sabato 30 giugno 2012

Dipendenti Wind jet senza diritti

[Granduca Sei a squadriglia Aquila: vai con guerra psicologica! A pieno volume. Qui Romeo Foxtrot: vogliamo ballare? Col. Kilgore] Da due giorni sono cominciate le convocazioni da parte dell’azienda etnea dei suoi 500 lavoratori. Contestualmente alla comunicazione del passaggio o meno alla newco, la compagnia chiede loro di firmare la rinuncia ad eventuali controversie direttamente o anche indirettamente connesse al loro rapporto di lavoro ed al trasferimento del ramo di azienda. Ad oggi circa 30 si sono rifiutati di firmare. “Perché i verbali contengono richieste vergognose”, affermano i dipendenti, che denunciano anche il comportamento dei sindacati (i sindacati sono la Cgil e la Uil). “Stanno facendo il gioco dell’azienda?” La firma sul verbale segna anche la rinuncia da parte del dipendente “ad ogni diritto ed azione relativi alla cessione (o alla non cessione a seconda se il lavoratore è tra quelli assorbiti o meno dalla newco, ndr) del proprio rapporto di lavoro a tempo indeterminato da parte della Wind Jet spa alla Wind Jet srl”. Come si legge sul documento, con la firma i dipendenti rinunceranno anche «ad ogni pretesa e rivendicazione nei confronti delle due società relativa all’inquadramento professionale ed alle mansioni svolte, ad eventuali differenze retributive, anche per quanto riguarda tutti gli istituti retributivi riflessi e differiti, le maggiorazioni e le indennità. E ancora alla determinazione del trattamento economico globale complessivamente dovuto e percepito, alle qualifiche riconosciute ed eventualmente spettanti, agli aumenti legati all’anzianità, all’orario di lavoro, ai riposi, ad eventuali compensi per il lavoro prestato di domenica, ai criteri di computo relativi alla base di calcolo del Tfr ed alla liquidazione dello stesso”. A queste si aggiunge la rinuncia a rivendicazioni relative “a qualsiasi controprestazione che dal rapporto di lavoro abbia comunque tratto occasione, nonché ad eventuali prestazioni connesse a qualsiasi titolo a responsabilità contrattuale e/o extracontrattuale di entrambe le società anche sotto il profilo del danno biologico o di altro tipo di danno esistenziale, alla professionalità, alla salute”. Resta da capire se chi non ha firmato ha intenzione di portare la società del presidente del Calcio Catania, Antonino Pulvirenti, in tribunale.

Una giornalista vuole guidare l’Islanda

[Le cose ritrovate sono nuove. Jean Paul]Seggi aperti da questa mattina in Islanda per i 236.000 iscritti a scegliere il nuovo presidente. La battaglia si gioca tra il favorito Olafur Ragnar Grimsson (69) che punta alla rielezione alla presidenza per il quinto mandato e Thora Arnorsdottir (37) una anchorwoman, madre di famiglia, che invoca la necessità di un “cambiamento” per l'isola nordica. I risultati sono attesi in serata, un'ora dopo la chiusura dei seggi alle 22.00. Tra Olafur Ragnar Grimsson e la rielezione alla presidenza della Repubblica d'Islanda per il quinto mandato, un record per l'isola nordica, c'è un unico ostacolo: una tenace giornalista bionda di 37, anni madre di sei figli (tre acquisiti), Thora Arnorsdottir. Ex anchorwoman di una tv locale diventata celebre per le sue inchieste sulla crisi economica che ha travolto l'economia nazionale nel 2008, Thora è una outsider non legata ai partiti tradizionali ma di simpatie socialdemocratiche per tradizione familiare (suo nonno, Hannibal Valdimarsson, è stato segretario del Partito socialdemocratico negli anni '50 e '60 e più volte ministro). Gli ultimi sondaggi alla vigilia del voto mostrano un sorpasso sul filo di lana di Grimsson, in carica dal 1996, nei confronti di Thora, che a lungo è stata in testa nelle intenzioni di voto invocando la necessità di un “cambiamento” e di imparare sugli errori del passato. Per Thora, s l'Islanda “ha bisogno di un cambiamento”. I sondaggi tuttavia premiano Grimsson, 69 anni, che ha ottenuto grande popolarità ponendo il veto alla legge votata in parlamento dal governo di centro-sinistra per rimborsare 5 miliardi di dollari agli investitori britannici ed olandesi che avevano perso i propri risparmi investiti nei conti “Icesave” della Landsbanki, una delle tre principali banche islandesi nazionalizzate nel 2009 dopo il default. Il veto, confermato da due referendum popolari, ha scatenato la rabbia di Gran Bretagna e Olanda e l'Efta, l'Associazione di libero scambio europea di cui fa parte l'Islanda, ha trascinato il governo di Reykjavik in tribunale. “In pratica, si può dire che il voto  sia un referendum per capire se il presidente ha fatto bene a non firmare la legge su Icesave nel 2010 e 2011”, ha detto alla Reuters Stefania Oskardottir, professore associato all'Università d'Islanda. La decisione di Grimsson di rimborsare solo i cittadini islandesi coinvolti nel crack del sistema bancario nazionale e di lasciare a mani vuote gli investitori stranieri è stata apprezzata dalla stragrande maggioranza dei 300 mila islandesi, che dopo la crisi hanno così ritrovato l'orgoglio nazionale.

La banda del buco

[Nomina sunt consequentia rerum. I nomi sono corrispondenti alle cose. Giustiniano] Mentre per JpMorgan si avanza l'ipotesi di perdite superiori ai 9 miliardi di dollari, all'ex responsabile del settore investimenti a Londra, Ina Drew, finita nell'occhio del ciclone per il caso che ha fatto nuovamente tremare il sistema finanziario americano, è stata riconosciuta una buonuscita d'oro: circa 21,5 milioni di dollari (tra stipendio, liquidazione, pensione e pacchetto di azioni vincolate). Drew non è stata licenziata per giusta causa, che avrebbe precluso la buonuscita. Gli stipendi dei banchieri e dei manager sono un po come i costi della politica; riscontrano un interesse mediatico ciclico, che in questi ultimi mesi sta diventando, tuttavia, più ossessivo ed è fortemente correlato con il divampare della crisi economica, che imponendo a tutti sacrifici e austerità, fa emergere le situazioni più eccezionali, che spesso danno vita a sentimenti di scandalo tra gli italiani. Tuttavia, va precisato che esiste una netta differenza tra gli emolumenti anche stratosferici corrisposti a manager e banchieri privati e quelli ottenuti da politici e amministratori ad ogni livello di enti pubblici. I primi, infatti, non sottraggono nulla alla collettività e corrispondono, in genere, all’apporto che questi manager conferiscono alla società che amministrano, sotto forma di aumento del suo valore di capitalizzazione in borsa e/o di redditività ed efficienza. Potrà anche sembrare moralmente ingiusto, ma una società che offre a un suo dirigente finanche decine di milioni di euro di stipendio, anche ricorrendo a bonus sostanziosi e alle tanto criticate stock options, in realtà, non intende buttare i suoi soldi, ma lo fa perché evidentemente riconosce in quella persona un valore specifico, di cui beneficia. È  lo stesso principio che regola le retribuzioni dei lavoratori, sebbene i livelli siano molto diversi. Tuttavia, non sono sfuggiti a nessuno alcuni casi di evidente distorsione, che nulla hanno a che fare con il premio al merito e alle capacità individuali dei dirigenti. Il caso più eclatante si è avuto negli USA, dove all’indomani del fallimento di Lehman Brothers, l’8 settembre del 2008, il suo manager si ritirò con una buona uscita per circa 300 milioni di dollari. Peccato che la banca da lui gestita abbia scatenato una crisi globale dell’economia, con effetti devastanti sulla tenuta dell’intero sistema finanziario planetario. È  stato un premio a cosa? Non è un caso che è da allora che il faro dei media si sia concentrato sugli emolumenti stellari, soprattutto, tra i banchieri e, in particolare, negli USA. E avrà avuto le sue ragioni l’ex ad di Finmeccanica, Piergiorgio Guarguaglini, che poche settimane fa ha ottenuto una buona uscita di 4 milioni di euro subito, più un altro milione circa da corrispondere nel corso del 2012. Oggetto di furenti critiche, l’ex manager ha fatto notare come la sua liquidazione fosse niente, se paragonata a quella di un Profumo. Peccato anche per lui, che abbia lasciato una società nella bufera giudiziaria, con scandali legati agli appalti Enav, nonché al centro di tensioni finanziarie che ne hanno decimato il titolo, dopo la pubblicazione di una trimestrale più che negativa. Non è sfuggito ai riflettori della stampa nemmeno l’ad Fiat, Sergio Marchionne, che nel 2011 ha ricevuto uno stipendio da 3,473 milioni. Non che la somma sia tale da destare scandalo e anche il rapporto tra la sua retribuzione e quella media di un operaio del Lingotto si attesta a livelli, tutto sommato, bassi, intorno a 365. Potrà sembrare tanto per chi non ha dimestichezza con questi dati, ma in altre realtà non italiane, il rapporto non raramente arriva anche a 4-5000 (un manager guadagna fino a 5000 mila volte in più di un suo impiegato).

Solo la Gesap può evitare lo sciopero


[Cu nasci tunnu un' pò moriri quadratu, opp: chiàttu. Chi nasce tondo non può morire quadrato. Frase siciliana] Ieri si è svolto presso l’assessorato regionale  del lavoro l’incontro tra i sindacati (Cisal e Ugl) e la controparte Ghp.  Nel corso dell’incontro le OO.SS hanno ribadito la richiesta di poter far fruire ai lavoratori in forza le due settimane consecutive di ferie annuali, come per altro da originaria calendarizzazione regolarmente affissa in bacheca aziendale fino allo scorso 30 maggio. Natale Chieppa ribadisce quanto già ampiamente annunciato e dimostrato nei precedenti incontri e cioè la necessità di ridurre il godimento dei giorni di ferie nel periodo estivo quando il volume di traffico aumenta. Ma Chieppa, De Ruggero e Tursi, avranno anche loro le ferie ridotte? Forse, probabilmente … ma non ci credo. Le tre grazie (Grazia, Graziella e grazie … tante), si perché sono educati, affabili… dei bravi guaglioni,  hanno dimenticato di fare mettere nel verbale che tutta questa manfrina ha uno scopo ben preciso ridurre il numero degli stagionali. Nei ripetuti incontri non riescono a dare una risposta definitiva: riferiremo, vedremo, faremo il possibile, dobbiamo riferire all’azionista … di sicuro hanno solo lo stipendio e uno dei tre anche doppio (a proposito avrà anche le doppie ferie?).  Ugl e Cisal non hanno altra scelta dovranno indire lo sciopero. 

Adinolfi, un blogger in Parlamento


[Per l’uomo tribale lo spazio era il mistero incontrollabile. Per l’uomo tecnologico il mistero incontrollabile è il tempo. Marshall McLuhan] Dopo tanto battagliare con il neo sindaco di Civitavecchia, Pietro Tidei, che fino all'ultimo non ha voluto cedergli il posto a Montecitorio, alla fine Mario Adinolfi è arrivato alla Camera. Da stamattina ha tutti i diritti e i doveri del deputato. Una prima esperienza che durerà al massimo otto mesi. Ma che Adinolfi è decisissimo a rendere comunque '”indimenticabile”.  Per sé e per gli altri. A cominciare dal Pd, al cui gruppo si è diligentemente iscritto, ma per il quale ha intenzione di diventare una vera spina nel fianco. Smessi i bermuda e le maxitshirt che sono la sua divisa abituale, Adinolfi indossa un classicissimo vestito blu, camicia bianca e cravatta con fantasia sobria. Tutt'altro, però, che un segno di “imborghesimento”. Adinolfi sintentizza: “uso la rete che ha una dimensione dialettica virulenta e iperdemocratica, libera e non convenzionale. E allo stesso tempo ho una formazione politica solida e appassionata. Con questi strumenti farò una battaglia politica nel Pd''.  E arriva la sua prima interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia per sapere che fine ha fatto il provvedimento, con relativo regolamento, per le srls, quelle per intenderci a un euro e senza notaio. Nel blog, manco a dirlo, c'è poi il suo programma politico parlamentare, “Otto mesi, otto impegni”. Tra questi, il leale sostegno a Monti “ma gli chiedero' di tener fede agli impegni assunti in particolare con le giovani generazioni”, la difesa di Elsa Fornero e una proposta di legge per “il riconoscimento del diritto all'accesso a internet come diritto universale dell'essere umano. Internet è come l'acqua'”. 

Islanda, ex premier Haarde colpevole


[Uno dei motivi per cui Microsoft ci ha messo 10 anni per copiare Mac, a mio parere, è che non l’avevano capito davvero fino in fondo. Steve Jobs] L'ex premier conservatore islandese Geir Haarde è stato riconosciuto colpevole di uno dei quattro capi di imputazione a suo carico per il collasso finanziario dell'isola nel 2008. La corte speciale che lo ha giudicato non ha però previsto alcuna sanzione. Haarde rischiava fino a due anni di reclusione per non aver protetto il Paese da un indebitamento eccessivo del sistema bancario. La corte speciale ha giudicato Haarde reo di non aver convocato una riunione di governo a inizio crisi. Tra Olafur Ragnar Grimsson e la rielezione alla presidenza dell'Islanda per il quinto mandato, un record per l'isola nordica, c'è un ostacolo: la giornalista tv, ex anchorwoman divenuta celebre per le inchieste sulla crisi economica che nel 2008 colpì l'isola, 37 anni madre di 6 figli (3 acquisiti), Thora Arnorsdottir. Outsider non legata ai partiti, viene data dai sondaggi sul filo di lana con Grimsson, in carica dal 1996. “Ma continuerò ad allattare la mia bambina”, ha detto.

venerdì 29 giugno 2012

La Cina oscura il sito Bloomberg

[Una parola gettata nelle mente a caso produce onde di superficie e di profondità, provoca una scia infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni. Gianni Rodari] Di nuovo bloccato in Cina il sito dell'agenzia Bloomberg. Come era già successo ieri, attualmente nel Paese, senza la Vpn (i programmi che permettono di uscire dal controllo della censura cinese), non è possibile aprire il sito. La censura è arrivata poco dopo la pubblicazione di articolo nel quale si rivela l'ingente patrimonio milionario, tra partecipazioni societarie e proprietà immobiliari, accumulato da Xi Jinping, prossimo segretario generale del partito e presidente cinese.

Saluti da Cipro

[Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legane più sicuro con esso che l’arte. J.W. Goethe] Cipro chiede aiuto all’Europa per rifinanziare le sue banche, e secondo le prime stime ci vorranno 10 miliardi di euro, pari a circa metà del Prodotto Interno Lordo del Paese. È forse questo pesante rapporto ad aver spinto una giornalista della TV pubblica tedesca a rivolgere al presidente cipriota la bizzarra domanda: Cipro è in vendita? “Cipro non è in vendita e i ciprioti hanno la loro dignità, la pregherei di non sfidarmi con queste domande provocatorie”, ha risposto Dimitris Christofias. Il Paese, che negli ultimi anni è divenuto una notevole piattaforma finanziaria, sede di centinaia di società internazionali di intermediazione, ha però un sistema bancario strettamente legato a quello greco. Subito dopo il vertice europeo del fine settimana, sull’isola giungerà una delegazione di membri della BCE e della Commissione Europea, per valutare i bisogni e richiedere, se necessario, anche la partecipazione del Fondo Monetario Internazionale. Cipro chiede aiuto. Il governo di Nicosia ha informato ufficialmente le autorità europee di aver deciso di voler ricorrere al fondo salva-stati. Il Paese, che a luglio raccoglierà dalla Danimarca la presidenza di turno dell’Unione europea, vuole così garantire un sostegno alle proprie banche ampiamente esposte verso la Grecia. Secondo alcune stime, Cipro potrebbe aver bisogno di aiuti fino a 4 miliardi di euro, quasi un quarto del Prodotto interno lordo. Qualche ora prima della decisione dell’esecutivo l’agenzia di rating Fitch aveva declassato il debito sovrano del Paese fino al livello “spazzatura”. Davanti alla crisi finanziaria europea, Cipro, dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna diventa così il quinto stato della zona euro a chiedere l’aiuto internazionale.

Da stregone finanza ad asso poker

[Sono preoccupato che mio figlio non capisca quello che ho cercato di essere. Col. Kurtz] Da Wall Street al tavolo verde il passo è breve. Almeno secondo l'esperienza di Andy Frankenberger, ex trader di Bnp Paribas a New York, che ha lasciato la finanza subito dopo l'inizio della crisi alla ricerca di un cambiamento. E lo ha trovato nel poker. L'uomo, 39 anni, è diventato un vero campione, tanto da battere quello che è considerato il migliore giocatore al mondo e portandosi a casa il torneo World Series of Poker, a Las Vegas. Oltre ad un premio di quasi 450.000 dollari. Andy Frankenberger (New York, 1973) è un giocatore di poker statunitense. Frankenberger è in possesso di una doppia laurea alla Duke University in Economia ed in Russo; è un ex dipendente di JP Morgan e BNP Paribas, e trader di Wall Street. Dedicatosi al poker, ha conquistato due importanti successi: la vittoria di un braccialetto WSOP nell'edizione 2011 ($1.500 No Limit Hold'em) e di un titolo del World Poker Tour (Legends of Poker 2010). Nella stagione WPT 2010 ha inoltre centrato un altro tavolo finale WPT, ed un 16º posto nel Five Diamond World Poker Classic: questa serie di risultati gli ha permesso di vincere il titolo di VPI Player of the Year 2010. Alle WSOP del 2012 vince il braccialetto del $10.000 Pot Limit Hold'em, sconfiggendo Phil Ivey all'heads-up finale.

Spagna per unione bancaria e fiscale

[Ciò che voi chiamate spirituale, io lo chiamo estetico. P.P. Pasolini] Vola al 7% il tasso sui titoli spagnoli a 10 anni per la seconda volta negli ultimi otto giorni. Lo spread Madrid-Berlino sale a 543 punti base. Al vertice europeo di Bruxelles la Spagna spingerà per l'unione bancaria e fiscale. Lo ha detto il premier spagnolo Mariano Rajoy a margine del vertice. Rajoy, senza esprimersi sull'ipotesi che i fondi di salvataggio europei possano essere usati per contenere gli spread di Spagna e Italia, ha ribadito che gli attuali tassi pagati da Madrid non sono sostenibili. Al Consiglio europeo di Bruxelles si parlerà anche di un organo di sorveglianza europea delle banche, per capire come “portare concretamente avanti” la proposta “nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”. Lo ha detto una fonte governativa tedesca. Si cercherà di capire anche quale ruolo può giocare la Bce, ha aggiunto.  Italia e Spagna puntano i piedi al vertice Ue condizionando il loro si al pacchetto crescita ad un meccanismo di solidarietà dei partner in funzione anti-spread, in grado cioè di mettere i Paesi più vulnerabili nelle condizioni di finanziare il proprio debito con rendimenti sostenibili. La svolta è arrivata a sei ore dall'avvio del vertice, più o meno nel momento in cui l'Italia aveva già messo in tasca la vittoria calcistica sulla Germania. Le trattative tra i leader proseguono. L'approvazione della riforma del mercato del lavoro da parte del Parlamento aiuterà a rendere il mercato più flessibile e meno segmentato ed è positiva per l'Italia. Lo afferma l'agenzia di rating Fitch. In un Paese dove la produttività del lavoro è al meglio stagnante e il mercato del lavoro caratterizzato da un basso tasso di partecipazione, una riforma di successo è significativa e deve essere parte di un programma di riforme per aumentare la competitività e la crescita.

Cyber attacco Usa ai siti di Al Qaeda

[In questa guerra tutto diviene confuso laggiù, il potere, gli ideali, un certo rigore morale, esigenze militari contingenti... ma laggiù con questi indigeni si può essere spinti a prendersi per Iddio. …perché c'è un conflitto in ogni cuore umano tra il razionale e l'irrazionale e tra il bene e il male... però non sempre il bene trionfa... a volte le cattive tentazioni hanno la meglio su quelli che Lincoln chiamava “i migliori angeli della nostra indole”, i buoni istinti morali. …Ogni uomo ha un suo punto di rottura, noi due lo abbiamo, Walter Kurtz ha raggiunto il suo, e evidentemente è uscito di senno. Gen. Corman] Esperti informatici del Dipartimento di Stato americano sono entrati di recente nei siti usati dai seguaci di Al Qaeda nello Yemen per sostituire i contenuti di propaganda e retorica antiamericana con informazioni relative ai civili uccisi negli attentati terroristici. A renderlo noto è stato il segretario di Stato Hillary Clinton, intervenuta davanti allo “Special Operations Command” a Tampa. La Clinton ha citato l’operazione come esempio di cooperazione tra Dipartimento di Stato, agenzie di intelligence e militari nel quadro delle operazioni antiterrorismo. Lo scrive il “Washington Post”. Quando la propaganda di reclutamento di Al Qaeda è apparsa sui siti tribali dello Yemen, “entro 48 ore la nostra squadra ha riempito quegli stessi siti con versioni diverse...che mostravano il bilancio degli attacchi di Al Qaeda contro il popolo yemenita”, ha affermato la Clinton. “Possiamo affermare che i nostri sforzi stanno iniziando ad avere un risultato” nello Yemen, ha aggiunto il segretario di Stato americano, “perché gli estremisti stanno apertamente chiedendo ai loro sostenitori di non credere a tutto quanto leggono su Internet”. L’operazione informatica è stata realizzata dal Center for Strategic Counterterrorism Communications, interno al Dipartimento di Stato con l’aiuto di esperti militari e della comunità di intelligence.

Un blogger nel cda di Aeroflot

[Non abbiate timore dell’assurdo; non indietreggiate dinanzi al fantastico. Karen Blixen] Alexei Navalny, il blogger tra i maggiori leader dell'opposizione russa, fa breccia nel consiglio di amministrazione di Aeroflot. L'elezione è avvenuta a seguito della riunione annuale degli azionisti della società. La candidatura di Navalni è stata avanzata dalla National Reserve Bank dell'imprenditore Alexander Lebedev, che possiede circa il 15% di Aeroflot (ed è anche proprietario del bisettimanale d'opposizione Novaya Gazeta). Azionista di maggioranza di Aeroflot è lo stato russo. Navalny, secondo quanto riporta l'edizione odierna di un ampio servizio pubblicato dal Financial Times, ha precisato subito “di non essersi venduto”, è stato candidato da Alexander Lebedev, un tempo a capo della National Bank Reserve e molto lontano alle posizioni di Putin.  Non a caso Lebedev, insieme a Mikhail Gorbaciov, detiene il pacchetto di maggioranza del quotidiano di opposizione Novaja Gazeta sul quale scriveva Anna Politkovskaja. Ma l'ipotetico tandem Lebedev - Navalny potrebbe anche garantire maggiore apertura ad Aeroflot, colosso dell'aviazione civile detenuto al 51 per cento ancora dallo Stato.

giovedì 28 giugno 2012

Chi prende in giro chi a Punta Raisi?


[Cu mancia fa muddichi. Chi mangia fa molliche. Frase siciliana] Di ritorno da Berlino apprendiamo da facebooh  che oggi alle ore 12 ha avuto luogo l’incontro  Ghp con  Cgil, Cisl, Uil per firma deroga contratto all'assunzione lavoratori stagionali.  Firmata questa mattina in Gh da Cgil, Cisl e Uil la deroga per le assunzioni degli stagionali. Francamente non capiamo se si tratta di una vittoria sindacale o di un favore fatto alll’azienda. Alla LEGEA non piace quanto accade all'interno dell'azienda Gh, chi è interessato alla spaccatura sindacale, chi ha chiesto la frammentazione dei sindacati , chi sta giocando in questo? Chi sono i complici di queste iniziative? Chi si sta prestando al gioco dell'azienda? Domani  incontro con Gh deroga stagionali, alle 9,30 rincontreremo Gh  incontrerà la Cisal e l’Ugl all'ufficio provinciale del lavoro per la vicenda ferie. 

PROPOSTA INDECENTE PER I PART-TIME GHP


[A jatta prisciulusa fici i jattareddi orbi. Le cose fatte in fretta vengono male. Frase siciliana] Ieri l’avv. Tullio Fortuna, rappresentante legale della Ghp, l’avvocato Alessandra Minutella che rappresenta e difende 17 lavoratori della Ghp si sono incontrati davanti  al giudice presso il tribunale di Palermo. Il giudice ha  proposto una situazione transattiva  che darebbe   una tantum di diecimila euro, oppure il contratto full- time a otto ore con decorrenza immediata per i 17 part-time. Le parti si dovranno incontrare il 20 di luglio per dare una risposta. Fortuna dovrà portare alla Ghp la decisione del giudice e la Minutella dovrà discutere con i clienti se accettare oppure andare avanti. Non cedere a compromessi e andare avanti. La sentenza del 30 maggio 2011 della corte suprema di cassazione – sezione lavoro non darebbe nessun margine di vittoria alla Ghp. I lavoratori part time sono stati assunti due anni fa e avrebbero lavorato con turnazione superiori ai full time. Per questo motivo 37 part time si sono rivolte all’avv. Alessandra Minutella che ha sempre sostenuto che i dipendenti avrebbero dovuto lavorare 5 giorni a settimana, 6 ore al giorno (nel periodo estivo) e 4 ore la giorno per 5 giorni a settimana (periodo invernale) ma questo non è mai avvenuto. Dalle buste paga – spiega l’avvocato – risulta un monte ore mensili superiore non solo a quanto previsto dal contratto part time, ma anche, a volte, a quello full-time. 

sabato 23 giugno 2012

Gupta colpevole insider trading


[Quel ballerino aveva una calzamaglia così stretta che non solo si distingueva il sesso, ma anche la religione. Woody Allen] Rajat Gupta, l'ex manager di Goldman Sachs ed ex McKinsey, è stato riconosciuto colpevole dalla giuria di insider trading, per aver fornito informazioni all'hedge fund Galleon Group di Raj Rajaratnam. Gupta - riporta la stampa americana - è stato riconosciuto colpevole di quattro dei sei capi d'accusa mossi nei suoi confronti, e potrà restare in libertà su cauzione fino alla sentenza il prossimo 18 ottobre. Dopo tre settimane di processo, il finanziere di 63 anni Rajat Gupta è stato giudicato colpevole di quattro dei sei capi d’accusa. I suoi avvocati si preparano a fare appello. È  accusato di aver dato informazioni confidenziali sulla banca Goldman Sachs, quando sedeva nel Consiglio di amministrazione, al miliardario Raj Rajaratnam, suo partner in affari. Rajat Gupta era stato arrestato l’anno scorso nell’ambito dell’inchiestache l’FBI aveva condotto proprio su Rajaratnam, proprietario del fondo d’investimento Galleon. A ottobre quest’ultimo era stato condannato a 11 anni di prigione. Robert Khuzami, responsabile della SEC, la Securities and exchange commission, l’ente che sorveglia la Borsa statunitense, ha definito la condanna di Rajat Gupta un messaggio forte per i finanzieri di Wall Street, che non possono più pensare di infrangere la legge e restare impuniti.

Fallimento Lts, 6 imputati per bancarotta fraudolenta


Il pm Geri Ferrara ha chiesto 42 anni di carcere per sei imputati accusati di bancarotta fraudolenta e truffa per il fallimento della Lts. La compagnia telefonica siciliana nel 2002 crollò con debiti per 37 milioni di euro provocando la perdita di 200 posti di lavoro. L'inchiesta partì anche grazie a un esposto dei sindacati secondo cui l'azienda era riconducibile a Giuseppe Giudice, che per due anni si era nascosto dietro la compagna Fatima Panah e una serie di prestanome. Determinante per la iscrizione nel registro degli indagati di Giudice e gli altri, fu la scoperta del dirottamento sui conti di Vodatech dei crediti che Lts stava iniziando a incassare. Nel capitale sociale della Vodatech figurava proprio la compagna di Giudice. Quest'ultimo mise in piedi anche una terza società che come Lts e Vodatech è poi fallita. Si tratta della Vodacom Paramount che avrebbe dovuto sfilare dal patrimonio di Lts anche la concessione per l'esercizio della telefonia. Per Giudice, figlio dell'ex generale della Guardia di Finanza Raffaele, piduista e coinvolto nello scandalo petroli, il pm Geri Ferrara ha chiesto 14 anni. Per la compagna Panah, cugina dello Scià di Persia, quattro anni. Il pm ha chiesto poi la condanna a sette anni ciascuno per Giuseppe Mauro, ultimo amministratore delegato di Lts, e Valter Franco Del Vecchio, amministratore della Gps, società che rilevò nel 2001 la Lts. Infine cinque anni ciascuno sono stati invocati per Antonio Genchi e Enrico Mercurio, mentre il non luogo a procedere è stato chiesto per Giuseppe Luongo e Antonino Santonocito. Il direttore generale di Lts Bueno Santana e l'amministratore delegato Marco Ciancaglini hanno patteggiato la pena.

venerdì 22 giugno 2012

Aeroporti: accordo Wfs-Aviapartner

[Dormiamo in camere separate, ognuno cena per i fatti suoi, facciamo vacanze ognuno per conto suo: insomma, facciamo di tutto per tenere unito il matrimonio. Rodney Dangerfield]  Accordo tra Worldwide Flight Services (leader globale nel cargo handling) e Aviapartner (leader europeo nell'handling passeggeri) che dà vita al primo gruppo europeo, secondo su scala mondiale, nel settore dell'handling aeroportuale con un fatturato annuale consolidato di circa 1 miliardo di euro e circa 17.000 collaboratori, 1000 dei quali in Italia. Il nuovo gruppo - precisa una nota – sarà controllato dal fondo di private equity francese Lbo France, azionista di maggioranza di Wfs.

Le bugie di Prugnetta

Il ministro Passera, detto Prugnetta
[Tira cchiossài nu pilu di sticchiu ca 'n carru di vòi. Tira di più un pelo di donna che un carro di buoi. Frase siciliana] Alitalia, Tirrenia, piano nazionale aeroporti. Sono i temi che il ministro dello sviluppo, trasporti e infrastrutture Corrado Passera ha affrontato in audizione alla commissione Trasporti della Camera. Sulla fusione di Alitalia con Wind Jet, Passera ha sottolineato che la questione “riguarda l'Antitrust. Se è fattibile bene, altrimenti è finita”. E sull'ex compagnia di bandiera ha aggiunto: “Se non ci fosse stato l'intervento di privati per salvarla, il costo complessivo sarebbe stato il doppio. Abbiamo dimezzato il costo dopo il fallimento della trattativa con Air France. La nuova Alitalia - ha aggiunto - non ha nessuna colpa se Air France ha deciso di non comprare”. Il ministro ha spiegato che il costo che viene indicato di 15 milioni di euro "é un'informazione fuorviante”.  Invitiamo i lettori di questo blog  di leggere il libro Capitani coraggiosi, scritto dal giornalista Gianni Dragoni per capire che il ministro Passera mente sapendo di mentire.  Oltre ai 22 azionisti ufficiali della compagnia (i “patrioti” di berlusconiana memoria) e ai loro parenti e affini, nell’elenco degli eletti del cielo figurano i 19 del consiglio di amministrazione, gli 8 del collegio sindacale, più le “persone da loro designate”, cioè i “famigli”, i collaboratori, gli assistenti, i portaborse, nella misura di 4 per ogni privilegiato. Ognuno di essi gode di una linea di prenotazione scorrevole e riservata e di uno sconto, un Id ticket, dove Id sta per Industry discount. Quando arriva in aeroporto è riconoscibile da chi di dovere “attraverso un codice che ne evidenzia la specificità”. Per lui l’ “accettazione e la conferma del posto sono immediate” e non deve sottostare a fastidiose “restrizioni di embargo”. In più non è soggetto a “obbligo di listing”, cioè può arrivare all’ultimo tuffo, senza presentarsi all’imbarco con il dovuto anticipo com’è richiesto, invece, ai comuni mortali. Nella classe privilegiata spicca ovviamente Roberto Colaninno che è anche presidente dell’azienda, oltre che azionista. E con lui ci sono tanti signori del jet set, è il caso di dire, noti alle cronache economiche e finanziarie, a quelle mondane e in qualche caso anche a quelle giudiziarie. C’è, per esempio,Francesco Bellavista Caltagirone, arrestato due mesi fa per truffa ai danni dello Stato per la storia della costruzione di un porto turistico a Imperia. E poi Marco Tronchetti Provera, l’uomo della Pirelli; la signora Edoarda Wesselovsky, nota anche come la dama dei radar perché con la sua Vitrociset ha un specie di monopolio negli aeroporti italiani, e conosciuta pure come la “vedova Crociani”, quel Camillo Crociani finito negli anni Settanta nel turbine dello scandalo aereo della Lockheed e costretto a fuggire in Messico. E ancora, la signora Emma Marcegaglia, ex presidentessa Confindustria, con fratelli e assistenti al seguito, i Benetton e i Gavio, i signori delle concessioni e delle costruzioni, padroni delle autostrade e della chiave del bancomat dei pedaggi. E i Ligresti, da settimane ospiti fissi delle cronache finanziarie, tendenza scandalo, a causa dei guai della loro assicurazione Fondiaria-Sai. E poi Carlo Toto, l’abruzzese con il pallino degli aerei che con la sua Air One avrebbe voluto dare l’assalto al cielo e invece alla fine ha dovuto contentarsi di uno strapuntino in Alitalia. E gli Angelucci, il cui capostipite prima di diventare il re delle cliniche private e il poliedrico editore di giornali di destra e sinistra, si fece le ossa come portantino al Policlinico di Roma e come sindacalista Uil. “L'unico costo che ci è rimasto da quella trattativa - ha aggiunto - è il trasferimento di tutta Malpensa a Fiumicino. Così Malpensa, che non si è unita a Linate e ha perso l'hub di Alitalia, ha perso la sua ragion d'essere. Ma io sono convinto che possa avere ancora un futuro. Tra i temi affrontati anche il Piano nazionale degli aeroporti. “Non è andato nel dimenticatoio - ha assicurato il ministro - non giace nel cassetto ma lo stiamo finalizzando. Si è solo dimostrato un lavoro più grande e maggiormente impegnativo, ma sta venendo un lavoro completo e utile per la pianificazione del settore. Non lo vedo lontano - ha aggiunto - ma ci sono alcuni aspetti da completare”. E anche sulla vicenda Tirrenia, Passera si è detto ottimista. “Quando siamo arrivati abbiamo trovato una soluzione insostenibile dal punto di vista delle regole europee. Abbiamo dovuto riprendere in mano la vicenda e cercare di trovare la soluzione - ha aggiunto - Se quello che stiamo finalizzando dovesse essere accolto dall'Antitrust il problema dovrebbe essere risolto”.

Processo Lombardo, pm chiede aggravante mafiosa

[Testa ca nun parra si chiama cucuzza. Testa che non parla si chiama zucca. Frase siciliana] La Procura della Repubblica di Catania ha chiesto al Tribunale monocratico di contestare al governatore siciliano Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, l'aggravante di aver favorito l'associazione mafiosa nel processo in cui i due sono imputati per reato elettorale. Secondo la Procura le recenti dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati, avrebbero fatto emergere che i candidati appoggiati dal clan potevano usufruire di una richiesta di voto che “non era selettiva ma conosciuta in tutto il rione”. Secondo il Pm le condizioni di omertà in cui vivevano le persone del quartiere erano tali che nessun rivale politico denunciava che un altro candidato avesse l'appoggio dell'associazione mafiosa. L'udienza è stata aggiornata al 19 luglio. Quel giorno il giudice monocratico Michele Fichera potrà decidere di dichiararsi incompetente dopo che la Procura ha contestato in udienza ai fratelli Lombardo l'aggravante dell'articolo 7, cioè avere favorito l'associazione mafiosa. L'ipotesi privilegiata è che il procedimento venga unificato con un altro già aperto: la richiesta di imputazione coatta davanti al gip Monica Rizza, di concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio. Per evitare un possibile “ne bis in idem” si potrebbe andare verso l'unificazione dei due procedimenti nati da stralci dell'inchiesta Iblis in cui erano indagati il presidente della Regione Siciliana e suo fratello.

giovedì 21 giugno 2012

Gli alleati siriani mostrano i muscoli


[Americani andate a fare in culo! Siete bastardi. Americani andate a fare in culo! Vaffanculo americani. Vaffanculo americani. Americani vaffanculo! Soldato Vietcong] Secondo alcune indiscrezioni, riprese dalla agenzia di Teheran "Fars", le forze anfibie iraniane, russe e cinesi hanno in programma una grande esercitazione congiunta di fronte alle coste della Siria, nelle prossime settimane. Pare che le manovre comprendano test strategici sull'efficacia di ordigni terra-mare e di sistemi di difesa antiaerea. Sembra che alle esercitazioni parteciperanno circa 400 mezzi aerei e oltre un migliaio di mezzi blindati, con l'impiego di 90mila uomini. A suffragare tale ipotesi, dal Cairo sarebbe giunta la autorizzazione ufficiale per il passaggio del Canale di Suez di 12 navi da guerra delle unità di superficie della marina cinese entro le prossime due settimane, dirette in porti siriani in attesa dell'inizio delle esercitazioni. È  prevista la presenza di sottomarini nucleari, portaerei, dragamine, per quella che è già stata definita la più grande e complessa esercitazione militare mai avvenuta in Medio Oriente. Fonti della propaganda anti-siriana affermano che queste esercitazioni rappresenterebbero un'esibizione di forza militare senza precedenti, che dimostrerebbe come l’asse Mosca-Pechino non intenda cedere alle pressioni dell’Occidente e del mondo arabo che vogliono far cadere il regime di Bashar Assad. 

Israele accusa Siria di genocidio

[Se la gioventù sapesse, se la vecchiaia potesse. Henry Estienne]  La Gran Bretagna e gli Stati Uniti sono disposti a garantire al presidente siriano Bashar al-Assad un salvacondotto - forse persino l'amnistia - se garantisce di lasciare il potere, come parte di un'offensiva diplomatica per convocare una conferenza di pace a Ginevra sotto l'egida dell'ONU. A riportarlo è il britannico Guardian. L'iniziativa viene dopo che Cameron e Obama hanno ricevuto aperture dal presidente russo Vladimir Putin in due separati bilaterali al G20 del Messico. Il vice primoministro israeliano Shaul Mofaz ha accusato la Siria di genocidio per le sanguinose repressioni, facendo appello alle potenze mondiali perché intervengano per rovesciare il regime del presidente Bashar Al Assad come fu fatto con quello di Muammar Gheddafi in Libia. Ricordando come Damasco goda del sostegno degli arcinemici di Israele, Iran e Hezbollah, “è ora che il mondo comprenda in quale tipo di ambiente viviamo noi”, ha detto Mofaz. “Assad non ha posto nel futuro della Siria”: lo ha ribadito il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ricordando come il presidente americano, Barack Obama, lo abbia detto a quello russo, Vladimir Putin, nel corso dell'incontro bilaterale al G20 di Los Cabos.

Il Giappone duro con l’Iran


[...è il voler giudicare  che ci sconfigge... Col. Kurtz] Il Giappone, sul nucleare iraniano, “riconosce la necessità di prendere dei provvedimenti risolutivi a livello internazionale”. È  quanto afferma il premier giapponese. Tutto questo, osserva Aso, “sia per l'influenza che questa questione ha sul problema nucleare in Corea del Nord, sia dal punto di vista della stabilità nelle regioni del Medio Oriente, le quali esercitano un'enorme influenza sugli approvvigionamenti energetici della comunità internazionale”. Una delegazione di mediatori iraniani e il Sestetto (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Germania) ha tenuto due giorni di colloqui sul programma nucleare iraniano; negoziati conclusisi il 19 giugno 2012.  Il secondo giorno di negoziati, a Mosca, il Sestetto ha tenuto una riunione plenaria alla presenza del capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, e il segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza nazionale dell'Iran, Saeed Jalili. Ci sono stati anche diversi incontri bilaterali. La Russia era rappresentata dal vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov. Dopo l'incontro, la Ashton e il capo della delegazione iraniana, hanno tenuto conferenze stampa separate. Nel breve incontro con i giornalisti la Ashton ha dichiarato: “Finalmente, per la prima volta, c'è stata una vera discussione sulla necessità di comprendere i dettagli tecnici”. Ma ha riconosciuto anche che ci sono “differenze sostanziali” tra le parti: “Proponiamo misure reciproche, come primi passi per costruire la fiducia. Siamo pronti ad andare avanti, siamo pronti ad azioni concrete in risposta alle azioni dell'Iran”. Da parte sua, il capo negoziatore iraniano ha osservato che i colloqui avuti a Mosca sono stati “più espliciti, più seri e più obiettivi dei precedenti incontri tra le due parti”. Jalili ha osservato anche che la nascente fiducia, la cooperazione per la trasparenza, l'opposizione alle armi di distruzione di massa e la cooperazione nucleare sono i quattro ambiti sottolineati da Teheran. “Si possono sviluppare partenariati su queste quattro aree solo quando si adotteranno misure adeguate e reciproche che non andranno contro i diritti dell'Iran, compreso il diritto di arricchire l'uranio”, ha sottolineato.  Nel frattempo, l'iraniano Ali Bagheri, vice negoziatore nelle trattative e vice capo del Consiglio supremo iraniano della Sicurezza nazionale, ha descritto come “costruttive” le due serie di colloqui avuti, aggiungendo che le consultazioni “continuano”. Allo stesso tempo, ha invocato la “trasparenza che tutte le parti devono concordare, all'interno e all'esterno del settore nucleare”.   A differenza del summit precedente, che ebbe luogo a Baghdad e non produsse risultati tangibili, questa volta i negoziati sembrano incentrati su proposte concrete. Gli Stati Uniti e gli altri Paesi occidentali sospettano che l'Iran stia sviluppando armi nucleari sotto la copertura di un programma nucleare pacifico. Teheran nega, dicendo che il suo programma è destinato a coprire la domanda di energia del Paese.  Attualmente su Teheran pendono quattro le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le sanzioni unilaterali da parte di Stati Uniti e Unione europea. Secondo la stampa russa, durante l'incontro a Mosca, Teheran è stata sollecita di ridurre di quattro volte l'arricchimento dell'uranio a Natanz, altrimenti gli Stati Uniti rifiuteranno la proposta di nuovi negoziati. La prossima riunione del Sestetto è fissata per il 3 luglio 2012 a Istanbul. A tal proposito la stampa inglese anticipa che gli esperti in Turchia “spiegheranno a Teheran le proposte dei mediatori internazionali e dopo la riunione renderanno conto al Sestetto e daranno la risposta all'Iran”.

mercoledì 20 giugno 2012

Sac scende in campo Codacons


[Nil est dictu facilius. Niente è più facile che parlare. Terenzio]  Vera e propria bufera a Catania per il rinnovo dei vertici della Sac, la società che gestisce l'aeroporto: il presidente, Gaetano Mancini, e consiglio di amministrazione sono ormai giunti alla scadenza del mandato per cui enti soci e schieramenti politici cercano di trovare un accordo per la ricerca dei sostituti. In tale contesto scende un campo un cartello di associazioni, che comprende il Coua (Coordinamento Operatori e Utenti Aeroportuali), l’associazione nazionale utenti del trasporto aereo, il Codacons e i Consumatori Italiani, per proporre la  candidatura alla guida della Sac del segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi. Tanasi è pronto ad accettare la sfida e annuncia sin da subito che rinuncerà a tutti i benefit, all'auto blu e che il compenso sarà interamente destinato in beneficenza. Sarebbe una rivoluzione non da poco, se solo pensiamo che i dirigenti, ph inclusi, hanno diritto al buono pasto… “È  mia intenzione eliminare le consulenze esterne che costano all'ente ben 1,5 milioni di euro l'anno e saranno invece potenziate le strutture interne dando ampio spazio alle professionalità esistenti e all'ufficio legale interno. Il punto fondamentale - dice Tanasi - sarà il continuo miglioramento della qualità dei servizi aeroportuali a beneficio dei milioni di utenti che transitano per l'aeroporto di Catania”. E aggiunge: “Fuori la politica dalle scelte decisionali della Sac e rotazione dei dirigenti e funzionari per eliminare ogni pericolo di potere esercitato senza tener conto degli interessi degli utenti”. Avanti a passo spedito per realizzare l'intermodalità nell'aeroporto internazionale di Catania Fontanarossa, ovvero il collegamento ferroviario che consentirà di giungere nello scalo a bordo dei treni. L'ipotesi diventa sempre più concreta, come documenta il progetto co-finanziato dall'Ue e inserito nel Programma TEN-T e che prevede anche l'allungamento della pista.  In un workshop che si è tenuto  a Catania, Enac, Sac e Rfi hanno presentato le direttrici su cui si sta lavorando e che saranno inserite nel master plan da consegnare all'Ue entro il 31 dicembre.  “Gli aeroporti siciliani - ha detto il presidente dell'Enac, Vito Riggio - devono attrezzarsi per un collegamento rapido con i treni. Oggi noi abbiamo un progetto e competenze tecniche riconosciute ma non abbiamo i soldi. Per questo occorre privatizzare le società di gestione aeroportuali siciliane, come già è stato fatto a Torino, Genova, Bologna e Napoli. La finanza pubblica, che oggi rappresenta le società di gestione, è in crisi e i soci attuali delle due società di gestione per affrontare gli investimenti non possono ricapitalizzare. Occorre una logica di gestione che non sia quella fallimentare delle municipalizzate, il rischio è quello di indebitare le società. L'Enac, per conto del Ministero, ha proprio questo compito: vigilare sia su sicurezza che su provvista finanziaria. Si tratta di mera applicazione della legge. Se si verificasse un danno erariale, sarei passibile di censura da parte della Corte dei Conti, e sarebbe la prima volta in nove anni”. Con l’approvazione da parte del Cipe del Contratto di Programma quadriennale (2012-2015) stipulato fra Enac e Sac, prende il via il piano di investimenti in autofinanziamento predisposto in questi anni dalla società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Catania Fontanarossa nell’ambito della concessione quarantennale dello scalo da parte di Enac. La somma che dovrà investire Sac – che in questi anni ha avuto al suo fianco Mediobanca in qualità di advisor finanziario – ammonta a 90 milioni di euro. “Sono numerosi e strategici i progetti da realizzare – sottolinea con soddisfazione Gaetano Mancini, presidente della SAC – per questo accogliamo con soddisfazione la notizia e diamo atto al CIPE di aver gestito in questa fase con attenzione e puntualità i progetti infrastrutturali dell’aeroporto di Catania”. Si comincia a novembre 2012 con i lavori di riqualificazione della pista che prevedono il rifacimento della pavimentazione a cominciare dalle fondazioni che risalgono a circa 50 anni fa e sono inevitabilmente usurate. La riqualificazione della pista prevede il miglioramento dei piazzali e, soprattutto, la realizzazione delle strip laterali: accorgimenti tecnici che garantiscono maggiori condizioni di sicurezza nel caso in cui l’aeromobile andasse fuori pista. In programma anche la riqualificazione della vecchia aerostazione Morandi e la realizzazione di nuovi parcheggi: il multipiano nell’area del terreno comunale dove oggi ha sede il campetto di calcio Fontanarossa e che da quasi un anno ospita, temporaneamente, una comunità di famiglie rom; e ancora la sopraelevazione del parcheggio P4. Nel segno dell’innovazione tecnologica e dell’energia verde l’ultimo dei progetti per Fontanarossa inserito del Contratto di Programma SAC e d Enac approvato oggi dal Cipe. Prevede infatti la realizzazione di un grande parco fotovoltaico (28 mila metri quadrati, quasi 3 ettari) sulla copertura della sopraelevazione del parcheggio P4. L’obiettivo è quello di ridurre i consumi di energia da fonti tradizionali dell’aeroporto Fontanarossa, il più trafficato scalo della Sicilia e del Sud Italia, che potrà così soddisfare in autonomia, e grazie a una fonte naturale, una quota significativa del fabbisogno energetico necessario alla gestione dell’infrastruttura. In programma anche la copertura con pannelli solari dei magazzini merci della Sac e il rivestimento con pellicole fotovoltaiche della nuova aerostazione.


Assange rifugiato in Ecuador


[Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.  B. Franklin]  La notizia che Assange si è rifugiato nell'ambasciata di Londra, sulla centralissima Knightbridge, è venuta da Quito, attraverso uno scarno comunicato del ministero degli Esteri, che ha immediatamente informato il Foreign Office. Citato dal ministero degli Esteri, Assange sostiene di “essere stato abbandonato dalle autorità del mio Paese, l'Australia”, aprendo la porta ad una sua possibile ed eventuale estradizione negli Stati Uniti, “un Paese che applica la pena di morte per il reato di spionaggio e di tradimento”. Assange non si fida neppure delle autorità svedesi, dove “i più alti dirigenti mi hanno apertamente attaccato e hanno avviato un'indagine per delitti politici negli Stati Uniti d'America, un Paese in cui vige ancora la pena di morte per reati di questo tipo”. L'Ecuador ha detto che “sta valutando la richiesta” e che qualsiasi decisione “verrà presa tenendo conto del rispetto delle regole e i principi della legge internazionale”, oltre che della “politica tradizionale dell'Ecuador di proteggere i diritti umani. Assange era in contatto con il Paese sudamericano sin dalla fine del 2010, cioè poco dopo lo scoppio del ciclone Wikileaks, con la pubblicazione di decine di migliaia di documenti diplomatici riservati, molti dei quali imbarazzanti, e la stragrande maggioranza dei quali statunitensi. Sono stati consegnati a Wikileaks in maniera anonima da un militare, Bradley Manning, attualmente in carcere negli Usa, e che rischia la pena di morte. L'allora vice ministro degli Esteri di Quito, Kintto Lucas, aveva non soltanto invitato Assange a parlare in Ecuador, ma gli aveva anche offerto la residenza. Al numero uno di Wikileaks, la Corte Suprema dopo aver respinto in appello il suo ricorso il 14 giugno, aveva accordato 14 giorni prima di rendere operativa l'estradizione, anche per dargli la possibilità di presentare appello davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani, l'ultima chance per evitare l'inevitabile estradizione. Uno dei timori di Assange, arrestato in GB su mandato di cattura internazionale nel dicembre 2010, oltre ad una condanna in Svezia, era di finire negli Stati Uniti, dove potrebbe celebrarsi un giorno un durissimo processo contro di lui, con pesanti accuse che potrebbero addirittura costargli lunghissimi anni di carcere, se non peggio. Julian Assange ha violato i termini della libertà su cauzione e quindi verrà arrestato. Lo ha confermato oggi la polizia britannica. Il capo del sito antisegreti ha passato la notte nell'ambasciata dell'Ecuador. Assange ha chiesto asilo politico dopo che la corte suprema britannica ha respinto l'ultimo ricorso contro l'estradizione in Svezia.

Iran monitora diritti umani in Usa e Gb


[Sono una ragazza che resiste a tutto, ma non alle tentazioni. Lucille in Pazzi in Alabama] L'Iran stanzia 20 milioni di dollari e allestisce un gruppo di lavoro per monitorare le violazioni dei diritti umani in Usa e Gran Bretagna, riferiscono siti iraniani. I siti portano ad esempio il supercarcere di Guantanamo o la repressione delle manifestazioni in Gran Bretagna. L'Iran, ricorda l'agenzia Fars, critica i Paesi occidentali per la difesa dei diritti umani quale pretesto per mettere sotto pressione Paesi indipendenti come l'Iran e nascondere i propri crimini. Sono tra il 20 ed il 30% gli iraniani che usano il sistema “Vpn” per aggirare la censura sui siti internet. La stima è stata formulata dal capo della polizia per le tecnologie dell'informazione, Kamal Hadianfar che ha annunciato che “deve essere costituita” una “commissione” per affrontare il problema. In Iran, senza i sistemi anti-filtraggio non si può accedere a popolari piattaforme come Facebook, Twitter, Youtube che giocarono un ruolo nelle proteste del 2009. Una pagella anche per il velo: è quanto sta progettando il ministero dell'Educazione iraniano per promuovere il corretto abbigliamento islamico delle scolare. Il progetto di questa “pagella” addizionale per l' “hijab” - la corretta copertura del corpo femminile lasciando la possibilità di scoprire solo volto, mani e piedi - è stato segnalato all'agenzia iraniana Fars dal Dipartimento per la cultura e l'arte del dicastero. Lo strumento di valutazione serve a sensibilizzare i genitori.

La Russia critica l’Iran


[Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell'uomo malsicuro della propria virilità.  Simone De Beauvoir]  Un negoziatore russo ha affermato che le posizioni nei colloqui di Mosca sul nucleare iraniano sono “difficilmente compatibili” e ricomponibili. Il viceministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov, citato dall'agenzia Interfax, al termine della prima giornata di colloqui sul nucleare iraniano a Mosca ha detto che “il principale ostacolo è il fatto che posizioni delle parti sono assai complesse e difficilmente compatibili”. Il vice capo negoziatore per il nucleare iraniano, Ali Baqeri ha dichiarato che l'Iran e le sei potenze mondiali del 5+1 hanno avuto negoziati “seri e costruttivi”. Lo sottolinea l'agenzia semi-ufficiale iraniana Fars. In una conferenza stampa tenuta al termine della prima giornata dei colloqui, Baqeri ha riferito che nelle sessioni della mattina e del pomeriggio i temi e le posizioni sollevati dall'Iran hanno “ricevuto l'attenzione delle potenze mondiali”. L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea Catherine Ashton, in una conferenza stampa trasmessa in tv anche a Teheran, ha confermato che ci sarà un incontro tecnico a Istanbul per dar seguito ai negoziati sul nucleare iraniano, il 3 luglio. “C'é una considerevole distanza fra le posizioni delle due parti”, Iran e potenze mondiali, sul programma nucleare iraniano, ha aggiunto poi la coordinatrice del 5+1.

3 miliardi di debiti dai “derivati” in Sicilia


[I liquori ti uccidono lentamente. Ma chi ha fretta? Leopold Fetchner]  Un'analisi sugli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009, fa emergere un debito complessivo di oltre 3 miliardi di euro. Sotto accusa da parte dei magistrati contabili il ricorso alla finanza derivata. Gli enti locali siciliani s'indebitano per pagare altri debiti. È  il circolo vizioso che emerge dall'indagine della Corte dei Conti sugli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009 degli enti locali siciliani e analizzata nel numero di questa settimana di A Sud'Europa, settimanale del Centro Pio La Torre (www.piolatorre.it). Un debito complessivo che a fine 2009 aveva superato i 3 miliardi di euro (3.274 milioni), che è in continuo aumento e sui quali pesano anche le società partecipate che in Italia nel 2012 pesavano per 34 miliardi di debiti fuori bilancio. Sotto accusa da parte dei magistrati contabili il ricorso alla finanza derivata, “nella ricerca di un sostegno alternativo nella difficile ricomposizione degli equilibri di parte corrente. I contratti di swap hanno rappresentato spesso l'unica soluzione per evitare il taglio di servizi indispensabili alla collettività”. Sui derivati “si concentrano profili di preoccupazione” e “altrettanta riflessione meritano le ricontrattazioni che, tramite lo smontaggio delle operazioni in essere, rischiano, non solo di aumentare la complessità degli strumenti, ma di rappresentare ulteriore aggravio finanziario per gli enti, in genere compensato grazie ad ulteriori premi di liquidità scontati peraltro sulle nuove condizioni contrattuali”. 

I sindacati di Punta Raisi ricorrono all’ufficio provinciale del lavoro

[U surdu un è cu nun senti ma cu nun voli sentiri. Il sordo non è chi non sente ma chi non vuole sentire. Frase siciliana] In una nota la Gesap comunica che in data 5/6 scorso è stato formalizzato il trasferimento a Gesap spa dell’intera quota di partecipazione detenuta da Gh Napoli della controllata Gh Palermo. GHP è una spa a socio unico soggetto a direzione e coordinamento da parte della Gesap spa. In una nota la Cisal precisa che non esiste nessun accordo  sulla detassazione (“che per noi dopo le nostre battaglie non sarà  mai materia di scambio sulle ferie”) ne tanto meno c’è stato un punto di incontro sulle rivendicazioni delle ferie! Loro hanno solo detto di essere disponibili solo ed esclusivamente a valutare di poter aumentare i nove giorni a chi abbia “situazioni particolari”. Probabilmente  Ugl e Cisal proclameranno  anche lo sciopero in GH Palermo! Motivi? Ferie e distaccati in GESAP. LEGEA CISAL e UGL Trasporto Aereo, nel frattempo, hanno chiesto un incontro all’ufficio provinciale del lavoro  per conto e nell’interesse dei lavoratori in forza alla GH Palermo chiedono di essere convocati unitamente al legale rappresentante della azienda GH Palermo spa Mancata ottemperanza delle normative vigenti sulle ferie al personale in forza alla GH Palermo. I sindacati ricordano che la GH Palermo gestisce il servizio di Handling per numerosi vettori aerei nell’ambito dello scalo aeroportuale di Punta Raisi a Cinisi (PA) . Vi invitiamo cortesemente pertanto , sulla base delle disposizioni di legge vigenti, a  convocare urgentemente le parti in maniera congiunta.   

Pdl senza scelta?


[Un futtiri mai a casa ru ladru picchi c'arresti futtutu. Non rubare mai a casa del ladro perché resterai fregato. Frase siciliana] Si lavora per ridare alla Gesap un nuovo cda. Il primo a farne le spese potrebbe essere il dg Carmelo dr. Scelta (Richelieu) vicino al pdl. Non a caso Scoma, coordinatore del pdl cittadino, ha minacciato di ritirare la fiducia in provincia di Palermo dove azzurri  sono alleati con Avanti. Scelta, dg con pieni poteri, in tutti questi anni ha avviato appalti per 100 milioni di euro. Un potere che non è più gradito al nuovo sindaco di Palermo e da tempo nemmeno ad Avanti. Il problema, però, è che adesso la Gesap deve garantire  la copertura finanziaria dei cantieri aperti. In sintesi, deve finanziare opere per 50 milioni di euro, non è chiaro da dove i soci preleveranno questi soldi. Appalti per 160 milioni di euro, l’affare della privatizzazione e la gestione di un’azienda che ha alle sue dipendenze 320 unità. Ecco in sintesi cosa c’è in palio nella guerra che si è aperta alla Gesap, la società di gestione dello scalo di Palermo. Una sfida che ha fatto preoccupare il presidente dell’Enac che convocherà tra oggi e domani l’ad Colombo (Aramis) e il dg Scelta (Richelieu).   

Wind jet, solo 64 in Cigs, salvi 378 posti


[Viecchi, fimmini e vrocculi sciuruti comu i fa i fa su sempri pirduti. Vecchi, donne e broccoli in fiore non c'è nulla da prendere. Frase siciliana] I sindacati (Cgil e Uil) e Wind jet si sono incontrati ieri a Roma al ministero del lavoro per chiudere la vertenza legata al vettore siciliano. Il tutto in attesa del risultato che a giorni darà l’antitrust sull’accordo raggiunto tra Wj e Alitalia. Dopo una lunga trattativa che ha visto ieri l’ultima puntata si è arrivata a quota 64 unità in Cigs, una vittoria se consideriamo i numeri fatti in precedenza. Ma il problema è un altro, anzi sono due. Az dove trova i soldi per acquisire Wj? I conti az sono in caduta libera e i creditori di Wj resteranno fregati come spesso succede in Italia? 

martedì 19 giugno 2012

I sogni di Colaninno: triplicare clienti


[Con i francesi Alitalia non sarà più un’azienda indipendente, si continuerà a viaggiare sui vecchi Md80, Malpensa perderà definitivamente la possibilità di diventare un grande aeroporto. Corrado Passera, gennaio 2008] “Dobbiamo battere le società low cost”. Questo uno dei prossimi obiettivi di Alitalia indicati dal presidente Roberto Colaninno nel corso della convention con i dipendenti.  Durante la riunione non si è parlato del nuovo acquisto, il vettore siciliano Wind jet, segno che ancora è tutto in alto mare? “I signori che le hanno inventate hanno fatto una cosa molto intelligente ma dobbiamo batterli. Non ci va bene che loro vadano così bene e noi abbastanza bene”, dobbiamo invertire, ha aggiunto, indicando tra gli altri obiettivi anche quello di “raddoppiare, triplicare i nuovi clienti”. Il 2012 “purtroppo sarà un anno in cui faremo un risultato presumibilmente peggiore di quello dell'anno passato”. Lo ha detto l'ad di Alitalia, Andrea Ragnetti, indicando per il 2013 l'obiettivo di “raggiungere non il pareggio, ma l'utile che Alitalia non ha raggiunto negli ultimi 15-20 anni”.  “È  difficile sfuggire a questa ondata di incremento dei costi senza lasciare qualcosa sul terreno”, ha detto Ragnetti, spiegando perché  il risultato del 2012 sarà peggiore dello scorso anno. Nel maggio del 2011, quando uno dei soci più piccoli-la Fingen dei fratelli Fratini, immobiliaristi  di Firenze – decise di vendere la sua partecipazione , 1,33%, fece scalpore.  Secondo il lock up, cioè il vincolo previsto dallo statuto per salvaguardare l’italianità, fino al  12 gennaio 2013 le quote dei soci italiani non possono essere venduti se non le compra un altro azionista patriota. La Fingen vende a Intesa per 15 milioni di euro, la stessa cifra che Fratini avevano pagato per diventare azionisti di az tra il dicembre 2008 e gennaio 2009. Intesa compra come se il valore di Alitalia non sia diminuito, nonostante i bilanci sempre in rosso e il patrimonio netto consolidato ridotto –al 31 marzo 2011- a 459 milioni di euro, meno della metà del capitale versato in partenza. 

Gesap e la guerra dei comunicati


[Cu pecura si fa, u lupu s'a mancia. Chi si fa pecora, il lupo lo mangia. Frase siciliana]  “A giudicare dalle reazioni scatenate dalla modifica dello statuto della Gesap sembra di aver compiuto un reato di lesa maestà. Io credo che invece sia stato soltanto un atto dovuto in ottemperanza alle norme del Codice civile e per questo francamente mi stupisce la presa di posizione del presidente di Enac che il mondo della pubblica amministrazione lo conosce per averlo frequentato in passato”. Il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, azionista di maggioranza della Gesap, risponde così alle dichiarazione dei vertici dell'Enac. “Paradossalmente - continua Avanti - le parole di Vito Riggio non fanno altro che aumentare i motivi di insoddisfazione nei confronti degli amministratori di Gesap perché se è vero che la ricapitalizzazione è necessaria per gli investimenti, essa non può essere prospettata agli azionisti pubblici soltanto 20 giorni fa. Noi abbiamo chiesto al cda di Gesap approfondimenti sulle motivazioni che determinano la necessità di nuovi capitali considerato che già nel 2008/09 abbiamo sottoscritto un cospicuo aumento. E cosa non secondaria - sottolinea Avanti - la Provincia come il Comune di Palermo per garantire nuove risorse a Gesap ha la necessità di programmare in relazione ai propri bilanci, in tempi e modi dovuti. Noi non abbiamo accantonato l'idea di cedere parte delle azioni degli enti pubblici, vogliamo soltanto garantire la correttezza dell'operazione e il massimo profitto derivante dall'eventuale ingresso di nuovi soci privati. Vogliamo, insomma, evitare che la manovra dell'aumento di capitale sociale penalizzi sul piano patrimoniale gli enti pubblici. È ' sacrosanto - conclude Avanti - che Enac svolga correttamente il suo ruolo di controllo ma non certo minacciando di chiedere al ministro Passera di non firmare il contratto di programma. Un'azione a dir poco inopportuna considerato che gli Enti pubblici ancor più e ancor prima di Riggio pretendono qualità ed efficienza dei servizi”. Di una cosa siamo certi che, al di là delle chiacchiere, quando si inizierà concretamente il processo  di privatizzare del carrozzone politici-sindacale chiamato  Gesap,  tutti i sindacati saranno compatti a fare fronte comune contro l’azionista privato.    Insieme a quella di Avanti arriva anche la replica del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e dell'assessore Cesare Lapiana. “L'amministrazione comunale appena insediata intende ricondurre al rigoroso rispetto del Codice civile un'azienda che in atto è a prevalente proprietà pubblica, e che deve avere come capisaldi della propria azione il rispetto della legge e la sana gestione. L'amministrazione comunale ha voluto inviare un segnale chiaro e inequivocabile: dotare l'azienda di una governance adeguata alle sfide che l'attendono e procedere a ogni intervento necessario per il rilancio e la successiva privatizzazione attraverso la quotazione in borsa”.  La Provincia, che è socio di maggioranza, grazie all'anomala intesa col comune di Palermo ha modificato lo Statuto silurando, di fatto, il direttore generale Carmelo Scelta. Una diminutio di tutto rispetto, visto che il direttore da adesso dipenderà in tutto e per tutto dal cda. Una mossa che, quando a Palazzo delle Aquile c'era il pidiellino Cammarata, non era stata possibile e che si è “stranamente” concretizzata solo ora che alla guida del comune c'è un Leoluca Orlando che non può certo essere annoverato fra gli alleati del Pid. Cosa che ha mandato il Pdl su tutte le furie. Ma la Gesap ha provocato uno scontro anche con l'Enac e Confindustria, con Vito Riggio che ha chiesto conto e ragione della mancata ricapitalizzazione dell'azienda e gli industriali che chiedono a gran voce la privatizzazione. L’Enac rende noto che a breve sarà convocato l’accountable manager della società di gestione dell’aeroporto di Palermo, Gesap, in merito alle notizie circolate in questi giorni sulla ricapitalizzazione e sulla governance della società. L’Enac ricorda infatti che in base alla regolamentazione vigente, uno dei compiti istituzionali dell’Ente è proprio quello di vigilare sul rispetto dei programmi di investimento che inevitabilmente dipendono anche da aspetti economico-finanziari delle società con le quali intercorrono rapporti di concessione e gestione degli scali nazionali.”.

Il contat center Gesap andrebbe potenziato


[C'é cchiù jorna chi sasizza. Ci sono più giorni che salsiccia. Frase siciliana] Oggi otto ore di passione a Punta Raisi per chi lavora al nastro partenze. Lato Trapani, dove vengono concentrai i voli in partenza Aviapartner, la luce artificiale è indispensabile, visto che si lavora nel sottoscala, ma è ridotta al minimo. L’occhio si stanca … Denunciato il fatto, vengono chiamati gli elettricisti che  però in quel momento stavano risolvendo un altro problema, alquanto complicato, che riguardava i finger nel volo JFK. In pochi alla Gesap per gestire le emergenze è l’unica certezza che abbiamo a Punta Raisi. Ultimate le otto ore di lavoro gli operai   si apprestano a entrare all’interno dello spogliatoio e, finalmente, fare la doccia. Ma non troviamo l’acqua … Ritorniamo a casa contenti che finalmente si inizia a parlare di privatizzare la Gesap.    

lunedì 18 giugno 2012

La scelta sbagliata di Riggio

[Cu di sceccu ni fa mulu, i primu causcu iè dò sò. Chi di asino ne fa mulo il primo calcio è suo. Frase siciliana] “Ho chiesto l'immediata convocazione del direttore generale della Gesap (la società che gestisce l'aeroporto di Palermo, ndr) Carmelo Scelta e contemporaneamente un incontro con il ministro Corrado Passera per valutare il contratto di programma con la società dopo il mancato aumento di capitale che l'assemblea dei soci avrebbe dovuto deliberare e che invece non ha fatto”. Qualcuno che legge i giornali e che lavora all’Enac vuole ricordare al presidente Riggio che Richelieu Scelta recensente è stato sfiduciato dai soci della Gesap? Lo dice il presidente dell'Enac Vito Riggio. “Sono preoccupato - aggiunge - per la difficile situazione gestionale della Gesap. Il collegio dei sindaci aveva chiesto l'aumento di capitale” per 30 milioni di euro. “La mancata delibera - continua Riggio - crea allarme. Una società non capitalizzata non offre garanzie sui necessari investimenti e blocca i programmi concordati con l'Enac”. L'assemblea dei soci (Provincia, Comune e Camera di commercio di Palermo) che aveva al primo punto dell'ordine del giorno l'aumento di capitale della Gesap, si è conclusa, invece, con la decisione di ridimensionare il ruolo del direttore generale Carmelo Scelta. “Non entro nel merito delle decisioni assunte dai soci - conclude Riggio - ma osservo che l'operazione più urgente, l'aumento di capitale, non è stata neanche presa in considerazione e questo crea enorme preoccupazione”. Di fronte a tanta preoccupazione prende posizione la Confindustria di Palermo con una proposta condivisibile.  “Subito la privatizzazione della Gesap, la società che gestisce l'aeroporto di Palermo”. Lo chiede Confindustria Palermo - socia della società che gestisce l'aeroporto di Palermo. “Adesso le istituzioni tutte pensino al rilancio dello scalo. - prosegue - Bisogna vendere la Gesap, nel miglior modo e al maggior prezzo. L'ingresso dei privati dell'azionariato è l'unica strada per una vera ricapitalizzazione. Così hanno fatto a Venezia, a Bologna a Napoli. Così vuol fare Vendola con Aeroporti di Puglia, così Pisapia per Linate e Malpensa. Basta con i disservizi perché mancano fondi e capitali, occorrono grandi investimenti per il rilancio di Punta Raisi”. “E tutto ciò è possibile solo grazie all'ingresso degli imprenditori. - conclude - Una sana privatizzazione infine, oltre che essere un obbligo di legge, riuscirà a portare preziosa liquidità alle casse disastrate di Comune e Provincia”. “Così come al Presidente dell'Enac, anche al Presidente di Confindustria ricordiamo che l'Amministrazione Comunale appena insediata intende ricondurre al rigoroso rispetto del Codice Civile un'azienda che in atto è a prevalente proprietà pubblica, e che deve avere come capisaldi della propria azione il rispetto della legge e la sana gestione. L'Amministrazione comunale – dichiara il sindaco di Palermo -sin dall'atto del suo insediamento ha voluto inviare un segnale  chiaro ed inequivocabile: dotare l'azienda di una governance adeguata alle sfide che l'attendono e procedere ad ogni intervento necessario per il rilancio e la successiva privatizzazione attraverso la quotazione in borsa. È  evidente che una scelta finalmente così chiara potrà turbare equilibri consolidati del passato dei quali l'attuale Amministrazione non deve e non vuole farsi carico nel rispetto degli interessi dell'azienda e della collettività. Siamo certi che il mondo confindustriale condividerà la nostra impostazione”.

L’iniziativa di Ghp piace a Monti

[Mancia e vivi a gustu to', causa e vesti a gustu d'autru Mangia e bevi a gusto tuo, calza e vesti a gusto degli altri.  Se devi fare una cosa che non ti piace, falla subito. Frase siciliana] Aumentare il tempo di lavoro per far ripartire la produttività. Sette giorni di ferie in meno per alzare il pil. È la ricetta del sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo. Un dubbio ci assale, Polillo conosce Chieppa e Tursi della Ghp di Punta Raisi che hanno proposto e obbligato i propri dipendenti a dimezzare le ferie estive? “Nel brevissimo periodo, per aumentare la produttività del Paese - spiega - lo choc può avvenire dall'aumento dell'input di lavoro, senza variazioni di costo; lavoriamo mediamente 9 mesi l'anno e credo che ormai questo tempo sia troppo breve”. Secondo Polillo, “se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul pil immediato di circa un punto”. Il sottosegretario, parlando a margine di un convegno a Roma, non vede particolare difficoltà né da parte dell'industria, né da parte dei sindacati. “Da parte dell'industria - precisa Polillo - questo non deve essere un accordo generalizzato ma può essere fatto per le aziende già ristrutturate che hanno mercato e quindi puntare principalmente sui contratti di secondo livello. Per quanto riguarda i sindacati, continua Polillo, “é una fase di riflessione, ma devo dire che non sono contrari a questa ipotesi, almeno la parte più avveduta del sindacato che sta riflettendo per conto suo su questo; all'interno di tutte le sigle, compresa la Cgil, ci sono settori illuminati e riformisti che vi ci stanno ragionando”.

domenica 17 giugno 2012

Palenzona nuovo presidente Impregilo


[Rispetta il bambino. Non essere troppo il suo genitore. Non invadere la sua solitudine. Ralph Waldo Emerson]  Fabrizio Palenzona è il nuovo presidente di Impregilo. Lo ha indicato il Cda del gruppo, che ha cooptato nel board anche Roland Berger, Gian Maria Gros-Pietro, Giuseppina Capaldo, Alberto Giussani. Il vice presidente di Unicredit e presidente di AdR, sostituisce Massimo Ponzellini, dimessosi dopo gli arresti domiciliari per l'inchiesta sui finanziamenti della Bpm. Igli (gruppo Gavio), che controlla Impregilo con il 29,96%  delle quote, ha presentato alla Consob un esposto relativo al prospetto informativo presentato lo scorso 8 giugno dalla Salini per dare avvio alla procedura di sollecitazione di deleghe di voto. Lo rende noto un comunicato della stessa Igli, ipotizzando una situazione di conflitto di interesse non manifestato.  Il Cda di Impregilo, annuncia la società in una nota, ha deliberato di presentare alla Consob un esposto “in cui viene evidenziato, con specifica richiesta di intervento a tutela dell'azienda, dei suoi dipendenti, degli azionisti e del mercato, il quadro caratterizzato da rilevanti carenze, gravi asimmetrie e inaccettabili manipolazioni informative in cui si collocano le iniziative assunte da Salini in relazione alla futura gestione di Impregilo”. Nel cda è stata cooptata Caterina Bima.

Suicida blogger tunisino


[La felicità non consiste nell’acquistare e godere ma nel non desiderare nulla, perché così si è liberi. Epitteto]  Uno dei più noti attivisti tunisini per i diritti dell'Uomo, Karim Alimi, si è suicidato, nella sua abitazione all'Ariana, impiccandosi. Alimi aveva 29 anni e, da quel che hanno riferito alcuni suoi amici, da giorni si diceva angosciato per quanto sta accadendo nel Paese, parlando anche di suicidio, cosa che però nessuno aveva preso sul serio. Il giovane blogger era molto noto per le sue attività sui social netowork, sin dai tempi della dittatura di Ben Ali. In una operazione congiunta della Guardia nazionale tunisina e dell'Esercito sono state fermate a Jendouba 8 persone, tra le quali l'imam della moschea “Errahma” che, nel corso della preghiera del venerdì, aveva incitato all'odio e a colpire gli esponenti delle forze dell'ordine. Gli altri arrestati, in maggioranza salafiti e con precedenti penali, sono stati bloccati perché ritenuti responsabili degli atti di violenza di cui Jendouba è stata teatro nei giorni scorsi. Per “seguire la situazione interna del Paese”, questa la motivazione contenuta nel comunicato ufficiale, il presidente della repubblica tunisina, Moncef Marzouki, ha annullato le visite di Stato che erano in programma in Senegal e Brasile, a partire da domani e fino al 22 giugno. In particolare, Marzouki avrebbe dovuto prendere parte al summit di Rio del Janeiro sul'ambiente.

Wind Jet-Alitalia, acquisizione tramite newco


[Abbiamo aderito perché un grande paese come l’Italia non può non avere una compagnia di bandiera. Emilio Riva, aprile 2009] Si è svolto 7/5 il primo incontro tra i sindacati e l’azienda etnea previsto dalla procedura di mobilità aperta da Wind Jet lo scorso 24 aprile per i suoi 504 dipendenti. La compagnia aerea ha fatto sapere che l’acquisizione da parte di Alitalia avverrà tramite la costituzione di una newco, dove confluirà tutto il personale di volo tramite una cessione di ramo di azienda. E ha ribadito la necessità dei tagli a quello di terra che conta 215 impiegati.  Il 19 di giugno le organizzazioni sindacali sono state convocate alle ore 15,00 presso lo studio Pierallini & associati in Roma, via viale Liegi 28. Oggetto dell’incontro sarà l’art. 47 della legge n. 428/1990. trasferimento ramo di azienda relativo all’attività di volo e servizi tecnici, commerciali, di supporto e amministrativi di Wind jet spa in favore di una costituenda Nuova società. Tale operazione vedrà la luce il primo di luglio e beneficiaria sarà una spa di proprietà interamente della Wind jet stessa, avente sede a Fiumicino. Degli organici attualmente occupati in Wind jet saranno assunti presso la nuova società le seguenti unità: 45 comandanti, 38 piloti, 57 av responsabili e 111 assistenti di volo. Personale di terra in tutto sarà di 86 unità. Escludendo gli equipaggi che verranno assunti con contratti a ribasso per il resto sarà un massacro. I tecnici della manutenzione tra Palermo e Catania sono circa 70, ebbene solo 25 conserveranno il posto di lavoro e non è detto che resteranno in Sicilia.   

Az non rispetta gli accordi


[Standar & Poor’s cita tra i motivi del declassamento dell’Italia il pasticcio politico sindacale sulla compagnia aerea. Capitani coraggiosi, Gianni Dragoni] Alitalia dà l'appalto in code sharing di centinaia di voli nazionali e internazionali alla compagnia aerea rumena CarpatAir. Lo rende noto Usb Lavoro Privato per il quale questo “è un ennesimo insulto alle migliaia di piloti, di assistenti di volo e di lavoratori di terra che si trovano tuttora in cassa integrazione, senza alcuna prospettiva di raggiungere l'età pensionistica e che non rientrano nella categoria degli esodati. L'appalto, si legge in una nota, “va ad aggiungersi al fatto che
l'azienda continua imperterrita a produrre nuovo precariato, grazie ai corsi base a pagamento in pieno svolgimento nel proprio centro addestramento a Fiumicino, mentre sui giornali specializzati continuano ad apparire annunci di ricerca di nuovo personale, ultimi dei quali 100 posti come addetto al check in e
100 posti come addetto al carico/scarico bagagli. Tutto questo mentre è di pochi giorni fa la notizia relativa al pesante passivo denunciato da Alitalia/Cai ed all'intenzione di mettere altro personale in Cigs”. Usb, prosegue la nota, “si trova ancora una volta costretta ad evidenziare che quanto avviene è in palese violazione delle previsioni degli accordi sottoscritti a palazzo Chigi e danneggia gli interessi di tutto il settore e dell'intera collettività, in quanto si continua caparbiamente a precludere il recupero del personale così abbandonato in cassa integrazione. Usb - conclude la nota - ritiene questa situazione insostenibile e si impegnerà fattivamente affinché tutti gli attori di questa orrenda vicenda si assumano definitivamente le responsabilità che loro competono, nell'interesse dei lavoratori, dei cassaintegrati e di tutto il settore”.

27% di siciliani punta su imprese agricole


[Oggi sei ieri. Sei gli altri, il volto dei quali è polvere. Sei i morti. J.L. Borghes] Il 27 per cento dei siciliani ritiene che il rilancio agricolo e rurale passa, innanzitutto, dallo sviluppo imprenditoriale e competitivo, il 18 per cento dalla certificazione di qualità dei prodotti tipici, il 17 dall'offerta di turismo rurale.  Sono i dati del sondaggio condotto dall'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo), guidato da Renato Mannheimer, sulle opinioni dei siciliani circa le priorità di investimenti delle risorse del Programma di sviluppo rurale (Psr), promosso dall'Ue per il periodo 2007/13.  La ricerca è stata presentata a Palermo, durante il Forum regionale “Coltiviamo sviluppo in Sicilia, terra del tuo futuro” in cui si è parlato di obiettivi realizzati e scenari futuri dell'agricoltura in Sicilia raggiunti dall'assessorato alle Risorse agricole e alimentari della Regione siciliana, attraverso l'utilizzo delle risorse del Psr 2007/13.