sabato 31 luglio 2010

Cala il sipario sul web?

[CHI PAGA IL TROMBETTIERE, DECIDE LA MUSICA. Proverbio inglese]
Avete un blog sul quale seguite l’attività politica della vostra città? Vi interessate di politiche ambientali e aggiornate il vostro sito con le novità che riguardano risparmio energetico e gestione dei rifiuti? Siete iscritti ad una mailing list di ricercatori precari nella quale vi confrontate sui tagli all’università? E ancora, siete tra quelli che, telecamera in spalla, vanno dai politici a chiedere conto delle loro scelte? Se siete tra questi, o se comunque avete un vostro sito Internet, preparatevi: molto presto dovrete fare molta attenzione. Nella legge bavaglio che verrà approvata a breve in via definitiva, è contenuto un articolo che vi riguarda. E’ il comma 29 che recita: “ Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Vuol dire che ogni sito web (blog, forum, pagina Facebook, canale YouTube, wiki, ecc), dovrà sottostare all’obbligo di rettifica previsto per le testate giornalistiche. Se a qualcuno non va bene qualcosa che avete scritto, se ritiene falsa o tendenziosa una vostra frase o pensa che una vostra opinione ecceda il diritto di critica, potrà contattarvi ingiungendovi di pubblicare la sua versione dei fatti. Nel momento in cui nella vostra casella di posta arriverà una simile comunicazione, partirà un conto alla rovescia: avrete 48 ore per pubblicare la rettifica. Scaduto questo termine, non avendo rispettato la legge, rischiate una multa fino a 12mila euro. Per la maggioranza di governo e persino per alcuni esponenti della blogosfera, il comma 29, è sacrosanto: “Sul web non si può scrivere ciò che si vuole” dicono. Per molta parte degli utenti della rete, per il Partito Democratico e Italia dei Valori, invece, il comma non tiene conto nella natura amatoriale di molti siti web e risulta perciò censorio. Da più parti viene anche sottolineato che il comma presta il fianco ad abusi: un sito web spesso non ha risorse, competenze e personale per analizzare nel merito ogni richiesta di rettifica.Il comma 29 dell’articolo 1, hanno imposto una nefasta limitazione alla libertà del web, mai pensata prima e che non esiste in nessun altro paese del mondo. Il comma in questione, infatti, sottopone qualsiasi pagina web, che sia quella facente capo ad un grande gruppo editoriale o al blogger Salvo Complicazioni di Gallarate, alle stesse regole dei giornali. Tradotto, in parole povere: la libera circolazione di idee e notizie sensibili non solo saranno vietate sui mezzi di comunicazione del padrone, leggi Mediaset, o asservite al padrone, leggi Rai, ma non potranno più circolare sul web, libero spazio per libere menti. Di questo passo e con questo governo, pensieri, riflessioni, idee, denunce rimarranno li dove sono nel cassetto dei sogni e delle buone intenzioni. Ogni canale di comunicazione sarà inesorabilmente chiuso. Stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà. Pretendere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta, esattamente come se fosse un giornalista, sotto la minaccia di una pesantissima sanzione pecunaria, significa infatti dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili che sputtanano i poteri forti, politici ed economici.

venerdì 30 luglio 2010

Ecco la nuova Gesap

[I CATTIVI HANNO CAPITO QUALCOSA CHE I BUONI SICURAMENTE IGNORANO. Woody Allen]
L'assemblea dei soci di Gesap, società di gestione dell'aeroporto di Palermo ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione. Fanno parte del Cda: Roberto Helg, Sebastiano Bavetta, Dario Colombo, Mimmo Di Carlo e Stefano Mangano. I ruoli di amministratore delegato e presidente saranno decisi alla prossima riunione del consiglio di amministrazione di Gesap. "Non conosco i curricula di alcuni nuovi componenti del consiglio di amministrazione di Gesap – ha detto il presidente dell'Enac, Vito Riggio, commentando le nomine del nuovo cda –, mi auguro che i loro profili rispettino quanto previsto dallo Statuto della società. Il collegio sindacale, dove Enac ha un suo componente, farà una prima valutazione sulle nomine del nuovo consiglio di amministrazione della Gesap".

Scelta non hai scelta dimettiti

[IL PEGGIO CHE PUO' CAPITARE AD UN GENIO E' DI ESSERE COMPRESO. Ennio Flaiano]
Incomprensione tra il direttore generale di Gesap Carmelo Scelta e Alitalia. Scelta, ieri, a margine della presentazione di sei nuove rotte Ryanair da Palermo,aveva detto: "a Palermo il 50% del traffico nazionale è verso Roma e Milano. Purtroppo su queste rotte c'é quasi un monopolio di Alitalia che applica tariffe astronomiche. Le vere cifre astronomiche si possono leggere nel suo Cud, guadagna quasi 230..000 per poi sparare minchiate di questo tenore? Venerdì scorso un Fiumicino-Palermo è arrivato a costare, comprato in giornata, 450 euro quanto un volo per Chicago. Basta ascoltare questa battuta per capire chi ha gestito la Gesap in questi anni, nominati dalla politica hanno rovinato un aeroporto e il suo indotto. Sappiamo di avere delle responsabilità (è quella di dare le dimissioni, immediate, irrevocabili)verso i siciliani che soffrono dell'insularità e spesso non hanno possibilità di muoversi se non in aereo - ha proseguito Scelta. La Regione, in questa situazione, è del tutto latitante e non sente il dovere di aiutare i suoi abitanti a muoversi in altre parti di Italia e del mondo". Un attacco a cui la compagnia ha prontamente risposto replicando così: "Alitalia offre attualmente su Palermo 183 frequenze settimanali (circa 27 voli al giorno) collegando, con operativi propri, sette destinazioni in Italia (Roma, Milano Linate, Milano Malpensa, Venezia, Torino, Napoli e Bologna) più altre tre servite in code-share con partners (Verona, Genova,Napoli e Foggia). Tutte le rotte sono operate in diretta concorrenza con uno o più vettori. In particolare: sulla relazione Roma-Palermo dove Alitalia nella stagione estiva offre 12 voli al giorno (13 ad agosto) sono presenti altri tre concorrenti low cost con tre collegamenti giornalieri ciascuno. Sul mercato Milano-Palermo, Alitalia opera la rotta Linate Palermo con 4 voli al giorno in concorrenza con altri due vettori che operano un volo ciascuno; sulla rotta Malpensa-Palermo, dove Alitalia opera due voli giornalieri con brand Air One, sono presenti altri due competitor con 4 voli giornalieri a totale. Inoltre è presente anche concorrenza sull'aeroporto di Bergamo (un volo giornaliero). Relativamente ai prezzi applicati, ad oggi - spiega Alitalia - l'entry level sulla rotta Roma-Palermo è di 49 euro one way con 7 giorni di Advance Purchase, inoltre con vendibilità fino al 2 agosto per volare da settembre esistono anche tariffe a 39 euro, con prezzi quindi assolutamente competitivi anche in relazione al miglior prodotto offerto in termini di schedule e di livello di servizio. I prezzi, più a ridosso della partenza, possono seguire dinamiche commerciali coerenti con le prassi utilizzate da tutti i vettori, compresi i low cost, in risposta all'andamento della domanda". Bologna, Siviglia, Treviso, Verona, Marsiglia e Oslo. Sono le sei nuove destinazioni che Ryanair attiverà da Palermo dal 31 ottobre. Le nuove rotte, secondo le previsioni della compagnia, porteranno 400 mila passeggeri all'anno in più a Palermo. Per l'occasione, Ryanair offre sconti fino al 50% per viaggiare in tutto il network europeo a settembre. Questi sei nuovi voli quanto costeranno al contribuente siciliano? La Gesap grazie a queste nuove rotte spera di incrementare il traffico internazionale che nel 2009 si è fermato al 16% del totale (su 4,3 milioni di passeggeri solo 700 mila provenivano da traffico internazionale): la percentuale più bassa d'Italia. E meno male che quelli della Gesap avevano vinto una scommessa. "E' una carenza a cui stiamo cercando di sopperire - hanno detto Carmelo Scelta e Natale Chieppa della direzione di Gesap - Palermo e Catania insieme non riescono a registrare le percentuali di Napoli. Con Ryanair c'e un accordo pluriennale che porterà altre novità. La nostra difficoltà a raggiungere intese con compagnie low cost dipende dal fatto di non avere terminal dedicati a questo tipo di trasporto. Però le compagnie low cost sono uno dei canali privilegiati dei passeggeri e quindi dobbiamo colmare il gap".

giovedì 29 luglio 2010

Rinnovo cda Gesap: non ci resta che piangere

[LA MORALITA' E' CIO' CHE, PUR SENZA ESSERE OSCENO, OFFENDE GROSSOLANAMENTE IL MIO SENSO DEL PUDORE. K. Kraus]
Ore di fibrillazione tra i soci di Gesap, il cui cda sarà rinnovato venerdì 30 luglio. L'ultimo nome, che si aggiunge a quelli circolati nei giorni scorsi per la società di gestione dell'aeroporto Falcone Borsellino, è quello di Dario Colombo, uomo Udc, per il quale la Provincia di Palermo, socio di maggioranza di Gesap, avrebbe proposto l'incarico di amministratore delegato. Colombo, ex ad di Sicilia e-servizi controllata dalla Regione subentrerebbe a Giacomo Terranova (Pdl e poi Pdl-Sicilia). In corsa per un posto di consigliere ci sarebbero anche Mimmo Di Carlo, anche lui in quota Udc, e Giacomo Palazzolo, in quota Pdl, direttore generale di Gesip e indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Palermo su Franco Alioto, il dipendente assenteista dell'azienda comunale, che durante l'orario di lavoro, avrebbe fatto da skipper nella barca della famiglia del sindaco Diego Cammarata. Nell’inchiesta su parentopoli viene fuori l’elenco dei 97, oltre alla figlia del capogruppo Pdl Giulio Tantillo, alla nipote acquisita del presidente di Sala delle Lapidi Campagna e al presidente di circoscrizione Massimo La Corte, ci sono anche Salvatore Prestigiacomo, figlio dell'ex consigliere comunale dell'Mpa Giuseppe, Eraldo De Lisi, figlio dell'avvocato Anthony che ha militato nell'Udeur, e Gloria Ragusa, nuora del dirigente dell'Udc Mimmo Di Carlo. Di Carlo e Prestigiacomo si augurano che la vicenda possa trovare una soluzione "per garantire una stabilità a chi lavora da anni". Riduzione da tre a uno dei componenti del Consiglio di amministrazione di Gesip, società controllata dal comune di Palermo, con l'introduzione della figura dell'amministratore unico ed eliminazione del direttore generale, carica ricoperta da Giacomo Palazzolo, indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Palermo su Franco Alioto, il dipendente assenteista dell'azienda comunale, che durante l'orario di lavoro, avrebbe fatto da skipper nella barca della famiglia del sindaco Diego. Cammarata, anche lui iscritto nel registro degli indagati per truffa e abuso d'ufficio. Le modifiche allo statuto di Gesip, il cui contratto di servizio è stato prorogato fino al 31 luglio, sono state introdotte da due emendamenti, primo firmatario il consigliere Salvatore Orlando (Pd), approvati durante la seduta fiume del Consiglio comunale, cominciata ieri e conclusasi stamattina dopo 14 ore no-stop di lavori d'aula. Gli emendamenti sono stati votati in modo trasversale da maggioranza e opposizione. Secondo Orlando la sola eliminazione della figura del direttore generale "porterà a Gesip un risparmio di circa 150 mila euro, ma soprattutto cancella un pezzo di potere all'interno della società esercitato da Palazzolo che, se l'inchiesta della Procura dovesse confermarlo, rispondeva direttamente al sindaco". Alla Gesip lavorano 1.900 persone circa, personale addetto alla manutenzione e pulizia del verde pubblico, al trasporto dei disabili e ai servizi cimiteriali. Il Consiglio di amministrazione di Gesip, azzerato dal Consiglio comunale, era composto dal presidente Pippo Enea (Udc), dal vice presidente Stefano Mangano, storico segretario del sindaco Cammarata, e da Giuseppe Fabio Filippazzo, vicino al Pdl lealista. La riduzione da tre consiglieri ad un amministratore unico, adesso, apre una questione politica all'interno della maggioranza tra Pdl e Udc, sulla gestione della società, in gravi difficoltà finanziarie con perdite di circa 900 mila euro al mese. Per ricapitalizzare la società, che ha eroso il capitale sociale, e bloccare le perdite servirebbero circa 14 milioni di euro, somma necessaria ad incrementare il contratto di servizio. Gli emendamenti che tagliano i dirigenti Gesip sono stati approvati col voto favorevole dei consiglieri di Pd, Mpa, Pdl Sicilia e di pezzi del Pdl lealista. Sul valzer di nomi per il nuovo cda, dopo il presidente di Enac Vito Riggio (se l'Enac di Riggio vigilerà siamo a posto e tranquilli) che ha auspicato la scelta di un management competente sostenendo che vigilerà sulle scelte dei soci, intervengono anche i sindacati. Ai soci di Gesap, Filt-Cgil, Legea-Cisal, Fit-Cisl, Uilt e Ugl-T.a scrivono: "Pretendiamo continuità amministrativa (i sindacati, come sempre, vivono nel loro mondo fatto di frasi fatte e retorica) rispetto a questo management che negli anni ha dimostrato capacità gestionale e lungimiranza da cui è scaturito l'avvio della fase di implementazione e sviluppo dell'infrastruttura aeroportuale, evitando azioni unilaterali e di forza che non gioverebbero alla azienda che siamo fieri di rappresentare".

martedì 27 luglio 2010

Cgil - Cisal: fine di un amore

[IN OGNIUNO DI NOI SI NASCONDE UN IMBECILLE. A VOLTE, NE RESTIAMO SOPRAFFATTI, MA SEMPRE RIUSCIAMO A STABILIRE L'ORDINE. ORA STA ACCADENDO UN GUAIO: CHE LA SOCIETA' IN CUI VIVIAMO, QUELL'IBECILLE CHE SI NASCONDE IN NOI HA SUCCESSO. Leopoldo Longanesi]
Quando si inizia una trattativa sindacale si sa quando inizia, ma mai quando finisce: appena chiami il giro si iniziano a fare i conti. Ne più, ne meno come un tavolo da poker. I giocatori esperti giocano con l’inganno per intimidire l’avversario. Oggi, i sindacati hanno incontrato la Gh Pmo senza concludere niente. Anzi i giocatori che sfidavano il banco (la Gh Pmo) hanno dimostrato di essere sempre più spaccati. La Cisal ha chiesto 1.000 per ottenere 100, le altre organizzazioni invece avrebbero sottoscritto subito quello che Gh avrebbe potuto dare ai lavoratori: nulla o quasi. Anche perché se cedo a Palermo negli altri scali della Gh possono dire perché a noi no. La presunta alleanza aeroportuale tra Cisal e Cgil,da oggi, non esiste più. La Cgil è stanca di inseguire la Cisal nelle sue iniziative e nel corso dell’incontro in oggetto ha chiesto 48 di tempo per poi riprendere la trattativa. Non sappiamo cosa si diranno i sindacati in questo periodo e se avranno il coraggio di guardare negli occhi i propri iscritti. Sempre oggi la Cisal ha presentato in Gh 15 deleghe (il 50% dei 15 sono ex Cgil) toccando quota 85. E con questi numeri si può dichiarare lo stato di agitazione.

lunedì 26 luglio 2010

C’est la grève … madame!

[IL FRANCESE E' UN ITALIANO DI CATTIVO UMORE Cocteau]
Lo sciopero (in francese grève, in spagnolo huelga, in inglese strike) è principalmente una forma di lotta sindacale attraverso il quale ci si astiene dal lavoro con lo scopo di rivendicare maggiori diritti, manifestare solidarietà o protestare per una serie di svariate motivazioni. Precisiamo tutto questo per ricordare alle organizzazioni sindacali italiane e ai loro rappresentanti che il tempo del dialogo è finito. Sono giorni di sciopero in Spagna e Francia, dove i controllori di volo protestano contro la cattiva gestione delle compagnie e le condizioni di lavoro del personale. Ha cominciato la Spagna, dove lo sciopero continua a causa delle tensioni fra controllori e governo: forti disagi si sono verificati quando 28 dei 61 controllori di volo di turno a Barcellona hanno incrociato le braccia, dichiarandosi in malattia per stress. In Francia, dove la direzione generale dell'aviazione civile (DGAC) hanno chiesto alle compagnie aeree di ridurre il numero di voli in ragione di un movimento sociale. In pieno periodo estivo, il cielo francese sarà colpito dallo sciopero dei controllori di volo. Già molti sono i voli annullati o riportati: la DGAC consiglia a tutti i passeggeri di contattare la propria compagnia. In gennaio e febbraio, dei blocchi per lo stesso motivo avevano provocato l'annullamento da 15 a 25% dei voli sullo scalo di Parigi Charles de Gaulle, della metà su quello di Orly. Altri preavvisi di sciopero saranno deposti durante il mese di settembre in caso di mancato accordo fra le direzioni delle compagnie e il sindacato. Ritardi, cancellazioni e l'inevitabile caos aeroportuale negli scali d'Europa per lo sciopero bianco dei controllori di volo greci. Gli uomini radar ellenici hanno deciso di applicare alla lettera le regole internazionali di sicurezza Icao, rispettando rigorosamente la capacità dello spazio aereo. Questo dopo la decisione del Tribunale sull'illegittimità dello sciopero indetto dalla loro organizzazione, che sarebbe dovuto iniziare ieri e poi cancellato. A causa di questa decisione, ieri fino alle ore 20.00, soltanto all'aeroporto internazionale di Atene "Elefterios Venizelos" erano stati effettuati 146 voli, dei quali i 115 con ritardi che sono arrivati fino a quattro ore. Durante il fine settimana il ministro dei Trasporti greco Dimitris Reppas ha chiesto ai controllori di non intraprendere azioni "Che potessero danneggiare l'industria del turismo del Paese", che soffre gravemente dopo alcuni mesi di scioperi dei lavoratori contro le misure di austerity messe in atto dall'indebitato governo di Atene. Ma i sindacati dei controllori del traffico aereo, insoddisfatti di Reppas e delle politiche del suo ministero, hanno deciso di continuare la protesta con modalità da definire. Visto e considerato come vanno le cose in Europa proponiamo a Pmo – Cta e Tps, ma anche ad altri aeroporti italiani, di fare una colletta per mandare i rappresentanti sindacali italiani all’estero. All'estero hanno ancora la libertà per scioperare, e se qualche ministro tenta di impedirlo le organizzazioni sindacali bloccano tutto lo stesso. Una specie di viaggio di istruzione per Rsa di Cisl, Uil, Cisal, Ugl e non ultima la Cgil. Sindacalisti abbandonate i cda della varie aziende di riferimento e scendete in piazza.

UN DISASTRO CHIAMATO CAMMARATA

[OGNI INTELLIGENZA HA LA SUA STUPIDITA'. R. Musil]
Non sono bastati i rilievi della corte dei Conti, così come la delibera consiliare del gennaio 2009: a palazzo delle Aquile ci riprovano. “Il Consiglio Comunale dispone per le società partecipate Amat spa, Amap spa e Amg energia spa, fermo restando che dovranno dimostrare i comprovati motivi gestionali ed operativi nelle more dell’approvazione di una delibera di modifica alla delibera n.1 del 15/01/2009 a poter operare in deroga a quanto stabilito nel capitolo afferente le indicazioni per le società collegate e partecipate fra i sotto elencati punti: divieto di nuove assunzioni di personale, restando obbligati alla procedura concorsuale di evidenza pubblica; divieto assoluto di avanzamenti di carriera, del personale in servizio, per tre anni; riduzione del 50% del lavoro straordinario”. Si tratta del testo dell’ordine del giorno presentato da Giulio Tantillo, capogruppo del Pdl al Comune di Palermo, che chiede di riaprire il bacino lavoratori delle ex municipalizzate per nuove assunzioni, scatti di carriera e straordinari. Ciò nonostante la delibera citata (del 15/01/2009) è stata adottata dallo stesso Consiglio comunale in seguito ai rilievi della corte dei Conti. Ora, si legge, “sono mutate le condizioni che hanno portato il Consiglio comunale all’approvazione della suddetta delibera”. Per il consigliere del Pd a palazzo delle Aquile, Davide Faraone, “l’ordine del giorno che prevede la possibilità di nuove assunzioni nelle aziende comunali, presentato dal Pdl, è carta straccia e serve solo ad alimentare attese e promesse per la prossima campagna elettorale”. “Siamo di fronte ad una operazione – continua Faraone – che è meramente di facciata. Mi dispiace essere stato l’unico consigliere a votare contro quest’atto. Pensare che un ordine del giorno, un atto dal valore molto relativo – aggiunge – possa cassare una delibera del 15 gennaio redatta sulla scorta dei rilievi posti dalla Corte dei Conti, per mettere argini alla situazione di crisi economica finanziaria del Comune, è una palese presa in giro”. Per Faraone “le situazioni di criticità delle aziende comunali non sono state affatto superate: quest’anno Amat chiuderà in passivo, i problemi di Amia li conosciamo tutti ed Amg, con la ‘trasfusione’ di azioni in Amia ha anch’essa un piede nella fossa”. “E’ un controsenso che il sindaco, – dice – sempre pronto a criticare gli atti del Consiglio Comunale, non abbia richiamato alle loro responsabilità i suoi consiglieri comunali”. Cgil, Cisl e Uil di Palermo chiedono un consiglio comunale straordinario aperto alle forze sociali e imprenditoriali in cui si presentino il bilancio della città e i piani industriali di rilancio delle società partecipate. I sindacati hanno sottolineato “lo stato fallimentare della gestione privatizzata di tutte le società partecipate del Comune”, che hanno bocciato “sul piano della qualità, dei servizi offerti alla città, della situazione economica dei bilanci, della condizione morale, dell’organizzazione delle competenze, delle troppe esternalizzazioni di servizi in presenza di personale in esubero”. Inoltre, hanno contestato “le assunzioni clientelari, le consulenze, l’aumento delle tariffe, il numero elevato dei consigli d’amministrazione”. “Bisogna ricondurre le aziende – hanno proposto i segretari di Cgil, Cisl e Uil – a una gestione pubblica, manageriale, con procedure pubbliche di reclutamento del personale e con il taglio ai cda. In questo modo, potremmo ottenere un risparmio dell’Iva tra i 60 e gli 80 milioni, che potrebbero utilizzare le aziende”. “La gestione fallimentare – secondo i sindacati – riguarda oggi non solo l’Amia ma tutte le società partecipate, che hanno già presentato al Comune la richiesta della revisione dei contratti di servizio: l’Amia per 38 milioni di euro, la Sispi per 1 milione, l’Amap per 2 milioni, la Gesip per 10 milioni il primo anno e 20 milioni il secondo anno, Palermo Ambiente per 2,5 milioni di euro”.

E la Cisal ha deciso di attaccare la Gh Palermo …

[CHI TROVA UN AMICO HA UNA SORELLA CARINA. Paco D'Alcatraz]
Il segretario generale della Cisal, Gianluca Colombino (nella foto), ha inviato una lettera ironica, usando toni duri, al limite dello sfottò, ne prendiamo atto. Alla fine della lettera Colombino sostiene che la Cgil è al loro fianco nel tavolo delle trattative, il vostro limite, oggi, è la presunta alleanza con la Cgil, che dopo i fatti, incresciosi, di Pomigliano, è solo zavorra. Ci auguriamo che tale politica venga fatta anche nei confronti della Pae Mas (quando presenterete le deleghe?) e della Gesap. Ecco le parti più importante della lettera in questione.
Domenica 11 (37 gradi all'ombra) non era soltanto la consueta domenica di afa di un luglio palermitano. Quella domenica era anche la data fatidica in cui la Spagna e l'Olanda si giocavano la finale del campionato del mondo! La sera in cui ogni uomo, sogna di essere comodamente seduto di fronte al proprio televisore, con l'aria condizionata a palla, con una birra ghiacciata in una mano e il telecomando davanti, pronto a gustarsi la più emozionante di tutte le partite. Tuttavia, c'è solo un principio che può interrompere questo sacro rito: il senso del dovere. Il lavoro infatti è certamente al primo posto nella vita di ciascun essere umano. La lealtà verso gli impegni assunti ci deve richiamare al senso di responsabilità al DOVERE di prestare, indipendentemente se sia essenziale o meno, quel servizio per cui siamo pagati. E poco importa se 5 giorni prima il vostro direttore del personale Gaetano Tursi abbia detto al tavolo ai vostri rappresentanti sindacali una frase che non ripeto per pubblica decenza che lasciava trasparire senza grandi perifrasi che alla luce della distinzione contrattuale tra personale delle società di gestione e dell’handling si era già attuato un processo di pseudo-sodomizzazione per gli operatori addetti all’handling di tutta Italia Il direttore si è poi scusato,ritirando la frase, perché sollecitato dalle urla indignate di Giacomo De Luca e dall'intervento stizzito del Dottore Chieppa, consapevole della solenne stupidaggine (è già stato abbastanza fortunato il Dottore Tursi che fossi assente al tavolo, altrimenti non credo che la riunione sarebbe andata avanti con lui…) appena fatta dal collega, poco attento all’importanza delle parole utilizzate. Sono con Paolo De Ruggiero quando dice che la GH gestisce un servizio pubblico essenziale. È proprio così e infatti chiederò di fornirvi, di un cellulare aziendale, dopo aver discusso sull’indennità di reperibilità che l’azienda vi dovrà corrispondere per permetterle di contattarvi e per far fronte a eventuali emergenze quale quella avvenuta domenica scorsa. E sono con Paolo De Ruggiero certamente quando dice che l'azienda deve riflettere sull’ipotesi di congelare o meno le ferie date al personale in periodo estivo. Però caro Paolo, ti prego, di dire a Gaetano Tursi, vostro rappresentante al tavolo di Assohandlers nelle trattative sui CCNL, di farla scrivere come regola sul prossimo contratto, altrimenti la paventata minaccia di congelare le ferie non potrà certamente trovare attuazione se non nei vostri sogni! So che Tursi è persona arguta, preparata e assai capace. Magari troverà qualche sindacalista che la pensa come lui e si farà firmare anche questo di accordo... Ma fino a quel giorno, caro Paolo, ti prego di non minacciare mai più i lavoratori dello scalo su questa improbabile ipotesi, anche se so, e sono convinto che da parte tua c’era lo spirito di voler sottolineare che chi sta a casa FURBESCAMENTE, appesantisce e grava ulteriormente la fatica di chi viene a lavorare, e su questo sono d’accordo con te (mi onoro di essere un rappresentante dei lavoratori e non dei FANCAZZISTI, e tu lo sai bene), ma fino a prova contraria non possiamo attivare processi di demonizzazione pubblica per fenomeni che non sappiamo con certezza quanto siano davvero reali o costruiti ad arte. Questi lavoratori,caro Paolo, ipotizzo che siano persone che magari dopo varie giornate stancanti trascorse sul piazzale a scaricare bagagli a 40 gradi all'ombra, sudati, stremati , con qualche mancato riposo alle spalle, che non vanno in ferie da non so quanto, hanno deciso, domenica scorsa sentendosi male, di utilizzare un qualcosa che Assohandler non è riuscito a cancellare nell'accordo dello scorso mese di giugno... Il diritto di poter rimanere a casa per curarsi, (stando male) senza essere denigrato, vilipeso o peggio ancora licenziato. Sulle percentuali poi, sarei ancora più cauto. Il 25% è un tasso certamente significativo in termini di assenza, ma lo è ancora di più allorquando lo leggo come quota mancante alla somma degli arretrati una tantum da mettere in pagamento per i lavoratori che da due anni sono senza adeguamento contrattuale. Ops…! Scusate amici lavoratori, ma 1700 euro meno 700 ( le 700 euro in meno sono la parte degli arretrati legati a condizioni di recupero crediti che quasi certamente non saranno mai recuperati in quanto legate a vettori aerei falliti o in crisi ) fa mille euro, e la quota che non sarà pagata ai lavoratori dell’handling quindi è in termini percentuali ben più alta del 25% (credo sia intorno al 37%). Vedete? A cercare di dare i numeri si fanno magre figure, e oggi è capitato anche a me. Ad ogni modo, vi lascio comunicandovi che a breve avremo un altro incontro con GH per cercare di garantire a voi tutti un miglioramento di quanto stabilito nell’accordo di giugno da altre organizzazioni sindacali nonostante l’esito infruttuoso della prima parte della scorsa riunione. Oggi al tavolo “sembra” che la CIGL di Palermo sia pronta a cercare di migliorare insieme a noi l’accordo nazionale e di questo se avverrà saremo pronti a rendergliene pubblicamente atto! In tutto questo ad oggi non abbiamo notizie della data di riapertura della trattativa, e non vorremmo dover pensare che sia frutto di una tattica per prendere tempo da parte dell’azienda, per questo vogliamo immediatamente sapere la data della convocazione.

Diego Cammarata ancora condannato

[TOCCATO IL FONDO NON PUOI CHE RISALIRE. A ME CAPITA DI INCOMINCIARE A SCAVARE. Bruno Agostini[
La sezione giurisdizionale di Appello della Corte dei conti per la regione siciliana ha confermato la condanna del sindaco di Palermo Diego Cammarata e dell’architetto Federico Lazzaro, dirigente coordinatore del settore Urbanistica, al pagamento, in favore del Comune, rispettivamente, di 200 mila euro e di 100 mila euro per il danno erariale causato con l’affidamento di alcuni incarichi di consulenza per la progettazione. La Procura contabile ne aveva sostenuto l’illegittimità e la inutilità e aveva promosso l’azione di responsabilità amministrativa. Secondo la tesi della Procura, accolta in primo grado confermata anche dai giudici d’Appello, una serie (complessivamente 10) di incarichi di consulenza per la progettazione, proposti dal dirigente coordinatore del settore urbanistica, e conferiti dal sindaco il 16 marzo 2004 e il 20 aprile 2004 sarebbero stati affidati in violazione della legge. Precisamente la normativa violata sarebbe la legge 142 del 1990 e il regolamento comunale sull’ ordinamento degli uffici che disciplinano il ricorso a professionalità esterne. Le determine sindacali sarebbero state generiche, seriali, prive di parametri per la individuazione dei compensi e disposte senza alcuna verifica della professionalità richiesta tra i numerosi tecnici (architetti e ingegneri) in servizio presso il Comune. Inoltre alcuni dei professionisti esterni nominati dal sindaco non avrebbero avuto una professionalità specifica compatibile con l’incarico ricevuto, e in alcuni casi, neanche i requisiti minimi di esperienza professionale richiesta dal regolamento comunale. L’istruttoria della Procura contabile si inserisce nell’ azione generale di contrasto dei fenomeni di spreco di risorse erariali derivante dal conferimento di incarichi a soggetti esterni all’amministrazione. “Questa è solo la punta dell’iceberg. Le consulenze prese in esame dalla magistratura contabile e ritenute illegittime sono solo una piccola parte di quelle affidate da Cammarata, in questi anni, al Comune e nelle aziende ex municipalizzate”. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale e consigliere comunale del PD a Palermo, a proposito della conferma della condanna da parte della Corte dei Conti nei confronti del sindaco Diego Cammarata al risarcimento di 200 mila euro per consulenze illegittime. “Siamo di fronte alla conferma dell’uso spregiudicato dei fondi pubblici – aggiunge – e alla concezione, sempre più frequente, dell’assegnazione degli incarichi di consulenza come ‘premi’ per amici o soggetti da ricompensare per la fedeltà politica o elettorale, a prescindere dalle competenze e dalle reali esigenze delle strutture”. “Questa sentenza – conclude Faraone – deve essere anche un monito per Lombardo: eviti di fare alla Regione gli errori che Cammarata ha fatto al comune di Palermo”.

domenica 25 luglio 2010

Lombardo, quanto mi costi?

[SEMPRE E INEVITABILMENTE OGNIUNO DI NOI SOTTOVALUTA IL NUMERO DI INDIVIDUI STUPIDI IN CIRCOLAZIONE. Carlo M. Cipolla]
Punta a entrare nel business dei trasporti marittimi, sostiene imprenditori che vogliono realizzare auto al posto della Fiat a Termini Imerese, e con società controllate è pronto perfino a entrare nel settore ferroviario e aereo. Tutto con fondi della Regione, che siano Fas o fondi propri poco importa. Ecco il Lombardo imprenditore, che mentre è impegnato in un difficile rimpasto di giunta che deve garantirgli la permanenza a Palazzo d' Orleans fino al 2013, lavora per ampliare il suo raggio d' azione. Al primo punto dell' agenda del governatore c' è l' affare Tirrenia - Siremar. Al bando del ministero delle Infrastrutture e Fintecna alla fine ha aderito solo la Mediterranea holding, partecipata dalla Regione (36 per cento delle azioni) e composta dagli armatori Alexandros Tomasos (30,5 per cento), Salvatore Lauro (18,5) e Nicola Coccia (3), insieme ai piccoli azionisti campani della Isolemar (9) e alla famiglia Busi (3 per cento). Una raggruppamento che ha rinsaldato lo stretto rapporto tra Lombardo e Lauro in Campania,e allargatoi contatti del leader dell' Mpa anche in Confindustria nazionale, visto che Coccia è l' ex presidente della sezione armatori. Con questa cordata Lombardo punta a rilevare una flotta che dà lavoro tra diretti e indiretti a quasi 6 mila persone, ha un patrimonio di 700 milioni di euro e sprechi che non si contano come quello di quattro navi veloci mai utilizzate. Per non parlare dei debiti, che arrivano a quota 560 milioni di euro. Ci sarebbero però in ballo finanziamenti statali ed europei per i prossimi dieci anni paria 1,3 miliardi. Lombardo va dritto per la sua strada, sostenuto dal sottosegretario ai Trasporti Giuseppe Reina, suo fedelissimo nell' Mpa: la Mediterranea holding chiede di rilevare la Tirrenia quasi a costo zero, impegnandosi però a ripianare i debiti. Il che significa che Palazzo d' Orleans oltre ai3 milioni di euro già spesi per presentare l' offerta, dovrà garantire la copertura dei debiti per quasi 200 milioni. Senza contare quanto già impegnato dalla Mediterranea holding: 4 milioni di consulenze ad avvocati e professori catanesi che avevano fatto andare su tutte le furie Tomasos. "Abbiamo bisogno di una classe politica che guardi al lungo periodo, ai mutamenti internazionali che coinvolgono la regione e non pensi a massimizzare il ritorno clientelare - ha detto ancora Lo bello - nessuno è indenne da responsabilità. Il problema è che oggi una parte maggioritaria del mondo imprenditoriale si rende conto che questo sistema è insostenibile, mentre una parte del mondo politico fatica a maturare questa nuova consapevolezza". "L'imprenditoria mafiosa, oltre che un problema etico, è una grande questione economica - ha concluso - la mafia condivide con pezzi della classe dirigente la stessa cultura della rendita e dell'intermediazione parassitaria. per questo un grande ostacolo al cambiamento".Adesso dovrebbe essere il momento giusto affinché la politica faccia un passo indietro, quanto meno quella che non vuole occuparsi del bene comune. Oggi in Sicilia siamo ai limiti storici, siamo ai minimi termini, l’economia regionale è entrata in una sorta di implosione naturale che non riesce più a sostenere il fabbisogno del ceto medio piccolo borghese; inoltre oltre il 50% delle imprese siciliane fatturerà ai livelli pre-crisi soltanto nel 2012 mentre per le Banche la domanda di prestiti dovrebbe tornare a crescere già quest'anno. Anche le esportazioni sono crollate e l'occupazione è diminuita per il terzo anno consecutivo. In crescita è il numero delle persone che ricorrono agli ammortizzatori sociali, cassa integrazione ordinaria, straordinaria e quella in deroga concessa dalla Regione per i lavoratori dell'industria e dell'artigianato. Altro fronte del Lombardo imprenditore è quello dell' auto, con la scelta del futuro della Fiat di Termini Imerese. Qui il leader autonomista ha già benedetto la proposta di Gian Mario Rossignolo, imprenditore piemontese che in Sicilia verrebbe a realizzare auto di lusso: «Il piano di Rossignolo è uno dei più seri, la Regione è pronta a investire 350 milioni di euro per garantire l' occupazione», ha detto il governatore. Ma l'entusiasmo di Raffaele Lombardo non ha limiti, lui crede di essere uno e trino: in cielo, in terra in mare. L' ultimo tassello della Regione imprenditrice riguarda l' Azienda siciliana trasporti, che nel suo piano industriale prevede di avviare investimenti nel settore ferroviario e in quello aereo. Ieri la commissione Territorio e ambiente dell' Ars ha ascoltato il presidente Dario Lo Bosco. L' Ast nell' era Lombardo è pronta ad ampliare il suo raggio d' azione in tre settori. «Con i fondi Fas si potrebbe finanziare l' acquisto di materiale rotabile ferroviario - si legge nel documento presentato da Lo Bosco - Treni poi da utilizzare nelle città metropolitane o sulle tratte già ammodernate (Patti -Messina, Castelvetrano-Trapani)». Poi l' Ast potrebbe investire nel settore aereo, non solo nei servizi a terra, ma anche con l' affitto di aerei «per collegamenti regionali con Lampedusa e Pantelleria». Un progetto, questo, caro al Pdl Sicilia: «Abbiamo pronto un disegno di legge per finanziare tratte sociali, l' Ast ha le carte in regola per sbarcare in questo settore», assicura il deputato Franco Mineo. Il presidente della commissione Territorio, Fabio Mancuso del Pdl, non usa giri di parole: «Mentre tiene tutti sulla corda per la nuova giunta, Lombardo punta a investimenti economici concreti, facendo assunzioni e lanciando la Regione per l' acquisto di navi, auto, aerei e treni».

sabato 24 luglio 2010

E io pago …

[LA FORTUNA NON E' TUTTO NELLA VITA. C'E' ANCHE IL CULO. Paco d'Alcatraz]
Investimenti per 160 milioni di euro nei prossimi quattro anni saranno realizzati nell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. Di questi, la Gesap finanzierà opere per 69,1 milioni di euro. La quota d'investimenti per il 2011 è di 33,6 milioni di euro. Ma, secondo Alessandro Bartoli, di Lodestar partners advisory & investments, gli aumenti tariffari previsti nel periodo 2010-2014 e l'aumento dei ricavi commerciali "non saranno sufficienti a finanziare gli investimenti del 2011". Il cash flow operativo per gli investimenti è stimato in 13,6 milioni, mentre "circa 5 milioni di investimenti del 2011 - dice Bartoli - sono da finanziare con debito o con aumento di capitale". "Nel periodo 2003-2009 - spiega il direttore generale, Carmelo Scelta - Gesap ha mantenuto costanti i costi del personale (15,65 mln nel 2003 e 15,56 mln nel 2009) e li ha ridotti in termini unitari migliorando così la produttività del lavoro. I costi del personale per passeggero - ha concluso - sono scesi del 17% mentre i salari e gli stipendi sono calati del 16%". Il più lauto dei compensi è quello dell’amministratore delegato della Gesap, la società aeroportuale, posto occupato fino al 3 giugno dal deputato del Pdl Giacomo Terranova, il quale ha percepito un trattamento economico annuo di 217.169 euro. Stessa paghetta è andata al direttore generale Carmelo Scelta. Anche per il presidente Gesap Rosario Calì e per il vice presidente, Roberto Helg, il 2010 ha riservato indennità da favola: 93 mila euro per il primo, 82 mila euro al secondo. E mentre a Punta Raisi è sempre festa (non per i cittadini – utenti che subiscono disservizi continui) è stato deliberato, dal Cda dell'Enac, tra i vari punti all'ordine del giorno, il contratto di programma con la società Gesap che gestisce l'Aeroporto di Palermo. Lo rende noto l'Ente in un comunicato. Con il contratto di programma, si legge nella nota, viene regolato il rapporto di concessione fra lo Stato ed i gestori degli scali, in termini di regolazione tariffaria per l'utilizzo delle infrastrutture aeroportuali. Attraverso questo strumento, inoltre, l'Enac verifica l'attuazione dei piani di investimento e dei piani della qualità che le società di gestione si impegnano a realizzare durante il periodo contrattuale. La delibera del Cda dell'Ente sarà inviata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le conseguenti attività. Ma se la Gesap, società partecipata non solo da Comune e Provincia ma anche dai privati, gli imprenditori di Confindustria e Camera di Commercio, fa storia a sé nelle società partecipate in toto dal Comune, i trattamenti migliori sono riservati ai titolari delle ex aziende municipalizzate, i "carrozzoni" al centro della trattativa per il rinnovo dei vertici. Nel 2010 per i presidenti di Amap, Amat e Amg Energia (l'Amia è in amministrazione straordinaria), rispettivamente Vincenzo Cannatella, Mario Bellavista e Francesco Greco, i compensi sono stati da 55 mila euro. Per i loro vice, Dario Bonanno, Giuseppe Giordano e Girolamo Groppuso, indennità invece da 32 mila euro, quanto quella dei tre consiglieri di Amap, Amat e Amg, Patrizio Lodato, Antonino Caronia e Giuseppe Guttadauro. Alla stregua delle ex municipalizzate, c'è la Sispi. Il presidente Vincenzo Faraci, percepisce 55 mila euro, il suo vice Maurizio Gambino e il consigliere Pasquale Terrani, 32 mila euro. Il liquidatore della società Costruzioni Industriali, Angela Daniela Iannì, incassa 21 mila euro. Maurizio Floridia, amministratore unico di Energy auditing srl, 9 mila euro. Massimo Primavera, amministratore unico della Spo, 49.500 euro. Marcello Amato amministratore di Gesip servizi, 25 mila euro. Gettoni di presenza da 150 euro a seduta (pari a 7.200 euro annui) a Giuseppe Scrivano e Antonio Santangelo dell'Acquedotto consortile Biviere. E se Giuseppe Lapis, presidente del Patto di Palermo collabora a titolo gratuito, Francesca Adele Di Sparti Cera, al teatro Al Massimo, prende un compenso di 500 euro (per due gettoni da 250 euro). Compensi che, spiega l'amministrazione comunale, sono stati ridotti. "Li abbiamo modificati a febbraio, tagliandoli del 15-20 per cento rispetto a un anno fa, recependo l'indicazione della legge finanziaria 2008 - afferma l'assessore al Bilancio Sebastiano Bavetta - Il criterio è stato quello di abbassare i costi della politica. Noi lo abbiamo fatto sulle nostre società come il Consiglio lo ha fatto per le auto blu. La Gesap, che ha soci privati, si trova in un'altra condizione". Ma per il consigliere del Pd Davide Faraone si tratta di compensi comunque eccessivi per amministratori che gestiscono servizi pubblici "non essendone all'altezza". "Palermo ha servizi come acqua, trasporti e rifiuti ridotti a zero. Queste aziende andrebbero gestite da manager competenti, non da trombati senza meriti o politici scelti in base a criteri di lottizzazione - attacca Faraone - Alcuni, come i soci della Sispi, hanno anche avuto la sfacciataggine di aumentarsi i compensi, sostenendo di avere centrato gli obiettivi. Chiediamo a Cammarata, in procinto di fare le nomine, di accelerare il meccanismo dell'amministratore unico e della holding per le partecipate. Questa pletora di componenti alla guida delle società non serve per avere aziende snelle e funzionanti".

venerdì 23 luglio 2010

Gh Italia perde colpi

[NON E' LA LIBERTA' A MANCARE, MANCANO GLI UOMINI LIBERI.
Leopoldo Longanesi]
La Gh Italia inizia a perdere compagnie aeree, dopo tutto quando cresci in maniera rapida ed esponenziale, prima o dopo, la salita si arresta. Per ogni salita c'è una discesa ... A Venezia Gh avrebbe perso quattro compagnie, a Napoli 2 e a Catania 2(Easy Jet e Air Malta). Sempre a Catania è ha rischio la Wind Jet che vuole lasciare il consorzio (formato da Sac e Gh Catania). E se Wind Jet abbandona il consorzio Saga sono 42 voli in meno. GH Italia è la società del Gruppo Alisud, capofila per i servizi di assistenza ad aeromobili, passeggeri e merci negli aeroporti civili italiani. Nata dall’evoluzione del primo esperimento in Italia di “spin-off” delle attività di handling da una società di gestione aeroportuale, oggi GH Italia è presente sugli scali di Napoli, Venezia, Palermo, Catania, Bologna e Ciampino attraverso le sue società operative (GH Napoli S.p.A., GH Venezia S.p.A. e GH Palermo S.p.A.) ed è sempre più orientata allo sviluppo di una rete di servizi di handling nei maggiori aeroporti regionali italiani. GH Italia, società di handling privata ed indipendente, leader nel settore, è in grado di adattarsi alla dinamicità del mercato attuale ed allo stesso tempo di venire incontro alle aspettative ed alle esigenze di ogni singolo vettore, garantendo i più alti standard di qualità, sicurezza ed innovazione tecnologica. La Gh Palermo vive una realtà completamente diversa in controtendenza con quello che sta succedendo negli altri scali dove è presente la Gh. La Gh Palermo avrebbe un competitor (Pae Mas) che non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande, senza commerciale, con mezzi ridotti si accontenta del 18% del mercato. In altri tempi, quando comandavano gli americani, la Pae Mas non faceva prigionieri e si inseguiva il nemico per eliminarlo. Oggi sono alleate Pae Mas e Gh Palermo, si lavora in armonia e spesso con tanta noia. Si attende l’Ast: sogno di mezza estate, il traguardo di diventare regionali non fa dormire il personale della Pae Mas. Ma ritorniamo a Catania. Lufthansa Italia sbarca anche a Catania e sarà gestita per i servizi di terra all'Ata. Dopo Palermo, dove è sbarcata lo scorso 23 marzo, Lufthansa Italia atterra anche a Catania con collegamenti diretti per Malpensa rafforzando così il suo impegno in Sicilia. L'ampliamento del network prevede anche l'introduzione della nuova destinazione di Praga. I voli, prenotabili fin da oggi, saranno operativi con l'introduzione dell'orario invernale 2010-2011. A partire dal prossimo 31 ottobre, il nuovo volo LH 3607 di Lufthansa Italia partirà da Catania alle 13.30 e arriverà a Milano Malpensa alle 15.30 mentre il volo LH 3606 decollerà da Milano Malpensa alle 10.50 con arrivo previsto alle 12.40. "L'introduzione di questa nuova destinazione - dice Heike Birlenbach, vice president division Milano and Head of Lufthansa Italia - testimonia gli ottimi risultati raggiunti fino a ora nella Regione e evidenzia il posizionamento strategico di Lufthansa Italia nel collegare la Sicilia e l'Italia con il resto d'Europa".

Mery ha firmato

[SE DI DENTRO LA STUPIDITA' NON SOMIGLIASSE STRAORDINARIAMENTE ALL'INTELLIGENZA, SE DI FUORI NON SI POTESSE SCAMBIARE PER PROGRESSO, GENIO SPERANZA, PERFEZIONAMENTO, NESSUNO VORREBBE ESSERE STUPIDO E LA STUPIDITA' NON ESISTEREBBE. Robert Musil]
Meridiana Fly avrebbe firmato con Pae Mas. I vertici della Pae Mas smentiscono che l’accordo è stato raggiunto, ma che comunque si sta trattando. È nostra impressione che la Pae Mas fino all’ultimo negherà un avvenuto accordo con Meridiana, per evitare che i sindacati petulanti, avvenuta la firma, chiedano un incontro per chiedere la questua del buono pasto. Il buono pasto sembra che sia la cosa più importante che possa esistere per un operaio: livelli non adeguati, turni alla viva il parroco, parco mezzi all’altezza della situazione … sembrano non interessare i sindacalisti.

Aeroporto di Palermo, una scommessa vinta?

[LUNGA VITA AI PARADISI FISCALI. DIFENDO QUEI PAESI DOVE VIENE SALVAGUARDATO STRENUAMENTE IL SEGRETO BANCARIO, ALTO PRINCIPIO DI CIVILTA' E DI GARANZIA PER I CONTRIBUENTI. Antonio Martino]
Il convegno (ma quanto sarà costato?) ha per titolo “L’aeroporto di Palermo, una scommessa vinta. Vinta?, ma se si gioca per pareggiare anche con un autogol e, perché no, con l’aiuto dell’arbitro. Parlano di vittoria senza avere mai vinto nulla, i vari Calì, Terranova, Scelta e Riggio, nominati dalla classe politica regionale e nazionale, hanno gestito ciò che non conoscevano e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La parte più interessante del convegno è avvenuta alle 13,30 quando è arrivato il momento del lunch buffet. Un vincitore a Punta Raisi c’è ed è la Compagnia del Progetto, unica azienda(evviva il libero mercato) che progetta per conto della Gesap. Il gestore come utilizza i propri ingegneri, regolarmente assunti e pagati dalla Gesap? Una scommessa vinta può essere definita Trapani Birgi che per l’anno in corso dovrebbe raggiungere i 2 milioni di passeggeri. Arriverà a fine mese il primo body scanner dell'aeroporto di Palermo. L'annuncio è stato dato nel corso del convegno organizzato dalla Gesap a Castello Utveggio di Palermo che si è svolto stamattina. L'apparecchiatura entrerà in funzione in uno dei gate di servizio il prossimo 30 luglio. Il body scanner è stato realizzato a Manchester, in Inghilterra, e a differenza da quelli adottati in altri aeroporti utilizza un sistema di telecamere termiche invece delle radiazioni. Il nuovo dispositivo sarà inaugurato con una cerimonia alla presenza del ministro degli Interni Roberto Maroni, del ministro alla Salute Ferruccio Fazio, del presidente dell'Enac Vito Riggio e dei dirigenti della Gesap. Ma non è questa l'unica novità che riguarda lo scalo del capoluogo siciliano. Il prossimo 30 luglio, infatti, è in programma l'Assemblea dei soci convocata per il rinnovo del consiglio di amministrazione della Gesap, in scadenza. I soci di Gesap sono Provincia e Comune di Palermo, Camera di Commercio, Comune di Cinisi e altri piccoli azionisti. Al convegno ha partecipato anche il presidente dell'Enac, Vito Riggio che ha assicurato di vigilare sulle nomine (chi controlla il controllore?). "Pur rispettando l'autonomia degli azionisti - ha detto Riggio - l'Enac attraverso il suo rappresentante nel collegio dei sindaci vigilerà affinché la nuova governance della Gesap sia all'altezza di quella uscente (speriamo di no) o addirittura migliore (ci vuole poco) in modo che la scommessa parzialmente vinta sullo scalo di Palermo sia confermata nei prossimi anni". Ammontano a 160 milioni di euro gli investimenti che nei prossimi quattro anni saranno realizzati nell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, sulla base di quanto previsto nel contratto di programma. La Gesap finanzierà opere per 69,1 milioni di euro, gli altri saranno investiti da altri soggetti pubblici. La quota d'investimenti per il 2011 è di 33,6 milioni di euro. E' quanto emerso nel corso del convegno "L'aeroporto di Palermo, una scommessa vinta", organizzato dalla Gesap a Castello Utveggio, alla presenza del presidente dell'Enac, Vito Riggio. Lo scalo paga, però, livelli tariffari troppo bassi. Le tariffe di imbarco passeggeri infatti sono sempre state le più basse d'Italia confrontate con gli aeroporti maggiori. "Una situazione - ha evidenziato Alessandro Bartoli, di Lodestar partners advisory & investments - che ha determinato la mancanza di redditività della società che ha dovuto ricorrere ad aumenti di capitale. Le tariffe degli anni 2008-2010 hanno coperto solo parte dei costi sostenuti da Gesap; negli ultimi tre anni sono stati persi 26,5 milioni". Inoltre gli aumenti tariffari previsti nel periodo 2010-2014 e l'aumento dei ricavi commerciali "non saranno sufficienti a finanziare gli investimenti previsti dal contratto di programma nel 2011" ha aggiunto. Per quanto riguarda l'operatività, il direttore generale, Carmelo Scelta ha rilevato che "il fallimento di Alitalia e la successiva fusione con Air One hanno avuto un impatto notevole sul traffico passeggeri nel biennio 2008-2009 con un calo di oltre il 6% della quota di mercato detenuta dai due vettori e più di 300 mila passeggeri in meno".

giovedì 22 luglio 2010

Fischi e insulti per Berlusconi

[SU DI ME CONTINUANO A DIRE FALSITA', DICONO CHE METTO IN LISTA DELLE SOUBRETTE MENTRE CON LE SOUBRETTE IO FAREI ALTRE COSE.
Silvio Berlusconi]
Non sventola sondaggi perché i numeri sono pessimi: nel mese di luglio – fonte Ipr marketing – la fiducia nel premier è al 39 per cento, meno 14 punti dal ritorno a Palazzo Grazioli. Mai così male nella legislatura. Il governo è in zona retrocessione: 33 per cento, un solo italiano su tre crede in Brunetta, Gelmini e colleghi. L’ex sondaggista personale Crespi infierisce: intenzioni di voto, il Pdl passa dal 39 per cento di gennaio al 33,5 di luglio. Il “ghe pensi mi” ha scatenato il panico e la fuga collettiva. Berlusconi (nella foto), fatica a comprendere la realtà. Spedisce un messaggio in Abruzzo per l’anniversario del terremoto, un testo letto e scandito da fischi e insulti: “Mi chiedo perché? Per L’Aquila ci ho messo il cuore”. E forse avevano bisogno di case, lavoro, futuro. Al teatro la Scala celebrano la Liberazione, Berlusconi interrompe cinque minuti di applausi per Giorgio Napolitano, presto convertiti in fischi appena sporge la mano per salutare. E ancora fischi in via dell’Umiltà (sede del partito) per una conferenza stampa, fischi all’intero consiglio dei ministri in trasferta a Reggio Calabria.Fuori da Milanello lo contestano, lo chiamano il presidente «invisibile». E lo fischiano sonoramente mentre il suo elicottero atterra. Ma nel giorno in cui il suo Milan comincia la nuova stagione, Silvio Berlusconi non si sottrae a un vero e proprio show che dura un’ora abbondante per «iniettare fiducia» a un popolo rossonero scettico, così come all’Italia intera, che «è uscita dalla crisi». Alle ricette per il Paese il presidente del Consiglio penserà a Roma, dove ha «solo dispiaceri mentre a Milanello mi diverto».

mercoledì 21 luglio 2010

IL SULTANO CAFONE

[LA NOSTRA BANDIERANAZIONALE DOVREBBE
RECARE UNA GRANDE SCRITTA: HO FAMIGLIA. Leo Longanesi]
Belle e intelligenti, un binomio considerato impossibile nella cultura italiana. Eppure "vedo belle ragazze laureate con il massimo dei voti, che non assomigliano certo a Rosy Bindi". Una battuta al veleno, ma pur sempre una battuta. Una staffilata (non la prima) contro la presidente del Pd. Silvio Berlusconi si presenta disteso all’Università telematica di Novedrate (Como) dove trascorre un’ora in compagnia degli studenti. Un incontro privato e poco formale, senza giornalisti. E infatti saranno gli studenti a spifferare parte del suo discorso. In vena di scherzare il Cavaliere coglie al balzo la presenza di tre giovani nominate da poco dottoresse per respingere alcune accuse che spesso gli vengono mosse basate sul fatto che lui si contorna di veline senza cervello. Invece no: l’apparenza non c’entra, lascia intendere Berlusconi, perché si può essere brave e belle… mica come la Bindi, aggiunge per donare pepe alla sua osservazione.Berlusconi parla a braccio di politica per mezz’ora. Preferisce glissare sui dissidi interni della maggioranza definendoli “piccole incomprensioni”. Sulla riforma della scuola, il premier rassicura gli studenti: non verrà tolto il valore legale della laurea. Però, si rilassa fra la gioventù e allontana i problemi che gravitano attorno al governo. Racconta della sua esperienza sui banchi universitari e la contrappone a quella di Antonio Di Pietro. Ironizza dicendo che in tempo di esami tutto il condominio taceva per permettergli di prepararsi al meglio e ogni 30 e lode si festeggiava tutti assieme, mentre quando Di Pietro ha preso la laurea – ride il Cav – al suo paese nessuno ne sapeva niente. Non la prende bene però il leader dell’Idv, che informato risponde: “Berlusconi continua a offendere la mia storia personale”. Annuncia querela: “Rinunci ad avvalersi dell’insindacabilità prevista dall’art. 68 della Costituzione” e “decida di affrontarmi a viso aperto in un’aula di Tribunale”. «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente». La frase di Silvio Berlusconi rivolta a Rosy Bindi durante la puntata di Porta a Porta andata in onda a ottobre dell’anno scorso. Parole che hanno provocato la dura reazione dell'esponente del Pd: secondo la Bindi, quelle del premier sono frasi gravissime. «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente» ha replicato secco Berlusconi, citando, non si sa quanto volontariamente, Vittorio Sgarbi che ebbe già modo di definire così l'ex ministro prodiano. Lo stesso Berlusconi, in ogni caso, aveva già avuto modo in passato di usare parole praticamente simili nei confronti della Bindi. Era l'8 aprile 2003 e il Cavaliere era andato a Brescia per sostenere la candidatura a sindaco di Viviana Beccalossi. Parlando della giovane esponente di An, il premier aveva spiegato che nei suoi occhi «si legge tutta la passione politica necessaria in questa sfida. È più brava che bella, il contrario di Rosy Bindi». Ma quell'intervento divenne più famoso per un'altra (involontaria?) gaffe dell'allora leader della Cdl: chiudendo il suo intervento incoraggiò infatti la portacolori del centrodestra con un equivocabile: «Forza Viviana, fagliela vedere!».

Israele, operativo nuovo sistema antirazzi

[E' UNA CARATTERISTICA DELLA BORGHESIA CELARE LE SEMPLICI ESIGENZE DELLA NATURA DIETRO COMPLICATI IDEALI. J. Roth]

Un sistema di difesa da razzi di diverso calibro ha completato in questi giorni, con successo, una serie di test finali, che hanno simulato situazioni reali di conflitto, ed è stato dichiarato operativo, secondo quanto ha riferito oggi il ministero della difesa israeliano. Le prime batterie saranno dislocate sui confini di Israele a partire da novembre. Il sistema, denominato Iron Dome (cupola di ferro), sviluppato dalla israeliana Rafael, usa missili guidati da un sofisticato razzo per intercettare e distruggere in volo razzi in arrivo. Il sistema è in grado di neutralizzare minacce entro un raggio di 5-70 km. Il sistema, che è stato collaudato anche col lancio simultaneo di numerosi razzi, è così sofisticato che è in grado di distinguere tra razzi la cui traiettoria li porterà a colpire aree abitate o altri obiettivi importanti e che sono perciò da distruggere e quelli che invece colpiranno aree deserte o obiettivi comunque trascurabili e quindi da lasciar passare per risparmiare sui costi. Ciascun missile di Iron Dome ha infatti un costo compreso tra i 10.000 e i 50.000 mila dollari, mentre un razzo di tipo katiuscia ha un costo di poche centinaia di dollari. Una volta dislocate in quantità sufficiente le batterie di Iran Dome, ciascuna delle quali è in gradi proteggere una cittadina di circa 120 mila abitanti, dovrebbero difendere il nord e il sud di Israele dalle minacce di razzi. http://www.youtube.com/watch?v=xbAQ3yg9vJg&feature=channel

domenica 18 luglio 2010

In Italia è vietato scioperare

[SOLO LA VERITA' NON HA CLIENTI. Montesquieu]
Il ministro Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data degli scioperi nel settore aereo indetti per il prossimo martedì 20 luglio. Il ministero spiega che il provvedimento 'si è reso necessario e urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito' ed è stato preso 'visto anche il parere conforme della Commissione di Garanzia che ha ritenuto eccessiva la concentrazione di scioperi nello stesso giorno'. A Malpensa scioperano i lavoratori di ATA, ALHA, AVIAPARTNER, MLE. PRESIDIO CON MANIFESTAZIONE DAVANTI AL PARCHEGGIO DIPENDENTI AL TERMINAL 1 RITROVO ORE 10.30. A seguito della firma in data 04 giugno 2010 del CCNL Assohandlers (per le aziende di HANDLING) da parte di CGIL, CISL, UIL e UGL, anche i lavoratori di SEA HANDLING alla prossima scadenza del CCNL Assaeroporti rischiano di trovarsi applicato il CCNL ASSOHANDLERS. Inoltre USB Lavoro Privato, ha avviato la raccolta dei moduli per la procedura obbligatoria di conciliazione, per tutelare IL DIRITTO A VEDERE RICONOSCIUTO IL PAGAMENTO INTEGRALE DELLA “UNA TANTUM” (euro 1700 per i turnisti), quantificata nel contratto Assohandlers, così come avvenuto per i lavoratori ai quali si applica il contratto Assaeroporti.

La Regione compra i debiti della Tirrenia

[GLI UOMINI SFUGGONO DA CHI DICE SEMPRE LE STESSE COSE. MA SE UNO LE DICE CON SUFFICIENTE ARROGANZA, DA COSTUI SI LASCIA DOMINARE. Elias Canetti]
Una corsa ad eliminazione. Sembra proprio questo l’andazzo del processo di privatizzazione della Tirrenia e consociate minori tra cui la Siremar, che ha visto progressivamente decrescere i contendenti in gara passati da 16 a 2. L’unica offerta credibile, presentata a fine giugno sul tavolo di Unicredit, resta quella del gruppo “Mediterranea Holding”, dove siede anche la Regione Siciliana. L’ennesimo caso di privatizzazione di facciata? Ancora presto per dirlo. Per il momento l’unica certezza riguarda la presenza di un’azienda seriamente in difficoltà, sopravvissuta grazie ai contributi statali che, peraltro, continueranno fino al 2018 o al 2022 se consideriamo anche la Siremar. Sull’affare incombono, però, 520 milioni di euro di debiti diretti che i nuovi acquirenti dovranno sobbarcarsi al momento del passaggio assieme ad una situazione occupazionale assai incerta con i sindacati già da tempo sul piede di guerra. Ma la Tirrenia rientra anche nell’ottica di un grande rilancio strategico turistico che dovrebbe riportare nella maggiore Isola del Mediterraneo la compagnia che fu dei Florio. La regione siciliana ha risposto negativamente alla cessione gratuita della Siremar, ma ha alzato la posta in gioco partecipando addirittura alla gara per l’acquisizione della capofila Tirrenia, che dopo l’avvenuta rinuncia conterrà anche la rifiutata Siremar. Certo viene da ridere al solo pensiero che la regione siciliana possa diventare armatrice sia di navi che di aerei. La preoccupazione che questo modo di gestire la partita dell’acquisizione della Tirrenia e della Siremar possa alla fine pregiudicare gli attuali assetti soprattutto occupazionali attraverso una necessaria decurtazione di risorse a disposizione per il trasporto marittimo. Convinto assertore di questa teoria è il governatore Raffaele Lombardo. La “Mediterranea Holding” è una cordata composta da Regione Sicilia (37%), Ttt Lines (30,5%), gruppo Lauro (18,5%), Isolemar (8%), Nicola Coccia (3%) e le famiglie Busi-Ferruzzi (3%). La famiglia Busi, proprietaria della Sibeg srl, imbottigliatore del marchio The Coca-Cola Company per la Sicilia, è stata convinta alla partecipazione dagli armatori Lauro e Tomasos. L’offerta del gruppo è stata di 10 milioni per Tirrenia, più la controllata regionale Siremar, che peraltro la Regione aveva rifiutato lo scorso anno quando sulla base di un accordo con il ministero dei Trasporti, Campania, Toscana e Sardegna avevano acquisito a titolo gratuito le compagnie regionali (rispettivamente Caremar, Toremar, Saremar) per agevolare la trattativa che avrebbe poi portato alla privatizzazione del 100% della compagnia principale. All’epoca la Regione Siciliana si era rifiutata di sobbarcarsi l’impresa di gestire l’ennesimo carrozzone pubblico. Alla cifra offerta dalla holding, costituita ad hoc per l’evento, va sommata la decisione di farsi carico di tutti i debiti diretti che arrivano a quota 520 milioni. I debiti complessivi del gruppo si attestano intorno a 700 milioni di euro, di cui 589 milioni di esposizione negativa. Alla porta dell’ormai ribattezzata “Alitalia dei Mari” bussano infatti 53 banche che attendono di rientrare dai loro crediti, come a manifestare l’estrema difficoltà della situazione debitoria della compagnia di navigazione. Gli analisti, tuttavia, sostengono che la Fintecna – la società finanziaria italiana controllata al 100% dal ministero dell’Economia e che detiene partecipate in diverse aziende tra cui appunto l’intero pacchetto di Tirrenia di Navigazione S.p.A. – dovrebbe, almeno in un primo momento, non accettare l’offerta del gruppo capeggiato dalla Regione. E anche l’Unione Europea potrebbe mettersi di traverso. In ogni caso non è detto che sia una partita singola, infatti non è ancora stato dichiarato del tutto fuorigioco il fondo Cinven in quanto ad inizio luglio Unicredit, l’advisor di Fintecna, ha ricevuto una manifestazione di interesse, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, da Nomura e Lazard, advisor del fondo, che sarebbe ancora disposto a rientrare ma nell’ottica di una serie di condizioni che attualmente non ci sono. In mezzo a questo frastuono di rinvii e sospensioni risuona il rigore dell’Unione Europea che ha ribadito la necessità di chiudere la vicenda entro il prossimo settembre, pena pesanti sanzioni per l’Italia. Già nel dicembre 2008 erano scaduti i termini per le sovvenzioni annue corrisposte dalla Stato – l’accordo aveva decorrenza dal 10 gennaio del 1989 - che poi sono state per legge prorogate al 2012. Ciò che fa ancora gola sono anche i contributi che lo stato continuerà ad elargire fino al 2018 con buona pace di Bruxelles: 70 milioni annui per 8 anni per Tirrenia e 55 per 12 per Siremar.

Il compagno Raffaele

[LA VITA NON HA ALCUN OBBLIGO DI DIRCI QUELLO CHE CI ASPETTIAMO DA LEI. Margaret Mitchell]
Piccoli segnali di ripresa economica che fanno ben sperare per una Regione, come la Sicilia, povera e martoriata,considerata fanalino di coda di tutte le Regioni d’Italia, che ha sempre vissuto gravi problemi di occupazione, di emigrazione dei propri giovani, dove si è dovuto sempre fare i conti con la privazione di tutto: un territorio privo di infrastrutture,come strade ed autostrade, privo di ospedali seri e decenti in ogni sua città, di scuole ed Università che avviassero gli studenti seriamente al lavoro, priva infine dello stesso lavoro per i nostri giovani. Raffaele Lombardo (nella foto) lancia la Regione in investimenti economici, con l’acquisto di navi, auto, aerei, treni: un’occasione unica di rilancio della regione Sicilia specialmente, secondo noi, nell’incrementare il clientelismo. Il governatore-imprenditore punta ad entrare nel business dei trasporti marittimi, sostiene imprenditori che vogliono realizzare auto a Termini Imerese al posto della Fiat e, con società controllate, è pronto ad entrare anche nel settore ferroviario e aereo. E’ questa la tela di Lombardo imprenditore, che vuole vincere la sua scommessa di sviluppo con affari nei quali entra la Regione puntando, anche, a sfruttare i fondi pubblici, con l’utilizzo, dei finanziamenti statali ed europei per i prossimi dieci anni, pari a 1, 3 miliardi di euro, elargiti a questo scopo alla regione Sicilia per il suo sviluppo. Lombardo fa finta di non conoscere la storia della regione imprenditrice che è stata sempre un fallimento pagato dai contribuenti. Non si capisce perché dovrebbe andare diversamente oggi: i dirigenti sono sempre gli stessi burocrati con stipendi da nababbi, la classe politica è sempre un misto di confusione grammaticale e avvisi di garanzia in corso. Di conseguenza siamo sicuri del sicuro insuccesso. Con l’affare Tirrenia-Siremar,e non solo, Lombardo punta a diventare il nuovo leader del socialismo reale, morto in tutto il mondo rinato in Sicilia, rilevare una flotta che dà lavoro a 6 mila persone, mentre dal fronte dell’auto il governatore autonomista attua la scelta del futuro della Fiat di Termini Imerese, accettando la proposta di Gian Mario Rossignolo, imprenditore piemontese, che in Sicilia verrebbe a realizzare auto di lusso. Ultimo tassello della Regione imprenditrice riguarda l’Azienda Siciliana Trasporti, con un piano di investimenti nel settore ferroviario e in quello aereo, con treni da utilizzare nelle città metropolitane o sulle tratte già ammodernate. L’Ast se vuole misurarsi su altre e inedite attività di intermodalità oltre a quella del TPL e diventare un grande gestore della modalità regionale dovrà continuare il suo percorso di privatizzazione oggi spa a totale capitale pubblico che gli consente di fare i conti con le norme sulla liberalizzazione ma anche con il risanamento dei conti di bilancio. La regione deve all’Ast 25 milioni, previsto dal nuovo dal nuovo piano industriale a parziale risanamento delle perdite delle quote di rimborso e di ricapitalizzazione, per la garanzia delle attività in essere delle linee e dei servizi attualmente svolte. L’Azienda trasporti potrebbe ancora investire non solo nei servizi a terra, ma anche con l’affitto di aerei per collegamenti regionali con le isole di Lampedusa e Pantelleria. Insomma c’è poco da rallegrarsi, la demagogia e la retorica fanno da padroni, mentre a livello nazionale si predica una cura dimagrante nei conti pubblici, in Sicilia si sparano grandi progetti per evitare di parlare dei reali problemi regionali.

sabato 17 luglio 2010

Se non ora quando?

[LE PERSONE CHE DIFENDONO UNA CAUSA NON NECESSARIAMENTE LA AMANO. ALCUNI AMANO IL TIPO DI VITA CHE BISOGNA CONDURRE PER POTER PROPUGNARE QUELLA
CAUSA ... Simone Weill]
L'Iran è vicino a possedere i mezzi necessari per creare armi atomiche, secondo il presidente russo Dimitri Medvedev. 'L'Iran si appresta a possedere il potenziale che, in linea di principio, può essere utilizzato per creare un'arma nucleare', una dichiarazione fatta durante un incontro a Mosca con ambasciatori russi, che mostra ancora una volta l'irrigidirsi della posizione di Mosca nei confronti dell'Iran e del suo programma nucleare. Il ministro degli Esteri iraniano Mottaki è partito per la Spagna 'alla testa di una delegazione di alto livello politico-economico'.Gli ultimi sviluppi nel braccio di ferro sul nucleare iraniano saranno tra i temi dei colloqui che Mottaki avrà a Madrid con l'omologo spagnolo Moratinos e altri 'importanti responsabili del Paese'. Intanto, Mottaki ha sottolineato che 'Turchia e Brasile devono partecipare in ogni trattativa futura' sul programma nucleare di Teheran. Gli americani hanno consegnato all' ambasciata Pakistana in Usa lo scienziato iraniano Shahram Amiri. Guerra di dichiarazioni Usa-Iran. Lo scienziato 'è stato rapito dalla Cia in Arabia saudita', sostiene l'Iran. Washington replica: 'è una menzogna, mai imprigionato o torturato'. Il ministro degli Esteri iraniano,Mottaki chiede agli Usa di 'non ostacolare' il suo rientro in patria. Probabilmente Amiri si è costituito alle autorità Usa perché stanco di vivere in una dittatura. Successivamente, l’Iran ha fatto capire che tutti i parenti e amici ancora residenti ancora in Iran saranno vessati pesantemente dalla autorità persiane. Davanti a questo ricatto Amiri ha deciso di ritornare in patria. Intanto gli Usa premono per il rilascio dei cittadini americani in mano a Teheran. L’indecisione di Israele, prigioniera del mito del Mossad, sopraffatta dal peso della storia e mai affrancata dal complesso di popolo assediato, era esasperata dall’esito incerto. Niente a che vedere con il raid su Osirak del 1981, dove il bersaglio era uno solo e ben localizzato. Questa volta si tratta di distruggere migliaia di centrifughe nucleari. Come sempre accade quando lo stato ebraico si trova di fronte a un dilemma (attaccare o essere attaccati,colpire o esporsi al rischio) in circostanze simili mai nessun uomo politico israeliano si è assunto il rischio dell’inazione. Gli occhi del mondo intero sono puntati su Teheran, se attaccata l’Iran bloccherà lo stretto di Hormuz? Sicuramente si. La palla allora dovrebbe passare agli Usa che non potrebbero permettersi la chiusura dello stretto di Hormuz. Da qui un’operazione militare a largo raggio con l’impiego, anche se limitato nel brevissimo periodo, della fanteria. La chiave del dramma è Teheran, poiché la probabilità di una reazione israeliana è altissima. Gli iraniani ne sono consapevoli? Credono davvero nell’efficacia del proprio bluff? Davvero si augurano un conflitto nucleare? In questa partita a scacchi, le mosse di Israele sono prevedibili; delle dell’Iran no.
http://www.metacafe.com/watch/1480281/uss_abraham_lincoln_operates_in_north_arabian_sea/

All’Amat di Palermo riprovano a fare “assunzioni mascherate”


[TALVOLTA MI DO' OTTIMI CONSIGLI, MA SONO INCAPACE DI SEGUIRLI.

Mary Wortley Montagu]

È il consigliere comunale del PD Maurizio Pellegrino che lancia l’allarme sul tentativo dei vertici AMAT, d’intesa sottobanco con la Giunta, per provare a fare una nuova infornata di assunzioni a chiamata diretta in una azienda di servizi ex municipalizzata.“Con una pervicacia degna di migliore causa – denuncia Pellegrino - ancora una volta, come alcuni mesi fa, prendendo spunto da un deprecabile fatto di cronaca - quale è un assalto di teppisti ad un autobus del servizio pubblico cittadino - gli amministratori dell’AMAT ipotizzano la necessità di dover usare dei Vigilantes interni per la sorveglianza dei mezzi.” “E’ la seconda volta, nel giro di pochi mesi, che l’AMAT avanza questa proposta – insiste il consigliere PD - La prima volta era stata motivata con la lotta ai “portoghesi” che salgono a bordo senza biglietto, oggi, invece, con la sicurezza degli autisti. Evidentemente si tratta proprio di una fissazione". “Ci chiediamo a cosa possano servire degli uomini armati a bordo degli autobus – ironizza Pellegrino - forse il Presidente Bellavista pensa che possano sparare ai cittadini senza biglietto oppure a qualche ragazzo che sale sull’autobus un pò alticcio?”. “Pensino piuttosto gli amministratori dell’AMAT a impiegare al meglio la grande massa di dipendenti che si ritrovano - accusa Pellegrino- troppi dei quali, perché dichiarati inidonei alla guida risultano attualmente sottoutilizzati. Sarebbe più logico e produttivo, invece, che si potenziassero, nell’immediato, i controlli sugli autobus, magari installando delle telecamere a collegamento satellitare su tutti i mezzi che fanno servizio serale e notturno, o in zone particolarmente a rischio”. “Ho chiesto che della cosa discuta il Consiglio comunale alla presenza dell’Assessore al ramo e degli Uffici interessati – conclude Pellegrino – perché non si può discutere sempre di tagli e sacrifici per i cittadini, ma anche di proposte disinvolte come queste dei vigilantes, che poco c’entrano con le esigenze di una corretta ed efficiente gestione di una azienda di proprietà pubblica. Specie, mentre tra le altre aziende partecipate dal Comune, quasi tutte risultano a rischio di fallimento, a causa delle gestioni surreali e talvolta irresponsabili che le hanno guidato per anni”. Le aziende ex municipalizzate di Palermo potranno ricominciare ad assumere. Il consiglio comunale ha approvato una deroga a una delibera del gennaio 2009 che consente ad Amia, Amat e Amg di ricorrere a nuovo personale solo attraverso concorsi pubblici. Inoltre le aziende potranno concedere avanzamenti di carriera e ore in più di lavoro straordinario al personale. Il via libera è arrivato durante l'approvazione del bilancio comunale. E’ mio dovere dare risposte sulla gestione aziendale per quel che riguarda il periodo da cui parte il mio incarico – dice il presidente dell’Amat, Mario Bellavista . E comincerei dal dato più rilevante, che non è emerso nella conferenza stampa del consigliere Pellegrino: quanto è costata l’Amat al Comune nel 2009? La risposta è dieci milioni in meno rispetto all’anno precedente. E, nonostante l’aumento dei costi del contratto nazionale degli autoferrotranvieri (+2 milioni di euro), il budget previsionale è stato di -12 milioni di euro, mentre il consuntivo si è assestato a -6 milioni. Ciò significa che l’azienda ha risparmiato circa 6 milioni in un solo anno. Il famoso rapporto ricavi costi (è il caso di evidenziare che non risulta essere previsto da alcuna norma), nella percentuale evidenziata nel bilancio 2009, risente della revoca attuata dalla giunta comunale delle agevolazioni per alcune categorie e fasce di utenza, con la ovvia conseguenza relativa alla diminuzione del numero dei viaggiatori. Di contro, sempre citando il rapporto ricavo costi, non può non tenersi conto dei corrispettivi che sia l’amministrazione comunale sia quella regionale erogano all’azienda a fronte del contratto di servizio per l’esercizio del Tpl. Vale la pena ricordare a Pellegrino, che ben conosce il settore, l’incidenza che sui prodotti del traffico assumono tutte le variabili connesse alla mobilità urbana e sui quali l’azienda può relativamente incidere. Anche i dati sui chilometri non rispondono a verità. Nel 2009 c’è stato un incremento di 200mila chilometri, che si traduce in più corse, rispetto al 2008. La carenza del personale, poi, è fattore riconosciuto anche dal Comune, tanto da avere adottato già nel 2009 apposita delibera per l’avvio all’azienda di ulteriori 70 Lsu per la guida. Purtroppo, ad oggi, non sono state definite le procedure (acquisizione della patente e Cqc) che consentono l’utilizzo di dette risorse. In ugual misura, in officina, in atto vi lavorano 180 operai, e non 350 come afferma Pellegrino, ed è stato impossibile sostituire le forze lavoro andate in quiescenza per il noto blocco delle assunzioni imposto dall’amministrazione comunale. Comunque, l’alta professionalità degli operai dell’Amat, che hanno svolto il lavoro con grossi sacrifici, è servita a mantenere immutata la produzione dello scorso anno. E’ inesatto, da parte di Pellegrino, parlare di mantenimento delle ditte esterne per la riparazione dei bus. Il consigliere sa benissimo che, a parte le ditte legate da un contratto full service (vendita e manutenzione inclusa nel costo d’acquisto dei nuovi bus), a tutte le altre ditte esterne sono stati revocati gli affidamenti. Sotto la mia gestione non è stato nominato nessun nuovo direttore e i ricavi da spazi pubblicitari, che nel 2009 hanno subito una contrazione di circa il 30% rispetto al 2008, fermo restando che gli stessi originano a seguito di gara pubblica, come è facile intuire, hanno risentito degli effetti della crisi economica mondiale tanto da avere dovuto esperire diverse gare prima dell’aggiudicazione.

Approvato il bilancio Airgest, aspettiamo quello della Gesap


[SE TEMIAMO QUALCUNO NE CONSEGUE CHE RICONOSCIAMO A COSTUI UN POTERE SU DI NOI. H. Hesse]

E' stato approvato il bilancio 2009 di Airgest all'unanimità dall'assemblea dei soci Airgest (presente il 98% della compagine sociale: Provincia Regionale di Trapani 49%, Camera di Commercio 2%, Società Infrastrutture Sicilia 39%, Cesare Quercioli Dessena 8%). I conti vedono un passivo di un milione di euro. "Non ci sono altre passività pregresse o situazioni debitorie - ha detto il direttore generale di Airgest, Giancarlo Guarrera - come sento per altre società di gestione. (Si riferisce alla Gesap?). Tutto sommato questo è il risultato di maggiori costi di gestione conseguenti al fatto che ancora non abbiamo ottenuto la gestione totale, da un lato, e dall'altro, dai massicci investimenti che ci hanno portato oggi ad essere uno scalo da 1 milione di passeggeri". Nel dare voto favorevole al bilancio, i soci privati hanno espresso un giudizio positivo sulla gestione societaria e sugli investimenti per rendere pienamente rispondente alle esigenze delle compagnie aeree il terminal e le aree tecniche. È stato rilevato inoltre che l'aerostazione, già da quest'anno, grazie all'affidamento delle aree retail e food and beverage dovrebbe far registrare una buona performance economica. Sempre i soci privati hanno indicato, come principale segnale del buono stato di salute della società, l'apertura della base Ryanair nel corso del 2009. Definito il bilancio, ora Airgest concentrerà l'attenzione al completamento del master plan e del piano industriale che dovranno condurre la società di gestione alla concessione definitiva da parte dell'Enac. "Un obiettivo raggiungibile - dice Guarrera - ora che abbiamo avviato l'istruttorio per l'aumento del capitale sociale, per 3,1 mln". Somme che si andranno ad aggiungere ai 9,3 mln che giungeranno dalla Regione a valere sui fondi Por 2007-2013, nell'ulteriore potenziamento dell'aeroporto, per il cui utilizzo saranno presto bandite le gare. Da settembre 2006 la compagnia aerea Ryanair ha trasportato due milioni di passeggeri dall'aeroporto di Trapani. Il traguardo è stato raggiunto in questi giorni. Il prossimo obiettivo della compagnia irlandese èraggiungere la stessa cifra di passeggeri solo nel 2010. ''Una scommessa che ha visto l'Airgest puntare sempre al rialzo'' ha commentato il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, il quale ha aggiunto che ''è in dirittura di arrivo l'istruttoria per la concessione definitiva aeroportuale. A giorni potremo trasmetterla all'Enac''.

Il sultano di Arcore minaccioso


[A ME NON IMPORTA SE BERLUSCONI VUOLE L'ACCORDO SULLA RIFORMA PER INTERESSE PERSONALE. SE GLI INTERESSI DI MEDIASET COINCIDONO CON QUELLI DEL PAESE, A ME VA BENE UGUALMENTE. Massimo D'Alema - 31/12/1995]
Chiunque votasse una mozione di sfiducia dell'opposizione per chiedere le dimissioni di esponenti di governo a seguito di indagini ancora in corso, si porrà automaticamente fuori dal Pdl e dalla maggioranza. Questa la linea che il premier, secondo quanto riferito da diverse fonti del centrodestra, avrebbe dettato ai vertici del partito dopo che il 'finiano' Bocchino (nella foto) ha chiesto al Pdl di ''valutare'' le mozioni dell'opposizione. I finiani infatti avevano ribadito in giornata la richiesta di dimissioni del sottosegretario Nicola Cosentino: se queste non dovessero arrivare ''valuteranno'' le eventuali mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni, benché essi non vogliano votare in dissenso dal gruppo del Pdl (poi Cosentino si è dimesso evitando problemi all’armata Brancaleone che governa l’Italia).. Ma, quanti sono i pregiudicati che siedono al senato e alla camera? Tanti, troppi. Aspettiamo con fiducia le loro dimissioni, e non ci riferiamo solo da incarichi di governo ma da parlamentare. Lo ha detto Italo Bocchino, parlando con i cronisti alla Camera. Niente vacanze, la pausa estiva intendo dedicarla al rilancio e alla riorganizzazione del Popolo della libertà (vigilata?). Parola di Silvio Berlusconi che - secondo quanto riferito da fonti governative - nel corso del Consiglio dei ministri ha confermato l'intenzione di dedicare gran parte di agosto al rafforzamento del partito. Evitare di litigare in televisione con i 'finiani'. E' la raccomandazione che Silvio Berlusconi, secondo fonti vicine al governo, ha voluto fare nel corso del Cdm ai ministri presenti. In sostanza, secondo quanto riferito da fonti di governo, il Cavaliere avrebbe detto di non partecipare a confronti televisivi con gli uomini legati al presidente della Camera proprio per evitare scontri pubblici.

giovedì 15 luglio 2010

Air Ast

[SE NON TROVA GRANDI PORTE, UN CARATTERE NOBILE RIVELA SE STESSO IN CORRISPONDENZA DI PICCOLE FESSURE. Mary Wilkins Freeman]
Trasformare l'Ast Aeroservizi in compagnia aerea in grado di gestire le tratte verso le isole minori siciliane. L'idea è di Dario Lo Bosco, presidente dell'Ast, che ha già presentato il suo piano al governatore Raffaele Lombardo. In base all'ultima Finanziaria, che riduce il numero delle partecipate, l'Ast dovrebbe incorporare Ast Aeroservizi che gestisce i servizi a terra dell'aeroporto di Lampedusa e dunque acquisirne la mission potenziando l'attività. "Si potrebbero acquisire aerei di piccole dimensioni con i fondi Fas - spiega Lo Bosco - e dopo un accordo con l'Enac gestire i voli per Lampedusa e Pantelleria in partenza da Trapani, Palermo e Catania". Non è esclusa la partecipazione di un partner privato. E non è esclusa qualche altra iniziativa della regione siciliana. Dopo aver manifestato l'intenzione di acquisire la Tirrenia navigazione, ora apprendiamo che dovrebbe nascere Air Ast. La domanda nasce spontanea, ma i soldi dove sono? La finanziaria approvata oggi dal senato della repubblica toglie tantissimi miliardi di euro alle regioni. Poco importa, la regione siciliana non solo è ha statuto speciale ma crede di essere talmente autonoma, dissociata dal resto del mondo economico-politico da credere a tutto quello che pensa e dice.

UFFICIO PASS GESAP POCO EFFICIENTE

[SPESSO E' NECESSARIO RIFLETTERE SUL PERCHE' SIAMO ALLEGRI;MA SAPPIAMO SEMPRE PERCHE' SIAMO TRISTI. K. Kraus]
Il programma che gestisce i pass della Gesap non funziona bene. L’ufficio preposto per il rilascio dei pass oltre che essere una miniera per il gestore, ha una sua funzione di non poca importanza nella normale gestione di un aeroporto. Tutti coloro che lavorano in aeroporto e devono entrare nel sedime aeroportuale devono passare da questo ufficio. Il software, costato circa 500 mila euro (secondo fonti Enac), non riesce a essere veloce e spesso si blocca e gli impiegati preposti sono costretti a inventare scuse con una fantasia assolutamente fuori dal normale. Questo è un servizio che prima, insieme ad altri, veniva gestito dall’Enac. Oggi, autorevoli esponenti dell’Enac di Palermo sono scontenti di come il servizio pass viene gestito dalla Gesap. Siamo tornati indietro a più di 10 anni fa, sostengono. Invece di lamentarsi l’Enac dovrebbe controllare più attentamente l’operato della Gesap che in molti settori arranca.

Plusvalenze fittizie all'Amia

[I GIGANTI SBAGLIANO MA I PIGMEI FANNO SCHIFO. Giovanni Papini]
La cessione da Amia Spa alla sua controllata Amia servizi srl di immobili e automezzi nel 2005 e dei contratti delle società Pea e Platani nel 2006 sarebbe fittizia e avrebbe permesso di "gonfiare" i bilanci di Amia Spa. Ad affermarlo è il consulente Stefano Reverberi, che ha analizzato i bilanci 2005 e 2006 dell'ex municipalizzata. Il consulente ha esposto i risultati dei suoi accertamenti davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo nel processo per falso in bilancio all'ex presidente dell'Azienda per l'igiene ambientale a Palermo, il senatore Pdl Enzo Galioto, all'ex direttore generale, Orazio Colimberti ed altri componenti dell'ex Cda della società. La tesi dell'accusa, rappresentata dal pm Carlo Marzella, è che grazie alle fittizie cessioni e a bilanci truccati i dirigenti dell'Amia avrebbero avuto stipendi più sostanziosi per i premi che ricevevano dal Comune di Palermo con presunti risultati raggiunti. "Nel 2005 - ha detto - sono state fatte delle perizie a immobili e automezzi di Amia spa da persone non iscritte in nessun albo. Queste perizie, assolutamente approssimative, hanno permesso all'azienda di ricavare 18 milioni di euro per i mezzi e 16 milioni per le strutture, anche se non ci sono effettivi movimenti di denaro da Amia servizi ad Amia Spa. Mentre nel bilancio queste entrate sono state conteggiate e hanno permesso di avere una positività di 3,8 milioni". Analoga la situazione nel 2006. "Con la cessione dei contratti stipulati con le società Pea e Platani - ha proseguito - l'Amia ha ricavato rispettivamente 35 e 9 milioni di euro consentendo di avere un bilancio in attivo di 9 milioni di euro. Altrimenti avrebbe avuto perdite per oltre 23 milioni". Oggi ha deposto anche una delle ex componenti del Cda dell'Amia, Paola Barbasso Gattuso, imputata nell'altro troncone del processo che si svolge con rito abbreviato. "Colimberti - ha detto - ci spiegò che le cessioni sia degli immobili e degli automezzi che di Pea e Platani erano volute dal nostro unico socio: il Comune di Palermo". Il processo è stato rinviato al 15 luglio per l'esame degli imputati. I cittadini dei capoluoghi siciliani bocciano gli amministratori locali. Il malcontento riguarda soprattutto l'igiene ambientale (cioè, principalmente, la rimozione dei rifiuti) e la realizzazione di opere pubbliche. In particolare, non sono buone le notizie per gli amministratori di Palermo, Enna, Messina, Catania e Agrigento; giudizio positivo solo per Ragusa. E' questo il quadro che emerge dall'edizione 2010 del Citizen monitoring (Ci. Mo.), il monitoraggio del livello di soddisfazione dei cittadini, realizzato da Marketing managment e presentato a Palermo insieme al Report sull'economia siciliana del Diste. Citizen monitoring è un sistema di ricerca costituito da uno studio base realizzato su un campione di 4 mila persone rappresentative della popolazione italiana e da un campione aggiuntivo su specifici Comuni committenti. Il Focus Sicilia, realizzato a maggio 2010 sui 9 capoluoghi siciliani, ha previsto la conduzione di 1.500 interviste su un campione stratificato rappresentativo della popolazione regionale. Se la media di soddisfazione della qualità della vita si attesta al 6,2 in Italia, in Sicilia scende al 5,3. I giudizi medi nelle città capoluogo sono ben lontani dalla sufficienza, tranne un caso: Ragusa, con un giudizio medio pari a 6,3; leggermente al di sopra della media nazionale. I giudizi più bassi in assoluto sono stati registrati ad Agrigento. Bene l'amministrazione di Ragusa e quella di Trapani (anch'essa con un livello di soddisfazione generale dei cittadini superiore alla sufficienza) dove i punti di forza sono stati la realizzazione di opere pubbliche e la gestione della nettezza urbana. Maglia nera, con un giudizio fortemente critico dei cittadini, per Enna e Palermo, soprattutto in termini di fiducia nelle proprie amministrazioni comunali, ai valori minimi nazionali. Le amministrazioni di Caltanissetta e Siracusa, pur non ottenendo giudizi particolarmente alti, non hanno presentato situazioni molto critiche. A Messina la cittadinanza ha lamentato scarsa attenzione ai problemi della viabilità, mentre a Catania le preoccupazioni maggiori vengono da sicurezza e ordine pubblico e ad Agrigento riguardano la gestione dell'acqua.

martedì 13 luglio 2010

Usb in piazza

[FORSE SOLO IN PARADISO L'UMANITA' VIVRA' SOLO PER IL PRESENTE, FINORA E' SEMPRE VISSUTA D'AVVENIRE. A. Cechov]
Domani 14 luglio USB ha indetto una MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO che sta per essere approvata in Parlamento. Tra le tante iniziative di protesta che si svolgeranno in molte città italiane, a Roma USB organizza un presidio presso il Senato.Un “presidio rumoroso” che intende far ascoltare al Governo lo sdegno e la protesta che sta salendo in tutto il Paese contro la “manovra” e le tante altre iniziative legislative di questi ultimi mesi.Una manovra che da una parte colpisce pesantemente le condizioni di lavoro, l'occupazione ed il salario dei lavoratori pubblici, con conseguenze su quantità e qualità dei servizi ai cittadini che nei prossimi mesi saranno sempre più evidenti, dall'altra aggrava la situazione dei pensionati e di chi dovrà andarci nei prossimi anni. Una manovra che diventerà ancor più pesante per gli italiani quando, nel prossimo autunno ad essa si aggiungeranno nuovi sacrifici previsti con la nuova legge finanziaria e si metterà mano al diritto di sciopero, allo statuto dei lavoratori ed al diritto del lavoro.Bene stanno facendo quindi i “Governatori” a denunciare il taglio alle casse delle Regioni. Ciò che ormai è chiaro a tutti è che il Governo, per non perdere consensi, scarica le responsabilità a livello territoriale, taglia i fondi alle Regioni che a loro volta dovranno poi annullare o tagliare ferocemente servizi pubblici essenziali, quali sanità, trasporti locali ed fondi per il sostegno all'occupazione.USB da mesi denuncia che la crisi sta colpendo principalmente i lavoratori, i pensionati, i precari ed i disoccupati e che i Governi, in Grecia come nel resto d'Europa, stanno tutelando esclusivamente gli interessi di banche ed aziende. Mentre i lavoratori sono alla disperazione, c'è ancora chi riempie le proprie tasche e continua ad arricchirsi, chi specula e chi, impunito, non paga le tasse da decenni.