giovedì 31 maggio 2012

Rinviata assemblea soci Gesap


[U ranciu i pantanu ci dici o sceccu “jambi stotti”. Il granchio dice all'asino che ha le gambe storte. Frase siciliana]  Rinviata al 15/6 l’assemblea dei soci della Gesap per la modifica dello statuto. Mancava il nuovo “referente” del comune di Palermo, il sindaco Orlando, volato a Roma per discutere con il governo la drammatica situazione della Gesip.   Una voce è circolata in questi giorni che riguarderebbe il l’ex consigliere comunale pd Maurizio Pellegrino, dovrebbe entrare nel cda della Gesap, nominato da Orlando. Non è vero, la notizia è infondata, anche perché il consigliere Pellegrino, prima del ballottaggio, era apertamente schierato con l’antagonista di Orlando, quel Ferrandelli che aveva vinto le primarie. Ci dispiace  perché Pellegrino è sempre stato un sindacalista che ha rispettato le regole e lo statuto della Cgil. Proprio l’articolo 7 – che parla dell’incompatibilità a noi tanto caro. L’autonomia della  CGIL si realizza anche fissando le seguenti incompatibilità con cariche  elettive dell’organizzazione ai vari livelli: … appartenenza a organi direttivi di partiti e di altre formazioni politiche, che non siano  di emanazione congressuale, nonché di organi esecutivi degli stessi; qualità di componente delle assemblee elettive della Comunità europea e di quelle dello Stato italiano ai diversi livelli istituzionali; la candidatura a tali assemblee, o a primarie di coalizione o di partito, comporta l‟automatica decadenza da ogni incarico  esecutivo e la sospensione dagli organi direttivi di emanazione congressuale; assunzione di incarichi di governo o di gabinetto ai vari livelli istituzionali;  l’incompatibilità scatta dall’accettazione dell’ indicazione a far parte di un esecutivo  anche se precedente all’appuntamento elettorale.   

LA RUSSA E LIGRESTI


[Negli affari di questo mondo gli uomini ci non per la fede, ma per la differenza. B. Franklin] La Russa, accompagnato dal coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e da altri esponenti di partito, era arrivato a bordo di un Boeing 737 dell’Aeronautica militare all’aeroporto Baccarini di Grosseto. Per partecipare a un aperitivo elettorale in sostegno di un candidato locale del Pdl. Lo stesso La Russa ha firmato nel 2009 il contratto alla Fonsai dell’amico Salvatore Ligresti che si è aggiudicato l’appalto dei servizi assicurativi per i rischi aeronautici connessi al trasporto aereo di Stato e di governo. In quella occasione, la copertura assicurativa è stata allargata non soltanto ai presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato, agli ex capi di Stato e ai presidenti del Consiglio, ma anche agli estranei imbarcati sui voli. Una copertura assicurativa amplissima: i passeggeri dovranno essere risarciti in caso di infortunio, avvelenamento, punture di insetti e molto altro; pochissimi i rischi esclusi, tra cui i danni da fusione nucleare. Ligresti non ha dimenticato l’amicizia con il compaesano Antonino La Russa (padre di Ignazio), ex federale fascista di Paternò, poi senatore missino, che lo ha presentato a Cuccia nel 1984. Geronimo, 31 anni, figlio di Ignazio, è consigliere della Premafin e di alcune altre  società, con 357.000 € di compensi nel 2010, di cui 318.000 per prestazioni professionali come avvocato. Vincenzo, fratello di Ignazio, siede nel consiglio di amministrazione della Fondiaria – Sai con 487.000 euro di compensi, di cui 376.000 per prestazioni professionali.   

Fiscal compact spacca Ue

[Per poter abbracciare la luce ci sono delle volte in cui occorre rischiare l'oscurità.  Da  Minority Report]  Si sono aperti stamani i seggi in Irlanda per il referendum sulla ratifica del fiscal compact. La scelta è se proseguire con le politiche di austerity, restando agganciati al sistema Europa, oppure ribaltare il tavolo e varcare la soglia di un territorio inesplorato. Secondo gli ultimi sondaggi, il sì è largamente in testa, ma circa un terzo degli elettori si era detto ancora indeciso. Il nuovo trattato entrerà in vigore il 1º gennaio 2013. Ogni paese, dopo la ratifica del trattato, ha tempo fino al 1º gennaio 2014 per introdurre la regola che impone il pareggio di bilancio nella legislazione nazionale. Solo i paesi che avranno introdotto tale regola entro il 1º marzo 2014 potranno ottenere eventuali prestiti da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità. L'obiettivo, dopo l'entrata in vigore, è quello di incorporare entro cinque anni il nuovo trattato nella vigente legislazione europea. Nel referendum sul fiscal compact che si terrà giovedì 31 maggio in Irlanda il 39% voterà sì, il 30% no e il 31% ancora non lo sa. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato  sul quotidiano irlandese Irish Times. Il primo ministro Enda Kenny, tuttavia, parlando a Portlaois ha invitato i sostenitori del sì al patto di bilancio a non esultare perché a suo parere negli ultimi giorni prima del voto gli indecisi si sbilanceranno verso il no. Sempre secondo il sondaggio di, il 77% degli irlandesi ritiene che siano uno o due i Paesi europei che prendono le decisioni in Ue, e di questi il 69% ritiene che il ruolo principale sia ricoperto dalla Germania e il 28% dalla Francia. Lo studio ha un margine d'errore di tre punti percentuali.  L'Irlanda è l'unico dei Paesi Ue aderenti al patto di bilancio che ha bisogno di ratificarlo tramite un voto nazionale. Se Dublino boccerà il fiscal compact, il patto entrerà in vigore ugualmente purché venga ratificato da almeno 12 Paesi, ma si tratterebbe comunque di un segnale politico all'Ue. Ai membri dell'eurozona che rifiutano il trattato verrà bloccato l'accesso a nuovi prestiti di salvataggio. Il Fiscal compact, formalmente Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria, noto anche come Patto di bilancio, è il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell'unione economica e monetaria che è stato firmato il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell'Unione europea. Esso contiene una serie di regole, chiamate “regole d'oro”, che sono vincolanti nell'UE per il principio dell'equilibrio di bilancio. Tutti gli stati membri dell'Unione europea hanno firmato il trattato il 2 marzo 2012 ad eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca. Il trattato entrerà in vigore il 1º gennaio 2013 se in quel momento almeno dodici membri della zona euro l'avranno ratificato. La maggioranza degli stati membri dell'Unione europea partecipa all'unione economica e monetaria, basata sulla moneta unica, l'euro, ma la maggior parte delle decisioni riguardanti le tasse e la spesa pubblica rimangono di competenza del governo nazionale. Il controllo sulla politica fiscale è tradizionalmente considerato centrale per la sovranità nazionale ed oggi, sostanzialmente, non esiste un'unione fiscale tra stati indipendenti. Tuttavia l'UE ha poteri limitati in campo fiscale, relativi alla determinazione dell'aliquota IVA e delle tariffe del commercio estero e con la determinazione di un bilancio annuale di vari miliardi di euro. Proprio allo scopo di coordinare le politiche fiscali degli stati membri della zona euro è in vigore il Patto di stabilità e crescita.

Il caffè amaro della mafia

http://www.youtube.com/watch?v=xM59OiVXTTw  [La mia filosofia è:prima sparare e poi chiedere.Il generale Staedert in Il Quinto elemento] Il caffé della mafia imposto ai bar che avrebbero acquistato partite di qualità inferiore rispetto al prodotto medio temendo ritorsioni. È  uno degli aspetti che emerge da una indagine della guardia di finanza a Palermo, denominata “coffee break”, troppo scontata. Su disposizione del gip che ha accolto la richiesta della Procura, i finanzieri hanno sequestrato cinque società per un valore di oltre 4 milioni di euro: due nel settore del commercio all'ingrosso di caffé, due bar e una palestra, riconducibili a un pluripregiudicato, ritenuto, in passato, uomo di fiducia di Totò Riina e condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa. Dalle indagini, dirette dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal sostituto Dario Scaletta, è emerso che l' imprenditore ha attribuito a prestanome le attività commerciali sequestrate, mentre in realtà le continuava a gestire direttamente. Undici persone sono state denunciate per concorso in trasferimento fraudolento di valori. Per sfuggire ai controlli l'uomo, secondo gli investigatori, cambiava continuamente i soci delle aziende, ne chiudeva alcune per aprirne poco dopo altre. Secondo alcuni collaboratori di giustizia l'imprenditore ambiva a diventare, ad ogni costo, il leader incontrastato nella fornitura del caffè presso gli esercizi commerciali di Palermo. La finanza ha appurato che nonostante gli esigui redditi dichiarati al fisco, l'imprenditore e la sua famiglia conducevano un elevato tenore di vita. Dopo la sua scarcerazione (dicembre 2006), l'uomo ha visto aumentare notevolmente il numero dei propri clienti, addirittura +300% in un solo anno. Il provvedimento di sequestro preventivo riguarda le imprese di F. Paolo Maniscalco, 48 anni, tutte nel centro di Palermo. Tra queste vi sono le società “Cieffe group srl”, in via Ugo La Malfa, e “Caffé Florio sas di Zaccheroni Maria” con sede legale in via Paolo Emiliani Giudice; un bar in via Pisacane; la Palestra Body Club di via Dante; il bar Trilly di via Giacomo Cusmano (sequestrati solo i beni strumentali).

mercoledì 30 maggio 2012

DIVERSAMENTE ONESTI/4- F. Gaetano Caltagirone

[Er tempo, fija, è peggio di una lima. Rosica sordo sordo e t’assottija, che gnisun giorno sei quella di prima. G.G. Belli]Tra i “lodini” del governo tecnico va citato anche il nuovo regolamento sui requisiti di onorabilità per i manager delle assicurazioni: un testo partorito dal ministro berlusconiano Paolo Romani, ma “vistato” e pubblicato dall’attuale titolare della Giustizia. Vi si prevede che l’amministratore o alto dirigente di assicurazioni condannato per reati finanziari (e, sopra una certa soglia, anche d’altro genere ) venga sospeso dal suo incarico. Bene, si dirà. Peccato che la norma, entrata in vigore il 24 gennaio, non sia retroattiva e così Francesco Gaetano Caltagirone (già cliente dell’allora avvocato Severino), condannato ad ottobre per la scalata dei “furbetti” a Bnl, è potuto restare al suo posto di vicepresidente di Generali, così come ha potuto tenersi la poltrona l’ad di Unipol Carlo Cimbri, condannato nello stesso processo. Non solo: visto che le nuove regole non si applicano ai processi in corso, i due – se non finiscono di nuovo alla sbarra – possono stare tranquilli per sempre. L'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio è stato assolto assieme ad altri dieci imputati, tra cui Francesco Gaetano Caltagirone e Carlo Cimbri, nel processo milanese d'appello sulla tentata scalata di Unipol alla Bnl. Nel processo d'appello sulla tentata scalata di Unipol alla Bnl i giudici hanno assolto tutti gli imputati dal reato di aggiotaggio perchè il fatto non sussiste. Due le condanne: per Giovanni Consorte un anno e 7 mesi e per Ivano Sacchetti un anno e 6 mesi. In primo grado Consorte era stato condannato a 3 anni e 10 mesi. La holding della famiglia Caltagirone cui fanno capo le attività del Gruppo nei settori dei grandi lavori, del cemento, immobiliare, finanziario e dell’editoria ha lasciato sul terreno 273 milioni con una perdita quantificabile del 45,6%. Le mani sulla cassaforte sono quelle di Francesco Gaetano Caltagirone che la controlla con una quota del 54,716% attraverso le società Roma Ovest Costruzioni Edilizie Srl, Finit 2006 Srl e Finanziaria Italia 2005. Le stesse mani controllano con le società Parted 1982 Spa, Gamma Immobiliare Srl e Caltagirone Editore Spa, il quarto gruppo editoriale del Paese. Attraverso le testate “storiche” del Messaggero di Roma e del Mattino di Napoli ha la leadership assoluta nel Centro-Sud. Fanno parte del gruppo anche il Nuovo Quotidiano di Puglia ed il Corriere Adriatico. Ha perso in sei mesi 212 milioni di euro (-41,94%). [segue]

Tutti i sindacati contro Ghp

[Siddu dici no, ti resta l'amicu e la robba tò. Se dici di no, ti rimane l'amico e la roba tua. Si dice per mettere in guardia dal concedere facili prestiti. Frase siciliana] La segreteria provinciale della  Cgil, Cisl, Uil e Ugl, in un documento congiunto, ritornano a fare sindacato “a muso duro”. Questo è l’elemento nuovo che emerge alla fine dell’incontro sindacale con la Ghp, che ha avuto luogo questa mattina a Punta Raisi. Nel documento si cita la costituzione italiana (art. 36, comma tre)il codice civile che trova attuazione nell’art. 2109. Il decreto legislativo n° 213/2004, nell’integrare le disposizioni del decreto legislativo n° 66/2003 ha disposto, nel caso di violazione dei suddetti principi, la sanzione amministrativa da 130 a 730 euro per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisca la violazione. Il documento della triplice, più uno rivendicano un’azienda più efficiente e l’immediata assunzione degli stagionali. Nel documento non vi è traccia della detassazione.  La Ghp da  anni gestisce in regime pressoché  di monopolio il volato sullo scalo e nonostante ciò continua periodicamente a convocare le rappresentanze dei lavoratori per evidenziare ipotetici o presunti stati di crisi aziendali senza fornire , nonostante reiterate richieste documentazioni ufficiali sui bilanci aziendali.  Un documento che contesta l’operato della Ghp è stato redatto anche dalla Cisal. “I lavoratori stagionali –si legge nel documento- da mesi attendono di potere conoscere in dettaglio la data in cui potranno riprendere servizio senza che nessuno abbia la sensibilità e la correttezza di comunicargli la tempistica esatta generando nei fatti disaffezione verso una azienda che da l’impressione di non avere la volontà di investire sui precari che da anni garantiscono qualità e efficienza con spirito di sacrificio e abnegazione alla pari del personale a tempo indeterminato”. La vicenda della detassazione e la sua mancata firma sia per l’anno in corso che per quello appena trascorso in totale difformità rispetto a quanto avvenuto su tutti gli altri scali italiani  ha provocato una ulteriore perdita economica per i lavoratori in forza alla GH le cui cause saranno chiarite ancora una volta dopo il ricorso ad azioni legali.

Ok a estradizione Assange in Svezia

[Ovviamente il discorso spettacolare tace, oltre a ciò  che è propriamente segreto, tutto ciò che non si conviene. Guy de Bord] La Corte Suprema britannica ha bocciato il ricorso presentato dal fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, contro l'estradizione in Svezia dove è accusato di violenza sessuale. Il presidente della Corte Suprema britannica, Lord Phillips, ha precisato che il verdetto è stato raggiunto con una maggioranza di cinque a due (i giudici erano sette in totale). “Non abbiamo analizzato i fatti, ma solo i dubbi di natura legale sollevati dal caso”, ha detto Phillips. l team legale di Julian Assange presenterà un nuovo ricorso alla Corte suprema britannica sulla base di un cavillo legale. Il verdetto dei giudici si è infatti basato in parte sulla definizione data alla parola autorità giudiziaria nella Convenzione di Vienna. “Questo aspetto non è mai stato discusso durante il processo”, ha detto all'ANSA Gareth Pierce, avvocato di Assange. La corte ha dato due settimane di tempo per presentare il ricorso. Il fondatore di Wikileaks continuerà a collaborare con la tv pubblica (filo Cremlino) Russia Today, che trasmette in inglese, spagnolo e arabo. Lo ha reso noto su twitter Margarita Simonian, direttrice dell'emittente. “Julian è una persona di coraggio e di determinazione. Lo invito a restare fermo nella sua lotta contro il sistema”, ha scritto Simonian. Assange ha esordito su Russia Today con una intervista al capo di Hezbollah Hassan Nasrallah

martedì 29 maggio 2012

Auguri Mario


[Arraspa ô tò amicu unni ci mancia. Gratta il tuo amico là dove gli prude. Frase siciliana] Alla vigilia dell'ottantesimo compleanno, la richiesta di archiviazione. Per Mario Ciancio sembra essere arrivata la parola fine sull'inchiesta per concorso esterno aperta dalla Procura di Catania: sono stati gli stessi pm a chiedere al gip Luigi Barone di archiviare il fascicolo, secondo il quale l'editore de La Sicilia sarebbe stato vicino ai boss Santapaola. Il retroscena è rivelato sul nuovo numero di “S”: la copertina del mensile, infatti, è dedicata all'imprenditore catanese, del quale viene tracciato un profilo completo, a partire dagli interessi e dall'eredità. Ciancio, infatti, è uno degli uomini più potenti di Sicilia. Le sue attività non si limitano alla sola informazione: oltre agli ambiti correlati al mondo delle notizie (dalle tipografie alla pubblicità), l'imprenditore catanese, oggi spegnerà ottanta candeline, è presente in molte delle grandi operazioni edilizie in corso a Catania, con interessi in quasi tutti i grandi cantieri che nei prossimi anni cambieranno il volto della città etnea. Molti anni sono passati e molto probabilmente il collega Ciancio ha dimenticato che nel corso delle conferenze stampa, a Catania, amava chiamare i giornalisti, i cosiddetti biondini,  “giovani colleghi”. Una volta un giornalista gli ricordò, davanti a tutti, che non potevano essere mai colleghi: uno era editore, l’altro un giornalista.  Da quel momento Ciancio non salutò più il giovane giornalista. 

Spagna determinata


[Quando non c’è più niente da raccontare, il mondo finisce. Soledad Puertolas]   In Spagna il rapporto deficit-Pil nei primi quattro mesi del 2012 è salito al 2,39% dall'1,57% dello stesso periodo 2011. Il disavanzo è aumentato a 25,5 miliardi contro i 16,8 precedenti, per l'impatto degli aiuti accordati alle regioni in difficoltà finanziaria. Se si esclude il contributo, precisa il ministero al Bilancio, il defict-Pil risulterebbe in calo all'1,43%. Il governo si è comunque detto “assolutamente determinato” a centrare l'obiettivo deficit-Pil al 5,3% nel 2012. Il presidente di Bankia, Jose Ignacio Goirigolzarri, si è detto “sicuro” che lo Stato spagnolo finanzierà gli aiuti eccezionali pari a 19 miliardi di euro richiesti dalla banca. “Sono sicuro che lo Stato spagnolo otterrà  il finanziamento perché  noi possiamo avere i 19 miliardi”. “La Spagna deve continuare con le riforme e procedere con i tagli al deficit altrimenti rischia di non avere più accesso ai mercati per finanziarsi”. Lo ha detto il primo ministro Mariano Rajoy durante una conferenza a Madrid, secondo quanto riferisce Bloomberg. Lo spread tra i titoli decennali spagnoli e quelli tedeschi sale a 509 punti base, segnando il record storico dall'introduzione dell'euro nel 1999. Il rendimento dei bonos vola al 6,46%.

Da Ottobre Rosso a operativo Ap …


[U immirutu jeva e vineva, ma u immu so nun su vireva. Il gobbo andava e veniva, ma la sua gobba non la vedeva. Frase siciliana] In riferimento alla nota dell’operativo Aviapartner che  recita “da verifiche, a campione, ci risulta che il bingo viene sottovalutato da alcuni operatori Bhs”. Raramente capita un bagaglio fuori posto, il riconcilio bagagli è in Ap una certezza.  I fogli bingo usati per il vettore Easy jet sono composti da 5/6  pagine. Considerando che il vettore inglese accumula pochi bagagli per ogni volo, le ¾ pagine che restano vuote sono destinate al cestino della spazzatura. Uno spreco intollerabile in momenti di crisi, ma probabilmente ci siamo sbagliati. Ecco per quale motivo si riciclava la carta in esubero. Capita, è vero, che il bingo non è firmato, tranne il venerdì, al nastro partenze un solo operatore di Ap è presente, dettagli. Chi, giustamente, aspira a diventare  caposcalo deve essere pronto a risolvere gli innumerevoli problemi: Easy jet, che a breve farà a Palermo l’auditors, conosce i limiti e le qualità di AviaPartner. Chi ha la presunzione e la pretesa, suffragata dall’esperienza, di diventare caposcalo dovrebbe trovare soluzioni per evitare i disservizi. Per esempio mettere quinti livelli al Bhs è poco opportuno.

Domani assemblea degli azionisti Gesap

[Tira 'n sordu e vidi cu u pigghia. Lancia una moneta e guarda chi la prende. Si riferisce a due contendenti di poco valore. Ha dunque valore spregiativo. Frase siciliana] Oggi pomeriggio si sarebbe svolto il cda della Gesap presso la sede di uno degli azionisti, la Camera di commercio di Palermo. I membri del Cda avrebbero discusso del bilancio 2011, e l’eventuale ricapitalizzazione della Gesap. Tutti presenti oggi tranne Di Carlo (D’artagnan) che avrebbe mandato una nota scritta che prima di leggere e, eventualmente, approvare  il bilancio vuole controllare tutte le note amministrative che poi danno vita al bilancio. In riferimento alla ricapitalizzazione domani pomeriggio i soci della Gesap, oltre che rivedere lo statuto, avranno pure quest’altra “rogna” da discutere. Forse è la volta buona che la nuova amministrazione comunale di Palermo, insieme alla provincia diano una strigliata a tutto il cda della Gesap mettendo persone capaci nei posti giusti, gli incapaci a casa. Nella prima mattinata di domani la Ghp ha convocato tutte le rsa per un incontro sicuramente costruttivo …

lunedì 28 maggio 2012

DIVERSAMENTE ONESTI/3- U. Bossi


[L’umile lapis del falegname è in realtà la penna di un grande scrittore. Antonio Tabucchi] “Voglio rassicurare i colleghi D'Alia e Finocchiaro: il PdL si impegna a non ritardare di un solo giorno l'arrivo in Aula della riforma costituzionale”. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. “Nel frattempo - afferma Quagliariello - poiché la Costituzione non è una legge qualsiasi, è un diritto e anche un dovere utilizzare il tempo a disposizione per approfondire la discussione, migliorare il testo e consentire a tutti i membri della Commissione di partecipare attivamente a un momento fondamentale di questa legislatura”.  Il 5 aprile 2012 si dimette da segretario federale del partito dopo l'inchiesta delle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria dalla quale parrebbe che parte dei soldi della Lega Nord siano stati utilizzati dalla famiglia Bossi. Nel corso del medesimo Consiglio Federale durante il quale rassegna le proprie dimissioni, viene nominato Presidente della Lega Nord, succedendo a Angelo Alessandri. Nel ruolo di Segretario Federale, gli succede un triumvirato composto da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago, fino alla celebrazione del congresso federale da svolgersi nelle giornate di sabato 30 giugno e domenica 1º luglio.  Il 5 gennaio 1994, al processo ENIMONT, Umberto Bossi ha riconosciuto la colpevolezza dell'amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama  della Montedison. Dopo aver restituito integralmente la somma di 200.000.000 di lire, raccolta dagli stessi militanti leghisti, e dopo l'allontanamento dal partito di Patelli, Umberto Bossi è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, condanna definitiva. Per i fatti di via Bellerio del 18 settembre del 1996, quando i leghisti opposero resistenza agli agenti di polizia che cercavano documentazione nella sede della Lega su ordine della magistratura di Verona, Bossi è stato condannato a 4 mesi, 20 giorni in meno rispetto a Roberto Maroni. Umberto Bossi è stato in seguito condannato in contumacia, un anno e quattro mesi di reclusione, per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo, nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, Il tricolore lo metta al cesso, signora, nonché di aver chiosato Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore.  Il Tribunale di Como concede all'imputato Umberto Bossi, il beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale.  Il 15 giugno 2007 la Prima sezione penale della Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, lo ha condannato in via definitiva. .  Bossi è stato condannato a cinque mesi di reclusione nel novembre 1995 dal tribunale di Brescia, per diffamazione pluriaggravata nei riguardi del sostituto procuratore di Varese, Agostino Abate, insultato in occasione di alcuni comizi. Nel settembre del 1996 era stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Padova per le minacce rivolte alla magistratura in un comizio. Le cause, anche civili, intentate a Bossi dai magistrati sono numerose.  Il 7 maggio del 1999 i giudici della Corte d’Appello di Brescia lo hanno condannato ad un anno per istigazione a delinquere ai danni di Gianfranco Fini e di altri esponenti di Alleanza Nazionale. I fatti si riferiscono al 4 agosto del ’95 quando Bossi, nel corso di due comizi a Brembate e ad Albano Sant'Alessandro, nel bergamasco, aveva invitato i leghisti a cercare “casa per casa i fascisti” ed aveva specificato che per fascisti intendeva anche gli esponenti di Alleanza Nazionale che aveva definito, tra le altre cose, “il fetore peggiore del Parlamento.  Per avere dichiarato che centomila bergamaschi erano pronti con i fucili a fare la secessione, Bossi è stato condannato ad un anno di reclusione in primo grado. Nel maggio 2012 Bossi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano con l'accusa di truffa ai danni dello Stato a causa dello scandalo dei rimborsi elettorali. [segue]

L’Austria non vuole eurobond


[Se il cristianesimo è vero, allora tutta la filosofia è falsa.  Luddwimg Wittgenstein] Il ministro delle Finanze austriaco Maria Fekter respinge l'ipotesi degli eurobond e definisce una "sciocchezza" la necessità di ricorrere a nuovi debiti per finanziare la crescita. "Gli eurobond - ha dichiarato la Fekter in un'intervista a radio Oe1 - sono solo un'attrattiva per i Paesi in difficoltà che pagano alti tassi di interessi e che vanno dai vicini con una buona solvibilità e dicono: Caro vicino, per favore paga i miei debiti". Quindi ha aggiunto. "Io non voglio pagare i debiti dei vicini". A riportare in luce il tema degli eurobond è stato il neo presidente francese François Hollande, ma Germania e altri membri dell'eurozona si oppongono. I leader hanno affrontato il controverso tema degli eurobond, che vede su posizioni radicalmente opposte il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo radicalmente favorevole e la seconda altrettanto contraria. Con gli eurobond, titoli di Stato emessi congiuntamente da tutti i 17 Paesi dell'euro, le rispettive capitali potrebbero prendere in prestito fondi allo stesso tasso di interesse, sostanzialmente facendo scendere quelli dei Paesi più indebitati. Hollande ha affermato che lo strumento finanziario sarebbe un modo di assicurare che una crisi delle dimensioni di quella attuale non si verifichi più. Merkel resta contraria, temendo che adottarlo ridurrebbe la pressione sui governi fortemente indebitati nel risanare le proprie finanze e costringerebbe la Germania a indebitarsi a tassi maggiori.  Non sono solo gli eurobond a turbare i sonni di Angela Merkel. Anche la sua creatura benedetta, il patto di ferro sulla disciplina di bilancio, rischia grosso. Ieri, poche ore prima che sulla firma del Fiskalpakt cominciasse alla cancelleria una riunione d’urgenza con i partiti dell’opposizione, il copresidente del gruppo dei Verdi al Bundestag ha annunciato che il suo partito sarebbe orientato a votare contro la ratifica parlamentare che il governo deve incassare entro il 15 giugno. Il problema, per Frau Merkel, è che i Verdi sono indispensabili, insieme con la Spd, per raggiungere la maggioranza di due terzi del parlamento che una sentenza della Corte di Karlsruhe (equivalente alla nostra Consulta) impone sulle leggi che riguardano il bilancio. La Spd, che sarebbe in teoria disposta a votare per la ratifica, pone una serie di condizioni che, al momento, la cancelliera e il suo governo non hanno la minima intenzione di soddisfare. La prima è l’istituzione degli eurobond, ma ne seguono molte altre, che i socialdemocratici hanno messo nero su bianco in un programma per la crescita e l’occupazione che è stato presentato in pompa magna, giorni fa, dai tre esponenti di prestigio del partito: il presidente Sigmar Gabriel, l’ex ministro degli Esteri e vicecancelliere Frank-Walter Steinmeier, attualmente presidente del gruppo al Bundestag, e l’ex ministro delle Finanze Peer Steinbrück. Lo stallo per il governo è pericolosissimo. La seduta del 15 giugno è l’ultima utile perché il patto venga ratificato in tempo per l’entrata in vigore, a luglio, dell’European Security Mechanism (Esm), il fondo Salva-stati indispensabile far fronte alla crisi finanziaria. Se salta l’appuntamento, tutto viene rimesso in discussione. In realtà, nei piani originali sul Fiskalpakt e sull’Esm si sarebbe dovuto votare proprio oggi. Era previsto anche una specie di solenne gemellaggio italo-tedesco con sedute contemporanee e scambio di parlamentari che, alla luce delle delusioni sull’austerity policy della cancelliera, sembra ora una sceneggiata un poco grottesca.

Costo collasso Grecia oltre 1000 mld

[Lo faccio con il cuore in mano, cioè con i polsini tutti insanguinati. Alessandro Bergonzoni] L'uscita della Grecia dall'euro può costare all'economia internazionale probabilmente oltre i mille miliardi di euro inizialmente previsti. È  la stima della Federazione internazionale delle banche (Iif). “Molti in Europa pensano davvero che la Grecia possa uscire alla moneta unica”, ha detto il presidente della federazione Charles Dallara, ricordando che l'esposizione della Bce verso i debiti greci è due volte più grande del capitale della stessa banca centrale. Una proroga dei tempi per i cambiamenti politici e tagli di bilancio in Grecia “è concepibile”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz in un'intervista al Tagessspiegel. La politica “è sempre un processo dinamico, ha detto Schulz - riporta Bloomberg - che si è detto fiducioso sul fatto che gli accordi sottoscritti tra le autorità greche e le istituzioni internazionali “saranno onorati”.  “L'euro è a rischio” e la Grecia “ha più del 50% di possibilità di uscire dalla moneta unica”. Lo ha detto il presidente di Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Profumo. “L'euro è a rischio - ha ammesso Profumo - ma non salterà. Sono allarmato sull'Europa, perchè o andiamo indietro o facciamo un salto in avanti, ma non possiamo stare fermi. Comunque sono fiducioso: ogni volta che l'Europa si è trovata in difficoltà ha fatto dei passi in avanti”. L'Unione monetaria europea è stata un errore: il suo destino è stato segnato da quando il Trattato di Maastricht è stato firmato. Lo afferma il premio Nobel all'economia, Paul Krugman, con il Financial Times, sottolineando che l'euro ha creato gli shock asimmetrici che ora lo stanno distruggendo: “non solo hanno creato qualcosa non in grado di gestire gli shock ma la sua creazione ha generato gli shock che lo stanno distruggendo”.

Irlanda in bilico


[È il silenzio il vero obiettivo dei torturatori. Dinyari Godre] La reazione dei mercati alla sempre più drammatica situazione economica della Spagna, il persistere della minaccia di una possibile uscita di Atene dall'euro, le “pagelle” che la Commissione Ue distribuirà all'Italia e agli altri partner Ue, il referendum del 31 in Irlanda sulla ratifica del Fiscal Compact, il confronto sugli eurobond: è un'altra settimana di passione quella che l'Eurozona e l'Ue si apprestano a vivere da oggi a causa dei tanti elementi di incertezza che ancora pesano sul loro futuro. Mercoledì la Commissione rivolgerà le sue “raccomandazioni” all'Italia, come anche alla Spagna e a tutti gli altri partner Ue, in una sorta di pagella in cui valuterà ciò che è stato fatto e quello che resta da fare per rimettere in ordine i conti, rilanciare la competitività e la crescita. I prestiti internazionali all'Irlanda di Fmi e Ue si esauriranno a fine anno e il trattato fiscale specifica che solo i membri che vi hanno aderito possono avere accesso a eventuali futuri altri prestiti. L'Irlanda è l'unico tra i 25 Paesi che hanno firmato il trattato a sottoporre la sua accettazione definitiva a un voto nazionale. Un sì darà  certezza e confermerà agli investitori che l'Irlanda è un posto affidabile, con condizioni stabili. Secondo tre sondaggi pubblicati da diversi quotidiani, il sì dovrebbe vincere. Meno nubi nel cielo d'Irlanda. Il ministro delle Finanze di Dublino, Michael Noonan, ha annunciato che il Prodotto interno lordo potrebbe “decollare come un razzo” e crescere tra il 4 e il 6% il prossimo anno. Niente male per un Paese che nel 2009 è stato colpito da una gravissima recessione (-7%) e ha dovuto affrontare il tracollo del settore del credito e del rating. Le principali banche irlandesi sono state salvate (Anglo Irish Bank è stata nazionalizzata dopo aver ricevuto aiuto per 29,3 mld, aiuti anche per Irish Life) dal governo che, a sua volta, è stata poi costretto a ricorrere agli aiuti imposti dalla Troika (Ue-Bce-Fmi) in un piano da 85 miliardi di euro. La stessa sorte di Grecia (poi comunque fallita con pesanti ricadute sugli investitori privati che dovranno rinunciare al 75% del valore di mercato. 

domenica 27 maggio 2012

Wikifly ha perso lo slot?


[Chi controlla il controllore? Anonimo] Partirà nel mese di aprile il primo aeromobile ()B-737) con la livrea della nuova Compagnia Wikifly, un'azienda SpA tutta italiana (con base a Roma Fiumicino,oltre a voli charter dovrebbe fare anche voli di linea) con l'obiettivo di inserirsi con forza nel panorama aeronautico nazionale ed europeo, specificatamente nel mercato dei voli charter.  Siamo a fine maggio e ancora tutto e fermo : probabilmente ci saranno problemi con l’Enac che  tal volta, non sempre, è pignola. Su quanto possa essere professionale  e integerrima l’Enac non ci sono dubbi, basta leggere il libro “Paura di volare” per capire  come è ridotta l’aviazione civile in Italia. Per esempio, AirOne, oggi gruppo Cai, è stata classificata, alcuni anni addietro,  la compagnia meno sicura, risultato che emerge dalle innumerevoli anomalie evidenziate da commissari Enac. Bene, anzi malissimo, non è stata mai fermata dall’ente di controllo.   Antonino  Giordano, presidente di Wikifly,  è uno dei costruttori più in vista di Messina, La Procoge spa è la società che sta realizzando il centralissimo complesso accanto Palazzo dei Leoni, di fronte Piazza Duomo. Durante i lavori di scavo nell’area di cantiere furono ritrovati i resti di insediamenti preistorici. La soprintendenza pose il vincolo e l’impresa lavora oggi al completamento dell’immobile, con l’obbligo di lasciare libero l’ingresso e la visione degli scavi stessi. Tra gli ultimi “colpi” messi a segno da Antonino Giordano l’acquisto di un pacchetto azionario di Alpi Eagle e l’opzione per la scalata al fondo immobiliare ex Sicilcassa. In città, il costruttore sta lavorando all’apertura della Banca Peloritana insieme ad una cordata di vecchi e nuovi nomi della finanza locale ed un napoletano.

DIVERSAMENTE ONESTI/2- M.M.Berruti


[Si vive una sola volta. E qualcuno neppure una. Woody Allen]  La Commissione Affari Costituzionali ha approvato il primo pezzo della riforma istituzionale che prevede la riduzione dei deputati da 630 a 508 e dei senatori elettivi da 315 a 254. Per quanto riguarda la Camera, gli eletti all'estero scendono da 12 a 8, mentre per il Senato, gli eletti all'estro passano da 6 a 4. Massimo Maria Berruti (deputato FI): 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.  È stato inizialmente capitano della Guardia di Finanza nel nucleo speciale di polizia valutaria, incarico poi lasciato nel 1980, anno in cui fu indagato e arrestato all'interno di una storia di tangenti (scandalo Icomec). Successivamente ha lavorato prima come commercialista, in seguito come consulente nella Fininvest di Silvio Berlusconi, dove si occupò di società estere e dei contratti dei calciatori del Milan. È fratello di Giuseppe Maria Berruti, ex componente del Consiglio superiore della magistratura. Già coinvolto marginalmente nel 1994 nella promozione di Forza Italia, è stato candidato dal partito ed eletto alla Camera dei deputati nella tornata elettorale del 1996, e poi riconfermato nella successiva legislatura, quando fu eletto col sistema proporzionale nella circoscrizione IV Lombardia 2. Nella XV legislatura viene nuovamente eletto nella circoscrizione IV (Lombardia 2), proclamato il 21 aprile 2006. Alle elezioni politiche del 2008, candidato nella circoscrizione Lombardia 2 nelle file del Popolo della Libertà, è stato confermato a Montecitorio. Nel 1979, come membro della Guardia di finanza, condusse un'ispezione per un'evasione di 5 miliardi, presso la Edilnord di Silvio Berlusconi, l' indagine di Berruti finisce nel nulla e pochi mesi dopo è ufficialmente in congedo dal corpo. Nel 1985 fu arrestato con l'accusa di aver intascato una tangente di 150 milioni durante un'indagine sull'Imotec in primo grado fu condannato, ma in appello e in Cassazione fu assolto. Nel 1994 Berruti finisce nuovamente sotto inchiesta, stavolta accusato di favoreggiamento, per aver tentato di depistare le indagini tentando di convincere al silenzio i finanzieri arrestati nelle indagini sul caso riguardante la Fininvest. Dal processo uscì con una condanna a 10 mesi di detenzione, inflittagli in primo grado, ridotta nei gradi successivi a 8 mesi di carcere per favoreggiamento.  Viene accusato di riciclaggio nell'ambito del processo per i diritti televisivi e dei fondi neri Fininvest/Mediaset degli anni '90, in cui gli sono state contestate alcune operazioni bancarie sul conto corrente Jasran della SBS-Société de Banque Suisse, a lui riconducibile, avvenute tra il 10 ottobre e il 21 novembre 1995. Per tali operazioni è assolto, in secondo grado, dalla Corte d'Appello di Milano, per intervenuta prescrizione del reato. In merito a tale assoluzione vengono proposti due appelli in Cassazione: uno del pubblico ministero che contesta il metodo di calcolo utilizzato dalla Corte d'Appello nel determinare i termini di prescrizione, un altro dello stesso imputato per ottenere l'assoluzione con formula piena. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'imputato e accoglie quello del pubblico ministero, fissando al 27 febbraio 2011 i termini per la prescrizione del reato contestato. In base a queste decisioni, il processo riprende in Corte d'Appello. Il 23 febbraio 2011, il pg di Milano Laura Bertolè Viale ha chiesto la condanna a tre anni di carcere e al pagamento di 6.000 euro di multa. Il 24 febbraio 2011 la Corte d'Appello di Milano lo condanna a due anni e dieci mesi di reclusione per riciclaggio nel processo milanese d’appello sui presunti fondi neri Mediaset.Il 1° febbraio 2012 la Corte di Cassazione proscioglie Massimo Maria Berruti dal reato per intervenuta prescrizione. [segue]

Wind jet e i misteri del capitalismo italiano


[I viaggi sono belli solo nei ricordi, perché tutto sembra bello nei ricordi. Allora accosta e fai riposare à machina, perché se si fonde er motore sai quante risate che ce famo l’anno prossimo quanno ce lo ricordamo? Alberto Sordi]  Gli aerei della Wind Jet potrebbero restare sulle piste degli aeroporti per poi finire addirittura nei depositi. La compagnia aerea low cost Wind Jet rischia infatti di non decollare mai più dopo che la società ha annunciato di aver avviato la procedura della messa in mobilità per i suoi 504 dipendenti, di cui 442 a tempo indeterminato e 62 a tempo determinato. Il motivo alla base della crisi di Wind Jet è abbastanza semplice: la compagnia area catanese è sommersa dai debiti. Una compagnia aerea che in poco meno di 10  anni  ha totalizzato solamente dieci milioni di euro, francamente, se paragonato ad altri vettori italiani ed europei, … è poca cosa. Ma qualcuno sostiene che, probabilmente,  i debiti sono non meno di 150 milioni di euro.    Wind Jet che nonostante il nome un pò “esotico”, appartiene comunque ad un imprenditore italiano. Il proprietario della Wind jet è Antonino Pulvirenti che nel mondo delle imprese è conosciuto soprattutto come presidente della squadra di calcio del Catania. Adesso la Wind Jet è stata posta in liquidazione e ci potrebbe essere l’acquisizione di questa realtà “catanese” da parte di Alitalia, ma il passaggio è abbastanza in forse. In un comunicato la Wind Jet dice solamente: “Incapace di proseguire l’attività con l’unica prospettiva di essere posta in liquidazione”. In pratica la low cost ha dichiarato senza mezzi termini di dover procedere con licenziamenti collettivi del personale. La Caiberlusconiana, che già ‘patriotticamente’ si era presa il poco di polpa restante dell’Alitalia e aveva scaricato i debiti sul groppone di dipendenti, creditori e contribuenti, ha annunciato l’acquisizione della compagnia low cost catanese Wind Jet.  I contorni dell’operazione sono abbastanza indefiniti. Come fa, si è chiesto lo stesso presidente dell’ENAC Vito Riggio, una Compagnia che ha visto diminuire le sue quote di mercato nel 2011, restando quindi ben lontana dal raggiungere gli obiettivi definiti con il piano industriale che portò alla nascita della nuova Alitalia, a trovare le risorse per acquisire la Wind jet? D’altra parte, che interesse può suscitare una Compagnia come Wind Jet che, per ampliare il suo raggio di azione, si è coperta di debiti, ha chiuso in rosso gli ultimi bilanci e ha rischiato di non poter pagare gli stipendi ai suoi dipendenti? La somma di due debolezze fa una forza? Misteri del capitalismo italiano! Corre voce che possa trattarsi di una manovra fatta anche con lo scopo di aumentare la dotazione di slot aeroportuali, in vista del 13 gennaio 2013, quando Colaninno e gli altri “patrioti” suoi soci potranno rifilare le azioni dell’Alitalia ad Air France-Klm, a cui sono state rifiutate quando sarebbe stato più conveniente vendergliele. È  chiaro però che sul mercato nazionale si creeranno delle sovrapposizioni fra i voli Alitalia e quelli Wind Jet. Adesso le cose non potranno che peggiorare, alla faccia della tanto decantata concorrenza! Con l’acquisizione anche di Air One da parte della Cai, Alitalia accrescerà la sua posizione dominante nei grandi aeroporti e su molti voli nazionali. L’Antitrust non ha proprio nulla da dire? 

sabato 26 maggio 2012

Sherman rassicura Israele


[Nella Bibbia l’autore del libro è anche l’autore dei lettori. Roberto Benigni]  L'Iran ha aumentato la propria capacità di produrre materiale nucleare “sensibile” installando centinaia di nuove centrifughe per l'arricchimento dell'uranio in un sito sotterraneo. Lo rivela un rapporto dell'Agenzia atomica internazionale (Aiea).Un emissario personale del Segretario di stato Usa Hillary Clinton, la negoziatrice Wendy Sherman, si è incontrata  con responsabili israeliani per aggiornarli sui colloqui relativi al potenziale nucleare dell'Iran avvenuti in questi giorni a Baghdad fra rappresentanti di Teheran e una delegazione di sei potenze mondiali. Scopo della missione della Sherman in Israele è di ribadire “l'impegno irremovibile degli Stati Uniti alla sua sicurezza”. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha scoperto tracce di uranio arricchito a un livello di purezza superiore al limite del 20% nel sito nucleare sotterraneo di Fordow, in Iran, secondo un rapporto dell'Agenzia. I risultati delle analisi dei campioni prelevati il 15 febbraio 2012  “hanno mostrato la presenza di particelle il cui livello di arricchimento si situa al 27%'', ha reso noto l'Aiea. L'ultimo livello di arricchimento dichiarato dall'Iran era poco sotto il 20%.  La Fiat (Spa e Industrial) ha sospeso i rapporti commerciali con l'Iran. L'azienda “sostiene gli sforzi della diplomazia internazionale per una soluzione diplomatica delle questioni relative ai rapporti con l'Iran”. Il governo israeliano ringrazia, anche se non ufficialmente, e apprezza la scelta della Fiat. Probabilmente, nei prossimi mesi la Fiat diventerà cliente affidabile e strategico per lo stato di Israele. Pertanto da subito le controllate Fiat “'non svolgeranno più attività relativamente a prodotti o componenti la cui destinazione finale nota sia l'Iran”. 

Bye bye Mancini

[Beccu chi bicchia un'navi malatia. Becco che becca non è malato. Frase siciliana] Il 2011 per  Sac, società di gestione dello scalo di  Catania, si chiude con un bilancio d'esercizio di oltre 53 milioni di euro (53.088.249), con una crescita del 5% rispetto al 2010, un margine operativo lordo di 17 milioni (+49%), un reddito operativo aziendale di 8,7 milioni (+253%), un risultato al lordo delle imposte pari ad euro 7.050.240 (+27%) e un utile netto di oltre 3,3 milioni di euro.  “Un risultato - afferma Gaetano Mancini, presidente della Sac - che testimonia come, attuando strategie di gestione condivise dai soci, l'efficienza imprenditoriale e la governance  pubblica possano coesistere. Anche nel Mezzogiorno d'Italia. Consentendo al capitale pubblico di generare ricchezza imprenditoriale e, nel caso di Sac, di garantire quegli utili che, nell'immediato futuro, consentiranno di sostenere gli importanti investimenti infrastrutturali che la Sac è chiamata ad effettuare dalla concessione quarantennale”.    “Investimenti per circa 140 milioni di euro in 4 anni a fronte dei quali – aggiunge - Sac, con il supporto dell'advisor finanziario Mediobanca, ha raccolto, grazie alla gestione oculata di questi anni, la disponibilità dei principali gruppi bancari operanti sul mercato oltre che della Banca europea degli investimenti e della Sac". Sac è una società privata a capitale pubblico costituita dalle Camere di commercio di Catania, Ragusa e Siracusa; dalle Province di Catania e Siracusa e dal Consorzio Asi del capoluogo etneo.  Il presidente Mancini dovrebbe accennare a che punto è la valutazione che proprio Mediobanca, congiuntamente a un moto commercialista catanese, del 55% del consorzio Katane.  E meglio non citare i dati economici del consorzio Katane … Ma anche a Catania il silenzio è d’oro … Ma se veramente questo cda ha lavorato bene perché uno dei soci più autorevoli, la provincia di Catania, non è per niente soddisfatto? “Il nostro aeroporto sta crescendo, l'ampliamento della pista consentirà il decollo e l'atterraggio di voli diretti intercontinentali. In questo quadro di investimenti infrastrutturali rientra a pieno l'avvio del sistema aeroportuale integrato di Comiso. Il nostro appello pertanto è  che si firmi al più presto l'Accordo di Programma Quadro con il Governo e che anche per il futuro si possa esprimere un candidato alla presidenza di Sac di alto profilo manageriale in grado di interloquire con i nostri partner europei della Bei, la banca europea degli investimenti”. Lo ha dichiarato il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, a margine della presentazione del bilancio d'esercizio 2011 della Sac. “Riconosciamo a questo cda e al suo presidente e amministratore delegato Gaetano Mancini - ha aggiunto - di avere operato in questo mandato con il pieno supporto dei soci la cui unità di intenti, in questi cinque anni, ha supportato l'azione amministrativa orientata all'efficienza gestionale, alla razionalizzazione della spesa e alla trasparenza e competitività nella gestione dei servizi”. E quando la classe politica ti elogia pubblicamente  così tanto vuol dire che proprio bene non hai operato.   L’Enac e la Sac (Società di gestione dell’Aeroporto di Catania) rendono noto che lunedì 21 maggio, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è tenuta la prima seduta della Conferenza di Servizi che ha riguardato il progetto del raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Catania. Nel corso della riunione, a cui hanno partecipato l’Enac, la Sac, la Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), la Regione Siciliana e i rappresentanti dei comuni coinvolti, è stata avviata la fase di approvazione del progetto per il collegamento ferroviario fra Bicocca, adiacente l’Aeroporto di Catania, e Catenanuova, in provincia di Enna. L’Enac, nello specifico, aveva richiesto alla società Rfi di modificare il progetto del raddoppio della linea, per renderlo compatibile con il previsto sviluppo dello scalo e con le esigenze di collegamento intermodale tra la rete ferroviaria e il trasporto aereo. Rfi ha sostanzialmente accolto le richieste dell’Enac e della Sac affinché, nel formulare il progetto definitivo, sia assicurata la compatibilità della nuova tratta con la realizzazione della nuova e più lunga pista di volo che, oltre a fornire il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Catania, garantirà maggiori prestazioni dello scalo che potrà ospitare voli intercontinentali.

venerdì 25 maggio 2012

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L’ITALIA/41

http://www.youtube.com/watch?v=3eLsTZladD8&feature=endscreen&NR=1 [Come la rupe massiccia non si scuote per il vento, così pure non vacillano i saggi in mezzo a biasimi e lodi.  Buddha]  Beni per sette milioni di euro, di sospetta provenienza illecita, sono stati sequestrati dalla squadra mobile di Caltanissetta alla famiglia di un imprenditore nisseno che opera nel settore del noleggio di videogiochi e slot-machine. Il provvedimento, eseguito su ordine della sezione misure di prevenzione del Tribunale nisseno, nell’ambito di una operazione denominata “Les jeux sont faits”, ha permesso di apporre i sigilli ad alcune società commerciali, depositi bancari, appartamenti, auto di lusso e appezzamenti di terreno. Appartengono all’imprenditore Matteo Allegro, 31 anni, ad alcuni suoi familiari, Salvatore Allegro di 55, Luigi Allegro di 28, Francesca Maria Vullo (moglie di Matteo Allegro) di 28 anni e Stefania Ionescu (moglie di Luigi Allegro) 26 anni, romena, nonché Marco Angotti (dipendente di Matteo Allegro) di 30 anni, e Giuseppa Mosca, 50 anni. Sono accusati, a vario titolo, di illecita concorrenza, peculato e frode informatica. Matteo e Salvatore Allegro e Marco Angotti sono indagati anche di associazione mafiosa perché ritenuti vicini a “Cosa Nostra”. Con ruoli differenti, avrebbero messo in piedi un sofisticato sistema informatico che riusciva a sottrarre ingenti risorse ai Monopoli di Stato, attraverso software per il gioco d’azzardo e telecomandi che servivano a cambiare la schermata nei videogiochi all’arrivo delle forze dell’ordine. Matteo Allegro e Marco Angotti furono arrestati lo scorso 15 marzo. Beni per circa 800 mila euro sono stati sequestrati dalla squadra mobile di Caltanissetta, su ordine della sezione misure di prevenzione del tribunale nisseno, a un geometra di Gela, Francesco Muncivì, di 63 anni, ex consigliere comunale di Forza Italia e insospettabile imprenditore accusato di essere organicamente inserito nella cosca mafiosa di Cosa nostra. I beni sequestrati su richiesta della Dda di Caltanissetta sono appartamenti, terreni e conti bancari riconducibili a Muncivì, che si trovano a Gela e a Padova. Il geometra, attualmente agli arresti domiciliari, fu raggiunto da ordine di custodia cautelare in carcere, un anno fa, perché ritenuto affiliato alla famiglia gelese degli Emmanuello, di cui sarebbe stato “uomo riservato”, e per avere estorto denaro ai soci di quattro cooperative di edilizia residenziale, per i quali svolgeva il ruolo di consulente. I costruttori ammisero di avergli pagato, nel 2007, una tangente fissa del 2% sull’ammontare dei lavori, di essere stati costretti ad acquistare sabbia e calcestruzzo da fornitori legati alle cosche mafiose e di avere effettuato lavori presso una casa di campagna dello scomparso boss Daniele Emmanuello. Lo stesso Emmanuello avrebbe poi preteso un appartamento per la sua famiglia nella cittadella residenziale che si stava realizzando in contrada Casciana-Catania alla periferia nord-ovest di Gela, su terreni che secondo la magistratura sarebbero stati nella disponibilità della figlia di Francesco Muncivì e che, un anno fa, insieme con altri immobili furono sottoposti a sequestro preventivo. Ora rischiano la confisca. A conferma dei legami che univano l’ex consigliere di Forza Italia al boss di Cosa nostra gelese ci sarebbe, nel 2005, la partecipazione della famiglia Muncivì alla cresima della figlia di Emmanuello. Inoltre, secondo le indagini della squadra mobile, diretta dal vice questore, Giovanni Giudice, Francesco Muncivì avrebbe fatto ospitare Crocifisso Emmanuello, figlio del boss iscritto alla Luiss, nella casa di un suo amico imprenditore, a Roma, durante il periodo degli studi universitari del ragazzo. Beni per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati e confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta a Salvatore Martorana, 86 anni, originario di Casteldaccia (Palermo) ma residente a Vittoria (Ragusa), condannato a sei anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Caltanissetta a seguito di una serie di indagini patrimoniali coordinate dal Procuratore Sergio Lari, dall’aggiunto Domenico Gozzo e dal sostituto Gabriele Paci, riguarda un esponente “stabilmente inserito nel circuito relazionale deputato alla veicolazione dei cosiddetti pizzini riconducibili a Bernardo Provenzano, all’epoca ancora latitante”. [SEGUE]


DIVERSAMENTE ONESTI/1- F. Bellavista Caltagirone

[Semper avarus eget. L'avido ha sempre dei bisogni]  Nel suo piccolo, anche Francesco Bellavista Caltagirone (da non confondere con il cugino Francesco Gaetano, editore e costruttore) punta da tempo su immobili e aeroporti. Gestisce i servizi a terra per conto di alcune grandi compagnie negli scali di Linate, Venezia e Bologna. È proprietario di innumerevoli aree che necessitano del nulla osta politico per essere valorizzate. E sta costruendo il nuovo porto di Imperia, primo di una serie di interventi che lui dice di volere al servizio “del Paese più ricco di bellezze naturali”. Uomo di relazioni e salotti, dotato di contatti ad altissimo livello a destra come a sinistra, Bellavista è pronto a monetizzare il capitale di amicizie che si è costruito nel tempo. Talvolta con qualche infortunio, come gli stretti rapporti con i furbetti di Gianpiero Fiorani. Ha rinunciato all’udienza preliminare e ha chiesto il rito immediato l’ex direttore generale della Porto di Imperia spa, Carlo Conti, indagato con l’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del porto turistico di Imperia. Entrambi sono accusati di truffa aggravata ai danni dello stato, per circa 130 milioni di euro. L’istanza di rito immediato è stata presentata oggi dal difensore di Conti, Maria José Sciortino. Gli altri dieci indagati, tra cui Bellavista Caltagirone, mercoledì prossimo dovranno comparire davanti al gup di Imperia, per l’udienza preliminare. Il 21 maggio scorso i giudici del tribunale del Riesame di Genova hanno accolto il ricorso contro la scarcerazione di Conti e contro gli arresti domiciliari di Bellavista Caltagirone. Per i pm Conti e Bellavista Caltagirone dovrebbero tornare in carcere. I legali dei due indagati hanno però già presentato ricorso in Cassazione. Aveva ragione il pm Maria Antonia Di Lazzaro: Bellavista Caltagirone, il costruttore del porto, e Conti, l’ex direttore di Porto di Imperia, dovevano restare rinchiusi in carcere. Il tribunale del Riesame di Genova ha accolto ieri il ricorso che il pm aveva presentato lo scorso 23 aprile contro la decisone del gip di Imperia, Ottavio Colamartino, il quale pochi giorni prima (il 21 aprile), aveva concesso gli arresti domiciliari a Francesco Bellavista Caltagirone, 73 anni, ex presidente di Acquamare, “general contractor” per la realizzazione del maxi approdo imperiese; e la libertà a Carlo Conti, 65 anni, ex amministratore delegato della società partecipata dal Comune e concessionaria delle aree demaniali portuali. Il Riesame ha accolto in pieno, quindi, la tesi del magistrato titolare dell’inchiesta sul porto turistico. Tesi secondo la quale non sarebbero venute meno i presupposti per la custodia cautelare in carcere dei due imputati. Sia per l’uno che per l’altro, secondo il giurì della libertà genovese, sussisterebbero ancora i pericoli di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Nonostante fossero trascorsi 47 giorni dall’arresto, nonostante l’inchiesta (che riguarda la truffa al Comune dei due e di altri nove imputati) fosse chiusa, nonostante l’età e le condizioni di salute dell’ingegnere, nonostante il primo avesse già rassegnato le dimissioni da Acquamare e l’altro fosse da tempo dimissionario da Porto di Imperia, sussistevano ancora tutte le esigenze di custodia per la reclusione nella casa circondariale di Imperia. Comunque sia per Caltagirone, attualmente agli arresti domiciliari presso la sua abitazione nel lussuoso quartiere Parioli di Roma, sia per Conti, libero, non scatterà il rientro tra le mura del piccolo penitenziario di Imperia. Il provvedimento del Riesame di Genova non è infatti immediatamente esecutivo. [segue]

giovedì 24 maggio 2012

31/5, CAPISQUADRA GHP A RAPPORTO

[Quannu u sceccu un voli viviri, e nutule friscarici. Quando l'asino non vuol bere è inutile fischiargli. Frase siciliana] L’ultimo giorno del mese di maggio il capo scalo della Gh Pmo, P. De Ruggiero,  avrebbe convocato tutti i capi squadra, capi turno e coordinatori. Non si conosce il motivo dell’incontro, di sicuro, sostengono i bene informati, non si era mai fatta una riunione così allargata.  Si potrebbe parlare degli innumerevoli disservizi che Gh non nega a nessun vettore tanto da indurre la Ryanair a minacciare di rescindere il contratto, lasciando Trapani come base in Sicilia. Punta Raisi di Palermo è uno scalo dove i disservizi sono diventati una normalità. Non solo Gh e il gestore Gesap tengono le loro posizioni da leader ma anche Aviapartener, ogni giorno, migliora le sue perfomance  ottimizzando i disservizi.   Oppure, altra opzione , da tenere in considerazione, l’appello che il capo scalo potrebbe fare ai suoi fidati uomini per cercare di resistere qualche altra settimana prima di assumere una manciata di stagionali. Ma, la terza e ultima indiscrezione, riguarderebbe proprio De Ruggiero che con questa riunione si accomiata dal gruppo di lavoro di Punta Raisi. Il responsabile operativo di Gh Pmo dovrebbe lasciare Punta Raisi per occupare altri incarichi in scali molto più importanti e organizzati di questo. Chi sarà il suo successore? Noi lo ignoriamo. Se sarà un altro napoletano (e siamo così a 4) vuol dire che il regno delle due Sicilie è ritornato, corsi e ricorsi della storia … Ma è possibile che in Gesap (che è poi l’azionista di maggioranza) non c’è nessuno che possa ricoprire il ruolo di responsabile operativo?

Class action da investitori Facebook


[La dama è un animale senza pelliccia la cui pelle è ricercatissima. J. Renard] Ancora una brutta notizia per Facebook. Cresce infatti il numero di investitori che hanno avviato un'azione collettiva contro il gruppo di Zuckerberg appena sbarcato in Borsa. Gli investitori si considerano danneggiati dal fatto che l'azione di Facebook, lanciata a 38 dollari, ha già perduto il 20% del suo valore. Più spazio alle fotografie e nuove possibilità per descriversi. È  questo il restyling di Facebook, che ha deciso di arricchire le pagine dei profili per consentire al suo mezzo miliardo di utenti di raccontare la propria storia. Ad annunciarlo, in un'intervista alla Cbs, il numero uno del social network Mark Zuckerberg.  Nei nuovi profili, ha spiegato Zuckerberg intervenendo al programma d'approfondimento “60 Minutes”, si va oltre le informazioni di base come la città, il lavoro e la scuola per passare a raccontare i propri interessi, le esperienze e le relazioni. Gli utenti potranno inserire le attività preferite, la squadra del cuore e i progetti ai quali lavorano, oltre a mettere in primo piano gli amici e i familiari ai quali sono più legati. Il racconto passa anche dalle immagini, con una sequenza delle foto recenti in cui si è stati “taggati”. Il  calo dei prezzi di Facebook è costato agli investitori retail 630 milioni di dollari. Lo stima l'agenzia Bloomberg, secondo la quale il 25% dell'Ipo è stato riservato ai piccoli investitori che hanno acquistato i titoli a 38 dollari per azione. A 32 dollari della chiusura di ieri, gli investitori retail hanno perso 630 milioni di dollari.

mercoledì 23 maggio 2012

Israele pronto a attacco


[Un soldato risponde di se stesso solo agli ordini. Riceverli è il suo compito e il suo onore. Un ordine non va solo eseguito, va creato dal niente. Spesso è sommario e spetta al soldato inventare i mezzi per eseguirlo. Erri De Luca]Oltre a Israele, ci sono altri Paesi pronti ad un ipotetico intervento militare per bloccare i progetti nucleari iraniani laddove Teheran non dovesse fare un passo indietro. Lo ha affermato il capo di stato maggiore israeliano, generale Benny Gantz. “La nostra forza militare è pronta. E non solo la nostra, ma anche altre”, ha detto in un'intervista. Israele spera di non essere costretto a ricorrere a quella forza “ma è importante - ha ribadito il generale- che essa sia credibile”. ''Non ho fiducia nel premier Netanyahu, ne' nel ministro della Difesa Barak ...Presentano al pubblico un'immagine falsata secondo cui se Israele agirà l'Iran non avrà la bomba atomica. Molti esperti dicono invece che proprio un attacco israeliano accelererà la corsa nucleare dell'Iran”. Lo sostiene l'ex capo dello Shin Bet (sicurezza interna) Yuval Diskin. Dura la reazione di Netanyahu e Barak: i due dicono che è rimasto amareggiato perché non è  stato nominato capo del Mossad. Israele continua a diffidare delle vere intenzioni dell'Iran e teme che, dietro le dichiarazioni di buona volontà, tenti di “ingannare il mondo” e proseguire nella corsa al nucleare: lo ha ribadito il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, riferendosi a Yukiya Amano, direttore generale dell'Aiea, l'agenzia dell'Onu sull'atomo, che ha espresso cauto ottimismo al termine della sua visita a Teheran. “Noi non crediamo alle intenzione iraniane”, ha detto Barak. Sono stati “utili” e “intensi” si sono svolti in una “buona atmosfera” i colloqui fra il direttore generale dell'Aiea, Yukika Amano, e alti esponenti iraniani a Teheran, riferisce la tv iraniana. Amano - riferisce la tv - ha detto che “Certamente, i progressi nelle discussioni” sul nucleare con l'Aiea “avranno un effetto positivo sui negoziati tra l'Iran e il gruppo 5+1” in programma  a Baghadad. L'Iran ha annunciato di aver caricato sul reattore di ricerca di Teheran del combustibile di produzione nazionale arricchito al 20%, un livello di arricchimento non utilizzabile per fabbricare armi atomiche, ma segno - sottolineano i media iraniani - dei “progressi” della tecnologia nucleare iraniana alla vigilia del secondo round di negoziati con i Paesi del 5+1. In febbraio la prima consegna di combustibile alla centrale fu fatta dal presidente Mahmud Ahmadinejad in persona.

30 maggio verdetto estradizione Assange


[Nei casi dubbi ci si decida per il giusto. K. Kraus] La Corte Suprema britannica si pronuncerà il 30 maggio sul ricorso di Julian Assange contro la richiesta di estradizione in Svezia dove il capo di Wikileaks è indagato per reati sessuali. Se la Corte respingerà l'appello, Assange avrà giocato tutte le carte a sua disposizione per evitare di essere trasferito in Svezia con l'eccezione di un ricorso alla Corte dei diritti umani di Strasburgo. Il Dipartimento di Stato Usa ha smentito quanto pubblicato dal britannico Telegraph, secondo cui Washington avrebbe passato a Mosca “informazioni sensibili” britanniche come merce di scambio per agevolare l'accordo sul trattato bilaterale Start, firmato dal presidente Usa Obama e da quello russo, Medvedev. Il portavoce del Dipartimento, Philip Crowley, dice di aver aggiornato la Russia circa la cooperazione nucleare tra Stati Uniti e Gran Bretagna riguardante il trattato del 1991.

Ue bacchetta Google


[I rimorsi sono gli impulsi sadici del cristianesimo. K Kraus]  Entro “qualche settimana” Google dovrà presentare alla Commissione Ue “proposte vincolanti” per correggere le violazioni della concorrenza di cui si è resa responsabile, altrimenti sarà Bruxelles a procedere: questo l'ultimatum lanciato oggi dal Commissario Ue per la concorrenza Joaquin Almunia. Almunia, nel corso di una breve conferenza stampa, ha detto di aver inviato una lettera al presidente del gruppo di Mountain View, Eric Schmidt, chiedendo che “nelle prossime settimane” sia la stessa società a presentare proposte operative per eliminare il rischio di abuso di posizione dominante. Un rischio di cui la Commissione ha riscontrato l'esistenza nel quadro delle attuali condizioni di mercato. È dal 2010 che Bruxelles sta indagando sulle attività del più  importante motore di ricerca online dopo ben 14 denunce presentate alla Commissione contro Google per abuso di posizione dominante. Gli ultimi ricorsi sono stati avanzati da Expedia e Tripadvisor all'inizio di aprile. Nel mirino dei servizi della Commissione che vigilano sul rispetto delle regole sulla concorrenza e il mercato unico sono finite le attività svolte dal gruppo Usa sia come motore di ricerca e sia come gestore della pubblicità online. Almunia ha avvertito Schmidt che, in assenza di adeguati correttivi presentati da Google, sarà la Commissione a decidere quali interventi imporre per sanare la situazione. Dove tiene tutte le informazioni in suo possesso il motore di ricerca più conosciuto del mondo? E soprattutto quanto consuma? Queste domande hanno finalmente una risposta: Google ha infatti finalmente rivelato uno dei segreti finora più gelosamente custoditi: quanta energia elettrica consuma per organizzare tutte le informazioni della Rete. E il dato è sbalorditivo: come ha spiegato Urz Hoelzle, uno dei vice presidenti dell’azienda, ha spiegato che per far funzionare la sua struttura, nel 2010 Google ha impiegato 2,26 miliardi di kilowattora di elettricità, l’equivalente dell’energia necessaria a 200mila abitazioni. Ma l'azienda di Mountain View solo l'anno scorso ha anche emesso, solo l'anno scorso, 1,46 milioni di tonnellate di anidride carbonica, equivalenti a quelle sprigionate da 70mila individui. Google ha però fatto notare che i suoi centri dati consumano circa la metà della media del settore e che le cifre si riferiscono anche ai consumi delle strutture che ospitano i 29mila dipendenti dell’azienda. Ma le cifre restano enormi e hanno un impatto sull'ambiente sicuramente importante. 

martedì 22 maggio 2012

Più turni centrali in Gh-Gesap?


[Cù nun è curnutu è figghiu di Diu. Chi non è cornuto è figlio di Dio. Frase siciliana]  Ieri si è svolta la riunione delle sigle sindacali, la cosiddetta intersindacale, a Punta Raisi. La triplice più l’Ugl si sono confrontate cercando una strategia comune da contrapporre alle richieste delle Gh/Gesap. Bocciata la richiesta della Gh/Gesap che avrebbe gradito la riduzione delle ferie da parte del personale, le ferie estive fanno, a pieno titolo, parte del contratto nazionale collettivo. Si possono aumentate, ma non di molto, i turni centrali. La Cisal, che non ha partecipato all’intersindacale,    chiede alla Gh/Gesap di fornire con estrema urgenza  copia dei bilanci societari degli anni 2009- 2010- e 2011 nonché lo schema di bilancio di previsione per l’anno in corso. Si chiede inoltre  un documento aziendale  che attesti dati ufficiali riguardo il traffico aereo e le conseguenti movimentazioni gestite dalla società per ciò che concerne  gli anni 2009 - 2010 e 2011. Tale richiesta è motivata dalla oggettiva necessità da parte della Cisal di procedere ad una analisi dettagliata dello stato di salute economica della azienda (Gh/Gesap) che ad oggi gestisce  in regime pressoché di monopolio le operazioni di handling nello  scalo aeroportuale di Palermo.

Nuovi tagli in Alitalia


[Adesso, con l’Europa unita, un disoccupato di Benevento può andare a fare il disoccupato a Stoccolma. Beppe Grillo] Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia - Compagnia Aerea Italiana si è riunito per esaminare l’andamento gestionale del primo trimestre dell’anno. Nel trimestre il numero di passeggeri trasportati con servizi di linea dal Gruppo Alitalia è stato pari a 4,8 ml., invariato rispetto al primo trimestre 2011. Essendo diminuito il numero complessivo di passeggeri transitati negli aeroporti italiani, è conseguentemente aumentata la quota di mercato del Gruppo Alitalia, dal 22,9 al 23,5% (+0,6 pp), sull’insieme dei tre segmenti: intercontinentale, internazionale e domestico. Grazie agli interventi sulla capacità offerta, resi possibili anche dal mutato mix di flotta, è significativamente migliorato il load factor del periodo, dal 64 al 69%, pari a un incremento di 5 punti a fronte di un incremento medio del load factor delle compagnie AEA di 2,6 punti. Sono significativamente aumentati i ricavi totali del periodo, passati da 684 a 776 ml. €, con un incremento del 13%. Ciò grazie anche allo sviluppo delle attività charter di lungo raggio, all’aumento dei ricavi ancillari e al miglioramento dell’attività Cargo Belly, che ha registrato aumenti nei ricavi (+12%) e nel load factor (+6 pp). Il risultato operativo (Ebit) è stato pari a -109 ml. €,    in flessione di 23 ml. € rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, mentre il risultato netto è stato di -131 ml. €, in flessione di 43 ml. € rispetto all’analogo periodo del 2011, anche a causa dell’andamento sfavorevole del cambio euro/dollaro sull’esposizione patrimoniale in valuta. L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo risultava pari a 962 ml. €, con una quota per l’indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà pari a 686 ml. €. Al termine del trimestre, la disponibilità liquida totale - comprendente le linee di credito non utilizzate - risultava pari a 318 ml. €. È  proseguito nel trimestre il processo di rinnovamento della flotta del Gruppo, con l’ingresso di 3 nuovi E-Jet Embraer. È  stata inoltre avviata la riconfigurazione delle cabine dei 10 Boeing B777 di lungo raggio, che verrà completata entro luglio con le 3 nuove classi di viaggio sui voli intercontinentali: Magnifica, con poltrone full flat, Classica Plus, la premium economy di Alitalia, e Classica con nuove poltrone ergonomiche. Entro la fine dell’anno è previsto l’ingresso di oltre 20 nuovi aeromobili - Airbus A330, Airbus A319 ed Embraer E-Jets - e la completa dismissione dei vecchi MD80. Il 2012 doveva essere l' anno del rilancio per Alitalia dopo tre anni passati in trincea a rimettere insieme i cocci di quel che restava della vecchia compagnia di bandiera fallita. E l' ingresso di Andrea Ragnetti, succeduto a Rocco Sabelli, alla cloche del vettore, doveva rappresentare un nuovo corso. I segnali che arrivano dalla sede di Fiumicino sono, al contrario, tutti negativi. La prima trimestrale del 2012, comunicata, si dimostra peggiore di quella 2011 segnata, a marzo, dal terremoto in Giappone. Un dato pesante anche se in linea con un settore che in Europa (vedi Air France-Klm e Lufthansa) perde a rotta di collo. Il risultato operativo di Alitalia è negativo per 109 milioni di euro (in flessione di 23) mentre il risultato netto è in rosso di 131 milioni (-43 sul 2011). In cassa restano 318 milioni mentre l' indebitamento sfiora ormai il miliardo di euro. E poco importa se Ragnetti ha fatto il suo ingresso in Alitalia ad aprile: oltre ai conti in rosso sulla testa della compagnia pende la spada di Damocle della cessione forzata di slot - i diritti di decollo - sulla rotta Linate-Fiumicino. Per questo il nuovo ad, incassato il via libera ad un (oneroso) turn-over, costato il posto ad alcuni dirigenti, avrebbe preso in mano l' accetta, pronto a tagliare con la scusa della crisi e degli slot circa 850-1000 dipendenti sugli attuali 14mila. Si tratta di una sorta di pressing per limitare i danni in caso di una sconfitta con l'Antitrust nella querelle su Linate. Ma anche un airbag per attutire l' impatto della crisi e del caro carburante che incide sui conti per 10 milioni di euro per ogni dollaro di spostamento del prezzo del barile. Recenti indiscrezioni pubblicate da “La Tribune parlavano di un passaggio di Alitalia nelle mani dei francesi, ma il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha smentito queste notizie in modo categorico precisando che “per fare un accordo bisogna essere in due, non c’è accordo senza convergenza delle parti”. Sarebbe interessante sapere nel caso i conti di Alitalia fossero stati in ordine in chiusura di 2011, come sarebbe stato lecito attendersi dopo la cospicua dote di cui la nuova compagnia era stata gratificata in partenza, se la reazione di AF/KL sarebbe stata differente. Per il momento dunque gli interessati non hanno alcuna intenzione di venire allo scoperto; da parte degli investitori italiani tutto tace, mentre Parigi continua a limitarsi a comunicati non eccessivamente compromettenti. Il fatto è che ormai tutti sanno che Alitalia da sola non ce la può fare e venendo a scadere nel gennaio 2013 la famosa clausola di blocco vendite qualcosa dovrà accadere. Se il gruppo franco-olandese avesse chiuso l’anno in positivo prevedere il passaggio di Alitalia sotto l’orbita di AF/KL sarebbe estremamente facile ma la perdita di 809 milioni di euro fatta registrare da Air France-Klm nel bilancio 2011 lascia presagire che almeno per il momento ci sia poca volontà di assumere la quota di controllo di Alitalia. Tutto può accadere, anche il passaggio di Alitalia sotto altro gruppo anche se indubbiamente quel 25 per cento detenuto da Parigi fa ritenere questa mossa altamente improbabile. A febbraio dello scorso anno si era parlato di un duello tra Alitalia e Lufthansa per conquistare Meridiana in crisi, poi il vettore sardo ha mantenuto la sua strada unendosi a Air Italy. Ora a distanza di un anno da questi avvenimenti e tenendo presente la crisi finanziaria a livello globale della quale non si intravede la fine, una previsione che si potrebbe fare è quella della suddivisione finale del mercato italiano fra Parigi e Francoforte: alla prima Alitalia-CAI, alla seconda Meridiana-Air Italy e così tutti rimasero felici e contenti.