domenica 28 febbraio 2010

AST,SE QUESTO E' IL PUBBLICO ...

[HO SOGNATO FREUD. CHE SIGNIFICA? S.J. Lec]
Su internet abbiamo trovato una interrogazione parlamentare dell'11 gennaio 2006, a firma del sen. Nino Papania (Pd). Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali. Premesso che: lo stato di agitazione recentemente proclamato da alcuni lavoratori della AST Aeroservizi, società a maggioranza di capitale pubblico della Regione Siciliana, che prestano servizio presso l'Aeroporto di Lampedusa, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe stato causato dall'imposizione del datore di lavoro ai lavoratori di non recarsi presso il luogo di lavoro a partire dal 2 gennaio 2006, a seguito di una presunta scadenza del contratto di lavoro;il contratto suddetto, come si evince dalle buste paga, dai modelli CUD e come dichiarato dalla stessa società all'INPS, è a tempo indeterminato e nessuno dei lavoratori ha mai ricevuto alcuna lettera di licenziamento o di avvio di procedimenti di mobilità;secondo quanto affermato dai lavoratori, che hanno anche presentato un esposto alla locale stazione dei Carabinieri, ad essi sarebbe stato proposto di sottoscrivere un contratto di lavoro interinale della durata di un mese con la società “Obiettivo Lavoro”, con l'invito a dichiarare il falso e cioè di trovarsi in stato di disoccupazione alla data del 30 dicembre 2005;tale proposta sarebbe stata fatta ai lavoratori non già da un rappresentante della società di fornitura di lavoro interinale ma da un rappresentante della AST Aeroservizi, con una palese violazione delle procedure che regolano i rapporti tra i lavoratori, società di fornitura di lavoro interinale e società che utilizzano tali lavoratori nel proprio organico;fino al 31 dicembre 2005 la società AST Aeroservizi ha gestito i servizi di handling aeroportuale dello scalo, a seguito di una gara d'appalto che l'ha vista aggiudicataria per gli anni 2004 e 2005;tali servizi sono stati svolti con 20 unità di personale che peraltro, a causa dei numerosi voli privati e di numerosissimi voli di Stato per il trasferimento dei migranti che sbarcano sull'isola, si sono rivelate nel tempo appena sufficienti a garantire i servizi minimi;a seguito di un contenzioso scaturito dall'assegnazione dei servizi di handling a un società diversa dalla AST Aeroservizi per il periodo 2006-2007 ed in attesa che tale contenzioso si risolva, l'Enac ha provveduto ad una proroga del contratto all'AST per un mese, fino al 31 gennaio 2006;per i fatti esposti, l'organico di personale che in atto si trova a lavorare presso lo scalo si è ridotto a 12 unità, tra cui figurerebbero persone assunte con contratto interinale e per le quali non è stato verificato il possesso dei requisiti di formazione e qualifica previsti dalla normativa dell'aviazione civile;va infatti ricordato che tra gli incarichi svolti dal personale in oggetto figurano non solo quelli connessi, direttamente o indirettamente, alla sicurezza dei passeggeri e dei voli, ma altresì l'assistenza al parcheggio degli aeromobili, la messa in moto degli stessi, il push-back prima del decollo, il carico e lo scarico dei bagagli e, soprattutto, la procedura di “centraggio” relativa alla disposizione equilibrata del peso dell'interno dell'aeromobile sia per quanto riguarda i passeggeri che il bagaglio,si chiede di sapere:se non si ritenga di dover prontamente intervenire presso l'Enac affinché siano accertate, con estrema urgenza e con una apposita ispezione, le condizioni di sicurezza dei voli in arrivo e in partenza dall'Aeroporto di Lampedusa;se si ritenga possibile che il lavoro precedentemente svolto da 20 dipendenti qualificati possa adesso essere svolto da soli 12 dipendenti, che dovrebbero garantire l'apertura ininterrotta dello scalo dalle 6 alle 22 di tutti i giorni;se non si ritenga di disporre una ispezione sull'operato dell'AST Aeroservizi per accertare la regolarità dei rapporti e dei comportamenti nei confronti dei lavoratori ed in particolare rispetto alla durata dei rispettivi contratti;come si valuti l'anomalo rapporto tra la società AST Aeroservizi e la società di fornitura di lavoro interinale “Obiettivo Lavoro”, posto che la prima sembra agire da procacciatrice di dipendenti e contratti per la seconda e non viceversa;se non si ritenga di dover richiedere all'AST Aeroservizi, società a capitale di maggioranza pubblica, di chiarire quali comunicazioni siano state fatte all'INPS e all'Enac nel periodo 2004-2005 in ordine ai contratti stipulati con i dipendenti;se infine non si ritenga di attivarsi presso l'Assessorato per il lavoro della Regione Siciliana affinché accerti, tramite il suo servizio ispettivo, la correttezza dell'operato dell'AST Aeroservizi nei riguardi dei propri dipendenti al fine di verificare il rispetto di tutte le normative in materia di contratti a tempo determinato/indeterminato e contribuzione previdenziale/assistenziale. Questa l'interrogazione parlamentare presentata alcuni anni fa su come operava Ast aeroservizi ci induce a riflettere. Cosa ci fa pensare,sperare che sia cambiato il metodo di approccio con i lavoratori da parte di Ast? Nessuno. Spesso, l'arroganza del potere induce aziende, anche pubbliche, a comportamenti che vanno a ledere la dignità del lavoratore. Se questo è il pubblico ... siamo messi proprio male.

Semper fidelis ...

[MENTRE DORMIVI SONNI LEGGERI ACCANTO A TE HO VEGLIATO E TI HO UDITO MORMORARE RACCONTI DI SPIETATE GUERRE ... William Shakespeare]
Si preannuncia lunga la battaglia che vede contrapposti da una parte la regione Siciliana che vorrebbe addirittura comprare il 51% della Gesap e con Ast Aeroservizi entrare a Punta Raisi per assistere i vettori e i privati (Pae Mas, Gh Palermo). I migliori avvocati del settore hanno messo a punto cavilli, eccezioni e futuri ricorsi senza esclusioni di colpi. Per anni una classe politica ha obbligato il paese a seguire il libero mercato privatizzando vari settori produttivi. Oggi, invece, il pubblico invade il privato dando una certezza i debiti che verranno ripianati dal contribuente. In Sicilia e in tutta Italia il comunismo non è mai morto, anzi … L’unica certezza a Punta Raisi è l’incertezza. Il 19 marzo (festa del papà) Meridiana che farà? Andrà in Gh o resterà con Pae Mas in attesa che Ast sia certificata a Palermo. Si lavora male, l'incertezza ha preso il sopravvento, si fatica con una sola certezza la messa in mobilità di 50 operai della Pae Mas. Salvatore Messina (nella foto),operaio della Pae Mas, è preoccupato. "Io lavoratore- dice Messina- ho una sola risorsa il lavoro. E non sta a me decidere con chi lavorare. Ma è pur vero che non posso rimanere immobile davanti alle distruzione della mia azienda che in questi anni mi ha dato da vivere. In tutta questa storia una riflessione va fatta. Come mai la regione Siciliana penalizza il privato, creando disoccupazione, anzichè creare nuove iniziative produttive? Gela, Priolo,Termini Imerese ... città che meritano l'intervento della regione, per tutelare migliaia di posti di lavoro, aspettano invano. Il comparto agricolo,una volta strategico, abbandonato dai contadini e da questa indegna classe politica. A pagare - conclude Salvatore Messina - sono sempre i lavoratori e i contribuenti, che si trovano alle prese con sporchi giochi di prestigio politico. Ma, una cosa sia chiara a tutti, che comunque vada a finire io lotterò fino alla fine per tutelare il mio posto di lavoro".

venerdì 26 febbraio 2010

LA LOTTA DEVE CONTINUARE A PUNTA RAISI


[TEMEVAMO IL PEGGIO. E' VENUTO. Guido Ceronetti]
"Abbiamo chiesto al dirigente generale dell'Enac, Rosalba Castiglia, di verificare prima del 18 marzo se Ast aeroservizi possieda i requisiti per le autorizzazioni a gestire i servizi offerti dalla Paemas, visto che i vertici dell'Ast hanno confermato la disponibilità a gestire i servizi e mantenere i livelli occupazionali". Lo ha detto Salvino Caputo, presidente della Commissione legislativa attività produttive dell'Ars, al termine dell'audizione alla quale hanno partecipato anche l'Ast Servizi, il sindaco di Cinisi, l'Enac ed i delegati sindacali dei lavoratori. "L'assenza di Paemas alla riunione senza nessuna giustificazione - ha aggiunto - rappresenta l'inequivocabile volontà della società di non voler procedere alla prosecuzione dei servizi aeroportuali, mentre la disponibilità di Ast servizi oggi rappresenta una grande novità anche sul piano occupazionale che va immediatamente raccolta. La seduta è stata trasformata in un tavolo tecnico permanente che si riunirà con cadenza settimanale per vigilare sull'istruttoria in corso e sui tempi del rilascio delle autorizzazioni. In caso di esito positivo - ha concluso - si tratta di un grande risultato che evita disagi ai passeggeri e, sopratutto, di evitare l'apertura di un fronte di crisi occupazionale". L'Enac ieri ha comunicato che l'Ast aeroservizi avrebbe i requisiti per operare, deve solo modificare lo statuto e privatizzare. Il problema è, oggi, cosa accadrà dopo il 18 di marzo. L'Ast potrà essere operativa tra 1/6 mesi, un anno. Ma, dopo il 18 marzo se Meridiana va via da Pae Mas le 50 lettere di mobilità avranno un unico mittente, e 50 destinazioni e molto probabilmente sarà troppo tardi per riprendere la lotta.

Fermate Lombardo ... prima che sia troppo tardi

[MIO PADRE ERA UN GRAN CACCIATORE, PERO' VEGETARIANO.
COSI' ANDAVA NEI BOSCHI E SPARAVA AI FUNGHI. Bruno Gambarotta]
Raffaele Lombardo, politicamente non è il massimo della vita, pur di rimanere governatore farebbe un patto con il diavolo. Il Pd Siciliano è suo alleato (poi non vengano a dire perchè perdono le elezioni). E' curioso che alla dismissione di un'impresa pubblica partecipi un'altra entità pubblica. La sorpresa maggiore viene dal fatto che la Regione Sicilia ha rifiutato l'attribuzione, a titolo gratuito, delle attività della Siremar, la società regionale per i collegamenti tra Sicilia e continente, prevista dal decreto legge 25 settembre 2009, numero 135, convertito con la legge 20 novembre 2009 numero 66. Il decreto ha previsto il trasferimento a titolo gratuito di tutte le società regionali possedute da Tirrenia alle rispettive regioni, con proroga delle convenzioni con lo Stato che garantiscono le sovvenzioni pubbliche. Toscana, Campania, Lazio e Sardegna hanno accettato, la Sicilia no. La Siremar verrà così privatizzata in blocco con la Tirrenia. L'ultima mossa, pubblica, della Regione Sicilia è stata la pubblicazione sulla stampa di un avviso per sollecitare manifestazioni di interesse di partner interessati a costituire una cordata con la Regione («Newco»), per partecipare alla privatizzazione Tirrenia. L'avviso precisa che «questo ente, avendo già ricevuto invito a tal fine da una primaria società italiana, intende valutare proposte finalizzate a prendere parte a compagini societarie (Newco) per l'acquisizione dell'intero capitale sociale di Tirrenia di navigazione Spa (e con essa di Siremar Spa)». Lo statuto e il piano industriale dovranno prevedere che la sede legale ed operativa sia della Newco sia della Tirrenia e della Siremar siano stabilite a Palermo. Oggi la sede della Tirrenia è a Napoli. La Regione chiede di avere una partecipazione minoritaria, «un potere, seppur condiviso, di gradimento all'ingresso di nuovi soci», «diritti patrimoniali privilegiati sotto il profilio della sopportazione dell perdite». L'avviso dava un termine brevissimo per le manifestazioni d'interesse, con scadenza a mezzogiorno di sabato 13febbraio. Secondo indiscrezioni, ipartner del governatore Lombardo dovrebbero essre gli armatori Lauro e Visentini. Potrebbe associarsi anche la Ustica Lines di Vittorio Morace, mentre il gruppo Tt Lines, già accostata alla Newco di Lombardo, potrebbe concorrere separatamente. Altri candidati attesi, almeno alla partenza, della privatizzazione sono la Moby Lines di Vincenzo Onorato, Gianluigi Aponte (Msc e Snav) che già ha partecipato alla cordata Cai per l'Alitalia ma poi si è ritirato, Crimaldi holding, Gnv, il gruppo francese Corsica Ferries, che controlla l'italiana Sardinia Ferries, alcuni fondi d'investimento anche stranieri. Secondo il bilancio Fintecna, a fine 2008 il gruppo Tirrenia aveva un patrimonio netto contabile di 357,988 milioni di euro. La partecipazione è iscritta nel bilancio Fintecna 2008 per 246,424 milioni. Secondo i dati riclassificati di R&S (Mediobanca), il gruppo guidato da Franco Pecorini nel 2008 ha avuto un fatturato netto di 6o milioni, inclusi contributi pubblici di credito navale per 252 milioni, con un risultato corrente prima delle imposte di 27,37 milioni, dopo amrnortamenti per milioni e un costo del lavoro di 136,91 milioni. Secondo Mediobanca, a fine zoo8 il gruppo Tirrenia aveva debiti complessiviper 928,28 milioni, di cui 830 milioni di debiti finanziari, sui quali nel 2008 hapagato interessi per 41,378 milioni.

La Cisl contro Ast trasporti

[LE COSE SERIE VANNO AFFRONTATE CON LEGGEREZZA. QUELLE DI POCO CONTO CON SERIETA'. Yamamoto Tsunetomo]
"Con un vero e proprio colpo di mano l'Ast, l'Azienda siciliana Trasporti, si accinge a vendere il 49% della controllata Jonica Trasporti a un operatore privato". Lo denuncia la Fit Cisl Sicilia, il sindacato dei trasporti e dei servizi della Cisl, per bocca del suo segretario generale regionale Amedeo Benigno. "La procedura avviata - dice Benigno - prevedeva il ridicolo prezzo a base d'asta di 145 mila euro appena sufficiente all'acquisto di un paio di autobus, e vanifica la strategia aziendale che nel 2007 aveva valorizzato proprio la Jonica Trasporti, facendo entrare dalla finestra un privato nel capitale Ast, con l'ulteriore rischio di vanificare eventuali operazioni di privatizzazione della stessa Ast, svendendo di fatto l'azienda siciliana trasporti". Alla fine il prezzo si è ridotto ad appena 75 mila euro. Cinque gli autobus di gran turismo utilizzati dalla Jonica. Le tratte sono la Forza D'Agrò-Messina, Fiume Dinisi-Messina, i collegamenti dunque tra la città dello Stretto e i paesi della provincia. I dipendenti sono in tutto 26. "La procedura per la vendita del 49% di Jonica Trasporti è stata già avviata senza darne notizia, nè prevedere concertazione alcuna con il sindacato" dice ancora il segretario generale regionale Fit Cisl. Nel 2007, ricorda il sindacato, l'Ast decise di dismettere alcune linee cedendo i relativi servizi proprio alla Jonica Trasporti, società controllata della medesima Ast. Una operazione che fu condivisa per evitare che si realizzasse una concorrenza interna fra controllante e controllata. Con la cessione a privati delle linee il privato conquista il monopolio dei servizi nell'area attualmente coperta dalla Jonica e diventa anche socio indiretto di Ast. Nel 2009, inoltre, era previsto uno scambio di azioni fra Ast e Jonica (controllante e controllata). "Se la privatizzazione di Jonica si svolge prima - denunciano dal sindacato - di fatto il privato otterrarà, senza gara, azioni anche della società madre Ast, entrando dalla finestra e facendo poi valere i propri diritti di socio privato al momento della privatizzazione di Ast SpA. Si tratta di una procedura che rischia di preludere alla svendita di Ast. Il privato si troverebbe ad acquistare fette di importanti servizi regionali senza gara e a un prezzo inferiore a quello di vendita". Netta presa di posizione del deputato regionale Udc Marco Forzese, leader del Centro democratico siciliano, sulla crisi amministrativa e finanziaria dell’Azienda siciliana trasporti (Ast). Il parlamentare regionale ha tenuto una conferenza stampa per illustrare un disegno di legge che prevede una nuova organizzazione funzionale dell’Ast e delle società partecipate. Forzese, tra l’altro, è stato vice presidente dell’Ast in contrasto con i vertici amministrativi fino ai primi mesi dello scorso anno, quando si dimise per candidarsi all’Assemblea regionale siciliana. “Si rischia una crisi senza ritorno – afferma Marco Forzese – l’Ast oggi non ha una guida amministrativa e attraversa una delicata situazione finanziaria. Voglio denunciare la cattiva gestione dell’azienda che negli ultimi anni ha visto crescere esponenzialmente i costi e, nel contempo, non ha migliorato i servizi di trasporto. Non bastano i meri annunci dell’attuale vice presidente Giulio Cusumano sul taglio delle auto blu quando invece prolificano le assunzioni (oltre 250 negli ultimi mesi) attraverso il ricorso alle agenzie interinali”. Marco Forzese si sofferma anche sul numero eccessivo di dirigenti. “Sono il frutto di pressioni politiche – dice Forzese – che condizionano pesantemente l’Ast. Ancora più anomala è la pletora di avvocati contrattualizzati come consulenti esterni”. Nel ddl è prevista una riorganizzazione degli assetti aziendali e l’abbattimento del numero di dirigenti, l’accorpamento delle società controllate (Ast sistemi, Ast aeroservizi, Jonica trasporti), l’introduzione di un limite alle assunzioni e agli incarichi immotivati evitando ingressi di massa senza l’ombra di un concorso pubblico e l’avviamento di un processo verifica delle capacità professionali dei dipendenti fondato sulla meritocrazia, “prescindendo – sottolinea Marco Forzese – dalla conoscenze e dai rapporti parentali con politici. Ora è necessario un nuovo assetto aziendale che ripristini la meritocrazia e la legalità. Chiedo – conclude Forzese – al presidente Lombardo di azzerare il vertice amministrativo dell’Ast e di proseguire nella sua opera di rinnovamento politico e sociale”.

martedì 23 febbraio 2010

TUTTO TACE A PUNTA RAISI

[SE IL TUO UFFICIALE E' MORTO E I SERGENTI SONO IMPALLIDITI, RICORDATI CHE E' LA FINE SCAPPARE DALLA BATTAGLIA, PERCIO' OBBEDISCI, STENDITI E STAI IN RIGA E ASPETTA I RINFORZI COME UN VERO SOLDATO. Rudyard Kipling]
Si è conclusa la riunione presso la commissione attività produttive, all’Ars. Finita la riunione i lavoratori della Pae Mas non hanno ottenuto nessuna risposta chiara. L’Ast ha comunicato che, qualora dovesse ottenere la certificazione da parte dell’Enac, attingerà personale ,già qualificato, dalla Pae Mas. I lavoratori della Pae Mas hanno deciso di sospendere l’agitazione di concedere altre 48 ore di tempo, fino al 25 febbraio. L’Enac ha chiesto ulteriori 48 ore di tempo per dare una risposta definitiva ad Ast. L’Ente nazionale aviazione civile sembra vivere in un mondo tutto suo, dove il tempo è relativo; la regina burocrazia con la sua corte di ruffiani e cortigiani rimanda sempre le decisioni. Semplificazione amministrativa e gestionale per l'Enac, con riduzione del numero delle direzioni e separazione delle attività di regolazione da quelle di attuazione delle norme. Sono le novità decise dal cda dell'Ente che ha deliberato il nuovo organigramma dell'Ente con i relativi incarichi basato sulla nuova struttura organizzativa che entrerà in vigore dai primi giorni del mese di aprile 2010. La nuova organizzazione - spiega una nota dell'Enac - è stata elaborata nel rispetto della recente normativa che prevede l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di ridurre gli uffici dirigenziali nella misura minima del 15% di quelli esistenti. Tra i punti salienti della riorganizzazione ci sono la riduzione del numero delle strutture dirigenziali; l'istituzione di una unica direzione centrale di regolazione e standardizzazione in linea con il nuovo ruolo di regolatore dell'Enac previsto dalla vigente normativa; la separazione delle attività di regolazione da quelle di attuazione delle norme; lo snellimento delle funzioni di staff al direttore generale per ridurre i riporti di responsabilità a quest'ultimo; la previsione di direzioni centrali con funzioni di coordinamento e omogeneizzazione delle attività delle direzioni ad esse attribuite; il rafforzamento del territorio le cui strutture sono state ridotte in misura percentuale minore rispetto alle strutture centrali.
Sul fronte occidentale regna la più totale incertezza. I sindacati si battono per la tutela , comunque vada a finire, dei livelli occupazionali. Una delegazione sindacale è stata ricevuta dal capo scalo Gh Palermo. Gh ha capito ,da tempo ormai, che il problema non è tanto la Pae Mas, ma con l’ingresso dell’Ast sono proprio loro. Il 51%, ancora in mano a Gesap quanto vale in soldoni? Anni fa è stato quantificato tenendo presente il numero dei passeggeri in continua crescita costante negli anni. Oggi, la crisi ha bloccato la crescita e la vicinanza con Trapani ha messo in ginocchio Punta Raisi. Questo discorso è talmente semplice che viene capito anche dai bagagli, si chiama legge di mercato. Se ieri valeva 100, oggi il 51% che dovrebbe acquistare Gh va rivisto al ribasso. Spiegare i meccanismi dell’economia liberista a una classe politica che del libero mercato, a parole, ne ha fatta una regola di vita … La Gesap che in questi anni ha gestito Punta Raisi come se fosse drogheria è vittima della sua arrogante inefficienza.

IL DECRETO BERSANI

[IL VOSTRO RIVALE PIU' ACCANITO E' LA VOSTRA STESSA VISIONE DEL FUTURO.
Watts Wacker & Jim Taylor]
Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e localie a tutela della concorrenza. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori, le società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o pertecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per produzione di beni servizi strumentali nell'attività di tali enti ..., non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privat, nè in affidamento diretto nè con gara, e non possono parteciparead altre società o enti. Il decreto Bersani (Dl 223/2006, definitivamente convertito con la Legge n. 248 del 4 agosto 2006), noto anche come "decreto sulle liberalizzazioni", è un decreto legge proposto dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani emanato il 4 luglio 2006. Le misure contenute nel decreto si proponevano di rendere più dinamico il mercato, tutelare i consumatori (abbattendo i privilegi di alcune categorie sociali e aumentando la concorrenza in quei settori) e, in secondo luogo, di agevolare la lotta all'evasione fiscale (attraverso alcune procedure obbligatorie nei pagamenti). Un altro pacchetto di liberalizzazioni fu promosso, sempre dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, con il decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2007, convertito in Legge n. 40 del 2 aprile 2007, con l'intento di tutelare i consumatori, promuovere la concorrenza, snellire le pratiche burocratiche. Tra i provvedimenti si annoverano l'abolizione dei costi di ricarica per la telefonia mobile, la libera installazione di impianti per la distribuzione di carburanti, la liberalizzazione delle edicole. Tra gli effetti del decreto c'è l'abolizione delle tabelle che stabiliscono la parcella minima spettante all'ingegnere/architetto per un progetto o per la direzione dei lavori sulla base dell'importo dei lavori stessi. Stessa cosa per gli avvocati. Il provvedimento non riguarda i farmaci su ricetta, ma consente di creare spazi dedicati nella grande distribuzione, purché alla vendita sia impiegato personale con una laurea in farmacia. Questa possibilità occupazionale per i neolaureati è di lavoro dipendente. Salvo eccezioni, la titolarità delle licenze è in capo ai supermercati, nei quali i farmacisti vengono assunti come dipendenti come accadeva in passato nelle altre farmacie, per quanti fossero privi di una licenza. Il fatto che i farmaci non siano venduti nei normali scaffali, fra l'altro, dovrebbe evitare che l'acquirente li consideri alla stregua degli altri beni di consumo. I farmaci da banco costituiscono la maggior quota del fatturato dei farmacisti e, memori di quanto avvenuto per il latte per bambini, la rottura del monopolio della distribuzione e l'aumento della concorrenza potrebbero portare un significativo calo dei prezzi. D'altro canto i farmacisti ottengono la facoltà di avere più licenze intestate alla stessa persona, con il connesso pericolo di nuove concentrazioni nel settore. Nonostante i provvedimenti, di cui segue, il contingentamento, che limita il numero di licenze, non viene abrogato: non si tratta quindi tecnicamente di una liberalizzazione. Un tassista potrà avere più licenze e auto, abolendo il vigente obbligo che legava alla figura professionale un'unica licenza e un'unica automobile. Analogamente alla liberalizzazione sui farmaci, anche l'aumento delle licenze dovrebbe garantire un aumento del numero di tassì nelle grandi città italiane (attualmente tra i più bassi d'Europa), un aumento della concorrenza e prevedibilmente un calo dei prezzi. Questa operazione è peraltro tesa a trasformare un lavoro autonomo in lavoro dipendente, con la possibilità della nascita nelle città di grandi aziende che controllano le quote del mercato prima indipendenti. Il risultato finale sarebbe quella di un migliore servizio a prezzi più bassi, grazie ad un aumento dell'offerta. Anche per questa categoria viene abrogato il privilegio dell'ereditarietà della licenza. Il caso di Roma sembra smentire l'efficacia della norma. Il sindaco Veltroni, infatti, per scongiurare uno sciopero selvaggio dei tassisti (i quali si erano tutti riuniti in Piazza Venezia, bloccando in tal modo la circolazione nel centro della capitale) ha sì aumentato le licenze, ma ha anche concesso un aumento tariffario, in totale contrasto con lo scopo della normativa. Il decreto vieta l'applicazione di fee d'ingresso per l'iscrizione alle liste di fornitori qualificati di un dato produttore. In particolare, per la grande distribuzione è anche abolito il contributo per l'accesso alla scaffalatura: un'impresa non dovrebbe più pagare per far esporre al pubblico i propri prodotti in un supermercato. Tale tariffa era talora giustificata come un'equa ripartizione con i produttori del rischio d'impresa legato all'acquisto di prodotti nuovi dei quali non sono facilmente prevedibili i volumi d'acquisto, che spesso restavano invenduti, e che i produttori imponevano di commercializzare. Oltre ad una causa d'inflazione dei prezzi, la fee d'ingresso rappresentava anche una limitazione degli sbocchi sul mercato, specialmente per i piccoli produttori, e quindi un ostacolo alla libera concorrenza. Permane una distinzione di fondo fra mercato all'ingrosso e al dettaglio. L'accesso ai punti vendita dei grossisti è riservato ai detentori di partita IVA, vale a dire negozianti e al limite professionisti, poiché all'atto del pagamento deve essere emessa una fattura, e non un ordinario scontrino fiscale. In questo modo, non viene realizzato l'accorciamento della filiera, per una riduzione dei margini di guadagno degli intermediari, e per favorire una vendita direttamente dal produttore al consumatore, a loro reciproco vantaggio. La norma consente alle banche di avere visibilità sulle entrate più significative (sopra i 1000 euro) dei professionisti. L'informazione dà un ulteriore potere contrattuale alla banca in caso di richiesta del credito. Scenari possibili sono il rifiuto di prestiti a studi in fallimento, ma anche l'applicazione di tassi d'interesse più alti per remunerare il rischio specifico d'impresa. Quanti sono protestati, inoltre, sono esclusi a vita dalla possibilità di firmare assegni o detenere carte di credito da qualsiasi banca. Queste persone sono registrate in un elenco alla "Centrale Rischi Interbancaria", che gli istituti di credito consultano a pagamento, prima di stipulare contratti con i clienti. Il protesto può arrivare per un assegno scoperto, per una rata di mutuo non pagata. Il professionista che è protestato o ha subito un fallimento, in questo modo, non può più esercitare la sua attività, a meno di cointestare lo studio ad una terza persona che non è segnalata nell'ambito bancario. In presenza di situazioni di scoperto bancario ("conti in rosso"), l'istituto bancario può essere tenuto a bloccare l'importo presente sul conto corrente e gli eventuali altri depositi, fino al ripagamento del debito. Questo crea un problema di reperimento della liquidità necessaria a saldare spese che sono per alcuni multipli al di sopra della soglia dei 1000 euro, perché diventano necessari molteplici pagamenti di "piccolo taglio" sotto tale soglia, i soli che possono essere incassati in contanti senza transitare per il conto corrente e i relativi blocchi per lo scoperto. Un secondo problema riguarda i movimenti in uscita, ossia il blocco di quei trasferimenti che per i titolari di partita IVA possono essere svolti solo a mezzo del conto, come il pagamento di tasse e imposte.Per pagamenti anche a trasferimenti di proprietà di auto, moto, barche, ecc..., tutti i quali occorre trasferire un bene con un atto di vendita, la cifra superiore alle 100 euro, si ha l'obbligo del pagamento controllato, previo transazione bancaria, citando nella clausola il riferimento dell'operazione. Un altro problema è il rifiuto di una moneta a corso forzoso quale è l'euro. Il corso forzoso equipara la moneta di carta/metallo a quella delle transazioni bancarie, ed impone di accettare come mezzo di pagamento qualsiasi taglio della moneta. I tagli da 100 euro in su dovranno essere rifiutati, per lasciare il posto a transazioni bancarie, che sono equiparate a un'alternativa non esclusive di quelle in contanti. Sempre in accordo con questa riforma, nel mese di giugno è stato introdotto l'obbligo degli agenti assicurativi di accettare il pagamento delle polizze soltanto a mezzo del conto corrente. Questo a seguito di dieci anni di dibattito, in cui gli agenti protestavano perché la maggioranza dei clienti preferisce pagare in contanti. Altri esempi di prodotti acquistabili solo attraverso il conto corrente sono i titoli di stato. Ad opinione di alcuni, i ricorrenti obblighi di pagamento a mezzo di transazioni su conto corrente con divieto del contante, rientrano in un progetto di controllo della moneta, che dovrebbe portare progressivamente all'abbandono di banconote e monetine, con le quali sono acquistabili sempre meno prodotti e servizi. Lo scambio dovrebbe avvenire con trasferimenti bancari, mentre chi li gestisce ha il potere o meno di autorizzare singole transazioni, un potere che cresce con il loro numero. Soprattutto, i minori prelievi di contante dai correntisti, a fronte di maggiori movimenti del conto corrente, consentirebbero alle banche di abbassare la riserva frazionaria e fare più prestiti. Ciò, mantenendo l'attuale equilibrio finanziario, per il quale uno dei compiti principali è quello di soddisfare il fabbisogno di cassa per i prelevamenti dei correntisti. Da ultimo, ai professionisti è legato circa il 20% del PIL italiano. Commissione di carte di credito su queste somme, introiti per l'emissione e incasso di assegni e bonifici sono una considerevole entrata, che può avere un effetto inflativo, dato che i professionisti potrebbero caricare sui prezzi i costi di queste modalità di pagamento.

I gestori aeroportuali e i servizi commerciali


[LA NOBILTA' NON E' UN DIRITTO DI NASCITA, E' DETERMINATA DALLE PROPRIE AZIONI.
Robin Hood]
La concessione aeroportuale non concerne esclusivamente le infrastrutture inerenti alla navigazione aerea, ma comprende anche aree e locali destinati ad attività di natura squisitamente commerciale, quali i parcheggi (tutti a pagamento), la ristorazione e i negozi al dettaglio. In generale, i gestori non si sono limitati ad esercitare le sole funzioni connesse all’aviazione civile, ma hanno svolto, direttamente o tramite società controllate, anche alcuni dei servizi commerciali succitati, riservando a se stesse l’utilizzo di parte dei locali e degli spazi gestiti. Altri locali e spazi aeroportuali sono stati invece assegnati ad imprese terze, in appalto o in subconcessione, a fronte di un corrispettivo. Tali servizi stanno assumendo una rilevanza crescente nell’ambito dei proventi realizzati dai gestori aeroportuali e, più in generale, nel giro d’affari generato negli scali, diventando così particolarmente appetibili per imprese che esercitano la loro attività principale al di fuori degli aeroporti. In tale contesto, la maggioranza dei gestori aeroportuali ricopre il duplice ruolo di gestore esclusivo delle aree e degli spazi necessari allo svolgimento delle attività commerciali, da un lato, e di impresa esercitante determinate attività commerciali in alcuni di detti spazi, in concorrenza con altre imprese, dall’altro.Poiché le concessioni in essere contengono di norma generiche disposizioni in merito alla gestione dei servizi commerciali e si limitano a regolare in maniera dettagliata le attività, e le relative obbligazioni, afferenti al trasporto aereo, il concessionario dispone di fatto di una totale discrezionalità. Ciò posto, si evidenzia come il pieno sviluppo della concorrenza per le attività commerciali possa risultare pregiudicato da comportamenti del gestore aeroportuale finalizzati ad impedire o ostacolare ingiustificatamente l’accesso e l’esercizio di tali attività da parte di altre imprese, in maniera da estendere la posizione dominante detenuta nel mercato a monte della gestione delle infrastrutture aeroportuali. Tali comportamenti distorsivi della concorrenza posti in essere dal gestore potrebbero configurare abusi qualora il mercato delle attività commerciali interessate abbia dimensione geografica coincidente con lo scalo.

lunedì 22 febbraio 2010

Il libero mercato ucciso dal clientelismo?

[OGNI STATO E' UNA DITTADURA. Antonio Framsci]
Appare evidente la sussistenza di alcuni nodi insoluti di carattere concorrenziale, che si ripercuotono fondamentalmente sull’efficienza del trasporto aereo, in quanto determinano un incremento dei costi sopportati dalle compagnie aeree nella fase aeroportuale. Inoltre, si rileva che l’assegnazione della concessione postula il ricorso a procedure di gara ad evidenza pubblica, finalizzate ad individuare il soggetto in grado di svolgere l’attività di gestione nella maniera più efficiente, rispetto agli obiettivi definiti dall’ente concedente. Per tale motivo, si auspica che dalla proposta di legge “Modifiche al codice della navigazione e disposizioni in materia di sicurezza ed efficienza del trasporto aereo” all’esame della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati siano eliminate le disposizioni che consentono al gestore aeroportuale di sottrarsi alle procedure concorrenziali. La durata dell’atto concessorio, pur tenendo conto della rilevanza dei piani di investimento, non deve in ogni caso essere eccessivamente prolungata, auspicandosi che il titolare della concessione sia sottoposto ad un confronto competitivo con potenziali concorrenti con una adeguata cadenza temporale. In proposito, va rimarcato che il tempo di recupero degli investimenti non costituisce un parametro imprescindibile per la determinazione della durata della concessione, atteso che il valore residuo degli investimenti effettuati può essere posto a base d’asta nell’ambito della gara.Ciò posto si ritiene opportuno che nel testo della menzionata proposta di legge venga indicata una durata massima della concessione della gestione aeroportuale sensibilmente inferiore a quella quarantennale attualmente prevista. Per quanto concerne i servizi relativi alle infrastrutture centralizzate, va rilevato che la delibera CIPE riportante i criteri di applicazione delle tariffe orientate ai costi, necessari affinché gli oneri corrispondenti ai servizi svolti in monopolio vengano addebitati in maniera equa e trasparente ai vettori, non ha trovato compiuta attuazione.Occorre pertanto che ai gestori aeroportuali sia imposto di adeguarsi in maniera tempestiva alle disposizioni della suddetta delibera, adottando la metodologia predisposta. Un’efficace azione di tutela concorrenza impone altresì di evitare che il gestore delle infrastrutture aeroportuali estenda la propria posizione dominante in mercati contigui, quali in particolare i servizi di handling ed i servizi commerciali in aeroporto. Quanto ai primi, si evidenzia come il legislatore comunitario e nazionale abbia espresso una chiara volontà di liberalizzare il settore, adottando norme volte a favorire l’ingresso di nuovi operatori. Tuttavia, il processo di liberalizzazione ha incontrato alcuni significativi ostacoli, anche a causa di comportamenti strategici dei gestori. Per quanto concerne i servizi commerciali in aeroporto, si deve sottolineare come essi appaiano oggi costituire un settore di crescente interesse economico, rispetto al quale non sono state previste misure idonee a contemperare la discrezionalità in capo al gestore aeroportuale con i principi della concorrenza. In tale contesto, si auspica che l’ENAC, adottando una regolazione ispirata a criteri pro-concorrenziali, come più volte suggerito dall’OCSE per ogni forma di disciplina pubblica dell’economia, intraprenda quanto prima iniziative incisive affinché si giunga ad una tariffazione dei servizi centralizzati orientata ai costi, in attuazione di quanto previsto dalla delibera CIPE n. 86/2000, e ad una situazione in cui i gestori non ostacolino l’ingresso di nuovi operatori in mercati contigui o estendano arbitrariamente i poteri derivanti dalla concessione in esclusiva delle infrastrutture aeroportuali.

UOMINI ... E QUAQUARAQUA'


[SE IL VENTESIMO SECOLO CI HA INSEGNATO QUALCOSA, E' DI ESSERE CAUTI SULLA PAROLA IMPOSSIBILE. Charles Platt]

Convovati il presidente dell'Ast e i sindacati, alle ore 11,00 di domani,dalla commissione attività produttive dell'Ars, presieduta dall'on. Salvino Caputo. Oggetto della convocazione la vertenza Pae Mas e l'entuale rientro della procedura di mobilita di 50 lavoratori. I lavoratori della Pae Mas ringraziano l'on. Bersani, Cracolici (nella foto),Apprendi, Caputo, il sindaco di Cinisi e Francesco Barbato per il loro sostegno e la loro solidarietà manifestata in questi gioni. Denunciano il totale disinteresse da parte del presidente della provincia, Avanti; il sindaco di Palermo, Cammarata; dell'on. Terranova, nonchè presidente della Gesap; del presidente del senato Schifani , del presidente della regione siciliana, Lombardo ... I 65 lavoratori della Pae Mas e i 15 stagionali non dimenticano facilmente, specialmente sotto elezioni.

VERTENZA PAE MAS: NOTA UFFICIALE DELLA CISAL

[SI LAMENTAVA UN SAGGIO DELLA SUA MISERIA, ED ERA ANDATO IN UN PRATO A MANGIARE ERBA. SI VOLTO' E VIDE CHE UN ALTRO MANGIAVA LE ERBE CHE LUI AVEVA LASCIATO INDIETRO. Calderon de la Barca]

Caro Sciambra ritengo sia opportuno illustrarti talune considerazioni in relazione a quanto da te scritto. Dicevano i latini VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT, ed è per questo che preferisco farlo con una nota ufficiale e non semplicemente attraverso una semplice chiacchierata nei corridoi dell'aeroporto. Nella descrizione assai puntuale di quanto sta accadendo in questi giorni in merito alla vicenda lavoratori PAE MAS , debbo precisare quanto da te scritto riguardo una presunta diversità di posizione tra organizzazioni sindacali. Capisco che nel voler riportare le vicende esiste la precisa volontà di chi scrive di ricercare sempre dei distinguo tra le opinioni dei rappresentanti sindacali, anche perché all'interno delle rappresentanze sindacali delle sigle presenti nell'aeroporto di Palermo, che’è stato in passato e ritengo purtroppo che ci sarà, almeno finchè non sopraggiunga un percorso di rinnovamento tra i rappresentanti, un periodo di forti ed accese discussioni circa la maniera di affrontare le vicende che hanno avuto luogo nella vita lavorativa del personale tutto. Tali discussioni tra sigle sono state certamente il frutto della lunga stagione di stravolgimenti e di continue tensioni che hanno vissuto le società operanti in aeroporto e i loro lavoratori. Se solo analizzo gli ultimi 5 anni , noto che abbiamo affrontato ai tavoli sindacali cessioni di rami di azienda, privatizzazioni, mobilità, nascita di società di handling, cessione di appalti e tante altre vicende, ed era ed è normale che in questi momenti ci siano state liti circa le modalità da seguire o circa i correttivi da apportare. Ed anche giovedì scorso in Enac ci sono state palesi prese di posizione differenti tra le Organizzazioni Sindacali, ma la diversa posizione non riguardava la volontà differente di plaudire o condannare l'ingresso o meno di AST aeroservizi. Da troppi anni ormai sono seduto ai tavoli sindacali per essere così ingenuo da scegliermi il datore di lavoro. In questo caso infatti che diritto avrei domani di contestarne l'operato avendolo scelto? La posizione della CISAL riguardo questa vicenda assolutamente neutrale. Non tifiamo per questa o quella società, ma chiediamo il rispetto delle normative vigenti. Chiediamo che esista un sistema di regole certe, che tutelino TUTTI I LAVORATORI DELLO SCALO AEROPORTUALE, perché non può sfuggire ne a te ne a nessun altro che la vicenda del passaggio di meridiana ad altro handler certamente mette in discussione e scardina determinati equilibri che esistevano tra le società presenti in aeroporto. I lavoratori della GH ad esempio sono a forte rischio. L'affermazione fatta dall'ingegnere Righi (rappresentante al tavolo convocato dall'ENAC di Meridiana) di avere scelto AST AEROSERVIZI non perché il servizio di PAEMAS avesse mostrato pecche , ma perché AST è una società solida economicamente dal momento (parole sue) che è una società pubblica, seppure nella sua fondatezza, è di una gravità inaudita, e dovrebbe far suonare numerosi campanelli d'allarme in tutti i lavoratori di gh.………Per questo motivo insieme alla CGIL , organizzazione sindacale con cui tu stesso hai documentato numerose liti o prese di posizione diverse, ma con la quale, ogni qualvolta siamo stati al tavolo affrontando trattative serrate e pesanti abbiamo SEMPRE fatto fronte comune, abbiamo ritenuto opportuno lanciare un segnale di dissenso e di allarme non sull’ingresso di AST AEROSERVIZI; ma su quanto potrebbe accadere a tutti i lavoratori che non hanno la fortuna di lavorare in società pubbliche. Riguardo infine alla posizione della CISL e della UIL che tu hai definito favorevole all' ingresso dell’AST aeroservizi, credo che le scelte sull'essere favorevoli dovrebbero essere supportate da valutazioni circa le garanzie occupazionali che chi sta per subentrare in un appalto di lavoro fornisce a chi rappresenta i lavoratori. Ora siccome non c'è stata alcuna informativa data ai tavoli sindacali da parte di AST aeroservizi, debbo dedurre che o loro si sono fidati cecamente perché ingenui (e non lo penso affatto) oppure sono stati incontrati su “ tavoli non istituzionali” , e convinti della bonarietà della situazione che si prospetta.Ma non tocca a me chiarire il senso della loro posizione, se lo vorranno proveranno a farlo loro stessi. Su quest'ultima ipotesi preferisco non esprimere alcuna valutazione…ma lascio a te ogni opportuna riflessione circa quanto sia bello il poter guardare in faccia i lavoratori tutti dicendo loro “ci stiamo provando a garantire il vostro futuro, ma non chiedetemi di frequentare tavoli diversi da quelli istituzionalmente preposti alle trattative, ne di scegliervi a scatola chiusa il miglior datore di lavoro possibile, chiedetemi di valutarne insieme nel tempo e se è necessario di condannarne pubblicamente ’l'operato sulla base di fatti e testimonianze concrete! ” Questa caro Castrenze è una partita troppo importante per giocarsela a cena o in qualche segreteria politica. E per la ventennale esperienza che ho, la migliore strategia di gioco è sempre il capire con un pizzico di anticipo la mossa del tuo avversario………
p.s. Ma dimmi, dopo tanti discorsi, siamo certi di aver davvero capito tutti ’l'avversario in questa partita chi è? Saluti, Gianluca Colombino.

domenica 21 febbraio 2010

LE FUNZIONI DELL’ENAC

[FUMO, BEVO, SCOPO. TRIANGOLO EQUILATERO. Serge Gainsborurg]
Il Decreto Legislativo n. 250/97 ha attribuito all’ENAC importanti funzioni di regolazione e controllo dei settori del trasporto aereo e dei servizi aeroportuali, tra cui: regolamentazione tecnica ed attività ispettiva, sanzionatoria, di certificazione, di autorizzazione, di coordinamento e di controllo nelle materie di competenza, ivi compresi le tariffe, tasse e diritti aeroportuali; razionalizzazione e modifica delle procedure attinenti ai servizi aeroportuali, secondo la normativa vigente ed in relazione ai compiti di garanzia, di indirizzo e programmazione esercitati;istruttoria degli atti concernenti tariffe, tasse e diritti aeroportuali per l'adozione dei conseguenti provvedimenti del Ministro dei trasporti e della navigazione; regolamentazione, esame e valutazione dei piani regolatori aeroportuali, dei programmi di intervento e dei piani di investimento aeroportuale.In termini concorrenziali, l’ampiezza delle prerogative assegnate all’ENAC trova riscontro nella necessità di regolare l’attività svolta da un soggetto in posizione di monopolio. In assenza di una incisiva attività di regolazione e controllo, quale quella prevista in capo all’ENAC, il gestore sarebbe nelle condizioni di estrarre una rendita monopolistica, a detrimento degli utilizzatori dell’aeroporto e, in ultima istanza, dei consumatori. L'articolo 10 del Decreto Legislativo n. 18/99 ha altresì attribuito all’ENAC la vigilanza sulle condizioni di accesso agli spazi necessari per l'effettuazione dell'assistenza a terra e sulla pertinenza ai costi di gestione e di sviluppo dell'aeroporto dei corrispettivi per l'utilizzo di strutture centralizzate, beni d'uso comune e beni in uso esclusivo.L’ENAC ha poi il compito di vigilare sul rispetto degli adempimenti derivanti dal medesimo decreto, inviando altresì ogni sei mesi al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti una relazione sull’attività svolta e sui provvedimenti adottati (articolo 17). Da ultimo, si osserva che la delibera CIPE raccomanda al Ministro dei Trasporti, al Ministro delle Finanze e all’ENAC di vigilare affinché venga realizzata una rigorosa separazione contabile ad opera dei gestori, che consenta l’individuazione dei singoli servizi offerti, ai fini di una tariffazione dei servizi centralizzati orientata ai costi di produzione. Da quanto evidenziato emerge che all’ENAC è stato attribuito un ruolo centrale ai fini del buon funzionamento del settore aeroportuale. Ma come spesso succede lo Stato emana le leggi che uomini dovrebbero far rispettare e gli uomini non sempre sono all'altezza. Rispetto alle tematiche di natura più squisitamente concorrenziale, si deve rilevare che, nella attività di regolazione e controllo esercitata dall’ENAC, si sono riscontrate alcune disfunzioni, riguardanti in particolare le materie dell’handling e della tariffazione dei servizi aeroportuali centralizzati.Per quanto attiene ai servizi di handling, la vigilanza sulle condizioni di accesso agli spazi aeroportuali svolta dall’ENAC non risulta aver prodotto azioni incisive sui gestori, idonee a rimuovere alcuni importanti ostacoli all’ingresso di nuovi operatori.Con riguardo alla tariffazione dei servizi centralizzati, si rileva che soltanto negli ultimi mesi, a tre anni di distanza dalla delibera CIPE, si stanno concludendo in alcuni scali i primi progetti-pilota di adozione di tariffe dei servizi centralizzati orientate ai costi.

sabato 20 febbraio 2010

ENAC LE LEGGI CI SONO, BASTA APPLICARLE


[GLI UOMINI MERITANO DI ESSERE I RE DELLA CREAZIONE E SEMBRANO I VALLETTI DELLA SUA ROVINA, IL MALE E' FORTE SOLO PERCHE' ESSI SI CONSIDERANO DEBOLI. Albert Caracao]


L'Enac (ente nazionale aviazione civile) ha richiesto un parere legale per sapere se Ast aeroservizi spa, società a capitale pubblico, può affiancare gli handler Gh e Pae-mas nella gestione dei servizi a terra all'aeroporto 'Falcone e Borsellino' di Palermo. E' quanto emerso nel corso del vertice che si è svolto di recente nella sede Enac dello scalo palermitano. Senza voler togliere il lavoro ai cosiddetti addetti ai lavori, iniziando una prodedura di mobilità anche per loro, vogliamo ricordare all'Enac che le leggi ci sono e sono pure molto chiare. Il decreto Bersani ha previsto, all'art. 13 (al dichiarato fine di "evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parita' degli operatori"), che le SpA a capitale interamente pubblico o misto, "costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti", dovranno operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti, e non potranno più svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati, in affidamento diretto o con gara, nè potranno partecipare ad altre società o enti. A tal fine, entro agosto 2007 dovranno cessare le attività non consentite, cedendo, "nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica", tali attività a terzi ovvero scorporarle, anche costituendo una separata società da collocare sul mercato. I contratti relativi alle attività non cedute o scorporate perderanno ipso iure efficacia. I contratti conclusi in deroga sono d'ora innanzi da ritenere "nulli"; è tuttavia ancora possibile concludere contratti per attivita' "esterne", " in esito a procedure di aggiudicazione perfezionate prima" dell'entrata in vigore del decreto Bersani.
. . . . . . .Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223 coordinato con la Legge di conversione 4 agosto 2006 n. 248(...)Art. 13. Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e locali e a tutela della concorrenza Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori, le società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti, in funzione della loro attività, con esclusione dei servizi pubblici locali, nonchè, nei casi consentiti dalla legge, per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, devono operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti, non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati, nè in affidamento diretto nè con gara, e non possono partecipare ad altre società o enti. Le società che svolgono l'attività di intermediazione finanziaria prevista dal testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono escluse dal divieto di partecipazione ad altre società od enti. Al fine di assicurare l'effettivita' delle precedenti disposizioni, le società di cui al comma 1 cessano entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto le attività non consentite. A tale fine possono cedere, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, le attività non consentite a terzi ovvero scorporarle, anche costituendo una separata società da collocare sul mercato, secondo le procedure del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, entro ulteriori diciotto mesi. I contratti relativi alle attività non cedute o scorporate ai sensi del periodo precedente perdono efficacia alla scadenza del termine indicato nel primo periodo del presente comma. 4. I contratti conclusi, dopo la data di entrata in vigore del presente decreto, in violazione delle prescrizioni dei commi 1 e 2 sono nulli. Restano validi, fatte salve le prescrizioni di cui al comma 3, i contratti conclusi dopo la data di entrata in vigore del presente decreto, ma in esito a procedure di aggiudicazione perfezionate prima della predetta data.

ANTITRUST A PUNTA RAISI

[L'ONORE E' COME I FIAMMIFERI: SERVE UNA SOLA VOLTA. Marcel Pagnol]

Occorre rivedere in via prioritaria le norme che proteggono dalla concorrenza i servizi postali, ferroviari, autostradali e aeroportuali. Lo chiede l'Antitrust nella segnalazione inviata a Governo e Parlamento in vista della prima legge annuale sulla concorrenza. Per l'Autorità la legge annuale rappresenta uno strumento normativo di particolare efficacia per completare il processo di modernizzazione concorrenziale dell'economia nazionale. Le riforme, che dovranno essere contenute nel tempo e progressive, dovranno partire dai settori più critici e svilupparsi verso quelli meno protetti in un disegno complessivo e graduale. Secondo l'Antitrust Poste, Ferrovie, Autostrade e Aeroporti rappresentano i settori sui quali intervenire in via prioritaria per definire ''un assetto realmente competitivo della realtà economica del Paese. Sono comparti che vanno accompagnati dalla creazione di regolatori autorevoli e indipendenti, evitando però di istituire nuove Autorità''. Non è la prima volta che l'autorità per la libera concorrenza interviene su questo argomento, ma fino a quando non gli verranno dati poteri più incisivi tutto resterà nell'ambito dei buoni propositi e della filosofia. Dovrebbe intervenire anche per quello che vorrebbero fare in Sicilia, con l'ingresso di Ast a Punta Raisi la concorrenza andrebbe a puttane. L’infrastruttura aeroportuale presenta elementi tali da poter essere configurata come monopolio naturale. Concorrono a questa qualificazione la sussistenza di elevatissimi costi di investimento e la presenza di rilevanti economie di scala e di diversificazione che determinano una funzione di costi subaddittiva. Sulla base di tale presupposto, le infrastrutture aeroportuali italiane sono state tipicamente affidate ad un unico soggetto, mediante una concessione in esclusiva. La caratteristica di servizio di interesse collettivo degli scali ha poi fatto sì che i titolari delle concessioni ed i soggetti che sostenevano gli investimenti necessari siano stati per lo più enti pubblici, centrali o locali. Negli ultimi anni è invece emerso un interesse dell’imprenditoria privata, intenzionata ad esercitare direttamente le attività connesse alla gestione degli aeroporti, ovvero a entrare nel capitale delle esistenti società di gestione. Infatti, la realtà aeroportuale ha manifestato rilevanti opportunità di profitto, anche in considerazione del ruolo dell’aeroporto quale fattore di sviluppo dell’area territoriale limitrofa. Tuttavia, le concrete possibilità di accesso di nuovi operatori nel settore della gestione aeroportuale risultano fortemente limitate da due fattori: in primo luogo, si rileva una forte disparità - e in determinati casi una grave incertezza – in relazione alle situazioni concessorie esistenti nei diversi scali; in secondo luogo, non vengono utilizzate procedure di selezione che consentano di individuare il soggetto più idoneo all’assegnazione della concessione. Quanto al primo punto, si rileva che soltanto un metodo omogeneo di rilascio e rinnovo delle concessioni può condurre a un quadro di riferimento certo e trasparente, idoneo ad incentivare investimenti in ambito aeroportuale da parte delle imprese private. Al contrario, le situazioni concessorie rinvenibili negli scali italiani sono molto diversificate, tanto da potersi delineare due opposte condizioni di fatto. I servizi di assistenza a terra, tradizionalmente svolti in monopolio dal gestore aeroportuale, sono stati liberalizzati tramite il Decreto Legislativo n. 18/99 di attuazione della Direttiva 96/67/CE, relativa al libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità. Il processo di liberalizzazione appare aver incontrato alcuni significativi ostacoli, anche a causa di comportamenti strategici dei gestori, a fronte dei quali non si è registrata una incisiva attività da parte dell’ente di regolazione. Un primo significativo ostacolo allo sviluppo della concorrenza nel settore è stato determinato da un tardivo e inadeguato utilizzo delle procedure di selezione degli operatori di handling, nei casi di limitazioni all’accesso. Infatti, in alcuni importanti aeroporti italiani, quali Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Catania, l’ENAC ha limitato l’accesso a nuovi operatori per determinati servizi di handling [L’art. 4, comma 2, del Decreto Legislativo n. 18/99 prevede che: “L’ENAC, per motivate ragioni inerenti alla sicurezza, alla capacità o allo spazio disponibile nell’aeroporto, può limitare il numero dei prestatori per [alcune] categorie di servizi... In ogni caso, il numero dei prestatori non può essere inferiore a due per ciascuna delle categorie di servizi sottoposte a limitazione”. Il successivo art. 5, comma 2, contiene analoghe disposizioni in relazione all’autoproduzione]. In tali circostanze, la selezione dei prestatori deve avvenire tramite una gara d’appalto indetta dal gestore aeroportuale. Nello scalo di Catania la gara si è conclusa soltanto nel 2003. Un ulteriore impedimento alla piena liberalizzazione dei servizi di handling è stato rappresentato dai comportamenti ostruzionistici posti in essere da alcuni gestori. Da un lato, l’incumbent può sfruttare il proprio ruolo di gestore di locali e infrastrutture necessarie all’attività degli handler per ostacolarne l’ingresso nel mercato ed il successivo svolgimento dell’attività; dall’altro, il gestore aeroportuale può valersi della propria consolidata presenza nel mercato dell’handling per tentare di dissuadere i vettori dal servirsi di nuovi operatori [L’Autorità è intervenuta nei confronti di tali fattispecie con i provvedimenti A/247 Aeroporti di Roma - Tariffe del groundhandling e A/303 Aviapartner/SAB.]. Un terzo rilevante elemento di ostacolo allo sviluppo della concorrenza nel settore è rappresentato dalle modalità di applicazione della cosiddetta “clausola di protezione sociale” di cui all’articolo 14 del Decreto Legislativo n. 18/99 [Si fa presente che l’Autorità si era già espressa sulla possibile riduzione dell’impatto concorrenziale derivante dall’imposizione ai nuovi entranti dell’onere di assorbire manodopera eccedente nella segnalazione AS/123 Liberalizzazione dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti, in Boll. n. 7/1998.]. Il primo comma dell’articolo recita: “Nel garantire il libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra, nei trenta mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto si deve salvaguardare il mantenimento dei livelli di occupazione e della continuità del rapporto di lavoro del personale dipendente dal precedente gestore”. Ai sensi del secondo comma,“salva restando l’ipotesi del trasferimento del ramo di azienda, ogni trasferimento di attività concernente una o più categorie di servizi di assistenza a terra comporta il passaggio del personale, individuato dai soggetti interessati d’intesa con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, dal precedente gestore del servizio stesso al soggetto subentrante, in misura proporzionale alla quota di traffico o di attività acquisita da quest’ultimo”.Come si evince dal testo, l’articolo ha natura transitoria ed è stato dettato da esigenze di carattere sociale, per ridurre l’impatto della liberalizzazione del settore sulle relazioni industriali, nei trenta mesi successivi all’avvio del processo. Tali istanze, pur pienamente comprensibili, non appaiono adeguatamente perseguibili mediante una artificiale estensione degli effetti del citato articolo al di là dell’arco temporale esplicitamente previsto - come invece auspicato da alcuni dei soggetti coinvolti nel processo di liberalizzazione -, per almeno tre ordini di ragioni.

LA GESAP RINGRAZIA L'ENAC

[TUTTI NELLA VITA HANNO LA STESSA QUANTITA' DI GHIACCIO. PERO' IL RICCO D'ESTATE, IL POVERO D'INVERNO. Bat Masterson]
Il presidente dell'Enac stoppa i tentativi di privatizzazione immediata della Gesap dopo le pressioni di Provincia e Comune. E adesso è bufera sul Falcone e Borsellino, con il presidente di Palazzo Comitini Giovanni Avanti che punta il dito contro il management, a partire dall´amministratore delegato Giacomo Terranova, e il presidente della Camera di commercio Roberto Helg che scende in campo in difesa dall´ad della Gesap.Di certo c´è che l´assemblea dei soci per la «modifica dell´articolo 6 dello statuto» della Gesap è andata deserta. L´articolo 6 prevede che «entro il 30 giugno 2010» non si possa modificare l´attuale assetto azionario. Ma Avanti e il sindaco di Palermo Diego Cammarata premono per una cessione a breve delle quote. Contrario a questa decisione non è solo l´attuale management della Gesap ma anche il presidente della Camera di commercio Helg e il sindaco di Cinisi, Salvatore Palazzolo (nella foto), che non sono andati all´assemblea facendo così mancare il numero legale. Lo scontro è aperto, ma ieri a mettere fine a qualsiasi discussione sulla cessione immediata della Gesap ai privati è stato il presidente dell´Enac, Vito Riggio, sottolineando che «al momento l´aeroporto non ha avuto ancora rinnovata la concessione quarantennale e il contratto di programma», che farebbero lievitare il valore dello scalo dai circa 60 milioni di euro di oggi a una cifra che varia dai 350 ai 500 milioni di euro. «L´aeroporto con la concessione ha un valore di prezzo più alto di quello che sento circolare, ma quello che conta è che i soci devono ricapitalizzare e mettere nuovi soldi - dice Riggio. Il nostro interesse è che Gesap sia ricapitalizzata, personalmente sono favorevole alla privatizzazione, ma non a perdere».Il presidente Avanti non demorde e punta il dito su «un blocco di azionisti che non vuole aprire ai privati per mantenere lo status quo nonostante i bilanci in perdita»: «La vera intenzione della Provincia è consentire l´ingresso in Gesap di partner per garantire investimenti - dice Avanti - Ciò si ottiene aprendo al mercato attraverso un bando a evidenza pubblica. Sulla stessa nostra linea si muove anche il Comune di Palermo. Abbiamo la consapevolezza che non si possa continuare a risolvere i problemi con gli aumenti di capitale sociale, oggi più che mai impossibili da sostenere e che vengono inghiottiti da un management che continua a produrre perdite d´esercizio. Si oppone alla privatizzazione chi ha soltanto la volontà di mantenere questo sistema di potere che ha anche alimentato conflitti sul piano sindacale».

venerdì 19 febbraio 2010

Punta Raisi in in pellegrinaggio dal Papa


[LE ASTUZIE E I TRADIMENTI NON PROVENGONO CHE DALLA MANCANZA DI ABILITA'. Francois de la Rochefoucauld]
Domani rappresentanti della Gesap (ente gestore dello scalo aeronautico Punta Raisi), Enac, Enav e, non sappiamo se partirà anche la Gh Palermo, andranno a Roma per un pellegrinaggio dal Papa. Con quale criterio è stata fatta la Scelta del personale Gesap che può recarsi in pellegrinaggio? Meritocrazia, amicizia, necessità oggettive ... Quando si fa un pellegrinaggio è per chiedere una grazia. Non vogliamo pensare male, siamo certi che il viaggio dal Papa era stato programmato molto tempo prima che scoppiasse l'emergenza occupazionale a Punta Raisi. Si va in chiesa per espiare i propri peccati e per scaricare il rimorso dalla propria coscienza. Quanti rimorsi hanno i manager delle Gesap? Troppi, ci piace ricordare i tre operai licenziati per scarso rendimento, l'ingegnere che non firmava progetti fatti da altri. Che fine hanno fatto queste persone che hanno avuto calpestata la loro dignità? I 50 opeari della Pae Mas che rischiano la mobilità hanno il diritto dovere di partecipare a pellegrinaggi (purtroppo hanno creduto solo al lavoro), ma si riservano,in segno di disperazione, di andare a Monte Pellegrino per chiedere la grazie a Santa Rosalia. Per risolvere i tanti problemi di Punta Raisi occorre lavorare con serietà e professionalità, i viaggi della speranza servono solo, ed esclusivamente, allo spirito.

Berlusconi contro Silvio

[L'UOMO COMUNE RAGIONA. IL SAGGIO TACE. IL FESSO DISCUTE. Pitigrilli]
Il testo annunciato da Silvio Berlusconi per un giro di vite sulla corruzione sarà oggi in Consiglio dei ministri. Lo conferma il consigliere giuridico del premier, Niccolò Ghedini, spiegando si tratterà di un ddl. "Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico". Berlusconi, in un'intervista concessa a Palazzo Grazioli a due agenzie, è molto netto nel dire come il Pdl debba comportarsi di fronte a chi commette reati. Ma le sentenze debbono essere passate in giudicato? "Dipende da caso a caso: noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l'Ufficio di presidenza a decidere caso per caso". ''Sembra quasi che sia un peccato darsi da fare... se c'è qualcuno che veramente è straordinario sul piano dell'operatività e dell'operare per il bene comune è proprio il dottor Letta'', ha detto Berlusconi, commentando le indiscrezioni di stampa su un possibile coinvoglimento del sottosegretario nelle inchieste legate agli appalti per il G8 e i mondiali di nuoto. ''Quindi non credo che Letta debba assolutamente tenere conto di voci che sono soltanto delle dimostrazioni di inciviltà e di barbarie'', ha aggiunto Berlusconi riconfermando ''piena fiducia'' nel sottosegretario che ''non si tocca''. Berlusconi ha anche parlato del provvedimento sulle intercettazioni. "Non mi convince del tutto perché lo vorrei ancora più severo, però l'attuale testo in Senato è meglio della situazione attuale che é di barbarie pura" e quindi "penso si debba proseguire con quel testo", ha detto il premier. Berlusconi ha poi aggiutno di non aver 'mai sentito parlare dell'ipotesi di un decreto in merito". Secondo Berlusconi "non c'é nessun ritorno di Tangentopoli" anche perché "tutti i partiti hanno il finanziamento pubblico" e dunque si tratta di "fatti personali che rientrano nelle statistiche" che dimostrano come su 100 persone possono esserci "1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale". Berlusconi ha infine sottolineato che ciò "vale per le imprese, per i sindacati, per la magistratura e per i movimenti politici". Silvio Berlusconi respinge le dimissioni di Nicola Cosentino, sottosegretario al Tesoro e coordinatore del Pdl in Campania. "Pur apprezzando le nobili motivazioni che hanno indotto l'onorevole Nicola Cosentino a compiere un gesto volto a far sì che durante la campagna elettorale in Campania non vi possano essere strumentali ragioni di polemica da parte dell'opposizione, nel rinnovargli la mia stima non posso che invitarlo a continuare nel suo lavoro nell'interesse del partito e del Paese, respingendo le sue dimissioni", afferma il presidente del Consiglio. "Avevamo chiesto mesi fa le dimissioni di Cosentino. Allora la maggioranza le respinse, ora abbiamo chiesto, tramite il capogruppo, che il governo ci spieghi quali novità ci sono e ci spieghi il ripensamento", aveva chiesto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Le dimissioni di Cosentino mettono a nudo le tante difficoltà interne al Pdl ma rappresentano anche una comprensibile ribellione ad un metodo autoritario in voga nel partito del pensiero unico berlusconiano in cui uno a Roma decide e gli altri sui territori obbediscono". Così Marco Di Lello coordinatore della segreteria nazionale del Psi. "Si apre ora un'ulteriore opportunità per il centrosinistra per vincere le elezioni regionali in Campania ed anche le provinciali di Caserta. D'altra parte - conclude Di Lello - De Luca con una rimonta straordinaria ha già quasi colmato il vantaggio del centrodestra e le tante contraddizioni interne al Pdl sono certo penalizzeranno pesantemente il partito di Berlusconi". "Le dimissioni di Cosentino da sottosegretario e coordinatore del Pdl in Campania sono solo la conclusione di una questione di potere interna al Pdl in Campania, se non una mossa elettorale. E comunque sono tardive ed insufficienti. Cosentino è accusato di reati gravissimi e di collusione col clan dei Casalesi. Se vuole davvero dare un segnale positivo e credibile, si dimetta da deputato e corra a farsi processare". Lo afferma il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori Massimo Donadi.

giovedì 18 febbraio 2010

TREGUA ARMATA


[CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO, CHI LOTTA HA PROBABILITA' DI VINCERE. Ernesto Che Guevara ]

A seguito dell'incontro avvenuto oggi presso i locali dell'Enac alla presenza del rappresentante della prefettura, della Direzione aeroportuale, della Gesap, di Meridiana, di Pae Mas e di tutte le rappresentanze sindacali (Cgil,Cisl,Uil, Ugl e Cisal), nonchè dei rappresentanti del parlamento siciliano on. Caputo e Apprendi, i lavoratori della Pae Mas hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione fino alla data del 23 febbraio. L'Enac ha richiesto un parere legale per sapere se Ast aeroservizi spa, società a capitale pubblico, può affiancare gli handler Gh e Pae-mas nella gestione dei servizi a terra all'aeroporto 'Falcone e Borsellino' di Palermo. E' quanto emerso nel corso del vertice che si è svolto oggi nella sede Enac dello scalo palermitano. L'Ast aeroservizi, intanto, ha diffuso un comunicato stampa definendo "prematura e smisurata la reazione dei lavoratori Pae-mas", che sono in stato di agitazione da una settimana, e dichiara "disponibilità ad attingere al bacino del personale eventualmente in esubero da Pae-mas" se dovesse iniziare a operare nello scalo palermitano. Spaccati i sindacati che nel corso della riunione si sono schierati a favore o contro (Cisal e Cgil) l'ingresso dell'Ast a Punta Raisi. L'unica certezza che è emersa riguarda Meridiana che, comunque vadano le cose, non firmerà con Pae Mas. Martedì la commissione attività produttive convocherà il presidente dell'Ast.

mercoledì 17 febbraio 2010

POCHE ORE ALL'ALBA

[LA MIA CASA CONTINUERA' SU DUE GAMBE E I MIEI SOGNI NON AVRANNO FRONTIERE... Ernesto Che Guevara]
Il giorno che sta per finire ha permesso un attimo di riflessione tra gli operai e gli impiegati della Pae Mas. Chi è ottimista per forza perchè ha il mutuo da pagare, un figlio e la moglie che lavora anche lei in Pae Mas. Oppure chi ha un figlio e basta ..., poi ci sono i pessimisti che hanno vissuto vari fallimenti da Air Sicilia a Alisea, da Si Fly a Nj Italia, solo per citare alcuni casi. Ma i più preoccupati di tutti sono gli stagionali, senza nessuna garanzia partecipano alla lotta. Domani sarà una giornata importante, nella palazzina dell'Enac ci sarà l'incontro con Enac,Prefettura,Gh Palermo, Pae Mas, Meridiana e Gesap e i sindacati. Ma ci sarà anche il sindaco di Cinisi, Salvatore Palazzolo, che ha convocato per domani alle 12 una riunione della giunta all'aeroporto "Falcone e Borsellino" di Palermo per manifestare solidarietà ai lavoratori della Pae-mas, molti dei quali sono cinisensi, che da sei giorni protestano per la difesa del loro posto di lavoro. I lavoratori della Pae-Mas rivendicano garanzie sul posto di lavoro e il ritiro della procedura di mobilità per 50 dei 65 dipendenti in organico (15 stagionali), avviata dalla Pae-Mas, che gestisce iservizi delle compagnie Meridiana e Easyjet. Il contratto di Meridiana è scaduto il 31 dicembre scorso ed è in proroga fino al 18 marzo. L'Ast aeroservizi, società a partecipazione della Regione siciliana, che già opera nell'aeroporto di Lampedusa, potrebbe prendere il posto di Pae-Mas e i lavoratori temono il licenziamento. "E' strano – dice il sindaco Palazzolo – che l'Enac prenda in considerazione l'ipotesi che sia una società a partecipazione pubblica, tra l'altro con un consistente esubero di personale, a entrare in gara per l'affidamento di questo genere di servizio. In passato era sempre stata esclusa un'ipotesi di questo genere e abbiamo paura che dietro l'operazione ci sia una manovra politica per far entrare l'Ast dentro l'aeroporto a discapito delle maestranze locali". Domani mattina alle ore 10 la commissione parlamentare Attività produttive, su proposta del presidente Salvino Caputo, si riunirà all’aeroporto Falcone e Borsellino, in concomitanza della riunione disposta dal prefetto di Palermo, per affrontare le tematiche occupazionali che stanno creando gravi disagi allo scalo di Palermo. “Siamo di fronte – ha dichiarato Salvino Caputo – ad una giusta vertenza occupazionale che sta mettendo in ginocchio l’aeroporto di Palermo con gravissimi disagi per i viaggiatori. Stupisce – ha concluso Salvino Caputo – la disattenzione del governo regionale su una situazione gravissima che sta danneggiando l’economia siciliana”. Domani, finalmente, l'aeroporto di Palermo potrà avere un pò di folla, visto e considerato che spesso sono più numerosi i dipendenti dei passeggeri. Troppa carne sul fuoco domani e il pericolo è che ci sia troppo fumo.

martedì 16 febbraio 2010

Voglia di legalità a Punta Raisi

[QUANDO TI TROVI PER LA PRIMA VOLTA SOTTO IL FUOCO E HAI VOGLIA DI ABBASSARTI, NON GUARDARE E NON DAR RETTA AL FERITO. SII GRATO DI ESSERE ANCORA VIVO E CONFIDA NELLA FORTUNA, MARCIA IN PRIMA LINEA COME UN SOLDATO. Rudyard Kipling]
Oggi per i lavoratori aeroportuali è stata una giornata indimenticabile. Operai della Pae Mas, Gh Palermo,Gesap e Coopservice hanno partecipato compatti allo sciopero, discutendo in assemblea le strategie da adottare nei giorni che verranno. I rappresentanti sindacali (Cgil,Uil,Cisl, Ugl e Cisal) hanno sostenuto che i posti di lavoro devono essere garantiti a qualsiasi costo. L'aeroporto di Punta Raisi ormai sembra terra di conquista, dobbiamo resistere per evitare che quello che sta succedendo, oggi, ai lavoratori di Pae Mas, domani possa accadere a Gh Palermo. La battaglia che oggi si combatte in aeroporto devere essere, principalmente, in difesa della legalità. Non è contro Ast, ma contro la politica ottusa che gioca con il nostro futuro. La legalità in Italia non ha più significato, ma noi ancora ci crediamo. Se è vero come è vero che questo fottutissimo aeroporto si chiama Falcone - Borsellino, questi uomini per la legalità si sono fatti ammazzare, è giusto che questa battaglia vada avanti. I sindacati, alla fine della riunione, hanno proposto una giornata di tregua, in vista dell'incontro che si svolgerà nei locali dell'Enac giovedì. Proposta bocciata, le regole di ingaggio sono queste e non si cambia. I lavoratori della Pae Mas continueranno il presidio a oltranza... ,abbiamo dato una giornata di mobilità ai sindacalisti, così si possono preparare meglio Alla fine dell'assemblea il corteo è andato dove ha si trova l'Enac e manifestare il proprio disappunto verso Riggio e la Castiglia. Infine, il corteo ha attraversato tutta l'aerostazione gridando tutta la propria rabbia. Nel tardo pomeriggio l'on. Bersani, Cracolici (nella foto) hanno ascoltato i motivi della protesta e Bersani ha detto che tutto questo difficilmente può essere realizzato visto che Ast è a capitale pubblico. Cracolici ha aggiunto che l'Ars ha approvato delle leggi per evitare che il pubblico sperperi i soldi del contribuente. In questi giorni l'on. Francesco Barbato(Idv) presenterà una interrogazione parlamentare per avere delle risposte. Ieri,però, il presidente dell'Enac, Vito Riggio, si è recato nello scalo, dichiarando che "a oggi l'Ast aeroservizi non ha le certificazioni necessarie per operare nello scalo palermitano. Quindi non capiamo il motivo del sit-in dei lavoratori Pae-Mas. Non vorrei che i lavoratori siano strumentalizzati". Ma allora Michael O’Leary, ad della lowcost irlandese Ryanair, ha ragione quando sostiene che Riggio dice cose stupide.

lunedì 15 febbraio 2010

TUTTO IL PERSONALE DI PUNTA RAISI SI PREPARA ALLA BATTAGLIA

[NON PUOI SCEGLIERE IL CAMPO DI BATTAGLIA, PERO' PUOI PIANTARE UNA BANDIERA DOVE BANDIERA NON HA MAI SVENTOLATO. Stehen Crane]
Direzione aeroportuale di Enac, dirigenti di Pae-Mas e sindacati si riuniranno giovedì prossimo, alle 11, nello scalo Falcone Borsellino, a Palermo, per discutere della protesta dei lavoratori della società che ha in gestione le compagnie Meridiana ed EasyJet, che da quattro giorni rallentano le operazioni ai check-in dei due vettori provocando ritardi nelle partenze dei voli. Il personale chiede garanzie occupazionali e il ritiro della procedura di mobilità avviata dalla Pae Mas alla quale Meridiana non avrebbe intenzione di prorogare il contratto di servizio. Intanto il personale di Gh, Gesap e Manutencoop, società che operano nell’aeroporto Falcone Borsellino a Palermo, sono in stato di agitazione in segno di solidarietà con i dipendenti della Pae-Mas. Ne danno notizia in un volantino distribuito nell’aerostazione le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Legea-Cisal. Domattina in aeroporto è in programma una riunione tra le rappresentanze sindacali delle società presenti in aeroporto per stabilire come articolare la protesta. L'assemblea inizierà alle ore 11 e avrà termine alle 16, la riunione pubblica avrà luogo nel settore partenze, davanti ai check-in. I sindacati non si sono accorti, oppure la consideriamo una coincidenza, che dalle ore 12 alle ore 15, Meridiana - Fly e Cai hanno indetto uno sciopero. Il disservizio ci sarà comunque, ma in forma più ridotta, pazienza. “Punta Raisi terra di conquista grazie a Vito Riggio” è una delle tante scritte sui cartelloni appesi ai banchi dei check-in nell’aeroporto Falcone Borsellino a Palermo. Davanti ai banchi un’ottantina di persone, divisi in piccoli capannelli, mentre sono in attesa della convocazione in Prefettura di un tavolo sindacale per discutere del loro futuro.

SOSPETTI A PUNTA RAISI

[C'E' SEMPRE UN SOLDATO CHE NON RICEVE L'ORDINE E CHE TI SPARA MENTRE RIENTRI. SEMPRE. Anonimo]
I bagagli quando vengono consegnati al check in raccontano delle storie che in sala macchine ascoltiamo con interesse. Tasselli, congetture, sospetti … che analizzati tutti insieme ci fanno riflettere. Gh Palermo (49% delle azioni) che ha come azionista di riferimento la Gesap ha ormai manifestato, anche perché lo impone la legge, di volere acquisire il 51% detenuto dal gestore, Dopo anni di trattative, di valutazioni il costo dell’operazione oggi è diverso da quello che poteva essere fatto 2 anni addietro. I passeggeri sono diminuiti, Trapani nel 2009 ha avuto un milione di passeggeri … insomma, il 51% della Gesap è stato deprezzato dalla congiuntura internazionale negativa. Ma, tutto questo per i vertici della Gesap avrebbe poca importanza, i manager devono monetizzare per risanare i bilanci della Gesap. Allora avrebbero chiamato l’Ast Aeroservizi, ente regionale, e in quanto tale non può fare assistenza a terra, in concorrenza con soggetti privati, nei vari scali privati (decreto Bersani del 21/09/2006). Ma questo, per i nostri attori, non sarebbe un problema. Carmelo Scelta e Giacomo Terranova avrebbero chiamato Raffaele Lombardo e Michele Cimino per essere aiutati a monetizzare quanto più possibile la vendita a Gh dell’handling. In questa storia tutta siciliana la vera vittima non è Pae –Mas ma Gh, che con l’ingresso di Ast, dunque della regione siciliana, sarà costretta ad abbandonare lo scalo. Quando Carmelo Scelta dichiara ai giornali che lui è contrario alla venuta di Ast a Palermo, noi non ci crediamo, basta alzare il telefono e dire due parole: Raffaele che cazzo stai combinando? Il governatore ha dichiarato che lui non ne sa niente. Aspettiamo ,tanto per essere presi ulteriormente per il culo, una dichiarazione di Giacomo Terranova.

domenica 14 febbraio 2010

Caos a Punta Raisi

[VENITE, RAGAZZI, E GUAINATE LA SCIABOLA,VENITE, RAGAZZI, CAVALCATE CON ME. LANCIATE IL GRIDO "GARRY OWEN",GUADAGNATEVI UN POSTO NELLA STORIA. Onomino]
Check in bloccati, aerei che accumulano ritardi su ritardi, bivacchi di passeggeri esasperati. Non è il solito tormentone dei momenti di punta del grande esodo ma lo stato "normale" che, da giorni, vive l'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. Motivo? La protesta di una sessantina di lavoratori, quelli della società Pae Mas, che contestano il trasferimento dei servizi a terra di Meridiana a una nuova società appena entrata nell'aerostazione siciliana, la Ast Aeroservizi, una società a partecipazione regionale che si occupa già dell'handling all'aeroporto di Lampedusa. Uno stato di ordinario caos che rischia di aggravarsi ulteriormente. La protesta sta per estendersi, infatti, anche alla Gh, la società che a Punta Raisi gestisce l'handling di Alitalia, Air-One e Wind Jet, contraria alla new entry in campo handling visto che Ast Aeroservizi potrebbe acquisire anche i servizi a terra di Wind Jet. Insomma, quello che si annuncia a Punta Raisi è il caos totale. Un caos che rischia di ripercuotersi, a catena, anche sugli altri aeroporti italiani, e per di più in una settimana già «calda» a causa dello sciopero proclamato per venerdì prossimo.La situazione va avanti già da qualche giorno. La Gesap, la società di gestione dell'aeroporto Falcone Borsellino, ha sollecitato l'intervento della direzione dell'Enac. L'aeroporto, come si può immaginare, va avanti ma nella confusione più assoluta. Con il blocco dei check in e il rallentamento dei servizi a terra i ritardi sono stati abbastanza pesanti. Per non parlare dei comprensibili disagi.Di contro ci sono le ragioni dei lavoratori della Pae Mas, in lotta per la salvaguardia del proprio posto di lavoro. I sindacati chiedono che gli organici siano garantiti, e premono soprattutto perché sia ritirata la procedura di mobilità già avviata per 50 dei 60 lavoratori della società. I sindacati non intendono mollare. Per la Cgil quella di Ast Aeroservizi è una forma di concorrenza sleale che va bloccata sul nascere, tutelando i lavoratori delle società di handling già operanti.

Check-in ancora bloccati a Punta Raisi

[UN CAPITANO CORAGGIOSO E' COME UNA RADICE DA CUI SPUNTA IL CORAGGIO DEI SOLDATI. Sir Phillip Sidney]
I lavoratori della Pae-Mas stanno bloccando i check-in nell'aeroporto Falcone Borsellino a Palermo. Per via della protesta le operazioni agli imbarchi stanno andando a rilento. La Gesap, la società che gestisce l'aerostazione, ha chiesto l'intervento della direzione Enac. I lavoratori della Pae-Mas rivendicano garanzie sul posto di lavoro e il ritiro della procedura di mobilità per 50 dei 60 dipendenti in organico avviata dalla Pae-Mas, che gestisce i servizi delle compagnie Meridiana e Easyjet. Secondo fonti sindacali, Meridiana avrebbe deciso di affidare i servizi alla Ast, società a partecipazione della Regione siciliana che già opera nell'aeroporto di Lampedusa. I lavoratori avevano bloccato lo scalo anche ieri, poi la protesta era rientrata per la mediazione della Gesap e dell'Enac. La protesta non è rientrata e continuerà ancora per molto tempo, fino a quando non avremo risposte convincenti. Ieri pomeriggio l'on. Lumia (Pd), in partenza per Roma, ha voluto capire i motivi della protesta e ha garantito il suo interessamento. Sempre ieri, serata, l'Enac ha contattato i sindacati e ha manifestato la volontà di Meridiana di dirottare i voli su Trpani. Cosa che oggi non è avvenuta. Sempre l'Enac sembra che stia lavorando per effettuare un incontro in prefettura.

Al 17,1% la disoccupazione nel palermitano

[SE HA DEI SOLDI COMPRO LIBRI, POI CIBO, E INFINE QUALCHE VESTITO. Erasmo da Rotterdam]
Palermo, come il resto delle economie territoriali del mondo, è alle prese con la difficile sfida di traghettare il proprio sistema produttivo fuori dalla recessione, minimizzandone le perdite ed i conseguenti impatti sociali. Questa l'analisi dell'economia cittadina elaborata dall'Osservatorio economico dell'istituto Guglielmo Tagliacarne, presentato alla Camera di commercio di Palermo. La disoccupazione a Palermo e provincia, alla fine del 2008, si attesta al 17,1% (Italia 6,7%) e cela sacche di disoccupazione nascosta e di disoccupati scoraggiati. Il dato emerge dall'analisi dell'economia cittadina elaborata dall'istituto Tagliacarne.In questo contesto, nel 2008 a Palermo il ricorso alla Cassa integrazione cresce più che rispetto alla media regionale, pur in presenza di una quota di addetti industriali relativamente meno rilevante. Ciò è un indizio circa il fatto che il tessuto industriale palermitano stia, in realtà, pagando un prezzo ponderoso alla recessione. In effetti, la debolezza del mercato del lavoro locale, iniziata già prima che si innestasse l'attuale recessione, insieme all'esplosione della Cig nel 2009 (dovuta anche alle difficoltà nel commercio), sono altrettanti indizi del fatto che il tessuto imprenditoriale provinciale, e la relativa base occupazionale, stanno subendo gli effetti della crisi in forme e con intensità da monitorare."L'economia palermitana - si legge nel report - viene da un periodo di crescita particolarmente debole, poiché già dal 2006 l'andamento del Pil provinciale si è collocato al di sotto della media regionale e di quella nazionale, evidenziando prima una sostanziale stagnazione e poi, a partire dal 2008, una flessione del Pil provinciale del -3,2% (Sicilia -1,2%; Italia -1%) che anticipa la crisi economica. L'evidente rallentamento, e poi l'inversione, della crescita economica locale, dipende in primo luogo da fattori strutturali di debolezza negli assetti competitivi del territorio". Il sistema produttivo palermitano è costituito prevalentemente da ditte individuali (nel terzo trimestre 2009 a Palermo 74,2%, in Italia il 63,3%) mentre la presenza delle imprese più capitalizzate e strutturate, anche in termini di modelli di governance ed articolazione organizzativa interna, ovvero le società di capitali, è ancora poco marcata (10,6% a Palermo, in Italia 17%). "Un simile assetto - dice il report - rischia di essere esposto alla recessione, in quanto le imprese più piccole, meno patrimonializzate, hanno una strutturale difficoltà di accesso al credito, non potendo fornire garanzie patrimoniali particolarmente elevate". Guardando il fatturato delle imprese per il 2009 si evince un calo del -17,2% per l'economia palermitana nel suo complesso. Secondo l'istituto, tra i settori, quello delle costruzioni registra la peggiore variazione (-21,3%), a conferma delle dinamiche già in atto nel 2008 sia a livello locale che a livello nazionale. Variazioni negative del fatturato si riscontrano anche nel manifatturiero (-19,6%). Anche il settore dell'agricoltura ed il settore dei servizi presentano dei risultati negativi, ma l'intensità del peggioramento è minore. Il commercio (-18,3%), il turismo (-15,2%) ed il terziario avanzato (-17,1%) sono i comparti il cui volume d'affari risente maggiormente della riduzione dei consumi, mentre sembrano reggere in modo migliore i trasporti (-10,9%) e gli altri servizi (-7,8%) che registrano le performance migliori tra tutti i settori dell'economia. Circa il 27% delle imprese scarica gli effetti della crisi finanziaria a monte, ritardando i pagamenti dovuti ai propri fornitori, propagando di fatto gli effetti della recessione lungo l'intera filiera produttiva e generalizzandola all'intero sistema produttivo. Un ulteriore 13% è costretto a ritardare i pagamenti ai lavoratori, contribuendo così alla contrazione dei consumi finali, in una spirale perversa che, dal rallentamento della domanda, finisce per creare ulteriori problemi alle imprese offerenti.

venerdì 12 febbraio 2010

PAE - MAS,PRIMO GIORNO DI LOTTA

[ABBIAMO OTTIMI CAPORALI, OTTIMI SERGENTI E QUALCHE OTTIMO UFFICIALE, E SONO DI GRAN LUNGA PIU' IMPORTANTI DEGLI OTTIMI GENERALI. W.T. Sherman]
I dipendenti della società Pae-Mas, che gestisce i servizi aeroportuali per le compagnie Meridiana e EasyJet, hanno occupato nel primo pomeriggio alcuni check-in nell'aeroporto Falcone Borsellino a Palermo. Gli imbarchi delle due compagnie sono bloccati e per il resto della giornata le operazioni hanno registrato ritardi, anche gli altri vettori stanno operando a rilento. Gli equipaggi della Meridiana hanno dato la loro piena solidarietà alle maestranze della Pae Mas, mentre l'operativo di Meridiana, a Olbia, ha fatto delle raccomandazioni tassative: tenete duro, siamo con voi. I lavoratori chiedono alla Pae-Mas il ritiro della procedura di mobilità avviata per 50 dei 65 lavoratori in organico. Secondo i sindacati, la compagnia Meridiana avrebbe intenzione di affidare i servizi, finora espletati da Pae-Mas, ad Ast Aeroservizi, società a maggioranza di capitale della Regione siciliana, in servizio nell'aeroporto di Lampedusa. I dirigenti della Gesap, la società che gestisce l'aeroporto Falcone Borsellino a Palermo, hanno chiesto l'intervento della direzione dell'Enac e della polizia per garantire i livelli di sicurezza e le normali operazioni di imbarco dei passeggeri nello scalo. "Nessuna forma di protesta è consentita all'interno dell'aeroporto - dice il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta - Condividiamo il disagio dei lavoratori ma l'aerostazione non è il luogo adatto per manifestare, è opportuno che di vertenze sindacali si discuta nelle sedi competenti". E invece i lavoratori della Pae Mas, insieme ai sindacati, ritengono che le manifestazioni di protesta si fanno nel luogo preposto dove si svolge l'attività lavorativa. Il nostro campo di battaglia oggi per affermare il nostro diritto al lavoro è proprio l'aeroporto. I lavoratori chiedono il ritiro della procedura di mobilità avviata dalla Pae-Mas per 50 dei 60 dipendenti. Il contratto tra Pae-Mas e Meridiana è scaduto lo scorso 31 dicembre ed è in proroga fino al 18 marzo. I lavoratori si sono recati presso gli uffici dell'Enac per avere garanzie sul loro futuro. Il responsabile Enac dell'aeroporto, Rosalba Castiglia, ha riferito ai lavoratori che, se la società Ast sostituirà la Pae-Mas cercherà di garantire il maggior numero possibile di lavoratori. L'Enac, nella persona della Castiglia sostiene che ancora non c'è nulla di sicuro e di definitivo, ma non è così, qualcuno esce un documento dove si legge che l'Ast ha già chiesto spazi quantificati in 300 mq per parcheggiare mezzi, operativo,,ufficio di scalo, spogliatoio per 14 unità, magazzino da adibire per materiale di pulizia e un locale da adibire a ricovero per le attrezzature di manutenzione dei mezzi di rampa, n. 3 banchi check-in (nella richiesta è scritto senza h). Si richiede inoltre la disponibilità ad assegnare, in occasione di particolari esigenze operative, altri banchi chech-in, scritto sempre senza h. In riferimento alla nota prot. 15/2010 del 29 gennaio 2010 ... si è tenuta la prima riunione certificazione d'idonietà di cui all'art.13 del decreto legislativo 18/99. Nel corso dell'incontro presso gli uffici dell'Enac si egnaliala l'ennesima spaccatura del sindacato. Uil e Cisl sostengono che i livelli occupazionali saranno salvaguardati, rispettando le richieste dell'Ast. La Cgil chiede garanzie scritte e propone un consorzio, ma tutti i lavoratori devono essere garantiti. Ugl tenta una mediazione fra gli opposti schieramenti. Per domani è prevista anche la presenza del sindacato Cisal. Nel tardo pomeriggio Rosalba Castiglia, raggiunge i dimostranti e consegna una lettera dove si comunica che preliminarmente all'istruzione del procedimento di verifica della sissistenza dei requisiti di cui all'art.13 del dl 18/99, è necessario da parte di questa D.A., verificare il rispetto, nella fattispecie,delle prescrizioni dell'art. 13 della legge 4 agosto 2006,n. 248. Poi invita la Cgil ha non strumentalizzare i lavoratori con discorsi tendensiosi.