giovedì 31 dicembre 2009

Ryanair contro Enac

[I RAGAZZINI SONO DEI DURI. UNA VOLTA HO VISTO SULLA SPIAGGIA UN RAGAZZINO E GLI HO REGALATO UN'ARANCIA. SUA MADRE LO HA RIPRESO: "COSA SI DICE AL SIGNORE?". IL RAGAZZINO MI HA GUARDATO E MI HA DETTO: "SBUCCIALA". Bill Barner]

Ryanair accende una polemica con l'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, sulle nuove procedure di identificazione dei passeggeri e promette di chiudere "temporaneamente" tutte le rotte domestiche, cioé i voli interni, operati in dieci aeroporti italiani a partire dal 23 gennaio 2010. Lo annuncia la compagnia low cost irlandese in una nota. L'Enac, sostiene, "mina illegalmente le procedure di sicurezza" con le proprie ordinanze dell'11 e 12 novembre. Tra le basi coinvolte figurano anche Ciampino (Roma) e Orio al Serio (Bergamo). Lo stop temporaneo riguarderà poi gli aeroporti di Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Bergamo, Cagliari, Pescara, Pisa e Trapani. Secondo la compagnia irlandese le ordinanze dell'Enac "obbligano Ryanair ad accettare svariate e non sicure forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche". Il comportamento dell'Enac non ci convince . Da quando il vettore irlandese ha dichiarato che l'obiettivo prioritario per il 2010 sarà quello di superare i 10 milioni di passeggeri, superando di fatto Cai nel traffico interno, non sono mancate le preoccupazioni. "Ryanair è rammaricata da quest'ultimo tentativo dell'Enac di interferire illegalmente nel modo in cui Ryanair opera sui suoi voli, o di cambiare gli accordi che intercorrono liberamente tra i passeggeri e Ryanair al momento della prenotazione". Con queste parole Michael O'Leary ha commentato in una nota la decisione della compagnia aerea low cost di sospendere temporaneamente i voli dall'Italia in polemica con alcune ordinanze dell'Enac. "Ci appelleremo al Consiglio di Stato", promette il numero uno degli irlandesi, dicendosi "rammaricato degli inconvenienti che questo provvedimento causerà ai passeggeri italiani", ma 'è del tutto scorretto da parte dell'Enac introdurre misure che riducono la sicurezza sui voli domestici italiani rispetto alle misure di sicurezza già utilizzate con successo su tutti i voli di Ryanair nell'Unione Europea e sui voli domestici di Ryanair in ogni altro Paese dell'Unione Europea". O'Leary ricorda infine che "la policy di Ryanair sui documenti di identità e passaporto (i soli documenti ammessi per il check in on-line) è stata approvata da tutti gli altri paesi dell'Unione Europea, incluso l' Enac, 4 anni fa", e conclude ribadendo che "l'insistenza illegale dell'Enac sul fatto che Ryanair dovrebbe accettare altre (e meno sicure) forme di identificazione sui voli domestici italiani, che potrebbero risultare sconosciute al nostro personale di volo e al nostro personale di handling, riduce la sicurezza in un modo che è inaccettabile per Ryanair, per il suo personale di volo e per i passeggeri". Il comportamento dell'Enac sembra un regalo di fine anno a Cai, Meridiana e Wind Jet penalizzando la compagnia di bandiera europea Ryanair. In un lungo comunicato Ryanair spiega le ragioni della sua decisione. "Da quando Ryanair opera con il check-in online al 100% - si legge nella nota - è obbligatorio per la sicurezza di tutti i voli Ryanair che tutti i passeggeri di Ryanair acconsentano al momento della prenotazione, a presentare o il passaporto o la carta di identità al gate d'imbarco prima di salire a bordo del proprio volo". Si tratta di procedure che "sono sempre andate avanti in modo soddisfacente per molti anni" su tutte le rotte di Ryanair sia in Italia che all'estero. La compagnia irlandese è rimasta perciò "sorpresa e delusa" dal fatto che l'Enac "senza consultare o discuterne con Ryanair" abbia introdotto "unilateralmente", con le ordinanze dell'11 e 12 novembre, norme di identificazione "che hanno interferito e minato le procedure" stabilite dalla compagnia low cost. L'Enac, spiega infatti Ryanair, "minaccia di arrestare il personale dell'handling, se si rifiuta di far viaggiare i passeggeri con forme di identificazione non consentite (dal check-in on line di Ryanair, ndr) comprese patenti di guida, badge lavorativi o licenze di pesca italiane". Secondo Ryanair queste forme di identificazione ulteriori rispetto al passaporto o alla carta d'identità "non hanno soddisfatto gli standard internazionali di sicurezza" con il solo risultato "di ridurre la sicurezza dei passeggeri di Ryanair e dei voli sulle rotte domestiche italiane". Come risposta all'Enac la compagnia low cost "cesserà di operare i voli domestici dagli aeroporti italiani" indicati. Il loro ripristino avverrà "solo se Ryanair sarà certa che la sicurezza delle sue operazioni non sarà minacciata dall'interferenza illegale dell'Enac". Nella sua nota Ryanair invita i suoi passeggeri a protestare contro l'Enac inviando una mail al direttore generale dell'ente, Alessio Quaranta. "Nessun vettore può operatore sul mercato domestico nazionale senza rispettare l'ordinamento vigente". E' quanto afferma l'Enac "in merito alle infondate e pretestuose dichiarazioni odierne di Ryanair", evidenziando che il vettore low cost è "l'unico operatore comunitario ed internazionale che pretende di volare in Italia in deroga alle legge italiana". Il Tar del Lazio con ordinanza del 17 dicembre ha rigettato la richiesta di Ryanair di sospensione del provvedimento dell'Ente sull'equipollenza dei documenti di identità e riconoscimento, ricorda in una nota l'ente di aviazione civile, il cui presidente Vito Riggio ha chiesto al direttore generale Alessio Quaranta di "inviare formale protesta all'autorità per l'aviazione civile irlandese e ha personalmente informato il ministro degli Esteri Franco Frattini della situazione. Eventuali comportamenti non conformi a previsioni inderogabili di diritto pubblico saranno segnalate alle competenti autorità".

domenica 27 dicembre 2009

IL 2009 UN ANNO TERRIBILE PER L'AGRICOLTURA

[TECNOCRAZIA E' SINONIMO DI OPPRESSIONE; IL GOVERNO DI COMPETENTISI RISOLVE IN DITTATURA. Riccardo Bauer]
'Il 2009 è stato un anno drammatico per l'agricoltura'. Questo il bilancio dell'agricoltura italiana 2009 del presidente di Copagri. 'Ad un anno di produzione in perdita - dice Franco Verrascina - va sommato un intervento politico miope, tardivo, parziale e in parte sostenuto da risorse già destinate al settore'. Verrascina ha confermato la mobilitazione dei lavoratori di settore, ribadendo la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi. Quasi in contemporanea alle denunce della Copagri il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, su ordine della procura di Roma, ha perquisito le sedi della Barilla a Parma, della De Cecco a Pescara e Roma, della Divella a Rutigliano (Bari), della Garofalo a Gragnano e della Amato a Salerno nell'ambito di un'inchiesta su manovre speculative che avrebbero determinato un rialzo dei prezzi alimentari a partire dal settembre 2007. Anche la sede dell'Unire (Unione industriali pastai italiani) è stata sottoposta a perquisizione. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Stefano Pesci, è stato aperto un paio di anni fa su denuncia delle associazioni di consumatori. Al momento vi sarebbe un solo indagato, ma gli accertamenti potrebbero estendersi ad altri soggetti se dalle perquisizioni dovessero emergere le prove di un accordo tra le grandi aziende produttrici di pasta per determinare il prezzo che nell'ultimo biennio è aumentato quasi del 50%. Nel frattempo il costo del grano ha raggiunto il minimo storico: 14 centesimi di euro al chilo. Un panino (80 g.), per esempio nel palermitano, costa 30/35 centisimi, mentre il costo della pasta è fuori controllo. Gli investigatori della Finanza sono, infatti, alla ricerca di mail, verbali di assemblea e altra documentazione relativa a questo accordo restrittivo della concorrenza. I magistrati procedono in base all'articolo 501 bis del codice penale che punisce le manovre speculative su merci

Cammarata, rinvio a giudizio per l'inquinamento

[RE, PATRIA E FAMIGLIA RIDUCONO L'UOMO IN POLTIGLIA. Pietro Chiara]
Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, rinviato a giudizio per la vicenda legata all’emergenza smog. Assieme a Cammarata, il gip, Marina Petruzzella, ha rinviato a giudizio anche Lorenzo Ceraulo e Giovanni Avanti (attuale presidente della Provincia di Palermo), assessori comunali all’Ambiente che si sono succeduti dal 2001 al 2007. La motivazione: omissione di atti d’ufficio ed emissione di sostanze pericolose e nocive, in quanto, secondo gli inquirenti, gli imputati non avrebbero fatto quanto in loro potere per contrastare il fenomeno inquinamento a Palermo. Il processo che vede coinvolti il sindaco e i due ex-assessori, avrà inizio il prossimo 7 aprile davanti ai giudici della III sezione del tribunale di Palermo.

Berlusconi contro internet

[SE UN'IDEA PIU' MODERNA DI UN'ALTRA E' SEGNO CHE NON SONO IMMORTALI NE' L'UNA NE' L'ALTRA. Carlo Emilio Gadda]

Se non fossimo di fronte al settimo - dicasi il settimo - tentativo di censurare Internet in Italia, forse potremmo anche credere a Roberto Maroni quando assicura di non volere alcuna "legge speciale" contro la Rete. Invece è appunto il settimo: un elenco che parte dal decreto contro il Wi-fi del 2005, passa per l'emendamento infilato all'ultimo minuto dentro il pacchetto sicurezza nel febbraio scorso (approvato al Senato e ritirato a furor di Web a Montecitorio), attraversa l'articoletto ammazza-blog nascosto nel disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, include le due proposte di legge firmate rispettivamente da Gabriella Carlucci e Gaetano Pecorella e si conclude con la stretta sul livestreaming (la trasmissione di video via Web) appena richiesta dal viceministro delle comunicazioni Paolo Romani. Normale quindi che attorno ai propositi del ministro degli Interni per "sanzionare" gli usi impropri della Rete ci sia non un po', ma tanta preoccupazione: l'idea di filtri informatici che rendano difficile raggiungere siti o gruppi di Facebook in cui vi sono apologie di reato, ad esempio, fa pensare inevitabilmente a Cuba o alla Birmania, due tra i paesi in cui più di frequente questi strumenti vengono utilizzati per schermare o negare l'accesso ai siti considerati sconvenienti. Certo: Roma non è Rangoon. Ma evidentemente il governo non vuole nemmeno che sia New York, visto che negli Stati Uniti nessun politico avrebbe mai il coraggio neppure di pensare a imporre qualche filtro o censura sul Web: le cosiddette 'hate pages', cioè le pagine d'odio, esistono da sempre e vengono considerate un prezzo da pagare per non soffocare la libertà di tutti nella grande Rete. Del resto Obama lo ha detto chiaramente il 16 novembre scorso, parlando (non a caso) agli studenti cinesi: "Sono uno strenuo sostenitore di Internet e dell'assoluta mancanza di censura". Il Consiglio dei ministri ha trovato un'intesa sul ddl con cui verranno individuate nuove norme per il web e le manifestazioni. Il testo del disegno di legge, pero', non e' stato approvato. Alcuni punti del testo, infatti, saranno rivisti dai tecnici dei vari ministeri coinvolti. Intanto appello dal presidente del Senato, Renato Schifani: 'Dobbiamo fare qualcosa per evitare che sui siti internet ci siano veri e propri inni alla violenza'. Schifani lo ha detto durante il tradizionale scambio di auguri per Natale con la stampa parlamentare, a Palazzo Giustiniani, auspicando un intervento legislativo che abbia 'come faro di riferimento la libertà di espressione'. Quanto agli 'aggiustamenti' da fare al ddl, i punti da chiarire, secondo quanto si è appreso, sono in particolare due. Il primo riguarda la possibilità dell'autorità giudiziaria di ordinare l'oscuramento dei contenuti di siti in cui venga ravvisata istigazione a delinquere o apologia di reato e questo già si puo fare. Si punta a trovare una formula che non sia 'punitiva' in modo indiscriminato. L'altro aspetto controverso riguarda l'introduzione del reato di impedimento o turbativa di manifestazioni. Ci sarebbero assertori del pugno di ferro contro chi disturba in qualunque modo e chi invece punta a intervenire solo in presenza di atti manifestamente violenti. "Sono gravissime le notizie di una intesa su un disegno di legge che individua norme per introdurre restrizioni alla libera espressione del web. Ancora più gravi le dichiarazioni del ministro Matteoli che conferma norme per 'sanzionare chi supera determinati limiti'. Ma chi lo decide chi supera certi limiti, se non la giustizia mediante giusto processo?", chiedono Luca Nicotra (Segretario dell'Associazione radicale Agorà Digitale) e Marco Cappato (Presidente, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani). "Il Pdl studia il delitto perfetto della critica e della contestazione? Tutto ciò che è incostituzionale sarà da noi contrastato nella rete e nel Paese", afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra. "Zanna Bianca Maroni vuole imbavagliare la Rete. La Cina non ha osato tanto", scrive Beppe Grillo sul suo blog.

venerdì 25 dicembre 2009

Auguri di buon Natale a tutti gli uomini, mezzi uomini, ominicchi,ruffiani e quaquaraqua


[IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI? E' POSSIBILE. MA, CHI GIUSTIFICHERA' IL FINE? A QUESTA DOMANDA CHE IL PENSIERO STORICO LASCIA IN SOSPESO, LA RIVOLTA RISPONDE: I MEZZI.
Albert Camus]
I trenta re dei doppi e tripli incarichi in società pubbliche, fondazioni e cda di enti collegati a Regione, Comuni e Province. Veri e propri collezionisti di poltrone, spesso molto remunerative tra indennità e gettoni di presenza che si aggiungono a stipendi e redditi personali. Da Roberto Helg, presidente della Camera di commercio e vice presidente della Gesap, ad Antonino Scimemi, capo dell' ufficio di gabinetto del governatore Lombardo, ma anche consigliere d' amministrazione di tre società regionali, Sicilia e-Servizi, Siciliacque e Italkali. C' è chi, nella classifica dei top 30, in queste ore detiene un vero e proprio record di cariche: Dario Allegra, fedelissimo del sottosegretario Gianfranco Micciché, è stato nominato manager del Civico. Ma, nonostante la nuova nomina sia arrivata già da due settimane, Allegra non ha ancora lasciato ufficialmente la poltrona di presidente dell' Amap. Né ha lasciato, ma sembra che le pratiche siano già state avviate, quella di direttore generale part-time all' Amg gas. Il nuovo direttore generale del Civico, che dal 1998 è dirigente della società del gas, è anche componente del collegio sindacale dell' Irfis. Tra i collezionisti di poltrone, almeno dal giugno scorso, c' è anche Giacomo Terranova che ha preso alla Camera il seggio lasciato dallo scomparso Gaspare Giudice, e che fino a dicembre sarà contemporaneamente deputato e presidente della Gesap, la società che gestisce l' aeroporto Falcone e Borsellino: incarico, quello di numero uno della società aeroportuale, che gli fa guadagnare 217 mila euro lordi all' anno. Altro recordman di incarichi, il ragioniere generale della Regione Vincenzo Emanuele, che per tutto il 2008 e in parte per il 2009, ha percepito indennità aggiuntive al suo stipendio da dirigente interno, per ben 150 mila euro: è presidente dei revisori dei conti dell' Asi di Ragusa e del Cpta, ma anche consigliere della società Stretto di Messina e del comitato di sorveglianza dell' Ast. Doppi incarichi anche per il dirigente generale regionale Benedetto Mineo (revisore Cpta Agrigento), e per i direttori Francesco Attaguile (nel consiglio di sorveglianza Inforac), Fulvio Bellomo (commissione Lavori pubblici) e Pietro Tolomeo (consigliere d' amministrazione all' Italkali). Tra i dirigenti a contratto, esterni
all'amministrazione e nominati dalla giunta, c' è chi come Patrizia Monterosso siede nel cda di Cine Sicilia, e chi come Nicola Vernuccio presiede la società della Provincia Palermo Energia. Non mancano poi i componenti degli uffici di gabinetto del governatore Raffaele Lombardo che siedono in società regionali: da Gianluca Galati, vice di Scimemi nel gabinetto del presidente della Regione, che è presidente di Siciliacque e componente del cda del Parco scientificoe tecnologico.O Simona Castellucci, consigliere d' amministrazione di Italia lavoro Sicilia. E al Comune? Chi siede nelle poltrone delle società collegate spesso compare anche altrove. Come Giacomo Palazzolo, direttore di Gesip e presidente dell' Ato rifiuti Partinico. O Stefano Mangano: vice presidente della Gesip, ed ex segretario particolare del sindaco Cammarata, adesso ha ottenuto la poltrona di capo della segreteria di Mario Milone, assessore al Territorio. E ancora Massimo Primavera che ha un incarico a Biosphera e siede contemporaneamente nella poltrona più alta della Spo. Nella top 30 ci sono anche dei volti nuovi: Marco Ciralli, dirigente comunale al Traffico, è stato appena nominato amministratore unico della società, prima liquidata poi ricapitalizzata, Palermo Ambiente. Marcello Amato, amministratore unico di Gesip servizi, è stato invece nominato presidente del collegio dei revisori all' Amg. Posto da 29 mila euro all' anno che fino a qualche tempo fa era ricoperto da Massimo Collesano. Ma l' ex responsabile dell' ufficio Grandi eventi ha ormai scelto la carriera di dirigente dell' Amia pur restando funzionario part-time al Comune di Palermo. E se per Gaetano Lo Cicero il doppio incarico, top manager di Palazzo delle Aquile e presidente dell' Amia, è stato finora più faticoso che remunerativo (ha rinunciato alla seconda indennità) che dire di Orazio Colimberti? È ancora direttore dell' Amia pur non avendo più alcun potere. Nel mondo musicale c' è Ester Bonafede sovrintendente dell' Orchestra sinfonica siciliana e consigliere d' amministrazione al Teatro Massimo. Nel cda del Teatro siede anche l' assessore al Bilancio Sebastiano Bavetta che però, da quando è rientrato in giunta e ha lasciato il posto da esperto, non percepisce più i 200 euro di gettone a seduta.

mercoledì 23 dicembre 2009

Impregilo avrà il suo Ponte

[LA PRIGIONE E' UNA CARENZA DI SPAZIO COMPENSATA DA
UN'ABBONDANZA DI TEMPO. Iosif Brodskij]
A Cannitello il Governo ha deciso di mantenere la falsa inaugurazione del ponte, fingendo di ignorare i tempi delle procedure autorizzative (che saranno ottimisticamente perfezionate nel febbraio-marzo 2010) e l'esistenza del contenzioso con la Regione Calabria. Lo ribadisce il WWF Italia secondo il quale ''non vengono fatti gli interessi dei cittadini e dello Stato, ma di Impregilo''. E spiega: ''A proposito dei tempi: l'11 dicembre scorso è stato avviato il procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità per il perfezionamento delle procedure di esproprio della variante ferroviaria di Cannitello. Da quella data scattano i 60 giorni per la consultazione degli elaborati e l'invio di osservazioni da parte dei cittadini.Termine dopo il quale la Stretto di Messina SpA perfezionera' l'iter, per un progetto definitivo di un'opera che, molto probabilmente, dovrà essere sottoposta anche alla verifica di ottemperanza per la VIA, visto che il progetto definitivo è cambiato nel tempo''.''A proposito del contenzioso: il 9 dicembre scorso la Regione Calabria ha impugnato di fronte al TAR del Lazio la Delibera CIPE 77/2009 sulla variante ferroviaria di Cannitello e, a seguito della stessa, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione tra Stato e Regione segnalando la sospetta incostituzionalità della decisione assunta dal CIPE il 31 luglio 2009, che rivede unilateralmente l'intesa raggiunta tra Stato e Regione, in contrasto con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di effettiva e leale collaborazione tra Stato, Regioni ed enti locali''.''L'unica cosa certa della grottesca rappresentazione odierna - secondo il WWF Italia - è che i cittadini di Calabria e Sicilia saranno presi in giro e non ne ricaveranno alcun vantaggio, mentre l'aver avocato a Stretto di Messina (SDM) SpA, e quindi al General Contractor ''Eurolink'' capeggiato da Impregilo, la realizzazione della variante di Cannitello, affidata originariamente (com'era logico) a RFI SpA, quale opera funzionale al ponte, darà al GC, ancor prima dell'approvazione del progetto definitivo del ponte, una formidabile arma di ricatto nei confronti dello Stato. Infatti, secondo il contratto tra SDM e il GC, dal momento in cui verrà aperto anche un solo cantiere in qualche modo collegato al ponte, il GC potrà chiedere, nel caso il ponte non venga realizzato, penali che vanno da un minimo di 390 milioni di euro (10% del valore di aggiudicazione di gara) ad un massimo di oltre 630 milioni di euro (10% del costo totale dell'investimento)''. 3.666 metri la lunghezza complessiva, 60,4 metri la larghezza dell'impalcato, 382,60 metri l'altezza delle torri. Sono alcuni dei numeri del progetto tecnico del Ponte sullo Stretto di Messina che secondo i piani consentirà un risparmio medio di tempo di due ore per i treni e di un’ora per il traffico su gomma. Il primo cantiere si aprirà domani a Cannitello, in Calabria. Ma senza cerimonie. L'aggressione subita da Silvio Berlusconi ha fatto slittare la cerimonia a gennaio, forse febbraio. Nel corso del 2010 dovrebbero partire anche le opere in Sicilia mentre il cantiere principale del ponte sarà avviato all'inizio del 2011, con l'obiettivo di aprire al traffico il 1° gennaio del 2017. A realizzare il ponte sarà Eurolink, cordata di cui capogruppo è Impregilo che comprende anche Condotte, Cmc, la spagnola Sacyr. La portata stradale e ferroviaria prevede 6 corsie stradali, 3 per ciascun senso di marcia, 2 corsie stradali di servizio, 2 binari, la percorrenza di 6 mila veicoli l'ora, 200 treni al giorno. Il ponte può resistere a un sisma di 7,1 magnitudo della scala Richter e a un vento di 216 km/orari.

Disservizi fs, chieste le dimissioni di Moretti

[ORA CHE L'ITALIA E' FATTA, DOBBIAMO FARE GLI AFFARI NOSTRI.
Federico de Roberto]

Il Codacons chiede le dimissioni dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato a causa dei disagi causati nel trasporto ferroviario da maltempo e annuncia un esposto alla Corte europea per i diritti dell'uomo.''Ciò che sta avvenendo in queste ore nel nostro paese nel settore del trasporto ferroviario è una vergogna tutta italiana. Negli altri paesi - spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - i treni riescono a viaggiare anche a temperature di -40 gradi, da noi non solo si registrano blocchi, soppressioni e innumerevoli ritardi, ma addirittura si nega qualsiasi forma di indennizzo ai passeggeri e si consiglia loro di viaggiare con panini e coperte, affermazione che suona come una triste resa''. L'associazione si mette inoltre a disposizione di quanti vogliano aderire ad una class action contro Trenitalia che verrà organizzata nel 2010. Il maltempo spezza in due l'Italia nella morsa del ghiaccio. Il gelo ha infatti mandato in tilt il sistema ferroviario tra Parma e Milano. I collegamenti tra il capoluogo lombardo e la cittadina emiliana, bloccati nella notte, non sono stati ancora ripristinati. Tutta colpa, spiegano gli uomini della Polfer di Parma, del ghiaccio che si è formato sui fili dell'alta tensione rendendo impossibile l'alimentazione dei convogli. Il blocco, scattato intorno alle 1,30 di questa notte, si è trasformato in un vero e proprio incubo per numerosi passeggeri. Soprattutto quelli del treno Freccia Rossa AB 9558, un convoglio ad alta velocità di ultimissima generazione partito da Roma alle 20,40 con già un'ora e 10 di ritardo. Il viaggio è proseguito regolarmente fino alla stazione di Parma, poi, pochi chilometri dopo la stazione della cittadina emiliana, il blocco improvviso del convoglio. C'è voluta circa una mezz'ora per cambiare locomotore e fare ritorno alla stazione di Parma, dove i passeggeri diretti a Milano sono stati 'trasferiti' sull'Intercity proveniente da Lecce, con 2 ore di ritardo sulla tabella di marcia. Ma anche questo treno si è fermato più o meno nello stesso punto del Freccia Rossa sempre per il ghiaccio sui fili dell'alta tensione. I passeggeri, circa 250-300, hanno passato le 4 ore successive fermi in un punto imprecisato della Pianura Padana, con i riscaldamenti a intermittenza e inconsapevoli del proprio destino. Solo intorno alle 4,30 della mattina è arrivata l'assicurazione delle FS: presto sarebbe arrivato un locomotore diesel che avrebbe trainato il treno alla stazione di Parma dove, poi, i passeggeri avrebbero potuto utilizzare pulman messi a disposizione dalle stesse Ferrovie attraverso la Protezione Civile.Il locomotore diesel si è presentato sul posto solo intorno alle 5,30 della mattina e l'Intercity ha fatto ritorno a Parma solo per le 6 del mattino. Nessun pulman, però, ad attendere i passeggeri. I più fortunati hanno noleggiato un'auto.

lunedì 21 dicembre 2009

L'ENAC INTERVIENE CONTRO GESAP

[LA TENTAZIONE E' LA NOSTRA LIBERTA'. Sergio de Giacinto]
La notte del 24 dicembre sarà una data storica per Punta Raisi. Grazie alle sollecitazioni fatte da Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) ripetutamente alla Gesap, ente gestore di Punta Raisi, che ha sottolineato la inadeguatezza igienico sanitaria dei locali preposti per smistare i bagagli in partenza. Dopo tanta insistenza, finalmente, la Gesap interviene con una disinfestazione totale che vada a bonificare i locali in questione, dove sarebbero stati individuati anche focolai di zecche e pidocchi. Questo è l'ennesimo esempio di come la Gesap non fa il lavoro per cui è preposta per i prossimi 40 anni. La continua strafottenza, superficialità, arroganza ... dei vertici della Gesap hanno indotto l'Enac di Palermo a obbligare la Gesap nell'effettuare una radicale disinfestazione nei locali sopra citati, nel rispetto della dignità e della salute degli operai presenti nei locali.

E' morto l'ayatollah Hossein Ali Mantazeri

[LA RIPUGNANZA A COMPIERE UN'AZIONE BUONA E' SEGNO CHE ESSA E' VERAMENTE BUONA. Simone Weil]
È morto in Iran il grande ayatollah Hossein-Ali Montazeri (nella foto), teologo, scrittore e difensore dei diritti umani e delle donne. Aveva 87 anni e viveva nella città santa di Qom. Figura leggendaria, era considerato il grande rivale di Khamenei. Montazeri fu uno dei protagonisti della Rivoluzione islamica del 1979 ed è stato considerato a lungo il più probabile successore della Guida Suprema, l’ayatollah Khomeini. Poi entrò in contrasto con lui e, alla sua morte nel 1989, il Consiglio dei saggi scelse l’ayatollah Khamenei. Intransigente e idealista, fautore della guerriglia islamica nel mondo ma difensore delle libertà politiche in Iran. Le contraddizioni della rivoluzione islamica convivevano nel grande ayatollah, già successore designato dell’ayatollah Ruhollah Khomeini alla guida del Paese, diventato poi uno dei più temuti dissidenti.I funerali si svolgeranno oggi nella città santa sciita di Qom, dove viveva. Il corteo funebre potrebbe essere occasione di nuove manifestazioni dell’opposizione. Testimoni riferiscono che molti seguaci di Montazeri si sono messi in viaggio da Teheran e altre città verso Qom già stamane, non appena si è diffusa la notizia della sua morte. Secondo i siti riformisti, il corteo funebre dovrebbe svolgersi dalla casa di Montazeri al mausoleo di Zahra Masumeh, sorella dell’ottavo Imam sciita, Reza. Il carattere di Montazeri, schietto e franco, è stato uno dei fattori decisivi nella sua defenestrazione, nel marzo del 1989, soltanto tre mesi prima della morte di Khomeini. «La guida della Repubblica islamica è una grave responsabilità», scriveva il leader della rivoluzione al suo ormai ex "delfino", aggiungendo che per la sua «ingenuità» e mancanza di tolleranza Montazeri non era in grado di assumerla.nMa dopo di allora il grande ayatollah non ha rinunciato a fare sentire la sua voce critica, venendo per questo arrestato varie volte e posto per oltre cinque anni, dal 1997, agli arresti domiciliari nella sua casa nella città santa di Qom per avere attaccato direttamente l’ayatollah Ali Khamenei, colui che aveva assunto la guida del Paese al suo posto. Probabilmente sono proprio queste caratteristiche che hanno consentito a Montazeri di mantenere intatto un vasto seguito di fedeli e ne ha fatto negli ultimi mesi una delle ’bandierè del movimento di protesta. Solo pochi giorni fa gli studenti dell’opposizione innalzavano la sua fotografia durante manifestazioni nelle università.Nato nel 1922 da una famiglia di agricoltori a Najafabad, nell’Iran centrale, Montazeri cominciò gli studi religiosi a 10 anni, prima a Isfahan e poi a Qom, dove a 30 anni divenne professore di filosofia alla scuola teologica. A Qom conobbe Khomeini, con il quale partecipò, nel 1963, alle prime rivolte contro lo Scià. Dal 1964 fino alla rivoluzione islamica del 1979, con Khomeini in esilio, Montazeri fu arrestato più volte, torturato e inviato al confino.Dopo la rivoluzione Montazeri diventa guida della preghiera del venerdì, prima a Teheran e poi a Qom, e nel 1985 è designato successore di Khomeini come Guida suprema. Nei quattro anni in cui è delfino dell’Imam, non rinuncia alla sua vena polemica, attaccando anche altri esponenti del regime. Tra questi, Akbar Hashemi Rafsanjani, allora presidente del Parlamento e futuro presidente della Repubblica. Uno degli episodi più clamorosi di questa rivalità portò, nel 1986, all’esplosione dello scandalo "Iran-Contras". Fu infatti un uomo di Montazeri, Mehdi Hashemi, che gestiva il sostegno all’Hezbollah libanese, a fare alla rivista libanese Al Shiraa le prime rivelazioni sulle forniture di armi degli Stati Uniti a Teheran nel pieno della guerra con l’Iraq. Un affare gestito dallo stesso Rafsanjani. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu, nel 1988, l’opposizione di Montazeri alle fucilazioni di massa nelle carceri iraniane di oppositori del regime, ex membri dei Mojaheddin del Popolo. Montazeri è stato anche colui che ha esortato i popoli dei Paesi arabi a sollevarsi contro i loro governi e ha invitato ad azioni di terrorismo contro gli Usa dopo l’abbattimento, nel 1988 sul Golfo, di un aereo di linea iraniano con 290 persone a bordo da parte della nave da guerra americana Uss Vincennes. Ma negli ultimi mesi della sua vita ha preso posizioni sempre più decise a sostegno della libertà politiche in Iran. In uno degli ultimi messaggi ha chiamato le massime autorità religiose a «non rimanere in silenzio di fronte alla tirannia e allo scempio dei diritti» e ha denunciato apertamente una «crisi di legittimità» della Repubblica islamica per la repressione delle proteste seguite alle elezioni presidenziali. Mentre l’Iran lancia una nuova sfida agli Stati Uniti processando i tre escursionisti fermati quattro mesi fa e gli studenti tornano in piazza per protestare contro i presunti brogli elettorali, riprendono le esecuzioni in piazza. La denuncia arriva da Iran Human Rights, l’osservatorio sui diritti umani che monitora la situazione a Teheran. «In base alle notizie che provengono dall’Iran, quattro persone sono state impiccate in pubblico nel corso degli ultimi sei giorni e un uomo sarà giustiziato in pubblico questa mattina» dicono dall’associazione. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stato iraniana Fars News Agency, un uomo è stato impiccato in pubblico nella città settentrionale iraniana di Shahr-e-Nour nella prima mattina di lunedì 14 dicembre. L’uomo è stato identificato come "Mohammad Sadegh A.", aveva ventisette anni ed era stato condannato a 10 anni di carcere, 72 frustate e alla morte in pubblico con l’accusa di aver ucciso una persona. La sentenza è stata eseguita in pubblico nella città di Shahr-e-Nour, nel nord della provincia Mazanderan Iran. L’agenzia di stampa Fars ha anche riferito che due uomini condannati per rapina a mano armata e un uomo accusato di omicidio sono stati impiccati in pubblico nel sud-ovest della provincia iraniana del Khuzestan nei giorni scorsi. In base a quanto riportato nell’aticolo, "Hamd Kh." condannato per rapina a mano armata è stato impiccato in pubblico, nella piazza Javadolaemeh di Ahvaz, capitale della provincia di Khuzestan, nella giornata del 13 dicembre. Mercoledì 9 dicembre, invece, due uomini condannati rispettivamente per rapina a mano armata e omicidio sono stati impiccati in pubblico nella città di Ahvaz e Masjed - Soleiman. Dei due uomini giustiziati non sono state fornite le generalità. «La pubblica impiccagione di quattro persone nella stessa provincia sembra essere un’azione coordinata da parte delle autorità iraniane- dice Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights-. Siamo di fronte ad un’ondata di impiccagioni pubbliche, che senza alcun dubbio ha uno scopo simbolico: contrastare le recenti rivolte in Iran». E aggiunge: «Non possiamo escludere che le persone giustiziate pubblicamente appartengano a gruppi che combattono contro le autorità iraniane».

Il flop Fs e l'Alta Velocità

[LA LETTURA E' PER LO SPIRITO CIO' CHE LA GINNASTICA E' PER IL CORPO. Sir Richard Steele]

Frecciarossa nel mirino della Procura di Torino. I disagi lamentati nei giorni scorsi dai passeggeri del nuovo treno ad alta velocità hanno spinto il pm Raffaele Guariniello ad aprire un fascicolo conoscitivo. Il magistrato, come scrive oggi Repubblica, ha dato inoltre mandato alla Polizia ferroviaria di monitorare treni e linee. Sorvegliati speciali, appunto, sono i Frecciarossa. Gli agenti dovranno relazionare direttamente a Guariniello, e in tempi stretti, sui tanti disservizi del treno veloce entrato in funzione da un paio di settimane. Ritardi, che in alcuni casi secondo i pendolari hanno superato i 100 minuti, ma anche sovraffollamento delle carrozze, overbooking e, di conseguenza, precarie condizioni di sicurezza. Problemi che i viaggiatori hanno messo nero su bianco nelle decine di segnalazioni inviate al pm Guariniello, già da tempo impegnato a indagare sui disservizi dei treni tradizionali.I risultati di questo nuovo screening disposto dal magistrato serviranno a delineare un quadro oggettivo della situazione. Il materiale così raccolto sarà portato anche all’attenzione dell’Agenzia italiana per la sicurezza delle ferrovie. Cresce e si estende il sistema Alta Velocità di Ferrovie dello Stato. Dal 13 dicembre il collegamento ferroviario Roma-Milano sarà effettuato in meno di 3 ore: 2 ore e 45 minuti da Roma Tiburtina a Milano Rogoredo, 2 ore e 59 minuti da Roma Termini a Milano Centrale. È quanto annunciato dall’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti, che ha presentato le ultime novità dell’offerta commerciale delle Ferrovie dello Stato. Aumentano i Frecciarossa con il 40% di corse in più e i Frecciargento con l’obiettivo Sud e Nord-est. Tra le novità, il gruppo Fs assicura una migliore puntualità e regolarità dei treni regionali sulle linee convenzionali alleggerite dal traffico dei treni veloci. L'apertura delle nuove linee ad Alta Velocità - spiegano le Fs - recherà «benefici anche al trasporto locale»: sottraendo infatti i Frecciarossa e i Frecciargento alle linee convenzionali, come la Bologna - Firenze e la Milano - Torino, si realizzano «le condizioni perché fra queste città il traffico ferroviario regionale diventi sempre più regolare e puntuale e perché l'offerta possa essere anche potenziata, se richiesto e finanziato dalle Regioni nell`ambito dei relativi Contratti di Servizio». L'apertura dell'intero asse TAV da Torino fino a Salerno nel rispetto dei tempi annunciati testimonia infine «l'affidabilità, l'impegno e la responsabilità del Gruppo Fs verso clienti e istituzioni». L'avvio del nuovo orario porta alcune novità anche sul versante delle tipologie di biglietti acquistabili, dei prezzi e delle offerte commerciali. Diventano tre le categorie di biglietto: biglietto "Flessibile", biglietto "Base" e "Promo". Quest'ultimo permetterà ai clienti in grado di programmare per tempo il proprio viaggio di risparmiare il 15 o il 30% rispetto al prezzo base, a seconda dell'anticipo con cui si prenota (7 o 15 giorni). I biglietti "Promo" in vendita saranno circa 350mila al mese, 200mila dei quali riservati a Frecciarossa e Frecciargento e l'offerta, da promozionale e limitata quindi nel tempo, diventa standard. Il biglietto "Flessibile", leggermente più caro di quello base, comporterà cambi gratuiti e illimitati e rimborso integrale in caso di rinuncia al viaggio. Le andate e ritorno in giornata costeranno 149 euro in prima e 99 euro in seconda classe e saranno posti in vendita carnet elettronici con 10 biglietti al prezzo di 8. I prezzi dei nuovi servizi AV «sono stati definiti in coerenza con l'aumento della frequenza e della velocità delle corse». In occasione del lancio dei nuovi servizi e fino al 28 febbraio si potranno acquistare 100mila biglietti al mese per la seconda classe su tutte le tratte a 48 euro, sulla Milano - Torino due persone potranno viaggiare al prezzo di una (15mila posti disponibili al mese); i biglietti di prima classe non subiranno aumenti. Solo per il 13 dicembre, giornata di lancio dei nuovi servizi, biglietti a 2 euro e 59 per il primo treno che in entrambe le direzioni coprirà il percorso Roma - Milano in 2 ore e 59. E tutti i biglietti a 4 euro e 10 sui primi due Roma-Torino e Torino-Roma in 4 ore e 10.Per migliorare la sicurezza legata al materiale rotabile e all'infrastruttura delle Ferrovie dello Stato, sono previsti investimenti fino a 37 milioni di euro per il triennio 2009-2011. L’annuncio è stato dato sempre dall'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti: "abbiamo individuato finanziamenti ad hoc per i Progetti di Security: di questi 90 sono già stati completati e 160 sono in corso di realizzazione". Tra i progetti di security completati, quello legato alla realizzazione e alla manutenzione degli impianti di security di ben 99 siti ferroviari per un importo complessivo di 18 milioni: ponti, viadotti, gallerie, e stazioni attrezzate di telecamere, sofisticati sensori e controlli selettivi degli accessi. "Abbiamo fatto molto anche per la sicurezza dei convogli non solo quando viaggiano - ha aggiunto Moretti - 1,2 milioni sono già stati investiti per la messa in sicurezza dei siti di sosta dei treni". Progetti e investimenti pari a 3 milioni di euro riguardano anche la sicurezza dei 109 treni della flotta Etr. Per questi treni, le Fs hanno predisposto una serie di interventi tecnici che impediranno l'accesso ai luoghi sensibili dei convogli (cabine di guida e sale strumenti) alle persone non autorizzate, prevenendo atti di sabotaggio o di attentato al personale di condotta dei treni. L'Alta Velocità "parte col piede sbagliato, quello dei ritardi". E’ quanto sostiene il Codacons, commentando la partenza dei primi treni Av, alcuni dei quali (come il Milano-Roma) hanno fatto registrare pesanti ritardi e proteste da parte dei passeggeri. E l'associazione propone 5 euro di rimborso per ogni minuto di ritardo. "L'Alta Velocità sarà un flop - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - le velleità velociste di Moretti e Cipolletta (rispettivamente amministratore delegato e presidente delle Ferrovie) si scontreranno con infrastrutture fatiscenti e con una rete obsoleta che di fatto creerà problemi agli utenti". Secondo il Codacons "anche un solo minuto di ritardo di un treno Av non può rimanere impunito" anche perché "chi sceglie di viaggiare su questa tipologia di convogli spende cifre enormi per ottenere in cambio collegamenti velocissimi. Un ritardo anche solo di 10 minuti è abnorme se proporzionato al costo del biglietto e ai tempi di percorrenza promessi, e rappresenta un grave inadempimento rispetto ad una obbligazione vincolata".

domenica 20 dicembre 2009

In aumento i pignoramenti

[DI TUTTE LE GUIDE TURISTICHE, LA MIGLIORE PER ANDARE IN VACANZA E' IL LIBRETTO DEGLI ASSEGNI. Evan Esar]
È uno degli incubi peggiori degli italiani: non riuscire a pagare le rate, non rispettare un debito, e dunque perdere la casa. Con tanto di pignoramento e vendita all’asta. Un’incubo che riguarda sempre più famiglie. Almeno secondo i dati raccolti dalle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. Che hanno spulciato negli archivi delle sezioni fallimentari dei tribunali delle principali città italiane. Traendone uno scenario preoccupante: nel 2009 c’è stato un vero e proprio boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari, aumentate del 15,2% in un anno. Nel triennio 2007-2009, sempre secondo i dati diffusi dalle due associazioni, i pignoramenti sono addirittura aumentati del 60,5%, raggiungendo quota 130 mila case messe all’asta. A guidare la classifica dei pignoramenti è Milano, dove le procedure giudiziarie hanno riguardato circa 2.733 case, con un incremento stimato del 15,5% in un anno. Seguono, in questa poco piacevole classifica, Roma (a quota 2.157 esecuzioni, +18,1%), e Monza (1.040 vendite all’asta, +20,2% sul 2008). «L’insostenibile crisi economica - commenta il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti - porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che mangia il 33% del reddito, e ciò si traduce in un rischio reale di insolvenza per almeno 350 mila famiglie». Una preoccupazione che trova conferme anche nei dati ufficiali. Come quelli di Bankitalia: il flusso di nuove sofferenze per le famiglie sui mutui, rettificate in rapporto ai prestiti, è salito nel terzo trimestre del 2009 a quota 1,5% contro lo 0,9% dello stesso periodo del 2008. E anche la Caritas, in un rapporto sul credito diffuso alcuni giorni fa, aveva messo in guardia: 1 famiglia su 4 tra quelle che acquisterà casa con un mutuo nel corso del prossimo anno rischia di scivolare sotto la soglia di povertà. Proprio per questo l’Abi ha lanciato ieri, in accordo con 13 associazioni dei consumatori, la sospensione di 12 mesi del pagamento delle rate dei mutui per le famiglie in difficoltà, attiva a partire da febbraio 2010. Una misura che però l’Adusbef ha giudicato insufficiente, non firmando il protocollo di intesa e addirittura invitando i consumatori a «tirare la cinghia e pagare, dove possibile, le rate dei mutui cercando di non avvantaggiare ulteriormente, con una "moratoria" onerosa, in particolare sul fronte degli interessi, i signori banchieri». Per Adusbef e Federconsumatori servono dunque misure ancora più incisive. E soprattutto è urgente l’intervento del Governo: «Dopo il decreto salva-banche e le provvidenze per le imprese, il Governo emani anche un decreto urgente "salva-famiglie" - chiedono le due associazioni - con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro a favore di lavoratori a reddito fisso e pensionati. Altrimenti si allargherà la frattura sociale».

giovedì 17 dicembre 2009

Le regioni contro le fs

[IN TUTTI I TEMPI RARI SONO STATI I SINCERI AMICI DELLA VERITA'.
Lord Action]
"Abbiamo chiesto 600 milioni di euro alle Ferrovie dello Stato da destinare a investimenti in Sicilia perché ci sembra assurdo che il materiale rotabile nella nostra regione non sia degno di considerazione alla pari del resto d'Italia. Siamo contenti che si facciano investimenti per migliorare i collegamenti ferroviari tra Roma e Milano ma questo non vuol dire dimenticarsi della Sicilia". Lo ha detto l'assessore regionale ai Trasporti e Turismo Nino Strano durante la conferenza stampa di presentazione delle nuove linee per le isole di Ustica lines.Ai giornalisti, Strano ha ribadito le accuse a Mauro Moretti, ad di Fs, colpevole di privilegiare il Nord dopo che ieri sono state presentati i nuovi tempi di percorrenza dei treni AV, e di escludere la Sicilia con investimenti verso le altre regioni italiane. “Esigiamo anche per la Sicilia e le altre regioni del sud – ha sottolineato l’assessore - una maggiore attenzione e un doveroso adeguamento delle rete ferroviaria”. Dopo la protesta dei pendola­ri, anche le Regioni fanno senti­re la loro voce. E come succede in carrozza, il dito è puntato sul­la qualità dei treni che ci sono (locali in ritardo e sporchi) e sull’importanza di quelli che non ci sono più (Eurostar City tagliati). Il Piemonte la sua stra­da l’ha intrapresa. «Di fronte al­le continue proteste dei pendo­lari abbiamo fatto l’unica cosa da fare: liberalizzare il traporto locale (di competenza delle Re­gioni) e aprire alla concorren­za », afferma il governatore Mer­cedes Bresso. «Il governo ha fat­to una sorta di proroga di sei an­ni alla legge Ue, noi abbiamo scelto un’altra strada». I bandi per tre lotti sono già pubblicati sulla Gazzetta Ue. «A febbraio saranno raccolte le manifesta­zioni di interesse», spiega l’as­sessore Daniele Borioli. Nel 2010 sarà la volta di altri due lotti. Finora hanno mostrato in­teresse aziende pubbliche e pri­vate, italiane e non (tedesche e svizzere). La clausola inderoga­bile: «L’utilizzo di materiale ro­tabile nuovo». Fin qui la rete lo­cale. «Ma ora sembra che si sia arrivati a un triste momento, dice Bresso . Quello dell’ab­bandono di tutta la rete non-Av. Cuneo, Asti, Alessan­dria sono state tagliate fuori. Ho preso spesso il Torino-Bolo­gna, trenaccio ma sempre pie­no ». E adesso? «Adesso stiamo ragionando per ripristinarlo at­traverso accordi senza oneri o con piccole retribuzioni». Le va a ruota Borioli: «Accordi anche con privati, per permettere a di­stretti storici di agganciarsi al­l’Alta velocità. Ne avevamo par­lato anche con Trenitalia...».

Alta velocità penalizza i pendolari

[UN ESSERE UMANO E' LA SOMMA DELLA SUA PAURA E DEL SUO LUPO. Emanuele Trevi]
Cresce e si estende il sistema Alta Velocità di Ferrovie dello Stato. Dal 13 dicembre il collegamento ferroviario Roma-Milano è effettuato in meno di 3 ore: 2 ore e 45 minuti da Roma Tiburtina a Milano Rogoredo, 2 ore e 59 minuti da Roma Termini a Milano Centrale. È quanto annunciato dall’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti, che ha presentato le ultime novità dell’offerta commerciale delle Ferrovie dello Stato. Aumentano i Frecciarossa con il 40% di corse in più e i Frecciargento con l’obiettivo Sud e Nord-est. Tra le novità, il gruppo Fs assicura una migliore puntualità e regolarità dei treni regionali sulle linee convenzionali alleggerite dal traffico dei treni veloci. L'apertura delle nuove linee ad Alta Velocità - spiegano le Fs - recherà «benefici anche al trasporto locale»: sottraendo infatti i Frecciarossa e i Frecciargento alle linee convenzionali, come la Bologna - Firenze e la Milano - Torino, si realizzano «le condizioni perché fra queste città il traffico ferroviario regionale diventi sempre più regolare e puntuale e perché l'offerta possa essere anche potenziata, se richiesto e finanziato dalle Regioni nell`ambito dei relativi Contratti di Servizio». L'apertura dell'intero asse TAV da Torino fino a Salerno nel rispetto dei tempi annunciati testimonia infine «l'affidabilità, l'impegno e la responsabilità del Gruppo Fs verso clienti e istituzioni». L'avvio del nuovo orario porta alcune novità anche sul versante delle tipologie di biglietti acquistabili, dei prezzi e delle offerte commerciali. Diventano tre le categorie di biglietto: biglietto "Flessibile", biglietto "Base" e "Promo". Quest'ultimo permetterà ai clienti in grado di programmare per tempo il proprio viaggio di risparmiare il 15 o il 30% rispetto al prezzo base, a seconda dell'anticipo con cui si prenota (7 o 15 giorni). I biglietti "Promo" in vendita saranno circa 350mila al mese, 200mila dei quali riservati a Frecciarossa e Frecciargento e l'offerta, da promozionale e limitata quindi nel tempo, diventa standard. Il biglietto "Flessibile", leggermente più caro di quello base, comporterà cambi gratuiti e illimitati e rimborso integrale in caso di rinuncia al viaggio. Le andate e ritorno in giornata costeranno 149 euro in prima e 99 euro in seconda classe e saranno posti in vendita carnet elettronici con 10 biglietti al prezzo di 8. I prezzi dei nuovi servizi AV «sono stati definiti in coerenza con l'aumento della frequenza e della velocità delle corse». In occasione del lancio dei nuovi servizi e fino al 28 febbraio si potranno acquistare 100mila biglietti al mese per la seconda classe su tutte le tratte a 48 euro, sulla Milano - Torino due persone potranno viaggiare al prezzo di una (15mila posti disponibili al mese); i biglietti di prima classe non subiranno aumenti. Solo per il 13 dicembre, giornata di lancio dei nuovi servizi, biglietti a 2 euro e 59 per il primo treno che in entrambe le direzioni coprirà il percorso Roma - Milano in 2 ore e 59. E tutti i biglietti a 4 euro e 10 sui primi due Roma-Torino e Torino-Roma in 4 ore e 10.Da qui il progetto di uno shuttle Torino-Bologna, ma an­che di un Torino-Genova che continui verso la Toscana. Un’idea condivisa dal governa­tore della Liguria Claudio Bur­lando: «L’Alta velocità è fonda­mentale. Capisco pure che lì si fanno i soldi, la concorrenza al­l’aereo. Ma le altre tratte non de­vono morire, siamo indignati». E l’assessore Enrico Vesco ag­giunge: «Di fronte all’arroganza di tagli unilaterali ecco la no­stra risposta: la messa a gare di quelle tratte». «Arrabbiato» an­che Alfredo Peri, assessore re­gionale dell’Emilia Romagna (nel 2007 la gara per regionale è stata vinta da un consorzio Trenitalia-ferrovie locali): «Ar­rabbiato per le fermate soppres­se (Faenza, Forlì, Cesena). E per quegli Eurostar City tagliati che da noi erano stati integrati nel servizio regionale con un con­tributo: 110 euro l’anno a cari­co dei pendolari (6000 quelli che hanno aderito), 240 dalla Regione». E il Torino- Alessan­dria- Piacenza- Bologna? «Forse di nicchia ma interessante. Dob­biamo ora valutare i costi». Con­trario invece ad «operazioni spot» l’assessore della Toscana Riccardo Conti: «Il piano regio­nale può essere integrato, e va bene l’apertura alla concorren­za. Ma la competenza di quelle tratte è del governo e il mini­stro deve fare il suo mestiere».

Chi salverà Berlusconi?

[GLI PSICHIATRI MODERNI SONO I NEMICI DELLA TRAGEDIA E DELLA SANITA'. Pablo Picasso]
Nel momento in cui pubblicheremo questo post il presidente del Milan, Silvio Berlusconi, sarà stato dimesso dall’ospedale. Al di là della polemiche inutili sui mandanti inesistenti, il fatto avvenuto domenica ha contribuito a incendiare gli animi già surriscaldati. Un fatto che in pochissimi hanno notato ci interessa mettere in evidenza: il servizio preposto per tutelare il presidente Berlusconi non ha funzionato. La scorta sarebbe privata, come ha scritto qualche giornale, composta da contractors vere e proprio esercito privato utilizzato, per esempio, nelle zone di guerra per effettuare azioni non ortodosse. In Italia abbiamo ancora le forze dell’ordine che, malgrado i tagli effettuati dal governo in carica, riesce ad assolvere egregiamente la sua missione. La vita di Berlusconi è stata affidata a dei professioni privati non molto preparati. Quando Maroni e La Russa sostengono che la sicurezza ha funzionato dicono il falso. Berlusconi ferito non doveva uscire dalla vettura, in casi così critici a dare gli ordini è il capo scorta.

martedì 15 dicembre 2009

Non censurate internet

[NON SI DISCUTE CON LE CREDENZE DELLE FOLLE, COME NON SI DISCUTE CON I CICLONI. Gustave le Bon]

«Stiamo valutando misure più adeguate che intendo proporre giovedì» al Consiglio dei Ministri. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, replica in Transatlantico alla Camera, a chi gli chiede della proposta avanzata ieri e ribadita oggi dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di inasprire le misure anti-contestazione alle manifestazioni, ed estenderle anche ai periodi che non riguardano la campagna elettorale. A questo, ribadisce Maroni, si dovrebbero aggiungere le norme riguardanti Internet. Secondo il ministro è in ogni caso necessario «trovare un equilibrio tra la libertà di manifestazione del proprio pensiero in campagna elettorale e quella di manifestare la propria critica. Tutte queste sono norme che stiamo valutando, per vedere se servono e cosa serve alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni». Replicando alla domanda di una giornalista che gli chiedeva se a suo avviso andasse cambiato l’attuale modello di ordine pubblico Maroni ha detto di no, ma ha anche sottolineato che «l’ordine pubblico non è un modello statico definito cinquanta anni fa ma un modello dinamico sempre adeguato alle nuove esigenze e questo è quello che sta accadendo. Ci sono delle regole poi si tiene conto del contesto, se c’è un percorso o un sit-in eccetera, e mi sembra che finora questa linea abbia dimostrato di funzionare».Le opposizioni scendono in campo per criticare con forza il preannuncaito giro di vite contro il Web. Il leader dell’Udc ha invitato a guardare agli Stati Uniti dove il Presidente Obama «riceve intimidazioni inaccettabili su Internet ma a nessuno è mai venuta in mente l’idea di censurare internet» quindi «attenzione su questo versante: guai a rispondere con provvedimenti illiberali davanti a sfide che richiedono tolleranza zero verso i colpevoli». Sulla stessa linea l'intervento di Roberto Zaccaria, vicepresidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Questa iniziativa, ha detto, «suona solo come un pretesto per un giro di vite delle libertà democratiche: il governo si fermi, non proceda all'oscuramento dei siti internet anche di quelli che diffondono messaggi di istigazione a delinquere». «Le norme per contrastare questi fenomeni - sottolinea Zaccaria - ci sono già e non occorre far ricorso a nuove leggi che sarebbero in chiaro contrasto rispetto alla scelta fatta dal parlamento nel 2006 con la legge 85 sui reati di opinione. Invitiamo il ministro Maroni ad una maggiore prudenza e a tornare indietro rispetto ad una via sbagliatissima come è quella di limitare la libertà di espressione su Internet, una scelta fatta da governi autoritari che vengono aspramente criticati in tutto il mondo». Gli fa eco il deputato del Pd Sandro Gozi: «Inaccettabile e antidemocratica la proposta del ministro Maroni di procedere all'oscuramento dei siti internet che diffondono messaggi di istigazione a delinquere». «Ritengo - spiega Gozi - che i tentativi della maggioranza di controllare e di dare una normativa dura ed inflessibile alla rete siano ingiustificati e dannosi per le potenzialità del web e per la società più in generale: si tratta di tentativi mirati esclusivamente a mantenere lo status quo delle cose e, elemento ancora più grave, ad imbavagliare la libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla nostra Costituzione». «Il confronto democratico, proprio in quanto tale, deve prevedere un utilizzo libero della rete e svincolato da ogni forma di controllo esasperato: ogni affermazione che circola sulla rete - continua il deputato del Pd - può essere condannabile o non condivisibile ma non per questo deve essere censurata, semmai si dovrebbe fare leva sulle responsabilità personali».

lunedì 14 dicembre 2009

MEDIOEVO IRAN


[LA TENTAZIONE E' LA NOSTRA LIBERTA'.
Sergio De Giacinto]
Said Leylaz, un economista che negli ultimi anni ha duramente criticato la politica del presidente Mahmud Ahmadinejad (nella foto), è stato condannato a 9 anni di reclusione e 74 frustate dopo essere stato arrestato in seguito alle proteste post-elettorali l'estate scorsa. Lo riferisce oggi l'agenzia Isna. L'avvocato di Leylaz, Mahmud Alizadeh Tabatabai, ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza. Il legale ha precisato che un anno di reclusione è stato inflitto a Leylaz proprio per i suoi articoli in materia economica pubblicati negli ultimi anni da diversi giornali. Scritti per i quali l'economista è stato riconosciuto colpevole di "propaganda contro il sistema" di governo. Un anno gli è stato inflitto per avere partecipato ad una manifestazione pacifica contro la rielezione di Ahmadinejad, 2 anni e 74 frustate per "insulti ad autorità" e 5 anni per avere partecipato ad incontri con diplomatici stranieri a Teheran. La magistratura iraniana ha detto oggi di avere arrestato diverse persone accusate di essere state presenti ad un episodio in cui una fotografia del defunto ayatollah Ruhollah Khomeini veniva strappata. Lo scrive oggi l'agenzia Isna. La televisione di Stato ha trasmesso nei giorni scorsi immagini di questo fatto, accusando studenti dell'opposizione di essere gli autori. Ma da parte riformista molte voci hanno attaccato l'emittente affermando che si trattava di una messinscena da usare come pretesto per schiacciare il movimento di protesta. Il nipote ed erede diretto del fondatore della Repubblica islamica, Hassan Khomeini, ha mantenuto il silenzio sull'episodio. La Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, ha accusato i leader del movimento di opposizione di avere violato la legge e ha fatto capire di ritenerli almeno indirettamente responsabili dell'episodio. Il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi, annunciando gli arresti, ha sottolineato che "sono stati tutti identificati coloro che si trovavano sul posto, specialmente uno che è stato arrestato lo stesso giorno e ancora si trova in prigione".

E' morto premio Nobel Samuelson


[ESPERTO:UN SIGNORE CHE SBAGLIA COME CHIUNQUE, MA IN MODO PIU' SOFISTICATO E INVITANDOTI UN'ADEGUATA PARCELLA. David Butler]

L'economista americano Paul Anthony Samuelson è morto all'età di 94 anni. Lo annuncia il Wall Street Journal online. Considerato uno dei padri dell'economia moderna, Samuelson è stato il primo americano a ricevere il Nobel, nel 1970. E' stato il Massachusetts Institute of Technology (Mit), cui era particolarmente legato, a dare la notizia del decesso. Il presidente della Fed Bernanke, suo ex studente, lo ricorda come uno dei maggiori teorici del Novecento. Samuelson conseguì il Bachelor's degree all'università di Chicago nel 1935, e il PhD alla Harvard University nel 1941.
Fu, insieme a Paul Sweezy, uno dei migliori allievi di Joseph Schumpeter (tanto che questo era solito chiamare Sweezy "Sir Galaad" e Samuelson "Mago Merlino"). Rifiutato dalla facoltà di Economia di Harvard, sembra per via del fatto che fosse ebreo, si trasferì al Massachusetts Institute of Technology, dove fondò la facoltà di Economia, nella quale ha insegnato per anni.Il 13 dicembre 2009 Paul Samuelson è morto all'età di 94 anni a Belmont, in Massachusetts. Ha lavorato in numerosi campi, tra i quali: Economia del benessere, in cui rese popolari le condizioni di Lindahl-Bowen-Samuelson, un criterio per valutare se una data azione andrà a vantaggio del welfare; Scienza delle finanze, in cui è particolarmente noto per il suo lavoro sull'allocazione ottima delle risorse in presenza di beni pubblici (Modello di Samuelson); Economia internazionale, in cui ha influenzato lo sviluppo di due importanti modelli del commercio internazionale: l'effetto Balassa-Samuelson e il modello di Heckscher-Ohlin (tramite il teorema di Stolper-Samuelson). È inoltre l'autore della Teoria della preferenza rivelata e di un influente manuale, Economics, per la prima volta pubblicato nel 1948, e regolarmente aggiornato per i successivi cinquanta anni. Samuelson è stato il primo economista ad applicare i principi dell'equilibrio termodinamico all'economia. Samuelson ha studiato ad Harvard con Joseph Schumpeter, Wassily Leontief, Gottfried Haberler, e il "Keynes Americano" Alvin Hansen. Inoltre Samuelson era l'unico protegé di Edwin Bidwell Wilson, un matematico che a sua volta era stato l'unico protegé di Willard Gibbs, il fondatore della termodinamica chimica, che fu anche mentore dell'economista americano Irving Fisher: Gibbs ebbe una grande influenza nelle loro idee a proposito dell'equilbrio dei sistemi economici. La monumentale opera di Samuelson del 1947, 'Foundations of Economic Analysis', tratta dalla sua dissertazione di dottorato, si basa sui metodi della termodinamica classica di Willard Gibbs, in particolare sul lavoro del 1876 di Gibbs "Sull'equilibrio di sostanze eterogenee". Nel 1947, basandosi sul principio termodinamico di Le Chatelier, che gli era stato illustrato da Wilson nel corso di un seminario, ha fondato il metodo della statica comparativa in economia. Il metodo spiega i cambiamenti delle soluzioni di equilibrio del problema di massimizzazione vincolato (in economia o termodinamica) quando uno dei vincoli è marginalmente irrigidito e rilassato. Il principio di Le Chatelier è stato stabilito dal chimico francese Henri Louis le Chatelier, che fu anche uno dei primi a tradurre in francese i lavori di Gibbs sull'equilibrio (1899). L'uso che fa Samuelson del principio di Le Chatelier si è dimostrato uno strumento potente ed è stata largamente utilizzato nelle teorie economiche moderne. I tentativi di stabilire analogie tra teoria economica neoclassica dell'equilibrio e la termodinamica risalgono a Guillaume e Samuelson.

Massimo Tartaglia personaggio dell'Anno

[IO STO MORENDO, MA QUELLA PUTTANA DI EMMA BOVARY VIVRA' IN ETERNO. Gustave Flaubert]
"Massimo Tartaglia personaggio dell'Anno"; "Massimo Tartaglia Vergogna!". A poco più di un'ora dall'aggressione al presidente Silvio Berlusconi in Piazza Duomo, il popolo di Facebook già si schiera tra chi condanna fortemente il gesto e chi lo appoggia osannando l'autore del gesto. Tanti i siti nati sul popolare social network: "Tartaglia, (ovvero colui che ha spaccato la faccia a Berlusca)"; "Vergogna a Massimo Tartaglia assalitore di Berlusconi..."; "Io sto dalla parte di Tartaglia". E ancora commenti, gruppi, pagine spontanee. Crescono le adesioni degli utenti di Facebook al gesto di Massimo Tartaglia, l'uomo che ha aggredito in piazza Duomo a Milano il premier Berlusconi. Su una delle numerose pagine intitolate al grafico 42enne si contano già oltre 16 mila fan, a tre ore dal momento dell'aggressione. E aumentano a ritmi vertiginosi i sostenitori, fra cui anche molti stranieri. Commenti e foto ritoccate anche su altre pagine del popolare social network. Una riporta la foto del premier con lividi intorno all'occhio sinistro e alla bocca e la scritta sotto che recita: "I had a dream... Grazie Massimo Tartaglia". Ma il popolo di Facebook si schiera anche contro il gesto di Tartaglia. Contemporaneamente infatti sono stati creati altri gruppi che condannano l'aggressione al premier Berlusconi, stigmatizzando l'accaduto. Questi i nomi di alcuni gruppi: "Uccidiamo Massimo Tartaglia" e "Interniamo Massimo Tartaglia". Scatenati gli utenti anche su 'Twitter', dove proliferano commenti sull'accaduto pro e contro, soprattutto da parte di internauti stranieri: se una ragazza in spagnolo ironizza dicendo che hanno fatto "una faccia nuova" a Berlusconi, un altro microblogger in inglese si chiede: "Cosa ha fatto il povero Berlusconi per meritarsi tutto questo?". Che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi potesse essere oggetto di un'aggressione da parte di un folle era la principale preoccupazione degli uomini dei servizi segreti che si occupano della sicurezza del premier: e infatti il sistema di protezione del Cavaliere era già stato rafforzato e portato ai massimi livelli. Ma, proprio come temevano gli esperti, non è stato possibile riuscire ad evitare del tutto l'aggressione. Meno di due mesi fa, il 14 ottobre, era stato proprio il Dis, il dipartimento per le informazioni per la sicurezza a mettere in guardia il premier dalla possibilità che si verificasse un nuovo episodio come quello di piazza Navona, quando uno sconsiderato tirò un cavalletto contro il premier. Non è escluso, sottolinea l'informativa del Dis, che Berlusconi possa essere "oggetto di contestazioni in occasioni di eventi pubblici non escludendosi anche gesti violenti di mitomani isolati, difficilmente individuabili in sede di azione preventiva". Nell'informativa i servizi segreti ribadivano anche che non c'erano "specifici riscontri" di minacce reali nei confronti del premier ma, appunto, solo il rischio che qualcuno in modo isolato tentasse di colpirlo. Ed è quello che é avvenuto ieri a Milano. Subito dopo l'allarme dei Servizi, il dispositivo di sicurezza del Cavaliere, era stato comunque rafforzato ulteriormente e portato ai massimi livelli. In particolare, secondo quanto si apprende, proprio in occasione del contatto con la folla il dispositivo prevede due anelli di protezione: uno più stretto, composto da quattro persone e uno, più largo, di cui fanno parte almeno sei persone. Qualcosa però non avrebbe funzionato visto che Massimo Tartaglia è comunque riuscito a colpire il presidente del consiglio, arrivando quindi praticamente a contatto con lui. Che quello di Tartaglia fosse un gesto isolato lo confermano, tra l'altro, le informazioni che gli uomini della Digos hanno raccolto subito dopo averlo fermato. L'uomo risulta essere da almeno una decina di anni in cura al Policlinico di Milano per una forma di disagio psicologico. E inoltre, in piazza, fanno notare fonti investigative, non c'erano gruppi organizzati o rappresentati dei centro sociali, con i quali, peraltro Tartaglia non ha alcun rapporto. Alla Digos su di lui non c'era alcun fascicolo né informazioni di alcun tipo.

sabato 12 dicembre 2009

Il colosso Lochkeed Martin subentra ad Algese2

[PER UN INTELLETTUALE CHIAREZZA EQUIVALE AD ONESTA'. Ernesto Rossi]

La società statunitense, Lochkeed Martin assicurerà il supporto logistico ai circa 200 velivoli imbarcati nelle unità che compongono la VI Flotta , agli squadroni di sorveglianza e pattugliamento marittimo e agli aerei cargo dell’US Navy e dell’US Air Force che movimentano le truppe e gli armamenti destinati in Iraq, Afghanistan e Pakistan. Inoltre, con la costituzione di AFRICOM, il comando per le operazioni delle forze armate USA nel continente africano, gli scali di Catania - Sigonella e Napoli-Capodichino sono diventati i principali terminal per le missioni dell’US Navy e dei reparti impegnati stabilmente a presidio delle acque del Corno d’Africa e dell’Africa occidentale. Nella gestione dei servizi aeroportuali, Lochkeed Martin prenderà il posto del consorzio italiano “Algese2”, costituito dalle società Alisud, Gesac e Servisair. Alisud, in particolare, è un’antica conoscente del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America. Si tratta di uno dei più fedeli contractor di Washington: nel periodo compreso tra il 2000 e il 2008, l’azienda napoletana che ha pure in gestione l’handling degli scali di Venezia, Bologna, Napoli Capodichino, Catania-Fontanarossa e Palermo, ha sottoscritto 13 contratti con diverse agenzie del Pentagono, fatturando complessivamente 105.830.929 dollari. Per Alisud perdere i due scali militari significa una stangata economica non indifferente. Non dobbiamo dimenticare che gli scali civili in Italia, e non solo, raramente riescono a fare utili. Gli scali militari sono soldi sicuri ogni mese. La marina militare degli Stati Uniti ha assegnato al colosso industriale Lockheed Martin di Bethesda, Maryland, la gestione delle operazioni aeroportuali nelle basi USA di Napoli-Capodichino e Catania - Sigonella. Il contratto, per un valore di 14,6 milioni di dollari, entrerà in vigore nel febbraio 2010 e avrà una durata di sette mesi. È tuttavia prevista la possibilità di estendere la gestione dei servizi per ulteriori cinque anni con una spesa ulteriore di 124,9 milioni di dollari.

Fs: aumenti senza controllo

[L'ILLUSIONE NON SI MANGIA, DISSE LA DONNA. NON SI MANGIA, MA ALIMENTA, RIBATTE' IL COLONNELLO.
Gabriel Garcia Marquez]
No ad aumenti del 10%-15% dei biglietti ferroviari a partire da domani,13 dicembre, con l'apertura della intera linea alta velocità Torino-Salerno. Le associazioni dei consumatori si schierano contro "aumenti indifferenziati. Possiamo accettare adeguamenti delle tariffe sull'alta velocità, visto che sono collegati a un miglioramento del servizio" dice Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum. Se gli adeguamenti per l'Av, dovessero servire da cavallo di Troia per procedere ad aumenti sul resto delle linee, allora faremo mure" aggiunge Giordano. "Si tratta di aumenti relativi al miglioramento del servizio Alta velocità, con un forte taglio ai tempi di percorrenza e con un aumento della frequenza di corse", replicano dalle Ferrovie. Le associazioni dei consumatori sono impegnate in un tavolo di confronto con Trenitalia, società di trasporto del gruppo Fs, relativi alla carta dei diritti dei passeggeri e anche alla questione tariffe. "Nessuno ci aveva comunicato questi nuovi aumenti" lamentano i consumatori segnalando rincari fino al 15% dei biglietti. Così, un biglietto di seconda classe Milano-Roma passa da 75,10 euro a 89 euro. In prima invece lo stesso viaggio costerà dal 13 dicembre 109 euro invece di 103,60. Milano-Bologna 41 euro in seconda classe, invece di 37,10 euro costo attuale: in prima 56 euro (da 53,20). Bologna-Firenze, tempo di percorrenza 37 minuti, 24 euro in seconda classe invece di 18,10 euro se si parte entro il 12 dicembre, 26 euro in prima, invece delle 24,70 attuali. Domani entra in vigore anche il nuovo orario di Trenitalia, che restaré valido fino al 12 giugno 2010.

Nuovo treno andrà a 350 km/ora

[E' PIU' DIFFICILE INTERPRETARE LE INTERPRETAZIONI CHE INTERPRETARE LE COSE. Michel de Montaigne]

Dovrà raggiungere una velocità di 350 chilometri orari, avere una capienza di 600 posti per 200 metri di lunghezza, raddoppiabili. Ma soprattutto il nuovo supertreno che vuole l'ad di Ferrovie, Mauro Moretti, dovrà essere trasformista e molto, molto flessibile. Capace cioè di mutare completamente assetto interno in poche ore, dalla sera alla mattina, per ogni esigenza di mercato, soprattutto europeo. Sarebbero queste alcune tra le peculiarità indicati ai costruttori invitati dalle Ferrovie a partecipare alla maxi-gara da 1,2 miliardi per 50 nuovi treni alta velocità. Le proposte, a quanto risulta, dovranno essere consegnate il 10 marzo 2010. Altra caratteristica imprescindibile, la capacità di 'oscillare' di 1,5 gradi, per assicurare una massima stabilità in curva ad alta velocità. Le lettere inviate da Trenitalia il 30 novembre scorso, sarebbero indirizzate a sei tra i maggiori costruttori mondiali: Bombardier, Ansaldo Breda, Alstom, Siemens, Kawasaki, la spagnola Caf.

venerdì 11 dicembre 2009

La Cisal abbandona la lotta?

[ABBIAMO SOLTANTO LA FELICITA' CHE SIAMO IN GRADO DI CAPIRE.
Maurice Maeterlinck]
Una nota della Cisal, in data 3/12/2009, ci lascia perplessi. La nota della Cisal è stata mandata alla c.a. dell'amministratore delegato e del direttore generale della Gesap.
" ... con la presente - si legge nella nota - disconosce, formalmeGiustificante e sostanzialmente, tale documento e qualunque altro non presenti la firma del segretario aziendale o degli Rsa di sede. Si coglie inoltre l'occasione per ribadire la consueta disponibilità della scrivente a interloquire con la direzione generale dell'ente (Gesap) per garantire i lavoratori dell'azienda ed affrontare ai tavoli sindacali tutti i temi che abbiano diretta ricaduta sulla organizzazione del lavoro.
Se abbiamo letto bene la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori ha deciso di non combattere più contro la Gesap. Circa un mese fa aveva definito intollerabile il comportamento dei vertici Gesap nei confronti dei movimenti sindacali, denunciando il comportamento antisindacale della Gesap nelle sedi opportune. Tale lotta era iniziata insieme alla Cisl, Uil e Ugl. Cisl e Cisal hanno abbandonato la battaglia. L'unica speranza e che la Uil e l'Ugl possano continuare a essere coerenti con quello che pensano.

giovedì 10 dicembre 2009

RISCHIO DEFAULT PER LA GRECIA?

[DELLE PERSONE CHE AMIAMO CI BASTA L'ESISTENZA.
Nicolas Gomez Davila]

Il declassamento del debito sovrano della Grecia e la ristrutturazione dei 26 miliardi di dollari di debiti di Dubai World creano allarme sui mercati. I timori per Grecia e Dubai frenano le Borse europee e fanno calare i listini asiatici, con Tokyo che perde l’1,3%. Anche l’euro ne risente e scende sotto quota 1,48 dollari, toccando in mattinata un minimo di 1,4670 dollari. In Grecia il ministro delle Finanze, George Papaconstantinou assicura che non c’è nessun rischio di default. «Ci stiamo muovendo nella giusta direzione per rassicurare i mercati e i cittadini» dice il ministro, in un’intervista alla tv Bloomberg, dopo che ieri Fitch ha declassato a 'BBB+' il debito sovrano della Grecia, portando l’outlook a negativo e oggi la stessa Fitch ha messo tutta la finanza strutturata della Grecia sotto osservazione con implicazioni negative. Papaconstantinou comunque getta acqua sul fuoco e nel suo intervento ricorda che il paese, pur contando sull’ombrello dell’Ue, punta sulle proprie forze per superare la crisi. Intanto crescono i timori per la crisi di Dubai. La paura è che i debiti a rischio siano quasi il doppio dei 26 miliardi di dollari che Dubai World intende ristrutturare. Si parla di quasi 47 miliardi di dollari, una cifra che coinvolgerebbe anche ad altre società finora rimaste ai margini della temuta insolvenza. Finora i debiti da ristrutturare sono ufficialmente 26 miliardi di dollari e riguardano soprattutto il colosso immobiliare Nekheel, le cui passività nel primo semestre sono cresciute del 7,2% a 20 miliardi di dollari e le cui perdite semestrali ammontano a 3,65 miliardi di dollari. Tuttavia ci sono almeno altre 5 società che potrebbero annunciare a breve la propria impossibilità ad onorare le scadenze sui debiti. Si tratta di Istithmar, Draydocks, Dubai Financial, Dubai Holding Investment e Dubai International Capital. In questo caso i debiti a rischio salirebbero a quasi 35 miliardi di dollari. Intanto la Istithmar World, il colosso che detiene le partecipazioni internazionali di Dubai World, ha perso W Hotel, la sua catena di alberghi a Manhattan, che è stata venduta per soli 2 milioni di dollari a un’asta di pignoramento. Istithmar fa sapere che questa operazione non rientra nella ristrutturazione del debito di Dubai World ma la perdita è ugualmente pesante. La catena di hotel era stata acquistata per 282 milioni di dollari nel 2006 e all’asta è stata comprata per appena 2 milioni di dollari da LEM Mezzanine, un fondo di private equity legato alla società immobiliare Lubert-Adler Partners. Intanto il Financial Times fa sapere che un’emissione di bond della Dubai Electrity and Water Authority (Dewa) da 2 miliardi di dollari, con scadenza nel 2036, potrebbe essere riscattata in anticipo il prossimo 14 dicembre, quando scade anche il bond islamico da 4 miliardi di dollari di Dubai World. Dewa smentisce la notizia, anche se l’impressione è che i debiti a rischio di Dubai tendano ad allargarsi a macchia d’olio. Ieri l’agenzia internazionale Moody’s ha declassato il rating di sei società di Dubai World, portando a livello junk e cioè ’spazzaturà il rating di Dp World, uno dei gioielli di Dubai, la società che controlla 49 grandi porti in tutto il mondo e che non rientra ufficialmente nella ristrutturazione. Se anche Dp World dovesse risultare a rischio di default, il debito da ristrutturare di Dubai salirebbe a 46,7 miliardi di dollari, quasi il doppio del debito di cui finora si è annunciata la ristrutturazione.

L'Ue: deficit sotto il 3% entro il 2012

[MA DOVE TROVERO' MAI IL TEMPO PER NON LEGGERE TANTE COSE.
Karl Kraus]
Per l’Italia servirà una «correzione moderata» del deficit rispetto ad altri Paesi: ma «il basso livello di crescita potrà creare maggiori difficoltà per ogni aggiustamento di bilancio. Il commissario Ue avverte il governo e presenta una raccomandazione in cui si chiede all’Italia di tornare al di sotto del 3% nel 2012. «L’Italia ha uno dei debiti più elevati dell’Ue e con la Grecia sta vicino al limite massimo», ha spiegato Almunia aggiungendo: «Nel lungo termine è vero che non peggiora tanto». La Commissione europea ritiene che il 2012 sia «una scadenza appropriata alla luce del debito molto alto e del relativo pagamento di interessi» per ridurre il deficit al di sotto del 3% fissato dal Patto di stabilità e di crescita. Bruxelles raccomanda che il governo attui le misure di bilancio nel 2010 così come sono pianificate nel pacchetto di bilancio triennale confermato nel Dpef 2010-2014 e assicuri un aggiustamento medio annuo dello 0,5% del Pil nel periodo 2010-2012. «Il debito italiano - conclude la Commissione - dovrebbe raggiunge il 115% del Pil nel 2009». Per Almunia l’aggiustamento richiesto pari allo 0,5% del Pil «è moderato, il più piccolo dell’Ue. Però lo diciamo ogni volta che l’Italia è il Paese che ha perso più produttività negli ultimi anni». Quella arrivata dall'Europa è una raccomandazione ampiamente attesa, e nei giorsi scorsi il ministro Tremonti ha spiegato che l’Italia è rientrata nella «normalità» europea. «Come crescita economica - ha detto Tremonti - noi siamo più o meno nella media europea, una media fatta da paesi che hanno molto deficit o paesi con deficit come il nostro. Ma quello che sembra evidente dai numeri che ci ha dato la Commissione è il rientro dell’Italia nella normalità come crescita e come deficit. Il debito viene normalizzato dal fatto che ci si dice che cresce meno dall’altro e che non abbiamo debito privato». L’Italia dovrà riportare il suo deficit al di sotto del 3% entro il 2012, procedendo ad una correzione annuale sostanziosa e più che doppia rispetto allo 0,5% indicato dal Patto di stabilità e di crescita. È quanto si prepara a chiedere la Commissione europea, che mercoledì presenterà le sue raccomandazioni agli Stati membri che hanno una situazione di deficit eccessivo. All’Italia, che in base ai dati delle ultime previsioni Ue avrà un disavanzo del 5,3% nel 2009 e nel 2010 e del 5,1% nel 2011 e secondo il governo sarà 5,3% per quest’anno, del 5% nel 2010, del 3,9% nel 2011, del 2,7% nel 2012, è stato concesso un anno in meno rispetto ad altri paesi. Francia, Germania e Spagna sono infatti alle prese con disavanzi ben maggiori: Madrid avrà rispettivamente l’11,2%, 10,1% e il 9,3%, Parigi un 8,3%, seguito da 8,2% per il 2010 e da 7,7% per il 2011, mentre Berlino, dopo il 3,4% del 2009, segnerà il 5% e il 4,6% per il 2010 e 2011. La Francia, che ha annunciato che tornerà sotto il 3% nel 2014 invece che nel 2015, conterebbe, secondo quanto si apprende, di riuscire a negoziare un anno in più con la Commissione da qui a mercoledì. Le raccomandazioni giungono dopo che l’esecutivo comunitario ha fatto il primo passo, il 7 ottobre scorso, per l’apertura di una nuova ondata di procedure per deficit eccessivo, tra cui una nei confronti dell’Italia. La crisi economica e la recessione hanno portato i disavanzi europei a livelli record, con una media di Eurolandia al 6,4% per il 2009, al 6,9% nel 2010 e al 6,5% per il 2011. Ma visto che la crescita è ripartita, seppur in maniera ancora fragile e incerta, le autorità europee hanno indicato il 2011 come data per iniziare la "strategia di uscita" dalle politiche espansive decise per far fronte alla crisi economica.

martedì 8 dicembre 2009

CONTINUA LA REPRESSIONE IN IRAN

[NESSUNO ARRIVA IN PARADISO CON GLI OCCHI ASCIUTTI. Thomas Adams]
Ingenti forze anti-sommossa sono state schierate dalle prime ore di oggi attorno alla principale università di Teheran, nel centro della capitale, per prevenire manifestazioni dell'opposizione in occasione della 'giornata dello studente', celebrata ogni anno ufficialmente dal regime. Nel resto della città, riferiscono testimoni, lo schieramento delle forze di sicurezza appare per il momento minore rispetto agli ultimi raduni di protesta, il 4 novembre scorso. A partire da stamane, come già successo due giorni fa, l'accesso a molti siti Internet stranieri è bloccato o reso molto difficoltoso. Un espediente già usato dalle autorità in occasione delle proteste degli ultimi mesi, apparentemente per contrastare la diffusione di immagini di raduni e scontri riprese dagli stessi manifestanti con i cellulari. Nelle ultime settimane i siti riformisti hanno dato notizia degli arresti di diversi dirigenti studenteschi volti a prevenire manifestazioni e la polizia ha avvertito che agirà "severamente" contro qualsiasi manifestazione "illegale", in particolare se gli studenti dovessero cercare di uscire dalle università e riversarsi nelle strade. Attraverso la rete della controinformazione sono circolati negli ultimi giorni appelli ai cittadini comuni perché si riuniscano all'esterno degli atenei per esprimere solidarietà agli studenti. La 'giornata dello studente' si osserva ogni anno in Iran il 7 dicembre, anniversario dell'uccisione di tre universitari in incidenti scoppiati a Teheran nel 1953 durante una visita dell'allora vice presidente Usa Richard Nixon. Una ricorrenza normalmente celebrata nelle università con manifestazioni ufficiali del regime dai toni anti-americani. Quest'anno, tuttavia, l'opposizione ha deciso di approfittare dell'occasione per tornare a fare sentire la propria voce. Testimoni sul posto riferiscono di scontri tra polizia e dimostranti sono segnalati in piazza Enghelab, nei pressi della principale università di Teheran. Secondo le stesse fonti, dall'interno dell'Università alla quale le forze di sicurezza vietano l'accesso ai comuni cittadini da stamane, giungono grida di 'Allah Akbar' (dio è grande) e slogan anti-governativi scanditi dagli studenti. Stesse scene sono segnalate all'università Sharif, l'ateneo scientifico più prestigioso dell'Iran. Le forze di sicurezza sono presenti in maniera massiccia anche in altri punti dell'area centrale di Teheran, specialmente sulla Piazza Haft Tir, da dove nei mesi scorsi sono partiti cortei dell'opposizione. Moltissimi sono gli agenti in borghese. Scontri sono segnalati da testimoni dentro l'Università di Teheran e fuori, su varie piazze intorno all'ateneo. Gli incidenti più gravi, secondo le stesse fonti, sono in corso sulla Piazza Vali Asr, dove le forze di sicurezza si scontrano con i manifestanti. Altri episodi simili sono segnalati sulla Piazza Enghelab. All'interno dell'Università si affrontano gli studenti dell'opposizione e quelli membri dei Basiji, le milizie dei volontari islamici. Nuovi scontri sono avvenuti oggi all'università di Teheran fra studenti dell'opposizione e sostenitori del governo, secondo quanto reso noto dall'agenzia Irna. Secondo alcune testimonianze, sono intervenute le forze di sicurezza, che hanno anche fatto uso di lacrimogeni. L'Irna ha aggiunto che vi è stato un lancio di pietre e che alcune finestre sono andate in frantumi, ma non ha dato notizia di feriti. Ieri gravi scontri erano avvenuti intorno all'università di quando la polizia è intervenuta per disperdere migliaia di manifestanti dell'opposizione che si erano radunati in occasione della 'giornata dello studente', celebrata ogni anno ufficialmente dal regime. Secondo il capo della polizia di Teheran, Azizollah Rajabzadeh, 204 persone sono state arrestate negli incidenti.
Il procuratore generale dello Stato iraniano, Gholamhossein Mohseni-Ejei, ha detto oggi che "non ci sarà più tolleranza" per i capi dell'opposizione e per coloro che partecipano a manifestazioni di protesta. "Da ora - ha affermato il procuratore in una conferenza stampa, di cui ha riferito l'agenzia Fars - chiunque prenda iniziative per minare la sicurezza e l'ordine sarà affrontato severamente". Mohseni-Ejei ha invitato "i genitori a fare attenzione che i loro figli non vengano ingannati dai mezzi d'informazione stranieri" e siano così convinti a partecipare alle proteste. "D'ora in poi - ha aggiunto - le famiglie non potranno più lamentarsi quando qualcuno verrà arrestato". Alla domanda di un giornalista se verranno prese misure contro capi ed esponenti dell'opposizione, in particolare Mir Hossein Mussavi, Mehdi Karrubi e Faezeh Hashemi, figlia dell'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, il procuratore generale ha risposto: "Agiremo contro chiunque, ad ogni livello, metta in pericolo la sicurezza".
Faezeh Hashemi, figlia dell'ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani, è stata fermata ieri per circa un'ora mentre partecipava ad una manifestazione dell'opposizione in un'università di Teheran. Lo riferiscono oggi alcuni siti riformisti. La donna, che già lo scorso giugno era stata arrestata per due giorni per essere scesa in piazza nei raduni di protesta post-elettorali, è stata bloccata dalle guardie dell'università Azad ed è stata tenuta in una stanza per circa un'ora prima di essere rilasciata. Le stesse fonti riferiscono che ieri, dopo aver parlato durante una manifestazione di universitari, è stato arrestato Majid Tavakkoli, leader del movimento studentesco del politecnico Amir Kabir di Teheran, che ha già trascorso un anno e mezzo in carcere a partire dal 2007. Arrestato una prima volta nel maggio di quell'anno con altri due studenti e condannato per 'insulti ai sacri valori religiosi' e 'propaganda contro il regime', Tavakkoli fu liberato solo dopo 15 mesi. A partire dal febbraio di quest'anno è stato nuovamente incarcerato per tre mesi per aver preso parte ad un raduno di dissidenti. La procura di Teheran ha intanto confermato oggi che vi sono stati ''alcuni arresti'' durante le manifestazioni di ieri, ma non ne ha precisato il numero.

Caltagirone Bellavista e Benetton interessati alle azioni Gesap

[SE NON CI FOSSERO LE SOFFERENZE DEGLI ALTRI A FARCI RIDERE, NON RIDEREMMO MAI. Antonio Delfini]
La famiglia Benetton è una famiglia di Treviso, fondatrice nel 1965 della nota azienda di abbigliamento Benetton. I fratelli della prima generazione (Luciano, Giuliana, Gilberto e Carlo) sono riusciti a creare una grande impresa partendo da condizioni difficili: nel 1945 perdono il padre e Luciano, il maggiore, deve contribuire al sostentamento della famiglia a soli dieci anni. La loro attività ha inizio quando negli anni '60 aprirono una piccola fabbrica di maglioni che poi si è ingrandita divenendo la grande multinazionale che è adesso. Dal 2003 la famiglia ha fatto un passo indietro dalla gestione e ha assunto un ruolo di azionista lasciando al management (AD Silvano Cassano e dal 1º giugno 2007 AD Gerolamo Caccia Dominioni) l'onere della gestione quotidiana. La seconda generazione è presente con Alessandro Benetton, figlio di Luciano, nel ruolo di vicepresidente esecutivo. Recentemente Luciano Benetton ha ceduto 330.000 azioni a Telecom, pari allo 0,18% del capitale, per un controvalore di 2,01 milioni di euro. Lo si apprende dalle dichiarazioni relative alle operazioni di persone rilevanti all'interno delle società quotate, da cui risulta che l'operazione è avvenuta in due tranche, rispettivamente lo scorso 2 e 3 dicembre, ad un corrispettivo per azione di 6,13 e 6,1 euro, contro un prezzo di borsa di 6,11 e 6,07 euro.Gli attuali marchi d'abbigliamento del gruppo sono: United Colors of Benetton, Undercolors, Sisley, Playlife, Killer Loop. L’azienda ha una produzione totale di oltre 160 milioni di capi l’anno. La rete commerciale di 6.200 negozi nel mondo genera un fatturato totale di oltre 2 miliardi di euro. La politica del gruppo Benetton si basa su prezzi relativamente bassi per massimizzare i profitti.La delocalizzazione degli impianti produttivi ha comportato la chiusura di numerose fabbriche in Italia, come nel caso di Cassano Magnago. Nel 2006 è stato chiuso il primo negozio Benetton: era stato inaugurato nel 1968 in via Calimala a Firenze. Per anni la finanziaria di famiglia è stata Edizione, una holding controllata attraverso la società in accomandita per azioni Ragione di Gilberto Benetton & C SApA. Nella seconda metà del 2007 la famiglia ha ristrutturato l'imponente rete di partecipazioni che ha costruito nel tempo creando due separate holding controllate direttamente da Ragione SApA: Edizione Holding, focalizzata sul settore retail con partecipazioni in Benetton Group e Autogrill ;Sintonia SpA, focalizzata sugli investimenti nelle infrastrutture, come Atlantia, Grandi Stazioni, Aeroporti di Roma, Aeroporto di Torino, Aeroporto di Firenze (foto), Aeroporto di Bologna (prossimamente aeroporto di Palermo?). Il 14 dicembre 2007 Ragione SApa è entrata nel patto di sindacato di Mediobanca acquistando il 2,17% di azioni dalla quota che Unicredit ha messo in vendita in seguito alla fusione con Capitalia. Il 23 luglio 2008 la famiglia Benetton ha annunciato un accorciamento della catena di controllo per cui Edizione Holding e Sintonia SpA sono state tutte fuse per in Ragione SApA, la quale ha preso il nome di Edizione srl. La fusione ha piena efficacia dal 1º gennaio 2009. Dopo questo riassetto la famiglia Benetton controlla la nuova Edizione, la quale contiene tutte le partecipazioni del gruppo. In fondo l' ingresso con 20 milioni nel capitale della neonata Cai, la società incaricata di salvare l' Alitalia, doveva essere la sua piccola rivincita. Trent' anni fa, quando si parlava della potente famiglia Caltagirone, immobiliaristi sulla cresta del successo e vicini alla corrente dc andreottiana, si parlava soprattutto di lui, di Francesco Bellavista Caltagirone. Poi, dopo lo scandalo Italcasse del 1981 che lo aveva colpito con un mandato d' arresto insieme al fratello Gaetano, Francesco si era dato alla macchia emigrando all' estero, dove sarebbe rimasto per molti anni, fino alla completa assoluzione. Franco comprò Vianini dallo Ior per una manciata di miliardi di lire e da quel momento divenne lui l' astro nascente della famiglia, e oggi ha Cementir, più un gruppo editoriale a cominciare dal "Messaggero" di Roma e dal "Mattino" di Napoli. Franco Caltagirone venne subito soprannominato il "cugino buono" per differenziarlo dagli altri due, Francesco e Gaetano, che per primo cognome tra l' altro facevano Bellavista. Ma se Franco Caltagirone era chiamato il "cugino buono" gli altri due, fino a quel punto assai più noti del più giovane parente, avevano evidentemente ben altra nomea. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Franco Caltagirone è un personaggio ben noto alle cronache finanziarie, con le sue incursioni nella scalata alla Bnl insieme ai 'furbetti del quartiere', con l' acquisto di numerosi pacchetti azionari, tra cui Rcs (comprato e poi venduto) e, recentemente, di Generali. Oltre, naturalmente al 4 per cento di Mps, banca di cui è anche vicepresidente. È del 1994 l' acquisto dell' Acqua Marcia che dopo il fallimento di Vincenzo Romagnoli era finita al Sanpaolo di Torino. Oggi il Gruppo Acqua Marcia fattura 220 milioni di euro (dato 2007) e non è presente soltanto nello sviluppo immobiliare: ha diversificato nel settore dell' handling aeroportuale (con la società Ata), gestisce l' aeroporto privato di Linate (dedicato agli executive, ma è il più grande d' Europa per traffico), possiede diversi alberghi nel Sud (soprattutto a Palermo, dove tra l' altro ha i famosi Villa Igiea, il Grand Hotel et des Palmes, e il San Domenico di Taormina). Il turismo è l' ultima 'gamba' del suo piccolo gruppo e lo stuzzica sempre di più: dal 2005 Acqua Marcia è infatti attiva, oltre che negli alberghi, anche nel settore aeroportuale, con l' esecuzione delle opere di terra dell' approdo di san Lorenzo al Mare, la realizzazione del porto turistico di Imperia e del nuovo porto turistico di Siracusa. Nell' operazione di salvataggio Alitalia entra per i contatti già avviati dalla precedente cordata, quella di Bruno Ermolli, più tentata che messa in piedi per la verità. Sul conflitto d' interessi, essendo il Gruppo Acqua Marcia presente nei servizi aeroportuali e nella gestione di un aeroporto, lui minimizza, dice che non c' è alcun intreccio anomalo con l' operatività della compagnia di bandiera.