sabato 31 marzo 2012

TRIBUNALE UE RESPINGE RICORSO RYANAIR


[Ho fallito per più di trent’anni. Ma non è detta l’ultima parola. Al Gore] Ryanair esce sconfitta dal duello giudiziario contro la decisione della Commissione Ue che ha ritenuto illegittimo il prestito di Stato ad Alitalia, ma ha autorizzato la vendita dei beni di quest'ultima. Il ricorso della compagnia low cost è stato respinto su tutta la linea dal Tribunale Ue. Per quanto riguarda la decisione sulla vendita dei beni, nella sua sentenza il Tribunale precisa che la Commissione era competente ad adottare una decisione di autorizzazione, avendo maturato il convincimento che la vendita sarebbe stata realizzata al prezzo di mercato. Dopo questa sentenza il tfr dei lavoratori della vecchia Alitalia quando verrà pagato? Le notizie sono due: non è vero che Ryanair ha superato Alitalia per numero di passeggeri trasportati in Italia nel 2011, ma è vero che la low cost irlandese si è scusata con l'avversaria per aver diffuso un'informazione sbagliata a causa di un errore “i cui responsabili saranno torturati”.  Qualche giorno fa infatti Ryanair aveva convocato una conferenza stampa per affermare finalmente di essere riuscita nel sorpasso con 28,1 milioni di passeggeri nel 2011 rispetto ai 25 milioni di Alitalia. Ora invece la marcia indietro: “dopo aver ricontrollato i dati, Ryanair conferma che ha trasportato oltre 22 milioni di passeggeri sulle proprie rotte italiane nel 2011, rispetto ai 25 milioni di Alitalia. Ciò significa che Ryanair non ha ancora sorpassato Alitalia diventando la più grande compagnia aerea in Italia, nonostante Ryanair continui a crescere in Italia a un tasso a doppia cifra, ma prevede di superare Alitalia nel 2012 o nel 2013. Ci scusiamo vivamente con Alitalia per aver affermato di averla superata nel mercato italiano nel 2011, e confermiamo che i responsabili di questo errore saranno torturati. Sorpasseremo Alitalia, abbiamo solo sbagliato anno”. Nella polemica era intervenuto anche l'Enac con la diffusione dei dati di traffico del 2011 che confermavano Alitalia al top della classica delle compagnie in Italia nel 2011 con 25.896.582 passeggeri rispetto ai 22.114.392 della low cost irlandese, al secondo posto.     Pertanto risultano respinti gli argomenti della Ryanair secondo cui la Commissione avrebbe effettuato un esame insufficiente o incompleto in occasione della fase di esame preliminare e avrebbe dovuto avviare un procedimento d'indagine formale in merito alla vendita dei beni, al fine di verificare l'eventuale esistenza di opzioni diverse da tale vendita. Il Tribunale respinge anche l'argomento della Ryanair secondo cui la vendita, essendo stata implicitamente subordinata alla condizione della nazionalità (italiana) dell'acquirente, aveva implicato una diminuzione del prezzo. Esso ritiene, al contrario, che la Commissione abbia verificato che l'invito a manifestare interesse non conteneva alcuna clausola discriminatoria fondata sulla nazionalità degli offerenti e che tale invito aveva costituito l'oggetto di larga pubblicità a livello sia nazionale che internazionale. Infine, il Tribunale conferma che la Commissione ha correttamente ritenuto che non esistesse alcuna continuità economica tra Alitalia e la CAI e che quest'ultima non avesse beneficiato di alcun vantaggio, dal momento che erano state adottate tutte le misure affinché la cessione avvenisse ad un prezzo non inferiore a quello di mercato.  Per quanto riguarda l'esito dell'esame della decisione sul prestito, il Tribunale ritiene che la Ryanair, pur avendo svolto un ruolo attivo nella procedura di adozione di tale decisione, non abbia dimostrato che il fatto di ordinare il recupero dell'aiuto presso Alitalia (e non presso la CAI) avesse pregiudicato in modo sostanziale la sua posizione concorrenziale. Ne consegue - conclude il Tribunale - che la Ryanair non ha dimostrato di essere individualmente riguardata da tale decisione. Di conseguenza, il Tribunale respinge il ricorso della Ryanair, confermando così le decisioni della Commissione.

Pericolo credit crunch in Italia


[Più voglia ho di te sempre meno rimane di me. K. Bregovic] “Si è creato un vero e proprio credit crunch” e “dobbiamo agire subito”. Lo ha detto Corrado Passera, spiegando che nei mesi scorsi “il tema del credito è diventato un super-tema perchè si è concentrata una serie di cause gravi: mancanza di liquidità, aumento delle sofferenze, regole bancarie che hanno tolto altro capitale alle banche”. Con il termine stretta del credito (in inglese credit crunch), si indica un calo significativo (o inasprimento improvviso delle condizioni) dell'offerta di credito al termine di un prolungato periodo espansivo, in grado di accentuare la fase recessiva. Il credit crunch avviene solitamente al termine della fase di espansione, quando le banche centrali alzano i tassi di interesse al fine di raffreddare l'espansione ed evitare il rischio inflazione, spingendo gli istituti di credito ad alzare i propri tassi di interesse e chiudendo l'accesso al credito per chi non può permettersi la spesa. In altri casi, può avvenire che, sull'onda di fallimenti bancari e ritiro della liquidità, le banche applichino una chiusura del credito per evitare esse stesse il fallimento. A seguito della stretta del credito, possono verificarsi fallimenti sia di banche che di imprese e famiglie debitrici. I mancati pagamenti che vengono a crearsi, e gli eventuali fallimenti, si traducono in pignoramenti dei beni ipotecati a garanzia dei crediti, e un aumento delle proprietà in capo alla banche. I crediti in sofferenza espongono gli istituti di credito ad un rischio simile di pignoramenti o fallimento. Le proprietà acquisite restano nell'ambito degli istituti di credito, tenendo conto che i principali finanziatori di tali istituti sono eventualmente soggetti che svolgono lo stesso tipo di attività creditizia. Laddove la maggiore iniezione di liquidità proviene da una banca centrale, se questa è controllata dalle stesse banche alle quali presta denaro, il rischio di impresa degli istituti di credito è ridotto anche in caso di forti insolvenze dei loro clienti. In caso di fallimento di un istituto, che nel contempo controlla il suo principale creditore, questo potrebbe non esercitare le garanzie previste dalla legge a sua tutela. Il credit crunch si verificò particolarmente durante la crisi del 1929. Nel 2007 alcuni economisti hanno affermato che la crisi dei mutui subprime potrebbe portare ad un nuovo credit crunch. 

Anonymous attacca la Cina

[Una volta Dio ci guardava dall’alto, ora a guardarci sono solo le telecamere. Hanif Kureishi] Il gruppo hacktivista Anonymous è “nato anche in Cina”: lo annunciano i pirati su Twitter, rilanciando i link ai siti del governo cinese attaccati e modificati dai pirati informatici. “In questi anni il governo cinese ha sottoposto il proprio popolo a leggi ingiuste e processi malsani. Caro governo cinese, non sei infallibile: oggi i siti web sono stati hackerati, domani sarà il vostro vile regime che cadrà”, recita uno dei messaggi inseriti sui siti attaccati dagli hacker. Anonymous smentisce via Twitter la propria intenzione di oscurare domani il web, e cerca di mettere freno alle notizie circolate in questi giorni sul lancio dell'operazione OpGlobalBlackout  che avrà luogo il 31 marzo.Per la miliardesima volta, Anonymous non oscurerà internet il 31 marzo”, scrive uno degli account ufficiali del gruppo precisando che non esiste nessuna operazione in merito: “Perché dovremmo oscurare la nostra sfera d'azione? Veramente, come ci aiuterebbe questa cosa?”

venerdì 30 marzo 2012

Fbi sconfitti da hacker


[Scrivete ciò che vedete davvero, non ciò che pensate di vedere. Louise Doughhty]  Nella partita in corso contro gli hacker gli Stati Uniti “non stanno vincendo”: l'attuale approccio pubblico e privato è  insostenibile. 
I criminali del web hanno troppo talento, mentre le misure per difendersi dai loro attacchi sono troppo deboli. 
A scattare la fotografia degli sforzi americani contro gli hacker è  Shawn Henry, numero 1 dell'Fbi per la lotta al crimine sul web, in un'intervista al Wall Street Journal.
 Henry, che si appresta a lasciare l'Fbi dopo 20 anni per approdare in una società privata come responsabile della cybersicurezza, ritiene che le aziende debbano apportare importanti cambiamenti nel loro modo d'uso dei network di computer per evitare ulteriori danni all'economia e alla sicurezza: le reti attuali sono vulnerabili, sia quelle delle multinazionali sia quelle delle start-up. 
Le aziende dovrebbe togliere dalle loro reti i dati di maggior valore e devono sviluppare una strategia di cybersicurezza. 

giovedì 29 marzo 2012

Palermo in ginocchio, grazie Diego


[Ammatula ti licchi e fai cannola, 'u santu è ri mammuru e nun sura. È inutile che cerchi di farti bello, il santo è di marmo e non suda. Frase siciliana] Diego Cammarata deve difendersi in aula dall’accusa di abuso d’ufficio, per avere utilizzato il dipendente della Gesip; Franco Alioto, come guardiano e skipper della sua barca. Potrebbe arrivare un altro rinvio a giudizio per l’ex primo cittadino palermitano. Si tratta delle conseguenze dell’emergenza rifiuti. Le ipotesi di reato sono pesanti: disastro doloso, truffa, inquinamento delle acque, gestione abusiva della discarica di Bellolampo e abbandono di rifiuti pericolosi. “Mentre Amia si può salvare, per la Gesip la situazione è molto più complicata. Incontrerò fra poco una delegazione di dipendenti e metterò in bilancio una cifra simbolica per il pagamento degli stipendi, ma questo importo verrà stabilito solo dopo che saranno definite, spero domani, le nuove tariffe Imu e Irpef”. Lo ha detto il commissario straordinario del Comune, Luisa Latella, sulla situazione della Gesip, società di servizi del Comune al collasso. “È  avviata anche una trattativa con il ministero degli Interni – ha proseguito – per lo stanziamento di somme straordinarie, ma ancora non abbiamo avuto nessuna risposta”.

Sempre i soliti pagano il conto a Punta Raisi


[A minchia sbrugghiata nunn'avi patruni. Il pene liberato in erezione non ha padrone.  Sotto l'impeto degli istinti, non si sente ragione. Frase siciliana] Due riunioni sindacali si sono svolte a Punta Raisi nella giornata odierna. La prima ha visto la Gh protagonista, la controllata della Gesap avrebbe concesso la detassazione del notturno e dello straordinario. Anche se devono essere rivisti alcuni parametri per calcolare correttamente il dovuto da dare ai lavoratori. Ma perché si è perso un anno di tempo? Gli arretrati, ovviamente, sono ormai persi.  In Aviapartner è stata calcolata la cassa integrazione (4 giorni al mese) nei turni di aprile, ma cosa a dir poco incredibile, personale con contratto a 8 ore dovrà fare tre giorni a sei ore. E chi, invece, lavora  sei ore al giorno ha avuto ridotto l’orario di lavoro a 4 per un giorno. I sindacati hanno preso atto e qualche rsa ha ottenuto dall’azienda più giorni del dovuto di cassa integrazione. A metà mese l’azienda si accorgerà che la cassa integrazione è insostenibile, di questo ne siamo convinti!

mercoledì 28 marzo 2012

Illegittimo il prestito dello Stato all’Alitalia


[Vivo per lei da quando sai / la prima volta l'ho incontrata / non mi ricordo come ma / mi è entrata dentro e c'è restata / vivo per lei perchè mi fa / vibrare forte l'anima / vivo per lei e non è un perso. Vivo per lei. Bocelli]  Il Tribunale Ue ha oggi confermato le decisioni della Commissione che qualificano come illegittimo il prestito concesso dallo Stato italiano ad Alitalia, ma autorizzano la vendita dei beni di quest'ultima. La decisione del tribunale interviene sulla base di un ricorso presentato da Ryanair che ha contestato le decisioni assunte dalla Commissione Ue. I giudici hanno ritenuto che le decisioni di Bruxelles siano state correte. Nel 2006, a seguito di vari tentativi infruttuosi di risanare la situazione finanziaria di Alitalia, le autorità italiane - ricorda la nota del Tribunale - hanno deciso di vendere la loro partecipazione nel capitale di quest'ultima. Nel 2008 lo Stato italiano ha concesso ad Alitalia un prestito di 300 milioni di euro, riconoscendole altresì la facoltà di imputare tale somma in conto capitale. Alitalia, a quel punto in situazione di insolvenza, è stata posta in amministrazione straordinaria, ed è stata nominata una banca quale esperto indipendente, al fine di verificare la congruità del prezzo di vendita dei beni di detta compagnia rispetto al prezzo di mercato. L'offerta della Compagnia Aerea Italiana (CAI) è stata trasmessa dalle autorità italiane alla Commissione Ue che ha così avviato un procedimento d'indagine formale in merito alle misure relative al prestito ed alla facoltà di imputare la somma in conto capitale. Con una prima decisione, essa ha constatato che il prestito costituiva un aiuto di Stato illegittimo e incompatibile con il mercato comune, in quanto conferiva un vantaggio economico finanziato con risorse statali, che non sarebbe stato concesso da un investitore privato avveduto. La Commissione ha dunque ordinato il recupero di tale aiuto presso Alitalia. Con una seconda decisione, Bruxelles ha ritenuto che la misura relativa alla vendita dei beni di Alitalia non implicasse la concessione di un aiuto di Stato agli acquirenti di quest'ultima, fatto salvo il rispetto integrale degli impegni presi dalle autorità italiane, in forza dei quali la vendita sarebbe stata realizzata al prezzo di mercato. Inoltre, la Commissione ha confermato che neppure la procedura di amministrazione straordinaria alla quale era stata sottoposta Alitalia portava alla concessione di un aiuto a favore degli acquirenti. L'Istituzione ha concluso che la procedura attuata dall'Italia non implicava una continuità economica tra Alitalia e gli acquirenti dei suoi beni - tenuto conto dell'estensione della vendita di tali beni e della parcellizzazione delle offerte presentate dai suddetti acquirenti - e che tale vendita non aveva come effetto di eludere l'obbligo di recupero dell'aiuto, né quello di concedere aiuti agli acquirenti di Alitalia.

Assange, da senatore difenderò libertà

[È compito del buon giornalista parlare degli abusi di potere, e quando gli abusi di potere sono messi in luce c’è sempre una reazione contraria. Julian Assange] Julian Assange, se avrà successo la sua candidatura per il Senato australiano, sarà “un fiero difensore della libertà dei media” e userà le immunità parlamentari per prevalere sugli ordini di soppressione dei tribunali e su altre ”costrizioni eccessive” al libero accesso alle informazioni. La settimana scorsa Wikileaks ha annunciato via Twitter di aver scoperto che Assange può candidarsi per il Senato australiano anche se è agli arresti domiciliari, e che ha deciso di farlo. Il 2011 “resterà come un anno di una violenza senza precedenti” contro i blogger e i cittadini attivi su Internet, con la morte di 5 di loro e oltre 200 arresti: è quanto emerge dal rapporto 2012 di Reporters sans frontieres (RSF) sui nemici di internet, pubblicato  sul suo sito internet.

Unicredit è una bomba a orologeria

[L'amore che economizza non è mai vero amore.  H. De Balzac]  Unicredit ha chiuso il 2011 con una perdita di 9,2 miliardi di euro. Lo comunica il Gruppo di Piazza Cordusio in una nota in cui si conferma che non ci sarà dividendo. Il quarto trimestre si è chiuso con un utile di 114 milioni di euro, sopra le attese degli analisti. Cento miliardi di capitalizzazione nel 2006, 7 miliardi nel 2011. Una perdita secca del 93%. Il 37% di perdita negli ultimi tre giorni. Per chi non ha ancora capito cosa significa, forse ci vuole un disegno, uno di quelli alla IKEA, universalmente adatto anche agli idioti. Unicredit è la bomba ad orologeria piazzata sotto il culo della repubblica italiana e, di conseguenza, nel ventre dell’Europa, di cui la nostra penisola rappresenta da tempi insospettabili la parte più molle e non solo dal punto di vista economico. La situazione di Unicredit ricorda, con le dovute proporzioni, quella della Grecia che, dopo aver ricevuto lo sconto del 50% sul suo debito, ora si dice capace di rimborsare solo il 30% della cifra originaria. È  fallimento, default come usa dire in termine tecnico, ma non si può dire, perché se si dice che la Grecia, nei fatti, è ormai fuori dall’eurozona in quanto insolvente, le crepe nel muro iniziano ad allargarsi , la gente si accorge che c’è un terremoto e fugge per strada. Unicredit è la più grande banca italiana, una delle più grandi di Europa. Da anni ha sviluppato un’attitudine all’investimento nei mercati emergenti attivando filiali nell’Est Europa e finanziando attività industriali e finanziarie in quelle regioni che, almeno secondo il management Unicredit, rappresentavano un investimento rischioso, ma molto promettente.

martedì 27 marzo 2012

Tempi supplementari a Punta Raisi


[Enzu furrìa ammenzu pasta, patate ca a sassa nto menzu. Enzo rotola in mezzo pasta, patate, con la salsa nel mezzo. Frase siciliana] La Gh di Palermo ha convocato i sindacati per giovedì 29 marzo alle ore 09,30 local time. Convocate tutte le organizzazioni sindacali, anche la triplice, ordine  del giorno accordo sulla detassazione. Francamente non si capisce perché l’invito è stato esteso anche alla triplice visto che non ha mai creduto, realmente, alla detassazione e alla clausola sociale. In tutti questi mesi Cisl, Uil e Cgil quando si parlava di questi argomenti non sembravano molto interessati, come dire, non sono questi i veri problemi su cui discutere. Il lavoro “sporco” è stato fatto da Ugl e Cisal, la fanteria dei due sindacati con difficoltà ha conquistato posizioni, ha attaccato pesantemente i vertici di Gh e Gesap, adesso dovrebbero ottenere dei risultati. Il bello è che tutti ora vorrebbero salire nel carro dei vincitori. 

Nominato il nuovo cda di Alitalia


[Saggio è chi riesce a vivere inventandosi le proprie illusioni.   Woody Allen] L'assemblea degli azionisti di Alitalia ha nominato i 19 consiglieri di amministrazione, confermando Roberto Colaninno nel ruolo di presidente. Al termine dell'assemblea si è riunito il nuovo board che ha nominato amministratore delegato il direttore generale Andrea Ragnetti e vice presidenti Elio Cosimo Catania e Salvatore Mancuso. Gli altri consiglieri sono: Jean-Cyril Spinetta, Bruno Matheu, Lino Bergonzi, Philippe Calavia, Achille D'Avanzo, Davide Maccagnani, Ernesto Monti, Angelo Massimo Riva, Antonino Turicchi, Cosimo Carbonelli D'Angelo, Gioacchino Paolo Ligresti, Gaetano Miccichè,  Antonio Orsero, Maurizio Traglio e Peter Frans Hartman. L'assemblea, conclude la nota della compagnia, “ha rivolto un sentito ringraziamento a Rocco Sabelli, amministratore delegato uscente, per l'attività svolta e i positivi risultati conseguiti”  Alitalia avrebbe  avviato le procedure per l'integrazione delle compagnie aeree Blue Panorama e Windjet. Il nuovo cda di Alitalia non ha fatto cenno di questa nuova alleanza, è stata anche smentita la voce che l’ingresso di Pulvirenti (Wind jet) e Pecci (Blu Panorama) nel cda avrebbe consacrato l’avvenuta alleanza. A quanto si apprende, il consiglio di amministrazione di Alitalia ha avviato la procedura sulla base di distinti protocolli d'intesa (memorandum of understanding) sottoscritti con le controparti. Il protocollo d'intesa con Wind Jet é stato sottoscritto il 20 gennaio scorso mentre quello con Blue Panorama 25 gennaio. Le successive fasi verranno sottoposte ad autorizzazione dell'Antitrust e portate in approvazione agli organi statutari delle tre società. Fondata nel 2003, Wind Jet è oggi la sesta compagnia aerea per quota di mercato domestico (6,2% nel 2011), con basi operative a Catania, Palermo e Rimini, una flotta di 12 aeromobili Airbus adibiti al trasporto di linea e oltre 2,8 milioni di passeggeri trasportati nel 2011. Blue Panorama, fondata nel 1998 e con basi a Roma Fiumicino e Milano Malpensa, opera servizi di linea e charter: intercontinentali con il marchio Blu Panorama e di corto e medio raggio con il marchio Blu-Express. Nel 2011 Blu Panorama ha trasportato circa 2 milioni di passeggeri con una flotta di 12 aeromobili Boeing di cui 6 wide body (seconda flotta italiana di lungo raggio). Quanto al gruppo Alitalia, nato nel gennaio del 2009, è il secondo (primo è Ryanair) operatore del Paese, con basi operative a Roma, Milano, Torino, Venezia, Bari e Catania, una flotta di 144 aeromobili e circa 25 milioni di passeggeri trasportati nel 2011. Le sfide che attendono Ragnetti sono note: prima di tutto, il pareggio di bilancio non riuscito a Sabelli, più in generale riportare in quota un'azienda in caduta libera. Ma la prima grana che ha trovato il nuovo boss appena entrato nel suo ufficio della Magliana, a Roma, è un'altra: il caos sindacale all'interno dell'azienda. Dopo 3 anni e passa di cassa integrazione straordinaria, i lavoratori ex Alitalia infatti sono ancora più imbestialiti di prima. Nel 2008 la "bad company" ne aveva mandati a casa circa diecimila tra assunti a tempo indeterminato e precari, garantendo (con i soldi dello Stato) agli “strutturati” la cassa integrazione straordinaria fino all'ottobre 2012 e poi tre anni di mobilità.  Da allora altri accordi sono subentrati, come quello del 4 marzo 2011, con tanto di cassa integrazione volontaria per 700 lavoratori della Cai che aveva anche previsto 160 assunzioni a tempo indeterminato tra i lavoratori in cassa integrazione dell'Alitalia. Le assunzioni però furono uno specchietto per le allodole: di questi 160 ne sono stati assunti, invece, con il nuovo accordo del 25 gennaio 2012, solo 25, per giunta con contratti stagionali. Tra l'altro questi accordi successivi violerebbero la legge 368/2001 sui contratti a termine e i lavoratori ex Air One li stanno impugnando in tribunale. Risultato? Il rischio di dover reintegrare oltre 400 persone in causa ora, a detta dello stesso Sabelli, a dispetto dei cassaintegrati di Alitalia cui invece spettava di essere riconsiderati.  Attualmente, comunque, i lavoratori in cassa integrazione Alitalia sono almeno 5000. Di questi almeno 2000 avrebbero avuto diritto alla pensione proprio grazie ai 7 anni di ammortizzatori sociali, come scritto nell'accordo del 2008 e nel Lodo Letta. Con il decreto Milleproroghe e con la nuova riforma delle pensioni, questi 2000 non potranno invece andare in pensione perché non hanno risolto il contratto di lavoro entro il 31 dicembre 2011. La mobilità scatterà solo il 13 ottobre 2012. Ma non sarebbero andati comunque perché all'epoca dell'accordo del 2008, per indorare la pillola ai dipendenti Alitalia, i sindacati – svela un ex dipendente in CIGS – contraccambiarono i 7 anni di ammortizzatori sociali a sfavore del blocco dei requisiti pensionistici al 2008. Un segreto di Pulcinella che molti lavoratori conoscono ma che i sindacati ancora smentiscono.  Al di là degli esodati, quelli che avrebbero avuto i requisiti per la pensione, c'è poi la questione della formazione e la riqualificazione dentro e fuori l'azienda. È  pratica poco diffusa ma piuttosto nota tra i lavoratori di Cai il fatto di far pagare di tasca propria ai candidati all'assunzione i corsi di formazione per assistenti di volo: oltre 2000 euro per partecipare ad una selezione che non assicura affatto il contratto. E così il personale di volo molto spesso viene rimpiazzato con contratti in part time, pescando già tra chi ha lavorato in azienda e negando ancora una volta chance ai cassaintegrati.  Non solo. E questo Ragnetti, probabilmente già lo sa.


lunedì 26 marzo 2012

Trasporto aereo, settimana disagi


[Solo l’uomo colto è libero. Epitteto]  Settimana di disagi per il trasporto aereo in Europa. Due delle maggiori compagnie del Vecchio Continente, Lufthansa e Iberia, lasceranno infatti a terra tra domani e giovedì complessivamente oltre 800 voli a causa di alcuni scioperi proclamati a livello nazionale. Domani la compagnia tedesca cancellerà 400 voli a causa di uno sciopero del personale addetto allo smistamento dei bagagli e alla sicurezza negli aeroporti in Germania. Lo ha detto a Bloomberg la portavoce della compagnia Sandra Kraft. Il più colpito sarà l'aeroporto di Francoforte, dove il personale scioperante si asterrà dal lavoro nella mattinata per nove ore e mezza. Negli altri aeroporti tedeschi lo sciopero avrà una durata minore. La protesta è proclamata dal sindacato Verdi, che chiede salari più alti per i dipendenti pubblici. Giovedì i disagi si sposteranno in Spagna, dove la compagnia aerea Iberia ha annunciato oggi di avere cancellato oltre 400 voli giovedì per lo sciopero generale proclamato dai sindacati contro la riforma del lavoro varata dal premier Mariano Rajoy. La maggior parte dei voli cancellati è gestita direttamente da Iberia, gli altri dalle filiali, in particolare Air Nostrum. In particolare per Iberia, dei 342 voli previsti, 222 sono stati annullati, ha indicato un portavoce. Air Nostrum ne ha invece annullati 202. Iberia precisa di aver “flessibilizzato le tariffe per facilitare, per quanto possibile, il cambio dei biglietti ai clienti coinvolti da queste cancellazione, o il rimborso nel caso in cui non si riescano a trovare alternative”. Il servizio minimo concordato con il ministero dei trasporti prevede il funzionamento durante lo sciopero generale del 10% dei voli nazionali e del 20% di quelli con l'Europa. Alitalia ha pensato ad alcune misure preventive per limitare i disagi che potrebbe provocare lo sciopero di alcune categorie del personale Sea e Sea Handling in programma per domani, martedì 27 marzo. In particolare, la compagnia ha programmato una riduzione del numero dei voli nella fascia oraria interessata dall'agitazione. Le modifiche non riguardano i voli intercontinentali. 

Nessuna strategia contro la crisi

[Fui buttato fuori dall'Università il primo anno. Mi scoprirono mentre copiavo allo scritto di metafisica. Sbirciavo nell'anima del mio vicino. Woody Allen] Latin America , come si chiama qui. “Non è mai stata in condizioni migliori per andare avanti”, dice l’ex Governatore della Banca del Messico Guillermo Ortiz. E anche se l’inflazione schizzerà a livelli impensabili per Ortiz “riusciremo a fare quello che dobbiamo fare. Questo è il nostro decennio”. Lo spread Btp-Bund oscilla sui 310 punti base con il rendimento del Btp decennale scivolato poco sotto il 5% (4,99%). Il differenziale tra i titoli a 10 anni spagnoli e tedeschi viaggia sui 342 punti base. Sarà eccesso di zelo ricordarlo, ma i critici di Davos ricordano che spesso, in passato, i tanti leader qui riuniti non hanno visto arrivare tempeste enormi: dalla crisi finanziaria asiatica al contagio delle finanze pubbliche greche. Andrà meglio per le previsioni di questo 2012? Pare imminente la fusione in Spagna fra Caixa e Banca Civica, i cui consigli di amministrazione si riuniscono questo pomeriggio dopo la chiusura dei mercati per dare luce verde all'operazione, riferisce El Pais online. La Cnmv di Madrid, la Consob spagnola, ha deciso questa mattina la sospensione dei titoli delle due banche. La fusione delle due entità porterà alla creazione del primo gruppo bancario spagnolo per attivi (340 miliardi di euro), davanti a Santander e Bbva.

Vorrei ma non posso


[Ogni testa di nuatri è tribunale. Ogni pensiero è giudicatore e ognuno di noi diviene giudice. Frase siciliana] Il titolo di questo post potrebbe essere lo stato d’animo di Aviapartner Palermo quando vuole applicare la cigs, cosa che dovrebbe succedere il prossimo mese. Quante volte la cigs programmata nei turni non potrà essere applicata per un fattore numerico? Spesso si dovrà fare ricorso alla pratica del mancato riposo e dello straordinario. Il mese che ci stiamo lasciando alle spalle ha visto nei turni alcuni giorni di ferie spalmati e attaccati ai riposi, ebbene le ferie sono rientrate per carenza di personale. E non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando del mese di marzo, praticamente un mese morto, il prossimo mese inizieranno i voli carter che dureranno fino ad ottobre. Per questo motivo riteniamo che la cigs può obiettivamente essere applicata da ottobre fino al mese di aprile. Quello che manca al personale  Aviapartner Pmo sono le motivazioni, l’attaccamento al lavoro. In un momento di crisi economica diffusa dovrebbe aumentare l’attaccamento al lavoro: nei lunghi periodi di pausa, invece di stare nello spogliatoio ingannando il tempo in vario modo, si potrebbero pulire i mezzi… Troppo spesso il vittimismo dei presunti capisquadra (i cosiddetti sette nani) è la forza del dg che spesso non stima chi dovrebbe motivare la truppa. Non vogliamo dire che il dg ha sempre ragione, tutt’altro …, spesso la sua forza è la strafottenza altrui.      Nel verbale di accordo con i sindacati del 9 marzo 2012, al punto tre, si legge: “… la cigs a rotazione riguarderà, per un massimo di 1.700 ore al mese, i lavoratori appartenenti alle figure professionali, sia full – time che part – time, opr, addetti di scalo area passeggeri ed, in quota parte, alle relative catene di comando-responsabili in turno area passeggeri e responsabili operazioni sottobordo”. Nel verbale di accordo in sede governativa il 23 marzo 2012  è stato stabilito che “… per un numero massimo di 41 lavoratori (su organico aziendale di 68 lavoratori), per un periodo complessivo di 24 mesi, a decorrere dal primo di aprile si praticherà la cigs. I citati lavoratori saranno collocati in cigs a riduzione oraria, con riduzione massima mensile del 26% dell’orario di lavoro, con modalità orizzontale e verticale, in base alle esigenze tecnico organizzative aziendali e tenuto conto della fungibilità tecnico-operativa delle mansioni. Sono esclusi dalla cigs : 12 lavoratori addetti allo scarico e carico bagagli; 8 agenti di rampa più tre responsabili; tre amministrativi, più un addetto alla qualità”. I lavoratori aspettano, con ansia, l’acquisizione di una compagnia aerea di linea  che possa dare tranquillità a tutti. Nel frattempo. anche se il morale è sotto i piedi, è bene impegnarsi per cercare di non perdere quel 18% di mercato detenuto da Ap a Palermo Punta Raisi. 

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[Futti, futti ca Diu pirduna a tutti. Ruba, ruba (o inganna) che Dio perdona tutti. Frase siciliana] Una riunione in prefettura martedì a Palermo sulla vertenza Gesip. Lo fa sapere l'organizzazione sindacale Asia, impegnata con le altre sigle in questi giorni nella tutela del futuro lavorativo degli oltre 1.800 dipendenti della Gesip. Il vertice è stato convocato dal prefetto, Umberto Postiglione, per le ore 17.30. Asia nella nota scrive: “Una convocazione improvvisa che gli oltre 1.800 lavoratori Gesip sperano possa essere interpretata come un segnale positivo nella loro vicenda. Resta comunque programmato il corteo di oggi  insieme alle altre manifestazioni previste fino a venerdì, decise d'intesa con tutte le sigle sindacali coinvolte”  Si ferma la raccolta dei rifiuti a Palermo. I lavoratori dell'Amia non hanno ricevuto gli stipendi e hanno deciso di bloccare i varchi degli autoparchi aziendali, impedendo l'uscita agli auto compattatori. Alcuni mezzi sono stati messi davanti ai cancelli e, secondo quanto riferisce la stessa azienda, nel deposito di Brancaccio è stato impedito di rimuoverli, con minacce al personale. Sempre nel quartiere di Brancaccio è stato inibito l'accesso alle squadre del servizio di pronto intervento del servizio di manutenzione strade (buche e macchie d'olio). Nell'altro autoparco, a Partanna Mondello, è stato dichiarato un numero di avarie superiore alla media. Amia, che ha segnalato la situazione al Prefetto, al questore e al commissario straordinario del Comune, sostiene in una nota «di avere fornito ai dipendenti assicurazioni circa il fatto che il saldo degli stipendi di marzo sarà pagato non appena il Consiglio comunale approverà la delibera sul servizio di pulizia delle caditoie».  Questa rassicurazione non ha evidentemente convinto i dipendenti che, nè ieri sera nè stamattina, hanno preso servizio: la raccolta dei rifiuti, la differenziata, lo spazzamento e le altre attività sono rimaste bloccate. Dalla Gesip a Multiservizi e Biosphera, è in programma una nuova ondata di scioperi a Palermo. Per quanto riguarda la municipalizzata, le segreterie di Uiltucs Uil, Filcams Cgil, Alba, Conflavoratori, Cisal, Fisascat Cisl e Ugl hanno proclamato uno sciopero per venerdì prossimo “considerato che - si legge in una nota - alcuna risposta è pervenuta in esito agli incontri realizzati con il Comune di Palermo ed alla manifestata volontà  di trovare soluzioni, idonee a garantire la prosecuzione delle attività dei richiamati lavoratori, dopo il 31 marzo prossimo”. I sindacati hanno inoltre proclamato “l'immediato stato di agitazione di tutte le maestranze con la riserva di proclamare ulteriori iniziative di lotta a sostegno della vertenza”. Le iniziative, spiegano in una nota i sindacati, “potranno essere tempestivamente revocate a fronte di un riscontro sulle ipotesi di un significativo prolungamento delle attività lavorative che permettano di riattivare  tavoli nazionali”.  Per quanto riguarda invece Multiservizi e Biosphera, partecipate dalla Regione, la Uiltucs rende noto che lo sciopero è fissato per il prossimo 29 marzo. Tra i motivi della protesta ci sono l'imminente scadenza dei contratti di servizio e “l'ennesimo confronto mancato per l'assenza, da parte dell'impresa, di una interlocuzione”. “Tra l'altro - aggiunge la Uiltucs - con Biosphera non è stato nemmeno avviato il confronto. Con la Multiservizi Spa, invece, un nuovo tavolo è stato programmato per il prossimo 27 marzo, momento questo che potrebbe  riavviare il confronto o, in alternativa, registrare gli analoghi comportamenti già verificati, ovvero l'impossibilità a realizzare l'incontro per la assoluta assenza del nostro interlocutore”. In poche parole, per non mandare in bancarotta il Comune e tenere i conti in equilibrio, bisogna aumentare le tasse e subito permettendo all’ente di incassare 115 milioni di euro in più all’anno, che si sommano ai 2,5 che proverranno dall’aumento di Tosap e Icp già decretati dal commissario. Il Consiglio si riunirà martedì e mercoledì alle 12, in un Palazzo delle Aquile che potrebbe essere circondato dai dipendenti delle partecipate. Dal bilancio di previsione passa, infatti, anche il futuro di Gesip e Amia. Il commissario ha assicurato i sindacati di aver trovato i fondi per l’Amia e, secondo alcune voci, da Roma potrebbe arrivare un altro stanziamento straordinario per l’ennesima proroga alla Gesip, ma senza il bilancio sarebbe tutto inutile perché i soldi non si potrebbero usare. Ecco perché i lavoratori faranno pressione sul consiglio perché domani e dopodomani dia il via libera ai provvedimenti che permetteranno al commissario di varare lo schema. Poi ci sarà tempo fino al 30 giugno per dare l’ok anche al bilancio in Aula e cercare i soldi per le ex municipalizzate.


A Ligresti 40mln in 2003-2010

[Santu Luca santu Luca, Di cu sunnu li figghi, si l'annaca. Ognuno deve risolvere da solo i suoi problemi. Frase siciliana] Fonsai e la Milano Assicurazioni hanno pagato tra il 2003 e il 2010 40 milioni di euro a Salvatore Ligresti per attività di consulenza. È  quanto emerge dalle 114 pagine delle relazione del collegio sindacale di Fonsai dopo la denuncia del fondo Amber su una lunga serie di operazioni con parti correlate. La procura di Milano accende un faro su maxiconsulenze e affari immobiliari di FonSai con la famiglia Ligresti, già al centro di una denuncia da parte del fondo Amber al collegio sindacale della compagnia. Per ora l'ipotesi di reato resta ostacolo all'attività degli organi di vigilanza, ma il pm Luigi Orsi starebbe valutando l'esistenza di altri possibili violazioni. In particolare si starebbero esaminando una dozzina di operazioni immobiliari della famiglia Ligresti con FonSai, da un parte, per verificare congruità dei prezzi pagati e correttezza delle perizie. Dall'altra, sono sotto esame le consulenze milionarie a favore dei Ligresti stessi. L'obiettivo è capire se ci sia stata una distrazione di fondi e una dissipazione patrimoniale, tale da aggravare la situazione finanziaria di FonSai.

domenica 25 marzo 2012

Voglia di indipendenza in Gran Bretagna


[Etiam capillus unus habet umbram suam. Anche un solo capello fa la sua ombra. Publilio Sirio]
Con il Doha Round sul commercio internazionale bloccato si dovrà puntare - dice il cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne – “su accordi regionali o anche bilaterali. Ma non bisogna cedere al protezionismo”. L'indipendenza della Scozia dal Regno Unito potrebbe avere ripercussioni sul seggio della Gran Bretagna in Consiglio di Sicurezza e sul suo ruolo a livello internazionale. Lo ha detto il premier Cameron che da Edimburgo, ha fatto una appassionata requisitoria contro la secessione. “Il seggio in Consiglio, la membership nella Ue, la nostra leadership nella Nato, il nostro deterrente nucleare, le nostre forze armate, sono tutte cose che appartengono al Regno Unito nel suo insieme”, ha detto. La partita sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito, riaperta dalla vittoria dello Scottish National Party alle elezioni dello scorso maggio, potrebbe arrivare al dunque con quello che il Guardian definisce “l’azzardo” del primo ministro britannico David Cameron, il cui governo sarebbe intenzionato a proporre una scadenza di diciotto mesi per tenere un referendum, oltre la quale dichiarare estinta la questione. L’indipendenza è nel programma e nelle dichiarazioni di Alex Salmond, leader dello SNP, da anni, ma la promozione di un referendum in questo senso è stata finora molto prudente, a partire dalle valutazioni che danno la maggioranza degli scozzesi contrari: la data ipotizzata in questi mesi è quella del 2014, alla fine del mandato di Salmond come premier scozzese. La tensione tra Salmond e il governo nazionale è sul valore del suddetto referendum, che il governo di Londra finora ha sostenuto possa essere solo consultivo e non vincolante, accusando Salmond di danneggiare il futuro della Scozia con un clima di incertezza. Il governo sarebbe quindi intenzionato a pubblicare nei prossimi giorni un parere legale e costituzionale sul tema del referendum, e proporre una scadenza di diciotto mesi per il suo eventuale svolgimento, previo consenso di entrambi i parlamenti.

sabato 24 marzo 2012

La riforma Fornero e l’Inps


[Se un uomo apre la porta dell'auto della moglie, o è nuova l'auto o è nuova la moglie.  Filippo D'Edimburgo]  Il 13% dei giovani pensa che l'articolo 18 non vada modificato. È  quanto risulta da una campagna di ascolto condotta da Italia Futura per Confartigianato, illustrata oggi a Firenze nel corso dell'assemblea dei giovani dell'associazione. All'indagine hanno risposto oltre 3.000 under 40, il 30% dei quali imprenditori, il 30% lavoratori e per il resto studenti disoccupati. Il 13% dei giovani pensa che l'articolo 18 non vada modificato. Con la riforma Fornero, dal primo gennaio del 2012 la pensione sarà definitivamente calcolata con il sistema contributivo: tanto versi tanto prenderai. Nelle conferenze stampa che l'hanno annunciato, è stato presentato come il sistema più equo e giusto per tutte le generazioni. Primo effetto dell'allungamento dell'età pensionabile sui lavoratori (mobilitati e esodati) che avevano accettato di lasciare prima il posto nelle loro aziende in crisi con la garanzia della pensione al compimento del 40esimo anno di età lavorativa: resteranno dai 2 ai 10 anni senza pensione e senza lavoro. Su 70.000 si salveranno, forse, in 20.000. Chi ha cambiato datore di lavoro, passando dal pubblico al privato, dovrà ricongiungere i contributi se vuole la pensione piena (quella che viene data a chi è sempre rimasto nello stesso posto). La ricongiunzione verso l'Inps, che è sempre stata gratuita (perché peggiorativa), è diventata onerosa: devi ripagare i contributi due volte. C'è chi si è visto arrivare conti che arrivano fino a 300.000 euro, a fronte di stipendi da 2000 euro al mese lordi. Per i giovani invece qual è il quadro? Chi apre una partita iva, il primo anno di lavoro paga il 28% all'Inps, più l'anticipo per l'anno a seguire. Cioè se incassa 11 mila euro ne pagherà 4000 solo di contributi. Con il risultato poi che la sua pensione non supererà quella sociale.  Le casse degli ordini professionali invece sono state privatizzate e gestiscono un patrimonio che prima era pubblico. Il contributo che chiedono ai propri iscritti raggiunge al massimo il 20%, mentre ci sono delle agevolazioni per i più giovani. Gli agenti di commercio sono obbligati alla doppia contribuzione: Inps ed Enasarco. Solo a Roma Enasarco ha 15.000 appartamenti da dismettere. Poi ci sono i liberi professionisti iscritti ad un ente ed obbligati a versare i contributi ad un altro. La puntata di Report  di domani si intitola “LA PREVIDENZA ASOCIALE” di Bernardo Iovene  e fornirà numeri e procedimenti per orizzontarsi nella confusione che sta togliendo il sonno a qualche milione di persone.

Il ritorno di Odore


[O fim é sempre o começo, ou seja, começasse - ou, começa-se tanto faz - sempre no fim. Quem não tem medo de romper um relacionamento não é mesmo? Todo mundo acha que terminando um relacionamento amoroso estará pondo um fim em uma vida. Mas, nem sempre é assim que funciona. Uma das melhores coisas da vida é poder descobrir sempre, seja lá o que for, mas é preciso estar sempre renovando, recomeçando, rompendo e conquistando. Ademais, a vida começa quando você descobre o que é viver. A meu ver, nós, seres humanos, somos a pior raça do mundo, tenho certeza que ainda não aprendemos valorizar o verdadeiro amor.  Edilmar Lima, da Crônicas de um Detetive]  Sarà Alessandro Profumo che guiderà Monte dei Paschi di Siena nella fase che porterà la banca al di fuori dei confini cittadini? L’addio di Giuseppe Mussari a Monte dei Paschi è previsto in primavera, tra poche settimane, ma già circolano i nomi di coloro che potrebbero sostituirlo alla guida della terza banca italiana, legata principalmente alla città di Siena, ma che sarebbe destinata a una gestione meno localistica e più improntata alla dimensione internazionale. Proprio per questo, da giorni si parla insistentemente di Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, che ha lasciato un anno fa. Il suo nome per molti sarebbe perfetto, in qualità di manager di caratura internazionale, in grado, quindi, di portare la banca senese al di fuori dei suoi limitati confini operativi. Non è un caso che il titolo sia balzato nelle sedute scorse, da quando circola questa ipotesi. In più, Profumo gode dei riguardi del centro-sinistra, in particolare, dell’ala ex comunista del PD, che esprime attraverso il sindaco e il presidente della provincia ben 13 consiglieri su 16 di Fondazione MpS, la quale è azionista di controllo con il 49% circa delle azioni in Siena e che dovrà scegliere 6 dei 12 consiglieri del nuovo cda di MpS all’assemblea del 27 aprile. Ma c’è un dato, anch’esso politico, che potrebbe intralciare l’ingresso di Profumo in MpS: il suo nome è inviso ai cattolici del PD, che sarebbero propensi a votare per Divo Gronchi, banchiere di Pisa, 73 anni, attualmente direttore generale della Cassa di Risparmio di San Miniato e che ha già lavorato per 42 anni nel gruppo MpS, ricoprendo anche l’incarico di direttore generale dell’istituto fino al 2000, passando poi alla Popolare di Vicenza, successivamente al Banco Popolare e per tornare a Vicenza fino allo scorso mese di ottobre, quando è diventato dg di San Miniato. Il suo profilo è diverso da quello di Profumo, riscontrando molta stima nel panorama politico e degli affari in Italia, grazie anche alla sua solida conoscenza del sistema bancario nazionale. Sul nome di Alessandro Profumo sarebbero tante le perplessità che potrebbero sollevarsi, a partire dal fatto che è indagato per responsabilità oggettiva in merito alla cosiddetta “operazione Brontos”, un complesso marchingegno finanziario escogitato da Unicredit sotto la sua guida, ufficialmente a fini di “ottimizzazione fiscale”, ma che per la Procura di Milano sarebbe una vera e propria operazione di frode fiscale, avendo sottratto allo stato elementi attivi del reddito per 745 milioni, tra il 2007 e il 2008, in accordo con Barclays, con un danno per l’Erario di 245 milioni di euro.  Senza volere entrare nei dettagli dell’operazione, per la quale risultano indagati altri 19 manager, stupisce che il PD possa sostenere una candidatura così chiacchierata anche sotto il profilo manageriale, dato che sotto la guida di Profumo, Unicredit ha subito uno sconquasso dei conti, per risanare i quali nei soli ultimi tre anni sono stati necessari tre aumenti di capitale, per un valore complessivo di 14,5 miliardi di euro. Non è un caso che appena un anno fa, Profumo sia stato cacciato a gran furore dagli azionisti di Piazza Cordusio, malgrado il suo nome fosse una leggenda tra i big del sistema bancario nazionale. La sua campagna espansionistica in Unicredit ha portato nel solo trimestre del 2011 a una voragine di bilancio di 10,5 miliardi, tanto che nel nuovo piano industriale di dicembre, il cda della banca ha deciso per un ritorno alla dimensione commerciale e alle origini più italo-centriche. Lo spirito napoleonico del manager è stato pagato a carissimo prezzo dai soci, con il valore di capitalizzazione della banca sprofondato in due anni da 40 miliardi del 2010 ai circa 8 miliardi delle sedute iniziali dell’ultima ricapitalizzazione. È  proprio di questo che ha bisogno Siena? Il localismo della banca dovrebbe essere sostituito con una politica di internazionalizzazione alla Unicredit, con ripercussioni disastrose sul capitale?

venerdì 23 marzo 2012

Ritirata strategica a Punta Raisi


[Acqua ca duna a tanti vadduni a mari non ci n'arriva. Acqua che va in tanti torrenti non arriva al mare.  Nel senso che se si fanno troppe cose non se ne porta a compimento nessuna. Frase siciliana] Alla fine lo sciopero di 24 ore programmato da Cisal e Ugl  per il 27/3  è stato revocato. I sindacati “ribelli” (Ugl e Cisal) hanno dato "fiducia" ai vertici della Gh e della Gesap. “ … pur rimanendo ferma la diversità di vedute sulla fondatezza delle questioni di cui alla proclamazione dello sciopero, le OO.SS. prendono atto che l’a.u. di Gh Palermo provvederà alla convocazione a brevissimo di un tavolo tecnico finalizzato alla  formalizzazione di una ipotesi di accordo sulla cosiddetta defiscalizzazione”.   Per quanto riguarda la clausola sociale le organizzazioni sindacali provvederanno, a breve, a presentare una proposta di protocollo di intesa, finalizzata all’apertura di uno specifico tavolo tecnico. Al termine della summer i sindacati e la società torneranno a incontrarsi per l’avvio della contrattazione integrativa.  Nel frattempo,mentre postiamo, ci giunge voce che la triplice festeggia …

191 precari storici a rischio a Catania


[A puvirtà unn' è virgogna, ma mancu preiu. La povertà non è una vergogna, ma neanche una bella cosa. Frase siciliana] “Centonovantuno precari al Comune di Catania e centinaia in altri Enti locali etnei rischiano di vedersi negare la stabilizzazione e la prosecuzione stessa di ogni rapporto contrattuale, non avendo accettato da laureati e diplomati la retrocessione a dipendenti di quarto livello retributivo”. I segretari provinciali di Uil hanno scritto una nota al sindaco Raffaele Stancanelli e agli altri vertici dell'amministrazione cittadina facendo riferimento alla recente nota della Corte dei conti che interessa 46 precari in servizio nel Comune di Trecastagni. “Siamo di fronte a un'inaccettabile, ulteriore minaccia per i livelli occupazionali nel nostro territorio - commentano Mattone, Passarello e D'Amico - ma anche dinanzi a un rischio concreto di peggioramento dei servizi resi ai cittadini da parte di Comuni, come quello di Catania, che nell'ultimo quinquennio hanno già dovuto fare i conti con una riduzione di ben mille 300 dipendenti a tempo indeterminato, solo in piccola misura suppliti finora da personale a tempo determinato”. 

Tel Aviv manifesta contro guerra Iran


[Non sono un atleta. Ho cattivi riflessi. Una volta sono stato investito da un'auto spinta da due tizi.
Woody Allen] Due manifestazioni sono state indette per domani a Tel Aviv da organizzazioni di sinistra: una contro la possibilità di un attacco israeliano alle infrastrutture nucleari in Iran e l'altra - nella vicina Jaffa - in sostegno del popolo siriano in lotta contro il regime di Bashar Assad. “Israeliani ed iraniani non sono nemici”, affermano gli organizzatori del primo evento che negli ultimi giorni si sono scambiati via web messaggi di amicizia e di solidarietà con cittadini iraniani. Sta già raccogliendo numerosi consensi nei siti web in Israele l'immagine di un tenero bacio scambiato da un giovane che espone il proprio passaporto israeliano con una ragazza che mostra quello iraniano. Nel sito dove la fotografia è comparsa la notte scorsa (Israel-Loves-Iran) stanno giungendo messaggi di congratulazione da varie parti del mondo, incluso l'Iran.

Inarrestabile la crisi a Palermo

[Babbaluci, fungi e granci spenn'assai e nenti mangi. Lumache, funghi e granchi, spendi molto e non mangi niente. Frase siciliana] Quindicimila attività commerciali chiuse e migliaia di nuovi disoccupati. Il 2011 è stato un anno nero per le piccole e medie imprese siciliane. Confesercenti Sicilia lancia il grido d'allarme nel giorno in cui l'Organizzazione si mobilita, a livello nazionale e locale, "perché se chiude la piccola e media impresa chiude l'Italia".  "Le iniziative del Governo nazionale stanno mettendo a rischio il futuro del settore. - afferma la Confesercenti - Un esempio: nel 2012 su un commerciante con un fatturato di 50 mila euro, che opera in un locale di 100 metri quadrati, fra aumenti di contributi sociali, costi amministrativi, Imu, tassa sui rifiuti, mancato trasferimento sui prezzi di metà dell'aumento Iva, graverà un maggior prelievo fiscale compreso fra i 3.500 e i 5.200 euro".  "Nei prossimi tre anni l'aumento delle aliquote contributive previdenziali per artigiani e commercianti- prosegue - costerà alle piccole e medie imprese 2,7 miliardi di euro. Una situazione che rischia di mettere in ginocchio le imprese e l'intero sistema Italia visto che esse producono il 46 per cento del Pil e il 54% dell'occupazione nel settore privato". Nell'ultimo decennio le piccole e medie imprese sono state il motore dell'economia del Paese, dando lavoro a migliaia di persone. Il presente e il futuro, però, sono tutt'altro che incoraggianti. "L'incremento dei centri commerciali e il conseguente crollo delle vendite abbinate alle pesanti misure fiscali - spiega Vittorio Messina, presidente vicario di Confeserecenti - costituiscono un mix micidiale. Costringeranno decine di migliaia di piccole e medie imprese alla chiusura. Ecco perché invochiamo nell'Isola come nel resto d'Italia un cambiamento di rotta". Per tutti i 261 lavoratori di Migliore Spa, partirà la domanda di cassa integrazione guadagni straordinaria, per la durata di dodici mesi. Lo comunica la Uiltucs Sicilia, che ha firmato l'accordo assieme all'azienda e alle altre organizzazioni sindacali.  Una trentina di figure, tra cui diversi amministrativi, resteranno invece al lavoro ancora per qualche settimana “per portare a compimento le pratiche contabili e amministrative”. Nel verbale si legge che “il permanere nell'organico aziendale, pur se in cassa integrazione straordinaria, è condizione necessaria per fungere da strumento di ricollocazione, anche parziale, dei lavoratori, in altre realtà aziendali che fossero interessate a rilevare o ad acquisire in affitto l'azienda o rami dell'azienda stessa”.  La concessionaria Bmw Elauto sta per chiudere i battenti e i sindacati bussano alla porta della grande casa automobilistica per conoscerne le intenzioni nella Sicilia occidentale. Ma all'orizzonte spunta il nome dell'imprenditore Vincenzo Rappa, già titolare della concessionaria catanese, interessato all'investimento, ma che non ha ancora neppure inviato una lettera di intenti a Bmw Italia. Continuano ad addensarsi nubi minacciose sul mercato dell'auto a Palermo e le ultime vittime sono i 51 dipendenti di Elauto, 25 nel settore metalmeccanici e 26 nel terziario, per i quali l'azienda e i sindacati stanno cercando di mettere in piedi tutti gli ammortizzatori sociali previsti. Pochi giorni fa, infatti, l'amministratore unico della società, Nunzio Ferrarella, ha comunicato a Fim, Uilm, Filcams, Fisascat, Uiltucs e Cildi, la procedura di licenziamento collettivo, per messa in liquidazione volontaria della Elauto srl. 

giovedì 22 marzo 2012

Nuovo piano aeroporti per l’Italia


[Non di solo pane vive l'uomo.  Deuteronomio]  Utili in calo nel 2012 per le compagnie aeree a causa del prezzo del greggio. Secondo le previsioni della Iata (International Air Trasport Association) quest'anno l'industria del trasporto aereo registrerà utili per 3 miliardi di euro con un margine dello 0,5%, in calo rispetto agli utili registrati del 2011 pari a 7,9 miliardi. “Stiamo studiando il Piano nazionale degli aeroporti che penso vedrà la luce entro breve tempo”. Lo ha detto il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti Mario Ciaccia. Ciaccia ha anche detto di sperare che “nelle prossime settimane ci possa essere, per i principali tre aeroporti di sistema, quello milanese, quello veneziano e quello romano, la firma dell'accordo in deroga”. Come sarà il nuovo piano per gli aeroporti italiani possiamo solo immaginarlo. Una mega riforma che non andrà a toccare interessi politico clientelari annidati in ogni aeroporto italiano, tutto come prima: con i gestori che comandano e l’Enac che li asseconda. 

Nasce Wikifly, nuovo vettore charter sul medio e corto raggio

[Domattina alle sei sarò giustiziato per un crimine che non ho commesso. Dovevo essere giustiziato alle cinque, ma ho un avvocato in gamba. Woody Allen] Si chiama Wikifly la nuova compagnia aerea charter italiana pronta a debuttare da aprile sulle rotte a corto e medio raggio. I soci di riferimento della spa, tutta italiana, sono la Gio.Im per l'85% e la Ancv per il 10%. Il socio di maggioranza Gio.Im è di proprietà dell'imprenditore messinese Antonino Giordano, che ricopre anche il ruolo di presidente di Wikifly. Giordano opera nell'edilizia residenziale, industriale e commerciale, nei trasporti, nel turismo e nella grande distribuzione. La sede legale e operativa della compagnia è a Roma Fiumicino.  Per il network 2012, il piano industriale prevede una flotta di 4 Boeing 737-400 che saranno utilizzati nelle attività charter. Gli aeromobili Wikifly opereranno su destinazioni turistiche europee (Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Bosnia, Turchia), del Nord Africa e del Medio oriente. Il programma di start up di Wikifly si concluderà entro dicembre 2012 attraverso il consolidamento del segmento charter e di nuovi programmi commerciali sulle rotte a corto e medio raggio. 

mercoledì 21 marzo 2012

Ugl e Cisal vicini alla vittoria

[I picciuli sunnu nta vucca di tutti e nta sacchetta di nuddu. I soldi sono sulla bocca di tutti e nella tasca di nessuno. Frase siciliana] La riunione di oggi tra tutte le sigle sindacali e la Gesap e Gh avrebbe registrato un cambiamento di comportamento aziendale che i vertici sindacali giudicano positivamente. Anche se inizialmente si era nuovamente accennato alla Cigs, ma dopo un corale no, non se ne più parlato.  In definitiva la Gesap e il “braccio armato” Gh sarebbero disposte a firmare l’accordo con i sindacati. Venerdì, dopodomani, alle ore 9,30 i vertici della  Gesap dovrebbero  incontrare le sigle sindacali Ugl e Cisal, a seguire, alle ore 11 sempre le due sigle sindacali dovrebbero, salvo clamorosi contrordini, incontrare la Gh. Nel corso dei due incontri si firmerà un accordo complessivo che dovrebbe far decadere lo sciopero, di 24 ore, di giorno 27 marzo. Al momento lo sciopero è l’unica cosa sicura, deterrente punitivo pronto a scattare se disgraziatamente venerdì non si dovesse raggiungere l’accordo. Una vittoria senza precedenti, che va a premiare due sindacati che hanno rischiato, mettendo la loro faccia, e possono guardare con orgoglio in faccia gli operai. È triste vedere persone che non creduto più nella lotta, purtroppo quando il sindacato diventa borghese non ci sorprendiamo più di niente.

martedì 20 marzo 2012

Prove di dialogo Gesap - sindacati

[Chi non spreca, guadagna. Michael Lynch in Un Perfetto criminale] Domani Gh-Gesap ha deciso di incontrare i sindacati, l’incontro è previsto per  le ore 14,30 a Punta Raisi. Il 27 marzo si avvicina, giorno dello sciopero generale di 24 ore, si tenta di scongiurare lo sciopero. Anche se per la verità inizialmente l’incontro era stato programmato con tavoli separati, come l’altra volta, dopo l’ennesima  minaccia di denuncia per comportamento antisindacale è spuntato il tavolo unitario.  Sempre domani a Punta Raisi dovrebbe arrivare, da Napoli, Tursi (Alisud) che dovrebbe dare il suo contributo di esperienza nella trattativa con i sindacati (ma Gh Palermo non è 100% della Gesap?). Non solo questo ma verrebbe il manager campano, secondo voci incontrollate, a perorare la causa della Cigs anche in Gh. Speriamo che queste voci siano solo delle bufale, buone per fare la mozzarella, ma se così non fosse il 27, giorno dello sciopero generale,  è  sempre di martedì.   

Lufthansa apre il volo diretto Palermo-Monaco

[Quando si vuol piacere nel mondo, bisogna risolversi a lasciarsi insegnare molte cose che si sanno da persone che le ignorano. Nicolas de Chamfort]  Al volo per Francoforte, quest'anno Lufthansa affianca un nuovo volo da Palermo. Dal 25 marzo, infatti, la compagnia tedesca collegherà il capoluogo siciliano a Monaco di Baviera operati da Embraer 195 con livrea Air Dolomiti. L'annuncio è stato dato stamane nel corso di una conferenza stampa organizzata a Palermo dalla compagnia tedesca insieme a Gesap.  E Aviapartner continua a guardare tanto con la Cigs sembra avere risolto i problemi.  Sono quattro i voli settimanali previsti (martedì, giovedì, sabato e domenica), che collegheranno direttamente e in circa 2 ore lo scalo di Punta Raisi al secondo “aeroporto base” della compagnia tedesca, da dove poter raggiungere altre 110 destinazioni in 44 paesi nel mondo. Il volo partirà da Palermo alle 12.15 e arriverà a Monaco alle 14 20 mentre il decollo da Monaco è previsto alle 9.15 con arrivo alle 11.20. “L'introduzione di questa nuova rotta dimostra l'importanza strategica della Sicilia per la nostra compagnia e rappresenta un ulteriore passo in avanti, per posizionarci come vettore di riferimento per la clientela italiana - ha sottolineato il direttore generale di Lufthansa per l'Italia Thomas Eggert. Con oltre 900 posti aggiuntivi alla settimana, collegheremo Palermo e i suoi abitanti al nostro network globale”.  Per l'amministratore delegato di Gesap Dario Colombo “si tratta di un accordo strategico”. “Lo scalo di Punta Raisi sarà in grado di fornire un servizio costante e regolare tutto l'anno - ha detto - e attraverso il network Lufthansa, daremo ai nostri passeggeri la possibilità di raggiungere in modo più agevole centinaia di destinazioni in tutti i continenti, cosa che, per alcune destinazioni, risultava ancora abbastanza complicata”. I voli sono in vendita a partire da 99 euro a/r. Inoltre è stato annunciato anche l'avvio di uno volo diretto tra Catania e Berlino. “Dal 3 giugno - ha spiegato Eggert - collegheremo l'aeroporto di Fontanarossa a Berlino, dove sarà inaugurato un nuovo aeroporto. Da lì serviremo 50 destinazioni e una di queste sarà l'aeroporto di Fontanarossa con voli nei weekend”. 

Anche D’alì chiederà il rito abbreviato?


[Ogni ficateddu ri musca è sustanza. Non bisogna trascurare niente. Qualunque cosa può essere utile. Frase siciliana] Ci siamo. Per l’ex sottosegretario all’Interno e attuale presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D’Alì, si avvicina il momento della verità.  Dopo due anni di lavoro, la Procura di Palermo  ha notificato al potente senatore trapanese del Pdl  l’avviso della chiusura delle indagini aperte contro di lui per concorso esterno in associazione mafiosa, un atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. D’Alì deve adesso decidere se farsi ascoltare o meno dai magistrati. La riserva verrà sciolta nei prossimi giorni. Il senatore  per il momento non parla. Intervengono invece i suoi legali, gli avvocati Stefano Pellegrino e Gino Bosco, che dicono: “È una storia che si trascina da molto tempo, adesso avremo modo di chiarire ogni cosa”.I magistrati della dda di Palermo hanno chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti dell’on. Tonino D’Alì. Il politico trapanese, sottosegretario del secondo governo Berlusconi,  il tre febbraio, il gup si è  espresso  sulla richiesta del pm che si incentra su documentazioni finanziarie ma anche sulla dichiarazione della sua ex moglie.  Udienza molto veloce quella  dinanzi al gup Francolini per la richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa avanzata dalla Dda di Palermo contro il senatore Tonino D’Alì, presidente della commissione Ambiente del Senato e, tra il 2001 e il 2006, sottosegretario al ministero dell’Interno.  Proprio questa mattina si è costituita con l’avvocato Enza Rando l’associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie. In precedenza c’erano state le associazioni antiracket di Alcamo, Marsala e Mazara e il centro Pio La Torre, con gli avvocati Giuseppe Gandolfo e Davide Bambina. La difesa di D’Alì, avvocati Pellegrino e Bosco, si è opposta, le parti civili hanno evidenziato semmai la rilevanza dei fatti processuali che non possono vedere distanti le associazioni che nel territorio si occupano di lotta alle mafie. Il giudice Francolini si è riservato di decidere rinviando l’udienza all’11 maggio prossimo. La difesa del senatore D’Alì ha anticipato che chiederà il processo col rito abbreviato. L’inchiesta su D’Alì, celebre esponente di una famiglia di banchieri, politici e proprietari terrieri, è stata del resto tormentata. Un anno fa la procura aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine, ma il gip Antonella Consiglio aveva respinto la richiesta e indicato nuovi elementi su cui lavorare. È stato quindi il pm Andrea Tarondo, il magistrato che più di altri si è occupato della presenza mafiosa e dell’infiltrazione di Cosa nostra nelle istituzioni trapanesi, a ricostruire in questi mesi il puzzle investigativo. La parte iniziale dell’inchiesta ruota intorno alla figura del superlatitante Matteo Messina Denaro. Il numero uno della mafia trapanese, e oggi forse di tutta l’isola, lavorò assieme a suo padre Francesco come campiere nei terreni di Castelvetrano della famiglia D’Alì.  Poi nel ’93, mentre era impegnato nelle fasi operative delle stragi, Matteo si diede alla fuga. I D’Alì intanto faceva affari e Antonio si dava alla politica entrando  nella nascente Forza Italia. Due pentiti, i fratelli Geraci, hanno raccontato anche di una presunta vendita fittizia di un terreno ai mafiosi, mentre altre vicende riguardanti il senatore sono emerse durante i processi per i  lavori nel porto di Trapani appaltati (100 milioni di euro) per le gare della Coppa America del 2005. Gli investigatori considerano questo è uno dei capitoli più interessanti  dell’inchiesta.  Durante i lavori portuali, secondo l’accusa,  la mafia riuscì a infiltrarsi alla grande. I clan, secondo il pm, aveva l’appoggio del senatore e di una serie di imprenditori a lui legati. A raccontare, tra gli altri, i presunti retroscena del gigantesco affare è stato  l’ex  patron del Trapani Calcio, Nino Birrittella arrestato nel 2005  Ma non basta. Negli atti c’è di più e , forse, di peggio. Per esempio la storia dell’improvviso trasferimento da Trapani, nel 2003, dell’allora prefetto Fulvio Sodano, dopo che questi aveva stoppato il tentativo della mafia di riappropriarsi della calcestruzzi Ericina, una azienda confiscata al boss Vincenzo Virga.

lunedì 19 marzo 2012

Rito alternativo per Saverio Romano?

[È bberu ca u picciottu po morriri, ma u vecchiu non po campari È vero che il ragazzo può morire, ma è anche vero che il vecchio non può vivere. Frase siciliana] Saverio Romano è sotto inchiesta dai primi anni 2000, ma un’altra fascicolo  Saverio Romano dovrà seguire con attenzione, quello che lo vede inquisito per presunte tangenti pagate dal “gruppo Gas”, del professore Gianni Lapis e Massimo Ciancimino, in relazione alla stesura di un emendamento favorevole alla società. Il primo marzo, si sarebbe aperto l’appello sul concorso esterno contestato a Totò Cuffaro,  per il quale in primo grado è stata decisa l’assoluzione per “ne bis in idem”. Big ed ex big del Pdl scendono in campo a difesa dell’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, chiamato a rispondere davanti al gup di Palermo di concorso in associazione mafiosa. Lo fanno rispondendo alle domande, fatte nell’ambito delle indagini difensive, dai legali del leader dei Responsabili, che,  hanno depositato agli atti del processo, in corso davanti al gup Fernando Sestito, i verbali con le dichiarazioni del leader del Pdl Angelino Alfano, dell’ex sottosegretario, ora transitato in Grande Sud, Gianfranco Micciché e dell’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata. Micciché ed Alfano hanno parlato della candidatura di Romano alle nazionali del 2001 nel collegio di Bagheria sostenendo, al contrario di quanto rivelato dal pentito Francesco Campanella, che a scegliere l’ex ministro fu il partito e che nessuna ingerenza ci fu da parte di Cosa nostra. Cammarata ha invece smentito di avere ricevuto pressioni da Romano in relazione alla nomina ad assessore comunale di Mimmo Miceli, poi condannato per mafia. Inoltre i legali, attraverso una serie di verbali con le dichiarazioni del pentito Angelo Siino, hanno tentato di dimostrare una sorta di “progressione accusatoria”: nel tempo il collaboratore, secondo gli avvocati, avrebbe aggiunto a indicazioni generiche, particolari sempre più precisi a carico di Romano. Il pm Nino Di Matteo ha chiesto un termine per esaminare gli atti depositati dall’avvocato Raffaele Bonsignore. Il gup ha rinviato l’udienza al 21 marzo. Hanno annunciato l’intenzione di chiedere il rito abbreviato i legali dell’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, imputato di concorso in associazione mafiosa a Palermo.

Morto Demjanjuk, Klarsfeld, uno di meno

[Video meliora proboque: deteriora sequor. Vedo ciò che è meglio e lo lodo, ma faccio ciò che è peggio. Ovidio]  Il cacciatore di nazisti francese Serge Klarsfeld si è felicitato  per la morte di John Demjanjuk, sostenendo che “un mondo senza Demjanjuk è meglio di uno con Demjanjuk”. “Molto meglio, molto meglio. Uno di meno...”, ha aggiunto Klarsfeld, presidente dell'Associazione dei figli dei deportati di Francia, al telefono a Berlino. Un tribunale tedesco ha giudicato Demjanjuk colpevole per aver partecipato allo sterminio di oltre 28 mila ebrei nel lager di Soribor. John Demjanjuk, alias di Ivan Demjanjuk (in ucraino Іван Миколайович Дем'янюк; Dubowi Macharynzi, 3 aprile 1920 – Bad Feilnbach, 17 marzo 2012), è stato un militare ucraino naturalizzato statunitense, accusato di aver commesso crimini di guerra durante la seconda guerra mondiale. È accusato di aver partecipato alla morte di circa 29.000 persone nel campo di sterminio di Sobibor, in Polonia, fra il marzo ed il settembre del 1943. Inizialmente Demjanjuk fece parte dell'Armata Rossa; catturato dalle forze dell'Asse nel 1942 a seguito dell'operazione Barbarossa, venne reclutato dai nazisti come guardia nel campo di concentramento di Sobibor. Nel 1945 si arruolò nell'armata di Andrej Andreevič Vlasov, con cui combatté gli ultimi mesi di guerra in favore del Terzo Reich e contro l'URSS. Terminato il secondo conflitto mondiale, nel 1951 si recò insieme alla moglie e ai figli negli Stati Uniti ottenendo la cittadinanza statunitense nel 1958; negli States lavorò in una fabbrica d'automobili. Nel 1983 il governo israeliano chiese che Demjanjuk fosse estradato nel loro paese per essere sottoposto ad un giudizio come previsto dalla legge di castigo di nazisti e collaboratori del 1950. Fu estradato in Israele il 28 febbraio del 1986 e fu sottoposto a giudizio il 26 novembre dello stesso anno. Il 18 aprile 1988 viene dichiarato colpevole di tutti i reati dei quali era accusato, e una settimana dopo venne condannato a morte. Il verdetto venne tuttavia revocato il 29 luglio 1993 da cinque giudici della Corte Suprema israeliana, sulla base di dichiarazioni scritte da ex-guardie di Treblinka, secondo i quali il vero cognome di Ivan il Terribile era Marchenko, e non Demjanjuk, rilasciate dopo la seconda guerra mondiale ai sovietici, durante i processi penali contro i cittadini ucraini che avevano collaborato con i nazisti come forze ausiliari durante la guerra. Nel 1993 venne dunque scarcerato e riportato negli Stati Uniti, dove gli venne riconcessa la cittadinanza. Nel marzo 2009 è stato nuovamente concessa la sua estradizione dagli Stati Uniti alla Germania e il 14 aprile è stato arrestato. Una mozione presentata dal figlio alla corte d'appello è stata in seguito respinta, in quanto la corte non ha il diritto di rivedere le decisioni del dipartimento dell'immigrazione, che si era espresso contro la permanenza di Demjanjuk sul territorio statunitense. Giovedi 12 maggio 2011 John Demjanjuk è stato condannato dal tribunale tedesco a Monaco di Baviera per il ruolo avuto nell'uccisione di 27.900 persone nel campo di concentramento nazista di Sobibor. Dopo 90 sedute in 18 mesi la condanna è stata a 5 anni di carcere per associazione con i nazisti, circostanze che l’uomo, ha sempre negato ma John Demjanjuk 91enne non andrà in carcere data l'età. Questo era uno degli ultimi processi ad ex criminali nazisti: sempre nel maggio 2011 un altro processo è appena iniziato, in Ungheria, a carico del 97enne Sandor Kepiro.

Iran contro internet

[Mio padre ha preso da sua zia May... rifiutava la Bibbia perché  diceva che il personaggio centrale non era assolutamente credibile. Woody Allen] La Guida suprema Ali Khamenei ha ufficialmente ordinato la formazione di un Consiglio supremo per Internet, il cui scopo sarà quello di creare un Centro nazionale per avere “una completa osservazione di internet a livello nazionale e internazionale”. Lo ha riferito la tv di stato, aggiungendo che il nuovo organismo avrà anche il compito di “difendere il Paese” dai danni che possono giungere dal web e avere “piena supervisione su tutti i processi decisionali in materia”. È  durato circa un'ora il discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad in Parlamento, di fronte a deputati che lo hanno poi criticato per non aver risposto agli interrogativi posti e aver usato toni irriverenti nei loro confronti. Sugli scarsi risultati economici della sua riforma dei sussidi, ha rilanciato dicendo che il piano era stato ratificato dallo stesso Parlamento. Sui problemi economici del Paese, dall'inflazione alla svalutazione, ha addebitato le cause a fattori esterni.  Mentre i rispettivi dirigenti sono impegnati a scambiarsi avvertimenti e minacce con un ritmo quasi quotidiano, vi sono in Israele - ed anche in Iran - semplici cittadini che vorrebbero invece allacciare legami di amicizia ed esorcizzare il rischio di un conflitto. Fra questi due artisti grafici di Tel Aviv, Roni Edri e Michal Tamir, che hanno creato una pagina Facebook in cui proclamano: “Iraniani, vi amiamo. Non bombarderemo mai il vostro Paese”. Se una iniziativa del genere partiva dall’Iran gli autori sarebbero già in carcere con l’accusa di alto tradimento. Ecco la differenza tra uno stato democratico e uno senza alcuna libertà. “Fratelli e sorelle iraniani - ha scritto Edri - se proprio é inevitabile che fra di noi scoppi un conflitto, prima almeno dovremmo odiarci ed avere paura gli uni degli altri. Ma io non ho paura di voi e nemmeno vi odio. Anzi, non vi conosco affatto. Fatta eccezione per un iraniano incontrato in un museo di Parigi, che poi era anche simpatico”. L'iniziativa ha subito raccolto in Israele centinaia di adesioni. Molti sostenitori hanno voluto allegare la propria immagine al testo elaborato dai due grafici. E dall'Iran sono giunti subito messaggi di compiacimento e di elogio. La prossima fase, scrive il quotidiano Maariv, potrebbe essere l'organizzazione di manifestazioni simultanee contro la guerra a Tel Aviv e a Teheran.