giovedì 31 marzo 2011

Brasile potrebbe comprare debito Lisbona

[Pianificate il vostro lavoro, e lavorate secondo i vostri piani. Henry Fayol] Il Brasile potrebbe comprare una parte del debito sovrano del Portogallo, per aiutare Lisbona a uscire dalla crisi ed evitare un piano di salvataggio esterno: lo ha detto il presidente brasiliano Dilma Rousseff in una intervista al quotidiano 'Diario Economico'. ''Stiamo studiando il modo migliore di partecipare alla ripresa dell'economia portoghese'' ha detto Rousseff. ''Una delle possibilità è di comprare una parte del debito sovrano del Portogallo'' ha precisato. Schizza ad un ennesimo record storico lo spread tra i titoli portoghesi a dieci anni e il corrispettivo bund tedesco: la forbice si allarga a 485 punti base, col tasso d'interesse che balza all'8,20%. Intanto Standard & Poor's ha tagliato il rating di quattro banche portoghesi dopo aver declassato quello del Paese nei giorni scorsi. Infine il deficit pubblico del Paese si è attestato nel 2010 all'8,6% del Pil, superiore all'obiettivo del 7,3% indicato dal governo.

Il microblogging Twitter compie 5 anni

[Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva. Benjamin Franklin] Il primo messaggio Twitter è stato pubblicato il 21 marzo 2006 dall'attuale presidente del Consiglio di Amministrazione della società, Jack Dorsey: solo nel 2010 ne sono stati inviati complessivamente oltre 25 miliardi. Il gruppo ha sede a San Francisco, in California, impiega oltre 370 persone, e continua ad assumere. Il servizio di microblogging sta in particolare rivoluzionando il mondo dell'informazione, facendo concorrenza a siti web, agenzie di stampa e quotidiani online, grazie alla sua rapidità e all'immediatezza dei messaggi, in grado di raggiungere il mondo intero, dai laptop ai telefonini, in tempo reale visto che per leggere 140 caratteri bastano pochi istanti. Il principio di Twitter è molto semplice: chiunque può inviare messaggi ai suoi abbonati, che a loro volta hanno la possibilità di effettuare un 'retweet', cioè di inoltrare il messaggio, che spesso comporta un link verso una pagina internet, ai propri abbonati. 200 milioni di utilizzatori e 140 milioni di messaggi quotidiani. Solo nel 2010 Twitter ha diffuso 25 miliardi di messaggi e raccolto più di 100 milioni di nuovi utenti. Twitter non si è mai pronunciata sui conti, ma la società è valutata tra i 4,5 e i 10 miliardi di dollari. Inoltre, secondo alcune stime della società di ricerca eMarketer, nel 2010 attraverso la pubblicità ha generato entrate per 45 milioni di dollari. Oltre all'ormai famoso canarino che cinguetta, da cui deriva il 'tweet', fondamentale l'hashtag novità lanciata dagli internauti: facendo precedere una parola o una frase dal simbolo cancelletto (#) si possono trovare più facilmente i tweet relativi ad un determinato argomento.

mercoledì 30 marzo 2011

Lo scalo di Birgi riaprirà nel giro di 48 ore

[Decollano dall’Italia aerei completamente invisibili. Speriamo non si scontrino contro il ponte sullo stretto di Messina. Alessandro Oreglia] Il via libera per riaprire parzialmente l'aeroporto civile di Trapani Birgi è arrivato: ma ci vorranno 48 ore per l'organizzazione e dunque per l'effettiva riapertura, inizialmente per 18 voli al giorno, come ha comunicato l'Enac. Di sicuro sarà garantito il collegamento delle tratte onerate per Pantelleria mentre un incremento dei voli civili nei prossimi giorni sarà soggetto alla valutazione dell'aeronautica militare. Per il presidente dell'Airgest, Salvatore Ombra, si tratta di "un segnale importantissimo che ci consente di ritornare a operare con una potenzialità di traffico accettabile. Siamo in attesa di conoscere l'operativo di Ryanair sulla base delle disponibilità di decolli ed atterraggi che ci sono consentiti". A rassicurare sulla disponibilità della low cost, è intervenuto anche presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano: "la compagnia ha accettato di coprire le tratte autorizzate dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica all'aeroporto civile Vincenzo Florio di Birgi. I disagi nei prossimi giorni saranno inevitabili ma la compagnia si è già attivata per riprogrammare i voli".L'ok è stato dato dall'Aeronautica Militare, sulla base dell'esperienza maturata nella prima fase di rischieramento degli assetti militari, dello stabilizzarsi delle operazioni e delle conseguenti esigenze logistiche ai contingenti rischierati nonché a seguito della riorganizzazione della catena di Comando e Controllo in ambito Nato, che ha valutato possibile contemperare interessi militari e civili tramite una parziale progressiva riapertura dell'aeroporto al traffico aereo civile.

Tafazzi nel direttivo nazionale della Cisal?

[La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo. James Baldwin] Per anni siamo stati accusati di essere vicini alla Cisal, come se questo fosse un reato, la gelosia nel mondo sindacale è l’essenza della lotta di classe. Simpatizzante!, altra parola di cui dovremmo vergognarci. Purtroppo, per gli amici che ci accusano di questi orrendi reati, abbiamo la coscienza a posto. Abbiamo, per quello che conta, bocciato l’iniziativa della clausola sociale e adesso non condividiamo l’ultima nota, retorica, dal titolo “a tutti i lavoratori dello scalo”. Il coordinamento nazionale si congratula con la Gh, la Gesap e Ap per la mole di lavoro che è arrivata a Punta Raisi con la chiusura di Tps Birgi. “… rappresenta certamente una opportunità commerciale senza precedenti che potrebbe, se colta, determinare un incremento dei voli Ryanair, Air One e Meridiana a Punta Raisi”. Più cresce Ryanair più le altre compagnie frenano. In più le altre compagnie non hanno i contributi e gli sconti di cui può disporre il vettore irlandese. Gli equipaggi hanno applicato il contratto di lavoro irlandese che, guarda caso, tiene i salari molto più bassi dei competitor. Ultimo, ma non meno scandaloso, non riconoscono la carta dei diritti del passeggero, obbligatoria per tutte le altre compagnie. L’Enac non prende provvedimenti perché, come direbbe il capo della Ryanair, O’Leary, chi presiede l’Enac, Riggio, è stupido. Quando questa emergenza sarà finita occorrerà fare il punto della situazione in tutto il settore aeronautico. (Nel frattempo consigliamo la lettura di un libro scritto Siobhàn Creaton dal titolo: Ryanair, il prezzo del low-cost; edito da Egea). Conclude la nota con un commento che da simpatizzanti ci imbarazza. “La Gh … oggi gestita nell’emergenza abilmente dal responsabile dello scalo locale De Ruggero, ma l’azienda che oggi garantisce una decente stabilità economica …”. Questo periodo sembra estrapolato da una nota sindacale dell’Iran, o della democratica Cuba. Si può stimare Tizio e Caio, dopo tutto fanno il loro lavoro, ma metterlo per iscritto ci sembra esagerare, una forzatura gratuita. Con immutata stima e amicizia …

Moody's tagli rating a sei banche greche

[Il 60% degli americani è a favore della guerra in Libia. L'altro 40% è per le rinnovabili. Eugenio Iodice] Moody's ha tagliato il rating delle sei principali banche greche dopo aver fatto lo stesso con il debito sovrano nei giorni scorsi. L'agenzia ha declassato da Ba1 a Ba3 la Banca nazionale di Grecia, Eurobank, Alpha Bank e Piraeus Bank; e da Ba2 a B1 l'Agricultural bank of Greece e l'Attica Bank. La prospettiva di questi istituti è definita 'negativa' da Moody's. Il ministero delle Finanze aveva reagito con durezza al downgrading del debito sovrano da Ba1 a B1 definendolo 'ingiustificato'. Portogallo e Grecia di nuovo colpiti dalla scure delle agenzie di rating. E per Lisbona appare ormai ineludibile il salvataggio internazionale, mentre il rischio contagio della crisi del debito spinge l’euro giù. Standard & Poor’s ha tagliato il rating sui due Paesi spiegando che il vertice dei leader europei del 25 marzo ha di fatto aperto strada alla ristrutturazione del debito sovrano come «una delle possibili precondizioni per ottenere gli aiuti dal fondo Esm», il fondo permanente European stability mechanism che scatterà nel 2013. La mossa di S&P non è giunta inaspettata, ma anzi, soprattutto nel caso del Portogallo, suona come la certificazione del tracollo del Paese, travolto anche dalla crisi politica, mentre sono state riviste in peggio le stime sul Pil 2011 con una contrazione dell’1,4% per poi vedere una crescita nel 2012 di appena lo 0,3%. Tanto che S&P vede «probabile» il ricorso al fondo salva-Stati temporaneo Efsf e poi a quello permanente Esm, «visto il difficile accesso del Portogallo al mercato dei capitali e le considerevoli necessità finanziarie». Il destino di Lisbona appare segnato sull’esempio di Atene e Dublino. Ma proprio in Irlanda, intanto, sale alle stelle la paura per la tenuta del sistema bancario con l’avvicinarsi dei risultati degli stress test del 31 marzo: oggi Irish Life & Permanent, l’unica finora scampata al salvataggio pubblico, è crollata in Borsa del 50% in vista di una imminente nazionalizzazione. Con un tale bollettino di giornata, l’euro ha ripiegato sotto 1,41 dollari, mentre aumenta la pressione sui titoli di Stato della periferia di eurozona: i tassi dei bond decennali portoghesi sono volati ai massimi superando l’8%, mentre l’Italia resta stabile con lo spread rispetto al Bund tedesco sotto i 150 punti. C’è la sensazione diffusa che a dispetto degli sforzi e dell’arsenale di misure dispiegati da Ue e Bce, la crisi del debito sia tuttora ingovernabile e il contagio inevitabile. A poco meno di un anno dal salvataggio Ue-Fmi, la Grecia è ancora in difficoltà con i conti: S&P ha tagliato il rating di due gradini a "BB-", portandolo tre livelli sotto l’investment grade, e non esclude un ulteriore taglio. Per il Portogallo, S&P ha bocciato il merito di credito per la seconda volta in appena 4 giorni, declassandolo al livello minimo di investment grade (a "BBB-" da "BBB") ossia a un passo da investimento spazzatura. L’outlook è negativo e per l’agenzia è ora «probabile» il ricorso al fondo salva-Stati Efsf e poi all’Esm. Dal presidente del Brasile arrivano intanto promesse di aiuto per uscire dalla crisi, mentre l’ex capo di Stato Lula consiglia a Lisbona a «non accettare il salvataggio» perché le condizioni imposte non fanno che aggravare i problemi.

FIAT, ADDIO ITALIA

[Esce al cinema "Il gioiellino", il film sul crack Parmalat. È talmente realistico che spendi 7 euro per vederlo, ma quando esci ne hai persi 700. Eugenio Iodice - Marco Bressanini] ''La Fiat raggiungerà nel 2014 un fatturato di 64 miliardi di euro, quasi il doppio dell'anno scorso. Oltre 100 miliardi con Chrysler''. Lo ha detto Sergio Marchionne, all'assemblea degli azionisti.''La politica dei dividendi per il 2011 - ha detto Marchionne - resterà invariata e prevede per Fiat Industrial una distribuzione nell'ordine del 25% dell'utile netto consolidato, ma con il pagamento minimo di 100 milioni di euro''. ''Porteremo presto la quota in Chrysler al 35%''. Lo ha detto Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, all'assemblea degli azionisti. Marchionne ha ricordato che all'inizio dell'anno la quota è salita al 25%. Via libera della Commissione Ue all'acquisizione del controllo congiunto di VM Motori SpA da parte di Fiat SpA e di General Motors Company. Dall'esame dell'operazione, la Commissione ha concluso che ''la concentrazione non sarebbe tale da ostacolare in maniera significativa la concorrenza effettiva nello Spazio economico europeo o in una sua parte sostanziale''.

martedì 29 marzo 2011

La diplomazia del cricket

[Buone recinzioni fanno buoni vicini. Robert Frost] Le delegazioni ministeriali di India e Pakistan si sono incontrate per il secondo giorno consecutivo a New Delhi per discutere di lotta al terrorismo e alla criminalità. I negoziati fanno parte della ripresa del processo di pace decisa all'inizio dell'anno e coincidono con un nuovo disgelo tra i due paesi asiatici simboleggiato dalla sfida di cricket prevista domani sera nello stato settentrionale del Punjab che vedrà anche un incontro fuori programma tra il premier indiano Manmohan Singh e quello pachistano Raza Yusuf Gilani, invitato dal governo indiano per l'occasione. In seguito alle discussioni, i due viceministri degli Esteri, l'indiano G.K. Pillai e il pachistano Chaudhary Qaman Zaman, hanno deciso di adottare nuove misure bilaterali in materia di sicurezza e di visti di ingresso che saranno rese note oggi in un comunicato congiunto, secondo la stampa indiana. I colloqui, i primi dopo tre anni, hanno infatti avuto un esito ''molto positivo'', a quanto si è appreso. Intanto sono emersi nuovi particolari sull'attesissimo incontro sportivo allo stadio di Mohali, semifinale del mondiale di cricket, che sarà seguito da oltre un miliardo di tifosi nel mondo. I dispacci dell'ambasciata statunitense a New Delhi, ottenuti da Wikileaks e pubblicati sul sito del Guardian confermano le vecchie denunce secondo le quali l'India ha fatto un uso sistematico della tortura contro civili, in Kashmir. Un cablogramma inviato dall'ambasciata americana nel 2005 cita un rapporto della Croce Rossa in cui emergono abusi ai danni di centinaia di detenuti delle carceri indiane. È la conferma delle denunce delle associazioni di difesa dei diritti umani. Il Pil indiano toccherè l'8,6% nell'anno fiscale 2010-2011 (che termina a marzo), secondo le ultime previsioni del governo. Si tratta del ritmo di crescita più veloce degli ultimi tre anni. L'anno scorso aveva registrato un aumento dell'8% dopo la frenata del 2008-2009 a 6,7% dovuta alla recessione globale. A trainare la crescita sono stati i settori chiave del manufatturiero (+8,.8%) e dei servizi (+11%). Sui risultati pesa però l'incognita del carovita e della bilancia commerciale.

Nuovo capo dello Shin Bet

[Quando i potenti litigano, gli umili sono nei guai. Fedro] Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha scelto un nuovo capo dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) in sostituzione di Yuval Diskin, che a maggio completerà un mandato di sei anni. Prenderà il suo posto il suo ex vice, Yoram Cohen. Con questa nomina Netanyahu ha completato il serrato avvicendamento ai vertici dei principali servizi di sicurezza che ha visto le nomine di Tamir Pardo alla guida del Mossad e del gen. Beny Gantz come Capo di stato maggiore dell'esercito. Shin Bet è il "Servizio di sicurezza generale" (in pratica, un'agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato di Israele). Il nome ufficiale sarebbe in realtà Shabak (in lingua ebraica, שב"כ shabak ascolta, acronimo di "Shérūt Bītāhōn Klālī" שירות ביטחון כללי, che significa appunto Servizio di sicurezza generale). Il suo motto è "מגן ולא יראה," ovvero: "(Scudo di) difesa che non sarà visto".È una delle tre principali organizzazioni di spionaggio israeliane, assieme ad Aman (intelligence militare delle IDF) e al celeberrimo Mossad (responsabile della gestione della raccolta di intelligence nelle operazioni all'estero).

lunedì 28 marzo 2011

SINDACI IN ASSEMBLEA PERMANENTE PER RIAPERTURA SCALO BIRGI

[Lo sciocco non perdona e non dimentica. L'ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica. Thomas Szasz] Un'assemblea permanente dei sindaci del territorio trapanese per coordinare un'azione di protesta per l'immediata apertura dell'aeroporto civile di Birgi, chiuso a causa delle operazioni libiche, e per opporsi alla realizzazione di una mega tendopoli per immigrati nell'ex scalo militare di Kinisia. L'ha convocata il presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano, mercoledì alle 10.30 all'aeroporto di Birgi. "Non siamo disposti", dice Turano, "ad assistere passivamente al crollo della nostra economia né che Trapani venga ulteriormente penalizzata con la realizzazione del campo per gli immigrati a Kinisia. Ci batteremo, civilmente e democraticamente, perché questo nuovo scempio sia scongiurato". L'assemblea dei sindaci si farà inoltre portatrice delle istanze che emergeranno dallo sciopero generale di domani che vedrà la partecipazione di lavoratori, sindacati, amministratori locali e piccole e medie imprese del comparto turistico. La riapertura parziale al traffico civile dell'aeroporto di Birgi che dovrebbe avvenire nelle prossime ore è una "colossale presa in giro". La pensa così il presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano. Del resto, Ryanair ha ulteriormente prolungato, almeno fino a giovedì 31 marzo, il trasferimento sullo scalo di Palermo dei voli da e per Trapani. "In realtà l'aeroporto non funzionerà - dice Turano - sarebbero garantite soltanto le tratte sociali per e da Pantelleria a Milano, quindi un paio, forse quattro collegamenti al giorno. Non si può parlare quindi, di riapertura, ma solo di risolvere un problema di coscienza. Non è ripristinando le tratte sociali - tuona Turano - che si risolve il gravissimo danno economico registrato ad oggi, stimato ad oltre un milione di euro, e destinato a crescere in maniera esponenziale ad un milione di euro al giorno già da aprile con l'apertura della stagione turistica. Da lunedì andranno in fumo ben 78 collegamenti giornalieri che avrebbero portato nel nostro territorio viaggiatori provenienti da tutta Europa, la vera utenza del nostro aeroporto, formata principalmente non tanto da passeggeri panteschi che meritano comunque il pieno rispetto". Il presidente è determinato nell'annunciare una mobilitazione totale dell'intero comparto turistico, che ha già denunciato numerosissime cancellazioni di prenotazioni, ma anche di tutta la cittadinanza a difesa del territorio e della sua economia. Anche Confesercenti Sicilia ha espresso il proprio sostegno al presidente della Provincia nell'ambito delle azioni in programma per sollecitare gli organi competenti a ripristinare nel più breve tempo possibile il traffico aereo civile fonte di ricchezza per lo sviluppo economico locale.Intanto i sindaci di Trapani (Girolamo Fazio) e Marsala (Renzo Carini) hanno promosso un corteo di protesta contro la chiusura dell'aeroporto perché questo venga riaperto definitivamente. Il corteo di auto - promosso dal Comitato spontaneo composto da operatori e dipendenti aeroportuali - muoverà domani, martedì 29 marzo, alle 9, da Piazza Francesco Pizzo (ex piazza Inam); proseguirà alla volta dell'Aeroporto e si concluderà a Trapani.

domenica 27 marzo 2011

I fondi sovrani non spaventano la Francia

[La prima necessità dell'uomo è il superfluo. Albert Einstein] Le grandi aziende francesi non hanno più paura dei fondi sovrani stranieri, anzi auspicano di attirare il loro interesse e i loro investimenti. Lo rivela uno studio dell'Istituto per l'imprenditoria di Parigi, che ha intervistato dirigenti delle principali imprese del listino borsistico di Parigi e responsabili di aziende di servizi finanziari. 'Le aziende non hanno una visione negativa dei fondi sovrani', spiega al quotidiano La Tribune Jean-Francois Theodore, coordinatore della ricerca. Sul fronte della lotta alla crisi dei debiti sovrani per i vertici della Ue "siamo all'ora della svolta". "Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare", ha detto il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, a poche ore dall'inizio del Consiglio europeo che dovrà dare il via libera al pacchetto anticrisi messo a punto per alzare le difese dell'Eurozona. "Stiamo per sancire ciò che solo fino ad un anno fa sembrava impossibile", ha sottolineato anche il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, a proposito della rafforzamento della governance economica, della riforma del Patto di stabilità e di crescita e della creazione di un Fondo salva-Stati permanente. Certo, la crisi non è affatto finita, come dimostrano le turbolenze sui mercati che in queste ore riguardano soprattutto il Portogallo. Balzo dei rendimenti dei titoli di Stato del Portogallo: sulla scadenza 2 anni, il tasso di rendimento è salito ai massimi dal 1999 raggiungendo il 6,87% con un rialzo di 27 punti base. "La situazione economica è migliorata rispetto ad un anno fa - ha detto Barroso - ma la ripresa rimane fragile e differente da Paese a Paese. Le incertezze sui mercati, poi, rimangono. Per questo - ha concluso - bisogna agire ora seriamente, se non vogliamo che tutto ciò diventi un problema ancora più serio per la Ue". “È il momento delle responsabilità individuali e collettive", gli ha fatto eco Van Rompuy.

sabato 26 marzo 2011

Volano tassi bond portoghesi

[La pubblicità ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto. Brad Pitt (Tyler Durden) in Fight Club] ''Il Portogallo non ha bisogno di aiuto'': con queste parole il premier portoghese, Josè Socrates, ha negato - al termine del vertice Ue - qualsiasi richiesta di finanziamento al Fondo salva-stati da parte di Lisbona. Le banche italiane sono poco esposte verso il Portogallo. Il totale dei finanziamenti nel paese, secondo i dati della Bri aggiornati a fine settembre ammonta ad appena 4,8 miliardi di dollari (circa 3,4 miliardi di euro). Forte la distanza dagli istituti spagnoli, che in Portogallo controllano anche delle banche locali, la cui esposizione nel paese lusitano ammonta a 86 miliardi. Seguono quindi le banche tedesche con quasi 40 miliardi, le francesi (37 miliardi) e britanniche (25 miliardi). S'impennano i tassi d'interesse pagati dai titoli di Stato portoghesi, con il due anni che ha superato il 7% per la prima volta dalla nascita dell'euro nel 1999. Il rendimento pagato dai titoli decennali è in rialzo di 14 punti base al 7,80%, con un premio di rendimento sul bund tedesco di 451 punti base, a un soffio dal livello record (459) dello scorso novembre. L'agenzia Standard & Poor's ha tagliato nella il rating del Portogallo di due gradini, portandolo da A+ a BBB. È quanto si legge in una nota dell'agenzia, che sottolinea ''l'incertezza politica scaturita dalle dimissioni del premier''.

Irlanda ancora declassata

[Sic transit gloria mundi. Così passa la gloria del mondo] Moody's ha declassato a junk i ratings di tutte le banche irlandesi. L'agenzia ha preso la decisione in seguito alla scelta del governo di Dublino di posticipare a dopo le elezioni l'aumento di capitale degli istituti di credito nazionali, secondo quanto riferisce il Financial Times online. Il rating di Bank of Ireland è stata tagliato da Baa2 a Ba1, quello di Aib da Baa3 a Ba2 come quello di EBS e Irish Life & Permanent. I rating di Anglo Irish Bank e Irish Nationwide scendono da Ba3 a Caa1. Il Pil dell'Irlanda nel 2010 segna un ribasso dell'1%, evidenziando una contrazione per il terzo anno fila. Nel quarto trimestre dello scorso anno il Pil ha registrato una flessione dell'1,6% dopo il -0,6% del terzo trimestre. Lo comunica l'Ufficio centrale di Statistica irlandese. Poco prima dell'inizio del Consiglio europeo si sono ritrovati tutti e tre, sull'uscio della sala dove di lì a poco si sarebbero aperti i lavori del vertice: José Socrates, Enda Kenny e George Papandreou, i premier dei tre Paesi (Portogallo, Irlanda e Grecia) nell'occhio del ciclone per la crisi dei debiti sovrani. Abbracci, pacche sulle spalle, un breve scambio di vedute, ognuno sulle proprie disavventure. Dalle immagini diffuse dal circuito televisivo interno del Consiglio Ue i tre sembrano consolarsi a vicenda. Di diversa esstrazione politica ma accomunati da una situazione finanziaria che vede i loro Paesi sull'orlo del baratro, Socrates, Kenny e Papandreou un po’ sorridono, cercando di sdrammatizzare. Poi si fanno seri, quando si unisce a loro la cancelliera tedesca, Angela Merkel, appena arrivata. Alla fine Socrates - costretto a presentare le dimissioni dopo che il Parlamento portoghese ha bocciato il suo piano di austerity - si è staccato e soffermato a lungo col presidente della Ue, Herman Van Rompuy. I visi sono preoccupati. Come quello del premier spagnolo, José Luis Zapatero, inquadrato a lungo mentre parla col presidente francese, Nicolas Sarkozy: forse anche dei timori che Madrid possa essere la prossima vittima dei mercati.

Berlusconi sempre più impopolare

[Non dovete pensare solo al guadagno immediato, o alle attività più meramente aziendali, riflettete invece sul fatto che il vostro lavoro deve essere creativo e se volete farlo nel migliore dei modi, dovete pensare in grande, per il beneficio ed il progresso dell'umanità, solo così avrete una chance di essere ricordati! C.W. Brown] I consigli comunali di Carini, Cinisi, Capaci, Torretta ed Isola delle Femmine contro il pagamento del pedaggio nell’autostrada A29, ed in particolare sulla A29 Palermo-Mazara del Vallo, A29 direzione Alcamo-Trapani, A29 diramazione per Birgi, A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e A29 diramazione per via Belgio-Palermo, previsto dal decreto mille proroghe recentemente approvato dal Parlamento nazionale, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1° maggio. Il Comune di Carini, con in testa il capogruppo Carini Futura, Giuseppe Badalamenti, è stato il primo a dire no al pizzo autostradale. Il 28 il consiglio comunale di Carini discuterà e dovrà adottare una strategia contro il peggiore governo che l’Italia abbia mai avuto. A Cinisi il 31 c.m. il consiglio comunale si è auto convocato, su proposta del presidente del consiglio Antonino Vitale. In data 18 marzo, però, il consiglire comunale Giuseppe Ferrara,anticipando tutti, ha presentato una mozione proprio su questo argomento. Mentre i vertici delle assemblee civiche di Isola delle Femmine e Torretta, aderiscono al grido di protesta ma non hanno ancora deciso la data della convocazione. Non è escluso ovviamente, che anche gli altri consigli comunali del territorio comincino a far sentire la propria voce contro il pedaggio autostradale, così come hanno già fatto, i sindaci di Borgetto, Montelepre, Carini e Partinico, ma anche alcuni esponenti politici locali. Il governo nazionale batte cassa e la Sicilia (deve) rispondere per circa metà del suo fabbisogno economico. A partire da maggio, infatti, per andare a Punta Raisi o per entrare a Palermo da Villabate, si dovrà pagare un pedaggio autostradale. In base al decreto del presidente del consiglio, che ha già individuato le autostrade gestite dall’Anas “da sottoporre al pagamento”, solo in Sicilia sono soggetti al pedaggio 425 chilometri di autostrade, pari al 45 per cento dell’intera rete di Anas. I pedaggi sono previsti sulla A19 Palermo-Catania, A29 Palermo-Marzara del Vallo, A29 direzione Alcamo-Trapani, A29 diramazione per Birgi, A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e A29 diramazione per via Belgio. Il costo sarebbe di 1,50 euro a tratta. Non ci saranno caselli, ma un sistema di rilevazione automatica attraverso un bollino prepagato sul parabrezza. In mancanza di tale bollino, la multa sarà inevitabile. Anas, però, non guadagnerebbe nulla da questa operazione, perché la somma dei pedaggi verrà defalcata dai trasferimenti statali alla società. In questo modo, il governo nazionale, vorrebbe recuperare trecento milioni di euro. E circa la metà arriverà proprio dalla Sicilia. Inutile dire che i cittadini non ci stanno e che il popolo della rete comincia già a farsi sentire. Vedremo chi la spunterà.

IL GREGGE DELLA KSM

[Quando ti morde un lupo, pazienza. Quel che secca è quando ti morde una pecora. Arthur Bloch]
Delusi, insoddisfatti, tristi, arrabbiati … questo è lo stato d’animo del personale della Ksm di Punta Raisi. Da nove anni si parla di integrativo, ma concretamente non c’è niente. L’azienda prende tempo sapendo che le pecore, per loro natura, non si ribelleranno mai. I sindacati, con i loro rappresentanti sindacali, sono sempre di più personaggi in cerca di autore. Con la chiusura di Trapani Birgi i 35 voli Ryanair sono stati dirottati a Punta Raisi e il personale Ksm di Birgi è stato mandato a Punta Raisi. Ovviamente non è considerata missione e per i residenti trapanesi della Ksm, trasferiti a Palermo, il trasporto è a loro carico. Se non ora quando? In questi giorni va dichiarato lo stato di agitazione, oppure essere eccessivamente pignoli ai varchi dei passeggeri. Se è guerra, che guerra sia. Se si è uniti l’azienda darà tutto quello che si chiede. Non ultima, i ragazzi della Ksm rimpiangono Paolo Taormina. Paolo, per molti anni, è stato l’incaricato della Gesap che controllava se il servizio della Ksm rispettava gli stardard di sicurezza correttamente. Mai Paolo si è permesso di chiamare la centrale della Ksm accusando tizio e caio, se c’erano delle inadempienze andava dal capo turno della Ksm. Un galantuomo che rispettava l’anzianità di servizio, come ex carabiniere, graduato, conosceva il significato della parola sicurezza, una persona competente. Vi ricordate il film tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia “il giorno della civetta”? “Io” proseguì don Mariano “ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini (e Paolo Taormina è uno di questi); i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini. E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.”

venerdì 25 marzo 2011

Trapani è contro la guerra

[Sono sempre stato molto precoce. Una volta ho terminato un puzzle in meno di quattro giorni. E pensare che sulla scatola c’era scritto “dai 2 ai 5 anni”. Claudio Bisio]
La protesta si sposta a Trapani. Alle ore 17.30 è svolta presso il Palazzo del Governo un incontro tra il prefetto Marilisa Magno ed i rappresentanti dei sindacati. Diverse persone si sono radunate dinanzi la prefettura. I tassisti hanno sfilato per le vie della città, suonando ripetutamente i clacson. Attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dell’Airgest con contratto a tempo indeterminato ed interventi per gli altri dipendenti e quelli dell’indotto. Sono queste le richieste avanzate dagli organi sindacali nel corso dell’incontro con il prefetto Marilisa Magno. L’Airgest potrebbe usufruire esclusivamente della cassa integrazione straordinaria e non di quella ordinaria. Il prefetto si è impegnato ad inviare un dettagliato rapporto al governo. È di un milione di euro la perdita economica, stimata in base alla permanenza media di un turista in questo periodo dell'anno, causata fino ad oggi al territorio di Trapani a causa della chiusura dello scalo civile di Birgi tra disdette delle prenotazioni alberghiere, l'inattività delle attività di ristoro e di tutto l'indotto legato al comparto turistico. È un bilancio pesantissimo quello che è emerso durante l'incontro, promosso da Mimmo Turano, presidente della Provincia di Trapani, al quale hanno partecipato i 24 sindaci del trapanese ma anche tutte le forze sindacali, imprenditoriali, sociali ed economiche del territorio. "Nel caso in cui la chiusura dello scalo sarà prolungata - spiega Turano - la perdita economica è destinata a crescere incredibilmente ad un milione di euro al giorno, se si considera che, da maggio a settembre, un turista raddoppia in media la sua permanenza nel territorio trapanese".In una nota, rivolta al Presidente della Repubblica e a tutti i vertici dello Stato, il presidente della Provincia chiede "l'immediata riapertura dello scalo aereo". Intanto, la Provincia, che ha aperto un dialogo con gli operatori turistici del territorio, ha decretato lo stato di crisi istituendo un ufficio apposito per la gestione della pesante emergenza. Al momento circolano voci sulla possibile riapertura al traffico dello scalo, forse parziale, a partire dalla prossima settimana. È stato prolungato almeno fino a giovedì 31 marzo lo spostamento dei voli della compagnia Ryanair da Trapani a Palermo. Lo comunica la società di gestione Gesap, che gestisce lo scalo del capoluogo siciliano. L'aeroporto di Trapani riaprirà ai voli civili da lunedì, sia pure parzialmente e molto gradatamente. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, spiegando che sono state messe a disposizione dei voli civili "due piazzole perché possano svolgersi nel primo giorno almeno due-quattro voli; vedremo piano piano, poi, come si evolverà la situazione". "Ho ricevuto - ha aggiunto La Russa - molte segnalazioni da parte di parlamentari del trapanese sulla inevitabile chiusura ai voli civili dell'aeroporto militare di Trapani. Lo Stato maggiore dell'Aereonautica con l'Enac hanno verificato la situazione". Il ministro ha anche sottolineato che "è impossibile spostare i voli da Trapani a Sigonella, visto che in quella base non c'é spazio; ma anche per motivi di sicurezza". Il presidente della Provincia Mimmo Turano e dell’Airgest Salvatore Ombra sono stati convocati alle 17 dal vertice dell’Enac. Non ci sono notizie sui contenuti della riunione convocata d’urgenza ma è chiaro che si parlerà della riapertura dell’aeroporto civile di Birgi chiuso per la crisi libica.

Anche la Siria nel caos

[Per comunicazione possiamo intendere uno scambio di sapere, di emozioni tra due persone, o tra gruppi di persone, tra una persona e un gruppo, e così di seguito, che abbia almeno due caratteristiche, cioè la parità di ruolo tra chi trasmette e chi riceve, quindi la possibilità per chi riceve di trasmettere a sua volta e la possibilità per chi trasmette di ricevere a sua volta, parità di ruolo quindi - tant'è vero che l'esempio più lampante di vera comunicazione è la conversazione interpersonale, faccia a faccia, in cui le due persone hanno lo stesso ruolo comunicativo, possono interrompersi, correggersi, chiedere informazioni su quanto è stato detto, eccetera - e, seconda caratteristica, la partecipazione a questo scambio comunicativo. Gianfranco Bettetini]
Manifestazioni di piazza antiregime in Siria, dove la polizia ha disperso dei raduni ed arrestato decine di persone nella capitale. In migliaia ad Homs, 180 km a nord di Damasco, hanno chiesto la 'caduta del governatore', rappresentante del regime baatista al potere da quasi mezzo secolo, e manifestazioni anche all'estremo nord-est, al confine con Turchia e Iraq abitato in prevalenza da curdi. A Daraa, slogan contro la famiglia presidenziale al Assad, al potere da quarant'anni:secondo testimoni, 20 manifestanti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza che hanno aperto il fuoco. Ieri decine di civili erano caduti sotto i colpi delle forze di sicurezza, e poi il regime aveva annunciato una serie di riforme. Proteste anche nello Yemen, l'esercito spara in aria per disperdere la folla. È di alcuni feriti il bilancio provvisorio degli scontri in corso oggi, per il secondo giorno consecutivo, nel sud della Siria tra manifestanti anti-regime e forze dell'ordine. Lo riferiscono testimoni oculari citati dalla tv al Arabiya. I testimoni riferiscono di feriti causati dallo sparo di cartucce di gas lacrimogeni da parte delle forze di sicurezza siriane a Daraa. Stando alle stesse testimonianze, la città, circa 100 km a sud di Damasco, sarebbe in stato d'assedio. Il presidente siriano Bashar al Assad ha dato ordine a una speciale commissione di preparare un piano di intervento contro la corruzione, per l'innalzamento dei salari dei dipendenti pubblici e la distribuzione di sussidi in ambito sanitario, e per creare nuovi posti di lavoro per i giovani. Sono questi i punti del pacchetto di riforme sociali annunciate oggi dal consigliere presidenziale Buthayna Shaaban, citata dalla tv panaraba al Arabiya. I manifestanti hanno appiccato il fuoco alla statua dell'ex presidente Hafez al Assad nella piazza di Deraa, nel sud della Siria. Lo affermano testimoni citati dalla Reuters. Importanti esponenti dell'opposizione siriana hanno respinto oggi le misure annunciate dal governo dopo la sanguinosa rivolta scoppiata a Daraa - in particolare la creazione di una commissione per preparare un piano di intervento contro la corruzione e per alzare i salari dei dipendenti pubblici - affermando che non rispondono alle aspirazioni del popolo siriano. Dissidenti in Siria e in esilio hanno commentato che Assad non ha imposto misure immediate per andare incontro alle pressanti richieste di liberare prigionieri politici, instaurare la libertà di espressione e di riunione e revocare le leggi di emergenza con cui è governato il Paese. Il Consiglio Europeo è molto preoccupato per le situazioni venutesi a creare in Siria, Yemen e Bahrain ed esprime forte condanna per l'escalation della violenza e l'uso della forza contro i dimostranti. È quanto si legge nella bozza delle conclusioni del vertice Ue. Pur riconoscendo che in ogni paese la situazione è differente, il Consiglio lancia un appello a tutte le parti per avviare un dialogo costruttivo "senza ritardi e precondizioni".

Report parla della Fiat

[Solo la miseria è senza invidia. Giovanni Bocaccio]
La Fiat è la più grande impresa italiana. Negli ultimi anni è passata dall'anticamera del fallimento alla scalata di Chrysler. Con l'alleanza e i dollari di Obama e i nuovi contratti applicati nelle fabbriche italiane, l'amministratore delegato Sergio Marchionne ha gettato i presupposti per uno scenario nuovo, dagli esiti imprevedibili. Il tema del lavoro e della tutela dei lavoratori, con i referendum di Torino e Pomigliano, sono tornati al centro dell'attenzione del paese.Dopo che Fiat aveva chiesto nuovi contratti per aumentare produttività e quindi occupazione, Marchionne ha dichiarato: se il cuore della Fiat resta in Italia, la testa potrebbe andare altrove.A partire dall'accordo con Chrysler, Report cerca di raccontare qual è il piano strategico di Fabbrica Italia e come è possibile realizzarlo, in particolare alla luce dell'alleanza internazionale e dello scorporo in due gruppi della vecchia Fiat. Cambiano le condizioni dei lavoratori, cambia il peso della famiglia Agnelli dentro l'azienda, e analizzando i passaggi che stanno trasformando il gruppo, si può intuire se le carte verranno date a Torino o a Detroit. La ricostruzione degli anni Marchionne in Fiat, a partire dal "prestito convertendo", con tanti protagonisti, Da Matteo Arpe ad Alessandro Profumo, Cesare Romiti, sindacalisti, lavoratori, analisti. E poi lungo e inedito contraddittorio con Sergio Marchionne realizzato da Giovanna Boursier al salone dell'auto a Ginevra, dove si chiarisce anche la questione della residenza fiscale e quanto il manager della Fiat effettivamente contribuisce al fisco italiano.

giovedì 24 marzo 2011

Trapani si mobilita per la riapertura di Birgi

[È preferibile non fare un'azione che non va fatta, perché dopo ci si pente. Ciò che va fatto e meglio farlo bene, perché non ci si pente. Buddha]
Domani alle 17,30 il Prefetto di Trapani incontrerà i sindacati (Uil,Cisl, Cgil e Ugl) sarà presente anche Airgest. I sindacati hanno invitato la Gh Pmo a partecipare all’incontro di domani, ma la Gh non si presenterà. Forse il Prefetto riuscirà a convincere i responsabili della controllata Gesap a partecipare a un successivo incontro. Le sigle sindacali sono unite, pronte a difendere i livelli occupazionali a oltranza. È stata la giornata della protesta. Un centinaio di persone si sono unite alle decine di dipendenti dell'Airgest, in presidio davanti la struttura aeroportuale. Con il trascorrere delle ore e dei giorni diventa sempre più evidente il danno subito dalla provincia di Trapani a seguito della chiusura dello scalo. L’amministrazione provinciale ha istituito un tavolo tecnico permanente. “L’intensa attività militare rischia di trasferire un’immagine mediatica di una città in stato di guerra con una grave ricaduta sull’economia del territorio”, dice l’assessore provinciale al turismo Cettina Spataro. Il presidente della Provincia Mimmo Turano ha effettuato ieri sera, insieme con il senatore Antonio D’Alì, un sopralluogo presso lo scalo aeroportuale. Confindustria ha avviato uno sportello per la conta dei danni. “Non basteranno i pannicelli caldi degli sgravi fiscali di cui qualcuno comincia a farsi portavoce”, dice Ninni D’Aguanno, presidente dell’Api. “Ci vogliono interventi radicali e duraturi”. Ma a manifestare non sono soltanto i lavoratori e gli operatori commerciali. In piazza sono scesi ieri anche i pacifisti nell’ambito di una manifestazione promossa da Rifondazione Comunista. Il presidente dell’Airgest Salvatore Ombra è tornato da Roma con una buona notizia. L’istruttoria per l’affidamento della gestione totale dello scalo è in fase di completamento. Se non si riuscirà però a riaprire l’aeroporto, ed in tempi brevi, potrebbe servire a poco. L’amministratore delegato dell’Airgest è stato ricevuto ieri, insieme con il presidente della Provincia di Trapani Mimmo Turano, dal presidente dell’Enac Vito Riggio e dal direttore generale Alessio Quaranta. Nel corso dell’incontro è stata affrontata la difficile situazione determinata a seguito della chiusura dello scalo civile, che rischia di avere gravissime ripercussioni sull’interno territorio trapanese. Il presidente Vito Riggio si è impegnato a verificare, attraverso l’apposito comitato di coordinamento già operativo, ogni possibilità di riapertura, anche temporanea, dello scalo, compatibile con le necessità legate alla difesa aerea. Il comitato, composto da Enac, Enav ed Aeronautica Militare, dovrebbe pronunciarsi nei prossimi giorni. Intanto si moltiplicano le iniziative politiche a favore della riapertura dello scalo. E scoppia una durissima polemica tra l’onorevole Giulia Adamo ed il senatore Antonio D’Alì.

Dubbi sul destino della Grecia

[Ad arvulu cadutu, accetta, accetta. Ad albero caduto, accetta, accetta. È facile attaccare il nemico caduto in disgrazia. Proverbio siciliano]
L’Italia torna a pagare di più per finanziare il suo debito pubblico: un titolo di Stato a 3 anni rende ai sottoscrittori il 3,40 per cento ed uno a 10 anni il 5 per cento. Gli investitori internazionali hanno “riprezzato” il rischio italiano portandolo nuovamente al 1,72 per cento. Il rischio di contagio da Grecia, Irlanda e Portogallo appare oggi più credibile di quanto non apparisse qualche settimana fa, a questo si aggiungono i dubbi sulla sostenibilità finanziaria del nostro debito pubblico con un rialzo dei tassi d’interesse europei. Ci troviamo nella strana condizione di avere un tasso di crescita previsto di 1 per cento inferiore a quello tedesco e un costo del debito che è mediamente 1,5 per cento più alto. Anche uno studente di terza media si chiederebbe quanto questa situazione sia sostenibile nel medio periodo. L’ultima speranza del ministero del Tesoro di evitare un ulteriore aumento del costo del denaro. Si dovrebbe trovare un accordo di massima sui meccanismi di salvataggio degli stati europei nella speranza che i mercati ricomincino a comprare i bond dei PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).

martedì 22 marzo 2011

Birgi-Punta Raisi: mors tua vita mea

[Dura lex sed lex. - È una legge dura, ma è la legge. Digesto ]
Con la guerra in Libia, la Sicilia è in prima linea. L’aeroporto di Birgi è chiuso. Dalle 8,30 di ieri mattina infatti tutti i voli sono stati dirottati a Palermo. A tal proposito è arrabbiatissimo Il Presidente dell’ Airgest Salvatore Ombra il quale sostiene che la chiusura dell’aeroporto di Birgi, provocherà alla società una perdita per ogni giorno di chiusura pari a quasi 50 mila euro. Raynair, Meridiana (che assicurano i voli con Pantelleria) e Alitalia (col volo per Malpensa) hanno trasferito decolli e atterraggi all’ aeroporto Punta Raisi di Palermo, lasciando così l’unica pista militare trapanese all’uso esclusivo dei velivoli militari, pronti a volare sui cieli della Libia. Il presidente dell’ Airgest Salvatore Ombra si dice preoccupato non solo per il denaro che ogni giorno di chiusura la società potrebbe perdere ma anche per i possibili tagli che potrebbero riguardare il personale; infatti quelli che per primi potrebbero già perdere il posto di lavoro sono circa una settantina di lavoratori interinali, quasi tutti della provincia, che lavorano in aeroporto, tra gli spiazzali (oggi vuoti) per gli aerei, la distribuzione delle valigie e l’assistenza a terra dei passeggeri. Sono infatti preoccupati, arrabbiati e già pronti per protestare. Ieri sera durante una riunione, i lavoratori precari si sono incontrati per decidere il da farsi in merito ad eventuali manifestazioni. E’ doveroso dire che a rischio non sono solo i lavoratori, ma anche il turismo, infatti il congelamento dell’aeroporto ha messo in “fuga” i visitatori mettendo a rischio la stagione turistica e oltre agli effetti negativi della chiusura dell’ aeroporto gioca un ruolo fondamentale la paura che si è impossessata della gente. Ci auspichiamo quindi che tutto questo possa avere al più presto fine.
“Stante gli ultimi eventi riguardanti il conflitto – si legge in un documento della Uil Trasporti - con la Libia , l'aeroporto di Trapani Birgi è stato chiuso al traffico aereo nazionale ed internazionale con il conseguenziale trasferimento dei voli Raianair sull'aeroporto di Palermo. Considerato che la Airgest ha già bloccato i contratti di lavoro interinale dei dipendenti Airgest. Considerato – continua la nota della Uil. che detto conflitto non avrà, purtroppo, tempi brevi con la incertezza di lavoro del personale a tempo indeterminato/determinato/interinale”. Enrico Bondì Segretario Regionale, Giovanni Angileri Provinciale Trapani, chiedono un autorevole intervento della Segreteria Nazionale per la salvaguardia dei posti di lavoro del personale tutto con la totale applicazione dell'art. 18 e - ove necessario- con l'inserimento di quanti hanno contribuito alla operatività dello scalo di Birgi. La G.H. Palermo, è quanto sostiene la Uil, dovrà quindi farsi carico di questi dipendenti sino a quando la situazione non sarà appianata, e la Airgest dovrà pronunciarsi circa la tutela di tutto il personale indeterminato/determinato/interinale operante nello scalo di Birgi. Sarebbe quindi opportuno ed assolutamente necessario una convocazione delle parti con il coinvolgimento - oltre che di G.H. ed Airgest- anche delle Prefetture di Palermo e Trapani. La Cisal chiede un incontro urgente ai sensi della legge 146/90 per affrontare problematiche inerenti alla organizzazione del lavoro in Gh Pmo. Soprattutto alla luce del previsto incremento dei carichi di lavoro per il personale in forza determinato dalla chiusura dello scalo Trapani Birgi. La Cgil, Ugl e Cisl chiedono l’immediata passaggio a otto ore dei part – time e l’assunzione anticipata dei lavoratori stagionali. Il problema vero, in questi casi, è di difficile soluzione perché comunque vada a finire le vittime ci saranno anche in Sicilia. È giustificato che il sindacato di categoria presente a Punta Raisi voglia difendere il proprio livello occupazionale se non addirittura accrescerlo. Stesso discorso va fatto per le stesse sigle sindacali presenti nel trapanese: tutelare la poca occupazione che ancora resiste. Bisognerebbe, a nostro avviso, fare intervenire le segreterie nazionale che potrebbero ragionare con più distacco e con lucidità maggiore.

Israele auspica intervento contro l’Iran

[Ezechiele 25:17... Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te... . Da Pulp Fiction]. Israele ha dato il via libera alla costruzione di centinaia di nuovi alloggi nelle colonie della Cisgiordania occupata. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. 'Il consiglio ministeriale con delega per gli insediamenti ha deciso di autorizzare la costruzione di alcune centinaia di unità abitative a Gush Etzion, Maale Adumin, Ariel e Kyriat Sefer', è scritto in un comunicato. Nel frattempo l'artiglieria israeliana ha aperto il fuoco da diverse postazioni lungo il confine sud-orientale con la Striscia di Gaza, l'enclave palestinese controllata da Hamas. Secondo fonti locali le Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio armato di Hamas) avrebbero ingaggiato uno scambio di colpi. Sarebbe morto un miliziano palestinese, e testimoni locali parlano del ferimento di un bambino. Per gli israeliani i colpi di mortaio sono finiti sull'abitato di Pithat Shalom e provocando feriti. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha chiesto all'Occidente di comportarsi con l'Iran come sta ora facendo nei confronti della Libia. Secondo Netanyahu le rivolte in corso in Libia e in diversi stati della regione non sono cominciati a Tunisi ma un anno e mezzo fa in Iran quando 'in milioni sono scesi in piazza per chiedere libertà uguaglianza e diritti'. Se il mondo democratico si mobilita per impedire stragi in Libia, ha sottolineato, deve fare lo stesso anche in Iran.

domenica 20 marzo 2011

Tps e Pmo in crescita nel 2011

[Sic stantibus rebus - Stando così le cose]
Continuano a crescere i passeggeri in transito all'aeroporto di Birgi. A febbraio scorso si è registrato un +28,26%, rispetto al mese di febbraio dello stesso scorso anno. In valore assoluto, i passeggeri in arrivo ed in partenza registrati il mese scorso sono stati 95.297 (74.300 nel febbraio 2010). Un incremento che corrisponde anche ad un aumento quasi proporzionale del numero dei movimenti: 1.064 contro gli 849 del 2010 (+25,32%). Mediamente, ogni giorno, in aeroporto sono passati 3.403 passeggeri contro i 2.650 circa dello scorso anno. A giorni, intanto, sarà conclusa la gara da 1,5 milioni di euro per l'aggiudicazione della realizzazione di un nuovo parcheggio rent a car da 280 posti e degli uffici connessi. Buon inizio 2011 anche per l'aeroporto Falcone-Borsellino a Palermo. Lo scalo fa registrare un trend di crescita positivo dopo la crisi internazionale e di settore che aveva provocato flessioni nella prima metà del 2010. Ma i conti si fanno a fine anno, questa è solo propaganda. A febbraio la Gesap, ha registrato un aumento dei passeggeri del 7,33%, confermando l'incremento dei volumi avuto nel mese di gennaio quando il rialzo è stato addirittura del 14,64%. Nel primo bimestre dell'anno, l'aerostazione ha registrato circa 55 mila passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2010, pari a +11,14%. I segnali di ripresa si erano avuti già alla fine dell'anno scorso: a ottobre +5,10%, a novembre +11,74%; a dicembre +9,99%. Ma nella sola prima settimana di marzo di quest'anno, i dati sono ancora più incoraggianti con incrementi giornalieri tra il 20 e il 30%. E per il prossimo futuro lo scalo siciliano potrebbe crescere ancora visto che su Palermo si sta concentrando l'interesse di alcune importanti compagnie aeree estere, anche per quanto riguarda le tratte intercontinentali. Questi i cantieri aperti per il restyling dello scalo palermitano: ampliamento del piazzale aeromobili (21.8 milioni di euro); nuova centrale tecnologica e completamento reti fognarie (8.9 milioni di euro); costruzione centro direzionale (12 milioni di euro); nuovo varco guardia di finanza (2.2 milioni di euro, cantiere di imminente apertura); rifacimento della viabilità in aerea arrivi (1.3 milioni di euro); terza sala check-in (1.7 milioni di euro) ovviamente il progetto realizzato dalla romana Compagnia del Progetto. L’importo dell’offerta è fissato in € 35.843,00. È prevista la chiusura di metà dell’area imbarchi del piano e la demolizione di 4 delle passerelle aeree che consentono di raggiungere la pista. L’intervento è stato previsto in un'unica fase, ed ha come principale intervento la creazione di 36 nuovi banchi check-in, e la demolizione degli undici esistenti. Con l’intervento viene anche iniziata un’opera di reastyling del terminal che coinvolgerà pavimentazioni, controsoffittature, elementi fissi di arredo, segnaletica … Viene inoltre prevista la realizzazione di un nuovo corpo scale per connettere il piano cucine al piano imbarchi finalizzate alle realizzazionedi una food-court potenziamento impianto bagagli in partenza (3.5 milioni di euro); nuova hall arrivi (12.7 milioni di euro) con relativo progetto realizzato dalla Compagnia del Progetto. L’importo dell’offerta è fissata in € 97.475,00 oltre iva e contributo inacassa ed è stato ricavato, applicando alla tabella di calcolo della tariffa professionale allegata uno sconto del 20%. Gli importi presunti dei lavoro per le varie categorie, posti alla base del calcolo del corrispettivo, verranno corretti in sede di definizione del preventivo sommario di spesa e il relativo corrispettivo verrà adeguato con un conguaglio,in più o in meno, con effetto sulla fattura di saldo. Videosorveglianza perimetrale (2.1 milioni di euro); per non citare gli interventi di Enav per la realizzazione della nuova torre di controllo.

Lo "squalo" Gekko è tornato

[NON POSSO ESSERE DEPRESSO, SONO TROPPO RICCO. Sebastian Valmont in Cruel intentions]
http://www.youtube.com/watch?v=cenfREOU5nw&feature=related

New York 1985. A Wall Street l’unica cosa che conta è il potere del denaro. Giovani e rampanti yuppies, laureati nelle business school più prestigiose del mondo speculano in borsa con l’unico obiettivo di guadagnare molto e subito. Bud Fox (per gli amici Buddy) è un brillante ed anonimo broker pronto a tutto per raggiungere la gloria. “Il successo si condensa in pochi attimi” è questo il motto di Buddy e quando l’occasione gli si presenta non se la lascia sfuggire. Il suo destino cambierà drasticamente dopo l’incontro con il cinico e spregiudicato finanziere d’assalto Gordon Gekko, idolo dei “ragazzi” di Wall Street. Molto presto il giovane broker capirà con chi ha a che fare, e come in borsa ad immense fortune guadagnate in poche ore si susseguano rovinosi fallimenti, anche nella vita di Buddy alla sua avidità seguirà la rovina. "Gekko il grande", lo squalo del New York Stock Exchange, non si fermerà davanti a niente e a nessuno per raggiungere il suo scopo "fare soldi". I sogni di Buddy verranno infranti e si dissolveranno come i numeri delle quotazioni che appaiono sui monitor di Wall Street. Il film è uno spaccato del mondo della finanza negli anni ottanta, intriso di yuppismo, avidità e amoralità. Il personaggio incarnato abilmente da Michael Douglas rappresenta l'archetipo del rampantismo degli anni ottanta, che idolatra il libero mercato e ne sfrutta le più evidenti incongruenze. È un tipico "self-made man", che si è fatto largo da una scadente università in modo duro e spietato, il tipico squalo dell'alta finanza, un uomo che vuol essere larger than life e decanta Sun-Tzu come vademecum nella vita e negli affari. Il monologo sull'avidità, pronunciato dallo stesso Gekko nel corso del film, esprime al meglio i connotati del personaggio e di una certa America, quella reaganiana, che Stone mette impietosamente in mostra. Nella seconda puntata di Wall Street, i soldi non dormono mai troviamo che Baddy non è più idealista ma semplicemente un parassita pappone, il figlio “prodigio”di Gekko, Rudy, è morto … “Il denaro è come una puttana che non dorme mai …, il denaro non è il bene primario della vita ci resta solo il tempo”. L’insider Gordon Gekko (Michael Douglas), alla fine perde qualche artiglio di troppo e concede l’happy end quando viene colpito da un inaspettato rigurgito di umanità. Il sequel 22 anni dopo scatta una nuova fotografia su Wall Street e sui sistemi della finanza che dopo le allegrie degli anni ’80 hanno mostrato nell’autunno 2008 tutte le loro crepe con danni incalcolabili. Nel film, che fa tornare in pista lo squalo Gordon Gekko, che si è fatto vari anni di prigione per frode finanziaria ma dopo la pubblicazione di un bestseller sulla sua storia pensa sia tornato il momento di riaffacciarsi a Manhattan. Il perfido Gekko, dopo aver sottratto con l’inganno una somma pazzesca di denaro alla figlia (Carey Mulligan), tutta dedita a quella che le lobby ritengono una parolaccia, ossia ’no profit’, torna sui suoi passi dopo che il futuro marito di lei, il broker Shia LaBeouf, gli fa sapere che diventerà nonno.

LE BUGIE DEI SAMURAI

[Tra le cose sicure, la più sicura è il dubbio. Berthold Brecht] La centrale di Fukushima sarà disattivata dopo i gravi problemi causati dal sisma e dallo tsunami che hanno colpito il Giappone del nordest l'11 marzo. "Guardando oggettivamente alla situazione, è chiaro cosa fare", ha risposto il portavoce del governo, Yukio Edano in una conferenza stampa, alla domanda se il governo stia pensando di smantellare l'impianto nucleare. La situazione presso la centrale nucleare di Fukushima "mostra qualche miglioramento", anche se la situazione resta incerta. Lo ha detto Tetsuro Fukuyama, vice capo di gabinetto del governo giapponese, nel corso di una conferenza stampa serale. I reattori n. 5 e 6 della centrale nucleare di Fukushima sono in fase di "stabile arresto". Secondo l'agenzia Kyodo i due reattori, "sotto stress" per sisma e tsunami dell'11 marzo, anche se meno degli altri 4 che completano la centrale, "sono andati in arresto a freddo" dopo l'avvio del sistema di raffreddamento. L’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, già due anni fa mise in guardia il governo giapponese circa il pericolo che le centrali nucleari del Paese asiatico non fossero in grado di resistere a sismi di particolare potenza, come quello di magnitudo 9,0 del recente terremoto che generò un devastante ‘tsunami’, e poi anche il rischio di catastrofe nucleare a Fukushima. È quanto emerge da cablogrammi diplomatici riservati, diffusi dal sito on-line WikiLeaks, il cui contenuto è ripreso sul quotidiano britannico ‘The Daily Telegraph’. Stando ai documenti citati dal giornale, un dirigente dell’agenzia di controllo Onu comunicò alle autorità di Tokyo che le misure di sicurezza negli impianti erano obsolete, e che un terremoto davvero forte avrebbe “posto seri problemi”. La replica delle autorità nipponiche consistette nel formale impegno a migliorare gli standard in tutte le centrali, e in particolare a istituire un centro di reazione rapida proprio in quella di Fukushima 1: dagli stessi cablo risulta però che lo scenario più grave preso in considerazione contemplava un movimento tellurico d’intensità non superiore ai 7 gradi sulla scala aperta Richter, dunque due in meno rispetto all’effettiva forza del terremoto. Dal quotidiano londinese risulta altresì che la sicurezza nelle centrali atomiche giapponesi, cioè di uno dei Paesi più sismici al mondo, fu argomento di discussione persino in occasione del vertice del G8 che si tenne a Tokyo nel 2008. Un altro cablogramma, inviato a Washigton dall’ambasciata Usa in Giappone successivamente a quel summit, e parimenti entrato in possesso del sito di Julian Assange, riporta il parere di un esperto, non identificato, il quale manifestò tutta la sua preoccupazione a chi di dovere: soprattutto, segnalò come le norme di sicurezza anti-sismiche fossero state revisionate soltanto tre volte in 35 anni, e che alcuni terremoti avvenuti all’epoca avevano superato i criteri sulla base dei quali erano state progettate le centrali. Un anno dopo, come dimostrano ulteriori messaggi secretati, il governo di Tokyo riuscì a bloccare una decisione della magistratura che avrebbe comportato la chiusura di un impianto nella parte occidentale del Paese, in quanto inidoneo a resistere a una magnitudo maggiore di 6,5 gradi: i tecnici dell’esecutivo riuscirono invece a convincere i giudici che il reattore era sicuro, e che tutti i test avevano sortito esiti soddisfacenti. Infine, sempre secondo i testi divulgati da WikiLeaks, tre anni fa un parlamentare nipponico piuttosto noto, Taro Kono, confidò a diplomatici statunitensi che in Giappone erano stati “occultati” diversi incidenti nucleari avvenuti nel passato.

venerdì 18 marzo 2011

Salvate il soldato Silvio

[Gioca il colpo che sai giocare meglio, non il colpo migliore per quella situazione se tu fossi capace di giocarlo. Bud Shrake & Harvey Penick] Qualcuno dica a Silvio Berlusconi che oggi la comunità internazionale ha dichiarato, di fatto, guerra alla Libia. L’Italia, in questa guerra, è in prima linea. Il premier inglese, francese, spagnolo … hanno parlato alla nazione, Silvio tace e comprendiamo il silenzio del consumato statista che tutto il mondo ci invidia, ma che nessuno vuole tranne noi italiani. Priorità assoluta per lui ha la guerra in corso contro la magistratura italiana, e come tutti gli italiani è forte con i deboli e debole con i forti. Abbiamo dato sette basi aeronautiche alla comunità internazionale per controllare e abbattere il tiranno libico, l’Italia rischia grosso se l’ex compare di Silvio vuole commettere una pazzia. Noi non ce ne rendiamo conto, ma dal 2008 siamo diventati la più importante roccaforte statunitense del mondo. In Italia ci sono 15 mila militari americani: lo stesso numero dei tempi della Guerra fredda ma con reparti molto più agguerriti e incisivi. Berlusconi ha mantenuto la promessa di eliminare ogni ostacolo per la nuova base di Vicenza, che permette alla 173ma brigata paracadutisti di schierarsi in poche ore in tre continenti. A Sigonella sta nascendo il nido dei Global Hawk, i ricognitori teleguidati che possono spiare ovunque. A Gricignano d'Aversa è pronta la caserma costata mezzo miliardo di dollari per il personale della Sesta Flotta, decisiva per presidiare le rotte di terroristi e pirati: gli Usa vorrebbero che l'installazione venisse dichiarata extraterritoriale, ma la Costituzione non lo permette. La Russa - rivelano i cable di WikiLeaks - ha comunque offerto un patto bilaterale che di fatto la renderà autonoma dalle autorità italiane. Maggiori difficoltà ci sono per la mega-antenna del Muoss di Niscemi, un colossale ponte radio che collegherà tutte le pattuglie di marines sparse per il pianeta. Gli emissari di Washington «hanno garantito che non provocherà problemi alla salute», ma Gianni Letta e La Russa si scontrano con le resistenze siciliane. Il risultato più importante è un altro: in silenzio, sempre a Vicenza, una vecchia caserma è stata trasformata in Africom, il nuovissimo comando che dirigerà le operazioni a stelle e strisce in Africa. La pratica è stata seguita da Letta, a cui gli inviati di Washington hanno detto con chiarezza che servirà anche «per azioni dirette» nel continente nero. Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e alcuni Paesi arabi hanno lanciato un ultimatum a Gheddafi chiedendo la fine 'immediata' di 'tutti gli attacchi' contro la popolazione libica e di fermare l'avanzata contro Bengasi e altre città in mano ai ribelli. Nel documento si chiede anche la riattivazione delle utenze di gas, elettricità e acqua staccate dalle forze di Gheddafi in alcune città ribelli. Le forze fedeli a Gheddafi continuano l'avanzata verso Bengasi, roccaforte dei ribelli, nonostante il cessate il fuoco annunciato oggi dal ministro degli Esteri Mussa Kusa, secondo la tv satellitare araba Al Jazira. La tv riferisce che le truppe lealiste stanno combattendo con i ribelli nelle città di Al Magrun e Slouq, a circa 50 chilometri da Bengasi. Le commissioni riunite Esteri e Difesa del Senato hanno votato all'unanimità una risoluzione che dà mandato al governo ad agire in base alla risoluzione dell'Onu sulla Libia. Adesso sono cazzi amari per Gheddafi.

giovedì 17 marzo 2011

Ugl chiede incontro, Cgil chiarisce

[Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio. Altan]
L'Ugl di Palermo Punta Raisi chiede un incontro urgente ad Ap. Oggetto del contendere il buono Ristoro non riconosciuto al personale part - time h 6 a tempo determinato. L’Ugl evidenzia l’irregolarità in merito al non riconoscimento dell’erogazione del buono pasto al personale part-time h 6 a tempo determinato. La Cgil comunica di avere ricevuto chiarimenti relativi alla errata comunicazione fornita ai dipendenti a sei ore con la quale si riferiva agli stessi che non avrebbero ricevuto più il buono pasto se non all’espletamento delle sei ore e trenta come previsti dal CCNL. “Il responsabile delle relazioni sindacali ci ha chiarito che trattasi di puro equivoco, visto il contratto integrativo in essere risalente all’ottobre u.s., i buoni pasti verranno regolarizzati con la busta paga di marzo, compresi quelli di febbraio, per chi non li ha ricevuti”.

mercoledì 16 marzo 2011

Ryanair quanto mi costi?

[Ci ho riflettuto a lungo ma alla fine la mia decisione è presa. Alla vostra proposta rispondo con un “forse” definitivo. Anonimo] Dal 15 aprile la low cost inaugura il nuovo volo da Palermo per Barcellona (Reus). Il collegamento avrà doppia frequenza settimanale (lunedì e venerdì) e Ryanair prevede di movimentare circa 30 mila passeggeri nel primo anno di operatività. Sono così undici le destinazioni raggiungibili dallo scalo siciliano. Il volo parte da Palermo alle 10.35 con arrivo alle 12.40 mentre il rientro da Barcellona è alle 8.05 con arrivo alle 10.10. Vorremmo sapere queste 11 destinazioni quanto costano agli utenti della provincia di Palermo, ma lo stesso discorso vale per la provincia di Trapani (dove le destinazioni sono 35). E mentre a Palermo e Trapani regalano soldi a Ryanair in Sardegna si discute se è giusto aiutare un concorrente penalizzando gli altri. Nel 2006, a Palermo, Ryanair è stata costretta a ridurre i voli e trasferire il grosso della sua attività a Trapani Birgi. Grazie alla compagnia irlandese lo scalo di Trapani è rinato e l’anno scorso ha sfiorato i 2 milioni di passeggeri. Nel frattempo il management della Gesap vende il 25% delle azioni Airgest, azienda che ha in gestione Birgi. E proprio vero che la mamma dei cretini è sempre incinta! A inizio estate, sempre la Gesap, offre a Ryanair tutto e di più, un ritorno di fiamma … che però penalizza i vettori tradizionali che pagano tutto senza sconti. Quanti sono i soldi che la regione siciliana, la provincia, il gestore stanziano per Ryanair? E vorremmo capire sotto quale voce si dirottano finanziamenti, e se sia regolare giocare con le carte truccate? Incomprensione tra il direttore generale di Gesap Carmelo Scelta e Alitalia. Carmelo Scelta, dg di Gesap, sostiene che "a Palermo il 50% del traffico nazionale è verso Roma e Milano. Purtroppo su queste rotte c'é quasi un monopolio di Alitalia che applica tariffe astronomiche. Un Fiumicino-Palermo è arrivato a costare, comprato in giornata, 450 euro quanto un volo per Chicago”. Ogni commento è inutile, possiamo solo dire che l’ignoranza non è una colpa, ma nemmeno può essere considerato un vanto. Catania Fontanarossa ha sempre risposto picche a Ryanair. Se atterri a Catania paghi come tutti gli altri vettori. E mentre Palermo Punta Raisi rilancia Ryanair (con i soldi del contribuente), penalizzando gli altri vettori, in Sardegna siamo in piena crisi di coscienza, un travaglio interiore che condurrà, probabilmente, all’immancabile autocritica. Sulle compagnie low cost è polemica. Tutta dentro il centrodestra. Carbini, capogruppo del Pdl in Provincia, le attacca. Crisponi, assessore regionale al Turismo, le difende. E nasce un giallo sui fondi destinati alle nuove rotte per l’Europa: Olbia non li avrebbe ancora presi. Crisponi ascolta bene le parole di Chieli sulla continuità territoriale («mi fa piacere rispondere in sua presenza» dice l’ad). Deve prendere nota, e far capire al governatore Cappellacci che Meridiana non è d’accordo con l’allargamento a tutti i passeggeri delle tariffe speciali. Ma l’assessore al Turismo deve anche prendere atto che, a Olbia, Meridiana fly non viaggia da sola. «Tutti parlate delle low cost - attacca il capogruppo del Pdl in Provincia, e pilota di Meridiana -. Io dico che, per la Sardegna, sono un problema, soprattutto Ryanair. Prendono, e non danno nulla». La Regione continuerà a finanziarle, anche se indirettamente. Le società di gestione degli aeroporti presentano un piano sulle rotte che intendono potenziare o aprire, e la Regione concede loro i soldi. Cagliari e Alghero si sono già mossi, puntando proprio sul vettore irlandese. Olbia no. È possibile che Geasar, la società controllata sempre dal gruppo dell’Aga Khan, si muova in questi giorni.

Enac parcheggia Itali Airlines

[La psicanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani. Woody Allen]
Nell’ambito della operazione denominata “Flying money” i finanzieri hanno arrestato 13 persone, sequestrato immobili, quote societarie, uno yacht e saldi attivi su conti correnti, per quasi 12 milioni di euro. Tra gli arrestati, l’imprenditore abruzzese Giuseppe Spadaccini, ritenuto dalle Fiamme Gialle il promotore di tutta l’operazione illecita, consistente sostanzialmente nella creazione all’estero di false compagini societarie. Tutte le società fittiziamente create sono ubicate in Portogallo nella isola di Madeira ed avevano una serie di contatti con società abruzzesi tutte legate al mondo del trasporto aereo. Le indagini sono partite nel 2007 ad opera del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Pescara che ha individuato l'esistenza di un'associazione a delinquere attraverso il cosiddetto metodo della “estero vestizione” delle società. Una parola che sostanzialmente indica quella attività per occultare i redditi delle società che hanno solo formalmente sede all'estero ma che in realtà dovrebbero pagare le tasse allo Stato italiano poiché la loro attività prevalente e il loro centro direzionale è nel nostro paese. In questo caso il quartier generale è stato individuato nel PalaItaly a San Giovanni Teatino a due passi dall’aeroporto. Il meccanismo fraudolento -è stato accertato- andava avanti dal 1999 ed ha consentito un'evasione fiscale complessiva di oltre 90 milioni di euro mentre tra la montagna di carte sequestrate anche nell'isola portoghese sono state scoperte fatture false per un importo almeno di 30 milioni di euro. La maxi inchiesta sarebbe partita da “innocenti” verifiche avviate nel 2006 sul gruppo Spadaccini. In particolare la finanza scandagliò i conti e le attività amministrative della Sorem srl, concessionaria del maxi appalto per lo spegnimento degli incendi boschivi sul territorio nazionale, attraverso l'utilizzo della flotta dei Canadair di proprietà della Protezione civile italiana e risultata essere la reale cassaforte del gruppo. Altra società centrale secondo gli inquirenti è la San srl, società addetta alla manutenzione aeronautica collegata pertanto alla Sorem. C'è poi la più famosa Air Columbia Srl (presidente è l'ex assessore regionale al Turismo e vicepresidente della Giunta Del Turco, Enrico Paolini), società che organizza corsi di specializzazione per il rilascio di brevetti aeronautici a piloti e tecnici manutentori anche in partnership con la Lufthansa. Infine i controlli del 2006 hanno interessato anche la compagnia aerea Itali Airlines. Da venerdì 11 marzo 2011 è scattata la sospensione della licenza di trasporto aereo della compagnia Itali Airlines. Lo ha stabilito l'Enac dato il permanere di alcune criticità da parte del vettore. Contestualmente alla comunicazione della sospensione della licenza, l'Enac ha richiamato l'Itali Airlines all'obbligo, ai sensi della normativa vigente, di fornire informazioni tempestive agli utenti e di garantire i diritti dei passeggeri già in possesso di titoli di viaggio.

Facebook non più oscurato in Siria

[La saggezza non sta nel non distruggere idoli, sta nel non crearne mai. Umberto Eco]
Dopo esser stati totalmente oscurati in Siria per cinque anni, Facebook, Youtube e altri siti Internet di socializzazione sono ora liberamente accessibili. Non c'è conferma da parte delle autorità ufficiali di Damasco. Alcuni osservatori collegano l'apertura con il tentativo di contrastare una campagna anti-regime lanciata sul web, sulla scia delle proteste tunisine, egiziane e libiche. La giovane blogger siriana Tal Al-Malluhi, condannata a cinque anni di carcere, secondo il ministero degli esteri di Damasco lavorava per la Cia. La giovane blogger, 19 anni, si era saputo da sito dell'Osservatorio per i diritti umani, era stata condannata dall'Alta corte di sicurezza dello Stato di Damasco per “cooperazione con un paese straniero”, ovvero con gli Stati Uniti. Tal Al-Mallouhi era stata arrestata nel dicembre del 2009 dalle autorità siriane. In un evento senza precedenti, decine di siriani sono scesi in piazza a Damasco chiedendo libertà e protestando contro la repressione del regime. Su Facebook e Youtube è stato caricato un video che mostra la manifestazione. “Iddio, la Siria e libertà”', è lo slogan dei dimostranti, per lo più uomini, ma anche donne. Una voce fuoricampo dice che è l'Intifada del 15 marzo:”'alawiti, sunniti... da tutte le parti della Siria... vogliamo far cadere il nizam (regime)”.

martedì 15 marzo 2011

A Palermo siamo alla frutta

[Agneddu e sucu e finiu 'u vattìu. Agnello al sugo e poi finisce il battesimo. Dopo la mangiata è finita la festa. Proverbio siciliano] Allarme rosso al Comune Palermo. Le casse sono vuote. Niente liquidità. Mentre incombe il pagamento degli stipendi per i dipendenti comunali e per quelli di Amia, Amat e Gesip. Con una manovra contabile clamorosa e, per certi versi, inedita, il Comune ha deciso di fare fronte a queste emergenze attingendo ai fondi Cipe. Quei 35 milioni arrivati alla tesoreria del Comune poche giorni fa, prima tranche di ben 150 milioni di euro che Roma ha assegnato con un vincolo ben preciso: soldi da destinare rigorosamente agli investimenti. Quello deciso in giunta è un escamotage contabile che i tecnici definiscono «anticipo di liquidità per cassa». Brutalmente, il Comune è senza soldi e ha una spesa che non può evitare (gli stipendi), intanto paga con quello che ha in tasca (i fondi Cipe), poi recupererà queste somme in un successivo momento quando riuscirà a riscuotere i crediti attesi, vedi soprattutto alla voce Regione e Stato. Il Comune alla fine anticiperà i 35 milioni che giacciono sul conto corrente del Comune oltre a 14 milioni che derivano da fondi disimpegnati per la ricapitalizzazione dell’Amia. In tutto fanno 49 milioni. Già i presidenti delle partecipate del Comune, vedi Amg, Amat e Amia così come alcuni uffici tecnici, erano pronti a far partire il piano di investimenti attraverso progetti e gare d’appalto. Nuovi autocompattatori e nuovi autobus da acquistare, pubblica illuminazione da rifare, condotte fognarie da realizzare, insomma opere e commesse di primaria importanza per la città. E invece dovranno attendere che gli impegni di spesa abbiano i soldi disponibili. Quando? Chissà. Autobus sporchi, meta di zanzare e scarafaggi. Autobus soffocanti, dove più che condizionata, l’aria si declina al condizionale. I sindacati del comparto trasporto alzano la voce sui disservizi sui mezzi Amat, che mettono a dura prova la pazienza di addetti e passeggeri. “Riceviamo numerose segnalazioni da parte degli Operatori di Esercizio per il mancato funzionamento degli impianti di climatizzazione a bordo degli autobus, causato molto spesso dalla rottura delle cinghie, non tempestivamente sostituite” dicono Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Trasporti, per i quali è “inverosimile” che non si possa intervenire “con l’immediatezza che il particolare periodo esige, visto che la manutenzione degli impianti è affidata soprattutto a ditte esterne”. I rappresentati sindacali - Foti, Urso, Di Maio e Di Maria - segnalano poi la “mancanza assoluta di pulizia sui bus, che denota lacunosi interventi da parte della ditta incaricata” di tale servizio: “prova ne è che i mezzi utilizzati sulla tratta di Mondello in uscita, il mattino sono sporchi di sabbia dei giorni prima e di rifiuti di vario genere”. “Tutto ciò – aggiungono - non fa altro che incrementare i fattori di rischio, dovuti ad insetti poco graditi, come zanzare e scarafaggi, che diventano ospiti trasportati non paganti”. Le sigle sindacali invitano quindi la Direzione aziendale a verificare “la corretta applicazione delle clausole contrattuali previste per le ditte esterne, vigilando in particolar modo sulle ditte in scadenza contrattuale”. Nel bilancio Amat 2009 la pulizia dei mezzi incide per 357.292 euro. “Si spende molto ma i risultati sono spesso carenti – accusa Davide Faraone, capogruppo del Pd in Consiglio comunale -: i disservizi sono sotto gli occhi di tutti, il che è ancora più grave se si considera che gli autobus rappresentano, per la città, l’unico mezzo di trasporto pubblico”. Il consigliere democratico ravvisa quindi segnali di una “gestione anti-economica dell’azienda” negli aumenti di molte voci dell’ultimo bilancio: “La manutenzione dei bus a gasolio passa dai 508.251 del 2007 ai 933.453 del 2008, mentre per i bus a metano c’è una lieve flessione (511.797 nel 2007, 391.418 nel 2008). Curioso – continua Faraone - il dato sulla fornitura idrica, si passa da 194.129 euro del 2007 a 75.022 del 2008. Evidentemente o hanno deciso di risparmiare sull’acqua, o prima non se ne faceva un buon uso. Un esercito di autobus dismessi e di autobus elettrici mai utilizzati: ecco come si presenta il deposito di via dell’Olimpo utilizzato dall’Amat per “seppellire” i propri mezzi. A denunciare lo spreco per le casse di Palazzo delle Aquile è il capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio comunale, Fabrizio Ferrandelli, che si appresta ora a segnalare la vicenda alla Corte dei Conti. Lo scorso mese di febbraio, Ferrandelli aveva presentato un’interrogazione al segretario generale del Comune di Palermo per avere contezza dei mezzi presenti nel deposito, tra veicoli da utilizzabili e da rottamare. L’amministrazione comunale ha indicato in 36 il numero di mezzi parcheggiati nell’area di via dell’Olimpo, di cui 4 vecchi autocarri e 32 bus. “Mezzi –ha spiegato l’Amat – che fanno parte della dotazione dell’autoparco, ma che non risulta più conveniente esercire, in quanto la valutazione tecnico-economica per il loro recupero funzionale ha prodotto esito negativo, sconsigliando pertanto, un’attività di retrofitting di ciascun autoveicolo in quanto troppo onerosa”. Va detto che i mezzi parcheggiati hanno date di immatricolazione che vanno dal 1981 al 1995 ed un autocarro risulta immatricolato nel lontano 1974. Una risposta “evasiva e falsa sui numeri”, secondo il capogruppo dei dipietristi, che ricorda come il numero degli autobus da lui ispezionato superi il centinaio. “Nel deposito – spiega Ferrandelli - giacciono almeno da sette anni anche i famosi ‘Pollicino’ e numerosi autobus elettrici che sarebbero fondamentali per la mobilità palermitana. In più, molti mezzi vengono tribalisticamente usati come pezzi di ricambio per altri automezzi, diventando così inservibili. Invierò copia di tutto questo alla Corte dei Conti affinché si possano individuare le rispettive responsabilità e fare chiarezza su un'altra triste e vergognosa pagina di Palermo a danno dei contribuenti. Ricordo – aggiunge il consigliere d’opposizione - che già un anno fa, a seguito di un altro mio atto ispettivo, ho rinvenuto più di cento automezzi Amia oggi finalmente circolanti e utilizzati per la pulizia della città. Palermo ha un patrimonio che i suoi amministratori non vogliono e non sanno utilizzare”. L’Amat – va ricordato – attende i fondi Fas con i quali acquistare circa 50 nuovi mezzi.

lunedì 14 marzo 2011

Revocato sciopero Cai

[Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco. Denis Diderot]
Revocato lo sciopero di 24 ore di piloti ed assistenti di volo del Gruppo Alitalia, proclamato dalla Filt Cgil e dalle associazioni Ipa ed Avia per il 23 marzo. Alla base della revoca, si legge in una nota, ''la firma dell'accordo del 4 marzo 2011'', sulla cassa integrazione volontaria per 700 lavoratori, ''che nel segno di una discontinuità con il passato nelle relazioni industriali ha avviato un percorso di soluzione delle problematiche del personale navigante''. Quello che ad esempio, si vede oggi in Cai, è il volto nuovo che le relazioni industriali dovevano avere all’indomani della dissoluzione di Alitalia SpA. Gli interpreti di questi nuovi sentimenti sono i sindacati che hanno deciso di smettere di lottare per il diritto. Il punto è nel superamento dei contratti nazionali e l’adeguamento alle condizioni di mercato più basse possibili. Oggi le aziende cercano di trovare il modo per forzare gli accordi contando sulla paura dei lavoratori di perdere il posto di lavoro promettendo in cambio condizioni economiche migliori. Ma questo non vale sempre, e si procede più frequentemente con il dumping sociale interno adottato ad esempio in Alitalia e creato con il contratto Cityliner. Il terzo punto è la modifica dei meccanismi di rappresentanza che sono un ostacolo insormontabile a questo nuovo corso sociale, realizzata ed aiutata attraverso la compressione del diritto di sciopero. Lo sciopero è stato di fatto eliminato come manifestazione del conflitto in Alitalia, dovendosi nascondere ogni opposizione interna.

Ryanair apre nuovi voli per Rodi e Lamezia

[La prossima settimana devo fare il testo attitudinale per il college. Sono preoccupato: nel mio liceo non ci hanno mai insegnato attitudinalità! Tony Danza] Nuovi collegamenti da Trapani: ad aprile infatti Ryanair inaugurerà due voli, uno per l'isola greca di Rodi e l'altro per l'aeroporto di Lamezia Terme. Il volo per Lamezia avrà frequenza trisettimanale (mercoledì, venerdì e domenica) con prima partenza il 13 aprile mentre quello per Rodi sarà bisettimanale (lunedì e venerdì) e partirà il 15 di aprile. Intanto, anche a gennaio 2011, l'aeroporto di Birgi ha registrato una crescita a doppia cifra rispetto all'anno precedente. I dati dell'ufficio statistica certificano un +39,70% con 103.120 passeggeri in valore assoluto con una media quotidiana di 3.326 passeggeri. Lo scorso anno nello stesso mese dalla aerostazione Vincenzo Florio transitarono 73.814 passeggeri e nel 2009 36.080 passeggeri. Il numero di movimenti nel mese di gennaio 2011 è stato di 1.156 voli (+33,64%) contro gli 865 del gennaio 2010. Di pari passo con l'accresciuto livello di traffico passeggeri, l'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani incrementa il proprio livello di sicurezza. Negli ultimi mesi, l'Airgest, gestore dell'aeroporto, ha intrapreso una serie di azioni per aumentare i livelli di sicurezza: sono stati effettuati i lavori di sgommatura pista; sono in corso i lavori per la nuova segnaletica orizzontale di pista e raccordi; a novembre è stata creata una squadra operativa che si occupa del mantenimento dei livelli operativi di sicurezza e uno degli obiettivi della squadra è il controllo costante dell'attività dell'avifauna: negli ultimi tre mesi i "bird strike", cioè l'impatto degli uccelli con gli aeromobili, sono diminuiti del 70% rispetto all'anno precedente. Intanto è in fase di redazione, quasi ultimato, il nuovo piano di emergenza aeroportuale. Presto sarà testato, per la prima volta, in una esercitazione generale. Rimossi i cancelli in Apron che rappresentavano un possibile ostacolo alla navigazione: l'operazione consentirà il passaggio dell'aeroporto a una superiore classe Icao; è stata introdotta una frequenza a terra per le comunicazioni terra-bordo-terra e sono stati operati ulteriori interventi sul piazzale per livellare e rendere sicure alcune zone di rullaggio. Infine, si sta procedendo al taglio degli alberi nella zona a margine dell'aeroporto. Nuovo volo Ryanair da Palermo.

domenica 13 marzo 2011

Disoccupazione record in Portogallo

[L’oro non è tutto. Ci sono anche i diamanti. Paperon De’ Paperoni]
In Portogallo la disoccupazione supera l'11% e tocca i massimi dal 1998. Nel quarto trimestre 2010 il tasso di disoccupazione è salito all'11,1% dal 10,9% del terzo trimestre e dal 10,1%. Lo ha comunicato l'Istituto Nazionale di Statistica. Per il governatore della Banca centrale portoghese, Carlo Costa, 'il Paese è scivolato in recessione'. Nel 2010 l'economia è cresciuta dell'1,4%, ma per effetto delle misure di austerity si prevede per il 2011 una contrazione del Pil tra l'1 e l'1,8%. Una risposta adeguata alle esigenze che pone fine al clima di incertezza che si era venuto a creare sul debito sovrano portoghese: così il commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn ha accolto le misure aggiuntive varate oggi dal governo portoghese per riportare sotto controllo la dinamica dei conti pubblici. I provvedimenti adottati da Lisbona, ha osservato Rehn, rappresentano un'importante rafforzamento delle politiche macroeconomiche del Paese.

sabato 12 marzo 2011

Handlers, raggiunto accordo su clausole sociali a Fiumicino

[Tutto scorre e niente rimane immobile. Eraclito]
“I criteri applicativi per l'applicazione delle clausole sociali sono stati condivisi dagli handlers (le società che si occupano dei servizi a terra) operanti negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, tranne che dalla Globeground”. Lo ha fatto sapere all'aeroporto di Fiumicino Stefania Fabbri, sindacalista Rsa Flightcare-Italia della Fit-Cisl, all'indomani dell'incontro che si è svolto in Prefettura di Roma tra le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl del comparto aereo l'Enac e le società di handlers. Ma quello che si è realizzato a Fiumicino è un accordo raggiunto tra aziende private. A Punta Raisi la situazione è diversa visto che uno dei due competitor è controllato al 51% dal gestore e che in questi anni non avrebbe garantito la libera concorrenza. “Possiamo ritenerci soddisfatti - aggiunge Stefania Fabbri – perché d'ora in avanti i lavoratori saranno tutelati maggiormente. In parole povere questo significa che se una delle società del settore dovesse avere del personale in esubero, questo a sua volta potrà essere riassorbito da un altro handlers. Peraltro - conclude la sindacalista - è in programma un incontro tra le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl del comparto aereo e la società Flighcare per la questione della messa in mobilità nei confronti di 242 dipendenti avviata a gennaio dalla società”. Le società che si occupano dell'assistenza a terra nell'aeroporto continuano ad aumentare, con il settimo operatore che ha iniziato le attività il 1° gennaio scorso (erano tre poco più di un anno fa). E le tariffe per i servizi offerti, dallo stivaggio bagagli al check in passeggeri, calano a picco: la gestione di un aereo nello scalo romano costa fino al 30-40% in meno rispetto a due-tre anni fa, con molte compagnie aeree che passano con facilità da una società all'altra, attratte da sconti anche minimi. Gli handler che perdono clienti si ritrovano così con esuberi da gestire. Una situazione che ha portato nei giorni scorsi all'avvio della procedura di mobilità per 242 persone da parte di Flightcare, principale operatore a Roma dopo Alitalia. I sindacati di categoria, intanto, invocano il rispetto della clausola sociale (che in caso di rottura di un accordo commerciale prevede che il personale passi dalla vecchia alla nuova società). «Non si devono porre ostacoli alla concorrenza – spiega Franco Giudice, direttore generale di Adr, gestore dell'aeroporto - ma sull'handling a Roma è in atto una liberalizzazione selvaggia. In nessun grande scalo europeo c'è una situazione così». A Fiumicino, nel dettaglio, Alitalia gestisce circa il 54% delle operazioni di full handling, a seguire si piazzano Flightcare e Aviapartner (circa il 20% ciascuna) e, poi, GlobeGround, Aviation Services, Consulta e Ata (l'ultima entrata), che si spartiscono il resto. A raccontare cosa accade nell'aeroporto capitolino è Patrizio Longo, country manager di Aviapartner, filiale italiana dell'omonimo gruppo belga che ha appena sfilato Blue Panorama (tra i primi 5 vettori a Fiumicino) a Flightcare. «Negli ultimi due-tre anni le tariffe sono scese di almeno il 30%. La gestione di un aereo medio, che si attestava sopra i 900 euro, ora viene proposta anche a 500. E bastano sconti minimi per convincere alcune compagnie a cambiare». Lo stesso Longo, aggiunge: «Essere in troppi significa lavorare in spazi congestionati. L'adeguamento dell'aeroporto è in ritardo».

Carini contro le gabelle di Berlusconi

[Si rischia tanto a credere troppo quanto a credere troppo poco. Denis Diderot] Il consiglio comunale di Carini, su iniziativa del capogruppo di Carini Futura, Giuseppe Badalamenti (nella foto), ha deciso di autoconvocarsi per discutere del pedaggio autostradale che il governo Berlusconi avrebbe deciso di mettere. Carini è la prima,sperando che non sia l’unica, città a ribellarsi alle gabelle di Berlusconi. Bisogna mobilitarsi per bloccare il provvedimento del governo Berlusconi che dal 1 maggio introdurrà il pagamento del transito nelle autostrade del comprensorio. L’appello è di Giuseppe Panettino, consigliere comunale del Pd a Borgetto, che invita tutti i politici locali ad attivarsi per fermare una nuova e ingiusta tassa che graverà sulle tasche dei cittadini. Panettino fa pure un’autocritica nei confronti degli esponenti del suo Partito: “nel Pd -dice – in pochi si muovono per contrastare questo provvedimento ”. Speriamo che da questa iniziativa possa nascere un movimento politico contro le bugie di Berlusconi. Se il popolo scende in piazza, ben venga, vuol dire che ha capito il vero senso della democrazia. Ma scendere in piazza per il pedaggio autostradale ci sembra pretestuoso. Esistono altri mille motivi più validi per impiantare una protesta: l'aumento indiscriminato della Tarsu; le sigarette sempre più care; i biglietti Amat fra i più cari d'Italia; la benzina diventata un lusso; il pane, bene primario, fa impennare l'inflazione; la burocrazia lenta e corrotta; la mafia sempre presente (malgrado gli ottimi risultati della catturandi); la sanità pubblica sempre più colabrodo ... Ma se l'ultima gabella messa da Silvio è l'occasione per scendere in piazza,allora ben venga, ma alle prossime elezioni non bisogna dimenticare i danni fatti da Berlusconi e dalla sua cricca. Far slittare l'avvio dei pedaggi in Sicilia al 31 aprile 2013 con tariffe più basse, eventuali esenzioni, e comunque solo dopo che la rete autostradale siciliana sia potenziata e messa in sicurezza. E' quello che chiede Livio Marrocco, capogruppo di Fli all'Ars, a proposito dei nuovi pedaggi annunciati dal governo nazionale nei raccordi autostradali siciliani. Marrocco ha inviato una mozione al governatore siciliano Raffaele Lombardo ed all'esecutivo regionale, sollecitando un intervento a Roma per "scongiurare l'avvio dell'iter". Nei prossimi giorni verrà lanciata pure una petizione contro i pedaggi, balzello "non condivisibile per il degrado in cui versa la maggior parte delle autostrade siciliane". A partire da maggio, per andare a Punta Raisi o per entrare a Palermo da Villabate, si dovrà pagare un pedaggio autostradale. Una vera rivoluzione che colpirà migliaia di automobilisti siciliani. In base al decreto del presidente del consiglio( grazie Silvio, ma non dovevi fare pagare meno tasse agli italiani?), che ha già individuato le autostrade gestite dall’Anas “da sottoporre al pagamento”, solo in Sicilia sono soggetti al pedaggio 425 chilometri di autostrade, pari al 45 per cento dell’intera rete di Anas. I pedaggi, infatti, sono previsti sulla A19 Palermo-Catania, A29 Palermo-Mazara del Vallo, A29 direzione Alcamo-Trapani, A29 diramazione per Birgi, A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e A29 diramazione per via Belgio. Il costo sarebbe di 1,50 euro a tratta. Quindi, chi abita, ad esempio, a Carini e lavora a Palermo pagherebbe tre euro per andare e tornare. Novanta euro al mese per 20 giorni di lavoro. Non ci saranno caselli, ma un sistema di rilevazione automatica attraverso un bollino prepagato sul parabrezza. In mancanza di tale bollino, la multa sarà inevitabile. Anas, però, non guadagnerebbe nulla da questa operazione, perché la somma dei pedaggi verrà defalcata dai trasferimenti statali alla società. in questo modo, il governo nazionale, vorrebbe recuperare trecento milioni di euro. E circa la metà arriverà proprio dalla Sicilia.«Una follia. – afferma il consigliere del Pd, Maurizio Pellegrino – questo vuol dire che tratte metropolitane frequentate ogni giorno da decine di migliaia di pendolari saranno a pagamento, stravolgendo la vita di quanti hanno acquistato una casa nell’hinterland e si spostano per lavoro».

venerdì 11 marzo 2011

Gheddafi non sta bene

[Se c'è un modo di far meglio, trovalo. Thomas Alva Edison ]
“È chiaro che (il leader libico Gheddafi) non sta bene”: è quanto scriveva in un rapporto a Washington nella primavera 2009 l'ambasciata Usa a Tripoli secondo nuovi documenti di Wikileaks, rivelati dal quotidiano Le Monde. Finalmente una buona notizia. “La natura esatta dei suoi mali non è confermata - scriveva la diplomazia Usa nel cablo - ma è chiaro che non sta bene”. Secondo la sede Usa a Tripoli, sembra plausibile che il colonnello sia iperteso e “quasi diabetico” e soprattutto un ipocondriaco. Secondo fonti ben informate citate da Le Nouvel Observateur, il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha assicurato ai due interlocutori libici rappresentanti dell'opposizione che ha ricevuto all'Eliseo, che Parigi è pronta,”'se necessario, ad effettuare bombardamenti anche da sola”. Intanto la tv di Stato libica ha annunciato che il porto petrolifero di Ras Lanuf, bastione dei ribelli più avanzato nell'est, è stato liberato dagli insorti e che l'esercito avanza verso Bengasi. La Francia, a parole, sembra avere le idee più chiare di tutti gli altri rappresentanto della Nato. Sarkozy dopo aver professato la teoria, è indispensabile che si passi ai fatti. L'aiuto ai rivoltosi è un dovere morale, contro un tiranno, ogni giorno che passa è un giorno perso; liberiamo la Libia e il mondo da un pazzo pericoloso. La Libia ha deciso di sospendere le relazioni diplomatiche con la Francia. Lo ha annunciato in serata il vice-ministro degli Esteri Kaaim. Intanto gli Stati Uniti rafforzano le sanzioni nei confronti di Gheddafi e congelano gli asset della moglie e di altri nove libici mentre il governo olandese ha annunciato di aver congelato conti libici detenuti soprattutto dalla Banca centrale libica in istituti di credito dell'Olanda.