giovedì 30 settembre 2010

Ugl e Uil non mollano

[CHI VUOLE LE ROSE DEVE RISPETTARE LE SPINE. Proverbio persiano]
Le segreterie nazionali (Ugl e Uil), in una nota spedita il 29/9 alla Pae Mas, sostengono che al dipendente spetta il buono pasto se svolge un orario di lavoro superiore alle sei ore, ponendo come condizione imprescindibile che venga effettuata anche la relativa pausa. Tale pausa, ai sensi dell’art. H 4 del CCNL sezione handlers dell’8 luglio 2010, ha la durata di 30 minuti ed è finalizzata a consentire il recupero delle energie psicofisiche e alla consumazione del pasto. Dalla clausola contrattuale risulta evidente che la pausa si configura come elemento indispensabile per avere diritto al buono pasto. La previsione contrattuale di tale istituto, infatti, trova il suo fondamento nella necessità di assicurare al dipendente un congruo periodo di tempo per la consumazione del pasto e si configura necessariamente come un intervallo tra due periodi di attività lavorativa, che, quindi, dovrà riprendere dopo l'effettuazione della pausa medesima.

Philippe Mellier ha letto Fuori Orario?

[NIENTE E' PIU' PROFONDAMENTE ITALIANO DELLE FS. E NIENTE RISPECCHIA I LIMITI E I DIFETTI DEL NOSTRO POPOLO PIU' DELLE FERRIVIE DELLO STATO. Claudio Gatti]
La decisione del Tar del Lazio è "un primo passo che ci dice che possiamo confermare i contratti" per la fornitura di 50 treni ad alta velocità con il consorzio AnsaldoBreda-Bombardier "come abbiamo già fatto". Lo ha detto l'a.d. di Fs, Mauro Moretti, aggiungendo che "noi parliamo con toni moderati a differenza di altri", riferendosi alle dichiarazioni del presidente di Alstom Transportation, Philippe Mellier, che la settimana scorsa aveva avanzato dubbi sulla trasparenza della gara per la fornitura dei treni e aveva sottolineato che "da quando abbiamo siglato il contratto con Ntv non abbiamo più lavorato con Fs". Moretti ha confermato che il gruppo Fs sta valutando un'eventuale richiesta di risarcimento nei confronti di Alstom, sia per le dichiarazioni di Mellier sia per un'eventuale mala fede alla base della decisione da parte dei francesi di ricorrere al Tar. "Sono dichiarazioni che non riusciamo a qualificare - ha detto il manager - che riteniamo false e che andranno valutate nella sede più opportuna". Quanto alle critiche di Alstom sulla secretazione di alcuni documenti relativi alla gara, Moretti ha sottolineato che "noi abbiamo fornito tutti i documenti ai giudici del Tar, è evidente che in tutto il mondo esistono i segreti industriali; non si può chiedere a me di mostrare il segreto di un fornitore e poi chiedere i danni a me". Moretti si è detto infine "stupefatto che un'impresa faccia affermazioni di questo genere in un Paese come l'Italia: se un'impresa italiana facesse dichiarazioni simili in Francia verrebbe bandita da quel Paese". Adesso se ne sono accorti anche dentro le Fs: i contratti per i general contractor sono stati scritti male, è troppo facile contestarne il contenuto per le imprese, sindacare sui prezzi forfettari stabiliti in origine e ottenere che i costi (e quindi i ricavi per le imprese) lievitino a livelli insostenibili. Si finisce così davanti a un collegio arbitrale, che nomina un CTU, cioè un consulente tecnico d’ufficio, che cerca di stabilire chi ha ragione e quanti soldi spettano davvero ai general contractor. Purtroppo per le Fs, e per lo Stato, come ha spiegato l’Autorità di vigilanza sugli appalti nella sua relazione 2010, “nella quasi totalità dei giudizi arbitrali viene dichiarata la soccombenza parziale delle Amministrazioni, e pertanto il parziale rigetto della domanda attrice. Rara è stata la soccombenza totale di una delle due parti”. Tradotto: le imprese che contestano il contratto difficilmente ottengono la somma richiesta, ma quasi sempre strappano qualcosa, rendendo l’aumento dei costi per le singole tratte quasi certo. E gli esperti – con grande disappunto di Moretti – finiscono per fare valutazioni comunque generose, che garantiscono ai general contractor un bonus quasi sicuro che si somma ai già elevati pagamenti. Per il futuro si cerca di risolvere il problema rendendo di fatto impossibile ricorrere all’arbitrato in caso di controversie, salvo casi previsti in modo esplicito dal ministero dei Trasporti e limitando a 100 mila euro i compensi per i componenti del collegio arbitrale, una cifra così bassa da scoraggiare qualunque potenziale arbitro dal cimentarsi con vicende così complesse. E anche la Finanziaria 2010 ha posto limiti alla possibilità che i general contractor avanzino proposte esagerate. Ma il problema dei contratti già in essere, cioè la bomba da sei miliardi di euro, è difficile da superare. Mauro Moretti ne è consapevole da anni, soprattutto perché prima di diventare amministratore delle Fs guidava Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), società controllata da Fs che si occupa dell’infrastruttura, cioè anche dell’Alta velocità e dei contratti con i general contractor. Però, i “contratti bomba” ora soggetti ad arbitrato risalgono a periodi precedenti alla gestione Moretti (2001-2006).Il progetto Alta velocità nasce nel 1991, alla guida di Fs c’è Lorenzo Necci. “Si decise di ripartire i lavoratori tra consorzi di imprese senza gara, sarebbero poi stati loro a subappaltare al miglior offerente le singole parti del lavoro”, spiega il professor Andrea Boitani, economista della Cattolica esperto di infrastrutture. È stata una pessima idea. Un paio di anni fa Moretti ha chiarito che il sistema dei general contractor forse garantisce “maggiore qualità e più flessibilità”, ma ha forti effetti collaterali. I costi esplodono: “Se si vuole risparmiare, le gare possono consentire un risparmio dei costi del 15-20 per cento”, calcolava Moretti.

Il bicchiere mezzo pieno …

[A UNA INFELICITA' SOCIALE CORRISPONDE SEMPRE UNA FELICITA' CULTURALE. E VICEVERSA. Alberto Moravia]
La Pae Mas ieri ha incontrato la Cgil e la Cisl e qualcuno, subito, ha gridato al miracolo: il verbale di incontro sindacale, quasi in tempo reale, era appeso in aeroporto, poche ore dopo la riunione. Non abbiamo ancora notizia, ma sicuramente è una nostra disattenzione, del verbale che riguarda l’incontro del 17/8. Nel verbale di ieri si legge che la Pae Mas, fin dal mese di agosto, era pronta a incontrare le organizzazioni sindacali per discutere e sottoscrivere un eventuale contratto integrativo. Ma la Uil e Ugl davanti alla disponibilità della Pae Mas hanno proclamato 4 ore di sciopero da effettuare il 25/10 a seguito di procedura di raffreddamento. Letta così sembra che alla Uil e Ugl sono dei pazzi incoscienti. La verità non è questa e anche i passeggeri lo sanno: la goccia che ha fatto tracimare il bicchiere è stato lo spezzatino degli arretrati che per contratto dovevano avere scadenze diverse. Ma ritorniamo al verbale della riunione di ieri. Pae Mas, Cgil e Cisl vogliono raggiungere un accordo con tutte le sigle sindacali, compresi i ribelli della Uil e dell’Ugl, e si decide la data del 20/10 alle ore 15,00, presso il Magaggiari resort di Cinisi. Giorno 20 si parlerà, speriamo, di integrativo perché quello che sarebbe stato “concesso” dal consorzio possiamo chiamarlo in 1.000 modi tranne che integrativo. Riconoscimento del buono pasto, stabilizzazione dei dipendenti da determinati a indeterminati, passaggio a tempo pieno dei part-time secondo le esigenze dell’operatività della “winter”, estensione del tempo determinato a 60 mesi in deroga all’art. 5 della legge 368/2001, conversione delle festività soppresse. Questo non si può definire integrativo, il buono pasto per chi è turnista è un diritto acquisito, da decenni, e non può essere inteso come integrativo al contratto.

mercoledì 29 settembre 2010

SANDWICK PER TUTTI

[COME VEDETE, NON IMPORTA NASCERE IN UN POLLAIO, QUANDO SI HA POI LA FORTUNA DI DIVENTARE UN CIGNO. H.C. Andersen]
Fino all’ultimo ha bleffato, avversari e amici, ma alla fine ha vinto. Pino Panettino , Sandwick nei tavoli da poker aeroportuali, con le sue carte indegne ha spiazzato gli avversari prendendosi tutto il piatto. La Pae Mas convocherà il 20 di ottobre anche gli altri sindacati (bloccando così lo sciopero del 25/10?), i ribelli della Uil e dell’Ugl per discutere quello che è stato concordato oggi con la Cgil e la Cisl. Buono ristoro, con decorrenza primo ottobre, da 5,40 oppure da 6,40 €. Il prolungamento dei contratti determinati fino a 60 mesi, 4 persone dovrebbero passare da 6 a 8 ore, le 4 ex festività soppresse sostituite con le ferie. Stabilizzazione di 4 dipendenti entro la fine dell’anno. È un accordo che non ha niente a che vedere con l’integrativo, ma è sempre qualcosa che prima non c’era. E se vogliamo essere onesti con noi stessi, è anche la vittoria degli scissionisti che hanno lasciato recentemente la Cgil sbattendo la porta, svegliando i vertici della Cgil aeroportuale un pò troppo imborghesiti. Come direbbe il toscanaccio Andrea Marcione (nuovo rsa Pae Mas della Cgil): il fine giustifica i mezzi.

Punta Raisi: decollano le polemiche

[CERCAVA NELLA BIBBIA L'INDIRIZZO DI UN BUON ALBERGO IN PALESTINA. Leo Longanesi]
Divampano le polemiche a Palermo dopo l'incidente aereo che ha visto protagonista un Airbus della Wind Jet. Tra le ipotesi più probabili dell'incidente, un colpo di vento dovuto al fenomeno meteorologico detto wind shear. Si tratta di raffiche improvvise e variabili come direzione, pericolosissime soprattutto durante l'atterraggio. Da anni ci sono i finanziamenti per installare un'antenna fondamentale per la sicurezza dello scalo e in grado di segnalare tempestivamente con informazioni dettagliate il fenomeno del wind shear.Eppure, incredibilmente, il progetto che prevedeva l'installazione dell'apparecchiatura a Isola delle Femmine (Pa), è fermo a causa dell'opposizione della giunta e degli ambientalisti. Per il progetto l'Enav ha stanziato 11,5 milioni di euro su un totale di 28 milioni previsti per gli scali dove il fenomeno del wind-shear è più frequente. L'aeroporto di Palermo è il primo in Italia in termini di frequenza e intensità del fenomeno di wind-shear. Dopo l'incidente, i parlamentari del Pdl Pippo Fallica e Giacomo Terranova (nella foto) hanno annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro dei Trasporti (ovviamente l’on. Terranova –fino a pochi mesi fa ex a.d. di Gesap - non chiederà nella sua interrogazione perché i soccorsi non ci sono stati, chiedendo conto e ragione ai vertici della Gesap che da poco più di in anno ha ottenuto la gestione totale, sarebbe come darsi delle martellate sui testicoli). Errore del pilota, cattiva illuminazione del corridoio che delimita la pista, condizioni meteo difficili: si muove su tre filoni l'inchiesta della Procura di Palermo che cerca di far luce sull'incidente accaduto, venerdì scorso, a un Airbus 319 della Wind Jet, proveniente da Roma, uscito fuori pista, mentre atterrava nello scalo del capoluogo. Il pm che coordina l'indagine, Carlo Lenzi, ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, in cui si ipotizza il reato di disastro colposo. Intanto, è stato disposto il sequestro del velivolo, fino ad oggi transennato e sorvegliato dalla polizia. L'aereo è stato parcheggiato in un'area ai margini del Falcone e Borsellino. Gli inquirenti hanno recuperato le scatole nere, che verranno inviate all'Agenzia Nazionale Sicurezza Volo - che ha aperto un'inchiesta parallela sull'incidente - per essere decriptate. Ma oltre agli accertamenti tecnici, l'inchiesta della Procura punta sulle deposizioni dei testimoni: i 123 passeggeri - una trentina dei quali rimasti lievemente feriti - e i cinque componenti dell'equipaggio. Non è stato ancora interrogato il pilota del velivolo, ricoverato in ospedale e ancora sotto choc. La Polaria lo sentirà nei prossimi giorni. La sua ricostruzione sarà importante per comprendere se l'Airbus sia finito sul prato per un suo errore o se l'incidente sia stato causato da altri fattori. Come la scarsa illuminazione del corridoio che delimita la pista, che potrebbe avere indotto il comandante in errore sulla posizione del velivolo rispetto al suolo. O come il wind shear, un fenomeno atmosferico che comporta una variazione improvvisa del vento in grado di schiacciare e spingere verso il suolo il velivolo. L'aereo, in questo caso, sarebbe finito fuori assetto; il carrello si sarebbe piegato e l'airbus, spinto, fuori pista, sarebbe atterrato sulla pancia. All'aeroporto tra tre settimane sarà installata l'antenna mobile in sostituzione di quella tranciata dal velivolo e che, attraverso il sistema Ils (Instrument landing system), permette di portare a termine atterraggi con una visuale orizzontale ridotta anche a meno di 100 metri. L'antenna fissa sarà invece ripristinata nell'arco di due mesi. "In ogni caso - spiega il presidente ell'Enac, Vito Riggio - a Palermo si può atterrare su tre piste, tra cui quella cosiddetta dello scirocco, dotata del sistema Ils".

martedì 28 settembre 2010

Petraeus,ok controllo guerra

[VENITE, RAGAZZI, E SGUAINATE LA SCIABOLA; VENITE, RAGAZZI, CAVALCATE CON ME. LANCIATE IL GRIDO: GARRY OWEN, GUADAGNATEVI UN POSTO NELLA STORIA. Autore sconosciuto-Vietnam 1965]
La 'dinamica della guerra è passata nuovamente dalle mani dei talebani a quelle della Nato': lo dice il generale David Petraeus. In un'intervista al quotidiano francese Le Figaro, il comandante delle forze Usa e Nato in Afghanistan spiega che 'quando si conduce una guerra di contro-insorgenza, le nozioni di vittoria o sconfitta sono molto difficili da definire. In questo tipo di conflitto - aggiunge - vincere significa compiere dei progressi'. Almeno 4 sospetti militanti islamici integralisti sono stati uccisi in un attacco lanciato da un drone Usa nel Waziristan del Nord. La regione tribale pashtun, nel nord ovest del Paese, è controllata dai talebani e da Al Qaeda. Il raid ha distrutto un presunto covo in un villaggio nei pressi del capoluogo di Miramshah. Durante il fine settimana, in due altri raid con gli aerei guidati a distanza, sono morte sette persone, secondo fonti locali. Blitz delle Forze Nato provenienti dall'Afghanistan in Pakistan contro basi della cosiddetta 'Rete Haqqani', uccidendo oltre 30 militanti. Un portavoce militare americano ha precisato che all'operazione hanno partecipato due elicotteri Apache, che hanno attaccato basi degli insorti, nella regione pachistana del Waziristan settentrionale, che giorni fa avevano realizzato una offensiva contro la base statunitense Narizah nella provincia afghana di Khost. Ucciso la notte scorsa in Afghanistan, in un raid aereo dell'Isaf, un comandante di Al Qaida che ordinava gli attacchi armati di militanti. Il fratello maggiore del comandante ucciso, che pure era responsabile di Al Qaida nell'area afghana, era morto nel marzo 2009 durante un'operazione della Coalizione internazionale. Entrambi avevano la responsabilità di facilitare l'arrivo di combattenti arabi in Afghanistan.Secondo l'Isaf l'operazione ridurrà la minaccia di Al Qaida nella zona del Kunar. Il vice-governatore della provincia orientale afghana di Ghazni, Mohammad Kazim Allahyar, è morto oggi in un attentato esplosivo. Insieme a lui sono morti due membri della sua famiglia e ad alcune guardie del corpo. Lo ha dichiarato il capo della polizia provinciale, Zalawar Zahid. Lo scoppio, ha precisato l'alto ufficiale, è avvenuto verso le 8 (le 5,30 italiane), mentre il vice-governatore si recava al lavoro insieme al figlio e ad un nipote e gli uomini della sua sicurezza.

Oggi vertice pdl, per dirsi addio?

[COMPRENDERSI PURE NELLA BASSEZZA PRATICATA E' PRINCIPIO ASSOLUTO DI SALVAZIONE. G. Comisso]
Appuntamento all'ora di pranzo a palazzo Grazioli per i capigruppo Pdl di camera e senato in vista dell'atteso discorso, domani alla camera, di Silvio Berlusconi sulla verifica di governo. Il presidente del Consiglio pronuncerà il suo intervento domani alle 11. ''Domani ascolteremo con attenzione il discorso di Berlusconi e dopo esserci riuniti decideremo come votare come si fa in un soggetto politico", ha annunciato stamani il finiano Briguglio. Intanto sempre stamani doppia conferenza stampa, a Roma e a Palermo, per formalizzare la separazione, già annunciata, in casa Udc. Fra i danni della crisi non c'è solo pessimismo e preoccupazione, che persistono, 'ma anche un forte calo di fiducia degli italiani'. E la sfiducia delle famiglie investe 'tutti i principali attori dello scenario politico e sociale: governo, opposizione, sindacati, enti locali, banche'. Torna a crescere il clima di fiducia dei consumatori italiani, portandosi sui livelli più alti da aprile scorso. Lo rende noto l'Isae. Dopo il calo di agosto, quando scese a 104,1, cioè ai minimi da marzo 2009, l'indice è salito questo mese a 107,2. A recuperare, spiega l'Istituto di analisi, sono soprattutto le valutazioni sulla situazione personale: l'indicatore passa da 116,4 a 121,1. Il quadro economico è però improntato da una moderata flessione: l'indicatore passa da 81 a 80,6. Lo dice il rapporto Confesercenti-Ispo, sugli italiani e la crisi. Una famiglia su 5 rimane coinvolta dalla congiuntura negativa anche se in percentuale si scende dal 23% di maggio al 21% di settembre. La nomina del ministro per lo Sviluppo economico 'dovrebbe arrivare entro questa settimana'. Non è stato,però, specificato il mese e l’anno. E' la previsione di Stefano Saglia. Il sottosegretario allo stesso ministero ne ha parlato a margine dell'inaugurazione del Cersaie a Bologna, rispondendo a una domanda sul nucleare. ''Abbiamo avuto qualche piccolo ritardo sul programma del nucleare - ha detto Saglia - ma confidiamo, con la nomina del nuovo ministro, che dovrebbe arrivare questa settimana, che tutto possa procedere. Infine, gli investitori fanno salire i costi di finanziamento del debito, con i premi di rendimento vicino al record per l'instabilità del governo. Lo scrive Bloomberg, prendendo in esame la minaccia di elezioni anticipate e la possibilità che questa intacchi la fiducia dei mercati. Oggi e domani verranno collocati 9,5 miliardi di titoli italiani e il premio di rendimento rispetto al bund tedesco che gli investitori domandano per sottoscrivere i Btp decennali e' a 168,2 punti (record 178 a giugno).

L’Italia rischia

[A ROMA BERLUSCONI HA DISCUSSO DI AFFARI CON GHEDDAFI: “E QUESTA E' LA FAMOSA FONTANA DI TREVI!”. http://www.spinoza.it] Se passasse la linea del presidente della Commissione Manuel Barroso, del commissario agli affari monetari Holli Rehn e del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, per l’Italia sarebbero guai. I paesi con il rapporto deficit / Pil superiore al 60% saranno costretti ogni anno a tagliare il proprio debito di un ventesimo per i prossimi 3 anni. Per il nostro paese, che con il 116% detiene uno dei peggiori quozienti d’Europa, significherebbe tagliare ogni anno otto punti percentuali sul disavanzo. Tradotto in numeri sui tratterebbe di trovare 130 miliardi di euro in tre anni. Altrimenti le sanzioni di Bruxelles saranno pesantissime. Secondo Bonomi, i costi sociali di questa operazione saranno devastanti, soprattutto in un momento come questo “in cui gli effetti della crisi sono particolarmente gravi”. Ma il sociologo è convinto che mercoledì prossimo a Bruxelles le cose non andranno esattamente come annunciato, “sarebbe una carneficina sociale, non solo per l’Italia”. Una posizione condivisa anche da Tito Boeri, economista e professore all’Università Bocconi di Milano, che sostiene che la crisi economica abbia reso le economie di molti paesi membri più simili alla nostra. L’Italia dovrebbe provare a uscire dalla crisi dandosi degli obiettivi di crescita più ambiziosi rispetto ai tempi di quando ne è stata colpita. “Non è vero che una politica di contenimento e riduzione del debito debba essere necessariamente recessiva. È vero il contrario”. Secondo Boeri se il sistema Italia dovrà veramente recuperare 130 miliardi di euro in tre anni, il governo, se ha a cuore il destino economico del Paese e vuole evitare la carneficina sociale, deve fare immediatamente tre cose: “Nominare un sostituto alla guida della Consob, pensare a un rimpiazzo a Berlusconi come ministro dello Sviluppo economico e soprattutto incentivare il commercio estero”. Solo così, secondo l’economista, si potrà dare lo slancio necessario al sistema paese, “in grado anche di sostenere una politica di rientro del deficit”. Non è questo il momento di tassare le banche in Europa, bisogna prima pensare a rafforzarle: lo ha detto il presidente di Bce, Trichet Intervenendo al Parlamento Ue, il presidente Bce ha spiegato che prima di pensare a qualunque tassa anti-crisi sulle banche, 'bisogna prima rafforzare la loro posizione di capitale', considerando che 'in Europa ci sono situazioni molto diverse'. Sull'idea di tassare le banche: 'I governi hanno posizioni diverse, sia in Europa che a livello globale'. L'agenzia Moody's ha rivisto da stabile a negativo l'outlook dei rating sui depositi a lungo termine (A2) assegnati al Banco Popolare. Outlook negativo anche per i depositi a breve termine (Prime-1). Viene ridotto poi da C- a D+ il rating di forza finanziaria della banca (Bfsr). La decisione riflette le sfide 'significative' che, secondo Moody's, deve affrontare il Banco, chiamato a finalizzare la ristrutturazione e integrazione delle acquisizioni fatte. La riforma del Patto Ue stabilità e crescita va orientata soprattutto verso i Paesi con alti livelli di debito. Così Trichet. Per il quale la riforma va indirizzata anche verso i paesi che registrano una 'perdita significativa della competitività'' poiché' questa è un fattore di 'estrema instabilità, perciò serve un sistema di sorveglianza che corregga gli squilibri, attraverso sanzioni e incentivi'. Per Trichet è appropriato l'attuale livello dei tassi.

lunedì 27 settembre 2010

Attacco concertato a area euro

[L’AVIAZIONE HA GIA’ BANCHETTATO, DOBBIAMO SOLO RIPULIRE GLI AVANZI. Dal film Lebanon] Moody's declassa il debito senior non garantito di Anglo Irish Bank di tre gradini, portandolo da 'A3/Prime-1' a 'Baa3/Prime-3'. L'agenzia di rating, inoltre, continuerà a tenere questo rating sotto osservazione per un possibile ulteriore downgrade. 'Moody's prevede un continuo deterioramento della qualità degli asset di Anglo Irish - scrive l'analista dell'agenzia Ross Abercromby - che avrà necessità di ulteriore supporto da parte del governo per le obbligazioni della banca'. I recenti sviluppi finanziari suggeriscono che l'area euro è vittima di un attacco concertato contro i paesi più deboli, dice Brian Lenihan. Il ministro irlandese delle Finanze assicura che 'faremo tutto il necessario per proteggere la divisa unica e mettere in ordine l'economia'. Intanto, da Goldman Sachs arrivano valutazioni rassicuranti sulla tenuta dei conti irlandesi: 'un ripetersi del dissesto greco nel caso dell'Irlanda è molto improbabile', dice l'analista senior Michael Vaknin. Nel fronte italiano continua la polemica tra governo e imprenditori. 'Quando si dice che siamo andati meglio di altri Paesi non è vero, siamo stati molto colpiti dalla crisi'. Così Marcegaglia. La presidente di Confindustria, intervenendo all'assise degli industriali toscani ha detto: c'è la 'sensazione che stiamo uscendo dalla crisi con una capacita di crescita inferiore alla media europea' ma 'l'Italia ha un problema serio di crescita'. In questa fase 'il peggio è alle spalle'', ha detto, ma 'siamo in un quadro di incertezza. “È facile parlare in un paese dove molti parlano e pochi sanno cosa fare: il governo ha dimostrato di saper fare”. Così, ha detto lo statista Bossi. Il Senatur replica al presidente di Confindustria che si è rivolta al governo affinché continui e non esaurisca la pazienza dei cittadini. 'Di tutto può essere accusato il governo tranne di non aver fatto una serie di provvedimenti a favore delle imprese', risponde invece il capogruppo Pdl alla Camera, Cicchitto alla Marcegaglia. Tornano, segno che ancora qualcuno crede nell’Italia. sopra la soglia dell'1% i rendimenti dei Bot semestrali che, all'asta di oggi, registrano anche una buona domanda. Si tratta di 14,6 miliardi a fronte dei 9 miliardi di titoli offerti. Il rendimento medio composto si è attestato a 1,064%, segnando un progresso di 0,104 punti percentuali rispetto allo 0,96 di fine agosto. I buoni semestrali continuano quindi a registrare un andamento altalenante: dopo aver toccato 0,816% a fine aprile e poi salito a 1,327 a maggio. Mentre dalla Francia arriva la notizia che la crisi non colpisce il lusso. Louis Vuitton anticipa l'orario di chiusura nei suoi negozi parigini per evitare l'esaurimento degli stock. Il quotidiano francese Le Monde scrive 'fiumi di turisti, essenzialmente asiatici, che si accalcano nel grande negozio parigino degli Champs-Elysees sembrano dimostrare che almeno nell'universo del lusso, l'opulenza è di ritorno. A tal punto che gli orari sono stati ridotti per prevenire il rischio di esaurimento stock prima di Natale. Un fatto rarissimo.

Grecia, accordo con il Qatar

[LASCIA DORMIRE IL FUTURO COME MERITA. SE LO SVEGLIA PRIMA DEL TEMPO, SI OTTIENE UN PRESENTE ASSONNATO. F. Kafka]
Il Qatar ha firmato un protocollo d'intesa con Atene con cui lo Stato del Golfo s'impegna a investire 5 mld di dollari nell'economia greca. Una pioggia di soldi più che mai benvenuta ad Atene, a beneficio di settori che spaziano dall'energia al turismo, dagli immobili alle banche alle infrastrutture. La Grecia e il Qatar - che si muove attraverso il braccio finanziario Qatar Investment Authority - coopereranno per promuovere investimenti e opportunità sulla base di accordi specifici. I camionisti greci proseguono, imperterriti, lo sciopero e la mobilitazione contro l''ingiusta' liberalizzazione del settore per il 14/o giorno consecutivo. La protesta ha ormai bloccato 10.000 containers nei porti del Pireo e di Salonicco. Gli autotrasportatori avevano deciso di respingere le offerte del governo e di continuare la rivolta per chiedere modifiche alla legge che trasforma in carta straccia le licenze profumatamente pagate. Il governo ha avvertito che non tollererà violazioni della legge. La riforma del Patto Ue stabilità e crescita va orientata soprattutto verso i Paesi con alti livelli di debito. Così Trichet. Per il quale la riforma va indirizzata anche verso i paesi che registrano una 'perdita significativa della competitività' poiché questa è un fattore di 'estrema instabilità, perciò serve un sistema di sorveglianza che corregga gli squilibri, attraverso sanzioni e incentivi'. Per Trichet eèappropriato l'attuale livello dei tassi.

Spagna: più tasse per i ricchi

[L’AGGETTIVO DEVE ESSERE L’AMANTE DEL SOSTANTIVO E NON GIA’ LA MOGLIE LEGITTIMA. TRA LE PAROLE CI VOGLIONO LEGAMI PASSEGGERI E NON UN MATRIMONIO ETERNO. A. Daudet] Più tasse per i redditi elevati. È quanto prevede la legge spagnola di bilancio 2011 presentata oggi dal governo di Madrid. Confermata per quest'anno una contrazione del pil dello 0,3%, con crescita dell'1,3% nel 2011 e del 2,7% nel 2012. L'aliquota fiscale per i redditi superiori a 175.000 euro all'anno sale al 23,5%. La stima di deficit pubblico è conferma al 9,3% per il 2010, al 6% per 2011, al 4,4% nel 2012 e al 3% nel 2013. Il deficit dei conti pubblici spagnoli nei primi otto mesi dell'anno è sceso al 3,3%, contro il 5,7% dello stesso periodo del 2009. Lo afferma in una nota il ministero delle Finanze di Madrid, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Secondo il viceministro Carlos Ocana, citato dalla stessa agenzia, le previsioni di budget effettuate dal governo sono finora state 'facilmente' rispettate. È un punto di partenza. Così ha definito il manager ormai in pista con British Airways e il presidente di Iberia, Antonio Vazquez. "è un punto di partenza, non un punto di arrivo e certamente noi stiamo già guardando oltre, se c'è un nuovo player nel settore pronto al consolidamento", ha spiegato Vazquez nel corso di un'intervista rilasciata a Bloomberg. Iberia è attualmente in trattative con altri vettori anche se resta focalizzata a finalizzare la fusione con la britannica British Airways. Il consiglio di amministrazione di Iberia ratificherà il deal entro la fine di settembre e l'operazione dovrebbe essere finalizzata entro la fine di quest'anno o all'inizio del 2011.

domenica 26 settembre 2010

Lo scalo di Pmo riaperto al traffico

[VIAGGIARE E' UN ASSAGGIO DELL'INFERNO. Proverbio dell'asia centrale]
Sono partiti e atterrati i primi voli nell'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo dopo la riapertura. Due aerei Meridiana partiti vuoti per il riposizionamento sono diretti a Olbia e Lampedusa. Sono invece atterrati con i passeggeri il volo Air Italy partito da Napoli e Alitalia partito da Torino. Saranno 20, tra arrivi e partenze, i voli tra Roma e Palermo dopo la riapertura dell'aeroporto Falcone Borsellino rimasto chiuso fino alle 13.30 di oggi a seguito dell'uscita di pista venerdì sera di un Airbus 319 della compagnia aerea Wind Jet. L’inchiesta della magistratura, dell’Enac e una interna del gestore dovranno chiarire molti lati oscuri di questa vicenda. Il piano di emergenza perché è partito con quasi 15 minuti di ritardo? La torre di controllo è immune da responsabilità? Il wind shear è un fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione. È particolarmente pericoloso in prossimità di aeroporti durante la fase di atterraggio, in quanto inganna il pilota sul corretto assetto di discesa che il velivolo deve mantenere, portando così, in alcuni casi, a terribili incidenti. Ultimamente sono stati ideati dispositivi elettronici con sensori sparsi sull'intera aerea aeroportuale, in grado di percepire le diverse variazioni di intensità e direzione del vento e dare così un avviso importante ai controllori, girato poi ai piloti in avvicinamento, in caso di wind shear. L'aeroporto internazionale (perché viene da ridere?) di Palermo Punta Raisi è vittima del wind shear, oltre che della Gesap. Per molti anni periodicamente la Gesap, insieme alla Wind Jet, hanno simulato una situazione di crisi simile a questa, ma all'atto paratico, se questi sono i risultati, si capisce che siamo nelle mani di nessuno. La Gesap, che ha la gestione totale e quarantennale del Falcone Borsellino, dovrebbe gestire la struttura con professionalità, evitando trasferimenti punitivi. I soccorsi partiti con molto ritardo hanno delle responsabilità che vanno ricercate all'interno della Gesap, personale poco motivato, forse, ma poco importa, ci auguriamo che qualcuno sarà individuato e pagherà. In un paese civile, e non è il nostro caso, i responsabili (torre di controllo, Ucs, terminal ...) dovrebbero autosospendersi in attesa che le inchieste in corso diano i primi risultati. I passeggeri che dalla pista hanno raggiunto a piedi il varco di servizio, stravolti, e nessuno ancora sapeva niente: queste scene non si vedono nemmeno nei film di Tarantino. I primi soccorsi ai passeggeri sono stati approntati dalla Gh Palermo e dalla Pae Mas. La Gesap è stata latitante nel momento in cui diveva gestire praticamente i soccorsi. Siccome si parla con insistenza che il disastro di venerdì è stato procurato dalla presenza di wind shear cosa aspetta l’Enac, la Gesap a installare i rilevatori? Aspettiamo la strage, che per fortuna questa volta non c'è stata? Con la ripresa dei collegamenti con il capoluogo siciliano, da Fiumicino a partire dalle 14 nel giro di 5 minuti sono partiti i primi aerei di linea, due voli dell'Alitalia, l'AZ1781 con 145 passeggeri a bordo, e l'AZ1787 con arrivo a Palermo previsto per entrambi poco dopo le 15. Fino alle 22.50 ne sono programmati altri 10, di cui 7 dell'Alitalia e altri 3 operati da Blu-Express.com, Meridiana e Easy Jet. Da Palermo è invece dato in partenza alle 14:40 il primo volo per il Leonardo da Vinci effettuato con un velivolo della Easy Jet (volo U2922). Al ritmo di uno ogni ora ne sono previsti altri otto fino alle 22, di cui 5 dell'Alitalia e altri tre operati da Blu-Express.com, Wind Jet e Easy Jet.

Panettino campione di 3sette

[A MIRABELLO FINI ACCUSA UN MALORE. DOPO AVERCI CONVISSUTO PER 16 ANNI. www.spinosa.it]
Se tutto va per il verso giusto, con una botta di fortuna incredibile, giorno 29/9 il compagno Fini manda a casa il presidente del Milan e, cosa ancora più incredibile il compagno Panettino il 28/9, chiude l’accordo con la Pae Mas. Si quadra il cerchio. Finisce a tutti di lusso. In primo luogo agli italiani che con la caduta di Papi Silvio si liberano di un piazzista televisivo, veramente bravo: peccato che crede di essere uno statista. Nel loro piccolo gli impiegati della Pae Mas, giorno 28, otterranno il buono pasto, l’azzeramento del parcheggio e, si dice, il passaggio di 2 operai da 6 a 8 ore. La Cgil non faccia l’errore di discriminare 7 operai a sei ore favorendone due: i sette che resterebbero a 6 ore non meritano questo trattamento vessatorio da parte della Cgil. O tutti o nessuno. Ma, il buono pasto e il parcheggio gratis non è da considerarsi come contratto integrativo. Il pellegrinaggio fatto a Catania,il 21/9 non è stato vano, la grazia è stata ottenuta. Se le cose dette diventano realtà dobbiamo riconoscere che Panettino è un giocatore di tressette bravo e furbo, se invece Silvio cade e Pino non ottiene niente può continuare a giocare a rubbamazzo nella casa del popolo di Borgetto.

sabato 25 settembre 2010

IRAN PRENDE TEMPO

[LA MORTE NON VUOLE GLI STUPIDI. Cechov]
Mosca ha deciso di non vendere all' Iran i complessi missilistici S-300, ipotesi che suscitava le preoccupazioni occidentali. In particolare gli Stati Uniti e Israele. La notizia è stata resa nota dal capo di Stato maggiore delle forze armate russe, Nikolai Makarov. Tali missili, secondo l'alto ufficiale, ricadono infatti sotto le sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Teheran e Mosca avevano già firmato un contratto per la fornitura degli S-300. Contemporaneamente il presidente iraniano Ahmadinejad ha lanciato a New York un appello all'Ue perché fissi una data per nuovi negoziati con Teheran. Ahmadinejad, che ha indicato nel mese di ottobre la data più probabile per i colloqui con i paesi del 5+1, ha spiegato di essere pronto a negoziare sul programma nucleare dell'Iran. Il presidente iraniano è sempre più solo e cerca di prendere tempo dichiarando di essere disposto a trattare. Novembre si avvicina e quando Israele avrà la copertura strategica con il sistema integrato antimissile per l'Iran inizia
il conto alla rovescia ... http://it.filmtrailer.com/cinema/3234/
"L'Ue è sempre stata pronta al dialogo con l'Iran e continua a esserlo -ha detto la portavoce di Catherine Ashton, 'ministro degli esteri' Ue. Alle parole seguano i fatti". L'occidente ha mobilitato i migliori hacker per infettare i sistemi informatici iraniani. Stuxnet, il software ostile che ha infettato milioni di sistemi informatici, potrebbe avere colpito un impianto nucleare iraniano. Sarebbe quello di Natanz. L'ipotesi viene avanzata da Frank Rieger, un esperto di sicurezza informatica della società Gsmk. 'Il programma si è attivato a inizio 2009 - scrive l'esperto - a luglio dello stesso anno Wikileaks ha pubblicato la notizia di un incidente alla centrale di Natanz. L'impianto è quello utilizzato per l'arricchimento dell'uranio.

E mentre tutto va a puttane …

[NON SI SCOPRE LA VERITA': LA SI CREA. Antoine De Saint-Exupery]
… il ministro Brunetta fa sapere che a 30 mesi dalla manovra estiva 2008, 'la riduzione media delle assenze per malattia procapite dei dipendenti pubblici è pari a -35%'. In una nota il ministero per la Pubblica amministrazione mette in evidenza che si tratta di 'un dato che corrisponde a 65.000 dipendenti in più ogni anno sul posto di lavoro, una cifra superiore a tutta la popolazione residente nel Comune di Viterbo', per fare un esempio. 'Missione compiuta', commenta soddisfatto il ministro Renato Brunetta. Il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta attacca ancora la sinistra "elitaria e parassitaria", accusandola di preparare un colpo di stato. Alla "sinistra per male" manda a dire: "Vada a morire ammazzata". E alla sinistra "perbene" chiede: "Recuperi gli ideali di una volta". "Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l'opposizione" ha tuonato Brunetta dal palco "e questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita". Alla "sinistra perbene" Brunetta rivolge l'invito a liberarsi dall'oppressione di questa "elite di merda". Una "povera sinistra che si fa usare", ma Brunetta ha la soluzione: "A questi compagni propongo una lotta di liberazione da questo abbraccio mortale". Brunetta continua il suo discorso toccando i problemi economici italiani. "Il governo è pronto alla "fase due", dopo la "fase uno" che ha riguardato la gestione della crisi". E spiega: "Adesso bisogna passare all'espansione, al rilancio, con investimenti per aiutare i consumi e il lavoro". E proprio a questo proposito aggiunge: "Detassare le tredicesime? No, meglio incentivare i consumi in beni durevoli". Brunetta non esita a toccare anche temi scottanti per il Pdl, come i disaccordi tra Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Le riflessioni di Fini sono una ricchezza per il Pdl. Il partito dovrà essere capace di trovare una straordinaria soluzione di compromesso alto su temi difficili come quelli che dividono, ad esempio la bioetica". Mentre sui contrasti con la Chiesa, non usa mezzi termini: "Parlo da laico mangiapreti, dobbiamo collaborare con la Chiesa nei settori in cui la Chiesa fa meglio dello Stato. Ma non collaboreremo a chi gioca al massacro, facendo ideologia politica con la tonaca".

venerdì 24 settembre 2010

IL 4/10 LAVORATORI PAE MAS IN ASSEMBLEA

[NESSUN ATEO, PER QUANTO NE SO, HA CONFUTATO VALIDAMENTE L'ESISTENZA DEL DIAVOLO. Heinrich Von Kleist] Uil, Ugl e Cisal hanno convocato per giorno 4 ottobre un’assemblea retribuita ai sensi della legge 146/90 dalle ore 12,30 alle ore 14,30 nel corso della riunione tutti i lavoratori della Pae Mas potranno intervenire. Si parlerà della linea da seguire in questo momento difficile, in vista dello sciopero proclamato il 25/10/10, dalle 12,00 alle 16,00, per ottenere il riconoscimento dei diritti. Una nota della CISAL, che adesso ufficialmente è presente in Pae Mas, ci preme evidenziare. È inammissibile - si legge nella nota - che un’azienda che opera in un aeroporto internazionale assuma posizioni come quella relativa al parcheggio e che non intenda rico­noscervi il buono per la refezione. È chiaro che qualcosa non funziona come dovrebbe. Stiamo parlando di diritti elementari di un dipendente, non di premi produzione a fine d’anno né di meccanismi premiali parti­colarmente sofisticati. Il nostro ingresso in PAE MAS è stato ritardato da una sequenza di accadimenti che ci ha visti impegnati, quale organizzazione sindacale, su altri fronti. Adesso, come vi ha già annunciato Gian­luca Colombino, il segretario provinciale confederale di CISAL, in un precedente comunicato, il momento è maturo. Alcuni di voi ci hanno rimproverato, non voglio farne un mistero, la nostra alleanza con la CGIL durante la recente vicenda di AST AEROSERVIZI, confondendo la posizione assolutamente responsabile assunta da parte nostra e coincidente con quella della CGIL in quella circostanza, con una assimilazione d’identità e d’intenti. La nostra linea è chiaramente divergente da chi ha eluso un inevitabile momento conflittuale con PAE MAS, momento che investe, oltre che le tasche dei lavoratori di un’azienda intrisa di logiche padronali, anche la loro dignità di lavoratori e di soggetti giuridici. È scandaloso che l’accordo del 4 giugno, accordo, tra l’altro, percepito dai lavoratori coscienti di tutta Italia, e da tutti i sindacati autonomi, come già oltremodo oneroso e sacrificante per la classe dei lavoratori di handling, possa essere ulteriormente peggiorato in chiave PAE MAS.

Alitalia: riviste regole su bagagli

[CASO E' LO PSEUDONIMO DI DIO QUANDO NON VUOLE FIRMARE. Anatole France]
Alitalia modifica le condizioni per il trasporto bagagli, semplificando i criteri e aumentando la soglia di peso trasportabile gratuitamente. Passa da 5 a 8 kg il peso massimo per il bagaglio a mano e da 20 a 23 quello per il bagaglio da stiva. Sono state poi uniformate le tariffe per il peso in eccesso e i bagagli supplementari, mantenendo però alcune deroghe per 'determinati itinerari o classi tariffarie'. Le nuove misure mettono in linea la compagnia con i partner dell'alleanza Sky team. L'Enac ha disposto che in data 1/6/2010 era obblitario, in buona parte degli scali italiani, il riconcilio dei bagagli, ebbene dopo poco meno di un mese Alitalia, per risparmiare, non effettua più il riconcilio bagagli in stiva. Quella del riconcilio riguarda esclusivamente la sicurezza, ebbene fino ad aggi l'Enac non è intervenuta per sanzionare Cai, mentre tutte le altre compagnie hanno l'obbligo del riconcilio. Interpellata l'Enac di Palermo abbiamo ottenuto una risposta tipicamente italiana: a gennaio Air France compra tutto ... A quasi due anni dal decollo di Cai un primo bilancio dell’operazione può essere comunque tracciato. Con il fallimento della compagnia di bandiera, sono stati lasciati a terra seimila cassintegrati e duemila precari. Secondo gli ultimi dati della Filt Cgil, i dipendenti in cassa integrazione sono ancora 5500 e di questi solo 2500 raggiungeranno la pensione nei sette anni coperti dagli ammortizzatori sociali. I tagli, però, non hanno colpito solo il personale. Anche la flotta, le rotte e la rete sono state ridimensionate. Oggi la Nuova Alitalia è una compagnia regionale. Come tale, non è in grado di competere con i tre grandi gruppi europei che fanno la parte del leone. Un solo dato: Altalia più Air One vola con meno di 160 aerei contro i 428 del Air France-Klm.La previsione di molti addetti ai lavori è che la “cordata patriottica” dovrà tirare avanti ancora un po’. Fino al fatidico 2011. Cioè fino alla scadenza del triennio di protezione (dal mercato) fissato per decreto dal governo Berlusconi. Protezione (questo Sabelli non lo ricorda mai) che impedisce all’Antitrust qualsiasi intervento contro il monopolio sulle rotte nazionali. Intanto la trasparenza dell’azienda resta scarsa. Come dimostra il nodo irrisolto degli accordi sottoscritti solennemente da Cai a Palazzo Chigi al momento del passaggio delle consegne. Per una volta tanto unite, tutte le sigle sindacali accusano Cai d’ aver violato parte di quell’intesa, oltre a una serie di leggi vigenti che impongono, o dovrebbero imporre, tutele alle fasce più deboli del personale.

ITALIA REGNO DEI CELLULARI

[IL DILUVIO INIVERSALE? ACQUA PASSATA. Pino Caruso]
Italia regno dei telefonini dove si prediligono ancora i pagamenti in contanti e si spende molto, più di quasi tutti gli altri cittadini dell'Unione europea, per spedire una lettera all'interno del territorio nazionale. Questa, in sintesi, la fotografia dell'Italia scattata da Eurostat attraverso i dati relativi ad alcuni servizi e alle abitudini dei cittadini-consumatori. L'attenzione di Eurostat si è concentrata sulla telefonia fissa e mobile, sui servizi postali e su quelli bancari. I dati confermano che l'Italia è sostanzialmente il Paese con la maggior diffusione di telefonini (122 ogni 100 abitanti grazie alle carte pre-pagate e al fatto che alcuni utenti sottoscrivono più di un contratto). I due Paesi che precedono l'Italia in questa graduatoria sono infatti il Lussemburgo (158) e la Lituania (127), realtà difficilmente comparabili per estensione e popolazione con la Penisola. A fronte del boom registrato in Italia dalla diffusione dei telefonini, le linee fisse sono rimaste sostanzialmente stabili: dalle 44 per ogni 100 abitanti del 1996 alle 43 del 2005. Quanto alla durata delle telefonate dai telefonini gli italiani risultano, con 2,2 minuti a testa per giorno, più o meno a metà della classifica guidata dai finlandesi (5,3) e chiusa dai lussemburghesi (1,3). Gli italiani risultano invece assai più indietro rispetto ai consumatori di quasi tutti gli altri Paesi europei per l'utilizzo delle carte di credito come sistema di pagamento. Solo il 20% degli acquisti di importo pari o superiore ai 100 euro è stato effettuato con carte di credito, mentre il 68% é stato pagato in contanti. Fatta eccezione della Grecia (dove queste percentuali sono risultati pari rispettivamente al 4 e al 95%), solo per alcuni Paesi dell'Est come Ungheria, Polonia e Slovacchia sono state registrate performance peggiori. L'Italia risulta poi ancora al 'top' delle classifica europea per quanto riguarda il costo dell'affrancatura di una lettera standard da recapitare all'interno del territorio nazionale: 0,60 euro, inferiore solo a quello registrato in Finlandia (0,70) e Danimarca (0,64). Mentre si colloca in posizione intermedia per l'invio verso un indirizzo di un altro Paese Ue: 65 centesimi conto 1,19 euro della Svezia (la più cara) e i 41 centesimi della più economica Bulgaria.

giovedì 23 settembre 2010

Irlanda, record rischio default

[LE NOSTRE MANIERE SONO SOLO UN'ESPRESSIONE DI COME TRATTIAMO LA GENTE. Molly Lively] Torna sotto forte pressione l'Irlanda, dove i timori per la tenuta dei conti e dei bilanci bancari fanno salire il rischio di default. Il rischio sale a nuovi record, mentre si avvicinano al massimo storico anche i premi di rendimento. I credit-default swap sul debito irlandese, contratti con cui si può scommettere sul rischio d'insolvenza, salgono oggi di 24,5 punti al livello record di 465. Torna sopra i 400 punti, vicino al record, lo 'spread'. L'Irlanda rischia di perdere il suo rating 'tripla A' da parte di Fitch, ricevuto nel 1998, a causa della forte caduta delle entrate fiscali. Lo ha reso noto l'agenzia di rating dopo aver messo il merito di credito sul debito in valuta estera dell'Irlanda, attualmente 'AAA', sotto 'osservazione negativa', e cioè a rischio di un peggioramento. L'economia dell'Irlanda ha subito una contrazione del 12% tra il 2008 e il 2010. Il pil del Paese vedrà un calo del 6,9% quest'anno e del 3% nel 2010, ha reso noto l'istituto di Dublino nel bollettino trimestrale, aggiungendo che la disoccupazione toccherà il 14,4% nel 2010. Il 7 aprile il governo ha presentato una finanziaria straordinaria per far fronte ad una delle peggiori crisi economiche che sta attraversando l'Irlanda. L’Irlanda sta vivendo un periodo particolarmente difficile: in tempi di crisi, per salvare i principali istituti di credito nazionali si è indebitata talmente tanto da costringere Fitch, Moody’s e Standard’s & Poor’s a tagliare per ben tre volte il rating nazionale. Il valore AAA conquistato con fatica da Dublino nel 2001, è stato sostituito da un più modesto AA+ il 31 marzo scorso, che si è poi trasformato in AA e, questa settimana, le agenzie di rating hanno ulteriormente declassato l’Irlanda a un AA-, il valore più basso dal 1995. Le agenzie di rating hanno giustificato le proprie scelte sottolineando la forte preoccupazione per il debito contratto (Moody’s) e per il peso che la recessione continuerà ad esercitare sulle finanze pubbliche (Fitch e Standard and Poor’s). Del resto, proprio gli interventi con cui Dublino ha cercato di salvare le banche potrebbero portare il debito pubblico irlandese a sforare il 100% del Pil nel 2010, quando nel 2008 il livello era pari al 41% e nel 2009 al 64%. E la situazione non potrà migliorare velocemente visto che il governo dovrà sborsare altri 10 miliardi di Euro per completare un salvataggio che è già costato 80 miliardi di Euro.

Portogallo vende 750 mln bond

[NON ESISTE CHI AMO. VIVO INDECISO E TRISTE. CHI VOLLI ESSERE MI DIMENTICA. CHI SONO NON MI CONOSCE. F. Pessoa] Il Portogallo ha collocato 750 milioni di titoli di Stato, l'ammontare minimo che si era prefissato (un miliardo era il target massimo). I tassi - a testimonianza delle tensioni sui mercati che oggi fanno segnare un record al premio di rendimento portoghese - sono in deciso rialzo: sui titoli quadriennali (ottobre 2014), collocati per 450 euro, il rendimento e' del 4,695% contro il 3,621% precedente; sui decennali (giugno 2020) il rendimento e' al 6,242% dal 5,312% registrato ad agosto. Questo revival della crisi finanziaria globale in Europa è legato a doppio filo con la crescente preoccupazione per la tenuta dei debiti sovrani. Le manovre straordinarie dei governi contro gli ultimi terribili anni dell’economia globale hanno, infatti, messo in dubbio la tenuta dei bilanci pubblici chiamati a manovre straordinarie mai viste prima. Così capita che anche l’Europa veda sotto attacco i propri paesi più deboli, dalla Grecia alla Spagna, dall’Irlanda al Portogallo con l’aggiunta, per qualcuno, dell’Italia. Non mancano fra gli osservatori internazionali coloro che sottolineano i rischi provenienti per tutta Eurolandia da certe situazioni a rischio. Già a Davos l’economista Nouriel Roubini aveva affermato che la Spagna era per il Vecchio Continente un pericolo maggiore della Grecia, del Portogallo e dell’Irlanda. Parole assai simili a quelle più recenti del premio Nobel per l’economia Paul Krugman e vicine a quelle del numero uno del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss Kahn che ha parlato di crisi molto profonda. Già dopo l’affaire greco che ha costretto il governo di George Papandreou a presentare rapidamente un duro piano di rientro dalla crisi a Bruxelles la fiducia della comunità finanziaria aveva iniziato in quei giorni a guardare anche alla Penisola iberica. Prime avvisaglie della crisi erano venute con alcuni allarmi delle agenzie di rating sul debito sovrano del Portogallo. A chi ha cominciato a ricordare che la peggiore crisi immobiliare d’Europa è in Spagna e non in Grecia e a paventare un altro attacco all’Eurozona da quel versante, Madrid ha risposto come Lisbona: “La nostra situazione è diversa da quella della Grecia”. In realtà fra il deficit del 12,7% esploso in Grecia e quello dell’11,4% registrato nel 2009 non corre poi tanta differenza, tuttavia il fatto che il debito pubblico della Spagna sia al 55,2% del Pil invece che al 113,4% come nel caso di Atene crea un abisso tra le due situazioni. La situazione del Portogallo non pare più rosea: con un deficit al 9,3% e debito pubblico al 76,6% del Prodotto interno lordo bisognerà lavorare molto anche a Lisbona. L’Irlanda, uno dei paesi che più hanno pagato dazio all’elevata finanziarizzazione degli ultimi anni, registra un deficit all’11,6% del Pil e un debito pubblico al 64,5%: c’è poco da gioire, dunque, anche a Dublino. Per il momento l’Italia sembra più solida degli altri, perché una dura disciplina nei conti pubblici ci ha permesso di mantenere il deficit al 5,4% (ma il debito al 113,9% rimane comunque un problema con il quale fare i conti). Altre variabili complicano inoltre questa crisi dell’”Europa periferica” (come l’hanno definita) o, se si preferisce, mediterranea. In particolare il fatto che Atene e Madrid siano sede di due governi socialisti rende assai più difficile che altrove l’applicazione di dure misure di taglio della spesa. Il governo Zapatero ha già avanzato l’ipotesi di un innalzamento dell’età pensionistica e sarà difficilissimo coniugare dei tagli alla spesa sociale previsti in 50 miliardi di euro con una disoccupazione tra le più alte d’Europa. In Spagna si deve gestire un tasso di disoccupazione che al 18,8% (praticamente 8 milioni di persone senza lavoro) con la più grande crisi immobiliare del Vecchio Continente. L’economia del Paese però – è vero – non può essere paragonata a quella della Grecia e in parte sconta anni di brillante crescita che l’hanno portata nel consesso delle più grandi economie del mondo. Nel frattempo, come qualcuno ha notato, sui credit default swap (le assicurazioni sul debito sovrano contro i fallimenti delle nazioni) si sono trasferite le tensioni che una volta erano sui cambi valutari: Spagna e Portogallo hanno fatto un balzo notevole e, sebbene siano ancora lontani dai livelli della Grecia, portano nuove preoccupazioni sulla tenuta dell’economia unica del Vecchio Continente.

mercoledì 22 settembre 2010

ROTTURA TRA CGIL E GH PMO?

[FORSE IL PROBLEMA MAGGIORE DELLA SOLITUDINE E’ CHE SI VA IN GIRO PENSANDO DI ESSERE GLI UNICI A SOFFRIRE. Jeanne Marie Laskas]
Il coordinatore delle rsa Gh Pmo, Fabio La Mantia, e il coordinatore aeroportuale della Filt – Cgil, Giuseppe Panettino rendono noto che in data 19/08/ 2010 hanno incontrato il caposcalo di Gh Pmo, Palo De Ruggiero, incontro avvenuto in maniera informale con il delegato La Mantia. Il comunicato viene fatto in data 21/9, dopo quasi un mese le maestranze della Cgil presenti in Gh vengono a sapere che sono stati trattati diversi temi ed è stata data priorità alla questione legata all’organizzazione del lavoro, specialmente sulla rampa che vede un’anomalia: una gestione familiare della stessa in moltissimi casi, nonché all’adeguamento della piattaforma delle risorse in funzione del lavoro. La Gh ha risposto picche, dimostrando disinteresse nel tenere buoni rapporti tra sindacato e azienda. Preso atto del muro alzato dalla Gh Pmo nei confronti della Cgil l’organizzazione sindacale chiede esplicitamente un incontro, questa volta formale, alla Gh Pmo.

Profumo vittima di Gheddafi


[SPENDERE E' MOLTO PIU' AMERICANO DI PENSARE. Andy Warhol]
Alessandro Profumo ''si è dimesso'' dalla carica di amministratore delegato di Unicredit.Lo ha detto la moglie Sabina Ratti. ''C'è stata una richiesta del consiglio d'amministrazione e ha firmato'', ha spiegato la Ratti. Una parte della buonuscita di Profumo ''sarà data in beneficenza a don Virgino Colmegna'', ha sottolineato la moglie del banchiere, indicando in ''due milioni'' di euro la cifra destinata alla Casa della Carità. All'ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, andrà una buonuscita di circa 40 milioni di euro. La buonuscita vera e propria, precisano fonti legali, sarà di 36,5 milioni di euro, a cui si aggiungono 1,5 milioni di remunerazione per un patto di non concorrenza, in base al quale l'ex numero uno di Piazza Cordusio si impegna a non assumere incarichi in altre banche e svolgere attività in concorrenza con quelle del gruppo che ha da poco lasciato. L'accordo economico per la separazione consensuale, raccontano le stesse fonti, è stato raggiunto dopo un percorso "tortuoso" di trattative, e solo dopo che il Cda aveva votato la sfiducia. Prima di quel momento, infatti, c'era ancora volontà di restare da parte di Profumo, a cui era stata sottoposta solo una bozza di accordo. Ma quanto può rendere, una cifra così importante come quella della buonuscita di Profumo, se investita nei 'canali' più tradizionali? Ovviamente, spiegano gli esperti, il rendimento dipende molto dal tipo di investimento che si vuole mettere in atto: optare per un prodotto classico e poco rischioso come i Bot frutta meno che lanciarsi sul mercato azionario o su forme più sofisticate di gestione attiva, dai fondi d'investimento ai trust. Un investimento in Buoni del Tesoro semestrali, per esempio, porterebbe a 'un Profumo' un rendimento dello 0,84%, pari a poco più di 300 mila euro, ovvero circa 920 euro al giorno. Non andrebbe molto meglio con i Bot annuali, che rendono poco più dell'1,2%, portando nelle tasche dell'investitore circa 480 mila euro. Ben più redditizio un investimento in azioni, per esempio con uno strumento legato all'andamento degli indici di Borsa. Secondo le ultime stime diffuse dall'Osservatorio dell'associazione italiana private banking (Aipb), i mercati mondiali nel 2010 dovrebbero registrare rialzi complessivi tra il 5,6 e il 7,7%, con un 6,7%, in particolare, per il Ftse Mib. Non è poi da escludere l'ipotesi di una scelta più complessa, come la costituzione di un trust a cui affidare la consistente cifra. In questo caso però - precisa un esperto legale - probabilmente ci sarebbe un obiettivo più sofisticato del semplice investimento del denaro: un vincolo per far devolvere parte della somma ai figli dopo un certo numero di anni, per esempio, o la volontà di devolverli a un'opera pubblica o ad un'altra missione. Difficile quindi, per questa scelta, stimare un rendimento, o fare previsioni più articolate.Il banchiere, che ha firmato ieri sera la risoluzione consensuale con l'istituto di credito, percepiva uno stipendio di oltre 4 milioni di euro l'anno. Il cda di Unicredit ''ha dato mandato al presidente Rampl di identificare e proporre il successore di Alessandro Profumo''. E' quanto si legge nel comunicato diffuso dopo il cda straordinario dell'istituto. ''Fino alla nomina di un nuovo amministratore delegato, il Cda - prosegue il comunicato - ha trasferito in via temporanea le deleghe esecutive al presidente Dieter Rampl, che, supportato dai deputy CEOs, guiderà il gruppo''. La Banca centrale libica, che detiene il 4,99 per cento, e il fondo Libyan Authority Investment (Lia) – che ha ufficializzato alla Consob di essere salita al 2,594 per cento – sono due entita’ distinte? E dunque la Gran Jamahirya è il maggior azionista della prima banca italiana? La speranza è che i tedeschi mettano il veto affinché un amico di Berlusconi, Gheddafi, diventi azionista di peso di una delle maggiori banche italiane. La Lega, dello statista Bossi, è preoccupata che la Unicredit possa diventare troppo tedesca, avrebbe preferito che diventasse più libica? Il voto segreto in parlamento ha salvato il casalese Cosentino anche con il voto favorevole della Lega del ministro Maroni che tanti successi ha ottenuto nella lotta contro la mafia. E poi dicono che la Lega è razzista ...

Gli Oscar dei blog

[IO HO IDEE E RAGIONI, CONOSCO IL COLORE DEGLI ARGOMENTI E NON GIUNGO MAI AI CUORI. F. Pessoa]
Armatevi (di mouse) e votate. Arrivano anche quest’anno (e siamo alla sesta edizione) i Macchianera Blog Award, prestigioso riconoscimento per i migliori blog d’Italia diventato ormai un appuntamento fisso da quando – nel 2003 – il giornalista e blogger Gianluca Neri lo lanciò dal blog “Macchianera”. Gli Awards verranno consegnati a Riva del Garda durante la Blogfest, ovvero “l’evento che ogni anno riunisce tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della Rete”, in programma il 24, 25 e 26 settembre. Dopo un periodo di segnalazioni online da parte degli utenti, sono partite le votazioni, che si potranno esprimere fino a giovedì 23 sulle cinquine di candidati al premio finale per le numerosissime categorie: per dare le proprie preferenze basta collegarsi al sito http://www.blogfest.it/. In lizza per “Miglior blog 2010” corrono Leonardo, Metilparaben, Piovono Rane, il Post e il sito collettivo di “cattiverie” Spinoza.it. Per il blog “rivelazione“ se la giocheranno invece Non leggere questo blog, ComedySubs, In coma è meglio, Ma che Davvero, Metilparaben.Il premio “Miglior testata giornalistica online” ilFattoQuotidiano.it si contende l’Oscar con il Corriere della Sera, Repubblica, il Post e La Stampa.it. Spazio poi al “Miglior blog culinario” (Dissapore, Giallo Zafferano, Il Cavoletto di Bruxelles, La Cuoca Petulante, Un tocco di zenzero); “Miglior blog cinematografico” (Cineblog, I 400 calci, Friday Prejudice, Il cinema secondo me, Memorie di un giovane cinefilo); come “Miglior blog erotico” concorrono Irrisolta, Lindalov, Lyza, Malafemmena e Sophieboop. Gli Award non trascurano nessuna disciplina sulla quale sono impegnati i blogger “santi, poeti e navigatori” italiani: musica, grafica, community, televisione, letteratura, vignette (in questa categoria corre anche il blog di Stefano Disegni). E quest’anno c’è pure una novità: si sfideranno anche i politici Antonio Di Pietro, Pippo Civati, Ivan Scalfarotto, Nichi Vendola, che con i loro blog cercheranno di prendere più voti di PolisBlog. Per iscrivere il loro nome nell’albo dei Blog Award. Un premio ricco di storie, idee e persone così com’è la Rete italiana.

martedì 21 settembre 2010

Manutencoop - Cisal:domani incontro

[E' MOLTO BELLO CREDERE IN QUELLO CHE SI FA. MA E' ANCORA PIU' STRAORDINARIO POTER FARE QUELLO IN CUI SI CREDE.
Giovanni Fabbri]
La Cisal non cede, se domani,alle ore 15,00, non ottiene quanto ha preteso dalla Manutencoop è disposta a proclamare lo sciopero. La Cisal dopo aver preso atto della mancata volontà da parte della Manutencoop di trovare soluzioni alle numerose e reiterate richieste di soluzione attraverso le inadempienze contrattuali; preso atto delle reiterate anomalie presenti nelle buste paga dei lavoratori che risultano prive di emolumenti regolarmente richiesti e documentati (festività non pagate, malattie, assegni familiari …). Davanti al muro di gomma della Manutencoop non resta al sindacato che riprendere la lotta per cercare di ottenere che il contratto venga rispettato. Il 12 settembre la Cisal aveva proclamato lo stato di agitazione e il 24 programmata una assemblea retribuita dei lavoratori, ai sensi dell’art.20 legge n.300, di tutto il personale Manutencoop operante all’interno dell’aeroporto internazionale di Palermo. L’assemblea, comunque, si terrà dalle ore 11,00 alle ore 13,00 del 24/9 per comunicare ai lavoratori il contenuto dell’incontro di di giorno 22 e per decidere le linee guida e le azioni di lotta da intraprendere, nel caso in cui non si trovasse un accordo con la Manutencoop.

Pellegrinaggio Cgil a Catania

[QUESTO E' IL MONDO,ALTRETTANTO IL MONDO POLITICO, IN CUI CHI FA IL MAZZO E DA' LE CARTE HA IL SOLO OBIETTIVO DI BLUFFARE E VINCERE COMUNQUE, DI METTERE ALLA FINE LE MANI SUL PIATTO. Anonimo]
Dunque, alla fine(come da noi anticipato il 14 settembre nel post La Cgil in Atp è sempre più sola) i lealisti della Cgil, oggi (s. Matteo apostolo), sono andati in pellegrinaggio a Catania. I lavoratori iscritti e non si sono chiesti cosa sia andata a fare la Cgil a Catania. I più ottimisti sostengono che questo incontro è servito per ottenere qualcosa il 28/9 quando la Pae Mas incontrerà la Cgil e la Cisl. Altri, i pessimisti sostengono che il viaggio è servito come espiazione. Il tempo dirà se darà risultati positivi a tutti i lavoratori, oppure a pochi come è già successo. Il viaggio non può essere stato fatto solo ed esclusivamente per presentare la nuova rsa Cgil in PaeMas. Il nome di A. Marcione (nella foto al centro) e G. Petruso (nella foto a destra), che sicuramente lavoreranno per il bene di tutti, poteva essere spedito con un fax o e-mail come si è sempre fatto. Il problema è un altro caro Panettino(e quando dico caro lo dico senza retorica e con sincero affetto), il sindacato, e la Cgil in questo caso, deve mettere da parte i vecchi sistemi dorotei (la trattativa a qualsiasi costo) riprendendo la lotta sindacale con obiettivi chiari.

lunedì 20 settembre 2010

Tanti auguri az

[LA CAPACITA' DI AFFRONTARE I PROBLEMI E' IMPORTANTISSIMA PER UNA CARRIERA DI SUCCESSO, E FORSE ANCHE PER UNA VITA DI SUCCESSO. Amy Digeso]
A due anni dalla privatizzazione e il passaggio alla cordata guidata da Colaninno, in Alitalia torna lo spettro degli esuberi. La compagnia starebbe studiando un piano di ridimensionamento del personale da attuare entro dicembre, che potrebbe coinvolgere circa 1.200-1.400 dipendenti, ai quali andrebbero aggiunti i contratti di 600 precari da non rinnovare. Lo ha scritto ieri il Corriere della Sera e l'azienda "non ha confermato". Un'ipotesi che lascia interdetti i sindacati, i quali si dichiarano senza informazioni al riguardo, attendono informazioni dalla compagnia e chiedono, se le voci fossero confermate, l'apertura di un immediato confronto. Secondo i documenti citati dal quotidiano il numero dei dipendenti scenderebbe così dai 14.000 attuali ai 12.600 "ai livelli previsti dal Piano Fenice". Il tema, pur senza parlare di esuberi, sarebbe stato trattato in una convention con 400 dipendenti tenuta ad inizio settembre della quale sarebbe stato anche riportato un resoconto, poi cancellato ('era un refuso', dicono in Alitalia secondo il quotidiano), sul sito intranet della società. Del ridimensionamento - secondo l'articolo - c'é traccia anche in alcune slide della convention che illustrava azioni finalizzate ad un risparmio finale di 108 milioni nel secondo semestre dell'anno, sotto la voce 'vendita servizi manutenzione e materiali'. Su questo l'azienda, è scritto, ammette che 'alcune esternalizzazioni verranno effettuate negli scali periferici'. Per celebrare il primo compleanno della “Nuova Alitalia”, Rocco Sabelli si fa dare due pagine su Affari & Finanza (Repubblica del’11 gennaio 2010), e annuncia trionfante: “Decollo riuscito, pareggio nel 2011”. Concetto ribadito nel Tg1 delle 20 del 12 gennaio. Le parole consegnate all’intervistatore suonano come i proclami d’un condottiero reduce da una vittoria storica: “Sono un amministratore al quale è stato affidato un compito delicato…”. A sentire il Napoleone d’Agnone, il bilancio del suo primo anno al comando della compagnia aerea dei “patrioti” assomiglia a una marcia trionfale: “Abbiamo assolto la missione di riportare questo gruppo sul mercato… abbiamo progressivamente recuperato clientela e quote di mercato”, con una struttura di costi “più bassa della concorrenza…” E i conti? Qui l’ad cambia tono e si fa reticente. Ricorda la partenza “difficile” con i 300 milioni di perdita del primo semestre, magnifica il “pareggio operativo” del terzo trimestre, ma poi glissa sul quarto trimestre, limitandosi ad assicurare che anche il periodo settembre-dicembre si chiuderà in “sostanziale pareggio”. Se così fosse, la Nuova Alitalia chiuderebbe il 2009 come previsto, con un deficit di 300 milioni di euro tutti accumulati nei primi sei mesi dell’anno. Un successo, vista la crisi del trasporto aereo internazionale e considerate le perdite della concorrenza. Così, giornali e telegiornali, senza porre troppe domande, continuano (perfino nei titoli) ad accreditare la versione dei 300 milioni di deficit su base annua. Ma è possibile che il quarto trimestre 2009, tradizionalmente il peggiore dell’anno, si sia chiuso in “sostanziale pareggio” come il trimestre precedente, quello estivo, che tradizionalmente è il migliore dell’anno? E, poi, che cosa significa “sostanziale pareggio”? E, ancora, qualcuno ha mai cercato di sapere a quanto ammontano gli oneri contributivi, fiscali e finanziari di Cai che, aggiunti al “risultato operativo”, alla fine daranno il deficit reale? La verità la conosceremo fra qualche mese, quando Cai dovrà depositare il bilancio vero. Per il momento, i media non approfondiscono, consentendo alla coppia di comando della Nuova Alitalia di fare uno spot dietro l’altro. La ragione? Far passare nell’opinione pubblica l’idea che l’operazione patriottica è riuscita, in attesa di quello che secondo molti addetti ai lavori sarà l’ultimo atto: l’uscita di scena dei “patrioti” e la vendita ad Air France. L’anno chiave sarà il 2011. Non a caso, Sabelli promette il pareggio per quella data.

Strike, gréve, huelga, sciopero in Pae Mas

[A FURIA DI LECCARE, QUALCOSA SULLA LINGUA RIMANE SEMPRE.
Ennio Flaiano]
La Uil e l’Ugl dopo l’esito negativo, in data 24/082010 e 16/09/2010 (la prima e seconda fase di procedura di raffreddamento e conciliazione), proclamano lo sciopero locale di 4 ore dei dipendenti del consorzio Pae Mas, per la giornata del 25/10/2010 con le seguenti modalità: personale turnista e non turnista dalle ore 12,00 alle ore 16,00. durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi previsti per legge, secondo le liste di voli che verranno fornite dall’autorità competente. Ci rendiamo conto che è più facile proclamare lo scipoero a Cuba e in Libia, in Italia è quasi impossibile. Prendiamo atto che ci voleva l'Ugl e la Uil per proclamare lo sciopero a Punta Raisi. Sciopero che ha una doppia valenza: la prima è che è indetto per far rispettare gli accordi nazionali anche in sede locale, non ultimo, a memoria d'uomo, non si ricorda uno sciopero proclamato in aeroporto, a Punta Raisi, che non si ricollegasse a una vertenza nazionale. Anche la Cisal da la sua solidarietà e condivide la proclamazione dello sciopero. È opportuno,però, rendere pubblico il verbale prefettizio del 16 settembre. L’incontro voluto dalle sigle sindacali Uil, Ugl e Cgil che già il 6 settembre, con una nota, comunicava la revoca dello stato di agitazione e della procedura di raffreddamento (ma la decisione che non sarebbe stata comunicata alla propria rsa) avviata lo scorso 26 agosto. Il giorno 15/9 il presidente della Pae Mas comunicava che non sarebbero stati presenti al tentativo di conciliazione. L’assenza della parte datoriale alla riunione si prende atto dell’esito negativo del tentativo di conciliazione presso la prefettura.

domenica 19 settembre 2010

POSSIBILI SITI PER IL RITORNO ALL'ATOMO

[CARTELLO PER GLI ECOLOGISTI MILITANTI. NON DATEVI DA MANGIARE AGLI ANIMALI. Stefano Benni]
Dopo che la Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi sollevati da dieci Regioni sulla legge delega del 2009 sul nucleare, dichiarandoli in parte infondati e in parte inammissibili cade anche l'ultimo ostacolo di rilievo per il ripristino dell'atomo in Italia. Ora, il primo passo necessario ad avviare la fase di ritorno dell'Italia al nucleare sarà quello di scegliere i siti che ospiteranno le centrali. Operazione per la quale, secondo il governo, ci vorranno circa tre anni. I criteri per la scelta sono stati dettagliati più volte: l'European Pressurized Reactor (EPR) di tecnologia francese - quello che sbarcherà in Italia - richiede zone poco sismiche, in prossimità di grandi bacini d'acqua senza però il pericolo di inondazioni e, preferibilmente, la lontananza da zone densamente popolate. Non a caso il decreto legislativo varato dal Consiglio dei ministri a dicembre, che mira a indicare le aree che potranno essere scelte dagli operatori per la costruzione delle prossime centrali nucleari, indica una serie di parametri ambientali, fra cui popolazione e fattori socio-economici, qualità dell'aria, risorse idriche, fattori climatici, valore paesaggistico e architettonico-storico. Secondo il decreto, i siti che decideranno di ospitare le centrali potranno ottenere bonus sostanziosi, intorno ai 10 milioni di euro l'anno, destinati sia agli enti locali che ai residenti nelle zone in questione. Fra i nomi che puntualmente ritornano, al di là delle dichiarazioni contrarie di alcuni presidenti di Regione, ci sono quelli già scelti per i precedenti impianti, poi chiusi in seguito al referendum del 1987: Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), entrambi collocati nella Pianura Padana e quindi con basso rischio sismico ed alta disponibilità di acqua di fiume. Fra i luoghi più papabili, anche Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, che unisce alla scarsa sismicità la presenza dell'acqua di mare. Secondo altri, fra cui i Verdi e Legambiente, il quarto candidato ideale è Termoli, in provincia di Campobasso, mentre in altre circostanze si è fatto il nome di Porto Tolle, a Rovigo, dove c'é già una centrale a olio combustibile in processo di conversione a carbone pulito. Gli altri nomi che ricorrono più spesso sono Monfalcone (in provincia di Gorizia) Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano e Chioggia (Venezia).

I 3 porcellini prendevano mazzette?

[MOLTI DESIDERANO AMMAZZARMI. MOLTI DESIDERANO FARE UN'ORETTA DI CHIACCHERE CON ME. DAI PRIMI MI DIFENDE LA LAEGGE. K.Kraus]
Persino i sindacalisti prendevano mazzette anche sui caffè ai distributori automatici dell´ospedale. Lo scandalo per la corruzione al San Giovanni-Addolorata, nato a giugno con i primi nove arresti, si è allargato con quattro nuovi ordini di custodia cautelare ai domiciliari ordinati dal gip Massimo Battistini. All´alba, i carabinieri li hanno notificati a casa non solo dell´ex direttore amministrativo dell´ospedale, Franco Cerretti, già ai domiciliari dopo il blitz del mese scorso, ma anche di tre sindacalisti in equa rappresentanza delle tre sigle confederali, Cgil, Cisl e Uil. In cambio del denaro si dimenticavano di tutelare i dipendenti e favorivano gli imprenditori. Per due di queste vicende altri due sindacalisti (della Cgil e della Cisl) sono indagati a piede libero. I quattro sono stati arrestati per associazione a delinquere, corruzione e truffa ai danni del servizio sanitario regionale. Secondo la procura, avevano messo in piedi un´attività redditizia incassando tangenti dagli imprenditori ai quali lasciavano intendere che oliando la struttura sindacale avrebbero ottenuto l´appoggio per firmare contratti favorevoli con l´azienda ospedaliera. Attraverso la fitta rete di intercettazioni telefoniche e di indagini incrociate che diede i primi frutti a giugno, gli inquirenti hanno accertato che la "banda" dei sindacalisti corrotti - costituita da M.I., G.T.V. e F.V., «rivestenti ruoli di responsabilità all´interno del Cral» - ha incassato almeno quattro mazzette. Tra i truffati c´è la stessa Cisl: «Con artifici e raggiri», accusano i magistrati, consentirono al titolare della Ge.Ri.Bar, una società della ristorazione, di presentare «fatture gonfiate, con riferimento a un rinfresco per un congresso della Cisl». La società fatturò al sindacato esattamente il doppio del conto reale: 28mila euro invece di 14mila. Parte dell´utile, sostiene la procura, «venne girato a un sindacalista Cisl in corso di compiuta identificazione». In un´altra occasione, i quattro arrestati si spartirono una mazzetta da 15mila euro, metà della quale «in buoni benzina»: a versargliela sarebbe stato l´imprenditore Emilio Innocenzi, già arrestato a giugno, in cambio del loro impegno a «favorire la delibera di rinegoziazione del contratto riguardante la cooperativa Siar, che fornisce servizi di assistenza con personale Ota (operatore tecnico assistenziale) per due milioni e 55mila euro. Un´altra mazzetta, per la procura, la pagò F.B. che con il loro "aiutino" si garantì «la gestione degli spazi ricreativi e commerciali interni all´ospedale senza procedere a gara», come prevede la legge. Ancora, da un funzionario della Ivis Italia, che gestisce i distributori automatici per la ristorazione, col loro intervento poté praticare una «maggiorazione dei prezzi di vendita» attraverso una «variazione informale del contratto»: dipendenti, pazienti e visitatori dei malati erano costretti a pagare più cari acqua e tramezzini, a beneficio del gestore, dei sindacalisti e dell´ex direttore amministrativo. Gli arresti, chiesti dal procuratore Capaldo e dai sostituti Bombardieri e Palaia, titolari dell´inchiesta sulla malasanità romana, sono stati eseguiti dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma coordinati dal tenente colonnello Lorenzo Sabatino.

venerdì 17 settembre 2010

FUOCO AMICO

[LA NAVIGAZIONE DURO’ 80 GIORNI E UNA NOTTE. A. Bergonzoni]
Il motopeschereccio 'Ariete' si trovava in acque internazionali quando è stato mitragliato dai militari libici a bordo di una motovedetta donata dall'Italia. Dopo il racconto del comandante, anche i dati del sistema Gps confermano che l'imbarcazione è stata attaccata in acque ufficialmente non di competenza delle Libia. I dati del sistema 'Blue box' - una sorta di rilevatore Gps che ogni peschereccio al di sopra di una certa stazza deve avere installato a bordo e che consente alle autorità italiane di seguire costantemente le imbarcazioni del nostro paese e sapere esattamente in che posizione si trovano - dicono infatti che l' 'Ariete' era a 30 miglia a nord di Zuwarah, una cittadina sulla costa libica non troppo lontana dalla Tunisia. I dati saranno acquisiti dai magistrati di Agrigento, che hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo. Considerato che il diritto internazionale stabilisce che le acque territoriali finiscono ad un massimo di 12 miglia dalla costa di uno stato, l'Ariete si trovava 18 miglia fuori dalle acque territoriali libiche, nonostante Gheddafi (nella foto) rivendici la giurisdizione anche su quel tratto di mare. L'attacco al motopeschereccio Ariete, mitragliato da una motovedetta libica con a bordo 6 militari italiani della Guardia di Finanza, non è che l'ultimo di una serie di precedenti che hanno coinvolto i pescatori siciliani. Gheddafi rivendica infatti la propria giurisdizione all'interno di tutto il Golfo della Sirte, ben oltre dunque il limite delle acque territoriali sancito dal diritto marittimo internazionale che parla di 12 miglia. Il comandante della motovedetta libica che ha sparato domenica scorsa al peschereccio italiano 'è stato sospeso dal servizio'. L'ufficiale è stato anche messo 'sotto interrogazione'. Lo annuncia una nota del Ministero degli esteri libico riferendo che “la commissione speciale istituita per indagare sullo spiacevole incidente ha iniziato il suo lavoro”. Il regime dittatoriale del colonnello libico offende l’intelligenza degli italiani quando dice di avere istituito una commissione speciale o di avere sospeso il comandante della motovedetta. Queste favole può solo raccontarle Gheddafi a suo compare Berlusconi. Quando Maroni (ministro degli interni del governo italiano, non di una dittatura sudamericana) dichiara che i libici hanno sparato pensando che il motopesca potesse trasportare clandestini, in quel caso avrebbero fatto bene. È questo quello che sostiene, Maroni? Se la risposta è positiva restiamo senza parole, sperando che questo governo possa cadere al più presto. Nel giugno 2006, il Francesco Paolo Lisma viene bloccato in porto a Misurata per aver recuperato tre cadaveri impigliati nelle reti; nel febbraio 2008, il Vito Mangiaracina viene sequestrato dai libici durante una battuta di pesca in acque territoriali; nel marzo 2009, il motopesca Chairaluna viene bloccato mentre sta pescando a quaranta miglia e poi portato in Libia; nel giugno scorso, l'Alibut, il Marine10 e il Vincenzo Giacalone vengono sequestrati e rilasciati dopo tre giorni su intervento di Berlusconi.

Gesap: meno passeggeri e debiti …

[QUANDO NON HO PIU' BLU, METTO DEL ROSSO. Pablo Picasso]
È stato pubblicato l’ultimo bilancio, quello del 2009, della Gesap firmato da Carmelo Scelta e Giacomo Terranova. Un valore della produzione pari a 40.892.090 €(+3%) , risultato lordo della produzione di -161.313 €, un utile prima delle imposte di 20.184 € ed un risultato di esercizio di – 643.727 euro. La caduta a picco del traffico commerciale passeggeri (-1,63% da -1,37%) e pur rimanendo del tutto irrisolto il gravissimo divario nella misura dei diritti aeroportuali nel confronto degli altri scali nazionali. Un margine operativo lordo di 1,919 milioni di € (+207% rispetto al 2008)e un reddito ante gestione straordinaria che torna in territorio positivo (212.176 €) da -2,565 mln di euro del 2008. Risulta tuttavia evidente come neppure l’ulteriore virata gestionale portata avanti nel 2009 in direzione di un esasperato contenimento dei costi, nonché di un ulteriore ottimizzazione dei processi produttivi per quanto ormai prossima alla saturazione possa far beneficiare oltre il reddito operativo se prosegue il crollo del traffico passeggeri che genera il 70% circa dei ricavi core. Gli effetti per il settore del trasporto aereo sono stati quelli di un generale collasso del traffico passeggeri che si è protratto tutto il 2009:a livello nazionale, il numero dei passeggeri si è fermato a poco meno di 130 milioni (-2,3% sull’anno precedente), con performance negative per tutti gli aeroporti medio - grandi fatta eccezione di quelli caratterizzati da una significativa, se non addirittura esclusiva, presenza del traffico low cost, e segnatamente Bergamo, ma anche Bologna (ma anche Trapani Birgi) dove Ryanair ha trasferito la base di Forlì che di converso ha fatto segnare un crollo di circa il 32% del traffico passeggeri. La negativa performance dell’andamento del traffico passeggeri del biennio 2008-2009 ha determinato un arretramento di circa 5 punti percentuali nel trend del traffico dal 1999, passando da una crescita del 55,48% al 2007 ad un più modesto 50,78% al 2009, che rimane comunque superiore a quello nazionale (42%).

RENZI IL PIU’ AMATO, CAMMARATA NON PERVENUTO

[I BRUTTI ANATROCCOLI CHE NON DIVENTANO CIGNI BELLISSIMI COSA FANNO DA GRANDI? SI AMMAZZANO. Beppe Bellecca]
È Matteo Renzi(nella foto), primo cittadino di Firenze, il sindaco più amato d'Italia, con il 66,8% di consensi: è quanto rileva la tredicesima edizione di 'Monitor Città' che ha stilato una graduatoria dei sindaci più amati nel nostro Paese, in questo caso per quanto riguarda i primi 6 mesi del 2010. Alle spalle di Renzi, che nel secondo semestre del 2009 occupava la quindicesima posizione, si piazzano ex equo il sindaco di Verona Flavio Tosi e il suo omologo di Crotone Peppino Vallone (66%). Sorprendente il recupero del sindaco di Roma Gianni Alemanno, che dalla ventiduesima posizione riesce a raggiungere la terza, a pari merito con il primo cittadino di Torino Sergio Chiamparino (64,2%). Il dato medio nazionale, calcolato sul livello di soddisfazione espresso dai cittadini sull'operato dei sindaci di tutti i comuni capoluogo italiani, è rimasto pressoché invariato rispetto al semestre precedente, passando dal 54,7% all'attuale 54,8%. Ovviamente, il sindaco di Palermo non si è classificato, anche perché aspettiamo ancora i risultati positivi, quelli negativi li conosciamo tutti e sono abbastanza sufficienti per una clamorosa bocciatura. La prima donna in classifica è Letizia Moratti, sindaco di Milano, al ventisettesimo posto, con un gradimento del 55%. Nella speciale classifica dei super sindaci sono 40 coloro che superano la soglia del 55% di gradimento, di cui 22 di centrosinistra e 18 di centrodestra, 18 del nord, 5 del centro e 17 del sud. Non sono stati rilevati invece i dati relativi alle amministrazioni comunali andate al voto nella primavera 2010. Al primo posto nel gradimento dei servizi si conferma ancora una volta Bolzano con il 76,6%; Trento è al secondo posto con il 69,6% e Parma si attesta in terza posizione con il 66,5%. La classifica dei primi 20 comuni italiani è stata ottenuta attraverso un indice medio relativo al livello di soddisfazione espresso dai cittadini intervistati su 23 tipologie di servizi (tra cui, anagrafe-stato civile, tributi, Urp, servizi scolastici, politiche per le imprese, servizi sociali, sicurezza, polizia municipale, raccolta rifiuti, pulizia delle strade, manutenzione stradale, illuminazione stradale, verde-parchi pubblici, edilizia-urbanistica e turismo).

giovedì 16 settembre 2010

Ryanair conferma anche per l'inverno il Trapani-Goteborg

[IL PIU' GRANDE RISCHIO E' NON CORRERE ALCUN RISCHIO.
Sir James Goldsmith]
Sarà confermato anche durante l'orario invernale il volo Trapani-Goteborg che Ryanair ha lanciato lo scorso 5 maggio. Ida Buonanno, Sales and Marketing Executive di Ryanair per l'Italia, ha confermato come "questa decisione sia un'ulteriore dimostrazione del successo che il collegamento tra la nostra base siciliana e la seconda città della Svezia abbia riscosso in soli tre mesi". Il volo avrà frequenza bisettimanale, con partenze il mercoledì e la domenica. Per il presidente dell'Airgest, Salvatore Ombra, la conferma da parte di Ryanair nel time table invernale della destinazione di Goteborg è "un'altra importante finestra turistica sul nord Europa ed un altro tassello verso la destagionalizzazione dei flussi turistici. Occasione, questa con altre, che spero gli operatori turistici sappiano guardare con la dovuta attenzione. Con altrettanta attenzione spero vogliano guardare all'aeroporto ed alle potenzialità che esso esprime anche per veicolare l'immagine del territorio e per attivare efficaci strategie di marketing territoriale". In aereo in piedi, seduti su sedili-sella attrezzati con cintura di sicurezza: li ha disegnati la Aviointeriors. La ditta italiana, specializzata nell'arredamento di velivoli, li lancera' la prossima settimana in California alla Aicraft Interiors Expo Americas. I sedili verticali, battezzati SkyRiders, rispecchiano l'idea lanciata in luglio da RyanAir che insiste: tra due anni si volera' in piedi al prezzo di 4 euro.

Italia dietro Lituania e Polonia

[L'UNICO MODO DI TOGLIERE DI MEZZO LA TENTAZIONE E' DI CEDERE.
Oscar Wilde]
L'Italia resta ferma al 48/o posto nella classifica mondiale della competitività del Global Competitiveness Report 2009-2010 pubblicata ogni anno a Ginevra dal World Economic Forum (Wef). La classifica - guidata quest'anno da Svizzera, Svezia, Singapore e dagli Stati Uniti che hanno perso due posizioni - vede l'Italia preceduta da tutti i maggiori Paesi industrializzati. L'Italia resta ancora ''nettamente il Paese del G7 più basso nella classifica'', osserva il Wef nei suoi commenti, superata dalla Lituania e preceduta da Paesi come la Tunisia (32esima) o la Polonia (39). La competitività globale del paese continua ad essere gravata da alcune debolezze strutturali della sua economia, afferma il Wef. Nei prossimi mesi 'la ripresa dovrebbe procedere a ritmo moderato per la perdurante incertezza' afferma la Bce.L'istituto centrale nel bollettino mensile spiega comunque che i dati più recenti continuano a 'indicare una dinamica di fondo positiva'. Per il rilancio del lavoro, la Bce indica che servono salari più flessibili in quei Paesi che hanno subito perdita di competitività o che hanno deficit pubblici eccessivi o commerciali elevati. Ma in Europa i problemi non vengono mai soli. In forte rialzo il rischio default sul debito dell'Irlanda e delle banche del Paese, in base ai dati Cma DataVision. I credit default swaps (cds) sui titoli di Stato dell'Irlanda sono saliti di 10,5 punti base a 352 punti, il livello più alto da marzo 2009. I Cds sulla banca Allied Irish sono saliti a 523,5 punti, ai massimi da aprile 2009 e quelli su Anglo Irish a 614 il livello più alto da 13 mesi. I contratti su Bank of Ireland hanno raggiunto i 393,5 punti. L'Irlanda rischia di perdere il suo rating 'tripla A' da parte di Fitch, ricevuto nel 1998, a causa della forte caduta delle entrate fiscali. Lo ha reso noto l'agenzia di rating dopo aver messo il merito di credito sul debito in valuta estera dell'Irlanda, attualmente 'AAA', sotto 'osservazione negativa', e cioè a rischio di un peggioramento. L'economia dell'Irlanda subirà una contrazione del 12% tra il 2008 e il 2010: lo prevede la Banca Centrale Irlandese. Il pil del Paese vedrà un calo del 6,9% quest'anno e del 3% nel 2010, ha reso noto l'istituto di Dublino nel bollettino trimestrale, aggiungendo che la disoccupazione toccherà il 14,4% nel 2010. E mentre tutto sembra andare per il peggio gli esperti, quelli veri, annunciano la madre di tutte le bolle speculative. L'oro può essere una nuova bolla, la madre di tutte le bolle. E' il miliardario filantropo George Soros (nella foto) a lanciare l'allarme. Il prezzo del metallo prezioso ieri ha toccato un nuovo record e non accenna a fermarsi, soprattutto in un contesto di incertezza economica. L'oro è attualmente l'unico bene i cui prezzi sono in rialzo, e potrebbe continuare a salire, osserva Soros. Preoccupato anche l'ex presidente della Fed Alan Greenspan per il quale è 'un campanello d'allarme'.

Fs, prima e seconda classe addio

[ERA TALMENTE BRUTTA CHE DAVANTI ALLA FINESTRA C'ERA UN GUARDONE CHE DORMIVA. Mario Zucca]
Entro pochi mesi sui treni ad alta velocità scomparirà la tradizionale divisione in prima e seconda classe che verrà sostituita da quattro diversi livelli per qualità del servizio. Lo ha annunciato l'amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti. "Nel corso dell'anno - ha detto - supereremo le due classi per avere quattro livelli di servizio, da un elemento base di trasporto senza particolari esigenze dei passeggeri ad un servizio ai massimi livelli oggi conosciuti al mondo". Con i nuovi quattro livelli di servizio (non più "classi", sottolinea Ferrovie, perché sarà l'offerta dei servizi a fare la differenza e non poltrone e spazi) sui treni italiani che corrono sulla rete ad alta velocità arriveranno, per esempio, le "carrozze del silenzio", dove come già accade in altri Paesi sarà vietato far squillare il telefonino e parlare ad alta voce. Ovviamente, su tutte e quattro le classi sarà, comunque, garantito il ritardo e la sporcizia, caratteristiche che contraddistinguono le fs italiane in tutto il mondo. Su alcune carrozze, tolte a convogli dove c'erano "troppi posti offerti" rispetto alla domanda, Fs sta già allestendo "i nuovi interni per i treni che già ci sono". Mentre si attendono, spiega Moretti, i nuovi 50 treni da 360 chilometri l'ora. Per acquistarli Ferrovie ha chiesto ai costruttori "uno sforzo importante di fantasia e ricerca. Non abbiamo voluto i treni già disponibili perché riteniamo che siano di una generazione già andata", dice l'amministratore delegato di Ferrovie. Così alle case costruttrici è stato chiesto di proporre treni che abbiano "carrozze con un altissimo comfort ed una flessibilità d'uso degli ambienti", con la possibilità di modificarne velocemente la configurazione. E sono state chieste "caratteristiche tecniche, dei carrelli, e degli ammortizzatori che sui nostri binari da 300 chilometri orari consentano una velocità del 20% superiore", arrivando a 360 kmh. I fornitori "non hanno mai prima d'ora dovuto affrontare una sfida così", sottolinea Moretti, spiegando che il progetto che cancellerà le tradizionali prima e seconda classe, e quindi la nuova offerta di servizi, verranno messi a punto e presentati nei prossimi mesi.

mercoledì 15 settembre 2010

Ryanair supera Alitalia?

[NON HO NIENTE DA DICHIARARE, TRANNE IL MIO GENIO. Oscar Wilde]
Ricavi a 1.480 milioni di euro, nel primi sei mesi del 2010 per Alitalia, in crescita del 13% rispetto al primo semestre 2009 (1.309 mln). Lo rende noto la compagnia aerea precisando che il cda ha approvato il bilancio del primo semestre. La disponibilita' liquida totale è al 30 giugno di 491 milioni. Il risultato operativo del semestre è stato negativo per 129 milioni (-273 mln al 30 giugno 2009). Aumentano i passeggeri del 3% (10,6 mln al 30 giugno) e la puntualità di 11 punti (82,5%). Michael O'Leary, il pittoresco capo di Ryanair, dice che nel 2010 la sua compagnia low cost punta a superare Alitalia per diventare la numero uno in Italia. La scommessa del manager irlandese, un tipo che spesso le spara grosse, questa volta potrebbe rivelarsi neppure troppo azzardata. La sfida si gioca intorno a quota 22 milioni di passeggeri trasportati l'anno e dai dati dei primi mesi, tenendo presente l'effetto vulcano (quello islandese), Ryanair ha tutte le carte in regola quantomeno per accorciare le distanze rispetto all'ex compagnia di bandiera. Alitalia seconda sul mercato domestico? Poco male, visto che, tutto sommato, c'è in palio solo un titolo poco più che onorifico. Il guaio grosso, piuttosto, è un altro. Il fatto è che la società guidata da Roberto Colaninno rischia a breve di finire il carburante, quello finanziario. Nei giorni scorsi hanno fatto scalpore le parole del presidente Colaninno: "Nel 2011 Alitalia si salva o servono altri soldi". Ma il manager mantovano, che ama apparire schietto fino alla brutalità, ha semplicemente riassunto i termini di una situazione che appare evidente a un'analisi anche superficiale dei dati sull'andamento della compagnia. Vediamo. Dopo aver archiviato un 2009 in rosso per 326 milioni, Alitalia ha doppiato la boa del primo trimestre dell'anno con una perdita operativa (cioè senza tener conto di oneri finanziari e tasse) di 125 milioni. Il dato è migliore di quello registrato nello stesso periodo del 2009 (210 milioni di deficit), quando però la gestione fu nettamente penalizzata dalla difficile ripartenza della compagnia dopo il salvataggio a spese dell'erario pubblico. E il resto dell'anno? Il secondo trimestre è cominciato male. Ad aprile le ceneri del vulcano islandese sono costate "alcune decine di milioni di ricavi in meno" (parole di Colaninno). Poi va tenuto conto dell'effetto carburante: nel 2009 Alitalia aveva fatto scorta a prezzi inferiori a 60 dollari al barile, mentre in questi mesi si viaggia tra 75 e 80 dollari. Come dire che la bolletta finale potrebbe aumentare di 150 milioni nell'arco dei dodici mesi, almeno secondo quanto previsto a gennaio dall'amministratore delegato Rocco Sabelli. Infine, dal bilancio 2010 verrano a mancare proventi per una cinquantina di milioni garantiti l'anno scorso dallo Stato in cambio dell'assunzione di alcune migliaia di cassintegrati. Tirando le somme, tra maggiori oneri e minori ricavi, si aprirebbe un buco di almeno 200 milioni rispetto al 2009, anche se fonti di Alitalia spiegano che gli effetti dell'aumento del prezzo del petrolio sarebbero stati in parte neutralizzati (con quali costi?) mediante contratti di copertura. Al momento comunque, sembra difficile ipotizzare un netto miglioramento dei conti. All'orizzonte non si vede una decisa ripresa economica con conseguente incremento del traffico aereo. E poi, come segnalano alcuni analisti, c'è un'incognita supplementare che va tenuta presente. Di che si tratta? Ecco: nel quarto trimestre del 2009 Alitalia ha fatto segnare una performance che ha stupito molti addetti ai lavori. In pratica, la società ha chiuso quasi in pareggio (solo 16 milioni di perdita operativa) un periodo dell'anno di solito tutt'altro che favorevole per le compagnie. Merito dell'ottimo andamento dei ricavi che tra ottobre e dicembre hanno quasi raggiunto lo stesso livello dei tre mesi estivi. Possibile? A ben guardare si scopre che il trasporto passeggeri ha fruttato poco più di 610 milioni sugli 807 milioni di fatturato messi a bilancio nel trimestre finale. La differenza, pari a 200 milioni, sarebbe quindi riconducibile ad attività diverse dal trasporto passeggeri. Come si spiega questo andamento anomalo dei ricavi, un andamento che non ha riscontri in nessun altro periodo del 2009? Alitalia spiega che quei 200 milioni sono stati realizzati grazie a voli cargo e charter, accordi commerciali, manutenzione e altro per conto terzi e, infine, il cosiddetto "traffico venduto e non volato", cioè i biglietti pagati e non utilizzati ma non rimborsabili. Resta il fatto che il valore di queste voci, presenti anche negli altri trimestri, è aumentato in modo anomalo nell'ultimo periodo dell'anno. E a questo punto gli analisti si chiedono se sarà possibile ripetere l'exploit. Nel dubbio c'è chi arriva a ipotizzare che la perdita netta nel 2010 per Alitalia potrebbe essere compresa tra i 250 e i 300 milioni. Come dire che in un paio d'anni di attività la compagnia avrebbe bruciato quasi la metà dei mezzi propri e nei primi mesi del 2011 il denaro in cassa scenderebbe sotto il livello dei 200 milioni considerato da Sabelli una sorta di soglia di sicurezza. In pratica, come preannunciato da Colaninno, servirebbero altri soldi. E gli azionisti, la pattuglia di imprenditori-soci arruolati da Silvio Berlusconi e coordinati da Banca Intesa che hanno finanziato il salvataggio di Alitalia? Molti di loro vedono come il fumo negli occhi anche la semplice ipotesi di nuovi esborsi di denaro a breve. E forse in cuor loro sperano che Air France, forte del suo 25 per cento, approfitti della situazione per salire in maggioranza. Nessuno degli azionisti ha però finora manifestato pubblicamente la propria preoccupazione. Anzi no. Un socio, almeno uno, l'ha messa addirittura per iscritto. È la Pirelli di Marco Tronchetti Provera, che nel bilancio 2009 ha svalutato del 15 per cento il valore della propria quota Alitalia. Tronchetti pessimista. O forse troppo ottimisti gli altri.