Renard] Il partito CiU del presidente del governo regionale della catalogna, il nazionalista Artur Mas, e il partito indipendentista d'opposizione Erc sono arrivati a un accordo sulla convocazione di un referendum di autodeterminazione della Catalogna nel 2014. “Siamo arrivati a un accordo per convocare il referendum nel 2014”, ha dichiarato l'ufficio stampa dell'Erc. “C'è un accordo” per un referendum, ha confermato un portavoce della CiU. “Non c'è ancora una data precisa”, ha aggiunto. Spagna in festa  per l’estrazione della lotteria di Natale, nota come il “Gordo” (grasso), la più antica del mondo e che ha distribuito 2,5 miliardi di euro a decine di migliaia di vincitori. Soldi che fanno bene in un periodo di crisi che non ha risparmiato neanche la lotteria: sono stati venduti 180 milioni di biglietti (20 euro ciascuno), il 18 per cento in meno dello scorso anno. Per il Gordo sono stati incassati 3,6 miliardi, il 70 per cento destinato ai vincitori che sono alcune decine di migliaia (anche con premi da mille euro), sparsi in ogni angolo del Paese. L’estrazione - che si è svolta per la prima volta nel Teatro Reale - è durata 4 ore ed è stata interrotta due volte da manifestazioni di protesta: la prima dei lavoratori di Telemadrid, contro il ridimensionamento del numero di giornalisti e tecnici; la seconda dai medici, contro la privatizzazione di quattro ospedali decisa dalla Comunitad di Madrid. Il primo premio, 4 milioni, è andato al numero 76058, ma a dividersi il malloppo saranno almeno alcune decine di persone perché il montepremi è suddiviso. Il biglietto vincente è stata venduto a Alcala de Henaes, una cittadina alle porte di Madrid, dove vivono molti pendolari.

domenica 23 dicembre 2012

Dopo la Gh, Cigs anche in Gesap?

[Chi ha avuto, ha avuto, e chi ha rat, ha rat.  Chi ha avuto, ha avuto, e chi ha dato, ha dato.] Alla fine i sindacati, tutte le organizzazioni, anche quella che fino all’ultimo era contraria (la Cisal), hanno firmato la cassa integrazione. Circa 20 dipendenti della gh Palermo andranno in cassa integrazione volontaria, tra questi citerò il collega che, sicuramente, in questi mesi ci mancherà: Salvatore Pizzurro (nella foto).  Il mondo sindacale sostiene che l’accordo raggiunto è il migliore possibile, più di questo non si poteva fare …; sostengono tesi principalmente per auto compiacersi, come per dire  “avete visto come siamo stati bravi”. Il 20/12 l’azienda Gh si è impegnata  a collocare il personale in Cigs su base volontaria e potrà rientrare in servizio alla data stabilita secondo le esigenze individuali concordate con l’azienda alla data della sottoscrizione. L’azienda si impegna ad offrire un sostegno economico sotto forma di prestito agevolato a quei dipendenti che, collocati in Cigs, ne faranno richiesta a fronte di necessità familiari, in una misura massima pari al 10% della retribuzione netta mensile moltiplicata il numero dei mesi in Cigs, da restituire in rate mensili da quantificare individualmente a decorrere dalla data di rientro in servizio. Sempre lo stesso giorno l’azienda convoca le organizzazioni sindacali per 9/1/2013 per discutere l’organizzazione operativa e contratto integrativo aziendale.  Prima di raggiungere l’accordo con l’azienda i sindacalisti della triplice sembravano i rappresentati dell’azienda. Conteggiavano, sottraevano, moltiplicavano … e alla fine dicevano al loro iscritto ti conviene andare volontariamente in cassa integrazione. Come dire che culo che hai avuto caro collega; loro, i rappresentanti aziendali, sono rimasti volontariamente a lavorare. Solo Mimmo De Cosimo dell’Ugl ha aderito alla cassa integrazione. E quando nel 2013 Air France acquisterà Alitalia? La Gh chiederà altri sacrifici alla classe operaia, mentre i vertici non pagano mai. Se oggi si apre la cassa integrazione in Gh, domani sarà il turno della Gesap e tutti i sindacalisti dipendenti della Gesap, che hanno ottenuto oggi “il migliore accordo possibile”, che faranno?     

sabato 22 dicembre 2012

ENI QUANTO MI COSTI?


[Mostrarsi semplici e sorridenti è l'arte suprema del mondo. Sergej Esenin]  Eni ha firmato un accordo quadro con Anadarko Petroleum Corporation per lo sviluppo coordinato dei giacimenti di gas naturale nell'offshore del Mozambico. Le intese riguardano un programma di sviluppo delle attività offshore in comune tra l'Area 4, operata da Eni, e l'Area 1, operata da Anadarko. Le due compagnie si impegneranno poi nella progettazione e realizzazione congiunta di impianti onshore per la produzione di Lng nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del paese. Eni è la prima impresa italiana, tra le prime dieci compagnie petrolifere del mondo.  L'estate scorsa ha inventato lo scontone su benzina e gasolio: 20 centesimi in meno al litro ma solo per il weekend. L'Eni ha speso decine di milioni di euro per la pubblicità della campagna estiva di sconti, con quali risultati? Quanto ha pesato sui risultati dell'Eni l'amicizia fra Berlusconi e Putin? E qual è stato il ruolo di Antonio Fallico e Marcello Dell'Utri negli affari sugli idrocarburi? Il nostro paese consuma 78 miliardi di metri cubi di gas all'anno, 20 dei quali ci arrivano dalla Russia. E ci costano molto. Tra i principali imputati i contratti di lungo termine con la Russia, i cosiddetti take or pay. Il 10 ottobre scorso Paolo Scaroni ha comunicato al Senato che il take or pay, la clausola per cui prenoti il gas ma se non lo ritiri lo paghi lo stesso, costa all'Eni 1,5 miliardi di euro e ha proposto che parte di questa cifra gravi sui conti dello Stato.  Nello scorso aprile l'Eni ha ottenuto il raddoppio dell'estrazione in Val D'agri. Nello stesso periodo, il ministro Passera ha annunciato di voler fare dell'Italia l'hub europeo del gas. La Basilicata si troverà proprio nel mezzo dei gasdotti che vengono dall' Algeria e dalla Libia e dei tubi che porteranno gas dalla Turchia e dall'Azerbaigian. Fare l'hub è un affare per l'Italia? Un piano di investimenti da 8 miliardi di dollari per lo sviluppo di produzioni esistenti e nuove attività esplorative in Libia nei prossimi 10 anni. Lo ha presentato a Tripoli l'a.d. di Eni, Paolo Scaroni, nell'incontro con il primo ministro Ali Zidan e il ministro del Petrolio, Abdellari al Arusi, durante il quale si è discusso anche del memorandum of understanding per le attività sociali per circa 400 milioni di dollari che sarà finalizzato nelle prossime settimane.

Moretti Mauro + 31


[Ogni vita è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l’altro. Noi camminiamo attraverso noi stessi incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini. Ma sempre incontrando noi stessi. J. Joyce] Tutti a processo. È  quanto vorrebbe la Procura di Lucca, che sta notificandole richieste di rinvio a giudizio per 32 persone e 9 società indagate nell’inchiesta sulla strage di Viareggio, avvenuta il 29 giugno del 2009, che provocò 32 vittime. Tra le persone per le quali i magistrati chiedono il rinvio a giudizio c’è anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Fra le accuse, omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo. Per responsabilità amministrativa la richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche società del Gruppo Fs.

Nuovo cda della Sac in tribunale?


[Nun se fa niente pè ssenza niente.  Non si fa niente per niente.] C'é una seconda ordinanza cautelare, questa volta emessa dal giudice monocratico della prima sezione civile del Tribunale di Catania, Giuseppe Fichera, che sospende l'efficacia delle delibere adottate dall'assemblea ordinaria dei soci in occasione delle sedute del 2 e 7 ottobre scorsi della Società aeroporto di Catania. Il provvedimento è analogo a quello già emesso dal presidente della quarta sezione, Antonino Fichera, il 22 novembre scorso. Il cda dalla Sac, presieduto da Gaetano Mancini, che si era già insediato dopo la prima decisione del giudice, rimane in carica fino all'assemblea di rinnovo. I due ricorsi, che nel merito saranno trattati nel 2013, eccepiscono la legittimità della nomina del presidente dell'assemblea dei soci del settembre scorso, che era stato designato a maggioranza dai soci “sull’erroneo presupposto della decadenza degli organi sociali”.  Catania è entrata ufficialmente a far parte del network di Volotea. La compagnia ha infatti inaugurato, giovedì 20 dicembre, le proprie attività presso l'aeroporto etneo, con un nuovo volo alla volta di Venezia che, fino al 9 gennaio 2013, sarà giornaliero, con picchi di tre voli quotidiani nelle giornate di maggior traffico. E per festeggiare il decollo dei nuovi collegamenti, è stato organizzato il tradizionale “battesimo dell'acqua”, che prevede il passaggio dell'aeromobile sotto due archi d'acqua. Volotea applicherebbe la politica di Ryanair: quanto mi dai se vengo? Quanto costerà Volotea al contribuente?  Ma la Sicilia tutta risulta essere un tassello chiave nei piani di sviluppo del network Volotea: oltre a Catania, da cui si potrà decollare anche alla volta di Firenze (dal 28 marzo 2013), Genova (dal 30 marzo) e Ancona (primo decollo il 1° giugno), la compagnia aerea è operativa anche su Lampedusa, da cui è possibile prendere il volo alla volta di Venezia e da Palermo. E proprio il capoluogo siciliano, dal 28 marzo 2013 diventerà la nuova base europea della low-cost con rotte verso 13 destinazioni.

venerdì 21 dicembre 2012

Mai dire Maya a Punta Raisi


[Addò sta ò Papa, llà è Roma. Dove si trova il Papa, là è Roma] Oggi ci doveva essere la fine del mondo, ma per fortuna siamo presenti. Anzi tutto è rimasto come prima anche alla Gesap. Oggi il cda ha nominato il nuovo presidente, Giuseppe Modica; l’ad è stato riconfermato nella persona di Colombo e il vice presidente, sempre e comunque, Helg Roberto. Ma sulla nomina del vice presidente il consigliere Di Carlo nutre forti dubbi e fa notare ai membri che bisogna rispettare l'art 6 dello statuto della GESAP. Ma anche il codice civile all'art 2382  recita: “non può essere nominato amministratore, e se nominato decade dal suo ufficio, l'interdetto, l'inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi”.  Pur non essendo un luminare in dottrine giuridiche mi sembra che il Dr. Helg , qualora venisse accertato che avesse ruoli in prima persona nella ditta HELG appena fallita non potrà ricoprire l'incarico di consigliere di amministrazione nella GESAP. Immutati i poteri del cardinale Richelieu Scelta. Orlando che tanto ha voluto rinnovare il cda Gesap ha ottenuto il non  cambiamento, quindi, con il consiglio di amministrazione che entra così nel pieno delle funzioni dopo la ricapitalizzazione della società e l'ingresso dei rappresentanti dell'amministrazione di Leoluca Orlando. Se questo è il risultato tanto valeva lasciare Zummo e Mangano.

giovedì 20 dicembre 2012

25 gennaio sciopero piloti Cai


[Bisogna essere filosofo per poter compilare la dichiarazione dei debiti; per un matematico è troppo complicato. Albert Einstein] Sciopero di 4 ore di tutti i piloti del Gruppo Alitalia Cai il 25 gennaio 2013. Lo hanno proclamato i coordinamenti piloti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti al termine di un incontro nel corso del quale “Alitalia non ha fornito adeguate risposte alle criticità” della categoria. Lo stop si svolgerà dalle 12 alle 16.  “Sui velivoli Alitalia c'è amianto, abbiamo le prove”. Patrizia Bugnano, capogruppo dell'Idv in commissione di inchiesta sulle morti bianche, denuncia in un'intervista ad Affaritaliani.it: “La salute dei piloti ma anche quella dei passeggeri è a rischio. Abbiamo già presentato degli esposti alle autorità competenti, ma il governo fa finta di niente”. La compagnia replica alle accuse: “Sulla base della documentazione, delle verifiche e delle indagini ambientali effettuate da enti esterni qualificati possiamo dire che il rischio è totalmente assente sia per la salute dei passeggeri sia per quella dei lavoratori”. Storia diversa ma stesso finale drammatico per coloro che, quando l’allora a.d. di Intesa Sanpaolo,Corrado Passera, mise appunto il “piano Fenice” – per far risorgere Alitalia dalle sue ceneri –, stavano per raggiungere l’età pensionabile: ma la Fornero  “ci ha spostato la linea del traguardo di sette anni in avanti – sostiene Frati – E sperare che qualcuno assuma un ultracinquantenne (seppur altamente specializzato, ndr) è inverosimile”. Già perché poi, per ciò che ad esempio riguarda i piloti, “dopo alcuni mesi di inattività – spiega uno degli oltre 800 comandanti lasciati a casa – nonostante continuiamo a spendere più di mille euro all’anno per rinnovare il nostro brevetto con i simulatori, nessuna compagnia al mondo potrebbe assumerci, visto che non abbiamo più la cosiddetta currency, cioè l’attività costante. E riciclarsi a cinquantaquattro anni è impossibile”. Anche loro esodati, e costretti a coprire un “buco” contributivo più o meno grande. Intanto la nuova Alitalia Cai continua a perdere utili, allontanando di anno in anno l’annunciato pareggio di bilancio: nel primo semestre 2012 ha registrato una perdita netta di 201 milioni di euro. E la (quasi) automatica conseguenza non può non essere il taglio di altri posti di lavoro.  In quell’occasione, secondo quanto già lasciato intendere nei mesi scorsi dai vertici della stessa compagnia, potrebbe essere annunciata l’apertura di una nuova procedura di cassa integrazione per almeno mille lavoratori, di quasi tutti i settori.  

Corte Conti dichiara dissesto del Comune di Cefalù


[L’arte comincia dalla resistenza: dalla resistenza vinta. Non esiste capolavoro umano che non sia stato ottenuto faticosamente. A. Gide] Il Comune di Cefalù (Pa) è in dissesto finanziario. Lo ha deciso la Corte dei conti che ha accertato un “perdurante inadempimento”. La mancata adozione di “misure correttive per gli equilibri di bilancio”. A giudizio della Corte non sono sufficienti i provvedimenti finora adottati dal sindaco, Rosario Lapunzina, che ha ereditato dalle giunte precedenti una difficile situazione finanziaria: solo i debiti fuori bilancio ammontano a 12 milioni. Per colmare i buchi di bilancio Lapunzina ha promosso il recupero dei crediti, ha aumentato le aliquote dell'Imu e ha avviato la vendita di beni comunali. La manovra ha provocato la protesta degli albergatori, già debitori di quasi due milioni, che hanno proclamato la serrata e licenziato 70 dipendenti. Il sindaco ha annunciato ricorso contro la decisione della Corte dei conti che comporterà il blocco della spesa e l'applicazione di aliquote massime per servizi e tributi.

Facebook e il mistero della Cia.


[Un adulto è qualcuno che ha smesso di crescere verticalmente, ma non orizzontalmente. Anonimo] Nelle e-mail interne degli analisti di Stratfor non poteva non sbucare un fenomeno di massa come il social network Facebook. È  il Grande Fratello che sa tutto di noi. Amicizie, foto, contatti, dati sulla nostra localizzazione geografica. E opinioni, esternazioni, adesioni a campagne sociali e politiche. A rivelare tutto questo di noi, si sa, siamo noi stessi. È un sistema così facile e pulito di acquisire le informazioni per una qualsiasi agenzia di intelligence che se non ci fosse, andrebbe inventato. Che ci abbia pensato proprio la Cia? Gli amanti della teoria della cospirazione ne sono ossessionati. In ogni caso, in una e-mail tra due analisti fa capolino Facebook e uno di loro scrive: “Credo che Palantir sia coinvolta in cose anche meno chiare, inclusa quella di finanziare Facebook”. Palantir è un'azienda pressoché sconosciuta in Italia, ma è finita nelle cronache internazionali un anno fa, quando Anonymous hackerò i server dell'impresa americana “HBGary Federal”, che vende security a banche, agenzie del governo Usa e forze di polizia di vari governi in giro per il mondo: anche alla nostra polizia di Stato. Tra i documenti frutto di quell'incursione informatica venne fuori un piano per distruggere WikiLeaks in cui sbucava il nome di Palantir, impresa di Palo Alto, California, che ha inventato un sistema per raccogliere in potenti database informazioni su individui “sospetti”, un pò come avviene nel film “Nemico Pubblico”. Negli ultimi due anni, Anonymous ha colpito ripetutamente i siti di multinazionali e aziende che operano per il complesso militare industriale e finanziario. L'ultimo raid è proprio quello contro Stratfor: Anonymous ne avrebbe hackerato i server, prelevando milioni di comunicazioni interne dalle reti aziendali, mettendo in ginocchio per giorni il sito web. Fin da dicembre scorso i media internazionali aspettavano la pubblicazione improvvisa in rete di questi file da parte di Anonymous, che di norma spiattella tutto in rete, anche i dati delle carte di credito delle aziende e dei loro clienti.  Ma in qualche modo questa valanga di documenti è arrivata all'organizzazione di Assange, che oggi inizia a rilasciare i file in varie ondate successive e con un team di media internazionali.

mercoledì 19 dicembre 2012

Alla Gesap un consigliere di troppo?

[L’unico modo di rinforzare il proprio intelletto sta nel non avere opinioni decise sul nulla; lasciare che la propria mente sia  una strada di passaggio per tutti i pensieri. Keats ] Il 21/12 ci sarà la fine del mondo, a Palermo ci sarà, più modestamente, il cda della Gesap. Se le cose andranno secondo logica e buon senso per alcuni dipendenti e presunti sindacalisti sarà peggio della fine del mondo.  Nel corso del cda Gesap sarebbe il caso sostituire il consigliere Roberto Helg, il codice civile vieterebbe di ricoprire cariche pubbliche ai soggetti che hanno procedure fallimentari in corso. Ma si sà alla Gesap la trasgressione è all’ordine del giorno e il codice civile va interpretato.

150 banche sotto vigilanza Bce

[L'uomo sereno procura serenità a sé e agli altri. Epicuro] Saranno circa 150 gli istituti bancari che finiranno sotto la vigilanza della Banca Centrale Europea. Lo ha detto a Francoforte il vice-presidente dell'Eurotower, Vitor Constancio, secondo quanto scrive Bloomberg, aggiungendo che la Bce come supervisore unico assicurerà un sistema bancario più solido. Slitta al 2013 l'accordo Ue sull'applicazione delle norme di Basilea III, che non potranno quindi entrare in vigore come auspicato il primo gennaio. La presidenza cipriota dell'Ue non ha infatti potuto organizzare la riunione tra Consiglio, Parlamento e Commissione Ue inizialmente prevista, per “l'impossibilità di programmarla”.  “La Spagna rischia stress sui conti pubblici nel breve periodo e nel 2013 resta critica la situazione del suo debito e della competitività. E l'applicazione del piano di risanamento prenderà molto tempo prima di ridurre i rischi per i conti”: è quanto afferma la Commissione Ue nel suo rapporto sulla sostenibilità dei conti. Il tasso dei crediti di dubbia esigibilità delle banche spagnole, indice della loro vulnerabilità, a ottobre ha raggiunto il nuovo record dell'11,23% dei prestiti totali dal 10,71% di settembre, secondo i dati della Banca di Spagna. Il tasso di morosità sui mutui è salito al 3,49% nel terzo trimestre dal 3,16% del secondo trimestre, mentre i default delle aziende si sono attestati al 16,56% dei prestiti complessivi nello steso periodo. Il giudice di Milano Oscar Magi ha condannato a una pena pecuniaria quattro banche - Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank - per la presunta truffa sui derivati stipulati dal comune di Milano nel 2005. Si conclude così uno dei primi processi a livello internazionale con al centro i derivati. Magi nel processo sui derivati ha stabilito anche la confisca di circa 88 milioni di euro alle quattro banche condannate per la truffa. Il giudice, oltre a dichiarare responsabili per la legge 231 del 2001 quattro banche, ha condannato nove persone fisiche, tra manager ed ex degli istituti di credito a pene comprese tra i sei mesi e gli otto mesi e 15 giorni. Tutte le condanne per i nove imputati sono con sospensione della pena, con il riconoscimento delle attenuanti generiche e con l'incapacità di contrattare per un anno con la pubblica amministrazione. “Deutsche Bank rimane convinta di avere agito correttamente, come pure i suoi dipendenti. La banca intende, quindi, ricorrere in appello confidando in una risoluzione positiva del processo”. È quanto fa sapere l'istituto di credito in una nota diffusa dopo la lettura del dispositivo della IV sezione Penale.  Lo scandalo libor potrebbe arrivare a costare fino a 3 miliardi di dollari a Fannie Mae e Freddie Mac, i due colossi Usa del credito ipotecario nazionalizzati durante la crisi. Lo riporta il Wall Street Journal citando un rapporto interno alle due società, nel quale non si esclude la possibilità che Fannie e Freddie potrebbero avviare azioni legali nei confronti delle banche coinvolte nel determinare il libor.

Assange pensa a candidatura in Australia

[Innanzitutto dì a te stesso chi vuoi essere; poi fa ogni cosa di conseguenza. Epitetto] Un futuro in Parlamento per il fondatore di Wikileaks Julian Assange? Stando ai media australiani, il responsabile della maggiore fuga di documenti riservati della storia ha deciso di fondare un “partito Wikileaks” con cui candidarsi per il Senato nel suo Paese d'origine nel 2013. I piani “sono significativamente avanzati”, ha ammesso lo stesso Assange a The Age. Vi starebbe lavorando suo padre. Secondo sondaggi condotti in Australia, Assange avrebbe buone chance di essere eletto. Il fondatore di Wikileaks Julian Assange farà un “discorso di Natale” dal balcone dell'ambasciata ecuadoriana di Londra, dove è rifugiato dal 19 giugno scorso nel tentativo di evitare l'estradizione in Svezia, Paese in cui è ricercato per reati sessuali. Per l'occasione è stato aperto un gruppo Facebook dedicato all'evento e intitolato “Julian Assange - Christmas Speech 2012” e circa 500 fan dell'attivista sono attesi fuori dall'ambasciata. Una Fondazione per la libertà della stampa, che raccoglie donazioni per finanziare il giornalismo più aggressivo del mondo: quello di WikiLeaks. Mentre Julian Assange rimane rintanato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, che gli ha concesso asilo politico, e ha annunciato che tornerà a riaffacciarsi dalla sede diplomatica per parlare al pubblico giovedì 20 dicembre, data che segna i sei mesi del suo “internamento”, la sua organizzazione incassa un importante risultato contro una delle minacce più gravi che ne mettono a rischio l'esistenza: lo strangolamento finanziario messo in atto dalle carte di credito Visa e Mastercard e da PayPal, Western Union e Bank of America, che due anni fa, subito dopo che WikiLeaks ha iniziato a pubblicare i cablo della diplomazia Usa, hanno completamente bloccato la possibilità di donare soldi al gruppo.

martedì 18 dicembre 2012

Msf pronti a intervenire in Grecia


[La felicità non consiste nell'acquistare e godere, ma nel non desiderare nulla, perché consiste nell'essere liberi. Epitteto]  Forte recessione, disoccupazione al 26%, seicentomila persone che non hanno accesso alle cure sanitarie. I numeri e le notizie che arrivano ogni giorno da Atene parlano chiaro: la spirale debiti-tagli-aiuti ha fatto della Grecia un territorio che, più che di Bruxelles, sta diventando sempre più di competenza delle grandi organizzazioni umanitarie internazionali. Quelle, cioè, che sono tradizionalmente attive nel cosiddetto “sud” del mondo, mentre nel “nord” operano prevalentemente a sostegno dei migranti o con campagne di sensibilizzazione e raccolta di fondi per poter operare. È  il caso di Medici Senza Frontiere (Msf),  la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971 che per missione “fornisce soccorso umanitario in più di 60 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi naturali”, come ricorda il sito italiano dell’associazione che sottolinea che “in tutti i paesi in cui Msf è operativa, sono in corso una o più crisi: guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o calamità naturali”. È stata ultimata la costruzione del primo tratto della barriera di fossati e di filo spinato lungo 10,3 km e del costo di oltre tre milioni di euro che farà parte di una vera e propria muraglia anti-immigranti eretta da Atene sul confine greco-turco lungo il fiume Evros, nel Nord del Paese. Lo riferisce il quotidiano online Kathimerini. La costruzione della barriera e la presenza sul posto di 2.000 agenti di polizia hanno già contribuito alla riduzione dell'ingresso di clandestini. Ancora disagi in vista per i greci. L'Ordine nazionale dei Farmacisti ha dato il via ad una nuova tornata di mobilitazioni da oggi con uno sciopero di 48 ore e la sospensione della fornitura a credito dei medicinali agli assistiti dell'Ente nazionale per la Prestazione dei Servizi Sanitari (Eopyy) se lo Stato non salderà i debiti con le farmacie. Intanto per le strade di Atene hanno fatto la loro comparsa i primi cumuli di immondizia per effetto dell'astensione dal lavoro dei netturbini. Categorie che riguardano anche la Grecia, specialmente ora che il terzo memorandum siglato con i creditori internazionali rappresentati dalla Troika ha stabilito il taglio di risorse miliardarie nel comparto sanitario (meno 40%). Ma questo è solo l’ultimo dei mali di Atene. Prima dei creditori “istituzionali” sono arrivati i privati come le multinazionali del farmaco che hanno interrotto l’invio degli antitumorali al Paese. E ancora, sempre sul fronte sanitario, c’è il caso delle cento e più farmacie chiuse perché pignorate e dei farmaci per il malati di hiv che nella regione dell’Attica sono ormai introvabili.  Una situazione arrivata a un punto tale che, accanto ai soccorsi ai migranti e ai rifugiati che entrano in Europa attraverso i confini greci, Medici Senza Frontiere sta ora “valutando altri interventi che rispondano a esigenze mediche ancora insoddisfatte all’interno dei gruppi vulnerabili di Atene”, come spiega Apostolos Veizis, il Responsabile Medico dell’Unità Operativa di Msf di supporto nella capitale ellenica. “Forte recessione economica, disoccupazione che ha raggiunto il 26%, seicentomila persone che non hanno accesso alle cure sanitarie”. Apostolos li conosce a memoria i numeri che hanno indotto l’organizzazione a intervenire, dopo aver risposto alla situazione di emergenza di persone senza fissa dimora con un intervento di emergenza in febbraio e aver avviato progetti di sostegno ai “migranti e rifugiati in vari punti di arrivo” con un progetto a sostegno delle autorità sanitarie greche che era stato lanciato nel marzo 2012 nel sud Peloponneso in risposta alla ripresa della malaria in Grecia, dopo quasi 40 anni in cui non se ne sentiva più parlare. 

HELG CHIUDE


[Il susino è in fiore, l’usignolo canta, e io sono solo! Haiku] La Helg spa, ha operato dal 1974 come distributore all’ingrosso dei più prestigiosi marchi europei. La sede centrale si trova all’interno dell’area industriale di Carini, comune di Palermo, a due passi dall’aeroporto di Punta Raisi in una posizione strategica per quanto riguarda i collegamenti viari. Su circa 4000 mq. complessivi, 800 erano dedicati allo spazio espositivo con una divisione specificatamente rivolta alla ristorazione ed al settore alberghiero. Il problema, secondo quanto riferito dalla Confcommercio, è un credito di milioni di euro che l’azienda vanta ma che non è stato mai esitato. Negli ultimi mesi la società aveva fornito varie aziende all’estero e in Sicilia, soprattutto del Nord Africa. Nel corso del 2012, i paesi del continente africano,  sono stati colpiti da disordini interni che hanno messo in ginocchio le aziende locali facendo si che tutto il materiale fornito dalla Helg non venisse mai pagato. Milioni e milioni di euro di debiti si sono così accumulati gettando l’azienda in una profonda crisi e al crollo drastico delle vendite. Helg Spa, fa sapere la Confcommercio, ha consegnato presso il tribunale i libri contabili e ha già avviato le procedure di fallimento. I dipendenti, circa 12 lavoratori, sono attualmente coperti dagli ammortizzatori sociali. Il fallimento è stato dichiarato lo scorso 22 novembre.

Lot riduce il personale


[Vedi, io vivo. Di che? Né infanzia né futuro vengono meno … Innumerevoli esistenze mi si sprigiona nel cuore. Rainer Maria Rilke] Lot Polish Airlines si allinea con vari altri vettori europei (Sas, Iberia, British Airways, Austrian Airlines, Alitalia …), e si prepara a ridurre il numero dei propri lavoratori nel tentativo di migliorare la redditività a breve e lungo termine: 600 dipendenti, che rappresentano oltre il 25% della forza-lavoro della compagnia perderanno il proprio impiego nei mesi a venire. Il programma di riduzione inizierà con delle ridondanze volontarie, alle quali seguiranno licenziamenti di gruppo: su una forza-lavoro stimata di 2300 persone, 340 membri del personale di terra, 105 piloti, 122 assistenti di volo e 33 addetti degli uffici all'estero perderanno il proprio impiego, secondo il quotidiano locale “Rzeczpospolita”. Lot ridurrà anche i voli operati con gli aerei Embraer 170 e Boeing 737, che la linea aerea ha in affitto. Il piano di ristrutturazione dovrebbe permettere alla compagnia di risparmiare circa 300 milioni di zloty (73,5 milioni di Euro) all'anno.  Il più importante vettore polacco sta affrontando una severa crisi finanziaria, ed è in attesa dell'approvazione della Commissione europea per un aiuto di Stato dal governo polacco, che dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo di zloty (circa 244 milioni di Euro): a causa della cattiva gestione della linea aerea l'amministratore delegato Marcin Pirog è stato licenziato nei giorni scorsi, in seguito al “Consiglio” del ministro del Tesoro Mikolaj BudzanowskiPolskie Linie Lotnicze Lot SA, meglio conosciuta come Lot Polish Airlines, è la principale compagnia aerea polacca. Attualmente vola su 92 destinazioni nel mondo grazie ad una flotta di 35 aerei. Varsavia controlla Lot al 93%, sia direttamente che indirettamente (il 25% è nelle mani di Regionalny Fundusz Gospodarczy SA, controllata al 100% dal ministero del Tesoro): le azioni rimanenti sono in possesso dei dipendenti del vettore.

Air Berlin sempre più araba


[Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l’ho scordato. Walt Whitman] Martedì 18 dicembre 2012 la compagnia tedesca airberlin ha annunciato che il proprio programma frequent flyer “Topbonus” verrà d'ora in avanti gestito come una sussidiaria del Gruppo, e che contestualmente Etihad Airways, che possiede già il 29,21% del vettore aereo tedesco, ha acquistato il 70% della nuova topbonus Limited, mentre il 30% rimarrà nelle mani della compagnia berlinese. La sede legale della nuova azienda sarà nel Regno Unito, ma verrà comunque gestita dagli uffici di Berlino. Il valore totale della transazione è di 200 milioni di Euro, finanziati da un’iniezione di capitale di 50 milioni di Euro e da finanziamenti per 150 milioni di Euro forniti da Hsbc International and Commerzbank. Di questa somma, 184 milioni di Euro saranno incassati direttamente da airberlin, e saranno inclusi nel bilancio annuale della compagnia.  Attualmente topbonus ha oltre tre milioni di iscritti, con una crescita del 14% negli ultimi due anni, e più di 120 partner: airberlin ed Etihad stanno pianificando forme di partnership con Etihad Guests, il programma frequent flyer della compagnia di Abu Dhabi, che ha 1,8 milioni di partecipanti e 173 partner. 

lunedì 17 dicembre 2012

Buon natale a tutti, Maya permettendo


[I Precog ricevono oltre otto milioni di lettere al giorno, molte più di quante ne riceve Babbo Natale. Da Minority Report] Lo scalo di Palermo è sempre più triste, pochi i passeggeri che partono e che arrivano, i negozi chiudono, colpa indubbiamente della crisi, ma senza dubbio ha avuto un ruolo fondamentale l’incapacità di chi è stato chiamato ad amministrare. Nessun decoro natalizio sarebbe stato programmato quest’anno e dire che in aeroporto questo mese tra stipendio e tredicesima qualcuno prenderà più di 40 mila euro. Buon natale a Luigi Storaci che ha deciso di abbandonare la Cgil. Forse si è stancato della retorica, della presunzione e della dietrologia che contraddistingue il mondo sindacale? Di certo Storaci, alla fine del prossimo anno, avrà risparmiato circa 150 euro che nei momenti di crisi che stiamo vivendo  fanno comodo.  Buone feste anche a chi resta iscritto a un sindacato per abitudine e non per stima. Ma un sentito, dal profondo del cuore, buon natale al dg della Gesap, Scelta dr. Carmelo (soprannominato Richelieu), che con la sua politica del “tanto peggio tanto meglio” ha decretato il successo di questo blog.   Buone natale anche ad Ap che non riesce, in più di 24 mesi, a prendere nuove compagnie aeree a Palermo.  Buon Natale anche a Natale Chieppa, amministratore unico della Gh Palermo, controllata dalla Gesap con i debiti, pari a circa un milione e mezzo di euro, accumulati da Gh. Per risanare una azienda che controlla l’80% del mercato di Punta Raisi si punta alla cassa integrazione e non  alla riduzione degli sprechi. Si perché il nostro natale non è per tutti uguale, l’amministratore unico della Gh è anche responsabile terminal della Gesap.  Ma qui si insinuano i primi dubbi. “I parametri per questa cassa integrazione – dicono fonti vicine all'azienda – non ci sono perché è vero che Gh ha i conti in rosso, ma è altrettanto vero che Gesap  piuttosto che utilizzare la società in house ha esternalizzato una serie di servizi pagando un sacco di soldi e facendo così crescere il debito”. Ed, in effetti, come ha scritto qualche giorno Linksicilia, pare che gli stipendi dei dipendenti di Gh Palermo non vengano ‘confezionati’ in Sicilia, cioè a Palermo, ma a Napoli e che questo lavoro venga pagato qualcosa come 300 mila euro all’anno. Ma non è tutto. Dal 2008, infatti, Gh pagherebbe anche lo stipendio di Gennaro Carcassa (200 mila 632 euro, più i contributi), in servizio a Palermo fino a quella data e poi trasferito a Napoli come super visore di tutti gli scali del Sud Italia per conto della Gh Italia.

Dopo 30 anni addio agli Md80


[Melius abundare quam deficere. Meglio abbondare che scarseggiare] ] Ultimo volo nei cieli italiani dell'Md80 di Alitalia: dopo 28 anni l'aereo con cui la compagnia ha trasportato in Italia e in Europa quasi 40 milioni di persone esce dalla flotta. Per salutarlo Alitalia ha organizzato oggi un volo celebrativo, l'AZ8080, che è arrivato fino all'altezza dei cieli di Trieste e lì è stato accompagnato dalle Frecce Tricolori della Pattuglia acrobatica nazionale. I primi due MD80 vennero ufficialmente presentati ad Alitalia l'11 dicembre del 1983 presso gli stabilimenti McDonnell-Douglas di Long Beach, alla presenza dell'allora presidente dell'IRI Romano Prodi. Il primo volo ufficiale fu un Roma Fiumicino-Palermo Punta Raisi del 16 gennaio 1984. Il primo volo su una tratta internazionale fu un Roma Fiumicino-Parigi del 1.mo giugno 1984. Con i suoi 92 esemplari in flotta, Alitalia è stata il terzo operatore al mondo e il primo in Europa per numero di questi aerei in flotta. Il piano di rinnovamento della flotta, avviato nel 2009, prevede la riconfigurazione di 89 aerei e 55 nuovi ingressi, di cui 21 quest'anno. Oggi la flotta operativa della compagnia conta 140 aerei con un'età media di 6,5 anni, contro i 9,3 di gennaio 2009, ed è composta da 4 famiglie di aeromobili (Embraer, Airbus A320 Family, Airbus A330 e Boeing 777) contro le sette del 2009. “In commissione infortuni svolgeremo un'indagine e intendiamo programmare una serie di audizioni. Finora Enac non è pervenuta, nel senso che non ci ha dato nessun chiarimento. Noi vorremmo sapere da loro se hanno effettivamente controllato e se c'è stato un reale percorso di bonifica degli aerei. Non vogliamo accusare questa o quella compagnia, non abbiamo nulla contro Alitalia. Quello che ci sta a cuore è semplicemente la salute dei passeggeri”. Secondo Bugnano, infatti, “se effettivamente l'amianto è presente sui velivoli questo comporta un rischio ovviamente per i piloti ma anche per i passeggeri”.

Decolla la cigs in Alitalia


[L'umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi. Thomas Stearns Eliot] Alitalia e sindacati hanno firmato un accordo il cui scopo principale è quello di “di ricercare strumenti alternativi agli esuberi previsti dal piano aziendale”. È  quanto annunciano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti in una nota precisando inoltre che “si apre una nuova fase di relazioni ed auspicabilmente di confronto propositivo”. Vengono così evitati 690 esuberi alla compagnia di bandiera. La battaglia col treno sulla Roma-Milano “non è persa ma diventa sempre più difficile”. Lo ha detto l'a.d. di Alitalia Andrea Ragnetti, spiegando che “con l'incremento della velocità del treno sotto le 2 ore e mezzo la concorrenza diventa quasi insostenibile. Ancora siamo in grado di gestirla, ma fra 4-5 anni la situazione sarà molto peggiore”. 

STIPENDI RUBATI/2


[Io non le chiedo di perdere la testa per me, ma semplicemente di trovarla. Mino Maccari] Il secondo posto se l’è aggiudicato invece Sergio Marchionne (nella foto, numero uno del gruppo Fiat, con 22,97 milioni di euro di retribuzione annuale 2010. Stavolta, a pesare non sono bonus o buonuscita, ma il salario fisso, più che generoso: 3,473 milioni di euro, oltre 98 volte lo stipendio annuale medio di uno degli oltre 135mila dipendenti del gruppo torinese. Incassato senza battere ciglio, mentre a Mirafiori si susseguivano i periodi di cassa integrazione: 420 operai della costruzione stampi e 900 delle presse tra marzo e aprile, 2.500 addetti delle linee di Idea, Musa e Punto tra maggio e giugno, di nuovo 800 delle presse a ottobre, e così via. La top ten torna poi a parlare italiano qualche passo più in giù, al 5° posto, dove siede il bresciano Vittorio Colao, Ceo della britannica Vodafone, con un compenso da 18,126 milioni di euro. All’ottavo posto, invece, un altro banchiere, stavolta spagnolo: Alfredo Saenz Abad, del Banco Santander, che nell’esercizio 2010 ha intascato 12,61 milioni di euro, con un salario fisso che batte tutti gli altri con oltre 3,7 milioni. Cifra considerevole, che lo avrà certo aiutato a consolarsi per i guai con la giustizia che lo hanno travolto a inizio 2011: accusato di aver consentito la presentazione di una denuncia fasulla contro dei clienti, ai tempi in cui era il numero uno di Banesto, è stato condannato dal tribunale supremo di Madrid a tre mesi con la condizionale, più un’ammenda e l’interdizione dalla professione. Pena successivamente ‘indultata’ e convertita in sanzione pecuniaria dal governo Zapatero, tra l’indignazione generale di stampa e opinione pubblica iberica. Ma come arrivano i top manager a mettere insieme compensi tanto elevati anche in periodo di crisi? Tutta colpa, spiegano gli esperti di Ecgs, dalla mancanza di controllo degli azionisti sui criteri con cui vengono calcolate le retribuzioni. Nella maggior parte dei Paesi europei, infatti, le aziende quotate non sono obbligate a farli ratificare dall’assemblea generale, ma sono solo tenuti a renderli pubblici nel proprio rapporto annuale. Se così non fosse, la situazione sarebbe forse diversa: quando è stato permesso loro di votare, infatti, gli azionisti si sono generalmente espressi contro i sistemi di calcolo dei compensi proposti dai cda, soprattutto quando si trattava di buone uscite per consiglieri a fine mandato e piani di attribuzione gratuita di azioni ai primi dirigenti. [fine]

domenica 16 dicembre 2012

Il costo del low cost


[In gioventù si impara; con l'età si comprende. Marie Ebner-Eschenbach]  La Competition Commission, autorità antitrust del regno Unito, ha ricevuto l'autorizzazione ad investigare sulla quota del 29,4% che Ryanair possiede in Aer Lingus, per verificare se il possesso di parte del pacchetto azionario gli permetta di esercitare un'indebita influenza sul vettore aereo del trifoglio.  Aer Lingus ha accolto positivamente la decisione, definita “Un traguardo fondamentale nel percorso verso l'obbligo per Ryanair di disinvestire le azioni”, ma la linea aerea di Michael O'Leary ha comunicato di essere pronta a richiedere un altro appello alla corte suprema, dal momento che la compagnia teme che l'investigazione possa interferire con l'inchiesta della Commissione europea sul terzo tentativo di acquisizione del concorrente irlandese: l'investigazione nel Regno Unito, rivendica Ryanair, va contro il principio di “Sincera cooperazione” tra l'Unione europea e gli Stati membri. Ad ogni modo, la Competition Commission non comunicherà le proprie conclusioni prima del marzo 2013, ed a quel punto la Commissione europea avrà probabilmente già deliberato sull'argomento: questo fatto potrebbe dare poche speranze di accoglimento alla richiesta di Ryanair. Bruxelles sta valutando il terzo tentativo di acquisizione di Aer Lingus da parte di Ryanair, dopo quelli del 2007 e del 2009, che verrebbe concluso sulla base di un accordo da 694 milioni di Euro. Il punto in questione riguarda la concorrenza sulle rotte da e per Dublino, molte delle quali sono operate solamente da Ryanair e da Aer Lingus: se il vettore low-cost prendesse il controllo della linea aerea del trifoglio, si troverebbe quindi ad operare in regime di monopolio.  Recentemente un aereo della Ryanair, decollato da Manchester il 23 settembre scorso e diretto a Memmingen (Germania), ha rischiato di precipitare a pochi km dalla pista di atterraggio. Secondo lo Spiegel online sul velivolo, un Boeing 737, c'erano 141 passeggeri. A circa 7 km di distanza dall'aeroporto di Memmingen, a 140 metri di altezza, i piloti si sono accorti che la velocità era troppo elevata. È  subito scattato l'allarme “Terrain, Terrain. Pull up” e il velivolo ha ripreso quota. “Il volo Ryanair FR3214 (Manchester - Memmingen) dello scorso 23 settembre era nella fase finale di avvicinamento alla pista di Memmingen quando ha incontrato inaspettatamente dei forti venti. I piloti hanno deciso di iniziare la procedura di go-around secondo la policy operativa di Ryanair. Dopo aver già iniziato la procedura, il sistema di allarme dell'aeromobile ha suonato e l'equipaggio ha completato il go-around, atterrando normalmente poco dopo. Questo evento è stato riferito alla IAA il 24 settembre, ed è oggetto di investigazioni in corso”. Ad affermarlo Stephen McNamara, direttore comunicazione Ryanair, per chiarire l'episodio riportato nei giorni scorsi dallo Spiegel online che riferiva delle difficoltà in fase di atterraggio di un aereo della Ryanair, decollato a Manchester il 23 settembre scorso e diretto a Memmimgen.