domenica 31 luglio 2011

I soliti furbi con il culo al posto della faccia

[Dimenticate l’antica massima che nulla rende vincenti come il successo: oggi la regola prevalente per i top manager è che niente rende quanto un fallimento. Warren Buffett] Un accordo preliminare sull'aumento del tetto del debito Usa sarebbe stato raggiunto. Lo riporta la stampa americana citando alcune fonti, secondo le quali l'accordo, non ancora definitivo, prevedrebbe un aumento del tetto del debito fino a 2.800 mld di dollari e tagli alle spese leggermente superiori. L'aumento del debito avverrebbe in due fasi, la prima da 1.000 mld di dollari immediata. L'accordo se sarà definitivo sarà sottoposto al voto del Senato. E mentre gli Usa sono a rischio di fallimento tornano gli stipendi d'oro ai big di Wall Street. Goldman Sachs, la banca americana salvata grazie agli aiuti del governo, ha raddoppiato il compenso elargito nel 2010 al numero uno Lloyd C. Blankfein, portandolo a 19 milioni di dollari. La paga include anche il reintegro del bonus in contanti per la prima volta da tre anni. Il totale dello stipendio di Blankfein comprende infatti 5,4 milioni in contanti, 12,6 milioni in titoli vincolati; 600.000 dollari come paga base e benefit per 464.000.

RAGGIUNTO ACCORDO INTESA SP

[In Italia l’introito di una banca su ogni conto corrente è in media di 204 euro, contro 186 in Germania, 124 in Francia, 40 in Spagna. E contro una media europea di 133 €. Solo in Lussemburgo le banche più care, 265 euro. Gianni Dragoni e Giorgio Maletti: La paga dei padroni] È stato raggiunto l'accordo con i sindacati sulle ricadute occupazionali del piano d'impresa che coinvolge 8 mila dipendenti. L’intesa non dovrebbe intaccare la paghetta dei manager: Francesco Micheli dg, 2.503.000 e Corrado Passera ad e dg 3.523.140 … al lordo delle tasse, però questi dati risalgono al 2007. L'intesa prevede l'uscita volontaria di tremila dipendenti della banca, il ricollocamento di altri cinquemila lavoratori e 1200 nuove assunzioni. La vertenza era stata aperta da Intesa Sanpaolo in seguito alla presentazione del piano triennale di impresa presentato a inizio maggio. Intesa Sanpaolo è soddisfatta per l'accordo con i sindacati sul piano d'impresa 2011-13. “È un accordo innovativo - sottolinea il responsabile delle risorse umane Marco Vernieri - e di grande importanza per tutto il settore, che consolida un sistema concertativo di relazioni industriali che in questo momento è un assoluto plus a livello di settore e di sistema. E ci teniamo a riconoscere al nostro sindacato un atteggiamento lungimirante e di grande responsabilità”. “È un accordo di forte innovazione normativa - aggiunge Vernieri - quando parla di pensionamento graduale, che offre flessibilità nelle uscite ma che guarda alla crescita con mille nuovi ingressi di giovani. Un accordo che riduce il costo del lavoro, come richiesto dal piano industriale, ma che mantiene alta l'attenzione alle persone - conclude - garantendo l'accettazione di tutte le richieste di accesso al part-time e di trasferimento verso la rete”.

Per le nuove partite Iva addio forfettone

[Non fidarti dei consigli interessati. Esopo] Brutte notizie dalla manovra economica per i contribuenti “minimi”, cioè quei lavoratori autonomi o imprese individuali che in virtù di un giro d'affari ridotto beneficiavano di una partita iva agevolata. Un regime agevolato che doveva essere a tempo indeterminato (finché sussistevano certe condizioni) e che invece finisce sotto la scure della manovra e dall'anno prossimo verrà soppresso. Al suo posto verrà introdotto una nuova agevolazione fiscale ma con caratteristiche diverse e soprattutto con un limite temporale. In sintesi il nuovo regime si applica per un massimo di 5 anni (non più a tempo indeterminato): a chi apre una partita Iva dal 1° gennaio 2012 o a chi l'ha aperta a partire dal 1° gennaio 2008 (il che significa che per i "minimi" della prima ora l'agevolazione decade a fine 2012). Si prevede che saranno tagliati fuori oltre il 90% degli attuali beneficiari: si passerà da quasi mezzo milione di contribuenti a circa 50mila. Con un bel guadagno per le casse dello Stato. In cambio di questo drastico colpo di accetta, per nuovi minimi l'agevolazione sarà più ghiotta: l'imposta forfettaria che sostituisce Irpef, Irap e addizionali passa dal 20 e 5%. Per cinque anni dunque - sempre se non si supera il tetto di fatturato di 30mila euro - si può beneficiare di una tassazione molto ridotta. Restano invariate le altre regole: l'esenzione dall'Iva, che non deve essere inserita in fattura né versata al fisco; le altre varie semplificazioni burocratiche: esonero dall'obbligo delle scritture contabili e degli elenchi clienti e fornitori, nonché della comunicazione annuale Iva. Per la grande maggioranza del popolo delle partite Iva "povere" che sarà costretta ad abbandonare l'agevolazione la legge prevede una sorta di "atterraggio morbido" rinviando la cessazione del regime agevolato all'anno successivo a quello della perdita dei requisiti. Dopodiché le scelte saranno solo due: continuare l'attività con la tassazione alle aliquote ordinarie oppure chiudere la baracca.

Un gruppo di lavoro per il feudo Verbumcaudo

[Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. Non sono i fatti a turbare gli uomini, ma le opinioni intorno ai fatti. Epitteto] Trarre vantaggio dall’utilizzo del bene confiscato ‘Feudo di Verbumcaudo’ e trasferirlo su tutto il territorio è l’obiettivo di un gruppo di lavoro istituito in assessorato regionale dell’Economia. I tecnici lavoreranno alla realizzazione di progetti per la conservazione,la salvaguardia e lo sviluppo dell’area con priorità per l intensificazione delle colture locali, anche facendo ricorso ad attività agrituristiche. Sono previsti, tra gli altri, progetti di formazione per potenziare l’occupazione delle risorse umane del territorio. Del gruppo di lavoro fanno parte Caterina Cannariato, dirigente del servizio Demanio del dipartimento regionale del Bilancio e del Tesoro; Emanuela Giuliano, dirigente dell’ufficio speciale per la Legalità della Presidenza della Regione; Patrizio David, sindaco del Comune di Polizzi Generosa (Pa); Dario Cartabellotta, direttore generale dell’Istituto regionale della Vite e del Vino; Vincenzo Paradiso, direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia S.p.A.; Alessandro Ficile, presidente della SO.SVI.MA. S.p.A.; Ettore Sanfilippo, segretario del CdA di IRFIS – FinSicilia S.p.A.; Sebastiano Torcivia, docente di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni pubbliche della Facoltà di Economia dell’Università di Palermo; Ruggero Avellone, commercialista. Le funzioni di segretario saranno svolte da Francesca Caleca, funzionario del Servizio Demanio del Dipartimento Bilancio e Tesoro, dell’assessorato regionale dell’Economia.

Soros abbandona hedge fund dopo 40 anni

[Mostrarsi semplici e sorridenti è l’arte suprema del mondo. Sergey Esenin] George Soros, il miliardario noto per aver messo in ginocchio la Banca d'Inghilterra e provocato l'uscita della lira italiana dal sistema monetario europeo, ha deciso di mettere fine alla sua ultra-quarantennale carriera di gestore di fondi speculativi. Il finanziere 81enne restituirà entro fine anno i soldi degli investitori esterni, pari meno di un miliardo di euro, per concentrarsi nelle sole gestioni a favore di sé stesso e della sua famiglia. Soros è attualmente presidente del Soros Fund Management e dell'Open Society Institute ed è anche ex membro del Consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations. Il suo appoggio al movimento sindacale polacco Solidarnosc, e il supporto all'organizzazione cecoslovacca per la tutela dei diritti umani Carta 77 (manifesto del 6 gennaio 1977 per una liberalizzazione del regime), hanno contribuito alla fine del dominio dell'Unione Sovietica in questi Stati. Il suo finanziamento e organizzazione della Rivoluzione delle Rose in Georgia è stato ritenuto cruciale ai fini del successo della stessa da osservatori sia Russi che Occidentali, nonostante Soros abbia dichiarato che il suo ruolo sia stato "largamente sopravvalutato". Negli USA è noto per avere elargito larghe somme di denaro agli avversari di George W. Bush nel corso delle ultime elezioni presidenziali. Ha appoggiato il democratico Barak Obama alle presidenziali americane del 2008. È uno dei finanziatori di movimenti rivoluzionari in Ucraina, in Georgia e anche Bielorussia. Nel 1988 gli fu chiesto di partecipare ad un cambiamento di gestione di una banca francese. Rifiutò di partecipare all'offerta, ma più tardi acquistò una relativamente piccola parte di azioni della compagnia. Quattordici anni dopo, nel 2002, una corte francese lo condannò per insider trading e lo multò di 2 milioni di dollari. Soros negò qualsiasi addebito e disse che la notizia del cambiamento di gestione era pubblica. Dopo vari appelli è stato condannato dal tribunale francese nel giugno 2006 a pagare una penale di 2,3 milioni di dollari. I fondi speculativi (in inglese hedge funds) detti anche in italiano fondi hedge, nascono negli Stati Uniti negli anni '50. Il primo fondo hedge fu fondato da Alfred Winslow Jones nel 1949. La legge statunitense prescrive che gli investitori abbiano un patrimonio di almeno un milione di dollari o entrate nette per oltre 200.000 dollari. Il numero dei soci non può essere superiore a 99. I fondi speculativi hanno l'obiettivo di produrre rendimenti costanti nel tempo, con una bassa correlazione rispetto ai mercati di riferimento, attraverso però investimenti singolarmente ad alto rischio, ma con possibilità di ritorni molto fruttuosi. Sono contraddistinti dal numero ristretto di soci partecipanti e dall'elevato investimento minimo richiesto. Sono soggetti ad una normativa che per quanto riguarda la prudenza, è più limitata rispetto a quella che vincola gli altri operatori finanziari. Una tipica operazione effettuata dagli hedge funds è la vendita allo scoperto, a scopo ribassista; tale operazione infatti non è permessa, di norma, ai fondi comuni canonici di diritto italiano (costituiscono eccezione i fondi che hanno recepito le nuove normative Ucits III). Sono fondi ad alto rischio per l'investitore. In Italia sono rappresentati da fondi comuni di investimento speculativi (decr. Min. Tesoro 228/1999) recante norme per la determinazione dei criteri uniformi per i fondi comuni di investimento. Quest'ultimo costituisce uno schema strutturale atipico disciplinato attraverso negozi privatistici, disancorato dalle modalità di partecipazione e dall'oggetto tipico dell'investimento rispetto ai fondi comuni classici. Le Società di gestione del risparmio (SGR) possono istituire fondi speculativi il cui patrimonio è diverso da quello previsto in via prudenziale dalla Banca d'Italia con reg. 20/09/1999.

sabato 30 luglio 2011

CROLLA EXPORT IN CINA

[I poveri si vantano delle loro spese, i ricchi delle loro economie. Abel Bonnard] Crollano le esportazioni cinesi:a febbraio segnano un ribasso del 25,7%,pari all'equivalente di 64,8 mld di dlr. Il dato evidenzia un netto peggioramento dopo il calo del 17,5% di gennaio e si è rivelato in controtendenza rispetto della stima media degli economisti che -in base al sondaggio Bloomberg - avevano messo in conto una flessione di appena l'1%. Le importazioni sono diminuite del 24,1% (a 60 miliardi di dollari) dopo che a gennaio erano precipitate del 43%. Il governatore della banca centrale cinese ha insistito sulla necessità di riformare il sistema finanziario internazionale. Il mondo “attraversa un momento difficile” e, “tenendo conto della nostra analisi di quanto è avvenuto, bisogna sottolineare l'importanza di una riforma del sistema finanziario” - ha detto il governatore Zhou Xiaochuan in un forum a Medellin, in Colombia. “Le misure fiscali e monetarie non servono a niente se non si prende questa strada”, ha aggiunto. Polemiche nella capitale cinese per l'ordine della polizia a bar, ristoranti, hotel e internet café di installare su tutti i computer un software molto caro che monitora e registra i dati di coloro che si collegano ad internet tramite la connessione del locale. Il nuovo software costa dai 2000 ai 4000 euro e permette alle autorità di accedere ai dati di chi ha navigato e dei siti visti per almeno 60 giorni dopo la navigazione. Sempre calpestata la democrazia in Cina.

ELEZIONI ANTICIPATE IN SPAGNA

[Il peggior analfabeta è l'analfabeta politico. Lui non sente, non parla, né partecipa degli avvenimenti politici. Lui non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell'affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L'analfabeta politico è talmente asino che si inorgoglisce, petto in fuori, dicendo che odia la politica. Non sa, l'imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, l'assaltante e il peggiore di tutti i banditi... che è il politico corrotto e leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali. Brecht] Moody's minaccia di declassare il rating sulla Spagna, attualmente a “Aa2”, a causa dei problemi generati dalle “pressioni” sulla capacità di finanziamento del debito. La disoccupazione in Spagna è scesa nel secondo trimestre al 20,9% rispetto al 21,3% dei tre mesi precedenti, ma è comunque rimasta sopra la soglia del 20% per il terzo trimestre consecutivo. Lo scrive l'agenzia Bloomberg, notando come il dato relativo ai senza lavoro aggravi la peggiore recessione che la Spagna ha visto negli ultimi sessanta anni. I prezzi al consumo a luglio, intanto, sono aumentati del 3,1% dopo il +3% di giugno. Davanti a tanti problemi la Spagna ha deciso di ricorrere ad elezioni anticipate che si terranno in Spagna il prossimo 20 novembre. Lo ha annunciato il premier socialista spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, in una conferenza stampa. Il voto era previsto per marzo 2012 e Zapatero aveva già annunciato che non si sarebbe ripresentato. Nell'annuncio, il capo del governo spagnolo ha motivato la scelta di indire elezioni anticipate con la necessità di perseguire stabilità nel Paese. Il parlamento, ha confermato ancora Zapatero, sarà sciolto a settembre.

venerdì 29 luglio 2011

Congedi parentali, le nuove regole sono legge

[Mia madre? Ma se non so nemmeno chi era! Io sono un trovatello, e non mi sono mai drogato perché mi sono perso gli anni '60. Peter Pan in Hook - Capitan Uncino] Cambiano le regole per congedi, aspettative e permessi. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - la numero 173 del 27 luglio 2011 - il decreto legislativo che mette ordine alle norme vigenti in materia. Lo scopo delle nuove regole è quello di rendere meno difficile l’uso dei permessi e, nello stesso tempo, evitarne gli abusi. Vediamo quali sono le novità. 1) Riconoscimento del diritto al rientro al lavoro anticipato - salvo preavviso di 10 giorni - per le lavoratrici che lo richiedono dopo un aborto o la morte prematura del bambino. 2) La normativa speciale sui riposi, in caso di adozione e affidamento, sarà valida per tutto il primo anno di ingresso del minore in famiglia e non più nel primo anno di via del bambino. 3) Il congedo parentale per i genitori di bambini disabili potrà essere prolungato. Ma secondo un ordine preciso, per ogni minore con handicap, uno dei due genitori ha il diritto al prolungamento del congedo parentale entro l'ottavo anno di vita del bambino e i genitori di bambini disabili possono fruire alternativamente del congedo (6 mesi per la madre, 7 mesi il padre), in modo continuativo o frazionato per un periodo massimo di tre anni complessivi. 4) Nuove regole per il congedo per l'assistenza a un portatore di handicap grave (articolo 4) che sancisce il diritto, di entrambi i genitori anche adottivi, di fruire dei permessi alternativamente, anche in maniera continuativa nell'ambito del mese fino a un massimo di 2 armi (per ogni genitore) nell'arco dell'intera vita lavorativa. Il permesso vale anche se l'assistito non è un figlio ma un parente (di primo o secondo grado) ma solo nel caso in cui i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i 65 anni d'età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti. 5) Nuove regole sui congedi retribuiti per cura dei lavoratori con invalidità (previsti fino a 30 giorni all’anno) e sui congedi straordinari per studio dei dipendenti pubblici ammessi a concorsi per dottorato. Posso essere fruiti una volta solo e il dipendente che interrompe il rapporto di lavoro, nei due anni successivi al periodo di aspettativa, dovrà restituire gli emolumenti percepiti durante il congedo.

La Serit perde 890 mila euro

[Se prendo le pillole per la memoria, riesco a ricordare dove ho messo il Viagra. Da Hollywood Omicide] Quasi 890mila euro in fumo per l’assenza di una… firma. L’incredibile vicenda vede come protagonista la Serit, l’Agenzia delle entrate e un imprenditore palermitano. A questo imprenditore, infatti, nel marzo del 2010 arriva una cartella di pagamento astronomica: 889 mila euro e spiccioli, per la “riscossione di imposte dirette, Iva e Irap relative agli anni 1999, 2000, 2001 e 2003”. Una mazzata che non va giù al diretto interessato. Che decide di opporre ricorso. E il ricorso, presentato dall’avvocato difensore dell’imprenditore, Alessandro Dagnino, gli dà ragione anche con una motivazione davvero paradossale: nella cartella di pagamento e nel ruolo manca la “sottoscrizione” del funzionario responsabile del procedimento. Manca, insomma, come spiega la settima sezione della Commissione tributaria provinciale di Palermo, la firma. Ed è abbastanza per rendere nulla la cartella. Le motivazioni che stanno alla base della decisione del Giudice tributario sono, in fondo, molto semplici: la cartella di pagamento, infatti, è assimilata, in tutto e per tutto, ad un atto amministrativo, ad un atto di precetto o ad un atto giudiziario. Che devono, necessariamente, portare la firma del responsabile del procedimento. Non basta, insomma, come nella cartella “incriminata” la dicitura “Serit spa”. Principio espresso chiaramente dalla legge 15 del 2005 che integra la cosiddetta “Legge sulla trasparenza”: “è nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali”. E la sottoscrizione dell’atto è uno di questi elementi. Ora, cosa accade? In teoria, una volta annullata la cartella, la Serit potrebbe emetterne una nuova, con tanto di firma. Ma la legge prevede termini stringenti di decadenza per la notifica delle cartelle. Termini che vengono quasi sempre superati in attesa dell’emissione della sentenza. Insomma, quasi mai, una volta presentato un ricorso, c’è il tempo per ripresentare un documento con tutti gli “elementi essenziali” al proprio posto. Resta da capire, adesso, se la “dimenticanza” è un fatto isolato. O se, quella della mancanza della firma sia una consuetudine nelle cartelle esattoriali della Serit. Intanto, 890 mila euro sono volati via. Inesigibili. Chissà quanti altri rischiano di svanire per l’assenza di un nome in calce a una cartella di pagamento.

La Tirrenia passa ai privati

[Grazie per essere venuti qui. Significa molto per me, significa molto per tutti noi. I nostri ragazzi sono davvero dei bravi ragazzi ed hanno una vera passione per il ballo, ma ballare non è solo quello che fanno, è quello che sono e stasera imparerete a conoscerli sotto quest'aspetto. Per loro è una cosa molto importante, quindi grazie ancora a tutti.Pace! Godetevi lo spettacolo. Da Honey] La Tirrenia passa ai privati, chiudendo così uno dei più lunghi e sofferti capitoli della stagione pubblica del trasporto marittimo. Ettore Morace, amministratore delegato di Compagnia italiana di navigazione (Cin), la cordata che si era aggiudicata, lo scorso maggio, la gara per la privatizzazione della società statale di navigazione, ha firmato, con il commissario straordinario della compagnia, Giancarlo D’Andrea, il contratto d’acquisizione di ramo d’azienda che sancisce il trasferimento di Tirrenia ai privati. Il definitivo closing dell’operazione, però, è condizionato al via libera dell’Antitrust europeo, che dovrebbe arrivare, se non ci saranno intoppi, tra metà settembre e i primi di ottobre. Un passaggio che lascia col fiato sospeso lavoratori e sindacati, nonostante il contratto preveda la “clausola sociale”, ossia il mantenimento degli stessi livelli occupazionali. E, chiusa la partita Tirrenia, l’attenzione si concentra sulla Siremar, la società che effettua i collegamenti marittimi da e per le isole minori siciliane, asset dell’ex gruppo Tirrenia e adesso in amministrazione straordinaria in attesa di essere privatizzata. Sul tavolo del commissario straordinario ci sono, dallo scorso 25 maggio, due offerte: quella di 60,1 milioni di “Compagnia delle Isole”, ovvero la newco partecipata dalla Regione Siciliana e controllata dalla Mediterranea Holding dell’armatore napoletano Salvatore Lauro, e quella di 55,1 milioni di euro della “Società di Navigazione Siciliana”, la spa costituita da Ustica Lines e da Caronte & Tourist (quest’ultima gestisce i servizi di traghettamento nello Stretto di Messina). L’aggiudicazione però continua a tardare e il 15 luglio sono scadute le fidejussioni. Risultato, la Siremar, con i suoi 500 dipendenti, che in estate sfiorano anche le 800 unità, continua ad accumulare perdite su perdite. E il rischio è che gli imprenditori ci ripensino. Nonostante, per rendere più appetibile la privatizzazione, lo Stato abbia messo sul piatto 55,6 milioni di euro all’anno per 12 anni. Dopo 4 giorni di isolamento, è stata trovata una soluzione per ripristinare i collegamenti via mare tra Lampedusa e Linosa e la terraferma. In sostituzione della Paolo Veronese, la motonave della Siremar ferma per un'avaria all'interno del porto di Porto Empedocle, sarà utilizzata la nave Moby Vincent fino ad oggi utilizzata per il trasferimento degli immigrati arrivati a Lampedusa. Da oltre quattro giorni le Pelagie sono isolate e iniziano a mancare anche generi di prima necessità. Fermi a Porto Empedocle anche i camion con le attrezzature che l'attore Massimo Ciavarro deve usare per potere organizzare il cine festival Vento Del Nord che dovrebbe iniziare oggi. Entro il 13 di agosto, infine, arriverà a Lampedusa, per coprire la tratta verso Porto Empedocle, la motonave Palladio, attualmente utilizzata per il collegamento con le isole Eolie. Dal canto suo, Siremar fa sapere che il traghetto "Paolo Veronese" è fermo a Porto Empedocle non per un'avaria ma per le cattive condizioni del mare che non hanno consentito alla nave di salpare.

giovedì 28 luglio 2011

I capricci di Carmelo … e il mite Dario/4

[Cu è minchia? Carnalivari o cu cci va appriessu? Chi è stupido? Lo scemo o chi lo segue? Proverbio siciliano] Un altro funzionario di primo livello che ha avuto il coraggio di intentare causa alla Gesap è stato Vincenzo Spera, anche lui vittima del sistema dei trasferimenti era stato declassato come “addetto” al magazzino centralizzato e poi improvvisamente rivalutato ad assumere l’incarico di responsabile del magazzino merci; forse, un ripensamento dell’alta direzione che avrebbe perso l’ennesima controversia legale. Tra i trombati di questa tornata non possiamo dimenticare il bravo, efficiente e sempre presente Giovanni Asciutto, già fidato del direttore e all’epoca promosso a responsabile dei servizi di sicurezza, oggi forse caduto in bassa fortuna e sostituito dall’avvocato Cristiana Pelella (figlia del direttore dell’Enac presso l’aeroporto di Palermo - Punta Raisi) che continua a mantenere un altro prestigioso incarico quello di responsabile degli “affari giuridici”. Ma non dimentichiamo che qualche anno fa la Pelella ricopriva l’incarico della sicurezza insieme a un ex capitano dei carabinieri (… omissis ...). Come mai anche a lui non è stata ridata l’ex funzione? Forse non è più capace di ricoprire questo incarico? Eppure gli operatori della Ksm recentemente hanno manifestato il loro apprezzamento. Chi molto, chi niente, purtroppo ci sono altri funzionari che rimangono nell’ombra e lavorano come “addetti”, ma si sa questi non sono preparati … devono essere penalizzati perché la loro colpa è quella di non essere apprezzati dal direttore e dal mite Dario che non li conosce, forse all’ad non gli interessa sapere perché la Gesap paga stipendi a funzionari che di fatto ha declassati ad addetti. Non dobbiamo dimenticare che tutti i trasferimenti non hanno mai avuto una motivazione disciplinare, lo stato di servizio delle persone “trombate” è impeccabile. Il buon Colombo si limita ad assecondare i capricci di Scelta, forse un giorno dovranno rendere conto del loro comportamento a qualche giudice di turno. Vale comunque il principio che il direttore opera per il supremo interesse dell’azienda (tanto è vero che il contratto integrativo è fermo al 2001, e per i presunti sindacalisti presenti in aeroporto è tutto normale), che forse ha scambiato la Gesap per casa sua. Una parte importante è quella che in questi anni svolgono i sindacati che interpretano la loro azione diversa dal contratto di lavoro. Non devono difendere i diritti dei lavoratori, perché dovrebbero farlo … ? Se poi la direzione li premia ad personam, è il caso anche del bravo Santino Russo, dirigente sindacale, recentemente è stato assegnato come addetto al servizio security; prima smistava i bagagli in partenza, si sa prima o poi tutti fanno carriera … tranne i fessi che non hanno raccomandazioni politiche e sindacali. Senza contare che tra i capricci del direttore, c’è stata l’assegnazione, a suo insindacabile giudizio, dei “bonus ai più meritevoli tra i funzionari”, regalando, non di tasca sua, 20.000 euro annue. [fine]

Sea firma intesa con sindacati

[Il sogno ad occhi aperti non è un vuoto mentale. È piuttosto il dono di un'ora che conosce la pienezza dell'anima. Gaston Bachelard] Siglato l'accordo tra Sea e i sindacati. Tra i punti sottoscritti la cassa integrazione prolungata fino ad un massimo di 400 dipendenti. Per quanto riguarda il costo del lavoro, il presidente Giuseppe Bonomi ha comunicato di voler ridurre la parte fissa delle retribuzione dei dirigenti cominciando sin da subito con la sua. La Filt Cgil ha definito l'accordo “un patto sociale che conferma la volontà di affrontare congiuntamente la lunga fase di crisi iniziata con il de-hubbing di Alitalia”. “In presenza di una Cigs che nel primo semestre del 2011 ha coinvolto circa 550 lavoratori su un organico di circa 5200 non vi erano alternative ad ammortizzatori che impedissero soluzioni che si sarebbero potute scaricare sui lavoratori - afferma il sindacato. L'accordo riconosce la necessità sia di utilizzare gli ammortizzatori sociali anche nel 2012 e 2013 (Cassa Integrazione a rotazione per 400 unità e mobilità che accompagni alla pensione per 250) che di proseguire con il condiviso impegno di risanamento di Sea Handling e di Sea Spa”. Il patto prevede inoltre una verifica ed un monitoraggio congiunto sia nella gestione degli ammortizzatori. Per quanto riguarda la quotazione in borsa, la Filt Cgil la ritiene “una opportunità utile a reperire risorse da destinare agli investimenti nelle infrastrutture e nello sviluppo di Malpensa e Linate”.

Mezzi Ast a secco

[Se è naturale essere vivamente commossi dalle cose rare, perché lo siamo così poco della virtù? Jean de la Bruyere] “Quello che temevamo è successo, i mezzi dell’Ast rischiano di fermarsi, perché i fornitori hanno bloccato la fornitura di gasolio, l’Azienda siciliana trasporti potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover pagare il carburante in contanti con un costo più alto”. A denunciarlo sono Amedeo Benigno, Franco Spanò e Giuseppe Scannella Segretari Generali di Fit Cisl - Filt Cgil e Ugl che tornano così sulle difficoltà economiche dell’Ast che attende i mandati da 11 milioni di euro della Regione bloccati presso la Ragioneria Generale. I fornitori attendono il pagamento di oltre due mesi di carburante, una cifra che si aggira sui 3,5 milioni di euro. Una situazione al collasso, i sindacati hanno annunciato di essere pronti allo sciopero. “Si rischia il fallimento, la paralisi dei collegamenti extraurbani, è necessario un immediato intervento della Regione che deve sbloccare le somme e consentire così un rilancio dell’Ast che, – aggiungono i tre Segretari – ribadiamo, a nostro parere, deve passare dalla privatizzazione che consentirebbe la soluzione di tanti problemi e una riorganizzazione dei servizi attesa da tempo”. L’Azienda vanta inoltre un credito nei confronti della Regione per l’erogazione dei contributi di ricapitalizzazione relativi al saldo dell’esercizio 2010 e l’acconto per il 2011, che ammonta a 23 milioni di euro.

mercoledì 27 luglio 2011

I capricci di Carmelo … e il mite Dario/3

[Ci rissi u sceccu ou voi, pi conna mi poi ma pi minkia sucari ma poi. Ci disse l'asino al bue, hai le corna che io non ho ma io ho il pene più grosso del tuo! Proverbio siciliano] Tutta la gestione allegra dell’economista Scelta che di conti se ne intende per se stesso e per i suoi amici. Ma questo non interessa a nessuno anche se è spreco di denaro prevalentemente pubblico. Non interessa neanche agli “azionisti” che perdono introiti, non interessa a chi è preposto alla vigilanza sulla gestione della società. La storia dei dirigenti non finisce qui perché l’esimio ex funzionario in pensione Sagliocco, data la sua alta professionalità è stato anche lui prescelto da Scelta e chiamato a sostituire l’ing. Maritano per ricoprire l’incarico di dirigente “area movimento”. Che dire di chi ricopre l’incarico di “responsabile area manutenzione infrastrutture e sistemi” ing. dr. Giuseppe Listro anche lui prelevato da Roma, che ha soppiantato l’ing. Taragnolini. Listro, un genio, che in questi ultimi anni ha sostituito l’arrugginito ing. Taragnolini che era arrivato al capolinea e non lo sapeva. Ma l'ing. Taragnolini nell'area progettazione è stato sostituito dall'architetto Giannobile, ex Enac, il quale gode di privilegi simili a quelli di Chieppa: anch'egli presente 2/3 giorni a settimana, poi vola a Roma. Nelle funzioni Rup (ampliamento piazzale e palazzina direzionale Gesap) la sostituzione è avvenuta con incarico al professionista esterno ing. La Barbera dell'autorità portuale. Quindi quattro assunzione per sostituire Maritano e Taragnolini caduti in disgrazia perché non graditi al direttore generale. Un’altra assunzione dirigenziale è stata quella dell’avvocato Vincenzo Petrigni, che ha rifiutato perfino un posto di dirigente all’università di Palermo come direttore amministrativo per offrire con un alta retribuzione la sua professionalità alla Gesap, andando a sostituire il dr. Domenico Clesi alle risorse umane. Ed ancora, proprio il dr. Clesi che ha trascorso gli ultimi anni di servizio in perfetta solitudine, il direttore quando lo ha mandato in esilio non gli ha concesso neanche il collegamento ad internet e il povero Clesi da buon funzionario legato all’azienda ed attaccato alla sua poltrona veniva ogni giorno al lavoro (anche se non lo cercava nessuno) e nella sua vecchia borsa non dimenticava quotidiani e riviste per tenersi impegnato durante le fatiche lavorative. Nella scrivania di Clesi come quelle di tutti i trombati di oggi non arrivava più nessuna comunicazione: è il segnale della fine, in attesa di giudizio definitivo. Ma l’eccentrico Clesi, ha avuto il coraggio di fare causa all’azienda per vantare i suoi diritti ed ha avuto ragione, lasciando il servizio quando ha raggiunto un accordo con la società:l’assunzione della figlia con un contratto blindato e diverso dai figli assunti di altri dipendenti … una vittoria di Pirro. Nell'ordinamento italiano è detto danno erariale il danno sofferto dallo Stato o da un altro ente pubblico a causa dell'azione o dell'omissione di un soggetto che agisce per conto della pubblica amministrazione in quanto funzionario, dipendente o, comunque, inserito in un suo apparato organizzativo. Il concetto di danno, che compare nella definizione, deve essere inteso in senso civilistico, e può quindi consistere in: un danno emergente, ossia una perdita per una cosa distrutta o perduta, una spesa sostenuta o un'entrata non acquisita; un lucro cessante, ossia un mancato guadagno. Il danno erariale si distingue in: diretto, se è cagionato direttamente ad un'amministrazione pubblica; indiretto, se, invece, a cagionato ad un terzo che l'amministrazione pubblica ha dovuto risarcire. Il danno erariale è uno dei presupposti per la sussistenza della responsabilità amministrativa-contabile, su cui giudica la Corte dei conti. A tal fine deve essere certo, attuale (sussistente nel momento della domanda di risarcimento e in quello della sentenza di condanna), concreto (non ipotetico) e di entità determinata o determinabile. Tanto la dottrina quanto la giurisprudenza della Corte dei Conti non annoverano più tra i requisiti del danno erariale la patrimonialità, estendendo, quindi, la nozione oltre la lesione di elementi patrimoniali, fino a comprendere ogni violazione di interessi pubblici giuridicamente protetti. In quest'ottica, la Corte dei Conti ha ritenuto configurabile quale danno erariale il danno all'economia nazionale, inteso come lesione dell'interesse generale alla salvaguardia, all'incremento e al progresso dell'economia nazionale, oppure il danno all'immagine della pubblica amministrazione, inteso come grave perdita di prestigio a seguito del detrimento dell’immagine e della personalità pubblica dello stato o altro ente pubblico derivante da un'azione delittuosa di un suo amministratore o dipendente. [segue]

CRESCE L’ARSENALE NUCLEARE PAKISTANO

[Se qualcuno vuole sparare questo è il momento, non c'è nessuno di noi che non vorrebbe essere altrove ma questo è quello che facciamo, è quello che siamo, vivere per niente o morire per qualcosa... Scegliete voi! Da John Rambo - Rambo IV] Dal 2007 gli Usa sono segretamente impegnati nel tentativo di rimuovere da un reattore sperimentale pakistano l’uranio altamente arricchito che, secondo i funzionari statunitensi, rischierebbe di essere usato per un dispositivo nucleare illecito. In un documento datato 4 febbraio 2009, l’allora ambasciatrice Usa Anne Patterson scrisse che “la nostra maggiore preoccupazione non è data da un singolo militare islamico che ruba un’arma, quanto piuttosto dalla possibilità che qualcuno che lavora nelle strutture del governo possa, pian piano, portare via materiale sufficiente per fabbricare un’arma”. In un altro, datato maggio 2009, riferisce che il Pakistan si è rifiutato di programmare la visita dell’impianto di alcuni tecnici statunitensi perché, secondo un funzionario pakistano, “se i nostri mezzi d’informazione sapessero della rimozione del combustibile, certamente direbbero che gli Usa hanno sequestrato le armi nucleari del Pakistan”. Il Pakistan ha deciso di aggiungere 20 missili nucleari al suo arsenale nel corso di quest'anno. Lo riferisce il quotidiano The Express Tribune citando fonti anonime. Si tratta di razzi balistici aria-aria e terra-aria con una gittata di 700-1.000 chilometri, in grado di colpire le principali città dell'India, potenza nucleare rivale. Secondo la fonte, la decisione è in linea con la strategia pakistana di “mantenere una deterrenza minima” nei confronti del nemico. Almeno 13 militanti islamici sono stati uccisi nelle ultime 24 ore in scontri nel distretto tribale di Kurram, nord ovest del Pakistan, dove da alcune settimane è in corso una offensiva dell'esercito contro i covi talebani. La battaglia ha coinvolto alcune milizie locali pro governative note come Aman Lashkar (“comitato di pace”). “È stata un'operazione dei gruppi tribali locali contro militanti che hanno occupato l'area” ha detto. Almeno quattro sospetti militanti islamici sono stati uccisi in un attacco di un aereo senza pilota (drone) nella regione tribale del Nord Waziristan, nel nord ovest del Pakistan, al confine afghano. Il velivolo americano ha lanciato due missili contro un presunto nascondiglio degli insorti nella città di di Mir Ali. Diverse persone erano presenti nell'edificio distrutto dal raid. Otto cooperanti pachistani dell' organizzazione non governativa americana American Refugee Committeee sono stati sequestrati oggi nella provincia del Baluchistan, nel Pakistan meridionale. Lo ha detto una fonte della polizia. L'Ong si occupa dell'accoglienza dei rifugiati afghani. Sono stati fermati e prelevati a forza da un gruppo di sospetti militanti armati nei pressi di Pishin, a circa 50 chilometri da Quetta.

A Ryanair multa da 500 mila euro

[La scelta è solo una clausola posta tra chi ha potere e chi non ne ha. Da Matrix Reloaded] Dopo Alitalia, Blu-express.com, Air Italy, Germanwings, Wizz Air e Easyjet, ora è Ryanair nel mirino dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Con un provvedimento che si aggiunge alla serie di istruttorie avviate nei confronti di grandi e piccole compagnie aeree europee e che ha condotto a multe complessive per quasi un milione di euro, l'Autorità ha multato la low cost irlandese per oltre 500 mila euro per pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori. Sono cinque, in particolare, le pratiche contestate. In primo luogo l'ingannevolezza dei messaggi pubblicitari diffusi a mezzo stampa o sul web che prospettano offerte risultate “introvabili” dagli utenti (sanzione di 110.000 euro). C'è poi la mancata indicazione nella tariffa offerta dei costi aggiuntivi, quali quello per il web check in, il supplemento carta di credito e l'iva sui voli nazionali, che vengono automaticamente aggiunti nel corso del processo di prenotazione on line e fanno significativamente lievitare il prezzo del biglietto (sanzione di 220.000 euro). L'Autorità contesta inoltre la difficoltà o, addirittura impossibilità da parte degli utenti di ottenere assistenza post-vendita per il rimborso dei biglietti (o di parte di essi) in caso di mancata fruizione del volo, sia per motivi imputabili alla compagnia che per scelta del passeggero: ciò in particolare, per la necessità di rivolgersi ad un numero a pagamento o per l'applicazione di una fee elevata (sanzione di 90.000 euro). Nel mirino inoltre, la pubblicazione delle condizioni generali di trasporto e delle informazioni rivolte ai consumatori italiani in lingua inglese (sanzione di 27.500 euro). Infine l'Antitrust contesta gli ingiustificati esborsi aggiuntivi nel caso di richiesta di variazioni di date, orari, nome dei passeggeri e tratte di volo o di riemissione della carta di imbarco in aeroporto (sanzione di 55.000 euro). Ma Ryanair non ci sta e annuncia che ricorrerà in appello contro questa decisione “che, se non sarà revocata, obbligherà Ryanair a pubblicizzare prezzi falsi e imprecisi negli annunci in Italia”. “Questa decisione manca di buon senso - si legge in una nota della compagnia - dal momento che tutti i passeggeri Ryanair hanno la possibilità di evitare questi costi amministrativi pagando con la carta prepagata MasterCard che è largamente diffusa”.

L'Antitrust contro il ministro dei trasporti

[A noi ci ha rovinato il cristianesimo, come cultura. Una volta avevamo le terme, i massaggi... Adesso cosa abbiamo? Le pizzerie. Diego Abatantuono (Ponchia) in Marrakech express] L'Antitrust ritiene di essere l'Autorità naturalmente competente ad applicare la nuova disciplina sui diritti e gli obblighi dei passeggeri del trasporto ferroviario, mentre lo schema di decreto legislativo (in applicazione di un regolamento comunitario) attribuisce il ruolo di controllo a un organismo che dovrebbe fare capo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È quanto scrive l'Autorità garante della concorrenza e del mercato in una segnalazione inviata a Governo, Parlamento e Conferenza Stato-Regioni. Tre sono i motivi che hanno indotto l'Antitrust a formulare queste valutazioni il fatto che: le fattispecie previste dal regolamento rientrano nel concetto di pratiche commerciali scorrette; l'Autorità è un'istituzione indipendente dall'esecutivo e dunque pienamente “terza” come prevede il regolamento. Sulla competenza attribuita al ministero dei Trasporti pesano invece, secondo l'Autorità, i legami proprietari tra la società di gestione del trasporto ferroviario e l'amministrazione pubblica; l'impianto procedimentale e sanzionatorio già utilizzato dall'Antitrust per contrastare le pratiche commerciali scorrette garantisce la piena attuazione del regolamento. Secondo l'Antitrust, se la competenza dovesse rimanere al ministero, sarebbe difficile escludere, nell'ambito della tutela del consumatore nel settore del trasporto ferroviario, il rischio di sovrapposizioni con gli interventi e le decisioni riservate alla competenza dell'Autorità che continuerebbe ad applicare la disciplina generale sulle pratiche commerciali scorrette. Lo schema di decreto recepisce un regolamento comunitario che tutela e disciplina i diritti del passeggero in quanto parte debole del contratto di trasporto, individuando i diritti fondamentali dei consumatori e le specifiche responsabilità a carico delle imprese dei servizi di trasporto su rotaia e dei gestori delle infrastrutture ferroviarie. Sono tra l'altro disciplinate le garanzie di assistenza e accesso non discriminatorio ai treni a favore dei disabili e delle persone a mobilità ridotta; il rafforzamento dei diritti dei passeggeri a ottenere un adeguato ristoro, sia in caso di cancellazione del viaggio sia in ipotesi di ritardo; il riconoscimento all'utenza del diritto ad un'esauriente informativa prima e durante il tragitto, su tutte le caratteristiche e le evenienze relative al viaggio (ad es., in relazione ai ritardi); l'impegno introdotto, a carico degli Stati membri, a garantire i cittadini - che si ritengano lesi nei propri diritti di passeggeri - la facoltà di presentare denuncia ad un organo indipendente. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto della normativa.

martedì 26 luglio 2011

I capricci di Carmelo … e il mite Dario/2

[Ci rissi lu sceccu a lu mulu: semu nati pi dari culu. Disse l'asino al mulo: siamo nati per sgobbare. Proverbio siciliano] Ma i trombati dal direttore generale sono tanti e questo consola gli ultimi … circa un anno fa con la complicità dell’amministratore delegato, Giacomino Terranova, anche lui molto mite, oggi onorevole, furono emesse parecchie lettere di trasferimento. Ricordiamo il consigliere comunale di Cinisi (azionista della Gesap) che fino agli inizi dell’anno scorso ha ricoperto l’incarico di vice Ph area terminal. Oggi il collega (… omissis …), con il livello 2A, è un semplice posteggiatore dell’apron. Un’altra data da ricordare è il maggio del 2010. I dirigenti Gesap Antonino Taragnolini e Giuseppe Maritano ridotti a semplici passacarte e con pochi addetti da gestire, per fare posto a due nuovi dirigenti assunti con grande spreco di denaro pubblico, se si pensa che questi non sono palermitani, con quello che ne consegue. L’esimio direttore generale, ha dovuto fare una ricerca approfondita a livello internazionale per assumerli. Forse, è ricorso anche a qualche consiglio della sua fidata Gabriella? Infatti uno dei neo assunti, il dr. Natale Chieppa, che da circa un anno ha sostituito l’ing. Maritano come Ph Area Terminal, è di Napoli, persona già nota alla Gesap in quanto amministratore delegato della Gh Pmo in società con la spettabile Gesap. Naturalmente Chieppa, quando decide di venire a Punta Raisi (non tutti i giorni lavorativi) è ospite della società (vitto e alloggio in albergo quindi in missione) anche lui forestiero vive a spese della Gesap in albergo, biglietti aerei e auto di servizio, tanto non paga lui, è un danno economico non indifferente se si pensa a quanti ingegneri, architetti la Gesap ha nel proprio organico che lui non li ritiene all’altezza se volge la sua attenzione ad altre nuove assunzioni. Però l’economista Scelta qualche azione di risparmio l’ha intrapresa: ha dato ordine che nei bagni di servizio del personale Gesap e in quelli riservati ai passeggeri i fazzoletti di carta per asciugarsi le mani non devono essere più messi tranne che nel bagno che utilizza lui stesso e il suo staff di direzione. Che dire dell’ultima trovata per risparmiare; razionare l’acqua al personale, forse qualcuno beveva troppo!!! Adesso tutti i dipendenti devono prelevare in una macchinetta che spesso non funziona ed è carica, con tanto di chiave codificata le due bottigliette da mezzo litro: il dipendente può prelevarle solo quando è presente per l’intero turno, altrimenti non gli spetta nulla. Una scena, questa, degna dei film di Fantozzi … Forse al ministro Brunetta è sfuggita questa “trovata”per risanare il bilancio dello stato, alla Gesap certamente un utile ci sarà. Per non parlare delle divise che non vengono più fornite da anni al personale amministrativo: questa è politica di risparmio, di contro fioccano le “consulenze” ad amici degli amici e sub – concessionari che non pagano; la scomparsa quasi totale di negozi all’interno dell’aerostazione, compagnie aree che non pagano e hanno lasciato debiti non indifferenti … Altri elementi che fanno configurare il mobbing, possono essere "doppi sensi" o sottigliezze verbali quando si è in presenza del collega oggetto di mobbing, cambio di tono nel parlare quando un superiore si rivolge al collega vittima, dare pratiche da eseguire in fretta l'ultimo giorno utile. Un esempio può essere il seguente: un collega, in presenza di altri colleghi, li invita ad una cena chiedendo ad ognuno di loro “allora te l'ha detto Caio che stasera vieni con noi a cena?”, mentre al collega mobbizzato dice invece “tu non vieni?”. Molte volte succede che l'"ordine" di aggressione al collega mobbizzato venga dall'alto e sia finalizzato alle dimissioni di qualcuno. In questo caso i colleghi che effettuano il mobbing eseguono servilmente le disposizioni del superiore anche se il collega mobbizzato non ha fatto niente di male a loro. Tutte queste situazioni ed in genere gli attacchi verbali non sono facilmente traducibili in “prove certe” da utilizzare in un eventuale processo per cui è anche difficile dimostrare la situazione di aggressione. Secondo l'INAIL, che per prima in Italia ha definito il mobbing lavorativo, qualificandolo come costrittività organizzativa, le possibili azioni traumatiche possono riguardare la marginalizzazione dalla attività lavorativa, lo svuotamento delle mansioni, la mancata assegnazione dei compiti lavorativi o degli strumenti di lavoro, i ripetuti trasferimenti ingiustificati, la prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto o di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a eventuali condizioni di handicap psico-fisici, l'impedimento sistematico e strutturale all’accesso a notizie, la inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni inerenti l’ordinaria attività di lavoro, l'esclusione reiterata da iniziative formative, il controllo esasperato ed eccessivo. È quindi chiaro che il mobbing non è una malattia ma rappresenta il termine per indicare la complessiva attività ostile posta in essere solitamente da un datore di lavoro (pubblico o privato, da solo o in combutta) per demansionare il lavoratore, isolarlo e obbligarlo al trasferimento o alle dimissioni. Le azioni rientranti nella categoria della costrittività organizzativa coinvolgono direttamente e in modo esplicito l’organizzazione del lavoro e la posizione lavorativa e possono assumere diverso rilievo ai fini del riconoscimento della natura professionale del danno conseguente. La giurisprudenza dispone più frequentemente e facilmente il risarcimento del danno biologico, ma non del danno morale; il mobbing deve aver procurato una delle malattie documentate in letteratura medica per avere diritto a un'indennità dall'azienda. [segue]

Anonymous attacca la Polizia postale

[La critica spesso non è una scienza; è un mestiere, dove occorrono più salute che spirito, più lavoro che capacità, più abitudine che genio. Jean de La Bruyère] I server della polizia postale sarebbero stati violati. Gli hacker del gruppo Anonymous, già artefici di diversi attacchi in rete, hanno rivendicato un’offensiva contro il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della polizia italiana. I pirati informatici hanno annunciato la pubblicazione sul web di migliaia di documenti riservati, mentre la polizia postale è al lavoro per accertare l’autenticità dei file e sottolinea che in ogni caso la maggior parte dei documenti non appartiene alla polizia italiana. «Oggi abbiamo ottenuto l’accesso al vaso di Pandora delle agenzie anticrimine italiane», si legge nel comunicato di Anonymous in cui gli hacker definisco il Cnaipic una «organizzazione corrotta ». All’interno dei file rubati, sostengono gli Anonymous, ci sarebbero informazioni che fanno riferimento a diverse istituzioni e società estere, tra cui il ministero egiziano dei Trasporti e della Comunicazione, il dipartimento dell’Agricoltura statunitense, il ministero della Difesa australiano, diverse ambasciate ucraine, l’azienda americana Exxon Mobil e quelle russe Gazprom, Atomstroyexport, Diaskan e Sibneft, insieme ai ministeri degli esteri nepalesi e bielorussi e ad alcune società con sede alle Cayman, Cipro e Gibilterra. Nella prima tranche di documenti, già scaricabile online, figura inoltre un appunto per il capo della polizia redatto nel gennaio 2008 e relativo agli attacchi informatici ai danni della Procura di Genova, in cui si legge che la rete «presenta numerose problematiche di sicurezza e non si esclude la possibilità che gli attacchi informatici siano di provenienza interna». Un altro file, indirizzato al Viminale, fa riferimento all’attacco contro Bank Medici. Nella «relazione sull’indagine intrusione Medici» si raccomanda di «sigillare tutti i documenti... in particolare quelli relativi a Gianfranco Gnutti e Alessandro Profumo». Per accertare i motivi della pubblicazione su internet di documenti «apparentemente riconducibili» al Cnaipic ma che in ogni caso, fanno notare fonti investigative, sembrerebbero di poca rilevanza investigativa, la polizia postale sta eseguendo una serie di verifiche tecniche. In particolare, gli accertamenti sono mirati a verificare la reale portata della pubblicazione, a capire se i contenuti dei documenti sono autentici e, soprattutto, da quali computer o server, siano stati prelevati dagli “Anonimi”. In ogni caso, sottolineano gli investigatori, la maggioranza dei documenti pubblicati non apparterrebbe alla polizia italiana ma potrebbe essere stata “rubata” da altri archivi, soprattutto all’estero. L’attacco di Anonymous, spiegano gli hacker, rientra nella «campagna Antisec», e rappresenta «un richiamo anche per l’attacco diretto ad i nostri amici di Anonymous che nei giorni scorsi sono stati arrestati sia in Italia che in Europa e negli Stati Uniti». Il 5 luglio scorso, infatti, un’operazione della polizia postale aveva portato alla denuncia di 15 persone appartenenti alla cellula italiana del gruppo di hacker. Gli Anonymous nostrani avevano sferrato il primo attacco il 6 febbraio contro il sito web del governo italiano, passando poi a colpire i siti di Camera e Senato, quelli di aziende come Eni, Enel, Finmeccanica, Mediaset e Rai fino all’accatto sferrato il 6 luglio scorso contro una ventina di università italiane. A livello internazionale, invece, la rete di Anonymous è responsabile di diversi attacchi a siti istituzionali e di grosse aziende in tutto il mondo.

Moody's su Grecia, vicino default

[Se riesci ad avere successo subito cerca di nascondere lo stupore. Harry Banks] Moody's ha tagliato ancora il rating sul debito della Grecia, a un passo dalla soglia predefinita di default: da “Caa1” a “Ca”. Il provvedimento, ha reso noto l'agenzia di valutazione internazionale, è stato deciso a seguito del nuovo piano di salvataggio deciso di concerto con l'Ue, sulla base della considerazione che Atene non sarà in grado di rimborsare del tutto i suoi creditori privati. Il programma di aiuti, con lo scambio di bond vecchi a fronte di quelli di nuova emissione, porterà “i creditori privati a subire perdite”. Una volta che lo swap sarà fatto, Moody's revisionerà nuovamente il rating del Paese per assicurare che “rifletta i rischi associati con il suo nuovo stato, tra cui il potenziale di ristrutturazione del debito futuro”. Moody's ha messo sotto osservazione per un possibile declassamento i rating di otto banche greche. È quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Le banche coinvolte sono: National Bank of Greece, Efg Eurobank Ergasias, Alpha Bank, Piraeus Bank, Agriculturall Bank of Greece, Attica Bank, Emporiki Bank e General Bank of Greece. La Finlandia vorrebbe il Partenone o qualche isola greca per garantire il sostegno anti-crac alla Grecia. La posizione del paese nordico apre scenari inquietanti. Supponiamo ruoli invertiti: Atene cosa chiederebbe in cambio del sostegno alla Finlandia? Il villaggio di Napapiiri o la cittadina di Rovaniemi, con l’ufficio postale di Santa Claus? I finlandesi dunque prendono di mira i beni culturali. Vorranno la maschera di Agamennone in oro che da Micene è arrivata in una teca del Museo nazionale archeologico di Atene? Oppure una tomba di Micene, magari quella di Atreo, sennò la Porta dei Leoni? Voglio le Termopili. Voglio il teatro di Corinto. Voglio lo stretto di Corinto. Un tempo erano i greci ad essere tenuti alla larga. Timeo danaos et dona ferentes? Così Virgilio nell’Eneide (Libro II, 49). Temo i greci anche se portano doni. E oggi? Cosa scriverebbe oggi Virgilio?

I repubblicani non cedono

[Non capisco bene perché gli uomini che credono agli elettroni si considerino meno creduli degli uomini che credono agli angeli. George Bernard Shaw] E mentre in Italia si discute sul salvatore della patria, Tremonti che avrebbe tenuto i conti a posto, gli Usa lottano contro il fallimento. Se cade il capitalismo americano i conti di Tremonti vanno a puttane e incontrare Silvio. Il tetto del debito va aumentato, ne dipendono milioni di americani; non agire causerebbe danni all'economia: Obama si rivolge alla nazione e chiede agli americani di fare pressione sul Congresso per raggiungere un compromesso. Ma i repubblicani non cedono: “Obama vuole un assegno in bianco sulle spese, ma non accadrà”, afferma lo speaker della camera John Boehner. Ridurre il deficit. A ogni costo. Barack Obama, in un discorso alla nazione, ribadisce l'importanza di un accordo sul debito. E spiega che se questa impasse continuerà, «produrrà danni incalcolabili». Il presidente americano è preoccupato, «abbiamo gli occhi del mondo addosso». Allunga la mano ai repubblicani, cita Ronald Reagan, e chiede proprio agli americani di premere il Congresso affinché sblocchi la situazione. Ora la possibilità di un downgrade per gli Stati Uniti si fa seria ed è al centro delle discussioni di Wall Street. Un'ipotesi che potrebbe travolgere anche tutti gli altri mercati. Anche se quello asiatico ha tenuto.

lunedì 25 luglio 2011

I capricci di Carmelo … e il mite Dario/1

[Bon tiempu e malu tiempu non dura tuttu u tiempu! Il tempo buono e il tempo cattivo non durano mai in eterno. Proverbio siciliano] È trascorso circa un anno (maggio 2010 – giugno 2011) e il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta, ha ripreso a giocare a scacchi … la sua passione preferita “i trasferimenti” del personale: questo lo sposto qui l’altro lo trasferisco in un altro settore e così via. Per questi suoi capricci si avvale della sua consulente “preferita” l’effimera dottoressa Gabriella Romito, che da ex consulente arrivata in Gesap in punta di piedi, in pochissimi anni è diventata “dirigente” della società con un super stipendio e con incarichi di alto prestigio data la vasta preparazione ed esperienza. Essa, infatti ha scantonato anche l’esperta informatica Cinzia Giuffrida, sponsorizzata dal direttore, relegandola a semplice funzionario. Se si guarda l’attuale mano sinistra e non solo … del direttore generale. Quindi grande reverenza da parte di tutti i poveri sudditi (dipendenti) verso la sublime Gabriella che può influire sulla sorte di un funzionario modello come in ordine di tempo il trasferimento del dr. Calogero La Ganga, che da responsabile del Magazzino centralizzato è stato declassato a semplice “addetto” alle risorse umane. Un primo livello che da circa un mese è mortificato ad essere un “addetto” perché si assentava con la legge 104, forse perché ha perso la lucidità del suo sapere? La Ganga, per la cronaca, è stato sostituito da una dirigente sindacale Danika Tumminello, che certamente farà meglio di lui, una giovane donna proiettata verso un radioso avvenire, forza del sindacato? I criteri di valutazione per i trasferimenti possono essere tanti, forse la brillante dr. Gabriella ha fatto un corso speciale che i più non devono frequentare. Giuseppe Bondì ha realizzato l’archivio informatico al magazzino centralizzato, sembrava un grande magazzino quello della Gesap, tutto era catalogato in tempo reale. Poi, in prossimità di un avanzamento di carriera, è stato trasferito all’officina. Doveva controllare i mezzi da riparati, preparando una scheda per ogni mezzo, oltre, ovviamente, doveva tenere aggiornato il magazzino ricambi dell’officina. Conoscendo Bondì una minchiata, i risultati sono stati talmente eccellenti che una e-mail del suo capo si augurava che anche per il 2011 si continuasse con questi standard qualitativi. Dopo 15 giorni è stato trasferito nel reparto che si occupa di relazioni con il pubblico. Lui che non conosce nessuna lingua straniera … in questo settore è più indicato chi, per esempio, ha frequentato il corso al Cerisdi realizzato alcuni anni fa e costato non poco al contribuente. Esiste ormai nell'ordinamento giuridico il termine mobbing che è stato coniato agli inizi degli anni settanta dall'etologo Konrad Lorenz per descrivere un particolare comportamento aggressivo tra individui della stessa specie con l'obbiettivo di escludere un membro dello stesso gruppo. In etologia, particolarmente in ornitologia, mobbing indica anche il comportamento di gruppi di uccelli di piccola taglia nell'atto di respingere un rapace loro predatore. Mobbing è un gerundio sostantivato inglese derivato da "mob" (coniato nel 1688 secondo il dizionario Merriam-Webster), dall'espressione latina "mobile vulgus", che significa "gentaglia (mobile)", cioè "una folla grande e disordinata", soprattutto "dedita al vandalismo e alle sommosse". Da qui il significato assunse presso le classi sociali più elevate anche una connotazione spregiativa, per cui "mob" era, anche in assenza di azioni violente, equivalente pressappoco all'italiano "plebaglia". Al termine mobbing è correlato anche il lemma - di uso nello slang statunitense - mobster, che indica genericamente chi appartenga alla malavita o adotti un comportamento malavitoso. Sono inoltre collegati i termini: "mobber", per indicare colui che perpetra l'attacco, e "mobbed" per indicare la vittima. Nei paesi anglofoni, per indicare la violenza psicologica sul posto di lavoro, che in Italia, abbiamo visto, è l'accezione più comune di mobbing, si utilizzano lemmi più specifici: harassment (utilizzato anche per molestie domestiche), abuse (maltrattamento), intimidation (intimidazione). La pratica del mobbing consiste nel vessare il dipendente o il collega di lavoro con diversi metodi di violenza psicologica o addirittura fisica. Ad esempio: sottrazione ingiustificata di incarichi o della postazione di lavoro, dequalificazione delle mansioni a compiti banali (fare fotocopie, ricevere telefonate, compiti insignificanti, dequalificanti o con scarsa autonomia decisionale) così da rendere umiliante il prosieguo del lavoro; rimproveri e richiami, espressi in privato ed in pubblico anche per banalità; dotare il lavoratore di attrezzature di lavoro di scarsa qualità o obsolete, arredi scomodi, ambienti male illuminati; interrompere il flusso di informazioni necessario per l'attività (chiusura della casella di posta elettronica, restrizioni sull'accesso a Internet); continue visite fiscali in caso malattia (e spesso al ritorno al lavoro, la vittima trova la scrivania sgombra). Insomma, un sistematico processo di "cancellazione" del lavoratore condotto con la progressiva preclusione di mezzi e relazioni interpersonali indispensabili allo svolgimento di una normale attività lavorativa. [segue]

Senza province 7 mld risparmiati

[Nulla ispira a un uomo tanti sospetti quanto il fatto di saper poco. Francesco Bacone] L'abolizione delle Province, “fermo restando il trasferimento dei dipendenti e delle funzioni agli altri livelli territoriali di governo, consentirebbe di realizzare risparmi di 7 miliardi annui, ossia una parallela riduzione di spese e di imposte pari a mezzo punto di Pil”. L'abolizione potrebbe portare inoltre nelle tasche delle famiglie italiane almeno 300 euro l'anno. È quanto calcola la Confesercenti in un dossier dal titolo “Riaprire la pratica dell'abolizione delle Province”. La Lega di Bossi ha sempre detto che avrebbe abolito le province, ora che qualche presidente è espressione leghista sembra avere cambiato idea. Così anche per le Prefetture, espressione dello Stato centralista, non si parla più di abolizione. Non ci meravigliamo più di tanto, anche i leghisti sono italiani e tengono famiglia, la loro padania non è mai esistita politicamente e, ancor meno, geograficamente. La padania è una patacca politica figlia dell’ideologia leghista. Giuseppe Alessi, primo presidente della Regione siciliana, uno dei fondatori della Democrazia cristiana, avrebbe voluto abolirle il giorno dopo la sua elezione. Era un autonomista convinto, avrebbe voluto che lo Statuto speciale della Regione siciliana fosse rispettato. Né prefetture, né province, ma comuni e liberi consorzi comunali come prescrive l’articolo 15. Nel 1970 con la nascita delle Regioni, un altro siciliano, Ugo La Malfa, come Giuseppe Alessi, si batté per abolirle, sostenendo che si trattava di doppioni. Nel 1991 erano 95, negli ultimi quindici anni ne sono state istituite quindici. Le ultime nate sono Fermo, Monza e Bat (acronimo che sta per Barletta, Andria e Monza). Nel 2010, alla vigilia dell’estate, mentre si preparava una manovra di contenimento che avrebbe richiesto i sacrifici, dai banchi della maggioranza di governo si propose un taglio dei costi della politica, a cominciare dall’abolizione delle province e delle comunità montane e l’accorpamento dei piccoli comuni. Una misura, si disse, che avrebbe sicuramente regalato risparmi all’erario. Non se ne fece niente. L’ultimo assalto, anch’esso andato a vuoto, per sopprimere le province si è svolto a Montecitorio, dove una proposta di abolizione dell’Italia dei Valori è stata bocciata dal Pdl e dalla Lega, approvata dal Terzo Polo. Il Partito democratico si è astenuto, consentendo la bocciatura. Oggi abbiamo otto livelli di governo. Le province hanno 61 mila dipendenti, spendono 13 miliardi l’anno circa e costano 160 euro a testa per ogni italiano. Sono amministrate da 110 presidenti, mille assessori e quattromila consiglieri, per i quali lo Stato spende 119 milioni di euro l’anno, una cifra che non fa conto dell’indotto politico, non quantificabile in termini di risorse. Il budget delle province è cresciuto negli ultimi anni del 65 per cento, metà delle risorse – sei miliardi e mezzo circa - i tredici miliardi servono per pagare gli stipendi, il resto per le scuole e l’ambiente. Il Partito Democratico vanta il maggior numero di amministrazioni provinciali con 40 presidenti; seguono il Pdl con 36, la Lega con 13, l’Udc con 5 e l’Mpa con 2. I partiti che hanno bocciato la soppressione delle province, richiesta dall’Idv – con il voto contrario o l’astensione – sono quelli in testa alla graduatoria, e cioè il Pd, il Pdl e la Lega. L’Udc e l’Mpa hanno votato a favore dell’abolizione, auspicata dall’Italia dei Valori, che non presiede alcuna amministrazione provinciale. La considerazione è inevitabile: la soppressione la chiedono i partiti che non amministrano e l’avversano gli altri. Ma sarebbe ingiusto fermarsi qui. In Sicilia, a differenza che nella Penisola, la soppressione non avrebbe bisogno di alcuna legge né norma costituzionale, perché lo Statuto speciale della Regione prevede che nell’Isola l’ordinamento degli enti locali si basi sui comuni e sui liberi consorzi di comuni. Il trionfo dell’autonomismo ed un taglio consistente ai costi della politica (gettoni di presenza e stipendi per quasi quattrocento amministratori, indennità per assistenti, uffici di segreteria, apparati e spese varie). L’indennità dei presidenti delle province varia da circa settemila seicento euro a cinquemila seicento, a seconda del numero di abitanti (circa 50 mila euro gli stipendi più alti degli assessori, 3300 euro i più bassi). Poi vanno calcolati i gettoni ai consiglieri, non più di 21 sedute al mese a 126 euro per ogni seduta, sicché un consigliere nelle province più popolose può ricevere 2700 euro circa ed in quelle meno popolose qualcosa di più di mille euro.

Battaglia su regolamento diritto autore

[Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi, è da sempre così e così sarà per sempre. Robin Williams in L'Attimo fuggente] L'Agcom ha approvato con sette voti a favore un astenuto e un voto contrario lo schema di regolamento sul diritto d'autore che nell'attesa dei giorni scorsi aveva scatenato la protesta della rete, e che viene posto ora ad una consultazione pubblica di 60 giorni. Lo schema prevede che per la rimozione dei contenuti coperti da copyright, “la procedura dinanzi all'Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti”. La procedura, inoltre “non prevede alcuna misura di inibizione dell'accesso ai siti internet”. Rispetto all'iniziale schema di regolamento, l'Agcom ha apportato delle modifiche che riguardano i tempi del contraddittorio che passano da cinque a dieci giorni, l'esclusione dalla procedura per i siti che non hanno manifesto scopo di lucro, e una marcia indietro rispetto alla possibilità di inibire l'accesso ai siti esteri per i quali adesso è prevista prima una richiesta da parte dell'Autorità di “rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d'autore” e poi, se la richiesta non viene ottemperata, una segnalazione “alla magistratura per i provvedimenti di competenza”. La prima parte dello schema di regolamento dell'Agcom - si legge nel comunicato dell'Autorità - contiene misure “da sviluppare per favorire l'offerta legale e la promozione effettiva dell'accesso ai contenuti da parte degli utenti”; la seconda parte invece, “contiene una serie di misure a tutela del diritto d'autore e si articola in due fasi: una relativa al procedimento dinanzi al gestore del sito, la seconda al procedimento dinanzi all'Autorità”. In particolare, “nella prima fase se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni, accogliendo la richiesta rivoltagli (notice and take down). Qualora l'esito della procedura di notice and take down non risulti soddisfacente per una delle parti - viene sottolineato dall'Agcom -, questa potrà rivolgersi all'Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata”. Inoltre, “la procedura non riguarda (sulla base del principio del fair use): siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; o l'esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; o l'uso didattico e scientifico; o la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all'opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”. A quanto si apprende, la delibera non tornerà al Consiglio dell'Autorità prima di ottobre, dopo la consultazione pubblica di 60 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A votare contro la delibera il consigliere Nicola D'Angelo, mentre si è astenuto il consigliere Michele Lauria.

Sea: verso Piazza Affari

[Prossimo: uno che ci è stato imposto di amare come noi stessi e che fa di tutto per farci disubbidire. Ambrose Bierce] Gli scali aeroportuali milanesi della Sea si avvicinano a Piazza Affari. Con una nota il gruppo guidato da Giuseppe Bonomi, annuncia di aver presentato alla Borsa Italiana la domanda di ammissione a quotazione e richiesto alla Consob l'autorizzazione alla pubblicazione del prospetto informativo. La partenza di Lufthansa dallo scalo varesino di Malpensa “non inciderà sulla quotazione in Borsa di Sea”. Se ne è detta convinto il sindaco uscente di Milano, Letizia Moratti, che ha fatto notare che “Lufthansa pesa per un 3%, ovvero per circa 100 voli e ne avevamo già recuperati mille”. Presentando una relazione del bilancio di fine mandato, l'ex sindaco ha parlato della quotazione in Borsa di Sea come di un'occasione “che consentirà investimenti che ne faranno una società di prim'ordine a livello europeo” e sottolineato la portata del dividendo straordinario di 124,6 milioni di euro. Allarme Sea sui conti di Palazzo Marino. La tempesta sui mercati finanziari delle ultime settimane, infatti, è tornata ad addensare densi nuvoloni sulla quotazione in Borsa degli aeroporti milanesi. Un’operazione destinata a portare nelle casse del Comune entro fine anno 160 milioni di cui Milano ha bisogno come il pane. E mentre l’azienda con i suoi esperti continuano a lavorare per il collocamento («quella rimane la nostra priorità», assicurano fonti del gruppo) i tecnici della giunta hanno iniziato a studiare l’ipotesi di un “Piano B” per non aprire un’altra voragine nei conti della città. L’iter per la vendita del 2535% della società di gestione di Linate e Malpensa, naturalmente, prosegue per ora come previsto. La domanda di ammissione in Borsa è stata presentata a Palazzo Mezzanotte pochi giorni fa. Tre banche d’affari stanno mettendo a punto il prospetto. L’obiettivo è quello di mandare in porto l’operazione tra ottobre e novembre per poi staccare la maxicedola milionaria per il Comune. La strada verso Piazza Affari si è fatta però improvvisamente in salita nelle ultime settimane. La speculazione ha iniziato a mettere nel mirino l’Italia. I mercati sono andati in fibrillazione, scivolando ai minimi del 2011. In casa Sea il copione lo conoscono bene: nel 2001 Malpensa aveva bussato a Piazza Affari una prima volta, cancellando il piano di quotazione in zona Cesarini per la crisi seguita all’attentato alle Torri Gemelle. La giunta Albertini aveva provato nel 2006 a vendere il 33 per cento della società a investitori istituzionali calcolando in 600 milioni il valore del 100 per cento dell’azienda (il 50 per cento in più di quanto viene stimata oggi). Alla fine però l’asta era andata deserta. Non c’è due senza tre, dice il proverbio. E in Comune, dove il dividendone della Sea era considerato fino a ieri un assegno già in cassaforte, hanno iniziato a drizzare le antenne. Cosa fare se fra tre mesi i mercati saranno in crisi? Non si tratta di una discussione accademica. Palazzo Marino sta già incontrando forti difficoltà a vendere la partecipazione nella Serravalle, un’altra somma data già per scontata nei bilanci previsionali della giunta Moratti. E il mancato incasso della cedola dagli aeroporti rischierebbe di far saltare del tutto il bilancio municipale. I tecnici della giunta, dunque, hanno iniziato da qualche giorno a valutare, per ora a livello teorico, eventuali alternative. La strada è stretta: i 160 milioni, in teoria, sono già disponibili nel bilancio della Sea, alla voce riserve. La loro distribuzione però è stata vincolata alla quotazione. In caso di flop del collocamento si potrebbero cambiare gli accordi e procedere a un prelievo “forzoso” (Palazzo Marino è azionista di controllo di Sea). Ma Malpensa e Linate resterebbero così senza un quattrino in tasca alla vigilia di un ambizioso piano di investimenti e dovendo ancora fare i conti con il dehubbing dell’Alitalia. Trovare una soluzione non sarà facile.

domenica 24 luglio 2011

LA RIVINCITA DELLE BOTTEGHE

[Trovare quella nave nell'Oceano è come trovare un uomo onesto in parlamento.Da Master & Commander: Sfida ai Confini del Mare] A maggio, su base annua, la grande distribuzione fa registrare un calo delle vendite del 2,1%, mentre il dato per le imprese operanti su piccole superfici, come botteghe, negozi di quartiere, minimercati, risulta positivo (+0,2%). In particolare, l'Istat fa sapere che, tra gli esercizi a prevalenza alimentare, le vendite nei supermercati e nei discount restano ferme e negli ipermercati segnano, addirittura, un crollo (-6,1%). Le vendite al dettaglio a maggio sono calate dello 0,6% (dato grezzo) rispetto allo stesso mese del 2010 e dello 0,1% (dato destagionalizzato) a confronto con aprile 2011. Lo rileva l'Istat, aggiungendo che su base mensile pesa la negativa performance del comparto alimentare.

GIALLO A TEHERAN

[...Ho bevuto più birre, tirato più cazzotti, pisciato più sangue e scopato più mignotte di voi altri ragazzini messi in insieme... Qui è la mia volontà contro la vostra... e voi avete già perso! Da Gunny] L’ambasciatore Usa in Israele, J. B. Cunningham, riferì che Ehud Barak, ministro della difesa israeliano, che il mondo aveva dai 6 ai 18 mesi per poter fermare l’Iran dall’acquisto di armi nucleari. Tutto sarebbe stato ancora possibile, dopodiché qualsiasi azione militare sarebbe costata un danno collaterale inaccettabile. Sei mesi dopi anche un leader mediorientale, il leader del Bahrein, affermò che il programma nucleare iraniano doveva essere fermato. Molti degli alleati arabi degli Usa, tra i quali anche il potente re Abdullah dell’Arabia Saudita, che lanciò un monito all’America: “tagliate la testa del serpente”, finché si è in tempo”. Nel dicembre del 2009 Israele ha fatto pressioni sugli Stati Uniti per ottenere una posizione più ferma contro l’Iran, affermando che “la strategia di negoziati di Washington verso Teheran non funzionerà”. In un dispaccio, pubblicato da WL, confidenziale di funzionari Usa con il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed Bin Zayed, nel corso dei quali il principe avrebbe detto che “una rapida guerra convenzionale con l’Iran sarebbe meglio delle conseguenze a lungo termine di un conflitto nucleare”. Secondo il generale americano David Patraeus, l’Iran sarebbe per gli Stati Uniti “il migliore strumento di reclutamento”, mentre “il numero di alleanze e di accordi per il sostegno militare tra Usa e partner arabi nel Golfo è considerevolmente aumentato”. Secondo l’intelligenze americana l’Iran ha ottenuto nuovi missili dalla Corea de nord , che potrebbero colpire tutto l’occidente. Recentemente un fisico nucleare iraniano è stato assassinato a Teheran da sconosciuti in motocicletta che gli hanno sparato davanti a casa. La moglie era con lui ed è stata ferita. È Daryoush Rezaie, 35 anni, insegnante universitario specializzato in fisica nucleare, con ''legami'' con l'Organizzazione iraniana dell'energia atomica. La Mehr ha anche detto che Rezaie lavorava proprio per l'Agenzia atomica iraniana come ricercatore in fisica neutronica, ma il vice ministro dell'Interno Safarali Baratlou ha voluto precisare che non e' chiaro se la vittima fosse uno scienziato nucleare dell''Iran e che “le indagini della polizia continuano ... Per ora nessuno è stato arrestato”. L'uccisione avvenuta recentemente è l'ultimo di una serie di episodi che in questi ultimi anni ha visto coinvolti scienziati nucleari iraniani, vittime d'attentati o di sparizioni mai spiegate. Ogni volta Teheran ha accusato Israele e le potenze occidentali di esserne responsabili nell'intento di boicottare il controverso programma nucleare iraniano. L'ultimo episodio risale allo scorso 29 novembre: le auto di due responsabili, Majid Shahriari e Ferydoun Abbassi Davani, saltarono in aria in seguito all'esplosione di ordigni piazzati vicino alle vetture da motociclisti mai identificati. Shahriari, responsabile del progetto sui reattori nucleari, morì; Abbassi Davani, uno dei più importanti specialisti iraniani nel settore dei laser utilizzati dal ministero della Difesa, fu invece solo leggermente ferito e da febbraio è il direttore dell'Organizzazione atomica iraniana. Alcuni mesi prima, il 12 gennaio 2010, un altro scienziato nucleare iraniano di fama internazionale, Masoud Ali Mohammadi, era stato ucciso dall'esplosione di una moto-bomba mentre usciva dalla sua abitazione a Teheran. Di queste vicende le autorità iraniane hanno accusato “mercenari” al soldo di Israele e degli Stati Uniti che sarebbero - secondo Teheran - anche responsabili delle mai spiegate sparizioni di diversi scienziati nucleari o responsabili militari iraniani nel corso degli ultimi anni. L'omicidio di queste ore segue di pochissimi giorni l'annuncio fatto martedì dall'Iran di aver cominciato a installare nuove più veloci centrifughe nei suoi siti d'arricchimento dell'uranio.

mercoledì 20 luglio 2011

Il blogger anti-casta sfida il Palazzo

[Si ottiene ciò per cui si dimostra apprezzamento. Eric Berne] Finte scorte, furti fasulli per ottenere rimborsi, minacce inesistenti per ottenere l'auto blu, viaggi gratis per amici e parenti, sconti giganteschi e stipendi elencati uno ad uno per mettere a nudo i privilegi della politica. A far tremare il Palazzo con decine di rivelazioni sulla vita quotidiana dei deputati è un anonimo ex precario, licenziato dopo 15 anni di lavoro, che ha deciso di vendicarsi pubblicando su Facebook tutti “i segreti della casta di Montecitorio”, su un'omonima pagina del social network. E la popolarità della pagina si propaga con la rapidità di un focherello che diventa rogo. Spidertruman, come si fa chiamare l'autore sul Web, ha superato ampiamente stamattina i 40.000 “mi piace”, cavalcando l'ondata di antipolitica che anche negli ultimi giorni è divampata sulla rete dopo la cancellazione dei previsti tagli agli stipendi dei parlamentari. E così ce n'è per tutti. Perché certe marche d'auto fanno sconti anche del 20% ai parlamentari, e perché certe compagnie telefoniche applicano tariffe assai ridotte? E poi barbieri pagati, a detta dell'autore, 11 mila euro al mese e tutti provenienti dalla stessa regione del presidente della Camera che li assunse. Poliziotti costretti a fare da chauffeur alle mogli degli onorevoli di giorno e ad accompagnare il deputato di turno dall'amante la sera. Poi il capitolo furti finti: secondo l'infuriato Spidertruman sarebbero decine le finte denunce di furti di computer portatili effettuate dai deputati solo per aver diritto al rimborso e poterne comprare altri. Tra le invettive sono finite anche le scorte di polizia, ottenute molto spesso, a suo dire, grazie a finte lettere di minacce inviate ad hoc magari con l'inserimento nella busta di qualche bossolo. E poi i viaggi gratis per amici e parenti dei parlamentari ottenuti grazie ai punti “Millemiglia” accumulati con ai viaggi gratuiti a cui i membri del parlamento hanno diritto. Le rivelazioni sono appena all'inizio, assicura Spidertruman. Insomma, i privilegi della Casta finiscono per l'ennesima volta nel mirino del Web anche se su certi dettagli sarà dura distinguere tra la realtà dei fatti e l'arrabbiatura dell'anonimo vendicatore.

I9 riuscirà a salvare IG?

[Ma se potessi tornare indietro, indietro io ci tornerei, ma se potessi cominciare daccapo quello che ho fatto non lo rifarei. La ragazza & la miniera – De Gregori] I consigli di amministrazione di Meridiana e di Meridiana fly hanno approvato all’unanimità un progetto di integrazione tra Meridiana fly e il gruppo Air Italy Holding. Dalla fusione nascerà un nuovo gruppo con fatturato previsto di oltre 800 milioni di euro e guidato dal nuovo ad Giuseppe Gentile. L’operazione rientra nel processo di salvataggio di Meridiana, che negli ultimi mesi ha particolarmente risentito della crisi economica globale. Il vettore in arrivo continuerà a concentrarsi sulla Sardegna e consoliderà la sua posizione sui principali mercati italiani attraverso un'offerta sia di linea, sia charter. L’azionista di controllo di Meridiana Spa ha comunicato il trasferimento delle 38.161.624 azioni detenute all’agenzia per lo sviluppo Akfed S.A. (Aga Khan Fund for Economic Development), che diverrà così titolare del 75,78% dell’attuale capitale sociale della capogruppo. La nuova compagnia avrà un focus strategico sulla clientela leisure, garantendo, al tempo stesso, una selezionata offerta business dagli aeroporti serviti, assicurando un'elevata qualità e una forte attenzione ai livelli di servizio per i passeggeri. La Sardegna rappresenterà il fulcro delle attività di linea, insieme ai mercati di Verona, Torino e Napoli; l'offerta sarà completata da selezionati collegamenti da e per Linate, Fiumicino, Catania e Bari. Nel mercato charter, Meridiana-Air Italy perseguirà una strategia di leadership dai principali mercati italiani (Malpensa, Bologna, Fiumicino e Verona) offrendo un portafoglio completo di destinazioni, in particolare verso East Africa, Oceano Indiano, Caraibi, Sud America e altri Paesi del bacino del Mediterraneo. L’integrazione dei network di Meridiana fly e di Air Italy, in linea con il piano industriale, consentirà un migliore utilizzo degli aerei (incremento in termini di volato per aeromobile di circa 10 punti percentuali per la flotta di medio raggio, e di circa 20 punti percentuali per la flotta di lungo raggio) e opererà con un flotta complessiva di circa 35 modelli tra Airbus, Boeing ed Md80. Confermata Olbia come sede operativa; altre attività operative saranno concentrate su Malpensa. Per l'acquisizione di Air Italy, Meridiana fly lancerà due aumenti di capitale per un ammontare massimo complessivo di 231 milioni di euro così suddivisi: un primo aumento di 154 milioni, da realizzarsi attraverso emissione di azioni ordinarie offerte in opzione agli attuali soci, e un secondo aumento di 77 milioni al servizio di warrants, assegnati gratuitamente a favore dei sottoscrittori del primo aumento di capitale. Entro il 30 settembre 2011 Meridiana fly dovrebbe poi acquisire il 100% di Air Italy Holding per un corrispettivo pari ad Euro 89,9 milioni, che non sarà pagato all'atto del trasferimento delle quote, ma che darà origine a un credito degli attuali soci di Air Italy Holding nei confronti di Meridiana fly. Cauta la reazione dei sindacati sul futuro assetto: “Non commentiamo ciò che ancora non conosciamo perché non sarebbe serio” dice il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi. “Siamo molto interessati a conoscere il piano ed a comprendere al più presto le questioni che riguardano il lavoro e l’attualità o meno degli accordi fin qui raggiunti e la loro applicazione . Auspichiamo – si legge in una nota – da un lato un profilo industriale di rilancio del gruppo e dall’altro una chiara continuità nel condividere il valore centrale del lavoro e delle relazioni industriali”. "La fusione di Meridianafly e Air Italy è senz'altro una buona operazione per il trasporto aereo italiano". Lo dichiara in una nota Massimo Muccioli presidente di Anpav. "Difatti - sottolinea - la complementarietà delle due aziende permetterà di controllare un'importante fetta di mercato di voli di linea e, soprattutto, di attività leisure e charter, settori nei quali, in un mercato importante come quello italiano, i players stranieri hanno troppo spesso imperversato". "Il nuovo amministratore delegato, Giuseppe Gentile - dice Muccioli - è sicuramente la garanzia più importante in questa operazione, in quanto è un manager di provata esperienza nazionale ed internazionale ed é fra i maggiori esperti che il trasporto aereo possa attualmente esprimere. Le prime dichiarazioni del nuovo ad di conferma del rispetto degli accordi faticosamente raggiunti con le organizzazioni sindacali/associazioni professionali negli ultimi giorni in Meridianafly sono la garanzia che la nuova strategia industriale è impostata per dare continuità al sistema azienda".

UNA DONNA AL MARCONI

[Che le stelle della notte fossero ai tuoi piedi, / che potessi essere meglio di quello che vedi, / avessi qualcosa da regalarti,/ e se non ti avessi uscirei fuori a comprarti. / Stella di mare, tra le lenzuola, la nostra barca non naviga, vola, vola, vola! Stella di mare – Lucio Dalla] Sembra che tutti concordino sulla candidatura dell’avvocato Giada Grandi alla presidenza dell’aeroporto di Bologna: manager della Camera di Commercio, fedele del presidente, potrebbe prendere il posto di Giuseppina Gualtieri diventando il numero uno del Marconi (Al Marconi di Bologna un dirigente post holder guadagnerebbe 100.000 mila € all’anno, sarebbe il caso che il nuovo cda si dia una regolata, adeguando gli stipendi dei manager alla crisi che attualmente miete sempre più vittime nelle fabbriche italiane). Come suo braccio destro andrà successivamente nominato un vice e Filetti proporrà a Vasco Errani il sindaco Virginio Merola. Al fianco della Grandi è certa la conferma del direttore Armando Brunini con pieni poteri gestionali e con questa soluzione la Camera di Commercio riuscirà a seguire più da vicino il nuovo piano industriale da 120 milioni di euro. Questa scelta tranquillizza le associazioni quali Cna e Legacoop, che scongiuravano un conflitto con le istituzioni.

Alitalia: Fantozzi si dimette

[Articolo 18. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti. Dichiarazione dei Diritti dell'uomo] Il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, si sente “commissariato” e va via, con tutto il suo staff. La ragione delle dimissioni, “il venir meno della fiducia del Governo” nei suoi confronti, perchè la manovra finanziaria prevede l'affiancamento di due ulteriori commissari. Il governo, esprimendo “profondo rammarico” oltre che “apprezzamento e gratitudine” a Fantozzi, esclude che la norma riguardi il “caso Alitalia”. Michele Meta è capogruppo della commissione Trasporti alla Camera, è un deputato del Pd e ha posto al governo una domanda che interesserà a molti. «Vorremmo sapere dal Governo se corrisponde al vero la notizia che sia stato stipulato un contratto al commissario liquidatore di Alitalia che prevede un corrispettivo di 15 milioni di euro», ha chiesto in un'interrogazione urgente ai ministri dell’Economia e dei Trasporti. A fine agosto del 2008, «Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza, dopo sessanta anni di attività e nominato il commissario straordinario - spiega Meta. Con la definitiva approvazione della manovra finanziaria è entrato in vigore l’art. 15, comma 5, del Decreto Legge del 6 luglio 2011, n. 98, pubblicato sulla Gazz. Uff. del 6 luglio 2011, del seguente tenore: “Al fine di contenere i tempi di svolgimento delle procedure di amministrazione straordinaria delle imprese di cui all'articolo 2, comma 2 del decreto legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39 e successive modificazioni, nelle quali sia avvenuta la dismissione dei compendi aziendali e che si trovino nella fase di liquidazione, l'organo commissariale monocratico é integrato da due ulteriori commissari, da nominarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro dello sviluppo economico con le modalità di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. A ciascun commissario il collegio può delegare incombenze specifiche. L'applicazione delle norme di cui ai commi da 2 a 5 del presente articolo non può comportare aggravio di costi a carico della procedura per i compensi che sono liquidati ripartendo per tre le somme già riconoscibili al commissario unico.”. “Il Commissario – si legge in una nota ufficiale - renderà conto con la relazione semestrale ex art. 205 del R.D. n. 267 del 1942 e attraverso il verbale di consegne ai nuovi commissari dell’ingente lavoro sin qui svolto, delle misure adottate, dei risultati raggiunti, della liquidità disponibile alla data odierna, delle prossime scadenze, delle numerose questioni pendenti, e, più in generale, dello stato di avanzamento della Procedura. Assicurerà ai nuovi commissari la collaborazione necessaria ad evitare ogni soluzione di continuità specie in relazione al pagamento dell’acconto ai dipendenti di Alitalia Express, Alitalia Airport e Volare, predisposto da tempo e previsto per il prossimo 26 luglio, e a seguire per i dipendenti di Alitalia Servizi e Alitalia S.p.A.”.

martedì 19 luglio 2011

Petraeus lascia comando Nato ad Allen

[Agonizzanti in un letto, tra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l'occasione, solo un altra occasione, di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita ma non ci toglieranno mai la libertà! Mel Gibson (William Wallace) in Braveheart] al comando Nato di Kabul al quartier generale della Cia, a Langley, in Virginia, a pochi chilometri dalla Casa Bianca: il generale Usa David Petraeus (nella foto), figura simbolo dell'ultima fase della guerra in Afghanistan, nel corso di una cerimonia ufficiale ha oggi passato ufficialmente la mano al suo successore, il generale dei Marines John Allen e si prepara a tornare a Washington. Petraeus lascia l'Afghanistan dopo un anno trascorso a capo dell'Isaf, la forza di coalizione internazionale a guida Nato, dove s'era insediato in sostituzione del gen. Stanley McChrystal, costretto a dimettersi dopo un'incauta intervista a Rolling Stone piena di critiche verso il “comandante in capo”, Barack Obama. Petraeus assume la guida della Cia al posto di Leon Panetta, che da settimane è il nuovo capo del Pentagono. Il suo trasferimento coincide con la fine della fase di combattimenti sul campo contro i talebani e l'inizio del ritiro delle forze occidentali, avviato alcuni giorni fa col ritorno a casa dei primi 800 soldati Usa. Una fase, quella del disimpegno militare da parte dei 140 mila militari Nato ancora di stanza in Afghanistan, che si completerà nel 2014, con il passaggio pieno di tutti i poteri nelle mani delle autorità locali. Malgrado l'impegno occidentale, appare chiaro a tutti che la lotta contro i ribelli sarà ancora dura e il esito è ancora incerto. “Siamo riusciti a ottenere importanti risultati - ha detto Petraeus nel suo intervento di saluto a Kabul - grazie alle nostre campagne militari. Noi, forze Nato, assieme ai nostri partner afgani, abbiamo bloccato l'espansione talebana e assicurato un futuro nella stragrande maggioranza del territorio afgano”. Petraeus ha quindi sottolineato i progressi della coalizione nelle province del sud, e la forte riduzione degli attacchi ribelli nell'ultimo anno. “Tuttavia - ha aggiunto - nonostante queste buone notizie, frutto di enormi sforzi, anche durante il processo di transizione del potere dobbiamo tenere gli occhi bene aperti di fronte alle sfide del futuro” .

lunedì 18 luglio 2011

Ancora chiuso il Free Fly di Punta Raisi

[In this country, you gotta make the money first. Then when you get the money, you get the power. Then when you get the power, Then you get the woman. Da Scarface] Dopo tre mesi non hanno ancora percepito i soldi della cassa integrazione. Parliamo dell’ex personale della ditta Sole – Ligabue. La linea Aeroportuale Sole - Free Fly ha chiuso gli stand all'interno dell' Aeroporto Punta Raisi Falcone e Borsellino lo scorso 15 maggio, Gesap non ha incassato nonostante i subconcessionari pagavano regolarmente alla Linea Aeroportuale Sole e la stessa abbia avuto importanti fatturati. A Punta Raisi è stata messa in giro una voce che un’altra azienda era pronta a subentrare e che sarebbero pronti i colloqui per ricollocare i cassa integrati. Ma al momento non sappiamo nulla. La Gesap sembra non interessata alle vicende aeroportuali, ne tanto meno ai suoi fallimenti gestionali.

LINKS AIR ATTERRA A PUNTA RAISI

[Sembra che lei non voglia ammettere di avere di fronte un esperto in tecniche di guerriglia, un uomo che è il migliore, con i fucili, con i coltelli, a mani nude anche. Un uomo addestrato ad ignorare il dolore, ad ignorare il freddo, a vivere di ciò che trova, a mangiare cose che farebbero vomitare una capra. In Vietnam il suo compito era quello di uccidere, di vincere il nemico aggredendolo, beh, Rambo era il migliore. Cos’è venuto qua per dirmi di trattarle bene il figliol prodigo? - No, lei non ha capito. Io non sono qua per salvare Rambo da voi, ma voi da Rambo.Da Rambo] Dal 18 luglio al 26 settembre l’aeroporto internazionale di Punta Raisi potrà disporre di una nuova destinazione: Palermo –Salerno (doppia rotazione: mattina e tardo pomeriggio, il prezzo 105 € a tratta, per 5 giorni a settimana). Il volo è charterizzato. Attualmente Links Air dispone di una flotta di 31 aeromobili Jetstream 9-19, configurazione del sedile. Il velivolo vanta una gamma di 1100 miglia nautiche che li rende adatti per la maggior parte delle operazioni europee.

Germania, non sarà premiato Putin

[Quando non sei in grado di combattere, devi abbracciare il tuo nemico. Se ha le braccia intorno a te, non può puntarti contro il fucile. Ngawang Jigme in 7 Anni in Tibet] In Germania gli organizzatori del premio Quadriga, assegnato a ''spiriti illuminati'', hanno rinunciato ad assegnare l'edizione 2011 al premier russo, Vladimir Putin, discusso per la situazione dei diritti umani e la libertà di stampa in Russia. Una scelta che aveva suscitato forti polemiche e indotto un artista danese a restituirlo e l'ex presidente ceco Vaclav Havel a minacciare di fare lo stesso. Mosca ha precisato: la scelta non turberà i rapporti con Berlino. La Russia “è virtualmente uno stato della mafia”. Così affermerebbero i diplomatici americani secondo i documenti pubblicati da Wikileaks e ripresi dai siti di alcuni quotidiani Usa. La Russia, secondo il cablogramma, userebbe boss della mafia per effettuare diverse operazioni attraverso le proprie agenzie. La stretta amicizia fra Putin e Berlusconi, cioè tra i leader di due paesi con forti infiltrazioni mafiose, non può che far sorgere più di una domanda, maliziosa forse, ma certamente legittima.

A settembre attacco israeliano

[Sai chi sei di che cosa sei fatto, hai la guerra nel sangue, non resisterle, non hai ucciso per il tuo Paese hai ucciso per te stesso, Dio non ti perdonerà mai. Quando sei costretto... Uccidere è facile come respirare! Da John Rambo - Rambo IV] Alcuni media online israeliani riferiscono, con toni di scetticismo, la “previsione” di un ex ufficiale Cia, Robert “Bob” Baer, su un ipotetico attacco d'Israele contro l'Iran e le sue installazioni nucleari già a settembre. Baer ha detto di ritenere ''quasi certo'' che il premier israeliano Benyamin Netanyahu pianifichi un'azione militare contro l'Iran. Il sito israeliano Ynet liquida il vaticinio come 'provocatorio'. Robert “Bob” B. Baer (1 luglio 1952) è uno scrittore ed ex ufficiale della CIA dal 1976 al 1997 statunitense. Baer crebbe ad Aspen in Colorado e aspirava a diventare uno sciatore professionista. Dopo un non brillante anno scolastico alla scuola superiore, sua madre lo manda alla Culver Military Academy (Accademia militare di Culver) dell'Indiana. Nel 1976 entra alla University of California a Berkeley e decide di entrare nel Directorate of Operations (“Direttorio delle operazioni”) della CIA come ufficiale. Durante la sua carriera di 20 anni alla CIA è stato assegnato a Madras e Nuova Delhi in India, a Beirut in Libano, a Dushanbe in Tajikistan e a Salah al-Din in Iraq. Nel 2003 pubblica il libro La disfatta della CIA e successivamente Dormire con il diavolo. Ad essi si è ispirato il film Syriana.