martedì 31 gennaio 2012

La sorella di Mark


[Patria est ubicumque est bene. La patria è dovunque si stia bene. Pacuvio]  Tenete d’occhio la sorella di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. Si chiama Randi ed è venuta ad annunciare la sua nuova iniziativa nei media «sociali». Si chiama R to Z Media e propone di portare sui vari sistemi - da Twitter a, ovviamente, Facebook - temi di impegno sociale, assieme alle Nazioni Unite. Per lo sbarco di Facebook in Borsa è l'ora della verità. L'attesa è grande e i vertici del social Network fondato da Mark Zuckerberg potrebbero presentare la richiesta alla Sec (la Consob americana) entro la fine di questa settimana, molto probabilmente domani. Obiettivo: entrare in Borsa prima dell'estate (possibilmente entro la fine di maggio), raccogliendo 10 miliardi di dollari con una valutazione di mercato di 100 miliardi: quanto valgono - per dare l'idea - il gigante del fast food McDonald e la metà di Google. Proprio la casa di Mountain View, in questo caso, verrebbe superata, visto che nel 2004 con una valutazione di 23 miliardi di dollari ne raccolse 1,9. Se così fosse, insomma, per trovare un'Ipo (Initial public offering) più corposa negli Usa bisognerebbe andare a quelle che videro protagonisti gruppi come Visa, General Motors e AT&T. In lizza per il più famoso social network al mondo ci sono innanzitutto le banche, che puntano ad aggiudicarsi un ruolo importante nel collocamento. La sfida, in particolare, sarebbe tutta tra Morgan Stanley e Goldman Sachs. Quest'ultima nei mesi scorsi aveva curato il collocamento privato di Facebook, ma non per questo sarebbe adesso favorita. Secondo quanto ha riportato nei giorni scorsi il Wall Street Journal, infatti, i vertici di Facebook spingerebbero più per Morgan Stanley, che nel campo delle ipo ha una vasta esperienza, avendo aiutato già ben ventitré società internet a compiere il grande salto in Borsa, occupandosi in particolare delle offerte pubbliche iniziali di LinkedIn, Groupon e Zynga. E incassando lo scorso anno 115 milioni di dollari in commissioni, quasi il doppio rispetto alla rivale Deutsche Bank. Goldman Sacks, nonostante il collocamento privato dello scorso anno, rischia così di essere battuta in questa delicata partita. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni sulla possibilità di uno sbarco in Borsa di Facebook nella terza settimana di maggio. Ciò vorrebbe dire presentare alla Sec tutta la documentazione necessaria a stretto giro di posta. La Consob statunitense ha infatti bisogno di almeno tre mesi - ma probabilmente ce ne vorranno di più - per esaminare tutta la documentazione. Sempre che alla fine di questo lavoro la Sec non solleverà dubbi. Nel qual caso i tempi slitterebbero inevitabilmente.

lunedì 30 gennaio 2012

Ue indaga Alitalia-Air France-Delta

[La relazione ogni volta è diversa: progredisce, si interrompe o si guasta a seconda delle parole che scegliamo. Luisa Carrada] L'antitrust Ue ha aperto un'indagine sulla joint venture tra Air France-KLM, Alitalia e Delta per stabilire se violi le norme europee in materia di concorrenza. Lo comunica la Commissione Ue. Spostarsi anche in aereo potrebbe diventare sempre più caro per i siciliani, già penalizzati con i treni e i pedaggi stradali. Fino ad oggi le piccole compagnie  hanno garantito dagli scali siciliani i collegamenti con il continente a prezzi competitivi, ora però Alitalia sta portando a termine l’incorporazione della siciliana Wind jet e di Blue Panorama (nonché della sua appendice Blue express), le cose potrebbero decisamente cambiare per le tasche degli isolani.  A lanciare l’allarme sono le categorie dei consumatori che hanno chiamato in causa l’Antitrust per bloccare l’operazione societaria che l’Alitalia sta cercando di concretizzare inglobando le linee aeree siciliane a basso costo che al momento gestiscono le trafficatissime tratte da/per Roma e Milano.  La compagnia di bandiera sta andando in soccorso delle piccole siciliane che non hanno i conti a posto e sono schiacciate dai debiti, motivo per il quale in precedenza si erano rivolte perfino alla Regione Sicilia chiedendo aiuto al governatore Lombardo. Se gli accordi tra l’Alitalia e il patron della Wind jet, Nino Pulvirenti, presidente anche del Catania Calcio dovessero concretizzarsi, di fatto la compagnia di Stato avrebbe quasi un esclusivo monopolio sia da Punta Raisi che da Fontanarossa.  Preoccupato dal paventato pericolo di un incremento netto dei costi del biglietto è anche il presidente dell’Enac, Vito Riggio che ha definito “incomprensibile” quanto sta accadendo in Sicilia.  

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domenica 29 gennaio 2012

Spanair chiude

[Ti metti in sintonia con il posto e le storie ti vengono a cercare. Davide Toffolo] Alla luce dell'ennesimo fallimento di una compagnia aerea, la spagnola Spanair, vittima della crisi, il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha fatto inserire nell'ordine del giorno del prossimo cda, di martedì 31 gennaio, l'avvio di un'analisi sullo stato della sicurezza e sulla situazione finanziaria delle compagnie aeree e degli aeroporti italiani anche per verificarne la sostenibilità. Centinaia di passeggeri sono rimasti bloccati a terra stamani in numerosi aeroporti spagnoli, dopo che la compagnia aerea Spanair ieri sera ha improvvisamente cessato le sue attività, annullando tutti i voli a mezz'ora dalla partenza. “Di fronte alla mancanza di visibilità finanziaria per i prossimi mesi, la compagnia ha deciso di cessare le sue operazioni” ha dichiarato Spanair ieri sera in un comunicato emesso poco prima delle 21:30 ora locale (la stessa ora in Italia), citando “ragioni di prudenza e di sicurezza”. L'ultimo volo di Spanair è atterrato alle 22. Da quel momento, i passeggeri della compagnia sono stati presi in carico dai concorrenti di Iberia, Vueling e Easyjet. Secondo i media spagnoli, almeno 22.000 persone sono state colpite dagli annullamenti dei voli nel corso del finesettimana, ma non è stato possibile trovare un portavoce di Spanair che confermasse la notizia. Solo oggi, 55 voli sono stati annullati a Madrid, 54 a Barcellona e alcuni sulle isole di Majorca e di Gran Canaria. Spanair, nata nel 1986, ha detto di aver deciso di cessare le attività dopo il fallimento delle trattative con Qatar Airways per una alleanza finanziaria. La regione della Catalogna inoltre aveva annunciato che avrebbe tolto i sussidi alla compagnia per risparmiare.

Ucciso un ingegnere nucleare iraniano

[La stupidità è un male che si diffonde anche leggendo spazzatura. Efraim Medina Reyes] Funerali di stato per l’ingegnere nucleare iraniano ucciso in un attentato che l’Iran attribuisce al Mossad e alla Cia. Altri tre scienziati iraniani sono stati assassinati da gennaio del 2010 a oggi. Due di loro lavoravano al controverso programma nucleare che Teheran dice civile e l’Occidente teme militare. Dopo una visita in Turchia, il presidente del parlamento iraniano apre però al dialogo fermo da oltre un anno: “Per quanto riguarda gli incontri a 5 più uno”, ha dichiarato Ali Larajani, “abbiamo già espresso la disponibilità dell’Iran a colloqui per risolvere la questione nucleare”. Ma sul programma nessun passo indietro. Ed entra in servizio anche un secondo sito di arricchimento dell’uranio, 150 chilometri a sud ovest dalla capitale. E mentre Bruxelles e Washington vanno verso nuove sanzioni e un embargo petrolifero, a fine gennaio l’Agenzia atomica internazionale andrà in missione per stabilire le vere intenzioni nucleari dell’Iran. Nonostante il bazar del mausoleo di Shah-e Abdal-Azim a Shahr-e-Rey sia affollato come ogni venerdì dopo la preghiera, la bottega di abbigliamento di Ahmed è vuota. Un uomo con un bambino chiede il prezzo di un paio di calzini, 10 mila rial: ci pensa e se ne va. In fondo è l'equivalente di cinque corse in autobus. “In questo periodo la gente compra meno - dice Ahmed - ma costano di più soprattutto i prodotti di importazione, che si pagano in dollari. Per esempio quelli fatti in Cina come questo - e indica una tuta sportiva - ogni giorno il loro prezzo sale”. Da settimane a Teheran i consumatori constatano un aumento dei prezzi, fino al 50% per i prodotti di importazione, del 10% per quelli nazionali - anche se gli aumenti sono meno marcati nelle zone periferiche e popolari come questa. Qualcuno tra tassisti e commercianti ne approfitta, altri alimentano il fenomeno facendo scorte per il futuro. Ahmed dice  di non conoscere la causa del rialzo del dollaro, il cui valore è salito di circa il 50% in poche settimane. Appello del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon all'Iran e alle grandi potenze a riprendere il dialogo sul dossier del nucleare rimasto fermo da un anno. Ban, intervenendo al meeting annuale del Forum economico mondiale, si è rivolto al gruppo dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) e all'Iran a “impegnarsi al dialogo”. “Non c'è altra alternativa” per risolvere questa situazione, ha detto.

sabato 28 gennaio 2012

A TAVOLA CON LA CRISI/11-FAGIOLI ROSSI STUFATI

Fate cuocere nell'acqua i fagioli rossi, quando sono cotti metteteli in casseruola con un pezzo di burro, un pizzico di farina bianca, delle erbette, lardo e cipolla, aggiungete un buon litro di vino rosso, fate bollire una mezz'ora abbondante e servite. Gli italiani guardano con timore e diffidenza al 2012: quasi uno su due (48%) ritiene che la situazione economica del Belpaese sia pessima e il 36% si aspetta un ulteriore peggioramento delle condizioni della propria famiglia. È  quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg. Inoltre, nel 2011 83 italiani su 10 (83%) hanno tagliato le spese e la crisi continua a mordere: solo il 62% riesce a coprire con lo stipendio le spese mensili, mentre uno su quattro (28%) arriva solo alla terza settimana. [segue]

venerdì 27 gennaio 2012

Gesap 0-Uil 9

[Le passioni, che ci piaccia o no, non sono fatte per essere domate. Per questo si chiamano passioni.  Milena Runjic] Oggi 27/01/2012 si è conclusa positivamente , con il patrocinio dell’Avv. Simone Todde, davanti al Giudice Martino della sezione lavoro del tribunale di Palermo l’annosa vicenda di nove dipendenti 7 Gesap e 2 ex Gesap trasferiti in G.H. Tutto risale  a parecchi anni fa ( periodo Maniscalco ) quando 23 dipendenti di allora decisero di affidarsi allo studio legale di cui sopra per il riconoscimento del livello di appartenenza. Grazie ai  “suggerimenti “ e per pura sudditanza 14 dipendenti furono dissuasi dal percorrere le vie legali. Ai restanti 9 , anche se a distanza di quattro anni , è stato dato il giusto riconoscimento con il rimborso dai 4000,00 agli 11000,00 euro di arretrati. Serva da monito a quel soggetto che- grazie al suo suggerimento - ha impedito -per fare  “forse “ un favore a qualcuno che questi lavoratori avessero quello che è stato riconosciuto ad altri.

Festa grande a Punta Raisi

[U sulu quannu affaccia, affaccia pi tutti. Il sole quando spunta, spunta per tutti! Frase siciliana] Era da tanti anni che non si vedeva uno  sciopero (purtroppo solo di 4 ore) così partecipato: hanno aderito il 78% dei dipendenti Gh in turno, inoltre va registrato che 14 lavoratori, colti da malore, sono rimasti a casa.  Questo significa che quando si parla di argomenti che interessano la collettività il dipendente risponde: defiscalizzazione dello straordinario, integrativo e clausola sociale ... sono argomenti che interessano tutti. I livelli e i trasferimenti di comodo sono merce di scambio di un modo di fare sindacato che abbiamo sempre condannato.    Importante la presenza di stagionali Gh (al momento in attesa di rientrare) che hanno partecipato allo sciopero, uno solo dei 37 part time ha manifestato. Nessun sindacalista, oggi, si è preso il permesso retribuito per fare lo sciopero senza, così, perdere soldi; Giacomo De Luca (Cisal), accusato di fare il furbo, ha timbrato. Il caposcalo Gh, De Ruggiero,  è sceso alle  partenze e ha avuto modo di apprezzare la bontà della manifestazione, scambiando alcune cordiali battute con i suoi ragazzi.   Visto il successo di oggi gli organizzatori (Ugl e Cisal) hanno intenzione di replicare a breve, con un altro sciopero, preferibilmente nel periodo di carnevale. Che tristezza,però,  non vedere  gli striscioni della triplice, gli assenti hanno sempre torto questo è risaputo e non è il caso di dire “chi non ha peccato scagli la prima pietra”. Peccato avete perso una grande occasione ... 


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giovedì 26 gennaio 2012

DOMANI SCIOPERO


[Gli dei ci spingono come palle. Plauto] Lo sciopero di 4 ore (dalle ore 12 alle 16) di domani, proclamato dalla Cisal e Ugl, a Punta Raisi sembra che, al di là delle problematiche messe all’ordine del giorno (defiscalizzazione, clausola sociale …) si è sempre di più personalizzato, radicalizzato  Lo sciopero sembra fatto contro il direttore generale Carmelo Scelta che sarebbe stato anche denunciato dai sindacati per comportamento antisindacale. Il popolo, gli operai contro il cardinale Richelieu  Carmelo Scelta e la sua corte dove convivono ingegneri, sindacalisti, operai … tutti fedelissimi e spesso ricambiati con il super minimo elargito con criteri segreti ai comuni mortali. Super minimo che ovviamente è proporzionale alla fedeltà data. Questa abitudine medioevale di premiare i più affettuosi e servizievoli dipendenti ha, negli anni, contribuito a incrementare il malessere della gente. In tutti questi anni la Gesap ha risposto sempre picche al rinnovo dell’integrativo.  Adesso abbandoniamo le cronache da basso impero che imperversano a Punta Raisi e parliamo dello sciopero nazionale che vede in prima linea le sigle sindacali autonome. Domani sciopero generale di 24 ore dei trasporti proclamato dai sindacati di base. Fermi treni, aerei, trasporto locale, collegamenti marittimi e personale Anas. Usb, Slaicobas, Orsa, Cib-Unicobas, Snater, Sicobas e Usi protestano contro le privatizzazioni e liberalizzazioni, «strumento per ridurre l’occupazione e aumentare a dismisura la produttività e l’orario di lavoro» e in risposta all'«attacco a contratti e salari aggravato dall’accordo del 28 giugno». A partire dalle 21 del 26 gennaio e fino alle 21 del 27 sciopereranno gli addetti alla circolazione dei treni. Fatte salve le fasce protette. Fermi i collegamenti con le isole e il personale compreso quello turnista. Fermo anche tutto il personale dell’Anas dal 6 domani alle 6 del 28 gennaio. La protesta, indetta dai sindacati Orsa e Unione Sindacale di Base (Usb) a Roma interesserà tutte le aziende del comparto trasporti. Lo rende noto l’Agenzia per la Mobilità. La protesta si svolgerà secondo le consuete modalità, con due fasce di garanzia per gli utenti: la prima dall’inizio del servizio e fino alle 8,30; la seconda dalle 17 alle 20. Su iniziativa dei sindacati, in Atac lo sciopero inizierà alle 9 per permettere ai cittadini di partecipare a una manifestazione indetta dagli stessi in piazza della Repubblica. Durante la protesta, quindi, possibile stop per bus, filobus, tram, metropolitane A e B e ferrovie Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo, mentre il servizio delle linee periferiche gestite da Roma Tpl non sarà garantito a partire dalle 8,30. Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio a rischio il servizio delle linee notturne, i 27 collegamenti identificati dalla lettera ’n’.Venerdì 27 non saranno inoltre garantite le attività al pubblico dell’Agenzia Roma Servizi per la mobilità: lo sportello di piazzale degli Archivi 40; il contact center 0657003 e il numero verde disabili 800154451; il box informazioni della stazione Termini e di Fiumicino e i check-point bus turistici di Aurelia, Laurentina e Ponte Mammolo. Sono esclusi dallo sciopero portieri, guardiani, addetti ai centralini telefonici e ai servizi di sicurezza compresi quelli delle metropolitane, gli ingegneri centrali, i capi tecnici centrali, i capi movimento centrali e dovrà essere garantita la presenza dell’ausilio in sala operativa. Nella giornata dello sciopero dei trasporti, a Roma sfilerà dalle 9,30 alle 14 la manifestazione indetta dai sindacati di base della categoria. Trentuno le linee deviate durante la mattina. Il corteo partirà da piazza della Repubblica per arrivare a San Giovanni e sfilerà lungo viale Einaudi, via Cavour, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto. Nelle ore della manifestazione saranno limitate o deviate 31 linee del trasporto pubblico: H, 3, 5, 8 (solo le vetture in uscita o rientrata dai depositi), 14, 16, 36, 40Express, 53, 60Express, 64, 70, 71, 75, 81, 84, 85, 87, 105, 170, 175, 186, 218, 360, 590, 665, 673, 714, 810 e 910.

Blu Panorama e Wind jet entrano nel gruppo Cai

[Cibi condimentum esse famem .La fame è il condimento del cibo.  Cicerone]  Alitalia ha avviato le procedure per l'integrazione delle compagnie aeree Blue Panorama e Windjet. Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha avviato la procedura sulla base di distinti protocolli d'intesa (memorandum of understanding) sottoscritti con le controparti.  Per quale motivo Alitalia tenta di mettere le mani su Blu Panorama e Wind jet? Per gli slot su Linate posseduti da Wind jet e sul lungo raggio di Blu Panorama. Se l’operazione andrà in porto la base di Palermo della Wind jet chiuderà e, molto probabilmente, anche Rimini non sarà potenziata. Non dimentichiamo che molti piloti di Az sono in mobilità, si prevede la stessa politica anche con Blu Panorama e Wind jet? Nel frattempo i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti e Avia hanno revocato lo sciopero di quattro ore di domani di tutti gli assistenti di volo Alitalia. Lo riferiscono unitariamente i sindacati a seguito nell'accordo di ieri notte in sede aziendale sulle problematiche del personale di cabina. Air France, per quest’anno, ha fatto sapere che ha bloccato tutte le acquisizioni in programma Nel 2011 il traffico Ryanair è cresciuto del 5%, passando da 72,2 milioni ad oltre 76,4 milioni di passeggeri. Lo rende noto la compagnia low cost, aggiungendo che il picco è stato registrato ad agosto, quando è stato toccato un nuovo record di 8,1 milioni di passeggeri (+6% rispetto al 2010). Probabilmente l’irlandese Ryanar ha superato Alitalia per i passeggeri trasportati nella sola Italia.  È  “francamente poco comprensibile” l'acquisizione da parte di Alitalia delle società low cost Wind Jet e Blue Panorama anche perché “non si capisce” dove la compagnia di bandiera “possa trovare i soldi in questo momento”. La pensa così Vito Riggio, presidente dell'Enac, commentando la notizia  del giorno. “Non risulta - aggiunge Riggio - che Alitalia sia in condizione di comprare: finora non ne avevo saputo alcunché. In ogni caso - osserva ancora - c'è un problema di Antitrust, che dovrà esprimere anche un parere preventivo su alcuni profili dell'operazione perché, se ci sono delle sovrapposizioni, è chiaro che si arrivi a una concentrazione. Inoltre anche l'Enac dovrà dire la sua sul piano tecnico e della sicurezza - chiosa Riggio - il problema è capire se loro mantengono i marchi distinti e i voli e conservano lo stesso organico senza procedere a tagli del personale viaggiante e non”.  È  soddisfatto Franco Pecci, presidente di Blue Panorama Airlines, del progetto di integrazione che la sua compagnia ha appena avviato con Alitalia. “Come fondatore di Blue Panorama Airlines - afferma - sono particolarmente orgoglioso di questo primo passo per la nostra integrazione con Alitalia, che è il principale operatore del Paese e rappresenta la storia dell'aviazione civile italiana. Questo progetto di integrazione - continua Pecci - è a mio avviso la modalità vincente per affrontare la fase evolutiva che sta vivendo il nostro settore, in risposta alle esigenze sempre crescenti della clientela e di tutti gli operatori professionali della filiera della mobilità aerea, del turismo e delle vacanze. Alitalia e Blue Panorama Airlines - conclude - possiedono profili sinergici e complementari riguardo a tipologie dei prodotti, destinazioni servite e clienti target; questa forza congiunta ci permetterà insieme di aumentare la competitività dell'offerta e cogliere tutte le opportunità che il mercato italiano e internazionale possono offrire”.

martedì 24 gennaio 2012

AAA … CERCASI NUOVO DIRETTORE GENERALE ALLA GESAP

[I cosi su dui: o si spacca u sticchiu o si rumpi a minchia. Le cose sono due: o si rompe la vagina o si rompe il pene. Frase siciliana]  Con una nota, di poche righe, la commissione di garanzia  (nota del 24/1/12-prot. 0001177/TA) ci fa capire che la Gesap spa è gestita da persone incompetenti. L'oggetto del contendere è la legittimità dello sciopero di giorno 27/1 proclamato a Punta Raisi.  Se non avessimo avuto l'art. 18, che tutela i lavoratori, il dg della Gesap dovrebbe essere licenziato per giusta causa? Si, perché,  se ti occupi  dei rapporti con i sindacati devi conoscere le leggi che regolamentano questo tipo di attività. I lavoratori, devono essere sempre difesi, gli incompetenti a casa.  “Considerato,altresì, che, dalla documentazione acquisita emerge la mancata convocazione delle organizzazioni sindacali, da parte dell’azienda, in occasione della prima fase delle procedure, la commissione ha deliberato, inoltre, di rammentare, a Gesap spa, l’obbligatorietà, per entrambi le parti dell’esperimento delle procedure di raffreddamento e di conciliazione”. Praticamente il presidente della commissione di garanzia, Roberto Alesse, “rammenta”, ricorda a Carmelo Scelta, direttore generale della Gesap, che l’ignoranza non è una colpa ma nemmeno può essere considerato un vanto. Mamma mia ragazzi, siamo alla frutta, speriamo che i tre moschettieri, in un modo o nell’altro, riescano a dare un minimo di dignità alla Gesap. La commissione, nella seduta del 23 gennaio 2012, su proposta del presidente, Roberto Alesse, ha deliberato il non luogo a procedere, atteso che l’articolo 31 della regolamentazione provvisoria del trasporto aereo stabilisce che la seconda fase delle procedure, in sede amministrativa, deve esaurirsi entro 10 giorni dalla richiesta. Le organizzazioni sindacali  hanno inoltrato richiesta per l’esperimento della seconda fase in data 5 dicembre 2011 ed hanno proclamato lo sciopero in assenza di convocazione del prefetto di Palermo, in data tre gennaio 2012.  

E lo Stato paga

[Non abbiamo niente contro l’altro a patto che la sua presenza non sia intrusiva, che l’altro non sia veramente altro. Slavos Zizek] Il padrino si dichiara “nullatenente” e lo Stato gli paga l'avvocato. Il caso di Vincenzo Virga, boss di Trapani, indicato come il mandante dell'uccisione di Mauro Rostagno, non è il primo e neppure il più eclatante. Ma è quello che, in un clima di controlli fiscali sempre più stringenti, sta provocando reazioni sconcertate.  Virga, già condannato a vari ergastoli, ha chiesto il gratuito patrocinio perché sostiene di essere quasi ridotto in uno stato di indigenza in seguito alla confisca del patrimonio. La legge prevede che sia l'erario a pagare la difesa quando l'imputato dimostra di avere un reddito inferiore a 9 mila euro l'anno. Il gratuito patrocinio viene concesso dal giudice titolare del procedimento e solo al momento in cui il legale chiede la liquidazione della parcella scattano i controlli dell'Agenzia delle entrate. È già accaduto altre volte con personaggi mafiosi di rilievo. E con esiti differenti.  Il boss Giuseppe Graviano, condannato per l'uccisione di padre Pino Puglisi e ora accusato nel processo di revisione di avere organizzato l'attentato al giudice Paolo Borsellino, è stato condannato a un anno e 8 mesi per essersi finto “povero” ottenendo il gratuito patrocinio per due processi. Per un boss condannato ce n'è uno assolto. E anche lui non è una figura secondaria di Cosa nostra trattandosi di Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina. Nel 2004 aveva chiesto allo Stato di pagare il suo avvocato perché, sosteneva, non aveva né redditi né beni. “Tutto - ha sostenuto il suo legale, Giovanni Anania - gli è stato confiscato, anche alcuni regali di nozze”. A Nino Madonia l'assistenza gratuita venne revocata quando si accertò che in carcere indossava abiti “griffati”. Nel caso di Virga è stata la Corte d'assise di Trapani, davanti alla quale si celebra il processo Rostagno, ad ammetterlo al gratuito patrocinio mentre l'Agenzia delle entrate deve ancora dare il suo giudizio definitivo.

lunedì 23 gennaio 2012

Enac firma con Gesap contratto di programma


Aeroporto internazionale di Palermo - Punta Raisi 
[‘N capu a vaddara u cravunchiu. Sopra la verruca il brufolo. Frase siciliana]L'Enac ha firmato il contratto di programma con la Gesap, società di gestione dell'Aeroporto di Palermo. Il documento disciplina i vari aspetti del rapporto tra lo Stato e la società che gestisce lo scalo. Rappresenta quindi lo strumento di regolazione tariffaria per l'utilizzo delle infrastrutture aeroportuali e permette il riscontro da parte dell'Enac dell'attuazione del piano di investimenti, del piano della qualità e della tutela ambientale che la Società di gestione si impegna a realizzare durante il periodo contrattuale. Il contratto prevede, nel periodo di 4 anni, una serie di investimenti infrastrutturali sullo scalo pari a quasi 62 milioni di euro.  Il contratto di programma e il nuovo piano tariffario definito entreranno in vigore, secondo i termini di legge, dopo sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo decreto. “Si avvia una stagione di nuove certezze per la crescita dell'aeroporto di Palermo - dice presidente dell'Enac Vito Riggio - Da una parte, infatti, il contratto assicura alla Gesap le entrate necessarie allo sviluppo del piano degli investimenti, dall'altra parte permette all'Enac di avere strumenti più incisivi per svolgere il proprio ruolo di vigilanza e controllo sull'attuazione dei programmi che la società di gestione si impegna a realizzare durante il periodo contrattuale”. Avete capito bene, l’Enac (della serie la sai l’ultima) dovrà controllare l’operato della Gesap. Ma come ha speso i soldi pubblici la Gesap?   La Gesap negli anni 2009 e 2010 ha affidato incarichi di consulenza professionale così distinti: Compagnia di Progetto nel 2009 217.000,00 € e nel 2010 972.000,00 €; 1.241.000,00 alla CdP desing srl; all’ing. Sergio La Barbera solo nel 2009 60.000€; alla Lodestar partners nel biennio solo 535.000,00€; Sineri arch. 183.00,00€; studio Gaudiano € 498.000,00; Tecnogeco srl 1.824.000,00 €; Ttt srl solo nel 2009 848.000,00€; 158.000,00€, nell’arco dell’anno 2009, XW industrial … . Va precisato che tali incarichi sono nella stragrande maggioranza qualificati come “consulenza alla progettazione” ma anche consulenza agli studi di fattibilità e alla redazione dei bandi di gara. Da una più attenta analisi emerge che nel periodo che va dalle dimissioni del precedente AD (tre giugno 2010), all’insediamento del nuovo cda (nove agosto 2010), sono stati affidati alla Compagnia di Progetto spa, dal 3 al 21 giugno 2010, n. 15 incarichi per complessivi 800.000 euro, alla Cdp design srl n. 19 incarichi per complessive 565.000 euro, alla Tecnogeco srl n.17 incarichi per oltre 500.000 euro in data 9 luglio 2010 e sempre alla Tecnogeco altri 12 incarichi per complessivi 700.000 euro in data 21 luglio 2010. Nello stesso mese di luglio 2010 sono stati affidati allo studio Gaudiano n. 3 incarichi di progettazione per complessive 193.000 euro. Non si capiscono quali ragioni di urgenza fossero alla base di tale iniziativa, anche in considerazione, del fatto che da li a poco tempo(il 30 luglio) l’assemblea dei soci avrebbe rinnovato il cda. Inoltre, l’unica riunione del cda (20 luglio 2010) successiva alla dimissione dell’ad, cui sino ad allora era delegata la materia, che avrebbe dovuto esprimere gli indirizzi da seguire in assenza dell’ad ancora non è consultabile in quanto il relativo verbale non è stato trascritto nel competente registro come non risultano trascritti i verbali del tre giugno, del nove agosto del 21 ottobre, sempre del 2010. Stupisce in particolare la mancata trascrizione del verbale in data 9 agosto atteso che lo stesso è oggetto di impugnativa del socio CCIA e del consigliere Helg. L’odg del Cda del 20 luglio 2010 prevedeva al punto 1 “cooptazione amministratore delegato” ed al punto 4 “ratifica attività gestionale del direttore generale nel periodo di vacatio dell’amministratore delegato”; si desume, quindi, che le dimissioni dell’ad, presentate direttamente in cda siano da ritenersi irrevocabili e con effetto immediato; tuttavia, poiché non è dato consultare il verbale di tale seduta all’attuale cda viene di fatto impedito di sapere se la ratifica è avvenuta, oppure non avvenuta, così come viene inibita la possibilità di revoca in autotutela del citato atto deliberativo. Appare alquanto strano il fatto che in data 22 e 29 marzo 2010 siano stati affidati due incarichi alla Compagnia del progetto spa e tra i destinatari della comunicazione, a firma del precedente ad e del responsabile degli aa.gg. compaiano anche due dirigenti che all’epoca risulterebbero non dipendenti della Gesap essendo stati assunti in data primo maggio 2010. Sempre la Gesap negli anni 2009 e 2010 ha affidato sette incarichi di consulenza giuridico – legali pur avendo un board giuridico nella pianta organica.

A TAVOLA CON LA CRISI/10-MINESTRA DI CASTAGNE BIANCHE CON RISO


500 gr castagne bianche secche, 400 gr di riso, burro, formaggio e un pizzico di cannella in polvere.
Gettate in una pentola con acqua tiepida le castagne e fatele cuocere. Cotte tenere aggiungete il riso e dell'acqua bollente salata se serve. Quando il riso sarà cotto, condite la minestra con burro, formaggio, e con  un pizzico di cannella. Dieci anni vissuti all'insegna del rialzo dei prezzi. Dall'ingresso dell'euro, nel gennaio 2002, ad oggi la perdita del potere d'acquisto per il ceto medio è stato del 39,7%. Facendo i conti, il Codacons ha stimato che una famiglia di quattro persone, in 10 anni, ha dovuto subire una stangata di circa 10.850 euro. Un fuoco di fila fatto di aumento dei prezzi, rincari delle tariffe, manovre economiche, caro-affitti e caro-carburanti. Sui dieci anni dell'euro il Codacons (Coordinamento delle associazioni a tutela dei diritti dei consumatori) ha elaborato uno studio e stilato una lista di cento prodotti con il prezzo che avevano nel 2001, negli ultimi giorni di vita della lira, tradotto in euro e il costo attuale con la relativa percentuale di aumento. E così, per esempio, al top della classifica per maggiore percentuale di rincaro c'è la penna a sfera con +207,7%, seguita dal tramezzino con +198,7%, dal cono gelato con +159,7%. Aumenti che appaiono vertiginosi per questi prodotti di largo consumo. “Un vero e proprio massacro per le tasche delle famiglie italiane” commenta il Codacons che rivendica di essere stata “la prima associazione che nel gennaio 2002, quando venne introdotto l'euro, denunciò gli aumenti selvaggi e le speculazioni da changeover - spiega il presidente Carlo Rienzi.  Allora venimmo accusati di euroscetticismo e di terrorismo mediatico, mentre oggi tutti ci danno ragione, perchè la prova di ciò che è  successo è sotto gli occhi di chiunque, a partire dagli stessi commercianti, prime vittime della loro stessa politica suicida”. Fra i prodotti che hanno subito i maggiori rialzi di prezzo ci sono anche la confezione di caffè da 250 grammi (+136,5%), il supplì (+123,9%), un chilo di biscotti frollini (+113,3%), la giocata minima del lotto (+92,3%). Ma il salasso non si è fermato, anzi si abbatterà sulle famiglie anche nel 2012 e negli anni successivi, secondo l'associazione che chiede al governo interventi straordinari per tutelare i redditi del ceto medio-basso. In particolare bloccare le tariffe per almeno cinque anni e disporre “il regime di prezzi amministrati sui beni di largo consumo, che risentiranno maggiormente delle variazioni al rialzo dei listini, e che più di tutti incidono sulla spesa del ceto medio - basso”. [segue]

domenica 22 gennaio 2012

Wind jet dialoga con la Cgil

[Fino al fischio finale la partita è aperta. Horeena Hertz] Sarebbe stato pagato lo stipendio di novembre in questi giorni. Mancano all’appello dicembre e la tredicesima. I dipendenti della wind jet, oltre a subire la manovra salva Italia di Monti, dovrebbero subire anche la politica retributiva  poco comprensibile   del vettore siciliano che paga con notevole ritardo gli stipendi. Wind jet mediamente trasporta 90/110 passeggeri a tratta e complessivamente trasporterebbe circa 6.000 passeggeri al giorno. Se consideriamo che mediamente un biglietto costerebbe circa 50€, non mancherebbe la liquidità, recentemente la società è stata, tra l’altro, anche ricapitalizzata. Però, cosa più grave, mancano idee chiare: i vertici della wind jet non hanno ancora deciso se declassare Punta Raisi e potenziare Rimini (dove non mancherebbero i contributi economici messi a disposizione dalla classe politica locale), lasciando Catania come  base di armamento. Recentemente la wind jet avrebbe incontrato la Cgil, che ha raccolto molti consensi e iscritti in azienda, e dalla riunione è uscito che fino al mese di aprile la situazione sarà quella che si sta vivendo per ora. Non sappiamo cosa ha replicato la Cgil di Catania. 

Più dignità per gli operatori Uges di Punta Raisi

[L'aceddju nta jaggia canta pì mmiria o pi rraggia. L'uccello in gabbia canta per invidia o per rabbia. Frase siciliana]  Nuovo bando di Gara (www.gesap.it) per l’esecuzione dei servizi di accompagnamento ed assistenza diretta alle persone con disabilità o con mobilità ridotta (PRM) sull’Aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo scade il 6/3 alle ore 12. Questo settore, molto importante strategicamente, non è valorizzato per come dovrebbe.  A Punta Raisi non sono mancati casi gravi che avrebbero potuto far rescindere il contratto, ma la Gesap è troppo indaffarata a trasferire e licenziare i propri dipendenti, per poi riassumerli … Spesso usato e utilizzato come promessa sotto campagne elettorali, in questi ultimi decenni, da politici indigeni e indegni. Indegni perché chi va a lavorare al Prm (uges) di Punta Raisi ha un “salario” di 350 € al mese e lavora 10/12 al giorno. In altri scali italiani il salario è diverso (a Napoli Capodichino  800 € e a Roma Fiumicino 1.000) con turni di lavoro meno massacranti.

"Fratelli musulmani" in Egitto il 47,18% dei voti

[Un giornale è innanzitutto una questione di stile. Garrison Keillor]I Fratelli Musulmani hanno ottenuto il 47,18% dei seggi del Parlamento, stando ai risultati ufficiali delle elezioni legislative annunciati  dalla Commissione elettorale egiziana. Il Partito Libertà e Giustizia (Plg), espressione politica della fratellanza, ha ottenuto 245 seggi nella nuova Assemblea del Popolo, ha detto il capo della Commissione, Abdel Moez Ibrahim. Dei 245 seggi conquistati dal Plg, 127 sono risultati eletti con il sistema proporzionale, e gli altri 108 con il sistema maggioritario a doppio turno. I risultati definitivi confermano quelli provvisori già diffusi. Il partito fondamentalista salafita Al-Nour è arrivato in seconda posizione, con 121 seggi (circa il 24%). Il partito liberale Wafd ha ottenuto il 9% dei seggi. L'Assemblea del Popolo è composta da 498 deputati eletti più dieci nominati dal Consiglio militare che guida il paese da quando lo scorso febbraio è stato deposto l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak. 

Su art.18 pretesti antisindacali?

[Anche se viviamo in modo moderno, alla fine moriremo in modo tradizionale. Tomas Eloy Martìnez] Permessa: l’art. 18 è stato per tanti anni una garanzia legittima per molti lavoratori, quando però esistevano tre situazioni: la disoccupazione, i lavoratori a tempo indeterminato e chi, invece, lavorava in nero. Oggi esistono una miriade di contratti, troppi.  E poi per quale motivo bisogna difendere un operaio che fa di tutto per non lavorare? O un insegnante di italiano che non conosce la grammatica, la matematica,se insegna calcolo … gli inetti vanno licenziati per giusta causa. Ovviamente se mi sei antipatico non ti posso licenziare.  Arriva su twitter la presa di posizione della Cgil sull'art. 18. ”Il vero totem è pensare che la recessione si possa superare cancellandolo”, scrive la Cgil ricordando che “in Italia la stragrande maggioranza delle imprese è sotto i 15 dipendenti e quindi non è tenuta ad applicarlo”.  “Se qualche giuslavorista volesse spiegarci la necessità di cancellare l'art.18 dopo queste verità oggettive, lo ascoltiamo”. Insomma, sembra che la sua cancellazione “sia solo un pretesto antisindacale”. I sindacati commentano con preoccupazione il dato Istat sui posti vacanti in Italia fermi rispetto allo scorso anno. Per la Cgil è “un evidente segnale del blocco della produzione e dei consumi e della loro nefasta ripercussione sull'occupazione”. Sulla stessa linea la Uil. Mentre secondo la Cisl e l'Ugl il dato mostra la forte discrepanza tra offerta e domanda di lavoro. Entrambi i sindacati giudicano, quindi, urgente il rilancio dell'apprendistato. In Italia 3 persone su 4 in cerca di un lavoro bussano alla porta di amici e parenti o alla sede di un sindacato. L'aiuto di un intermediario risulta lo strumento preferito per trovare un posto. È  quanto emerge da tabelle Eurostat (rapporto “Methods used for seeking work”).

sabato 21 gennaio 2012

Italia in recessione, pil 2012 -2,2%

[Domanda: chi racconta la storia? Vi do un indizio: non siete voi. Louise Doyghty]Economia italiana in recessione nel 2012 e 2013. Secondo le ultime stime del Fmi, il Pil subirà un calo del 2,2% quest'anno e dello 0,6% il prossimo. Si tratta di un taglio di 2,5 punti percentuali per il 2012 e di 1,1 punti per il 2013 rispetto alle previsioni di settembre scorso. L'eurozona “è sull'orlo della recessione”. Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, a Lussemburgo, spiegando che “siamo ai margini della recessione tecnica”. La recessione “tecnica”, per gli economisti, scatta quando si registrano due trimestri consecutivi di calo del Pil. Questo è “probabilmente il momento di maggiore criticità nella storia del capitalismo” secondo Raghuram Rajan, consigliere del primo ministro indiano ed ex economista dell'Fmi, intervenuto con un video al convegno della Fondazione Italcementi. “Abbiamo bisogno di definire le modalità dell'intervento pubblico - ha proseguito Rajan - , di incrementare la formazione della forza lavoro, di migliorare la stabilità del sistema finanziario”.

Duty free Punta Raisi nuova gara

[‘A matinata fa a jurnata. Buon giorno si vede dal mattino. Chi si sveglia presto al mattino, già ha fatto parte della giornata. Frase siciliana] Procedura aperta, per l’affidamento in subconcessione (www.gesap.it) di aree e/o locali all’interno dell’aerostazione “Falcone e Borsellino” in zona airside, destinati all’attività di rivendita di prodotti commerciali denominata Travel Ret scade il 13/2 alle ore 14. Speriamo che questa volta i cosiddetti manager della Gesap affideranno la gestione Duty free a una azienda, che oltre a essere solida, che si faccia carico dei sette dipendenti ex Sole Ligabue che dal 15/5 sono in mobilità.   

Anonymous all'attaccato

[Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisce reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso. Dichiarazione dei Diritti dell'uomo] Anonymous ha attaccato il sito web del dipartimento della giustizia degli Stati Uniti, in segno di rappresaglia per la chiusura disposta dall'Fbi di uno dei più popolari siti web di file-sharing, megaupload.com. Sotto attacco anche i siti del “Recording Industry of America”, della “Motion Picture Association of America” e della “Universal Music”. L'Fbi ha annunciato la chiusura megaupload e l'arresto di sette persone, nell'ambito di un giro di vite globale contro la pirateria online. Il fondatore di Megaupload, il sito chiuso dal Fbi nell'ambito di una operazione contro la pirateria, afferma di “non avere nulla da nascondere”. Lo ha sottolineato Kim Dotcom, alias Kim Schmitz, il tedesco di 37 residente in Nuova Zelanda, dove è stato arrestato, considerato il padre del network di file-sharing, comparendo davanti a un tribunale neozelandese. I sette arrestati, del gruppo “Mega Conspiracy”, sono accusati di reati informatici che hanno generato 500 mln di dollari di danni.

venerdì 20 gennaio 2012

Lo sciopero a Punta Raisi del 27/1 è legittimo

[Quannu u diavulu accarizza, voli l'anima. Quando il diavolo adula, vuole l'anima. Frase siciliana] http://www.commissionegaranziasciopero.it/ , in questo sito ministeriale che controlla la legittimità di tutti gli scioperi che vengono proclamati in Italia si trova, a pieno titolo, anche lo sciopero di giorno 27 proclamato da Cisal e Ugl. La commissione ha respinto il ricorso fatto dalla Gesap. È l’ennesima brutta figura di una dirigenza, quella della Gesap, che ormai facilmente scambia pali della luce per asini e viceversa. Questa ignoranza che negli anni si è cronicizzata quanto costerà al contribuente? Ci riferiamo, tanto per essere chiari, ai tre colleghi della Gesap licenziati e poi riassunti, alle telecamere che si trovavano nel posto sbagliato e per giunta nascoste … la Gesap merita dei manager più competenti e meno ignoranti.   Così come, del resto, anche i lavoratori aeroportuali devono pretendere dei sindacalisti meno piegati ai voleri del potente di turno, e solo agli interessi e alla volontà dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali  in relazione alla nota della GESAP in oggetto evidenziano che hanno esperito con esito negativo per mancata convocazione, sia la prima fase , attraverso la nota prot: 09/11 congiunto UGL T.A. e LEGEA CISAL del 15/11/2011 che la seconda fase prot. 12/2011 congiunto del 06/12/2011 delle procedure di raffreddamento e conciliazione e hanno solo successivamente proclamato lo sciopero per il prossimo 27 Gennaio 2012 con nota del 3 Gennaio prot. 1 /2012 . Si precisa inoltre, che appare quantomeno singolare che i firmatari della nota (Scelta e Petrigni) in oggetto non conoscano l’esatta forma delle procedure previste dalla legge 146/90 che regolamenta le procedure inerenti alla proclamazione di scioperi del personale relative al settore e in particolare il ruolo della prefettura in tale contesto. Stupisce infine altresì che i firmatari chiedano nella stessa nota “una valutazione dei comportamenti” delle O.O.S.S. che hanno proclamato lo sciopero alla commissione di garanzia dopo che la stessa commissione ha certamente come di consueto provveduto a valutarle ampiamente prima di provvedere alla pubblicazione in calendario nel proprio sito dello sciopero e delle modalità dello stesso per darne ampia diffusione alla utenza in transito.

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L'ITALIA/34

[Senza amore per il prossimo non si vende uno spillo. Jared Jussim (Dicky Fox) in Jerry Maguire] Su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, la Guardia di Finanza ha sequestrato beni all’imprenditore salemitano Melchiorre Saladino per circa 3,5 milioni di euro. Tra i beni riconducibili anche a familiari dell’imprenditore, vi sono società, quote societarie e conti correnti bancari. Saladino fu arrestato, con altre sette persone, nel febbraio 2009, nell’ambito dell’operazione antimafia “Eolo”, che svelò i retroscena delle connessioni affaristico mafiose volte alla realizzazione di alcuni impianti eolici nel territorio della provincia di Trapani e in particolare a Mazara del Vallo. Per lui l’accusa era di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio, aggravati dalla finalità di agevolazione della consorteria mafiosa. Lo scorso anno l’imprenditore ha patteggiato la pena ed è stato condannato a due anni di reclusione. A Mazara del Vallo un immobile confiscato alla criminalità organizzata, in via Emanuele Sansone diventerà sede del commissariato di pubblica sicurezza. L’edificio – che il Programma operativo nazionale ’sicurezza per lo sviluppo-obiettivo convergenza 2007/2013 sosterrà con un finanziamento di 2.150 mila euro – è costituito da due corpi di fabbrica collegati, complessivamente di 4 mila mq. Oggi è in stato di completo abbandono. Il Pon sicurezza, attraverso l’obiettivo operativo 2.5, favorisce il reinserimento nel circuito legale dei beni confiscati finanziandone la ristrutturazione. Nello stesso obiettivo operativo rientra un altro progetto che prevede il recupero di un’attività agricola produttiva e la sistemazione di un fabbricato rurale in contrada Campana Cusa, nel comune di Campobello di Mazara. Per questo intervento il Pon sicurezza ha messo a disposizione 233mila euro. Si tratta di un terreno di più di 5 mila mq coltivato ad uliveto. Nel bene verrà svolta attività agricola (in particolare coltivazione di ulivi, ortaggi e agrumi) volta al recupero sociale e al reinserimento di categorie a rischio: tossicodipendenti, alcooldipendenti, soggetti con disagio familiare. “Matteo Messina Denaro è un nostro diocesano, si costituisca, saprà come fare”. Lo ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, rispondendo alla domanda di un giornalista durante l’incontro stamattina con i dieci operai nell’uliveto confiscato a Gaetano Sansone in contrada Seggio Torre a Castelvetrano. “Le voci isolate rimarranno tali nella lotta alla mafia – ha proseguito -, quello che serve, invece, è un impegno corale di tutti, al di la delle parole, con la concretezza delle azioni e dei fatti”. I venti ettari di terreno sono stati affidati dal Comune alla gestione di Libera che – insieme alla Diocesi di Mazara del Vallo (tramite il “Progetto Policoro”) – sta costituendo una cooperativa sociale per la gestione del fondo. “I messaggi concreti arrivano proprio da azioni come queste – ha ribadito Mogavero – in questa terra che oggi torna alla società civile si raccolgono i frutti profumati di legalità, con un impegno sia del mondo civile che di quello ecclesiastico. E questa è la migliore risposta nei confronti di chi, nei giorni addietro, ha gettato discredito nei confronti di associazioni ecclesiastiche che avrebbero avuto affidamenti di comodo, che accumulano senza alcuni esito produttivo”. [segue]

Continua la protesta …

[Puntiari è megghiu ‘i cusiri. (Inteso nel gioco delle carte) Meglio far qualche punto che non farne alcuno. Frase siciliana] Dedicato ai sindacalisti che hanno paura quando si parla di sciopero o di lotta in genere, e che amano giocare a tre sette con il morto con, ovviamente, le carte truccate. Quando decidi di ottenere qualcosa (defiscalizzazione dello straordinario, clausola sociale …) scaduto l’ultimatum si blocca tutto, in maniera pacifica. Speriamo che la triplice prende appunti per farne, in seguito, buon uso.  Quinto giorno consecutivo per la protesta del movimento Forza d'urto: autotrasportatori, agricoltori, pescatori, con presidi in punti nevralgici di varie province siciliane blocca il passaggio di tir e camion. Benzinai chiusi nelle grandi città perché non sono stati riforniti di carburante, supermercati con poche derrate, acqua minerale ormai rarissima. Poche le auto in circolazione: grandi strade semivuote. Ed oggi prevista anche la protesta degli studenti che manifestano in appoggio al movimento.

giovedì 19 gennaio 2012

In Catalogna tassa su turisti


[Un uomo benevolo dovrebbe permettersi qualche difetto, per non far fare brutta figura ai propri amici.  Benjamin Franklin]  Vacanze più care a Barcellona e in Catalogna per le centinaia di migliaia di italiani che vi si recano ogni anno: il governo regionale ha deciso di introdurre una nuova tassa sui pernottamenti dei turisti nella regione,alla quale spera di ricavare circa 100 milioni di euro ogni anno. Il prelievo sarà  compreso fra 1 e 3 euro per notte e per turista, a seconda della categoria di alloggio scelto. Sarà applicato a alberghi, appartamenti turistici, camping, turismo rurale, navi da crociera.  È  entrato anche, formalmente, in vigore il divieto delle corride in Catalogna, approvato dal Parlamento catalano nel luglio del 2010, e dopo che nel luglio scorso la Camera ha bocciato la proposta del Partito Popolare e del partito Ciudadanos di rettifica dell'abolizione. Durante l'ultimo anno si sono svolti una quindicina di combattimenti di tori nella regione. A Barcellona l'ultima corrida tenuta a settembre aveva visto la partecipazione di celebri matador. Il deficit della Spagna potrebbe aver superato nel 2011 l'8% del Pil. Lo ha detto il ministro dell'Economia spagnolo, Luis de Guindos, in un'intervista a radio Cadena Ser citata da Bloomberg. Solo la scorsa settimana il nuovo governo di Madrid aveva peggiorato le stime rispetto all'obiettivo di un Deficit-Pil al 6%. Il nuovo piano di austerity da 15 miliardi, ha spiegato il ministro, e perciò ”un atto di responsabilità” per evitare al Paese una situazione insostenibile”. La Spagna di Mariano Rajoy sta andando nella buona direzione nella lotta contro la crisi del debito. Lo ha detto il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy dopo una colazione di lavoro con il nuovo capo del governo di Madrid. In una conferenza stampa, Van Rompuy ha sottolineato che Madrid ha già approvato la riforma sull'equilibrio di bilancio e si prepara a vararne una del mercato del lavoro: “non solo necessaria, ma un'emergenza in un paese con oltre il 20% di disoccupati”.

A TAVOLA CON LA CRISI/9 - ZUPPA DI PANE PESTO

Fate bollire del buon brodo, aggiungete un pò alla volta del pane secco pestato e passato al setaccio, rimestate continuamente per evitare che resti granelloso, bollite per qualche secondo, scolate e servite con un pò di burro fresco. Nel 2010, il 18,2% dei residenti in Italia è, secondo la definizione Eurostat, a “rischio di povertà”, il 6,9% si trova in condizioni di “grave deprivazione materiale”, e il 10,2% vive in famiglie caratterizzate da una bassa intensità di lavoro. L'indicatore sintetico del rischio di povertà e di esclusione sociale, che considera vulnerabile chi si trova in almeno una di queste tre condizioni, è pari al 24,5%, un livello analogo a quello del 2009. A renderlo noto è l'Istat nel report su Reddito e condizioni di vita. Nel biennio 2009-2010 risultano sostanzialmente stabili in Italia sia il “rischio di povertà” (dal 18,4% al 18,2 %), sia quello di “grave deprivazione materiale” (dal 7% al 6,9 %), mentre è aumentata dall'8,8% al 10,2% la quota di persone che vive in famiglie a bassa intensità di lavoro, dove cioè le persone di 18-59 anni di età lavorano meno di un quinto del tempo. Germania e Francia mostrano valori inferiori a quello italiano sia del “rischio di povertà”, sia dell'indicatore di “grave deprivazione materiale”. In Italia e in Francia è più marcato il rischio di povertà per i giovani fra i 18 e i 24 anni, rispetto alle generazioni più anziane. In Italia, inoltre, è più alto il rischio di povertà per i minori di 18 anni. [segue]

mercoledì 18 gennaio 2012

PANETTINO E MONCADA PREOCCUPATI

[Quannu u sticchiu jè ghiatu, a minchia jetta un sautu. Quando la vagina è in alto, il pene spicca un salto. Capacità di adattamento alla necessità delle varie circostanze. Frase siciliana] Anche la riunione della Cgil e della Cisl a Punta Raisi è stata molto affollata, segno che i lavoratori vogliono capire. Le due sigle sindacali hanno chiarito per quale motivo non hanno aderito allo sciopero di giorno 27/1, dopo aver aderito al processo di raffreddamento. Secondo le due sigle sindacali la novità dello  sciopero è nata dopo  i trasferimenti fatti alla Gesap. La Cgil e la Cisl incontreranno, a breve, i vertici della Gh e della Gesap per far ripartire la trattativa e gradirebbero che anche il concreto contributo delle altre sigle sindacali.  In aeroporto, sempre secondo la Cisl e Cgil, ci sono molti problemi da risolvere e che non sarà certo lo sciopero a risolvere. Per quanto riguarda la detassazione dello straordinario i due sindacati hanno coinvolto il caf delle rispettive strutture per dare delle risposte chiare. Il sempre più preoccupante calo di passeggeri che nell’ultimo trimestre ha toccato cifre drammatiche. Meridiana che ha cancellato tutti i voli tranne le tratte sociali. La Wind jet che pensa di lasciare Punta Raisi …  ecco cosa preoccupa la Cgil e la Cisl, se va via la Wind Jet e Blu Panorama passa con AviaPartner che fine faranno i dipendenti della Gh Pmo in esubero? Passano alla Gesap, aggiungiamo noi, caro Panettino e Moncada.     

martedì 17 gennaio 2012

Cisal e Ugl: la lotta non si ferma

[Un patri campa centu figghi ma centu figghi non campanu un patri. Un padre mantiene cento figli, mentre cento figli non riescono a mantenere un padre. Frase siciliana] Secondo gli organizzatori altissima è stata la partecipazione dei lavoratori all’assemblea organizzata in aeroporto dalla Cisal e Ugl. A Punta Raisi, oggi, un nutrito gruppo di lavoratori ha partecipato alla riunione. Quando si parla di soldi che mancano ogni mese in busta paga, la gente si sensibilizza e partecipa. Alcuni interventi, nel corso della riunione, hanno voluto centrare la domanda,  polemica, la triplice dov’è? Hanno seguito tutta la procedura di raffreddamento e, alla fine, nel più bello non hanno risposto all’appello.   La risposta arriverà domani nel corso dell’assemblea indetta dalla Cisl e dalla Cgil.  Nel frattempo ci giungono voci che il Richelieu  della Gesap (Carmelo Scelta) va dicendo in giro che lo sciopero del 27/1, indetto dalla Ugl e Cisal, sarà revocato perché sarebbe illegittimo. Voci tendenziose, opinioni opinabili non mancano mai a Punta Raisi.

3 moschettieri alla Gesap


[Cu ci attacca a ciangianedda o' iattu? Chi l'attacca la campanella al gatto? Di origine spagnola “chi si prende la responsabilità”?] Il 27/1 ci dovrebbe essere (di sicuro entro la fine del mese) l’ennesimo cda Gesap, si affronteranno sempre le problematiche mai risolte che in questi mesi hanno sempre dato motivo di imboscate politiche tra fazioni contrapposte che si scompongono e ricompongono a seconda di come si svegliano i membri (e sottolineo membri) del cda Gesap. Qualcosa, però, questa volta,  sembra cambiare nella strategia. Proprio nel giorno in cui la Cisal e l’Ugl hanno proclamato lo sciopero che coinvolgerà tutti gli addetti allo scalo di Punta Raisi, avrà luogo il cda.  I tre moschettieri della Gesap stanchi di essere scavalcati e apprendere le decisioni del dg leggendo i giornali hanno deciso di scendere in campo. Athos (Vincenzo Zummo), avrebbe convinto gli altri tre:  Porthos (Stefano Mangano) e Aramis (Dario Colombo), a cui poi si aggiunge D'Artagnan (Mimmo Di Carlo), che bisogna fermare, assolutamente,  il  cardinale Richelieu  (Carmelo Scelta). I tre sono stanchi di essere “ostaggio” dei capricci, dell’arroganza … del dg della Gesap. Per questo motivo non hanno avuto scelta e si cono coalizzati per combattere meglio.  Nella voce “varie ed eventuali” i tre moschettieri tenteranno di togliere tutti i poteri al cardinale Richelieu  Carmelo Scelta.  Riusciranno i tre moschettiere spadaccini a raggiungere la vittoria? Lo sapremo presto. Al 30 dicembre avevano toccato quota 4 milioni e 920 mila i passeggeri transitati dallo scalo 'Falcone-Borsellino' di Palermo. Un buon risultato, che conferma la crescita dello scalo siciliano. In valori assoluti, l'aumento dei passeggeri è stato di 577 mila unità, dovuto anche all'incremento del 30% dei voli internazionali. Nei primi nove mesi dell'anno, la performance positiva dell'aeroporto ha marciato a doppia cifra. A settembre e ottobre scorsi, dopo Venezia, il “Falcone-Borsellino” è stato il secondo aeroporto italiano per crescita del numero di passeggeri. Negli ultimi due mesi dell'anno - sottolinea la Gesap - si è invece registrata una piccola flessione del traffico, dovuto al minor numero di voli effettuati dalle compagnie aeree. “Lo scalo palermitano- afferma il presidente di Gesap, Stefano Mangano (Porthos) - sta compiendo importanti passi in avanti, lo vediamo anche dalle infrastrutture che stanno nascendo e che daranno un volto nuovo e moderno all'aerostazione. È  evidente che il nostro territorio rappresenta un forte richiamo per i turisti. Ciò ci spinge a migliorare nei servizi e nelle prestazioni che, a chiusura di quest'anno, sono positivi a punto da sfiorare il tetto dei 5 mln di passeggeri". Il presidente Mangano dimentica che bisognerebbe fare una statua a Gheddafi,se Palermo ha raggiunto questi risultati il merito è anche della guerra contro la Libia con la conseguente chiusura parziale di Trapani Birgi. 

lunedì 16 gennaio 2012

POSSIBILI ALTRI DECLASSAMENTI IN EUROPA


[È  il ben pensare che conduce al ben dire. Francesco De Sanctis] Spagna e Italia sono tra i Paesi più vulnerabili ai rischi sistemici, con la possibilità di un “immediato peggioramento” della situazione economica. È  quanto dichiara Moritz Kraemer, managing director di S&P per il debito sovrano dell'Europa, nel corso della conference call a commento delle decisioni del rating. Il rifinanziamento di Spagna e Italia è “oltre la portata del fondo Efsf anche se in condizioni normali” il debito dei due Paesi sarebbe gestibile. “Sono in aumento i rischi sulla scia della crisi dei debiti sovrani ed ulteriori declassamenti sono possibili”. Lo ha detto Moritz Kraemer, managing director di S&P per il debito sovrano dell'Europa. Kraemer ha avvertito che “c'è un considerevole rischio di un ulteriore peggioramento di bilancio nonostante i piani varati dai Paesi” per fronteggiare la crisi. La politica italiana è cambiata “in modo marcato sotto il nuovo Governo”, ma “i progressi italiani non sono sufficienti a superare i venti contrari”. Nuovo schiaffo dell'agenzia di rating Standard&Poor's che ha declassato il Fondo salva stati Efsf della Ue, dalla tripla A a AA+. La decisione è legata all'ondata di downgrade di venerdì scorso che ha colpito ben nove paesi della zona euro, tra cui Francia e Austria, soci importanti dell'Efsf, ed arriva mentre il governatore della Bce Mario Draghi lancia un nuovo allarme sulla tenuta della zona dell'euro. “Siamo in una situazione gravissima”, ha detto Draghi nelle vesti di presidente dell'autorità europea per i rischi sistemici in audizione davanti alla commissione parlamentare economico-finanziaria. L'ex governatore Trichet, ha ricordato Draghi, aveva parlato di “dimensioni sistemiche” della crisi, ma “da allora la situazione è peggiorata”, ha ammonito Draghi. È  “vitale” perciò che le decisioni prese dai leader europei siano attuate “tempestivamente e completamente”. “Gli strumenti di debito di lungo termine emessi dall'Efsf - afferma invece Standard & Poor's in una nota - non sono sostenuti dalle garanzie di membri con rating AAA. E ora sono coperti da garanzie di membri con AA+. Riteniamo che i rafforzamenti necessari per bilanciare quella che riteniamo una ridotta capacità di credito dei garanti dell'Efsf al momento non ci siano”, spiegano gli analisti dell'agenzia. Tuttavia, S&P si dichiara pronta a ridare la tripla A se al fondo “salva-stati” verranno affidate risorse aggiuntive. Alla fine “arriveremo a un accordo” sulla svalutazione del debito greco, che per l'Istituto di finanza internazionale dovrebbe continuare a prevedere un “haircut” del 50%. A dirlo è Josef Ackermann, presidente dell'iif, l'istituto che rappresenta le istituzioni finanziarie creditrici nel negoziato. Arrivare a un'intesa è  “assolutamente cruciale”, ha detto Ackermann.

domenica 15 gennaio 2012

Anno nuovo, tutto vecchio …


[Troppe persone vogliono la stessa cosa, e quando si tratta di un posto, sono guai. James Ellboy] Rappresentanti sindacali della Ksm, che preferiscono restare nell’anonimato, ci riferiscono che lo stipendio non è stato ancora accreditato e che forse domani verranno fatti i bonifici. L’azienda, secondo quanto ci dicono sempre  i rappresentanti  sindacali, si giustifica dicendo che la crisi tocca tutti i settori della società italiana, dunque bisogna avere pazienza. Si spera che la stessa pazienza si possa trovare al supermercato, o quando la banca ti chiama per la scopertura … Ma i sindacati denunciano anche che non sarebbe stata pagata l’ultima rata dell’Irpef,non si parla più della  defiscalizzazione, non esisterebbe più il mancato riposo e ci sarebbero sempre più errori in busta paga. Infine, se non hai soldi e sei un tantino incazzato, decidi di stare male, quando rientri ti mandano di notte a controllare gli impianti fotovoltaici in piena campagna. Quando chiedi perché restate iscritti al sindacato? Rispondono che, forse,  hanno un minimo di tutela. Masochisti! 

A TAVOLA CON LA CRISI/8- MINESTRA DI ZUCCA VERDE ALLA CONTADINA

1 zucca verde, 1oo gr lardo, 4 spicchi d'aglio, un po' di prezzemolo, burro, formaggio, pepe. 
Togliete la buccia alla zucca, tagliatela a fette sottili e gettatela in un tegame sul fuoco con due litri di acqua salata bollente aggiungete un trito preparato con il lardo, gli spicchi d'aglio e il prezzemolo. Cotta tenera aggiungete un pò di burro, formaggio e pepate. Servite con fette di pane, se preferite potete aggiungere riso o pasta. Ancora una volta le famiglie del Sud sono più in difficoltà rispetto a quelle del Nord e del Centro Italia. Secondo l'Istat il 12,9% delle famiglie abitanti nel Mezzogiorno è gravemente deprivato (ha cioè maggiori sintomi di disagio economico), valore più che doppio rispetto al Centro (5,6%) e più che triplo rispetto al Nord (3,7%). Le tipologie familiari più esposte al rischio di deprivazione materiale sono quelle con un alto numero di componenti o con un basso numero di percettori di reddito. Si trovano più frequentemente in condizioni di disagio le famiglie monoreddito, come gli anziani soli e i monogenitori, e quelle con tre o più figli minori. [segue]

Venerdì 13 per la Francia


[Berlusconi: “Attaccare i titoli italiani è una moda”. Spread à porter. www.spinoza.it] Un venerdì 13 di passione per la moneta unica, tra tagli di rating e nuove incertezze sul salvataggio della Grecia. Standard and Poor's ha tagliato i rating di alcuni paesi dell'Eurozona, a partire dalla Francia, che ha perso la valutazione massima della tripla A. Confermato anche il taglio dell'Italia mentre nel gruppo dei declassati, appare oramai certo, c'è anche un altro Paese fino a oggi giudicato a massima affidabilità finanziaria, l'Austria e Paesi come Spagna e Portogallo, anch'essi investiti sin dai mesi scorsi dalla tempesta finanziaria. La Germania resta così l'unico grande Paese della zona euro con la valutazione massima. L'Italia passa quindi al giudizio BBB+. La Francia è scesa a AA+, come ha confermato il ministro delle Finanze Francois Baroin. L'annuncio ufficiale dell'agenzia di rating è atteso in serata, dopo la chiusura di Wall Street. Le grandi banche internazionali dell'Istituto internazionale della finanza (Iif) hanno intanto sospeso i negoziati con Atene sulle modalità di ristrutturazione del debito pubblico della Grecia. “I colloqui non avrebbero portato a una risposta costruttiva da parte di tutti gli attori in campo”, si legge sul comunicato dell'Istituto internazionale della finanza, notizia che incupisce ulteriormente la situazione. Particolarmente brutta la notizia per il presidente francese Nicolas Sarkozy che esattamente fra 100 giorni dovrà affrontare le elezioni presidenziali. 

Fitch taglia rating Ungheria

[Un uomo benevolo dovrebbe permettersi qualche difetto, per non far fare brutta figura ai propri amici.
Benjamin Franklin]
Una riunione di emergenza sulla crisi, che rischia di portare l'Ungheria alla bancarotta, si è tenuta nell'ufficio del premier magiaro Viktor Orban. Con lui si sono riuniti il ministro dell'Economia e delle finanze Gyoergy Matolcsy, il governatore della banca centrale Andras Simor, il negoziatore con il Fmi Tamas Fellegi, per decidere una strategia anti-crisi, in vista delle trattative con il Fmi e l'Ue. L'Ungheria ha chiesto un aiuto di 15-20 miliardi di euro. Fitch ha tagliato il rating dell'Ungheria a “spazzatura”, abbassandolo di un gradino a BB+ da BBB-. L'outlook è negativo. “Il declassamento dell'Ungheria riflette l'ulteriore peggioramento dei conti pubblici, delle prospettive di crescita e le crescenti difficoltà a finanziarsi sui mercati”, spiega Fitch sottolineando che ciò “è stato causato da politiche economiche non-ortodosse che minano la fiducia degli investitori e complicano la messa a punto di un nuovo accordo con Ue e Fmi”. L'Ungheria tenta di allentare la pressione dell'Ue e per dare un segnale di rispetto delle libertà d'opinione, il governo annuncia che proporrà al Parlamento un'amnistia per 43 manifestanti arrestati il 23 dicembre, fra cui 15 deputati socialisti e verdi e l'ex premier socialista Gyurcsany, che si erano incatenati davanti al parlamento per protestare contro la nuova costituzione, che la Commissione europea esaminerà per verificarne la conformità ai valori democratici europei. L'Ungheria è pronta ad avviare i negoziati senza precondizioni con il Fondo monetario internazionale (Fmi): lo ha dichiarato  il Primo ministro conservatore, Viktor Orban, all'agenzia di stampa ungherese Mti. “Da parte nostra, non esiste nessuna precondizione per aprire i negoziati con l'Fmi”, ha detto il Primo ministro in questa intervista. “Tutte le questioni che le parti ritengono importanti potranno essere messe all'ordine del giorno”, ha aggiunto il capo del governo che è intervenuto al termine di una settimana, nel corso della quale l'Ungheria ha visto aumentare la pressione dei mercati finanziari sulla sfondo di tensioni con l'Ue e con lo stesso Fmi. Il ministro “Tamas Fellegi avrà un mandato per firmare un accordo che permetterà all'Ungheria di avviare un programma elaborato con l'Fmi”, ha precisato Viktor Orban.

venerdì 13 gennaio 2012

Cisl e Cgil contro la privatizzazione di Punta Raisi

[Falla comu voi, sempri cucuzza è! Condiscila come vuoi, rimarrà sempre una zucca.  O in un modo o nell'altro, la sostanza è sempre la stessa! Frase siciliana]  Sindacati sul piede di guerra: chiedono chiarezza attorno all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo.  Cgil e Cisl sono contrari alla privatizzazione dello scalo palermitano e hanno indetto per giorno 18 gennaio un’assemblea (dalle ore 12 alle 14, dei lavoratori Gh  e della Gesap. Oramai dopo tante chiacchiere sembra che questa volta il Comune di Palermo faccia sul serio: sarebbe infatti in procinto di cedere le sue quote azionarie della Gesap, la società che gestisce lo scalo palermitano. Il problema, secondo noi, è che Punta Raisi in questi ultimi 15 anni è stata gestita malissimo, proprio dal potere politico clientelare locale. Di conseguenza, un privato potrebbe rilanciare e gestire lo scalo in maniera più corretta, senza arroganza ... Dunque, ben venga il privato.  È uno degli affari più importanti che si sta giocando a Palermo da milioni di euro che coinvolge i principali enti della città, Comuni di Palermo e Cinisi, Provincia e Camera di commercio, ma non solo. Una privatizzazione che se fatta adesso potrebbe fare la fortuna dei pochi privati che al momento sono azionisti della Gesap, che a costi a dir poco contenuti potrebbero trovarsi proprietari di uno scalo che rispetto ai circa 60 milioni di oggi da qui a un anno ne varrebbe sette o dieci volte di più, come dicono molti, con una forbice che varia dai 300 ai 500 milioni di euro. Ma al di là delle chiacchiere ai sindacati non piace che proprio oggi si stia forzando la mano dal Comune di Palermo per la vendita delle quote azionarie a pochi mesi dalle elezioni. Insieme alla Filt-Cgil a portare avanti questa vertenza anche la Fti Cisl attraverso il suo coordinatore dello scalo Gaetano Moncada. L’ipotesi della privatizzazione può avere risvolti di non poco conto sul piano occupazionale.

Le amicizie “ pericolose” di Schifani/2

[Il potere logora chi non ce l’ha. Giulio Andreotti]
Non finisce di stupire il passato di Renato Schifani. Il presidente del Senato è stato indagato dal 1996 dalla Procura di Palermo per associazione mafiosa e un’altra decina di reati. Al termine di un complesso iter, la sua posizione è stata archiviata nel 2002. La vicenda prende origine dalle dichiarazioni del pentito Salvatore Lanzalaco e, al di là della sua irrilevanza penale, merita di essere riportata perché comunque descrive l’ambiente dal quale proviene il primo presidente del Senato indagato (e prosciolto) per mafia. I politici mettevano a disposizione i finanziamenti, le imprese si accordavano in modo da fare vincere una di loro, la mafia eseguiva i subappalti e incassava anche una tangente, come anche i politici. Lanzalaco racconta quello che sa su decine di gare. Il 18 dicembre del 1996 il collaboratore di giustizia viene sentito dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Gaspare Sturzo sulla metanizzazione di Palermo. La gara da 140 miliardi di vecchie lire è stata aggiudicata il 14 dicembre del 1993 all’associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Saipem di Milano e composta da Bonatti di Parma, Mediterranea Costruzioni Srl di Roma e Consorzio Emiliano Romagnolo (Cooperative bianche) che a sua volta girava il 10 per cento della sua quota del lavoro a due società siciliane: Cogepa e Climega. Secondo Lanzalaco la gara era stata truccata a suon di mazzette. Lanzalaco racconta che nell’accordo era inclusa una percentuale dell’1,5 per cento per la mafia e il suo socio Riccardo Savona (ora consigliere regionale) gli riferiva le lamentele della mafia a causa del mancato pagamento da parte delle imprese del nord. Lanzalaco racconta poi di essere andato a Parma a discutere prima dell’aggiudicazione con gli imprenditori della Bonatti sulla spartizione dei lavori. In questo contesto fa il nome di Schifani. “Altri documenti che ho predisposto- spiega Lanzalaco ai pm – riguardavano i cosiddetti patti parasociali che dovevano servire nella gestione del lavoro successivamente all’aggiudicazione dell’appalto della metanizzazione all’Ati composta da Saipem, Bonatti, Mediterranea e Cer, nella trasformazione della stessa in consorzio con la divisione delle quote dei lavori. Il Raimondo mi presentò tale Avvocato Schifani Renato come un esperto del ramo. L’ho conosciuto per la prima volta a Parma quando ci recammo lì come ho detto nei precedenti verbali, nella sede della Bonatti e ricordo che fu lo Schifani assieme ai legali della Bonatti a preparare i patti parasociali. Lo Schifani era a conoscenza di tutte le fasi illecite di gestione della gara, e mi risulta che fosse molto inserito tra i consulenti del Comune di Palermo”. Sulla base di queste e altre dichiarazioni di Lanzalaco, Schifani e altre 30 persone furono iscritte nel registro degli indagati il 13 marzo del 1996 per associazione mafiosa e altri reati. L’inchiesta fu archiviata nel marzo del 1998 ma quando a dicembre del 1998 il Gico della Finanza consegna finalmente l’informativa con alcuni riscontri, la Procura iscrive nuovamente Schifani e compagni. Il Gico scoprì che le ruspe erano di soggetti come il cugino del boss Salvatore Cancemi, Vincenzo Cancemi, e di una società di di Vito Buscemi, arrestato e sottoposto a misure di prevenzione. Buscemi – per una coincidenza della quale gli investigatori non si sono accorti – abita nel palazzo di via D’Amelio costruito dalla cooperativa Desio nella quale Schifani e Buscemi sono stati soci per breve periodo prima di diventare condomini. Le Fiamme gialle recuperano anche l’elenco dei passeggeri dei voli Palermo-Bologna nel periodo precedente all’assegnazione della gara, quando Lanzalaco sosteneva di avere lavorato con Schifani ai patti sociali tra emiliani e siciliani. Nell’informativa si riporta l’elenco dei passeggeri del volo del 29 ottobre 1993: Schifani era seduto accanto ai fratelli Michele e Aldo Raimondo. Michele, morto nel 1995, era il politico Dc che aveva garantito a Lanzalaco e ai suoi amici “una quota di 5 miliardi di lire sui lavori della Bonatti”. Mentre Aldo era l’imprenditore che – sempre secondo Lanzalaco – andava in giro con le valigette piene di soldi per i consiglieri comunali. Secondo il pentito: “Quando chiesi al Raimondo quanto avevamo speso per tangenti, lui mi riferì che ci eravamo attestati su una quota di circa 500 milioni, che dovevano però essere intese come anticipazioni e che dopo l’aggiudicazione avremmo dovuto pagare la rimanente quota”. Il 9 novembre del 1999 il pm Sturzo iscrive ancora Schifani per associazione mafiosa e altri 9 reati, tra i quali il concorso in corruzione, concussione e abuso di ufficio “in relazione all’acquisto dei decreti di finanziamento e al pilotaggio dell’asta inerente l’appalto per la metanizzazione della città di Palermo e in particolare agli accordi raggiunti con Cosa Nostra per l’assegnazione della gara a un gruppo di imprese collegate con l’organizzazione mafiosa e agli accordi economici successivi per l’affidamento di noli autorizzati a imprese facenti capo direttamente o indirettamente a Cosa Nostra”. Trascorrono due anni e la Procura stralcia alcuni indagati, che verranno arrestati nel 2003 per bancarotta aggravata dal favoreggiamento alla mafia e manda in archivio il filone principale. L’appalto della metanizzazione è salvo. Nessun reato nemmeno per Schifani: “considerato che in base alle dichiarazioni dei collaboratori e all’attività di riscontro del Gico non è stato addirittura possibile ricostruire in concreto quali interessi specifici o quali condotte in concreto abbia tenuto” i pm Lia Sava e Sergio Lari chiedono di archiviare “lo Schifani che è menzionato solo dal Lanzalaco come soggetto che avrebbe fatto parte di un gruppo che a Parma avrebbe redatto i patti parasociali per il contratto di appalto”. [fine]