domenica 31 ottobre 2010

L’Ast abbandonata dalla regione Siciliana

[NOI REDIVIVI, LORO REDIMORTI! da Ghostbusters]
L’Ast non rispetta i suoi utenti, non avvisa di eventuali, pur se naturali, imprevisti, non si cura di porre rimedio ai gravissimi episodi di ritardo che si registrano sempre con più frequenza creando enorme danno agli utenti tutti. Ancora una volta, ieri, si è verificato un gravissimo episodio che ha danneggiato gli utenti, ciascuno secondo una gravità personale (alcuni studenti avevano esami da effettuare, altri dovevano recarsi all’aeroporto per varie destinazioni). La corsa delle 9 non è stata effettuata e nessuno si è preoccupato, non solo di porvi rimedio, ma nemmeno di avvisare in tempo affinché l’utenza potesse provvedere con mezzi propri e in tempo utile. “Non so se scatteranno denunce per questo episodio – dice Ignazio Giunta, una delle persone “vittima” del disservizio – perché la gente ormai ha capito che non serve a nulla, tranne che a rodersi il fegato e a sprecare soldi inutilmente, ma sarebbe opportuno che chi di dovere intervenisse affinché queste cose, in una città civile qual è Modica, non abbiano più a ripetersi, e comunque sarebbe altrettanto opportuno l’istituzione di una penale in caso di disservizio affinché l’azienda Ast possa sentirsi in dovere di rispettare maggiormente i cittadini tutti”. Dalla sede di Modica dell’Azienda Siciliana Trasporti fanno sapere di essere a conoscenza dell’episodio poiché qualcuno ha telefonato lamentandosi, ma spiegano anche che il disservizio è stato determinato da un guasto del pullman in partenza da Rosolini e che la competenza di questa corsa è della sede di Siracusa. L’assessore regionale all’economia, Gaetano Armao, ha esaminato il dossier dell’Ast, dopo l’avviso inviato dall’azienda di interruzione del servizio di trasporto regionale extraurbano da novembre se la regione non le verserà le somme vantate da anni, circa 47 milioni di euro. Ma le notizie non sono confortanti. “Ho avviato una verifica sulla fondatezza dei crediti indicati dall’Ast – spiega Armao. Ma, se anche dovessero risultare crediti certi, non credo che sia il caso, nell’attuale carenza di risorse del bilancio regionale, di spendere così tanti soldi per un’azienda di cui si sa che va verso la privatizzazione”. In sostanza, l’assessore è orientato a “versare adesso all’Ast solo quelle cifre sufficienti a non arrecare disagi alla prosecuzione del servizio di trasporto extraurbano. Non ha senso ricapitalizzarla ora – aggiunge Armao – e fra poco vendere la partecipazione per riprendere i soldi indietro. Tanto vale immetterla sul mercato al suo valore attuale e utilizzare le risorse finanziarie per altre urgenze”.

I dubbi di Trichet sul patto di stabilità

[L'UNIVERSO E' L'ULTIMO PRANZO GRATIS. Alan Guth]
Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet (nella foto a fianco) «non sottoscrive tutti gli elementi» della bozza di riforma del Patto di stabilità Ue su cui è stato trovato il consenso politico dei 27 ministri delle finanze europei a Lussemburgo. La presa di posizione di Trichet arriva con una nota al termine del rapporto sulla Task force sulla governace economica guidata dal presidente dell’Ue Herman Van Rompuy. La nota, aggiunta in fondo all’ultima pagina del rapporto, non fornisce ulteriori spiegazioni o dettagli. Il presidente della Bce, però, aveva più volte espresso la necessità di introdurre sanzioni automatiche per i Paesi inadempienti rispetto alla disciplina di bilancio Ue. Nel rapporto Van Rompuy, invece, siglato anche dall’accordo tra la cancelleria tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy a Deauville, le sanzioni restano sottoposte al controllo degli stati membri. L’approccio rigorista, che era stato originariamente quello della Germania, non ha quindi prevalso, aprendo così la strada a quello che da molti a Bruxelles è stato giudicato un compromesso «al ribasso». Negli scorsi giorni, l’accordo politico trovato a Lussemburgo tra i 27 era già stato criticato da altri due membri del board esecutivo della Bce, il vicepresidente Vitor Constancio e il capoeconomista Jurgen Stark, giudicandolo «al di sotto» delle proposte che erano state avanzate dalla Commissione Ue. Nel testo che verrà sottoposto al vertice Ue dei capi di stato e di governo, infatti, si prevede che le sanzioni scattino solo dopo sei mesi, previo invio di un avvertimento («early warning»). Gli stati membri, però, avranno l’ultima parola perché potranno opporsi alla decisione, proposta dalla Commissione Ue, con una maggioranza qualificata. La Banca centrale europea ha collocato 42,47 miliardi di euro nella sua offerta di prestiti a tre mesi alle banche, studiata per aiutare a venire incontro al fabbisogno di liquidità di fine anno. Lo comunica la Bce, spiegando che hanno fatto offerte per i fondi 132 banche. Da gennaio 2011 parte in Europa il giro di vite sui fondi speculativi, dopo l'accordo raggiunto tra Consiglio e Parlamento Ue: le nuove regole europee per hedge fund e private equity, che prevedono tra l'altro la nascita di un 'passaporto Ue' per tutti i fondi alternativi, intendono mettere ordine in un settore che fino ad oggi, senza norme da rispettare, ha agito indisturbato con la conseguenza - dicono gli analisti - di aver amplificato la crisi finanziaria. Accordo raggiunto sulla finanziaria 2011 in Portogallo. Il governo socialista e l'opposizione del centro destra hanno raggiunto un'intesa sul piano d'austerity per il bilancio del prossimo anno. Lo riporta l'Afp. 'C'e' un accordo che sarà formalizzato nelle prossime ore al Parlamento' spiega Rui Baptista, portavoce del partito socialdemocratico. Il piano di austerity prevede una riduzione del deficit pubblico al 4,6%.

L’Italia vuole essere Francia

[FUNZIONE PROPRIA DEL GENIO E' FORNIRE IDEE AI CRETINI VENT'ANNI DOPO. Arthur Bloh]
Sarà un novembre difficile per chi viaggia. Il 15 novembre sciopererà per 8 ore (10-18) il personale di terra Alitalia-Cai. Il 18 e il 19 novembre toccherà ai treni e al trasporto pubblico locale. A fermarsi per primo e per 24 ore sarà il personale del trasporto e degli appalti delle Ferrovie dello Stato. Lo sciopero inizierà alle 21 del 18 novembre e si concluderà alla stessa ora del 19.Giornata di passione, il 19, anche nelle città per lo stop di 24 ore del trasporto pubblico locale. A leggere questo lancio di agenzia qualcuno potrebbe pensare che la Francia quando si incazza sono cazzi per diabetici, ma poi letta meglio la notizia si nota che il tutto si svolge in Italia. Dunque, per cui, cane (il sindacato) che abbaia ha ,poi, sempre fatto festa al padrone di turno.

sabato 30 ottobre 2010

IL NUOVO PRG DI NIZZA/4-Un piano regolatore senza programmazione

[LA POLITICA SOCIALE E’ LA DISPERATA DECISIONE DI OPERARE I CALLI DI UN MALATO DI CANCRO. K. Kraus]
"Come già evidenziato, lo Schema di PRG presentato - a riprova che quello che stiamo esaminando - a parlare è Francesco d'Amico, coordinatore del circolo Pd di Nizza di Sicilia, che incalza l'amministrazione comunale - è un Piano per ampliare le zone edificabili senza una vera programmazione urbanistica - non tiene conto di due aspetti significativi: l’Unione dei Comuni; il nuovo svincolo Autostradale". Questi interventi strutturali che saranno operativi a breve termine potrebbero trasformare tutta la zona a ridosso dell’argine del torrente Nisi, con opportunità di creare - anche grazie alla Stazione Ferroviaria - ad esempio un polo logistico integrato. “Nello schema di P.R.G. in esame – continua Francesco d’Amico, implacabile - non sono presenti interventi idonei ad imprimere una spinta propulsiva alle attività economiche del nostro Comune. In particolare ci riferiamo alla mancanza di spazi per gli insediamenti turistici coerenti con un turismo balneare come quello possibile in un comune come Nizza”. Inoltre il Consorzio per il ripopolamento ittico ha presentato un progetto di massima per la realizzazione di un porto fluviale con annessa area per il rimessaggio. Tale progetto è stato portato a conoscenza dell’attuale Amministrazione, che però non lo ha tenuto in considerazione nella fase di redazione del P.R.G. “Da questi presupposti – conclude Francesco d’Amico - nascono le proposte del Pd che prevedono, in primis, la riscrittura degli “Obiettivi specifici” secondo quest’ordine: tutela del territorio ed interventi a salvaguardia delle colline circostanti e degli alvei dei Torrenti Landro e Nisi; il caso “via Villafranca”; tutela e valorizzazione del Centro Storico; tutela dei quartieri (Casa Pinta e Ficarazzi in primis); fabbisogno di servizi e attrezzature collettive; valorizzazione del Lungomare; razionalizzazione della rete viaria; insediamenti produttivi con particolare attenzione a quelli turistici e di sviluppo economico; nuovi insediamenti abitativi”. Il Partito Democratico preferirebbe che si potesse riscrivere lo Schema di Massima del P.R.G. in base a quanto sopraesposto, in ogni caso non ci si sottrae al dovere di proporre modifiche all’attuale Schema che possano riequilibrare il Piano verso gli obiettivi principali: vivibilità, sicurezza, sviluppo economico. Creare una “sotto-zona” sulla via Umberto I che pur lasciando gli indici di cubatura previsti, pone dei vincoli architettonici ed estetici allo scopo di migliorare l’aspetto di quello che ormai è diventato il “salotto” e la strada principale del nostro Comune; adozione di un Piano del Colore e delle rifiniture idonei a migliorare l’aspetto architettonico delle zone di maggior pregio del nostro comune; trasformazione dell’area posta sull’argine del torrente Landro da “B” ad area dedicata alla realizzazione di un polo sportivo per il Basket e la Pallavolo; tutela delle aree intorno ai Palazzi con rilevanza storico-architettonica su cui porre il vincolo di tutela; individuazione e realizzazioni di aree verdi all’interno del centro abitato; trasferimento a monte del depuratore attualmente posto tra l’abitato; realizzazione di una strada alternativa nel quartiere Casapinta realmente realizzabile e con costi accettabile. Quanto previsto nel Piano, infatti, è una strada dai costi proibitivi e che quindi non verrà mai realizzata; riduzione delle zone di espansione che si trovino in zone scoscese o collinari; realizzazione di una strada intercomunale Nizza - Fiumedinisi in completamento alla strada attuale che costeggia il torrente Nisi. [fine]

Silvio,il principe del Peloponneso

[CI SONO CAMPI,CAMPI STERMINATI DOVE GLI UOMINI NON NASCONO, VENGONO COLTIVATI. Morpheus in Matrix]
"Su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perché da me entrano solo persone che si comportano bene". Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo alle domande dei giornalisti sul caso Ruby al termine del Consiglio europeo. "Nessuno può farmi cambiare stile di vita". Ma ci mancherebbe altro: un uomo che è stato amico di Vittorio Mangano, di Marcello Dell’Utri, di Previti ... è irrecuperabile. Berlusconi conferma di aver inviato Nicole Minetti, l'ex igienista dentale ora consigliere regionale in Lombardia, presso la Questura di Milano per aiutare Ruby, la ragazza marocchina coinvolta nell'inchiesta di Milano. “È stata mandata da me per dare aiuto a una persona che poteva essere consegnata non ad una comunità o alle carceri che non è una bella cosa, ma data in affidamento. Avendo un quadro di vita tragico, l'ho aiutata", ha detto il premier parlando con i cronisti a Bruxelles. Ma, aggiunge in riferimento a quanto scritto oggi da alcuni quotidiani, "non ho regalato auto o altro". "Sono una persona giocosa - ha aggiunto - amo la vita e amo le donne". Veronica Lario "lo aveva già segnalato", Berlusconi ha "una malattia, qualcosa di incontrollabile" ed è "incredibile che un uomo di simile livello non abbia il necessario autocontrollo. E che il suo entourage stia a guardare". Lo afferma il settimanale Famiglia Cristiana in un commento pubblicato sul suo sito. Tra le reazioni all'ultima "bufera" - scrive - "ne manca una che faticheremmo a definire, qualcosa che sta fra la tristezza civile e la pietà umana". "Non assistiamo soltanto a una tegola sulla testa del Berlusconi politico, primo ministro in carica e aspirante al Quirinale", afferma Famiglia Cristiana, "né stavolta si può parlare di complotto giudiziario, o tanto meno poliziesco". "Il fatto è - aggiunge - che esistono testimonianze, alcune opinabili ma altre, ahimè, documentate, che creano un duplice ordine di problemi". L'ultima vicenda avrebbe ulteriormente minato "la credibilità, meglio ancora la dignità, dell'uomo che governa il Paese; i riflessi sulla vita nazionale e sui rapporti con l'estero; l'esempio che dall'alto viene trasmesso ai normali cittadini. I quali non si sognano né trasgressioni né festini, ma da oggi dovranno abituarsi alle variazioni pecorecce sul 'bunga bunga'". E, oltre all'aspetto politico, il settimanale cattolico si allarma su quello umano. "L'altro problema, da valutare come se Berlusconi fosse un tizio qualunque, è la condizione che già la moglie, Veronica Lario, aveva pubblicamente segnalato. Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro". "Incredibile che un uomo di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocontrollo - afferma l'articolo - . E che il suo entourage stia a guardare". Tra le tante reazioni alla vicenda - tra "chi tende a ingigantire e chi tenta di arginare" - il periodico dei Paolini sottolinea come "la stampa di destra" faccia "titoloni su tutta la prima pagina". "Per una vicenda che si voleva sopire - aggiunge - strana tecnica. E siamo solo all'inizio. Come sa chi ha un minimo di esperienza sul gossip e le sue diramazioni, aspettiamoci il peggio". Caro presidente, siamo dispiaciuti della sua malattia e del dolore provocato, le auguriamo buona visione e buona guarigione. http://video.libero.it/app/play?id=7108a787062c4bafb489827ed56595db

Italia ladrona

[HO NOSTALGIA DI QUANDO COMANDARE ERA MEGLIO CHE FOTTERE. Francesco Tullio Atlan]
L'Italia scende ancora nella classifica di Transparency International (Ti) sulla percezione della corruzione nella pubblica amministrazione, che quest'anno la vede al 67esimo posto a livello mondiale con 3,9 punti, dopo il Ruanda (66esimo con 4 punti) e immediatamente prima della Georgia (68esima con 3,8 punti). Rispetto al 2009, quando era al 63esimo posto con 4,3 punti, l'Italia perde così quattro posizioni. Il 'Transparency International Corruption Perceptions Index' (CPI) - l'edizione 2010 è stata presentata a Berlino - è la graduatoria "più credibile e accurata della corruzione nella pubblica amministrazione" come fa notare il Guardian nell'edizione online. Il Cpi attribuisce ai paesi un punteggio da 0 a 10, dove lo '0' indica massimi livelli di corruzione e il '10' i più bassi. Non desta sorpresa che i paesi più corrotti siano anche quelli con governi più instabili, spesso teatro di conflitti. Afghanistan e Myanmar per esempio, quest'anno condividono il penultimo posto nella classifica dei 178 paesi esaminati con un punteggio di 1,4; mentre la Somalia è ultima con 1,1 punti. In testa alla graduatoria ci sono - a pari merito - Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore, tutte con 9,3 punti, seguite da Finlandia e Svezia (9,2).

venerdì 29 ottobre 2010

IL NUOVO PRG DI NIZZA/3 - Non piace al Partito Democratico

[E’ D’UN TRATTO CAPII CHE IL PENSARE E’ PER GLI STUPIDI, MENTRE I CERVELLUTI SI AFFIDANO ALL’ISPIRAZIONE. Malcolm McDowell (Alexander DeLarge) in Arancia meccanica]
Il circolo del pd di Nizza di Sicilia contesta il presupposto circa la crescita demografica del Comune che dovrebbe avere nei prossimi 10 anni. “La relazione, infatti, conferma – sostiene il coordinatore Francesco d’Amico nel suo atto di accusa contro l’attuale amministrazione comunale - il dato degli scorsi 10 anni ( 8,3 %), anche per il prossimo decennio, senza tenere conto che in questi anni la crescita demografica reale è stata molto più bassa in quanto in quell’8,3% sono compresi sia quanti per motivi fiscali hanno preferito trasferire la residenza di un componente del nucleo familiare a Nizza dove sono proprietari di una c.d. seconda casa, che quanti provenienti dai comuni limitrofi grazie alle numerose operazioni immobiliari realizzate”. Inoltre, l’ISTAT per la provincia di Messina prevede che nel 2020 rispetto al 2010 la popolazione residente sarà inferiore del 3,5%. “Dal punto di vista demografico, quindi, sono sbagliati – continua implacabile d’Amico - i dati presentati e non vi è alcuna necessità di ampliare gli insediamenti abitativi. Inoltre il dato relativo al fabbisogno non tiene conto di due elementi fondamentali: un’analisi attenta del mercato immobiliare che misuri quanti vani attualmente sono invenduti; le nuove zone di espansione che erano state previste nel Piano ancora in vigore sono state tutte edificate? E se invece così non è – si chiede d’Amico - stato perché ampliare ancora la superficie edificabile?” La dotazione di zone verdi all’interno del centro abitato e in forte diminuzione nelle zone di espansione. Con l’aggravante che in alcune parti del Piano si colpirebbero gli insediamenti di “Limone Interdonato”, che invece dovrebbero essere tutelati. Per quanto riguarda gli impianti sportivi, la dotazione è assolutamente carente in quanto manca una struttura coperta, e sarebbe necessaria anche un’area all’aperto, per lo svolgimento del Basket e della Pallavolo; manca una area per gli sport a rotelle; manca un area per gli sport velici. Non esistono campi da calcetto. Inoltre le strutture esistenti ormai vecchie di decenni, andrebbero riqualificate ed ampliate, basti pensare che il Campo di Calcio è tuttora in terra battuta; vi è un solo campo da tennis; la Piscina Comunale necessita di importanti interventi di manutenzione. Incalza i tecnici Francesco d’Amico, con accuse circostanziate, sostenendo che non si è data adeguata attenzione ai fenomeni di dissesto idrogeologico, peraltro ben evidenziata dal Dott. Fiumara, geologo e nominato dalla stessa Amministrazione quale esperto per la redazione del P.R.G., nella sua partecipazione alla presentazione delle Direttive che l’Amministrazione ha effettuato il 27 febbraio u.s. Nel Piano non vengono evidenziati interventi a tutela delle colline circostanti l’abitato, interventi per mettere in sicurezza gli alvei dei torrenti, in particolare il Landro dove si prevede addirittura una zona “B”. I fenomeni meteorologici di queste ultime settimane dimostrano come bastino poche piogge per far esondare il torrente Landro sulla Via Artipo e sulla via Umberto I. "Vorremmo poi chiedere – in questa occasione il relatore è ironico - se è intenzione dell’Amministrazione Comunale coprire il torrente Landro come farebbe supporre l’elaborato grafico. Inoltre non viene affrontato il problema della Via Villafranca che si trasforma in un torrente ogni volta che si verifichino delle piogge un poco più intense. Questi stessi problemi si verificano sulla strada Provinciale 23 (che porta a Fiumedinisi) dove il sottopasso ferroviario diventa impraticabile all’attraversamento degli autoveicoli". [continua]

LOMBARDO PEGGIO DI BERLUSCONI?

[A INGOIARE ROSPI SONO CAPACI TUTTI. IL DRAMMA VIENE DOPO.
Francesco Tullio Altan]
"Siamo ad un tiro di schioppo da Tripoli e la compagnia aerea di un imprenditore siciliano, Wind Jet, è pronta ad attivare voli diretti da Palermo e Catania per Tripoli che si raggiunge in meno di un'ora". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo (nella foto insieme a papi Silvio) sottolineando che investimenti in Libia del governo italiano non devono escludere la Sicilia. "Chiederò un incontro con il presidente del consiglio per illustragli - ha aggiunto Lombardo - le tre questioni che abbiamo ancora aperte: il caso dell'aeroporto di Comiso, la Tirrenia e il Consorzio autostrade, vicende che toccano il sistema dei trasporti e delle infrastrutture che, per un'isola come la Sicilia, sono di importanza vitale per lo sviluppo". La Regione Sicilia acquisirà il pacchetto di controllo dell'Irfis, l'istituto di mediocredito siciliano, di cui il Banco di Sicilia (Unicredit group) controlla il 76% del capitale sociale. E' quanto prevede una lettera d'intenti sottoscritta dal Banco di Sicilia, dalla capogruppo UniCredit e dalla Regione siciliana. L'intesa prevede la riorganizzazione delle attività e della compagine azionaria dell'Irfis e quindi il passaggio del controllo del pacchetto azionario alla Regione siciliana. Serve "un incontro urgente" alla luce "di alcune preoccupanti problematiche avanzate dal commissario straordinario di Tirrenia e Siremar in amministrazione straordinaria e allo scopo di avere i necessari chiarimenti sul processo di privatizzazione in corso". Lo chiedono i segretari generali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, rispettivamente Franco Nasso, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia ai ministri dei Trasporti Altero Matteoli, del Welfare Maurizio Sacconi, dell'Economia Giulio Tremonti, dello Sviluppo economico Paolo Romani e al commissario straordinario della società di navigazione Giancarlo D'Andrea. Secondo il segretario nazionale marittimi della Fit Cisl, Beniamino Leone, "è necessario in questa fase che si affrontino le problematiche più attuali, a cominciare dalla presenza sul mercato di Tirrenia e Siremar, nonché sui livelli dei servizi che le due società debbono assicurare. Ritardi ed errori nel processo di privatizzazione - conclude il sindacalista - non possono gravare sui lavoratori. Vanno individuate soluzioni condivise per il riassetto e rilancio di due società fondamentali per i collegamenti marittimi italiani e per aree delicate del Paese". Tutto compra la regione Siciliana, ma con quali soldi? Questo è secondario per don Raffaele. Non sembra che per lui i numeri hanno un senso, importante è resistere, resistere, resistere … E pur di non abbandonare la presidenza della regione si è inventato la secessione. Alla fine la “boutade” lombardiana sulla secessione è diventata un boomerang. La Lega ha colto l’opportunità al balzo. Dopo Borghezio, ecco Flavio Tosi, sindaco di Verona: “Raffaele Lombardo potrebbe essere uno dei nostri. Se il popolo siciliano riscopre l’orgoglio delle proprie radici, le cose cominceranno a funzionare meglio. Veneti e siciliani hanno gli stessi obiettivi: onestà ed efficienza. Un popolo fiero si impegna di più a far funzionare le cose”. Era stata concepita come una reazione anti-leghista e adesso i leghisti ci mettono il cappello. Con evidenti refluenze sugli equilibri regionali. Il Pd, per esempio, è in imbarazzo serio nei confronti del governatore. Prima l’intervista all’Espresso con la sgradita selezione dell’ala maggioritaria e antimafiosa dei democratici, i “buoni” alleati col presidente. Poi la “sparata” sulla secessione, nel momento in cui il segretario, Giuseppe Lupo, si sforza di mediare tra bisogni territoriali e questioni nazionali. Cracolici usa una metafora bellica: “Difenderemo l’unità con i fucili e le baionette”, dice a “Repubblica”. Sperando che si possa mettere una pietra sopra alla questione secessionista.

giovedì 28 ottobre 2010

IL NUOVO PRG DI NIZZA/2 - Nizza di Sicilia ha paura

[LA GUERRA HA DALLA SUA L'ANTICHITA'; IN TUTTI I SECOLI C'E' SEMPRE STATA. J. De La Bruyere]
Un piano interessato a valorizzare ciò che è assolutamente specifico salvaguarda le colture agrumicole incentivando, in particolare, il Limone Interdonato attraverso la previsione di strade poderali, fornendo incentivi agli agricoltori, sviluppando la realizzazione di attività ricettive da ottenere ristrutturando i numerosi poderi esistenti. Ma pone allo stesso tempo misure urgenti per la riqualificazione del fronte mare da intendere come sommatoria del sistema insediativo esistente e degli spazi pubblici antistanti. Un piano che vuole preservare i pochi tessuti edilizi dotati di una riconoscibile identità pensa a politiche di salvaguardia concreta di quartieri come San Giovanni, San Giuseppe e Casapinta, favorendo la creazione di comparti edilizi omogenei da sottoporre a piani particolareggiati e inoltre riqualificando lo spazio pubblico interstiziale attraverso interventi di grande qualità progettuale, non destina inspiegabilmente a zona di completamento B1 un terreno a ridosso del torrente Landro a poca distanza da un quartiere storico (Casapinta) che, poiché saturo, potrebbe vedere qui localizzati gli opportuni servizi. Un piano che pensa a valorizzare la qualità del paesaggio collinare non inserisce una zona di espansione C2 su un terreno a forte acclività aumentando il carico edilizio di un’area già satura e lasciando all’iniziativa privata il compito di urbanizzare e di realizzare le strade. E soprattutto non destina ad area turistico ricettiva una zona isolata dal territorio a prevalente presenza agricola, priva di strade e di servizi, perché questo ha costi sociali enormi e pone seri dubbi sulla effettiva realizzabilità. Il modello del villaggio turistico, inoltre, non attiva processi di filiera e mortifica la crescita del centro urbano. Un piano che tiene nel giusto conto le indicazioni che provengono dalle politiche comprensoriali - Unione dei comuni, Unione della Valle del Nisi – cerca di darsi una specificità, ad esempio come polo culturale e ricreativo. Per questo potenzia e mette a sistema i servizi di scala extra-urbana già esistenti e, ancora, cerca di dare un assetto chiaro all’area strategica del torrente Nisi, magari spostando il depuratore e l’area artigianale mai decollata, (quest’ultima da ri-allocare comprensorialmente) e facendola diventare un parco fluviale in cui collocare una ricettività turistica a basso impatto obbligando gli investitori a realizzare le necessarie opere di valorizzazione e tutela dell’alveo del torrente. Un piano interessato a dare risposta, se mai ce ne fosse realmente bisogno, al fabbisogno di nuove abitazioni, stimato in circa 150/200 nuove unità, si fa promotore di interventi di social housing, evoluzione delle tipiche case popolari, da inserire in un contesto di riqualificazione generale dei quartieri residenziali esistenti, destinandoli in particolare alle coppie giovani e agli immigrati. Un piano interessato ad aumentare i servizi alla persona non destina 7.200 mq e ulteriori 5.300 mq in due aree fortemente circoscritte in prossimità delle nuove zone di espansione, bensì si fa promotore di una qualità diffusa dei servizi e del verde in modo capillare concependo l’intera periferia come una nuova città giardino. Infine, un piano che arriva un anno dopo le catastrofi ambientali che hanno contrassegnato i vicini centri compresi tra Giampilieri e Scaletta si impegna a dare un segnale chiaro alla comunità ponendosi al primo posto tra gli obiettivi la salvaguardia idrico-geologica del territorio, non immagina, come sembra, la copertura del torrente Landro. [continua]

mercoledì 27 ottobre 2010

La demagogia della Cisl

[IL DIALOGO DI DUE DEFICIENTI E' UGUALE AL MONOLOGO DI DUE SEMIDEFICIENTI. Stanislaw J. Lec]
Dopo che Ryanair ha deciso di chiudere la sua base francese di Marsiglia a causa del procedimento giudiziario da parte delle autorità francesi contro la compagnia per il mancato rispetto della normativa sui rapporti di lavoro nello svolgimento delle attività sugli scali transalpini la segreteria nazionale trasporto aereo della Fit Cisl sollecita anche in Italia "un intervento concreto idoneo a far valere i diritti fondamentali dei lavoratori del trasporto aereo, nel caso particolare quelli della Ryanair" che "é solita interpretare regole fondamentali a proprio uso e consumo, forzandone l'interpretazione o non applicandole". La federazione della Cisl ricorda che "é da tempo che il sindacato conduce una battaglia per il rispetto delle norme sui rapporti di lavoro della Ryanair nel nostro Paese. Spiace dover ammettere che sinora i risultati sono stati scarsi, anche per la latitanza di tutti gli organi istituzionali preposti a svolgere compiti di verifica e controllo, che tutto al più si limitano a proclami mediatici di cui rapidamente si perdono le tracce". Ryanair chiuderà la sua unica base francese presso l'aeroporto di Marsiglia, a partire dal prossimo 11 gennaio, in seguito all'avvio di una procedura legale contro la stessa base. Alla compagnia irlandese viene contestato il fatto che circa duecento tra piloti e assistenti di volo impiegati nella base francese siano sottoposti a trattamento fiscale irlandese e non a quello francese. La compagnia ribatte che il personale lavora a bordo di velivoli irlandesi e quindi sul territorio irlandese e le tasse, i contributi pensionistici e le assicurazioni vengono versati in Irlanda. In seguito alla chiusura della base, la low cost chiuderà tredici rotte e i quattro aerei verranno basati in Italia, Spagna e Lituania. La compagnia irlandese continuerà ad operare dieci rotte da e per Marsiglia con aerei e personale basati in altri scali. Anno d’oro, il 2009, per l'aeroporto di Trapani-Birgi che con 1.069.528 passeggeri transitati ha registrato un incremento del traffico del 100,55% rispetto al 2008 (533.310 passeggeri). In dodici mesi, ci sono stati 10.038 voli (+37,38% rispetto ai 7.307 voli del 2008) verso 21 diverse destinazioni nazionali ed europee. Il coefficiente di riempimento medio dei voli ha superato il 70% con punte del 90% su alcune tratte nazionali (Roma, Bergamo, Pisa, Bologna). L'aumento dei voli ha coinciso con l'incremento delle rotte operate da Ryanair che dal maggio 2009 ha scelto Trapani-Birgi come base operativa. Nell'aerostazione fanno base due velivoli della low cost che nella primavera 2010 dovrebbero divenire quattro. Gli aerei Meridiana, che coprono le tratte onerate Trapani-Pantelleria-Palermo, hanno trasportato 40.461 passeggeri contro i 43.592 del 2008, con un calo del 7,19%. Dopo la chiusura, al 31 dicembre 2008, di tutti i cantieri che hanno cambiato il volto dell'aerostazione, il 2010 dovrebbe essere l’anno dell’ulteriore potenziamento delle infrastrutture aeroportuali. Si tratta di interventi da tempo programmati e che hanno già conseguito la relativa convalida da parte dell’Enaa e che quindi sono immediatamente esecutivi e saranno cantierabili non appena i finanziamenti verranno trasferiti ad Airgest: recinzione aeroportuale e sistema di videosorveglianza; sistema di informativa di scalo; completamento del BHS (baggage handling system) con nuovi nastri trasportatori; opere di sistemazione idraulica ed ambientale all’interno del sedime aeroportuale.

Alitalia e la farsa dello sciopero

[HOUSTON...AVETE UN PROBLEMA!!! Bruce Willis (Harry Stamper) in Armageddon]
È stato riprogrammato per il 26 novembre prossimo, dalla Filt Cgil e dalle associazioni professionali Ipa ed Avia, lo sciopero di ventiquattro ore di piloti ed assistenti di volo di Alitalia Cai, inizialmente previsto il 25 ottobre. "La decisione nuova proclamazione è stata presa dopo l'impegno aziendale - spiegano le tre sigle sindacali e professionali - reso noto formalmente al ministero dei Trasporti, a riprendere un confronto costruttivo per la risoluzione delle vertenze irrisolte che riguardano piloti ed assistenti di volo". "Alla luce degli incontri in sede aziendale - sottolineano infine Filt Cgil, Ipa e Avia - che riprenderanno in questi giorni e che ci vedranno effettivamente coinvolti, si farà un effettivo bilancio delle soluzioni individuate e dell'atteggiamento aziendale". La nuova Alitalia ha festeggiato i buoni risultati del primo semestre 2010, in particolare il dimezzamento delle perdite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Come si può leggere dal comunicato stampa aziendale del 31 luglio: “Il risultato operativo del semestre è stato di -129 ml. € (-273 ml. € al 30 giugno 2009), di cui -11 ml. € nel secondo trimestre, mentre il risultato netto è stato di -164 ml. € (-324 ml. € al 30 giugno 2009), di cui -32 ml. € nel secondo trimestre. Le perdite risultano pertanto dimezzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nonostante abbiano inciso negativamente l’aumento del costo di carburante, l’aumento del costo del lavoro dovuto alla riduzione dei contributi CIGS e gli effetti economici derivanti dalle limitazioni al traffico aereo imposte in occasione dell’eruzione vulcanica islandese”. Le analisi comparse sui media si sono tuttavia limitate a riprendere il comunicato stampa di Alitalia il quale, correttamente, raffronta il primo semestre del secondo esercizio della nuova società col primo semestre dell’esercizio 2009 in cui la nuova Alitalia aveva debuttato. Non è compito della nuova azienda allargare il raffronto a periodi precedenti la gestione di sua competenza, ma forse la stampa dovrebbe farlo. La domanda di maggior rilievo, infatti, non è tanto se la nuova Alitalia va meglio nel 2010 rispetto al 2009, quanto se la nuova Alitalia va meglio della vecchia, costretta dalla sua cattiva performance alla gestione commissariale, alla cessione del ramo d’azienda e alla liquidazione di quanto restava. Accordo quasi concluso tra la nuova Alitalia e Air France-Klm. Sarebbe in arrivo il patto per un ingresso dei francesi con una quota vicina al 25%, pari a circa 310 milioni. Anche se da Parigi la compagnia franco olandese afferma di continuare a lavorare sul dossier. Nei giorni delle feste, le due aziende avrebbero definito i dettagli dell’intesa raggiungendo un accordo verbale su quasi tutti i punti in discussione. In ogni caso, sono previsti nuovi incontri per la messa a punto degli ultimi dettagli, poi la firma definitiva e l'annuncio che dovrebbe essere intorno al 10 gennaio. Con Air France-Klm proseguono intanto "approfondimenti di tipo tecnico". Con i franco-olandesi restano confermate comunque le ipotesi di lavoro che prevedono l'ingresso con una quota del 25%; così come resta fermo l'obiettivo di una chiusura del negoziato con l'alleato prescelto. Qualcuno, maliziosamente, sostiene che a gennaio tutta la Cai passerà ai francesi. La nuova Alitalia partita dunque con un livello base di dipendenti pari a 10.150, plafond incrementato dai 2.500 dipendenti provenienti da Air One, e che potrà essere accresciuto sulla base delle esigenze che verranno progressivamente monitorate dai tavoli con i sindacati. Il piano Cai, inoltre, prevede uno sviluppo del network, già nei prossimi mesi: dalle attuali 1.800 frequenze settimanali di Alitalia, si passerà alle 2.339 dell'operativo invernale 2009, alle 2.568 dell'estate 2009. Le insegne della nuova compagnia sono focalizzate su 'una nuova cultura dell'efficienza operativa e dell'attenzione al servizio', anche per far dimenticare agli utenti i disagi degli ultimi mesi. Tra le azioni aggiuntive, un piano straordinario incentrato sull'utenza per la fase di avvio, e un call center dedicato per la gestione dei ritardi e delle cancellazioni. Rispetto alla 'vecchia' Alitalia, inoltre, ci sarebbero incrementi di voli quotidiani (669 rispetto a 500), settimanali (4.678 rispetto ai 3.496 di Alitalia), destinazioni (70, una in più); meno aeromobili (148 invece di 170), ma con una media maggiore di voli al giorno per aeromobile (4,52 rispetto a 2,94). Netto incremento anche dei collegamenti Fiumicino - Linate soprattutto nelle fasce mattutina e serale, in forte concorrenza con l'offerta dell'alta velocità ferroviaria. Nell'orario invernale, le destinazione sul domestico sono 23, le rotte 49 per 1.554 frequenze settimanali. Sul medio raggio, 34 destinazioni e 55 rotte, di cui solo due esclusivamente da Milano.L'intercontinentale sarebbe dunque fortemente incentrato sul Leonardo da Vinci, con 13 destinazioni, rispetto alle tre da Malpensa (New York, San Paolo e Tokyo). La scelta della base privilegiata a Fiumicino piuttosto che a Malpensa appare anche funzionale all'integrazione con il partner francese, già partner commerciale di Alitalia ed entrambi membri dell'alleanza Sky Team.

Faraone: su Gesap niente colpi di mano

[CONOSCERE SE STESSI VUOL DIRE STUDIARSI IN AZIONE CON UN'ALTRA PERSONA. Tao of Jeet Kune Do]
Per fugare i sospetti su possibili cambi statutari della Gesap, Davide Faraone, consigliere del Pd al Comune di Palermo, ha presentato un'interrogazione "per chiedere chiarimenti urgenti sulla convocazione del cda di Gesap, richiesta dal sindaco di Palermo, Diego Cammarata, e dal presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, con all'ordine del giorno la modifica statutaria nella parte dei requisiti indispensabili per la nomina della governance societaria"."Ho il sospetto - spiega Faraone - che la 'cricca' che ha occupato i vertici Gesap, nominata dalla coppia Diego Cammarata-Saverio Romano, voglia rivedere i requisiti al ribasso per favorire, con un colpo di mano, soggetti privi di requisiti da collocare nel cda della società partecipata per mere ragioni clientelari. Le modifiche statutarie delle società partecipate sono di competenza del Consiglio comunale. L'assessore Stefano Santoro - conclude - che ha avuto l'incarico alle partecipate, in virtù del fatto che è un avvocato, dovrebbe conoscere bene la materia e capire da solo che si configura l'ipotesi delittuosa di abuso d'ufficio".

Papandreou, no altri tagli salari

[MOLTA DELLA VITALITA' DI UN'AMICIZIA STA NEL RENDERE ONORE ALLE DIFFERENZE, NON SEMPLICEMENTE NEL GODERE DELLE AFFINITA'.
J.L. Fredericks]
Il premier greco Papandreou ha assicurato che non vi saranno nuovi tagli a salari e pensioni né aumenti delle imposte in seguito alla revisione al rialzo del deficit di bilancio 2009. Papandreou ha detto che gli eventuali necessari aggiustamenti proverranno dalla riduzione degli sprechi e da un'intensificazione della lotta all'evasione fiscale. Eurostat renderà noto entro ottobre il nuovo calcolo del deficit greco per il 2009 che salirebbe, secondo i media, dal 13,6% ad oltre il 15% del Pil. La recessione continuerà in Grecia nel 2011 e porterà ad un calo tra del Pil tra il 2,5% e il 3%. Lo ha detto il ministro delle finanze Giorgio Papaconstantinou parlando a Limassol, Cipro. Papaconstantinou, citato dai media greci, ha confermato che quest'anno la flessione del Pil sarà pari al 4%.

Il nuovo PRG di Nizza/1 - CON LA MORTE NEL CUORE

[RIBELLARSI E RIBELLARSI ANCORA ... FINCHE' GLI AGNELLI DIVENTERANNO LEONI.Robin Hood]
Diciotto vittime, 75 persone ricoverate in ospedale e ancora 35 dispersi nella provincia di Messina. È questo l'ultimo bilancio del nubifragio che si è abbattuto sulla Sicilia orientale causando frane e smottamenti. Gli sfollati nei comuni e frazioni più direttamente colpiti sono circa 400 e i senza tetto di Giampilieri potranno essere trasferiti negli alberghi di Messina, requisiti per ospitarli. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d'emergenza. La zona che più ha registrato cedimenti del terreno è quella compresa tra i Comuni di Scaletta Marina, Giampilieri, Briga e Scaletta Zanclea. La situazione più grave a Giampilieri Superiore, frazione a circa 20 chilometri dal capoluogo, dove un costone roccioso ha travolto alcune palazzine. A Giampilieri si era già registrata una grave alluvione circa due anni fa, il 25 ottobre 2007: un episodio che allora era rimasto sotto traccia ma che ora è tornato prepotentemente alla memoria di tutti, soprattutto perché resta a testimoniare quanto questo fosse un «disastro annunciato», come ripetuto da più parti a catastrofe ormai avvenuta. Questa, in breve, è la cronaca di quello che è successo un anno fa. Dei soldi promessi è arrivato solo un acconto. Le madri, le mogli vivono con la morte nel cuore, quando piove, in quella zona, sono tristi. La sera mettono a letto i figli, guardano la montagna sferzata dalla pioggia, e fanno l'amore con il proprio uomo, come se fosse per l'utima volta. Le donne di Nizza non sono fataliste ... "L’Amministrazione Comunale di Nizza di Sicilia ha iniziato ormai da tempo l’iter di revisione del Piano Regolatore Generale e il Circolo del Partito Democratico di Nizza di Sicilia abbiamo presentato - ha dichiarato il coordinatore del Pd di Nizza, Francesco d'Amico - le nostre osservazione alle “Direttive generali per la redazione del P.R.G.”, che peraltro dobbiamo notare con rammarico sono state totalmente ignorate dall’Amministrazione Comunale, e ci apprestiamo a fare la stessa cosa per quanto riguarda lo Schema di Massima, di cui non ne condividiamo lo spirito, i presupposti, gli obiettivi e - di conseguenza - l’elaborato grafico". Il P. R. G. tradizionale, quello degli standard e degli indici di edificabilità, nato per regolamentare la crescita della città industriale, mentre tutto dice sul modo di distribuire le quantità sul territorio, nulla o, nei casi migliori, poco, dice sul modo di distribuire le qualità. Proprio ai tradizionali P. R. G. si deve, infatti, la crescita informe e disorganica delle periferie urbane. Per questa ragione, già a partire dagli anni ‘60, a tutti i livelli il dibattito politico e urbanistico si concentra sulle modalità di correzione ma soprattutto di superamento dei criteri del tradizionale P. R. G.. Negli ultimi decenni sono cambiate le esigenze di spazi da dedicare al tempo libero, vi è stata una grande diffusione della mobilità, si è sviluppata una concezione meno stanziale dello spazio pubblico – la piazza –, si ravvisano rinnovate esigenze di uso e di tutela del territorio, anche alla luce di una sensibilità ambientale notevolmente cresciuta e, infine, forse il dato più importante,le città nel mondo occidentale hanno smesso di crescere. Per questa ragione i piani dell’ultima generazione sono piani il cui scopo fondamentale è quello di aggiustare i guasti generati dalla pianificazione tradizionale. Lo schema di massima elaborato per la revisione del Piano Regolatore Generale del territorio comunale di Nizza di Sicilia è un nuovo vecchio piano. È nuovo semplicemente perché è stato recentemente elaborato è vecchio in quanto a contenuti, strategia e ambizioni. Per essere più precisi. La straordinaria diffusione dei mezzi di comunicazione di massa oltre a presentare fenomeni degenerativi, la cosiddetta globalizzazione, ha consentito anche una grande attenzione per tutto ciò che è unico e che si fa portatore di una specifica identità. Ne discende un nuovo interesse per la campagna e per il bel paesaggio, per i centri storici, per i cosiddetti prodotti di nicchia, per l’enogastronomia, ma anche, in parallelo, si assiste ad uno sviluppo del cosiddetto turismo del nuovo, interessato all’architettura e all’arte contemporanea. Il nuovo P.R.G. di Nizza di Sicilia nasce dunque inattuale non solo perchè tutte le questioni sopra evidenziate non tiene conto ma, soprattutto, perché si dimostra quasi unicamente interessato allo sviluppo dell’attività edilizia. [continua]

martedì 26 ottobre 2010

CAMMARATA VAI VIA

[PREGA COME SE TUTTO DIPENDESSE DA DIO, E LAVORA COME SE TUTTO DIPENDESSE DA TE. Sant'Ignazio]
La Gesip, a rischio fallimento, rischia di trascinarsi dietro, nella sua caduta libera, anche quattrocento lavoratori. Il Comune di Palermo non ha le risorse necessarie per aumentare il contratto di servizio della società. Lo ha scritto in una lettera indirizzata al liquidatore, Pietro Mattei, il vicesindaco Francesco Scoma. Le soluzioni, a questo punto, sono soltanto due: o una riduzione delle ore di lavoro oppure portare avanti quattrocento indispensabili licenziamenti. Insomma, sarebbe garantito soltanto il nucleo originario dei 1.500 lavoratori della Gesip, per gli altri, entrati fra il 2003 e il 2005, non ci sono certezze. Intanto Giacomo Palazzolo, direttore generale della Gesip lancia un appello: “La situazione appare difficile e delicata, il Consiglio comunale non sta muovendo un dito per fornire una soluzione all’azienda”. Ma c´è di più: «Molti dipendenti hanno ottenuto prestiti con la cessione del quinto dello stipendio, ma la Gesip non ha versato le rate alle finanziarie che adesso chiedono il conto ai lavoratori - attacca Salvo Barone della Uiltucs. Gli amministratori che lanciano l´allarme sui conti aziendali dovrebbero prima rendere efficiente l´azienda». Circa un centinaio di dipendenti della Gesip hanno occupato la sede di via Sampolo per protestare contro il piano di licenziamenti predisposto dal commissario liquidatore Piero Mattei. Mattei, nominato circa tre mesi fa, a capo della municipalizzata che si occupa di alcuni servizi in città tra cui la cura del verde, "ha deciso di mandare a casa i lavoratori - dice Paolo Di Gaetano, segretario regionale dell'Usb, Unione sindacale di base - per cercare di salvare una azienda che fa acqua da tutte le parti". La Gesip ha debiti per circa 6 milioni di euro e "una perdita mensile di circa 800 mila euro - continua Di Gaetano - A questo si aggiunge un contratto con il comune di Palermo per nulla adeguato: quello attuale ammonta a circa 58 milioni di euro ma dovrebbe essere portato ad almeno 70 milioni". "L'occupazione andrà avanti ad oltranza - ha aggiunto Di Gaetano - e per mercoledì è prevista una manifestazione generale per le strade della città". E per fare un punto sulla vicenda i sindacati Usb, Cisal, Fisascat Cisl, Alba, Ugl e Filcams Cgil incontreranno, domani alle 18, il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso. All'incontro sarà presente anche il sindaco di Palermo Diego Cammarata. "Intanto, l'occupazione della sede di via Sampolo - dice Salvo Barone, segretario provinciale della Fisascat-Cisl - va avanti, finché non otterremo risposte esaustive, che garantiscano soprattutto i dipendenti. Non solo, Mattei ha avviato i licenziamenti, ma ha anche 'cancellato' le indennità aggiuntive allo stipendio per tutti gli altri dipendenti". Per i sindacati, si tratta di questioni molto delicate "sulle quali non abbiamo intenzione di tirarci indietro. Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione dei dipendenti e del loro futuro".

A VOLTE LE CRICCHE RITORNANO

[STA' ATTENTO A QUELLO CHE CERCHI, POTRESTI TROVARLO. Peter Jason (Maggiore Devin) in Gunny]
La Guardia di Finanza di Pescara ha sequestrato 32 immobili in un residence di Porto Rotondo nell'ambito di un'inchiesta per evasione fiscale. In carcere sono finite 13 persone tra le quali Giuseppe Spadaccini, imprenditore nel settore del trasporto aereo, ritenuto il promotore di tutta l'operazione illecita. L'organizzazione era dedita all'evasione fiscale internazionale attraverso la fittizia localizzazione della residenza fiscale fuori dall'Italia. Il valore complessivo degli immobili sequestrati in diverse regioni sfiora i 7 mln di euro. “Si aggrava ancora di più la preoccupazione dei lavoratori che da agosto, pur garantendo il servizio, non percepiscono il salario”. Lo denunciano, in una lettera indirizzata al sotto-segretario alla Presidenza del consiglio, Gianni Letta e al sotto-segretario alla Protezione Civile, le segreterie nazionali e regionali del trasporto aereo di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, in merito all’arresto di Giuseppe Spadaccini, proprietario delle due società Sorem e San, destinatarie di un appalto della Protezione civile per lo spegnimento di incendi boschivi attraverso l’utilizzo di aerei Canadair. A volte le cricche ritornano. Cambiano regione, raggio d’azione, nome degli esecutori materiali, ma ruotano sempre attorno a parole come appalti, evasioni fiscali. Talvolta Stato. O Protezione civile. Società nate dal nulla, ma che godono di sponsorizzazioni politiche spudorate, alcune messe addirittura nero su bianco e firmate da 130 parlamentari di Forza Italia e a An. Questa volta le indagini colpiscono il clan dell’ingegnere a capo del regno dei cieli. Si chiama Giuseppe Spadaccini è di Pescara e fa vivere le sue società grazie soprattutto a un maxi appalto che gli venne messo su un piatto d’argento (a seguito di una trattativa privata) dalla Protezione civile: la gestione dei Canadair della protezione civile fino al 2014 alla sua Sorem. Spadaccini, ovvero l’occhio di Bertolaso dall’alto dei cieli delle emergenze, uno degli uomini più potenti nell’economia abruzzese legato tanto a Gianni Letta quanto a Fabrizio Cicchitto. Che non paga i suoi dipendenti da agosto, ma questo pare quasi un dettaglio.Secondo quanto scrivono le organizzazioni sindacali di categoria “La vertenza in atto acquista, alla luce dei nuovi eventi, un risvolto ancora più delicato e senz’altro mostra ancora di più la necessità di intervento qualificato e risolutore che soltanto dalle istituzioni in indirizzo può venire”. Ugo Calvosa è il nuovo presidente di SOREM, la società che gestisce la flotta di Canadair della Protezione Civile. Sostituisce l’ing. Giuseppe Spadaccini, dimessosi da presidente di SOREM e SAN «per consentire lo svolgimento delle verifiche nella massima serenità» e trasparenza a seguito di un’indagine della procura di Pescara che secondo notizie di stampa ruoterebbe intorno allo studio di consulenza fiscale e commerciale chietino di Giacomo Obletter ed ipotizzerebbe i reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e riciclaggio di denaro. «Il fulcro dell’indagine - ha scritto Il Messaggero - ruota attorno al fatto che gli indagati avrebbero aperto alcune società in Portogallo: società che avrebbero effettuato operazioni di acquisto di servizi, immobili e forse anche aerei, ma che in effetti operavano poi a tutti gli effetti in Italia dove avrebbero dovuto, proprio per questo motivo, pagare regolarmente le tasse. Questa è almeno la tesi accusatoria sulla quale si sta muovendo la guardia di finanza e dunque anche la procura della Repubblica.»L’indagine ha portato il Nucleo della Guardia di Finanza di Pescara a verificare documenti e del materiale informatico nelle sedi romane e pescaresi di alcune società che fanno capo a Spadaccini, tra le quali Aeroservices sas, Air Columbia, Trasporti Aerei spa, Aercrew spa, Bytols e Petillant. «Le aziende interessate,» si legge in una nota della capogruppo Aeroservices, «hanno offerto la massima disponibilità alle squadre della Guardia di Finanza che conducono l’operazione». Le ultime due aziende hanno sede nell’isola portoghese di Madeira, territorio comunitario che offre considerevoli agevolazioni fiscali alle imprese. La ragione sociale di queste due società comprende la frase "Comercio e Aluguer Internacional de Meios de Tansporte Aereo" che in portoghese significa "commercio e noleggio internazionale di mezzi di trasporto aereo". In effetti già nel 2006 Bytols - osserva Dedalonews - risultava proprietaria dei tre MD-82 ex Alitalia I-DAVA, I-DAWW e I-DAWZ utilizzati in leasing da Itali Airlines, la compagnia aerea del gruppo Aeroservices nota sino al 2005 come TAI. Nessuna informazione è disponibile su Petillant.La verifica della Finanza è iniziata il 24 gennaio ed il cda ha nominato Calvosa il 25, ma il cambiamento è stato annunciato il 31 gennaio, dopo che erano apparse le prime indiscrezioni sulla stampa. Calvosa era già vicepresidente di ItAli Airlines. Il cda ha annunciato che nominerà nei prossimi giorni il nuovo vertice di SAN, che del gruppo Aeroservices è l’azienda di manutenzione. Il suo gruppo ha molte ali. C'è Itali Airlines, compagnia con una decina di aerei che collegano Pescara con Roma, Venezia, Milano, Torino, Olbia e Spalato. C'è la Sorem, che da anni gestisce i 16 Canadair antincendio della Protezione civile. Ci sono poi i tecnici della San per riparazioni e manutenzioni e quelli di Air Columbia che addestrano piloti e specialisti.

lunedì 25 ottobre 2010

CATTURATO MESSINA, MA NON E’ MATTEO DENARO

[NELLA VITA UNA COSA SOLA E’ CERTA, SE LA STORIA CI HA INSEGNATO QUALCOSA, E’ CHE SI PUO’ UCCIDERE CHIUNQUE. Da Il Padrino parte II]
http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2010/10/24/visualizza_new.html_1728902833.html I carabinieri del reparto hanno arrestato a Favara (Ag) Gerlandino Messina, capo della mafia di Agrigento, nella lista dei 30 latitanti più pericolosi. Il boss è stato catturato dagli uomini del Gis (gruppo di intervento speciale) dei carabinieri in una palazzina a due piani, in una zona di campagna a Favara. Gerlandino Messina aveva due pistole, con lui c'era un'altra persona. Il blitz dei carabinieri è stato fulmineo, il capomafia non ha avuto il tempo di reagire. Con l'arresto del boss mafioso Gerlandino Messina si riducono a 16 i latitanti "di massima pericolosità" inseriti nel programma speciale di ricerca della direzione centrale della polizia criminale. L'elenco, che inizialmente conteneva 30 nomi, è stato via via 'spuntato' con i 14 arresti avvenuti dal 2008 ad oggi. Tra questi spiccano Giovanni Nicchi (mafia), Giovanni Strangio ('ndrangheta), Salvatore Russo (camorra). Tra i 16 rimasti da catturare, il più noto è il boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Gerlandino Messina, ritenuto il capomafia di Agrigento catturato dagli uomini del Gis dei carabinieri a Favara (Ag), era ricercato dal 1999 con un mandato di cattura internazionale. Deve scontare l'ergastolo per associazione di tipo mafioso e vari omicidi. Messina appartiene alla famiglia di Porto Empedocle (Ag), un nucleo di antica tradizione mafiosa, suo padre, Giuseppe, venne ammazzato nel 1986 durante la guerra di mafia contro gli stiddari. Il superlatitante è diventato il numero uno di Cosa nostra ad Agrigento dopo l'arresto del boss Giuseppe Falsone, arrestato a Marsiglia, in Francia, lo scorso giugno. Proprio a Favara la polizia, a fine novembre dell'anno scorso, aveva scoperto uno dei covi del superlatitante. In una palazzina, in via Juogoslavia nel centro della piccola cittadina, all'interno di un garage, i poliziotti avevano trovato una stanza nascosta, una specie di bunker attrezzato con tutti i confort; appesa al muro c'era una cartolina di Porto Empedocle e delle dediche. Per favoreggiamento aggravato era stato iscritto nel registro degli indagati, Antonio Russello di 25 anni, proprietario del garage. In quel covo Messina, nel 2009, avrebbe anche festeggiato il suo 37/o compleanno. Per diverse ore si è chiuso in un ostinato mutismo, chiedendo solo un bicchiere d'acqua e una sigaretta. Poi, poco prima di essere trasferito dalla caserma del reparto operativo dei carabinieri, nel quartiere di Villaseta, al carcere di contrada Petrusa ha ammesso con un filo di voce quello che per gli investigatori era ormai una certezza: "E' vero, sono Gerlandino Messina". Non è escluso(si legge nell’ultimo numero di “S”), secondo indiscrezioni investigative, che Matteo Messina Denaro, abbia preso piede in modo concreto nella gestione degli affari agrigentini, appoggiandosi a qualche veccia punta di diamante della mafia alleata con Falsone. Ci sono, nel territorio tre grandi settori di investimento per Cosa Nostra: l’edilizia, le grandi opere e i rifiuti. Plausibile, secondo chi investiga, che a capo di un meccanismo che non ammette ingenuità, ci sia una figura forte dal punto di vista economico. La bomba potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Tutta Agrigento, dalla città alle propaggini dei 43 comuni, attende il giorno della caccia grossa. Perché ci sarà di questo nessuno ha dubbi. Messina, oggi, porta gli occhiali, è miope. I dubbi sulla vicenda vengono raccontati da Maurizio Di Gati, che racconta di tre specialisti di Favara che si sarebbero messi a disposizione del boss. Di Gati, nel suo racconto, esclude eventuali ingenuità del medico. Qualora le rivelazioni di Di Gati fossero supportate da ulteriori riscontri, i presunti responsabili dovrebbero rispondere almeno dell’accusa di favoreggiamento.

Le interferenze della Cisal

[NOI NON CREDIAMO PIU' NEL PROGRESSO. NON E' FORSE UN PROGRESSO? J.L. Borges]
La Gh Pmo, in data 20 ottobre, manda una nota alla Cisal molto polemica. Infatti la Gh accusa la Cisal di interferire nella gestione operativa della stessa, al punto di voler intervenire nel merito delle procedure tecniche (compilazione delle Duv) … non ravvisiamo che su questo argomento ci possa essere confronto sindacale che giudichiamo immotivato. Oggi la Cisal ha risposto alla Gh Pmo. Non esiste da parte del sindacato alcuna volontà di interferire nella gestione operativa della vs azienda ma non abdichiamo al ruolo di garanti del rispetto della dignità dei lavoratori e pertanto in ossequio a questo ruolo, rivendichiamo la possibilità ad oggi fornitaci dalle normative vigenti di incontrare l’azienda per discutere di carichi di lavoro e di organizzazione del lavoro certamente gravosi e al limite dell’intollerabile per gli addetti a taluni settori quale quello del centraggio. Non esiste alcun intendimento di condizionare le procedure operative della azienda in indirizzo ma esiste la ferma volontà del sindacato di porre un argine e un freno alla tensione che quotidianamente si sviluppa tra addetti sia per la gravosità ormai acclarata dei carichi di lavoro che per talune scelte operative che talvolta non presentano criteri oggettivi nella vs formulazione e che peraltro non sono state oggetto di informazione preventiva così come sancito dalle normative e dalle linee contrattuali vigenti. Fatta questa doverosa premessa, la invitiamo a convocare nei termini e nelle procedure previste un incontro urgente per affrontare problematiche inerenti alla organizzazione del lavoro interna, per esaminare e approfondire con il consueto reciproco senso di responsabilità le questioni in oggetto. Certo non siamo abituati, aggiungiamo noi, a sentire e leggere una polemica così dura tra un'azienda e un sindacato. Ma il sindacato tutto, con tutte le aziende, dovrebbe fare questo tipo di politica. Fare sindacato non è solo buono pasto (la dignità di un operaio non la compri con 7,50 o con 4 euro, oppure vale tanto poco?) e livello maturato ...

La verità di Wikileaks

[COME DICEVA JOHN WAYNE: UN GIORNO SENZA SANGUE E' COME UN GIORNO SENZA SOLE. Sergente J.T. Davis in Full metal jacket].
L'orrore quotidiano dell'Iraq raccontato in quasi 400.000 documenti resi noti già da Wikileaks, costretto a pubblicare in anticipo la documentazione dopo la rottura dell'embargo da parte di Al Jazira. Gli iracheni sono stati responsabili di violenze inaudite nei confronti dei prigionieri iracheni detenuti da loro. Lo rivela il New York Times, citando i documenti ottenuti da Wikileaks. Mentre le violenze e gli abusi da parte degli americani nei confronti di prigionieri iracheni sono state ampiamente documentate negli anni, e quanto successo nel carcere di Abu Grahib ne è la prova, poco era noto circa le reiterate violenze compiute dalle forze irachene nei confronti di prigionieri in loro custodia. Secondo quanto riferisce il New York Times, i documenti resi noti da Wikileaks gettano nuova luce sul comportamento tenuto dagli iracheni contro i 'loro' connazionali presi prigionieri: almeno sei detenuti, se non di più, sono morti mentre erano in stato di detenzione per le percosse ricevute. I documenti rivelano che la tortura e la violenza irachena era all'ordine del giorno: i prigionieri venivano costantemente frustati, percossi e maltrattati. Il New York Times, sempre facendo riferimento ai documenti ottenuti da Wikileaks, riporta che in almeno un caso gli americani hanno avuto il sospetto che a un detenuto iracheno fossero state amputate le dita e disciolte nell'acido, mentre in due altri casi hanno avuto la prova di esecuzioni eseguite contro prigionieri legati. Su alcuni di questi episodi sono state svolte indagini da parte americana, ma nella maggior parte dei casi le segnalazioni sono state ignorate: "I soldati hanno fatto rapporto ai loro superiori, che a loro volta hanno chiesto alle forze irachene di fare indagini" scrive il quotidiano. Un portavoce del Pentagono ha detto al New York Times che la procedura seguita dalle forze americane "è ed è sempre stata in linea con le leggi e con la prassi internazionale". Le regole attuali - ha precisato il portavoce, di cui non è citato il nome - richiedono alle forze armate di riferire immediatamente di casi di abuso; se questi sono stati perpetrati da iracheni, allora sono le autorità irachene ad essere responsabili delle indagini. Stati Uniti e Iraq devono avviare indagini sui casi di abusi e torture sollevati dalla pubblicazione dei dossier di Wikileaks sulla guerra. È l'invito di Human Rights Watch nel sottolineare come queste nuove rivelazioni mostrano che la tortura da parte delle forze di sicurezza irachene era un fenomeno dilagante ed è rimasto impunito. Intanto arriva un'altra accusa shock: nell'agosto 2003 un militare britannico uccise una bimba che dalle truppe del Regno Unito si aspettava dolciumi, non piombo. I documenti di Wikileaks serviranno agli avvocati per aprire azioni legali in Gran Bretagna. Lo ha detto il rappresentante dell'organizzazione Public Interest Lawywers Phil Shiner,in una conferenza stampa a Londra, aggiungendo che i torturatori saranno individuati e e perseguiti. Intanto il capo di Wikileaks, Julian Assange, illustrando la pubblicazione dei 400.000 documenti sull'Iraq, ha annunciato 'Vogliamo correggere gli attacchi alla verità che si dice sia la prima vittima della guerra.'' ''Ci sono elementi che contribuiscono alla ricerca della verità ma sicuramente non tutto''. Lo dice la giornalista Giuliana Sgrena, sui documenti sull'Iraq di Wikileaks. Si racconta l'interrogatorio di Sheik Husain ''ex leader di Al Qaeda'',che avrebbe svelato che,per la liberazione furono pagati 500mila dollari. Incassati i soldi, lui telefonò al ministero dell'Interno iracheno, dicendo che nell'auto che andava verso l'aeroporto c'era dell'esplosivo,i soldati Usa spararono e uccisero Calipari. I documenti che riguardano l'Italia tra i 400.000 resi noti da Wikileaks sarebbero almeno un migliaio, la gran parte dei quali riferiti alle operazioni di routine dei nostri militari. Ben più corposa la documentazione sulla regione di Nassiriya, teatro dell'operazione 'Antica Babilonia', che sono invece oltre 22.000, 'censurati' in maniera consistente da Wikileaks per evitare polemiche sull'aver messo a rischio la vita di individui o gruppi. I dossier dell'esercito Usa diffusi da Wikileaks riportano che,nel febbraio 2004, le truppe italiane della Brigata Ariete ricevettero informazioni di piani per un possibile attentato suicida a Nassiriya, dopo quello del 12 novembre 2003, nel quale morirono 19 italiani e alcuni cittadini iracheni.''La brigata Ariete ha ricevuto informazioni di una minaccia terroristica di attentatori suicidi, una cellula di al Qaida di due uomini,''si legge nel documento diffuso sul sito web del Guardian. I 400.000 file messi online da Wikileaks sono stati 'censurati': il sito ha tolto dai documenti nomi e altri dati sensibili come la nazionalità che potrebbero essere utili a individuare persone e luoghi. Il database in possesso di testate che hanno collaborato 'strutturalmente' con Julian Assange è invece 'in chiaro'. Assange lo ha deciso dopo essere stato criticato per la pubblicazione del Diario afghano che metteva a rischio la vita in primis degli afghani che collaborano con la coalizione. http://www.youtube.com/watch?v=5Iz5MwPsfyo&feature=related

domenica 24 ottobre 2010

Buoni pasto senza scadenza

[PIU' SI VA AVANTI NEGLI ANNI, MENO CI SI SENTE IN IMBARAZZO A CHIEDERE I FAVORI. Da Il Castello errante di Howl ]
Immaginate un mondo in cui il lavoro viene pagato con un denaro provvisto di data di scadenza? Non si tratterebbe certo il mondo ideale in cui vivere. Questo, in sostanza, è lo scenario contro cui si lancia l'Adoc con la proposta di abolizione dei buoni pasto. La domanda l'associazione dei consumatori pone a tutti è assai logica: se i buoni pasto, in alcuni casi, rappresentano parte dello stipendio dei lavoratori italiani, perché devono avere una data di scadenza? Secondo l'Adoc, i buoni pasto con scadenza danno vita a un'ingiustizia bi-fronte: rappresentano una perdita economica per il lavoratore e un guadagno ingiusto per i gestori, pari a 150 milioni di euro l'anno. Di qui nasce la proposta dell'associazione dei consumatori: l'eliminazione della scadenza, provvedimento già approvato per le carte telefoniche prepagate. Inoltre, per venire incontro ai bisogni dei consumatori, secondo l'Adoc sarebbe necessario provvedere a un adeguamento al costo della vita dell'esenzione fiscale e contributiva dei buoni, ferma al valore di 5,29 euro da ormai 15 anni. Un passo già compiuto in altri Paesi europei: in Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell'Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro. Come ultima mossa, poi, secondo l'Adoc bisognerebbe procedere all'abolizione dell'asta al ribasso per l'aggiudicazione e il pagamento entro 30 giorni all'esercente, un meccanismo che sovente porta gli esercenti a scaricare sui consumatori - attraverso l'aumento dei prezzi - il rischio d'impresa, danneggiando anche chi non possiede i buoni. L'appello di Carlo Pileri, presidente dell'Adoc, è molto deciso: "I buoni pasto non sono degli yogurt, che vanno in scadenza, ma sono soldi dei lavoratori; la scadenza al 31 dicembre dell'anno di emissione andrebbe eliminata. Secondo le nostre stime circa il 10% dei buoni pasto in circolazione non viene utilizzato perché scaduto, comportando la perdita per il possessore del buono del 15% del suo valore, pari a circa 200 euro e un guadagno, ingiusto, per i gestori, pari a circa 150 milioni di euro complessivi".

venerdì 22 ottobre 2010

Agcom esiste

[MEMENTO AUDERE SEMPER (Ricordati di osare sempre) Gabriele D'Annunzio]
Una diffida al Tg1 e un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto per ''il forte squilibrio'' a favore della maggioranza e del governo: è la decisione adottata dalla commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in base ai dati del monitoraggio sul pluralismo per il periodo luglio-agosto-settembre 2010. ''Qualora tale squilibrio perdurasse - avverte l'Agcom - verranno adottati ulteriori provvedimenti''. L'Antitrust ha avviato due distinte istruttorie nei confronti di Rai e Rti per verificare se il meccanismo del televoto sia trasparente o se, invece, costituisca una pratica commerciale scorretta a danno dei consumatori. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dato mandato all'avvocato Fabio Lepri di Roma per procedere in sede giurisdizionale, al fine di ottenere l'accertamento della natura offensiva e diffamatoria del servizio diffuso il 17 ottobre scorso su Rai Tre durante la trasmissione Report, con integrale risarcimento dei danni. Ma come l’uomo che non vuole essere giudicato da nessuno (giudici compresi) va in procura per ottenere giustizia. Uno scudo a senso unico: se pretendo l’immunità dovrei avere l’accortezza, o meglio, la coerenza di comportarmi di conseguenza. Ma, Berlusconi è tutto e il contrario di tutto. Il giudizio, viene spiegato, sarà promosso contro tutti i responsabili dell'illecito, e sarà chiesta anche la pubblicazione della futura sentenza sui principali mezzi di comunicazione. ''Sono contrario alle azioni penali verso i giornalisti, penso ci sarà un'azione civile''. E' quanto ha detto Niccolò Ghedini, legale del premier Silvio Berlusconi e parlamentare del Pdl, parlando con i corrispondenti stranieri nel corso di un incontro con la stampa estera della trasmissione di Report, condotta da Milena Gabbanelli, sulle operazioni immobiliari del premier ad Antigua. ''Non faccio mai querele, ma solo azioni civili'', ha ribadito Ghedini spiegando - secondo quanto riferito da fonti presenti all'incontro - che si sta valutando ''un'azione civile''. Ghedini ha poi precisato di ''essere molto dispiaciuto'' per i contenuti della puntata di Report: ''Avevo dato informazioni e messo a disposizione documenti sul caso già 6 mesi fa quando erano usciti degli articoli sul caso'' e ''sono dispiaciuto che sia andata così'', avrebbe riferito secondo quanto riportato dalla stessa fonte.''Se il premier si ritiene diffamato, è un suo diritto intraprendere tutte le azioni che crede: noi ci difenderemo nelle sedi competenti'': è il commento a caldo all'ANSA di Milena Gabanelli, conduttrice di Report, alla notizia dell'iniziativa legale del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha deciso di procedere in sede giurisdizionale per accertare la natura offensiva e diffamatoria del servizio di domenica scorsa sui suoi presunti possedimenti immobiliari nell'isola caraibica di Antigua. ''La domanda posta nell'inchiesta - ricorda Gabanelli - era una sola: da chi lui ha acquistato quei terreni. E' una risposta che per il momento non ci pare ci sia''.

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

[ODIARE I MASCALZONI E’ COSA NOBILE.
Marco Fabio Quintiliano]
Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.

Evviva la Francia

[PROCRASTINARE VUOL DIRE CHE SAPETE COSA DOVETE FARE E NON LO FATE. SE NON SAPETE COSA DOVETE FARE NON STATE PROCRASTINANDO. STATE PENSANDO. Lynn Lively]
Niente sciopero dei dipendenti Alitalia lunedì prossimo. Accogliendo l'invito del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, i sindacati del settore del trasporto aereo di Cgil, Ipa e Avia, hanno deciso di rinviare ad altra data lo stop di 24 ore in programma per il 25 ottobre: i voli Alitalia pertanto saranno regolari. 'Dò atto ai sindacati di aver accolto il mio invito a sospendere lo sciopero - dice Matteoli . Auspico che si possa trovare un accordo con Alitalia'. I sindacati francesi hanno deciso di proclamare due nuove giornate di sciopero contro la legge di riforma delle pensioni per il 28 ottobre e il 6 novembre, alla vigilia della promulgazione della legge di riforma. Veramente cazzuti questi sindacati francesi, i nostri sindacalisti bamboccioni quando dicono sciopero si girano per vedere se qualcuno ha sentito. "Il governo resta intransigente. Dobbiamo continuare con un’azione imponente già dall’inizio della settimana prossima", aveva detto Bernard Thibault, capo del potente sindacato Cgt, parlando ai microfoni di una radio prima di riunirsi in serata con gli altri leader sindacali per decidere sul da farsi. Intanto, dopo le proteste di questi giorni, 12 raffinerie sono ancora bloccate, quasi 4000 stazioni di servizio sono a secco di carburante e il traffico ferroviario ha subito ritardi e cancellazioni, in particolare nell’Ile de France e nelle principali città del nord. Il presidente Nicolas Sarkozy ha giudicato "scandalose" le violenze avvenute durante le manifestazioni e ha assicurato che i ’casseurs’ "non avranno l’ultima parola". E’ stato rimandato a domani pomeriggio, intanto, il voto definitivo del Senato. Per velocizzare le procedure, rallentate dai molti emendamenti discussi, il governo dovrebbe ricorrere alla procedura del voto unico, prevista dall’articolo 44-3 della Costituzione.

giovedì 21 ottobre 2010

Hedge fund,nuove regole

[DOV'E' L'OZONO CHE GLI FACCIO UN BUCO COSì. Origone]
I ministri dell'Economia della Ue hanno raggiunto un accordo all'unanimità sulle nuove regole per il settore dei fondi d'investimento speculativi. Le nuove regole comprendono anche un 'passaporto' europeo per i fondi dei Paesi terzi. Tali fondi “dovranno meritare il passaporto che sarà dato solo dopo aver ricevuto le necessarie garanzie sulla gestione del rischio”, spiega il Commissario al Mercato Interno, Michel Barnier. La direttiva dovrà passare ora al vaglio del Parlamento europeo. “Nessuna banca dovrà essere così grande o interconnessa per fallire”: così il commissario Ue ai servizi finanziari Michel Barnier, che ha lanciato le proposte di Bruxelles per prevenire e gestire le crisi finanziarie, “riducendo al minimo i rischi di contagio che potrebbero portare al crollo dell'intero sistema. Quello della Commissione è un piano anticrisi che prevede, tra l'altro, 'l'obbligo per tutti gli istituti e le autorita' di vigilanza di preparare piani per la ripresa. Bruxelles e' pronta ad estendere al 2011 il regime di crisi che facilita la concessione di aiuti pubblici alle banche in difficoltà. Lo ha detto il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia che ha motivato la decisione con “'l'incertezza che ancora caratterizza i mercati e la ripresa”. Intanto è partito il lavoro su nuove regole per il salvataggio delle banche e la loro ristrutturazione in tempi normali. Condizioni del mercato permettendo, saranno operative a partire da 1/1/2012. “È andata benissimo. Abbiamo approvato all'unanimità le modifiche statutarie”. Lo ha detto il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, al termine dell'assemblea straordinaria dell'Associazione, ricordando che i punti all'ordine del giorno erano il mandato biennale per la presidenza e la modifica statutaria inserita nel cosiddetto 'Lodo Patuelli', ovvero l'alternarsi ogni due anni di rappresentanti dei “piccoli”e dei “grandi” alla presidenza dell'Associazione. Continua a salire il tasso Euribor a tre mesi: il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento dalle stesse banche per indicizzare i mutui, oggi è salito dall'1,016% all'1,025%. L'Euribor a una settimana è salito dallo 0,774% allo 0,787% e quello a un mese è passato dallo 0,806% allo 0,816%. Lo ha comunicato la European Banking Federation. L'Asia guida la ripresa economica mondiale, ma ci sono rischi legati a un deterioramento della crescita e delle condizioni finanziarie nelle economie avanzate. Lo afferma il Fmi nell'Outlook per l'Asia. Lo yuan “resta sostanzialmente al di sotto del livello coerente con i fondamentali di medio termine”. Ci sono poi i “rischi alla stabilità finanziaria” derivanti “dal proseguire del flusso di capitali se questo è associato a condizioni finanziarie” accomodanti a livello nazionale.

GLI STIPENDI CRESCONO, MA INUTILMENTE

[IL MONDO E' UNA PRIGIONE DOVE E' PREFERIBILE STARE IN UNA CELLA DI ISOLAMENTO. K. Kraus]
I dati potrebbero sembrare contrastanti, ma corrispondono alla realtà che stiamo vivendo: nonostante il salario medio dei dipendenti italiani sia cresciuto, nel corso dell'ultimo anno il reddito medio a disposizione delle famiglie si è ridotto. Lo attesta una ricerca effettuata congiuntamente da Unioncamere, OD&M Consulting, società specializzata in indagini sulle politiche retributive, e Gi Group, società operante nel campo dei servizi per il mercato del lavoro Il rapporto, dal titolo "Domanda di lavoro e retribuzioni nelle imprese italiane", descrive un Paese in cui nel corso del 2009 la retribuzione media dei dipendenti ha toccato i 25.980 euro, facendo segnare un incremento del 2% (500 euro in termini assoluti) rispetto a quanto rilevato nel corso dell'anno precedente. Quello che è certamente un segnale positivo, tuttavia, non è bastato ad alleggerire la pressione della crisi sulle famiglie italiane. L'infelice congiuntura economica, infatti, si evidenzia nei numeri riguardanti il reddito lordo delle famiglie, che nel periodo preso in considerazione è risultato diminuito dell'1,4%. A influire negativamente sulle entrate familiari è stata certamente l'onda lunga della recessione, con la crescita del numero di disoccupati e cassaintegrati. Secondo quanto riportato nella ricerca, tra il 2008 e il 2009 non sono lievitati solo i salari, ma anche, e in misura assai più sensibile, la differenza di retribuzione tra uomini e donne. L'anno passato, infatti, gli uomini hanno percepito in media 27.130 euro, contro i 24.010 euro delle donne: per un dislivello pari, in termini percentuali, al 13% (nel 2008 tale differenza era risultata del 12,8%).

mercoledì 20 ottobre 2010

Così è se vi pare …, cari sindacati

[SOGNO CHE QUASI NON SONO, PERDO E NON HO MAI AVUTO, HO COMINCIATO A MORIRE PRIMA DI AVERE VISSUTO. F. Pessoa]
Non sappiamo se ridere, oppure piangere per effetto del gran ridere. I sindacati si sono presentati addirittura con i segretari nazionali (Ugl e Uil) richiamati e redarguiti ripetutamente dalla controparte. L’azienda Pae Mas ha detto alle sigle sindacali quello che vuole fare senza indietreggiare, non lasciando margini di trattativa. Confermati i 60 mesi per gli stagionali; da novembre (ma non era decorrenza ottobre?) fino a dicembre 2011 il buono pasto sarà di 4 € al giorno e chi farà la doppia turnazione sempre 4 euro restano. Gli stagionali non avrebbero diritto al buono pasto. Da gennaio 2012 sarà di € 5,19. Tre persone saranno stabilizzate entro l’anno. I part – time a sei ore otterranno il full – time a secondo l’esigenze operative … Le festività soppresse sono due compensati con giorni di ferie in più. Sorprendenti i cosiddetti ribelli che hanno fatto scena muta (della serie: una parola è poca, due sono troppe) erano partiti con idee e propositi interessanti per poi firmare il verbale, tanto contestato, del 29 settembre. Recentemente otto presunti ribelli, che avevano lasciato la Cgil, sono ritornati, pentiti, a casa. Per Pino Panettino non erano mai andati via. Ovviamente, lo sciopero di giorno 25 non ci sarà più, l'accordo è stato raggiunto.

Tirrenia, tutti la vogliono ma nessuno la prende

[LA TEMPESTA STAVA PER COMINCIARE I SUOI ATTACCHI, E GIA' IL CIELO SI ANDAVA OSCURANDO, DIVENTAVA DI UN NERO QUASI ALTRETTANTO SPAVENTOSO PER IL CUORE DELL'UOMO. Lautreamont]
Sono 21 le manifestazioni di interesse presentate per Tirrenia e 5 quelle per Siremar. Lo comunica il Commissario straordinario Giancarlo D'Andrea, precisando che le manifestazioni di interesse sono pervenute sia da operatori nazionali sia da operatori europei e internazionali. Oggi si chiudono i termini per la presentazione delle offerte per il gruppo Tirrenia, controllato da Fintecna. E la Regione siciliana, per bocca del suo presidente, continua a farsi avanti. "Nel capitale di Mediterranea Holding Spa - ha spiegato Raffaele Lombardo - sono entrati nuovi soci, tra cui imprenditori delle isole Eolie e un gruppo che opera nel settore dell'oceanografia. La società ha presentato un'offerta per ottenere Tirrenia e anche Siremar, con altre tratte fondamentali. La Regione - ha aggiunto - continua a detenere la quota di maggioranza della Spa, ma non per partecipare agli utili o alle perdite e neppure alla gestione, ma per una funzione di controllo". Lombardo ha sottolineato che l'obiettivo della Regione è quello di tutelare i lavoratori e di garantire i collegamenti tra la Sicilia, le isole minori e il continente. Un invito a presentare manifestazioni di interesse è stato pubblicato dal commissario straordinario di Siremar. Il commissario Giancarlo D'Andrea invita 'chiunque sia in grado di garantire la continuità del servizio pubblico di trasporto marittimo a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto del ramo di azienda di Siremar-Sicilia Regionale Marittima spa'. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate all'advisor Rotschild entro il 20 ottobre.

Bagdad più sicura di Dublino

[IN ITALIA L'INTROITO DI UNA BANCA SU OGNI CONTO CORRENTE E' IN MEDIA DI 204 EURO, CONTRO 186 IN GERMANIA, 124 IN FRANCIA, 40 IN SPAGNA. E CONTRO UNA MEDIA EUROPEA DI 133 EURO. SOLO IN LUSSEMBURGO LE BANCHE SONO PIU' CARE, 265 EURO. Dal libro La paga dei padroni]
Tutto ruota attorno ai credit default swaps (Cds), i derivati assicurativi, utilizzati per scaricare i rischi delle potenziali sofferenze creditizie. Con la sottoscrizione di questi contratti, una parte (A) si impegna a tutelare l’altra (B) dall’impossibilità di recuperare un credito a fronte dell’ipotetica bancarotta del debitore (C). In sostanza A si fa garante del debito di C ma deve essere retribuito da B in proporzione al rischio. Tanto è elevato quest’ultimo, tanto maggiore sarà la retribuzione, ovvero il costo dei Cds. L’aspetto più significativo, ovviamente, è dato dal fatto che i Cds sono prima di tutto una misura di rischio e, quindi, un indicatore della solidità finanziaria del soggetto cui fanno riferimento, sia esso una società privata o uno Stato sovrano. La vera novità, spiega ora il rapporto, è che i Cds sulle obbligazioni irlandesi hanno sperimentato un’impennata dei prezzi che non ha eguali nel mondo: da 266 a 458 punti base nello spazio di tre mesi (una scalata di nove posizioni nella classifica mondiale per Paesi). In sintesi: assicurare 1.000 euro di credito con Dublino costa oggi 45 euro contro i 26 che si sborsavano a luglio. Una crescita spaventosa che, sottolineano gli analisti, si traduce in un rischio default su base quinquennale del 33%. La probabilità che l’Irlanda dichiari bancarotta entro il 2015, in altre parole, è 1 su 3. Per l’Iraq, che ci crediate o meno, 1 su 4. Dopo l’Irlanda, la peggiore performance trimestrale sui Cds spetta al Portogallo che, ad oggi, con una probabilità di bancarotta del 30% nei prossimi 5 anni è la settima nazione a maggior rischio default del mondo (nona per il costo dell’assicurazione sulle obbligazioni). Il piano varato dal governo portoghese per riportare sotto controllo il deficit di bilancio piace ai mercati e spinge in calo gli spread dei titoli di Stato decennali dei cosiddetti Pigs rispetto al bund tedesco. Il differenziale di rendimento tra i titoli portoghesi e il bund tedesco e' sceso a 302 punti, quello irlandese a 350, quello greco a 640, quello spagnolo a 161 punti. Il piano di Lisbona ha avuto il plauso del commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, che lo ha definito 'audace'. Un risultato che evidenzia ancora una volta quanto quello del debito sovrano sia diventato il principale problema del sistema economico europeo. Nella graduatoria mondiale sul rischio bancarotta la Grecia è seconda (dietro al Venezuela) mentre la Romania, new entry al decimo posto, precede Lettonia, Ungheria e Islanda. La Spagna ha una probabilità di default nei prossimi cinque anni pari al 18,4%. L’Italia si ferma al 16,1.

martedì 19 ottobre 2010

Meglio l'uovo oggi … e la gallina domani?

[IO NON SONO NEL BUSINESS, IO SONO IL BUSINESS!
Sean Young in Blade Runner]
Domani i sindacati incontreranno la Pae Mas. Sicuramente, così si dice, il buono pasto è acquisito dai lavoratori che per tutti questi anni hanno lavorato pensando di essere lavoratori di serie b. Notoriamente gli operai si accontentano di poco e con quel poco che hanno riescono a essere felici. Ci auguriamo che per il buono pasto, al di là del contenzioso (integrativo – contrattuale?) si riesca a ottenere il bis per chi copre tutta la giornata. Ai sindacati, lealisti e ribelli, si chiede, nel breve periodo, di collaborare di più mettendo da parte vecchi rancori, invidia, regolamenti di conti …, insomma si chiede maturità e senso di responsabilità, così da arrivare al tavolo delle trattative, nel prossimo futuro, con una linea unitaria. I lavoratori della Pae Mas sono fiduciosi affinché il buono pasto sia di 7,50€, che i part – time a sei ore possano essere tutti e nove promossi full- time. Le festività soppresse potrebbero essere oggetto di discussione per una prima piattaforma del contratto integrativo. Il 25 aprile coincide con la domenica per cui, a norma dell’art. 48 CCNL 8/12/2007, il lavoratore potrà optare (d’intesa con l’azienda) fra il compenso aggiuntivo ed una giornata di permesso retribuito (le altre festività: sabato 1° maggio e mercoledì 2 giugno non danno diritto ad ulteriori giornate di recupero. Le giornate di ex festività sono 5 (19 marzo, 13 maggio, 3 giugno, 29 giugno, 4 novembre). Al lavoratore spetta annualmente un numero di permessi giornalieri retribuiti corrispondente a quello delle giornate, già indicate come festive e poi non riconosciute come tali da provvedimenti di legge. Ricordiamo che, per fruire interamente delle festività soppresse, occorre per i giorni sopraindicati avere diritto all’intero trattamento economico. Non bisogna cioè richiedere in questi giorni aspettative o permessi non retribuiti. Le festività soppresse sono utilizzabili dal 16 gennaio al 14 dicembre. Se non utilizzate nel periodo vengono retribuite con monetizzazione nel mese di febbraio dell’anno successivo nella misura di 1/360 della retribuzione annua per ogni giornata. Sono considerati giorni semi festivi: la vigilia di ferragosto, la vigilia di Natale, il 31 dicembre nonché, in ciascuna località, la ricorrenza del santo patrono. Per il personale il cui normale orario di lavoro prevede la prestazione in giornata di sabato, è altresì considerata giornata semifestiva la vigilia di Pasqua. Nelle giornate semifestive i lavoratori part – time osserveranno l’orario di entrata fissato dal contratto individuale mentre quello di uscita verrà anticipato calcolando una riduzione di orario proporzionale a quello del personale full- time.

lunedì 18 ottobre 2010

FS, bomba da 6 miliardi

[I SOLDI SONO MESSI IN CIRCOLO. E DA SEMPRE VANNO ALLE GRANDI AZIENDE, AI PARTITI E AI SINDACATI. Un ex dirigente delle fs]
L’Alta velocità ferroviaria è già costata moltissimo alle casse dello Stato, ma il conto rischia di essere ancora più salato, perché c’è una bomba inesplosa sotto la sedia dell’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti e quella di Giulio Tremonti, che da ministro del Tesoro è l’azionista di controllo delle ferrovie. La bomba è quella degli arbitrati tra i general contractor, le cordate di imprese incaricate di costruire i diversi tratti di alta velocità, e le Fs. Se i collegi arbitrali chiamati a decidere chi ha ragione tra committente (le Fs) e i general contractor dovessero accettare le richieste di questi ultimi, Moretti e Tremonti dovrebbero trovare la stratosferica cifra di sei miliardi, più di quanto doveva costare l’intera rete alta velocità secondo le prime stime di vent’anni fa. Un somma pari a un quarto della manovra finanziaria approvata dal governo. “Con questi numeri siamo di fronte a una potenziale voragine nella voragine, visto che l’Alta velocità rispetto a progetti analoghi all’estero è già costata più del triplo”, dice l’economista dei trasporti Marco Ponti. Il governo Prodi, con il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani ha provato con le sue “lenzuolate” di liberalizzazioni a rompere i rapporti con i general contractor, ma poi il governo è caduto e la battaglia è stata congelata. Nel frattempo lo stillicidio di ricorsi ha continuato a far aumentare il prezzo delle tratte. Il collegamento Verona-Padova, per esempio, è affidato al general contractor Iricav Due, guidato dal gruppo Astaldi. Nel 2007, prima ancora di avviare i lavori, ha contestato la somma dovuta, chiedendo 1,2 miliardi di euro in più rispetto a quanto deciso prima. In quel caso il consulente tecnico del collegio arbitrale ha deciso che le Fs dovevano pagare un sovrapprezzo di “solo” 235 milioni di euro. E i lavori non erano neppure partiti, chissà quale sarà il conto finale. I calcoli sono noti da tempo: 260 chilometri separano la destinazione francese dal capoluogo piemontese, 57 dividono invece le due estremità del famigerato tunnel transfrontaliero. I costi di realizzazione, in territorio italiano, si aggirano sui 130 milioni di euro al chilometro mentre quelli di manutenzione, calcolati sull’intero tracciato, sono stimati in 700 milioni annui. Numeri spaventosi che non hanno eguali in Europa. In Portogallo, uno dei Paesi maggiormente colpiti dalla crisi, il governo ha appena deciso di annullare le gare d’appalto per i lavori dell’alta velocità Lisbona-Madrid, ma lì il costo a chilometro si aggirava sui 38 milioni, meno di un terzo rispetto alla cifra italiana. Nei mesi scorsi, persino Giulio Tremonti aveva chiesto di far luce sul conto della spesa. Di ripensamento dell’opera, tuttavia, manco a parlarne. Per il costo complessivo della Torino-Lione si parla storicamente di 20 miliardi (quattro volte il budget pensato per l’ormai mitico ponte sullo Stretto di Messina), ma la cifra non rende ancora l’idea. Già, perché nel bilancio dell’opera andrebbero iscritti anche i costi ambientali e sociali da calcolare a parte sulla base di una serie di dati a dir poco spaventosi: almeno 455 mila metri quadrati di espropri definitivi (ma c’è chi ipotizza il doppio), 85 mesi di tempo per il completamento delle opere civili, 40 mila litri di acqua potabile consumata quotidianamente oltre a una movimentazione di non meno di 200 camion ogni giorno.Per molti residenti sono numeri da incubo, per qualcun altro sono cifre da sogno. Perché un’opera del genere – così acriticamente sostenuta a livello politico e istituzionale – resta prima di tutto un affare colossale. Lyon Turin Ferroviaire (Ltf), il consorzio italo-francese che si occupa della tratta comune, ha assegnato ad oggi un solo progetto di scavo vero e proprio: quel cunicolo esplorativo (altrimenti detto geognostico) necessario per verificare la fattibilità dell’opera principale: il famoso Tunnel di Base Saint Jean-Venaus. Vincitrice dell’appalto, nel 2005, una grande impresa di Ravenna, la Cooperativa Muratori e Cementisti (Cmc), capofila di un raggruppamento che comprende le società Strabag AG, Cogeis, Bentini e Geotecna. L’azienda – al momento impegnata soltanto in Italia nella realizzazione di 25 progetti tra cui quello per la riconversione dell’aeroporto militare italiano Dal Molin a Vicenza – ha chiuso l’ultimo bilancio con un patrimonio netto di oltre 125 milioni e un valore complessivo della produzione che si attesta sui 715.

Grecia verso il 30% di poveri

[LE SCUSE SONO COME I BUCHI DEL CULO ... TUTTI NE HANNO UNO!
Sergente Elias in Platoon]
La Grecia potrebbe presto arrivare a registrare, a causa della crisi, fino a un terzo della popolazione sotto la soglia di povertà. Lo sostiene la Rete greca per la lotta alla povertà (Eapn). La presidente dell'Eapn, Katerina Poutou, rivela che malgrado le cifre ufficiali parlino attualmente del 21% dei Greci in stato di povertà (reddito inferiore a 470 euro mensili), la cifra reale ha già toccato il 25%. Ma in futuro un terzo della popolazione rischia di vivere nell'indigenza. Per il 70% dei greci non era indispensabile per far fronte alla crisi finanziaria ricorrere al prestito Ue-Fmi di 110 miliardi euro. Questo ha infatti reso necessari duri tagli a salari e pensioni. Lo rivela un sondaggio pubblicato dal quotidiano conservatore Eleftheros Typos a tre settimane da elezioni amministrative viste come un referendum sull'accordo Ue-Fmi. Per il 70% dei greci il ricorso a Ue-Fmi poteva essere evitato come sostiene l'opposizione. Il presidente Eurogruppo Juncker ha rivelato che Bruxelles esercitò inutilmente 'pressioni' sulla Grecia per fronteggiare l'incombente crisi. A partire dal 2008, 'affinché prendessero provvedimenti', ha detto in un'intervista. Juncker non vuole 'criticare il precedente esecutivo' di Karamanlis 'né applaudire quello attuale', ma constatare che 'misure efficaci' sono state prese dal governo di Papandreou. La 'pericolosa situazione' non fu resa nota perché era un forum informale di discussione.

domenica 17 ottobre 2010

Report attacca Berlusconi

[IL PREMIER SI E' LIMITATO A DIRE: HO MANGIATO BENISSIMO. RIFERENDOSI AGLI ULTIMI 10 ANNI. www. spinoza.it]
Fabio Fazio ha lanciato così la trasmissione: "Diamo la linea alla prima puntata di Report, che sarà forse l'ultima". E in effetti per tutto il giorno la trasmissione Report di Milena Gabanelli è stata al centro di polemiche. Sotto accusa il servizio in cui si ricostruisce l'acquisto, da parte di Silvio Berlusconi, di una serie di immobili nell'isola caraibica di Antigua. Il parlamentare e avvocato del premier ha diffidato al trasmissione: "Non può andare in onda se non c'è un contradditorio". Interpellata dall'Ansa, la Gabanelli si è chiesta perché Ghedini ha parlato prima di vedere la puntata. E l'opposizione ha incalzato il legale, autore di una "arrogante intimidazione", sintetizza Dario Franceschini. "La trasparenza è d'obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell'isola caraibica di Antigua". Prima di mandare in onda il servizio, la conduttrice fa un altro riferimento a Berlusconi, dopo aver mostrato un vecchio filmato in cui il premier invita a non pagare il canone: "Un uomo pubblico non dovrebbe parlare così: oltretutto è responsabile di aver messo dentro la Rai dei dirigenti incapaci. Speriamo invece che il servizio pubblico possa continuare a funzionare, anche grazie a programmi come questo". Poi, intorno alle 23 il servizio. Preceduto da quello mandato in onda nel novembre dell'anno scorso. La Gabanelli (nella foto) ricorda che la procura sta indagando sulla banca svizzera Arner, dove ha un conto la Flat Point, proprietaria degli immobili del presidente del Consiglio ad Antigua. "Cosa possiede il premier ad Antigua, e a chi ha versato oltre venti milioni di euro?". Gli inquirenti parlano di "assoluta opacità" nella proprietà della Flat Point, che ad Antigua possiede due grandissime ville, cinque piscine. Report ha citato decine di società offshore, dietro le quali si nascondono i veri proprietari della Flat Point e quindi della immensa proprietà di Antigua. Grottesche le risposte dei pochi responsabili legali che l'inviato è riuscito a contattare. Sono diffamatorie le notizie della puntata di Report sulle ville del premier e gli affari offshore ad Antigua. Così Ghedini."Gli articoli apparsi oggi su alcuni quotidiani e che trarrebbero origine dal programma Report -afferma il parlamentare del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi- sono totalmente fuorvianti e palesemente diffamatori poichè si basano su assunti già dimostratisi insussistenti''. ''Infatti la vicenda è già stata ampiamente trattata dai giornali alcuni mesi or sono e tutte le delucidazioni e i documenti pertinenti erano stati ampiamente offerti ma negli articoli non se ne tiene minimamente conto". "Come risulta dagli atti, il Presidente Berlusconi ha regolarmente acquistato un terreno in Antigua pagandolo con regolare bonifico- prosegue Ghedini- e indicandolo nella denuncia dei redditi. Negli anni successivi, con regolari fatture, assistite da stati di avanzamento lavori, bolle di accompagnamento e consegne nonché perizie, sono stati pagati i lavori di costruzioni e arredo con altrettanto regolari bonifici da banca italiana a banca italiana. Tale denaro è stato quindi versato in Italia alla societaà costruttrice dell'immobile''. ''Come già detto in un precedente comunicato, tutta la documentazione è a disposizione per qualsiasi controllo in assoluta trasparenza. L'immobile è attualmente e regolarmente intestato al Presidente Berlusconi e non già a fantomatiche società offshore e non vi è nessuna indagine nè in merito ai trasferimenti di denaro e nè in merito all'immobile''. In conclusione, la Gabanelli ha letto una breve nota di Ghedini per poi concludere così: "Abbiamo inseguito una cucina Scavolini (il riferimento all'appartamento di Tulliani a Montecarlo ndr) qui parliamo di ben altre cifre. I 22 milioni di euro pagati ad Antigua corrispondono al valore reale di mercato dell'immensa proprietà? Il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare questi dubbi. Ed è discutibile anche l'impegno preso dal Cavaliere per lo stato di Antigua, e cioè aiutarlo in sedi ufficiali a ridurre il debito. Ricordiamo che Antigua è sulla lista nera, è un paese considerato "non collaborativo" nelle operazioni finanziarie.