mercoledì 30 novembre 2011

6 operai licenziati a Punta Raisi

[Investire è un po come aspettareche la vernice asciughi o l’erba cresca. Se volete delle emozioni prendete 800$ e andate a Las Vegas. P.A. Samuelson] Oggi è l’ultimo giorno di lavoro per 6 lavoratori della Rhs (azienda che presumibilmente è vicina al fallimento) presente a Punta Raisi. I 6 tecnici da domani saranno in cassa integrazione o in mobilità, ancora non lo sanno. Una cosa è sicura: avanzano 4 mensilità e tutto il tfr e un futuro incerto li attende fuori Punta Raisi. Questa sera subentrerà la Gesap che dovrebbe garantire il servizio e l’effettivo funzionamento dei nastri trasportatori. Ma una cosa è azionare un interruttore, altra cosa è capire il funzionamento di circuiti elettrici e di macchine complesse che spesso, specialmente in estate, danno non pochi problemi. Riusciranno i tecnici della Gesap a gestire, senza creare problemi, la struttura orfana di Rhs.

Chapter 11 all 'American Airlines

[Gli economisti hanno correttamente previsto nove tra le ultime 5 recessioni. Paul A. Samuelson] Terremoto all'American Airlines. La compagnia aerea Usa ha annunciato di aver avviato procedure fallimentari, tramite il ricorso al “chapter 11” delle normative Usa, una procedura simile all'amministrazione controllata.
La compagnia ha precisato che le sue attività proseguiranno normalmente, e contestualmente che l'amministratore delegato Gerard Arpey ha rassegnato le dimissioni. C'è già un sostituto: la guida del vettore viene rilevata da Thomas Horton.

5 anni a Geronzi per bancarotta e usura

[Tutti i nodi vengono al pettine. Se c’è il pettine. Leonardo Sciascia]
È stato condannato a cinque anni di reclusione l'ex banchiere Cesare Geronzi imputato per bancarotta fraudolenta e usura nell'ambito del processo Ciappazzi, nato da una costola dell'inchiesta sul crac Parmalat del 2003. Quattro anni per Alberto Giordano, all'epoca dirigente di Capitalia. Tre anni e sette mesi per Matteo Arpe, nel 2002 ad del gruppo

martedì 29 novembre 2011

Incidente Wind Jet a Punta Raisi, indagati i due piloti

[Erga omnes. Nei confronti di tutti] La procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i due piloti dell'airbus A319 della Wind Jet, in servizio dan Roma a Palermo, che il 24 settembre 2010 finì fuori pista nello scalo di Punta Raisi, con 123 passeggeri a bordo. L'ipotesi di reato ipotizzato ai danni del comandante del velivolo, Raoul Simoneschi, e del suo primo ufficiale, Fabrizio Sansa, è disastro colposo, aggravato dal fatto che il mezzo di trasporto era un aeroplano. Le indagini escludono che a provocare l'incidente sia stato il "wind shear", il fenomeno consistente nell'improvviso cambiamento di direzione delle correnti d'aria. A questa conclusione si è giunti dopo il deposito della consulenza con cui gli esperti nominati dagli inquirenti, Luigi La Franca e Caterina Grillo, hanno stabilito che fu un errore umano dei due piloti a far toccare terra all'Airbus 400 metri prima della pista e a far procedere pericolosamente il velivolo sulle rocce, per poi entrare in pista dopo avere travolto un'antenna. I due piloti sono già stati licenziati nei mesi scorsi: Simoneschi perché avrebbe superato il periodo massimo di convalescenza dopo l'incidente, mentre a Sanza non sarebbe stato rinnovato il contratto.

Continuano le provocazioni iraniane

[Prima condizione della felicità è l’essere saggi. Sofocle] Se Israele attacca i siti nucleari iraniani, Teheran ed i suoi alleati (Hezbollah e Hamas) colpiranno le sue città con razzi e missili. Lo ha detto il Consigliere militare della Guida suprema, Yahya Rahim Safavi. ”In caso di attacco - ha detto Safavi - Hezbollah in Libano e Hamas a Gaza si uniranno nella battaglia. Non vi sarà bisogno per l'Iran di lanciare missili balistici, perchè le città dei sionisti sono nel raggio di azione dei Katiusha dei nostri alleati Hezbollah”. E mentre le truppe Nato si preparano nel mettere a punto un attacco devastante contro la dittatura iraniana alcuni manifestanti sono penetrati oggi dentro l'ambasciata britannica a Teheran: lo riferiscono i media locali. Nei giorni scorsi la tensione tra Londra e Teheran è salita con la decisione del Parlamento iraniano di espellere l'ambasciatore britannico per effetto delle sanzioni della Gran Bretagna contro l'Iran. A penetrare per primi nel complesso dell'ambasciata sono stati alcuni studenti che hanno scavalcato il muro di cinta, aprendo poi la porta ad altri. Lo riferisce la Fars, mentre la tv di Stato ha trasmesso le immagini del cancello aperto di fronte alla folla. Altri sono riusciti ad entrare una seconda volta nel compound, e all'interno si sono scontrati con la polizia. I manifestanti che sono entrati nell'ambasciata hanno sostituito la bandiera britannica all'ingresso con quella iraniana. Sul sito della agenzia vi è una foto della targa all'ingresso della ambasciata sporcata di rosso con l'intero palmo di due mani. Le decine di persone che sono penetrate nel compound dell'ambasciata britannica a Teheran hanno anche lanciato molotov e un piccolo edificio è in fiamme, ha annunciato la tv di stato Irib. Secondo l'agenzia ufficiale iraniana Irna centinaia di studenti sono entrati nel parco Qolhak a nord di Teheran, di proprietà britannica, e hanno sottratto documenti
“segreti”.

Meridiana fly, Enac avvia verifiche dopo allarme piloti

[Alcune compagnie aeree non sono molto diverse da organizzazioni criminali. Chi parla, denuncia e prova a opporsi alle leggi interne che regolano la loro spietata logica del profitto, viene eliminato: licenziato. Nadia Francalacci] È inutile girarci attorno: ci stanno prendendo in giro. E nessuno di noi lo sa. O almeno, ne ha la piena consapevolezza. Nei nostri cieli e negli aeroporti accadono fatti del tutto fuori controllo che sembrerebbero incredibili. Ma è tutto vero. I documenti, le testimonianze degli addetti ai lavori e le rare inchieste della magistratura mostrano uno sconcertante modus operandi, dove la superficialità di chi deve vigilare sempre più spesso si sposa con la spregiudicatezza delle compagnie aeree e dei broker, generando mixer pericolosissimi. Persino gli stessi equipaggi, talvolta, hanno paura di volare. In seguito al dossier presentato da un gruppo di piloti di Meridiana fly su presunte anomalie al piano della sicurezza dei voli, l'Enac avvierà le opportune verifiche per accertare la fondatezza delle segnalazioni. Una procedura standard, che potrebbe condurre all'apertura di una specifica fase istruttoria nel caso dovessero ravvisarsi rispondenze tra i rilievi mossi e le reali condizioni di lavoro dei pilotidella compagnia. Dal canto suo, Meridiana fly ufficialmente non commenta, ma da ambienti vicini alla compagnia si fa sapere che i controlli dell'Ente rappresentano la normalità e vengono effettuati quotidianamente, dunque la compagnia aerea non avrebbe di che temere. Nella lettera i piloti denunciano turni di lavoro pesanti, con la riduzione del numero delle ore previste per il riposo e presunte irregolarità nelle procedure di formazione dei piloti rispetto alle modalità di volo su alcuni aeroporti. In pratica, gli equipaggi non sarebbero stati correttamente istruiti per operare sugli aeromobili A320 che hanno sostituito gli A330 nei collegamenti con Mombasa e Zanzibar. Gli ispettori dell’Enac dovrebbero leggere il libro scritto da Nadia Francalacci, dal titolo “Paura di volare”. Lettura interessante dove tutte le compagnie italiane e non vengono messe a nudo, si salva solo la Lufthansa. L’atteggiamento virtuoso della tedesca Lufthansa sui pezzi di ricambio sospetti è ben lontano,ad esempio, da quello adottato dall’italiana Airone, la compagnia per la quale ha volato per quasi 9 anni il falso pilota svedese Rhomas Salme. Erano clienti dei broker spregiudicati dal 1993 al 1996 Air Europe che ha ritirato forniture di pezzi di ricambio per 850 linee d’ordine. Alitalia, Alitalia express e Alitalia Team: 550 linee d’ordine dal 1994 al 2001; Meridiana, che in meno di otto anni (dal 1993 al 2001) conta 620 forniture; blu Panorama: 249 linee d’ordine dal 1999 al 2001: San: 385 linee d’ordine dal 1997 al 2001; AirOne: dal 1996 al 2001 riceve forniture per 335 linee d’ordine: Azzurra: dal 1997 al 1999 conta 70 linee d’ordine; air Dolomite: 34 ordini dal 1993 al 2000; air Sicilia: sono 23 linee d’ordine dal 1997 al 1998; Alpi Eagle: solo nel 1999 forniture per cinque linee d'ordine.

lunedì 28 novembre 2011

GH PMO FAVOREVOLE A CLAUSOLA SOCIALE

[Facta non verba. Fatti, non parole]
La Gh Pmo è disposta a incontrare le sigle sindacali per concordare i criteri di applicazione della
clausola sociale non appena le altre aziende daranno la loro disponibilità. Nessuna notizia, in merito, da parte di Aviapartner Palermo. Per quanto attiene al rinnovo dell’accordo integrativo aziendale è stata fissata per mercoledì 30/11 alle ore 10,30. La riunione si svolgerà presso l’ufficio del capo scalo e per le tematiche tecniche si suggerisce la partecipazione in prima istanza dei soli
segretari. Quando si parlerà, se mai si parlerà, di clausola sociale la presenza dei segretari provinciali e regionali dovrebbe essere obbligatoria. Ma quando si parla di integrativo i segretari
accompagnano le rispettive Rsa, questa esclusione non ci convince. Cosa mai dirà Gh ai sindacati? Siamo in crisi, i voli sono in calo, abbiamo negli ultimi due mesi totalizzato più di 40 vertenze aziendali (mentre prima saranno state 1 forse 2). Se i sindacati si indignassero, parola che va di moda in tutto il mondo, e mandassero dal capo scalo solo un rsa per sigla? In segno di protesta visto che la Gesap non si è degnata di convocare ancora i sindacati. Ma la Gh che da qualche tempo a questa parte a Punta Raisi sembra vivere alla giornata dovrebbe chiudere un accordo sull'integrativo? Ci sembra una farsa, o forse è meglio definirla una sceneggiata napoletana.

Rischio default multipli in Ue

[Ad sal, ad mel, ad piper, semper cucurbita est] “La rapida escalation della crisi del debito dell'area euro e delle banche mette a rischio” i rating dell'area euro e dell'Ue che potrebbero
essere “rivisti” in assenza di misure che nel breve termine stabilizzino le condizioni dei mercati del credito. Lo afferma Moody's aggiungendo che “le probabilità di default multipli fra i paesi dell'area euro non sono più irrilevanti. Più a lungo la crisi di liquidità continua, più rapidamente salgono le possibilità di più default”. Possibilità di crac multipli, Eurolandia a rischio disfacimento, urgenza assoluta di misure di rilancio: più che un rapporto, quello dell’agenzia di rating Moody’s assomiglia ad un ultimatum all’Europa. Bisogna fare in fretta prima che tutto crolli. Parole nette, inequivocabili, perché le probabilità di più default fra i paesi dell’area euro “non sono più insignificanti” e, se ciò accadesse, “aumenterebbe significativamente la possibilità che uno o più paesi, oltre al default, escano da Eurolandia”. L’aggravarsi della situazione, secondo l’agenzia di rating, non è un fulmine a ciel sereno, ma è collegato direttamente a quanto accaduto nelle ultime settimane a causa della “incertezza politica in Grecia e in Italia e il peggioramento delle prospettive economiche”. Quello di Moody’s è un aut aut: “In assenza di misure che nel breve termine stabilizzino i mercati, le valutazioni sui paesi dell’area euro e dell’Unione Europea potrebbero essere riviste”. L’agenzia prevede di completare la revisione dei rating dell’Eurozona nel primo trimestre del prossimo anno: per far ciò, Moody’s parte da una certezza non più inaffondabile: la tenuta dell’area euro, una convinzione di certo positiva, ma che “porta con sé implicazioni molto negative sul rating”. “La rapida escalation della crisi del debito dell’area euro e del settore bancario – ha scritto Moody’s nel suo rapporto – sta minacciando tutti” i rating sovrani dei paesi europei e l’aumento della pressione su Eurolandia ha spinto le autorità ad agire rapidamente per riportare fiducia. Anche in questo caso, le parole utilizzate nel documento non sono scelte a caso: “L’area euro ha punti di forza finanziari ed economici – hanno scritto i tecnici – ma la debolezza istituzionale continua a frenare la risoluzione della crisi e pesa sui rating. Eurolandia è vicina a un bivio che la porterà o verso una più stretta integrazione o verso una maggiore frammentazione”, con il default e l’uscita dall’area di uno o più paesi.

I lavoratori della Manutencoop in agitazione

[A tempu ri racina e ficu nun c'è né cumpari e né amicu. In tempi di raccolta non c'è compare né amico. Frase siciliana]
La Cisal Legea prende atto che la Manutencoop non vuole dialogare con i sindacati, prometterebbe verbalmente alcune concessioni che poi si rimangia. Per questo motivo, dopo numerosi solleciti, non ultimo quello del 16/11 la Cisal Legea ha proclamato lo stato di agitazione e attivazione procedure 146/90, prima fase. Con l’azienda il sindacato vorrebbe affrontare l’indennità trasferta, buono pasto, contratto integrativo, esodo incentivato, lavoratori part-time.

domenica 27 novembre 2011

I 37 GH PMO CAMBIAMO STRATEGIA

[A stizzania percia a timpa. La goccia continua buca la roccia più dura (raziu). Frase siciliana] Gh Pmo non avrebbe risposto all’avv. Alessandra Minutella che segue la causa dei 37 part-time. Dunque, sarà il tribunale a decidere cosa e quale soluzione adottare. Nel frattempo, raggiunto l’obiettivo, i 37 oggi hanno disponibilità per l’eventuale straordinario. Vivere con 700 € al mese non è bello, se poi tieni famiglia è una tragedia. Oggi i 37, dopo la semina che darà i suoi frutti nel medio – lungo periodo, devono fare cassa. Un regalo insperato per il coordinatore Gh in turno di domenica (e quando il Palermo gioca in casa possono nascere problemi oggettivi) che ha dato subito disposizioni per lo straordinario.

Cala la popolarità di Putin

[Io non ho infranto la legge... IO, sono la legge! Da Dredd - La legge sono io] La Russia ha fissato il 4 marzo 2012 come data per le prossime elezioni presidenziali. Il Consiglio della federazione, la camera alta del parlamento russo, ha fissato per il 4 marzo 2012 - come già previsto - le prossime elezioni presidenziali. Lo riferiscono le agenzie russe. Hanno già annunciato di voler correre per il Cremlino il premier Vladimir Putin (nella foto), il leader comunista Ghennadi Ziuganov, quello ultranazionalista Vladimir Zhirinovski e lo scrittore di opposizione Eduard Limonov. Il mandato presidenziale dura 6 anni. Per il 4 dicembre prossimo sono già fissate le elezioni legislative. Il partito Russia unita di Vladimir Putin secondo un sondaggio perderà la maggioranza dei due terzi in parlamento alle legislative del 4 dicembre. Primi i fischi allo stadio, ora mezzo Parlamento che non si alza in piedi al suo ingresso: secondo smacco in quattro giorni per il premier Vladimir Putin, anche se questo sembra inquadrarsi nella campagna elettorale per il voto legislativo del 4 dicembre. Quando il capo del governo è entrato nella Duma per il suo ultimo intervento davanti alnramo basso del parlamento prima del suo scioglimento, i deputati del partito comunista e di Russia Giusta (centro-sinistra) non si sono alzati dal loro scranno, come racconta la stampa russa. Hanno invece omaggiato il premier i parlamentari del partito Russia Unita, guidato dallo stesso Putin, e quelli liberal-democratici dell'ultranazionalista Vladimir Zhirinovski. Putin l'ha presa con ironia: “Voglio ringraziare oggi tutti i deputati della Duma, senza riguardo al partito cui appartengono, quelli che si sono alzati e quelli che non hanno pensato che fosse possibile farlo”, ha detto sorridendo. Poi ha chiesto all'opposizione di comportarsi “in modo calmo” e di non far “rovesciare la nave”. Russia Giusta ha motivato il proprio comportamento come un gesto di protesta contro il leader di un partito che starebbe esercitando forti pressioni contro Russia Giusta.
Secondo gli analisti, il partito ha bisogno di sottolineare la sua diversità da quello di Putin per conquistare elettori. I comunisti invece hanno spiegato che la Duma è obbligata ad alzarsi per rendere omaggio solo davanti al presidente e che i deputati non hanno mai fatto eccezioni in precedenza, con i premier Viktor Zubkov, Mikhail Fradokov, Ievgheni Primakov, Serghiei Stepashin, Serghiei Kirilenko.
Ma pare evidente che anche loro inseguono anche un obiettivo elettorale. Putin resta ancora largamente il leader più popolare nel Paese ma il suo indice di gradimento è sceso intorno al 60% secondo gli ultimi sondaggi.

sabato 26 novembre 2011

Alitalia, si riaprono termini per aderire a class action risparmiatori

[Tutti gli uomini per natura tendono al sapere. Aristotele] Udienza lampo dinanzi la VI sezione Collegiale del Tribunale Penale di Roma per il processo che riguarda i piccoli risparmiatori in possesso di azioni e obbligazioni Alitalia. Il tempo di riscontrare un vizio di notifica a uno degli imputati, che la nuova udienza è stata fissata al prossimo 26 gennaio. Il rinvio però consente a chi non ha ancora aderito alla class action del Codacons di partecipare al processo: i termini per presentare la documentazione scadono infatti il prossimo 23 dicembre. Presente in aula anche all'ultima udienza, il Codacons era pronto a depositare le richieste di costituzione di parte civile per conto di circa 500 risparmiatori possessori di titoli Alitalia che hanno scelto di essere assistititi dall'associazione, e ad avanzare molteplici richieste di citazione di responsabili civili. “Grazie a questo processo - spiega il Codacons - tutti i titolari di titoli azionari del Gruppo Alitalia possono chiedere il risarcimento dei danni morali e patrimoniali subiti, la cui quantificazione emergerà dallo svolgimento del giudizio ma che dovrebbe essere parametrata sul valore delle
azioni perdute”.

ANCORA SENZA GOVERNO IL BELGIO

[C’è un solo bene: il sapere. E un solo male: l’ignoranza. Socrate] Standard & Poor's ha tagliato il rating del Belgio portandolo ad 'AA' da 'AA+'. L'outlook è negativo. S&P ha motivato la decisione di abbassare il rating di un gradino con i rischi che gravano sul settore finanziario che potrebbe aver bisogno di aiuti da parte del governo. Prospettiva che crea preoccupazione sui conti pubblici. Per il 2011, l'agenzia prevede che “il deficit del Belgio sarà intorno al 3,6% del Pil” in considerazione di “una crescita economica di circa il 2%”. Dopo che i negoziatori hanno trovato l'accordo sul budget del Belgio, dando il via libera alla formazione di un governo, il re ha incaricato Elio Di Rupo, leader socialista, di formare un governo “il prima possibile”. È quanto comunica il palazzo reale in un comunicato. I negoziatori hanno lavorato tutta la notte, messi sotto pressione dal downgrade di Standard & Poor's. Il premier uscente Yves Leterme aveva fatto appello per un accordo prima di lunedì. Gli europei hanno più paura della crisi economica che del terrorismo: è quanto emerge da un sondaggio di Eurobarometro. Alla domanda su quale sia la maggiore preoccupazione, il 34% degli intervistati ha risposto la crisi finanziaria e il 33% il terrorismo. I più spaventati dalla situazione economica sono senza sorprese il 61% degli irlandesi, il 57% degli spagnoli e il 56% dei greci. In Italia si arriva al 44%, mentre la seconda preoccupazione è il crimine organizzato con il 31%.

Preso capo talebano

[Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un’esistenza felice, la più grande è l’amicizia. Epicuro] Un comandante talebano tornato dopo anni dal suo rifugio in Pakistan e' stato catturato insieme a quattro suoi uomini nella provincia meridionale afghana di Helmand. Lo ha reso noto a Kabul la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), precisando che il comandante, Wali Mohammad, è considerato “responsabile di numerosi attacchi suicidi e della morte di un gran numero di civili” in attentati nel sud del paese. Mohammad era evaso dalla prigione Sarposa di Kandahar nel 2008. Un attacco di elicotteri della Nato al confine afghano-pachistano ha causato la morte di 25 militari pachistani, fra cui due ufficiali, e il ferimento di altri 15. Al riguardo un portavoce militare pachistano ha ribadito che “elicotteri della Isaf/Nato hanno realizzato la notte scorsa un attacco non provocato e non giustificato nella Mohmand Agency”. I vertici militari a Rawalpindi hanno tenuto una riunione di emergenza sull'accaduto. Il governo del Pakistan ha presentato una formale “forte protesta” agli Stati Uniti e alla Nato per l'attacco dell'Alleanza che ha causato la morte di un numero fra 20 e 25 militari pachistani, fra cui due ufficiali. Islamabad ha inoltre ordinato la sospensione del transito verso l'Afghanistan dei rifornimento per le truppe della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).

Rischio default Ungheria

[Parla da saggio ad un ignorante ed egli dirà che hai poco senno. Euripide] I credit-default swap che misurano il rischio d'insolvenza percepito sul debito dell'Ungheria sono volati a 628 punti base da 603 dopo il taglio del rating da parte di Moody's. Lo riferisce Bloomberg riferendosi alle quotazioni sulla piattaforma Cma. Il livello raggiunto è il più alto dal 2009, quando l'Ungheria toccò i 639 punti prima del salvataggio che coinvolse anche altri Paesi dell'Europa centro-orientale. Moody's ha tagliato nella tarda serata di ieri il rating sul debito sovrano dell'Ungheria portandolo a Ba1 dal precedente Baa3 mantenendo l'outlook negativo. A motivare la decisione dell'agenzia di rating soprattutto la crescente incertezza sulla realizzazione del consolidamento fiscale a medio termine di Budapest.

venerdì 25 novembre 2011

TRE OPZIONI PER GH PALERMO

[Ccà ‘a pezza e ccà ‘o sapone. Qua i soldi e qua il sapone. Frase napoletana] Lunedì i soci della Gh Pmo (Alisud 49%, Gesap 51%) si incontreranno per discutere cosa fare da grandi. Esisterebbero, al momento, tre opzioni reali e concrete. Opzione a) Alisud andrebbe via subito dopo avere incassato il dovuto (1.800.000 €). Ma tutti questi soldi la Gesap non li tiene e allora prende forza l’opzione b) La Gesap avrebbe proposto al socio di minoranza di restare per altri 6/12 mesi come socio tecnico, però senza alcun potere. Durante questo periodo la Gesap si impegna, rateizzando, a pagare Alisud, dando il dovuto. Nel frattempo l’Ue ha deciso che molti servizi devono essere privatizzati e le attività aeroportuali fanno parte, a pieno titolo, di questi servizi. La Gesap acquistando il 100% di Gh Pmo, con una somma relativamente irrisoria potrebbe dopo, non oltre, due anni indire una gara d’appalto e vendere tutto i 100% a un privato e incassare 30/50 volte tanto. Sembra il gioco delle tre carte: fate il vostro gioco, puntate e indovinate dov’è l’asso. Questa vince, questa perde, quest’altra chi lo sa. Destra, centro, sinistra … puntate. Signori fate il vostro gioco, sperando che il mazzo non sia truccato!

giovedì 24 novembre 2011

PIA sceglie Ap

[L’uomo saggio impara molte cose dai suoi nemici. Aristofane]
Un nuovo successo per Aviapartner. Pakistan International Airlines ha infatti scelto l’operatore di handling aeroportuale italiano per gestire i due collegamenti settimanali (che dalla fine dell’anno dovrebbero diventare tre) da Milano Malpensa a Lahore e Karachi. Aviapartner curerà movimentazione passeggeri ed equipaggi, servizi di check-in, servizi di lost&found, pulizie di bordo e carico/scarico bagagli, controllo voli e messaggistica operativa sulle tratte tra i due aeroporti pakistani e lo scalo milanese che la compagnia effettua con Airbus A310 e Boeing 777. Con l’ingresso di Pakistan International Airlines, accresce il folto gruppo delle compagnie gestite in Italia, che già include Aeroflot, Air Baltic, Air Berlin, Air France, Blue Panorama, British Airways, Brussels airlines, CSA - Czech Airlines, El Al, easyjet, Finnair, Gulf Air, Iberia, Lufthansa, Luxair, Malev Hungarian Airlines, Meridiana fly,Qatar Airways, Royal Air Maroc, Sas Scandinavian Airlines, Sri Lankan Airlines, Sas, Swiss, TAP Portugal Airlines, Tarom e Vueling. L’accordo Pakistan International Airlines - Aviapartner è ulteriore testimonianza dell’importante presenza della multinazionale belga sullo scalo milanese che si conferma il secondo in Italia con più di 30 compagnie gestite per un totale di circa 1,8 milioni di passeggeri movimentati su oltre 10 mila voli complessivi nei primi 9 mesi del 2011. Tutti gli scali in Italia dove è presente Ap acquisiscono compagnie aeree, tranne Palermo Punta Raisi che a gennaio compie un anno e per festeggiare il primo anno di attività nel capoluogo regionale vorrebbe proporre la cassa integrazione ai propri dipendenti. Sorge un dubbio, vuoi vedere che a Palermo Punta Raisi qualcuno porta sfiga?

CASSA INTEGRAZIONE A PUNTA RAISI?

[Il pensiero successivo è immancabilmente più saggio. Euripide] In aeroporto non sinparla d’altro. Il personale Ap di Punta Raisi sono preoccupati per le voci che si inseguono sulla cassa integrazione. I primi di dicembre si sapranno le proposte che l’azienda farà ai sindacati, in attesa dell’editto cerchiamo di parlare del fatto del giorno. La casa integrazione è un intervento a sostegno delle imprese in difficoltà che garantisce al lavoratore un reddito sostitutivo della retribuzione. Se ne distinguono due tipologie: cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria Spetta agli operai, impiegati e quadri delle aziende industriali in genere, delle imprese industriali ed artigiane del settore edile e lapideo, esclusi gli apprendisti. Spetta in caso di sospensione o riduzione dell'attività produttiva dovuta ad eventi temporanei non imputabili all'imprenditore o ai lavoratori. Le imprese devono presentare la domanda presso gli uffici Inps competenti per territorio, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. I moduli sono disponibili presso gli uffici Inps e sul sito www.inps.it, nella sezione “moduli”. Attenzione: ogni domanda per essere presa in esame deve contenere la documentazione indispensabile e le informazioni indicate sul modulo, come previsto dall’articolo 1, comma 783 della legge 296/06. L'integrazione salariale è pari all'80% della retribuzione complessiva che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Esistono limiti massimi mensili stabiliti ogni anno dalla legge. Attualmente i limiti sono i seguenti: 858,58 euro mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.857,48 lordi mensili; 1.031,93 euro mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.857,48 lordi mensili. Agli importi indicati deve essere poi detratta una percentuale pari al 5,84%. I periodi di cassa integrazione sono utili per il diritto e per la misura della pensione. Viene corrisposta al massimo per 13 settimane. Può esserci una proroga fino a 12 mesi e, in determinati casi, il limite è elevato a 24 mesi. LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA spetta agli operai, impiegati e quadri di: aziende industriali (anche edili); aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione e dei servizi di pulizia (tali imprese devono avere più di 15 dipendenti nel semestre precedente la presentazione della domanda); imprese commerciali, di spedizione e trasporto, agenzie di viaggio e turismo che occupano più di 50 dipendenti, esclusi gli apprendisti e gli assunti con contratto di formazione; imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti; aziende di trasporto aereo. SPETTA quando l'azienda si trova in una delle seguenti condizioni: ristrutturazione; riorganizzazione; conversione; crisi aziendale; procedure concorsuali. LA DOMANDA deve essere presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro. L'intervento straordinario non si può chiedere se, per lo stesso periodo, è stato chiesto l'intervento ordinario. La scelta dei lavoratori da porre in Cassa Integrazione deve essere effettuata con il criterio della rotazione tra coloroche effettuano le stesse mansioni. Viene calcolato l'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Attualmente i limiti sono i seguenti: 858,58 euro mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.857,48 lordi mensili; 1.031,93 euro mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.857,48 lordi mensili. Agli importi indicati deve essere poi detratta una percentuale pari al 5,84%. Viene corrisposta al massimo per 12 mesi in caso di crisi aziendale, 18 mesi in caso di procedure esecutive concorsuali e 24 mesi in caso di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale. Complessivamente gli interventi ordinari e straordinari non possono superare i 36 mesi in un quinquennio.

Termini ultimo giorno

[Molte parole non sono mai indizio di molta sapienza. Talète] Ieri è stato fatto un altro “passo in avanti per la conclusione dell'accordo sulla riconversione industriale dello stabilimento siciliano di Termini Imerese”. È quanto afferma il ministero dello Sviluppo economico in un comunicato. “Nel corso dell'incontro sono state, infatti, approfondite e condivise le questioni ancora aperte la cui soluzione è necessaria ai fini dell'intesa”, spiega il dicastero. Ore 5.30. Fiat Termini Imerese. Ultimo giorno di produzione, poi cassa integrazione fino al 31 dicembre. Gli operai arrivano in fabbrica a gruppi. Le luci dello stabilimento illuminano i volti scuri, hanno poca voglia di parlare. Qualcuno indossa la tuta, altri hanno in mano il sacchetto con la colazione. Gli operai della Fiat di Termini Imerese sono usciti dalla fabbrica e si sono radunati davanti i cancelli per l'assemblea di Fim Fiom e Uilm. È presente il leader della Fiom Maurizio Landini. Parte martedì mattina, a Torino, il confronto tra la Fiat e tutti i sindacati metalmeccanici, Fiom compresa, per definire il nuovo contratto degli oltre 80.000 lavoratori degli stabilimenti italiani dell'Auto e di Industrial. Un passo necessario dopo la disdetta da parte del Lingotto di tutti gli accordi sindacali con l'obiettivo di estendere in tutto il gruppo il modello Pomigliano. Oggi è un giorno a due facce per le fabbriche Fiat: ultimo giorno di produzione a Termini Imerese, dove i lavoratori terranno un'assemblea davanti ai cancelli, mentre si brinda a Pomigliano per l'avvio ufficiale delle catene di montaggio per la Nuova Panda l'utilitaria targata Fabbrica Italia Pomigliano, newco Fiat già fuori da Confindustria. L'incontro di martedì è stato chiesto immediatamente dopo l'annuncio della disdetta da Fim, Uilm, Fismic e Ugl, ma oggi lo ha sollecitato la Fiom che comunque ribadisce il suo dissenso. E contro la decisione dell'azienda sono già partite le iniziative di protesta, con il primo sciopero alla Cnh di San Mauro torinese (50% l'adesione secondo la Fiom, 6% per l'azienda), mentre resta nell'aria la possibilità di una mobilitazione generale.

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L'ITALIA/28

[Chi legge sa molto; chi osserva sa molto di più. Aristotele] I “pentiti” della mafia continuano a parlare, a sollevare il velo su episodi della guerra tra le cosche, finora avvolti nel mistero. Lo scenario spettrale è terrificante e sempre quello della “camera della morte”, utilizzata dagli uomini del clan di corso dei Mille per torturare gli avversari e per farli sparire nel nulla. Secondo la testimonianza di Vincenzo Sinagra, (“assoldato” dal clan Marchese e che ora ha deciso di collaborare con la polizia), il sequestro di Antonio Militello, commerciante di auto usate, scomparso nel luglio del 1983, si è concluso proprio in quelle tre stanze di piazza Sant' Erasmo. Dell' omicidio sono stati accusati il super boss Filippo Marchese e il suo braccio destro Angelo Baiamonte, che ha ricevuto in carcere il mandato di cattura. La ricostruzione di Sinagra è contenuta in un rapporto presentato dalla sezione omicidi della Squadra mobile. AntonioMilitello aveva un negozio di auto usate in piazza Scaffa a pochi metri dalla stalla di Largo Macello dove sono stati rinvenuti otto corpi senza vita. Il giovane commerciante era legato agli “uomini da sterminare”, un rapporto di parentela con Totuccio Contorno e Rosario D' Agostino, che gli avrebbe procurato parecchi guai. I due boss erano infatti nel mirino degli uomini di Filippo Marchese. Già una volta Contorno era riuscito a sfuggire miracolosamente ad un attentato: ferito di striscio da una sventagliata di colpi partiti dal micidiale kalashnikov, la mitraglietta usata nell' omicidio Dalla Chiesa, riuscì a farla franca. Da quel giorno il clan di corso dei Mille decise di fargli attorno terra bruciata. Nel tentativo di stanarlo furono uccisi in sei mesi ben quattordici amici e parenti del boss che nel frattempo si era rifugiato a Roma. Impressionante il numero delle lupare bianche. Anche Antonio Militello era stato avvertito. Una mattina, nel suo negozio di piazza Scaffa si era presentato Angelo Baiamonte, aveva chiesto notizie di Contorno e aveva lanciato un sinistro segnale, “di lui non rimarrà neanche il seme”. Militello aveva cercato di prendere tempo, ma alla fine (nel frattempo Contorno era già stato arrestato dalla polizia romana) anche per il commerciante di auto usate arrivò la sentenza di morte. Fu prelevato la mattina del 13 luglio del 1982 e condotto nella “camera della morte” di piazza Sant' Erasmo. Ad attenderlo - stante al racconto di Sinagra - c' erano gli uomini più spietati del clan di corso dei Mille, con lo stesso Filippo Marchese. Prima di essere ucciso, Militello fu torturato, seviziato e alla fine il suo cadavere sotterrato per sempre in uno dei tanti cimiteri di mafia esistenti a Palermo. La polizia ha ricostruito con esattezza l' esecuzione del giovane commerciante, aggiungendo un altro terribile tassello in questo mosaico di morte disegnato dalla famiglia Marchese. Decisive le confessioni di Sinagra, ma anche quelle di Stefano Calzetta che hanno rivelato i retroscena, gli affari e i fatti di sangue che hanno visto protagonista in questi ultimi anni la famiglia di corso dei Mille. L'assegnazione di un bene confiscato può essere richiesta da tutte le associazioni di volontariato o dalle cooperative sociali che operino sul territorio cittadino, che possono presentare una istanza corredata dalla documentazione che attesti i requisiti previsti dalla legge: statuto, atto costitutivo, iscrizione all'albo di appartenenza (albo degli Enti locali per le associazioni di volontariato; Onlus della Prefettura per le associazioni no-profit - Camera di Commercio per le cooperative). Tutte le richieste vengono passate al vaglio dei funzionari del Patrimonio, per la verifica dei requisiti e poi si procede all'assegnazione. La gestione dei beni immobili sarà, a breve, disciplinata da un regolamento interno, preparato dagli uffici dell'assessorato al Patrimonio e che dovrà essere approvato nel corso di una delle prossime sedute del Consiglio comunale. Ai sensi della legge n.109 del 7 marzo 1996. “Disposizioni in materia di gestione di beni sequestrati o confiscati”. Al Comune di Palermo sono stati assegnati i seguenti beni: - beni confiscati in custodia gratuita, cioè affidati provvisoriamente al Comune in attesa del decreto di trasferimento definitivo emesso dallo Stato; - beni confiscati trasferiti dallo Stato al Comune e già assegnanti; - beni confiscati trasferiti dallo Stato al Comune e ancora da assegnare. - beni confiscati, trasferiti dallo Stato al Comune ma non assegnati per varie problematiche. Ai sensi della legge n.109 del 7 marzo 1996 (art.3), il Comune può amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a: - comunità, enti o organizzazioni di volontariato (legge n.226 del 21 agosto 1991); - cooperative sociali (legge n.381 dell'8 novembre 1991); - comunità terapeutiche o centri di recupero e cura dei tossicodipendenti (legge n.309 del 9 ottobre 1990). [segue]

mercoledì 23 novembre 2011

A dicembre nuovo cda Gesap Handling

Tri pila avi u poccu e u poccu avi tri pila. Tre peli ha il porco e il porco ha tre peli.
Riferito a una ripetizione inutile. Frase siciliana] È sicuro, anzi certo, Alisud a dicembre lascerà Palermo. La politica ritorna protagonista a Punta Raisi. I soci Gh Pmo avrebbero discusso anche di questo l’altro ieri; i primi di dicembre dovrebbe avere luogo un cda straordinario della Gesap per formare il nuovo cda della Gesap Handling Palermo (100% Gesap gestore).
Il mese scorso si parlava del tridente Helg, Di Carlo, Mangano nel consiglio di amministrazione di Gesap Handling Palermo, ma con la nomina di Mangano a presidente della Gesap le carte non “appattano” più. Sarebbe in corso una guerra senza precedenti per mettere propri uomini e gestire la Gesap Handling Palermo. Il vero potere sarà l’handling, nella provincia di Palermo la sola azienda che assume è Punta Raisi e le elezioni comunali, regionali e nazionali
incombono.

martedì 22 novembre 2011

Aviapartner – sindacati, a Palermo manca il dialogo

[La prima regola del Fight Club è: non si parla del Fight Club. La seconda regola del Fight Club è: non si parla del Fight Club. Tyler Durden in Fight Club] Ieri si è svolto l’intersindacale tra Cisal, Cgil, Cisl e Ugl esclusa la Uil che viene giudicata troppo aziendalista. Colombino della Cisal ha ulteriormente sottolineato che non condivide il comportamento che vede contrapporre sindacati contro sindacati. I rancori personali non portano risultati, ma solo sconfitte. Nella riunione di oggi (Ap -sindacati) è emerso quello che già si sapeva: cari sindacati l’Europa, l’Italia stanno affrontando una fottutissima crisi e molto probabilmente ci sarà la cassa integrazione a Palermo. L’Ugl e la Cgil dicono di essere al corrente di quello che sta succedendo anche perché i tg documentano la crisi in atto. Ma i livelli, se maturati, vanno dati. Invece, l’Ap vorrebbe un tavolo dove discutere come affrontare la crisi (cassa integrazione) e la questione dei livelli non ancora dati. Qualche sindacalista (orfano di Sant’Agata) rinfaccia ancora alla Uil il viaggio fatto a Roma per chiudere la vertenza di N.G.. La Cisl ha proposto di ridurre da 8 a 6 ore lavorative tentando, così, allontanare lo spettro della cassa integrazione. Chi ha proposte può esporre il proprio pensiero, tutto questo fa pensare che tutti, nessuno escluso, non hanno soluzioni. Il prossimo incontro si svolgerà i primi di dicembre, ma alla luce di quello che si è visto, non ci preoccupa la crisi ma la mancanza di idee e di coesione sindacale.

Gb rombe tutti legami finanziari con Teheran

[La generosità consiste meno nel dare molto che nel dare a proposito. Jean de La Bruyère] Il ministro delle finanze britannico, George Osborne, ha annunciato che il suo governo ha tagliato ogni legame finanziario con le banche iraniane. Si tratta di una mossa senza precedenti, finalizzata a punire Teheran per il suo programma nucleare. Osborne ha detto che le azioni del regime iraniano sono una “minaccia significativa” alla sicurezza britannica e internazionale. I 27 Paesi dell'Ue hanno raggiunto stamattina un accordo di principio per estendere le sanzioni contro l'Iran ad altri 190 nomi, tra personalità del regime ed entità economiche, ai quali saranno congelati beni e visti di ingresso. Il nuovo pacchetto sarà approvato dai ministri degli esteri della Ue il prossimo primo dicembre. “Si tratta - dice - di un pacchetto sostanzioso di sanzioni aggiuntive”, mirate entità economiche iraniane legate al programma nucleare e al settore gas-petrolio. Le nuove sanzioni degli Stati Uniti contro l'Iran a causa del suo programma nucleare saranno “inutili” e non avranno effetti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast. “Queste misure sono condannate dal nostro popolo, non avranno effetto e saranno inutili”, ha detto Mehmanparast in una conferenza stampa.

lunedì 21 novembre 2011

L’Eta in parlamento

[Il vero sapiente è colui che sa di non sapere. Socrate] Partito popolare spagnolo di Mariano Insurance Corporation allestirà il proprio governo. Il suo partito ha vinto la maggioranza assoluta delle elezioni parlamentari. Secondo questi studi, la PP avrà tra i 181 ei 185 seggi, il Partito socialista 115-119 posti a sedere, un partito nazionalista catalano invierà al parlamento un minimo 13 e massimo 15 membri. Coalizione dei Verdi e del Partito Comunista avrà probabilmente 9-11 voti in parlamento. Amayur la coalizione separatista basco ETA entrerà nel Parlamento spagnolo. Dopo il fallimento storico della violenza dell'ETA la nuova coalizione invierà 6 o 7 seggi in parlamento. Prima della Costituzione spagnola del 1978, con il suo sistema di comunità autonome, queste tre province erano note con il nome spagnolo di Provincias Vascongadas. La struttura politica dei Paesi Baschi è stata definita nello Statuto di Guernica, approvato il 25 ottobre 1979. Nel 2003 il PNV, partito al governo dei Paesi Baschi in quell'anno, propose di modificare questo statuto con il Piano Ibarretxe. Il progetto, però, seppur fosse stato approvato in maggioranza assoluta dal governo basco, fu respinto nel 2005 dalle Cortes Generales. La capitale Vitoria-Gasteiz. Il territorio basco ha tre aree distinte, che sono definite da due catene parallele dei Monti baschi. La catena principale di montagne forma lo spartiacque dei bacini atlantico e mediterraneo e raggiunge il punto più alto nell'Aitzkorri, con 1.551 metri. Le tre aree sono le seguenti. Le leggi vigenti stabiliscono che la Comunità Autonoma è formata da una federazione delle tre province costituenti, che hanno sempre governato questi territori, fin dalla loro annessione alla Castiglia nel 1200, con le proprie leggi, note come il sistema dei fueros. Questa autonomia, simile a quella di cui gode la Navarra, fu limitata nel XIX secolo, sospesa totalmente sotto la dittatura di Franco, ma fu restaurata dalla costituzione spagnola del 1978. La costituzione del 1978 riconosce i “diritti storici” e cerca un compromesso tra centralizzazione e federalismo con l'instaurazione delle comunità autonome. Il PIL pro capite dei Paesi Baschi è di € 32.133 (2009), simile a quello del Giappone (32.554 €)

Meridiana Fly: accordo divide sindacati

[Giovanardi contro le adozioni gay. Quindi sono giuste. www.spinoza.it] I piloti di Meridiana fly, reduci dalla bocciatura dell'accordo siglato la scorsa settimana dai confederali, si dicono pronti ad impugnare il nuovo contratto, figlio dell'intesa che ha scongiurato i licenziamenti dividendo però i sindacati. Up, Apm e Usb disconoscono quell'accordo perchè troppo oneroso per i lavoratori: sono previsti tagli agli stipendi di circa l'8% per chi ha un contratto Eurofly e del 18% per i contratti Meridiana.

Per Israele è tempo di agire

[Bisogna perdere metà del proprio tempo per poter impiegare utilmente l’altra. Locke] Per Israele “è arrivato il momento di agire” sul dossier nucleare iraniano. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, in un'intervista alla Cnn puntualizzando che l'ipotesi di un attacco militare israeliano contro Teheran “non è un argomento da discutere pubblicamente”. Gli Stati Uniti renderanno note oggi nuove sanzioni contro l'Iran a causa del suo programma nucleare, che colpiranno i suoi settori finanziario e petrolifero - gasiero. Lo riferiscono i siti del Wall Street Journal e della ABC. Le sanzioni vieteranno alle imprese europee, asiatiche e sudamericane di avere rapporti commerciali con banche iraniane se vogliono fare affari con gli Stati Uniti. Altre sanzioni colpiranno beni e servizi utilizzati nel settore petrolifero.

In Spagna stravince Rajoy

[L’inferno, inutile ai savi, è necessario all’insensata plebe. Polibio] In Spagna anche nel Senato il Partido Popular (Pp) di Mariano Rajoy ha ottenuto la maggioranza assoluta, secondo i dati definitivi del ministero degli interni. Su 208 seggi, il Pp ne ha presi 136, il Psoe 48. I nazionalisti catalani moderati di Ciu 9, la coalizione socialisti catalani-sinistra verde 7, nazionalisti baschi moderati (Pnv) 4, sinistra radicale indipendentista basca di Amaiur 3, Coalizione delle Canarie 1. Altri 58 seggi saranno designati dalle Comunità autonome (regioni). Fra Fmi, Unione europea e banche centrali “sono in corso contatti per approntare un piano di contingenza” in caso di eventuale contagio di Italia e Spagna nella crisi. Sale a 4,13 milioni di persone, con un aumento di circa 51mila ad agosto, il numero dei disoccupati che accedono in Spagna ai sussidi per la disoccupazione. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando i dati relativi al mese di agosto diffusi dal ministero del Lavoro a Madrid. È il primo passo indietro sul fronte dell'occupazione in Spagna negli ultimi cinque mesi. Disoccupazione record in Spagna al 21,52% nel terso trimestre secondo le stime ufficiali diffuse oggi a Madrid. Alla fine di settembre i senza lavoro sfioravano i 5 milioni (4,978) contro i 4,83 di fine giugno. Il dato spagnolo si conferma al top tra i paesi industrializzati. La fine dell'era Zapatero in Spagna coincide con il divario più alto nei redditi fra più poveri e più ricchi del paese, rileva il quotidiano El Pais, citando dati di Eurostat. Nel 2009, l'ultimo anno per il quale siano disponibili statistiche per tutta l'Ue, la Spagna con un indice di 6,0 era al quarto posto per il livello di maggiore disparità nei redditi fra i 27, dietro solo a Lettonia (7,3), Romania (6,7) e Lituania (6,3), alla pari con il Portogallo, e davanti a Bulgaria (5,9). La Spagna ha collocato 4,49 miliardi di titoli con scadenze a due e cinque anni con rendimenti in forte rialzo. Il tesoro spagnolo ha emesso bond a 5 anni per 2,928 miliardi di euro e un tasso del 4,848% contro i 4,489% dell'asta precedente.

domenica 20 novembre 2011

Si indaga sugli appalti di Punta Raisi

[Più si esigeva dagli autori, meno si esigeva dai critici. Montesquieu] Una presunta attività di riciclaggio che ruota attorno all'acquisizione della società Digint da parte dell'imprenditore Gennaro Mokbel, e ora nell'inchiesta sugli appalti sospetti dell'Enav, parla di quel meccanismo ben oliato che sono le sovrafatturazioni, fondi neri che servivano per alimentare i manager dell'Enav, le società subappaltanti ma anche e soprattutto uomini politici. E la svolta nell'inchiesta dei magistrati romani Paolo Ielo e Giancarlo Capaldo potrebbe essere proprio quella che punta ad individuare il livello politico del giro di mazzette, attinte dai fondi neri, per facilitare appalti milionari espletati senza gare pubbliche. Appalti che Enav affidava alla Selex Sistemi Integrati e questa ad una serie di società satellite finite nell'inchiesta che vede indagati oltre all'amministratore delegato e al presidente di Enav, Guido Pugliesi e Luigi Martini, anche un ex dirigente Enav ora passato ad una delle sette società subappaltatrici, e i vertici della Selex, l'ad Marina Grossi, moglie del patron di Finmeccanica Guarguaglini, il condirettore Letizia Colucci e il direttore responsabile Manlio Fiore. Non solo ma l'ex consulente esterno di Finmeccanica ha spiegato ai pm come il sistema delle sovrafatturazioni fosse “in vigore” ancor prima dell'ascesa di Marina Grossi ad ad di Selex Sistemi Integrati. A Piazzale Clodio si studiano le tante carte, definite “interessanti ed essenziali”, sequestrate ieri nel corso delle numerose perquisizioni eseguite dal Ros dei carabinieri e dal nucleo tributario della Guardia di finanza. Carte che chiariranno soprattutto aspetti riguardanti gli appalti per i lavori affidati alla Selex negli aeroporti di Napoli e Palermo. Per ogni lavoro a Capodichino e allo scalo Falcone-Borsellino di Palermo si contano numerosi appalti dati alle aziende interessate dalle perquisizioni (Print Sistemi Srl, Arc Trade srl, Technosky, Aicom srl, Simav sistemi manutenzione avanzati spa, Renco spa e Auxilium-trade srl). Gli accertamenti puntano ad evidenziare la creazione di fondi neri e la redistribuzione delle mazzette: non solo la corruzione ma anche la violazione di norme tributarie dunque, motore delle sovrafatturazioni. A Marina Grossi ad esempio nel decreto di perquisizione vengono contestate “false fatturazione per 10 milioni di euro al fine di consentire ad Enav l'evasione di imposte dirette e indirette” e anche “l'indicazione nella dichiarazione dei redditi di passivi fittizi”. E a Piazzale Clodio, mentre si studiano le carte, a breve l'attività istruttoria sull'inchiesta Enav entrerà nel vivo con gli interrogatori degli indagati.

La Cisal si tira fuori

[Megghiu suli ca mal'accumpagnati. Meglio soli che mal accompagnati. Frase siciliana] La Cisal “non condivide i contenuti del documento appeso nella bacheca della Pae Mas”. A parlare è il segretario regionale Gianluca Colombino. “Quando l’ho ricevuto ho subito precisato che la parte riguardante i presunti sproloqui del dr. Buzzetta potevano, se confermati, essere denunciati, ma che quella inerente al collega che giustamente ottiene il livello e della Uil che lo supporta è assolutamente censurabile e dalla Cisal assolutamente non condivisibile”, ha sostenuto Colombino. Infine, il segretario della Cisal invita “i colleghi che spero per errore e non voglio pensare per malizia hanno voluto pubblicare in un documento un vero e proprio attacco alle persone a fare come formalmente sto facendo io e la Legea Cisal un passo indietro verso la seconda parte di quel documento”.

sabato 19 novembre 2011

Iraq, passaggio consegne basi Usa

[La Corte marziale incrimina cinque soldati americani che uccidevano per gioco. Stanno proprio a badare al capello. www.spinoza.it] Sarà completata entro due settimane la consegna alle forze irachene delle basi militari e caserme finora controllate dai soldati americani, che entro la fine di dicembre completeranno il ritiro totale dal Paese, quasi nove anni dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento, Hassan al Sunaid, mentre le forze di sicurezza di Baghdad continuano i rastrellamenti in tutto il Paese di sospetti sostenitori del deposto regime del partito Baath. Due civili sono rimasti uccisi e cinque altri feriti oggi in Iraq quando una pattuglia americana ha aperto il fuoco indiscriminatamente in risposta ad un attentato, secondo quanto reso noto da una fonte della sicurezza irachena citata dall'agenzia Nina. Il fatto è avvento nell'area di Yousifiya, a sud di Baghdad. I militari Usa, secondo la fonte, hanno aperto il fuoco dopo che una bomba piazzata al lato di una strada su cui transitavano è esplosa.

A Report si parla di “LA CLASSE DIRIGENTE”

[Catanzaro, inaugurata la prima chiesa in un centro commerciale. Mai viste mamme così attente a non perdere i figli. www.spinoza.it ] In Italia la corruzione è un vento che soffia giorno e notte, scrive il professor Michele Ainis. Nella puntata di Report in onda il 20 novembre si affronterà il caso Penati e il caso Milanese, non solo entrando nel merito di due indagini giudiziarie, ma cercando di capire l'humus nel quale nascono i fatti su cui si indaga. Dalla nascita del sistema Sesto alla Serravalle. Poi l'ascesa di Milanese da ufficiale della Guardia di Finanza a braccio destro di Tremonti, fino ad avere un ruolo nella nomina di dirigenti pubblici. Le due storie trovano un punto di incontro: quando si transita per Finmeccanica. Per quale ragione la corruzione è ancora così diffusa? Perché dopo Tangentopoli coloro che erano gli attori principali della politica italiana sono stati sostituiti con le seconde file dei vecchi potenti? Ogni qualvolta torna a soffiare il vento del cambiamento alla fine vincono sempre gattopardi e camaleonti. Intervista esclusiva ad imputati chiave e al Presidente di Finmeccanica Guarguaglini. Ad oltre un anno dall'inizio delle indagini della procura di Roma sulle presunte irregolarità riguardanti l'assegnazione a Selex di appalti dell'Enav cade uno dei principali esponenti dell'Ente nazionale di assistenza al volo: l'amministratore delegato Guido Pugliesi. Nei suoi confronti il gip Anna Maria Fattori, su richiesta del pm Paolo Ielo, ha disposto la misura degli arresti domiciliari in quanto accusato di illecito finanziamento ai partiti. Altre misure cautelari, questa volta in carcere e per frode fiscale, sono state notificate a Manlio Fiore, direttore commerciale di Selex, ed al commercialista Marco Iannilli, quest'ultimo già uomo di fiducia dell'ex “consulente globale” di Finmeccanica Lorenzo Cola e vecchia conoscenza degli inquirenti romani. È stato infatti coinvolto nelle inchieste su un megariciclaggio da due miliardi di euro, che vede tuttora sotto processo anche gli ex vertici di Fastweb e di Telekom Sparkle, e sull'affaire Digint, la società partecipata al 49 percento da Finmeccanica entrata nel mirino dell'imprenditore Gennaro Mokbel nel 2007. Quattro sono i riscontri a questa ipotesi trovati dagli investigatori: il telefono di Di Lernia e quello di Pugliesi che agganciano la cella Tim di piazza di Spagna il 2 febbraio alle 9.36, per una conversazione di 9 secondi; il riferimento, sull'agenda dell'Ad di Enav, ad un appuntamento con Naro proprio il 2 febbraio alle 9.30; l'ingresso quello stesso giorno dell'auto di Di Lernia nella zona a traffico limitato; il riconoscimento fotografico di Naro come l'uomo che ha ricevuto i soldi, fatto da parte dello stesso imprenditore. Ci sono poi gli interrogatori. Il 25 maggio scorso, Di Lernia mette a verbale che '”Pugliesi aveva sempre rifiutato offerte di denaro” e tuttavia “nell'ultimo periodo aveva sollecitato un'offerta di denaro presso l'ufficio dell'onorevole Casini”. Soldi che, scrive il gip, furono consegnati da Di Lernia appunto al tesoriere “alla presenza di Pugliesi” prima delle elezioni regionali “per le quali il Pugliesi gli aveva indicato la necessità del conferimento”.

La Spagna al voto

[Chiunque detenga il potere piò controllare anche il linguaggio , e non solo con le proibizioni della censura, ma cambiando il significato delle parole. Czeslaw Milosz] Il gruppo armato basco Eta ha aperto l'ipotesi di un suo possibile disarmo, dopo avere dichiarato tre settimane fa la fine della lotta armata, chiedendo una amnistia e una futura liberazione dei suoi militanti detenuti in Spagna e in Francia. In una intervista al quotidiano basco Gara, due portavoce dell'organizzazione armata - ritenuta responsabile della morte di oltre 800 persone in 50 anni di attività - hanno detto che “il disarmo è in agenda”. In Spagna l'economia è in stagnazione: nel terzo trimestre il Pil è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente quando si registrò una crescita dello 0,2%. È la prima stima. Su base annua, il Pil ha evidenziato una crescita dello 0,8%. Il movimento si è diluito in mille ruscelli, si è internazionalizzato, occupa Wall Street e la Cattedrale di Londra, scuote l'Italia, ma per le elezioni spagnole gli indignados sono tornati dove tutto è cominciato nel maggio scorso, a Puerta del Sol, nel cuore di Madrid. A centinaia hanno occupato la più emblematica piazza del movimento già venerdì notte. Sono tornati per una vigilia di riflessione prima del voto che dovrebbe portare al potere il capo dell'opposizione Mariano Rajoy. La Spagna va al voto domenica 20 novembre sotto fortissima pressione della speculazione per chiudere dopo sette anni l'era Zapatero e mettere con ogni probabilità, secondo tutti i sondaggi, il potere nelle mani del capo dell'opposizione di centrodestra Mariano Rajoy, con il mandato di allontanare il paese dal precipizio della crisi del debito. Nell'ultimo giorno di campagna sono di nuovo suonati tutti i segnali di allarme, con lo spread del debito di Madrid schizzato sopra quota 500 punti base, un record assoluto dai tempi della peseta, di nuovo davanti a quello dell'Italia, in quella che la stampa madrilena definisce “zona salvataggio”. Gli ultimi sondaggi danno a Rajoy con la maggioranza assoluta in parlamento un vantaggio di quasi 17 punti (44,6% e quasi 200 seggi su 350 per i popolari contro 29,9% e circa 110 al Psoe secondo il Cis) sul rivale socialista Alfredo Rubalcaba, impiombato dalla pesante eredità economica di José Luis Zapatero, che non si ripresenta. Il Paese, in ginocchio dopo le ripetute manovre antideficit dell'ultimo anno, è nel mirino della speculazione, la disoccupazione dilaga al 22%, al 44% fra i giovani, l'economia è di nuovo sull'orlo della recessione. Lo stesso candidato socialista sembra rassegnato alla sconfitta, e in una intervista a El Pais ha lanciato un appello perché il Partido Popular almeno non conquisti la maggioranza assoluta.

venerdì 18 novembre 2011

SOLO PER FATTO PERSONALE

[Non c’è nulla di peggio di un tiranno per uno stato. In primo luogo non ci sono leggi comuni. Comanda uno che si è appropriato della legge.e l’uguaglianza non c’è più. Euripide] In data 4 novembre la Cgil,Cisl, Cisal e Ugl chiedevano la immediata destinazione ad altro incarico del responsabile dello scalo o in subordine la destinazione della delega di intrattenere relazioni sindacali in nome e per conto della PAE MAS AVIAPARTNER ad altro soggetto più attento alla gestione di un corretto clima di confronto nella reciproca comunione di intenti di dare luogo a rapporti relazionali tra le parti improntati al reciproco rispetto dei ruoli e alla salvaguardia degli interessi aziendali e dei lavoratori in forza. Ap ha comunicato che giorno 22/11 si svolgerà l’incontro con i sindacati, sarà presente anche Sandro Buzzetta. In data odierna un nuovo documento (che purtroppo manca di data) del mondo sindacale contro i vertici Aviapartner Pmo. I sindacati (Cgil,Cisl, Cisal e Ugl) sono indispettiti perché si parli di cassa integrazione senza coinvolgere le sopra citate sigle. Le 4 sigle sindacali vorrebbero capire se quanto riferito dal capo scalo Ap al personale corrisponde a reale intenzione da parte dell’azienda e, soprattutto, se si ha intenzione di continuare con metodi tendenti a nascondere i programmi ai lavoratori, cercando complicità tra chi si rende disponibile ai “pellegrinaggi romani”. Il segretario regionale UIL è andato a Roma, presso gli uffici romani di Ap, per concludere la vicenda dell’operaio N.G. che circa un anno e mezzo addietro aveva intrapreso un’azione legale contro Pae – Mas per ottenere il livello (da ottavo a settimo). Questo comportamento viene definito dalle 4 sigle sindacali che garantiscono gli indifesi lavoratori: “pratiche clientelari”. Questo pistolotto ci sembra quando il cornuto parla delle virtù della propria donna.

Alitalia: corte conti apre istruttoria

[Festa Pd, Schifani contestato. No, non dal Pd. www.spinoza.it] Il dissesto dell'Alitalia prima dell'avvento della Cai finisce sotto la lente della Corte dei Conti del Lazio, che ha avviato un'istruttoria, secondo quanto si è appreso, per accertare se l'erario abbia subito un danno dalla gestione dell'ex compagnia di bandiera nel periodo 2001-2007. Sta arrivando un libro che si chiama L'altra casta, e sembra essere un Atlante della crisi, o almeno un suo sintomo. Naturalmente, c'è un capitolo dedicato ai fasti di Alitalia, l'azienda più sindacalizzata d'Italia, nel quale si apprende — tra le altre cose — dell'esistenza sancita per contratto di una Banca dei riposi individuali, della speciale indennità riservata al personale viaggiante per la temporanea assenza del lettino a bordo di alcuni Boeing 767-300, centinaia di euro che per non creare odiose discriminazioni sono stati corrisposti anche a chi volava su aerei dotati delle cuccette in questione.

Livingston passa alla Rt srl di Riccardo Toto

[Ho imparato tutto da solo. Passavo la notte davanti al simulatore di volo: decollavo, atterravo, sfidavo le correnti. Non ho mai sbagliato un test. T. Harry Salme, svedese, già pilota di Air One e di altre compagnie, condannato per avere volato senza licenza. Scoperto dopo 10.000 ore di volo] È arrivato sul filo di lana l'ok alla cessione di Livingston alla Rt srl di Riccardo Toto. Poco prima delle dimissioni di Silvio Berlusconi e dunque dell'avvio delle trattative per il governo tecnico, il ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato il commissario straordinario Livingston Daniele Discepolo a cedere l'intera azienda. Lo stesso commissario Discepolo ha informato i dipendenti della compagnia con una lettera in cui spiega che venerdì pomeriggio "alle 17.50 è arrivata dal ministero dello Sviluppo Economico l'autorizzazione a cedere l'intera azienda alla R.T. Srl, come da istanza da me presentata, e con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza. Darò immediato avvio alle attività per la formalizzazione della cessione. Spero che questo atto possa finalmente dare ad ognuno di voi la serenità per guardare al futuro con ritrovato ottimismo", conclude la nota. Secondo le prime indiscrezioni, la compagnia dovrebbe tornare a volare nel 2012 con una flotta di 11 aerei, operando soprattutto nel settore charter grazie a un investimento di 27,5 milioni di euro mentre per riottenere il certificato di operatore aereo c'è tempo sino al 31 dicembre. Intanto Air Italy è pronta a fare ricorso per essere stata esclusa dalla gara. Speriamo che la nuova compagnia aerea di Toto assuma piloti con licenza regolare. Che venga fatta una seria e approfondita manutenzione dei propri velivoli e non come accadeva in Air Ore che, nel libro di Nadia Francolacci “Paura di volare” (pubblicato da Chiarelettere) risulta essere stata la compagnia aerea meno sicura in Italia.

giovedì 17 novembre 2011

I conti di Passera

[Venisti pi futtiri e fusti futtutu. Sei venuto per fottere e sei stato fottuto. Frase siciliana] “Sono solo ministro di questi due ministeri e non ho niente a che fare con altro”. Così il neoministro allo Sviluppo e alle Infrastrutture, Corrado Passera (nella foto), risponde ai giornalisti che gli chiedono delle critiche sul suo conflitto di interessi per la partecipazione di Intesa Sanpaolo in Alitalia e Ntv. “Vedrete coi fatti”, ha aggiunto. Di fatto, la nomina del consigliere delegato di Intesa Sanpaolo allo Sviluppo Economico e alle Infrastrutture è un’ufficializzazione del ruolo di attore “di sistema” che ha avuto la banca in questi anni. Tra i dossier passati sulla scrivania di Passera Alitalia, Parmalat ed Edison, che oggi dovrà negoziare nella sua nuova veste di ministro. Numerosi i suoi appelli a sottoscrivere i titoli di debito italiano, verso cui la banca che si appresta a lasciare è esposta per 63,3 miliardi. Di fatto la nomina di Corrado Passera alle Infrastrutture e allo Sviluppo è soltanto una formalizzazione del ruolo che l’ormai ex consigliere delegato di Intesa Sanpaolo ricopre da tempo. Lui ha guidato la banca che una volta il Foglio di Giuliano Ferrara aveva ribattezzato “il ministero dell’economia reale”, e ci va, pare, con l’endorsement dell’ex premier Berlusconi. Passera, del resto, ha curato infatti tutti i dossier “di sistema” degli ultimi anni. Con alterne fortune. Basti pensare, soltanto nell’ultimo anno, a Parmalat e Edison e il fondo infrastrutturale F2i, e in precedenza Alitalia e Telecom. Non solo. Passera ha sempre sostenuto, e il bilancio di Intesa lo dimostra, gli investimenti in titoli di Stato italiani. Ma il problema è un altro, più pratico, evitando, se è possibile, la retorica. Perché un banchiere lascia il suo reddito, con tutti i benefici connessi, per andare a fare il ministro di un governo tecnico? Vero è che appena prenderà la buona uscita, non meno di circa 50 milioni di euro, per qualche mese potrà tranquillamente arrivare a fine mese. Ma proprio non si riesce a capire perché ha lasciato tanto per così poco. Qualcuno, ben informato, dice che ha un obiettivo: essere il prossimo premier del centro sinistra.

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L'ITALIA/27

[Lo so quello che pensi. Ti stai chiedendo se ho sparato sei colpi o solo cinque. Ti dirò che in mezzo a tutta quella baraonda ho perso il conto io stesso. Ma dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì ne vale la pena? Clint Eastwood (Ispettore Callaghan) in Ispettore Callaghan - Il Caso Scorpio è tuo] Secondo Polizia e Guardia di Finanza sarebbe stato dimostrato il condizionamento esercitato dall'ex deputato (… omissis …) “su soggetti politici di livello locale e regionale, pezzi del sistema sanitario provinciale e amministrazioni comunali, intrecciando rapporti di affari, soprattutto volti ad ottenere finanziamenti pubblici, con soggetti contigui od organici a Cosa nostra”. Nel comune di Erice e in quello di Marsala due beni confiscati alla criminalità organizzata verranno riqualificati grazie alle risorse del Pon Sicurezza e destinati a fini sociali. Strappati alla mafia diventeranno luoghi di incontro, di accoglienza, di formazione. Ad Erice, il Programma cofinanziato dall'unione Europea, realizzerà un “Centro giovanile di documentazione della legalità” dal nome simbolico: ''Da Cosa nostra a Casa nostra''. In particolare, il Centro consentirà lo studio e la conoscenza del fenomeno mafioso e dei suoi devastanti influssi sul tessuto socio-culturale ed economico, nonché di veicolare progettualità, iniziative e buone pratiche. L'immobile, composto da un fabbricato e da un giardino in via Tenente Pollina, è stato confiscato a Francesco Pace. Al suo interno ci sarà una biblioteca della legalità, con libri, documenti, video, film sul tema e verranno promossi incontri e confronti, dialoghi ed iniziative, anche mediante il coinvolgimento di istituzioni ed esponenti della società civile. In contrada Berbarello, a Marsala, in quella che era la residenza estiva del mafioso locale, Francesco Bianco, nascerà invece una comunità di accoglienza per minori. L'immobile interessato è costituito da due fabbricati con terreno di pertinenza e per la sua ristrutturazione il Pon Sicurezza ha stanziato risorse pari a 846.794,10 euro. Vi nascerà una comunità alloggio educativa-residenziale per minori in situazione di disagio di età compresa fra i 14 e i 18 anni. I ragazzi potranno essere ospitati presso la comunità per un tempo non superiore a 6 mesi. Il programma educativo prevede la realizzazione di un laboratorio attrezzato di meccanica e uno di informatica di base a cui si aggiunge un'attività di sostegno scolastico. In Sicilia, il Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007-2013” del ministero dell'Interno finora ha finanziato 21 progetti dei riqualificazione di beni confiscati, in tutto il territorio. [segue]

ALITALIA SCOPRE LA CRISI

[Non ho mai potuto sopportare che un uomo di spirito si permettesse di canzonarmi per due giorni di seguito. Montesquieu] L'impatto della crisi dell'economia reale e forse anche una “reazione un pò emotiva delle incertezze finanziarie” rendono “più difficile cogliere il break-even (pareggio operativo) a fine anno anche se ci saremo molto vicini”. Lo ha detto l'ad di Alitalia Rocco Sabelli a margine del governing board di Skyteam. Non si contano più i comunicati stampa di Az che esaltavano i risultati eccellenti della nuova Alitalia, oggi invece, orfani di Silvio, anche loro, gli imprenditori patrioti, si sono accorti che c’è la crisi. Il risultato operativo (Ebit) del semestre per Alitalia è stato di -69 milioni quasi dimezzato rispetto a -129 milioni al 30 giugno 2010 (con un incremento di +60 mln) e con un secondo trimestre positivo per 17 milioni. Il risultato netto del semestre è stato di -94 milioni (-164 mln al 30 giugno 2010, con un incremento di 70 mln), di cui -5 mln nel secondo trimestre (-33 mln nel secondo trimestre 2010). La compagnia ha potuto aumentare solo l’offerta di posti, sostituendo dove ha potuto aerei più piccoli come gli Embraer o gli Md 80 con velivoli più capienti, tipo Airbus A321 da 200 posti o Airbus A320 da 165 posti. Il numero aggiuntivo di sedili, pari circa al 50% di quelli di solito dedicati alle classi economiche, è stato offerto alla clientela a tariffe basse, all’interno di un sistema tariffario che sul Roma-Milano di solito si articola su 4 fasce e la bellezza di 10 prezzi diversi, da un minimo di circa 140 euro a un massimo di 700. Gli altri posti sono stati invece venduti con i criteri tradizionali, cioè non è stata considerata l’eccezionalità del momento e quindi non è stato affatto abbandonato o mitigato il sistema di incremento del prezzo, anche notevole, per le prenotazioni arrivate a ridosso della partenza del volo. Considerato che i posti a prezzi economici erano limitati e che date le condizioni molti viaggiatori si sono trovati proprio nella situazione di dover prenotare all’ultimo tuffo, è facile intuire che siano stati costretti ad accettare prezzi non proprio popolari, in qualche caso amatoriali. La decisione Alitalia di aumentare la capienza ha comunque contribuito a far tirare un pò il fiato al sistema nazionale dei trasporti alleviando almeno in parte i disagi dei viaggiatori che come perseguitati dal Generale Agosto, ogni estate sono alle prese con qualche grana. A distanza di tre anni dalla privatizzazione voluta da Berlusconi, il bilancio dell’attività Alitalia non è esaltante e di mese in mese appare sempre più inevitabile lo sbocco già allora previsto da molti esperti e cioè che la compagnia italiana, di fatto rimpicciolita e semiregionalizzata, alla fine finisca per entrare da una posizione subalterna e ancillare nell’orbita della potente Air France.

mercoledì 16 novembre 2011

Condannato Scilipoti

[A nessuno piace essere considerato un nulla in società. Montesquieu] La Cassazione ha confermato la sentenza d'appello emessa a Messina nel 2009, che condanna Domenico Scilipoti al risarcimento di circa 200 mila euro all'ingegner Carmelo Recupero, estensore negli anni '90, per conto dell'attuale parlamentare dei Responsabili, di un progetto per la costruzione di un poliambulatorio medico a Terme Vigliatore (Messina), paese d'origine di Scilipoti. L'avvocato Vincenzo Mandanici, legale del creditore, ha ottenuto il pignoramento - secondo quanto scrive la “Gazzetta del Sud” - degli immobili di Scilipoti, e ha notificato un atto di pignoramento alla Camera per chiedere il sequestro delle indennità accessorie del deputato, non essendo pignorabile lo stipendio dei parlamentari. Recupero, che ha iniziato parecchi anni fa la battaglia legale per il pagamento della propria parcella, militava con Scilipoti nel Psdi ed entrambi, negli anni '90, erano consiglieri comunali a Terme Vigliatore

ALITALIA SENZA SILVIO

[Tu sai bene che il parlare scorretto non solo è cosa per se sconveniente, ma fa male anche alle anime. Socrate]Oggi la compagnia francese detiene il 25% del capitale azionario Alitalia e, in base al cosiddetto “lock up”, non potrebbe incrementare la sua quota prima del 2013. Da quella data, però, cade ogni vincolo e la parola torna al mercato. Di certo per Alitalia non sono state affatto mantenute le mirabolanti promesse profuse a piene mani dal capo del governo, proclamatosi allora “presidente aviatore”. A quei tempi Berlusconi vagheggiava 4 miliardi di investimenti che “sarebbero potuti diventare anche 5 o 6”. Mai visti. Assicurava che sarebbero aumentati i dipendenti e si sarebbe sviluppato l’indotto, ma mentre allora i dipendenti erano 21 mila, oggi sono 14 mila e l’indotto si è sgonfiato. Ma soprattutto non si sono avverate le profezie economiche di fondo collegate al lancio berlusconiano della nuova Alitalia e cioè la previsione che essa avrebbe favorito lo sviluppo del turismo e smesso di pesare sulle spalle dei contribuenti. Per quanto riguarda il turismo, a parte la crisi nera che sta investendo il nostro paese, proprio qualche settimana fa, per ironia della sorte, Alitalia ha deciso di avviare una scelta che invece di incrementare il trasporto dei turisti verso l’Italia, punta a direttrici di segno opposto, con il lancio fin da questo autunno di voli charter dall’Italia verso mete esotiche, dalle Maldive a Zanzibar. Per quanto riguarda i contribuenti, Berlusconi non ha mai conteggiato, come se non esistessero, i costi sociali di circa 8 mila dipendenti in meno e i costi degli ammortizzatori che lo Stato deve pagare per 4 anni. A conti fatti, il passaggio dalla vecchia alla nuova Alitalia è costato circa 4 miliardi di euro ai contribuenti, così come emerge anche dalle carte del liquidatore Augusto Fantozzi, dimissionario da alcuni giorni, da quando ha capito che il governo avrebbe voluto tenerlo sotto tutela affiancandogli due co-commissari mettendolo nella condizione di non poter avviare in coscienza e autonomia la richiesta di danni ai vecchi amministratori per la mala gestione della compagnia.

Clausola sociale avanza a Punta Raisi

[Tempu pessu e filu cassariatu. Tempo perso e lavoro sprecato. Frase siciliana] Anche per quanto riguarda la “clausola sociale” il movimento sindacale unito (strano, ma è così) avanza. La prima fase della procedura di raffreddamento si è conclusa. Ai sensi dell’art. 30 della regolamentazione provvisoria, deliberata 01/92, seduta del 19 luglio 2001 della commissione di garanzia legge 146/90 e successive modifiche, l’attivazione delle procedure di raffreddamento. Pertanto in assenza di una convocazione, ma soprattutto in virtù del silenzio delle aziende (Aviapartner, Gh Pmo, Gesap e Enac) si ritiene conclusa con esito negativo la prima fase di procedura di raffreddamento e conciliazione.

Gesap – sindacati: conclusa prima fase di raffreddamento

[Sceccu zoppu si godi la vita. Il mulo zoppo si gode la vita. Vivi lentamente per goderti la vita. Frase siciliana] Tutti i sindacati, nessuno escluso, hanno richiesto,ieri, la convocazione con relativa prima fase di procedura di raffreddamento. Le organizzazioni sindacali vorrebbero affrontare concretamente il rinnovo del contratto integrativo da anni scaduto e mai ridiscusso in Gesap; ripristino di un corretto sistema di relazioni sindacali; situazione della controllata Gh Pmo; assunzione di personale categoria protetta non assunti dal bacino stagionali in Gh Pmo e in Gesap; politiche di sviluppo organizzativo del personale in forza alla Gesap. In assenza di una convocazione sulla presente richiesta, ma soprattutto in virtù del silenzio dell’azienda e non avendo ricevuto nessuna convocazione successiva alla richiesta di incontro del 3/11/11 si ritiene esperita e conclusa con esito negativo la prima fase di procedura di raffreddamento e conciliazione.

Iran, nessuna opzione esclusa

[Nulla s’avvicina all’ignoranza della corte di Francia se non quella degli ecclesiastici d’Italia. Montesquieu] Le preoccupazioni per il programma atomico iraniano sono tornate in primo piano, dopo il rapporto dell'Agenzia nucleare delle Nazioni Unite (Aiea), secondo il quale esistono “evidenze chiare”sui suoi scopi militari e non solo civili. In vista della riunione dei governatori dell'Aiea, giovedì prossimo a Vienna, si moltiplicano le prese di posizione che confermano le divisioni della comunità internazionale. A cominciare dall'Ue. “Tutte le opzioni devono restare sul tavolo”, ha detto il ministro degli esteri britannico, William Hague, al suo arrivo al consiglio esteri europeo. “Noi non lo prevediamo in questo momento. E non facciamo appello a un'opzione militare né la auspichiamo”, ha chiarito Hague. “Ma nessuna opzione va esclusa”, ha ribadito il ministro. Contro la minaccia di Hague si sono invece schierate la Germania e la Francia. “Se l'Iran rifiuta di cooperare con l'Aiea, sono inevitabili sanzioni più severe”, ha detto il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle. “Ma noi non partecipiamo alla discussione su un intervento militare. Noi crediamo che queste discussioni siano contro produttive e le rigettiamo”, ha chiarito il ministro tedesco. Per il suo collega francese, Alain Juppé, un intervento militare sarebbe “un rimedio peggiore del male, che ci porterebbe verso una spirale difficilmente gestibile”. Al coro delle voci contrarie si sono aggiunte quelle del ministro degli esteri svedese Carl Bildt (“una risposta militare non è giustificata né necessaria”) e del capo della diplomazia lussemburghese Jean Asselborn (“avrebbe conseguenze devastanti”). D'accordo invece a mantenere tra il ventaglio delle opzioni possibili anche l'uso della forza, i ministri degli esteri di Olanda e Irlanda. Nelle conclusioni approvate da tutti i 27 ministri, l'Ue si impegna “a esaminare eventuali nuove misure” restrittive (tra cui il blocco degli investimenti della Banca europea degli investimenti) ed esorta le autorità iraniane a “rispondere alle preoccupazioni internazionali” sulla natura militare del suo programma. Europa e Usa sono unite sulla necessità di imporre nuove sanzioni. Ma resta lo scoglio di Russia e Cina. “Ci consulteremo su come procedere nelle prossime settimane”, ha detto Obama, parlando al termine del vertice dell'Apec. “C'é un ampio consenso contro il programma nucleare dell'Iran, che pone rischi non solo per la regione, ma anche per gli Usa. Teheran dovrebbe rispettare gli obblighi internazionali. Il mondo è unito e l'Iran è isolato e le sanzioni imposte stanno avendo un effetto enorme”, ha assicurato il presidente americano. Ma le dichiarazioni giunte oggi da Mosca dimostrano in realtà che sul tema sanzioni le divisioni persistono. Il ministro degli esteri di Mosca, Sergej Lavrov, ha dichiarato di ritenere che vi sia una “campagna orchestrata” contro il programma nucleare iraniano per “alimentare la tensione” e per “imporre nuove sanzioni”. Una via che però la Russia ritiene “esaurita” continuando a credere nella soluzione diplomatica.

Fonsai per s&p è spazzatura

[Sarba a pezza pi quannu veni u purtusu. Conserva la pezza per quando avrai un buco da tappare. Frase siciliana] Standard & Poor's ha abbassato il rating di Fonsai a livello junk (spazzatura), da 'BBB-' a ''BB+'. Lo si legge in una nota. L’impero milanese di Salvatore Ligresti è un gigantesco Monòpoli fatto di grattacieli e stalle, ospedali avveniristici e cascine, con due spade di Damocle sul capo: un nuovo Piano di gestione del territorio che rischia di far saltare le speculazioni dell’ingegnere e (soprattutto, dicono i maligni) una situazione finanziaria personale che si è un pò deteriorata negli ultimi tempi. Costringendo l’uomo che ha costruito le sue fortune grazie ai buoni rapporti con la politica a rompere l’apparente pace sociale del mattone meneghino, chiedendo il commissariamento di Palazzo Marino pur di sbloccare i suoi progetti. I numeri parlano da soli: Sinergia, la cassaforte dell’imprenditore siciliano, ha chiuso i conti del 2008 in rosso per 24 milioni. Di più: lo scorso 20 aprile non è riuscita a trovare i soldi per rimborsare un prestito da 31 milioni, avviando un negoziato con gli istituti di credito per rinegoziare un’esposizione debitoria preoccupante, visto che a fine novembre scadrà un altro finanziamento da 108 milioni. Dove trovare i soldi? In tempi di vacche grasse per un uomo come Ligresti, snodo chiave del salotto buono, azionista di Mediobanca, Generali, Rcs e Alitalia, sarebbe stata una passeggiata. Ma oggi, con la Borsa in crisi – sulla quota di Premafin in portafoglio a Sinergia grava una perdita teorica di 30 milioni – e il mattone in stallo, persino per lui la strada è in salita. E nemmeno i progetti fermi da anni come quelli oggetto della querelle con il Comune possono rimanere dimenticati nel cassetto. La scommessa immobiliare su Milano, in effetti, è la partita decisiva per il futuro dell’imprenditore di Paternò che dopo i guai di Tangentopoli e le incursioni finanziarie a Piazzetta Cuccia e dintorni di inizio millennio è tornato negli ultimi anni a coltivare l’antica passione per il mondo delle costruzioni. Un’offensiva giocata su più tavoli. I grandi progetti, dove ha calato l’asso di Impregilo e i soldi di Fondiaria-Sai, ma anche le speculazioni sui terreni in periferia –in particolare a margine delle zone verdi di Trenno, Forlanini e Parco sud – dove si è mosso attraverso Sinergia e la galassia di controllate della Imco (Immobiliare Costruzioni).

martedì 15 novembre 2011

Asino bomba in Afghanistan

[I militari uccidevano civili afghani per passatempo. A loro discolpa, lì non c’è un granché da fare il sabato sera. www.spinoza.it] Una carica esplosiva collocata su un asino è saltata in aria oggi nella provincia nord-occidentale afghana di Faryab, causando la morte di un agente di polizia ed il ferimento di 17 civili. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno a Kabul. L'attentato, a quanto pare il primo realizzato dagli insorti con un asino, è avvenuto in mattinata nel bazaar di Ganj nel distretto di Ghurmach. Tutte le strade di Kabul che portano alla zona del Politecnico dove domani si svolgerà la Loya Jirga (Grande Assemblea) convocata dal presidente Hamid Karzai sono state chiuse al traffico automobilistico per ragioni di sicurezza. Lo ha annunciato il comandante del Dipartimento del Traffico della capitale, generale Noorudin Hamdard. In una conferenza stampa, l'ufficiale ha spiegato che la misura si è resa necessaria dopo che ieri è stato localizzato e ucciso un kamikaze con esplosivo.

Anonymous attacca Fb?

[Scoperto il modo di leggere nel pensiero. Ora il problema è trovare letture interessanti . www.spinoza.it] Immagini porno e di natura violenta si sono diffuse nelle ultime 24 ore su Facebook, in quello che ha tutto l'aspetto di un attacco hacker. Graham Cluley, un consulente di Sophos, società che produce sistemi anti-virus, ha scritto sul blog dell'azienda “nelle ultime 24 ore immagini esplicite e violente sono comparse nella pagina che riassume gli aggiornamenti dei profili degli utenti”. In particolare - riporta Cnn - ci sono immagini di porno hardcore, foto modificate graficamente che immortalano personaggi famosi, tra cui Justin Bieber, in pose erotiche e immagini violente come quelle di abusi su un cane. Al momento non sono ancora chiare le modalità con cui questi contenuti sono stati diffusi sul social network. Tra le possibilità prese in considerazione c'è quella che degli hacker si siano introdotti nei profili di utenti con password deboli o abbiano tratto in inganno alcuni iscritti al social network facendogli installare codici modificati. “Quello che è chiaro è che chi ha disseminato queste immagini sul social network sta danneggiando gli utenti di Facebook e lo sta trasformando in un luogo tutt'altro che adatto per le famiglie”, ha aggiunto Cluley. Facebook ha appena comunicato di essere a conoscenza del problema. “Proteggere gli utenti dallo spam e dai contenuti dannosi è una delle priorità più importanti per noi. Stiamo lavorando per migliorare i nostri sistemi per isolare e rimuovere i materiali che violano le condizioni di utilizzo del sito”, ha detto Andrew Noyes. Il 5 novembre un gruppo vicino al collettivo di hacker “Anonymous” aveva annunciato che quella data sarebbe stata ricordata come il “Kill Facebook Day” (il giorno in cui ammazzare Facebook). Di fatto quel giorno sul social network non si sono rilevati cambiamenti di rilievo, ma la settimana dopo, con un video su Youtube, il gruppo aveva annunciato di aver creato un virus molto sofisticato per attaccare Facebook.

Pisapia rinuncia al “don Giovanni”

[Capezzone dichiara di essere bisessuale. Le due sponde offrivano pari importo. Il portavoce del Pdl cerca di tenere nascosta la propria bisessualità. L’unica cosa della quale non dovrebbe vergognarsi. www. Spinoza.it] Dopo 27 ore di discussione il Consiglio comunale di Milano ha approvato con 29 voti favorevoli e un astenuto la delibera per l'alienazione da parte del Comune di Milano delle quote azionarie delle società partecipate Sea Spa - Spa e Milano Serravalle -Milano Tangenziali Spa. La deliberazione prevede due opzioni di vendita alternative ma con uguale base d'asta fissata a 385 milioni di euro: la cessione del 20% delle quote di Sea e del 18,6% di Serravalle o quella del 29,75% della sola società aeroportuale. Da domani sarà formalmente aperto il bando che darà avvio alle procedure di gara per l'assegnazione delle quote azionarie. Secondo quanto riferisce il Comune “le operazioni di assegnazione e vendita dovranno necessariamente concludersi entro la metà di dicembre, al fine di garantire all'Amministrazione comunale tutte le risorse economiche necessarie al rispetto dei vincoli di bilancio imposti dal Patto di Stabilità". Niente “Don Giovanni” gratis quest'anno per assessori e consiglieri del Comune di Milano. Alle 12 è infatti partita la vendita dei biglietti che, secondo gli accordi, ogni anno il Teatro alla Scala riserva all'Amministrazione cittadina in occasione della Prima del 7 dicembre, per le autorità locali e nazionali e gli ospiti italiani e stranieri. “Io e gli assessori invitiamo i milanesi e tutto coloro che vorranno assistere all'apertura della stagione teatrale della Scala ad acquistare il proprio biglietto sul sito del teatro” ha dichiarato il sindaco Giuliano Pisapia, sottolineando che “questo gesto concreto consentirà di devolvere il ricavato della vendita a favore di progetti di utilità sociale per Milano e anche per le zone della Liguria e della Toscana colpite dalla recente e drammatica alluvione”. Il Comune ha annunciato che “i progetti finanziati con la vendita dei biglietti saranno comunicati quando si conoscerà la somma del ricavato”. I biglietti si possono trovare sul sito www.teatroallascala.org.

ADDIO FIAT

[Accatta caru e vinni mircatu. Compra a caro prezzo e vendi a buon mercato. Frase siciliana] La Fiat smetterà di produrre auto a Termini Imerese a partire dal 23 novembre, ultimo giorno di produzione. Lo rendono noto fonti sindacali dopo la comunicazione ufficiale fatta dal Lingotto alle Rsu di Fim Fiom e Uilm. Oggi gli operai della Fiat e dell’indotto sono in cassa integrazione. Il rientro in fabbrica é previsto domani. La produzione andrà avanti per altri 4 giorni, fino a mercoledì. Poi lo stop alle linee, per l’assemblaggio della Lancia Ypsilon. Gli operai saranno messi in cig fino al 31 dicembre. La notizia della chiusura arriva a 2 giorni dalla riunione nel ministero tra Invitalia, sindacati e Dr Motor, pronta a rilevare la fabbrica. Fim e Uilm hanno dato l’ok all’accordo; la Fiom ancora no. Ma a turbare il sonno dei sindacati ci sono anche altri fattori non meno rilevanti. Primo fra tutti, il bilancio 2010 del gruppo molisano che deve ancora essere approvato e ottenere il via libera dei revisori, dopo il piano di revisione che le banche creditrici hanno imposto a Di Risio in primavera. Un’attesa determinata dall’ultimo bilancio depositato, quello del 2009 che, come riporta il Sole24Ore, evidenziava un fatturato consolidato della capogruppo, la Dr Motor Company, di 47 milioni di euro (senza considerare il giro d’affari delle concessionarie che vendono vetture anche di altre marche e che non rientrano neppure nell’operazione di Termini), un utile operativo di 1,6 milioni e un utile netto di 35 mila euro. Nello stesso documento contabile, però, c’è anche una voce in rosso: i debiti a fine 2009 ammontavano infatti a 74 milioni di euro, 34 dei quali con le banche; la posizione finanziaria netta era negativa per 34 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni. Per questo una delle misure chieste dagli istituti di credito era l’aumento di capitale da 10 a 15 milioni; operazione che però ad oggi non è ancora stata fatta. Di positivo c’è che nel 2010 le vendite sono più che raddoppiate, toccando le 5 mila unità ma, nei primi otto mesi del 2011 questo trend non è stato confermato. Ed ecco l’altra questione: come può un’azienda con debiti superiori di quattro volte rispetto al patrimonio netto prendere le redini di uno stabilimento che, secondo gli accordi preliminari, richiederà investimenti per 125 milioni di euro?

lunedì 14 novembre 2011

IL SINDACATO DEI FATTI LORO

[Babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai saziari. Lumache da succhiare e donne da baciare non possono mai saziare. Frase siciliana] A Punta Raisi nel mondo sindacale l’ipocrisia e la malafede regna e gode di ottima salute. Ha fatto scalpore che un operaio di palazzina dell’Aviapartner (categoria protetta) abbia ottenuto il livello (da ottavo a settimo). Ebbene, molti non sanno che l’operaio in questione (N.G.) per tre anni e mezzo è stato parcheggiato dalla Cgil e non ha mai ottenuto il livello. Circa un anno fa N.G. si rivolge a un legale e dopo circa 12 mesi ottiene il livello e un anno di arretrati. Nel frattempo il sindacato dei lavoratori per antonomasia (stiamo parlando della Cgil) faceva ottenere a due capi turno della Pae Mas il livello 2b e ad altri capi turno nulla, niente …; non abbiamo finito. L’anno scorso la Pae Mas comunicava ai sindacati che l'una tantum dovuta ai lavoratori veniva spalmata in tre rate. I sindacati hanno detto di no tranne la Cisl che ha firmato l’accordo con l’azienda. Dopo alcuni mesi l’operaio di palazzina (categoria protetta) rsa della Cisl ha ottenuto il livello. È stato sicuramente un caso, dopo tutto se lo meritava era un atto dovuto, un premio a un gran lavoratore. Ma se era dovuto per uno perché all’altro no. Morale della storia: finiamola di prenderci in giro. Il sindacato ormai è diventato non più un luogo dove vengono discussi e tutelati gli interessi collettivi dei lavoratori, ma più corporativamente quelli privati, del singolo. E chi si indigna è in malafede.

PRONTI A COLPIRE

[Ora il consiglio è di salire ai piani alti. A fargli un culo così. www.spinoza.it] Pochi Paesi hanno mai immaginato nella storia un attacco del genere, azzarda uno di questi scenari. All'ora prescelta si leveranno in cielo cento apparecchi, fra aerei da combattimento, da intercettazione, da rifornimento, da guerra elettronica e altri ancora. Prima di lanciarsi verso est, i piloti daranno un ultimo sguardo al loro Paese: secondo questa ricostruzione, uno su tre non tornerà dalla missione. Gli aerei F16i e F15i sono del resto in grado di raggiungere l'Iran senza rifornimenti in volo anche con un carico di ordigni, ha affermato in questi giorni la Tv commerciale israeliana. Due anni fa uno studio dettagliato delle opzioni militari di Israele aveva identificato tre rotte di attacco: una lungo il confino turco-siriano; un'altra sulla Giordania; una terza su Arabia Saudita ed Iraq. Nel frattempo le relazioni con la Turchia si sono molto deteriorate, mentre l'attenzione della Siria si è spostata sulle questioni interne. Questi sviluppi potrebbero essere presi in considerazione dagli strateghi di Israele, che peraltro già nel 2007 colpirono una installazione nucleare in Siria senza che i sistemi di difesa di Damasco si rendessero tempestivamente conto dell'incursione. “Se costretto ad agire da solo - osserva Efraim Kamm, del Centro di studi strategici dell'Università di Tel Aviv - Israele è d'altronde in grado di portare a termine una sola ondata di attacchi” sull'Iran. Dunque la selezione degli obiettivi - che i vertici iraniani hanno disperso sull'intero territorio e spesso protetto sotto terra - risulta determinante. Secondo uno degli scenari apparsi su internet, Israele non cercherà quindi di distruggere l'intera rete degli stabilimenti nucleari iraniani, ma solo quelli ritenuti d'importanza critica: le località che vengono spesso menzionate sono Natanz, Isfahan, Kom, Arak. Quanto alla centrale di Bushehr, vi è chi ritiene che vada risparmiata, per non provocare una fuga di materiale radioattivo. In questa fase potrebbero entrare in azione i missili Jericho II e Jericho III, contro i quali l'Iran risulta impotente. Per intaccare gli obiettivi principali, dovrebbero esserne impiegati diverse decine. Ma in realtà anche in questo caso il successo d'Israele non sarebbe assicurato, avvertono numerosi analisti. Perché le cognizioni accumulate dagli scienziati iraniani rimarrebbero intatte, mentre i danni materiali delle incursioni potrebbero essere riparati in due anni al massimo. “Nessuna opzione esclusa”, neanche quella militare: monta a livello internazionale la tensione sul programma nucleare iraniano. Di fronte allo spettro di un Iran dotato di bomba atomica, è stata la Gran Bretagna a evocare la possibilità di un'azione militare, mentre il presidente Usa Barack Obama ha detto che “nessuna opzione” è esclusa, pur precisando che “la via privilegiata è la diplomazia”. E mentre l'Unione europea conferma di essere pronta a prendere nuove misure restrittive contro Teheran, pur rinviando le decisioni al consiglio esteri del prossimo primo dicembre, la Russia dichiara di ritenere quella delle sanzioni “una via esaurita”.

domenica 13 novembre 2011

Napoleone Sarkozy

[Innanzi tutto dì a te stesso chi vuoi essere; poi fa ogni cosa di conseguenza. Epitteto] Le “ambizioni militari, nucleari e balistiche” dell'Iran costituiscono “una minaccia crescente che potrebbe condurre a un attacco preventivo contro i siti iraniani”: lo ha dichiarato il presidente francese, Nicolas Sarkozy. Parlando a Parigi davanti agli ambasciatori di Francia riuniti, Sarkozy ha voluto mettere in guardia Teheran, aggiungendo però che un eventuale “attacco preventivo” provocherebbe “una crisi grave che la Francia non vuole a nessun prezzo”. Il premier della Grecia, Giorgio Papandreou, è un “pazzo” e un “depresso”: sono le parole rigorosamente “off the records” che il presidente francese Nicolas Sarkozy ha rivolto al suo omologo Usa Barack Obama a margine del G20 di Cannes, secondo quanto si legge sul quotidiano Le Parisien che ha raccolto un altro fuori onda della bilaterale Sarkozy-Obama, dopo i durissimi commenti dei due leader sul premier israeliano Benyamin Netanyahu pubblicati nei giorni scorsi dal sito francese “Arret sur images”. Sempre secondo Le Parisien, nel corso dell'incontro, Sarkozy e Obama hanno parlato del premier greco, concludendo che aveva commesso un “enorme errore” ad annunciare un referendum sul piano di aiuto europeo prima di fare marcia indietro. Ma non è tutto. Secondo il settimanale satirico Le Canard Enchaine, sempre molto ben informato sui retroscena dell'Eliseo, Sarkozy si sarebbe sfogato su Papandreou anche con i suoi ministri, dopo il vertice di Cannes: “è un menefreghista, uno sporco imbecille”, ha tuonato Sarkozy, aggiungendo: “Ci ha rovinato il G20 (...) Dirci, a Bruxelles, che accettava il piano europeo e poi proporre un referendum senza parlarcene prima è una pugnalata alla schiena. Uno scandalo assoluto”. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, avrebbe definito il premier israeliano Benjamin Netanyahu un “bugiardo” in un colloquio privato con il capo della Casa Bianca, Barack Obama, il 3 novembre a Cannes durante il G20. Il presidente americano - secondo un sito specializzato francese - avrebbe risposto lamentandosi di dover ”trattare con lui tutti i giorni”. “Non lo posso più vedere, è un bugiardo”, avrebbe detto Sarkozy stando al sito “Arret sur images”, specializzato nell' analisi mediatica. “Tu non ne puoi più di lui - è stata la risposta di Obama - io devo trattarci tutti i giorni!” Lo scambio era a porte chiuse e “off”, ma è giunto alle orecchie di alcuni giornalisti in modo fortuito, sostiene il sito francese senza precisare se esistano registrazioni. Tutto è accaduto perché l'organizzazione del G20 ha fornito ai giornalisti in anticipo le cuffie per la traduzione della conferenza stampa Obama- Sarkozy. Alcuni inviati hanno collegato subito gli auricolari al telefono cellulare, riuscendo a captare alcune parole della conversazione privata. Diversi giornalisti avrebbero già confermato di aver ascoltato proprio quelle frasi. Nella stessa conversazione, Obama avrebbe rimproverato a Sarkozy di non averlo avvertito in anticipo che avrebbe votato per l'adesione dell'Autorità palestinese all'Unesco come stato palestinese, una decisione alla quale gli USA si sono opposti in modo deciso.