giovedì 30 giugno 2011

RAGGIUNTO ACCORDO "DIGNITOSO" TRA SINDACATI E GH PMO

[Non capivo perchè un replicante collezionasse foto. Forse loro erano come Rachael: avevano bisogno di ricordi. Da Blade Runner] I sindacati hanno raggiunto l’accordo con la Gh Pmo. I cinque sindacati firmatari dell’accordo (Uil, Cisal, Ugl, Cisl e Cgil) definiscono questo accordo “dignitoso”, più di questo non si poteva fare. L’azienda Gh Pmo procederà immediatamente al reclutamento (in considerazione del fatto che 17 dipendenti sono in congedo parentale) di personale stagionale attingendo dal bacino ex Cai; al contempo l’azienda si impegna ad incrementare le ore contrattuali del personale part – time a tempo determinato qualora, al termine della stagione estiva, risultino i necessari volumi di traffico. A tal fine le parti si rimandano all’incontro già pianificato del 30 settembre 2011 garantendo già dalla data odierna che l’incremento contrattuale potrà essere in linea con il dato operativo dei voli schedulati per la prossima stagione invernale winter 2011/12 così come emergerà nel raffronto con lo stesso periodo dell’anno 2010. (A tal proposito facciamo notare che Air Post, dall’estate 2011, non è più gestita da Gh. Allo scopo di salvaguardare le comprensibili aspettative di quanti, appartenenti al gruppo degli stagionali ”storici” dell’azienda l’impegno di una permanenza in servizio di almeno sei mesi nell’anno solare o in alternativa di almeno 12 mesi nel biennio. Anche in questo caso resta fermo l’immutato volume di traffico. La gh non ha ancora dato una risposta definitiva per quanto riguarda la detassazione per componenti accessori in relazione a incrementi di produttività che avrebbe il parere negativo solo dalla Gesap (in tutti gli altri scali la Gh ha risposto positivamente). Per i legali della Gesap ci potrebbe essere il danno erariale e in questo campo la Gesap è cassazione. In tutti questi anni quanti la Gesap ha fatto del clientelismo la sua filosofia. Un consiglio a tutti i sindacalisti che hanno firmato questo accordo, in estate acquistate e leggete due libri di Stéphane Hessel: Impegnatevi! e Indignatevi! Queste letture, in futuro, potrebbero tornare utili.

Catalano in pensione, Punta Raisi perde un galantuomo

[I figlioli imparano sempre assai più cose di quelle insegnate; e sono i figlioli a conoscere i genitori, non il contrario. Riccardo Bacchelli] Onofrio Catalano, detto Norino, lascia Punta Raisi e la Gesap per andare in pensione. Agostino La Fata dovrebbe prendere il suo posto. Catalano, da domani, potrà godersi la famiglia, visto che negli ultimi 15 anni era sempre in servizio: pasqua, natale, ferragosto … h 24. Non si era visto per due giorni quando la figlia Valentina si è sposata, non poteva mancare. Figlia, ex Meridiana, che non è stata assunta e praticamente non si capisce il motivo. Hanno assunto i figli di tutti ( tranne Cavataio, Spataro, Cardinale … ), ma senza nulla togliere a nessuno perché non si è usata la stessa regola, non scritta, con Catalano. Forse perché il nostro è sempre stato un galantuomo, un signore … e, in Gesap, tutto questo non conta. Vorremmo sapere quale metodo, metro di misura, usa la Gesap quando decide se tuo figlio può essere assunto. Anche il mistero di Fatima è stato svelato, aspettiamo con crescente curiosità di conoscere con quale criterio la Gesap premia i suoi dipendenti. Certo, qualcuno potrebbe dire, ma i sindacati se non danno battaglia su questi argomenti perché esistono? Appunto!

mercoledì 29 giugno 2011

Approvato il bilancio della Gh Pmo

[Negli affari non ci sono amici, soltanto soci. Dumas padre] Ieri è stato approvato il bilancio della società di handling di Gh Pmo. Società partecipata dalla Gesap al 51% e dai napoletani al 49%. La riunione è durata appena 4 minuti ( 240 secondi). Il debito della Gh Pmo non sarebbe superiore ai 50 mila euro. Un successo in termini economici, se solo pensiamo che Gh Pmo voleva mandare,l’anno scorso, parte del personale in mobilità volontaria. Hanno sbagliato le previsioni, non sanno programmare, però con l’aiuto di San Gennaro e Sant’Antonio sono riusciti ad ottenere un buon risultato. I sindacati hanno contestato i dati negativi della Gh quando si lamentava e proponeva la mobilità e non hanno mai firmato. Domani, alle ore 15,00, la Gh Pmo incontrerà i sindacati e tutte le richieste possono essere recepite; dunque l’onestà intellettuale paga sempre, anche se in ritardo. La politica del “chiagne e fotte – fotte e chiagne” non è più proponibile dalla Gh Pmo. Può essere accettata la detassazione per componenti accessori in relazione a incrementi di produttività che avrebbe il parere negativo solo dalla Gesap (in tutti gli altri scali la Gh ha risposto positivamente). Per i legali della Gesap ci potrebbe essere il danno erariale e in questo campo la Gesap è cassazione. I 40 part-time possono ottenere il meritato full-time. Gli stagionali possono essere assunti per sei mesi.

In Spagna ancora rischi

[Esitare va bene, se poi fai quello che devi fare. Berthold Brecht] I rischi per la Spagna sono “considerevoli”. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nell'Article IV precisando che “i rischi al ribasso sono prevalenti”e che il paese deve fare le riforme “includendo un ulteriore rafforzamento della credibilità del risanamento di bilancio, completando la ristrutturazione del sistema finanziario, rafforzando le riforme per il mercato del lavoro e riforme strutturali”. Il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero ha annunciato una serie di nuove riforme da portare a termine prima della fine della legislatura ed ha chiesto “uno sforzo collettivo” per uscire dalla crisi economica che - afferma - resta “il problema principale” della Spagna. L'intervento della polizia regionale catalana ha portato allo smantellamento senza incidenti, questa notte, di quanto rimaneva dell'accampamento degli indignados su Plaza Catalunya, a Barcellona. L'occupazione della piazza era iniziata a metà maggio. Ai primi di giugno gli indignados di Barcellona avevano deciso di lasciare la piazza. Verso le due del mattino un forte dispositivo di polizia ha preso il controllo della piazza. Gli agenti hanno dato 15 minuti agli accampati per ritirarsi . “Dobbiamo continuare a fare un grande sforzo per uscire dalla crisi, ben oltre le elezioni” del 2012, alle quali il premier ha già annunciato che non si ricandiderà.

La crisi più pericolosa dei talebani

[Il mare d'inverno è un concetto che il pensiero non considera / è poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera.Loredana Bertè]. “La decisione del presidente Usa Barack Obama” di ritirare 33 mila uomini dall'Afghanistan entro l'estate 2012, “è più aggressiva e comporta più rischi di quanto fossi inizialmente pronto ad accettare”. Lo ha detto il capo di stato maggiore delle Forze armate Usa Mike Mullen. Anche il generale David Petraeus, comandante delle forze Usa e Nato, avrebbe preferito un ritiro più lento di quello prospettato da Obama, secondo quanto ha indicato il segretario alla Difesa Usa Bob Gates. Visti i successi ottenuti contro al Qaida in Afghanistan, la cui leadership è stata dimezzata, Obama ha deciso di ritirare 10 mila militari entro l'anno, e complessivamente 33 mila militari, cioè il numero dei rinforzi decisi a dicembre 2009, entro l'estate del 2012. Obama lo ha annunciato parlando dalla East Room della Casa Bianca, senza escludere contatti con i talebani in vista di una riconciliazione nazionale, e spiegando che le pressioni sul Pakistan, dove i leader di al Qaida si sarebbero ora rifugiati, proseguiranno senza quartiere. ''Mentre continuiamo a rafforzare il governo afghano e le forze di sicurezza, l'America prenderà parte ad iniziative di riconciliazione del popolo afghano, compresi i Talebani”, ha detto Obama prima di aggiungere che queste iniziative dovranno essere condotte dal governo afghano e chi vorrà parteciparvi dovrà rompere con al Qaida. Come hanno riconosciuto fonti della Casa Bianca di alto livello, il calendario e' accelerato rispetto a quanto era stato suggerito dal responsabile militare in loco, il generale David Petraeus, nelle opzioni più prudenti. Secondo il New York Times l'annuncio odierno rappresenta una vittoria per il vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, favorevole ad un ritiro dall'Afghanistan che sia relativamente rapido. I primi a reagire, con parole positive, sono stati il segretario alla Difesa Usa Bob Gates e il premier britannico David Cameron, uno dei leader con i quali Obama aveva parlato prima della sua allocuzione televisiva.Una delle preoccupazioni dell'Amministrazione americana riguarda ora l'impegno degli alleati della Nato, e in particolare i timori che l'impegno in seno all'Isaf, la forza multinazionale, possa essere ridimensionato nei prossimi mesi. Per tale ragione è stato convocato un vertice dell'Alleanza atlantica dedicato proprio alla situazione in Afghanistan a Chicago nel maggio 2012, ai margini di un vertice del G8, poco più di un anno dopo il summit che a Lisbona aveva deciso il ritiro delle truppe internazionali per il 2014. Nel frattempo, dovrebbero rimanere dopo il 2012 circa 68mila militari Usa in Afghanistan, una cifra che dovrebbe calare fino a 25mila dopo il 2014, quando la responsabilità del controllo del paese sarà totalmente passata agli afghani, almeno secondo le previsioni. Una delle grosse preoccupazioni del Congresso riguarda la spesa della guerra in Afghanistan, stimata in circa 120 miliardi di dollari l'anno. L'Amministrazione Obama si è impegnata ad operare tagli di bilancio fino a 5mila miliardi di dollari in 10 anni. La spesa per l'Afghanistan, oltre due miliardi al giorno, rappresenta oltre il 20% del totale. La Spagna prevede di ritirare ''circa il 10%'' delle sue truppe dall'Afghanistan nel primo semestre del 2012, “fino al 40%” nel primo semestre del 2013, per giungere al “ritiro completo” nel 2014. Lo ha detto oggi il premier socialista Jose' Luis Zapatero, a margine del vertice Ue di Bruxelles. La Spagna ha in Afghanistan 1.550 uomini. Il calendario di Zapatero prevede una accelerazione di alcuni mesi delle fasi del ritiro previste per ora dal ministero della difesa di Madrid.

martedì 28 giugno 2011

L’asse mafioso Partinico – Catania

[Il denaro in forti quantità contiene un'alta percentuale di elementi autodetergenti, ed è sempre candido come un giglio.Duca di Bedford] Le indagini della Dia di Palermo iniziano nel febbraio del 2008. Tutto parte dalle confidenze di Salvatore Imperiale, imprenditore di Partinico che ha patteggiato una condanna per mafia, al suo autista Leonardo Baucina (il rapporto dei carabinieri è stato pubblicato, nel numero in edicola, dal mensile “S”). Il riferimento è alla ditta dei fratelli Basilotta di Castel di Judica, già coinvolta in indagini antimafia. Imperiale non è l’ultimo arrivato. È bene inserito nel mondo degli appalti pubblici. Fa il procacciatore di affari per conto della famiglia mafiosa di Partinico. I pentiti lo descrivono come uomo dei Vitale e consigliere di Lo Piccolo nel settore degli appalti. Nel 2005 ha eseguito lavori allo stadio Renzo Barbera di Palermo per conto della ditta catanese “C&C costruzioni”, sottoposta a sequestro per mafia, e all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, sempre in subappalto da imprenditori catanesi. Il cda della Gesap in data 25/5/2007 ha approvato il “patto etico per gli appalti di lavori e di servizi”. Successivamente, il 27/8/2007 la Gesap firma il protocollo unico di legalità in materia di appalti. Meno male che gli amministratori della Gesap hanno firmato questi due importanti documenti, viceversa si correva il rischio di avere come a.d. Matteo Messina Denaro e come d.g. un esponente della famiglia Ercolano. I risultati sarebbero stati migliori? Non lo sapremo mai. Sarebbe la conferma dell’esistenza di un asse Catania – Partinico che ha radici antiche. Non è un caso che Vito Vitale abbia trascorso parte della sua latitanza a Catania. La consegna dei lavori (collegamento fs Palermo – Punta Raisi) è del gennaio 2005, ma ha conosciuto due stop. Il primo per la necessità di interrare parte dei binari e il secondo per mancanza di fondi. Superati gli ostacoli, i lavori ripartono il 22 febbraio 2008, anche se la Sis già nel 2006 aveva messo su il cantiere a Brancaccio. Già allora a fornire il calcestruzzo erano state due imprese della famiglia Impastato. La prefettura aveva contestato il nome della Prime Iniziative, ma per aggirare l’ostacolo la stessa azienda aveva ceduto la produzione del calcestruzzo alla Medi Tour intestata ai figli di Andrea Impastato. La Dia vuole vederci chiaro. Mette sotto controllo i telefoni della Sis e riempie di cimici gli uffici del consorzio di imprese. L'imprenditore Andrea Impastato, è stato arrestato da uomini della Dia di Palermo. Il materiale proveniente dalla cava degli Impastato non sarebbe idonea alla miscela per il calcestruzzo. Non ci sono solo le imprese della famiglia Impastato, nel lungo elenco dei fornitori sospetti della Sis. L’impresa ha comprato materiale edile dalla Beton Mac, il cui rappresentante legale è Daniela Rizzuto, moglie di Carmelo Seidita, arrestato con l’accusato di essere il reggente del mandamento di Cruillas Noce. Altro fornitore è la Sidermental di Carini, il titolare è Carmelo Carbonaro, ritenuto prestanome e fiancheggiatore del clan Galatolo. Ed ancora, la Centro edile scavi con sede a Bagheria, di Francesco Raspanti, figlio di un affiliato alla famiglia di Bagheria. L’imprenditore era già stato condannato per mafia. Nell'ambito della nuova inchiesta, coordinata dal Procuratore Antonio Ingroia e dai sostituti Gaetano Paci e Francesco Del Bene, viene accusato di avere gestito affari ed imprese nell'interesse degli esponenti di vertice dell'associazione mafiosa, tra i quali Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, ottenendo in cambio il loro sostegno per l'inserimento delle sue società in alcuni tra i più importanti lavori pubblici svolti nelle zone della provincia di Palermo tra i quali i lavori per il porto di Balestrate e quello per il “passante ferroviario”, l'anello di congiungimento della metropolitana leggera di Palermo. Quest'ultimo appalto è stato assegnato da Rete Ferroviaria Italiana spa ad un consorzio di imprese costituito dalla S.i.s. spa. (capogruppo) assieme con la Sacyr Sa., con sede a Madrid, la Inc General Contractor spa e Sipal spa con sede a Torino. In un “pizzino”, trovato nel covo del boss Bernardo Provenzano, il capomafia Salvatore Lo Piccolo - che all'epoca era latitante - informava il suo interlocutore dell'imminente partenza dei lavori per la realizzazione della metropolitana, invitandolo a fornire il nome di qualche imprenditore di sua conoscenza nella produzione e nella fornitura del calcestruzzo che sarebbe stato inserito nel consorzio che stava creando con Andrea Impastato. Le indagini successive hanno dimostrato che Impastato, il quale si trovava in carcere a scontare una condanna per mafia, durante i colloqui con i familiari all'Ucciardone veniva costantemente informato sull'andamento dei lavori. Andrea Impastato era stato arrestato nel 2002. C’era il suo nome nel computer di Pino Lipari, il ragioniere di Bernardo Provenzano. Assolto in primo grado, condannato in appello per mafia, nel 2008 la sezione di misure di prevenzione del tribunale gli ha sequestrato società per 150 milioni di euro.

Falcone e Borsellino, delusi, abbandonano Punta Raisi

[Nascimur uno modo, multis morimur. Nasciamo in un solo modo, ma moriamo in molti. Cestio Pio] La Gesap, società di gestione dell'aeroporto di Palermo, per il prossimo autunno bandirà un concorso di idee per una nuova opera artistica dedicata a Falcone e Borsellino. L'opera sarà installata all'interno dello scalo palermitano dedicato ai due magistrati palermitani uccisi dalla mafia. L'iniziativa prende il via dopo la collocazione nel commissariato di Polizia di Cefalù del medaglione bronzeo raffigurante i giudici Falcone e Borsellino del maestro Geraci, prima ospitato nello scalo di Palermo. E poi per lungo tempo messo da parte dopo la costruzione della scala di emergenza, settore partenze. Spesso ci eravamo chiesti dove fosse finito il medaglione… Ha fatto bene il maestro Geraci a riprendersi l’opera e donarla alla Polizia di Cefalù. La Gesap, nel frattempo non perde occasione per spendere soldi. Ma se l’opera l’avevano …

Mandato di cattura contro Gheddafi

[I ragazzini sono dei duri. Una volta ho visto un ragazzino e gli ho regalato un'arancia. Sua madre lo ha ripreso: “Cosa si dice al signore?”. Il ragazzino mi ha guardato e ha detto: “Sbucciala”.Bill Barner] Esponenti dei ribelli libici sono arrivati nella sede della Corte penale internazionale all'Aja dopo il mandato di arresto spiccato ieri dalla Cpi contro Gheddafi. Era un atto dovuto nei confronti di un pdm come il leader libico. Ma la corte penale dell’Aja dovrebbe prendere gli stessi provvedimenti nei confronti di Bush (penultimo presidente Usa) e il presidente Russo Putin. I due ragazzi avrebbero ucciso civili e torturato i prigionieri. “Si sono presentati alla Corte per dire che sono a disposizione per eseguire l'arresto di Gheddafi”, ha riferito il procuratore della Corte, Luis Moreno-Ocampo, in un incontro stampa all'Aja. “Le forze pro regime continuano ad adoperare scudi umani: sul fronte est hanno piazzato circa trecento civili tra le forze pro e anti Gheddafi per difendersi da eventuali operazioni”. Lo ha detto il generale canadese Charles Bouchard, comandante di Unified Protector, al comando Nato di Bagnoli a Napoli. Il generale ha anche assicurato che le priorità dell'Alleanza rimangono la protezione dei civili e favorire l'ingresso degli aiuti umanitari e conseguire il ritiro delle forze pro regime.

RETATA ALL’ENAC

[Pipino detto “il Breve” sposò Ermengarda detta “la Delusa” e insieme misero al mondo Pipone detto “il Solitario”. Anatolj Balasz] Franco Pronzato, componente del consiglio di amministrazione di Enac, è stato arrestato questa mattina da uomini della Guardia di Finanza nell'ambito di una inchiesta della Procura di Roma su presunte irregolarità legate a un appalto del settore aereo. Bene, anzi malissino. L’Enac è definito da più parti l’ente dove la parola onestà raramente atterra. Pronzato è stato arrestato questa mattina nella sua abitazione, a Genova, e poi è stato portato nel carcere di Marassi. Gli uomini della Guardia di finanza di Roma, assistiti dai loro colleghi liguri, hanno compiuto anche una perquisizione nell'appartamento. Pronzato è assistito dall' avvocato Maurizio Mascia del foro di Genova. Non si esclude che nella stessa operazione possano essere state arrestate anche altre persone. Pronzato era indagato insieme con altre quattro persone dalla procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta per l'assegnazione di un appalto, del valore di un milione di euro, per i voli di collegamento tra Roma Urbe e l'Isola d'Elba. Titolare dell' inchiesta è il pm Paolo Ielo. Già consulente dell'allora ministro dei Trasporti Pierluigi Bersani e attuale coordinatore del settore trasporto aereo del Pd, Pronzato è coinvolto nella parte di accertamenti relativi al presunto pagamento di tangenti subordinate all'aggiudicazione dell'appalto. Nell'inchiesta romana sulle presunte irregolarità legate all'assegnazione dell'appalto Enac per la gestione del servizio aereo di linea Isola d'Elba con Pisa e Firenze, spunta anche un appunto, sequestrato all'amministratore della Rotkopf Viscardo Paganelli, dove accanto a sei-sette nomi, anche di politici e di soggetti istituzionali, ci sono scritte somme di danaro. Si tratta, secondo quanto si è appreso, di cifre ammontanti complessivamente a circa 150/200 mila euro.

lunedì 27 giugno 2011

Ig, siglato accordo per Cig

[Il segreto del mio lungo matrimonio? Andiamo al ristorante due volte a settimana. Ceniamo a lume di candela, musica romantica e qualche passo di danza... Lei ci va il martedì e io il venerdì. Sir Thomas Beecham]
Ratificati al Ministero del Lavoro gli accordi siglati a metà mese fra azienda e sindacati per il personale di Meridiana Fly. Scongiurati i licenziamenti, si prosegue ora con gli incontri per stabilire le modalità operative e applicative dell'intesa. Vi era il timore inizialmente di 910 licenziamenti, ma con l'accordo siglato i lavoratori potranno contare, invece, su una cassa integrazione a rotazione che interesserà un pò tutti.

domenica 26 giugno 2011

I debiti della Wind jet preoccupano la Sac di Catania

[Se Dio avesse voluto che l'uomo volasse l'avrebbe fatto nascere con un biglietto. Mel Brooks] La Sac di Catania, ente gestore dello scalo si Catania Fontanarossa, ha iniziato la pratica che, dopo breve istruttoria, obbligherebbe la Wind Jet a pagare il dovuto alla Sac. La WJ avrebbe accumulato un debito che preoccupa i vertici della Sac. Non risulta che la Gesap rivendichi sospesi da parte del vettore catanese, ma se non paga a Catania (base di armamento della Wj) perché dovrebbe farlo a Palermo o in altri scali? Il contenzioso riguarda le tasse di atterraggio che spesso sono insostenibili per le compagnie aeree. Wind Jet ha registrato nel 2010 un load factor del 74,6% e un tasso di utilizzo degli aeromobili pari a 36.165 ore annue. Il fatturato pre-consuntivo 2010 è salito a 231 milioni di euro rispetto ai 226 milioni del 2009 e il network di destinazioni è stato ulteriormente ampliato con l’avvio di nuovi collegamenti. Per sostenere la nuova fase di sviluppo, il consiglio di amministrazione ha indicato l’opportunità di un aumento di capitale anche destinato a investitori terzi e preso atto della disponibilità dell’azionista di controllo, Finaria Spa, a valutare la sottoscrizione di parte di tale aumento capitale. Il cda ha quindi dato mandato al presidente e all’amministratore delegato affinché provvedano alla convocazione dell’assemblea straordinaria degli azionisti di Wind Jet Spa per le deliberazioni conseguenti. Si attende ancora la perizia che debba fare luce su quanto è avvenuto al volo Roma – Palermo. Un miracolo ha impedito la strage all’aeroporto Falcone-Borsellino. L’aereo della Wind Jet spanciato, privo del carrello posteriore, ed ha perso kerosene, l’aquaplaning ha fatto da cuscinetto evitando che si sprigionassero scintille. Il carburante perso nell’atterraggio, seppure di lieve entità, avrebbe acceso le fiamme con conseguenze tremende per i passeggeri. Sono in corso, com’è noto, due inchieste, quella dell’Enac e dell’autorità giudiziaria, sono stati raccolti gli elementi che consentano di ricostruire l’incidente. L’aereo era partito alle 19 circa da Roma ed è arrivato sulla pista dello scalo palermitano alle 20,10 circa durante un forte temporale con venti millimetri di pioggia. Sulle cause dell’incidente, due ipotesi. La prima addebita tutto alle condizioni del tempo, lasciando aperto tuttavia l’interrogativo sulla opportunità di effettuare l’atterraggio, anche perché c’erano stati, a quanto pare due casi di wind shear,; la seconda ipotesi invece mette in causa la manovra del pilota. L’aereo sarebbe atterrato troppo corto toccando terra prima della pista per evitare lo wind shear. Nelle condizioni climatiche date, si ritiene, l’effetto wind shear sarebbe secondario. Ma, aggiungiamo noi, ci potrebbe essere una terza ipotesi: la Wind jet potrebbe essere stata truffata da spregiudicati broker aeronautici che vendono pezzi di ricambio contraffatti. Si tratta solo di ipotesi. La ricostruzione dell’incidente è affidata agli esperti nominati dall’autorità giudiziaria e dall’Enac. L'Enac vieta la partenza degli aeromobili quando, a seguito dei controlli previsti dall'articolo 801, emergono situazioni di pregiudizio per la sicurezza della navigazione aerea, nonché quando risultano violati gli obblighi previsti dalle norme di polizia e per la sicurezza della navigazione, ovvero quando risulta accertato dalle autorità competenti che l'esercente ed il comandante non hanno adempiuto agli obblighi previsti dalla normativa di interesse pubblico in materia sanitaria e doganale. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 1058, l'ENAC, anche su segnalazione del gestore aeroportuale o della società Enav, vieta altresì la partenza degli aeromobili quando risultano violati gli obblighi relativi al pagamento di tasse, diritti e tariffe, anche di pertinenza di Enav S.p.a.

NUOVO PORTO A PALERMO

[A li poviri e a li sbinturati cci chiovi 'nta lu culu macari assittati. Ai poveri e agli sventurati piove nel culo anche quando sono seduti. Proverbio siciliano] Antonio Bevilacqua è stato riconfermato alla presidenza dell' Autorità portuale fino a ottobre 2012. Il decreto di nomina del ministro delle Infrastrutture è stato notificato nei giorni scorsi, dopo un lungo iter che ha visto l' atto passare da entrambe le Camere per l' approvazione e un periodo di vacatio in cui lo stesso Bevilacqua era stato nominato commissario per lo svolgimento dell' ordinaria amministrazione. A riconfermare all' unanimità l' ingegnere palermitano, ex esperto del sindaco Diego Cammarata per la mobilità e il centro storico e docente straordinario di Ingegneria delle strutture viarie della facoltà di Ingegneria, sono stati Comune, Provincia e Camera di commercio, i tre enti preposti alla designazione. «In questo quadriennio la nostra sfida sarà quella legata al piano regolatore del porto - spiega Bevilacqua - strumento di programmazione di fondamentale importanza per il porto stesso e per tutta l' area cittadina circostante che con il porto deve integrarsi, per uno sviluppo del territorio che sia reale e armonico». Non c’è solo la questione del crepuscolare Berlusconi a minacciare l’erigendo Partito del Sud e la saldezza della coppia Lombardo-Miccichè. Un pezzo di Emanuele Lauria su “Repubblica” va al fondo della questione. E la questione parte dall’ormai celebre puntata di Report. Scrive Lauria: “Tutto cominciò nell’estate di undici anni fa. ‘Vallegrande Ranch’ si chiamava il posto: un agriturismo alle porte di Cefalù. È lì che, in occasione di una colonia estiva dei figli, si conobbero Gianfranco Miccichè e Antonino Bevilacqua, il politico e l’ingegnere. È lì che nacque una lunga amicizia destinata a finire presto sotto i riflettori: da un lato il capo di Forza Italia nell’Isola e l’uomo di governo che ha le chiavi della cassa per le opere pubbliche nel Meridione; dall’altro il professionista che da quel momento in poi fa man bassa di incarichi. Maxi-appalti finiti, per la progettazione o per la direzione dei lavori, alle due società di Bevilacqua che hanno sede al primo piano dell’elegante studio di Palazzo Torremuzza”. Scrive Repubblica: “Un’escalation che ha finito per tracciare, attorno a Bevilacqua, l’immagine di asse pigliatutto delle grandi opere. Così l’ha dipinto Report”. Ma poi c’è la storia della sgarbo, come si racconta. Lo sfregio sulla reputazione dell’ingegnere che avrebbe approfondito il solco dei dioscuri del Partito del Sud. Scrive Lauria: “L’ultimo sfregio glielo ha riservato Raffaele Lombardo, in un fuori onda trasmesso da Report: “State tranquilli che il consorzio autostrade, con la nuova gestione Zapparrata, non darà più un incarico a Bevilacqua”. L’amico (più di Bevilacqua) Gianfranco non avrebbe gradito. L’uscita presidenziale sul crepuscolo di Berlusconi ha fatto il resto. Un ampliamento degli approdi per navi da crociera e delle zone da diporto, una migliore integrazione con la circolazione cittadina, l'ammodernamento della Cala e della stazione marittima e l'allargamento della zona commerciale e cantieristica. Sono queste alcune delle novità previste dal nuovo Piano regolatore del porto di Palermo. I lavori, alcuni dei quali già in corso, termineranno “in tempi brevi, massimo dieci anni'', ha detto Bevilacqua. Il progetto è incentrato sull'identificazione di Palermo come scalo turistico, affiancato dal porto di Termini Imerese per buona parte del traffico merci. Il piano prevede l'implementazione del porto turistico S. Erasmo, la costruzione di altri due approdi crocieristici e la costruzione di nuove banchine, oltre che una maggiore integrazione con la zona del Foro Italico. Tra le altre novità, sarà avviata anche la creazione di un Parco archeologico urbano nel Castello a Mare e una parte dell'approdo Acquasanta verrà dedicato alla cantieristica minore. Il problema del traffico verrà risolto anche grazie alla costruzione di una galleria e a una nuova sistemazione degli ingressi.
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-2557fcf8-bbdc-4a54-be46-42d4b68b7de8.html

I guai di Moretti

E quanto a esperienza, e quel che ci rimane dopo che s’è perso tutto il resto. Riccardo Bacchelli] È stata ripristinata dai tecnici IBM la funzionalità dei sistemi informatici, gestiti dalla stessa società IBM, che sovrintendono alla vendita dei biglietti ferroviari per i treni a lunga percorrenza di Trenitalia. È quanto comunica Fs in una nota. Pertanto, da poco prima delle 21, è di nuovo possibile acquistare biglietti per i treni a lunga percorrenza, utilizzando tutti i canali a disposizione della clientela, dalle biglietterie alle self service al sito web. I tecnici di IBM stanno monitorando in "esercizio controllato" il funzionamento dei sistemi in questa prima fase di riavvio. Favoreggiamento personale. È questo il reato per cui l'ad di Fs Mauro Moretti risulta iscritto nel registro degli indagati in procura a Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla P4. La circostanza emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Luigi Bisignani. Moretti viene tirato in ballo dall'imprenditore Arcangelo De Martino, arrestato nell'ambito della cosiddetta inchiesta P3, che racconta di una denuncia che intendeva presentare per presunti illeciti a suo danno commessi da persone in Fs legate all'ad, denuncia che sarebbe stata bloccata da un intervento di Alfonso Papa. Il top manager è stato ascoltato dai pm Henry John Woodcoock e Francesco Curcio, e ammette “non solo di conoscere Bisignani e Papa”, ma anche di essere stato contattato da Papa. Riferisce però che si tratta di una lamentela “per il trattamento ricevuto su un treno da un controllore”. “Appare evidente - si legge nell'ordinanza - che, mentre appare una vera e propria presa in giro l'ipotesi che un uomo come Papa potesse incomodare il Moretti per una vicenda tanto banale (e per tale ragione Moretti è stato iscritto a modello 21 per il delitto di cui all'articolo 378 cp), il Papa, dopo aver “stoppato” la denuncia del De Martino, abbia contattato il Moretti...per vantare, per rivendicare il credito derivante dall'avvenuta surrettizia sottrazione alla cognizione dell'autorità giudiziaria di una vicenda che comunque avrebbe coinvolto il Moretti stesso”.

sabato 25 giugno 2011

AVIAPARTNER, BUONO PASTO ANCHE PER GLI STAGIONALI A PALERMO!

[Mai ti si concede un desiderio senza che inoltre ti sia concesso il potere di farlo avverare. Può darsi che tu debba faticare per questo, tuttavia. Richard Bach] Apprendiamo che la Uil ha ottenuto da Ap Pmo l’anticipo della 14 e dello stipendio. Ap aveva comunicato, pochi giorni fa, che la 14 sarebbe stata accreditata insieme allo stipendio. Stipendio che viene pagato entro il 10 di ogni mese. Ebbene il sindacato (tenuto conto che non pochi operai hanno delle rate inderogabili da pagare e sarebbero in grosse difficoltà) ha ottenuto che stipendio e 14 siano accreditate entro e non oltre il 4 del mese. Salvatore Messina (Matteo) e il suo delfino Roberto Baiamonte (cane morto) hanno apprezzato il comportamento dell’azienda (anche se la Uil aveva chiesto il pagamento delle due retribuzione l’ultimo del mese). Ma quando inizierete a occuparvi anche dei lavoratori stagionali, cercando di ottenere il buono pasto anche per loro? Poco cosa, potrebbe dire qualcuno, ma darebbe l’impressione che tutti i lavoratori in Ap siano uguali nei diritti e nei doveri.

Moratti ha mentito

[Sia dolce il dubbio a chi nuocer può il vero. Michelangelo Buonarroti]
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il suo assessore al Bilancio Bruno Tabacci hanno lanciato un allarme sui conti del Comune, denunciando un potenziale disavanzo per il 2011 di 186 milioni di euro in spesa corrente e accusando l'ex sindaco Letizia Moratti di aver mentito quando l'ultimo giorno del suo mandato annunciò un attivo di 48 milioni. “Siamo davanti a un disavanzo potenziale - ha detto Pisapia - di 186 milioni di euro, la nostra è un'analisi che si basa su documenti che erano già in possesso all'amministrazione comunale, quindi noti anche alla passata amministrazione, quanto detto dall'ex sindaco Letizia Moratti non corrisponde dunque al vero”. L'analisi dei conti è stato l'argomento principale della prima riunione operativa della Giunta Pisapia, e l'assessore Bruno Tabacci ha sottolineato la necessità di mettere in campo una manovra complessiva per riuscire a riequilibrare un bilancio che - ha denunciato - al momento copre le spese correnti con entrate straordinarie. “Servono scelte di indirizzo - ha detto Tabacci - nel brevissimo periodo, altrimenti non c'é copertura per le spese non obbligatorie”. “Quanto affermato oggi dal sindaco Giuliano Pisapia e dall'assessore al Bilancio Bruno Tabacci è chiaramente denigratorio, mistificatorio e falso”. Così l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti ha replicato all'accusa di aver lasciato i conti del Comune di Milano con un grave disavanzo. “Temo - ha precisato l'ex sindaco - che si voglia semplicemente mettere le mani avanti per giustificare un aumento dell'imposizione fiscale”.

venerdì 24 giugno 2011

Bisignani l'uomo dei misteri

[L'avvocato è un uomo che salva i vostri beni dai vostri nemici, tenendoseli per sé. Henry Peter Brougham] “Qualunque cosa ti faccia comodo sul serio, la vera forza di Bisignani si chiama Ior”. A svelare forse il segreto più importante dell'uomo dei misteri e dei contatti con i potenti finito ai domiciliari nell'inchiesta della procura napoletana sulla P4, fu il banchiere-faccendiere Pier Francesco Pacini Battaglia in una telefonata intercettata con Emo Danesi nel pieno della bufera di Tangentopoli. Due uomini piuttosto addentro ai segreti della Prima Repubblica. Erano gli anni novanta e Luigi Bisignani, già allora, era un nome che contava nella Roma dei Palazzi e del potere. Un nome costruito all'ombra della Dc. Nato nel 1953 a Milano da un importante dirigente della Pirelli per molti anni in Argentina, quando muore il padre riceve una consistente eredità. Ma quel che conta non sono i soldi ma il lascito di relazioni politiche. Tanto che Danesi, sempre in quella telefonata con Pacini Battaglia, racconta così il suo primo incontro con Bisignani: “Ci siamo visti...diamoci subito del tu...volentieri...poi m'ha detto che andava a giocà a carte con Andreotti”. Se sia così forte il legame con il sette volte presidente del Consiglio è ancora da dimostrare. Certo è che è Andreotti in persona a presentare nel 1988 “Il sigillo della porpora”, sua primo giallo cui fa seguito “Nostra signora del kgb”, nel 1991: bastano le due fatiche letterarie per far dire a qualcuno che Bisignani è il nuovo Ken Follet italiano. Ex giornalista, consulente aziendale, finanziere, ex direttore delle relazioni esterne del colosso Ferruzzi-Montedison, il suo nome viene trovato nell' '81 negli elenchi della P2 in casa di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi: non uno qualsiasi, secondo gli inquirenti, ma un reclutatore. Un colonnello. Nonostante fosse il più giovane dell'intero elenco. Gherardo Colombo, il pm che scoprì quella lista, lo colloca nella categoria degli “inquinatori”, uomini sconosciuti ma potentissimi che hanno passato anni ad avvelenare la vita democratica della Prima Repubblica. Lui, allora giornalista dell'Ansa, non fece una piega e replicò con una nota: “seguo da tempo per l'Ansa le notizie sulla massoneria e conosco, pertanto, molti alti elementi della massoneria, compreso Licio Gelli. I quali abitualmente mi fanno avere i loro comunicati in redazione. Smentisco però categoricamente la mia appartenenza a qualsiasi loggia massonica, compresa, ovviamente, la P2”. Non poté smentire, però, il suo coinvolgimento nella maxitangente Enimont. La madre di tutte le tangenti. L'ordine di arresto del Pool di Milano arriva 6 mesi dopo la sua nomina, a 39 anni, a direttore delle relazioni esterne del gruppo Ferruzzi e direttore generale della sede di Roma: l'accusa è di violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. Bisignani quel giorno però è all'estero: ci mette un anno per costituirsi e farsi interrogare da Di Pietro e Colombo. Che dall'ex amministratore della Montedison Carlo Sama avevano già saputo che Bisignani aveva fatto da intermediario con lo Ior, la Banca Vaticana, per la trasformazione in contanti di 92 miliardi in Cct da utilizzare per il pagamento di tangenti “a quella parte della Dc - racconto Sama - che faceva capo a Pomicino e quindi alla corrente di Andreotti”. Sul conto aperto da Bisignani allo Ior transitarono 108 miliardi. “Presso la banca Vaticana - ricorda in un libro Angelo Caiola, alla guida dell'istituto dal 1989 al 2009 - disponeva da anni di un conto personale, chiedendo di accreditare il ricavato su un conto cifrato estero”. La sentenza definitiva per l'intera vicenda arrivò nel 1998: 2 anni e 6 mesi. Una condanna che gli è costata anche la radiazione dall'albo dei giornalisti. “Ha svolto - è stata la motivazione - con continuità attività lucrose costituenti reato e afferenti a compiti del tutto estranei alla professione giornalistica”. Era già fuori, dunque, quando il suo nome fini nell'inchiesta dei pm Colombo e Boccassini sull'Alta Velocità e, anni dopo, in "Why not", l'indagine dell'attuale sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, allora pm a Catanzaro, in cui entrarono anche Romano Prodi e Clemente Mastella. Ora il suo nome torna ad essere accostato ai palazzi del potere: Bisignani, scrivono i magistrati nell'ordinanza, è “ascoltato consigliere dei vertici aziendali delle più importanti aziende controllate dallo Stato (Eni, Poligrafico dello Stato, Rai ecc), di ministri della Repubblica, sottosegretari e alti dirigenti statali”.

Vinklevoss ritirano ricorso, Zuckerberg salvo, per ora

[La genialità, come la santità, non si eredita. Alexander Berdaiev] Due ex compagni d'università del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (nella foto), hanno rinunciato ieri a chiedere alla giustizia l'annullamento di un accordo che aveva procurato loro più di 65 milioni di dollari per il loro ruolo nella creazione del social network. Secondo un documento presentato a un tribunale federale di San Francisco, i gemelli Tyler e Cameron Winklevoss, campioni di canottaggio, che erano come Zuckerberg studenti ad Harvard ai tempi della creazione di Facebook, nel 2004, insieme al loro amico Divy Narendra dichiarano di non voler più contestare l'accordo davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti.”Posso confermare che Tyler e Cameron Vinklevoss hanno deciso di non fare appello sull'accordo davanti alla Corte Suprema, ha confermato lo studio legale Howard Rice, che rappresenta i gemelli. Come ha raccontato il film 'The Social Network', i gemelli Winklevoss e Narendra avevano preso contatto con Zuckerberg alla fine del 2003 perché lui li aiutasse a mettere in piedi una rete di contatti su internet. I tre affermano che Zuckerberg ha rubato la loro idea e che ha deliberatamente ritardato il loro progetto mentre lavorava al proprio sito, che ha finito per essere il più grande social network al mondo. I ricorrenti, che in seguito hanno fondato il loro sito, ConnectU, erano stati risarciti con 20 milioni di dollari in contanti e 45 milioni di dollari in azioni Facebook (sulla base di una valutazione di 36 dollari per azione), grazie ad un accordo privato con Zuckerberg concluso nel 2008. In seguito i tre avevano affermato di essere stati ingannati sul valore reale delle azioni Facebook a quell'epoca. Secondo loro, avrebbero dovuto ottenere più soldi o più quote del social network. Alcune stime recenti apparse sulla stampa finanziaria valutano il sito, che sta per essere quotato in Borsa, a più di 100 miliardi di dollari. Dopo la rinuncia all'appello alla Corte Suprema Usa, i gemelli Winkelvoss presentano un nuovo ricorso contro Facebook ma alla Corte distrettuale del Massachusetts. Chiedono di accertare se “intenzionalmente o inavvertitamente abbia soppresso prove” durante la trattativa per arrivare all'accordo di conciliazione con Zuckerberg da 65 milioni di dollari, raggiunto nel 2008.

giovedì 23 giugno 2011

PRESENTATO IL PIANO INDUSTRAILE DELLE FS

[Vedi le cose e dici: "Perché?". Ma io sogno cose che non sono mai esistite e dico: "Perché no?". George Bernard Shaw] Entro il 2015 i treni alta velocità Ferrovie dello Stato Italiano percorreranno la tratta Roma-Milano in due ore e venti minuti a fronte delle attuali tre ore. È quanto ha annunciato l'ad del Gruppo, Mauro Moretti, alla presentazione del nuovo piano industriale. In particolare il risparmio di tempo sarà conseguito grazie al complemento del sottopassaggio del nodo di Bologna nel 2012 che consentirà un risparmio di 10 minuti e quello di Firenze entro il 2015 (altri 10 minuti risparmiati) a interventi migliorativi sulla rete e infine all'entrata in servizio del nuovo treno che potrà raggiungere velocità di 360 km/h. Investimenti per 27 miliardi di euro in 5 anni, di cui 6 miliardi per nuovi treni. È quanto prevede il piano industriale 2011-2015 delle Ferrovie dello Stato Italiane, che stima, al 2015 di superare i 10 miliardi di euro in fatturato. Il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane prevede, per la controllata Trenitalia, di realizzare un aumento di capitale in contanti da 900 milioni di euro. È quanto si legge nel nuovo piano industriale 2011-2015, secondo cui la ricapitalizzazione “é finalizzata a riequilibrare ulteriormente la situazione patrimoniale ed affrontare con maggiore stabilità i rilevanti impegni sul fronte degli investimenti”. Ovviamente l’aumento di capitale sarà sottoscritto dallo stato, da coloro che pagano le tasse, così oltre i ritardi e la sporcizia dovranno uscire i soldi per ricapitalizzare i debiti delle fs. Per chi volesse approfondire il degrado delle fs italiane vi rimandiamo alla lettura del libro di Claudio Gatti “Fuori Orario, le prove del disastro fs”, chiare lettere editore. Il presidente del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Lamberto Cardia, si dice favorevole “alla concorrenze” a patto che a questa si accompagnino “condizioni di uguaglianza delle norme le quali appunto devono essere uguali per tutti”. Nel suo intervento alla presentazione del nuovo piano industriale del gruppo, Cardia ha rilevato come “se non c'é uguaglianza non c'é concorrenza ma si va a danno di qualcuno e a vantaggio di altri. Il presidente Cardia vuole rinunciare ai finanziamenti dello stato? O pensa che i soldi li debba dare anche ai privati. Della Valla con altri imprenditori ha più volte denunciato il comportamento arrogante delle fs che non è abituata alla concorrenza.

ITALIA A RISCHIO

[Il futuro? Ho già pronto il mio terzo album, ma non uscirà mai perchè è brutto. Il prosimo dunque sarà direttamente il quarto. Francesco Baccini] Moody's ha messo sotto osservazione il rating di 16 banche italiane in vista di un possibile taglio, in scia all'analogo provvedimento adottato nei confronti del rating sovrano dell'Italia. Moody's ha inoltre cambiato da stabili a negative le prospettive sul rating a lungo termine di altre 13 banche italiane di importanza non sistemica in modo da riflettere la “pressioni” sul merito di credito. “Siamo fiduciosi, molto. Aspettiamo venerdì”. Così il presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, Corrado Faissola, entrando all'esecutivo dell'Abi, ha commentato l'esito della sottoscrizione dell'aumento di capitale da 2 miliardi di euro che si chiuderà nei prossimi giorni. “Non abbiamo deliberato un'operazione di cartolarizzazione”. Il Cda “ha deliberato il quadro legale amministrativo fino a 14 miliardi di euro”. Lo ha detto l'a.d di Unicredit, Federico Ghizzoni, al termine del Cda. Premafin sottoscriverà l'aumento di capitale della controllata FonSAI arrivando a detenere una partecipazione nella compagnia “pari a circa il 35,5% del capitale con diritto di voto post aumento di capitale”. Il cda Premafin lo ha deliberato insieme alla “cessione, direttamente e indirettamente, a UniCredit di un numero di diritti di opzione tale da consentire la sottoscrizione da parte della banca di azioni ordinarie Fondiaria-SAI pari al 6,6% del capitale ordinario post aumento”. Moody’s bacchetta ancora l’Italia. L’agenzia ha messo sotto osservazione a lungo termine 16 banche italiane in vista di un possibile taglio del rating. Le banche i cui rating a lungo termine sono stati messi sotto osservazione sono Intesa Sanpaolo (con le controllate Banca Imi e CariFirenze), Mps (Siena e la controllata Mps Capital Services), Cassa Depositi e Prestiti, Banco Popolare, Bnl, Cariparma e Friuladria, Banca Carige, Banca Sella, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio di Cesena, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Centrale Banca, Cassa Centrale Raiffeisen e l’Istituto Servizi Mercato Agroalimentare. Per alcune di queste – tra cui Mps, Banco Popolare e Carige – sono finiti sotto osservazione anche i rating a breve.Le 13 banche italiane il cui outlook è stato rivisto a negativo sono invece Ubi Banca, Credem, Credito Valtellinese, Bancaperta, Banca delle Marche, Italease Banca Agrileasing, Banca Popolare Alto Adige, BancApulia, Banca Popolare di Cividale, Banca Tercas, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e la Banca Popolare di Spoleto. Alcune banche, come Unicredit e la Popolare di Milano, non sono state oggetto di provvedimenti perché hanno già prospettive negative sui rating. Il banchiere ha precisato che non si tratta di un'operazione atta a esigenze di capitale ma “è un cuscinetto di liquidità che dopo la crisi del 2008 con Lehman, tutte le banche tendono ad avere”. Un'operazione di questo tipo “non ha alcun impatto sul patrimonio”. La Banca d'Italia chiede una modifica normativa sulle banche popolari che preveda, fra l'altro di “elevare i limiti al possesso azionario, soprattutto per le popolari quotate”. È quanto afferma il vicedirettore generale della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola nell'audizione alla commissione finanze del Senato secondo cui sarebbe “opportuno prevedere che lo statuto delle banche popolari si attesti su un numero di deleghe superiore a quello in media rilevato dalle nostre analisi”. Nessuna preoccupazione per Finmeccanica dal fatto di essere messa sotto osservazione da Moody's. “Il credit watch di Moody's - ha spiegato il direttore generale e direttore finanziario Alessandro Pansa - riguarda le società il cui azionariato è partecipato dal governo. Non siamo preoccupati perchè la nostra struttura finanziaria è e rimane solida. Non esiste un problema di difficoltà o peggioramento”.

mercoledì 22 giugno 2011

La truffa della liberalizzazione in Italia

[Quanto più grande è il potere tanto più pericoloso è l'abuso. Edmund Burce] “Nell'ultimo periodo il processo riformatore si è arrestato e le liberalizzazioni sono scivolate via dalle priorità dell'agenda politica”. È l'allarme lanciato dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, nel corso della relazione annuale in cui denuncia “a chiare lettere che senza concorrenza è a rischio la vitalità, già compromessa, del sistema economico”. L'Autorità, ha proseguito Catricalà, “ha dovuto denunciare pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, alcune professioni, i trasporti”. L’infrastruttura aeroportuale presenta elementi tali da poter essere configurata come monopolio naturale. Concorrono a questa qualificazione la sussistenza di elevatissimi costi di investimento e la presenza di rilevanti economie di scala e di diversificazione che determinano una funzione di costi subaddittiva. Sulla base di tale presupposto, le infrastrutture aeroportuali italiane sono state tipicamente affidate ad un unico soggetto, mediante una concessione in esclusiva. La caratteristica di servizio di interesse collettivo degli scali ha poi fatto sì che i titolari delle concessioni ed i soggetti che sostenevano gli investimenti necessari siano stati per lo più enti pubblici, centrali o locali. Negli ultimi anni è invece emerso un interesse dell’imprenditoria privata, intenzionata ad esercitare direttamente le attività connesse alla gestione degli aeroporti, ovvero a entrare nel capitale delle esistenti società di gestione. Infatti, la realtà aeroportuale ha manifestato rilevanti opportunità di profitto, anche in considerazione del ruolo dell’aeroporto quale fattore di sviluppo dell’area territoriale limitrofa. Tuttavia, le concrete possibilità di accesso di nuovi operatori nel settore della gestione aeroportuale risultano fortemente limitate da due fattori: in primo luogo, si rileva una forte disparità - e in determinati casi una grave incertezza – in relazione alle situazioni concessorie esistenti nei diversi scali; in secondo luogo, non vengono utilizzate procedure di selezione che consentano di individuare il soggetto più idoneo all’assegnazione della concessione. Quanto al primo punto, si rileva che soltanto un metodo omogeneo di rilascio e rinnovo delle concessioni può condurre a un quadro di riferimento certo e trasparente, idoneo ad incentivare investimenti in ambito aeroportuale da parte delle imprese private. Al contrario, le situazioni concessorie rinvenibili negli scali italiani sono molto diversificate, tanto da potersi delineare due opposte condizioni di fatto. Inoltre, “il primo disegno di legge sulla concorrenza non ha mai visto la luce”. Questo ritardo, ha insistito il Garante, “é grave; rallenta il processo di ammodernamento del Paese; fa perdere fiducia agli imprenditori che vogliono sfidare i monopolisti e agli stessi controllori. Deve essere recuperato il tempo perduto”. I colli di bottiglia sono tradizionalmente ormai sempre gli stessi: “ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali, governance bancaria e assicurativa - ha sollecitato Catricalà - restano i settori sui quali è prioritario introdurre assetti di mercato realmente competitivi che possano agevolare la ripresa della crescita”. Due casi che andrebbero monitorati e segnalati a Catricalà sono presenti in Sicilia. Parliamo della Sac di Catania e la Gesap di Palermo. La Sac di Catania Fontanarossa ha costituito il consorzio Saga (51% Sac, 49 Gh) che si occupa dell’assistenza a terra degli aeromobili. Stesso discorso a Palermo dove è nata la Gh Pmo che vede la Gesap azionista di riferimento al 51%. Chi mai può pensare che gli affitti dei locali a Catania e Palermo hanno lo stesso importo tra la concorrenza e le aziende dove il gestore ha interessi economici? Manager presenti nel cda del gestore sono presenti anche nelle controllate e viceversa. Come succede a Palermo Punta Raisi: dove l'amministratore delegato della Gh Pmo è anche il responsabile terminal ph. Siamo in piana anarchia e in questo clima è molto più difficile controllare i controllori se si riesce a individuare. Il gestore dovrebbe occuparsi del funzionamento della struttura aeroportuale e garantire la sicurezza e non interferire per tutelare i propri interessi. Ma siccome siamo in Italia, dove si fanno le leggi per non essere applicate, tutto è possibile.

martedì 21 giugno 2011

MIRACOLO A PUNTA RAISI: I SINDACATI SEMBRANO UNITI

[Articolo 8. Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge. Dichiarazione dei Diritti dell'uomo] Ha avuto luogo, oggi, l’incontro sindacati – Gh Pmo a Punta Raisi. L’incontro scontro ha fatto registrare due note principali da non sottovalutare; la prima che la Gh Pmo ha rigettato la proposta discriminatoria di alcuni sindacati nel volere escludere il quinto incomodo (la Cisal) dal tavolo delle trattative, ipotizzando due tavoli separati; secondo, e ultimo, punto i cinque sindacati riprendono a discutere e sembrano uniti. L’asse Cgil – Cisal sembra funzionare e Bonavia - Colombino dialogano e si intendono. Ci sembra che la Cgil di Punta Raisi voglia snellire la struttura esistente ormai superata dagli eventi e dalle cancellazioni. L’incontro odierno, inoltre, ha messo in risalto l’interesse del mondo sindacale a non creare nuovi stagionali, ma a stabilizzare i lavoratori. Senza dimenticare i 37 part-time a sei ore. I rappresentanti sindacali sono decisi che se questa volta non arriveranno delle risposte concrete a luglio potrebbe diventare un mese di passione (con lo stato di agitazione) per chi parte da Punta Raisi. L’incontro è stato aggiornato a dopo il 28 c.m., data in cui verrà discusso e approvato il bilancio della Gh Pmo. Anche perché la Gh Pmo (non ha scelta) deve parlare con il suo azionista di riferimento o se preferite di maggioranza, prima di rispondere ai sindacati. L’attuale situazione del personale GH Palermo anche alla luce di quanto negli ultimi mesi è accaduto e dell’aumento del volato gestito dalla società nonché della oggettiva abnegazione dimostrata dal personale tutto ( lavoratori stagionali, lavoratori part- time, lavoratori ex GESAP, lavoratori EX Wind Jet, lavoratori ex alitalia-handling) necessita della formalizzazione di un accordo che impegni le rappresentanze dei lavoratori e l’azienda sui seguenti punti: formalizzazione di un accordo che proceda all’incremento delle ore contrattuali del personale a part-time non volontario; formalizzazione di un accordo che ai sensi di quanto sancito dalla circolare delle agenzie delle entrate riconosca alla azienda e ai lavoratori di poter detassare ulteriormente i salari accessori e le ore in esubero; formalizzazione di un accordo che garantisca ai lavoratori stagionali storici nell’ambito dell’anno solare un periodo contrattuale con la GH Palermo di un minimo di 6 (sei ) mesi lavorativi. Tale opportunità consentirebbe al personale stagionale di ottenere dall’INPS la indennità di disoccupazione per i mesi non contrattualizzati garantendo una sorta di reddito minimo anche per il periodo non lavorato; apertura di un tavolo tecnico tra azienda e rappresentanze dei lavoratori finalizzati al riconoscimento dei livelli effettivamente maturati , o dovuti al personale in forza sulla base delle mansioni oggettivamente svolte e di quanto previsto al riguardo dalle normative contrattuali vigenti. Il problema che poniamo al mondo sindacale riguarda proprio il rapporto tra sindacati e azienda. Se Gh deve riferire a Gesap e poi rispondere cosa si può fare e cosa no alle organizzaziooni sindacali, tanto vale avere un interlocutore solo, la Gesap, evitando l'intermediario Gh. Mentre entro il 15 settembre, se le condizioni del mercato resteranno invariate, dovrebbe essere risolto il problema dei 37 part-time che passerebbero a full-.time.

lunedì 20 giugno 2011

Archivio Facebook

[C'è sempre un angolo di silenzio nelle più sincere confessioni delle donne. Paul Bourget] Facebook: dagli una foto e ti dirà chi è. Grazie a un nuovo algoritmo di riconoscimento facciale il social network più popolare del mondo sta creando polemiche dentro e fuori la rete perché consente di identificare automaticamente le persone raffigurate nelle fotografie 'postate' dal suo mezzo miliardo di utenti. La nuova iniziativa, introdotta in dicembre negli Stati Uniti, è stata adesso estesa “alla maggior parte dei Paesi” e dunque anche ai 22 milioni di utenti italiani, ha annunciato a cose fatte e senza particolare fanfara il blog ufficiale della “creatura” di Mark Zuckerberg. Unico requisito: anche la persona “taggata” deve essere iscritta a Facebook. Ogni giorno oltre cento milioni di “tag” venivano finora apposti manualmente alle foto dagli utenti di Facebook, spiega il blog del social network che Time ha scelto come 'persona dell'anno 2010”. Facebook non è il solo software o servizio online che applica la tecnologia del riconoscimento facciale - lo fanno ad esempio Picasa di Google e iPhoto di Apple - ma il suo uso in una superpotenza da 500 milioni di utenti ha messo particolarmente in allarme. Google, che non ha fatto mistero di possedere tutti gli strumenti per “taggare” automaticamente persone, ha di recente deciso di non applicarli a Google Goggles “perché dobbiamo valutare le implicazioni sulla privacy”, ha detto l'amministratore delegato Eric Schmidt. Immediate dunque per Facebook le critiche dei gruppi per la difesa della riservatezza che già tenevano il social network sotto stretta osservazione: come per molti altri 'feature' di Facebook infatti, la novità viene applicata per default. “Sta all'utente disattivarla se desiderato, mentre sarebbe meglio consentire alla gente di scegliere se adottarlo”, ha detto al Guardian Marc Rotemberg dell'americano Electronic Privacy Information Center, uno dei tanti attivisti del web che chiedono a Facebook di ribaltare la sua filosofia di condivisione delle informazioni. Per Rotemberg non è chiaro tra l'altro quali informazioni relative all'identità della persona “taggata”, ad esempio l'indirizzo di email, saranno associate con le foto nel database del social network. “A quanto pare ancora una volta Facebook erode la privacy online dei suoi utenti con azioni invisibili”, ha commentato Graham Cluley, un consulente di Sophos, gruppo specializzato della sicurezza sul Web. E sempre Cluley ha suggerito agli utenti di Facebook di disabilitare la funzione sui “Tag Suggestions” in modo che altri non possano identificarli in automatico sulle foto. Ma non è semplice orientarsi nel labirinto di impostazioni e per arrivare ad alzare una barriera al riconoscimento automatico bisogna fare sei clic del mouse: andare alle “impostazioni account”, cliccare su “impostazioni sulla privacy” e quindi su “personalizza le impostazioni”. Poi trovare la voce “Suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io”, selezionare “modifica le impostazioni” e barrare finalmente la casella “no”.

domenica 19 giugno 2011

Scandalo alla Cisl

[Per il mercante, anche l'onestà è una speculazione.Charles Baudelaire] Venti milioni di euro di fondi pubblici spariti nel nulla. Forse anche di più. Sottratti da un ente di formazione professionale, che avrebbe dovuto aiutare i giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro, e che invece ha sperperato fondi. Ora, lo Ial-Cisl Abruzzo e Molise, è in liquidazione, travolto da un'inchiesta giudiziaria per una montagna di euro della Ue, finita prima nelle casse dell'ente del sindacato e poi scomparsa. Gli stessi vertici nazionali della Cisl ammettono che quegli ammanchi di bilancio “non trovano giustificazione” e presentano “gravi responsabilità”, come conferma l'amministratore delegato dello Ial nazionale, Graziano Treré. Quando le Fiamme Gialle di Pescara, pochi mesi fa, hanno sequestrato i documenti contabili, hanno scoperto che i soldi della formazione professionale erano stati utilizzati per acquistare auto di lusso (Mercedes), finanziare campagne elettorali, comperare beni per uso personale (come mobili per arredare la casa di alcuni dirigenti). E tra le carte è spuntato anche un finanziamento al Palermo Calcio (periodo 2000-2002), quando alla presidenza c'era l'ex segretario nazionale della Cisl, Sergio D'Antoni. Una circostanza, quest'ultima, che gli inquirenti comunque stanno ancora verificando. Spulciando poi negli istituti di credito, sono stati individuati anche tre conti correnti. Uno ufficiale, in cui confluivano i finanziamenti, e altri utilizzati per far uscire somme sotto varie forme. Il crac ha avuto inizio con la protesta dei docenti e dipendenti, senza stipendio da mesi. Poi, i vertici nazionali hanno proceduto al commissariamento, avviato un'indagine interna e presentato un esposto alla procura in via cautelativa. Ma l'inchiesta giudiziaria era già partita in base alle denunce di corsisti e docenti. Ora, con la chiusura definitiva e la dichiarazione dello stato di insolvenza, sono scattati anche 50 licenziamenti. Non solo: oltre mille e seicento giovani attendono compensi e rimborsi. E chissà quanto ancora dovranno aspettare. Lo Ial-Cisl, in Italia, conta 194 centri di formazione, con 3.500 dipendenti in 19 strutture regionali e un fatturato consolidato di circa 400 milioni di euro, proveniente in gran parte da fondi pubblici, compresi quelli europei. “In linea con i propri fini statutari” si legge in una nota del sindacato “lo Ial progetta e coordina percorsi integrati di orientamento, formazione ed assistenza all'inserimento lavorativo e nella creazione d'impresa, finalizzati a favorire l'accesso al mondo del lavoro dei giovani e delle categorie svantaggiate”.
Invece, in questa vicenda, i lavoratori denunciano di essere stati truffati. “La non corretta tenuta contabile non consente una ricostruzione fedele di quanto avvenuto. Del resto, su questo si concentra l'indagine della magistratura” spiega il commissario liquidatore. L'inchiesta coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, e portata avanti dal pm Antonio Papalia, prosegue con interrogatori e avvisi di garanzia. Sotto esame gli anni tra il 2000 e il 2006. Ora si punta a chiarire quanti soldi per la formazione professionale potrebbero essere finiti ai partiti. Dalle deposizioni sarebbe emerso lo “strapotere” di cui godevano gli amministratori. “Un dominio su cui nessuno ha controllato” ammette un ex componente dello Ial. E con l'incedere dell'inchiesta, il conto in rosso sale: da poco è emerso un altro ammanco. Solo i contributi non versati all'Inps e le tasse evase ammontano a oltre 10 milioni di euro.

sabato 18 giugno 2011

FRATELLI DIVERSI

[Picchieresti un uomo con gli occhiali? No, userei qualcosa di più pesante. Marco Bini] Il comitato di presidenza del Csm esaminerà venerdì prossimo le carte dell'inchiesta sulla P4, consegnate dal pm Henry John Woodckock. L'organo di vertice del Csm dovrà decidere a chi trasmettere gli atti, che riguardano il parlamentare del Pdl e magistrato fuori ruolo Alfonso Papa.Quasi certamente ad essere investita sarà la Prima Commissione presieduta dal laico del Pd, Guido Calvi, che già ieri aveva assicurato chi il Csm si sarebbe occupato della vicenda. “Assistiamo al solito metodo: ancora una volta si tenta di delegittimare i magistrati in indagini che possono in qualche modo investire la politica”.Così il presidente dell'Anm, Palamara, replica al premier, sull'inchiesta sulla P4. “Lasciamo lavorare i magistrati” è l'invito di Palamara. Giovanni Bisignani (Roma, 1946) è un manager italiano, attualmente direttore generale della International Air Transport Association. Dopo la laurea all'università La Sapienza di Roma, consegue la specializzazione in business administration ad Harvard. La sua attività professionale inizia proprio negli Stati Uniti alla First National City Bank. Torna in Italia e fino al 1976 lavora all'ufficio programmazione economica dell'Efim, successivamente passa all'Eni. Lascia la multinazionale italiana nel 1979 per trasferirsi all'Iri chiamato da Pietro Sette. Assume l'incarico di direttore centrale per l'estero con l'arrivo del nuovo presidente Romano Prodi. Proprio Prodi lo vuole amministratore delegato quando rinnova i vertici della compagnia aerea Alitalia, accanto al presidente Carlo Verri (che morirà prematuramente in un incidente stradale). Resta alla cloche dal 1989 al 1994, quando verrà sostituito da Roberto Schisano. Dopo una breve parentesi alla Tirrenia, torna ad occuparsi di trasporto aereo prima all'Opodo (agenzia di viaggi online costituita dalle principali compagnie aeree europee), poi alla Iata, l'associazione che racchiude le 230 compagnie aeree mondiali. Dal 2002 ne è direttore generale. Fratello del giornalista Luigi Bisignani, iscritto alla Loggia P2, condannato a tre anni e 4 mesi nel processo Enimont, coinvolto nell'inchiesta Why not del pm Luigi De Magistris. Ha un certo know how. Ha sempre negato l’appartenenza alla P2, quella classica, eppure le carte e la tradizione orale gli attribuiscono la tessera 1689 e la qualifica di reclutatore. Nel 1981, quando Giuliano Turone e Gherardo Colombo scoprirono a Castiglion Fibocchi gli elenchi della loggia segreta di Licio Gelli, il ragazzo aveva solo 28 anni. Brillante giornalista dell’Ansa, precoce capoufficio stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati (piduista) nei governi Andreotti degli anni Settanta. Era una giovane promessa. Mantenuta: dieci anni dopo ha attraversato la stagione di Mani pulite solo con qualche fastidio in più. Una condanna (3 anni e 4 mesi per aver smistato la maxitangente Enimont, ridotti in Cassazione a 2 anni e 8 mesi) che dimostra quanto il ragazzo, nel 1993, a 40 anni, potente responsabile delle relazioni esterne del gruppo Montedison, fosse cresciuto. Anche in abilità e coperture, visto che il peggio di quella stagione resta ancor oggi segreto. Qualcosa ha raccontato Gianluigi Nuzzi nel suo libro Vaticano Spa. Negli anni Novanta, infatti, zitto zitto Bisignani manovra una gran quantità di soldi parcheggiati in Vaticano. Con l’aiuto di monsignor Donato de Bonis, già segretario di Paul Marcinkus, cardinale e indimenticato compagno di scorrerie dei bancarottieri Michele Sindona e Roberto Calvi. L’11 ottobre 1990, dunque, Bisignani apre, con 600 milioni in contanti, un conto riservatissimo presso lo Ior. È il numero 001-3-16764-G intestato alla Louis Augustus Jonas Foundation (Usa). Finalità: “Aiuto bimbi poveri”.

Dalla Sicilia ripristinati collegamenti aerei con Abruzzo

[Non è anziano un tale perché il capo gli è divenuto canuto..., ma colui nel quale sono verità, giustizia, rispetto della vita, temperanza e dominio su se stesso, che ha scosso da sé ogni macchia. Buddha] Dopo l'improvvisa cancellazione del volo Ryanair tra Pescara e Trapani, sono stati ripristinati i collegamenti tra l'Abruzzo e la Sicilia. Dal 22 luglio infatti decollerà il collegamento Catania-Pescara organizzato da Flyonair, ogni lunedì e venerdì con tariffe low-cost a partire da 59 euro a tratta. Il volo, prenotabile anche sul sito della compagnia, si aggiunge agli altri collegamenti gestiti da Flyonair da Pescara per Spalato e Creta, destinazioni sulle quali sono offerti anche pacchetti tutto incluso. FlyOnAir (marchio commerciale di Sinclair) è una società giovane e dinamica, specializzata in attività di marketing avio che studia, attiva, commercializza e sviluppa rotte ovunque ritiene utile e possibile far viaggiare più facilmente le persone a prezzi accessibili. La principale base di FlyOnAir è Pescara. Alcune delle rotte sono operate sull’intero arco dell’anno mentre altre sono stagionali, quindi vi preghiamo di consultare l’orario dei voli qui. La nostra strategia tariffaria è di tipo low-cost: “prima prenoti-meno paghi” e comunque garantiamo sempre prezzi competitivi. Tutte le compagnie aeree che operano per FlyOnAir sono certificate dalle competenti autorità Nazionali ed Europee e classificate come compagnie “sicure” dall’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e, pertanto, assicurano il puntuale rispetto di tutte le norme ed in particolare dei Diritti del Passeggero come previsto nella “Carta dei Diritti del Passeggero” che trova fondamento giuridico nel Regolamento (CE) n. 261/2004. FlyOnAir, dalla sua nascita ha già fatto viaggiare sui propri voli oltre 200.000 passeggeri, garantendo una puntualità di oltre il 95% ad una tariffa media di 80,00 euro a posto. Il nostro obiettivo è quello di permettere sempre a più persone di viaggiare comodamente dagli aeroporti più vicini alle proprie abitazioni e con prezzi sempre più bassi continuando a garantire i migliori livelli di qualità e puntualità del servizio.

Assaeroporti: comparto cresce più che nel resto d'Europa

[Tanta gente urla la verità, ma senza stile è inutile, non serve. Charles Bukowski] La crescita del trasporto aereo e del comparto aeroportuale cresce in Italia più velocemente che nel resto d'Europa. A trainare il comparto (+7%) sono l'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci e l'aeroporto di Milano Malpensa, rispettivamente con un +7,5% e un +8% nonostante l’abbandono di Alitalia. Il dato è stato fornito dal segretario generale di Assaeroporti, Stefano Baronci, intervenendo al convegno Iccsai (International Center for Competitiveness Studies in the Aviation Industry), su "Gli aeroporti alla prova dei nuovi modelli di business nel trasporto aereo" che si è svolto all'aeroporto Marconi di Bologna, in occasione della presentazione del Fact Book Iccsai 2011. Positivo anche il trend degli altri aeroporti medi italiani come Venezia che a livello di sistema aeroportuale (Venezia e Treviso) ha superato i 9 milioni e Catania con un + 6,5%. Non è pervenuto nessun dato da Punta Raisi. Secondo i dati Iccsai, l'aeroporto di Roma in particolare è cresciuto negli ultimi 5 anni più velocemente di ogni altro hub europeo, ad eccezione solo di Madrid, con un +7,6 milioni di passeggeri. Inoltre, anche il ranking dei primi venti aeroporti per tassi di crescita del traffico passeggeri nel periodo 2005-10 - sempre secondo i dati diffusi da Assaeroporti – “parla italiano”, con ben undici aeroporti - tra cui Trapani, Bari, Brindisi, Parma, Perugia, e Pisa - della nostra Penisola.

venerdì 17 giugno 2011

Enac sempre più confusa

[Consultare: consiste nel richiedere l’approvazione altrui in merito ad una decisione già adottata. Ambrose Bierce] L'Enac a breve lancerà un nuovo giro di incontri con i gruppi parlamentari e i segretari di partito per cercare di dare il via alla creazione di un'autorità per il settore. Lo ha annunciato, concludendo un convegno a Bologna sul Factbook Iccsai 2011, il presidente Vito Riggio: "Dobbiamo spiegare delle cose elementari che probabilmente non siamo riusciti a far capire”, ha sottolineato. A partire dalla necessità di un'autorità: “Bisogna recepire quella direttiva, ma non può essere l'Enac perché costerebbe un pozzo di soldi. Su questo ha ragione Tremonti”. Dunque la proposta di Riggio è “individuarne una già esistente, come l'antitrust e decentrare lì la funziona dell'autorità dei trasporti”. Questa, ha aggiunto, “é la mia idea, ma sono disponibile ad ascoltarne altre”. Inoltre per Riggio è indispensabile anche “semplificare le modalità di vigilanza e non creare asimmetrie tra i diversi aeroporti, avendo il potere di poterlo fare”. L'Enac si occupa dei molteplici aspetti della regolazione dell'aviazione civile, del controllo e vigilanza sull'applicazione delle norme adottate, della disciplina degli aspetti amministrativo-economici del sistema del trasporto aereo. Sono vari gli aspetti del settore aereo che rientrano nel mandato istituzionale dell'Ente. Tra questi uno dei più importanti è senza dubbio quello relativo al controllo della sicurezza, nelle accezioni di safety e di security, nel rispetto ed in applicazione della normativa internazionale. Per safety si intende la sicurezza dal punto di vista della progettazione, costruzione, manutenzione ed esercizio degli aeromobili, nonché la valutazione dell'idoneità degli operatori aerei e del personale di volo. Con il termine security, invece, ci si riferisce alla sicurezza a terra, a bordo degli aeromobili, all'interno ed all'esterno degli aeroporti per la prevenzione degli atti illeciti. Qualcuno informi il presidente dell’Enac, Riggio, che l’autorità c’è già e lui dovrebbe essere il presidente.

giovedì 16 giugno 2011

Vengo anch’io? No, tu no! Ma perché, perché no …

[Era così ignorante che credeva che la cedrata fosse un’opera minore del Tassoni. Enzo Biagi] Il 14/6/2011 la triplice sindacale (Cgil, Cisl e Uil) e Ugl appendevano una nota, zona timbrature, a Punta Raisi. In riferimento alla convocazione del 21/6 le tre sigle sindacali più l’Ugl fanno presente alla Gh Pmo che le 4 sigle sindacali chiedono tavoli separati dall’organizzazione sindacale Cisal. Nella nota non si dà nessuna motivazione su questa presa di posizione, che comunque conferma, per l’ennesima volta, che a Punta Raisi i sindacati si alleano, si infangano a vicenda, fanno di tutto tranne che difendere gli interessi dei lavoratori. Giorno 21 si dovrà affrontare l’assunzione di altri stagionali, mentre i 37 part-time restano sempre a sei ore. Comunque, al di là di quello che si scrive, a distanza di due giorni i sindacati firmatari del documento in questione hanno manifestato del sano pentimento. Maliziosamente pensiamo che i dubbi sono nati quando hanno appreso che domani, a Palermo, nascerà un nuovo sindacato dalla fusione, a livello nazionale, tra Flai e Cisal.

Meridiana fly, via a esternalizzazione servizi di 4 settori

[Quel che si trova nell'effetto era già nella causa. Henri Bergson] Sembra che alla fine Meridiana Fly abbia esternalizzato i servizi a quattro società esterne. Infatti, nonostante la compagnia replichi con un secco "no comment" alla notizia della chiusura dei quattro accordi, da più fonti. I servizi esternalizzati riguardano il call center che verrebbe ceduto alla Blu Call; il settore Servizi informatici per i quali è in corsa la lombarda Lutech; l'ufficio Pay Roll che si occupa delle buste paghe e che vede alla stretta finale la trattativa con la multinazionale Northgate Arinso; e i Revenue Accounting che incassa i soldi dei biglietti e che dovrebbe essere affidato a Opera 21. L'operazione, contestata dai sindacati che denunciano la mancata concertazione con l'azienda e sulla quale getta ombre anche il Pd, rientra nel piano di ristrutturazione che prevede l'esubero complessivo di circa 900 dipendenti. Gli accordi sulle esternalizzazioni garantiranno comunque un futuro ai lavoratori già impiegati da Meridiana Fly: in particolare, i 120 del call center, i 55 del revenue account e della fatturazione passiva e i 20 dell'information technology. Anche se i sindacati minacciano nuovi scioperi se gli accordi non daranno garanzie sulla piena occupazione. "Sembrerebbe tramontata - denunciano i rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil - la proposta, sulla quale si era convenuti, di dare vita a una o più società partecipate da Meridiana in quota maggioritaria. Ora la marcia indietro. Tutto ciò, aggravato dalle voci sui destini della compagnia, altalenanti tra cessioni e/o fusioni, genera uno stato di grande preoccupazione sul futuro lavorativo".

mercoledì 15 giugno 2011

INCHIESTA P4 A UNA SVOLTA

[Il numero che anni fa mi diede una certa notorietà era questo: facevo sparire una grossa oca. La mettevo sotto un telo scuro e lei spariva. Nessuno capiva come facessi. Vi dirò la verità: neanche io. Era l’oca che era brava. Stefano Benni] L'uomo d'affari Luigi Bisignani è stato arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare su richiesta della Procura di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla P4. A quanto si è appreso l'ipotesi di reato è di favoreggiamento in relazione alla rivelazione di notizie coperte da segreto. Secondo quanto si è appreso, l'ordinanza di custodia cautelare emessa con l'accusa di favoreggiamento, nell'ambito dell'inchiesta sulla P4, nei confronti di Luigi Bisignani, è agli arresti domiciliari. L'inchiesta è condotta dai pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock. L'indagine cerca di fare luce su un sistema informativo parallelo, quella che per i magistrati potrebbe essere una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla gestione di notizie riservate, appalti e nomine, in un misto, secondo l'accusa, di dossier e ricatti, anche attraverso interferenze su organi costituzionali. Oltre alla gestione di notizie riservate, l'inchiesta intende chiarire ogni aspetto in merito ad appalti, nomine e finanziamenti. Il parlamentare del Pdl, Alfonso Papa, risulta indagato in concorso con l'uomo d'affari, Luigi Bisignani, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. È quanto emerge dall'inchiesta sulla P4 dei pm Woodcock e Curcio. Marcello Dell'Utri è stato raggiunto da un avviso di garanzia nel luglio 2010, nell'ambito delle indagini condotte dai magistrati romani intorno all'intreccio occulto tra alte personalità dello stato e altri individui a queste connessi, i quali si sarebbero riuniti secondo la Procura in una «nuova P2». Questa «struttura riservata» sarebbe stata «costituita e partecipata da Flavio Carboni, da Arcangelo Martino e da Pasquale Lombardi», secondo quanto riportato nell'informativa dei carabinieri di Roma, e avrebbe svolto «in maniera sistematica e pianificata un'intensa, riservata ed indebita attività di interferenza sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, allo scopo di ottenere vantaggi economici o di altro tipo». L'organizzazione, definita “massonica”dalla Procura di Roma, avrebbe agito, sempre secondo i carabinieri, in particolare allo scopo di influenzare la decisione della Consulta in merito al pronunciamento sulla legittimità costituzionale del “lodo Alfano”. Tale operazione sarebbe stata pianificata e discussa in una cena tenuta presso l'abitazione del coordinatore del Pdl Denis Verdini e alla quale avrebbero preso parte Dell'Utri, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi ed alti funzionari dello Stato, per aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale “Per la Lombardia” (che appoggiava il candidato di centrodestra per le elezioni regionali del 2010 e attuale governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni) e, infine, per aver favorito la nomina a presidente della Corte d'appello di Milano del pm Alfonso Marra (poi, effettivamente, nominato a questa carica. Il 27 luglio 2010 Dell'Utri, chiamato a Roma come indagato sulla P3, si avvale della facoltà di non rispondere; motiva tale scelta ricordando che, dopo essere stato interrogato per 17 ore a seguito delle indagini per mafia che lo imputavano a Palermo, egli fu rinviato a giudizio.

martedì 14 giugno 2011

Cyberattacco nuova Pearl Harbor

[Il mezzo sicuro di assolvere i robusti scellerati, è di condannare i deboli innocenti. Cesare Beccaria] “La prossima Pearl Harbor che gli Stati Uniti potrebbero affrontare, potrebbe essere un cyber attacco”. Lo ha detto Leon Panetta nella sua audizione a Capitol Hill, mentre è in procinto di passare dalla Cia alla guida del Pentagono. Panetta, in particolare, ha parlato dei rischi di attacchi telematici alla rete elettrica nazionale, alle infrastrutture e alle reti di trasporto americana. Gli hacker Anonymous hanno mantenuto la promessa, oscurando ieri per oltre un'ora il sito della polizia nazionale spagnola. Lo riferisce El Mundo. L'attacco, partito alle 21.30 di ieri, è stato lanciato all'indomani dell'arresto di tre sospetti pirati appartenenti al gruppo, accusati di cyber-attacchi contro la Sony, e altri siti istituzionali e commerciali, come Playstation, Bbva, Bankia, Enel, e quelli dei governi di Egitto, Algeria, Libia, Iran, Cile, Colombia e Nuova Zelanda. L'amministrazione Obama sta creando collegamenti internet e di telefonia mobile 'fantasma', per i dissidenti che lottano contro governi autoritari che censurano la rete e le telecomunicazioni. Lo scrive il New York Times. Il Dipartimento di stato e il Pentagono hanno speso almeno 50 milioni di dollari per creare una rete indipendente di telefonia mobile in Afghanistan. Il governo di Washington sta finanziando anche reti wireless 'ombra' in Iran, Siria e Libia.

Concreto il rischio default in Grecia

[Ex abrupto - Improvvisamente] Un nuovo sciopero generale proclamato dai sindacati greci contro il programma di austerità del governo socialista del premier Papandreou paralizzerà domani il Paese. Insieme allo sciopero generale sono previste una serie di manifestazioni in tutte le città per “condannare le ingiuste misure di austerità e chiederne l'immediato ritiro”. Intanto, il premio di rendimento pagati dai titoli di Stato decennali greci rispetto ai bund tedeschi segna un nuovo record. Nuova bocciatura per la Grecia: l'agenzia di rating Standard & Poor's ha annunciato il taglio del rating sovrano a lungo termine di Atene di tre scalini, portandolo a CCC da B. Il verdetto è durissimo: il rating ora si trova otto livelli sotto la soglia di titolo spazzatura, che equivale alla valutazione BB+. Il rating sovrano a breve termine è stato confermato a C. Come precisa una nota di S&P, le previsioni sul rating a lungo termine restano negative: un ulteriore taglio è possibile nell'arco di 12-18 mesi. Nel testo, l'agenzia insiste anche sulla probabilità sempre più concreta di una ristrutturazione del debito sovrano che seguirà modalità accostabili a quelle di una vera e propria bancarotta. La popolarità del Pasok, il partito socialista di Giorgio Papandreu al governo in Grecia, sta crollando sotto i colpi delle misure di austerità adottate contro la crisi. Le preferenze degli elettori nei suoi confronti sono scese al 27%, secondo l'ultimo sondaggio condotto dalla Public Issue per conto del quotidiano Kathimerini. Nel giro di appena 30 giorni dall'ultimo sondaggio della stessa società, il partito di Papandreou ha perso il 5% della sua forza elettorale.

lunedì 13 giugno 2011

GAME OVER, RESTUCCIA SILVIO

[Il conte Ugolino passò alla storia per essersi mangiato i figli. Li guardò in faccia: Anselmo il primo, Gaddo il secondo, Marco come contorno e se li mangiò. Anatolj Balasz] Non ha raggiunto le stesse percentuali bulgare con cui nel '74 gli italiani dissero sì al divorzio tra marito e moglie. Ma per Pier Luigi Bersani l'effetto della vittoria dei referendum è lo stesso: “il divorzio tra il governo e il paese”. Questa maggioranza è sempre più ridimensionata, e il il suo leader, restuccia Silvio è sempre più solo. Una frattura che, a maggior ragione dopo la “sberla” delle amministrative (oggi deve registrare quattro cazzotti), ha per il centrosinistra una sola conseguenza politica: dimissioni e nuove elezioni. Un iter sostenuto da Pd, Sel e dal Terzo Polo ma non da Antonio Di Pietro che si smarca dalla richiesta “perché così si strumentalizza il referendum”. L'impressione che il quorum fosse a portata di mano aleggiava già da ieri mattina al quartier generale del Pd. Ma quel 57 per cento di quorum rende la vittoria più dolce perché, è l'analisi del vertice Pd, “se alle amministrative gli elettori del centrodestra non erano andati a votare, stavolta sono andati e hanno bocciato le leggi approvate dal governo”. Non solo, fa di conto Massimo D'Alema, “si calcola che l'annuncio del presidente del consiglio che non sarebbe andato a votare ha fatto aumentare di sette punti la volontà di votare”.

GESIP, PROVVEDIMENTO TAMPONE

[Le mogli dei politici fanno tutte beneficenza. Per forza! Hanno il senso di colpa per quello che rubano i mariti. Roberto Benigni] Traffico in tilt nel centro storico di Palermo. Un centinaio di lavoratori della Gesip, la società di servizi del Comune, manifestano nell'area che va dai Quattro Canti a corso Vittorio Emanuele. Bloccata a singhiozzo la circolazione stradale. Gli operai, che sono stati collocati in ferie forzate per una settimana, chiedono garanzie per il loro futuro occupazionale. Al Consiglio comunale non è passata la proposta di attingere risorse dalla tassa sui rifiuti. L'opposizione, infatti, ha bloccato la delibera sul coefficiente di copertura della Tarsu, che avrebbe permesso di liberare cinque milioni. “Sono veramente felice - dice Cammarata (nella foto) - perché questo provvedimento premia gli sforzi che abbiamo fatto e che stiamo facendo per arrivare alla soluzione strutturale per Gesip. È anche la prova della volontà del Governo di sostenere concretamente il percorso che sta portando avanti il tavolo tecnico interministeriale ed è il risultato di un impegno costante. È anche la vittoria della determinazione e della tenacia che mi hanno guidato in questi mesi e in virtù delle quali non ho lasciato niente di intentato. Oggi è arrivato questo provvedimento che consentirà di attendere con maggiore serenità la soluzione strutturale che arriverà certamente e grazie alla quale i lavoratori di Gesip potranno guardare con serenità al loro futuro”. L'Ordinanza prende spunto dalla necessità di assicurare nella città di Palermo i servizi resi da Gesip e in particolare quelli al cimitero dei Rotoli, la pulizia nelle scuole e negli uffici comunali, nelle ville cittadine e al canile municipale. “La nota inoltrata dal Sindaco a mezzo agenzie di stampa che preannuncia la definizione di un percorso per il futuro dei duemila lavoratori della GESIP ci lascia perplessi e sgomenti. Tale atto , peraltro suggerito due anni fa dalle segreterie territoriali della CISL e della CISAL in ben altri momenti storici, dato alle agenzie come la soluzione al problema rimanda il tutto ad una votazione del provvedimento dei due rami del parlamento. E nei fatti - si legge nella nota sindacale firmata da Ugl, Cisl e Cisal - contribuisce a determinare ulteriore tensione in chi di concreto e reale ad oggi ha soltanto una lettera di apertura delle procedure di licenziamento collettivo. Chiediamo – continua la nota sindacale - al Sindaco per l’ultima volta di agire in concreto, rivendicando immediatamente una deroga dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per attivare una ordinanza di protezione civile. Tale ipotesi consentirebbe ai lavoratori di attendere la definizione del percorso ipotizzato con la immediata certezza del ritiro della procedura di licenziamento collettivo permettendo alla cittadinanza tutta di vedere ripristinati i servizi curati dal personale GESIP e di tornare alla normale quotidianità. Non capiamo – conclude la nota sindacale - inoltre per quale motivo il Comune non accetti i 5 milioni di euro GARANTITI a più riprese dalla Regione Sicilia a mezzo stampa e con atti formali” .

Istanbul nido di spie Usa

[Il segreto di un candidato politico è di sembrare stupido come chi lo ascolta, così che gli ascoltatori si sentano intelligenti come lui. Fred Barnes] Istanbul è un “nido di spie” che passano informazioni agli americani sull'Iran: lo si evince dai dispacci dal consolato Usa, nei quali si dà conto degli incontri con molti iraniani che passano informazioni sul regime di Teheran. Dal cable si capisce anche che gli Usa utilizzano le sedi diplomatiche di Istanbul,Dubai e Baku per monitorare l'Iran, dove non hanno una ambasciata. Diverse fonti hanno detto agli Usa, nel 2009, che la salute della Guida suprema Khamenei, è motivo di “preoccupazione”. Al 100% dello spoglio dei voti espressi alle elezioni parlamentari di ieri in Turchia, il partito Akp del premier Recep Tayyip Erdogan risulta aver ottenuto il 49,83% dei consensi e 326 seggi. Lo riferisce l'agenzia statale turca Anadolu. La principale forza di opposizione (Chp) ha avuto il 25,94% e 135 deputati mentre i nazionalisti (Mhp) il 12,99% con 53 seggi. I parlamentari indipendenti, tutti appoggiati dal partito filocurdo del Bdp, hanno ottenuto il 6,58% dei voti e saranno 36. Un'esplosione causata da un rudimentale ordigno - probabilmente un “botto”, almeno secondo la polizia - ha ferito dieci persone che festeggiavano nel sud-est della Turchia il risultato del partito filocurdo Bdp alle elezioni parlamentari turche. Lo riferisce l'agenzia turca Anadolu precisando che lo scoppio è avvenuto a Sirnak. Sei dei ricoverati sono gravi. Lo scoppio è stato causato da “un ordigno artigianale fatto di mortaretti”, precisa l'agenzia aggiungendo che comunque è in corso un'inchiesta per far luce sull'accaduto. Dalla caduta dell'impero ottomano fra Turchia, Iraq, Iran e Siria, i 12-15 milioni di curdi reclamano una maggiore autonomia da Ankara con un'insurrezione che, condotta dalla loro formazione Pkk, dal 1984 ha causato più di 45 mila vittime. Alle elezioni di ieri sono riusciti ad aumentare a 36 i loro 20 deputati.

1.300 civili morti in Siria

[È una follia non seconda a nessuna, volersi immischiare di correggere il mondo. Jean Baptiste] La Nato sta intensificando le operazioni militari sulla costa nord ovest della Libia, tra Tripoli e il confine con la Tunisia, dove “aumenta il sentimento anti-Gheddafi tra la popolazione” e molti civili che si ribellano al regime “sono sotto minaccia di attacco”. L'Alleanza sottolinea che “sta prendendo l'azione necessaria per proteggere i civili”. Intanto il portavoce del governo libico sostiene che gli insorti hanno tentato di entrare a Zawiya, ma sono stati respinti. Il problema è un altro se l’intervento della Nato in Libia è moralmente giustificabile, perché la Nato o l’Europa restano indifferenti nei confronti della Siria? Forse perché la Siria è alleata con lo stato canaglia dell’Iran? Molto probabilmente la differenza è molto più meschina: in Siria non c’è petrolio. Ma se si volesse attaccare la Siria, basta chiedere a Israele che del nemico vicino sa tutti i lati deboli e i punti di forza. I Comitati nazionali di coordinamento, principale organizzazione siriana delle proteste, hanno reso noto che nella repressione da parte del regime sono morti finora 1.300 civili, e ha ingiunto al presidente Assad di andarsene. I Comitati affermano poi che il potere deve passare all'esercito e che si deve tenere entro sei mesi una conferenza sotto controllo internazionale per scrivere una nuova Costituzione e “impedire che la Siria scivoli nel caos e garantire un pacifico passaggio di poteri”.

Leader divisi in Iran

[In Italia la scuola cade sempre più a pezzi. Ma solo per non stonare col resto. www.spinoza.it] Il capo dei Pasdaran iraniani, Ali Jafari, “ha dato uno schiaffo in faccia” al presidente Ahmadinejad, che aveva espresso una posizione “sorprendentemente liberale” in un incontro del Consiglio supremo per la sicurezza a Teheran dopo i tumulti elettorali dell'estate 2009. Lo scrive El Pais, media partner di Wikileaks, pubblicando un cable dell'ambasciata americana a Baku (Azerbaigian). L'incontro tra i vertici iraniani sarebbe avvenuto nel gennaio scorso, secondo una “affidabile” fonte. Twitter: il celebre servizio di microblogging ha superato la quota di 105 milioni di utenti in tutto il mondo e continua a crescere con 300 mila nuovi account ogni giorno. Il co-fondatore, Biz Stone ha riferito che ogni mese l'home page del sito riceve 180 milioni di visitatori unici. Twitter, oltre a essere utilizzato dai vip per “coltivare” i fan, sta diventando un fondamentale mezzo di informazione, utilizzato da quanti hanno difficoltà ad accedere liberamente alla rete, come i dissidenti iraniani e cinesi . L'opposizione aveva chiamato la popolazione ad una marcia silenziosa per oggi lungo il Viale Vali Asr. Ma un forte dispiegamento di agenti anti-sommossa e di miliziani islamici Basiji sembra aver impedito che si potessero formare raduni di una certa consistenza. Il 14 febbraio migliaia di persone avevano partecipato ad una protesta indetta dai leader dell'opposizione, Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi, che da allora non hanno più potuto far sentire la loro voce perché ai domiciliari.

Il Marocco vuole la democrazia

[I re saggi generalmente hanno saggi consiglieri, perché l'uomo capace di distinguere un saggio deve essere saggio egli stesso. Diogene il cinico] Rimasto relativamente indenne ai movimenti di protesta che hanno investito Tunisia,Egitto, Siria e Libia - anche se vi sono stati vari casi di suicidi con il fuoco, e alcuni leggono nella rivolta nel campo saharawi di Layooune dello scorso novembre un primo germe di protesta; il Marocco il 20 febbraio scorso era sceso in piazza, pacificamente, rivendicando libertà, una protesta pacifica dal Movimento liberale “20 febbraio” per la democrazia su Facebook. Alcune migliaia di giovani marocchini (settemila, secondo quanto riferisce il sito del settimanale Jeune Afrique) hanno raccolto l'invito del Movimento del 20 febbraio e hanno protestato ieri, pacificamente, a Casablanca, sostenendo che il progetto di riforma costituzionale consegnato sabato al re Mohammed VI è lontano dagli obiettivi auspicati.

domenica 12 giugno 2011

BON TON A PUNTA RAISI

[Sognate e mirate sempre più in alto di quello che ritenete alla vostra portata. Non cercate solo di superare i vostri contemporanei o i vostri predecessori. Cercate, piuttosto, di superare voi stessi. William Faulkner] Giorno 4 c.m. una giornalista … omissis … partiva da Punta Raisi. Notava la nota giornalista, superando i varchi di sicurezza, che elementi della KSM parlavano in dialetto ( è vero in un aeroporto internazionale si dovrebbe parlare solo l’inglese), masticavano gomme (qualcuno poteva avere l’alito pesante) e usavano modi sgarbati (in quello stesso giorno erano state segnalate, in quella zona, zecche, si legga spot del 5 c.m. “Zecche a Punta Raisi”). Non disse nulla la giornalista, arrivata a destinazione mandò una nota di protesta alla Gesap per l’accaduto e di indignazione per il comportamento constatato. La Gesap, che non crede ai propri occhi, con entusiasmo gira la nota di protesta direttamente alla Ksm chiedendo delle spiegazioni. Logica vorrebbe che in prima battuta i propri uomini vengano sempre e comunque difesi e tutelati (e tutto questo non sarebbe avvenuto, si registra un silenzio carico di tensione), ma con la Ksm l’eccezione è ormai una regola. Chi era in turno quel giorno è iscritto alla Cisl potrebbe essere trasferito, dando un segnale forte a chi crede di risolvere i problemi.

REPRESSIONE NEL BAHREIN

[Non si fa la felicità di molti facendoli correre prima che abbiano imparato a camminare. John Fowles] Più di 500 persone, per la maggior parte sciiti, sono stati arrestati in queste ultime settimane in Bahrein: lo ha denunciato Amnesty International appellandosi agli alleati occidentali del piccolo regno sul Golfo Persico e reagire con fermezza a questo ''degrado'' della situazione dei diritti umani. Il Bahrein, governato da una dinastia sunnita, è stato teatro da metà febbraio alla metà del mese scorso di manifestazioni senza precedenti in favore di riforme politiche fomentate da sciiti. Migliaia di cittadini del Bahrein sono scesi in piazza nel piccolo emirato del Golfo Persico per chiedere riforme politiche. Si tratta dell'ennesima protesta indetta da marzo dalla popolazione che è in maggioranza sciita, contro la gestione del potere da parte della famiglia al Khalifa, sunnita. La manifestazione non è stata autorizzata dal governo ma la polizia non è intervenuta per fermare le circa 10.000 persone che partecipano al raduno.

Arriva in Giordania l’onda verde

[Di tutte le perversioni sessuali, la castità è la più strana. Anatole France] Il re Abdallah II di Giordania ha dato l'incarico a un ex premier di guidare una commissione incaricata di rivedere la Costituzione, per rispondere alla crescente volontà di riforme nel Paese. Lo ha reso noto l'agenzia giordana Petra, precisando che Ahmad Lawzi e altri dieci componenti della commissione dovranno "esaminare emendamenti costituzionali adeguati alla Giordania di oggi e del futuro". Da tre mesi il regno è scosso da un'ondata di proteste senza precedenti. Centinaia di attivisti islamici si sono riuniti dopo la preghiera del venerdì davanti alla sede del Tribunale per la sicurezza dello Stato ad Amman, per chiederne l'eliminazione, così come di quella di tutti i tribunali militari, sostenendo che essi sono all'origine della mancanza di riforme e di libertà di espressione. La protesta era guidata dal movimento islamico e dal suo braccio politico. Altre dimostrazioni si sono svolte davanti alla sede del governo e in altri centri nel Sud.

sabato 11 giugno 2011

Referendum contro Berlusconi/4

[Cogito, ergosum. Penso, quindi esisto] Chiusa a mezzanotte di ieri la campagna referendaria e trascorsa la giornata di oggi di silenzio elettorale saranno domani oltre 47 milioni gli italiani in patria chiamati alle urne, fra domenica e lunedì, per i quattro referendum su ritorno al nucleare, gestione e tariffe dell'acqua, legittimo impedimento a partecipare ai processi. Le sezioni allestite oggi in tutte le Regioni del Belpaese superano le 60 mila: 61.601, per la precisione. Si voterà domani dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 13 dalle 7 alle 15. Il ministero degli Interni renderà nota dal proprio sito domani l'affluenza alle urne rilevata alle 12, quella alle 19 e quella, a chiusura della prima giornata elettorale alle 22. Lunedì, invece, nessuna rilevazione intermedia: 'battiquorum', dunque, fino alle 15 quando si saprà se è stato raggiunto o meno il numero minimo di partecipazione al voto per la validità della consultazione referendaria. Chiusi i seggi infatti arriverà il primo 'verdetto' del Viminale sulla validità della consultazione referendaria (la partecipazione al voto del 50%+1 degli elettori in ciascuno dei diversi referendum). Nel frattempo sarà iniziato lo spoglio dei sì o dei no. Se poi il quorum non venisse raggiunto, la consultazione e lo scrutinio sarebbe proclamata nulla. Ma questo è compito dell'Ufficio Centrale della Cassazione per i referendum, la cui riunione per la proclamazione del risultato è stata convocata per giovedì 16 giugno. Il che significa che, ove il quorum fosse mancato di poco e determinasse determinante la mancata partecipazione di italiani all'estero censiti ai fini del quorum, la certezza sull'esistenza o meno del quorum potrebbe restare 'sospesa' fra lunedì e giovedì, avendo in questo caso i promotori del referendum già preannunciato istanze alla Cassazione per chiedere una ridefinizione ai fini del quorum del voto all'estero a causa del mancato voto sul nucleare per la modifica del quesito e, più in generale, per i moltim plichin inviati ad elettori all'estero restituiti alle sede consolari per errore negli indirizzi. Nel dettaglio, i referendum interessano, sul territorio nazionale, sulla base dei dati riferiti al 45esimo giorno antecedente la votazione e suscettibili di lievi modificazioni al termine della revisione straordinaria delle liste elettorali attualmente in corso, 47.357.878 elettori, di cui 22.734.855 maschi e 24.623.023 femmine. Il corpo elettorale della circoscrizione estero interessato alle consultazioni referendarie, che ha già votato nei giorni scorsi per corrispondenza grazie ai plichi inviati alle ambasciate italiane, è di 3.236.990 elettori: il dato è suscettibile di variazione in relazione all'eventuale ammissione al voto disposta dalle autorità consolari competenti. Il rebus del quorum legato in particolare al nucleare, con l'impossibilità materiale di far rivotare gli italiani all'estero sul quesito come riformulato da pochi giorni dalla Cassazione con ok della Corte Costituzionale, porta a dire che solo se alle urne si recheranno almeno 26 milioni di italiani vi sarà certezza sul raggiungimento della soglia minima di validità. Diversamente sono pronti possibili ricorsi a quella che sarà la decisione della Cassazione cui spetta proclamare il quorum sulla base dell'affluenza.''Penso che non mi recherò a votare'': ha detto Silvio Berlusconi a proposito della consultazione referendaria di domenica e lunedì prossimi. “È diritto dei cittadini - aggiunge- decidere se votare o meno per il referendum”.Insorge l'opposizione. Per Di Pietro (Idv) Berlusconi 'non rispetta la Costituzione'.'Berlusconi non poteva fare spot migliore per incoraggiare la partecipazione al referendum. Anche Craxi dichiarò che non avrebbe votato e non gli andò molto bene''. Così Rosy Bindi del Pd. “Bossi non andrà a votare, ma sulle consultazioni la linea della Lega è la libertà di coscienza. Ciascuno decide come meglio crede” ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Reguzzoni. 'I referendum hanno assunto un profilo altamente politico; devono invece servire a porre l' accento su problemi veri come acqua e nucleare e forse l'errore è stato non capirlo prima' ha detto il governatore del Veneto Zaia. 'Domenica andrò a votare - ha detto il presidente della Camera Fini - condivido la posizione del capo dello Stato, ci vuole una partecipazione attiva da parte di cittadini'. "Non voto mai a nessun referendum per principio". Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, in vista della prossima consultazione referendaria su acqua, nucleare e legittimo impedimento. "Votare un referendum abrogativo - ha spiegato - lo trovo una follia". Il quesito sul nucleare accende l’ultima battaglia tra promotori del sì e governo. Dopo la sentenza della Corte costituzionale il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito annuncia: “Stiamo ristampando le schede con la nuova formulazione del quesito sul nucleare. Ma non quelle per gli italiani all’estero, che potevano votare solo entro il 2 giugno”. Insomma, gli italiani all’estero si sono già espressi, ma su un quesito non valido”. Che ne sarà del quorum? Il ministro non scioglie la questione. E Antonio Di Pietro aveva aggiunto che conteggiando i più di tre milioni di italiani all’estero, il cui voto non verrà ritenuto valido sul nucleare, “il quorum passa dal 50+1 al 58 per cento”. Ciò che potrebbe pregiudicare l’esito del voto: “Al muro del 50 per cento ci arriviamo, al 58 per cento no”, spiega Di Pietro. La vicenda che potrebbe vanificare gli sforzi dei referendari (anche se a questo punto difficilmente il Viminale potrà conteggiare quel bacino di voti nel quorum) ha inizio lo scorso 1 giugno, quando la Cassazione dà il via libera al quesito sul nucleare, ma con una nuova formulazione. A quel punto i circa 3 milioni e 200 mila italiani che vivono all’estero si sono già espressi sulle schede con il vecchio quesito. Il referendum n.3, su scheda di colore grigio, propone l'abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. Negli ultimi venti anni tutte le democrazie industriali sono state investite dal vento della privatizzazione e dalla predicazione secondo cui, una volta privatizzato, un settore migliora e gli utenti o consumatori ne beneficiano. Il mito della privatizzazione è l’altra faccia del mito della deregolamentazione, sempre fallita. Basti pensare a ciò che è successo nei trasporti aerei degli Stati Uniti: sempre meno servizi e sempre più costosi per i cittadini, sempre meno lavoro e sempre meno pagato, per il personale di volo. La questione del prezzo “conveniente” dell’acqua non è solo per tecnici. Si tratta di decidere se si vuole un mondo nel quale le cose si fanno solo se convengono (“se sono remunerative per il capitale”) oppure si fanno perché sono dovute. Questa domanda, apparentemente neutrale e legata al buon senso, tocca in realtà un principio fondamentale della democrazia, ovvero i diritti inalienabili. La grande e possente talpa della destra economica cerca punti di penetrazione dove non vi sia adeguata sorveglianza dei cittadini. Dunque attenzione a ciò che state facendo. Vogliono da voi un segnale sbagliato per poi rispondere che con il mercato non si può discutere. [fine]