martedì 31 luglio 2012

AAA … CERCASI PRIVATI DISPOSTI A COMPARE GESAP


[Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese: “Ma tu credi in Dio?”, lui rispose: “Bé, credere è una parola grossa. Diciamo che lo stimo”. Walter Fontana]  Mentre sullo sfondo resta la querelle con l'Enac che, secondo Palazzo delle Aquile, spingerebbe sull'immediata ricapitalizzazione senza attendere l'approvazione dei bilanci degli enti locali coinvolti e mentre, nel frattempo, non è stata ancora applicato l'adeguamento delle tariffe che porterebbe nelle casse dell'azienda 12 milioni di euro in più all'anno, che permetterebbero di rimettere in piedi una società che gestirà 160 milioni di investimenti e che fa quindi sempre più gola. A settembre quando i soci della Gesap si renderanno conto che i soldi per ricapitalizzare (circa 30 milioni di euro) l’ente gestore dell’aeroporto di Punta Raisi non ci sono, per la verità lo sanno anche ora, ma preferiscono non parlare, bisognerà vender ai privati. Anche perché è risaputo che la gestione Cammarata ha gestito malissimo, lasciando a Orlando situazioni esplosive difficilmente risolvibili. L’Amat, la Gesip, l’Amia … i conti stessi del comune di Palermo. E in più dovrebbe ricapitalizzare la Gesap. Orlando, non mettiamo in dubbio che sia bravo, ma i miracoli ancora non gli riescono. Chi potrebbe comprare le quote del comune e della provincia? Autogrill chiude il primo semestre con un utile di 11,9 milioni di euro rispetto ai 39 milioni dello stesso periodo 2011, che includevano 11,1 milioni di proventi non ricorrenti netti. I ricavi sono in leggero rialzo (+0,4%) a 2.763,9 milioni mentre il margine operativo lordo si è attestato a 217,5 milioni (-16,8%). Autogrill conferma i target 2012: per l'anno prevede ricavi consolidati superiori a 6,1 miliardi di euro e un mol di oltre 600 milioni di euro.  Aviapartner quella belga, non quella di Palermo succursale di quella di Bruxelles, che si fa bloccare gli interpista perché carenti di documentazione. Gli scozzesi di   Menzies, già presenti a Napoli e che in Europa hanno un contratto in esclusiva con Easyjet.  L’imprenditore Eduardo Eurnekian, un big degli scali aeroportuali in Sud America che attraverso il gruppo Miro Radici Finance detiene il 48,6 per cento di “Infrastrutture Sicilia”, che a sua volta controlla il 38% dell’Airgest. Eurnekian è balzato agli onori delle cronache perché era socio di Volare, la compagnia aerea low cost che fece bancarotta nel 2005. La notizia è secca: l'aeroporto di Comiso interessa ad una holding argentina. Perché questa holding argentina, che fa capo all'imprenditore Eduardo Eurnekian di origine armena e che in Italia è sostenuta dal fondo Gamberale, vuole acquisire il nuovo scalo di Comiso? Perché, oltre a occuparsi di costruzioni, tra cui il traforo delle Ande, gestisce 33 aeroporti in Argentina e complessivamente 49 nel mondo, compreso quello della capitale armena Yerevan. Ha anche una piccola partecipazione nell'aeroporto di Trapani e ha fatto un'offerta per rilevare l'aeroporto di Genova sottoutilizzato. Il gruppo argentino ha sondato anche altri scali come quelli di Crotone e di Reggio Calabria e adesso anche Palermo Punta Raisi.  Lo scopo sarebbe quello di creare in Italia una «massa critica» nella convinzione che il sistema aeroportuale italiano, e soprattutto siciliano, al centro del Mediterraneo e a metà tra l'Europa e l'Africa, possa essere il business del futuro. Non a caso i rappresentanti di questa holding hanno fatto intendere di voler acquisire tutto il sistema aeroportuale siciliano compresi Fontanarossa, Punta Raisi e Trapani. Un'operazione molto complicata, perché bisognerebbe discutere con le società di gestione, con i Comuni, con le Camere di commercio e con l'Enac. Per intanto questa «Corporation America sudamericana» ha in programma di partire da Comiso per poi estendersi negli altri scali dopo aver dimostrato di saperci fare.

AviaPartner licenzia 24 dipendenti a Caselle


[Pianificate il vostro lavoro, e lavorate secondo i vostri piani. Henry Fayol]  Lonero chiede spiegazioni con un’interrogazione. E’ di questa mattina la notizia che l’Aviapartner, una delle due società che gestisce il settore bagagli all’aeroporto di Caselle, licenzierà 24 dipendenti. La motivazione di tale decisione deriva da una riduzione del fatturato della multinazionale nel primo semestre di quest’anno. “I licenziamenti sono l’ennesimo sintomo della scarsa volontà – sottolinea Lonero nell’interrogazione - anzi meglio ancora di inerzia della Sagat nei confronti dello scalo torinese. La lista si sta allungando sempre di più, ancora ultimamente c’è stato il problema dei negozi che chiudono. Tutto fa presagire che la società aeroportuale, nonostante da più parti e comunque dopo tutti gli incontri, non ci tenga allo sviluppo dell’aeroporto. Si continua – prosegue il Capogruppo – a non attuare politiche di marketing e soprattutto, non si favorisce l’ingresso di nuove compagnie low cost. La scelta di Aviapartner denota ancora una volta la necessità – conclude il consigliere - che Sagat prenda urgentemente provvedimenti, per non ritrovarsi a breve con qualche altra società in crisi!”   È   Aviapartner la società scelta da Air France-Klm per gestire i 69 voli settimanali, che collegano l’aeroporto di Linate con Parigi Charles De Gaulle e Amsterdam Schipol. Aviapartner curerà i servizi di handling sui 6 voli giornalieri di Air France (5 il sabato) e sui 4 di Klm, gestendo la flotta di Airbus A318, A319, A320, A321 e Boeing 737 delle due compagnie di bandiera. A Punta Raisi si aspetta ottobre per riprendere la Cigs, visto che non si riesce ad acquisire nuovi contratti con vettori di linea. Il fronte sud orientale di Catania,a ottobre, verrà chiuso perché, anche a Fontanarossa, non si è riusciti ad acquisire nessun contratto con vettori di linea.  

Mamma blogger s'immola e muore in Vietnam

[Saigon. Cazzo. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla. Cap. Willard] 
La madre di una celebre blogger vietnamita, che dovrà essere processata la prossima settimana per “propaganda contro lo Stato”, è morta dopo essersi data fuoco. La figlia, Ta Phong Tan, 43 anni, dovrà comparire in tribunale il 7 agosto insieme ad altri due blogger. Tutti e tre sono accusati di “aver distorto la veritè, denigrato il partito e lo Stato” dopo la pubblicazione di centinaia di articoli politici sul sito del “Club dei giornalisti liberi” del Vietnam, fondato nel 2007.

Spending review anche in Israele


[Ho osservato una lumaca strisciare lungo il filo di un rasoio, questo è il mio sogno, è il mio incubo: strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere. Col. Walter E. Kurtz] 
Al termine di un dibattito durato 10 ore, il governo israeliano ha approvato - con 20 voti a favore e nove contrari - un piano di austerità. “Si tratta di una mossa responsabile concepita per garantire la stabilità di Israele e i posti di lavoro dei cittadini” ha detto il premier Benyamin Netanyahu, aggiungendo che “le classi deboli e medie resteranno con più soldi in tasca”. Il movimento degli indignati ha subito indetto per sabato una manifestazione di protesta. Proveniente da Tunisia ed Egitto il segretario Usa alla Difesa, Leon Panetta, è atteso oggi in Israele dal premier Benyamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Ehud Barak con i quali esaminerà gli ultimi sviluppi regionali e soprattutto la minaccia dei programmi nucleare dell'Iran. 
Panetta giunge in Israele dopo la visita del candidato repubblicano alle presidenziali Mitt Romney, che in diverse dichiarazioni è apparso assecondare la politica di Netanyahu verso l'Iran. Quando, e non se, Assad perderà il potere, l'esercito siriano dovrebbe rimanere al suo posto. Lo ha detto il segretario della Difesa Usa, Leon Panetta, in un'intervista esclusiva alla Cnn. “Il modo migliore per preservare la stabilità è di mantenere il maggior numero di militari-polizia, insieme alle forze di sicurezza e sperare che si avvieranno verso un governo democratico. È molto importante che non facciamo gli stessi errori che abbiamo fatto in Iraq”, ha detto Panetta.

lunedì 30 luglio 2012

Il comune di Palermo attacca l’Enac e la Gesap approva il bilancio


[Sapete che cosa disse Garibaldi ai suoi soldati quando sbarcò in Sicilia? Disse: – Grazie Mille!  Giorgio Faletti] Oggi i soci della Gesap hanno approvato il bilancio con tutto il suo passivo, i bene informati ci dicono che c’è da piangere.  L'assemblea dei soci della della  Gesap, la società di gestione dell'aeroporto palermitano  Falcone-Borsellino, ha approvato oggi il bilancio consuntivo e  nominato il collegio sindacale.     All'assemblea erano presenti, tra i maggiori soci, il  presidente della Provincia, Giovanni Avanti, l'assessore alle  Partecipate del Comune di Palermo, Cesare La Piana, il  presidente della Camera di commercio, Roberto Helg, i  rappresentanti del Comune di Cinisi, di Confindustria e degli  Albergatori.     “Il bilancio della società è stato ampiamente discusso -  spiega una nota della Gesap - e approvato all'unanimità, in uno  spirito di massima collaborazione tra i soci e il Consiglio di  amministrazione”.     Nel Collegio sindacale sono arrivate le conferme per il  presidente Angelo Cuva (ministero dell'Economia), Antonino  Maraventano (Provincia) e Daniele Santoro (Camera di commercio).  Il Comune di Palermo ha indicato Carlo Catalano al posto di  Roberto Polizzi. Entra nel Collegio il dirigente dell'Enac Mauro  Campana, nominato dal ministero dei Trasporti e delle  Infrastrutture, al posto di Aldo Londei, che passa alla Sac di  Catania. La Gesap approva il bilancio 2011, anche se in perdita, e nomina il nuovo Collegio dei Sindaci, che segna un altro passo dello spoil system attuato dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Il tutto mentre è in corso un braccio di ferro tra la società che gestisce l'aeroporto del capoluogo siciliano e l'Enac, che ha avviato le procedure per la revoca della concessione. Il cda si è nuovamente riunito stamane per dare il via libera al bilancio, che segna però un passivo di tre milioni di euro a causa del costo dei vigili del fuoco che, per una sentenza del tribunale, è adesso a carico dell'azienda. Un avvicendamento che non ha fatto il paio con quello del cda, visto che Palazzo Comitini ha ritirato la richiesta di revoca per giusta causa. Ad agosto l'assemblea dei soci, però, discuterà invece la richiesta del Comune di Palermo di poter sostituire i propri rappresentanti, ovvero il presidente Stefano Mangano e il consigliere Vincenzo Zummo, in virtù di una legge regionale che sancisce la liceità delle nomine fiduciarie. Domani è previsto il cda, ultimo dell’era clericale visto che il prossimo vedrà i nuovi consiglieri.  Premesso che raramente i piani di investimento dei gestori si riferiscono ad un arco temporale superiore ai venti anni, non è in ogni caso necessario che la durata della concessione sia parametrata al periodo di recupero degli investimenti, in quanto il valore al momento della gara degli investimenti già effettuati dal concessionario potrebbe essere posto a base d’asta. In tal modo, l’esigenza di rimborsare i costi non recuperati sopportati dalle società concessionarie verrebbe risolta mediante procedure coerenti con i principi della concorrenza e idonee a fornire gli incentivi ad effettuare gli investimenti. In particolare, risulterebbe superato il nodo connesso all’assenza per il gestore di incentivi ad investire negli ultimi anni antecedenti alla scadenza del titolo concessorio, quando non vi è più possibilità di recuperare l’esborso. L'ente concedente potrebbe dare, inoltre, indicazioni in sede di gara in merito al tipo e all'entità degli investimenti che i nuovi concessionari saranno chiamati ad effettuare. “L'aeroporto di Palermo rappresenta un'infrastruttura strategica nel programma di rinascita della città. Pertanto la Gesap, società di gestione dell'aeroporto, verrà difesa da qualunque attacco esterno, anche per tutelare le centinaia di lavoratori che ogni giorno garantiscono ad oltre cento aerei e ad oltre 15 mila passeggeri, di arrivare e ripartire in tutta sicurezza”. È secco il commento dell'assessore per le aziende partecipate del Comune di Palermo, Cesare Lapiana, alle notizie riportate sui recenti provvedimenti assunti dall'Enac che riguardano l'aeroporto di Punta Raisi.Oggi il cda di Enac riceverà da parte degli amministratori della Gesap, la relazione richiesta e si renderà conto dell'intempestività dell'avvio di un procedimento, quello di revoca della gestione totale, che non ha alcun fondamento, né tecnico, né giuridico. L'attuale capitale sociale rispetta abbondantemente i limiti previsti dalla speciale normativa per le società di gestione aeroportuale e, come detto in più occasioni, la questione di un nuovo aumento del capitale sociale verrà discussa a settembre da tutti i soci pubblici. Colgo l'occasione piuttosto - aggiunge Lapiana - per sollecitare ancora una volta l'Enac a preoccuparsi del fatto che la Gesap da oltre due anni aspetta l'incremento delle tariffe aeroportuali dovuto per legge, senza le quali la società di gestione dell'aeroporto di Palermo perde 1,3 milioni di euro al mese di maggiori ricavi: guardando solo al 2011 e a questo scorcio di 2012, si tratta di ben oltre 20 milioni di euro. L'Enac - conclude - sa perfettamente che il piano degli investimenti da 160 milioni di euro si basa proprio su questi incrementi tariffari, e non sulla ricapitalizzazione da parte dei soci pubblici”. In assenza di una significativa “concorrenza per il mercato”, che sarebbe determinata da un’adeguata cadenza temporale del rinnovo delle concessioni, la sola attività di controllo sull’operato del gestore da parte dell’ENAC non risulta sufficiente a determinate un analogo incentivo all’efficienza. Infatti, non risulta che l’ente di regolazione abbia ad oggi esercitato una incisiva pressione affinché le imprese di gestione ottemperassero a precisi obblighi sanciti dalle norme o da provvedimenti amministrativi. In ogni caso, il potere di revoca della concessione attribuito all’ENAC non appare rappresentare una minaccia credibile, alla luce del descritto assetto del sistema aeroportuale italiano. 

Della Valle mette in crisi il sindacato


[La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita. Dal film: Forrest Gump]  Un contributo di 1.400 euro lordi a dipendente, l'assicurazione dei costi sanitari per cure specialistiche e interventi chirurgici, anche per i familiari, la copertura dell'acquisto dei libri scolastici dei figli. All'insegna del motto d'impresa “competitività e solidarietà”, la Tod's di Diego Della Valle torna a distribuire un'una tantum ai dipendenti della divisione industriale - operazione lanciata già nel 2008 - con l'aggiunta delle cure sanitarie e del bonus per i libri. Una scelta, spiega una nota della società adottata “in un momento particolarmente difficile per l'economia del Paese, che genera forti preoccupazioni fra i lavoratori in merito alle prospettive del loro futuro e alle loro crescenti difficoltà economiche quotidiane”. Tremila dipendenti, 894 milioni di euro il fatturato consolidato del 2011, il gruppo calzaturiero di Casette d'Ete, big mondiale del lusso, persegue una strategia di relazioni azienda-dipendente imboccata da tempo, nonostante i distinguo del sindacato. E le iniziative annunciate oggi “vanno ad aggiungersi ad altre già attuate, e hanno lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle famiglie dei propri dipendenti”. L'assicurazione a copertura dei costi sanitari vale “per i dipendenti e i membri delle loro famiglie nei casi che necessitano di cure specialistiche o di interventi chirurgici rilevanti, con le relative cure pre e post intervento”. Il Gruppo, continua la nota, ritiene cosi di aiutare i dipendenti “ad avere una condizione di vita meno difficile e di dare sicurezza e tranquillità alle loro famiglie su temi particolarmente importanti come la salute e l'istruzione”. Fra gli operai dello stabilimento di Casette il “regalo” è stato accolto con soddisfazione. “Devo dire che 1.400 euro sono quasi una quattordicesima, non poco in un bilancio familiare. Sono quattro anni che questi soldi arrivano, e nel mio reparto oggi eravamo tutti più rassicurati”. Con le cure sanitarie e il bonus libri (circa 250 euro la spesa per un figlio alle medie) il pacchetto diventa poi più sostanzioso. Scontata la reazione negativa della Filctem Cgil, che continua a rivendicare un contratto integrativo che alla Tod's non c'è, e già nel 2008 aveva bocciato l'una tantum, di circa “80 euro netti al mese”. Il segretario generale di Fermo, Giuseppe Santarelli, oggi parla di “carità pelosa” e filantropia “ottocentesca, che lascia poco spazio alle relazioni sindacali”. “Con l'integrativo, che Della Valle rifiuta, i dipendenti otterrebbero sicuramente più di 1.400 euro, una somma che peraltro è la stessa da quattro anni, e non tiene conto dell'inflazione”. Quanto all'assicurazione sanitaria, “sarebbe opportuno siglare un accordo bilaterale, per rispettare la dignità dei lavoratori”. Ai cancelli della fabbrica però non c'è voglia di polemica: ''i problemi sono tanti, meglio avere il lavoro e anche un premio di produzione che restare a casa”, come accade già in molte altre aziende delle Marche e del Paese.

sabato 28 luglio 2012

TIRI MANCINI ALLA SAC


[Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere. Gustave Flaubert] A pochi giorni dalla nomina dei nuovi amministratori dell'aeroporto di Catania, il rinvio a giudizio (che però risale al mese di aprile) per omissione e rifiuto d'atti d'ufficio -svelato da Ienesiciliane- del presidente in carica Gaetano Mancini pesa come un macigno. Pesa perché la “campagna elettorale” per il sostegno dei candidati presentati dai vari azionisti è stata giocata -oltre che sulle alleanze, anche sotto banco- soprattutto sul piano della legalità. Da una parte Confindustria, dall'altra la Camera di commercio guidata da Pietro Agen, in mezzo lo scambio di accuse al vetriolo condita dall'analisi dei certificati penali di amministratori nuovi e vecchi. E adesso, ciliegina sulla torta, il presidente uscente Gaetano Mancini, mentre punta alla riconferma, si ritrova con il cerino mano, unico imputato nella passerella che ha visto in rassegna parentele e certificati penali degli Ercolano tesserati -e incensurati- della Confcommercio, passando da passato e presente di Santo Castiglione, presidente dell'autorità portuale uscente che corre, con le stampelle, verso la presidenza della Sac. Non che la vicenda giudiziaria di Mancini possa essere lontanamente paragonata allo spessore della famiglia Ercolano a Catania, ma per la legge e a Catania anche questo fa riflettere, l'unico imputato della partita è lui: il presidente uscente. Via libera dalla Banca europea degli investimenti (Bei) al finanziamento di 70 milioni di euro per l'aeroporto Internazionale di Catania destinati a una serie di investimenti infrastrutturali che incrementeranno la capienza dello scalo fino a 10 milioni di passeggeri l'anno. Gli interventi sono quelli inseriti nel Contratto di programma siglato tra Sac ed Enac dopo il sì del Cipe e previsti dal Piano industriale della Sac.  I primi lavori cominceranno prima della fine dell'anno con la riqualificazione dell'Air side (pista di volo, strip, raccordi e rampa) che comporteranno la necessaria chiusura di Fontanarossa per un mese: dal 5 novembre al 5 dicembre. Durante quel mese, la Sac, sta lavorando all'ipotesi concreta di utilizzare l'aeroporto militare di Sigonella per venire incontro, pur con un operativo leggermente ridotto, alle esigenze del territorio.   Il piano di interventi include inoltre la riqualificazione della vecchia aerostazione Morandi che potrà accogliere altri 2,5 milioni di passeggeri l'anno; la realizzazione di nuovi parcheggi: il multipiano nell'area del terreno comunale dove oggi ha sede il campetto di calcio Fontanarossa; e la sopraelevazione del parcheggio P4. L'ultimo dei progetti modernizzazione di Fontanarossa nel prossimo quadriennio prevede l'innovazione tecnologica e l'energia verde: in programma infatti la realizzazione di un grande parco fotovoltaico (28 mila metri quadrati) sulla copertura della sopraelevazione del parcheggio P4. In programma anche la copertura con pannelli solari dei magazzini merci della Sac. Ma ritorniamo a bomba, decolliamo da Fontanarossa per atterrare al palazzo di giustizia di Catania. Nel decreto che dispone il giudizio, firmato dal Gip Luigi Barone si legge che Gaetano Mancini “quale presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Societa Aeroporto di Catania s.p.a., da considerarsi incaricato di pubblico servizio nell’ambito della gestione del servizio aeroportuale in ragione di concessione del Ministero per i Trasporti e l’Aviazione Civile, indebitamente, rifiutava un atto del suo ufficio che per ragioni di giustizia doveva essere compiuto senza ritardo”. “Segnatamente rifiutava -si legge ancora nel provvedimento- di dare esecuzione alla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia in data 16.9.2008 che annullava l’aggiudicazione alla SECUREBAG ITALIA s.r.l. dello svolgimento del servizio di imballaggio bagagli su area aeroportuale in sub-concessione, nonché non ottemperava nel termine di giorni trenta agli atti di diffida della ditta SI.BA s.n.c. che, conformemente al giudicato amministrativo ed ai sopra menzionati pareri, richiedeva di essere immessa nel suddetto servizio”. “Mi viene contestato infatti che, nella qualità di Presidente della Sac SpA, avrei – dice l’ing. Gaetano Mancini - ritardato a dare esecuzione alla sentenza del CGA della Regione Sicilia che aveva disposto l’annullamento dell’aggiudicazione ad una ditta della gara per l’imballaggio bagagli presso l’aeroporto di Catania. Occorre precisare che il corrispettivo offerto dalla ditta resa aggiudicataria dalla SAC era pari nel quinquennio ad euro 1.250.000 a fronte di circa euro 660.000 che costituiva il corrispettivo offerto nel quinquennio dalla ditta resa invece aggiudicataria dal CGA. Quindi, visti i maggiori introiti, con la scelta adottata avrei avvantaggiato la SAC che, come è noto, non è costituita da privati ma interamente da enti pubblici. Peraltro non ho mai avuto deleghe relative alle attività commerciali e tutte le decisioni sono state condivise in Consiglio di Amministrazione SAC sulla scorta di specifici pareri legali. Quindi in sintesi: fiducia nella Magistratura e serenità nella consapevolezza di avere agito nel pieno rispetto della legge ed esclusivamente nell’interesse della SAC”.

70 mln aiuti militari a Israele


[Per quanto è possibile, bisognerebbe fare un favore a tutti: spesso si ha bisogno di qualcuno più piccolo  Jean de La Fontaine] Barack Obama ha firmato un provvedimento che prevede lo stanziamento di 70 milioni di dollari in aiuti militari addizionali a favore di Israele. La United States-Israel Enhanced Security Cooperation Act, ha avuto l'appoggio bipartisan in Congresso. Tuttavia, fanno notare vari media Usa, arriva con tempismo perfetto, alla vigilia della visita del candidato repubblicano Mitt Romney a Gerusalemme. La diplomazia israeliana vede di buon occhio il mattatoio in atto in Siria, avendo grossi problemi interni Assad  non si occuperebbe d’altro. La Siria da sempre alleato dell’Iran, con una guerra civile in corso, non potrebbe aiutare militarmente l’alleato  se attaccato per smantellare le sue centrali nucleari. “Il nostro impegno a favore della sicurezza dei confini di Israele è totale”. Dodici persone sono rimaste ferite nel nord del Libano nelle ultime ore in scontri tra miliziani vicini al regime di Damasco e loro rivali sostenitori dei rivoluzionari siriani. Lo riferisce l'agenzia libanese Nna. L'agenzia precisa che i combattimenti sono scoppiati ieri sera e sono ripresi stamani tra i quartieri di Bab al Tabbane, a maggioranza sunnita, e Jabal Mohsen, a maggioranza alawita. L'esercito libanese è stato dispiegato per sedare gli scontri. Di fronte all'escalation militare ad Aleppo, in Siria,  e al timore che Assad voglia usare armi di distruzione di massa, il mondo “non può restare spettatore”, deve agire con passi concreti: lo ha dichiarato il premier turco, Recep Tayyip Erdogan. “C'é una concentrazione militare ad Aleppo e le recenti dichiarazioni a proposito dell'uso di armi di distruzione di massa sono cose di fronte alle quali non possiamo restare spettatori o osservatori”, ha detto a Londra, dove ha incontrato Cameron. Un uragano di fuoco dal cielo e da terra si è abbattuto sulla città ribelle siriana di Aleppo, dove giornalisti della France Presse vedono caseggiati in fiamme, colonne di fumo, elicotteri che mitragliano e centinaia di carri armati che cannoneggiano e stringono in una morsa il quartiere sud-orientale di Salah ad Din. Qui sono rintanati i ribelli e la gente, impossibilitata a fuggire, si rintana terrorizzata in casa. A metà giornata Salah ad Din è completamente circondato. Se questo viene detto dal premier turco, che periodicamente prende a cannonate i curdi dissidenti, ci fa capire quanto la politica estera può essere seria e allineata con dei principi all’insegna dell’ipocrisia e della menzogna.   

venerdì 27 luglio 2012

ORLANDO - RIGGIO: C’ERAVAMO TANTO AMATI …


[A lu caru avvicinatici, a lu mircatu pènsaci. Compra cose di qualità e diffida da ciò che viene offerto a buon prezzo. Frase siciliana] Ieri primo cda Gesap laico, senza condizionamenti clericali (il cardinale sarebbe diventato cherichetto).  Visto che il cda resta spaccato, dopo una lunga battaglia era normale che i rancori restano e difficilmente saranno risanabili. Il 31/7, durante il prossimo cda Gesap, D’artagnan Di Carlo e Aramis Colombo dovrebbero dare  le dimissioni così facendo tutto il cda decade e si potranno fare le muove nomine. Il comune di Palermo è orientato per portare in Gesap due accademici universitari e visto il contributo dato dall’ultimo professore, siamo parecchio preoccupati. È ufficialmente smentita la notizia che Orlando avrebbe intenzione di nominare  qualche ex sindacalista, bastano e avanzano gli indigeni. Però, prenderebbe quota il progetto di Orlando di affidare l’Uges aeroportuale ai dipendenti della Gesip.  La ditta che si occupava della gestione del parcheggio avrebbe definitivamente buttato la spugna, il servizio sarebbe ritornato alla Gesap: bisognerà vedere i dipendenti ex Quick saranno licenziati oppure assunti dalla Gesap.  L’assemblea dei soci è stata fissata l’8 e il nove di agosto (prima e seconda convocazione). Si dovrà discutere della ricapitalizzazione della stessa Gesap e della guerra in atto tra Riggio, presidente dell'Enac,  (nella foto) e Orlando, attuale sindaco di Palermo.   Si complica la vicenda Gesap. Il cda dell'Enac ha chiesto l'avvio della procedura di revoca della gestione alla società di gestione dello scalo palermitano. Qualche giorno fa, la Gesap, invitata dal consiglio per l'audizione, aveva inviato una lettera in cui anticipava che a settembre si riunirà l'assemblea dei soci per la ricapitalizzazione della società.  “Non sussistendo i parametri rispetto all'equilibrio tra il capitale e il volume di traffico dello scalo - chiarisce l'Enac - il consiglio non ha ritenuto sufficienti le informazioni ricevute e ha dato mandato al direttore generale di avviare la procedura di revoca degli atti concessori. Atto che non comporta nell'immediato variazioni nell'operatività dello scalo, in attesa di eventuali positivi riscontri da parte della società”.   Dal canto suo, la Gesap con una nota cerca di ridimensionare le criticità rilevate dall'Ente guidato dal palermitano Vito Riggio. “Il ritardo dell'entrata in vigore del contratto di programma, approvato dall'Enac nel luglio del 2010 - si legge nel comunicato - ha determinato, fin qui, minori ricavi per 1,3 milioni di euro al mese”. E i ritardi nell'aumento di capitale? Secondo la Gesap, sono dovuti al fatto che l'amministrazione comunale di Palermo, essendosi appena insediata, non dispone ancora del bilancio di previsione 2012 e quindi non può destinare somme per la ricapitalizzazione. Con riferimento, inoltre, alla nota di Enac circa l'insussistenza dei parametri rispetto all'equilibrio tra il capitale ed il volume di traffico dello scalo,  “occorre precisare che la Gesap - dice una nota - rispetta i parametri previsti dal decreto ministeriale 521/97 riferiti al limite minimo del capitale sociale”. Una riunione del cda dell'Enac quasi del tutto dedicata alle problematiche degli aeroporti siciliani. Ma non solo. Oltre ad aver pontato i riflettori sulle gestioni di Sac per l'aeroporto di Catania e  aver chiesto l'avvio della procedura di revoca della gestione alla Gesap, la società di gestione dello scalo di Palermo, e discusso del bando di gara per la gestione di Lampedusa, il cda ha anche deciso di dare avvio, sulla base delle risultanze delle attività di verifica delle strutture competenti, a una serie di audizioni con le società titolari delle gestioni aeroportuali per verificare l'effettivo stato di realizzazione degli investimenti programmati e previsti dai contratti concessori. La prima audizione è stata fissata per il 6 agosto con Aeroporti di Roma, la società di gestione degli scali romani. Infine, il direttore generale Alessio Quaranta ha informato i presenti sullo stato di avanzamento della procedura per l'emissione di un bando di gara finalizzato alla gestione dell'Aeroporto di Forlì, a seguito dello scioglimento anticipato e dello stato di liquidazione della SEAF, precedente società di gestione. Il bando è in corso di elaborazione.

giovedì 26 luglio 2012

VERGOGNA !

[Chi s'innamora di se stesso non avrà rivali. Benjamin Franklin]  È  stato approvato un emendamento della Lega Nord (2.0.9) prima firma Massimo Garavaglia che pone il tetto di 300 mila euro per la retribuzione a manager e dipendenti delle aziende partecipate dallo Stato, non quotate, Rai compresa. Lo rende noto lo stesso senatore Garavaglia. Da un primo elenco che il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha reso noto alle commissioni congiunte Lavoro e Affari costituzionali della Camera sono una sessantina i manager pubblici con stipendi superiori ai 294 mila euro, il tetto imposto dal decreto Salva Italia. Al primo posto dell'elenco c'è il capo della Polizia, Antonio Manganelli, che ha guadagnato 621.253,75 euro. Dietro di lui il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, con 562.331,86 euro (quello che dovrebbe tenere a posto i conti dello Stato) e il capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta con 543.954,42 euro. Mentre il Comandante generale Guardia di Finanza Nino di Paolo (in pensione) guadagna oltre 302.939,25 trattamento corrisposto fino al 19 agosto 2011. A seguire il direttore generale del Corpo Forestale Cesare Patrone dichiara un reddito di oltre 362mila euro. Mentre il segretario generale del Ministero Affari esteri Giampiero Massolo porta a casa oltre 412mila euro. Nel Ministero della Giustizia il Capo dipartimento minorile Bruno Brattoli guadagna oltre 293mila euro. Invece nel dicastero di via XX settembre il Capo di gabinetto dell'Economia Vincenzo Fortunato prende una retribuzione pari 536.906,98 euro. Nei Monopoli di Stato il direttore Raffaele Ferrara 481mila euro. Il Direttore Agenzia delle Entrate Attilio Befera 304mila euro, mentre la sorella dell'attuale sindaco di Roma, Gabriella Alemanno e direttore generale Agenzia del Territorio, percepisce un reddito di oltre 307mila euro. Il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella (in carica però dal 1 dicembre) guadagnerebbe teoricamente uno stipendio annuale di 475mila euro, mentre tutti i componenti dell'authority - come peraltro quelli dell'Agcom - si sono auto-ridotti lo stipendio alla soglia prevista dal decreto Monti, uguale al compenso ricevuto dal primo presidente di Corte di Cassazione. La quasi totalità ha chiesto infatti in via cautelativa e salvo conguaglio la riduzione dei compensi in misura pari a 294mila euro. Nelle autorità Energia e Gas il presidente Pier Paolo Bortoni dichiara 475mila euro. Mentre il presidente della Consob Vegas percepisce un reddito di 387mila euro. I sindacati di base hanno lanciato il No Mastrapasqua day, una petizione contro l’accumulo di incarichi pubblici e i mega-stipendi. La prima tappa si è tenuta oggi a Roma davanti alla sede Inps dell’Eur. Il riferimento dell’iniziativa è proprio al presidente dell’istituto di previdenza Antonio Mastrapasqua. “È  riuscito a mettere insieme – spiega Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale del sindacato di base all’Inps – oltre 25 incarichi”. I sindacati hanno lanciato una raccolta firme, oggi quasi 150 quelle raccolte, per chiedere il divieto di cumulare incarichi e la necessità di introdurre un tetto alla remunerazione dei manager di società private a capitale pubblico. La petizione sarà consegnata, a settembre, a governo e gruppi parlamentari


Riva pensa di lasciare Cai?

[Tutto è difficile prima di essere facile. Thomas Fuller]  Sono pesantissime le conclusioni a cui è giunto il gip di Taranto Patrizia Todisco che oggi ha disposto il sequestro di sei reparti a caldo del siderurgico tarantino e ha ordinato l'arresto per otto persone, coloro che per anni hanno gestito lo stabilimento dell'Ilva. Ai domiciliari sono finiti il patron dell'Ilva Emilio Riva, suo figlio Nicola, ex presidente del siderurgico fino a due settimane fa, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento, Marco Andelmi, capo area parchi, Angelo Cavallo, capo area agglomerato, Ivan Dimaggio, capo area cokerie, Salvatore De Felice, capo area altoforno e Salvatore D'Alo, capo area acciaieria 1 e 2. Sono accusati, a vario titolo, di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose. Secondo il giudice la gestione del siderurgico più grande d'Europa è “sempre caratterizzata da una totale noncuranza dei gravissimi danni provocati”, ha un impatto “devastante” sull'ambiente e sui cittadini e ha prodotto un inquinamento che “ancora oggi” provoca disastri nelle aree più vicine allo stabilimento. Nelle circa 600 pagine che compongono i due provvedimenti cautelari (di sequestro dello stabilimento e di arresto) il gip fa a pezzi tutti coloro che nei decenni hanno guidato l'impianto siderurgico. E, soprattutto, afferma che lo stop alle acciaierie deve essere immediato “a doverosa tutela di beni di rango costituzionale” come la salute e la vita umana “che non ammettono contemperamenti, compromessi o compressioni di sorta”.  Nella cordata Alitalia la presenza di Emilio Riva, ottantenne re dell'acciaio italiano, ha destato infine parecchia sorpresa. Certamente nella sua carriera le frequentazioni con Berlusconi, cene elettorali comprese, non sono mancate. Forse, però, non bastano i buoni rapporti con il premier per spiegare l'ingresso in Alitalia per uno che, come lui, non ha mai sopportato di dover mediare le proprie scelte con quelle di altri soci. E non ha mai partecipato a nessuna operazione finanziaria. Nelle ultime settimane la maggiore acciaieria del suo gruppo, l'Ilva di Taranto, si è ritrovata però di fronte a un problema la cui soluzione dipenderà dalle decisioni dal governo. La Regione Puglia ha reso note le rilevazioni sulle emissioni di diossina dello stabilimento. Troppo alte, ha sentenziato il presidente Nichi Vendola, affermando che se non ci saranno investimenti per ridurle non darà il benestare nell'ambito della procedura di autorizzazione ambientale in corso. Il parere della Regione, però, non è vincolante. Gruppo siderurgico italiano; nel 2005 è stato il decimo produttore d’acciaio al mondo con una produzione di 17,5 ml di tonnellate di acciaio grezzo, con un fatturato di 8,53 miliardi di euro e circa 25000 dipendenti. La capogruppo Riva Fire (acronimo di Finanziaria Industriale Riva Emilio) ha sede a Milano e le due principali società sono: Riva Acciaio SpA, che controlla anche le principali consociate estere, che raggruppa le attività nell’acciaio da forno elettrico (produzione di semiprodotti e prodotti lunghi) e nel recupero del rottame di ferro;  ILVA SpA, che produce acciaio da ciclo integrale (prodotti piani).  Il gruppo possiede 38 stabilimenti produttivi nel mondo, dei quali 20 in Italia, tra cui il polo siderurgico di Taranto, che con i suoi cinque altoforni è il più grande d’Europa. La proprietà è al 100% della famiglia Riva, che detiene anche le cariche operative più importanti. Il fondatore Emilio Riva sostiene di reinvestire tutti gli utili nell'azienda e di non distribuire mai dividendi. Il fondatore Emilio Riva sostiene di reinvestire tutti gli utili nell'azienda e di non distribuire mai dividendi. Il gruppo ha origine dalla società “Riva & C.”, costituita dai fratelli Emilio ed Adriano Riva nel 1954 con lo scopo di commercializzare rottami di ferro, destinati alle acciaierie a forno elettrico del Bresciano. Nel 1957 è realizzato il primo stabilimento produttivo con forno elettrico a Caronno Pertusella (VA), dove nel 1964 è installata una macchina di colata continua curva, prodotta dall’azienda impiantistica Danieli ed ancora in fase di collaudo; il collaudo ha esito positivo e l’adozione prima dei concorrenti della colata continua diventa la più importante fonte di vantaggio competitivo dell’impresa, che negli anni successivi inizia il suo processo di espansione. In seguito la colata continua è adottata anche dai siderurgici bresciani, i produttori di “tondino” (tondo per cemento armato) con i quali Riva è spesso accomunato. Nel 1966 è acquisita la Acciaierie del Tanaro nel cuneese, nel 1970 la S.E.E.I nel bresciano, nel 1971 Riva entra nella Siderurgica Sevillana in Spagna, nel 1976 nella Iton Seine in Francia; fino all’ inizio degli anni ’70 gestisce anche un’acciaieria ad Addis Abeba in Etiopia, in seguito ad un accordo con il negus Haile Selassie, e che sarà abbandonata dopo il cambio di regime nel paese africano. Nel 1981 è acquisita la Officine e Fonderie Galtarossa di Verona. Caratteristica dei Riva, nel corso di questa fase di crescita, è quella di non creare mai una holding di famiglia che consolidi le loro attività, così che l’importanza economica del loro gruppo non appare nelle statistiche ufficiali. Negli anni ’80 la siderurgia pubblica italiana ha attraversato un periodo di forte crisi, che ha portato lo stato ad abbandonare progressivamente l’attività. Il gruppo Riva è stato uno dei protagonisti di questo processo. Nel 1986 la Finsider (holding pubblica per il settore dell’acciaio) si rivolge agli industriali siderurgici privati per gestire lo stabilimento Italsider di Cornigliano (Genova); Riva assieme ad altre imprese partecipa alla formazione di un consorzio a controllo privato che assume la gestione dell’area; nel 1988, con il ritiro degli altri soci privati, Riva ottiene la maggioranza assoluta del consorzio e per la prima volta si ritrova a gestire uno stabilimento a ciclo integrale. Nel 1989 acquisisce il laminatoio Thy-Marcinelle a Charleroi, in Belgio. Nel 1991 Riva acquista due acciaierie elettriche nel Brandeburgo, ex Germania Est, anche in questo caso partecipando ad un processo di privatizzazione. Nel 1995 si aggiudica l’asta per la privatizzazione dell’ILVA (ex Italsider), salendo d’un tratto al rango dei maggiori gruppi siderurgici d’Europa e diventando uno dei maggiori gruppi industriali d’Italia. La crescita dimensionale del gruppo non si è però fermata, andando a comprendere nel 1996 la Nuova Sidercamuna di Sellero (BS) e nel 1997 la Hellenic Steel di Salonicco, in Grecia. Nel 2001 Emilio Riva, titolo di studio: ragioniere, riceve la laurea honoris causa in Ingegneria dal Politecnico di Milano Nel 2007 Riva Fire ha istituito, in collaborazione con il Politecnico di Torino e con l'Università di Genova, un master universitario in siderurgia, tenuto in una porzione dismessa degli stabilimenti di Cornigliano. Nel 2001 il Tribunale di Taranto ha dichiarato Emilio Riva, il figlio Claudio ed altri dirigenti Ilva colpevoli di tentata violenza privata, per avere demansionato un gruppo di impiegati dell'Ilva nel 1998. La sentenza è stata confermata nel 2006 dalla corte di Cassazione (citato anche da Il Manifesto, 8 dicembre 2001 e La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 marzo 2006 ). Nel febbraio del 2007 Emilio Riva è stato condannato a tre anni di reclusione e Claudio Riva a 18 mesi per omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e violazione di norme antinquinamento, con riferimento alla gestione della cokeria dell'impianto di Taranto ( citato anche da La Gazzetta del Mezzogiorno, 12 febbraio 2007).

mercoledì 25 luglio 2012

Vertenza Aviapartner: la Cgil chiede incontro in Prefettura


[Mi domando: ma i genitori dei sette nani erano ubriachi quando hanno scelto quei nomi lì ai loro figli? Fabio Fazio] La Cgil chiede che venga istituito un tavolo in Prefettura per tentare di risolvere i contenziosi con Ap. In data odierna una nota della Cgil fa sapere che la trattativa con la AviaPartner Pmo è ferma per volontà dell’azienda che ha deciso la linea dura. Si sono tenute due riunioni, la prima il 20 giugno e la seconda il 2 luglio, incontri che non hanno prodotto soluzioni ai problemi. Quali sono i problemi sollevati dalla Cgil? Attribuzioni dei livelli automatici,adeguamento retributivo rispetto alla mansione svolta, mancato accordo Cigs, eccessivo utilizzo degli orari di lavoro part-time e personale full time interessato dalla Cigs, visite mediche aziendali non retribuite e organizzazione del personale di scalo(turni e mansioni). Lo scorso 12 luglio la Cgil ha costatato la totale indisponibilità dell’azienda a trattate l’argomento, conseguentemente   ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale (ovviamente iscritto alla Cgil), avviando contestualmente la procedura di raffreddamento ai sensi della legge 146/90 e successive modifiche. 

Politkovskaia,incriminato ex ufficiale


[Io posso sollevare un elefante con una mano sola. Ma dove lo trovo un elefante con una mano sola?
Leopold Fetchner ]  
Nuovo colpo di scena nelle indagini per l'omicidio di Anna Politkovskaia. Secondo le ultime indagini degli inquirenti sull'arma del delitto, una pistola, sarebbe stato trovato Dna femminile. Lo ha dichiarato  Murad Musaev, avvocato di Rustam Makhmudov, il presunto killer della giornalista di Novaia Gazeta uccisa nell'ottobre 2006 a Mosca, arrestato nel maggio 2011 in Cecenia. Lo riferisce l'agenzia Interfax. Dmitri Pavlioutchenkov, ex-ufficiale della polizia di Mosca, è stato ufficialmente incriminato di complicità nell'omicidio della giornalista Anna Politkovskaia per conto di un mandante ancora sconosciuto. Lom-Ali Gaitoukaiev, un ceceno ora in prigione, ha ricevuto “nel 2006 l'ordine di uccidere la giornalista per conto di una persona non ancora identificata”. A tal fine ha reclutato sei persone, tra cui Pavlioutchenkov, che si è occupato di indagare sugli spostamenti della vittima.

Meridiana interessata a slot Wind jet


[L'ironia è la gaiezza della riflessione e la gioia della saggezza Anatole France]  Meridiana Fly - Air Italy, il secondo gruppo aereo italiano, si candida per l'acquisizione delle coppie di slot che Alitalia dovrà rilasciare sui collegamenti Catania-Milano Linate, Palermo-Milano Linate, Catania-Roma Fiumicino, a seguito dell'ok condizionato da parte dell'Antitrust all'acquisizione di Windjet da parte di Alitalia. Lo riferisce una nota della stessa Meridiana Fly.  Perdita netta di 201 milioni nel primo semestre per Alitalia che registra comunque un aumento dei ricavi a 1.686 milioni (+4,1%) e del load factor al 71,1% (+3,4%). Lo rende noto la compagnia al termine del cda sulla semestrale. Il peggio è passato, ci concentriamo sulla crescita, ha detto l'amministratore delegato, Andrea Ragnetti: serviranno ancora molti sacrifici, ma mi aspetto un'inversione di tendenza che ci porterà nel 2013, dopo più di vent'anni, a un ritorno di all'utile operativo.

Catalogna per accordo fiscale con Madrid


[A colui il quale non si dà nulla, nulla si può chiedere. Henry Fielding] Non si fermano le proteste dei dipendenti statali a Madrid: medici, pompieri, agenti di polizia e autisti dei mezzi pubblici sono scesi in piazza di nuovo contro i tagli al settore pubblico. Dal pomeriggio di ieri, l'Ospedale della capitale è occupato da un gruppo di lavoratori, un'iniziativa spontanea che non rientra nelle proteste organizzate dai sindacati. Oltre ai tagli, nella regione la protesta si concentra infatti contro le privatizzazioni di centri pubblici nel settore sanitario. Un appello all'opposizione catalana per raggiungere “una intesa sull'accordo fiscale” da stipulare con Madrid per garantire che il 100% del gettito della Catalogna finisca all'Autonomia. Lo ha lanciato il presidente catalano, Artur Mas. Lo stesso ha spiegato che il cosiddetto “pacto fiscal” “non è un capriccio, ma una necessità che ha la Catalogna per uscire rafforzata dalla crisi”. Mas ha fatto solo velati riferimenti alla situazione finanziaria in cui versa la regione. La Commissione Ue ha dato oggi il suo via libera al programma di ricapitalizzazione delle banche spagnole in difficoltà in applicazione del memorandum d'intesa sottoscritto tra l'Eurogruppo e il governo di Madrid. Bruxelles ha approvato le condizioni in base a cui il Frob rafforzerà le risorse proprie degli istituti di credito.

Armi chimiche siriane non contro Israele


[Quando si elimina il rischio dalla propria vita, non resta molto. Sigmund Freud ]  Il presidente siriano Bashar al Assad è ancora a Damasco e l'esercito continua ad essergli fedele di fronte alla ribellione. Lo ha detto il portavoce in capo delle forze armate israeliane, il generale Yoav Mordechai. In un'intervista ad una televisione israeliana il generale ha precisato che l'esercito “nonostante una vasta ondata di defezioni è ancora fedele ad Assad, il quale con la sua famiglia è ancora a Damasco”. Le armi chimiche siriane non sono puntate verso Israele, ma il presidente siriano Bashar Assad potrebbe farvi ricorso contro gli insorti nel suo Paese: lo ha affermato l'ex capo dell'intelligence militare israeliana gen. Amos Yadlin. Le affermazioni, rilasciate alla radio militare, giungono mentre la stampa locale dedica grande attenzione ai pericoli che potrebbero scaturire se armi non convenzionali siriane cadessero nelle mani di insorti o degli Hezbollah libanesi. Israele è preoccupato per il destino delle armi chimiche della Siria, ma interverrà solo di fronte a una “minaccia diretta”. Lo ha assicurato il presidente, Shimon Peres, in un'intervista alla Cnn anticipata dai media online israeliani. Peres ha peraltro confermato l'allarme, in caso di collasso del regime di Damasco, per il rischio legato al potenziale trasferimento di armi pesanti o chimiche dell'arsenale siriano agli integralisti sciiti libanesi di Hezbollah o all'Iran.

martedì 24 luglio 2012

Chi adotterà gli orfani di Richelieu?


[Cu' mancia e nun vivi, mai saturu si cridi. Chi mangia e non beve, mai sazio si crede. Frase siciliana] Oggi  i soci della Gesap hanno riapprovato le modifiche statutarie come l’altra volta, stavolta il notaio le ratificherà venerdì, con buona pace per i fedelissimi del dg.  La convocazione di Gesap e dell'Enac da perte della terza commissione attività produttive dell'Ars è stata rinviata a martedì. Scelta Carmelo è un direttore dipendente della Gesap e non più un padre padrone nella qualità di organo sociale. In attesa che il bilancio 2011 venga pubblicato e i bene informati ci dicono drammatico, ci aspettiamo che i soci della Gesap riducano da 5 a tre i membri del cda. Che vengano abolite Audi ministeriali con autista a disposizione dei vertici dell’Enac e della stessa Gesap, evitare di fare viaggiare alcuni  ingegneri con mezzi della Gesap. Ridefinire stipendi esorbitanti di ingegneri doppioni, riprendere i distaccati dati in prestito e non si capisce per quale motivo. Un pensieri e un momento lo vogliamo dedicare ai ragazzi rimasti orfani di Richelieu. Non vi preoccupate troverete un potente, o presunto tale, che vi adotterà. A breve non sarete più soli. 

lunedì 23 luglio 2012

Posto fisso è miraggio

[Da bambino una volta sono stato su quel fiume. C'era un punto del fiume – non ricordo bene – credo fosse una piantagione di gardenie, o comunque una piantagione di fiori... adesso è in stato di incuria e pieno di erbacce, ma almeno per cinque miglia sembrava che il paradiso fosse sceso sulla terra sotto forma di gardenie. Col. Kurtz] In Italia il posto fisso è sempre più un miraggio, ormai meno di due assunzioni su dieci sono a tempo indeterminato. È  quanto emerge dall'Indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre del 2012. Nel periodo luglio-settembre le assunzioni stabili previste sono appena il 19,8% su un totale di quasi 159 mila. Le stime del terzo trimestre confermano in qualche misura il dato dei tre mesi precedenti, mentre nei quattro trimestri precedenti la quota era compresa fra il 27% e il 34%. Il calo dei posti fissi messi a disposizione dalle imprese è stato quindi forte e brusco. Basti pensare che nello stesso periodo dello scorso anno le assunzioni previste a tempo indeterminato rappresentavano il 28,3%. Il trend in discesa viene confermato anche tenendo conto della stagionalità. Nel bollettino sui programmi occupazionali delle imprese rilevati dall'ente guidato da Ferruccio Dardanello viene infatti evidenziato che, escludendo le assunzioni stagionali, i contratti “stabili” si attestano al 35,8%, mentre nei precedenti cinque trimestri la loro quota oscillava fra il 41% e il 43% circa. Inoltre, sottolinea l'indagine, se si rapportano “i contratti a tempo indeterminato a tutti i contratti di lavoro o di collaborazione che le imprese prevedono di stipulare nel periodo (inclusi quindi quelli “atipici”), si scende dal 16 al 14% circa”.  In 5 anni, da inizio crisi, sono 675 mila i posti di lavoro in meno nell'industria, tra andati in fumo e a rischio. “La perdita secca” è di 473.640 posti, cui si sommano “201.096 lavoratori equivalenti a zero ore”, interessati da cig speciale o in deroga. Una cifra che messa a confronto con i 7.007.176 occupati nell'industria ad aprile 2007, sfiora il 10%. Insomma un posto su dieci è stato colpito dalla crisi, secondo il “nero” bilancio contenuto nel nono Rapporto Industria della Cisl, dal titolo "Fare sistema per rilanciare l'industria e la crescita”. Lo studio ripercorre gli anni che vanno dal primo trimestre del 2007 allo stesso periodo del 2012. Quanto alla Cig, la Cisl fa notare che tra 2007 e il 2011 le ore di cassa complessive, per l'industria e l'edilizia sono aumentate del 315,9%, con un'esplosione della cassa in deroga, che passa dal 7,4% al 14% delle ore totali di cassa autorizzate. Nove Regioni appaiono più in difficoltà, per numero di lavoratori coinvolti in relazione alle ore di cassa relative: Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzi, Campania, Puglia, Basilicata e Sardegna.

Atene in default già a settembre

[La mia ragazza è brutta. Una volta che stava giocando si è tagliata un dito, allora l'ho portata dal medico condotto e gli ho gridato:  Presto, ché la mia ragazza ha avuto un incidente! e lui, come ha aperto la porta e l'ha vista in faccia, ha detto: Chissà la macchina. Giorgio Faletti]  Atene deve uscire dall'euro e iniziare a fare i suoi pagamenti in dracme: è quello che sostiene il segretario generale della Csu (partito gemello bavarese della Cdu di Angela Merkel), in un'intervista al quotidiano tedesco die Welt. “Atene è giunta a un punto morto. Non potranno più esserci aiuti per la Grecia - dice -. Un paese che non mostra la volontà o non è in grado di rispettare le condizioni deve avere le sue chance fuori dall'euro. Per la Grecia non c'é alcuna alternativa ragionevole". Secondo Dobrings c'é bisogno di una “roadmap che tracci innanzitutto l'uscita del Paese dall'euro”. Poi “la fine degli aiuti dall’Ue. E come terzo passo un rientro del paese nell'euro quando avesse recuperato competitività”. La Grecia “deve restare nell'Eurozona”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue dopo le notizie comparse sulla stampa su una possibile uscita di Atene dall'euro. Il portavoce ha anche detto che Bruxelles è “fiduciosa” sulla possibilità di concedere una nuova tranche di aiuti alla Grecia, ma non prima di settembre.  Il Fondo monetario internazionale vuole bloccare gli aiuti economici alla Grecia. Lo Spiegel scrive che alti esponenti dell’Fmi hanno già comunicato questa intenzione alle autorità di Bruxelles, con la conseguenza di un probabile default di Atene nel prossimo mese di settembre. Attualmente la Troika formata da Fmi, Ue e Bce sta esaminando il modo in cui Atene sta applicando il programma di riforme concordato, ma secondo il settimanale di Amburgo “appare chiaro che il governo greco non riuscirà a ridurre entro il 2020 il debito pubblico al 120% del Pil”. Nel caso in cui ad Atene venisse concesso più tempo, ciò causerebbe secondo la troika un esborso maggiore degli aiuti compreso tra 10 e 50 miliardi di euro, che molti Paesi dell’Eurozona non sono disposti ad accollarsi. In aggiunta a ciò, Olanda e Finlandia avrebbero posto come condizione della loro partecipazione agli aiuti alla Grecia che anche l’Fmi se ne assuma una parte. Lo Spiegel scrive inoltre che, secondo l’opinione dei Paesi dell’Eurozona, un’uscita della Grecia dall’euro sarebbe controllabile. Quanto all’Italia “i mercati si stanno ovviamente chiedendo se nei prossimi 18 mesi lo sforzo sarà continuativo” e “dico 18 mesi perché è allora che gli sforzi si cominceranno a vedere nelle cifre ma anche nel tenore di vita delle persone. La conseguenza è che il prossimo governo, qualunque esso sia, dovrebbe decisamente continuare lungo la rotta attuale”. Ridurre lo spread, aggiunge, è “interesse di tutti” perché così sono anche “a rischio le esportazioni dal Nord al Sud del Continente”. Invece “c’è ancora troppa incertezza sul futuro della zona euro”, quando servirebbe subito “una combinazione di riforme, stimoli per la crescita, un fondo salva-stati forte e un fondo di redenzione del debito”. Ciò di cui c’è bisogno, spiega, è “una leadership forte di Hollande, Monti e Rajoy per cambiare direzione” rispetto alla linea imposta finora da Angela Merkel.

Murcia e Valencia al collasso


[Nessun pasto è gratis. Milton Friedmann]  Per la Spagna non sarà necessario “nessun salvataggio integrale” da parte dell'Ue. Lo ha ribadito il ministro dell'Economia spagnolo, Luis de Guindos  davanti ai deputati a cui ha spiegato i dettagli del prestito di 30 miliardi di euro concesso dall' Eurogruppo per ricapitalizzare il settore bancario spagnolo.  Murcia sarà la seconda comunità autonoma spagnola a chiedere il salvataggio al governo centrale. Lo ha annunciato il presidente della Regione. Murcia avrà bisogno, secondo le stime del governo ragionale, di un massimo di 300 milioni di euro, che spera di ottenere usando il nuovo strumento ideato da Madrid per fornire liquidità agli enti locali. Venerdì Valencia è stata la prima comunità a chiedere aiuti del fondo che ha in tutto 18 miliardi di euro. Il premier spagnolo Mariano “Rajoy ha l'obbligo di promuovere una grande intesa nazionale per uscire dalla crisi e per agire in Europa”. Lo chiede in una lunga intervista a El Pais l'ex primo ministro spagnolo, il socialista Felipe Gonzalez, accusando il governo conservatore di aver consentito di fatto “un intervento totale” dell'Ue a bassi costi. Cioè di aver ceduto la sovranità del Paese in cambio di aiuti decisamente insufficienti.

Richelieu vicino alla scomunica?

[Chianta arburi 'mezzu la vigna, si nun pigli frutta cogli ligna. Pianta alberi in mezzo alla vigna, se non raccogli frutta almeno cogli legna.  Fai del bene nella vita, se non raccogli sorrisi almeno fai felice la gente. Se una donna non accetta la prima volta è inutile tentare.] Domani i soci della Gesap si riuniranno per discutere di ricapitalizzazione e riaffermare che lo statuto è stato modificato. Una giornata per diabetici, uccelli per diabetici (o se preferite “cazzi amari”) per tutti i cortigiani voleranno bassi. Tra l’altro anche domani, quasi in contemporanea con l’assemblea dei soci ,  i vertici della Gesap e dell’Enac sono stati convocati dalla terza commissione attività produttive dell’Ars per capire cosa realmente sta succedendo all’interno della Gesap.    LinkSicilia.it nella giornata di oggi ha dato ampio spazio alle vicende della Gesap, la redazione diretta da Giulio Ambrosetti ha evidenziato alcuni fatti che hanno indotto il dg a replicare.  Una replica che ci è difficile giudicare e che personalmente ci fa capire che domani sarà un altro giorno. Al Comune di Palermo c’è una nuova aria. I primi passi sono stati tutti improntati verso il contenimento degli sprechi e il miglioramento dei servizi. In Gesap il Comune ha un’importante partecipazione azionaria che occorre valorizzare. Anche perché un aeroporto efficiente e dinamico rappresenta nuova linfa per il traffico passeggeri e merci e nuove opportunità di sviluppo per l’esangue economia palermitana. Il 24 luglio – cioè domani – i soci Gesap devono approvare la riforma dello statuto. Gli azionisti pubblici, che ricordiamo rappresentano la cittadinanza di Palermo e provincia, si facciano valere. Tra il 2009 e il 2010  la Gesap ha affidato incarichi per oltre 6,5 milioni di euro (progettazioni, bandi, studi di fattibilità). Ai quali si aggiungono gli incarichi di natura giuridico- legale. Con quali criteri? “Non mi è dato conoscere la funzione che ha autorizzato gli impegni di spesa come non mi è chiara la evidenza delle procedure” si legge nel documento. Dove il consigliere Di Carlo d’Artagnan precisa anche che, la sua ‘operazione verità’  sui conti della Gesap non deve essere considerata un atto di ‘lesa maestà’  né come una intimidazione al consiglio, semmai  un contributo affinché la situazione finanziaria in cui versa ala società sia davvero chiara. Adesso lo è un po’ di più.

Sai Unipol, fusione entro fine anno?

[Non facciamo tanto i difficili: i più accomodanti sono i più abili Jean de La Fontaine]  Salvatore Ligresti, presidente onorario di Fonsai e Premafin, indagato dalla Procura di Milano per aggiotaggio e ostacolo all'attività di vigilanza della Consob, è stato interrogato giovedì scorso dal pm milanese, Luigi Orsi, nell'ambito dell'inchiesta sulle sue società. L'interrogatorio, di cui si è appreso solo oggi, è durato fino a tarda sera. Il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato il fallimento di Imco e Sinergia, le holding personali della famiglia Ligresti. Da quanto si è saputo, il crac di Sinergia e Imco, le holding della famiglia Ligresti di cui il Tribunale ha dichiarato il fallimento, ammonta a circa 400 milioni di euro. Utile netto a 821 milioni di euro e premi per 16 miliardi al 2015, con l'obiettivo di chiudere le fusioni entro fine anno e vedere il maxi polo “Unipol-Sai” operativo dal primo gennaio 2013. Sono le linee guida industriali del progetto di fusione con il gruppo Fonsai illustrate dall'amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, in una conferenza-fiume nella quale il manager, al microfono per oltre tre ore, ha provato a sgombrare il campo da ogni perplessità sul piano definendo “fantasie” e “polemiche messe fuori ad arte” il reiterato emergere di dubbi sul patrimonio della compagnia bolognese. L'integrazione permetterà di realizzare sinergie per 345 milioni di euro; il capitale del polo sarà rafforzato con 1,7 miliardi e avrà, nel 2015, solvency I al 168% e solvency II al 184%. I target 2015 dell'intero gruppo Unipol, cioà la “nuova Ugf” che resterà quotata al fianco di “Unipol-Sai”, vedono premi per 17,5 miliardi e utili per 880 milioni. La differenza rispetto ai 970 milioni circa indicati nel piano approvato a marzo è da ricondurre all'esame dei dati di consuntivo 2011 delle società coinvolte, oltre che agli impegni assunti con l'Antitrust. A questo proposito, Unipol cederà 1,7 miliardi di premi, ridurrà il debito subordinato verso Mediobanca a 1,1 miliardi e, per “eliminare alla radice qualsiasi tipo di connessione che dia adito a possibili intrecci azionari con Mediobanca e Generali”, venderà le quote di Fonsai in entrambe. Unipol-Sai cederà “rami di azienda, interi o divisi in più  blocchi” e alcuni marchi “già individuati”; le cessioni, per le quali Unipol ha già ricevuto “diverse manifestazioni di interesse” avverranno “non alla fine del piano”, sulla base di tempi stabiliti con l'Antitrust.

Ows, che fare?


[Il banco di prova di un'intelligenza superiore è la capacità di contenere due idee opposte allo stesso tempo conservando la propria funzionalità Francis Scott Fitzgerald] Manifestazioni di protesta sono state inscenate a Tel Aviv da gruppi di “indignati” in seguito alla clamorosa protesta di un loro compagno - Moshe Silman, 58 - che si è dato fuoco nel centro della città. Le sue condizioni sono anche oggi critiche. Centinaia di dimostranti hanno attaccato con bottiglie e uova gli uffici locali della Previdenza sociale, l'istituzione indicata da Silman come la causa prima del suo tracollo finanziario. Occupy Wall Street, (in italiano “occupiamo Wall Street”) è un movimento di contestazione pacifica, nato per denunciare gli abusi del capitalismo finanziario, che si è concretizzato in una serie di dimostrazioni nella città di New York presso Zuccotti Park. Il nome del movimento assume Wall Street quale obiettivo simbolico, in quanto sede della Borsa i New York ed epicentro della finanza mondiale. I partecipanti alla dimostrazione manifestano principalmente contro l'iniquità economica e sociale sviluppatasi a seguito della crisi economica mondiale, ispirandosi alle Proteste nel Nordafrica e Medio Oriente del 2010-2011, in particolare alle proteste tunisine. Dimostrazioni simili si sono svolte in altre 70 città degli Stati Uniti e di seguito anche in Canada, Australia, Regno Unito a Londra e in Italia. A otto mesi da quei momenti ormai si può dire che il movimento è prossimo alla sparizione. Le donazioni sono ridotte al lumicino. I sondaggi dimostrano che l’appoggio della popolazione di New York sta rapidamente calando, così come l’attenzione dei media. In aggiunta a questo nelle ultime settimane si è assistito ad esplosioni di violenza, liti continue con la municipalità fino ad arrivare a due accuse di terrorismo. Anche la partecipazione sui social network è calata drasticamente nelle ultime settimane. E dire che otto mesi fa gli occhi del mondo erano puntati su questa associazione spontanea di persone che aveva deciso di combattere le ingiustizie e le diseguaglianze. Ma quei tempi sono passati. Theda Skocpol, professore all’Harvard University è sicuro “i maggiori sociologi ne sono sicuri. Il movimento è finito”. Bill Dobbs, membro dell’ufficio stampa di Occupy New York è di tutt’altro parere. Secondo lui quella di Occupy è una lotta simile a quella dei diritti civili americani, lunga e faticosa, che riuscirà in futuro a cambiare la società Usa. Skocpol ha identificato alcune differenze sostanziali tra il Tea Party e Occupy Wall Street. Gli attivisti del primo gruppo hanno in genere più di 45 anni e sono organizzati in sezioni con dei leader definiti. Il movimento Occupy invece è mosso da giovani attivisti che rifiutano le gerarchie politiche e si focalizzano su “accampamenti” i quali però portano a una dissoluzione dell’intero movimento qualora vi sia uno sgombero o una dispersione dei membri. Si parlava di attacchi terroristici: il gruppo è ritenuto responsabile del tentativo di esplosione di un ponte a Cleveland durante la May Day Parade e dell’attacco al Presidente Obama a colpi di bottiglie molotov durante l’incontro Nato a Chicago. Un sondaggio organizzato dal Time lo scorso ottobre ha dimostrato che il 54 per cento degli interpellati aveva un’opinione positiva dei membri di Occupy, vi fu un grande sostegno popolare ma questo venne a mancare quando lo scorso 17 marzo decine di persone hanno provato a ri-occupare Zuccotti Park per essere poi arrestati dalla polizia. Lo scorso aprile la Nbc ha lanciato un nuovo sondaggio che ha dimostrato come il 71 per cento dei newyorkesi è ormai contro Occupy. I twitter sono scesi a circa cinque al minuto. Le donazioni sono scese fino a 31 mila dollari. I 300 campi presenti questo autunno sono ormai un ricordo. Manca uno spazio. Manca aggregazione. Il movimento si rimpicciolisce e non vi è più coinvolgimento. Anche i candidati alle prossime elezioni di novembre non citano Occupy come riferimento e secondo molti attivisti le urne non sono una priorità. E dire che otto mesi fa avrebbero dovuto cambiare il mondo.

Le olimpiadi del Mossad


[Non sempre le cose sono come sembrano.  Fedro]  “C'è uno stato di vigilanza di intelligence ed operativa in vista dei giochi olimpici di Londra” lo ha affermato il ministro della difesa israeliano Ehud Barak. “I servizi di sicurezza britannici, che sono eccellenti, stanno agendo al massimo delle loro capacità, con l'aiuto di elementi di intelligence da tutto il mondo”, ha aggiunto. “Bisogna stare sul chi vive”. .Il kamikaze che il 18 luglio ha fatto strage di turisti israeliani all'aeroporto di Burgas, sulla costa bulgara del Mar Nero, avrebbe agito con un complice che a distanza avrebbe azionato con un telefonino la bomba che il terrorista aveva in uno zaino a spalla. Su questa ipotesi starebbero lavorando gli inquirenti, secondo i media bulgari che riferiscono dell'andamento delle indagini sull'attentato, attribuito da Israele e Usa agli integralisti sciiti di Hezbollah su ordine dell'Iran. Agenti dei servizi segreti interni israeliani Shin Bet sono stati mandati a far scudo alla squadra già arrivata da giorni al Villaggio Olimpico. Temendo il ripetersi a Londra del massacro di undici suoi atleti e tecnici nel 1972 a Monaco di Baviera, e a pochi giorni dalla strage di Burgas in Bulgaria, Israele ha sguinzagliato il Mossad alle calcagna di un nucleo di bianchi convertiti all'Islam: in apparenza insospettabili, lavorerebbero in realtà fianco a fianco con le squadre speciali iraniane Quds e con Hezbollah, il gruppo terroristico sponsorizzato da Teheran. Lo stato ebraico - ha scritto il Sunday Times domenica - teme che una cellula iraniana in Europa stia pianificando un attentato “dell'anniversario” contro i 38 atleti che gareggeranno con la bandiera della stella di David.  Stavolta, ad ogni buon conto, una “cintura di acciaio” è stata stretta attorno al Parco Olimpico nelle cui viscere sono stati allestiti bunker in cui chiudere i vip in caso di attentato. Secondo le stime della vigilia circa 50 mila spettatori eccellenti presenzieranno ai Giochi: tra questi 140 capi di Stato o di governo, 200 ministri, cento esponenti di famiglie reali e 150 membri del Comitato Olimpico Internazionale.

domenica 22 luglio 2012

I furbetti della Manutencoop


[Lettera di rifiuto di una poesia intitolata “Perché sono vivo?”: Perché hai inviato la poesia per posta.  Eugene Field ] La Cisal denuncia la Manutencoop che opera a Punta Raisi per la mancata ottemperanza delle normative di legge vigenti e degli accordi preesistenti in materia di organizzazione, riassetto e cambio di contratto ai dipendenti. È stata informata la Upimo di Palermo che dovrà convocare le parti urgentemente in maniera congiunta. La terza unità operativa ha convocato le parti il 25 luglio, alle ore 11,00. Tra l’altro, e secondo noi fatto ancora più grave, la  Manutencoop non avrebbe applicato le norme della legge 81/08 ed in particolare l’art. 15. Il sindacato chiede alle autorità preposte (in particolare allo SPreSAL) di controllo di effettuare una visita ispettiva. 

sabato 21 luglio 2012

Il cardinale Richelieu in Assaeroporti


[Non sono le cose in se stesse a preoccupare, ma le opinioni che ci facciamo di esse. Epitteto] Carmelo Scelta, direttore generale & accountable manager della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino, è stato nominato membro della giunta esecutiva di Assaeroporti, l'Associazione italiana dei gestori aeroportuali. Si tratta di un importante riconoscimento per il ruolo svolto dalla Gesap all'interno dell'associazione. È il giusto riconoscimento nei confronti del dg della Gesap che ha tentato, in tutti i modi, di rilanciare lo scalo palermitano: pur prendendo i migliori ingegneri ph, vendendo e poi riacquistando la quota di handler e poi forse rivenderla, spendendo 2 milioni e 300 mila euro per collaborazione esterne solo nel 2011 …  avrebbe creato pochissime certezze e molti dubbi. Ma questa è l’Italia non contano i fatti concreti, conta l’apparire e le persone che frequenti. Gli ottimisti sostengono che in vista del 24/7, data in cui i soci della Gesap si riuniranno per ribadire la riforma dello statuto, era un atto dovuto, l’onore delle armi, una ricompensa, piccola, a un uomo che crede di essere un grande amministratore.   L'assemblea ha confermato, per il secondo mandato consecutivo, Fabrizio Palenzona quale presidente dell'associazione. Palenzona sarà affiancato da quattro vicepresidenti: Fulvio Cavalleri riconfermato vicario, Mario Fagotti (Sase), Enrico Marchi (Save), e Renato Ravasio (Sea).  Ricapitalizzare o la concessione sarà revocata. Il presidente dell'Enac,Vito Riggio, rilancia il suo aut aut nei confronti della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo. "Le ricapitalizzazioni promesse non ci sono state - ha sottolineato - ora, o i soci mettono il capitale o trovano qualcuno che mette i soldi. Il rischio è che se non ci sono i soldi non ci può essere la concessione, perché la legge prevede che ci siano precisi requisiti finanziari”. Già un mese fa Riggio aveva mostrato la propria preoccupazione per la situazione finanziaria dello scalo palermitano. Secondo lui il mancato aumento di capitale non era stato “neanche preso in considerazione”, e dunque la società di gestione non offriva “garanzie sui necessari investimenti e bloccava i programmi concordati con l'Enac”. L’Enac rende noto che oggi, 21 luglio 2012, è stata inaugurata la nuova aerostazione di Lampedusa i cui lavori sono stati ultimati con un anticipo di circa due mesi rispetto ai tempi previsti. La cerimonia si è svolta alla presenza del Presidente del Senato Renato Schifani, dei vertici dell’Enac, il Presidente Vito Riggio e il Direttore Generale Alessio Quaranta, di istituzioni centrali e territoriali e di rappresentanti del settore. Ovviamente viaggiavano tutti in compagnia e senza pagare un euro. I lavori sono stati realizzati con un importo di circa 16,7 milioni di Euro, finanziati dalla Comunità Europea con fondi derivati dalle riserve di premialità comunitaria di cui ha beneficiato l’Enac. I lavori sono stati eseguiti dalla Sigenco S.p.A., l’impresa catanese appaltatrice dell’opera.

S&P sospende rating Sicilia


[Solo l'uomo colto è libero. Epitteto]  Standard & Poor's ha confermato il rating 'BBB+ della Sicilia provvedendo però a sospenderlo a causa della mancanza di informazioni sufficienti da parte della Regione. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando una nota di S&P in cui afferma che un giudizio sul rating potrà essere espresso solo dopo un incontro con i rappresentanti dell'ente. Dopo aver confermato il rating e l'outlook negativo sulla Regione Sicilia, sulla base delle informazioni al momento disponibili, S&P - si legge nella nota –“ha conseguentemente sospeso il rating a causa della mancanza di sufficienti informazioni tali da permettere di mantenere un'appropriata sorveglianza” sul merito di credito dell'ente guidato dal governatore Raffaele Lombardo. L'azione di Standard & Poor's “segue le recenti informazioni pubbliche disponibili” che spingono l'agenzia “a credere che la Sicilia non sarà in grado di soddisfare le nostre previsioni per il 2012” anche se ciò non  dovrebbe provocare un abbassamento del rating. “Inoltre - scrive S&P - abbiamo preso in considerazione il recente annuncio del governo italiano che trasferirà circa 400 milioni di euro alla Sicilia”. Per S&P il trasferimento è dovuto “a pagamenti che la Sicilia ha già fatto precedentemente”. L'agenzia americana prevede di ripristinare il rating “una volta che ci saremo incontrati con i rappresentanti del governo e avremo ricevuto sufficienti informazioni per definire il merito di credito della Sicilia”. S&P prevede di ripristinare il rating se riceverà “entro tre mesi” le informazioni mancanti. In caso contrario il rating verrà ritirato. Standard & Poor's ricorda infine che l'outlook negativo della Sicilia, oltre a rispecchiare quello dell'Italia, dipende dalle “attuali condizioni economiche domestiche che premono sul merito di credito” della regione, “in particolare sulla sua base di tasse”. La scure di Mooody's sull'Italia (e sulla Sicilia). Il downgrade del rating sovrano del 13 giugno scorso innesca l'atteso effetto domino, al quale in pochi si sottraggono (fra le altre Enel, A2A E Aeroporti di Roma): e così l'agenzia di rating Usa taglia la propria valutazione su 23 enti locali, fra cui 14 Regioni e quattro città capoluogo, su Poste Italiane, Eni, Terna, Acea, tre istituzioni finanziarie e 10 banche, fra le quali Unicredit e Intesa Sanpaolo. La riduzione del rating dell'Italia  “indica che il governo potrebbe non essere in grado di fornire supporto finanziario alle banche in difficoltà”, afferma Moody's in una nota, sottolineando che una revisione al rialzo della valutazione delle banche è “improbabile nel breve periodo. Comunque pressioni al rialzo sul rating potrebbero svilupparsi se le banche miglioreranno in modo sostanziale il loro profilo di credito e la loro resistenza”. Al ribasso, invece, potrebbero pesare alcuni fattori, fra i quali una prolungata recessione e un ulteriore downgrade dell'Italia. Il rating è stato tagliato di un gradino per 7 istituzioni e di due per le 6 istituzioni finanziarie restanti. Unicredit è stata declassata a Baa2 da A3, con prospettive negative. 

Prezzi record soia,mais,grano


[Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. Epitteto]  Dalla crisi finanziaria a quella alimentare, con il record storico delle quotazioni di soia e mais, mentre vola il prezzo del grano destinato a produrre il pane. Emerge da una analisi di Coldiretti sulle quotazioni di chiusura settimanale al Chicago Board of Trade: in sole 5 settimane si registra un balzo dei prezzi del 55% per il mais (chiusura a 8,24 dollari/bushel), del 26% per la soia (17 dollari per bushel) e del 50% per il grano (9,43 dollari per bushel) per le consegne a settembre.

Marcia disoccupati a Madrid


[Poiché nella grande saggezza c'è molto dolore, colui che aumenta la conoscenza aumenta il dolore.  Ecclesiaste]  “Non siamo un numero o un pretesto siamo parte della soluzione”: è la rivendicazione con cui due marce di disoccupati arrivano oggi a Madrid, dieci giorni dopo la “marcia nera” dei minatori. Si tratta di poche centinaia di persone, che vogliono però rappresentare i 5 milioni di disoccupati spagnoli. Divisi in diverse colonne, i “pellegrini” sono in cammino da un mese. L'iniziativa, promossa dagli “indignados”del 15M, si concluderà davanti al Ministero del Lavoro. In deciso rialzo i costi per assicurarsi contro la bancarotta della Spagna. I credit default swap sul debito iberico sono saliti a 597 punti, secondo i dati di Markit. In rialzo anche i costi sul debito italiano, con i cds a 519 punti.  Il Premier spagnolo, Mariano Rajoy, vedrà il Presidente del Consiglio, Mario Monti, il 2 agosto. Lo ha annunciato il vice primo ministro spagnolo, Soraya Saenz de Santamaria. La Comunidad Valencia ha chiesto il salvataggio allo Stato centrale usando, prima fra le regioni autonome, il nuovo strumento ideato da Madrid per fornire liquidità agli enti locali. La decisione si è  resa necessaria “per fare fronte alle scadenze di debito del 2012”. I governi locali potranno attingere risorse da un fondo da 18 miliardi di euro, ma in contropartita dovranno sottostare a una serie di impegni e sanzioni sulla falsariga di quelli europee.

giovedì 19 luglio 2012

ETERNIT A PUNTA RAISI?

[Spassu di vicini e trivulu di casa. Divertente e piacevole con gli estranei e causa di patimenti e sofferenze in casa. Frase siciliana] A Punta Raisi, aeroporto internazionale Falcone – Borsellino, non si finisce mai di apprendere che in alcune parti d’Italia la legge va rispettata in altre interpretata. A Palermo i protagonisti sono uno, nessuno, centomila; dove accade il fatto li o là; le opinioni sono tante ma alla fine così è se ti pare. Nel magazzino della Gesap, proprio accanto all’ente di controllo Enac, il tetto sarebbe interamente di eternit.  Vero che è stato creato un controsoffitto, ma crediamo che sia un palliativo, una presa in giro, un modo come un altro per spendere soldi inutilmente, visto che l’eternit va tolto. Tutti ne sono al corrente gli impiegati della Gesap (in tutto sei), i responsabili della sicurezza pure, visto che il tetto è ben visibile ma nessuno fa niente. La nova legge  81 sulla sicurezza, in materia, dovrebbe essere molto severa, ma si tira a campare. I sindacati al momento non sembrano molto convinti e restano indecisi sul da farsi e dire che all’interno del magazzino lavora personale iscritto a tutto il mondo sindacale. Non sappiamo se una situazione del genere può interessare i commissari dell’unione europea, la sicurezza in un aeroporto non dovrebbe riguardare solo i voli e i passeggeri ma anche il personale che li lavora. Ma probabilmente sbagliamo. Si è perso il conto di quanti sono i milioni di euro spesi per rendere più efficiente lo scalo di Palermo. Quanto può costare cambiare un tetto?  Il 6 aprile 2009 inizia presso il tribunale di Torino il processo istruito da Raffaele Guariniello contro Stephan Schmidheiny (uno dei due fratelli Schmidheiny — l'altro è Thomas — ex presidenti del consiglio di amministrazione dell'Eternit AG) ed il barone belga Louis De Cartier de Marchienne. Sono ritenuti responsabili delle numerose morti per mesotelioma avvenute tra gli ex-dipendenti delle fabbriche Eternit a contatto con l'asbesto. Il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino emette una sentenza storica, condannando in primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”, e obbligandoli al risarcimento di circa 3000 parti civili oltre al pagamento delle spese giudiziarie. Il caso Eternit è il primo al mondo in cui i vertici aziendali vengono condannati, costituendo un precedente importante che potrebbe dare il via a decine di processi in tutta Europa. Benché sin dal 1962 fosse noto in tutto il mondo che la polvere di amianto, generata dall'usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, provoca una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico (oltre che alla classica asbestosi), a Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari la Eternit e la Fibronit continuarono a produrre manufatti sino al 1986 (1985 per Bari e 1992 per Broni), tentando di mantenere i propri operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni (soprattutto a lungo termine) che le fibre di amianto provocano, al fine di prolungare l'attività dello stabilimento e quindi accrescere i profitti. In particolare a Casale Monferrato i morti e i contaminati da amianto sono e saranno migliaia, anche perché lo stabilimento disperdeva con dei potenti aeratori la polvere di amianto in tutta la città, causando la contaminazione anche di persone non legate alle attività produttive dell'Eternit. Soltanto nel periodo 2009-2011 nella città monferrina ci sono stati 128 nuovi casi di persone ammalate. Siccome la malattia ha un periodo di incubazione di circa 30 anni, si trovano attualmente in pericolo tutti coloro i quali fino a fine Ottanta risiedevano in zone limitrofe contaminate dalle polveri. Fino al 1994, ricorda il presidente di Assoamianto Sergio Clarelli, la situazione era paradossale, perché la legge 257/1992 riconosceva i rischi per la salute e “metteva al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietando l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto, ma non la loro utilizzazione”, a parte eccezioni. Oggi l'azienda è fallita presso il Tribunale di Genova ed il Comune di Casale Monferrato sta spendendo milioni di euro per la bonifica del sito. Nella zona di Casale Monferrato e nell'intera Provincia di Alessandria si contano circa 1.800 morti per esposizione ad amianto, morti avvenute perlopiù in silenzio. Innanzitutto si deve determinare la presenza di amianto nella lastra di fibrocemento, questo si può accertare risalendo alla data d’acquisto del manufatto, oppure semplicemente facendo analizzare un campione, possibilmente una lastra intera, poiché uno o più frammenti, se poi confermati contenere amianto, sono nella condizione ideale per nuocere gravemente alla salute. Il costo di un'analisi presso laboratorio privato non supera i 200,00 Euro, ed è assolutamente conveniente per la nostra salute e quella dell'ambiente che ci circonda. Incapsulamento, è un metodo di bonifica “transitorio” che prevede il trattamento della superficie delle lastre esposta agli agenti atmosferici con sostanze sintetiche, idonee ad inglobare e consolidare le fibre di amianto al manufatto cementizio ed impedirne il rilascio nell’ambiente. Rimozione e smaltimento, è un metodo di bonifica “radicale” che prevede diverse procedure speciali atte a garantire la sicurezza: degli operatori addetti alle varie operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento; delle persone e degli animali che si trovano in prossimità del cantiere e dei mezzi usati nel trasporto e infine in generale dell'ambiente dove si opera. La normative Italiana di riferimento per questi tipi di bonifiche è la legge 257/1992 e per la normativa sulla sicurezza il D.Lgs. 81/2008. video