mercoledì 30 giugno 2010

RESPONSABILE TURNI CERCASI IN PAE MAS

[SE FOSSI SICURO DI DOVER CONDIVIDERE L'IMMORTALITA' CON CERTA GENTE, PREFERIREI UN OBLIO IN CAMERE SEPARATE. K. Kraus]
1-1-1-R-1-3-3-3-3-R-R-1-1-1-1-1-R-R-3-3-R-R-1-1-1-1-1-3-R-1-R.
I numeri e la r di romeo non sono le coordinate missilistiche per un imminente attacco contro l’Iran, oppure un nuovo codice anti talebano introdotto dal generale Petreus in Afganistan. È soltanto il turno di lavoro di un operaio della Pae Mas per il mese di luglio. Non tutti i turni però sono così infami, questo trattamento è stato riservato a chi in questi anni da dato massima disponibilità. Altri hanno turni più decenti specialmente se devono viaggiare insieme da Cinisi, Terrasini e Palermo, ma non tutti siamo uguali. Noi non siamo nessuno per chiedere le dimissioni del capo squadra che fa i turni (i turni, a turno, dovevano essere gestiti da tutti e 8 i capi squadra, se non ricordiamo male), ma pretendiamo rispetto: bastava una telefonata …. Qualcuno dirà ma come i sindacati non controllano se i turni sono a scalare … I sindacati esistono solo in busta paga e per chiedere incontri con le varie aziende, tanto per giustificare la loro esistenza. La Pae Mas ha risposto ai sindacati che in data 15 giugno avevano richiesto un urgentissimo incontro. Nella nota l’azienda fa presente che a tutt’oggi permane lo stato di incertezza aziendale in quanto Meridiana Fly, non ha ancora sottoscritto nessun contratto. Dunque, si ritiene prematuro qualunque discorso di contratto integrativo aziendale che comporti ulteriori costi. Non sappiamo se i sindacati hanno capito il messaggio, di sicuro l’azienda,al momento non vuole dare il buono pasto, di conseguenza si invitano i sindacati a essere più realisti del re. Turni a scalare reali, livelli secondo le norme contrattuali e passaggio dei 9 part-time a full-time, che nulla hanno a che vedere con il contratto integrativo ma che se applicati danno più dignità alla classe operaia.

martedì 29 giugno 2010

La strage Viareggio, un anno dopo

[LA DEMOCRAZIA FUNZIONA QUANDO A DECIDERE SONO IN DUE E UNO E' MALATO. W. Churchill]
La strage di Viareggio provocò 32 vittime. Nessun dirigente, manager, componenti del cda ha avuto la dignità di dare le dimissioni, nessuno ha manifestato rimorso per quello che avvenuto. Come se fosse successo a un'altra azienda. Tutte persone che abitavano o che si trovavano nelle strade vicine alla stazione di Viareggio al momento dell'esplosione del gpl fuoriuscito da una cisterna trasportata dal treno merci, che uscì dai binari. Dai primi accertamenti emerse che il deragliamento era stato provocato da un cedimento strutturale, dalla rottura di un'asse che era 'fratturato'. Le indagini si sono orientate nella ricostruzione della 'vita' dell'asse, fabbricato nel 1974 nella ex Germania dell'Est. Pochi mesi prima della strage, era stato controllato dalla ditta Cima di Bozzolo (Mantova) e, prima ancora, nell'officina tedesca Junghenthal, di Hannover, controllata dalla Gatx, proprietaria del carro. Anche per questo, aveva spiegato il procuratore capo di Lucca Aldo Cicala in una nota diffusa le indagini sono lunghe e complesse. Oltre che per l'intreccio di normative, italiana ed europea, e di contratti fra aziende proprietarie del carro, responsabili della spedizione, e la varie diramazioni delle ferrovie, come Fs logistica, Trenitalia Cargo e Rfi. La procura, aveva spiegato Cicala sempre nella nota, ''avverte pienamente l'incolmabile dolore di chi ha perso i propri congiunti o ha subito danni irreparabili'', tuttavia ''questi pur comprensibili sentimenti non possono far velo alla completezza delle indagini e al dovuto rispetto per il lavoro degli inquirenti. La gravità dei fatti e la complessità degli accertamenti per una vicenda che non ha precedenti per problematicità, caratteristiche e connessi aspetti investigativi, non puo' non riflettersi anche sulla durata delle indagini''. Ma la procura e i giornali dimenticano di ricordare se, al di là del carro in questione, le stazioni ferroviarie sono messe in sicurezza.

domenica 27 giugno 2010

Usb a Punta Raisi

[QUANDO NON C'E' ALCUNCHE' DI CERTO, TUTTO E' POSSIBILE.
Margaret Drabble]
Massimo Baglione (nella foto), ex segretario provinciale dell'Ugl , ha deciso di ricominciare da zero e ripartire con il nuovo sindacato di base Usb. Rinunciando a tutti i benefici acquisiti in questi anni. Non manca il coraggio a Massimo Baglione e i numeri sembrano dare ragione (solo in Gh Palermo avrebbe raggiunto quota 20 iscritti, in pochi giorni). In Gh Palermo i problemi da risolvere non mancano, per non parlare della Pae Mas dove i problemi irrisolti sono moltiplicati per mille. In tutti questi anni i sindacati hanno sempre preferito dare fiducia alle aziende, iniziando trattative lunghe e complesse, dando alla fine risultati negativi a livello contrattuale. L'Usb, Unione sindacale di base, da sembre si colloca a sinistra della Cgil. La speranza è che l'Usb rompa gli equilibri consolidati tra aziende e sindacati storici, l'obiettivo è uno solo riportare il movimento sindacale a fare il suo lavoro, curare gli interessi generali del lavoratore e non gli interessi del singolo. Baglione è responsabile provinciale Usb Palermo - Trasporto aereo; Tony Ingrassia Rsa Usb presso la Gh Palermo.

La Cisal rivuole l'Assoaeroporto

[MI SENTO COME SE STESSI COMBATTENDO UNA BATTAGLIA SENZA AVERE INCOMINCIATO UNA GUERRA. Dolly Parton]
La Cisal Sicilia ha chiesto un incontro urgente ai vertici della Gh Palermo per discutere sulla erogazione arretrati contrattuali una tantum. Parlando con De Luca della Cisal il progetto del sindacato è molto più ambizioso di quanto si può intuire nella nota mandata ai manager della Gh Palermo. La Cisal vuole l'applicazione del contratto assoaeroporto a Punta Raisi. Il 30 di giugno, giorno della convocazione, si parlerà di questo. La Cisal, secondo noi, ci doveva pensare prima quando la trattativa nazionale non era ancora chiusa creando disagi in tutti gli scali dove era presente. Oggi i giochi sono fatti e queste battaglie sembrano molto pretestuose e poco reali.

mercoledì 23 giugno 2010

APPROVATA MOZIONE CRACOLICI ALL’ARS CONTRO AST AEROSERVIZI


[NON BISOGNA LASCIARE GIOCARE GLI INTELLETTUALI CON I FIAMMIFERI. J. Prevert]

“Il governo regionale assuma tutte le misure necessarie a dissuadere l’AST dalla gestione, diretta o indiretta, di servizi di handling negli aeroporti siciliani”. Lo prevede una mozione presentata da Antonello Cracolici (nella foto), presidente del gruppo PD, e approvata oggi dall’Ars. Nella mozione si ricorda che l’Ast Aeroservizi Spa, società a socio unico dell’Azienda Siciliana Trasporti SpA, ha fatto richiesta all’ENAC di accesso alla gestione dei servizi aeroportuali nell’Aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, nonostante l’art 7 della l.r.6/2009 stabilisca il divieto alle società costituite o partecipate dall’amministrazione regionale di procedere alla costituzione o partecipazione ad altre società, e l’art.4 dell’oggetto sociale dell’Ast Aeroservizi preveda che la società possa svolgere la propria attività esclusivamente in favore della Regione siciliana o degli Enti pubblici e privati dalla stessa controllati o alla stessa collegati. “Appare evidente – prosegue Cracolici - che bisogna precludere all’Ast Aeroservizi la possibilità di operare quale handler nello scalo Falcone Borsellino di Palermo. Oltretutto l’articolo 20 della finanziaria regionale 2010 prevede che ad ogni ‘area strategica’ individuata corrisponda una sola società a totale o maggioritaria partecipazione regionale: nel settore ‘trasporti pubblici’, dunque, può operare una sola società, in questo caso l’Ast, e bisogna perciò provvedere a liquidare o dismettere le quote di Ast Aeroservizi”. Tra l’altro, notizia dell’ultima ora, sono in stato di agitazione i 34 dipendenti dell'Ast, la società che gestisce i servizi nell'aeroporto di Lampedusa. Il personale chiede dopo 10 anni di lavoro precario la stabilizzazione dei contratti di lavoro esistenti.

Scalo Palermo, nuove aree ristorazione ad Autogrill


[IN FONDO, MUOIONO SEMPRE GLI ALTRI. Marcel Duchamp]

Saranno destinate alla società Autogrill nuove aree per i servizi di ristorazione nello scalo di Palermo. L'accordo è stato siglato con la Gesap Spa al termine di un lungo contenzioso, aperto nel 2008, tra Autogrill e le altre società che avevano partecipato al bando di Gesap per l'affidamento dei servizi. "Finalmente si chiude un periodo trascorso tra ricorsi e sentenze di Tar e Cga - dice il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta - questa situazione, determinata ovviamente non per motivi riconducibili alla Gesap, ha causato alla società perdite per circa 150 mila euro al mese". Autogrill si aggiunge alle altre due società, My Chef e Chef express del gruppo Cremonini, che gestiscono attualmente i punti di ristoro in aeroporto e le cui sub-concessioni scadranno il prossimo 30 settembre. La notizia della firma del contratto tra Gesap e Autogrill ha suscitato la giusta protesta dei Cobas preoccupati del livello occupazionale all’interno dell’aeroporto che ieri hanno indetto un'assemblea del personale di My Chef e Cremonini, circa 90 dipendenti compresi i part-time, provocando la chiusura, a partire dalle 11, di bar e ristoranti in aeroporto. Ma per la Gesap si tratta di una protesta "immotivata e illegittima". "Il nuovo sub-concessionario, Autogrill - spiega Scelta - ha ben chiaro che saranno garantiti gli attuali livelli occupazionali e presto si confronterà con le parti interessate rispettando norme e regole".

martedì 22 giugno 2010

Bay, bay … Giacomino

[I MEDIOCRI GIUSTIFICANO CON LA FORTUNA I SUCCESSI DEGLI ALTRI.
G.B. Shaw]
Il tre di questo mese l’ad di Gesap ha dato le dimissioni. Il primo di giugno era intervenuto all’assemblea dei lavoratori aeroportuali di Punta Raisi della Cgil annunciando il suo fine mandato. In quella riunione non sono mancati momenti di vera commozione tra esponenti del sindacato di Epifani e l’ad di Gesap. Brutti momenti per tutti i lavoratori che forse si saranno domandati ma dove siamo; ormai in Italia è tutto confuso, non si capisce più chi è chi. Proponiamo al mondo sindacale di essere i fautori di una raccolta a favore dell’ad di Gesap: dona un € per Giacomino. Ormai il suo reddito è stato dimezzato. I lavoratori aeroportuali potrebbero condividere questa iniziativa, comunque vale il pensiero, l’affetto della classe operaia non è mai mancato. La storia dirà se Giacomo Terranova è stato un bravo amministratore, noi che non siamo nessuno, soltanto dei poveri contribuenti, non siamo rimasti soddisfatti. Ma, l’on. Giacomo Terranova potrà avere 1.000 difetti che vengono annullati da una qualità che è quella dell’autoironia, qualità che solo gli uomini vissuti hanno.

Pomigliano, la Caporetto dei sindacati

[HO UN SOLO RIMPIANTO NELLA VITA: NON ESSERE QUALCUN ALTRO. Woody Allen
Urne aperte, dalle 8.00, allo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco dove i 5.133 lavoratori sono chiamati al voto. Oggi si decide sull'intesa firmata con la Fiat il 15 giugno da tutti i sindacati tranne la Fiom. La scelta potrebbe essere decisiva per il destino dello stabilimento, per i 700 milioni di investimenti per portare la Panda dalla Polonia a Pomigliano e per il lavoro degli oltre 5mila Fiat e dei 15mila impiegati nell'indotto. L'accordo di Pomigliano rappresenta una delle peggiori schifezze mai firmate da un sindacato: questa è la sola ed immediata considerazione da fare rispetto a ciò che sta avvenendo nella vicenda FIAT. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ha affermato che "l'accordo di Pomigliano ….. è un accordo che farà scuola ….”. Da questa dichiarazione si comprende quale sia veramente la posta in gioco. Non soltanto i contenuti pesantissimi che prevedono un peggioramento sostanziale delle condizioni di lavoro: 18 turni che significa lavorare anche domenica notte e 120 ore di straordinario, la riduzione dei riposi e l'aumento dei ritmi, la pausa mensa a fine turno con possibilità di trasformarla in straordinario qualora per cause esterne non si raggiungesse la produzione stabilita, la decisione di non pagare l’indennità di malattia se si supera un certo livello di assenze. Ma come se ciò non bastasse, anche un nuovo attacco al diritto di sciopero e alla contrattazione: punizioni, fino al licenziamento, per i lavoratori che aderissero ad astensioni dal lavoro nelle ore di straordinario e sanzioni pesanti per i sindacati che proclamano agitazioni. L'accordo insomma prevede che il sindacato debba assicurarne l'applicazione, pena la decadenza dei diritti sindacali previsti dalla legge e dai contratti e che i lavoratori che protestino o scioperino su questa materia possano essere licenziati! Se con la sottoscrizione dell'accordo sul nuovo modello contrattuale di tre anni fa Cisl, Uil e Ugl modificarono strutturalmente il loro ruolo, assumendo quello che ancora il Ministro Sacconi ha denominato “collaborazione”, se con la vertenza Alitalia le stesse organizzazioni sindacali sperimentarono l'adesione preventiva alle necessità presentate dalle controparti, con l'accordo di Pomigliano si avalla il superamento dei contratti, della legge, del diritto di sciopero, della libera manifestazione del dissenso e di fondamentali principi sanciti della costituzione. La Fiom, dopo il no all'accordo, deve prendere una decisione che non può essere quella che la Cgil prese in Alitalia o in tanti contratti sottoscritti in questi ultimi mesi con i medesimi contenuti e meccanismi per i quali non si era sottoscritto l'accordo quadro sulla contrattazione.Nella vertenza Fiat l’ Unione Sindacale di Base è pronta, come sta facendo in tutte le vertenze e in tutti i settori produttivi, a sostenere una battaglia sia sui bisogni concreti dei lavoratori, sia sui principi che devono essere tutelati e preservati.

lunedì 21 giugno 2010

Lombo sciatalgia, il nuovo sindacato della Pae Mas

[SE IO CADO, UN ALTRO DEVE CONTINUARE. E. Pound]
Dopo il nuovo rinvio dell’incontro tra la Pae Mas e i sindacati che dovrebbe avvenire il primo di luglio,non è chiaro di quale anno, qual è lo stato d’animo dei dipendenti in prossimità del volo inaugurale della stagione estiva Palermo New York. Sono tristi gli operai della Pae Mas che vivono con malessere interiore questa condizione discriminate, essere consapevoli di essere operai di serie b. Molti della Pae Mas ricordano quando il loro contratto era quello dei mercati generali e grazie all’intervento di Giuseppe Panettino della Cgil si ottenne l’assoaeroporti. Da allora gli atterraggi e i decolli non si sono più contati, e le maestranze della Pae Mas sognavano sempre l’integrativo. La sciatalgia è devastante, non vuole iscritti, non richiede incontri con l’azienda, non chiede buoni pasto, livelli … e quando arriva sono dolori.

domenica 20 giugno 2010

Sono più gli scarafaggi che i passeggeri a Punta Raisi

[LA JEATTURA E' UNA COSA CHE NON ESISTE MA DELLA QUALE BISOGNA TENER CONTO. Benedetto Croce]
Come ogni estate si ripropone la solita emergenza igienico sanitaria a Punta Raisi, che sulla carta resterebbe uno scalo internazionale, ma praticamente Birgi potrebbe non essere d’accordo. Scarafaggi, non belli da vedere, questa mattina giravano insieme alle valigie in attesa si essere presi per partire. Alla vista dei blindati insetti gli operai della Gh Palermo hanno gridato allo schifo e alla indecenza. Quelli della Pae Mas, specializzati nei lavori più sporchi, ricevute le coordinate, in meno di un minuto, bonificano il nastro partenze lasciando sul posto sette carcasse di scarafaggi. Speriamo che il Gestore impegnato in cose più importanti (capire chi sarà il sostituto Giacomo Terranova, che putroppo ci lascia), prenda i provvedimenti dovuti.

SIAMO ALLA FRUTTA … ED E’ PURE MARCIA


[BISOGNA CAMBIARE IL MONDO, POI BISOGNERA' CAMBIARE QUESTO MONDO CAMBIATO. B. Brecht]

Per Silvio Berlusconi (nella foto), l'opposizione "non ha idee e leadership credibile, ma sa solo odiare e invidiare". Non è un caso che proprio lui ha dato vita al partito dell’amore (vai oggi e domani a puttane ...). Dunque, ha aggiunto il premier nel suo intervento telefonico al convegno di esordio della fondazione Liberamente, "non dobbiamo preoccuparci". Per Silvio Berlusconi, l'Italia è il paese più ricco d'Europa, sopra anche alla Germania. "Non siamo l'ultimo paese d'Europa, anzi, mettendo insieme i due debiti" quello privato e quello pubblico, "siamo il Paese più ricco d'Europa, un pelino sopra la Germania", ha detto il presidente del Consiglio della Fondazione Liberamente. Silvio Berlusconi ha invitato il Pdl a "non farsi del male in casa" creando correnti interne."Purtroppo stiamo cercando di farci del male in casa, cerchiamo di non farlo", ha detto il premier. "Non credo che dobbiamo aprirci a correnti", ha aggiunto, "ma dobbiamo essere uniti come siamo sempre stati". Stesso deve valere per le fondazioni. In parole povere non mi contestate comportatevi come Bondi, Garfagna, Alfano …. 'Le proposte del Pd per contrastare una manovra di Tremonti iniqua e inutile sono concrete e sfidano il governo'. Così ha commentato il senatore Ignazio Marino alla fine della manifestazione Pd a Roma, dichiarando il proprio impegno su proposte relative a sanità e fiscalità. Con un meccanismo che impone trasparenza, invece dei tagli proposti dal Governo, si controllerebbero i farmaci prescritti e si risparmierebbero dai 3 ai 5 mld da investire in servizi sanitari'. La manovra economica finanziaria del governo Berlusconi non è stata ancora approvata, si discute mentre la crisi avanza. Si preferisce dare spazio e precedenza alla legge bavaglio. Berlusconi apre a eventuali emendamenti al ddl intercettazioni ma sollecita l'importanza di approvarlo '' nell’interesse di tutti ''. ''Cambiamola, emendiamola, rivediamola - afferma il premier in un messaggio inviato ai Promotori della Liberta - ma approviamola è nell'interesse di tutti, altro che casta''. La casta della cricca.

Brunetta contro Fiom ... evviva la Fiom

[IL FATALISMO E' LA SOLA FORZA DI VOLONTA' CHE SI POSSA OTTENERE DAI DEBOLI. Voltaire]
La Fiom è 'ossessivamente conflittuale'. Il ministro Brunetta (nella foto) boccia i metalmeccanici Cgil in vista del referendum di martedì a Pomigliano. 'Si gioca una partita che va al di là di Pomigliano', afferma Brunetta che accusa la Fiom e in parte la Cgil, che vede sempre e comunque il conflitto fra capitale e lavoro, a prescindere dal contesto storico e dai contenuti. E se Brunetta è contro la Fiom, nel nostro piccolo dobbiamo dire evviva la Fiom. Per quanto riguarda il referendum, Brunetta chiama il Sud 'migliore, che chiede lavoro ed è ancora vivo' a 'battere un colpo'. Purtroppo, il referendum di giorno 22 sarà una sconfitta per la Fiom, il ricatto della Fiat è semplice e drammatico: se le nostre condizioni non vi piacciono ce ne andiamo (della serie cornuti e mazziati). Anche se il contratto è infame, meglio questo che un pugno in faccia, l’alternativa è la disoccupazione. In cinquemila hanno sfilato a Pomigliano d'Arco per dire sì all'accordo tra Fiat e sindacati sul futuro dello stabilimento. Si tratta di una manifestazione spontanea(?) dei lavoratori, capi squadra e capi reparto dello stabilimento. 'Il referendum si avvicina' dice Lorenzo, uno dei capi squadra, aggiungendo che nessuno 'ha fatto pressioni sugli operai per il sì'. Sta ai lavoratori decidere, dichiara, anche se noi speriamo in un sì' che dia un futuro all'intero sud'. Questa vicenda, comunque vada a finire, ha ulteriormente distrutto il mondo sindacale, ma non tanto la triplice che non è mai stata unita, ma la stessa Cgil che ha subito una ulteriore rottura con la Fiom che a sua volta ha trovato Usb (sindacato di base) un ottimo alleato.

sabato 19 giugno 2010

Fs: l'Ue accusa l'Italia

[E' UNA CARATTERISTICA DELLA BORGESIA CELARE LE SEMPLICI ESIGENZE DELLA NATURA DIETRO COMPLICATI IDEALI. J. Roth]
Italia sotto accusa per quella che la Commissione europea ritiene un'insufficiente separazione di funzioni nel settore ferroviario. La prossima settimana, quindi, Bruxelles dovrebbe dare l'ok al deferimento dell'Italia e altri 12 Paesi alla Corte di giustizia Ue per non aver recepito in modo corretto le disposizioni del 2001 sulla liberalizzazione ferroviaria. Gestione della rete, esercizio del servizio e certificazione ai fini della sicurezza i punti chiave individuati dalla direttiva. L'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, è il nuovo presidente del Cer, la Comunità delle ferrovie europee che associa 72 delegati delle società ferroviarie Ue. La nomina di Moretti, già vicepresidente delle ferrovie europee dal gennaio 2007, è avvenuta a Bruxelles. Tra gli impegni prioritari del nuovo incarico di Moretti vi è il completamento della riforma ferroviaria europea: liberalizzazione, interoperabilità, corretta applicazione delle direttive comunitarie in tutti i Paesi. «In questo contesto economico - ha fatto sapere lo stesso Moretti - l'aumento degli investimenti in servizi e infrastrutture può rappresentare una delle migliori risposte per combattere gli effetti della recessione». Il nuovo presidente del Cer ha inoltre affermato che lavorerà affinché in tutta Europa si creino le condizioni per una corretta ed efficace concorrenza tra le diverse modalità di trasporto e tra le diverse imprese dello stesso settore, per giungere «a una leale ed efficiente competizione a beneficio dei cittadini europei».

venerdì 18 giugno 2010

La Padania non esiste

[CREDERE NEL PROGRESSO NON SIGNIFICA CREDERE CHE UN PROGRESSO CI SIA GIA' STATO. F. Kafka]
La Padania non esiste. A bocciare la tesi fondativa della Lega Nord sono gli studiosi della Società geografica italiana nel loro rapporto annuale, presentato a Montecitorio, dedicato quest'anno al Nord della penisola. "Tanto vale dirlo subito - dice il rapporto - la Padania come spazio etno-culturale omogeneo non esiste". Bocciata anche l'idea di una "nazione padana": per i geografi dell'istituto la sua inesistenza "é acnora più evidente". Tutto il corposo rapporto (non a caso intitolato "Il Nord, i Nord"), mette in evidenza "il mosaico delle differenze settentrionali". Il Nord italia "é fatto di sistemi territoriali e urbani di varie dimensioni e vocazioni che testimoniano modi di regolazione socio-politica profondamente diversi, quando non divergenti". "La Padania di oggi - insistono i geografi, senza paura di dispiacere alla Lega - appare quindi come un'aggregazione piuttosto tardiva di tessere regionali espulse da mosaici precedenti". Insomma, la Padania sarebbe un'area, anzi un "caleidoscopio", dove le differenze interne sono maggiori dei tratti comuni. Come nel caso del Piemonte, che gli studiosi della società geografica vedono nettamente diviso in tre: un'area metropolitana, un nord pedemontano e un sud ancora a dominanza agricola.

giovedì 17 giugno 2010

INTEGRATIVO VICINO PER LA PAE MAS?

[ACCANTO A ME RIPRENDI LA TUA NOIA.IO, RIPRENDERO' LA MIA SOLITUDINE.P. Geraldy]
Le segreterie sindacali della Cisl, Ugl e Uil hanno richiesto un incontro con il vertice della Pae Mas. Cgil non ha firmato il documento perché ha incorso una trattativa, che ormai dura da mesi, separata. Al di là delle divisioni sindacali interne alla Cgil e in genere nel mondo sindacale una cosa sembra chiara oggi, gli operai della Pae Mas voglio qualcosa in cambio. La piattaforma integrativa che prevede l’assegnazione dei buoni pasto. Regolarizzazione dei livelli aziendali. Trasformazione del contratto part time operai rampa in contratto full-time. Si parla che la 14° verrà erogata in due soluzioni. Dispiace ricordare che il sindacato (Cgil) due anni fa ha raggiunto questo accordo, poi l'azienza, l'anno scorso, ha pagato in unica soluzione. L’incontro dovrà avvenire entro e non oltre il 22 di giugno. Se l’azienda non concederà qualcosa potrebbe scattare lo stato di agitazione con la solidarietà della lombo sciatalgia. Un consiglio spassionato, prima di iniziare una qualsiasi lotta sindacale è bene che gli iscritti, dei vari sindacati, siano tutti convinti.

Alitalia, stop di piloti e hostess differito al 19 luglio

[LA GENTE CAMBIA MA DIMENTICA DI COMUNICARLO AGLI ALTRI.
Lillian Hellman]
I piloti e gli assistenti di volo del gruppo Alitalia hanno differito dal 18 giugno al 19 luglio lo sciopero di 24 ore tenuto conto della sciopero generale indetto dalla Cgil per il 25 giugno. Filt Cgil, Ipa, Avia e Anpac precisano anche che la terza azione di 24 ore di sciopero nazionale riguarderà piloti e assistenti di volo in servizio in tutte le basi e su tutti i voli in partenza dagli scali nazionali. Saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili e il rispetto degli orari previsti dalla legge. Inoltre, a proposito dello sciopero della Cgil, i piloti dell'Ipa comunicano che aderiranno alle 4 ore di protesta il 25 giugno. L'astensione dal lavoro sarà prevista per tutti i voli in partenza dal territorio nazionale.

Fiat come Alitalia

[IN UN NAUFRAGIO CHI E' SOLO SI AIUTA MOLTO PIU' FACILMENTE. F. Schiller]
E' confermata la spaccatura sindacale su Pomigliano d'Arco. Il nuovo accordo sullo stabilimento campano della Fiat non è stato infatti siglato dalla Fiom che ha ribadito la sua contrarietà all'intesa, già siglata dalle altre organizzazioni lo scorso venerdì. Il prossimo martedì 22, riferiscono fonti sindacali, si terrà il referendum consultivo tra i lavoratori sull'intesa. L'accordo raggiunto presso Confindustria è stato siglato da Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic; al tavolo la Fiom era presente come osservatore. Il nuovo accordo separato siglato oggi aggiunge un punto, il sedicesimo, all'intesa di venerdì. L'aggiunta è relativa all'istituzione di una commissione paritetica incaricata di stabilire sanzioni sulla base di eventuali inadempienze rispetto all'intesa. La Fiom, il sindacato vicino alla Cgil, aveva ribadito oggi che firmerebbe l'accordo solo se la Fiat decidesse di cambiare i punti che ritiene "illegittimi". Il responsabile del settore auto della Fiom-Cgil, Enzo Masini, a margine dell'incontro in Confindustria ha detto "Domani ci sarà un'assemblea dei nostri iscritti a Pomigliano". L'accordo offerto da Fiat è un "ricatto", secondo i metalmeccanici della Cgil, poiché prevede deroghe a "diritti indisponibili" e aprono profili di "illegittimità" in materia di malattia e diritto allo sciopero. La Fiom è sotto pressione dal mondo industriale e dagli altri sindacati secondo cui rifiutare l'accordo significa far morire Pomigliano. Fiom si prepara a fermare le braccia: come annunciato ieri per il 25 giugno, alle 4 ore di sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra economica, ne aggiungerà altre quattro a sostegno della vertenza su Pomigliano. La vicenda della trattativa di Pomigliano sta prendendo una brutta piega. Il rifiuto della Fiom di firmare l’accordo apre la porta a qualunque scenario, incluso la smobilitazione dello stabilimento. Tutti, dal sindacato ai politici ai commentatori, interpretano la trattativa in chiave di significati “altri”: il futuro della contrattazione aziendale, la costituzione, un cavallo di troia per attaccare i diritti di tutti i lavoratori. Sono temi importanti, ma che fanno perdere di vista l’aspetto fondamentale: il sito produttivo di Pomigliano. Perché la Fiat pretende clausole molto dure in termini di rispetto degli impegni assunti? La ragione è che teme la “rinegoziazione” ex post. La Fiat vuole rilanciare Pomigliano utilizzando tecnologie produttive d’avanguardia, che richiedono l’accordo con forza lavoro per un utilizzo intensivo degli impianti e per ridurre al minimo costose interruzioni della produzione. Oggi la Fiat ha molto potere contrattuale, perché può decidere di spostare l’investimento altrove. Ma una volta spesi gli 800 milioni sarà molto più complicato usare questa minaccia: ex-post, il potere negoziale si sposta dalla parte dei sindacati. L’intento della Fiat è quindi di mantenere potere contrattuale anche dopo aver fatto l’investimento, imponendo la clausola di responsabilità. Lo stabilimento di Pomigliano è notoriamente difficile. Le richieste di garanzia della Fiat rispecchiano anche la storia del sito. Esistono altri modi credibili per garantire il rispetto degli impegni da parte dei lavoratori? Se la risposta è no, il sindacato dovrebbe accettare le clausole, per quanto dure, e rilanciare la negoziazione in termini di stipendi. Se si raggiungono determinati target, anche grazie al rispetto degli impegni da parte dei lavoratori, parte dei benefici dovrebbe per contratto andare ai lavoratori. Nel frattempo, non carichiamo sui lavoratori di Pomigliano il futuro delle relazioni industriali italiane. Hanno già abbastanza problemi per conto loro."A prescindere dai contenuti contrattuali, sono sconcertanti le analogie di carattere sindacale con la vertenza Alitalia.Si attua il ricatto occupazionale e di continuita' dell'attivita'industriale per migliaia di lavoratori e si richiedono condizioni dilavoro assolutamente inaccettabili, scaricando esclusivamente su sindacato e lavoratori la responsabilita' della scelta, mentre si scatena unacampagna mediatica tutta a favore dell'Azienda con il ïcontributo` di Governo e Confindustria. CISL, UIL e UGL, come per Alitalia, di fattodichiarano la disponibilita' all'accordo ancor prima di iniziare letrattative. La Cgil sembra resistere, ma poi?". Lo afferma in una nota l'Unione Sindacale di Base aggiungendo che "Cgil,Cisl, Uil, Ugl e Fiat stanno trattando, si fa per dire, per le sorti di Pomigliano e per fare ciò si richiedono condizioni di lavoro che riportano indietro le fabbriche Fiat di qualche decennio. Nel paniere di Marchionne c'è di tutto: dall'orario di lavoro alla monetizzazione diriposo e salute, dall'aumento dei turni alla riduzione del riposo minimo previsto dalla legge; dal raddoppio dello straordinario obbligatorio`alla sostituzione della pausa pranzo con lo straordinario, dal mancato pagamento della malattia all'istituzione del turno del sabato sera, da altre deroghe al contratto di lavoro a quelle relative a leggi delloStato. La ciliegina sulla torta è però costituita dall'obbligo dei sindacati e delle RSU, anche i singoli delegati, di non protestare e di difendere gli accordi sottoscritti, evidentemente anche se non vengono rispettati o se male applicati dall'azienda e dalla possibilità dilicenziamento per i lavoratori che si oppongono e scioperano".L'Usd ritiene come "oggi la Fiat di Pomigliano D'Arco, come Alitalia due anni fa, rappresenti una vertenza che potrebbe produrre ulteriori epesantissime modifiche strutturali del rapporto di lavoro e, purtroppo,anche del sindacato che coscientemente si fa collaboratore e notaio delledecisioni delle aziende e di Confindustria. Non basta ottenere una limitazione del danno: è ora di cambiare la musica ed anche i suonatori".

martedì 15 giugno 2010

Contro la Fiat Cobas e Fiom

[IL NOSTRO PEGGIORE NEMICO E' LA NOIA. Voltaire]
"Quello siglato è un accordo che non ha nessuna tenuta giuridica": è quanto sostiene Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, commentando la sigla da parte di Fim, Fismic e Uilm, all'accordo con la Fiat per la produzione della Panda a Pomigliano d'Arco (Napoli). "I diritti individuali dei lavoratori - spiega Granillo - derivano da normative superiori a quelli contrattuali collettivi. Quindi l'accordo non ha tenuta giuridica, come avevamo già denunciato e ne discuteremo durante l'assemblea che abbiamo convocato per sabato 18 nella nostra sede di Pomigliano". Accordo separato per il futuro della Fiat di Pomigliano: la proposta sottoposta dall'azienda ai sindacati è stata accettata da Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic mentre si riserva un giudizio la Fiom. L'accordo a quanto riferito dai sindacati al termine della riunione verrà sottoposto ad un referendum tra i lavoratori. La Fiat ha detto che si riserva una decisione sugli investimenti se non c'é la firma di tutti". Lo ha detto il segretario generale della Fiom Maurizio Landini commentando quello che a suo giudizio "non è ancora un accordo separato ma solo un'adesione ad un testo presentato dalla Fiat". Anche sulla volontà dei sindacati che hanno aderito di sottoporre la proposta Fiat ad un referendum Landini ha sottolineato che: "Vogliono far votare ai lavoratori non un accordo sindacale ma una proposta aziendale che deroga sul contratto e sulle leggi dello Stato". La Fiom-Cgil ritiene 'non sia possibile firmare quel testo'.L'ha detto il segretario Maurizio Landini sull'accordo per Pomigliano D'Arco.Fiom ritiene impossibile firmare rilevandovi 'profili di illegittimita''.Sul referendum, Landini dice che per la Fiom 'è impossibile sottoporre a voto accordi che violano contratti e Costituzione'. Poi ripropone:'Si applichi il contratto nazionale che consente di lavorare con 18 turni di lavoro settimanale e 40 ore di straordinario in piu''.

venerdì 11 giugno 2010

Meridiana, stive danneggiate: niente bagagli per pax a Palermo

[AUMENTANO GLI ANNI E DIMINUISCONO LE PROBABILITA' DI DIVENTARE IMMORTALI. E. Flaiano]
A causa di un problema alla stiva, a distanza di due giorni, due aerei di Meridiana in arrivo a Palermo non hanno imbarcato i bagagli e così i passeggeri, una volta giunti a terra, hanno avuto la sgradita sorpresa di non trovarli. La Gesap si è rivolta alla direzione dell'Enac per segnalare l'episodio temendo che l'aeroporto di Palermo potesse subire danni d'immagine per problemi che riguardano le compagnie e non la gestione dello scalo. La Gesap si preoccupa della propria immagine, questa è bella. Dovrebbe permettere,allora, se fosse coerente con quello che pensa, alle aziende che si occupa della manutenzione di lavorare di notte e non in pieno giorno evitando così rumori assordanti che disturbano non poco gli utenti e il personale tutto. A Palermo, Meridiana è assistita per i servizi a terra dalla società Pae-Mas. Ma la compagnia in una nota ha comunicato che "dei 55.600 voli operati nell'ultimo esercizio, solo 10 sono stati interessati da un danneggiamento alla stiva riservata al trasporto dei bagagli, con una incidenza quindi dello 0,02%. Il presentarsi di un problema di questa natura su due aeromobili della compagnia a distanza di due giorni - prosegue la nota - non può che essere rappresentato come un evento isolato e del tutto fortuito. La compagnia desidera porgere le proprie scuse ai passeggeri e informare che i passeggeri che lo desiderino, potranno avvalersi della riconsegna del loro bagaglio a domicilio a spese della compagnia".

Usb e Cobas, sciopero generale 14/6

[SONO DAPPERTUTTO INTROVABILI, E SEMPRE PRESENTI, LI ABBIAMO AI FIANCHI, ALLE SPALLE, IN CHIESA,PER LA STRADA, FORSE ANCHE IN CASA. Luigi Natoli]
Sciopero generale il 14 giugno nel pubblico impiego delle Rdb-Usb e della confederazione Cobas contro la manovra economica del governo. Si svolgeranno tre manifestazioni a Roma, Milano e Napoli. In particolare, i sindacati dicono basta 'agli ulteriori sacrifici chiesti ancora una volta al lavoro dipendente'. 'Non vogliamo una divisione equa dei sacrifici - hanno precisato - diciamo, invece, che si ponga la parola fine: è dal '92 che chiedono sacrifici sempre al lavoro dipendente'. Stop di 24 ore oggi degli autoferrotranvieri che aderiscono ai sindacati di base. La protesta si svolgerà rispettando le fasce di garanzia. Lo sciopero è stata proclamata da Usb,Cobas lavoro privato e Slai Cobas. L'iniziativa, che coinvolgerà bus, tram, metro, è stata indetta 'contro il taglio dei salari e contro il tentativo di imporre condizioni di lavoro che riportano la categoria indietro di qualche decennio'.Il sindacalismo di base rivendica un rinnovo contrattuale con veri aumenti.

martedì 8 giugno 2010

Arriva il sindacato di base

[E' NOTO CHE LE MENTI CREATIVE SONO IN GRADO DI SOPRAVVIVERE A OGNI TIPO DI CATTIVA FORMAZIONE. Anna Freud]
Domani alle ore 20,30 (presso il locale l’Abbeveratoio di Cinisi) l’Usb -Unione Sindacale di Base- incontrerà i lavoratori di Punta Raisi per presentare il nuovo sindacato. Il giorno seguente si replica a Catania – Fontanarossa. Nucleo centrale della nuova organizzazione RdB, SdL e consistenti realtà della CUB, che insieme ad altre organizzazioni sindacali di base sono giunte al termine del processo costituente iniziato due anni fa; un processo che ha coinvolto nella discussione migliaia di delegate e delegati, i quali sono riusciti a superare vecchi steccati ed hanno avuto la capacità e l'entusiasmo di progettare il futuro del sindacalismo indipendente dal quadro politico, istituzionale e padronale. Saranno presenti Andrea Cavola e Alessandra Fede della segreteria nazionale.

Scalo Trapani, da Airgest ok ad aumento capitale

[HO INTENZIONE DI LIQUIDARE HOLMES UNA VOLTA PER TUTTE, PERCHE' MI DISTOGLIE LA MENTE DA COSE PIU' IMPORTANTI. A. Conan Doyle]
L'assemblea dei soci dell'Airgest ha approvato un aumento di capitale sociale di altri 3 milioni e 200 mila euro. Complessivamente il capitale sociale ammonterà in tal modo a 7.379.156,80. Una manovra finanziaria necessaria alla luce di due aspetti: l'incremento di passeggeri in transito che sta facendo crescere l'aeroporto verso quella fascia di scali che si attesterà a fine anno intorno ai 2 milioni di passeggeri e per i quali il capitale sociale non può essere inferiore ai 7 milioni e 750 mila euro; ma anche la necessità di continuare a sostenere gli investimenti infrastrutturali autonomi da affiancare ai fondi che saranno assegnati all'aeroporto in forza del protocollo di intesa per il trasporto sottoscritto l'8 di aprile 2009 presso la Regione Siciliana. Una intesa che prevede interventi per Birgi, a valere sui fondi 2007-2013, per altri 9milioni e 300mila euro. Fondi garantiti dalla Regione Siciliana ma non ancora giunti. "La realizzazione di questi progetti - spiega Salvatore Ombra, presidente Aigest - è condizione imprescindibile per conseguire e consolidare ulteriori importanti traguardi e soprattutto per ottenere dall'Enac la concessione definitiva venticinquennale". Gli interventi, che hanno già il via libera dell'Enac, saranno cantierabili non appena i finanziamenti verranno trasferiti ad Airgest. Si tratta del riassetto della recinzione ed impianto di video sorveglianza (2milioni e 400 mila euro); sistema di informativa di scalo (2 milioni di euro); completamento del BHS (baggage handling system) con nuovi nastri trasportatori (900mila euro); l'ampliamento del piazzale aeromobili (2milioni e 100 mila euro); opere di sistemazione idraulica ed ambientale all'interno del sedime aeroportuale. - Sono 163.781 i passeggeri transitati nell’aerostazione “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi nel mese di maggio 2010 (+45,85% rispetto ai 112.296 passeggeri del maggio 2009). Una media superiore a 5 mila al giorno. Il dato rilevato dall’ufficio statistica dell’Airgest (società di gestione dello scalo trapanese) porta a 528.249 passeggeri in transito il complessivo nei primi 5 mesi del 2010 (+72,25% rispetto ai 306.677 passeggeri dei primi 5 mesi del 2009). Incrementi a due cifre anche per quel che riguarda il movimento degli aerei: nel maggio 2010 sono 1451 movimenti contro 990 nel maggio 2009 (+46,6%); 5184 movimenti da gennaio a maggio 2010 contro 3025 nello stesso periodo 2009 (+ 71,37). Ancora con i numeri e le percentuali si può misurare “L’apprezzamento” dei passeggeri per rotte e compagnie aeree: Ryanair con 35 rotte (24 estere ed 11 interne) ha un coefficiente di riempimento di poco superiore al 70%; AirOne con la sua rotta per Milano-Malpensa ha un coefficiente superiore al 64%; infine Meridiana che serve l’isola di Pantelleria in regime di tratta onerata per la continuità territoriale ha un coefficiente di riempimento del 59%. "I dati, ormai parametro consolidato, sono assolutamente confortanti in vista della stagione estiva e dell’obiettivo di fine anno che è di due milioni di passeggeri –commenta il presidente dell’Airgest, Salvatore Ombra–. Questi risultati, insieme al recente aumento di capitale votato dalla assemblea, ci tranquillizano e consentono di concentrare la nostra attenzione su altri aspetti che non sono di secondo piano: il primo riguarda l’annunciato, ma mai avvenuto, trasferimento di fondi assegnati all’aeroporto in forza del protocollo di intesa per il trasporto sottoscritto l’8 di aprile 2009 presso la Regione siciliana. Sono 9 milioni e 300 mila Euro indispensabili, insieme all’aumento di capitale, per ripartire con i progetti infrastrutturali di miglioramento dell’aerostazione. Progetti che, vale la pena di ricordare, sono già stati esitati favorevolmente dall’Enac (Ente nazionale aviazione civile)”. "Urgente appare, seppure non di diretta responsabilità dell’Airgest, la definizione delle tratte onerate da e per Pantelleria che vanno in scadenza il 26 di agosto prossimo –continua Ombra–. Auspico la massima considerazione della Regione sulla necessità di assicurare il trasporto aerea da e per l’isola che vada oltre la stagione estiva. Infine non mi stancherò di rimarcare la necessità di una maggiore attenzione verso l’aeroporto da parte degli enti locali territoriali perché si sviluppino azioni di sinergia legate alla promozione del territorio e perché siano assicurati più frequenti e puntuali collegamenti con l’aerostazione a servizio dell’utenza e dei turisti".

Tutti i sindacati contro Silvio

[L'ITALIANO HA UN SOLO VERO NEMICO: IL DIRETTORE DI GARA PERCHE' EMETTE GIUDIZI. Ennio Flaiano]
'Cisl e Uil mostrano subalternità verso le scelte dell'esecutivo' per il segretario Cgil Epifani che parla di 'manovra priva di equita''.In Europa, dice, 'tutti i sindacati indistintamente scendono in piazza contro i provvedimenti dei governi o li criticano. Solo due organizzazioni sono ferme: Cisl e Uil'. Epifani chiama alla mobilitazione contro le misure della manovra: prima il 12 giugno, poi con lo sciopero generale a fine mese. E dice 'entro pochi mesi sara' necessaria un'altra manovra.
25 mila in piazza a Roma, 10 mila a Milano, per la prima giornata di mobilitazione contro la Manovra-massacro e contro la crisi, indetta da USB e Cobas. A Roma un corteo partecipato in cui erano presenti tutte le realtà sociali colpite dalla crisi (lavoratori dipendenti, precari, disoccupati, senza casa) ha espresso con forza la necessità di unire le lotte per contrastare l'attacco al mondo del lavoro, del non lavoro e del welfare. Una sosta rumorosa e colorata da fumogeni e fuochi d'artificio si è svolta davanti al Ministero dell'Economia e Finanze, dove i manifestanti hanno gridato forte la loro richiesta di far pagare la crisi a chi l'ha provocata. Il fitto calendario di lotte programmato da USB proseguirà con: il 9 giugno lo sciopero del lavoratori della Croce Rossa; 10 giugno i “Tetti della ricerca…e non solo”, con iniziative in tutti gli enti di ricerca; 11 giugno sciopero di 24 ore del Trasporto pubblico locale; 14 e 15 Giugno sciopero della Scuola in Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia; sempre il 14 giugno sciopero generale di 24 ore e giornata di mobilitazione e protesta del Pubblico Impiego.

lunedì 7 giugno 2010

La Merkel taglia 15 mila statali

[UN ASSASSINO, E SIETE UN BANDITO, MILIONI DI MORTI E SIETE UN EROE. IL NUMERO SANTIFICA. Charlie Chaplin]
Drastico colpo di scure del governo di Angela Merkel per risanare le finanze, con il taglio di 15mila posti nel pubblico impiego fino al 2014, per un risparmio di almeno 800 milioni di euro all’anno. Lo anticipa il settimanale Der Spiegel a poche ore dalla riunione governativa, verranno messe a punto le misure della manovra per far risparmiare ai conti pubblici 10 miliardi di euro all’anno fino al 2014. Addio anche alla ricostruzione del Castello del Kaiser, sull’area in cui sorgeva il «Palast der Republik», costruito nel 1976 da Erich Honecker e finito di abbattere nel 2008. Per risparmiare i 400 milioni destinati al «Berliner Stadtschloss», il progetto dell’architetto italiano Franco Stella rimarrà nel cassetto fino a quando le finanze dello Stato non ne permetteranno la realizzazione. La Merkel intende anche congelare gli aumenti per i dipendenti pubblici previsti per il prossimo anno, mentre altri 500 milioni verranno tagliati dal ministero della Famiglia sugli incentivi ai padri disposti ad accudire per i primi mesi i figli appena nati. A fare le spese della stangata in arrivo saranno anche i disoccupati, i cui sussidi verranno corrisposti non più sulla base delle leggi vigenti, ma a discrezione dei funzionari degli uffici del lavoro. In questo modo lo Stato risparmierà due miliardi di euro già nell’anno prossimo, che saliranno a oltre 6 miliardi nel 2014. La Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche, dovranno versare ogni anno allo Stato un dividendo di 500 milioni di euro dei loro utili. In cambio dell’allungamento dei tempi per l’uscita dal nucleare, i grandi gruppi energetici tedeschi verseranno ogni anno nelle casse pubbliche una «Brennelementsteuer», una tassa sul combustibile nucleare, stimata a 2,5 miliardi di euro all’anno.

RDB-USB CONTRO LA MANOVRA DEL MASSACRO SOCIALE

[FINO ALLA VITTORIA SEMPRE. Che Guevara]
“Non ci voleva grande immaginazione per capire che l’attacco allo Stato Sociale, e quindi ai lavoratori pubblici, sarebbe stato frontale e senza precedenti”, commenta Paola Palmieri, dell’Esecutivo Nazionale USB. “La manovra approvata dal Governo decurta le retribuzioni dei lavoratori pubblici bloccandole per 4 anni a quelle del 2009. Non c’è solo la cancellazione di un’intera tornata contrattuale, ma il Governo ha deciso il blocco generalizzato della contrattazione a qualsiasi livello”. Prosegue Palmieri: “Il confronto tra sindacato e datore di lavoro, la Pubblica Amministrazione, è nei fatti abolito. Anticipata di due anni l’elevazione (65 anni) dell’età pensionabile delle lavoratrici pubbliche; blocco delle assunzioni fino al 2015, licenziamento in tronco del 50% dei lavoratori precari a tempo determinato, interinali, formazione-lavoro, Co.co.co e Co.co.pro. Abolito poi l’obbligo del documento di valutazione del rischio nella Pubblica Amministrazione: ci aspettiamo altri disastri, come il crollo delle scuole di San Giuliano e di Torino, di cui nessuno sarà responsabile. Tutto questo in un contesto di corruzione generalizzata del quadro dirigente del Paese, corruzione che la Corte dei Conti ha recentemente quantificato in 60 miliardi di Euro”. “Dal 1992 ad oggi – sottolinea la dirigente USB - il lavoro dipendente ha dovuto ingoiare, con il contributo fattivo di Cgil Cisl Uil, sacrifici di ogni genere per risanare il debito pubblico. A distanza di 18 anni, caratterizzati da tagli pesantissimi allo Stato Sociale, ai diritti dei Lavoratori e alle retribuzioni, la situazione è addirittura peggiorata, con la differenza che ora più che mai i lavoratori sanno bene che la dolosa responsabilità è delle banche, degli speculatori finanziari, degli evasori e dei corrotti”. Aggiunge Palmieri: “La risposta non può che essere adeguata a questo attacco senza precedenti messo in atto dal Governo. RdB-USB ha proclamato lo sciopero generale del Pubblico Impiego, raccogliendo la determinazione emersa in occasione del Congresso di RdB dello scorso 21 maggio. Si apre dunque una fase che non potrà che essere caratterizzata dal conflitto in tutto il Paese. I lavoratori della Scuola sono già in mobilitazione, con lo sciopero degli scrutini che parte dai primi di giugno; lo sciopero generale del Pubblico Impiego, da noi indetto per il 14 giugno”, conclude la dirigente USB. http://www.youtube.com/watch?v=sH5_hHXU2s0

sabato 5 giugno 2010

Ryanair, utili triplicati e dividendo

[NEGLI OROLOGI A CRISTALLI LIQUIDI IL TEMPO SI MISURA IN SOTTOMULTIPLI DI LITRO. Lorenzo Rocchi]
La compagnia aerea irlandese Ryanair ha chiuso il bilancio 2009-10, che termina il 31 marzo, con utili triplicati a 319 milioni di euro (+204%) rispetto ai 105 milioni dell’esercizio precedente. La società ha proposto di pagare a ottobre un dividendo da 500 milioni di euro (0,34 euro per azione), mentre prevede, se le condizioni lo permetteranno, il pagamento di altri 500 milioni entro la fine del 2013. I ricavi 2009 sono cresciuti del 2% a 2,988 miliardi, mentre i passeggeri trasportati sono saliti a 66,5 milioni (+14%) e le tariffe medie sono diminuite del 13% a 35 euro, confermando Ryanair come la compagnia aerea dai prezzi più bassi. «I risultati raggiunti - spiega Neil Sorahan, responsabile finanziario di Ryanair, durante la conferenza stampa di presentazione dei dati finanziari - sono anche più importanti perché raggiunti in un anno difficile, dove alcuni nostri concorrenti hanno annunciato perdite e altri sono stati costretti a chiudere». Per quanto riguarda il 2010, Ryanair prevede di incrementare il numero di passeggeri a 73,5 milioni (+11%), con una contestuale crescita delle tariffe tra il 5 e il 10%, anche per compensare l’aumento dei costi per passeggero nel 2010-11 stimato del 4%. La società irlandese ha in progetto di aumentare gli utili nell’esercizio in corso a circa 370-375 milioni di euro (+10-15%) anche grazie all’apertura di nuove basi europee, all’ampliamento della rete di collegamenti e all’acquisto di nuovi aeroplani. «Siamo in trattative con molti aeroporti, anche italiani, per ampliare il network» ha detto Sorahan, che però ha precisato che fra questi non c’è quello di Milano Malpensa, «perché siamo molto soddisfatti della nostra base milanese di Orio al Serio».

Ungheria a rischio default

[PRIMA LO CHIACCHERANO, E POI, DICONO CHE E' CHIACCHERATO. Leonardo Sciascia]
L'Ungheria ha buoni precedenti nella gestione delle crisi di bilancio e secondo l'agenzia Moody's prenderà le misure necessarie. 'L'Ungheria non è la prossima Grecia', ha detto a Bloomberg Kristin Lindow, vice presidente Moody's. Il paese già in passato ha mostrato di saper 'fare quello che deve fare quando è in difficoltà'. Ieri, dopo che il portavoce del neoeletto primo ministro Viktor Orban, ha detto che un default non è escluso, sono crollati titoli di stato, fiorino e Borse. Un nuovo caso Grecia, con tanto di dati statistici "manipolati", aleggia sull’Europa. Il rischio default, con conseguente crollo della Borsa e della valuta locale, il fiorino, è stavolta dell’Ungheria, dove il governo parla di «situazione molto grave». «È chiaro - ha detto il portavoce del primo ministro, Viktor Orban, in carica da appena una settimana - che l’economia versa in una situazione molto grave. Non penso affatto che sia un’esagerazione parlare di un rischio default». Il problema è che anche in questo caso qualcuno avrebbe messo lo zampino sui dati statistici che fotografano lo stato dei conti pubblici: il portavoce ha infatti parlato di numeri «manipolati» dal precedente governo, che «mentono» sulla situazione reale dell’economia del Paese. La reazione dei mercati non si è fatta attendere, anche perché l’allarme era già scattato ieri: Lajos Kosa, ex presidente del partito Fidesz oggi al potere, aveva infatti definito come «molto tenui» le possibilità per il Paese di evitare una situazione simile a quella greca. E così il fiorino nel giro di 24 ore ha perso il 5,5%, scendendo a quota 272 contro l’euro; i credit default swap, vale a dire gli strumenti finanziari che assicurano contro il fallimento, sono balzati di 69 punti base a 391,5 punti; la Borsa di Budapest è arrivata a perdere l’8,4%, per poi terminare la seduta in calo del 3,3% a 21.288,93 punti. L’Ungheria si trova da tempo in una situazione difficile e dall’autunno del 2008 gode di iniezioni finanziarie da parte di varie istituzioni internazionali: finora il Fondo monetario internazionale, l’Unione europea e la Bce hanno messo sul piatto ben 20 miliardi di euro. La situazione, tuttavia, sembra lungi dall’essere risolta: Mihaly Varga, segretario di Stato ed esperto economico del Fidesz, ha già annunciato che il deficit nel 2010 potrebbe arrivare al 7,5% del Pil, contro il 3,8% previsto dal governo socialista precedente. Secondo qualche analista, tuttavia, potrebbe trattarsi anche di una precisa strategia politica, che punta sull’esagerazione delle difficoltà per l’impossibilità di mantenere la promessa elettorale di tagliare le tasse. La credibilità finanziaria del Paese, in ogni caso, è per lo meno messa in discussione: e così il governo, per adesso, ha promesso entro lunedì prossimo la diffusione di cifre concrete accompagnate da un piano di riforme. Nel Paese magiaro l’esposizione degli istituti di credito, secondo i dati Bri, ammonta a 21 miliardi (la terza dopo Austria e Germania) e si segnala la presenza di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Ma la lotta alla speculazione, come già spiegato da Draghi nei giorni scorsi, «non si vince in un giorno» e, scherza oggi, «io non ho la bacchetta magica» per risolvere di un colpo i problemi magari con una regola unica e risolutrice. Anche il presidente della Bce Jean Claude Trichet, che incrocia il governatore nella hall dell’albergo dove si tiene il vertice, sorride alla stessa sollecitazione: «non siamo dei maghi». Draghi ripete poi come il lavoro iniziato con il conferimento del mandato dal G20 all’Fbs nell’aprile 2009 sia ora più che mai necessario. E' "esagerato" parlare di un rischio default per l'Ungheria, che ha compiuto "seri progressi" nel consolidamento dei suoi conti pubblici. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, parlando al G20 di Busan, in Corea. 'L'Ungheria ha ridotto il deficit di più del 5% tra 2006 e 2009, il consolidamento di bilancio è continuato anche durante il difficile periodo della crisi e sono convinto che proseguirà sulla strada già intrapresa della crescita', ha detto Rehn. Per il segretario di stato ungherese, Mihaly Varga, il governo di Budapest può finanziare la propria spesa. Varga ha inoltre aggiunto che le dichiarazioni di ieri sul possibile default del paese sono state 'sfortunate'. La capacità del governo ungherese di finanziare la spesa "non è in questione", ha detto il segretario di stato, sottolineando che il paese intende mantenere gli obiettivi sul deficit al 3,8% del pil fissati dall'Unione europea.

Mattatoio Pae Mas

[UNA VOLTA IL RIMORSO MI SEGUIVA, ADESSO MI PRECEDE.
Ennio Flaiano]
Sono stanchi gli operai della Pae Mas. Il primo di giugno dovevano entrare altri stagionali per garantire un ritmo di lavoro più abbordabile. Non tutti, ma molti sono impegnati a tenere dei ritmi di lavoro che in confronto i cinesi sono dei principianti, dilettanti. Straordinari, mancati riposi sono diventati una consuetudine …, gli aeroplani devono partire puntuali evitando così di pagare le penali. Qualcuno può dire che nessuno ti obbliga a fare lo straordinario, vero. Ma quando, numeri alla mano, vedi che restano poche unità per molti voli, allora che fai? Si fanno sacrifici perché sai di avere questo lavoro e nient’altro. Pae Mas potrebbe obiettare che Meridiana non ha ancora firmato … la mole di lavoro, comunque, è aumentata. Se aumentano i voli, con o senza Meridiana, bisogna assumere quanto meno gli stagionali in numero sufficiente. Tutte le aziende private sfruttano al massimo le risorse umane, ma non dobbiamo dimenticare che questo tipo di lavoro (l’operaio di rampa), anche se il governo italiano non è d’accordo, è altamente usurante. Tanto è vero che molti operai in questo settore sono soggetti a ernie al disco, dolori muscolari … che con l’andare del tempo lasciano il segno. Se invitiamo le organizzazioni sindacali a dare battaglia, in prima battuta, al livello occupazionale più idoneo al carico di lavoro, si chiede troppo? Ma è solo un consiglio non una critica. Se si dà priorità al livello occupazionale stagionale potremmo stare tutti meglio.

Alitalia: piloti, inconsistenza piano


[QUI GIACE MIA MOGLIE: COME STA BENE QUI, PER IL RIPOSO SUO E PER IL MIO. J. Du Lorenz]

La necessità di ulteriori risorse per Alitalia, di cui ha parlato il presidente Colaninno, dimostra 'l'inconsistenza del piano industriale'. Lo dice l'associazione italiana piloti, secondo cui le parole di Colaninno confermano che 'l'affare' prevedeva la cacciata di migliaia di lavoratori. 'Riteniamo che questi capitani' a cui il Governo ha regalato l'Alitalia non possano continuare a chiedere. Così Adusbef e Federconsumatori. Per l'Ugl, in estate si vedrà lo stato di salute di Alitalia. Il presidente di Alitalia riferendosi agli effetti dell'eruzione del vulcano islandese, parla di qualche decina di milioni in meno di ricavi. Bisogna però considerare -dice Roberto Colaninno- che l'aeroporto di Roma è rimasto aperto e noi non abbiamo avuto l'incidenza negativa che hanno invece accusato compagnie come Air France e Lufthansa.Sul tema dei rimborsi ai passeggeri 'noi abbiamo avuto un ritorno molto buono da parte dei clienti, che hanno riconosciuto gli sforzi fatti dalla compagnia'.

venerdì 4 giugno 2010

La crisi va pagata da chi l’ha provocata

[QUELLI ERANO TEMPI IN CUI SOLO I MORTI POTEVANO SORRIDERE.
Anna Achmatova]
Il durissimo conflitto che si svolge in Grecia ha una importanza cruciale per le sorti dell’Europa sociale, per le condizioni di vita dei salariati, dei settori popolari, dei più deboli e indifesi tra i cittadini, per il futuro dei servizi pubblici, dei beni comuni, delle pensioni. E’ una lotta difficile contro la violenza di uno spietato sistema capitalistico che vorrebbe il fallimento economico e sociale di una intera nazione, un ulteriore impoverimento e perdita di diritti per milioni di lavoratori, disoccupati, pensionati e giovani. Ma anche di noi italiani parla la drammatica situazione del popolo ellenico perché l’attacco ai settori popolari, ai servizi sociali e ai beni comuni sta avvenendo in tutta Europa, anche se per il momento non nelle stesse spietate dimensioni greche. E parla ai salariati, ai precari, ai disoccupati, ai pensionati italiani, che nell’ultimo biennio sono stati ulteriormente spremuti dal potere economico e politico, con milioni di licenziati e cassaintegrati cui a breve scadrà ogni forma di ammortizzatore sociale, con il dilagare di un precariato senza speranze, con tagli impressionanti dei servizi sociali, con un massacro nella scuola pubblica (41 mila posti di lavoro in meno per settembre) e l’espulsione in massa del precariato scolastico, con l’incessante attacco al pubblico impiego, con la crescita a dismisura dell’evasione fiscale e con il dilagare della corruzione, mentre la pressione del fisco sui salari e sulle pensioni diventa intollerabile. In più, il governo vuole imporre una nuova legislazione del lavoro per togliere le residue garanzie giuridiche a milioni di lavoratori eliminando il freno dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, attraverso l’arbitrato concertato con i sindacati complici; e annuncia ulteriori attacchi al diritto di sciopero, continuando a negare rappresentanza e diritti ai sindacati di base, nonché la riscrittura dello Statuto dei lavoratori per cancellarne definitivamente funzione e portata. In questo momento il popolo greco rappresenta l’avanguardia europea della lotta contro l’arroganza di un capitalismo che ha portato l’Europa e il mondo nella più catastrofica crisi economica del dopoguerra e che, ciò malgrado, impone che a pagare non siano quelli che la crisi l’hanno provocata ma coloro che l’hanno subita e che da sempre pagano per tutti. L’aiuto che i partner europei della Grecia promettono assomiglia all’intervento di un medico che per evitare le sofferenze di una colica renale dia al paziente pasticche di cianuro. Ma qualcosa di simile si prepara per altri paesi europei, tra cui l’Italia: come in Grecia, si annunciano riduzioni salariali, blocco della contrattazione e congelamento dei contratti nazionali, elevamento dell’età pensionabile e drastica riduzione delle pensioni, abolizione di ogni garanzia contro i licenziamenti, massicci tagli di posti di lavoro nella scuola e in tutto il settore pubblico. E questo dopo che i governi europei e dei principali paesi capitalistici del globo hanno dilapidato centinaia di miliardi di euro o dollari per soccorrere banche e imperi finanziari in bancarotta, principali responsabili della crisi globale. In Italia come in Grecia, sperare che l’accettazione dei tagli e dei licenziamenti serva a far passare la crisi sarebbe suicida. L’unica via di salvezza è la crescita rapida della solidarietà e dell’unità nella lotta contro i poteri economici e politici europei che vogliono continuare a far pagare i costi della crisi ai salariati e ai settori popolari.

Firmato contratto handling, revocato sciopero di lunedì

[E' NOTO CHE LE MENTI CREATIVE SONO IN GRADO DI SOPRAVVIVERE A OGNI TIPO DI CATTIVA FORMAZIONE. Anna Freud]
E' stato revocato lo sciopero di quattro ore in programma lunedì 7 giugno degli addetti all'handling di tutti gli aeroporti nazionali. Nella notte, infatti, è stato firmato il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale di terra del trasporto aereo e delle attività aeroportuali sezione handling, scaduto a dicembre 2007. L'accordo, sottoscritto da tutti i sindacati dei trasporti (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti) con Assohandlers, entra in vigore nel giugno 2010 fino al 31 dicembre 2011 e prevede un aumento di 130 euro sui minimi tabellari, di cui 70 euro dal primo giugno e 60 dal primo luglio 2011. A copertura della vacanza contrattuale (2008-2009) è prevista una 'una tantum' di 1.700 euro per i turnisti e di 1.500 euro per i normalisti, di cui 1.000 euro che vanno nelle tasche dei lavoratori e gli altri subordinati al recupero crediti. Soddisfatto il ministro dei trasporti Altero Matteoli: "è una buona notizia che consente agli operatori del settore di guardare con tranquillità al futuro".

mercoledì 2 giugno 2010

BRIEFING DELLA FANTERIA PAE MAS

[LA VITA E' UN PONTE: PASSALO PURE MA NON COSTRUIRCI SOPRA.
Takuri Puri]
I lavoratori della Pae Mas domani terranno un'assemblea (Uil, Cisl e Cgil) presso lo spogliatoio operai rampa (dalle 11 alle 13), come previsto dall'articolo 20 della legge 300/70. Si discuterà sui seguenti punti. Redazione di una piattaforma integrativa che include anche, e principalmente, l'assegnazione del buono pasto. Regolamentazione dei livelli aziendali. Trasformazione del contratto part-time operai di rampa in contratto full-time.

Matteo si mangia Sandwich

[LE FORZE DI UN SINGOLO INDIVIDUO NON BASTANO A SODDISFARE IL BISOGNO ELEMENTARE DI VIVERE UN'ESISTENZA UMANA. SOLO NELL'AMBITO DI UN POPOLO L'INDIVIDUO PUO' VIVERE COME UN UOMO TRA GLI UOMINI.Hannan Arendt]
Dunque, la Cgil ha eletto i suoi rappresentanti sindacali nelle aziende presenti in Apt a Punta Raisi. Lo scontro tra Giuseppe Panettino (sandwich) e Salvatore Messina (Matteo), sulle regole di ingaggio, sembra essere superato decretando la vittoria di Matteo. Anche perché nelle ultime ore era circolata una voce che se Messina non avesse ottenuto la riconferma avrebbe lasciato la Cgil. Riconfermato Salvatore Messina, affiancato da Gianpiero Petruso e Andrea Marcione. Quando tutti i giochi sembravano fatti e i delegati si apprestavano a votare per alzata di mano (nemmeno a Cuba si vota più così), Salvatore Messina chiede la parola e impone (a destra nella foto Salvatore Pizzo (trombetta) e Gianluca Villa (Pino) nel direttivo aeroportuale. Dopo un istante di silenzio Panettino disapprova il comportamento di Messina visto che i due nomi non erano stati fatti prima. Comunque, sandwich conosce Pizzo ma vorrebbe sapere chi è Villa, a questo punto Messina sostiene che su Villa garantisce lui. Morale della favola Messina fa capire che il sindacato in Pae Mas è cosa sua e non più di Panettino (a sinistra nella foto). E che, in futuro, non avrebbe accettato interferenze esterne.

martedì 1 giugno 2010

Israele sotto assedio

[LE GUERRE NON SI FANNO SOLO CON LE ARMI DA FUOCO, SASSAIOLE E GRIDA:SI PREPARANO NELLE SCUOLE. Antonio Munoz Molina]
Un duro scontro a fuoco è avvenuto al confine fra la striscia di Gaza e il territorio israeliano, all'altezza del kibbutz israeliano di Nirim. Secondo la radio militare le pattuglie di confine stanno adesso verificando se miliziani palestinesi si siano infiltrati in Israele. La popolazione ebraica nella zona vicina è chiusa nei rifugi, e gli allievi non hanno raggiunto le loro scuole. Due miliziani palestinesi sono stati uccisi all'alba di oggi dopo che, provenienti dalla striscia di Gaza, avevano superato i recinti di confine all' altezza del kibbutz di Nirim. Lo ha riferito la radio militare. Nella zona, ha aggiunto l'emittente, potrebbe trovarsi ancora un altro miliziano. Fonti palestinesi aggiungono che mezzi blindati israeliani sono entrati nella Striscia di circa 100 metri, in direzione della città di Khan Yunes. Le fonti aggiungono che elicotteri da combattimento sorvolano la zona.
Questa è vita quotidiana in Israele, razzi sui civili ebrei e rappresaglie israeliane contro i palestinesi. I militari avevano ordinato alle imbarcazioni umanitarie di modificare la rotta, ordine disatteso che ha messo in preallarme le truppe israeliane che hanno compito il bliz, che purtroppo ha causato vittime. Il blocco navale a largo di Gaza è stato imposto da Israele perché si era scoperto che molte armi, tra questi i missili hassan, entravano via mare in palestina. Questo commento, comunque, non vuole giustificare l’azione della marina israeliana contro il convoglio umanitario al largo di Gaza. Però va ricordato che in quella zona esiste un embargo istituito per bloccare l’ingresso di armi. Certo, fa ridere che il governo turco si indigna per quanto è accaduto in recentemente al largo di Gaza. Onu e Nato cosa dovrebbero dire alla Turchia per il continuo massacro perpetrato contro il popolo kurdo, oggi, e quello armeno, ieri. Gli Usa hanno sulla coscienza ancora Guantanamo e le atrocità contro la popolazione civile in Iraq e Afganistan. L’Italia, infine, che si atteggia a potenza militare, coinvolta negli scenari militari più importanti, prima di indignarsi dovrebbe spiegare agli italiani e alla comunità mondiale come mai non è riuscita ancora a sconfiggere la mafia. Viceversa una parte dello stato italiano ha complottato con la mafia per uccidere i suoi fedeli servitori.
http://www.youreporter.it/video_Iraq_elicottero_Usa_uccide_deliberatamente_giornalista_1