lunedì 31 maggio 2010

IL FALLIMENTO DELLA CGIL IN APT


[COME SAREBBE BELLO IL SOCIALISMO SENZA I SOCIALISTI. Filippo Turati]

Si vota domani per il rinnovo delle Rsa a Punta Raisi (coinvolti gli iscritti della Cgil che lavorano in Pae Mas, Gh Palermo, Gesap, Manutencoop). Bisogna capire cosa vuole fare il sindacato nei prossimi mesi, continuare a ignorare il rinnovo del contratto inseguendo il buono pasto e il buono colazione: se così stanno le cose non si capisce qual è la funzione del sindacato oggi. Da molti anni la Cgil sembra fedele alleata delle aziende dove è presente, una sorta di azionista di riferimento. Da sei mesi gli ex dipendenti Alitalia, oggi Gh Palermo, denunciano anomalie in busta paga. Cosa ha fatto il sindacato? Nulla. Da cinque anni in Pae Mas si parla di contratto integrativo, continuamente disatteso, promesse sindacali non mantenute. E la Cgil cosa ha fatto? Nulla. Domani Salvatore Messina (nella foto, la persona a destra), detto Matteo(che non sa di essere azionista di riferimento), rappresentante sindacale Cgil in Pae Mas, dovrebbe perdere le elezioni perché i senatori del suo sindacato lo boicottano. Però la base sembrerebbe con lui …, dunque stiamo calmi, nel segreto dell’urna può succedere di tutto. Messina ha mille difetti, molti lo definiscono impresentabile, volgare, rozzo ..., però combatte, usando il palermitano come lingua ufficiale, ti manda a fare in culo senza tanti complimenti.

Raffica di scioperi


[MI FACCIA L'ONORE DI TOGLIERMI IL SALUTO. Vincenzo Cardarelli]

Giugno 'caldo' nel settore dei trasporti. Diverse sono infatti le proteste e le mobilitazioni annunciate dai sindacati di settore del trasporto aereo, ferroviario e del trasporto locale. Secondo il 'Prospetto dei principali scioperi nazionali e interregionali' aggiornato in queste ore dal ministero dei Trasporti, toccherà per primo al settore aereo che si fermerà per 4 ore il 7 giugno. Per quel giorno si asterrà dal lavoro, dalle 12 alle 16, il personale addetto ai servizi di assistenza a terra dei dipendenti delle società associate ad Assohandlers (servizi aeroportuali nazionali).
Il giorno successivo, l'8 giugno, toccherà ai lavoratori del gruppo Tirrenia, la società in via di privatizzazione, incrociare le braccia per 24 ore (dalle 16 dell' 8 giugno alle 16 del 9). Aderiscono allo sciopero Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. L'11 giugno sarà la volta del trasporto pubblico locale: lo sciopero sarà di 24 ore ed avrà modalità territoriali. E' stato proclamato dai sindacati di base. Il 18 giugno sarà il personale aeroportuale di Sea e Sea Handling di Linate e Malpensa a fermarsi per 24 ore. Lo stesso giorno si fermeranno per 4 ore anche i dipendenti Enav (dalle 12 alle 16), mentre i piloti e assistenti di volo di Alitalia e AirOne hanno annunciato uno sciopero di 24 ore. Il 24 giugno sarà la volta del personale del trasporto ed appalti delle Fs che si fermerà per 24 ore (dalle 21 di sera alla stessa ora del 25 giugno). L'indomani, 25 giugno, toccherà al trasporto pubblico locale (con modalità territoriali): lo sciopero è stato annunciato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti. Sempre il 25 giugno, al momento indicativamente, dovrebbe essere il giorno scelto dalla Cgil per lo sciopero generale contro la manovra economica appena varata dal governo. Lo formalizzerà il Direttivo in agenda a Roma il prossimo 7 giugno.

sabato 29 maggio 2010

Va tutto bene madama la marchesa

[ABBIAMO IL DIRITTO DI SAPERE NON SOLO CIO' CHE I RAPPRESENTANTI DEL POPOLO HANNO IN TESTA, MA ANCHE QUELLO CHE HANNO IN TASCA. Alvaro]
'La manovra è all'attenzione del Capo dello Stato, viene firmata quando il Colle darà la sua valutazione', afferma Berlusconi. Il presidente del Consiglio risponde così ai cronisti che gli chiedono se il presidente della repubblica Napolitano abbia firmato il provvedimento sulla manovra economica. Una 'contro-manovra' economica da 52,7 miliardi che gravi su "evasori, banchieri, assicuratori e riciclatori" senza toccare "lavoratori e pensionati". Adusbef e Federconsumatori hanno tracciato così una loro proposta su come tagliare la spesa pubblica "per il bene del Paese", con un vero e proprio testo alternativo alla manovra economica da 24 miliardi in due anni varata dal governo. Da una "tassa sulla speculazione" alla riduzione delle auto blù, da una scure su banche e assicurazioni a tagli agli sprechi nella sanità, per "una contromanovra basata su equità". Le due associazioni di consumatori, guidate da Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, hanno pensato ad un recupero di 16,5 miliardi dai beneficiati dello scudo fiscale; 6,8 miliardi da una patrimoniale dello 0,5% sugli impieghi bancari; 2,4 miliardi da una aliquota al 3% sulle compagnie di assicurazioni; 6,7 miliardi da dismissioni delle riserve auree della Banca d'Italia; 5,4 miliardi da una aliquota del 3% 'sull'indebito lucro bancario" legato alle commissioni di massimo scoperto. Poi una "tassa sulla speculazione": 12,1 miliardi da una aliquota dell'1,5% "sui credit default swap in pancia agli istituti di credito italiani". Ed un contenimento del 10% dei costi delle auto blu che vale 2,1 miliardi., mentre con i cosiddetti "consumatori conformi" per i farmaci il sistema sanitario può eliminare sprechi per 700 milioni di euro.

Italia maglia nera


[SE CI POTESSE ALLONTANARE DAL TEATRO PRIMA DELLO SPETTACOLO. E. Rossi]
Volano i prezzi dei trasporti, delle assicurazioni, dei servizi postali, dell'acqua e della raccolta dei rifiuti, ma solo in Italia. Nel mese di aprile, secondo uno studio di Confartigianato, le differenze con la dinamica dei prezzi registrata nell'area euro in questi settori sono infatti "eclatanti". L'Ufficio studi dell'associazione rileva una sensibile crescita "di alcuni servizi offerti in settori meno esposti alla concorrenza" e cita per esempio l'andamento dei trasporti aerei (+13,4% su base annua contro il -0,2% dell'area euro), di quelli ferroviari (rispettivamente +11,1% e +3,7%), dei servizi postali (+11,2% e +2,8%) e di quelli assicurativi (+7,1% e +3,6%). Ma anche della raccolta rifiuti (+6% a fronte del più contenuto +3,1% di Eurolandia) e dell'acqua potabile (+8% e +3,3%). Forte aumento (+7%), infine, anche per i pedaggi autostradali, dove però la comparazione a livello europeo non é possibile. Un po' a sorpresa, invece, l'unico settore dove l'Italia registra rincari più contenuti rispetto all'area euro é quello di carburanti e lubrificanti, cresciuti in un anno del 15,8%, contro l'aumento del 19,5% dell'eurozona.

giovedì 27 maggio 2010

Cgil denuncia Ast

[CIO' CHE NON SI PERDONA AGLI STUPRATORI E' CHE SONO FUORI MODA. Aldo Busi]
Il segretario della Cgil, Gaetano Bonavia, è intervenuto con un comunicato stampa in riferimento all’esposto - denuncia presentato da Ast Aeroservizi del 14 maggio dove praticamente si sosteneva che l’esponente sindacale Giuseppe Panettino della Gesap è stato colluso con la stessa Gesap e con le altre aziende dell’indotto aeroportuale. Secondo Amico,a.d. di Ast Aeroservizi, egli avrebbe espresso le proprie critiche all’ingresso di Ast nell’indotto aeroportuale … perché imboccato dal direttore generale della sua datrice di lavoro ed al solo fine di tutela quest’ultima contro l’Ast aeroservizi. In data odierna, presso i Carabinieri, la Cgil ha denunciato Ast aeroservizi.

Ast Aeroservizi: vittima e carnefice

[MI ACCORGO CHE ORMAI SIAMO RIMASTI IN POCHI A NON CONOSCERE L'ITALIA. Ennio Flaiano]
Ast, in un documento - denuncia (14/05/2010), ricorda la propria odissea nel tentare di entrare a Punta Raisi. L'esposto denuncia è stato mandato al prefetto di Palermo, a Riggio, all'Agcom, all'Assoaereo, a Giovanni Avanti, a Cammarata, al sindaco di Cinisi ... insomma si fa prima a dire chi non l'ha ricevuto. L’A.d. di Ast Aeroservizi, Giovanni Amico, in 10 pagine racconta la cronistoria di tutta la vicenda, dall’inizio fino ai nostri giorni. L’esposto a tutela degli interessi legittimi di Ast Aeroservizi scopre che Gesap detenga il 51% delle quote azionarie di di Gh Palermo, primo handler dello scalo, che gestisce una quota pari a circa l’80% dell’intero traffico dell’aeroporto; come mai la Gesap, a prevalente capitale pubblico, e la Gh Palermo non sono state sottoposte alla disciplina prevista dalla cosiddetta legge Bersani? Se è legittimo che il vertice direttivo della Gesap sia non soltanto amministratore del maggiore handler aeroportuale Gh Palermo, ma anche direttore generale di quest’ultima, rivestendo un ruolo operativo sia in Gh che in Gesap. Non solo, aggiungiamo noi, recentemente l’a.d. di Gh Palermo e stato nominato anche ph terminal a Punta Raisi. È una situazione tutta italiana, dunque per certi versi illegale. Ma quando si ha la copertura politica tutto è concesso, se viene a mancare potrebbe intervenire la catturandi. Possiamo sostenere che il decreto Legislativo de 13 gennaio 1999, n. 18: attuazione della direttiva 96/67/CE relativa al libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità, non è del tutto recepito dalla Gesap. Ma tutta questa sceneggiata napoletana è una commedia già vista ai tempi dell’ingresso di Pae Mas a Punta Raisi. Gesap nel 2004 ha fatto l'impossibile per respingere la prima linea della Pae Mas. Oggi Pae Mas, Gh Palermo e Gesap sembrano le tre grazie: Grazia, Graziella e grazie al cazzo. Ma se Gesap si comporta da padre padrone non significa che altri debbano e possano fare altrettanto. Se Ast Aeroservizi fosse un privato non ci sarebbe nessun vincolo, nessuna legge Bersani per intenderci, ma siccome è regionale e la regione siciliana quando inizia a fare impresa non ha dato mai risultati positivi. L’amarezza di Giovanni Amico si può intuire, non condividere, ma pensate ai lavoratori della Pae Mas che hanno lottato, principalmente, per tutelare (oggi è una certezza) gli interessi della Gesap.

Cimino vuole vendere l’Ast

[LA PARTE PREPARATORIA DEI RIMORSI DI SOLITO E' PIACEVOLE. Marcello Marchesi]
Le terme andranno sul mercato. E l’Ast. E così la nostra partecipazione in Italkali. Queste società partecipate succhiano il sangue e il bilancio della regione ne soffre. Sarà difficile fare la prossima manovra di bilancio senza procedure alla valorizzazione dei beni della regione e alla privatizzazione degli enti, vera zavorra per la Sicilia. A parlare è l’assessore al bilancio della regione siciliana, Michele Cimino, che nel numero, in edicola, del mensile “S” ha rilasciato una lunga e interessante intervista.

mercoledì 26 maggio 2010

SINDACATI DIFFIDANO L'ENAC

[C'E' SEMPRE UNO STUPIDO CHE LE INVENTA E UN CRETINO CHE LE PERFEZIONA. Petrolini]
Le organizzazioni sindacali sono a conoscenza della ipotesi di estensione del certificato di idoneità per l’espletamento dei servizi di assistenza a terra già ottenuto da AST Aeroservizi per lo scalo di Lampedusa, e della sussistenza di un preliminare di contratto depositato dalla Azienda in oggetto per la somministrazione dei servizi di Handling stipulato con il vettore aereo Meridiana fino ad oggi assistito dal Consorzio PAE MAS. L’AST Aeroservizi essendo società pubblica, costituita per scopi strumentali, non possa svolgere in violazione della legge e del proprio statuto, attività sul libero mercato, ponendosi in competizione con imprese private. Inoltre la Regione Sicilia ha peraltro evidenziato all’interno delle disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2010 ( la cosiddetta finanziaria regionale) e specificamente all’art. 20,articolo che riguarda i provvedimenti concernenti le società a totale o maggioritaria partecipazione della Regione Sicilia,( Ast aeroservizi è certamente una tra queste) nell’ambito di quanto riportato dal comma 6 , che è fatto esplicito divieto alle stesse società di assumere personale con contratto sia a tempo indeterminato che determinato, fatto salvo il personale da assumere con bandi pubblici già effettuati prima dell’entrata in vigore della finanziaria regionale stessa. I sindacati sono perplessi: come possa la Direzione Aeroportuale ENAC non considerare quanto apertamente stabilito dalla giurisprudenza vigente e dalle norme definite dalla sopra evidenziata norma regionale , e come voglia adoperarsi per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori attualmente in forza alle esistenti società di handling operanti sullo scalo. Cisal, Cgil, Ugl e Cisl hanno firmato la nota di diffida contro l'Enac, manca la Uil.

Meridiana Fly, Garante sanziona sindacati per scioperi

[ANCHE L'ANIMA, OGNI TANTO, DEVE STARE A DIETA. Stanislaw J. Lec]
La Commissione di Garanzia sull'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha deliberato la sospensione del pagamento, da parte di Meridiana fly, dei contributi dovuti a Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Sdl, Anpac, Anpav e Unione Piloti, per un ammontare economico di 2.582 euro per ciascuna di esse. Succede anche questo in Italia, paese dove la democrazia è ormai un ricordo lontano. I sindacati dovrebbero inventarsi delle regole di ingaggio diverse per ottenere risultati concreti. Si parla, giustamente della libertà di stampa, il diritto al voto ... ma quasi nessuno parla più del diritto allo sciopero, l'ennesima vittima di questa classe politica che non rispetta più niente. La sanzione è stata erogata perché la Commissione ha valutato negativamente il comportamento delle segreterie nazionali di organizzazioni sindacali e associazioni professionali, con riguardo alle astensioni collettive dei giorni 2, 3 e 4 marzo 2010, per le violazioni di legge e della Regolamentazione provvisoria in materia di sciopero nell'ambito del trasporto aereo.

martedì 25 maggio 2010

Manovra economica poco equa

[L'ITALIANO NON E' UNA NAZIONALITA' MA UNA PROFESSIONE. Ennio Flaiano]
Alla vigilia della discussione in Consiglio dei Ministri della manovra economica è stata firmata l'ipotesi di rinnovo del contratto di lavoro per i dipendenti della Presidenza del Consiglio dei ministri con aumenti salariali del 3,2%. Lo annuncia l'Aran spiegando che per i 2.100 dipendenti della Presidenza del Consiglio il contratto (biennio economico 2008-2009) ''prevede un aumento medio a regime di 86,45 euro mensili, corrispondente all'incremento del 3,2%, previsto per il suddetto periodo contrattuale''. Nel frattempo l'attuale governo schizzofrenico ha bloccato tutte le retribuzioni del pubblico impiego per il triennio contrattuale 2010-2012. Gli stipendi restano quindi fermi ai livelli del 2009. Lo prevede la bozza della manovra a cui i tecnici del governo stanno ancora lavorando. Uno degli elementi da chiarire riguarda la contrattazione accessoria che potrebbe essere 'salvata' dal blocco, ma la materia è al momento soggetta alla valutazione dell'esecutivo. ''Si tratta di una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri, che siamo costretti a prendere, spero, in maniera provvisoria con una temporaneità definita per salvare il nostro Paese dal 'rischio Grecia', chiamiamolo cosi' e ci capiamo tutti''. Questo il commento sulla manovra finanziaria del sottosegretario Gianni Letta. Il contenuto della manovra che il Tesoro lascia filtrare alle agenzie di stampa cambia ogni ora, molti punti sono ancora da chiarire: c’è o no il condono edilizio che dovrebbe portare nelle casse dello Stato sei miliardi di euro? Riguarda solo le cosiddette “case fantasma” sconosciute al fisco? E come è possibile che qualcuno paghi migliaia di euro per far “emergere” case che poi devono essere verificate dal Comune e se, non a norma, eventualmente abbattute? Si capirà stasera. Più che una manovra all’altezza delle aspettative della Commissione europea e dei mercati finanziari sembra lo specchio della disperazione di una classe dirigente che non vuole ancora prendere del tutto atto della realtà e dei sacrifici necessari, quindi della necessità di un nuovo patto sociale. Per la prima volta nella storia delle manovre finanziarie non si conoscono i risparmi associati ad ogni misura, probabilmente perché il conto finale non è ancora stato fatto davvero e, sommando quello che già si conosce, si arriverà a stento a 20 miliardi di euro. Ne mancano quindi ancora almeno altri otto per arrivare vicino a quella che sarebbe la vera necessità per il solo 2011. Mentre infatti il governo continua a mantenere le sue previsioni di crescita per il 2011 all’1,4 per cento, le maggiori banche e istituzioni internazionali hanno abbassato le stime all’1,1 per cento per il prossimo biennio, riportando la lancetta dell’ammanco a 40 miliardi per due anni.

lunedì 24 maggio 2010

Un sindacato inglese anche in Italia

[NON SI PUO' RIPARARE A NULLA, NON SI PUO' RIPARARE ALLA VITA.
Tibor Dery]
Le parti sociali, datoriali e sindacali (oltre 60 sigle) sono state convocate per domani mattina alle 12 a palazzo Chigi. Nella convocazione a firma del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta si legge che al centro dell'incontro ci sono le "misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica". I sindacati, ovviamente, tronfi dell'invito ricevuto andranno all'appuntamento. Apprenderanno che la crisi in Italia è ormai alle spalle e che i segnali di ripresa economica si intravedono ed altre cazzate. I sindacati non hanno minimamente pensato di non presentarsi a questo appuntamento al buio, che serve solo al governo per fare l'ennesimo squallido spot mediatico. Le comparse ci sono, e pure abbondanti, che rappresentano il mondo sindacale. La trattativa tra British Airways e sindacati è ferma e non riprenderà. Scatterà perciò lo stop di 5 giorni indetto da Unite. L'agitazione degli assistenti di volo è stata confermata dal leader del sindacato Tony Woodley alla Bbc, riferisce Bloomberg. Woodley ha detto che non verrà ripreso il dialogo dopo il brusco stop provocato dall'irruzione dei lavoratori nel palazzo in cui era in corso il tavolo e l'allontamento dell'ad della compagnia Willie Walsh scortato dalla polizia. E' fallito nella tarda notte di ieri, tra accuse reciproche, l'ultimo tentativo di accordo tra il management della British Airways e gli esponenti del sindacato Unite. Per cui oggi il personale di volo della compagnia inglese comincia la prima delle quattro tranche di scioperi proclamate, di cinque giorni ciascuna, per protestare contro i licenziamenti e il peggioramento delle condizioni salariali e lavorative. Durerà da oggi fino al 28 maggio e metterà a rischio-caos diversi voli, soprattutto quelli che hanno in partenza od in arrivo il Regno Unito. Il sindacato Unite, il più rappresentativo della categoria, chiede che l'azienda sospenda le sanzioni contro coloro che parteciparono agli scioperi in marzo, ai quali la British ha cancellato il diritto ai voli annuali gratuiti. Ieri notte, uno dei segretari generali di Unite, Tom Woodley, avrebbe offerto all'azienda di sospendere l'agitazione in cambio di restituire a coloro che incrociarono le braccia a marzo i vantaggi in materia di voli. L'azienda avrebbe risposto con un comunicato, accusando il sindacato di non aver accettato l'invito a sedersi nuovamente al tavolo del negoziato, per tentare tentare invece una trattativa attraverso la stampa.

DA APT LMP E PNL ENERGIA FONTI RINNOVABILI

[LA MODA E' L'AUTORITRATTO DI UNA SOCIETA' E L'OROSCOPO CHE ESSA STESSA FA DEL SUO DESTINO. Ennio Flaiano]
Gli aeroporti di Pantelleria e Lampedusa produrranno energia elettrica da fonti rinnovabili, con impianti fotovoltaici di tipo tradizionale. Il progetto rientra nel rapporto 2009 dell’Enac. La prima fase dell’intervento porterà ad una produzione di energia da fonti rinnovabili pari a circa il 20% del fabbisogno, ma l’obiettivo è quello di ridurre il livello di dipendenza energetica. Secondo i dati del rapporto, il rendimento energetico rispetto all’energia solare incidente dovrà essere superiore al 20% nella componente relativa alla produzione di energia elettrica, e superiore al 50% nella componente relativa alla produzione di energia termica derivante dal recupero del calore residuo. La tipologia di impianto che sarà sperimentata a Lampedusa e Pantelleria, sempre secondo il rapporto Enac, avrà un rendimento energetico di circa il 25% per l’energia elettrica e il 50% dell’energia termica. La sperimentazione partirà dall’aeroporto di Pantelleria, per il quale il piano triennale 2009-2011 prevede investimenti di 1,1 milioni per impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Speriamo che finita la sperimentazione si possa partire con impianti di tipo fotovoltaici anche a Palermo - Punta Raisi. Il progetto, qualora dovesse partire, ovviamente verrà realizzato dalla CdP di Roma.

domenica 23 maggio 2010

SINDACATO: VARATA L'UNIONE SINDACALE DI BASE, UN'ORGANIZZAZIONE PER MILIONI DI LAVORATORI

[TRA NOI C'E' UN MONDO DI CONDANNATI A MORTE DA NOI. TALVOLTA, ANCHE PER QUESTA SOFFERENZA, TENTA DI RIBELLARSI: COL MITRA LA GUERRA SI RISPONDE. SI SMETTA DI STAR DALLA PARTE DEI PIU' FORTI, DI LASCIARE A LORO LA POSSIBILITA' DI SOFFOCARE GLI ALTRI, PROPRIO PER SISTEMA, ALLA LUCE DEL SOLE NON CREDO CHE SIAMO TUTTI TANTO CRUDELI DA VOLER CONTINUARE AD AMMAZZARE COSI'. NON CI CREDO. SI SAPPIA ANCHE, CHE LA VITA NON PUO' NON SCORRERE. Danilo Dolci]

La nuova confederazione parte con un fitto calendario di iniziative di lotta. Oltre 600 delegati, di tutti i settori del mondo del lavoro e provenienti da ogni parte d'Italia, hanno scelto di dare vita alla USB, Unione Sindacale di Base, la nuova confederazione varata questa mattina al Teatro Capranica di Roma. Nucleo centrale della nuova organizzazione RdB, SdL e consistenti realtà della CUB, che insieme ad altre organizzazioni sindacali di base sono giunte al termine del processo costituente iniziato due anni fa; un processo che ha coinvolto nella discussione migliaia di delegati, i quali sono riusciti a superare vecchi steccati ed hanno avuto la capacità e l'entusiasmo di progettare il futuro del sindacalismo indipendente dal quadro politico, istituzionale e padronale. Hanno partecipato con interesse alla nascita di USB anche Snater e Or.S.A., che hanno portato i loro contributi al dibattito congressuale confermando la volontà di prendere parte al processo di unificazione, anche se con tempi diversi. All'assemblea del Capranica hanno inoltre partecipato la Confederazione Cobas ed i rappresentati delle forze politiche. Numerosi gli interventi nelle tre giornate congressuali, che hanno evidenziato le caratteristiche genetiche della nuova confederazione. USB non sarà semplicemente un'organizzazione che va ad aggiungersi a quelle esistenti, ma ha l'ambizione e la possibilità di costituire il sindacato maggioritario che oggi serve ai lavoratori ed ai settori popolari. USB sarà intercategoriale, con l'obiettivo di contrapporsi alla frammentazione dei lavoratori connettendo le lotte nei luoghi di lavoro, sul territorio e nel sociale. Attraverso una capillare diffusione sul territorio nazionale (90 sedi in tutte le regioni), USB intende infatti rappresentare ed organizzare i soggetti del lavoro e del non lavoro, essere accogliente alle nuove istanze sociali, essere "meticcia", contaminandosi con le esperienze provenienti da altre realtà di lotta: per la casa, per l'ambiente, per i beni comuni, per i diritti uguali dei migranti. USB rifiuta inoltre lo "sviluppismo", che distrugge vite umane e territori, genera guerre, razzismo e miseria. Vuole infine porsi come un sindacato capace di attivare un cambiamento generale nel nostro paese. In continuità con la storia delle organizzazioni costituenti la nuova confederazione, nella USB saranno centrali la democrazia e la partecipazione attiva dei lavoratori attraverso una forma organizzativa orizzontale in tutte le sue articolazioni. Ancora, USB sarà il sindacato del conflitto, finalizzato all'aquisizione di nuovi diritti e nuove tutele, per una contrattazione che abbia come presupposto il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita per milioni di lavoratori non finalizzata unicamente alla riduzione del danno. L'assemblea ha eletto i membri dei nuovi organismi confederali, i 154 componenti del Consiglio Nazionale, 55 del Coordinamento Nazionale e 13 dell'Esecutivo. Grande importanza è stata riservata dal dibattito ai temi internazionali, con particolare attenzione alla situazione dell'America Latina e della Grecia. All'assemblea sono giunti i messaggi di auguri provenienti da molte organizzazioni sindacali internazionali, fra cui quello della Confederazione sindacale mondiale WFTU (World Federation of Trade Unions), dal PAME, il sindacato combattivo greco che sta guidando le lotte in quel paese, e dal LAB, sindacato Basco. Tra le delegate e i delegati del Congresso è emersa evidente la consapevolezza della grande forza attrattiva dell'USB, che nasce in un contesto di crisi non solo economica, ma politica, sociale e culturale. Tale consapevolezza si è tradotta nella deliberazione di immediate iniziative di lotta: 28 maggio - giornata di mobilitazione nazionale del Pubblico Impiego; 5 giugno - manifestazione nazionale a Roma contro la manovra economica e l'attacco ai diritti dei lavoratori; 7 e 8 giugno - scioperi regionali della Scuola; 8 giugno - sciopero nazionale dei Lsu, cassintegrati e lavoratori in mobilità; 11 giugno - sciopero generale dei Trasporti; 14 giugno - sciopero generale del Pubblico Impiego.

sabato 22 maggio 2010

Serve un codice di comportamento per i blog?

[UNA FRASE CHE MI HA SEMPRE TURBATO, FIN DAL GINNASIO: PRENDIAMO UN PUNTO NELL'INFINITO. Leo Longanesi]
Un codice di comportamento per chi frequenta i blog. È quello a cui stanno pensando Tim O’Reilly, l’inventore del web 2.0, e Jimmy Wales, il creatore di Wikipedia. Per ora non è un vero regolamento, ma soltanto un’ipotesi, una bozza on line aperta a suggerimenti, integrazioni o stroncature. Stando a ciò che si legge su blogher.org, radar.oreilly, e blogging wikia, si tratta più di regole di buon senso che non di indicazioni rivoluzionarie. Ecco qualche esempio: no a insulti, ad abusi verbali, a violazioni del copyright e della privacy. Al bando gli attacchi ingiustificati verso altri utenti e niente commenti anonimi o nick cui non corrisponda un vero indirizzo e-mail. Tra le regole, anche l’invito a ignorare sempre le provocazioni sterili. Insomma, una serie di punti che sono un generale invito a non fare sul web ciò che non si farebbe nel proprio salotto di casa, in una conversazione fra amici oppure fra estranei. Se andasse in porto, l’idea si tradurrebbe, per i blogger, in un vero manifesto da sottoscrivere, con tanto di distintivo da esibire sulla home page. Ogni blogger firmatario dovrebbe poi comportarsi di conseguenza. E cercare di sedare le risse verbali, scrivendo magari privatamente al disturbatore per indurlo a più miti consigli, scongiurando gli editwar e le risse con centinaia di insulti. La proposta di Tim O’Reilly prevede un distintivo riconoscibile anche per chi decidesse di non adeguarsi al codice. Chi volesse aprire i commenti del proprio blog a qualunque tipo di contributo, senza censura, dovrebbe comunque avvertire i lettori con uno speciale marchio. Il tema, che occupa anche le pagine del New York Times e del Guardian, raccoglie le più diverse reazioni. Qualcuno è assolutamente d’accordo. E anzi, estenderebbe le regole anche ai forum, dove la bagarre è all’ordine del giorno. Qualcun altro invece comincia a preoccuparsi. E teme che l’anarchica libertà del web possa annacquarsi nel trionfo del politically correct. Ma oltre ai pareri pro o contro, l’idea di Tim O’Reilly diventa in Rete uno spunto di riflessione anche più generale per migliorare il futuro della comunicazione sui blog e fare nuove proposte. Il nuovo codice di regolamentazione del web proposto dal ministro Maroni sta raccogliendo numerose critiche. Il codice intende incaricare i fornitori di servizi web di cancellare contenuti malevoli o incitanti l’odio. Il codice punta all’auto castrazione di provider.

OMBRE SU ALITALIA

[POCHI COMPRENDERANNO QUESTO SISTEMA, COLORO CHE LO COMPRENDERO SARANNO OCCUPATI NELLO SFRUTTARLO, E IL PUBBLICO NON CAPIRA' CHE IL SISTEMA E' CONTRARIO AI SUOI INTERESSI. Rothschild]
I magistrati romani che stanno indagando sulla cosiddetta “cordata Baldassarre” che asserivano nel 2007 di avere i soldi per rilevare e salvare Alitalia, stanno esaminando le carte sequestrate il 3 maggio nella casa e negli uffici del manager Giancarlo Elia Valori, indagato insieme all’ex presidente della consulta ed ex presidente Rai, Antonio Baldassarre, per documenti falsi e notizia bufala che avrebbero alterato la borsa. L’inchiesta deve verificare anche se quell’operazione che non andò in porto grazie all’indagine ancora riservata della Consob,fece saltare la vendita della compagnia di bandiera ad Air France ,sotto il governo Prodi. L'ex presidente della Corte Costituzionale e della Rai, Antonio Baldassarre, è indagato dalla Procura della Repubblica di Genova per concorso in millantato credito in un'inchiesta su tangenti pagate da due commercianti genovesi all'ingrosso di formaggio, padre e figlio, per evitare accertamenti fiscali. Lo rivela il Secolo XIX nel dare anche la notizia che Baldassarre, assistito dai suoi legali, è stato interrogato da due pm ed ha respinto ogni addebito. L'inchiesta ha portato in carcere il 15 dicembre scorso nove persone tra le quali i commercianti Paolo e Leone Giani, un agente di polizia, un militare della Guardia di Finanza e l'imprenditore ed ex assessore comunale di Reggio Emilia Silvano Nizzoli. Baldassarre "intervenuto" - Sarebbe stato quest'ultimo - scrive il quotidiano genovese - ad assicurare ai due commercianti l'intervento di Baldassarre su un colonnello della Guardia di Finanza per addomesticare le verifiche fiscali. "Nelle carte - scrive il giornale - vi è traccia di un incontro a tre, tra Paolo Giani, Silvano Nizzoli e lo stesso Baldassarre, avvenuto l'11 ottobre 2008 a Bellaria, in provincia di Rimini. E poi c'é una telefonata sospetta in cui Nizzoli, parlando con un conoscente, assicura che Baldassarre si è speso in prima persona, per risolvere favorevolmente un arbitrato che non c'entra nulla con la storia dei Giani". Ma ritorniamo alle vicende recenti di Cai e dei suoi conti sempre in rosso. "L'obiettivo del pareggio operativo per Alitalia era previsto nel 2011: quest'anno cercheremo di migliorare i conti". Lo ha detto il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno. "Non mi risulta" un malcontento degli azionisti di Alitalia sugli ultimi conti economici - ha risposto a margine della presentazione di un nuovo scooter Piaggio a Milano - e "non abbiamo mai detto che l'obiettivo di pareggio fosse per il 2010. Comunque dobbiamo ancora finire il 2010, adesso vediamo come va con il dollaro e come procede l'economia", ha concluso il presidente di Alitalia. Il piano industriale dell'Alitalia potrebbe subire qualche ritardo, a causa della crisi globale, ma sostanzialmente non cambia. Lo ha detto il presidente dell'Alitalia, Roberto Colaninno, in merito alle indiscrezioni di stampa su uno slittamento della previsione del ritorno all'utile dal 2011 al 2012. ''Abbiamo elaborato un piano prudente - ha detto Colaninno -, quest'anno abbiamo raggiunto gli obiettivi. Il piano è stato fatto in tempi diversi da quelli di oggi e prudentemente consideriamo che ci potrebbe essere qualche ritardo, ma sostanzialmente il piano non cambia''.
http://www.youtube.com/watch?v=JF8xElv4V8M&feature=related

venerdì 21 maggio 2010

SIGLATO CONTRATTO DI LAVORO AIR ONE CITYLINER

http://www.youtube.com/watch?v=JF8xElv4V8M&feature=related
[IN POLITICA BISOGNA ASPETTARSI DI TUTTO. TUTTO E' PERMESSO,FUORCHE' LASCIARSI COGLIERE DI SORPRESA. C. Murras]

E' stato sottoscritto il Contratto Collettivo di Lavoro per il personale navigante di Air One Cityliner, che sarà in vigore dal 1 giugno prossimo fino al 31 maggio 2013. Lo annuncia Alitalia in una nota spiegando che ''con questo accordo viene disciplinato il rapporto di lavoro del personale navigante di Air One Cityliner attraverso un contratto collettivo negoziato con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Professionali, mentre finora retribuzioni e norme d'impiego erano definite da un semplice regolamento aziendale''. Il contratto, prosegue la compagnia, ''definisce un assetto di garanzie e di miglioramenti nelle condizioni di lavoro e retributive dei naviganti di Air One Cityliner, salvaguardando la specificità delle attività svolte dalla Società e la competitività e sostenibilità economica ed industriale delle sue attività". Dal punto di vista economico sono previsti incrementi medi di circa il 7%. Gli accordi sottoscritti prevedono la possibilità che, su base volontaria, il personale navigante oggi in CIGS possa optare per i ruoli che si rendessero disponibili in Air One Cityliner. ''Alitalia non è in vendita'', così Rocco Sabelli, amministratore delegato di Alitalia in una intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore.''L'alleanza con Air France ha già prodotto benefici per 40 milioni di euro nel primo trimestre'' spiega il manager, mentre dalla nube del vulcano islandese sono arrivati ''danni per 30-40 milioni''.Slitta al 2012 il ritorno del nero nell'ultima riga del conto economico, ''abbiamo aggiornato le previsioni, un break even operativo nel 2011 e utile netto nel 2012 di alcune decine di milioni'', spiega Sabelli.

giovedì 20 maggio 2010

Tremonti contro manager Gesap

[SE IL GIUDICE FOSSE GIUSTO, FORSE IL CRIMINALE NON SAREBBE COLPEVOLE. Fiodor Dostoevskij]
Giulio Tremonti l'aveva detto: «Il taglio del 5% agli stipendi dei politici? È solo un aperitivo». E in effetti, a quanto riferiscono fonti di governo, in vista del varo della manovra economica si pensa a una riduzione del 10%. Il doppio, dunque, rispetto a quanto ipotizzato nei giorni scorsi dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Un contributo del 10% a carico dei top manager della P.A. che superano i 100.000 euro di stipendio per 2 o 3 anni. È una delle ipotesi che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, starebbe valutando nel mix delle misure che comporranno la prossima manovra. In parole povere i manager della Gesap avranno ridotto lo stipendio per i prossimi tre anni del 10% (Carmelo Scelta e Giacomo Terranova, in due superano, di poco, i 500 mila euro all’anno), il provvedimento verrà adottato anche per i 5 ph sempre della Gesap ( circa 160.000 € a testa). A Napoli, in questi casi, si dice chiagne e fotte … dunque la crisi arriva anche nei piani alti. I provvedimenti del governo penalizzeranno economicamente anche i componenti del cda della Gesap. Ma nell’ambito della Gesap qualcuno pagherà più di altri, ci riferiamo a Giacomo Terranova, deputato pdl alla camera dei deputati, infatti i tagli arriveranno anche a decurtare gli stipendi dei politici, parlamentari e ministri compresi: anche in questo caso l’ipotesi principale è quella della «regola del 10%», ma non è escluso che si possa arrivare a qualcosa di più. Comunque, sottolineano le stesse fonti, si tratta di un'ipotesi in via di definizione e non è escluso che la percentuale possa ulteriormente aumentare. Si pensa inoltre a un «contributo» del 10% per tutti gli stipendi dei dirigenti pubblici superiori ai 100mila euro annui da introdurre per un periodo temporaneo di due o tre anni.

Berlusconi ha capito di avere la crisi alla spalle

[NON E' VERO IN MODO ASSOLUTO, CHE IN ITALIA NON ESISTA GIUSTIZIA. E' INVECE VERO CHE NON BISOGNA MAI CHIEDERLA AL GIUDICE, BENSI', AL DEPUTATO, AL MINISTRO, AL GIORNALISTA, ALL'AVVOCATO INFLUENTE ... Giuseppe Prezzolini]
La Germania ha annunciato una manovra da 15 miliardi di euro e tagli alla spesa pubblica e continua a essere contraria a massici interventi della Banca centrale sul mercato obbligazionario. I tedeschi non sembrano disposti a pagare i conti degli altri con un euro eccessivamente debole e una ripresa dell’inflazione nel medio termine. Preferiscono sangue, dolore e lacrime da imporre ai partner e rimettere in ordine i conti europei. I titoli di Stato tedeschi sono volati a livelli massimi indicando chiaramente che la Germania è diventata l’unico paese rifugio in un’Europa alle prese con il peggiore incubo degli ultimi anni. La prossima settimana sarà determinante per capire quanta fiducia hanno ancora gli investitori in questo establishment europeo che ha mentito, chi più chi meno, sulla propria situazione finanziaria e sta ancora tentando di nascondere il problema con misure tampone che non risolvono i problemi e non parlano chiaramente ai propri popoli. In Italia “siamo di fronte a un governo e a una maggioranza che è dichiaratamente contro la famiglia e che, con il Dpef, si sta schierando contro il popolo e contro la gente comune, privilegiando solo gli interessi dei poteri forti”, diceva Roberto Calderoli nel 2006, parlando della dura Finanziaria del governo Prodi di allora, ma ora è lui ad annunciare misure di risanamento analoghe o più severe e parla di “sacrifici per tutti”. Dov’era la delegazione leghista quando il governo Berlusconi proponeva il Dpef 2010-2013 senza “né tagli né tasse” e vi aggiungeva uno scudo fiscale che ha beneficiato i soliti furbi? Non si sono accorti che le previsioni di crescita economica e le entrate fiscali erano volutamente sovrastimate per nascondere la verità dei conti? Questa mancanza di trasparenza e onestà verso gli elettori a cui si vendeva un’Italia dove “la crisi non esiste” ha aumentato la violenza della crisi e il pericolo di essere colpiti dai mercati finanziari. Ora si corre ai ripari con una manovra finanziaria da 25 miliardi in 2 anni che già sappiamo diventeranno 60 in 3 anni, sempre che gli investitori internazionali siano ancora disposti a dare fiducia a una classe politica che ha costruito le sue fortune sul debito pubblico rinviando il momento della resa dei conti con la realtà, e con gli elettori, e accumulando immobili nel centro della Capitale. Il taglio del 5% allo stipendio dei parlamentari è una misura demagogica e ridicola per farci credere che siamo tutti nella stessa barca e che i sacrifici toccheranno tutti allo stesso modo.

mercoledì 19 maggio 2010

Crisi Grecia: evasione fisco 40% del pil


[LA CASA SI PUO' TROVARE; L'INDIRIZZO E' SBAGLIATO. Giuseppe Prezzolini]

L'evasione fiscale sfiora in Grecia il 40% del Pil. La stima è del segretario del ministero delle finanze Dimitris Georgakopoulos.Il funzionario, presentando davanti alle Camere industriali di Atene e del Pireo le linee della riforma del meccanismo di controllo fiscale,ha evidenziato come questa enorme evasione corrisponde a circa 120 miliardi di euro l'anno. Rappresenta quindi un colpo durissimo per l' economia e va combattuta con forza. Dopo le dimissioni del ministro Angela Gerekou,si ipotizza ora un possibile rimpasto governativo in Grecia. Il principale partito di opposizione Nuova Democrazia (ND, centrodestra) accusa il premier di non 'essere in grado di garantire e assicurare la trasparenza nel suo partito e nello stesso governo'. Angela Gerekou si è dimessa in seguito alle rivelazioni che suo marito, un famoso cantante, da anni, evadeva il fisco. La Borsa di Atene ha chiuso in positivo dopo una giornata difficile nella quale era arrivata a perdere oltre il 4%. L'Indice Generale ha chiuso a +0,43%, sopra la soglia dei 1600 punti, in controtendenza con le borse europee. Intanto le autorità greche hanno provveduto oggi al pagamento di 8,5 miliardi di euro di maturità obbligazionarie in scadenza. Per non danneggiare ulteriormente il settore turistico, i controllori di volo greci non parteciperanno allo sciopero generale di domani contro il piano di austerità e la riforma delle pensioni. I controllori di volo avevano già sospeso una precedente protesta in occasione delle difficoltà del traffico aereo causate dalle ceneri del vulcano islandese, al fine di non pesare ulteriormente sull'emergenza.In Grecia il turismo sta vivendo un momento particolarmente delicato: in seguito alle manifestazioni avvenute durante l'ultimo sciopero del 5 maggio, che portarono alla morte di tre impiegati di banca in un attacco incendiario, vi sono state quasi 30 mila cancellazioni di prenotazioni ad Atene e si prevede un calo complessivo degli arrivi internazionali nel paese del 10% e degli introiti turistici del 15%.

Air Italy, ricavi 2009 in calo e mol a +103%

[CHE COS'E' IL PIACERE SE NON UN DOLORE STRAORDINARIAMENTE DOLCE. H. Heine]

Fatturato di 193 milioni di euro nel 2009 per il gruppo Air Italy (-15,9% rispetto all'esercizio precedente) che ha chiuso l'anno scorso con una perdita netta di 1,9 milioni di euro, ma margine operativo lordo a 12,8 milioni, in crescita del 103% e un risultato operativo pari a 6,9 milioni, in aumento del 180%. L'indebitamento finanziario netto del gruppo Air Italy al 31 ottobre 2009 è pari a circa 9,8 milioni e il patrimonio netto a fine esercizio è di oltre 11,7 milioni di euro. Dallo scorso aprile la flotta del gruppo è aumentata da 10 aerei a 14, dopo l'avvio della partnership con Alitalia e del varo del conseguente piano di sviluppo sul mercato domestico. Intanto la compagnia ha presentato il lancio del nuovo collegamento Roma-Torino a partire dal 31 maggio. Il volo parte da Roma alle 7, 10 e 18.45 e da Torino alle 9, 17.10 e 20.35 e va ad aggiungersi al collegamento Roma Fiumicino-Verona già operativo da più di un anno con tre frequenze giornaliere. Confermata intanto la programmazione di Air Italy sul lungo raggio leisure da Fiumicino con voli di linea verso il Brasile, con destinazioni Fortaleza e Maceiò, e Madagascar, con Nosibè. Air Italy continua a puntare sulla Costa Smeralda, raddoppiando l'offerta su Napoli e inserendo tra i suoi collegamenti anche il volo da Orio al Serio a Olbia, che si aggiunge a quelli da Napoli, Genova, Catania, Torino e Bari, e dunque portando a 6 i collegamenti domestici con lo scalo sardo. I collegamenti saranno operati in code share con Alitalia, nell'ottica dell'accordo di partnership strategica siglata da Air Italy in aprile. Ai 5 collegamenti già operati in passato, Air Italy aggiunge il volo Milano Orio al Serio-Olbia. Nei week end di giugno e luglio e nel mese di agosto i residenti hanno a disposizione 5 mila posti a 49 euro ‘one way' tutto compreso per poter raggiungere le città italiane di Napoli, Milano/Bergamo, Torino, Catania, Bari e Genova. Napoli-Olbia è il collegamento con maggiore offerta, che arriva nel mese di agosto a 10 frequenze settimanali. Torino-Olbia e Catania-Olbia operano nei mesi di giugno e luglio rispettivamente con 3 e 4 frequenze settimanali e diventano giornalieri nel mesi di agosto. Milano Orio al Serio-Olbia e Genova-Olbia e Bari Olbia sono operate a partire dal 26 luglio con complessive 14 frequenze settimanali.

martedì 18 maggio 2010

Ast-Servizi fuori da gestione scalo Palermo

[LE ARGOMENTAZIONI NON CONVINCONO MAI NESSUNO. Emerson]
Il capogruppo del Pd all'Ars, Antonello Cracolici ha incontrato a Palazzo dei Normanni una delegazione dei lavoratori dell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. Cracolici ha annunciato "la presentazione di una mozione all'Ars per chiedere - anche alla luce delle norme inserite nell'ultima finanziaria che stabiliscono che la Regione individui settori strategici nei quali operare con una sola società - che l'Ast si occupi esclusivamente di trasporto pubblico e che quindi 'Ast Aeroservizi' non partecipi alla gestione dei servizi aeroportuali dello scalo palermitano. Prendiamo atto che il Pd non vede di buon occhio una regione troppo imprenditoriale (l'economica pubblica della regione siciliana è un comtinuo fallimento). Però suggeriamo a Pae Mas e Gh Palermo di non aspettare che altri, soggetti esterni, debbano risolvere i loro problemi. Suggeriamo alle due aziende che operano a Palermo - Punta Raisi di fare richiesta alla Dca di Palermo (l'Enac, in parole povere) per operare a Lampedusa. Ma, Pae Mas e Gh Palermo, hanno gli attributi per fare una mossa del genere?

Fannulloni strapagati


[E' DAVVERO CURIOSO QUANTO IL DENARO AIUTI A SOPPORATE LA POVERTA'. Alphonse Allais]

L’Europa ci invidia, o almeno i parlamentari dei paesi Ue potrebbero invidiare gli stipendi dei nostri, di gran lunga i più alti del Continente. Anche mettendo in pratica il “lodo Calderoli” sul taglio del 5% dei compensi di deputati e senatori, questi restano di almeno il 30-40% più alti dei più generosi Stati dell’Unione, come l’Austria, l’Olanda o la Germania; la media europea è di metà delle retribuzioni che i nostri parlamentari si sono assegnati; i francesi hanno uno stipendio di meno della metà di quello italiano. Anche solo tenendo conto dei paesi dell’Europa occidentale e settentrionale dove il costo della vita è comparabile - se non superiore, come nelle nazioni scandinave - a quello italiano, le cifre degli stipendi sono sempre assai inferiore alle italiche. Finalmente abbiamo a disposizione delle statistiche oggettive fornite dalla Camera dei Deputati, e in quanto tali non confutabili e neanche interpretabili a proprio piacimento. Riguardano la presenza e le votazioni dei Deputati della Camera nel periodo 29 Aprile 2008 fino al 13 Novembre; periodo nel quale sono state svolte 1.562 votazioni in Aula. Il metodo utilizzato prevede che ogni deputato si intende presente se ha votato o se è in missione. I dati non evidenziano in alcun modo i casi in cui le assenze siano legate a malattia o altre cause giustificate. I risultati non sono molto confortanti, arriveranno presto i tornelli minacciati dal ministro Brunetta? Onore innanzitutto agli stakanov del Parlamento, cioè a Rosy Bindi e Antonio Leone, vicepresidenti della Camera, e poi a Gaetano Nastri "semplice deputato" presente per il 99,81% delle votazioni. Ecco invece la classifica delle presenze dei Gruppi Parlamentari:1. Lega Nord Padania 92,36%; 2. PDL 89,61 %;3. PD 83,60%; 4. UDC 77,20 %; 5. Misto 73,65 %;6. IDV 73,45 %. Per gli assenteisti segue ora la top ten, per i quali abbiamo anche tentato anche di calcolare (con valore puramente indicativo) il costo per la collettività di ogni "voto" partendo semplicemente dalla indennità mensile di ogni deputato. Ecco come viene individuata e descritta sul sito internet della Camera "L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75)." Per i nove mesi e mezzo di attività possiamo quindi calcolare una indennità pari a 46.631 €.

La morte come segno di protesta

[LA LEGGE MORALE, COME MOTIVO CHE DETERMINA LA VOLONTA', POICHE' RECA DANNO A TUTTE LE NOSTRE INCLINAZIONI, DEVE PRODURRE UN SENTIMENTO CHE PUO' ESSERE CHIAMATO DOLORE. Kant]
http://www.youtube.com/watch?v=D_tWgKzU5Z8
Per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sul mancato pagamento degli stipendi da parte dell'ASL Napoli 1, aveva attuato una singolare forma di protesta, Mariarca Terracciano, l'infermiera napoletana di 45 anni morta nell'ospedale San Paolo di Napoli in cui lavorava: si era fatta togliere 150 millilitri di sangue al giorno, fino quando non le sarebbe stata corrisposta la paga. Siamo ormai una nazione senza anima, non riusciamo a cogliere chi vicino a noi decide di protestare in maniera plateale (togliendosi il sangue, facendo, contemporaneamente lo sciopero della fame). Mariarca Terracciano aveva coinvolto anche il mondo di internet, mettendo in rete un video messaggio ma nessuno ha capito la drammaticità di quanto stava accadendo. Avranno pensato, non solo a Napoli, le solite sceneggiate napoletane. Il Prefetto, Questore, Sindaco, Governatore, Sindacati … latitanti. Se la gente per denunciare e attirare l’attenzione deve arrivare a tanto vuol dire che siamo in una fase di non ritorno. Se i milioni di precari, cassaintegrati , licenziati … seguiranno questo esempio? Un arresto cardiocircolatorio con conseguente "danno ipossico cerebrale" - secondo i medici non provocato dalla protesta - l'ha uccisa, dopo tre giorni d'agonia, proprio nell'ospedale in cui lavorava e dove è stata ricoverata dopo il malore, accusato mentre era in servizio. Al problema degli stipendi finora non è stata ancora data una soluzione definitiva sebbene Mariarca Terracciano le avesse tentate tutte, anche la diffusione su Youtube di un video dei suoi prelievi. "Sto facendo anche lo sciopero della fame - riferisce dal web la donna che lascia un marito e due figli di 10 e 4 anni - può sembrare un atto folle ma voglio dimostrare che stanno giocando sulla pelle e sul sangue di tutti: vedere il sangue, che è vita, rende evidenti le difficoltà nostre e degli altri ammalati".

lunedì 17 maggio 2010

Tremonti a pranzo con banchieri

[VIAGGIANDO E' BELLO AVERE UNA META MA IN FIN DEI CONTI E' IL PERCORSO CHE FACCIAMO AD ESSERE IMPORTANTE. Ursula K. Leguine]
Consueto pranzo del ministro dell'Economia Tremonti, con alcuni banchieri negli uffici milanesi del dicastero. C'erano il presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, gli amministratori delegati di Intesa SanPaolo e Unicredit, Corrado Passera e Alessandro Profumo, e il vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona. I banchieri sono entrati nella sede del Ministero verso le 13 e usciti intorno alle 14.20. Di cosa hanno parlato lo ignoriamo, possiamo immaginare che ha tenuto banco la crisi economica finanziaria, i big della finanza si saranno lamentati di Mario Draghi che ha accusato i manager delle banche di guadagnare troppo? Speriamo bene. 'E' un sollievo apprendere che il governatore di Bankitalia interviene dove non lo fa Tremonti'. Cosi' l'Idv sulle decisioni di via Nazionale. L' Idv si riferisce al governatore Mario Draghi che durante l'audizione in commissione Finanze ha posto la questione dei bonus ai manager ed ha assicurato che sta per entrare in vigore una direttiva della Banca d'Italia, con nuove regole sulle remunerazioni.

Libertà addio …

[HO CONOSCIUTO L'ESTASI. E L'HO PAGATA CON IL DOLORE. CHE DOPO CI SI POSSA ACCONTENTARE DI UN GENERE INTERMEDIO? Nicole Muller]
Il mondo virtuale del Web non può essere una «sconfinata prateria» dove «tutto è permesso e niente può essere vietato» e Google - quando consente agli utenti di caricare video in rete - non può «nascondere» le informazioni per il rispetto della privacy, soprattutto poiché svolge un’attività con un «fine di profitto» e un «interesse economico», grazie in particolare ai «link pubblicitari». Sono questi, in sintesi, i motivi per cui il giudice di Milano, Oscar Magi - lo scorso 24 febbraio - ha condannato tre dirigenti del famoso motore di ricerca per violazione della privacy, al termine di un processo con al centro il video di un minore disabile insultato e vessato da alcuni compagni di scuola. Il filmato venne caricato su Google Video l’8 settembre 2006, dove rimase, cliccatissimo, per circa due mesi. Una condanna quella dei responsabili di Google che aveva fatto il giro del mondo, arrivata in conclusione del primo processo in campo internazionale ai dirigenti di un "provider" di Internet per la pubblicazione di contenuti sul Web. Sentenza duramente criticata anche dall’ambasciata degli Usa a Roma, che si era richiamata al «principio fondamentale della libertà» di Internet «vitale per le democrazie». Una «grande (ed inaspettata) ricaduta mediatica» del processo e della sentenza che ha portato il giudice ad inserire una «breve chiosa conclusiva» alle 111 pagine di motivazioni depositate oggi . Per dire che all’esterno è stato fatto «molto rumore per nulla», citando Shakespeare, e che «non sembra, a questo giudice, di aver alterato in modo sensibile i parametri valutativi e giurisdizionali che presiedono alla decisione» di casi simili. «In ogni caso - si legge ancora - questo giudice, come chiunque altro, rimane in attesa di una ’buona legge» sulla responsabilità per la pubblicazione di contenuti sul web. Nelle sue motivazioni, come nelle considerazioni conclusive, il giudice sottolinea più volte che la condanna dei dirigenti di Google a 6 mesi (pena sospesa) «non viene qui costruita sulla base di un obbligo preventivo di controllo sui dati immessi», ma in relazione a «un’insufficiente (e colpevole) comunicazione degli obblighi di legge», riguardo l’informativa sulla privacy. Ovvero, non esiste un obbligo di ’censura preventiva da parte del provider su ogni singolo video caricato dagli utenti. Per questo motivo un dirigente di Google, accusato solo di diffamazione, è stato assolto e la stessa accusa è caduta per gli altri tre. L’obbligo del provider «di impedire l’evento diffamatorio - scrive il giudice - imporrebbe allo stesso (...) un filtro preventivo su tutti i dati immessi ogni secondo sulla rete, causandone l’immediata impossibilità di funzionamento». Il motivo della condanna, invece, sta nel fatto che l’informativa sulla privacy, che apparve quando i ragazzi caricarono il video del disabile, era «talmente nascosta nelle condizioni generali di contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge». E Google, come gli altri provider, invece, ha un obbligo «di corretta e puntuale informazione» nei confronti di chi carica in rete. Il progresso tecnico, secondo il giudice, porterà in futuro a «controllare in modo sempre più stringente ed attento il caricamento dei dati» da parte dei gestori Web. Sarà più facile così, aggiunge Magi, anche valutare «la responsabilità penale». Internet, conclude il giudice, «è stato e continuerà ad essere un formidabile strumento di comunicazione», ma «ogni esercizio del diritto collegato alla libertà non può essere assoluto, pena il suo decadimento in arbitrio». Google, intanto, in un comunicato ha ribadito in sostanza ciò che aveva detto dopo la lettura del dispositivo: «Questa condanna attacca i principi stessi su cui si basa Internet». Potrebbe succedere davvero, e molto presto: si apre la casella di posta elettronica e si trova una mail in arrivo. A scriverci, uno dei mille fornitori di servizi web: Google, Facebook, YouTube, Telecom, Fastweb, Tiscali, Libero, e chi più ne ha più ne metta. Nella mail ci viene comunicato che un contenuto da noi pubblicato su Internet, una foto postata su un blog, un’opinione su un forum, una pagina Facebook, ha urtato la sensibilità di qualcuno, è ritenuto inopportuna o “malevola”. In allegato un invito a provvedere alla rimozione, in caso contrario il contenuto potrebbe essere rimosso d’imperio o segnalato alle autorità competenti. Contro la proposta Maroni si alzarono barricate: “Le leggi ci sono già - dissero opposizioni e associazioni per le libertà civili - e un sito può essere chiuso dalla magistratura, non dal governo”. Maroni fece un passo indietro, l’idea di una legge (se non addirittura di un decreto) per chiudere d’autorità siti web, venne accantonata e il ministro annunciò un non meglio definito “codice di autoregolamentazione” che sarebbe stato approntato da lì a breve. Ebbene, solo qualche giorno fa, l’11 maggio, il ministro Maroni ha incontrato le associazioni dei provider di servizi web per presentare una bozza del “Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete Internet” accompagnato da un protocollo d’intesa. La premessa al Codice è la seguente: “La rete Internet può costituire una piattaforma di divulgazione e propagazione di messaggi, informazioni e contenuti destinati ad un uso malevolo, come quelli che incitano all’odio, alla violenza, alla discriminazione, ad atti di terrorismo, o che offendono la dignità della persona, o costituiscano una minaccia per l’ordine pubblico”. Per contrastare questi comportamenti, il codice punta ad un “bollino di qualità” per i siti “sicuri”, ma soprattutto a coinvolgere i fornitori di servizi. Tra i loro compiti: “Fornire agli utenti tutte le informazioni utili per poter avanzare eventuali reclami” e questo anche inserendo “un apposito link ai modelli di segnalazione e reclamo”. In parole povere vuol dire che il soggetto che offre servizi web agli utenti (come una piattaforma blog), dovrebbe inserire sotto ogni pagina un pulsante al quale rivolgersi per avanzare un reclamo.

domenica 16 maggio 2010

NASCE L’ UNIONE SINDACALE DI BASE

[SOLO RECITANDO LA PROPRIA INFELICITA' SI PUO' SUPERARLA. E. Canetti]

“CONNETTI LE TUE LOTTE”, è l’energico ed inequivocabile slogan che accompagna la nascita di USB, Unione Sindacale di Base, la nuova confederazione sindacale che sarà varata nel congresso di fondazione del 21-23 maggio 2010. 644 delegati, in rappresentanza dei circa 250.000 iscritti a RdB, SdL ed a consistenti realtà categoriali e territoriali provenienti dalla CUB, si riuniranno per dare vita al “sindacato che serve ai lavoratori”: un’organizzazione generale, indipendente e conflittuale, già diffusa in tutti i settori del mondo del lavoro e in tutto il territorio nazionale, che intende costruire l’alternativa concreta, radicata e di massa, al sindacato concertativo storico. Alla giornata conclusiva del congresso, che si terrà il 23 maggio a Roma presso il Teatro Capranica, parteciperanno soggetti sindacali particolarmente interessati al percorso unitario, tra i quali SNATER, Or.S.A. e Slai Cobas. Hanno inoltre assicurato la loro presenza rappresentanti delle forze politiche e sociali. La nuova confederazione nasce forte della storia, del radicamento e della rappresentatività delle organizzazioni che in essa confluiranno, già firmatarie di numerosi contratti collettivi nazionali di lavoro. USB è frutto di un percorso, avviato già con la prima assemblea milanese del maggio 2008, durante il quale sono stati verificati i tratti comuni e rimossi quegli impedimenti che hanno fin qui ostacolato l’unificazione del sindacalismo di base. USB avrà una struttura confederale articolata sul territorio nazionale, regionale e provinciale ed una forma snella e pratica, prevedendo due macro-aree intercategoriali (il settore pubblico e il settore privato) sulla scia di quanto già avvenuto in molti paesi europei come Germania e Grecia. Al contempo, USB intende mantenere e rafforzare il suo radicamento nei luoghi di lavoro e predisporrà la sua presenza nei territori in modo da rispondere adeguatamente alle istanze di “Uguaglianza, Solidarietà, Bisogni” provenienti non più solo dai segmenti classici del mondo del lavoro, ma anche da quelli di “nuova generazione”: i precari, i migranti, i disoccupati e coloro che non hanno un reddito o sono senza casa. Alla confederazione aderiscono in forma associativa l’AS.I.A. associazione per il diritto alla casa, e l’organizzazione dei pensionati. Grande importanza sarà data anche ai servizi, attraverso efficienti servizi fiscali, di patronato, uffici vertenze e legali, sportelli migranti. http://www.youtube.com/watch?v=feccCSy5Pn0

3 milioni di multa a Ryanair

http://www.youtube.com/watch?v=ybTgcL2KQMY&feature=related
[MOLTI DI NOI, PAGHI DEL FATTO CHE DIO E' TANTO BUONO, SI TRASFORMANO IN GRANDISSIMI FARABUTTI. E. Canetti]
L’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, comunica che, al termine delle indagini svolte, ha comminato alla compagnia aerea irlandese Ryanair multe per 3 milioni di euro circa per aver violato in 178 casi gli obblighi di assistenza ai passeggeri stabiliti dalla legge in caso di cancellazione del volo. Le 178 violazioni contestate si riferiscono ad altrettanti casi accaduti nei giorni compresi fra sabato 17 e gioved 22 aprile scorso, durante i quali furono cancellate centinaia di voli, per effetto del blocco degli spazi aerei in quasi tutta Europa, a seguito dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallaj”kull e moltissimi passeggeri rimasero bloccati negli aeroporti. In particolare l’Enac ha addebitato a Ryanair di non aver prestato ai passeggeri rimasti a terra nello scalo di Ciampino, l’assistenza prescritta in questi casi dall’art. 9 del Regolamento (CE) n. 261/2004 (pasti, bevande, pernottamento). Nella circostanza i passeggeri bloccati nello scalo romano furono assistiti dall’Enac, dalla Protezione Civile e dalla società di gestione ADR. L’Enac sottolinea che nelle stesse eccezionali circostanze la quasi totalità delle altre compagnie aeree risultano invece aver prestato la dovuta assistenza e fornito un fondamentale contributo a limitare i disagi sofferti dalle migliaia di passeggeri bloccati negli scali italiani. A fine 2009 è nata una querelle tra ENAC e Ryanair sui documenti d'identità validi in Italia per l'imbarco. Secondo ENAC il caso sarebbe sorto a causa di ripetute segnalazioni all'ente da parte di passeggeri che si vedevano negato l'imbarco sebbene in possesso di regolare documento equipollente alla carta d'identità, secondo il D.P.R. 445/2000. Secondo altre versioni, invece, sarebbe nato dalla possibilità per i parlamentari di imbarcarsi sui voli utilizzando come documento identificativo la tessera parlamentare; tuttavia, la deputata interessata, Gabriella Giammanco, ha smentito il suo coinvolgimento nella querelle. Ryanair ha minacciato di sospendere tutte le rotte domestiche da/per l'Italia per salvaguardare la sicurezza dei suoi passeggeri, tuttavia ha poi trovato un accordo con l'ENAC accettando per l'imbarco anche i tesserini ministeriali di tipo AT/BT, rilasciati a tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, ed escludendo i tesserini professionali.

sabato 15 maggio 2010

SdL denuncia: Alitalia cerca personale, è insulto a cassintegrati

[DIRE CHE IO UTILIZZO LA MIA POSIZIONE DI LEADER POLITICO PER INTERESSI PERSONALI E' NEGARE IL DISINTERESSE E LA GENEROSITA' CHE MI APPARTENGONO. 15 dicembre 1995-Silvio Berlusconi]
Una «prestigiosa compagnia aerea» sta cercando circa 650 addetti ai bagagli e al check in per l'aeroporto di Fiumicino. È facile pensare che si tratti di Alitalia, ma se così fosse sarebbe un «insulto per i circa 5000 dipendenti in cassa integrazione e i 3000 precari che hanno perso il lavoro». A denunciarlo è l'Sdl intercategoriale. «Abbiamo visto nelle edicole e letto su quotidiani un bando di concorso emesso dall'Agenzia per il Lavoro Metis per circa 650 addetti ai Bagagli e al Check In nell'aeroporto di Fiumicino da parte di una "prestigiosa compagnia aerea nostra cliente". È facile supporre che l'unica "prestigiosa compagnia aerea" che possa ricercare tale mole di personale nell'aeroporto della Capitale possa essere Alitalia Cai, anche perchè il logo della Compagnia campeggia sui manifesti appesi in tutte le edicole»,spiega il sindacato in una nota. «Se così fosse - aggiunge - non sarebbe solo un insulto ai circa 5.000 dipendenti che si trovano in Cassa integrazione senza un briciolo di prospettiva e ai circa 3.000 precari che hanno perso il lavoro, ma si tratterebbe dell'ennesima offesa ad una collettività che si sta sobbarcando il più oneroso parcheggio di manodopera della storia repubblicana. Tutto questo senza che l'Azienda di Colaninno e soci e tutte le Istituzioni stiano facendo alcunchè per sbloccare la situazione». L'organizzazione sindacale ricorda inoltre che Alitalia «non ha raggiunto complessivamente i numeri previsti dagli accordi, si rifiuta costantemente di consegnare le liste del personale assunto e ha introdotto il meccanismo della solidarietà espansiva in alcuni settori senza che questo abbia corrisposto un adeguato numero di assunzioni», in violazione degli accordi sottoscritti e garantiti dal Governo nel 2008. Nel richiedere nuovamente un incontro al Governo per fare il punto sul mancato rispetto da parte di Cai degli accordi presi, l'Sdl invita a «non sottovalutare l'effetto che questi atti potrebbero avere sulla rabbia che da mesi cova tra i cassaintegrati, molti dei quali sono stati apertamente discriminati nel processo di assunzioni».

Compagni di merende

[CON LA MAFIA E LA CAMORRA BISOGNA CONVIVERE, E I PROBLEMI DI CRIMINALITA' OGNUNO LI RISOLVA COME VUOLE. 24agosto 2001-Pietro Lunardi-Pdl]
Basta fango su persone innocenti. Silvio Berlusconi (nella foto), commentando la 'lista Anemone', insiste: niente impunità ma no a liste di proscrizione 'E' inaccettabile che l'elenco dei clienti di una azienda venga presentato dai giornali come una lista di colpevoli - ha detto il premier - se ci saranno uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi saranno i magistrati ad accertarlo' e a intervenire con severità e decisione. 'Nessuna indulgenza per chi ha sbagliato. Ma basta con assurde isterie'.
Adesso il presidente del Milan si improvvisa moralizzatore. Potrebbe sembrare una provocazione, una battuta tendenziosa di qualche cabarettista comunista, invece il presidente ha deciso di moralizzare la politica italiana. Siamo contenti, rinunci al lodo Alfano e si metta interamente a disposizione della magistratura. Solo così può essere credibile. Il presidente della giunta regionale della Sardegna Ugo Cappellacci, secondo notizie di stampa, sarebbe indagato nell'ambito nell'inchiesta della procura di Roma a proposito degli appalti dell'energia eolica sull'isola. Cappellacci ricorre in diverse intercettazioni telefoniche laddove viene discussa la nomina di Ignazio Ferraris, amico di Flavio Carboni e Denis Verdini, presidente del Credito cooperativo fiorentino e coordinatore del Pdl, al vertice dell'azienda regionale per la protezione dell'ambiente in Sardegna (Arpas). Al centro di questa trance dell'inchiesta, che vedrebbe coinvolti anche altri politici, vi sarebbe la richiesta di concessioni e licenze per l'istallazione di parchi eolici ai quali sarebbe stato interessato anche il parlamentare Pdl Marcello dell'Utri e il pagamento da parte di ditte interessatedi capitali transitati sui conti del Credito Cooperativo Fiorentino. "Sarò giudicato dai fatti: la mia Giunta non ha concesso alcuna autorizzazione e anzi, con riferimento a energie rinnovabili e appalti, abbiamo chiuso nell'armadio a doppia mandata i vasetti della marmellata". Questa finora l'unica reazione di Cappellacci, alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, nell'inchiesta romana per corruzione, che coinvolge anche il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini. Il commento è stato rilasciato al quotidiano cagliaritano L'Unione Sarda che apre la sua edizione cagliaritana con un ampio servizio sulla vicenda. "Gli atti dicono che la mia Giunta non si è mai piegata alle speculazioni - ha detto ancora Cappellacci - e l'incontro con Flavio Carboni che mi sarebbe stato contestato è avvenuto in un'occasione ufficiale alla quale erano presenti anche magistrati". Castellacci, a capo di una coalizione di centrodestra, sarà ascoltato nei prossimi giorni dalla Procura di Roma. L'inchiesta, che riguarda diverse regioni, sugli appalti per la realizzazione dei parchi eolici e la creazione di fondi neri attraverso il versamento di somme, da parte di aziende interessate, alla Banca di credito fiorentino di Denis Verdini. All'attenzione degli inquirenti anche la decisione di Cappellacci di escludere dalla realizzazione dei parchi eolici delle pale off-shore e la gestione diretta degli impianti aterra da parte della Regione". Una scelta quella della Regione Sardegna che sarebbe stata presa a marzo, solo dopo aver appreso dell'inchiesta sugli appalti per il G8, e la notizia di indagati eccellenti che, secondo quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche, avrebbero costituito una sorta di comitato d'affariche aveva il potere di condizionare gli appalti.

venerdì 14 maggio 2010

5 ph in Gesap

[E' TALMENTE ACCORTO CHE VEDE SOLTANTO CIO' CHE SUCCEDE DIETRO LE SUE SPALLE. E. Canetti]
Natale Chieppa è il nuovo ph area terminal della Gesap. E così siamo a 5 ph in Gesap. La notizia è stata comunicata l’11 maggio. Natale Chieppa ha lavorato recentemente per Gh Palermo (azienda controllata dalla Gesap) e prima per Gh Italia (nei due casi precedenti era amministratore delegato). Tre sono le chiavi di lettura che in aeroporto si vogliono dare per reali, una notizia eclatante come questa può avere tante verità, motivazioni... La prima sarebbe che Gh Palermo è in brutte acque e dunque chi può va via. La seconda riguarderebbe i rapporti non più idilliaci tra Natale Chieppa e Gh. La terza, e ultima, con il passaggio di Chieppa in Gesap, inizierebbe l’acquisizione del 51% da parte della Gh Palermo, un vecchio accordo che si sta concretizzando in vista della cessione da parte di Gesap del pacchetto azionario a Gh Palermo di tutta l’attività di handling.
A Natale Chieppa, che sappiamo essere persona preparata, auguriamo buon lavoro.

Il limite del sindacato è lottare, esclusivamente, per il buono pasto

[SI DEVE FARE IN OGNI MOMENTO QUELLO CHE IN OGNI MOMENTO E' NECESSARIO. Yoani Sànchez]
Serpeggia la tensione tra le diverse sigle sindacali dopo l'ennesima ordinanza antisciopero da parte di Altero Matteoli che ha differito ad altra data gli scioperi previsti per oggi nel settore aereo. A Punta Raisi i sindacati non sembrano tanto incazzati con chi non gli perrmette di scioperare, dunque di esercitare un diritto. A Punta Raisi i sindacati lottano,nei ritagli di tempo, per ottenere il buono pasto (Pae Mas), oppure il buono colazione (visto che il buono pasto è stato acquisito) è la vittoria che i sindacati avrebbero ottenuto con la Gh Palermo. Ma del contratto, cosa fondamentale per tutti, nessuno ne parla. La credibilità del sindacato, oggi, è legata alla riconferma del contratto Assoaeroporti contro il contratto Assohandling, penalizzante per i lavoratori. Invece di fare ricorsi al Tar, che lasciano il tempo che trovano, bisognerebbe organizzare nuove forme di protesta innovativi. Così se da un lato il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi annuncia che verrà depositato "l'ennesimo ricorso al Tar del Lazio perché l'abuso di potere è davvero evidente", il segretario nazionale dell'Ugl Trasporto aereo, Francesco Alfonsi, spiega che per oggi "sono state indette assemblee dei lavoratori addetti ai servizi di handling su tutto il territorio nazionale". Il segretario nazionale della Uiltrasporti Marco Veneziani afferma che l'ordinanza di differimento "aumenta lo stato di agitazione in cui è costretto ad operare un settore fondamentale per il trasporto aereo, esasperato dai continui rinvii", e auspica "una soluzione in tempi brevi" per "evitare che la tensione prenda il sopravvento e comprometta la regolarità delle operazioni per l'ormai imminente stagione estiva".

giovedì 13 maggio 2010

SdL intraprende azioni legali contro il Ministro Matteoli


[SPERAVA, NON VISTA DA DIO,DI VIVERE A LUNGO.
E. Canetti]

Il Ministro Matteoli, pur diffidato formalmente da SdL, prosegue la sua lotta contro diritto di sciopero. SdL annuncia azioni legali nei confronti del Ministro Matteoli a tutela del diritto costituzionale dello sciopero. Lo sciopero è un diritto garantito dalla Costituzione di questo paese, purché esercitato all’interno delle previsioni di legge, al pari di quello di libertà di stampa, dell’espressione della libera opinione e di molti altri. Da due anni un Ministro della Repubblica impedisce sistematicamente che questo diritto venga esercitato nel trasporto aereo, nonostante il rispetto scrupoloso di una regolamentazione tra le più restrittive del mondo e senza che nessuna eccezione venga sollevata dalla Commissione di Garanzia. Le motivazioni che sono addotte dal Ministro sono pretestuose e spesso collegate ad “addensamenti” di scioperi concomitanti che altro non sono che l’effetto di una normativa che riduce a pochi giorni la possibilità per chiunque di manifestare il proprio dissenso. Tutto ciò avviene mentre il settore del trasporto aereo continua ad essere percorso da piani di ristrutturazione, da perdite di posti di lavoro, da cassa integrazione e da continue richieste di taglio del costo del lavoro mentre le Aziende, Alitalia/Cai in testa, continuano a farsi beffe di qualsiasi accordo sottoscritto. Lunedì 10 maggio SdL aveva inviato una formale diffida dal reiterare tali azioni, ma a fronte dell’ennesima ordinanza da parte del Ministro sullo sciopero del 14 maggio, SdL oltre a presentare un ricorso urgente al TAR contro l'ordinanza ministeriale che vieta lo sciopero, ha dato mandato ai propri legali di procedere con una azione nei confronti del Ministro Matteoli a tutela del diritto costituzionale dello sciopero. Non servono chiacchiere e sotterfugi. Bisogna uscire dall’ambiguità. La decisione assunta dall’Associazione Assohandlers, di voler applicare il Contratto Alitalia-Cai alle lavoratrici e ai lavoratori delle aziende associate a far data dal 01 giugno 2010 , è il naturale prosieguo del tentativo di voler sgretolare il Contratto Nazionale di Settore, per spianare la strada alla frenetica corsa al ribasso dei costi, esclusivamente a danno delle condizioni normative e salariali dei lavoratori già fortemente segnate da anni di sacrifici mai corrisposti. Un attacco grave e scientemente mirato, reso possibile anche dall’ambiguità purtroppo ancora vigente di quelle Organizzazioni Sindacali che hanno discusso il rinnovo contrattuale e che ancora oggi nel richiamare alla partecipazione allo sciopero del 14 maggio 2010, ancora NON CHIARISCONO QUALE APPLICAZIONE CONTRATTUALE STANNO RIVENDICANDO O CHE INTENDONO RIVENDICARE, PER I LAVORATORI DELL’HANDLING. SdL Intercategoriale conferma in modo CHIARO la posizione già espressa : IL CONTRATTO ASSAEROPORTI, SIGLATO IN DATA 26/01/2010 (STESSI AUMENTI STESSA UNA TANTUM), VA APPLICATO A TUTTI I LAVORATORI AEROPORTUALI, ANCHE PER LE AZIENDE ASSOCIATE ASSOHANDLERS. Tale condizione è il primo passo per impedire la frantumazione contrattuale del settore e creare i presupposti per rivendicare già dalle prossime scadenze i miglioramenti normativi e salariali che lo stesso contratto Assaeroporti richiede.
Per questi motivi SdL Intercategoriale ha riprogrammato lo sciopero per la prima data utile disponibile e cioè il 7 giugno 2010 dalle ore 12.00 alle ore 16.00. Saranno inoltre indette assemblee e presidi al fine di contrastare la decisione di Assohandlers ed impedire contestualmente che vengano siglati per l’ennesima volta accordi non rispondenti alle necessità e ai bisogni delle lavoratrici e lavoratori.

SENZA CONTRATTO MA CON TANTI SINDACATI


[SE UN'IDEA E' PIU' MODERNA DI UN'ALTRA, E' SEGNO CHE NON SONO IMMORTALI NE' L'UNA NE' L'ALTRA. Carlo Emilio Gadda]

Sciopero di otto ore, dalle 10 alle 18, il 7 giugno per gli addetti all'handling di tutti gli aeroporti nazionali. L'iniziativa è proclamata nuovamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti dopo il differimento da parte del ministero dei Trasporti di quella inizialmente indetta il 14 maggio. I sindacati protestano contro ''la mancanza di volontà di Assohandlers nel rinnovare il contratto collettivo nazionale del personale di terra scaduto da 28 mesi''.Lo stato di crisi in cui si dibattono le aziende, soprattutto private, che svolgono attività di assistenza a terra a passeggeri, merci ed aeromobili dei voli operati negli aeroporti italiani dalle varie compagnie aeree, la cui quasi totalità è associata ad Assohandlers, erano state ribadite dal presidente dell'Associazione in una lettera che il 10 settembre aveva inviato ai ministri Altero Matteoli (Infrastrutture e Trasporti) e Maurizio Sacconi (Welfare) e per conoscenza all'Enac (presidente Vito Riggio) e ai sindacati del comparto trasporti. Lettera nella quale facendo riferimento a quella precedentemente inviata agli stessi ministri il 24 luglio ed al «particolare e drammatico momento che sta vivendo l'intero settore del trasporto aereo». Ostacoli e difficoltà che il presidente dell'Associazione ha così sintetizzato: «mancata previsione e prevenzione degli effetti negativi della liberalizzazione; distorta competizione nell'acquisizione di quote di mercato; imposta obbligatorietà dell'applicazione di un contratto collettivo troppo oneroso; accollo di oneri aggiuntivi per sopperire ai mancati investimenti nelle infrastrutture aeroportuali; "anomala" coesistenza e concorrenza con handlers partecipati dai gestori aeroportuali; criticità della situazione economico-finanziaria degli handlers dovuta anche all'eccessiva esposizione creditora nei confronti delle compagnie assistite, soprattutto italiane, che al momento può essere quantificata in cifre non più sostenibili dalle aziende penalizzzate». Secondo il presidente di Assohandlers la negativa situazione economica che si è venuta così a determinare «genera nei fatti uno stato di crisi dell'intero settore dell'handling» che non deve essere sottovalutato in quanto sta succedendo costringerà le aziende del settore «a mettere in campo azioni mirate all'efficienza che, attraverso una razionalizzazione dell'attività, non possono non colpire principalmente l'area del personale».Una ragione per la quale Assohandlers non ritiene possibile stipulare un nuovo contratto collettivo di lavoro con oneri economici aggiuntivi e non basato su una normativa d'impiego più flessibile e più aderente alle diverse realtà di mercato. In questo momento «fra le aziende a rischio ci sono le maggiori realtà dell'handling italiano: Aviapartner, Flight Care, Aviation Services, ATA Handling, Sagat Handling, GH Handling oltre alle società di handling coinvolte nell'operazione di acquisto da parte della CAI.

mercoledì 12 maggio 2010

IG e AZ: turbolenza nei cieli

[PER UN MATRIMONIO FELICE OCCORRE CHE IL MARITO SIA SORDO, LA MOGLIE CIECAE I FIGLI MUTI. Lang Taang Yu]
L'Assemblea di Meridiana fly ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2009. Nel 2009 i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono pari a 290.192 euro, con un calo del 21,2% rispetto al 2008. L'Ebitdar, pari a 20.802 euro, è diminuito di 15.494 euro dal 2008, evidenziando un'incidenza sul fatturato del 7,2% (9,9% nel 2008). L'Ebitda, negativo per 20.662 euro, registra una contrazione di 14.219 euro rispetto al 2008. L'Ebit è negativo per 29.799 euro, in calo di 13.047 euro rispetto al 2008. La perdita netta del 2009 è pari a 34.059 euro. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2009 è negativo per 3.146 euro (rispetto a 28.438 euro al 31 dicembre 2008). Tale situazione è stata successivamente superata per effetto del conferimento in natura del ramo Aviation di Meridiana con effetto dal 28 febbraio 2010 e degli impegni di Meridiana e di Akfed per garantire la continuità aziendale. La posizione finanziaria netta a fine 2009 è negativa per 19.612 euro rispetto al saldo netto positivo di 5.557 euro di fine dicembre 2008. Ricavi a 639 milioni per Alitalia nel primo trimestre 2010, in crescita rispetto ai 515 milioni del primo trimestre 2009. Il risultato operativo (Ebit) è stato pari a -125 milioni, in miglioramento rispetto ai -210 milioni dello stesso trimestre del 2009. Al 31 marzo la disponibilità liquida totale risultava pari a 390 milioni e l'indebitamento finanziario netto pari a 903 milioni, di cui 864 milioni costituiti da indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà. Si aspetta con ansia il piano aziendale, che sarà presentato a giugno, per capire cosa vuole essere Cai: preda o cacciatore.

FORZA YOANI

[IL GRANDE BANDITO DI SHERWOOD SAPEVA SOLTANTO RIDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA, MA NON ERA CAPACE DI CREARLA. Yoani Sànchez]
Ottomila firme e una lettera. Il rappresentante diplomatico dell’Avana a Roma ha restituito il documento inviato da il Fatto Quotidiano con tutti i nomi di chi aveva risposto all’appello per la libertà di espressione di Yoani Sánchez, la blogger più volte minacciata per aver raccontato e denunciato le condizioni di vita e le limitazioni della libertà a Cuba. L’appello lanciato a novembre aveva ottenuto da subito molte adesioni, anche a seguito della denuncia da parte della Sánchez di una aggressione subita dalle forze di sicurezza dell’Avana. Yoani Maria Sánchez Cordera (L'Avana, 4 settembre 1975) è una attivista e giornalista cubana. Laureata in filologia nel 2000, alla Università della Avana. Nel 2002 emigra nella Svizzera Tedesca dove impara ad usare il web, ma per problemi familiari rientra a Cuba nel 2004. Nell'aprile del 2007 in collaborazione con un server tedesco crea il blog Generación Y (che le ha dato rinomanza internazionale) dove pubblica regolarmente cronache di vita cubana, caratterizzate da un tono acutamente critico sul governo, e tradotte in 18 lingue. È una delle più influenti voci sulla realtà cubana. Il suo blog è scritto a Cuba ma l'accesso è bloccato agli abitanti dell'isola dalla censura ufficiale. Yoani Sánchez (nella foto) è spesso perseguitata dai mezzi di repressione ufficiali cubani. Le pagine del blog sono spesso vandalizzate, presumibilmente da incaricati del governo cubano con l'intento di screditare il lavoro della giornalista. In Italia, i suoi articoli sono pubblicati dalla rivista Internazionale e dal quotidiano La Stampa, che pubblica il suo blog sul sito www.lastampa.it/generaciony, tradotto da Gordiano Lupi. Nell'aprile 2007, è stata pubblicata presso Rizzoli una raccolta di post del suo blog col titolo Cuba Libre - vivere e scrivere all'Avana, curata e tradotta da Gordiano Lupi. Il 27 novembre 2008, la televisione tedesca Deutsche Welle le assegna il premio The Bobs 2008 al Meglior Weblog Internazionale. Il blog di Yoani partecipò in tre categorie Giornalisti senza frontiere, Miglior blog in spagnolo, e Miglior Weblog. Compare anche nella lista dei "migliori 25 blogs del 2009" redatta dalla rivista Time e dal network CNN, ed è inclusa anche nella lista dei "Giovani leader globali" del Foro Economico Mondiale per il 2009. Nell'ottobre 2009 le è stato assegnato il Maria Moors Cabot Award dalla Columbia University di New York, ma si è vista negare (per la quarta volta negli ultimi due anni) il permesso di lasciare Cuba per andare a ricevere il premio - inviando quindi un breve video di accettazione. http://www.youtube.com/watch?v=7CzDEAZqmtM

Anche Montezemolo critica le fs

[CREDETE CHE SE LAURA FOSSE STATA LA MOGLIE DI PETRARCA, EGLI AVREBBE PASSATO LA SUA VITA A SCRIVERE SONETTI? G. Byron]
Firenze S.M.N. – Roma Termini (treno 9501), partenza ore 07,00, arrivo previsto 08,45. Invece si arriva a destinazione con 70 minuti di ritardo. In sintesi, dopo Orte il sistema elettrico va in tilt e tutto il sistema ferroviario italiano mostra la propria futilità. Per fortuna che oggi l’aereo per Palermo (EasyJet) era alle 14,30. La freccia rossa superveloce (i soliti comunisti inefficienti?) è costata 44 €, mentre l’aereo 58,48 andata e ritorno, tasse incluse. Che i treni che costano un botto spesso sono fuori orario ormai è un dato di fatto, le fs dovrebbero essere meno permalose e più umili. Si accende la guerra sui treni ad alta velocità. Luca Cordero di Montezemolo e Ferrovie si affrontano accusandosi sui ritardi in vista della concorrenza che li vedrà l'uno contro l'altro a partire dall'estate 2011, quando Nuovo Trasporto Viaggiatori (Ntv) - fondata da Montezemolo e Diego Della Valle - sarà il primo operatore privato sulle rotaie italiane con treni superveloci. Ad avviare la schermaglia è stato Montezemolo dopo essere arrivato in ritardo di un'ora ad un convegno per colpa di Ferrovie. La concorrenza per i treni serve "di sicuro, nell'interesse dei cittadini" ha detto caustico il presidente di Ntv, giustificando il suo ritardo di oltre un'ora a Padova per un incontro organizzato dalla Fondazione Telethon. Con i voli a rischio per la nuvola islandese, ha spiegato ai giornalisti, "abbiamo detto 'partiamo in treno', ma il treno ha avuto un'ora di ritardo, mi spiace". Poi, ha rincarato: "Una volta dicevano che la concorrenza è l'anima del commercio, io dico che la concorrenza migliora i servizi". Immediata la replica di Ferrovie, con un affondo secco ribalta la critica sui ritardi: "Hanno molto a che fare con la concorrenza i pesanti ritardi registrati qualche giorno fa da 36 convogli Trenitalia proprio a causa di un treno della società di Montezemolo, la Ntv, impegnato in un test sulla linea Roma-Firenze: continui stop e rallentamenti per malfunzionamenti vari, con pesanti ripercussioni sui convogli Trenitalia che seguivano e conseguenti disagi a migliaia di nostri clienti". L'azienda guidata da Mauro Moretti si è detta "assolutamente d'accordo" sul fatto che "la concorrenza fra operatori efficienti e competitivi fa bene perché spinge tutti a migliorare sempre più" ed ha spiegato che il ritardo del convoglio di Trenitalia su cui viaggiava Montezemolo era stato determinato "da un problema dell'infrastruttura e non del treno: qualsiasi altra impresa ferroviaria quindi, oltre a Trenitalia, ne sarebbe stata penalizzata". Intanto, per i pendolari potrebbero arrivare mille nuovi treni. La commissione Trasporti della Camera ha infatti dato un via libera all'unanimità alla proposta di legge del capogruppo del Pd, Michele Meta e relatore del provvedimento - quella proprio caratterizzata dallo slogan "mille treni ai pendolari" - che ora passa all'esame dell'Aula.

martedì 4 maggio 2010

Mentre Atene brucia ... Roma va a mignotte

[SE VUOI VOLARE, DEVI ABBANDONARE TUTTA QUELLA IMMONDIZIA CHE TI INCHIODA A TERRA. Toni Morrison]
Le Borse europee hanno bruciato oltre 140 miliardi di euro (144 per l'esattezza) per effetto dei timori legati al piano di salvataggio messo a punto per la Grecia e di un eventuale contagio della crisi verso gli altri Paesi dell'area Piigs, in particolare verso la Spagna. Al termine della seduta l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 ha perso il 2,90%, azzerando i guadagni messi a segno da inizio anno. Affondano i listini di Madrid (-5,4%), Lisbona (-4,2%) e Atene (-7,3%). Le Borse europee, sui timori legati ai Paesi Piigs, hanno azzerato tutti i guadagni messi a segno da inizio anno. L'indice Dj Stoxx 600, con il tonfo di oggi (-2,7%), si è riportato infatti sui livelli toccati lo scorso 4 gennaio. La Borsa di Atene ha perso il 6,6%. Chiusura in forte calo per Piazza Affari che ripiomba ai minimi di fine luglio 2009. Il Ftse Mib ha perso il 4,70% a 20.613 punti e il Ftse All Share il 4,47% a 21.225 punti. Chiude in deciso ribasso anche la Borsa di Parigi, penalizzata come le altre piazze europee dal timore di un contagio della crisi greca. L'indice Cac 40 perde il 3,64% a 3.689,29 punti. La Borsa di Londra ha chiuso con l'indice Ftse-100 in calo del 2,56% a 5.411,11 punti. Crolla infine la Borsa di Madrid: l'indice guida Ibex-35 ha perso il 5,41% a 9.859,1 punti. La Grecia ammette che non può più rifinanziare sul mercato il proprio debito pubblico: cioè all’asta del 19 maggio non troverà abbastanza investitori disposti a prestarle i 9 miliardi di cui ha bisogno. Il ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, confessa che il deficit nel 2009, nel calcolo definitivo, risulterà anche superiore alla stima del 13,6 per cento del Pil. Non stupisce quindi che Standard&Poor’s, l’agenzia di rating, abbia deciso di declassare il debito greco al livello di junk, spazzatura. Appena meglio quello del Portogallo, declassato al livello A- di affidabilità. Le Borse crollano: Milano perde oltre il tre per cento. L’Avenida José Malhoa a Lisbona è il miglior simbolo della bolla del debito creata dall’establishment europeo e di come si sta propagando il contagio della crisi. Tanti alberghi e uffici nuovissimi e sempre più vuoti. Il Paese è cresciuto sull’onda del deficit pubblico e della bolla immobiliare che si alimentavano l’un l’altro. Il debito pubblico aumentava grazie alle previsioni di crescita del governo che proiettava nel futuro una situazione economica che invece volgeva al termine. Nel 2009 le abitazioni costruite in Portogallo sono state 27 mila contro le 127 mila del 2008, un crollo verticale a cui nessuno era preparato. I portoghesi si sono risvegliati bruscamente: si sono accorti che tutto quello che li circonda è fabbricato altrove, i taxi di Lisbona sono automobili prevalentemente tedesche, così come ascensori, scale mobili e persino i sottomarini recentemente acquistati dal governo sono made in Germany. Il Portogallo viveva di debito proprio e altrui e ora il mercato presenta il conto. Per finanziarsi a due anni il governo lusitano dovrà pagare un tasso d’interesse di quasi il 5,5 per cento annuo. E le cose possono ancora peggiorare. La Germania, che è stata il maggiore beneficiario del potere d’acquisto gonfiato dei portoghesi, sembra ora voltare le spalle ai problemi che stanno esplodendo a Lisbona. La Spagna, con un’economia molto più grande di quella del Portogallo, è troppo impegnata a salvare se stessa: è stato reso noto che la disoccupazione riguarda il 20 per cento della popolazione. La Spagna da oggi pagherà il tre per cento per finanziarsi a due anni e le cose peggioreranno anche qui, la prossima vittima dell’esplosione della bolla del debito degli Stati è già entrata nel mirino e non potrà sottrarsi senza aiuti esterni. L’Italia non è fuori pericolo. E’ soltanto l’ultima della lista (per ora). Il mercato si aspetta qualcosa che, per chi vive in Italia, scontato non è. E cioè che il governo Berlusconi farà una manovra da 70 miliardi di euro in 3 anni. Un salasso in un tempo relativamente breve per tranquillizzare i mercati, per non accumulare altro debito e per dare, almeno, la speranza, che potrà ripagarlo in futuro.