venerdì 30 aprile 2010

Le attività di handling in Italia

[CI SONO SOFFERENZE CHE SCAVANO NELLA PERSONA COME I BUCHI DI UN FLAUTO, E LA VOCE NE ESCE MELODIOSA.
Vitaliano Brancati]
I servizi di assistenza a terra, tradizionalmente svolti in monopolio dal gestore aeroportuale, sono stati liberalizzati tramite il Decreto Legislativo n. 18/99 di attuazione della Direttiva 96/67/CE, relativa al libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità. Il processo di liberalizzazione appare aver incontrato alcuni significativi ostacoli, anche a causa di comportamenti strategici dei gestori, a fronte dei quali non si è registrata una incisiva attività da parte dell’ente di regolazione. Gestire l’handling per l’ente gestore (quasi sempre amministrato dai partiti) è stato sempre motivo clientelismo politico. Un primo significativo ostacolo allo sviluppo della concorrenza nel settore è stato determinato da un tardivo e inadeguato utilizzo delle procedure di selezione degli operatori di handling, nei casi di limitazioni all’accesso. A Palermo la Gesap detiene il 51% della controllata Gh Palermo, periodicamente annuncia la totale cessione che,però, non viene mai realizzata e continuando a fare concorrenza sleale al concorrente privato. Infatti, in alcuni importanti aeroporti italiani, quali Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Catania, l’ENAC ha limitato l’accesso a nuovi operatori per determinati servizi di handling In tali circostanze, la selezione dei prestatori deve avvenire tramite una gara d’appalto indetta dal gestore aeroportuale. Nell’aeroporto di Fiumicino, la gara è stata effettuata nel luglio 2001 ed ha condotto alla stipula di contratti quadriennali con le imprese selezionate, con mantenimento della limitazione all’accesso di altri operatori almeno per i primi due anni. ENAC ha poi stabilito di prorogare il periodo di limitazione anche agli ulteriori due anni di vigenza dei contratti. Nello scalo di Catania la gara si è conclusa soltanto nel 2003. Un ulteriore impedimento alla piena liberalizzazione dei servizi di handling è stato rappresentato dai comportamenti ostruzionistici posti in essere da alcuni gestori. Da un lato, l’incumbent può sfruttare il proprio ruolo di gestore di locali e infrastrutture necessarie all’attività degli handler per ostacolarne l’ingresso nel mercato ed il successivo svolgimento dell’attività; dall’altro, il gestore aeroportuale può valersi della propria consolidata presenza nel mercato dell’handling per tentare di dissuadere i vettori dal servirsi di nuovi operatori.

Air Italy lancia il volo Palermo-Genova

[COSE CHE ODIO: LE PERSONE SERIE, LE FALSE BIONDE, LO STORICISMO, GLI ESTREMI, I FURBI, I DELITTI PER ONORE, I TITOLI DI DOTTORE... Dino Buzzati]

Partirà il 31 maggio il primo volo Genova-Palermo operato dalla low cost Air-Italy, che offrirà 10 mila posti a partire da 49 euro su Boeing 737 da 146 passeggeri. Le prenotazioni dei voli inizieranno il 3 maggio attraverso una collaborazione nelle vendite stretta con Alitalia. I voli per Palermo saranno sette la settimana tutto l'anno. Il tre maggio inizia il Palermo - Napoli e il 26 luglio decolla il Palermo - Verona. L'accordo tra Cai e Air Italy viene giudicato dai tecnici del settore blindatissimo. Infatti, Air One sta rinnovando la flotta e i B-737 (che sarranno sostituiti da A-319/320/321/330), per l'esattezza 17 vanno a finire in Air Italy. Una compagnia italiana garantisce il ponte aereo tra la Gran Bretagna e le Falkland. Mentre nell'Atlantico si riaccende la tensione tra Londra e Buenos Aires, Air Italy si è assicurata il contratto per la navetta che trasporta i militari di sua maestà di stanza nelle isolette. Il vettore charter di Gallarate fornisce al ministero della difesa britannico due voli settimanali. Sembra una notizia, una delle tante, insignificante. La politica di alleanze commerciali che Cai porta avanti ha un suo obiettivo: recuperare macchine per altre tratte. I sindacati nazionali non hanno capito che quando a ottobre az verrà ceduta a af tutti gli scali periferici:Catania, Palermo, Napoli, Verona … saranno ridimensionati pesantemente. Non mancheranno crisi occupazionali con conseguenti tensioni sociali. Le varie compagini sindacali dovrebbero fin da ora essere più lungimiranti per trovare punti di incontro e non accanirsi su argomentazioni pretestuose, cercando di avere idee e, principalmente, contenuti per risolvere situazioni che non sono di facile soluzione.

Voli regolari il 3 maggio

[LE GARANTISCO CHE LA MAFIA NON ESISTE. NON E' CHE TU VAI IN UN POSTO, BUSSI E CHIEDI: E' QUI LA MAFIA? NON HA UN DIRETTORE GENERALE. LA MAFIA E' UNO STATO D'ANIMO. Marcello Dell'Utri, senatore del Pdl]
Voli regolari lunedì prossimo, 3 maggio. Il ministro Matteoli ha infatti ordinato il differimento ad altra data dello sciopero proclamato da varie sigle sindacali nel settore aereo per lunedì 3 maggio. Il provvedimento, spiega il ministero, si è reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito. La costituzione viene sempre tirata fuori come ottimo alibi, quando conviene, viceversa quando diventa un monito per i governanti, allora è da rivedere, i tempi sono cambiati ... La verità che in Italia fare uno sciopero è cosa difficilissima ... ha volte credo di essere un cittadino cubano, iraniano, libico ... ,poi mi sveglio e mi accorgo che sono sempre nello stato di Arcore.

giovedì 29 aprile 2010

IL SINDACALISTA BASCO RAFA DIEZ IN LIBERTÀ


[DEVI PRENDERMI QUALE SONO, CIOE' UNA PERSONA RAGIONEVOLE, PAZIENTE, COERENTE, APOLEGETICA, UN PO' PESANTE, COL TEMPERAMENTO DA MAESTRO DI SCUOLA E LE ASPIRAZIONI DI UN SACRESTANO. G.B. Shaw]

L’ex segretario del sindacato basco LAB Rafa Diez (nella foto) è stato scarcerato dopo aver depositato una cauzione di 30 mila euro. Diez era stato arrestato il 16 ottobre scorso nell’operazione ordinata dal giudice Baltazar Garzon, che accusava l’ex dirigente sindacale e altre 12 persone di volere ricostituire Batasuna, il movimento politico reso illegale in virtù della legge sui partiti del 2002. Nell’ordinanza si faceva esplicito riferimento all’iniziativa che le presone arrestate stavano contribuendo ad elaborare e che ha portato la sinistra indipendentista alla proposta per un processo “democratico, pacifico e politico” come soluzione al conflitto basco/spagnolo. Al sindacalista basco giunge la rinnovata solidarietà dei sindacati di base RdB ed SdL, che già dopo l'arresto avevano manifestato per la liberazione di Diez e degli altri arrestati sotto la rappresentanza diplomatica di Madrid in Piazza di Spagna ed oggi esprimono soddisfazione per suo il rilascio.

Lavoratori aeroportuali sciopero il 3 maggio

[ABBIATE FEDE IN DIO, RAGAZZI, E ATTENTI A NON BAGNARE LE POLVERI. Oliver Cromwell]
Sciopero lunedì 3 maggio 2010 dalle ore 12.00 alle ore 16.00.
Si stanno purtroppo materializzando tutte le preoccupazione che SdL Intercategoriale da tempo sta denunciando e cioè che i sindacati confederali Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrsporti l’Ugl, in barba a tutti i proclami relativi alla necessità di un unico contratto di riferimento per il settore del trasporto aereo, di fatto si apprestano a concludere l’ennesima trattativa a perdere che oltre a generare l’ennesima frantumazione contrattuale, sancirà peggiori condizioni salariali e normative anche per i lavoratori delle aziende di handling. Si rischia quindi di alimentare l’affannosa quanto sistematica ricerca del profitto da parte delle aziende del settore, esclusivamente tartassando i lavoratori aeroportuali, attraverso il continuo peggioramento della normativa contrattuale e il taglio dei salari, già fortemente decurtati da indici di inflazione mai recuperati. Ad avvalorare queste considerazioni, la poca chiarezza degli obiettivi dello sciopero già effettuato dai sindacati confederali e l’assoluta mancanza di confronto con i lavoratori, unici destinatari sia dei disastri già consumati che delle scelte che, i soliti noti si apprestano a compiere senza alcun mandato. Per questi motivi SdL Intercategoriale si opporrà contro qualsivoglia ipotesi di frammentazione contrattuale, ma soprattutto la necessità che il contratto Assaeroporti (sottoscritto il 26 gennaio 2010 (normativa-aumenti salariali e una tantum), venga applicato a tutti i lavoratori aeroportuali. Pur consapevoli che il contratto Assaeroporti, non ha garantito il recupero dell’inflazione e che contiene parte della normativa da migliorare sensibilmente, nella situazione data, rappresenta però la condizione di partenza per future rivendicazioni e soprattutto l’elemento che se applicato a tutti i lavoratori aeroportuali, può impedire la frammentazione contrattuale così cara alle parti datoriali e che ha già prodotto pesanti danni.

Tragedia greca

[ CHE COS'E' LA STORIA? UN CHIODO AL QUALE APPENDO I MIEI QUADRI.
A. Dumas]
Il governo greco afferma che non è in grado di fissare 'linee rosse', cioè limiti alle misure di austerita' chieste da Ue-Fmi. Il portavoce Giorgio Petalotis aggiunge che ci saranno 'misure dolorose'. Finora il governo aveva indicato che nei negoziati aveva posto alcune 'linee rosse' insuperabili, ma ora situazione non lo consente più. Petalotis non specifica se le nuove 'dolorose misure' riguarderanno anche il 2010 oppure no nel quadro del piano triennale di risanamento. Le banche londinesi hanno iniziato a fare la conta di quante istituzioni possono fallire se lo Stato greco non onorerà i suoi debiti. La lista si allunga man mano che si calcolano i valori di swap, cds, cdo e di tutti gli strumenti derivati costruiti sui titoli di stato ellenici. Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet deve aver fatto alla cancelliera Angela Merkel un quadro della situazione simile a quello (catastrofico) a cui si stanno preparando i banchieri. E la Merkel ha acconsentito a una generica dichiarazione “sì agli aiuti”. Ma nessun dettaglio, nessun intervento immediato nessun assegno in bianco. Il mercato quindi ha reagito tiepidamente. Le migliaia di investitori in titoli greci e portoghesi vorrebbero infatti sapere se e quando verranno ripagati, se i due Paesi hanno cioè la reale possibilità di utilizzare eventuali aiuti per pagare i debiti pregressi o se rimborseranno solo i nuovi creditori. Niente di tutto questo è stato ancora deciso, mentre le banche greche sono sull’orlo del collasso e da un momento all'altro rischiano di annunciare la chiusura degli sportelli al pubblico. La Bce è l’unica banca centrale al mondo che continua ad accettare “titoli spazzatura” greci come collaterale per i prestiti, tramutandoli così in euro sonanti a uso e consumo del sistema finanziario ellenico che oramai è ridotto ai soli scambi commerciali necessari. Due settimane fa l’annuncio di un “nì” tedesco allo stanziamento dei fondi avrebbe trasformato una potenziale tragedia in un'occasione d’acquisto da non perdere. Oggi non più. La Bce e i leader europei hanno perso la moneta di scambio più preziosa sui mercati internazionali: la credibilità. Questa mattina il ministro delle Economia Giulio Tremonti seguirà con una certa apprensione l’asta dei titoli di Stato a 10 e 3 anni che la Repubblica italiana si appresta a collocare sul mercato. Se per i prossimi mesi i tassi che gli investitori richiedono all’Italia dovessero confermarsi ai livelli attuali, il fabbisogno addizionale per il solo 2010 sarebbe di 8 miliardi di euro. Vi è poi da considerare che negli aiuti greci l’Italia dovrà fare la sua parte con un esborso di cassa immediato ed aggravare la situazione le possibili ricadute sul pil che l’incertezza finanziaria genererà.

mercoledì 28 aprile 2010

Portogallo prossima vittima

[CHI SA CAPIRE TUTTO E' MOLTO FELICE.Maksim Gor'hij]
Il Portogallo rischia di essere il prossimo paese dell'area euro a soccombere sotto il peso dei debiti, dopo la Grecia. I credit default swaps sul debito del paese Lusitano sono aumentati oggi di 33,5 punti a 344,5 punti mentre il differenziale di rendimento dei titoli di stato a dieci anni rispetto ai corrispondenti bund tedeschi è salito di 34 punti base a 252 punti, segnando i massimi dal 1997, secondo i dati di Bloomberg. Mentre il debito portoghese, pari al 77% del Pil, è in linea con quello della Francia, a preoccupare gli investitori, spiegano gli analisti, è il debito delle imprese e delle famiglie portoghesi che rappresenta il 236% del Pil ed è superiore a quello di Grecia e Italia messe insieme. Al tempo stesso il tasso di risparmio del paese è il quarto più basso tra i paesi dell'Ocse, secondo i dati della stessa organizzazione. "Gli investitori potrebbero liberarsi dei titoli di stato portoghesi per proteggersi da un eventuale default del paese, facendo schizzare i rendimenti dei bond e spingendo Lisbona in quello stesso tunnel dove si trova Atene". Il differenziale di tasso fra i titoli greci e quelli tedeschi a due anni saliva fino al 9,2 per cento, quello dei portoghesi al 2 per cento. Segno che il mercato ha già scelto la prossima vittima e, a meno di novità consistenti nel weekend (quando di solito vengono organizzati i vertici di emergenza dell'Unione europea), lunedì attaccherà la giugulare del sistema finanziario portoghese.

QUELLI CHE NON ARRIVANO A FINE MESE/5

[LA RIPUGNANZA A COMPIERE UN'AZIONE BUONA E' SEGNO CHE ESSA E' VERAMENTE BUONA. S. Weil]
Più poltrone, più potere. Equazione ideale e logica per un parlamentare polivalente: deputato a Roma, presidente di provincia a Brescia, consigliere comunale o regionale in Calabria. Cariche politiche. E poi gli affari: consulente di una società, direttore generale di una spa, persino presidente del consiglio di amministrazione. Soltanto nella legislatura corrente, la Giunta delle elezioni ha esaminato 123 casi di doppia-tripla poltrona (e relativo doppio-triplo stipendio) e votato la compatibilità con il “mandato” nella Capitale. La legge impedisce l'incarico multiplo ai presidenti di provincia e ai sindaci (nelle città con oltre 20 mila abitanti), ma concede via libera a chi è onorevole e vuole candidarsi alle consultazioni locali (e sono oltre 30). I colleghi della Giunta hanno costretto alla rinuncia ben 42 colleghi assessori e consiglieri regionali. I fantuttoni – contrapposti ai fannulloni di Renato Brunetta – riflettono l'emiciclo di Montecitorio, pari pari, nessuno escluso: c'erano Sandro Biasotti e Pietro Laffranco del Pdl, c'erano Antonio Cuomo e Luciano Pizzetti del Pd e c'erano Giovanni Paladini dell'Idv, Francesca Martini della Lega nord e Giorgio Oppi dell'Udc. E altre decine, altri decaduti. La Corte Costituzionale ha affossato (in parte) gli escamotage legislativi dell'Assemblea regionale siciliana dichiarando "l'illegittimità costituzionale della legge della Regione siciliana 20 marzo 1951, n. 29 (Elezione dei Deputati all'Assemblea regionale siciliana), così come modificata dalla legge regionale 5 dicembre 2007, n. 22 (Norme in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei deputati regionali), nella parte in cui non prevede l'incompatibilità tra l'ufficio di deputato regionale e la sopravvenuta carica di sindaco e assessore di un Comune, compreso nel territorio della Regione, con popolazione superiore a ventimila abitanti". Questa la conclusione della sentenza 143 della Consulta, datata 14 aprile 2010. Insomma non si può essere contemporaneamente deputati regionali e sindaci di un Comune di più di 20 abitanti (la logica forse vorrebbe che non lo si possa essere anche per i comuni con meno abitanti). Dunque no al doppio incarico di deputato e sindaco o di deputato e assessore o di deputato e presidente di Provincia. C'è troppo da fare nell'amministrare una città per sedere anche sugli scranni dell'Ars. Giusto, sacrosanto. Una città ha bisogno di sindaco e assessori a tempo pieno. Ma all'Ars le reazioni sono state molto molto tiepide, quasi strafottenti. Il primo interessato alla faccenda, Giuseppe Buzzanca (nella foto) deputato e sindaco di Messina, l'ha detto senza mezzi termini: resto con i piedi in tutte e due le scarpe. Così sembra anche per i suoi due assessori deputati (Ardizzone e Romano). Come mai tanto spregio per il dettato di una sentenza della Suprema Corte? Perché, sì, l'incompatibilità era nell'aria da circa un annetto. Da quando il tribunale di Palermo aveva sollevato la questione di illegittimità costituzionale, rigettando i ricorsi di due non eletti. L'Ars, abbastanza compatta, aveva messo in conto che la Corte gli avrebbe fatto lo sgambetto e aveva approvato un leggina piccola piccola che il buon Gian Antonio Stella ci aveva fatto presnete dalle pagine del Corriere della Sera: Se anche arriva la sentenza della Corte, sarà l'Ars a dover sancire l'incompatibilità o se questa viene richiesta per vie giudiziali, si dovrà esercitare l'opzione solo dopo la sentenza passata in giudicato. Coi tempi della giustizia civile, chi è deputato e sindaco avrà finito il primo mandato e se ci prova anche il secondo. Però il concetto ribadito dalla Corte è chiaro e lapalissiano: cari signori, tutto non si può fare. Il cumulo di incarichi non è consentito e non vi permette di fare bene il proprio lavoro. [fine]

martedì 27 aprile 2010

PALERMO ULTIMA

[ANDIAMOCI PIANO CON LE IDEE. POSSONO SEMPRE CADERE IN MANO A QUALCHE PROFESSORE. Bergson]
Venezia e Siena sono i comuni capoluogo piu' 'ricchi' d'Italia. I più 'poveri' Agrigento ed Enna. I piu' indebitati risultano Torino e Milano. Mentre Palermo si presenta come la città in cui in assoluto si investe meno, con una spesa pari a 26 euro a cittadino. E' quanto emerge dai consuntivi 2008 del ministero dell'Interno, sommando le entrate proprie derivanti da tasse e tariffe da un lato e dall'altro l'esposizione con le banche e la Cassa depositi e prestiti. Lo riporta il 'Sole 24 Ore'. I conti comunali sono alla base dell'elaborazione. In particolare, Venezia svetta in testa alla classifica delle entrate proprie grazie al contributo positivo sui bilanci che arriva dal Casinò e dai tributi speciali (185 milioni di euro i proventi nel 2008). Su Torino, che al contrario è la città con il maggiore indebitamento (che risulta pari a 3.450 euro per abitante) pesa l'effetto Olimpiadi; a seguirla è Milano che presenta un debito a cittadino di 2.938 euro. La meno indebitata Caltanissetta (42 euro a testa). Caso particolare è Roma, i cui conti risultano divisi in due tra gestione ordinaria e commissariale. Guardando alle entrate tributarie pro capite nei comuni capoluogo italiani, la media risulta di 395 euro; il conto sale a 792 euro medi aggiungendo le entrate extratributarie, cioè da tariffe e servizi. Quanto ai passivi, invece, l'indebitamento medio per abitante è pari in media a 1.207 euro. Mentre il valore delle spese correnti medie è pari a 1.060 euro, con quelle per investimenti (in media 398 euro, con quasi tutto il sud al di sotto della cifra) che vedono Palermo all'ultimo posto. La disoccupazione a Palermo e provincia, alla fine del 2008, si attesta al 17,1% (Italia 6,7%) e cela sacche di disoccupazione nascosta e di disoccupati scoraggiati. Il dato emerge dall'analisi dell'economia cittadina elaborata dall'istituto Tagliacarne.In questo contesto, nel 2008 a Palermo il ricorso alla Cassa integrazione cresce più che rispetto alla media regionale, pur in presenza di una quota di addetti industriali relativamente meno rilevante. Ciò è un indizio circa il fatto che il tessuto industriale palermitano stia, in realtà, pagando un prezzo ponderoso alla recessione. In effetti, la debolezza del mercato del lavoro locale, iniziata già prima che si innestasse l'attuale recessione, insieme all'esplosione della Cig nel 2009 (dovuta anche alle difficoltà nel commercio), sono altrettanti indizi del fatto che il tessuto imprenditoriale provinciale, e la relativa base occupazionale, stanno subendo gli effetti della crisi in forme e con intensità da monitorare. "L'economia palermitana - si legge nel report - viene da un periodo di crescita particolarmente debole, poiché già dal 2006 l'andamento del Pil provinciale si è collocato al di sotto della media regionale e di quella nazionale, evidenziando prima una sostanziale stagnazione e poi, a partire dal 2008, una flessione del Pil provinciale del -3,2% (Sicilia -1,2%; Italia -1%) che anticipa la crisi economica. L'evidente rallentamento, e poi l'inversione, della crescita economica locale, dipende in primo luogo da fattori strutturali di debolezza negli assetti competitivi del territorio". Il sistema produttivo palermitano è costituito prevalentemente da ditte individuali (nel terzo trimestre 2009 a Palermo 74,2%, in Italia il 63,3%) mentre la presenza delle imprese più capitalizzate e strutturate, anche in termini di modelli di governance ed articolazione organizzativa interna, ovvero le società di capitali, è ancora poco marcata (10,6% a Palermo, in Italia 17%). "Un simile assetto - dice il report - rischia di essere esposto alla recessione, in quanto le imprese più piccole, meno patrimonializzate, hanno una strutturale difficoltà di accesso al credito, non potendo fornire garanzie patrimoniali particolarmente elevate". Guardando il fatturato delle imprese per il 2009 si evince un calo del -17,2% per l'economia palermitana nel suo complesso. Secondo l'istituto, tra i settori, quello delle costruzioni registra la peggiore variazione (-21,3%), a conferma delle dinamiche già in atto nel 2008 sia a livello locale che a livello nazionale. Variazioni negative del fatturato si riscontrano anche nel manifatturiero (-19,6%). Anche il settore dell'agricoltura ed il settore dei servizi presentano dei risultati negativi, ma l'intensità del peggioramento è minore. Il commercio (-18,3%), il turismo (-15,2%) ed il terziario avanzato (-17,1%) sono i comparti il cui volume d'affari risente maggiormente della riduzione dei consumi, mentre sembrano reggere in modo migliore i trasporti (-10,9%) e gli altri servizi (-7,8%) che registrano le performance migliori tra tutti i settori dell'economia. Circa il 27% delle imprese scarica gli effetti della crisi finanziaria a monte, ritardando i pagamenti dovuti ai propri fornitori, propagando di fatto gli effetti della recessione lungo l'intera filiera produttiva e generalizzandola all'intero sistema produttivo. Un ulteriore 13% è costretto a ritardare i pagamenti ai lavoratori, contribuendo così alla contrazione dei consumi finali, in una spirale perversa che, dal rallentamento della domanda, finisce per creare ulteriori problemi alle imprese offerenti.

Nemmeno la sintassi mette d'accordo i sindacati

[LE PAROLE NON COMUNICANO, RICORDANO. Nicolas Gomez Davilla]
In data 21 aprile la Cisal, ricevendo la nota di Giacomo Terranova (ad di Gesap) con cui informava della volontà di GH Napoli di acquistare le quote azionarie restanti di GH Palermo in mano a GESAP, la Cgil e la Cisal chiedono un incontro a GESAP e ENAC e organizzano una assemblea dei lavoratori per oggi alle 11 davanti la sede Enac......sempre per il principio di cercare di evitare altri eventi tipo le famose lettere preventive della Pae Mas.......... e la Ugl cosa fa??????? In data 24 aprile emette un comunicato. Strumentalizzare e terrorizzare i lavoratori - si legge nel documento Ugl- è una cosa che sanno fare molto bene per ottenere deleghe, gettando fango sulle altre sigle sindacali ... Questo comportamento e diffamante nei nostri confronti nessun valore aggiunto ... I lavoratori sono stifi di queste pagliacciate, sanno benissimo cosa vogliono perché hanno visto e sentito abbastanza..." . A quel punto un anonimo dirigente o della Cisal o della CGIL, ricevuto mandato di mettere nero su bianco una formale risposta alla loro nota: "A parte la sintassi quantomeno discutibile, le “ E” del verbo essere trasformate senza accento in ben altro, l’iniziare una frase con un soggetto singolare per concluderne il senso al plurale, credo che proprio il contenuto è oggettivamente degno di particolari attenzioni visto che non essendo facilmente accessibile è certamente partorito da menti raffinatissime e non adatto a noi comuni mortali. Detto questo, volevo comunque invitarvi ufficialmente a non cercare di stravolgere il senso delle motivazioni da noi addotte nel documento sulla assemblea convocata per martedì 27. Al contrario vi invito a partecipare congiuntamente a noi alla definizione di iniziative comuni che nei fatti regalino maggiore serenità a quel personale che come sempre purtroppo avviene, potrebbe pagare il conto in prima persona dei banchetti lauti che si consumano all’interno dei tavoli della politica. Venite, vi attendiamo, sapete bene che gli assenti hanno sempre torto".

Cai parla sempre più francese

[OGGI IL CRETINO E' SPECIALIZZATO. Ennio Flaiano]
Il primo azionista della Cai è Air France, che ha il 25%. Poi c'è Fire Spa ,società del gruppo Riva che detiene il 10,62%. Segue Banca Intesa con 8,86%. I Benetton, con Atlantia, hanno 8,85. Roberto Colaninno , il presidente, ha il 7,08%. Berlusconi considera l'operazione Cai un grande successo del suo governo, ma è vero il contrario. Carlo Toto, ex patron di AirOne (salvata dalla fusione con Alitalia) ha il 5,31%. Gli Angelucci(imprenditori della sanità ed editori di giornali) detengono anche loro una piccola quota. Per la vendita di AirOne è riuscito a spuntare circa 460 milioni, una cifra superiore alle stime più generose degli analisti. Una parte di questa somma, 60 milioni, è stata investita per comprare una quota del 5,3 per cento nel capitale della nuova compagnia. Altri 85 milioni sono andati a rifornire di mezzi propri la società dublinese presieduta da Luttwak. Ma, in compenso, il leasing degli Airbus gli dovrebbe garantire un flusso di reddito sicuro negli anni a venire. Difficile fornire cifre precise in proposito. Secondo i calcoli degli esperti il valore dei canoni incassati da Toto via Dublino potrebbe alla fine arrivare a superare 1,5 miliardi di euro spalmati su più anni fino al 2017. E così mentre l'Alitalia privatizzata a spese dei contribuenti (almeno tre miliardi di oneri sul bilancio pubblico) festeggia il primo compleanno con perdite in linea con le attese (circa 300 milioni), Toto può brindare allo scampato pericolo. È vero, la sua cassaforte Ap holding ha chiuso il bilancio 2008 in rosso di 435 milioni, ma quello è un miraggio contabile. Toto ha arruolato Luttwak con i gradi di presidente della Aircraft Purchase Fleet ltd, in sigla Apfl, una società con base in Irlanda, a Dublino, specializzata nel leasing aeronautico. Si ignora quali siano le competenze vantate in questo settore dallo studioso americano già collaboratore del Sismi di Nicolò Pollari e di Telecom Italia ai tempi di Marco Tronchetti Provera e Giuliano Tavaroli. Certo è che l'ex padrone di AirOne si fida di lui a tal punto da affidargli la gestione della società di leasing insieme a suo figlio Riccardo e al manager di lungo corso Lino Bergonzi. La Apfl gestisce un business tutt'altro che secondario per il costruttore di Chieti con la passione degli aerei. Infatti, la nuova Alitalia prenderà in affitto buona parte della sua flotta proprio da questa sigla irlandese. L'accordo riguarda in totale 82 Airbus (modelli A320, A330 e A350) che verranno concessi in locazione nei prossimi anni a Roberto Colaninno e soci. In altre parole Toto si è agganciato al treno dei cosiddetti patrioti arruolati da Silvio Berlusconi e Banca Intesa. Per lui i conti del salvataggio tornano. Ap controlla AirOne mentre la Toto costruzioni, per effetto della vendita, a fine 2006 si ritrova in bilancio la bellezza di 775 milioni di utile netto. Su profitti tanto elevati bisognerebbe pagare una montagna di tasse. Ma solo in teoria. In realtà l'aliquota fiscale non supera un modesto 9 per cento. Evasione? Macché, tutto legale: la legge cosiddetta della "partecipation exemption", varata a suo tempo dal governo Berlusconi, riduce ai minimi termini l'imposizione su questo tipo di operazioni. Resta aperta la questione del valore di AirOne, ovvero la leva che ha consentito di gonfiare a dismisura il bilancio di Toto costruzioni e della sua controllata Ap holding. I piloti sanno che quando Cai diventerà Air France (ottobre?) la flotta dovrà ridursi da 120 a 80 aeromobili. Cai ha chiuso il 2009 con un rosso di 326 milioni, di cui 274 come perdita operativa (cioè dalla gestione industriale).

Alitalia puntuale?

[LA PUNTUALITA' E' COME UN ELASTICO, OGNIUNO TIRA DOVE VUOLE. Anonimo]
Continuano la performance brillanti di Alitalia che, anche nel primo bimestre 2010, si conferma al primo posto per puntualità fra le compagnie aeree europee. Con l'83,9% di voli puntuali in partenza e in arrivo si piazza in vetta alla classifica delle 22 aviolinee monitorate dall'Aea (associazione europea delle compagnie aeree). Lufthansa (67,7%) e Swiss (72%) si collocano rispettivamente al 21° e 19° posto mentre Austrian, che fa parte dello stesso gruppo, si è invece posizionata al secondo posto (83,3%) dopo Alitalia. L'ultima posizione è occupata da Turkish, con il 64,5% dei voli puntuali. Tra le grandi compagnie miglioramento per Klm, salita al 7° posto dal 10° di gennaio, con una puntualità nel bimestre di quasi l'80%. Nella media, le 22 compagnie misurate hanno fatto registrare una performance del 74,7%, in netto peggioramento rispetto alla media dello scorso anno (81,4%). La soglia di tolleranza varia dai 5 ai 15 minuti, e non è dato sapere su quale flessibilità sia stata tarata la classifica. Ma a volte un quarto d'ora può fare la differenza. Una delle prassi più diffuse della nostra compagnia aerea è quella dell'accorpamento. Da Linate ogni mattina partono voli per Fiumicino, in media ogni 20 minuti. Se il volo delle otto è semivuoto, Alitalia può anche decidere di accorpare i passeggeri su quello successivo. Un altro degli indici per stabilire l'efficienza della compagnia è la regolarità: quanti voli previsti partono davvero. La percentuale si calcola solo sui voli che finiscono nel tabellonenel giorno della partenza, o su quelli promessi al momento della prenotazione? La differenza è sostanziale, perchè è molto più facile risultare regolari se nelle statistiche non si contano i voli cancellati in pre-operativo, come si dice nel linguaggio aziandale.

domenica 25 aprile 2010

Generali: Geronzi presidente

[I PARTITI SONO UN MALE INSITO NEI GOVERNI LIBERI. Alex de Tocqueville]

Il cda de Le Generali nomina Cesare Geronzi presidente e vicepresidenti Vincent Bollorè, Francesco Gaetano Caltagirone e Alberto Nagel. Amministratori delegati Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto. Nell'ambito del processo per il crac Parmalat Cesare Geronzi è indagato per usura aggravata e concorso in bancarotta fraudolenta. Per l'accusa Geronzi avrebbe costretto Tanzi ad accollarsi la società Ciappazzi, appartenenti al gruppo Ciarrapico. L'investimento sarebbe stato finanziato da Capitalia con tassi da usura. Per il filone Eurolat, Geronzi è stato rinviato a giudizio per estorsione e bancarotta societaria il 5 aprile 2008. Secondo l'accusa, Geronzi avrebbe imposto a Tanzi l'acquisto di Eurolat, società del Gruppo Cirio di Sergio Cragnotti ad un prezzo gonfiato, minacciando di chiudere gli affidamenti bancari. Gli atti del processo sono stati trasferiti da Parma a Roma il 20 giugno perché il reato contestato (estorsione in relazione alla vendita di Eurolat dalla Cirio alla Parmalat) sarebbe stato compiuto a Roma. Il 23 marzo 2010, il gup di Roma, Tommaso Picazio, lo proscioglie dall'accusa di estorsione, mentre decide di affidare alla Cassazione la sentenza riguardante la competenza a svolgere il processo per bancarotta. Crac Cirio: il banchiere è indagato di frode riguardo l'emissione e collocamento dei 'bond' Cirio tramite Capitalia.[Crac Italcase: assoluzione in appello con formula piena "per non aver commesso il fatto". Caso Telecom: frode fiscale operata dalla lussemburghese Bell (controllata da Hopa, la merchant bank di Emilio Gnutti partecipata anche da Geronzi).Nel comitato esecutivo delle Generali entrano oltre al presidente, ai vice presidenti e agli amministratori delegati, che ne sono membri di diritto, Leonardo Del Vecchio e Lorenzo Pellicioli. L'ex presidente Antoine Bernheim accetta di diventare presidente onorario delle Generali. L'assemblea dei soci di Generali ha approvato il bilancio 2009 che presenta un utile di 1,3 miliardi di euro, in crescita del 52,1%. I soci hanno approvato inoltre la distribuzione di un dividendo di 35 centesimi di euro per azione, per un totale di 545 milioni di euro, in pagamento dal 27 maggio, con stacco cedola al 24 maggio. Il presidente delle Generali Antoine Bernheim ha aperto i lavori all'assemblea della compagnia, l'ultima sotto la sua presidenza.'Non è senza una punta di emozione che partecipo a questa assemblea - ha detto -, l'ultima alle Generali. Sembra che io oggi, all'età di 85 anni, sia un vecchio rimbambito', ha aggiunto, ricordando che 'Cuccia a 93 anni era capo di Mediobanca'. Bernheim ha poi reso omaggio ai due Ad, Perissinotto e Balbinot, rivendicando il merito di averli valorizzati.

Tremonti populista

[IL VERO INTELLETTUALE RIFUGGE DAI DIBATTITI CONTEMPORANEI: LA REALTA' E' SEMPRE ANACRONISTICA.
J.L. Borges]
La questione del tetto agli stipendi dei manager è 'tema importante' ma la norma verrà cambiata dal governo, assicura Tremonti. 'Abbiamo fatto sapere che questa è una norma incostituzionale', ha spiegato Tremonti riferendosi alla modifica alla legge comunitaria che è stata votata dal Senato, confermando l'intenzione di cambiarla. Il dibattito sui bonus dei banchieri, dice Tremonti, serve a dare un messaggio più generale: le banche non comandino sui governi'. Il ministro dell'Economia, a margine del G20 finanziario, ha aggiunto: 'Non ha senso che le banche siano più grandi dei governi stessi, tanto che poi quando hanno problemi questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche'. Le banche stanno realizzando profitti «grazie al miglioramento dell'economia, all'intervento dei governi e delle banche centrali» e devono approfittare del momento per rafforzare il capitale e tenere a mente a questa priorità «prima di decidere della distribuzione dei dividendi, dei piani di riacquisto di azioni proprie (buy back) o di retribuzione». È questa la posizione del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, espressa al termine dei lavori del G20 dove il numero uno di Via Nazionale è intervenuto come presidente dell'Fsb. Davanti ad un «miglioramento delle condizioni generali» nell’economia e nel sistema finanziario, occorre poi, ha sottolineato Draghi mantenere lo slancio e la volontà di portare avanti riforme del sistema finanziario. «Quello che è emerso di importante è il sostegno molto forte all’idea che occorra mantenere lo slancio delle riforme e che non è il momento di essere compiacenti», ha spiegato il governatore di Bankitalia.

sabato 24 aprile 2010

DUBBI SU ENAC PALERMO


[SIAMO NATI PER SOFFRIRE E CI SIAMO RIUSCITI. Anonimo]

Le organizzazioni sindacali (Cgil e Cisal) al momento solo loro, dopo la nota dell’amministratore delegato della Gesap, hanno richiesto un incontro urgente alla Gesap per capire meglio i termini del contenzioso in atto e che rischia di esplodere. Indetta anche un’assemblea del personale Gh Palermo in data 27 aprile nel piazzale antistante gli uffici Enac dalle ore 11,00 alle ore 14,00. Sorpresi i sindacati per la tempestiva notifica alle organizzazioni sindacali, finora mai coinvolta nel processo di vendita delle quote azionarie in possesso della Gesap. I dubbi di Terranova (ad di Gesap)sull'operato dell'Enac di Palermo pesano e non poco ..., l'Enac di Palermo, al momento, non è un ente regionale e dipende, comunque, da Roma.

venerdì 23 aprile 2010

Gesap e Enac Palermo separati in casa

[PROVO UN'IRRESISTIBILE ATTRAZIONE PER IL CONTRARIO DI CIO' CHE PENSO. Leo Longanesi]
La Gesap ha deciso di sospendere l’avviato procedimento di cessione della quota di maggioranza assoluta detenuto dalla controllata Gh Palermo, deliberato il 22 febbraio scorso. La bomba scoppia con una nota ufficiale firmata dall’amministratore delegato Giacomo on. Terranova, deputato nazionale del Partito delle Libertà (vigilate?), detto anche il Partito dell’Amore. Abbiamo appreso che Gh Palermo avrebbe incontrato l'ad di Wind Jet e nel corso dell'incontro la Gh ha intimato la compagnia aerea catanese a rientrare, entro un mese, del debito maturato in questi anni. Se non abbiamo capito male il debito ammonta a 2 milioni euro che se non viene onorato entra trenta giorni la Gh potrebbe fermare i voli Wind Jet. Questo comportamento intransigente da parte di Gh si è manifestato dopo che Wind Jet avrebbe incontrato Ast aeroservizi. Tale decisione – si legge nella nota - è da riferire unicamente allo stato di grave incertezza determinato dall’avviato iter procedurale di estensione sullo scalo di Palermo della certificazione quale handler di Ast Aeroservizi spa, illegalmente ottenuta sullo scalo di Lampedusa. L’Enac continua il processo di certificazione seguendo un processo abdicativo sulla delicata questione in ordine all’ostacolo, insormontabile, determinato dalla natura in house per la quale l’Ast spa – socio unico di Ast Aeroservizi spa – è stata costituita con legge regionale, ovvero con l’esclusivo scopo di svolgere attività in favore della regione siciliana o enti a essa collegati o della stressa controllati … L’eventuale abilitazione sullo scalo di Palermo di tale società pubblica – costituita per legge unicamente per scopi strumentali – determinerebbe di fatto una situazione di illegittima competizione con la controllata Gh Palermo, non potendo escludere comportamenti di dumping nel pricing dei contratti di handling (concorrenza sleale, per i comuni mortali). Quando Giacomo Terranova parla di concorenza sleale che Ast potrebbe fare a Punta Raisi ha ragione. Dimentica, avendo una memoria corta, che Gh Palermo in questi ultimi anni ha alterato il mercato attuando dumping. La Gesap aveva promesso di tutto alla Wind Jet (hangar, personale Wind Jet assunto in Gh e, non ultimo, una tariffastracciata) pur di togliere il vettore alla Pae Mas. Quando Alpi Eagles (ancora lontana dal fallimento)doveva passare con Pae Mas, la Gh ha fatto un ribasso del 30%sul ribasso Pae Mas. On. Terranova questo comportamento, applicato sistematicamente dalla controllata Gh,come lo vogliamo chiamare?

giovedì 22 aprile 2010

Goldman Sachs accusata di frode

[IL FASCISMO AMERICANO SAREBBE DEMOCRATICO ALLA MANIERA AMERICANA. Bertolt Brecht]
Goldman Sachs ha quasi raddoppiato il suo utile netto nel primo trimestre 2010 a 3,46 miliardi di dollari, superando le previsioni degli analisti. Lo scrive l'agenzia Bloomberg. La banca statunitense, alle prese con un'indagine aperta dalle Sec americana e dalla Fsa inglese per le vendite di titoli garantiti da mutui ad alto rischio, deve buona parte del risultato al fatturato record delle attività di trading nel reddito fisso, cioé nelle obbligazioni. Il solo trading nel reddito fisso, nelle valute e nelle materie prime ha generato un fatturato netto trimestrale di 7,39 miliardi su 12,98 miliardi di fatturato netto complessivo della banca. L'utile per azione del trimestre è di 5,59 dollari rispetto ai 3,39 dollari del primo trimestre 2009. Lloyd Blankfein, presidente e amministratore delegato della banca, ha dichiarato che i risultati riflettono la crescita dell'economia e della rete di clienti di Goldman Sachs. E ha aggiunto, dando un segnale alle autorità finanziarie, che "anche se siamo incoraggiati dalle prospettive di crescita dell'economia, continuiamo a mettere un premio su elevati livelli di capitale e di liquidità e su una gestione attenta dei rischi". La Sec accusa Goldman Sachs di frode, per aver ingannato gli investitori confezionando e vendendo prodotti derivati legati ai mutui subprime senza comunicare cruciali informazioni. Fra le quali l'influenza esercitata dall'hedge fund di John A. Paulson sulla decisione di quali titoli inserire nei prodotti da vendere: i cdo strutturati per riflettere la perfomance del mercato dei residential mortgage-backed securities (Rmbs) "erano prodotti nuovi e complessi - osserva la Consob americana - ma i sotterfugi e i conflitti sono semplici e vecchi". Goldman respinge le accuse: "sono completamente infondate. Ci difenderemo e difenderemo la reputazione della banca". Ma la denuncia della Sec provoca un effetto tsunami sulle borse mondiali: Goldman arriva a lasciare sul terreno oltre il 10%, travolgendo l'intero settore bancario e affondando Wall Stret. E rappresenta una delle maggiori iniziative della autorità americane in risposta alla crisi finanziaria del 2007-2008: la denuncia è la prima azione diretta contro uno dei prodotti confezionati da Wall Street e che hanno consentito ad alcuni investitori di arricchirsi sul collasso del mercato immobiliare. "La storia non può ripetersi" e per questo è necessaria - afferma il presidente americano Barack Obama - un'ampia riforma finanziaria, che regoli anche il settore dei derivati. Obama opporrà il proprio veto a progetti che non includano una riforma del mercato dei derivati stessi. "Le banche dovrebbero pagare per le decisioni sbagliate prese" aggiunge. Il caso dei derivati Goldman al centro delle accuse della Sec accelererà - secondo gli osservatori - l'iter in Congresso della riforma, in quanto nessuno, anche i più forti oppositori del progetto, vorrà mostrarsi in qualche modo favorevole a Wall Street rallentando il processo di legge. Le nuove regole - rincara la dose il segretario al Tesoro Timothy Geithner - devono imporre restrizioni su come i derivati over-the-counter sono scambiati "in modo da evitare gli abusi che sono stati al centro della crisi finanziaria". Nella denuncia la Sec accusa Goldman e uno dei suoi vice presidenti, Fabrice Tourre (il 'fabulous Fab', come lui stesso si definisce in una email in cui avverte che "l'intero edificio sta per crollare"), ritenuto uno dei "principali responsabili" della creazione dei cdo sotto accusa, di aver omesso informazioni agli investitori che, a causa di tali prodotti, identificati con il nome Abacus 2007-AC1, hanno perso oltre un miliardo di dollari. In base alla documentazione presentata dalla Sec, Goldman ha creato Abacus 2007-AC1 nel febbraio 2007 su richiesta di John A. Paulson, manager di hedge fund che nel 2007 ha guadagnato circa 3,7 miliardi di dollari. "Goldman, in modo sbagliato, ha consentito a un cliente che scommetteva contro il mercato ipotecario di influenzare pesantemente quei titoli immobiliari inclusi nei veicoli di investimento, mentre agli investitori diceva che i titoli" in questione "erano scelti da un soggetto terzo indipendente e obiettivo". "Stiamo valutando una vasta gamma di prodotti e transazioni. E accuse nei confronti di altri dipenderanno da quello che troveremo nel corso delle indagini: se riscontreremo altre situazioni simili, le perseguiremo in modo appropriato, spiega Robert Khuzami, responsabile della Sec. Una "indagine speciale" sulle attività britanniche di Goldman Sachs. La ha annunciata il premier Gordon Brown, dicendosi scioccato per "la bancarotta morale" delle banche di investimento, per le quali ha chiesto regole più stringenti, oltre ad una tassa globale sull'industria finanziaria. Secondo il Sunday Times, però, la Financial Service Authority (la Consob britannica) sta già indagando sulle attività della Goldman Sachs nella City, dopo che è emersa l'accusa di una frode da un miliardo di dollari ai danni degli investitori. Secondo il domenicale, gli investigatori della Fsa sono in collegamento con i colleghi della Sec americana, che venerdì ha avviato un'azione legale contro Goldman Sachs. Fabrice Tourre, 31 anni, il dirigente di Goldman al centro della vicenda, ha lavorato al quartier generale della banca a Londra dal 2008. Secondo il domenicale, la Fsa sta esaminando le operazioni simili a quelle che hanno fatto scattare l'azione della Sec.

ITALIA: SALE IL DEFICIT STRUTTURALE


[GOVERNARE L'ITALIA E' COME VESTIRE UN GOBBO. Giovanni Giolitti]

I credit default swap debito a cinque anni del Portogallo hanno raggiunto oggi un nuovo massimo storico a 248 punti base. Sulle tensioni legate al debito greco salgono anche gli analoghi contratti sulla Spagna, ora a 166 punti. Nell'anno fiscale 2010 il rapporto deficit strutturale-pil italiano si attesterà al 3,5%, mentre il debito-pil al 118,6%. E' quanto si evince dalle tabelle del Fondo Monetario Internazionale pubblicate nel Global Financial Stability Report, dove si constata come Grecia e Portogallo siano i due stati membri dell'area euro che presentano il maggiore rischio paese per gli altri paesi della stessa Eurolandia. Seguono a distanza la Spagna, con alle sue spalle l'Italia. In un box dedicato a come misurare la trasmissione del rischio fra i paesi di Eurolandia, il Fmi constata come dal periodo ottobre 2008-marzo 2009 a ottobre 2009-febbraio 2010 il contributo dell'Italia, in termini di punti percentuali, alla creazione di stress all'interno dell'area euro è sceso da 11,4 punti a 11 punti, rispetto al balzo della Grecia (da 8,8 punti a 21,4 punti), del Portogallo (da 7,7 a 18,0 punti) e della Spagna (da 9,6 a 12,7 punti). Fra l'ottobre 2008 e il marzo 2009, ovvero nel pieno della crisi, i paesi dell'aera euro che suscitavano le maggiori preoccupazioni per la loro esposizione all'Europa dell'Est, per il loro sistema finanziario nazionale o per le loro condizioni di bilancio erano quelli che trasmettevano il maggior rischio paese agli altri stati. Dall'ottobre 2009 al febbraio 2010, invece, la situazione è cambiata "con Grecia e Portogallo e con meno intensità Spagna e Italia divenute i paesi che contribuiscono maggiormente al trasferimento del rischio paese a altri stati. Questo "riflette un cambiamento delle preoccupazioni del mercato dalle vulnerabilità del settore finanziario a quelle di bilancio". Bisogna districarsi tra le cifre. Il ministro si riferisce al "Programma di stabilità" che l’Italia ha sottoposto a Bruxelles il 17 marzo scorso in cui l’Italia si impegna a ridurre il rapporto tra deficit e Pil dal 5,4 per cento del 2009 al 5 per cento nel 2010 e poi, nel 2011, sarà il momento per una cura da cavallo ai conti pubblici per portare il deficit/Pil al 3,9 per cento con “sforzi di risanamento aggiuntivi non specificati pari a 0,4 punti percentuali del Pil nel 2011 e ad ulteriori 0,8 punti percentuali nel 2012”, come riassume la Commissione europea. Quindi, tecnicamente, Tremonti ha fatto una smentita che però è anche una prima ammissione: nel 2011 il risanamento non sarà di 0,4 punti di Pil, ma di 0,5. Quindi non di 6,4 miliardi ma di 8. Ma le parole di Tremonti sono una notizia anche per un’altra ragione. Riassumendo: il governo ha sostenuto che l’Italia crescerà più di quanto ogni statistica considera credibile e taglierà le spese in modo da mantenere il deficit sotto controllo. Ma se il Pil sarà più basso del previsto, le misure di risanamento dovranno adeguarsi e quindi diventare più drastiche. Per questo le voci che circolavano di una cassa insufficiente anche per rifinanziare le missioni militari a giugno, sono state considerate credibili. Mentre la finanza pubblica si deteriora, l’Istat comunica che il reddito disponibile per le famiglie nel quarto trimestre 2009 è calato del 2,8 per cento rispetto a un anno prima. L'Istat dice che si tratta della riduzione più significativa dal 1990, cioè da quando si raccoglie questo tipo di dati. Diminuiscono anche i tassi di risparmio e la propensione all’investimento.

G7: sale l'indebitamento

[HO UNA FAMIGLIA DA FARMI MANTENERE. Nino Maccari]
I rischi per la stabilità finanziaria sono "allentati" con "la ripresa economica che ha preso slancio" pur mostrandosi a diverse velocità. Ma le preoccupazioni per il "rischio-paese delle economie avanzate" potrebbero minare "i guadagni raggiunti in termini di stabilità e prolungare il collasso del credito". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nel Global Financial Stability Report, precisando che "i livelli del debito nei paesi del G7 sono vicini a raggiungere, in rapporto al pil, i massimi degli ultimi 60 anni". La ripresa economica, aiutata dalle misure di stimolo, è in atto, ma sarà debole e a varie velocità. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), precisando di aver rivisto "significativamente al rialzo" le stime per il 2010 e il 2011. "Il miglioramento delle prospettive economiche ha ridotto i rischi di deflazione. Ma la necessità di governare e affrontare le conseguenze della bolla del credito ha portato a un aumento del rischio paese" afferma il Fmi. La salute del sistema finanziario è migliorata dall'ottobre 2009 e il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) taglia le stime del costo della crisi che, dal suo inizio al 2010, è costata alle banche 2.300 miliardi di dollari, meno dei 2.800 miliardi di dollari previsto dal Fondo nel 2009. Lo afferma lo stesso Fmi nel Global Financial Stability Report, sottolineando come la riduzione delle svalutazioni e il recupero del settore si traduca in minori necessità di capitale dal parte delle banche. "Nonostante la flessione dell'entità del capitale necessario - avverte tuttavia il Fondo - le banche si trovano ancora ad affrontare considerevoli sfide", fra le quali le perdite non ancora svalutate e le nuove regole "che spingeranno le banche a ripensare le proprie strategie di business. Questi fattori potrebbero esercitare una pressione al ribasso sulla redditività".

martedì 20 aprile 2010

Gesip, Amia e Amat: i tre fallimenti di Cammarata

[LA MAFIA E' UN BUSINESS COME UN ALTRO, CON UNA DIFFERENZA CHE OGNI TANTO SPARA. Mario Puzo]
Circa mille dei duemila dipendenti della Gesip, società di servizi partecipata interamente dal Comune di Palermo, stanno sfilando in corteo lungo la via Libertà nel capoluogo siciliano. I manifestanti chiedono che il comune riveda il contratto con la società e che rimedi alle perdite gestionali, che secondo fonti sindacali ammonterebbero a circa un milione al mese. Solo per il sindaco e la sua maggioranza un’azienda come la GESIP non rappresenta una risorsa ma un problema. L’unico protagonista di questa vicenda che dovrebbe essere “licenziato” sostiene il Capogruppo di Italia dei Valori dalla comunità palermitana è infatti il sindaco, che in questi otto anni è riuscito a ridurre al fallimento aziende un tempo sane come l’AMIA e a cascata ha mortificato aziende come la GESIP che dovevano essere uno strumento per lo sviluppo dell’economia locale. Italia dei Valori in questi anni ha presentato diverse proposte che, attraverso la costituzione di una o al massimo due grandi aziende comunali e l’internalizzazione di determinati servizi, avrebbero rilanciato la funzione economica e quindi sociale di aziende come la GESIP, potenziando i servizi offerti e riducendo i costi di gestione nell’interesse della città. Sono fiero di essere presente oggi alla manifestazione dei lavoratori della GESIP – conclude Ferrandelli – con i quali e per i quali continuerò il mio impegno istituzionale per una soluzione che veda la liquidazione dell’azienda che perde ad oggi circa un milione.
In questi giorni il presidente dell’Amat avv. Bellavista, ha annunciato il nuovo piano della rete bus. Una piano che riguarderà tutte le linee, atto a ottimizzare nello stesso tempo il servizio. Si passerà dalle attuali 92 linee a 54 circa, rimodulando i tempi di attesa che dall’attuale media di 27 minuti si passerà ad una media di 13 minuti. Il tutto già testato dopo alcuni mesi di lavoro. Passaggio essenziale in consiglio comunale, necessario per approvare il nuovo piano. Ciò consentirà di sfruttare meglio le risorse in ambito di mezzi, evitare linee cosiddette doppioni, il passaggio dei bus da strade strette e soprattutto avere tantissime linee simili al 101 in ambito di frequenza. “Dall’analisi dei numeri del conto economico dei primi tre trimestri del 2009, la gestione corrente per quanto riguarda l’azienda speciale Amat potrebbe avere una perdita oscillante tra i 10 e i 12 milioni di euro, chiederemo lumi su come si è arrivati a questa situazione e faremo proposte per il rilancio dell’azienda”. Lo dice Davide Faraone capogruppo PD al comune di Palermo. “Il contratto di servizio di Amat nel 2008 è stato 45,4 milioni di euro. A questi – aggiunge - il Comune ha aggiunto nel suo bilancio 2008 altri 22,9 milioni che sono in realtà un trasferimento da parte della Regione per il tramite del Comune. Se si tiene conto che la giunta sul bilancio 2009 ha operato tagli per circa 10 mln/euro dalla voce contributo per abbonamenti sociali, anziani e studenti, e in considerazione del fatto che l’attivo 2008 pari a 440 mila euro è dovuto quasi del tutto alla sopravvenienza di 571.821 euro dovuta alla vendita della società Palermo City Sightseeing, senza questa vendita è chiaro che ci sarebbe stata già nel 2008 una perdita di circa 130.000 euro. Se a questo si aggiungono il mancato introito per il contributo sociale di cui sopra, era facile prevedere un bilancio 2009 fortemente in perdita per almeno 6- 7 milioni di euro”. Pe Faraone “rispetto a queste previsioni la situazione, ad oggi, è che viene confermato un trasferimento complessivo dal Comune tra contratto di servizio e trasferimento per conto Regione, di circa 65 mln/euro, mentre la mancata contribuzione deliberata a fine 2008 dalla Giunta per abbonamenti sociali e categorie protette in genere incide come ammanco per circa 7 mln/euro. La perdita viene limitata sul fronte dei ricavi attraverso un aumento delle voci ‘Rimborsi da Comuni limitrofi’ e ‘Multe a passeggeri’ (+61%) per 500.000 euro circa e una voce “Sopravvenienze attive” di circa 2 milioni di euro e sul fronte dei costi attraverso un risparmio su ‘carburanti’ e ‘metano’ per circa 2 milioni di euro (-25%), ‘ricambi’ 200 mila euro, ‘Canoni di noleggio’ 200 mila euro, ‘indennità’ cda 200 mila euro. Sul fronte dei costi però registrano un aumento notevole le assicurazioni (+ 2.500.000 euro) (+64%), il costo del personale (+ 5.800.000 euro) (+ 8,5%), la manutenzione dei bus a metano (+ 350 mila euro ) (+ 67%). Gli abbonamenti infine calano del 15% (-450 mila euro)”. “E’ palese che alla luce di tutto questo – aggiunge – Amat chiuderà in passivo e lo scotto rischia di essere pagato ancora una volta dai cittadini in termini di qualità dei servizi. Si ripropone un film già visto per le altre aziende comunali, a ulteriore conferma che vi sono delle responsabilità oggettive da parte di chi ha guidato la città, il 2009, dopo il disastro di Amia e Gesip, sarà l’anno che vedrà anche l’Amat chiudere in passivo a sancire il fatto che la Giunta Cammarata ha fallito su tutti i fronti”.

I METALMECCANICI DELLA KSM

[SE UN UOMO NON E' DISPOSTO AD AFFRONTARE QUALCHE RISCHIO PER LE SUE OPINIONI, O LE SUE OPINIONI NON VALGONO NIENTE, O NON VALE NIENTE LUI. E. Pound]
Apprendiamo in aeroporto, presso lo scalo di Palermo, una storia che sembra talmente assurda che poi, in definitiva, potrebbe essere una normale storia siciliana. Andiamo per ordine. La polizia privata Ksm(ex metronotte di Palermo) presente in quattro aeroporti: Palermo,Trapani,Lampedusa e Pantelleria; scalo marittimo di Palermo; tutte le banche della Sicilia e buona parte del sud Italia … avrebbe il contratto collettivo dei metalmeccanici. Cosa può condividere, equiparare un poliziotto privato a un metalmeccanico? Niente, zero. Però il Cipputi di Altan oggi si ritrova non solo ad indossare una tuta blu, ma anche la divisa di polizia. Il compagno Cipputi direbbe subito ma il sindacato può permettere tutto questo? I sindacati ormai non contano nulla, gli imprenditori pretendono la rappresentanza sindacale all’interno dell’azienda, così i manager delle aziende sono considerati democratici e attenti alle aspettative della classe operaia, inclusa la Ksm. Visto che i sindacati ormai sono veri e propri azionisti nelle aziende dove sono presenti, invitiamo gli operai della Ksm di uscire dalle fabbriche e andare in un sindacato che ancora ha la dignità di essere definito tale. Siamo convinti che la ricerca sarà ardua e il successo non è certo. Recentemente nella busta paga sono sparite due voci, che riguardano il contratto integrativo, cancellate come se non fossero mai esistite. E la fotocopia, venuta male, dei sindacati cosa mi organizza? Richiede un incontro per aprire un confronto. Ma è l’azienda che ti deve implorare per avere un incontro dopo che i dipendenti hanno bloccato l’attività.

lunedì 19 aprile 2010

400 candeline per facebook

[IL COMPUTER SARA' PARI ALL'UOMO QUANDO RIDERA' DEI MIEI ERRORI. Anonimo]
Per annunciare le dimissioni l'Ad di Sun Microsystem ha scelto Twitter, e dentro Twitter una forma poetica perfetta: l'haiku. 'Financial crisis/Stalled too many customers/ Ceo No more', ovvero 'Crisi finaziaria/bloccò troppi clienti/Ad non più'', ha scritto Jonathan Schwartz per annunciare entro i 140 caratteri offerti dal sito le sue dimissioni. La mini-poesia di Schwartz, che si firma OpenJonathan, è preceduta dall'annuncio: 'Oggi è l'ultimo giorno al Sun. Mi mancherà''. Facebook , nel frattempo, spegne sei candeline e si prepara a festeggiare il traguardo di 400 milioni di utenti entro la fine della settimana. Con questa previsione il fondatore del popolare social network, Mark Zuckerberg, celebra la ricorrenza (nacque il 4 febbraio 2004) e sul blog aziendale annuncia il restyling della homepage e nuovi servizi in arrivo per la comunità di Facebook. «Grazie a voi - scrive Zuckerberg - abbiamo fatto incredibili progressi nell'ultimo anno e abbiamo reso il mondo più aperto e più connesso. Siamo partiti sei anni fa da una stanza dello studentato di Harward e ora vogliamo celebrare i nostri 400 milioni di iscritti con quello che ci piace di più: offrire nuovi prodotti». Zuckerberg ha così annunciato la cosiddetta «Hackathon»: una maratona notturna nella sede di Facebook in cui ingegneri e specialisti del software lavorano per lanciare a breve applicazioni e strumenti per arricchire l'esperienza di Facebook. Intanto alcuni utenti hanno già avuto modo di navigare nella nuova homepage. Tra le principali novità c'è l'ampliamento del menu a sinistra, organizzato per facilitare la ricerca dei contenuti pubblicati dai propri contatti, per accedere alle applicazioni e ai gruppi preferiti in modo più immediato. In questa colonna compaiono anche i propri 'amicì on line in tempo reale. Novità anche nel menù in alto, dove compaiono le icone che indicano le notifiche, i messaggi ricevuti, le richieste e il menu relativo al proprio account. Niente più commenti anonimi su internet durante il periodo elettorale. Se un utente vuole pubblicare un’opinione politica su un blog, un social network o il sito di un giornale deve rivelare il suo vero nome e la casella postale. In caso contrario rischia di dover pagare una multa, insieme all’editore che ha ospitato il commento e che deve conservare i dati in questione per almeno sei mesi. Così stabilisce una legge dell’Australia del Sud, entrata in vigore, silenziosamente, il 6 gennaio e che avrebbe dovuto essere applicata in questi giorni, ma il condizionale è d’obbligo perché, dopo l’insurrezione di blogger e cybernauti – è molto probabile che il provvedimento verrà abrogato. A promuovere la legge era stato l’Attorney-General Michael Atkinson (equivalente al nostro ministro della Giustizia) che così replicava ai critici: «Non c’è alcuna limitazione della libertà di parola; ognuno è libero di dire quello che desidera come se stesso, non nelle vesti di qualcun altro». Ma se impedire l’anonimato su internet è una mossa tecnicamente e politicamente spericolata anche per un regime dittatoriale, figurarsi nel caso di una democrazia.

QUELLI CHE NON ARRIVANO A FINE MESE/4

[MA E' UNO SCHERZO. MI VOLEVANO DARE DEL NONNO, MEGLIO MI CHIAMINO PAPI, NON CREDE? Silvio Berlusconi]
Dodici deputati dovranno fare avanti e indietro da Roma, su e giù, est e ovest per votare a Montecitorio e nei consigli regionali e provinciali. Sono dodici: Maria Teresa Armosino (Pdl, pres. Provincia di Asti), Luigi Cesaro (Pdl, pres. provincia di Napoli), Edmondo Cirielli (Pdl, presidente Provincia di Salerno), Nicolò Cristaldi (Pdl, sindaco di Mazara del Vallo), Antonello Iannarilli (Pdl, presidente Provincia di Frosinone), Giulio Marini (Pdl, sindaco di Viterbo), Daniele Molgora (Pdl, presidente Provincia di Brescia), Adriano Paroli (Pdl, sindaco di Brescia), Antonio Pepe (Pdl, presidente Provincia di Foggia), Ettore Pirovano (Lega, presidente Provincia di Bergamo), Roberto Simonetti (Lega, presidente Provincia di Biella), Marco Zacchera (Pdl, sindaco di Verbania). La Giunta del 17 marzo ha preso in esame le posizioni di altri tre fantuttoni: Fulvio Bonavitacola (Pd, consigliere Aeroporto di Salerno spa), Giacomo Terranova (Pdl, amministratore Società di gestione aeroporto di Palermo spa), Antonino Foti (Pdl, presidente Consorzio agrario di Reggio Calabria). Come mai i rappresentanti di Pdl e Lega sono così intraprendenti? Perché la legge è permissiva e nella Giunta, presieduta da Maurizio Migliavacca del Pd e Pino Pisicchio dell'Api, la maggioranza è dei berlusconiani. Il senatore-sindaco di Catania si è infuriato quando il senatore Enzo Bianco gli ha ricordato che è impossibile conciliare il doppio incarico. Eppure l'argomento in questione era già stato sollevato da Gianfranco Fini, ai tempi della sua candidatura, proprio quando Stancanelli diede la sua parola che si sarebbe dimesso da senatore una volta eletto. Sono passati tantissini mesi... e Nino Strano aspetta ancora. Sono sedici i deputati e senatori che ricoprono attualmente anche il ruolo di sindaco in città di notevoli dimensioni o di presidente della Provincia. Eppure una legge prevede che tutti i sindaci di comuni con popolazione superiore a ventimila abitanti, se eletti in Parlamento, devono abbandonare una delle due cariche. Ma nel 2002 la giunta delle elezioni dichiarò compatibile Cammarata, attuale sindaco di Palermo,purtroppo, stabilendo un precedente che ha fatto scuola. La questione del doppio incarico al senatore Raffaele Stancanelli (nella foto), sindaco di Catania, è stata sollevata sulla stampa nazionale nello scorso febbraio. Ma il sindaco Stancanelli ha risposto con un'alzata di spalle: la regola c'è, ma non si applica. Perché perdere tempo con le procedure? [continua]

sabato 17 aprile 2010

DURI A MORIRE

[IL SACRIFICIO DELLA VITA E’ TERRIBILE. MA CE NE UNO ANCORA PIU’ TERRIBILE: IL SACRIFICIO DELL’ONORE. Cappellano della Legione Straniera]
“… rosso 369 bravo a 369 bravo … rosso 369 bravo a 369 bravo … rispondete … Avanti figliolo. Abbiamo ributtato in mare le truppe regolari della regione siciliana, iniziamo bonifica, nessun prigioniero”. Così la fanteria della Pae Mas annunciava l’avvenuta vittoria alle truppe della Gh Palermo, attestate nelle retrovie, pronte all’intervento se il nemico sfondava la prima linea di difesa. Gli uomini della Gh, appresa la notizia, esultano gridando, in coro: chieppachieppa hurra, chieppachieppa hurra … La Pae Mas ha vinto questa battaglia, ma non bisogna abbassare la guardia, i nemici sono sempre in agguato. Riconquistata, per il momento, la bella Mery Ficarotta, si ritorna a casa, stanchi ma contenti dei risultati ottenuti. La storia insegna che spesso le battaglie sono incerte e a volte i più forti soccombono. Le regole di ingaggio sono state perfette e spietate, la vittoria certa. La compagnia Easy,sfinita, dopo giorni di dura battaglia, ricevuto l’ordine si apprestava a lasciare il campo per rientrare nel proprio accampamento. Cantando La marcia di Topolino, colonna sonora di tante battaglie vinte, mestamente tornano indietro. Mentre quei cazzuti della WC, e i blindati della Red October che non si sono mai tirati indietro(mancati riposo e straordinario non si contano), con spirito di sacrificio encomiabile, hanno fatto di tutto per ottenere la vittoria, devono finire il lavoro bonificando la spiaggia di Magaggiari. Ritornando verso casa qualcuno della Easy ha notato una scritta, in un muro diroccato: Siamo solo una banda di giovani eroi, abbandonati su spiagge deserte, confusi, spesso delusi, forse stanchi di combattere per esistere, ma continuiamo a condurre le nostre battaglie fatte col sangue dei sogni. Di sicuro, a imbrattare quel fottutissimo muro è stato uno della Pae Mas.

QUELLI CHE NON ARRIVANO A FINE MESE/3

[MI PIACEREBBE VIVERE DA POVERO CON UN SACCO DI SOLDI. Pablo Picasso]

Per cinque deputati con cariche sportive che, per pura coincidenza, appartengono al gruppo del Pdl: Enrico Costa (presidente della federazione pallapugno), Luciano Rossi (presidente federazione tiro al volo), Manuela Di Centa (componente esecutivo del Coni), Sabatino Aracu (presidente. Federazione hockey e pattinaggio), Claudio Barbaro (componente esecutivo del Coni).Capitolo fiere e assimilati (testuale dai verbali della Giunta). C'è sempre una massiccia presenza del Pdl: Maurizio Lupi (amministratore delegato Milano congressi spa), Marco Reguzzoni (Lega, presidente sviluppo sistema Fiera spa). Citazione a parte merita l'ex ministro per l'Innovazione (ricordate le tre 'I' di Berlusconi? Internet, inglese, impresa), Lucio Stanca, tre poltrone, zero rinunce: consigliere, amministratore e vicepresidente dell'Expo di Milano. Dal 1991 è Vicepresidente dell'Aspen Institute Italia e dal 2001 è anche Presidente degli Aspen Junior Fellows. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione dell'Università Bocconi di Milano dal 1994 al 2006 e di diverse società. È membro della Fondazione Italia USA. È stato membro del Board of Directors della Fondazione Gateway promossa dalla Banca Mondiale per lo sviluppo delle tecnologie digitali nei paesi in via di sviluppo. Non è finita, altri 13 deputati conservano cariche in enti privati o pubblici. Prendete fiato: Mario Cavallaro (Pd, commissario liquidatore Consorzio agrario di Macerata), Mario Baccini (Misto, presidente del Comitato nazionale italiano), Matteo Brigandì (Lega, amministratore Fin-Group spa), Matteo Colaninno (nella foto) è Vicepresidente del Gruppo Piaggio, Amministratore Delegato e Vicepresidente di Omniaholding s.p.a.. È consigliere di amministrazione di IMMSI s.p.a. e di Omniainvest s.p.a..
È stato consigliere di amministrazione e Presidente del Comitato di controllo interno de Il Sole 24 ore. È stato consigliere di amministrazione di RCN Finanziaria s.p.a. e Cattolica Immobiliare s.p.a.. Ha ricoperto la carica di Vicepresidente della Banca Popolare di Mantova. È stato Presidente nazionale dei Giovani Imprenditori e Vicepresidente di Confindustria, nonché Vicepresidente di Yes for Europe, la confederazione europea dei giovani imprenditori. Gianluca Galletti (Udc, consigliere di Paritel spa), Maurizio Del Tenno (Pdl, presidente del Consorzio turistico provinciale e consigliere di Politec srl), Monica Faenzi (Pdl, pres. del Consorzio servizi sanitari di Castilio della Pescaia), Andrea Orsini (Pdl, consigliere di Metropolitana milanese spa), Ignazio Abrignani (Pdl, consulente organo interno di controllo, Secin), Marco Desiderati (Lega, presidente Consorzio rifiuti Brianza). [continua]

http://www.youtube.com/watch?v=nzyO5Itvjy8&feature=related

GLI OPERAI SOGNANO ...

[CHI S'E' SCOTTATO CON L'ACQUA CALDA SOFFIA ANCHE SULLO YOGURT. Proverbio dell'est europeo]
È stato un sogno, che purtroppo resta tale, ma ci ha regalato l'illusione di come poteva andare lo sciopero promesso e non fatto. Quello che sta succedendo in Italia e nel nord in particolare, doveva essere causato dallo sciopero di 24 ore indetto per ieri , sciopero che poi è stato rinviato al 14 maggio. Questa cronaca, fantastica, doveva essere ricordata come il giorno della riscossa dei sindacati che con il loro sciopero determinavano il blocco del traffico aereo. Stupore e sorpresa tra gli operai: i sindacati non erano più azionisti di riferimento del proprio datore di lavoro ma controparte incazzata. Operai pronti a essere precettati, multati e addirittura processati. I sindacati in prima linea in difesa dei diritti sacrosanti dei lavoratori, i presidi aeroportuali avrebbero avuto la funzione di accertare l’avvenuta vittoria. Testuggine a libellula abbiamo vinto, le società di handler si arrendono; testuggine a libellula: chiediamo di non fare prigionieri. Negativo, sveglia ragazzi … è quel fottutissimo vulcano islandese che ha illuso una disillusa classe operaia che continua a credere in un sindacato senza ormai contenuti. L'Enac ha disposto di estendere l'interdizione al volo strumentale in tutto il Nord Italia fino a lunedì 19 aprile ore 8:00 antimeridiane (ora italiana). Ciò in quanto non accennano a diminuire su tale spazio aereo le negative condizioni determinate dalla nube del vulcano islandese Eyjafjallajkull. E' quanto si legge in una nota. Precedentemente, l'interruzione interdizione era programmata fino alle ore 20:00 odierne. Attualmente, spiega l'Enac, non è invece necessario procedere all'allargamento del blocco per ulteriori spazi aerei italiani. L'aeroporto di Fiumicino si conferma quindi aperto al traffico, pur registrando un elevato numero di cancellazioni e ritardi dei voli. L'Enac aggiornerà le proprie disposizioni con una frequenza di 24 ore, per fornire a passeggeri, operatori del trasporto aereo, tour-operator e tutti gli altri soggetti dell'industria dell'aviazione civile un quadro di riferimento meno precario possibile, nonché consentire alla Protezione Civile italiana di portare assistenza, ove richiesto, ai molti passeggeri che in scali italiani stanno subendo i disagi per effetto del blocco. L'imponderabilità dell'andamento delle attività effusive del vulcano e la variabilità delle condizioni meteorologiche imporranno comunque di seguire costantemente l'evolversi della situazione, in modo da poter assumere, se necessario, le dovute decisioni, con la prontezza operativa richiesta in situazioni eccezionali come quella in atto.

venerdì 16 aprile 2010

Sindacati a 90 gradi


[NON SI FUGGE PERCHE' SI HA PAURA, SI HA PAURA PERCHE' SI FUGGE. William James]

Differito dal 16 al 19 aprile lo sciopero degli addetti all'handling di tutti gli aeroporti nazionali. Lo sciopero proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti è inoltre ridotto da 24 ore ad 8 ''a seguito della comunicazione della Commissione di garanzia e dell'incontro fissato dalla stessa con i sindacati giovedì 15 aprile''. Alla base dello sciopero ''il rinnovo del contratto collettivo, scaduto oltre 2 anni, e la stipula del contratto nazionale del personale di terra del trasporto aereo e delle attività aeroportuali''. Riprogrammato nuovamente(della serie decidi tu -datore di lavoro-quando devo fare sciopero) per il 14 maggio lo sciopero di 8 ore degli addetti all'handling di tutti gli aeroporti nazionali. ''La decisione è stata presa - sostengono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti - a seguito dell'intervento della Commissione di garanzia che ha ritenuto illegittimo lo sciopero inizialmente programmato per il 16 aprile ed in seguito differito al 19 e ridotto da 24 ad 8 ore''. ''Le motivazioni della protesta - spiegano i sindacati - sono da ricercare nella legittima rivendicazione del sindacato e dei lavoratori ad esigere un rinnovo contrattuale scaduto da più di due anni''.Venerdì 23 aprile nuovo sciopero, stavolta di 24 ore, di tutti gli addetti al trasporto ferroviario e servizi e di quelli delle aziende di trasporto pubblico locale. A proclamarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast «per il nuovo contratto nazionale della mobilità che - affermano i sindacati - da giugno 2009 a gennaio 2010 non ha prodotto nulla di concreto per esclusiva responsabilità delle controparti datoriali». Il nuovo sciopero segue quello di 4 ore del 19 febbraio e quello, sempre di quattro ore, indetto dalla Cgil il 12 marzo scorso. Le organizzazioni sindacali hanno anche sollecitato l'intervento nella vertenza del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, spiegando che «finora è mancato il richiesto contributo» del dicastero «per ripristinare le condizioni di agibilità del negoziato e per una rapida definizione della prima fase negoziale, che avrebbe consentito di affrontare, finalmente, anche le questioni connesse agli adeguamenti salariali nell'arco di vigenza del nuovo contratto nazionale di lavoro». In una nota congiunta, le sigle sindacali sostengono che «governo, parlamento, Regioni ed Enti Locali sono ancora in tempo per evitare l'inasprimento della vertenza, per rimuovere gli ostacoli e le strumentalità irresponsabilmente e cinicamente frapposti dalle controparti datoriali, per sostenere la ripresa della trattativa, la rapida chiusura di questa prima fase del negoziato e, in questo contesto, la definizione delle risposte contrattuali di cui il lavoro ha diritto». Infine, i sindacati chiedono un'audizione alle competenti Commissioni parlamentari, all'Anci, all'Upi e alla Conferenza delle Regioni.

QUELLI CHE NON ARRIVANO A FINE MESE/2

[NELLA VITA, DICONO GLI ARGENTINI, CI VOGLIONO LE TRE C: CERVELLO, CUORE E COGLIONI. IO AGGIUNGO UNA QUARTA C: CULO. SENZA IL CULO LE ALTRE TRE C NON SERVONO A NIENTE ... IO LE HO TUTTE E QUATTRO. Umberto Scapagnini, medico personale di Silvio Berlusconi, 4 novembre 2004]

Altero Matteoli, toscano di Cecina, senatore Pdl, ministro dei Trasporti, e contemporaneamente sindaco di Orbetello. Solo grazie al suo intervento, qualche giorno fa, Trenitalia ha ripristinato la fermata Eurostar di Cecina, soppressa prima di Natale assieme ad altre stazioni della bassa Toscana. Un ’salvataggio’, sì, ma ai danni di altri pendolari, come ad esempio quelli di Follonica (che purtroppo santi in Parlamento non ne hanno). La crociata salva-stazioni di Matteoli è però cosa antica. Già la scorsa estate intimava alle Ferrovie il ripristino di alcune fermate cassate. Quali? Orbetello e Cecina, naturalmente. Ma il vero asso nella manica dell’ex colonnello di An si chiama Tirrenica, l’autostrada che dovrà collegare Livorno a Civitavecchia (oggi congiunte solo dall’Aurelia) via Orbetello. Nell’aprile 2006, quando era ministro dell’Ambiente nel precedente governo Berlusconi, a poche settimane dalle elezioni diede il via libera alla Valutazione d’impatto ambientale. Di lì a poco sarebbe stato rieletto parlamentare e primo cittadino di Orbetello. Col governo Prodi il progetto va in letargo, per poi d’incanto sbloccarsi negli ultimi mesi. Nell’imminenza delle regionali, infatti, il ministro (stavolta dei Trasporti) ha inaugurato il primo cantiere, con le ruspe che hanno cominciato a scavare nel tratto da Rosignano alla ’sua’ Cecina. Nell'attuale governo Berlusconi IV è Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti. Tra i suoi atti in qualità di ministro ha siglato un accordo per la realizzazione del collegamento ferroviario ad alta velocità fra Torino e Lione (la cosiddetta Tav che era stata oggetto di alcune contestazioni) insieme ai sindaci della Val Susa, alla presidente del Piemonte e ad altri enti locali. Nel luglio 2009 Matteoli ha dato avvio per decreto al cosiddetto "Piano Casa", già preannunciato più volte anche dal presidente del Consiglio Berlusconi, ovvero a un progetto basato su ingenti investimenti che si prefigge, secondo il ministro, «l'obiettivo di realizzare centomila alloggi in cinque anni».Ha presieduto, in qualità di Ministro più anziano, il Consiglio dei Ministri numerose volte Nel dicembre 2009 ha proposto l'innalzamenti dei limiti di velocità a 150 km/h sulle autostrade italiane. In un'intervista a Radio Anch'io, così ha giustificato la proposta: "Sì è vero quando si va più forte si consuma di più, ma si sta meno in strada e quindi c'è un vantaggio anche per l'inquinamento". La proposta ha trovato l'opposizione della Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. Il parco-voti si può coltivare anche attraverso un’altra infrastruttura molto locale: l’aeroporto. Il senatore Pdl Vincenzo Speziali è anche nel cda di Sacal, la società che gestisce lo scalo di Lamezia Terme. Lo scorso marzo lo si vedeva sorridere davanti ai fotografi per la concessione quarantennale appena ‘ottenuta’ grazie alla firma dei colleghi di partito Tremonti e Matteoli. Un conflitto d’interessi che la giunta delle elezioni del Senato non ha reputato troppo grave, nonostante la legge dichiari incompatibile chi dal Parlamento gestisce società che operano grazie a una concessione statale. Del resto c’è un precedente ancora più clamoroso nella scorsa legislatura: quello di Pietro Fuda, senatore del Partito democratico meridionale. Già dirigente dell'ENI, ha avviato la sua attività imprenditoriale con la costituzione di una industria di laterizi e poi successivamente con altre iniziative imprenditoriali che formano il "Gruppo Speziali". Il 2 giugno 1992 viene nominato Cavaliere del lavoro. Dal 2001 al 2006 è presidente della "Sacal", la società di gestione dell'aeroporto di Lamezia Terme, membro del consiglio di reggenza della Banca d'Italia e vicepresidente della Banca Popolare di Crotone. Già presidente regionale di Confindustria in Calabria.Che addirittura rivendicava le ’sinergie’ fra il suo ruolo da parlamentare e quello di amministratore unico di Sogas, azienda che gestisce l’aeroporto di Reggio Calabria: “Se devo sollecitare una pratica, da senatore il nullaosta mi arriva 10 giorni prima”. Può stare tranquillo quindi Giacomo Terranova (nella foto), onorevole pidiellino e ad di Gesap, società che porta avanti lo scalo palermitano di Punta Raisi. [continua]

http://www.youtube.com/watch?v=SS6b6i4hI7g&feature=related

Fini-Berlusconi, separati in casa

[HO CERCATO DI AIUTARE MIO MARITO, HO IMPLORATO COLORO CHE GLI STANNO ACCANTO DI FARE ALTRETTANTO, COME SI FAREBBE CON UNA PERSONA CHE NON STA BENE. E' STATO TUTTO INUTILE. CREDEVO AVESSE CAPITO, MI SONO SBAGLIATA. ADESSO DICO BASTA. Veronica Lario, 3 maggio 2009]
Il partito traballa attraversato dai mal di pancia provocati dai prepotenti coordinatori e dalla fastidiosa sensazione di essere sull’orlo dell’ennesimo giro di valzer, e a fine marzo è passato solo un anno dalla costituzione del Pdl. Giancarlo Galan, il governatore del Veneto, costretto a cedere il passo al leghista Luca Zaira (er pomata) è allo sbando. Claudio Scajola è in attesa degli avvenimenti. Gli ex socialisti veneti Maurizio Sacconi e Renato Brunetta dai bookmaker di Montecitorio sono dati cotti a puntino per un’unione con la Lega. In Sicilia Gianfranco Miccichè si allea con i finiani contro Renato Schifani e La Russa, mentre il presidente della regione Raffaele Lombardo dichiara ufficialmente che il cavaliere è al crepuscolo. Nervosi anche Gasparri e La Russa che non perdono occasione per sottolineare come siano passati dalla parte del capo del governo, ma l’importante è che soprattutto Berlusconi non se lo dimentichi. Rifletti bene su questa decisione di dar vita a gruppi autonomi perché se lo farai l'inevitabile conseguenza dovrebbe essere quella di dover lasciare la presidenza della Camera. Silvio Berlusconi, a quanto riferiscono fonti della maggioranza, avrebbe replicato così al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nel corso del pranzo a Montecitorio avrebbe ventilato l'ipotesi di dar vita a gruppi autonomi. All'avvertimento del Cavaliere, stando alle stesse fonti, Fini si sarebbe riservato di comunicare una decisione entro la prossima settimana. Ora Berlusconi ''ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni'', afferma Fini in una nota diffusa dopo il suo con Berlusconi.''Quando una maggioranza si divide non resta che dare la parola agli elettori''. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani. ''I gruppi autonomi possono esserci nel caso in cui arrivassero risposte negative ai problemi posti''. Lo afferma il vice capogruppo del Pdl, Italo Bocchino, conversando con i cronisti fuori Montecitorio.

giovedì 15 aprile 2010

GESAP ... CHE RIDERE

[NON SI PUO' ESSERE REAZIONARI PERCHE' NON C'E' DOVE TORNARE, NON SI PUO' ESSERE PROGRESSISTI PERCHE' NON C'E' DOVE ANDARE.
Manlio Sgalambro]
Non avendo nulla da fare, annoiato, ho visto, in ritardo, il cd che la Gesap ha fatto fare alla Cdp (compagnia del progetto) design: Palermo, la porta per l’Europa nel cuore del Mediterraneo. Non vi dico le sciocchezze(dire cazzate rende più veritiero il concetto) dette in questo cd, si esalta la posizione geografica dell’aeroporto di Punta Raisi: mare e montagna, unico paesaggio in tutto il Mediterraneo. Ricordiamo alla Cdp e al committente Gesap che stiamo parlando di un aeroporto. La storia dell'aeroporto nasce nel 1953, anche se la sua apertura ufficiale è del 1960, in quell'anno, infatti, viene fondata la società Consorzio Autonomo per l'Aeroporto di Palermo per sostituire l'allora scalo cittadino, l'aeroporto di Boccadifalco, che all'epoca era il terzo scalo nazionale e non era più adeguato alle esigenze di traffico cittadine ed al sempre più pressante richiesta di voli nazionali ed internazionali. La location scelta per la costruzione del nuovo aeroporto era quella compresa tra la zona di Aspra e quella di Acqua dei Corsari a ridosso della zona Sud della città, questo avrebbe reso l'aerostazione più facilmente accessibile e più vicina al centro abitato, inoltre la zona era meno soggetta a problemi legati alle raffiche di vento, il consorzio autonomamente decise invece di costruirlo a Cinisi nella zona soprannominata Punta Raisi in opposizione a tutti i tecnici che avevano dato parere negativo.
17 minuti di disinformazione, raccontano che Punta Raisi ha più che raddoppiato i parcheggi per gli utenti: dimenticando di dire che tutti sono a pagamento e che non esiste più parcheggio libero nemmeno per chi va a lavorare in aeroporto. Nel master plan si parla anche di un albergo presente nei progetti, dove poter dormire prima di partire lasciando la macchina nel parcheggio (un volo per Roma o Milano mi deve costare quanto una crociera?). Passerelle che ti portano fino a mare, in mezzo agli scogli, in attesa dell’imbarco. E, poi, non ultima per importanza, l’ultima cazzata: tutti questi lavori verranno fatti in previsione del fatto che nel 2020 i passeggeri di Punta Raisi saranno non meno di 10 milioni. Come, come … sbaglio o la matematica non è mai stata una opinione. Lo scalo di Birgi – Trapani ha fatto nel 2009 un milione di passeggeri (vero è che il cd è stato realizzato nel 2008,ma i manager vengono strapagati perché devono prevedere il futuro e comportarsi di conseguenza, ma siamo alla Gesap dove la professionalità è materia sconosciuta). In questa parodia tragicomica di quello che dovrebbe essere un aeroporto internazionale non si fa nessun accenno al fotovoltaico o a forme di energia alternative. Ma per concludere ci piacerebbe conoscere quanto è costato (e il numero della tiratura) questo cd al contribuente. Ma il cda amministrazione ha mai pensato, seriamente, di dimettersi, se avesse un minimo di lungimiranza dovrebbe dire: grazie di tutto, scusate il disturbo e andare via per il bene di tutti.

QUELLI CHE NON ARRIVANO A FINE MESE/1


[GOVERNO DELLA MAGGIORANZA. CIOE' DEI MEDIOCRI. Proundhon]

Tutti i parlamentari-sindaci o presidenti di provincia che affollano le nostre aule portano fiori sull’altare di ‘San’ Diego Cammarata (sindaco di Palermo e deputato nel 2001-2006). Prima di lui, infatti, le cariche di sindaco e di parlamentare non andavano d’accordo tra loro, pena l’ineleggibilità. Ma siccome viviamo nell'Italia di Berlusconi dove le leggi snche se ci sono il Partito delle Libertà, ha, appunto, la libertà di interpretazione. Poi il ‘miracolo’ della compatibilità nel 2002, suggellato, fra gli altri, dall’allora onorevole Vincenzo Nespoli e dalla maggioranza di destra della vecchia giunta delle elezioni. Nel 1994 è eletto alla Camera dei deputati. Nel 1996 si candida alla Camera nel collegio di Afragola: sostenuto dal centrodestra, ottiene il 44.5% dei voti e viene sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo Domenico Tuccillo. Nel 2001 è rieletto alla Camera dei deputati per Alleanza Nazionale. Nel 2006 viene eletto ancora una volta alla Camera dei deputati. È vicepresidente della giunta delle elezioni e membro della IX commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni).Nel 2008 viene eletto al Senato della Repubblica nella lista del Popolo della libertà, circoscrizione Campania, e contemporaneamente, al secondo turno, sindaco della città di Afragola, sconfiggendo il candidato di centro-sinistra, l'urbanista Francesco Domenico Moccia, assessore provinciale.Cui poi la decisione è tornata utile: nel 2008 in una botta sola Nespoli è infatti tornato in Parlamento, e insieme eletto sindaco di Afragola. Da allora l’eccezione è quasi diventata regola, e proliferano i casi in cui il primo cittadino di una città di oltre 20mila abitanti siede anche in Parlamento. È facile, basta seguire la trafila: se sei sindaco, per poterti candidare devi dimetterti 180 giorni prima dello scioglimento naturale delle Camere. Questo onde evitare ‘indebite influenze’. Se sei parlamentare, invece, delle ‘indebite influenze’ non gliene frega niente a nessuno, e puoi fare come vuoi. I ‘figli’ di Cammarata (nella foto) sono creature strane, bicefale o tricefale, a volte schizofreniche. Mentre la maggioranza degli italiani fatica a tenersi un posto di lavoro, o a trovarlo, in quell’universo parallelo che è la nostra politica se ne accumulano spesso e volentieri più di uno. Così c’è l’onorevole che è assessore qui, consigliere lì, e amministratore delegato là. Intanto fioccano i conflitti d’interessi di chi usa l’incarico locale per fare carriera a Roma, e viceversa. Mentre gli stipendi si sommano. Anche laddove non si potrebbe. C’è infatti una legge dimenticata, ma tuttora in vigore, che vieta espressamente a qualsiasi parlamentare di intascare un secondo stipendio: che sia di ministro, che sia di sindaco, di presidente di provincia e di società che fanno affari con o grazie allo Stato e agli enti locali. Tanto che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sbottato: “Stiamo superando il limite della decenza. I doppi incarichi abusano della fiducia degli italiani, che non hanno l’anello al naso”. [continua]

mercoledì 14 aprile 2010

Le chiacchere di don Fefè

[PRODUCIAMO UOMINI SENZA PETTO E CI ASPETTIAMO DA LORO VIRTU' E INTRAPRENDENZA. RIDIAMO DELL'ONORE E CI STUPIAMO DI TROVARE DEI TRADITORI IN MEZZO A NOI. CASTRIAMO, E PRETENDIAMO CHE L'ANIMALE SIA FECONDO. C.S. Levis]

Un'ora dopo le operazioni preliminari, cominciate poco dopo le 16, il presidente della Regione Raffaele Lombardo è intervenuto per riferire sulla sua posizione di indagato per concorso in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Catania sui rapporti tra mafia e politica. Nella sala stampa di Palazzo dei Normanni, sede dell'Ars, decine di giornalisti e cameramen per una seduta straordinaria trasmessa in diretta da numerose tv satellitari e locali e sul web. Il primo riferimento del discorso del governatore è subito riferito alla fuga di notizie: "Un'aggressione mediatica congegnata da menti raffinate". Lombardo ha definito la sua "una vicenda giudiziaria da contorni nebulosi" e ha sottolineato per due volte "di non avere ricevuto a tutt'oggi neppure un avviso di garanzia". Lombardo ha quindi aggiunto che le accuse che gli vengono rivolte si basano sulle dichiarazioni "di un ex collaboratore di giustizia per le quali era stata per ben due volte richiesta l'archiviazione". "Un pluriomicida e rapinatore - aggiunge Lombardo - che risulta ufficialmente in sentenze del tribunale di Palermo personaggio non attendibile, personalità inquietante, inaffidabile. Un uomo che non ho mai visto e con il quale ho chiesto che mi si metta a confronto in video registrazione pubblica". E aggiunge: "Chiedo al ministro della Giustizia, Angelino Alfano e ai deputati che non si abolisca lo strumento delle intercettazioni, mai privare di questo strumento importante chi lotta la mafia". "I nomi e i cognomi, i nomi e i prestanomi sono contenuti in una relazione che abbiamo presentato alla Procura della Repubblica di Palermo". Nel corso del suo intervento, il presidente Lombardo, ha parlato del progetto di un termovalorizzatore a Paternò, in Provincia di Catania, "dove doveva nascere la società Altecoen che faceva capo al capomafia della Sicilia orientale", Nitto Santapaola. "Basterà - ha aggiunto Lombardo - accertare proprietà, passaggi proprietari e valori di vendita, con nomi e cognomi che sono scritti sulle carte, dove ci sono anche le contrade e le discariche più o meno abusive. Lì si costruivano mattoni confezionati da argille contaminate. È tutto nella relazione che abbiamo consegnato alla Procura". "A Paternò avrei favorito illeciti, in contatto con tale Carmelo Frisenna, detenuto da oltre un anno per reati di mafia. Secondo costui, il capo dei progettisti di un'opera pubblica sarebbe stato mio genero, come risulta da un'intercettazione. Io non ho generi, ho figli maschi e non ho all'orizzonte neppure nuore", ha ribadito all'Ars il presidente della Regione siciliana parlando in aula della sua vicenda giudiziaria. "Dalle conversazione di Frisenna - ha spiegato Lombardo - emerge un mio frenetico lavorio alla vigilia delle regionali del 2008. Da una delle intercettazioni c'è conferma del rapporto di appartenenza totale di Frisenna al deputato nazionale Torrisi e al senatore Firrarello - entrambi componenti della commissione antimafia - che viene definito il suo padrino".Lombardo ha sottolinato che la "telefonata è stata riportata da un settimanale locale. Nella conversazione egli esalta il suo leader: 'Lombardo mi sta bene, tanto muore di morte naturale, lo fanno 'attaccarè (arrestare ndr), te lo dice il sottoscritto, per una sciocchezza, per le assunzioni alla multiservizi. Sono preparati, agguerriti, la sinistra". "Insultato e aggredito - ha continuato il governatore - avrei favorito un illecito e ne avrei avuto vantaggi elettoralmente con questo tizio. Ma questo accadeva a Paternò, comune su cui grava una richiesta di scioglimento del Consiglio comunale. Su quel territorio doveva sorgere uno dei quattro termovalorizzatori siciliani".