lunedì 31 gennaio 2011

LA MAGISTRATURA ATTERRA A PUNTA RAISI

[AMMUCCIA, AMMUCCIA, CA TUTTU PARI. Nascondi, nascondi, che tutto si vede. Le magagne (o i guai) non si possono celare a lungo. Proverbio siciliano]
La Procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Enav, chiederà una rogatoria internazionale su alcuni conti in Svizzera per accertare il percorso dei flussi di denaro che partendo dalle sovrafatturazioni venivano poi smistati tra manager e politici.I soldi, attinti dai fondi neri creati dalle sovrafatturazioni, prima di essere destinati ai paradisi fiscali transitavano presumibilmente in Svizzera. Un meccanismo al quale avrebbe accennato l'ex consulente Finmeccanica Lorenzo Cola. Ancora scandali dall’inchiesta portata avanti dalla procura di Roma, che vede nell’occhio del ciclone i vertici di Finmeccanica e le società Selex Sistemi Integrati ed Enav in relazione ai maxiappalti per l’ammodernamento degli aeroporti di Napoli e Palermo. L’accusa dei pm di Roma è che l’Enav avrebbe concesso grossi contratti alla Selex, società guidata dalla moglie del patron di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguagini, e che, attraverso un meccanismo di fatturazioni gonfiate, avrebbero creato fondi neri destinati al pagamento di tangenti a politici e imprenditori. Un nuovo dettaglio nella torbida vicenda, rivelato dall’edizione palermitana di Repubblica: quindici milioni di euro, di un appalto complessivo da poco meno di 100 milioni per il Falcone-Borsellino, sarebbero stati versati alla Selex prima ancora di aprire il cantiere di lavoro. “Anzi – scrive Repubblica – ancor prima che il Cipe approvasse la delibera che assegna 91 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico-infrastrutturale dell’aeroporto di Palermo”. Il tutto, ovviamente, senza gara d’appalto e per chiamata diretta. L'antenna per il rilevamento del wind shear - cioè l'improvvisa variazione del vento che mette a rischio gli atterraggi a Punta Raisi-è finita al centro dell'inchiesta romana sugli appalti dell'Enav. L'impianto, che avrà un costo di 11,5 milioni di euro, dovrebbe essere realizzato a Isola delle Femmine, nonostante le proteste dei cittadini. Con riferimento alla vicenda che ha caratterizzato l’avvio della sperimentazione per la rilevazione e la mitigazione del fenomeno del wind shear presso l’Aeroporto di Palermo Punta Raisi, l’ENAC precisa che il programma di installazione proseguirà secondo le fasi previste, con la temporanea esclusione del posizionamento del radar sul territorio del Comune di Isola delle Femmine. In particolare il programma prevede dapprima l’installazione, da parte dell’Enav, di sensori in aeroporto, per passare poi all’installazione degli anemometri per la rilevazione del fenomeno del wind shear a bassa quota. Per la rilevazione a mezzo radar alle quote oltre i 70 metri, si attenderà, invece, l’esito della sperimentazione dell’impianto radar TDWR (Terminal Doppler Weather Radar) che verrà condotta su un altro aeroporto. Solo all’esito positivo della fase sperimentale si procederà, quindi, al completamento dell’impianto relativo all’Aeroporto di Palermo. Ma in questa incredibile vicenda tutta siciliana si deve annotare un altro colpo di scena, che rende ancora più pirandelliana la vicenda, che ha interessato la procura di Roma. Doveva essere installato a Isola delle Femmine. Ma a causa della strenua opposizione di cittadini e amministrazione comunale, ora il radar per monitorare il wind shear sarà realizzato nell'aeroporto di Reggio Calabria invece che in quello di Palermo. La decisione è stata assunta dai vertici di Enac ed Enav, che hanno incontrato il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Il progetto, inserito nell'ambito di un accordo di programma, prevede un investimento di oltre 10 milioni di euro. "A Palermo - ha confermato Vito Riggio, presidente dell'Enac - rimarranno i sensori lungo le piste e a mare - ma la vera sperimentazione, che ha una valenza mondiale, si svolgerà a Reggio Calabria". Il braccio di ferro con Isola delle Femmine è durato anni, e adesso c'é il rischio che parte delle somme comunitarie non possano più essere utilizzate.
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-db5aab00-3fc1-401f-bc09-91772703b2de.html

domenica 30 gennaio 2011

Lo zio di Ruby rischia grosso

[FUTTI E FITTITINNI. Fotti e non ci pensare – Proverbio siciliano]
Sempre alta la tensione nell'Egitto in rivolta, mentre aumenta il numero delle vittime degli scontri. Al Cairo, 14 cadaveri in una moschea nei pressi di una prigione a 40 km dalla capitale che era stata teatro di una rivolta e di una fuga di detenuti. Il governo egiziano mostra il pugno di ferro e il presidente Mubarak va a visitare i militari che si occupano della sicurezza, mentre i caccia sorvolano a bassa quota la capitale. Intanto, l'opposizione concorda nell'affidare a El Baradei il mandato di negoziare col regime. E mentre la Farnesina segue la situazione, forze armate entrano a Sharm el Sheik, e ci sono difficoltà per i turisti che cercano di lasciare il Mar Rosso. L'ambasciata Usa invita gli statunitensi a lasciare il paese, mentre da Israele si apprende che l'intelligence di Tel Aviv è stata colta di sorpresa dalla sollevazione popolare in Egitto. E mentre tutto il mondo si interroga su questa crisi che rischia di incendiare tutto il nord Africa, Berlusconi si prepara a salvare lo zio Ruby, Mubarak. Come? Ancora non si sa, ma il presidente del Milan improvvisa e sicuramente riporterà a casa lo zio della piccola Ruby. Tutti a Roma o ad Arcore per una bella orgia.

LA PRESUNTA CRISI DELLA KSM

[GLI AFFARI CHE PRODUCONO SOLO SOLDI SONO AFFARI POVERI. Henry Ford] Avranno maggiori garanzie gli 89 lavoratori della Ksm spa, azienda che opera nel settore della vigilanza privata. Lo comunica la Uiltucs Sicilia. “In primo luogo –spiega il segretario regionale Pietro La Torre- i lavoratori potranno essere messi in mobilità solo su base volontaria e non secondo criteri che avrebbero potuto colpire tutti”. Ricordiamo al sindacalista La Torre che la mobilità volontaria se accettata dai sindacati permette libere assunzioni stagionali, invece se l’azienda effettivamente è in crisi(e non è il caso della Ksm) si dichiara lo stato di crisi dando inizio alla cassa integrazione, ma l’azienda non può assumere nessuno. “Inoltre, entro il febbraio del 2011- continua La Torre- l’azienda dovrà fare il punto sull’organizzazione del lavoro nelle strutture su cui opera”. “Siamo rammaricati- conclude La Torre- per la mancata firma dell’accordo da parte delle altre organizzazioni sindacali che già avevano dato la loro disponibilità”. Ma il sindacato che ha firmato l’accordo ha chiesti in cambio qualcosa al datore di lavoro? Per poter accedere alla mobilità volontaria non occorre la condivisione di tutti i sindacati presenti in azienda? In data 10settembre 2010 avevamo scritto un post (La Torre muove:scacco al Re); ci siamo, purtroppo, sbagliati La Torre si è alleato con il Re mettendo in pratica l’arrocco lungo. Ksm è un Gruppo primario nel settore della sicurezza, capace di distinguersi per l'eccellenza dei servizi. Lo testimoniano i numeri: 15.000 sistemi d'allarme gestiti, un migliaio di guardie giurate, 200 fra auto e moto pattuglie, 50 furgoni blindati e ben 8 modernissime centrali operative nelle diverse province. Aeroporti, banche, esercizi commerciali ma anche case ed edifici per la collettività. I servizi vanno dalla video sorveglianza a varie forme di vigilanza satellitare, ispettiva, fissa e di controllo accessi. Ogni mese la Ksm assume 2/3 persone, le ferie non godute dei dipendenti che presidiano gli aeroporti oscillano da un minimo di 60 a un massimo di 100 giorni, lo straordinario estivo e i mancati riposi da capogiro e se ti rifiuti di fare lo straordinario ti trasferiscono in sedi disagiate.

Il popolo dei faraoni in rivolta

[NON DI SOLO PANE VIVE L’UOMO. Deuteronomio]
Israele assiste con allarme crescente al dilagare della protesta divampata in Egitto: alleato strategico per la sicurezza in Medio Oriente e unico partner arabo dello Stato ebraico insieme con la piccola Giordania. Un terremoto che fa vacillare l'ipotesi di stabilità del regime di Mubarak, a cui l'establishment israeliano sembrava aggrapparsi ancora 2 giorni fa. I comandi militari rispolverano i piani di consolidamento dei confini. Il rimpatrio dei cittadini israeliani è già cominciato. Il presidente Mubarak 'deve andarsene'. A dirlo è Mohammed El Baradei, ex direttore generale dell'Aiea ed esponente di spicco dell'opposizione al Cairo, annunciando che 'se il regime non cade, l'intifada del popolo continuerà. “Serve una nuova costituzione, il popolo ha diritto a chiedere il cambiamento in modo pacifico”. Esorta gli Usa a schierarsi apertamente con l'opposizione egiziana e definisce gli arresti domiciliari cui è stato posto brevemente un modo per intimorire la popolazione. Migliaia di detenuti sono evasi da un carcere in rivolta a nord del Cairo. Lo si è appreso da fonti della sicurezza. Il carcere da cui è avvenuta l'evasione di massa è quello di Wadi Natrun, ha precisato la fonte dei servizi di sicurezza nel sesto giorno della rivolta contro il regime del presidente Hosni Mubarak. Già ieri, fra l'altro, un numero imprecisato di detenuti era evaso del carcere di Khalifa, nei pressi della cittadella del Cairo. Inoltre era stato segnalato che otto detenuti sono rimasti uccisi, e 123 feriti, in scontri con la polizia durante un fallito tentativo di evasione dal carcere di Abu Zaabal, a nordest della capitale. Ci sono anche molti estremisti islamici in carcere da diversi anni fra le migliaia detenuti evasi a Wadi Natrun, circa 100 chilometri a nord del Cairo. Lo ha riferito una fonte dei servizi di sicurezza. L'evasione di massa, viene aggiunto, è avvenuta durante la notte dopo una rivolta durante la quale i detenuti - fra cui anche criminali comuni - si sono impossessati di armi delle guardie carcerarie. Il numero degli integralisti islamici evasi viene definito "grande". Dopo la Tunisia, l’Albania … anche l’Egitto si ribella; l’universo islamico scende in piazza e non si possono azzardare soluzioni. Gli Stati Uniti seguono con il fiato sospeso i drammatici sviluppi della crisi egiziana. Aspettano impazienti di capire se il duro monito di Barack Obama a Hosni Mubarak perchè fermi la violenza e assicuri le riforme stia producendo gli effetti sperati. Mentre emerge da alcuni cable diffusi da Wikileaks che gli Usa già da anni stavano preparando segretamente la transizione, tutto il Paese segue attaccato alla tv la rivolta. Da oltre 24 ore tutti i maggiori network non hanno mai smesso di informare su quanto sta accadendo in Egitto. Sabato di lavoro anche per i vertici dell'amministrazione. E' durato oltre due ore l'incontro tra il segretario di Stato, Hillary Clinton e il vicepresidente Joe Biden, assieme ad altri esponenti di rilievo del governo. Al centro di questi colloqui l'analisi della situazione, definita appena ieri sera da Barack Obama ''ancora totalmente fluida''. Lo stesso Presidente più tardi verrà aggiornato dal suo staff della Sicurezza Nazionale. Gli Stati Uniti, pur appoggiando il governo alleato di Hosni Mubarak, da almeno tre anni sostengono segretamente alcuni dissidenti che sarebbero dietro la rivolta di piazza di questi giorni come parte di un piano per favorire un “cambio di regime” in senso democratico al Cairo nel 2011: è quanto rivela il sito del quotidiano britannico The Telegraph, che cita un documento diplomatico segreto pubblicato dal sito Wikileaks. Il documento in questione risale al 30 dicembre 2008 e proviene dall’ambasciata Usa al Cairo. In esso l’ambasciatrice, Margaret Scobey, dice che un “giovane dissidente” egiziano del movimento “6 aprile”, il cui nome viene omesso, è stato aiutato dalla stessa ambasciata a partecipare a un incontro a Washington di dissidenti (Alliance of Youth Movements Summit), promosso dal Dipartimento di Stato, con esperti e funzionari del governo americano. Al suo ritorno al Cairo, il dissidente egiziano ha rivelato ai diplomatici Usa che era stata formata un’alleanza fra gruppi di opposizione con un piano per rovesciare nel 2011 il governo del presidente Mubarak e per installare sulle rive del Nilo un governo democratico, prima delle elezioni presidenziali previste per il settembre di quest’anno. Il dispaccio svelato da Wikileaks dice che “diverse forze di opposizione” egiziane avevano raggiunto un accordo per “appoggiare un piano non scritto per una transizione verso una democrazia parlamentare, con meno poteri al presidente (della Repubblica) e più al primo ministro e al parlamento, prima delle elezioni presidenziali in programma nel 2011″. Vi si aggiunge inoltre che il piano è “così delicato da non poter essere messo per iscritto” e che l’identità del dissidente va tenuta nascosta per evitare rappresaglie al suo rientro in Egitto. L’ambasciatrice Scobey, infine, si chiede se il piano, che definisce “non realistico”, possa funzionare.

UN TERRORISTA AZIONISTA DI FINMECCANICA

[IN UNO STRIP BAR DI VICENZA SI MANGIA SULLE DONNE VASSOIO. UNA VERGOGNOSA MERCIFICAZIONE DEL CIBO. PER ALLONTANARE LE CRITICHE, IL GESTORE PRECISA: “NON SONO COSTRETTE, MA PAGATE E CONSENZIENTI” SENNO’ POTEVA SORGERE UN PROBLEMA ETICO. http://www.spinoza.it/]
Indagati il presidente dell'Enav Luigi Martini, l'ad dell'ente Guido Pugliesi e la responsabile della Selex sistemi integrati, Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, in un'inchiesta su presunta corruzione e frode fiscale. I pm di Roma ritengono che nell'ambito di una serie di appalti affidati dall'Enav siano state messe in atto 'delle sovrafatturazioni' tese alla creazioni di fondi neri. L'Enav assicura 'massima collaborazione con la magistratura'. Nell'ambito dell'inchiesta su Enav risulta indagato anche Lorenzo Borgogni, manager di Finmeccanica. Borgogni però è indagato per il suo ruolo in una delle società perquisite. Gli investigatori del Ros e della Guardia di finanza hanno ispezionato anche l'ufficio di Lorenzo Borgogni, direttore centrale relazioni esterne di Finmeccanica. "La posizione di Borgogni è da mettere in relazione alla sua presenza in una società raggiunta dagli accertamenti", spiegano fonti inquirenti. Il manager è indagato per reati fiscali. Finmeccanica e Ferrovie Russe (RZD) hanno siglato un Memorandum of Understanding per lo sviluppo industriale nell'ambito del segnalamento ferroviario, delle telecomunicazioni, dell'automazione e della safety & security. L'accordo ha per oggetto la fornitura, entro il 2020, di tecnologie per 100 stazioni, 100 veicoli e 50 linee ferroviarie per un valore complessivo che potrebbe superare 1,5 miliardi di euro. Tradewinds Global Investors detiene il 2,02% del capitale di Finmeccanica. Lo si legge negli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti. Il superamento della soglia rilevante del 2% è stato fatto con un'operazione dello scorso 26 novembre. La Lia, la Lybian Investment Authority, detiene il 2,01% di Finmeccanica. Lo si legge negli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti. La Libia è più forte in Finmeccanica. Il fondo sovrano Lybian Investment Authority (Lia), braccio finanziario del leader Muammar Gheddafi e nato per gestire i proventi del petrolio, è salito al 2,01% nel gruppo italiano di aerospazio, difesa e sicurezza. L’operazione, comunicata dalla Consob come partecipazione rilevante, è avvenuta tre giorni fa. Se si volesse superare una quota del 3% sarebbe prima necessaria un’autorizzazione del Governo, essendo il gruppo di piazza Montegrappa un’azienda di interesse strategico nazionale controllata al 30,2% dal Tesoro. Un beduino terrorista è azionista di un’azienda italiana che produce principalmente armi sofisticate, complimenti Berlusconi. L’asse Roma-Tripoli, che abbraccia business in diversi settori dell’industria e della finanza, si consolida e l’ampliamento della partecipazione della Lia nel gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini dimostra che la Libia crede in Finmeccanica. Che, a sua volta, guarda oltre il Mediterraneo ad un mercato con potenziali opportunità di affari per circa 20 miliardi di dollari in quasi tutti i settori in cui opera il gruppo e aree geografiche legate all’accordo coi libici, in Africa e Medio Oriente. Proprio per questo, Finmeccanica e Libya Africa Investment Portfolio (Lap, un fondo di investimento posseduto da Lia), hanno costituito nel 2009 una joint venture al 50% per sviluppare una cooperazione strategica nei settori aerospazio, elettronica, trasporti ed energia per applicazioni commerciali. In Libia, Finmeccanica si è aggiudicata vari contratti da quello da 540 milioni di euro attraverso la controllata Ansaldo Sts per sistemi di segnalamento, telecomunicazioni e alimentazione su una linea ferroviaria per circa 1.450 chilometri, diventando il principale partner delle Ferrovie Libiche nella realizzazione della nuova rete ferroviaria nazionale, a quello di Selex Sistemi Integrati da 300 milioni di euro per un grande sistema di protezione e sicurezza dei confini. E ancora, attraverso il consorzio Ansaldo Sts e Selex Communications ha firmato con Zarubezhstroytechnology, società controllata dalle Ferrovie Russe Jsc Rzd, un contratto da 247 milioni di euro per realizzare una serie di tecnologie sulla tratta da Sirth a Benghazi, in Libia. AgustaWestland (controllata di Finmeccanica) ha messo in piedi un sistema industriale di manutenzione e assemblaggio tramite la Liatec. La Libia è fra i Paesi che offrono opportunità per altri contratti dai trasporti (per esempio per la metropolitana di Tripoli ma anche per i treni alta velocità) alla sicurezza dei confini ma Finmeccanica punta anche all’energia. Intanto, all’indomani delle indicazioni per il 2010 di cash flow e ordini migliori delle previsioni, Finmeccanica ha guadagnato oggi in Borsa il 4,54% (9,79 euro). http://www.youtube.com/watch?v=11DLmFkkRq8

venerdì 28 gennaio 2011

Don Abbondio a Punta Raisi!

[I GUAI SONO COME I FOGLI DI CARTA IGIENICA: NE PRENDI UNO, NE VENGONO DIECI. Woody Allen]
Il 26 c.m. abbiamo assistito all’ennesimo cda della Gesap. Si era detto che questo sarebbe stato il consiglio della svolta, dove venivano assegnate le nuove deleghe. Una società allo sbando dopo questo cda doveva riprendere a deliberare, cioè ritornare a amministrare i soldi pubblici. E incece non è successo nulla di eclatante: solo Dario Colombo, cioè il ad si occuperà in prima persona della Gh Pmo, controllata dal gestore. Per il resto tutto resta come prima. Forse, qualcuno sostiene, il nuovo cda evita lo scontro frontale perché si potrebbe arrivare al punto di non ritorno (prendiamo in prestito un termine aeronautico) che potrebbe essere l’arrivo della magistratura che bloccherebbe tutto. In una situazione di completa confusione i sindacati difendono i loro interessi personali e clientelari e se ne sbattono della legalità. La Cisal, se abbiamo interpretato bene i rumor aeroportuali, sta studiando le carte con i legali perché è loro intenzione mandare un esposto denuncia presso gli organi competenti per fare chiarezza e ripristinare la legalità nell’aeroporto che porta il nome di Falcone e Borsellino, due magistrati uccisi perché credevano nell’onestà e nella legalità.

giovedì 27 gennaio 2011

Chiarezza su Calipari

[DICE: CHI E’CHE GIRA, LA TERRA INTORNO AL SOLE O IL SOLE INTORNO ALLA TERRA? DICO: BOH, NON CI HO MAI FATTO CASO. Aldo Fabbrizi]
La morte di Nicola Calipari arriva al Copasir. Il Comitato di controllo sui servizi segreti, dopo la pubblicazione da parte di Wikileaks di alcuni cable inviati dall'ambasciatore americano in Italia, ha infatti deciso di sentire i magistrati che si occuparono dell'inchiesta sulla morte del funzionario dei servizi segreti italiani, ucciso ad un check point Usa mentre stava tornando verso l'aeroporto di Baghdad dopo la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. Nei prossimi giorni il Copasir sentirà dunque in audizione il procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo della capitale. Dopo le imbarazzanti rivelazioni di Wikileaks, la Casa Bianca corre ai ripari e impone una stretta sugli 007. In un memorandum finito in mano all'emittente Nbc, l'amministrazione Obama invita le agenzie di intelligence a tenere sotto controllo i propri dipendenti, con l'intervento anche di psichiatri e sociologi, per "misurarne la felicità" e cogliere eventuali "malumori e insoddisfazioni" e "cambiamenti nel comportamento" rivelatori. L'intento è di prevenire il pericolo che coloro che hanno accesso a documenti riservati possano in qualche modo "vendicarsi" con i datori di lavoro pubblicandoli. Il documento, distribuito alle agenzie dal direttore dell'ufficio per il management e il bilancio della casa Bianca, Jacob J. Lew - scrive la BBc sul suo sito - chiede anche di fare ricorso ai test della verità e di monitorare gli addetti per verificare eventuali "viaggi o contatti all'estero insolitamente frequenti".

Incubo Cammarata

[SE VUOI RENDERTI CONTO DEL VALORE DEL DENARO, PROVA A CHIEDERE UN PRESTITO. Benjamin Franklin]
"Quasi regolarmente si parla di mie dimissioni. Oggi più di ieri in vista di presunte elezioni anticipate. Un grande errore perché al momento non ho alcuna intenzione di dimettermi e si dà per morto un governo nazionale che invece sono convinto otterrà la fiducia. Per quanto riguarda me: il mio incarico da sindaco scade nel 2012 e non prima". Lo ha detto il sindaco di Palermo Diego Cammarata a margine di una conferenza stampa a Villa Niscemi facendo riferimento alle dichiarazioni di alcuni coordinatori del Pdl, tra cui l'ex vicesindaco Francesco Scoma, secondo i quali "se si andrà al voto per le politiche a marzo, Diego Cammarata si dimetterà per candidarsi e a Palermo si potrebbe votare a maggio, un anno e sei mesi prima della scadenza naturale della sindacatura". "L'unica verità è che sono circondato da 'amici' o presunti tali - ha aggiunto - e nemici che desiderano solo le mie dimissioni. È un pollaio con tante galline che schiamazzano".Per Cammarata "se qualcuno in modo irresponsabile, immotivato e demenziale dice cose non vere, parlando di mie dimissioni, non lo posso impedire. Di certo è grave però che a parlare sia un dirigente del Pdl". "Tutti i discorsi sulla fine anticipata del mio mandato – ha concluso Cammarata - in previsione di elezioni anticipate è solo una fuga in avanti che non si può permettere un uomo del partito".Poi un attacco al presidente della Regione: "Non c'é alcun rapporto con Lombardo, un presidente che ha distrutto tutto quello che era rimasto di buono in questa terra". "Stiamo vivendo un momento di paralisi totale - ha aggiunto - non è stata avviata alcuna iniziativa e non si spende un solo euro". Per Cammarata "il governo Lombardo è la cosa maggiormente deteriore degli ultimi anni. E' stato bravo solo a nominare molti commissari in giunta: un vero scandalo. Sta facendo di fatto governare chi ha perso le elezioni. E tutto questo solo a suo vantaggio".

Tronchetti il più pagato

[DATE I PELI SUPERFLUI AI POVERI. Marcello Marchesi]
La Banca d'Italia si appresta a varare misure di austerità sulla spesa e sulle retribuzioni dei dipendenti. Il governatore Mario Draghi e il Direttorio danno il buon esempio con un taglio del 10% agli emolumenti percepiti. L'istituto di Via Nazionale, che non rientra per la propria autonomia nelle misure varate dal governo sul congelamento triennale degli stipendi pubblici, ha voluto dare comunque un segnale del proprio contributo ai sacrifici del paese. Per Confindustria il reddito procapite in Italia è in calo, il benessere è tornato ai livelli del 1998 ma i politici sono strapagati. Il Centro Studi dell'associazione (Csc) parla di ''decennio perduto'' tra 1997 e 2007 per riforme non fatte mentre l'economia trainava. Divari e ''perdita di competività'' sono anzi ampliati. Sono i politici per il Csc la ''classe strapagata'': i parlamentari guadagnano ''oltre 5 volte il Pil pro capite, il doppio degli inglesi, il 50% più di quelli Usa''. I giovani non credono alla politica, sono disinteressati ad essa. Fiducia invece nella famiglia (49,4%), scuola e università(35%). Lo rivela un'indagine della Confcommercio. Politica e politici sono all'ultimo posto (15,9%) tra le istituzioni in cui giovani ripongono fiducia. Uno su due continua invece a sognare il posto fisso. Per la carriera il 29,8% è pronto a rinviare il matrimonio, il 24,5% a rinviare la nascita di figli. Per chi lavora l'obiettivo è sicurezza e reddito. Il presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera, è il manager più pagato di Piazza Affari. Negli ultimi dieci anni ha accumulato compensi per oltre 109 mln. L'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, ha guadagnato 50,8 mln, il numero uno di Fiat, Sergio Marchionne, 31 mln, ma c'è da ricordare che è arrivato al Lingotto solo nel 2003. Una classifica stilata da il Mondo, in base alle retribuzioni dal 2000 al 2009, escluse eventuali stock option. Ecco la classifica dei dieci manager più pagati nel 2009, sulla base dei dati di bilancio pubblicati nel 2010, secondo le elaborazioni del Sole 24 Ore. Tra parentesi la società da cui deriva la parte più consistente degli emolumenti che, a volte, godono di 'arrotondamenti' legati alla presenza dei manager in più di un consiglio di amministrazione: Carlo Puri Negri (Pirelli Re) - 15,2 milioni (di cui 14 milioni a titolo di buonuscita); Claudio De Conto (Pirelli) - 7,3 milioni (di cui 4,95 mln per fine rapporto lavoro); Marco Tronchetti Provera (Pirelli) - 5,9 milion;i Antoine Bernheim (Generali) - 5,58 milioni; Luca Cordero di Montezemolo - 5,1 milioni (Ferrari); Mauro Pessi (Brembo) - 5,1 milioni;Sergio Marchionne (Fiat) - 4,78 milioni; Pier Francesco Guarguaglini - 4,7 milioni (Finmeccanica); Paolo Scaroni (Eni) - 4,4 milioni; Alessandro Profumo (Unicredit) - 4,26 milioni.

mercoledì 26 gennaio 2011

L’Amat affonda nei disservizi

[SE BRUCIA LA CASA DEL TUO VICINO, LA COSA TI RIGUARDA, E MOLTO. Orazio Flacco]
I sindacati di base del trasporto pubblico locale hanno proclamato uno sciopero di 24 ore del settore per il 26 gennaio. Ad indire lo stop di bus e metro per l'intera giornata sono stati i sindacati di base USB Lavoro Privato, Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas. Gli enti locali controllano ormai più di 5 mila società. Molte delle quali assolutamente inutili, che servono soltanto, come disse Luca Cordero di Montezemolo, da “discarica per politici trombati”. A Comuni, Province e Regioni sarà vietato ripianarne le perdite al di fuori del cosiddetto «contratto di servizio». In questo caso non gli resterà che portare i libri in tribunale. Una scelta obbligata, dopo alcuni salvataggi contestatissimi, come quello dell'Amat di Palermo. Duecento vetture guaste su 500 e difficoltà a riparare gli autobus per la carenza di personale in officina. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Amat, Mario Bellavista, che chiede al Comune di Palermo di intervenire per concedere una deroga al blocco delle assunzioni. “In dieci anni siamo scesi da 300, numero di personale ritenuto necessario dal Comune, a 181 operai in forza alle officine – dice Bellavista. Con questo organico riusciamo a malapena a mettere in linea le vetture previste dal contratto di servizio. È una situazione che si aggrava di giorno in giorno, visto che sono previsti ulteriori pensionamenti di personale. Ecco perchè, come abbiamo più volte chiesto, è necessario che il Comune intervenga per sbloccare le assunzioni a noi necessarie. L’appello che lancio all’amministrazione comunale, ma anche a tutto il Consiglio comunale – conclude il presidente – è che, una volta risolte le questioni legate alle due aziende Amia e Gesip, si possa tenere conto delle necessità dell’Amat, l’unica azienda che ha avuto tagliato finanziamenti, 11 milioni di euro, e che ha fatto sacrifici risparmiando circa tre milioni. Senza contare che con la razionalizzazione delle linee l’Amat potrà recuperare altri sette milioni, offrendo al pubblico un servizio qualitativamente e quantitativamente migliore”.

Aviapartenr Palermo: target Punta Raisi

[CI VOLE ‘U VENTO IN CHIESA, MA NO ASTUTARI I CANNILA. Quando si esagera a far qualcosa. Proverbio sicilian]
Aviapartner ha incontrato oggi (alle ore 11,00 lc) presso i locali dell’Enac i sindacati dello scalo di Punta Raisi. Aviapartner, terza compagnia di handling aeroportuale in Europa, ha acquisito il controllo del Consorzio siciliano Pae Mas handling services, secondo operatore nel settore dell'handling aeroportuale sull'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, diventando così il primo handler privato in Italia per numero di scali serviti, attualmente sei (oltre a Palermo, Roma Fiumicino, Milano Linate, Milano Malpensa, Venezia Marco Polo e Torino Caselle). Aviapartner ricorda che "Pae Mas, creata nel 2004, conta 70 dipendenti, un fatturato 2009 di circa 3 milioni di euro e gestisce clienti quali EasyJet, Meridiana Fly, Sas-Scandinavian Airlines, Air Europa, Air Italy". La delegazione di Aviapartner, guidata da Sandro Buzzetta, ha confermato il livello occupazionale esistente, avendo Ap intenzione di implementare il traffico a Palermo e dunque aumentare il livello occupazionale. Subito dopo la breve presentazione prende la parola il rappresentante della segreteria regionale Uil, Enrico Bondì, che chiede se è vera la notizia che Ap attingerebbe, qualora ci fosse la necessità, manodopera dal bacino dei precari ex Alitalia compresi i cassintegrati. Se così fosse la Uil non sarebbe d’accordo, prima ci sono gli stagionali del consorzio ad avere la precedenza. La Cgil invece ritiene fondamentale che figure professionali come gli ex Alitalia non vengano escluse, a priori, da Ap. Aviapartner è subito chiara. Il direttore generale di Ap Palermo, Sandro Buzzetta, dichiara che questi sono problemi esclusivamente sindacali, Ap Pmo nell’acquisizione del Consorzio ha esclusivamente degli obblighi morali con gli stagionali della Pae Mas. Colombino della Cisal si auspica che il nuovo competitore aeroportuale sia leale con la concorrenza. Inoltre si auspica, sempre la Cisal, che il parcheggio non sia a carico del lavoratore, che l’organizzazione del lavoro sia diversa dal passato … Il Consorzio "cambierà la propria denominazione in Aviapartner Palermo e permetterà alla multinazionale belga di operare per la prima volta nel Mezzogiorno, con un'ulteriore espansione in programma in Italia nel 2011". Nei primi dieci mesi del 2010, conclude la nota, "Aviapartner ha ottenuto un fatturato di circa 50 milioni di euro, impiegato più di 1.000 collaboratori, gestito circa 45.000 voli e movimentato 8,2 milioni di passeggeri".

700 GLI ESUBERI IG

[NON SERVE UNA MOSTRINA PER ESSERE UN UOMO D’ONORE. Da Codice d'Onore]
Entra nel vivo la vertenza legata agli esuberi, stimati in un numero compreso dai 500 ai 700, annunciati dalla compagnia aerea Meridiana fly nell'ambito del piano industriale. Oggi, nella sede della Provincia a Olbia, sindacati e associazioni professionali sono stati ascoltati dalla commissione Trasporti. Intanto Massimo Chieli, ad della compagnia, in risposta a una richiesta urgente di convocazione formulata da Cgil, Cisl e Uil, ha annunciato che incontrerà tutte le parti sociali coinvolte giovedì, alle 15.30, a Roma. Vicino alla vertenza si mostra anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi che ad Olbia per un convegno ha detto: "dobbiamo metterci insieme, Stato e Regione, per occuparci della vertenza di Meridiana Fly. Sarebbe antistorico per la compagnia aerea - sottolinea Sacconi - ridurre la presenza nell'isola che punta in modo rilevante anche sul turismo". Per scongiurare i licenziamenti annunciati dai vertici di Meridiana Fly scendono in campo le amministrazioni locali. A Olbia il sindaco Gianni Giovannelli e il suo delegato ai Trasporti Gigi Carbini hanno incontrato l'amministratore delegato della compagnia aerea, Massimo Chieli, e il direttore della comunicazione Carlo Goria. "La situazione è grave - sottolinea il sindaco - non è escluso che sin dal 31 gennaio prossimo Meridiana Fly ricorra alla legge 223/91, quella sui licenziamenti collettivi, per far fronte ai problemi di redditività delle linee aeree"."L'ad ha ribadito lo stato di crisi della società - aggiunge Carbini - e la volontà della società di far ricorso alla 223, che prevede 75 giorni di trattativa coi sindacati durante i quali, speriamo, si potrebbe arrivare ad accordo tra le parti. Chieli - spiega ancora Carbini - ci ha assicurato che comunque l'esternalizzazione dei servizi di cui si sta parlando (come ad esempio il call center) è da vedersi come una crescita del territorio, che potrebbe mantenere invariati i livelli occupazionali, portando però ad un risparmio per l'azienda". Domani, intanto, alle 15.30 a Roma, nella sede di Assaereo, è previsto un incontro tra sindacati e azienda per i dettagli sul piano industriale che contiene il taglio di nove Md, su 17, esuberi tra 500 e 700 persone, esternalizzazione di alcuni servizi.

martedì 25 gennaio 2011

Cura dimagrante per i dirigenti Gesap?

[L'ESPERTO E’ UNA PERSONA CHE HA FATTO IN UN CAMPO MOLTO RISTRETTO TUTTI I POSSIBILI ERRORI. Niels Bohr]
Ieri si è riunito il cda della Gesap. Nel corso della riunione è cresciuta una questione che molti anni fa era importante in Italia: l’etica e la morale. Poi dopo quasi vent’anni di berlusconismo sia l’etica che la morale, visto che non sono puttane, non contano un più cazzo. Siamo sicuri che il nuovo amministratore delegato ha letto “la paga dei padroni”, il fortunato libro scritto da Gianni Dragoni e Giorgio Meletti (edito da Chiarelettere). La Consob accende un faro sugli stipendi e le buonuscite dei top manager e sui piani di successione e l'autovalutazione degli organi amministrativi della grandi società quotate in Piazza Affari. Lo fa in vista della prossima stagione assembleare, avviando una consultazione col mercato su una bozza di comunicazione su tre aree tematiche connesse all'attività degli organi amministrativi, ovvero Cda e consigli di gestione. Sul libro di Dragoni "La paga dei padroni" vengono spiegati i meccanismi attraverso i quali Roberto Colaninno, coadiuvato da Rocco Sabelli, compivano alcune delle eccellenti scalate di casa nostra. Tra le ‘altre cita l'acquisizione della Telecom e quella della Piaggio. Dragoni scrive che nella maggior parte dei casi i capitali utilizzati per l'acquisizione delle società vengono scaricati sulle aziende stesse sotto forma di debiti, aziende che si trovano a ripartire con uno "zaino" pesante. Non si ferma solo a questo ma spiega anche come i compensi dei manager derivino dalle speculazioni azionarie a danno dei risparmiatori che investono su queste nuove società non appena esse vengono quotate in borsa. Le azioni vengono poste sul mercato a prezzi gonfiati, i manager realizzano i propri guadagni vendendo le azioni che si sono assegnati, poi le azioni scendono al loro reale valore di mercato e gli unici a rimetterci sono gli investitori ed i piccoli risparmiatori. Dario Colombo si pone una domanda elementare: se il nuovo ad di Gesap ha un compenso di 50.000 € annuo, non si capisce con quale logica il dg debba percepire 250.000 €. Mentre i dirigenti ph Sagliocco, Listro, La Barbera … avrebbero 160.000 € a testa. Natale Chieppa ph terminal che non è il sosia di Chieppa Natale ad della Gh Pmo, ma è la stessa persona, percepirebbe appena 130.000 €. Natale Chieppa è stato invitato dall’ad Colombo si bloccare le promozioni decise alcune settimane e di non parlare più di mobilità volontaria in Gh. Bavetta quando vota per cose importanti si astiene, anche se vorrebbe vendere, in accordo con Scelta, le quote alla Gh Pmo. Anche in questo caso Dario Colombo si pone una domanda: se Gh Pmo dice di essere in crisi perché vuole la maggioranza delle azioni? I napoletani non sono stupidi, ci sarà un motivo valido e l’ad è curioso. Giovedì 27 il cda di Gesap si riunirà per, finalmente, conferire le deleghe.

Facebook primo social network in 115 nazioni

[L’IMMAGINAZIONE E’ L’AQUILONE CHE VOLA PIU’ IN ALTO. Lauren Bacall]
Prosegue l'inarrestabile marcia di Facebook. Negli ultimi sei mesi il social network di Mark Zuckerberg, ormai vicino ai 600 milioni di utenti, ha esteso la sua leadership a quasi tutta l'Europa e si è aperto un varco in Asia con la conquista della Mongolia, diventando la prima rete sociale in 115 nazioni su 132 prese in esame. A incoronare Facebook anche negli ambiti nazionali è la mappa mondiale dei social network elaborata da Vincenzo Cosenza, responsabile della 'social media agency' italiana Digital PR. Disegnata sulla base dei dati pubblici forniti da Google Trends for Websites e Alexa, la mappa mette in evidenza la crescita di Facebook nel Vecchio Continente. Qui, dallo scorso giugno ad oggi, la rete sociale ha ottenuto il primato anche in Polonia e Ungheria, mentre l'unico social network europeo a resistere in vetta in ambito nazionale è Hyves nei Paesi Bassi. Le altre vittorie di Facebook si registrano in Mongolia contro Hi5 e in India e Paraguay ai danni del social network di Google, Orkut, che ormai rimane forte solo in Brasile. Oltre a Facebook negli ultimi mesi cresce anche Twitter, che in nazioni come l'Australia, il Canada e il Regno Unito è il secondo social network più usato e precede LinkedIn, mentre è terzo in Italia, Francia, Germania e Stati Uniti. In Italia il secondo posto è appannaggio di Badoo, un sito per appuntamenti che vede crescere la propria utenza tra i giovani.

lunedì 24 gennaio 2011

LA MAGISTRATURA A PUNTA RAISI?

[LE OPERE PIU’ NOBILI, LE IMPRESE CAPITALI, NASCONO DA UOMINI SENZA FIGLI. Francis Bacon]
Quella della Gesap non è soltanto una battaglia di poltrone. Ma è soprattutto una partita economica da oltre 160 milioni di euro, per investimenti da portare avanti entro il 2013 grazie a un Accordo di programma tra Stato, Regione e Gesap che partirà tra qualche mese (manca solo l' ultima via libera del Cipe guidato dal sottosegretario Gianfranco Micciché). Ma tutto potrebbe essere bloccato se la magistratura del capoluogo siciliana, dopo che il gds e la repubblica hanno pubblicato una serie di articoli su cose fossero gestiti i soldi pubblici affidati alla Gesap, volesse fare chiarezza. Attendiamo, fiduciosi. L' obiettivo è realizzare la nuova palazzina che ospiterà gli uffici, l' ampliamento del terminal che dagli attuali 30 mila metri quadrati passerà a 50 mila, e ristrutturare la centrale tecnica. Una pioggia di soldi sui quali hanno messo occhi e mani imprenditori e manager vicini al premier Silvio Berlusconi e ai colonnelli del Pdl romano: non a caso, in vista dell' avvio delle grandi opere, sono stati affidati 6 milioni di euro di consulenze, in gran parte a studi di progettazione d' imprenditori vicini al premier. Qualche esempio: tra la fine del 2009 e il 2010 lo studio "Compagnia del progetto" e la collegata "Cdp design srl" hanno ricevuto dalla Gesap incarichi per 2,3 milioni di euro. Ma già nel non lontano 2006 la Gesap paga acconti per lavori ancora da eseguire per 20.511,30 € per servizi di coordinamento e progettazione. Sempre nello stesso anno 26.640,00 € vengono pagati alla Cdp Design per l’allestimento nuova area rent a cars. A questa dobbiamo aggiungere un’altra fattura di 8.800,00 € il 26/3/2007 e il 24/3/2006 di 8.800,00 €. Inoltre progettazione nuove aree chek-in – 1 fase € 8.774,36. 47.240,60 è la somma pagata dalla Gesap, sempre alla CdP per preliminare nuove aree chek-in in data 5/2/2007. Per la realizzazione dei locali destinati ad accogliere la terza sala chek –in e area Bhs collegata in data 18/4/2007 viene emessa dalla Cdp una fattura di 71/585,64 €. Sempre per lo stesso progetto il 23/7/2007 viene fatto un altro bonifico di 47.723,76 €. Il 23/7/2007 viene pagata una fattura di 20.160,00 € per “allestimento e arredi della terza sala chek – in. 18/4/2007 sempre per l’allestimento e arredi terza sala chek –in 15.120,00 €. Ammonta a 60.470,95 € la fattura emessa il 5/2/2007 per nuova hall arrivi e aree collegate. Lo studio del sistema promo pubblicitario dell’aeroporto di Palermo e assistenza alla gestione della gara di appalto per la sub-concessione pubblicitaria ha prodotto una fattura di € 36.717,41 (in data 12/3/2007). L’allestimento della sala espositiva progetti Gesap è costata appena 17.758,32 €. Per la nuova hall arrivi e aree collegate la progettazione è costata 15.416,21 €. In data 8/11/2006 sempre per nuova hall arrivi e aree collegate 23.124,31€. L’11/12/2006 la CdP presenta una fattura per le nuove aree chek – in di appena 13.161,55. Per quale motivo la Gesap si affida alla CdP per realizzare i progetti, pur avendo una quindicina di ingegneri regolarmente stipendiati? Solo questo vorremmo capire. Questi due studi fanno capo alla holding della famiglia Flammini, in particolare a qual Maurizio grande amico dei colonnelli ex An a Roma, a partire dal sindaco della Capitale Gianni Alemanno che proprio a lui ha affidato la progettazione del Gran premio di Formula 1 della Capitale. A far infuriare però gli uomini vicini a Romano è stata la decisione del direttore Scelta di affidare, nel periodo d' interregno tra le dimissioni dell' ex amministratore delegato Terranova e l' insediamento di Colombo, 34 incarichi alle società di Flammini per una spesa di 1,2 milioni di euro. E una ventina d' incarichi alla società Tecnogeco, altro studio romano. Scelta ha avuto il via libera dal vecchio cda in carica, ma dal Pid non hanno gradito «la fretta di affidare incarichi poche settimane prima dell' insediamento del nuovo cda e di Colombo», per inciso l' uomo forte che Romano vuole alla guida dell' aeroporto. Spegnendo così le ambizioni di Scelta. Ma su una cosa Cammarata e Avanti sono d'accordo: la privatizzazione delle quote può attendere.

AP CONVOCA I SINDACATI

[AMICU AMICU, ‘NTU CULU T’A STRICU. Amico, amico, e poi te lo mette in quel posto. Amicizia ipocrita, esibita solo a parole. Proverbio siciliano]
Il 26 di questo mese Ap incontrerà i sindacati,alle ore 11,00 presso l’Enac, dello scalo di Palermo Punta Raisi (ultima acquisizione della multinazionale belga). Speriamo che Ap riesca ad avere un approccio con i sindacati più istituzionale (come dicono gli intellettuali: laico)evitando di essere ostaggio dei sindacati stessi. Inoltre speriamo che Ap non faccia da sponda a politici comunali indigeni che con l’aeroporto si fanno la campagna elettorale, ormai da molti anni. Che il 2011 sia l’anno ricordato, in futuro, per l’assenza di pellegrinaggi per chiedere favori (in cambio di che cosa?) al datore di lavori. Tutti i sindacati sono uguali con la stessa dignità (sempre che questa esista) devono dialogare pubblicamente con la controparte. Punta Raisi ha il diritto di avere aziende serie e i sindacalisti millantatori imbarcati con biglietto di sola andata.

Regole più rigide per società handling

[HO UN SOLO RIMPIANTO NELLA VITA: DI NON ESSERE QUALCUN ALTRO. Woody Allen]
Regole più rigide per gli handler aeroportuali, le società che forniscono i servizi di assistenza a terra, con il nuovo regolamento appena firmato dal direttore generale dell'Enac, Alessio Quaranta, che contribuirà ad una maggiore selezione dell'ingresso al mercato dell'assistenza a terra garantendo più stabilità, sicurezza e regolarità nell'espletamento dei servizi.Tra le novità introdotte, criteri più stringenti per la certificazione e l'accesso al mercato dei prestatori di servizi di assistenza a terra, che prevedono anche un più ampio coinvolgimento dei gestori aeroportuali; maggior rigore per le società di handling che vorranno operare su aeroporti con traffico superiore ai 5 milioni di passeggeri l'anno, in quanto dovranno dimostrare di possedere un'esperienza pregressa consolidata di almeno tre anni di attività nel settore. Inoltre, è previsto l'accorpamento di categorie di servizi offerti: la società di assistenza potrà essere certificata, di norma, per l'espletamento dei servizi per una intera categoria, e non per servizi frazionati; c'é una disciplina del subappalto e una su consorzi e raggruppamenti temporanei d'impresa in modo che il soggetto certificato/operante sia espressamente individuato.Nel provvedimento sono previsti, inoltre, la semplificazione per i vettori in autoproduzione e per le imprese di manutenzione, il rispetto del tipo di contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria ai fini dell'accesso ai servizi in aeroporto, l'adozione di sanzioni in caso di inosservanza delle prescrizioni del regolamento.

Ig riduce flotta e personale

[QUANDO IL MIO EX FIDANZATO MI HA LASCIATA, IL GIORNO DOPO HO RICEVUTO UN BIGLIETTO. DICEVA: NON TE LA PRENDERE. PERCHE’ PER UNO PER CUI TE LA PRENDI, C’E’ SEMPRE UN ALTRO A CUI GLIELA DAI! Brunella Andreoli]
Il 14 giugno Meridiana fly tornerà a volare sulla rotta Palermo-New York. La frequenza dei collegamenti è bisettimanale: si parte da Napoli il mercoledì e il venerdì, mentre da Palermo il volo opera il martedì e il giovedì. Gli orari di partenza prevedono il decollo alle 13 e l'arrivo a New York alle 17 ora locale, mentre dal JFK si parte alle 19.55 e si atterra alle 10.50. Gli aeromobili utilizzati sulla linea diretta fra Palermo e New York sono Airbus A330 con ventisei posti in classe business e 256 in classe economica. Il costo dei biglietti, già in vendita sul sito meridianafly.com e nelle agenzie di viaggio, parte da 534 euro a persona per un volo di andata e ritorno, tutto incluso. Nel frattempo apprendiamo che potrebbe saltare lo sciopero degli assistenti di volo di Meridiana fly indetto per il 14 e 15 febbraio prossimi. È quanto si è appreso, da fonti sindacali, al termine dell'incontro che si è svolto a Roma tra i vertici della compagnia aerea e le organizzazioni di categoria. "Siamo talmente preoccupati che responsabilmente la Rsu assistenti di volo e la Uil Trasporti sono pronti a sospendere l'agitazione in programma per il 14 e 15 febbraio", dichiara Marco Bardini, segretario territoriale della Uil Trasporti di Olbia. "Siamo stati convocati per la presentazione del piano industriale di Meridiana Fly - spiega il sindacalista - invece c'é stato presentato un piano con tagli che prevede il dimezzamento degli Md 80 della flotta sarda".Ai rappresentanti dei lavoratori, l'ad della compagnia, Massimo Chieli, ha infatti espresso l'intenzione di tagliare un numero di lavoratori compreso tra i 500 e i 700. I tagli ricadranno prevalentemente sulla Sardegna. L'azienda ha infatti intenzione di sopprimere 9 dei suoi 18 Md82, aerei utilizzati per i collegamenti da e per Olbia e Cagliari. Ma voci interne a Meridiana fly sostengono che anche Catania e Palermo saranno penalizzate. Dovrebbero restare a terra circa 270 dipendenti del settore volo, di cui 45 comandanti, altrettanti piloti e 180 assistenti di volo. Un forte ridimensionamento è previsto anche per gli operatori del call center, dei sistemi informativi e della contabilizzazione dei biglietti, settori che l'azienda intende cedere ad altre società. "Come se non bastasse - ha concluso Bardini- è stata chiesta anche la riduzione del costo del lavoro del personale navigante dal 15% al 20%".

sabato 22 gennaio 2011

Wikileaks contro gli evasori fiscali

[L’IGNORANZA E’ MENO LONTANA DALLA VERITA’ DEL PREGIUDIZIO. Denis Diderot]
Nuova cassaforte di segreti in arrivo per Wikileaks: stavolta a consegnare al sito di Julian Assange (nella foto) le chiavi dei conti offshore di duemila ricchi individui e società è stato Rudolf Elmer, l'ex banchiere svizzero che dovrà presentarsi davanti alla magistratura elvetica. Il 'secondo Bradley Manning'' consegnerà a Wikileaks un cd con i dati sui potenziali evasori in una cerimonia al Frontline Club di Londra, riporta il britannico Observer. Tra i dati raccolti, ha detto lo stesso Elmer al quotidiano britannico, ci sono quelli relativi ai conti di ''almeno 40 politici''. Il banchiere, un ex dipendente alle Cayman della potente Julius Baer licenziato nel 2002, è il primo ''informatore'' del sito fondato da Assange a finire sotto processo. L'ex dipendente della Baer sta rientrando in Svizzera dall'esilio alle Mauritius e il 19 gennaio è finito davanti al magistrato. ''Voglio render pubbliche queste informazioni per educare la società'', ha detto. Nell'elenco ci sono singoli individui, multinazionali, istituzioni finanziarie e hedge fund da Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Austria, Asia e altrove ''che usavano lo schermo di segretezza offerto dalle banche offshore per evitare i pagare le tasse'', ha detto il banchiere all'Observer. I circa 2.000 nomi non verranno immediatamente resi pubblici così come finora Wikileaks non ha diffuso una più breve lista di 15 nomi che Elmer consegnò nel 2008 al sito di Assange. 'Wikileaks è la mia ultima speranza': lo ha detto Rudolf Elmer. ''Ho provato ad avvicinare autorità e media nella mia battaglia contro le banche. Non c'è stato nulla da fare. Wikileaks è la mia ultima speranza''. Alla conferenza stampa ha partecipato anche John Christianson dell'organizzazione Tax Justice Network secondo cui 20 mila miliardi di dollari sono nascosti offshore. ''Il segreto bancario svizzero deve sparire ma gli svizzeri fanno del loro meglio per proteggerlo'', ha detto Christianson

giovedì 20 gennaio 2011

La crisi nel settore handling

[COME SAREBBE BELLO IL SOCIALISMO SENZA I SOCIALISTI. Turati]
Questo il calendario degli scioperi proclamati nel settore dei trasporti (e ancora suscettibili di revoca), fino a venerdì 25 febbraio: 21/01 Aereo Personale aeroportuale soc. Sea 24 ore e Sea Handling di Linate e Malpensa e Aviapartner di Malpensa 26/01 Tpl Personale addetto al trasporto 24 ore pubblico locale (con modalità territoriali) Tpl Personale addetto al trasporto 8 ore pubblico locale (con modalità territoriali) 29/01 Ferrov. Personale di macchina e di bordo 24 ore soc. Trenitalia (dalle 21 del 29/1 alle 21 del 30/1) 30/01 Ferrov. Personale addetto alle attività 8 ore Ferroviarie (9,00 - 17,00) 14/02 Aereo Assistenti di volo 48 ore Soc. Meridiana Fly (dalle 00.01 del 14/2 alle 23.59 del 15/2) Aereo Piloti soc. Meridiana Fly 24 ore Aereo Piloti ed assistenti di volo 24 ore Soc. Alitalia-Cai ed Air One 25/02 Aereo Piloti società Easyjet 4 ore (10,01 - 14,00) Aereo Personale navigante di cabina 4 ore Soc. Meridiana Fly (10,00 - 14,00). Disagi e servizio di consegna bagagli rallentato mercoledì mattina al Leonardo da Vinci, per la vertenza della Flight Care di Fiumicino, il colosso del settore handling (assistenza a terra) che ha avviato la procedura di licenziamento per 242 dipendenti. Venerdì 21 gennaio ci sarà lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil: 4 ore, dalle 12 alle 16. Per i passeggeri sono previsti altri pesanti disagi. Non saranno garantite, in sostanza, le operazioni di check in e di stivaggio bagagli per le compagnie servite dall’handler. L’agitazione potrebbe essere la prima di una serie dalle dimensioni maggiori: «Oltre a chiedere l’intervento della Prefettura di Roma a tutela delle regole riguardanti la corretta concorrenza - anticipa Stefano Monticelli, segretario della Filt- Cgil Lazio - pensiamo ad un’astensione del lavoro che potrebbe coinvolgere tutto lo scalo». A Roma, peraltro, il 21 gennaio è previsto un altro sciopero del settore trasporti, quello del personale Atac. Le difficoltà del settore handling stanno esplodendo per via della violentissima concorrenza tra le aziende di assistenza. Al Leonardo da Vinci le tariffe stanno scendendo con punte del 40 per cento. In questa deregulation «fuori controllo» per ritrovarsi a carte per aria basta poco: anche perdere un solo cliente. Stando ai dati forniti proprio dal direttore generale di Flight Care Roberto Bruni «negli ultimi tre anni gli handler di Fiumicino sono passati da 3 a 7». Tra questi, 4 sono comparsi negli ultimi sei mesi. Accanto a quelli di sempre - oltre a Flight Care anche Aviapartner e Cai, nata dopo la fusione di Alitalia e Air One - si sono affacciati Globe Ground (che appartiene a una cordata di imprenditori guidata dall’ex ad di Alitalia Domenico Cempella), Aviation Service (operante in diversi scali della Penisola), Ata (gruppo Acqua Marcia) e Consulta (sbarcata a Fiumicino da Reggio Calabria). La prima vittima della concorrenza sfrenata al Leonardo da Vinci è la «clausola sociale» che difende i lavoratori. E’ il contratto nazionale del settore a dirlo: in caso di rotture degli accordi commerciali, lo stesso personale passa dalla vecchia alla nuova società che fornisce l’assistenza alla compagnia aerea. E adesso, piuttosto paradossalmente, a sollecitare assieme davanti all’Enac e al Governo il rispetto della clausola sociale sono i sindacati e i grossi handler come Flight Care. Una «strana crisi del trasporto aereo» la definisce l’Unione sindacale di Base per bocca del delegato Walter Mancini. «Prezzi sempre più bassi a discapito della qualità del servizio e talvolta anche della sicurezza – spiega il rappresentante Usb che sollecita l’apertura di un confronto «per fare rispettare le regole» - . A pagarne le conseguenze sono, come al solito, i lavoratori con licenziamenti e dismissioni. Il punto è che chi dovrebbe vigilare non vigila».

I miracoli di San Gennaro anche a Punta Raisi

[IERI HO VISTO UNA NUVOLA CHE MI RICORDAVA IL TUO VOLTO. SONO RIMASTO SU UN PRATO A VEDERE IL VENTO GIOCARE COI TUOI CAPELLI ... I TUOI OCCHI APRIRSI E LASCIARE PASSARE IL SOLE ... POI UN 747 TI E' VOLATO IN MEZZO AL NASO. Garfield]Ieri i vertici di Gh Pmo hanno comunicato che lo stato di “presunta” crisi non esisteva più. Bene, anzi benissimo. Ma una cosa vogliamo capire. Chi diceva che la crisi era inevitabile dopo l’acquisizione del ramo di azienda Alitalia Airport a Punta Raisi ha detto una bugia? Passata poco più di una settimana la crisi è svanita. I conti non quadrano. Qualcuno prima o dopo ha mentito e quando dici le bugie non sei più credibile. Probabilmente il nuovo ad di Gesap, Colombo, dopo l’incontro chiarificatore con Natale Chieppa, ad della Gh Pmo, ha spiegato, se qualcuno l’avesse dimenticato, che la Gh a Palermo è una controllata della Gesap. Dunque, è l’azionista di riferimento che prende decisioni in tal senso. E per dover di cronaca un sindacato ha avuto la sfacciataggine di non credere alla presunta crisi (firmando un duro documento che contestava tutta la sceneggiata della crisi napoletana), mentre tutti gli altri erano costernati e convinti che la crisi e, dunque, la mobilità volontaria era il male minore.

A Fontanarossa nel 2010 oltre 6,3 mln di passeggeri

[CARRICA LIEGGHIU E CUNSUMA O VUOSCU. Fai tanti viaggi, ma con un carico leggero -Proverbio siciliano]
Nuovo record di passeggeri all'aeroporto di Catania: nel 2010 sono stati 6.321.753 i passeggeri in transito nello scalo che, per dimensioni e quote di traffico, è il terzo fra i regionali dopo Venezia e Bergamo e il primo per volume di traffico nel meridione. L'incremento rispetto al 2009 e del 6,52%. Il Quality Target 2010, il monitoraggio sull'efficienza dello scalo, fa inoltre rilevare che a Fontanarossa il controllo dei bagagli a mano è più veloce della media nazionale (10 minuti contro 12) e la percentuale di disguidi è dello 0,2 su 1.000 a fronte del 2 su 1.000 nazionale e che ciascun utente vi transita mediamente circa 4 volte l'anno. "Questo nuovo record - commenta Gaetano Mancini, presidente della Sac - è anche il risultato di una precisa attività di marketing operata verso le compagnie aeree, implementando l'offerta di nuove rotte e potenziando il segmento delle low cost. Sac ha davanti un quinquennio di importanti investimenti: dalla imminente rivoluzione della viabilità nel sedime aeroportuale, alla realizzazione di nuovi parcheggi, dalla ristrutturazione della vecchia aerostazione Morandi destinata ai voli low cost fino alla riqualificazione della pista per garantire standard ottimali di sicurezza. A breve, infine - aggiunge - la grande e impegnativa sfida su Comiso, di cui Sac è socio di maggioranza con Intersac, da condurre insieme al territorio ragusano per dar vita a un sistema aeroportuale integrato con Fontanarossa". "Il decreto del ministero dell'Economia che pone a carico dello Stato gli oneri dei servizi di volo e della sicurezza non è stato ancora firmato ma sarà emanato al più presto in quanto non c'é nessun giallo''. Lo ha affermato a Comiso, al termine di un sopralluogo nell'aeroporto, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, con riferimento alla vicenda che ha acceso roventi polemiche tra parlamentari degli opposti schieramenti in relazione ai ritardi nell'emanazione dei decreti interministeriali, atto fondamentale senza il quale lo scalo non potrà entrare in funzione. Matteoli, giunto a Comiso a bordo di un elicottero della Guardia costiera, ha visitato l'intero sito dell'ex base missilistica. "Ho visto - ha detto - un'infrastruttura moderna che potrà svolgere una funzione importante in piena sinergia con Fontanarossa. Appena mi sono insediato ho dichiarato alla commissione Trasporti della Camera e del Senato che in Italia ci sono troppi aeroporti. Ma non mi riferivo allora, come posso escludere ora, che quello di Comiso sia di dubbia utilità. È estremamente importante e faremo di tutto perché possa essere operativo già la prossima estate".

L’Iran destabilizza il medio oriente

[QUELLO CHE CONTA NON E’ TANTO L’IDEA, MA LA CAPACITA’ DI CREDERCI FINO IN FONDO. E. Pound]
I missili dell'Iran erano puntati nel 2007 contro obiettivi nelle province afghane di Herat e Farah sotto comando italiano. Tra i 'bersagli' anche il Prt di Farah, gestito dagli americani: lo si legge in alcuni dei 15.000 file militari Usa sull'Afghanistan ottenuti da Wikileaks, rimasti inediti. Dai dispacci americani emerge anche che alcuni gruppi talebani "operano sotto direttive emanate dal governo iraniano", con Teheran che aveva "dispiegato truppe al confine" per offrire supporto agli insorti. Gruppi talebani finanziati e armati dall'Iran nell'estate del 2009 lanciavano razzi contro la base italiana di Camp Arena "per dimostrare il proprio attivismo" a Teheran. Lo si legge in alcuni dei 15.000 file Usa sull'Afghanistan di Wikileaks. Nella Repubblica islamica gli insorti venivano poi addestrati all'uso dei micidiali Ied, gli ordigni artigianali, forniti dall'Iran stesso, sempre secondo i file americani diffusi dal sito di Julian Assange. "Il gruppo talebano di Gholam Yahya Akbary (GYA) è in possesso di alcuni razzi iraniani e mine a pressione per lanciare attacchi nel distretto di Ghozareh (a sud di Herat). Il gruppo ha ricevuto tutto l'equipaggiamento ed i finanziamenti dall'Iran, e dimostra le sue attività alla Repubblica islamica, talvolta sparando razzi e granate su Camp Arena e altri obiettivi", si legge nel dispaccio militare Usa datato 24 giugno 2009. A luglio 2009, kamikaze arrivati da "Iran e Pakistan" e "coordinati da figure di primo piano dell'intelligence iraniana" pianificavano attacchi suicidi a Herat. In un altro file di agosto 2009, si riferisce che il GYA "ha ricevuto sostegno finanziario da (redatto), un alto ufficiale dell'intelligence iraniana, e progetta attacchi contro la città e l'aeroporto di Herat all'indomani delle elezioni". In quelle settimane si contarono almeno due attacchi a colpi di razzi contro Camp Arena, senza fortunatamente causare vittime né danni. In altri file, ottenuti da Wikileaks, si delineano le attività di addestramento "in Iran" dei talebani all'uso e all'assemblaggio dei micidiali Ied. In un dispaccio del settembre 2009 si fa riferimento a "sei mine anticarro molto potenti ricevute dall'Iran" che i talebani "utilizzeranno contro le forze della coalizione internazionale o esponenti di spicco della polizia afghana". Gli ordigni potevano essere azionati con un telecomando, fino a una distanza di due chilometri. Gruppi talebani "hanno ricevuto l'ordine dall'Iran di bruciare le scuole", si legge in un dispaccio militare americano dall'Afghanistan del novembre 2007 ottenuto e pubblicato da Wikileaks. "Gli insorti hanno intensificato le proprie attività, e seguito l'ordine dall'Iran di bruciare le scuole", si legge in un file dal comando ovest che annovera tra le organizzazioni coinvolte "l'intelligence iraniana": "Gli insorti, che operano secondo le direttive impartite dal governo iraniano, sono i responsabili dei roghi contro le scuole nel distretto di Shindand", 120 chilometri a sud di Herat. Proprio nel villaggio di Shindand, i militari inaugurarono nel marzo 2007 una scuola inferiore, i cui lavori furono finanziati dal Prt italiano di Herat. Siamo alle solite, gli Usa iniziano le guerre per poi condurle alla carlona. Basta attaccare l’Iran e la zona irachena a afgana ritornerebbe tranquilla.

mercoledì 19 gennaio 2011

Steve Jobs uomo anno 2010

[OGNI MATTINA CHIEDITI SE FARESTI CIO’ CHE HAI MESSO IN PROGRAMMA SE QUELLO FOSSE IL TUO ULTIMO GIORNO. E SE PER TROPPI GIORNI DI SEGUITO LA TUA RISPOSTA E’ NO, CAMBIA VITA. Steve Jobs]
“Vuoi continuare a vendere acqua zuccherata per tutta la vita o vieni con me a cambiare il mondo?”. John Sculley, allora topo manager della Coca Cola, lo seguì senza un attimo di esitazione, diventando l’amministratore delegato della Apple, fondata sette anni prima. Steve Jobs adorato dai seguaci che ha sempre maltrattato, ammirato perfino dai biografi che lui ha combattuto e denunciato per anni, insofferente delle incursioni nel suo privato. Adesso che, dopo l’Ipod, anche iPhone è entrato nelle tasche di milioni di italiani mentre iTunes ha rivoluzionato l’industria della musica e nl’iPad sta diventando il paradigma di un nuovo modo di leggere i giornali, ha deciso di ritirarsi, solo pochi mesi, per vincere la sua personale guerra: sconfiggere la morte. Apple ha venduto 7,3 milioni di iPad nel primo trimestre dell'anno fiscale, che si e' chiuso il 25 dicembre scorso. Secondo la societa' venduti 16,24 milioni di iPhone, l'86% in piu' rispetto all'anno precedente, contro i 4,13 milioni di Mac venduti, il 23% in piu'. In calo le vendite di iPod, del 7% a 19,45 milioni. Apple archivia il primo trimestre dell'anno fiscale con un utile netto di 6 miliardi di dollari, o 6,43 dollari per azione, e ricavi per 26,74 miliardi di dollari. Steve Jobs, il co-fondatore e amministratore delegato di Apple, e' -per il F.Times- l'uomo dell'anno 2010.'Il visionario della Silicon Valley' lo definisce il Financial Times che 'con il suo sogno del piccolo schermo ha riportato Apple in vetta'. Poco piu' di dieci anni fa, sia la Apple sia la carriera di Jobs sembravano fallite, la loro rilevanza per il futuro della tecnologia spacciate sia nella Silicon Valley sia a Wall Street. All'inizio del 2010, pero', la rinascita era completa. Steve Jobs, il numero uno della Apple, ha preso una pausa malattia per "concentrarsi sul suo stato di salute". Lo annuncia la Apple, precisando che Jobs rimane in carica come Ceo del gruppo di Cupertino. In una email inviata ai dipendenti della Apple, Jobs scrive: "Su mia richiesta il board dei direttori mi ha concesso una pausa malattia in modo che possa concentrarmi sul mio stato di salute. Continuerò in quanto Ceo ad essere coinvolto nelle principali decisioni strategiche della compagnia". Il numero uno della Apple aggiunge: "ho chiesto a Tim Cook di prendere la responsabilità di tutte le operazioni a carattere quotidiano della Apple. Ho grandissima fiducia nel fatto che Tim e il resto del management esecutivo farà un lavoro eccezionale nel mettere in opera gli eccitanti piani previsti per il 2011". Jobs conclude affermando: "amo così tanto la Apple e spero di tornare appena possibile. Nel frattempo, la mia famiglia e me stesso apprezzerebbero un profondo rispetto della nostra privacy". Apple cede circa il 2% a Francoforte in seguito all'annuncio che Steve Jobs ha preso una pausa malattia per "concentrarsi sul suo stato di salute".

martedì 18 gennaio 2011

Ad Ap certificato sicurezza della Iata

[A TEMPU RI GUIERRA, OGNI PIRTUSU E’ TRINCEA. In tempo di guerra, ogni buco è riparo. Proverbio siciliano]
La multinazionale belga Aviapartner, terza società di handling aeroportuale d'Europa, ha ricevuto per prima in Italia dalla Iata la certificazione Isago "per la qualità e la sicurezza dei servizi offerti" sullo scalo lombardo di Malpensa. La società di servizi aeroportuali a terra è la prima società di handling europea ad ottenere questa certificazione internazionale (Iata Safety Audit for Ground Operations) in tutti i 5 paesi del proprio network: Italia, Germania, Olanda, Francia e Belgio. Nel gennaio 2010, infatti, Aviapartner è stato il primo handler europeo ad ottenere la certificazione Isago sull'aeroporto di Amsterdam.

GAZA AL LIMITE DEL COLLASSO

[IL TEMPO E’ LA COSA PIU’ IMPORTANTE: ESSO E’ UN SEMPLICE PSEUDONIMO DELLA VITA STESSA. Antonio Gramsci]
Israele voleva tenere l' economia di Gaza al limite del collasso ma senza superarlo per evitare una crisi umanitaria, secondo WikiLeaks che ha svelato il contenuto di un messaggio con affermazioni in questo senso dell'ambasciata Usa a Tel Aviv. Il messaggio, il cui contenuto è stato pubblicato dal quotidiano norvegese Aftenposten, è datato 3 novembre 2008, anno in cui il movimento islamico Hamas - nemico giurato di Israele - si era ormai solidamente insediato al potere nella striscia di Gaza, dove abitano 1,5 milioni di palestinesi.. ''Nel quadro di un piano di embargo generale contro Gaza - si afferma nella nota dell' ambasciata - fonti governative israeliane hanno confermato in diverse occasione l'intenzione di tenere l'economia di Gaza al limite del collasso, senza però superarlo''. Israele aveva imposto un rigido blocco economico di Gaza in reazione alla presa del potere da parte di Hamas nel giugno del 2007, permettendo solo l'ingresso limitato di prodotti di prima necessità. L'allora premier Ehud Olmert aveva giustificato questa politica affermando che Israele non avrebbe permesso alla popolazione di Gaza una vita normale fino a quando razzi e bombe fossero continuate a cadere sui centri abitati israeliani nel sud del paese. Israele afferma di aver considerevolmente ammorbidito il blocco di Gaza da diversi mesi, in seguito a forti pressioni internazionali che si sono accentuate lo scorso maggio dopo l'arrembaggio della marina militare a una nave di attivisti filopalestinesi, parte di una flottiglia che intendeva forzare il blocco marittimo di Gaza. Nel corso dell'operazione nove cittadini turchi furono uccisi sulla nave Mavi Marmara.

domenica 16 gennaio 2011

Amat e Amt al collasso?

[TU SEI PER UN MISTERO COME PUO' ESSERLO UN CESSO OTTURATO PER UN IDRAULICO. Al Pacino (Will Dormer) in Insomnia]
Mezzi puntuali e moderni, un’azienda che produce utili per 4,5 milioni di euro e investimenti da oltre 300 milioni. Questi i numeri dell’Atm di Milano, che gestisce il servizio di trasporto pubblico sul territorio del capoluogo lombardo. Una realtà distante anni luce da quella siciliana, in cui i cittadini delle principali città - Palermo, Catania e Messina - si confrontano quotidianamenta con una situazione a dir poco disarmante, contraddistinta da vetture vecchie e malfunzionanti e ritardi che si accumulano di tratta in tratta fino a diventare enormi. Ecco, dunque, uno dei motivi per cui il traffico e lo smog continuano a soffocare le città dell’Isola, poiché in assenza di un servizio efficiente, difficilmente i cittadini decideranno di lasciare la propria auto in garage e utilizzare i mezzi pubblici. Paline digitali che informano sui tempi di attesa degli autobus, puntualità dei mezzi del 78 per cento, utili per 4,5 milioni di euro, investimenti per 316 milioni. Siamo a Milano e questi sono solo alcuni dei dati che riguardano l’Atm, la società per azioni che gestisce il trasporto pubblico urbano in città. Nella metropoli lombarda, quasi otto mezzi su dieci arrivano già in perfetto orario (risultato raggiunto in questi ultimi tre anni), ma l’obiettivo è raggiungere il 90% di puntualità: nove mezzi su dieci non sgarreranno neanche di un minuto rispetto alla tabella di marcia. Quasi tutti i mezzi hanno già l’aria condizionata, sono in distribuzione card ricaricabili per i biglietti, è attiva la copertura totale per i cellulari anche nella metropolitana (gestita sempre dall’Atm): tutte buone ragioni per cui i milanesi, quanto a trasporti pubblici, non dovrebbero sentirsi insoddisfatti. Ma non finisce qui. “In pochi anni avremo tutti i mezzi verdi – ha recentemente annunciato Elio Catania, con trascorsi al vertice di Ferrovie dello Stato e da tre anni presidente della Spa milanese – e lavoriamo all’estensione delle metropolitane. Tra i nostri progetti, un bus di quartiere che dopo le 22 porta i passeggeri praticamente a domicilio e il potenziamento di car sharing e bike sharing”. Ottant’anni di attività, l’azienda gestisce insieme ad Ansaldo Sts la metropolitana di Copenhagen, ritenuta tra le migliori al mondo: ha 8900 dipendenti, un fatturato di 320 milioni di euro, utili per 2,6 mln € (secondo il bilancio consolidato del 2009) e un patrimonio di oltre un miliardo. Così và il mondo, a 1.500 chilometri a nord della Sicilia. A Palermo, invece, il car sharing è ancora un timido tentativo – per certi versi maldestro – mentre il potenziamento del parco mezzi è ancora tra gli obiettivi da raggiungere. Quando? Non si sa bene. Prima bisogna pensare al contenimento delle spese, cruccio di Mario Bellavista, riconfermato presidente dell’Amat, la società per azioni che gestisce il trasporto pubblico in città e interamente partecipata dal Comune di Palermo. I servizi non sono certo all’altezza di una città metropolitana e lasciano scontenti i cittadini, che continuano a preferire i mezzi privati per i propri spostamenti. Così l’inquinamento atmosferico cresce, e con esso le passività dell’azienda, che nel 2009 è andata in rosso per 6 milioni di euro, mentre il costo del biglietto è stato ulteriormente aumentato fino a 1,30 euro. Il carnet dei biglietti ordinari del servizio di trasporto urbano Amat di Palermo è aumentato: da 19 a 23,50 euro. Considerato che il biglietto singolo costa 1,30 euro, il risparmio che deriva dall’acquisto è di appena 2,50. La decisione deriva dall’approvazione di una delibera comunale, emanata il giorno prima di San Silvestro, che accentua, ancora di più, il fatto che a Palermo il trasporto pubblico è il più caro d’Italia.

I politici italiani non combattono la mafia

[ACCIDERE EX UNA SCINTILLA INCENDIA PASSIM. (A volte da una sola scintilla scoppia un incendio) Lucrezio]
"Anche se le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, almeno in alcune aree, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale". Lo scrive J. Patrick Truhn, console generale Usa a Napoli, in un dispaccio del giugno 2008 pubblicato da Wikileaks. "Come ci ha ricordato Roberto Saviano, il tema (della lotta alla criminalità organizzata, ndr) è stato virtualmente assente dalla campagna elettorale di marzo-aprile" 2008: il diplomatico suggerisce a Washington di "lavorare per fare presente al nuovo governo che la lotta al crimine organizzato è una seria priorità del governo Usa, e che i drammatici costi economici della criminalità sono un argomento convincente per una azione immediata". Il ponte sullo Stretto "servirà a poco senza massicci investimenti in strade e infrastrutture in Sicilia e Calabria": scrive ancora Truhn, in un dispaccio del giugno 2009 pubblicato da Wikileaks in cui si analizza la situazione in Sicilia, dopo lo scontro politico tra Raffaele Lombardo e "il partito del premier Silvio Berlusconi". Il "grandstanding" (teatrino) politico ha "bloccato una operazione di trivellazione per gas lo scorso anno e minaccia di rinviare un importante sistema di comunicazione satellitare della Marina statunitense", si legge nel dispaccio. "La maggiore sfida allo sviluppo economico (in Sicilia, ndr) rimane la mafia, che potrebbe ben essere il principale beneficiario se il ponte sullo Stretto di Messina, di cui si parla da secoli, venisse eventualmente costruito". Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo ''ha poco tempo per i funzionari stranieri'' e ha rifiutato di ''ricevere sia l'ambasciatore Ronald Spogli che il personale diplomatico di Palermo''. Lo si legge in un dispaccio del console generale Usa, J. Patrick Trohn, pubblicato su Wikileaks. Il diplomatico lamenta anche la ''disinformazione'' di alcuni politici siciliani che ''ha bloccato senza seri motivi'' le trivellazioni della texana ''Panther Eureka Gas'' a Ragusa e del sistema di comunicazione satellitare della Marina Usa nei pressi di Niscemi. In Campania la camorra fa affari anche con "importazioni a basso costo", che vanno "dalle mele cariche di pesticidi della Moldova al sale del Marocco infestato da E. coli", il temible l'escherichia coli, con "etichette-made-in-Campania": lo scrive sempre il console generale Usa a Napoli, Truhn nel dispaccio del giugno 2008. Nel file, il diplomatico cita le affermazioni di un "comandante dei carabinieri" di Napoli. Si parla anche dei panifici nelle mani della camorra dove si cucina il pane con materiali tossici.

Ig sciopero 14-15 febbraio

[A MINCHIA ‘NTO CULU ‘I L’AUTRI E’ UN NFILU ‘I CAPIDDRU. Il cazzo nel culo degli altri è come un filo di capelli. Le disgrazie altrui sono poca cosa]
Sarà un San Valentino nero per i viaggiatori Meridiana in tutta Italia. È stato confermato, infatti, lo sciopero dei lavoratori di Meridiana Fly in programma per il 14 e 15 febbraio prossimo convocato da Uil e Anpav, mentre il Consiglio di amministrazione di Meridiana ha approvato un piano che prevede il taglio della flotta sin da quest'anno, riduzione dell'organico ed esternalizzazione delle attività non principali dell'azienda. Queste le misure adottate dal consiglio di amministrazione di Meridiana Fly. Lo si legge in una nota della compagnia aerea che fa capo all'Aga Khan e che parla di azioni atte a rafforzare la posizione competitiva della compagnia attraverso la focalizzazione sulle aree di maggior interesse strategico. Le iniziative saranno poste in essere nel corso del 2011. Palermo Punta Raisi e Catania Fontanarossa continueranno a essere strategiche per Meridiana fly?

sabato 15 gennaio 2011

E dio divenne Barabba

[OGNI UOMO DOVREBBE CONOSCERE I PROPRI LIMITI. Da Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]
Sua eccellenza Papi Silvio (nella foto) aveva avuto dopo che la corte costituzionale si era pronunciata parole di moderato ottimismo. Il suo legale Ghedini era euforico, l’impianto tiene diceva con quella voce stridula. La sera del 14 i magistrati hanno fatto morire ogni tipo di ottimismo. Mi consenta è talmente triste e preoccupato che non riesce più a raccontare le sue pessime barzellette, infarcite di doppi sensi e che fanno ridere solo i ruffiani. Non esiste più il rispetto per il politico che tutto il mondo ci invidia (e se lo pigliassero!). Nell'invito a comparire recapitato al premier, proprio la sera stessa del 14, Silvio Berlusconi e ai suoi legali nell'ambito dell'inchiesta sul caso Ruby, la Procura di Milano ha indicato tre date alternative, il 21 o il 22 o il 23 gennaio, per l'interrogatorio. Il premier è indagato dal 21 dicembre nell'inchiesta sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile. I suoi avvocati: 'mai vi sono stati rapporti sessuali' fra Berlusconi e Ruby, 'ma solo una conoscenza senza implicazioni di carattere intimo'. Silvio Berlusconi non ha ancora deciso se presentarsi alla procura di Milano, che lo ha convocato per il 21, 22 o 23 gennaio sul caso Ruby. Lo precisa l'avvocato Piero Longo, che giudica prematura qualsiasi valutazione sul ricorso al legittimo impedimento; ma, per Longo, non è un caso che la convocazione sia arrivata il giorno dopo la sentenza della Corte costituzionale. Per Longo, quelle dei magistrati sono ricostruzioni ardite, per mettere sulla graticola il presidente del consiglio. L'inchiesta sul 'caso Ruby', la giovane marocchina che all'epoca dei fatti aveva 17 anni e che ha parlato di incontri nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nasce dai sospetti di alcuni investigatori su quella ormai famosa notte, tra il 27 e il 28 maggio scorsi, trascorsa dalla ragazza in questura a Milano e conclusasi poi con l'affidamento alla consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, dopo due telefonate di Palazzo Chigi. Il premier è indagato per prostituzione minorile e concussione. Prostituzione minorile perché, secondo le indagini, sarebbe stato cliente di una prostituta minorenne. Ruby, però, ha sempre detto di non avere mai avuto rapporti sessuali con lui. L'accusa di concussione, invece, è legata al fatto che Berlusconi, secondo gli inquirenti, per nascondere il suo rapporto con la prostituta, andato avanti per numerosi weekend, e per evitare che la vicenda venisse alla luce avrebbe abusato delle sue funzioni di primo ministro telefonando in Questura la notte tra il 27 e il 28 maggio per fare affidare Ruby alla Minetti. La consigliere regionale è indagata per favoreggiamento della prostituzione, come il direttore del Tg4 Emilio Fede e l'agente di spettacolo Lele Mora, che avrebbero fatto da 'tramite' nei rapporti tra il premier e la prostituta. La Procura di Milano, nei mesi scorsi, aveva comunicato che le procedure di affidamento della giovane marocchina, scappata diverse volte dalle comunità per minori, e finita in Questura perché accusata di furto, si era svolto correttamente. Lo stesso aveva precisato il Ministero dell'Interno, mentre la pm dei minori Anna Maria Fiorillo aveva contestato questa versione. L'inchiesta sul 'caso Ruby', affidata ai procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e al pm Antonio Sangermano, anche dopo le precisazioni sulla correttezza dell'affidamento, si è concentrata però negli ultimi mesi proprio sulle telefonate partite da Palazzo Chigi per ottenere il 'rilascio' della ragazza.

Birgi, nel 2010 in transito 1.682.991 pax: +57% sul 2009

[SE VUOI IL MASSIMO, DEVI ESSERE PRONTO A PAGARE IL MASSIMO. Body in Point break]
L'aeroporto di Trapani-Birgi conferma il suo momento d'oro. Nel 2010 dall'aerostazione 'Vincenzo Florio' sono transitati 1.682.991 passeggeri, giunti a bordo di 14.883 voli delle compagnie aeree Ryanair, Air One e Meridiana, con la compagnia irlandese che fa la parte del leone con più del 90% del volume di traffico. In percentuale il 2010 ha fatto registrare un incremento del +57,36% di passeggeri ed un +47,77 per numero di voli rispetto a due anni fa (nel 2009 le statistiche parlano di 1.068.528 passeggeri e 10.038 voli). In media sono transitati 4.610 passeggeri al giorno, con un tempo di caricamento e di consegna dei bagagli bassissimo visto che è inferiore ai 10 minuti. Nel 2010 il mese di picco, per numero di passeggeri e voli, è stato, come di consueto, quello di agosto: 214.868 passeggeri (+61,61) e 1.584 movimenti (+36,67). Dall'analisi dei dati statistici emerge che il maggiore volume di traffico viene generato dalle rotte nazionali. Dei complessivi 1.682.991 passeggeri del 2010, 1.024.755 hanno volato su tratte nazionali e 656.573 su quelle internazionali. La Provincia di Trapani ha deciso di investire sulla promozione e lo fa acquistando spazi pubblicitari sul sito di Ryanair. Poco prima della chiusura del 2010, infatti, il presidente Mimmo Turano ha destinato 899.336,40 euro ad Airgest. La delibera di Turano è la n. 567 del 30 dicembre 2010 e prevede la "concessione spazio nell'area arrivi dell'aeroporto e gestione del desk informativo" al costo di 227.336,40 euro, iva compresa, per 365 giorni. 60 mila euro, invece, sono destinati alla concessione di "5 spazi - pannelli pubblicitari". Ma la vera novità è rappresentata dall'acquisto di "spazi web i cui servizi consistono nell'accesso al portale www.rynair.com di cui Airgest è esclusivista per l'importo complessivo di 612.000 euro". Del resto il sito della low cost ha registrato nel 2010 oltre 3,5 milioni di contatti a settimana, per un totale di 168 milioni annui e per il 2011 si attendono numeri ancora in rialzo. Ecco perché rappresenta il modo migliorare per promuovere Trapani e le mete della provincia. Previsti dunque, link e banner sulle pagine Ryanair di Malta, Regno Unito, Olanda/Belgio, Germania, Spagna, Svezia, Norvegia, con costi giornalieri che vanno dai 90 euro al giorno della home page di Malta sino ai 14.504 euro al giorno per i link sulla home page dell'Inghilterra.

venerdì 14 gennaio 2011

Gesap ... Avanti tutta!

[CHISTA E' A ZITA, CU A VOLI SA MARITA.La fidanzata è così, chi la vuole se la sposi.Se ti va bene è così, se no niente.]
In data odierna, con inizio alle ore 13, ha avuto inizio l'assemblea dei soci della Gesap. Assenti Bavetta e Helg (ci confidano i nostri informatori) che poi risulteranno, alla fine, sconfitti insieme a Carmelo Scelta. Il Comune di Palermo (azionista della Gesap) dopo avere chiesto un parere legale ha appreso (non è mai troppo tardi) che lo statuto della Gesap si può modificare anche senza il parere diretto della giunta. Dunque, con il nuovo statuto si può ritornare a deliberare e gestire uno scalo che da luglio dell'anno scorso era prigioniero della propria arroganza. Colombo è, ufficilamente, il nuovo a.d. della Gesap. Lunedì ci sarà il cda della Gesap e ne sentiremo delle belle. Una cosa è certa, la legalità è stata ripristinata e che la Gesap non è una cosa privata in mano a Tizio o Caio ma è un ente pubblico gestito, nel bene e nel male, dagli azionisti pubblici.

giovedì 13 gennaio 2011

I processi del premier a Milano

[LA SAGGEZZA NON STA NEL DISTRUGGERE IDOLI, STA NEL NON CREARNE MAI. Umberto Eco]
La Corte Costituzionale giudica illegittime alcune delle più importanti norme della legge sul legittimo impedimento. Bocciata la regola per cui è la presidenza del consiglio a certificare l'impedimento del membro del governo a partecipare al processo, valutazione che spetterà volta per volta al giudice; bocciato anche l'obbligo di rinviare l'udienza di sei mesi. Spetterà al giudice valutare l'indifferibilità degli impegni, bilanciando le esigenze della giustizia, della difesa e del governo. Ennesima sconfitta di un governo presuntuoso, con un premier mediocre circondato da ruffiani e quaquaraquà. Sono tre i procedimenti penali, due in fase di processo e il terzo in udienza preliminare, a carico di Silvio Berlusconi, sospesi nei mesi scorsi in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento. CASO MILLS: Il premier è imputato davanti ai giudici della decima sezione penale di Milano per corruzione in atti giudiziari in concorso con l'avvocato inglese David Mills,condannato a quattro anni e sei mesi in primo e secondo grado, ma per il quale la Cassazione ha dichiarato la prescrizione del reato. Il processo è stato sospeso dal collegio, presieduto da Francesca Vitale, il 16 aprile scorso. Il giudice Vitale nel frattempo è passata alla Corte d'Appello e, qualora il processo riprendesse, ripartirebbe 'da zero' con un nuovo presidente, Antonella Lai, e due nuovi giudici. CASO DIRITTI TV MEDIASET: Silvio Berlusconi è imputato davanti ai giudici della prima sezione penale di Milano per frode fiscale, in relazione a presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. A processo ci sono anche altri 11 imputati, tra cui il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. La sospensione del processo, con la trasmissione degli atti alla Consulta, è stata decisa lo scorso 19 aprile. Anche in questo caso, qualora il processo riprendesse, dovrebbe essere nominato un nuovo presidente del collegio, perché il giudice Edoardo D'Avossa, trasferito da tempo al Tribunale di La Spezia, non potrebbe più beneficiare dell'applicazione temporanea a Milano. E dunque il processo, che era già in fase di prove testimoniali, ripartirebbe dall'inizio. CASO MEDIATRADE: Il procedimento è stato sospeso lo scorso 24 giugno quando era in fase di udienza preliminare davanti al gup di Milano Marina Zelante. Il premier è accusato di appropriazione indebita e frode fiscale, nell'ambito dell'inchiesta Mediatrade-Rti su presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi per creare fondi neri. Per il premier l'accusa è di frode fiscale, contestata fino al novembre del 2009, per 8 milioni di euro evasi, e di appropriazione indebita, che sarebbe stata consumata tra Milano e Dublino, dall'8 febbraio 2003 al 30 novembre 2005, per 34 milioni di dollari. Nel procedimento sono imputati anche il figlio del premier, Pier Silvio Berlusconi, e Fedele Confalonieri. Anche in questo ultimo caso, il gup Zelante non potrà più occuparsi del procedimento poiché è stata trasferita in una sezione del Tribunale e l'udienza preliminare ripartirebbe davanti al gup Maria Vicedomini.

Assange rischia pena capitale

[UNA VOLTA UN UOMO CERCO’ DI INTERROGARMI … MI SONO MANGIATO IL SUO FEGATO CON UN PIATTO DI FAVE E UN BUON CHIANTI. Anthony Hopkins (Hannibal Lecter) in Hannibal
Per Julian Assange c'è il rischio concreto di essere soggetto alla pena capitale, qualora venga estradato negli Stati Uniti senza assicurazioni in tal senso. Ad affermarlo sono i legali del fondatore di Wikileaks, nella memoria presentata in Corte. L'altra alternativa che si prospetta potrebbe essere la reclusione a Guantanamo. Intanto, però, in Svezia Assange non è ancora stato incriminato ufficialmente e quindi, sostengono i suoi avvocati, la richiesta di estradizione è impropria. Julian Assange ha detto che il suo sito anti-segreti ''accelererà nei prossimi giorni la pubblicazione di materiali relativi al Cablegate e a altre vicende''. La pubblicazione degli oltre 250.000 dispacci dalle sedi diplomatiche Usa nel mondo ha subito nelle ultime settimane una battuta di arresto. I media partner di Wikileaks, New York Times, Le Monde, Der Spiegel e Guardian non hanno di fatto pubblicato nuovi cable dall'inizio dell'anno. Il sito ufficiale poi è fermo a 2017 file.

Ap, decolla il fatturato (+ 7,7%)

[LIEGI. CITTA’ NOTA PER LA PRONUNCIA DEI SUOI ABITANTI. LA C DOLCE VIENE, INFATTI, COMUNEMENTE CHIAMATA LA C LIEGINA. Massimo Bucchi]
Aviapartner si rafforza sul mercato italiano e, in particolare, sull'aeroporto di Fiumicino. Nonostante la crisi globale che ha colpito duramente il settore, la multinazionale belga di handling, tra i leader europei del settore, ha registrato nel nostro Paese un fatturato 2009 a quota 47 milioni, con un incremento del 7,7% rispetto al 2008. E ora punta a crescere ancora, allargando il proprio network di aeroporti serviti.Il trend positivo registrato dall'handler si è progressivamente consolidato a partire dal 2006, anno in cui è approdato a Fiumicino, per poi estendere i propri servizi anche a Malpensa e, lo scorso anno, a Linate. Risale al 2000 il debutto a Venezia e Torino. Negli scorsi dodici mesi la società ha gestito in Italia un numero di passeggeri pari a 9.138.028 unita (+11,6%) nonostante un calo generale del traffico del 2,3%. Sono passati invece da 48.498 a 49.483 (+2%) i voli serviti.«Il 2009 è stato un anno difficile per tutti, con cali di traffico per gli aeroporti e bilanci in rosso per i vettori - spiega Patrizio Longo, amministratore delegato di Aviapartner Italia -. Nonostante questa situazione siamo riusciti a incrementare volumi e fatturato. Un risultato frutto di un'attività commerciale incisiva. Uno dei nostri punti di forza è di sicuro il network che siamo in grado di offrire, con la presenza su 40 scali europei e la ,fornitura di servizi a più di 400 compagnie, passeggeri e cargo. In parte, va detto, là nostra crescita è fisiologica in Italia. Operiamo da poco più di tre anni a Fiumicino; il più grande aeroporto italiano, e abbiamo margini per migliorare ancora le nostre performance. A Roma abbiamo conquistato una quota di mercato del 13%, che diventa. del 24% se non si considera l'handling Alitalia. Guardiamo anche oltre, con l'obiettivo di-estendere ancora la nostra rete in Italia».Lo scalo romano, con quasi 34 milioni di passeggeri nel 2009 (nonostante il calo del 4%) si conferma leader per le attività di Aviapartner nel nostro Paese. Sia in termini di fatturato, con 17,5 milioni, in aumento del 35,7% sul 2008, che per volumi. Significativi gli incrementi del numero di viaggiatori gestiti, più di 4 milioni (+34,4%), e di voli, oltre 17mila (+40,5%).Ma proprio a Fiumicino il servizio handling è finito più volte al centro delle polemiche, soprattutto per i disservizi nelle riconsegne di bagagli nei periodi di picco. «L'aeroporto - ammette Longo - paga i ritardi infrastrutturali evidenti a tutti. E con i lavori previsti nei prossimi anni i cantieri rischiano paradossalmente di ridurre ancora gli spazi per le rampe bagagli. Altro punto critico è la frammentazione dell'handling: negli ultimi mesi sono arrivate altre tre autorizzazioni, ora in totale sono sei gli operatori abilitati. Troppi. Per dare un'idea, ce ne sono tre a Venezia e Parigi, due a Bruxelles. Non ci sono aree sufficienti. La nostra società, comunque, ha avuto meno problemi di altre la scorsa estate».Tra le compagnie aeree servite ci sono Iberia, Brussels Airlines, Aerofiot, ma anche Meridiana. Negli aeroporti italiani il gruppo belga di handling, che impiega circa 1.000 collaboratori, offre servizi in quattro ambiti: passeggeri (check in, assistenza all'imbarco, servizi di lost&found), aeromobili (carico e scarico, pulizia, movimentazione merci e bagagli, trasferimenti degli equipaggi), gestione del traffico (pianificazione del carico e gestione della documentazione, coordinamento operazioni a terra) e servizi cargo (stoccaggio, sdoganamento, movimentazione carico).

Riggio ci sei o ci fai?

[SENZA ENTUSIASMO, NON SI E' MAI COMPIUTO NIENTE DI GRANDE. Ralph Waldo Emerson]
"I parcheggi selvaggi all'aeroporto di Palermo offrono un quadro da Terzo mondo. La gente lascia l'auto ovunque, sulle rampe d'accesso e davanti ai cancelli delle partenze e degli arrivi. Nei giorni festivi, quando si registra il maggior afflusso, mancano i vigili urbani. Non si può gestire il traffico con i miserabili criteri degli enti locali siciliani". Lo afferma il presidente dell'Enac, Vito Riggio. Ma Vito Riggio ha mai lasciato la propria vettura nel parcheggio a pagamento nello scalo palermitano? Ovviamente no. Il passeggero che l’ha fatto paga per 2 giorni più di quanto non abbia pagato un Pmo-Lin. La verità è che una struttura come la Gesap dovrebbe avere una quota di minoranza dei parcheggi lasciata libera, a riempimento. Il Comune di Cinisi, territorialmente competente (ma che come azionista non conta un cazzo), "non ha capito che il Falcone-Borsellino non è il corso del paese - aggiunge - Illustrerò il problema alla società di gestione dello scalo e al prefetto e inviterò la Gesap a dotarsi di proprie guardie". Siamo, indubbiamente, al delirio post – natalizio. Riggio ha anche annunciato che nei prossimi giorni convocherà i vertici della Gesap "per verificare lo stato della governance: ho l'impressione - conclude - che l'amministratore delegato, a causa di liti interne alla società, non sia più nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo". "Alcune persone piuttosto che pagare 3 euro per la sosta breve, preferiscono beccarsi una multa. Viviamo in una realtà dove il tentativo di sottrarsi alle regole è costante e questo è alla base del problema ‘parcheggi' al Falcone-Borsellino di Palermo". Così Sebastiano Bavetta, presidente della Gesap, società che gestisce l'aeroporto di Palermo, commenta le parole del presidente dell'Enac Vito Riggio, che ha definito quello palermitano "scalo da terzo mondo" per la situazione dei parcheggi selvaggi e annunciato di voler verificare lo stato della governance della società. Vorremmo ricordare al Presidente della Gesap che se si la prima ora non fosse a pagamento, molto probabilmente il palermitano sarebbe più disciplinato. "E' una questione di educazione civica - conclude Bavetta - l'unica cosa da fare è chiedere di rispettare le regole".

mercoledì 12 gennaio 2011

Spagna calano disoccupati

[L'IGNORANZA E’ MENO LONTANA DALLA VERITA’ DEL PREGIUDIZIO. Denis Diderot]
Calano i disoccupati in Spagna per la prima volta da cinque mesi a questa parte. A dicembre il numero dei disoccupati iscritti alle liste di collocamento è diminuito di 10.221 unità, pari a un calo dello 0,25% rispetto a novembre quando si registrò un aumento degli iscritti di 24.318 unità.Lo ha riferito oggi il ministero del Lavoro spagnolo, secondo quanto riferisce Bloomberg. Il numero totale dei disoccupati a dicembre si è attestato su quota 4,1 milioni contro 4,110 milioni di novembre. L'obiettivo di una riduzione del deficit spagnolo nel 2010 al 9,3% sarà raggiunto ''ampiamente'' ed è ''indiscutibile'' anche l'ulteriore diminuzione al 6% nel 2011, ha affermato oggi il premier socialista Josè Luis Zapatero. Il premier ha aggiunto che il governo è determinato a proseguire sulla strada delle riforme. Il 28 il consiglio dei ministri dovrebbe approvare in particolare la riforma delle pensioni. Zapatero prevede poi una crescita 'dal 2 al 2,5% circa' fra il 2011-2015. L'Ue non ha i mezzi per salvare la Spagna da un eventuale 'fallimento' e questo potrebbe causare la fine dell'euro. Lo afferma il Premio Nobel all'economia, Christopher Pissarides. 'Se la Spagna crolla, come è avvenuto con la Grecia, non penso che l'Ue abbia le risorse per salvarla', spiega Pissarides. 'I costi di un salvataggio sarebbero così onerosi che i Paesi più forti, specie la Germania, non avrebbero né la capacità né la volontà di accantonare i fondi necessari per l'operazione'.

Le polemiche non finiscono mai

[NEGLI AFFARI NON CI SONO AMICI, SOLTANTO SOCI. Dumas padre]
La società che gestisce l’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo continua ad essere al centro delle polemiche.. Adesso è il presidente della Gesap, Sebastiano Bavetta, ad essere accusato dal consigliere del Pd, Davide Faraone, di essere continuamente assente, non riuscendo così a garantire il costante svolgimento del Consiglio di amministrazione. Bavetta, infatti, economista e docente universitario, tiene un corso semestrale all’università di Pennsylvania, che lo costringe ogni quindici giorni a fare la spola con gli Stati Uniti. Già un componente del collegio sindacale, Daniele Santoro, lo aveva invitato ad essere più presente e di convocare più spesso il Cda. Ma il presidente aveva risposto che non spetta ai sindacati stabilire quante volte debba riunirsi il Consiglio. Fino a quando, ieri, il consigliere del Pd ha diffuso un comunicato, annunciando un’interrogazione al sindaco: «Un presidente del Cda che vola continuamente nel Usa; un Cda convocato, dal suo insediamento a oggi, solo 5 volte con le ultime tre assemblee durate appena 3 minuti e un collegio sindacale che rimprovera i vertici». Bavetta non intende replicare. Di certo dopo le polemiche sull’amministratore delegato della Gesap accusato di non avere i requisiti, sulle politiche interne della società e sull’assessore alle Aziende, Stefano Santoro, silurato per aver posto alcune questioni, il clima che avvolge la società non è dei migliori. Angelo Cuva è il nuovo presidente del collegio sindacale di Gesap, la società che gestisce l'aeroporto Falcone e Borsellino. Cuva, 50 anni, avvocato cassazionista, si è insediato dopo che la sua nomina da parte del ministero dell'Economia e della Finanza, votata all'unanimità dai soci, era stata ratificata lo scorso 4 gennaio nel corso dell'assemblea ordinaria di Gesap. In tal modo, dopo l'improvvisa scomparsa di Domenico Montalto la scorsa estate, risulta ricostituita la componente pubblica, prevista dalla legge, che vede nel collegio sindacale delle società di gestione aeroportuale i rappresentanti del ministro dell'Economia con funzioni di presidente e del ministro dei Trasporti. Cuva, noto professionista palermitano, è, tra le altre cose, fondatore e partner del "L&F Studio Professionisti Associati di Palermo; vicepresidente della Camera degli avvocati tributaristi di Palermo; consigliere di amministrazione del Confidi Fideo Confcommercio di Palermo. Nella guerra, senza esclusione di colpi, in atto nel cda della Gesap la Gh Pmo è diventata un motivo per fare polemica. Da voci, ancora non ufficiali, apprendiamo che un sindacato avrebbe diffidato la Gh che recentemente ha promosso propri diprndenti. Se una azienda parla di crisi e di mobilità volontaria perché promuove persone? Tutto dovrebbe essere bloccato e rinviato a momenti migliori. I vertici della Gesap avrebbero (nella persona dell'ad, Colombo) convocato l'ad della Gh Pmo: nel corso dell'incontro, protrattosi fino a notte fonda, la Gesap ha richiamato la sua controllata a essere più responsabile. Domani i soci della Gesap dovranno riunirsi e regolare i conti in sospeso; lunedì 17 è previsto il cda della Gesap e si parlerà della presunta crisi di Gh Pmo. Il presidente Bavetta venerdì e lunedì sarà presente?