sabato 30 aprile 2011

Sai, Ligresti è pieno di debiti

[Avvocà sta storia siamo in tre a saperla e questi tre siamo Io e Maria !!! - E io? (dice l'avvocato) Già,tu! (risponde Johnny). Da Johnny Stecchino]
L'agenzia di rating Standard & Poor's ha confermato di mantenere sotto osservazione in vista di un possibile taglio (credit watch negativo) il rating 'BBB-' di Fonsai e della controllata Milano Assicurazioni. Lo riporta l'agenzia Bloomberg. Il cda di Fondiaria-Sai, in programma il prossimo 23 marzo per approvare il bilancio, decidera' se esercitare o no l'opzione put (vendita) nei confronti di Generali della quota del 27,2% del capitale di Citylife, la societa' titolare del progetto di riqualificazione del vecchio polo fieristico di Milano. Il tema dell'uscita dal progetto immobiliare, a quanto si apprende, è all'ordine del giorno del consiglio che, al momento, non ha in programma l'esame di ulteriori dismissioni immobiliari. Di recente avrebbe acquistato gli alberghi di proprietà del gruppo Acqua Marcia di Caltagirone Bellavista. Per la famiglia Ligresti ''non sussistono allo stato le condizioni perchè proseguano utilmente i contatti per l'ingresso di Groupama nel capitale di Premafin''. Lo annuncia una nota. I Ligresti hanno "allo studio soluzioni alternative indirizzate al rafforzamento patrimoniale del gruppo". Lo annuncia una nota Premafin. Groupama non ha intenzione di lanciare un'opa su Fonsai ma sta esplorando assieme ai Ligresti la possibilita' di riscrivere gli accordi sull'ingresso nel gruppo Premafin in modo da superare il parere della Consob che ha imposto alla compagnia transalpina - sulla base dell'intesa raggiunta a fine ottobre - un obbligo d'opa su Fonsai e la stessa Premafin. Lo riferiscono fonti vicine al dossier. Secondo la Consob dovrà esser promossa un'Opa su Premafin e Fonsai se Groupama entrerà col 17% nella holding dei Ligresti. Lo si legge in una nota dei francesi. ''Groupama - si legge nella nota del gruppo francese - prende atto del parere di Consob che un'offerta pubblica d'acquisto debba essere promossa sul capitale di Premafin e di Fondiaria Sai nel caso in cui Groupama, anche in quanto azionista di minoranza, partecipasse all'operazione così come presentata a Consob''. Il gruppo francese ricorda che il suo investimento nella holding dei Ligresti ''nell'ambito dell'aumento di capitale di Premafin è condizionato dall'assenza dell'obbligo di lanciare un'offerta pubblica d'acquisto sul capitale di Premafin e/o delle sue controllate''. Groupama esaminerà la situazione creatasi su Premafin quando ''sarà debitamente informata'' delle motivazioni che hanno portato la Consob ad affermare un obbligo di opa sulla holding dei Ligresti e Fonsai in relazione al riassetto progettato. Premafin non ha alcun piano alternativo a quello che prevede l'arrivo di Groupama come partner. Lo si legge in una nota diffusa dopo 'illazioni di stampa' degli ultimi giorni. La società dei Ligresti attende con fiducia il pronunciamento della Consob sull'opa per poi procedere con il piano già annunciato al mercato secondo i tempi previsti. Premafin, holding della famiglia Ligresti che controlla Fonsai, ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con una perdita di 144,6 mln di euro contro un rosso, nello stesso periodo del 2009, di 9,8 mln. La perdita consolidata ammonta a 457,6 mln. È quanto si ricava dal prospetto sui dati economici consolidati. Il risultato consolidato somma ai 144,6 mln di pertinenza del gruppo anche i 313 mln di perdita di pertinenza di terzi prodotti dalla holding dei Ligresti. La holding Premafin Finanziaria Spa Holding di Partecipazioni, controllata da un patto di sindacato stipulato tra società riconducibili a Salvatore Ligresti e ai suoi tre figli, è quotata sulla Borsa Italiana. Il gruppo Starlife controlla il 17.613% della finanziaria tramite Sinergia Holding di Partecipazioni Spa (10,112%), controllata direttamente da Starlife SA, e Immobiliare Costruzioni IM.CO. Spa (7,501%), controllata da Starlife SA tramite Sinergia. I tre figli di Salvatore Ligresti controllano il 29% della società tramite tre holding Lussemburgo: Giulia Maria Ligresti tramite Canoe Securities SA;Gioacchino Paolo Ligresti tramite Limbo Invest SA; Jonella Ligresti tramite Hike Securities SACiascuno possiede un 9.687% della società ma tutte le quote sono intestate alla fiduciaria Compagnia Fiduciaria Nazionale Spa. Nel 1992 risultò coinvolto in Tangentopoli, quindi venne arrestato e condannato per tangenti. Dopo aver patteggiato 2 anni e 4 mesi con la giustizia, affidato ai servizi sociali, torna all'attività di costruttore. Ligresti ha presentato domanda di ritorno allo stato di incensurato, grazie ad una norma che fa tornare immacolata una fedina penale sporca quando siano passati almeno cinque anni dall’espiazione della pena e il pregiudicato «abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta». Il Tribunale di sorveglianza di Milano nel Settembre 2005 ha accolto la sua richiesta. Salvatore Ligresti è coinvolto nei più ricchi affari urbanistici di Milano (Expo 2015, Fiera e Garibaldi-Repubblica), di Firenze (Castello e Manifattura Tabacchi), di Torino. Nel Novembre 2008 risulta indagato insieme a Gianni Biagi e Graziano Cioni dalla Procura di Firenze per ipotesi di corruzione. La vicenda riguarda il progetto di Castello della città di Firenze. Nel 2004 entra nel consiglio di amministratore della Rcs MediaGroup, società editrice di quotidiani quali il Corriere della Sera e la free press City la figlia Jonella. Sempre attraverso Premafin, la famiglia Ligresti possiede il 5.291% di Rcs MediaGroup e partecipa al patto di sindacato che controlla la società editrice. Ligresti è presidente onorario di Fondiaria Sai, gruppo assicurativo torinese quotato sulla Borsa di Milano e controllato dalla famiglia Ligresti tramite la holding Premafin Finanziaria Spa Holding di Partecipazioni che direttamente o indirettamente ne possiede una quota del 47%. Ligresti è membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Unicredit.

Il rais è sempre più solo

[Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Errare è umano, perseverare è diabolico]
Mazziotta, Viviano, Guidone, l'uomo che sussurrava ai cavalli (omissis) …, prima linea di Ap Pmo, si sono cancellati dal sindacato. Non credono più nella Cgil, anzi qualcuno dice che non credono più a chi in aeroporto rappresenta la Cgil. Un problema di uomini, non di sigle, dopotutto il sindacato è fatto da uomini, non è mai stato un dogma. “Delta, foxtrot. Grossa sacca presa dal baule. Motore sempre acceso, autista sempre all’interno. La sacca è fuori, tempo … tempo. Chiudono il baule. Bagagliaio chiuso. Bravo uno foxtrot verso il complesso. Pelle nera su jeans. È consapevole. Delta ha Bravo uno, al momento fuori campo. Bravo uno sempre fuori campo, controllo. Fanculo, è questo che le forze speciali (la Whishey Charlie e la Red October) sanno fare -lavorare con quel poco che si ha e improvvisare sul posto. Niente di nuovo”. Ricordiamo quando Salvatore Messina, per i suoi uomini Matteo, andò via dalla Cgil, inizialmente con la morte nel cuore, diede le dimissioni il 15 settembre dell’anno scorso, il giorno dopo avrebbe festeggiato il compleanno, un giorno triste che difficilmente dimenticherà. Da quel giorno iniziò la guerra dichiarata, senza esclusione di colpi, contro Pino Panettino. Poco importa se i ragazzi usciti dalla Cgil non si iscrivono alla Uil, l’importante è togliere iscritti al rivale. Oggi, dopo appena sei mesi di guerra ideologica e psicologica Messina può festeggiare risultati concreti, Panettino solo sconfitte. La Uil oggi è il maggiore sindacato in Ap Pmo, nel contesto aeroportuale si è rafforzata: Vincenzo Gueccia è il nuovo coordinatore aeroportuale, il pensionato della Gesap Giuseppe Di Trapani è entrato nel direttivo provinciale. Di Trapani, proprio lui, dopo una vita di militanza in Cgil ha deciso di lasciare tutto e aderire alla Uil.

Il Caimano in Tribunale il 2 e il 9/5

[È il perpetuo timore della paura, la paura della paura, che forma il volto di un uomo coraggioso. Georges Bernanos]
È intenzione di Silvio Berlusconi ritornare al Palazzo di giustizia di Milano sia il 2 sia il 9 maggio prossimi. Il premier quindi ha in programma, salvo impegni irrinunciabili, di essere presente lunedì prossimo all'udienza preliminare sul caso Mediatrade e lunedì della settimana successiva al processo Mills. Si terrà il prossimo 5 ottobre la camera di consiglio della Corte Costituzionale che dovrà decidere sull'ammissibilità del conflitto di attribuzione sollevato dal governo contro i giudici di Milano del processo Mediaset, dinanzi ai quali il premier Silvio Berlusconi è imputato per frode fiscale. Lo ha stabilito il presidente uscente della Consulta, Ugo De Siervo, il cui mandato scade domani. Relatore del ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio sarà Sabino Cassese.

GLI AMICI DI MARCELLO DELL’UTRI/3

[Il mondo si divide in due: chi ha la pistola carica e chi scava! Tu scavi! Da Il Buono, il Brutto e il Cattivo]
Così Marcello Dell’Utri accetta la chiamata di altri due palermitani,destinati però a finire male,e cioè Francesco Paolo Alamia e Filippo Maria Rapisarda. Fanno affari immobiliari, forse sono molti vicini ad ambienti mafiosi,hanno rapporti stretti con Vito Ciancimino. In data 17/3/1969 viene nominato alla carica di amministratore unico della S.I.R. Salvatore Buscemi (titolare della Immobiliare Lurano costituita dai fratelli Francesco e Giovanni Bonura),il quale in data 28/4/1970 sottoscrive n. 825 azioni che diventano 1.675 il 30/4/1972;in data 22/4/1976 viene nominato amministratore unico Francesco Zummo;in data 30/5/1977 si rileva la presidenza tra i soci di Francesco Paolo Alamia; in data 9/12/1982 viene deliberata la fusione mediante incorporazione della SIR spa nell’Etna costruzioni spa. Francesco Paolo Alamia nativo di Villabate (Palermo),laureato in ingegneria, democristiano, già consigliere del comune di Palermo retto dal sindaco Vito Ciancimino, impegnato in attività edilizia. Alamia viene nominato presidente del gruppo il 18 febbraio 1976, e con il suo il gruppo Inim sborsa “70 miliardi per acquisire società a Milano e Torino e aumentarne il capitale ... Investe circa 120 miliardi per costruire palazzi in ogni parte d’Italia. Di questa ultima società, costituita in data 23/7/1974, amministratore unico è Silvia Epifania Scardina, moglie di Vito Ciancimino, mentre soci risultano essere la FI.GE. Roma: Fiduciaria Gestione Roma spa con 79.980 azioni, nonché Roberto Ciancimino figlio di Vito. Ulteriori indagini del nucleo di P.T. della guardia di finanza, accertano che le 79.980 azioni della società dell’Etna costruzioni, sottoscritte dalla FI.GE. Roma spa ed alla stessa affidate in gestione appartenevano a Vito Ciancimino il quale pertanto, unitamente al figlio Roberto,era proprietario dell’intero pacchetto azionario, per un valore nominale di circa 800 milioni. È appena il caso di rilevare come in seno alla Etna costruzioni Epifania Scardina svolgesse un ruolo meramente formale e di paravento dietro il quale operava Ciancimino. Ciò emerge chiaramente da quanto dichiarato dalla stessa Scardina in data 20 e 21 novembre 1984. In data 1/10/1984 Ciancimino, tramite la Etna costruzioni, procedeva alla cessione del pacchetto azionario a Romolo Vaselli. Tale cessione, peraltro fittizia, appare quanto mai significativa ove si consideri che avviene due giorni dopo che Ciancimino aveva subito, da parte dell’autorità giudiziaria, una perquisizione domiciliare e contestualmente ricevuto una comunicazione giudiziaria perché indiziato del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. La cessione in questione appare infatti chiaramente finalizzata a sottrarre, ad un eventuale sequestro, ai sensi della legge Rognoni La Torre, il pacchetto azionario in questione. Quanto fin qui evidenziato in ordine alla SIR ed alla Etna costruzioni evidenzia i legami e le cointeressenze del Ciancimino, in società operanti nel settore edilizio, con personaggi certamente inseriti nella organizzazione mafiosa. [segue]

mercoledì 27 aprile 2011

42 Aviation Service in cassa integrazione

[Relata refero - Riferisco ciò che mi è stato detto]
Meriadia Fly ha comunicato che il termine ultimo è stato fissato per il 31 maggio, dal primo di giugno Meridiana Fly non sarà più cliente di Aviation Service. Ma da chi sarà gestita Meridiana Fly prossimamente? Ata, consorzio Saga ... Una voce prende corpo a Fontanarossa, l’imminente arrivo di Aviapartner. L’apertura del fronte sud orientale è dato per scontato: Ap entrerebbe a Catania tramite la Ferraris, giovane azienda che si occupa di aviazione generale. Entro il mese di aprile scatterà la cassa integrazione straordinaria per 42 lavoratori su 87 dell'Aviation service, che presta servizio all'aeroporto. Lo segnala il Coordinamento operatori e utenti aeroportuali (Coau). «E' una situazione che sta passando del tutto inosservata nel silenzio delle organizzazioni sindacali e, naturalmente, dell'azienda – si legge in una nota del Coau – una riduzione della forza lavoro del 50% circa merita attenzione da parte degli organismi istituzionali regionali e nazionali che devono interessarsi della vicenda. Aviation service – sottolinea il Coau – è un'azienda giovane, per cui la cassa integrazione straordinaria non può rappresentare un accompagnamento alla pensione di lavoratori che hanno raggiunto un certo numeri di anni di servizio, ma diventa una vera e propria estromissione dal mondo del lavoro». Il Coau si dice «vicino ai lavoratori di Aviation service» e «si farà promotore all'Ufficio del Lavoro e alla Prefettura perché si trovi una degna soluzione alla vicenda».

GLI AMICI DI MARCELLO DELL’UTRI/2

[Fai presto a parlare tu, ma dalle nostre parti se vuoi campare o fai il prete o fai il bandito. Tu hai scelto di fare il prete ed io il bandito. Da Il Buono, il Brutto e il Cattivo]
Processato per concorso esterno con l’associazione mafiosa siciliana Cosa Nostra, il parlamento italiano ne ha impedito l’arresto. Autodefinitosi “eroe perseguitato”, ammirato“fine bibliofilo”, Dell’Utri ha attraversato tumultuosamente la cronaca degli ultimi vent’anni del secolo italiano, prima della sua consacrazione come stratega politico indicato dalla Criminalpol nel 1982 come partecipante al comparto milanese dei trafficanti di droga siciliani (Cuntrera, Caruana, Bono Alfredo, Gerlando Alberti); coinvolto nella vicenda dei passaporti falsi di una banda di sequestratori sardi (Farina Giovanni); processato per bancarotta insieme al socio Filippo Maria Rapisarda per il crac della Venchi Unica; indagato per mafia nel 1992 dalla procura di Palermo (da Paolo Borsellino); legato al capo della più importante famiglia di Cosa Nostra (Mangano Vittorio, detto “lo stalliere”); fondatore e presidente di Pubblitalia 80;ideatore della strategia elettorale di Forza Italia nel 1993;proposto per l’arresto dalla procura di Milano nel febbraio del 1994;vincitore delle elezioni politiche del marzo del 1994; arrestato su mandato della procura di Torino nel marzo del 1995 e detenuto per 15 giorni nel carcere di Ivrea dal quale esce con inaspettata dichiarazione in appoggio al segretario Pds Massimo D’Alema;eletto deputato nel 1996; condannato per fatturazioni false di Pubblitalia a tre anni e due mesi; accusato da venticinque “collaboratori di giustizia” di collusione con cosa nostra(traffico di droga,nascita tv commerciali,Stefano Bontade, Domenico Teresi,Graviano Filippo e Francesco,estorsioni,attentati a Firenze,Milano e Roma).Esponente del nuovo pensiero liberale italiano,Dell’Utri gode di vasto appoggio in tutti i ceti della società e del favore dei media. Ha progressivamente oscurato la popolarità di Silvio Berlusconi. Marcello Dell’Utri era stato indagato per mafia assieme ad altre quattro persone, fra cui Gaetano Cinà,l’ex stalliere di Arcore Vittorio Mangano e l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. I nomi di Dell’Utri e Berlusconi erano stati celati da sigle convenzionali. Poi la procura ha stralciato le varie posizioni, chiedendo il processo per Dell’Utri e gli altri,ma in diversi procedimenti,e l’archiviazione per Berlusconi.Da Milano a Palermo. Da oscuro funzionario della filiale della Cassa di Risparmio di Mezzomonreale a presidente di Pubblitalia.Per gli ammiratori, Marcello Dell’Utri,è un genio della pubblicità,un grande uomo di cultura e un amico sincero.Per i suoi nemici,invece,è un personaggio sospetto,un siciliano in odore di mafia e, soprattutto,un grande corruttore.Quale dei due è il vero Dell’Utri? Difficile dirlo,i magistrati della DDA di Palermo,da sempre imparziali,daranno la risposta. Di sicuro c’è solo che l’ex presidente di Pubblitalia un leader è sempre stato. Fin dagli anni 60 quando insieme al fratello Beppe animava le sorti del Bacigalupo, la squadra di Resuttana nella quale hanno militato tanti campioni. Di famiglia appartenente alla media borghesia (i genitori gestivano una farmacia al centro di Palermo),Marcello Dell’Utri ha sempre avuto due grandi passioni:il calcio e i libri. Il commercio,invece,è stato il lavoro che gli ha portato grande fortuna fin da quando,poco più che ventenne, incontrò a Milano, all’università,un altro ragazzo che gli avrebbe fatto fare carriera:Silvio Berlusconi. L’incontro fra Silvio e Marcello fa scattare la prima scintilla ma non ancora il grande fuoco della reciproca amicizia. Dell’Utri torna a Palermo.Diventa responsabile della filiale di Mezzomonreale della Sicilcassa, ma subito dopo il suo amico Silvio Berlusconi lo chiama a Milano. Il primo impegno è sostanzialmente,di segretario factotum. È un’attività,però,poco gratificante. [segue]

Pinocchio Silvio e la casa di Lmp


[Berlusconi annuncia che rinuncerà al processo breve. E di lui ci si può fidare. Il processo breve non farà parte della mozione giustizia. Non vedo come avrebbe potuto. Berlusconi non chiederà ai parlamentari la fiducia sul processo breve. È un tema troppo importante per far decidere a loro. www.spinoza.it]
Sembrava del demanio ma non lo è. "Oggi compro la casa di Lampedusa": Silvio Berlusconi ha dato una nuova versione dei fatti, parlando alla Convention dei cofondatori di Carlo Giovanardi. Il fatto che fa ridere con le lacrime e che Berlusconi, inizialmente, non avrebbe comprato la villa a Lmp perché in zona demaniale. Ha sempre odiato la legalità e oggi si blocca per un presunto limite demaniale? Ma dai, Silvio sembri il sosia di Gionny Stecchino: non mi assomiglia per niente. La frase è rimasta a metà, anche perché alquanto contraddittoria, ma si è capito che questa storia della villa di Lampedusa forse avrà una conclusione. Berlusconi ha nuovamente cambiato idea sull'acquisto della villa a Lampedusa. Che ora sta per acquistare. A convincerlo il suo fido avvocato Niccolò Ghedini, che è intervenuto ufficialmente nuovamente sulla questione dicendo che "si è provveduto a perfezionare l'accordo , espletati i passaggi burocratici da parte dei venditori, si provvederà in breve al rogito". Un annuncio che ha sorpreso un pò tutti dopo che lo stesso Berlusconi aveva ammesso di non voler più acquistare la villa, in quanto costruita su un terreno demaniale. Ma si trattava solo dell'ennesima "balla", prontamente smentita dal venditore e dal catasto. In verità il Cavaliere si è pentito dell'acquisto in quanto la villa è troppo vicino all'aeroporto. Ma ormai la promessa è stata fatta. Berlusconi ha detto un’enorme bugia agli abitanti di Lampedusa (e a tutto il mondo). Perché non ha acquistato nessuna casa a Lampedusa.

Siria sempre più sola

[Odi profanum vulgus et arceo. Odio la massa ignorante e la tengo lontana – Orazio] Dall'inizio della rivolta contro il regime di Bashar al Assad in Siria, il mese scorso, 400 civili sono stati uccisi. È il bilancio del gruppo Sawasiah per i diritti umani. Lo stato maggiore israeliano osserva incuriosito l’evolversi della situazione siriana. Il regime siriano, alleato con l’Iran, è in crisi e Israele senza sparare un colpo sta assistendo alla sua fine. Gli Stati Uniti hanno ordinato alle famiglie dei diplomatici ed al personale non essenziale delle sue ambasciate di Damasco di lasciare la Siria, a causa "dell'instabilità e della situazione incerta" che regnano nel paese in preda alla contestazione. "Il dipartimento di Stato ha ordinato a tutte le famiglie dei dipendenti del governo degli Stati Uniti ed al personale non indispensabile di lasciare la Siria", si legge in un comunicato del dipartimento. "Vista l'instabilità e la situazione incerta attuali, i cittadini americani in Siria sono invitati a limitare i viaggi e gli spostamenti non essenziali nel paese", aggiunge la nota. Almeno 25 siriani sono stati uccisi ieri a Daraa, nel sud della Siria, durante le vaste operazioni militari condotte dall'esercito regolare di Damasco all'interno. Lo riferiscono testimoni oculari citati dalla tv panaraba al Arabiya. ''I morti potrebbero essere molti di più. L'esercito sta colpendo il centro abitato con proiettili di mortaio. Dai blindati mitragliamo contro le case'', è quanto si legge sul sito di monitoraggio Rassd, che trasmette anche su Twitter e che cita testimoni oculari di Daraa. Le fonti ribadiscono che la città meridionale è ''completamente isolata''. ''I cellulari e i telefoni fissi non funzionano'', affermano.

martedì 26 aprile 2011

Addiopizzo Travel

[Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata. Albert Einstein]
C'era anche Addiopizzo Travel alla settima edizione della fiera nazionale del consumo critico Fà la cosa giusta. Il circuito di turismo pizzo-free nato dall'esperienza del Comitato antimafia, che adesso ha aderito all'Associazione italiana turismo responsabile, ha presentato i prossimi due pacchetti in programma dedicati alle scuole o a viaggiatori esigenti: uno a Pasqua, l'altro a maggio, per l'anniversario della morte di Peppino Impastato. Gli ospiti avranno la possibilità di soggiornare e consumare i pasti in strutture ricettive che non pagano il pizzo, e di visitare le aziende nate sui terreni confiscati alla mafia. Il tour in programma dal 6 al 10 maggio, in occasione dell'anniversario (9 maggio), dell'assassinio di Peppino Impastato. Il pacchetto, del costo di 560 euro, prevede un soggiorno di quattro pernottamenti, con partenza dai luoghi-simbolo a Palermo della lotta alla mafia. Il secondo giorno si prosegue per Capaci, Terrasini e Partinico. Il territorio di Corleone è al centro della terza tappa dove si visiterà il Centro di documentazione sulle mafie, la residenza di caccia di Ferdinando IV di Borbone a Ficuzza e si pranzerà in un agriturismo di Libera sui terreni confiscati al boss Totò Riina. Diverse le iniziative previste il quarto giorno, a Cinisi, nell'anniversario della morte di Peppino Impastato: dal corteo antimafia per l'attivista di Radio Aut alla visita a 'Casa memoria Impastato', quindi l'incontro con i familiari. La giornata si concluderà con la cena nella pizzeria dove è stato ambientato il film 'I cento passi', di Marco Tullio Giordana. È in programma sabato 14 maggio dalle 9 alle 13.30 il primo tour dei beni riportati alla legalità organizzato dalla fondazione San Vito onlus, presieduta da don Francesco Fiorino. Previste visite dei beni a Marsala, Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Selinunte (Castelvetrano), Salemi. L'itinerario, prenotabile tramite e mail da inviare all'indirizzo fondazionesanvi@tiscali.it, è diretto a gruppi organizzati, turisti e scolaresche. "Tra luglio e agosto - ha detto don Fiorino - accoglieremo cinque gruppi, di cui due provenienti da Treviso e altrettanti da Prato. Faremo visitare loro i beni confiscati alla mafia che gestiamo come Fondazione - ha aggiunto - Si tratta dei locali del centro di prima accoglienza per le donne di Marsala, del centro sociale 'Don Giuseppe Augello' di Mazara del Vallo, di un terreno agricolo con un piccolo agrumeto a Campobello di Mazara, di un centro socio-rurale per giornate di studio-lavoro di contrada Buffa-Pileri a Selinunte dove si produce l'origano della legalità e di due terreni agricoli a Salemi, in uno dei quali sorge il ristorante 'Al ciliegio'". Per informazioni: tel. 338.2372766 - fondazionesanvito@tiscali.it.

GLI AMICI DI MARCELLO DELL’UTRI/1

[Levati la pistola e mettiti le mutande. Da Il Buono, il Brutto e il Cattivo]
Le indagini su Dell'Utri iniziano nel 1994, l'anno dell'entrata in politica, con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo. Il 2 gennaio 1996 viene messo sotto accusa; nell'ottobre dello stesso anno il gip di Palermo lo rinvia a giudizio, e il processo inizia il 5 novembre 1997. In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo. Il processo di secondo grado si è svolto alla Corte di Appello di Palermo. Il 16 aprile 2010 il procuratore generale di Palermo Nino Gatto ha chiesto la condanna a 11 anni di carcere per Dell'Utri. In vista del processo aveva affermato di essere entrato in politica e fare il parlamentare solo per difendersi dai processi, e di essere quindi pronto a lasciare l'incarico parlamentare qualora le accuse cadessero. La sentenza era attesa per il 25 giugno ma è arrivata il 29 giugno al quinto giorno di camera di consiglio. La Corte d'appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall'Acqua, condanna a sette anni di carcere l'imputato per concorso esterno in associazione mafiosa per i fatti accaduti sino al 1992. La Corte d'appello, con questa sentenza, ha ritenuto che Dell'Utri intrattenne stretti rapporti con le vecchie organizzazioni mafiose di Stefano Bontade, Totò Tiina e Bernardo Provenzano sino alla stagione delle stragi di Falcone e Borsellino facendo da intermediario fra le organizzazioni malavitose e Silvio Berlusconi. Una vicenda che accerterebbe la colpevolezza dell'imputato sarebbe la mediazione per l'assunzione del boss palermitano Vittorio Mangano come stalliere nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi; Mangano avrebbe assicurato protezione contro l'escalation dei sequestri a Milano. Marcello Dell'Utri avrebbe, sino al 1980, fatto da intermediario per gli investimenti a Milano di Stefano Bontade, che aveva bisogno di riciclare denaro sporco, frutto del traffico di droga, in aziende del nord Italia. La corte ha assolto Dell'Utri per i fatti contestati successivi al 1992 perché «il fatto non sussiste» portando la pena detentiva da 9 a 7 anni. Il 4 gennaio 2011 il Procuratore Generale di Palermo Antonino Gatto ha depositato ricorso in Cassazione in merito all'assoluzione per i fatti successivi al 1992. Dell’Utri, Marcello (Palermo,1942). Dottore in legge, deputato del gruppo di Forza Italia, eurodeputato, fa parte a Strasburgo del Partito Popolare Europeo. Per molto tempo controversa figura di manager e uomo politico italiano. [segue]

domenica 24 aprile 2011

Standard & Poor’s rivede in negativo il debito Usa

[L'avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro. Eugène Delacroix ] L’agenzia Standard & Poor’s ha annunciato di aver rivisto da stabile a negativo il suo giudizio sulle prospettive dell’economia degli Stati Uniti, pur confermando il rating più alto ‘AAA’. La decisione viene motivata in una nota con “il rischio concreto che i politici americani non riescano a trovare un accordo su come rimediare ai problemi di bilancio di medio e lungo termine entro il 2013″. L’agenzia ribadisce come “l’economia Usa sia flessibile e molto diversificata, con politiche monetarie che hanno sostenuto la crescita del Pil contenendo le pressioni inflazionistiche, oltre al fatto che la persistente preferenza a livello globale del dollaro rispetto a tutte le altre valute dà al paese una liquidità esterna senza pari”. Tuttavia la revisione dell’outlook a lungo termine, si legge ancora, è motivata con il fatto che “rispetto ad altri paesi con rating AAA, deficit di bilancio molto grandi e un crescente livello di indebitamento, il percorso per correggerli non è ancora chiaro”. Indicando la scadenza del 2013, S&P sottolinea come “se un accordo e una sua significativa attuazione non saranno iniziati per allora, il profilo fiscale degli Stati Uniti diventerà notevolmente più debole di quello di altri paesi AAA”. S&P ricorda come nel 2009 il deficit pubblico Usa sia balzato all’11 per cento del Pil: ma soprattutto, aggiunge l’analista Nikola Swann “a più di due anni dall’inizio dell’ultima crisi, i politici Usa non hanno ancora trovato un accordo su come invertire il percorso del peggioramento dei conti pubblici o su come porre rimedio alle pressioni di lungo termine sul bilancio”. Dopo le comunicazioni dell’agenzia di rating, Wall Street ha registrato forti perdite. Il Dow Jones scende dell’1,57%, lo Standard and Poor’s 500 cede l’1,45% e il Nasdaq perde l’1,73%.

sabato 23 aprile 2011

Ghomin persona più influente 2011

[Ho portato mia suocera a vedere la stanza degli orrori al Museo delle cere e uno degli inservienti mi ha avvertito: “Signore, la faccia camminare continuamente: stiamo facendo l’inventario”. Les Dawson] Wael Ghomin, il giovane blogger e manager di Google considerato tra i promotori della rivolta che ha portato alla caduta del presidente egiziano Hosni Mubarak, è la 'persona più influente' del 2011. A incoronarlo è stato il settimanale americano Time. Dopo di lui seguono Joseph Stiglitz, Reed Hastings, Amy Poelher e Geoffrey Canada. Al sesto posto figura il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, davanti alla cancelliera tedesca Angela Merkel e a Julian Assange, il padre di Wikileaks .

venerdì 22 aprile 2011

McCain in Cirenaica

[Sono così cattivo che a volte mi faccio paura da solo. Da Altrimenti ci arrabbiamo]
Sono più di cento i soldati libici che, nelle ultime ore, incalzati dall'offensiva dei ribelli anti-Gheddafi sul versante occidentale della Libia, hanno passato il confine tunisino, a Dhiba, per consegnarsi. I militari, confermano oggi i media locali, hanno attraversato la linea di confine disarmati. Tra essi, anche tredici ufficiali. Secondo alcuni testimoni, citati dai media tunisini, i soldati libici, una volta disfattisi delle armi, hanno percorso a piedi i circa duecento metri che separano i due versanti - della Libia e della Tunisia - del posto di frontiera di Dhiba, ieri teatro di un feroce combattimento. Su di esso, una volta conquistato dagli insorti, il vessillo verde è stato sostituito da quello monarchico scelto dai ribelli, mentre, riferisce l'Afp, un trattore ha demolito il grande ritratto di Gheddafi che, sino a ieri, campeggiava sul confine. Alcuni soldati libici, rimasti feriti negli scontri di ieri, sono stati portati nell'ospedale tunisino di Dhiba. Il senatore americano John Mccain è giunto oggi a Bengasi per una visita nella roccaforte degli insorti libici. Lo riferisce un giornalista dell'Afp. L'ex candidato repubblicano alla presidenza nel 2008 è giunto nel centro della città accolto da una cinquantina di manifestanti che gridavano "Libia libera, Gheddafi vattene, grazie America, grazie Obama". In giornata è previsto un incontro con i dirigenti del Consiglio nazionale di transizione, l'organo di governo della ribellione. Gli Stati Uniti invieranno droni armati sopra la Libia, ha detto oggi il ministro della difesa americano Robert Gates. Il ministro Gates ha sottolineato che si tratterà comunque di un ''contributo modesto'' nell'ambito degli sforzi della coalizione internazionale. L'invio degli aerei senza pilota 'Predator' è stato autorizzato dal presidente americano Barack Obama, ha aggiunto Gates. L'uso dei droni armati consentirà di effettuare attacchi più precisi contro le forze di Gheddafi, ha detto il ministro nel corso di una conferenza stampa.

giovedì 21 aprile 2011

LAVORATORI CONTRO SINDACATI A PUNTA RAISI

[Ubi maior minor cessat - Di fronte al più forte il debole si fa da parte]
Anche l’uomo più tranquillo di Aviapartner Pmo, Alberto Patti, dopo aver letto la lettera (vedi post “Vittime collaterali a Punta Raisi” postato il 16/4), ha deciso che non esistevano più i motivi per restare iscritto alla Cgil, veniva a mancare la reciproca stima, alla base della convivenza civile, dopo di lui altri hanno seguito il suo esempio. Un gruppo (56 su 65) di lavoratori di Ap Pmo prende le distanze dall’iniziativa sindacale della Cgil e Ugl (lettera del 16/4/11). Nella breve nota introduttiva che precede l’elenco delle firme si legge che “da tempo abbiamo assistito a palesi strumentalizzazioni da codeste sigle sindacali volti a intraprendere solo esclusivamente interessi personali. Ciò ha determinato un atteggiamento di sfiducia da parte dei lavoratori che tacitamente hanno dovuto subire senza possibilità di replicare. Pertanto i lavoratori di Ap Pmo diffidano, senza mezzi termini, le rispettive segreterie Cgil e Ugl, in quanto al di là delle nostre appartenenze sindacali non ci sentiamo rappresentati da questi sindacati”. Dobbiamo segnalare anche una nota congiunta della Cisl e Uil dove si esprime la completa disapprovazione di azioni strumentali “dettate dal tentativo di raggiungere scopi puramente personali e lontani dall’interesse dei lavoratori Ap.

mercoledì 20 aprile 2011

NESSUNA ATTENUANTE GENERICA PER BERRUTI

[L'ansia uccide più persone del lavoro perché più persone si preoccupano invece di lavorare. Robert Lee Frost]
Il deputato del Pdl Massimo Maria Berruti non merita la concessione delle “attenuanti generiche”, data la sua “professione” e gli “incarichi pubblici ricoperti”. Così i giudici della Prima Corte d’Appello di Milano motivano la condanna a due anni e 10 mesi per riciclaggio inflitta al parlamentare, nonché avvocato ed ex militare della Guardia di finanza, lo scorso 24 febbraio nel processo che è uno stralcio del procedimento sui diritti tv Mediaset, che vede a processo tra gli altri Silvio Berlusconi. Quello concluso il 24 febbraio scorso a carico di Berruti, anche ex consulente Fininvest, è stato un processo d’appello ‘bis’, perché la Cassazione aveva annullato una precedente sentenza di secondo grado, che aveva in parte assolto Berruti e in parte dichiarato prescritto il reato. La Suprema Corte aveva stabilito che per un ultimo episodio di riciclaggio contestato al parlamentare e datato 21 novembre ’95 il termine di prescrizione non era ancora scaduto (è maturato il 27 febbraio scorso). La Corte, nel condannare a due anni e dieci mesi Berruti (pena totalmente condonata dall’indulto) ha accolto la richiesta del sostituto pg, che aveva chiesto che al deputato non venissero riconosciute le attenuanti. Nelle nove pagine di motivazioni, in giudici osservano che “con riferimento allo stato di incensuratezza” di Berruti (è stato condannato definitivamente a otto mesi per favoreggiamento nel processo sulle presunte tangenti pagate da Fininvest a ufficiali della Gdf), la circostanza “non appare meritevole di essere valutata, riferendosi ad un soggetto per il quale essa rappresenta un requisito minimo, avuto riguardo alla professione da lui svolta ed agli incarichi pubblici ricoperti”. Per il parlamentare Berruti, scrivono i giudici, “lo stato di incensuratezza non ha evidentemente lo stesso valore che può avere per un soggetto cresciuto in un ambiente degradato e sottoposto per tanto a forti spinte a delinquere”.

Blu-express punta su Catania

[Perché ho imparato ad essere contento delle condizioni in cui mi trovo.11 Filippesi 4] È il collegamento Catania-Bari la novità più rilevante del network Blu-express.com per la stagione estiva. Dal 28 marzo il sono tre i voli settimanali, il lunedì, mercoledì e venerdì, tra le due città del Sud Italia. In più il marchio low cost di Blue Panorama Airlines offre un quinto volo giornaliero tra Roma e Catania dal lunedì al venerdì, per consentire il pieno utilizzo in giornata del collegamento. Cresce dunque la presenza di Blu-express.com sull'aeroporto di Fontanarossa, testimonianza di un impegno costante sulla destinazione e dell'apprezzamento dei passeggeri per il prodotto Blu-express.com. Un aeromobile della Blu-express, con il suo equipaggio, resta la sera a Catania. "Il potenziamento delle rotte, lo sviluppo di nuove tratte, come Catania-Bari, anche al di fuori della piattaforma di Roma Fiumicino, il consolidamento del network domestico e internazionale annuale - sottolinea Giancarlo Zeni, direttore generale di Blue Panorama Airlines - dimostrano l'intenso lavoro che la compagnia sta portando avanti, grazie ai passeggeri che premiano giorno dopo giorno un impegno volto ad offrire voli puntuali, qualità di servizio e convenienza". Ma non è finita qui. Ancora una novità per Blu-express.com, il marchio low cost di Blue Panorama Airlines, sulla piattaforma di Catania. Dal 14 aprile infatti è iniziato il collegamento Catania-Cagliari, operati tre volte a settimana (martedì, giovedì e domenica), che si vanno così ad aggiungere ai voli tra Catania e Bari, tre a settimana dal prossimo 28 marzo, e alla quinta frequenza giornaliera dal lunedì al venerdì tra Catania e Roma. Il potenziamento delle rotte da e per Fontanarossa risponde all'esigenza di offrire ai passeggeri dell'area ulteriori collegamenti verso la Capitale e verso la Puglia e la Sardegna a tariffe low cost. Blu-express.com potenzia le attività su Catania, con nuovi orari per e da Roma Fiumicino, l'avvio delle nuove rotte per Bari e Cagliari e, con la stagione estiva, i nuovi collegamenti verso Ibiza e Rodi. "Con la stagione estiva 2011 - sottolinea Franco Pecci, presidente di Blue Panorama Airlines - si apre una fase in cui la compagnia porta la convenienza e la qualità delle sue tariffe anche a nuovi segmenti di traffico: chi viaggia in giornata su Roma, chi potrà adesso raggiungere Puglia e Sardegna in aereo e chi avrà a disposizione, con tariffe low cost e voli diretti, la possibilità di viaggiare in estate verso due perle del Mediterraneo. A conferma del dinamismo di Blu-express - conclude Pecci - durante il periodo pasquale arriveremo ad operare sino a 20 voli al giorno fra Catania e Roma per offrire a sempre più persone la possibilità di trascorrere la Pasqua in Sicilia". Il nuovo orario dei voli tra Catania e Roma prevede due voli la mattina, alle 7.45 e alle 9.15, e due serali, alle 17.45 e alle 20, che configurano un prodotto rivolto al passeggero business con la possibilità di andare e tornare in giornata. I voli per Rodi, in vigore dal 21 luglio, partiranno da Catania il lunedì e giovedì alle 22.45 con arrivo all'1.40 mentre da Rodi la partenza è il martedì e venerdì alle 2.15 con arrivo alle 3.30. Per Ibiza, a partire dal 22 luglio, si parte da Catania il mercoledì, venerdì e domenica alle 22.45 con arrivo alle 00.55 mentre da Ibiza il rientro è previsto il lunedì, giovedì e sabato all'1.30 con atterraggio alle 3.40.

Pasqua, Fontanarossa attende in una settimana 135 mila pax

[Se ami una persona lasciala libera, se poi torna da te è tua per sempre.Diana Murphy in Proposta indecente] Saranno 135 mila i passeggeri in transito a Fontanarossa nella settimana di Pasqua 2011: un dato superiore del 21,91% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e che conferma le percentuali di crescita costante registrate dall'aeroporto di Catania in questi primi mesi del 2011, dopo il grande exploit del 2010, quando fu raggiunto il record di oltre 6,3 milioni di passeggeri. La previsione degli analisti del traffico della Sac, la società di gestione dell'aeroporto, riguarda il periodo compreso fra lunedì 18 e domenica 24 aprile. Nello scalo aumentano del 6% le tratte per la Germania. Dieci le città collegate con Catania con voli diretti: Monaco, Berlino, Francoforte, Stoccarda, Dusseldorf, Colonia, Dresda, Amburgo, Norimberga mentre da questa primavera si aggiunge Hannover. E crescono del 10% i passeggeri (9 mila quelli da e per le città tedesche per la Pasqua 2011 mentre furono 8.171 nel 2010). In aumento le mete tradizionali come Parigi, Praga, Barcellona e Madrid. Ma si guarda anche all'Asia più vicina come Istanbul e Tel Aviv. Rafforzati i voli su Bucarest, Zurigo e Malta. Nel comparto charter sono numerosi i voli per Dubrovnik, Riga e Atene.

A Lmp Berlusconi recita

[Coloro che non furono mai sventurati, non sono degni della loro felicità. Ugo Foscolo]
Dal mare al mare: i migranti che arriveranno a Lampedusa non toccheranno più terra, se non i pochi metri quadrati della banchina, prima di essere reimbarcati sulle navi con destinazione Tunisia o altri centri dell’Italia. È quanto previsto nel piano del governo, annunciato nell’isola da un Berlusconi in grande spolvero. Lampedusa, nelle intenzioni del premier, «sarà svuotata il 48-60 ore. Il piano di liberazione è scattato a mezzanotte». Sarebbero 700 i migranti sul barcone approdato a Lampedusa, dopo essere stato soccorso dalle motovedette della Guardia Costiera. Tra di loro numerose donne, molte incinta, e bambini, alcuni dei quali sono neonati. I profughi sbarcati dal vecchio motopesca in ferro di 25 metri hanno detto di essere partiti due giorni fa dalla Libia. Nella stiva del barcone hanno viaggiato centinaia di persone. L’arrivo del Cavaliere era stato preceduto da tensioni, nate da uno striscione strappato a una dirigente di Legambiente, che facendo il verso alle dichiarazioni anti-immigrati di Umberto Bossi, aveva scritto: «Berlusconi, fora di ball». Ma è bastato che il presidente del Consiglio pronunciasse le prime parole al microfono per prendersi la scena: «Il governo - ha detto - proporrà Lampedusa come candidata al Nobel per la pace e la solidarietà». Da quel momento è stato un crescendo: «Penso a un piano colore per l’isola - ha detto il premier - sul modello di Portofino. Arrivando ho visto una situazione di degrado che va corretta, una mancanza di verde che mal si concilia con la rigogliosa vegetazione della vicina Linosa». E le promesse non finiscono qui: Berlusconi annuncia un casinò, un campo da golf, una scuola, un ospedale e, quello che provoca ancora più entusiasmo è la moratoria fiscale, bancaria e previdenziale, oltre alla dichiarazione della zona franca e alla riduzione del costo del gasolio per i pescatori. È il festival delle palle, e quando si sparano minchiate Silvio è il numero uno. Per non parlare del progetto «burocrazia zero», secondo il quale «si possono costruire case - ha osservato il premier - nel rispetto delle norme edilizie e sanitarie, ricevendo solo a cose fatte l’ispezione delle autorità». L’isola, assicura, «tornerà a essere un paradiso», nel quale il premier ha già preso casa, dando l’annuncio alla folla assiepata a poca distanza dal porto che da due mesi raccoglie la speranza e la disperazione dei migranti. Il presidente del Consiglio annuncia al microfono che ha «scovato su Internet» e subito comprato una casa a Cala Francese, che ha visitato nel pomeriggio. Costo: 1,5 milioni di euro, almeno attenendosi alla richiesta che si legge sul sito. E più tardi, nel corso della conferenza stampa nella base dell’aeronautica, il presidente del consiglio rimarca che l’acquisto lo ha fatto per consentire che si parlasse ancora di conflitto d’interesse: «Direte - spiega rivolgendosi ai giornalisti - che così lieviteranno i prezzi degli immobili». Le stoccate alla stampa non sono mancate, e a chi gli chiedeva i motivi del ritardo che hanno procurato l’emergenza, sottolineando che ieri erano persino mancati duemila pasti, Berlusconi ha risposto: «Non mi risulta. Su questo c’è stata disinformazione. La situazione a Lampedusa non è quella descritta dai mass media». Perché la protezione civile non è intervenuta? Dopo la rivoluzione tunisina, egiziana e la guerra in Libia era matematico che nel l Mediterraneo doveva ristoppiare la crisi umanitaria. Ma, lui era impegnato a difendere se stesso … non poteva perdere tempo con queste sciocchezze.

martedì 19 aprile 2011

I guai non finiscono mai per l’Irlanda

[Non essere mai superbo con l'umile. Non essere mai umile con il superbo. Jefferson Davis]
Ormai è pressoché ufficiale. L’Irlanda non ce la fa. E poco importa che gli inviati internazionali di Bce, Commissione europea e Fondo monetario in visita a Dublino riconoscano gli sforzi del Paese per superare la crisi. La realtà è che le prospettive della nazione non migliorano affatto, anzi. A emettere l’ultima sentenza ci ha pensato l’agenzia Moody’s che ha tagliato di due livelli il rating sovrano dell’Irlanda. Da Baa1, dunque, si passa a Baa3, ad un passo, in pratica, dalla serie C del debito, l’ingloriosa area junk. Scarse prospettive di crescita e generale incertezza attanagliano l’isola a pochi mesi di distanza dall’intervento esterno. Un intervento che, per il momento, sembra replicare l’efficacia del piano di salvataggio della Grecia che tuttora non convince gli investitori. In sintesi, verrebbe da dire, il programma di emergenza non funziona. Con buona pace anche dei portoghesi, ultimi in ordine di tempo a rivolgersi a una extrema ratio che non offre reali garanzie. Lasciando ai Paesi più martoriati la sempre meno fantascientifica prospettiva di un default controllato sui propri titoli. A cominciare da quelli del sistema bancario. In questo caso, cancellando totalmente gli eventuali effetti positivi del rapporto triplo e autorevolissimo Commissione europea-Bce-Fmi che ha concluso proprio a Dublino «sta facendo buoni progressi nel superamento della più grave crisi della storia recente». La crescita sarà «più debole del previsto» e quest’anno il deficit arriverà comunque al 10,5 per cento. Ma dopo le ricapitalizzazioni bancarie Dublino «è sulla strada giusta».

I sondaggi penalizzano Berlusconi

[È tutta stesa al sole, vecchio, questa vecchia storia. Tutta nelle tue gambe, e nella tua memoria. (…) Io da qui vedo uomini caduti per terra e nessuno fermarsi a guardare. E gli innocenti contendersi e gli assassini ballare, e gli innocenti corrompersi e gli assassini brindare. Ma tu, dimmi che cosa vedi adesso tu? Che adesso quasi non ci vedi più. Dimmi che cosa vedi tu da lì. Dimmi che è tutto più chiaro che qui, tutto più chiaro che qui. E dimmi che potrò capire, e dimmi che potrò sapere, e dimmi che potrò vedere, un giorno anch'io così, tutto più chiaro che qui. Tutto più chiaro che qui – Francesco De Gregori] I toni da scontro istituzionale adottati da Berlusconi e dalla sua maggioranza non giovano al Cavaliere e ai partiti che lo appoggiano. Il presidente del Consiglio e il suo governo sono infatti crollati nei sondaggi, toccando i minimi storici da inizio legislatura. Lo rileva Ipr Marketing per Repubblica. Non solo. Nel sondaggio in questione il centrosinistra sorpassa per la prima volta il centrodestra nelle preferenze degli italiani. Anche senza l'ausilio del Terzo polo. Attenzione, però, nella rilevazione emerge chiaramente che ci sono ancora un 40/42% di indecisi. Ad ogni modo al momento la fiducia in Berlusconi è scesa al 31% dal 33% del 15 marzo scorso, e quella nel governo al 23% dal 26%). E anche tutti i singoli ministri hanno la fiducia in calo o, al massimo stabile. Ai primi posti: Angelino Alfano (57 da 60), Maurizio Sacconi (stabile a 57), Roberto Maroni (56 da 62), Giulio Tremonti (stabile a 50).In calo anche Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Ignazio La Russa, Franco Frattini, Maria Stella Gelmini, Vittoria Brambilla e Raffaele Fitto. Nelle intenzioni di voto sale il Pd e cala il Pdl con una forbice fra i due ridotta ad un punto (27% Pd contro 28% Pdl).E fra le coalizioni il centrosinistra (Pd, Sel, Idv, Verdi, Psi e Pannella) è al 41,5% (dal precedente 41,2% del 15 marzo) e sorpassa il centrodestra (Pdl, Lega e altri) che è al 41% (dal 42,2%); il terzo polo (Udc, Fli, Api e Mpa) viene scelto dal 13,5% (dal 13,4% precedente).

Atene,no ristrutturazione debito

[Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è. Marguerite Duras]
Il sistema economico italiano è poco esposto nei confronti della Grecia e così è anche per Unicredit. Lo sottolinea il direttore generale dell'Unicredit, Roberto Nicastro, secondo il quale resta invece l'attenzione sul ''possibile effetto sistemico''. Nicastro ha parlato a margine della presentazione dell'Undicesima indagine sulle imprese manifatturiere italiane. La ristrutturazione del debito greco ''semplicemente non è presa in considerazione'': lo ha detto il ministro delle Finanze greco George Papaconstantinou. Gli investitori sono fuggiti in massa da Atene scommettendo ormai apertamente sul crac e facendo impennare il differenziale dei titoli rispetto al bund decennale tedesco a 1.038 punti. Un nuovo triste record dall’introduzione dell’euro. E i credit default swaps (cds), le assicurazioni sui fallimenti, sono schizzate a 1.147 punti. Tradotto, vuol dire che i mercati ormai puntano su un 63 per cento di probabilità che la Grecia fallisca entro i prossimi cinque anni. Un reazione talmente pesante, come conferma Marco Valli, capo economista di Unicredit per la zona euro, che «ha avuto anche un effetto contagio sui titoli spagnoli, portoghesi e italiani». Atene non ha chiesto a Fmi e Ue l'avvio di procedure per la ristrutturazione del debito. Lo ha reso noto -riferisce l'agenzia greca Ana- il ministero delle Finanze smentendo così notizie apparse sulla stampa ellenica. ''Non è vero'' che il governo greco abbia avanzato tale richiesta,è detto in un comunicato diffuso dal ministero in cui sono citate anche le ripetute smentite venute dal ministro delle Finanze George Papaconstantinou da Washington durante le riunioni di Banca Mondiale e Fmi.

lunedì 18 aprile 2011

La Nato a corto di munizioni

[Ogni pistola ha la sua voce e questa la conosco. Da Il Buono, il Brutto e il Cattivo] A Washington pensano sia arrivato il momento di chiudere la partita, e fonti dell'amministrazione Obama cercano un paese che possa ospitare Gheddafi per il suo esilio. Il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, che ha tentato una mediazione tramite l'Unione africana, ha chiamato il rais. Mistero fitto sul contenuto della telefonata: a Bengasi ci si scherza su, e molti sperano che Zumka abbia offerto al rais ospitalità a Johannesburg. Nelle vie del centro, dove è difficile individuare una vera e propria linea del fronte, sono divampati i combattimenti che hanno causato la morte di tre persone e il ferimento di 25, riferiscono i ribelli. Il capo del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, ha lanciato un nuovo appello affinché «la Nato e specialmente l’Italia incrementino gli attacchi… Misurata resiste ancora oggi e aspetta un ruolo ancora più attivo da parte delle forze della coalizione, in particolare dell’Italia e dei suoi amici. Aumentino gli attacchi». Per il Cnt comunque, la soluzione «va trovata sul terreno», e i ribelli dicono di aspettare gli addestratori richiesti a Roma e a Parigi. Jalil domani sarà in visita a Roma. «Ancora non sono arrivati», afferma Jalil. E che sia quella di «terra» la strategia dei ribelli lo si osserva nelle strade di Bengasi, dove oramai anche in pieno giorno sfilano convogli carichi di militari, equipaggiamenti, viveri, diretti via mare a Misurata. «È un onore andare a combattere lì», spiega una fonte vicina ai ribelli, confermando che è cresciuto il numero di volontari che si imbarcano per dare battaglia alle forze del rais. Quanto alla Nato, a meno di un mese dall'inizio della missione militare in Libia, i Paesi dell'alleanza sono a corto di bombe di precisione. È quanto scrive oggi il Washington Post, citando alti funzionari Usa e Nato. Il quotidiano sottolinea come questa penuria evidenzi le limitate capacità di Regno Unito, Francia e degli altri Paesi europei e condurre un'operazione militare modesta per un periodo di tempo prolungato. Associata al limitato numero di caccia disponibili, la mancanza di munizioni degli alleati europei ha sollevato dubbi tra alcuni funzionari sull'opportunità che gli Stati Uniti non partecipino alla campagna militare, con il rischio che il leader libico Muammar Gheddafi riesca così a rimanere alla guida del Paese ancora per diversi mesi. L'Alleanza Atlantica ha assunto il 31 marzo scorso il comando dell'operazione militare lanciata in Libia il 19 marzo da una coalizione internazionale guidata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Al vertice Nato di giovedì scorso, Washington si è rifiutato di tornare in prima linea in Libia.

sabato 16 aprile 2011

Gulf Air: Ap gestirà l’handling per Malpensa

[Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Robin Williams (John Keating) in L'Attimo fuggente] Dopo otto anni di assenza da Milano, Gulf Air torna ad operare sullo scalo di Malpensa affidandosi ad Aviapartner per la fornitura dei servizi di handling sulla tratta tra Milano e la capitale del Bahrain, Manama. Aviapartner gestirà la movimentazione passeggeri ed equipaggi, servizi di check-in, servizi di lost&found e carico-scarico bagagli, controllo voli e messaggistica operativa su 4 voli settimanali effettuati con Boeing 737. Su Malpensa Aviapartner opera con circa 300 dipendenti e, nel 2010, ha gestito più di 2 milioni di passeggeri e quasi 13mila voli. La Gulf Air, la principale compagnia aerea del Sultanato del Barhain, ha inaugurato un nuovo volo dall’aeroporto di Milano/Malpensa. Si tratta dell’ennesima compagnia mediorientale che cerca di accaparrarsi una fetta della ricca torta dei passeggeri business (e non solo) che dal Nord Italia viaggiano verso destinazioni in tutto il Medioriente, l’Asia e l’Australia. Questo articolo è stato pubblicato in Compagnie Full Service ed etichettato con Barhain, Emirates, Etihad, Golfo, Gulf Air, Milano/Malpensa, MXP, Privat Air. Dopo otto anni di assenza da Milano, Gulf Air torna ad operare sullo scalo di Malpensa affidandosi ad Aviapartner per la fornitura dei servizi di handling sulla tratta tra Milano e la capitale del Bahrain, Manama. Aviapartner gestirà la movimentazione passeggeri ed equipaggi, servizi di check-in, servizi di lost&found e carico-scarico bagagli, controllo voli e messaggistica operativa su 4 voli settimanali effettuati con Boeing 737. Su Malpensa Aviapartner opera con circa 300 dipendenti e, nel 2010, ha gestito più di 2 milioni di passeggeri e quasi 13mila voli. La Gulf Air, la principale compagnia aerea del Sultanato del Barhain, ha inaugurato un nuovo volo dall’aeroporto di Milano/Malpensa. Si tratta dell’ennesima compagnia mediorientale che cerca di accaparrarsi una fetta della ricca torta dei passeggeri business (e non solo) che dal Nord Italia viaggiano verso destinazioni in tutto il Medioriente, l’Asia e l’Australia.

VITTIME COLLATERALI A PUNTA RAISI

[Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi: i bambini già sanno che esistono. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. G. K. Chesterton] Lo scontro in atto tra il sindacato (Cgil-Ugl) e Aviapartner non ha precedenti. Nemmeno nel lontano 2004 quando Pae Mas decise di entrare a Punta Raisi, applicando il contratto mercati generali registrò una reazione così dura. La Cgil (diamo a Panettino quel che è di Pino) convinse la Pae Mas ad applicare il contratto aeroportuale, allora andavano di moda i pellegrinaggi a Catania. Oggi i luoghi di culto si sono allontanati. Questo muro contro muro, sindacati azienda, ha già registrato delle vittime innocenti: gli stagionali. L’esposto presentato oggi denuncia presunte violazioni: cartellonistica di sicurezza non affissa; mancanza di dpi per i lavoratori addetti alla pulizia e allo scarico delle toilette degli aeromobili dei vettori sotto contratto con Ap; mancato lavaggio dei mezzi in dotazione utilizzati quotidianamente dai lavoratori; mancato rispetto di quanto previsto in materia di orario di lavoro dalle normative vigenti per ciò che concerne sia il limite massimo delle prestazioni straordinarie; mezzi non ottemperanti alle disposizioni vigenti. Il documento è stato mandato a tutti: Asl, VV.FF, Enac, Gesap, direzione provinciale del lavoro, alla procura della repubblica, alla protezione civile. La prima linea della Uil assiste in questi giorni a questo movimento sindacale incuriosita. “Recentemente (si chiede Salvatore Messina) tutti i sindacati non abbiamo firmato un accordo? Quando Ap sarà certificata del tutto a Punta Raisi e deterrà il controllo totale dell’ handling allora intraprenderemo iniziative sindacali, al momento è tutto prematuro”. Personalmente, e forse sbagliamo, vediamo questo atteggiamento come un atto di disperazione, di chi ormai è impotente e sempre più solo. L'Ugl, in merito alla problematica del buono pasto, avendo esperito con esito negativo in data 7/4/ e successivo 17/4, la prima e seconda fase di raffreddamento e conciliazione proclama lo sciopero locale di 4 ore (dalle ore 12,00 alle ore 16,00) dei dipendenti di Ap per la giornata del primo di giugno. Aviapartner, terza società di handling aeroportuale d'Europa e prima in Italia per numero di scali serviti, ha superato con successo le verifiche Isago a Torino e Venezia. Isago (Iata Safety Audit for Groung Operations) è il programma per le operazioni a terra riconosciuto a livello globale, gestito da Iata. Aviapartner è il primo ed unico operatore attivo in Italia ad essere inserito nel registro Isago. Venezia e Torino sono entrati nel registro pochi mesi dopo Milano Malpensa, primo scalo in Italia ad aver ottenuto la registrazione. Tra i vantaggi offerti dal programma Isago alle compagnie e agli aeroporti, operazioni di terra più sicure, minori incidenti e infortuni, eliminazione di verifiche superflue, riduzione dei costi. Aviapartner, nata nel 1949 in Belgio, è oggi la terza società di handling aeroportuale d’Europa attiva in 24 aeroporti tra Belgio, Francia, Germania, Olanda e Italia, dove opera negli scali di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Milano Linate, Venezia “Marco Polo”, Torino Caselle e Palermo). Conta circa 6.000 collaboratori, un fatturato (2009) di 350 milioni di euro e fornisce i propri servizi a più di 400 compagnie aeree sia passeggeri che cargo.

Parà all'attacco nel nome di Obama

[Vulpem pilum mutare, non mores. La volpe cambia il pelo, non le abitudini – Svetonio] Dopo il G8 la Casa Bianca va subito all'incasso del sostegno concesso all'imbarazzante alleato. E ottiene la risposta di Roma all'appello per potenziare la missione in Afghanistan, diventata la priorità dell'amministrazione Obama. Ignazio La Russa, molto apprezzato dagli americani, e Franco Frattini, il ministro più stimato, fanno a gara per esaudire le richieste. Dai cable di WikiLeaks si scopre che il Pentagono sperava di ottenere rinforzi limitati, circa 500 uomini, mentre l'Italia li sorprende: manda stabilmente nella regione di Herat altri 1200 militari, portando il totale a 4.200 con più mezzi blindati, altri aerei, altri elicotteri da battaglia e da trasporto. Roma promette di cancellare la vecchia abitudine di «pagare soldi per evitare attentati». E abbatte tutti i caveat, i vincoli che impedivano ai nostri reparti di combattere al fianco dei marines nei territori caldissimi della zona di Kandahar. Da allora le vittime italiane aumentano. Grazie «alla copertura politica di La Russia» cambia l'atteggiamento della Folgore, che passa all'offensiva contro i talebani. Il presidente del Senato Renato Schifani spiega che «Berlusconi è visceralmente con Obama». Il piano viene presentato in Parlamento a dicembre 2009 ma l'ambasciata teme che si impantani: «Una lista di crescenti difficoltà politiche potrebbero far ritorcere contro Berlusconi l'impegno in Afghanistan. Chiediamo con urgenza che Washington offra contatti di alto livello a Berlusconi, Frattini e La Russa per assicurarci che questi rinforzi si concretizzino». L'ambasciata avvia «un'aggressiva» attività di lobbying incontrando esponenti politici di tutti i partiti. E conclude: «Nei mesi a venire Berlusconi avrà bisogno di una copertura al massimo livello da parte del governo americano». Una serie di cable decidono la tensione nell'ambasciata americana alla vigilia del G8 dell'Aquila del 2009. Dalle comunicazioni segrete si capisce che temono possa trasformarsi nella disfatta di Berlusconi. I lavori del vertice sono stati preparati in modo pessimo dall'Italia, sostengono. E c'è il problema degli scandali sessuali, con il timore che un'altra ondata di rivelazioni travolga il premier durante i lavori. Silvio invece – scrivono in un documento destinato a Barack Obama «ha bisogno di mostrarsi un leader credibile a livello internazionale» per ripulire la sua immagine dagli scandali e «gli italiani daranno tremenda attenzione» al trattamento che riceverà dagli altri capi di Stato. Per questo sottolineano: «La sua visita ha un significato speciale per il governo e il pubblico italiano». Così è stato. Obama ha regalato a Silvio l'immagine di statista e il premier si dice «very happy». Mentre il successo del vertice – come subito segnalano a Washington - rilancia il governo e getta l'opposizione di sinistra nel caos.

BOLOGNA, “la città dei rancori”

[Sei silenzioso di natura o ti hanno confiscato la lingua? Da Danni Collaterali] Report andrà in onda domenica 17 aprile alle 21.30 su Rai 3. La puntata si intitola “LA CITTÀ DEI RANCORI” di Alberto Nerazzini. Era il modello del buon governo, l’invenzione amministrativa migliore del dopoguerra italiano: Bologna. Era la ricca capitale del Partito Comunista, la capitale del “fare”, della solidarietà e della programmazione. Un’idea di città realizzata da ex partigiani come Dozza, il sindaco più amato, e successivamente governata da altri uomini del Partito come Fanti, Zangheri e Imbeni che consolidarono un’eredità fatta anche di cooperative efficienti e infrastrutture all’avanguardia. Poi è entrata in gioco una crisi politica e istituzionale, e il passato si trasforma in mito: il Partito si dissolve, il tessuto produttivo e la classe dirigente si indeboliscono. Ma se la crisi di Bologna ha radici lontane, oggi è conclamata: da quattordici mesi al Palazzo Comunale c’è un commissario, Anna Maria Cancellieri, mandata dal governo a gestire la città dopo le dimissioni dell’ultimo sindaco, Flavio Delbono. Delbono era l’uomo scelto dal Pd per governare dopo la “delusione Cofferati”, ma dopo una manciata di mesi è vittima del Cinzia-gate, lo scandalo giudiziario che lo costringe ad abdicare e che lo porta davanti ai giudici per i viaggi fatti con la sua segretaria-fidanzata Cinzia Cracchi a spese dei contribuenti, quando era vicepresidente della Regione. Oggi Delbono deve difendersi da accuse pesanti, mentre la città, immobilizzata dalla lunga gestione commissariale, si appresta finalmente a tornare al voto. L’inchiesta di Report, realizzata da Alberto Nerazzini, è un viaggio nella città che un tempo era il modello del buon governo e che oggi invece non riesce a mettere in funzione una linea di filobus costata quasi 200 milioni di euro. È un viaggio negli sprechi di una città, dove rischiano di fallire tutti: i politici, le fabbriche, la squadra di calcio. Incontrare chi si candida a risolvere i problemi di Bologna vuole dire guardare da vicino la crisi della politica di un intero Paese.

venerdì 15 aprile 2011

Manutencoop:in calo utile 2010 a 7,7 mln

[Dictum factum. Detto fatto – Ennio] Manutencoop Facility Management, capofila del principale gruppo italiano nell'erogazione e gestione di servizi integrati rivolti agli immobili, al territorio e a supporto dell'attività sanitaria, nel 2010 ha avuto un utile netto di 7,7 milioni, in flessione rispetto dai 15,1 del 2009. I ricavi sono stati di 1.139 milioni (1.151 milioni), l'ebitda di 114,5 milioni (113,2) l'ebit di 47,2 milioni (58,2). Speriamo che la ipotetica crisi della Manutencoop non atterri a Punta Raisi. Sarebbe l’ennesimo fallimento della gestione Scelta – Terranova.

SOLE AL TRAMONTO A PUNTA RAISI

[Si vis pacem, para bellum! (Se vuoi la pace preparati alla guerra!) . Da The Punisher. Frank Castle - Thomas Jane] Con lettera in data 11 aprile 2011, la linee aeroportuale Sole spa ha comunicato alle organizzazioni sindacali ed alla regione sindacale – servizio ufficio provinciale del lavoro,il proprio intendimento di cessare definitivamente, il 15 maggio 2011, da ogni attività prestata all’interno dell’aeroporto Punta Raisi e precisamente dell’unità operativa “Free Fly”,adibito all’esercizio dell’attività commerciale retail, di cui,dell’unità operativa “Free Fly”, adibita all’esercizio dell’attività commerciale retail di cui risulta sub- concessionaria, Gesap spa sub – concedente. Oggi, presso gli uffici della regione siciliana, le parti (presenti Cgil e Cilda) hanno raggiunto un accordo che non vede nessun vincitore ma solo vittime di questo sistema che ha messo dei politici mediocri (e che oggi credono di essere importanti manager) a gestire un aeroporto internazionale. Il numero totale dei dipendenti (sette impiegati più un operaio) viene messo in cassa integrazione straordinaria dal 15/5. La Sole e le organizzazione sindacali si attiveranno unitamente affinché Gesap proponga a eventuali società terze, assegnatarie degli spazi aeroportuali, all’esito di gara, l’assunzione dei suddetti dipendenti. Tutte queste sono chiacchere cari Panettino e Bignardelli, la verità è che 8 persone, con relative famiglie, sono a casa, e lanciare un appello alla Gesap è solo fare demagogia (vi ricordate i dipendenti della coop dei carrelli, le ragazze della biglitteria Meridiana ...), chiacchere, solo chiacchere. Un aeroporto internazionale senza un “Free Fly” non dà di se una immagine bella, piuttosto squallida e di decadenza. Considerando che gli affitti venivano regolarmente versati alla Sole da Flaccovio, Comomilla … ma che la sub – concessionaria non versava il canone annuo alla Gesap spa sub – concedente; i sindacati potevano proporre al gestore che in attesa del subentrante la Gesap si prendesse carico del Free Fly, evitando la chiusura. Dopo tutto il responsabile morale di questa situazione è la Gesap che ha voluto liberalizzare il mercato dando a terzi tutti i sicuri guadagni: parcheggi e locali commerciali in affitto.

Le guerre del partito dell’amore

[Dateci cinque miliardi l’anno o l’Europa sarà invasa dagli africani. Mai vista una richiesta di riscatto per non liberare gli ostaggi. La linea degli esponenti della maggioranza è quella di minimizzare le frasi provocatorie del dittatore. Routine, insomma. http://www.spinoza.it/] I paesi emergenti del Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) criticano le operazioni Nato in Libia, affermando che non rispettano la risoluzione Onu sulla difesa dei civili. Da Sanya (Cina), il presidente cinese Hu Jintao e i suoi ospiti Dimitri Medvedev (Russia), Dilma Rousseff (Brasile), Manmohan Singh (India), Jacob Zuma (Sudafrica) si sono detti fortemente preoccupati sulla situazione in Medio Oriente, Nord Africa e Africa Occidentale, raccomandando di evitare l'uso della forza. Il governo italiano è ''riluttante ad accettare l'appello fatto alla coalizione ad un impegno maggiore in Libia. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini rispondendo da Berlino, ad una domanda sulla richiesta della Nato agli alleati di una partecipazione attiva ai raid aerei in Libia. ''L'Italia - ha spiegato il capo della diplomazia italiana - prenderà una decisione collegiale nel Consiglio dei ministri, ma vi è riluttanza''. L'Italia esclude la fornitura di armi pesanti agli insorti in Libia, c'è invece una riflessione sulla possibilità di un sostegno di tipo militare, ma non letale. Così il ministro Frattini, sottolineando che nelle ultime due settimane solo a Misurata sono morti almeno 250 civili. Le forze di Gheddafi stanno usando bombe a grappolo contro i civili in Libia: lo scrive il New York Times online in una corrispondenza da Misurata, precisando che tra le armi figurano le cluster bomb, proibite in gran parte del mondo. Intanto l'Onu non esclude un dispiegamento dei Caschi Blu nel caso di un cessate il fuoco. La segretario di Stato Usa Clinton annuncia che i Paesi alleati della Nato cercano un modo per finanziare gli insorti. Il ministro della Difesa francese, Gerard Longuet, ha ammesso oggi che ''certamente'' si sta andando oltre la risoluzione 1973 dell'Onu sulla Libia con l'articolo pubblicato da Barack Obama, Nicolas Sarkozy e David Cameron su alcuni grandi quotidiani internazionali in cui si afferma che è ''impossibile immaginare che la Libia abbia un futuro con Gheddafi''. L'Italia mantiene la linea sulla Libia che non prevede partecipazioni dirette ai bombardamenti. Diamo solo le basi da dove partono i caccia bombardieri, tipica ipocrisia italiana. È quanto è emerso durante il Consiglio dei ministri, nel corso del quale, secondo quanto riferito da fonti di governo, il premier Silvio Berlusconi ha detto: 'Facciamo già abbastanza'. E, poi, un amico e sempre un amico. 'Proseguiamo come abbiamo fatto finora, l'intero governo è stato concorde nel ritenere che l'attuale linea dell'Italia sia quella giusta', ha aggiunto il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Il principe Silvio ha sempre ragione.

Due maroni

[...Sono sporco, incazzato e stanco. Sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e mette una palla in culo a una mosca a 200 metri.... per cui va a rompere il cazzo da un'altra parte. Da Gunny] "La fase acuta della crisi, quella che ci ha portato a realizzare le tendopoli, sta finendo, ma l'emergenza umanitaria non è finita". Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è tornato, a margine del concerto organizzato dalla Polizia di Stato con gli studenti di tutta Italia, su quanto da lui dichiarato in mattinata a proposito dell'immigrazione. Nel corso della fase acuta a Lampedusa sono arrivati circa 7.000 disperati. Non era il caso fare intervenire la Protezione Civile che in Italia ha gestito di tutto è di più e spesso l’ha fatto malissimo, mobilitare la struttura che tanti miliardi ha gestito, per rimpinguare molti conti in banca della cricca dominante, per poi non realizzare concretamente niente. Dopo tante improvvisazione dobbiamo sentire Castelli, Maroni … dire le motovedette italiane potrebbero aprire il fuoco contro un nemico composto da disperati. L’importante è non bombare Gheddafi. "L'accordo con la Tunisia - ha aggiunto - comincia a funzionare, ma non dobbiamo abbassare la guardia perché l'emergenza è tutt'altro che conclusa". La Francia non vuole accogliere i migranti che arrivano dall'Italia. Il loro destino, ha ribadito il primo ministro francese Francois Fillon dopo un incontro a Bruxelles con il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, "non è quello di essere ripartiti tra i vari paesi europei, ma quello di tornare nei loro paesi d'origine". "Prima di tutto devono essere rispettate le regole. Non c'é alcuna regola che preveda l'accoglienza e la libera circolazione dei migranti economici clandestini", ha aggiunto Fillon rispondendo ad una domanda sulla richiesta di solidarietà europea avanzata dal Governo italiano. Fillon ha poi ricordato che la Francia "é il secondo paese al mondo dopo gli Stati Uniti" per numero di richieste di asilo accolte. "Sono più di 50.000 le persone che ogni anno chiedono asilo in Francia - ha detto Fillon - e 10.000 in Italia". Il Belgio potrebbe reintrodurre, se volesse, i controlli sulle persone che vengono dall'Italia. E' quanto ha lasciato intendere Marcin Grabiec, portavoce della Commissaria europea Cecilia Malmstrom, che ha comunque precisato che il Belgio "non ha notificato la chiusura dello spazio Schengen". Grabiec ha parlato rispondendo ai giornalisti che chiedevano di commentare la 'messa in guardia dell'Italia fatta dal segretario di stato belga Melchior Wathelet. "Bisogna sottolineare - ha detto il portavoce della Malmstrom - che il sistema Schengen si fonda sulla fiducia tra gli stati membri e su regole molto chiare" fissate dal regolamento comunitario definito 'Codice delle frontiere'. Di tale regolamento, Grabiec ha citato l' art. 21 "che permette controlli di polizia" e l'art. 23 che permette 'la temporanea reintroduzione'' dei controlli di frontiera "in situazioni eccezionali". Il provvedimento voluto dal governo italiano è stato bocciato dai paesi membri Ue, dobbiamo registrare un’altra figuraccia italiana grazie a questo governo presuntuoso e sprovveduto.

giovedì 14 aprile 2011

La crisi dei Piigs

[A megghiu parola è chidda ca nun si dici. La miglior parola è quella che non viene pronunciata. Proverbio siciliano] Negli ultimi giorni le borse europee hanno subìto pesanti perdite, a pesare sui listini europei le preoccupazioni per i conti di alcuni paesi dell’Unione Europea. Inizialmente il paese che destava le maggiori preoccupazioni era la Grecia. Alla Grecia si sono aggiunti negli ultimi giorni la Spagna ed il Portogallo. Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, aveva affermato nei giorni scorsi che Spagna e Portogallo hanno “problemi comuni” con la Grecia, successivamente è intervenuto anche il direttore del Fmi, Dominique Strauss Khan, che ha dichiarato che la crisi spagnola è “molto forte”. Il debito estero pro capite per l’Italia era, nel 2008, pari a 18235 dollari. Il debito estero pro capite per il Giappone era pari, nel 2007, a 4528 dollari. Per la Spagna era pari, nel 2008, a 49619 dollari (quasi il triplo di quello italiano). Per la Francia era pari, nel 2007, a 68183 dollari (quasi 4 volte quello italiano). Per la Germania era pari, nel 2007, a 54604 dollari (3 volte superiore a quello italiano). Per la Gran Bretagna era pari, nel 2009, a 150673 dollari (più di 8 volte superiore a quello italiano). L’Italia non sembra messa male, se paragonata a paesi ben più importanti. Quello che ci preoccupa è la nostra classe politica troppo impegnata nel bunga – bunga con minorenni, invece di tentare di risolvere i problemi economici si concentra per salvare il principe Silvio da sicure condanne. "C'é poca ironia da fare vista la situazione di mancata crescita e di mancate iniziative di politica economica". Così Luca Cordero di Montezemolo commentando la battuta di Giulio Tremonti sugli industriali rimasti soli. "E' meglio metterci tutti con meno battute e invece impegnarci di più per avere più risultati. Condivido totalmente l'opinione di Emma Marcegaglia per quanto riguarda gli industriali". Vola a nuovi massimi il rischio sul debito della Grecia: i credit default swaps (cds) sul debito ellenico sono saliti di 20 punti base al record di 1.080 punti - in base ai dati Cma riportati dall'agenzia Bloomberg - un livello che implica un 60% di possibilità di default nell'arco di cinque anni. Nuovo record del rendimento dei titoli decennali del Portogallo: il tasso è volato all'8,88% il livello più alto dall'introduzione dell'euro. Il Tesoro italiano ha collocato oggi il massimo ammontare previsto di 6 miliardi di euro nell'asta di Btp a cinque e 12 anni. Il rendimento medio dei titoli quinquennali (per complessivi 4,5 miliardi di euro) è stato del 3,83%, in calo dello 0,07%, e la domanda ha superato l'offerta di 1,25 volte. Per i bond con scadenza 2023 (1,5 miliardi), il tasso medio è stato del 4,88% (+0,09%) e la domanda ha superato di 1,61 volte l'offerta.

Scalo Palermo, boom di pax sui voli domestici nel 2011

[È nostra esperienza che i politici sono soliti realizzare il contrario di quello che dicono. Abba Eban] Compito di un ufficio stampa è rendere eccellente ogni risultato, anche se parziale. È la somma che fa il totale e i dati di traffico si conteggiano a fine anno e non nei primi 60 giorni. Se vale questa regola, con Birgi chiuso parzialmente, Punta Raisi sarebbe l’unica beneficiaria della guerra in corso con la Libia. I primi giorni di guerra hanno determinato un traffico a Punta Raisi che non si vedeva dal lontano 1996. La Gesap, dando mandato ovviamente alla CdP, dovrebbe realizzare un monumento a Gheddafi (l’immagine che consigliamo è quella che raffigura Berlusconi che bacia la mano a Gheddafi). Sempre a fine anno si dovrà vedere se veramente c'è stato un guadagno per il gestore e per la Gh Pmo. A proposito chi paga la pubblicità Ryanair dentro e fuori l'aerostazione? Nei primi due mesi del 2011 l'aeroporto di Palermo è risultato il quarto scalo d'Italia per passeggeri trasportati sui voli domestici (518.168), mentre nel solo mese di febbraio scivola al quinto posto, preceduto da Malpensa con uno scarto di appena 478 passeggeri.Secono i dati di Assaeroporti, a febbraio sono transitati dal Falcone-Borsellino ben 240.810 passeggeri sui voli domestici, in aumento del 7,8% rispetto allo stesso mese del 2010. Complessivamente, l'intero traffico passeggeri è cresciuto del 6,8%, meglio di Linate, Torino, Malpensa, Roma Fiumicino, Catania e Napoli, e di molto superiore alla media nazionale (4,7%). Debole risulta invece la crescita del traffico passeggeri sui voli internazionali, con un aumento marginale (0,1%) a fronte di una media nazionale del +5,8%. Fino a marzo, escludendo il traffico dirottato da Trapani per la chiusura totale dello scalo Vincenzo Florio, sono transitati in tutto circa 900 mila passeggeri. Nel frattempo, Ryanair ha reso noto che la propria operatività su Birgi rimane limitata ad un massimo di 18 voli al giorno fino al prossimo 15 aprile. Il resto dei voli, da 8 a 10 al giorno, continueranno ad essere rischedulati su Palermo.

Air France contro Ryanair

[Ci sono assai meno ingrati di quanto si creda, perché ci sono assai meno generosi di quanti si pensi. Saint Evremond] Il cda dell'Enac ha avviato l'analisi del provvedimento per la concessione della gestione totale di lunga durata dello scalo di Trapani, così come aveva annunciato Vito Riggio, presidente dell'Enac, nella sua visita dello scorso 4 aprile a Birgi. L'istruttoria, i cui lavori proseguiranno nella prossima seduta del consiglio fissata per il 4 maggio, prevede l'affidamento della concessione alla società di gestione Airgest spa. Intanto ieri è decollato da Birgi il volo inaugurale per Lamezia Terme di Ryanair mentre domani partirà il primo volo per l'isola greca di Rodi. Nella guerra senza esclusione di colpi, un classico nella competizione tra aerolinee, Air France-Klm, azionista di Alitalia, sostiene peraltro - e chiede all'Unione europea di intervenire - che Ryanair abbia ricevuto 660 milioni di euro l'anno di sussidi dalle autorità regionali (felici di far sviluppare il business intorno alle aerostazioni minori). Dietro ai due big del cielo tricolore si piazza l'inglese EasyJet (più 16 per cento, nel 2010), ma a distanza, con 11,8 milioni di passeggeri. Cresce il tasso di riempimento degli aerei (87 per cento) ma gli incrementi sostanziosi giungono dall'aumento di rotte, capacità e frequenze. Easyjet dispone di 20 aerei, 16 basati a Malpensa e quattro a Fiumicino. Entro il settembre del 2013, saliranno a 24. Segue, staccata, proprio la Lufthansa, che l'anno scorso ha trasportato 7,5 milioni di passeggeri (più 10 per cento). La battaglia dei cieli non conosce tregua e passa anche attraverso fusioni e acquisizioni. Ora, sul tappeto, c'è l'affare Meridiana. L'Alitalia studia il dossier.

LA MAGISTRATURA INDAGA SU APPALTI PUNTA RAISI

[L'abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose. Esopo] Nuova ordinanza di custodia cautelare, ai domiciliari, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sugli appalti Enav, per Lorenzo Cola, l'ex consulente esterno di Finmeccanica arrestato l'estate scorsa per un presunto riciclaggio milionario. L'accusa questa volta è di false fatturazioni per aver emesso fatture per operazioni inesistenti ai fini di evasione fiscale, per un valore complessivo di circa un milione di euro. Ordinanza di custodia, ma in carcere, con la stessa accusa, anche per Tommaso Di Lernia, titolare della Print System. Secondo quanto si è appreso, ad entrambi gli indagati si contesta la frode fiscale, attraverso la creazione di fondi neri, ai fini della commissione di atti di corruzione. Per quanto concerne Di Lernia l'ipotesi di reato è legata ad appalti ad una sua società cipriota per l'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, mentre per Cola in merito a lavori affidati da Enav alla società Selex.

lunedì 11 aprile 2011

Nel Bahrein cresce l'ondata di protesta

[Quasi tutte le rivoluzioni che hanno mutato la fisionomia dei popoli sono state fatte per consacrare o per distruggere la disuguaglianza. Scartate le cause secondarie che hanno prodotto le grandi agitazioni, e arriverete quasi sempre alla disuguaglianza. Alexis de Tocqueville]
Un quarto manifestante ferito nell'assalto lanciato dalle truppe governative del Barhein è morto, secondo un gruppo di opposizione citato dall'agenzia Reuters. Le forze governative, ricorda Reuters, hanno aperto il fuoco contro un folto gruppo di manifestanti per la democrazia, dei musulmani sciiti in conflitto con la Casa reale sunnita del Paese. Il Bahrein vive una forte ondata di protesta che cresce in tutti i Paesi arabi. Le autorità del Bahrein hanno imposto la chiusura di Al-Wasat, il principale quotidiano dell'opposizione, per le sue critiche al governo. Lo scrive Al Jazira. Il ministero dell'Informazione, ha annunciato la tv di Stato, ha ordinato lo stop alle pubblicazioni a partire da oggi. L'agenzia di Stato, riferisce che il quotidiano è stato accusato di aver offerto una copertura 'non-etica' della rivolta sciita nelle scorse settimane e sulla sicurezza nel Paese. Attenzione al Bahrein. Polizia ed esercito represso la protesta nel sangue, mentre al fianco del regime è intervenuto un contingente di soldati dell’Arabia Saudita e degli Emirati. Ma quanto sta accadendo in Bahrein non è solo un momento della grande voglia di libertà che sta attraversando il mondo arabo. Forse nessuno avrebbe mai immaginato che proprio questo piccolo arcipelago del Golfo Persico (dominato da una sola, grande, famiglia) sarebbe diventato anche un laboratorio internazionale e un importante banco di prova per tutti i protagonisti dello scenario medio orientale. Questa crisi contiene tutti gli ingredienti più importanti di un cocktail esplosivo: la tensione tra Arabia Saudita e Iran, il conflitto tra musulmani sciiti e sunniti…

domenica 10 aprile 2011

TUTTI I PROCESSI DI SILVIO

[Rivolta a Lampedusa: "Abbiamo fame." Per la fame vi dovrete arrangiare, ma in caso aveste bisogno di un dentista o di pagare le tasse universitarie, conosco un benefattore. Patrizia Pietrovanni]
Nel 2001 veniva approvata la legge numero 367 che, nel tentativo di rendere più difficile l’utilizzabilità di prove acquisite attraverso una rotatoria internazionale, mirava a impedire l’accertamento del reato di corruzione in atti giudiziari commesso da cesare Previti, già ministro della difesa nel primo governo Berlusconi nonché amico e avvocato personale del predetto. Sempre nel 2001, con legge numero 61, veniva depenalizzato il grave reato di falso in bilancio, allo scopo – effettivamente conseguito – di consentire l’assoluzione a Berlusconi, che di quel delitto era imputato in due processi. Nel 2002 veniva approvata la legge numero 248 sul cosiddetto legittimo sospetto, finalizzata al tentativo di rallentare e paralizzare i processi nei quali erano imputati Berlusconi e Previti. Nel 2003 veniva approvata la legge numero 140, denominata lodo Schifani, normativa esplicitamente diretta a impedire le celebrazioni di ogni processo a carico dell’imputato Berlusconi. La legge veniva dichiarata incostituzionale dalla sentenza della consulta numero 13 del 2004. Nel 2003 il governo adottava un decreto legge- n. 352- specificatamente ed esclusivamente concepito per garantire la sopravvivenza di rete 4, appartenente a Berlusconi. Nel 2005 veniva approvata la legge (la n.251) con la quale si contraevano i termini di prescrizione dei reati. Il provvedimento determinò l’estinzione per prescrizione di vari delitti –fra i quali la corruzione aggravata- per i quali era imputato, in vari processi, il presidente del consiglio Berlusconi. Nel 2008 veniva approvato, con la legge n. 124, il cosiddetto lodo Alfano. Fu emanato all’unico dichiarato scopo di sottrarre Berlusconi ai processi e in particolare a quello per corruzione in atti giudiziari. Anche questa legge è stata cancellata, nell’ottobre 2009, dalla Corte Costituzionale. Nel 2010 viene adottata, con la legge n.51, la disciplina del cosiddetto legittimo impedimento. Dietro questa fuorviante espressione, il provvedimento introduce un’indiscriminata facoltà di richiedere il rinvio dei processi penali a carico dei membri del governo. Ruby-Gate, Mediatrade, Diritti Mediaset, Mills. Sono i quattro procedimenti, tre a dibattimento, uno all'udienza preliminare, che vedono imputato a Milano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Questa settimana, il premier dovrà affrontarne due, la vicenda Mediatrade e il Ruby-gate; in quelle successive il dibattimento per i diritti televisivi e quello che lo vede imputato per la presunta corruzione dell'avvocato inglese David Mills. E' ripreso il 4 aprile. Berlusconi é stato presente nell'udienza scorsa. Il procedimento si trova nella fase dell'udienza preliminare. Berlusconi è accusato di frode fiscale fino al 2009 e di appropriazione indebita per 34 milioni di dollari fino al 2006 per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv. Tra gli altri undici imputati vi sono anche il figlio del premier, Pier Silvio, e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, accusati di frode fiscale. I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro insisteranno nella richiesta di rinvio a giudizio. Oggi 6 aprile il processo in cui il presidente del Consiglio è accusato di concussione, per le pressioni che avrebbe esercitato con una telefonata alla Questura per far 'rilasciare' Ruby, e di prostituzione minorile, in relazione agli atti sessuali che avrebbe compiuto con la minorenne marocchina in cambio di denaro e regali. La lista di accusa e difesa supera i 200 testi e vi compaiono nomi illustri della politica e dello spettacolo (la difesa ha anche citato George Clooney ed Elisabetta Canalis). La prima udienza servirà probabilmente per stilare un calendario, in un processo che potrebbe essere interdetto a telecamere e fotografi. Il prossimo 11 aprile riprenderà il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il premier è imputato per frode fiscale, assieme ad altre persone, tra cui Fedele Confalonieri. La prescrizione del reato per Berlusconi si colloca tra fine del 2013 e inizio del 2014. I giudici nelle scorse udienza hanno invitato le difese a 'sfoltire' le liste dei testi. Non sono state ancora esperite alcune rogatorie testimoniali all'estero chieste dal pm. E' il processo su cui maggiormente pende la spada di Damocle della prescrizione (soprattutto se dovesse essere approvata la cosiddetta prescrizione breve). Il premier risponde di corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills e la prescrizione scatta nel febbraio 2012. Mills, che avrebbe ricevuto 600 mila dollari da Berlusconi per testimonianze reticenti nei processi sulle tangenti alla Gdf e All Iberian, è stato condannato in primo e secondo grado; la Cassazione, infine, ha dichiarato la prescrizione. Il 9 maggio si riprenderà con il controesame di un consulente e altri testi del pm. Altre udienze sono già fissate fino a fine luglio.

sabato 9 aprile 2011

REPORT PARLA DI INTERNET

[…E in un momento di allegria, quanto tu possa fare bella mostra del tuo eterno e idiota sogghigno mettendoti in risalto con una risata crepuscolare ti venga un "raschio" in gola talmente potente che a forza di tossire ti si scolli il velopendulo e in caduta libera lungo l'esofago ti vada a tappare nell'ordine: polmoni, bocca dello stomaco e buco del culo. Alex Drastico - Antonio Albanese] Domani, rai 3, report si occupa di internet. “Condividi” e “connetti” sono le parole del momento su tutte le piattaforme sociali: Facebook, Youtube, Twitter, Foursquare, LinkedIn… Ce ne sono ormai a decine e anche chi aveva delle remore si sta iscrivendo. Tra gli Italiani che vanno su internet, 1 su 2 usa Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg a 26 anni si è fatto un gruzzolo di 7 miliardi di dollari. Anche Larry Page e Sergey Brin avevano 26 anni quando hanno fondato Google e oggi si son messi da parte 15 miliardi di dollari a testa. È una nuova corsa all’oro nel Far West digitale. Milioni di Gigabytes delle nostre informazioni personali scalpitano per uscire dai corral delle fattorie di server californiane. I nostri nomi e cognomi, indirizzi, numero di cellulare, gusti, preferenze sessuali e d’acquisto, vogliono correre liberi nelle praterie della Rete dove i pubblicitari non vedono l’ora di prenderle al lazo e Facebook ha il compito di trattenerli. Ma ci riesce sempre? E Google, cosa sa di noi e cosa se ne fa delle informazioni che raccoglie? Condividere è facile anche su Youtube, dove gli Italiani cliccano i video un miliardo di volte al mese e può succedere che qualcuno condivide la roba tua anche se non te lo saresti mai aspettato. Come si fa a difendersi? E come si evitano le trappole che i criminali allestiscono per derubare gli utenti di Facebook quando cliccano il tasto “mi piace”? Circa 17 milioni di Italiani usano Facebook ogni giorno per comunicare con i loro amici , ma in certi casi ti ritrovi buttato fuori. C’è libertà di espressione su Facebook o hanno fatto accordi con il Ministero dell’Interno per monitorare quello che dicono gli utenti? Intanto l’Autorità garante delle comunicazioni sta preparando un sistema per oscurare parti di siti italiani o per sbarrare totalmente l’accesso ai siti esteri sospettati di violare il diritto d’autore. Migliaia di siti potrebbero diventare inaccessibili come oggi capita a thePiratebay, ma c’è anche il sistema per aggirare la censura italiana. Si può tenere insieme la libertà d’espressione con il profitto oppure come ritengono gli hacker solo una Rete anonima e gratuita è libera e al riparo da ogni controllo? Meglio esporsi come raccomandano i californiani o vivere nascosti come raccomandava Epicuro 2300 anni fa e oggi Wikileaks?

venerdì 8 aprile 2011

LA CRISI DELLA GESAP PREOCCUPA LA CGIL

[Sii educato con tutti; socievole con molti; intimo con pochi; amico con uno soltanto; nemico con nessuno. Benjamin Franklin] Oggi, alle ore 10.30 sala riunioni Gesap presso uffici tecnici, riunione Comitato di Settore Filt Cgil apt Palermo all'odg "valutazione politica sul nuovo consiglio d' Amministrazione Gesap". Dunque gli Rsa della Cgil di tutte le aziende presenti a Punta Raisi si sono riunite per fare il punto del carrozzone politico Gesap. Un quadro sconfortante emerge dalla non gestione del gestore, impegnati nella guerra per bande tra coalizioni di consiglieri che si danno battaglia. Nel campo di battaglia una vittima eccellente è stata identificata e si chiama sviluppo, mentre le vittime collaterali sono i passeggeri. Non si capisce per quale motivo si stanno facendo nuovi check-in e si sta ampliando il parcheggio per gli aeromobili. A che pro, se poi mancano i passeggeri. Punta Raisi è destinata a perdere passeggeri, la vicinanza con Birgi è un problema per la crescita del Falcone e Borsellino. La Cgil ha deciso di affrontare la questione politica della Gesap in una sede ancora più importante: la camera del lavoro di Palermo. Mercoledì 13 alle ore 15 il coordinamento Cgil apt Palermo incontrerà presso la Camera del Lavoro metropolitana di Palermo il segretario generale Maurizio Calà. Qualcuno potrebbe dire che Giuseppe Panettino per capire le cose ha bisogno di tempi biblici, noi sosteniamo che è riflessivo. L’attuale misura del capitale sociale pari a 37 milioni di € continui a rimanere significativamente distante dal grado di patrimonializzazione medio del settore delle gestioni aeroportuali e di certo inadeguata a sostenere il fabbisogno finanziario di cui necessita nel medio termine il previsto piano di investimenti, per fronteggiare il quale bisognerà sottoscrivere i nuovi aumenti di capitale programmati nel 2011 (almeno 50 milioni di €, al netto degli utili a riserva) e nel 2015 (almeno a 90 milioni di €, al netto degli utili accantonati a riserva). Il grave ritardo nella aggiudicazione della gara per l’affidamento in esclusiva della gestione di tutte le aree F&B dell’aeroporto. Una gara che per quanto iniziata il 14 aprile 2008 (termine di presentazione delle offerte) è stata aggiudicata in via definitiva ad Autogrill solo ad aprile del 2010, ovvero due anni dopo, per effetto di un delicato quanto complicato contenzioso attivato da un concorrente escluso e che ha richiesto il completamento dei due gradi di giudizio nel merito presso il giudice amministrativo. Altrettanto negativo è stato fin qui il saldo economico della gestione delle aree retail dell’aeroporto affidate a Linea Aeroportuale Sole gruppo Ligabue. Ha determinato un ritardo nell’avvio di alcuni esercizi commerciali e la mancata apertura di altri, con conseguente vistoso ridimensionamento dei ricavi rispetto alle potenzialità di reddito delle aree retail messe a gara. Gira una voce che a fine aprile il gruppo Sole lascerà Punta Raisi, non si sa,però, al momento chi subentrerà e che fine faranno i dipendenti del gruppo Sole-Ligabue.

Matteo Messina Denaro vuole gli slot di Punta Raisi

[Il Fatto Quotidiano: "Un amico dei mafiosi diventa ministro". Come, non era già Premier? Alessandro Cappai] Nel caso degli appalti legati all’aeroporto di Palermo, il Falcone e Borsellino, la situazione è sempre stata in bilico. L’aeroporto è tra Cinisi e Terrasini. Lo hanno voluto i corleonesi li, tra le case, le montagne e il mare, per poter speculare sull’espansione immobiliare in quella direzione di Palermo. L’aeroporto fu inaugurato nel 1960, con un costo complessivo di 11 miliardi di lire, a fronte di una valutazione iniziale di tre miliardi. Ancora oggi è un aeroporto indefinito, pieno di cantieri e di transenne, di eterni lavori cartelli “stiamo lavorando per voi”. Sono lavori milionari. Un business appetitoso nel quale mettete le mani insieme: Messina Denaro e i Lo Piccolo. Dal raddoppio della linea alle piazzole di sosta, dalla nuova aerostazione fino alla illuminazione. C’è spazio per tutti e c’è guadagno per tutti: l’importo dei lavori solo negli ultimi anni sfiora gli 800 milioni di euro, una cifra enorme. Questo ed altro si può trovare nel libro scritto da Giacomo Di Giacomo “Matteo Messina Denaro: l’invisibile”, editori Riuniti. Un affare milionario avrebbe dovuto far cadere nella trappola Matteo Messina Denaro. L'occasione era la gestione dell'unica area di servizio sull'autostrada Palermo-Trapani, in realtà un'esca che l'ex sindaco di Castelvetrano Tonino Vaccarino, offrì a Francesco, fratello del superboss, suo ex alunno. Vaccarino, arrestato nel '91 per mafia e condannato per droga, era invece in contatto dal 2003 con il servizio segreto civile Sisde, che ha confermato ogni cosa. L'affare era dunque un' esca per poter catturare Matteo Messina Denaro, così come scoperto dalla Procura antimafia nel corso di un'indagine del 2007. Nel libro scritto da Giacomo di Girolamo troviamo Matteo Messina Denaro nudo, senza segreti. L’autore da del tu a Matteo come se fossero vecchi amici, sembra una biografia confidenziale. Sono circa 1.060.000 link. Per una persona invisibile, è tutto sommato un ottimo risultato. C’è la scheda su Chi l’ha visto? … Chiave di ricerca:Matteo+Messina+Denaro. E poi c’è Facebook, ogni tanto spunta qualche Matteo Messina Denaro che inneggia alla mafia e chiede amicizia. C’è un particolare inquietante, è stato infatti finalmente accertato che il codice utilizzato dal boss per criptare i suoi messaggi contenuti nei suoi pizzini, è lo stesso utilizzato da Caio Giulio Cesare nelle comunicazioni ai luogotenenti in battaglia. Il codice è riportato Vite dei Cesari da uno storico latino, vissuto a cavallo tra i primi due secoli dopo Cristo: Caio Svetonio Tranquillo. Lo stesso Matteo Messina Denaro sceglie il soprannome Svetonio per chiamare uno dei suoi interlocutori, l’ex sindaco di Castelvetrano Tonino Vaccarino … Ma chi lo ha suggerito?