giovedì 30 aprile 2009

Condanna per il tesoriere di Craxi




Confermata dalla Cassazione la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d'appello di Milano nel 2005 a Maurizio Raggio. L'accusa era quella di riciclaggio e ricettazione in relazione alla gestione di importanti somme facenti capo a Bettino Craxi e frutto di illeciti finanziamenti al Psi. Raggio e' l'ex compagno della contessa Vacca Agusta, trovata morta nel 2001 su una spiaggia della Costa Azzurra dopo essere precipitata dal Belvedere della sua villa Altachiara a Portofino. Dunque, condanna definitiva per l' ultimo custode dei conti segreti di Bettino Craxi, dell' uomo che aveva accettato di mettere il proprio nome nelle carte delle banche svizzere e dei Caraibi nei momenti più duri, quelli dell' irresistibile caduta del lider maximo, quando, uno dopo l' altro, i prestanomi dei tempi d' oro si arrendevano ad Antonio Di Pietro. Per Maurizio Raggio, il playboy di Portofino divenuto il compagno della contessa Francesca Agusta, e da questa trascinato nell'ultima partita al fianco dell' ex leader socialista, le manette sono scattate in una cittadina messicana, dove è stato rintracciato dalla polizia nel maggio del 1995. Sulla sua testa pendeva dal 12 ottobre dello scorso anno un ordine di custodia internazionale spiccato dal pool milanese per riciclaggio, dopo che il suo nome era stato scoperto nei conti esteri del Psi. Era stato proprio il biondo Raggio a prendersi la briga di svuotare gli ultimi conti svizzeri dell' ex presidente del Consiglio nel febbraio del 1993, quando il segreto bancario della Confederazione aveva iniziato a traballare sotto l' incalzare di Mani pulite. Era stato Raggio a far sparire, per destinazione ignota, probabilmente le Bahamas, i quindici miliardi che ancora giacevano su quel conto. Ed era stato sempre Raggio, mentre già scappava per
l'Europa inseguito dagli ordini di cattura firmati da Antonio Di Pietro, a commettere
l'imperdonabile leggerezza di chiamare Bettino Craxi dal telefono della sua stanza in un albergo ginevrino. Con il risultato che le tracce della conversazione tra l' esule ad Hammamet e il fuggiasco era rimasto scolpito nei tabulati dell' hotel Richmond. Destinazione, 002162281366, il numero della residenza tunisina dell' ex leader del Psi. A Di Pietro il giovanotto di Portofino era sfuggito per un soffio, una Mercedes che sfila via dal cancello di Villa Altachiara, la casa sul Tigullio della contessa Francesca Vacca Agusta, che i carabinieri stanno per circondare. A bordo c' è Maurizio Raggio che si precipita verso uno dei migliori alberghi del mondo, il de Paris di Monaco, e lì si ricongiunge con la contessa. Ma la coppia torna a dividersi presto, stando almeno alle parole della nobildonna. Che qualche giorno dopo fa sapere: "Non sono scappata con Raggio, non mi trovo con lui". I carabinieri, però, cercano tutti e due nello stesso posto: la tenuta messicana della contessa a Cuernavaca, la grande fazenda dove a festeggiare il Capodanno del 1993 erano arrivati dall' Italia anche i coniugi Craxi. Ma nella villa i fuggiaschi non ci sono, anche se i carabinieri della Catturandi, partiti dal Nucleo operativo di Milano, hanno la sensazione che i due non siano molto lontani da lì. La contessa si prende anche il lusso di mandare lettere ai giornali e interviste videoregistrate alla Rai, nelle quali si definisce una ragazza "schiva", il cui unico torto è non aver tradito l' amicizia con Craxi. E dice che, anche se dei conti di Bettino non sa niente, non intende tornare, per non diventare ostaggio degli spietati giudici milanesi. Maurizio Raggio invece si sposta qua e là per il Centroamerica, mentre contro di lui partono altri due ordini di custodia per corruzione.

mercoledì 29 aprile 2009

De Magistris: un volto nuovo in Europa


Luigi de Magistris (nella foto accanto)è stato prosciolto nell'ambito dell'inchiesta «Toghe lucane» dalle accuse di rivelazione di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio. È quanto rende noto l'ufficio stampa di Italia dei Valori partito per il quale l'ex pm sarà candidato alle prossime elezioni europee. «Con il provvedimento emesso dal gip di Salerno - sottolinea la nota - è stata provata l'assoluta correttezza e gli ostacoli posti alle inchieste dell'ex pm Luigi de Magistris. Il gip di Salerno Maria Teresa Belmonte ha accolto le richieste di archiviazione presentate dalla procura di Salerno in riferimento alle accuse che erano state mosse a Luigi de Magistris,all' epoca sostituto procuratore di Catanzaro, nell'ambito del procedimento "Toghe lucane". Le indagini hanno anche dimostrato le gravi interferenze subite dal pm nel condurre le sue inchieste». L'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, sceglie la politica: correrà per le prossime elezioni europee con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. «Lo farò come indipendente, insieme ad altri esponenti della società civile», dice il magistrato che ha chiesto al Csm l'aspettativa per potersi candidare. De Magistris, che era stato trasferito d'ufficio e dalle sue funzioni di pm (per cui aveva condotto tra le altre anche l'inchiesta «Poseidon» e l'inchiesta «Why Not») dalla sezione disciplinare del Csm e che ora fa il giudice a Napoli, ha consegnato personalmente la sua domanda a Palazzo dei Marescialli.
«La prima cosa in questo momento importante per la mia storia personale e professionale è la ragione per la quale ho scelto di impegnarmi in politica, la politica con la P maiuscola». Così De Magistris motiva la sua decisione sul sito Antonio Di Pietro: «Lascio un lavoro al quale ho dedicato quindici anni della mia vita e che è stato il mio sogno, come ha detto qualcuno, la missione di questi anni. Ritengo che non mi sia stato consentito di esercitare le funzioni che amavo, in particolare quella di Pubblico Ministero, che mi consentivano di investigare, di accertare i fatti, di fare quello che ho sempre sognato nella mia vita. Sono stato in qualche modo ostacolato in questa attività che non mi è più possibile esercitare da alcuni mesi. Quello che ancora mi inquieta di più, in questo momento storico, è l'attività di delegittimazione, di ostacolo e di attacco nei miei confronti e della mia professione, e nei confronti di tutti coloro che hanno cercato, in questi mesi, in queste settimane, e in questi anni di accertare i fatti». E poi conclude: «Sono contento del progetto che mi è stato proposto da Antonio Di Pietro e dall'Italia dei Valori e dell'impegno richiestomi dalla società civile. E' l'impegno della società civile che entra in politica e che, quindi, vuole fare qualcosa di concreto. Un progetto che vorrà mettere le prime fondamenta, le prime basi nelle elezioni europee, ma che di certo punta ad una nuova politica in Italia». Luigi De Magistris (Napoli, 20 giugno 1967) è un ex magistrato italiano. Ha intrapreso la carriera di magistrato nel 1995 e dal 1998 al 2002 è stato magistrato presso la Procura della Repubblica di Napoli per poi passare come Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro. Nel 2009 rinuncia alla propria carica e si lancia in politica, presentandosi alle Europee fra le file dell'Italia dei Valori. La sua scelta di scendere in politica ha trovato in disaccordo palese il Movimento Ammazzateci tutti, che in precedenza lo aveva sempre difeso. Si è occupato di casi di corruzione nella pubblica amministrazione e sui rapporti tra criminalità e politica. L'inchiesta sulle "Toghe lucane", che coinvolge direttamente magistrati e dirigenti di polizia, è - tra queste - una delle più rilevanti. Appartiene ad una famiglia che ha dato in linea diretta già tre esponenti alla carriera magistratuale: il bisnonno fu oggetto di attentato per aver perseguito il brigantaggio ed il malaffare nei primi anni dell'Unità d'Italia. L'inchiesta Poseidon è un'indagine lanciata nel maggio 2005 per un presunto uso illecito di denaro pubblico legato agli aiuti comunitari per 200 milioni di euro. Associazione a delinquere finalizzata alla truffa è il reato ipotizzato dalla Procura di Catanzaro nei confronti del generale della guardia di finanza Walter Cretella-Lombardo, consigliere del vicepresidente dell'Unione europea e commissario europeo alla Giustizia, Franco Frattini. La Procura calabrese ha fatto perquisire l'abitazione romana dell'alto ufficiale ed il suo ufficio ad Ostia e sequestrato computer, cd rom e documentazione cartacea. Le perquisizioni sono iniziate in seguito al ritrovamento a casa di uno degli indagati, Giovambattista Papello, ex subcommissario per l'emergenza ambientale della Regione Calabria, di un biglietto da visita dell'ufficiale, con sopra scritto a mano il suo numero del telefono cellulare. A Papello furono trovate, tra l'altro, delle intercettazioni illegali di colloqui telefonici, risalenti al novembre 2004, dell'ex presidente dell'ANAS, Vincenzo Pozzi, con il segretario dei Democratici di Sinistra Piero Fassino, e con Pietro Folena. Tra il materiale, gli investigatori trovarono anche il biglietto da visita del generale Cretella-Lombardo che comanda la Scuola di polizia tributaria delle Fiamme gialle, che ha sede ad Ostia, ed all'epoca comandava il secondo reparto della guardia di finanza addetto alla collaborazione internazionale e all'interscambio con le polizie di altri paesi. L'inchiesta Poseidon riguarda una serie di presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti nella depurazione.
Tra gli altri sono indagati il segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa, in qualità di socio di una società che avrebbe ricevuto un finanziamento per realizzare nel cosentino uno stabilimento per la produzione di dvd, poi realizzato soltanto in parte e nel quale non sarebbe mai stata avviata la produzione; l'ex presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell'istituto Garante per la privacy, l'ex assessore regionale all'Ambiente, Domenico Basile, uno degli uomini di punta di Alleanza Nazionale in Calabria. Le indagini condotte dai carabinieri ruotano attorno alla destinazione ed all'utilizzo di duecento milioni di euro ed hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione regionale di controllo della Corte dei conti. L'OLAF, l'agenzia antifrode dell'Unione europea, ha contestato un reato di frode comunitaria a Papello, Cesa e Fabio Schettini, già segretario dell'ex ministro di Forza Italia Franco Frattini, oggi commissario europeo. L'inchiesta è stata sottratta a De Magistris dal procuratore Mariano Lombardi per presunte irregolarità procedurali. L'inchiesta SbP verte su contributi europei chiesti per l'avvio di una attività imprenditoriale in Calabria che avrebbe dovuto creare occupazione per 40 persone. Nell'inchiesta risulta indagato anche il segretario dell'UDC Lorenzo Cesa. L'inchiesta, chiamata Why Not dal nome di una società di lavoro interinale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell'indagine, ha registrato un momento di svolta il 18 giugno 2007 quando il pm De Magistris ha fatto eseguire dai carabinieri 26 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. Tra loro anche Pietro Scarpellini, consulente "non pagato", come precisò all'epoca Palazzo Chigi, della Presidenza del Consiglio. Nell'inchiesta risultano indagati, inoltre, Luigi Bisignani, consulente della Ilte spa, ed il senatore Giancarlo Pittelli, di Forza Italia. Un ruolo centrale nella vicenda sarebbe stato svolto dall'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria. L'inchiesta ruota attorno anche a presunti contatti tra Saladino e l'allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Negli atti dell'inchiesta figurano anche alcune intercettazioni telefoniche riguardanti colloqui tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella e l'imprenditore Antonio Saladino. Proprio Clemente Mastella ha chiesto il trasferimento di De Magistris e il CSM ha rimandato il trasferimento a dicembre 2007. Alla fine sia De Magistris che i suoi collaboratori sono stati rimossi dall'inchiesta creando un caso nazionale che ha fatto intervenire anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il pm De Magistris e il ministro Mastella, per motivi opposti, sono stati entrambi oggetto di minacce. Altri indagati nell'inchiesta sono il generale Paolo Poletti, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, Nicola Adamo (Ds), in quella fase vicepresidente della Regione Calabria, Mario Pirillo (ex-Margherita, poi Pdm), assessore regionale all'agricoltura e un consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri.
Il 19 ottobre 2007 la procura di Catanzaro, nella persona di Dolcino Favi (avvocato generale dello Stato e procuratore generale reggente a Catanzaro) ha avocato a sé, per presunta incompatibilità, l'inchiesta, sottraendola a De Magistris. Il Pg facente funzioni ha inoltre disposto che la notizia venisse ufficialmente comunicata al P.M. solo il 22 ottobre. De Magistris dichiarerà infatti in un'intervista a Repubblica di esserne venuto a conoscenza dalla stampa. De Magistris ha indagato sul caso denominato Toghe lucane. Secondo il giudice un "comitato d'affari" comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata. La guardia di Finanza ha perquisito nei primi mesi del 2007 le abitazioni e gli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico (Ds), del procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, dell'avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano. Le ipotesi di reato addotte da De Magistris sono quelle di abuso d'ufficio per Tufano; corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere per Labriola; abuso d'ufficio per Fasano; abuso d'ufficio, associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per Bubbico che è stato presidente della Regione Basilicata. Nell'inchiesta sono indagati uomini politici, amministratori, imprenditori, funzionari e magistrati in servizio in Basilicata (fra questi ultimi, uno ha lasciato la magistratura e altri sono già stati trasferiti in altre sedi dal Consiglio Superiore della Magistratura).
Bubbico, si legge nel decreto di perquisizione redatto dal pm di Catanzaro De Magistris, è "il punto di riferimento politico apicale, unitamente ad altri appartenenti alla politica", nel "comitato di affari" al centro dell'inchiesta. L'inchiesta avrebbe messo in luce, sempre a carico di Bubbico - che è stato presidente della Giunta regionale della Basilicata nella passata legislatura - "una logica trasversale negli schieramenti", con il "collante degli affari". Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura il trasferimento cautelare d'urgenza di De Magistris, per presunte irregolarità nella gestione del caso Toghe lucane. Il 21 settembre 2007, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al CSM il trasferimento cautelare di De Magistris e del procuratore capo Mariano Lombardi. La richiesta venne proposta a seguito dell'istruttoria condotta dagli ispettori del ministero negli uffici giudiziari di Catanzaro e di Potenza: gli ispettori ritennero di aver rilevato "gravi anomalie" nella gestione del fascicolo "Toghe lucane", contestando a De Magistris il suo rifiuto a riferire gli sviluppi dell'inchiesta al procuratore capo Lombardi. Il CSM si è dapprima riservato di decidere il 17 dicembre 2007; successivamente ha rinviato la decisione, per approfondire ulteriormente la situazione, al 18 gennaio 2008. In tale data è stato disposto il trasferimento di Luigi De Magistris da Catanzaro e dalle funzioni di pubblico ministero: si tratta di una pena accessoria rispetto alla condanna principale di censura. La notizia è giunta, tra l'altro, il giorno seguente alle dimissioni del ministro Mastella.

Le procure a caccia di swap

Oltre 470 milioni di euro sequestrati, quattro banche coinvolte per responsabilità oggettiva, 10 banchieri indagati, tra i quali Tommaso Zibordi (Deustche Bank), Gaetano Bassolino (Ubs), Marco Santarcangelo (Depfa Bank), Simone Rondelli e Creanza Antonia (entrambi di Jp Morgan) e due funzionari del Comune di Milano, Giorgio Porta (ex city manager) e Mauro Mauri (consulente esterno), accusati di aver "parteggiato" per le banche. Sono questi i numeri dell'inchiesta condotta dal pm Alfredo Robledo, che promette di far da scuola guida per le altre storiacce di derivati disseminate qua e là per l'Italia. L'ipotesi di reato è la truffa aggravata. Le banche avrebbero trattato il Comune di Milano come un investitore esperto e non, come vuole la legislazione inglese (quella dei contratti), alla stregua di uno sprovveduto cittadino. E lo avrebbero truffato nascondendo le loro commissioni all'interno dei prodotti derivati stipulati a margine di una emissione obbligazionaria da 1,7 miliardi. Da qui il sequestro di denaro, azioni e immobili corrispondenti al valore dei contratti indebitamente ottenuti: 84,6 milioni a Deutsche Bank, 75,8 milioni a Ubs, 92,3 milioni a Jp Morgan, ma anche 81,6 milioni a Porta e 52,6 milioni a Mauri. L'inchiesta era nata su iniziativa della Procura di Milano e aveva trovato eco in un esposto del vicepresidente del consiglio comunale, Davide Corritore (Pd). Ora tutti i Comuni, le Province e le Regioni, con in pancia un derivato, guardano con estremo interesse all'evolversi della situazione milanese. La procura di Torino ha aperto un'inchiesta sui derivati del Comune e della Regione dopo un esposto dell'europarlamentare della Lega, Mario Borghezio. Il Comune di Torino ha firmato derivati fino all'inizio del 2006, e su un debito di 1,14 miliardi, il buco è di circa 100 milioni. L'emissione della Regione è di 1,8 miliardi, ma non ha derivati connessi. A Firenze, il pm Gabriele Mazzotta sta verificando la presenza di commissioni occulte nelle frequenti rinegoziazioni di oltre 130 contratti per 1,6 miliardi stipulati dalla Regione Toscana e da undici Comuni (tra cui Firenze) con otto banche italiane e sei straniere (Carifi, Monte dei Paschi e Banca Toscana, Unicredit, Rolo Banca, Bnl, Dexia e Banca Opi, Merril Lynch, Deutsche Bank, Bnp Paribas, Società Generale, JpMorgan Chase Bank e Abn Amro Bank). In Puglia, la procura di Taranto (pm Remo Epifani) ha aperto un fascicolo sui derivati stipulati dal Comune con Bnl e ha preso di mira alcuni dirigenti che hanno autorizzato gli swap. L'indagine è nata da uno stralcio dell'inchiesta madre sull'emissione dei Boc, i Buoni ordinari comunali, collegata al prestito di 250 milioni di euro che il comune ionico, sprofondato nel baratro del dissesto nel 2006, stipulò con banca Opi. Fin qui le inchieste penali, ma sono numerosi i fronti aperti dalla Corte dei Conti. A Napoli, i magistrati contabili hanno acceso un faro sui Boc del Comune, contratti nel 2004 per 400 milioni e rinegoziati un anno dopo con quattro operazioni di swap per un totale di oltre 538 milioni, e hanno evidenziato irregolarità nell'uso dei derivati in alcuni Comuni: Pozzuoli, Benevento, Piedimonte Matese, Orta di Atella, Alvignano. Nel Lazio, la Corte dei conti ha avviato accertamenti preventivi sul Comune di Roma e una vera e propria istruttoria sulla Regione, in particolare sull'operato prima, del governatore di centrosinistra Piero Badaloni (1995-2000) e, poi, sotto il governo di centrodestra di Francesco Storace (2000-2005). Anche in Puglia non mancano i comuni monitorati dai magistrati contabili: Foggia, Brindisi, Lecce, ma anche realtà più piccole come Fasano e Francavilla Fontana.

domenica 26 aprile 2009

In forte calo le entrate fiscali


La crisi influenza in maniera netta anche le entrate fiscali. Nel periodo gennaio-febbraio 2009 sono infatti state accertate entrate tributarie erariali per 56.871 milioni di euro (-4.001 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, pari a -6,6%). È quanto comunica il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia. In particolare nei primi due mesi del 2009 l'Ires, l'imposta sul reddito delle società presenta un gettito di 423 milioni di euro (-757 milioni di euro, pari a -64,2%): 156 milioni di euro (-15 milioni di euro, pari a -8,8%) relativi al saldo e 267 milioni di euro (-742 milioni di euro, pari a -73,5%) relativi all'acconto. «La flessione del gettito registrata nei primi due mesi dell'anno in corso - spiega in una nota il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia - riflette la congiuntura economica; l'entità della riduzione è influenzata dal fatto che il confronto tendenziale mette in relazione l'attuale periodo di crisi economica, con riflessi negativi sul gettito, con il corrispondente periodo dell'anno precedente in cui non vi erano segnali di crisi. Nel 2008 il deterioramento dell'economia - si sottolinea - ha cominciato a manifestarsi nella seconda parte dell'anno e l'andamento del gettito ha mostrato i primi segni di flessione dopo il mese di luglio». L'imposta sul reddito, l'Ire (l'ex Irpef), nel primo bimestre del 2009 ha registrato entrate per oltre 30 miliardi di euro, in calo del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. Calo generale comunque per tutte le voci, dall'imposta di fabbricazione sugli oli minerali (-4,5%) all'imposta di consumo sul gas metano (-9,5%), dall'imposta di registro (-14,9%), a quella di bollo (-8,2%).

Inizia la via crucis del contribuente


Inizia anche quest'anno il conto alla rovescia per 14 milioni di contribuenti. La consegna della dichiarazione dei redditi è stata infatti fissata per il 30 aprile prossimo. Tempi più dilatati invece per chi si avvalga dell'aiuto di Caf o professionisti, con la scadenza fissata per lunedì 1° giugno 2009. Rinviati invece al 30 giugno i contribuenti che presentano l'Unico 2009.
Il 730 ha numerosi vantaggi rispetto ad esempio all'Unico. Per prima cosa è relativamente semplice da compilare: non devono essere effettuati calcoli. Inoltre chi presenta questo modello può ottenere gli eventuali rimborsi direttamente con la retribuzione o con la pensione in tempi decisamente rapidi: in busta paga da luglio o sulla rata di pensione da agosto o settembre.Se, invece, sono dovute delle somme, queste vengono trattenute direttamente dalla retribuzione o dalla pensione. E se questi importi fossero insufficienti per il pagamento di quanto dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi mensili (0,4%), è trattenuta dalle competenze dei mesi successivi. Ecco in breve le detrazioni che possono essere riportate.
Asili nido:confermata la detrazione del 19% sulle spese sostenute per l'asilo nido dei figli per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui a bambino.Erogazioni liberali:detrazione sempre al 19% per le erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro come laboratori, biblioteche, ecc..Formazione:destinata ai docenti, anche non di ruolo, con incarico annuale delle scuole di ogni ordine e grado la detrazione d'imposta del 19% fino al massimo di 500 euro per le spese di aggiornamento e formazione, documentate con fatture, ricevute, quietanze con codice fiscale o numero di partita Iva, mentre è sparita l'agevolazione sui computer.Estesa al 2008 la detrazione del 20% per la sostituzione di vecchi frigo e congelatori con nuovi di classe energetica non inferiore ad A+ e l'acquisto di motori a elevata efficienza e variatori di velocità. Detrazione massima: 200 euro ad apparecchio, spese di rottamazione incluse. L'acquisto deve essere documentato con fattura o scontrino "parlante" con la data dell'acquisto e dati identificativi e codice fiscale del contribuente. Mutui costruzione o ristrutturazione della "prima casa":si detraggono fino a 2.582,28 euro di interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione da indicizzazione effettivamente pagati nel 2008. Mutui acquisto prima casa:per interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da indicizzazione si detrae fino a 4.000 euro (anche nel caso di contitolarità). Se gli interessi relativi al 2008 sono pagati nel 2009 la detrazione si farà valere nel 2010. La "prima casa" è l'abitazione principale, quella in cui dimorano abitualmente il contribuente o i suoi familiari.
Riqualificazione energetica:prorogata la detrazione del 55% per le spese di riqualificazione energetica. E il contribuente può scegliere il numero di rate, da 3 a 10, su cui ripartirla: così anche con poca capienza nell'imposta non rischia di perderla.Riscatto della laurea:per i versamenti dal 2008 in poi è riconosciuta la detrazione del 19% sui contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari fiscalmente a carico. I contributi versati dall'interessato con reddito inferiore ai 2.841 euro devono essere dedotti dal reddito fino a capienza.Straordinari:i dipendenti del settore privato possono scegliere una differente modalità di tassazione dei compensi percepiti per lavoro straordinario.Ristrutturazione edilizia:prorogata la detrazione del 36% anche per il 2008. Per le spese sostenute negli anni dal 2003-2008 la spesa cui si applica non può superare il limite di 48.000 euro.Studenti fuori sede:più possibilità per la detrazione del 19% sull'affitto. Oltre che ai contratti di privati, per il 2008 la detrazione su una spesa massima di 2.633 euro è riconosciuta su contratti di ospitalità e atti di assegnazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.L'università deve distare almeno 100 km dal comune di residenza dello studente, comunque in altra provincia.Trasporti pubblici:nuova la detrazione d'imposta del 19% sugli abbonamenti di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La detrazione spetta sull'importo massimo di 250 euro e, sempre nel limite massimo indicato, anche per familiari fiscalmente a carico. Si considerano le spese sostenute nel 2008 anche se per abbonamenti che scadono nel 2009.Sport dei ragazzi:riconfermata la detrazione, fino a 210 euro a figlio, sulle spese per l'iscrizione annuale e l'abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine e impianti sportivi per i ragazzi dai 5 ai 18 anni.

venerdì 24 aprile 2009

Berlusconi sconfitto dal mercato


Mediaset è sicuramente il più importante gruppo privato del settore. Quotata in Borsa dal luglio del ’96 è controllata dal premier Silvio Berlusconi attraverso la società Fininvest. Negli ultimi sei mesi Mediaset ha registrato una perdita di capitalizzazione di oltre 2 miliardi e mezzo di euro pari al 37% circa del proprio valore. Da aggiungere alle perdite del Cavaliere anche Mondadori, con oltre un secolo di storia alle spalle e più di 50 società controllate e collegate, italiane ed estere, il gruppo Mondadori copre tutto l'arco di attività dell'editoria, dalla creazione dei prodotti alla stampa, commercializzazione e distribuzione. Silvio Berlusconi che controlla la galassia Mondadori con la Fininvest e una quota del 50,1%. La perdita di capitalizzazione del gruppo da aprile a ottobre ha toccato quota 738,665 milioni di euro (-53,52%). L'azienda Fininvest fu formalmente fondata nel 1978 a Milano da Silvio Berlusconi, tuttavia le attività del magnate italiano partono già dal 1961 con alcune attività imprenditoriali nel settore dell'edilizia (Milano 2, Milano 3, Brugherio). Verso la fine degli anni settanta (1977) Berlusconi acquisisce importanti quote di Società Europea di Edizioni (che controlla il quotidiano Il Giornale) e l'anno successivo nasce il canale televisivo Telemilano e acquista il Teatro Manzoni. Nel 1978 nasce Fininvest, la Holding detiene tutte le proprietà di Berlusconi, l'anno successivo fonda Reteitalia e la concessionaria di pubblicità Publitalia '80 per sostenere il mercato televisivo della sempre crescente Telemilano. Nel 1993 Fininvest risulta essere la seconda impresa italiana per indebitameno: in base ai bilanci 1992, Mediobanca calcola che Fininvest ha debiti per 3,4 volte il capitale. Per salvare la società Berlusconi rivoluziona il gruppo chiamando nell'ottobre 1993 Franco Tatò a fare da amministratore delegato e si dà il via a una ristrutturazione che porterà anche alla quotazione in borsa, cosa che in effetti darà dei buoni frutti già nel primo anno, anche se l'indebitamento aumenta soprattutto per colpa del settore televisivo. Quest'ultimo verrà perciò riorganizzato come Mediaset Spa e aperto a soci esterni (Al Waleed, Leo Kirch, Johann Rupert) nel 1995, e quindi collocato in borsa nel 1996. Nel 1980 Telemilano si trasforma in Canale 5; il gruppo si espande e acquisisce Italia 1 (1983) e Rete 4 (1984) oltre al settimanale TV Sorrisi e Canzoni (uno dei maggiori periodici italiani riguardanti spettacolo e televisione). Nel 1986 Silvio Berlusconi fonda La Cinq, prima emittente televisiva privata non a pagamento in Francia (cessa di esistere nel 1992 in modo controverso) e nel 1988 Tele 5 in Germania (anche questa cesserà di esistere nel '92) e nel 1990 Telecinco in Spagna (ancora attiva e una delle maggiori reti televisive iberiche). Nel 1996 Fininvest scorpora le attività televisive dal resto e fonda Mediaset, in cui fa confluire i 3 canali televisivi terrestri italiani. Sei anni dopo anche Telecinco diventa parte integrante del gruppo. Nel 2005 diversifica il proprio business tornando (dopo l'esperienza del satellite) nel mercato della pay tv con Mediaset Premium attraverso il digitale terrestre. Il gruppo Mediolanum nasce nel 1982 quando Ennio Doris e Fininvest fondano Programma Italia, una rete di agenti assicurativi. Nel 1984 sono acquisite le compagnie assicurative Mediolanum Vita e Mediolanum Assicurazione. L'anno successivo viene creata Gestione Fondi Fininvest, la quale amministra fondi comuni d'investimento. Nel dicembre 1995, tutte queste società vengono incorporate alla neonata Mediolanum. Nel novembre del 1997, il gruppo entra nel settore bancario trasformando Programma Italia in Banca Mediolanum, puntando sulla gestione telematica dei conti correnti. Nel 1991 entra nel mondo della grande editoria con il discusso acquisto della Mondadori, in un vero e proprio braccio di ferro con Carlo De Benedetti proprietario del Gruppo Editoriale L'Espresso che a sua volta possedeva quote di Mondadori.

Mutui facili, prime vittime


David Kellerman, responsabile dei controlli finanziari della compagnia Freddie Mac, si è impiccato nella sua abitazione in Virginia. Kellerman, 41 anni, era diventato il numero uno della compagnia, al centro dello scandalo per i mutui 'facili' concessi a chi voleva comprare case, dopo le dimissioni a settembre del presidente Anthony Piszel e dopo quelle in marzo dell'ad David Moffet. Kellerman lavorava da 16 anni per Freddie Mac. In settembre è stata salvata dal governo federale. Dopo IndyMac, la crisi dei mutui fa due altre vittime in America, First National Bank of Nevada e First Heritage Bank, chiuse dalle autorità finanziarie perché sottocapitalizzate. A decidere la chiusura delle attività dei due istituti, che fanno entrambi capo ad un gruppo dell'Arizona, First National Bank Holding, è stato l'Office of the Comptroller of the Currency, l'ente statale di controllo sul denaro circolante negli Stati Uniti. I depositi bancari presso le due banche e i loro attivi saranno acquisiti dalla Mutual of Omaha Bank, secondo quanto riporta Bloomberg. Le autorità statunitensi hanno chiuso IndyMac Bancorp lo scorso 11 luglio. Con First National Bank of Nevada e FIrst Heritage Bank salgono a sette le banche fallite negli Usa dall'inizio di quest'anno, a causa della crisi dei mutui e del credito divenuto più difficile.

mercoledì 22 aprile 2009

Gli hedge funds alla base della crisi finanziaria


I fondi hedge (in inglese hedge funds) detti anche in italiano fondi speculativi, nascono negli Stati Uniti negli anni '50. La legge statunitense prescrive che gli investitori abbiano un patrimonio di almeno un milione di dollari o entrate nette per oltre 200.000 dollari. Il numero dei soci non può essere superiore a 99. Si caratterizzano per: utilizzo di tecniche e strumenti di gestione avanzati, spesso non adottabili dai fondi comuni (o direzionali) per motivi regolamentari; struttura commissionale, basata su una commissione di gestione annua ed una commissione di performance (tipicamente rispettivamente pari a 2% e 20%); dall'investimento nel fondo hedge di una quota rilevante di capitale da parte del gestore. I fondi hedge hanno l'obiettivo di produrre rendimenti costanti nel tempo, con una bassa correlazione rispetto ai mercati di riferimento, attraverso però investimenti singolarmente ad alto rischio, ma con possibilità di ritorni molto fruttuosi. Sono contraddistinti dal numero ristretto di soci partecipanti e dall'elevato investimento minimo richiesto. Sono soggetti ad una normativa che per quanto riguarda la prudenza, sono più limitate rispetto a quella che vincola gli altri operatori finanziari. Una tipica operazione effettuata dagli hedge funds è la vendita allo scoperto, a scopo ribassista; tale operazione infatti non è permessa, di norma, ai fondi comuni canonici di diritto italiano (costituiscono eccezione i fondi che hanno recepito le nuove normative Ucits III). Sono fondi ad alto rischio per l'investitore. In Italia sono rappresentati da fondi comuni di investimento speculativi (decr. Min. Tesoro 228/1999) recante norme per la determinazione dei criteri uniformi per i fondi comuni di investimento. Quest'ultimo costituisce uno schema strutturale atipico disciplinato attraverso negozi privatistici, disancorato dalle modalità di partecipazione e dall'oggetto tipico dell'investimento rispetto ai fondi comuni classici. Le Società di gestione del risparmio (SGR) possono istituire fondi speculativi il cui patrimonio è diverso da quello previsto in via prudenziale dalla Banca d'Italia con reg. 20/09/1999. Le caratteristiche indicate dal detto Decreto sono: numero partecipanti inferiore alle 200 unità; ammontare minimo non inferiore a 500 mila Euro; le quote non possono essere oggetto di sollecitazione. Il regolamento del fondo deve menzionare la rischiosità e la circostanza che esso viene gestito in deroga ai divieti stabiliti dalla Banca d'Italia e dalla Consob. Nel regolamento del fondo sono indicati i beni oggetto dell'investimento e le modalità di partecipazione (conferimenti e ritiro delle quote). In considerazione degli effetti potenziali sulla stabilità delle SGR, i fondi speculativi possono essere istituiti o gestiti solo dalle SGR che hanno ad oggetto esclusivo l'istituzione o la gestione di tali fondi. I gruppi finanziari di riferimento in genere hanno una moltiplicità di interessi ed hanno società collegate che si interessano di servizi a monte e a valle: tipici i servizi di vendita degli immobili pervenuti nell'attività di riscossione dei mutui ipotecari, ad esempio in Italia l'Italfondiario. Gli Hedge fund sono considerati rischiosi per l'economia reale in quanto possono accentuare i pericoli di bolle speculative.




martedì 21 aprile 2009

FISCO: è caos ici


E' caos sull'esenzione Ici prima casa. A parte la propria abitazione, su cui la tassa non si paga, ci sono poi tutti gli immobili assimilabili.E' qui che i Comuni stanno andando in ordine sparso. C'è chi decide di escludere i garage, chi elimina ogni equiparazione, chi non considera le case date a titolo gratuito ai figli.''La gestione Ici 2009 rischia di creare problemi a contribuenti', denuncia il presidente della Consulta Caf (centri assistenza fiscale), Valeriano Canepari.

Colaninno salvato dall'indulto




Roberto Colaninno, l'uomo immagine, la mente, il capofila della cordata di 16 investitori pronti ad aprire il portafoglio per rilanciare gli aerei di Stato, dice di muoversi "per il bene del Paese". È stata Intesa, dopo la fine dell'avventura in Telecom Italia, a chiamarlo cinque anni fa al capezzale di una Piaggio sull'orlo del tracollo. Per favorire il rilancio, e quindi il rientro dalla loro pesante esposizione, Passera e gli altri banchieri hanno trasformato in capitale una parte dei loro crediti verso l'azienda motoristica. Nel frattempo è ripartito anche il mercato delle due ruote e così il risanamento si è concluso a tempo di record con lo sbarco in Borsa del gruppo. I proventi della quotazione sono serviti a rimborsare in parte gli istituti di credito. Ma di recente la marcia trionfale di Piaggio ha rallentato il passo. In Borsa, nell'ultimo anno, il titolo ha perso il 50 per cento circa contro un calo del 30 per cento del listino. E i piani industriali sono stati corretti al ribasso alla luce della diminuzione delle vendite. La scommessa per il futuro è quella dei mercati dell'Estremo Oriente, dove Piaggio è già presente in forze. Ma è una scommessa che richiede ancora pesanti investimenti. Per questo da tempo la Borsa ipotizza che Colaninno possa essere tentato da un disimpegno. E le voci sono aumentate quando è entrato da protagonista nella partita Alitalia. Saltare dalla Vespa all'aereo sarebbe un modo per salvare i bilanci e la sua immagine di imprenditore vincente.Roberto Colaninno (Mantova,agosto 1943) è un imprenditore italiano.Origini pugliesi,di Acquaviva delle fonti (BA).Sposato, con due figli, di cui uno,il primogenito Matteo, è anch'esso imprenditore e deputato dal 2008 nelle file del Partito Democratico. La sua carriera di manager inizia in FIAAM azienda italiana di componenti per auto con sede a Mantova, di cui diviene amministratore delegato. Nel 1981 fonda la SOGEFI, società di componentistica meccanica, con sede a Mantova, entrata nell'orbita della CIR dell'ingegner De Benedetti. Nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti. In quegli anni trasforma l'azienda da una società leader di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel. Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (opa) totalitaria su Telecom Italia, con l'appoggio di Massimo D'Alema, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione a leva finanziaria (Leverage BuyOut, una tecnica finanziaria che consiste nell'utilizzare i flussi di cassa della società acquisita per pagare i debiti contratti nella fase di acquisizione), mai operata in Italia. Come soci dell'operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani, soprannominato la razza padana dell'imprenditoria, guidati da Emilio Gnutti e riuniti nella società Hopa Spa. L'operazione riesce, creando tuttavia un grosso debito in Telecom stessa, che la renderà vulnerabile ad una scalata successiva. In conseguenza di ciò, nel 2001 vende la Telecom a Pirelli e Benetton, creando una notevole plusvalenza (1,5 miliardi di euro) nelle casse di Bell, la società veicolo lussemburghese con la quale Colaninno e Gnutti ottennero il controllo di Telecom. Per questa plusvalenza la società è stata indagata per evasione fiscale e multata dall'Agenzia delle entrate per 1,937 miliardi di euro. L'accertamento con adesione a cui hanno aderito i soci di Bell ha permesso la riduzione delle sanzioni ad un quarto del minimo, così la società ha dovuto versare al Fisco solamente 156 milioni. Nel 2002 acquista IMMSI società operante nel settore immobiliare, e di Piaggio, che oggi è il più grande produttore europeo e il quarto mondiale di veicoli a 2 e a 3 ruote.Nel 2008 viene costituita una "newco", una società che ha acquisito Alitalia. La società, denominata Compagnia aerea italiana,dotata di un consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Colaninno. La stessa CAI riesce, dopo estenuanti trattative e mille polemiche, a raggiungere un accordo con i sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL e UGL) il 25/09/2008.Condannato a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crac Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, pene condonate grazie alla legge sull'indulto. Sul libro di Dragoni "La paga dei padroni" vengono spiegati i meccanismi attraverso i quali Roberto Colaninno coadiuvato da Rocco Sabelli abbiano potuto realizzare alcune scalate, cita l'acquisizione della Telecom e quella della Piaggio. Dragoni scrive che nella maggior parte dei casi i capitali utilizzati per l'acquisizione delle società vengono scaricati sulle aziende stesse sotto forma di debiti, aziende che si trovano a ripartire con uno "zaino" pesante. Non si ferma solo a questo ma spiega anche come i compensi dei manager derivino da speculazioni azionarie a danno dei risparmiatori che investono su queste nuove società non appena esse vengono quotate in borsa. Le azioni vengono poste sul mercato a prezzi gonfiati, i manager realizzano i propri guadagni vendendo le azioni che si sono assegnati, poi le azioni scendono al loro reale valore di mercato e gli unici a rimetterci sono gli investitori ed i piccoli risparmiatori.

lunedì 20 aprile 2009

OBESI DOVRANNO COMPRARE DUE BIGLIETTI


Anche United Airlines mette da parte il 'politically correct' e potrebbe ora costringere i passeggeri troppo in carne ad acquistare un secondo biglietto, nel caso in cui il volo fosse pieno ed altri passeggeri si dovessero lamentare per essere costretti a viaggiare troppo stretti. Le nuove linee guida della terza compagnia aerea statunitense, secondo quanto riporta Bloomberg, sono state adottate a gennaio ed entranno in vigore in questi giorni, dopo che altre società, fra cui Delta Air Lines e SouthWest Airlines, hanno già adottato decisioni simili. La società si giustifica dicendo di aver ricevuto "centinaia" di lamentele ogni anno da parte di passeggeri "che devono condividere il loro seggiolino con un ospite oversize". Se il volo non dovesse essere pieno, invece, i passeggeri obesi verranno riassegnati ad una coppia di posti vuoti e non dovranno pagare alcun sovrapprezzo.

Ecoballe:la grande trovata di Impregilo


Impregilo, dopo essere andata in asta di volatilità, è tornata agli scambi in Borsa. Il titolo cede il 4,07 a 2,2 euro. Sull'andamento della società a Piazza Affari pesa la decisione della Cassazione, che ha annullato l'ordinanza del tribunale del Riesame di Napoli che disponeva il dissequestro totale di somme per 750 milioni, nell'ambito dell'inchiesta sullo smaltimento di rifiuti in Campania. Il dissequestro è stato confermato soltanto su 301 milioni. Impregilo è una multinazionale e il principale gruppo italiano nel settore delle costruzioni e dell'ingegneria per dimensioni e fatturato; è attualmente leader nella realizzazione di infrastrutture per il trasporto (costruzioni ferroviarie), per il ciclo di trattamento delle acque reflue e dissalatori e nelle opere per l'ambiente (ingegneria per l'ambiente e il territorio). Il gruppo è il primo general contractor italiano nel settore delle grandi opere.Impregilo è quotata alla borsa di Milano. Possiede un capitale sociale di 716 milioni di euro, un portafoglio ordini superiore ai 13 miliardi di euro e oltre 10.000 dipendenti. L'attuale S.p.A. è il risultato del raggruppamento e fusione delle principali aziende italiane operanti nei settori dell'edilizia e dell'ingegneria. Negli anni 1989 e 1990, Fiat Impresit e Cogefar si fusero in Cogefar-Impresit. Successivamente furono incorporate anche le società Girola e Lodigiani; il gruppo cambia nome, diventando Impre-gi-lo S.p.A. In seguito fu incorporata la società d'ingegneria Castelli e al termine di quel periodo fu nominato quale presidente del gruppo Franco Carraro. Dalla fine del 2005, circa il 30% del capitale sociale è detenuto da Igli SpA, dopo l'esercizio dell'opzione call sulle azioni detenute da Gemina precedente azionista di riferimento fino a metà dello stesso anno. Nell'anno 2006, Fisia Italimpianti e la sua controllata Fisia Babcock GMBH tornano ad essere proprietà di Impregilo Spa al 100%. Sui principali giornali, non solo finanziari e di settore, appaiono ricorrenti voci di una possibile fusione tra Impregilo e il gruppo Astaldi S.p.a. Da febbraio 2007, l'assetto azionario di Igli è composto in modo paritetico, al 33%, dalle società Argofin (gruppo Gavio), Autostrade (famiglia Benetton) e Immobiliare Lombarda (gruppo Ligresti).L'attuale presidente è Massimo Ponzellini e l'amministratore delegato è Alberto Rubegni, subentrato ad Alberto Lina nel luglio 2007. Il comitato esecutivo è composto da Antonio Talarico, Giovanni Castellucci, Beniamino Gavio, Andrea Novarese e Giuseppe Piaggio. Nell'ottobre 2005, Impregilo, a capogruppo di una cordata di aziende internazionali, si aggiudicò la gara internazionale per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, battendo l'ultima cordata concorrente guidata dalla capogruppo Astaldi S.p.A.. L'offerta finale risultò essere di 3,88 miliardi di euro, con il progetto che considerava un tempo di realizzazione di 70 mesi. Il contratto di assegnazione è stato firmato dal governo Berlusconi il 27 marzo 2006. L'approvazione del progetto definitivo e di conseguenza del progetto esecutivo da parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) e della società concessionaria Stretto di Messina S.p.A. guidata da Impregilo doveva concludersi in un tempo definito in dieci mesi dalla firma del contratto; in tale intervallo di tempo (fino all'estate del 2007) il governo e la Stretto di Messina S.p.A. avevano la possibilità di ritirarsi dall'affare. L'accantonamento del progetto da parte del governo avrebbe comportato il pagamento di una penale che aumenta in relazione al tempo in cui questa decisione dovesse essere comunicata alle parti. Nel mese di ottobre 2007, il parlamento ha votato per il definitivo accantonamento del progetto e lo scioglimento della società Stretto di Messina S.p.A. La proposta della maggioranza (governo Prodi) è stata bocciata, anche a causa del voto contrario del partito Italia dei valori fondato da Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture nel Governo Prodi II, che aveva invece proposto di accorpare la Stretto di Messina S.p.A. nell'ANAS. Nel 2000, la FIBE (sigla ottenuta dai nomi delle imprese Fisia, Impregilo, Babcock e Evo Oberrhausen) si aggiudicò l'appalto statale per l'intero ciclo di raccolta e smaltimento industriale dei rifiuti della regione Campania. FIBE e FIBE Campania sono aziende del Gruppo Fisia, a sua volta controllata al 100% da Impregilo. Uno dei principali motivi per cui l'appalto fu vinto dal Gruppo Impregilo riguardò il ridotto tempo di realizzazione degli impianti di incenerimento. I tempi di realizzazione dell'inceneritore di Acerra contrattualizzati erano di 300 giorni. A inizio 2008, principalmente a seguito di una serie di inefficienze e di violazioni delle norme igieniche segnalate da gruppi ambientalisti, i lavori relativi all'inceneritore non erano ancora conclusi e sia la città di Napoli che la regione Campania si trovavano in piena crisi dei rifiuti, anche grazie all'inerzia e alla complicità dei propri enti amministrativi. Questo stato di cose ha fatto guadagnare denaro alla camorra che trae enormi profitti dalla malagestione dei rifiuti urbani. Nel frattempo sono state accumulate tonnellate di rifiuti in forma di ecoballe che non risultano realizzate a norma di legge e quindi non smaltibili. La Magistratura di Napoli aveva istituito un processo ed aveva deciso il congelamento dei conti correnti italiani del gruppo Impregilo, per un valore di 750 milioni di euro.
Nel maggio 2008 vengono arrestate 25 persone, fra cui l'amministratore delegato di Fibe S.p.A. Massimo Malvagna, con l'ipotesi di varie accuse connesse al traffico dei rifiuti. Nello stesso mese, in seguito ad elezioni politiche dovute alla fine anticipata della precedente legislatura, Silvio Berlusconi diviene presidente del Consiglio e risolve questa situazione da tempo fuori controllo. Nel marzo 2009, l'inceneritore è entrato in funzione.Vari scandali e atti di corruzione e concussione hanno visto inquisiti i diversi amministratori delle società del gruppo Impregilo. Al di fuori dell'Italia, in particolare nei paesi dell'America latina e dell'Africa, Impregilo, in qualità di capogruppo, è stata coinvolta e citata in giudizio rispetto a reati riguardanti l'ambiente e la salute delle popolazioni locali in cui le opere venivano edificate. Il 6 aprile 2009 alle ore 03:32 un terremoto con magnitudo di 5,8 scala Richter (6,3 Mw) colpisce l'Aquila e provincia. Tra i tanti edifici ad essere danneggiati c'è anche l'Ospedale Regionale San Salvatore. L'ospedale evacuato e dichiarato inagibile al 90% subito dopo il sisma è stato oggetto di una inchiesta parlamentare nel 2000, la Commissione d'Inchiesta Parlamentare sugli ospedali incompiuti, il cui vicepresidente era Ferdinando di Orio, (ex senatore DS ed attuale rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila). Il San Salvatore, progettato nel 1967 dall'architetto Marcello Vittorini, è stato costruito a blocchi a partire dal 1972 da diverse imprese con una serie di appalti e subappalti, per una spesa di 12 miliardi di lire per 1100 posti letto. Nel 1992, i poliambulatori iniziarono la loro attività ma l'edificio rimase parzialmente incompiuto, con travi a vista e pilastri abbandonati. L'ultima tranche di lavori fu eseguita per piccoli lotti (il laboratorio d'analisi, la farmacia, poi nel 1998 le sale operatorie) fino all'inaugurazione finale del 1999, con una spesa finale di circa 200 miliardi di lire stanziati in 20 anni da Cassa del Mezzogiorno, Regione Abruzzo, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per 350 posti letto. L'ultima impresa di costruzioni che fu coinvolta nel progetto di ricostruzione dell'Ospedale fu la Cogefar (all'epoca impresa della Fiat), successivamente confluita in Impregilo.

venerdì 17 aprile 2009

Spanair:vettore da 11 milioni di passeggeri


La scandinava Sas ha raggiunto un accordo per cedere il controllo della Spanair ad un gruppo di investitori spagnoli. Lo ha reso noto la compagnia aerea. ''Il gruppo Sas - si legge in una nota - ha concluso un accordo preliminare con un gruppo di investitori della Catalogna guidati dal Consorzio del Turismo di Barcellona che diventeranno gli azionisti di maggioranza della sua attuale controllata Spanair''. In base ai termini dell'accordo, Sas resterà azionista della compagnia spagnola e opererà come partner industriale per sostenere la messa in atto del programma di ritrutturazione del vettore. Nata nel 1986, Spanair vola soprattutto sulle tratte domestiche spagnole e nei collegamenti tra Spagna e Europa. L'anno scorso ha trasportato 10,6 milioni di passeggeri contro i 26,7 milioni di Iberia. Dall'inizio del 2008 però la compagnia ha registrato perdite causate soprattutto dall'aumento del prezzo del petrolio. I traffici internazionali della Spanair comprendono rotte che dalla Spagna raggiungono più di 100 aeroporti europei. Il traffico nazionale non è da meno, con tratte che collegano la penisola spagnola alle Isole Baleari e Canarie. Nel 1991 la compagnia ha dato avvio alle tratte a lunga percorrenza. Nel febbraio 1994 Spanair inizia a coprire regolarmente diverse tratte da e verso Madrid e nel 1997 cominciano i primi viaggi intercontinentali, con voli diretti a Washington, San Paolo, Rio de Janeiro, Buenos Aires e Avana. La sua flotta comprende 36 MD, 17 Airbus 320-200, 5 Airbus 321-200 e 7 Boeing 717. È stata fondata nel dicembre 1986. I primi voli sono iniziati alla fine del marzo 1988 e finora più di 104 milioni di persone hanno viaggiato a bordo dei suoi aerei. Dai 454.624 passeggeri che nel 1988 hanno viaggiato con Spanair, nel 2007 la compagnia ha raggiunto un totale di 11,2 milioni di passeggeri e il suo fatturato, inizialmente pari ai 36 milioni di euro l'anno, è arrivato a toccare la cifra di 1,17 miliardi di euro. Spanair è stata inoltre la prima compagnia spagnola a ricevere la certificazione Iosa (Iata Operational Safety Audit) che attesta il rispetto degli standard sulla sicurezza aerea inclusi nel programma introdotto dalla Iata nel 2003. Un «anno nero» pertanto per la «Spanair»: al caos interno della compagnia, che ha presentato un piano per tagliare 1.100 posti di lavoro e tentare di salvarsi dalla crisi del settore, si è aggiunto il tragico incidente del volo AJK 5022 all’aeroporto madrileno di Barajas in cui sono morte almeno 45 persone. Il futuro della compagnia è incerto. Per far fronte all’incremento dei costi, generato in grande parte dall’aumento dei prezzi del petrolio, la Spanair ha deciso di tagliare di un terzo il suo personale che attualmente conta 3.300 impiegati, di congelare gli stipendi e concentrare le sue basi a Madrid, Barcellona e Palma di Majorca. Il piano della compagnia si è però scontrato con le proteste sindacali. Secondo il sindacato di Sepla-Spanair, il piano proposto dalla direzione di Spanair «non garantisce il futuro dell’impresa e prolungherà di fatto la cattiva gestione responsabile dei risultati tanto negativi degli ultimi anni».La Spanair è una compagnia aerea spagnola con base a Palma di Maiorca ma la sua proprietà è al 100 per cento scandinava. L’inizio risale al 1988 con un’attività di voli charter cui nel 1994 si è affiancata una copertura di tratte regolari da e per la Spagna, che oggi - con 26 destinazioni raggiunte in Europa e Africa Occidentale - rappresentano l’87 per cento del totale. La Spainair è sull’orlo del fallimento e il dubbio nasce: non è che qualche compagnia aerea, spinta dalla disperazione, prova a risparmiare sulla sicurezza dei voli per compensare il rincaro dei carburanti e di altre voci? Il timore si lega anche al fatto che l’aereo caduto a Madrid è della famiglia Md80, di cui Alitalia allinea ben 77 esemplari, con un’età media di 18 anni e quindi con una manutenzione elaborata e costosa. Un problema in più. Già tre anni fa, quando un grave incidente spinse l’Europa a redigere la lista nera dei vettori pericolosi, il comandante Roberto Spinazzola, segretario generale dell’Unione piloti, aveva denunciato (come fenomeno generale, e senza citare specifiche compagnie) che «con la sicurezza ci si avvicina sempre più ai limiti: una volta c’era un buon margine, che adesso si è assottigliato». Nel 2008 Spinazzola testimonia che la situazione non è migliorata, anzi: «Gli esempi che facevo erano tre. Pochi controlli a sorpresa da parte degli ispettori dell’Enac (l’ente preposto alla sicurezza dei voli). Abitudine, da parte di certe compagnie, di far compilare ai piloti un quaderno tecnico di bordo diverso da quello che poi si consegna all’Enac. E frequenti decolli con il motore ausiliario “Apu” in avarìa. Adesso i controlli a sorpresa dell’Enac sono stati aboliti del tutto, e volare con l’Apu rotto è diventata quasi la norma». Il comandante Spinazzola non vuole gridare al lupo, ma segnala un problema. Impedire che le esigenze di bilancio si mangino le spese per la sicurezza è fra i compiti dell’Enac. Il suo direttore generale Silvano Manera dice che «per questo c’è un regolamento europeo che impone a ogni compagnia di avere una solidità finanziaria, corrispondente alla capacità di operare per tre mesi anche senza entrate. Se Spainair vola è perché i soldi li ha. E un vettore deve stare attento: per il suo bilancio sarebbe più costoso se gli mettessimo un aereo a terra perché ha trascurato la sicurezza».Nelle parole di Manera, quello che fa l’Enac è «un controllo sui sistemi di controllo. Ogni volo raccoglie dati tecnici che noi verifichiamo. Gli strumenti di bordo registrano 600 parametri quatto volte al secondo. Nella sede di ogni compagnia c’è un nostro ispettore che verifica che tutto vada bene e la manutenzione venga fatta secondo le procedure». Gli ispettori eseguono controlli diretti, cioè fisici, sugli aerei soltanto se emerge un trend negativo: quindi, nel caso, «si tratta di controlli mirati».Uno dei tecnici che mettono le mani sugli aerei, anzi proprio sugli Md80 (dell’Alitalia), è Carlo Boschino, presidente dell’Unione piloti e tecnici di linea. Che denuncia: «Il codice della navigazione prevede che prima di decollare il pilota faccia un giro intorno all’aereo per vedere che non ci siano problemi. Una volta lo faceva col tecnico ma questo non è obbligatorio per i voli a medio raggio, così adesso le compagnie fanno intervenire il tecnico solo se il comandante lo chiede. C’è da augurarsi che i piloti non ricevano pressioni dalle compagnie per fare economia».

MISTER IKEA VIVE DA FRUGALE PENSIONATO

E' settimo nella hit parade degli uomini più ricchi del pianeta ma veste da povero pensionato, guida una Volvo vecchia di quindici anni e la spesa al mercato la fa di pomeriggio, quando in genere i prezzi sono più bassi del mattino. E se può vola 'low cost', con Easy Jet. Ingvar Kamprad, fondatore dell'impero Ikea, fa vita davvero frugale in Svizzera dove si è installato assieme alla moglie Margaretha. Secondo un reportage del tabloid 'Daily Mail' è difficile trovare qualcuno più risparmioso di lui. Ottantun anni, da sempre alle prese con problemi di alcolismo, simpatizzante nazista in gioventù, Kamprod ha fondato Ikea in Svezia nel 1943 quando era ancora un ragazzo. Scelse il nome addizionando alle sue iniziali (IK) le prime lettere della fattoria di famiglia dove è cresciuto (Elmtaryd) e del paese natio (Agunnaryd). Dopo aver fatto di Ikea un gigante mondiale della mobilia funzionale e componibile Ingvar Kamprad ha lasciato qualche anno fa ai tre figli (Peter di 44 anni, Jonas di 41 e Matthias di 39) il controllo della multinazionale in iperbolica espansione e si é ritirato in Svizzera dove ha comprato un modesto bungalow e lo ha arredato con le stesse cose a buon mercato in vendita nei suoi negozi (da lui stesso montate). Che abbia un patrimonio pari a circa 20 miliardi di euro proprio non si vede dal suo tran-tran: di recente ha avuto difficoltà ad entrare ad una serata di gala nel corso della quale doveva ricevere un prestigioso premio come "businessman dell'anno" perché le guardie del corpo lo hanno visto arrivare in autobus. Anche quando viene a Londra evita di prendere il taxi e gira in metropolitana o in autobus. E si vanta di aver scaricato dopo molti anni il parrucchiere di fiducia quando ne ha trovato un altro che gli fa lo stesso servizio di barba e capelli ad un prezzo più conveniente, circa 7,5 euro. "Con i soldi - ha spiegato - sto abbastanza attento. Sono una specie di scozzese di Svezia. D'altronde se incomincio a comprare beni di lusso spingo gli altri a imitarmi ed è importante che i leader diano il buon esempio". In coerenza con questa filosofia Mister Ikea sta alla larga dai ristoranti più costosi e ha dato una luminosissima prova della sua eccezionale frugalità quando la cittadina natale gli ha eretto una statua: ha tagliato il nastro inaugurale come si fa in queste occasione e poi l'ha ripiegato con cura e consegnato al sindaco. "Può essere ancora usato", gli ha sussurrato.Ingvar Feodor Kamprad (Ljungby, 30 marzo 1926) è un imprenditore svedese fondatore (nel 1943) di IKEA. Kamprad ha cominciato a costruire il suo business fin da ragazzo, vendendo fiammiferi ai vicini con la sua bicicletta. Successivamente scoprì che poteva acquistare i fiammiferi ad un prezzo molto basso presso un fornitore di Stoccolma, in modo da poter trarre maggior profitto nella vendita abbassando leggermente i prezzi. Dai fiammiferi, si espanse vendendo pesce, decorazioni per alberi di natale, semenze da giardino e successivamente penne a sfera, matite. Quando compì 17 anni suo padre gli diede dei soldi come regalo per i buoni risultati che ottenne con gli studi. Kamprad usò questi soldi per costruire e fare crescere il suo stabilimento che chiamò IKEA. L'acronimo IKEA è composto dalle iniziali del suo nome (Ingvar Kamprad) o IK più Elmtaryd, la fattoria di famiglia dove è cresciuto, e Agunnaryd, un piccolo villaggio nella provincia di Småland. Ha ammesso che la sua dislessia ha giocato una larga parte del lavoro iniziale della compagnia. Per esempio i nomi in svedese dei mobili IKEA sono stati scelti da Kamprad perché aveva difficoltà nel ricordare i numeri. Kamprad ha vissuto a Epalinges fin dal 1976. Come ha dichiarato in un'intervista per la televisione svizzera di lingua francese TSR, Kamprad guida una macchina vecchia di 15 anni, vola in classe economica e incoraggia i dipendenti IKEA a scrivere sempre su tutti e due i lati di un foglio. Kamprad ha anche ammesso il suo alcolismo, ma ha dichiarato che ora il suo "bere" è sotto controllo. Nel 1994 le lettere personali dell'attivista fascista Per Engdahl sono state rese pubbliche dopo la sua morte ed è stato rivelato che Kamprad entrò a fare parte degli Engdahl's pro-Nazi un gruppo nazista nel 1942 e che contribuì al reclutamento di nuovi membri fino al tardo settembre del 1945 quando uscì dal gruppo rimanendo amico di Engdahl fino all'inizio degli anni '50.Dopo quella rivelazione pubblica, Kamprad ha dichiarato di provare rammarico per quella parte della sua vita, definendola il più grande errore che abbia mai fatto, e ha scritto una lettera di scuse rivolta a tutti i suoi impiegati ebrei. Al gruppo appartenevano Engdahl e Sven Olov Lindholm, leader del movimento filonazista svedese. È risaputo che IKEA è uno dei pochi rivenditori ad avere un deposito all'interno dello stato di Israele: questo riflette un tentativo di eliminare questa polemica.Secondo il settimanale svedese Veckans Affärer, Kamprad è la persona più ricca del mondo. Tuttavia, IKEA nega questa asserzione: Kamprad non è più il proprietario dell'azienda (in una sua dichiarazione spiega di aver dato le dimissioni perché desiderava pagare meno tasse), quindi IKEA non dovrebbe essere inclusa nel computo dei suoi possedimenti. Forbes magazine, continua a riportare al primo posto Bill Gates mentre Kamprad si trova ora in quarta posizione - prima dell'articolo sul Veckans Affärer si trovava al dodicesimo posto. Secondo il provider tedesco T-Online, Kamprad è il più ricco del mondo, con 53 miliardi di dollari americani. A partire dal marzo 2005, la perdita di valuta del dollaro americano ha messo Kamprad in testa alla classifica delle persone più ricche del mondo. Nel marzo 2009, Forbes magazine ha stimato la sua fortuna a 22 miliardi di dollari americani.

giovedì 16 aprile 2009

I sindacati penalizzano i lavoratori


Nove segretari confederali su dieci sono finiti in politica. Fare i nomi di tutti, trasformerebbe questo in una sorta di elenco telefonico. Accontentiamoci dei più noti: basta ricordare i nomi di Bertinotti e Marini, o di Damiano, o di Ferrero, Cofferati,Pezzotta? Hanno guadagnato posizioni politiche, ma frattanto “hanno svilito, sostiene Boeri - il mestiere di sindacalista”. “Ci vorrebbero gruppi dirigenti che pensino solo a rappresentare gli interessi dei lavoratori anzichè a prepararsi per qualche carica pubblica”suggerisce il professore. E Livadiotti nel suo libro, identificandoli come una casta, dedica loro un elenco infinito di dati, fatti, interventi, tutti negativi, identificando privilegi, carriere, misfatti e fatturati di grande peso. Sorprendente vero? che dopo decine di anni in cui “questi sindacati” hanno avuto voce su tutti i media, per dire a sproposito - come racconta il libro - più volte al giorno la loro opinione su tutto, spendere milioni di euro per organizzare manifestazioni “oceaniche” come quella organizzata da Cofferati a Roma, occupare posti di potere, bloccare qualsiasi iniziativa volta a regolare la loro attività, impedito ai lavoratori di raggiungere retribuzioni a livello europeo, essere attori principali del teatrino che si chiama “concertazione” destinato a bloccare l’iniziativa di qualsiasi governo, impedire lo sviluppo delle aziende, improvvisamente siano entrati nel mirino. Non della stampa di centro destra, che sul problema si era soffermata diverse volte, non di quella confindustriale, la cui voce era stata catalogata come “interessata” e quindi priva di valore, ma su quella parte che fino a poco tempo addietro, ha dato loro spazio, li ha fatti diventare megafoni incontrollati del nulla, gli ha fornito quella popolarità che ha concesso loro di trasferire il loro sedere su poltrone di potere. Una presa di coscienza tardiva del fatto che queste organizzazioni avevano perso di vista la missione per la quale erano sorte, erano diventate autoreferenziali, spesso rappresentanti solo di se stesse, non raccolgono più se non i tanti privilegi, anche economici, che sono riuscite a ottenere, e hanno via via perduto l’adesione della maggior parte dei lavoratori. Hanno fatto ammoina, come si dice a Napoli, ritardando decisioni, provvedimenti, regolarizzazioni di rapporti fra imprese pubbliche e private e dipendenti, hanno protetto quelli che Pietro Ichino ha chiaramente identificato come “fannulloni”, bloccato la quotazione in Borsa di Fincantieri, hanno costretto il Governo ad una trattativa privata con AirFrance-Klm, dopo aver rovinato l’Alitalia. Poi di fronte al ritiro di Spinetta scoraggiato dalla loro intransigenza hanno attribuito ad altri, a Berlusconi naturalmente, la colpa del mancato accordo. Parlano di salari, ma senza avere un metro della realtà, trascurano ormai da anni la parola merito, sono pronti a difendere posizioni assurde. Badate non è una nostra descrizione di parte. E’ il riassunto degli scritti di Livadiotti, che, oltre ai fatti, ai dati, a sua volta riporta parole di altri esperti, quasi tutti di sinistra. Voci tutte inascoltate fino ad oggi. E che tornano in modo rumoroso stavolta a farsi sentire. Sarà perché i referenti, soprattutto di CGIL, sono spariti dai due rami del Parlamento, o perché adesso avranno di fronte oltre a una forte maggioranza anche un’opposizione che ha preso coscienza che così non si può andare avanti. O perché se non cambiano anche per loro si prepara un “V-day” da parte di tutti i lavoratori?

Giro di vite su blog e forum online


La Cassazione opera un giro di vite nei confronti dei blog, dei forum on line e di tutti i «nuovi mezzi di comunicazione del proprio pensiero» sottolineando che sono off limits tutte quelle manifestazioni contrarie al buon costume. Il motivo? «I messaggi lasciati su un forum di discussione che a seconda dei casi può essere aperto a tutti indistintamente -dice la Suprema Corte- sono equiparabili ai messaggi che possono essere lasciati in una bacheca e non entrano nel concetto di stampa, sia pure in senso ampio». Applicando questo principio, la terza sezione penale (sentenza 10535) ha respinto il ricorso dell’associazione di consumatori Aduc contro la decisione del Tribunale del riesame di Catania che, dopo aver revocato il sequestro di una parte del sito internet dell’Aduc, aveva ordinato la rimozione delle espressioni e dei messaggi arrivati su un forum on line, inibendone l’ulteriore diffusione. Come ricostruisce la sentenza di Piazza Cavour, alcune delle frasi incriminate, oltre ad avere offeso la religione cattolica mediante il vilipendio dei suoi fedeli e dei suoi ministri «avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il ’sacro seme del Cattolicesimo». Inutile il ricorso dell’Aduc in Cassazione che tra l’altro ha contestato l’illegittimità del sequestro preventivo delle pagine web perchè l’offesa ad una confessione religiosa non è contraria al buon costume. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha ricordato che «gli interventi dei partecipanti al forum on line non possono essere fatti rientrare nell’ambito della nozione di stampa». Questo perché «si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa». Anche perchè, annotano ancora i supremi giudici, «il semplice fatto che i messaggi e gli interventi» ospitati in un forum on line o in un blog «non fa sì che il forum stesso possa essere qualificato come un prodotto editoriale o come un giornale on line o come una testata giornalistica informatica». Il giro di vite, dunque, mette in chiaro la Cassazione riguarda tutti i nuovi mezzi di comunicazione del proprio pensiero vale a dire «newsletter, blog, forum, newsgroup, mailing list, chat, messaggi istantanei».

mercoledì 15 aprile 2009

Le low cost rilanciano scali secondari


La strategia delle low cost, che puntano su nuove rotte e scali alternativi, traina la crescita dei piccoli aeroporti italiani. Il traffico passeggeri è ancora in crescita in quasi tutti gli scali minori della penisola, con una media nazionale del +10,1%: un quadro delineato dalle note annuali della Banca d'Italia sull'Economia nelle diverse regioni. In Umbria, ''è più che raddoppiato'' il numero di passeggeri dell'aeroporto di Perugia Sant'Egidio, a quota 98 mila. Un incremento ''interamente derivato dall'istituzione di nuovi collegamenti internazionali da parte di compagnie low cost'', mentre ''sulle tratte nazionali il movimento è rimasto sostanzialmente stabile''. Così è stato ''favorito dall'offerta di tariffe a basso costo'' l'aumento del 7% dei passeggeri degli aeroporti della Sardegna, dove le low cost hanno spinto al +23,1% la crescita nei voli internazionali a fronte di un più modesto +2,3% del numero dei viaggiatori sulle rotte nazionali. L'ammodernamento della pista ha permesso all'aeroporto di Alghero un balzo del +21,5%. Nelle Marche sono aumentati del 3,7% i passeggeri dell'aeroporto di Falconara Marittima a quota 500mila. Più contenuta la crescita degli aeroporti calabresi: +3,8% dei passeggeri, in questo caso a fronte di una contrazione del numero dei voli (-2,8%) e dei passeggeri dei voli internazionali (-6,5%). E' invece tornato a crescere il numero dei passeggeri sulle tratte internazionali dell'Aeroporto d'Abruzzo (+11,6%) che era in calo negli anni passati: complessivamente a Pescara il flusso di passeggeri è salito al +9% (+4,4% nazionali). Crescono anche gli aeroporti veneti: a Venezia, Verona e Treviso i passeggeri sono aumentati del 13,5%. Mentre in Emilia Romagna, presso gli scali di Bologna, Forlì, Parma e Rimini il traffico passeggeri è aumentato di oltre il 12%, piu' sulle rotte internazionali (+13,4%) che in quelle domestiche (+9,8%).

I ritardi delle Fs


Tempi sempre più duri per i pendolari italiani, con i treni che, più di 3 volte su 10, si fanno attendere per più di 5 minuti. Un 'fenomeno' che attraversa tutto lo stivale: a Palermo quasi la metà dei convogli, il 48%, arriva in ritardo e la stessa sorte tocca ai pendolari di Napoli costretti ad aspettare il treno più o meno una volta su due (47%). Poco distanti nella classifica dei tempi di attesa Milano, con oltre il 43% dei treni che sforano i 5 minuti, Roma (42%) e Bologna con quasi il 40%. E' quanto emerge dai risultati di un'indagine di Legambiente su oltre 1400 treni "pendolari" in arrivo nelle stazioni di Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo. I volontari di Legambiente hanno tenuto sotto controllo gli arrivi in stazione nell'ambito di "Pendolaria", la campagna che punta i riflettori sui problemi di chi viaggia in treno e sulla necessità di un rilancio del trasporto ferroviario locale. I dati sono stati rilevati prendendo come orario d'arrivo l'effettiva discesa del passeggero dal treno, diversamente da quanto previsto dal criterio applicato in tutta Europa per cui è l'orario d'arrivo del treno sul marciapiede quello che conta. Il rilevamento però, coerentemente con criteri condivisi dal gruppo ferrovie dello Stato con le Associazioni dei Consumatori nell'ambito di un apposito tavolo di confronto sulla puntualità, ha preso in considerazione solo i ritardi superiori ai 5 minuti. Il risultato è che dei 1.438 treni monitorati 534 sono arrivati con oltre 5 minuti di ritardo. Primato negativo a Palermo con il 48% dei convogli fuori orario seguita da Napoli con oltre il 47%. Ma anche risalendo lo Stivale la situazione non migliora molto. A Milano arriva oltre l'orario previsto il 43% dei treni mentre a Roma e Bologna, rispettivamente il 42% e il 36,9%. Problemi di puntualità anche per i treni in arrivo a Genova, dove sfora i 5 minuti oltre un convoglio su 3 (36,33 %) seguita da Verona con quasi il 34% dei treni in ritardo di 6 minuti. Mediamente i convogli che viaggiano sulle tratte pendolari accumulano più di un quarto d'ora di ritardo (15,64 minuti) con picchi di quasi 20 minuti. A Palermo - riferisce Legambiente - il ritardo medio accumulato dai treni è di 18,81 minuti e sempre al capoluogo siciliano. Il 2008 doveva essere un anno di svolta per il trasporto pendolare italiano e invece le risorse messe a disposizione da Stato e Regioni riescono a malapena a garantire i servizi essenziali.

martedì 14 aprile 2009

Bonomi, una carriera all'ombra del carroccio

Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa, ha chiuso il 2008 con un utile netto consolidato di 1,8 milioni rispetto ai 34,5 milioni del 2007 e con ricavi totali per 634,5 milioni (-8,2%). Sui conti del gruppo - si legge in una nota - pesa, oltre che la crisi mondiale, la scelta di Alitalia di rinunciare all'hub Malpensa. Nel panorama tragico degli scali italiani e ,più in generale europei, i risultati ottenuti dalla Sea di Bonomi sono in linea con la tendenza generale: si salvi chi può. Giuseppe Bonomi, 45 anni, 3 figli, è avvocato e titolare a Varese di un noto studio legale associato. E' stato presidente dell'Alitalia e consigliere di amministrazione dell'Anas, dove è delegato per le infrastrutture di Lombardia e Veneto. A queste cariche è arrivato dopo la presidenza della Sea (la società di gestione degli aeroporti milanesi) e dopo una carriera politica tutta svolta tra le file della Lega Nord.Nel 1993, infatti, è assessore all'Urbanistica del comune di Varese. Nel 1994 è eletto in Parlamento (collegio di Gavirate, provincia di Varese) nelle liste del Carroccio. Nel 1996 è assessore ai Lavori pubblici del comune di Milano (giunta Formentini). L'anno successivo è appunto nominato presidente della Sea. Durante il suo mandato, durato fino al 1999, è stato inaugurato il grande "hub" di Malpensa. Con la Sea ha dovuto affrontare anche una vicenda giudiziaria legata agli accordi siglati dalla società in Argentina, ma l'inchiesta avviata dalla procura milanese viene archiviata nell'estate del 2001. La nomina a presidente dell'Alitalia, annunciata già in aprile dal ministro Pietro Lunardi, arriva il 16 maggio del 2003. Due anni prima, al momento del formazione del governo Berlusconi, il suo nome circolò con insistenza proprio per uno dei posti di sottosegretario del ministero delle Infrastutture.

Mannino assolto,la mafia non esiste?

Se, puta caso, si sposa Gerlando Caruana, figlio di Leonardo, il boss di Siculiana, non deve partecipare alle nozze (nemmeno per fare gli auguri alla sposa), e fare in modo di non meritare l’invito. Da assessore regionale alle Finanze, contrariamente a quel che fece Mannino, non deve affidare le esattorie a mafiosi come i cugini Salvo. Quando ci sono le elezioni, meglio evitare di ospitare in casa mafiosi come Antonio Vella per chiedere i voti della mafia, o di frequentare medici mafiosi come Gioacchino Pennino, amico di boss come Giuseppe Di Maggio, Totò Greco e i fratelli Graviano. Ecco, se uno non frequenta mafiosi o smette di frequentarli quando scopre chi sono, e magari li denuncia, sarà ben difficile che la mafia voti per lui, che qualcuno lo sospetti di mafia, che qualche mafioso pentito si ricordi di lui costringendolo a un «lungo calvario giudiziario». Se poi uno vuole che il suo processo sia rapido, dovrebbe pregare il suo premier di evitare leggi ad personam tipo la Pecorella che aboliva l’appello del pm e, essendo incostituzionale, fu bocciata dalla Consulta. Calogero Antonio Mannino (Asmara, 20 agosto 1939) è un politico italiano.
Conseguita la maturità classica nel giugno del 1957 e l'abilitazione magistrale nell'ottobre dello stesso anno, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Nel 1961 consegue la laurea, ma procede negli studi laureandosi anche in Scienze Politiche. Tanti saranno i settori di interesse che vedono Mannino attivo fin da giovane: dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell'Associazione degli Avvocati di Sciacca. La carriera politica del giovane Mannino prosegue con l'elezione a consigliere comunale di Sciacca nel 1961 nella legislature del 1967 e del 1971, anno in cui viene eletto deputato regionale all'ARS. Nel luglio dello stesso anno diviene assessore regionale alle Finanze della Regione Sicilia rimanendo in carica fino al febbraio del 1976. Nello stesso anno è eletto deputato nazionale tra le file della Democrazia Cristiana, così come nel 1979, 1983, 1987 e 1992. Nel 1979 viene eletto Vice Presidente del Gruppo Parlamentare alla Camera dei Deputati. Nel luglio 1980, durante il Governo Forlani, viene nominato sottosegretario al Tesoro con il ministro Beniamino Andreatta. Nel luglio del 1981 entra a far parte del Governo Spadolini I come ministro della Marina Mercantile. Nel dicembre 1982, con il Governo Fanfani V, diviene ministro per l'Agricoltura rimanendo in carica fino al luglio del 1983. Nel 1987, durante il Governo Goria, viene nominato ministro ai Trasporti. Nel marzo del 1988, con il Governo De Mita, viene nominato ministro per l'Agricoltura: viene confermato per il VI Governo Andreotti, ma si dimette, insieme ad altri ministri, nel luglio del 1990 per dissenso sulle posizioni assunte dal governo in merito alla Legge Mammì (Legge sulle emittenti televisive). Nel febbraio del 1991, nel VII Governo Andreotti, viene nominato ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno. Nel febbraio 1995 Mannino viene arrestato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa: secondo l'accusa, poi rivelatasi non sufficientemente probatoria, Mannino avrebbe stretto un patto con la Mafia per avere voti in cambio di favori. Dopo un periodo di detenzione (nove mesi di carcere e tredici di arresti domiciliari) durante il quale si era messa in moto un'ampia mobilitazione sostenuta anche da una raccolta di firme per la scarcerazione motivate dalle sue precarie condizioni di salute, nel gennaio del 1997 viene rimesso in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare. Nel 2001 Mannino viene assolto in primo grado perché il fatto non sussiste: i giudici non ritengono fondata l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa perché non si riesce a dimostrare che cosa Mannino abbia dato in cambio all'associazione mafiosa. Successivamente viene condannato in appello a 5 anni e 4 mesi di reclusione. Nel 2005 la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna riscontrando un difetto di motivazione, rinviando ad altra sezione della Corte d'Appello. Ritorna sulla scena politica nel 2006, dopo 12 anni, aderendo all'UDC, e viene eletto senatore per la regione Sicilia. E nel 2008, sempre nelle file dell'UDC viene eletto deputato nazionale. Il 22 ottobre 2008, confermando la sentenza di primo grado, i giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo hanno assolto Mannino perché il fatto non sussiste.

domenica 12 aprile 2009

La Sicilia non sarà più un’isola?


Il Wwf, in una nota, pone una serie di interrogativi in merito alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, del quale si occuperà il Cipe, chiedendo, in primo luogo, chi pagherà i costi dell'opera. Lo Stato, per un'opera inutile e velleitaria rispetto alle tante piccole opere ordinarie necessarie al Paese, è già tornato indietro destinando 1,2 miliardi di euro in meno rispetto a quanto fu stanziato quattro anni fa con la ricapitalizzazione della Stretto di Messina Spa". L'organizzazione ambientalista chiede "come si pensa di affrontare la ridefinizione dei rapporti con il general contractor capeggiato da Impregilo, visto che il costo dell'opera è di 2,2 miliardi di euro in più rispetto all'importo con cui è stata vinta la gara". Il Wwf chiede "in quale modo sono stati superati tutti gli ostacoli tecnici di realizzazione di un ponte sospeso. "Da dove arriveranno - chiede il Wwf - gli altri 4,8 miliardi di euro necessari alla costruzione del Ponte, visto che il ponte a unica campata di 3,3 km, nell'area che è a maggior rischio sismico del Mediterraneo, e di gestione di un'opera concepita per 100mila veicoli al giorno quando stime ufficiali al 2032 ne prevedono solo 18.500. Il presidente del Milan, che tutto può, dopo il terremoto che ha raso al suolo la città di Aquila, potrebbe mettere da parte il progetto faraonico di regime del ponte sullo stretto e iniziare un'opera più importante per tutta l'Italia:la messa in sicurezza delle strutture pubbliche. È grave che il Governo decida di destinare al Ponte sullo Stretto un terzo (1,3 miliardi di euro su 3,7) delle risorse Fas assegnati alle infrastrutture del Mezzogiorno proprio quando Calabria e la Sicilia sono in emergenza idrogeologica". Via libera alle risorse per l'avvio della costruzione del Ponte sullo Stretto: è quanto ha deciso il Cipe. Il costo totale dell'opera è di circa 6,1 miliardi e le risorse che il Cipe doveva varare e che hanno ottenuto l'ok sono pari a 1,3 miliardi. È quanto si apprende da fonti di governo. E' giunto dunque il sì definitivo del Cipe al piano di oltre 16,6 miliardi di euro: un pacchetto di opere infrastrutturali per colmare il gap italiano, dare impulso a economia e occupazione in tempi di crisi. Il Cipe ha deliberato di stanziare 2 miliardi 300 milioni di euro per la Sicilia di questi 1 miliardo 200 milioni di euro saranno destinati per il ponte di Messina. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani. Per Schifani "questa è una buona notizia per la Sicilia, si tratta di un progetto strategico per l'intero Mezzogiorno". Le risorse che il Cipe mette a disposizione (dopo vari rinvii) sono composti da più voci, i fondi Fas (7,3 miliardi), risorse pubbliche da finanza di progetto (altri 7,8miliardi), e fondi statali della Legge Obiettivo (1.500 milioni). La lista delle infrastrutture all'esame del Cipe è stata estrapolata dal piano triennale per le grandi opere da 44 miliardi di euro. Nord e Sud si spartiscono il 50% degli investimenti pubblici (circa 8,5miliardi) anche se il Mezzogiorno godrà di una fetta maggiore (80%) rispetto alla dotazione complessiva dei fondi Fondo aree sottoutilizzate (Fas). Saranno oltre 40.000 le unità lavorative impegnate per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Per il presidente dell'Anas gli effetti della realizzazione del Ponte 'ci saranno prima dell'apertura dei cantieri perchè c'è una fase di progettazione che riguarda centinaia di ingegneri. 'Siamo soddisfatti delle decisioni del governo e condividiamo la strategia,le grandi opere sono quelle che possono dare aiuto decisivo alla ripresa dell'economia'. Il governo Berlusconi riapre il capitolo ponte sullo Stretto di Messina e il ministro Mattioli, che nella sua precedente esperienza governativa aveva conseguito il famigerato “premio Attila dell’ambiente”, annuncia trionfalmente che nel 2010 ci sarà la posa della prima pietra. Ovviamente, a pagare l’attuale scelta insensata di far ripartire il progetto saranno ancora una volta le terre del Mezzogiorno, che non hanno necessità di questa grande e inutile opera la quale rischia di essere l’ennesima “cattedrale nel deserto” che si aggiungerebbe alle tante disseminate qua e la modello di sviluppo per il nostro paese. Le infrastrutture funzionali alla gente e non ai grandi potentati economici o alle aziende che si occupano di cemento e di acciaio. Un territorio e un’ambiente tutelati e difesi dai saccheggi, dalle speculazioni e dalle devastazioni. LoMa insieme al danno di un tentativo che si ripropone con la grancassa propagandistica tentando di coprire anche le peggiori nefandezze che stanno dietro l’operazione del ponte, oggi Calabria e Sicilia subiscono la gravissima beffa della cancellazione di ingenti risorse destinate a interventi (questì sì ben più urgenti) per opere pubbliche, infrastrutture e trasporti. Infatti, il governo Berlusconi, compiendo un vero e proprio scippo, con una scelta miope, sbagliata, indecente e penalizzante ha deciso di finanziare il taglio dell’Ici sulla prima casa con i fondi ex Fintecna, pari a oltre un miliardo e quattrocento milioni di euro che il governo Prodi aveva opportunamente destinato per la progettazione, l’ammodernamento e la realizzazione di infrastrutture di vitale importanza per lo sviluppo della Regione Calabria e della Regione Sicilia. Il Mezzogiorno è la vittima predestinata di una politica governativa nella quale ha un ruolo determinante la Lega nord di Bossi.

venerdì 10 aprile 2009

IN ITALIA 80.000 EDIFICI VULNERABILI



Sono circa 80.000 gli edifici pubblici in Italia considerati 'vulnerabili' - tra scuole, ospedali e uffici - in quanto costruiti in zone ad alto rischio sismico. Tutti edifici che andrebbero adeguati e che in molti casi non sono stati pianificati secondo criteri antisismici. Ma la stima delle strutture vulnerabili è in realtà, secondo gli esperti, ben più ampia dal momento che andrebbero considerate anche le abitazioni civili, sulle quali un monitoraggio generale sul territorio è al momento parziale. A puntare i riflettori sulla preoccupante situazione degli edifici non a norma è Gian Michele Calvi, presidente della Fondazione Eucentre di Pavia - Centro europeo di ricerca e formazione in ingegneria sismica e membro della Commissione grandi rischi. Secondo stime disponibili, sia pure parziali, ha sottolineato l'esperto, ci sarebbero dunque almeno 75-80 mila edifici pubblici in Italia da consolidare. Molti di questi hanno un ruolo strategico, trattandosi di ospedali, municipi, prefetture, caserme e scuole. E proprio le scuole rappresentano un'emergenza: sulla base degli ultimi dati della Protezione civile, infatti, sono 22 mila gli edifici scolastici che si trovano in zona sismica e quindi sono a rischio. Sedicimila sono situati in zone ad alto rischio e, di questi, circa 9.000 non sono stati costruiti secondo criteri antisismici moderni e potrebbero subire danni in caso di scosse. "Se non investiamo nella messa in sicurezza degli edifici preesistenti, dal momento che solo quelli nuovi sono costruiti a norma - ha affermato Calvi - continueremo ad avere morti, crolli, danni ingenti all'economia. E' scandaloso che l'Italia sia tra i pochi paesi del mondo civilizzato - ha aggiunto - a non prevedere o favorire forme di assicurazione contro le catastrofi naturali, ed è d'altra parte incredibile che in una zona ad alta pericolosità sismica, come l'Abruzzo, tra le conseguenze di un evento vi siano danni portanti e una forte riduzione di funzionalità ad una struttura strategica come l'ospedale de l'Aquila". In Italia, Mezzogiorno e Centro risultano le aree più a rischio terremoto, in particolare Calabria, Basilicata e Molise. Complessivamente, nel nostro Paese si contano quasi tre milioni di persone che vivono in zona ad alta sismicità, quasi 21 milioni abitano in zone a media sismicità, più di 15 milioni e mezzo in aree a bassa sismicità e circa 20 milioni in aree a sismicità minima. Le zone più popolate sono in Calabria e Campania, ma in generale oltre un terzo del territorio italiano ha una sismicità medio-alta. La mappa delle zone sismiche individua proprio nella dorsale appenninica, che va dall'Umbria fino alla Calabria e alla Sicilia, passando appunto per l'Abruzzo, le zone di maggiore criticità. Il nostro Paese si è dotato di una legge che detta indicazioni precise per le costruzioni in zone sismiche solo nel 1974. Tutte le costruzioni ante '74 sono, dunque, prive dei criteri di antisismicita'.

Europee, Cofferati capolista nel Nordovest


Sergio Cofferati sarà capolista per il Nordovest alle prossime elezioni europee. L'annuncio è arrivato dal segretario del Pd, Dario Franceschini. Il puzzle per individuare tutti i 72 candidati per Strasburgo arriverà alla stretta solo la prossima settimana, dopo che le segreterie regionali avranno fatto arrivare le rose di nomi dai territori. Intanto Franceschini ha incontrato Rita Borsellino, che alle Regionali siciliane del 2008 corse come capolista della Sinistra Arcobaleno in tandem con Anna Finocchiaro. Il faccia a faccia, secondo quanto si apprende, è andato bene, ed è probabile che la Borsellino accetti la candidatura dei Democratici come capolista nella circoscrizione Isole. Quanto a Cofferati, il segretario Pd ha commentato così la sua candidatura: "Abbiamo bisogno di personalità che per storia, popolarità e competenza, guidino le nostre liste alle europee: e penso che Sergio Cofferati abbia tutte queste caratteristiche per guidare la lista nella circoscrizione in cui è nato, ha vissuto ed è tornato ad abitare". "Per questo - ha aggiunto - gli ho chiesto di accettare la candidatura superando le resistenze, più volte ribadite, legate alle sue scelte personali e alla decisione di non ricandidarsi alla guida del comune di Bologna. Lo ringrazio di aver dato al partito la sua disponibilità". Sergio Gaetano Cofferati (Sesto ed Uniti, 30 gennaio 1948) è un sindacalista e politico italiano. È attualmente sindaco della città di Bologna. È soprannominato il cinese per il taglio degli occhi, quasi a mandorla. Diplomato perito industriale, da impiegato della Pirelli di Milano e semplice iscritto al sindacato FILCEA (CGIL), che raccoglie i dipendenti del comparto chimico, percorre tutta la scala organizzativa del sindacato, arrivando nel 1988 a dirigere la FILCEA, divenendone segretario generale. Viene nominato nella segreteria nazionale della CGIL nel 1990, e nel 1994 succede a Bruno Trentin nel ruolo di segretario nazionale. Il periodo che lo vede a capo del maggiore sindacato italiano è uno dei periodi più difficili ma anche denso di significativi successi per il sindacato stesso: l'accordo sulla concertazione del 1993, la riforma delle pensioni del 1995, il no alla modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per il quale il 23 marzo 2002 al Circo Massimo di Roma parla davanti ad una folla di circa tre milioni di persone, in una delle maggiori manifestazioni italiane del dopoguerra. Il 21 settembre 2002 termina il mandato di segretario nella CGIL e riprende il posto di lavoro alla Pirelli, pur riscuotendo un seguito politico massiccio e divenendo un punto di riferimento per l'elettorato della sinistra, sconfitta pochi mesi prima alle elezioni politiche. Poco tempo dopo aver ripreso a lavorare alla Pirelli, accetta la proposta di candidarsi come Sindaco a Bologna, città tradizionalmente di sinistra ma governata da una coalizione di centro-destra. Al centro della campagna elettorale di Cofferati vi è il tema della partecipazione dei cittadini alla vita politica cittadina. Cofferati, grazie alla sua notorietà e ad un programma riformatore, riesce a ricompattare la sinistra bolognese, desiderosa di rivincita dopo la storica sconfitta del 1999.
Nel giugno 2004, Cofferati viene eletto col 55,9% dei voti, superando il sindaco uscente Giorgio Guazzaloca. In seguito alla decisioni prese, Cofferati si scontra con l'ala radicale della coalizione di centro-sinistra che lo sostiene in Comune, in particolare con Rifondazione Comunista. Il 24 ottobre 2005, rappresentanti della sinistra e dei centri sociali si radunano sotto Palazzo d'Accursio, sede del Comune di Bologna, per chiedere un incontro con Cofferati, di cui non condividono la politica repressiva e proibizionista. Gli esponenti della sinistra hanno ripetutamente accusato il sindaco di Bologna di autoritarismo, di incapacità di dialogare con il resto della maggioranza e con la città, fino ad imputargli - nei casi più estremi - un atteggiamento "fascista", soprattutto dopo il "patto sulla legalità" da lui sottoscritto nell'estate del 2007 con Alleanza Nazionale (guidata a Bologna da Enzo Raisi) e che prevede una serie di interventi nell'ambito del potenziamento della vigilanza e della lotta al degrado sotto le Due Torri. Cofferati viene soprannominato "sceriffo", come il sindaco leghista di Treviso Giancarlo Gentilini, e come fu per l'americano Rudolph Giuliani. La rottura definitiva con l'ala sinistra della coalizione avviene però nell'ottobre 2007: Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica e la lista civica Il Cantiere escono dalla maggioranza, limitandosi ad appoggiare esternamente Cofferati in Consiglio Comunale. Allo stesso tempo, i componenti della sinistra bolognese dichiarano la loro intenzione di voler presentare una candidatura alternativa a Cofferati in occasione delle future elezioni comunali. A sostenere Cofferati resta solo il Partito Democratico che, tuttavia, non ha la maggioranza assoluta dei seggi in Consiglio Comunale. Non mancano, nel centro-sinistra bolognese, oppositori di Cofferati su posizioni più moderate: tra questi, vi sono il gruppo dei "Formidabili" (guidato da Silvia Bartolini, sconfitta nel 1999 da Giorgio Guazzaloca), numerosi intellettuali (tra i quali il filosofo Stefano Bonaga) e politici di spicco (come l'ex diessino Mauro Zani). Tra gli esponenti del centro-destra, convivono due opposti atteggiamenti: Pierferdinando Casini ha definito Cofferati "il peggior sindaco di Bologna dal Dopoguerra", mentre Gianfranco Fini ha difeso la battaglia legalitaria del sindaco, anche se ha sottolineato gli scarsi interventi effettuati nella zona universitaria cittadina. Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. In vista delle Elezioni Comunali del 2009, una parte maggioritaria del PD è a favore di presentare Cofferati quale candidato unico, rifiutando sia l'idea di presentare candidati alternativi, sia di far scegliere alla propria base un candidato attraverso delle elezioni primarie. Una parte dello stesso partito sarebbe invece favorevole al vaglio di altre ipotesi. E' Cofferati stesso che, il 9 ottobre 2008, dichiara pubblicamente di non volersi ricandidare adducendo come motivazione "questioni familiari". Il 30 gennaio 2009 si dimette il Vice-Sindaco Adriana Scaramuzzino, a segno dello scontento del suo rapporto con Cofferati. Il 9 aprile 2009 il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, conferma le voci secondo cui Sergio Cofferati sarà candidato dal partito come capolista per la Circoscrizione Nord-Ovest alle Elezioni europee. Piovono critiche e Cofferati è davvero seccato: "Mi stanno rompendo le scatole con 'sta storia delle Europee", dice senza eufemismi .