lunedì 29 novembre 2010

Gesap contro Ligabue

[ABSCULTA FILLII MII, PRAECEPTA MAGISTRI. San Benedetto]
Negativo –almeno rispetto alle premesse – è stata fin qui il saldo economico della gestione delle aree retail dell’aeroporto affidate a Linea aeroportuale Sole gruppo Ligabue. Per quanto i ricavi specifici della nuova sub concessione siano cresciuti nel 2009 significativamente è anche vero che la crisi finanziaria del gruppo Ligabue – focalizzato ne catering delle navi da crociera- ha determinato un ritardo nell’avvio di alcuni esercizi commerciali e la mancata apertura di altri, con conseguente ridimensionamento dei ricavi rispetto alle potenzialità di reddito delle aree retail messe a gara e pronte per essere consegnate. Dunque, i veneti non avrebbero mai pagato e non solo a Palermo: a Catania Fontanarossa sono già fuori la struttura. Nella quasi totalità degli aeroporti dove erano presente sono stati messi alla porta e, francamente, non si riesce a capire perché una multinazionale, come il gruppo Ligabue, si comporti così. Giorno 15 cm dovrebbe avere luogo un incontro sindacati/azienda e forse sarà presente la Gesap. Si spera che almeno in questo contesto possa trionfare il buon senso e tutelare i posti di lavoro in bilico. In tutti questi mesi il gruppo Ligabue ha garantito il salario con relativo buono mensa, non pagava,piccolo particolare, la Gesap. L’advisor che ha assistito la Gesap nella procedura ad evidenza pubblica, l’abnorme ritardo nell’aggiudicazione della data ad Autogrill ha determinato 1,6 mln di euro di milioni di ricavi per il 2009 che, stimando un incremento della spesa media per passeggero a seguito del miglioramento e ampliamento dell’offerta commerciale, potrebbero anche essere cifrati in 2,5-3 mln di euro, sempre per il 2009.Mangiano su un piatto marchiato Ligabue gli operai dell' Eni nei campi petroliferi del Caucaso, come i marinai delle navi portacontainer, i turisti a bordo dei ferryboat e i crocieristi. Un business che nel 2009 valeva 169 milioni di euro e che, fra tre anni, dovrebbe arrivare alla soglia dei 300 milioni, con un' incidenza superiore all' 8% per il margine operativo lordo. Numeri che motivano l' intesa raggiunta nei giorni scorsi dalla famiglia Ligabue e da Alcedo Sgr, che assieme hanno sottoscritto un aumento di capitale finalizzato a ristrutturare il gruppo e a rilanciarlo su scala internazionale. In tale operazione, il 40% delle quote viene rilevato da Alcedo. Nei piani rientra, fra 35 anni, una wayout preferibile: la quotazione in Borsa. Fondato nel 1919 dal nonno di Inti, tuttora con quartier generale a due passi da piazzale Roma a Venezia, leader nel mondo nei servizi di ristorazione, catering e accoglienza, il gruppo Ligabue ha un profilo autenticamente internazionale: non più di un quinto dei ricavi è generato in Italia. Usando parole del vicepresidente, "negli ultimi anni è mancata però continuità e lucidità gestionale", e pertanto nel 2008 la famiglia ha bussato alla porta di Giovanni Gajo, che dopo l' esperienza da manager maturata in aziende come Zanussi e Chiari & Forti ha fondato una trentina di anni fa una società di consulenza che ha lavorato per Benetton, De Longhi, Generali, Lotto, Tecnica. Gajo ha assunto la presidenza di Ligabue e ne avviato la riorganizzazione interna, chiamando a vestire i panni di amministratore delegato Alessandro Angelon (che ha una ventennale esperienza in multinazionali del settore food & beverage). Ma Gajo è pure il presidente di Alcedo, è stato cofondatore di Finanziaria Internazionale e 21 Investimenti, ha guidato SanPaolo Imi Fondi Chiusi. E dunque questi due anni sono stati propedeutici anche all' investimento diretto di Alcedo III, fondo che ha in dotazione complessivamente 180 milioni di euro. Alcedo sgr ha realizzato decine di investimenti in aziende piccole e medie, tendenzialmente nordestine, e ha attualmente in portafoglio tra le altre Masi Agricola (vini), Lafert (motori elettrici), Asem (automazione industriale), Fdv Group (sistemi di illuminazione), avendo invece venduto le quote detenute in Termozeta, Merloni Termosanitari, MiniGears. Gajo è il delegato per la presidenza di Confindustria Veneto sul tema della finanza straordinaria. Di partite simili a Ligabue ne ha vissute e raccontate tante. Ma in questo caso vi sono alcuni elementi distintivi: il profilo internazionale del gruppo, una storia quasi centenaria, il livello del fatturato e le chances di crescita. Circa metà del fatturato è legato ai pasti serviti nelle piattaforme petrolifere offshore, piuttosto che nei cantieri di grandi infrastrutture in costruzione ovunque nel globo. Il resto dei ricavi è suddiviso nelle divisioni ship supply, cargo catering, ferries, cruise & ship management, alta ristorazione (Ligabue ha in gestione lo storico Caffè Quadri in piazza San Marco a Venezia). Segmenti che hanno forti potenzialità di incremento dei volumi, tanto che il mix compone appunto il target di 300 milioni di fatturato consolidato nel business plan triennale. Target che non include eventuali acquisizioni. Il progetto di rilancio viene dopo una serie di annate segnate da difficoltà crescenti. Il fatturato nel 2008 consisteva in 175,3 milioni contro i 188,8 milioni della precedente annata e i 151,4 milioni del 2006, registrando nel primo caso perdite per 4,5 milioni, nel secondo per 4,9 milioni e nel terzo per 5,3 milioni. Nel 2009 la pulizia sui conti ha iniziato a dare i suoi frutti anche in termini di marginalità, con un Ebitda margin pari al 6%. Per esempio, a proposito di pulizia, è stata dismessa la linea di business dedicata al catering aeroportuale, che aveva la sua base operativa a Malpensa, e che pretendeva una massa critica inattingibile per Ligabue. Il gruppo è in sostanza tornato a concentrarsi sui mestieri che ha saputo svolgere con successo per tanti decenni. Non per caso, un paio di multinazionali hanno notato il lavoro svolto in questi ultimi due anni e hanno avviato ipotesi di collaborazione.

Berlusconi è finito

[LA VITA E' COME UNA SCATOLA DI CIOCCOLATINI, NON SAI MAI QUELLO CHE TI CAPITA. Forrest Gump in Forrest Gump]
La vita blindata, la scrittura e i monologhi in tv e il pensiero di lasciare l'Italia per un posto più sicuro, dove la 'macchina del fango' non possa travolgerlo: queste ed altre riflessioni anche politiche ("Berlusconi è finito") nell'articolo che il Financial Times dedica a Roberto Saviano. Scritto da John Lloyd, che ha incontrato l'autore di Gomorra in una località segreta, occupa un'intera pagina del quotidiano britannico. E' corredato anche da una scheda sul programma Vieni via con me di Saviano e Fabio Fazio, dal titolo 'The tv show that shocked Italy'. A Lloyd, Saviano racconta della sua vocazione per la scrittura ("lo sapeva fin da piccolo che doveva scrivere per raccontare della criminalità organizzata della zona in cui viveva", scrive il giornalista); di un episodio della sua adolescenza (il padre picchiato perché aveva assistito ad un omicidio di camorra) anche se è reticente sulla sua famiglia; e spiega anche che non entrerà mai in politica e "perché è fatto per la scrittura". Il giornalista del Ft analizza poi i numeri del successo di Vieni via con me un programma che secondo Saviano "é il segno di una rivolta civile", ma che ha causato "odio, lo stesso che attirano tutte quelle persone che provano a sovvertire il clima dominante". Parlando di politica, lo scrittore spiega poi al giornalista che ha "nemici sia a destra che a sinistra, che giudicano i suoi scritti contro la mafia eccessivi e anti-patriottici" e gli dice che secondo lui "Berlusconi è oramai finito". "Il programma - riflette Lloyd nella scheda a corredo dell'articolo - ha toccato le corde giuste al momento giusto: gli italiani sono disillusi da un governo che ha più promesso che fatto, il premier appare debole e il suo peso nei media è messo in discussione dai giovani come mai prima. È forse troppo presto scrivere che Berlusconi che nato grazie alle tv, potrebbe morire proprio ad opera delle tv. Ma presto potrebbe essere così", chiude Lloyd. Non risparmiano nessuno i file del Dipartimento di Stato Usa targati Wikileaks: alleati e nemici di Washington sono finiti tutti sulla graticola, dopo la pubblicazione della documentazione selezionata da New York Times, El Pais, Guardian, Le Monde e Der Spiegel. Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi è "incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno", scrive l'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble. "E' fisicamente e politicamente debole, e le frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto all'inizio di quest'anno informazioni su eventuali "investimenti personali" del premier e di Vladimir Putin - di cui Berlusconi sembra essere "il portavoce europeo" - che "possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi". Gli Usa erano poi preoccupati per l'intesa tra Eni e Gazprom su Southstream, il mega-gasdotto che collegherà Russia e Ue. Il New York Times, uno dei grandi giornali in possesso del materiale raccolto da Wikileaks, si legge che gli Usa domandarono all'Italia di bloccare la fornitura a Teheran di 12 navi veloci con le quali l'Iran avrebbe potuto attaccare la flotta americana nel Golfo, e la richiesta fu accolta "solo dopo 11 mesi di resistenze, durante i quali le prime 11 navi furono comunque consegnate". "Non frequento i cosiddetti 'wild parties', e non so che cosa siano". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi oggi a Tripoli conversando con i cronisti dopo la pubblicazione ieri dei file di Wikileaks. "Io una volta al mese dò delle cene nelle mie case dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante. Le cose che vengono dette fanno male all'immagine del nostro Paese". Ha sottolineato il premier. "Non guardo a quello che rivelano funzionari di terzo o quarto grado, rivelazioni che vengono riportate dai giornali di sinistra", ha affermato Berlusconi.

Dopo Dublino chi sarà il prossimo?

[NON PLUS ULTRA - Non più in la]
Gli aiuti all'Irlanda da parte dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale potrebbero totalizzare 85 miliardi di euro. Lo scrive la Bloomberg citando una fonte dell'Unione europea vicina ai negoziati. Secondo la fonte, 35 miliardi sarebbero destinati alle banche. Anche se tutti i partiti irlandesi sottoscrivono l'impegno a portare il deficit al 3% del Pil entro il 2014, rimane incertezza sulla finanziaria 2011: la coalizione al governo a guida del Fianna Fail ha una maggioranza di appena tre parlamentari (con sei verdi e tre indipendenti). Fine Gael, principale partito d'opposizione, ha minacciato di votare contro il budget 2011, mentre i Laburisti chiedono per il prossimo anno una correzione del solo 3% del Pil. E a complicare ulteriormente il quadro ci si mettono ben quattro appuntamenti elettorali fra fine mese e inizio 2011 che rischiano di sconvolgere il quadro politico. Il salvataggio dell'Irlanda non avrà ripercussioni sulla strategia di uscita della Bce dalle misure di stimolo varate per rilanciare la ripresa nell'Eurozona'. Lo afferma il vicepresidente della Banca Centrale Europea, Constancio, spiegando che 'la politica monetaria viene decisa in base al quadro economico di Eurolandia e al momento è in atto una ripresa, nonostante i problemi di alcuni Paesi'. Quanto al futuro dell'euro, per Constancio 'sarebbe doloroso immaginare un mondo senza'. I ministri finanziari dell'area euro si preparano a sbloccare gli aiuti per l'Irlanda, in una teleconferenza che dovrebbe mettere fine ai negoziati fra Dublino, l'Ue, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale. Ma gli aiuti all'Irlanda non riescono a convincere del tutto i mercati: circolano voci di un possibile slittamento del via libera, mentre il governo del premier Brian Cowen ha dovuto mandare giù una sconfitta elettorale nella contea di Donegal che rischia di farlo vacillare ulteriormente. Con Madrid e Lisbona costrette a smentire ipotesi di un salvataggio imminente, il mix è micidiale per i mercati europei. A pesare, come nei giorni scorsi, il settore bancario che paga le rivendicazioni tedesche di future ristrutturazioni del debito e le indiscrezioni secondo cui le banche anche i creditori 'senior' delle banche irlandesi, non solo quelli che hanno il debito subordinato, dovranno accettare pesanti tagli al valore dei propri investimenti. L'allarme è parzialmente rientrato nel corso della seduta, in particolare dopo le smentite di nuovi salvataggi e le precisazioni sull'imminente conferenze call fra i ministri europei. Ma le quotazioni dell'euro continuano a scontare la preoccupazione che la crisi del debito possa riservare nuove, spiacevoli sorprese. E il termometro dei mercati europei del credito continua a segnare febbre alta. I premi di rendimento spagnoli, come differenziale fra i titoli decennali di Madrid e i bund tedeschi con stessa scadenza, sono balzati all'ennesimo record fino a 264 punti: i timori di molti operatori sembrano ora diretti verso il sistema bancario del paese iberico. Spread record anche per i decennali irlandesi, a 656 punti, e tensioni alle stelle anche su Portogallo (440) e Grecia (918). L'Italia, a distanza, viaggia a circa 170 punti. Nuovi record anche per il rischio default del Portogallo (a 507), della Spagna (320) dell'Irlanda (599,5) e Grecia (988 punti).

Nuovi vertici al Mossad

[LA STORIA CONTIENE TUTTO, DI TUTTO DA' DEGLI ESEMPI; ESSA GENERA DEI FALSI RICORDI. Valery]
Il premier israeliano Netanyahu ha annunciato la nomina di Tamir Fredo a nuovo capo del Mossad in sostituzione di Meir Dagan, per 8 anni a capo del servizio di spionaggio israeliano. Fredo ha alle spalle una lunga carriera nel Mossad con compiti diversi fino a quello attuale di vice capo dei servizi segreti. Dovrebbe entrare in carica il mese prossimo, una volta ottenuto il nulla osta di una commissione ministeriale che ha il compito di verificare se possiede i requisiti necessari. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha detto di non ritenere che le rivelazioni di Wikileaks abbiano danneggiato Israele. Un effetto delle rivelazioni sarà però "di rendere più difficile" il lavoro degli uomini politici e di governo. A proposito dei timori espressi dai leader arabi per il programma nucleare iraniano - stando ai documenti diffusi da Wikileaks - Netanyahu ha detto che la maggiore minaccia alla pace deriva dal riarmo dell' Iran. "La cosa importante - ha detto - è che un numero crescente di stati, di governi e di leader in Medio Oriente comprende che c'é una minaccia ma c'é un divario tra ciò che essi dicono in pubblico e ciò che dicono a porte chiuse ... io spero che questi leader trovino il coraggio di dire apertamente al loro popolo ciò che hanno detto sull' Iran (come minaccia)". Nella imminenza della Operazione Piombo Fuso contro Hamas a Gaza, Israele cercò invano di coordinare le posizioni con Egitto ed Anp. Oppure un messaggio datato 2009, citato da Le Monde, in cui una fonte in Iran riferisce che il leader religioso iraniano Ali Khamenei ha il cancro, tra gli altri che continuano ad affluire in maniera del tutto imprevedibile dalla montagna di informazioni telematiche. L'attenzione, poi, continua a concentrarsi su Julian Assange, l'uomo dietro quella che viene già definita 'la fuga di notizie più grande della storia, che potrebbe addirittura perdere il suo passaporto australiano.

domenica 28 novembre 2010

Ciclone Wikileaks

[QUANDO IL SOLE E' BASSO ANCHE LE PICCOLE FIGURE SI ALLUNGANO. Anonimo]
Ecco il ciclone Wikileaks ed ecco i giudizi senza peli sulla lingua della diplomazia americana sui principali leader mondiali: Ahmadinejad? ''Nuovo Hitler''. Sarkozy? ''l'imperatore nudo''. Gheddafi? ''Procaci biondine come infermiere''. Karzai? “È spinto dalla paranoia''. Merkel? ''Evita i rischi e raramente è creativa''. Infine Berlusconi: per lui ''feste selvagge''. Tutto ciò almeno secondo le prime indiscrezioni che mostrano una copertina di Der Spiegel con i duri giudizi in evidenza sotto 12 foto di altrettanti leader. L'Ambasciata americana a Roma ha notificato al Governo italiano la possibile pubblicazione dei documenti riservati del Dipartimento di Stato Usa. "I rapporti tra Italia e Stati Uniti si basano su solidità e collaborazione di fatto, ci sono interessi comuni che non possono essere scalfiti neanche da questi messaggi. Così il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, ha risposto durante il consueto briefing con la stampa a chi gli chiedeva se il Ministero degli Esteri fosse stato contattato dal Dipartimento di Stato Usa in merito all'imminente pubblicazione di documenti provenienti dalle sedi diplomatiche americane da parte del sito di Julian Assange. "Siamo in stretto raccordo con gli alleati americani, c'é certamente un raccordo costante", ha aggiunto Massari.

Cai parla sempre più francese

[QUELLO E' INTELLIGENTE COME UN GIORNALE. SA TUTTO. QUELLO CHE SA CAMBIA OGNI GIORNO. Elias Canetti]
Nessuna operazione straordinaria è al momento prevista per Alitalia:così Gaetano Miccichè, dg di Intesa Sanpaolo, azionista della compagnia di bandiera. La precisazione è stata data in seguito all'ipotesi di una fusione di Alitalia con Air France. “Come azionisti non ne sentiamo neanche il bisogno”, ha aggiunto Miccichè negando un'eventuale fusione.'Siamo soddisfattissimi dell'andamento economico di Alitalia, che sta performando meglio di quanto previsto'. Alitalia conferma gli obiettivi di dimezzamento delle perdite per il 2010, anzi l'a.d. Rocco Sabelli (nella foto a destra) conta di 'arrivare a qualcosa in più''. Questo considerando i risultati del terzo trimestre che - dice l'amministratore delegato - 'è andato benissimo: abbiamo fatto 7 milioni di passeggeri, il 10-11% in più, 700 mila in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso'. La Compagnia Aerea Italiana, vera e propria, nota anche con l'acronimo CAI, nasce come S.r.l. il 26 agosto 2008 su iniziativa dell'istituto bancario Intesa Sanpaolo col proposito di rilevare il marchio e le attività della vecchia Alitalia e di Air One. In data 18 settembre 2008, l'Assemblea di CAI ha ritirato l'offerta su Alitalia, ritiro ufficializzato formalmente il 22 settembre. La società, tuttavia, non è stata sciolta. In data 27 settembre 2008 si raggiunge un accordo quadro fra la CAI e alcune sigle sindacali per la stesura dei contratti di lavoro. Dopo aver in un primo tempo fissato l'inizio dell'attività al 15 ottobre 2008, la CAI ha differito il termine dapprima alla fine dello stesso mese e, in seguito, ha nuovamente rinviato al 1º dicembre al fine di espletare gli adempimenti burocratici, normativi e contrattuali e per assicurare il reperimento di ulteriori fondi in ragione di 1 miliardo di euro, operazione resa potenzialmente delicata dalla crisi creditizia. Il 28 ottobre 2008 l'assemblea degli azionisti approva la trasformazione della società da S.r.l. a S.p.A. con una ricapitalizzazione da 1,1 miliardi di euro, ne elegge il consiglio di amministrazione e adotta il nuovo statuto. Il 12 dicembre la CAI acquista parte degli asset, insieme alla titolarità del marchio industriale, da Alitalia - Linee Aeree Italiane S.p.A. per 1.052 milioni di euro di cui solo circa 300 saranno effettivamente versati alla vecchia Alitalia "in contanti". Il 30 dicembre 2008 i soci della CAI decidono di mutare, dal 13 gennaio 2009, la denominazione societaria in Alitalia - Compagnia Aerea Italiana. Il 12 gennaio 2009 Air France-KLM ha acquistato il 25 per cento del capitale della compagnia per una somma vicina ai 322 milioni di euro. L'accordo con la compagnia franco-olandese prevede la creazione di un sistema multi-hub a livello europeo focalizzato su Amsterdam Schipol, Parigi Charles De Gaulle e Milano Malpensa, a condizione che venga razionalizzato il ruolo di Linate come city airport specializzato nella tratta Milano-Roma e il rispetto dei tempi previsti nella realizzazione delle infrastrutture di collegamento tra Milano e Malpensa; per quanto riguarda invece Roma Fiumicino verrà utilizzato per massimizzare la presenza delle rotte verso il Mediterraneo, verso l'Estremo Oriente e verso il Sud America. Inoltre è stato fissato in 4 anni il termine del lockup per gli azionisti della nuova Alitalia. Nell'arco di questi 4 anni i soci italiani potranno vendere azioni ad altri soci italiani che avranno diritto di prelazione. Il patto prevede anche una via d'uscita nel caso le sinergie definite per i prossimi tre anni non vengano realizzate almeno per il 50%. Il consiglio di amministrazione è allargato a 19 componenti, di cui 3 designati da Air France; viene istituito un Comitato esecutivo - composto da 9 amministratori, di cui 2 nominati da Air France - cui sono riservate le decisioni strategiche di gestione e ampi poteri di amministrazione (approvazione dei piani industriali e strategici, approvazione degli accordi di collaborazione, investimenti per soglie di valore superiori ai 50 milioni). Infine c'è l'obbligo per il socio che superi il 50% delle azioni con diritto di voto di lanciare un'Opa su tutte le azioni detenute dagli altri soci che intendano vendere. Sempre il 12 gennaio, nella sede dell'Enac viene stipulato il contratto di cessione degli asset, con il rilascio della licenza di operatore aeronautico per l'inizio delle operazioni della nuova società. Nel gennaio 2009, Alitalia CAI ri-nasceva con un network più piccolo rispetto a quello della vecchia Alitalia LAI, con un taglio di 30 destinazioni straniere tra cui 6 capitali europee, ma con una maggiore presenza nel mercato domestico pari al 52% del traffico, quattro volte più grande di Meridiana e sei volte più grande di Wind Jet. Il 7 aprile 2009 viene annunciato l'incremento della base di Venezia, che diventerà quindi il terzo aeroporto della compagnia. Il 13 maggio la società ribadisce che l'hub di riferimento è e sarà anche in futuro, almeno fino alla scadenza del contratto con AdR nel 2013, l'aeroporto di Roma-Fiumicino. Ad agosto 2009, Alitalia CAI è la prima compagnia aerea nel traffico domestico in Italia con quasi il 50% (tre volte più grande di Meridiana e quattro volte più grande di Ryanair), e la terza compagnia aerea per traffico internazionale europeo da/per l'Italia (dopo Ryanair, poco sotto easyJet e poco sopra Lufthansa/Lufthansa Italia). Il 26 ottobre 2009, in concomitanza con l'inaugurazione del terminal unico Alitalia, il Terminal 1 (ex Terminal A), all'aeroporto di Roma-Fiumicino dedicato ad i voli nazionali e Schengen, viene anche svelato il nuovo brand per il collegamento tra Roma-Fiumicino e Milano-Linate che sia chiamerà RomaMilano - MilanoRoma. Il 10 novembre 2009, Air France-KLM Cargo ha annunciato attraverso la sua newsletter periodica inviata a tutti i clienti la comunicazione in cui annuncia di essere, a partire dal 16 novembre, nuovo GSA (Agente Generale di Vendita) di Alitalia Cargo, Alitalia CAI ha quindi ceduto ad Air France-KLM Cargo la rete commerciale di vendita dello spazio riservato alle merci nella stiva degli aerei passeggeri dei voli di linea (il cosiddetto belly).

Wikileaks: POSSIBILI IMBARAZZI USA-ISRAELE

[APERTIS VERBIS - A chiare lettere ]
'I documenti che stiamo per pubblicare riguardano essenzialmente tutte le maggiori questioni in ogni Paese del mondo'. Lo afferma il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, intervenuto in video alla terza conferenza annuale di giornalisti arabi (Arij), ad Amman in Giordania. Fra poche ore è prevista la pubblicazione di migliaia di documenti: alle 22.30 ora italiana alcuni quotidiani come The NY Times, The Guardian, e Der Spiegel, dovrebbero mettere online le analisi sulla documentazione. Gli Stati Uniti hanno discretamente avvertito il premier israeliano Benyamin Netanyahu che rischiano di avere ripercussioni imbarazzanti nelle relazioni bilaterali alcuni dei documenti che Wikileaks si accinge a divulgare. Lo riferisce con grande evidenza il quotidiano Haaretz, che cita in merito un alto funzionario governativo in Israele. Secondo gli Usa - scrive il quotidiano - alcune mail inviate dalla loro ambasciata a Tel Aviv al Dipartimento di stato riguardano aspetti delle relazioni fra Israele e Washington abitualmente coperti dal segreto o rivelano scambi di informazioni fra diplomatici statunitensi che non sempre riflettono la posizione ufficiale dell'amministrazione. Nel frattempo desta crescente preoccupazione in Israele la recente divulgazione su internet della lista dei nomi e degli indirizzi privati di 200 ufficiali e militari che hanno preso parte alla operazione Piombo fuso a Gaza e che sono stati arbitrariamente bollati come "criminali di guerra". Il quotidiano Yediot Ahronot riferisce che decine di loro hanno ricevuto a casa lettere minatorie, in prevalenza dalla Spagna. Una busta conteneva la fotografia del cadavere di una ragazza palestinese di Gaza.

sabato 27 novembre 2010

Report Rai tre fa il punto della nuova Alitalia

[FALLACIA ALIA ALIAM TRUDIT (Un inganno tira l'altro) - Terenzio]
È ufficiale l'accordo tra Alitalia e la compagnia indiana Jet Airways per i collegamenti tra l'aeroporto di Malpensa e Nuova Delhi. Il documento è stato firmato da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato della compagnia nazionale, e dal numero uno della compagnia indiana, Naresh Goyal. Colaninno ha annunciato l'intenzione di aprire "altre destinazioni in oriente" mentre Sabelli ha indicato in "2 milioni di passeggeri" l'obiettivo del gruppo, compresa Airone, per il 2011. Inoltre "con l'avvio dell'accordo - ha spiegato Sabelli - inizia un percorso che potrà portare ad un nostro collegamento diretto tra Italia e India nel 2012 o anche prima se faremo come con la Cina". Il presidente della compagnia indiana ha sottolineato come il volo da Malpensa apra a New Dehli una serie "di collegamenti importanti" per l'intero paese, il Nepal e l'Indonesia. Il volo, che sarà giornaliero e diretto tra i due aeroporti, sarà raddoppiato nell'inverno del 2011, quando Jet Airways attiverà un analogo collegamento tra Mumbai e Fiumicino. Il presidente di Sea Giuseppe Bonomi, invece, si è augurato che il volo Malpensa-New Dehli possa indurre la compagnia indiana a fare dello scalo milanese la base di appoggio per collegamenti tra l'India e gli Usa. "Auspichiamo - ha detto - che Jet Airways voglia applicare a Malpensa il modello di Bruxelles su New York, con i voli che arrivano dall'Asia, si fermano, e proseguono per New York". Report torna a occuparsi di Cai, la nuova Alitalia. Dopo 2anni di volo non sembra ancora una società in espansione: i conti sono in rosso anche se nel 2011 i manager prevedono il pareggio. "Non è assolutamente previsto" che Alitalia possa fare un aumento di capitale. Ha risposto così il direttore generale di Intesa SanPaolo, Gaetano Micciché, ai giornalisti. "I mezzi finanziari - sottolinea Micciché a margine degli Stati generali di Confindustria Lombardia a Cernobbio - sono abbondanti", e l'aumento di capitale "non è previsto e non se ne è mai parlato", conclude. Trai soci c'è Carlo Toto che ha conferito l'Airone, con la rotta Roma Milanoe 30 aerei, mentre gli altri 70 che aveva ordinato all'Airbus se li è tenuti e li noleggia a Cai, guadagnandoci. Poi c'è ancora da fare i conti con i 3mld di debiti della vecchia Alitalia scaricati sulle spalle dello Stato. A recuperare qualche euro dovrebbe pensarci il commissario Fantozzi ma quanto ha incassato fino a oggi e a chi sta vendendo quello che è rimasto nella bad company? Il commissario straordinario di Alitalia Servizi in amministrazione straordinaria, Augusto Fantozzi, in esecuzione del programma, ha ceduto il 60% della partecipazione di Alitalia Maintenance System alla società A.M.S. Holding partecipata da Iniziativa Prima, Alitalia Compagnia Aerea Italiana ed Israel Aerospace Industries Ltd. Poi ci sono gli azionisti e obbligazionisti che riavranno circa il 70% dei soldi investiti grazie alla conversione dei vecchi titoli Alitalia in titoli di Stato. Ma anche per quest'operazione, che graverà sulle spalle dei contribuenti, non tutto fila per il verso giusto e c'è chi ricorre in tribunale. Tutto questo mentre la Procura di Roma indaga sulle responsabilità dei manager nel dissesto Alitalia e ha depositato le prime richieste di rinvio a giudizio sulla presunte irregolarità che avrebbero accompagnato le trattative della vendita della nostra vecchia compagnia di bandiera. Negli atti dei magistrati che ipotizzano il reato di aggiotaggio, spuntano i nomi della cordata Singapore Airlines e di quella dell' ex presidente della corte costituzionale e della Rai, Antonio Baldassarre. Il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre rischia di finire sotto processo con l'accusa di aggiotaggio per aver diffuso, nel 2007, informazioni false e fuorvianti nella fase di privatizzazione dell'Alitalia. La Procura di Roma ha chiesto il rinvio di Baldassarre, già presidente anche della Rai, nella sua veste di rappresentante di una cordata che aveva presentato una proposta di acquisto della compagnia di bandiera. I pm gli contestano di aver presentato, in data 6 dicembre 2007, nell'ambito della procedura finalizzata all'acquisizione della quota delle azioni Spa Alitalia detenute dal ministero dell'Economia, "un'offerta in competizione con le società Air France ed Airone, producendo due documenti falsi a garanzia della serietà della stessa offerta". Accuse respinte dall'imputato, che per questa vicenda è già stato condannato dalla Consob a pagare una maxi-multa di 400 mila euro. "Benché abbia dimostrato con prove inoppugnabili - ha commentato per il tramite del suo difensore, Alessandro Siddi - la correttezza del mio operato, inspiegabilmente la Procura di Roma, non solo mi individua come unico soggetto responsabile di un'asserita manovra di turbativa del mercato, ma ha addirittura ignorato che fui proprio io, in tempi non sospetti, a denunziare la manovra all'autorità giudiziaria".

L'Irlanda arranca

[NULLA E' COSTANTE TRANNE IL MUTAMENTO, E CONTRO QUESTO DATO DI FATTO S'INFRANGE OGNI SFORZO MIRANTE ALLA PROPRIETA' DEI BENI, ALL'APPAGAMENTO E ALLA SICUREZZA. E. Junger]
Decine di migliaia di persone sono attese oggi a Dublino per la grande manifestazione di protesta contro il piano di austerità varato dal governo, nonostante il freddo polare e la massiccia nevicata che ha imbiancato la capitale irlandese. Secondo la Garda (la polizia irlandese), sono previste oltre 50.000 persone, un numero enorme per gli standard locali. Ictu, la confederazione dei sindacati che ha organizzato la marcia (che si muoverà alle 13 italiane da Wood Quays, al centro della capitale, verso il General Post Office, l'edificio dove fu proclamata l'indipendenza repubblica), ha fatto una massiccia campagna sulla stampa e su facebook per invitare a partecipare. Il segretario generale dell'Irish congress of trade unions David Begg ha promesso che la manifestazione sarà un evento per famiglie, pacifico, ricco di humour, e con un efficiente servizio d'ordine. La polizia ha predisposto però un articolato piano per prevenire ogni disordine. Si temono soprattutto infiltrazioni di gruppi estremisti, che potrebbero tentare l'occupazione di edifici pubblici, attorno ai quali ci sarà extra vigilanza. Il capo della Garda Fachtna Murphy ha detto che la polizia sarà discreta "ma se qualcuno viola la legge, la risposta sarà ferma". E' corsa a vendere euro fra gli investitori, con i timori di contagio della crisi irlandese che hanno innescato un'altra giornata nera per le borse poi in ripresa nel finale e per i titoli di Stato dei Paesi a rischio dell'unione monetaria. Standard & Poor's ha tagliato il rating delle banca irlandese Anglo Irish a 'junk' (spazzatura). Declassate le altre due maggiori banche irlandesi: Bank of Ireland e Allied Irish. La decisione dell'agenzia segue di due giorni il taglio del rating sovrano dell'Irlanda. Anglo Irish ha subito un taglio del rating di sei gradini (notch) passando da 'BBB' a 'B'. Il rating di Bank of Ireland e' stato abbassato a 'BBB+' da 'A-' e il giudizio su Allied Irish è stato tagliato a 'BBB' da 'BBB+. Il piano di aiuti internazionali all'Irlanda prevede anche l'eventualità di 'qualche prestito bilaterale' ma questo meccanismo 'non coinvolge l'Italia'. Lo riferisce una fonte del Tesoro spiegando che gli eventuali prestiti si aggiungeranno al finanziamento previsto dal cosiddetto Fondo europeo salva-Stati, l'European Financial Stability Facility, e ai finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale. Le banche che rischiano il crac, i conti pubblici fuori controllo e una crisi politica pronta ad esplodere in qualsiasi momento. E' il quadro che circonda la crisi irlandese, stretta fra necessitaà di risanare drasticamente la deriva del bilancio e lo spettro che ciò possa colpire la crescita economica. Innescando una crisi dei mutui che rischierebbe di aumentare a dismisura i costi dei salvataggi bancari. L'esposizione delle banche tedesche nei confronti dell'Irlanda ammonta a circa 25 miliardi di euro, o anche meno. Lo ha detto il vice presidente della Bundesbank, Franz-Cristoph Zeitler, secondo quanto riferisce Bloomberg - aggiungendo che si aspetta "a breve un accordo" con l'Irlanda sui dettagli del salvataggio dell'Ue. La tassa sulle imprese rimane un pilastro della nostra linea politica. Lo ha ha detto il primo ministro dell'Irlanda Brian Cowen davanti al Parlamento, aggiungendo che al momento non è possibile rilasciare anticipazioni sui progressi del negoziato con l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale sugli aiuti finanziari. Cowen - riferisce Bloomberg - ha anche ribadito che il livello del deficit del Paese è insostenibile e che l'Irlanda si trova ad affrontare la più grave situazione di difficoltà come non accadeva da "molti, molti anni".

Wikileaks all'attacco

[A CONDURRE LA GUERRA ERA UN PUGNO DI CLOWN CON QUATTRO STELLE CHE AVREBBERO FINITO PER DAR VIA TUTTO IL CIRCO ... . Da Apocalypse Now]
Cresce l'attesa per l'annunciata pubblicazione da parte di Wikileaks, il sito specializzato nella diffusione di documenti ufficiali riservati, di quasi tre milioni di documenti diplomatici riservati. Washington continua a informare i suoi alleati: ieri l'ambasciata Usa a Roma ha avvertito il governo italiano e Hillary Clinton ne ha parlato anche con il collega di Pechino. In un'intervista alla Cnn, il capo di stato maggiore interforze americano, l'ammiraglio Mullen, ha chiesto a Wikileaks di non pubblicare il materiale, che potrebbe mettere a rischio la vita dei soldati americani e dei loro alleati. Le mail conterrebbero tra l'altro imbarazzanti commenti su diplomatici e leader mondiali tra cui figurerebbero, tra gli altri, il presidente afghano Hamid Karzai, il premier russo Vladimir Putin e il presidente del Pakistan Asif Ali Zardari. Non è dato a sapere quando i documenti verranno messo online ma potrebbe essere nella giornata di oggi, secondo vari media.

giovedì 25 novembre 2010

Fine di un amore

[SEI CORSO VIA E MI HAI LASCIATO SU DI UNO SCAFFALE. CONTINUA A CORRERE VA A CACCIA DI TE STESSO. Daisy Martin]
La Cgil di Punta Raisi accusa il Consorzio (… omissis …) di inadempienza del verbale di accordo sindacale firmato il 20 di ottobre. Un accordo voluto tenacemente dalla Cgil, che in quel periodo provocò non poche polemiche, con la conseguente fuga di un gruppo cospicuo di iscritti dalla Cgil stessa, oggi sarebbe carta straccia? L’inadempienza di uno dei punti concordati prevedeva la trasformazione dei part-time in full – time. I giornalieri esuberi di ore e gli straordinari di ingente rilevanza che giornalmente si verificano fanno intendere che esistono i presupposti per dare ai nove part-time il full-time. Infine si aggiunge nella nota che i lavoratori a tempo indeterminato, sebbene abbiano già maturato l’avanzamento di livello, ad oggi non hanno di fatto ottenuto il livello.

LA CGIL CONTRO TUTTI

[SVEGLIA! È TEMPO DI MORIRE. Da Blade Runner]
Il giorno 24 Novembre 2010 si sono riuniti presso i locali tecnici amministrativi le RSA di GESAP, GH PALERMO, IL CONSORZIO (…OMISSIS…), MANUTENCOOP in presenza del Segretario Provinciale Gaetano Bonavia. Ha aperto la discussione il Coordinatore Aeroportuale delle RSA Giuseppe Panettino (nella foto) indicando punto per punto le vertenze aperte sullo scalo che in ordine di discussione sono state discusse:. Si è affrontata la tematica dei lavoratori con contratto a 4 ore, convenendo che questi vanno inquadrati a tempo pieno (8 ore), poiché GH ricorre sistematicamente all’uso costante dello straordinario, con carichi di lavoro insostenibili che mettono a rischio l’integrità fisica e la sicurezza dei lavoratori. Pertanto si è convenuto che tali lavoratori vanno equiparati al trattamento che un’azienda non può più rimandare o ritardare, riparando nella congiuntura economica di cui tutti siamo vittime nostro malgrado. La situazione politica in seno all’assemblea dei soci della Gesap sta pesantemente condizionando l’andamento economico dell’azienda che paga essa e per prima l’incertezza su cui si muove la compagine politica che detiene la maggioranza relativa delle azioni societarie. Pagano pure i lavoratori, confusi da logiche politiche lontane da gestioni manageriali serie e dalla mancanza di un’interlocuzione nelle relazioni industriali e sindacali, vedi ritardo nell’attribuzione di livelli maturati da tempo piuttosto che dal processo di privatizzazione, o ancora di differenziazione nel trattamento economico tra lavoratori(E.D.A.). I lavoratori della Manutencoop lamentano uno scarso livello di copertura delle ore lavorative che non gli consentono di raggiungere livelli salariali adeguati. Manutencoop non garantisce in particolare la copertura delle ore non lavorate, ricorrendo ad artifizi che mortificano i lavoratori a orario ridotto e inoltre si registra un trattamento di favore riservato agli iscritti di altre sigle sindacali ad opera di caposquadra “caporali”.

mercoledì 24 novembre 2010

STRESS TEST AVEVANO PROMOSSO LE IRISH BANK

[L'UOMO SI DISTINGUE DAGLI ALTRI ANIMALI PER LA CAPACITA' DI FINGERE DI VERGOGNARSI. F. T. Altan]
Anglo Irish svaluterà il valore del 92% dei suoi bond subordinati, dando agli obbligazionisti 136,8 milioni di euro di titoli garantiti dal governo a un anno in cambio di 690 milioni di euro di bond con scadenza 2017. Lo scrive la Bloomberg, secondo cui la svalutazione, pari a oltre l'80% del valore dei titoli, prevede che la banca paghi 375 punti base rispetto al tasso di riferimento Euribor. La soluzione migliore per molte banche irlandesi in difficoltà è trovare un acquirente estero, e gli istituti di credito 'per quanto mi riguarda sono in vendita'. Lo ha detto Patrick Honohan, governatore della Banca centrale d'Irlanda e membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, spiegando che i costi di un rafforzamento del capitale bancario ben oltre i limiti minimi richiesti rischiano di essere troppo onerosi. Gli istituti di credito sono il vero centro nevralgico della crisi irlandese. Non per niente l'intervento d'emergenza che Dublino sta trattando con Bce, Fmi e Commissione Ue punta proprio a stabilizzare le banche, con un intervento immediato che - secondo le ultime indiscrezioni - sarebbe di 10 miliardi, al quale si aggiungerebbe un fondo d'emergenza per rendere disponibili, se necessarie, ulteriori risorse. Le banche irlandesi hanno assorbito da sole un quarto della liquidità riversata sull'area euro dall'Eurotower. Finora il governo ha nazionalizzato Anglo Irish, Irish Nationwide ed Ebs, oltre a iniettare corpose dosi di liquidità in Allied Irish e Bank of Ireland. In totale gli istituti di credito hanno richiesto interventi per 50 miliardi di euro, il 28-31% del Pil.

martedì 23 novembre 2010

Preoccupa la situazione economica della Gesap

[SONO UN UOMO CIVILIZZARO; POSSO SOPPORTARE QUALSIASI COSA CHE MI FACCIA DIVERTIRE. Ezra Pound]
Ieri è andata deserta l’assemblea dei soci della Gesap, società di gestione dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi, convocata per modificare lo statuto nella parte relativa ai requisiti per la nomina degli amministratori. La polemica era stata accesa dal ricorso del presidente della Camera di Commercio, contro la nomina di Dario Colombo ad Ad, ritenuto da questo socio non rispondente ai requisiti dello statuto. La volontà di modificarlo è stata letta dalla Cciaa e da varie forze politiche, come un tentativo di “sanatoria”. Il presidente della commissione Controllo e garanzia, Giusi Scafidi, nella sua relazione l’attività dell’organo chiamato a svolgere un ruolo di supporto e di documentazione per l’attività del Consiglio su argomenti di interesse generale. L’attenzione del presidente Scafidi si è soprattutto concentrata sulla Gesap, la società di gestione dello scalo aereo di Punta Raisi, alla luce della recente audizione in Commissione dell’amministratore delegato Dario Colombo. “L’amministratore delegato - ha spiegato la Scafidi - sta verificando la situazione generale della Gesap sia dal punto di vista economico che amministrativo. Il quadro economico è però preoccupante, con una gestione arcaica della contabilità, non informatizzata. La Provincia, azionista di maggioranza della società, ha investito 8 milioni di euro come ricapitalizzazione, ma i notevoli investimenti non hanno prodotti i risultati sperati”. Il dibattito sulla relazione ha visto gli interventi di Giacomo Balsano del Pdl che ha sottolineato la necessità di rivedere il regolamento della Commissione al fine di renderla più efficace, del capogruppo del Pd Gaetano Lapunzina che ha ricordato come entro il 31 dicembre la Provincia deve adottare il piano delle società partecipate e oltre alla Gesap ha citato i casi emblematici di Palermo Energia e del Consorzio Universitario, del consigliere del Pd Teresa Piccione che si è soffermata sull’opportunità di un migliore funzionamento degli organi consiliari come le commissioni, del capogruppo del gruppo misto di opposizione Antonio Marotta (Rifondazione comunista) che ha proposto una seduta straordinaria del Consiglio dedicata alla Gesap e alle società partecipate, del Consigliere dell’Udc Bartolo Di Salvo che ha proposto alla Commissione di verificare il cattivo funzionamento degli uffici in merito a determinati atti.

I cortigiani della GESAP

[CARPE DIEM - Vivi alla giornata, cogli l'occasione]
Deserta l’assemblea degli azionisti Gesap che doveva. All’ordine del giorno, fra l’altro, anche la nomina del presidente del collegio dei sindaci. In pole, designata dal ministero dell’economia, c’è Sofia Paternostro, già membro del cda sino al luglio scorso. E proprio per questo Gerlando Inzerillo, consigliere comunale di Forza Sud, con una interpellanza chiede al sindaco di “valutare l’opportunità di tale nomina visto che la signora si troverebbe a controllare e a esprimere giudizi sull’operato da esse stessa svolta” sino a tre mesi e mezzo fa. “È stato rotto il patto costituente nella scelta dei vertici Gesap. I cortigiani prendono il posto di esperti e manager. Non possiamo che esprimere profonda preoccupazione per i risultati derivanti dall'intesa comune-provincia sui nuovi vertici della Gesap". Lo affermano i consiglieri comunali Mpa Leonardo D'Arrigo e Sandro Oliveri. "L'intesa pigliatutto - aggiungono - tra il sindaco Cammarata ed il presidente della provincia Avanti ha cancellato l'equilibrio costituente che nella gestione della Gesap si è sempre salvaguardato nel rapporto con i soggetti privati e la Camera di Commercio". Il capogruppo Mpa al consiglio provinciale di Palermo, Francesco Miceli dice: "Condivido la posizione espressa da Oliveri e D'Arrigo. Va ricordato che la privatizzazione della società, il cui processo è in corso, dovrà passare da una preventiva delibera dei Consigli comunale e provinciale, dove sarà sicuramente esaminata con attenzione nel superiore interesse collettivo". Dario Colombo, il nuovo amministratore delegato di Gesap, società di gestione dell'aeroporto di Palermo, è stato eletto senza il voto del socio Camera di Commercio. È quanto emerge all'indomani della riunione del Cda che ha distribuito le deleghe ai consiglieri. Al momento della votazione di Colombo, indicato dalla Provincia in qualità di socio di maggioranza di Gesap, Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio, era assente. In precedenza lo stesso Helg aveva votato contro la nomina di Stefano Mangano (indicato dal comune) a vice presidente, proponendo invece per la presidenza Sebastiano Bavetta, eletto all'unanimità. La frattura tra i soci di Gesap si è aperta proprio sulla vicepresidenza, ruolo ricoperto fino a ieri dalla Camera di Commercio e che nel nuovo Cda è stato assegnato al rappresentante del comune. Il collegio dei revisori di Gesap ha aperto una pratica per verificare se Dario Colombo, eletto dal Cda amministratore delegato della società di gestione dell'aeroporto di Palermo, sia in possesso dei requisiti per ricoprire l'incarico in base a quanto prevede lo statuto dell'azienda. Alla vigilia della nomina della nuova governance era stato il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ad auspicare che la scelta dei manager rispettasse i dettami dello statuto di Gesap. Al momento dunque Colombo è sub judice, per cui è probabile che il nuovo amministratore non firmi alcun atto fino a quando il collegio dei revisori, di cui fa parte un rappresentante di Enac, non esaminerà la documentazione che il manager è stato chiamato a depositare. Colombo, in quota Udc, è stato indicato dalla Provincia di Palermo, socio di maggioranza di Gesap; in passato è stato amministratore delegato della Sicilia e-servizi, società controllata dalla Regione siciliana.

lunedì 22 novembre 2010

Cisl-Ast: interrotte relazioni sindacali

[GLI ITALIANI SONO SEMPRE RASSEGNATI AL PEGGIO E SI SENTONO SODDISFATTI O SOLLEVATI NELLO SCOPRIRE CHE LE COSE, BRUTTE COME SONO, PERO' NON LO SONO TANTO QUANTO POTREBBERO. Luigi Barzini]
"La preoccupante situazione economica dell'ast, gli sprechi, i favoritismi e la mancata garanziadei livelli di redditi degli autisti sono fra i principali motivi che hanno portato alla sospensione delle relazioni sindacali con i vertici dell'ast". E' quanto comunica la Fil Cisl, che "da tempo denuncia lo stato di incertezza in cui vivono i 1.300 lavoratori", mentre l'azienda "dimostra assoluta incapacità di dare risposte concrete".

GESAP E LO STATUTO AD PERSONAM

[HO LA NAUSEA: O SONO INCINTA O SONO ITALIANA. Francesco Tullio Altan]
Il Gruppo del Movimento per le Autonomie alla Provincia Regionale diPalermo chiede chiarezza sull’ipotesi di variazioni delle modalità dinomina del nuovo amministratore delegato della Gesap.Il presidente della Provincia Giovanni Avanti ha infatti chiesto alCda Gesap di modificare nello Statuto irequisiti di professionalità richiesti per la sceltadell’amministratore delegato. La riunione tra i soci si svolgerà oggi e il primo punto all’odg riguarda statuto ad personam. “Pare si sia passati dalle leggi ad personam agli statuti adpersonam”, spiega il capogruppo Mpa alla Provincia di PalermoFrancesco Miceli, che annuncia a Palazzo Comitini una interrogazione arisposta scritta sull’argomento. “La competenza della modifica dello Statuto – spiega il Gruppo Mpa alla Provincia – è di competenza del Consiglio provinciale, ai sensidell’art. 42 comma II del Testo Unico Enti Locali. Si tratta del restodi una competenza ribadita anche da alcune pronunce del Consiglio diStato e della Corte dei Conti, che hanno confermato la prerogativadell’assemblea provinciale su questa materia”.“Chiederemo al Presidente Avanti se intende insistere nell’eventualeviolazione e se intende o meno informare il Consiglio Provinciale,sulle ragioni e sul contenuto delle proposte di modifiche statutarie della GES.A.P. S.p.A. ed interessarlo per competenza della proposta dimodifica; ed ancora se le stesse possano ritenersi preordinate afavorire soggetti privi dei requisiti da collocare nel CdA dellasocietà partecipata o a penalizzare ed escluderne altri”. “Il capogruppo dell’Mpa a palazzo Comitini, Francesco Miceli, piuttosto che raccogliere suggerimenti, farebbe bene a informarsi meglio: le ultime due modifiche – quella si ad personam – dello statuto Gesap sono state supportate dai soci senza il passaggio e l’approvazione del consiglio provinciale e non ci risulta che il capogruppo Micelio gli interessi e le persone che, con tutta evidenza, il medesimo rappresenta abbiano posto alcuna obiezione”. Ad affermarlo, in una nota, è Gigi Tomasino, assessore alla viabilità e ai trasporti della provincia di Palermo in replica alle dichiarazioni dell’esponente Mpa, Miceli.

domenica 21 novembre 2010

Exit strategy in Afghanistan

[MI PIACE L’ODORE DEL NAPALM AL MATTINO. SAPETE, UNA VOLTA BOMBARDAMMO UNA COLLINA PER 12 ORE, QUANDO FU TUTTO FINITO ANDAI LASSU’.NON CI TROVAMMO PIU’ NIENTE, NEMMENO IL CADAVERE DI UN FOTTUTO VIET-CONG. MA L’ODORE, SI SENTIVA QUELL’ODORE DI BENZINA, L’INTERA COLLINA ODORAVA DI … VITTORIA. Robert Duvall (Litotenente Kilgore) in Apocalypse now]
Gli aerei della coalizione impegnata in Afghanistan hanno sganciato oltre mille bombe a ottobre su obiettivi collegati agli insorti, rivelano dati del Pentagono. È una cifra record: nell'ottobre 2009 erano state sganciate 660 bombe di vario tipo e 338 nell'ottobre 2008. Nello stesso tempo le operazioni delle squadre speciali sono aumentate di 6 volte rispetto a un anno fa e negli ultimi 3 mesi hanno fatto 1.572 operazioni, catturando o uccidendo 368 leader delle forze nemiche. Il presidente Obama non ha ancora deciso se gli Usa rimarranno a combattere dopo il 2014, e lo farà quando avrà gli elementi per farlo. Lo dice nella conferenza stampa finale del Vertice Nato di Lisbona, precisando che verrà 'mantenuta una struttura di controterrorismo finché al Qaida rimarrà una minaccia per gli Usa e i suoi alleati'. Il premier Gb Cameron si è 'impegnato fermamente' affinché le sue truppe non siano più presenti in Afghanistan a partire dal 2015. La transizione in Afghanistan sarà un processo "irreversibile". Lo ha detto il presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai, al termine della riunione Isaf a Lisbona. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha invece ribadito: "Non vedo un ruolo combattente per i nostri soldati in Afghanistan dopo il 2014". Mente in Portogallo si discuteva quando e come uscire dalla trappola afghana una nuova tecnica terrorista viene praticata Una bicicletta bomba è saltata in aria ad un posto di blocco nell'Afghanistan orientale, causando la morte di almeno tre persone. Lo ha reso noto la polizia afgana a Kabul. Secondo quanto si è appreso, l'ordigno esplosivo è stato attivato nella provincia di Laghman su una strada quando era in corso una perquisizione di veicoli che si dirigevano a Mehtarlam, il capoluogo provinciale. La deflagrazione ha causato la morte di tre civili e il ferimento di altri 23, fra cui un agente di polizia. http://www.youtube.com/watch?v=hTHcg7nka1A&feature=related

sabato 20 novembre 2010

“LA FAMIGLIA FINMECCANICA” A RAI 3 REPORT

[LE CANZONI SONO LA NOSTRA PRINCIPALE FONTE DI CONOSCENZA COMUNE. NON TUTTI SANNO QUALCOSA DI LETTERATURA O POLITICA, MA TUTTI SANNO CANTARE. J. Button]
Finmeccanica è il colosso della difesa italiano da 18 miliardi di fatturato e 77 mila dipendenti. Finmeccanica vuol dire armi e spazio, aerei, elicotteri, radar, turbine e treni. E' un pezzo decisivo del sistema Italia. Domani, in prima serata, si parlerà nel corso della trasmissione Report della "famiglia Finmeccanica", conduce Milena Gabanelli (nella foto). L'8 luglio scorso, Lorenzo Cola è stato arrestato dalla Procura di Roma con l'accusa di riciclaggio. Era il consulente economico di Pierfrancesco Guarguaglini (presidente e ad di Finmeccanica) e di sua moglie Marina Grossi, (amministratore delegato di Selex). Lorenzo Cola è l'uomo del mistero. In Finmeccanica curava gli affari americani del gruppo, collegato alla Cia e ai nostri servizi militari. Del suo passato si sa pochissimo, dei suoi rapporti con aziende e uomini del settore militare ancora meno. Secondo la magistratura, Cola entra in contatto con Gennaro Mokbel, uomo d'affari romano già coinvolto nell'inchiesta su Telecom Italia Sparkle-Fastweb. Mokbel è l'uomo che fa candidare Nicola Di Girolamo nelle liste pdl alle ultime elezioni politiche. Arrestato lo scorso marzo, Di Girolamo, dopo qualche mese di carcere ha patteggiato la pena e confessato tutti i particolari della frode che la coppia Mokbel-Cola avevano messo in atto per acquisire un'importante azienda del gruppo Finmeccanica. Era appena rientrato dalla Svezia, dove aveva assistito la moglie in sala parto, e valigie in mano era già pronto a salire su un aereo con destinazione Stati Uniti. L’Italia gli scottava sotto ai piedi e altissimo era il rischio di essere arrestato per via di quella storia di riciclaggio e fondi neri su cui i magistrati della capitale hanno iniziato a ficcare il naso dopo l’esplosione dello scandalo Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Lorenzo Cola, ex consulente Finmeccanica, sapeva bene che la sua libertà aveva le ore contate, per questo aveva fretta di partire. I carabinieri del Ros lo hanno bloccato a Roma in pieno centro e lo hanno trasferito al carcere romano di Rebibbia in esecuzione del provvedimento di fermo firmato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Rodolfo Sabelli, Giovanni Bombardieri, Francesca Passaniti. Che nel decreto hanno messo nero su bianco «il concreto e fondato pericolo di fuga», originato dalla «consapevolezza dell’indagato di un’indagine a suo carico» e dimostrato «dall’imminente allontanamento per l’estero». Quello di Lorenzo Cola non è un nome qualunque. «Ieri sera sono stato a cena con uno dei capoccioni di Finmeccanica, uno dei tre che contano», spiegava al telefono Gennaro Mokbel imprenditore la cui storia ha incrociato sia quella della Banda della Magliana che quella della ‘Ndrangheta e finito in carcere per l’esplodere dello scandalo Telecom-Fastweb. Proprio a Cola, infatti, il gruppo Mokbel avrebbe fatto arrivare circa 7,5 milioni di euro per il tramite dell’ex senatore Nicola Di Girolamo (arrestato nel marzo scorso) l’uomo che le cosche calabresi e Gennaro Mokbel avrebbero portato fino a Palazzo Madama aiutando la sua elezione nella circoscrizione estero. Quei soldi, ha raccontato Di Girolamo nelle scorse settimane iniziando a collaborare con il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, dovevano servire per garantire alla Digint (società di cui il senatore e Mokbel detenevano il 51%, il restante 49% era in mano a Finmeccanica) commesse e appalti per conto della holding della Difesa. «Tramite Nicola - spiegava al telefono il faccendiere romano - ci hanno offerto di aprire un’agenzia per tutto il centro Asia per la vendita di prodotti per la sicurezza, prodotti militari e elicotteri». Parole che proprio Di Girolamo aveva chiarito nel corso dei suoi interrogatori con Capaldo. «Dal 2008 e nell’arco di tre anni - ha infatti spiegato l’ex senatore - Digint avrebbe avuto contratti di fornitura e partecipazioni da società legate a Finmeccanica per un totale di 50 milioni di euro». Uno sviluppo aziendale che avrebbe poi permesso al gruppo Mokbel di rivendere la Digint (una scatola vuota da riempire di contratti, secondo il Ros) a Finmeccanica per un prezzo esorbitante. E i soldi di cui ha parlato Di Girolamo secondo l’accusa avrebbero fatto parte di un versamento complessivo di otto milioni e 300 mila euro che, almeno nominalmente, dovevano servire per l’acquisizione della Digint. Di questi, però, 7,5 erano in realtà la “commessa” riservata a Cola per il suo interessamento. Per questo, grazie alle rogatorie inviate a Hong Kong, in Svezia e a San Marino, i magistrati romani hanno fatto scattare le manette con l’accusa di concorso in riciclaggio aggravato.

venerdì 19 novembre 2010

Cai e le false promesse di Berlusconi

[OMNIS HOMO MENDAX (tutti gli uomini sono bugiardi) - salmo]
Lo ha detto l'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli (detto Napoleone), a margine di un convegno sul trasporto aereo della Fit Cisl. Sabelli si è detto disponibile, l'anno prossimo alla scadenza del contratto di lavoro, «ad un contratto unico valido per tutte le compagnie aeree». L'ad di Alitalia ha rilevato che a settembre la compagnia trasporterà un milione di passeggeri in più rispetto al 2009, mentre per fine anno si stima il trasporto di un milione e mezzo di passeggeri in più sul 2009, quando erano stati 21,8 milioni, e di arrivare oltre 23 milioni di passeggeri. Intanto è in via di conclusione lo scambio, riservato ai piccoli risparmiatori in possesso di azioni e obbligazioni Alitalia con i Titoli di Stato scadenza 2012 e senza cedola, previsto dal decreto anti crisi del 2009, operazione che dovrebbe concludersi entro fine anno. È quanto informa il Tesoro. L'indiscrezione è piombata inaspettata e rimette in discussione tutto il quadro programmatico della compagnia. Per l'Alitalia ci sarebbero esuberi per circa 2.000 unità così suddivisi: 1.200-1.400 dipendenti, ai quali andrebbero aggiunti i contratti di 600 precari da non rinnovare. Se ne sarebbe parlato in una convention con 400 dipendenti tenuta ad inizio settembre. A due anni dalla privatizzazione e al passaggio alla cordata guidata da Colaninno non sembra che la situazione per la compagnia di bandiera sia migliorata. Nonostante gli sforzi fatti con l'esternalizzazione di numerose attività, l'abbattimento del costo del personale attraverso la cassa integrazione ma anche sul fronte dell'efficienza (la puntualità è migliorata?) l'azienda soffre. Se le cifre dovessero essere confermate dai vertici della compagnia che al momento non si sono pronunciati, sarebbe compromesso l'obiettivo del pareggio di bilancio per il 2011. Secondo le indiscrezioni il numero dei dipendenti scenderebbe così dai 14.000 attuali ai 12.600 previsti dal Piano Fenice. L'accordo definito a Palazzo Chigi prevedeva per la nuova Alitalia 12.600 unità. Dove si andrebbe a tagliare? Le esternalizzazioni potrebbero interessare gli scali minori che hanno circa 300 dipendenti (finora il personale è stato ridotto di 150 unità); il servizio dei magazzini che conta un centinaio di dipendenti; gli uffici che si occupano dell'acquisto del catering e di ciò che viene venduto a bordo (circa 50 unità); l'ufficio che si occupa del catering nell'aeroporto (circa 500 dipendenti); e i servizi di manutenzione (un migliaio di unità). Cosa sta impedendo alla compagnia di decollare? Al primo punto c'è la crisi economica che ha ridotto il traffico dei passeggeri e aumentato i costi. C'è la concorrenza sempre più agguerrita esercitata dall'Alta Velocità delle Ferrovie che con il mix tempi ridotti più puntualità ha davvero sottratto utenza all'Alitalia soprattutto nella tratta privilegiata dal business Roma-Milano. I sindacati di settore di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno chiesto all'azienda di «uscire allo scoperto e chiarire le reali intenzioni». Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sottolinea di non aver avuto nessuna comunicazione.

giovedì 18 novembre 2010

I poteri forti contro Julian Assange

[IL DELIRIO DELLA PERSECUZIONE FINISCE LADDOVE LA PERSECUZIONE E' UN DELIRIO. Carrera Guillermo Infante]
La procura svedese ha chiesto un mandato di arresto contro il fondatore di Wikileaks Julian Assange (nella foto) per stupro. "Ho chiesto al tribunale di Stoccolma di arrestare Assange, sospettato di stupro, molestie sessuali e coercizione nei confronti di due donne nella scorsa estate", si legge in un comunicato del procuratore svedese Marianne Ny. "La ragione della mia richiesta è che voglio interrogarlo, e sino ad oggi non ci siamo riusciti", aggiunge. La vicenda che coinvolge Assange risale allo scorso agosto: il fondatore di Wikileaks è stato accusato di un presunto stupro che avrebbe avuto luogo a Enkoping, di tre casi di molestie a Stoccolma e uno di "coercizione illegale". Una risposta della corte di Stoccolma dovrebbe arrivare già oggi. Un mandato di arresto nei confronti di Assange era già stato spiccato il 20 agosto, e poi ritirato ore dopo. Nel frattempo, l'australiano ha ammesso tramite il proprio legale di aver conosciuto le due donne che lo accusano, di 25 e 35 anni, "erano entrambe alla mia conferenza stampa", e ha escluso di aver fatto "sesso non consensuale" rifiutandosi di aggiungere altro, "sono fatti privati". La giustizia svedese ha ordinato l'arresto di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, per accuse di stupro. "Abbiamo deciso di arrestarlo in contumacia", ha dichiarato il giudice Alan Camitz, del Tribunale di Stoccolma. "Sulla scorta di questa decisione della corte...sarà spiccato un mandato d'arresto internazionale", ha aggiunto da parte sua la procura. La richiesta di arresto per Assange era stata depositata stamani presso il tribunale di Stoccolma dalla procura e riguarda l'accusa, formulata sulla base del racconto di due donne, di presunti stupro, molestie e "coercizione illegale". La richiesta di arresto era stata definita stamani un "abuso di potere" teso alla "persecuzione" di Assange, dal co-fondatore di Wikileaks, Mark Stephens, in un comunicato ufficiale rilanciato via Twitter dallo stesso Wikileaks. Il sito nell'ultimo mese ha pubblicato 400.000 documenti, molti dei quali "scottanti", sulla guerra in Iraq dopo averne pubblicati altri 77.000 sulla guerra in Afghanistan. http://www.youtube.com/watch?v=V3pMfSbxi0U

IRLANDA E PORTOGALLO TREMANO

[IL VIAGGIO E' LA RICOMPENSA. Steve Jobs]
Il governatore della banca centrale dell'Irlanda, Patrick Honohan, stima in 'decine di miliardi' di euro il prestito che l'Ue e il Fondo monetario internazionale potrebbero accordare a Dublino. Honohan ha anche precisato che il tasso di interesse dovrebbe aggirarsi attorno al 5%, un livello in linea con quanto solitamente richiesto dal Fmi. Oggi inizia la missione a Dublino dei tecnici Ue, Bce e Fmi per esaminare la situazione delle istituzioni finanziarie del Paese e avviare il negoziato. Conti pubblici solo di recente messi sotto controllo, le aste dei titoli di stato sempre in bilico, bassa crescita del Pil, un sistema di tassazione farraginoso e molto spesso iniquo. I 'mali' del Portogallo che rischiano di rendere ingovernabile il bilancio statale e provocare una ricaduta nella recessione, comprendono anche una pubblica amministrazione poco efficiente, un mercato del lavoro rigido, una bassa formazione scolastica e aziende poco produttive con scarsi investimenti. Una miscela aggravata anche dalla relativa piccola dimensione del paese e della sua posizione 'periferica' rispetto all'Europa. Il governo e le opposizioni hanno raggiunto nei giorni scorsi un accordo su un rigoroso piano di austerità che punta a riportare sotto controllo il bilancio statale. Lisbona punta così a tagliare il deficit dal 9,3% del 2009 a 7,3% scendendo ulteriormente al 4,6%nel 2011. Il debito comunque vedrà un balzo dall'82,1% del pil di quest'anno all'86,6% del 2011 per poi stabilizzarsi nel 2012 .Le misure prevedono, fra l'altro,il taglio degli stipendi dei dipendenti pubblici del 5%, il blocco delle assunzioni e la crescita dell'Iva di due punti al 23%. Il varo di credibili e stabili misure di risanamento è comunque necessario per il successo delle aste dei titoli pubblici e, soprattutto, per evitare che i rendimenti siano troppo onerosi. I bond decennali pagano infatti un rendimento di ben il 6,8%. Le misure decise dal governo lusitano, pur necessarie, potrebbero comprimere la già esigua crescita dell'1% del Pil di quest'anno fino ad arrivare a quota zero nel 2011 o peggio a segnare un andamento negativo. Sebbene il governo preveda per il prossimo anno un aumento dello 0,3%,l'Fmi vede un rischio di un -1,4% e S&P dell'1,8%. Le banche che rischiano il crac, i conti pubblici fuori controllo e una crisi politica pronta ad esplodere in qualsiasi momento. È il quadro, a dir poco difficile, che circonda la crisi irlandese, stretta fra necessità di risanare drasticamente la deriva del bilancio e lo spettro che ciò possa colpire la crescita economica. Innescando una crisi dei mutui che rischierebbe di aumentare a dismisura i costi dei salvataggi bancari. Gli istituti di credito sono il vero centro nevralgico della crisi irlandese. Non per niente l'intervento d'emergenza che Dublino sta trattando con Bce, Fmi e Commissione Ue punta proprio a stabilizzare le banche. Quelle irlandesi hanno assorbito da sole, secondo Natixis, un quarto della liquidità riversata sull'area euro dall'Eurotower. Finora il governo ha nazionalizzato Anglo Irish, Irish Nationwide ed Ebs,oltre a iniettare corpose dosi di liquidità in Allied Irish eBank of Ireland. In totale gli istituti di credito hanno richiesto interventi per 50 miliardi di euro, il 28-31% del Pil. E si teme che le stime possano peggiorare: se l'Irlanda si avviterà ancor più in una crisi immobiliare, è pronta a scattare una corsa alle insolvenze sui mutui che farebbe lievitare ulteriormente i costi. Le stime sulle dimensioni di un salvataggio arrivano a 80-90 miliardi, e il rischio è che più si aspetta più i costi sono desinati a lievitare, come per la Grecia. Il mercato è infatti sempre più dubbioso sulla capacità di Dublino di sostenere l'immane aggiustamento richiesto: il balzo a livelli record dei premi di rendimento irlandesi è avvenuto nonostante la stretta ulteriore sui conti pubblici anticipata dal primo ministro Brian Cowen, che prevede ulteriori risparmi del 10% del Pil nei prossimi quattro anni, di cui quattro punti percentuali solo nel 2011. Uno sforzo erculeo che poggia su una stima di crescita dell'1,75% per il prossimo anno, accolta con scetticismo da molto economisti.

UGL E CISAL UNITI CONTRO …

[IL RIMPIANTO E’ UNA DEVASTANTE PERDITA DI ENERGIE: TI CI PUOI CROGIOLARE MA DI CERTO NON RIUSCIRAI MAI A COSTRUIVI SOPRA QUALCOSA. Katherine Mansfield]
Un documento congiunto della Cisal e dell’Ugl decreta che a Punta Raisi è nata una nuova alleanza. Le alleanze sindacali in aeroporto non si contano più, così come le liti con il relativo cortile. Cisal e Ugl si rivolgono alle maestranze della Gh Pmo. Si ricorda nel documento che circa un mese fa un incontro tra Gh e sindacati aveva affrontato la vicenda dei 37 ex precari storici che attendevano l’incremento delle ore contrattuali. Ma l’esito è stato nullo perché si aspetta dell’incontro tra Gh Italia e Cai. L’incontro con Cai dovrebbe avvenire il 29 di novembre, intorno al 2 dicembre Gh Pmo dovrebbe informare i sindacati. “Da settimane i vertici locali della Gh hanno avviato una sorta di consultazione informale di tutte le o.s. per cercare indipendentemente dalla conclusione dell’incontro con i vertici della Cai, una soluzione delle ore contrattuali dei colleghi part-time”. Una soluzione tenuta in considerazione dall’azienda è l’ipotesi di una sorta di mobilità volontaria. Si legge sempre nel documento congiunto Ugl - Cisal che “nel corso dell’assemblea della Cgil di venerdì si è fatta demagogia, promettendo ai cassintegrati buone nuove. Poi ha preso il sopravvento lo sproloquio e le offese personali verso le organizzazioni sindacali firmatarie del documento”. Insomma, continua la guerriglia sindacale in aeroporto, si va avanti accusando altre o.s. che a sua volta rilanciano accuse più pesanti … si continuano a fare del male, il conto viene sempre pagato, alla lunga, dai lavoratori iscritti e non.

mercoledì 17 novembre 2010

Dublino e Atene sempre a rischio

[NON E' IMPORTANTE ESSERE IL PRIMO:IMPORTANTE E' ESSERE L'UNICO. J. Renard]
Aumenta il rischio default di Irlanda e Grecia: i credit default swap (cds) sul debito greco sono aumentati di 13 punti base a 871 punti - in base ai riportati dall'agenzia Bloomberg - e quelli sull'Irlanda hanno segnato un rialzo di 17 punti base a 510 punti. I cds sono contratti con cui si scommette o ci si assicura rispetto al rischio di insolvenza degli emittenti di obbligazioni e un aumento segnala il deteriorarsi della percezione della qualità del credito. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, non ha nascosto oggi la sua preoccupazione per la situazione dell'Irlanda, sottolineando però che l'Ue è pronta ad aiutare Dublino. L'attuale posizione dell'Irlanda desta preoccupazione?, è stato chiesto a Juncker durante un'intervista all'emittente televisiva tedesca Daf. A questa domanda, il presidente dell'Eurogruppo ha risposto: "Sì". E ha subito aggiunto che "se gli irlandesi presentano una domanda di aiuti europei, questi saranno concessi". Partono domani i colloqui fra l'Irlanda e gli esperti della Commissione Ue, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale per il sostegno finanziario al Paese. Lo ha detto il primo ministro irlandese Brian Lenihan in un'intervista all'emittente televisiva pubblica 'Rte', ribadendo che i ministri delle Finanze dell'area euro sono pronti ad adottare qualsiasi misura sarà necessaria.

martedì 16 novembre 2010

CISAL CONTRO CGIL

[NON CREDO CHE LA PIOGGIA SMETTERA' OGGI E QUESTO PERCHE' VENGO VENGO DA UN ALTRO PAESE. Grace Paley]
“È assolutamente spiacevole dovere intervenire per iscritto denunciando la falsità di quanto riportato in un volantino da un’altra organizzazione sindacale”, così inizia una nota, dai toni durissimi, della Cisal in merito alla vertenza Manutencoop. Le divisioni sindacali non fanno altro che rafforzare le aziende e di fatto non consentono miglioramenti alla vita dei lavoratori dipendenti da esse. E questo è infatti puntualmente avvenuto al tavolo di trattativa di giovedì mattina allorquando il dr. De Rosa, responsabile della Manutencoop, venuto a Palermo per ratificare e apporre la propria firma su un accordo frutto di mesi di trattative serrate, ha chiaramente fatto retromarcia “allorquando i signori della CGIL hanno sollevato questioni di lana caprina per evitare che si diffondesse la voce che il nostro intervento degli ultimi mesi avesse determinato il raggiungimento di un accordo che non garantiva i buoni pasto a 5 lavoratori part- time e basta, come strumentalmente e indegnamente scritto dal segretario della CGIL, ma che garantiva una sorta di premio di produttività da erogare a tutti i lavoratori dell’azienda,come testimonia il verbale di incontro del 22 settembre scorso”. Parole pesanti come pietre che dovrebbero fare riflettere. Se quello che scrive la Cisal è vero il fatto di per se è gravissimo e come dire che in aeroporto un sindacato pratica la tecnica del tanto peggio tanto meglio. Ma tutto l'accordo è saltato. “E la colpa di questo è da ascrivere solo ed esclusivamente ai signori della CGIL che gli hanno offerto sponda per dilazionare nel tempo la firma sull’accordo”, conclude la requisitoria della Cisal contro la Cgil.

POVERA ITALIA

[HEY, BUDDY CREDERAI MICA DI VIVERE IN UNA DEMOCRAZIA …? Michael Douglas nel film Wall Street]
Sono oltre 10 milioni gli italiani che non debbono versare allo Stato neppure un euro di Irpef: sono contribuenti che dichiarano redditi molto bassi o che possono utilizzare detrazioni tali da far azzerare l’imposta. A questi si aggiunge una platea di 31 milioni di contribuenti Irpef, il 74% del totale, che paga un’imposta netta media di 4.701 euro. Sono nuovi dettagli sulla dichiarazione dei redditi 2009 (relativa al 2008), disponibili sul sito del Dipartimento delle Finanze, che fanno emergere uno spaccato sul basso livello dei redditi dichiarati dalla maggioranza degli italiani. C’è infatti una metà dei contribuenti italiani che dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi che non percepisce più di 20.000 euro: solo l’1% dei dichiaranti supera i 100 mila euro. E anche i nuclei familiari, se analizzati sotto il profilo del loro reddito ai fini fiscali, non sembrano stare meglio. È di 24.600 euro il reddito medio dei 31 milioni di famiglie italiane studiate dal fisco. Sono nuclei che comprendono circa 58 milioni di componenti di cui meno di 42 milioni sono percettori di reddito. I familiari a carico sono invece 16,5 milioni di cui 4 milioni sono coniugi. La famiglia monoreddito senza coniuge è la tipologia più numerosa con circa 17 milioni (54,3%) mentre le famiglie bi-reddito sono circa 10 milioni e quelle monoreddito con coniuge circa 4 milioni. L’analisi della distribuzione dei contribuenti per livello di reddito evidenzia che il 49,79%, pari 20,8 milioni di soggetti, dichiara redditi Irpef inferiori a 15.000 euro l’anno. Il 40,61%, circa 17 milioni di contribuenti, dichiara redditi tra 15.000 e 35.000 euro. In totale il 90,4% dei contribuenti dichiara meno di 35.000 euro e solo lo 0,95% dichiara redditi maggiori di 100.000 euro. Questa classe di ’Paperonì paga il 18% del totale imposte dirette mentre il 52% del totale dell’imposta è pagato dal 13% dei contribuenti con redditi oltre i 35 mila euro. Circa 506.000, su un totale di 41,8 milioni, i contribuenti italiani che hanno adottato il nuovo regime dei contribuenti minimi, riservato agli esercenti attività di impresa o professionisti che hanno conseguito ricavi non superiori ai 30.000 euro. I "contribuenti minimi" hanno dichiarato un reddito medio di 8.840 euro per un’imposta sostitutiva netta media di 1.770 euro. Il nuovo regime - che assoggetta i contribuenti ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef con esonero dagli obblighi Iva ed esenzione dall’Irap - ha fatto registrare il maggior numero di adesioni nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (circa 180.000 soggetti) seguito da quello del commercio (circa 63.000).

lunedì 15 novembre 2010

Record spread dei bond per il Portogallo

[RATZINGER INCONTRA ALCUNE VITTIME DI ABUSI SESSUALI E NON TRATTIENE LE LACRIME. PENSANDO AI RISARCIMENTI. www.spinoza.it]
Il Portogallo è riuscito a collocare sul mercato quasi tutto l'ammontare dei titoli che si era prefissato ma i costi di finanziamento salgono ancora. Lisbona ha piazzato bond per 556 mln con scadenza nel 2016 e titoli per 686 mln con scadenza nel 2020. Sui bond a 6 anni il governo ha dovuto pagare rendimenti medi del 6,156% rispetto al 4,371% offerto nell'asta del 25 agosto scorso. Sui titoli a 10 anni ha offerto un interesse medio del 6,806% contro il 6,242% offerto nell'asta del 22 settembre. Vola al nuovo record il premio di rendimento dei titoli di Stato italiani. Lo spread, il differenziale di rendimento dei titoli di Stato a dieci anni dell'Italia rispetto al corrispondente bund tedesco, ha raggiunto i 186 punti, per poi tornare sui 180 punti. Lo spread dei bond della Spagna viaggia a ridosso dei massimi, oltre i 220 punti, mentre quello dell'Irlanda si restringe tornando sotto i 600 punti (a 573) cosi' come il premio di rendimento del Portogallo che si e' ridotto a 430 punti. Nuovo record del debito delle pubbliche amministrazioni a settembre che raggiunge quota 1.844,8 miliardi contro gli 1.842,9 miliardi registrati in agosto. Lo riporta il bollettino Finanza Pubblica di Bankitalia. Per quanto riguarda le entrate tributarie, nel periodo gennaio-settembre del 2010, riferisce Bankitalia, sono state pari a 266,077 miliardi di euro, in calo dell'1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2009. Il dato e' al netto dei fondi speciali della riscossione.

LA GRECIA NON RISPETTA GLI ACCORDI

[NON AVREBBE DETTO MERDA NEANCHE SE NE AVREBBE AVUTA LA BOCCA PIENA! Da Dal Tramonto all'Alba]
Il deficit greco si attesterebbe nel 2010 al 9,5% del Pil, ovvero un punto e mezzo più di quanto previsto dal memorandum di accordo con Ue-Fmi, e ciò richiederebbe nuove misure nel 2011 per circa 4 mld. Lo scrivono diversi media. Secondo la stampa, che fa riferimento a 'stime della troika' Ue-Bce-Fmi, la rivalutazione del disavanzo 2010 sarebbe la conseguenza della revisione del deficit 2009 da parte di Eurostat che dovrebbe raggiungere il 15,5% del Pil invece del 13,6% sinora calcolato. Cala dell'1,1% il Pil del terzo trimestre in Grecia e del 4,5% su base annuale rispetto allo stesso periodo del 2009, secondo l'Istituto statistico nazionale (Elstat). L'andamento e' in controtendenza rispetto al Pil dei sedici Paesi della zona dell'euro e a quello della Ue, aumentato dello 0,4% nel terzo trimestre dell'anno, secondo la stima flash di Eurostat. Tuttavia, la stima mostra un rallentamento della crescita: nel secondo trimestre il Pil era aumentato dell'1% in entrambe le zone.

domenica 14 novembre 2010

BADALAMENTI NUOVO COORDINATORE

[SI MENTE CON LE PAROLE MA ANCHE CON IL SILENZIO. Adrienne Rich]
La Filt Cgil comunica che in data 10 novembre Giuseppe Badalamenti (matricola 88) è stato nominato coordinatore sindacale Rsa rampa e operai Gh Palermo. Riuscirà l’amico Badalamenti a bloccare l’emorragia di iscritti? Non crediamo nei miracoli, ma siamo convinti che in un sistema democratico (anche se zoppo) le regole della decenza vanno rispettate. Se un politico perde il consenso la colpa non è di chi, deluso, vota per altri. Il politico … che non convince più gli elettori non viene nominato. Se una squadra rischia la retrocessione o non raggiunge i risultati sperati viene sostituito l’allenatore. Se un sindacato non ha più la presa di una volta e viene a mancare la fiducia con i propri iscritti la colpa non è dei vecchi rsa (al di là del loro valore) ma dei presunti leader sindacali.

POCHE ORE ALL’ALBA SILVIO

[CORRUPTIO OPTIMI PESSIMA (Ciò che era ottimo, una volta corrotto, è pessimo) Gregorio Magno]
'Noi andremo avanti al Governo con la fiducia che, sono sicuro, avremo al Senato e, credo, anche alla Camera', ma se a Montecitorio andasse male 'si andrà a votare per la Camera stessa'. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo per telefono alla convention 'Dalla parte del cavaliere' in corso a Milano. Potrebbe sembrare una barzelletta, ma è l’ultima battuta del premier che capisce di essere superato dagli eventi e che, ormai, non si vergogna di essere sempre più ridicolo. E mentre Berlusconi si atteggia a statista e salvatore della patria l’economia va a escort. Il premio di rendimento pagato dai Btp decennali italiani rispetto ai titoli di Stato tedeschi è volato fino a 182 punti base. Si tratta di un livello mai raggiunto negli oltre dieci anni di vita dell'euro, e che supera anche i massimi toccati, a giugno, nel corso della crisi greca: per trovare un premio di rendimento così elevato bisogna andare indietro, prima dell'adesione all'Euro, fino al 1997. Sui mercati è pesante l'effetto della crisi del debito in Irlanda. Nuovo record del debito delle pubbliche amministrazioni a settembre che raggiunge quota 1.844,8 miliardi contro gli 1.842,9 miliardi registrati in agosto. Lo riporta il bollettino Finanza Pubblica di Bankitalia. Per quanto riguarda le entrate tributarie, nel periodo gennaio-settembre del 2010, riferisce Bankitalia, sono state pari a 266,077 miliardi di euro, in calo dell'1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2009. Il dato è al netto dei fondi speciali della riscossione. Il pil italiano ha registrato un incremento dello 0,2% nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti e dell'1% rispetto al terzo trimestre 2009. Lo comunica l'Istat. La crescita acquisita del Pil per il 2010, quella cioè che si verificherebbe se il quarto trimestre dell'anno fosse a crescita zero, è pari all'1%. Lo rende noto l'Istat in base alle stime preliminari. Il gettito tributario è calato dell'1,7% nei primi nove mesi dell'anno. Lo comunica il dipartimento per le politiche fiscali.

venerdì 12 novembre 2010

LANCIA IL NANO

[NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI. E ALLORA CHI? Anonimo]
Il presidente del consiglio “lunedì troverà sulla sua scrivania le dimissioni dei nostri membri del Governo. E questo è assodato”. Lo ha detto il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino, intervenendo ad Annozero. Se finora i ministri non si sono dimessi, ha aggiunto, è stato 'per garbo istituzionale'. Futuro e Libertà non parteciperà al voto di fiducia alla manovra Finanziaria. Un gioco va di moda in Italia e si chiama "dwarf throwing", lancio del nano. Qualcuno sostiene che si tratti di una vera e propria disciplina sportiva, altri ritengono che non si possa parlare che di inaudita barbarie. Sta di fatto che si tratta di una pratica piuttosto diffusa. Le “regole del gioco” sono semplici: bisogna munirsi di grandi materassini di gomma, di un arbitro che misuri la lunghezza del lancio e naturalmente è necessario avere con sé qualcuno da gettare in aria. I nani nel nostro paese non mancano: Berlusconi, Brunetta, Fede, Mora …, ma sono molti di più i nani da buttare per aria, quelli che non hanno spessore morale come Scajola, Matteoli, Cuffaro, Dell’Utri, Lombardo, Cammarata … Speriamo che in Italia si possa diventare cmpioni del mondo praticando questo sport. Un uomo o una donna di bassa statura si devono offrire volontari e devono bardarsi con armature paracolpi, caschi per proteggere la testa. La tuta protettiva indossata è inoltre dotata di due maniglie, poste all'altezza dei fianchi. I concorrenti devono impugnare i nani dalle apposite prese e lanciarli il più lontano possibile. Il curioso gioco pare sia stato inventato qualche decennio fa in Australia, da lì si è diffuso un pò ovunque: in Canada, in Inghilterra, in Francia. A Windsor (Canada) al confine con lo stato di New York, si è tenuto a metà giugno il consueto campionato di questa specialità, questa volta tra roventi polemiche. Il ministro della Pubblica Sicurezza dell'Ontario, Bob Runciman, ha condannato il concorso e chiesto di cancellare la serata. Ma i diretti interessati che cosa ne pensano? Alto quattro piedi, poco più di un metro e venti, Tripod è il protagonista del campionato in Ontario: «Adoro questa disciplina, mi sento benissimo» dichiara dopo un'ora dall'inizio della gara, con in tutto 7 lanci sulla schiena e ancora 13 partecipanti in attesa. In Francia, invece, nel 2002 un decreto ha proibito di praticare questo "sport" e uno dei nani protagonisti della scena francese ha denunciato l'Eliseo (occupato da un’altro nano) per il provvedimento che lo ha privato del posto di lavoro. Il caso è finito addirittura sul tavolo della commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite.

giovedì 11 novembre 2010

Uno sciopero contro i sindacati

[CE LA FAREMO. A FAR COSA? SI VEDRA'. F. Tullio Altan]
Verrà consegnato con la busta paga di novembre il modulo con cui si richiede ai lavoratori metalmeccanici il pagamento del “contributo sindacale straordinario”. Questo contributo, stabilito a seguito dell'Accordo 15 ottobre 2009 e del successivo Protocollo d'intesa 25 febbraio 2010, siglati da FIM-CISL, UILM-UIL e Federmeccanica, consiste in 30 euro che vengono richiesti ai lavoratori non iscritti ai sindacati a titolo di "quota associativa straordinaria a fronte dell'attività di negoziazione svolta". Al contributo in questione si applica inoltre la clausola del "silenzio assenso", ovvero i 30 euro saranno direttamente trasferiti dalle tasche dei lavoratori che non esprimano il loro esplicito rifiuto a quelle di FIM e UILM. Questo potrebbe diventare un precedente pericoloso. Tutte le trattative sono lunghe e faticose. Ma tutte arrivano con un risultato che avvantaggia l’impresa, in busta paga l’impiegato, l’operaio trova meno soldi. In aeroporto i lavoratori né sanno qualcosa. Un meccanismo, secondo USB Lavoro Privato, assurdo ed incomprensibile in assoluto, che alla luce degli ultimi eventi sindacali assume anche il sapore della beffa e del grottesco. In altre parole, i lavoratori dovrebbero essere così contenti degli accordi sottoscritti da questi sindacati da riconoscergli addirittura un premio. USB Lavoro Privato invita pertanto tutti i lavoratori a rifiutare il pagamento del “contributo straordinario" riconsegnando alle aziende il modulo che verrà fornito con la busta paga di novembre. Meno di un quinto dei lavoratori italiani è iscritto al sindacato, organizzazione che poi, pur essendo minoranza, decide e porta avanti il rinnovo contrattuale e eventuali integrativi. I risultati sono davanti gli occhi di tutti: rinnovi contrattuali al ribasso per fare risparmiare le aziende. Integrativi ridicoli, bloccati da anni. Vediamo di fare i conti in tasca ai tre porcellini. La Cisl, la Uil e la Cgil. Non dimentichiamo l’Ugl e Cisal. I lavoratori pagano ogni mese al sindacato una quota di iscrizione che ammonta all’1% dello stipendio (nel caso della carissima Cgil) e 0,50-0,80% per i restanti sindacati. A fine anno chi si cancella avrebbe in tasca una cifra non indifferente da spendere per il proprio diletto. Visto che scioperare, in Italia, è diventato pressoché impossibile proviamo a scioperare contro i sindacati.

6 mesi cig per 722 marittimi della Tirrenia

[LA SICILIA FA CASA A SE' E LA CALABRIA NON HA NEPPURE LA CASA. Gioberti]
Sono 16 i soggetti che potranno continuare a partecipare alla procedura di privatizzazione di Tirrenia. L'amministrazione straordinaria di Tirrenia ha inviato le lettere di proceduta a 16 soggetti. 'In questo modo - precisa il commissario straordinario D'Andrea - è stata avviata la fase di due diligence che prelude alla presentazione delle offerte'. 'Seguiranno a breve le lettere di procedura per il ramo di azienda Siremar'. Alla fine la Tirrenia potrebbe approdare a Napoli, dove la Compagnia Italiana di Navigazione, società costituita ad hoc da tre big del comparto armatoriale italiano (Aponte, Grimaldi e Onorato), con quota paritarie, sarebbe in pole position per l'acquisizione della compagnia di navigazione in liquidazione e amministrazione straordinaria. Speriamo che tutto vada per il meglio, e cioè che la regione Siciliana con il suo megalomane governatore non possa realizzare il suo sogno (per noi contribuenti un incubo) di comprare la Tirrenia con tutti i suoi debiti. L'ultima decisione spetta a Fintecna, unico azionista di Tirrenia, e al ministro dell'Economia Tremonti. Nel frattempo è stato proclamato uno stop di 24 ore, lunedì 22 novembre, di tutti gli addetti di Tirrenia. A proclamare lo sciopero - si legge in una nota sindacale - sono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dopo ''l'apertura della procedura per il ricorso alla cigs che interessa 722 addetti''. I sindacati spiegano nella nota che ''l'avvio formale della cigs è un atto unilaterale inaccettabile che respingiamo''. Da dicembre 6 mesi di cassa integrazione a rotazione per 722 marittimi della Tirrenia. Il personale complessivo dei lavoratori è di 1.379 unità. In particolare, 59 lavoratori hanno già maturato i requisiti per la pensione. La decisione di ricorrere agli ammortizzatori sociali deriva dalla situazione di amministrazione straordinaria della compagnia in via di liquidazione. Da dicembre Tirrenia sospenderà il collegamento Bari-Durazzo a causa delle perdite economiche del servizio.

martedì 9 novembre 2010

La Cina pronta ad aiutare il Portogallo

[NUNC EST BIBENDUM (Ora bisogna bere) - Orazio]
Il presidente cinese Hu Jintao ha detto a Lisbona, in chiusura di una visita di due giorni nella capitale lusitana, che Pechino è pronta ad appoggiare 'gli sforzi del Portogallo per ridurre l'impatto della crisi internazionale'. La stampa portoghese nei giorni scorsi aveva ipotizzato che la Cina potrebbe acquistare parte del debito sovrano di Lisbona. Il Portogallo è con Grecia e Irlanda uno dei paesi europei ritenuti più fragili dai mercati internazionali. Il Commissario europeo agli affari economici e monetari Olli Rehn ha detto di non avere ''alcun dubbio'' che l'Irlanda supererà la crisi. ''Potrebbe sembrare una magra consolazione in tempi come questi, ma non ho dubbi che anche l'Irlanda supererà questa crisi'', ha dichiarato Rehn durante la sua missione a Dublino, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, sottolineando che il Paese ''in questa fase non affronta le sfide da solo'' ma può contare sul ''sostegno dell' Europa''. Nuova volata degli 'spread' dei Paesi ad alto rendimento dell'area euro, con l'Irlanda e il Portogallo che segnano nuovi record e l'Italia tornata a 170 punti base, ai massimi da metà giugno. Il premio di rendimento offerto dai titoli decennali irlandesi rispetto al 'bund' tedesco viaggia stamani a 572 punti base, nuovo massimi storico. Il mercato obbligazionario europeo sta acquistando sempre più titoli tedeschi per proteggersi dal rischio, e rifugge le obbligazioni dei Paesi 'periferici'. Nel problema della crisi del debito irlandese non è la posizione fiscale del Paese che continua a peggiorare, ma l'ostilità dei mercati. Che si spiega - argomenta il Financial Times - con il rischio di un'ondata di insolvenze sui mutui che rischiano di far collassare il sistema bancario già vacillante. I premi di rendimento irlandesi, oggi a 570 punti base, per ora importano poco, visto che non ci sono necessità immediate di finanziamenti. 'La coalizione di governo è sempre più instabile'.

Torture su prigionieri di guerra

[LA GUERRA E' DAVVERO FINITA? Robert Fisk]
Prigionieri umiliati, denudati e minacciati, è come l'esercito britannico prescrive che siano trattati i detenuti durante gli interrogatori. A rivelarlo è il quotidiano britannico The Guardian, che ammonisce sul rischio che queste tecniche siano in aperta violazione delle convenzioni di Ginevra sui prigionieri. "Denudateli, teneteli senza abiti se non rispondono ai comandi" si legge in una scheda datata settembre 2005 e destinata a chi è stato addestrato per gli interrogatori dei detenuti. In un'altra, stilata più o meno nello stesso periodo, si suggerisce anche di bendare il detenuto per metterlo sotto pressione. In un manuale del 2008 si afferma che i prigionieri devono essere intimiditi e tenuti in condizioni di grande disagio fisico. In altre schede più recenti, invece, si suggerisce anche l'uso di manette di plastica e di bende e si afferma che i detenuti dovrebbero dormire o riposare otto ore ogni 24, garantendo loro solo quattro ore di riposo indisturbato. Le convenzioni di Ginevra vietano ogni "coercizione fisica o morale", in particolare per ottenere informazioni.

Aziende vietano Facebook

[SONO QUELLO CHE CONOSCO, CHE SENTO E CHE VEDO. SONO MILIONI DI PERSONE INSIEME A ME. Anonimo]
I datori di lavoro italiani non amano Facebook. Lo rivela una ricerca commissionata dalla Cisco, secondo cui la metà dei dipendenti non è autorizzato a usare il social network sul luogo di lavoro. L'indagine, condotta in tredici nazioni di Europa, Asia, America e Oceania, mostra un atteggiamento più restrittivo in Italia rispetto alla media.L'accesso a Facebook è vietato al 52% dei dipendenti italiani contro una media del 41%. Il divieto per Twitter vale per il 36%. Anche alcune tra le più importanti aziende della Germania hanno deciso di vietare ai loro dipendenti l'accesso ai social network, tra cui Facebook, per il timore di spionaggio industriale. Lo scrive la rivista economica Wirtschafswoche. Oltre al rischio di spionaggio industriale o sabotaggio informatico, alcune aziende, come l'automobilistica Daimler, hanno posto il veto sull'accesso a Facebook, Twitter, Youtube e altri, perchè temevano un calo della produttività da parte dei loro dipendenti. Non ci sarà un ''facebookfonino'', lo ha decisamente smentito il CEO Mark Zuckerberg, in una conferenza stampa nel quartier generale di Palo Alto, in California. Ma per i 200 milioni di utenti che si collegano a Facebook dal telefonino, sui 500 milioni totali, sono in arrivo interessanti novità e semplificazioni. E c'è anche una nuova funzione ''Deals'', che riguarda tutta l'utenza, e che consentirà di creare offerte commerciali con sconti e ''coupons'' collegate ai servizi di localizzazione geografica. L'utenza mobile e la ''visione trasversale'' di Zuckenberg, sono state il tema portante dell'evento californiano. Il CEO di Facebook ha infatti sottolineato che la compagnia è concentrata sulle applicazioni e sui servizi per gli smartphone, come l'iPhone di Apple e i dispositivi Android, che avranno adesso le funzioni integrate di 'Groups' e 'Places'. I nuovi aggiornamenti per melafonini e googlefonini sono attesi a breve e porteranno un'interattività ''a due vie'' al social network anche in mobilità, cioè più completa e paragonabile a quella da Pc. Zuckenberg ha anche detto che al momento non è prevista una applicazione per l'iPad: ''non è Mobile''. Ma per stemperare la secca dichiarazione, dopo la reazione sorpresa della folla, ha subito aggiunto: ''Non e' un terminale mobile. E' un computer''. In particolare, l'uso di Facebook Places, il servizio di localizzazione geografica, è stato ampliato con nuove funzioni di ricerca e di notifica. Adesso si potrà vedere ancora più facilmente dove si trovano i propri amici e scrivere, commentare e fare ricerche sui ''check-in'' (il comando che si dà per rendere nota la propria posizione), propri e altrui. A Palo Alto è stata mostrata una prima applicazione con questa nuova funzione, che però si è bloccata alcune volte, suscitando alcuni impietosi commenti da parte degli internauti che seguivano in diretta l'evento via Internet dentro Facebook. Per chi accede dai cellulari, una interessante novità è l’accesso con un singolo click, ovvero la possibilità di effettuare il 'login' al social network da una qualsiasi applicazione mobile semplicemente premendo un tasto, senza bisogno di inserire i propri dati personali ogni volta. In California è stato annunciata anche un'altra interessante novità che non riguarda solo gli utenti mobili del social network: ''Deals'', che letteralmente vuol dire 'Offerte', e che è una estensione di ''Places''. Il servizio, che viene lanciato sperimentalmente oggi negli Usa per 23 società, consentirà a negozianti e commercianti di offrire sconti, pacchetti promozionali e 'premi' agli utenti di Facebook che si trovano a passare nelle vicinanze dei loro esercizi commerciali.

domenica 7 novembre 2010

British Airways e Iberia in salute

[EX AEQUO -alla pari]
British Airways chiude il primo semestre con un utile netto di 107 milioni di sterline, tornando in attivo dopo la perdita di 217 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato della terza linea aerea europea, secondo quanto riporta Bloomberg, ha più che raddoppiato le attese del mercato, ferme a 41,5 milioni di sterline. La linea aerea, che ha così registrato il primo utile negli ultimi due anni, punta al completamento della fusione con Iberia entro il gennaio 2011. Iberia chiude il terzo trimestre 2010 con un utile netto di 74 milioni di euro, contro un rosso di 16 milioni dello stesso trimestre 2009. Nei primi nove mesi dell'anno la compagnia aerea ha registrato utili per 53 milioni contro una perdita di 182 milioni del pari periodo dell'anno prima. L'umore prevalente per la maggior parte delle compagnie aeree che devono ancora diffondere i dati trimestrali 'suggerisce una diffusa ripresa negli utili'. Lo afferma l'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), precisando che la stagione delle trimestrali Usa è andata meglio del previsto, con gli utili operativi aggregati che si avvicinano ai livelli del 2007. E anche i primi risultati dalle compagnie europee sembrano incoraggianti.