mercoledì 31 agosto 2011

Cyber-attacco a Wikileaks

[Siamo in missione per conto di Dio! Da The Blues brothers] Il sito di Wikileaks è stato vittima di un cyber-attacco che lo ha messo fuori linea per almeno tre ore questa notte, mentre stava pubblicando decine di migliaia di documenti inediti e messaggi del Dipartimento di Stato. L'organizzazione di Julian Assange ha annunciato di essere sotto attacco questa notte su Twitter e poi, con un successivo messaggio, ha annunciato il ripristino della visibilità del sito, colpito da un attacco DDos, che ne ha saturato la banda per impedirne l'accesso. Il sito di WL è stato vittima di un cyber-attacco che lo ha messo fuori linea per almeno tre ore questa notte, mentre stava pubblicando decine di migliaia di documenti inediti e messaggi del dipartimento di Stato Usa. Il peggiore degli scenari possibili si è materializzato davanti ai PC di Wikileaks, il sito antisegreti fondato dall'ex hacker Julian Assange. Copie del “cablegate”, ovvero l'archivio che conta oltre 250mila documenti riservati della diplomazia Usa, hanno infatti iniziato a circolare liberamente in rete. Assange accusa the Guardian di aver organizzato la fuga di notizia, ma il quotidiano nega.

PUNTA RAISI: SCUSATE IL RITARDO

[Errat interdum quadrupes, cum titubat quadrupes, labitur ergo bipes] I lavori per il potenziamento dell’aerostazione di Punta Raisi procedono con molta calma, la colpa non è ovviamente di nessuno, come spesso succede in Italia, la Gesap è un continuo cantiere. Era previsto entro il 2008 anche l’ampliamento del piazzale aeromobili (26 milioni di €). “L’impegno profuso dall’Enac e dalla Gesap nello sviluppo dello scalo è certamente coerente e funzionale alle prospettive di rilancio del territorio sia in chiave turistica che imprenditoriale”, si legge in un documento Enac che analizza le problematiche dello scalo di Palermo Punta Raisi. Talmente è stato coerente e funzionale l’impegno che i lavori si concluderanno entro il giugno 2012. I lavori per la realizzazione del nuovo piazzale aeromobili – dopo un lungo periodo di stop determinato dalla necessità di predisporre una perizia di variante in riduzione, approvata da Enac, e su cui ha pesato particolarmente l’elevata litigiosità tra la società di progettazione (forse si parla della Compagnia del Progetto?) e quella che si è aggiudicata la realizzazione dell’intervento, tanto da indurre Gesap ad assumere direttamente la direzione dei lavori - sono andati avanti speditamente per tutto il 2010 di modo che risultano già ultimati ca. 75 mila mq superficie già strutturata su un totale di 208 mila previsti. Si prevede che entro la fine del 2011 sarà completata la prima parte dell’intervento per complessivi 130.000 mq , che si stima di concludere entro il mese di giugno del 2012. Da quel momento, a lavori ultimati, Punta Raisi avrà troppi parcheggi per pochi aeromobili.

Un pezzo dell'Islanda comprato da miliardario cinese

[Tu credi nel destino Neo? No! Non mi piace l'idea di non poter gestire la mia vita. Da Matrix] L'Islanda avrà gli occhi a mandorla? Uno degli imprenditori immobiliari più ricchi di Cina ha raggiunto un accordo per l’acquisto di 300 chilometri quadrati in Islanda, con l’obiettivo di realizzare un resort per ecoturismo con campo da golf. Huang Nubo, 161.mo più ricco di Cina, ha comprato l’area, sui cui l’imprenditore vuole realizzare un progetto di 100 milioni di dollari. Il territorio equivale a dieci volte la grandezza di Macao, quasi un terzo dell’area di Hong Kong. L’area rappresenta lo 0,3% di tutto il Paese di origine della cantante Bjork, vietata in Cina per aver appoggiato la causa tibetana durante il primo e ultimo suo concerto cinese tre anni fa. Molti in Islanda temono che dietro il progetto ci siano mire espansionistiche della Cina nell’isola dei ghiacci. Secondo quanto riporta il sito, il ministro degli interni islandese, Ogmundur Jonasson, ha detto che l’acquisizione di terra in questo modo non è legale, ma c’è la possibilità di dare una deroga. «Quando la questione arriverà sul mio tavolo - ha detto il ministro - guarderemo con attenzione la situazione». Al momento la legislazione islandese non permette l’acquisizione di terra da parte di stranieri, ma quella cinese è una grossa richiesta che porterebbe anche molti soldi nelle casse del Paese sia come diretto che come indotto.

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L'ITALIA/4

[Che io mi ricordi, ho sempre voluto fare il gangster. Per me fare il gangster e' sempre stato meglio che fare il presidente degli Stati Uniti. Ray Liotta (Henry Hill) in Quei bravi ragazzi] La sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, presieduta da Silvana Saguto, ha affidato a tre periti l’incarico di ricostruire il patrimonio e le compagini societarie delle aziende confiscate, in sede di processo penale, a Massimo Ciancimino, figlio del sindaco mafioso di Palermo condannato, in appello, per riciclaggio del tesoro del padre, a 3 anni e 4 mesi. Nel mirino della perizia, tra l’altro, società come la Sirco, la Air Panarea, diversi immobili e uno yacht. A Ciancimino i giudici penali hanno confiscato un patrimonio di circa 40 milioni di euro. Ora i beni del figlio dell’ex sindaco passano al vaglio della sezione misure di prevenzione che si pronuncerà sull’eventuale adozione della misura patrimoniale. Ex tangentisti, docenti, uomini d’affari brasiliani, imprese quotate e finanziarie panamensi. Poi i grandi affari: il metano dal Caucaso, le discariche in Romania, la metanizzazione di Belgrado sino al nolo di elicotteri su Panarea. Oggi la caccia al patrimonio occulto di Vito Ciancimino, accumulato grazie alle attività per le quali l’ex sindaco di Palermo era stato condannato a 13 anni per associazione mafiosa e corruzione aggravata, è un vaso di Pandora. Dalla Sicilia attraversa continenti: dalle banche di Miami ai giacimenti nel Caucaso. Fa emergere tesori, holding, Ferrari, conti cifrati e barche. Un patrimonio stimato dall’accusa in almeno 150 milioni riconducibili al primo politico condannato per mafia in Italia morto nel 2002. La sfida di Don Vito. Nel 1991 la caccia al tesoro nacque più come sfida. Innescata in Tribunale da un don Vito più sprezzante che mai: «Nell’arco della mia vita - sibilò - ho guadagnato somme più del doppio di quelle che mi sono state sequestrate». Ancora: «Se ho conti all’estero, mi chiede? Ma perché dovrei risponderle, per farmi sequestrare il resto?». Il sostituto in aula era Giuseppe Pignatone. Oggi, 14 anni dopo, Pignatone lo ritroviamo procuratore aggiunto e coordina il Pool di questa indagine. Cinque magistrati, esperti dei carabinieri affiatati con i colleghi della polizia valutaria della Gdf. E il monitoraggio discreto dell’Ufficio italiano cambi che segnala ogni movimento finanziario sospetto. Le antenne sono rivolte ai figli dell’ex sindaco: Massimo, in primo luogo, ma anche Luciana, Roberto e Giovanni. E su due fidati collaboratori. Gianni Lapis, negli anni ’80 consulente commerciale di don Vito, oggi professore di Diritto tributario a Palermo. E Giorgio Ghiron, avvocato con studio a Roma, sedi a Napoli Londra e New York, che conobbe Ciancimino nei fulgidi anni ’70 e lo assistette da difensore di fiducia. Per la procura i due gestiscono in ombra il patrimonio su indicazioni di Massimo Ciancimino. Le mani della malavita sulla ricostruzione aquilana. Era prevedibile e il pool antimafia ne era consapevole. I Finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza de L'Aquila, in collaborazione con i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Reparto Operativo de L'Aquila, e con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Roma, hanno proceduto alla confisca delle quote della società Alba d'Oro s.r.l e della Marsica Plastica s.r.l. L'Alba d'Oro è proprietaria del complesso turistico "La Contea" di Tagliacozzo, un moderno villaggio vacanze dotato di ristorante, piscina, campi da tennis e da calcetto, oltre a terreni per un valore di oltre 2milioni e mezzo di euro. [segue]

martedì 30 agosto 2011

Ast al capolinea

[Facciamo così: tu vai su e mettiti a letto. E se fra un'ora non sono arrivata, comincia pure senza di me. Talullah Bankhead] Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl hanno proclamato lo stato d’agitazione all’Azienda siciliana trasporti, che porterà fra breve a uno sciopero a causa, spiegano in una nota, delle “gravi condizioni economiche dell’Ast che mettono a rischio il pagamento dello stipendio di agosto, i rifornimenti di gasolio per i mezzi, oltre al futuro dell’azienda e di tutti i posti di lavoro”. “Riteniamo intollerabile che l’Ast, pur essendo creditrice di quasi 35 milioni da parte della Regione – spiegano Amedeo Benigno, Franco Spanò, Giuseppe Governale e Giuseppe Scannella, rispettivamente segretari generali di Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uilt e Ugl Sicilia – rischi di dover sospendere la propria attività per la continua carenza di liquidità che non consente, oltre al pagamento degli stipendi, anche delle somme maturate dai fornitori che non intendono più garantire la distribuzione di gasolio e delle attrezzature necessarie alla manutenzione dei mezzi”. I sindacati chiedono un immediato intervento della Regione per “eliminare le difficoltà che impediscono l’erogazione delle somme all’Ast”. Intanto, la federazione trasporti della Cisl ha dato mandato ai propri legali di denunciare l’azienda e preparare un decreto ingiuntivo, per “appropriazione indebita dei contributi sindacali, somme che sono state pagate dai lavoratori, ma che sono state indebitamente trattenute dall’azienda per altre spese”, conclude il segretario generale della Fit-Cisl, Benigno.
L'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, ha emanato il decreto per il riassetto delle società a totale o prevalente partecipazione regionale, che sono ridotte a 14. Si tratta di una raccolta delle regole speciali alle quali debbono soggiacere le società regionali. Per quanto riguarda i compensi, il decreto richiama la riduzione al tetto dei 50 mila euro per ciascun componente degli organi di amministrazione e di 25 mila euro per chi fa parte degli organi di vigilanza e controllo e dei comitati di sorveglianza. Per i relativi adempimenti organizzativi e funzionali le società dovranno - entro 90 giorni, compatibilmente con eventuali patti parasociali sottoscritti con altri soci minoritari - adeguare i propri statuti alla normativa vigente nonché ad alcune specifiche disposizioni. Tra queste, prevedere quale giusta causa di revoca dei componenti degli organi di controllo anche il mancato assolvimento degli adempimenti stabiliti per legge e delle indicazioni fornite da parte della Regione; soppressione della carica di vicepresidente (ove prevista); previsione del divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali; inserimento di clausole che prevedano l'adozione del Codice antimafia; la previsione che gli amministratori delle società che per più di tre esercizi finanziari hanno registrato peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali, decadano dalla carica.

I RICCHI NON PAGANO MAI

[Ogni favola è un gioco che si fa con il tempo / ed è vera soltanto a metà / la puoi vivere tutta in un solo momento / è una favola non è realtà… Ogni favola è un gioco - Edoardo Bennato] Abolizione del contributo di solidarietà che sarà sostituito con un intervento sulle pensioni. In parole povere i ricchi non pagano i pensionati, come sempre, si. È quanto stabilito, secondo quanto si apprende, nel corso del vertice di maggioranza ad Arcore. La manovra sulle pensioni ricompatta Cgil, Cisl e Uil. Almeno nelle dichiarazioni di protesta contro gli interventi sulle pensioni. Il sindacato guidato da Susanna Camusso è stato il primo a gridare forte il suo “no” alla manovra del governo correttiva dei conti pubblici. Ma l'ultima modifica partorita al vertice di Arcore sul capitolo delle pensioni, ha spinto anche Cisl e Uil a prendere una netta posizione di protesta, fino a minacciare lo sciopero generale degli statali, in questo rischiando di trovarsi inaspettatamente sulla stessa piazza che la Cgil, però, ha già prenotato per il 6 settembre. “Sulle pensioni è stato fatto un golpe, della cui gravità non ci si è resi del tutto conto”. È stato il primo e durissimo il giudizio del leader della Cgil, Susanna Camusso, sulle modifiche alla manovra economica decise ieri durante il vertice di maggioranza. Particolarmente indigesto il provvedimento che sterilizza gli anni di servizio militare e quelli di università ai fini del calcolo degli anni di anzianità. Un'idea che non è andata giù nemmeno agli altri due principali sindacati italiani, Cisl e Uil, con i quali la Cgil negli ultimi mesi ha avuto più motivi di disaccordo che di intesa. La Uil è pronta a proclamare lo sciopero generale nel pubblico impiego contro “i gravi effetti della manovra economica sui dipendenti pubblici”. In particolare, la Uil considera “inaccettabile il mancato computo degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati ai fini previdenziali. Questo provvedimento si aggiungerebbe allo slittamento di un ulteriore anno del rinnovo dei contratti, al posticipo di due anni per l'erogazione della liquidazione, alla messa in mora delle tredicesime e agli specifici interventi previdenziali relativi alla scuola”. La Cisl è stata più cauta e non ha parlato di sciopero generale, quanto piuttosto di azioni di mobilitazione da decidere nelle prossime ore: la Cisl “giudica inaccettabile e fortemente iniquo il provvedimento previsto dalla manovra in materia di pensioni in quanto discriminatorio nei confronti dei lavoratori che hanno pagato di tasca propria il riscatto della laurea sulla base delle norme vigenti, azzerando di fatto anche i contributi del servizio militare”.

S&P,Pil Italia +0,8% in 2011-2012

[Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la dimostrazione dell'esistenza. Gottfried Benn] L'agenzia di rating Standard & Poor's stima che il Pil italiano crescerà dello 0,8% sia quest'anno che nel 2012. Lo si legge in un report con le ultime stime sull'andamento della crescita economica nella zona euro. S&P precisa di aver abbassato le proprie previsioni di crescita per diversi paesi europei, cioè Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna. Complessivamente, per l'eurozona le stime per il 2011 sono state ridotte al +1,7% ed al +1,5% nel 2012, contro i precedenti +1,9% e +1,8%. Continua a salire lo spread tra il Btp decennale e il bund tedesco, nonostante l'esito positivo dell'asta di oggi. Il differenziale di rendimento tra i due titoli balza a 297 punti, mentre il tasso sul decennale italiano vola al 5,14% dal 5,09% di stamane in apertura. Rendimenti in sensibile calo e domanda (6,739 miliardi) in linea con l'offerta (range 5,5-8 miliardi): questo l'esito dell'asta di Btp a 3 e 10 anni da parte del Tesoro. Il titolo decennale ha visto un tasso medio del 5,22%, in calo di 0,55 punti rispetto all'ultima analoga operazione. Ancora più sensibile il calo registrato dal titolo triennale che ha segnato un rendimento del 3,87% (-0,92 punti).

lunedì 29 agosto 2011

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L’ITALIA/4

[Roger Van Zant - Che cosa stai facendo? Cosa vuoi? -(Neil McCauley) Sto parlando da solo al telefono... -(Roger Van Zant) Cosa? -(Neil McCauley): Perchè c'è un uomo morto dall'altra parte di questa linea del cazzo! Da Heat - La Sfida] La criminalità organizzata, segnala la relazione della Corte dei conti, investe soprattutto in attività economiche che vanno da quelle edilizie a quelle immobiliari, dalle commerciali alla grande distribuzione. Il più aggredito, spiegano i giudici contabili, è il settore edilizio «perché permette di investire e riciclare somme ingenti con una certa facilità»: in pratica si abbatte il costo del personale, ricorrendo a caporalato e lavoro nero. In particolare la criminalità agisce alterando le normali dinamiche competitive «indirizzando in maniera forzosa le scelte dei committenti». Sono 830 i Comuni italiani che ospitano nel proprio territorio almeno un bene confiscato alla criminalità organizzata, 12 ne hanno più di 100. In testa alla classifica Palermo, che con 1.870 beni è al 18,9% del totale. Seguono Reggio Calabria (220), Roma (193), Milano (184), Bari (113) e Napoli (109). E con gli ultimi 54 beni destinati salgono a 427 i beni destinati da maggio 2010. Le aziende confiscate sono 1.377, di cui in gestione da destinare 232. Quasi la metà delle aziende confiscate (37,55%) sono ubicate in Sicilia, seguita dalla Campania (19,61%) e dalla Lombardia (14,23%). Inutilizzati più della metà dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Esattamente il 52,6% e questo avviene anche «a causa della lentezza delle procedure»: «in media» ci vogliono infatti «dai 7 ai 10 anni», per giungere alla confisca definitiva e poi finalmente all'utilizzo del bene. A fare il punto della situazione la relazione della Corte dei conti che ha chiuso così l'indagine di controllo sulla «Gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata». Questi i numeri con cui l'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati chiude il 2010, anno che l'ha vista nascere con decreto legge n.4 del 4 febbraio 2010, convertito in legge n. 50, il 31 marzo 2010. L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa e contabile ed è sotto la vigilanza del ministro dell'Interno. Alla struttura, che ha sede a Reggio Calabria e a Roma, è assegnato un contingente di trenta unità di personale. A guidare l'Agenzia, il prefetto Mario Morcone. Le tecniche di occultamento dei beni sono sempre più raffinate: vengono create reti fittissime di prestanome, si investono proventi illeciti in noti franchising, rendendo le somme di denaro “sporco” difficilmente rintracciabili. Sul fronte i proventi derivanti dalla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, che per legge sono versati per il 10% in entrata al bilancio dello Stato la Corte rileva che l'ammontare complessivo delle somme utilizzate per il finanziamento agli enti locali nei cui confronti è stato disposto lo scioglimento anticipato dei Consigli comunali e provinciali, a causa di infiltrazioni di tipo mafioso per l'anno 2008 è pari a 1.278.372,80 euro, mentre per l'anno 2009 scende a 773.262 euro. In calo anche il capitolo di entrata 3319 (proventi derivanti dai beni confiscati al netto del 10% da destinare alla copertura degli oneri) è sceso dai 5.258.950,22 euro del 2008 ai 4.582.859,82 euro del 2009. L'indagine ha anche «messo in luce la necessità improcrastinabile che il ministero per i Beni e le Attività culturali si doti di un archivio informatico nazionale, dove raccogliere i dati dei beni storico-artistici dei quali si perdono le tracce tra i vari musei, sovrintendenze e gallerie d'arte». [segue]

Sospesi blogger twitter cinese

[Signora...non entro mai in nessun posto se non so come uscirne. Sam in Ronin] Il più popolare portale cinese, Sina Corporation, che ospita il servizio di microblogging “sostitutivo” di Twitter che in Cina è vietato, ha annunciato di aver “sospeso” due blogger per aver diffuso “voci” e notizie false. Una decisione presa proprio mentre gli utenti del servizio di microblogging sono arrivati a 200 milioni, sui 485 milioni totali di utenti del web in Cina. L' iniziativa è stata presa in seguito ad un “invito” del Partito Comunista

Premi Nobel, serve austerity

[Lodiamo le persone in proporzione alla stima ch’esse hanno per noi. Montesquieu] Misure di austerity per mettere mano ai deficit di Europa e Stati Uniti. A chiederle non è una banca centrale, ma 18 premi Nobel per l'Economia, riuniti per un simposio. Secondo i 18 studiosi servono poi misure “draconiane” per intervenire sui debiti, anche se si raffreddano le aspettative di crescita. Particolarmente serio è l'allarme lanciato da Robert Mundell, secondo cui la situazione in Europa è ”molto pericolosa”, con la moneta unica che potrebbe “andare in malora”.

sabato 27 agosto 2011

Troppi disservizi a Punta Raisi, in arrivo interrogazione

[Jurnata rutta, pèrdila tutta. Giornata lavorativa interrotta, perdila per intero. Elasticità mentale di saper godere anche degli imprevisti. Proverbio siciliano] Un'interrogazione parlamentare al ministro dei Trasporti “per conoscere le iniziative che il governo intende intraprendere contro alcune compagnie aeree che si sono distinte per i continui e irragionevoli disagi causati ai viaggiatori in transito dallo scalo aeroportuale di Palermo Punta Raisi”. La nostra classe politica è sempre attenta alle vicende aeroportuali e quando sono loro, che normalmente non sono abituati a fare le code, ad aspettare si indispettiscono. E hanno ragione. (Ma insieme a questa interrogazione parlamentare aspettiamo con ansia delle interrogazioni parlamentari su come viene gestita la Gesap, gestore di Punta Raisi. Gli spunti non mancano … buon lavoro e forza sud). È quella che presenterà il parlamentare nazionale di Forza del Sud Pippo Fallica, segretario di Presidenza della Camera dei deputati. “Siamo stati sommersi - spiega - da numerose richieste d'intervento da parte di viaggiatori, vittime di disservizi e ritardi, soprattutto per quanto riguarda il ritiro dei bagagli, all'aeroporto di Punta Raisi. Io stesso, di ritorno da Lampedusa, ho dovuto attendere circa un'ora prima che Meridiana consegnasse i bagagli. E assieme a me - prosegue - famiglie con bambini e anche anziani, che hanno atteso a lungo senza alcuna informazione, né assistenza. Una situazione insostenibile - conclude - che si ripete ogni anno, soprattutto nel periodo estivo, frutto dell'incapacità delle compagnie aeree di affidarsi a società di handling inadeguate a garantire nel migliore dei modi i servizi a terra”.

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L'ITALIA/3

[Articolo 10. Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente ed imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta. Dichiarazione dei diritti dell’uomo] Pubblicare sul portale istituzionale del Comune di Corleone l'elenco dei beni confiscati e riutilizzati. Questa la proposta lanciata dai ragazzi/e dell'associazione Corleone Dialogos, circolo Arci e presidio di Libera. Quella proposta è diventata realtà. Corleone Comune virtuoso nel riutilizzo dei beni confiscati alle mafie in questi anni ha potuto raccogliere molti stimoli che arrivano proprio dai giovani corleonesi impegnati in questa “rinascita” culturale e d'informazione, del paese. Tra loro, il gruppo di Corleone Dialogos che la scorsa primavera diede inizio ad un’inchiesta sui beni confiscati alla mafia nel corleonese. Dall'analisi venne fuori un dato positivo: il Comune di Corleone aveva destinato tutti i beni, ad esso assegnati, promuovendone il riutilizzo sociale. Unico tassello mancante, invece, risultò l'informazione pubblica. Da quell'inchiesta partì la richiesta al Comune di far nascere una pagina on line consultabile sui beni confiscati nel territorio corleonese. In attesa della pubblicazione da parte del Comune, avvenuta giorni fa, il portale Corleone Dialogos pubblicò in quei mesi su www.corleonedialogos.it l'elenco dei beni confiscati e riconsegnati a nuova vita. Adesso la lista è consultabile sul portale istituzionale dell'amministrazione. Dal monitoraggio portato a termine risulta che i beni confiscati alla mafia assegnati al Comune di Corleone, al 1° marzo 2010, sono stati 18. Di questi, 16 sono utilizzati attraverso l’assegnazione al Consorzio Sviluppo e Legalità, alla cooperativa Lavoro e non solo e all’IPSA Don C. Di Vincenti. Si tratta di fondi agricoli, in alcuni casi con annesso fabbricato rurale, e poi due immobili siti nel Comune di Corleone. Mentre ci sono due beni che non sono riutilizzati. Si tratta di uno spazio verde adiacente alla Tenenza della Guardia di Finanza, anche questo bene confiscato a Riina. Il Comune di Corleone ha dato parere favorevole per un eventuale passaggio al Demanio dello Stato, affinché si realizzi un’area di parcheggio proprio per la Guardia di Finanza e un giardino della memoria. L’altro bene è un’immobile, di proprietà della famiglia Lo Bue che non è stata ancora assegnato dall’Agenzia del Demanio. Ancora una volta emerge la difficoltà di tale istituzione, ma tale handicap potrebbe esser superato dalla neo Agenzia sui beni confiscati. [segue]

Autunno nero per occupazione

[Finalmente sono giornalista anch'io e adesso i fatti non mi interessano più. Pat Buchaman] Sarà un autunno nero per l'occupazione: anche se l'emorragia dei posti di lavoro registra un rallentamento, il saldo a fine 2011 per le imprese con almeno un dipendente (circa 1,5 milioni) mostra ancora il segno meno: 88mila i posti in uscita - dice Unioncamere - pari a un calo dell'occupazione dipendente dello 0,7%. Più a rischio il lavoro nelle piccole e medie imprese e, a livello geografico, è il Sud a mostrare un deciso affanno. Nel 2010 il saldo negativo era stato di 178mila unità, -1,5%. Peggio ancora era andata nel 2009, anno clou della crisi: 213.000 i posti bruciati, pari a -1,9%. Nei numeri del centro studi Unioncamere il 2011 vede quasi 44mila entrate in più rispetto al 2010 e 47mila uscite in meno ma, anche a causa dell'accresciuta incertezza sulla scena internazionale, l'inversione di tendenza non sembra essere alle porte per le imprese dell'industria, commercio e servizi. Per il settore industriale a fine 2011 è attesa una perdita di quasi 59mila unità (-1,2%); meglio i servizi che dovrebbero fermarsi a quota -29mila unità (-0,4%). Crollo invece per le imprese delle costruzioni (quasi 29mila posti in meno). Nei servizi, l'unico settore che arriva a perdere un punto percentuale è relativo agli alberghi e ristoranti, mentre i tassi di variazione degli altri comparti sono compresi tra il -0,7% (servizi alle imprese) e il -0,2% (commercio al dettaglio). Unico segno più i servizi avanzati, dove le imprese pensano di incrementare di circa 1.500 unità i propri dipendenti. Le famiglie giovani fanno sempre più fatica ad andare avanti, indebolite dalla crisi economica. Solo 3 su 10 tra i nuclei dove la persona di riferimento non ha più di 35 anni riesce ad accumulare qualche risparmio. E il 40% vive in affitto. Sono questi i principali risultati del progetto “Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali” di Censis e Unipol. Dall'indagine emerge, quindi, che solo il 28,6% dei capofamiglia fino a 35 anni indica che è riuscito a mettere da parte qualcosa, rispetto a una percentuale più alta (il 38%) riferita ai capofamiglia di 45-54 anni. E sono le famiglie più giovani quelle che in quota maggiore spendono tutto il loro reddito mensile (58,4% contro la media del 52,5%), e che sono costrette a indebitarsi (5% contro la media del 3,7%).

venerdì 26 agosto 2011

La Gesap a breve condannata?

Aranci, Aranci cu avi a minchia n'culu sa chianci. Arance, Arance chi ha il pene nel di dietro pianga. Riferito ai problemi che potrebbe avere qualcuno di cui non ci importa nulla Lo Pinto, Saputo e Fiore sono i tre operai licenziati dalla Gesap per scarso rendimento o per, come la vediamo noi, avere esasperato lo scontro. Ma questo non giustificherebbe il licenziamento. Ispettori dell’ufficio provinciale del lavoro, dopo avere interrogato i colleghi dei licenziati, avrebbero dato parere positivo per la riassunzione e mandato le pratiche in Procura. Sembra che giorno nove settembre è attesa la sentenza. Ma se il giudice darà ragione ai tre licenziati la Gesap ricorrerà in appello, è la prassi. Così passeranno altri mesi … Licenziati perché hanno problemi di salute e non possono continuare a lavorare. È successo non a tre operai della Fiat di Marchionne ma a tre dipendente della Gesap, la società di gestione dei servizi a terra dell’Aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, messi alla porta dall’azienda perché non sarebbero più idonei a lavorare nel settore di carico e scarico bagagli. Si tratta di Antonio Fiore, Giovanni Lo Pinto e Salvatore Saputo residenti tra Cinisi e Partinico, che da circa 20 anni lavorano nell’azienda. I tre lavoratori dopo aver fatto la consueta visita medica, prevista dalla legge 626, hanno riscontrato alcune patologie che non gli permetterebbero di continuare a lavorare in quel posto. In particolare il lavoro usurante gli avrebbe provocato problemi alle vertebre. Così hanno chiesto di essere trasferiti in un altro settore. Ma la risposta dell’azienda sarebbe stata quella del licenziamento immediato (settembre 2009).

Jobs malato lascia Apple

[Dio non ama i codardi. Da Gli intoccabili] Steve Jobs, il visionario co-fondatore di Apple, si dimette da amministratore delegato di Cupertino e passa la guida della società a Tim Cook. Malato da tempo di una rara forma di cancro al pancreas, Jobs getta la spugna chiudendo un'era per Apple. L'annuncio a sorpresa fa tremare il titolo in Borsa, che oggi in apertura cede il 3% a New York. Jobs resterà “presidente del consiglio di amministrazione e dipendente di Apple”. “Restate affamati, restate folli”. Il messaggio di Steve Jobs agli studenti di Stanford nel 2005 rimbalza dalla Cina al Marocco, dal Canada all'Australia nei messaggi su Twitter. Il social network saluta commosso “il genio della nostra epoca”, come lo definisce uno della montagna di twitt che popolano il social network fin da questa notte, imponendo #SteveJobs tra i trend più seguiti in tutto il mondo. Nell'omaggio al fondatore della Apple emergono i diversi volti del web. C'è il “mistico”, dall'India, che declama: ''Mac, Pixar, iPod, iPad. Creare uno solo di questi avrebbe reso un uomo una leggenda. Crearli tutti un dio”. Più basso il tono di un ragazzo che si firma “super-nerd”: “Jobs e' uno dei miei eroi personali”, confida. Tra dichiarazioni d'amore e tantissimi grazie c'è anche chi pensa alla carriera: scrive l’arrivista, dalla California: ''Sasha sta preparando il curriculum per un posto che si è liberato stanotte, qualcosa che ha a che fare con delle mele”. E non manca un po di sarcasmo, con la “cinica” che ironizza, da Milano: “Ragazzi, volevo dirvi che Steve Jobs non è morto, è diventato presidente dell'azienda, continuerà a fare gli adesivi a forma di mela”. Twitter si inchina a Steve Jobs e gli offre il suo tributo. Migliaia di cinghettì sull'uscita dell'amministratore delegato di Apple si sono accumulati nelle ultime ore. “Steve hai definito una generazione e cambiato il mondo. Grazie” scrive “marcoarment”. Ma anche semplici “grazie”. “Mi mancherei. Steve Jobs mi mancherà il tuo: oh una cosa in più...” (affermazione usata da Jobs alla fine degli eventi per introdurre nuovi prodotti) afferma MrBrettYoung. Lo storico cambio della guardia si è consumato nelle ultime ore: Jobs ha presentato le dimissioni mercoledì e ha “raccomandato fortemente Tim Cook” per il suo posto, afferma Apple in una nota. Una richiesta accolta dal consiglio di amministrazione, che esprime la propria completa fiducia in Cook. Le dimissioni di Jobs hanno effetto immediato. “Ho sempre detto che se fosse arrivato il giorno in cui non avrei più potuto far fronte ai miei impegni come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirlo. Sfortunatamente quel giorno è arrivato”, scrive Jobs nella lettera di dimissioni indirizzata anche alla comunità Apple. Cook è considerato da tempo il più papabile successore di Jobs, in malattia da gennaio. Cook, veterano della società, è approdato in Apple poco dopo che Jobs ne aveva ripreso il comando per la seconda volta nel 1997 e ha sempre assunto la guida delle attività day by day della società durante i due precedenti periodi di malattia di Jobs negli ultimi sette anni. È apparso in marzo alla presentazione dell'iPad 2 e in giugno alla conferenza annuale degli sviluppatori di Apple. Jobs, secondo indiscrezioni, continua ad avere un ruolo attivo in Apple e ad essere coinvolto nella strategia dei prodotti di Cupertino, che gli osservatori ritengono rimarrà invariata con Cook alla guida. Cook dovrà affrontare molte sfide e dovrà dimostrare di poter succedere a Jobs che non solo e' il co-fondatore della società ma e' colui che l'ha portata dall'orlo della bancarotta al trionfo planetario. Jobs e' considerato un visionario, qualità che secondo molti invece mancherebbe a Cook.

Fs battono Alitalia

[Parere non è essere, ma per essere bisogna anche parere. Nulla contribuisce tanto a fare il monaco quanto l'abito. Ugo Bernasconi] Il sorpasso arriverà alla fine di quest'anno, quando il 55 per cento del totale dei viaggiatori tra Roma e Milano utilizzerà il treno, che diventerà così la navetta più gettonata, superando l'aereo (che si fermerà al 35 per cento) e l'auto (al 10 per cento). A elaborare la stima la Business Travel Survey di Uvet American Express, specialista nei viaggi d'affari, e l'Istituto Bruno Leoni, che rilevano come solo tre anni fa le percentuali nella scelta del mezzo di trasporto tra le due città italiane fossero inverse, e con l'auto ancora a quota 14 per cento. Determinante nel sorpasso l'entrata in funzione dell'alta velocità. Secondo un'indagine su un campione di 700 aziende con spese di viaggio tra i 20 mila e i 15 milioni di euro l'anno, i treni superveloci hanno già conquistato il 40 per cento del segmento business e a fine anno raggiungeranno il 45 per cento. Nel 2010 sulla tratta aerea Catania-Roma hanno viaggiato più passeggeri che sui voli in partenza da Roma Fiumicino per Milano Linate. 855mila dalla Sicilia contro i 772mila dalla capitale verso l'aeroporto del capoluogo lombardo. Un dato record e sorprendente che ha visto per una volta il sud superare il nord Italia. Lo studio sul traffico aereo è stato pubblicato dall'Enac. Nella graduatoria al primo posto c'è dunque la tratta Catania-Roma, al secondo Roma-Catania, solo al terzo e quarto posto la Roma Fiumicino-Milano Linate rispettivamente andata e ritorno. È curioso però scoprire che il quinto posto vede ancora la Sicilia con le tratte Roma Fiumicino-Palermo, e Palermo-Roma Fiumicino, nelle prime posizioni. Gli aeroporti siciliani sembrerebbero dunque più frequentati degli altri. Trapani Birgi nel 2010 ha registrato, a esempio, un incremento di 600mila passeggeri rispetto all'anno precedente così come Catania Fontanarossa con un aumento di 400mila transiti. Dei tre aeroporti dell'isola solo Palermo ha visto un calo, invero molto modesto, dello -0,25% rispetto all'anno precedente pari a circa 10mila persone in meno. Compagnie aeree low cost, mancanza di investimenti sulle ferrovie, navi sempre più care sono alcune delle cause alla base del boom del trasporto aereo sull'isola. Mentre il profondo sud si muove in aereo, cosa sta accadendo nel resto d'Italia? Nell'ultimo anno infatti il volo Roma Fiumicino-Milano Linate operata in regime di quasi - monopolio da Alitalia ha perso circa 200mila passeggeri.

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L'ITALIA/2

[Avanti picca a godiri ca assai a trimuliari. Meglio avere poco e goderne che avere tanto e tremare. Proverbio siciliano] Beni per un valore complessivo di oltre di 16,7 milioni di euro sono stati sequestrati dal Gico della Guardia di Finanza a Bernardo Riina, 72 anni, cugino del capo di Cosa Nostra Totò Riina. Arrestato quattro anni fa, Bernardo Riina e’ stato condannato nel 2008 dalla Corte d’appello di Palermo a otto anni di reclusione per associazione mafiosa e favoreggiamento nei confronti di Bernardo Provenzano, di cui avrebbe coperto la latitanza recandosi più volte presso il covo in cui fu arrestato a Montagna dei Cavalli. Tra i beni confiscati, intestati all’indagato e ai suoi familiari, tre aziende agricole, del valore di 1,8 milioni di euro, 40 tra terreni e fabbricati rurali, per una estensione complessiva di oltre 500 mila mq ed un valore superiore a 14,5 milioni di euro, autovetture, macchine e attrezzature agricole del valore stimato in 370 mila euro circa, nonché conti correnti, libretti postali, e altre disponibilità finanziarie per oltre 30 mila euro. Sotto traccia, mentre la cronaca degli eventi di mafia registra poche notizie, l’onda paziente del movimento antimafia ricomincia a divenire progetto. Questo non vuol dire che la criminalità organizzata stia cedendo il passo, perché i volumi d’affari e le infiltrazioni procedono a ritmi spediti dal Sud al Nord d’Italia, dunque l’attenzione deve rimanere alta ed investire i tanti cittadini settentrionali che fanno finta di non vedere quanto parte delle classi imprenditoriali e politiche locali siano coinvolte da questi processi. Allo stesso tempo, però, la consapevolezza civile sta crescendo ed i segnali concreti che lo attestano sono molteplici, anche a livello di studi (segnalo il recente e notevole volume “Alleanze nell’ombra - Mafie ed economie locali in Sicilia e nel Mezzogiorno”, edito da Donzelli). Prendiamo ad esempio Corleone, il simbolo negativo della Sicilia negli ultimi decenni, lì dove il numero dei beni confiscati ai mafiosi inizia ad essere rilevante. A Corleone, grazie anche al valido supporto delle Amministrazioni locali, i beni confiscati ai mafiosi (dai campi agli immobili) non rimangono cattedrali nel deserto, ma letteralmente rinascono nelle mani della cittadinanza impegnata e dei volontari che da tutta Italia sostengono la cooperativa “Lavoro e non solo”, uno dei soggetti più attivi del territorio. Lo scrivo perché sono stato uno di quelle migliaia di volontari, appena tornato dalla Sicilia pieno di fiducia resistente proprio in contrasto con l’aria funesta che spira sul nostro Paese. Sono partito perché, in passato, avevo avuto modo di studiare la storia della mafia e del movimento antimafia in Sicilia, ma in Sicilia non ci ero mai stato. Ed in Sicilia, a Corleone, ho capito che fare politica può essere anche coltivare la terra, ascoltare, viaggiare, studiare e conoscere in convivialità, raccogliere pomodori e discutere appassionatamente, pervasi di racconti, risate, dialetti e mescolanze. Ho scoperto un’altra Corleone, vivace culturalmente, vogliosa di riscatto e gelosa della propria orgogliosa storia (da Bernardino Verro a Placido Rizzotto, passando attraverso il movimento dei Fasci siciliani di fine Ottocento e le lotte contadine del secondo dopoguerra), quanto indelebilmente macchiata dalle delittuose vicende delle famiglie mafiose. Un diverso modo di agire, di vivere e di lavorare, non fondato esclusivamente sull’egoismo bensì sulla cooperazione, esiste ed è significativo testimoniarlo in queste settimane di manovre a carico dei ceti medi e popolari e di provvedimenti governativi alieni di qualsiasi principio di reale solidarietà e giustizia sociale. A ben guardare, le straordinarie pratiche di riappropriazione e condivisione dell’antimafia sociale sui beni confiscati - siano essi a Corleone o nelle decine di altri luoghi coinvolti della Sicilia, della Calabria, della Puglia e della Campania - possono rappresentare un prezioso riferimento per una cultura di sinistra rinnovata che non rinnega i propri valori fondanti. Ed è con questa piccola suggestione che me ne sono tornato a casa, felice ed umanamente arricchito. [segue]

mercoledì 24 agosto 2011

I malesseri dell’Ucs - Gesap di Punta Raisi

[Cchiu scuru di menzannotti nun po fari. Più buio di mezzanotte non può fare. Proverbio siciliano] A settembre sono in arrivo una nuova serie di trasferimenti alla Gesap e livelli a raffica. Chi aveva capito, finalmente, come funziona il proprio settore viene mandato in un comparto completamente diverso e ricominciare da zero. È il destino della fanteria mandata allo sbaraglio e massacrata dal cosiddetto fuoco amico, ovviamente qualcuno sarà premiato perché fedele e sponsorizzato dal sindacato. Il sindacato, sempre più in difficoltà, non riesce a risolvere i problemi che da molti mesi affliggono l’Ucs (zero straordinario, inesistenti mancati riposo, gestione del personale inflessibile, mancato adeguamento dei livelli con gli altri scali italiani …). Il lavoro dell’Ucs è pieno di responsabilità, in continuo contatto con la torre è sempre, così ci piace pensare, pronta a intervenire in caso di emergenza. Tra l’altro lo scorporo della manutenzione dall’Ucs non è stata una mossa azzeccata, ma siamo abituati alle scelte sbagliate fatte dal gestore, che dovrebbe essere ripensata. Non abbiamo dimenticato che alcuni mesi fa tutti gli operatori dell’Ucs, in blocco, hanno chiesto il trasferimento proprio perché in forte contrasto con il loro capo. Ma nulla è successo da allora, forse a settembre qualcuno dell’Ucs verrà trasferito?

Il grande bluff di Malpensa

[Talvolta mi succede anche il contrario: che mi appare come non vero o irreale ciò che ho vissuto realmente. Heinrich Boll] L'aeroporto di Malpensa sembra sempre di più l'ombra di quel grande hub europeo capace di competere con Londra, Parigi e Francoforte, sognato da Roberto Formigoni. In una serie di cablo ottenuti da WikiLeaks, che “l'Espresso” pubblica in esclusiva, la diplomazia Usa fotografa il collasso di Malpensa, raccontando come il governatore della Lombardia avesse in mente una sorta di “Air Formigoni”, in cui gli italiani mettevano i soldi e gli americani le capacità imprenditoriali. I cablogrammi partono dal 2007, con la decisione di Alitalia di abbandonare Malpensa e di concentrarsi su un solo hub italiano: quello di Roma Fiumicino. “La regione Lombardia”, registrano i file, “teme che questi tagli ridurranno l'aeroporto da uno status di hub europeo a quello di scalo regionale”. Qualche mese dopo il governatore della Lombardia spiega ai diplomatici del consolato di Milano che la sua “regione vede Malpensa come un hub europeo” e gli “investitori italiani sono pronti a finanziare una nuova compagnia di volo, come joint venture con un vettore Usa. Formigoni ha promesso che gli italiani metteranno i soldi, se gli americani metteranno le competenze”. I diplomatici concludono: “La proposta è seria”. Poco più di un anno dopo, tutto cambia e in un cablo del febbraio 2009 la diplomazia di Washington registra “scenari da fine del mondo a Milano”, dopo la decisione di Alitalia di concentrarsi solo su Fiumicino. “Roma ladrona o Linate cannibale?”, si chiedono, ricostruendo la concorrenza tra i due scali lombardi di Linate e Malpensa. “Sulla carta sembra bizzarro che la compagnia nazionale di volo abbia essenzialmente abbandonato l'aeroporto di una regione che produce quasi il 50 per cento del Pil nazionale”, scrivono i diplomatici. Poi però elencano i problemi di Malpensa. “Un nodo fondamentale è il management: da quanto viene riportato, la società proprietaria di Malpensa (Sea) rifiuta di offrire qualsiasi incentivo capace di attrarre nuove compagnie o rotte e invece sceglie di aumentare le tasse per coprire il deficit. Un altro grande problema è la posizione [...] troppo lontano da Milano e mal collegata”. Infine, “il fatto che la stessa compagnia, legata politicamente e finanziariamente alla città di Milano, possegga sia Linate che Malpensa complica ulteriormente le cose”. Da dove la salvezza? I cablo registrano la forte speranza riposta all'epoca in Lufthansa: “Localmente, si tende a pensare che la compagnia tedesca farà dello scalo un hub semiufficiale per i suoi voli in Europa e forse oltre [...] ma la questione fondamentale è: riuscirà Malpensa a ridarsi una configurazione prima che sia troppo tardi per l'economia locale o per l'Expo del 2015? Lufthansa Italia non volerà più. L’esperienza della compa¬gnia¬ nazionale controllata dal gi¬gante tedesco dei cieli si conclu¬derà a fine ottobre quando, con l’entrata in vigore del nuovo ora¬rio invernale, Lufthansa sposte¬rà addirittura gli aerei altrove. Ad annunciarlo lo stesso ceo e presidente della compagnia te¬desca, Christoph Franz. Inevitabile conseguenza il sacrificio di Malpensa: non a ca¬so la compagnia te¬desca non si fa cenno al destino dello scalo varesino gestito, co¬me Linate, dalla Sea. Che in vi¬sta dello sbarco in Borsa di fine anno, puntava molto su Luf¬thansa, come vettore numero uno, per confermarsi nel ruolo di hub internazionale. Adesso toccherà invece ad Air Dolomiti aumentare le frequenze dei voli verso la Germania con l’obietti¬vo di collegare il Nord Italia con l’hub di Monaco, base di Luf¬thansa. Uno schiaffo che bru¬cia, anche se Sea mostra di incas¬sarlo senza troppi danni.

Offerta Air Italy per Livingston

[Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.Albert Einstein] È ufficiale l'offerta vincolante di Air Italy per l'acquisto di una parte di Livingston, la compagnia aerea sull'orlo del fallimento con gli aerei a terra e quasi 500 dipendenti in cassa integrazione. L'offerta, dal prezzo di 200mila euro, riguarda i diritti di traffico di Livingston su Caraibi, Brasile, Kenya e Sri Lanka, con il richiamo in servizio di un centinaio di dipendenti, principalmente “di volo”.

martedì 23 agosto 2011

RAGAZZINI CAPRICCIOSI E LA CRISI/4

[Tutti i grandi oratori furono all’inizio dei pessimi parlatori. Ralph Emerson] Moody's ha tagliato il rating sul debito sovrano del Giappone ad Aa3, da Aa2, a causa del “grande deficit di bilancio e dell'accumulo del debito pubblico giapponese sin dalla recessione globale del 2009”. L'outlook, si legge in una nota, è stabile. Jp Morgan ha tagliato le stime di crescita degli Stati Uniti, parlando di “rischi elevati di recessione”. Secondo gli analisti della banca d'affari, le previsioni per il terzo trimestre sono solo “appena più accomodanti” rispetto alle precedenti, mentre peggio andrà nei trimestri a seguire. Negli ultimi tre mesi dell'anno il pil Usa crescerà infatti dell'1% (contro il +2,5% finora stimato), mentre tra gennaio e marzo 2012 la crescita si limiterà a +0,5% (contro il +1,5% previsto). “Il calo dei prezzi energetici dovrebbe aiutare ad arginare alcune debolezze dell'economia e i livelli di spesa ancora bassi dovrebbero aiutare a ridurre le chance di un trimestre negativo. Tuttavia - scrive Jp Morgan - i rischi di una recessione sono evidentemente elevati”. Il recente annuncio di Standard & Poor’s riguardo la possibilità di considerare al pari di una bancarotta un’eventuale ristrutturazione del debito greco ne ha allontanato la possibilità. La decisione di Moody’s di declassare il debito del Portogallo attribuendogli il giudizio più basso, quello comunemente definito “spazzatura”, ha avvicinato un prossimo secondo piano di salvataggio. Di recente sia Standard & Poor’s che Moody’s hanno minacciato di tagliare il rating dei titoli di Stato italiani, agitando la Borsa e i mercati. Ora, è in qualche modo anomalo che le sorti di alcune importanti economie europee e forse dell’Euro siano appese a tre società private. Già durante gli anni peggiori della crisi economica, racconta David Bocking sullo Spiegel, questo modello era stato molto criticato da analisti e stampa: anche perché le agenzie avevano dato rating alti e affidabili a titoli e prodotti finanziari tutt’altro che solidi, rendendosi in qualche modo corresponsabili dei disastri provocati dal loro collasso. Per non parlare di quanto accadde ai tempi del caso Enron, quando le agenzie di rating considerarono affidabili le azioni dell’azienda fino a quattro giorni prima del crac. Inoltre, in Europa circola da tempo un certo malumore per il fatto che le Big Three non trattino tutti allo stesso modo, dando agli Stati Uniti maggiore fiducia rispetto che a paesi in analoghe condizioni finanziarie. Queste accuse, per certi versi, lasciano il tempo che trovano. In primo luogo, perché nessuno obbliga nessuno a prendere per oro colato gli studi e i pareri delle agenzie di rating, che si limitano a fare il loro mestiere. In secondo luogo perché l’influenza delle agenzie di rating sui mercati si deve al servizio che offrono, che è globalmente un servizio molto efficace. Le agenzie coprono il 95 per cento del mercato e sono poche, cosa che impedisce che ogni paese si faccia direttamente o indirettamente la propria agenzia di rating, aumentando i livelli di incertezza e imprecisione. Rimane però una situazione anomala e non controllabile, a cui l’Europa sta cercando da tempo un’alternativa. Si è discusso per molto tempo di creare un’agenzia di rating comunitaria: chi la propone insiste sul fatto che per essere efficace debba essere “indipendente”, ma non si capisce come si dovrebbe garantire questa “indipendenza”. L’attuale crisi dell’euro ha dimostrato, scrive lo Spiegel, che persino la Banca Centrale Europea è soggetta agli umori e alle pressioni dei governi. Le strade allo studio sono due, in questo momento. Una è la creazione di una fondazione, politicamente ed economicamente indipendente dalle istituzioni europee. Il rischio di un progetto del genere è che possa portare semplicemente ad aggiungere a fare diventare le Big Three delle Big Four. La seconda proposta, invece, vuole creare una rete tra agenzie di rating europee già esistenti, coordinandole e basandosi su dati avvalorati da più studi. Nessuna di queste proposte è facilmente percorribile. I dati delle attuali agenzie di rating, infatti, fanno da parametri e punti di riferimento per molti accordi finanziari e direttive europee. Nel breve periodo, conclude lo Spiegel, quello che potrebbe accadere è il progressivo prendere meno sul serio declassamenti e promozioni. Almeno da parte delle istituzioni europee. Qualche mese fa, per esempio, la Banca Centrale Europea sembrava determinata a non accettare bond governativi greci, sconsigliati dalle agenzie di rating. Ora, ha scritto pochi giorni fa il Financial Times, quell’atteggiamento sembra essersi ammorbidito. [fine]

I SOLDI DELLA MALAVITA PER SALVARE L’ITALIA/1

[Quell'uomo è così brutto che il suo sudore gli scorre dietro la schiena pur di non guardarlo in faccia. Will Smith (Cassius Clay) in Alì]
Si apre un nuovo capitolo del giallo sul tesoro del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato a Londra nel 1982. Un tesoro da 70 milioni di dollari depositato alle Bahamas, denaro che il banchiere avrebbe tentato di recuperare per sanare parte del crac del Banco Ambrosiano. Alcuni quotidiani italiani e panamensi hanno presentato richiesta all’autorità giudiziaria delle Bahamas per conoscere la lista dei nomi dei correntisti a cui era intestato il tesoro di Calvi e capire a che punto sono le indagini sui traffici del banchiere dell’Ambrosiano. “L’autorita’ giudiziaria delle Bahamas, due settimane fa, ha chiesto a quella capitolina l’autorizzazione a poter divulgare “lo stato delle indagini sugli affari di Roberto Calvi” transitati sui conti alle Bahamas su cui il banchiere, trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri sul Tamigi, aveva fatto confluire il suo tesoro: 70 milioni di dollari”, spiega il quotidiano. “La procura di Roma - sottolinea il quotidiano - ha dato parere favorevole alla consegna degli atti ma non a fornire la lista dei titolari dei depositi bancari criptati a chi ne ha fatto richiesta”. [segue]

Punta Raisi fa i conti con la crisi

[Ti masturbi? Io lo preferisco a fare sesso. Ieri sera mi sono messo su una cosetta a tre: io, Marilyn Monroe e Sophia Loren. Credo, tra l'altro, che fosse la prima volta che le due grandi attrici apparissero insieme. Da Anything Else] La negativa performance dell’andamento del traffico passeggeri del triennio 2008/2010 ha determinato un vistoso arretramento della media mobile a 11 anni, passata dal +50,78% del 2009 al +36% del 2010, vistosamente inferiore a quella nazionale (51%). In tal senso la crescita media annua degli ultimi 11 anni –pari al 3,2% dal 4,6%- non è compatibile con le reali esigenze di mobilità nord-sud che nel medio termine ci si può attendere da Punta Raisi. solo sull’ultimo quarto dell’anno è stata registrata una inversione di tendenza, riferibile quasi per intero al traffico low cost, che è proseguita ininterrottamente fino a maggio 2011, portando l’aeroporto a scalare a scalare vertiginosamente la classifica degli aeroporti: +14%(may 2011-2010) e +12%(jan e may 2011-2010) al netto del traffico passeggeri di Ryanair dirottato dall’aeroporto di Trapani Birgi (aeroporto militare aperto agli usi civili)a seguito della crisi libica dal marzo 2011(La Gesap dovrebbe fare un monumento ai ribelli libici). I ribelli libici stanno accerchiando il bunker di Muammar Gheddafi, dove centinaia di uomini del Rais si oppongono all'avanzata degli insorti a colpi di mortaio e carro armato. È questione di ore, al massimo di alcuni giorni. Liberata la Libia Trapani Birgi ritornerà a regime dei voli presenti prima del conflitto. Per il terzo anno consecutivo il dato negativo ha coinvolto le compagnie nazionali già da tempo in affanno, quali la Wind jet e la Meridiana fly, ormai insediate sulle rotte domestiche da Ryanair. Mentre per Cai il discorso è più complesso. Fanno eccezione –tanto in termini di incremento dei movimenti che dei passeggeri- solo i vettori low cost, quali Easy Jet che si rafforza con un mix di offerta sul mercato domestico e internazionale, e Blu Express che ha colmato più spazi vuoti lasciati da Alitalia. L’incremento dell’operatività di Ryanair sull’aeroporto di Palermo si fonda comunque su un ampio accordo strategico, formalizzato nel 2010, mirato alla introduzione di nuove rotte internazionali point to point e all’ampliamento del network domestico per coprire il progressivo disimpegno dei vettori tradizionali di linea, in particolare di Alitalia.

lunedì 22 agosto 2011

L’art.18 non si tocca!

[Il paradiso lo preferisco per il clima, l'inferno per la compagnia. Oscar Wilde] Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, chiede alle parti sociali di pronunciarsi al più presto sulla bozza di statuto dei lavori inviata nei mesi scorsi. “La crescita - ha detto a margine di un convegno della fondazione per la sussidiarietà - dipende dalle politiche pubbliche ma anche dalle parti sociali perché un contributo fondamentale deve essere offerto dalla regolazione sia normativa sia da contratto. Giù le mani dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. È questo l'avvertimento lanciato dalla Cgil, che chiede “ai gruppi Parlamentari di cancellare tutte le norme sul lavoro contenute nel decreto” per la manovra economica.

L’India contro la corruzione

[La potenza non consiste nel colpire forte o spesso, ma nel colpire giusto. Honoré de Balzac] L'attivista indiano Anna Hazare e decine di migliaia di persone hanno ottenuto, dopo quasi 100 ore di sciopero della fame, un successo senza precedenti nella battaglia contro la corruzione in India. Il governo di Manmohan Singh ha accettato le condizioni poste per la stesura di un progetto di legge da presentare in Parlamento che colpisca veramente i corrotti. Negli ultimi mesi, vari scandali che hanno coinvolto ministri e personalità di rilievo hanno paralizzato la vita politica nazionale. Manifestazioni di sostegno all'attivista gandhiano Anna Hazare, giunto al 6/o giorno di digiuno, si sono svolte in varie città indiane, tra cui Mumbai e New Delhi, città quest'ultima dove sono state arrestate 80 persone per avere manifestato troppo vicino alla residenza del premier Manmohan Singh. Quest'ultimo ha rilasciato un'intervista in cui ha sostenuto che “la porta del dialogo è aperta” e che sulla Legge anti-corruzione “c'è molto spazio per dare ed avere”.

domenica 21 agosto 2011

Chi ha paura delle pistole ad acqua?

[Ti ho tradito, ma solo a scopo terapeutico. In fondo l'ho fatto per te, volevo sapere se riuscivo ancora ad avere orgasmi multipli. Da Anything Else] Un 20enne è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per aver inviato sms in cui incitava a prendere parte a una battaglia di pistole ad acqua: non è successo in Iran ma in Essex, Gran Bretagna. Lo riferisce il Nyt. Il giovane “inviava messaggi con il Blackberry per incoraggiare un combattimento ad acqua”, recita un comunicato della polizia, che precisa di aver agito nell'ambito di un giro di vite sui “network”, e rivela di monitorare il sistema messenger del Blackberry. Oggi, una cosa così semplice e colorata, è diventata da balocco un congegno di sfida. Lo sanno bene i giovani iraniani, silenti per troppo tempo (ricordiamo che in Iran il 65% della popolazione ha meno di 35 anni) e ora davvero decisi con intelligenza e astuzia a dire basta, schernendo quel regime che li vorrebbe ridotti a marionette senza cervello pronti soltanto a dire sì. Sono mesi e mesi, anzi anni, che sfidano il potere nei modi più fantasiosi per testimoniare la loro voglia di vivere, ma soprattutto quanto ormai sia ridicola, oggi, la dittatura: quando ci si può scrivere in tempo reale, quando in poche ore si è dall’altra parte del mondo, quando libri e conoscenza sono entrati nelle case, la dittatura non solo è fuori dal tempo, ma è anche poco conveniente. E i dittatori questo non l’hanno capito. Nascondono i giornali, bloccano le frontiere, minacciano, ma non sanno che ormai non basta più: il mondo ha occhi e orecchie ovunque.

RAGAZZINI CAPRICCIOSI E LA CRISI/3

[Stavo pensando che di tutte le piste di questa vita, la più importante è quella che conduce all'essere umano.Kevin Costner (Litotenente Dunbar / Balla coi lupi) in Balla coi lupi] Per l'agenzia di rating Moody's l'Italia ha ancora accesso al mercato del debito per cui non può essere considerata nella stessa situazione dell'Irlanda, di cui ha tagliato il rating a livello spazzatura. Irlanda che secondo gli analisti di Moody's si trova in una situazione simile a quella di Grecia e Portogallo. Moody's ha nuovamente abbassato il rating sul debito sovrano dell'Irlanda di un gradino portandolo a “Ba1” da “Baa3”, considerato livello “spazzatura” (junk) con “out look” negativo. Secondo l'agenzia di rating l'Irlanda avrà bisogno di nuovi aiuti prima di poter tornare sul mercato internazionale dei capitali per potersi finanziare. La Commissione europea si è pronunciata contro l'imposizione di nuove condizioni per l'invio di aiuti alla Grecia, come l'eccessiva richiesta di garanzie. È quanto riferisce l'agenzia Bloomberg. Questa settimana, infatti, l'Austria si è unita alla Finlandia nel pressing per innalzare le garanzie. Berlino ribadisce per l'ennesima volta la sua opposizione agli eurobond. “Fino a quando questa coalizione saraà al governo, non ci saranno eurobond”, ha detto il ministro dell'economia tedesco, Philipp Roesler, in una intervista. Secondo Roesler, l'emissione degli eurobond minaccerebbe la crescita economica della Germania, perché porterebbero ad un aumento dei tassi d'interesse. Nel 2010, sono stati emessi circa 270.000 valutazioni per un totale di debito analizzato pari a circa 32 trilioni di dollari, con circa 10.000 dipendenti nel mondo. Quindi con una “produttività” di 27 analisi pro-capite. Un valore che evidentemente impone turni massacranti di straordinario rispetto ad aziende che hanno una quantità di attività e beni per cui è quasi impossibile riuscire a fare l’elenco nell’arco di 1 anno. Immaginiamo cosa significa dare la valutazione di un Paese immenso come gli Usa. Nessuno dubita della preparazione dei dipendenti anche se, in massima parte si tratta di giovani, sicuramente molto efficienti ma forse non sempre di grandissima esperienza. La qualità in Italia è garantita dalla direzione di Maria Pierdicchi che per una decina d’anni ha lavorato a fianco di Massimo Capuano nella gestione di Borsa Italiana. Anche se poi l’attribuzione del rating segue una procedura che a livello internazionale proprio per ottenere il massimo d’indipendenza di giudizio. Resta irrisolto il nodo della “governance” che riguarda tutte le agenzie. Da una parte consulenti delle società private (che pagano i loro interventi). Dall’altra censori degli Stati (che non pagano). In attesa di una regolamentazione a livello internazionale l’utilizzo del rating sugli Stati sovrani va in qualche modo riconsiderato o ridimensionato alla stregua di un semplice supporto indicativo. Un “campanello di allarme”. Non la certezza sulla presenza dei ladri. Si deve evitare che la cieca osservanza da parte degli investitori meno esperti (e soprattutto l’uso, o abuso, strumentale degli speculatori) finisca per determinare quei bruschi cambiamenti di segno degli indici finanziari che bruciano risorse immense, e hanno riflessi negativi sull’economia (e la politica) “reale”. Le agenzie di rating sono società private che, al termine di studi e ricerche, forniscono giudizi – rating, appunto – su titoli obbligazionari e imprese. Semplificando, tali giudizi fanno riferimento all’affidabilità degli investimenti: un rating basso corrisponde a un rischio più alto e viceversa. Esistono diverse agenzie di rating e la gran parte di queste si occupano di declassare o promuovere i titoli delle società quotate in borsa. Ce ne sono tre, però, che fanno la stessa cosa con i titoli di Stato. Sono le tre agenzie di rating più grosse e influenti e i loro nomi ci sono familiari: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings. Insieme, vengono definite le Tre Grandi, le Big Three. Le agenzie di rating sono tra gli attori più influenti dell’economia mondiale. [segue]

POST HOLDER VITTIME DELLA FINANZIARIA?

[Se c'è una cosa che schifo sono gli uomini: quelle bestie pelose, piene di mani...Daphne (Jack Lemmon) in A qualcuno piace caldo] Anche i ricchi piangono. Lo fanno spesso quando sono chiamati a pagare tasse adeguate ai loro introiti. Anche se dichiarano redditi piuttosto elevati, non protestano per il contributo di solidarietà, che la manovra economica governativa impone con un’aliquota straordinaria (peraltro deducibile) del 5% oltre i 90mila euro di reddito imponibile e del 10% oltre i 150mila. E questo (la deducibilità) fa pensare che l’ennesima finanziaria di Berlusconi è una presa in giro. Brutte notizie per i post holder di Venezia (i dirigenti guadagnano in media 130 mila) Bergamo (100 mila €), Bologna (100.000 €), Palermo (circa 130.000 euro) e, infine, Torino(appena 90 mila €). Qualcuno, anzi, vorrebbe tagli drastici ai privilegi della propria casta. E se togliessimo i “bonus” di 20/10 mila euro all’anno, l’auto, l’albergo (se fuori sede) … I dipendenti statali lo conoscono già, perché per loro è previsto fin dallo scorso anno, i pensionati “di lusso” stanno imparando il suo meccanismo, ma ora il contributo di solidarietà si estende anche ai dipendenti del settore privato e ai lavoratori autonomi. Il meccanismo, cuore di quella parte di manovra che secondo il premier fa «grondare di sangue il cuore» perché «mette le mani nelle tasche degli italiani», è quello già testato per le altre categorie: la sforbiciata colpisce il 5 per cento della quota di reddito sopra i 90mila euro, e il 10% di quella che supera i 150mila. L'estensione “totalitaria” della stretta fa cadere le ultime tentazioni che dall'anno scorso si agitano fra i vertici della Pubblica amministrazione, che in più di un'occasione hanno meditato di interessare la Corte costituzionale per il diverso trattamento subito dai loro stipendi rispetto a quelli dei colleghi nel settore privato o nel lavoro autonomo. Ora la richiesta è uguale per tutti, e cade ogni possibilità di contestazione. Difficile calcolare il gettito complessivo dell'operazione: la richiesta lorda, in base ai dati delle dichiarazioni dei redditi censite dal dipartimento delle Finanze, dovrebbe arrivare intorno ai 2,3-2,4 miliardi di euro, ma gli effetti finali della misura sul bilancio dello Stato saranno decisamente più leggeri proprio per la deduzione del contributo dal reddito dell'anno successivo. Ipotizzando un contributo pro capite analogo a quello garantito dallo scorso anno dai dipendenti pubblici, l'effetto netto dovrebbe attestarsi intorno agli 1,6-1,8 miliardi nei due anni. Per capire le conseguenze pratiche sul bilancio del singolo contribuente interessato, invece, seguiamo le vicende di un reddito dichiarato da 100mila euro all'anno: nel 2012 interviene la prima tagliola, che chiederà il 5 per cento dei 10mila euro che superano la soglia dei 90mila. I 500 euro versati come obolo, insieme agli altrettanti richiesti nel 2013, saranno deducibili dal reddito dell'anno successivo a quelli in cui sono stati versati. Risultato: la richiesta lorda è di 1.000 euro nei due anni, ma produce anche uno sconto di 430 euro (per la deduzione dall'imponibile dell'obolo versato), per cui alla fine del dare-avere la somma versata dal contribuente per salvare le sorti dei conti pubblici nazionali sarà di 560 euro, pari allo 0,3% dei 200mila euro guadagnati nei due anni. Così concepito, il meccanismo garantisce una progressività del sacrificio, che cresce insieme al reddito dichiarato. Questa caratteristica cresce quando le entrate del contribuente superano i 150mila euro all'anno, perché sulla quota superiore a questa seconda soglia l'effetto della tagliola raddoppia e arriva al 10 per cento. Per capirlo si può proporre la fotografia di un reddito da 200mila euro all'anno: il primo scalino chiede il 5% dei 60mila euro compresi nella prima soglia (tra 90mila e 150mila euro), vale a dire 3mila euro all'anno. A questa “richiesta-base” si aggiunge il 10% dei 50mila che superano la seconda soglia. Conto totale: 8mila euro all'anno. Anche in questo secondo caso, la richiesta dell'anno prima è deducibile dal reddito dell'anno dopo, garantendo una progressività un po più dolce rispetto a quella che sarebbe stata determinata dal meccanismo puro, privo di sconto successivo. In virtù di questo meccanismo, la richiesta sale piano insieme al reddito dichiarato, e per i contribuenti che vantano un milione di entrate dichiarate all'anno si attesta al 5 per cento del reddito originario (si tratta, al netto della deduzione, di 50.015 euro all'anno). Sopra quella soglia, l'asticella sale ancora più piano, e per esempio chiede il 5,7% dei guadagni a chi dichiara 10 milioni all'anno. La doppia soglia del 5 e del 10 per cento per tutti ha combattuto fino alla fine della lunga giornata di ieri con un'ipotesi alternativa, che nel caso dei lavoratori autonomi avrebbe previsto un'addizionale sui redditi superiori a 55mila euro, che oggi pagano un'aliquota marginale del 41% e del 43% quando si superano i 75mila euro.

ALDEASA A CATANIA FONTANAROSSA

[Cu zappa, zappa a sò vigna cu bonu zappa bonu vinnigna. Chi zappa, zappa la propria vigna chi bene zappa bene vendemmia. Proverbio siciliano] La spagnola Aldeasa, a settembre, apre a Catania Fontanarossa e gestirà il Duty Free dello scalo etneo. La Sole Ligabue (sfrattata da Catania agli inizi del 2010) ha lasciato un debito di 800 mila euro. Autogrill acquisisce da Altadis S.A. il restante 49,95% di Aldeasa portando al 99,90% la sua partecipazione nel capitale della società, e rileva il 100% di «World Duty Free Europe Limited» da Baa Limited. Le due operazioni seguono l'acquisizione del primo 49,95% di Aldeasa nel 2005 e di Alpha Group Plc nel 2007. Il valore delle due acquisizioni è di 1,070 miliardi di euro, pari a un multiplo di 12,2 volte. Catania ha puntato, con il nuovo scalo, al settore non aviation. Gli spazi commerciale e per la ristorazione sono quadruplicati da 950 a 3.680 mq. La Sac non ha dato a un solo soggetto la gestione degli affitti, lungimirante, visto il risultato raggiunto con la Sole Ligabue, ma a più enti giuridici. A Palermo la Gesap ha dato tutti gli spazi commerciali a Sole Ligabue con il risultati che il 15 maggio lo sfratto è stato esecutivo con un tappo ci circa 2 milioni di €. I sette dipendenti della Sole a Punta Raisi aspettano ancora la cassa integrazione, e possono aspettare visto che nell’incontro con i sindacati la Sole si era impegnata, su pressione sindacale, ad anticipare la cassa integrazione. Una promessa che non sarà mai mantenuta, visti i debiti accumulati a Venezia, Catania, Palermo … non si capisce per quale motivo debbano anticipare la cassa integrazione.

sabato 20 agosto 2011

I PRESUNTI CAPISQUADRA … DUE

[Non sei niente, sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo! Robert De Niro (Al Capone) in Gli intoccabili ] Vorremmo ricordare ai sette cosiddetti capisquadra di Aviapartner che rispondere al telefono è un atto di cortesia e non un obbligo. Quando i lavoratori di Ap si troveranno in busta paga la voce “reperibilità” allora sarà obbligatorio. Questa potrebbe essere usata dai sindacati come motivo di trattativa al prossimo incontro, che, presumibilmente, avverrà a settembre, per monetizzare la “reperibilità”. Altra cosa non si riesce a capire, per quale motivo i trattori elettrici (quelli per intenderci che trainano i carrelli con i bagagli), devono essere usati solo dai quinti livelli? Le scale, lo scarico WC, l’acqua potabile …, questi mezzi possono essere usati anche dagli stagionali.

RAGAZZINI CAPRICCIOSI E LA CRISI/2

[Il principe deve sorvegliare con attenzione l’onestà pubblica, giammai la privata. Montesquieu] “Riteniamo che i prezzi delle azioni a livello globale continueranno a rallentare sempre di più come gli Eps finché non ci saranno più chiari segnali di un picco dell'attuale ciclo globale dei profitti”, conclude Citi la cui ipotesi migliore è che questo picco venga raggiunto nel 2013. Non senza qualche ombra di sospetto. Per esempio domenica pomeriggio Warren Buffet, aveva giudicato «un errore» la bocciatura di Standard& Poor’s. Moody’s, l’altra sorella del rating, ha fatto sapere che non seguiva i colleghi sulla strada della retrocessione. Pochi, però, sanno che il fondo di Buffett è azionista di riferimento di Moody’s. Da qui il sospetto che l’anziano finanziere avesse voluto “anticipare” il giudizio positivo dei suoi analisti. Chissà: forse voleva proteggere i suoi investimenti? Proprio questi sospetti rilanciano i dubbi sull’effettivo valore del rating e sulla necessità di controlli più stretti. Non tanto creando un’agenzia nazionale (come ha fatto la Cina) ma, eventualmente creando una Consob internazionale incaricata di dare i voti a chi da i voti. Nel caso di Standard & Poor’s, agenzia americana fondata nel 1860, parliamo di un’articolazione degli uffici, presenti in 23 paesi, per fornire agli investitori giudizi di rating, indici finanziari (il principale, S&P 500), valutazioni di rischio, ricerche ed altre analisi economiche e finanziarie. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una inchiesta sull'agenzia Standard & Poor's per accertare se il colosso dei rating ha assegnato giudizi impropri a decine di titoli garantiti dai mutui negli anni precedenti alla crisi finanziaria. Lo scrive il New York Times, che cita fonti vicino al dossier, sottolineando che l'indagine è partita prima che S&P strappasse la tripla A agli Usa. Il 6 agosto l’agenzia Standard & Poor’s ha declassato il rating del debito pubblico americano, facendolo passare dal livello massimo AAA a quello immediatamente precedente, AA+. È stato il primo downgrade nella storia degli Stati Uniti d’America, è arrivato poco dopo l’accordo sull’innalzamento del tetto del debito pubblico. La decisione non è stata seguita dalle altre due maggiori agenzie di rating, Fitch e Moody’s, ed è stata molto contestata negli Stati Uniti: Barack Obama l’ha definita ingiusta e molti hanno rinnovato i loro dubbi riguardo la straordinaria influenza sull’economia mondiale di società private dai percorsi decisionali non sempre trasparenti. Durante gli anni che hanno preceduto la crisi economica, infatti, sia S&P che altre agenzie di rating hanno ottenuto profitti record consigliando l’acquisto di strumenti finanziari legati ai famigerati mutui subprime, ritenuti allora affidabili e proficui, senza prevedere il loro successivo deterioramento. Non è noto se l’inchiesta riguarda anche Moody’s e Fitch. Nel frattempo, scrive il WStJ, alcune città americane stanno rescindendo i contratti che avevano sottoscritto con Standard&Poor’s allo scopo di avere rating e valutazioni riguardo il loro portafoglio di investimenti. Una delle città è Los Angeles, e poi ci sono la contea di Manatee in Florida e quella di San Mateo in California. Standard & Poor’s aveva declassato anche il loro rating, dopo il downgrade al debito statunitense. [segue]

Nudi alla meta

[Spesso le donne sono avide per vanità e per mostrare quanto si spenda per loro. Montesquieu] Hanno protestato a seno nudo contro l'arresto dell'ex premier e attuale leader dell'opposizione, Iulia Timoshenko, ma sono state fermate dalla polizia. Le protagoniste dell'iniziativa, due giovani femministe del gruppo Femen, si sono presentate in topless nel centralissimo viale Khreshatik, a Kiev, vicino al tribunale dove si stava svolgendo il processo contro l'eroina della Rivoluzione arancione, agitando uno striscione e gridando “Libertà alla vera opposizione!”. Nel giro di dieci minuti gli agenti le hanno fermate e le hanno portate via. Timoshenko è stata arrestata il 5 agosto per l'atteggiamento irriverente tenuto nei confronti di corte e testimoni durante il processo a suo carico. Iulia è accusata di abuso di potere per aver imposto alla società statale energetica Naftogaz un accordo con il colosso russo Gazprom per le importazioni di gas nel 2009, senza il parere del governo da lei guidato. Secondo l'accusa, il prezzo concordato sarebbe stato svantaggioso per l'Ucraina. L'ex premier si è sempre detta innocente e ha definito quello a suo carico un “processo farsa” orchestrato dal presidente Viktor Ianukovich. Nel frattempo l'ex presidente dell'Ucraina Viktor Iushenko si è recato al tribunale distrettuale di Pechersk per testimoniare nel processo che vede l'ex premier Iulia Timoshenko, imputata per abuso di potere per i controversi contratti per le forniture di gas russo. Ieri il tribunale di Kiev aveva inviato un secondo mandato di comparizione a Iushenko, appena tornato dall'estero. Le bellissime donne ucraine si sono spogliate per protestare, davanti al parlamento di Kiev, contro una proposta di legge per innalzare l’età pensionabile delle donne. Ogni occasione è buona, in estate, per togliersi i vestiti in Ucraina.

venerdì 19 agosto 2011

OMBRE A PALERMO PUNTA RAISI

[Lascia che le prenda sul ring, almeno li so chi me le da! Da Cinderella Man] A ottobre le compagnie aeree iniziano la stagione invernale, che per consuetudine è quella di sacrifici e stenti. Dopo l’abbondanza estiva l’inverno porta un calo di passeggeri fisiologico. Ma tentiamo di fare alcune previsioni su quello che avverrà a Palermo Punta Raisi. Non è confermato ufficialmente ma molti rumor aeroportuali danno per certo che la Wind jet ridurrà i voli da Palermo; stessa cosa farà Alitalia. Motivo di questa scelta (senza esse maiuscola) è la politica aggressiva della Ryanair che ha ottenuto agevolazioni economiche interessanti dal parte del gestore Gesap. I voli da Palermo per Venezia, Verona, Pisa, Bologna … effettuati da Ryanair hanno messo all’angolo i vettori Alitalia, Wind jet, Meridiana. Meridiana, se dovesse perdere le tratte sociali, con il nuovo socio Air Italy, non sembra avere le idee chiare su cosa fare nei prossimi sei mesi. Nel frattempo entro dicembre Blu Panorama e Air Berlin dovrebbero lasciare Gh Pmo per passare con Aviapartner. Lufthansa Italia ha deciso, dopo la beve attività, di chiudere definitivamente, lasciando l’Italia (a Palermo, al momento, fa tre voli al giorno).Sarà una guerra tra poveri dove i lavoratori aeroportuali saranno, come sempre, l’anello debole e il mondo sindacale, quasi tutto, inizierà a fare proposte demagogiche: si ritornerà a parlare di consorzio, o in alternativa del patto sociale realizzato in altri scali italiani. Due tesi improponibili perché tecnicamente irrealizzabili. La nascita del fantomatico consorzio ucciderebbe la libera concorrenza, e il patto sociale, già realizzato a Roma Fiumicino, è opportuno farlo tra privati e non è il caso di Punta Raisi. La Gh Pmo è partecipata al 51% dalla Gesap, dunque eventuali esuberi o quant’altro, sono problematiche che devono essere risolte, esclusivamente, dalla Gesap.

È TUTTO UN PUTTANAIO …

[Senti cara, se pensi che ti abbia portato a casa mia per scoparti ti sbagli. Andiamo a casa tua. Rocco Barbaro] “Tassare la prostituzione volontaria che non è reato e ormai è diffusa negli appartamenti e pubblicizzata su internet, dare la risorsa della gestione agli enti locali mediante locali o quartieri appositi anche per combattere il rischio del taglio dei servizi e intanto proseguire sul divieto di prostituzione in luogo pubblico”. Lo propone Fabio Sabbatani Schiuma, componente dell'esecutivo nazionale del Movimento per l'Italia con Daniela Santanchè. Se si ritiene che davanti alla crisi economica, che sta devastando il mondo occidentale, si possa risolvere le incertezze del momento dando più figa a tutti, siamo a mare. Siamo sicuri questa iniziativa avrà il consenso del presidente del consiglio che, modestamente, di puttane se ne intende. Riteniamo che una buona parte delle escort non sono contente di pagare le tasse, meglio il nero. “Nella maggior parte dei Paesi europei - ha spiegato Schiuma - ciò avviene da anni e in Germania, tanto per citare un esempio, le circa 240mila 'signorine' creano un volume di affari di circa 17 miliardi di euro l'anno. Vanno imposti i controlli sanitari e il regime di tassazione per chi ha forti guadagni in nero che, non potendo più eludere i controlli fiscali, dovrà abbandonare anche lo sfruttamento di minorenni”. L'esponente del Movimento per l'Italia cita “la proposta del sindaco di Altopascio”. Il primo cittadino del comune in provincia di Lucca, Maurizio Marchetti (Pdl)si è chiesto se avendo come molti sindaci “soldi in cassa senza poterli spendere a causa del Patto di Stabilità, sia giusto che vi siano famiglie che pagano le tasse fino all'ultimo centesimo e invece uomini e donne che mercificano il proprio corpo, incassando anche 10 mila euro al mese, salvo poi destinare quei ricavi in altri Paesi, (molte prostitute sono straniere) oppure ad ingrassare le criminalità. Facciamo dei controlli, prevediamo l'esercizio della professione in luoghi ad hoc, controlliamo le lucciole sotto il profilo sanitario e applichiamo anche a loro le imposte. Altrimenti resta solo una valida alternativa sopprimere la prostituzione facendone un reato specifico”.

Anonymous, manifestazione 15 ottobre

[Tre porte ha l’inferno: lussuria, ira, avarizia. Bhagavadgita] I disordini in Gran Bretagna sono “il frutto di decenni di negligenza dei governi”, e l'autorità politica “li utilizzerà per limitare la libertà”: lo scrive Anonymous, il collettivo hacker divenuto celebre per il supporto a Wikileaks e alle rivolte arabe, in un comunicato stampa pubblicato su Youtube. Il gruppo chiama i cittadini britannici all'azione, e lancia l'iniziativa di una “manifestazione pacifica per la libertà” il prossimo 15 ottobre in tutto il Paese. Guerriglia a Londra: rabbia, sconcerto, incredulità ma anche comprensione. Sono questi i sentimenti che gli utenti inglesi in queste giorni stanno postando su Twitter. È una sequenza senza fine di tweet, brevi ma fortemente incisivi. “È come un flash back nelle sommosse degli anni '80, sono preoccupato”, dice Warren Ellis. “È il modo giusto di protestare?...Sì, risponde Shiv Malik. “No, vogliono solo distruggere è ridicolo...", risponde Noora. “Perché la rivolta?”, la domanda secca di Ellis Michael. Ma c'è anche chi cerca di spiegare: "Un falò generato da anni di incuria - sostiene Chris Thorpe - dalla rabbia di giovani fuori dal sistema". Qualcuno se la prende con le autorità: “Il sindaco non ha avuto il tempo di spiegare...”, l'accusa di Jeremy. Qualcun altro attacca Buckingham Palace: “5.000 agenti per le nozze reali, solo un paio di migliaia per la rivolta”, firmato Kemz. “Polizia? Si raccoglie quello che si semina”, l'impietosa analisi di Felix. Non la pensa così Roland Eriks: “Deve essere dichiarata la legge marziale”. C'é David che guarda con timore ai Giochi olimpici del 2012: “Quale budget per la sicurezza?”. Ma c'è anche chi non giustifica: “Altri paesi hanno motivo di rivolta, dove il governo abusa del popolo, NON LONDRA!!!”, grida mr. Chow. Nel frattempo negli Usa i dimostranti organizzati dal collettivo hacker Anonymous, hanno bloccato i servizi della Bart, che gestisce un servizio metro a San Francisco. Due giorni fa, l'azienda aveva impedito il servizio di telefonia mobile nelle stazioni per impedire ulteriori proteste, iniziate a luglio dopo l'uccisione di un senzatetto da parte di due agenti della security in una stazione metro.

RAGAZZINI CAPRICCIOSI E LA CRISI/1

[Megghiu picca gòdiri, ca assai trivulàri. Meglio poco gioire, che lamentarsi assai. Accontentarsi della piccole gioie della vita, piuttosto che rischiare grandi disgrazie. Proverbio sicilaiano] Ormai è assodato. Le agenzie di rating hanno avuto una trasmutazione genetica. Sono diventate un ogm dei mercati finanziari. Probabilmente dannose per la salute dei listini. Erano nate come strumento di garanzia perché il loro voto era un’assicurazione sulla solidità degli investimenti. Si sono trasformate in un elemento destabilizzante capace di far perdere milioni di dollari o di euro a chi investe. L’ampiezza e l’incisività della trasformazione è emersa in tutta chiarezza. In mattinata le Borse europee, sostenute dagli interventi della Bce a supporto di Italia e Spagna, avevano galoppato. Nel pomeriggio l’apertura di Wall Street che condizionata dal parere negativo di S&P sui conti pubblici, ha perso terreno trascinando il resto. Il vero problema è se normale che dei ragazzini possano condizionare l’economia di una super potenza militare e poi economia, come gli Usa. Non solo ma condizionare anche lo sviluppo e la crescita di quasi tutti i paesi dell’unione europea. Enti privati che condizionano stati sovrani, Morgan Stanley rivede al ribasso le proprie stime sulla crescita economica globale per il 2011. Qualcuno sostiene che questo è il capitalismo, per noi è solo pazzia che genera anarchia. La banca di Wall Street prevede per l'economia mondiale una crescita del 3,9% rispetto ad un +4,2% stimato in precedenza. A pesare, spiega Morgan Stanley in una nota, è la crisi dei debiti sovrani in Europa a cui i leader europei non sanno trovare “una risposta adeguata”, un calo di fiducia in generale e la prospettiva di una stretta fiscale. Citi non si accoda a Morgan Stanley e ritiene poco probabile un collasso dei profitti delle società. L'economia globale è “pericolosamente vicina alla recessione”, scrive Morgan Stanley nell'abbassare le proprie previsioni di crescita globale per il 2011 e il 2012. Questo a causa di politiche economiche sbagliate sia negli Stati Uniti che in Europa, a cui si aggiungono prospettive di altre strette fiscali nel 2012. Mentre Citi osserva che dai minimi della scorsa settimana, i mercati azionari globali sono diminuiti di circa il 20% dai massimi segnati quest'anno. In passato i prezzi delle azioni hanno preso uno dei due sentieri da questo punto di partenza: un prolungato declino del mercato orso, con i prezzi delle azioni che scono scesi di un ulteriore 20%, o un rimbalzo, con gli indici azionari che hanno guadagnato il 20% in 12 mesi. “Crediamo che un rimbalzo dei prezzi delle azioni sia il risultato più probabile, si legge nella nota di Citi . Un calo esteso del mercato orso si verifica quasi esclusivamente con una recessione dei profitti delle imprese. Questi sono periodi in cui l'utile per azione scende del 10% o più. “La nostra analisi suggerisce che la probabilità di un collasso globale dei profitti è sì in aumento, ma è ancora bassa”, prosegue Citi. Da questi livelli, per assistere a un crollo degli utili, bisognerebbe vedere una combinazione di Roe notevolmente più elevati, crescita più rapida degli investimenti (capex), stress più estremi nei mercati interbancari e spread creditizi più ampi. Ora Citi si aspetta una crescita globale dell'Eps 2011 del 12% da una stima precedente del 18% e dell'Eps 2012 del 9% contro l'11% previsto prima. Attualmente le stime del consenso prevedono per il 2012 un 15%, mentre il mercato azionario sta scontando una contrazione del 5/10%. In linea con il downgrade delle stime di Eps, Citi ha abbassato l'obiettivo di fine 2011 dell'indice MSCI All Country World da 380 a 360 punti e per la fine del 2012 a 390. Attualmente il livello dell'indice è di 307 punti. [segue]

giovedì 18 agosto 2011

Az in difficoltà

[L'orgoglio è figlio dell'ignoranza. Giuseppe Baretti] Record di passeggeri per Alitalia nel luglio scorso, mese in cui ha trasportato il maggior numero di persone dalla nascita della nuova compagnia nel gennaio 2009. Lo comunica l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, nella lettera mensile ai dipendenti. “Abbiamo chiuso con oltre 2.600.000 passeggeri (il +8,4% rispetto al 2010) ed un tasso di riempimento di quasi il 78% (2,4 punti in più). Il 29 luglio abbiamo registrato il nostro dato giornaliero record con oltre 92 mila passeggeri”.Come se la passa la nuova Compagnia Aerea Italiana? Il presidente Colaninno parla di uno “straordinario secondo trimestre 201”. I ricavi dei primi sei mesi 2011 sono aumentati, ma la perdita netta è comunque di 94 milioni. Pareggio di bilancio entro fine anno? Secondo l'imprenditore mantovano “non è un'ipotesi azzardata”. Sarà. Intanto i lavoratori di Cai continuano a stringere la cinghia. Un assistente di volo di lungo raggio, che ha chiesto l'anonimato, ha raccontato all'Espresso una realtà differente da quella ufficiale: “Ho volato e continuo a volare su aerei dove alcuni forni per riscaldare la cena sono rotti da mesi. Su una tratta che percorro spesso ho convissuto a lungo con gli insetti. Ho scritto report e segnalazioni: silenzio assoluto. Si risparmia su qualsiasi riparazione che non sia di assoluta necessità”. Anche il cibo aziendale comincia a costare caro. “Durante i corsi di aggiornamento a Fiumicino –racconta – noi dipendenti abbiamo diritto alla mensa Alitalia. Abbiamo sempre pagato un prezzo simbolico di 60 centesimi. Da qualche mese paghiamo 8 euro a pasto e se non ci fossimo ritrovati la trattenuta in busta paga non lo avremmo neanche saputo, visto che nessuno ci ha informati. A saperlo prima, avrei portato un panino da casa”. Insomma anche la nuova Cai è in difficoltà. E stringe la cinghia. A maggior ragione adesso che la vecchia dirigenza è a un passo dal processo per bancarotta. Appena venerdì scorso la Procura di Roma ha notificato agli ex ad Giancarlo Cimoli e Francesco Mengozzi una lettera che prelude proprio al rinvio a giudizio. Tra le motivazioni i pm Stefano Pesci e Francesca Loy parlano di “dissipazione di beni aziendali” e “gestione del settore cargo economicamente abnorme”. Per Mengozzi e altri cinque ex dirigenti e funzionari l'accusa è di bancarotta, per Cimoli c'è anche l'accusa di aggiotaggio.

martedì 16 agosto 2011

I CONTI DELLA GESAP

[Articolo 7. Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione. Dichiarazione dei diritti dell’uomo] Il bilancio dell’esercizio chiuso il 31/12/2010 espone un valore della produzione pari a 42.295.734€ (+ 3,4%), un risultato lordo della produzione di 822.040 euro, un utile prima dell’imposta delle imposte di 956.703 € ed un risultato di esercizio di -137.033 €. Pur proseguendo nel 2010 il trend negativo del traffico commerciale passeggeri (-0,17%), ancorché in leggera ripresa rispetto all’esercizio precedente (-1,63%), e pur rimanendo ancora irrisolto il divario dei diritti aeroportuali nel confronto con gli altri scali nazionali, il margine operativo lordo si attesta a 3,955 mln di euro da 1,916mln e un reddito ante gestione straordinaria che si rafforza in territorio positivo (793 mila € da 212.000 del 2009). Se gli amministratori della Gesap avessero gestito con più parsimonia il personale, evitando l’assunzione di tanti ph doppioni, il bilancio della Gesap sicuramente sarebbe stato in positivo. Il Cipe ha dato il via libera al contratto di programma per l'aeroporto di Palermo Falcone-Borsellino. All'approvazione del documento é affidata l'ottimizzazione delle risorse, l'efficienza gestionale e il miglioramento della qualità dei servizi e del piano degli investimenti quadriennale. Il contratto di programma fissa l'incremento del sistema delle tariffe aeroportuali che, nel caso di Gesap, sarà di 4,39 euro a passeggero (da 3,76 euro a 8,15 euro per il primo anno). L'aspetto della programmazione degli investimenti é fondamentale. Il piano quadriennale 2010/2013 prevede, infatti, 124,5 milioni di euro. La programmazione tiene altresì conto del 2014 come anno di completamento delle previsioni di investimento. In tal modo, considerando gli ulteriori investimenti per 22,6 milioni di euro, il totale dei nuovi investimenti tra il 2010 e il 2014 é di ben 147 milioni di euro, il 55% dei quali in autofinanziamento: in pratica, tenuto conto degli investimenti avviati già nel 2009, lo sforzo complessivo sarà di oltre 162 milioni di euro. La progettazione di tutti questi lavori verrà fatta dalla Compagnia del Progetto? La domanda nasce spontanea perché nell’ultimo bilancio Gesap non abbiamo trovato una sola parola che accennasse alla CdP.

Birgi off limits per guerra in Libia

[Tra coloro che in battaglia vincono mille volte mille nemici, l'uomo che vince se stesso è il più grande di conquistatori. Dhammapada] Arrivano i primi fondi per compensare le gravi perdite subite dal territorio trapanese durante il periodo di fermo dei voli sull'aeroporto di Birgi. Il Senato ha infatti approvato la norma che assegna dieci milioni di euro come risarcimento. “Si tratta di un importante passo in avanti - sottolinea il presidente della provincia di Trapani, Mimmo Turano - verso la conclusione dell'iter procedurale del provvedimento che adesso passerà al vaglio della Camera. Questa risorsa è importante per il nostro territorio che ha subito significative perdite economiche a causa della chiusura di Birgi. Sono certo che la presidenza del Consiglio dei Ministri - conclude - sentirà l'esigenza di confrontarsi con la presidenza della Provincia, in modo tale da elaborare un piano di interventi che tenga conto della promozione internazionale del territorio e delle reali esigenze degli operatori locali”. Le statistiche di giugno confermano il dato negativo già registrato nel mese di maggio. Un trend negativo ben oltre il -20% che mina pesantemente le performance di costante incremento che lo scalo ha fatto registrare dal 2006 al marzo 2011, mese di inizio delle indispensabili limitazione imposta ai voli civili per esigenze operative della base del 37° Stormo coinvolta nelle operazioni NATO per la crisi Libica. Il numero di 40 movimenti giornalieri, fissati da Stato Maggiore Aeronautica ed ENAC, si traduce in un 23,73% in meno nel traffico passeggeri e in un 26,57% in meno nei movimenti dei velivoli . Il mese scorso hanno volato da Trapani 142.005 passeggeri contro i 175.700 del giugno 2010; a giugno 2010 i movimenti furono 1.510, mentre nel mese scorso sono stati 1.193. A Trapani prosegue il crollo di passeggeri legato alle restrizioni per le operazioni militari in Libia. A luglio il calo di passeggeri e movimenti si è attestato attorno al -23% e -24%. Il mese scorso hanno volato da Trapani 162.694 passeggeri contro i 200.016 del luglio 2010; a luglio 2010 i movimenti furono 1.567, mentre nel mese scorso sono stati 1.261. Il picco giornaliero di 6.355 passeggeri in 24 ore (3.445 in arrivo; 2.910 in partenza) è stato registrato il 31 luglio, mentre il picco orario di 1.051 passeggeri è stato registrato tra le 16 e le 17 del 14 luglio. Il calo è stabilizzato attorno al 23% ma il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, vuole comunque guardare avanti. “Voglio immaginare - ha detto - che gli annunciati interventi a ristoro della immagine del territorio e delle limitazioni imposte alla società aeroportuale al più presto possano essere resi operativo per produrre i loro effetti almeno per la prossima stagione invernale”.

I bulgari sbarcano in Sicilia

[Due cose l'esperienza deve insegnare: la prima, che bisogna correggere molto; la seconda, che non bisogna correggere troppo. Eugéne Delacroix] Dal prossimo 19 settembre sarà operativo un collegamento diretto Sofia-Palermo gestito da Eurialo Viaggi. Si tratta della prima catena di voli charter che trasporteranno turisti bulgari in Sicilia e, precisamente, nel villaggio turistico Città del Mare di Terrasini del quale Eurialo Viaggi è da quest'anno uno dei soci proprietari e gestori. La presentazione ufficiale dell'iniziativa è avvenuta a Sofia lo scorso 29 luglio nella sede di Casa Sicilia Bulgaria che ha ospitato l'evento. In quella sede, Alfio La Ferla, presidente di Eurialo Viaggi e, per l'occasione, anche rappresentante di Città del Mare, ha illustrato i programmi turistici a circa 100 tra T.O., agenti di viaggio e giornalisti bulgari che si sono dimostrati entusiasti dell'innovativa proposta. Tant'è che sono già centinaia i turisti bulgari che, a pochi giorni dalla presentazione, hanno già acquistato i pacchetti turistici proposti. I voli saranno effettuati in collaborazione con alcuni T.O. locali e saranno operati dalla compagnia di bandiera Bulgarian Air fino a ottobre. Dopo l'interruzione invernale, riprenderanno nell'aprile del 2012.

domenica 14 agosto 2011

Stato di crisi a Palermo

[Continuare a vivere così / ha l'aria di un naufragio / sì, questa vita m'ha fregato / m'ha insegnato ad aspettare / un mondo mai creato... / Il mare è già qui / che trabocca / ed ora che son sola / l'acqua mi tocca. Acqua nascerà / acqua crescerà / acqua vieni giù dai monti. / Acqua laverà / e disseterà / acqua cheta rompi i ponti. Acqua pioverà / acqua asciugherà / acqua bagna questa terra / acqua splenderà / limpida sarà / acqua porta via la guerra. Loredana Bertè – Acqua] Arranca la giunta comunale di Cammarata: Gesip, Amia e Amat sono al collasso. Comune e Amia hanno intanto raggiunto un'intesa sulle questioni relative alle penali, mentre per il contratto di servizio e il trasferimento dei lavoratori da Amia Essemme ad Amap, il tavolo tornerà a riunirsi a settembre. Il Comune ha assunto l'impegno a restituire ad Amia 2 milioni per il pagamento dei contributi dei lavoratori. Il Comune di Palermo blocca la spesa e utilizza i fondi Cipe per pagare gli stipendi. L’assessore al Bilancio, Giuseppe Genco, ha deciso di fermare, almeno fino a settembre, il pagamento dei fornitori e perfino le piccole spese per il funzionamento degli uffici. Una misura drastica ma necessaria, visto che le casse dell’amministrazione sono ormai all’asciutto e i soldi non bastano nemmeno per erogare le mensilità ai 20.000 dipendenti diretti e delle partecipate. Criticità finanziarie che hanno costretto la giunta a dirottare i 35 milioni dei fondi Cipe per gli investimenti e i 14 milioni ricavati dalla vendita dei Buoni ordinari comunali sul capitolo salari, per poi rimpinguarli a settembre quando dovrebbero arrivare i trasferimenti regionali e nazionali. Nel frattempo, il sindaco dovrà riuscire ad approvare in giunta i Piani economici di gestione senza i quali il Bilancio esitato dal consiglio comunale resta lettera morta. Una crisi di liquidità che sta avendo ripercussioni sulle società partecipate e in particolar modo sull’Amat, in cui si registrano forti ritardi nel pagamento degli stipendi di luglio. Alcuni lavoratori non sindacalizzati hanno già ipotizzato prime forme di protesta: sono in tanti, infatti, ad avere problemi con rate, mutui e ferie estive.

Una finanziaria piena di demagogia

[Controllati nel corpo sono i saldi, ed anche controllati nella parola; controllati nella mente sono i forti, essi sono controllati in ogni senso. Guardati da un atto di collera verbale, sii controllato nella parola. Buddha] Fino a pochi mesi addietro il premier e i suoi uomini dicevano che i conti italiani erano a posto, si auto complimentavano i furbetti. Recentemente, proprio loro, ricordano che l’Italia è sotto attacco di perfidi speculatori, e l’Italia non ostenta più tanta sicurezza. La colpa, ovviamente, è degli altri, della sinistra in particolare. Dalle pessime barzellette di Berlusconi si passa alla sceneggiata napoletana. Il debito pubblico italiano non è quantificabile, alle cifre del tesoro bisogna sommare i debito delle regioni, comuni e province con le varie aziende controllate. Con questa finanziaria, per fortuna, si è ucciso il federalismo, ma non ditelo alla Lega che ancora non l’ha capito. ”Finalmente il Governo ha mostrato le carte. Carte piene sia di ombre lunghe sia di fioche luci. Vista la situazione disastrosa in cui versa il sistema economico-finanziario del nostro paese, l'Italia dei Valori ha il dovere di fare la sua parte, affrontando il provvedimento nel merito”: è quanto afferma Antonio Di Pietro, leader di Idv in una nota. Stop ai doppi incarichi per chi è stato eletto. È una delle ipotesi emerse nel corso del Consiglio dei ministri che, secondo quanto riferito da fonti governative, sta valutando l'incompatibilità dell'incarico parlamentare con altre cariche elettive. (Tagliare drasticamente lo stipendio ai manager pubblici e ai politici, questo sarebbe troppo rivoluzionario). Non subiranno tagli le opere edilizie relative a carceri e scuola”. Lo ha precisato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione della conferenza stampa convocata al termine del cdm. La Cgil si avvia allo sciopero generale contro la manovra economica del governo che giudica “iniqua”. Il 23 agosto ci sarà una riunione straordinaria per “decidere la data della mobilitazione”. E la proposta sarà estesa anche a Cisl e Uil perché “a lavoratori e pensionati si chiedono sacrifici al di sopra delle proprie possibilità”.